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martedì 3 marzo 2026

Enzo Decaro in scena con "L’Avaro Immaginario", la Prima il 17 marzo 2026 al Teatro Vittoria di Roma

Lo spettacolo si configura come un itinerario teatrale di forte densità culturale e visiva, in cui tradizione comica, memoria storica e drammaturgia contemporanea si intrecciano in un affresco scenico ispirato all’universo molieriano e alla vitalità della scena secentesca napoletana. Un lavoro che coniuga rigore filologico e invenzione poetica, sostenuto da un cast corale e da un impianto musicale che rielabora suggestioni di Nino Rota e della tradizione popolare del Seicento.

Un itinerario scenico che intreccia filologia teatrale, memoria storica e invenzione drammaturgica inaugura al Teatro Vittoria una traversata poetica attraverso l’immaginario barocco europeo, dove la tradizione della Commedia dell’Arte dialoga con la grande architettura del teatro classico.
Dal 17 al 29 marzo, Enzo Decaro conduce il pubblico in L’Avaro Immaginario – In viaggio verso Molière, da Napoli a Parigi, testo da lui scritto e interpretato, affiancato — in ordine alfabetico — da Luigi Bignone, Angela De Matteo, Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Massimo Pagano, Fabiana Russo e Ingrid Sansone. La regia è dello stesso Decaro, mentre l’impianto sonoro rielabora le musiche di Nino Rota tratte da Le Molière Immaginarie e suggestioni di villanelle e canti popolari del Seicento napoletano. La produzione è firmata da I Due della Città del Sole.

Sinossi
Sette quadri, un prologo e un epilogo. È un viaggio nel teatro, quello di Molière in primo luogo, ma non soltanto… È anche un viaggio nel tempo quello del Seicento, un secolo pieno di guerre, epidemie, grandi tragedie ma anche di profonde intuizioni e illuminazioni che non riguardano solo “quel tempo. Ed è anche il viaggio, reale e immaginario, di Oreste Bruno e la sua Compagnia di famiglia, quella dei Fratelli dè Bruno da Nola, discendenti del grande filosofo Giordano Bruno), una vera “carretta dei comici” viaggiante, tanto cara sia a Peppino che a Luigi De Filippo.
È il viaggio verso Parigi, verso il teatro, verso Molière ma anche una fuga dalla peste, da una terribile epidemia che ha costretto i Nostri a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno, una speranza o solo la salvezza. Lungo il percorso, quando “la Compagnia” arriva nei pressi di un centro abitato, di un mercato o di un assembramento di persone, ecco che il “carretto viaggiante” diventa palcoscenico e “si fa il Teatro”.E col “teatro” si riesce anche a mangiare, quasi sempre. Infatti, grazie agli stratagemmi di tutti i componenti della famiglia teatrale, si rimedia il pasto quotidiano o qualche misera offerta in monete o, più spesso, qualche pezzo di animale, già cucinato, offerto come compenso della esibizione sul palco-carretto, manco a dirlo, delle opere di Molière (L’Avaro e il Malato Immaginario sono “i cavalli di battaglia” di cui vengono proposti i momenti salienti, opportunamente adattati al luogo e agli astanti). Gli incontri
durante il viaggio, sorprendenti ma non tutti piacevoli, l’avvicinamento anche fisico a Parigi, al teatro di Molière, la “corrispondenza” che il capocomico invia quotidianamente all’illustre “collega”, la forte connessione tra il mondo culturale e teatrale della Napoli di quel tempo con quella francese (con Pulcinella che diventa Scaramouche), di Molière ma forse ancor più di Corneille (che si celerebbe sotto mentite spoglie dietro alcune delle sue opere maggiori) la pesante eredità del pensiero di uno zio prete di Oreste Bruno, Filippo detto poi Giordano, scomparso da alcuni decenni ma di cui per fortuna non si ricorda più nessuno, e la morte in scena dello stesso Molière poco prima del loro arrivo a Parigi, renderanno davvero unico il viaggio di tutta la “Compagnia di famiglia” commedianti d’arte ma soprattutto persone “umane”, proprio come la grande commedia del teatro, dove “tutto è finto, ma niente è falso”.

