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mercoledì 11 marzo 2026

IL FUMETTO TRA MEMORIA ED EDUCAZIONE, A LUCCA UN CONVEGNO GUARDANDO AL FUTURO

Qualche anno fa, durante una visita guidata alla mostra a lui dedicata a Lucca Comics & Games, davanti a un incuriosito gruppo di alunne di una scuola elementare, Alfredo Castelli, l’indimenticabile creatore di Martin Mystère, ricordava come il 24 settembre 1966 la prima edizione lucchese del Salone Internazionale dei Comics si svolse proprio nel ridotto del Teatro del Giglio: “Eravamo pochi intimi”, diceva divertito il grande Alfredo.

 

Quel Salone internazionale per “pochi intimi”, come definito da Castelli, in una affascinante storia lunga 60 anni si è trasformato nel festival Lucca Comics & Games. Proprio per valorizzare le proprie radici, e guardare al futuro, Lucca Crea (società che organizza il festival) ha deciso di ripartire da lì, dal Teatro del Giglio Giacomo Puccini dove tutto ebbe inizio, con un’intera giornata di riflessione e studi sul fumetto.

 

Since 1966: Back to the Theatre - Il Fumetto tra memoria ed educazione - questo il titolo del convegno - affronterà una riflessione sulla conservazione bibliografica e dimensione archivistica dei periodici e sulle collezioni, ripercorrendo le tappe fondamentali della storia del fumetto, anche a partire da Lucca, guardando alle sue prospettive future, soprattutto educative.

 

Il convegno è aperto a studiosi e studiose (del fumetto, dei linguaggi e delle arti visive), e pensato specificamente con uno sguardo agli insegnanti, che nel presente indagano questo medium per i propri percorsi didattici, e aperto anche al pubblico. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione su Eventbrite (https://www.eventbrite.it/e/since-1966-back-to-the-theatre-il-fumetto-tra-memoria-ed-educazione-tickets-1984880429797) e in loco il giorno dell’evento (dalle ore 10).

 

L’evento si aprirà alle 11 con il saluto delle autorità, seguiranno gli intervento di Emanuele Vietina (direttore generale di Lucca Crea) ed Ennio Bilancini (professore di economia alla Scuola IMT Alti Studi). Tra i relatori e le relatrici, citiamo Luca Raffaelli (giornalista del quotidiano La Repubblica, scrittore e curatore, che parlerà dell’impatto del fumetto sui quotidiani italiani); Gianni Bono (editore e storico del fumetto, che interverrà sulla memoria della nona arte in 150 anni di stampa periodica); Giacomo Pacchioni (responsabile marketing di Poste Italiane, che approfondirà le intersezioni tra fumetto e filatelia); Yesim Tonga (ricercatrice alla Scuola IMT Alti Studi Lucca, che proporrà una riflessione critica su lavoro creativo e identità professionale nel fumetto nell’era della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale); Annalisa Rossi (soprintendente archivistica del Veneto e del Trentino-Alto Adige che si occuperà dell’ingresso e della conservazione di fondi fumettistici nelle strutture bibliotecarie). L’autore Davide Barzi risponderà alla domanda “Come si evolve un’icona dei fumetti?”.
Il fumetto, negli ultimi anni, è diventato un nuovo strumento didattico ed educativo, sempre più utilizzato dai docenti come mezzo innovativo dalla grande valenza formativa. Cristiano Catalini, di LS Scuola, nel suo intervento racconterà come la nona arte sia riuscita a salire in cattedra come nuovo alleato degli insegnanti per l’apprendimento a ogni età, e profondo stimolo alla curiosità e all’attenzione degli studenti. Il ricercatore Giorgio Farabegoli ripercorrerá poi gli anni cruciali, tra il 1965 e il 1967, che hanno portato il Salone Internazionale dei Comics dalle atmosfere di Bordighera al centro storico di Lucca e le sue celebri Mura. Un momento, questo, fondamentale per riscoprire i pionieri e le intuizioni che hanno dato i natali a Lucca Comics & Games, diventato il festival di cultura pop più celebre d’Europa.

