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martedì 10 marzo 2026

“EMPATHY IN YOUTH IN THE DIGITAL ERA”

LO STUDIO DEL DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE DELL’ASL SALERNO PUBBLICATO SULL’ITALIAN JOURNAL OF PSYCHIATRY EVIDENZIA IL RUOLO DEL GIFFONI FILM FESTIVAL NELLA PROMOZIONE DEL BENESSERE PSICOLOGICO DEI GIOVANI

Giffoni si conferma non solo uno dei più importanti eventi culturali internazionali dedicati ai giovani, ma anche un vero e proprio laboratorio di ricerca sul benessere psicologico delle nuove generazioni e sulle trasformazioni emotive e relazionali che caratterizzano l’adolescenza e la prima età adulta nell’era digitale.

L’esperienza vissuta durante il festival è stata descritta nell’articolo “Empathy in Youth in the Digital Era: An Experiential Workshop at the Giffoni Film Festival”, realizzato dal Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Salerno e pubblicato sull’Italian Journal of Psychiatry. L’articolo mette in luce come il contesto educativo, culturale e partecipativo del Giffoni Film Festival rappresenti uno spazio privilegiato per sviluppare competenze emotive e relazionali tra i giovani, in un momento storico in cui la crescita delle nuove generazioni è sempre più influenzata da forme di comunicazione mediate dai social media, dalle piattaforme digitali e da nuove modalità di interazione virtuale.

Il lavoro è stato realizzato dall’ASL Salerno in collaborazione con European Biomedical Research Institute of Salerno (EBRIS), enti da anni impegnati nello studio delle dinamiche psicologiche in adolescenza, con particolare attenzione ai processi di sviluppo emotivo, ed è firmato da Annarita Vignapiano, Stefania Landi, Francesco Monaco, Antonella Boccia, Anna Longobardi, Raffaele Malvone, Ernesta Panarello, Benedetta Di Gruttola, Luca Steardo Jr. e Giulio Corrivetti.

Al centro c’è proprio Giffoni, che ogni anno riunisce migliaia di ragazze e ragazzi provenienti da numerosi Paesi e rappresenta uno dei più grandi spazi di partecipazione giovanile a livello internazionale. All’interno di questo contesto sono stati organizzati due workshop dedicati allo sviluppo dell’empatia e delle competenze emotive, coinvolgendo un campione di giovani tra i 16 e i 25 anni, membri delle giurie del festival. Le attività proposte hanno stimolato momenti di confronto, riflessione e condivisione tra i partecipanti, utilizzando il linguaggio del cinema, della narrazione e del dialogo interculturale come strumenti per favorire la comprensione delle emozioni proprie e altrui.

Al termine delle attività, è stato evidenziato un buon livello complessivo di empatia tra i giovani coinvolti. L’esperienza descritta dimostra come il contesto culturale e partecipativo attivo del festival favorisca processi di ascolto reciproco, condivisione e consapevolezza emotiva, rendendo possibile lo sviluppo di competenze fondamentali per la costruzione di relazioni sociali più sane, inclusive e consapevoli. In particolare, il linguaggio del cinema, al centro di Giffoni, stimola processi di identificazione emotiva e comprensione delle esperienze altrui.

“Il Giffoni Film Festival è da sempre un luogo in cui i giovani possono incontrarsi, confrontarsi e crescere attraverso il dialogo e la cultura – afferma Jacopo Gubitosi, Direttore Generale di Giffoni –. Accogliere progetti di ricerca come questo significa rafforzare ulteriormente la dimensione educativa del festival e il suo ruolo come spazio di crescita per le nuove generazioni. Il cinema e la narrazione hanno la straordinaria capacità di stimolare empatia e consapevolezza emotiva, offrendo ai ragazzi strumenti importanti per comprendere sé stessi e gli altri in un mondo sempre più caratterizzato dalla comunicazione digitale. Ringrazio l’Asl di Salerno e tutti i ricercatori per questo importante lavoro”.

Sempre più, infatti, Giffoni si configura come uno spazio di osservazione privilegiato per studiosi, educatori e istituzioni, capace di mettere in relazione cultura, educazione e salute mentale, contribuendo allo sviluppo di modelli innovativi per promuovere il benessere psicologico dei giovani nell’era digitale.

