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venerdì 28 agosto 2026

Da martedì 1 settembre 2026 il docufilm "Stringimi Forte - Il Teatro Giovane" di Felice Panico e Alessandro Pezza, dà il via agli eventi speciali del Pomigliano Teatro Festival 2026

Teatro, cinema, memoria e nuove generazioni in programma e la nuova sezione InterAzioni dedicata alle compagnie e ai laboratori del territorio.

Il teatro come luogo di incontro, di memoria e di riflessione sul presente, ma anche come spazio in cui una comunità può raccontarsi e riconoscersi. È questo il filo conduttore della sezione Eventi Speciali del Pomigliano Teatro Festival 2026, che dal 1° al 6 settembre 2026 propone tre appuntamenti pensati per intrecciare linguaggi, generazioni e identità del territorio.

In programma tre appuntamenti che rafforzano dunque la vocazione del festival a essere non soltanto una rassegna di spettacoli, ma un luogo di produzione culturale e di confronto con la comunità. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Si parte martedì 1 settembre alle ore 20.30, nell’Aula Consiliare, con Stringimi Forte - Il Teatro Giovane, docufilm di e diretto da Felice Panico e Alessandro Pezza, realizzato da Studio Zabalik con il sostegno della Città di Pomigliano d’Arco e in collaborazione con il Teatro Pubblico Campano. Protagonisti sono Ermanno Ceruetto, Palma Festoso, Marco Mari, Maria Musella, Diego Nespolino, Lorenzo Rea, Noemi Sales e Siria Sollo.

Il documentario nasce dall’esperienza di un laboratorio teatrale rivolto a giovani attrici e attori tra i 16 e i 25 anni. Un percorso nato a partire dalle grandi distopie del Novecento e trasformato nel 2024 in una drammaturgia originale dedicata alle profonde trasformazioni politiche, economiche e sociali che hanno segnato gli ultimi anni.

Al centro del lavoro c'è soprattutto lo sguardo dei giovani sugli anni della pandemia. Da questo percorso è nata la performance finale Bestie da S.OM.A, ma anche il desiderio di fissare quell'esperienza in una testimonianza cinematografica capace di conservarne la memoria.

Stringimi Forte racconta così il laboratorio nelle sue diverse fasi, dall'incontro tra gli allievi e il formatore agli esercizi teatrali, dall'improvvisazione alla costruzione dello spettacolo, fino al dietro le quinte e alle testimonianze dei giovani protagonisti.

Le loro passioni, le difficoltà, i sogni e le speranze diventano parte integrante di un “film-teatro” che trova inoltre nei luoghi emblematici di Pomigliano d'Arco, tra architettura industriale e post-industriale, lo scenario ideale per raccontare un futuro distopico che appare, per molti aspetti, già presente.

Il secondo appuntamento in programma, mercoledì 2 settembre alle ore 19.00, al Centro Culturale “Giorgio La Pira”, è Lettere a Sud, una lettura scenica con Angela Rosa D'Auria, realizzata come omaggio a Pomigliano d'Arco, città candidata a Capitale italiana del Libro 2027.

Lo spettacolo nasce dalla volontà di raccontare Pomigliano e il suo territorio attraverso le parole di autrici e autori non napoletani, provenienti dai comuni dell'area metropolitana, dalla cintura urbana e dai territori attraversati dalla Circumvesuviana e dall'Asse Mediano. Una scelta che ribalta la prospettiva della tradizionale centralità di Napoli per dare spazio a quelle voci che, pur vivendo nell'orbita della grande città, hanno costruito un proprio immaginario e una propria identità.

Pomigliano viene così raccontata come una città capace di generare cultura, idee, arte e passioni, un luogo la cui identità non dipende necessariamente dalla presenza di monumenti o bellezze naturali, ma dalle persone che la abitano e la trasformano quotidianamente.

Angela Rosa D'Auria darà voce a queste storie con il suo stile ironico, intenso e non convenzionale, portando in scena una geografia letteraria fatta di periferie, città satellite, paesi e comunità che custodiscono racconti e immaginari spesso ancora tutti da scoprire.

A chiudere la sezione Eventi Speciali sarà, sabato 5 e domenica 6 settembre alle ore 18.00 nel Cortile Interno di Palazzo dell'Orologio, InterAzioni, la nuova sezione del festival dedicata alle realtà teatrali del territorio.

Due pomeriggi di corti teatrali, pensati a impatto ambientale zero, vedranno protagoniste le compagnie locali, le scuole di teatro e i laboratori teatrali dei licei pomiglianesi. Il tema scelto, “Sulla strada”, sarà interpretato attraverso punti di vista, linguaggi e sensibilità differenti, offrendo al pubblico una fotografia della vitalità del teatro giovanile e amatoriale della città e dell'area circostante.

