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martedì 11 agosto 2026

GIOVANI ALLIEVI DI TEATRO SEGRETO E I QUASI ONESTI DI ARDONE, PELUSO E MASSA CHIUDONO SEGRETI D’AUTORE

Saranno gli allievi del corso di formazione a cura di Teatro Segreto ad aprire, giovedì 13 agosto, la serata conclusiva della sedicesima edizione di “Segreti d’autore”, il festival ideato da Ruggero Cappuccio e affidato alla direzione della regista Nadia Baldi. I giovanissimi artisti hanno infatti realizzato quattro cortometraggi, esiti del laboratorio a cura dei docenti e dei discenti del Polo di divulgazione e formazione per l’ambiente, le scienze, le arti e la legalità diretto dalla stessa Baldi, che saranno proiettati alle 20,30 a Palazzo Coppola di Valle-Sessa Cilento (Sa). Un appuntamento, “L’intelligenza ama la creatività”, che rende concreto il progetto realizzato nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) sull’avviso “Attrattività dei borghi”- Valorizzazione della Valle dei Mulini, e ha come soggetto attuatore il Comune di Sessa Cilento (Sa),

 

A seguire, alle 21, ci si congeda dal pubblico del Festival con “Quasi onesti”, performance del trio comico composto da Corrado Ardone, Massimo Peluso ed Ettore Massa. Perché se è vero che l’intelligenza ama la creatività, si può sostenere altrettanto facilmente che anche la creatività ami l’intelligenza. Lo dimostra ampiamente questo spettacolo che affronta con leggerezza temi di grande attualità, elevando i meccanismi classici della comicità al rango di satira sociale. Produzione The Cult e divertimento assicurato.

 

A Corrado Ardone si deve inoltre, dalle 18 alle 19, R3V@LUT1@N, un film thriller dove gli spettatori diventano protagonisti di un viaggio sensoriale con Visori Vr, entrando direttamente dentro la storia e vivendola in prima persona. Un progetto che unisce tradizione narrativa e una tecnologia d’avanguardia, già sperimentata con successo all’estero.

 

L’ingresso per ogni singolo appuntamento è su prenotazione. Le richieste vanno inviate via mail all’indirizzo comunicazione@festivalsegretidautore.it, specificando l’evento, il numero dei posti e il proprio nome e cognome. Al personale addetto al controllo andrà esibita la ricevuta di conferma, in forma cartacea o su dispositivo elettronico.

 

Ultime ore poi a Palazzo Coppola per visitare, dalle 18 alle 20, due bellissime mostre: “La stanza di Herlitzka”, l’esposizione che la regista Nadia Baldi ha dedicato al grande attore scomparso nell’estate di due anni fa, e quella di Antonella Romano, che ci riporta a “Quando il bambino era bambino”.

 

Segreti d’Autore, festival dedicato ad Ambiente, Scienze, Arti e Legalità, ha il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania con i fondi del Pnrr.

 

 

Affettando sotto le stelle: a Trevico il 17 agosto torna la festa del prosciutto stagionato in grotta

Nel borgo più alto della Campania, Luigi Giovanniello celebra la settima edizione dell’appuntamento dedicato al “Pregiato di Trevico”. Una serata tra visite alle grotte tufacee, cultura del territorio, grandi salumi, vini irpini e la cucina istrionica dello chef Giovanni Mariconda.

C’è un modo particolarmente suggestivo per raccontare un territorio: percorrerlo lentamente, entrarne nelle storie, scoprirne i luoghi e infine sedersi a tavola per assaggiarlo. È questa la filosofia di “Affettando sotto le stelle”, l’appuntamento ideato da Luigi Giovanniello, maestro affinatore e patron dell’omonimo salumificio, che lunedì 17 agosto 2026 torna a Trevico con la sua settima edizione.

Un appuntamento che negli anni è diventato un piccolo rito dell’estate irpina e che quest’anno amplia il suo racconto, mettendo insieme gastronomia, cultura e valorizzazione del territorio.

