Ma Press News

Sei un Ufficio Stampa? Vuoi pubblicare i tuoi comunicati oppure i tuoi articoli? Entra in Ma Press News e pubblica tu stesso. Libera Informazione gratis per tutti. mariammanews@gmail.com

venerdì 16 ottobre 2026

Futuro Remoto compie quarant’anni: a Napoli la scienza si apre alla città

“E tu, Cielo, dall’alto dei mondi sereni, infinito, immortale, d’un pianto di stelle lo inondi, quest’atomo opaco del Male”. La Terra evocata da Giovanni Pascoli in X agosto appare piccola, fragile, avvolta dall’oscurità. È proprio quel pianeta, con le sue contraddizioni e le sue possibilità, il punto di partenza del dibattito che Città della Scienza di Napoli intende riportare al centro della vita pubblica: studiarlo, comprenderlo, immaginarne futuri diversi. Il Planetario, con le sue proiezioni immersive, trasforma quella prospettiva cosmica in un’esperienza concreta, capace di avvicinare grandi temi scientifici a studenti, famiglie e cittadini.

Dal 10 al 15 novembre 2026, Futuro Remoto festeggia la sua quarantesima edizione con il titolo “L’immaginazione di futuri”. Per l’occasione l’ingresso a Città della Scienza, al Science Centre, alle mostre e alle attività del Festival sarà gratuito per tutti.
Una storia nata a Napoli
Il festival fu ideato nel 1987 dal fisico napoletano Vittorio Silvestrini, con l’intuizione di far dialogare ricerca, fantascienza, arte e cultura. Dalla prima edizione alla Mostra d’Oltremare fino alle grandi edizioni in Piazza del Plebiscito e all’attuale sede di Bagnoli, Futuro Remoto è diventato un punto di riferimento della divulgazione scientifica italiana ed europea.
Quarant’anni dopo, la manifestazione mantiene la sua vocazione originaria: rendere la scienza un bene condiviso e uno strumento di consapevolezza civica. Il titolo di quest’anno propone un invito a immaginare collettivamente scenari possibili, fondati su innovazione, sostenibilità e pace.
Il sostegno della Regione
Alla conferenza di presentazione, svoltasi al Planetario di Città della Scienza, il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha accolto con favore il ritorno di Futuro Remoto e il valore simbolico del suo nome. “Celebriamo quaranta anni di storia e di futuro”, ha dichiarato Fico, sottolineando che l’edizione racchiude un’eredità da custodire e far evolvere, con una manifestazione aperta e diffusa su tutto il territorio regionale.
Il governatore ha insistito sul ruolo educativo e sociale del festival, capace secondo lui di ampliare lo sguardo dei giovani, nutrire conoscenza e consapevolezza civica, e offrire un punto di riferimento in un contesto segnato da trasformazioni rapide. Fico ha anche richiamato il valore di Città della Scienza come luogo accessibile e fruibibile, ricordando l’emozione provata da ragazzo davanti alle mostre scientifiche e l’importanza di garantire alle nuove generazioni spazi di crescita culturale.
Per la Regione Campania, ha aggiunto Fico, investire su ricerca e innovazione significa investire sul futuro e creare opportunità di sviluppo e lavoro. Il presidente ha inoltre collegato il festival alla riqualificazione dell’area di Bagnoli e al flusso di visitatori atteso in vista delle iniziative legate all’America’s Cup, immaginando percorsi di divulgazione scientifica capaci di valorizzare ulteriormente Città della Scienza.

Un programma ad alto profilo

L’inaugurazione è fissata per martedì 10 novembre, Giornata Mondiale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo. Ospite d’eccezione sarà il biofisico tedesco Georg Nagel, Premio Nobel per la Medicina 2026 per gli studi sull’optogenetica e la scoperta dei canali ionici attivati dalla luce.

La settimana prevede incontri con divulgatrici e ricercatori, interventi dei rettori delle università campane, laboratori per i giovani, la maratona di innovazione The Big Hack, la mostra fotografica “Sottoterra!”, l’esperienza immersiva “Dante Inferno” e serate di approfondimento in Sala Newton. Sono inoltre previsti la Borsa di studio “Vittorio Silvestrini”, il Premio Nazionale Luigi Nicolais e l’inaugurazione del nuovo Centro di Eccellenza in Biorobotica, Materiali e Sistemi Bionici dell’Università Federico II.

