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mercoledì 21 ottobre 2026

Blocco dell'autotrasporto, Ditto (Azione): «Sotto la cinta dello stivale o siamo insignificanti o siamo criminali»

L'imprenditore, responsabile enti locali di Azione, interviene sulla protesta contro il caro gasolio che da settimane paralizza il Mezzogiorno: «Una crisi che riguarda tutto il Paese viene trattata come un problema di ordine pubblico del Sud».

«Questa non è una crisi meridionale, è una crisi italiana, e il fatto che vada ricordato dice già molto. Se i camion si fermano a Gioia Tauro, a Palermo o sull'A30 si svuotano gli scaffali di Napoli e di Bari: parliamo di Italia, non un Paese a sé stante. Eppure la vertenza viene gestita con la logica di sempre: vista da Milano e da Roma, sotto la cinta dello stivale o siamo insignificanti o siamo criminali». Enrico Ditto, imprenditore e responsabile enti locali di Azione, interviene così sul fermo dell'autotrasporto che sta bloccando le regioni meridionali e i successivi interventi, anche istituzionali, sul tema.

«Per settimane il Sud è stato insignificante. Una protesta nata e cresciuta interamente nel Mezzogiorno è stata discussa in una prefettura lombarda, a mille chilometri dai caselli bloccati, e la risposta sono stati soldi in larga parte già a bilancio, cioè arretrati presentati come un intervento», sostiene Ditto. «Poi, quando la tensione è salita, il Sud è diventato criminale: identificazioni, denunce, il sospetto delle infiltrazioni. In mezzo, il nulla. Nessuno ha ritenuto necessario chiedersi perché un'impresa calabrese o campana, che paga il gasolio come una lombarda ma lavora su distanze più lunghe e su una rete più fragile, arrivi a fermarsi».

L'imprenditore non concede attenuanti ai comportamenti violenti, ma rovescia il ragionamento. «Chi taglia le gomme a un collega che vuole lavorare commette un reato e va trattato come tale. Ma usare quei reati per non affrontare il merito è un alibi. Uno Stato che si presenta al Sud solo con le forze dell'ordine sta dicendo a milioni di cittadini che la loro condizione interessa soltanto quando diventa un problema di sicurezza», afferma.

Sul metodo, Ditto è netto. «Il tavolo del 27 ottobre 2026 fissato alle ore 16:00 presso la sede centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) a Porta Pia dovrebbe svolgersi dove la crisi si produce, con le Regioni del Mezzogiorno e le associazioni nate sui territori sedute accanto a quelle nazionali. E deve produrre un meccanismo stabile sul costo del carburante per l'autotrasporto, non l'ennesimo sblocco di pagamenti dovuti», aggiunge. «I porti e i corridoi logistici del Sud sono infrastruttura nazionale. Chi li tratta come una pratica locale non sa da dove arrivano le merci che finiscono sulle tavole di tutto il Paese, oppure lo sa e preferisce ignorarlo».

«Il Mezzogiorno non chiede favori. Chiede di essere considerato Italia anche quando le cose vanno male, e non solo quando c'è da contare i turisti o da annunciare un grande evento», conclude Ditto. «La responsabilità di questa crisi è di chi governa i trasporti del Paese. Il Sud non accetta più di essere ricordato soltanto nelle note del Viminale».

Identità Mediterranea torna a Portici, il 26 ottobre 2026 la III Conferenza Nazionale sulla vite a piede franco nella cornice di Eruzioni del Gusto

Sarà la Reggia di Portici, lunedì 26 ottobre 2026, ad ospitare la terza edizione della Conferenza Nazionale sulla Viticoltura a Piedefranco indetta da Identità Mediterranea. Sede del Dipartimento di Scienze Agrarie della Federico II, la Reggia non è solo una cornice: è il luogo dove la discussione sul piedefranco è diventata materia di studio.

La Conferenza entra quest'anno nell'VIII Edizione di Eruzioni del Gusto, la kermesse enogastronomica e culturale ideata da Carmine Maione, presidente di Oro Nero dalle Scritture del Fuoco. L'intesa tra Maione e Gaetano Cataldo, founder di Identità Mediterranea, è stata decisiva per dare alla manifestazione un'ulteriore sezione scientifica.

