Ma Press News
martedì 26 maggio 2026
Amaro Don Carlo superstar: negli ultimi mesi il liquore artigianale di Eboli colleziona premi e riconoscimenti in Italia e all’estero
Il Parco ospita le Giornate di Studio della Scuola Superiore della Magistratura
"Voci lontane, sempre presenti. Il mito, ancora" al Museo Archeologico della Penisola Sorrentina “Georges Vallet” il 29 maggio 2026
lunedì 25 maggio 2026
CULTURA. PARTE IL CAMPANIA YOUNG FESTIVAL. DA DOMANI 26 MAGGIO 750 STUDENTI DIVENTANO ARTISTI NEL TEATRO DEI PICCOLI A NAPOLI
RIPARTE DA NAPOLI IL TOUR DI DEVOZIONI DI GIANFRANCO PANNONE
Dopo essere stato presentato, con grande successo di pubblico e critica, come Evento Speciale all’ultima edizione del Bif&st di Bari, e l’anteprima romana al Cinema Nuovo Sacher ,accolta con grande emozione e partecipazione del pubblico in sala, DEVOZIONI del regista napoletano Gianfranco Pannone inizia da Napoli il suo tour, distribuito da Clipper Media. Mercoledì 27 maggio alle 21.00 a CasaCinema di Napoli il regista incontrerà il pubblico in sala e a seguire il film arriverà a Laurenzana, Potenza, Parma, Roma, Genova, Pordenone, Torino e in altre città italiane.
MATTEO FAUSTINI torna dopo 4 anni di silenzio discografico con "SIAMO NATI LIBERI", il nuovo singolo in rotazione radiofonica e digital download da venerdì 29 maggio
A dare la spinta a questo ritorno è un'esperienza umana fortissima, che Matteo racconta così:
Stando a stretto contatto con chi ha perso la libertà, Matteo si è reso conto di come le sbarre più pesanti siano spesso quelle mentali che ci costruiamo da soli ogni giorno, quando restiamo prigionieri del giudizio degli altri. Da qui nasce una riflessione profonda sui dogmi e sui sensi di colpa religiosi con cui molti di noi sono cresciuti. Matteo affronta il tema prendendo i versi della liturgia della Chiesa, come “mia colpa mia colpa mia grandissima colpa” e “tu che togli i peccati ma non i sensi di colpa”, per raccontare un conflitto interiore reale. Diventa evidente che un’assoluzione formale non basta a dare la pace, se prima non si trova la forza di perdonare se stessi. La sorpresa del pezzo è che tutta questa densità non si traduce in una musica cupa. Al contrario, il brano reagisce con un'energia pop-soul liberatoria, un crescendo emotivo che punta ad alleggerire il cuore. Questo senso di riscatto si sente nel fitto coro di voci curato con la produzione artistica di Enrico Palmosi e le chitarre di Poncio Belleri.
“Voglio stare bene”
Napoli e la sua provincia, Ditto: “Due mondi separati che potrebbero diventare uno straordinario sistema unico”
Mentre il centro di Napoli attrae milioni di visitatori e accumula riconoscimenti internazionali, a pochi chilometri di distanza interi territori restano invisibili, disconnessi, abbandonati a un declino silenzioso. Comuni ricchi di storia, natura, tradizioni enogastronomiche e artigianato d'eccellenza che il sistema non riesce — o non vuole — valorizzare.
È questo il paradosso che Enrico Ditto, imprenditore campano tra i più impegnati nel dibattito sul futuro del territorio, mette oggi al centro della sua riflessione pubblica: "Lo squilibrio tra Napoli città e la sua provincia è diventato un abisso. E non è solo un problema economico. È una ferita sociale che si allarga ogni anno."
I dati parlano chiaro. I flussi turistici si concentrano in maniera quasi esclusiva sul centro storico partenopeo, su Pompei, sulla Costiera. Ma l'entroterra campano — i Campi Flegrei, il Vesuviano, l'Agro Nocerino, le aree interne dell'Avellinese e del Casertano — resta ai margini di qualsiasi strategia di sviluppo organica.
Il risultato è uno spreco colossale di potenziale.
"Parliamo di territori che custodiscono patrimoni archeologici, paesaggi unici, produzioni agricole di altissima qualità e comunità vive che vogliono costruire il proprio futuro" — afferma Ditto — "Ma senza infrastrutture adeguate, senza connettività digitale, senza una narrazione turistica credibile e senza politiche di incentivo reali, questi luoghi restano invisibili al mercato globale."
Il nodo centrale, secondo Ditto, è la mancanza di una regia metropolitana capace di pensare il territorio come sistema integrato: "Napoli non può continuare a essere l'unico attrattore. Deve diventare il gateway di un'area vastissima e straordinariamente ricca. Ogni comune dell'hinterland dovrebbe essere messo in condizione di raccontarsi, di accogliere, di produrre valore."
Un modello che esiste già altrove — in Toscana, in Provenza, nei Paesi Baschi — e che Napoli e la Campania potrebbero replicare e persino superare, grazie alla densità e alla varietà eccezionale del proprio patrimonio.
"Non chiedo miracoli. Chiedo pianificazione, connessioni reali tra i territori, fondi europei spesi bene e amministratori che smettano di ragionare per campanili."
Un appello che Ditto rivolge con uguale forza alle istituzioni locali, alla Regione Campania e al governo nazionale: “Il momento di agire è adesso, prima che il divario diventi irreversibile.”