Il Festival coinvolge i sette atenei campani come co-organizzatori, insieme a CNR, INFN, INAF e INGV, oltre ad Apple Developer Academy, Maker Faire e a una rete museale coordinata con ASviS, ICOM Italia e ICOM Campania. Le tappe territoriali porteranno l’evento anche a Benevento, Salerno, Caserta e Avellino.

Scienza da toccare e cieli da esplorare

Accanto al Festival, il Science Centre presenta la mostra temporanea “FISICA… Vietato Non Toccare!”, in programma dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027 nel Padiglione Galilei. Il percorso invita il pubblico a sperimentare direttamente energia, gravità, ottica, elettricità, fluidi e magnetismo, superando il ruolo di semplice spettatore.

Il Planetario, rafforzato da un recente aggiornamento tecnologico, propone invece due nuovi spettacoli immersivi. “Oasi nello Spazio” segue la ricerca dell’acqua come condizione della vita, mentre “Dark Universe” conduce il pubblico tra supernove, buchi neri e materia oscura.

Il presidente di Città della Scienza, Giovanni Covone, ha definito il quarantennale non un esercizio di nostalgia, ma il rinnovo di una promessa civile: “fare della scienza un bene comune, vivo e condiviso”. L’accesso gratuito, ha spiegato, è il modo di restituire alla comunità ciò che Futuro Remoto ha seminato in quattro decenni, dedicando l’edizione ai giovani e alle scuole.

L’appuntamento è quindi a Napoli, presso Città della Scienza, dal 10 al 15 novembre 2026: sei giornate gratuite per osservare la Terra, interrogare l’universo e provare a immaginare, insieme, i futuri possibili.

America’s Cup, al TTG di Rimini la visione Worldtours

Un’offerta che dal Golfo si allarga a tutta la Regione, Amedeo Conte, CEO dell’azienda, ragiona già a 7 mesi: «Il lavoro da fare oggi con gli intermediari è costruire soggiorni in cui la giornata di gara sia una parte del viaggio e non il suo unico motivo»

 

Mancano poco più di 7 mesi all’avvio della Louis Vuitton Cup, che dal 22 maggio 2027 aprirà nel Golfo di Napoli la 38ª edizione dell’America’s Cup, la prima disputata in Italia, con il match per il trofeo in programma dal 10 luglio. In vista dell’appuntamento Worldtours partecipa a TTG Travel Experience, la manifestazione B2B di Italian Exhibition Group in corso a Rimini Expo Centre, dove presenta a buyer e intermediari un’offerta che parte dalla visione delle regate e prosegue sul resto del territorio.

Il quadro di riferimento è quello delineato dal dossier del Ministero del Turismo e della Luiss Business School, che stima per Napoli tra 1,5 e 1,7 milioni di visitatori nel periodo delle gare, una spesa turistica diretta di circa 370 milioni di euro e un impatto economico complessivo di 690 milioni, destinato a raggiungere 1,2 miliardi considerando indotto ed effetti di lungo periodo. Lo stesso studio prevede, per il biennio successivo all’evento, una crescita dei flussi compresa tra il 5 e il 10 per cento. È su quest’ultima voce che Worldtours ha impostato la propria presenza in fiera.

«Due mesi di regate concentrano la domanda in uno spazio preciso, il lungomare e l’area di Bagnoli, e in un periodo che per la Campania coincide già con l’alta stagione», dichiara Amedeo Conte, CEO di Worldtours. «Il rischio è che chi arriva per la Coppa veda soltanto quel tratto di costa, in giornate affollate, e che l’evento si esaurisca lì. Il lavoro da fare oggi con gli intermediari è costruire soggiorni in cui la giornata di gara sia una parte del viaggio e non il suo unico motivo».

La proposta presentata a Rimini parte dall’esperienza maturata con la regata preliminare dello scorso settembre, quando l’operatore ha programmato escursioni in barca che univano la visione delle prove dall’area riservata agli spettatori alla navigazione lungo la costa di Posillipo. Attorno a questo nucleo la permanenza si articola sul resto del territorio: i siti archeologici di Pompei ed Ercolano, il Vesuvio, la Reggia di Caserta, la Costiera Sorrentina e Amalfitana, Capri, i percorsi nel sottosuolo del centro storico e i laboratori di cucina, collegati da un servizio di transfer tra aeroporto, porto, stazione e strutture ricettive. Una parte dell’offerta è dedicata agli itinerari accessibili e alle escursioni per i passeggeri delle navi da crociera, due segmenti che nelle settimane dell’evento si sovrapporranno al pubblico della vela.

