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sabato 7 marzo 2026

Coremare a Torre del Greco esalta l'eccelenza della materia prima a metro 0 abbinandola ai migliori vini italiani ed esteri nelle serate a tema Essenza



"Il mare chiaro, un po' pigro, un po' minaccioso sale e ridiscende dalle rocce di basalto, lisce e scavate dai piedi nudi dei pescatori che vi sono saliti per millenni", scriveva Felix Hartlaub, intellettuale tedesco, a proposito del porto di Torre del Greco e dei suoi lavoratori infaticabili e instancabili.



Il ristorante Coremare, immerso nella marina di Torre del Greco, rappresenta l'evoluzione naturale di una pescheria storica, una di quelle portate avanti con sacrificio e impegno dai personaggi descritti dalla penna dell'autore prima citato. 



Coremare non è solo un ristorante, ma un vero e proprio manifesto di eccellenza ittica. 

Il progetto affonda le radici negli oltre trent'anni di competenza di Vincenzo Izzo, patron della storica Pescheria Don Do, riferimento indiscusso per il pescato locale di qualità superiore.



Da questa eredità prende vita un locale dove il mare dettare le regole: la cucina sorge letteralmente all'interno della pescheria, selezionando ogni giorno solo il meglio del pescato fresco, nel rispetto delle stagioni e di una rete consolidata di fornitori affidabili. 



I frutti di mare vengono stabulati con cadenza regolare, trasformando il pesce da ingrediente a elemento fondante, trattato con la massima cura.



Lo chef Gennaro Vicchiarella orchestra questa sinfonia con precisione chirurgica. La rimozione controllata della pelle – tecnica nota come skinning – prepara il pesce a una maturazione ottimale nella cella Stagionello, che garantisce uniformità, sicurezza igienica e un'esaltazione naturale dei sapori. 



Una volta pervenuto al picco di espressione, il prodotto incontra la fiamma del Josper, il rinomato forno a brace adottato dalle migliori bracerie mondiali: una cottura intensa che preserva texture, umori e identità originaria, infondendo aromi di mare e fuoco. 



Non manca un omaggio alla modernità: il banco sushi, curato da uno chef specializzato, unisce la purezza del taglio giapponese alla freschezza del pescato locale a metro zero, dando vita a nigiri, sashimi e uramaki che dialogano con la cucina campana vesuviana. 



A completare il quadro, la Semolella, pane identitario di Torre del Greco a base di semola e mangiato come street food con le alici, è quell'alimento povero che funge da ponte tra memoria storica e abbinamenti contemporanei, offerto ai partecipanti della presentazione letteraria dell'ultimo libro di Luciano Pignataro a febbraio 2026, nell'aperitivo a margine dell'incontro.



Con cadenza mensile o bisettimanale, Coremare ospita invece "Essenza, vini, bollicine e mare in equilibri", degustazione ideata per sposare le creazioni di Vicchiarella a etichette bendate – letteralmente avvolte in carta stagnola – svelate solo dopo ogni portata dal sommelier Raffaele Sullo. 



Il 4 marzo 2026, accolti dal direttore Mario Petrucci, abbiamo vissuto un percorso memorabile.



Lo starter di cruditè – gambero gobbetto, ostrica selezione Coremare, carpaccio di cefalo, tartufi di mare e gambero viola – è stato abbinato al Domaine Oinea Lune Noir 2021 (100% Xinomavro), bollicina da Amynteo, Grecia: una bolla mediterranea d'alta quota, che inizialmente evocava suggestioni slovene nel test quiz per i commensali.



L'antipasto di carciofo ripieno – muna ammarella farcita con tonno rosso, mazzancolle, pancetta, formaggio e capperi – ha armonizzato sapori marini e terrestri alla perfezione con il Domaine des Ardoisières Argile Blanc 2024 (40% Jacquère, 40% Chardonnay, 20% Mondeuse Blanche), bianco francese della Savoia di grande equilibrio.



Gli uramaki Coremare, vari e saporiti, hanno trovato compimento nell'Albamar Albariño 2024 (100% Albariño) da Rías Baixas, Spagna: pairing impeccabile di freschezza e mineralità.