Per Cataldo — Miglior Sommelier dell'Anno al Merano Wine Festival e presidente dell'associazione nata dieci anni fa a Castel San Giorgio — è un ritorno alle origini, in senso letterale: proprio nel suo comune ha individuato e documentato varietà a piedefranco ancora esistenti, da cui è partito il percorso di tutela e valorizzazione che ora arriva al terzo anno consecutivo.

Dopo il 2024 di Villa Campolieto a Ercolano, che aveva messo sul tavolo la necessità di un protocollo integrato e di un legame più stretto con la terza missione universitaria, l'edizione 2026 si presenta con una rete di patrocini consolidata: Dipartimento di Scienze Agrarie di Portici, Consiglio Regionale della Campania, Associazione Nazionale Città del Vino, Consorzio di Tutela Vini del Vesuvio, Consorzio di Tutela Vini di Salerno, MAVV Wine Art Museum e, su indicazione del presidente Angelo Radica, anche Recevin, la Rete Europea delle Città del Vino.

Il programma si aprirà con i saluti istituzionali di rappresentanti del Consiglio Regionale, di Carmine Maione per Eruzioni del Gusto, di Ciro Giordano e Marco Serra per i Consorzi del Vesuvio e di Salerno, e di Eugenio Gervasio per il MAVV.

A seguire, il panel moderato da Gaetano Cataldo. Interventi di Angelo Radica per le Città del Vino, Vito Graniglia, ideatore di 8000 Vendemmie, Ciro Verde, dottore in Viticoltura ed Enologia, Emilia Di Girolamo, direttrice del MAVV-Wine Art Museum e Senior Consultant Elysium, e Teresa Del Giudice, docente di Economia Agraria alla Federico II, che da tre edizioni porta nel dibattito il contributo economico-accademico.

Chiuderà lo stesso Cataldo con la sintesi del lavoro svolto nell'ultimo anno: ricerche, tesi e riscontri di campo raccolti dopo l'ultima conferenza, per verificare a che punto è quel protocollo di intesa tra ricerca, istituzioni e filiera produttiva che la viticoltura a piedefranco sta aspettando.

Dalle antiche flotte marinare alle sfide a colpi di peperoncino: Giochi Uniti alla SPIEL di Essen porta la creatività del sud Italia nel settore board games

Il direttore operativo Stefano De Carolis: «Essen è il palcoscenico per eccellenza nel settore, e noi siamo fieri di poter dire di nuovo che ci siamo. La creatività italiana e del Mezzogiorno ha le carte per competere con il mercato globale»

Chi considera ancora il gioco da tavolo un passatempo di nicchia dovrebbe guardare ai numeri di Essen: l’edizione 2025 della SPIEL ha richiamato 220.000 visitatori, superando il record del 2019, con 948 espositori da 50 paesi e oltre 1.700 novità presentate. È in questo contesto che Giochi Uniti, casa editrice partenopea, sarà presente all’edizione 2026, in programma alla Messe Essen da giovedì 22 a domenica 25 ottobre, nel padiglione 3, stand K515.


Il titolo di punta della casa editrice partenopea per l’occasione è All You Can Chili, la novità con cui l’editore si presenta alla fiera tedesca: un gioco firmato da Dario Massa e illustrato da John Sloth, in cui i partecipanti si sfidano in una gara a chi resiste più a lungo davanti a piatti sempre più piccanti. Tra i personaggi disegnati sulla scatola ce n’è uno che i visitatori potranno confrontare con l’originale: è ispirato a Davide, export sales manager di Giochi Uniti, presente allo stand per tutta la durata della fiera e disponibile per incontri con operatori e distributori.


