C'è un filo invisibile, eppure solidissimo, che lega i salotti della diplomazia capitolina ai filari più esclusivi e ancestrali del Mezzogiorno. Quando la formalità istituzionale incontra il fascino della mondanità e il rigore della critica enogastronomica, l'evento cessa di essere una semplice ricorrenza sul calendario diplomatico per trasformarsi in un palcoscenico d'eccezione. In questo spazio, dove si incrociano eccellenze, cariche istituzionali e personalità della cultura, il vino non viene semplicemente servito: diventa il vero protagonista del racconto, un ambasciatore liquido capace di narrare storie di territori fieri, di tradizioni familiari e di connessioni internazionali, firmando i brindisi più esclusivi e strategici della Capitale.
Su questo scenario di assoluto prestigio si muove
l’associazione culturale Identità Mediterranea, creatura del giornalista
enogastronomico e noto sommelier Gaetano Cataldo. Il sodalizio si appresta a
rappresentare l’enologia del Bel Paese in occasione della più importante
ricorrenza diplomatica del Messico in Italia, eleggendo la Campania a madrina
d’onore. L’Anniversario della Liberazione del Messico verrà infatti celebrato
il prossimo 15 settembre presso l’Ambasciata del Messico a Roma e promette di
confermarsi, come da tradizione, una serata di rigorosa esclusività animata da
ospiti di altissimo profilo.
La celebrazione dell’Inizio della Liberazione del Messico,
storicamente coincidente con la notte tra il 15 e il 16 settembre, commemora il
celebre Grito de Dolores del 1810, l’appello solenne con cui il
sacerdote Don Miguel Hidalgo y Costilla incitò il popolo a insorgere contro il
dominio coloniale spagnolo. Questo evento segna così la nascita spirituale e
politica della nazione messicana, un momento intriso di valori universali
legati alla libertà, all’autodeterminazione e all'identità culturale. Tali valori
che l'Ambasciata del Messico a Roma condivide annualmente con le massime
cariche istituzionali, diplomatiche e culturali internazionali.
Sette Tappe e Due Ambasciatori: Il Retroterra Diplomatico
di Identità Mediterranea
La presenza di Identità Mediterranea a questo prestigioso ed
esclusivo evento istituzionale non è affatto casuale, ma rappresenta il
coronamento di un solido cammino di diplomazia culturale ampiamente documentato
negli anni precedenti. Il rapporto di cooperazione culturale tra l'associazione
di Castel San Giorgio e le massime cariche diplomatiche messicane si è
sviluppato, infatti, attraverso sette specifiche occasioni istituzionali,
registrando l’avvicendamento tra due diversi ambasciatori: S.E. Carlos Eugenio
García de Alba Zepeda e il suo successore S.E. Genaro Fausto Lozano Valencia.
Le sette tappe ufficiali documentate includono eventi di
rilievo come il 214° e il 215° Anniversario della Liberazione del Messico, la
redazione della carta del vino per la cena di gala per suggellare gli accordi
bilaterali per la partecipazione dell’Italia alla Fiera Internazionale del
Libro di Guadalajara, siglata dallo stesso Gaetano Cataldo, il brindisi per la
ballerina Triana Botaya López, dopo il suo saggio di danza, e per la biografia
di Julio Iglesias scritta dal direttore dell’Istituto Cervantes a Roma Ignacio
Peyró, oltre che per la celebrazione dell’Anniversario delle Forze Armate
Messicane e la recente visita in Cilento dell’ambasciatore Lozano Valencia,
ospite di Identità Mediterranea.
Da non tralasciare che Gaetano Cataldo, lo scorso novembre,
ha portato la vera Cucina del Messico nel nostro Agro Sarnese Nocerino, grazie
alla collaborazione con la nota chef Diana Beltran, a dimostrazione che la sua
associazione è realmente orientata alla promozione del territorio e alla sua
interazione con altre culture.
Sfilata nel Calice: Le Cantine Protagoniste della Serata
di Gala
Agricola Bellaria
Nel cuore dell'Irpinia più autentica, a Roccabascerana,
l'anima di Agricola Bellaria vibra attorno a un simbolo vivente: un maestoso
tiglio secolare che domina il paese, emblema visibile di radici profonde e
resistenza al tempo. Nata dall'incontro tra la famiglia Maffei e l'esperienza
generazionale di Antonio Pepe, la cantina interpreta il terroir irpino unendo
l'austerità tipica dei suoli calcareo-vulcanici locali a un'audace spinta verso
il futuro.
Il fiore all'occhiello di questa ricerca è il rosso Coda
Rara, un progetto nato per proteggere e vinificare filari di piante
secolari superstiti di un'antichissima e quasi introvabile varietà di Coda di
Volpe a bacca rossa. Questo raro nettare, citato idealmente fino agli scritti
di Plinio il Vecchio, incarna la filosofia aziendale: ridare voce a ciò che il
tempo rischiava di cancellare. Di assoluto rilievo le tre Docg della provincia
di Avellino, tutte interpretate in purezza e che, specie per il Greco di Tufo e
il Fiano di Avellino, costituiscono enologicamente il mare in montagna. Come
dono all’ambasciatore la cantina ha scelto il Taurasi Riserva Docg 2015.
