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giovedì 29 ottobre 2026

Formazione professionale Campania, il Movimento all'incontro con l'assessore Saggese: «Bene l'apertura, ma solo se la prima di una lunga serie»

Convocate in Regione le sigle datoriali del settore. Troisi: «Su GOL solo il 4,7% di occupati coerenti, lo dicevamo da tempo. Le criticità emerse potevamo illustrarle all'assessore il giorno dopo il suo insediamento».

Si è svolto nelle scorse ore, negli uffici della Giunta Regionale della Campania al Centro Direzionale di Napoli, l'incontro tra l'assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Angelica Saggese, il direttore generale della DG Lavoro e Formazione Professionale Paolo Gargiulo e le sigle datoriali della formazione professionale convocate dalla Regione Campania: ATECA, SI.Form., FAC, Formazione in Chiaro, Folcam, Federterziario, CEFA, F.M.P.I., Formazione Duale Campania e il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate. Per il Movimento erano presenti il Segretario Politico Nicola Troisi e una delegazione, che hanno consegnato all'assessore un documento con le proposte già elaborate dal Movimento.

«Apprezziamo che finalmente si sia arrivati a questo confronto, che il Movimento chiedeva da tempo», dichiara Troisi, «ma non possiamo non sottolineare che arriva a quasi dieci mesi dall'insediamento. Le criticità che l'assessore ha messo in fila in questi mesi di conoscenza del settore sono le stesse che avremmo potuto illustrarle il giorno dopo il suo arrivo, e che del resto abbiamo denunciato pubblicamente, anche a mezzo stampa, per tutto questo tempo».

Durante l'incontro sono emersi i dati del programma GOL: al 31 dicembre 2025 sono state coinvolte oltre 100mila persone, ma soltanto il 4,7% ha trovato un'occupazione coerente con il percorso di formazione seguito. «Parliamo di una platea minima», osserva Troisi. «Serve valutare l'impatto reale delle politiche attive sulla vita delle persone e sull'occupazione, andando ben oltre la spesa sostenuta, che finora è stata l'unico indicatore. La necessità di un Osservatorio sul lavoro l'abbiamo posta al direttore generale Gargiulo in tempi non sospetti, prima ancora dell'insediamento dell'assessore. Dispiace che ci sia voluto così tanto per prendere atto di ciò che dicevamo già». Il Movimento ricorda che il dialogo con le rappresentanze del settore è previsto e auspicato anche dalle istituzioni nazionali ed europee. «Rappresentiamo la formazione professionale, e questo incontro ci era dovuto non perché lo diciamo noi, ma perché lo impone la normativa comunitaria», prosegue Troisi. «Ora però vogliamo condividere la volontà di metterci questa lunga attesa alle spalle. Ci aspettiamo il passo successivo: un'interlocuzione vera, proattiva e propositiva, in cui tutti i protagonisti del settore possano contribuire a risolvere le criticità emerse. Non un confronto di facciata, ma uno strumento per fare davvero la svolta».

«Applaudiamo a questo incontro», conclude Troisi, «a patto che sia il primo di una lunga serie e che la prossima convocazione arrivi in tempi brevi. Altrimenti siamo davanti all'ennesimo temporeggiamento che non possiamo permetterci».

Da domenica 1 novembre 2026 al via "Open Dance 2026", III edizione della rassegna dedicata alla danza d'autore, al Teatro Nuovo di Napoli

Sei creazioni sceniche, da novembre 2026 a marzo 2027, per esplorare i linguaggi della coreografia contemporanea e rafforzare il dialogo tra artisti e pubblico.

La danza come spazio di ricerca, espressione e confronto con la contemporaneità torna in scena al Teatro Nuovo di Napoli con Open Dance 2026, la rassegna dedicata alla danza d’autore, che inaugura la sua III edizione domenica 1 novembre 2026, alle ore 18.30.

Un progetto che rinnova l’impegno del Teatro Pubblico Campano nella valorizzazione della creatività coreografica e nella promozione di nuove forme di relazione tra artisti, interpreti e spettatori, attraverso un programma che mette al centro il corpo e il movimento come strumenti di indagine del presente.

Giunta alla sua III edizione, Open Dance 2026 consolida la propria identità di spazio di approfondimento e confronto sulla danza d’autore, attraverso un programma che accoglierà sei creazioni sceniche fino a marzo 2027.

