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lunedì 8 giugno 2026

CITTÀ DELLA SCIENZA: LA SALA NEWTON DIVENTA UN HUB MULTIMEDIALE INTEGRATO

È in atto un percorso di potenziamento tecnologico che sta interessando la Sala Newton di Città della Scienza, destinata a diventare - grazie al Progetto Strategico Regionale Manifattur@ Campania: Industria 4.0, finanziato dalla Regione Campania - il Dimostratore Tecnologico Newton 4.0: un hub multimediale avanzato per raccontare, mostrare e rendere sempre più comprensibili le tecnologie 4.0 e le loro applicazioni nei diversi ambiti della società e della ricerca.

La storica Sala Newton di Città della Scienza evolve in Newton 4.0, un dimostratore tecnologico dedicato alla diffusione della cultura dell’innovazione I4.0 e alla valorizzazione delle tecnologie digitali avanzate. Grazie all’integrazione di sistemi multimediali, tecnologie immersive e dispositivi interattivi, Newton 4.0 rappresenterà un ambiente dimostrativo nel quale sarà possibile sperimentare nuove modalità di realizzazione di congressi, eventi, attività formative e iniziative di trasferimento tecnologico, trasformando la partecipazione del pubblico in un’esperienza coinvolgente, interattiva e ad alto contenuto innovativo. 

Grazie al finanziamento della Regione Campania nell'ambito del programma "Manifattur@ Campania: Industria 4.0", la Sala è stata oggetto di un importante intervento di potenziamento tecnologico, con l’installazione di nuovi impianti audio-video di ultima generazione, schermi per proiezioni avanzate, illuminazione intelligente e una regia digitale centralizzata. 

Nei prossimi mesi il progetto si amplierà ulteriormente con una seconda fase, dedicata all’introduzione di tecnologie immersive e dispositivi interattivi per la realtà virtuale e aumentata, rafforzando il ruolo di Città della Scienza e di Napoli come luoghi di riferimento per la sperimentazione e la cultura dell'innovazione. 

www.cittadellascienza.it

Automoto Napoli expo, grande successo con oltre 75mila visitatori nei 4 giorni della Fiera: quasi raddoppiato il pubblico dello scorso anno

Taglio del nastro con il Presidente del Consiglio Regionale Massimiliano Manfredi e 150 rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

Grande successo di pubblico per Automoto Napoli expo con oltre 75 mila visitatori, quasi il 90 per cento in più rispetto allo scorso anno, nei quattro giorni di apertura da giovedi 4 fino a ieri, domenica 7 giugno, alla Mostra d’Oltremare di Napoli.


Anche quest’anno, dunque, nonostante lo spostamento di data da settembre a giugno, la fiera dei motori fra supercar, auto d’epoca e sicurezza stradale più importante d’Italia, organizzata da Luigi Iossa (presidente della Federazione italiana supercar) e Cesare Barra (amministratore di Automoto) in collaborazione con Sabatino De Rosa per il settore auto d’epoca, ha riunito un gran pubblico di appassionati che hanno sfidato il gran caldo del weekend affollando la Mostra d’Oltremare.


La superficie espositiva è stata ampliata quest’anno a 6 padiglioni con un’area esterna di 40.000 mq. Più di 1.000 le auto di eccellenza esposte fra supercar dei marchi più iconici come Ferrari e Lamborghini, nonché moto dalle altissime prestazioni. Il valore complessivo delle auto in esposizione, fra tutti i principali marchi italiani dell’automotive e di concessionari provenienti anche dall’estero, ha superato i 116 milioni di euro.


Il Ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini in videocollegamento ha inviato un messaggio di apprezzamento per l’iniziativa, mentre al taglio del nastro hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale della Campania Massimiliano Manfredi, il consigliere regionale Franco Picarone, l’assessore alla Sicurezza e alla Legalità del Comune di Napoli Antonio De Jesu, i consiglieri comunali Luigi Musto e Annamaria Maisto e il Presidente della Mostra d’Oltremare di Napoli Remo Minopoli. Alla cerimonia di inaugurazione, impreziosita dalla Fanfara dei Carabinieri che ha eseguito l’Inno Nazionale e l’Alzabandiera, hanno partecipato anche il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Pina Castiello, numerose Autorità civili e oltre 150 componenti delle Forze Armate, delle Forze dell’Ordine e dei Corpi dello Stato, presenti alla fiera con i rispettivi gazebo espositivi, fra i quali Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia municipale e Polizia Penitenziaria. Presente anche il deputato di AVS Francesco Borrelli che ha visitato l’expo.

