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lunedì 19 ottobre 2026

Civitafestival Winter 2026, dal 21 ottobre al 20 dicembre 2026 la VI edizione a Civita Castellana

Da mercoledì 21 ottobre a domenica 20 dicembre 2026 torna il Civitafestival Winter, giunto alla sua VI edizione, con la direzione artistica di Fabio Galadini.

Riconosciuto dal Ministero della Cultura e ammesso al contributo del Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo (FNSV), con il patrocinio del Comune di Civita Castellana, il festival propone due mesi di appuntamenti tra musica, teatro, danza, arti visive e incontri dedicati ai grandi temi del presente.

Il programma si apre mercoledì 21 ottobre 2026, alle ore 17, al Forte Sangallo, con la presentazione della nuova edizione e il primo appuntamento del ciclo Il domani che verrà. Libri e dialoghi leggeri sul nostro futuro. Al centro dell'incontro, L'utopia sostenibile (Laterza), di Enrico Giovannini, e L'Italia che verrà. Note per il cambiamento che serve (Donzelli Editore), con la partecipazione degli autori e il dialogo condotto da Monica Paternesi, caporedattrice aggiunta ANSA, e Fabio Galadini.

Il cartellone intreccia repertorio sinfonico, musica contemporanea e riletture del rock progressivo, teatro d'autore, danza e arti visive, con un percorso che mette in relazione tradizione e ricerca e invita a riflettere sulle trasformazioni sociali, culturali e ambientali.

Dal 21 ottobre al 20 dicembre 2026, Civita Castellana diventa luogo d’incontro tra arte, musica, teatro, danza e pensiero contemporaneo. La direzione artistica di Fabio Galadini firma un programma che intreccia grandi interpreti, giovani musicisti, ricerca artistica e dialoghi sul futuro. Dal 21 ottobre al 20 dicembre 2026 torna il Civitafestival Winter, che giunge alla sua sesta edizione e rinnova la presenza del festival nella vita culturale di Civita Castellana. Due mesi di appuntamenti tra musica, teatro, danza, arti visive e incontri dedicati ai grandi temi del presente, con un programma che mette in relazione il patrimonio della tradizione, la ricerca contemporanea e le voci delle nuove generazioni. Riconosciuto dal Ministero della Cultura e ammesso al contributo del Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo (FNSV), con il patrocinio del Comune di Civita Castellana, il Civitafestival Winter conferma la propria vocazione multidisciplinare e il ruolo di presidio culturale per il territorio. La manifestazione si inserisce nel percorso di un festival che, da oltre trent’anni, contribuisce a fare della città un punto di riferimento per la diffusione dello spettacolo dal vivo e per il confronto tra linguaggi artistici differenti. La direzione artistica di Fabio Galadini costruisce un cartellone nel quale le discipline non sono compartimenti separati, ma forme diverse di conoscenza e interpretazione della realtà. Accanto alla grande musica, dal repertorio sinfonico europeo alle riletture del rock progressivo e alla musica contemporanea, trovano spazio il teatro d’autore, la danza, le arti visive e un ciclo di incontri che affronta alcune delle questioni decisive del nostro tempo: la sostenibilità, la trasformazione digitale, il futuro dell’arte e il rapporto tra cultura e territorio. Il filo conduttore dell’edizione è racchiuso nella frase che accompagna il programma: «Il domani non è un luogo lontano dove andare. È un luogo vicino da costruire». Una prospettiva che orienta in particolare Il domani che verrà, il ciclo di dialoghi dedicato al futuro, ai libri e alle idee, realizzato con la partecipazione di autorevoli protagonisti del mondo culturale, scientifico e dell’informazione. Gli incontri, moderati dalla caporedattrice aggiunta dell’ANSA Monica Paternesi insieme a Fabio Galadini, mettono in relazione competenze differenti per interrogare il presente e individuare strumenti di comprensione delle trasformazioni in corso. Il programma si sviluppa tra il Forte Sangallo e il Complesso MICE, con la Sala delle Ciminiere e la Sala Caprari, luoghi che diventano spazi di incontro tra il pubblico, gli artisti e la comunità. A dicembre, il percorso si estende anche alle arti visive con Metamorfismo. Forma come transito, mostra a cura di Fabio Galadini che riunisce le opere di quattro artisti intorno al tema della trasformazione della materia e delle forme. La musica occupa un posto centrale nel cartellone, con l’Orchestra Filarmonica del Mare diretta da Edoardo Petti, il progetto Incontri che riunisce TWAIN Physical Dance Theatre e Orchestra Domenico Mazzocchi, il Genesis Duo Project, il recital pianistico di Roberto Moretti e l’Anamì Duo. Il teatro attraversa invece registri e temi differenti: dall’indagine sulla fragilità umana di Teresa Zum Zum alla riflessione politica di Microclima, fino a Dissertazioni, nel quale Fabio Galadini si confronta con la scrittura di Ennio Flaiano. La danza trova spazio con Consumed, mentre la mostra Metamorfismo completa il programma con uno sguardo sulle trasformazioni dell’identità e della forma. Il Civitafestival Winter 2026 rinnova così una precisa idea di cultura pubblica: non soltanto una successione di spettacoli, ma un progetto che mette in circolazione idee, sostiene la pluralità dei linguaggi e contribuisce alla vitalità culturale di Civita Castellana. Un presidio che unisce la dimensione locale a una prospettiva più ampia, facendo del territorio un luogo in cui la cultura si produce, si condivide e continua a interrogare il futuro.

