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venerdì 15 maggio 2026

MUSO A MUSO CON IL FUTURO : L’INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA IN CARCERE

Napoli, 28 e 29 maggio 2026 - Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento di Medicina Veterinaria - Via Federico Delpino 1.

Giovedì 28 maggio a partire dalle 14 e venerdì 29 dalle 8.30, presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli in Via Federico Delpino 1, avrà luogo il convegno “Muso a muso con il futuro, l’integrazione sociosanitaria in carcere”. L’evento è promosso dall'Area di coordinamento per la sanità penitenziaria dell'ASL Caserta e dal Laboratorio Territoriale Regionale "Eleonora Amato" della Regione Campania.

 

L’appuntamento prende il nome da un'esperienza concreta e innovativa: l'attività di zooarteterapia avviata dall'ASL Caserta in carcere, dove il connubio tra il contatto diretto con gli animali prima, e l’espressione artistica dopo, è diventato uno strumento di cura emotiva e ricostruzione interiore per le persone detenute. Zooarteterapia nasce infatti dalla fusione tra Interventi Assistiti dagli Animali (IAA) e Arteterapia: i primi si fondano sull’efficacia terapeutica della relazione con l’animale, la seconda promuove la rielaborazione emotiva e simbolica dell’esperienza attraverso i linguaggi artistici.

 

Questa attività prende avvio da una regolamentazione regionale del 2023, alla quale ha fatto seguito la definizione di un Accordo di Programma tra ASL Caserta e Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP) che ha permesso la realizzazione dei primi laboratori sperimentali, in cogestione con il Terzo Settore. Ha fatto seguito la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa ai fini di ricerca con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

 

Al Convegno interverranno esponenti delle istituzioni sanitarie, universitarie, penitenziarie, territoriali e giurisdizionali, per confrontarsi sul tema della trasformazione reale e sulle prospettive di reinserimento in società delle persone private della libertà personale.

 

Pompei, nuove scoperte dall’Orto dei Fuggiaschi, Archeologia, diagnostica medica e restauro

A distanza di anni emerge l’identità di una vittima: era un medico. Archeologia, diagnostica medica e restauro riscrivono le ultime ore di vita durante l’eruzione del 79 d.C.

A Pompei, a distanza di oltre sessant’anni dallo scavo dell’Orto dei Fuggiaschi, una nuova scoperta consente oggi di dare un’identità professionale a una delle vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: era probabilmente un medico, colto dalla tragedia mentre tentava la fuga portando con sé alcuni strumenti del proprio mestiere.

La svolta è arrivata dallo studio di un piccolo astuccio rimasto nascosto all’interno del gesso di un calco umano, rinvenuto durante le indagini dirette da Amedeo Maiuri nel 1961. In quell’area, allora occupata da un vigneto, furono individuati i calchi di quattordici persone sorprese dalla nube piroclastica nel disperato tentativo di mettersi in salvo.

Le recenti analisi sui materiali conservati nei depositi del Parco Archeologico di Pompei hanno infatti riportato alla luce un corredo personale di eccezionale interesse: una piccola cassettina in materiale organico con elementi metallici, una borsa in tessuto con monete in bronzo e argento e una serie di strumenti compatibili con un set medico.

Le indagini diagnostiche, condotte tramite radiografie e tomografie presso la Casa di Cura Maria Rosaria di Pompei, hanno rivelato all’interno dell’astuccio una lastrina in ardesia – utilizzata per la preparazione di sostanze medicali o cosmetiche – e piccoli strumenti metallici interpretabili come utensili chirurgici. Questi elementi consentono di avanzare l’ipotesi che la vittima fosse un medicus, fornendo un raro e prezioso indizio sulla professione esercitata.

L’impiego di tecnologie diagnostiche avanzate, incluse scansioni TC supportate da Intelligenza Artificiale e ricostruzioni tridimensionali, ha permesso di analizzare il contenuto del calco senza comprometterne l’integrità. Un approccio che apre nuove prospettive per lo studio dei calchi pompeiani e ha restituito anche dettagli inediti della raffinata struttura meccanica della cassettina, dotata di un sofisticato sistema di chiusura con rotella dentata.
La ricerca è il risultato di un lavoro fortemente interdisciplinare che ha visto operare insieme archeologi, restauratori, antropologi fisici, archeobotanici, numismatici, radiologi, tecnici di diagnostica e specialisti della modellazione digitale, restituendo non solo un oggetto, ma una storia di vita interrotta.

"Già duemila anni fa, c'era chi il medico non lo faceva, limitatamente agli orari di ricevimento, ma semplicemente lo era, in ogni momento, finanche nel momento della fuga dall'eruzione, vanificata dalla nube piroclastica che colse il gruppo di fuggiaschi che tentavano di uscire dalla città attraverso Porta Nocera. -il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel - Quest'uomo ha portato i suoi strumenti con sé per essere pronto a ricostruirsi una vita altrove, grazie alla sua professione, ma forse anche per aiutare altri. Dedichiamo questa piccola ma significativa scoperta a tutte le donne e gli uomini che oggi continuano a svolgere questo mestiere con un altissimo senso di responsabilità e servizio alla comunità."