Note di regia
Il progetto nasce soprattutto da una curiosità ‘artistica’, a sua volta originata dalla costatazione che, a un certo punto della loro carriera, i De Filippo (Peppino e Luigi in particolare) hanno sentito l’esigenza di confrontarsi con il teatro di Molière e il suo genio innovativo, rimasto forse nel suo genere ancor oggi ineguagliato e vivissimo. A riprova, il fatto che, dopo oltre quattro secoli, in occasione della recente ricorrenza del quattrocentenario dalla nascita, si son tenute ovunque celebrazioni, studi e ricerche dedicate al suo teatro e alla sua mai tramontata “comédie humaine”. In particolare, “L’ Avaro”e“Il Malato immaginario” sono stati i due titoli a cui, una generazione dopo l’altra, i De Filippo, padre e figlio, hanno dedicato seppur con differenti approcci la loro attenzione, sia teatrale che umana, dal momento che per entrambi, come del resto per Molière, il confine tra la rappresentazione teatrale e la vita come teatro, anche vissuto nella realtà quotidiana, è stato davvero sottile.
Enzo Decaro

Napoli Est, teatro nelle scuole con laboratori gratuiti:giovani in scena con Antigone e De Simone

Con “Levante – Teatro ad Est” percorso di formazione per allieve e allievi di Barra e Ponticelli: Iniziativa dell’associazione NEA Napoli Europa Africa con “Cultura Che Classe!” promosso e finanziato dal Comune di Napoli.

Napoli, 3 marzo 2026 – Antigone e Roberto De Simone ispirano studentesse e studenti della zona orientale di Napoli protagonisti di “Levante – Teatro ad Est”, progetto che porta laboratori di teatro in tre scuole tra i quartieri Barra e Ponticelli. Il percorso, curato dall’associazione N:EA Napoli Europa Africa, promosso e finanziato dal Comune di Napoli attraverso il programma “Cultura. Che classe!”, accompagna l’anno scolastico di un centinaio di giovanissimi che, attraverso l’arte e le performances, imparano a mettersi nei panni dell’altro e a curare le proprie emozioni.

In particolare, “Levante – Teatro ad Est” coinvolge allieve e allievi degli istituti comprensivi 83° “Porchiano Bordiga”, 88° “De Filippo” e 46° “Scialoja-Cortese-Rodinò” con l’obiettivo di creare spazi e momenti in cui possono prendere consapevolezza del proprio corpo e della propria voce. Il percorso, infatti, ha previsto ben novanta ore di laboratorio teatrale focalizzate sulla relazione con l'altro e sulla percezione di sé stessi. A questi si aggiungono le lezioni dedicate alla realizzazione della scenografia e dei costumi attraverso il recupero di materiali scolastici e domestici stimolando creatività e collaborazione tra gli studenti che lavorano a una drammaturgia collettiva attraverso la riscrittura di testi della tradizione. Si parte dallo studio delle “Fiabe Campane” di Roberto De Simone, in particolare “Giuvanniello senza paura”, usato per insegnare a ragazzi e ragazze a accogliere e accettare il sentimento della paura: la fiaba, proposta in lingua originale, il napoletano, favorisce un ponte con la tradizione linguistica per poi essere tradotta in italiano, rielaborata e riscritta in forma drammaturgica. Dall'altro, la rielaborazione dell'Antigone di Sofocle trasformata in una "Antigone contemporanea" che abita il quotidiano degli studenti per riflettere sui concetti di fratellanza e prevalenza della legge morale.

«Con “Levante – Teatro ad Est”, gli studenti hanno potuto misurarsi con due riferimenti culturali d’eccellenza» afferma il coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli, Sergio Locoratolo. «Da un lato Antigone, testo della tradizione greca classica che ha formato l’immaginario del teatro occidentale; dall’altro Roberto De Simone, capace di trasformare il patrimonio popolare, musicale e linguistico napoletano in una grande opera di ricerca e di scena. Portare questi testi nelle scuole significa dare ai ragazzi strumenti per leggere il presente e attraversare con consapevolezza le nostre radici culturali, facendone materia viva nelle loro mani. Grazie al progetto “Cultura, che classe!” l’Amministrazione Manfredi riconosce così al teatro un ruolo essenziale: non intrattenimento, ma esperienza condivisa che educa, unisce e responsabilizza, rafforzando il legame tra cultura e comunità».