Un’area specifica della fiera, curata da Sabatino De Rosa, è stata dedicata alle autovetture d’epoca. Grande spazio è stato dedicato anche alle attività di prevenzione, educazione e sicurezza stradale, grazie al progetto Col Casco curato da Stefano Silvestro.


I visitatori hanno avuto modo di scoprire tutte le ultime tendenze in tema di design, tecnologia e sostenibilità nel mondo automotive, compresa una supercar presentata in anteprima mondiale e proveniente dalla Germania, presente nello stand del gruppo FDP. Aree specifiche dell’expo sono state dedicate al luxury con orologi di lusso, artigiani di Sartorie di eccellenza, yacht e champagneria.

La direzione artistica dell’evento è stata affidata a Stefano Piacenti. Partner dell’iniziativa: Mixed By Erry dei fratelli Frattasio, che hanno curato l’intrattenimento musicale; We can dance tv con la presenza di Dino Piacenti; Armonia agenzia di comunicazione e Maison per il servizio hostess.

Come lo scorso anno, dopo il ringraziamento ufficiale e sentito da parte degli organizzatori a tutti i concessionari che hanno partecipato all’expo – compresi tutti i principali nazionali e con presenze anche dall’estero - ha avuto luogo la premiazione delle supercar ritenute più belle: il primo premio è stato assegnato ex aequo alla Purosangue Novitech di FDP group e alla Ferrari 12 cilindri di Cuomo Cars. Sul podio anche la Porsche GT3RS del gruppo Piccirillo e la Lamborghini Mucielago del gruppo Ursi. All’interno di Automoto ha avuto luogo anche una tappa speciale del concorso di bellezza Miss Mondo. Main sponsor dell’iniziativa: Caffè espresso.

GIORNATE EUROPEE DELL’ARCHEOLOGIA 202612 – 13 – 14 giugno 2026Parco Archeologico di Ercolano

Il Parco Archeologico di Ercolano aderisce con un ricco programma alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA) 2026, l’iniziativa promossa a livello europeo dall’INRAP – Institut national de recherches archéologiques préventives – sotto l’egida del Ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa, coordinata in Italia dall’Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA).
L’edizione 2026 è dedicata al tema “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”, che pone al centro il processo della ricerca, aprendo al pubblico i luoghi e le pratiche del lavoro archeologico: cantieri, laboratori, magazzini, archivi. Fedele a questo spirito, il Parco Archeologico di Ercolano propone tre giorni di incontri, attività didattiche e divulgative che coniugano rigore scientifico e apertura verso la comunità.

IL CUORE DEL PROGRAMMA: LA GIORNATA DI STUDI A VILLA SORA
«Le Giornate Europee dell’Archeologia rappresentano un’occasione preziosa per condividere con il pubblico non soltanto i risultati della ricerca, ma anche il lavoro quotidiano che rende possibile la conoscenza e la tutela del patrimonio archeologico. Il tema di quest’anno, “Archeologia in corso”, interpreta pienamente la missione del Parco Archeologico di Ercolano: aprire cantieri, laboratori e luoghi della ricerca, mostrando come il passato continui a parlare attraverso nuove scoperte e nuove metodologie di indagine. Dalle attività a Villa Sora alle visite straordinarie agli edifici termali, fino alle iniziative dedicate alla mostra “Dall’uovo alle mele”, abbiamo costruito un programma che mette al centro la partecipazione, la conoscenza e il dialogo con la comunità, rendendo i visitatori protagonisti del processo di scoperta del patrimonio culturale». Dichiara Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.