La scoperta conferma, ancora una volta, il valore straordinario dei depositi del Parco Archeologico di Pompei come archivio vivo di storie ancora da ricostruire, e l’importanza dell’integrazione tra ricerca umanistica e innovazione scientifica per approfondire la conoscenza del mondo antico.
Tutti gli approfondimenti sulla scoperta e le indagini condotte sono pubblicati sull’ E-journal degli Scavi di Pompei, la rivista digitale del Parco al seguente link https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/..

LINK FOTO https://we.tl/t-DmDLiRVPNROmen6i
LINK DICHIARAZIONE ZUCHTRIEGEL: https://we.tl/t-RLniNoEUD9JU6FGt
COPERTURE REPERTO E ORTO DEI FUGGIASCHI: https://we.tl/t-dPcBdhQq9zic7FNC
LINK YOUTUBE:https://youtu.be/ry3cFpf6mhY

giovedì 14 maggio 2026

Al via il 16 maggio 2026 "L'Oltre" la rassegna di danza e digitale nei musei campani

Dal 16 maggio prende il via la rassegna di danza e digitale nei Musei campani. Un progetto multidisciplinare che unisce patrimonio culturale, danza contemporanea e innovazione tecnologica.


Prende il via sabato 16 maggio “L’Oltre. Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio”, un articolato progetto dedicato alla valorizzazione dei luoghi della cultura attraverso il linguaggio della danza contemporanea e le potenzialità offerte dalle tecnologie digitali.
L’iniziativa è promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania e finanziata dalla Direzione Generale Spettacolo nell’ambito del programma del Ministero della Cultura per il sostegno alle attività di spettacolo dal vivo nei luoghi della cultura.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Circuito Campano della Danza, si avvale del supporto del Comune di Padula, del Comune di Pontecagnano Faiano, del Comune di Sala Consilina e della Comunità Montana Vallo di Diano.
“L’Oltre” si configura come un percorso multidisciplinare che attraversa territori di confine e di passaggio, luoghi che nei secoli hanno favorito incontri, scambi e contaminazioni culturali. Protagonisti del progetto sono siti di grande rilevanza storico-culturale: la Certosa di San Lorenzo a Padula, simbolo del tempo lento e della spiritualità monastica; il Museo archeologico nazionale di Sala Consilina, punto nevralgico del Vallo di Diano, storicamente un crocevia tra il Tirreno e lo Ionio; il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano, che, insieme al suo Parco archeologico, testimonia antiche storie di vita e contatti culturali nell’Agro Picentino.
In questi spazi, custodi di memorie antiche e identità stratificate, la danza contemporanea si fa strumento di interpretazione e riscrittura del patrimonio, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e multisensoriale. Le performance site-specific, affidate a coreografi e compagnie di rilievo nazionale e internazionale, dialogano con architetture e collezioni, mentre le tecnologie digitali – dalla scansione 3D all’Intelligenza Artificiale – animano dettagli artistici e reperti archeologici, generando nuove forme di narrazione.
Elemento distintivo del progetto è, infatti, l’integrazione tra spettacolo dal vivo e dimensione virtuale: attraverso digital mapping, ambienti immersivi e dispositivi VR, il pubblico potrà vivere un’esperienza ibrida che supera i limiti dello spazio e del tempo, ampliando l’accessibilità al patrimonio anche sotto il profilo sensoriale e cognitivo.
Quattro i temi guida che orientano il percorso artistico, che invita a “andare oltre” la fruizione tradizionale dei luoghi della cultura, trasformandoli in spazi vivi di relazione, emozione e conoscenza: L’Anima e il Silenzio, La Memoria e il Tempo, La Vita Fuori e Dentro, I Cicli e la Ritualità.
Il progetto rappresenta un’occasione unica per ripensare il rapporto tra arti performative e patrimonio culturale, promuovendo una visione inclusiva, innovativa e partecipata dei luoghi della memoria.
«“L’Oltre” nasce da una visione che connette i nostri musei e inserisce innesti contemporanei tra le collezioni antiche, creando ponti tra passato e futuro in territori da sempre scenario di incontri e interazioni culturali. Le performance site-specific, ideate per dialogare con gli spazi museali, parleranno alle comunità attraverso i codici narrativi della danza e il linguaggio digitale, mostrando la duplice natura dei musei, custodi del tempo e spazi vivi di sperimentazione e di relazione. I temi dalla rassegna, dalla ritualità antica al misticismo monastico, dalla ciclicità della natura alla spiritualità contemplativa, intimamente connessi con i siti culturali, saranno indagati e resi fruibili anche attraverso tecnologie innovative, coinvolgenti ed emozionanti», dichiara la Direttrice regionale Luigina Tomay.
Per il Direttore artistico, Claudio Malangone: «Ricevere per il terzo anno consecutivo l’incarico di direzione artistica dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania rappresenta il consolidamento di un percorso artistico e di ricerca prezioso. Dopo aver esplorato le suggestioni de Il Desiderio e le rotte di Mare Nostrum, quest’anno il progetto approda a "L’Oltre", un’evoluzione che fonde memoria storica, corpo e avanguardia tecnologica. La programmazione di questa edizione riflette una maturità multidisciplinare e una visione inclusiva del patrimonio. Accanto a performance nate dal dialogo intimo tra coreografi e reperti, trovano spazio spettacoli dal vivo di ampio respiro capaci di abitare i grandi complessi architettonici della Certosa di Padula e dei Musei archeologici di Sala Consilina e Pontecagnano».
Il percorso si arricchisce ulteriormente con un omaggio alla grande storia della danza: due mostre fotografiche d'eccezione dedicate a maestri assoluti come Lindsay Kemp e Micha van Hoecke. Le esposizioni non saranno semplici memorie visive, ma il cuore pulsante di spettacoli da loro creati, realizzando un ponte tangibile tra il lascito dei grandi autori e la creatività emergente dei giovani danzatori campani. 
Il calendario degli appuntamenti, da maggio a ottobre 2026, coinvolge i tre siti con spettacoli, installazioni e mostre fotografiche. Tra gli artisti e le compagnie presenti: Borderlinedanza, Artemis Danza, UDA Company, Compagnia Menhir, Tiziana Arnaboldi, Artgarage, ARB Dance Company, Déjà Donné, Artedanza Project, oltre a un omaggio all’universo poetico di Lindsay Kemp.
L’inaugurazione è prevista il 16 maggio al Museo archeologico nazionale di Sala Consilina, primo appuntamento di un percorso che si snoderà tra il Vallo di Diano e l’Agro Picentino, per concludersi il 18 ottobre con una giornata dedicata alle creazioni di Claudio Malangone.



