Ma Press News
lunedì 12 ottobre 2026
In libreria "La donna del pullman" di Rosario S. Morisieri - de Nicola Editore
domenica 11 ottobre 2026
Giuseppe Cossentino, 40 anni e 20 di carriera: una vita di successi celebrata nel cuore di Pozzuoli
Niente party esclusivi, ma una cena intima tra affetti, amicizia e alta cucina. Lo scrittore, sceneggiatore, regista e giornalista ha festeggiato il doppio traguardo da Armoni Restaurant, insieme al fratello Sante Cossentino e all’attore Nunzio Bellino, l’uomo elastico .
Quarant’anni di vita e vent’anni di carriera: un doppio anniversario importante per Giuseppe Cossentino, che ha scelto di celebrare questo momento speciale con una serata all’insegna della semplicità e della convivialità, nel cuore di Pozzuoli.
Ad accoglierlo da Armoni Restaurant il noto chef Mariano Armonia, che gli ha riservato un’accoglienza straordinaria. Al suo fianco il fratello Sante Cossentino, giornalista e ufficio stampa, e Nunzio Bellino, attore e personaggio televisivo conosciuto come l’Uomo elastico, con cui condivide da anni un significativo percorso artistico.
Dai successi editoriali al cinema
In vent’anni di carriera, Cossentino ha attraversato diversi mondi della comunicazione e dello spettacolo, distinguendosi come autore, sceneggiatore e regista.
Tra i suoi progetti più rappresentativi spicca “Passioni senza fine”, la radiocommedia seriale ideata nel 2011, diventata uno dei lavori più riconoscibili della sua produzione e approdata anche in libreria con il romanzo pubblicato da Olisterno Editore nel 2024.
Importante anche il sodalizio con Nunzio Bellino, da cui sono nati progetti come “L’uomo elastico”, graphic novel pubblicata da Antea Edizioni nel 2022, e il libro Cuore elastico, uscito nel 2025. Opere che affrontano temi come diversità, inclusione, bullismo e malattie rare.
Nel suo percorso figurano inoltre lavori cinematografici come Elastic Heart, Un giorno a Napoli e Covid19 – La voce degli invisibili, insieme a riconoscimenti ottenuti nel circuito dei festival, tra cui quelli legati ai Rome Web Awards. Una produzione che testimonia l’attenzione dell’autore per le storie umane e le tematiche sociali.
I sapori del Golfo e la torta delle quaranta candeline
La cena celebrativa ha reso omaggio alla cucina di mare con un menù ricco di specialità: Il Polpo di Pozzuoli, con misticanza, prezzemolo e citronette al limone; Il Sautè del Golfo, con cozze, vongole e pane cafone tostato; Pasta mista aMMare, con polpo, totani, gamberi, lupini e pesce azzurro; Linguina dell’Ispettore, alla puttanesca con pomodoro San Marzano, olive, capperi e cozze; e Cacio e Pepe con Cozze.
Ad accompagnare le portate, vini pregiati rigorosamente frizzantini. Il finale è stato affidato alla torta del Bar Gallo di Fuorigrotta, con crema chantilly e fragoline, per spegnere le quaranta candeline.
Una serata intima, senza eccessi, ma ricca di significato: un brindisi ai traguardi raggiunti, agli affetti più cari e a una carriera costruita attraverso scrittura, cinema, editoria e comunicazione.
Quarant’anni di vita, vent’anni di storie e nuovi progetti all’orizzonte: per Giuseppe Cossentino, il viaggio continua.
sabato 10 ottobre 2026
Napoli abbraccia il mondo: al Gambrinus presentata “Napoletani per il mondo”, un ponte tra radici, cultura e solidarietà
Napoli abbraccia il mondo: al Gambrinus presentata “Napoletani per il mondo”, un ponte tra radici, cultura e solidarietà
Dalla città partenopea alle comunità italiane all’estero, un progetto che punta sulle nuove generazioni per custodire l’identità napoletana e trasformare il senso di appartenenza in un impegno concreto verso chi è più fragile.