Opere che esplorano le molteplici possibilità del linguaggio coreutico, inteso come espressione dinamica capace di attraversare, interpretare e restituire i cambiamenti e le contraddizioni della società contemporanea.

La rassegna nasce con l’obiettivo di sostenere e valorizzare il talento, la ricerca e la creatività di coreografe e coreografi, contribuendo alla costruzione di un movimento artistico sempre più vitale e coeso, e promuovendo una partecipazione più consapevole all’esperienza della danza.

In un panorama culturale caratterizzato da una crescente contaminazione tra linguaggi e discipline, la danza si conferma luogo privilegiato di ricerca, sperimentazione e incontro. La sensibilità multidisciplinare e l’ampliamento delle esperienze culturali, che intrecciano ricerca artistica e comunicazione, trovano in Open Dance 2026 uno spazio di espressione e condivisione.

Ad aprire la rassegna, domenica 1 novembre 2026, alle ore 18.30, sarà Folklore Dynamics, con le coreografie di Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali. In scena Cristina Roggerini, Emma Dora Bogerd, Fabio Cavallo, Matteo Vignali e Noemi Dalla Vecchia, con la voce di Gustavo Frigerio. Istinto, umiltà, passione e duro lavoro convergono nel folklore di un Paese dove identità diverse creano un forte senso di collettività.

Il calendario proseguirà, giovedì 28 gennaio 2027 dalle ore 21, con Love Parade, ideato e coreografato da Glenda Gheller, che firma anche la drammaturgia in collaborazione con Sergio Campisi. Le musiche originali sono di Michele Piccolo e Massimo Lievore, interpreti Pietro Di Salvo e Nunzio Saporito. Ispirato alle provocatorie riflessioni di bell hooks, Love Parade guarda anche con speranza al futuro e ci invita a parlare dell’amore reale, senza vesti e idealizzazioni.

A seguire la programmazione accoglierà Variation +, coreografia di Nyko Piscopo, con i danzatori Nicolas Grimaldi Capitello, Leopoldo Guadagno, Francesco Russo e Giada Tibaldi.

Un atto di resistenza danzata contro il silenzioso declino del teatro, in cui ogni variazione è un momento di riflessione sul suo valore dimenticato.

Domenica 28 febbraio 2027 alle ore 18.30, sarà la volta de Il canto delle mani, coreografia di Gabriella Stazio, interpretato dalla compagnia Movimento Danza, con musiche originali di Luigi Stazio. Una coreografia in cui contaminazioni, connessioni e sovrapposizioni convivono nel medesimo spazio-tempo.

Doppio appuntamento programmato per l’ultima giornata della rassegna, domenica 7 marzo 2027 dalle ore 18.30, che inizierà con Violetto Bellosguardo, progetto di coreografia e performance di Vittorio Porcelli, che cura anche la voce e il testo. Il sound design è firmato da Studio Batsumi e Jeanne Pâris. Autobiografia e finzione si intrecciano, attraversando immaginari queer e riscrivendo con umorismo le norme del successo e dell’ambizione giovanile.

A seguire Pas de Cheval, duetto di Andrea Costanzo Martini con Francesca Foscarini, che arricchisce il panorama della rassegna con un ulteriore incontro tra ricerca coreografica e interpretazione. Ispirato alla figura del cavallo, simbolo di grazia, forza e libertà, il lavoro esplora il parallelismo tra l'animale e il danzatore-performer.

Attraverso poetiche, visioni e approcci coreografici differenti, Open Dance intende promuovere una relazione sempre più stretta tra creazione artistica e pubblico, contribuendo alla diffusione della danza d’autore e al consolidamento di una comunità culturale aperta al dialogo e alla sperimentazione.

Ulteriori informazioni e programma della rassegna sulle pagine Web, Facebook e Instagram del Teatro Pubblico Campano e del Teatro Nuovo di Napoli.