PROGRAMMA


16 maggio 2026
Museo Archeologico Nazionale di Sala Consilina 
ore 18.30 Associazione Campania Danza - “Tracce di memorie”, coreografia Antonella Iannone e Simone Liguori / Compagnia Bellanda - “Romantica”, coreografia Lia Claudia Latini
Chiesa di S. Maria degli Angeli Auditorium Comunale
ore 19.30 Borderlinedanza e Monaci Digitali - “Echi dal Vallo: Il respiro del suolo”, coreografia Claudio Malangone
Artemis Danza - “Laudato sie mi’ Signore”, coreografia Monica Casadei
Ingresso gratuito 

21 giugno 2026
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di Frontiera”
ore 19.00 Borderlinedanza e Monaci Digitali - “Sotto lo stesso cielo di ocra”, coreografia Claudio Malangone 
ore 20.30 UDA Company “Pre-giudizio”, coreografia Ilenia Rossi
Ingresso gratuito 

28 giugno 2026
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di Frontiera”
ore 20.30 Compagnia Menhir - “Searching for Europa”, coreografia Giulio De Leo
Compagnia Tiziana Arnaboldi - “Corpi tra le nuvole”, coreografia Tiziana Arnaboldi
Ingresso gratuito 

25 luglio 2026
Certosa di San Lorenzo
ore 20.00 “La vie d’Artiste”, mostra fotografica a cura di Miki Matsuse van Hoecke
Refettorio
ore 20.30 Borderlinedanza e Monaci Digitali - “Codice Infinito: La danza dei Monaci”, coreografia Claudio Malangone
ore 21.00 Artgarage - “Napoli / corpo / vita”, coreografia Emma Cianchi
Atrio Loggia dei Priori 
ore 21.30 Borderlinedanza - “Pèlerinage”, coreografia Micha van Hoecke
Ingresso gratuito

26 luglio 2026
Certosa di San Lorenzo
Refettorio 
ore 20.30 Artgarage - “Napoli / corpo / vita”, coreografia Emma Cianchi
Atrio
ore 21.30 ARB Dance Company - “In to Reveal”, coreografia Francesco Annarumma
Ingresso gratuito

26 settembre 2026
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano Gli Etruschi di Frontiera 
ore 19.30 Lindsay Kemp - “For You!” Un sogno verso l’Oriente. Un viaggio visivo e sensoriale nel Mondo di Lindsay Kemp danzato da Daniela Maccari
Mostra fotografica a cura di ASMED
ore 20.00 Borderlinedanza e Monaci Digitali - “Sotto lo stesso cielo di ocra”, coreografia Claudio Malangone 
ore 20.30 Déjà Donné / Borderlinedanza - “Framing”, coreografia Virginia Spallarossa e Claudio Malangone
Ingresso a 1 euro 

27 settembre 2026
Museo Archeologico Nazionale Sala Consilina 
ore 17.00 Artedanza Project - “Labyrinthum”, coreografia Tiziana Petrone
Chiesa di S. Maria degli Angeli Auditorium Comunale
ore 17.30 Artgarage - “Napoli / corpo / vita”, coreografia Emma Cianchi
Teatro Mario Scarpetta
ore 18.00 Borderlinedanza - “Romeo & Juliet Project”, coreografia Lindsay Kemp e Daniela Maccari
Ingresso gratuito

