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lunedì 12 ottobre 2026

In libreria "La donna del pullman" di Rosario S. Morisieri - de Nicola Editore

Un romanzo a tinte gialle davvero intrigante: La donna del pullman di Rosario S. Morisieri - Giuseppe de Nicola Editore. 

Napoli, settembre 1995.

Ogni mattina Margherita Cuomo prende il pullman delle 7:15 dalla provincia casertana a Napoli, dove lavora come redattrice in una piccola casa editrice. Stesso posto, stessi volti. Una routine rassicurante che si spezza quando sulla sua scrivania arriva un manoscritto intitolato La Donna del Pullman.

Pagina dopo pagina, Margherita riconosce la propria vita: il viaggio, i passeggeri, i luoghi che frequenta, persino dettagli che nessuno dovrebbe conoscere. Quando una donna bionda, con un neo sulla guancia, sale sul pullman esattamente come descritta nel manoscritto e poco dopo scompare nel nulla, Margherita capisce che quello che ha tra le mani non è un romanzo.

Decisa a scoprire chi l’abbia scritto e perché, coinvolge Diego Foglia, fotoreporter di strada e vecchio amico, un uomo dal passato opaco e da una curiosità che non ha mai imparato a tenere a freno. Insieme seguono le tracce nascoste nel manoscritto e finiscono dentro una rete di appalti, corruzione e segreti legati alla ricostruzione post-terremoto.

Ma il manoscritto nasconde qualcosa di più inquietante: non racconta una storia. Racconta una verità.

E scopre che quelle pagine non raccontavano soltanto ciò che era accaduto: stavano scrivendo anche ciò che sarebbe accaduto a lei.

Ora è l’ultima testimone di una storia che qualcuno è disposto a tutto pur di cancellare.

Perché a Napoli, nel 1995, certe verità è meglio non raccontarle.

domenica 11 ottobre 2026

Giuseppe Cossentino, 40 anni e 20 di carriera: una vita di successi celebrata nel cuore di Pozzuoli

 




Niente party esclusivi, ma una cena intima tra affetti, amicizia e alta cucina. Lo scrittore, sceneggiatore, regista e giornalista ha festeggiato il doppio traguardo da Armoni Restaurant, insieme al fratello Sante Cossentino e all’attore Nunzio Bellino,  l’uomo elastico .

Quarant’anni di vita e vent’anni di carriera: un doppio anniversario importante per Giuseppe Cossentino, che ha scelto di celebrare questo momento speciale con una serata all’insegna della semplicità e della convivialità, nel cuore di Pozzuoli.

Ad accoglierlo da Armoni Restaurant il noto chef Mariano Armonia, che gli ha riservato un’accoglienza straordinaria. Al suo fianco il fratello Sante Cossentino, giornalista e ufficio stampa, e Nunzio Bellino, attore e personaggio televisivo conosciuto come l’Uomo elastico, con cui condivide da anni un significativo percorso artistico.

Dai successi editoriali al cinema

In vent’anni di carriera, Cossentino ha attraversato diversi mondi della comunicazione e dello spettacolo, distinguendosi come autore, sceneggiatore e regista.

Tra i suoi progetti più rappresentativi spicca “Passioni senza fine”, la radiocommedia seriale ideata nel 2011, diventata uno dei lavori più riconoscibili della sua produzione e approdata anche in libreria con il romanzo pubblicato da Olisterno Editore nel 2024.

Importante anche il sodalizio con Nunzio Bellino, da cui sono nati progetti come “L’uomo elastico”, graphic novel pubblicata da Antea Edizioni nel 2022, e il libro Cuore elastico, uscito nel 2025. Opere che affrontano temi come diversità, inclusione, bullismo e malattie rare.

Nel suo percorso figurano inoltre lavori cinematografici come Elastic Heart, Un giorno a Napoli e Covid19 – La voce degli invisibili, insieme a riconoscimenti ottenuti nel circuito dei festival, tra cui quelli legati ai Rome Web Awards. Una produzione che testimonia l’attenzione dell’autore per le storie umane e le tematiche sociali.

I sapori del Golfo e la torta delle quaranta candeline

La cena celebrativa ha reso omaggio alla cucina di mare con un menù ricco di specialità: Il Polpo di Pozzuoli, con misticanza, prezzemolo e citronette al limone; Il Sautè del Golfo, con cozze, vongole e pane cafone tostato; Pasta mista aMMare, con polpo, totani, gamberi, lupini e pesce azzurro; Linguina dell’Ispettore, alla puttanesca con pomodoro San Marzano, olive, capperi e cozze; e Cacio e Pepe con Cozze.

Ad accompagnare le portate, vini pregiati rigorosamente frizzantini. Il finale è stato affidato alla torta del Bar Gallo di Fuorigrotta, con crema chantilly e fragoline, per spegnere le quaranta candeline.

Una serata intima, senza eccessi, ma ricca di significato: un brindisi ai traguardi raggiunti, agli affetti più cari e a una carriera costruita attraverso scrittura, cinema, editoria e comunicazione.

Quarant’anni di vita, vent’anni di storie e nuovi progetti all’orizzonte: per Giuseppe Cossentino, il viaggio continua.

sabato 10 ottobre 2026

Napoli abbraccia il mondo: al Gambrinus presentata “Napoletani per il mondo”, un ponte tra radici, cultura e solidarietà

 

Napoli abbraccia il mondo: al Gambrinus presentata “Napoletani per il mondo”, un ponte tra radici, cultura e solidarietà

Dalla città partenopea alle comunità italiane all’estero, un progetto che punta sulle nuove generazioni per custodire l’identità napoletana e trasformare il senso di appartenenza in un impegno concreto verso chi è più fragile.

NAPOLI – Napoli si apre al mondo e rafforza il legame con i suoi figli lontani, puntando sulla cultura, sulla memoria e sulla solidarietà. È stata presentata il 5 ottobre 2026, nella cornice storica del Gran Caffè Gambrinus, l’associazione no profit “Napoletani per il mondo”, guidata dal fotografo Eugenio Blasio insieme alla sua famiglia. Un’iniziativa che guarda oltre i confini cittadini con l’ambizione di costruire un ponte stabile tra Napoli, le comunità italiane all’estero e le nuove generazioni nate e cresciute lontano dalla propria terra d’origine.

Il progetto si fonda su una duplice missione: mantenere vivo il patrimonio culturale, linguistico e umano della tradizione napoletana nel mondo e, allo stesso tempo, offrire un sostegno concreto alle famiglie che vivono situazioni di fragilità. Un percorso nel quale l’identità non viene intesa come semplice ricordo del passato, ma come una ricchezza da trasmettere, rinnovare e condividere.

A moderare l’incontro è stato il giornalista Gianfranco Coppola, che ha accompagnato gli interventi degli ospiti mettendo al centro uno dei temi fondamentali dell’iniziativa: la necessità di coinvolgere soprattutto i giovani, affinché il legame con Napoli non si perda con il passare delle generazioni.

Parlare ai ragazzi nati all’estero significa, infatti, raccontare loro una storia fatta di tradizioni, creatività, talento e appartenenza, superando stereotipi e luoghi comuni per restituire un’immagine autentica e contemporanea della città. Una Napoli capace di farsi riconoscere non soltanto attraverso le sue bellezze e le sue tradizioni, ma anche grazie alle persone che, in ogni parte del mondo, continuano a portarne avanti lo spirito.

Da Napoli a New York: il primo appuntamento internazionale

Il primo importante banco di prova internazionale per l’associazione sarà il Columbus Day di New York del 12 ottobre, occasione nella quale saranno presenti alcuni esponenti e testimonial del progetto.

Una tappa simbolica per un’iniziativa che intende incontrare le comunità italiane d’America, valorizzando il contributo di chi, pur vivendo lontano dall’Italia, conserva un rapporto profondo con le proprie origini.

Tra i testimonial presenti alla presentazione, l’attore Patrizio Rispo ha sottolineato quanto la distanza possa rendere ancora più intenso il legame con la propria terra. In questo contesto, anche la televisione può svolgere un ruolo importante: produzioni popolari come Un posto al sole contribuiscono a mantenere vivo il rapporto con Napoli tra gli italiani che vivono negli Stati Uniti, offrendo loro immagini, storie e personaggi familiari.

La cultura popolare diventa così uno strumento di vicinanza, capace di accorciare le distanze geografiche e di alimentare il senso di appartenenza anche tra coloro che non hanno vissuto direttamente la realtà napoletana.

Musica e lingua napoletana, ambasciatrici d’identità

A testimoniare il valore della tradizione musicale partenopea sono intervenuti anche Mauro Nardi ed Emiliana Cantone, che hanno richiamato l’importanza della musica e della lingua napoletana come strumenti di connessione con le comunità all’estero.

Le canzoni, le parole e le sonorità della tradizione rappresentano un patrimonio che attraversa le generazioni, capace di evocare ricordi familiari e di trasmettere emozioni anche a chi è nato lontano da Napoli. In questo senso, la musica diventa un linguaggio universale, un mezzo attraverso il quale custodire le proprie radici e farle conoscere a chi verrà dopo.

Tra gli ospiti dell’incontro anche Carlo Mey Famularo, Valentina De Nigris, Giuseppe Cossentino e Nunzio Bellino, espressioni di un mondo artistico e culturale che può contribuire a dare visibilità e forza al progetto.

Lo sport come racconto di riscatto e appartenenza

Un altro pilastro dell’iniziativa sarà lo sport, inteso come veicolo di valori, integrazione e riscatto sociale.

Il campione olimpico Patrizio Oliva ha ricordato il contributo storico degli italiani negli Stati Uniti, richiamando il percorso di tante persone che, partite dall’Italia, hanno saputo costruire nuove opportunità senza rinunciare alle proprie origini.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre annunciato il suo spettacolo Patrizio versus Oliva all’Istituto Italiano di Cultura di New York, appuntamento che si inserisce nel dialogo tra sport, cultura e memoria italiana all’estero.

La testimonianza di Oliva sottolinea come le storie personali possano diventare patrimonio collettivo: racconti di sacrificio, determinazione e riscatto che parlano alle nuove generazioni e contribuiscono a rafforzare il legame tra le diverse comunità.