“Il terreno della solitudine e dell’isolamento dei giovani oggi rappresenta una potente fattore di rischio per il benessere - aggiunge Giulio Corrivetti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Salerno - per uno sviluppo armonico e, purtroppo è anche alla base della crescente sofferenza psichica degli adolescenti, che alimenta il numero dei casi di interesse psicologico e psichiatrico, drammaticamente in crescita. Tutto ciò stigmatizza la società odierna, e permette anche l’espressione ed il radicamento di forme di violenza contro se stessi e gli altri. Le tante crisi, a partire dall’epidemia di COVID 19, alle crisi climatiche, ai conflitti bellici ed alla penetrazione dell’intelligenza artificiale quale forma di accesso all’informazione, le menti in sviluppo sono sollecitate in uno scenario di incertezza e di provvisorietà che pesa sulle cosciente e sull’interiorità dei giovani. Quale grande missione ricopre il Giffoni Film Festival è evidente ogni anno. Il legame che genera tra i partecipanti, transgenerazionale rappresenta una risposta e l’esempio di un laboratorio di benessere e di autoaiuto in contrasto alle solitudini ed ai vuoti che, molto spesso, neanche le famiglie riescono ad intercettare ed al colmare. Il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Salerno e la Fondazione EBRIS stanno imparando dall’esperienza del Giffoni Film Festival a finalizzare ed adeguare la propria mission e gli obiettivi utili al contrasto con quelle sofferenze”.


Alla Fondazione Banco di Napoli la presentazione e proiezione del FILM "OPERAZIONE BATISCAFO TRIESTE"

Una storia internazionale rivive per il grande schermo.

Scritto e diretto da Massimiliano Finazzer Flory, il film è stato girato in Italia e negli Stati Uniti e per la prima volta riunisce Bertrand Piccard e Kelly Walsh, figli di Jacques Piccard e Don Walsh che pilotarono il Batiscafo Trieste a 11mila metri di profondità, fino al punto più basso del pianeta. Una produzione Movie&Theatre Film con RAI Cinema e Armundia. Una straordinaria storia italiana e internazionale, che anticipa i temi della “geopolitica del mare” e parla di pace: perché l’impresa del Batiscafo Trieste ha voluto fare della scienza uno strumento di pace e collaborazione internazionale. Il documentario spiega anche come l’oceano sia stato salvato dalle scorie radioattive: la scoperta di forme viventi con la discesa del Batiscafo, che ha raggiunto la profondità di 11mila metri (era il 1960), ha impedito che le fosse oceaniche venissero utilizzate per smaltire i residui radioattivi.


Dopo la proiezione di oggi a Roma, nell’Aula dei Gruppi parlamentari alla Camera dei Deputati, si proietta domani - mercoledì 11 marzo - a Napoli, alle 17.30 nella sala della Fondazione Banco di Napoli, il film Operazione Batiscafo Trieste, lungometraggio scritto e diretto da Massimiliano Finazzer Flory, commissionato dal Comune di Trieste e prodotto da Movie&Theatre con RAI Cinema e Armundia. Un documentario internamente dedicato alla tecnologia immersiva ad alta innovazione concepita 70 anni fa per il Batiscafo che, nel lontano 1960, toccava il punto più estremo della crosta terrestre, l’abisso Challenger nella Fossa delle Marianne alla profondità di 10.916 metri. Solo nel 2019 questo record straordinario è stato ritoccato, di appena 12 metri, dal sommergibile di Victor Vescovo che ha raggiunto i 10.928 metri nelle stesse acque. Progettato in Svizzera per iniziativa degli esploratori e scienziati Auguste Piccard e Jacques Piccard, costruito a Trieste, Monfalcone, Terni e Castellammare di Stabia, il Batiscafo Trieste diventa adesso una storia per il grande schermo. Il film (50’, colori + b/n) ripercorre la sua genesi, il varo e l’emozionante impresa delle Marianne il 23 gennaio 1960, ma anche l’avventura recentissima della sua ricostruzione in copia 1:1 per riportarlo, nell’autunno 2025, nel cuore della città in cui ha preso vita, l’idea di trasformarlo in una permanente icona di scienza per la pace e la collaborazione internazionale. Un’ulteriore proiezione è prevista a Milano, martedì 17 marzo alle 19 al Cinema Arlecchino. E a fine mese il documentario si spingerà oltreoceano: il 30 marzo sarà proiettato a New York, presso l’Istituto Italiano di Cultura e il 31 marzo a Washington nella sede dell’Ambasciata italiana.