18 ottobre 2026
Museo Archeologico Nazionale Sala Consilina 
ore 16.30 Borderlinedanza e Monaci Digitali - “Echi dal Vallo: il respiro del suolo”, coreografia Claudio Malangone, “Codice Infinito: La danza dei Monaci”, coreografia Claudio Malangone, “Sotto lo stesso cielo di ocra”, coreografia Claudio Malangone
Ingresso gratuito





Musei nazionali del Vomero, riapre l'ingresso della Floridiana da via Cimarosa con la prima parte del progetto di restauro architettonico e arboreo

I lavori proseguiranno con un capillare restauro delle aree verdi. A breve nuovi giochi per bambini, un’area sgambamento cani, la rete wi-fi pubblica e cestini ecologici.

 Riapre domani, 15 maggio, l’ingresso di Via Cimarosa del Parco della Floridiana, interdetto dallo scorso 17 aprile. Una chiusura resa indispensabile per interventi di gestione del rischio arboreo e nuovi inserimenti di specie arboree nel viale di accesso.

Nell’arco di queste quattro settimane l’accesso al Parco e alla Villa Floridiana, sede del Museo Duca di Martina, è stato garantito dal varco di Via Aniello Falcone al fine di non interrompere la fruizione del sito.

Almerinda Padricelli, la nuova direttrice dei Musei nazionali del Vomero di cui fa parte la Villa Floridiana, il Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino, ha colto l’opportunità di quest’importante finanziamento di 3,5 milioni stanziato da Ales S.p.a. per la Villa Floridiana per intervenire su alcune scelte progettuali con l’intento di contemperare conservazione e fruizione nel rispetto dei luoghi.

“La Floridiana non è solo un parco storico e monumentale ma è oggi percepito come un vero e proprio polmone urbano, frequentato ogni mese da migliaia di visitatori, turisti e residenti – dichiara la direttrice - solo nella prima domenica di questo mese abbiamo registrato oltre 2.000 presenze.

Nel corso dei lavori abbiamo compiuto una scelta precisa: ascoltare il luogo e cambiare prospettiva concentrandoci su 3 punti: l’urgenza della gestione del rischio arboreo, il dovere di tutelare un parco storico di straordinario valore, frutto di oltre due secoli di trasformazioni paesaggistiche, architettoniche e botaniche, la necessità di garantire servizi di fruizione idonei ai visitatori”.

 

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nella foto: Almerinda Padricelli direttrice Musei Nazionali del Vomero
Il Parco della Floridiana che ha un’estensione di 7 ettari è uno dei più grandi della città, in uno dei suoi quartieri più popolosi, quello del Vomero: aperto tutti i giorni, con ingresso gratuito, attrae bambini, studenti, anziani e appassionati di fitness.

A breve saranno anche incrementate le aree di fruizione con nuovi giochi per i bambini, ulteriori panchine e una rete wi-fi a servizio degli utenti e un’area di sgambamento cani.

Inoltre per un indirizzo ecosostenibile saranno posizionati nuovi cestini per la raccolta differenziata e per le deiezioni dei cani.

I lavori eseguiti nel viale d’ingresso di via Cimarosa hanno avuto come obiettivi il riequilibrio e la rigenerazione del piano arbustivo (segnato nel tempo da una crescita disomogenea, con chiome alte e scarsa ramificazione nella parte bassa) finalizzati a garantire maggiore stabilità, uno sviluppo equilibrato delle essenze arboree e la restituzione del viale alla sua struttura originaria.

Un intervento di necessaria potatura selettiva che ha consentito di creare una visione più ampia degli spazi laterali che costeggiano il viale.

Sui declivi laterali sono state messe a dimora 1300 piante (un mix di mirto, lentaggine, acanto, pungitopo, cornetta dondolina, biancospino), 6 lecci e 30 allori con un nuovo impianto di irrigazione.

Laddove necessario sono state realizzate delle “viminate”, ossia barriere di sostegno in legno per contrastare l’erosione accentuata dalle piogge intense.

Il progetto mira ad accompagnare l’evoluzione del Parco con interventi controllati e sostenibili che non ne alterino l’identità storica: il sistema formale di siepi viene oggi reinterpretato valorizzando la consociazione vegetale mista, mantenendo intatta l’atmosfera della storica “galleria ombrosa” immaginata dall’architetto Antonio Niccolini nel 1817.

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IL PROGETTO

I lavori rientrano in un più ampio programma di cura e valorizzazione degli spazi del parco storico finalizzati a garantire una maggiore sicurezza per i visitatori. Un progetto di restauro architettonico e vegetale, finanziato da Ales S.p.a. società "in house" del Ministero della Cultura, con 3,5 milioni di euro, che includono 990mila euro per la messa in sicurezza e il restauro della componente arborea.

È stata effettuata una ricognizione per la verifica del patrimonio botanico, con rilievi con tecnologia laser scanner delle essenze arboree dell'intero parco.

