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venerdì 27 marzo 2026

AVPN: “Pizza Napoletana 100% Campana” presentato al Pizza Expo di Las Vegas

L’Eccellenza Campana alla Conquista degli USA: La Regione Campania e l’Associazione Verace Pizza Napoletana presentano il progetto “Pizza Napoletana 100% Campana” al Pizza Expo di Las Vegas.

Il progetto raccoglie sempre più adesioni tra i pizzaioli nordamericani. In fiera l'esibizione dell'artista italo-canadese Stikki Peaches e il suo omaggio a Maradona.

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NAPOLI / LAS VEGAS, 26 Marzo 2026 – Dal 24 al 26 marzo, l'arte, la cultura e i sapori autentici della Campania conquistano a Las Vegas in occasione del Pizza Expo, una delle più importanti fiere mondiali dedicate all'universo della pizza. A rappresentare l'eccellenza del territorio c'è l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Campania che ha partecipato all'evento in stretta sinergia con l'Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN).

Punto focale della spedizione americana di quest'anno è il progetto "Pizza Napoletana 100% Campana", un'iniziativa fortemente voluta dall'Assessorato all'Agricoltura per promuovere l'utilizzo esclusivo delle materie prime del territorio. Il progetto sta già registrando uno straordinario successo e un numero sempre crescente di adesioni tra i pizzaioli Veraci negli Stati Uniti, confermando l'alta richiesta di autenticità e qualità da parte del mercato d'oltreoceano.

A guidare la delegazione della Regione Campania è Luciano D'Aponte, Dirigente alla Promozione Agroalimentare e Vitivinicola della Regione Campania, che ha sottolineato l'importanza strategica dell'iniziativa: "È una gioia immensa vedere come questo progetto si stia estendendo rapidamente. La 'Pizza Napoletana 100% Campana' non è solo un marchio di garanzia per il consumatore, ma un veicolo fondamentale per valorizzare le eccellenze inestimabili della nostra regione nel mondo e sostenere la nostra filiera agroalimentare."

Per AVPN, a fare gli onori di casa all'interno degli spazi fieristici, presenti il Direttore Generale Stefano Auricchio, Peppe Miele (Presidente di VPN Americas e figura di riferimento per la tutela del marchio nel continente americano) e il Vice Presidente Massimo Di Porzio, che commenta così il successo dell'iniziativa: "Il Pizza Expo di Las Vegas rappresenta da sempre una vetrina fondamentale per la nostra Associazione. Vedere il progetto '100% Campana' accolto con così tanto entusiasmo dai professionisti americani è la dimostrazione che l'identità e l'autenticità premiano sempre. Il nostro obiettivo è difendere e diffondere la vera tradizione napoletana nel mondo, e poterlo fare facendo squadra con i produttori delle eccellenze del nostro territorio ci riempie di orgoglio.".

A dare vita al progetto "100% Campana" e ad animare i forni durante la kermesse è stata una nutrita e talentuosa schiera di maestri pizzaioli provenienti da tutto il Nord America e non solo. La squadra schierata a Las Vegas ha visto nomi di spicco come Jeremy Hube, Mirko D’Agata, Leo Spizzirri, Eddie Giardina, Jaime Cypress, Giovanni Gagliardi, Dino Santonicola, JC Schiano, Tomo Kovacek, Veselin Mrakic, Robin Brown, Andrè Guidon, Giovanni Grimaldi, Carmine Candito e Gino Fazzari.

Un traguardo così importante non sarebbe stato possibile senza il fondamentale sostegno delle aziende campane e dei partner tecnici che, con i loro prodotti di altissima qualità, permettono di esportare la vera essenza di Napoli. L'AVPN e l'Assessorato all'Agricoltura rivolgono un sentito ringraziamento ai forni di Stefano Ferrara, alle farine Caputo e Scoppettuolo, al pomodoro Rega, Ciao, Solania, Sugo Santo e La Valle, alla mozzarella e ai latticini del Consorzio, Sorì e Latteria Sorrentina, alle attrezzature Gi.Metal e all'abbigliamento professionale Goeldlin.