Dalla memoria della pandemia alle voci letterarie del territorio, fino alle nuove generazioni che si avvicinano al palcoscenico, gli Eventi Speciali del Pomigliano Teatro Festival 2026 mettono al centro il rapporto tra teatro, città e persone, nella convinzione che la cultura possa continuare a essere uno strumento privilegiato per interrogare il presente e immaginare il futuro.

Pomigliano Teatro Festival 2026

Eventi speciali - 1 > 6 settembre 2026

Aula Consiliare, Centro Culturale “Giorgio La Pira”, Cortile Interno di Palazzo dell'Orologio

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti

giovedì 27 agosto 2026

Campi Flegrei, Gruppo PD: «Approvata la nostra legge: 7 milioni per i Comuni colpiti. Dal Consiglio regionale una risposta concreta all’emergenza»

I consiglieri dem: «Abbiamo lavorato in queste settimane per individuare risorse e coperture. È un punto di partenza, ora il Governo faccia la propria parte: fino ad oggi molta retorica e poca sostanza».

Il Consiglio Regionale della Campania ha approvato con i voti favorevoli della maggioranza e l’astensione dei gruppi di minoranza la proposta di legge promossa dal Gruppo consiliare del Partito Democratico che stanzia 7 milioni di euro per i Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli, per fronteggiare le conseguenze dello sciame sismico che ha colpito i Campi Flegrei lo scorso 31 luglio.

La proposta, sottoscritta da tutti i componenti del Gruppo PD, mette a disposizione risorse provenienti dall’avanzo di amministrazione del Consiglio Regionale della Campania, attraverso una variazione compensativa al Bilancio di previsione regionale per il 2026.

«Dopo i primi tempestivi interventi della Giunta Fico, oggi il Consiglio regionale dà una risposta concreta alle comunità dei Campi Flegrei – si legge in un nota - Come gruppo consiliare del PD abbiamo avvertito la necessità di mettere in campo una misura concreta utilizzando una parte dell’avanzo del Consiglio Regionale per reperire immediatamente risorse da destinare all’emergenza. Da quella proposta è iniziato un lavoro intenso, portato avanti in queste settimane di agosto, per individuare le coperture, costruire un provvedimento sostenibile e arrivare nel più breve tempo possibile all’approvazione della legge».

Lo stanziamento inizialmente previsto è stato portato a 7 milioni di euro e il testo è stato progressivamente ampliato e rafforzato attraverso il confronto tra le varie componenti della maggioranza. Le risorse saranno destinate alle attività di protezione civile e assistenza alla popolazione, ma anche a interventi di sostegno alle attività economiche e commerciali danneggiate

«Ringraziamo tutte le forze di maggioranza che hanno condiviso fin dall’inizio lo spirito della nostra iniziativa e che, attraverso il confronto e i propri contributi, hanno consentito di migliorarla e rafforzarla. È il risultato che volevamo: partire da una nostra proposta e trasformarla in un provvedimento capace di raccogliere una condivisione più ampia possibile, perché davanti a un’emergenza di questa portata vengono prima di tutto le esigenze dei cittadini e dei territori», proseguono i componenti del Gruppo PD.

La legge individua anche un criterio preciso per la distribuzione delle risorse: il 70% dello stanziamento sarà ripartito in proporzione al numero degli sfollati residenti nei quattro Comuni, sulla base dei dati ufficiali della Prefettura di Napoli; il restante 30% sarà distribuito in parti uguali, con una quota del 7,5% per ciascun Comune, riconoscendo la natura diffusa degli effetti del fenomeno bradisismico sull’intera area.

Il provvedimento istituisce inoltre l’Osservatorio regionale sugli effetti del bradisismo sulle attività economiche, con il compito di monitorare sistematicamente le conseguenze che il fenomeno bradisismico e gli eventi sismici stanno determinando sul tessuto produttivo dell’area flegrea.

«Questi 7 milioni rappresentano il contributo concreto che il Consiglio Regionale della Campania – si legge ancora - ha deciso di mettere immediatamente a disposizione dell’emergenza. Non abbiamo mai pensato, però, che potessero rappresentare una risposta esaustiva. Sono un punto di partenza. L’entità dei danni, il numero delle famiglie coinvolte, le difficoltà delle attività economiche e le caratteristiche stesse del fenomeno richiedono un intervento ben più ampio e strutturale».

Da qui il richiamo al Governo nazionale.

«La Regione Campania e il Consiglio Regionale stanno facendo la propria parte. Adesso ci aspettiamo che il Governo faccia altrettanto e metta sul tavolo risorse adeguate alla dimensione dell’emergenza. Fino ad oggi, soprattutto da parte di alcune forze di centrodestra, abbiamo assistito a molta retorica e a poca sostanza. È arrivato il momento di capire quali risorse concrete il Governo nazionale intenda destinare ai Campi Flegrei. Su questo terreno siamo pronti a collaborare con tutti, perché famiglie, imprese e amministrazioni locali non hanno bisogno di propaganda, ma di risposte certe e tempestive», aggiungono i consiglieri regionali del Partito Democratico.