Attraverso un’indagine visiva e strumentale (tomografia sonica, resistograph, prove di tenuta radicale e trazione controllata) è stato valutato lo stato di salute di ogni singola pianta e realizzato un censimento su 1.117 alberi. Al termine di questa prima fase è stata redatta una carta di gestione del rischio arboreo con individuazione della classe di propensione al cedimento di ciascun albero. In alcuni casi è stato indispensabile l’abbattimento di alcuni esemplari, estremamente pericolosi e la cui stabilità era irrimediabilmente compromessa: un atto di responsabilità indispensabile per la tutela della sicurezza pubblica e per la salvaguardia complessiva del giardino.

Una scelta coraggiosa e impegnativa della precedente amministrazione che però ha reso indispensabile una rielaborazione del progetto per incrementare ripiantumazione di nuove specie vegetali.

I lavori nei prossimi mesi procederanno con l’apertura di micro-cantieri “aiuola per aiuola” che consentiranno di ridisegnare ad hoc ogni angolo del parco, con rimozione dei rovi, potature e piantumazioni, come è stato fatto nel viale principale di ingresso, ma senza nessun limite alla fruizione.

Attraverso la rimozione selettiva delle piante infestanti e il recupero delle visuali storiche, le architetture vegetali tornano progressivamente a “respirare”, recuperando profondità visiva, leggibilità e continuità spaziale.

Responsabile del progetto è l’architetto Antonella Manco, il progettista l’architetto Patrizia Pulcini e direttore dei lavori l’architetto Mara Pirozzi con l’agronomo e paesaggista Luca Boursier che cura la direzione operativa. Gli interventi sono eseguiti dalla ditta Euphorbia.

LA STORIA

La Villa

Villa Floridiana faceva parte della più vasta tenuta che Ferdinando I di Borbone, re delle due Sicilie, donò nel 1815 alla moglie morganatica Lucia Migliaccio di Partanna, che ne fece la sua residenza estiva. Il complesso si estendeva allora per più di 18 ettari dalla collina del Vomero fino alla Riviera di Chiaia. Sul cancello d’ingresso troneggia ancora la scritta a lettere dorate “La Floridiana”, che il sovrano fece apporre in onore del titolo nobiliare della moglie, duchessa di Floridia.

La Villa venne realizzata dall’architetto Antonio Niccolini (1772-1850), allievo di Vanvitelli, tra il 1817 e il 1819 in stile neoclassico, a seguito della ristrutturazione di un edificio preesistente.

Dopo la morte della duchessa l’edificio e il parco subirono numerose trasformazioni da parte degli eredi fino al 1919, anno in cui la Villa venne acquistata dallo Stato e destinata nel 1926 a sede museale. Al suo interno accoglie una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative, soprattutto ceramiche, con opere di manifattura occidentale e orientale dal XII al XIX secolo ricevuta in donazione da Maria Spinelli di Scalea, che l'aveva ereditata dallo zio Placido di Sangro, duca di Martina, da cui il museo prende il nome.

 Il Parco

Viali e sentieri furono sistemati a verde da Friederich Dehnardt ispettore dei giardini di Napoli dal 1814, che ornò il parco con 150 specie di piante tra cui lecci, pini, platani, palme, bossi e una ricca collezione di camelie.

Niccolini inserì una serie di finte rovine, statue ed elementi architettonici, in parte ancora esistenti come il tempio ionico al margine estremo del giardino a terrazza, dal quale si gode un panorama unico sulla città e il golfo di Napoli e il Teatro di Verzura, una struttura a pianta ellittica delimitata da una bassa siepe di bosso, da quinte arboree sulla scena e da una doppia gradinata che può accogliere una platea di 150 persone.

Nel retro della Villa, ai piedi della scalinata monumentale che porta alla terrazza panoramica è presente anche una fontana dove vivono oltre 180 tartarughe. Ma non sono gli unici animali che ospita il Parco in cui è presente una colonia di gatti sotto protezione. Questi felini hanno ricevuto diverse donazioni da associazioni che si occupano della cura degli animali di compagnia. Al parco è consentito l’accesso ai cani, accompagnati dai propri padroni, che a breve potranno usufruire di una zona di sgambamento a loro riservata.

BAARIA FILM FESTIVAL, II EDIZIONE DAL 22 AL 27 GIUGNO 2026, primo festival italiano interamente dedicato al "cinema insulare" con lungometraggi e corti

Dal 22 al 27 giugno 2026 torna il Baarìa Film Festival (BAAFF)

Il primo festival italiano interamente dedicato al “cinema insulare”, giunto alla sua seconda edizione, prosegue il suo viaggio alla scoperta di storie che hanno le isole come orizzonte narrativo: film girati o ambientati su un’isola, a partire dalla Sicilia che ospita la manifestazione. Il festival propone due Sezioni competitive internazionali, dedicate rispettivamente a lungometraggi “Maree” e a cortometraggi “Approdi”, oltre a proiezioni speciali, incontri con gli autori e masterclass.