 

Il convegno è promosso da Lucca Crea, società che organizza Lucca Comics & Games Lucca Collezionando, in collaborazione con la Scuola IMT Alti Studi, già Scientific Partner di Lucca Comics & Games, Teatro del Giglio Giacomo Puccini If Edizioni, casa editrice che pubblica Fumo di China (storica e prestigiosa rivista di critica letteraria e del fumetto); con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca e la collaborazione delle associazioni Lucca Gulp Area Performance Onlus e dell’editore LS Scuola.

 

La giornata di studi, oltre a contribuire a una coscienza sulla valorizzazione, attualizzazione e conservazione della nona arte, sarà un sentito preludio a Lucca Collezionando, il festival vintage-pop dedicato al fumetto, al gioco e ai mondi del fantastico, giunto alla 9° edizione, in programma sabato 28 e domenica 29 marzo al Polo Fiere di Lucca, che ci accompagnerà nella marcia di avvicinamento alla 60esima edizione di Lucca Comics & Games. Tutte le informazioni e i biglietti su www.luccacollezionando.com.

 

“Caro Alfredo - saluta idealmente Emanuele Vietina, direttore generale di Lucca Crea - saremo forse pochi intimi anche stavolta, ma quest’anno ripartiremo anche di lì, pronti a studiare, capire e amare il fumetto… come ci hai insegnato tu, maestro”.


La partecipazione è gratuita alla giornata di studi è gratuito.
Iscriviti su Eventbritehttps://www.eventbrite.it/e/since-1966-back-to-the-theatre-il-fumetto-tra-memoria-ed-educazione-tickets-1984880429797
ma ti potrai segnare anche direttamente al Teatro del Giglio Puccini il giorno dell’evento, dalle ore 10..

I calchi di Pompei: un percorso nella storia dell’eruzione del 79 d.C.

“Poiché l'angoscia di ciascuno è la nostra
Ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna
Che ti sei stretta convulsamente a tua madre. (…)
Sono passati i secoli, la cenere si è pietrificata
A incarcerare per sempre codeste membra gentili.
Così tu rimani tra noi, contorto calco di gesso,
Agonia senza fine, terribile testimonianza”
 
Primo Levi - La Bambina di Pompei -
 
“Sono morti da diciotto secoli, ma sono creature umane che si vedono nella loro agonia. Lì non è arte, non è imitazione; ma sono le loro ossa, le reliquie della loro carne e de’ loro panni mescolati col gesso: è il dolore della morte che riacquista corpo e figura…."
 
 
Luigi Settembrini - scrittore e patriota napoletano dell’800

Un “memoriale” che racconta la fine di Pompei e le sue vittime. L’eruzione del 79 d. C. - che ha colpito migliaia di persone e fatto della antica città vesuviana una testimonianza unica nella storia - per la prima volta viene narrata attraverso un allestimento museale permanente che ne restituisce la storia momento per momento, esponendo i calchi delle vittime e una selezione di reperti organici straordinariamente conservati. Sarà visitabile alla Palestra Grande degli scavi, dal 12 marzo 2026.
 
La nuova esposizione che ripercorre l’origine, la storia dell’eruzione e la tecnica dei calchi, è il risultato di un dialogo tra un linguaggio museale teso a dare dignità alle vittime dell’eruzione, ma al tempo stesso a raccontarne la storia con cura scientifica.
Una narrazione oggettiva di quella vicenda attraverso la quale il visitatore si trova di fronte al “… dolore della morte che riacquista corpo e figura” con cui lo scrittore Luigi Settembrini nel ‘800, aveva descritto i calchi di Pompei, “non arte, non imitazione; ma le loro ossa, le reliquie della loro carne e de’ loro panni mescolati col gesso”. Primo Levi, nella poesia La bambina di Pompei, parla di “agonia senza fine, terribile testimonianza”.
 
22 i calchi di vittime, tra i vari rinvenimenti esposti, scelti fra quelli meglio conservati e più leggibili, presentati sulla base del contesto di provenienza, che va dalle domus nelle aree interne della città fino alle porte e alle strade che uscivano dal centro abitato, scappando lungo le quali gli abitanti cercarono invano la salvezza.
L’esposizione riunisce assieme, per la prima volta, un così ampio numero di testimonianze. A Pompei dall’800 è stato possibile realizzare un centinaio di calchi. Altri, singoli o in piccoli gruppi, sono visibili nelle domus o in altri edifici della città, nei luoghi originari del loro rinvenimento.
 