Venerdì 12 giugno 2026 si tiene l’appuntamento più atteso: una giornata di studi interamente dedicata ai risultati delle indagini archeologiche a Villa Sora (campagna 2025–2026), presso Palazzo Vallelonga, Torre del Greco (NA).
Villa Sora è un’area di straordinaria importanza nell’ambito del sistema insediativo costiero romano nel Golfo di Napoli. Le campagne di scavo recentemente condotte dal Parco Archeologico di Ercolano, in collaborazione con il Packard Humanities Institute (PHI), hanno restituito dati inediti sulla villa d’otium, sulla ripresa della vita dopo l’eruzione del 79 d.C., sulla decorazione musiva e sugli affreschi, aprendo nuovi scenari interpretativi sul paesaggio antico.
La giornata, coordinata scientificamente da Domenico Camardo, Marina Caso e Federica Colaiacomo (Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano), si articola in due sessioni di lavori.
L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Torre del Greco e la Banca di Credito Popolare di Torre del Greco.
Le visite guidate a Villa Sora
Ore 10:30 – 12:45 | 13 e 14 giugno 2026 | Villa Sora, Torre del Greco (NA)
Sabato 13 e domenica 14 giugno, in piena coerenza con il tema delle GEA 2026 “Archeologia in corso”, l’area archeologica di Villa Sora apre eccezionalmente al pubblico con visite guidate a cura del Gruppo Archeologico Vesuviano. A conclusione della giornata di studi di venerdì 12, i visitatori potranno osservare da vicino il cantiere e i risultati delle indagini archeologiche, scoprendo direttamente sul campo i luoghi e le pratiche della ricerca. La partecipazione è su prenotazione: archeotorre@gmail.com – cell. 379 2196736.

Giornate Europee dell’Archeologia 2026: dal 12 al 14 giugno 2026 un weekend alla scoperta dell’archeologia campana

Da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026 torna l’appuntamento con le Giornate Europee dell’Archeologia, la manifestazione promossa a livello europeo dall’Institut national de recherches archéologiques préventives (INRAP), sotto l’egida del Ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa. L’iniziativa, estesa dal 2019 a tutta Europa, è coordinata in Italia dal Ministero della Cultura, per il tramite della Direzione Generale Musei e della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio.

Giunte alla diciassettesima edizione, le Giornate Europee dell’Archeologia sono quest’anno dedicate al tema “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”, un invito ad accompagnare il pubblico all’interno dei processi della ricerca archeologica, nei luoghi della conservazione, dello studio e della valorizzazione del patrimonio culturale. Il tema propone una riflessione sull’archeologia come pratica condivisa, capace di mettere in relazione ricerca scientifica, comunità, territori e futuro, offrendo un’occasione per raccontare non solo monumenti e collezioni, ma anche il lavoro quotidiano che consente di preservarli, interpretarli e restituirli alla collettività.

La Direzione regionale Musei nazionali Campania aderisce alla manifestazione con un articolato programma di iniziative nei musei e aree archeologiche della rete, che, con visite guidate, laboratori, incontri e presentazioni, organizzate anche in collaborazione con le realtà culturali del territorio, offriranno al pubblico la possibilità di conoscere il patrimonio archeologico campano e le sue connessioni alla luce delle ricerche più recenti, attraverso reperti, scavi e contesti, che metteranno al centro le storie dei luoghi e il loro legame con il presente.


APERTURA BANDO 19° PREMIO MORLOTTI-IMBERSAGO – iscrizioni entro il 31 luglio 2026

Tempo di verità parallele: dov’è finito il reale vero per tutti

 

Il premio di pittura “Morlotti-Imbersago” è dedicato ai giovani under 35, è stato fondato nel 1996 dall’Amministrazione comunale di Imbersago ed è dedicato a Ennio Morlotti (1910-1992), cittadino onorario di Imbersago, che per lunghi anni ha lavorato e vissuto in questo piccolo centro della Brianza.



La diciannovesima edizione del Premio Morlotti-Imbersago ha, anche questa volta, un invito tematico specifico, si tratta del tema: “La diluizione della realtà / Tempo di verità parallele: dov’è finito il reale vero per tutti?”. Si vive oggi una sorta di perfida condizione distopica che invade il nostro comune sentire, già da tempo pericolosamente attiva ma incrementata esponenzialmente dai progressi informatici, dalla crescita travolgente della telematica e dell’intelligenza artificiale. Una condizione che attiene alla percezione stessa della realtà, di ciò che è vero o falso tra le cose che accadono, delle verità parallele che coesistono simultaneamente.



