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martedì 8 settembre 2026

DALLA SALUTE ALLA TECNOLOGIA DOMESTICA ALL’AMBIENTE, L’“ENERGIA DELLE PICCOLE COSE” DI NAPOLI FA VOLARE IL CROWDFUNDING

Produrre elettricità dal calore invisibile dell’ambiente e persino al buio pesto: la scommessa deep-tech della startup Oxhy fa il pieno di investitori e raccoglie più di 1,7 milioni di euro, oltre otto volte il target iniziale.

Immaginate di poter alimentare il sensore che monitora il vostro battito cardiaco, il termostato di casa o i micro-chip senza dover mai più cambiare una pila. E soprattutto, senza aver bisogno di una pala eolica o di un pannello solare esposto al sole.

Fantascienza? Non più. La nuova frontiera della transizione energetica passa per le “piccole cose”, o meglio per le onde lunghe che ci circondano, ed è stata brevettata all’ombra del Vesuvio.

Si chiama Oxhycell ed è l’invenzione su cui punta Oxhy, startup innovativa nata a Napoli nel 2023. Il concetto è rivoluzionario: un dispositivo assimilabile a una cella fotovoltaica, ma capace di funzionare anche in assenza di luce solare diretta. Come? Catturando il calore ambientale e la radiazione infrarossa – invisibile ai nostri occhi, ma sempre presente – per convertirli in corrente elettrica continua, 24 ore su 24.

Una tecnologia pensata per superare il limite storico delle batterie chimiche e alimentare il vasto mondo dell’Internet delle Cose, quello che gli esperti chiamano IoT, Internet of Things: dai dispositivi medici indossabili fino alla sensoristica per le smart city e l’industria.

Chi c’è dietro il progetto
Dietro questo “miracolo” della fisica applicata non c’è una multinazionale d’oltreoceano, ma un team affiatato di 11 professionisti e 4 senior advisor, insediato nell’incubatore Campania Newsteel di Città della Scienza. Fisici, ingegneri ed esperti di innovazione che hanno deciso di fare ricerca ad altissimo contenuto scientifico, deep-tech, rimanendo radicati nel Mezzogiorno e sviluppando nuove attività operative anche a Ceccano, a pochi chilometri da Roma: un ponte tra la Campania e il Lazio per lavorare su prototipazione, ingegnerizzazione e recupero di calore industriale.

Il boom su CrowdFundMe: la conferma del mercato
Che l’idea fosse forte lo si intuiva dai brevetti. Ma la conferma è arrivata dal mercato, attraverso la fiducia di risparmiatori e investitori. Lanciata sulla piattaforma CrowdFundMe, la campagna di equity crowdfunding di Oxhy si è chiusa con un vero e proprio exploit: 1,7 milioni di euro raccolti contro un obiettivo minimo di 200 mila euro. Superato di oltre 8 volte il target iniziale, con l’adesione di 500 investitori.

Questo rappresenta un segnale economico, e quindi anche sociale, fortissimo.

In Italia, secondo il report P101 – State of Italian VC, che analizza l’andamento, la crescita e i dati chiave del settore del Venture Capital e dell’innovazione, il mercato dei capitali per le startup, pari a 1,4 miliardi di euro nel 2025, tende a orientare verso il Nord Italia il 64% delle risorse nazionali e verso il Centro circa il 30%, mentre al Sud resta una quota marginale.

A conferma dell'eccezionalità delle risorse attratte, i dati dell’EY Venture Capital Barometer 2026 indicano che l'investimento complessivo in venture capital in Campania è stato di 11 milioni di euro nel 2025 (in linea con il 2024). Benché riferiti a due annualità distinte, i 1,7 milioni di euro ottenuti da Oxhy nel 2026 rappresentano circa 1/6 dell'intero volume annuale della regione, un valore assolutamente straordinario se rapportato a una platea di circa 1200 startup attive in Campania.

Il caso Oxhy dimostra invece che quando la scienza è solida e la visione industriale è chiara, l’energia dell’innovazione sa azzerare i divari geografici, attirando risorse private su una valutazione pre-money di 13,5 milioni di euro.

Il deep-tech del Mezzogiorno può dunque attrarre capitale, costruire una base di investitori qualificata e confrontarsi con ordini di grandezza vicini ai round seed dei principali ecosistemi europei.

Dall’investimento alle prime collaborazioni industriali

Sul piano consulenziale, Oxhy, con sede a Napoli, è stata assistita dallo Studio Associato Napoletano nell’ambito del percorso di investimento e della strutturazione dell’operazione.

Conclusa la campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, la società è ora concentrata sulle prossime fasi della roadmap: ingegnerizzazione delle celle, ampliamento della tutela brevettuale e avvio dei primi progetti pilota con partner industriali. Parallelamente, il percorso di raccolta prosegue attraverso l’aumento di capitale, che resterà aperto fino a giugno 2027, con una soglia minima di investimento pari a 10.000 euro.

Oxhy sta inoltre valutando specifici settori applicativi e selezionando aziende con cui avviare sperimentazioni congiunte sulle tecnologie proprietarie attualmente in fase di sviluppo.

Seltsam esce il nuovo singolo Scandalo al Sole

Da venerdì 11 SETTEMBRE DISPONIBILE IN TUTTI I DIGITAL STORE e dal 18 settembre 2026 nei circuiti radiofonici.

Honiro Label - Distribuzione Ada Music Italy/ Warner Music Italy 

“Come catturare l’estate e tenermela in tasca, per farla durare per sempre?”

È da questa domanda che prende forma “Scandalo al sole” il nuovo singolo di Seltsam, in uscita venerdì 11 settembre 2026. Un brano che nasce alla fine dell’estate e prova a fermare, almeno per qualche minuto, quella sensazione che arriva quando ci si accorge che le giornate più leggere e più spensierate dell’anno stanno già diventando ricordi.



Un pallone, un asciugamano lasciato su un lettino che non era il proprio, le chiavi del motorino piene di salsedine. Oggetti e immagini apparentemente casuali che diventano frammenti di un’estate da conservare.