Il percorso è curato da Giulia Amodio, attrice ed esperta di teatro applicato, insieme a Maria Infante, che si è occupata delle lezioni dedicate alla scenografa, e da Marialuisa Bosso che ha curato parte del corso di recitazione. Inoltre, “Levante – Teatro ad Est” ha coinvolto Christian Giroso, attore che ha recitato nella serie tv di fama mondiale “Gomorra la serie” e ne “L'amica geniale”, come testimonial del progetto curato dall’associazione NEA. Giroso, volto anche sul grande schermo con le presenze in “Mixed by Erry”, “L’intrusa” e "Sotto coperta”, ha accompagnato diversi appuntamenti del progetto con i quali è stato possibile creare un confronto con i giovanissimi che hanno potuto conoscere il mondo della settima arte e dello spettacolo attraverso gli occhi di un giovane protagonista.

Levante andrà avanti fino a fine marzo e vedrà il culmine nella Giornata Mondiale del Teatro quando gli studenti porteranno in scena i frutti del loro lavoro alla presenza di genitori, docenti e della comunità educante trasformando il palco in uno spazio di condivisione e cittadinanza attiva.

«Il teatro ancora una volta si inserisce nelle scuole e dà la possibilità agli alunni di sperimentare altro da sé, una libertà di spaziare fuori dai confini del proprio vissuto, del proprio corpo e dei propri limiti. Teatro inteso come rito collettivo che ci invita alla riflessione, alla condivisione e al dono, che è dono di noi stessi» afferma Giulia Amodio che spiega: «Per il secondo anno la NEA, grazie al supporto del Comune di Napoli, entra nelle scuole con l'intento di indagare con i più giovani dinamiche complesse: è il caso dello studio sull'Antigone, che ha portato gli studenti ad interrogarsi sul femminile e sul maschile, stereotipi ancora troppo rigidi, o su Giovannino senza paura con cui è stato possibile lavorare sulla complessità del sentimento della paura, ancora spesso negato, respinto e vissuto come una emozione di cui vergognarsi. Occasioni come queste sono fondamentali per aprire un dialogo con i giovani e giovanissimi, provare a creare dinamiche nuove, collettive, per creare punti di vista nuovi, rinnovati e stupefacenti».

«É innegabile il ruolo che l’educazione teatrale esercita nella scuola: il teatro si configura come un potente strumento pedagogico che integrando tanti linguaggi favorisce lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, cioè la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni. Questa capacità assume un ruolo fondamentale nella difficile e complessa situazione sociale in cui viviamo ed è per questo che da diversi anni la N:EA sta rafforzando il proprio impegno con laboratori teatrali nelle scuole e sul territorio, per aiutare gli adolescenti a riconoscere le proprie emozioni e a saperle gestire nella relazione con gli altri. Insomma, una sfida per costruire contesti sani» afferma Marisa Esposito, presidente dell’associazione NEA Napoli Europa Africa

UN DETTAGLIO MINORE a Sala Assoli/Moscato dal 5 all’8 marzo 2026

Prima assoluta in Sala Assoli Moscato di Un dettaglio minore, adattamento dell’omonimo romanzo della scrittrice palestinese Adania Shibli, con l’interpretazione di Dalal Suleiman; regia e ideazione scenica di Massimo Luconi.

Produzione Casa del contemporaneo in collaborazione con il Festival di Radicondoli


Un dettaglio minore è il frutto di un’operazione artistica e culturale derivata dall’incontro tra un’attrice e ballerina italo - palestinese, Dalal Suleiman, con l’autrice Adania Shibli. 

Il lavoro su Un dettaglio minore è iniziato al Festival di Radicondoli, di cui lo stesso Massimo Luconi è direttore, e dove Dalal Suleiman si è esibita nella lettura di alcuni brani di poeti e scrittori palestinesi tra i quali la stessa Shibli.


La storia ruota intorno a un’indagine ossessiva della protagonista su un crimine efferato avvenuto nel deserto del Negev nel 1949 proprio il giorno del suo compleanno. L’indagine diventa così qualcosa di personale che spinge la ragazza oltre l’ostacolo affrontando con coraggio un contesto difficile. La protagonista sfida la paura dei soldati, dei checkpoint, l’impossibilità di muoversi liberamente da una zona all’altra, in una quotidianità frammentata e oppressa. Si avventura sulle tracce di quell’episodio, avvenuto 25 anni prima, per scoprire la verità, restituire dignità alla giovane vittima e riappropriarsi di una memoria sepolta sotto la sabbia e la burocrazia di accordi politici disattesi.


Due narrazioni si sovrappongono e si intrecciano in un racconto emozionante e sentito che si sofferma sulla vita di due giovani donne, apparentemente lontane eppure unite da una sorta di somiglianza. 