L'Evento nell'Evento: L'Arte di Stikki Peaches e il Mito di Maradona

A sancire il legame indissolubile tra la cultura pop internazionale e le radici partenopee, la partecipazione di AVPN si è arricchito di un vero e proprio "evento nell'evento". Durante la seconda giornata del Pizza Expo (25 marzo), il celebre street artist italo-canadese Stikki Peaches – noto a livello mondiale per i suoi mash-up visivi che fondono cultura pop, moda e riferimenti urbani – ha realizzato un'esclusiva live performance all'interno della fiera. Sotto gli occhi del pubblico internazionale, l'artista ha dato vita a un'opera d'arte inedita dedicata all'icona immortale della città di Napoli: il celebre campione argentino Diego Armando Maradona. Un omaggio unico capace di unire la creatività vibrante dell'arte urbana al calore della vera pizza napoletana.

RE CASATIELLO a Monte di Procida 28 marzo 2026

A Monte di Procida la gara che riscopre 
la tradizione dell’antico lievitato pasquale: sabato 28 marzo 2026 alle ore 17 presso il “Laboratorio delle Arti” Via Torrione di Monte di Procida (NA) c'è Re Casatiello.


Sabato 28 marzo, alle 17.00, al “Laboratorio delle Arti” di via Torrione a Monte di Procida, torna “Re Casatiello”, una simpatica manifestazione in cui pasticcieri dilettanti si sfideranno nella preparazione del “casatiello dolce montese”. Il tradizionale dolce pasquale, che il Comune di Monte di Procida ha ritenuto meritevole del riconoscimento della De. Co. (Denominazione Comunale), è stato inserito dalla Regione Campania nell’Inventario del Patrimonio Immateriale.

La rassegna è organizzata dalla Pro Loco di Monte di Procida con il patrocinio del Comune di Monte di Procida, della Condotta Campi Flegrei di Slow Food, di Malazè, dell’Unione delle Pro Loco d’Italia (UNPLI) ed è inserita nel Cartellone degli Eventi della Città Metropolitana di Napoli.

Ad assegnare l’ambito premio sarà una giuria qualificata, composta da tecnici come il professor Vincenzo Peretti, della Federico II, ideatore della De.Co. “Casatiello Dolce Montese” ed estensore del relativo disciplinare, e Giuseppe Daddio, chef e patron della scuola di cucina “Dolce&Salato” di Maddaloni. Ad affiancarli, per il mondo enogastronomico flegreo, Cosimo Orlacchio, fiduciario “Slow Food Campi Flegrei”, Rosario Mattera di “Malazè” e Ciro Lubrano di “Flegrea Food Lovers”. A completare la giuria, appassionati di storia delle tradizioni locali e, in rappresentanza delle istituzioni, Luisa Scotto di Frega, presidente del Consiglio Comunale di Monte di Procida, e Luigi Carbone, consigliere comunale di Napoli e della Città Metropolitana.

Scopo della manifestazione è preservare la tradizione che vuole le famiglie di Monte di Procida raccolte nella preparazione di questo dolce fortemente identitario, che prevede fasi elaborate e tanta passione, e trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza non solo del dolce ma del forte legame che la sua preparazione da sempre crea nella comunità montese.

Nasce proprio per questo “Re Casatiello Junior”, un premio che verrà assegnato per la prima volta da una giuria di giovanissimi, che sceglieranno il casatiello dolce meglio rispondente all’evoluzione del gusto. E lo scontro con le vestali della tradizione si preannuncia duro!

E proprio di tradizione domestica e di produzioni professionali dei lievitati, e in particolar modo del casatiello montese, parleranno due esperti di caratura nazionale quali Aniello di Caprio, vincitore del Panettone World Championship, co-fondatore della scuola “Dolce & Salato” di Maddaloni e membro dell'Accademia dei Maestri del Lievito Madre, e Gaetano Mignano, epigono di quattro generazioni di pasticcieri montesi, vincitore della Coppa del Mondo di Gelateria, Membro dell’Accademia dei Maestri Pasticcieri Italiani e giudice in competizioni internazionali. Ad intervistarli la giornalista Floriana Schiano Moriello, cui toccherà guidare l’approfondimento tecnico alla scoperta dei segreti della lievitazione e di similitudini e differenze tra casatiello dolce montese e altri lievitati simili prodotti in Campania.

Il casatiello dolce è infatti un derivato del pane, conosciuto come “pigna” nel resto della Campania e con presenze significative anche oltre regione. Le caratteristiche che lo accomunano agli altri tipi di pigna sono l’uso del criscito, il lievito di riporto associato alla Pasqua per le originali caratteristiche e per i presunti poteri taumaturgici, e la lunga e laboriosa procedura di lievitazione e lavorazione, articolata in diversi giorni e, simbolicamente, in tre rinfreschi del criscito, chiaro riferimento alla resurrezione del Signore. 