«Io una risposta non ce l’ho. Anzi, l’ho persa di nuovo», racconta Seltsam.

«Tra quattro estati non avrò più vent’anni. E se è solo nei tre mesi d’estate che sento di avere la spensieratezza dell’età che ho, allora mi restano solo altri dodici mesi da ventenne?»



Il pensiero si trasforma così in “Scandalo al sole” che parla di crescita senza volerla spiegare, lasciando spazio alle immagini e alle sensazioni. L’estate diventa un luogo mentale, un tempo sospeso nel quale sentirsi ancora completamente liberi, prima che il calendario torni a ricordare che tutto cambia.



Il brano è stato inserito nella colonna sonora della serie tv “"FOMO - fear of missing out" in onda su RaiPlay a partire dal 17 settembre 2026.

 

“Scandalo al sole” è scritto da Di Martino, Fares, Seltsam e Piccolo e prodotto da Niagara ed Erin Polare.



Con questo brano Seltsam prosegue il proprio percorso artistico mettendo al centro una scrittura intima e generazionale, capace di trasformare esperienze quotidiane e pensieri apparentemente piccoli in immagini nelle quali riconoscersi.



 



Biografia:



Seltsam, nome d’arte di Lorenzo Giovanniello, è un cantautore romano che ha sempre visto nella musica qualcosa di strano, proprio come suggerisce il suo nome, preso dal tedesco, un linguaggio viscerale e profondo con cui racconta la quotidianità, la speranza e le emozioni più sincere.

Debutta nel 2020 con “Lenzuola”, pubblicata durante il lockdown, e da allora costruisce un percorso unico tra pop, indie e cantautorato contemporaneo. Il pubblico lo scopre e lo segue grazie a brani come “Facile” (oltre un milione di streaming) e “Canteremo un ritornello”, diventata una vera e propria colonna sonora per gli universitari.

Seltsam si distingue anche per la sua presenza su TikTok, dove unisce musica e creatività, riuscendo a far arrivare i suoi brani a un pubblico sempre più vasto. Tra il 2022 e il 2024 pubblica singoli come “Ancora qui”, “Mille e una notte”, “Scusa se ti amo (ma)” e “Dammi una ragione”, fino al successo virale di “Canteremo un ritornello”, uscito per Honiro Label.

Nel 2025 partecipa ai Live TikTok Europa e TikTok Global di Londra, aprendo i concerti di Zara Larsson, e pubblica i singoli “Tutti i rimpianti che hai”, “Mille risse” e “Vent’anni”.

Si distingue per un’estetica essenziale e riconoscibile e per una scrittura introspettiva, capace di raccontare fragilità, relazioni e inquietudini generazionali.

La sua proposta artistica si colloca tra ricerca sonora e autenticità espressiva, rendendolo uno dei profili emergenti più interessanti del panorama italiano.

L’11 novembre è la volta con il singolo ‘’Scusa Mamma’’, brano finalista a ‘’Sanremo Giovani 2025’’, il più virale dell’edizione sulle piattaforme streaming e social. Ad Aprile 2026, l’’Artista romano è tornato con il singolo “Amico come va?”

Fuori dal palco, Seltsam ama lo sport ed è appassionato di calcio, partecipa attivamente alle iniziative benefiche dell’Associazione Nazionale Cantanti, dove gioca con il ruolo di centrocampista.

Festa di Piedigrotta, 6 eventi dal vivo diretti da Benedetto Casillo e il docufilm su RaiPlay

Dall’11 al 22 settembre 2026 sei appuntamenti a ingresso libero tra Napoli, Marano di Napoli e Torre del Greco. Si comincia nella Chiesa di Sant'Alfonso Maria de' Liguori, con la direzione artistica di Benedetto Casillo. Disponibile su RaiPlay il docufilm “Festa di Piedigrotta” diretto da Ettore De Lorenzo.

La Festa di Piedigrotta torna nei luoghi della devozione e della vita comunitaria. Dall’11 al 22 settembre 2026, sei incontri a ingresso libero tra Napoli, Marano di Napoli e Torre del Greco rinnovano il legame tra musica, fede e memoria popolare con «Piedigrotta Viva 2026 – Quann’era Piererotta», sotto la direzione artistica di Benedetto Casillo.

 

Tra i protagonisti, Mario Maglione, Antonello Rondi, Francesco Malapena, Marianita Carfora, Francesca Marini e il Coro La Serenata, che daranno voce ai canti della tradizione. I racconti saranno affidati a Benedetto Casillo, Luciano Piccolo, Enza Barra e Gennaro Morrone, mentre ad accompagnare gli incontri alla chitarra si alterneranno i maestri Franco Ponzo e Claudio Romano.

 

«La Serenata alla Madonna, nata nel 1982, custodisce un frammento di quella grande festa popolare che è stata Piedigrotta – dichiara Benedetto Casillo, direttore artistico della manifestazione –. Portare oggi questi canti e racconti nelle chiese significa tenere viva una memoria e creare occasioni per stare insieme. Gli anziani ritrovano le proprie storie e le trasmettono ai più piccoli: è in questo dialogo tra generazioni che la tradizione può continuare a vivere.»

 

La manifestazione è realizzata con il sostegno della Regione Campania e di Scabec, nell’ambito del Programma Regionale Campania FESR 2021-2027 – Fondi di Coesione Italia 21/27. Il calendario rientra nel progetto «Piedigrotta Viva – Radici, Devozione e Innovazione», dedicato alla valorizzazione di una festa iscritta all’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania (IPIC), che intreccia devozione, musica e partecipazione popolare.

 

«La Festa di Piedigrotta è un patrimonio culturale che appartiene profondamente alla città di Napoli – dichiara Onofrio Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania –. Nella consapevolezza che non esiste vera memoria se non nella capacità di attualizzarla, sosteniamo il progetto, guidato da Benedetto Casillo, nell'intenzione di mettere in dialogo la tradizione con i linguaggi del presente, rinnovandone costantemente il senso e la vitalità.»

