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giovedì 12 febbraio 2026

M’illumino di meno 2026: il 16 febbraio le luci dei monumenti campani si spengono per illuminare il futuro



Anche quest’anno la Direzione regionale Musei nazionali Campania partecipa a M’illumino di Meno, la campagna nazionale di sensibilizzazione ideata da Caterpillar e Rai Radio2 in occasione della Giornata nazionale del Risparmio energetico e degli Stili di vita sostenibili.



Lunedì 16 febbraio 2026 cinque monumenti campani spegneranno simbolicamente le proprie luci, un gesto concreto per promuovere il risparmio energetico e diffondere una cultura della sostenibilità.

Si inizia alle ore 18:00 a Santa Maria Capua Vetere, dove l’Anfiteatro Campano spegnerà l’illuminazione per un’ora, con una diretta sui canali social (l’evento sarà visibile sulla pagina Facebook del circuito archeologico dell’antica Capua: https://www.facebook.com/anticacapuamuseo).

Alla stessa ora, il Palazzo della Dogana dei Grani di Atripalda oscurerà la sala centrale dello storico edificio, oggi significativo polo museale e culturale per il territorio irpino, e il Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno spegnerà le luci sul portale d’ingresso di Palazzo Capua.

Dalle ore 19:00 sarà la volta della Certosa di San Lorenzo a Padula, imponente complesso monumentale nel cuore del Cilento e sito UNESCO, che abbasserà progressivamente le luci del Chiostro Grande — tra i più vasti d’Europa — fino al completo spegnimento.

Infine, dalle 19:30, anche il Teatro romano di Benevento, costruito tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C. nella parte occidentale dell’antica città, resterà al buio.

Giunta alla XXII edizione, M’illumino di Meno quest’anno dà spazio alla scienza, protagonista imprescindibile nell’analisi delle grandi sfide contemporanee: dalla crisi energetica ai cambiamenti climatici, fino agli effetti dei combustibili fossili sugli ecosistemi.

Lo slogan “M’illumino di Meno. M’illumino di Scienza” richiama l’attenzione sul ruolo centrale della ricerca e dell’ingegno umano nella costruzione di un futuro più equo e sostenibile. In uno scenario globale segnato da conflitti, incertezze energetiche e rallentamenti negli investimenti per la transizione ecologica, la scienza continua a indicare percorsi fondati su fonti rinnovabili, innovazione e responsabilità condivisa.

Con questa adesione, la Direzione regionale Musei nazionali Campania rinnova il proprio impegno nella diffusione di pratiche sostenibili e nella valorizzazione del patrimonio culturale come strumento di educazione civica e ambientale. Spegnere simbolicamente monumenti e complessi storici è un gesto semplice ma altamente evocativo, capace di stimolare una riflessione consapevole sull’uso delle risorse e sull’importanza della scienza come guida per affrontare le sfide energetiche e ambientali del nostro tempo.



San Valentino, serata romantica al Palazzo Reale di Napoli

 


Sabato 14 febbraio, in occasione dalla festa di San Valentino, il Palazzo Reale di Napoli sarà straordinariamente aperto in orario serale, dalle ore 20,00 alle 24,00 (ultimo ingresso alle ore 23.00).

Per l’occasione è stato fissato un prezzo ridotto e il biglietto costerà 5 euro.

“Innamorarsi a corte” è il titolo dell’iniziativa grazie alla quale sarà possibile ammirare le sale del Palazzo in occasione della giornata in cui si celebra il concetto universale dell’amore.

I visitatori avranno la possibilità di accedere all’Appartamento di Etichetta e al Museo della Fabbrica (per il quale l’ultimo ingresso è fissato alle ore 22.30), mentre non saranno visitabili il Giardino Pensile e il Museo Caruso, che restano accessibili nei consueti giorni e orari di apertura.

 

La prenotazione non è prevista per i visitatori individuali, mentre è obbligatoria per i gruppi superiori alle 10 persone sul sito di palazzo reale www.palazzorealedinapoli.org (ingresso gruppi ogni 20 minuti dalle ore 20.00 alle ore 23.00) oppure in biglietteria

Al TEATRO SAN FERDINANDO "STORIA DI UN AMORE" con ANDREA TIDONA, regia di GIOVANNI MAZZARA - unica data, martedì 17 febbraio



Martedì 17 febbraio, alle ore 21, il Teatro San Ferdinando ospita, in un’unica data, Storia di un amore, spettacolo di parole, musica e danza liberamente tratto da Lettera a D. di André Gorz (Sellerio Editore Palermo), drammaturgia di Giovanni Mazzara e Andrea Tidona, regia dGiovanni Mazzara.

