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lunedì 25 maggio 2026

RIPARTE DA NAPOLI IL TOUR DI DEVOZIONI DI GIANFRANCO PANNONE



Dopo essere stato presentato, con grande successo di pubblico e critica, come Evento Speciale all’ultima edizione del Bif&st di Bari, e l’anteprima romana al Cinema Nuovo Sacher ,accolta con grande emozione e partecipazione del pubblico in sala, DEVOZIONI del regista napoletano Gianfranco Pannone inizia da Napoli il suo tour, distribuito da Clipper Media. Mercoledì 27 maggio alle 21.00 a CasaCinema di Napoli il regista incontrerà il pubblico in sala e a seguire il film arriverà a Laurenzana, Potenza, Parma, Roma, Genova, Pordenone, Torino e in altre città italiane.


Il documentario, prodotto da Sandro Bartolozzi, una produzione CLIPPER MEDIA in collaborazione con RAI CINEMA, con il contributo di LUCANA FILM COMMISSION, con il sostegno di Fondo Etico BCC BASILICATA, COMUNE DI LAURENZANA e PO - PROGRAMMA OPERATIVO VAL D’AGRI MELANDRO – SAURO – CAMASTRA, con il contributo MIC - Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.



Un convento francescano dove vivono solo due monaci e un uomo che si è dato la missione di salvarlo; una poetessa che, ormai adulta, ha incontrato Cristo fino a costruire un santuario in suo onore; due fratelli sulle tracce di Pasolini nel paese dove il regista girò parte del suo "Vangelo secondo Matteo"; un bambino miracolato da una figura che il popolo considera santa; una cantante e ricercatrice sulle orme delle antiche melodie popolari. È vero che nella Lucania appenninica, regione del Sud Italia con le sue valli ricche di storia e tradizioni, grazie alla fede della sua gente, resiste un diffuso senso del sacro? Tra processioni devozionali di santi e madonne, file di pale eoliche che in parte hanno trasformato un paesaggio a tratti selvaggio e il flusso incessante delle stagioni dettato dal vento, l'autore va in cerca di una spiritualità che i nostri tempi sembrano aver smarrito.

Racconta il regista: “In questo nostro mondo dove a fare la parte del leone sono i conflitti, è giusto concentrarsi sul senso del sacro? Secondo me sì; proprio perché l’unica risposta alle debolezze umane, di cui i conflitti sono espressione, è guardare oltre noi. Devozioni nasce da questo afflato: cercare Dio attraverso la Natura, i canti di tradizione orale e i santi e le madonne del popolo, in una misura che, nella ricorrenza degli 800 anni dalla sua morte, si rifà a San Francesco. Quello che ho provato a restituire è un Sud che nel vortice di un’epoca dalle grandi trasformazioni, ha ancora in sé qualcosa di profondo da trasmetterci, che è nei silenzi come nella fede del popolo, oltre l’istituzione Chiesa, pure importante, tra un coriaceo sincretismo e un senso comunitario difficile da trovare nelle grandi città. Senza cadere nella facile nostalgia, la Lucania per me è una terra capace di farci riflettere sul senso della nostra esistenza, ed è così che il film si fa anche atto politico.


MATTEO FAUSTINI torna dopo 4 anni di silenzio discografico con "SIAMO NATI LIBERI", il nuovo singolo in rotazione radiofonica e digital download da venerdì 29 maggio


Quattro anni di silenzio discografico sono un tempo lungo, ma la musica non si è mai fermata davvero. Dopo il Festival di Sanremo e con 2 album all’attivo, Matteo Faustini ha continuato a suonare dal vivo, mantenendo un contatto stretto con le persone sui palchi di tutta Italia. Questa dimensione live è stata fondamentale per maturare una nuova identità, sia personale che artistica. Oggi questo cammino si condensa in un brano che suona come un vero e proprio manifesto: SIAMO NATI LIBERI, il nuovo singolo in uscita venerdì 29 maggio in radio e su tutte le piattaforme digitali.