 

Il percorso dell’edizione 2026 è stato introdotto dall’appuntamento dello scorso 15 luglio al Cinema Filangieri di Napoli, dedicato all’anteprima del docufilm «Festa di Piedigrotta. Le origini, la leggenda, il popolo, la fede», diretto da Ettore De Lorenzo e ora disponibile su RaiPlay. Prodotto da CONFORM e distribuito da Rai Documentari, il documentario ripercorre la storia e la dimensione religiosa, musicale e popolare della festa.

 

Ad aprire la rassegna, venerdì 11 settembre, alle 19:30, nella Chiesa di Sant'Alfonso Maria de' Liguori a Marano di Napoli, saranno i racconti di Benedetto Casillo e Luciano Piccolo e i canti di Mario Maglione, Antonello Rondi. Un incontro che, attraverso voci, storie e repertori della tradizione, restituisce il legame tra la festa e le comunità che ne custodiscono la memoria.

 

Il programma proseguirà martedì 15 settembre, alle 19:30, nella Basilica di Santa Lucia a Mare a Napoli: ai racconti di Benedetto Casillo ed Enza Barra si uniranno i canti di Mario Maglione e Francesco Malapena. Mercoledì 16 settembre, alle 19:15, nella Chiesa di Sant’Anna di Palazzo, sempre a Napoli, saranno protagonisti Benedetto Casillo e Gennaro Morrone per i racconti, Mario Maglione e Antonello Rondi per i canti.

 

Venerdì 18 settembre, alle 19:00, gli incontri faranno tappa nella Chiesa di San Pasquale a Chiaia a Napoli, con i racconti di Benedetto Casillo e Gennaro Morrone, i canti di Mario Maglione e Marianita Carfora. Domenica 20 settembre, alle 19:00, nella Chiesa della SS. Annunziata a Torre del Greco, accanto a Casillo e Morrone interverranno Mario Maglione, Francesco Malapena e Francesca Marini.

 

L’appuntamento conclusivo è in programma martedì 22 settembre, alle 20:00, nella Chiesa di Santo Strato a Posillipo, a Napoli. I racconti saranno affidati a Benedetto Casillo e Gennaro Morrone, i canti a Mario Maglione, e Francesca Marini.

 

Il Coro La Serenata parteciperà a tutti gli appuntamenti.

Spazio Rossellini, 15 settembre 2026 Fatigue di Irene Russolillo

Martedì 15 settembre 2026, alle ore 21, il palcoscenico di Spazio Rossellini accoglierà Fatigue, progetto, coreografia e scrittura vocale di Irene Russolillo, una performance corale, vocale e fisica che nasce dall’incontro tra danza, voce e creazione sonora e attraversa il tema della fatica come esperienza insieme fisica, spirituale e collettiva.

La creazione, coprodotta da ORBITA|Spellbound – Centro Nazionale di Produzione della Danza di Roma e Henrik Igityan NCA National Centre for Aesthetics di Yerevan, rappresenta l’esito di un lungo percorso di ricerca sviluppato da Russolillo in Armenia e inaugura la nuova stagione di Spazio Rossellini nel segno del dialogo tra linguaggi, culture e comunità artistiche internazionali.

Riparte la stagione di Spazio Rossellini, il Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio, con un appuntamento di particolare rilievo nel segno della danza contemporanea e della ricerca internazionale. Martedì 15 settembre alle ore 21, il palcoscenico di Spazio Rossellini accoglie Fatigue, progetto, coreografia e scrittura vocale di Irene Russolillo, una creazione che intreccia danza, voce e materia sonora per interrogare il significato stesso dell’andare avanti.
Opera di forte densità poetica e performativa, nata dall’incontro tra la ricerca di Russolillo e il tessuto culturale e sociale dell’Armenia, dove il progetto ha preso forma attraverso un percorso di residenze, laboratori e confronto con comunità artistiche differenti. Che cosa significa procedere quando non esiste una meta, quando l’ascesa non conduce necessariamente a una cima? Fatigue trasforma questa domanda in esperienza fisica e collettiva: corpi e voci sottoposti allo sforzo, una processione senza destinazione, un movimento in cui la fatica diventa tanto condizione esistenziale quanto possibilità di relazione e sostegno reciproco.
La creazione, coprodotta da ORBITA|Spellbound – Centro Nazionale di Produzione della Danza di Roma e dall’Henrik Igityan NCA National Centre for Aesthetics di Yerevan, segna così l’avvio della nuova stagione di Spazio Rossellini attraverso un progetto internazionale che mette in dialogo linguaggi, culture e pratiche artistiche, restituendo alla scena il corpo nella sua dimensione più essenziale: vulnerabile, tenace, collettiva.

Fatigue è una performance corale, vocale e fisica, sull’atto di andare avanti, che evoca una scalata e una processione, in cui respiro e canto sono all’origine della coreografia. Un corpo fatto di più corpi affronta la fatica di un movimento fisico e spirituale, in cui possono emergere visioni e tracce di persone e luoghi perduti o lasciati. L’ascesa è di solito impiegata come metafora per il compimento di un obiettivo o persino per la conquista di nuovi territori, ma se non ci fosse alcuna cima da raggiungere e l’impresa avvenisse su una superficie infinitamente piana? Fatigue mette corpi e voci sotto sforzo, in uno spazio che è al tempo stesso di lotta e di sostegno reciproco, mentre creano un rifugio effimero, prima che il percorso continui, oltre lo sguardo. Le esperienze di Irene Russolillo in Armenia, a partire dal 2019, hanno gettato le basi per la co-produzione internazionale Fatigue, il cui titolo evoca al contempo il concetto di lavoro e quello di stanchezza che deriva da ogni impresa. Durante i suoi soggiorni a Yerevan, ha realizzato delle residenze creative, presentato performance e condotto laboratori rivolti a gruppi eterogenei di studenti: giovani e adulti, professionisti e amatori, persone con e senza disabilità. Questi workshop, incentrati su danza e ricerca vocale, facevano parte delle attività professionali dell’Henrik Igityan NCA National Centre for Aesthetics. Attraverso questi viaggi, Russolillo si è gradualmente immersa nel tessuto culturale e sociale locale dell’Armenia, sviluppando un forte legame con la sua gente e le sue realtà politiche. Grazie alla crescente familiarità con questo contesto, ma rifiutando ogni approccio estrattivo o folklorico, la creazione di Fatigue ha trovato il suo terreno.