Il percorso si articola nei portici sud e nord della Palestra Grande, il grande edificio quadrato ubicato di fronte all’Anfiteatro e un tempo destinato alla formazione dei cittadini, con una sezione dedicata alla Vulcanologia e ai reperti organici, piante e animali e una sezione dedicata ai resti umani.
 
Dichiara il Ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Mi ha colpito l’allestimento fatto con grandissimo rigore scientifico, la capacità di restituire la cruda verità dell’eruzione di Pompei e l’espressività dei calchi. E al tempo stesso l’atteggiamento rispettoso nei confronti delle vittime, attraverso una galleria del dolore che ci restituisce la verità come in un sacrario contemporaneo, perché tutte le tragedie che avvengono per calamità naturali sono condensate in questa magnifica, terrificante ed esplicativa rappresentazione che il direttore e tutto il magnifico staff del Parco archeologico ci hanno offerto.
È una mostra coraggiosa perché è anche estremamente contemporanea. Non è facile la rappresentazione della morte, non è facile mettere in mostra la nudità dei calchi di corpi travolti da ceneri, lapilli e lava. Bisogna saperlo fare e saper raccontarlo con uno sguardo scientifico ma allo stesso tempo empatico nei confronti del dolore. E la missione è riuscita”.
 
Dichiara il Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel: “Personalmente ritengo questa la più grande sfida museologica che abbiamo mai affrontato, e ringrazio tutto il gruppo di lavoro, in particolare Silvia Bertesago e Tiziana Rocco, che hanno seguito l’allestimento dai primi passi. Abbiamo cercato un linguaggio museografico che unisca la semplicità toccante di un memoriale, perché non volevamo in nessun modo rinunciare all’aspetto umano ed etico, con la gioia della scoperta attraverso apparati didattici inclusivi e facilmente comprensibili. I calchi delle vittime non sono reperti, non sono statue e non sono opere d’arte, né d’arte antica né contemporanea. Per dire cosa sono, forse basta una frase, pronunciata una volta da un collega su uno scavo dove scoprimmo una vittima: questo siamo noi. Possiamo vedere nei calchi di bambini, donne e uomini morti nel 79 d.C. la nostra fragilità, la nostra umanità e vulnerabilità: perciò, da un incontro rispettoso con queste testimonianze, che abbiamo cercato di rendere possibile con il nuovo allestimento, può scaturire un messaggio profondo: la vita è precaria, preziosa, la vita è bella”.
 
L’origine dei calchi  
Nel 79 d.C., l’eruzione del Vesuvio distrusse improvvisamente la città di Pompei, seppellendola sotto metri di cenere e pomici. Questo evento catastrofico ha conservato intatti non solo edifici e strade, ma anche le tracce delle vite di chi vi abitava. Le persone rimaste intrappolate durante la seconda fase dell’eruzione, ovvero dopo la caduta dei lapilli, furono avvolte da una nube ardente di cenere vulcanica (cosiddetta “corrente piroclastica”), che si solidificò intorno ai loro corpi.
Con il tempo, i corpi e tutti i materiali organici si decomposero, lasciando degli spazi vuoti nella cenere indurita. Nell’800, questi vuoti intercettati durante gli scavi, furono per la prima volta riempiti con gesso per creare calchi fedeli delle vittime e sono oggi una testimonianza potente e toccante della tragedia, che ci permette di “vedere” gli oggetti andati distrutti e le persone che vissero e morirono in quel momento. Pompei è l’unico sito al mondo che consente il recupero di questo tipo di testimonianze.
I calchi non sono dunque semplici reperti, ma testimonianze dirette della tragedia che colpì Pompei. Attraverso di essi, la scienza ci restituisce i volti, i gesti e l’umanità degli abitanti dell’antica città, fermi nell’attimo in cui il tempo si è interrotto.
 