Nel film parlano, fra gli altri Bertrand Piccard e Kelly Walsh, figli di Jacques Piccard e Don Walsh che pilotarono il Trieste nell'immersione della Fossa delle Marianne. Fra le testimonianze quella del giornalista e scrittore Antonio Ferrara, che domani interverrà alla presentazione a Napoli, E ancora Julie Kowalsky, Direttrice del National Museum of the United States Navy, il promotore del progetto Giorgio Rossi, Assessore alle Politiche della Cultura e Turismo del Comune di Trieste, l’AD di M23 Bruno Peracchi che ha coordinato la ricostruzione del Batiscafo, l’archivista delle acciaierie Terni Valeria Sabbatucci, lo storico Enrico Halupca e il testimone dell’epoca Cosimo Cosenza. Il trailer del documentario è disponibile sul canale youtube del Comune di Trieste. Oggi l’originale del Batiscafo Trieste si trova a Washington, al Museo Navale della Marina Americana. Il regista Massimiliano Finazzer Flory ha seguito le fasi della rinascita dell’unità sommergibile: dalla minuziosa lavorazione dei pezzi nei capannoni bergamaschi della M23, alle mani sapienti che ne hanno ricostruito le linee, fino all’atteso viaggio verso il mare e la città che gli diede i natali.

L’impresa Batiscafo Trieste del ha anticipato i temi della geopolitica del mare e parla al nostro tempo: negli anni Sessanta aveva persino scongiurato la decisione di utilizzare per lo smaltimento dei residui radioattivi la Fossa delle Marianne, perché nella discesa verso i fondali oceanici i ricercatori a bordo avevano scoperto la presenza di forme di vita e pesci abissali. Il viaggio cinematografico nella storia del Batiscafo Trieste non è un semplice diario tecnico, ma un racconto poetico che intreccia immagini dall’Istituto Luce e memoria, capace di restituire la tensione epica dell’impresa e l’emozione di veder risorgere un gigante degli abissi. Le telecamere hanno registrato non solo bulloni e lamiere, ma anche lo spirito di chi, settant’anni dopo, ha voluto restituire al presente il sogno dei Piccard e di Diego de Henriquez. La proiezione offre una vera e propria esperienza estetica e civile: la possibilità di guardare negli occhi l’avventura del Batiscafo Trieste attraverso la lente del cinema, e di sentirne vibrare ancora oggi, in un tempo in cui tornano inquietanti eco di guerra, il messaggio di coraggio, conoscenza e pace.


Alla BMT di Napoli, il fascino antico del Mediterraneo

Dalle rotte dell’Età del Bronzo al turismo culturale europeo: il Mediterraneo antico incontra quello contemporaneo. Appuntamento il 13 marzo, alle ore 12.00, nella Sala Nettuno della BMT di Napoli. L’evento rappresenta un momento di riflessione e di progettualità sul ruolo che il Mediterraneo continua a svolgere oggi, non solo come spazio geografico ma come ponte culturale tra popoli, territori ed economie. A moderare l’incontro il direttore del VG21 Gianni Ambrosino, mentre l’introduzione sarà affidata a Anna Russolillo, fondatrice e presidente dell’Itinerario turistico culturale “Le Rotte del Mediterraneo nell’Età del Bronzo”. Previsti interventi di studiosi, amministratori e operatori del settore turistico. L’iniziativa anticipa il programma del primo convegno nazionale dedicato alle Rotte del Bronzo, che si terrà dal 22 aprile nei Campi Flegrei. 

Il consigliere della Città Metropolitana di Napoli, Vincenzo Cirillo, illustrerà il ruolo dell’area metropolitana partenopea all’interno dell’itinerario turistico culturale legato alle rotte dell’Età del Bronzo.

Michele Assante del Leccese, delegato alla cultura di Procida e Vivara, insieme a Francesca Diana, racconterà come queste isole rappresentino alcuni dei primi nodi storici delle rotte mediterranee.