Irene Russolillo è danzatrice, vocalist, performer e coreografa, con un approccio nomade e transdisciplinare alla scena. Realizza progetti solisti o in collaborazione con artistə visivi, della musica e della danza, in Italia e a livello internazionale. È artista associata di ORBITA|Spellbound centro nazionale di produzione della danza di Roma, città in cui ha base. Il suo ultimo lavoro è fàtico, produzione del 2024 che debutta a Roma, nell’ambito di Festival Equilibrio/Vertigine stagione di danza di ORBITA. Tra gli ultimi lavori, nel 2022 crea dov’è più profondo, che debutta al Festival T*Danse di Aosta e If there is no sun, creato con Luca Brinchi e Karima DueG, che debutta al Teatro India di Roma/FestivalFuoriProgramma. A partire dal 2014, ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui Premio Equilibrio, Premio Masdanza, Premio Prospettiva Danza, CROSS Award. È stata artista associata di Oriente Occidente Dance festival, è stata artista selezionata dai network Crisol e Crossing the Sea, ha collaborato con GRIOT per la produzione Mirrors all’interno del programma Italia Culture Africa 2019. Come danzatrice, ha lavorato molti anni per Roberto Castello. Ha inoltre lavorato con Lisi Estaras della storica compagnia Les Ballets C de la B, il duo Abbondanza-Bertoni e molti altri coreografi in Italia e Europa. La sua formazione prevalentemente non accademica le ha consentito incontri determinanti per la sua carriera, con pedagoghə quali Gabriella Musacchio per la danza classica, Ivan Wolfe e il suo movement research, l’Ensemble di Micha Van Hoecke, con cui ha fatto le sue prime esperienze professionali; in seguito formatorə quali David Zambrano, Thomas Hauert, Julyen Hamilton, e molti altri. Il suo background comprende la laurea in Scienze Politiche, a Napoli e il diploma per l’insegnamento della danza contemporanea, a Parigi.



INFORMAZIONI
Biglietti:
intero online: €14,50 + d.p.
intero botteghino: €15,00
ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12,00
Biglietteria e bar interno, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Biglietti online su Ticketone.
Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70
Spazio Rossellini
Via della Vasca Navale 58 – Roma
Tel. 345 2978091
www.spaziorossellini.it
info@spaziorossellini.it
Sono previste riduzioni, promozioni e agevolazioni 

MOISAI 2026, alla Domus Aurea le voci del contemporaneo, al via la V edizione

Alla Domus Aurea il patrimonio torna a farsi esperienza del presente. Nove appuntamenti tra teatro, danza, musica, filosofia e arti performative per una nuova stagione di dialogo tra creazione contemporanea e memoria.

Protagonisti

Jacopo Veneziani, Andrea Pennacchi, Teatro dell'Opera di Roma – "Fabbrica" Young Artist Program, mk, Tlon, Frida Bollani Magoni, Spellbound Contemporary Ballet, Mimmo Cuticchio, Societas/Chiara Guidi e Francesco Guerri.

μαντέυεο, Μοῖσα, προφατέυσω δ´ἐγώ
Dai il tuo oracolo o Musa, e io sarò il tuo portavoce
(Pindaro, fr. 150 S.-M.)

Esistono luoghi in cui il patrimonio non custodisce soltanto la memoria del passato, ma continua a produrre visioni. La Domus Aurea è uno di questi. Capolavoro assoluto dell'architettura romana e laboratorio di sperimentazione artistica già al tempo di Nerone, continua ancora oggi a interrogare il presente, offrendo agli artisti uno spazio nel quale la storia continua a generare nuove domande e nuove forme.
Continua in questa consapevolezza il percorso artistico di MOISAI - Voci contemporanee in Domus Aurea, il progetto promosso e organizzato dal Parco archeologico del Colosseo, con la direzione artistica di PAV, che dal 2 al 18 ottobre 2026 torna ad abitare la Sala Ottagona con un ciclo di nove spettacoli distribuiti in tre fine settimana.

Ogni appuntamento, dal venerdì alla domenica, prende avvio con una visita guidata agli ambienti della Domus Aurea e culmina nella Sala Ottagona, dove la storia del luogo incontra l’arte performativa contemporanea. Ciascuna delle nove serate è dedicata a una delle nove Muse del mito: un nuovo artista ne raccoglie l’eredità simbolica e ne diventa il portavoce contemporaneo, in un gesto che rinnova un legame antico tra patrimonio, creazione e conoscenza. Giunta alla sua quinta edizione, la manifestazione non celebra un anniversario: inaugura una nuova fase del proprio percorso. Partendo dal ciclo statuario delle Muse, realizzato per l’imperatore Nerone e conservato, in frammenti, all’interno della Domus, MOISAI costruisce un’esperienza in cui la visita al patrimonio e la performance si fondono in un unico itinerario dedicato al contemporaneo.

Dopo avere costruito negli anni un'identità riconoscibile nel panorama culturale romano, MOISAI amplia oggi il proprio vocabolario artistico e si afferma come una piattaforma multidisciplinare, nella quale teatro, danza e performance dialogano con lezioni-spettacolo, musica dal vivo e divulgazione culturale. Un'evoluzione naturale che riflette la complessità del nostro tempo e la capacità del progetto di aprirsi a nuovi linguaggi senza smarrire la propria vocazione originaria.
Se nelle edizioni precedenti il dialogo tra arti performative e patrimonio archeologico costituiva il cuore del progetto, oggi è la Domus Aurea a diventare il vero centro del racconto. Non una cornice scenografica, ma un'architettura capace di orientare lo sguardo, suggerire domande, generare opere pensate appositamente per questo luogo. Ogni appuntamento nasce infatti dall'incontro con uno degli spazi più straordinari della cultura occidentale, trasformando il monumento in interlocutore attivo della creazione contemporanea.