Tra le priorità indicate c’è innanzitutto il rafforzamento del decreto-legge n. 144 del 2026 durante l’iter di conversione parlamentare, chiedendo al Governo di incrementare significativamente le risorse disponibili e di colmare alcune lacune del provvedimento.

In particolare, viene richiesta la reintroduzione della sospensione di tributi, mutui e finanziamenti per cittadini, imprese e professionisti colpiti dal sisma; una disciplina speciale e mirata per consentire di superare le difformità edilizie non strutturali ai soli fini dell’accesso ai contributi e della messa in sicurezza degli immobili; l’estensione della sospensione dei mutui agli enti locali; l’aumento dei contributi alle attività economiche e produttive danneggiate e l’istituzione di un fondo di garanzia per l’accesso al credito.

Tra le misure indicate figurano inoltre un sostegno alla locazione per gli sfollati non pienamente coperti dal contributo di autonoma sistemazione, il potenziamento del personale degli enti locali impegnati nella gestione della crisi e il rafforzamento della rete dei servizi essenziali.

Si chiede l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio tra Regione Campania, Dipartimento della Protezione Civile e Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli, nonché la valutazione, successivamente alla conversione del decreto-legge e alla verifica dell’adeguatezza delle misure statali, dell’eventuale ricorso agli ulteriori strumenti straordinari previsti dall’ordinamento, compresa la dichiarazione dello stato di emergenza.

«L’emergenza del 31 luglio richiede risposte immediate, ma il bradisismo non può essere affrontato rincorrendo una crisi dopo l’altra. Serve una strategia stabile per un territorio che presenta caratteristiche uniche e che ha bisogno di prevenzione, messa in sicurezza, tutela del tessuto economico e sociale e strumenti adeguati per convivere con un fenomeno destinato a protrarsi nel tempo», evidenziano i consiglieri regionali del PD.

In questa direzione va anche la richiesta alla Giunta regionale di farsi promotrice presso Governo e Parlamento dell’avvio di un percorso finalizzato alla definizione di una legge speciale per i Campi Flegrei, capace di mettere insieme prevenzione, adattamento, sicurezza del patrimonio edilizio e infrastrutturale, tutela ambientale, coesione sociale, sostegno al sistema economico-produttivo e qualità della vita delle comunità locali.

«La conversione del decreto-legge n. 144 rappresenterà un primo banco di prova. Famiglie, imprese e amministrazioni locali non hanno bisogno di propaganda né di una gara a chi annuncia la cifra più alta: hanno bisogno di risorse certe, norme efficaci e tempi rapidi. Su questo terreno siamo pronti a collaborare con tutti. I Campi Flegrei hanno bisogno di unità istituzionale e di una risposta del governo nazionale all’altezza della complessità dell’emergenza», concludono i componenti del Gruppo consiliare del Partito Democratico.

Festivalia, il 29 agosto 2026 il monastero di Monticchio torna a raccontarsi

L’Archeologia si racconta: il monastero di Monticchio ritrovato”, in programma sabato 29 agosto a Monticchio Laghi, presso i ruderi del monastero di S. Ippolito.

Una giornata tra archeologia, storia, teatro e sapori medievali, con botteghe artigiane, un talk dedicato ai risultati di quattro anni di scavi e al Parco Archeologico, lo spettacolo itinerante “Le voci del lago” e, in chiusura, la cena medievale.

