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martedì 31 marzo 2026

MACRO, annunciato il programma della stagione espositiva 2026

 

Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma
presenta la programmazione espositiva 2026
Da Miriam Cahn a Hito Steyerl, da Alessandro Sciarroni a Marialba Russo:
il 2026 al MACRO tra grandi mostre personali,
progetti di ricerca e collaborazioni istituzionali

La programmazione del MACRO è promossa da
Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo,
prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo,
e ideata dalla direttrice artistica Cristiana Perrella

Continuità di visione e avvio di una nuova fase segnano la programmazione 2026 del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, e ideata dalla direttrice artistica Cristiana Perrella, in carica da maggio 2025.

 

Grazie all’attenzione ricevuta e al successo di pubblico, la mostra UNAROMA viene prorogata fino al 3 maggio 2026, con l'aggiunta di tre nuovi appuntamenti di UNAROMA LIVE, in programma il 9, 16 e 23 aprile, con interventi rispettivamente di Giorgio Orbi, José Angelino e Simone Pappalardo, e Nico Vascellari.

 

Dopo una prima stagione che ha attraversato Roma come terreno di osservazione privilegiato – nelle sue stratificazioni temporali, sociali e disciplinari – nel 2026 il museo apre il proprio orizzonte a una dimensione più ampia e non tematica, fondata su proposte inedite e ricerche artistiche articolate in una pluralità di pratiche e posizioni, capaci di interrogare il presente attraverso grandi mostre personali, progetti di ricerca e collaborazioni istituzionali che rafforzano il dialogo tra il museo, la città e il contesto internazionale.

 

In questo quadro, il MACRO si afferma come un’istituzione che intende rendere l’arte contemporanea una pratica viva, accessibile e necessaria, senza rinunciare alla complessità dei linguaggi, alla densità dei contenuti e alla forza critica delle opere. La programmazione 2026 mette al centro artiste e artisti internazionali tra i più rilevanti della scena contemporanea, attraverso nuove produzioni e formati sperimentali, rafforzando il museo come luogo di presa di posizione poetica, attraversamento e confronto pubblico.

 

Il nuovo ciclo di mostre del MACRO parte il 29 aprile e si conclude il 30 agosto 2026 con una serie di progetti che segnano l’avvio del programma primaverile: Mechanical Kurds di Hito Steyerl, a cura di Alice Labor – installazione video realizzata nel 2025 e presentata per la prima volta in Italia –affronta i rapporti tra intelligenza artificiale, conflitti geopolitici e lavoro digitale; Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega, mostra dedicata alla storia degli ottant’anni del Premio Strega, a cura di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, ripercorre la funzione esercitata dal riconoscimento letterario come sismografo e promotore dei mutamenti culturali e linguistici del Paese; SHE DEVIL, storica rassegna di videoarte tutta al femminile, nata nel 2006 da un’idea di Stefania Miscetti e ospitata per la sua nuova edizione nella nuova sala video del MACRO, è concepita come piattaforma aperta di confronto tra pratiche e ricerche internazionali; infine, in linea con l’attitudine alla ricerca multidisciplinare del museo, la sala audio presenta un progetto dedicato alla voce di Amelia Rosselli, a cura di Andrea Cortellessa, dal titolo Amelia Rosselli, un canto nel suo spazio: un focus su una delle più grandi poetesse italiane del Novecento a trent’anni dalla morte.

 

Accanto alla programmazione espositiva, il MACRO conferma la propria attenzione alla dimensione del dibattito e della ricerca interdisciplinare, già sperimentata con la due giorni di convegno The Dream Syndicate, a cura di Carlo Antonelli e Valerio Mannucci. In questo contesto si inserisce Science Fashion. Interazioni tra moda, scienza e nuove tecnologie, programma di incontri e workshop a cura di Dobrila Denegri, in programma dal 13 al 15 maggio. L’iniziativa riunisce alcune delle voci più innovative della ricerca internazionale nel campo della moda sperimentale per riflettere sui nuovi scenari aperti dall’intelligenza artificiale.

 

Il 28 maggio 2026 inaugura nella sala principale del museo la mostra personale di Miriam Cahn, a cura di Cristiana Perrella, che presenta una selezione di opere incentrate sul corpo femminile come soggetto politico e luogo di resistenza. Nella stessa data apre anche la mostra collettiva delle vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel, a cura di Sara Dolfi Agostini, che presenta i lavori inediti di Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi, sviluppati nel contesto della residenza dell’edizione 2025.

