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mercoledì 6 maggio 2026

Vedrai entra nella DORG Society come Faculty Partner e porta Cristoforo, il suo agente AI per il monitoraggio del contesto nelle decisioni critiche, nella rete dei Dipendenti Digitali

L’accordo nasce con un obiettivo preciso: rendere le decisioni aziendali più consapevoli e rapide superando il divario tra adozione dell’AI e impatto reale sul business. Al centro, un modello che integra la lettura delle variabili di contesto nei processi decisionali, con tracciabilità, governance e supervisione umana come elementi chiave per generare valore misurabile.

 Vedrai, la tech company italiana fondata nel 2020 che aiuta le aziende a prendere decisioni aziendali più consapevoli, rapide e difendibili, e DORG Society, la società non-profit che governa l’ecosistema dei dipendenti digitali DORG, annunciano oggi una partnership strategica: Vedrai entra ufficialmente nell’ecosistema DORG in qualità di Faculty Partner, portando nella DORG University le competenze di Cristoforo, un dipendente digitale basato su AI, progettato per affiancare e valorizzare concretamente il lavoro delle persone in azienda secondo un approccio human-centric, compliant e governabile.

La partnership rafforza una visione comune: l’AI non è un esperimento tecnologico, ma un fattore organizzativo che richiede metodo, tracciabilità e responsabilità. L’ingresso di Vedrai nella DORG Society non rappresenta una partnership tecnologica tradizionale, ma l’adesione a un modello che affronta uno dei principali limiti nell’adozione dell’AI: il divario tra implementazione e trasformazione organizzativa reale. Oggi, il 70% delle aziende ha introdotto l’AI nei propri processi, ma solo il 12% è in grado di dimostrarne un impatto concreto sul business. 

In questo contesto, la convergenza tra Vedrai e DORG si fonda su due prospettive complementari. Da un lato, Vedrai ha sviluppato WhAI, il sistema operativo per le decisioni aziendali che governa e struttura le decisioni ad alto impatto, trasformando l’adozione dell’AI in valore economico misurabile. Dall’altro, DORG abilita l’integrazione dei dipendenti digitali nelle organizzazioni attraverso un’infrastruttura che garantisce tracciabilità, supervisione umana e compliance organizzativa come elementi fondativi, non facoltativi, dell’adozione responsabile dell’AI.

La partnership ha dato vita a Cristoforo, il DORG proprietario di Vedrai: un dipendente digitale progettato per leggere le variabili di mercato e di contesto (dalle dinamiche macroeconomiche alle condizioni competitive) che impattano sulle performance aziendali, etradurle in segnali concreti e azionabili per chi deve prendere decisioni critiche. 

“Entrare nella DORG Society è per Vedrai molto più di una scelta tecnologica. È la scelta di operare in un ecosistema che condivide una convinzione precisa: l’AI genera valore reale solo quando è integrata nell’organizzazione con metodo, governance e responsabilità. Cristoforo porterà in questo ecosistema la competenza di Vedrai nel leggere le variabili esterne che impattano ogni giorno su margini, costi e domanda, spesso prima che l’azienda se ne accorga, e tradurle in segnali concreti per chi deve prendere decisioni critiche. Farlo all’interno di un sistema che garantisce tracciabilità e supervisione umana non è un vincolo: è la condizione perché l’AI diventi un asset organizzativo reale, non un esperimento.” dichiara Michele Grazioli, Founder & CEO di Vedrai. 

“L'ingresso di Vedrai nell'ecosistema porta competenze che le organizzazioni cercano: capire le variabili esterne prima che impattino sul business. E il valore di farlo attraverso un dipendente digitale DORG è che quel contributo ha un perimetro, un nome, una responsabilità umana sopra di sé. È così che si costruisce l'organizzazione ibrida: non mescolando digitale e umano, ma tenendoli distinti — perché è quella distinzione che lascia alle persone il loro ruolo, la loro responsabilità, il loro valore”, afferma Flavio Bordignon, Presidente DORG Society”.