 

Open Dance 2026 - III Edizione

1° novembre 2026 ˃ 7 marzo 2027

Teatro Nuovo Napoli - Via Montecalvario, 16

Info e prenotazioni 0814976267, botteghino@teatronuovonapoli.it

Immagini degli Scavi create con l’IA, l’allarme del direttore di Pompei sui troppi contenuti fuorvianti ed eticamente sbagliati

In merito all’uso di strumenti di Intelligenza Artificiale (IA) per la generazione di immagini e contenuti relativi a scavi e siti archeologici, il Parco Archeologico di Pompei avverte in questo periodo la crescita di episodi che destano perplessità.  
«Il Parco archeologico ha recentemente adottato delle linee guida per l’esposizione dei calchi delle vittime dell’eruzione. È davvero sconcertante, anzi direi ripugnante, vedere al tempo stesso un uso completamente fuorviante e irresponsabile dell’intelligenza artificiale per creare immagini e racconti delle vittime di Pompei sui social. L’ultimo caso riguarda un post Instagram, su un profilo intestato a un professore di chimica dell’Università di Napoli “Federico II”, che parla della casa del Bracciale d’oro. È completamente fake: l’immagine è fatta con IA, il testo si legge come fatto dall’IA. In più, questa attività, che stento a chiamare di promozione culturale, perché è l’esatto contrario, è connessa alla generazione di introiti economici tramite un portale di raccolta fondi. Abbiamo scritto all’Università per avere un’interlocuzione, vorremmo capire se una cosa del genere è conciliabile con il codice etico di un Ateneo così importante. Più in generale, crediamo che sia importante avviare una riflessione condivisa su come l’IA possa essere usata per fare dei progressi culturali, sociali ed economici, anziché condurre verso una nuova forma di povertà culturale ed educativa, come nel caso citato» ha detto il direttore di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.  
«Credo – ha aggiunto il Direttore – che si tratti di un problema trasversale, anche perché recentemente sento dai miei figli che anche a scuola l’uso dell’IA si diffonde e che ci sono professori che non cancellano nemmeno le domande ChatGPT sui materiali che danno agli alunni. È chiaro che urge un dibattito ad ampio raggio sulla direzione in cui stiamo andando a livello culturale e pedagogico in questo momento di grande trasformazione. Non si tratta di condannare l’IA, anzi: il Parco archeologico di Pompei sta sperimentando l’uso di strumenti di IA per la ricerca, per la valorizzazione, per la sicurezza e per il monitoraggio del patrimonio, ma ritengo che sia importante che tutto ciò si svolga in una cornice etica che nel caso citato sembra venir meno del tutto».
La casa del Bracciale d’Oro a Pompei, dopo le prime esplorazioni settecentesche, fu scavata per intero tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento; al suo interno sono stati trovati i resti umani di diverse vittime. Di quattro di esse, due adulti e due bambini, sono stati realizzati dei calchi secondo la tecnica in uso dall’Ottocento, che prevede il riempimento con gesso delle cavità lasciate dalle vittime nella cenere vulcanica. I quattro calchi sono visibili nell’esposizione dedicata all’eruzione e alle vittime nella Palestra Grande dell’area archeologica di Pompei. Tale esposizione, nella quale si è cercato di trovare un equilibrio tra le esigenze didattiche-museali e il rispetto per le persone che hanno perso la vita durante l’eruzione, è stata inaugurata e aperta al pubblico l’11 marzo di quest’anno. È stata l’occasione per elaborare delle linee guida per la presentazione e il trattamento dei resti umani delle vittime a Pompei, che sono state adottate dal Comitato Scientifico e dal Consiglio di Amministrazione del Parco.
Inoltre, il Parco Archeologico di Pompei ha recentemente realizzato, in collaborazione con l'Università degli Studi di Padova e il Laboratorio Digital Cultural Heritage, una ricostruzione digitale della fuga di un uomo durante l'eruzione del Vesuvio. Il progetto è stato sviluppato esclusivamente sulla base delle evidenze scientifiche emerse dalle indagini archeologiche condotte dagli archeologi del Ministero della Cultura, dimostrando come l'IA e le tecnologie digitali possano diventare strumenti di conoscenza quando guidati dalla ricerca.

Gala Show del Naples Hula Hoop Gathering 2026 torna a Napoli venerdì 31 ottobre 2026 in sala Assoli Moscato

Una nuova edizione del Naples Hula Hoop Gathering torna in sala Assoli Moscato alle 20:30 per una serata dedicata all’hula hoop, alla giocoleria e alle flow arts. 

