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sabato 3 ottobre 2026

Inaugurate le mostre di Palazzo Guinigi a Lucca

Si apre oggi il primo, emozionante, capitolo di Lucca Comics & Games 2026 con l’inaugurazione delle mostre di Palazzo Guinigi. Da anni, uno dei momenti più attesi: le esposizioni raccontano la Nona Arte e trasportano il pubblico verso i più diversi universi narrativi, ma quest’anno lo è ancora di più. Palazzo Guinigi sarà il punto di partenza da cui poter viaggiare nel tempo e rivivere i primi 60 anni di Lucca Comics & Games, ospitando la mostra Lucca Legacy. A Comics & Games story. Ma i viaggi nel tempo non finiscono qui, da Palazzo Guinigi si potrà entrare nella storia e nella leggenda del fumetto western con Lucky Luke, e poi nella Milano di Valentina e di Crepax, vero interprete del suo tempo, per poi raggiungere gli Stati Uniti di oggi, tra le tavole originali della fumettista americana Tillie Walden, voce della GenZ, arrivando fino all'orizzonte visionario del concept artist Daniel Dociu. Quest’anno più che mai le mostre di Lucca Comics & Games saranno un’occasione unica per rendere omaggio ai grandi Maestri del fumetto: i già citati Morris e Guido Crepax, ma anche Claudio Castellini, artista internazionale, capostipite dell’Italian invasion nel mondo del fumetto internazionale e autore del manifesto di edizione, e il Sensei Go Nagai, che con il suo estro visionario ha cambiato l’immaginario di intere generazioni. Il pubblico potrà ammirare queste e altre esposizioni uniche, scoprire mondi lontani o riscoprire ciò che fa parte del suo vissuto, fra centinaia di tavole e pezzi unici, sguardi originali, capsule del tempo e i molteplici linguaggi dell’Arte: questo e molto altro ancora sono le mostre di Lucca Comics & Games 2026.

 

A partire dall’evento di oggi, le esposizioni di Palazzo Guinigi saranno visitabili con ingresso libero, da martedì a sabato dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (lunedì chiuso); durante i giorni del festival - dal 28 ottobre al 1° novembre 2026 - l’orario sarà invece quello della manifestazione (9-19). La mostra Lucca Legacy, a Comics & Games story sarà invece aperta per un intero anno, fino al 30 settembre 2027.
Le altre esposizioni in programma, che saranno ospitate negli spazi della Fondazione Banca del Monte, apriranno le porte dal 28 ottobre fino al 1° novembre. Durante i giorni del festival, l’entrata a Palazzo Guinigi e alla Fondazione Banca del Monte sarà libera, con accesso prioritario per i possessori di un biglietto del festival e di un braccialetto valido per la giornata. Altre mostre, ospitate nell’area Japan Town e all’interno del Padiglione Carducci, saranno invece accessibili ai possessori di biglietto e braccialetto del festival validi per la giornata.

 

Anche quest’anno un catalogo racchiude voci e visioni degli artisti e delle artiste in mostra per chiunque vorrà saperne di più: Lucca Comics & Games 2026, Legacy, Artbook (Lucca Crea Edizioni) sarà disponibile in esclusiva nel bookshop delle mostre e, in seguito, nelle librerie e negli store online.

 

LE MOSTRE DI PALAZZO GUINIGI

Ingresso gratuito

Dal 4 al 27 ottobre - martedì/sabato dalle 15 alle 19 e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (lunedì chiuso).

Dal 28 ottobre al 1 novembre - dalle 9 alle 19 (accesso prioritario con biglietto e braccialetto del festival valido in quel giorno).

 

LUCCA LEGACY, A COMICS & GAMES STORY

In mostra dal 4 ottobre 2026 al 30 settembre 2027

 

Pensata per celebrare i suoi sessant'anni, Lucca Legacy, a Comics & Games story - La Mostra è il progetto espositivo inedito, realizzato da Lucca Crea in collaborazione con POLI.design, centro per formazione post-laurea fondato dal Politecnico di Milano, che racconta il Festival non come un archivio da consultare, ma come un organismo vivo da attraversare, modificare e, in parte, scrivere insieme ai VisitAutori. Il secondo piano di Palazzo Guinigi verrà trasformato in una piattaforma culturale permanente, dotata di dispositivi allestitivi adattivi pensati fin dall'origine per evolvere nel tempo. I VisitAutori infatti non si limiteranno a osservare: come accade nei giochi legacy, potranno intervenire fisicamente sulla mostra, lasciando un segno che resterà nel tempo e modificandola, così da contribuire essi stessi a lasciare tracce. È un'esperienza interattiva costruita per raccontare una storia collettiva che è, insieme, passato e futuro.

La partnership con POLI.design, riconosciuto tra i vertici delle classifiche internazionali nell’area Art & Design, unisce la visione, il metodo e il prestigio internazionale del centro milanese alla materia viva della manifestazione lucchese, per dare forma a uno spazio che non è semplicemente una mostra celebrativa, ma un vero e proprio dispositivo culturale capace di rigenerarsi nel cuore della città di Lucca.

Ad accompagnare il pubblico tra i tre livelli concettuali e i nove ambienti in cui si articola la mostra sono Luke e Clea, le due mascotte create dal disegnatore Sergio Algozzino: l'estrosa e indomita Clea e l'introverso e riflessivo Luke guidano i visitatori tra misteri, scoperte e sorprese, offrendo due chiavi di lettura complementari della stessa esperienza. Il viaggio comincia all'accettazione, dove ogni visitatore riceve le informazioni e i materiali necessari, per poi scegliere liberamente fra tre diverse opzioni la modalità con cui proseguire. Cuore narrativo del percorso è costituito dal Main Level articolato attraverso sei ambienti concatenati: la Cover Stories, la sala delle "storie da copertina", dove una collezione di racconti sulla manifestazione viene presentata in formato LP, da sfogliare come dischi in un negozio di vinili; la Time Machine, l'ambiente delle timeline, dove gli eventi della grande Storia dialogano con i momenti del Festival e della pop culture internazionale in un connubio ricco di sorprese; la sala Tree of Strips, un vero e proprio albero della vita del Festival, sulle cui foglie compaiono i nomi di centinaia di artiste e artisti che ne hanno segnato la storia; la Legacy Room, uno spazio di ascolto in cui tre postazioni interattive restituiscono un caleidoscopio di voci, ricordi ed esperienze nei video proiettati a rotazione, che cambieranno nel tempo e dove anche il visitatore stesso potrebbe ritrovarsi lasciando il proprio video; la Roll of Honor, allestita usando l'espediente del sushi bar in cui un ampio "menù" restituisce fumetti e giochi premiati in oltre sessant'anni di Lucca Comics & Games e da cui si può scegliere e ritirare un gioco o un fumetto; infine la Dreamers Room, un’autentica esperienza sensoriale, il momento dell’emozione improvvisa, forse inaspettata, che restituisce al visitAutore tutto ciò che fino a quel punto del viaggio può essersi perso o aver notato meno. E poi ancora la Hall of Games dove il visitatore può giocare dal vivo con la scatola scelta poco prima e, per concludere il caveau, The Vault, uno spazio unico, non incluso nel percorso ordinario e accessibile solo secondo regole dedicate, dove lo spettatore, di fatto, diventa appieno spettAutore depositando un proprio oggetto d'affezione legato a Lucca Comics & Games. Un gesto che chiude, e insieme riapre, il meccanismo legacy dell'intera mostra, perché quegli oggetti potranno in futuro diventare una nuova Cover Story oppure entrare a far parte del nascente Museo del Fumetto di Lucca. Tra musica e vinili, schermi LED, macchine del tempo, nastri trasportatori, menu di giochi e fumetti e alberi con foglie speciali, i visitatori saranno coinvolti, sorpresi, emozionati e diventeranno parte dell’exhibition, dove potranno tornare e ricominciare la visita in modo completamente diverso.