Vera Pizza napoletana, svelato il “sesto gusto”, uno studio dell’Oregon State University scopre l’amidaceo e rivoluziona l’approccio alla fermentazione

Lo studio dell’Oregon State University scopre l’amidaceo e rivoluziona l’approccio alla fermentazione: la lievitazione in grado di esaltare il gusto del grano è quella compresa tra le 8 e le 12 ore.
La pizza napoletana si arricchisce oggi di una nuova dimensione sensoriale capace di definirne ancora di più l’identità: il “sesto gusto”, quello amidaceo. Per anni si è ritenuto che l’uomo fosse in grado di percepire solo cinque gusti primari (salato, dolce, acido, amaro e il sapido “umami”), ma un recente studio dell’Oregon State University, dimostra come in realtà sappia riconoscere i carboidrati in modo indipendente, sentendo il sapore specifico del grano. Una scoperta rivoluzionaria che trova immediata applicazione nel mondo della pizza, in particolare nella tradizione di quella napoletana: l'Associazione Verace Pizza Napoletana, attraverso il contributo di André Guidon, presidente AVPN del Brasile, ha interpretato e tradotto questi risultati in chiave pratica, evidenziando l’impatto diretto del “sesto gusto” sulla qualità dell’impasto.

Secondo lo studio americano, coordinato dalla Dott.ssa Juyun Lim, l’uomo non riconosce l’amido nella sua forma originaria ma tramite la sua scomposizione in zuccheri semplici e oligosaccaridi a carico dell’enzima amilasi attivo nell’impasto, quando farina e acqua si incontrano. È proprio questo equilibrio biochimico a determinare l’intensità e la piacevolezza del sapore di grano, elemento distintivo di una pizza ben eseguita, e quindi risulta oggi più che mai centrale un corretto controllo della lievitazione. 

“Questa scoperta ci offre una chiave di lettura nuova ma perfettamente coerente con ciò che la tradizione della pizza napoletana insegna da sempre - sottolinea Antonio Pace, Presidente AVPN - La percezione dell’amidaceo dimostra che uno dei segreti dell’impasto risiede nell’equilibrio dei processi fermentativi, generalmente compreso tra le 8 e le 12 ore di lievitazione, finestra temporale già individuata nel primo Disciplinare del 1984, frutto di un sapere antico e tradizionale che oggi trova pieno riscontro non solo nei riconoscimenti dell’Unesco ma anche nella scienza”.

La ricerca scientifica apre una riflessione su uno dei temi più caldi e delicati del settore: la durata della lievitazione. Se da un lato una fermentazione lenta e prolungata può contribuire a una struttura più alveolata, dall’altro tempi estremi, che superano le 48 ore o addirittura le 72 ore, alterano la struttura biochimica dell’impasto esaurendo gli zuccheri responsabili del sapore del grano che quindi lascia il posto a note più acide, dovute alla produzione di acido lattico e acetico. Un processo che può compromettere non solo il gusto ma anche la cottura con la corretta reazione di Maillard, fondamentale per il colore e la fragranza del prodotto finale. In questo scenario, i gesti antichi tramandati da generazioni di pizzaioli trovano oggi una precisa spiegazione scientifica, rafforzando il valore della pizza napoletana e del disciplinare AVPN come punto d’incontro tra origini e ricerca, qualità e rispetto della cultura gastronomica a livello internazionale. 

Mulino Caputo presenta al Tuttofood i nuovi formati senza glutine da 500 grammi e il Fior di Avena

Mulino Caputo amplia la propria gamma con due importanti novità, pensate per rispondere alle esigenze della cucina contemporanea: le nuove confezioni da 500 grammi della linea Fioreglut senza glutine e il lancio della farina di avena, un prodotto innovativo, nutriente e versatile.

La nuova confezione da 500 grammi delle farine Fioreglut Pizza e Pane e Fioreglut Dolci nasce per offrire maggiore praticità e flessibilità in cucina. Ideale per l’uso quotidiano e per chi ama sperimentare nuove ricette, questo formato consente di ridurre gli sprechi senza rinunciare all’eccellenza qualitativa che da sempre contraddistingue le farine Caputo.

Protagonista dell’ innovazione è Fior di Avena, la nuova farina ottenuta dalla macinazione dei fiocchi di avena integrale. Ricca di proteine e fonte di fibre, rappresenta una scelta consapevole per chi desidera un’alimentazione equilibrata ed una vita dinamica.

Perfetta per preparazioni dolci e salate, si distingue per la sua versatilità e la capacità di interpretare le nuove tendenze del gusto.

Fior di Avena si affianca quindi a Fioreglut Pizza & Pane, Fioreglut Dolci e Fior di Riso a completare la linea senza glutine firmata Caputo.

Con queste novità Mulino Caputo conferma il proprio impegno nel coniugare tradizione molitoria e innovazione, offrendo prodotti pensati per accompagnare ogni momento in cucina con qualità, semplicità e creatività.