Le Muse che danno il nome alla rassegna non vengono evocate come semplice riferimento alla tradizione classica. Sono, ancora oggi, il simbolo di una conoscenza che attraversa le discipline, supera i confini tra i linguaggi e riconosce nell'arte uno strumento privilegiato di interpretazione del mondo. È a questa eredità che MOISAI guarda, chiamando artisti, studiosi, musicisti, filosofi e protagonisti della scena italiana contemporanea a confrontarsi con uno dei luoghi più emblematici della storia dell'arte.

Il programma riflette questa apertura. Lo storico dell'arte Jacopo Veneziani inaugura il festival con una lectio performativa dedicata proprio alla riscoperta della Domus Aurea e al ruolo che le sue rovine hanno avuto nella nascita dell'immaginario moderno. Andrea Pennacchi restituisce all'Odissea la sua forza universale di racconto sul ritorno e sull'identità. Le voci del "Fabbrica" Young Artist Program del Teatro dell'Opera di Roma riportano il repertorio lirico alle sue radici mitiche. La ricerca coreografica di mk e Spellbound Contemporary Ballet, il pensiero filosofico di Tlon, la sensibilità musicale di Frida Bollani Magoni, l'epica dell'Opera dei Pupi di Mimmo Cuticchio e la ricerca radicale sulla voce di Chiara Guidi compongono un percorso nel quale discipline differenti convergono in un'unica esperienza di ascolto e di conoscenza.
Per tre fine settimana consecutivi la Sala Ottagona, straordinaria macchina architettonica unica al mondo, progettata da Severo e Celere per il progetto visionario dell'imperatore Nerone, torna così a essere ciò che probabilmente è sempre stata nella sua vocazione più profonda: uno spazio in cui architettura, arti e pensiero si incontrano, dando forma a un'esperienza collettiva della meraviglia.

“Moisai compie un lustro – dichiara il direttore del Parco archeologico del Colosseo, Simone Quilici - una ricorrenza importante che testimonia quanto l’intuizione di chi mi ha preceduto alla direzione del PArCo, l’attuale Capo dipartimento valorizzazione del MiC Alfonsina Russo, corrispondesse al genius loci della Domus Aurea. Le voci e le espressioni della creatività contemporanea riecheggiano gli antichi fasti di questo luogo, carico di fascino, e permettono al pubblico di connettersi profondamente con il suo spirito autentico. Il programma di quest’anno apre inoltre alla collaborazione con alcune importanti realtà culturali della città, incarnando ancora di più il vero scopo di questa iniziativa: permettere a romane e romani di vivere la Domus Aurea come parte integrante del patrimonio culturale urbano, in cui la memoria – Mnemosine, madre delle muse – convive con le sue figlie in perfetta armonia creativa”.

L’imperatore Nerone, spesso ricordato solo per l’incendio e la crudeltà, fu anche mecenate, collezionista e artista: amante della poesia, della musica e del teatro, recitava in prima persona e concepì la Domus Aurea come il suo 
progetto più visionario. Un palazzo che, dopo l’incendio del 64 d.C., univa architettura, giardini e artifici scenici per stupire gli ospiti con effetti di luce e spazi inediti.
Ancora oggi il Padiglione del Colle Oppio, con le sue 150 stanze, testimonia la grandezza di quel disegno: un’architettura che manipolava luce e spazio per creare meraviglia, e che oggi diventa lo scenario di un’opera teatrale che ne interroga il senso e la memoria.
Con la sua quinta edizione, MOISAI conferma la propria identità di progetto permanente di valorizzazione culturale del Parco archeologico del Colosseo: un luogo nel quale la tutela del patrimonio si intreccia con la produzione artistica contemporanea, riaffermando la capacità dei grandi monumenti di continuare a generare pensiero, immaginazione e nuove forme di esperienza culturale.




IL PROGRAMMA

Primo weekend | 2 – 4 ottobre 2026
La quinta edizione si apre il 2 ottobre con Jacopo Veneziani e “Le rovine che hanno cambiato l’arte”, una lectio performativa pensata in esclusiva per la Domus Aurea. Attraverso la riscoperta della residenza neroniana e il ruolo delle rovine nella formazione dell’immaginario moderno, lo storico dell’arte e divulgatore accompagna il pubblico dentro il rapporto tra frammento, memoria e nascita della sensibilità contemporanea.

Il 3 ottobre sarà protagonista Andrea Pennacchi con “Una piccola Odissea”, un viaggio teatrale nel mito del ritorno, dove l’epopea di Ulisse diventa racconto universale dell’essere umano, delle sue paure e della ricerca di una strada verso casa. Il grande racconto antico si trasforma così in una riflessione profondamente contemporanea sull’identità e sulla fragilità.

Il 4 ottobre la musica lirica sarà protagonista con “Voci d’opera per le Muse”, appuntamento a cura del Teatro dell’Opera di Roma con gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program. Un percorso tra le grandi pagine del repertorio operistico italiano ed europeo, nel quale le voci dei giovani interpreti restituiscono alla musica la sua origine mitica: dare forma all’invisibile attraverso il canto.


Secondo weekend | 9 – 11 ottobre 2026
Il 9 ottobre il collettivo mk, tra le realtà più significative della danza contemporanea italiana, presenta SMOKING ROOMS - Domus Aurea Nerone edition, un progetto site-specific ideato per la Domus Aurea. Un’indagine sullo sguardo e sulla percezione dello spazio, nella quale il monumento diventa materia coreografica e luogo di attraversamento.