Napoli, città di cultura e nuove progettualità

Nel corso della presentazione è stato richiamato anche il lavoro di Napoli Opera House, progetto ideato da Luca De Lorenzo, che promuove attività musicali ospitate in alcuni luoghi simbolici della città.

Un’esperienza che si inserisce in una visione più ampia di Napoli come centro di produzione culturale, capace di valorizzare i propri spazi storici attraverso iniziative artistiche e di creare nuove occasioni di incontro tra pubblico, artisti e territorio.

La cultura, dunque, non soltanto come elemento identitario da preservare, ma anche come risorsa da mettere in circolo, capace di generare relazioni e opportunità ben oltre i confini locali.

Uno sguardo al futuro, partendo dai giovani

Particolare attenzione è stata riservata anche alle nuove generazioni con il riconoscimento conferito a Ludovica Riccio in occasione del compimento dei suoi 18 anni. Un gesto dal valore simbolico, che richiama l’importanza dei giovani all’interno di un progetto intenzionato a costruire un dialogo tra passato, presente e futuro.

È proprio sulle nuove generazioni che “Napoletani per il mondo” intende investire, affinché la memoria delle origini non rimanga un patrimonio distante, ma possa diventare una componente viva della propria identità.

L’iniziativa presentata al Gambrinus si propone così di mettere in relazione mondi diversi attraverso un filo comune: l’amore per Napoli, la valorizzazione della cultura italiana e l’attenzione verso chi ha più bisogno.

Dalla musica allo sport, dalla televisione alle arti, fino alla solidarietà, “Napoletani per il mondo” punta a trasformare il legame con le proprie radici in un’occasione di incontro e partecipazione. Perché Napoli non è soltanto un luogo geografico: è una lingua, una storia, un modo di sentire e una comunità che continua a vivere ovunque i suoi figli portino con sé la propria identità.

FRANCO ARMINIO PRESENTA IN ANTEPRIMA NAZIONALE A UN BORGO DI LIBRI, NELLA CATTEDRALE MEDIEVALE DI CASERTAVECCHIA, «TERRACARNE»

L'anteprima del viaggio nell’Italia dei paesi si terrà il 27 ottobre 2026, dalle 19, nel borgo medievale del capoluogo.

I libri di Arminio hanno un pregio raro: nascono da un’idea. Un’idea fissa, e pertanto costantemente a rischio di sconfinare, ma che non si risolve mai in ossessione privata. È, anzi, un’idea «generale», tipo questa: a partire dagli anni ’50 in Italia si è insediata la civiltà dei consumi, nata altrove, che ha disgregato civiltà contadine millenarie, sfigurato il Paese e condannato chi lo abita a una nevrotica tristezza. E’ l’idea che animava anche l’intera opera di Pasolini. Mentre però questi puntava il dito sul lato oscuro della modernizzazione capitalistica nel momento della sua decisiva accelerazione, gli anni ’50-’70, lo sguardo di Arminio si posa sul paesaggio quale appare dopo il diluvio, all’indomani della morte delle lucciole, del genocidio culturale, della mutazione antropologica. Questa idea si sussuma nel nuovo lavoro di Arminio, «Terracarne, viaggio nell’Italia dei paesi», edito da Mondadori, nella collana Strade Blu, che il poeta e scrittore irpino presenterà in anteprima nazionale nella cattedrale medievale di Casertavecchia, martedì 27 ottobre 2026, giorno ufficiale della sua uscita nelle librerie di tutta Italia, dalle 19. L’autore, uno dei maggiori intellettuali italiani del nostro tempo, ha scelto appositamente Casertavecchia per la presentazione ufficiale per l’incredibile forza che il borgo longobardo emana. «Un Borgo di Libri - spiega Luigi Ferraiuolo, direttore del festival cultural letterario che si tiene ogni anno nel borgo medievale - è felice di ospitare Franco Arminio con la potenza della sua prosa e dei suoi versi. Da sempre è un nostro punto di riferimento e siamo orgogliosi di averlo con noi in una giornata tanto importante per il dibattito sui paesi, le aree interne e il confronto che ha animato l’Italia su città e paesi durante l’estate». Franco Arminio è nato nel 1960 a Bisaccia, in Irpinia d'Oriente, dove vive tuttora. Come poeta e prosatore ha pubblicato una trentina di libri, che hanno raggiunto decine di migliaia di lettori. È l’inventore della paesologia. Come paesologo ha ideato nel 2012 il festival «La luna e i calanchi», evento di cui è direttore artistico e che si svolge ogni anno ad Aliano (Mt), con migliaia di partecipanti da tutta Italia. Nel 2014 ha creato e tuttora porta avanti la Casa della Paesologia. È ispiratore e punto di riferimento di molte azioni contro lo spopolamento dell'Italia interna. «Terracarne» è il libro manifesto della paesologia e torna in una nuova edizione rivista e ampliata, con le fotografie dell’autore.

Premi Tuttoteatro.com 2026, annunciati i semifinalisti e il programma fino al 29 novembre 2026

Premi Tuttoteatro.com 2026 entrano nella fase pubblica con un programma articolato di residenze artistiche, masterclass, formazione, laboratori, incontri, mostre, spettacoli e momenti di confronto, in calendario a Roma dal 12 ottobre al 29 novembre 2026, tra Spazio Rossellini, Teatro PignetOff e Caffè Letterario.

Sono stati annunciati i semifinalisti della XX edizione del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” e dell’VIII edizione del Premio Tuttoteatro.com Miglior Teaser. Il programma culminerà a novembre con le semifinali e le finali del Cappelletti e la cerimonia di premiazione, in programma il 29 novembre 2026, che comprenderà anche il conferimento della XIII edizione del Premio Tuttoteatro.com “Renato Nicolini”.

È tutto pronto per la nuova fase dei Premi Tuttoteatro.com 2026, che dopo la selezione dei progetti entra ora nel suo percorso pubblico e scenico. Al centro del programma la XX edizione del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”, affiancata dalla VIII edizione del Premio Tuttoteatro.com Miglior Teaser e dalla XIII edizione del Premio Tuttoteatro.com “Renato Nicolini”.
Dal 12 ottobre al 29 novembre, a Roma, tra lo Spazio Rossellini, il Teatro PignetOff e il Caffè Letterario si susseguiranno residenze artistiche, masterclass, incontri, mostre, laboratori, proiezioni, spettacoli fuori concorso e appuntamenti con gli artisti.

Il progetto, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, è vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Realizzato con il contributo di Regione Lazio, con i fondi Otto per mille della Chiesa Valdese e con il sostegno di Atcl/Spazio Rossellini.


LE RESIDENZE E LE MASTERCLASS

Dopo Francesca Astrei in residenza artistica per il suo nuovo spettacolo Gli elefanti nella stanza, al Teatro PignetOff, dal 12 al 17 ottobre, arriva in residenza Giulia Scotti impegnata nella sua nuova creazione, La vita normale, che in quei giorni lavorerà con Luca Oldani e Ilaria Francesca Marchianò.
Il 17 e 18 ottobre, sempre al PignetOff, Laura De Marchi condurrà la Masterclass La poesia dell’attimo. Introduzione ai linguaggi del comico. Il lavoro (dalle 11 alle 18 il sabato e dalle 11 alle 19 la domenica) sarà dedicato al “tempo comico”, all’ascolto dell’hic et nunc, alla capacità di reagire all’imprevisto e alla relazione con partner e pubblico, attraverso improvvisazioni e strumenti espressivi. Al termine è prevista una lezione aperta al pubblico.
Il 2 e 3 novembre, allo Spazio Rossellini, si terrà invece la Masterclass Pensare, fare, scrivere della luce, condotta da Gianni Staropoli e Michelangelo Bellani, dedicata a drammaturgia e tecnica nello spazio del teatro contemporaneo. Il percorso, in programma il 2 novembre dalle 14 alle 20 e il 3 novembre dalle 10 alle 17, affronterà la luce come materia poetica, drammaturgica e filosofica e come elemento espressivo nello spazio teatrale e performativo.


GLI APPUNTAMENTI ALLO SPAZIO ROSSELLINI

Il programma prosegue allo Spazio Rossellini di Roma dal 29 ottobre al 3 novembre, per poi tornare dal 26 al 29 novembre. Il 29 ottobre alle ore 17 è in programma l’incontro Agire la parola: scrivere per il teatro. A teatro solo la parola agisce, condotto da Massimo Marino e Attilio Scarpellini. Consueto appuntamento di riflessione sullo stato dello Spettacolo dal vivo, quest’anno è dedicato alla drammaturgia contemporanea e invita al confronto attrici e attori, autrici e autori, registe e registi, studiose e studiosi, pubblico e critica.
Dal 30 ottobre al 1° novembre, dalle ore 15, sarà visitabile la mostra Una memoria fotografica 2004-2025. Diciannove edizioni per immagini, di Michele Tomaiuoli.
È in questo contesto che prende corpo la fase scenica del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2026, giunto alla ventesima edizione.

IL DANTE CAPPELLETTI: DALLA CARTA ALLA SCENA

Ideato nel 2004 da Mariateresa Surianello e diretto da Massimo Marino e Attilio Scarpellini, il Premio promuove la produzione di nuove opere e sostiene la ricerca e la sperimentazione nelle arti sceniche, senza separazioni rigide tra generi e discipline. Il bando 2026 ha lasciato piena libertà di genere, forma e linguaggio, senza distinguere tra attori, cantanti, danzatori, musicisti e artisti visivi e senza imporre steccati tra danza, musica, parola e arti visive.
A esaminare i progetti di spettacolo candidati è stata la giuria presieduta da Grazia Maria Ballerini e composta da Lucrezia Ercolani, Massimo Marino, Elisabetta Reale, Attilio Scarpellini e Mariateresa Surianello. Dalla selezione sono emersi i diciotto progetti ammessi alla fase scenica semifinale del Concorso.