Il primo piatto, linguine con tartufi di mare e asparagi vesuviani del giorno, mantecate con Provolone del Monaco DOP, ha unito il vulcano campano e i Monti Lattari al palato, esaltato dal Colombera Il Montino 2023 (100% Timorasso), Piemonte.



L'ombrina alla brace con bietole rosse ha superato le attese, grazie a una cottura josper magistrale, accompagnata dal Villa Dora Vigna del Vulcano 2018 (blend Caprettone e Falanghina del Vesuvio).



Il dessert, zeppole di San Giuseppe fatte in casa, ha cesellato un viaggio sensoriale cullato dal mare, riecheggiando il nome del locale – il cui logo evoca la brace spagnola nelle lettere E e M – e il suo ethos identitario.



Al via il festival "Pignatelli in jazz" nelle quattro domeniche di marzo: si parte con un tributo a Lucio Dalla


Pignatelli in Jazz, promossa dalla Fondazione F.M.Napolitano presieduta dal prof. Sergio Sciarelli, rassegna giunta all’ottava edizione sotto la storica direzione artistica di Emilia Zamuner, trasformerà le domeniche di marzo in un viaggio tra le note del grande jazz, quest’anno con un’impronta unica e significativa tutta al femminile. L’edizione 2026 si tinge di rosa: la scelta della direttrice artistica Emilia Zamuner quella di celebrare il talento delle donne nel jazz.

Il festival prenderà il via domenica 8 marzo, una data non casuale, per proseguire ogni domenica del mese, e quindi il 15, 22 e 29 marzo, con una programmazione che vede protagoniste assolute alcune delle voci e delle strumentiste più interessanti della scena internazionale e nazionale.

Tutti i concerti avranno luogo a Villa Pignatelli (Riviera di Chiaia) a Napoli alle ore 11:30, ecco il calendario:

8 Marzo: Emilia Zamuner Quartet – "Omaggio a Lucio Dalla"

Il festival si apre con la voce di Emilia Zamuner (voce e piano) alla guida di un quartetto d’eccezione con Enrico Valanzuolo alla tromba, Andre Ferreira al contrabbasso e Massimo Del Pezzo alla batteria. Un tributo intimo e vibrante alla genialità di Dalla.

15 Marzo: Lauren Henderson & Elio Coppola Trio

Dagli Stati Uniti arriva la raffinatezza di Lauren Henderson. La sua voce scura e avvolgente, capace di mescolare radici latine e jazz classico, incontrerà il ritmo travolgente del trio guidato dal batterista Elio Coppola.

22 Marzo: Faraualla

Un’esperienza polifonica unica. Le Faraualla porteranno a Villa Pignatelli il loro mix ipnotico di vocalità ancestrale, ricerca antropologica e jazz, in un viaggio sonoro che attraversa il Mediterraneo.

29 Marzo: Daniela Spalletta & Stefania Tallini

Il gran finale è affidato a un duo d'eccellenza: l'incredibile agilità vocale di Daniela Spalletta incontra il pianismo raffinato e compositivo di Stefania Tallini. Un incontro tra due fuoriclasse per chiudere in bellezza la rassegna.

Tutti i concerti, come da tradizione, saranno aperti dai giovani talenti — studenti ed ex allievi — del Conservatorio "G. Martucci" di Salerno, confermando l'impegno della rassegna nel sostenere le nuove generazioni, a cui seguirà un breve momento dedicato a consigli di lettura a cura della casa editrice Polidoro Editore. Un’inedita sinergia culturale che testimonia, ancora una volta, le eccellenze campane in ambito artistico.

"Quest'anno ho voluto che Pignatelli in Jazz fosse un palcoscenico interamente dedicato alle donne - dichiara Emilia Zamuner- e iniziare l'8 marzo con un programma di sole soliste è un modo per sottolineare la forza, la sensibilità e l'immensa professionalità che le musiciste portano nel mondo del jazz. Sarà un mese di grande musica in una cornice, quella del Museo Pignatelli, che non smette mai di incantare”.

