Ma Press News

Sei un Ufficio Stampa? Vuoi pubblicare i tuoi comunicati oppure i tuoi articoli? Entra in Ma Press News e pubblica tu stesso. Libera Informazione gratis per tutti. mariammanews@gmail.com

mercoledì 13 maggio 2026

Estate Teatrale Veronese 2026 diretta da Fabrizio Arcuri

UN NUOVO CORSO ARTISTICO PROIETTA LA 78ª EDIZIONE DELL’ESTATE TEATRALE VERONESE VERSO UNA DIMENSIONE INTERNAZIONALE: TRADIZIONE, SPERIMENTAZIONE, QUALITÀ ARTISTICA E DIALOGO TRA LINGUAGGI

Una nuova direzione artistica inaugura la 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, affidata a Fabrizio Arcuri, regista innovativo e curatore di festival e stagioni teatrali all’insegna di un dialogo aperto tra i linguaggi del contemporaneo. Questo nuovo corso si pone in piena continuità con la visione delineata da Arcuri fin dal suo insediamento, lo scorso ottobre, alla guida del settore spettacolo del Comune: “il teatro come luogo di comunità, dialogo e internazionalità”. Un orientamento che proietta il festival italiano più longevo verso una dimensione sempre più internazionale, capace di intrecciare discipline, arti sceniche e prospettive globali.

La programmazione si articola tra spettacoli di alta qualità, protagonisti di riferimento della scena teatrale nazionale e internazionale e scelte fortemente innovative. Molte proposte sfidano le forme tradizionali, consolidando l’identità dell’Estate Teatrale Veronese come punto di riferimento culturale e piattaforma internazionale di incontro e convergenza tra esperienze artistiche di primo piano.

Questo rinnovato percorso trova espressione anche nell’immagine guida del festival, ideata dall’artista visivo Matteo Basilè. Concept artist di respiro internazionale, Basilè firma un’opera che si configura come un vero manifesto poetico. Il suo linguaggio, che intreccia fotografia, pittura e digitale, genera visioni sospese nel tempo, capaci di evocare la tensione tra realtà e immaginazione, memoria e contemporaneità.

Il risultato è un palcoscenico visivo che dialoga con lo spettatore: ogni forma, colore e movimento restituisce la complessità e la multidimensionalità dell’esperienza teatrale. L’identità del festival emerge così rinnovata, in equilibrio tra tradizione e innovazione, offrendo uno sguardo immersivo sul teatro contemporaneo a partire dalla sua culla più antica: il Teatro Romano di Verona.

Estate Teatrale Veronese 2026 prosegue il percorso tematico sugli stati della materia avviato nel 2025, dedicato all’acqua, assumendo la Terra come nuovo fulcro concettuale. Il titolo (H)Earth of Glass ne restituisce la complessità: la terra come materia viva e fragile, paesaggio culturale e radice identitaria, ma anche figura simbolica — Gea, madre originaria e archetipo di fertilità, cura e rigenerazione.

Il Teatro Romano si conferma cuore pulsante del festival, sede del nucleo drammaturgico principale e simbolo di un progetto che si espande nella città come un organismo vitale. Da questo centro si irradiano traiettorie artistiche, azioni performative e interventi urbani che trasformano Verona in uno spazio condiviso e attraversabile, un paesaggio culturale in continua trasformazione. Attorno a questo fulcro si dispongono nuovi presìdi, come costellazioni che ampliano e ridefiniscono la geografia del festival.

“Con questa nuova edizione di Estate Teatrale Veronese – dichiara l’Assessora alla Cultura Marta Ugolini - inauguriamo un corso che guarda con decisione al futuro, nel segno della direzione artistica di Fabrizio Arcuri. Al nuovo direttore artistico abbiamo chiesto di portare alla città un progetto culturale di valore, capace di intrecciare discipline, linguaggi e sguardi internazionali, restituendo al nostro festival — il più longevo in Italia — una rinnovata centralità nel panorama dello spettacolo dal vivo contemporaneo.

La programmazione che presentiamo oggi è un invito ad attraversare confini, a lasciarsi sorprendere da spettacoli che innovano e dialogano con le trasformazioni del nostro tempo. È una stagione che coniuga tradizione e visione, radicamento e apertura, confermando l'Estate Teatrale Veronese come punto di riferimento culturale e come piattaforma internazionale di eccellenza artistica.

Come Amministrazione, siamo orgogliosi di accompagnare questo percorso, certi che il festival continuerà a crescere come spazio vivo di confronto, ricerca e bellezza, capace di parlare a pubblici curiosi, ampi e diversificati, orgogliosi di portarlo avanti con gli storici compagni di viaggio Arteven, Banco Bpm e Magis e con la nuova collaborazione di Pasqua Vini. Ringraziamo tutti i partner e gli sponsor per aver accolto, e continuare ad accogliere, il nostro invito a sostenere un progetto importante per la vita culturale della città e per la storia che la rappresenta nel luogo da cui Verona è sorta e che ha dato il primo impulso all’arte teatrale.”