L’appuntamento è dall’11 al 14 maggio al Tuttofood, Padiglione 8, stand G25.

 

martedì 5 maggio 2026

Da sabato 9 maggio, Maggio dei Monumenti 2026: al via la rassegna "Nel Bianco e nel Vento", a cura del Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli



Napoli diventa spazio poetico e sensoriale, dal 9 al 31 maggio 2026, in cui il bianco e l’aria si trasformano in materia narrativa e occasione di incontro per Nel Bianco e nel Vento, progetto culturale integrato ideato dal Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli e sostenuto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli nell’ambito del Maggio dei Monumenti 2026, dedicato al tema “Ebbra di luce, folle di colori”.

Al centro del progetto vi è un’intuizione poetica: il bianco e l’aria non sono semplicemente elementi naturali o cromatici, ma dimensioni sensibili e simboliche attraverso cui leggere e reinterpretare la città.

Il bianco, inteso come spazio del possibile, superficie che accoglie e riflette, si fa metafora di attesa, di memoria silenziosa, di apertura. L’aria, invisibile ma essenziale, diventa il tramite attraverso cui suoni, parole e presenze attraversano i luoghi, mettendo in relazione passato e presente, materia e immaginazione.

Da questa visione nasce un percorso multidisciplinare che intreccia linguaggi e pratiche artistiche diverse – teatro, performance, scrittura, arti visive – costruendo un’esperienza diffusa e partecipata.

Il progetto si sviluppa in alcuni dei luoghi più suggestivi del Vomero: il Parco della Floridiana, il Museo Duca di Martina (che celebra il suo centenario), la Chiesa di San Gennaro al Vomero, la Pedamentina di San Martino e il Piazzale San Martino, spazi scelti per la loro capacità di evocare luce, verticalità e respiro.

Tra le proposte della rassegna, le visite guidate teatralizzate L’aerea Pedamentina e la bianca Certosa, che si svolgeranno sabato 9 e domenica 10 maggio, alle ore 9.00 e alle ore 11.30, e domenica 24 maggio, alle ore 15.00 e alle ore 17.30, con partenza da Largo San Martino. Un itinerario immersivo che attraversa la Pedamentina fino alla Certosa di San Martino, tra scorci meno battuti, in cui il racconto storico si intreccia con leggende e suggestioni, culminando in un finale scenico dedicato a figure simboliche della tradizione napoletana.

Accanto ai percorsi guidati, il progetto proporrà attività laboratoriali aperte alla partecipazione attiva del pubblico, dalle ore 11.30 alle 13.30 sullo scalone monumentale del Parco della Floridiana (in caso di maltempo, nella Sala Orientale del Museo Duca di Martina)

In programma sabato 9 maggio La pagina bianca a cura di Ciro Sabatino, domenica 10 maggio La maschera bianca e domenica 24 maggio Di punto in bianco, entrambi a cura di Alfredo Mundo. I laboratori, tra scrittura creativa e improvvisazione teatrale, coinvolgono adulti e bambini in un’esplorazione del bianco come origine, spazio di possibilità e apertura all’immaginazione.

Il calendario si arricchisce di momenti performativi e spettacoli teatrali, a partire da lunedì 18 maggio, ore 19.30 al Teatro Diana, con Canzoni per il Commissario Ricciardi, di e con Maurizio de Giovanni, affiancato da Marianita Carfora, Giacinto Piracci, Rocco Zaccagnino e Marco Zurzolo al sax.

Le canzoni non abitano un luogo, lo attraversano. Si posano sulla memoria come una luce leggera e continuano a vivere anche quando il suono si spegne. Lo spettacolo diviene un’esplorazione emotiva in cui la musica diventa traccia di memoria e attraversamento sensibile della città.

Rosaria De Cicco e Massimo Masiello saranno interpreti di Lettere al vento, che andrà in scena venerdì 22 maggio, alle ore 20.00 nella Chiesa di San Gennaro al Vomero, e sabato 23 maggio, alle ore 12.00 sullo scalone monumentale della Floridiana. Uno spettacolo che restituisce una Napoli poetica e plurale attraverso lettere senza destinatario, sospese tra quotidiano e simbolo. Un viaggio in una città che scrive mentre respira.

A completare la programmazione sarà la mostra Lo spazio bianco - l’aria che attraversa Napoli, visitabile da venerdì 15 a domenica 31 maggio presso il Museo Duca di Martina, realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Un itinerario sensoriale fatto di installazioni e opere site-specific che dialogano con luce, architettura e paesaggio, invitando a una fruizione lenta e contemplativa.