A distinguere però il casatiello montese dagli altri casatielli dolci e dalle pigne è la inderogabile assenza di latte, che non ne consentirebbe la lunga conservazione, l’uso esclusivo della sugna come grasso e, infine, l’assenza di aromi e canditi vari al di fuori di cannella, spremuta di arancia, scorza di limone e, negli ultimi cento anni, del liquore Strega. Tutte caratteristiche che ne segnano l’aspetto e il gusto, rendendolo un dolce “divisivo”, ostico per tanti ma amato da chi, nel caratteristico rituale che ne segna la preparazione, ritrova quei sapori senza tempo che emergono inconfondibili alla vista, all’olfatto e al gusto.

Ad accompagnare il casatiello dolce, offerto in degustazione a tutti gli spettatori, sarà il Piedirosso dei Campi Flegrei DOP di “Cantine del Mare”, azienda vinicola di Monte di Procida. Ulteriore dimostrazione della eccezionalità del casatiello montese: raro caso di un dolce per il quale si consiglia l’abbinamento con un vino rosso.

Ad allietare la serata, gli interventi musicali della “Corale Flegrea Swing Ensemble”, diretta dalla Maestra Diana Schiano, con un allegro repertorio swing italiano ed internazionale.

Nato nel 2016, “Re Casatiello” ha contribuito a far rinascere l’attaccamento a questo dolce e alle tradizioni familiari che ad esso sono legate. Nelle case di Monte di Procida si è tornati a prepararlo per Pasqua mentre pasticcerie e panetterie stanno promuovendo una destagionalizzazione del prodotto: è ora disponibile quasi tutto l’anno e sta diventando ambasciatore di Monte di Procida oltre le mura cittadine. Merito anche della Pro Loco, che negli ultimi anni ha promosso corsi di formazione e ha persino esportato “Re Casatiello” negli Stati Uniti, con una edizione che ha coinvolto la folta comunità montese d’oltreoceano.

RAI2: PETS – Animali del cuoreConduce Lorella BocciaDa sabato 28 marzo alle 9.40

Un nuovo appuntamento dedicato ai legami tra l’essere umano e il mondo animale, realizzato con la partecipazione di OIPA, 
Organizzazione Internazionale Protezione Animali.
 
A partire dal 28 marzo, un nuovo appuntamento riempirà di curiosità e tenerezza il sabato mattina di Rai2: “PETS – Animali del cuore”, un viaggio in 18 puntate condotto da Lorella Boccia, alla scoperta dei legami più profondi e possibili tra l’essere umano e gli animali, realizzato con la partecipazione di OIPA, Organizzazione Internazionale Protezione Animali. Il programma porterà in studio storie vere, emozioni autentiche e ospiti esperti, per esplorare con affetto tutto ciò che ruota attorno agli amici a quattro zampe e altri animali. Un racconto fatto di curiosità e meraviglia, capace di parlare a grandi e bambini, con un linguaggio semplice, in onda alle 9.40.

 

Tra leggerezza ed empatia, “PETS – Animali del cuore” darà spazio a vecchi e nuovi compagni di vita del mondo animale, che animano le nostre case e le nostre abitudini. Se per tradizione cani e gatti occupano il centro della scena domestica, il panorama in realtà è molto più ampio: accanto a loro, troviamo piccoli e grandi mammiferi, e camelidi, ma anche rettili, volatili, anfibi e rapaci. Un mondo sorprendente per colori, stazza, provenienza e caratteristiche comportamentali, che racconta non solo un cambiamento di costume ma anche una nuova consapevolezza nel rapporto con il regno animale.

 

“PETS – Animali del cuore” alternerà in maniera dinamica, stupore e informazione, emozione e competenza, mantenendo una distinzione fondamentale: esistono animali che possono condividere la nostra quotidianità e altri che devono restare nel proprio habitat naturale.

In studio e in collegamento, gli esperti forniranno indicazioni concrete e responsabili a chi desidera intraprendere la strada dell’adozione, sia essa tradizionale o meno convenzionale. Il racconto si svilupperà attraverso rubriche, storie personali, incontri e testimonianze, anche di personaggi noti, che faranno visita in studio a Lorella Boccia con i loro amici speciali. Spazio poi all’approfondimento comportamentale con varie figure di professionisti nel corso della stagione. Il divano di Lorella Boccia diventerà in questi mesi così uno spazio accogliente e dinamico, popolato di creature diverse per specie e temperamento, ma unite da un filo conduttore comune: la relazione.