 

A settembre 2026 il MACRO presenta la prima retrospettiva istituzionale dedicata a Marialba Russo, a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini. La mostra si concentra sulla produzione degli anni Settanta di Russo, in un percorso che esplora la costruzione culturale del genere e la fluidità tra maschile e femminile. Il progetto avrà una sede parallela al MUCIV–Museo delle Civiltà di Roma per approfondire la ricerca di Russo più legata all’antropologia. A seguire, la mostra di Francis Upritchard e Martino Gamper, a cura di Cristiana Perrella, intreccia scultura e design con una serie di interventi site-specific diffusi negli spazi del museo.

 

Un elemento strutturale della programmazione 2026 è il consolidarsi di una modalità di lavoro fondata sulla collaborazione e sullo scambio. Dopo le esperienze maturate nel corso del 2025, tra cui UNAROMA – che ha coinvolto una rete ampia di realtà indipendenti del territorio – e la collaborazione con il progetto Conciliazione 5 del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, il MACRO prosegue nel costruire relazioni con soggetti culturali, istituzionali e produttivi, attivi a Roma e in ambito nazionale e internazionale. Oltre la naturale partnership con Palazzo delle Esposizioni, nel nuovo anno saranno avviate collaborazioni con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, organizzatrice con l’azienda Strega Alberti del Premio Strega, la Fondazione Paul Thorele con il MUCIV–Museo delle Civiltà, che contribuiscono a definire un modello operativo basato sul dialogo tra istituzioni, sulla condivisione di risorse e sull’ibridazione dei saperi e dei pubblici.

 

La programmazione si articola negli spazi del museo valorizzandone la pluralità architettonica e funzionale. Accanto alle mostre di maggiore scala, ospitate nella parte più recente dell’edificio, gli spazi dell’ex Birreria Peroni consolidano il proprio ruolo come piattaforma dedicata all’ascolto e all’immagine in movimento: la sala audio, la sala video e il nuovo cinema ampliano il raggio d’azione del MACRO verso linguaggi e pubblici differenti, intrecciando arte contemporanea, cinema, suono e cultura visiva. Nella parte storica del museo sono ospitate anche le presentazioni di nuovi lavori di artiste e artisti italiani e internazionali e progetti che favoriscono il dialogo delle arti visive con altri ambiti della creatività, dalla letteratura al cinema.

 

È dunque attraverso una costellazione di pratiche che il MACRO, nel 2026, dà forma al proprio programma, mettendo in relazione linguaggi, generazioni e formati diversi, uniti dall’urgenza di interrogare il presente senza neutralità. Grazie a un'articolata proposta, il MACRO punta a diventare sempre più luogo di sperimentazione viva, capace di accogliere il conflitto, mettere in crisi i confini disciplinari e restituire il contemporaneo come esercizio continuo di complessità e pensiero critico.

 

«La programmazione 2026 conferma il MACRO come un’istituzione capace di tenere insieme visione artistica e responsabilità pubblica – dichiara Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo –. Il museo non è solo un luogo di presentazione, ma uno spazio di produzione culturale che dialoga con la città e con il sistema internazionale. In questo senso, il MACRO opera all’interno della galassia dell’Azienda Speciale Palaexpo, integrando la propria programmazione in un ecosistema più ampio, in cui la vocazione alla sinergia e alla transdisciplinarietà è inscritta fin dalle sue premesse costitutive.

 

«Il MACRO è uno spazio di rigenerazione, un luogo ibrido che riesce ad attrarre la sua comunità di riferimento ma anche la cittadinanza tutta – sottolinea Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura del Comune di Roma –. In questi mesi, dalla riapertura, ha rafforzato la visione di una città contemporanea, in trasformazione, proiettata sullo scenario internazionale e ha consolidato, con la proroga delle due mostre UNAROMA e Abitare le rovine del presente, il suo ruolo di luogo partecipato, vissuto: come museo con le sue esposizioni, come sala cinema, come biblioteca, e in qualità di spazio per dibattiti sui quartieri romani e le loro esigenze e trasformazioni. Nel corso del 2026, il MACRO compie un altro grande passo: si pone al centro anche del dibattito culturale a livello nazionale, con un progetto sull'intelligenza artificiale e la geopolitica con l'artista e filmmaker Hito Steyerl, la collaborazione con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci che porterà qui la mostra sugli 80 anni del Premio Strega, con progetti interdisciplinari che raccordano insieme arte, suono e letteratura, con la retrospettiva su Marialba Russo, in dialogo con il Museo delle Civiltà, solo per citare alcuni degli appuntamenti; ce ne sono tanti altri. Grazie alla direzione di Cristiana Perrella, il MACRO sta intessendo una forte rete di cooperazione con le altre istituzioni culturali, affronta il presente senza semplificarlo ma anzi lo rende attraversabile, si conferma uno spazio aperto in grado di connettere diversi linguaggi. La città ha bisogno di posti come il MACRO e siamo felici di aver contribuito e sostenuto la sua rinascita e quindi la presentazione di questa nuova stagione espositiva.»