«Un tour operator straniero non ci chiede se Napoli sia bella, quello lo sa già. Ci chiede invece se sia in grado di garantire un servizio affidabile in settimane di forte pressione», prosegue Conte. «Transfer puntuali, guide abilitate, mezzi autorizzati, tempi di percorrenza prevedibili: è su questo che si decide se un pacchetto venduto per l’America’s Cup produce un cliente che torna o un’esperienza da non ripetere. La crescita attesa per gli anni successivi non è automatica, dipende da come la filiera avrà lavorato durante l’evento e da quanto saprà coordinarsi con le istituzioni nella gestione della mobilità».

ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA NOWRUZ - NUOVO GIORNO di FRANCESCO CANNAVA' - SPECIAL SCREENINGS

Alla Festa del Cinema di Roma 2026 - Special Screening - Concorso documentari NOWRUZ – NUOVO GIORNO, un film di Francesco Cannavà: al calcio alle proteste in Iran, il percorso di autodeterminazione e consapevolezza politica di una squadra di donne iraniane a Torino.

Il film sarà presentato alle 19.30 al MAXXI. 

 

Nowruz – Nuovo giorno, il documentario scritto e diretto da Francesco Cannavà, prodotto da Zenit Arti Audiovisive e 8 Road Film in collaborazione con Rai Cinema, sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Special Screening, in concorso per il premio documentari, sabato 17 ottobre al Maxxi alle 19,30, con replica il 18 ottobre 2026 al cinema Giulio Cesare in sala 7 alle ore 14,00. Il film sarà distribuito da Lo Scrittoio-Cinema D’Autore.

Il racconto nasce dall'incontro con un gruppo di donne iraniane che a Torino trovano nel calcio uno spazio di emancipazione, libertà e appartenenza. Studentesse, lavoratrici, madri, unite nella squadra femminile Homa, costruiscono attraverso lo sport una comunità capace di accogliere esperienze e sensibilità differenti, sperimentando una libertà che nel Paese d'origine incontra profonde limitazioni, spesso con conseguenze tragiche.

Gli eventi del 2025 e la violenta repressione delle proteste in Iran all'inizio del 2026 cambiano però la loro quotidianità.

Di fronte alla violenza del regime e agli attacchi militari stranieri emergono interrogativi e posizioni differenti: c'è chi vede nell'intervento esterno una possibile liberazione e chi rifiuta che il cambiamento possa passare attraverso i bombardamenti del proprio Paese. La progressiva partecipazione politica delle protagoniste attraversa queste contraddizioni senza cancellare i legami costruiti. Le manifestazioni pubbliche, dove le fotografie delle vittime della repressione richiamano l'attenzione dell’opinione pubblica italiana, trasformano quelle donne che avevano trovato nel calcio uno spazio di libertà individuale in protagoniste di una testimonianza collettiva.

Ho fatto questo film - dichiara Francesco Cannavà - per mantenere fede ad una promessa fatta ad una donna iraniana incontrata in Sicilia, a Messina: ascoltare la voce delle donne iraniane della diaspora e far conoscere le loro storie. Cosa significa lasciare il proprio Paese, cercare la libertà e l'autodeterminazione lontano dalla propria famiglia, dalla propria cultura, dalla propria terra?

 

Il titolo richiama il Nowruz, il capodanno persiano che coincide con la primavera e simboleggia la rinascita: il desiderio di un nuovo inizio, senza rinunciare alla propria storia e al legame con il Paese d'origine. Nel documentario sono presenti immagini e video d’archivio della repressione mai diffuse dai media italiani.

 

La presenza a Roma delle protagoniste del film sarà ulteriormente arricchita dall’incontro che si terrà alle ore 11.30 del 18 ottobre presso la Casa Internazionale delle donne, cui parteciperanno insieme al regista Francesco Cannavà, nel contesto della rassegna “Le Meraviglie” – Incontri sul cinema e sui diritti delle donne organizzata dalla stessa Casa Internazionale delle Donne e dalla Fondazione Una Nessuna Centomila nell’ambito delle Risonanze della Festa del Cinema di Roma.