 

Nella prima puntata il pubblico potrà conoscere Apollo, un alpaca, e il suo proprietario Franco. Cugini dei lama, originari delle Ande sudamericane dove vivono oltre i tremila metri di quota, gli alpaca si sono adattati sorprendentemente bene alla vita italiana. Con l’addestratore Massimiliano Di Orazio si entrerà nel mondo dell’Agility dog, un’attività sportiva per i cani che impegna anche i proprietari. In un filmato, Legambiente racconterà poi il suo impegno per preservare la vita delle tartarughe lungo il litorale laziale. Ospite d'eccezione della puntata, sarà la giornalista Alessandra Zavoli, vedova di Sergio Zavoli, storico giornalista e figura di spicco della Rai negli Anni ‘80, che arriverà in studio con la sua cagnolina Zoe per raccontare il suo amore e quello di suo marito, per gli animali e per la gattina Margot.  

In studio il veterinario Federico Coccìa offrirà i consigli pratici della puntata: tre regole fondamentali per convivere bene con un cane e tre per convivere con un gatto, per costruire un decalogo essenziale per chi vuole avere un rapporto davvero equilibrato con il proprio animale. Claudia Taccani avvocata dell’OIPA, Organizzazione Internazionale Protezione Animali, racconterà come viene deciso l’affidamento di un animale in caso di separazione di una coppia.

A seguire Lorella Boccia incontrerà Lucifer e Ghost, due lupi cecoslovacchi di Federica e Paolo Cosmo: una razza, apparentemente inquietante, spesso utilizzata nel cinema al posto dei veri lupi. In chiusura spazio al cibo: la giornalista e scrittrice Angelica Amodei proporrà al pubblico un’appetitosa ricetta da realizzare in casa per i nostri pets. 

giovedì 26 marzo 2026

Presentazione del libro “Sushi bar Topless bar”, Roberto Goretti racconta la vera storia del Jap One Sabato 28 marzo

Un’avventura imprenditoriale e umana: “Sushi bar Topless bar”, Roberto Goretti racconta la vera storia del Jap One. Il ristoratore che ha portato il sushi a Napoli sceglie un libro senza filtri per raccontare la sua versione: dalle notti in Messico alla rivoluzione del sushi a Napoli. Presentazione del libro Sabato 28 marzo ore 12, Officina Keller.

Dopo anni di silenzio dalla chiusura dello storico locale, Roberto Goretti torna a far parlare di sé, ma questa volta lo fa attraverso le pagine di un libro. È disponibile su Amazon "Sushi bar Topless bar. Storia di un ristoratore visionario", un memoire nato dall’esigenza di raccontare, in totale libertà e indipendenza, un’avventura imprenditoriale e umana.

Il libro sarà presentato sabato 28 marzo alle ore 12 presso Officina Keller nel nuovo spazio napoletano in Piazza Enrico de Nicola 46 (Napoli), casa-laboratorio sociale all’interno dell’ex Lanificio.

Roberto Goretti ha scelto di consegnare ai lettori un racconto autentico, privo di mediazioni, con uno stile diretto, ironico e senza filtri. Il libro non è una celebrazione, ma una cronaca onesta e a tratti viscerale che attraversa trent’anni di vita vissuta al massimo: dalla nascita del primo sushi bar del Mezzogiorno fino alle macerie del successo.

Tutto ha inizio in una notte messicana del 1994 a Cabo San Lucas, tra un’Asahi ghiacciata e la rivelazione del primo nigiri. Da lì parte una "cavalcata selvaggia" che porta Goretti alla fuga dall’avvocatura fino alle vette del successo con il Jap One. Il libro è un viaggio tra atmosfere internazionali e la realtà di un successo complesso: una cucina diventata una Babele di nazionalità, gli impensabili dietro le quinte di serate brillanti, lo stress, le guerriglie burocratiche e la resistenza a un mondo digitale fatto di "porno-pseudo-cuochi" che ha smarrito il senso dell’arricreamento dell’anima. È il resoconto onesto di una scalata audace e delle sue inevitabili cadute, perché il successo è una Beirut imprevedibile.