“Assumere la direzione artistica dell’Estate Teatrale Veronese – sottolinea Fabrizio Arcuri - rappresenta per me un incarico importante e una responsabilità concreta. Lavorare per un festival così radicato nella storia del Teatro Romano significa rispettarne l’identità e, allo stesso tempo, accompagnarlo in un percorso di evoluzione. Il progetto che avviamo oggi, insieme all’Assessora Ugolini, alla Dirigente Barbara Lavanda e allo staff, nasce con l’obiettivo di rafforzare la qualità culturale della proposta. Partiamo dalla tradizione — in particolare quella legata a Shakespeare — per metterla in dialogo con esperienze contemporanee e con una dimensione sempre più internazionale.

La 78ª edizione propone un programma articolato che unisce prosa, danza, musica e linguaggi ibridi, includendo anche sperimentazioni digitali e nuove modalità di relazione con il pubblico. Accanto ai grandi classici, trovano spazio nuove produzioni, con l’intento di mantenere equilibrio tra continuità e innovazione.

Un’attenzione specifica è dedicata ai giovani, sia come pubblico sia come parte attiva del processo creativo, nella convinzione che il teatro debba essere anche uno spazio di partecipazione e crescita.

Questa edizione vuole offrire un contesto aperto al confronto e alla sperimentazione, capace di mettere in relazione artisti, pubblico e prospettive diverse, contribuendo allo sviluppo del teatro e delle arti performative nel presente.”

Giancarlo Marinelli, direttore di Arteven - Circuito Multidisciplinare Regionale, osserva con entusiasmo: “Chiamami amore e avrò nuovo battesimo”, scrive William Shakespeare in Romeo e Giulietta. È proprio il caso di questa edizione dell’Estate Teatrale Veronese: un nuovo battesimo. Uno sguardo internazionale, un’attenzione alle migliori compagnie del nostro Paese e alla “meglio gioventù” del nostro territorio. Arteven è ancora una volta felice e onorata di essere al fianco del Comune di Verona per benedire questo rito che, d’innanzi a un pubblico straordinario, ha il sapore di una vera e propria celebrazione.”

“Banco BPM rinnova con convinzione il proprio supporto all’Estate Teatrale Veronese, una manifestazione storica e profondamente legata alla città, che ogni anno riesce a coinvolgere un pubblico sempre più ampio. La cultura è un motore di crescita e di coesione: per questo siamo al fianco di una rassegna capace di unire qualità artistica e attenzione al presente.” spiega Alberto Melotti, Responsabile Direzione Territoriale Verona e Nord Est. “Scegliamo di accompagnare iniziative come questa perché favoriscono la partecipazione di generazioni diverse di spettatori, offrendo esperienze arricchenti e positive in un contesto sempre più inclusivo e accessibile. È un impegno che portiamo avanti con continuità, perché cultura significa contribuire al benessere della comunità e costruire il futuro.”

“Anche quest'anno il Gruppo Magis ha deciso di confermare il proprio sostegno all’Estate Teatrale Veronese - commenta Federico Testa, Presidente Magis. Questa collaborazione conferma la volontà di investire in una visione di futuro che parte dalla tradizione e mette al centro il territorio, le persone e la capacità della cultura di generare connessioni. In questa 78^ edizione ritroviamo valori che, come Gruppo, sentiamo profondamente nostri: il dialogo tra tradizione e innovazione, l’attenzione alle nuove generazioni e la volontà di costruire spazi condivisi di crescita e partecipazione. Come Magis siamo orgogliosi di accompagnare un progetto che contribuisce a rendere Verona sempre più attrattiva, dinamica e capace di immaginare il domani attraverso l’arte in ogni sua forma.” 

“Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di sostenere l’Estate Teatrale Veronese – evidenzia Umberto Pasqua, Presidente di Pasqua Vini – il Teatro Romano, con la sua atmosfera raccolta e stupefacente, carica di storia che si rinnova e perpetua a ogni stagione, non è solo un luogo amato dai veronesi ma anche molto amato da chi visita Verona. Siamo felici di poter portare il nostro contributo per farlo conoscere sempre di più in tutto il mondo”.

ETV26 – (H)EARTH OF GLASS: UN MANIFESTO POETICO CHE UNISCE TEATRO, IMMAGINE E TECNOLOGIA IN UN’ESPERIENZA IMMERSIVA


L’edizione 2026 si configura come un ampio progetto dedicato ai classici della scena occidentale, con un focus su Shakespeare, non come autore da celebrare, ma come materia viva capace di interrogare il presente nelle sue tensioni più profonde. Ne emerge una visione “glocal”, in cui dimensione internazionale e radicamento territoriale convivono, facendo di Verona un luogo attivo di creazione, pensiero e confronto.

Il cartellone si sviluppa come un organismo articolato in sezioni tematiche che accompagnano lo spettatore lungo un vero e proprio percorso esperienziale: il Festival Shakespeariano, cuore pulsante della riflessione drammaturgica, dove il classico si rinnova nel confronto con il presente; le Grand Soirée, serate evento pensate come celebrazioni collettive dello spettacolo dal vivo, capaci di unire linguaggi, pubblici e atmosfere in momenti di forte impatto scenico; il Classico, spazio di custodia e reinvenzione della tradizione, dove le forme ereditate si riattivano in chiave contemporanea; la Danza Internazionale, luogo in cui il corpo diventa linguaggio universale e strumento di attraversamento poetico del reale; Nuove Orbite/Giovani agitatori di lance crescono, fucina di nuove voci e sguardi emergenti, laboratorio di energia critica e immaginazione; le Contaminazioni Musicali, crocevia sonoro in cui generi e sensibilità si intrecciano dando vita a paesaggi emotivi inediti; e infine le Costellazioni, percorsi immersivi e diffusi che trasformano la città in un atlante vivente, mettendo in dialogo arti, spazi e comunità.