 

L’exhibition è organizzato da Lucca Crea, POLI.design* centro per formazione post-laurea fondato dal Politecnico di Milano, con la supervisione Scientifica di DISEGS – Dipartimento di Studi Socio-Economici, Gestionali e Statistici Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e la partecipazione del Fondo Caniparoli, Collezione Angelo Nencetti “Quando Lucca diventò un fumetto” e del Fondo Bono, Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Realizzata con il supporto del Comune di Lucca, con la collaborazione di Rai Teche, partner culturale, e grazie al contributo di numerosi collaboratori che si alterneranno nel tempo. Con la supervisione scientifica dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio”, Chieti-Pescara.

 

 

 

IL MUSEO DEL FUMETTO DI LUCCA: RACCONTO “IN PROGRESS” DEL PROGETTO CHE VERRÀ

Spazio visitabile dal 3 ottobre 2026, 2° piano di Palazzo Guinigi.

 

Al secondo piano di Palazzo Guinigi, sarà visitabile una stanza interamente dedicata al racconto del progetto che la città di Lucca e Lucca Crea stanno sognando da tempo: il Museo del Fumetto (che troverà sede nell’ex Manifattura Tabacchi – l’ex Convento di San Domenico).

In continuità con il racconto di una Legacy che ha portato Lucca Comics & Games a festeggiare sessant’anni di storie, questo spazio letteralmente “Work in Progress” vuole dare uno sguardo sul futuro, per consentire di immaginare ancora meglio l’eredità della manifestazione.

Una struttura allestitiva permanente, anch’essa pensata per cambiare nel tempo e poter seguire l’evoluzione dell’impianto museale ideato interamente attorno a un unico dispositivo architettonico e narrativo: la “libreria infinita”, una struttura modulare continua ispirata alla Biblioteca di Babele di Jorge Luis Borges, che attraversa senza soluzione di continuità sale espositive, piazza pubblica e laboratori didattici.

Il concept architettonico e il progetto museale sono firmati da NEXT Urban Solutions, studio di architettura con sede a Roma fondato dagli architetti Luca Milan, Carlotta Giannessi e Rosario G. Mastrobattista. L’impostazione scientifica e curatoriale del Museo è affidata alla Professoressa Anna Villari, museologa del progetto. Il video promozionale che accompagna la presentazione è firmato dall’architetto e visual designer Stanislao Cantono di Ceva, che ne ha curato la regia.

 

PIÙ VELOCE DELLA SUA OMBRA: 80 ANNI DI LUCKY LUKE
A cura di Mauro Bruni e Famiglia Morris
In mostra dal 3 ottobre al 1° novembre                   

 

Nel 1946, sulle pagine della rivista Spirou, faceva il suo esordio un personaggio destinato a segnare la storia della bande dessinée: Lucky Luke, il pistolero infallibile capace di sparare «più veloce della sua stessa ombra». A ottant’anni da quel debutto, Lucca Comics & Games rende omaggio alla leggendaria creatura ideata dal genio grafico e narrativo di Morris, che capovolse con ironia il mito del western creando un nuovo filone narrativo che da lì in poi avrebbe conquistato l’Europa, diventando fonte di ispirazione inesauribile per il fumetto, il cinema e la letteratura: il “western comico”.
Dietro lo pseudonimo di Morris risiede la figura di Maurice de Bévère (1923–2001), maestro del fumetto franco-belga e tra i padri fondatori della cosiddetta Scuola di Marcinelle. Affascinato fin dalla giovinezza dal cinema americano e dalla mitologia della Frontiera, Morris dedicò l’intera carriera alla costruzione e al perfezionamento dell'universo di Lucky Luke. La svolta narrativa della serie arrivò a metà degli anni Cinquanta con l'inizio del lungo sodalizio artistico con lo sceneggiatore René Goscinny: una collaborazione ventennale che affinò i meccanismi della parodia western, elevando l'opera a capolavoro della letteratura disegnata e a fenomeno di costume internazionale.

Grazie a una selezione di opere e tavole originali e copertine d'epoca provenienti dagli archivi storici dell'autore, l'esposizione propone una rilettura filologica del genere western. Attraverso il segno grafico pulito e l'acuta ironia di Morris, il percorso espositivo accosta figure d'invenzione ormai entrate nell'immaginario collettivo - dal fedele cavallo Jolly Jumper all'improbabile segugio Rantanplan, fino ai caricaturali fratelli Dalton - a rigorosi quanto parodistici ritratti di personaggi storici della Frontiera, come Jesse James, Billy the Kid e Calamity Jane.
L'allestimento a Palazzo Guinigi accompagna i visitatori all'interno di una scenografia prettamente western, popolata dai tipi umani caratteristici: sceriffi, fuorilegge, indiani, becchini e ballerine di saloon. Un itinerario che celebra il valore artistico e documentale dell'opera di Morris, fondamentale punto di riferimento per l'evoluzione del fumetto umoristico europeo.

Si ringraziano per la collaborazione: Le Edizioni Dupuis, Famiglia Morris, Antoine Mathon.

 

TILLIE WALDEN: TIME CAPSULE

A cura di Michele Foschini e Mara Famularo
In mostra dal 3 ottobre al 1° novembre


Voce della Generazione Z, la fumettista americana Tillie Walden si è distinta nel panorama internazionale per la maturità con cui affronta i temi del racconto di formazione, l'inventiva con cui esplora le potenzialità del linguaggio del fumetto e la sensibilità con cui racconta storie delicate e intimiste.

Classe 1996, nel 2018 diventa una delle più giovani vincitrici di un premio Eisner con Spinning (First Second, in italiano Trottole), un memoir incentrato sul mondo del pattinaggio e sulla ricerca della propria identità. Nel 2020 con Mi stai ascoltando? (BAO Publishing) vince un altro Eisner nella categoria miglior graphic novel. Con la trilogia young adult Clementine, spin off di The Walking Dead (saldaPress), nel 2024 è stata inserita nella selezione dei Lucca Comics Awards. A questi lavori si aggiunge il nuovo volume Charity & Sylvia (BAO Publishing), un graphic novel tra fiction e storia che racconta l’amore tra due donne nell’America del XIX secolo, progetto nato nell’ambito dell’incarico dell’autrice come Cartoonist Laureate del Vermont. Nel 2026 Tillie Walden festeggia trent’anni di età e undici di carriera.