Il film è una coproduzione Zenit Arti Audiovisive e 8 Road Film, in collaborazione con Rai Cinema, Art Show Movie e Beagle Media, con il contributo del MIC – Direzione Cinema e Audiovisivo, Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo e con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte.

 

Studio Trisorio segnala Raffaela Mariniello all'ICCD di Roma con Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi

ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Romadal 22 ottobre 2026 al 29 gennaio 2027.

La mostra costituisce l’esito di un progetto di committenza fotografica assegnato dall’ICCD a Raffaela Mariniello (Napoli, 1961) sui territori attraversati dal Volturno.
Un viaggio lungo il maggiore fiume dell’Italia meridionale, in un succedersi di mondi naturali e antropizzati di cui la fotografa restituisce tutta la ricchezza e le contraddizioni.

Un’esposizione “immersiva” con stampe di grande formato, light box, video, wall paper, allestita nell’ex Chiesa delle Zitelle dell’ICCD, nel quartiere Trastevere a Roma, conclude la programmazione espositiva annuale e riconferma l’impegno dell’Istituto nel valorizzare la fotografia contemporanea facendo entrare le opere di Raffaela Mariniello in una delle collezioni di fotografia pubblica più importanti in Italia.

Accompagna la mostra il libro edito da Artem con testi di Carlo Birrozzi, Francesca Fabiani, Raffaela Mariniello, Antonio Pascale, Angela Tecce, e con la grafica dello studio CH RO MO. Il volume è stato concepito non come un semplice catalogo di mostra, ma come un racconto di viaggio, in parole e immagini, lungo il Volturno.

ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
Via di San Michele, 18
Roma
Studio Trisorio
Riviera di Chiaia, 215
80121, Napoli
+39 081414306

Via Carlo Poerio, 110 | 116
80121, Napoli
+39 0815276011

info@studiotrisorio.com
www.studiotrisorio.com

Ercolano, riapre al pubblico la Bottega di Priapo

Proseguono gli interventi di manutenzione straordinaria al Parco Archeologico: torna visitabile un quartiere abitativo con la sua taberna, a pochi mesi dall’apertura del percorso del Calchidicum.

Al Parco Archeologico di Ercolano proseguono gli interventi di manutenzione straordinaria programmata e diffusa su tutto il sito. Grazie a queste operazioni, a pochi mesi dall’apertura del percorso del Calchidicum, torna accessibile al pubblico la Bottega di Priapo, insieme al quartiere abitativo collegato: un’area di enorme interesse archeologico rimasta preclusa alla visita per diversi anni.
Gli interventi nell’area della taberna e del quartiere abitativo hanno riguardato la sostituzione di architravi in legno, in putrelle d’acciaio o in cemento armato in cattive condizioni o non più idonei a svolgere la loro funzione strutturale. Gli elementi fatiscenti sono stati rimossi e sostituiti con travi in massello di azobé, a cui sono seguiti interventi strutturali sulle murature antiche.
“Restituire alla collettività la Bottega di Priapo significa riaprire uno degli spazi in cui meglio si legge la vita quotidiana di Ercolano antica: un luogo dove si mangiava, si beveva, si incontravano persone e si trascorreva la notte”, dichiara la direttrice del Parco Archeologico di Ercolano, Colaiacomo. “Dopo anni di chiusura, grazie a un lavoro di manutenzione costante e diffuso, torniamo a mettere a disposizione dei visitatori un’area di straordinario interesse, in piena sicurezza.”
Una bottega che racconta la vita quotidiana
Scoperta nel corso della grande stagione di scavi diretta da Amedeo Maiuri, la bottega deve il nome alla raffigurazione di Priapo, dio della fertilità e della prosperità, dipinto sulla parete alle spalle del bancone con il suo grande fallo rivolto verso l’ingresso. Così come ci è stata restituita dal fango dell’eruzione del 79 d.C., offre uno spaccato sulla vita quotidiana degli antichi ercolanesi.
Il piccolo bancone serviva per vendere i cibi preparati nella cucina, mentre una piccola cisterna permetteva probabilmente di mantenere fresco il vino. Un’altra stanza, con panche in pietra lungo le pareti, era lo spazio semplice in cui sedersi e consumare un pasto. Sul soppalco erano conservate le provviste: un’anfora conteneva vino cretese, altre custodivano oltre quindici chili di favino, un legume molto diffuso nell’alimentazione delle città vesuviane.
Ma la bottega nascondeva anche uno spazio più riservato. Attraverso un passaggio dietro il bancone si entrava in un ambiente di deposito, con pentole, stoviglie e altre provviste, da cui si accedeva a una vera e propria sala da pranzo, con pareti decorate da affreschi a fondo bianco e riquadri rossi che inquadrano quadretti con nature morte. Una piccola finestra collegava la sala direttamente al bancone: da lì passavano i piatti appena preparati, un dettaglio semplice ma capace di far immaginare perfettamente la scena.
Un luogo d’accoglienza
Accanto alla bottega si trova un edificio direttamente collegato ai suoi ambienti, organizzato su due piani e suddiviso in numerose piccole stanze. Gli archeologi ipotizzano che non fosse una semplice casa privata, ma un vero luogo d’accoglienza: la Bottega di Priapo non era soltanto una piccola locanda, ma un posto dove l’avventore poteva bere qualcosa, mangiare un piatto caldo, sedersi nella sala da pranzo a discutere delle vicende private e pubbliche del tempo e fermarsi per la notte dopo un viaggio più o meno lungo.
“La manutenzione straordinaria è una priorità per il Parco”, aggiunge la direttrice Colaiacomo. “È un impegno continuo, reso possibile dal lavoro dei nostri funzionari e dei professionisti e delle imprese che ci affiancano, per consegnare al pubblico, un tassello alla volta, un sito sempre più fruibile.”
La manutenzione straordinaria del sito si è avvalsa dei fondi della legge n. 190 del 23 dicembre 2014, annualità 2025-2027, e ha visto coinvolti funzionari del Parco, professionisti esterni e imprese specializzate nel settore.