“Terre Ardenti”, tutto pronto per iniziare il cammino

Fervono i preparativi per l’avvio del grande viaggio conoscitivo, sostenuto dalla Fondazione Con Il Sud che vede coinvolte Associazioni e Scuole del Territorio flegreo. Inizio l’11 aprile.
Avvio imminente per il “Cammino delle Terre Ardenti” nell’Ambito del Progetto “AnimAzione Flegrea “ - Bando Volontariato 2024, sostenuto dalla Fondazione Con Il Sud, guidata dal presidente prof. Stefano Consiglio, con l’intento di sviluppare nel tempo forme di radicamento sempre più forti verso il capitale sociale del Territorio flegreo ed in particolare da Fuorigrotta - Bagnoli a Monte di Procida, rafforzandole e portandole a valore per lo sviluppo locale e per incrementare la “coscienza di luogo”.
La partenza è in calendario il prossimo 11 aprile, il termine è fissato a fine dicembre 2026.
Tutto il materiale raccolto verrà rielaborato da gennaio a marzo 2027 e utilizzato per realizzare mostre itineranti, contest scolastici, eventi, e per completare la mappa di Comunità di tipo interattivo che sarà messa a disposizione della Cittadinanza quale strumento utile di conoscenza.
Il progetto vede coinvolti quali partner: Cittadinanzattiva Campania (capofila), Altro Modo Flegreo APS-ETS, Orizzonti AdV-ETS, New Media Press di Rosario Scavetta responsabile della Comunicazione, Associazione Polisportiva Dilettantistica Circolo ILVA Bagnoli, Vivi l’estate APS-ETS, Ass. “Leggere per”, Nisida Environment, Fondazione Banco di Napoli, Fondazione Campania Welfare, Museo del Mare, I.I. Superiore "Guido Tassinari", IPSEOA “Lucio Petronio” Pozzuoli, Is. Magistrale “Virgilio” Pozzuoli, Superiore Statale “Pitagora”, ITI “Righi”, Liceo Art. Statale “U. Boccioni”, I.C. “Ferdinando Russo, Liceo Scientifico “G. Galilei”.
Le studentesse e gli studenti degli Istituti scolastici partner “saranno i protagonisti di questa meravigliosa avventura conoscitiva delle nostre bellissime terre” - annunciano gli organizzatori.
Un’iniziativa di grande valenza nell’ambito della quale verrà realizzata una mappatura di Comunità, una Comunità di Patrimonio ad opera degli studenti appartenenti a nove Scuole del Territorio flegreo.
Il workshop “Cammino delle Terre Ardenti” costituirà uno degli strumenti utilizzati per raggiungere questo obiettivo (www.animazioneflegrea.it).
“Il Cammino delle Terre Ardenti è un percorso lento, responsabile, sostenibile. Con esso, ci impegniamo a mettere in relazione le giovani generazioni, la comunità flegrea con le risorse materiali e immateriali dell’area flegrea. Nello specifico, i ragazzi visiteranno e racconteranno le realtà, le testimonianze, le eccellenze, le memorie, gli anziani del nostro territorio. Lo faranno utilizzando vari strumenti dello storytelling, dalla fotografia ai video, dalla grafica ai podcast. Durante questo viaggio alla scoperta del Territorio Flegreo saranno accompagnati da archeologi, geologi, botanici, guide culturali che stimoleranno i loro autonomi contributi.” - spiegano gli organizzatori.
“Da Nisida a Capo Miseno, attraverseremo parti urbane, piazze, strade, memorie, e così pure i vulcani, le stradine di campagna, i siti culturali e quelli archeologici” e tra essi la Grotta di Cocceio, capolavoro di ingegneria militare romana di epoca augustea progettata da Lucio Cocceio Aucto: un'imponente galleria di circa un km, scavata nel tufo del Monte Grillo, costruita nel I secolo a.C. per collegare Cuma al Lago d'Averno. Ancora, “le aziende agricole, le tante esperienze, fattorie e orti sociali e molto altro”.


"RiSoNa", viaggio nella musica campana dal 2 aprile al Teatro Trianon Viviani

 

L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione dello storico teatro di Forcella, che ha inaugurato nuovi itinerari di visita dedicati alla Stanza delle Meraviglie e alla Stanza della Memoria

Prende il via il 2 aprile al Teatro Trianon Viviani di Napoli il ciclo di incontri “RiSoNa. Tracce, voci e paesaggi della musica campana”, ideato e curato da Pasquale Scialò. Un percorso che, fino al 18 giugno, esplorerà le molteplici forme e narrazioni della musica campana attraverso conversazioni, ascolti, testimonianze e proiezioni, restituendo al pubblico un patrimonio vivo di voci, memorie e storie.