Quattro anni di ricerche archeologiche, nuove scoperte sul Medioevo lucano e un sito di straordinario valore storico restituito alla comunità. Questo il cuore di “Festivalia. L’Archeologia si racconta: il monastero di Monticchio ritrovato”, che si terrà Sabato 29 agosto 2026, sull’istmo del Lago Piccolo di Monticchio, presso i ruderi del monastero di S. Ippolito, a partire dalle 16:30. Un’iniziativa promossa dall'Università degli Studi della Basilicata con il supporto di Lumina Aps e Onirica Srl e interamente dedicata all’archeologia, alla storia e alla riscoperta del patrimonio medievale del territorio attraverso incontri, teatro, artigianato e sapori.
Una giornata pensata per trasformare il sito archeologico in un luogo vivo, nel quale il pubblico potrà conoscere i risultati delle attività di ricerca condotte negli ultimi anni e, allo stesso tempo, immergersi nell’atmosfera del monastero medievale attraverso un programma che intreccia divulgazione scientifica, rievocazione e spettacolo. 
La manifestazione, con la direzione artistica della prof.ssa Francesca Sogliani, rientra nelle attività legate al Progetto Borgo Monticchio e alla IV IASΜ – International Archaeological School Monticchio
ed è inserita tra gli eventi del progetto Fantastico Medioevo, promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019: un percorso di divulgazione pensato per avvicinare il grande pubblico ai temi della storia e dell'archeologia medievale del territorio regionale.
Si comincia alle ore 16.30 con l’apertura delle botteghe artigiane del monastero, allestite sull’istmo a cura dell’Associazione Tempora Medievalis. Un percorso che permetterà ai visitatori di avvicinarsi alle arti, ai mestieri e alle lavorazioni che caratterizzavano la vita quotidiana nel Medioevo, ricreando idealmente gli spazi e le attività che potevano animare l’antico insediamento monastico.
Alle ore 17.30 sarà invece il momento del talk pubblico “Monticchio: archeologia, documenti e paesaggi monastici”, con la partecipazione delle istituzioni, degli studiosi e dei ricercatori del Progetto Monticchio e dell’Università degli Studi della Basilicata. L’incontro sarà l’occasione per raccontare al pubblico i principali ritrovamenti emersi nel corso delle campagne archeologiche, fare il punto sulle conoscenze acquisite sul complesso di S. Ippolito e presentare il percorso di valorizzazione legato al Parco Archeologico.
Nel corso dell’incontro sarà quindi possibile comprendere come gli scavi abbiano progressivamente riportato alla luce nuovi tasselli della storia di Monticchio, restituendo informazioni sull’organizzazione del monastero, sulla vita della comunità che lo abitava e sul rapporto tra l’insediamento e il particolare paesaggio dei laghi del Vulture.
Con il calare della sera, l’archeologia lascerà spazio al racconto teatrale. Alle ore 19.30 andrà in scena “Le voci del lago”, spettacolo storico-teatrale originale a cura dell’Ensemble Teatro Instabile. Il pubblico sarà accompagnato in una narrazione capace di evocare personaggi, storie e suggestioni legate alla lunga vicenda del monastero, facendo del sito stesso il palcoscenico dello spettacolo.
A concludere la giornata, alle ore 21.30, sarà “La mensa del monastero. Una cena unica alla tavola dell’abate”, una cena conviviale medievale allestita sempre sull’Istmo tra i laghi. Un’esperienza che attraverso pietanze e atmosfere ispirate al Medioevo consentirà di completare il viaggio nella storia utilizzando anche il cibo come strumento di racconto e conoscenza. Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 3761798220.
“L'evento rappresenta il momento conclusivo di restituzione alla comunità dei risultati di quattro anni di ricerca archeologica condotta, nell’ambito del Progetto PNRR Monticchio Bagni, dalla Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università della Basilicata, in concessione ministeriale, grazie alla forte sinergia con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata e con l’Amministrazione comunale di Rionero in Vulture – dichiara la Prof.ssa Francesca Sogliani, Direttrice Monticchio Archaeological Project, Dipartimento per l'Innovazione Umanistica Scientifica e Sociale (DIUSS) SSBA, Università degli Studi della Basilicata - Nel corso di quattro edizioni della IASM - International Archaeological School Monticchio, lo studio del monastero c.d. di Sant'Ippolito ha restituito nuove conoscenze sulla storia del complesso e del paesaggio medievale del Vulture, contribuendo al Progetto Fantastico Medioevo promosso dalla Regione Basilicata, grazie a un approccio interdisciplinare che integra scavo archeologico, archeologia dell'architettura, tecnologie digitali e analisi scientifiche. Condividere questi risultati proprio nel luogo in cui sono stati prodotti significa rafforzare il legame tra ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, coinvolgendo cittadini, istituzioni e visitatori in un percorso di conoscenza partecipata. Il banchetto medievale, ospitato tra i ruderi dell'abbazia, vuole essere il naturale completamento di questa esperienza, trasformando il sito archeologico in uno spazio di incontro, cultura e memoria”.
L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Università degli Studi della Basilicata, il Comune di Rionero in Vulture, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, confermando Monticchio come uno dei principali laboratori di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico medievale della Basilicata.
Il progetto “Borgo Monticchio Bagni” è finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 1, Componente 3, Misura 2, Investimento 2.1.


METAMORFOSI CAMPANE, al via la rassegna teatrale nei musei della Campania

Dal 4 settembre al 17 ottobre 2026 la Direzione regionale Musei nazionali Campania presenta METAMORFOSI CAMPANE, rassegna diffusa di spettacolo dal vivo.


Sette appuntamenti animeranno sei musei e siti archeologici tra le province di Napoli e Caserta.
Il progetto, sostenuto dalla Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura, mette in dialogo arte contemporanea e patrimonio storico, archeologico e architettonico.
Musei e siti diventano protagonisti degli spettacoli, concepiti in relazione alla storia e all’identità dei luoghi. Teatro, performance e linguaggi multidisciplinari si intrecciano con mito, memoria, tradizioni popolari e temi del presente.
La rassegna coinvolge importanti realtà della scena campana e nazionale, tra cui Ente Teatro Cronaca, Vesuvioteatro e Teatro Stabile delle Arti Medioevali.