IL PROGRAMMA
MERCOLEDÌ 21 OTTOBRE 2026, ORE 17
Forte Sangallo – Sala conferenze
Presentazione del Civitafestival Winter 2026 – Sesta edizione
A seguire, per il ciclo IL DOMANI CHE VERRÀ. Libri e dialoghi leggeri sul nostro futuro:
L’UTOPIA SOSTENIBILE, Laterza
di Enrico Giovannini
L’ITALIA CHE VERRÀ. Note per il cambiamento che serve, Donzelli Editore
AA.VV.
Dialogano con gli autori Monica Paternesi, caporedattrice aggiunta ANSA, e Fabio Galadini, direttore
artistico del Civitafestival Winter. L’incontro inaugurale apre il ciclo di conversazioni dedicato alle prospettive di cambiamento e alle sfide che attendono la società contemporanea. Enrico Giovannini, economista e statistico, è direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ed è stato ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. Il confronto prende le mosse dal tema della sostenibilità per allargarsi alle scelte economiche, sociali e culturali necessarie a immaginare un futuro diverso.


DOMENICA 8 NOVEMBRE 2026, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala delle Ciminiere

MUSICA
ORCHESTRA FILARMONICA DEL MARE
Direttore Edoardo Petti, Solista Giulia Bilardi
Programma:
Edward Elgar – Serenade in mi minore per orchestra d’archi, op. 20
Giacomo Puccini – Crisantemi, SC 65
Samuel Barber – Adagio per archi, op. 11
Antonio Vivaldi – Concerto RV 439 “La notte” per flauto e orchestra d’archi
Un programma che attraversa epoche e sensibilità differenti, dal lirismo di Elgar e Puccini all’intensità dell’Adagio di Barber, fino alla scrittura concertante di Vivaldi. Sul podio e come Direttore , Edoardo Petti, giovane musicista romano nato nel 2005, formatosi al Conservatorio di Santa Cecilia e perfezionatosi con importanti interpreti del panorama internazionale. L’Orchestra Filarmonica del Mare nasce con l’obiettivo di offrire a giovani musicisti l’esperienza dell’orchestra, mettendo in comune percorsi formativi e sensibilità diverse in un progetto di crescita artistica e condivisione musicale.


GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE 2026, ORE 17
Forte Sangallo – Sala conferenze

IL DOMANI CHE VERRÀ
Libri e dialoghi leggeri sul nostro futuro
SUDDITI DIGITALI, Digital Transformation Institute
di Stefano Epifani e Mauro Minenna
Dialogano con gli autori Monica Paternesi, caporedattrice aggiunta ANSA, e Fabio Galadini, direttore artistico del Civitafestival Winter. Il secondo appuntamento affronta il rapporto tra società e trasformazione digitale, interrogando le conseguenze culturali, economiche e politiche di una tecnologia sempre più presente nella vita quotidiana. Stefano Epifani, presidente e direttore scientifico della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, e Mauro Minenna, ingegnere elettronico e direttore generale di ACI Informatica, propongono una riflessione sulla cittadinanza digitale, sulle responsabilità individuali e collettive e sulla necessità di comprendere le trasformazioni tecnologiche senza subirle passivamente.


SABATO 14 NOVEMBRE 2026, ORE 21
Complesso MICE – Sala delle Ciminiere

DANZA E MUSICA
INCONTRI
TWAIN Physical Dance Theatre & Orchestra Domenico Mazzocchi

Coreografia: Loredana Parrella
Direttore: Fabio Galadini
Programma musicale:
Antonio Vivaldi – Sinfonia dall’Olimpiade
Johann Sebastian Bach – Concerto in re minore per due violini e orchestra, BWV 1043
Ottorino Respighi – Antiche arie e danze, Suite n. 3

Incontri mette in relazione la scrittura musicale del repertorio classico con il linguaggio della danza contemporanea. La coreografia di Loredana Parrella, fondatrice e direttrice artistica di TWAIN, si confronta con le composizioni di Vivaldi, Bach e Respighi, in un dialogo tra corpo, gesto, ritmo e architettura musicale. Il progetto riunisce due realtà attive nella ricerca e nella produzione artistica, valorizzando l’incontro tra discipline e la possibilità di generare nuove forme espressive a partire dal
patrimonio musicale.


LUNEDÌ 16 NOVEMBRE 2026, ORE 21
Complesso MICE – Sala Caprari

TEATRO
TERESA ZUM ZUM
Belsito Teatro

Presentato da Belsito Teatro di Cesare Belsito.
Regia e interpretazione: Franca Abategiovanni
Aiuto regia: Iolanda Salvato
Progetto luci: Nadia Baldi
Tecnico luci: Desideria Angeloni
Produzione: Pan Productions

Teresa Zum Zum affronta il tema della follia attraverso la vicenda di una donna che si rivolge a uno psicanalista per affrontare la paura di avere rapporti sessuali con gli uomini. Un timore che Teresa non riesce neppure a nominare e che traduce in un’espressione onomatopeica, diventata il titolo dello spettacolo. Nel corso dei tre quadri che compongono la narrazione, il rapporto con un uomo conosciuto su Internet e mai incontrato di persona diventa il punto di partenza di un’indagine sulle paure, sulla solitudine e sulla difficoltà di stabilire relazioni. La protagonista, con i tratti di un clown tenero e disorientato, attraversa situazioni che oscillano tra il comico e il perturbante. Dietro il riso emerge il ritratto di una donna che si confronta con un mondo incapace di accogliere la fragilità e incline, piuttosto, a marginalizzarla.