“Una donna coraggiosa, che sfida la paura dei soldati, dei chekpoint, la paura di non poter andare da una zona a un’altra del suo paese, vive una specie di transfer per lei ossessivo e inevitabile: deve scoprire la verità e ridare dignità a una ragazza. In questa geografia dell’anima, si sviluppano due narrazioni che si sovrappongono e si intersecano: la violenza su una giovane donna palestinese avvenuta nel 1949 e la violenza sistematica di tutti i giorni su una terra, spezzata, frammentata, che ogni palestinese vive sulla pelle dal momento in cui nasce, fino alla morte, una terra, oramai dimenticata e sepolta sotto le macerie e la burocrazia di tanti accordi politici disattesi. Un dettaglio minore è una narrazione fatta di sentimenti estremi, in cui traspare un’emozione e una tensione che ci avvince e ci racconta una storia che conosciamo poco e male. Lo spettacolo, interpretato da Dalal Suleiman con grande forza e sensibilità narrativa, è anche il pretesto per raccontare il nostro presente, durante il quale si compie la tragedia di Gaza e del popolo palestinese”. 

Massimo Luconi


Adania Shibli vive tra Ramallah, in Cisgiordania, e Londra, dove ha studiato e avviato la sua carriera. Dopo la laurea in Comunicazione e Giornalismo all’Università Ebraica di Gerusalemme, ha conseguito un dottorato in Media e Studi culturali presso l’Università di East London.

La sua attività si muove tra scrittura e arti visive: si occupa di spettacolo e teatro e ha collaborato con l’El-Hakawati Theater di Gerusalemme e il Sakakini Cultural Centre di Ramallah. Ha pubblicato racconti, saggi narrativi, curato libri d’arte e romanzi, e scrive per riviste culturali in diverse lingue.

In Italia è conosciuta per tre opere tradotte: Sensi, Pallidi segni di quiete e il romanzo Un dettaglio minore, selezionato per l’International Booker Prize 2021.


Dalal Suleiman è attrice di teatro, ballerina e doppiatrice, nata a Napoli nel 1981 ma con radici palestinesi, oggi anche attivista per l’autodeterminazione del popolo palestinese. Si è formata nel laboratorio teatrale Elicantropo diretto da Carlo Cerciello e da anni lavora nel mondo del teatro e degli audiolibri ma anche della danza grazie agli insegnamenti del maestro Bruno Valentino Perillo.


Massimo Luconi è regista, autore e formatore attivo tra teatro, cinema e televisione. Ha iniziato la sua carriera negli anni Settanta come assistente alla regia di Luca Ronconi, Eduardo De Filippo e Franco Zeffirelli, per poi intraprendere un percorso autonomo come regista e organizzatore culturale, firmando spettacoli teatrali, documentari e inchieste per la RAI.

Ha diretto a più riprese il Festival di Radicondoli, a partire dal 2012. Svolge inoltre attività didattica presso università e scuole di spettacolo ed è docente al CIAS della Fondazione Franco Zeffirelli.


Un dettaglio minore 

dal romanzo di Adania Shibli edito da La nave di Teseo

traduzione Monica Ruocco                                                                          

con Dalal Suleiman

regia e progetto scenico Massimo Luconi

musiche originali Mirio Cosottini

collaborazione scene e costumi Johanna Tedde

produzione Casa del Contemporaneo

in collaborazione con il Festival di Radicondoli

ph locandina Chris Fiel

progetto grafico Sofia de Capoa

Si ringrazia The Partnership Group e Femminile palestinese


Orari spettacoli

giovedì > sabato ore 20.30

domenica e festivi ore 18.00


Posto unico
intero 18 € | ridotto 15 €

Riduzioni: under 30, over 65,
CartaEffe, enti convenzionati


Info e prenotazioni: 345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it


A CITTÀ DELLA SCIENZA TORNA LA II EDIZIONE DI “DONNE DI SCIENZA. STORIE DI ISPIRAZIONE E SFIDE PER IL FUTURO” - sabato 7 marzo 2026 ore 11

Un appuntamento per celebrare il contributo delle donne al mondo della scienza e non solo, per ribadire che innovazione, inclusione e cultura sono leve fondamentali per costruire il futuro, per avvicinare le nuove generazioni di ragazze alle discipline e carriere scientifiche.