Al Museo Campano di Capua parte Autunno Musicale 2026, 13 appuntamenti con recital pianistici, grandi quartetti e l'integrale beethoveniana

Al via la sezione cameristica dell’Autunno Musicale 2026, da ottobre a dicembre 13 appuntamenti con recital pianistici, grandi quartetti e l'integrale beethoveniana.

Le sale del Museo Campano di Capua tornano ad aprirsi alle note della grande musica classica in occasione della nuova edizione dell’Autunno Musicale. Promossa dall’Associazione Anna Jervolino, la storica rassegna prende il via sabato 17 ottobre 2026 per proseguire fino al 6 dicembre 2026, offrendo al pubblico un cartellone di 13 concerti ad alto valore artistico, che spaziano dai recital pianistici alla musica da camera.

La programmazione di quest'anno si sviluppa lungo tre percorsi tematici. La sezione Pianofestival accoglierà a Capua interpreti di rilievo internazionale e giovani talenti premiati al concorso Busoni, come Christos Fountos ed Emanuil Ivanov. Il ciclo Beethoven Project approfondirà invece l'imponente corpus delle sonate del maestro di Bonn, mentre la sezione Cameristica darà ampio spazio al repertorio per quartetto d'archi e formazioni da camera.

L'inaugurazione della stagione è affidata al pianoforte con il concerto di sabato 17 ottobre 2026 (ore 19:30) guidato da Christos Fountos, impegnato in un variegato programma che spazia dalla Sonata in re maggiore di Haydn alle quattro sonate di Domenico Scarlatti, passando per i Fantasiestücke di Schumann, la Sonata n.4 di Skrjabin e l'Andante spianato e Grande Polacca Brillante di Chopin.

Il giorno successivo, domenica 18 ottobre 2026 (ore 18:30), prenderà avvio il Beethoven Project con Olaf John Laneri, che proporrà l'esecuzione delle Sonate op.7, op.101 e della celeberrima op.27 n.2 "Chiaro di luna".

I fine settimana autunnali vedranno alternarsi sul palco interpreti di fama straordinaria e ensemble di livello internazionale. Il 24 e 25 ottobre 2026 la rassegna ospiterà prima Bruno Canino, con brani di Scarlatti, Clementi e il secondo libro dei Preludi di Debussy, e poi Francesco Libetta, che affiancherà le pagine di Chopin alla Sonata Patetica di Beethoven.