GIOVEDÌ 19 NOVEMBRE 2026, ORE 17
Forte Sangallo – Sala conferenze

IL DOMANI CHE VERRÀ
Libri e dialoghi leggeri sul nostro futuro
IL FUTURO DELL’ARTE SUL TERRITORIO

Incontro con Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti
del XXI secolo di Roma.
Dialogano con l’ospite Monica Paternesi, caporedattrice aggiunta ANSA, e Fabio Galadini, direttore
artistico del Civitafestival Winter.

Quale ruolo possono svolgere le istituzioni culturali nello sviluppo dei territori? Come costruire un rapporto tra patrimonio, produzione artistica, comunità e nuove generazioni? L’incontro affronta il futuro dell’arte a partire dall’esperienza di Maria Emanuela Bruni, storica dell’arte e giornalista, con una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Una conversazione sul ruolo dei musei e delle istituzioni nella società contemporanea e sulla possibilità di fare della cultura una risorsa condivisa.


DOMENICA 22 NOVEMBRE 2026, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala delle Ciminiere

DANZA
CONSUMED
Gruppo RESET della formazione danza HONEY
Regia e coreografia: Benedetta Lanzi

Consumed indaga le relazioni che consumano energie, identità e desideri. Le persone definite “buco nero” non brillano, ma assorbono: attenzione, parole, sogni ed emozioni. Attraverso una ricerca sul corpo e sulla presenza, il lavoro coreografico racconta rapporti nei quali l’abbraccio non protegge, la vicinanza non restituisce calore e la relazione finisce per sottrarre spazio all’identità individuale. Una riflessione sulla perdita del proprio centro e sulla possibilità di riconoscere ciò che resta di sé dopo una relazione che ha consumato ogni risorsa.


DOMENICA 29 NOVEMBRE 2026, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala Caprari

MUSICA
GENESIS DUO PROJECT
Nicola Narduzzi, violino
Enrico Mazzoni, pianoforte

Il Genesis Duo Project propone una rilettura inedita del repertorio dei Genesis, una delle formazioni più rappresentative del rock progressivo britannico degli anni Settanta. Il progetto trasferisce la ricerca armonica e ritmica della band in una formazione cameristica, affidando a violino e pianoforte il compito di restituire le architetture musicali e le atmosfere di brani entrati nella storia del rock.
Programma
Da Nursery Cryme (1971):
Harold the Barrel
Seven Stones
Da Selling England by the Pound (1973):
I Know What I Like
Da The Lamb Lies Down on Broadway (1974):
The Lamia
Back in NYC
The Light Dies Down on Broadway
Lilywhite Lilith
Da A Trick of the Tail (1976):
A Trick of the Tail
Entangled
Squonk
Dance on a Volcano
Da Wind & Wuthering (1976):
Afterglow
Da Duke (1980):
Turn It On Again

L’ideatore del progetto è il violinista Nicola Narduzzi, affiancato al pianoforte da Enrico Mazzoni. Una
proposta che mette in dialogo due mondi musicali apparentemente lontani, dimostrando come il
repertorio del rock progressivo possa essere riletto attraverso gli strumenti e le forme della musica da
camera.

DOMENICA 6 DICEMBRE 2026, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala Caprari

TEATRO
DISSERTAZIONI
Tratto da La solitudine del satiro di Ennio Flaiano
Adattamento: Fabio Galadini
Di e con Fabio Galadini

Un incontro con la scrittura di Ennio Flaiano, osservatore acuto e disincantato della società italiana, capace di trasformare il paradosso e l’ironia in strumenti di conoscenza. A partire da La solitudine del satiro, volume postumo che raccoglie racconti, aneddoti, ricordi e riflessioni, Fabio Galadini costruisce un percorso nella prosa di uno degli intellettuali più lucidi del Novecento. Flaiano guarda Roma e il mondo della cultura, mettendone a nudo luoghi comuni, ambizioni, mode e contraddizioni. Ne emerge una scrittura nella quale il disincanto non cancella l’amore per la letteratura e per la vita, ma ne diventa una forma di consapevolezza critica.


GIOVEDÌ 10 DICEMBRE 2026, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala Caprari

MUSICA
RECITAL PIANISTICO DI ROBERTO MORETTI

Programma:
Ludwig van Beethoven – Sonata op. 57 in fa minore
Johannes Brahms – Ballate op. 10
Il recital è affidato a Roberto Moretti, giovane pianista nato a Civita Castellana nel 2006, formatosi con il maestro Enrico Mazzoni e attualmente impegnato nel percorso di studi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Il programma mette a confronto due momenti fondamentali della letteratura pianistica: la tensione drammatica della Sonata op. 57 di Beethoven, nota come Appassionata, e la scrittura delle Ballate op. 10 di Brahms, nelle quali il lirismo si intreccia con la profondità della forma e con una ricerca
espressiva di grande intensità.


DOMENICA 13 DICEMBRE 2026, ORE 11.00
Complesso MICE – Sala delle Ciminiere
ARTE
METAMORFISMO. FORMA COME TRANSITO

A cura di Fabio Galadini
Opere di Vinicio Prizia, Luigi Riccioni, Alfredo Anzellini, Francesco Lupo.
Vernice: domenica 13 dicembre 2026, ore 11
Mostra visitabile dal 13 al 23 dicembre 2026

«L’ora passata non può tornare».