Il Premio “Morlotti-Imbersago” è promosso dal Comune di Imbersago con il patrocinio, della Provincia di Lecco, del Parco Adda Nord, dell’Ecomuseo Adda di Leonardo, del Museo della Permanente di Milano, con il contributo di Acinque ed il supporto tecnico della galleria partner LeoGalleries (Monza).



La giuria è composta dai curatori del Premio Giorgio Seveso (critico d’arte) e Simona Bartolena (critica d’arte) e da Daniela Porta (gallerista LeoGalleries), Barbara Pietrasanta (pittrice e designer), Renato Galbusera (pittore), Marina Falco (pittrice e docente Brera), Giulio Crisanti (pittore), Mario Sottocorno (collezionista), Nicolò Quirico (artista e grafico), Ignazio Ravasi (vicepresidente Parco Adda Nord), Alessandra Hofmann (presidente Provincia di Lecco) e Fabio Vergani (sindaco di Imbersago)





PREMI:
1° Premio Morlotti-Imbersago: 1.000 € di premio acquisto, oltre all’allestimento di una mostra personale presso la galleria “LeoGalleries” di Monza.

2° Premio ex-aequo, “Giulio Reali”, segnalazione della Giuria: 500 € di premio acquisto.

2° Premio ex-aequo segnalazione della Giuria: 500 € e di premio acquisto.

2° Premio ex-aequo segnalazione della Giuria: 500 € di premio acquisto.

 Premio della scuola: 300 € di premio acquisto assegnato con voto espresso dagli alunni della scuola primaria “Antonio Stoppani” di Imbersago.



La partecipazione è libera e gratuita.

Il termine per la presentazione delle opere da parte dei partecipanti è il 31 luglio 2026.

Inaugurazione e premiazione: domenica 25 ottobre 2026, ore 11.30, Municipio di Imbersago. La mostra delle opere sarà aperta da domenica 25 ottobre a domenica 8 novembre.

Come da tradizione, la mostra delle opere vincitrici e finaliste verrà successivamente ospitata presso la prestigiosa sede del Museo della Permanente di Milano. 



Il premio Morolotti-Imbersago si pregia di aver assegnato i premi alla carriera a Gabriella Benedini e Lucia Pescador , ai giovani under 35 Luigi Di Fabio, Maurizio Pometti, Deborah Fella e per le prime edizioni Luca Pignatelli, Giovanni Frangi, Alessandro Papetti e Velasco Vitali.

Contatti

Marta Massironi – consigliere comune di Imbersago con delega al Premio Morlotti

segreteria@premiomorlotti.it

www.premiomorlotti.it

Giornate Europee dell’Archeologia 12-13-14 giugno 2026, Cantieri e depositi aperti per raccontare “in diretta” il lavoro degli archeologi

In programma a Pompei le visite ai cantieri della Casa di Giulio Polibio,
delle Tombe di Porta Stabia, dell’Insula Occidentalis, dell’Insula Meridionalis,
oltre ai depositi dei Granai del Foro
A Stabia apertura straordinaria dei depositi del Museo archeologico di Stabia “D’Orsi”.
 
Raccontare “in diretta” il lavoro sul campo di archeologi, restauratori, architetti e ingegneri, aprendo al pubblico cantieri di restauro e depositi di reperti con l’obiettivo di rendere i luoghi dell’archeologia e della ricerca spazi di confronto con i visitatori, in una dimensione inclusiva e accessibile.
 
Così il Parco Archeologico di Pompei aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA), in programma in tutta Europa nei giorni venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026.
 
Il tema di questa edizione è “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”. Al centro c’è il processo della ricerca archeologica, la valorizzazione del “dietro le quinte” del lavoro – cantieri, magazzini, depositi, laboratori, archivi, biblioteche – come spazi di conoscenza, racconto e partecipazione, attraverso l’apertura dei contesti operativi al pubblico.
 
In piena aderenza al tema centrale delle Giornate, il Parco Archeologico di Pompei propone visite a cantieri di scavo e di restauro ma anche a depositi di reperti. Le visite ai cantieri del sito di Pompei, a cura dei funzionari del Parco, dureranno circa 45 minuti nella fascia oraria indicata, per un numero massimo di 30 persone per volta. Accesso fino ad esaurimento posti, prenotazione non necessaria.
 