Accanto alla novità, lo stand propone in formula try & buy, con la possibilità di provare i giochi e acquistarli sul posto, altri quattro titoli del catalogo: Candy Utopia; Virtus!, gioco di carte di Mario Quartana in cui si compete per il controllo delle sette virtù conquistando maggioranze e attivando effetti speciali; Amalfi, gioco storico di bluff ambientato nella Repubblica Marinara, in cui si schierano flotte nel Mediterraneo e si manovrano i venti per superare gli avversari; e Dubito, gioco di dadi e scommesse che premia chi ha il coraggio di dubitare.


«Essen è il luogo in cui un editore misura davvero quello che fa», spiega Stefano De Carolis, direttore operativo di Giochi Uniti. «Ci arrivano buyer, distributori e giocatori da tutto il mondo, e nessuno ti concede il beneficio del dubbio: il gioco deve funzionare al tavolo, in pochi minuti, anche con persone che non parlano la tua lingua. È la prova più onesta che esista, ed è per questo che ci presentiamo con titoli molto diversi tra loro, dalla leggerezza di All You Can Chili alla storia con Amalfi, che porta oltre confine la memoria di una delle Repubbliche Marinare. Siamo una casa editrice nata a Napoli che lavora con autori italiani, e crediamo che la creatività del nostro Paese, e del Mezzogiorno in particolare, abbia tutte le carte per competere sui mercati internazionali, a patto di esserci, di farsi provare e di ascoltare chi gioca. Il fatto che uno dei personaggi di All You Can Chili abbia il volto di un nostro collega racconta bene come lavoriamo: i giochi nascono da persone che stanno insieme intorno a un tavolo, ed è lì che vogliamo riportare chi ci incontra. Gaming is Sharing non è uno slogan, è il motivo per cui facciamo questo mestiere». Gli operatori interessati a fissare un incontro con il team commerciale durante la fiera possono scrivere a export@giochiuniti.it, mentre creator e professionisti che intendono proporre una collaborazione possono rivolgersi al team marketing all’indirizzo comunicazione@giochiuniti.it.


Dalla rotta delle antiche flotte amalfitane a una sfida a colpi di peperoncino, la proposta di Giochi Uniti a Essen conferma un’idea di gioco da tavolo come linguaggio comune, capace di superare barriere linguistiche e generazionali e di rimettere le persone allo stesso tavolo.

3D E NAYT insieme in “SENZA ARMI" da venerdì 23 ottobre 2026 in radio e in tutti i digital store

Dal 23 ottobre 2026 su tutte le piattaforme digitali e in radio, un brano sul coraggio di mostrarsi senza corazza e sul rischio di perdere se stessi nel tentativo di vincere ogni guerra.

Dopo Empiria, pubblicato nel 2024, 3D torna con “Senza Armi”, il nuovo singolo realizzato insieme a Nayt, disponibile da venerdì 23 ottobre 2026. Il brano segna l’inizio di una nuova fase del percorso discografico del produttore romano e prosegue un sodalizio artistico costruito nel corso degli anni, attraverso un confronto continuo tra produzione musicale, scrittura e ricerca sonora.

Nato da un lavoro condiviso in studio, dalla produzione alla scrittura fino all’arrangiamento, "Senza Armi" prende forma attorno a una domanda: cosa resta di noi quando smettiamo di vivere ogni relazione, ambizione e fragilità come una guerra da vincere?

Il disarmo diventa così il centro della riflessione: non una resa, ma il coraggio di mostrarsi senza corazza, di riconoscere le proprie vulnerabilità e di distinguere ciò che siamo realmente da ciò che inseguiamo o crediamo di dover diventare.

La scrittura di Nayt attraversa il rapporto tra identità e apparenza, il bisogno di affermazione e il timore di perdere ciò che conta. La dimensione personale si apre a una riflessione più ampia sul presente, in cui immagini, aspettative e modelli sociali rischiano di allontanarci da noi stessi, fino a rendere sempre più sottile il confine tra ciò che siamo e ciò che mostriamo.

In questo scenario, la necessità di vincere ogni battaglia può trasformarsi nel rischio di perdere proprio le persone, le relazioni e le parti di noi che volevamo proteggere.