Ovidio

La mostra nasce da una riflessione sulla metamorfosi come condizione della materia e dell’identità. In un tempo nel quale la forma stabile sembra aver perso la propria evidenza, quattro artisti lavorano sulla soglia tra ciò che è stato e ciò che sta diventando altro. Il riferimento al metamorfismo geologico –pressione, calore, trasformazione – diventa una chiave per leggere opere e linguaggi differenti, accomunati dalla tensione tra permanenza e cambiamento. Corpi, animali, fedi e città possono continuare a vivere nel presente soltanto accettando di trasformarsi. Metamorfismo non propone quindi una semplice collettiva, ma un atlante del transito: un percorso nel quale la forma non è mai definitiva e la trasformazione diventa una condizione necessaria per continuare a esistere.


DOMENICA 13 DICEMBRE, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala Caprari

TEATRO
MICROCLIMA

Scritto da Alessia Cristofanilli
Diretto da Santa Spena
Con Federico Gatti, Sylvia Milton, Francesco Morelli
Consulente politologo: Luca Argenta
Foto: Ilena Landi

Progetto prodotto e promosso dalla sede italiana della Fondazione Friedrich Ebert, in collaborazione
con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello.
Produzione esecutiva: Artinconnessione Nuova – Chiara Crupi
Media partner: Scomodo

Microclima affronta la politica a partire dagli effetti concreti che le grandi decisioni producono nella vita quotidiana. Al centro della drammaturgia c’è un piccolo microcosmo, uno spazio tangibile e insieme metaforico: una casa-fortezza dalle pareti di plastica, un ambiente nel quale i personaggi cercano riparo
dal mondo esterno e dal suo macroclima, percepito come qualcosa su cui non è possibile esercitare alcun controllo. La dimensione privata diventa così il luogo in cui si riflettono le trasformazioni della società e le conseguenze delle scelte collettive. Crearsi un proprio microclima e ritirarsi al suo interno può essere una forma di resistenza oppure la rinuncia a confrontarsi con ciò che accade fuori? Lo spettacolo si conclude con un talk, che apre il dialogo con il pubblico e prolunga la riflessione avviata sulla scena.


DOMENICA 20 DICEMBRE 2026, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala Caprari

MUSICA
ANAMÌ DUO
Andrea Petricca, violino
Francesco Dall’Oso, pianoforte
Il duo propone un programma che accosta le composizioni di Ezio Bosso e Ludovico Einaudi, mettendo
in relazione scrittura contemporanea, sensibilità melodica e dimensione cameristica.
Programma
Ezio Bosso:
Bitter and Sweet Rain

Civitafestival Winter 2026 • 8

In Your Black Eyes
Unconditioned
Following a Bird (Out of the Room)
Anamì, The Sea Goddess
Ludovico Einaudi:
Divenire
Una Mattina
Nuvole Bianche
Underwood
Experience

Il nome Anamì Duo deriva dal brano Anamì, The Sea Goddess di Ezio Bosso. Formato dal violinista Andrea Petricca e dal pianista Francesco Dall’Oso, il duo collabora dal 2023 e ha sviluppato un’attività concertistica che attraversa musica classica, contemporanea e da camera. Il concerto conclusivo del Civitafestival Winter mette in dialogo due autori capaci di raggiungere pubblici diversi attraverso una scrittura musicale riconoscibile, nella quale il rigore compositivo si accompagna a una forte immediatezza espressiva.

CIVITAFESTIVAL WINTER 2026 – SESTA EDIZIONE
Festival riconosciuto dal Ministero della Cultura, ammesso al contributo FNSV, con il patrocinio del
Comune di Civita Castellana.
Direzione artistica: Fabio Galadini.

info@civitafestival.it
www.civitafestival.it
prenotazioni:
botteghino@civitafestival.it
Spettacoli ore 17.30/21
biglietti € 12
Prenotazione scrivendo a botteghino@civitafestival.it.
Vendita on line: https://www.2tickets.it/biglietto/esercizio/titoli/9/157

South Market al Teatro Palapartenope il 7 e 8 novembre 2026 l’edizione più grande di sempre

Due giorni, oltre 150 stand ed intrattenimento. Il flea market cresce e porta al Teatro Palapartenope: vintage, artigianato, vinili, grafiche e nuove realtà creative.