L’archeologo Pierfrancesco Talamo offrirà una riflessione sull’interesse scientifico contemporaneo per le rotte dell’Età del Bronzo, mentre l’archeologa Anna Abbate illustrerà i principali siti costieri campani che testimoniano la fitta rete di scambi che già oltre tremila anni fa collegava le comunità del Mediterraneo. Il presidente di AIS Campania, Tommaso Luongo, parlerà delle origini della viticoltura mediterranea e del legame tra la vite e le rotte commerciali preistoriche. Ciro Di Fiore analizzerà invece il ruolo del vino nella tradizione letteraria antica, con un focus sul mondo narrato da Omero.

Annapia Ferrara dell’Università di Pisa discuterà il ruolo degli itinerari culturali nello sviluppo territoriale europeo, mentre la professoressa Anna Ruggiero approfondirà le opportunità offerte dalla finanza e dal crowdfunding per sostenere progetti di turismo culturale.

L’incontro si concluderà con una degustazione di vini curata da AIS Campania, accompagnata dai dolci del laboratorio artigianale Blamangieri.

lunedì 9 marzo 2026

Venerdì 20 marzo CAM MUSEUM: RITUALI CONTEMPORANEI mostra internazionale, concerto di Ivan Granatino e performances di Peppe Lanzetta, Ebbanesis, Mikael G, CAM QUARTET

Il 20 marzo, dalle ore 21.30, il CAM Museum apre le sue porte a “Rituali Contemporanei”, un evento che celebra la forza dell’arte come linguaggio universale e strumento di riflessione tra ritualità secolari e conflittualità contemporanee. Pensata prima dello scoppio degli ultimi scontri in Iran e in tutto il Medio Oriente, la mostra, a cura di Alma Idrizi, riunisce le opere di 45 artisti provenienti da diverse parti del mondo quale segno di unione tra i popoli, ribadendo attraverso l'arte e la musica un messaggio di pace.

Antonio Manfredi, direttore del CAM, sottolinea l'impegno del museo nel sensibilizzare le coscienze denunciando gli orrori della guerra e superando le barriere fisiche e culturali: “ Il CAM si è sempre contraddistinto per la sua interdisciplinarietà e per l'internazionalizzazione ma soprattutto per l'attenzione agli eventi dell'attualità. Sono nate così mostre a sostegno di oppressi e di popoli invasi, i loro artisti ci hanno inviato le proprie opere per far sentire una voce troppo spesso ignorata. Abbiamo raccolto una collezione imponente che testimonia quanto il panorama creativo sia estremamente eterogeneo. Il nostro compito, e quello della cultura tutta, è quello di scuotere gli animi, di abbattere gli steriotipi e cercare di ampliare lo sguardo sulla realtà. Veicoliamo tale messaggio attraverso l'arte e questo evento ci parla ancora una volta di unità, di confronto e di dialogo tra culture.”

Il percorso espositivo al museo di Casoria intreccia infatti visioni e sensibilità differenti. Pittura, scultura, installazioni, fotografia e performance dialogano tra loro in un racconto corale che esplora i rituali del nostro tempo, mettendo in luce le trasformazioni e le crisi della società contemporanea.

Le opere si fondono con la musica dell’artista Ivan Granatino, con la direzione musicale di Stella Manfredi e Luigi Castiello, creando un’esperienza immersiva in cui suoni e immagini si intrecciano per amplificare emozioni e significati. Un viaggio multisensoriale che utilizza i diversi linguaggi dell’arte per raggiungere un messaggio universale: in un’epoca complessa e in continuo cambiamento, l’arte può e deve mantenere il suo ruolo di denuncia, stimolando consapevolezza e dialogo.

Il percorso artistico sarà arricchito dalla partecipazione di numerosi ospiti speciali, in un alternarsi di teatro e musica Accompagneranno il pubblico in una serata intensa e coinvolgente: il carisma e la profondità di Peppe Lanzetta, l’originalità musicale di Ebbanesis, le sonorità contemporanee di Mikael G e l’eleganza dei CAM QUARTET.

“Rituali Contemporanei” non è solo una mostra, ma un’esperienza collettiva: un incontro tra artisti, pubblico e territorio, dove l’arte diventa rito condiviso, spazio di confronto e strumento di trasformazione culturale.

La serata si concluderà con un dj set presso l’EXIT, il Concept Bar del CAM.