NAPOLI – Napoli si apre al mondo e rafforza il legame con i suoi figli lontani, puntando sulla cultura, sulla memoria e sulla solidarietà. È stata presentata il 5 ottobre 2026, nella cornice storica del Gran Caffè Gambrinus, l’associazione no profit “Napoletani per il mondo”, guidata dal fotografo Eugenio Blasio insieme alla sua famiglia. Un’iniziativa che guarda oltre i confini cittadini con l’ambizione di costruire un ponte stabile tra Napoli, le comunità italiane all’estero e le nuove generazioni nate e cresciute lontano dalla propria terra d’origine.
Il progetto si fonda su una duplice missione: mantenere vivo il patrimonio culturale, linguistico e umano della tradizione napoletana nel mondo e, allo stesso tempo, offrire un sostegno concreto alle famiglie che vivono situazioni di fragilità. Un percorso nel quale l’identità non viene intesa come semplice ricordo del passato, ma come una ricchezza da trasmettere, rinnovare e condividere.
A moderare l’incontro è stato il giornalista Gianfranco Coppola, che ha accompagnato gli interventi degli ospiti mettendo al centro uno dei temi fondamentali dell’iniziativa: la necessità di coinvolgere soprattutto i giovani, affinché il legame con Napoli non si perda con il passare delle generazioni.
Parlare ai ragazzi nati all’estero significa, infatti, raccontare loro una storia fatta di tradizioni, creatività, talento e appartenenza, superando stereotipi e luoghi comuni per restituire un’immagine autentica e contemporanea della città. Una Napoli capace di farsi riconoscere non soltanto attraverso le sue bellezze e le sue tradizioni, ma anche grazie alle persone che, in ogni parte del mondo, continuano a portarne avanti lo spirito.
Da Napoli a New York: il primo appuntamento internazionale
Il primo importante banco di prova internazionale per l’associazione sarà il Columbus Day di New York del 12 ottobre, occasione nella quale saranno presenti alcuni esponenti e testimonial del progetto.
Una tappa simbolica per un’iniziativa che intende incontrare le comunità italiane d’America, valorizzando il contributo di chi, pur vivendo lontano dall’Italia, conserva un rapporto profondo con le proprie origini.
Tra i testimonial presenti alla presentazione, l’attore Patrizio Rispo ha sottolineato quanto la distanza possa rendere ancora più intenso il legame con la propria terra. In questo contesto, anche la televisione può svolgere un ruolo importante: produzioni popolari come Un posto al sole contribuiscono a mantenere vivo il rapporto con Napoli tra gli italiani che vivono negli Stati Uniti, offrendo loro immagini, storie e personaggi familiari.
La cultura popolare diventa così uno strumento di vicinanza, capace di accorciare le distanze geografiche e di alimentare il senso di appartenenza anche tra coloro che non hanno vissuto direttamente la realtà napoletana.
Musica e lingua napoletana, ambasciatrici d’identità
A testimoniare il valore della tradizione musicale partenopea sono intervenuti anche Mauro Nardi ed Emiliana Cantone, che hanno richiamato l’importanza della musica e della lingua napoletana come strumenti di connessione con le comunità all’estero.
Le canzoni, le parole e le sonorità della tradizione rappresentano un patrimonio che attraversa le generazioni, capace di evocare ricordi familiari e di trasmettere emozioni anche a chi è nato lontano da Napoli. In questo senso, la musica diventa un linguaggio universale, un mezzo attraverso il quale custodire le proprie radici e farle conoscere a chi verrà dopo.
Tra gli ospiti dell’incontro anche Carlo Mey Famularo, Valentina De Nigris, Giuseppe Cossentino e Nunzio Bellino, espressioni di un mondo artistico e culturale che può contribuire a dare visibilità e forza al progetto.
Lo sport come racconto di riscatto e appartenenza
Un altro pilastro dell’iniziativa sarà lo sport, inteso come veicolo di valori, integrazione e riscatto sociale.