Il 10 ottobre spazio alla filosofia con Tlon e “Architetture della meraviglia”, una lezione performativa a cura di Andrea Colamedici e Maura Gancitano, pensata in esclusiva per la Domus Aurea. Muse, immaginazione e costruzione dello stupore diventano strumenti per interrogare il rapporto tra conoscenza, bellezza e possibilità del pensiero.

L’11 ottobre la musica dal vivo entra nella programmazione di MOISAI con Frida Bollani Magoni, protagonista di un concerto per voce e piano. Una delle giovani interpreti più luminose della scena musicale italiana porterà nella Sala Ottagona la sua straordinaria sensibilità musicale, in un dialogo intimo tra voce, strumento e spazio.

Terzo weekend | 16 – 18 ottobre 2026
Il 16 ottobre sarà la volta di Spellbound Contemporary Ballet di Valentina Marini, coreografa, direttrice artistica e figura centrale della danza contemporanea italiana che presenterà “Trust - a better place - unknown woman”, un trittico site-specific a firma di Mauro Astolfi.

Il 17 ottobre arrivano nella Domus Aurea i Figli di Mimmo Cuticchio con “L’Orlando Furioso. Il meraviglioso viaggio di Astolfo sulla Luna”, una delle espressioni più alte dell’Opera dei Pupi siciliani. I figli del grande erede della tradizione dei pupari e dei cuntisti restituiscono al pubblico la forza epica e poetica del poema ariostesco, tra combattimenti, passioni e dimensione tragica dell’umano.

La quinta edizione si conclude il 18 ottobre con Chiara Guidi e “Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia di Dante. Inferno, Canti III, XVII, XVIII”. La voce della Guidi, il violoncello di Francesco Guerri e la cura del suono di Andrea Scardovi instaurano un corpo a corpo sonoro che attraversa il poema dantesco trasformandolo in esperienza sensoriale, rito della parola e ricerca sulle possibilità della voce. 





COLOPHON


Direttore del Parco archeologico del Colosseo
Simone Quilici

Direttore amministrativo
Aura Picchione
 
Progetto a cura del Parco archeologico del Colosseo
Francesca Guarneri, Stefano Borghini, Daniele Fortuna
 
Promozione e comunicazione - PArCo
Carlo Zasio, Astrid D’Eredità, Francesca Boldrighini, Valentina Matrascia
 
Servizio Valorizzazione - PArCo
Daniele Fortuna
 
Supporto organizzativo
Ales S.p.A
 
Grafica
Stefano Borghini, Daniela Petrucci

Staff della Domus Aurea
Francesca Guarneri, Stefano Borghini, Sara Iovine, Lucia Marsicano

Personale di vigilanza della Domus Aurea
Ilaria Capolupo, Martina Beneduce, Cecilia de Leone, Luca Di Gregorio, Maria Cristina Gemma, Camilla Mastroianni, Mario Mecucci, Luca Petrucci, Chiara Sardu, Albertino Salatino
 
 
In collaborazione con:
 
Direzione artistica
PAV

Direzione produzione
Roberta Scaglione, Claudia Di Giacomo

Ufficio produzione
Anna Chiara Benedetto, Elena Campanile, Valentina De Simone,
Beatrice D'Agnese, Maria Grosso, Tania Turino, Roberta Zanardo

Ufficio Stampa dedicato all’evento
Maya Amenduni


Progettazione allestimento
Unusual Event di Walter Pizzi
 
Progettazione illuminotecnica
Walter Pizzi
 
Realizzazione allestimento
RED Studio
Progettazione audio
Angelo Elle

Voci del percorso sonoro
Stefano Borghini, Luigi Caiafa, Alessia Caruso (Ales S.p.A), Valentina Colangeli (Ales S.p.A), Francesca Gentile, Clemente Pernarella, Stefano Poeta, Cristina Sangiorgio, Ferruccio Santorino (Ales S.p.A), Lucia Vangelista (Ales S.p.A)

Nerone, l’Arte, l’Architettura

“… Le più famose opere d’arte ora da me riferite furono dedicate in Roma dall’imperatore Vespasiano nel Tempio della Pace e negli altri suoi edifici; ma erano state già prima trasportate a Roma in seguito ai brutali saccheggi di Nerone e disposte nei saloni della Domus Aurea” (Plinio, Storia Naturale, XXXIV, 84). Le fonti antiche raccontano dell’amore di Nerone per le arti figurative, del suo ruolo di committente e mecenate, della forte dedizione al collezionismo di capolavori dell’arte greca. Raccontano di una passione dovuta anche alla sua formazione, che ha affiancato le arti liberali alle attività manuali dei pittori e degli scultori, restituendo il modello di un principe-artista che cerca di affermare uno stile di vita e un modo di governare basato sulle arti e sull’otium. Nerone è un imperatore colto e anticonformista; un cultore delle lettere, appassionato di poesia, musica e teatro (recita anche in prima persona). Una figura poliedrica e visionaria che ben si riflette nel suo progetto più suggestivo, la Domus Aurea, costruita dopo l’incendio del 64 d.C. e organizzata come una gigantesca villa suburbana nel cuore della città con una serie di edifici, padiglioni, portici immersi in un paesaggio di giardini, boschi e pascoli. Della Domus Aurea rimane oggi solo il Padiglione del Colle Oppio a testimoniare, attraverso le 150 stanze conservate, la grandezza e magnificenza di un progetto che è frutto dell’ingegno degli architetti Severus e Celer, descritti nelle fonti come magistri et machinatores, quindi ingegneri, creatori di macchinazioni (potremmo dire di effetti speciali), ma anche maestri, capaci di manipolare l’architettura e condurla fino ad esiti allora sconosciuti, creando con l’artificio “quanto la natura aveva negato” (Tacito, Annali, XV, 42). Attraverso l’uso di espedienti architettonici innovativi, lo spazio viene infatti dominato e modellato dalla luce e al suo interno le opere d’arte acquistano un nuovo respiro, diventando protagoniste di quel gioco scenico ed estetico che l’imperatore crea per meravigliare i suoi ospiti.

