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mercoledì 8 aprile 2026

Maggio all’Infanzia Campania: il teatro che cambia la scuola compie 11 anni dal 4 al 22 maggio 2026 al Teatro dei Piccoli di Napoli



Oltre 1000 studenti e 53 spettacoli inediti nella rassegna che nasce da un anno di lavoro nelle scuole e diventa spazio di dialogo tra ragazzi, docenti e famiglie

Undici anni di attività, 53 spettacoli inediti, 1019 studenti coinvolti, 56 classi e 136 docenti: sono i numeri del Maggio all’Infanzia Campania, la rassegna teatrale che dal 4 al 22 maggio 2026 trasforma il Teatro dei Piccoli in uno spazio vivo di espressione, relazione e crescita per le nuove generazioni.

Numeri che raccontano un progetto strutturato e continuo nel tempo, in cui la rassegna rappresenta il momento pubblico e condiviso di un percorso molto più ampio. Il Maggio all’Infanzia Campania è infatti l’esito di Teatro Scuola Vedere Fare (TSVF), il progetto annuale ideato da Casa del Contemporaneo con Le Nuvole, in collaborazione con AGITA e sostenuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Nel corso dell’anno scolastico, le classi – dalla scuola dell’infanzia alle secondarie di II grado – attraversano un’esperienza completa: assistono a spettacoli, partecipano a laboratori, costruiscono idee e linguaggi, fino ad arrivare alla creazione delle performance originali che vanno in scena durante la rassegna. Il teatro si configura così come uno strumento capace di integrare l’esperienza scolastica, affiancando alla didattica tradizionale un apprendimento fondato su ascolto, creatività, collaborazione e consapevolezza.

All’interno di questo processo, cambia anche la relazione educativa: il lavoro teatrale crea uno spazio in cui docenti e studenti si incontrano su un piano diverso, che supera il perimetro del programma curricolare. Si costruisce un dialogo più aperto, basato sulla fiducia e sulla partecipazione, in cui il gruppo classe diventa una vera comunità di ricerca ed espressione. Anche i docenti hanno l’opportunità di arricchire la loro esperienza professionale con il corso Altri Sguardi, per una fruizione teatrale più consapevole.

Il progetto dimostra inoltre una forte capacità di attraversare i territori, in particolare quelli più complessi. Le scuole coinvolte a Napoli, Pozzuoli e Sant’Antimo si trasformano in presìdi culturali attivi, capaci di restare aperti oltre l’orario scolastico e di offrire ai giovani spazi concreti di libertà espressiva. In questo contesto, il teatro diventa un dispositivo educativo e sociale, capace di generare inclusione, senso di appartenenza e nuove possibilità di crescita.

La rassegna amplifica e restituisce tutto questo alla comunità. I 53 spettacoli in programma non sono solo esiti artistici, ma occasioni di confronto autentico: tra studenti e genitori, che trovano nel teatro uno spazio nuovo di dialogo sincero; e tra ragazzi stessi, che si riconoscono nei linguaggi, nei temi e nelle emozioni messi in scena dagli altri.

Un processo che attiva empatia, consapevolezza e ascolto reciproco, restituendo al teatro la sua funzione più profonda: essere luogo di incontro e di costruzione collettiva di senso.

La programmazione si articola in 13 giornate, con spettacoli alle ore 11.00 e alle ore 16.00.

Il progetto è gemellato con il Festival omonimo in Puglia, realizzato dalla Fondazione non profit SAT (Spettacolo Arte Territorio), giunto ormai alla 29esima edizione.

 

Informazioni
La partecipazione è su prenotazione
Ingresso: €3
Biglietteria organizzativa: 081 18903126 (feriali 8.30 – 15.30)
Programma completo online sulle pagine social @teatrolenuvole e @casadelcontemporaneo



Milano Art Week Mostra, YES, BUT Sede


Sotto la direzione creativa dell’artista Aaron Nachtailer, a Milano, inaugura  un format atipico pensato per svilupparsi nel tempo, che debutta con un progetto espositivo, inserito nel programma ufficiale della Milano Art Week 2026.

La mostra YES, BUT, che prende il nome dal format, riunisce opere di Aaron Nachtailer,  Florencia S. M. Brück, Morgane Tschiember e Rocco Plessi (con un testo di Stefano Pirovano). Installazioni, suoni e interventi site-specific rendono visibili tensioni latenti, trasformandole in organismi dinamici. Il percorso invita il visitatore ad attraversare ambienti in cui materia, gesto e tempo si intrecciano, mentre l’architettura diventa parte integrante dell’esperienza.