Il significato del brano trova una rappresentazione anche nella copertina ufficiale, che raffigura una falena dalle ali chiare, una delle quali attraversata da una sottile frattura. Delicata, priva di difese e segnata da un’imperfezione, la falena diventa il simbolo di una fragilità consapevole: porta i segni di ciò che ha attraversato, ma non rinuncia alla propria natura.

“Senza Armi” non offre una risposta definitiva al conflitto, ma suggerisce la possibilità di affrontarlo senza trasformare ogni fragilità in qualcosa da combattere.

Con questa pubblicazione, 3D inaugura un nuovo capitolo del proprio percorso artistico, continuando a mettere al centro della propria ricerca il rapporto tra suono, scrittura e identità.



BIOGRAFIA · 3D 

3D, nome d’arte di Davide D’Onofrio, è un produttore, sound engineer e DJ romano. Il suo percorso nasce all’interno della scena hip hop della Capitale e si sviluppa attraverso la fondazione, nel 2005, del Bunker Studio, diventato negli anni un punto di incontro e riferimento per artisti affermati e nuove generazioni. Nel suo lavoro unisce produzione musicale, cura del suono e visione artistica, costruendo per ogni interprete un ambiente sonoro capace di valorizzarne la scrittura e l’identità. Nel corso della carriera ha collaborato, tra gli altri, con Nayt, Achille Lauro, Gemitaiz, MadMan, Danno, Primo Brown, Clementino, Mezzosangue e Rancore. Nel 2024 pubblica "Empirìa", un album a proprio nome. Con “Senza Armi” apre una nuova fase discografica.

Sant'Anastasia, il gusto si fa abbraccio in una serata dove la solidarietà guida l'eccellenza

È nella capacità di far dialogare le diverse anime della tavola – dalla memoria popolare dei lievitati all'accuratezza delle nuove tecniche di cucina – che si misura la riuscita di un grande evento enogastronomico. 

La risposta di Sant’Anastasia alla chiamata della solidarietà si è tradotta, lo scorso 20 ottobre, in un percorso degustativo di alto profilo: “Incontri di Gusto – Il valore di esserci”, format ideato da Rosa Rita Cirignano e promosso dall'Associazione Eklettica negli spazi de I Giardini di Villa Giulia. 

Un'iniziativa che ha saputo coniugare la qualità rigorosa delle proposte con una nobile finalità etica, mettendo al centro la forza inclusiva della ristorazione e del territorio a sostegno di realtà come Su una Nuvola Blu, Autismo in Movimento Campania, CIVES, AVIS e Cooperativa Arturo, con il fondamentale e impeccabile supporto di brigata fornito dagli studenti degli Istituti Alberghieri locali.
Sul fronte strettamente degustativo, il percorso ha regalato spunti di grande interesse tecnico, muovendosi con passo solido tra veracità contadina e felici intuizioni contemporanee.
Attacco frontale sul versante dei lievitati con l'inappuntabile prestazione di Donna Brigida: la sua pizza fritta, oro colato di tradizione, ha mostrato un’asciugatura perfetta dell'olio in frittura, una stesa elastica e un disco cavo, leggero come piuma, capace di sciogliersi in bocca senza appesantire. 

Notevole anche la dialettica sui primi piatti, dove la pasta e patate – arricchita dal guizzo sapido e salmastro delle cozze – ha fatto da contrappunto a una confortante versione autunnale con zucca, pecorino e salsiccia, morbida nell'amido e ben bilanciata nella spinta grassa.
Il viaggio tra i banchi assaggio ha riservato sorprese nell'equilibrio dei contrasti: preciso per mantecatura e acidità il risotto con mela annurca e la spinta aromatica, pungente e persistente, del Provolone del Monaco; goloso e pop l'hamburger slanciato dalla nota amara e vegetale della crema di friarielli. 

Sul versante marinaro si è distinta la freschezza pulita del sushi firmato Roji di Nola, affiancato da carpacci di pesce dalla cottura acida ben dosata grazie all'uso sapiente degli agrumi nostrani. Verace e identitaria la scarpetta con salsiccia al ragù, ricotta, salsa e basilico, così come gli straccetti di montanara, dove l'acidità del pomodoro e la latticità del fiordilatte hanno restituito il morso più puro della Campania Felix.