Venerdì 12 giugno a Pompei sono previsti tre appuntamenti. Dalle 9 alle 13 sarà possibile visitare i cantieri di restauro dell’Insula Meridionalis e della Casa di Giulio Polibio, mentre dalle 13 alle 17 è prevista la visita ai depositi dei Granai del Foro.
 
L'intervento di messa in sicurezza, consolidamento e restauro dell’Insula Meridionalis di Pompei, uno più articolati quartieri del sito archeologico – visibile lungo il viale delle Ginestre di ingresso al sito – un tempo affacciato scenograficamente sul Golfo di Napoli e sulla vallata del Sarno, rappresenta un esempio di cantiere estremamente complesso a causa della morfologia dell'area e della tipologia degli edifici oggetto dei lavori. Visite a cura dell’archeologo Antonino Russo.
 
La Casa di Giulio Polibio, una tra le domus più significative della città antica, è nota per le sue decorazioni pittoriche e per l’importanza storica del proprietario. Attualmente è oggetto di un articolato intervento di restauro finalizzato alla sua riapertura al pubblico e alla conservazione a lungo termine. Visite a cura dell’architetto Annamaria Mauro.
 
Nel pomeriggio, invece, sarà possibile vedere i depositi dei Granai del Foro con visite a cura dell’archeologo Alessandro Russo. Sarà illustrato il progetto di allestimento dei Granai del Foro, il cui obiettivo è riqualificare e rifunzionalizzare gli spazi per consentire sia lo studio che l’esposizione dei reperti, migliorando la comprensione della vita quotidiana a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.
 
Sabato 13 giugno l’appuntamento (dalle 9 alle 13) è con la visita ad altri due cantieri. I visitatori potranno accedere al cantiere di scavo e restauro delle Tombe di Porta Stabia e al cantiere di restauro dell’Insula Occidentalis.
 
L'area della necropoli di Porta Stabia si trova all'esterno del perimetro urbano della città antica. È caratterizzata da ricche sepolture, tra cui due tombe a schola di personaggi illustri e altre tombe monumentali, tra cui quella di G.A. Alleius Nigidius Maius. Il progetto mira alla conservazione del bene culturale attraverso attività di prevenzione, manutenzione e restauro. Visite a cura dell’architetto Raffaele Martinelli.
 
Il cantiere di messa in sicurezza, restauro e fruizione dell'Insula Occidentalis di Pompei, ha l’obiettivo di restituire al pubblico le straordinarie ville urbane di Marco Fabio Rufo e di Maio Castricio, della Casa del Bracciale d’Oro e della Biblioteca, affacciate sul Golfo di Napoli e finora non accessibili.
Il grandioso complesso della Regio VI è situato ai margini della città antica, non distante dal Foro. Quattro terrazze panoramiche, digradanti scenograficamente verso il mare, offrono al visitatore un’emblematica testimonianza del gusto romano di vivere in fastose ed eleganti dimore dove il paesaggio costituisce uno degli elementi predominanti della stessa composizione architettonica. Visite a cura della restauratrice Teresa Argento.
 
Domenica 14 giugno, infine, è in programma l’apertura straordinaria, dalle ore 9 alle 13, dei depositi archeologici del Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia, con visite a cura dell’archeologa Maria Rispoli, secondo due turni di visita alle ore 10.00 e alle ore 12.00 per gruppi di massimo 30 persone. Prenotazione non necessaria. I depositi sono visitabili anche in autonomia. I visitatori avranno la possibilità di immergersi nella “filiera archeologica” e di conoscere il lavoro di tutela, restauro e ricerca che solitamente si svolge dietro le quinte. L'accesso è compreso nel costo del biglietto di ingresso al Museo archeologico di Stabia.
 
Le Giornate Europee dell’Archeologia, coordinate a livello europeo dall’INRAP – Institut National de Recherches Archéologiques Préventives, sotto l’egida del Ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa, si confermano come un appuntamento centrale per il dialogo tra archeologia e società.

Letizia Battaglia in mostra alla Villa La Colombaia di Forio a Ischia dal 19 giugno al 30 agosto 2026

Un percorso di 35 fotografie realizzate tra gli anni ’70 e ’90 in Sicilia, con un omaggio a Luchino Visconti: così, dal 19 giugno al 30 agosto, il complesso abitato dal regista restituisce la complessità del lavoro della fotografa palermitana.