L’apertura, il 4 settembre al Museo archeologico della Penisola Sorrentina, è affidata a Nessuno di e con Pako Ioffredo, ispirato alla figura di Ulisse.
Seguono Progetto Cuccagna, Raccontami una tavola e Favorite e Favoriti, tra mito, storia, cibo, desiderio e potere. La rassegna si conclude il 17 ottobre al Museo archeologico nazionale di Calatia con la prima nazionale di Di Vie e di Amanti.
Gli spettacoli sono compresi nel biglietto d’ingresso ai musei.

FORTUNA IN MUSICA 2026

Dal 6 al 12 settembre torna Fortuna in Musica, il festival dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii, che quest’anno amplia il proprio percorso dal Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina al Parco archeologico di Gabii.

La novità dell’edizione 2026 è il Teatro campestre di Gabii, una nuova struttura temporanea e reversibile, realizzata con balle di fieno e materiali presenti nel Parco, pensata per accogliere spettacoli dal vivo in dialogo con il paesaggio e la memoria archeologica del sito.

Tre gli appuntamenti in programma:

6 settembre, ore 19.30 – Palestrina
Circo Diatonico – Acrobazie, ritmo ed emozioni dello spettacolo viaggiante
Santuario della Fortuna Primigenia – Piazza della Cortina

11 settembre, ore 19.30 – Gabii
Simone Prattico – Oriundo Quartet
Teatro campestre del Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina Nuova, km 19,300

12 settembre, ore 19.30 – Gabii
Javier Girotto & Aires Tango – 30
Teatro campestre del Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina Nuova, km 19,300

L’ingresso è gratuito al costo simbolico di 1 euro. Per organizzare al meglio l’accoglienza stampa, vi chiediamo di confermare la vostra presenza direttamente a me, indicando, se possibile, lo spettacolo scelto e il numero di persone.

Per il programma completo e le informazioni:
gabiipraeneste.cultura.gov.it

Per i biglietti:
Prenotazione biglietti Fortuna in Musica 2026
Dal Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina al Parco archeologico di Gabii: il festival dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii inaugura il nuovo Teatro campestre, palcoscenico della musica nell’area archeologica.

Dal 6 al 12 settembre tre appuntamenti tra Palestrina e Gabii con Circo Diatonico, Simone Prattico - Oriundo Quartet e Javier Girotto & Aires Tango

Per la prima volta il Parco archeologico di Gabii accoglie una rassegna musicale e si apre al pubblico attraverso la realizzazione di un suggestivo Teatro campestre, una struttura appositamente progettata per ospitare spettacoli dal vivo in dialogo con il paesaggio, la storia e la memoria archeologica del luogo.
È questa la grande novità dell’edizione 2026 di Fortuna in Musica, il festival nato dal legame profondo con il Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina che quest’anno amplia il proprio percorso fino a Gabii, creando una connessione ideale tra due straordinari luoghi del Lazio antico, accomunati da una storia millenaria e da un patrimonio culturale di eccezionale valore, gestiti dai Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii, istituto autonomo del Ministero della Cultura.
Il Teatro campestre diventa così il nuovo elemento caratterizzante del festival: uno spazio effimero ma fortemente evocativo, contemporaneo ma realizzato con materiali ‘senza tempo’, che permetterà al pubblico di vivere un’esperienza unica all’interno di un luogo al centro di una grande sfida di rinnovamento in chiave di accessibilità e la valorizzazione, dove musica, archeologia e paesaggio si intrecciano in un racconto comune.
Fortuna in Musica 2026 porta avanti la vocazione originaria: valorizzare il patrimonio attraverso il linguaggio universale della musica, creando nuove modalità di fruizione dei luoghi della cultura e restituendo agli spazi archeologici una dimensione viva e partecipata.
Il primo appuntamento sarà quindi il 6 settembre, ore 19:30 a Palestrina: la cavea teatrale del Santuario, monumentale accesso al Museo archeologico nazionale Prenestino accoglierà il Circo Diatonico – Acrobazie, ritmo ed emozioni dello spettacolo viaggiante, progetto dell’organettista campana Clara Graziano.
L’11 settembre alle 19:30 il festival si sposterà al Parco archeologico di Gabii, dove il Teatro campestre ospiterà il concerto del Simone Prattico - Oriundo Quartet, guidato dal batterista e compositore Simone Prattico.
A chiudere la rassegna, sempre al Teatro campestre di Gabii, sarà il 12 settembre, ore 19:30, il concerto di Javier Girotto & Aires Tango, protagonisti del progetto 30, con cui celebrano trent’anni di attività artistica.

Gabii e Praeneste rappresentano due tra le principali città e i più vitali centri culturali del Lazio antico. Fondate prima di Roma, rispettivamente al XII e al XXIII miglio della via Praenestina, raccontano le fasi monarchiche e repubblicane della storia antica, mentre gli importanti santuari testimoniano il culto di due potenti divinità femminili: Giunone Gabina e Fortuna Primigenia.
Nato nel Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina, il festival valica dunque quest’anno i confini del proprio luogo identitario per costruire un nuovo dialogo con il Parco archeologico di Gabii, uno dei siti più importanti della campagna romana, attraverso un progetto che unisce tutela, valorizzazione e produzione culturale.