Il percorso espositivo
Nel braccio Sud trova spazio una sezione vulcanologica, dedicata al Vesuvio e al racconto dell’eruzione del 79 d.C., arricchito da un nuovo video che ne ripropone in sintesi la dinamica e dalla ricostruzione di una colonna di circa 4 metri di ceneri e lapilli, il materiale eruttivo che seppellì completamente la città di Pompei. Segue una parte dedicata agli animali e alle piante con una collezione dei reperti organici straordinariamente conservati che raccontano il rapporto fra l’uomo e le risorse naturali.
La sezione è accompagnata da un apparato grafico di testi e riproduzioni iconografiche di fauna e flora presenti in famosi affreschi pompeiani, alcuni anche di recente scoperta (come quelli provenienti dalla casa del Tiaso).
Il braccio Nord, accanto ad una piccola parte sugli arredi con due calchi di porte, ospita la grande sezione dedicata ai resti umani, che espone una collezione di calchi originali delle persone colpite dall’eruzione.
I calchi delle vittime del 79 d.C. sono tra le testimonianze più famose e commoventi di Pompei. Spesso confusi con corpi pietrificati, sono in realtà il risultato di un processo unico, reso possibile dalle condizioni create dall’eruzione e da una tecnica archeologica sviluppata nel tempo.
Anche se sono noti tentativi negli anni precedenti, fu nel 1863 che l’archeologo Giuseppe Fiorelli, versando gesso liquido in queste cavità, per primo riuscì a restituire la forma originaria delle vittime. Una volta indurito il gesso e rimossa la cenere circostante, riemergevano figure umane sorprendentemente dettagliate, spesso con ossa ancora presenti al loro interno.
 
Il tema trattato e il tipo di reperti esposti ci pongono a stretto contatto con il momento della morte improvvisa. Per tale motivo la sezione delle vittime non è subito visibile, ma è protetta alle due estremità, da elementi divisori che avvisano dell’ingresso in un settore peculiare, dando quindi allo spettatore la possibilità di scegliere se affrontare o meno la visita.
 
L’allestimento è scandito da un apparato grafico in cui è ridotto al minimo l’uso del colore e di ogni elemento decorativo, a vantaggio di testi lineari accompagnati da foto d’archivio, che documentano i contesti o i calchi in fase di scavo o di restauro. È arricchito da contenuti multimediali dedicati da un lato alla tecnica di realizzazione dei calchi dal momento dell’invenzione fino ad oggi e alla struttura interna dei calchi con immagini tratte da TAC eseguite su alcuni esemplari, dall’altro lato a contenuti storici come l’intervista ad Amedeo Maiuri sui calchi dell’Orto dei Fuggiaschi o ancora agli aspetti emozionali legati alla vista di questi reperti, come ben rappresentato nel frammento del film “Viaggio in Italia” di R. Rossellini
 
Un percorso flessibile e accessibile: video in LIS e ISL e modellini tattili
Tutto il percorso, per la sua ubicazione all’interno dell’area archeologica, è volutamente flessibile, è cioè strutturato per poter essere visitato ed avere una lettura compiuta nei diversi sensi di marcia e a prescindere dal lato di ingresso al monumento, adattandosi così alle diverse direzioni dei flussi di visitatori.
Particolare attenzione è stata data all’accessibilità, attraverso contenuti audio, video in LIS e ISL, strumenti in CAA (Comunicazione Aumentata Alternativa) e due sezioni tattili dedicate rispettivamente una alla parte sulle vittime umane e l’altra a quella sugli animali e le piante con modellini 3d dei reperti accompagnati da testi in braille.  
Attraverso gli apparati grafici, i video e gli approfondimenti, l’allestimento vuole garantire la più ampia fruizione di questi materiali unici, rispettandone e valorizzandone le peculiarità, restituendo loro il giusto significato, quali straordinarie testimonianze della storia di Pompei e dei suoi abitanti.
 
Al termine della cerimonia inaugurale l’esposizione sarà aperta al pubblico.
La visita all’esposizione è inclusa nel biglietto di accesso agli scavi
Ingresso consigliato: piazza Anfiteatro
 

Ovo Sapiens, la Pasqua secondo Walter Musco: si torna all’essenza con la mostra '‘Origini’'



Da oltre un decennio Walter Musco si fa interprete della Pasqua e lo fa attraverso le sue iconiche “Uova”: dal dialogo con i grandi artisti del nostro tempo, come Banksy, Cattelan e Fontana passando per il grande omaggio alla Capitale con la mostra “Roma Città Aperta” del 2024, fino all’arte dei manga lo scorso anno, il pastry chef romano ha trasformato l’arte del cioccolato in linguaggio culturale. Se fino ad oggi ogni collezione ha raccontato opere e autori replicando gesti, colori o intenzioni attraverso il cioccolato, ora è arrivato il momento in cui il richiamo ai grandi maestri lascia spazio allo sguardo personale. “Ovo Sapiens. Origini: sull’essenziale, il necessario, il silenzio” è la nuova collezione di Uova di Pasqua firmata da Walter Musco, in mostra dal 20 marzo per tutto il periodo pasquale nella sua “bottega” di Largo Bompiani.