In questa visione le sezioni si intersecano e si sviluppano in modo trasversale lungo tutto il periodo estivo, configurandosi come una soglia di accesso e ogni spettacolo si offre come un atto per un festival che non si limita a rappresentare, ma attraversa; non si limita a raccontare, ma genera visioni.


Il tema della Terra ha permesso di definire un sistema di corrispondenze capace di dare coerenza e orientamento alla programmazione delle diverse sezioni del festival. In questa cornice, le sezioni si configurano come elementi di una costellazione simbolica ispirata al sistema dei pianeti, in cui ogni ambito progettuale sviluppa una propria identità in relazione al nucleo centrale.

Il richiamo al sistema planetario si traduce così in una vera e propria struttura concettuale che restituisce l’immagine di un ecosistema culturale dinamico, nel quale ogni sezione contribuisce in modo attivo all’equilibrio complessivo del festival.


Venerdì 15 maggio in scena a Milano l'atto unico di Pirandello "La sagra del Signore della nave"

Dopo “Macbellum – la guerra dentro” (2023), la Compagnia Laboratorio Metamorfosi, nata nel 2015 dalla collaborazione fra Teatro19 e il Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze di ASST Spedali Civili di Brescia, torna in scena a Milano, al Teatro degli Angeli in via Pietro Colletta 21, con la sua nuova produzione, “La sagra del Signore della nave”, dall’omonimo atto unico di Luigi Pirandello. Venerdì 15 maggio, alle 20.30, il gruppo teatrale di ricerca artistica composto dalla triade tutta al femminile di Teatro19 di Brescia (l’autrice, attrice e regista Francesca Mainetti e le attrici Valeria Battaini e Roberta Moneta), da attrici e attori professionisti e in formazione e, tra questi, utenti di servizi di salute mentale, si immergerà in un testo poco conosciuto e per certi aspetti molto innovativo per lo stesso autore siciliano, un’opera che narra più una scena simbolica che un racconto tradizionale, in cui viene suggerito che la civiltà rappresenta solo l’involucro superficiale di un organismo dentro cui convivono e agiscono istinti primitivi.

 

L’azione si svolge in un piccolo villaggio siciliano durante una festa religiosa dedicata al “Signore della nave”. Pirandello mette lo spettatore davanti a un’immagine disturbante e ambigua della realtà, facendo convivere sul palcoscenico due elementi contrastanti: da una parte la processione sacra, con la statua del Cristo portata in corteo, dall’altra una fiera paesana, rumorosa e caotica, in cui si vende e si macella il bestiame. Il momento centrale è l’uccisione di un maiale, descritta con crudezza e partecipazione emotiva dalla folla, che contrasta violentemente con il clima di devozione religiosa.

 

Nella messa in scena diretta da Francesca Mainetti si evocano, oltre alle azioni e ai momenti corali, anche le condizioni in cui lo spettacolo debuttò, il 2 aprile 1925 nel nuovo teatro Odescalchi a Roma, che fu appositamente restaurato per opera del Teatro d’Arte, la compagnia fondata da Luigi Pirandello nata con l’idea di diventare un teatro d’arte contrapposto a quello popolare o di cassetta. Centoventi fra attori e comparse, musica, suoni, luci all’avanguardia, innovazioni sceniche che consentivano ai personaggi di abitare anche la platea insieme agli spettatori: tutto questo dentro uno spettacolo che oggi ci fa interrogare sul rapporto tra arte e potere, teatro e politica, cultura e finanziamenti. Si narra infatti che alla prima assoluta dello spettacolo ci fosse in sala la più alta borghesia romana e persino Mussolini, il “duce” in persona, che dal palco reale contendeva allo spettacolo gli sguardi degli spettatori. Proprio due anni prima, nel 1923, la compagnia aveva ottenuto dalle sue mani il finanziamento per la ristrutturazione del teatro e un anno dopo, nel 1924, Pirandello aveva chiesto di entrare nel Partito Nazionale Fascista. Per Pirandello, nonostante la propria adesione al partito, il Teatro d’Arte prescindeva «da qualsiasi scuola, da qualsiasi tendenza, da qualsiasi politica».


La Compagnia Laboratorio Metamorfosi, lontana anni luce dall’esperienza storica di Pirandello che generò lo spettacolo fra i luccicanti salotti romani, non si limita ad affrontare la “Sagra del Signore della Nave” e i suoi temi arcaici e simbolici, ma si cala nel racconto della sera della prima, per interrogarsi sul rapporto fra arte e potere nel nostro tempo: un tempo in cui diventa imprescindibile che l’arte sia resistente, capace di restare accesa quando tutto intorno chiede di spegnersi.

 

BIO Compagnia Laboratorio Metamorfosi

La Compagnia Laboratorio Metamorfosi, con sede a Brescia, è un gruppo composto da attori/ici professionisti/e, accanto a loro ci sono attrici e attori in formazione, e fra di loro ci sono persone seguite dai servizi per la salute mentale. Fanno parte della compagnia anche studentesse e studenti universitari interessate/i ai linguaggi che legano teatro e irrazionale.

È un progetto di Teatro19 portato avanti in collaborazione con il Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze di ASST Spedali Civili di Brescia a partire dal 2015. Dal 2023 in particolare il progetto si configura come «patto di coproduzione fra teatro, territorio ed enti di cura» coinvolgendo anche l’amministrazione pubblica cittadina.

La compagnia si pone come gruppo di ricerca teatrale e artistica professionale, particolarmente attento all’inclusione sociale delle fragilità, alla valorizzazione delle differenze e ai linguaggi della follia.
Il gruppo porta avanti una pratica costante una giornata a settimana durante tutto l’anno, e un lavoro più intensivo nei mesi a ridosso dei debutti o nelle settimane a ridosso delle repliche in repertorio.
Tutte le opere hanno regia e drammaturgia di Francesca Mainetti che è anche guida del laboratorio, e vedono impegnate all’interno del cast le attrici storiche di Teatro19, Valeria Battaini e Roberta Moneta.

 

Info: incamminati.teatrooscar.it

 

Biglietti

18,00 € / INTERO
13,00 € / UNDER30, OVER65
8,00 € / UNIVERSITÀ, SCUOLE DI TEATRO, DESIDERA CARD (acquistabile solo in cassa)

 

Acquisto online su circuito VivaTicket.

 

 

www.teatro19.com

"Ercolano tra passato e presente", cultura e inclusione al Parco Archeologico

Visita guidata e lettura condivisa per 10 utenti del Centro Polifunzionale per Disabili, in collaborazione con Biblioteca Civica G. Buonajuto e Cooperativa Boetheia ONLUS 
Il Parco Archeologico di Ercolano ha ospitato questa mattina una visita speciale nell'ambito del progetto "Maggio dei Libri 2026", promosso dal Comune di Ercolano con il tema "Ercolano tra passato e presente". L'iniziativa si inserisce nel Patto locale per la lettura e ha coinvolto 10 utenti del Centro Polifunzionale per Disabili adulti, accompagnati da 3 operatori del Centro e 2 operatori della Biblioteca Civica "G. Buonajuto".
Il programma ha previsto accesso gratuito al Parco e una lettura condivisa all'interno del sito archeologico, seguita da una visita guidata condotta dagli stessi operatori del Centro. L'evento è stato organizzato in collaborazione con la Società Cooperativa Sociale Boetheia ONLUS e la Biblioteca Civica.
L'attività si colloca in una più ampia prospettiva di accessibilità e inclusione del Parco, finalizzata alla promozione dei percorsi di autonomia personale e sociale degli utenti del Centro, con particolare riferimento alla conoscenza e valorizzazione del territorio di appartenenza.
«Il Parco Archeologico di Ercolano - dichiara la Direttrice del Parco Archeologico Federica Colaiacomo - crede profondamente nel valore della cultura come strumento di inclusione e crescita collettiva. Iniziative come questa ci ricordano che il patrimonio antico appartiene a tutti e deve essere accessibile a tutti.»

FAUSTO RUSSO ALESI VINCE IL PREMIO ZEFIRO COME MIGLIOR ATTORE AL BELLARIA FILM FESTIVAL

In sala dall'11 maggio 2026 distribuito da Incipit Film in collaborazione con Kio Film, in tour con regista e cast e il 29 maggio proiettato in concorso al Love Film Festival di Perugia

 

Fausto Russo Alesi ha vinto il Premio Zefiro come Miglior Attore alla 44a edizione del Bellaria Film Festival per il film "La bolla delle acque matte", lungometraggio dramedy diretto da Anna Di Francisca (La bruttina stagionata; Due uomini, quattro donne e una mucca depressa; Evelyne tra le nuvole), presentato al festival in anteprima assoluta come Evento Speciale.

Interpretato anche da Jaele Fo, Lucia Vasini, Sidy Diop, Ida Sansone, Igor Štamulak, Kel Giordano, Elvira Cuflic Basso, Jacob Olesen e Suleman Ahmed, "La bolla delle acque matte", girato in Umbria nella Piana di Castelluccio, distribuito da Incipit Film in collaborazione con Kio Film, ha iniziato un tour in diverse città italiane accompagnato da regista e cast. Domani, martedì 12 maggio il film sarà proiettato al cinema Mexico di Milano alle 21.00, quindi il 13 maggio al cinema delle Provincie di Roma alle 20.00, al Cinema La Compagnia di Firenze giovedì 14 maggio, alle ore 21.00 e a Bologna il 15 maggio alle 21.15 al Cinema Arlecchino Pop Up. La programmazione completa al link: https://www.kiofilm.com/la-bolla-delle-acque-matte/.

 

Il 29 maggio prossimo, il film parteciperà in concorso alla dodicesima edizione del Love Film Festival di Perugia dove sarà proiettato alle 20:30 al Cinema Meliès, alla presenza della regista, degli attori Fausto Russo Alesi e Jaele Fo, della direttrice della fotografia Sara Purgatorio e dell'autore delle musiche Paolo Perna. Primo festival cinematografico in Italia incentrato sul tema dell'amore con la direzione artistica di Daniele Corvi, il Love Film Festival di Perugia parla dell'amore inteso come 'inclusione', ovvero quella capacità di riconoscere, valorizzare e integrare la 'diversità' umana in tutte le sue forme, sociali, culturali, etniche, economiche, di genere, di abilità e di orientamento. Tutte le opere in programma – compresa "La bolla delle acque matte" - sono state dunque selezionate per stimolare una riflessione critica e informata.

 

Il film, che ha ottenuto il riconoscimento della qualifica di film d'essai, è stato realizzato con il sostegno del Fondo per l'Audiovisivo del Friuli-Venezia Giulia, MIC Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027– Umbria Film Fund 2022. Prodotto da Marta Zaccaron e Fabiana Balsamo per Incipit Film, una co-produzione con la Slovenia con Igor Pediček per Casablanca (Premio Oscar nel 2002 per No man's land di Danis Tanović), Tanja Prinčič e Jure Teržan per Korektif, e Rtv Slovenia. Sceneggiato dalla regista con Laura Fischetto, il film si avvale della direzione della fotografia di Sara Purgatorio CCS, AMC, del suono di Francesco Cavalieri, del montaggio di Davide Miele, delle musiche di Paolo Perna, del casting di Sonia Broccatelli e delle scenografie di Luciano Cammerieri e Helena Calvarese e dei costumi di Susanna Ferrando.

"La bolla delle acque matte" è ambientato in un piccolo isolato borgo di montagna dell'Umbria, ferito da un terribile terremoto. Le paludi della burocrazia ne impediscono la rinascita. Se la realtà è troppo dura non resta che affidarsi al sogno: un ristorante multietnico i cui sapori inebrianti, misteriosi ed evocativi possano trasformare un grigio presente in un domani colorato come i fiori della piana di Castelluccio. Dopo aver superato conflitti, aggressioni, pregiudizi, smantellato piantagioni d'oppio e sfiorato una storia d'amore con Jaele Fo, una psicologa truffatrice, il sindaco (Fausto Russo Alesi) trova la soluzione in una cucina umbro-senegalese-pakistana. Una piccola rivoluzione che segnerà l'inizio di una nuova era.

"Il film – sottolinea la regista - vuole essere un parallelismo tra chi ha perso tutto da migrante e chi ha perso tutto da terremotato". "La bolla delle acque matte" ha ottenuto il patrocinio dell'AOI – Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale, la principale rete italiana delle organizzazioni della società civile impegnate nella cooperazione internazionale che ha scelto il film perché "...è un racconto di comunità che non si arrendono, che scelgono di restare e di ricostruire aprendosi all'incontro tra persone provenienti da esperienze e culture diverse. Proprio in questo intreccio tra radici e nuove presenze si intravede la possibilità di una rinascita autentica, capace di generare convivenza, solidarietà e futuro".

martedì 12 maggio 2026

"Oltre il mito. I Campi Flegrei verso la destinazione turistica", il 16 maggio al Parco Borbonico del Fusaro a Bacoli




La Sala Ostrichina del Parco Borbonico del Fusaro di Bacoli ospiterà sabato 16 maggio, alle ore 11:00, il convegno “Oltre il mito. I Campi Flegrei verso la destinazione turistica”, un appuntamento cruciale organizzato e promosso dall’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei per presentare la strategia che trasformerà il territorio in un nuovo e competitivo ecosistema turistico.
I lavori, moderati dalla giornalista Floriana Schiano Moriello, si apriranno con l’introduzione del Presidente Vincenzo Imperatore che definirà il ruolo dell'Ente Parco come regista di un cambiamento articolato. A tal proposito, il Presidente ha dichiarato: «Il ruolo dell’Ente Parco evolve, siamo custodi dell’ambiente e della biodiversità e, al tempo stesso, registi dello sviluppo territoriale sia attraverso l’offerta di un turismo lento, quale quello dei percorsi storico-naturalistici ciclo-pedonali sia con la costituenda DMO Campi Flegrei. In tal modo superiamo i confini dei singoli comuni per agire stabilmente come un’unica destinazione. L'Ente Parco si pone al centro di questo processo come collante istituzionale, garantendo una perfetta armonia tra la promozione turistica e la tutela ambientale. Trasformiamo la straordinaria ricchezza della nostra terra in un ecosistema produttivo moderno, pronto ad attrarre flussi di qualità e a vincere le grandi sfide globali che ci attendono da qui al 2027 e a seguire».
La Destination Management Organization (DMO) rappresenta lo strumento necessario per coordinare pubblico e privato in vista del prossimo futuro e delle grandi sfide internazionali, come l'America’s Cup 2027, e prenderà il via subito dopo i saluti istituzionali del Presidente del Centro Ittico Campano Uberto Siola e del Presidente del Gal Parthenope Paolo Conte.
Il dibattito entrerà nel vivo con il contributo di Fabio Pagano, Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, le cui strategie per il Parco Archeologico mirano a fondere la valorizzazione del patrimonio monumentale con la tutela del paesaggio agricolo e ambientale. Tale visione punta a valorizzare la biodiversità flegrea e la gestione dei siti storici anche attraverso modelli di collaborazione con il settore privato. Su questa scia di coesione si innesca l'intervento del Presidente di FederAlberghi Campi Flegrei Roberto Laringe, il quale rappresenterà come lo sviluppo economico necessiti di una dimensione sovra-comunale per creare nuove connessioni e superare la frammentazione dell'offerta attraverso progetti integrati.
Sui temi dell'innovazione e della promozione interverrà la fondatrice de “La Terra dei Miti” Maria Caputi, accennando alle nuove soluzioni digitali per la fruizione del territorio volte a incentivare la scoperta del paesaggio flegreo attraverso itinerari turistici esperienziali. Il tema della fruizione consapevole sarà approfondito anche da Vittorio Lepre, tour operator “Cosy For You”, che illustrerà il posizionamento del territorio nei segmenti del turismo accessibile e lento attraverso una governance condivisa. A chiudere la sessione tecnica sarà l'autore Massimo D’Antonio con la presentazione della guida “L’arcipelago flegreo”, un invito a scoprire l'universo flegreo oltre i propri confini geografici.
L'evento proseguirà con “Il punto dei sindaci”, una sessione di dialogo in cui il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, il Sindaco di Bacoli Josi Della Ragione e il Sindaco di Monte di Procida Salvatore Scotto di Santolo definiranno l'impegno dei comuni per dare forza alla visione di territorio. Le conclusioni saranno affidate all'Assessore al Turismo della Regione Campania Vincenzo Maraio, che delineerà il supporto regionale a questa nuova stagione di programmazione turistica.

SCHOOL EXPERIENCE 5, IL CINEMA COME LINGUAGGIO CHE CREA COMUNITA’ IN MULTIMEDIA VALLEY GRAN FINALE TRA PREMI ED EMOZIONI

Cerimonia di chiusura dopo 120 giorni di attività. Coinvolte sette Regioni. Il festival ha interessato circa 18mila ragazzi e quasi 200 plessi scolastici italiani

Il direttore Gubitosi: “Un evento sempre più importante. Amiamo realizzare le cose impossibili perché solo così costruiamo

 il nostro domani e quello di tanti giovani”

 

 Portare il cinema nei territori come strumento educativo, culturale e sociale, capace di creare comunità e di parlare alle nuove generazioni con un linguaggio che sentono proprio. È questa la vocazione di School Experience 5, il festival educativo diffuso promosso da Giffoni nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura (MiC) e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).

 

Un percorso che, in 120 giorni di attività, ha attraversato Calabria, Puglia, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Basilicata e Campania, trasformando scuole, cinema, teatri e luoghi di aggregazione in spazi di confronto, creatività e partecipazione.

 

Nel corso del progetto gli studenti hanno preso parte alla visione di lungometraggi e cortometraggi delle sezioni Feature, Short Experience e Your Experience, partecipando a dibattiti e attività laboratoriali dedicate al linguaggio audiovisivo.

 

Accanto alle proiezioni, spazio anche ai Movie Lab, guidati da Andrea Contaldo, Orazio Cerino e Cristina Scognamillo, e ai percorsi di approfondimento sul digitale curati da Damiano La Salvia e Antonia Grimaldi. In più proieizioni anche per le famiglie grazie alla sezione Parental Experience. Nel corso delle attività sono stati inoltre prodotti due cortometraggi originali realizzati nei territori di Melzo e Giffoni Valle Piana.

 

La cerimonia di chisuura del festival si è tenuta nella Sala Blu della Multimedia Valley di GIffoni.

 

A guidare la serata finale sono stati i facilitator Orazio Cerino e Andrea Contaldo (a completare il team di conduzione durante le tappe del festival, anche Sabrina Sica), che hanno accompagnato il pubblico attraverso i diversi momenti della premiazione, dei dibattiti e degli interventi istituzionali.

 

Ad aprire ufficialmente la cerimonia la responsabile scientifica del progetto Antonia Grimaldi, che ha sottolineato il valore della crescita registrata dal progetto negli ultimi anni: “Sei anni fa era difficile trovare lavori cinematografici realizzati nelle scuole con un livello qualitativo così alto. Grazie ai fondi del Piano Cinema e Immagini per la Scuola siamo riusciti a creare una sinergia tra scuole e professionisti del settore e questo ha consentito di avere prodotti di qualità, professionali e ha permesso ai ragazzi di avvicinarsi al cinema con spirito critico”.

 

School Experience 5 – a cura della stessa Antonia Grimaldi e del project manager Marco Cesaro – ha coinvolto complessivamente 17.879 studenti, 1.962 docenti e 192 plessi scolastici di ogni ordine e grado, grazie al lavoro di 32 esperti e 45 organizzatori del team Giffoni.

 

Sul palco anche il presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, Pietro Rinaldi: “Siamo alla quinta edizione e, insieme al MiC e al MIM – ha detto - siamo riusciti a dare vita a un festival importante. Rendere protagonisti i giovani è la nostra missione. Vogliamo stimolare anche le grandi produzioni affinché realizzino sempre più contenuti dedicati ai ragazzi”.

 

Molto significativo anche il momento dedicato ai partner territoriali e culturali che hanno accompagnato School Experience 5 lungo tutte le sue tappe. Intenso il video-racconto del viaggio lungo l’Italia per portare nelle scuole di ogni ordine e grado la bellezza e la potenza del cinema.

 

Lucia Laterza in rappresentanza dell’associazione Cinecreando di Montescaglioso ha ricordato il legame storico con Giffoni:“Ci unisce – ha detto - un’amicizia ventennale. Questi sono atti di ordinaria resistenza, perché vogliamo aprire la cultura cinematografica a tutti”.

 

Per il Premio Pricó di Taranto, Vincenzo Madaro ha parlato di una edizione intensa e complessa, mentre Stefania Di Turo del CGS Taranto ha evidenziato il valore del fare rete che è uno dei punti di forza di questo progetto.

 

Da Melzo è intervenuto Emidio De Cunto, assessore al commercio, attività produttive, marketing territoriale, eventi ed ecologia del Comune di Melzo, che ha raccontato l’entusiasmo delle scuole coinvolte: “Cinque istituti hanno acceso la città insieme a voi. È stato un momento di comunità che ha contaminato tutti”.

 

Presenti anche Francesca Lauretti, Martina Mastrogiacomo e Graziano Molinari per IndieGesta di Ceccano, che hanno espresso entusiasmo per un progetto “capace di dare voce ai ragazzi e alle loro emozioni”.

 

Da Ferrara Edoardo Boselli del Musicfilm Festival ha ringraziato il team Giffoni per la collaborazione, auspicando il coinvolgimento di sempre più scuole nelle prossime edizioni.

 

Ringraziati inoltre i partner non presenti in sala: Walter Cordopatri della Scuola di Recitazione della Calabria, Laura Fumagalli di Cinema Arcadia Melzo, Antonia Bottiglieri dell’associazione L’Astronave a Pedali, il Comune di Pagani e la Città dell’Alta Irpinia.

 

Poi l’attesissimo momento delle premiazioni dei vincitori delle sezioni Your Experience (39 cortometraggi in concorso), Short Experience (27 cortometraggio in concorso) e Feature Experience (7 lungometraggi in concorso).

 

Per la sezione Your Experience +6 vince il corto V per VHS di Isabella La Fauci e Maurilio Forestieri, realizzato con il contributo dell’Istituto Comprensivo “Paino Gravitelli” di Messina. Un racconto che immagina una scuola improvvisamente privata del digitale, costringendo gli studenti a riscoprire videocassette, VHS e strumenti analogici. A ritirare il premio la docente Melina Allegra insieme agli studenti Gaia Bongiorno, Elisabeth Veneziano e Samuele La Spada.

 

Per la categoria Your Experience +11 ha vinto Ninò di Michele Li Volsi, con il contributo dell’istituto comprensivo “Mario Nuccio” di Marsala, ispirato da una vicenda personale del regista legata al bullismo e alle fragilità adolescenziali.

 

Per la categoria Your Experience +14 il premio è andato a L’Orchidea, realizzato dagli allievi della scuola di cinema Zuccherarte. A ritirare il riconoscimento gli studenti Edoardo Caria, Mattia Servettini, Stefano Pagano, Giovanni Toricelli, Chiara Benvenuto e Sofia De Pandis.

 

Per la sezione Short Experience +3 è stato premiato Epifanía di Mila Useche, con il premio ritirato dalla junior producer Meyrem Yücel.

 

Per la categoria Short Experience +6 il riconoscimento è andato a Bird Drone di Radheya Jang Jegatheva, regista australiano.

 

Per la categoria Short Experience +11 è stato premiato Un filo lunghissimo, quasi infinito di Beatrice Campagna.

 

Molto applaudito anche l’intervento di Gianpiero Pumo, regista di Samsa, vincitore per la categoria Short Experience +14:

 

Grande spazio anche ai lungometraggi. Per la categoria Feature Experience +6 ha vinto Il Robot Selvaggio di Chris Sanders, distribuito da Universal Pictures. A ritirare il premio Giovanni Campus, Project Manager & Special Events di Universal Pictures International Italy.

 

Per la categoria Feature Experience +11 il riconoscimento è andato a Il bambino di cristallo di Jon Gunn, distribuito da Notorious Pictures.

 

Per la categoria Feature Experience +14 ha vinto Squali di Daniele Barbiero, presente in sala insieme a Maria Falcone, marketing manager di Eagle Picture.

 

Durante la serata è stato inoltre presentato il corto Le cose impossibili, una produzione di Giffoni, realizzato dagli studenti dell’IC Don Milani - Linguìti di Giffoni Valle Piana nell’ambito dello Short Movie Lab, una delle attività più interessanti di School Experience 5, alla presenza del regista Giovanni Cerri, della dirigente scolastica Daniela Ruffolo e degli studenti della classe 2C della scuola secondaria di primo grado che hanno dato vita al cortometraggio.

 

Nel corso della serata è stato presentato anche il progetto speciale One Love, promosso dalla Cattedra UNESCO “Pedagogia Generativa e Sistemi Educativi per contrastare le diseguaglianze”, in partenariato con il Consorzio Percorsi e con la partecipazione degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Di Prisco” di Fontanarosa (Avellino). Sul le docenti Maria Grazia Lombardi e Maria Ricciardi e Valentino Santucci per il Consorzio Pecorsi.

 

A chiudere la serata, il direttore generale di Giffoni Jacopo Gubitosi, che ha sottolineato il valore raggiunto dal progetto in questi cinque anni di attività: “Anche questa edizione è stata un successo – ha detto - Ci emoziona pensare che questo progetto, nato cinque anni fa grazie alla visione di Marco Cesaro, Antonia Grimaldi e di tutto il team Progetti Speciali, sia diventato oggi un appuntamento così importante”.

 

Gubitosi ha poi ricordato la forza di una visione che nel tempo è riuscita a trasformarsi in realtà concreta: “Cinque anni fa – ha aggiunto - immaginare un festival itinerante sembrava impossibile; oggi quella visione è una realtà consolidata. Perché nel momento in cui smettiamo di credere nelle cose impossibili, smettiamo anche di costruire il domani”.

 

La serata finale ha confermato ancora una volta la natura profonda di School Experience: non solo un festival di cinema, ma un grande laboratorio di comunità, ascolto e partecipazione.



--

La Dogana by Enoteca La Torre conquista il Cà Maiol Award come miglior Beach Restaurant d’Italia 2026

E’ La Dogana by Enoteca La Torre il nuovo Best Beach Restaurant d’Italia 2026, un luogo dove ristorazione d’eccellenza, natura incontaminata e un’esperienza balneare lifestyle diventano racconto di un modello di ospitalità contemporanea. A ritirare il riconoscimento Michele Pepponi, proprietà del gruppo Enoteca La Torre insieme a Silvia Sperduti, giovedì 7 maggio presso l’Hotel Excelsior Gallia di Milano, nel corso del Gran Galà della terza edizione della Guida ai migliori Beach Club d'Italia 2026 di Morellini Editore (www.italianbeach.club). Con il premio per la categoria ristorazione Cà Maiol Award, azienda del lago di Garda e pioniera del Lugana Doc, La Dogana conferma il proprio ruolo di riferimento nel panorama della ristorazione balneare, grazie a un format unico capace di ridefinire l’esperienza del beach club in un felice equilibrio tra ricerca gastronomica, accoglienza e paesaggio naturale. 


La ristorazione, declinata in diverse modalità di offerta, è il valore aggiunto di un progetto completo di ospitalità, lanciato nel 2020 dal gruppo Enoteca La Torre in un contesto territoriale affascinante come quello di Capalbio. Al main restaurant La Terrazza, con lo chef Luca Morroto saldamente al comando delle operazioni, si è aggiunto la scorsa estate Il Doganino con un concept di cucina internazionale. E tutto, compreso il picnic in spiaggia, è gestito secondo i criteri della qualità e dell’identità territoriale. Questa la motivazione del premio assegnato dai curatori della guida Tiziana Di Masi e Andrea Guolo insieme a Salvatore Pallonetto, direttore vendite Italia di Herita Marzotto Wine Estates.

 

“Fin dall’inizio abbiamo immaginato un luogo capace di unire una proposta enogastronomica poliedrica e al tempo stesso rappresentativa del territorio direttamente sulla spiaggia, nel pieno rispetto del magnifico contesto naturale di Capalbio - dichiarano Silvia Sperduti e Michele Pepponi, alla guida del gruppo Enoteca La Torre - Questo riconoscimento premia un progetto e, prima ancora, un’idea ambiziosa: La Dogana continua ad essere un luogo in costante evoluzione dove convivono anime diverse e complementari, offrendo agli ospiti molteplici esperienze nello stesso spazio. Ringraziamo la guida per questo ulteriore stimolo a proseguire nella nostra visione contemporanea della ristorazione, profondamente in simbiosi con il territorio ma aperta al mondo”.

 

Affacciata su uno dei tratti più suggestivi della costa toscana, all’interno di una tenuta di oltre 1000 ettari a pochi passi dell’Oasi WWF del Lago di Burano, La Dogana reinterpreta il concetto di ristorante vista mare attraverso un progetto dalla duplice anima, ideato da Silvia Sperduti e Michele Pepponi. La realtà infatti ha ben due cuori pulsanti: il ristorante di mare La Terrazza con al timone lo chef di impronta maremmana Luca Morroto, con una cucina legata alle materie prime di pescatori e produttori locali e alle ricette della tradizione reinterpretate, capaci di raccontare ogni tratto della Maremma. E, accanto, Il Doganino affidato a Ricardo Takamitsu, lo chef nippo-brasiliano già a capo di Enoteca La Torre Tritone di Roma. Qui la tradizione lascia spazio a un linguaggio più internazionale, tra crudi di pesce, piatti iconici della cucina asiatica, accanto ad alcune delle ricette signature del gruppo.

 

Completano l’offerta due bar, una cocktail list ispirata alle botaniche mediterranee e una carta dei vini curata da Rudy Travagli, maître e sommelier del due stelle Michelin Enoteca La Torre Villa Laetitia, offrendo un’esperienza che si sviluppa lungo tutto l’arco della giornata. Dalla colazione al tramonto, passando per momenti di relax in spiaggia con servizio sotto l'ombrellone e picnic sul mare, fino all'ospitalità diffusa con Retreat & Glamping di Terre di Sacra, tra tende e suite private realizzate in armonia con il paesaggio, La Dogana custodisce un’identità unica in cui linguaggi del gusto diversi e nuove forme di accoglienza si intrecciano.