Dichiarazioni della DIRETTRICE DEI MUSEI E PARCHI ARCHEOLOGICI DI PRAENESTE E GABII, MARTINA ALMONTE
“Abbiamo invocato la dea Fortuna come nume tutelare del festival, una rassegna di eventi che si prefigge di unire idealmente non solo le aree archeologiche delle due antiche città latine, ma anche le comunità dei residenti. Alla dea Fortuna non era infatti solo dedicato il santuario di Praeneste, ma il suo culto era associato anche a quello di Giunone Gabina, come attestano iscrizioni su cippi oggi conservate al Museo Nazionale Romano.”

Il Parco archeologico di Gabii si trova a circa venti chilometri a est della Capitale, inserito in un’ampia area incontaminata della campagna romana. Secondo Plutarco, proprio a Gabii Romolo e Remo sarebbero stati educati e avviati alla scrittura. Dalla fine del XVIII secolo il sito è stato al centro di importanti campagne di ricerca nazionali e internazionali che hanno restituito testimonianze di straordinario valore. Gli eccezionali materiali rinvenuti sono oggi conservati in parte al Museo del Louvre e in parte a Roma, presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e il Museo Nazionale Romano.

Il Teatro campestre è un'opera ambientale che nasce dall’idea di Cactus, studio creativo fondato da Antonio Oriente e Giovanni Rago, con l’obiettivo di applicare una logica circolare: grazie al riuso di materiali presenti nel Parco viene costruito un luogo accogliente per eventi, incontri e relazioni spontanee, in dialogo con il contesto archeologico e paesaggistico.

L’installazione è stata realizzata da GRRIZ, studio di architettura, arte e design fondato da Luigi Greco e Mattia Paco Rizzi, noto per i suoi interventi di microarchitettura applicata nello spazio pubblico, realizzati in Italia e all'estero e presentati anche alla Biennale di Architettura di Venezia e al MAXXI di Roma. Interamente reversibile e costruita con balle di fieno, la struttura è un’opera di land art e al contempo uno spazio d'ascolto temporaneo, a destinazione polifunzionale, pensato per accogliere eventi, letture pubbliche e laboratori, al fine di restituire al Parco archeologico di Gabii una rinnovata vocazione allo spettacolo dal vivo, favorendo un dialogo virtuoso tra patrimonio archeologico, paesaggio e comunità. 

Il programma musicale
La programmazione di Fortuna in Musica 2026 accompagna questo nuovo percorso attraverso tre appuntamenti che attraversano linguaggi differenti, dalla musica popolare alla ricerca jazz contemporanea, fino alla contaminazione tra jazz e tradizione argentina.

Ad aprire il festival, il 6 settembre, sarà Circo Diatonico – Acrobazie, ritmo ed emozioni dello spettacolo viaggiante, progetto dell'organettista campana Clara Graziano, autrice delle musiche dell'ensemble che dal 1996 propone un repertorio originale ispirato al mondo del circo e dello spettacolo viaggiante. Ballate, canzoni e marcette, con echi balcanici, influenze jazz e richiami alla musica popolare, alle bande e alle fanfare di paese, costruiscono uno spettacolo ricco di atmosfere felliniane, arricchito sulla scena dalle giocolerie e dai numeri ad effetto di un clown/mimo. Con il Circo Diatonico si marcia in carovana, si partecipa alle acrobazie, si cerca un equilibrio e ci si accomoda sotto il tendone immaginario delle emozioni, cantando insieme un ritornello o una formula portafortuna. Un organico di solisti d'eccezione apre uno scrigno di suoni pirotecnici e di testi attraversati da una sensibilità profondamente femminile, capaci di trasportare il pubblico in un colorato viaggio musicale. Sul palco Clara Graziano (voce e organetto), Gabriele Coen (sax soprano e clarinetto), Rosario Liberti (bassotuba) e Gianluigi Capone (mimo/giocoliere).

L'11 settembre, il Teatro campestre del Parco archeologico di Gabii ospiterà il Simone Prattico - Oriundo Quartet, guidato dal batterista e compositore Simone Prattico, musicista riconosciuto dalla critica come interprete di rara versatilità e dalla forte vocazione internazionale. Il suo stile nasce dall'incontro tra cultura mediterranea e musica afroamericana, dando vita a una personale ricerca sonora fatta di groove ibridi e contaminazioni ritmiche. Dopo l'uscita dell'album Oriundo, accolto con grande interesse dalla critica internazionale, Simone Prattico presenta un quartetto composto da Hermon Mehari alla tromba, Leo Montana al pianoforte e Acelino de Paula al basso. L'ensemble propone un viaggio musicale tra jazz contemporaneo e afro-funk, un intreccio di atmosfere tribali, energia ritmica e sensibilità melodica.