Il IV Miglio
Il nome è già un viaggio nel tempo: evoca il quarto miglio
della Via Consolare Campana, l'arteria che in epoca romana collegava il porto
di Pozzuoli a Capua. Situata nella depressione vulcanica di Quarto, la cantina
della Famiglia Verde custodisce una delle zone viticole più affascinanti e
primordiali d'Europa. Qui l'aria profuma di zolfo e mare, e la terra è
un'intricata stratificazione di ceneri, lapilli e tufo.
Il vero miracolo de Il IV Miglio risiede nei suoi terreni:
la fillossera non è mai riuscita a penetrarvi. Questo permette alla cantina di
coltivare viti di Falanghina e Piedirosso quasi interamente a piede franco,
preservando il legame genetico originale con le antiche piante dei Campi
Flegrei. Bere un loro vino significa assaporare la storia nella sua espressione
più ancestrale e non innestata. La famiglia Verde ha deciso di omaggiare
l’ambasciatore Lozano Valencia con una bottiglia di Macchia Bianco Falanghina
Riserva dei Campi Flegrei Doc 2018.
Cantine Palazzo Marchesale
Questa realtà affonda le sue radici nell'esperienza storica
delle famiglie Benfidi e Vanacore, che coltivano queste terre sin dal XIX
secolo. Infatti, le due famiglie erano già attive nel 1800 e hanno avuto legami
con la Real Casa Borbonica, muovendosi su due livelli verticali estremi: il
cielo e il sottosuolo.
La cantina è tra le paladine più rigorose dell'Alberata
Aversana. Le viti di vitigno Asprinio vengono maritate a pioppi vivi,
arrampicandosi come monumenti vegetali fino a 15 metri d'altezza. La vendemmia
è un atto di "viticoltura eroica", effettuata da viticoltori che
salgono su altissime scala di legno. Una volta raccolti, i grappoli scendono
nelle storiche grotte tufacee scavate a mano fino a 15 metri sotto il suolo,
dove l'umidità costante e il buio perfetto cullano la fermentazione e la spumantizzazione
dell'Asprinio. Ne consegue oltretutto, un’ottima gestione interpretativa del
Pallagrello Bianco, del Pallagrello Nero e del Casavecchia. Quale omaggio
all’ambasciatore è stato selezionato il Brianò Asprinio Spumante Brut.
Casa Setaro
Arroccata a Trecase, all'interno del perimetro protetto del
Parco Nazionale del Vesuvio, Casa Setaro è una storia scritta interamente nel
quadrante di zonazione dell’area di Vesuvio Mare. Massimo Setaro e sua moglie
Mariarosaria hanno ereditato una tradizione di famiglia e l'hanno trasformata
in un'icona della viticoltura vulcanica contemporanea, dove ogni sorso è
plasmato dal respiro del Vesuvio.
A Casa Setaro si deve il monumentale salvataggio del
Caprettone, vitigno autoctono a bacca bianca a lungo confuso con il Coda di
Volpe. Coltivato a piede franco su pendenze vulcaniche esposte alle brezze del
Golfo di Napoli, il Caprettone di Setaro regala una mineralità e una sapidità
quasi salmastra, diventando l'emblema del riscatto dei vini vesuviani di
resilienza. Inoltre, la cantina padroneggia il sapere vitivinicolo del Lacryma
Christi Rosso e dell’ospitalità. La cantina vesuviana ha eletto una Magnum di Fuocoallegro
Piedirosso Vesuvio 2024 per l’ambasciatore del Messico.
Asprinio De Angelis
Situata a Casal di Principe, la cantina fondata
dall'ingegnere Francesco De Angelis è guidata da una visione geometrica,
artigianale e totalmente biologica applicata alla terra. In un territorio
storicamente generoso come la Terra Felix, De Angelis ha scelto di spogliare
l'uva Asprinio per darle un volto inedito e di rigore enologico allo stesso
tempo.
Il fulcro della cantina è la valorizzazione dell'Asprinio in
purezza, anche attraverso il Metodo Classico e affinamenti mirati. I vini
spiccano per una freschezza citrina tagliente e una spiccata acidità naturale,
che pulisce il palato e si traduce in spumanti di insospettabile longevità e
precisione tecnica, capaci di competere con i grandi territori spumantistici
europei. Non a caso l’ingegnere De Angelis ha scelto una Magnum Mattia
Asprinio Spumante Brut Metodo Classico 2020 per Sua Eccellenza Lozano Valencia.