Il South Market approda al Teatro Palapartenope di Napoli con un’edizione in formato XXL, che amplia gli spazi e moltiplica le occasioni di incontro e scoperta. Sabato 7 e domenica 8 novembre 2026, due giornate dedicate a chi crea, ricerca, colleziona e dà nuova vita agli oggetti.
Il flea market, cuore pulsante dell’evento, ospiterà oltre 150 stand tra vintage, second hand, artigianato, vinili, illustrazioni, grafiche e progetti indipendenti. Un’occasione per scoprire realtà creative, conoscere le persone dietro ogni progetto e acquistare pezzi originali.
La scelta del Teatro Palapartenope non è casuale: punto di riferimento per gli spettacoli e i grandi eventi a Napoli e nel Sud Italia, con i suoi spazi e la sua versatilità permetterà al South Market di svilupparsi su una scala mai raggiunta prima, mantenendo al centro ciò che lo rende riconoscibile: il
rapporto diretto tra il pubblico e chi espone, fatto di storie, idee e passioni condivise. South Market nasce per dare spazio alla creatività indipendente e valorizzare il territorio, creando occasioni di scambio, scoperta e collaborazione. Anche in questa edizione, artisti, artigiani,
collezionisti e progettisti potranno raccontare il proprio lavoro e incontrare un pubblico curioso, in un contesto aperto e accessibile, da vivere oltre il momento dell’acquisto.
Ad accompagnare il market, un programma di musica, intrattenimento e appuntamenti distribuiti nelle due giornate. Anche i più piccoli avranno attività pensate appositamente per loro, con laboratori creativi e occasioni per giocare, sperimentare e divertirsi insieme. Un evento per tutte le età, da
vivere anche in famiglia, in cui ciascuno possa trovare spazio per le proprie passioni e curiosità. Maggiori dettagli saranno annunciati nelle prossime settimane attraverso i canali ufficiali di South Market e del Teatro Palapartenope.

Informazioni utili
Sabato 7 e Domenica 8 novembre 2026, dalle 10 alle 22
Teatro Palapartenope, via Corrado Barbagallo 115, Napoli
BIGLIETTI: Acquistabili online https://www.etes.it/sale/event/101635/south+market+-+palapartenope?bTC=1 ed in loco.

BRUNO CANINO in concerto a Secondigliano per "Extra Moenia": le onde cerebrali degli spettatori si tradurranno in immagini con la BrianArt il 22 ottobre 2026 ore 19, ingresso gratuito

Ingresso gratuito per il concerto della rassegna Extra Moenia, che affianca alla tradizione classica la sperimentazione tecnologica di BrianArt Experience.

La grande musica classica incontra la periferia e le nuove frontiere della tecnologia. Giovedì 22 ottobre 2026, alle ore 19, il pianista Bruno Canino, tra gli interpreti italiani più autorevoli sulla scena internazionale, sarà protagonista nella Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Secondigliano con il concerto Bruno Canino, leggenda del pianoforte. Dal Barocco all’Impressionismo. 

Un appuntamento a ingresso gratuito (per info 0815437430 info@domenicoscarlatti.it, prenotazioni su www.extramoenia.cloud), che porta nel quartiere napoletano un artista di fama mondiale, nato proprio a Napoli, nell’ambito della quinta edizione di Extra Moenia – Il Centro esploso, promosso dall’Associazione Domenico Scarlatti, presieduta dal maestro Enzo Amato.

Nato a Napoli e formatosi con Vincenzo Vitale, Canino ha costruito una lunga carriera internazionale, esibendosi nelle principali sale da concerto e collaborando con musicisti del calibro di Itzhak Perlman, Salvatore Accardo e Viktoria Mullova. Interprete di riferimento del repertorio cameristico e contemporaneo, ha inoltre lavorato con importanti compositori del Novecento.

Il programma che eseguirà attraversa tre secoli di musica, da Francesco Durante e Domenico Scarlatti a Muzio Clementi e Claude Debussy, mettendo in dialogo le radici della scuola musicale napoletana con il linguaggio dell’Impressionismo francese. La serata sarà introdotta da una prolusione del maestro Enzo Amato.

Il concerto sarà accompagnato dalla BrianArt Experience, progetto che trasforma l’attività cerebrale in immagini generative. Grazie a sensori EEG, le onde cerebrali dei partecipanti diventano contenuti visivi proiettati su ledwall, in un’esperienza che mette in relazione tecnologia, musica e percezione. Il progetto comprende anche realtà virtuale e uno storybook multimediale sviluppato con GRETA srl, spin-off dell’Università Federico II. 

domenica 18 ottobre 2026

Incubatore Campania NewSteel a Città della Scienza: "LA FIDUCIA DIGITALE NON SI COMPRA - Identità, IA e quantum per chi fa impresa" 21 ottobre 2026 ore 15

Il prossimo 21 ottobre 2026, alle ore 15, negli spazi della Sala Mario Raffa di Campania NewSteel – l'incubatore certificato promosso e partecipato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e dalla Fondazione IDIS - Città della Scienza – ripartono le attività del format di approfondimento "HydePark Coroglio". L'incontro inaugurale della stagione vedrà la partecipazione di Ugo Chirico con un intervento dal titolo “La fiducia digitale non si compra: Identità, IA e quantum per chi fa impresa”, focalizzato sui nuovi paradigmi tecnologici destinati a ridefinire la sicurezza e la competitività delle aziende. 
L’evento affronterà il tema della digitalizzazione a partire dal presupposto di fiducia che la sostiene: la certezza che chi accede ai sistemi sia autenticato, che una firma garantisca valore legale a un documento e che le informazioni riservate rimangano protette nel tempo. L'evoluzione tecnologica sta mettendo in discussione questi tre pilastri, imponendo una revisione delle strategie aziendali. Nel corso del seminario verranno esaminati in dettaglio tre ambiti d'avanguardia: il nuovo quadro dell'identità digitale introdotto dal regolamento eIDAS 2 e dal wallet europeo; il ruolo dell'Intelligenza Artificiale che passa da strumento consultivo ad agente operativo in grado di negoziare ed eseguire transazioni in autonomia; e infine le implicazioni del calcolo quantistico sulla crittografia, una sfida di protezione informatica urgente per chiunque custodisca dati destinati a rimanere riservati oltre il 2030.
L’appuntamento adotterà un approccio orientato alle esigenze di chi fa impresa e ricerca, con l'obiettivo di analizzare le trasformazioni previste nei prossimi diciotto mesi ed evitare che scelte architetturali adottate oggi si trasformino in futuri debiti tecnici. Per offrire risposte pratiche, la sessione comprenderà la dimostrazione di test live dal vivo e l'illustrazione di cinque azioni prioritarie da inserire immediatamente nell'agenda di lavoro aziendale. L'incontro si concluderà con un'ampia sessione di Q&A, offrendo a founder di startup, imprenditori, consulenti e ricercatori la possibilità di confrontarsi direttamente con il relatore su casi applicativi e percorsi di sviluppo.
Con questa iniziativa, Campania NewSteel rinnova il proprio ruolo di centro di raccordo tra ricerca di frontiera e tessuto produttivo, promuovendo momenti di cultura d'impresa e consapevolezza tecnologica a supporto degli spin-off accademici e delle realtà innovative del territorio.