In occasione della Giornata Internazionale della Donna, che ricorre l'8 marzo, Città della Scienza ha organizzato per sabato 7 marzo dalle ore 11.00, una mattinata in cui importanti scienziate napoletane, testimoni maschili e rappresentanti istituzionali, ricordano a tutte e tutti il fondamentale contributo femminile alla ricerca scientifica, tecnologica e sociale, fatto di creatività, competenza, resilienza, impegno e responsabilità civica. 


L’incontro ha l’obiettivo di celebrare il contributo delle donne alla scienza, ispirare le nuove generazioni di scienziate e creare un’occasione per discutere di scienza, cultura, politiche del territorio e del ruolo delle donne nella società.  L’incontro, infatti, non vuole essere una semplice celebrazione formale, ma un momento di confronto aperto attraverso esperienze e testimonianze di chi ha plasmato il panorama scientifico attuale e di chi ancora deve esprimerne tutte le potenzialità. 


Ad aprire questa mattinata di riflessione sarà Giuseppina Tommasielli, Vicepresidente della Fondazione IDIS-Città della Scienza, seguirà il video saluto della fisica Francesca Ferlaino, docente di Fisica Sperimentale all’Università di Innsbruck e nominata “Scienziata austriaca dell’anno”. La discussione entrerà nel vivo con un intreccio di voci autorevoli: Maria Vittoria Cubellis Professore Ordinario di Biochimica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e Addetto Scientifico alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UNESCO a Parigi; Patrizia Palumbo, Presidente dell’Associazione Dream Team Donne in Rete – Centro Antiviolenza; Rosanna Romano, Direttore Generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania; Annamaria Colao, Professore Ordinario di Endocrinologia presso l’Università Federico II; Stefania Cantoni, Direttore Generale del CIRA - Centro Italiano Ricerche Aerospaziali; e Bruno Siciliano, Professore ordinario di Automatica e Robotica presso l’Università Federico II. Porteranno inoltre il loro contributo Concetta Ambrosino e Mariarita Brancaccio del Dipartimento di Biologia dell’Università Federico II, insieme a Rosanna del Gaudio del Dipartimento di Biologia dell’Università Federico II, che coinvolgerà il pubblico in un momento interattivo dedicato alle grandi donne della scienza, invitando tutti a partecipare attivamente attraverso il proprio smartphone.

L’evento, moderato dal giornalista Ettore De Lorenzo, si propone come un invito a studentesse, studenti, insegnanti e cittadini per scoprire insieme come l'impegno e la responsabilità civica possano trasformare il mondo della ricerca in un luogo sempre più inclusivo. 




La partecipazione è gratuita, previa registrazione al link:

https://i3h8i.mailupclient.com/frontend/forms/Subscription.aspx?idList=1&idForm=184&guid=AAFA5375-BCF1-4E06-965A-E3A98B626156

https://www.cittadellascienza.it/donne-di-scienza-storie-di-ispirazione-e-sfide-per-il-futuro-ii-edizione/

Olio extravergine italiano, all'olio campano Ravece di Sabino Basso il massimo riconoscimento Bibenda

La qualità incontra il vertice dell’eccellenza: l’olio extravergine monocultivar Ravece della linea “Sabino Basso – Selezione Oli D’Italia” conquista le prestigiose 5 Gocce Bibenda, il massimo riconoscimento assegnato ai migliori oli extravergine d’oliva d’Italia.

Un traguardo che certifica l’altissimo livello qualitativo del prodotto, premiato con la valutazione di eccellenza, fascia riservata alle produzioni più rappresentative e performanti del panorama olivicolo nazionale. Il riconoscimento conferito dalla Guida Bibenda rappresenta una delle attestazioni più autorevoli nel settore agroalimentare italiano e premia l’impegno costante nella ricerca della qualità, nella selezione delle migliori olive e nella cura di ogni fase produttiva. La monocultivar Ravece della linea Sabino Basso si conferma così interprete autentica di un territorio e di una cultivar simbolo dell’Irpinia, espressione di carattere, identità e tradizione.

La linea di oli di alta qualità “Sabino Basso” è nata da una intuizione di Sabino Basso, Chief Operaring Officer della Basso Fedele & Figli s.r.l., che ha pensato di dare vita ad un’antologia in grado di raccogliere la produzione olivicola d’eccellenza, mettendo insieme le migliori espressioni della regione. Vero e proprio top di gamma, una linea di prodotto d’élite che si caratterizza per una grandissima cura per i dettagli di gusto e di design.