L’iniziativa rientra nei progetti speciali in ambito culturale e turistico 2025 della Regione Campania, attuati da Scabec (Fondi Coesione Italia 21/27).

Ad inaugurare la rassegna, giovedì 2 aprile alle ore 17.30, sarà l’incontro Canzone e cinema. Quando la musica diventa cinema, con il regista Giorgio Verdelli in dialogo con Maurizio Gemma e Antonio Tricomi, moderato da Pasquale Scialò.

Autore e regista di documentari e programmi musicali, Giorgio Verdelli ha firmato lavori dedicati a protagonisti della musica italiana come Pino Daniele (Il tempo resterà, 2017), Paolo Conte (Via con me, 2020), Ezio Bosso, Lelio Luttazzi, Enzo Jannacci e Rino Gaetano. L’incontro offrirà uno sguardo sul rapporto tra musica e racconto cinematografico, tra ricerca, memoria e costruzione narrativa, con la proiezione di sequenze dedicate a Pino Daniele e di un estratto dell’intervista a Paolo Conte sulla canzone napoletana, disponibile sul portale SoNa, parte dell’Ecosistema Digitale per la Cultura della Regione Campania.

Gli incontri, a ingresso libero fino a esaurimento posti, si svolgeranno per i primi due appuntamenti nella sala del teatro e proseguiranno successivamente nella Stanza della Memoria. Prima dell’inizio, alle ore 17.00, è prevista una visita guidata alla Stanza delle Meraviglie.

Il programma proseguirà con ulteriori appuntamenti che, in un dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità, vedranno protagonisti studiosi, artisti e operatori culturali, tra cui Peppe Lanzetta, Lello Arena, Francesca Silvestre, Tony Panico, Marina Tripodi, Francesco Nocerino, Raffaele Di Mauro, Mimmo Torello, Giuseppe Palladino, Felice Ceparano e Gerardo Ceparano.

Il progetto “RiSoNa” si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione del Teatro Trianon Viviani, che ha recentemente aperto al pubblico nuovi itinerari di visita dedicati alla storia della canzone napoletana*. L’esperienza si sviluppa tra la Stanza delle Meraviglie, installazione immersiva e multisensoriale che conduce il pubblico nella Napoli musicale tra fine Ottocento e primo Novecento, attraverso immagini, suoni e scenari simbolici, e la Stanza della Memoria, spazio interattivo che permette di esplorare oltre due secoli di storia musicale attraverso documenti, registrazioni, fotografie e contenuti digitali del portale SoNa. Completa il percorso il racconto della storia del teatro – fondato nel 1911 nel cuore di Forcella e oggi dedicato a Raffaele Viviani – che nel tempo ha ospitato alcuni dei più grandi protagonisti della scena teatrale e musicale napoletana, affermandosi come luogo simbolo dello spettacolo popolare e della cultura cittadina.

Per informazioni: www.scabec.it.



Irpinia Sannio, a Vinitaly oltre cento cantine, masterclass e focus su enoturismo e realtà virtuale

 


Carlotta Filippini presenta la colomba salata, la serie “Dillo con un biscotto – Easter Edition” e il Bossolà bresciano Fai clic per insegnare a Gmail che questa conversazione è importante

In occasione della Pasqua 2026, Carlotta Filippini presenta le nuove creazioni di Pasticceria Dolce Angolo, dove tradizione artigianale e innovazione si incontrano in una proposta che celebra gusto, estetica e convivialità.

 

Tra le novità spicca la Colomba Salata Dolce Angolo, reinterpretazione gastronomica del grande lievitato pasquale. Realizzata con un impasto soffice e alveolato, frutto di una lunga lievitazione, si distingue per la sua originale struttura a "boccioli di rosa": petali che si sfogliano con facilità, sprigionando profumi fragranti e note avvolgenti.


Proposta in due varianti – una vegetariana con verdurine spadellate, spinaci, ricotta e fontina, e una con l'aggiunta di prosciutto cotto – la colomba salata è pensata per momenti conviviali, dall'antipasto del pranzo di Pasqua agli aperitivi, fino ai picnic di Pasquetta.