Con questo nuovo progetto, il più radicale della sua ricerca, Musco si spoglia di ogni riferimento esplicito: niente citazioni, nessun fronzolo né ornamento. Protagonista è la materia allo stato originario, il non finito, tra superfici grezze ed errori non corretti ma accolti come parte integrante dell’opera. A livello stilistico, la forza espressiva del brutalismo incontra l’essenzialità della Bauhaus, richiami primordiali, forme neolitiche e una palette di colori volutamente limitata, dove l’onestà del gesto creativo diventa linguaggio e valore estetico.



Origini è una mostra che supera il concetto di esposizione per trasformarsi in atto meditativo capace di coinvolgere tutti i sensi - racconta Walter Musco - Tutto è nato da una forte esigenza personale di ricerca e da profondi momenti di riflessione legati alla nostra epoca. L’intenzione è quella di eliminare il superfluo, che quotidianamente ci distrae, per concentrarsi solo su ciò che è veramente necessario. Ogni uovo è un pezzo unico ma parte del tutto, concepito come opera ma, al tempo stesso, destinato al consumo valorizzando così la qualità del nostro cioccolato firmato Valrhona: la durabilità fisiologicamente ridotta del prodotto è infatti parte integrante del messaggio.”



Il cambio di passo è netto: “Origini” è il risultato di un attento lavoro di sottrazione e di ritorno consapevole alla sostanza: questo il fil rouge dell’intera mostra che si ritrova anche nel sound design e nelle installazioni olfattive pensate per l’occasione. Suoni grezzi realizzati con il contributo di rumoristi, fragranze di terra bagnata e di sottobosco, create in collaborazione con una profumiera. A ciò, per la presentazione di venerdì 20 marzo, si aggiunge una proposta gastronomica essenziale composta da alimenti primari come pane, miele e radici che accompagneranno il percorso espositivo, riportando alla terra e al gesto del nutrire. 



Sempre a tema Pasqua Walter Musco ha pensato anche all’altra grande protagonista di questo periodo, ovvero la colomba. Alla linea di colombe artigianali, quest’anno si andrà ad aggiungere una special edition firmata a quattro mani con Giulio Zoli, chef del bellissimo Nomos Ante. Da questa stimolante collaborazione nasce infatti un prodotto ispirato agli Spaghetti Citrus, cavallo di battaglia del giovane chef e che evidentemente avrà nei diversi tipi di limone utilizzati la sua caratteristica principale.



BMT: LUSSO ED ECCELLENZE, RICETTA VINCENTE PER IL FUTURO DEL TURISMO IN CAMPANIA



Area dedicata nel Padiglione 3 della Mostra d’Oltremare e due importanti convegni nel programma della Borsa Mediterranea del Turismo. La sfida per grandi brand e destinazioni: continuare a generare desiderabilità attraverso un’offerta capace di integrare ospitalità, cultura, creatività e design

 

L’offerta turistica della Campania legata al segmento Luxury sarà uno dei temi predominanti della ventinovesima edizione della BMT – Borsa Mediterranea del Turismo in programma da domani giovedì 12 marzo fino a sabato 14 alla Mostra d’Oltremare di Napoli.


L’area specifica allestita nel Padiglione 3 e denominata “Napoli & Campania Luxury Destinations” e due convegni dedicati, racconteranno di una delle opportunità in trend per il territorio, sia per quanto riguarda l’hospitality che per quanto riguarda le eccellenze.