Nel mese di novembre la scena vedrà protagonisti l'Aron Quartet, impegnato il 7 e l'8 novembre 2026 con le musiche di Haydn, Kurtág, Schubert, Mozart, Wellesz e Dvořák, ed Emanuil Ivanov, che il 14 novembre affronterà le complesse Variazioni Goldberg di Bach.

L'omaggio a Beethoven proseguirà per tutto il mese con i successivi appuntamenti di Laneri (che il 15 novembre 2026 interpreterà la Hammerklavier e il 29 novembre la Sonata Appassionata) e con il Quartetto Goldberg, in scena il 21 e 22 novembre 2026 per l'esecuzione dell'integrale dei quartetti, dalla op.18 al Quartetto "Le Arpe" fino alla op.132.


Il finale di stagione, previsto per sabato 5 e domenica 6 dicembre 2026, sarà interamente dedicato alla formazione del Linos Piano Trio per un doppio appuntamento incentrato sull'integrale dei trii con pianoforte di Beethoven, dalla op.1 al Trio "Arciduca".

Tutti i concerti si terranno presso la sede del Museo Campano di Capua. Inizio concerti alle ore 19.30 il sabato e alle ore 18.30 la domenica.

Biglietti: intero 10 euro e ridotto 6 euro per i giovani fino ai 25 anni. Abbonamento ai 13 concerti: intero 65 euro e ridotto 39 euro per i giovani fino ai 25 anni. Formula “2 concerti” a 16 euro; Formula “3 concerti” a 18 euro. I biglietti possono essere acquistati sul posto oppure in prevendita on-line su www.etes.it.

CALENDARIO E INFO

Autunno Musicale 2026 - Concerti al Museo

Capua Museo Campano

17 ottobre 2026 > 06 dicembre 2026

 

Sabato 17 Ottobre 2026 19.30

Pianofestival

Christos Fountos

III Premio Busoni 2025

Franz Joseph Haydn

Sonata in re maggiore Hob XVI:24

Domenico Scarlatti

Quattro Sonate

Robert Schumann

Tre Fantasiestücke op.111

Aleksandr Skrjabin

Sonata in fa diesis maggiore n.4 op.30

Fryderick Chopin

Andante spianato e Grande Polacca Brilliante

_____________________________

 

Domenica 18 Ottobre 2026 18.30

Pianofestival / Beethoven Project

Olaf John Laneri pianoforte

Ludwig van Beethoven

Sonata in mi bemolle maggiore op.7

Sonata in la maggiore op.101

Sonata in do diesis minore op.27 n.2 / Chiaro di luna

Integrale delle Sonate per pianoforte

Progetto triennale anno II – IV concerto

______________________________________

 

Sabato 24 Ottobre 2026 19.30

Pianofestival

Bruno Canino pianoforte

Domenico Scarlatti

Sonata in do maggiore K 420

Sonata in do minore K 11

Sonata in fa minore K 387

Sonata in fa diesis minore K 25

Muzio Clementi

Sonata in do maggiore op.34 n.1

Claude Debussy

Preludi (II libro)

_________________________

 

Domenica 25 Ottobre 2026 18.30

Pianofestival

Francesco Libetta pianoforte

Fryderick Chopin

Valzer in la bemolle maggiore op.42

Cinque Studi dall’op.10

Berceuse in re bemolle maggiore op.57

Ballata n.1 in sol minore op.23

Ludwig van Beethoven

Sonata in do minore op.13 / Patetica

Sonata in sol maggiore op.14 n.2

_______________________________

 

Sabato 7 Novembre 2026 19.30

Cameristica

Aron Quartet

Franz Joseph Haydn

Quartetto in fa maggiore op.77 n.2                      

György Kurtág

Six Moments Musicaux op.44

Franz Schubert

Quartetto n.13 in la minore op.29 D 804 / Rosamunda

___________________________

 

Domenica 8 Novembre 2026 18.30

Capua Museo Campano

Cameristica

Aron Quartet

Wolfgang Amadeus Mozart  

Quartetto n.14 in sol maggiore KV 387

Egon Wellesz                         

Quartetto n.4 op.28

Antonín Dvořák

Quartetto in fa maggiore n.12 op. 96 / Americano                                             

_______________________________

 

Sabato 14 Novembre 2026 19.30

Emanuil Ivanov

I Premio Busoni 2019

Johann Sebastian Bach

Variazioni Goldberg BWV 988

 

___________________________________

 