Dopo il successo delle prime due edizioni, si rinnova la collaborazione con Casa del Contemporaneo, portando in scena un universo di movimento, creatività e ricerca espressiva, in cui il corpo e gli oggetti diventano strumenti di una spettacolarità capace di intrecciare danza e circo contemporaneo.

A guidare l’iniziativa è Maria Laura Annunziata, artista e performer napoletana, fondatrice del Naples Hula Hoop Gathering e impegnata nella promozione delle flow arts attraverso spettacoli, workshop e percorsi di formazione.

Il Gala Show, presentato da Emma Kenna, vedrà in scena Emma Kenna, Eshna, Marianna, Kristin, Svenka, Nuria, Mariloop e Andeli, con una successione di numeri e stili differenti, tra tecnica, ritmo e suggestioni visive.

Anche quest’anno lo spettacolo conferma la propria vocazione internazionale, accogliendo artisti provenienti da India, Argentina, Inghilterra, Francia, Germania e Svizzera, insieme a performer italiani e napoletani. Un incontro tra esperienze e linguaggi diversi che restituisce la vitalità di una comunità artistica in dialogo con le nuove tendenze della giocoleria e delle arti performative.

Una nuova edizione, nuovi numeri e la stessa energia che ha reso speciale questo appuntamento fin dal principio. Le fotografie dell’evento saranno curate da Enrico Di Cerbo.

Orari spettacoli

sabato ore 20.30

Posto unico
intero 18 € | ridotto 15 €

Riduzioni: under 30, over 65, CartaEffe, enti convenzionati.

Info e prenotazioni: 345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it

mercoledì 28 ottobre 2026

MTV a FINE Italy, l’enoturismo riparte dalle diversità dei territori per costruire strategie comuni per il futuro

Enoturismo, la diversità che crea valore,  Presentato martedì 27 ottobre 2026 a FINE Italy Il Movimento Turismo del Vino a FINE Italy: l’enoturismo riparte dalle diversità dei territori per costruire strategie comuni per il futuro. Il comune denominatore dell'enoturismo italiano è la diversità.

Presentati dalla presidente di MTV Italia Gardini Cinelli Colombini i risultati della ricerca condotta da CESEO dell’Università Lumsa di Rom. A confronto Toscana e Sicilia: due modelli di accoglienza tra internazionalizzazione, sostenibilità e nuove esperienze per raccontare le sfide attuali dell’ospitalità in cantina. 

Non esiste un unico modello di enoturismo: le modalità di accoglienza e le esperienze proposte da ogni cantina seguono le caratteristiche e le peculiarità del proprio territorio.
E’ proprio sulle differenze che si gioca il futuro del settore e comprenderle permette di sviluppare azioni adatte a ogni realtà e capaci di trasformare il vino in un’esperienza che va oltre la degustazione. Dall’andamento dei flussi turistici, alle sfide legate all’accessibilità e ai temi sostenibili, l’indagine a cura del CESEO (Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici) -LUMSA sulle cantine del Movimento Turismo del Vino esplora in occasione di FINE Italy Toscana e Sicilia e restituisce un quadro articolato sul valore della diversità territoriali e sulle opportunità di sviluppo dell’enoturismo. Due regioni che si distinguono per l’elevata presenza di visitatori stranieri in cantina ((le cantine con oltre la metà di enoturisti esteri sono il 66% in Toscana e il 74% in Sicilia) Le cantine toscane hanno una posizione di leader e pioniere ma sanno anche gestire meglio i rapporti con chi commercializza l’enoturismo (46% manda le proposte più volte l’anno), mentre le siciliane hanno un profilo più giovane e orientato alla sostenibilità e le relazioni online e che propongono due modelli di accoglienza diversi ma complementari: nelle cantine toscane il vino si intreccia con la cultura e con il paesaggio, mostrando inoltre una grande capacità di interagire con gli operatori del settore sul territorio (il 46% manda le proposte più volte l’anno) mentre, nelle cantine siciliane si registra una spiccata attenzione alla sostenibilità, con una proposta enoturistica che trova nella gastronomia e nel calore di un’ospitalità festosa i suoi tratti distintivi.


