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venerdì 20 marzo 2026

III edizione del Premio Carlo Mazzacurati dedicato al Miglior Personaggio, menzione speciale al Film Nascosto e un nuovo riconoscimento al Personaggio d’Onore



Nominati i 5 film finalisti che saranno valutati dalla giuria ufficiale composta quest’anno da Francesca Comencini, Marco Pettenello e Marina Zangirolami Mazzacurati. 


Si svolgerà a Vicenza il 12 aprile, la terza edizione del Premio Carlo Mazzacurati, dedicato al regista padovano, promosso dal Cinema Odeon di Vicenza e dalla Scuola di Cinema Carlo Mazzacurati, in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo, che premia il Miglior Personaggio tra quelli dei film usciti nelle sale cinematografiche nell’ultima stagione e assegna una Menzione Speciale al Film Nascosto.

 

La giuria ufficiale composta da Francesca Comencini, Marco Pettenello e Marina Zangirolami Mazzacurati, sceglierà il vincitore della terza edizione del Premio, tra i cinque candidati:

 

Marcello - Enrico Borello in La città proibita di Gabriele Mainetti

Elisa - Barbara Ronchi in Elisa di Leonardo Di Costanzo

Gela - Aurora Quattrocchi in Gioia mia di Margherita Spampinato

Lui - Valerio Mastandrea in Nonostante di Valerio Mastandrea

Santino - Alessandro Borghi in Testa o Croce? di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis

 

 

Si aggiunge in questa terza edizione un riconoscimento che racchiude il senso del Premio Mazzacurati: il Premio al Personaggio d’Onore, che quest’anno va a Gianni Di Gregorio (Pranzo di Ferragosto, Lontano lontano, Come ti muovi sbagli) per aver costruito un personaggio unico e universale che attraversa i film che abita con ironia e malinconia. Che, con la sua mitezza, si impone con forza e rimane impresso, come se avesse una vita propria anche al di fuori delle storie dove lo incontriamo al cinema.

 

Dal 9 all’11 aprile al Cinema Odeon di Vicenza verranno proiettati i 3 film finalisti, mentre il 12 aprile, durante la serata di premiazione condotta da Federico Pontiggia, giornalista e critico di Cinematografo, saranno premiati i vincitori. Per l’occasione, è prevista la partecipazione speciale di Natalino Balasso.

 

Location e promotori:

Cinema Odeon di Vicenza: Il Cinema Odeon di Vicenza è oggi la sala cinematografica dall’attività continuativa più longeva in Italia, avendo avviato le proiezioni fin dal 18 maggio 1907 senza interruzioni fino ai giorni nostri, nemmeno durante le due guerre mondiali. In quasi 120 anni d’esercizio sono stati proiettati oltre 17.000 film.

 

Scuola di Cinema Carlo Mazzacurati: La Scuola di Cinema Carlo Mazzacurati nasce dopo l’esperienza del Master in Sceneggiatura con l’Università di Padova. Offre corsi di alta specializzazione con i migliori professionisti del settore.

 

Partner:

Fondazione Ente dello Spettacolo: Istituita nel 1947, promuove la cultura cinematografica su mandato della Conferenza Episcopale Italiana attraverso la Rivista del Cinematografo, Cinematografo, le iniziative festivaliere, il Premio Robert Bresson, i Cinematografo Awards, l’editoria, le newsletter e i podcast.

 

Il premio:

Il Premio Carlo Mazzacurati ha un approccio indipendente verso i personaggi cinematografici che nascono da un’ispirazione artistica pura, non necessariamente protagonisti, ma figure che rimangono credibili nel loro insieme, dando la stessa importanza all’idea, alla scrittura, al casting, alla direzione, all’interpretazione fino ai costumi e il trucco. La menzione speciale al Film Nascosto vuole invece individuare il film italiano che più degli altri avrebbe meritato maggiore diffusione e attenzione.

 

Il Premio al Miglior Personaggio consisterà in una speciale targa in pietra di Vicenza con l’illustrazione originale che rappresenta il Premio, opera dell’artista Lorenzo Mattotti, mentre la menzione al Film Nascosto, oltre al riconoscimento materiale, si propone di riportare il lungometraggio al pubblico con sale e arene d’essai che collaborano con il Premio, alla presenza del regista.

 

PREMIO CARLO MAZZACURATI

www.premiomazzacurati.it

info@premiomazzacurati.it

Instagram: @premiomazzacurati




Spazio Rossellini, al via la rassegna "Le ali della libertà" (23–27 marzo)

Cosa accade quando il teatro smette di limitarsi a rappresentare il reale e diventa esso stesso spazio di liberazione? Nasce da questa urgenza LE ALI DELLA LIBERTÀ — quando il teatro libera e include, la rassegna ideata da Giovanni Anversa - Presidente ATCL e Isabella Di Cola - Direttrice Artistica ATCL, promossa da ATCL, in programma dal 23 al 27 marzo alle ore 20.00 presso lo Spazio Rossellini di Roma. Cinque serate consecutive, cinque esperienze sceniche diverse per linguaggio e poetica ma unite da un medesimo orizzonte: restituire voce, presenza e dignità artistica a chi troppo spesso resta ai margini dello sguardo sociale — persone con disabilità, individui segnati dalla detenzione, vite sospese tra identità, migrazione e isolamento.