Al BAAFF le isole diventano – attraverso il cinema - un avamposto narrativo di osservazione sul contemporaneo. Micro universi culturali, luoghi di partenza da cui costruire nuovi inizi, spazio di possibilità, utopie, racconti e trasformazioni. È in questa prospettiva che il Baarìa Film Festival costruisce la propria identità, proponendosi come luogo di incontro tra storie, linguaggi e visioni provenienti da differenti contesti insulari.

Bagheria, terra natale di figure di spicco della cultura italiana come il regista Giuseppe Tornatore, il pittore Renato Guttuso, il fotografo Ferdinando Scianna e il poeta Ignazio Buttitta, diviene luogo d’incontro per opere, autori, interpreti, registi emergenti e cineasti affermati, chiamati a confrontarsi con l’immaginario insulare. Il BAAFF è anche l’occasione per un viaggio di riscoperta del patrimonio artistico e paesaggistico siciliano e luogo di dialogo tra culture, stimolando riflessioni su temi come ambiente, memoria e sostenibilità. La direzione artistica della manifestazione, prodotta dall’Associazione Culturale Kinema, con il patrocinio del Comune di Bagheria, è affidata a VANESSA TONNINI e ANDREA DI QUARTO, fondatore e ideatore del progetto.

 

LE GIURIE | BAAFF 2026

I premi, riproduzioni artistiche di uno dei “mostri” a guardia della celebre Villa Palagonia, simbolo di Bagheria, sono assegnati da una giuria composta da personalità di primo piano del mondo del cinema e della cultura italiana, a testimonianza dell’attenzione del festival verso una varietà di linguaggi e sguardi, e da una giuria popolare formata da studenti delle scuole superiori bagheresi, a sottolineare il dialogo tra professionisti e nuove generazioni. A presiedere la Giuria del Concorso internazionale lungometraggi sarà CLAUDIA GERINI, attrice e regista, protagonista di una carriera ricca e trasversale tra autorialità e grande pubblico. Con lei giudicheranno i lungometraggi in competizione: MIMMO CALOPRESTI, regista e sceneggiatore, maestro del cinema verità, DINO ABBRESCIA, attore tra i più amati del cinema e della televisione e MARIA VERA RATTI, tra le interpreti più interessanti ed eleganti delle nuove generazioni. Accanto a loro, la Giuria del Concorso internazionale cortometraggi vede la presenza di SUSY LAUDE, attrice, regista e autrice creativa e versatile, il PROF. FRANCESCO LO PIPARO, raffinato linguista e filosofo, l'attore bagherese ORIO SCADUTO, protagonista del film vincitore della sezione corti della prima edizione del Festival, e FRANCESCA LA MANTIA, autrice e documentarista impegnata nei temi civili e nella trasmissione della memoria.

 

ANTEPRIME ITALIANE BAAFF | anticipazioni

In MAREE - Concorso Internazionale Lungometraggi due le anteprime nazionali:

 

BLUE HERON di Sophy Romvari

Presentato al Toronto International Film Festival 2025, Premio per il Miglior Primo Film alla 78ª edizione del Festival di Locarno. Acclamato dalla critica e dai festival, il debutto della regista canadese-ungherese Sophy Romvari ha beneficiato di un forte passaparola, che lo ha reso uno dei titoli più apprezzati da critica e pubblico. Blue Heron è un dramma semi-autobiografico che esplora le difficoltà di una famiglia ungherese-canadese alla fine degli anni ’90, dopo il trasferimento sull’isola di Vancouver. Raccontato dal punto di vista della figlia più giovane, Sasha, il film cattura una crisi familiare silenziosa e carica di tensione, incentrata sul comportamento pericoloso e sulle difficoltà legate alla salute mentale del fratello maggiore, Jeremy. Per rielaborare i dolorosi ricordi familiari Romvari fa ricorso al potere di una straordinaria immaginazione, mescolando memoria, documentario e finzione. Racconta la regista: "Volevo rompere gli orizzonti della classica storia di formazione per parlare delle imperfezioni nella rappresentazione cinematografica della memoria".

Sinossi | Fine anni ’90. Lo sguardo della piccola Sasha svela gradualmente le dinamiche tra i sei membri della sua famiglia, che si è appena trasferita sull’isola di Vancouver. Lo slancio del nuovo inizio è però interrotto dai comportamenti sempre più pericolosi del fratello maggiore Jeremy.

KIDNAPPING INC. di Bruno Mourral

L’opera prima del regista haitiano, presentata in anteprima al Sundance, è un scoppiettante crime-comedy thriller, interamente girata ad Haiti. La storia segue due criminali maldestri che, alle prese con quello che sembra un semplice rapimento, finiscono loro malgrado al centro di un complotto politico. Mourral ha dichiarato che “Kidnapping Inc.” è un omaggio agli haitiani comuni, molti dei quali hanno visto le loro vite sconvolte da rapimenti, violenza delle gang e corruzione. «È un processo di resilienza», ha affermato. «Quando c’è così tanta oscurità, è un modo per riuscire a intravedere un po’ di luce».