La mostra Time Capsule, a cura di Michele Foschini e Mara Famularo, racconta la crescita artistica dell’autrice dal suo debutto ai suoi titoli più recenti in un percorso che comprende circa novanta opere, tra cui più della metà disegni e tavole originali tratte dai suoi graphic novel più famosi. Se da una parte l’esposizione testimonia come Walden sia rimasta coerente nel considerare il fumetto uno spazio in cui la soggettività modella la realtà, dall’altra evidenzia come sia riuscita a creare storie capaci di spostare l’asticella sempre un po’ più in alto ed evocare mondi nei quali chi legge può smarrirsi per poi ritrovarsi.

Si ringraziano per l’aiuto e il supporto BAO Publishing e saldaPress.

 

VALENTINA: TRE DECENNI DI MILANO NELLO SGUARDO DI UN’ICONA
A cura di Archivio Crepax e Lucca Comics & Games
In mostra dal 3 ottobre al 1° novembre

Valentina Rosselli, per tutti solo Valentina, è la creazione più famosa di Guido Crepax, creata nel 1965 e invecchiata di pari passo al suo autore e ai lettori (caso quasi unico nei fumetti, Valentina vive “in tempo reale”) fino al 2003, anno in cui la morte di Crepax ha messo fine alle sue avventure. Fra i fumetti italiani più famosi di tutti i tempi, Valentina è un personalissimo mix di realismo (la Valentina fotografa di moda a Milano), surrealismo (le avventure oniriche ricchissime di riferimenti psicoanalitici), raffinato erotismo (numerose sono le scene in cui la vediamo senza veli) e amore per la cultura e Crepax usava il suo personaggio per intessere un dialogo fittissimo con i più disparati ambiti culturali: cinema, moda, arte contemporanea, fotografia, letteratura, musica, ovviamente fumetto. Se allora Valentina era parte in causa di un vivace dialogo culturale, oggi è un’incredibile capsula del tempo, capace di restituire uno spaccato, forse il più completo e sfaccettato possibile, di un periodo storico talmente ricco che un confronto con l’oggi rischia di risultare impietoso. Attraverso un’accurata selezione di tavole, quasi tutte mai viste dal vivo in occasioni recenti, la mostra si propone di restituire il respiro degli anni ’60 e ’70 a Milano, uno spazio e un tempo che, nelle tavole di Crepax e nello sguardo di Valentina, trovano la più illuminante delle rappresentazioni. A impreziosire il percorso i ricordi dei figli di Crepax, letteralmente cresciuti con Valentina, somigliantissima alla moglie Luisa e vero alter ego dell’autore. Come scrive Paolo Bacilieri nel suo testo a corredo della mostra, Valentina e Crepax intessono una vera e propria «biografia incrociata, speculare, in cui Crepax inventa la vita di Valentina e la femminista, la fotografa di fashion, la donna, la madre di Mattia, l’eroina Valentina, racconta la vita di un borghese rivoluzionario, di un timido, geniale architetto milanese vissuto nella seconda metà del Novecento, di uno dei più grandi Autori del Fumetto mondiale, Guido Crepax».

DANIEL DOCIU: MODELLI PRIMORDIALI DI MONDI FUTURI

A cura di: Roberto Irace

In mostra dal 3 ottobre al 1° novembre

 

Nella prestigiosa cornice di Palazzo Guinigi, Lucca Comics & Games ci invita nelle sue sale storiche a incontrare l'orizzonte visionario di Daniel Dociu, tra i più influenti concept artist e art director della scena mondiale dell'entertainment digitale.

Dopo aver plasmato l'immaginario visivo di franchise leggendari come Guild Wars, Halo, Half-Life 2 e Age of Empires, Dociu si spoglia qui dei vincoli delle grandi produzioni per svelare la sua dimensione più intima e autoriale. La mostra propone un viaggio inedito attraverso illustrazioni personali, copertine e altro a tema sci-fi, rivelando la cifra più pura e svincolata del suo talento.

Al centro del percorso espositivo emerge il concetto di "Archetopie": la capacità unica di Dociu di fondere forme ancestrali e monumentali con infrastrutture tecnologiche al limite del possibile. Le sue opere non descrivono semplici scenari di fantasia, ma veri e propri modelli primordiali di mondi futuri — architetture megalitiche, metropoli stratificate e spazi sospesi, terrificanti e gigantesche città kaijū, dove l'antico e l'avveniristico convivono. Un'occasione irripetibile per esplorare il lato privato e visionario di un maestro della fantascienza contemporanea.

 

 

LE MOSTRE ALLESTITE ALLA FONDAZIONE BANCA DEL MONTE DI LUCCA

Dal 28 ottobre al 1 novembre; dalle ore 9 alle 19.

Ingresso gratuito; accesso prioritario con biglietto e braccialetto del festival valido in quel giorno.

                       

CLAUDIO CASTELLINI: TOCCHI DA MAESTRO
A cura di Roberto Irace

Claudio Castellini, eccellenza italiana conosciuta in tutto il mondo, maestro del fumetto internazionale che ha ridefinito l’estetica del supereroismo moderno, celebre per la straordinaria potenza anatomica delle sue figure e per il suo tratto definito “michelangiolesco”: è a lui che Lucca Comics & Games 2026 dedica la mostra Claudio Castellini: Tocchi da Maestro. Il percorso espositivo ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera attraverso una ricca selezione di tavole originali (più di 120), in gran parte scelte da lui stesso: dagli esordi in Bonelli, fino alle storiche collaborazioni americane con Marvel e DC Comics.
Nato a Roma nel 1966, Claudio Castellini cominciò disegnando per Sergio Bonelli Editore due numeri iconici di Dylan Dog (per la precisione, il 30 e il 48), e poco dopo Nathan Never, di cui è stato creatore grafico e primo copertinista. Nel 1993 ha iniziato la sua collaborazione con la Marvel, realizzando le copertine di Fantastic Four Unlimited e una graphic novel dedicata a Silver Surfer scritta da Ron Marz, Dangerous Artifacts, che ha raccolto numerosi riconoscimenti internazionali. Con questi lavori, Castellini è diventato il primo artista italiano a lavorare per la Marvel USA, pioniere dell’“invasione italiana” che sarebbe seguita negli anni successivi e che è tuttora fortemente in corso. Numerosi i suoi lavori d’alto profilo per Marvel e DC, tra cui lo storico "crossover del secolo" Marvel vs. DC del 1996, e storie su Spider-Man e Conan. Ha anche collaborato con la Dark Horse

Al Campania Libri il romanzo verità su Totò e sulla moglie Diana Rogliani IL PRINCIPE E LA RAGAZZINA

Totò e Diana, il memoriale inedito che svela un segreto sugli ultimi giorni del grande artista e getta nuova luce sulla storia d’amore con la donna che gli rimase accanto per tutta la vita.

Totò e Diana, la verità sulla storia d’amore con la donna che ispirò “Malafemmena”. A quasi 60 anni dalla morte del grande artista, Marilù Simoneschi racconta il Totò lontano dalle luci del palcoscenico nel romanzo-verità Il principe e la ragazzina, pubblicato da Marlin Editore con uno scritto di Giancarlo Governi. 

Il libro sarà presentato in anteprima al Campania Libri Festival a Palazzo Reale (sala conferenze Sciurella al primo piano) a Napoli domenica 4 ottobre alle ore 12. Con l’autrice Marilù Simoneschi interverranno: l’editore Sante Avagliano e il giornalista e critico cinematografico Antonio Fiore. Le letture saranno affidate alla giornalista e attrice Roberta D’Agostino. Modera Ida Palisi. 