Viticoltori Cocozza
Ci spostiamo a sud, ad Agropoli precisamente, dove la
macchia mediterranea incontra le millenarie suggestioni archeologiche di
Paestum e della Magna Grecia. Viticoltori Cocozza opera secondo il modello
affascinante della cantina diffusa: i vigneti non sono un unico blocco, ma
piccoli fazzoletti di terra incastonati tra colline argillose battute dal vento
marino e costantemente baciate dal sole del Cilento.
Il cuore pulsante della loro produzione si esprime nella
celebre linea Vallone Scuro. Sia il Fiano che il Rosato da uve Aglianico
si distaccano dai cliché produttivi: sono vini androgini, complessi e
profondamente sapidi, caratterizzati da intense note terrose, minerali e di
macchia spontanea che riflettono fedelmente il temperamento selvaggio e marino
del Cilento. La versione in rosso dello stesso Aglianico diventa un sorso
equilibratamente materico e marittimo; infatti, Vallone Scuro Aglianico
Igt Paestum 2024 è la bottiglia selezionata per il diplomatico messicano.
Cantine Matese
Questo affascinante progetto nasce come un vero e proprio
hub enologico e identitario radicato ad Alife, con l'obiettivo di raccontare le
sfumature incontaminate che circondano il Massiccio del Matese. Per mappare al
meglio la complessità dei suoli e dei microclimi che cambiano a pochi
chilometri di distanza, Cantine Matese opera attraverso tre distinte linee,
ognuna custode di un messaggio preciso:
Elepha: Un omaggio alla storia antica del territorio
e alla maestosità della montagna. Questa linea racchiude l'anima più calda e
strutturata dell'alto casertano e del Sannio, firmando rossi avvolgenti come
l'Aglianico Opulento e la Barbera del Sannio Alticcia.
Malise: L'essenza del confine, una linea tesa a unire
l'anima della Campania interna a quella del vicino Molise. Si concentra sulla
freschezza e su vitigni montani e trasversali, traducendosi in etichette
territoriali come la Tintilia e il Rosso del Molise.
Ren: Rappresenta la pura ricerca, l'innovazione e le
"connessioni" tra viticoltori. Sotto questo marchio nascono
interpretazioni eleganti di vitigni autoctoni storici della Valle del Volturno,
come il celebre Pallagrello Nero Linea Identitaria ReSisto.
Tale progetto è egregiamente condotto da Leandro Sannullo,
coadiuvato dall’enologo Vincent Renzo. Le cantine porteranno in dono il Tintilia
del Molise Doc 2022.
Ocone 1910
A Ponte, nel cuore del Sannio beneventano, Ocone 1910 è uno
dei pilastri storici del vino campano. Fondata all'inizio del secolo scorso, la
cantina ha attraversato le grandi trasformazioni del Novecento rimanendo sempre
fedele al massiccio calcareo del Taburno. Il racconto del marchio si intreccia
inevitabilmente con l'antropologia, la storia e il folklore locale, con
profondo rispetto per i cicli della natura.
Ocone, al cui timone vi è Giorgio Vergona, ha avuto il
merito storico di credere nella longevità e nella nobiltà dell'Aglianico del
Taburno e della Falanghina in tempi in cui il vino campano veniva venduto
principalmente sfuso. I loro vini giocano sulla finezza dei tannini e su una
spiccata acidità, dimostrando una capacità di evoluzione nel tempo che solo i
grandi terroir storici sanno regalare, al di là di una linea spumantistica
briosa e vini frizzanti gastronomicamente flessibili. L’azienda sannita ha scelto
un Magnum di Anastasi Aglianico del Taburno Docg 2017 per
l’ambasciatore.
Ca' Stelle
A Castelvenere, il comune più vitato d'Italia per
proporzione di terreno, Ca' Stelle è una realtà moderna e dinamica che ha
saputo interpretare la ricchezza geomorfologica della Valle Telesina,
caratterizzata da terreni argillose e calcarei ricchi di sedimenti. Il loro
storytelling è improntato sulla freschezza giovanile, sulla sostenibilità e
sulla biodiversità del vigneto.
La cantina brilla in modo particolare nella valorizzazione
contemporanea della Camaiola, storicamente nota come Barbera del Sannio, e
della Falanghina. Attraverso vinificazioni estremamente pulite e rispettose del
varietale, Ca' Stelle trasforma questi vitigni in vini agili, profumatissimi e
di grande bevibilità, perfetti ambasciatori del Sannio moderno nel mondo. Per
l’occasion la famiglia Assini ha deciso di portare in dono Dolce Andromeda
Barbera del Sannio Doc 2020.
Taccuino di Redazione: Luci e Prospettive del Red Carpet
Transatlantico
Mentre le luci di Roma si accendono per accogliere le
delegazioni diplomatiche e le più alte cariche istituzionali, il vero trionfo
della serata si consuma nel dietro le quinte della regìa organizzativa.
L'evento dimostra come un grande vino non si limiti a riempire i calici nei
contesti di alta rappresentanza, ma sappia farsi catalizzatore di relazioni
mondane e strategiche di altissimo profilo.