Il campione olimpico Patrizio Oliva ha ricordato il contributo storico degli italiani negli Stati Uniti, richiamando il percorso di tante persone che, partite dall’Italia, hanno saputo costruire nuove opportunità senza rinunciare alle proprie origini.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre annunciato il suo spettacolo Patrizio versus Oliva all’Istituto Italiano di Cultura di New York, appuntamento che si inserisce nel dialogo tra sport, cultura e memoria italiana all’estero.
La testimonianza di Oliva sottolinea come le storie personali possano diventare patrimonio collettivo: racconti di sacrificio, determinazione e riscatto che parlano alle nuove generazioni e contribuiscono a rafforzare il legame tra le diverse comunità.
Napoli, città di cultura e nuove progettualità
Nel corso della presentazione è stato richiamato anche il lavoro di Napoli Opera House, progetto ideato da Luca De Lorenzo, che promuove attività musicali ospitate in alcuni luoghi simbolici della città.
Un’esperienza che si inserisce in una visione più ampia di Napoli come centro di produzione culturale, capace di valorizzare i propri spazi storici attraverso iniziative artistiche e di creare nuove occasioni di incontro tra pubblico, artisti e territorio.
La cultura, dunque, non soltanto come elemento identitario da preservare, ma anche come risorsa da mettere in circolo, capace di generare relazioni e opportunità ben oltre i confini locali.
Uno sguardo al futuro, partendo dai giovani
Particolare attenzione è stata riservata anche alle nuove generazioni con il riconoscimento conferito a Ludovica Riccio in occasione del compimento dei suoi 18 anni. Un gesto dal valore simbolico, che richiama l’importanza dei giovani all’interno di un progetto intenzionato a costruire un dialogo tra passato, presente e futuro.
È proprio sulle nuove generazioni che “Napoletani per il mondo” intende investire, affinché la memoria delle origini non rimanga un patrimonio distante, ma possa diventare una componente viva della propria identità.
L’iniziativa presentata al Gambrinus si propone così di mettere in relazione mondi diversi attraverso un filo comune: l’amore per Napoli, la valorizzazione della cultura italiana e l’attenzione verso chi ha più bisogno.
Dalla musica allo sport, dalla televisione alle arti, fino alla solidarietà, “Napoletani per il mondo” punta a trasformare il legame con le proprie radici in un’occasione di incontro e partecipazione. Perché Napoli non è soltanto un luogo geografico: è una lingua, una storia, un modo di sentire e una comunità che continua a vivere ovunque i suoi figli portino con sé la propria identità.
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venerdì 9 ottobre 2026
Stadio San Francesco, Azione chiede conto a De Maio
«Le eventuali responsabilità penali le accerterà la magistratura, nel rispetto della presunzione di innocenza. Ma il San Francesco è un impianto comunale, e sulla sua gestione e sulla sua vigilanza deve rispondere l'Amministrazione». Così Imma Zinnia, responsabile cittadina di Azione a Nocera, interviene sulla vicenda dei lavori eseguiti sotto la tribuna dello stadio, affidato in gestione alla Nocerina.
Sugli interventi la Procura di Nocera Inferiore ha aperto un'indagine, iscrivendo nel registro degli indagati il presidente del club rossonero. Il 7 ottobre la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, riunita in via straordinaria in Prefettura a Salerno, ha autorizzato la riapertura parziale dell'impianto: accesso consentito in Distinti e Curve, interdetti la Tribuna e le relative pertinenze, spogliatoi compresi. Al termine della riunione il sindaco Paolo De Maio ha commentato: «Sono state giornate intense, non a causa nostra, ma abbiamo lavorato con un unico obiettivo: il San Francesco è pronto ad accogliere i nostri tifosi».
«È una frase che apre più interrogativi di quanti ne chiuda», ribatte Zinnia, che ricostruisce i giorni precedenti: «Non parliamo di un cantiere aperto nel silenzio. Dei lavori si parlava pubblicamente attraverso due comunicati e il 1° ottobre la testata Nocerina Live aveva già dato la notizia degli interventi alla tribuna. Chi sapeva dei lavori alla tribuna, e da quando? Quali autorizzazioni erano state rilasciate, a chi spettava vigilare e quali controlli sono stati effettivamente svolti? Se il Comune era informato, vanno resi noti gli atti e le verifiche compiute. Se non lo era, va spiegato dove fosse mentre interventi annunciati perfino dalla stampa andavano avanti in un impianto di sua proprietà».
Per la responsabile di Azione la riapertura non chiude la questione: «“Non a causa nostra” è una dichiarazione politica, non una ricostruzione amministrativa dei fatti. Che i tifosi possano tornare sugli spalti è una buona notizia, ma non prende il posto delle risposte che mancano». Da qui la richiesta al sindaco De Maio di rendere pubblica una relazione dettagliata, corredata degli atti disponibili, che chiarisca la cronologia degli interventi, le eventuali autorizzazioni e le attività di vigilanza svolte dal Comune.
Napoli, la tradizione a tavola alla prova della turistificazione, una carta d'autunno che guarda al mare
Dal polpo alla luciana alla pasta e fagioli con le cozze, fino alla genovese portata su pasta fresca all'uovo, la nuova carta firmata dallo chef Gian Luca Cicco di Amiro accompagna verso l'inverno tenendo lo sguardo fisso sul mare.
Nel cuore di Napoli la cucina tradizionale è diventata anche un prodotto di consumo turistico, replicato in serie lungo le strade del centro. Proprio per questo, il rapporto con il repertorio partenopeo ha smesso di essere una questione esclusivamente gastronomica, ed è su questo terreno che Amiro costruisce la propria carta autunnale: un menu che attinge a piene mani dalla tradizione e che, proprio per questo, sceglie di non limitarsi a riproporla.
Il metodo è dichiarato nei nomi dei piatti, ciascuno dei quali funziona come una tesi. "Terra d'Agro, mare di Santa Lucia" riprende l'accostamento più radicato della cucina domestica napoletana, quello tra legumi e frutti di mare, unendo la crema di fagioli di Aversa alle cozze di Santa Lucia e al guanciale croccante sui lumaconi. "Una genovese in Emilia" porta lo stracotto di carne e cipolla, piatto napoletano dal nome ingannevole, su una pasta fresca all'uovo, facendo dialogare due culture italiane della cottura lenta. Accanto, restano i classici che non hanno bisogno di presentazioni: l'uovo in purgatorio e il polpo alla luciana, che porta ancora il nome dei pescatori dell'antico borgo di Santa Lucia.
«Il rischio che corre oggi la cucina napoletana non è l'oblio, ma la caricatura», afferma Alessia Bisaccio, imprenditrice alla guida del locale di via Medina, a pochi passi da Piazza Municipio e dal porto. «Quando un piatto viene ripetuto all'infinito per chi passa di fretta, smette di raccontare qualcosa e diventa una cartolina. Noi facciamo il percorso inverso: partiamo dai piatti che ogni napoletano riconosce e li trattiamo con il rispetto che si deve a un testo importante, cioè studiandoli. È l'unico modo che conosciamo per custodire una tradizione senza imbalsamarla».
Sul piano tecnico, la carta lavora per scomposizione. In "Pomodoro al quadrato" lo spaghetto di Gragnano trafilato al bronzo incontra lo stesso ingrediente in quattro stati diversi: coulis, pomodorini gialli e rossi confit, concassé di ramato e un concentrato preparato in casa. «Il pomodoro è l'ingrediente che a Napoli tutti pensano di conoscere, ed è esattamente per questo che mi interessa», spiega Cicco. «Metterlo nello stesso piatto crudo, confit, ridotto e concentrato costringe chi mangia a sentirne ogni passaggio. La stessa logica vale per "Identità partenopea", dove le vongole arrivano in tavola sia in salsa sia affumicate: la tradizione non si tocca nell'ingrediente, si approfondisce nella lavorazione».
L'autunno entra nella carta attraverso la zucca delle roche con fonduta di pecorino e noci tostate, i funghi di sottobosco e la guancia di manzo brasata a bassa temperatura su purea di patate. Il mare, però, resta la bussola: dalla frittura di gamberi e calamari de "Il golfo di Napoli e Kagoshima", con la sua doppia panatura italo-giapponese, all'orata in crosta di erbe con patate bravas, chimichurri mediterraneo e maionese al pil pil, la contaminazione avviata con la carta estiva prosegue senza mai perdere l'ancoraggio al Golfo. «Andare verso l'inverno, per una cucina di mare, significa spostare il peso dalle freschezze alle cotture lunghe e alle salse più profonde, senza rinunciare alla sapidità che ci definisce», aggiunge lo chef.
Il menu degustazione ordina questa visione in un percorso che parte dall'ostrica fritta con gel di limone e basilico, attraversa l'uovo in purgatorio, il polpo alla luciana, il Fusillone Roma 3.0 e "Terra d'Agro, mare di Santa Lucia", per approdare alla guancia con patate e funghi e chiudersi con la delizia al limone, dolce simbolo della pasticceria campana.
«Un ristorante, in una città come la nostra, ha una responsabilità che va oltre il piatto», conclude Bisaccio. «Decide ogni giorno quale Napoli mettere davanti a chi la sta conoscendo. Noi abbiamo scelto quella che ha ancora qualcosa da dire».
ISCHITELLA, SUCCESSO STREPITOSO PER L'OMAGGIO ALLA DISCOTECA KISS KISS: IL VOGA FA RIVIVERE LA MAGIA DEGLI ANNI '80/'90
Tra i partner dell'evento l'azienda vinicola Tenuta Di Costanzo di Pastorano (CE), il liquorificio Terre Pompeiane di Pompei e Contangelo Motori di Arzano (NA). Serata sold-out tra emozioni e nostalgia.
Successo oltre ogni aspettativa. Sabato 26 settembre 2026 il Voga di Ischitella ha riportato indietro le lancette del tempo con l'evento "Disco Hit 80/90 – Omaggio alla discoteca Kiss Kiss di Napoli", una festa trasformatasi in un vero ritorno a casa per centinaia di persone. Una notte magica che ha fatto rivivere le emozioni irripetibili del Discolive, il programma cult che il sabato sera andava in onda in diretta dalla storica discoteca Kiss Kiss di Napoli e che ha fatto ballare, sognare e innamorare intere generazioni. A documentare l'evento fotografi, giornalisti e le telecamere di TV Campania e Italia Felix, a testimonianza di una serata che ha superato i confini della semplice festa per diventare un vero evento di costume. L'evento, organizzato da Dario Duro e Gennaro Esposito insieme ai gestori del Voga Salvatore Perillo, Antonio Panico e al proprietario della struttura Vincenzo Pagano, è stato un'esperienza totale a 360 gradi, resa possibile anche grazie al prezioso supporto dei partner: l'azienda vinicola Tenuta Di Costanzo di Pastorano (CE) con il suo Aspro Secco, il BabàRe di Terre Pompeiane di Pompei e Contangelo Motori di Arzano (NA), che ha curato l'esposizione di auto e moto d'epoca. Grande entusiasmo per l'esposizione, un vero museo a cielo aperto allestito dentro e fuori il locale con i modelli simbolo degli anni '80 e '90, dalle utilitarie delle prime uscite alle sportive da poster. Centinaia di scatti e selfie in perfetto stile vintage. Applausi anche per l'idea dei Cocktail Vintage: al bancone sono tornati i mitici drink di allora, dall'indimenticabile Angelo Azzurro all'esplosivo B52, dall'iconico Long Island al Sex on the Beach. Cuore pulsante della notte la musica e le voci che hanno fatto la storia. In consolle una leggenda della notte napoletana: DJ Giancarlo Cavallo, storico DJ della discoteca Kiss Kiss, affiancato dallo speaker storico Stefano Piccirillo. Insieme, la coppia cult del Discolive, hanno ricreato l'atmosfera autentica di quegli anni tra Italo Disco, Eurodance, pop internazionale e hit italiane cantate a squarciagola, tra luci stroboscopiche e animazione a tema. Un pubblico calorosissimo ha ballato, cantato e si è emozionato. La promessa degli organizzatori è stata mantenuta: non solo musica, ma una notte che profumava di ricordi. Appuntamento alla prossima edizione.