Domenica 15 Novembre 2026 18.30

Pianofestival / Beethoven Project

Olaf John Laneri pianoforte

 

Ludwig van Beethoven

Sonata in mi maggiore op.14 n.1

Sonata in mi bemolle maggiore op.27 n.1 / Sonata quasi una Fantasia

Sonata in si bemolle maggiore op.106 / Hammerklavier

Integrale delle Sonate per pianoforte

Progetto triennale anno II – V concerto

________________________________

 

Sabato 21 Novembre 2026 19.30

Cameristica / Beethoven Project

Quartetto Goldberg

Ludwig van Beethoven

Quartetto per archi op.18 n.2

Quartetto per archi n.15 op.132

Integrale dei Quartetti per archi

Progetto triennale anno II – III concerto

________________________________

 

Domenica 22 Novembre 2026 18.30

Cameristica / Beethoven Project

Quartetto Goldberg

Ludwig van Beethoven

Quartetto per archi op.18 n.1

Quartetto per archi n.10 op. 74 / Le arpe

Integrale dei Quartetti per archi

Progetto triennale anno II – IV concerto

_________________________________

 

Domenica 29 Novembre 2026 18.30

Pianofestival / Beethoven Project

Olaf John Laneri


A Pompei arrivano i protagonisti più amati del Parco, presentato il volume fotografico "Gatti di Pompei"

Il nuovo libro pubblicato da Giunti Editore e realizzato in collaborazione con il Parco Archeologico racconta la colonia felina che vive tra le rovine della città antica.

A Pompei hanno conquistato migliaia di visitatori e sono diventati autentiche celebrità sui social. Ora i gatti che vivono all'interno dell'area archeologica di Pompei diventano protagonisti di un volume fotografico a loro dedicato. Si intitola Gatti di Pompei il libro pubblicato da Giunti Editore e realizzato in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, che narra attraverso immagini e racconti la vita quotidiana della colonia felina presente nel sito UNESCO.
Il volume nasce dalle fotografie donate al Parco dall'archeologa e fotografa Silvia Vacca e propone un viaggio nel lato più inconsueto e affascinante della città antica. Gli scatti immortalano i gatti mentre si aggirano tra domus, giardini e strade romane, offrendo uno sguardo originale su una presenza ormai diventata parte integrante del paesaggio pompeiano.
Oggi la colonia felina del Parco conta tra i quaranta e i cinquanta esemplari. La loro presenza è costantemente monitorata attraverso un sistema di gestione e tutela che consente di coniugare il benessere degli animali con la conservazione del patrimonio archeologico e la sicurezza dei visitatori, mentre gli abbandoni vengono prevenuti e perseguiti tramite il sistema di videosorveglianza del Parco.
Un'attività di cura del sito e dei suoi atavici abitanti resa possibile grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e l'associazione Archeogatti Onlus, presieduta da Antonella Carotenuto, impegnata quotidianamente nella cura degli animali e coadiuvata dai veterinari dell'ASL e dal personale di vigilanza del Parco. Tra le principali attività vi sono le campagne di sterilizzazione, il controllo sanitario, la prevenzione degli abbandoni, la gestione dell'alimentazione della colonia e delle adozioni di alcuni dei gatti “archeologi”.
Il libro vuole contribuire idealmente a sostenere questo lavoro. È possibile supportare Archeogatti Onlus tramite donazioni (BancoPosta cc: 001070667322 IBAN: IT04X0760103400001070667322), mentre sul sito dell’associazione è possibile trovare informazioni per le adozioni.
La presenza dei gatti a Pompei rappresenta un elemento emblematico della vita del sito. Le ricerche archeologiche, ancora in corso, suggeriscono infatti il rapporto tra uomo e felini nel mondo antico, mentre oggi questi animali continuano a essere una presenza familiare e apprezzata dai visitatori provenienti da tutto il mondo.
L'obiettivo fotografico, restituisce immagini intime e suggestive, realizzate nei momenti di quiete del Parco, quando le strade dell'antica città tornano silenziose. Ne emerge il ritratto di una Pompei inedita, dove la tutela del patrimonio culturale convive con quella degli animali che da anni ne abitano gli spazi.
"Gatti di Pompei" è disponibile presso i punti vendita del Parco Archeologico di Pompei e nei canali di distribuzione Giunti. (Il libro è disponibile presso tutte le librerie fisiche e online).