Le sale accoglieranno opere e installazioni site-specific che dialogano con luce, architettura e paesaggio. Un invito a una fruizione lenta e contemplativa, dove arte, natura e cittadinanza si incontrano

Nel Bianco e nel vento si configura così come un’esperienza culturale complessa e stratificata, capace di attivare uno sguardo nuovo sulla città. Un progetto che non si limita a raccontare Napoli, ma la attraversa e la restituisce come spazio vivo, in cui arte, memoria e partecipazione si intrecciano in un dialogo continuo.

 

 

Nel Bianco e nel Vento

9 > 31 maggio 2026, nell’ambito del Maggio dei Monumenti 2026

Parco della Floridiana, Museo Duca di Martina, Chiesa di San Gennaro al Vomero,

Pedamentina di San Martino, Piazzale San Martino

Info e prenotazioni 0815422088, emaisupporto@ilpozzoeilpendolo.it

web www.ilpozzoeilpendolo.it



Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni al Vinitaly ha dato una visibilità nazionale ai vini del Parco

Successo per la partecipazione dell'Ente al più importante salone vitivinicolo internazionale: 90.000 presenze, operatori da 135 Paesi e una copertura mediatica nazionale che ha portato il Cilento e i suoi vini all'attenzione di un pubblico che va ben oltre il settore.

Novantamila visitatori, quattromila aziende espositrici, operatori e buyer provenienti da 135 Paesi in tutto il mondo: questi i numeri del Vinitaly 2026, la 58ª edizione del salone internazionale del vino e dei distillati che si è tenuta a Veronafiere nel mese di aprile.

È in questa cornice, la più importante vetrina mondiale per il vino italiano, che il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha scelto di presentarsi portando il racconto della propria vitivinicoltura, delle sue radici storiche e della sua biodiversità a un pubblico internazionale di primo piano.

Una presenza che non è passata inosservata. La partecipazione del Parco ha generato una copertura mediatica di rilievo nazionale. In particolare di Canale 5 con il TG5, di Raiuno con UNO MATTINA e Radio2 con DECANTER, portando all'attenzione di un pubblico ampio e trasversale, ben oltre il perimetro degli addetti ai lavori il vino e le bellezze paesaggistiche del Cilento. Un risultato significativo in una manifestazione che ha accreditato 2.000 giornalisti da 30 Paesi, e in cui farsi notare richiede una proposta capace di distinguersi nel rumore di fondo di migliaia di etichette e stand.

Il segreto di quella visibilità, secondo il Presidente del Parco Giuseppe Coccorullo, non è nella quantità ma nell'autenticità del racconto:

«La nostra presenza al Vinitaly non è solo una vetrina commerciale, ma una scelta politica e culturale precisa. Valorizzare il nostro vino significa promuovere l'identità stessa del Cilento: una terra di biodiversità tutelata e tradizioni che diventano opportunità economica e turistica. La visibilità che il Vinitaly ci ha restituito — con la presenza su importanti testate nazionali — dimostra che il racconto del Cilento, quando viene portato sui palcoscenici giusti, sa arrivare lontano e parlare a un pubblico molto più ampio di quanto ci si possa aspettare.»

Vitigni autoctoni e Guida ai vini: cosa ha raccontato il Parco a Verona
Al centro della presenza cilentana, due presentazioni che hanno attirato l'attenzione di operatori e stampa. La prima: i risultati del progetto "Riscoperta e valorizzazione dei vitigni minori del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni", un lavoro di recupero di varietà autoctone a rischio di estinzione, custodi di una storia agricola secolare e simboli di quella Dieta Mediterranea riconosciuta Patrimonio UNESCO. La seconda: la presentazione della "Guida ai vini del Parco", strumento editoriale che racconta il terroir cilentano a professionisti, appassionati e turisti, e che contribuisce a costruire l'immagine di un vino sempre più presente nei mercati nazionali e internazionali.

Le degustazioni guidate dagli esperti di FISAR e AIS hanno completato il quadro, offrendo ai visitatori un'esperienza diretta del terroir e dei vitigni simbolo del Parco.

 

Nella la foto la delegazione del Parco Nazionale del Cilento al Vinitaly'  

Al via la Prima Edizione del Premio Culturale Acqua Nocera Umbra

Presentata la nuova bottiglia in vetro dedicata all’alta ristorazione; occasione importante per un focus su un settore in continua crescita che solo in Italia vede un consumo che supera i 15 miliardi di bottiglie e i 257 litri pro capite l’anno.