Sinossi | l figlio di un ricco candidato alla presidenza haitiana è appena stato rapito. I sequestratori chiedono un riscatto ingente. Doc e Zoe sono due gangster improvvisati — e fanatici di calcio — che devono consegnare il giovane al loro spietato capo. Zoe uccide accidentalmente il loro ostaggio, figlio del candidato. Nel mentre si imbattono in Patrick e nella moglie Laura, incinta di nove mesi. La giovane coppia deve, a tutti i costi, prendere un volo per lasciare Haiti e far nascere il bambino negli Stati Uniti, così da ottenerne la cittadinanza. La grande sfortuna di Patrick è che somiglia esattamente al figlio morto del senatore. Nel pieno di una campagna elettorale infuocata e di un clásico Barça-Real, Doc e Zoe si ritrovano al centro di una cospirazione politica.

 

BAAFF | IL MANIFESTO ovvero il Senso dell’insularità

Nell’immagine scelta per la II edizione del BFF l’isola appare per una metà emersa alla luce mentre l’altra resta nel profondo. Appare e scompare, si solleva dal mare e allo stesso tempo vi rimane immersa. Un subacqueo risale: attraversa il confine fragile tra ciò che si vede e ciò che si intuisce, come lo sguardo che, dal buio della sala, emerge verso l’immagine. La foto suggerisce l’insularità come luogo di origine, separazione, mistero ma anche rinascita, spazio magico dove l’uomo ricrea il mondo e lo trasforma. L’isola, come il cinema, è luogo di passaggio continuo tra profondità e superficie, tra ciò che diventa visibile sullo schermo e ciò che, restando invisibile, continua a generare storie, memorie e immaginari.

 

BAAFF | I LUOGHI

La rassegna prevede proiezioni pomeridiane in sala e suggestive serate all’aperto, ospitate in una delle spettacolari ville nobiliari della città. Attorno al nucleo centrale delle proiezioni, il festival animerà diversi luoghi di Bagheria con un ricco programma di eventi collaterali: incontri con gli autori, masterclass, dibattiti e momenti di approfondimento.

VILLA CATTOLICA - proiezioni serali all'aperto | La villa settecentesca, gioiello del barocco, ospita il Museo Renato Guttuso, dedicato al celebre pittore siciliano, che nel 1973 donò i suoi capolavori alla sua città natale.

PALAZZO BUTERA - masterclass e incontri mattutini | Capolavoro del barocco siciliano, simbolo della nobiltà isolana, è uno degli edifici più antichi della città ed oggi è sede del Comune di Bagheria.

VILLA RAMACCA - Gala inaugurale | Ai piedi di Monte Catalfano e rivolta verso il mare, una magnifica residenza settecentesca nota anche per il suo giardino ricco di piante esotiche.

CINEMA CAPITOL - proiezioni pomeridiane | Storica sala bagherese, nata negli anni ’50, completamente rinnovata, è un punto di incontro per gli amanti del cinema.

 

BAAFF | FORMAZIONE E COLLABORAZIONI

Anche quest'anno il Centro Sperimentale di Cinematografia sarà al fianco del Festival. La sezione siciliana del CSC, sotto la direzione artistica di COSTANZA QUATRIGLIO, presenterà una selezione fuori concorso di cortometraggi realizzati dai suoi studenti;

Il Baarìa Film Festival è prodotto dall'Associazione Culturale Kinema con il sostegno del Comune di Bagheria.

 

Rai Cultura e Rai Radio 3 sono Media Partner del Festival con Tele One, Radio IN e CinéMoi.


Main sponsor: Almaviva Blubit, Enel, Villa Ramacca

Esce il 15 maggio 2026 il nuovo libro di Carmela Politi Cenere "Nel giardino segreto danzano i sakura, Storia di una donna”


Prima presentazione: martedì 9 giugno 2026, ore 18:00, presso la libreria La Feltrinelli Libri & Musica di Piazza dei Martiri.

Venerdì 15 maggio esce ufficialmente in tutte le librerie – fisiche e online – il nuovo libro della scrittrice Carmela Politi Cenere: “Nel giardino segreto danzano i sakura - Storia di una donna”.
Una saga familiare ambientata ai Quartieri Spagnoli, dove ancora pulsa il cuore popolare di Napoli. Qui vive Maria Rosaria, una donna “di mezz’età”, aggraziata e carismatica, forte e tenace come sua nonna, Nami, che le ha raccontato gli incanti e le delizie del suo natio Giappone.
Un libro per sognare, per amare, per aprire il cuore alla speranza, ma soprattutto un omaggio alle donne, alla loro grandezza, alle loro fragilità che spesso sanno trasformarsi in tenerezze e sorrisi.
Il libro – che in appendice racconta la storia del Premio Emily Dickinson – sarà presentato a Napoli, presso la libreria La Feltrinelli Libri & Musica di Piazza dei Martiri (via Santa Caterina a Chiaia n°23), martedì 9 giugno alle ore 18:00. Dialogheranno con l’autrice: Aldo Putignano, editore; Viviana Reda, docente di Lettere; Maurizio Vitiello, critico d’arte. Letture di Tommaso Tuccillo.