La ricerca, presentata il 27 ottobre a Riva del Garda, nell’ambito di FINE Italy, il primo salone fieristico del turismo del vino in Italia, racconta due modelli di successo per la loro capacità di rendere l’accoglienza in cantina sempre più qualificata, accessibile e sostenibile. La presentazione dei dati a livello nazionale è stata illustrata da Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente Movimento Turismo del Vino e titolare Cantina Donatella Cinelli Colombini; a Federica Fina, Presidente Movimento Turismo del Vino Sicilia e titolare Cantine Fina l’approfondimento delle caratteristiche della regione e le esperienze portate avanti con la propria azienda e così Flavio Nuti, Vicepresidente Movimento Turismo del Vino Toscana, Amministratore Cantina Podere La Regola, E, infine, in collegamento da Vinitaly NY, Alessio Piccardi - CEO & Founder Fieramente Srl, ha presentato una panoramica sui dati più recenti dedicata alle importazioni di vino italiano negli USA, evidenziando le evoluzioni e le differenze tra i diversi territori.


“Questo confronto nasce dall’idea di leggere l’enoturismo a partire dalle differenze regionali - racconta Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente MTV - ovvero importanti risorse da cui partire per individuare nuove possibilità di crescita in termini di miglioramento dell’offerta, qualità dell’accoglienza e capacità di rispondere agli obiettivi di sviluppo sostenibile. Come Movimento Turismo del Vino, crediamo che condividere esperienze e competenze sia fondamentale per costruire un settore più consapevole e competitivo, così da promuovere congiuntamente l’offerta enogastronomica italiana sottolineandone le diversità e unicità territoriali e permettere ad ogni realtà di crescere a proprio modo ma insieme alle altre”.


L’indagine ha posto in primo luogo l’attenzione sul fronte della domanda turistica che vede la Toscana confermarsi una destinazione consolidata, caratterizzata da flussi importanti e una rete commerciale strutturata, come racconta il 42,6% di operatori del territorio che commercializzano wine-tour e il 46,8% delle cantine che invia proposte alle agenzie più volte l’anno. il 40,4% delle cantine toscane supera i 2.000 visitatori e, in relazione al 2025, il 46,8%segnala un aumento dei visitatori a fronte di un 29,8% che registra una situazione stabile. Dati che restituiscono un profilo solido che può contare inoltre su una forte presenza internazionale testimoniata dal 66% che dichiara una quota di stranieri superiore alla metà dei visitatori. 


Dalla Sicilia invece emerge una domanda sempre più in crescita accompagnata da un’evoluzione dell’offerta su tutta la regione: nel 2025 il 61,4% delle cantine dichiara un aumento dei visitatori e ben il 59% afferma di aver sviluppato nuove esperienze enoturistiche per il 2026, inoltre i tre quarti delle aziende dichiarano una clientela prevalentemente straniera, confermando anche qui l’importanza della componente internazionale. Nelle cantine siciliane la degustazione resta tuttavia il fulcro dell’esperienza con il 37,6% che offre ristorazione e solo il 23% il pernottamento, indice che esistono ancora margini per ampliare le occasioni di permanenza e potenziare la componente esperienziale della visita.Una dinamica che si riflette anche sul piano economico: per l’58,3% il fatturato legato all’enoturismo, esclusa la vendita diretta di vino, rappresenta meno del 10% del totale.


Tra le direttrici di crescita, la sostenibilità continua ad occupare un ruolo centrale: nel campione siciliano l’86,7% delle aziende dichiara di produrre energia da fonti rinnovabili, l’88% non utilizza plastica nel servizio al cliente e il 72% impiega bottiglie di vetro leggero per i propri vini; sale inoltre al 34,1% le aziende che possiedono colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Accanto a questa crescita sostenibile resta aperta la questione dell’accessibilità: raggiungere una cantina può ancora oggi comportare costi significativi, a dirlo sono il 71% delle aziende toscane e il 50% di quelle siciliane che segnalo costi superiori a 100 euro per i trasferimenti dall’aeroporto più vicino. In Toscana il 23% delle aziende dispone di un trasporto organizzato in cantina e il 62% segnala la possibilità di bus turistici, dimostrando una particolare attenzione nel migliorare l’arrivo in cantina, a cui è necessario affiancare un miglioramento delle informazioni sui collegamenti e sviluppo di convenzioni con operatori turistici. Si sono aggiunti poi gli interventi di Federica Fina, Presidente Movimento Turismo del Vino Sicilia e Flavio Nuti, Vicepresidente Movimento Turismo del Vino Toscana i quali hanno raccontato il lavoro svolto dalle associazioni regionali e presentato i loro casi aziendali come esempio enoturistico. 