SEMIFINALISTI
Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti 2026 - XX edizione

In ordine di protocollo
Una sagoma Mattia Favaro/Netien Herrero-Alberto Olinteo - Venezia
A. | Claudia A. Marsicano - Roma
Backup - L'operazione è irreversibile, vuoi continuare? | Michele Puleio - Torino
Zoom Zoom | Federico Espositi - Milano
Far Far West West | Bianchi-Cozzolino-Rohl - Roma
Atto di Gloria | Dante Antonelli - Roma
Marco all'Inferno | Martina Nuzzi - Roma
Racconto d'animale | Marco Vitiello - Milano
Pinocchio Maranza Provincia | Omar Giorgio Makhloufi - Trieste
Gloriae | Roberto Staglianò - Roma
Acqua – Canto per Hannelore Schmatz | Raumtraum/Giulio Federico Janni - Mezzolombardo (Tn)
Little pig | Sofia Taglioni - Roma
La porta del cielo | Mosaico Errante/Alessandro Serena - San Donà di Piave (Ve)
Briciole | Irene Gentilotti - Roma
Vodka solo | Alice Bonvini - Milano
Il diritto di dormire | Olimpia Buompane - Roma
Rimane poco, ma ti si è visto tanto per strada | Camilla Violante Scheller - Milano
L'isola rossa | Davide Grillo - Roma

I diciotto semifinalisti presenteranno i propri studi scenici allo Spazio Rossellini dal 30 ottobre al 1° novembre, a partire dalle ore 15. Gli studi avranno una durata massima di 15 minuti. Da questa fase emergeranno i sette finalisti, chiamati a tornare in scena a novembre nella fase finale del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2026 – XX edizione.

È la scena, dunque, a completare il percorso iniziato con la selezione dei progetti. «Il Cappelletti va dalla carta alla scena. Noi osserviamo le forme allo stato nascente e sulla loro evoluzione scommettiamo», spiega Attilio Scarpellini. E chiarisce ulteriormente la natura del Premio: «Noi non valutiamo delle felici intuizioni o delle mere virtualità, ma dei processi che, nelle diverse fasi del Premio - semifinali e finali - danno luogo a forme reali, viventi, a potenze di spettacolo».
È proprio l’attenzione ai processi, più che al risultato già compiuto, a caratterizzare il Cappelletti. «Quasi ogni anno si stacca un’investitura autonoma, benché senza portafoglio, che non si identifica con le decisioni della giuria ufficiale», osserva ancora Scarpellini, richiamando una delle peculiarità storiche del Premio.

Da qui anche la necessità di continuare a guardare a ciò che nasce. «Le arti sceniche sono in continuo sommovimento, e sono continuamente minacciate di restrizioni intollerabili di spazi e possibilità», sottolinea Massimo Marino. «Guardare al nascente è un obbligo per chi come me ha fatto dell’osservazione del panorama e del suo racconto la propria professione e soprattutto la propria vocazione».
Un’attenzione che si lega anche alla difesa della ricerca artistica. «Il “rischio artistico” è sempre più trascurato anche nei criteri di valutazione ministeriale», afferma Scarpellini. E aggiunge: «Non abbiamo mai idolatrato il termine “ricerca”, ma metterlo sotto attacco come si fa oggi, in nome di un’arte fatta di risultati, significa solo ledere ulteriormente l’indipendenza degli artisti che nel nostro paese è già abbastanza vessata».


IL PREMIO MIGLIOR TEASER
Accanto al Cappelletti, il programma dei Premi Tuttoteatro.com 2026 comprende l’VIII edizione del Premio Tuttoteatro.com Miglior Teaser, dedicato al rapporto tra linguaggi audiovisivi e spettacolo dal vivo.
Il 31 ottobre, alle 19, a seguire gli studi scenici semifinalisti del Cappelletti, saranno proiettati i video semifinalisti del Miglior Teaser. La proiezione sarà accompagnata da un incontro tra gli artisti in concorso e il pubblico, dedicato al rapporto tra audiovisivo e spettacolo dal vivo. 
Sono stati annunciati i semifinalisti dell’VIII edizione del Premio Tuttoteatro.com Miglior Teaser 2026.


SEMIFINALISTI
Premio Tuttoteatro.com Miglior Teaser 2026 – VIII edizione

In ordine di protocollo
Frankenstein (History of Hate) | Motus - Daniela Francesconi - Rimini
Il corpo sportivo | Lucrezia Gabrieli - Lavis (Tn)
Kurt Cobain | Polidoro-Mattei-Tomei Sandrelli - Marta Polidoro - Bologna
Orione (studio) | Marcello Malchiodi - Milano
Body Sweats (per Elsa) | Giorgia Lolli - Reggio Emilia
Tale of a Potato | Batisfera - Leonardo Tomasi - Cagliari
Alfio | Giulio Mezza - Roma
Tavolo19 | Lunella Cherchi - Milano
Tutte le famiglie felici | Uruk - Pietro Desimio - Genova


LA GUIDA ALLA VISIONE E GLI INCONTRI CON GLI ARTISTI

Il programma affianca alle fasi competitive una serie di attività rivolte alla formazione dello sguardo e al confronto diretto con gli artisti.
Dal 30 ottobre al 1° novembre, dalle ore 15, Valentina Esposito condurrà il laboratorio Guida alla visione per studenti e giovani. Dal 31 ottobre al 2 novembre, dalle 10.30 alle 12.30, al Caffè Letterario si terranno le Colazioni con l’artista per offrire un tempo alla riflessione e al dialogo aperto tra spettatori e artisti in concorso.
Il 3 novembre alle ore 21, prosegue la rassegna fuori concorso e sarà presentato Se salissimo un gradino, della Compagnia Garbuggino Ventriglia e Attilio Scarpellini, da I Fratelli Karamazov di F.M. Dostoevskij, con Silvia Garbuggino e Gaetano Ventriglia, drammaturgia e regia di Attilio Scarpellini, luce di Gianni Staropoli e suoni di Emanuele Pontecorvo.


DANTE CAPPELLETTI: MEMORIA, RELAZIONI, FUTURO

Il 26 novembre alle ore 17 il programma dedicherà un appuntamento alla memoria di Dante Cappelletti, nel trentennale della sua morte, con la presentazione del numero monografico di Culture Teatrali a lui dedicato dall’Università di Bologna. Mariateresa Surianello dialogherà con il curatore Fabio Acca, gli amici e i colleghi di Cappelletti e il pubblico, per ripercorrerne il lavoro di studioso e critico teatrale e mantenerne vivo il lascito. A seguire, Hammerklavier omaggio del compositore francese Denis Cohen (al pianoforte), che eseguirà il virtuosistico III Movimento, Sonata 29, Opera 106 di Ludwig van Beethoven, con la presenza scenica di Alessandra Cristiani.
La memoria attraversa anche il lavoro di Areta Gàmbaro, che il 27 novembre alle ore 18 inaugurerà con Sfingi il progetto site specific Sfinge Dunlop. Animali del futuro in via di estinzione. Artista pluridisciplinare e autrice delle immagini dei Premi Tuttoteatro.com dal 2024, Gàmbaro lascerà il lavoro fruibile per l’intera durata della manifestazione.
Il 28 novembre, alle ore 19, sarà presentato Con la febbre tra le ali. Una collezione intima, ed. Marotta & Cafiero, con Marina Rippa e Mariateresa Surianello, omaggio a Massimo Staich a cinque anni dalla scomparsa. Il volume raccoglie alcune opere di Staich presenti nelle case di amici e oggetto di una ricerca fotografica realizzata da cinque allieve del corso di fotogiornalismo dell’ABANA.
La memoria, nel lavoro di Tuttoteatro.com, è anche memoria delle persone e delle relazioni. «La funzione del Cappelletti, al contrario, è proprio osservare quello che accade, raccogliere le opere al loro nascere e accompagnarle per un pezzo di strada», afferma Mariateresa Surianello.
Ed è proprio la costruzione di queste relazioni uno degli elementi che nel tempo hanno caratterizzato il Premio: «Forse l’aspetto significativo, e necessario, del Cappelletti è la qualità delle relazioni, rese stabili e durature, con l’attenzione per ogni singola persona partecipante».
La stessa Surianello sottolinea il rapporto tra il Premio e la vitalità del teatro contemporaneo: «Mi meraviglio e compiaccio a ogni edizione del Cappelletti osservando la sensibilità artistica, constatando la stretta connessione dei lavori alle urgenze dei nostri giorni, compresa la necessità di mantenere la memoria. Questo teatro mi alimenta la speranza».
E aggiunge: «Dare visibilità a processi creativi indipendenti, svincolati da tempistiche produttive imposte da regole commerciali, portandoli su palcoscenici istituzionali e ampliandone l’utenza». Perché, sottolinea, «Spettatrici e spettatori hanno il diritto di godere del teatro d’arte».


LE FINALI E LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Le finali del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2026 si svolgeranno dal 27 al 29 novembre, allo Spazio Rossellini, che vedranno, accanto ai sette studi scenici finalisti (dalle ore 15.00 alle 17.30), l’allestimento dei nuovi spettacoli premiati nella passata edizione del Cappelletti.
Il 27 novembre alle ore 21, nella rassegna fuori concorso, sarà presentata la menzione speciale Dante Cappelletti XIX, Non ti scordar di me, di e con Valentina Dal Mas, con direzione tecnica di Federico Fracasso, musiche originali di Sergio Beercock, consulenza luci di Alessio Guerra.
Il 28 novembre alle ore 21, sempre fuori concorso, andrà in scena uno degli appuntamenti più attesi: in anteprima il vincitore della giuria popolare del Cappelletti 2025, Fracasso, della Compagnia Longhini/Mangheras, di e con Sofia Longhini e Vassilij Gianmaria Mangheras. 

Il 29 novembre alle ore 20, arriverà lo spettacolo vincitore della scorsa edizione, Vorrei morire non so come fare, di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni, della compagnia Quotidianacom. A seguire si terrà la cerimonia di premiazione 2026.
Durante la cerimonia saranno consegnati il Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” XX edizione e il Premio Tuttoteatro.com Miglior Teaser VIII edizione. Sarà inoltre conferito il Premio Tuttoteatro.com “Renato Nicolini” XIII edizione a una personalità della cultura distintasi nell’innovazione delle politiche culturali.