Con una scrittura incalzante e l'onestà di chi non ha nulla da nascondere, Goretti racconta la bellezza violenta di un mestiere dove "si sfilettano pesci e si macellano sogni", spiegando cosa si celava dietro quel bancone e cosa ha portato alla storia più recente. Un inno alla capacità di cambiare pelle e di restare autentici, dedicato a chi crede ancora nel potere del gusto, del viaggio e delle esperienze vere.

 

SAVE THE DATE - PRESENTAZIONE
L’autore presenterà "Sushi bar Topless bar" per raccontare come è nato questo libro e ripercorrere la storia del Jap One:
· QUANDO: 28 Marzo
· ORE: 12:00
· DOVE: Officina Keller – Napoli, Piazza Enrico de Nicola, 46

Giocare rende giovani: Giochi Uniti porta il gioco da tavolo nelle residenze per anziani

La casa editrice partenopea dona una ludoteca alla residenza per anziani Villa Serena di Giugliano in Campania. È il primo appuntamento di una campagna più ampia di sensibilizzazione sull’importanza del gioco nella terza età.

 

NAPOLI – Giocare insieme, condividere un tavolo, ritrovare nella relazione un momento di leggerezza e partecipazione che non abbia età: è da qui che parte l’iniziativa di Giochi Uniti, casa editrice partenopea, che avvia un percorso dedicato alla diffusione del gioco da tavolo nelle residenze per anziani. Non solo un modo per tenere vivo e allenato il cervello, grazie alle ormai conclamate capacità del gioco; la famosa casa di giochi da tavolo si è fatta infatti capofila di una battaglia per contrastare una tendenza all’isolamento che, anche tra quelli più avanti con gli anni, vede gli smartphone protagonisti (in negativo).

Il primo appuntamento è fissato per il 31 marzo presso la residenza Villa Serena di Giugliano in Campania, dove l’azienda porterà attività laboratoriali e donerà una ludoteca destinata agli ospiti della struttura. L’intervento rappresenta l’avvio di una campagna più ampia che nei prossimi mesi interesserà diverse realtà su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di promuovere il gioco come strumento di socialità nella terza età.

Il progetto si inserisce in una linea già tracciata dall’azienda, che negli ultimi mesi ha posto al centro delle proprie iniziative il valore della dimensione sociale del gioco da tavolo anche per la terza età. In questo contesto, l’attività ludica viene proposta come occasione concreta di interazione, capace di favorire la partecipazione, stimolare il dialogo e contrastare forme di isolamento che spesso caratterizzano la vita dei membri più anziani delle nostre comunità.

“Contiamo di regalare una Pasqua diversa agli ospiti della residenza”, afferma il direttore operativo di Giochi Uniti, Stefano De Carolis. “Il gioco da tavolo è prima di tutto uno spazio condiviso: significa stare insieme, riconoscersi in un momento comune e costruire relazioni, anche in contesti in cui queste dimensioni rischiano di affievolirsi. Abbiamo sottolineato a più riprese come uno smartphone espone una persona anziana agli stessi rischi di un adolescente: costruire col gioco occasioni di socialità vera è una via che intendiamo offrire alla collettività e perseguire ostinatamente per ritrovare relazioni vere e autentiche, anche cross-generazionali”.

Nel corso della giornata, gli operatori coinvolti guideranno gli ospiti nell’utilizzo dei giochi selezionati, scelti per essere accessibili e adatti a diverse condizioni. La ludoteca resterà poi a disposizione della struttura, con l’obiettivo di rendere il gioco una presenza stabile nella quotidianità degli ospiti.

“Accogliamo con estremo piacere l’iniziativa di Giochi Uniti, che si terrà nella nostra struttura. Per i nostri ospiti rappresenta un’opportunità concreta di avvicinarsi ai giochi da tavolo pensati per la terza età, arricchendo le attività quotidiane con una proposta strutturata. Riteniamo si tratti di un intervento significativo, perché consente di favorire momenti di socialità e condivisione all’interno della comunità della residenza, argomento che teniamo particolarmente a cuore e in cui moltiplichiamo i nostri sforzi”, commenta Anna Bencivenga di Villa Serena.

L’appuntamento di Giugliano in Campania segna l’avvio operativo di un progetto destinato a proseguire nei prossimi mesi con ulteriori tappe in diverse regioni italiane.