Nel confronto fra esperti del settore, a cui parteciperanno anche i buyers internazionali interessati in arrivo dalle aree del Nord America, Europa ed Estremo Oriente, si parlerà soprattutto delle strategie più opportune per la valorizzazione dell’offerta, interrogandosi per esempio su “Ultra-luxury e la capacità di creare desiderio”. Il segmento ultra-luxury rappresenta oggi uno dei campi più dinamici e competitivi dell’economia globale. In un contesto in cui accesso, esclusività ed esperienze premium sono sempre più diffusi, la vera sfida per brand aziendali e destinazioni diventa quella di continuare a generare desiderabilità.

Moda, ospitalità e destinazioni turistiche si confrontano oggi con una domanda sempre più sofisticata, dove il valore non è più solo nel prodotto o nel servizio ma nella capacità di creare significato, rarità ed esperienza.


Il panel organizzato dalla BMT esplorerà strategie, modelli e visioni per comprendere come si costruisce desiderio nell’ultra-lusso, tra brand iconici, ospitalità d’eccellenza e valorizzazione delle destinazioni.


L’Assessore al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Teresa Armato ne discuterà giovedì 12 marzo alle ore 14.30 nell’Area Napoli & Campania Luxury nel pad. 3 della Mostra d’Oltremare con Valentina Della Corte, Coordinatrice del Corso di Laurea in Hospitality Management; Gianna Mazzarella, Presidente della Sezione Turismo dell’Unione Industriali Napoli; Francesca Pagliari, Presidente Federalberghi Napoli e Vincenzo Equestre, CEO EMEA Region e Board Member di Salvatore Ferragamo.

 

Il secondo appuntamento è previsto per venerdì 13 marzo alle ore 12:00, sempre nell’Area Napoli & Campania Luxury . Si discuterà sul tema “Iconic by nature: come costruire destinazioni di lusso tra cultura e design”.


In questo caso si guarderà alle destinazioni di lusso che oggi non si costruiscono solo attraverso l’offerta ricettiva ma anche attraverso un ecosistema di eccellenze capace di integrare ospitalità, cultura, creatività e design.


Territori come Capri, Ischia e Napoli dimostrano come patrimonio culturale, tradizione artistica, moda e architettura possano contribuire a definire un’identità distintiva e riconoscibile a livello internazionale, trasformando il luogo in un vero e proprio brand.


Il panel esplorerà il ruolo di cultura, ospitalità, creatività e progettazione nel processo di costruzione di destinazioni iconiche, capaci di attrarre un turismo di alta gamma e di valorizzare il territorio attraverso esperienze autentiche e di alto valore simbolico.


Con Valentina Della Corte ne parleranno Alfonso Saraco, General Manager di Pazziella, Luxury Collection Hotel di Capri; Francesca Guarino, Amministratore Delegato di Villa Marina Capri; Emanuela Spedaliere, Direttrice Affari istituzionali e marketing del Teatro di San CarloAlessio Visone, Couterier partenopeo della Maison Alessio Visone e Antonella Miletti, Docente di Istituzioni di Diritto Privato.

 

LE AZIENDE PROTAGONISTE NELL’AREA NAPOLI & CAMPANIA LUXURY DESTINATIONS: THE GOCCE GROUP, MACAIA EXPERIENCE, WORLD HOTELS, CELESTE TOURISM PROMOTION SRLS, TOURING ITALY, BOTANIA RELAIS&SPA, PALAZZO MANZI TERME&SPA, THERASIA RESORT SEA&SPA, HOSPITALITY MANAGEMENT, STARHOTELS, HOTEL MERCURE NAPOLI , NALDI GROUP (PAZZIELLA), HOTEL POSEIDON, WORLDTOURS, MARINELLA, HOTEL PICCOLO SANT'ANDREA, GRAND HOTEL PARKER'S, DESTINATION NAPLES, STAIANO GROUP, ACAMPORA HOTELS & VILLAS, ILEANA DELLA CORTE, ANANTARA CONVENTO DI AMALFI GRAND HOTEL, LE SIRENUSE, VILLA MARINA CAPRI, SOLARIA SERVICE DMC, M. CILENTO E F.LLO SRL, TEATRO SAN CARLO, PAGODA LIFESTYLE HOTEL, SIRE RICEVIMENTI D'AUTORE, GRAND HOTEL SANTA LUCIA, ART HOTEL SAN FRANCESCO AL MONTE, AUTO MOTO EURO FIERA SPA

LA PASQUA DI VINCENZO DONNARUMMA, NASCE LA COLOMBA “FIOR DI PESCA"



Per Vincenzo Donnarumma ogni lievitato nasce da una storia che inizia sempre dallo stesso punto: “Gennarino”, il lievito madre che il Maestro Pasticcere napoletano custodisce e rinnova ogni giorno con la stessa cura che si riserva a un figlio. 