Protagonisti in scena Andrea Tidona, nel ruolo di André Gorz, Yuriko Nishihara, danzatrice e interprete di Dorine, che firma anche la coreografia, Giuseppe Milici all’armonica e Mauro Schiavone al pianoforte. La traduzione e l’adattamento sono di Maruzza Loria.

 

Lo spettacolo ripercorre gli anni di vita condivisa tra il filosofo André Gorz e la moglie Dorine, attraverso una narrazione intima e intensa ambientata nella Parigi del dopoguerra. Una lunga lettera d’amore che intreccia impegno intellettuale e legame sentimentale, restituendo il ritratto di una relazione profonda. Le musiche, eseguite dal vivo, alternano brani originali, swing e canzoni francesi del dopoguerra, contribuendo a costruire un tessuto sonoro che dialoga costantemente con la parola e il movimento.

 

Lettera a D. è la storia di una vita. André Gorz incontra Dorine, giovane attrice inglese, nel 1947: lei fa teatro, lui scrive. Vivranno insieme 58 anni. Ma Storia di un amore è anche il ritratto di un’epoca, un luogo della memoria che attraversa la Parigi della seconda metà del Novecento, tra idee, battaglie culturali e sfide sociali, incontrando figure centrali del pensiero contemporaneo, da Jean-Paul Sartre a Herbert Marcuse.

Il libro è avvolgente e si legge d’un fiato. Non è lo sviluppo della storia a catturare, ma le parole di cui è capace un uomo che sa amare a rapire il lettore. Parole che sono esse stesse suono. Così Giovanni Mazzara ha l’intuizione di raccontare in scena un amore e ne scrive la drammaturgia: fa parlare André Gorz e lo fa dialogare con una Dorine che, fragile e quasi diafana, si muove sulle punte, danzando tra un pianista e un armonicista, la cui musica rende intensa la narrazione e assicura un’esperienza immersiva e totalizzante, accompagnandoci in un viaggio emotivo inaspettato. Si suonano musiche Swing e canzoni francesi del dopoguerra. Si improvvisa, si divaga su un tema. Il tema è la vita; le divagazioni sono le tentazioni, i dubbi, le incertezze, l’incomunicabilità, ma anche la gioia delle piccole cose quotidiane.

 

Storia di un amore è una nuova produzione dell’Associazione siciliana Amici della musica, realizzata in collaborazione con il Festival “Musiche e Parole per l’Estate a Partanna” e il Museo Sociale Danisinni di Palermo, un progetto che unisce prosa, musica e danza in un’unica forma espressiva.

 

Nota di Maruzza Loria e Giovanni Mazzara

 

Losanna, 1947. André Gorz è un giovane intellettuale ebreo squattrinato, in cerca della propria strada. L’incontro con Dorine Keir, giovane e affascinante danzatrice inglese, cambierà la sua vita.

Nel ’49, giovani sposi, si trasferiscono a Parigi, dove entrano nella cerchia degli esistenzialisti che ruota intorno a Jean-Paul Sartre. Sarà l’avvio del percorso professionale e filosofico di Gorz e del suo debutto come giornalista, che lo porterà a essere cofondatore del prestigioso «Nouvel Observateur» e a far parte del comitato di direzione della rivista «Les Temps Modernes».

Per cinquantotto anni André e Dorine vivranno in simbiosi. Lui immerso nei suoi libri e nei suoi pensieri filosofici. Lei, inventandosi mille lavori, provvede alle necessità quotidiane donandogli, complice, il suo amore. Viaggiano, vivono una vita intensa e politicamente impegnata. Poi lasciano Parigi per invecchiare in una casa di campagna progettata dalla stessa Dorine.

Sono innamorati come i primi tempi. Quando Dorine si ammala di cancro, André non sopporta la possibilità di rimanere solo.

Accompagna Dorine nella malattia e in Lettera a D., romanzo autobiografico, le rende omaggio. Poco tempo dopo decidono di porre fine insieme alla loro storia d’amore.