  • Canditi e uvetta
  • Vuota aromatizzata alla pasta di arancia
  • Solo canditi
  • Cioccolato fondente
  • Pera e cioccolato fondente
  • Albicocca
  • Pistacchio con cubetti di marzapane al pistacchio, gocce di pistacchio e copertura di cremino al pistacchio
  • Frutti di bosco semi canditi e gocce di cioccolato fondente, ricoperta di fondente e perle ai frutti di bosco
  • Senza lattosio al cioccolato fondente
  • Colomba al Pirlo Campari: una delle proposte che più racconta il legame con il territorio ed è un omaggio al più celebre aperitivo bresciano. Dopo il successo del panettone dedicato a questo simbolo locale, Pasticceria Dolce Angolo ripropone l'idea anche in versione pasquale. Caratterizzata da una riduzione di Campari e vino bianco nell'impasto, la colomba è arricchita da arancia candita infusa nel Campari, che regala al dolce note aromatiche eleganti e leggermente agrumate. Se molte colombe celebrano la golosità del cioccolato o la freschezza della frutta, questa interpretazione racconta invece il territorio, trasformando l'iconico aperitivo di Brescia in un originale dolce da festa.
Tutti i prodotti della Collezione di Pasqua 2026 sono disponibili in pasticceria su prenotazione in pasticceria e sul sito:
https://shop.pasticceriadolceangolo.it
Tutti i prodotti della Collezione di Pasqua 2026 sono disponibili in pasticceria su prenotazione in pasticceria e sul sito:
https://shop.pasticceriadolceangolo.it
Pasticceria Dolce Angolo – Rezzato (BS)
Via Giacoo Matteotti 58, Rezzato (Bs)

 

Accanto a questa proposta, torna in una veste speciale anche la linea "Dillo con un biscotto" – Easter Edition, che interpreta la Pasqua con colore e creatività. I biscotti in pasta frolla, realizzati con le quattro farine speciali del Molino Dallagiovanna, prendono la forma dei simboli della festa – colombine, pulcini, coniglietti, carotine e ovetti – trasformandosi in piccoli doni da personalizzare e condividere. Elemento distintivo è il raffinato gioco cromatico: la ghiaccia richiama sempre il colore della farina utilizzata nell'impasto, creando un effetto visivo armonico ed elegante. Protagonisti sono in particolare gli ovetti, veri e propri capolavori di gusto e colore: verde, bianco, nero e viola, ciascuno caratterizzato da farine e decorazioni coordinate che ne esaltano l'identità.

 

Tradizione bresciana: il Bossolà e "Il Dolce Battito"

Accanto ai grandi lievitati, non può mancare il Bossolà bresciano, simbolo della tradizione.

Tra le specialità identitarie di Dolce Angolo trova spazio il bossolà bresciano, dolce simbolo della tradizione locale: una ciambella soffice e ricca, realizzata con ingredienti semplici ma preziosi come burro, uova e farina, che racconta la storia della pasticceria del territorio e delle sue ricorrenze festive. Da questa base della tradizione nasce "Battito – Il Dolce Battito", la reinterpretazione firmata da Carlotta e Alessandro Filippini creata nel 2023 per celebrare Brescia e Bergamo Capitali Italiane della Cultura. In questa versione il bossolà viene arricchito con ananas e albicocca, un richiamo alla celebre torta Donninzetti bergamasca: un incontro di sapori che unisce idealmente le due città in un unico progetto dolciario, simbolo del "battito" condiviso dei due territori.

 

LE COLOMBE DELLA TRADIZIONE

Dalle versioni classiche alle interpretazioni più golose:

La principale novità della Pasqua 2026 è la Colomba alle fragoline, realizzata con fragoline semi candite, scorze di limone candite e impreziosita da una copertura di cioccolato bianco. La collezione di Pasqua, acquistabile in store e ordinabile on line si completa con queste varianti:

 

 

ABOUT CARLOTTA FILIPPINI

Classe 1998, Carlotta Filippini è la giovane pasticciera che rappresenta la nuova generazione della pasticceria Dolce Angolo di Rezzato. Figlia d'arte, ha respirato la passione per i dolci fin da bambina, trasformando la curiosità gastronomica in una vera vocazione. Dopo anni di formazione e di esperienza nel laboratorio di famiglia, Carlotta porta oggi nella pasticceria un tocco personale fatto di energia, creatività e innovazione, nel pieno rispetto della tradizione artigianale bresciana e italiana. Nel 2020 ha frequentato il corso di alta formazione in pasticceria della la scuola Cast Alimenti e nel 2021 effettua uno stage lavorativo presso la pasticceria ArteSapori  di Lecco, della famiglia Valsecchi. Nel 2023 ha vinto la prima edizione di Vegateau, il contest tra pastry chef bresciani e bergamaschi di pasticceria plant based. Sempre dal 2023, Carlotta Filippini è inoltre un membro di Apei, l' Associazione Ambasciatori Pasticceri dell'Eccellenza Italiana (APEI).