Durante le giornate finali, gli spettacoli serali e tutti gli studi scenici in concorso saranno sovratitolati in diretta per le persone sorde e ipoudenti. I sovratitoli saranno fruibili con tablet e smartphone, mentre la serata di premiazioni avrà la traduzione simultanea in Lis. 

Per il Cappelletti, il percorso di scavo metterà in luce nuove opere, offrirà la possibilità di osservarle mentre prendono forma. «L’arte, diceva Gilles Deleuze, non è comunicazione. Anche a non voler essere oltranzisti, che nelle arti sceniche si pratichi ancora ricerca - cioè pensiero - è una garanzia contro l’eventualità che l’arte diventi solo comunicazione e intrattenimento, ovvero consumo (o magari “consenso”)», afferma Scarpellini.
Sono parole che riportano al senso originario del Premio: non soltanto individuare opere, ma creare le condizioni perché possano nascere, svilupparsi e incontrare il pubblico.
Guardare al nascente. Il Cappelletti va dalla carta alla scena. Osservare quello che accade, raccogliere le opere al loro nascere e accompagnarle per un pezzo di strada.
È questo lo scopo dei Premi Tuttoteatro.com 2026.

Info
Tuttoteatro.com
info@tuttoteatro.com
www.tuttoteatro.com
+39.06.83607162

Il Parco Archeologico di Ercolano a LuBeC 2026

Il 14 e 15 ottobre 2026 a Lucca, al Real Collegio, la XXII edizione di LuBeC – Lucca Beni Culturali, dedicata alle “RI-GENERAZIONI CULTURALI”: il Parco interviene nella sessione “Cultura, creatività e rigenerazione dei territori”.

Il Parco Archeologico di Ercolano partecipa a LuBeC – Lucca Beni Culturali, la manifestazione dedicata alla cultura e all’innovazione promossa da Promo PA Fondazione, in programma a Lucca il 14 e 15 ottobre 2026 presso il Real Collegio. Per il Parco è l’occasione di incontrare una grande community che lavora sullo sviluppo territoriale tra cultura, innovazione e sostenibilità.
Giunta alla XXII edizione e intitolata “RI-GENERAZIONI CULTURALI”, LuBeC propone due giornate intense, costruite attraverso 7 Cantieri tematici, con convegni, talk, formazione, spazi espositivi ed esperienze di welfare culturale, per un totale di 52 iniziative.
L’intervento del Parco Archeologico di Ercolano è previsto all’interno della sessione “Cultura, creatività e rigenerazione dei territori”, in calendario mercoledì 14 ottobre, dalle 12 alle 13.30, in Sala E – MiC (Piano 1). Un momento di confronto sul ruolo che il patrimonio culturale può svolgere come motore di rigenerazione e sviluppo dei territori, in dialogo con istituzioni, operatori e professionisti del settore.
Informazioni utili
• Quando: 14 e 15 ottobre 2026, ore 9.00 – 18.30
• Dove: Real Collegio, Lucca
• Sessione: “Cultura, creatività e rigenerazione dei territori”, 14 ottobre, ore 12.00 – 13.30, Sala E – MiC, Piano 1
• Partecipazione: gratuita, previa iscrizione su lubec.it
Programma completo e iscrizioni: lubec.it

venerdì 9 ottobre 2026

Stadio San Francesco, Azione chiede conto a De Maio

Zinnia sostiene: «Chi sapeva dei lavori alla tribuna, e da quando? Dei lavori si parlava pubblicamente prima dell'intervento delle autorità. Al sindaco la richiesta di una relazione con atti, autorizzazioni e controlli».

«Le eventuali responsabilità penali le accerterà la magistratura, nel rispetto della presunzione di innocenza. Ma il San Francesco è un impianto comunale, e sulla sua gestione e sulla sua vigilanza deve rispondere l'Amministrazione». Così Imma Zinnia, responsabile cittadina di Azione a Nocera, interviene sulla vicenda dei lavori eseguiti sotto la tribuna dello stadio, affidato in gestione alla Nocerina.

Sugli interventi la Procura di Nocera Inferiore ha aperto un'indagine, iscrivendo nel registro degli indagati il presidente del club rossonero. Il 7 ottobre la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, riunita in via straordinaria in Prefettura a Salerno, ha autorizzato la riapertura parziale dell'impianto: accesso consentito in Distinti e Curve, interdetti la Tribuna e le relative pertinenze, spogliatoi compresi. Al termine della riunione il sindaco Paolo De Maio ha commentato: «Sono state giornate intense, non a causa nostra, ma abbiamo lavorato con un unico obiettivo: il San Francesco è pronto ad accogliere i nostri tifosi».

«È una frase che apre più interrogativi di quanti ne chiuda», ribatte Zinnia, che ricostruisce i giorni precedenti: «Non parliamo di un cantiere aperto nel silenzio. Dei lavori si parlava pubblicamente attraverso due comunicati e il 1° ottobre la testata Nocerina Live aveva già dato la notizia degli interventi alla tribuna. Chi sapeva dei lavori alla tribuna, e da quando? Quali autorizzazioni erano state rilasciate, a chi spettava vigilare e quali controlli sono stati effettivamente svolti? Se il Comune era informato, vanno resi noti gli atti e le verifiche compiute. Se non lo era, va spiegato dove fosse mentre interventi annunciati perfino dalla stampa andavano avanti in un impianto di sua proprietà».

Per la responsabile di Azione la riapertura non chiude la questione: «“Non a causa nostra” è una dichiarazione politica, non una ricostruzione amministrativa dei fatti. Che i tifosi possano tornare sugli spalti è una buona notizia, ma non prende il posto delle risposte che mancano». Da qui la richiesta al sindaco De Maio di rendere pubblica una relazione dettagliata, corredata degli atti disponibili, che chiarisca la cronologia degli interventi, le eventuali autorizzazioni e le attività di vigilanza svolte dal Comune.

Napoli, la tradizione a tavola alla prova della turistificazione, una carta d'autunno che guarda al mare

 


Dal polpo alla luciana alla pasta e fagioli con le cozze, fino alla genovese portata su pasta fresca all'uovo, la nuova carta firmata dallo chef Gian Luca Cicco di Amiro accompagna verso l'inverno tenendo lo sguardo fisso sul mare.

Nel cuore di Napoli la cucina tradizionale è diventata anche un prodotto di consumo turistico, replicato in serie lungo le strade del centro. Proprio per questo, il rapporto con il repertorio partenopeo ha smesso di essere una questione esclusivamente gastronomica, ed è su questo terreno che Amiro costruisce la propria carta autunnale: un menu che attinge a piene mani dalla tradizione e che, proprio per questo, sceglie di non limitarsi a riproporla.

Il metodo è dichiarato nei nomi dei piatti, ciascuno dei quali funziona come una tesi. "Terra d'Agro, mare di Santa Lucia" riprende l'accostamento più radicato della cucina domestica napoletana, quello tra legumi e frutti di mare, unendo la crema di fagioli di Aversa alle cozze di Santa Lucia e al guanciale croccante sui lumaconi. "Una genovese in Emilia" porta lo stracotto di carne e cipolla, piatto napoletano dal nome ingannevole, su una pasta fresca all'uovo, facendo dialogare due culture italiane della cottura lenta. Accanto, restano i classici che non hanno bisogno di presentazioni: l'uovo in purgatorio e il polpo alla luciana, che porta ancora il nome dei pescatori dell'antico borgo di Santa Lucia.

«Il rischio che corre oggi la cucina napoletana non è l'oblio, ma la caricatura», afferma Alessia Bisaccio, imprenditrice alla guida del locale di via Medina, a pochi passi da Piazza Municipio e dal porto. «Quando un piatto viene ripetuto all'infinito per chi passa di fretta, smette di raccontare qualcosa e diventa una cartolina. Noi facciamo il percorso inverso: partiamo dai piatti che ogni napoletano riconosce e li trattiamo con il rispetto che si deve a un testo importante, cioè studiandoli. È l'unico modo che conosciamo per custodire una tradizione senza imbalsamarla».

Sul piano tecnico, la carta lavora per scomposizione. In "Pomodoro al quadrato" lo spaghetto di Gragnano trafilato al bronzo incontra lo stesso ingrediente in quattro stati diversi: coulis, pomodorini gialli e rossi confit, concassé di ramato e un concentrato preparato in casa. «Il pomodoro è l'ingrediente che a Napoli tutti pensano di conoscere, ed è esattamente per questo che mi interessa», spiega Cicco. «Metterlo nello stesso piatto crudo, confit, ridotto e concentrato costringe chi mangia a sentirne ogni passaggio. La stessa logica vale per "Identità partenopea", dove le vongole arrivano in tavola sia in salsa sia affumicate: la tradizione non si tocca nell'ingrediente, si approfondisce nella lavorazione».

L'autunno entra nella carta attraverso la zucca delle roche con fonduta di pecorino e noci tostate, i funghi di sottobosco e la guancia di manzo brasata a bassa temperatura su purea di patate. Il mare, però, resta la bussola: dalla frittura di gamberi e calamari de "Il golfo di Napoli e Kagoshima", con la sua doppia panatura italo-giapponese, all'orata in crosta di erbe con patate bravas, chimichurri mediterraneo e maionese al pil pil, la contaminazione avviata con la carta estiva prosegue senza mai perdere l'ancoraggio al Golfo. «Andare verso l'inverno, per una cucina di mare, significa spostare il peso dalle freschezze alle cotture lunghe e alle salse più profonde, senza rinunciare alla sapidità che ci definisce», aggiunge lo chef.

Il menu degustazione ordina questa visione in un percorso che parte dall'ostrica fritta con gel di limone e basilico, attraversa l'uovo in purgatorio, il polpo alla luciana, il Fusillone Roma 3.0 e "Terra d'Agro, mare di Santa Lucia", per approdare alla guancia con patate e funghi e chiudersi con la delizia al limone, dolce simbolo della pasticceria campana.