Acqua Nocera Umbra presenta la nuova bottiglia in vetro dedicata all’alta ristorazione, segnando il proprio ingresso nel canale horeca e presso i grossisti. Una nuova referenza, sviluppata in un formato inedito, che rappresenterà la top label dell’azienda del Gruppo SEM.


Il progetto, annunciato lo scorso anno in occasione delle celebrazioni per i 130 anni dell’acqua al Castello di Solfagnano (Perugia), nasce con l’obiettivo di presidiare un segmento di mercato fino ad oggi non coperto dal brand. La strategia prevede una prima diffusione nelle aree del Centro-Sud Italia, per poi estendersi progressivamente a livello nazionale. La produzione avverrà presso lo stabilimento di Nocera Umbra, in provincia di Perugia, che comprende le Fonti Angelica e Flaminia. Il sito impiega circa 50 collaboratori e vanta una capacità produttiva annua di 150 milioni di bottiglie, di cui il 90% in PET. 


“La nuova bottiglia in vetro rappresenta per noi molto più di un nuovo prodotto: è un passo strategico che segna il ritorno di Acqua Nocera Umbra nel mondo della ristorazione di qualità”, dichiara il Presidente del Gruppo SEM, Claudio Turchi. “Abbiamo voluto creare una proposta capace di coniugare eleganza, identità territoriale e sostenibilità, rispondendo alle esigenze di un mercato sempre più attento all’esperienza complessiva del consumatore. Questo progetto testimonia la nostra volontà di crescere innovando, senza mai perdere il legame con le nostre radici”.


Il lancio della nuova bottiglia si inserisce nel percorso di crescita del Gruppo SEM, oggi una delle realtà più dinamiche nel panorama italiano dell’estrazione e imbottigliamento di acque minerali naturali. Con sede principale a Vignola, nel distretto modenese, il Gruppo ha sviluppato nel tempo una presenza nazionale e internazionale, mantenendo un forte legame con i territori di origine delle proprie fonti.


La nuova bottiglia è stata presentata attraverso un menu esclusivo, “Le Sorgenti del Sapore”, firmato dallo chef stellato Francesco Apreda, che ha valorizzato l’Acqua Nocera Umbra come ingrediente, integrandola in diverse creazioni del percorso gastronomico.


La storia moderna dell’azienda prende avvio nel 1984 a Fanano, sull’Appennino modenese, con la valorizzazione dell’Acqua Minerale Naturale Monte Cimone. Da allora il Gruppo ha intrapreso un percorso di crescita progressiva, acquisendo marchi storici e siti produttivi di eccellenza: dalle Sorgenti Clavdia nel Lazio, con le fonti Clavdia e Giulia, al polo Nocera Umbra Fonti Storiche in Umbria, alimentato da sorgente Angelica, già nota fin dal Cinquecento, e dalla più recente Fonte Flaminia, fino a Nuova Samicer, in provincia di Reggio Emilia, con le fonti Ventasso e Lieta.


L’identità del Gruppo SEM si fonda su un equilibrio tra tradizione e innovazione, anche attraverso il legame con il nome Bisleri. La famiglia Bisleri, guidata da Felice Bisleri, ha segnato la storia industriale italiana già alla fine dell’Ottocento, contribuendo alla diffusione di prodotti legati al benessere e alla salute. Ancora oggi, in mercati internazionali come l’India, il nome Bisleri è sinonimo di acqua minerale.


Oggi il Gruppo SEM raccoglie questa eredità coniugando qualità, sostenibilità e innovazione tecnologica, sviluppando nuove sinergie nel settore beverage e valorizzando risorse naturali e comunità locali.


In questo contesto si inserisce anche il lancio della prima edizione del Premio Acqua Nocera Umbra – Fonte Angelica, che si terrà il prossimo 22 maggio presso il Castello di Solfagnano. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare, in chiave culturale, l’esclusività e la tradizione di un prodotto storico del Made in Italy, premiando personalità del mondo dell’informazione, dello sport e della cultura che, con il loro operato, contribuiscono a promuovere e rappresentare l’eccellenza e l’identità italiana. 