È da qui che prende forma la collezione di lievitati dedicata alla Pasqua, frutto di studio, ricerca sulle materie prime e di un continuo dialogo tra tradizione e nuove suggestioni di gusto.



Accanto alla Colomba Classica, preparata con scorzone d’arancia Navel di Calabria, Donnarumma propone una gamma di interpretazioni che raccontano il suo modo di lavorare sugli impasti e sugli abbinamenti.



C’è la Multicereali, con impasto ricco di cereali impreziosito da frutti di bosco e mandarino tardivo di Ciaculli IGP. La Nocciolata, con impasto alla Nocciola di Giffoni e tre diverse tipologie di cioccolato — bianco belga, latte gianduja e fondente 70% monorigine São Tomé — pensata per chi ama le note più golose e avvolgenti. 



E poi la Vesuviana, omaggio al territorio campano, che unisce l’albicocca “Pellecchiella” del Vesuvio al cioccolato bianco belga e alla fava tonka, con glassa alle mandorle e granella di zucchero.



La vera novità della Pasqua 2026 è però la Colomba “Fior di Pesca”, che unisce la dolcezza morbida e vellutata della pesca con il tocco esotico del mango. Un incontro aromatico pensato per evocare la primavera e offrire una lettura più contemporanea della colomba pasquale.



Accanto ai grandi lievitati resta protagonista uno dei simboli più profondi della tradizione partenopea: la Pastiera


Nella versione firmata Donnarumma, la friabilità della pasta frolla racchiude un ripieno morbido e profumato di grano cotto e ricotta, preparato secondo la ricetta classica con farina di frumento tipo “0”, burro, zucchero a velo, uova, vaniglia, grano cotto, ricotta, zucchero, latte, pasta di arancia candita naturale, miele di acacia e fiori d’arancio. È disponibile nei formati da 1, 1,5 e 2 kg.



«È un dolce al quale sono profondamente legato, sia professionalmente che emotivamente – racconta Vincenzo Donnarumma –. La pastiera nasce dalle mani di mio padre Antonio, e negli anni ho lavorato insieme a lui per renderla più equilibrata e

delicata nella degustazione. Dentro questo dolce ci sono la mia famiglia, Napoli e il senso della primavera».



Tutte le creazioni pasquali sono disponibili online su vincenzodonnarumma.it e presso la Pasticceria Peccati di Gola a Pimonte, sui Monti Lattari. Qui ha origine la storia della famiglia Donnarumma: il laboratorio fondato da Antonio Donnarumma insieme alla moglie Silvana è oggi portato avanti dal figlio Vincenzo, pluripremiato Maestro dell’Alta Pasticceria Italiana, insieme al fratello Aniello.


Vincenzo Donnarumma

Classe 1996, originario di Pimonte (NA), Vincenzo Donnarumma è tra i più giovani Maestri d’Alta Pasticceria Italiana. 


Cresciuto nel laboratorio di famiglia, ha completato la formazione con lode presso Cast Alimenti e ha affinato la tecnica nella pasticceria del Maestro Gino Fabbri a Bologna. 


Dopo il secondo posto al Campionato Italiano di Pasticceria Juniores (2018), conquista il titolo di Campione del Mondo di Pasticceria Juniores nel 2019, il primo posto alla SIGEP Gelato Europe Cup nel 2023 e, l’anno successivo, il titolo di Campione del Mondo di Gelateria al SIGEP 2024. 


Patron della pasticceria “Peccati di Gola”, dal 2022 è Ambasciatore Pasticcere dell’Eccellenza Italiana (APEI), associazione fondata e presieduta da Iginio Massari.

Palazzo Donn’Anna: 250 volumi rari di Eleonora Puntillo donati alla Fondazione De Felice

La Fondazione Ezio De Felice annuncia con gratitudine la donazione di una importante fondo librario da parte della giornalista e saggista Eleonora Puntillo, che ha scelto di affidare alla Biblioteca della Fondazione circa 250 volumi dedicati alla storia dell’arte, all’architettura, alla fotografia e agli studi urbani.