Un plauso d'obbligo va riservato all'abbinamento enologico, che ha visto spiccare con forza identitaria i calici di Cantine Olivella. 

Il Nereo rosato ha colpito per freschezza e nitidezza di frutto, il Katà da uve catalanesca ha confermato la sua stoffa minerale, profonda e graffiante, mentre il Vipt da uva piedirosso ha regalato un sorso agile, ritmato da richiami vulcanici e slancio tannico di rara eleganza, perfetto per scortare le preparazioni più strutturate della serata.

L'epilogo della degustazione ha preso vita al secondo piano della dimora, a bordo piscina, trasformata per l'occasione in una raffinata promenade dolciaria. Tra i banchi della piccola pasticceria mignon – tra babà, cannoli, crostatine, frolle, sfogliatelle e l'intramontabile babà al caffè bagnato al momento – hanno brillato due vette assolute. 

Ciro Poppella ha incantato la platea con un’interpretazione monumentale della delizia al limone, nappata con una crema vellutata dall'aroma agrumato di straordinaria pulizia; impeccabili, per misura ed esecuzione formale, i pasticcini del maestro Ugo Mignone. 

Il tutto accompagnato da una puntuale selezione di caffè specialty e ginseng, a chiudere un itinerario sensoriale denso e coerente.

Quando la gastronomia si spoglia dell'autoreferenzialità per farsi gesto d'amore e di comunità, il successo supera il semplice plauso della critica. 

L'invito, per addetti ai lavori ed appassionati, è a rimanere sintonizzati sui canali dell'organizzazione per non perdere i prossimi appuntamenti e le future edizioni di un progetto che fa bene al palato, ma soprattutto al cuore.

Napoli Porta per il mediterraneo, II edizione Premio Caputo 2026

Martedì 27 ottobre 2026 alle 11.30, al Real Albergo dei Poveri di Napoli (Piazza Carlo III), sarà presentata la seconda edizione del Premio Caputo, “Napoli. Porta per il Mediterraneo”. 
 
Il premio nasce per sostenere i giovani talenti e favorire il dialogo tra arte, impresa e società. La prima edizione, dedicata al rapporto tra arte e cibo, è stata esposta all'Istituto Italiano di Cultura di New York e ha vinto il Premio CULTURA + IMPRESA. Quest'anno il premio si apre a una dimensione internazionale e guarda al Mediterraneo come spazio di incontro, scambio e collaborazione tra culture.
 
Realizzato da Valore Italia con Mulino Caputo e l'Accademia di Belle Arti di Napoli, il Premio Caputo 2026 unisce arte, cultura e cooperazione tra Napoli e cinque Paesi del Mediterraneo.
 
“Siamo orgogliosi di aver intrapreso questo viaggio” ha dichiarato il Ceo del Mulino Antimo Caputo “Un connubio tra arte, cultura e tradizione gastronomica, nato in occasione del centenario del Mulino Caputo. Un percorso comunicativo innovativo che ha coinvolto giovani talenti. Dopo il restauro del Tesoro di San Gennaro e della sua mostra lo scorso anno. Oggi promuoviamo uno scambio culturale con i Paesi del Mediterraneo, da sempre culla di arte, storia e sapori. Un linguaggio globale capace di unire e valorizzare i talenti emergenti.”
 
Dal 16 novembre, per 15 giorni, 12 giovani artisti provenienti da Paesi che vivono ai confini dei conflitti, Libano, Egitto, Giordania, Tunisia e Marocco, lavoreranno fianco a fianco a Napoli con 12 studenti dell'Accademia di Belle Arti di Napoli. Vivranno insieme, creeranno insieme, e le loro opere diventeranno una mostra che aprirà al pubblico sabato 28 e domenica 29 novembre.
 
Il progetto è promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che interverrà alla conferenza. Saranno inoltre collegati in diretta gli Ambasciatori d’Italia ad Amman, Beirut, Il Cairo, Rabat e Tunisi e i direttori delle Accademie di Belle Arti dei cinque Paesi.
 