L’appuntamento prenderà il via alle 17.30, con la possibilità di visitare il borgo storico di Trevico e le sue caratteristiche grotte tufacee ottocentesche, luoghi che rappresentano una parte importante della memoria produttiva del paese e che saranno visitabili durante la serata. Un’occasione per conoscere da vicino un progetto che nasce proprio con l’obiettivo di recuperare, raccontare e valorizzare questo patrimonio, restituendolo alla comunità e ai visitatori.

Trevico, del resto, è un luogo che merita di essere scoperto senza fretta. Il comune più alto della Campania, nel cuore della Baronia, è anche il paese che ha dato i natali al grande regista e sceneggiatore Ettore Scola. Un borgo sospeso tra storia, paesaggio e memoria, dove le tracce della cultura contadina convivono con una straordinaria identità gastronomica.

Il prosciutto che matura nella grotta

Proprio qui, nel cuore antico del paese, Luigi Giovanniello ha scelto di costruire la propria idea di salumeria artigianale. La sua boutique di insaccati si affaccia infatti sulla piazza che ospiterà la serata, proprio al di sopra delle antiche grotte tufacee dove maturano lentamente le cosce destinate alla linea Il Pregiato di Trevico.

Il nome non è casuale. La storia del prosciutto crudo di Trevico è stata riconosciuta dalla Regione Campania con l’attribuzione della qualifica di Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano (PAT), a testimonianza di una tradizione che affonda le proprie radici nella cultura gastronomica locale.

La grotta diventa così molto più di un semplice luogo di conservazione: è parte integrante del racconto del prodotto. Il microclima, il tempo, la manualità e la materia prima concorrono alla definizione di un prosciutto che trova nella montagna irpina il proprio ambiente naturale di affinamento.

La piazza diventa una tavola sotto le stelle

Dalle 17.30, il borgo che diede i natali a Ettore Scola aprirà le porte della sua storia. Chi lo vorrà potrà immergersi nell’anima più autentica di Trevico, passeggiando tra le vie del centro storico e visitando le suggestive grotte tufacee, custodi di antiche memorie e di una tradizione gastronomica profondamente legata al territorio. Un percorso alla scoperta del paese che, passo dopo passo, condurrà gli ospiti fino alla piazza del centro storico, dove, all’ombra della boutique di Giovanniello e a pochi passi dalle grotte, prenderà vita la degustazione sotto le stelle.
Una tavola all’aperto, nel cuore del paese, con il cielo estivo a fare da soffitto e il profilo del borgo a fare da scenografia.

Qui il “Pregiato di Trevico” sarà naturalmente al centro dell'iniziativa, insieme agli altri salumi del salumificio e alle specialità del territorio, accompagnati da una selezione di vini irpini.

A rendere ancora più speciale la serata ci sarà lo chef Giovanni Mariconda, chiamato a interpretare i prodotti della tradizione con la sua riconoscibile verve, il talento istrionico e una cucina capace di divertire e sorprendere. Mariconda sarà così il complice ideale di Giovanniello nel dare nuova voce alle materie prime irpine: il salume come ingrediente, il territorio come ispirazione e la tavola come luogo di incontro.

lunedì 10 agosto 2026

UN BORGO DI LIBRI, VENERDI’ 14 AGOSTO I «CONCERTI DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE» NEL BORGO MEDIEVALE DI CASERTAVECCHIA

Dodici concerti, quattro location, una premiere, e tanta musica: dalla barocca a quella jazz alle colonne sonore dei kolossal cinematografici o dei balletti a quella popolare. Alla vigilia di ferragosto, nel borgo medievale, dalle 19 a notte fonda.

Dodici concerti in quattro diversi luoghi del borgo medievale di Casertavecchia: la Cattedrale, la chiesa dell’Annunziata, il Palazzo della Valle, dove si trova il b&b Conte Spencer e Palazzo Giaquinto, tutti di grande fascino. L’overture è con il Wind Trio: flauto, clarinetto e fagotto; ma poi si prosegue con i colori delle percussioni; e con un viaggio da Vivaldi a Bartok. Un ruolo importante avrà quest’anno un progetto realizzato con il conservatorio di Campobasso: «Molise Contemporaneo: …rielaborazione di materiale etnico molisano, attraverso il linguaggio di compositori autoctoni…», ma ci sarà anche un salotto viennese e una session dedicata all’anima latina, tra il colto e il popolare. Un tourbillon di suoni e ritmi che per una notte trasformerà il borgo medievale dell’antica Casa Hirta sui colli in un simbolo del ferragosto italiano. Perciò la notte della vigilia di ferragosto, domani 14 agosto, abbandonate il tran tran dei falò sulle spiagge, la comodità dei condizionatori di città, la noia del non saper che fare: vi aspettiamo tutti a Casertavecchia per «Concerti di una notte di mezza estate».