Al centro della storia c’è la testimonianza di Diana Bandini Rogliani, moglie di Totò (scomparsa nel 2006) e madre di Liliana De Curtis. Diana affidò a Marilù Simoneschi un racconto-memoriale della propria vita accanto all’artista, autorizzandone la pubblicazione. A partire da quella testimonianza, l’autrice ricostruisce un ritratto privato del «principe della risata»: l’uomo, il marito e l’amante, con le sue passioni, le fragilità, le contraddizioni e gli eccessi. 

Una storia che arriva fino agli ultimi giorni di vita di Totò e che contiene un episodio rimasto finora sconosciuto, destinato a gettare una nuova luce sul rapporto tra l’artista e Diana e sulle sue volontà in fin di vita. 

Con discrezione e rispetto per la voce di Diana, Simoneschi accompagna il lettore nella dimensione privata dell’artista: il rapporto con la madre e con il padre ritrovato in età adulta, l’attenzione verso la povera gente, l’amore per gli animali e in particolare per i cani, le paure legate alla minaccia fascista e le fughe, fino agli altri grandi amori della sua vita, compreso quello con Silvana Pampanini, che contribuì alla fine del matrimonio con Diana. 

Al centro del libro resta però la lunga e tormentata relazione tra Totò e Diana: un amore fatto di passione, tradimenti, separazioni e riconciliazioni, segnato dalla nascita della figlia Liliana e destinato a lasciare una traccia profonda nella vita di entrambi. 

 

 

UN MEMORIALE RIMASTO PRIVATO 

«Ho incontrato Diana Bandini Rogliani nel lontano 1989, dopo averla convinta, con la collaborazione della figlia Liliana De Curtis, a registrare un racconto-memoriale». Così Marilù Simoneschi ricorda l’inizio del lungo lavoro che ha portato alla nascita del libro. «Diana aveva allora 73 anni, ma era ancora una bellissima signora, di quell’eleganza discreta fatta di abiti di buona fattura, capelli in ordine, profumo lieve e perdurante. Ma soprattutto mi colpì la sua lucida intelligenza, la precisione degli elementi del racconto e la sua fiducia nel farmi partecipe di ricordi per lei preziosissimi. E di particolari inediti e a dir poco strabilianti, inerenti alla sua intensa storia d’amore con il Principe della risata». Gli incontri proseguirono per quasi un mese. «Più volte l’ho vista piangere, molto presa emotivamente dai momenti salienti di quel racconto. Di una cosa sono certa: Totò è stato per moltissimi anni, e anche al di là della sua effettiva presenza, il suo credo, la sua ragione di vita. E che in fondo lei ne è stata ricambiata in egual misura». 

Proprio nelle ultime pagine del memoriale emerge un particolare legato agli ultimi giorni di vita di Totò, rimasto sconosciuto ai più e destinato, secondo l’autrice, a modificare la lettura della loro storia. 

 

LE PAROLE DI GIANCARLO GOVERNI 

Secondo Giancarlo Governi, autore, giornalista e storico divulgatore della figura di Totò (basti ricordare il celebre programma “Pianeta Totò”), il memoriale di Diana Rogliani rappresenta una testimonianza particolarmente significativa per ricostruire la vicenda privata dell’artista. «Solo oggi, attraverso il libro di Marilù Simoneschi, ho finalmente appreso quella che sembra la versione più attendibile, poiché dettata dalla viva voce di Diana Rogliani, in un memoriale esclusivo in cui, per la prima volta, ha aperto il cuore, svelando eventi e segreti mai resi noti in precedenza. Finalmente, attraverso questa lunga e accorata confessione, si sgombra il campo da tante false narrazioni sulla loro lunga e intricata storia d’amore, molto simile a un romanzo, ma in verità drammatica, sofferta e densa di ogni sentimento sincero». 

IL LIBRO 

Il romanzo-verità, costruito a partire dalla lunga intervista di Marilù Simoneschi a Diana Rogliani e narrato in prima persona attraverso la sua voce, prende avvio dall’incontro tra Totò e la giovanissima Diana, avvenuto a Firenze nell’agosto del 1931, al teatro «Le follie estive». 

 

Totò, allora trentatreenne e già all’apice della notorietà, rimase colpito dalla bellezza della quindicenne Diana. In lei riconobbe l’ideale femminile che aveva inseguito fin da ragazzo, quando, ancora povero e senza padre, era rimasto affascinato dal volto di una giovane donna raffigurato su un manifesto pubblicitario affisso sui tram di Napoli, una ragazza che presentava una forte somiglianza con Diana. 

 

Nonostante la differenza d’età e le convenzioni sociali dell’epoca, tra i due nacque una passione immediata. Totò dichiarò di voler sposare Diana, incontrando l’opposizione della famiglia. Determinata a seguirlo, la ragazza fuggì in segreto dal collegio Demidoff di Firenze, dove studiava, prese un treno per Roma e raggiunse Totò. 

 

La fuga provocò una denuncia da parte della futura suocera per sottrazione di minore e segnò l’inizio di una relazione attraversata da passioni, eccessi, tradimenti, separazioni e ritorni. Dalla loro unione nacque Liliana, ma il matrimonio fu segnato anche da altre relazioni, tra cui quella di Totò con Silvana Pampanini, fino alla rottura definitiva. 

 

Il libro arriva agli ultimi giorni di vita dell’artista e svela un segreto che Diana Rogliani non aveva mai raccontato prima: un episodio avvenuto pochi giorni prima della morte di Totò, nel 1967, che getta una nuova luce sulla figura dell’attore e sulla storia d’amore tra i due. 

 

 

 

L’AUTRICE 
Marilù Simoneschi vive e lavora a Roma. Giornalista, ha collaborato con i principali settimanali italiani, tra cui Gente e Oggi, intervistando protagonisti del cinema, della televisione, dello spettacolo e della politica. 

 

Con Lino Zani ha pubblicato Era santo, era uomo. Il volto privato di papa Wojtyla (Mondadori, 2014), dedicato alla dimensione privata e alla vita in montagna di Giovanni Paolo II. Dal libro è stato tratto l’omonimo film. L’opera ha ottenuto un significativo successo editoriale ed è stata tradotta in diverse lingue. 

 

Nel 2017 ha pubblicato Rosa la Luchadora. L’adorata nonna di papa Francesco. Una vita da romanzo (Imprimatur), dedicato alla figura della nonna italiana di papa Francesco. 

Come autrice e inviata televisiva, Simoneschi ha inoltre collaborato a lungo con diversi programmi Rai. 

 

Il principe e la ragazzina di Marilù Simoneschi
(2026, Marlin Editore, pp. 224, € 17,50)
ISBN 9788860432551 

Marlin Editore
089 2142801 

 

venerdì 2 ottobre 2026

La XV edizione della Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell'Innovazione si terrà dal 9 all’11 dicembre 2026 a Venezia e Padova

Nel 2026, il principale appuntamento dedicato alla cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e Cina sarà ospitato in due città dalla storia particolarmente significativa: Venezia, da sempre ponte tra Oriente e Occidente ed ecosistema privilegiato di incontro tra culture e innovazione, e Padova, uno dei più antichi poli italiani della conoscenza ed eccellenza universitaria.