Nel nostro adattamento abbiamo immaginato André rivivere un momento dei suoi primi incontri con Dorine. Siamo in un dancing e lei fragile, quasi diafana, danza sulle punte accompagnata dalla musica dei suoi amici musicisti. André osserva la sua amata danzare, avvolto dalla nostalgia, ricordando i momenti della loro vita trascorsa insieme.

Nella seconda parte André è un uomo maturo, un filosofo riconosciuto. Racconta dei loro scambi intellettuali, dei suoi studi. Dorine qui è forte, allegra e piena di vita: è lei a osservare il compagno, improvvisando passi di danza sulle parole del suo amato.

L’epilogo è struggente, la malattia di Dorine coglie André in tutta la sua fragilità e, nel momento del distacco, le dedica parole d’amore.

Lo spettacolo è eseguito da un quartetto di artisti, tutti partecipi della magia del testo. Andrea Tidona, attore e doppiatore con alle spalle cinquant’anni di carriera dedicata al cinema, al teatro e alla televisione; Yuriko Nishihara, prima ballerina del Teatro Massimo di Palermo; Giuseppe Milici, armonicista dalla carriera internazionale; Mauro Schiavone, pianista e compositore di rara eleganza.

Maruzza Loria, Giovanni Mazzara

 

Teatro San Ferdinando

Martedì 17 febbraio 2026 – ore 21

Unica data

 

STORIA DI UN AMORE
liberamente tratto da Lettera a D. di André Gorz – Sellerio Editore Palermo
traduzione e adattamento Maruzza Loria
drammaturgia Giovanni Mazzara e Andrea Tidona
regia Giovanni Mazzara
con Andrea Tidona, Yuriko Nishihara, Giuseppe Milici (armonica), Mauro Schiavone (pianoforte)
musiche originali Giuseppe Milici e Mauro Schiavone
musiche Swing e Canzoni francesi del dopoguerra
coreografia Yuriko Nishihara
costumi Valentina Console
luci Felicetta Giordano
regista collaboratore Giovanna Proto
foto di scena Franco Lannino

produzione Associazione siciliana Amici della Musica, Festival “Musiche e Parole per l’Estate a Partanna”, Museo Sociale Danisinni Palermo.

 

 

Info www. teatrodinapoli.it

Biglietterie tel 081.5513396 | 081.292030 / 081.291878 | biglietteria@ teatrodinapoli.it



 

VENI, VIDI, HERCVLANEVM: arriva la Virtual Reality Experience a Ercolano



Il passato non è mai stato così vicino al Parco Archeologico di Ercolano che presenta VENI, VIDI, HERCVLANEVM – Virtual Reality Experience, un nuovo progetto sperimentale che, ancora prima di accedere al sito archeologico, trasforma la visita in un viaggio immersivo nel tempo grazie all’utilizzo di visori di realtà virtuale.

Ogni lunedì e mercoledì, da febbraio ai primi di maggio, i visitatori potranno vivere l’esperienza senza costi aggiuntivi: sarà sufficiente acquistare il biglietto di ingresso e prenotarsi in anticipo per indossare i visori; e si potranno muovere i primi passi virtuali tra le antiche mura della città.
Si tratta di un’iniziativa innovativa, coinvolgente e accessibile, che consente di entrare idealmente nell’antica Ercolano, esplorarne gli spazi, riviverne atmosfere e dettagli, osservare ambienti e architetture ricostruiti in 3D come se fossero davanti ai propri occhi.
Grazie alla realtà virtuale, i visitatori possono comprendere meglio l’organizzazione urbana, gli edifici e la vita quotidiana della città antica, con un livello di coinvolgimento emotivo e cognitivo particolarmente intenso.
Un’esperienza per tutti
Particolare attenzione è dedicata all’inclusione: l’attività è pensata per ogni tipologia di pubblico, con un’apertura specifica alle persone con disabilità fisiche, cognitive e sensoriali. L’esperienza si svolge in totale sicurezza, con il supporto di personale specializzato del Parco che accoglie, guida e assiste i partecipanti in ogni fase. Un modo concreto per abbattere le barriere e rendere la cultura realmente accessibile e condivisa.
Calendario attività
Febbraio: 16 – 18 – 23 – 25
Marzo: 2 – 4 – 9 – 11 – 16 – 18 – 23 – 25 – 30
Aprile: 1 – 6 – 8 – 13 – 15 – 20 – 22 – 27 – 29
Maggio: 4
Orari e modalità
  • dalle 9:30 alle 12:30
  • turni da 10 minuti (comprensivi di consegna e ritiro dei visori, con supporto di personale del Parco)
  • 2 postazioni, per 2 visitatori ogni turno
  • attività presso il Visitor Center
Partecipazione
L’attività è gratuita, previo acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito (valide riduzioni e gratuità secondo normativa).
Prenotazione obbligatoria:
Partecipazione fino a esaurimento dei posti disponibili.
Con VENI, VIDI, HERCVLANEVM – Virtual Reality Experience il patrimonio archeologico non si osserva soltanto: si attraversa, si esplora, si vive.