Tutto avviene in edifici destinati alla ristrutturazione o alla demolizione, temporaneamente riattivati attraverso pratiche contemporanee. Da qui la scelta del titolo YES, BUT, due parole identiche per lunghezza che riflettono la natura del progetto: gli spazi esistono e si attivano (yes), ma restano sospesi (but), destinati a trasformarsi o a scomparire. Questa condizione si traduce nell’esperienza del visitatore che attraversa e vive gli ambienti senza mai possederli, in una dimensione instabile e temporanea.

La mostra si colloca così in un intervallo, tra ciò che è ancora e ciò che non sarà più.

Il progetto, sviluppato con l’azienda costruttrice milanese VivirDC, contribuisce a valorizzare temporaneamente spazi in trasformazione, rendendoli accessibili alla collettività e ad attivare aree periferiche della città, portando iniziative culturali anche al di fuori dei circuiti centrali.

Ideato da: Aaron Nachtailer per VivirDC, realtà attiva nella trasformazione urbana guidata da Bruno Cerella e Giancarlo Di Giuseppe

La Mostra coinvolge:                                                                                               Aaron Nachtailer                                                                                                       Florencia S. M. Brück                                                                                                 Morgane Tschiember
Rocco Plessi


Testo di: Stefano Pirovano.


 Aaron Nachtailer lavora con elementi naturali — pietre, minerali, materiali organici — dando forma a interventi che evidenziano il rapporto tra materia, tempo e gesto, in equilibrio tra dimensione simbolica e naturale.


Florencia S. M. Brück indaga le relazioni tra coscienza, materia e sistemi complessi attraverso installazioni e ambienti immersivi, creando dispositivi percettivi che intrecciano scienza, narrazione ed esperienza sensoriale.


Morgane Tschiember sviluppa una ricerca sui processi di trasformazione della materia, combinando tecniche industriali e gesti manuali. Le sue opere mettono in relazione controllo e accidente, costruzione e distruzione, attraverso materiali come vetro e ceramica.


Rocco Plessi esplora la relazione tra materia, spazio e percezione attraverso installazioni che dialogano con l’architettura, utilizzando luce e materiali essenziali per costruire ambienti di forte tensione visiva.


Stefano Pirovano è critico d'arte e giornalista indipendente. Nel 2012 ha fondato Conceptual Fine Arts, piattaforma online dedicata allo sviluppo del rapporto tra antico e contemporaneo e dal 2019 spazio di residenza per gallerie d’arte straniere a Milano. Dal 2025 dirige la Gazzetta Antiquaria, storico magazine dell’Associazione Antiquari d’Italia. È autore di "Forma e Informazione" (Johan&Levi, 2010) e "Scene da un patrimonio" (Galaad, 2013). Per la stampa cartacea ha pubblicato più di 500 articoli, collaborando con le principali testate italiane.


Main Partner: VIVIRDC

VIVIRDC è una società attiva nel real estate, fondata da Bruno Cerella e Giancarlo Di Giuseppe. Il suo approccio integra sviluppo residenziale e iniziative sociali volte alla rigenerazione urbana.

In ogni progetto, l’arte è concepita come elemento centrale: opere interattive vengono integrate negli spazi per favorire partecipazione e condivisione, creando una rete diffusa nel contesto urbano milanese.


Pop-up Bar x Gin dei Sospiri

Gin dei Sospiri nasce per raccontare Venezia attraverso le sue materie prime. Ispirato all’isola di Sant’Erasmo, utilizza botaniche locali — tra cui la salicornia — raccolte a mano secondo stagionalità, per restituire un profilo aromatico legato al territorio.


 Mostra: YES, BUT
Sede: SARCA183 – Viale Sarca 183, Milano
Opening: 18 aprile, ore 12:00

Date: 18–21 aprile, 11:00–20:00

Ingresso: libero su registrazione
hello@yesbutmilano.com

Link per registrazione

Pop-up Bar x Gin dei Sospiri
12:00–20:00 (tutti giorni della mostra)



Napoli sempre più internazionale grazie alla cultura, le opere teatrali nate a Pianura e Soccavo arrivano su prestigiosi palchi all’estero

Da Napoli ai grandi palchi all’estero, così Napoli diventa sempre più internazionale e apprezzata grazie alla cultura. Sono ben due le opere partenopee create con Affabulazione, programma culturale promosso dal Comune di Napoli in diverse periferie, che superano i confini nazionali approdando a importanti riconoscimenti. Si tratta, in particolare, di testi nati nei progetti curati dal drammaturgo e curatore napoletano Gian Maria Cervo.

