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lunedì 12 gennaio 2026

(IN)STAGIONE, CANTARE IL DISINCANTO In Sala Assoli/Moscato dal 16 al 17 gennaio

In Sala Assoli/Moscato dal 16 al 17 gennaio 1963-Studio per la messinscena di un monologo con canzoni tristi. Uno spettacolo di e con Canio Loguercio.

Dal libro “Cantare il disincanto, disagio e malinconia nella canzone d’autore italiana negli anni del miracolo economico”, pubblicato da Manzoni Editore/Urania Records, di Giulio de Martino con contributi di Canio Loguercio, Salvatore Rossi e Carlo Serra (Manzoni Editore /Urania Records, 2025)

Canio Loguercio racconta in parole e musica i sentimenti e le note di un’epoca molto incisiva nella storia della musica. 

Esistono canzoni che fanno parte di un patrimonio comune: brani che restano impressi anche quando non li ascoltiamo da anni, che sappiamo intonare senza pensarci, capaci di attraversare il tempo e parlare a più generazioni.

È il caso di “Un giorno dopo l’altro” di Luigi Tenco, emblema di una stagione musicale – quella dei primi anni Sessanta – in cui i cantautori italiani, andando contro l’ottimismo diffuso del boom economico, hanno dato voce a sentimenti di inquietudine, malinconia e rinuncia, costruendo un immaginario del disagio immediatamente riconoscibile.

𝗖𝗔𝗡𝗧𝗔𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗦𝗜𝗡𝗖𝗔𝗡𝗧𝗢 si muove proprio in questo solco: un percorso narrativo e musicale che ci riporta a quegli anni – con un’attenzione particolare al 1963 – intrecciando memorie, annotazioni, frammenti e canzoni, per dare forma a una drammaturgia collettiva che ruota attorno ai temi della perdita e della nostalgia.

A partire dagli anni '60, i cantautori italiani hanno fatto sentire la loro energia e la loro ispirazione attraverso canzoni di malinconia e di rinuncia. Collocandosi in posizione di contraddizione e divergenza rispetto ai sentimenti prevalenti, hanno inventato un’estetica del disagio che si inoltrava nei luoghi oscuri di anni, per tanti versi felici e innovativi, della storia italiana del secondo Novecento.

Lo spettacolo è un viaggio-racconto in cui Canio, attraverso appunti, ricordi, canzoni e frammenti, rievoca la memoria storica, personale e collettiva, dei primi anni sessanta, con un focus sul 1963, costruendo una sorta di drammaturgia intima e condivisa sulla perdita e la nostalgia.

Durata spettacolo: 60 minuti

Orari spettacoli

lunedì > sabato ore 20.30

domenica e festivi ore 18.00

Posto unico

intero 18 € | ridotto 15 €

Riduzioni: under 30, over 65,

CartaEffe, enti convenzionati

Info e prenotazioni: 345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it

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