 

Il titolo, evocato da uno dei film più celebri della storia del cinema, diventa qui dichiarazione programmatica: raccontare esperienze esemplari di inclusione sociale attraverso le arti performative. In questo percorso, ATCL con Spazio Rossellini si è affermato come punto di riferimento e motore di progettualità che riconoscono nel teatro, nella danza e nella musica strumenti concreti di espressione, consapevolezza e relazione per soggetti fragili o marginalizzati. Salire su un palcoscenico aperto al pubblico non è soltanto un atto artistico ma un gesto di libertà reale, capace di mettere simbolicamente “le ali” a chi sceglie di esporsi con la propria unicità per parlare a tutte e tutti. Le arti sceniche diventano così ali di libertà per chi è rimasto a lungo confinato nelle prigioni della disabilità fisica o psichica, per chi è stato ridotto alla sola etichetta di “straniero”, per chi conosce la reclusione come condizione esistenziale.

 

Dichiarazioni di Giovanni Anversa e Isabella Di Cola

“Il progetto di ATCL con Spazio Rossellini si sta affermando come un punto di riferimento sempre più significativo per le esperienze teatrali del territorio e oltre, nel segno di un’offerta di spettacoli dal vivo attenta alla ricerca, alla drammaturgia contemporanea e alle arti performative. In questo quadro abbiamo voluto richiamare l’attenzione del pubblico sull’importanza del teatro e della danza come occasioni di inclusione e di liberazione sociale e culturale per chi vive condizioni di marginalità o è privato di opportunità. “Le ali della libertà” è un richiamo forte e coinvolgente alle radici dell’espressione corporea, principio capace di rendere l’essere umano libero anche quando è limitato da una disabilità, da una discriminazione sociale o dalle sbarre di un carcere. Attraverso gli spettacoli in programma, attori, performer e danzatori daranno voce a una scena contemporanea vitale e plurale, capace di trasformare linguaggi artistici in strumenti di riscatto e inclusione. Un forte invito alla condivisione e alla solidarietà, segno tangibile di questo percorso intensivo dentro un teatro che libera e riafferma con forza la propria funzione sociale”.

 

La rassegna si propone inoltre di intessere relazioni vive con il territorio, coinvolgendo associazioni, istituzioni culturali e realtà accademiche — tra cui Università Roma Tre,Sapienza Università di Roma, Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli, Fondazione Teatro di Roma.

 

Il percorso si apre il 23 marzo con Mistero Buffo, capolavoro di Dario Fo e Franca Rame, affidato all’interpretazione solitaria e virtuosistica di Matthias Martelli, diretto da Eugenio Allegri. Il 24 marzo la scena accoglie La comprensione della diversità — Trent’anni di ricerca teatrale integrata, progetto a cura di Roberto Gandini, esito di un lungo percorso artistico e pedagogico del Laboratorio Gabrielli prodotto dal Teatro di Roma.Il 25 marzo la danza entra nello spazio performativo con Hikikomori, creazione coreografica di Vito Alfarano, che indaga la solitudine volontaria contemporanea attraverso i corpi di Cassandra Bianco e Francesco Biasi. Il 26 marzosarà la volta diLa Caja de Concreto, testimonianza scenica dell’attivista venezuelano Lorent Saleh, diretto da Alessandro Ienzi, racconto diretto di prigionia, resistenza e libertà riconquistata. La rassegna si conclude il 27 marzo con G+RDi muri abbattuti e cuori aperti, di Bartolini/Baronio, spettacolo che chiude un anno di lavoro a Matemù e unisce tutti i laboratori che lo abitano: teatro, musica, canto, rap e breakdance, in un viaggio ispirato a Romeo e Giulietta di Shakespeare.

 

Più che una sequenza di spettacoli, Le ali della libertà si configura come un attraversamento civile e poetico: la dimostrazione che il teatro non è soltanto linguaggio estetico, ma pratica viva capace di generare comunità, ascolto e trasformazione condivisa.

 

 

PROGRAMMA

23 marzo ore 20.00

MISTERO BUFFO

di Dario Fo e Franca Rame

con Matthias Martelli 

Regia Eugenio Allegri

Aiuto regia Alessia Donadio

Produzione Teatro Stabile di Torino

Distribuzione Terry Chegia

Matthias Martelli tornerà in scena con Mistero buffo– considerato il capolavoro di Dario Fo - nella versione che fu diretta da Eugenio Allegri. Il verbo delle “giullarate” in questo allestimento torna al pubblico con una nuova energia dopo aver conquistato le platee italiane e straniere con il suo mix esplosivo di comicità, poesia e denuncia sociale. Mistero buffo, scritto nel 1969, è considerato il seme del teatro di narrazione: un atto unico composto da monologhi ispirati a temi religiosi e reinventati attraverso il grammelot, la lingua onomatopeica che rese celebre Fo. A dieci anni dalla scomparsa del premio Nobel, il ritorno sulle scene di questo allestimento intende celebrarne lo spirito satirico e irriverente. Matthias Martelli nella riproposizione di quest'opera straordinaria, è solo in scena, senza trucchi, con l'intento di coinvolgere il pubblico nell'azione drammatica, passando in un lampo dal lazzo comico alla poesia, fino alla tragedia umana e sociale. Mistero Buffo non è il risultato di una ricerca libresca, astratta, sulla cultura popolare nel Medioevo, ma è innanzitutto la possibilità di ritrovare una nuova visione del mondo: quella della storia fatta dal popolo, vissuta e raccontata dal popolo stesso in opposizione alla storia ufficiale. In questo contesto il giullare era il giornale parlato del popolo. Attraverso la sua voce il popolo parlava in prima persona demistificando il sacro e il potere, utilizzando l’arma del riso e del grottesco. Il lavoro affonda le sue radici in una forma di teatro che, attraverso la lingua corporale ricostruita col suono, con le onomatopee, con scarti improvvisi di ritmo, con la mimica e la gestualità spiccata dell’attore, passa continuamente dalla narrazione all’interpretazione dei personaggi, trasformandoli all’occorrenza dal servo al padrone, dal povero al ricco, dal santo al furfante, per riprodurre sentimenti, reazioni, relazioni, e tutte quelle altre cose che costituiscono quella rappresentazione sacra e profana chiamata Commedia.