"Più amore, per favore": l’urgenza visionaria di Nello Petrucci

 


Una mano che sembra dischiudere una porta, da cui un volto seminascosto guarda l’osservatore. È l’opera che l’artista pompeiano Nello Petrucci ha svelato e completato dal vivo in occasione dell’inaugurazione di “The Touch of Vision”, la sua prima mostra personale a Bologna, presso la galleria Portanova12.

 

Si tratta di un’esposizione catartica e sperimentale che nasce dall’urgenza di diffondere “il verbo dell’amore” in un periodo storico segnato da conflitti, divisioni, paura, perdita di senso e smarrimento.

 

L’opera di grandi dimensioni, inserita nel progetto della galleria P12 Big Canvas e realizzata con la tecnica dell’halftone, accoglie il visitatore e sintetizza il messaggio di “The Touch of Vision”. Le due fasce laterali sono dominate da un espressionismo astratto, un turbine di colori (rossi, blu, gialli) che rappresentano il "rumore" del mondo, i conflitti, la perdita di senso e lo smarrimento.

 

L'atto di schiudere, invece, non sta solo compiendo un gesto, ma sta esercitando una forza. È una mano che "afferra" che tiene aperta una porta, che invita a non chiudersi in sé stessi. Sopra la mano, emerge un occhio che guarda direttamente verso l'osservatore. Questo è il vero "Tocco della Visione". L'occhio che osserva verso l'esterno rompe la "quarta parete" dell'arte: non siamo più noi a guardare il quadro, ma è il quadro che, attraverso quel varco faticosamente aperto, guarda noi.

 

“The Touch of Vision” (curata da Massimo Cattafi e visitabile fino al 7 marzo 2026) invita a riscoprire noi stessi in relazione agli altri, attraverso un linguaggio ispirato dall’amore. Petrucci inizia mettendo in scena, “fuori e dentro porta”, una parata di manifesti su cui è impressa, in 26 idiomi differenti, la scritta: “Più amore, per favore”. Un messaggio semplice, diretto, quasi infantile, ma proprio per questo universale e necessario.

 

È un invito a riappropriarci della nostra intelligenza emotiva e a ripensare in modo propositivo le relazioni umane, diffondendo “il verbo dell’amore” come possibile innesco di una trasformazione culturale profonda, senza perdere di vista ciò che ci rende umani e senza dare nulla per scontato.

 

Alla composizione delle affissioni, Petrucci affianca una fragile e intima installazione, costruita come una costellazione minimale di frammenti mnemonici: carte, parole, tracce d’immagini, pensieri, emozioni. Un vero e proprio archivio emotivo del qui e ora. Ogni elemento è immerso e sospeso in un liquido puro, che lo rende simile a una reliquia contemporanea: un frammento autentico di esperienza e memoria.

 

Presi singolarmente, questi elementi sono tracce isolate; insieme, compongono un orizzonte più ampio, ispirato dall’amore per la vita. Ne nasce uno spazio in cui fermarsi, riflettere, prendere respiro e ripartire. Un luogo dove rimettere il cuore in gioco, verso un’idea di umanità illuminata dal tocco della visione.