MENARINI: SEMPRE PIU’ IN ALTO, SEMPRE PIU’ “ROSA”. SU 17.800 DIPENDENTI IL 50,7% E' DONNA

Nel pomeriggio di venerdì 6 marzo, nella sede della Camera di Commercio di Firenze il Gruppo Menarini ha presentato alla stampa i dati del 2025. I numeri, che hanno confermato una ulteriore crescita rispetto al 2024 sono stati presentati e commentati da Lucia Aleotti, azionista e membro del Board di Menarini e dalla CEO Elcin Barker Ergun, che ha fatto un focus su innovazione, ricerca e nuove frontiere.

Il Gruppo Menarini quest’anno compie 140 anni. Fu fondato  nel 1886 a Napoli con il nome di "Farmacia Internazionale" per poi trasferirsi a Firenze nel 1915. Oggi Menarini è presente in 140 Paesi nel mondo e, attraverso le proprie aziende, ha una presenza geografica dall’Europa all’Asia, dall’Africa e il Medio Oriente, fino ad arrivare in Centro America e gli Stati Uniti, ma il “cuore” dell’azienda resta in Italia, sempre a Firenze. Nel 2025 il Gruppo è arrivato a 4,887 miliardi di euro di fatturato con una crescita del 6,2% rispetto al 2024, con un Ebitda tra 440 e 470 milioni di euro.  I dipendenti sono 17800 di cui il 50,7% donne.


I numeri dimostrano l’avvenuto sorpasso della componente femminile nei confronti di quella maschile e questo è il commento di Lucia Aleotti: “Nel 2025 le donne hanno superato gli uomini;  se oggi sono il 50, 7% non è perché sono entrate con le quote rosa ma semplicemente  perché sono brave”. E  ha aggiunto: “Il nostro intento è avere nella nostra azienda le persone migliori, così come diceva mio padre, che ci raccomandava di circondarci delle risorse migliori perché ci avrebbero fatto luce, non ombra. Per questo, solo chi merita entra in azienda”.  

La Dottoressa Aleotti ha anche sottolineato anche l’investimento in ricerca e sviluppo nel 2025 per 540 milioni rispetto ai 500 del 2024, e in tecnologie digitali  per 120 milioni di euro. Inoltre, nel ringraziare tutti coloro i quali hanno permesso di raggiungere questi risultati, ha ribadito una delle peculiarità del Gruppo che è la crescita ottenuta da autofinanziamento, con totale reinvestimento degli utili.



15 marzo, “Virtuosi in scena” al Teatro Di Costanzo Mattiello


Domenica 15 marzo 2026, alle ore 20
, il Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei ospiterà “Virtuosi in Scena”, un concerto che vedrà protagonisti alcuni dei solisti dell’Accademia Artemus insieme alla nostra Orchestra, diretta dal M° Alfonso Todisco.


Si esibiranno al pianoforte i maestri Teresa Desiderio, Lorena Oliva e Sabina Sasco; alla chitarra Pierpaolo Russo; e, per la parte vocale, il tenore Ciro Maddaluno e il soprano Augusta Mistico.

Il programma proporrà un affascinante viaggio musicale tra epoche e stili diversi, dal Barocco fino ai giorni nostri.

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.
Non è prevista alcuna prenotazione.

L’accesso al teatro sarà consentito a partire dalle ore 19:30.

Banca del Vino, Marzo a Cantine Astroni: due grandi donne del vino



Marzo è il mese dedicato alle donne, e a Cantine Astroni siamo felici di celebrarlo ospitando due protagoniste straordinarie del vino italiano.

In collaborazione con La Banca del Vino a Napoli, Cantine Astroni organizza a due serate di degustazione dedicate a territori, storie e grandi vini raccontati direttamente da chi li produce.