Una iniziativa rivoluzionaria per trascorrere la vigilia delle feriae augusti nel fresco naturale del Borgo medievale cullati da una musica celestiale sparsa tra le antiche mura della cattedrale e di giardini e palazzi antichi o nascosta nei vicoli. «Concerti di una notte di mezza estate» è una manifestazione cardine di «Un Borgo di Libri»: fino allo scorso anno ne è stato sempre il prologo. La notte di concerti è promossa da Un Borgo di Libri insieme con l’associazione musicale «Anna Iervolino» e «L’Orchestra da Camera di Caserta», nata da un’idea del festival letterario; e con il sostegno della Parrocchia di San Michele Arcangelo, della locale Confraternita e della Pro Loco.

«Dalle 19 alle 00.15 (ora d’inizio dell’ultimo concerto, dunque già a ferragosto) del 14 agosto, infatti, l’antica cittadella medievale, che domina Caserta e la sua Reggia, l’unica in Italia monumento nazionale nella sua interezza – spiega Luigi Ferraiuolo, direttore di «Un Borgo di Libri» - risuonerà delle note dei più grandi capolavori della classica internazionale, declinate nelle maniere più raffinate; o in maniera popolare come colonne sonore dei grandi kolossal del cinema o di arie di concerti o balletti». 

«Si tratterà di musica colta che guarda alla musica popolare; e di musica raffinata – spiega Antonino Cascio, direttore artistico della Notte con Luigi Ferraiuolo – ma ci saranno anche anteprime appositamente composte per l’occasione. La rassegna è affidata a giovani musicisti, di cui alcuni selezionati tramite una call pubblica. E’ la nostra strada per coinvolgere e promuovere i migliori giovani musicisti del Sud: Concerti per una notte di mezza estate – aggiunge il maestro Cascio, una colonna della musica concertistica nel nostro Paese - ha proprio l’obiettivo di cerare non solo opportunità ma anche percorsi lavorativi e creativi. Da segnalare è il progetto che realizziamo con il Conservatorio del Molise di altissima qualità».

A dare una mano anche la parrocchia di San Michele Arcangelo, retta da don Franco Catrame; la Confraternita e la Pro Loco di Casertantica insieme alle famiglie Della Valle e Giaquinto. L’iniziativa è realizzata solo con le forze delle associazioni e punta a essere un modo diverso per declinare il turismo culturale nel Casertano ma anche in tutto il Sud Italia. Una scommessa dell’associazionismo culturale di qualità di Terra di Lavoro. 

«Costruire iniziative culturali a Casertavecchia, come sta facendo da tempo “Un Borgo di Libri”, ora insieme con l’Associazione Jervolino e l’Orchestra da Camera di Caserta, in altri casi da solo, incentrate sulla musica – spiega don Franco Catrame, nuovo parroco della cattedrale di Casertavecchia – è un grande merito. E noi come parrocchia cerchiamo di dare una mano». Per tutte le informazioni consultare la pagina facebook e i siti di un Borgo di Libri e Autunno Musicale.

Nota al Programma

 

ARTICOLAZIONE

Il programma si articola in due cicli principali nei vari luoghi della notte divisi in «Contemporaneità» e «Barocco contro Jazz».

 

 

PERFORMER

Il target dei performer è volutamente giovane e di esclusiva provenienza meridionale, per valorizzare le nostre eccellenze; alcuni dei musicisti, peraltro, sono tra i migliori diplomati dei Conservatori campani, selezionati dall’Associazione Anna Jervolino e dall’Orchestra da Camera di Caserta nell’ambito della competizione annuale «Summer Concert Young - Centodieci & lode».