 

Nello Petrucci è street artist e filmmaker. La sua ricerca unisce arte visiva e impegno sociale, con progetti esposti in diversi Paesi del mondo, in contesti sia istituzionali che urbani. Porta avanti il progetto Art Helps People, attraverso il quale trasforma l’arte in uno strumento di aiuto concreto in contesti socialmente fragili

Al Teatro Serra omaggio ai Led Zeppelin con i “Runes of Kashmir”

Al Teatro Serra il concerto omaggio ai Led Zeppelin dei “Runes of Kashmir”. Con Luca Melorio, Rita Genni, Emanuel Savarese e Giuseppe Bucciero. Il 27 e 28 febbraio alle 20:00, a Fuorigrotta, in Via Diocleziano 316. Info: teatroserra@gmail.com, 347.8051793.

“Runes of Kashmir-Led Zeppelin revival” tributo ai Led Zeppelin al Teatro Serra di Napoli che venerdì 27 e sabato 28 febbraio alle 20:00 ospiterà il gruppo composto da Luca Melorio (chitarra), Rita Genni (voce), Emanuel Savarese (batteria) e Giuseppe Bucciero (basso). Foto Raimondo Fiorenza. A Fuorigrotta, in Via Diocleziano 316. Info: teatroserra@gmail.com, 347.8051793.

Quello dei “Runes of Kasmir” è un progetto musicale nato dal desiderio di confrontarsi con la profondità della musica dei Led Zeppelin con rispetto e passione sincera, senza imitazioni forzate, grazie al band leader Luca Melorio – nome d’arte Norman Cooper – chitarrista solista dal marcato stile blues cresciuto a “pane e Jimmy Page”, che a dieci anni di distanza dalla sua ultima esperienza alla guida di una Zeppelin tribute band, decide di riportare in scena quel suono mistico, coinvolgendo alcuni artisti con i quali ha già condiviso percorsi recenti, come Emanuel Savarese e Rita Genni voce di rara intensità, graffiante, sensuale e struggente che non “esegue” Robert Plant, ma ne reinterpreta lo spirito hard blues con stile personale, senza snaturarlo. Il risultato è un viaggio sonoro apprezzato anche dai fan più intransigenti, privo di sovrastrutture digitali, fatto di sudore, amplificatori valvolari e assoli incandescenti, eppure sorprendente.

Ogni esibizione cerca di catturare l’equilibrio tra forza e libertà espressiva per un’esperienza autentica di reciproco ascolto con il pubblico. I brani, tanto iconici per la storia del rock quanto attuali, suggeriscono atmosfere spirituali che travalicano la musica; il nome stesso richiama due simboli dell’immaginario zeppeliniano: le rune dell’album del 1971 e “Kashmir”, uno dei brani più iconici e visionari del repertorio.

 

“Runes of Kashmir” 

con Luca Melorio (chitarra), Rita Genni (voce), Emanuel Savarese (batteria), Giuseppe Bucciero (basso)

foto di scena, Raimondo Fiorenza

 

Venerdì 27 febbraio 2026 ore 20:00

Sabato 28 febbraio 2026 ore 20:00

 

Contatti: teatroserra@gmail.com, 347.8051793

Link: https://www.youtube.com/watch?v=aiD3L3XXnPc

mercoledì 11 febbraio 2026

Banca del Vino Campi Flegrei & Sannio, nei territori della Falanghina, martedì 17 Febbraio 2026 ore 20.30

Tornano gli appuntamenti della Banca del Vino in Campania con il primo incontro del nuovo ciclo: martedì 17 febbraio alle ore 20.30 Cantine Astroni apre le porte a una serata speciale dedicata alla Falanghina e ai suoi territori.

La degustazione sarà condotta da Alessandro Marra, vice curatore della Guida Slow Wine, e Adele Elisabetta Granieri, referente Campania della Guida Slow Wine.


Insieme a Cristina Varchetta e Gerardo Vernazzaro accoglieremo Libero Rillo, anima di Fontanavecchia, per una degustazione esclusiva che metterà a confronto Campi Flegrei e Sannio, territori simbolo della viticoltura campana e protagonisti del progetto della Banca del Vino.

 

 

Cantine Astroni – Napoli - Via Sartania,48 - 80126 Napoli

Tel : 3501690363


Martedì 17 febbraio 2026, ore 20.30
Ticket €35
(€30 per soci Slow Food, Banca del Vino, Fisar, AIS, Assosommelier, FIS, ONAV)

 

Info e prenotazioni: slowinecampania@gmail.com - 3501690363