 

Martedì 10 marzo – ore 20:30

Marinella Camerani – Corte Sant’Alda

Una delle voci più autorevoli della Valpolicella ci guiderà in una degustazione speciale:
    •    Valpolicella Cà Fiui 2022
    •    Valpolicella Superiore Ripasso Campi Magri 2020
    •    Valpolicella Superiore Mithas 2018
    •    Verticale Amarone della Valpolicella Valmezzane
(2017 – 2016 – 2015 – 2010)

 

Mercoledì 25 marzo – ore 20:30

Elisabetta Dalzocchio – Cantina Dalzocchio

Un viaggio tra sei annate di Pinot Nero di montagna:
    •    2021
    •    2019
    •    2018 Riserva
    •    2016
    •    2011
    •    2010

 

Promo speciale – Pacchetto due serate
    •    €80 intero (invece di €90)
    •    €70 soci Slow Food e Sommelier
    •    €60 soci Banca del Vino

 

Ticket singola serata
    •    €45 intero
    •    €40 soci Slow Food e associazioni sommelier
    •    €35 soci Banca del Vino

 

Calici Bormioli in sala
Servizio a cura dei Sommelier FISAR

 

Primo piatto : Genovese 

 

Prenotazione tramite bonifico:

Associazione Culturale Megales Hellas
IBAN: IT73E0329601601000067554229

 

Info:slowinecampania@gmail.com - Referente Alessandro Marra

 

Posti limitati

 

A Cantine Astroni per due serate di vino, racconti e grandi territori




 

Seminare… il proprio futuro: i detenuti di Aversa diventano operatori agricoli



Conclusi con gli esami finali i due percorsi promossi dall’Università Popolare di Caserta: il riscatto passa per la formazione professionale mirata al reinserimento sociale. Attestati regionali per chi ha coltivato fragole e imparato a confezionarle per la vendita a Km 0


Da detenuti a operatori agricoli. E ad addetti al confezionamento. È il percorso formativo che l’Università Popolare di Caserta e la Casa di reclusione di Aversa hanno portato avanti con successo in questi mesi e che si è concluso con gli esami finali e la consegna degli attestati di formazione professionale rilasciati dalla Regione Campania nelle scorse ore.

Non è il primo risultato dell’ente casertano nel sistema penitenziario. Qualche settimana fa un’altra storia di riscatto ha visto insieme l’Università Popolare di Caserta e il Carcere militare giudiziario di Santa Maria Capua Vetere “Caserma Ezio Andolfato”, unico istituto di questo tipo attivo in Italia dal 2005: venti detenuti hanno difatti conseguito la qualifica di manutentore del verde. Quello di Aversa è dunque un nuovo capitolo, scritto con la stessa coerenza e determinazione, che conferma la vocazione dell’ente a portare la formazione professionale là dove può fare la differenza più concreta.

“L’Università Popolare di Caserta è stata tra le prime in Italia a credere nell’importanza di portare la formazione professionale all’interno delle strutture penitenziarie”, racconta Nicola Troisi, alla guida dell’ente casertano. “Crediamo che il reinserimento in società passi obbligatoriamente per un’alternativa concreta. Fornire competenze spendibili è uno dei modi che abbiamo per perseguire questo obiettivo: trasformare la detenzione in una reale occasione di riscatto e ridurre il rischio di recidiva”.

I due corsi – Operatore Agricolo e Addetto al Confezionamento dei prodotti alimentari – sono stati condotti all’interno della struttura penitenziaria dai docenti Nicola Duffreducci e Angelo Miranda, che con spirito di abnegazione hanno coinvolto gli allievi-detenuti in un percorso che unisce competenza tecnica e progetto di vita. Il risultato pratico è la coltivazione di fragole e altri prodotti agricoli nei terreni interni all’istituto, con il successivo confezionamento per la vendita a Km 0 nel territorio di Aversa: una filiera breve, certificata, capace di generare lavoro reale.

Anche la scelta della tipologia di corso non è casuale. Continua Troisi: “Investire in figure come l’operatore agricolo e l’addetto al confezionamento significa guardare a un sistema agroalimentare locale che ha bisogno di professionalità formate e certificate. La filiera corta, il Km 0, la sostenibilità: sono temi che il mercato del lavoro chiede con sempre maggiore urgenza. E noi vogliamo che i nostri allievi siano pronti a rispondere a questa domanda”.