 A dare la spinta a questo ritorno è un'esperienza umana fortissima, che Matteo racconta così:


«“Siamo Nati Liberi” è un brano nato in carcere che ho scritto dopo 8 mesi di lavoro con i detenuti dell’Istituto Penitenziario di Canton Mombello a Brescia. Ascoltare le loro storie e i loro errori mi ha portato a scrivere un brano che parla non solo di seconde possibilità, ma anche di cambiamento e di rinascita. Questa canzone non salva vite, ma dà speranza.»

Stando a stretto contatto con chi ha perso la libertà, Matteo si è reso conto di come le sbarre più pesanti siano spesso quelle mentali che ci costruiamo da soli ogni giorno, quando restiamo prigionieri del giudizio degli altri. Da qui nasce una riflessione profonda sui dogmi e sui sensi di colpa religiosi con cui molti di noi sono cresciuti. Matteo affronta il tema prendendo i versi della liturgia della Chiesa, come “mia colpa mia colpa mia grandissima colpa” e “tu che togli i peccati ma non i sensi di colpa”, per raccontare un conflitto interiore reale. Diventa evidente che un’assoluzione formale non basta a dare la pace, se prima non si trova la forza di perdonare se stessi. La sorpresa del pezzo è che tutta questa densità non si traduce in una musica cupa. Al contrario, il brano reagisce con un'energia pop-soul liberatoria, un crescendo emotivo che punta ad alleggerire il cuore. Questo senso di riscatto si sente nel fitto coro di voci curato con la produzione artistica di Enrico Palmosi e le chitarre di Poncio Belleri.

Il progetto è accompagnato dal video ufficiale in arrivo su YouTube, realizzato dalla casa di produzione CHAOSLAB SRL, con il producer Alessandro Garzaniti, regia di Davide Bresciani, fotografia di Silvia Menotto, camera operator Lorenzo Resta e il MUAH Flavio Cesaretti.
Un ritorno che, alla fine, si riassume in una scelta tanto semplice quanto necessaria:

“Voglio stare bene” 

Il percorso di Matteo Faustini inizia nel 2020 sotto i riflettori della 70esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Nel bene e nel male”, che esordisce al secondo posto della classifica iTunes e gli vale il Premio Lunezia per il valore musicale e letterario. Il suo album di debutto, “Figli delle favole”, entra subito tra i dischi più venduti nella classifica FIMI/GfK e dà il via a una serie di singoli importanti, tra cui “Il gobbo”, realizzato in collaborazione con il Centro Nazionale Contro il Bullismo BULLI STOP.
Negli anni successivi la sua musica continua a muoversi tra i live e la solidarietà, come nel tour acustico “Merenda col Faustini” per raccogliere beni per l'emergenza in Ucraina. Sul fronte discografico arrivano l'EP in vinile “1+1 / Stanco di piangere”, il brano “Per Donare” (premiato al Christmas Contest e presentato al Concerto di Natale in Vaticano) e la partecipazione al contest eurovisivo Una Voce Per San Marino con “L’Ultima Parola”. Nel 2022, dopo la vittoria al festival New York Canta, pubblica il suo secondo album “CondiVivere”, anticipato dal singolo “Il girasole innamorato della luna”, realizzato in collaborazione con Gay Help Line per il sostegno dei diritti LGBTQI+. Il forte spessore umano e l'impegno sociale delle sue canzoni vengono riconosciuti nel tempo attraverso numerosi premi nazionali, tra cui il Premio Michele Merlo, il Premio dei Giovani e della Giuria Popolare di Amnesty International, il premio “Giovane dell’anno” e, a novembre 2025, il prestigioso Premio Pierangelo Bertoli. Parallelamente al suo percorso da cantautore, Matteo porta avanti la carriera di autore scrivendo per diversi nomi della musica italiana, tra cui Lola Ponce, Marco Carta, Silvia Salemi e Le Deva.
"SIAMO NATI LIBERI" è il nuovo singolo che rompe il silenzio discografico e segna ufficialmente il suo ritorno.




Napoli e la sua provincia, Ditto: “Due mondi separati che potrebbero diventare uno straordinario sistema unico”

Mentre il centro di Napoli attrae milioni di visitatori e accumula riconoscimenti internazionali, a pochi chilometri di distanza interi territori restano invisibili, disconnessi, abbandonati a un declino silenzioso. Comuni ricchi di storia, natura, tradizioni enogastronomiche e artigianato d'eccellenza che il sistema non riesce — o non vuole — valorizzare.

È questo il paradosso che Enrico Ditto, imprenditore campano tra i più impegnati nel dibattito sul futuro del territorio, mette oggi al centro della sua riflessione pubblica: "Lo squilibrio tra Napoli città e la sua provincia è diventato un abisso. E non è solo un problema economico. È una ferita sociale che si allarga ogni anno."

I dati parlano chiaro. I flussi turistici si concentrano in maniera quasi esclusiva sul centro storico partenopeo, su Pompei, sulla Costiera. Ma l'entroterra campano — i Campi Flegrei, il Vesuviano, l'Agro Nocerino, le aree interne dell'Avellinese e del Casertano — resta ai margini di qualsiasi strategia di sviluppo organica.

 Il risultato è uno spreco colossale di potenziale.

"Parliamo di territori che custodiscono patrimoni archeologici, paesaggi unici, produzioni agricole di altissima qualità e comunità vive che vogliono costruire il proprio futuro" — afferma Ditto — "Ma senza infrastrutture adeguate, senza connettività digitale, senza una narrazione turistica credibile e senza politiche di incentivo reali, questi luoghi restano invisibili al mercato globale."

Il nodo centrale, secondo Ditto, è la mancanza di una regia metropolitana capace di pensare il territorio come sistema integrato: "Napoli non può continuare a essere l'unico attrattore. Deve diventare il gateway di un'area vastissima e straordinariamente ricca. Ogni comune dell'hinterland dovrebbe essere messo in condizione di raccontarsi, di accogliere, di produrre valore."

Un modello che esiste già altrove — in Toscana, in Provenza, nei Paesi Baschi — e che Napoli e la Campania potrebbero replicare e persino superare, grazie alla densità e alla varietà eccezionale del proprio patrimonio.

"Non chiedo miracoli. Chiedo pianificazione, connessioni reali tra i territori, fondi europei spesi bene e amministratori che smettano di ragionare per campanili."

Un appello che Ditto rivolge con uguale forza alle istituzioni locali, alla Regione Campania e al governo nazionale: “Il momento di agire è adesso, prima che il divario diventi irreversibile.”

domenica 24 maggio 2026

Dal 25 al 27 maggio 2026 a Tuttopizza 2026 nasce Pizza Design District: architettura, design e innovazione per la pizzeria contemporanea

Dal 25 al 27 maggio 2026, dalle ore 10 alle 18, alla Mostra d’Oltremare di Napoli, Tuttopizza presenta una delle novità più rilevanti della nona edizione: Pizza Design District, Concept Project realizzato in collaborazione con lo studio di progettazione Ars Constructa degli architetti Alfredo Ciollaro e Manuela Tirrito e dedicato all’evoluzione dello spazio pizzeria. Nel Padiglione 4 un’area esperienziale che non interpreta il locale come semplice contenitore funzionale, ma lo ripensa come luogo di relazione, accoglienza, racconto e identità visiva. Pizza Design District nasce da una constatazione ormai evidente nel settore: la pizzeria contemporanea non è più soltanto il luogo in cui si consuma un prodotto, ma uno spazio che contribuisce in modo decisivo alla percezione del brand, alla qualità dell’esperienza e alla capacità del locale di distinguersi in un mercato sempre più competitivo e consapevole. Il progetto propone quindi una visione concreta e replicabile di pizzeria evoluta, capace di coniugare artigianalità, design, comfort e linguaggio contemporaneo.


Il cuore dell’allestimento è la zona social, dedicata allo show cooking, dove il pizzaiolo diventa protagonista di una scena aperta e condivisa. Il gesto artigianale non resta sullo sfondo, ma si trasforma in performance e relazione diretta con il pubblico. L’area è organizzata attorno a un banco su misura con forno a vista, pensato per favorire partecipazione, visibilità e interazione, superando la rigidità dell’impianto tradizionale e introducendo una geometria più dinamica, accogliente e attuale.
Accanto a questa dimensione più spettacolare, il progetto sviluppa una zona conviviale con tavolo e sedute avvolgenti, concepita per la degustazione e la permanenza. Qui il design non è solo estetica ma uno strumento per costruire un’atmosfera più raccolta, in equilibrio tra comfort e identità formale. L’obiettivo è mostrare come la pizzeria possa articolarsi in spazi differenti, capaci di rispondere a momenti d’uso diversi: dall’esperienza immediata e conviviale a quella più lenta, immersiva e sensoriale. L’illuminazione completa il racconto con grandi sospensioni a cono posizionate sopra le aree di sosta. Pensate come elementi scenografici, queste soluzioni svolgono anche una funzione precisa di comfort: grazie ai materiali fonoassorbenti che contribuiscono a migliorare la qualità acustica dell’ambiente, riducendo il riverbero e rendendo lo spazio più intimo, controllato e piacevole da vivere. Un dettaglio che conferma come il design della pizzeria oggi debba misurarsi non solo con la forma, ma anche con il benessere percettivo di chi la frequenta.


Il progetto mostra così una possibile direzione per le pizzerie del futuro ed apre il dialogo in una tavola rotonda in Sala Convegni Padiglione 3, dal titolo “Pizza Design District: la nuova architettura della convivialità”, patrocinata dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Napoli e Provincia, lunedi 25 alle ore 16.30. Moderata da Aniello Tirelli– Architetto | studio NoiArchitetti_Napoli e con gli interventi di Fabio Baratto – Architetto | Presidente commissione Architettura di Interni e Design Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia; Eduardo De Martino – Imprenditore | Beverly Contract; Beniamino Di Fusco – Architetto | EOSS Architettura; Marco Falconio – Architetto | Studio Marco Falconio; Diego Granese – Architetto | Granese Architettura Design; Sissj Flavia – Sociologa; Manuela Tirrito – Architetto | Ars Constructa.


Questa visione innovativa si inserisce pienamente nelle tendenze che stanno attraversando il settore, dove cresce l’attenzione verso pizzerie sostenibili e inclusive, con un uso più consapevole di materiali, impianti a basso impatto, packaging naturale e soluzioni progettuali attente all’ambiente e alla socialità. Aumenta anche il peso dell’esperienza, con tavoli sociali, degustazioni, carte dedicate agli oli, al pane, all’acqua e ai cocktail, e con una sala sempre più specializzata, in cui nuove figure professionali contribuiscono a raccontare il percorso gastronomico. Parallelamente, l’intelligenza artificiale entra nelle dinamiche gestionali come strumento di supporto a menu, magazzino, pricing e programmazione, lasciando più spazio alla creatività e all’accoglienza. Allo stesso tempo, il design risponde a un consumatore che chiede relax, socializzazione, lusso accessibile e ambienti multisensoriali. Le pizzerie diventano così luoghi polifunzionali, attivi non solo all’ora dei pasti, ma anche per aperitivi, dopocena e momenti di permanenza più lunghi. In questo scenario, Pizza Design District interpreta la pizza come un fenomeno culturale oltre che gastronomico: un prodotto che racconta territorio, innovazione e stile di vita.


“Con Pizza Design District vogliamo raccontare una nuova idea di pizzeria, dove il design non è cornice ma parte integrante dell’esperienza. – hanno dichiarato Raffaele Biglietto e Gianluca Pirro organizzatori di Tuttopizza- In collaborazione con gli architetti abbiamo immaginato uno spazio capace di unire gesto artigianale, convivialità e identità visiva, offrendo una lettura concreta delle direzioni verso cui sta andando il settore. È un progetto che mette al centro il valore dell’accoglienza, la forza della relazione e la capacità della pizza di parlare anche attraverso l’ambiente che la ospita. Oggi una pizzeria non deve solo servire bene: deve saper coinvolgere, emozionare e distinguersi.”


“La casa delle bambole rotte": il nuovo romanzo di Emanuele Faconti presentato alla Libreria Lungomare di Viareggio

Sabato 30 maggio 2026 alle ore 18.30, la Libreria Lungomare (Viale Guglielmo Marconi 68, Viareggio) ospiterà la prima presentazione pubblica in Versilia di La casa delle bambole rotte, il nuovo romanzo di Emanuele Faconti, edito da Homo Scrivens.

L'autore dialogherà con Manuela Bertuccelli, fondatrice della casa editrice OLO e del blog letterario Libriamoci913.

La casa delle bambole rotte è un romanzo poliziesco che racconta la Versilia anche dal suo lato meno visibile: non solo l'immagine patinata delle vacanze estive, o del Carnevale e quella "casa delle bambole" che emerge nella narrazione più consueta. Il romanzo si addentra invece nei luoghi dove vivono le persone reali, spesso ai margini, spesso invisibili, le bambole rotte del titolo, appunto.

Un giallo che non rinuncia alla suspense e all'indagine, e lascia spazio anche all'emozione e a qualche sorriso.

Immagina che un giorno, senza un motivo apparente, tutti comincino a guardarti con astio e riprovazione. Che ogni sguardo diventi un giudizio, ogni parola un sospetto, come se un’intera città ce l’avesse con te per ragioni oscure.

È ciò che accade, in una luminosa mattina di marzo, al professor Amedeo Barale, docente di Filosofia. Questo è solo l’inizio di una catena di fatti stravaganti e inquietanti, apparentemente senza un nesso tra loro. Il professor Barale, da poco trasferitosi a Viareggio, viene accusato di un violento crimine che pare non lasciargli scampo. Le circostanze sembrano inchiodarlo a un reato ignobile. Eppure, qualcosa non torna.

A occuparsi del caso è l’ispettrice capo Vera Morelli, che abita in un folle condominio popolato da nerd, bambine rumorose e simpaticissime, famiglie sgangherate e altri personaggi improbabili.

 

L’autore

Emanuele Faconti è nato e cresciuto nella provincia di La Spezia. Laureato in Scienze Politiche, ha viaggiato a lungo per motivi di studio e professionali. Da anni vive e lavora in Versilia. Ha pubblicato numerosi racconti in raccolte e riviste letterarie. Dal 2023, con lo pseudonimo EF Marin, ha dato vita alla serie Le ragazze del Gasoline. La casa delle bambole rotte inaugura la serie dell'ispettrice Vera Morelli ed è il suo primo romanzo pubblicato da Homo Scrivens.

 

L'evento:

Sabato 30 maggio 2026,

Ore 18.30

Libreria Lungomare – Viale Guglielmo Marconi 68, Viareggio

Ingresso libero

sabato 23 maggio 2026

Fondazione Napolitano: tornano in concerto i Virtuyosi di Sansevero lunedì 25 maggio


Tornano i Virtuosi di Sansevero in concerto lunedì 25 maggio alle ore 19.30 nella Chiesa dell'Ascensione a Chiaia per il quarto appuntamento inserito all’interno del cartellone della Fondazione Napolitano. 

Il concerto vedrà l'ideatore e direttore artistico del progetto Riccardo Zamuner in qualità di solista insieme al quintetto dei Virtuosi formato da Giacomo Mirra e Alberto Marano violini, Martina Iacò viola, Raffaele Rigliari violoncello e Gianluigi Pennino contrabbasso.

Il programma del concerto, già sold-out, spazierà dalla Ciaccona di Vitali alle fantasie di Alard, sulle arie di Traviata e Faust di Verdi, fino all'atmosfera gitana della Zingaresca di Pablo de Sarasate.

L’introduzione al concerto e alle opere presenti nella Chiesa dell'Ascensione a Chiaia sarà affidata come sempre a Monsignor Vincenzo de Gregorio.


Avellino, mercoledì incontro con l'Assessore Regionale all'Agricoltura Maria Carmela Serluca alla Camera di Commercio (Piazza Duomo, n. 5) per il primato dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT)

Mercoledì, alla Camera di Commercio convegno sul tema: “La Grande Ricchezza: la Campania regina dell'agroalimentare italiano con 614 eccellenze”.

 Con ben 614 eccellenze registrate, la Campania si conferma la regina dell'agroalimentare italiano. Questo straordinario traguardo sarà al centro dell’incontro sul tema “La Grande Ricchezza: la Campania regina dell'agroalimentare italiano con 614 eccellenze. Riflessioni e prospettive a margine della 26ª Revisione Nazionale dei PAT (D.M. 06 febbraio 2026)”, un importante appuntamento istituzionale in programma mercoledì, 27 maggio 2026, alle ore 10:30, ad Avellino, presso la sede della Camera di Commercio Irpinia Sannio, in Piazza Duomo n. 5.

 

L'incontro, promosso dalla Regione Campania, organizzato dall'Associazione Culturale Giardino delle Idee e con il patrocinio della Camera di Commercio Irpinia Sannio, vedrà la partecipazione di: Maria Carmela Serluca, Assessore all'Agricoltura della Regione Campania; Girolamo Pettrone, Commissario Straordinario della Camera di Commercio Irpinia Sannio; Alessandro De Fraia, Responsabile De.Co. e tradizionali della Regione Campania; Veronica Barbati, Presidente Coldiretti Avellino; Angelo Frattolillo, Presidente di Confagricoltura Avellino; Francesco Castelluccio, Responsabile Tecnico di Cia Agricoltori Italiani Campania.

 

Il dibattito sarà moderato da Vincenzo La Croce, Esperto in Marketing Strategico/ESG.

 

Il primato campano e il valore inestimabile dei PAT

Al centro del dibattito vi saranno le riflessioni e le prospettive a margine della 26.ma Revisione Nazionale dei PAT (D.M. 06 febbraio 2026). Con l’approvazione di questo elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, la Regione consolida il suo ruolo di leader indiscussa nel panorama italiano. Il traguardo dei 614 prodotti registrati non è un semplice dato statistico, ma la certificazione ufficiale di una leadership costruita sulla straordinaria biodiversità, sulla storia e sulla vocazione agricola del territorio campano.

 

“I 614 PAT – afferma Maria Carmela Serluca, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania - costituiscono un patrimonio materiale e immateriale di inestimabile valore, in quanto rappresentano un vero e proprio argine contro l'omologazione alimentare globale e un presidio fondamentale per la tutela dei paesaggi rurali, nonché un essenziale strumento di contrasto allo spopolamento delle aree interne. Alla luce del recente riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio UNESCO, la Campania si conferma tra i principali custodi della tradizione del nostro Paese, mantenendo lo sguardo fermamente rivolto all'innovazione e alla crescita del proprio tessuto economico rurale”.

 

Focus e sfide future per il comparto

Il convegno rappresenta un momento di confronto strategico tra l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Campania, le associazioni di categoria, i consorzi e i produttori, per tracciare insieme la rotta delle future politiche agricole.

 

Durante i lavori saranno affrontate le sfide cruciali per il comparto agroalimentare, come:

 

· La redditività delle imprese del settore: l'analisi e lo sviluppo di strumenti e politiche mirate a garantire il giusto e meritato valore economico alle produzioni tradizionali locali.

 

· La tutela e la valorizzazione dei prodotti: la definizione di strategie di contrasto all'Italian sounding (il fenomeno ingannevole per cui prodotti esteri e non autentici utilizzano parole, immagini o colori come il tricolore per evocare falsamente l'Italia) e la promozione attiva del brand regionale sui mercati.

 

· La sinergia istituzionale: un approfondimento sul ruolo della programmazione regionale e sul corretto impiego dei fondi europei nel rafforzamento delle filiere di qualità.

 

L'evento è aperto agli organi di informazione, agli operatori del settore e a tutti gli attori interessati a costruire il futuro dell'economia agricola campana.