Le Muse dell’Imperatore

Le statue delle Muse sono state ritrovate, in frammenti, durante gli scavi del 1958 nel settore del Ninfeo di Polifemo e sono state di recente nuovamente esposte, dopo l’ultimo restauro, all’interno della Domus Aurea, restituendo al complesso monumentale la funzione di padiglione “dinamico” che aveva in passato, per passeggiare al suo interno godendo della spazialità dell’edificio e delle opere d’arte in esso esposte. Del gruppo originario, che probabilmente riuniva tutte le nove figlie di Zeus e di Mnemosine (la Memoria), ci rimangono la scultura di Tersicore, Musa della Lirica corale e della Danza, e di Talia, Musa della Commedia. È sopravvissuta anche Erato, Musa della Poesia amorosa, ma per il suo stato estremamente frammentario non è stata esposta al pubblico.
Tersicore è rappresentata seduta su una roccia e nella sinistra sostiene una lira, simbolo della propria arte. La testa è scarsamente conservata. È perduto il viso, mentre rimane la parte posteriore che permette di leggere la pettinatura con i capelli divisi in due bande, raccolti sulla nuca.
Talia doveva essere anch’essa seduta, indossa una sottile tunica, su cui è sistemato il chitone fissato sulle spalle e il mantello, che ricade sul braccio in una cascata di pieghe. Manca la testa e sono perduti anche il braccio destro e la maschera teatrale ridente che stringeva nella mano. 
I corpi stanti e frammentari, privi dei volti, sembrano oggi interpretare un’inquietudine moderna ammantata di una bellezza antica. La resa raffinata dei panneggi e delle vesti, la cura dei dettagli e l’equilibrio compositivo inciso nel marmo pentelico, richiamano modelli della scuola di Prassitele, evidentemente ben noti alla bottega di scultori assunta per soddisfare il raffinato gusto estetico di un imperatore come Nerone. I corpi lacunosi delle Muse, i loro sguardi assenti e negati dai segni del tempo, paiono offrire uno sguardo rinnovato alla universalità e acronia dell’arte tutta, sfidandoci a cercare nuove voci contemporanee nella bellezza nascosta tra le pieghe degli antichi panneggi.


DOMUS AUREA
Via della Domus Aurea, 00184 Roma RM

BIGLIETTO INTERO: € 18,00

BIGLIETTO RIDOTTO DI LEGGE: € 2,00 
Per i cittadini europei tra i 18 e i 25 anni non compiuti

BIGLIETTO GRATUITO:
Ingresso gratuito per tutte le fattispecie di legge consultabili al seguente link
https://cultura.gov.it/agevolazioni

SCHEDA EVENTO
Moisai – Voci contemporanee in Domus Aurea 2026, V edizione
Date: 2 -3-4, 9 - 10-11, 16 - 17-18 ottobre 2026

Biglietti e modalità di visita
Gli spettacoli si svolgeranno il venerdì, il sabato e la domenica.
Ogni appuntamento avrà inizio alle ore 17.30 con ingressi scaglionati per consentire lo svolgimento della visita guidata all’interno della Domus Aurea. Il percorso accompagnerà progressivamente il pubblico dall’ingresso del 

settore occidentale (Galleria XXIV) fino alla Sala Ottagona, dove si concluderà la visita e avrà inizio lo spettacolo alle ore 18.30.
Per gli spettacoli di musica e danza sarà inoltre disponibile un turno di visita guidata in lingua inglese.

Acquisto del biglietto esclusivamente online sul sito Moisai 2026: https://ticketing.colosseo.it/eventi/moisai2026/ 

All'interno della Domus Aurea la temperatura è di circa 10 gradi.
Si consigliano abbigliamento adeguato e scarpe comode.

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Parco archeologico del Colosseo - Ufficio Stampa
Carlo Zasio, Astrid D’Eredità, Francesca Boldrighini, Valentina Ersilia Matrascia
pa-colosseo.ufficiostampa@cultura.gov.it
www.colosseo.it
     @parcocolosseo

LE CELLULE CAR-T RIVOLUZIONANO LA CURA DELLE MALATTIE REUMATOLOGICHE , SE NE PARLA AL CONGRESSO DI REUMATOLOGIA SIR CAMPANIA IN PROGRAMMA A NAPOLI L'11 E IL 12 SETTEMBRE 2026

Congresso di reumatologia SIR Campania 2026 si apre all'insegna di importanti novità nella cura dell'artrite reumatoide grazie alle Cellule CAR T che mirano a "resettare" il sistema immunitario fino alla remissione completa della malattia. 

La nuova terapia, utilizzata nelle forme più gravi di malattie reumatologiche autoimmuni, mira a “resettare” il sistema immunitario privandolo della memoria immunologica patologica fino ad arrivare alla remissione completa. 

I risultati ottenuti danno una nuova speranza ai malati di artrite reumatoide severa, che conta circa il 30% di pazienti refrattari alle cure attualmente disponibili.

“Una terapia già usata con successo contro alcuni tumori del sangue sta aprendo una strada innovativa per curare le malattie reumatologiche autoimmuni più gravi, che non rispondono alle terapie attuali. Si chiama terapia CAR-T, o Chimeric Antigen Receptor T cells, il suo bersaglio sono le cellule del sistema immunitario, in particolare i linfociti B, che attaccano il corpo del paziente per errore. Eliminandole, si dà la possibilità al sistema immunitario di “resettarsi” ed invece di arginare o bloccare gli effetti della malattia autoimmune si permette la ricostituzione di un equilibrio immunologico sano”. Queste le parole di Enrico Tirri, Direttore della Unità Operativa di Reumatologia dell’ Ospedale del Mare di Napoli, Delegato Regionale per la Campania della Società Italiana di Reumatologia (SIR), Consigliere Nazionale Fondazione Italiana Ricerca in Reumatologia (FIRA) in vista del Congresso della Società Italiana di Reumatologia (SIR) della CAMPANIA 2026 in programma il giorno 11 e 12 settembre a Napoli, di cui è Responsabile scientifico.