Ingresso con contributo associativo

Prenotazioni obbligatoria: https://casoriacontemporaryartmuseum.com/it/prenotazioni/


Info: +39 3332972239



ARTISTI IN MOSTRA:

Jalal Alwan (Regno Unito) - Ahmed Atef Gaafary (Egitto) - Khalid Alshatti (Kuwait) - Omar Alrashid Alhosani (Bahrain) - Tarek Basha (Egitto) – Bahaiden (Germania) - Andjelija Brankovic (Serbia) - Fabio Massimo Caruso (Italia) - Irina Cernjavski Santric (Serbia) - Monika Dimitrova (Bulgaria) - Tasneem Elmeshad (Egitto) - Khalid El Bekay (Marocco) - Sher Ifa Farghal (Egitto) - Zainab Foda (Egitto) - Yasser Gaessa (Egitto) - Aleksandra Gedeon (Serbia) - Zieyad Ghazi (Iraq) - Taher Hamouda (Egitto) - Zaman Jassim (Arabia Saudita) - Moataz Kamal (Egitto) - Bassam Kyrillos (Libano) - Miroslava Ledo (Venezuela) - Manuela Mandic (Croazia) - Kinda Marouf (Egitto) - Siham Mansour (Arabia Saudita) - Jo Ann Morning (Stati Uniti) - Ali Nabeel (Iraq) - Nahar Marzooq (Arabia Saudita) - Katarina Novakovic (Serbia) - Ahmed Osman (Egitto) - Natasa Petejcuk (Montenegro) - Sergei Pietila (Finlandia) - Mehrnoush Pishroyan (Iran) - Carmen Poenaru (Romania) - Mimoza Rraci (Kosovo) - Ahmed Sakr (Egitto) - Dina Sabri (Egitto) - Gehan Saude (Egitto) - Rasha Soliman (Egitto) - Brian Testa (Stati Uniti) - Naheed Turkestani (Arabia Saudita) - Jafer Taouri (Svezia) - Mirsada Vejselaj (Germania) - Kadri Wassilla (Algeria) - Yip Yew Chong (Singapore)



IVAN GRANATINO

Nasce a Caserta nel 1984 e fin da piccolo inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica grazie al padre, interprete di musica classica napoletana, che gli trasmette quella che è diventata poi una grande passione che si orienta sempre di più verso il rock e l'hip hop, tanto da intraprendere un percorso artistico personale che lo porta a creare un crossover tra questi due generi musicali. Ivan Granatino collabora con grandi artisti del panorama italiano come Clementino, Club Dogo, Luchè, Gué Pequeno, Gigi D'Alessio, Franco Ricciardi e D-Ross. Nel 2014 il grande palcoscenico di Rai Due di The Voice of Italy offre al giovane rapper la possibilità di farsi conoscere dal grande pubblico e farsi apprezzare dalla giuria, infatti dopo aver superato l'audizione al buio sceglie J-Ax come coach nella sua avventura. Dopo l'esperienza tv, Ivan esce con il singolo "Pare mo," pubblicato nel 2015. A maggio 2017 pubblica l'album "Ingranaggi". Diversi brani di Ivan sono stati utilizzati come colonne sonore di film e serie tv: "Gomorra 4" e "Gomorra 5 - l'ultima serie" "Reality" di Matteo Garrone, il corto presentato alla 75esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia "La Gita" , l'ultimo film di Claudia Gerini, "Mancino Naturale". Anche attore nei film dei Manetti Bros "Song e Napule" e "Ammore e mala vita" e "L'oro di Scampia" di Marco Pontecorvo con Giuseppe Fiorello.


PEPPE LANZETTA

Napoletano classe ’56, debutta sulla scena nel 1983 con Napoletano pentito. Autore e interprete di numerosi spettacoli teatrali, ha vinto con Malaluna il premio Olimpici del teatro 2004. Attore e autore anche per cinema e televisione, ha lavorato con registi come Piscicelli, Tornatore, Cavani, De Crescenzo, Loy, Martone, Asia Argento, Scimeca, Abel Ferrara. Ha pubblicato libri di racconti, ballate, romanzi, tra cui Figli di un Bronx minore, Incendiami la vita e Giugno Picasso (premio Domenico Rea 2006). Le ultime opere di Peppe Lanzetta InferNapoli (Garzanti) 2011,Pane e peperoni. Ad est dell’equatore, 2012 e Sognando l’Avana. Cento Autori, 2013, Il cavallo di ritorno 2014, L’isola delle femmine 2015.