A partire da “Le quattro morti di Pier Paolo Pasolini”, lavoro dello stesso Cervo andato in scena in prima assoluta nel quartiere Soccavo nel 2022, che ha visto la collaborazione, per l’allestimento della sua “premiere”, di un gruppo di attori e musicisti napoletani con la Fundación Épica La Fura dels Baus. Il testo ha già conosciuto una affermazione internazionale nel 2024 in occasione della sua rappresentazione in forma di installazione mise en espace nell’avveniristico Kadokawa Culture Museum, a Tokyo, da parte del maestro Takeshi Kawamura, maggiore metteur en scene dell’opera pasoliniana in Giappone. Ora, il prossimo 11 aprile 2026 andrà in scena in una mise en espace al Teatro Nazionale Finlandese di Helsinki dove l’innovativo direttore Mika Myllyaho guiderà il suo ensemble tra le nuances dell’opera di Cervo.

L’altra importante opera è il monologo "Diego Armando Prometeo" di Rafael Spregelburd andato in prima mondiale nel settembre 2023 nell’Anfiteatro del parco Attianese del quartiere Pianura nell'ambito della serata "MURGA!", tradotto, diretto e interpretato da Matteo Bertolotti, accompagnato dal gruppo BandAssurda Murga Flegrea, come parte della rassegna “Pianura Opera House”. Il prossimo luglio sarà rappresentato al prestigioso Centro Cultural Borges di Buenos Aires: il grande drammaturgo latino-americano Rafael Spregelburd dirigerà e interpreterà questo lavoro creato per Napoli insieme al musicista Nicolás Varchausky.

Si tratta, dunque, di due appuntamenti internazionali che conferiscono ulteriore prestigio ai progetti diretti da Gian Maria Cervo nella periferia occidentale partenopea e promossi dal Comune di Napoli nell’ambito di “Affabulazione”, programma promosso dal Comune di Napoli e finanziato a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.

“Questi due eventi internazionali ci entusiasmano particolarmente perché confermano la profondità delle opere sviluppate dal Teatro Stabile delle Arti Medioevali e dal suo team napoletano che si avvale di figure come Roberto D’Avascio dell’associazione Arci Movie e Virginia Capuano” dice il drammaturgo Gian Maria Cervo che evidenzia: “Contenti che produzioni nate a Pianura e Soccavo siano in grado di calcare palchi all’estero grazie alla loro capacità di unire eleganza, innovazione, internazionalizzazione e linguaggi popolari”.


Nuovo Teatro Ateneo, il 12 aprile MI MADRE Y EL DINERO di Anacarsis Ramos

 

Nell’ambito della stagione 2025/2026 del Nuovo Teatro Ateneo, domenica 12 aprile alle ore 20:30 andrà in scena MI MADRE Y EL DINERO, progetto di teatro autobiografico tra verità e finzione del drammaturgo e regista messicano Anacarsis Ramos.

In scena, insieme all’artista, sua madre Josefina Orlaineta: una biografia attraversata da oltre quarant’anni di lavoro nello Stato di Campeche si trasforma in archivio vivente, tra dispositivo documentario e narrazione intima. Il lavoro si configura come una riflessione lucida e stratificata sul lavoro come condizione permanente, sulle economie fragili e sulle forme di resistenza che attraversano l’esistenza quotidiana. Lo spettacolo è in lingua originale con sopratitoli.

Domenica 12 aprile 2026, alle ore 20:30, al Nuovo Teatro Ateneo andrà in scena MI MADRE Y EL DINERO, progetto di teatro autobiografico tra verità e finzionedel drammaturgo e regista messicano Anacarsis Ramos. Lo spettacolo è promosso e sostenuto da IILA - Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, con il supporto del PAC – Patronato de Arte Contemporáneo.

 

Protagonista dello spettacolo è Josefina Orlaineta, madre dell’artista, che nell’arco di sessant’anni – tra il 1960 e il 2020 – ha svolto oltre quaranta mestieri nello Stato di Campeche, una delle regioni economicamente più fragili del Messico. Attraverso un dispositivo scenico che fonde teatro documentario e narrazione autobiografica, madre e figlio ricostruiscono un archivio vivente fatto di lavori, sacrifici e strategie di sopravvivenza, trasformando l’esperienza individuale in racconto collettivo.