Dall’indagine emerge che tra le principali sfide future c’è l’aumento del valore generato da ogni visita, ovvero la necessità di superare la logica basata esclusivamente sul numero degli ingressi ma piuttosto sviluppare un’offerta più ampia, con proposte complementari in vigna e in cantina che invitino al visitatore a trattenersi più a lungo e sviluppare un legame duraturo con la cantina. In questo senso il confronto tra le due regioni offre spunti per sviluppare soluzioni operative adattabili e replicabili in ogni territorio, relative alla fase di arrivo, permanenza, acquisto e ritorno del visitatore, così da accompagnare le aziende verso modelli di ospitalità funzionali ma comunque coerenti con le proprie dimensioni e potenzialità. La ricerca restituisce così due traiettorie complementari: se il modello toscano si dimostra una destinazione consolidata con una mole di flussi importante le cantine siciliane sono caratterizzate da un particolare dinamismo dell’offerta. 

MOVIMENTO TURISMO DEL VINO. L'Associazione Movimento Turismo del Vino è un ente non profit ed annovera oltre 700 tra le più prestigiose cantine d'Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole da una parte far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità. Il Movimento Turismo del Vino, nato nel 1993 da una intuizione dei Donatella Cinelli Colombini, negli anni si è fatto catalizzatore di formazione e promozione dell’enoturismo, anche attraverso format vincenti come Cantine Aperte, Calici di Stelle ed altre attività. Dal 2024 il Movimento è socio fondatore del Centro di ricerca CESEO.


CESEO - Il Centro di ricerca CESEO (Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici), costituito presso l’Università LUMSA, è presieduto da Dario Stefàno, diretto da Donatella Cinelli Colombini e opera sotto il coordinamento scientifico di Antonello Maruotti, Professore Ordinario di Statistica presso la stessa Università. Il Centro è stato ideato come osservatorio qualificato e privilegiato per l’indagine, la ricerca e l’analisi, con l’obiettivo di elaborare linee guida capaci di orientare una crescita sostenibile e omogenea dei territori e dei loro attori. Intende inoltre fornire stimoli per le politiche di valorizzazione del turismo esperienziale legato al vino e all’olio e, al contempo, rappresentare un driver per lo sviluppo di programmi formativi in grado di generare competenze e professionalità necessarie alla crescita del settore.

IMPRESE STORICHE E FAMILIARI: TARGA DELLA CITTA’ DI NAPOLI A UGO CILENTO, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE I CENTENARI

Targa di riconoscimento assegnata dal Comune di Napoli a Ugo Cilento, presidente dell’Associazione I centenari, in considerazione del valore delle imprese storiche e familiari. Il premio è stato assegnato nel corso di un evento al Senato sul tema “Storie d’Italia: Il ruolo delle istituzioni locali nella salvaguardia del patrimonio d’impresa e dell’identità urbana”. L’incontro, promosso dalla senatrice Valeria Valente, ha messo al centro del dibattito nazionale il valore economico, culturale e sociale delle imprese familiari e ultracentenarie, custodi della memoria, del lavoro e dell’identità dei territori italiani.

Ugo Cilento nel suo intervento ha focalizzato l'attenzione sull'inestimabile valore immateriale delle aziende storiche: “Nella gestione delle imprese familiari e storiche – afferma - bisogna superare la logica stringente dei soli bilanci finanziari. Il vero valore di queste attività risiede nel loro bilancio sociale e culturale: un patrimonio fatto di relazioni, reputazione, eccellenza manifatturiera e legame indissolubile con la comunità locale e con la storia familiare dell’impresa, fattori che nessun metodo contabile tradizionale può quantificare, ma che ne decretano la longevità nei secoli”.