«Un ristorante, in una città come la nostra, ha una responsabilità che va oltre il piatto», conclude Bisaccio. «Decide ogni giorno quale Napoli mettere davanti a chi la sta conoscendo. Noi abbiamo scelto quella che ha ancora qualcosa da dire».




ISCHITELLA, SUCCESSO STREPITOSO PER L'OMAGGIO ALLA DISCOTECA KISS KISS: IL VOGA FA RIVIVERE LA MAGIA DEGLI ANNI '80/'90

 

Tra i partner dell'evento l'azienda vinicola Tenuta Di Costanzo di Pastorano (CE), il liquorificio Terre Pompeiane di Pompei e Contangelo Motori di Arzano (NA). Serata sold-out tra emozioni e nostalgia. 

Successo oltre ogni aspettativa. Sabato 26 settembre 2026 il Voga di Ischitella ha riportato indietro le lancette del tempo con l'evento "Disco Hit 80/90 – Omaggio alla discoteca Kiss Kiss di Napoli", una festa trasformatasi in un vero ritorno a casa per centinaia di persone. Una notte magica che ha fatto rivivere le emozioni irripetibili del Discolive, il programma cult che il sabato sera andava in onda in diretta dalla storica discoteca Kiss Kiss di Napoli e che ha fatto ballare, sognare e innamorare intere generazioni. A documentare l'evento fotografi, giornalisti e le telecamere di TV Campania e Italia Felix, a testimonianza di una serata che ha superato i confini della semplice festa per diventare un vero evento di costume. L'evento, organizzato da Dario Duro e Gennaro Esposito insieme ai gestori del Voga Salvatore Perillo, Antonio Panico e al proprietario della struttura Vincenzo Pagano, è stato un'esperienza totale a 360 gradi, resa possibile anche grazie al prezioso supporto dei partner: l'azienda vinicola Tenuta Di Costanzo di Pastorano (CE) con il suo Aspro Secco, il BabàRe di Terre Pompeiane di Pompei e Contangelo Motori di Arzano (NA), che ha curato l'esposizione di auto e moto d'epoca. Grande entusiasmo per l'esposizione, un vero museo a cielo aperto allestito dentro e fuori il locale con i modelli simbolo degli anni '80 e '90, dalle utilitarie delle prime uscite alle sportive da poster. Centinaia di scatti e selfie in perfetto stile vintage. Applausi anche per l'idea dei Cocktail Vintage: al bancone sono tornati i mitici drink di allora, dall'indimenticabile Angelo Azzurro all'esplosivo B52, dall'iconico Long Island al Sex on the Beach. Cuore pulsante della notte la musica e le voci che hanno fatto la storia. In consolle una leggenda della notte napoletana: DJ Giancarlo Cavallo, storico DJ della discoteca Kiss Kiss, affiancato dallo speaker storico Stefano Piccirillo. Insieme, la coppia cult del Discolive, hanno ricreato l'atmosfera autentica di quegli anni tra Italo Disco, Eurodance, pop internazionale e hit italiane cantate a squarciagola, tra luci stroboscopiche e animazione a tema. Un pubblico calorosissimo ha ballato, cantato e si è emozionato. La promessa degli organizzatori è stata mantenuta: non solo musica, ma una notte che profumava di ricordi. Appuntamento alla prossima edizione.



Quostro e NAIF Festival, il food incontra la cultura internazionale ai Quartieri Spagnoli

NAIF Balfolk Festival, manifestazione dal respiro internazionale prende il via oggi, venerdì 9 ottobre 2026, e proseguirà fino a domenica 11 ottobre 2026, negli spazi di FOQUS, ai Quartieri Spagnoli di Napoli.

Per il II anno consecutivo, Quostro cura la proposta food del festival, rinnovando una collaborazione che racconta anche un aspetto importante dell’identità del bistrot: la volontà di partecipare attivamente alla vita culturale di FOQUS, creando connessioni con associazioni, artisti e realtà impegnate nella cultura e nel Terzo Settore.

Il cibo, attraverso una precisa identità gastronomica e una proposta di cucina contemporanea, può diventare un veicolo culturale, capace di mettere in relazione persone, esperienze e realtà anche internazionali.

Un percorso che Quostro sta portando avanti all’interno di FOQUS, contribuendo a rendere i Quartieri Spagnoli un luogo di incontro tra linguaggi, culture e progettualità differenti.

Dal 9 all’11 ottobre 2026 torna ai Quartieri Spagnoli il festival dedicato al balfolk. Tre giorni di musica, danza e workshop che rinnovano una collaborazione nata nel segno della condivisione e della costruzione di nuove esperienze culturali.

Quostro rinnova per il II anno consecutivo la collaborazione con Neapolis Balfolk in occasione del NAIF Balfolk Festival, in programma dal 9 all’11 ottobre 2026 negli spazi di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli.

Una collaborazione che conferma il ruolo del bistrot all’interno di FOQUS come luogo capace di favorire connessioni con realtà culturali, associazioni e progetti che trovano nei Quartieri Spagnoli uno spazio di incontro, partecipazione e condivisione. Un dialogo che passa anche attraverso il cibo, con la proposta di Quostro: una cucina quotidiana contemporanea che parte da Napoli e dalla sua identità gastronomica per interpretarla con un linguaggio attuale, accompagnata da una selezione beverage pensata nella stessa direzione. Una proposta coerente con un luogo nel quale cucina, socialità e cultura convivono naturalmente.

Giunto alla sua quarta edizione, il festival organizzato da Neapolis Balfolk APS porta nel cuore dei Quartieri Spagnoli tre giornate dedicate alle danze popolari europee, tra concerti a ballo, workshop e momenti di condivisione.
Il ritorno del NAIF a FOQUS rinnova quindi un rapporto nato già in occasione della precedente edizione e che prosegue nel segno di una comune attenzione alla cultura come esperienza capace di creare relazioni e mettere in dialogo persone, linguaggi e provenienze differenti.

Una collaborazione che racconta anche il ruolo che Quostro sta costruendo all’interno della comunità di FOQUS: un bistrot che partecipa alla vita del luogo e alla promozione di iniziative culturali, creando connessioni con associazioni, artisti e realtà che trovano nei Quartieri Spagnoli uno spazio aperto al confronto e alla partecipazione.

Il NAIF Balfolk Festival nasce dall’esperienza di Neapolis Balfolk, associazione di promozione sociale fondata nel 2018 dalla passione per le culture e le tradizioni delle danze popolari europee. Il balfolk riunisce infatti repertori e pratiche provenienti da territori differenti, trasformando il ballo in un linguaggio condiviso e in un’occasione di incontro tra generazioni e culture diverse.

L’edizione 2026 ospiterà numerosi musicisti e formazioni della scena balfolk italiana ed europea, tra cui Ciac Boum, Parasol, Mbraia, Pitularita, Thalas, Le Bal des Bestioles, Le Voci della Tradizione, Julien Bohème e Guus Herremans. Accanto ai concerti, il programma propone workshop dedicati alle diverse tradizioni del ballo popolare, dalla Guascogna al Poitou fino alle danze del Sud Italia, oltre alle jam session che chiuderanno le prime due giornate.

Il festival prenderà il via venerdì 9 ottobre, con il primo workshop nel pomeriggio e concerti fino a notte; proseguirà sabato 10 con un’intera giornata di laboratori e musica dal vivo e si concluderà domenica 11 ottobre con nuovi workshop e concerti, tra cui quello de Le Voci della Tradizione, dedicato al Sud Italia, e quello dei francesi Ciac Boum, espressione del balfolk del Poitou.

Per Quostro, la continuità di questa collaborazione rappresenta un ulteriore tassello di un percorso che guarda al bistrot come parte integrante dell’ecosistema culturale di FOQUS. Uno spazio nel quale Qucina, Qocktail e Qultura possono incontrarsi e nel quale la convivialità diventa strumento per costruire comunità, generare relazioni e accompagnare progetti capaci di attraversare la città.

La scelta di riportare per il secondo anno il NAIF negli spazi di FOQUS conferma così una relazione che cresce nel tempo e una visione condivisa: creare occasioni nelle quali cultura, socialità e partecipazione possano convivere e trovare, nei Quartieri Spagnoli, un luogo nel quale esprimersi.

NAIF Balfolk Festival – 4ª edizione
9, 10 e 11 ottobre 2026
FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli
Via Portacarrese a Montecalvario 69, Napoli
Programma e informazioni: Neapolis Balfolk
QUOSTRO
Via Portacarrese a Montecalvario 69, 80134 Napoli
www.quostro.it | Instagram: @quostro.na | ☎ 342 9569694

Da martedì 13 ottobre 2026 al via "Körper al Nuovo 2026", V edizione della rassegna in programma al Teatro Nuovo di Napoli


Quattro spettacoli, quattro prospettive sul corpo e sulla contemporaneità, quattro occasioni per incontrare una danza capace di interrogare il presente attraverso i suoi gesti, le sue fragilità e le sue forme di resistenza. Da martedì 13 a domenica 18 ottobre 2026 il palcoscenico del Teatro Nuovo di Napoli ospiterà Körper al Nuovo 2026, quinta edizione della rassegna realizzata da Körper - Centro Nazionale di Produzione della Danza nell’ambito del protocollo d’intesa con il Teatro Pubblico Campano.

La nuova edizione propone un percorso articolato attraverso quattro spettacoli che, pur nella diversità degli autori e dei linguaggi, condividono una domanda centrale: cosa può raccontare oggi il corpo?

Corpo individuale e corpo collettivo, corpo esposto e corpo vulnerabile, corpo che resiste, che cerca un luogo di appartenenza, che attraversa il tempo e si misura con l'altro. È attorno a queste tensioni che si costruisce il programma di Körper al Nuovo, rassegna pensata come uno spazio di incontro e di confronto sulla danza contemporanea italiana e internazionale.

A inaugurane il programma, martedì 13 ottobre 2026 alle ore 21, sarà la prima italiana di Land of Hope della Compagnie Linga, compagine svizzera di riferimento nel panorama della danza contemporanea internazionale. Sette danzatrici portano in scena un lavoro ispirato alla figura e alla poesia di Alda Merini, trasformando la dimensione individuale in una forza condivisa. Il corpo diventa così luogo di libertà, di fragilità e di resistenza, ma anche strumento attraverso cui costruire una possibile comunità.