 

Si tratta di un ‘corpus’ di notevole valore scientifico, composto da opere spesso rare o non più reperibili, come Il Museo di Capodimonte di Bruno Molajoli, gli scritti di Antonio e Camilla Cederna, la documentazione del Laboratorio Internazionale Napoli Sotterranea e numerosi titoli dedicati alla storia urbana di Berlino, tra cui Die Mauer e Il territorio di Berlino, oltre ai materiali sul Bauhaus come L’opera grafica del Bauhaus 1921–23 di Maurizio Calvesi. Come sottolinea la stessa Eleonora Puntillo, «Alcuni volumi sono oggi introvabili (fra cui il “Capodimonte” di Molajoli e la serie di Guache ’700, nonché gli scritti di Cederna). La vostra biblioteca avrà adesso la più completa documentazione sul sottosuolo di Napoli e sul Laboratorio Internazionale indetto dalla Mobiloil e sulla ricostruzione del centro di Berlino, con interventi scritti dai progettisti».

Il gesto di Eleonora Puntillo acquista un significato particolare alla luce del suo sostegno alla Fondazione e in ragione della stima e della amicizia che per decenni ha contrassegnato il suo rapporto con Ezio De Felice ed Eirene Sbriziolo. Alla scomparsa di quest’ultima, Puntillo dedicò un ampio e partecipe ritratto sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno, restituendone l’opera nel campo dell’urbanistica, la passione civile, e l’impegno condiviso con De Felice nel costruire, proprio a Palazzo Donn’Anna, uno spazio di studio e di ricerca unico nel suo genere.

 

La giornalista è stata inoltre autrice di un intervento dedicato alla difficile situazione venutasi a creare nel governo della Fondazione all’indomani della scomparsa della Fondatrice e Presidente Eirene Sbriziolo, nel quale segnalava la necessità di tutelare l’eredità culturale dei fondatori e di garantire la piena operatività del Teatrino e dell’archivio. In quel testo ricordava anche l’appello rivolto al Presidente della Repubblica e sottoscritto da figure di primo piano della cultura italiana – tra cui Raffaele La Capria, Achille Bonito Oliva, Mimmo Jodice, Salvatore Settis, Francesco Rosi e Mario Martone – a sostegno della missione scientifica della Fondazione. Una testimonianza chiara del suo impegno e della sua attenzione costante verso il destino dell’istituzione di Palazzo Donn’Anna.

«Non vi ringrazierò mai abbastanza per la salvezza che la Fondazione assicura a queste mie (troppe) amate carte», ha scritto Puntillo nel comunicare la propria decisione. La donazione restituisce alla Biblioteca un patrimonio ampio e coerente, che arricchisce in modo sostanziale le risorse disponibili per studiosi, ricercatori e cittadini interessati alla storia dell’arte, dell’architettura e della città.

La Fondazione Ezio De Felice esprime la più sincera riconoscenza a Eleonora Puntillo e conferma di aver avviato la catalogazione del fondo, per renderlo liberamente consultabile, nel solco dell’eredità culturale e civile di Ezio De Felice ed Eirene Sbriziolo.



 

Napoli, venerdì alla BMT "Iconic by Nature: costruire destinazioni di lusso tra cultura e design”

Alfonso Saraco, general manager di Pazziella, a Luxury Collection Hotel, Capri è tra i relatori di “Iconic by Nature: costruire destinazioni di lusso tra cultura e design”.

Il focus è in programma venerdì 13 marzo alle ore 12 nell'Area Napoli e Campania Luxury padiglione 3 durante la Bmt, la Borsa Mediterranea del Turismo in programma fino a sabato 14 marzo alla Mostra d’Oltremare di Napoli.

Le destinazioni di lusso non si costruiscono solo attraverso l’offerta ricettiva ma attraverso un ecosistema di eccellenze capace di integrare ospitalità, cultura, creatività e design.

Questa la linea guida del dibattito moderato dalla professoressa Valentina Della Corte, coordinatrice del corso di Laurea in Hospitality Management dell’Università Federico II che prevede interventi di esperti del settore.