Non un Mediterraneo evocato a parole, ma un luogo reale dove giovani di Paesi diversi si incontrano e producono cultura insieme. Napoli torna a essere ciò che è sempre stata: una porta, non un confine.
 
Valore Italia è un’istituzione impegnata nella valorizzazione della formazione, della cultura e dei giovani talenti, attraverso progetti capaci di mettere in relazione il mondo dell’arte, delle istituzioni formative e del sistema produttivo. Con il Premio Caputo, Valore Italia promuove un percorso in cui la creatività delle nuove generazioni diventa strumento di ricerca, sperimentazione e confronto, favorendo l’incontro tra culture e la costruzione di nuove relazioni attraverso l’arte.
 

TeatroBasilica, Motus con FRANKENSTEIN (HISTORY OF HATE), dal 23 al 25 ottobre 2026

Dal 23 al 25 ottobre 2026 il TeatroBasilica ospita FRANKENSTEIN (HISTORY OF HATE), il nuovo lavoro di Motus ideato e diretto da Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, nell’ambito di MINIMA, l’ottava stagione del teatro diretto da Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti.

A partire dal romanzo di Mary W. Shelley, Motus costruisce un «film performato» in cui teatro e cinema si intrecciano per raccontare un presente attraversato da guerre, devastazione ambientale e violenza. 

In un paesaggio apocalittico, tra le coste calabresi, gli ecomostri e un mare che restituisce i corpi di una Creatura e del suo creatore, la storia di Frankenstein diventa una riflessione sull’odio, sull’umanità e sulla possibilità di una tenerezza radicale.

Date e orari

23 ottobre, ore 21

24 ottobre, ore 19:30

25 ottobre, ore 16:30

Il 23, 24 e 25 ottobre 2026, il TeatroBasilica di Roma ospita FRANKENSTEIN (HISTORY OF HATE), il nuovo lavoro di Motus ideato e diretto da Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, nell’ambito di MINIMA, l’ottava stagione del teatro diretto da Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti. A partire dall’opera di Mary W. Shelley, lo spettacolo si sviluppa come un «film performato» che intreccia cinema e teatro per interrogare le contraddizioni del presente: guerre, devastazione ambientale e violenza, ma anche la possibilità di una tenerezza radicale. In un paesaggio apocalittico, tra le coste calabresi e gli ecomostri, la Creatura e il suo creatore si inseguono in una storia in cui odio e umanità si riflettono fino a confondersi.

Sinossi:
Un “film performato” dove i livelli narrativi si mescolano in maniera caleidoscopica e tutto è in stridente relazione con l’oggi. 
Capitan Walton e la fantasmatica sorella Margaret/Mary - Walton/Wollstonecraft - Seville/ Shelley non abitano i ghiacci polari ma un pianeta arido e apocalittico, negli ultimi giorni della nostra malandata umanità, fra incendi boschivi, echi di guerre genocide e droni assassini. Un film estremo, drammatico e folle ambientato fra gli “ecomostri” calabresi e spiagge accecate dal sole. Protagonista di questo lavoro è anche il mare, che brilla all’alba e si incupisce al tramonto e risucchia, sputa, i corpi estenuati della creatura e il dottor Frankenstein nel loro disperato inseguimento. Una composizione che va ancor più ad amplificare il gioco di scatole cinesi con cui Mary W. Shelley ha raccontato la storia d’odio - e tenerezza radicale -  della creatura, che “continuerà a esistere perché non ha mai vissuto”.




INFORMAZIONI
Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo

Orari:
Dal lunedì al venerdì ore 21:00 - sabato ore 19:30 - domenica ore 16:30
Il botteghino è aperto un’ora prima dell’inizio di ciascun evento

Prezzi: 
Biglietto intero € 18
Biglietto online € 15
Biglietto ridotto operatori € 15
Biglietto ridotto under 26 e convenzioni* € 10
Carnet 7 spettacoli € 70
*Per attivare una convenzione con il TeatroBasilica e riservare i biglietti ridotti a studenti e studentesse delle accademie/scuole/università, mandare una richiesta a info@teatrobasilica.com

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