Info: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7510693642655801345

sabato 17 ottobre 2026

Birrificio Serro Croce sul podio dei Pentawards

L'identità agricola diventa linguaggio contemporaneo: il birrificio di Vito Pagnotta, nato a Monteverde, in Irpinia, a 740 metri di altitudine, ottiene un importante riconoscimento internazionale per il nuovo progetto di identità visiva. Il design restituisce forma e riconoscibilità a una storia che nasce dalla terra.

Prima ancora che birrificio, Serro Croce è un’azienda agricola. È da questa premessa che prende forma il progetto identitario di Vito Pagnotta, profondamente legato alla montagna irpina. A Monteverde, a 740 metri di altitudine, la terra non è soltanto il luogo della produzione, ma una presenza concreta che determina ritmi, risorse e rapporto tra uomo, natura e lavoro.

È in questa relazione che risiede l’autenticità di Serro Croce, premiata con l’argento ai Pentawards di Londra, tra i più autorevoli riconoscimenti internazionali dedicati al packaging design. Un risultato che porta l’azienda irpina sulla scena internazionale, riconoscendo la capacità della sua nuova immagine di tradurre una cultura produttiva in un linguaggio contemporaneo.

Il valore del premio va oltre la dimensione estetica. Il design non costruisce un’identità artificiale né ricorre ai consueti richiami alla ruralità, ma rende leggibile ciò che esiste già: una storia produttiva che affonda le radici nel paesaggio, nella conoscenza dei cicli naturali e nella coerenza delle scelte. Essere agricoli prima che birrai significa riconoscere che il prodotto nasce molto prima di entrare in birrificio, attraverso il rapporto con le risorse e le specificità del territorio.

Anche l’altitudine diventa così espressione di una condizione produttiva e di appartenenza. La montagna impone tempi e misura, richiede attenzione e conoscenza: un patrimonio materiale e culturale che Serro Croce assume come principio fondativo, senza trasformarlo in nostalgia, ma facendone il punto di partenza per un progetto imprenditoriale contemporaneo.

La nuova identità visiva, curata da Lettera 7, traduce questa impostazione attraverso un sistema grafico rigoroso ed essenziale. Tipografia, colore e organizzazione delle informazioni costruiscono una grammatica riconoscibile e coerente per l’intera gamma. Il colore distingue le referenze e ne facilita la lettura, mentre la riduzione degli elementi decorativi lascia spazio al prodotto. Ogni scelta risponde a una funzione, contribuendo a definire un’identità stabile e riconoscibile.

Serro Croce interpreta così una delle sfide centrali per le imprese legate alle produzioni territoriali: evolvere senza recidere il legame con le proprie origini. L’innovazione non cancella la provenienza, ma la rende comprensibile a nuovi pubblici, anche lontani dal contesto in cui il prodotto nasce. In un mercato in cui il packaging è chiamato a distinguere prodotti sempre più simili, l’azienda sceglie di partire dalla propria specificità, affidando al design il compito di interpretare la sostanza del territorio.

«Per noi di Serro Croce, tutto comincia dalla terra. Prima ancora di produrre birra, siamo agricoltori e il nostro lavoro nasce dal rapporto quotidiano con il territorio, con i suoi tempi e le sue risorse. Volevamo che anche la nostra identità visiva restituisse questa consapevolezza, senza ricorrere a immagini convenzionali della ruralità, ma attraverso un linguaggio capace di raccontare ciò che siamo con essenzialità e contemporaneità. Abbiamo scelto Lettera 7 perché abbiamo riconosciuto nel loro approccio la capacità di interpretare e sintetizzare il nostro progetto di vita, restituendone l’essenza senza alterarne l’autenticità. Il risultato ha superato le nostre aspettative e oggi trova un riconoscimento straordinario nell’argento ai Pentawards, uno dei più prestigiosi premi internazionali dedicati al packaging design.
È un traguardo che ci rende orgogliosi, non soltanto per il valore internazionale del premio, ma perché porta sul podio una impresa agricola nata a Monteverde, in Irpinia. Essere il primo e unico birrificio campano a ottenere un riconoscimento di questo livello rappresenta per noi un risultato storico, che condividiamo con il nostro territorio e con la comunità di cui siamo parte», dichiara Vito Pagnotta, fondatore di Serro Croce.

