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sabato 14 marzo 2026

Da giovedì 19 marzo: il pluripremiato "La classe" di Fabiana Iacozzilli, in scena al Teatro Nuovo di Napoli



Un’aula scolastica può essere un luogo di formazione, ma anche un archivio di paure, silenzi e memorie che restano incise nel corpo molto tempo dopo l’infanzia. È da questa materia fragile e stratificata che nasce La classe, lo spettacolo di Fabiana Iacozzilli prodotto da Cranpi, in scena, da giovedì 19 marzo 2026 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 22) al Teatro Nuovo di Napoli.

Definito dalla stessa compagnia un docupuppetsl’allestimento, che fa parte della “Trilogia del vento”, attraversa il confine tra teatro di figura, memoria autobiografica e indagine collettiva, costruendo un dispositivo scenico capace di trasformare i ricordi individuali in esperienza condivisa.

La classe unisce linguaggi differenti: la dimensione documentaria del racconto, la presenza dei performer, Michela Aiello, Andrei Balan, Antonia D’Amore, Francesco Meloni, Marta Meneghetti, e la potenza evocativa dei pupazzi.

In scena, infatti, gli adulti sono rappresentati da corpi di legno – marionette realizzate da Fiammetta Mandich – che incarnano gli ex bambini protagonisti della storia. Sono figure che portano su di sé il peso del tempo e della memoria, come reliquie di un passato che continua a muoversi e a interrogare il presente.

L’immaginario dello spettacolo si colloca in un territorio sospeso tra il teatro visionario di Tadeusz Kantor e la scrittura corrosiva di George Tabori. Come ne La classe morta o ne I cannibali, anche qui il palcoscenico diventa uno spazio rituale in cui il ricordo prende forma attraverso corpi, oggetti e gesti reiterati.

La materia narrativa nasce dai ricordi personali della regista, legati agli anni trascorsi alla scuola elementare dell’istituto “Suore di carità”. Al centro di questa memoria si staglia la figura di Suor Lidia, maestra severa e dominante che attraversa lo spettacolo come un’ombra costante.

È l’unico personaggio interpretato da un corpo umano, invisibile allo sguardo dei pupazzi e degli spettatori, ma che governa lo spazio con la forza di un’autorità interiorizzata.

Con La classe, Fabiana Iacozzilli costruisce un’opera che indaga la memoria non come semplice racconto autobiografico, ma come territorio condiviso, fatto di traumi piccoli e quotidiani, di educazioni sentimentali e di poteri invisibili.

Il teatro di figura diventa lo strumento per dare corpo a ciò che resta nascosto: ricordi che, come i pupazzi in scena, sembrano immobili e invece continuano a muoversi dentro di noi.

 

La classe di Fabiana Iacozzilli

19 ˃ 22 marzo 2026 Teatro Nuovo Napoli, Via Montecalvario 16

Inizio spettacoli ore 21.00 (giov), ore 18.30 (ven e dom), ore 19.00 (sab)

info 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it



Cascando! al Teatro Tram. atto unico ironico-esistenziale sulla fine



Lo spettacolo affronta uno dei temi più universali e ineludibili: la Fine. Non la fine di una giornata o di un anno, ma la Fine in senso assoluto. E lo fa con leggerezza, immaginazione e poesia, attraversando l’ansia contemporanea con uno sguardo insieme ironico e profondamente umano. Protagonista è Anna, una donna come tante. Di giorno vive, lavora, fa ciò che deve fare. Ma la notte, nel silenzio, sente il cuore battere e pensa che un giorno non batterà più. L’insonnia diventa così lo spazio in cui emergono domande radicali e tre “vocine” interiori che tentano di farla finalmente addormentare. Nel suo affannoso tentativo di trovare un senso, Anna attraversa esperienze diverse – la discoteca, la palestra, il Maestro, un campo sotto il cielo stellato – ma ogni volta cade. È un inciampo continuo, una caduta libera esistenziale che dà al testo il suo ritmo e la sua cifra stilistica. La produzione è firmata da DoveComeQuando, realtà attiva nella promozione della drammaturgia contemporanea e del teatro off. Dal 2011 organizza il Festival INVENTARIA e dal 2021 il concorso di drammaturgia “Drammi di Forza Maggiore”, sostenendo le forze teatrali emergenti e valorizzando un teatro con specificità irriducibili e autonome. Lo spettacolo ha ricevuto il Premio alla recitazione al Festival DOIT 2022 e il testo è vincitore del Premio Words Beyond 2024 di Hangar Teatri.