Una storia imprenditoriale che affonda le radici nel 1904 e che, da oltre un secolo, unisce tradizione e innovazione nel segno della qualità. Fondata da Felice Basso in Irpinia e cresciuta attraverso le generazioni fino a Fabrizio e Federico Basso, l’azienda ha saputo trasformarsi da realtà familiare a marchio internazionale presente in oltre 90 Paesi, mantenendo intatti i valori originari: cura dei processi, attenzione al cliente e rispetto per il territorio La linea “Sabino Basso” interpreta questa visione coniugando qualità e design, espressione di un extravergine capace di rappresentare l’eccellenza degli oli italiani e il legame profondo con i luoghi da cui nasce.

L’assegnazione delle 5 Gocce di Bibenda sottolinea il valore di un extravergine che si distingue per profilo sensoriale, equilibrio e personalità, rafforzando ulteriormente il posizionamento tra le eccellenze italiane e internazionali del comparto olivicolo. Un risultato che premia il lavoro quotidiano e la visione orientata alla qualità, alla valorizzazione delle cultivar autoctone e alla promozione dell’olio extravergine come ambasciatore del patrimonio agroalimentare italiano nel mondo.

Un thriller psicologico che scuote le coscienze e lancia un appello alla società civile

Dopo la presentazione in concorso al Torino Film Festival e la selezione al Los Angeles Italia Film Festival 2026 (8–14 marzo), EVA, opera seconda di Emanuela Rossi, arriva nelle sale italiane dal 21 aprile 2026 con Courier Film e interpretato da Carol Duarte, Edoardo Pesce, Tommaso Zoppi,  Giordano De Plano e Roberta Mattei, con la partecipazione straordinaria di Antonio Gerardi. Prodotto da Courier Film in collaborazione con Tarpini Production e con Nicolò Forte come produttore esecutivo, il film è stato realizzato con il contributo del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027 - Umbria Film Fund 2022 e ha ottenuto il contributo selettivo dal Mic. EVA è un thriller psicologico e provocatorio che intreccia dramma individuale e crisi esistenziale e ambientale, trasformando la narrazione cinematografica in un’esperienza di riflessione civile: “Esiste nel mondo un posto sicuro per i nostri bambini?”. La comunità mondiale e le istituzioni non possono ancora distrarsi dal trovare questa risposta e dal costruire prospettive di futuro per tutti i bambini del mondo?

 

L’uscita del film EVA diventa così un progetto di sensibilizzazione per la pace e la ricerca di una condizione esistenziale e ambientale “possibile” contro l’attuale situazione insostenibile per le persone e per il Pianeta. Il film denuncia di Emanuela Rossi, diventa pertanto un progetto sociale che attraverso una strategia di comunicazione condivisa, coinvolge associazioni internazionali, medici, ambientalisti, impegnati nella difesa della vita e dei diritti umani universali. Un film che accende il dibattito. Thriller psicologico e fuori dagli schemi, EVA sceglie infatti di toccare un tema delicato e urgente: i bambini, il loro futuro, la responsabilità degli adulti in un mondo segnato da guerre, inquinamento, cambiamento climatico e modelli produttivi ad alto impatto.

Eva (Carol Duarte) è una donna enigmatica che vive ai margini della società, immersa in una natura potente e primordiale. Il suo corpo si fonde con il paesaggio umbro: dorme all’aperto, attraversa boschi, cerca sempre il contatto con l’acqua, ascolta una voce interiore che sembra guidarla verso una missione precisa. Questa missione riguarda i bambini. E riguarda le api. Simboli della continuità della vita e della sua estrema vulnerabilità. Eva è convinta di doverli salvare da un pericolo imminente e irreversibile, legato a un mondo contaminato da veleni, pesticidi, aria e acqua compromesse. Ma il modo in cui intende farlo è radicale, disturbante, non ortodosso.  L’incontro con Nicola (Tommaso Zoppi), un bambino che vive con il padre Giacomo (Edoardo Pesce) in un casale isolato e apparentemente idilliaco, incrina le sue certezze. Per un momento Eva sembra arrestare il proprio impulso. Tuttavia, visioni, segni e accadimenti inspiegabili la spingono a proseguire la sua missione, in un crescendo di tensione che oscilla tra realtà e dimensione metafisica.