LE EBBANESIS

Duo napoletano formato nel 2017 da Viviana Cangiano e Serena Pisa. Nate sul web con reinterpretazioni in chiave moderna del repertorio partenopeo, raggiungono rapidamente grande popolarità social. Dopo il tour SerenVivity in Italia e all’estero, pubblicano gli album Serenvivity (2018) e Transleit (2020), quest’ultimo dedicato a celebri brani tradotti in napoletano, tra cui Bohemian Rhapsody dei Queen. Hanno preso parte al film Qui rido io di Mario Martone, collaborato con Massimo Ranieri e con Mario Tronco in una versione napoletana del Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart, affermandosi come realtà originale tra tradizione e innovazione.



MIKAEL G

Musicista, polistrumentista, autore e compositore originario di Napoli. È riconosciuto per la sua versatilità artistica e la capacità di fondere elementi melodici con ritmiche moderne, costruendo un’identità sonora personale che lo distingue nel panorama italiano. Nel corso della sua carriera ha pubblicato diversi singoli e brani apprezzati dal pubblico (tra cui Ho visto Maradona, Sarò con Te e Conquista la Vittoria), consolidando la sua reputazione sia come interprete sia come talento creativo nella scrittura e negli arrangiamenti musicali. La sua collaborazione con artisti di rilievo include anche il contributo al nuovo singolo di Ivan Granatino, dove ha partecipato alla realizzazione del brano tramite composizione, arrangiamento o performance, confermando ancora una volta la sua dimensione professionale e il suo ruolo attivo nelle produzioni più attuali.

CAM QUARTET

Il Cam Quartet è il quartetto d’archi stabile del CAM Museum, formatosi nel 2018. Il gruppo è composto da Pasquale Termini, Nico Giordano, Antonella De Chiara e Stella Manfredi. Nel corso degli anni hanno collaborato con artisti della scena nazionale e internazionale come Lucky Salvadori, Scott Siskynd,La Maschera, Tommaso Primo, Franco Ricciardi, Vesuviano, Ivan Granatino, Andrea Tartaglia, Gabriele Esposito e molti altri protagonisti del panorama musicale contemporaneo. Nel loro percorso artistico hanno ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Massimo Troisi e il Global Shell 2020.

PROGETTI SCUOLA ABC - A SPASSO CON ABC A VITERBO - PERCORSI NEL MITO TRA FIABE E LEGGENDE CON LO SCRITTORE GIOVANNI NUCCI E L'ATTRICE CLAUDIA POTENZA

Terzo appuntamento per A SPASSO CON ABC - UN ALTRO SGUARDO, a VITERBO - PERCORSI NEL MITO TRA FIABE E LEGGENDE.

Dopo Roma sulle tracce del Caravaggio e la visita a Sabaudia, prosegue il percorso di A spasso con ABC – Un altro Sguardo, nell’ambito dei Progetti Scuola ABC, nati per dare un supporto alla classe docente e per avvicinare e far confrontare le ragazze e i ragazzi, su temi e questioni importanti della storia o della società.

Questi progetti propongono un approccio diverso per riflettere sul nostro presente e sul nostro passato attraverso il cinema e l’audiovisivo con Cinema, Storia & Società, per guardare con un altro sguardo i luoghi e i beni culturali con A Spasso con ABC, e per comprendere il valore delle parole e sostenere la crescita emotiva con Il senso delle parole. I Progetti Scuola ABC sono esperienze vive e coinvolgenti, con nuove attività e momenti di confronto tra studenti e persone esperte, artisti e protagonisti del mondo della Cultura.

A Spasso con ABC si prefigge di scoprire e far conoscere la magia di alcuni luoghi speciali: una passeggiata tra i luoghi della storia, dell’arte e della bellezza accompagnati da figure guida - scrittori, storici, attori, performer, registi - narratori di suggestioni e poetiche per uno sguardo diverso, impressionistico e concettuale, per leggere il passato e la realtà in modo più acuto, profondo, intelligente.

I luoghi scelti diventano il filo conduttore che consente agli studenti di visitare e partecipare a diverse attività, in un nuovo e inconsueto racconto di un’esperienza sul territorio, per riscoprire contesti conosciuti e coglierne lo spirito profondo e nascosto.