 

ABOUT PASTICCERIA DOLCE ANGOLO – REZZATO (BS)

Dolce Angolo è una pasticceria artigianale che da oltre trent'anni rappresenta un punto di riferimento per chi cerca qualità, eleganza e tradizione. Fondata nel 1994 da Alessandro e Claudia, una coppia unita dalla passione per l'arte dolciaria, l'azienda è cresciuta attraverso un impegno costante, ricerca e continua evoluzione. Oggi la tradizione di famiglia si rinnova con l'ingresso della figlia Carlotta, giovane pasticciera che aggiunge creatività e innovazione nel segno della continuità.

 

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Telefono: 0030 2593390



lunedì 30 marzo 2026

CASA DEL CINEMA ROMA 1 APRILE 2026, PRESENTAZIONE DEL DOC "IL MESTIERE DELL'AUTORE", ingresso libero

Roma, mercoledì 1 aprile 2026 ore 11 alla Casa del Cinema, Presentazione del del documentario “Il mestiere dell’Autore - Gli Autori Radiotelevisivi si raccontano”, a cura di Linda Brunetta e Stefano Sarcinelli, ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Si tiene mercoledì 1 aprile 2026 alle ore 11:00 alla Casa del Cinema di Roma – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti - la proiezione del documentario “Il mestiere dell’Autore - Gli Autori Radiotelevisivi si raccontano”, a cura di Linda Brunetta e Stefano Sarcinelli.


Alla presentazione del film saranno presenti: Linda Brunetta in qualità di regista e presidente Anart, il co-regista Stefano Sarcinelli, Massimo Cinque - autore di Domenica In, Valentina Amurri e Stefano Balassone - vicedirettore di Raitre ed ex consigliere d’amministrazione Rai.

Documentario non commerciale a scopo didattico-formativo, “Il Mestiere dell’Autore” è stato realizzato dall’ANART (Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi) con il contributo del FONDO VIDEOGRAMMI del PRESTITO BIBLIOTECARIO assegnato all’Associazione AUT-AUTORI con il patrocinio di ANAC, AIDAC e CENDIC.

Gli autori radiotelevisivi esistono solo per gli addetti ai lavori, i produttori, le emittenti. Il pubblico difficilmente si sofferma sui titoli di testa e di coda che testimoniano la presenza nei programmi di intrattenimento di queste figure professionali essenziali. Nessun programma può prescindere dalla sua ideazione, dalla scrittura dei copioni, dalla stesura delle scalette, dalla scelta degli ospiti e dei temi delle interviste. L’autore, fondamentale supporto per il conduttore e il regista, si occupa anche delle scenografie, delle luci. Nonostante la “leggerezza” che ammanta i programmi popolari destinati ad essere diffusi nei media tradizionali, gli autori intervistati nel documentario “Il Mestiere dell’Autore” dimostrano che senza un forte background culturale non si sviluppa la capacità di interpretare il proprio tempo e i bisogni del pubblico, sviluppandone attraverso il divertimento la capacità critica. Non esistono programmi privi di contenuti e di valori, che solo gli autori conferiscono, come raccontano nella prima parte del documentario Massimo Cinque, autore di Domenica In e Cristoforo Gorno, autore di Cronache dall’antichità. Michele Guardì, il decano della categoria, a proposito del contenitore pomeridiano I Fatti Vostri, concludendo il suo intervento raccomanda ai giovani aspiranti professionisti di “Studiare, studiare, studiare”. Ogni programma è frutto del lavoro quotidiano degli autori, come il classico Varietà satirico, in cui la comicità nasce dall’osservazione delle proprie esperienze di vita unita all’ esame impietoso dell’attualità, come hanno spiegato Bruno Voglino, il mitico capostruttura di Rai3 all’epoca di Angelo Guglielmi, Stefano Sarcinelli, autore di Binario 2 e Convenscion e Valentina Amurri e Linda Brunetta, autrici della TV delle Ragazze e Avanzi.