 

Lo spettacolo si sviluppa come una riflessione potente e stratificata sulla crisi economica intesa come condizione permanente, sul lavoro che invade ogni spazio dell’esistenza e sulla progressiva erosione delle tutele, non solo nei settori tradizionali ma anche in quelli artistici e culturali. In questo senso, Mi madre y el dinero supera i confini della biografia per diventare un’indagine più ampia sulle dinamiche del capitalismo contemporaneo, sulle disparità sociali e sul valore – spesso invisibile – del lavoro quotidiano.La scena si trasforma così in un luogo di attraversamento tra realtà e rappresentazione: il vissuto di Josefina si intreccia con la ricerca artistica di Anacarsis Ramos, dando vita a un linguaggio che combina memoria, ironia e critica sociale. Il teatro emerge come spazio di resistenza e di costruzione di senso, capace di mettere in discussione i meccanismi della narrazione dominante e di restituire voce a storie normalmente escluse.

 

Il lavoro di Anacarsis Ramos, drammaturgo, scenografo, regista teatrale e attore messicano, si distingue per una ricerca articolata che intreccia linguaggi artistici e riflessione critica. Formatosi tra teatro e sociologia, Ramos sviluppa una pratica che indaga in profondità il rapporto tra realtà sociale e rappresentazione mediatica, con un’attenzione particolare alle modalità attraverso cui la finzione opera e si trasforma in contesti statali, privati e comunitari. Le sue opere, attraversate da lirismo, umorismo e parodia, mettono in discussione i dispositivi narrativi dominanti, rivelando i meccanismi e i pregiudizi che strutturano la costruzione della realtà.

Accanto alla produzione scenica, coordina progetti pedagogici e percorsi di ricerca teatrale, contribuendo alla formazione e alla riflessione critica sulle pratiche performative contemporanee, e cura la scrittura teatrale anche attraverso il blog Mataclase. È membro della compagnia Pornotráfico, collettivo con sede a Città del Messico che concepisce il teatro come uno spazio di sperimentazione radicale del reale.

La sua pratica artistica si alimenta delle risorse della cultura globale – filmati, video di YouTube, spot pubblicitari, canzoni pop, propaganda politica – rielaborate e contaminate con narrazioni legate a lotta di classe, processi di colonizzazione, teorie queer e neurodiversità. In questa prospettiva, Ramos utilizza dispositivi eterogenei come remake a basso costo, sottotitoli falsi, doppiaggi, karaoke, cosplay, presentazioni PowerPoint e tutorial fittizi, costruendo un linguaggio scenico ibrido che sfida apertamente l’elitarismo estetico e le logiche del copyright, aprendo nuovi spazi di accesso e interpretazione per il pubblico contemporaneo.

 

Lo spettacolo sarà in lingua originale con sopratitoli.


Polo Museale - Sapienza Cultura - Sezione Nuovo Teatro Ateneo

Note di contesto sulla stagione

 

Il cartellone del Nuovo Teatro Ateneo proseguirà poi il 7 maggio con l’attrice-danzatrice indiana Kapila Venu che porterà in scena in prima italiana Parvati Viraham, raffinata rilettura femminile della tradizione del Nāgīār Kūthu. Il 13 maggio Il figlio della tempesta di Armando Punzo e Andrea Salvadori rievoca trent’anni della Compagnia della Fortezza, intrecciando parole, suono e immagini nate nell’esperienza unica del carcere di Volterra. Chiude il 17 maggio L’ombra lunga di Alois Brunner del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi, un’indagine teatrale vertiginosa in cui la storia europea e quella mediorientale si riflettono nell’esperienza dell’esilio e della memoria politica.

 

 

Info e acquisto biglietti


Sapienza Università di Roma

Mail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it

Telefono: 0649914115

Sito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/  

Instagram: @nuovoteatroateneosapienza

Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma - Edificio CU017

 

LINK VIVATICKET 

https://www.vivaticket.com/it/ticket/mi-madre-y-el-dinero/291769

 

Orario spettacoli: 20.30

L'ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo).

 

Dopo aver prenotato il tuo biglietto, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link

https://bit.ly/parcheggiocusapienza



Città della Scienza, il 18 aprile alle 17.30 il I appuntamento di YOGA AL MUSEO

Città della Scienza apre le porte a una nuova esperienza dedicata al pubblico adulto: “Corpo, Mente, Scienza: Yoga al Museo”, un incontro speciale che si terrà sabato 18 aprile alle ore 17:30 e che intreccia pratica yoga, benessere psicofisico e divulgazione scientifica all’interno di Corporea, il Museo Interattivo del Corpo Umano. 