E’ Pasqua alla Forneria Agricola Caccioppoli di Sant’Antonio Abate con quattro tipologie di colombe artigianali



Ci avviciniamo alla Pasqua, la festa più importante per il mondo cristiano, che però è anche sinonimo di tradizioni e condivisione di preziosi momenti con la famiglia riunita per un pranzo all’insegna di gioia e spensieratezza.

La Forneria Agricola Caccioppoli di Sant’Antonio Abate celebra questa ricorrenza con un dolce immancabile sulla tavola delle feste, la colomba, che viene proposta in quattro versioni: classica, con albicocche pellecchielle del Vesuvio, con arancia e cioccolato e con caffè, limone e menta.

Una creazione volta a interpretare il simbolo della Pasqua italiana in chiave territoriale rispettando sì la tradizione ma sperimentando anche nuovi abbinamenti e gusti.

All’impasto, ottenuto da lievito madre, è applicato un processo di proteasi a freddo dove gli enzimi della farina lavorano per almeno 12 ore regalando scioglievolezza e alveoli allungati e ben distribuiti per un risultato caratterizzato da una texture soffice e leggera. Gli agrumi, tutti raccolti nei campi di proprietà ai piedi dei Monti Lattari e canditi in loco, regalano una fresca e intensa scia aromatica.

La colomba classica dei fratelli Caccioppoli sprigiona i profumi di arancia candita e vaniglia e si contraddistingue per una piacevole croccantezza conferita dalla glassa croccante di mandorle e granella di zucchero che vivacizza il morso.

Nella versione arancia e cioccolato il gusto pieno e intenso del cacao Barry Callebaut contrasta piacevolmente con la freschezza e l’acidità dell’agrume per un risultato complessivo ben bilanciato.

Nella variante con caffè, limone e menta l’estrazione del caffè arabica 100% e della menta viene fatta a freddo in modo da preservare quanto più possibile le loro caratteristiche organolettiche.

La Forneria Agricola Caccioppoli è protagonista di un progetto che parla di filiera corta e di sostenibilità: i fratelli Gianluigi e Salvatore, infatti, hanno acquisito dei terreni e costituito una azienda agricola nell’ambito della quale coltivano e producono gran parte delle materie prime per la realizzazione dei prodotti, pane in primis ma anche lievitati per la colazione e tegliucci, che propongono nel punto vendita con l’obiettivo di raggiungere nel tempo la completa auto-sostenibilità.

Quattro le proprietà: a Candela dove si coltivano più tipologie di grano duro e grano tenero per produrre farine e semole di alta qualità, a Ogliastro Cilento dove viene ottenuto l’olio extravergine di oliva dalla monocultivar Rotondella, a Pompei dove vengono coltivati gli ortaggi e a Sant’Antonio Abate, ai piedi dei Monti Lattari, dove invece le piante di arance, limoni e mandarini e il seminativo offrono i frutti necessari per la preparazione delle marmellate per la colazione, dei dei topping per guarnire le pizze e dei canditi per i lievitati facendo così rientrare, naturalmente, anche il grande lievitato pasquale per eccellenza tra i protagonisti di questo circuito virtuoso.



mercoledì 25 marzo 2026

Libro sulla giustizia minorile, interviene Policastro

L’ Arciconfraternita dei Pellegrini prosegue il suo impegno per i minori a rischio con la presentazione del libro di Francesco Montalbano. Con l’autore intervengono Gianluca Guida, Patrizia Imperato e Silvia Ricciardi. Le conclusioni saranno del procuratore generale Aldo Policastro


 

Sarà presentato venerdì 27 marzo 2026 alle ore 17 presso il Salone del Mandato dell’Arciconfraternita dei Pellegrini a Napoli  (in via Portamedina 41, ingresso dal cortile dell’ospedale) il libro Misure penali esterne nella giustizia minorile. Manuale per operatori del terzo settore di Francesco Montalbano.

Dopo i saluti del primicerio dell’Arciconfraternita Giovanni Cacace, interverranno alla presentazione, con l’autore,  la procuratrice per i Minorenni di Napoli Patrizia Imperato; il direttore dell’Istituto Penale per Minorenni di Nisida Gianluca Guida; la presidente dell’associazione Jonathan onlus Silvia Ricciardi. Le conclusioni saranno a cura del procuratore generale di Napoli Aldo Policastro. Modererà l’incontro Emma Ferulano, operatrice sociale e fondatrice di “Chi rom e chi no”.