Il secondo appuntamento, giovedì 15 ottobre 2026 alle ore 21, è affidato alla Compagnia Zappalà Danza 2 con FOMO - L'insostenibile pesantezza dell'essere. Al centro dello spettacolo c'è la Fear Of Missing Out, la paura contemporanea di essere esclusi, di non partecipare, di rimanere fuori da ciò che accade. Una condizione profondamente legata al nostro presente e alle dinamiche sociali che lo attraversano, che la danza porta sulla scena attraverso corpi, relazioni e tensioni.

Sabato 17 ottobre 2026 alle ore 19 sarà la volta di Shoes On, creazione di Luna Cenere, artista e coreografa la cui ricerca si concentra sul corpo, sul gesto e sulle possibilità percettive della presenza scenica. In questo lavoro, suggestioni surrealiste accompagnano un'indagine sulla relazione tra gesto e postura, tra ciò che il corpo mostra e ciò che invece sembra voler nascondere.

A chiudere la quinta edizione di Körper al Nuovo, domenica 18 ottobre 2026 alle ore 18, sarà La Jeunesse, progetto nato all'interno di Körper Young, il percorso di professionalizzazione al palcoscenico dedicato alle nuove generazioni. La Jeunesse è composto da due spettacoli: Last movement of hope di Adriano Bolognino e Appunti sulla giovinezza di Susanna Sastro e Flavio Ferruzzi. Un dialogo a due voci dedicato al tempo, alla sua natura inafferrabile.

Sulla scena giovani autori e interpreti chiamati a confrontarsi con un tema universale e insieme profondamente contemporaneo: il tempo della giovinezza, con la sua capacità di attesa e di desiderio, ma anche con la consapevolezza della sua precarietà.

Giunta alla V edizione, Körper al Nuovo conferma la propria vocazione a essere non soltanto una rassegna di spettacoli, ma un luogo di incontro tra artisti, pubblico e territorio.

Portare la danza contemporanea fuori da una dimensione esclusivamente specialistica, renderla accessibile e vicina alle persone, favorire occasioni di confronto e mantenere un dialogo costante con comunità e platee differenti rappresentano infatti alcuni dei principi che guidano il lavoro di Körper – Centro Nazionale di Produzione della Danza, fondato nel 2003 per volontà e impulso di Gennaro Cimmino.

È su questa direttrice che si sviluppa il progetto Körper al Nuovo: costruire una relazione continuativa con il pubblico attraverso una proposta capace di attraversare linguaggi, generazioni e sensibilità differenti.

Le quattro serate della rassegna diventano così quattro finestre aperte sullo stato attuale delle arti coreutiche, dalla scena internazionale alla ricerca italiana, dalla produzione professionale ai percorsi dedicati ai giovani artisti.

Una pluralità di sguardi che restituisce la ricchezza della scena contemporanea e invita il pubblico a lasciarsi coinvolgere da un'arte fatta prima di tutto di presenza, relazione e movimento.

 

Körper al Nuovo 2026 - V edizione

13 ˃ 18 ottobre 2026

Teatro Nuovo Napoli - Via Montecalvario, 16

Info e prenotazioni 0814976267, botteghino@teatronuovonapoli.it

I vincitori del VI Premio “Serra-Campi Flegrei” 2026


L’emigrazione italiana del Dopoguerra, la violenza di genere, i mali dell’anima, la satira sociale, le ombre della provincia; sono i temi della sesta edizione del sesto Premio “Serra-Campi Flegrei” alla vocazione teatrale nell’arte del monologo, patrocinato dal Comune di Napoli che si è svolto lunedì 5 ottobre al Teatro Serra. Nove i finalisti selezionati tra oltre cinquanta candidati provenienti da tutta Italia e dalle maggiori Accademie del Paese per quattro riconoscimenti.

“La scelta è stata particolarmente ardua; sembrano parole di rito, ma il livello era veramente molto elevato” dice il giornalista Edgardo Bellini Presidente della Giuria Onoraria composta dalla regista e drammaturga Luisa Guarro, dalle attrici Anita Mosca e Sara Missaglia, dall’attore e produttore teatrale Andrea de Goyzueta e dal critico cinematografico Giuseppe Borrone.

Vince la sezione “Autori” Riccardo Minafra con “Il campione di nascondino” tragica vicenda di provincia ambientata nel Nord Italia, si aggiudica il concorso “Attori” Martina De Paola per l’interpretazione brillante della satira “Il risveglio” firmata da Franca Rame e Dario Fo. Entrambi si aggiudicano un premio in denaro da 500€. Premio Speciale “Artemia” che assegna un posto nel cartellone dell’omonimo centro culturale di Roma gemellato con lo spazio flegreo, a Paolo Blasio per il suo “Cenere” commedia amara che ci porta in Belgio, ai tempi dell’incidente nella miniera di Marcinelle, che costò la vita a 136 minatori italiani, del quale ricorre il settantesimo anniversario. Novità di quest’anno il Premio della Critica consegnato a Vincenzo De Matteo per il suo “A me nun me piace parlà” confessioni intime sul difficile rapporto con se stesso e gli altri, delle quali è anche autore. 

Soddisfatti i Direttori Artistici Pietro Tammaro e Mauro Palumbo per un’edizione che ha confermato la capacità dello spazio di Fuorigrotta di attirare talenti in grado di raccontare il nostro tempo con originalità e profondità: “il progetto continua a crescere – dicono – perseguendo l’obiettivo di scoprire talenti e incoraggiare la produzione di nuovi spettacoli”. Come “Confessioni sospese” di e con Solène Bresciani versione estesa del monologo in forma ridotta premiato nella sezione “Autori” della scorsa edizione, in scena da venerdì 9 a domenica 11 ottobre per il debutto della Stagione 2026/27.

I vincitori

Bolognese, Riccardo Minafra, ha studiato al Corso di alta formazione in drammaturgia ERT, di Iolanda Gazzerro e alla Scuola di Teatro Colli. Tra i suoi maestri Michele Sinisi, Federica Amatuccio, Jacopo Squizzato, Loredana Scaramella, Marcello Maietta, Romano Reggiani, Philip Radice. In teatro ha lavorato in “Variazioni autobiografiche” di Angela Demattè e Francesca Garolla e in diversi allestimenti del Collettivo bolognese T33. Altre esperienze di cinema e teatro sono state con Alessandra Cortesi, Nicol Dondio, Emanuele Montagna.

 

Ventisei anni, napoletana, Martina De Paola è laureata in Lettere Classiche e Filologia Classica all’Università “Federico II”. Ha iniziato a studiare recitazione e dizione al Teatro ZTN con cui ha partecipato a diversi allestimenti ed attualmente iscritta al primo anno della Scuola Cantieristupore di Napoli diretta da Massimo Maraviglia.

Originario di Boscorelae (NA), Paolo Blasio è attore, regista e formatore e collabora con la Compagnie napoletane Teatri 35 e Karma Arte Cultura Teatro. Stand-up comedian con il collettivo Satirarum Comedy, ha lavorato come assistente alla regia con Antonio Ruocco, nel Film Rai “La Promessa di Patrizio” e presso il centro televisivo Campania di Caserta. Insegna teatro a La Ribalta Officine MDM di Castellammare di Stabia, dopo esperienze come formatore al “Nartè” di Napoli e alla Scuola di teatro Io non ti conosco di Sant’Antonio Abate. Citiamo, tra i numerosi festival e rassegne a cui ha partecipato, il Festival International Noune De Theatre “Fquih Ben Salah” in Marocco, il “Sirio Festival” di Torre del Lago Puccini, “La festa dei folli” di Nola, il Milano Fringe Festival e il “NocciolArt” Festival Internazionale di Chivasso (TO) dove nel 2023 ha vinto come Miglior Spettacolo e Miglior Regia.

Originario di San Giorgio del Sannio (BN) Vincenzo De Matteo è attore, regista teatrale e videomaker. Collabora con il Teatro Eidos di Benevento e da freelance realizza cortometraggi e spot per il web. Laureato in Lettere Moderne all’Università di Salerno, ha mosso i suoi primi passi sulle assi nel laboratorio di Renato Carpentieri. Dopo la specializzazione in Arti e Scienze dello Spettacolo a “La Sapienza” di Roma, ha proseguito la formazione presso il centro Sperimentale di Cinema, l’Accademia di Doppiaggio e il Laboratorio di Luciano Melchionna. Ha lavorato in teatro con Angelo Sateriale, Michele Albini, Roberto D’Alessandro e la Compagnia Red Rogers. Mentre al cinema è stato diretto da Fabio Mollo, Davide Bonaduce, Carlo Prozzo, Carlo Carlei.

Teatro Serra, Via Diocleziano n.316 (80125) Napoli

Contatti: teatroserra@gmail.com, 347.8051793

giovedì 8 ottobre 2026

“Parata Zombie Napoli”, anteprima della II edizione del “Napoli Horror Festival” con attività per la sezione young, concorsi per i corti e racconti a tema

Nel 2019 oltre duecento persone, travestite da morti viventi, hanno sfilato per le strade del centro di Napoli. Una nuova “Parata Zombie”, in programma sabato 17 ottobre 2026 dalle ore 16 con partenza da Piazzetta Berlinguer, sarà organizzata dalla compagnia Le Streghe del Palco SRL e, come nel 2019 per il primo “Napoli Horror Festival”, diventerà il teaser della seconda edizione dell’iniziativa.

L’evento farà da ponte di collegamento ideale tra il cuore di Napoli e la Municipalità 10: è l’ex Base Nato di Bagnoli che, dal 20 al 22 novembre 2026, ospiterà il “Napoli Horror Festival” come parte del vasto programma di “Affabulazione”, la rassegna promossa dal Comune di Napoli e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.

Beatrice Baino, ideatrice della parata, dichiara: «Immaginate Napoli invasa dagli zombie. Immaginate tanti morti viventi a bere il caffè in piazza Trieste e Trento, a fare shopping nella Galleria Umberto I. Fantasia horror? No, realtà. Tutto questo accadrà con un evento unico. La parata, come il Festival in generale, non è solo un’iniziativa goliardica per appassionati del genere, ma un momento di riflessione sulla paura, una delle emozioni più ancestrali, comune a tutti gli esseri viventi».

La partecipazione alla parata, che da Piazzetta Berlinguer proseguirà fino alla Galleria Umberto I, attraversando via Toledo, è libera e gratuita. Molti partecipanti saranno truccati e vestiti dalla squadra di truccatori del Festival, con la collaborazione di Andrea Borgia e del suo team di Effetto Nostalgia. Coloro che si presenteranno già “trasformati” riceveranno in omaggio una maglietta del “Napoli Horror Festival”, mentre per i primi 40 che si prenoteranno sarà riservato un trucco speciale gratuito. Per partecipare, bisogna leggere il regolamento e compilare il form online o inviare scheda e liberatoria a segreteria@napolihorrorfestival.com. Tutti i dettagli saranno comunicati dall’organizzazione direttamente ai partecipanti iscritti.

Sempre per il “Napoli Horror Festival”, è possibile partecipare al concorso dedicato ai corti e all’ambito letterario e per entrambi la scadenza di partecipazione è segnata per il 31 ottobre. Il concorso “Napoli Horror Festival Corti 2026”, dedicato alle opere cinematografiche di genere horror e thriller, ha l’obiettivo di esplorare il tema della paura attraverso il linguaggio audiovisivo e di valorizzare nuovi talenti ed è possibile presentare cortometraggi di finzione, senza limitazioni di stile o linguaggio cinematografico, della durata massima di 20 minuti, titoli di coda inclusi. Sono esclusi i documentari e sono accettate opere edite e inedite in lingua italiana e in altre lingue, purché queste ultime siano corredate di sottotitoli in inglese. La premiazione si svolgerà il 21 novembre in occasione del “Napoli Horror Festival” al Parco San Laise - Ex Base Nato.

Il “Premio Letterario Napoli Horror Festival 2026” è dedicato alle opere letterarie di genere horror con l’obiettivo di esplorare il genere horror attraverso la narrativa e valorizzare nuovi talenti. Ogni autore o autrice può partecipare con un solo racconto inedito e il vincitore sarà premiato il 22 novembre durante il Napoli Horror Festival. Info su regolamenti e modalità di partecipazione: https://www.lestreghedelpalco.it/napoli-horror-festival-2026/

Infine, il festival prevede una sezione young, a cura di Magazzini di Fine Millennio, con laboratori e spettacoli teatrali a ingresso libero che si terranno all’Ex Base Nato dal 12 al 19 ottobre 2026, sempre alle ore 9:30. Per partecipare, è necessario prenotarsi inviando una mail a info@magazzifinemill.com.

Il programma completo:

 

· 12 ottobre 2026 Metronapolis, laboratorio teatrale dai 5 ai 10 anni a cura di Alessandra Petitti e Giovanna Mayer, ispirato al film cult di fantascienza “Metropolis” di Fritz Lang.

· 13 ottobre 2026 Filtri, pozioni e magie teatrali, laboratorio teatrale dai 5 ai 10 anni a cura di Alessandra Petitti e Giovanna Mayer, per inventare e drammatizzare scene teatrali ispirate al concetto di trasformazione magica.

· 14 ottobre 2026 The dark frequencies, laboratorio di musica elettronica dai 13 ai 18 anni, a cura di Antonella Bianco e Davide Famularo che esplora le atmosfere del genere horror/sci-fi con performance finale.

· 15 ottobre 2026 Di topi parlanti e altre creature misteriose, spettacolo teatrale per bambini ispirato a racconti popolari campani, da Basile e a Imbriani, scritto, interpretato e diretto da Fioravante Rea con Ciro Formisano, a cura di Magazzini di fine millennio.

· 16 ottobre 2026 Il viaggio delle maschere, adattamento da “La storia di tutte le storie” di Gianni Rodari, regia Michele Monetta, con Paola Maddalena, Giulia Menna, Maurizio Parlati, Federico Rossi, Crispino Truglio a cura di Magazzini di fine millennio.

· 19 ottobre 2026 Play it again, laboratorio teatrale e di sonorizzazione dal vivo dai 5 ai 10 anni, a cura di Marco Schiavoni e Alessandra Petitti. I bambini con strumenti e oggetti realizzeranno la colonna sonora di scene dei film cult della fantascienza internazionale.

Peace School «Mario Paciolla», definito il programma, al Maschio Angioino 4 giorni con chi lavora per la Pace tra Mediterraneo, Palestina e Ucraina

In apertura i saluti istituzionali e il Premio Mario Paciolla, in chiusura una tavola rotonda sulla sicurezza nelle professioni della Pace con i genitori di Mario.

Operatori di ONG attive nel Mediterraneo e nelle aree di crisi, giuristi, ricercatori e giornalisti guideranno la seconda edizione della Peace School «Mario Paciolla», il corso gratuito di orientamento alle professioni della Pace. Lo promuovono l'Università di Napoli L'Orientale e l'Associazione Cinema e Diritti, fondatrice del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Gli incontri si terranno da mercoledì 14 a sabato 17 ottobre 2026 nell'Aula G. Galasso della Società Napoletana di Storia Patria, al Castel Nuovo. Il calendario prevede una giornata inaugurale e tre giornate tematiche. Il giovedì è dedicato a diritto internazionale, Palestina e Mediterraneo, il venerdì a Balcani, Mediterraneo, Africa e Italia, il sabato a Palestina, Israele, Siria, Ucraina e Mediterraneo.

Mercoledì la registrazione di ospiti e corsisti è fissata alle 8.30. Ai saluti delle 9 prenderanno la parola Renata De Lorenzo per la Società Napoletana di Storia Patria, Roberto Tottoli per L'Orientale e Valerio Di Pietro per il Comune di Napoli. Seguiranno Roberto Savio per Upeace Roma, Carla Masi per l'Università degli Studi di Napoli Federico II, Anna Schoenenberger per l'Ambasciata di Svizzera e Riccardo Noury per Amnesty International Italia. Interverranno inoltre Giuseppe Barone per il CSC Danilo Dolci, Teresa Masciopinto per la Fondazione Finanza Etica, Simone Campora per il Comitato Giustizia per Mario Paciolla e Anna e Pino Paciolla, genitori di Mario.

Alle 10.20 Maurizio Del Bufalo, del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, e Chiara Ghidini dell'Orientale presenteranno l'edizione 2026. Alle 10.35 è in programma il Premio Mario Paciolla, con Andrea Pezzè dell'Orientale e Gennaro Carotenuto di Unicampania. Contribuiranno anche Maria Alessandra Giovannini e Adele del Guercio, entrambe dell'Orientale, e Valentina Ripa dell'Università degli Studi di Salerno. In tarda mattinata Vito Fiacco curerà un ricordo di Mario Paciolla, prima del collegamento delle 12 con Guido Cenni di Peace Brigades International. Alle 13.30 è la volta di Tina Marinari di Amnesty International Italia. Alle 14.30 si proietta «Sergio» di Greg Barker (Usa, 2020), dedicato al diplomatico delle Nazioni Unite Sergio Vieira de Mello.

Giovedì 15 ottobre 2026 tocca a Luigi Marini, giurista e già magistrato, aprire i lavori alle 9.30. Alle 10.15 interviene Luciano Scalettari della nave RESQ e alle 11.15 Cecilia De Luca di Assopace Palestina. Il pomeriggio comincia alle 13.30 con il collegamento con Pietro de Perini dell'Università di Padova. Alle 14.15 segue il laboratorio di Un Ponte Per, coordinato da Angelica Romano e Angela Mona in collaborazione con il Festival del Cinema dei Diritti Umani. La giornata si chiude alle 17 con la proiezione di «Non è un Paese per neri» (Italia, 2010).

Venerdì 16 ottobre 2026 la mattinata parte alle 9.30 con Simonetta Gola di Emergency. Alle 10.30 interviene Marta Iannotta di SOS Mediterranee. Alle 11.30 è la volta di Francesco Cibati di Linea d'Ombra e Chiara Martini del Collettivo Rotte Balcaniche, alle 12.30 di Giuseppe Giulietti di Articolo 21. Alle 14 Sofia Giannotti coordinerà il laboratorio di Medici senza frontiere. Alle 17 è prevista la proiezione di «The negotiators. How to make peace» di R. Bayn (2023).

Sabato 17 ottobre 2026 si comincia alle 9 con Valeria Saggiomo dell'Orientale. Alle 9.30 interviene Daniela Bezzi del Centro Studi Sereno Regis, alle 10.30 Anna Cervi di IAI – Mediatori di Pace e alle 11.30 Yasmine Accardo di Memoria Mediterranea. Alle 11.50 parla Giovanna di Operazione Colomba. Alle 15 si tiene la tavola rotonda finale «La sicurezza nelle professioni della Pace», moderata da Loris Marotti della Federico II. Vi partecipano Simone Ferrari dell'Università di Berna, il senatore Marco Lombardo, Anna Cervi e Anna e Pino Paciolla. Conclusioni e saluti sono previsti alle 17.

La Scuola è intitolata a Mario Paciolla, cooperante napoletano ed ex studente dell'Orientale. Paciolla è morto in Colombia nel luglio 2020 mentre prestava servizio in una missione di Pace delle Nazioni Unite. Partner scientifico del progetto è l'Università per la Pace delle Nazioni Unite. I promotori chiedono la riapertura delle indagini sulla morte di Mario Paciolla, ancora circondata da dubbi inquietanti.

Il programma completo è consultabile su www.cinenapolidiritti.it, www.unior.it e cesal.unior.it/it/peace-school-mario-paciolla

Pompei aderisce alla Giornata della Meraviglia. La Casina dell’Aquila si illumina di amaranto domenica 11 ottobre 2026

Il Parco Archeologico di Pompei aderisce alla Giornata della Meraviglia “per i Bimbi della guerra”, in programma domenica 11 ottobre 2026, con un gesto simbolico dedicato alla pace e alla sensibilizzazione sulle difficoltà vissute dai bambini coinvolti nei conflitti.

Per l’occasione, nella serata dell’11 ottobre 2026, la facciata della Casina dell’Aquila sarà illuminata di amaranto, il colore scelto per rappresentare la Giornata della Meraviglia. L’edificio tardo-settecentesco, situato nel cuore dell’area archeologica di Pompei e visibile dalla strada pubblica, diventerà così uno dei luoghi della Cultura “testimonial” dell’iniziativa in favore dell’infanzia.

La Giornata della Meraviglia, promossa dall’associazione “Per far Sorridere il Cielo” – Claun il Pimpa – Odv, in collaborazione con numerose associazioni italiane ed estere che condividono il medesimo obiettivo, nasce come occasione di riflessione sulla realtà dei bambini colpiti dalla guerra e sulle conseguenze che i conflitti continuano ad avere sulle loro vite.

Ogni bambino – è la riflessione che ha ispirato l’iniziativa – dovrebbe poter godere del dono grande della Meraviglia, così da crescere esercitando la propria curiosità ed esprimendo la propria fantasia. Tutto questo, purtroppo, è negato ai bimbi che vivono la guerra, che spesso hanno come loro unico orizzonte le macerie dei conflitti. Tener viva la Meraviglia del Bambino fa sì che egli possa andare “oltre le macerie”, così da immaginare un mondo diverso, alternativo alla desolazione e alla distruzione che quotidianamente lo circondano.

L’iniziativa punta, pertanto, a diffondere una “cultura della Meraviglia” come strumento di crescita, speranza e costruzione della pace, racchiusa nel messaggio: «Un bimbo a cui regali Meraviglia, sarà portatore sano di Pace».

Il percorso di sensibilizzazione coinvolge Comuni, biblioteche, scuole, associazioni del Terzo settore e numerose realtà del territorio. Con la partecipazione alla Giornata della Meraviglia, il Parco Archeologico di Pompei si unisce così a una mobilitazione nazionale che utilizza il linguaggio universale della cultura e dei simboli per ribadire un messaggio di pace, speranza e attenzione verso le nuove generazioni.

L’illuminazione della Casina dell’Aquila trasformerà per una sera la facciata dello storico edificio in un segno visibile di adesione all’iniziativa, richiamando l’attenzione sul diritto dei bambini a vivere un’infanzia libera dalla violenza e dalla guerra.

23-24 ottobre 2026, GLI INFINITI MONDI DI MOZART, DALLE DIVERSITÀ ALLA PACE, V EDIZIONE, Direzione artistica ANDREA NOFERINI

2 giorni di straordinaria musica e dialogo interculturale.

Venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026 alle 18.30 nel Duomo di Nola torna "Gli infiniti mondi di Mozart, dalle diversità alla pace", che giunge quest'anno alla sua quinta edizione e si presenta come uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama concertistico campano.

Il progetto, nato nel 2022 e promosso dalla Fondazione Aristide La Rocca ETS e dall'Associazione Aldo Ciccolini, rinnova la prestigiosa sinergia culturale e artistica con il Mozarteum di Salisburgo, portando a Nola giovanissimi virtuosi di livello mondiale e docenti di fama internazionale. Ad accompagnare i solisti nelle due serate sarà la compagine sinfonica della Nola Symphony Orchestra "Aldo Ciccolini".

La prima serata di venerdì 23 ottobre 2026 vedrà l'orchestra guidata dal Maestro Massimo Testa, recentemente eletto Direttore del Conservatorio "Domenico Cimarosa" di Avellino, e vedrà protagonisti tre straordinari allievi del Leopold Mozart Institute di Salisburgo, sezione del Mozarteum fondata e guidata dal Prof. Weber e dedicata alla valorizzazione dei talenti under 15. Si esibiranno Alexander Umundum, già ammirato dal pubblico nolano per la sua versatilità, nella veste di virtuoso di flautino barocco con il Concerto per flauto dolce, violino e orchestra (Harrach) di Georg Philipp Telemann e il celebre Concerto in Sol maggiore per flautino e orchestra di Antonio Vivaldi; Hansine Pellböck, la quindicenne violinista svedese-norvegese che debutterà a Nola interpretando una delle pagine più intense della letteratura mozartiana, il Concerto per violino e orchestra K. 219 in La maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart e Freddy Wu, il giovanissimo pianista di origine cinese già applaudito lo scorso anno a Nola, che chiuderà la serata con l'esecuzione del passionale Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 op. 25 in Sol minore di Felix Mendelssohn.

La seconda serata di sabato 24 ottobre 2026 vedrà la Nola Symphony Orchestra "Aldo Ciccolini" diretta dal Maestro Stefano Sovrani per l'evento clou del weekend, che si aprirà con una delle vette assolute del repertorio pianistico: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 24 in Do minore K. 491 (1786) di Wolfgang Amadeus Mozart articolato nei tre movimenti Allegro, Larghetto e Allegretto. A interpretarlo sarà la pianista Ji-Hye Jung, artista coreana ben nota e amata dal pubblico nolano, docente al Mozarteum di Salisburgo e già vincitrice del prestigioso Premio Mozart a Salisburgo nel 2010. La serata proseguirà poi vedendo protagonista il celebre violoncellista Andrea Noferini, che eseguirà in prima assoluta l'opera "Norge - Tre Movimenti Per Violoncello E Orchestra (2026)", articolata nei tre movimenti Largo, Andante e Deciso e composta da Don Domenico De Risi nel centenario della trasvolata polare del dirigibile Norge al comando del Generale Umberto Nobile.

I PROTAGONISTI:

Alexander Umundum: pluripremiato flautista austriaco, considerato uno dei più grandi talenti precoci della sua generazione nel campo del flauto dolce. Ammesso giovanissimo al PreCollege dell'Università Mozarteum di Salisburgo, ha ottenuto risonanza internazionale trionfando in importanti competizioni. Tra i suoi successi principali spiccano i primi premi assoluti agli Open Recorder Days Amsterdam (sia nel 2023 come miglior interprete del festival, sia nel 2026 nella categoria ensemble) e la medaglia d'oro al concorso austriaco Prima la musica 2025. È noto per la sua straordinaria versatilità, che spazia dal repertorio classico alla musica contemporanea con elettronica dal vivo, oltre a esibirsi regolarmente in formazioni cameristiche insieme ai fratelli nel Trio Alseto.

Hansine Pellbäck: pluripremiata violinista svedese-norvegese, considerata un prodigio della musica classica contemporanea. Formatasi alla prestigiosa Lilla Akademien di Stoccolma, ha raggiunto la notorietà internazionale come finalista del concorso Polstjärnepriset 2026 e vincitrice del Danderyds Kulturstipendium. Nota per la sua eccezionale maturità espressiva, si esibisce sia come solista nei maggiori festival europei (tra cui l'Usedomer Musikfestival), sia in ambito cameristico con i fratelli nel progetto Pellbäck Sibling.

Freddy Wu: pianista prodigio austriaco, considerato tra i più brillanti talenti musicali della sua generazione. Studente del programma Pre-College dell'Università Mozarteum di Salisburgo sotto la guida di Andreas Weber, ha ottenuto la consacrazione nazionale al prestigioso concorso Prima la musica 2026, vincendo il titolo di campione regionale e il 1° Premio nazionale con il punteggio perfetto di 100/100. Si esibisce regolarmente su importanti palcoscenici europei, inclusi festival internazionali come Young Classic Europe e i concerti nel rinomato Bösendorfer Salon di Vienna, interpretando capolavori virtuosistici che spaziano da Mozart a Chopin.

Nola Symphony Orchestra "Aldo Ciccolini" (o Nola Chamber Orchestra): è un'orchestra giovanile e territoriale nata all'interno delle iniziative del Liceo Musicale Albertini, diretto per vent'anni dalla Prof.ssa Amelia La Rocca, e della Fondazione Aristide La Rocca è dedicata alla memoria del celebre pianista partenopeo Aldo Ciccolini, legato da amicizia trentennale ad Amelia La Rocca. L'ensemble ha l'obiettivo di valorizzare i giovani talenti musicali della Campania offrendo loro formazione e sbocchi professionali. Collabora stabilmente in ambito internazionale, in particolare attraverso gemellaggi con il Mozarteum di Salisburgo ed è protagonista di importanti rassegne e festival di musica classica e operistica del territorio nolano.

Ji-Hye Jung: è una pianista sudcoreana di fama internazionale, apprezzata per la straordinaria sensibilità interpretativa e il rigore tecnico. Formatasi nei più prestigiosi istituti musicali, si è affermata sulla scena internazionale vincendo nel 2010 il celebre Premio Mozart a Salisburgo, riconoscimento che ne ha consacrato il talento e il profondo legame con il repertorio classico. Docente presso il prestigioso Mozarteum di Salisburgo, affianca all'attività didattica un'intensa carriera concertistica che la vede protagonista come solista e in contesti cameristici nei principali festival e teatri europei e asiatici.

Andrea Noferini: è un violoncellista italiano di fama internazionale, appartenente alla più prestigiosa famiglia in ambito musicale, noto per la sua raffinata cavata e la profonda versatilità interpretativa. Occupa il ruolo di Primo Violoncello solista dell'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma dal 1991, ha collaborato con le più prestigiose istituzioni musicali e si è esibito come solista e camerista nei principali festival e teatri in Italia e all'estero. Vincitore di importanti concorsi nazionali e internazionali, affianca all'intensa attività concertistica una costante passione per la didattica, tenendo corsi di perfezionamento e masterclass in tutto il mondo, oltre alla promozione del repertorio contemporaneo in prime esecuzioni assolute.

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO E CONTATTI

Luogo: Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo di Nola), Piazza Duomo - Nola (NA)

Date: Venerdì 23 e Sabato 24 Ottobre 2026, ore 18.30

Ingresso: Libero fino ad esaurimento posti

Segreteria Organizzativa: Dott.ssa Grazia Genovese – Fondazione Aristide La Rocca ETS / Associazione Aldo Ciccolini

E-mail: ticketmozart25@gmail.com

Telefono: 3208430683