 

PROGRAMMA

Ogni programma propone un preciso itinerario, dal barocco al contemporaneo colto, e presenta fugaci trasgressioni verso alcune forme di contaminazione in ambito popolare e colto. Il concerto è aperto alle interazioni con il pubblico nelle forme più spontanee che potranno verificarsi. Nell’intento poi di un creare un ideale collegamento con la filologia del Borgo – intesa in senso esteso e atemporale - e la musica dell’epoca (commistione di sacro e profano, dotto e popolare), i programmi proporranno anche brani del filone contemporaneo - colto, soprattutto iberico e latino-americana, che ha raccolto ed elaborato idiomi etnici.Buon ascolto!
 

FRANCESCO CICCHELLA PROTAGONISTA IL 12 AGOSTO 2026 A SEGRETI D’AUTORE

Sarà una serata “cic to cic” quella del 12 agosto 2026 a “Segreti d’Autore”, il Festival ideato da Ruggero Cappuccio e diretto da Nadia Baldi.

Alle 21 è infatti in programma a Palazzo Coppola di Valle-Sessa Cilento (Sa) l’atteso incontro con Francesco Cicchella. Il popolare attore, comico, imitatore, cantante e musicista, ripercorrerà il suo percorso artistico, dalla formazione al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli fino al grande successo televisivo e teatrale. Vincitore nel 2015 della quinta edizione del talent di Rai1 “Tale e quale show” condotto da Carlo Conti, Cicchella ha al suo attivo anche, a conferma di una precoce dote naturale, la conquista a soli 17 anni del Premio Totò alla comicità, che ne favorì l’approdo a una puntata della trasmissione “Cominciamo bene” su Rai 3, e nel 2009 del Premio intitolato alla memoria di Alighiero Noschese, il più bravo e il più famoso imitatore italiano di tutti i tempi, che gli aprì le porte della fortunata trasmissione di Rai 2 “Made in Sud”. L’appuntamento cilentano sarà l’occasione per conoscere da vicino un artista poliedrico, degno successore di una grande tradizione. Inimitabile, ma non per lui.

 

Dalle 18 alle 19 si replica invece R3V@LUT1@N, il film thriller di Corrado Ardone, dove gli spettatori diventano protagonisti di un viaggio sensoriale con Visori Vr, entrando direttamente dentro la storia e vivendola in prima persona.

 

L’ingresso per ogni singolo appuntamento è su prenotazione. Le richieste vanno inviate via mail all’indirizzo comunicazione@festivalsegretidautore.it, specificando l’evento, il numero dei posti e il proprio nome e cognome. Al personale addetto al controllo andrà esibita la ricevuta di conferma, in forma cartacea o su dispositivo elettronico.

 

Segreti d’Autore, festival dedicato ad Ambiente, Scienze, Arti e Legalità, ha il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania con i fondi del Pnrr.

 

 

 

 

 

 

 

Panettone di Ferragosto a Monte di Procida con Don Salvatore

L'edizione estiva e a tiratura limitata del grande lievitato firmato Luigi Colandrea: fragoline, limone semicandito, burro di latteria e vaniglia del Madagascar per il fine pasto ideale dei mesi caldi.

Da “Don Salvatore Ristorante e Relais” arriva una novità che unisce la grande tradizione dei lievitati della famiglia Colandrea a un'idea inedita: portare il panettone, simbolo delle feste invernali, sulla tavola d'agosto. Nasce così il Panettone di Ferragosto, edizione limitata pensata come fine pasto estivo, da servire fresco di taglio dopo le cene sotto il limoneto o da portare a casa come piccola opera artigianale firmata Luigi Colandrea.

Un debutto non casuale: il 15 agosto Monte di Procida festeggia la sua patrona, la Madonna Assunta, e il Panettone di Ferragosto nasce anche per essere parte di questo giorno di festa collettiva per tutto il paese.

Un progetto che nasce dalla grande passione per i lievitati di Luigi Colandrea, chef e patron, insieme al fratello Generoso, di “Don Salvatore”. Da oltre dieci anni Luigi produce colombe e panettoni con lievito madre, grazie anche al percorso di formazione con Rolando Morandin, tra i massimi maestri italiani dell'arte bianca. Un lievitato tradizionalmente legato al Natale che oggi trova, per la prima volta, una versione pensata per l'estate flegrea.

Un lievitato d'estate, tra orto e mare

Il Panettone di Ferragosto reinterpreta la ricetta classica con un impasto morbido e profumato, arricchito da fragoline, limone semicandito ricavato dai limoni dell'azienda agricola di famiglia e vaniglia del Madagascar, ed è realizzato con burro di latteria. Il risultato è un lievitato dal profilo fresco e delicato, pensato apposta per chiudere un pasto estivo: meno speziato del panettone invernale, più agrumato e fruttato, in perfetto equilibrio con la stagione. Alla base dell'impasto c'è lo stesso lievito madre che Luigi utilizza per i panettoni e le colombe, rinfrescato quotidianamente in laboratorio.


“I grandi lievitati sono da sempre una delle nostre passioni più grandi, un lavoro che portiamo avanti da oltre dieci anni con la stessa cura che dedichiamo all'orto e alla cucina. Con il Panettone di Ferragosto abbiamo voluto raccontare l'estate flegrea attraverso un impasto che profuma di limone e di fragoline: un modo diverso di chiudere il pasto, senza rinunciare alla tecnica e alla qualità che ci hanno sempre contraddistinto."

Luigi Colandrea, chef e patron di Don Salvatore Ristorante e Relais



https://www.donsalvatore.eu/

La Caciocavalleria apre ad Avellino


Il nuovo flagship store della famiglia Di Cecca dedicato al caciocavallo: design contemporaneo, cultura gastronomica e identità d’Appennino.


Dal 20 agosto 2026 Avellino accoglie una nuova Caciocavalleria, il format voluto dalla famiglia Di Cecca che trasforma il caciocavallo in protagonista di un'esperienza capace di unire vendita, degustazione, cultura gastronomica e design contemporaneo. Il nuovo flagship store, situato in Piazza Aldo Moro n. 22, di fronte al Tribunale, rappresenta una nuova tappa nel percorso di crescita di un marchio che ha fatto dell'identità territoriale e della valorizzazione delle produzioni casearie dell'Appennino meridionale la propria cifra distintiva.
Il progetto delle Caciocavallerie nasce a Calitri, nel cuore dell'Alta Irpinia, dove hanno sede lo storico Caseificio Di Cecca, la prima Caciocavalleria, Il Fienile – Cheese Academy e le suggestive grotte naturali in cui maturano i caciocavalli secondo un metodo di stagionatura che custodisce il legame con il territorio e con la tradizione pastorale. È da qui che prende forma un percorso imprenditoriale capace di trasformare uno dei prodotti simbolo dell'Appennino in un autentico marchio culturale, in grado di raccontare qualità, ricerca e innovazione senza perdere il legame con le proprie origini.
L'apertura del punto vendita di Avellino rappresenta un passaggio strategico in questo percorso di crescita. Non è soltanto un nuovo presidio commerciale, ma un ponte tra il capoluogo e le aree interne dell'Irpinia: uno spazio in cui la città incontra il patrimonio produttivo, culturale e paesaggistico dell'entroterra, offrendo ai visitatori un'esperienza che va oltre l'acquisto e diventa occasione di scoperta.
L'insediamento nel cuore di Avellino assume anche un forte valore simbolico. È la scelta di portare nel capoluogo una realtà nata nelle aree interne, dimostrando come territori spesso considerati marginali siano invece capaci di generare eccellenza, innovazione e visione imprenditoriale. Un progetto che ribadisce come i territori ulteriori non rappresentano un limite per la crescita della provincia, ma una risorsa strategica per il suo sviluppo.

Un progetto di interior design che racconta il territorio

Concept e progetto architettonico sono stati ideati e sviluppati da +tstudio, fondato e diretto dall’architetto Vincenzo Tenore, da anni impegnato nella ricerca sul rapporto tra architettura contemporanea, aree interne e cultura materiale.
Da tempo lo studio affianca la famiglia Di
Cecca in un percorso di design-management volto alla costruzione dell’identità del marchio, pianificando e sviluppando assieme all’imprenditore alt’irpino progetti di architettura, interior design, allestimento, packaging e comunicazione. Tra gli interventi più significativi figurano “Pret à Porter”, selezionato per l’ADI Design Index 2020 e candidato al Compasso d’Oro 2022, e Il Fienile – Cheese Academy, premiato nel 2023 con l’Hyper Regionalism Award promosso da AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica.
L’intervento interpreta il negozio come un vero flagship store, concepito non soltanto come spazio commerciale ma come ambiente narrativo in cui si sovvertono le normali dinamiche di vendita lasciando maggiore spazio all’uomo, alla narrazione del territorio che li ospita.
L’allestimento costruisce un linguaggio essenziale e contemporaneo nel quale ogni elemento contribuisce a valorizzare il prodotto senza sovrastarlo. Materiali naturali, dettagli metallici, illuminazione calibrata e una palette cromatica rigorosa definiscono un ambiente elegante, riconoscibile e senza tempo.
Il progetto si sviluppa come un percorso che accompagna il visitatore alla scoperta del mondo del caciocavallo: dall’esposizione alla degustazione, dalla narrazione delle lavorazioni artigianali fino al racconto del territorio di origine e alle possibili interazioni con le produzioni tipiche dei luoghi ospitanti.
L’architettura diventa così uno strumento di comunicazione del brand, trasformando l’identità aziendale in uno spazio fisico capace di trasmettere autenticità, qualità e senso di appartenenza.

Un marchio che valorizza l’Appennino

Caciocavalleria nasce dalla volontà di riportare il caciocavallo, antico formaggio della transumanza, al centro della cultura alimentare contemporanea.
L’obiettivo non è soltanto proporre un prodotto, ma costruire una filiera culturale capace di mettere in relazione allevatori, casari, paesaggio, turismo ed enogastronomia delle aree interne.
Ogni prodotto racconta una storia fatta di pascoli, transumanza, lavorazioni artigianali e saperi tramandati nel tempo. La qualità diventa quindi il risultato di un equilibrio tra tradizione e innovazione, nel rispetto delle materie prime e del territorio.
Il nuovo punto vendita di Avellino rappresenta una vetrina privilegiata per questa filosofia, offrendo un luogo di incontro dove degustazione, consulenza e racconto diventano parte integrante dell’esperienza di acquisto.

Un investimento sulla qualità e sull’identità territoriale

L’apertura di Caciocavalleria testimonia come la qualità del design associato alla qualità dei prodotti possa diventare uno strumento di sviluppo economico e culturale anche per quelle aree etichettate come di margine.
Il progetto dimostra che anche una piccola impresa radicata nelle aree interne può costruire un’identità contemporanea, capace di dialogare con il pubblico urbano senza perdere il legame con le proprie origini.
In questo senso il nuovo spazio di Avellino non rappresenta soltanto un negozio, ma un luogo in cui architettura, design, impresa e cultura gastronomica collaborano per promuovere una nuova idea di territorio: aperta, innovativa e profondamente legata alle proprie radici.

domenica 9 agosto 2026

"AETERNUM", IL NUOVO FILM DI JORDAN RIVER ANNUNCIATO AL LOCARNO FILM FESTIVAL

Un’intelligenza artificiale che modula le emozioni umane, un manoscritto che attraversa i secoli: il nuovo lungometraggio di Jordan River racconta i Giorni della Creazione a ritroso. Inizio lavorazioni nel corso del 2027, in altissima risoluzione 17K IMAX.

In occasione della sezione Industry della 79ª edizione del Festival del Cinema di Locarno, Delta Star Pictures ha annunciato ufficialmente lo sviluppo di "AETERNUM", il nuovo lungometraggio firmato dal regista Jordan River. L’opera, attualmente in fase di sviluppo e pre-produzione, avvierà le sue lavorazioni principali nel corso del 2027 coinvolgendo un team internazionale. Regista italiano dallo sguardo marcatamente internazionale, Jordan River arriva ad AETERNUM dopo «Joachim and the Apocalypse» (2024), già in corsa in più categorie per la selezione agli Academy Awards® 2025. La sceneggiatura di AETERNUM è stata inoltre selezionata a Oxford e a Cannes, e ha recentemente vinto il premio per la Miglior Sceneggiatura al Berlin International Screenwriting Festival.

 

Ambientato in un vicino futuro, AETERNUM indaga una società in cui un avanzato sistema di intelligenza artificiale tenta di controllare e modulare le emozioni umane, ridefinendo i confini del libero arbitrio e della sensibilità individuale. Al centro della vicenda emerge un elemento inatteso, ovvero un antico manoscritto che custodisce misteri rimasti celati per secoli e che rimanda alla dimensione metafisica de “La Città di Dio” di Sant’Agostino, nonché alla tradizione dello Shambhala, la leggendaria “città di luce” delle cosmologie orientali, simbolo di conoscenza e armonia universale. Il ritrovamento diventa la chiave di un percorso che apre a interrogativi universali.

 

Una struttura narrativa avvincente e un cast internazionale

Il film è sviluppato seguendo i Giorni della Creazione ma raccontati a ritroso, svelando un disegno nascosto che intreccia cosmologia, spiritualità e destino umano.

 

"Con AETERNUM useremo le tecnologie più avanzate per tornare alle domande più antiche: che cosa resta di umano quando anche le emozioni possono essere programmate?" — Jordan River, regista

 

Il cast, attualmente in via di definizione, riflette la vocazione fortemente globale del progetto e includerà interpreti nazionali e internazionali. Tra i nomi italiani previsti figurano Sebastiano Somma (“Il mercante di stoffe”, “Nel tepore del ballo”, “Notte prima degli esami 3.0”) e Denise Tantucci (“Leopardi&Co.”, “Braccialetti rossi”, “Ben-Hur”). Un ruolo di rilievo sarà affidato all’attore di origini giapponesi Hal Yamanouchi (“Wolverine – L’immortale”, “The Life Aquatic with Steve Zissou”, “Push”). Sono in corso trattative con l’attore britannico Bruce Payne ("Passenger 57 - Terrore ad alta quota", "Dungeons & Dragons", "Highlander: Endgame"), noto per l’intensità delle sue interpretazioni. I casting proseguiranno fino all’autunno, con ulteriori nomi internazionali in via di annuncio.

Per la colonna sonora è previsto il coinvolgimento del noto compositore Michele Josia, già vincitore del prestigioso Emmy® Award. Josia torna a collaborare con Jordan River dopo il successo della colonna sonora di “Joachim and the Apocalypse”, che ha superato la prima fase della competizione nella categoria Original Score agli Oscar® 2025 tra le 135 opere selezionate, unica a rappresentare l’Italia. Per il comparto tecnico sono coinvolti professionisti di primo piano della scena cinematografica italiana e internazionale: tra le collaborazioni in corso figurano le interlocuzioni con il Premio Oscar® Mark Ulano (Miglior Suono per Titanic).

 

Location mozzafiato e nuove tecnologie

Il regista, insieme allo staff di produzione, ha effettuato in questi giorni i primi sopralluoghi per individuare in Italia le location più significative, in linea con la profondità tematica dell’opera. Le riprese interesseranno numerosi territori e regioni, tra cui Abruzzo, Lazio, Calabria e Trentino, nonché altre aree ancora in valutazione. Il film sarà realizzato sia in live action sia con tecniche avanzate di Virtual Production e girato in 17K formato IMAX e integrerà il ThetaWave Cinematic Modulation System™, tecnologia proprietaria di modulazione neuroacustica applicata al sound design, utilizzata per la prima volta al cinema dallo stesso regista nel precedente "Joachim and the Apocalypse", girato in 12K.

 

Un cinema che interroga

AETERNUM segna un nuovo passo nella ricerca di Jordan River: un film che unisce tensione narrativa, riflessione escatologica e immaginazione visiva per raccontare il futuro attraverso le domande più antiche dell’umanità, e restituire al grande schermo la sua funzione di interrogare, rivelare, trasformare.

Foto e immagini Locarno Industry