Protagonista di uno sguardo che ha attraversato in modo radicale la realtà sociale e politica italiana, tra le voci più potenti e intransigenti della fotografia del Novecento, in grado di trasformare la macchina fotografica in uno strumento di verità civile, l’arte di Letizia Battaglia rivive a Ischia dal 19 giugno (anteprima istituzionale dalle 16.00, apertura al pubblico dalle 17.30) al 30 agosto nella mostra “Letizia Battaglia. Senza chiedere permesso”, che apre il cartellone estivo di Villa La Colombaia, già residenza di Luchino Visconti, oggi di gestione diretta del Comune di Forio, con la direzione artistica di Annamaria Punzo.
L’esposizione, a cura di Chiara Arturo e sostenuta da Comune di Forio, programmata e finanziata dalla Regione Campania attraverso Scabec (Fondi Coesione Italia 21/27), presenta una selezione di trentacinque fotografie realizzate tra gli anni Settanta e Novanta a Palermo e in Sicilia, immagini che hanno contribuito a costruire un immaginario collettivo spesso associato esclusivamente alla rappresentazione della mafia e della violenza.
La mostra propone una lettura più ampia del suo lavoro, restituendone la complessità: non solo delitti e cronaca, ma anche vita quotidiana, relazioni, corpi, infanzia, feste e spazi condivisi. Un racconto stratificato in cui convivono violenza e vitalità, marginalità e desiderio, dimensione privata e spazio pubblico.
A partire dagli anni Settanta, Letizia Battaglia sceglie di raccontare Palermo senza mediazioni, attraversandone le contraddizioni sociali e politiche. Le sue fotografie mettono in relazione persone, luoghi e condizioni, restituendo i fatti alle realtà che li producono. Il percorso espositivo si sviluppa come un attraversamento dei diversi registri del suo sguardo, senza separazioni nette.
Sottolineando il dialogo con il luogo che ospita la mostra, il percorso si apre simbolicamente con una fotografia del 1976 scattata a Palazzo Gangi Valguarnera, dove Luchino Visconti aveva ambientato la celebre scena del ballo de “Il Gattopardo”: il ritratto di una classe sociale al tramonto. L’immagine introduce un sistema di relazioni tra classi, potere e rappresentazione che attraversa l’intera mostra. Immagini di vita quotidiana, ritratti, momenti collettivi e fotografie legate alla storia politica e civile del Paese impreziosiscono un itinerario privilegiato attraverso il lavoro di un’autrice che ha fatto della fotografia uno strumento di testimonianza e responsabilità, capace di interrogare ancora oggi il nostro modo di guardare. All’interno del percorso emergono figure come Pier Paolo Pasolini, Giovanni Falcone, Peppino Impastato e Piersanti Mattarella, che contribuiscono a delineare una costellazione etica e civile. “Chi ha in mano una macchina fotografica ha un mezzo potente e meraviglioso per esistere, per essere, per vivere, per incontrare il mondo”, ha scritto Letizia Battaglia. 

Così l’assessore alla Cultura della Regione Campania, Onofrio Cutaia: "La mostra dedicata a Letizia Battaglia, a partire dal suo stesso titolo — "Senza chiedere permesso" — evoca con potenza un principio fondamentale: l’arte non deve sollecitare nè autorizzazioni né consensi, perché la sua natura più autentica risiede nell'assoluta indipendenza. Questa urgenza espressiva trova il suo ancoraggio più nobile nei principi della libertà di espressione e nelle garanzie costituzionali. L'opera di Letizia Battaglia incarna perfettamente questo dettato e questa mostra lo testimonia con cura. Il suo non è stato solo un lavoro fotografico, ma un profondo impegno civile: uno sguardo radicale, privo di sconti, capace di attraversare le contraddizioni sociali e politiche più acute e di documentare, con straziante bellezza, le pagine più complesse della storia del nostro Paese. Siamo felici di contribuire ad ospitare un percorso di tale spessore in un luogo come la Colombaia. In questo modo si restituisce nuova vita a spazi prestigiosi e densi di storia, trasformandoli in laboratori di riflessione e riattivando la funzione sociale della bellezza e della memoria collettiva".