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire al pubblico un’occasione diversa di vivere il museo: non solo come luogo di conoscenza, ma come spazio attivo, capace di favorire ascolto di sé, equilibrio e consapevolezza. Attraverso una sessione guidata da Stefania Cristiano, il corpo diventa protagonista di un percorso che unisce movimento, respirazione e approfondimenti sui meccanismi che regolano salute, postura, sistema nervoso ed equilibrio.
 
“Yoga al Museo” si inserisce in una visione più ampia di Città della Scienza, che punta ad ampliare e diversificare i propri pubblici, proponendo format capaci di dialogare con i bisogni contemporanei di benessere, prevenzione e qualità del tempo libero. In questo contesto, Corporea non è soltanto la cornice dell’evento, ma parte integrante dell’esperienza: le sue installazioni interattive dialogano con la pratica, trasformando ogni gesto in un’occasione di apprendimento e meraviglia.
 
L’appuntamento rappresenta il primo passo di un percorso che potrà svilupparsi in una programmazione periodica con ulteriori appuntamenti e possibili collaborazioni coerenti con l’identità scientifica del museo. Al termine della sessione, è previsto un piccolo aperitivo healthy. 

Con questo nuovo format, Città della Scienza conferma la propria vocazione a connettere conoscenza e partecipazione, offrendo esperienze in cui la scienza non resta da osservare, ma si vive, si sente e si respira. 

www.cittadellascienza.it

EDUARDO affronta la gabbia emotiva che ci trattiene in "STANCAMENTE BENE", il nuovo singolo in rotazione radiofonica e in digital download da venerdì 10 aprile

“Stancamente bene” (Otherside) è il nuovo singolo di Eduardo, in rotazione radiofonica e in digital download da venerdì 10 aprile (https://orcd.co/stancamentebene). Musica e parole di Eduardo, con la produzione di Sam Lover, è una ballad pop intensa e sorprendentemente attuale che racconta senza filtri la complessità delle relazioni emotive che feriscono e la difficoltà di volersi bene quando si è feriti.

Il brano nasce come una via di fuga, una richiesta di aiuto sincera per quei momenti in cui non sempre va tutto bene. Spesso, soprattutto oggi, va solo “stancamente bene”. Non è un segno di debolezza: Eduardo ci invita nuovamente ad accogliere la propria fragilità e a riconoscerla, trasformando l’oscurità interiore in un momento di consapevolezza e liberazione.

La canzone accompagna l’ascoltatore in un viaggio emotivo in cui le strofe delicate e intime si intrecciano al ritornello potente, sostenuto dall’ingresso deciso del sax, che cresce fino a esplodere nella chiusura. Uno strumento che diventa vera e propria voce del caos interiore, simbolo della ricerca di libertà emotiva e mentale che tutti, chi prima e chi dopo, affrontiamo nella vita.

«Stancamente bene è il riflesso di una dipendenza emotiva, quasi fisica, da persone che ci hanno fatto soffrire. È la storia di un amore violento, non solo simbolicamente, che ci rende dipendenti e schiavi di un sentimento che ci ammala e ci fa vivere costantemente nella paura. La rabbia ci mangia dentro, ci fa venire voglia di prenderci a schiaffi. Ci sentiamo complici e responsabili di tutto questo male e la promessa del volersi sempre bene si rivela una condanna che non ci dà via d’uscita» – racconta l’artista.

Con “Stancamente bene”, Eduardo firma un brano autentico e necessario, capace di parlare a chiunque abbia attraversato il confine sottile tra amore e dipendenza, trasformando la stanchezza emotiva in una pace con sé stessi. Per perdonarci, ancora una volta.