Il Sindaco di Napoli e presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, nel consegnare a Ugo Cilento il riconoscimento ufficiale del Comune di Napoli, ha spiegato: “Napoli è da sempre al fianco delle sue attività storiche e familiari. Consegniamo questa targa a Cilento per il suo costante impegno a tutela di un patrimonio vivo che custodisce la storia della città e contribuisce a costruirne il futuro. Gli siamo grati per l’esempio che offre con la sua azienda, dove la continuità generazionale si fa difesa del lavoro e garanzia di radici forti. Grazie per aver dimostrato, in Italia e nel mondo, che la napoletanità è un valore senza tempo”.

Oltre al sindaco di Napoli e presidente Anci Gaetano Manfredi e alla senatrice Valeria Valente, hanno partecipato all’evento fra gli altri, i senatori Gianluca Cantalamessa e Luigi Nave, e il Direttore Generale della Svimez Luca Bianchi.

ASPETTANDO IL NATALE CON “IL GRANDE CALENDARIO DELL’AVVENTO” AL CASTELLO DI LIMATOLA DAL 6 NOVEMBRE AL 13 DICEMBRE 2026 LA XVII EDIZIONE DEI MERCATINI TRA I PIÙ FAMOSI IN EUROPA

Il Castello di Limatola si prepara ad accogliere il Natale con una nuova edizione di Cadeaux al Castello. Quest’anno prende vita “il Grande Calendario dell’Avvento”, un viaggio immersivo nel tempo in una suggestiva città vittoriana inglese: ogni giorno una nuova casella ed una nuova avventura tutta da vivere condurrà grandi e piccini nella magica atmosfera natalizia.

Un viaggio incantato dove il Natale prende vita tra stazioni, lampioni, botteghe, orologi e atmosfere dickensiane.

Al centro del racconto la monumentale Grand Advent ClockTower, un grande calendario dell’avvento che scandisce il tempo dell’esperienza: ogni porta si apre su una nuova avventura.

Sarà possibile imbattersi nell'immancabile Grinch e poi artisti di strada, antichi mestieri, gastronomia e ovviamente il mercatino di Natale, che da diciassette anni si attesta tra i più importanti d’Europa.

Circa 80 espositori propongono, negli spazi interni ed esterni del Castello, prodotti ed eccellenze dell'artigianato, antiquariato, ceramiche e gastronomia. Inoltre, la Grande Baita di Babbo Natale anche quest'anno dà la possibilità a tutti i bambini di scattare gratuitamente una foto ricordo con Santa Claus.

 

L’ISPIRAZIONE AL TEMA

“Il Grande Calendario dell’Avvento nasce dall’idea di trasformare il castello in una grande città del Natale, ispirata all’eleganza e all’atmosfera della Londra vittoriana. Una città fatta di stazioni, treni, orologi, botteghe, piazze e luoghi dedicati al Natale” spiega Pina Martone Sgueglia, proprietaria del Castello di Limatola, che diciassette anni fa ha ideato i mercatini di Natale insieme al marito Stefano e porta avanti con successo insieme ai figli Tonio e Piera.

 

DATE E ORARI 2026

Il Castello medievale di Limatola, situato tra le province di Benevento e Caserta, aprirà le porte ai famosi mercatini di Natale nei weekend di novembre, dal 6 all’8, dal 13 al 15, dal 20 al 22 e poi, ininterrottamente, dal 26 novembre al 13 dicembre 2026. Dal lunedì al giovedì l’accesso è dalle 10 alle 22; nei weekend, da venerdì a domenica la magia continua fino alle 23.30.

  

BIGLIETTO DI INGRESSO AI MERCATINI DI NATALE DI LIMATOLA

Dal lunedì al giovedì il costo del biglietto è di 7 euro per gli adulti, 5 euro per i bambini; il venerdì 10 euro per gli adulti, 5 euro per i bambini. Il sabato, la domenica e lunedì 8 dicembre, il costo è 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini per la visita al mattino; 15 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini per la visita dal pomeriggio.

L’ingresso è gratuito per i bambini fino a tre anni. Sono previsti turni dedicati a gruppi e scolaresche. Nel biglietto di ingresso è incluso un bicchiere di vin brulè o succo di frutta

I biglietti sono acquistabili sul sito ufficiale dell’evento cadeauxalcastello.it, oppure in loco presso la biglietteria del Castello.

CASTELLO DI LIMATOLA

https://www.castellodilimatola.it/

https://cadeauxalcastello.it/