“Tanto la nuova etichetta quanto l’istituzione del premio manifestano la nostra volontà di portare l’acqua al centro dell’attenzione”, sottolinea Matteo Marchi, Direttore Generale del Gruppo SEM. “Stiamo parlando di un settore che sviluppa numeri importanti, basti pensare che solo in Italia vengono consumati oltre 15 miliardi di litri di acqua in bottiglia l’anno, in pratica 257 litri pro capite. E’ un fatto culturale, una tradizione che attraversa le generazioni e che fa dell’acqua imbottigliata un simbolo, non sempre adeguatamente riconosciuto, del Made in Italy”.

IL "MAGGIO DEL PONTANO", CULTURA, ARTE E SCIENZA ANIMANO LE SALE DI PALAZZO CARIATI

Mercoledì 13 maggio ore 18.00, Sala degli Specchi Istituto G. Pontano: Presentazione del libro di Ennio e Furio Cascetta "Vittorio - l'uomo, il padre, il politico" (Editoriale Scientifica 2026). 

Un appuntamento imperdibile all'insegna della storia e della cultura promosso dall'Istituto Pontano. Si parlerà della storia di Vittorio Cascetta, dai primi anni come studente del Pontano a quelli in cui è stato docente presso l'Istituto, per poi dedicarsi alla lunga carriera politica. 

PROGRAMMA
Saluti Istituzionali 
Presidente Pasquale Antonio "Cicci" Serra 
Preside Emma Armentano; 
Introduzione a cura del Notaio Dino Falconio, 
Modera il giornalista Giovanni Chianelli.  
Al termine seguirà un piccolo rinfresco. 
V. locandina allegata


Venerdì 15 maggio ore 18.30, Cappella Istituto G. Pontano: La notte di Calliope III Edizione
la serata è dedicata ai Soci dei Rotary Club che, animati da spirito di servizio e forte senso etico, diventano modelli di riferimento e fonte d’ispirazione per le future generazioni. 

PROGRAMMA
Saluti istituzionali
Pasquale Antonio Serra, Presidente Istituto Pontano
Angelo Di Rienzo, Governatore Distretto 2101 R.I
Riconoscimenti - Servire Uniti per fare del bene
Modera Giuliana Covella, Scrittrice e giornalista de Il Mattino
V. locandina allegata


Sabato 16 maggio ore 8.30, Sala degli Specchi: Un viaggio in Tandem II edizione: obesità e scompenso.   
Oggi in Italia il 40% degli adulti è in sovrappeso, il 20% è obeso. Dal 30 settembre 2025 l'obesità è una malattia il nostro Paese, primo al mondo, l'ha riconosciuta come tale. L'obesità è il primo fattore di rischio di molte, gravi patologie croniche come tumore, demenza, diabete, le patologie cardio e cerebrovascolari. Un disastro che, se non affrontato, avrà costi enormi per le persone e per la società. 
Presidente Onorario: Prof. Paolo Golino
Responsabili Scientifici: Prof. Francesco Natale, Prof. Giovanni Cimmino
PROGRAMMA
V. Allegato


Sabato 30 maggio ore 10 Sala degli Specchi: Premio Letterario "G.Pontano" IV Edizione - Il coraggio della libertà
L'edizione 2026 del Premio Letterario "G.Pontano" è dedicata alla Prof.ssa Concetta Lauro. 

MODALITÀ DI ISCRIZIONE 
La partecipazione è gratuita: al concorso possono partecipare gli studenti di tutte le scuole di Napoli che frequentino, nell’a. s. 2025-2026, il triennio. Gli elaborati dovranno pervenire entro il giorno 24 maggio 2026, via mail, al seguente indirizzo: premioletterariopontano@istitutopontano.org. Le sezioni sono: 1) POESIA INEDITA 2) NARRATIVA INEDITA (max 5 cartelle, larghezza cartelle 30 righe per 1800 battute) 3) POESIA INEDITA IN LINGUA INGLESE.  

NORME GENERALI 
Ogni autore invierà via mail all’indirizzo: premioletterariopontano@istitutopontano.org l’opera proposta includendo le generalità dell’autore, un indirizzo e-mail, un recapito telefonico e la scuola di provenienza  
Saranno premiati i primi tre classificati di ciascuna sezione che riceveranno i seguenti premi: 3° classificato: un buono Amazon di 50 euro - 2° classificato: un buono Amazon di 100 euro - 1° classificato: un buono Amazon di 150 euro. I vincitori ed eventuali autori meritevoli di un premio speciale di ogni categoria, verranno proclamati e resi pubblici solo durante la premiazione. Tutti i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione La cerimonia di premiazione si terrà presso l’Istituto Pontano di Napoli in data 30 maggio 2026.