Un percorso artistico e professionale ribadito nella seconda parte del documentario, con interviste a Andrea Zalone e Francesco Freyrie, autori di Fratelli di Crozza, che dal teatro riprende modalità espressive e impianto scenico. Marco Posani, autore insieme a Pietro Galeotti dei programmi di Fabio Fazio come Quelli che il calcio, Anima Mia e Vieni via con me con Roberto Saviano , racconta la rivoluzione dell’infotainment con l’immissione di contenuti sociali e di qualità ideando modalità espressive innovative. Come spiegano Alvise Borghi e Riccardo Distefano sono sempre i contenuti e le regole narrative classiche alla base di game show come Passaparola e La ruota della fortuna condotti da Gerry Scotti. E’ la passione per la scrittura che ha improntato tutta la carriera di Barbara Cappi, non solo nelle sue fiction come Balene, ma nei people show come Stranamore con Alberto Castagna e C’è posta per te di Maria De Filippi, dove protagonista è la gente comune. Tutti gli autori intervistati hanno impresso svolte significative nel settore dell’intrattenimento attraverso l’impegno, la competenza, la passione. Gli autori esistono.

 

Marco Sgrosso in Basso Napoletano al Teatro Argot Studio dal 9 al 12 aprile



Dal 9 al 12 aprile 2026, al Teatro Argot Studio di Roma, Marco Sgrosso conduce il suo Basso Napoletano. Variazioni per contrabbasso e voce, nuovo allestimento prodotto da Le belle bandiere, insieme al contrabbasso di Felice Del GaudioUn viaggio drammaturgico tra i vicoli, i sottoscala e le contraddizioni di una Napoli primitiva, carnale e visionaria, dove voce e corpo si intrecciano con il suono profondo del contrabbasso, restituendo un’esperienza scenica di rara intensità.

Marco Sgrosso firma l’elaborazione drammaturgica, la mise en espace e l’interpretazione di BASSO NAPOLETANO. Variazioni per contrabbasso e voce, nuovo allestimento prodotto da Le belle bandiere, in scena dal 9 al 12 aprile 2026 al Argot Studiodi Roma, in dialogo con il contrabbasso di Felice Del Gaudio.

Il progetto nasce dall’incontro artistico tra i due interpreti e si configura come un dispositivo performativo essenziale, costruito sull’attrito fertile tra materia sonora e parola incarnata. Qui Napoli emerge non come sfondo, ma come organismo vivo e stratificato: una città arcaica e febbrile, attraversata da tensioni primarie, dove il canto si fa carne e il suono profondità tellurica.

 

Note di Marco Sgrosso

“BassoNapoletano”nascedaunanticodesideriodicollaborazione,daun’amiciziacollaudatae da una reciproca stima artistica tra me e Felice. Siamo partiti dall’idea di una jam-session tra contrabbasso e voce per costruire insieme un percorso tra le sonorità e le parole diunaNapoliprimitiva,malata,brutale,carnaleericcadivitalità.Nel comporrel’elaborazione drammaturgica, ho attinto per frammenti, uniti da un filo umorale ed emotivopiùchenarrativo,adoperechespazianodaEduardoDeFilippoaRaffaeleViviani,daTotò aRobertoDeSimone,FerdinandoRusso,AngeloMannafinoaitonipiùasprieimmaginificidiEnzo Moscato, strizzando l’occhio anche ai testi di alcune canzoni celebri reinterpretate liberamente nell’ottica di un concerto per voce e contrabbasso.IlnostroviaggioiniziadalsonnotormentatodiunaNapolisotterraneaeapocalitticaeprosegue nelle spirali di un’allucinazione sospesa tra dramma e farsa, attraversando alcuni topos classici della drammaturgia e della cultura partenopea: il fuoco del vulcano, le sopraffazioni, la fame,le imprecazioni, la preghiera, il sogno che diventa incubo, le serenate romantiche, l’amore mercificato, il sonno indolente, dove trova voce e suono il lamento di una città dalla vitalità scatenatamaguastatadallaguerra,cheaspiraadunsoffertorisvegliodellacoscienzanell’armonia placata di una ‘pace senza morte.

LospettacoloèdedicatoaLeodeBerardinis,indimenticabilemaestroecompagnodistradadi molte avventure teatrali”.

 

percorso drammaturgico

 

1.     prologoapocalittico

EduardoDeFilippo,“nfunno”/EnzoMoscato,da “partitura”

2.     lamentazioni

RaffaeleViviani,da“idiecicomandamenti” /RobertoDeSimone,da“lagattacenerentola”RaffaeleViviani, da “i dieci comandamenti” /E.A. Mario, “tammurriata nera”

EnzoMoscato,da“partitura” /EduardoDeFilippo,da“Napolimilionaria”/“orraù” / “oje mmar’a tte” /EnzoMoscato, da “ragazze sole con qualche esperienza”

3.     allucinazioni

EduardoDeFilippo,da“levocididentro” /EnzoMoscato,da“festaalcelesteenubilesantuario” /Roberto De Simone, da “la gatta cenerentola”

 