A chiudere il festival, sempre al Teatro campestre di Gabii, il 12 settembre, saranno Javier Girotto & Aires Tango, protagonisti del progetto 30, con cui celebrano tre decenni di attività artistica. Javier Girotto al sax soprano, Marco Siniscalco al basso elettrico, Alessandro Gwis al pianoforte e Francesco De Rubeis alla batteria e alle percussioni formano una delle realtà più originali del panorama jazz contemporaneo italiano. Nato nel 1994 da un'idea di Girotto, il gruppo ha saputo fondere le proprie radici musicali argentine con le forme espressive del jazz, costruendo negli anni un linguaggio personale in continua evoluzione. Il progetto 30 nasce dal desiderio di celebrare un traguardo importante: trent'anni di musica insieme, quasi mille palchi condivisi tra festival e rassegne in tutto il mondo, incontri, viaggi e momenti di vita vissuta intensamente. Le composizioni del disco sono dedicate ai luoghi e ai momenti più significativi della storia degli Aires Tango, in un percorso nato durante il periodo della pandemia e oggi simbolo della ripartenza e della continuità artistica del gruppo.

Con l'edizione 2026, Fortuna in Musica rafforza così la propria identità come progetto capace di costruire un dialogo autentico tra patrimonio culturale e contemporaneità, trasformando i luoghi della storia in spazi vivi di incontro, ascolto e partecipazione di comunità.

Biglietti:
https://portale.museiitaliani.it/b2c/buyTicketless/38f255ff-ae5c-45ff-b1dc-2767e57adcd2/6153
Costo del biglietto: 1 euro

Dove e quando: 
6 settembre 2026, ore 19:30, Santuario della Fortuna Primigenia – Piazza della Cortina, Palestrina (RM)
11 – 12 settembre 2026, ore 19:30, Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina nuova, km 19,300
 
Maggiori informazioni: https://gabiipraeneste.cultura.gov.it/ 


UN BORGO DI LIBRI IL 4 SETTEMBRE 2026 «OCCUPA» PIAZZA SANT’ANNA A CASERTA, IL LUOGO DELL’UCCISIONE DI GUIDO. FESTIVAL DAL 5 AL 20 SETTEMBRE 2026, CONCERTO E PASSEGGIATA ALL’ALBA SABATO 5 SETTEMBRE 2026

SIFFRIDINA, NELLA MATITA DI SIMONE VIGNONI, DIVENTA UNA PELLEGRINA ESCURSIONISTA: SCARPE DA TREKKING, ZAINO IN SPALLA, CONCHIGLIA DEI CAMMINI.

Un Borgo di Libri «occupa» piazza Sant’Anna a Caserta, il luogo dell’uccisione di Guido, il 4 settembre 2026, con una delle sue interviste impossibili. E’ il tentativo di dare una risposta culturale e sociale al dramma degli invisibili e dell’indifferenza che ha colpito Caserta nei giorni scorsi con due morti in pieno centro: Guido, ex cameriere senza fissa dimora, ucciso dalle botte a piazza Sant’Anna da un rumeno per 50 euro; e Amhed, lo chiameremo così, clochard 65enne algerino, morto al monumento ai caduti, rifugio di molti barboni a Caserta, forse per un infarto dovuto alla precarietà di vita.

«PER GLI INVISIBILI CONTRO L’INDIFFERENZA» IL 4 SETTEMBRE 2026

Piazza Sant’Anna è in pieno centro ma è una piazza della periferia più estrema di Caserta: la statistica ci avrebbe dovuto mettere in allarme già da tempo sui rischi che correvamo. Gli episodi di piccola violenza o di risse erano e sono continui e «Un Borgo di Libri», come fece nel 2021 per Gennaro Leone, ragazzo diciottenne ucciso a coltellate a via Vico, a due passi proprio da piazza Sant’Anna, prova a smuovere le coscienze. «Ci proviamo a fare qualcosa. Cambiamo il nostro festival e i suoi giorni per provare a dare una risposta all’emergenza sociale o almeno provarci. Occupiamo la piazza centralissima e periferica di Sant’Anna a Caserta, noi che siamo nati per il borgo medievale di Casertavecchia – spiega Luigi Ferraiuolo, direttore ed ideatore del festival – per dare un segno. L’indifferenza si combatte con l’I care: con il me ne preoccupo, ne ho cura. Ogni luogo, se lasciato a sé stesso, anche nel quadrilatero della moda o a piazza di Spagna a Roma, può diventare uno spazio di solitudine in mezzo a luci sfavillanti. La nostra intervista impossibile prima a piazza Sant’Anna e poi al Monumento ai Caduti avrà questo significato. «Le Interviste impossibili» erano nate proprio per mobilitare la città in luoghi diversi, lo faranno cercando di attirare le persone dove serve che si aprano gli occhi sulla realtà che ci circonda. E gli attori saranno giovani studenti del Liceo Classico Giannone, curati dalla professoressa Daniela Borrelli: un segno nel segno, perché i migliori ragazzi della città proveranno a rimboccarsi le maniche per dare la sveglia a tutti noi». L’appuntamento con le prime due interviste impossibili «per gli invisibili e contro l’indifferenza», a cura del laboratorio teatrale del Liceo Classico Giannone di Caserta, curato dalla professoressa Daniela Borrelli, è per venerdì 4 settembre a piazza Sant’Anna, alle 18.30, di fronte al Santuario. 