La rivoluzione delle terapie con Cellule CAR-T è al centro del Congresso di Napoli che affronterà anche altri temi molto interessanti come l’approccio multidisciplinare alle patologie reumatologiche – molte infatti sono sistemiche - l’interazione tra ospedale e territorio, la diffusione delle case di comunità sul territorio regionale, dove i pazienti possono recarsi per la cura delle malattie non in fase acuta. Tra gli ospiti del Congresso ci saranno il Presidente della Società Italiana di Reumatologia (SIR) Andrea Doria e Paola Rogliani Presidente della Società Italiana di Pneumologia (SIP) per un interessante confronto sull’’interessamento polmonare delle malattie reumatologiche.

COME FUNZIONA LA TERAPIA CAR-T SULL’ARTRITE REUMATOIDE GRAVE REFRATTARIA ALLE CURE ATTUALI

Nelle malattie autoimmuni il sistema di difesa del corpo, invece di proteggerci attacca per errore i nostri stessi organi e tessuti. L’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi sistemica e alcune forme di vasculite ne fanno parte. Le patologie reumatologiche in Italia colpiscono circa cinque milioni di persone, nei casi più gravi, possono danneggiare seriamente articolazioni, cuore, reni, polmoni, cute, ecc. Le cure attuali sia con i farmaci tradizionali (methotrexate, idrossiclorochina, salazopirina, leflunomide ecc) che con quelli più innovativi come i farmaci biotecnologici e le small molecules (JAKi) che, ad oggi, si sono dimostrati efficaci e sicuri nella maggior parte dei pazienti. Invece nell’artrite reumatoide grave un paziente su tre non risponde in modo adeguato alla terapia convenzionale: “La terapia CAR-T consiste - spiega Enrico Tirri - nel prelevare dal sangue del paziente le cellule del sistema immunitario e “istruirle” in laboratorio a riconoscere e colpire un bersaglio preciso. Le cellule vengono poi reinfuse nel paziente per andare a colpire e distruggere le cellule del sistema immunitario che attaccano il corpo erroneamente. Una volta distrutte queste ultime, il sistema immunitario è completamente “libero” dalle cellule responsabili dell’aggressione favorendo la remissione della patologia”.

LA PRIMA PAZIENTE ADULTA CURATA IN ITALIA CON LE CAR-T

Il 24 dicembre 2025 una paziente adulta con una grave forma di Sclerosi Sistemica, malattia rara reumatologica, è stata curata in Italia, per la prima volta, con questa terapia. È avvenuto nell'ambito dello studio Catarsis (1), condotto da Fondazione Policlinico Gemelli e Ospedale Bambino Gesù di Roma con il sostegno del Ministero della Salute, e prevede di trattare otto pazienti adulti con gravi malattie autoimmuni seguendoli per due anni. Gli stessi centri avevano già curato cinque bambini (2) con lupus eritematoso sistemico grave e dermatomiosite, oggi tutti in remissione senza più bisogno di farmaci immunosoppressori. Nel mondo sono una cinquantina i pazienti reumatologici trattati finora, soprattutto in Germania dal gruppo del Prof. Georg Schett (Università di Erlangen-Norimberga), che è stato il primo ad usare questa terapia i cui risultati sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali di grande prestigio: The Lancet, Nature Medicine e New England Journal of Medicine. Oggi il Prof. Schett coordina anche lo studio Castle (3), considerato il "gemello" del Catarsis italiano.

Un approccio più recente punta non ad eliminare le cellule immunitarie ma a "rieducarle", usando le cellule regolatorie (CAR-Treg) , il cui ruolo — ricerca scientifica premiata con il Nobel per la Medicina nel 2025 — è proprio quello di modulare le reazioni immunitarie fuori controllo spegnendo i segnali infiammatori, favorendo la risoluzione dell’infiammazione e ristabilendo una condizione immunologica di tolleranza. Un recente studio (Trial COMPARE) condotto su 6 pazienti con artrite reumatoide grave mostra risultati incoraggianti: il 67% ha ridotto di almeno metà le articolazioni infiammate, e l'83% ha mostrato miglioramenti clinici già dopo poche settimane e dopo 12 mesi di follow-up 3 pazienti hanno raggiunto la remissione completa di malattia, libera da farmaci. “I risultati - conclude Tirri - dovranno essere confermati su un numero più ampio di pazienti e in un periodo di osservazione più lungo, noi specialisti invitiamo alla prudenza anche perché il tempo di osservazione è breve, i costi sono elevati e la terapia richiede ospedali altamente specializzati. Ma per i pazienti più gravi, che oggi non hanno alternative terapeutiche efficaci, rappresenta una speranza concreta, aprendo nuove frontiere nella cura delle malattie reumatologiche autoimmuni gravi”.

 

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Fonti:

1-Studio Catarsis, (Anti-CD19 CAR T-Cell TherApy in Refractory Systemic Autoimmune DISeases) Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma; responsabile: Maria Antonietta D'Agostino; sostenuto dal Ministero della Salute. Prima paziente adulta trattata il 24 dicembre.

2-Dati dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su 5 pazienti pediatrici con lupus e dermatomiosite curati con CAR-T.

3-Studio Castle, Università di Erlangen-Norimberga (Germania), gruppo del professor Georg Schett — risultati pubblicati su Lancet, Nature Medicine e New England Journal of Medicine.

Il piatto dell'autunno ad Ostaria Pignatelli: pasta e fagioli alla pescatora

È il nuovo primo dell'Ostaria Pignatelli di Napoli, il locale a due passi dal mare. 

Lo chef Vincenzo Politelli ha unito una specialità partenopea, la pasta e fagioli, con prodotti del mare: seppioline, polipetti cozze e, di volta in volta, con quello che troverà al mercato la mattina. 

E se la sua iconica pasta, patate e provola, uno dei più gettonati e premiati del locale, ricevendo anche il titolo di Bib Gourmand Michelin, ecco il suo primo per festeggiare l’entrata dell’autunno: ” pasta e fagioli alla pescatora”.