L’iniziativa è organizzata dall’Arciconfraternita dei Pellegrini in collaborazione con le cooperative sociali Accaparlante Agorà.

«I reati che coinvolgono i minori sono in aumento a Napoli ed i  recenti fatti di cronaca che  li riguardano sono sotto gli occhi di tutti – afferma il primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini Giovanni Cacace - Con la presentazione del libro di Francesco Montalbano  si discuterà in modo particolare del recupero del minore una volta che è entrato nel percorso della giustizia minorile, per capire, assieme a operatori sociali, magistrati, educatori, come si possa rafforzare la rete di sostegno sociale, affinché i minori non ricadano nelle maglie della giustizia e possano godere di reali opportunità  di inclusione».

 

L’ingresso è libero e sarà possibile acquistare il volume in occasione della presentazione, grazie alla collaborazione della libreria Iocisto.

Per informazioni: segreteria@arciconfraternitapellegrini.net

 

Il libro

Misure penali esterne nella giustizia minorile. Manuale per operatori del terzo settore (Edizioni Junior, pagg. 88, euro 15prefazione di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi, postfazione di Valentina Calderone) è un libro sulla giustizia minorile, sul suo funzionamento e sui suoi cambiamenti, ma anche e soprattutto su cosa significa avvicinarsi al percorso di un giovane adulto o minore che inciampa tra le maglie di questo sistema. Questo volume nasce per rendere più comprensibile il percorso che un minore può intraprendere dopo essere stato coinvolto in un fatto considerato reato. Pensato come guida pratica, si rivolge a chi opera nel terzo settore e accompagna i minori in questi delicati passaggi, offrendo uno strumento per orientarsi nel sistema della giustizia minorile. Con un linguaggio semplice ma rigoroso, il manuale segue le tappe fondamentali del procedimento penale minorile, fornendo riferimenti utili senza appesantire la lettura con tecnicismi giuridici. In un contesto segnato da crescenti fragilità – che coinvolgono bambini, adolescenti, giovani, persone con disabilità e anziani – diventa infatti essenziale rafforzare il ruolo educativo e formativo di chi opera sul campo. Questo testo risponde a tale esigenza: non solo come supporto per il lavoro quotidiano, ma anche come strumento di dialogo da utilizzare con il minore, affinché possa comprendere meglio il proprio percorso e i suoi possibili sviluppi.

L’autore

Francesco Montalbano si occupa di progetti educativi per minori e giovani adulti autori di reato in misura alternativa alla detenzione, accompagnandoli nei loro percorsi di responsabilizzazione e reinserimento.

Dalla Prefazione di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi

Avvicinare la realtà della giustizia minorile alla collettività significa anche fornire gli strumenti pratici a chi, in un periodo della sua vita o per gran parte di essa, intende mettere la propria professionalità a disposizione del minore segnalato dall’autorità giudiziaria. Montalbano con penna paziente traduce l’universo della giustizia minorile in un linguaggio semplice ma mai approssimativo e, soprattutto, indirizza gli operatori e le operatrici di oggi e di domani verso una prospettiva d’azione che abbia la cura del minore come obiettivo prioritario. Come sottolinea più volte l’autore, questo lavoro nasce – non a caso – da un’esperienza collettiva. Il centro «Gli Scatenati» lavora da anni con ragazzi e ragazze segnalati dall’autorità giudiziaria, promuovendo modelli alternativi alla detenzione. E l’alternativa è, del resto, una delle parole chiave di questo libro. Che, in direzione opposta a quella tracciata dal legislatore attuale, intende sottolineare l’autentica valenza educativa di un sistema delle pene che consideri il carcere come forma residuale di sanzione e di controllo.

Dalla Postfazione di Valentina Calderone

Se essere visti è un bisogno che questi ragazzi e ragazze cercano in tutti i modi di esprimere, essere capaci di dedicare “sguardo” – e attenzione e ascolto e cura – nei loro confronti è compito di noi adulti. E non è esclusivamente un compito individuale, delegato a chi per mestiere o passione si trova a occuparsi di questi temi. È responsabilità collettiva perché da sempre guardare a questi piccoli microcosmi (come il carcere, o la giustizia minorile), che funzionano come un condensato di ciò che noi siamo, ci aiuta a capire in cosa siamo carenti come società, in cosa non funzioniamo, come possiamo migliorare.