 

IL FESTIVAL: DAL 5 AL 20 E SORPRESE

Il festival, dopo l’anticipazione imprevista ma fondamentale per noi del 4 settembre, apre il 5 settembre con un concerto all’alba a Casertavecchia alle 06.18 a Palazzo Giaquinto, già sede dei nostri Concerti di una notte di mezza estate. Non a caso è organizzato sempre con l’Associazione musicale Anna Jervolino del maestro Antonino Cascio. Al termine, alle sette circa del mattino, passeggiata all’alba per i vicoli del borgo antico del direttore del festival con i partecipanti ai concerti e con la «Compagnia del festival». «Proviamo a formare una squadra, una compagnia di amici del festival – spiega Ferraiuolo - non solo degli organizzatori o dei visitatori ma anche di intellettuali e appassionati del bene comune cittadino e provinciale, che resterà poi sempre operativa nel nostro festival». Gli appuntamenti sono gratuiti, come sempre a Un Borgo di Libri, ma su prenotazione (inviare richiesta alla mail unborgodilibri@gmail.com, indicando nome cognome, telefono e oggetto della prenotazione). La rassegna proseguirà poi 11, 12, 13, 19 e 20 settembre a Casertavecchia e Caserta, con anche iniziative a sorpresa o dettate dall’attualità. «Non viviamo in un mondo effimero separato dalla realtà – aggiunge Ferraiuolo – ma stiamo nella società e nei suoi problemi. Non a caso i temi del festival non dimenticano la realtà della vita: i Cammini sono la nostra quotidianità».

CAMMINI E SIFFRIDINA PELLEGRINA

Siffridina diventa una pellegrina escursionista, secondo il nostro straordinario fumettista e disegnatore Simone Vignoni, con scarpe da trekking, zaino in spalla, conchiglia dei cammini. Il personaggio storico del borgo di Casertavecchia, scelto da «Un Borgo di Libri» come madrina della nostra rassegna, viene fatto rivivere ogni anno dal giovane disegnatore e fumettista romano Simone Vignoni nella contemporaneità, o nel mito, in maniera sempre nuova ed entusiasmante. Quest’anno Siffridina assomiglia alternativamente a una pellegrina in viaggio lungo i cammini della fede e della vita o a una socia del Cai, il Club alpino italiano, in cerca di luoghi nascosti e solitari dove meditare e riflettere; oppure dimenticare il passato o conoscerlo come abbiamo fatto a Ventaroli e Carinola alla ricerca di Matilde Serao o a Letino, alla ricerca delle nostre radici greche e medievali. Non a caso il Lete è proprio il fiume della dimenticanza e dell’oblio. “Il senso di Cammini – conclude Ferraiuolo – è proprio quello di confrontarci con la vita: cammini di senso, crescita personale, viaggio intellettuale. Dopo aver “azzeccato” il tema dello scorso anno: “Odissee”, anticipando il grande revival omerico dovuto al film di Nolan, adesso proviamo a intercettare le nuove sfide della nostra società occidentale alla ricerca di un cammino per ritrovare sé stessa».

Il Premio Musa della Critica Cinemusicale al Mercurio d’Argento

ll 29 agosto 2026 alle 21 all'interno del festival Premio Mercurio d’Argento a Massa (28-30 agosto, piazza degli Aranci) si terrà la premiazione della terza edizione Premio Musa della Critica Cinemusicale, il riconoscimento nato per celebrare l'eccellenza e la qualità della musica per immagini in Italia per tre diverse categorie: film, serie televisiva e documentario.

I premi ufficiali di quest'anno vedono trionfare Fabio Massimo Capogrosso per la miglior colonna sonora di film con Primavera, Paolo Buonvino per la miglior colonna sonora di serie TV con Il gattopardo e Franco Eco per la miglior musica per documentario con Hadar, il frutto di Dio. La consegna delle prestigiose targhe ai tre vincitori, a cura di Massimo Privitera e Marco Testoni - Presidenti della giuria del premio - avverrà durante la serata del 29 agosto condotta da Luca Ward in Piazza degli Aranci a Massa.
Questa terza edizione del Premio Musa segna l'ingresso nella giuria internazionale di alcuni critici dell'IFMCA (International Film Music Critics Association), affiancata dalle testate partner Colonne Sonore, Soundtrack City e Cinema Italiano e da giornalisti e docenti musicali.