Sospeso tra thriller psicologico e racconto mitologico contemporaneo, EVA mette lo spettatore di fronte a una domanda scomoda: in un mondo che espone quotidianamente i bambini a guerre, inquinamento e cambiamento climatico, dove finisce la follia individuale e dove inizia la responsabilità collettiva?


In occasione dell’uscita del film è stata attivata una rete di collaborazione con associazioni impegnate nella tutela della salute ambientale, tra cui, solo per citarne alcune ISDE Italia- International Society of Doctors for the Environment, “ContiamoCi” (Associazione per l’informazione medica).  Queste hanno riconosciuto nel film un potente veicolo di sensibilizzazione sui temi della salute, della sicurezza ambientale, delle malattie legate all’inquinamento e della tutela della biodiversità. “Ogni giorno affrontiamo drammi causati dai veleni nell’ambiente. Eva è una metafora: scuote le coscienze”, affermano i medici di ISDE Italia.

 

L’uscita di EVA si colloca in un arco temporale altamente simbolico che comprende il 22 aprile Earth Day e il 20 maggio Giornata Mondiale delle Api. Dal 21 aprile 2026 e per tutto il mese di maggio, il film sarà accompagnato da proiezioni speciali con dibattiti, alla presenza della regista e, ove possibile, del cast, insieme a medici, ricercatori, attivisti e rappresentanti delle associazioni partner. Una scelta concreta quella della regista Emanuela Rossi e del produttore Claudio Corbucci che hanno deciso di devolvere una parte degli incassi a una causa dedicata alla salvaguardia della salute dei bambini e delle api. Una decisione che rafforza la coerenza tra contenuto artistico e impegno concreto, unendo cultura e responsabilità sociale. EVA attiva un percorso culturale che attraversa le diverse regioni per oltre un mese, mettendo in dialogo arte, coscienza e azione.

 

L'approfondimento tematico e il networking territoriale legato al film è curato da Rossana Danile che ha sviluppato un percorso di collaborazione con le associazioni e le realtà impegnate sui temi della salute ambientale, favorendo la costruzione di una rete partecipata attorno all'uscita del film.



 

Torna l’iniziativa “Raccontare i Cantieri”: il giovedì dal 5 marzo a fine luglio 2026 aprono al pubblico i cantieri di Pompei

Torna dal 5 marzo, tutti i giovedì fino al 23 luglio, l’iniziativa “Raccontare i cantieri” alla sua quinta edizione, che consente la visita ai cantieri di manutenzione, valorizzazione e restauro in corso presso i siti del Parco archeologico di Pompei. 
19 cantieri, dalla Casa del Labirinto alla Domus di Cesio Blando, passando per la Necropoli di Porta Stabia, l’Insula Meridionalis, le ville di Stabia, la Reggia di Quisisana, il Patrimonio verde del Parco. E ancora, la villa extra-urbana di Civita Giuliana, la Casa di Giulio Polibio, il Restauro architettonico e revisione delle coperture della Villa A, i depositi di San Paolino, gli scavi e messa in sicurezza dell'ingresso antico di Villa dei Misteri e altri ancora. Un calendario fitto di appuntamenti dentro e fuori le mura della città antica.
Un’occasione per conoscere la delicata e al tempo stesso complessa attività di scavo, di messa in sicurezza, restauro e manutenzione, attraverso il racconto e la visione in diretta degli esperti sul campo – archeologi, architetti, restauratori e ingegneri. Ma anche un’occasione di poter fruire in anteprima assoluta di dimore di eccezionale pregio e raffinatezza o di straordinaria condizione di ritrovamento.
“L’iniziativa è organizzata dall’Ufficio Tecnico del Parco.
Tutti i possessori della MyPompeii Card, nonché i nuovi acquirenti, potranno prenotare la visita prescelta secondo il calendario disponibile, scrivendo al seguente indirizzo e-mail: mypompeiicard@cultura.gov.it.
Le prenotazioni dovranno pervenire entro le ore 14.00 del giorno precedente la data scelta. I gruppi di visitatori dovranno essere costituiti da un massimo di 20 persone per turno.
I partecipanti dovranno presentarsi con l’informativa allegata debitamente sottoscritta e prendere visione del cartello informativo predisposto.
Il calendario dei cantieri potrebbe subire variazioni; si invita pertanto a verificare di volta in volta la programmazione aggiornata sul sito.”
 
Ogni settimana, a partire dal 4 marzo, alle 11 sarà possibile prenotarsi per accedere ad uno dei cantieri, secondo il seguente calendario: