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mercoledì 5 agosto 2026

CivitaFestival Summer 2026, al via la 38ª edizione

Giunto alla sua 38ª edizione, il festival, diretto da Fabio Galadini e riconosciuto dal Ministero della Cultura nell'ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, conferma la propria vocazione a essere un luogo di incontro tra teatro, musica, danza e arti visive, attraverso un programma che intreccia grandi interpreti, nuove produzioni e importanti ricorrenze della nostra storia culturale.

Tra gli appuntamenti di questa edizione: Il corpo di Matteotti, vincitore del Roma Fringe Festival 2026, Gabriele Lavia con Lavia dice Leopardi, Ugo Dighero con Mistero Buffo, la prima nazionale de L'uomo dal fiore in bocca di Pirandello con Fabio Galadini e Luigi Saravo, insieme a concerti sinfonici, jazz, omaggi a Fabrizio De André e alle grandi colonne sonore del cinema.

Dal 24 agosto al 10 settembre 2026, Civita Castellana torna a essere luogo d'incontro tra teatro, musica e danza. 

Quattordici appuntamenti, produzioni originali, prime nazionali e artisti di primo piano per una manifestazione riconosciuta dal Ministero della Cultura e diretta da Fabio Galadini.

Dal 24 agosto al 10 settembre 2026, negli spazi del Forte Sangallo e del Chiostro di San Francesco, torna il Civitafestival Summer, che giunge alla sua 38ª edizione confermandosi uno degli appuntamenti culturali più significativi del panorama del Lazio. Riconosciuto dal Ministero della Cultura nell'ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo e realizzato con il patrocinio del Comune di Civita Castellana, il festival propone un programma che attraversa teatro, musica, danza e arti visive, intrecciando grandi interpreti, nuove produzioni e pagine fondamentali del patrimonio culturale europeo.
La direzione artistica di Fabio Galadini sviluppa una precisa idea di festival: uno spazio nel quale le arti dialogano attraverso la qualità delle proposte e la forza dei contenuti. Accanto alla grande tradizione musicale trovano posto la drammaturgia contemporanea, la riscoperta dei classici, il teatro civile, la ricerca scenica e la danza, componendo un percorso che attraversa linguaggi differenti senza rinunciare a una forte coerenza culturale.
È attraverso il confronto con la memoria che il festival costruisce il proprio sguardo sul presente. Dalla figura di Giacomo Matteotti ai novant'anni dalla scomparsa di Luigi Pirandello, fino al centenario della nascita di Dario Fo, il festival propone opere che interrogano il presente attraverso la storia, mentre la musica accompagna il pubblico in un itinerario che va dal grande repertorio sinfonico a Fabrizio De André, dal jazz d'autore alle colonne sonore che hanno segnato l'immaginario del cinema internazionale. Accanto ai grandi nomi, trovano spazio nuove produzioni, prime nazionali e artisti appartenenti a generazioni differenti, nella convinzione che la vitalità di una manifestazione culturale risieda proprio nella capacità di mettere in relazione esperienze, linguaggi e sensibilità diverse.
Anche quest'anno i luoghi del festival non rappresentano una semplice cornice, ma una parte integrante dell'esperienza dello spettatore. Il Forte Sangallo, con la sua architettura rinascimentale, e il Chiostro di San Francesco, nel cuore della città, diventano spazi nei quali il patrimonio storico incontra la creazione contemporanea, restituendo al pubblico una relazione diretta tra arte, paesaggio e memoria.
L'inaugurazione è in programma lunedì 24 agosto con la conferenza stampa di apertura, la presentazione della mostra Le Madame Barrique di Giuliana Allegretti e il concerto dell'Orchestra Domenico Mazzocchi – Città di Civita Castellana, diretta da Fabio Galadini. Da quel momento prenderà avvio un percorso che, fino al 10 settembre, offrirà quattordici appuntamenti tra spettacoli, concerti e produzioni originali, confermando il Civitafestival come un luogo di incontro tra pubblico e artisti, nel quale la cultura continua a essere occasione di conoscenza, confronto e partecipazione.

Dichiarazione di Fabio Galadini, direttore artistico del Civitafestival Summer
«Il Civitafestival nasce da un’idea precisa: non costruire una semplice successione di appuntamenti, ma creare un luogo nel quale le opere possano incontrare il pubblico attraverso il tempo della riflessione e quello dell’emozione. Ogni edizione è per noi una ricerca, un modo per mettere in relazione il patrimonio della tradizione con la necessità del presente. Quest’anno il programma attraversa alcune figure fondamentali della nostra cultura: Matteotti, Pirandello, Dario Fo, Leopardi. Non si tratta soltanto di anniversari, ma di occasioni per tornare alle loro parole, alle loro idee, alla loro capacità di interrogare ancora il nostro tempo. La memoria non è un esercizio celebrativo: è uno strumento critico per comprendere il presente. Accanto al teatro trovano spazio la musica sinfonica, il jazz, il repertorio cinematografico, la danza e le arti visive. Abbiamo voluto costruire un programma nel quale convivessero linguaggi differenti, perché un festival deve essere un organismo aperto, capace di accogliere pubblici diversi senza rinunciare alla qualità delle proposte. Il Civitafestival vive anche grazie ai suoi luoghi: il Forte Sangallo e il Chiostro di San Francesco non sono soltanto spazi nei quali gli spettacoli vengono ospitati, ma parti essenziali dell’identità della manifestazione. Portare qui artisti, compagnie e orchestre significa restituire alla città un patrimonio che appartiene alla comunità e che attraverso la cultura continua a rinnovarsi».


Un programma tra memoria, ricerca e grandi interpreti
La 38ª edizione del Civitafestival Summer prende avvio lunedì 24 agosto al Forte Sangallo con la presentazione ufficiale della manifestazione e l’inaugurazione della mostra Le Madame Barrique di Giuliana Allegretti. Il progetto espositivo nasce dall’incontro tra arte decorativa, recupero creativo e cultura del vino: le barrique dismesse diventano superfici sulle quali l’artista trasferisce motivi ornamentali e suggestioni visive, trasformando un oggetto legato alla produzione enologica in una forma nuova di espressione artistica.
Il 25 agosto nel Cortile Maggiore del Forte Sangallo il festival prende il via con il concerto dell’Orchestra Domenico Mazzocchi – Città di Civita Castellana, diretta da Fabio Galadini. Il programma musicale apre il festival con tre grandi pagine del repertorio sinfonico europeo: l’ouverture Coriolano e la Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven, insieme alla Sinfonia n. 8 “Incompiuta” di Franz Schubert. Fondata nel 2022 da Fabio Galadini e riconosciuta dal Consiglio Comunale come formazione di interesse cittadino, l’ODM rappresenta uno dei progetti artistici nati dal rapporto tra il festival e il territorio, con l’obiettivo di costruire una presenza musicale stabile capace di confrontarsi con il grande repertorio e con la ricerca contemporanea.
Il teatro entra nel programma mercoledì 26 agosto al Chiostro di San Francesco con Il corpo di Matteotti, spettacolo vincitore del Premio Miglior Spettacolo Roma Fringe Festival 2026. Andrea Baldoffei e Riccardo Milani affrontano la figura di Giacomo Matteotti attraverso una prospettiva concentrata sul rapporto tra il corpo della vittima e quello del carnefice, trasformando la ricostruzione storica in una riflessione sulla responsabilità individuale, sulla violenza e sulla possibilità di mettere in discussione le proprie convinzioni.
Il tema dell’eroe attraversa invece la serata di venerdì 28 agosto con Eroi e Letteratura – Trilogia dell’Eroe, progetto di danza e teatro fisico scritto e diretto da Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo. Attraverso Iliade, Odissea ed Eneide, lo spettacolo riporta al centro alcune delle figure fondative della cultura occidentale per interrogarsi sulla trasformazione dell’eroismo nel presente: non più soltanto forza e vittoria, ma fragilità, resistenza e ricerca di senso.
La musica torna protagonista lunedì 31 agosto con FaberNoster canta De André, omaggio a Fabrizio De André a venticinque anni dalla scomparsa. La formazione, riconosciuta dalla Fondazione De André, propone un repertorio che attraversa le pagine più significative del cantautore genovese, restituendone la profondità poetica e civile attraverso una rilettura affidata a una formazione ampia di musicisti e cantanti.
Il 1° settembre l’Orchestra Domenico Mazzocchi torna sul palco del Forte Sangallo con Wolfgang Redik, violinista e direttore di fama internazionale. Il concerto propone il dialogo tra tre grandi autori del repertorio per archi: Mozart, Mendelssohn e Čajkovskij, in un programma che unisce equilibrio classico, tensione romantica e ricchezza melodica.
Il 2 settembre il festival affronta uno dei temi più dolorosi della contemporaneità con Rumore di fondo di Teatro Segreto, interpretato da Gea Martire e Antonella Ippolito, con musiche dal vivo di Ivo Parlati e regia di Nadia Baldi. Lo spettacolo nasce dalla necessità di raccontare la condizione degli orfani di femminicidio, dando voce a una ferita collettiva attraverso un linguaggio nel quale teatro e musica costruiscono uno spazio di memoria e speranza.
Segue, il 3 settembre, Lavia dice Leopardi, con Gabriele Lavia protagonista di una serata dedicata alla forza della parola poetica. I versi leopardiani vengono restituiti nella loro essenza sonora attraverso una presenza scenica che nasce da una lunga frequentazione dell’autore e da un rapporto personale con la sua scrittura.
Il 4 settembre il Civitafestival ospita la prima nazionale di Canti erranti di Paolo Damiani Liste New Band. Il progetto riunisce alcuni tra i musicisti più interessanti della scena jazz italiana e propone una ricerca fondata sull’ascolto reciproco, sull’improvvisazione e sulla contaminazione tra tradizione mediterranea, forma-canzone e linguaggi contemporanei.
Il teatro torna protagonista il 5 settembre con Il Principe dei sogni belli di Tobia Rossi, per la regia di Pierpaolo Sepe, produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello. Lo spettacolo affronta il tema della disabilità, della relazione tra genitori e figli e della difficoltà di comunicare attraverso una vicenda che mette in discussione il confine tra protezione e libertà.
Il 6 settembre gli ottoni saranno protagonisti con l’ensemble Ottoni d’Autore, diretto da Francesco Del Monte, in un programma che attraversa secoli di musica, da Gabrieli a Petrassi fino a Morricone, valorizzando la particolare ricchezza timbrica di questa formazione.
Il 7 settembre spazio allo swing e alla grande tradizione americana con Sinatra, progetto della Big Fat Band di Max Pirone con la partecipazione di Giulio Todrani. Una serata dedicata alla figura di Frank Sinatra e al repertorio delle grandi orchestre jazz, attraverso arrangiamenti che restituiscono il fascino delle atmosfere degli anni d’oro.
L’8 settembre sarà la volta della prima nazionale de L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello, interpretato da Fabio Galadini e Luigi Saravo per la regia dello stesso Saravo. Nell’anno delle celebrazioni pirandelliane, lo spettacolo affronta uno dei testi più intensi dell’autore siciliano attraverso una ricerca scenica sul corpo, sulla memoria e sul rapporto tra vita e consapevolezza della fine.
Il 9 settembre il Civitafestival celebra il centenario della nascita di Dario Fo con Mistero Buffo, interpretato e diretto da Ugo Dighero. Due celebri monologhi, Il primo miracolo di Gesù bambino e La parpàja topola, restituiscono tutta la forza di un teatro capace di unire comicità, poesia e impegno civile.
La chiusura della 38ª edizione, giovedì 10 settembre, è affidata all’Orchestra Giuseppe Tartini con Hollywood Film Music, concerto diretto da Antonio Cipriani dedicato alle grandi colonne sonore del cinema internazionale. Le musiche di Mancini, Steiner, Bernstein, John Williams, Cole Porter, Leroy Anderson e Justin Hurwitz accompagneranno il pubblico in un percorso attraverso melodie entrate nell’immaginario collettivo.





IL PROGRAMMA

Lunedì 24 agosto
Forte Sangallo – Sala Conferenze, ore 11
Conferenza stampa di presentazione
Vernice della mostra
Le Madame Barrique
opere di Giuliana Allegretti
La mostra sarà visitabile negli spazi del Forte Sangallo per tutta la durata del festival.

Martedì 25 agosto
Forte Sangallo – Cortile Maggiore, ore 21
Concerto inaugurale
ODM Orchestra Domenico Mazzocchi
Città di Civita Castellana
Direttore Fabio Galadini
Ludwig van Beethoven - Coriolano ouverture op. 62
Ludwig van Beethoven - Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92
Franz Schubert - Sinfonia n. 8 in si minore “Incompiuta” D.759
La serata inaugurale affida alla ODM Orchestra Domenico Mazzocchi il compito di aprire ufficialmente il programma musicale del festival con tre pagine fondamentali del repertorio sinfonico europeo. Fondata nel 2022 da Fabio Galadini, l’orchestra prende il nome dal compositore Domenico Mazzocchi, figura centrale del barocco romano nato proprio a Civita Castellana. 

Mercoledì 26 agosto
Chiostro di San Francesco, ore 21 – Teatro
Premio Miglior Spettacolo Roma Fringe Festival 2026 – XIV edizione
Il corpo di Matteotti
liberamente ispirato al libro omonimo di Italo Arcuri
di e con Andrea Baldoffei e Riccardo Milani
disegno sonoro Alessandro Giannone
luci Giulio Ferro
regia Andrea Baldoffei
Produzione Entròpia Teatro
con il patrocinio della Fondazione Giacomo Matteotti ETS
A cento anni dalla nascita della memoria politica di Giacomo Matteotti, il Civitafestival ospita lo spettacolo vincitore del Roma Fringe Festival 2026.

Venerdì 28 agosto
Chiostro di San Francesco, ore 21 – Danza
Eroi e Letteratura
Trilogia dell’Eroe
tratto da Odissea, Iliade, Eneide
Scritto e diretto da Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo
Con Aleksandros Memetaj, Yoris Petrillo, Caroline Loiseau, Anne Gaelle Stephant
Produzione Anonima Teatri
Con il sostegno della Regione Lazio

Lunedì 31 agosto
Chiostro di San Francesco, ore 21 – Musica
FaberNoster canta De André
Tributo a Fabrizio De André
A 25 anni dalla scomparsa di Fabrizio De André
Alberto Ruozzi – voce, chitarre
Davide Berselli – viola, cori
Fabio Namio – pianoforte, tastiere
Giacomo Santini – chitarre
Roberto Gianotti – basso
Marta De Pascale – voce, cori
Anna Gozzi – voce, cori
Giovanni Angeli – batteria, percussioni

Martedì 1° settembre
Forte Sangallo – Cortile Maggiore, ore 21 – Musica
ODM Orchestra Domenico Mazzocchi
Città di Civita Castellana
Direttore e solista Wolfgang Redik
Wolfgang Amadeus Mozart - Divertimento per archi in Re maggiore K 136
Felix Bartholdy Mendelssohn - Concerto per violino e archi in Re minore
Pëtr Il’ič Čajkovskij - Serenata per archi in Do maggiore op. 48

Mercoledì 2 settembre
Chiostro di San Francesco, ore 21 – Teatro
Rumore di fondo
Con Gea Martire, Antonella Ippolito
Musiche composte ed eseguite dal vivo da Ivo Parlati
Drammaturgia Benedetta Palmeri
Regia Nadia Baldi
Produzione Teatro Segreto
Con il sostegno del Ministero della Cultura

Giovedì 3 settembre
Chiostro di San Francesco, ore 21 – Teatro
Lavia dice Leopardi
Di e con Gabriele Lavia
Produzione Effimera Produzioni
Con il sostegno del Ministero della Cultura

Venerdì 4 settembre
Chiostro di San Francesco, ore 21 – Musica
Prima nazionale
Canti erranti
Paolo Damiani Liste New Band
Elena Paparusso – voce
Filippo Mollicone – tromba
Luigi Masciari – chitarre
Paolo Damiani – contrabbasso, composizioni

Sabato 5 settembre
Forte Sangallo – Cortile Minore/Chiostro, ore 21 – Teatro
Il Principe dei sogni belli
Di Tobia Rossi
Regia Pierpaolo Sepe
Con Noemi Francesca e Riccardo Festa
Consulenza scenica Francesco Ghisu
Costumi Rossella Oppedisano
Luci Pierpaolo Sepe
Produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello

Domenica 6 settembre
Chiostro di San Francesco, ore 21 – Musica
Ottoni d’Autore
Lo splendore degli ottoni
Programma
Goffredo Petrassi – Fanfare per tre trombe
Giovanni Gabrieli – Canzon Septimi toni a 8 voci
Riccardo Schiavoni - Preludio, Danze e Finale prima esecuzione assoluta
Raimond Premru – Tre movimenti per divertimento () Of Knights and Castles 2) Le bateau sur Leman 3) Blues March)
Goffredo Petrassi – Ottetto per ottoni
Chris Hazell – Three Brass Cats (1 Mr Jums 2 Black Sam 3 Borage 4 Kraken)
Ennio Morricone – Moment for Morricone

Lunedì 7 settembre
Chiostro di San Francesco, ore 21 – Musica
Sinatra
Big Fat Band di Max Pirone
Guest Giulio Todrani


Martedì 8 settembre
Chiostro di San Francesco, ore 21 – Teatro
Prima nazionale
L’uomo dal fiore in bocca
A 90 anni dalla scomparsa di Luigi Pirandello
Di Luigi Pirandello
Con Fabio Galadini e Luigi Saravo
Regia Luigi Saravo
Produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello
Con il sostegno del Ministero della Cultura

Mercoledì 9 settembre
Chiostro di San Francesco, ore 21 – Teatro
Mistero Buffo
Il primo miracolo di Gesù bambino e La parpàja topola
A 100 anni dalla nascita di Dario Fo
Di Dario Fo e Franca Rame
Interpretazione e regia Ugo Dighero
Produzione Teatro Nazionale di Genova

Giovedì 10 settembre
Forte Sangallo – Cortile Maggiore, ore 21 – Musica
Orchestra Giuseppe Tartini
Orchestra Territoriale
Hollywood Film Music
Direttore Antonio Cipriani
Musiche di: Henry Mancini, Max Steiner, Leonard Bernstein, John Williams, Cole Porter, Leroy Anderson, Justin Hurwitz


Il Civitafestival Summer 2026
La 38ª edizione del Civitafestival Summer si realizza grazie al riconoscimento del Ministero della Cultura nell’ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo e con il patrocinio del Comune di Civita Castellana. Un’edizione che conferma il ruolo della manifestazione nel panorama culturale regionale attraverso un programma capace di unire produzione contemporanea, patrimonio musicale, teatro d’autore, danza e arti visive, mantenendo centrale il rapporto tra artisti, territorio e pubblico. Il festival ringrazia il Comune di Civita Castellana, il Ministero della Cultura, gli enti sostenitori, gli artisti, le compagnie, le orchestre e tutte le realtà che contribuiscono alla realizzazione della manifestazione. Gli appuntamenti si svolgeranno negli spazi del Forte Sangallo e del Chiostro di San Francesco, luoghi simbolo della città che anche quest’anno accoglieranno spettacoli, concerti e incontri nel segno della partecipazione culturale.

Info:
info@civitafestival.it
www.civitafestival.it
prenotazioni:
botteghino@civitafestival.it
Spettacoli ore 21.00
biglietti € 16,00 
Prenotazione scrivendo a botteghino@civitafestival.it.
vendita on line: https://www.2tickets.it/biglietto/esercizio/titoli/9/157

Emergenze psichiche in barca, uno psichiatra napoletano firma il primo decalogo per comandanti ed equipaggi

Vincenzo Barretta, Direttore Scientifico del Centro Noesis di Napoli, firma il primo decalogo italiano per la gestione delle emergenze psichiche sulle imbarcazioni da diporto durante la navigazione: “Problema esistente ma poco noto; oggi un defibrillatore a bordo non stupisce nessuno ma sulle emergenze psichiatriche fermi all’improvvisazione”. Nel mirino anche alcol, sostanze e sospensione delle terapie.

 Ogni estate, con l'apertura della stagione della nautica da diporto, al Centro Noesis per la salute emotiva e comportamentale di Napoli arrivano “richieste di aiuto che non assomigliano a nessun'altra”. Non arrivano da uno studio, né da un pronto soccorso: arrivano da una barca. Da un telefono satellitare, a volte da una radio, spesso da un comandante che non sa cosa fare e che chiede se un medico possa raggiungerlo. Chi chiama descrive un passeggero in stato di agitazione acuta, un ospite che non riconosce più chi ha intorno, qualcuno che minaccia di gettarsi in acqua. E chiede una cosa che non è possibile dare: un intervento immediato in un luogo dove nessun intervento immediato può esistere.

«In mare non esiste il pronto soccorso dietro l'angolo: quando la crisi psichica arriva a bordo, l'equipaggio è solo», afferma Vincenzo Barretta, psichiatra e Direttore Scientifico del Centro Noesis di Napoli. «Su un'imbarcazione al largo, tra il momento in cui una persona perde il controllo e il momento in cui incontra un sanitario possono passare ore. In quelle ore chi decide non è un medico: è un comandante, un marinaio, una hostess di bordo. Persone competentissime nel loro mestiere, e completamente prive di strumenti per quello che si trovano davanti».

È un problema di cui, denuncia lo psichiatra, si parla poco. La cronaca dell'estate in mare è fatta di avarie, incagli, collisioni, cadute accidentali: nell'estate 2025 la Guardia Costiera ha soccorso 403 unità da diporto — 203 per avaria al motore, 83 per condizioni meteorologiche avverse, 51 per incaglio, 14 per collisioni. Il malessere psichico non compare in nessuna casella. Eppure, c'è, e chi naviga lo sa.

Perché il mare amplifica la fragilità

La vacanza in barca concentra in pochi metri quadrati e in pochi giorni tutti i fattori che la clinica riconosce come precipitanti di uno scompenso: consumo elevato di alcol, uso di sostanze, privazione di sonno, disidratazione, colpo di calore, conflitti relazionali in uno spazio da cui non si può uscire. Soprattutto, un elemento che Barretta indica come il più sottovalutato di tutti.

«La sospensione della terapia farmacologica in vacanza è una delle cause più frequenti e più silenziose», spiega lo psichiatra. «Molti pazienti stabilizzati decidono di interrompere il trattamento perché associano la vacanza alla sospensione delle regole. Lo fanno in buona fede, spesso senza dirlo a nessuno. Poi si imbarcano, e a trecento miglia dalla costa il compenso salta».

Il mare, aggiunge, non crea la patologia: la rivela. «L'imbarcazione è un ambiente chiuso, senza vie di fuga, con una gerarchia forte e un pubblico permanente. Tutto ciò che a terra una persona riesce a contenere, lì viene amplificato. La salute emotiva e comportamentale non va in vacanza con noi: si porta dietro esattamente le condizioni in cui l'abbiamo lasciata».

Il decalogo

Da questa riflessione nasce un documento operativo pensato per comandanti, equipaggi, hostess, steward e personale di bordo: un decalogo per la gestione delle emergenze psichiche a bordo di yacht e imbarcazioni da diporto. L'obiettivo dichiarato è garantire la sicurezza della persona, degli altri passeggeri e dell'equipaggio, evitando interventi improvvisati e favorendo il tempestivo coinvolgimento dei servizi di emergenza.

1. Mettere la sicurezza al primo posto. Valutare immediatamente il rischio per la persona e per gli altri. Allontanare oggetti potenzialmente pericolosi — coltelli, corde, attrezzi, farmaci, alcolici. Impedire l'accesso alle zone da cui si può cadere in mare.

2. Mantenere la calma. Parlare con tono tranquillo e rassicurante. Evitare urla, minacce, provocazioni, atteggiamenti autoritari. La paura dell'equipaggio alza il livello della crisi.

3. Ridurre gli stimoli. Portare la persona in un ambiente tranquillo e ventilato, limitare il numero dei presenti, abbassare musica, rumori e luci intense, allontanare i curiosi.

4. Instaurare un dialogo pacato. Presentarsi con nome e ruolo, ascoltare senza interrompere, non discutere sulla veridicità di eventuali deliri o allucinazioni. Evitare frasi come «si sbaglia», «è tutto nella sua testa», «si controlli». Preferire «sono qui per aiutarla», «mi racconti cosa sta succedendo», «adesso pensiamo insieme a stare al sicuro».

5. Valutare rapidamente la causa. Considerare abuso di alcol, uso di sostanze, sospensione di farmaci, attacco di panico, episodio psicotico, episodio maniacale, depressione con rischio suicidario, trauma recente, colpo di calore, disidratazione, ipoglicemia o altra causa medica.

6. Valutare il livello di rischio. Se la persona minaccia di buttarsi in mare, vuole fare del male a qualcuno, è fortemente confusa, sente voci che impartiscono ordini, è estremamente agitata, non riconosce persone o luogo, presenta comportamento violento: la situazione va considerata un'emergenza.

7. Informare e coinvolgere il comandante. Immediatamente. Può rendersi necessario modificare la rotta, dirigersi verso il porto più vicino, richiedere assistenza alla Guardia Costiera, organizzare un intervento sanitario all'arrivo.

8. Contattare tempestivamente i servizi di emergenza. Guardia Costiera, 112, 118 o servizio sanitario competente secondo il Paese e l'area di navigazione. Comunicare posizione dell'imbarcazione, numero di persone coinvolte, sintomi osservati, eventuale uso di sostanze, eventuale rischio suicidario, eventuali comportamenti aggressivi.

9. Evitare interventi rischiosi. Non immobilizzare la persona se non strettamente necessario a prevenire un danno immediato, non somministrare farmaci non prescritti, non lasciarla sola, non sfidarla, non umiliarla davanti agli altri ospiti, non utilizzare forza non proporzionata.

10. Documentare l'accaduto. Orario di insorgenza, sintomi osservati, eventi precedenti, consumo di alcol o sostanze, interventi effettuati, persone presenti, comunicazioni con i servizi di emergenza. Sono informazioni preziose per i sanitari che prenderanno in carico il paziente.

Il principio che tiene insieme tutto

Il decalogo si chiude su un punto che Barretta considera non negoziabile. «Ogni episodio acuto di alterazione dello stato mentale deve essere trattato inizialmente come una possibile emergenza medica oltre che psichiatrica», sottolinea lo psichiatra. «Ipoglicemia, ictus, trauma cranico, infezioni, intossicazioni, colpo di calore possono manifestarsi con sintomi identici a quelli di un disturbo psichico. Chiamare "crisi di nervi" quello che è un evento cerebrovascolare è l'errore che a bordo si paga più caro».

Su questo si innesta la raccomandazione operativa: a bordo dovrebbero essere presenti l'elenco dei numeri di emergenza, un protocollo scritto di gestione delle emergenze sanitarie, l'elenco dei porti più vicini, un kit di primo soccorso, acqua e soluzioni reidratanti, e la possibilità di contattare un medico via radio o telefono satellitare quando si naviga lontano dalla costa.

«Non chiediamo agli equipaggi di diventare psichiatri», conclude Barretta. «Chiediamo che sappiano riconoscere un'emergenza e che sappiano cosa fare nei venti minuti in cui sono gli unici presenti. Sulle emergenze cardiologiche questa cultura è stata costruita: oggi un defibrillatore a bordo non stupisce nessuno. Sulle emergenze psichiche siamo fermi all'improvvisazione. Il decalogo serve a colmare quel vuoto, non a sostituire il medico».

martedì 4 agosto 2026

AL VIA “FAMIGLIE AL CINEMA”, LA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA PROMOSSA DA EPS ITALIA SRL E COMUNE DI NAPOLI

Il cinema arriva nel cuore della VII Municipalità: al Chiostro della Parrocchia Santa Maria dell’Arco di Miano 12 film italiani per raccontare la famiglia, le sue trasformazioni e le sfide della società contemporanea.

Al via a Miano e fino al 14 settembre, nella VII Municipalità del Comune di Napoli, la rassegna cinematografica “Famiglie al cinema”, promossa da EPS Italia Srl e Comune di Napoli, con l’obiettivo di portare il cinema e la riflessione culturale direttamente nei luoghi della comunità. Le proiezioni e le attività si svolgeranno a partire dalle ore 20:45.

La manifestazione si svolgerà nella suggestiva cornice del Chiostro della Parrocchia Santa Maria dell’Arco di Miano, spazio che per l’occasione si trasformerà in un luogo di incontro, partecipazione e condivisione attraverso il linguaggio universale del cinema. Al centro della rassegna un tema quanto mai attuale: la famiglia, osservata nelle sue diverse forme e attraverso le trasformazioni sociali, culturali ed economiche che hanno caratterizzato l’Italia degli ultimi decenni. Dodici opere del cinema italiano accompagneranno il pubblico in un viaggio tra memoria e radici, fragilità e marginalità, rapporto tra genitori e figli, crisi della coppia, nuove identità e trasformazioni della famiglia contemporanea.

Il cartellone propone film di importanti autori del cinema italiano, tra cui Ettore Scola, Alice Rohrwacher, Daniele Ciprì, Antonio Capuano, Nanni Moretti, Gabriele Muccino, Ferzan Özpetek, Matteo Rovere, Fabrizio Cattani e Carlo Mazzacurati, attraverso opere capaci di raccontare la famiglia non come modello statico, ma come organismo vivo, attraversato da cambiamenti, contraddizioni, affetti e nuove forme di relazione.

Da La famiglia a Le meraviglie, da La guerra di Mario a La stanza del figlio, passando per L’ultimo bacio, Ricordati di me, Mine vaganti, Gli sfiorati, Maternity Blues, Amata, È stato il figlio e Malavita, la rassegna costruisce un percorso cinematografico che mette in dialogo generazioni, sensibilità e differenti rappresentazioni dell’universo familiare.

“Famiglie al cinema” nasce con una precisa vocazione culturale e sociale: utilizzare il cinema come strumento di conoscenza, confronto e partecipazione, creando occasioni di incontro tra cittadini e promuovendo una riflessione collettiva sui cambiamenti della società.

Accanto alle proiezioni sono previsti momenti di confronto e dibattito con il pubblico e incontri con professionisti del settore cinematografico e culturale, per approfondire i temi affrontati dalle opere e favorire una partecipazione attiva degli spettatori.

“Portare una rassegna cinematografica nel cuore di Miano significa riconoscere alla cultura un ruolo fondamentale nella costruzione della comunità – sottolineano i promotori –. Il cinema diventa così uno spazio aperto a tutti, capace di raccontare le nostre vite, creare dialogo tra generazioni e offrire nuovi strumenti per leggere la realtà che ci circonda”.

La scelta del Chiostro della Parrocchia Santa Maria dell’Arco rafforza inoltre la dimensione territoriale dell’iniziativa, inserendo la proposta culturale all’interno di uno spazio identitario della comunità di Miano e contribuendo alla valorizzazione della VII Municipalità come area di produzione e fruizione culturale.

Con “Famiglie al cinema”, EPS Italia Srl e Comune di Napoli propongono dunque un’esperienza culturale che unisce cinema, territorio e partecipazione, con l’ambizione di avvicinare nuovi pubblici alla cultura cinematografica e fare della visione condivisa un’occasione concreta di incontro e riflessione.

Agosto, si ferma l'Italia ma non il gioco da tavolo

Due appuntamenti nazionali nel mese più fermo dell'anno. Stefano De Carolis, direttore operativo della casa editrice napoletana: «Numeri di partecipazione da industria culturale, riconoscimento da passatempo. Servono opportunità e battaglie comuni».

Agosto, il mese in cui il Belpaese abbassa storicamente le serrande, è anche quello in cui il settore ludico italiano ne apre due, di sipari, a tre settimane di distanza l'uno dall'altro. Entrambi di rilievo nazionale, entrambi costruiti quasi interamente da volontari e community.

Il primo è giocAosta, che dal 7 al 10 agosto arriva alla diciottesima edizione trasformando il centro storico del capoluogo valdostano in una ludoteca a cielo aperto. Il tema di quest'anno è dedicato all'immaginario cinematografico, con il claim "Ciak, si gioca!". I numeri raccontano meglio di qualunque aggettivo: l'edizione 2026 conta oltre 6.000 pre-iscrizioni agli eventi, 5.000 delle quali arrivate nei primi quarantacinque minuti, più di 400 volontari da tutta Italia, 380 appuntamenti in programma e oltre 3.000 scatole nella ludoteca di piazza Chanoux. L'edizione precedente aveva registrato oltre 40.000 presenze attive in quattro giorni e più di 10.000 prestiti in ludoteca. Il tutto gratuito. Il secondo è la DDCON, in programma a Lucca dal 28 al 30 agosto: la prima edizione dell'evento nato per i quindici anni di DungeonDice, realtà fondata nel 2010 da Mario Cortese, concepito non come fiera commerciale tradizionale ma come spazio dedicato alla community, con accesso limitato a duecento partecipanti al giorno, cinquanta tavoli sempre attivi e quattordici ore di gioco quotidiane. Due formule opposte che dicono la stessa cosa: c'è una domanda di gioco condiviso che non va in ferie e che non aspetta il Natale.

«Il fermento c'è, ed è il dato più incoraggiante degli ultimi dieci anni. Il problema è che il fermento resta sempre a un passo dal tradursi in crescita strutturale del mercato». Lo afferma Stefano De Carolis, direttore operativo di Giochi Uniti. «Il rapporto annuale Circana ci dice che nel 2025 il mercato italiano del giocattolo è cresciuto del 6% a valore e dell'8% in unità, con l'Italia sopra la media europea, e i giochi da tavolo sono stabilmente al centro delle serate degli italiani. Sono numeri buoni. Ma sono numeri che non corrispondono a quarantamila persone che passano quattro giorni a giocare in una città di trentacinquemila abitanti. Da qualche parte, tra l'entusiasmo di piazza Chanoux e lo scaffale del negozio, si perde qualcosa. E quel qualcosa non lo recupera il singolo editore: lo recupera un settore che decide di fare sistema».

Il punto, per l’esperto direttore della casa editrice partenopea tra le realtà più note in Italia nel settore, è che il gioco da tavolo ha ormai smesso di dover dimostrare la propria utilità. Il Gioco dell'Anno, il principale premio italiano di settore, nasce esplicitamente per valorizzare il gioco come strumento culturale e sociale. La ricerca accademica va nella stessa direzione: lo studio dell'Università di Plymouth pubblicato lo scorso giugno sul Journal of Autism and Developmental Disorders — cinque studi su oltre 1.600 giocatori — ha documentato il ruolo del gioco da tavolo nei percorsi di inclusione delle persone autistiche. E le esperienze italiane non mancano, dai progetti di reinserimento sociale negli istituti di pena ai casi di studio universitari.

«Non stiamo chiedendo – prosegue De Carolis – che il gioco da tavolo venga sovvenzionato come la musica da camera. Ma qualcosa che ci somigli, sì. Il gioco è un dispositivo culturale a tutti gli effetti: produce socialità, contrasta la solitudine, funziona nelle scuole, nelle carceri, nelle case di riposo, nei percorsi di inclusione. Lo dicono gli studi, non i comunicati degli editori. Eppure, continuiamo a essere trattati come un comparto merceologico qualunque e a presentarci alle istituzioni ognuno per conto proprio, con la propria fiera, il proprio premio, la propria battaglia. Servono opportunità comuni e soprattutto battaglie comuni: la formazione degli insegnanti, il gioco nei presìdi sociosanitari, il sostegno agli autori italiani, una rappresentanza che sappia parlare con la politica. Editori, distributori, negozianti, associazioni, festival: siamo pochi e non siamo uniti. Possiamo permetterci solo la prima delle due cose».

Un appello che Giochi Uniti ripete da tempo, dai palchi delle fiere internazionali fino alle aule universitarie. «Ad agosto ci sono due eventi nazionali costruiti quasi interamente da volontari e da community. È una notizia bellissima e insieme un campanello d'allarme: significa che il settore cresce grazie alla passione di chi lo abita, non grazie a un'infrastruttura che lo sostiene. La passione, prima o poi, chiede il conto. Costruiamo l'infrastruttura insieme finché siamo ancora in tempo», conclude De Carolis.

EUG SALERNO 2026, I GRANDI NUMERI DEI GIOCHI EUROPEI UNIVERSITARI SVOLTISI A SALERNO

E’ tempo di bilanci per EUG Salerno 2026, l’ottava edizione dei Giochi europei universitari organizzati – per la prima volta in Italia – grazie allo straordinario lavoro sinergico tra l’Università di Salerno, il CUS Salerno e l’ADISURC e il supporto di FederCusi e della Regione Campania. 
Al netto delle emozioni, dell’entusiasmo, dei ricordi e dei risultati ottenuti dagli studenti-atleti che hanno animato i quindici giorni dedicati alla kermesse resta – ora – l’eredità di una manifestazione che lascia un solco profondo nell’intero territorio. La legacy di EUG Salerno 2026 non è solo numeri: è una testimonianza di passione ed impegno.
Sono stati oltre 4.500 i partecipanti all’edizione italiana dei giochi, tra studenti-atleti e staff tecnico, suddivisi in 400 squadre (numero massimo di richieste recepibili per regolamento, anche se ne sono arrivate 500 totali) in rappresentanza di 31 Paesi europei e circa 200 università partecipanti. 
I Giochi hanno visto la disputa di oltre 1.400 incontri – interamente coperti da servizi fotografici e audiovisivi con un totale di quasi 50mila foto e contenuti video caricati – suddivisi tra 13 discipline sportive. 300 le medaglie assegnate, suddivise tra i 114 podi: 100 i premi speciali ed altrettante le coppe per squadre.
Impegno cospicuo da parte del personale tecnico ed amministrativo dell’Università di Salerno, circa 100 unità sono state impiegate nell’organizzazione dei Giochi, senza tralasciare l’attività ordinaria. 730 i volontari, giovani studenti universitari (dell’Ateneo di Salerno e di altri Atenei d’Italia) coinvolti nell'accoglienza e nel supporto logistico oltre a 34 volontari internazionali.
A questi numeri vanno aggiunti i 230 addetti sportivi, i 500 arbitri e i giudici di gara nazionali ed internazionali e la workforce sportiva di circa 100 unità.
Grazie alla collaborazione con i Comuni e le altre Istituzioni del territorio, sono stati oltre 30 gli impianti sportivi impiegati per le competizioni, una rete diffusa di strutture tra i Campus UniSA e i territori comunali delle province di Salerno e Avellino. 
L’Università degli Studi di Salerno ha supportato l’evento con un impegno di circa 10 milioni di euro per la realizzazione di nuovi impianti sportivi e il potenziamento di quelli esistenti ai quali si aggiungono 13 milioni di finanziamento dalla Regione Campania. 
L’impegno di Adisurc ha garantito 1750 i posti alloggio presso le Residenze universitarie dei campus di Fisciano, Baronissi e Mariscoli; circa 3000 i pasti giornalieri assicurati dalla Mensa UniSA. 
Sul piano della mobilità e dei trasporti per la sola cerimonia di apertura in Piazza della Libertà a Salerno è stato assicurato il trasporto contemporaneo di ben 2100 passeggeri distribuiti su 63 mezzi. Gli arrivi e le partenze da e per l’aeroporto hanno visto il transito di 4000 passeggeri per un totale di 80 corse, 8000 chilometri di servizi offerti e ben 1800 passeggeri gestiti in un solo giorno in occasione delle partenze. Le linee regolari hanno assicurato il trasporto giornaliero di 17mila passeggeri dalle 6:30 alle 1:30 con ben 400 corse giornaliere. 
Imponente l’attività svolta dall’Ufficio Stampa di Eug Salerno 2026. La rassegna stampa di articoli, servizi televisivi e web registra oltre 600 articoli e servizi realizzati, senza contare quelli pubblicati dal sito ufficiale di Eug2026, grazie al coinvolgimento e all’impegno di oltre 100 testate nazionali, regionali e locali. 
Eug Salerno2026 è coinciso, inoltre, con la riattivazione di UniSound Web Radio, la radio ufficiale dell’Università degli Studi di Salerno che ha riaperto i battenti dopo diversi anni ed è stata radio ufficiale dei Giochi. 34 le interviste radiofoniche, che hanno visto il coinvolgimento di rappresentanti istituzionali, membri del Comitato Organizzatore e rappresentati delle discipline sportive.
Sono state oltre 443mila le visualizzazioni sul canale YouTube dedicato alle dirette della manifestazione, degli oltre 1400 incontri disputati. 49.511 le ore di visualizzazione, equivalenti a oltre 5 anni e mezzo di contenuti seguiti dagli utenti, 2.887 i nuovi iscritti, oltre 3 milioni di impressioni con una durata media di visualizzazione di 6 minuti e 45 secondi. 
Nel periodo di preparazione e svolgimento di EugSalerno 2026 l’ufficio stampa ha realizzato ben 349 video contenuti finalizzati a documentare e promuovere la manifestazione, di supporto alle testate giornalistiche e alle attività poste in essere dalle agenzie di comunicazione incaricate dall’Università degli studi di Salerno.
Circa 7,8 milioni i contatti potenziali raggiunti: le menzioni giornaliere durante i giochi sono aumentate del 126%. La reach giornaliera è cresciuta del 225% rispetto alle rilevazioni sulle menzioni effettuate durante i giochi. 

PROGETTO CIVICO ITALIA, PRESENTATA LA SEGRETERIA REGIONALE DELLA CAMPANIA

Grande entusiasmo e folta partecipazione presso la Galleria Toledo di Napoli, per la presentazione della segreteria regionale della Campania di Progetto Civico Italia, il partito fondato e coordinato a livello nazionale da Alessandro Onorato e guidato in Campania da Carlo Puca. La nuova squadra è composta da 21 componenti tra professionisti, amministratori locali ed esponenti della società civile provenienti da diversi settori e territori della regione.

Fanno parte della segreteria regionale, con le relative deleghe indicate: Lorenzo Crea, giornalista professionista (Organizzazione e coordinamento); Martina Pepe, vicepresidente della Commissione Speciale Sviluppo Sud Giovani (Giovani e comunità LGBTQIA+); Simone Valiante, sindaco di Cuccaro Vetere ed ex deputato del Partito Democratico (Enti locali); Emilia Borgia, candidata alle elezioni regionali a Santa Maria Capua Vetere, già consigliera comunale e vicepresidente dell'Ordine degli Avvocati (Famiglie e pari opportunità); Peppe Oliviero, dirigente della CNA (Artigianato e attività produttive); Enrico Pensati, già vicesindaco e assessore di Torre del Greco (Città metropolitana e grandi progetti); Antonio Ambrosino, avvocato (Commercio, lavoro, partite IVA); Sabatino Nocerino, Legacoop Produzione Servizi Campania (Cooperazione); Susy Rea, coordinatrice della segreteria del sindaco di Sant'Anastasia e promotrice del comitato cittadino (Welfare, associazionismo, inclusione); Angelo Lanza, sindaco del Comune di Flumeri (Aree interne e agricoltura); Annalisa Buffardi, professoressa universitaria (Innovazione, digitalizzazione, startup); Roberto Bozzaotre, vicesindaco di Capri, avvocato (Isole e mare); Marco Bottiglieri, coordinatore regionale di Assoturismo Confesercenti (Turismo); Marco Gaudini, già consigliere comunale e assessore a Napoli (Ambiente); Nicola D'Onofrio, consigliere comunale di Acerra, promotore del comitato civico cittadino (Mobilità e infrastrutture); Francesco Chianese, farmacista (Sanità); Carla Manuela de Sena, avvocata (Sicurezza e giustizia); Bianca Pesante, imprenditrice, consulente aziendale, Comitato Komen Race, Ordine di Malta, promotrice di Comitato civico (Associazionismo); Serena Ucci, docente a contratto presso l'Università Federico II e la Giustino Fortunato di Benevento (Scuola, Università, Ricerca); Stefania Avallone, libera professionista (Marketing territoriale) e ad interim Carlo Puca e Luigi Mascilli Migliorini, professore ordinario di Storia (Cultura).

Con questa squadra, Progetto Civico Italia rafforza la propria presenza sul territorio campano, in vista dei prossimi appuntamenti politici e amministrativi regionali.



Le dichiarazioni
Alessandro Onorato

"Progetto Civico Italia continua a crescere e strutturarsi. Dopo la segreteria della Sicilia annunciata la scorsa settimana, con l'adesione di Ismaele La Vardera e il movimento politico civico Controcorrente, oggi siamo a Napoli per annunciare le 21 persone che compongono la segreteria della Campania. Ringrazio tutti gli iscritti, amministratori e cittadini semplici, che su questo territorio stanno facendo un lavoro enorme, anche grazie alla disponibilità del sindaco di Napoli e presidente dell'Anci Gaetano Manfredi. I numeri fotografano una realtà in costante crescita: oltre 1000 iscritti, di cui oltre 50 amministratori e 81 comitati civici aperti. Animati da persone che non si riconoscono negli altri partiti della coalizione ma che non vogliono rassegnarsi e si sono unite, partendo dal basso, per dare un contributo fondamentale al centrosinistra. E' un mondo enorme che rappresenteremo al tavolo per il programma del centrosinistra e alle primarie, se si dovessero fare".

Carlo Puca
“Ringrazio tutti i presenti per la partecipazione a questa giornata importante. Questa presentazione anticipa un appuntamento più ampio, e cioè la grande manifestazione che terremo a settembre e dalla quale usciranno fuori le nostre idee e le nostre proposte per la regione e per il Paese. La nostra segreteria nasce su principi, su valori, su progetti e su programmi condivisi. Ringrazio singolarmente le persone che hanno accettato di raccogliere questa sfida: sono amministratori della cosa pubblica capaci. Sono sindaci, consiglieri, liberi professionisti ed esponenti della società civile, persone che sono ancorate ai problemi concreti della quotidianità. Siamo qui per dare risposte alle istanze dei cittadini, ma per farlo è necessario produrre un pensiero: con Progetto Civico Italia stiamo costruendo una piattaforma chiara, con proposte che nascono dai territori, perché il nostro compito è produrre idee in un mondo politico che troppo spesso non ne produce”.


LA RIVOLUZIONE DI ARDONE E LA GUERRA DI CAUTERUCCIO IL 6 AGOSTO 2026 A SEGRETI D’AUTORE

A Palazzo Coppola di Valle-Sessa Cilento (Sa) ci sarà spazio dalle 18 alle 19 per “Revolution”, o per meglio scrivere R3V@LUT1@N, un film thriller di Corrado Ardone, dove gli spettatori diventano protagonisti di un viaggio sensoriale con Visori Vr, entrando direttamente dentro la storia e vivendola in prima persona. Un progetto che unisce tradizione narrativa e una tecnologia d’avanguardia, già sperimentata all’estero. Arriva così anche in Italia, grazie a questa operazione pionieristica, l’evento capace di trasformare un genere classico in un’esperienza senza precedenti. Il cast corale che accompagna questa sfida verso il futuro è composto da Marzio Honorato, Annalisa Pennino, Rita Rusciano, Federica Aiello, Peppe Zarbo e Massimo Peluso. Si replica negli stessi orari ogni sera fino al 13 agosto.

 

Alle 21, invece, Fulvio Cauteruccio, interprete e regista, regalerà al pubblico del Festival un nuovo momento di grande teatro con il suo “Roccu u stortu”, pluripremiato testo di Francesco Suriano. Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia Teatrale Krypton, racconta la storia di Rocco, un umile contadino calabrese che viene inviato al fronte durante la Prima Guerra Mondiale con l’illusione di ottenere al suo ritorno un pezzo di terra. Una vicenda che diventa tragicamente attuale e continua ancora oggi a interrogare sulle radici della violenza e del sacrificio in una società attraversata da nuove e spietate forme di conflitto. Esplorando il destino dell’uomo di fronte al potere, alla follia e alla guerra. Le musiche originali della pièce sono de “Il Parto delle Nuvole pesanti”.

 

L’ingresso per ogni singolo appuntamento è su prenotazione. Le richieste vanno inviate via mail all’indirizzo comunicazione@festivalsegretidautore.it, specificando l’evento, il numero dei posti e il proprio nome e cognome. Al personale addetto al controllo andrà esibita la ricevuta di conferma, in forma cartacea o su dispositivo elettronico.

 

Segreti d’Autore, festival dedicato ad Ambiente, Scienze, Arti e Legalità, ha il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania con i fondi del Pnrr.