Cascando! è uno spettacolo che interroga il pubblico senza retorica, invitandolo a confrontarsi con l’idea che finire sia il sublime, spassionato, irripetibile mestiere di ogni essere mortale professionista. Un invito a buttarsi, a guardare in faccia ciò che accomuna tutti, con ironia e consapevolezza”, ha dichiarato Pietro Dattola.

Orari degli spettacoli:
sabato ore 20:00
domenica ore 18:00

Biglietti:
intero € 13,00
ridotto € 10,00 under 26 e over 65
studenti € 9,00
Card: 4 spettacoli a scelta: € 36; 8 spettacoli a scelta: € 64,00

Info e prenotazioni:
WhatsApp 342-1785930



(IN)STAGIONE, Rosaria di Davide Iodice volume 1 del progetto “Esclusi” - antologia scenica di vite di scarto a Sala Assoli/Moscato dal 19 al 22 marzo 2026



Ci sono vite che attraversano le città senza lasciare traccia ufficiale, ma restano impresse nella memoria di chi le ha incrociate per strada. Vite ai margini, spesso dimenticate, che continuano a interrogare la coscienza collettiva. Da una di queste storie reali nasce Rosaria, spettacolo che apre il progetto teatrale Esclusi – antologia scenica di vite di scarto, ideato e diretto da Davide Iodice.


Esclusi è un progetto teatrale in continua evoluzione che accoglie le ricerche drammaturgiche di giovani autrici e autori profondamente immersi nella realtà e nelle sue trasformazioni sociali. Più che un semplice percorso creativo, si configura come un lavoro di indagine antropologica e testimonianza, nato da una pratica scenica di prossimità con le esistenze marginali, quelle che spesso rimangono ai bordi dello sguardo collettivo e scivolano nell’oblio.
Il primo “volume scenico” è dedicato a Rosaria, figura reale che per anni ha attraversato le strade dei decumani napoletani. Alcolista e senza fissa dimora, Rosaria è stata una presenza inquieta e contraddittoria del centro storico di Napoli, quasi un demone urbano o una scomoda coscienza collettiva. È morta nell’indifferenza generale, senza che la città le riservasse un saluto condiviso.

Lo spettacolo nasce da un lavoro di ricerca sul campo: testimonianze, ricordi e frammenti di racconto raccolti tra le persone che l’hanno incontrata nelle diverse fasi della sua vita. Da questo materiale prende forma il ritratto composito e frammentato di una donna complessa.
Da giovane Rosaria lavorava come guida turistica abusiva nella Napoli Sotterranea; proveniva dalla periferia e scendeva in città spinta dal desiderio di ballare e di vivere liberamente. Il suo orientamento sessuale, però, non fu accettato dalla famiglia e la portò ad allontanarsi da casa. Con il passare degli anni, quella giovane lavoratrice si è trasformata nella figura fragile e tormentata che molti hanno conosciuto tra le strade del centro storico.

Attraverso i ricordi raccolti e rielaborati sulla scena, Rosaria diventa così un’indagine sui demoni interiori, sull’abbandono sociale e sulle ferite di una città che, di notte, sembra tornare a interrogare il proprio passato. Napoli e Rosaria finiscono per riflettersi l’una nell’altra: entrambe attraversate da una memoria profonda, dolorosa e ancora irrisolta.
Lo spettacolo restituisce simbolicamente a questa figura dimenticata il saluto collettivo che non ha mai ricevuto, trasformando il palcoscenico in uno spazio di memoria, ascolto e restituzione umana.

Davide Iodice è un regista, drammaturgo e pedagogo napoletano tra le figure più riconoscibili del teatro contemporaneo italiano. Diplomato in regia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, nel corso della sua carriera ha sviluppato una ricerca scenica che unisce creazione artistica, pedagogia e impegno civile. Il suo teatro si distingue per una forte dimensione umana e sociale: Iodice lavora spesso con comunità fragili e con persone ai margini della società: detenuti, migranti, persone con disabilità o provenienti da contesti di disagio trasformando il palcoscenico in uno spazio di incontro, ascolto e partecipazione. 

Al centro della sua poetica c’è l’idea di un teatro che non rappresenta semplicemente la realtà, ma la attraversa e la condivide con chi la vive, facendo emergere storie, identità e conflitti spesso invisibili. In questo percorso si inseriscono progetti come la Scuola Elementare del Teatro, laboratorio permanente di creazione e inclusione sociale.
Nel suo lavoro artistico e formativo, Iodice ha intrecciato negli anni un dialogo significativo con realtà della scena contemporanea italiana, tra cui la Casa del Contemporaneo, con cui condivide l’attenzione verso un teatro di ricerca radicato nel territorio e capace di connettere pratica artistica, comunità e riflessione civile.

Produzione

Scuola Elementare del Teatro APS – Napoli
Cura artistica e produzione
Scuola Elementare del Teatro
Progetto del ciclo Officina – Conservatorio Popolare per le Arti della Scena
Ideato e diretto da Davide Iodice con la collaborazione delle guide e dei tutor della Scuola Elementare del Teatro.
In scena Monica Palomby e Chiara Alborino, su drammaturgia e disegni di Benito Martino, con le musiche di Lino Cannavacciuolo. L’adattamento, gli elementi scenici, le luci e la regia sono firmati da Davide Iodice.


Orari spettacoli
giovedì > sabato ore 20.30
domenica e festivi ore 18.00

Posto unico
intero 18 € | ridotto 15 €
Riduzioni: under 30, over 65, 
CartaEffe, enti convenzionati

Info e prenotazioni: 345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it



GAETANO MORAGAS, da oggi in radio e in digitale il suo nuovo singolo "NON HO SEGRETI": l'amore è la risposta al rumore del mondo

Da oggi, venerdì 13 marzo, è in radio e disponibile su tutte le piattaforme digitali “Non ho segreti”, il nuovo singolo di Gaetano Moragas, una delle voci emergenti più originali della nuova scena pop italiana. La canzone nasce da un bisogno di autenticità che sembra quasi necessario in un mondo che corre troppo velocemente e ci impone una perfezione costante, facendoci dimenticare quanto sia vitale avere un posto o una presenza che ci faccia sentire al sicuro. Il progetto è frutto di una collaborazione stretta grazie alla scrittura di Maurizio Bernacchia, alla musica di Patrizio Baù e la produzione di ORPH3US (Matteo Passarelli), che insieme hanno cercato una dimensione sonora dove il silenzio non è mai vuoto ma, anzi, diventa una risposta rassicurante.

In un contesto attuale segnato da incertezze e da una fragilità che spesso ci isola, Gaetano sceglie di parlare dell'amore come di una resistenza emotiva. Non è una fuga dalla realtà, ma la ricerca di quel punto fermo che ci scherma l'anima mentre fuori tutto sembra vacillare. È una ballad pop essenziale che mette al centro la connessione umana come unico vero scudo contro l’instabilità che ci circonda. Un brano che parla a chiunque cerchi un riparo, offrendo quella sicurezza che nasce solo quando decidiamo di essere veri, fino in fondo. Senza segreti. 

«Ho usato l’immagine dell’universo perché tra due persone che si scelgono davvero c’è sempre qualcosa di immenso da esplorare. Le stelle nel brano rappresentano quello che non sappiamo spiegare, ma che ci fa sentire finalmente al posto giusto. È un invito a non aver paura di mostrarsi per ciò che si è, perché è solo in quella nudità emotiva che ci si può realmente incontrare», dichiara Gaetano.

“Non ho segreti” è anche un videoclip, dove Gaetano viene ritratto immerso nella natura, intento a osservare il cielo alla ricerca di segnali. Le immagini traducono visivamente l’urgenza di respirare ossigeno e di scappare da quel caos metropolitano che spesso non è altro che il riflesso di un modo di amare troppo rumoroso e frenetico. La natura diventa così lo specchio di un’interiorità che ritrova il proprio ritmo, dove la ricerca di un contatto con l'infinito diventa la chiave per comprendere sé stessi (https://www.youtube.com/watch?v=vwn0Vbf83Ce). 

«Mi piace pensare all’amore come a una luce che entra, non come a qualcosa da inseguire. Deve essere un respiro profondo che ci permette di affrontare tutto il resto con occhi diversi e un cuore più leggero», spiega Gaetano.

Gaetano Moragas è un cantante pop italiano classe ‘98, milanese d’adozione. Voce calda, presenza scenica magnetica e un’identità sonora che fonde pop contemporaneo con influenze R&B e soul. Il suo è uno stile autentico che lo rende una delle voci emergenti più originali della nuova scena italiana. Giovanissimo, inizia a esibirsi dal vivo e a formarsi artisticamente. Nel 2015 frequenta il CET di Mogol e si esibisce con Roberto Vecchioni in “Chiamami ancora amore”.
Nel 2017 duetta con Laura Pausini in “Dove resto solo io” e nella versione spagnola “Donde quedo solo yo”, al Palafiera di Rimini. Da questa esperienza nasce una collaborazione che lo porta a registrare i cori di “Nuevo”, brano pop-reggaeton incluso in Fatti sentire / Hazte Sentir - album multiplatino distribuito worldwide da Warner Music e vincitore di un Latin Grammy come Miglior Album Pop Latino. Finalista ad Area Sanremo 2020, nel 2021 conquista la vittoria assoluta del concorso nazionale CampusBand con l’inedito “Sullo sfondo”, premiato da Mario Lavezzi e Franco Mussida (PFM). Nel 2023 scrive e interpreta “Storie fragili”, brano che unisce liriche intime e produzione moderna, che lo porta ad essere tra i vincitori del contest Back to Talent di J-Ax. Lo stesso brano viene selezionato tra i vincitori del Festival Musica Bella, dedicato a Gianni Bella. Il 21 ottobre 2025 ha aperto l’unica data italiana del “The Avenoir Tour” di Calum Scott al Fabrique di Milano. L’artista britannico multiplatino con oltre 10 miliardi di streaming globali lo ha scelto personalmente per aprire il concerto. A dicembre 2025 esce “La mia macchina del tempo”, brano intimo dedicato alla nonna scomparsa. “Non ho segreti” è il suo nuovo singolo che anticipa i prossimi tasselli in arrivo.


 

ISABEL – tratto da una storia vera il 18 e il 19 marzo a TeatroBasilica

Un lavoro che nasce da una vicenda reale e prende forma come un attraversamento della memoria: la storia di Isabel emerge come un racconto intimo e necessario, in cui esperienza personale e storia collettiva si intrecciano fino a restituire il ritratto umano di un’intera stagione dell’Argentina.

L’incontro con Isabel avviene a Plaza de Mayo, luogo simbolico della memoria civile argentina, dove le testimonianze delle Madri di Plaza de Mayo e dei desaparecidos custodiscono le ferite della storia recente. Da quell’incontro prende avvio un racconto che attraversa cinquant’anni di vicende familiari e politiche, restituendo – attraverso parola, corpo e musica – la voce di una storia che chiede d'essere ascoltata.

TeatroBasilica presenta, il 18 e 19 marzo 2026 alle ore 21.00, Isabel – tratto da una storia vera, uno spettacolo di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo, prodotto da Anonima Teatri.In scena Caroline Loiseau, accompagnata dalla musica dal vivo di Marco Memetaj, che attraversa e sostiene il racconto.

Lo spettacolo nasce da una vicenda reale e prende forma come un viaggio nella memoria e nell’identità. Attraverso la voce e il corpo dell’interprete, la storia di Isabel si dispiega come un racconto intimo e necessario, in cui il ricordo personale diventa materia teatrale e spazio di riflessione collettiva. Parole, presenza scenica e musica si intrecciano in una narrazione essenziale e potente, capace di restituire al pubblico la forza umana di una storia che chiede di essere ascoltata.

“Ero stato mandato a Buenos Aires, in Argentina, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale. Ero molto felice, era tutta la vita che volevo andarci… Gli argentini non avevano ancora smesso di festeggiare. Ogni quartiere, ogni Barrio di Buenos Aires aveva la sua gigantografia, il suo santo calcistico preferito.  In uno trovavi Lionel Messi, poi Angel di Maria, e poi in quasi tutte c’era Diego Armando Maradona… Ho continuato a camminare e alla fine mi sono ritrovato davanti Plaza de Mayo, una piazza che non è facile da raccontare… È dispersiva, non si capisce dove inizi e   dove finisca… c’è un muro, un vecchio muro. Li sopra ci sono foto, manifesti, cartelloni, testimonianze delle Madri di Plaza de Mayo, testimonianze dei desaparecidos argentini. Su quel muro ci sono i segni della storia moderna dell’Argentina. È lì che ho incontrato Isabel. Stava seduta su una panchina. Fissava un punto della piazza e sorrideva. Poi si è girata, mi ha visto, mi ha sorriso. Si è alzata e mi è venuta incontro. Io non so come sia successo, ma in quel momento ho capito che non ero in Argentina per la “fiesta del mondial”, ero lì per un altro motivo, per ascoltare la sua storia. La storia di una famiglia qualsiasi. Una storia racchiusa in 50 anni di Argentina. Ecco… di questo parla quest’intervista, di Isabel, di sua madre Corita, di suo padre Paulo e di suo zio Raul… E pensare che io ero lì per documentare la festa dei mondiali.”

“Isabel - tratto da una storia vera” è uno spettacolo che si muove tra teatro, danza, e narrazione; lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra il 1963 ed il 2022.  Isabel è una donna, molte donne, è figlia, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole. Isabel è la costante ricerca della normalità e della quotidianità perduta, è la speranza che fatica a soccombere, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti. Isabel è una donna semplice e come lei ce ne sono tante. Questa storia è come tante altre storie, solo che questa è la storia di Isabel e per questo è speciale e unica.

Lo spettacolo e i fatti raccontati all’interno sono ispirati alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina. 

SINOSSI VERSIONE BREVE:

“Ero stato mandato a Buenos Aires, in Argentina, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale. Ero molto felice, era tutta la vita che volevo andarci… È lì che ho incontrato Isabel.”

“Isabel - tratto da una storia vera” è uno spettacolo che si muove tra teatro, danza, e narrazione; lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra il 1963 ed il 2022.  Isabel è una donna, molte donne, è figlia, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole. Isabel è la costante ricerca della normalità e della quotidianità perduta, è la speranza che fatica a soccombere, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti. Isabel è una donna semplice e come lei ce ne sono tante. Questa storia è come tante altre storie, solo che questa è la storia di Isabel e per questo è speciale e unica.

Lo spettacolo e i fatti raccontati all’interno sono ispirati alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina. 

 

SINOSSI VERSIONE BREVISSIMA:

“Ero stato mandato a Buenos Aires, in Argentina, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale… È lì che ho incontrato Isabel.”

Muovendosi tra teatro, danza, e narrazione, lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra 1963 e 2022. Isabel è una donna, molte donne, è figlia, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole, è la costante ricerca della quotidianità perduta, la speranza che fatica a soccombere, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti. 

Lo spettacolo è ispirato alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina. 

LINK TRAILER:
https://www.youtube.com/watch?v=BgFHTvCWrec
https://vimeo.com/674113577

INFORMAZIONI

Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:

https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo

Dove siamo:

Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma

www.teatrobasilica.com

email: info@teatrobasilica.com

telefono: +39 392 9768519

Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.

Link utili

Sito                                                     https://teatrobasilica.com/

Facebook                                           https://www.facebook.com/TeatroBasilica

Instagram                                           https://www.instagram.com/teatrobasilica/

A Spazio Rossellini "Il viaggio di Rael", ideato da Claudio Morici, il 14 marzo

A Spazio Rossellini, sabato 14 marzo 2026 alle ore 21, la musica e il racconto si intrecciano nello spettacolo Il viaggio di Rael, ideato da Claudio Morici e portato in scena dalla Estro Genesis Tribute Band.