EDUARDO nasce il 28 luglio 1994 a Pietrasanta, in provincia di Lucca. La passione per la musica gli viene trasmessa dal padre che, fin da piccolo, lo porta in giro per concerti in Europa e negli Stati Uniti, educandolo all’ascolto di generi musicali molto diversi, con un’attenzione particolare alla Black Music e alla cultura Jazz. Inizia a studiare canto all’età di tredici anni e partecipa a diverse masterclass e stage estivi in Italia, vincendo nel 2011 il premio “Best Artist - sezione vocal” presso la summer school del Fara Music Festival. Viene ammesso al Berklee College of Music di Boston, ma decide di frequentare la Tech Music School (attuale BIMM) di Londra, dove si diploma in “Performance - vocal session”. Dopo aver concluso gli studi londinesi torna in Italia e inizia a lavorare regolarmente alla produzione in studio delle sue canzoni. Si sposta poi a Firenze dove collabora con un team di produzione che lo spinge a trattare temi sociali a lui cari, come l’omofobia e il bullismo. In questo periodo, sotto il nome di Edbarbanera, pubblica “Triangoli Rosa”, un brano inedito con cui apre la Pride Week milanese del 2021. Dal 2023 comincia una nuova stagione musicale nella città di Milano che lo porta a scrivere nuovi pezzi e a lavorare a nuove produzioni, pubblicando una serie di singoli nel corso dell’anno. Inizia poi, nel 2024, una stretta collaborazione con il produttore, vincitore di due dischi d’oro, Sam Lover con il quale porta alla luce i pezzi del suo nuovo EP. Di questo nuovo progetto al momento sono stati pubblicati, come singoli, i tre brani “Diavolo”, “Ovunque cercami” e “Occupami”. “Stancamente bene”, uscito ad aprile 2026, è il tassello del suo nuovo viaggio.

Instagram: https://www.instagram.com/eadweardo_

TikTok: https://www.tiktok.com/@eadweardo_28

#Eduardo #Stancamentebene

Orsetta Borghero porta in scena “Schadenfreude – Chi sei quando nessuno ti vede?”

Regia di Ettore Distasio, e scrittura a cura di Martina Marasco e Francesca Notaro, Venerdì 17 sabato 18 e domenica 19 aprile a La Tana degli Artisti, Milano e 17-18 aprile ore 21 e il 19 ore 19.30.

Orsetta Borghero porta in scena “Schadenfreude – Chi sei quando nessuno ti vede?” venerdì 17 sabato 18 e domenica 19 aprile a La Tana degli Artisti, spazio sito in via Giacomo Zanella, 43, 20133 Milano.

L’attrice di fama nazionale, nota soprattutto per la sua attività come attrice italiana di cinema, televisione e teatro, con una carriera che spazia tra produzioni indipendenti e progetti più mainstream è il centro emotivo e narrativo il monologo che scava in uno dei sentimenti più ambigui e diffusi della contemporaneità.

Un monologo in cui la soddisfazione, spesso taciuta, che nasce dall’osservare il fallimento altrui diventa uno spettacolo tanto tragico quanto verosimile ed attuale.

Con una prova intensa e rigorosa, l’attrice accompagna il pubblico in un percorso di riflessione che mette in discussione il ruolo di chi guarda, giudica e commenta.

Il termine tedesco Schadenfreude, intraducibile in italiano, significa letteralmente “gioia nel vedere fallire gli altri”. Una parola rara, ma una sensazione familiare. È da qui che prende forma lo spettacolo, trasformando un impulso umano in materia teatrale.

La Borghero dà voce a due storie reali e profondamente segnanti: quella di Mia Martini, icona musicale travolta dal sospetto e dall’isolamento mediatico, e quella di Alex Schwazer, atleta diventato bersaglio di una condanna pubblica senza appello.

Attraverso queste figure, l’attrice non interpreta soltanto due destini individuali, ma incarna lo sguardo collettivo che si posa sull’errore, alimentato dal circo mediatico e dalla necessità di sentirsi, anche solo per un istante, dalla parte di chi resta in piedi. Il pubblico è così chiamato a riconoscere la propria posizione, senza alibi né assoluzioni.

La scena è ridotta all’essenziale: uno spazio vuoto, un leggio, la parola.

La regia di Ettore Distasio affida completamente a Orsetta Borghero il peso dello spettacolo, lasciando che siano il testo e l’interpretazione a costruire tensione, ritmo e senso. Il risultato è un monologo che non consola, ma interroga.

Scritto da Martina Marasco e Francesca Notaro, Schadenfreude – Chi sei quando nessuno ti vede? ruota attorno a una domanda che resta sospesa ben oltre la fine della rappresentazione: chi siamo davvero quando nessuno ci osserva?

 La risposta, suggerisce lo spettacolo, non è mai semplice e riguarda tutti.

Lo spettacolo “Schadenfreude – Chi sei quando nessuno ti vede?” sarà presentato nella prossima stagione teatrale italiana, entrando a far parte dei cartelloni dedicati alla nuova drammaturgia contemporanea. Un percorso che porterà il monologo di Orsetta Borghero a confrontarsi con pubblici e contesti diversi lungo tutta la penisola.