L’argento ai Pentawards celebra, in definitiva, un progetto nel quale forma e contenuto procedono nella stessa direzione. Perché l’autenticità non si dichiara attraverso un’etichetta: si costruisce nel tempo, nella coerenza tra ciò che si è, ciò che si produce e il modo in cui si sceglie di raccontarlo. E, nel caso di Serro Croce, tutto comincia dalla terra.

«POLITY DESIGN», GIOVANNI ORSINA, PRESIDE DI SCIENZE POLITICHE ALLA LUISS, SPIEGA I POPULISMI: COME NASCONO E SI DIFFONDONO


Un’insurrezione politica sconvolge le democrazie. La chiamiamo «populismo» e ne parliamo ogni giorno, ma non potremo mai capirla se non comprendiamo l’ordine impolitico e rivoluzionario contro cui si ribella. Quell’ordine inseguiva un sogno: conciliare in un equilibrio perfetto libertà individuale e solidarietà sociale, reti globali e differenze locali, sviluppo economico e tutela ambientale. Che cos’è andato storto? Ripercorrendo le metamorfosi della democrazia negli ultimi sei decenni, Giovanni Orsina, Head of the Department of Political Science della Luiss di Roma, metterà a nudo a Polity Design, sabato 24 ottobre 2026, le contraddizioni del nostro tempo. Come una rivoluzione nata liberale sia divenuta sempre più moralista, come un ordine che voleva emancipare gli individui ne abbia dimenticato i bisogni quotidiani. E come abbia preso forma, infine, un’aspra reazione di rigetto nel nome della concretezza e della vicinanza. Il desiderio urgente di rifugiarsi in una comunità che si fondi su ciò che resta della tradizione, per chi si ribella a destra, o in una comunità nuova che realizzi la democrazia autentica, per chi lo fa a sinistra. «Le definizioni del populismo paiono descrivere qualcosa di totalmente altro dal liberalismo. Solo scavando più a fondo ci si rende conto di quanto “l’altro” tenda a diventare “lo stesso”, di quanto la rivolta s’immedesimi nell’ordine contro cui si scaglia, e viceversa. In questo gioco di specchi rinasce la politica, ma disfunzionale. «Perché ciascuno dei due contendenti ha in seno pulsioni antipolitiche e rifiuta di riconoscere legittimità all’antagonista. Ma anche perché sono venute meno le condizioni che consentono di agire nello spazio pubblico in una forma strutturata, significativa e duratura. Resiste ancora la nazione, pur molto indebolita, e spinge l’insurrezione verso destra». «Sarà il Preside della Facoltà di Scienze Politiche della Luiss di Roma, Giovanni Orsina, tra i più autorevoli storici italiani e non solo – spiega Luigi Ferraiuolo, direttore di Polity Design – ad aprire il nuovo anno accademico della Scuola di classe dirigente di ispirazione cattolica di Caserta. Cominciamo da un tema assai dibattuto, portando nella nostra città lo storico autore della tesi più suggestiva e che spiega meglio di tutte la nascita e l’avanzata dei populismi. Questo sarà un anno molto intenso per Polity Design che memore della sua missione cattolica proverà a donare alla città i suoi primi Stati Generali e nello stesso tempo, cercherà di capire il presente e proiettarlo nel futuro, usando come timone l’enciclica «Magnifica Humanitas» di Papa Leone XIV, a cui dedichiamo la nostra preghiera per un recupero immediato delle forze e della salute dopo l’operazione al Gemelli». La lezione del pomeriggio di sabato 24 sarà dedicata a un laboratorio con gli allievi. «Polity Design, scuola del disegno delle relazioni», ispirata alla dottrina sociale della Chiesa, accreditata come scuola di politica nazionale dalla Cei, è basata a Caserta, con orizzonte il Paese, ed è guidata da un Collegio di Direzione composto dal Direttore Luigi Ferraiuolo insieme con Gianmarco Carozza, Sergio Carozza, Alda Della Selva, Pio Vincenzo Feola, Monica Ippolito, Stefania Lanni, Gianni Maggio, Biagio Narciso e il nostro assistente don Gianmichele Marotta. Nata da un’idea di Luigi Ferraiuolo, Polity Design si propone di formare persone di valore partendo dai nostri giovani, aiutandoli a rimanere nella loro terra e a cambiarla in meglio. Ha casa nella Biblioteca del seminario di Caserta, in piazza Duomo. Partner della Scuola sono la casa editrice Il Mulino, la Rete di Trieste, il caseificio La Baronia, la Saidi advertising, il Caffè Pompeii e la Cantina di Lisandro. Le lezioni di Polity Design sono riservate esclusivamente agli iscritti (per iscriversi, scrivere a politydesign@gmail.com).

IL SABATO DELLA FOTOGRAFIA XI EDIZIONE, tornano gli incontri, le mostre e i workshop sul linguaggio fotografico

Tornano in Sala Assoli Moscato gli appuntamenti di Il sabato della fotografia, il format di incontri, workshop e mostre sul linguaggio fotografico ideato e curato da Pino Miraglia, giunto alla sua XI edizione. Un percorso attraverso le molteplici forme dell’immagine, affidato a grandi protagonisti della fotografia italiana e internazionale, per esplorare il rapporto tra fotografia e realtà, memoria e attualità, ricerca artistica e racconto del presente.

Anche quest’anno la rassegna propone un calendario articolato in sezioni tematiche, spaziando dal teatro al cinema, dal fotogiornalismo alla fotografia sociale, fino alle esperienze delle nuove generazioni di autori. Un programma che conferma la vocazione de Il sabato della fotografia a offrire occasioni di confronto e approfondimento sul linguaggio fotografico, grazie anche alla preziosa collaborazione della photoeditor Manuela Fugenzi.