Il percorso è stato reso possibile dalla collaborazione delle istituzioni della Casa di Reclusione di Aversa. A credere fortemente in questa opportunità la direttrice Stella Scialpi, la comandante della Polizia Penitenziaria Francesca Acerra, il dirigente dell’area trattamentale Angelo Russo, la responsabile Anna Bonacci e la direttrice del CPI di Aversa Marisa Schiano, che hanno condiviso la visione e sostenuto il progetto con convinzione.

“Abbiamo trovato ad Aversa, come a Santa Maria Capua Vetere, un’istituzione che ha creduto in questo progetto e un gruppo di persone che lo ha abbracciato con serietà. Il carcere, inteso come luogo di rieducazione e riscatto, può davvero trasformare la pena in un percorso di reinserimento sociale e di riumanizzazione. Siamo certi che continueremo a costruire percorsi simili, di utilità concreta e grande impatto”, conclude Troisi.

venerdì 6 marzo 2026

“Big in Korea” allo Spazio Rossellini l'8 marzo 2026



Il lavoro esplora con ironia e precisione quella soglia dell’esistenza in cui tutto sembra sul punto di accadere ma continua a restare in sospensione: il tempo del “quasi”, in cui il desiderio di cominciare rimanda indefinitamente l’azione.

 Al centro, la relazione tra un giovane e il suo vecchio allenatore di calcio che, da trent’anni, si incontrano ogni domenica su un campo di provincia senza mai iniziare davvero a giocare, coltivando l’idea di un altrove – la Korea – dove anche le seconde partenze sono ancora possibili.

Domenica 8 marzo alle ore 17.00 lo Spazio Rossellini ospita “Big in Korea”, spettacolo firmato dalla compagnia Kronoteatro, con Tommaso Bianco e Maurizio Sguotti, su drammaturgia di Francesco D’Amore e Luciana Maniaci. La produzione, realizzata da Kronoteatro in coproduzione con il Teatro Nazionale di Genova, porta in scena un lavoro che indaga con ironia e delicatezza una condizione esistenziale sospesa: quella del “quasi”, la zona incerta in cui il desiderio di cominciare continua a rimandare il momento dell’azione. Attraverso l’incontro rituale tra un ex allenatore e il suo allievo – due figure che da anni si ritrovano su un campo di provincia senza mai davvero giocare – lo spettacolo riflette sul tempo dell’attesa, sull’ostinazione dei sogni e sull’idea, insieme fragile e tenace, che esista sempre altrove un luogo dove tutto può ancora accadere.

Con questo lavoro Maniaci d’Amore e Kronoteatro esplorano un momento di soglia della vita, quello in cui si è quasi pronti. Quasi pronti a spiccare il volo. Quasi pronti a mollare la presa. Quasi pronti ad entrare nella vita, o a lasciarla. E si chiedono se il territorio del “quasi” possa espandersi all’infinito, fino a coprire tutta la superficie di un’esistenza. Al centro della drammaturgia c’è una relazione sfuggente: quella tra un giovane e il suo vecchio allenatore di calcio. Da trent’anni i due si trovano ogni domenica al campetto del paese. Ma non si allenano. Il loro è un lungo apprendistato teorico aspettando il momento in cui potranno cominciare a giocare. Non è ancora arrivato quel momento, sembra non arrivare mai. In quell’ora di studio il mister e l’allievo favoleggiano insieme del posto in cui andranno un giorno: la Korea. Lì, a quanto pare, è possibile per un vecchio zoppo e un uomo che ha superato i 35 anni essere considerati ancora idonei per iniziare una carriera. Lì saranno, finalmente, grandi.

INFORMAZIONI

Biglietti:
intero online: €14,50 + d.p.
intero botteghino: €15,00
ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12,00

Biglietteria e bar interno, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Biglietti online su Ticketone.

Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70

Spazio Rossellini
Via della Vasca Navale 58 – Roma
Tel. 345 2978091
www.spaziorossellini.it
info@spaziorossellini.it

Sono previste riduzioni, promozioni e agevolazioni