 

 

Nel terzo appuntamento, venerdì 6 marzo, i ragazzi e le ragazze delle scuole di Roma e del Lazio hanno fatto tappa a Viterbo, tra storia, cultura e mito.

 

Sono stati accolti nella Piazza del Comune da Giovanna Pugliese, Coordinatrice dei Progetti Scuola ABC, Rosanna Giliberto, Assessora alle politiche sociali e educazione e da Giancarlo Martinengo, Assessore all’ambiente del Comune di Viterbo.

 

Hanno avuto l’opportunità di visitare le prestigiose sale del Palazzo Comunale e hanno passeggiato nel centro storico di Viterbo accompagnati dai racconti incentrati su miti e leggende di Giovanni Nucci, scrittore, saggista e autore di narrativa per ragazzi e dagli interventi e dalle letture dell’attrice Claudia Potenza.

 

Hanno raggiunto poi i luoghi più significativi della città, come la Piazza Plebiscito con il Palazzo dei Priori (Palazzo Comunale), la Chiesa di Sant'Angelo in Spatha con il Sarcofago della Bella Galiana e la Cattedrale di San Lorenzo con il Palazzo dei Papi (Palazzo del Conclave).

 

Tappa poi al quartiere medievale di San Pellegrino, considerato il borgo medievale più vasto e meglio conservato d’Europa. Tra gli elementi di maggiore interesse: la Chiesa di San Pellegrino, il Palazzo degli Alessandri, la Casa Poscia con il suo tipico profferlo, oltre alle caratteristiche case-torri e case a ponte.

 

A seguire, i ragazzi e le ragazze hanno visitato Sant’Angelo “Il paese delle fiabe”, frazione di Viterbo conosciuta per un interessante progetto di riqualificazione urbana che ha trasformato le facciate delle case in tele per murales giganti dedicati al mondo della fantasia. Tra le opere più conosciute: Alice nel Paese delle Meraviglie, Il Piccolo Principe, Pinocchio, Peter Pan e Hänsel e Gretel. Alcuni lavori sono dedicati alle Fiabe della Tuscia e alle leggende legate al territorio viterbese.

 

I Progetti Scuola ABC sono promossi dall’Assessorato Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica della Regione Lazio nell’ambito del PR FSE+ Lazio 2021-2027 con l’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale attraverso Zètema Progetto Cultura e con il sostegno di Roma Lazio Film Commission.

Per maggiori informazioni:

https://www.progettoabc.it/
https://www.facebook.com/ProgettoABC
https://www.instagram.com/progetto_abc/

Aquileia ospita la IX edizione de “Le Donne nell’Arte del Flambé”: in gara anche professioniste e squadre di istituti della Campania.

Sarà Aquileia, città Patrimonio dell’Umanità UNESCO, a fare da cornice il 10 e 11 marzo 2026 alla IX edizione de “Le Donne nell’Arte del Flambé Maria Luisa Speri Challenge”, manifestazione internazionale dedicata alla valorizzazione del ruolo professionale delle donne nell’alta accoglienza e nella ristorazione d’eccellenza. L’evento, ideato e curato da Giacomo Rubini e Antonio Boemo, è organizzato da AMIRA Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi e si svolgerà presso l’Hotel Ai Patriarchi di Aquileia. Al centro della manifestazione una competizione professionale che esalta l’arte del flambé come espressione di tecnica, eleganza e leadership, interpretata da Maître professioniste e da allieve di scuole e istituti alberghieri del settore. Nata a Grado, la manifestazione si trasferisce quest’anno ad Aquileia a causa dei lavori di ristrutturazione in corso al Grand Hotel Astoria, storica sede dell’evento. Per due giornate la città friulana diventerà punto di riferimento regionale, nazionale ed europeo per un’iniziativa che promuove la figura della Maître d’Hotel e il contributo femminile nella cultura dell’ospitalità di alto livello. Di particolare rilievo per la Campania è la partecipazione della squadra di studentesse di Istitutì Alberghieri e professioniste. Resa possibile grazie all’impegno del Vice Presidente Vicario Nazionale AMIRA Antonio Rotondaro, coadiuvato dai fiduciari Dario Duro e Giovanni Calembo e dal suo vice Michele Girardi. Un lavoro di squadra che ha permesso alle giovani allieve di prendere parte a un contesto di respiro internazionale, offrendo loro un’importante occasione di crescita professionale e confronto con realtà provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero. L’evento potrà contare sul supporto del Presidente Nazionale AMIRA Claudio Recchia, della Giunta Esecutiva, del Cancelliere dell’Ordine dei Grandi Maestri della Ristorazione Diodato Buonora, del delegato regionale FVG Nunzio Buglione, dei fiduciari Egidiu Gherghel e Maurizio Dall’Osto, dei soci dell’associazione e del Presidente di Solidus Valerio Beltrami. La manifestazione è patrocinata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, da PromoTurismoFVG, dal Comune di Aquileia, dalla Fondazione Aquileia e da BCC Venezia Giulia. È prevista la partecipazione di professioniste e allieve provenienti dall’Italia e dall’estero, con diffusione in diretta streaming, a testimonianza della crescente attenzione verso un’iniziativa che unisce formazione, talento e valorizzazione del ruolo femminile nella ristorazione di alta gamma. Per la Regione Campania, si tratta di un’occasione prestigiosa che conferma la qualità della formazione alberghiera del territorio e l’impegno concreto nel promuovere le nuove generazioni di professioniste dell’ospitalità.