“Aprire gli spazi restaurati del primo piano della Villa La Colombaia con una mostra dedicata a Letizia Battaglia ha per noi un valore particolarmente simbolico. - sottolinea il sindaco di Forio, Stanislao Verde - È il segno di una Villa che, grazie anche al sostegno del Ministero della Cultura, torna progressivamente a vivere attraverso la cultura e attraverso grandi protagonisti del Novecento italiano. Non a caso la riapertura coincide con la riapertura delle sale del primo piano in un ciclo di migliorie sempre più evidenti”.

“Letizia Battaglia è stata una delle voci più profonde e riconoscibili della fotografia italiana. - evidenzia l’assessore alla Cultura del Comune di Forio, Davide Laezza - Portare questa mostra alla Villa La Colombaia significa inaugurare un nuovo spazio espositivo con un progetto di grande valore culturale e civile, grazie al sostegno di Regione Campania e Città Metropolitana di Napoli. È un primo passo importante dentro un percorso più ampio che punta a rendere la Colombaia un luogo sempre più vivo, aperto e contemporaneo”.

“L’opera di Battaglia è vita quotidiana, amore, comunità, desiderio, corpo, politica, giustizia, passione civile. – sottolinea la curatrice Chiara Arturo - È uno sguardo capace di tenere insieme la ferocia della storia e l’ostinata vitalità dell’esistenza. La sua fotografia è storia, non cronaca: non registra semplicemente eventi, ma li colloca nei rapporti di potere, nelle strutture sociali, in una memoria collettiva. La cronaca isola i fatti: Battaglia li restituisce alle condizioni che li producono”.

“Avere ricevuto in custodia la storia di Letizia, attraverso le sue stampe, i numerosissimi negativi, le macchine fotografiche, i premi e molto altro - persino il suo ultimo pacchetto di sigarette (rigorosamente MS bianche) - è stato un dono gigantesco, un’occasione per riflettere quotidianamente sulle memorie di una donna e di un Paese, l’Italia, tutt’ora lacerato da problematiche irrisolte. – sottolineano i nipoti di Letizia Battaglia, Marta e Matteo Sollima, che hanno partecipato alla realizzazione dell’evento - L’attenzione delle giovani nei confronti dell’opera e della vita di nonna Letizia, nonché il loro sincero entusiasmo, è la prova che lei continua a vivere. In un momento storico in cui non si può che provare un angosciante smarrimento, la sua passione è per noi un faro. 

L’evento è programmato e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec (Fondi Coesione Italia 21/27) con il Piano Strategico Cultura e Turismo della Regione Campania 2025, nell’ambito dei Progetti Speciali in ambito culturale e turistico, approvati con la deliberazione regionale DGR n. 616 del 14 novembre 2024.


Con l’inaugurazione della mostra “Letizia Battaglia. Senza chiedere permesso” il percorso di restyling e rifunzionalizzazione della Villa La Colombaia entra nel vivo, restituendo il luogo alla comunità e alla cultura. Negli ultimi anni la Regione Campania ha scelto di sostenere il rilancio della Villa con finanziamenti destinati a rafforzare i servizi culturali, migliorare gli allestimenti e dare continuità alle attività permanenti della Colombaia. Scabec ha ulteriormente sostenuto la programmazione culturale. La Città Metropolitana di Napoli ha supportato recupero delle sale del primo piano e la riqualificazione degli spazi esterni sul lato che guarda verso Lacco Ameno. Un lavoro importante, pensato per restituire piena funzionalità e accessibilità a tutto il complesso. Tra i risultati più significativi la sistemazione definitiva dell’anfiteatro, uno degli spazi più rappresentativi della Colombaia. Un intervento concluso grazie alla collaborazione tra Ministero della Cultura e Soprintendenza, che riconsegna alla villa un luogo simbolico, pronto ad accogliere nuovamente spettacoli, eventi e attività culturali dal vivo.

Letizia Battaglia. Senza chiedere permesso
A cura di Chiara Arturo
Villa La Colombaia, Forio d’Ischia (NA)
19 giugno – 30 agosto 2026
Orari: lunedi-sabato 9-18; domenica 10-14
Info e condizioni: www.comune.forio.na.it
Contatti: beniculturali@comune.forio.na.it