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venerdì 5 giugno 2026

Diffida e atto di formale messa in mora per la Regione Campania dal Movimento Libero e Autonomo: al centro il D.D. 325 del 21 maggio 2016

L'associazione chiede lo stop al decreto che svuota il Repertorio regionale: "Scuole con le mani legate e occasione di lavoro a rischio per i ragazzi". Nelle scorse ore querelato il dipendente regionale che, secondo il Movimento, avrebbe registrato gli audio degli esami pubblicati da Fanpage.

 

Il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate ha notificato alla Regione Campania una diffida e atto di formale messa in mora contro il Decreto Dirigenziale n. 325 del 21 maggio 2026 della Direzione Generale Lavoro e Formazione Professionale, pubblicato sul BURC n. 27 del 1° giugno 2026, chiedendone la sospensione e l'annullamento in autotutela. Il decreto prevede che le schede dei corsi oggi attivabili restino nell'area pubblica del Repertorio regionale delle qualificazioni (RRTQ) per soli dieci giorni dalla pubblicazione; decorso tale termine, le schede non saranno più accessibili. La pubblicazione delle versioni aggiornate, referenziate al quadro europeo delle qualifiche (EQF), è rinviata a un momento successivo, senza l'indicazione di un termine sostiene il Movimento.

«In pratica tolgono i corsi dal catalogo pubblico nel giro di dieci giorni e non dicono quando rimetteranno quelli aggiornati: si crea un periodo di durata indefinita in cui le nostre scuole non hanno più né i corsi di prima né quelli nuovi, e nessuno può far partire un percorso, il tutto in un momento di grave fibrillazione per il comparto a causa della fine del programma GOL», dichiara Nicola Troisi, segretario del Movimento.

Le qualificazioni del Repertorio — tra cui quelle dell'area socio-assistenziale e socio-sanitaria, come l'operatore socio-sanitario — valgono come titoli nelle graduatorie di istituto del personale ATA, le liste da cui le scuole attingono per il personale ausiliario e i collaboratori scolastici. L'aggiornamento di tali graduatorie è atteso per la primavera 2027 ed è una procedura per soli titoli, con cadenza triennale.

«Molti si sono iscritti ai nostri corsi proprio per conseguire un titolo utile a guadagnare punti nelle graduatorie ATA del 2027. Bloccare adesso la partenza dei percorsi significa togliere a queste persone un'opportunità di lavoro concreta che, vista la cadenza triennale, non si ripresenterà prima di tre anni», aggiunge Troisi. «Chiediamo una cosa di buon senso: che i vecchi standard non vengano rimossi finché non sono pubblicati quelli nuovi, con un termine certo e un adeguato periodo transitorio a tutela dei percorsi già programmati. E lamentiamo ancora una volta che una decisione di questa portata sia stata presa senza alcun confronto con gli enti accreditati e le organizzazioni di categoria», sottolinea il segretario.

La diffida fissa alla Regione un termine al 10 giugno 2026 per provvedere. In assenza di riscontro, il Movimento si riserva il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, anche in via cautelare d'urgenza, oltre a eventuali segnalazioni alle autorità competenti.

Si tratterebbe della seconda azione legale che il Movimento avvia in poche settimane. Nelle scorse ore infatti il sindacato datoriale ha querelato A.M., il dipendente regionale che avrebbe registrato e diffuso gli audio degli esami riprese poi da Fanpage. Secondo il Movimento, infatti, gli audio diffusi e i contenuti ripresi avrebbero rappresentato le "vicende in modo parziale", finendo per addossare all'intero comparto della formazione professionale campana responsabilità che riguarderebbero invece soggetti nominati dalla stessa Amministrazione regionale. «Le commissioni d'esame sono nominate dagli uffici regionali e composte, in tutto o in parte, da personale interno alla Regione: gli enti di formazione, nella procedura d'esame, sono soggetti vigilati, non vigilanti. Eppure, si è generato nell'opinione pubblica il convincimento di una responsabilità generalizzata dell'intero settore, sulla base di fatti tuttora da accertare e mai verificati in sede giudiziaria», dichiara Nicola Troisi. «Per questo ci siamo rivolti all'autorità giudiziaria, a tutela del Movimento e di tutti gli enti associati, perché si accerti la verità dei fatti e si chiariscano gli effettivi ambiti di responsabilità», conclude.



UN’IMMERSIONE TRA SCIENZA E GIOCO PER LA GIORNATA MONDIALE DEGLI OCEANI A CITTÀ DELLA SCIENZA IL 6 E 7 GIUGNO


Weekend Blu: Scienza, oceani e divertimento. In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani dell’8 giugno, a Città della Scienza, sabato 6 e domenica 7 giugno, si terranno attività e laboratori di divulgazione per tutte le età, per la salvaguardia degli oceani del pianeta Terra. Un riconoscimento ribadito anche dall'Agenda 2030 dell’ONU, che all’obiettivo 14, sottolinea l'urgenza di tutelare e valorizzare le risorse marine in un'ottica di lungo periodo.

Gli oceani sono motori invisibili che regolano clima, temperature e correnti, rendendo la Terra un pianeta abitabile. Da essi dipendono le piogge, l'aria che respiriamo e la sicurezza delle coste. L’inquinamento odierno e l’acidificazione degli oceani minacciano la prosperità delle specie marine, con conseguenze dirette sulla biodiversità e sulle specie marine alla base della catena alimentare, tra le quali i pesci e gli uccelli marini. Città della Scienza propone un viaggio per conoscere le caratteristiche degli oceani per conoscere in profondità le distese d’acqua più ampie del nostro pianeta. 

Le attività sono molteplici per gli appassionati e i curiosi. Si parte con Barchetta a sapone: un esperimento semplice e divertente per svelare i misteri della scienza attraverso il gioco. I piccoli partecipanti dai 3 ai 7 anni, esploreranno un affascinante fenomeno scientifico scoprendo quanto possa essere entusiasmante imparare giocando. A seguire, Chi mangia chi? Un gioco coinvolgente in cui i ragazzini (8-13 anni) diventano protagonisti dell'ecosistema oceanico, interpretando produttori, erbivori e predatori per capire le dinamiche della catena alimentare. Una sfida avvincente per mantenere l'equilibrio dell'oceano e scoprire, divertendosi, come funziona la piramide alimentare. Il science show E-SPERIMENTIAMO con l’acqua, è dedicato all'acqua e alle sue straordinarie proprietà, con esperimenti semplici, sorprendenti e facilmente replicabili a casa o all'aperto. Un'occasione per portare con sé una piccola "provvista" di scienza da condividere con tutti. 

La visita al museo continua tra gli exhibit di Corporea, il museo interattivo dedicato al corpo umano, arrivando agli spettacoli del Planetario e infine alle mostre Insetti & Co. e "SensAzioni: esplora i 5 sensi”. 

 www.cittadellascienza.it   

Musei del Vomero, Villa Floridiana: in pericolo lo storico platano

 
In pericolo il platano secolare del Parco della Floridiana. La direzione dei Musei nazionali del Vomero, in occasione della Giornata nazionale dell'Ambiente, comunica di aver chiesto un’ulteriore valutazione tecnica nel tentativo di salvare l’albero classificato, nelle precedenti analisi, come pianta a rischio caduta.

 

Ad un primo sguardo la pianta appare verde e rigogliosa, ma è una visione che contrasta con il suo effettivo stato di salute. Già in passato è stato necessario sostenerla mediante un consolidamento statico con cavi in acciaio che però oggi non risulta più sufficiente a garantirne la stabilità.

 

Recentemente è stata effettuata una ricognizione per la verifica del patrimonio botanico e degli esemplari arborei dell’intero parco della Floridiana. Attraverso analisi visive e approfondimenti strumentali (rilievi con tecnologia laser scanner e con tecniche avanzate di tomografia sonica, resistograph, prove di tenuta radicale e trazione controllata) è stato valutato lo stato di salute dei 1.117 alberi censiti.

L’accertamento ha portato all’elaborazione di una Carta per la gestione del rischio arboreo finalizzata ad effettuare un corretto piano di potatura e, laddove necessario, cure fitosanitarie, ma anche di valutazione di alberi classificati nella classe di propensione al cedimento.

 

Sono stati identificati, infatti, alcuni esemplari la cui stabilità è irrimediabilmente compromessa rendendoli pericolosi e per i quali risulta indispensabile l’abbattimento per la tutela della sicurezza pubblica e per la salvaguardia complessiva del parco.

Mai prima d’ora è stato prodotto un approfondimento conoscitivo di tali dimensioni e purtroppo, tra gli alberi catalogati nella classe cosiddetta classe D (classe di propensione al cedimento estrema), rientra anche un albero secolare e simbolo della Floridiana, il platano all’ingresso di via Aniello Falcone.

 

Per questo motivo la direttrice dei Musei nazionali del Vomero Almerinda Padricelli, allineata al parere di associazioni ambientaliste, ha ritenuto necessario commissionare un’ulteriore verifica specialistica nel tentativo di trovare una soluzione tecnica che tuteli questo monumento botanico.

 

“Esistono in molti parchi alberi di elevato valore ornamentale o affettivo come quello che si trova in Floridiana che meritano di essere conservati - ha dichiarato la direttrice - Tutte le piante hanno un ciclo vitale, come noi esseri umani, ma è nostro compito fare il possibile per accompagnarle e conservarle più a lungo possibile. Confido nel fatto che, se anche fosse confermata questa diagnosi, possano essere valutate soluzioni tecniche per evitare l’abbattimento mediante interventi di consolidamento capaci di tenere ancora in vita la pianta garantendo al contempo la sicurezza dei fruitori del parco”.

 

È stato quindi contattato il dottore forestale Emiliano Sanfilippo, dello studio toscano ArborLab, specializzato nel campo della valutazione delle condizioni vegetative, fitosanitarie e di stabilità degli alberi e nella gestione del rischio arboreo per ottenere un ulteriore parere tecnico, con la speranza di evitare l’abbattimento del platano mediante possibili interventi capaci di ridurne la pericolosità.

Nuove indagini nel complesso dei Casti Amanti: dallo scavo di un ambiente destinato alla lavorazione del pane, emerge lo scheletro di un equide



Lo scheletro di un equide è riemerso nel corso di indagini di scavo condotte in un ambiente adibito alla lavorazione del pane nel complesso dei Casti Amanti di Pompei.
 
L’intervento si è svolto in stretta collaborazione tra gli archeologi e gli specialisti del Laboratorio di Ricerche Applicate – archeozoologo, archeobotanica e antropologa – nell’ambito di un lavoro interdisciplinare che rappresenta oggi uno degli aspetti più qualificanti della ricerca archeologica. In particolare, l’archeozoologia consente di ricostruire le modalità di sfruttamento delle specie animali nel mondo antico, offrendo preziose informazioni sui sistemi produttivi e sul ruolo che gli animali svolgevano nella vita quotidiana.
 
L'Insula dei Casti Amanti è uno dei cantieri tra i più importanti di Pompei perché conserva un'intera struttura produttiva con forno, magazzini, spazi di lavorazione, oltre all'abitazione del proprietario. Il complesso, famoso per l’affresco del “casto bacio” rinvenuto in un triclinio della dimora e che dà nome all’intero isolato, comprende un grande panificio con stalle annesse, dove in passato erano già stati trovati altri equidi impiegati per azionare le macine e trasportare il grano necessario alla produzione del pane.
 
Lo scavo ha rappresentato la prima fase dell’indagine, cui sono seguiti i primi studi sui materiali rinvenuti. Le analisi di laboratorio, tuttora in corso, permetteranno di raccogliere ulteriori dati sia sulla funzione dell’animale all’interno del contesto produttivo, sia sulle condizioni in cui esso si trovava al momento dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
 
Lo studio dell’equide potrà contribuire anche alla comprensione delle dinamiche eruttive e delle reazioni degli animali agli eventi catastrofici che investirono la città, aggiungendo un ulteriore tassello alla ricostruzione di quelle ore drammatiche. È la dimostrazione di come Pompei offra un contesto straordinariamente conservato, che consente di indagare la vita antica in modo sistemico, ricostruendo le relazioni tra spazi, attività produttive, individui e animali. 
 
La ricerca prosegue tra studio dei reperti e indagini di laboratorio, in un dialogo continuo tra discipline diverse, per restituire voce anche ai resti più silenziosi e ricordare come ogni testimonianza – umana o animale – custodisca una storia ancora da riportare alla luce.
 
«Pompei per molto tempo – dice il direttore Gabriel Zuchtriegel – ha rappresentato soprattutto la bellezza degli affreschi, la possibilità di studiare la cultura materiale dell’antichità. In realtà è molto di più: è la possibilità di conoscere le vite umane che sono state spezzate durante l’eruzione, come nella recente esposizione dei calchi delle vittime qui a Pompei, ma anche le vite degli animali. In questo caso di un equide, un cavallo o un asino, che è stato trovato all’interno di una Casa contenente bellissimi affreschi, la Casa dei Casti Amanti. La Domus fungeva anche da panificio e da mulino. C’era una stalla dove, in passato, sono stati trovati diversi animali. Ma recentemente, nell’ambito di nuovi scavi, è stato scoperto anche un altro animale, un equide, che era scappato e si trovava in un altro ambiente. Questo significa più ricerca non solo sulle vittime umane, ma anche sugli animali, per capire come animali ed esseri umani vivevano e lavoravano insieme nella società di circa duemila anni fa. Lo scavo di questo equide nel complesso dei Casti Amanti è anche un ottimo esempio del lavoro multidisciplinare che ogni giorno si attua nel sito: archeologi e specialisti di discipline diverse che collaborano per ricostruire non solo gli oggetti, ma le relazioni tra persone, animali e spazi produttivi. Le analisi sono ancora in corso e ci daranno ulteriori informazioni: il sito continua a offrire materiale di grande valore scientifico».
 
Tutti gli approfondimenti sulla scoperta e le indagini condotte sono pubblicati sull’ E-journal degli Scavi di Pompei, la rivista digitale del Parco al seguente link https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/

Osservatorio AIDIT – Crisi Medio Oriente 2026: Ancora 9 agenzie di viaggio su 10 segnalano vendite in calo. La crisi non è finita, ma almeno ha smesso di peggiorare

Neanche il ponte del 2 giugno ravviva il turismo organizzato. Ancora 9 agenzie di viaggio su 10 segnalano vendite in calo. “Il danno reale non è la guerra, ma la sua narrazione”. Ma c’è fiducia nella stabilizzazione o recupero nel prossimo trimestre per il 53% degli agenti: la crisi non è finita, ma almeno ha smesso di peggiorare.

La rilevazione di maggio 2026 dell’Osservatorio AIDIT su un campione di 274 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale fotografa un settore sotto pressione: il 90% registra ancora vendite in diminuzione rispetto allo scorso anno e quasi la totalità (87,6%) indica nei media il principale fattore che frena la domanda. La fake news che ha fatto più danni? “Il carburante per gli aerei sta finendo. Probabilmente le scorte si esauriranno il 15 maggio.”.

Le agenzie di viaggio italiane lavorano oggi in un clima segnato più dalla percezione del rischio che dal rischio reale. È questo il dato centrale che emerge dalla rilevazione di maggio dell’Osservatorio AIDIT, l’indagine continuativa con cui l’Associazione Italiana Distribuzione Turistica raccoglie ogni mese, dall’inizio della guerra in Iran , la voce diretta delle agenzie — oltre 1.300 risposte complessive raccolte nelle diverse rilevazioni.

Il quadro congiunturale è netto. Nelle ultime quattro settimane il 74,7% delle agenzie dichiara un business in calo, e per quasi metà del campione (48%) si tratta di un calo “forte”. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, 9 agenzie su 10 (90%) segnalano vendite in diminuzione. Tra chi è in flessione, la contrazione di fatturato si concentra nella fascia tra il –10% e il –25% (34,1%), ma quasi un terzo (31,8%) stima una perdita superiore al –25%.

A pesare non è la disponibilità di spesa in sé, ma un’incertezza diffusa che modifica i comportamenti di acquisto. Oggi i clienti cercano soprattutto sicurezza (77,4%), prezzo (55,5%) e flessibilità (24,1%); il 73% è meno fiducioso nel prenotare rispetto a un mese fa; servono più preventivi per chiudere una vendita (per il 75% delle agenzie il numero è aumentato) e si prenota molto più sotto data (il 78% rileva un accorciamento dell’anticipo). In altre parole: la domanda non è sparita, ma è diventata più lenta, più prudente e più difficile da convertire.

Il vero moltiplicatore della crisi: l’informazione allarmistica.
Il punto su cui le agenzie sono più compatte riguarda il ruolo dei media. L’87,6% indica che i media stanno influenzando “moltissimo” e in modo negativo la domanda (il 98,9% almeno “abbastanza”). E il lavoro di rassicurazione è ormai quotidiano: il 94,5% degli agenti si trova “sempre” (58,8%) o “spesso” (35,7%) a dover smentire informazioni non corrette ai propri clienti.

Tra i canali percepiti come più responsabili dell’allarmismo svettano i telegiornali nazionali (86,9%), seguiti dai social network (52,9%) e dai quotidiani online (29,2%). La disinformazione più frequente da smentire è stata, in modo nettissimo, la notizia secondo cui “il carburante per gli aerei sta finendo” (71,2%), davanti al generico “è pericoloso viaggiare a causa della guerra” (14,6%).

Le destinazioni: chi perde e chi guadagna
La paura ha una geografia precisa. Rispetto a tre mesi fa perdono clienti soprattutto il Medio Oriente (72,2%), il Nord Africa (42,1%) e l’asse Turchia–Giordania (33,7%); arretrano anche USA (23,4%) e Asia (20,9%). In controtendenza crescono le mete percepite come “sicure e vicine”: Mare Italia (52,2%), Europa mediterranea — Spagna, Grecia, Portogallo, Croazia — (41,2%) e crociere nel Mediterraneo (25%). Coerentemente, quando un cliente rinuncia a una meta “a rischio”, le alternative più proposte sono Spagna/Baleari/Canarie (60,4%), Italia mare (51,5%) e Grecia/isole (37,8%).

Prospettive e richieste al sistema
Lo sguardo sui prossimi tre mesi resta cauto: il 47,3% prevede prenotazioni in calo, il 31,9% stabili ma il 20,9% in crescita. Di fronte a questo scenario la richiesta delle agenzie è chiara: il 60,1% chiede prima di tutto supporto e riconoscimento dalle Istituzioni, il 24% linee guida ufficiali da condividere con i clienti, a conferma che la principale emergenza percepita è oggi quella comunicativa e reputazionale, prima ancora che operativa.

“I nostri agenti non stanno raccontando una crisi della voglia di viaggiare: gli italiani vogliono ancora partire. Stanno raccontando una crisi di fiducia, alimentata da una narrazione spesso allarmistica e non verificata. Quando il 95% delle agenzie passa le giornate a smentire notizie false — dal carburante che finisce alle destinazioni ‘off limits’ — il danno economico è reale e misurabile. Chiediamo alle Istituzioni e ai media un’informazione responsabile e dati certi: è il modo più efficace per proteggere imprese, lavoro e il diritto delle persone a viaggiare in sicurezza.” ha dichiarato Domenico Pellegrino, Presidente di Aidit

La fotografia di maggio va letta dentro una traiettoria. L’Osservatorio misura il sentiment delle vendite su una scala da −2 (forte calo) a +2 (forte crescita). L’indice, positivo in autunno (+0,20 a ottobre 2025), è scivolato in territorio negativo in inverno (−0,35 a dicembre) e ha toccato il minimo storico ad aprile 2026 (−1,65), in coincidenza con l’acuirsi della crisi mediorientale e dell’ondata di notizie allarmistiche. A maggio si registra un primo, parziale assestamento (−1,10): il clima resta fortemente negativo, ma la curva interna risale di oltre mezzo punto rispetto al punto più basso, segnale di una possibile stabilizzazione ancora tutta da consolidare.

L’indice “andamento vendite” (la dinamica corrente) migliora ad maggio rispetto ad aprile (da −1,65 a −1,10), mentre l’indice “vendite rispetto all’anno precedente” resta sostanzialmente ancorato sul fondo (da −1,33 a −1,28). Tradotto: la ripartenza congiunturale di brevissimo periodo non ha ancora colmato il divario accumulato su base annua. La crisi, insomma, non è finita; al massimo ha smesso di peggiorare.

 

Indicazioni Geografiche, AICoT: “Il nuovo decreto apre una fase nuova per le eccellenze italiane”.

“Un passo avanti per il sistema delle Indicazioni Geografiche italiane e per la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del Paese”. È il giudizio di AICoT – Associazione Italiana Consorzi di Tutela sul nuovo decreto del Ministero dell’Agricoltura, che aggiorna regole, funzioni e governance dei Consorzi DOP e IGP in linea con il nuovo Regolamento europeo 2024/1143.

“Questo provvedimento segna l'inizio di una nuova fase per il mondo delle Indicazioni Geografiche italiane», afferma Emilio Ferrara, vicepresidente di AICoT. «I Consorzi di tutela vedono finalmente riconosciuto e rafforzato il loro ruolo strategico non solo nella difesa delle denominazioni, ma anche nella crescita economica delle filiere, nella promozione dei territori e nella tutela del patrimonio agroalimentare italiano sui mercati internazionali”.

Tra gli aspetti più significativi del decreto, AICoT evidenzia il potenziamento degli strumenti di vigilanza e contrasto agli utilizzi impropri delle denominazioni, un tema sempre più attuale nell'era dell'e-commerce e delle piattaforme digitali.

“La protezione delle DOP e delle IGP oggi si gioca anche online», sottolinea Ferrara. «Disporre di strumenti più efficaci per contrastare imitazioni, evocazioni e utilizzi scorretti delle denominazioni significa difendere produttori, consumatori e reputazione delle nostre eccellenze”.

Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla sostenibilità delle produzioni certificate, nelle sue dimensioni ambientale, sociale ed economica, e al crescente legame tra Indicazioni Geografiche e turismo esperienziale.

“Le DOP e le IGP non rappresentano soltanto prodotti di qualità», aggiunge Ferrara. «Sono espressione di comunità, tradizioni, paesaggi e competenze che generano valore diffuso. Il decreto riconosce questa funzione e offre ai Consorzi strumenti più adeguati per accompagnare lo sviluppo dei territori”.

Secondo AICoT, il nuovo quadro normativo contribuisce a consolidare ulteriormente il modello italiano delle Indicazioni Geografiche, considerato un riferimento a livello europeo e internazionale.

“I Consorzi sono oggi attori centrali nella governance delle filiere e nella creazione di valore per le comunità locali», conclude Ferrara. «La sfida sarà trasformare queste nuove opportunità in crescita, competitività e maggiore capacità di rappresentanza per tutto il sistema delle Indicazioni Geografiche italiane”.

AICoT accompagnerà i Consorzi associati nel percorso di adeguamento previsto dalla nuova normativa, mettendo a disposizione competenze tecniche e supporto operativo per favorire una transizione efficace e condivisa.

AICoT – Associazione Italiana Consorzi di Tutela

AICoT riunisce i Consorzi DOP e IGP impegnati nella tutela, promozione e valorizzazione delle produzioni certificate italiane. L'Associazione opera per rafforzare la competitività delle filiere, sostenere lo sviluppo sostenibile dei territori e difendere il valore economico, culturale e identitario delle Indicazioni Geografiche italiane.

Per informazioni: aicot.it

Caso Casalnuovo, il dirigente comunale che avrebbe invitato a votare per la candidata sindaca


Tiene banco a Casalnuovo di Napoli, a poche ore dal ballottaggio per le elezioni comunali, il caso che riguarda il dirigente delle Politiche Sociali del Comune, Rocco Fatibene, finito al centro dell’attenzione pubblica dopo quanto riportato da un articolo firmato dal giornalista Alessio Gemma su Repubblica Napoli.

Secondo la ricostruzione del quotidiano, il dirigente avrebbe convocato una riunione informale con alcuni dipendenti di una cooperativa sociale impegnata in servizi per conto del Comune, durante la quale avrebbe invitato a sostenere la candidata sindaca Nicoletta Romano.

Sempre secondo quanto riportato da Repubblica Napoli, nel corso dell’incontro sarebbero stati affrontati anche temi legati alla prosecuzione o riconferma delle attività lavorative dei dipendenti e sarebbe stato fatto riferimento al voto delle famiglie degli utenti seguiti dai servizi sociali.

Una vicenda che, se confermata, solleverebbe interrogativi molto seri sul rapporto tra amministrazione pubblica, servizi sociali e campagna elettorale.

Sul caso è intervenuto Giovanni Nappi, candidato sindaco di Casalnuovo, che ha dichiarato: “Se davvero si arriva anche solo a far percepire che il lavoro, la continuità dei servizi o l’assistenza alle persone più fragili possano essere collegati all’esito del voto, siamo davanti a un fatto politicamente e moralmente gravissimo.

Le politiche sociali devono essere il luogo della tutela, della dignità e dei diritti, non quello della pressione psicologica o della ricerca del consenso.”

Alla luce della delicatezza della vicenda, Nappi ha presentato un esposto sul Coordinatore d’Ambito del Comune, alle autorità competenti, per aver avuto comportamenti incompatibili con i principi di imparzialità e neutralità dell’azione amministrativa durante la campagna elettorale per le elezioni comunali di Casalnuovo di Napoli

“Non invento nulla- ha chiarito Nappi- ho ascoltato una registrazione audio nella quale - durante una riunione con operatori presso la sede delle politiche sociali del Comune - viene chiesto esplicitamente il voto per una candidata sindaco e vengono pronunciate affermazioni che ritengo gravissime, sia in merito a rinnovi di contratti di lavoro che in merito alla possibilità di prosieguo del servizio di assistenza domiciliare.

Ho consegnato l’audio al Prefetto- sottolinea- ora basta polemiche. Ho fatto il mio dovere. Adesso- conclude poi - la parola passa alle istituzioni.”

La vicenda ha suscitato immediate reazioni anche a livello istituzionale regionale.

La consigliera regionale Bruna Fiola ha annunciato la convocazione, per lunedì 8 giugno, della VI Commissione regionale da lei presieduta, al fine di ascoltare il dirigente interessato e fare piena chiarezza sui fatti. La consigliera ha sottolineato come la Commissione abbia il dovere di verificare che l'azione amministrativa e la gestione dei servizi sociali siano sempre improntate a criteri di imparzialità, trasparenza e rispetto della dignità dei lavoratori e dei cittadini, ribadendo che la neutralità della pubblica amministrazione e la tutela della libera espressione del voto sono valori irrinunciabili per chiunque operi nelle istituzioni.

Sulla stessa linea si è espresso anche l'assessore regionale alle Politiche Sociali Andrea Morniroli, che ha dichiarato di aver appreso con grande disagio la notizia, definendo inaccettabile il comportamento contestato al coordinatore dell'Ambito sociale, qualora confermato. L'assessore ha evidenziato come si tratterebbe di un utilizzo improprio di risorse finanziarie regionali, con condotte potenzialmente rilevanti sotto il profilo disciplinare, amministrativo, contabile e penale.

Morniroli ha quindi annunciato di aver richiesto urgenti chiarimenti al sindaco di Casalnuovo e allo stesso dirigente, riservandosi di adottare i provvedimenti ritenuti più opportuni a tutela dell'immagine della Regione Campania e dell'interesse pubblico, ribadendo che la Regione non può accettare nemmeno l'ipotesi che si faccia voto di scambio sui diritti dei lavoratori e sui servizi destinati alle persone più fragili.

Giovanni Nappi, al ballottaggio, sarà sostenuto ufficialmente anche da Katia Iorio e dalla sua coalizione, diventando di fatto il candidato ufficiale del centro-sinistra locale.

Nappi da anni rappresenta un punto di riferimento non solo per la parte progressista della città, ma per l’intera comunità locale grazie alle innumerevoli iniziative socio-culturali che con passione e competenza ha messo a disposizione dei cittadini e delle cittadine di Casalnuovo di Napoli.