In particolare, la Settimana prenderà il via il 9 dicembre a Venezia con la Cerimonia Inaugurale alla quale parteciperanno il Ministro dell’Università e della Ricerca della Repubblica Italiana, Anna Maria Bernini, e il Ministro della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese, Yin Hejun.

La Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione è promossa dal Ministero dell'Università e della Ricerca della Repubblica Italiana e dal Ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese, ed è coordinata, per l'Italia, da Fondazione Idis – Città della Scienza, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, e, per la Cina, dalla Beijing Municipal Science & Technology Commission, Administrative Commission of Zhongguancun Science Park.

La Settimana Italia-Cina giunge alla sua quindicesima edizione, a conferma del consolidato impegno dei due Paesi nel rafforzare il dialogo e la cooperazione bilaterale e nel promuovere nuove occasioni di incontro e di conoscenza reciproca. 

Nel corso delle precedenti edizioni della Settimana, Italia e Cina hanno sviluppato numerosi progetti e collaborazioni che hanno coinvolto istituzioni, università, accademie, enti di ricerca e imprese di entrambi i Paesi, contribuendo a consolidare la cooperazione bilaterale nei settori della ricerca, della scienza, della tecnologia e dell’innovazione, consentendo la sottoscrizione di numerosi accordi di cooperazione e realizzando altrettanti incontri One-to-One tra soggetti italiani e cinesi.

Le diverse edizioni della Settimana, organizzate alternativamente in Italia e in Cina, hanno inoltre offerto ai partecipanti l’opportunità di visitare centri di eccellenza scientifica e tecnologica dei due Paesi e di approfondire la conoscenza dei rispettivi ecosistemi della ricerca e dell’innovazione, favorendo la creazione di nuove relazioni e opportunità di collaborazione.

Questa XV edizione rappresenta una nuova occasione per approfondire da vicino i risultati raggiunti in alcuni settori della ricerca scientifica e per avviare nuove collaborazioni sui temi di interesse e impegno comune in linea con quanto previsto dal Piano d'Azione per il Rafforzamento del Partenariato Strategico Globale Italia-Cina 2024-2027 e dal Memorandum d'Intesa tra il Ministero dell'Università e della Ricerca della Repubblica Italiana e il Ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese per la cooperazione nel campo della ricerca scientifica firmato a Pechino il 12 novembre 2025 nell'ambito della XIV edizione della Settimana.
In particolare, durante questa nuova edizione saranno proposti momenti di dialogo e confronto tra rappresentanti italiani e cinesi su temi strategici per lo sviluppo economico e sociale dei due Paesi, quali: 

Materiali avanzati e tecnologie integrate per la produzione industriale
Biodiversità territoriale e agroecosistemi tradizionali (Sistemi GIAHS): conservazione dinamica, paesaggi culturali e sicurezza alimentare in approccio One Health
Earth Observation per mari e oceani: osservazione, monitoraggio dei cambiamenti climatici e cooperazione internazionale in Antartide
Tutela, conservazione e restauro del patrimonio culturale e librario: dialogo scientifico-tecnologico
Creatività, design, tecnologia e innovazione culturale
Nuove tecnologie mediche

Il format dell’edizione 2026 prevede, oltre alla Cerimonia Inaugurale, lo svolgimento di Forum tematici, incontri istituzionali, azioni di networking con i consolidati Incontri One-to-One, nonché visite a siti di interesse. Anche quest’anno, la Settimana rappresenterà un momento di grande rilievo per la formalizzazione di accordi di cooperazione tra istituzioni, università, centri di ricerca e imprese dei due Paesi, tesi sia al consolidamento di partenariati esistenti, sia all’inaugurazione di nuove partnership.

Sono aperte le Call per la partecipazione agli Incontri One to One (https://settimanaitaliacina.cittadellascienza.it/call-onotoone-2026/)
e la presentazione degli Accordi di Cooperazione (https://settimanaitaliacina.cittadellascienza.it/presenta-il-tuo-accordo-di-cooperazione-italia-cina/)

Per il programma e gli aggiornamenti in corso:
https://settimanaitaliacina.cittadellascienza.it/

Per informazioni:
e-mail: cina@cittadellascienza.it 

Tornano le visite guidate al cantiere delle Terme Suburbane di Ercolano

Da ottobre a dicembre 2026, turni settimanali del sabato alla scoperta del cantiere di restauro del complesso termale meglio conservato del mondo romano.

Riprendono al Parco Archeologico di Ercolano le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città, con un nuovo ciclo di visite guidate che, in attesa del completamento dei lavori, permettono al pubblico di scoprire da vicino sia gli ambienti sia le attività di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni, il progetto torna offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana. Le visite al cantiere delle Terme Suburbane si svolgeranno ogni sabato, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi di visitatori, muniti di caschetto protettivo, saranno composti da un massimo di 15 partecipanti, e verranno accompagnati dal personale del Parco, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code.
«Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti, in attesa della loro riapertura permanente, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo»,
dichiara Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.
Le Terme Suburbane: il complesso termale meglio conservato del mondo romano
Individuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 — a causa della guerra e della presenza delle acque di falda — l’edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell’acqua.
Incastonate tra l’antico arenile e le mura cittadine, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunità. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium), con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio, la piscina riscaldata “a samovar” dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi, stucchi e pitture di altissima qualità e porte lignee originali, eccezionalmente conservate, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.
Rimaste chiuse al pubblico per oltre vent’anni, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell’ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute, attivo a Ercolano dal 2001, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano, insieme a Pompei e Oplontis, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, ed è integrato nell’app Ercolano Digitale, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita.
Calendario e turni di visita
Ottobre: sabato 10, 24 e 31 ottobre 2026
Novembre: sabato 7, 14, 21 e 28 novembre 2026
Dicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026
Mattina: 9:30 (visita in italiano) · 10:30 (visita in inglese) · 11:30 (visita in italiano)
Pomeriggio: 14:30 (visita in italiano) · 15:30 (visita in inglese) · 16:30 (visita in italiano — turno straordinario attivo solo il 10 ottobre, poi sospeso con l’entrata in vigore dell’orario invernale)
I gruppi, di massimo 15 partecipanti, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un’ora.
Biglietti e prenotazioni
Le prenotazioni sono aperte da martedì 29 settembre 2026: i biglietti sono in vendita online e in biglietteria.
Biglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21,00 euro
Cittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) di età compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7,00 euro
Gratuità per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge
Prenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture.

Sabert rafforza l’offerta europea nel food packaging con la sua expertise multimateriale


Sabert Corporation Europe presenta il catalogo 2026-2027, espressione di una competenza che attraversa materiali, tecnologie e applicazioni del packaging alimentare. La capacità di lavorare con materiali a base di fibre – tra cui polpa, carta e cartoncino – e plastica consente al gruppo di individuare la soluzione più adatta alle esigenze di ristorazione, retail e industria alimentare. Il nuovo catalogo rende visibile questa proposta integrata, ulteriormente rafforzata dall’acquisizione di Colpac Limited, completata il 31 luglio 2025. 

Il portafoglio riunisce oltre 800 referenze, ma il suo elemento distintivo è la varietà di materiali e competenze disponibili all’interno del gruppo. Comprende soluzioni per alimenti caldi e freddi, formati per il food to go, applicazioni per il confezionamento in atmosfera modificata e possibilità di personalizzazione. Sabert può così affiancare i clienti nella scelta del materiale, nella progettazione del formato e nello sviluppo di soluzioni coerenti con le prestazioni richieste da ciascuna applicazione. 

La scelta dei materiali assume un rilievo crescente anche alla luce dell’evoluzione del quadro europeo. Il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio si applica in via generale dal 12 agosto 2026 e introduce requisiti con scadenze differenziate nei prossimi anni. In Italia, secondo CONAI, nel 2024 è stato riciclato il 76,7% degli imballaggi immessi al consumo, pari a circa 10,7 milioni di tonnellate. In questo contesto, poter valutare materiali diversi e progettare il packaging in funzione dell’uso, delle prestazioni e dei requisiti applicabili rappresenta un vantaggio concreto per i clienti. 



Competenze industriali, materiali e applicazioni

«Il nuovo catalogo racconta la capacità di Sabert di mettere insieme competenze sui materiali, tecnologie e conoscenza delle esigenze dei clienti», afferma Alex Noake, Senior Vice President e Managing Director di Sabert Europe. «L’ampliamento dell’offerta rafforza questa capacità: oggi possiamo supportare una gamma più ampia di applicazioni e accompagnare i clienti dalla scelta del materiale allo sviluppo della soluzione. La collaborazione tra Europa, Stati Uniti e Cina ci permette inoltre di condividere competenze e accelerare l’innovazione». 

L’integrazione delle competenze di Colpac nel cartoncino, in particolare per il food to go e il foodservice, amplia la proposta del gruppo e ne consolida la presenza nei mercati europei. A questa esperienza si affiancano le competenze Sabert nella fibra stampata e nella plastica. Ne risulta un’offerta multimateriale che copre esigenze differenti, dal confezionamento industriale alla presentazione e al consumo fuori casa. 



La soluzione giusta parte dalla conoscenza dei materiali

«Riunire competenze approfondite nei materiali a base di fibre e nella plastica è un elemento distintivo», sottolinea Andrew Grimbaldeston, Marketing & Innovation Director di Sabert. «Conosciamo le proprietà e i limiti dei diversi materiali e possiamo aiutare i clienti a scegliere in funzione dell’applicazione, delle prestazioni richieste e dei loro obiettivi commerciali e di sostenibilità. Il valore sta nella capacità di progettare la soluzione più adatta, non nel proporre un unico materiale per tutti gli usi».



Il catalogo presenta, tra le innovazioni del gruppo, Pulp Ultra®, una soluzione a base di fibre che arricchisce l’offerta per il mercato britannico. In un ambito distinto, valorizza le competenze Sabert nelle soluzioni per il confezionamento in atmosfera modificata (MAP) destinate alle applicazioni alimentari industriali. Entrambe fanno parte dell’offerta complessiva del gruppo e mostrano come competenze e tecnologie differenti possano rispondere a esigenze specifiche lungo la filiera alimentare. 

«Sabert Europe dispone oggi di un portafoglio più ampio e di competenze tecniche ancora più articolate», conclude Noake. «Il catalogo non è soltanto una vetrina di prodotti: mostra come possiamo combinare materiali, conoscenza applicativa e capacità di innovazione per diventare un partner di riferimento nel packaging alimentare europeo». 



Il catalogo è disponibile in formato digitale e cartaceo, in inglese, francese e tedesco, su www.sabert.eu. 



Sabert

Sabert è specializzata nella produzione e commercializzazione di packaging alimentare, articoli monouso di alta qualità e soluzioni compostabili per la tavola e il foodservice. Con oltre 40 anni di esperienza, il gruppo sviluppa prodotti innovativi e ad alto valore aggiunto, supportati da standard qualitativi elevati e da un servizio orientato al cliente. L’attività globale combina competenze su fibra stampata, carta e cartoncino e resine, con oltre 410 brevetti attivi. Nel luglio 2025 Sabert Corporation Europe ha acquisito Colpac Limited, azienda britannica fondata nel 1937 e specializzata in soluzioni sostenibili in cartoncino per il food to go, il foodservice e l’industria alimentare. Sabert Corporation Europe è tra i membri fondatori dell’Alliance for Fibre-Based Packaging. 

Per ulteriori informazioni 

www.sabert.eu 

giovedì 1 ottobre 2026

LUCCA FILM FESTIVAL, LILIANA CAVANI PREMIO ALLA CARRIERA E IL PREMIO OSCAR FRANCA SQUARCIAPINO

Liliana Cavani riceve il Premio alla Carriera e presenta due suoi lavori dedicati a San Francesco con Fabio Ferzetti, il lungometraggio giapponese IAI in concorso, la seconda giornata di proiezioni dei cortometraggi in concorso e fuori concorso, la masterclass di Valentina Tanni e l'incontro su moda e design Dietro il costume: arte, personaggio e visione con la costumista Premio Oscar Franca Squarciapino.

VII giornata, domani – venerdì 2 ottobre 2026 – della ventiduesima edizione del Lucca Film Festival, che si tiene fino al 4 ottobre 2026 a ingresso gratuito fino a esaurimento posti - con la direzione artistica di Nicola Borrelli e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. La serata del festival sarà illuminata dalla consegna del Premio alla Carriera alla regista e sceneggiatrice Liliana Cavani. La giornata si apre alle ore 10 al Complesso di San Micheletto con la proiezione di sette cortometraggi realizzati dagli studenti all'interno del progetto C.I.P.S. 2026. Sempre alle ore 10 all'Auditorium Fondazione BDM, per Over The Real, il concorso internazionale dedicato alla videoarte la masterclass di Valentina Tanni. Il pomeriggio si apre alle ore 15 al Cinema Centrale con il Concorso Internazionale Lungometraggi, curato da Stefano Giorgi e Mattia Fiorino e la proiezione del giapponese IAI, esordio alla regia di Sakai Zenzo, che intreccia horror psicologico e folklore nipponico sospeso fra lutto, maledizioni familiari e soprannaturale. Le inquietanti bambole di cartapesta della protagonista Kana richiamano gli hitogata, figure rituali della tradizione shintoista legate alla purificazione e all’esorcismo. La giuria del concorso lungometraggi è formata dal regista, sceneggiatore e produttore lituano Šarūnas Bartas, dalla costumista Premio Oscar Franca Squarciapino e dall'attore, regista e sceneggiatore Michele Riondino. Alle ore 15 al Complesso di San Micheletto continua la rassegna dedicata a Julian Schnabel, ospite in apertura del festival, con il suo Prima che sia notte, del 2000, la vera storia del romanziere cubano Reinaldo Arenas, interpretato da Javier Bardem, che per questo ruolo vinse la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia. Alle ore 17 la regista e sceneggiatrice Liliana Cavani presenta, moderata dal critico cinematografico Fabio Ferzetti, il suo film per la tv Francesco d’Assisi del 1966, all'interno della rassegna dedicata a San Francesco, organizzata e coordinata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca in occasione dell’ottavo centenario della sua scomparsa. Alle ore 17:30 al Complesso di San Micheletto continua l'omaggio al regista, sceneggiatore e produttore lituano Šarūnas Bartas, con la proieizone del suo Lontano da Dio e dagli uomini, del 1996. Alle ore 17 al Cinema Astra seconda e ultima giornata di proiezioni dei cortometraggi. Si parte con due corti fuori concorso, How to Shoot a Ghost, nuovo cortometraggio diretto dal Premio Oscar Charlie Kaufman, interpretato dalla Premio Oscar Jessie Buckley e Pit (Yama) di Egor Koreshkov. La selezione di Laura Da Prato e Dario Ricci, curatori del Concorso Internazionale Cortometraggi, tra gli oltre 700 cortometraggi arrivati da tutto il mondo oggi propone altri sei lavori in concorso. Si parte con il cinese Kleptomania di Jingkai Qu, vincitore del CUPRA Filmmaker Award alla Berlinale Shorts Competition, quindi lo spagnolo Dissension, diretto da Alvaro Amate. Dalla Germania Days of Crossing the Border, di Björn Grzemba, che racconta l'emigrazione ai tempi della Germania divisa e dalla Gran Bretagna The Man That I Wave At di Ben S. Hyland, vincitore del Best Short Film SOFC Award al Sitges – International Fantastic Film Festival of Catalonia. Quindi lo statunitense The Grandfather Puzzle di Ora DeKornfeld - vincitore dell’Audience Award al Full Frame Documentary Film Festival e del Best Documentary Short Award al Mountain Film Festival e chiude la selezione del concorso lo statunitense Dear Shop Girl diretto da Nira Burstein e interpretato da Rory Culkin. Chiamata a giudicare e premiare i corti, una giuria internazionale che assegnerà un premio di 1000 euro al Miglior Corto, presieduta dal regista belga Jaco Van Dormael, con la sceneggiatrice e regista Valia Santella, il regista e documentarista Alex Infascelli e Veronica Lucchesi, cantante e attrice, cofondatrice e voce de La Rappresentante di Lista. Alle ore 18:00 all'Atelier Ricci, uno straordinario incontro su moda e design, dal titolo "Dietro il costume: arte, personaggio e visione", moderato dal giornalista e docente Andrea Giordano che vedrà gli interventi della costumista Franca Squarciapino già vincitrice del Premio Oscar nel 1991 per Cyrano de Bergerac , di Daniela Degl'Innocenti, conservatrice del Museo del Tessuto di Prato e di Simonetta Bigongiari, direttrice del Puccini Museum – Casa Natale. Presso il Puccini Museum - Casa Natale di Lucca è visitabile la mostra "Turandot O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!” aperta fino al 1 novembre, di cui fanno parte due costumi firmati proprio da Franca Squarciapino. La serata al Cinema Astra si apre alle ore 21 con la consegna del Premio alla Carriera a Liliana Cavani e, a seguire, la proiezione del suo film Francesco, del 1989 dedicato alla vita del santo interpretato da Mickey Rourke. Nata a Carpi (Modena), laureata in lettere antiche all'Università di Bologna, diplomata al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, Liliana Cavani realizza a partire dal 1962 documentari per la Rai fra i quali Philippe Pétain: processo a Vichy, che ottiene il Leone d'Oro per il documentario alla Mostra di Venezia nel 1965. Esordisce nel lungometraggio nel 1966 con il film per la tv Francesco d’Assisi, protagonista Lou Castel, presentata alla Mostra di Venezia e premiata come miglior film al Festival di Valladolid. Il successo di critica e pubblico mondiale arriva con Il portiere di notte (1974), interpretato da Dirk Bogarde e Charlotte Rampling, storia del rapporto fra un ufficiale delle SS e una giovane prigioniera. Altro film di interesse internazionale è Interno berlinese (1985), dal romanzo di Tanizaki Jun'ichirō, presentato al Festival di Berlino del 1986. In seguito è ancora al Lido con Dove siete? Io sono qui (1993) per cui Anna Bonaiuto riceve la Coppa Volpi come migliore attrice non protagonista, sempre a Venezia nel 2002 con il thriller Il gioco di Ripley, con John Malkovich. Sulla figura di Francesco torna nel 1989 con il film Francesco interpretato da Mickey Rourke, presentato a Cannes e nel 2014 un nuovo film su Francesco per la Rai. È del 2012 la partecipazione alla Mostra di Venezia con il cortometraggio Clarisse, che vince il Premio Pasinetti. Nello stesso anno ottiene un David di Donatello speciale. Nel 2023 iniziano le riprese del film L’ordine del tempo alla cui sceneggiatura partecipa il fisico Carlo Rovelli. Liliana Cavani riceve il Leone d’Oro alla carriera nel 2023 alla 80ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

 

Negli anni, il Lucca Film Festival ha ospitato grandi nomi del cinema internazionale, ha omaggiato i grandi nomi del cinema internazionale da Oliver Stone a David Lynch, da Ethan Hawke e Susan Sarandon a Isabelle Huppert, da Rutger Hauer a George Romero, da Paolo Sorrentino a Willem Dafoe, da Chiara Mastroianni e Paul Schrader a Matthew Modine e Ruben Östlund ma anche Aleksandr Sokurov e Gaspar Noè, diventando un punto di riferimento culturale in Italia. L’evento è realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Banca Generali Private Wealth Management (Paolo Tacchi) e Banca Pictet sono i main sponsor della manifestazione. Con la partecipazione del Ministero della cultura - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di Lucca e Vivi Lucca Eventi e con la compartecipazione di Lands of Giacomo Puccini e Camera di Commercio Toscana Nord – Ovest. Il festival si avvale inoltre del supporto di Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Manifatture Digitali Cinema, Sofidel, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum - Casa Natale, Farmacia Maffei, Unicoop Firenze, Audi Center Terigi, Tenuta del Buonamico, Martinelli Luce, Naturanda, Futuro3D, e si avvale della coproduzione di Tecno Servizi, Ristorante Giglio, Palazzo Pfanner, Over The Real, Teatro del Giglio di Lucca, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Accademia di Belle Arti di Carrara, Liceo Artistico Musicale e Coreutico Augusto Passaglia, Liceo Classico N. Machiavelli, ISIS Pertini, Associazione 50&PIÙ, ACLI Lucca. Si ringraziano anche ANSA, Rai Toscana, Rai Radio 3, Movieplayer.it, Radio Incontro, Film4Life, Festival Scope, A.C.S.I. Associazione Centri Sportivi Italiani, Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA), Trenitalia, Fic, Uicc, Cinit, Ucca, Arci, Fedic, Corte Tripoli, Circolo del Cinema di Lucca, Cineforum Ezechiele 25:17, Cinema Centrale, Astra e Moderno, Università di Pisa, Università degli Studi Firenze, Fondazione Carlo Ludovico Ragghianti, Pisa al Cinema, Cineteca Bologna, Cineteca Nazionale, Istituto Musicale Luigi Boccherini, Robert F. Kennedy Human Rights Italia, Associazione Donne all’Ultimo Grido, SPAM! Rete per le arti contemporanee, Lucca Comics & Games, Photolux Festival, Lucca Classica Music Festival.


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Il cinema in barca a vela, dall’America’s Cup al Pianeta Mare Film Festival, dal 5 al 10 ottobre 2026 a Napoli la residenza artistica di registi e filmmaker sulle barche di Scugnizzi a vela


Dall'America’s Cup al Pianeta Mare Film Festival (PMFF) con il comune denominatore del mare e del riscatto sociale con l’esempio degli “Scugnizzi a Vvela”. Dopo aver seguito da vicino le pre regate dell’America’s Cup nel golfo di Napoli da domenica 4 ottobre l’imbarcazione Elizabeth di “Scugnizzi a vela” ospiterà i giovani registi e filmmaker del Film Lab del Pianeta Mare Film Festival che prenderà il via lunedì 5 ottobre. La residenza artistica del Film Lab a bordo delle imbarcazioni nella darsena Acton del Porto di Napoli è uno dei ‘marchi di fabbrica’ del progetto Film Lab del PMFF che festeggia quest’anno la sua quinta edizione. Dal 2022, con la prima edizione del Film Lab che si è tenuta proprio a Napoli, più di 200 giovani under 30 in quattro anni hanno aderito al percorso di alta formazione cinematografica del PMFF che ha toccato numerose città italiane (da Genova a Venezia, da Roma a Lecce fino alla tenuta presidenziale di Castelporziano). E quest’anno in Francia a Brest, nell’ambito del Brest Surf Film Festival in collaborazione con Sciences Po Rennes, c’è stata la prima tappa internazionale del Film Lab del PMFF divenuto, dunque, un ‘modello’ da esportazione di formazione ‘learning by doing’ di scrittura creativa cinematografica ‘green’ con altre tappe europee che seguiranno nei prossimi mesi.

 

Anche quest’anno dal 5 al 10 ottobre a Napoli 12 studenti universitari e giovani registi provenienti da diverse città italiane ed europee, dopo aver superato una selezione pubblica, saranno coinvolti in una residenza artistica e formativa a zero budget e a minimo impatto ambientale. Attraverseranno luoghi, istituzioni scientifiche e spazi culturali di Napoli e di altre aree e isole della Campania. Pensiero critico e immaginazione, esperienza diretta della natura, ricerca e disseminazione scientifica e tecniche innovative di smartphone filmmaking saranno i temi del lavoro laboratoriale diretto dal regista Valerio Ferrara, 30 anni appena compiuti e già più di un prestigioso riconoscimento alle spalle (tra gli altri il premio La Cinef al Festival di Cannes). “Il risultato di questo percorso - anticipa Valerio Ferrara - saranno sei cortometraggi scritti e realizzati interamente con lo smartphone: opere visive che nasceranno dall’incontro tra i giovani autori, il patrimonio naturale e culturale del territorio e i saperi raccontati da ricercatrici, professori, scienziate di chiara fama e professionisti del cinema durante i diversi appuntamenti della quinta edizione del Pianeta Mare Film Festival”. Cortometraggi che saranno poi votati dal pubblico e da un giuria di giovani composta da ex allievi dei Film Lab e proiettati sabato 10 ottobre prima alle 20 nel corso della cerimonia di premiazione a Casa del Contemporaneo (Sala Assol Moscato) presieduta da Giovanni Petrone e poi alle 22.30 nell’evento conclusivo del PMFF presso la Santissima Innovation Hub, diretta da Alessandra Attena, nel corso di un happening musicale curato dal Club Tasso.



Lunedì 5 Ottobre 2026 alle 12 a Villa Ferretti l’inaugurazione del Film Lab 2026

 

E proprio dal mare lunedì 5 ottobre alle 12 partirà la quinta edizione del Film Lab del Pianeta Mare Film Festival. Esattamente da Bacoli, da Villa Ferretti, un prestigioso bene confiscato alla camorra e restituito alla collettività, trasformato dal Comune di Bacoli nel primo parco archeologico comunale sul mare in Italia e divenuto anche sede del Centro di Alta Formazione per le scienze umanistiche digitali e l'archeologia subacquea dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

Un ‘battesimo’ formativo che sarà una Masterclass d’eccezione con relatori illustri: dal Rettore della Federico II, Andrea Mazzucchi, allo scienziato Ferdinando Boero, già presidente della Fondazione Dohrn, da Stefano Lanfranco, fondatore del progetto “Scugnizzi a vela” a Maria Luisa Iavarone, professore ordinario di pedagogia sperimentale dell’Università Parthenope di Napoli che dal 6 al 9 ottobre ospiterà nel suo Media Center tutte le altre lezioni del Film Lab che si svolgeranno con la curatela di Max Mizzau Perczel, direttore del PMFF, e la collaborazione del montatore Stefano Mattacchione. “Il mare, per Napoli, non è soltanto un paesaggio: è una parte della nostra storia e della nostra identità, ma anche un luogo nel quale continuare a interrogare il futuro - sottolinea il Rettore della Federico II, Andrea Mazzucchi - ed è per questo che trovo particolarmente significativo che il Pianeta Mare Film Lab porti giovani italiani ed europei a conoscere il nostro golfo attraverso l’incontro fra natura, scienza, cultura e creatività realizzando un percorso formativo nel quale ricerca, biodiversità, cultura e immaginazione possano incontrarsi. Perché conoscere un territorio significa anche imparare a raccontarlo e raccontarlo significa assumersi la responsabilità di come lo consegneremo a chi verrà dopo di noi”.



Dal Grenoble alle Università: le proiezioni itineranti del Festival tutte ad ingresso gratuito

 

Per le proiezioni dei film in concorso, tutte ad ingresso libero (programma e prenotazioni su www.pianetamarefilmfestival.it) anche la quinta edizione del PMFF, curata come sempre dall’Associazione culturale Pianeta Mare Darwin Dohrn, mantiene la sua formula itinerante tra alcuni dei luoghi più rappresentativi delle eccellenze culturali, scientifiche e accademiche della città di Napoli. Il programma prevede innanzitutto le Cinematinée per le scuole, ospitate nell’Aula Magna dell’Università di Napoli Parthenope, nel cuore del centro storico, e nell’Aula Magna della sede di Scampia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

Ci saranno poi le proiezioni della sezione Focus Campania riservate agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e coordinate dalla professoressa Gina Annunziata e gli appuntamenti riservati alla giuria tecnica di studenti universitari di Scienze della comunicazione all’Università Suor Orsola Benincasa, con il coordinamento dei docenti Arturo Lando ed Augusto Sainati, organizzati in collaborazione con il Master in Cinema e Televisione, diretto dal produttore Premio Oscar Nicola Giuliano.

 

La première del Festival sarà lunedì 5 ottobre alle 18.30 a Palazzo Grenoble con la proiezione, in anteprima italiana, del film francese The Musician and the Whale, documentario dedicato al lavoro artistico e di ricerca con le balene del noto musicista internazionale Rone, alla presenza del regista Valentin Paoli e del Console generale di Francia a Napoli Paul de Sinety.

 

Casa del Contemporaneo ospiterà, invece, nella storica Sala Assoli Moscato, cinque serate di proiezioni del Concorso lungometraggi e cortometraggi e la cerimonia di premiazione in programma sabato 10 ottobre alle 20.

 

Info, programma ed eventi live:

 

www.pianetamarefilmfestival.it

www.facebook.com/PianetaMareFilmFestival
www.instagram.com/pianetamarefilmfestival

You Tube: Pianeta Mare Film Festival