Perché vederlo? Non siamo più negli anni ’70, il clima nel paese è completamente mutato, non c’è più quel fermento culturale, di lotta politica alta, drammatica, epocale. Eppure, la forza di Mistero Buffo è ancora la stessa, perché è un classico del teatro politico universale, fortemente legato al suo autore, Dario Fo. Ora l’autore non c’è più ma il suo lascito politico, teatrale e culturale è inossidabile.

 

24 marzo ore 20.00

LA COMPRENSIONE DELLA DIVERSITA’ - Trent'anni di ricerca teatrale integrata

Work in progress del saggio spettacolo “Pinocchia, adolescente di legno"

testi di Roberto Gandini e Roberto Scarpetti

regia Roberto Gandini

elementi di scena Tiziano Juno

musica Federico Pappalardo

con Maura Ceccarelli, Flavio Corradini, Rebecca Gentile, Alessandro Giorgi. Alexia Giulioli, Samuel Kowalik,

Edoardo Maria Lombardo, Andres Lucas, Matteo Marcelli, Anita Marziali, Laura Mastrangeli, Andra Maria

Murgu, Aurora Orazi, Ettore Pettinelli, Fabio Piperno, Edoardo Ricotta, Marcello Selvatino, Elena Sili, Lucia

Zorzoli

assistente alla regia Davide Marinacci

suggeritrice Irene Falaschi

coordinamento pedagogico Anna Leo

coordinamento specialistico Roberta Penge

segreteria L.T.I. Piero Gabrielli Giorgio Lourier

ufficio attività culturali Ilaria Iuozzo, Gaia Polidori

responsabile Silvia Cabasino

staff tecnico della Fondazione Teatro di Roma

si ringrazia Lea Giamattei, dottoranda XL ciclo Conservatorio di Brescia e Accademia di Danza

produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale / Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli

 

Nel 2026 il Laboratorio Gabrielli sarà al trentunesimo anno di attività in questo tempo, l’approccio allacreazione inclusiva si è arricchito di esperienza laboratoriale e di tecniche interpretative. Questa performanceattraversa alcuni passaggi chiave del percorso artistico del Laboratorio e offre al pubblico un’anticipazionedel saggio/spettacolo “Pinocchia, adolescente di legno” che debutterà al Teatro Elsa Morante il 30 maggio2026.Il personaggio che più di ogni altro ha segnato la drammaturgia del Laboratorio Gabrielli, oltre alle figure natedalla fantasia di Gianni Rodari, è stato Pinocchio: il diverso per antonomasia. Nel bicentenario dalla nascitadel suo autore, Carlo Collodi, ci siamo chiesti: cosa accadrebbe se dal famoso “ciocco di legno” nascesse unaburattina? Una prima risposta la daremo con La comprensione della diversità, insieme a 19 attrici e attori,con e senza disabilità, in scena con musica dal vivo.

Definire in anticipo ciò che verrà presentato al pubblico non è semplice – scrive Roberto Gandini - Il processo teatrale, per sua natura,procede per ipotesi, revisioni e scarti: quel ragazzo a cui è stata affidata la parte è più bravo del previsto,quella ragazza con disabilità fa venire fuori un aspetto della storia a cui non si era pensato… Le provediventano così uno spazio di ricerca in cui il senso dello spettacolo prende forma progressivamente,

attraverso un’elaborazione condivisa.

L’adolescenza è una patologia dalla quale i più guariscono. Ma a che prezzo e con quali passaggi?Pinocchia non vuole andare a scuola, non vuole lavorare, vuole stare con gli amici, vuole scappare. È “umanatroppo umana” anche se è fatta di legno ed è alla ricerca disperata di un’altra identità. Pinocchia vuole esserecome gli altri, ma chi sono gli altri? I suoi simili sono i burattini che l’accolgono e le vogliono bene. Anche leiama quei “diversi”, ma non le basta. Allora corre incontro all’amore che scopre con Lucignolo, e corre versoesperienze che l’abbrutiscono e la rendono un’asina! Pinocchia, attraverso questa sofferenza, acquisiràl’identità tanto desiderata. E vissero felici e contenti? No, perché la ricerca dell’identità è una trama con moltisequel.

 

25 marzo ore 20.00

HIKIKOMORI
coreografo Vito Alfarano

idea e progettazione Vito Alfarano e Marcello Biscosi

regia e coreografia Vito Alfarano

ricerca musicale Marcello Biscosi

danzatori Cassandra Bianco e Francesco Biasi

produzione AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica

co-produzione: Fabula Saltica

 

Hikikomori è un termine giapponese che significa letteralmente "stare in disparte"; lo spettacolo invita il pubblico ad aprire una stanza simbolica e ad attraversare un universo fatto di silenzi, ritratti e gesti sospesi. Lo spettacolo nasce dall’osservazione di un fenomeno sempre più diffuso: quello delle giovani e dei giovani che scelgono di ritirarsi dalla vita sociale, isolandosi nella propria stanza. Il termine giapponese “hikikomori” significa letteralmente “stare in disparte” e descrive chi, per motivi diversi, decide di collocare ai margini la realtà esterna. In Italia questa condizione riguarda almeno 200.000 persone tra i 14 e i 30 anni.

Il lavoro non si limita a raccontare l’isolamento, ma lo traduce in esperienza sensibile attraverso il corpo, mostrando il processo che conduce dalla prima pulsione al ritiro fino alla quasi totale separazione dal mondo. Le cause possono essere molteplici: una particolare sensibilità individuale, difficoltà relazionali, esperienze scolastiche negative o episodi di bullismo, oltre alla pressione sociale. La tecnologia non viene considerata origine del fenomeno, bensì spesso esito e rifugio, uno spazio sicuro e controllabile nel quale trovare sollievo.

Durante la performance prende forma progressivamente una stanza, concepita come spazio simbolico dell’isolamento. La danza segue e rende visibili le fasi del percorso: dall’emergere iniziale di un disagio relazionale ancora compatibile con la vita sociale, alla scelta consapevole del ritiro che comporta il rifiuto delle uscite, l’abbandono scolastico e l’inversione dei ritmi quotidiani, fino alla condizione estrema in cui si interrompono anche i contatti online e aumenta il rischio di sviluppare forme di sofferenza psicologica come depressione o paranoia.

Un elemento distintivo della performance risiede nell’autonomia tecnica dei due danzatori, che gestiscono direttamente musica e luci utilizzando cellulari collegati via Bluetooth e faretti autoalimentati spostati e attivati in scena. Questo dispositivo scenico riflette simbolicamente la capacità delle persone hikikomori di controllare il proprio microcosmo, uno spazio interamente regolato secondo logiche personali.

Hikikomori si configura così come un invito a entrare nella stanza, osservare, ascoltare e riflettere. La danza diventa linguaggio capace di rendere percepibile il processo interiore, le oscillazioni tra desiderio di contatto e impulso al ritiro, e la possibilità, sempre latente, di riaprirsi alla relazione sociale. Anche dietro il silenzio più profondo, suggerisce lo spettacolo, esiste un percorso fatto di esperienza, emozione e potenziale ritorno al mondo.

 

 

26 marzo ore 20.00

LA CAJA DE CONCRETO

con Lorent Saleh

regia Alessandro Ienzi

produzione Raizes Teatro 

La Caja de Concreto nasce dall’incontro con Lorent Saleh: una presenza viva, una vita capace di ispirare. Lorent ha vissuto sulla propria pelle gli orrori di una dittatura che si scaglia contro chi osa manifestare idee diverse e plurali, un potere che ancora oggi tenta di schiacciare i propri cittadini, guidato da un’oligarchia disposta a tutto pur di mantenere saldo il controllo.

Con la sua azione pubblica, insieme ad altri giovani venezuelani che credevano in un futuro democratico, Lorent ha messo in discussione quel potere. La risposta è stata brutale. Il suo corpo e il suo animo portano ancora le cicatrici di uno Stato che lo ha sequestrato, torturato, privato dei diritti fondamentali. Eppure, non è riuscito a spegnere la sua voce.

Questo è stato il punto di partenza della nostra esplorazione: la forza di un essere umano che affronta la violenza estrema e il coraggio necessario per riconoscere una verità crudele — chi ti tortura, chi ti opprime, chi esercita violenza contro di te, è un essere umano come te.

Il percorso artistico è stato lungo e profondo. È partito dalle poesie scritte da Lorent durante la prigionia e si è sviluppato attraverso la relazione tra spazio fisico e spazio interiore. Una stanza bianca, piccola, illuminata da una luce accecante. Temperature rigide. Il rumore incessante dell’aria condizionata. Un corpo segnato, ferito. E infine quello spazio invisibile e intangibile che nessuna cella può contenere: l’animo.

Connettendo questi tre spazi — il corpo, la stanza, l’interiorità — abbiamo indagato dove si toccano e dove invece restano irriducibili l’uno all’altro. Abbiamo esplorato quanto la modifica dello spazio esterno influenzi il nostro equilibrio interiore e quanto, allo stesso tempo, esista una dimensione che può resistere.

Siamo esseri liberi finché gli spazi che abitiamo permettono al nostro animo di muoversi secondo i propri impulsi naturali. Quando la libertà esteriore viene negata, resta una possibilità: custodirla dentro di sé. Non come evasione, ma come atto di resistenza.

Questo è il viaggio dentro la “cassa di cemento”: un attraversamento della nostra esigenza più profonda e naturale, quella di essere liberi. Non un racconto eroico, ma un’esperienza condivisa che interroga lo spettatore su cosa significhi davvero libertà, responsabilità, umanità.

 

27 marzo ore 20.00

G+R 

Di muri abbattuti e cuori aperti 

di Bartolini/Baronio

G+R di muri abbattuti e cuori aperti è lo spettacolo che chiude un anno di lavoro a Matemù e unisce tutti i laboratori che lo abitano: teatro, musica, canto, rap e breakdance, in un viaggio ispirato a Romeo e Giulietta di Shakespeare. Abbiamo interrogato l’amore con gioia e libertà, cercando voci, gesti e storie nascoste. La domanda “Cos’è amore per te?” ha guidato la nostra ricerca, tra conflitti, paure, sogni, identità, ribellioni, e grazie alle parole della scrittrice e attivista bel hooks abbiamo scoperto che senza giustizia non può esserci amore. Il nostro G+R sogna un mondo senza muri, dove l’amore è libertà e possibilità. Dentro il testo di Shakespeare tutti i giovani muoiono, soltanto i vecchi rimangono vivi. Gli adulti di questo testo hanno bisogno di vedere la morte dei loro figli per smettere di farsi la guerra, così finisce il dramma di Romeo e Giulietta. Ma Amore non è morte, è il suo contrario, è vita, è la possibilità di vivere la vita liberi: “si può ritrovare l’amore solo se si abbandona l’ossessione del potere e del dominio sugli altri. - scrive ancora Bel Hooks - Un’etica d’amore presuppone che tutti abbiano il diritto di essere liberi, di vivere una vita piena e bella”. Abbiamo scoperto che in ogni persona esiste una Giulietta, o un Romeo, pronti a difendere la libertà di scegliere chi essere e chi amare, pronti a scegliere anche un altro nome per rinascere. Quando Giulietta e Romeo stanno insieme entrano in un altro mondo e parlano un’altra lingua, cantano la lingua dell’arte. L’arte sembra essere una delle risposte per i due personaggi creati da Shakespeare, così come per i ragazzi e le ragazze di Matemù. E così le parole di Shakespeare si intrecciano con quelle scritte da loro per immaginare l’amore come atto di resistenza, arte e verità. In un mondo ancora pieno di ingiustizie sociali ed economiche, in cui l’odio e la guerra governano, come nella Verona di Shakespeare, lo spazio della paura di essere sbagliati, di non essere accettati, lo spazio dell’amore che manca diventa lo spazio del possibile: “Un giorno, qualcuno non avrà paura di macchiarsi le mani nei miei colori, di stropicciarsi nella mia follia, e mi amerà per ciò che sono”, scrive uno dei ragazzi del laboratorio. Anche se questo tempo sembra negarlo, noi scegliamo di crederci. Perché Amore è un faro che sovrasta la tempesta e non vacilla mai. 

 

 

 

INFORMAZIONI
biglietto intero online euro 10,00 + euro 2,00 dp
biglietto intero botteghino euro 12,00

biglietto ridotto botteghino euro 5,00

Biglietteria e bar interno, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Biglietti online su Ticketone.

Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 (il parcheggio non sarà disponibile per la sola data del 23 marzo)

Spazio Rossellini
Via della Vasca Navale 58 – Roma
Tel. 345 2978091

Sono previste riduzioni, promozioni e agevolazioni



Officina Capodimonte, Nella bottega di Colantonio dal 23 al 27 marzo il Laboratorio con UniCampania – CNR-ISPC – INFN-LSN e Incontri con il pubblico 24 e 26 marzo


A Capodimonte per scoprire i segreti 'Nella bottega di Colantonio', la più celebre nella Napoli del primo '400 che attirò nella capitale del Regno anche il giovane Antonello da Messina. Dal 23 al 27 marzo, 'Officina Capodimonte ' apre ai visitatori un cantiere diagnostico nelle sale 67 e 68 del secondo piano allestito di fronte al dipinto del San Girolamo nello studio di Colantonio. Sarà utilizzato lo scanner MacroXRF, sviluppato dall’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR che si avvale della tecnica di imaging avanzata di fluorescenza a raggi X, in grado di documentare in immagini ad alta risoluzione la distribuzione dei singoli elementi chimici presenti negli strati pittorici. Lo studio permetterà di ricostruire sia la tavolozza, sia il processo compositivo, le modifiche in corso d’opera e quindi le finiture di uno dei dipinti centrali per lo studio dell’introduzione in Italia della pittura a olio.

“Officina Capodimonte– dichiara il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt - porta la ricerca nel cuore del Museo, di fronte all'opera, per entrare nel vivo della tecnica artistica. Un racconto che comincia da Colantonio proprio per sottolineare l'importanza della pittura meridionale del ‘400 e in particolare di questo caposcuola. Proseguiremo sempre in parallelo tra indagini in laboratorio e occasioni di apertura al pubblico, per condividere un sapere profondo e stratificato che diventa divulgazione accessibile.”
La tavola con il San Girolamo faceva parte insieme al San Francesco consegna la regola di un unico polittico completato da due serie di tavolette con Beati francescani, disposte verticalmente ai due lati gioiello della chiesa di San Lorenzo a Napoli. La cosiddetta Cona degli Ordini fu precocemente smembrata e i due pannelli principali sono stati riuniti al Museo di Capodimonte nel 1957. Ad essi si sono aggiunti due Beati francescani, recentemente acquisiti grazie al Ministero della Cultura.
L'iniziativa va a completare uno studio condotto all’interno di un Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN “SHARING”), attraverso il quale si è avviata la collaborazione continuativa tra i ricercatori e le ricercatrici– UniCampania – CNR-ISPC e SCITEC– INFN - LNS e i conservatori e storici dell’arte del Museo, ora riuniti nel laboratorio congiunto “Officina Capodimonte”.
Gli esiti di quella ricerca – già completata per quanto concerne il San Francesco consegna la regola – verranno in questa occasione presentati al pubblico con una postazione allestita a fianco del San Francesco, recentemente restaurato grazie al programma "Restituzioni'" di Intesa Sanpaolo. Le indagini hanno permesso di confermare l’appartenenza delle due tavole a un unico retablo - a dispetto di dubbi tuttora avanzati da alcuni studiosi - e soprattutto di approfondire la conoscenza del modus operandi di un maestro di importanza cruciale per la diffusione del Rinascimento nell’Italia meridionale, del quale sfortunatamente pochissime opere certe ci sono pervenute.  Colantonio (attivo in città dal 1440 al 1460 circa), figura chiave del Rinascimento meridionale, si formò al gusto della pittura fiamminga grazie al re Renato d’Angiò, sotto l’influenza dei grandi nordici van Eyck e van der Weyden anche loro provenienti dalle Fiandre o dalla Provenza.
In particolare martedì 24 e giovedì 26 marzo alle h.11,00 sulla scorta delle analisi e dei dati raccolti sono previsti incontri con il pubblico, con studiosi e studenti alla presenza di ricercatori del team di Officina Capodimonte.
“Un laboratorio dentro al museo – dichiara Costanza Miliani del Consiglio Nazionale delle Ricerche -Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale -  non è solo una questione logistica: è una scelta scientifica e culturale. Significa che la ricerca nasce di fronte all'opera, si nutre della sua presenza e ne restituisce al museo, e al pubblico, una conoscenza più profonda. Officina Capodimonte realizza qualcosa di raro: un luogo dove scienza, conservazione e storia dell'arte si interrogano insieme, di fronte all'opera stessa. È la condizione ideale per uno studio dei materiali e delle tecniche esecutive davvero interdisciplinare e per lo sviluppo di nuovi metodi di analisi, e il modello che come CNR-ISPC vogliamo portare avanti.”
Sono passati più di 90 anni dal primo tentativo di creare a Napoli un laboratorio scientifico museale - conclude Marco Cardinali dell’Università della Campania "Luigi Vanvitelli" Dipartimento di Lettere e Beni Culturali - Accadde alla pinacoteca del Museo Nazionale per volere di Sergio Ortolani. E sono passati 70 anni dall’iniziativa ben più strutturata di Bruno Molaioli per ricrearlo al Museo di Capodimonte. Officina Capodimonte nasce con la stessa determinazione, cui si aggiunge la consapevolezza che il successo può essere garantito soltanto dall’alleanza e dalla convergenza tra i diversi approcci disciplinari e tra le mission delle diverse istituzioni coinvolte: ricerca scientifica, didattica e alta formazione, conservazione e promozione culturale. Grazie all’apertura dell’Università della Campania verso la metodologia della Technical Art History, la prospettiva storico-artistica è una delle pietre angolari del nuovo laboratorio congiunto.”
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Officina Capodimonte è il laboratorio congiunto del Real Bosco e Museo di Capodimonte, Dipartimento di Beni Culturali dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, e Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN.
Museo e Real Bosco di Capodimonte
Direttore Generale
Eike Schmidt
Curatrice di dipinti e sculture XIII, XIV e XV sec.
Alessandra Rullo
Restauratori
Alessia Zaccaria
Sara Vitulli
Loris Panzavecchia
Università della Campania "Luigi Vanvitelli", Dipartimento di Lettere e Beni Culturali
    Marco Cardinali
Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale
Costanza Miliani
Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Laboratori Nazionali del Sud
Santo Gammino
Responsabile delle Indagini Macro XRF
Claudia Caliri (CNR-ISPC)

Città della Scienza: nel weekend del 21 e 22 marzo eventi e laboratori per la Giornata Mondiale dell’Acqua


Il 21 e 22 marzo a Città della Scienza il calendario di laboratori in programma è l’occasione per riflettere, anche in chiave educativa, sul valore dell’“oro blu” e sulla necessità di un suo utilizzo consapevole.

“H₂O: viaggio nella scienza dell’acqua”: in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che si celebra il 22 marzo, Città della Scienza di Napoli, dedica il fine settimana del 21 e 22 marzo 2026 a un fitto calendario di attività rivolte a bambini, ragazzi e famiglie, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sull’importanza di una delle risorse più preziose del pianeta, al centro delle sfide ambientali globali e dell’Agenda 2030 dell’ONU.

L’acqua, elemento essenziale per la vita e per gli equilibri ambientali, sarà protagonista di laboratori interattivi ed esperienze scientifiche pensate per avvicinare i più giovani ai fenomeni naturali in modo coinvolgente e accessibile.

Tra le attività proposte, particolare spazio è dedicato ai laboratori didattici.      L’iniziativa “Galleggiamento” è rivolta ai bambini dai 3 ai 6 anni e introduce i più piccoli ai principi che regolano il comportamento dei corpi in acqua, attraverso esperimenti semplici e immediati. Per la fascia 7-10 anni è invece in calendario “Barchette a sapone”, un’attività che permette di osservare in modo diretto il fenomeno della tensione superficiale, grazie al movimento di piccole imbarcazioni di carta. Per i ragazzi più grandi, dagli 11 ai 13 anni, è possibile partecipare a “In una goccia d’acqua”, un laboratorio che consente di esplorare al microscopio un mondo invisibile a occhio nudo, scoprendo la complessità racchiusa anche nelle più piccole quantità d’acqua.

A completare la giornata, il science show “E-Sperimentiamo Con L’acqua”, aperto a tutti, propone una serie di esperimenti spettacolari e facilmente replicabili, pensati per mostrare in modo diretto le proprietà fisiche dell’acqua e il suo ruolo fondamentale nei processi naturali.

I visitatori potranno lasciarsi sorprendere, come di consueto, dagli exhibit del grande museo interattivo Corporea e anche scegliere un viaggio tra stelle e pianeti nel Planetario. In programma anche incontri ravvicinati con il microcosmo degli insetti, nella mostra Insetti & Co, e una tappa con Aphel, il robot umanoide che rende l’esperienza di visita ancora più accessibile, immersiva e ad alta tecnologia. Infine, nella nuova mostra SensAzioni attraverso esperimenti diretti e attività di gioco, grandi e piccoli potranno scoprire come nascono le percezioni.

www.cittadellascienza.it



 

 


 

Al via “Fuori Campo” con proiezioni e formazione per studenti e docenti in quattro province Campane

Iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC-Ministero della Cultura e MIM-Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Napoli, 20 marzo 2026 - Settima Arte e scuola uniti per sensibilizzare i giovani su temi su cui è importante mantenere alta l’attenzione. Prende il via “Fuori Campo - Rete di Cinema Diffuso per la lotta al bullismo e alla violenza di genere”, progetto promosso dall’associazione Arci Movie Napoli nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC-Ministero della Cultura e MIM-Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Il progetto è stato inaugurato al Cinema Pierrot di Ponticelli, nella zona orientale di Napoli, con la proiezione di “Il robot selvaggio” di Chris Sanders accompagnato da una esperta dell’associazione “La Kassandre”. L’evento ha aperto la carrellata di numerose iniziative in cui sono coinvolti oltre 1200 studenti, numerosi docenti e realtà territoriali di quattro province campane che ospiteranno numerose iniziative di formazione gratuite dentro e fuori le scuole. In particolare, “Fuori Campo”, che guarda al cinema come strumento di sensibilizzazione, porta a Napoli, Caserta, Avellino e Benevento percorsi di fruizione e di educazione all’audiovisivo destinati a studenti di ogni età e ai loro insegnanti. A questi si aggiungono le proiezioni in diverse sale e gli incontri con autori, esperti e altri ospiti che accompagnano il lavoro di contrasto al bullismo e alla violenza di genere.

Il progetto, che vede la storica associazione Arci Movie Napoli come capofila di un’ampia rete, propone innanzitutto una rassegna cinematografica con titoli nazionali e internazionali che porta attenzione sui due delicati temi e con l’intenzione di proporre una educazione ai sentimenti attraverso la Settima Arte e la partecipazione di ospiti del mondo del cinema insieme a operatori e operatrici sociali. A questa si aggiungono le attività laboratoriali rivolte agli studenti per sperimentare la scrittura cinematografica e realizzare una produzione audiovisiva. Spazi e momenti di formazione anche per i docenti così da stimolare l’avvicinamento all’audiovisivo e sensibilizzare al processo di creazione e produzione cinematografica che può diventare uno strumento di didattica quotidiana.

“Fuori Campo - Rete di Cinema Diffuso per la lotta al bullismo e alla violenza di genere” è promosso da Arci Movie in collaborazione con l’associazione Le Kassandre, Arci Benevento, associazione Kinetta, Mediateca “Il Monello” di Napoli, Zia Lidia Social Club, Spaccio Culturale, Marano Ragazzi Spot Festival insieme all’Accademia di Belle Arti di Napoli e al Centro Linguistico di Ateneo dell’Università di Napoli Federico II. Nella rete sono coinvolte sei scuole nelle quattro province: a Napoli I.C. 83° “Porchiano Bordiga”, Liceo “Carlo Urbani” e I.C. “M. Troisi” di San Giorgio a Cremano (Na). A Caserta I.C. “Rocco Cinquegrana” di Sant’Arpino. Ad Avellino I.C.S. “Perna - Alighieri”. A Benevento istituto “Galilei Vetrone” di Benevento. A queste si aggiungeranno altre scuole a Napoli per le proiezioni in lingua originale al Cinema Academy Astra, curate dal CLA dell’Università Federico II, e al Cinema Vittoria in sinergia con l’Accademia di Belle Arti di Napoli.


www.cinemaperlascuola.istruzione.it



giovedì 19 marzo 2026

RENDEZ-VOUS - NUOVO CINEMA FRANCESE - OSPITI ISABELLE HUPPERT - DOMINICK MOLL - LÉA DRUCKER- ELSA ZYLBERSTEIN, THIERRY KLIFA E MARINA FOÏS DAL 7-15 APRILE 2026 A ROMA ED IN ALTRE CITTA'

Dal 7 al 15 aprile 2026 torna in Italia RENDEZ-VOUS, un'iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia/Institut français Italia, co-organizzata con Unifrance, dedicata al NUOVO CINEMA FRANCESE, appuntamento ormai imprescindibile per il pubblico italiano amante del cinema d’Oltralpe, che racconta il cinema francese contemporaneo attraverso grandi autori, nuovi sguardi e interpreti di straordinario prestigio. Un “ponte culturale” tra Francia e Italia sempre più solido, che quest’anno vede BNL BNP Paribas Main Sponsor del Festival.

 
La manifestazione, giunta alla sua XVI edizione, aprirà il 7 aprile a Roma, con proiezioni al Cinema Nuovo Sacher e al Centre Saint-Louis. Ma Rendez-Vous sarà presente come gli anni scorsi con sezioni speciali e ospiti in diverse città italiane, nelle sale partner del festival: Cinema Classico a Torino, Anteo Palazzo del Cinema a Milano, Cinema Modernissimo a Bologna, Spazio Alfieri a Firenze, CasaCinema a Napoli e Rouge et Noir a Palermo.

 

Svelato il manifesto ufficiale della nuova edizione, tratto da LA FEMME LA PLUS RICHE DU MONDE / LA DONNA PIU RICCA DEL MONDO di Thierry Klifa, che vede protagonista Isabelle Huppert. Attrice tra le più grandi del cinema contemporaneo, interprete libera e radicale capace di attraversare autori e cinematografie diverse, Huppert sarà l’ospite d’onore del festival e aprirà questa edizione martedì 7 aprile al Cinema Nuovo Sacher proprio con il film di Klifa. La biglietteria aprirà martedì 24 marzo.

 

IL CINEMA INTERROGA LA SOCIETÀ TRA THRILLER, DRAMA E COMMEDIA

Presentati in sala da importanti artisti, i film di Rendez-Vous 2026 indagano la società attraverso tutti i generi del cinema: dal racconto autobiografico al thriller, dal dramma alla commedia, la capacità di emozionare non impedisce di svelare criticità e di porre domande.

 

In LA FEMME LA PLUS RICHE DU MONDE / LA DONNA PIU RICCA DEL MONDO, presentato all’ultimo Festival di Cannes, Huppert interpreta una potente ereditiera al centro di un ritratto affilato e ironico del potere e delle sue fragilità. Insieme all’attrice saranno presenti a Roma anche il regista Thierry Klifa e Marina Foïs, attrice franco-italiana tra le più amate del cinema francese. Il regista presenterà il film anche il 9 aprile al Modernissimo di Bologna. Il film uscirà nelle sale italiane il 16 aprile, distribuito da Europictures.

 

DOSSIER 137 / IL CASO 137, un intenso thriller morale ambientato nel cuore delle istituzioni francesi, è l’ultimo film di Dominik Moll che, insieme alla protagonista Léa Drucker, premiata per questo film con il César come miglior attrice, incontrerà il pubblico il 9 aprile al Cinema Nuovo Sacher. DOSSIER 137 / IL CASO 137 uscirà nelle sale italiane il 16 aprile distribuito da Teodora Film.

 

Tra gli ospiti di questa edizione anche Elsa Zylberstein, protagonista di C’ÉTAIT MIEUX DEMAIN / ERA MEGLIO DOMANI di Vinciane Millereau, film di chiusura del festival a Roma sabato 11 aprile. Attrice tra le più eleganti e sensibili del cinema francese, vincitrice del César per Van Gogh di Maurice Pialat, Zylberstein interpreta qui una donna che si trova a reinventare la propria vita, in un racconto delicato alle seconde possibilità. Il film uscirà nelle sale italiane il 18 giugno, distribuito da Minerva.

 

NUOVI SGUARDI

Tra le novità dell’edizione 2026, l’introduzione di una GIURIA GIOVANI, composta da studenti provenienti da cinque prestigiose università italiane, chiamati a confrontarsi sul cinema francese contemporaneo con un premio ad un’opera prima o seconda della selezione.

Torna inoltre il tradizionale PRIX PALATINE, il Premio assegnato da una giuria di oltre 3000 giovanissimi liceali italiani, ad un film scelto e presentato in collaborazione con il festival. Il film selezionato quest’anno in collaborazione con Rendez-Vous è PARTIR UN JOUR di Amélie Bonnin, che sarà proposto agli studenti attraverso proiezioni dedicate in tredici città italiane.

Rendez-Vous conferma anche una sezione dedicata alle famiglie all’Institut français - CENTRE SAINT-LOUIS.

Tra le nuove collaborazioni del festival figura inoltre il partenariato con la SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA: alcuni studenti di cinema condurranno il Q&A dopo la proiezione di uno dei film del festival, moderando lo scambio tra regista e pubblico.

 

RENDEZ-VOUS 2026 | ORGANIZZATORI E SOSTENITORI

Il più prestigioso evento cinematografico italiano dedicato al cinema francese nasce da un'iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, è realizzato dall’Institut français Italia e co-organizzato con Unifrance, l’organo di promozione del cinema e dell’audiovisivo francese nel mondo.

BNL BNP Paribas è Main Sponsor dell’edizione 2026 e il festival beneficia del sostegno di Borsalino, di Château Livran, dell'Hotel Sofitel Rome Villa Borghese e del Comune di Roma.

 





 

Le proiezioni sono in versione originale con sottotitoli in italiano.

 

rendezvouscinemafrancese.it

institutfrancais.it

it.ambafrance.org

sacherfilm.eu

ifcsl.com

www.unifrance.org

 

 

Giovanni Nappi si dimette dall’Assemblea Nazionale del PD: «Scelta di coerenza»

Giovanni Nappi ha rassegnato le proprie dimissioni da membro dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, incarico per il quale era stato eletto, in quota alla Segretaria Elly Schlein, in occasione dell’ultimo congresso nazionale. La decisione è stata formalmente comunicata via mail alla Segreteria nazionale del Partito.

 

La decisione nasce da una scelta politica maturata in occasione delle recenti elezioni regionali in Campania, durante le quali Nappi ha sostenuto la candidatura di Lucia Fortini nella lista “A Testa Alta”, promossa dal Presidente Vincenzo De Luca.

 

«Si è trattato di una scelta consapevole e coerente con il mio percorso», dichiara Nappi, «maturata anche alla luce del lavoro svolto negli anni nel campo delle politiche sociali in Campania, ambito nel quale opero anche a livello nazionale come componente del Consiglio Nazionale del Terzo Settore presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali».

 

Alla base delle dimissioni anche un mutato contesto politico a livello territoriale e metropolitano. «Si è determinata una distanza ormai non più ricomponibile», sottolinea, evidenziando come le prese di posizione della segreteria metropolitana di Napoli, non accompagnate da un confronto diretto, abbiano reso «di fatto non più praticabile» la sua esperienza nel Partito.

 

Nappi precisa inoltre che la scelta di sostenere la lista “A Testa Alta” era stata interpretata come un contributo civico nell’ambito del campo progressista e non in contraddizione con i valori e il percorso politico rappresentato all’interno del Partito Democratico.

 

«In questi anni ho sempre interpretato la mia presenza nel Partito con spirito di servizio e forte radicamento nel territorio, mettendo al centro il lavoro sociale e i bisogni concreti delle comunità», aggiunge.

 

Per rispetto del Partito Democratico, delle sue regole statutarie e della comunità politica, Nappi ha quindi deciso di rassegnare le dimissioni dall’Assemblea Nazionale e, contestualmente, di non rinnovare l’adesione al Partito per l’anno in corso.

 

«Rimane immutato il rispetto per il percorso politico e umano condiviso in questi anni», conclude.