Lo spettacolo nasce dalla rilettura dal vivo di The Lamb Lies Down on Broadway, il celebre concept album dei Genesis, eseguito integralmente nei suoi ventitré brani. La partitura musicale diventa così il filo di un racconto più ampio: la storia di Rael, un viaggio visionario che attraversa paesaggi mentali, memorie e metamorfosi interiori.

Sul palco la band — con Roberto D’Amore alla voce, Massimo Metalli alle tastiere, Gianni Barbati alla chitarra, Giampiero Sparagna al basso, Ugo Cosentino e Pino Vecchioni alla batteria — restituisce dal vivo la complessità sonora dell’album, mentre la voce recitante di Claudio Morici introduce e collega le diverse tappe del percorso narrativo.

Lo spettacolo è costituito dalla realizzazione live dell’intero album The Lamb Lies Down On Broadway (23 brani), suddivisa in 7 blocchi logici corrispondenti ad altrettante fasi del racconto. Ognuno di questi blocchi sarà introdotto dalla voce narrante di un attore/Rael che racconta in prima persona la propria storia con l’obiettivo di “far vivere” le vicende di ogni singolo brano. Musica e brani recitati si alternano sul palcoscenico dietro una struttura in tulle che copre l’intero boccascena. Su questo schermo vengono proiettati video ed immagini in movimento che, visivamente, inglobano l’intera scena in un unico visual show con effetto 3D. Le immagini e i contributi visivi a supporto hanno l’obiettivo di accompagnare per mano lo spettatore attraverso questo viaggio surreale e attraverso la comprensione della storia restituendo una crescente tensione emotiva nello spettatore.

INFORMAZIONI

Biglietti:
22 euro

Biglietteria e bar interno, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Biglietti online su Ticketone.

Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70

Spazio Rossellini
Via della Vasca Navale 58 – Roma
Tel. 345 2978091
www.spaziorossellini.it
info@spaziorossellini.it

Sono previste riduzioni, promozioni e agevolazioni


 



IL SABATO DELLA FOTOGRAFIA, X EDIZIONE: Costituzione e giustizia - Verso il referendum Fotografia e dissenso democratico sabato 14 marzo 2026


Una mattinata dedicata all’impegno civico e al confronto pubblico: sabato 14 marzo alle ore 11.30, in Sala Assoli Moscato, torna “Il Sabato della Fotografia” con un incontro dedicato a giustizia e costituzione, con l’obiettivo di approfondire e comprendere le motivazioni del referendum attualmente in atto. L’appuntamento riunirà voci autorevoli del mondo della magistratura e della ricerca giuridico-sociale: Marco Puglia, magistrato di sorveglianza presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere; Luigi Sica, ricercatore di Sociologia del diritto presso l’Università Suor Orsola Benincasa e Ilaria Giuliano, giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli Nord e curatrice dell’incontro.

Il dialogo affronterà anche il discorso su fotografia e dissenso democratico, esplorando il rapporto tra immagini, libertà di espressione e partecipazione civile. A dare forma visiva ai contenuti del dibattito saranno i video-racconti fotografici di Antonio Biasiucci, Luciano Ferrara ed Emanuele Di Cesare, che accompagneranno gli interventi offrendo uno sguardo artistico e documentario sulle tematiche affrontate.

Un appuntamento che intreccia riflessione civile, linguaggi artistici e partecipazione pubblica, confermando “Il Sabato della Fotografia” come luogo di dialogo tra cultura visiva e temi cruciali della contemporaneità.

Ricordiamo che all’interno di Sala Assoli Moscato è possibile visitare la mostra fotografica “Fragile” a cura di Pino Miraglia, realizzata sulla drammaturgia di Davide Iodice, visitabile fino al 12 aprile. 

Info: 345 467 9142 –  assoli@casadelcontemporaneo.it

L’appuntamento è a ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per ulteriori informazioni consultare casadelcontemporaneo.it o i canali di Movimenti per la fotografia.