AL VIA LE RIPRESE DI "UN'AMICIZIA SPERICOLATA", OPERA PRIMA DI GIACOMO MAZZARIOL



Sono iniziate a Bologna le riprese di Un’Amicizia Spericolata debutto alla regia di Giacomo Mazzariol, noto per la scrittura del fortunato romanzo “Mio fratello rincorre i dinosauri”.

 

L’opera è prodotta da Cine1 Italia con Rai Cinema e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, attraverso Emilia-Romagna Film Commission.

 

E’ un coming of age che racconta l’amicizia tra Nicole, nata con una paralisi cerebrale ma alla ricerca di indipendenza, e Marta, che nonostante la sua apparente intraprendenza, deve ancora imparare a farcela da sola.

 

Il film, che è un inno "Indie-Punk" alla generazione Z, tra precarietà abitativa, esami universitari e la voglia di conquistare una città che sembra respingerti, si ispira alla vera storia dell'attivista Elena Rasia ed è sceneggiato dallo stesso regista con Stefano Cipani e Silvana Tamma.

 

Nel cast Nicole BellisarioAurora Giovinazzo (Diamanti, Nuovo Olimpo, Freaks Out), Milena Mancini (Diamanti, Mia e la Terra dell’abbastanza) Giorgio Montanini (I Predatori, Per te, Nonostante) Chiara Iezzi (Componente del duo musicale pop Paola&Chiara).

Nicole ha una paralisi cerebrale, una famiglia che la ama in modo soffocante e un sogno: diventare una speaker radiofonica. Vive in provincia, dove le sue giornate sono scandite da lezioni online e dal controllo ossessivo dei genitori adottivi, Milena e Giorgio, che gestiscono un negozio di alimentari. Tutto cambia quando Nicole scappa a Bologna per dare un esame in presenza. Qui si scontra con Marta, una studentessa fuori corso, incasinata e costantemente al verde, che rischia lo sfratto. Tra le due nasce un patto di convenienza che puzza di truffa: Nicole vuole vivere da sola a Bologna, Marta ha bisogno di soldi. Marta si inventa così un inesistente "programma universitario di inclusione" per farsi assumere come caregiver professionista dai genitori di Nicole. Inizia una convivenza spericolata in un appartamento disordinato che diventa il loro regno. Tra feste universitarie, sex toys, amori disastrosi e l'attivismo politico nel collettivo studentesco guidato da Luca, Nicole scopre la propria voce. Ma le bugie hanno le gambe corte: quando la verità viene a galla e lo sfratto diventa esecutivo, le due ragazze dovranno smettere di scappare e affrontare le loro responsabilità.

Il film, che si distingue per un approccio produttivo etico e innovativo con soluzioni come Set Accessibile e Disability Management, uscirà in sala distribuito da White Lion Media.

Io sto con ETS 

Si ringrazia l’associazione Io sto con ETS e i suoi volontari per la collaborazione, il supporto logistico e l’accompagnamento sociale fornito.