4.     serenate avvelenate

LiberoBovio,“passione”+RaffaeleViviani,da“idiecicomandamenti” /Enzo Moscato, da “partitura” / angelo manna, “giuvanne ‘o stuorto” /EnzoMoscato, da “partitura e “bordello di mare con città” /

GiovanniBoccacciari,“napiezz’argiento” /FerdinandoRusso,“poverocazzomio”

 

5.     canto finale

EnzoMoscato,da“partitura” /Eduardo,“penzieremieje”/totò,“oschiattamuorto” /Libero Bovio, “chiove” /Enzo Moscato, da “partitura”

 

Estrattidirassegnastampa

 

“Quale città guardano i personaggi a cui dà voce un bravissimo Marco Sgrosso dal loro basso napoletano? Una città-universo che aspira più agli inferi che alla purezza del cielo…Un paese al di là del bene e del male, saggio e corrotto, dove la peste dilaga e riempie di cadaveri un mare putrescente… Una città famosa per canzoni che ormai non riescono più a parlare d’amore e dove i vivi incontrano gli spettri… Una Napoli che è regno di solitudine e di disperazione, ma che leva alto un urlo religioso e blasfemo per continuare a viverla, questa esistenza stravolta e fiera. Basso Napoletano riesce a sorprendere nel voler essere un’opera al nero, una cupa e sanguigna testimonianza del magma ribollente che fluisce dalle parole di eccelsi autori che Sgrosso ha scelto con accurata parsimonia – lo spettacolo dura solo cinquanta intensissimi minuti – che comunque riesce indelebilmente a catturare il pubblico…

Un tragitto in compagnia di Eduardo, di Viviani e De Simone e dell’immenso Enzo Moscato, con due poesie anonime straordinarie per furore erotico, e accompagnato dalla musica di Felice Del Gaudio, in scena con DomenicoLoParco.Nonuncommento,maun’altravocenecessaria,checonlesueascendenzejazzasciuga il linguaggio, gli impedisce il compiacimento e lo rende affilato e limpido.

Unveroconcerto,dunque,cheriesce,intantaessenzialità,adesserequasipittorico,sfolgorandodibagliori barocchi ma anche rammentandoci la visionarietà fiamminga, il potente e mostruosamente gelido universo di Bosch. Uno spettacolo prezioso e raffinato, una rarità che la Casa dei Doganieri non si è lasciata sfuggire per una serata accolta con grande successo…”

(NicolaViesti,CorrieredelMezzogiorno,10aprile2004)

 

“Va in scena Napoli, con la sua levità, con la sua visceralità, il suo fuoco, il suo lirismo. Rosso e azzurro illuminano una catinella al centro della stanza, riempita dalla musica di basso e contrabbasso, a disegnare angosce metropolitane e veraci… una città che pulsa, che non si ferma, che sorride dei suoi dolori, che ha la capacità di reinventarsi, di togliere la maschera e di metterne una nuova…una Napoli di sogni e di visioni sempre un po’ cruenti, scuotenti, che Marco Sgrosso rievoca strisciando come un ragno nero mascherato, o con i movimenti che ricordano un Charlie Chaplin tutto partenopeo… Una città provata dalla guerra, come ricorda Sgrosso in uno dei passaggi più intensi dello spettacolo, una città riunita a tavola, riunita davanti al ragù. E a farla da protagonista una lingua che diventa urlo, invettiva, preghiera, detto… E si respira, grazie alla bravura di Sgrosso e dei musicisti che lo accompagnano in questo viaggio… il sapore di una terra… dove tutto rinasce e ricomincia…”.

(GildaCamero,BariSera,13aprile2004)

 

AccompagnatoinscenadalcontrabbassodiunmusicistadelcalibrodiFeliceDelGaudio,attraversandotesti della più schietta tradizione partenopea, da De Filippo a Moscato, da Viviani a Manna, il protagonista dà paroleecantoaipiùdiversivoltidellacittà,conducendopermanoilpubblicotraivicoli,isottoscala(iltitolo dellospettacoloè"Bassonapoletano")adascoltarestoried'amoreappassionato,diricercadibrividiinluoghi di "malaffare" o per la strada, dove i corpi di vendono. O anche storie di sogni, di incubi, nelle quali emerge il lato più magico e misterioso di quella cultura. (…)Viaggio del vivere e del morire, o anche solo del "dormire",dellospegnersidelleemozioni,perpotercosìsospendereperunpo'inostridrammi.Sgrossooffre voci e corpo a questo suo habitat originario con abilità da maestro e da "comico dell'arte", mentre lo strumento di Del Gaudio propone struggenti melodie, accenna note dalle atmosfere cupe o viene percosso, a produrre il ritmo delle diverse pulsioni del cuore.

(BolognaSipario,27aprile2024)

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