Tra gli ospiti che si alterneranno nel corso della stagione figurano Manooche Deghati, Francesco Zizola, Antonio Biasiucci, Mario Boccia, Lucia Patalano, Marco Longari, Alessio Romenzi, Leonardo Petrucci, Cinzia Canneri, insieme ad altri protagonisti della scena fotografica contemporanea.

Ad aprire l’XI edizione, sabato 24 ottobre 2026 alle ore 11.30, sarà Angelo Raffaele Turetta, fotoreporter e fotografo di scena, che incontrerà il pubblico di Sala Assoli Moscato per ripercorrere le tappe di una carriera capace di attraversare mondi e linguaggi differenti, mantenendo sempre al centro lo sguardo sulla società italiana.

Classe 1955, Turetta muove i primi passi nella fotografia documentando le esperienze del teatro d’avanguardia, collaborando con realtà e artisti che hanno segnato la ricerca teatrale italiana, dai Magazzini Criminali a La Gaia Scienza, da Leo De Berardinis e Perla Peragallo a Raimondi e Caporossi. A questa prima stagione segue la lunga collaborazione con l’agenzia Contrasto e un’intensa attività nel cinema, che lo porta a lavorare come fotografo di scena per circa ottanta film.

Il suo percorso restituisce così un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del Paese e sulle diverse possibilità del racconto per immagini. Tra fotogiornalismo e fotografia di scena, il lavoro di Turetta si sviluppa sul sottile confine tra realtà e finzione, facendo della fotografia uno strumento per documentare il mondo, ma anche per interrogare le forme attraverso cui viene rappresentato.

Con questo primo appuntamento, Il sabato della fotografia rinnova il proprio invito a incontrare gli autori, approfondirne le esperienze e attraversare, attraverso le immagini, le storie e le contraddizioni del nostro tempo.

Le mostre de Il sabato della fotografia

Anche per l’undicesima edizione sono previste le mostre. Si comincia con GenerAzione CreAttiva, Fotoracconto Civico – Fotografia, dal 23 ottobre 2026 al 10 novembre 2026, (opening 19.00) si prosegue con SPINA di Mario Spada dal 13 novembre 2026 (opening ore h.19.00) e sabato 14 novembre con la presentazione del libro Spina di Mario Spada.



Fotoracconto Civico – Fotografia è un laboratorio ideato nell’ambito del progetto GenerAzione CreAttiva, promosso dall’Osservatorio Giovani dell’Università Federico II e curato da Pino Miraglia. Venti giovani hanno sperimentato la fotografia come strumento di indagine sociale, realizzando reportage tra Napoli e provincia. Il percorso ha dato vita a cinque nuclei tematici dedicati a donne e lavoro, immigrazione, terza età, rapporto tra sacro e profano e attivismo per i diritti degli animali. Fotografie e approfondimenti video restituiscono storie e comunità spesso raccontate attraverso stereotipi, privilegiando uno sguardo ravvicinato, rispettoso e capace di cogliere la complessità del presente.

La supervisione del progetto è di Lello Savonardo. 

Spina è l’ultimo libro fotografico di Mario Spada, pubblicato in 500 copie numerate, che raccoglie vent’anni di lavoro attraverso 82 fotografie realizzate a Napoli tra il 1996 e il 2016. La selezione, la sequenza e il progetto grafico, curati insieme a Patrizio Esposito, costruiscono un percorso visivo che sfida la consueta fotogenia della città, restituendone fratture, tensioni e rivelazioni. Napoli diventa così un universo più ampio, un territorio da attraversare e interrogare, oltre ogni confine o categoria.

Il titolo richiama l’immagine di una «spina nell’occhio»: un’irritazione che impedisce uno sguardo passivo e consolatorio. Le fotografie non cercano complicità, ma invitano lo spettatore a confrontarsi con immagini capaci di destabilizzare e mettere in discussione le proprie certezze. Anche la struttura del libro, privo di didascalie, numerazione delle pagine e frontespizio, risponde a questa visione: lasciare chi guarda libero di smarrirsi tra le immagini, senza indicazioni, perché una città non può essere ridotta a un racconto ordinato e la fotografia non può pretendere di spiegarla.

“Il sabato della fotografia”, è un format annuale che si dipana attraverso una serie di incontri, mostre e seminari sul linguaggio fotografico, la fotografia sociale e la cultura visiva in generale anche in relazione con altri linguaggi artistici. La rassegna, curata da Pino Miraglia e giunta alla sua IX edizione, nasce nel 2013 come segmento del più ampio progetto denominato “Movimenti per la fotografia”, ed è attualmente un punto di riferimento a Napoli per fotografi, studenti, curatori e appassionati di fotografia che frequentano le attività annuali presso la suggestiva Sala Assoli dei Quartieri Spagnoli.

“Il Sabato della fotografia” è promossa e prodotta da Casa del Contemporaneo, Ass. Culturale 180° Meridiano, Associazione Assoli e realizzata precedentemente in collaborazione con diversi enti e realtà culturali italiane (Comune di Napoli; Presidenza del Consiglio – Dipartimento per le politiche giovanili; Accademia di Belle Arti di Napoli; casa editrice Postcard, casa editrice Artem).

Info e prenotazioni: 345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it