Sinossi del libro

Maria Rosaria vive in un antico appartamento di via S. Mattia, ai Quartieri Spagnoli, una casa comoda, con superbi tocchi di eleganza e raffinatezza, con un bell’affaccio all’ultimo piano che domina l’intrico dei vicoli. Da qui ha assistito al cambiamento del quartiere, un tempo luogo di miserie umane ed economiche, ma ora oggetto di una profonda trasformazione. E quella stessa casa, a sua volta, l’ha vista crescere, e l’ha accompagnata nelle varie fasi della sua vita, come il matrimonio e la nascita dei due figli. 
È qui che ha perso le sue certezze affettive, ma qui è maturata come donna e come insegnante, e ha imparato a non chiudere il cuore alla speranza e a ripartire ogni volta, in un incantesimo che si rinnova sempre, come l’affascinante fioritura dei ciliegi, dove l’intensità dell’emozione è pari alla sua precarietà, segno che nulla è eterno, eppure nulla deve essere perduto.


L’autrice

Carmela Politi Cenere ha fondato a Napoli nel 1989 l’Associazione Culturale Emily Dickinson, con cui ha dato un notevole contributo alla valorizzazione in Italia della poetessa statunitense, e da cui è nato il notissimo premio letterario internazionale Emily Dickinson, che ha ricevuto per due volte la medaglia di merito dal Presidente della Repubblica, e ora giunto alla trentesima edizione.
È autrice di numerosi saggi e romanzi, più volte premiati, fra cui Don Saverio cavalca la Luna (2023) e, per Homo Scrivens, Ti regalai le ali per volare (2024) e Raccogliemmo more su per la collina (2025).


Homo Scrivens

È la prima compagnia italiana di scrittura. Nata a Napoli nel 2002, ha collaborato con numerosi editori di ogni parte d’Italia, e ha portato alla pubblicazione circa quattrocento autori, molti dei quali esordienti.
Da quest’esperienza è nata nel 2012 la casa editrice Homo Scrivens, al fine di continuare questo impegno in forma autonoma, e condurre testi e autori all’attenzione diretta del pubblico. Siamo scrittori, scrittori che hanno deciso di trasformarsi in editori, per permettere a tanti come noi un approdo sereno, per creare un luogo d’incontro accessibile a tutti coloro che sono animati dalla nostra stessa passione e hanno la voglia e la testa per coltivarla, senza il rischio di annegare nel fango dell’editoria a pagamento.

CONVEGNO ASSENZE E MUTAMENTI – LE NUOVE SOLITUDINI E SPETTACOLO "SONO VIVA PER MIRACOLO" giovedì 21 maggio

Convegno e spettacolo teatrale
Napoli, Sala Assoli Moscato – 21 maggio 2026.

Una giornata di riflessione e teatro per interrogarsi su uno dei fenomeni più complessi e attuali della contemporaneità: la solitudine nelle sue molteplici forme.

Il 21 maggio 2026 Sala Assoli Moscato ospita “Assenze e Mutamenti – Le nuove solitudini”, un progetto a cura di Adolfo Ferraro che unisce approfondimento teorico e rappresentazione scenica, offrendo uno sguardo articolato sulle trasformazioni dei rapporti umani negli ultimi decenni.

In una società in cui il senso di collettività sembra progressivamente dissolversi, tra progresso tecnologico, allarmi sociali e fragilità diffuse, emergono nuove forme di isolamento. La solitudine, oggi più che mai, si rivela una condizione plurale: può essere sofferenza o rifugio, malattia o cura, chiusura o possibilità di riconnessione autentica con sé e con gli altri.

La giornata si apre alle ore 10.00 con il convegno “Diario dei mutamenti / Diario delle assenze” (ore 10.00 – 13.00), momento di confronto e analisi che vedrà la partecipazione di Pino Ferraro, Luciana Cappabianca, Umberto Serra (online), Carlo Falcone e Luca Trapanese (online). Un’occasione per indagare le trasformazioni delle strutture relazionali contemporanee e il loro impatto sulle vite individuali e sulle espressioni artistiche degli ultimi trent’anni, dalla letteratura al teatro, dalla musica alle arti visive.

La riflessione prosegue in serata, alle ore 20.30, con lo spettacolo Sono viva per miracolo, scritto e diretto da Adolfo Ferraro, con Antonella Morea.

La pièce racconta la storia di Marina, una donna di mezza età che vive sola in una monocamera, circondata da presenze artificiali e relazioni surrogate: un uccellino in gabbia e un assistente vocale, Lello, con cui intrattiene un rapporto sempre più intimo e totalizzante. Segnata da un passato di fragilità psicologica e da una vita vissuta ai margini delle relazioni umane, Marina trova in Lello un interlocutore capace di comprendere e soddisfare ogni suo bisogno.

Ma quando il sistema comincia a mostrare anomalie e il fragile equilibrio si incrina, la solitudine della protagonista si rivela in tutta la sua drammaticità. In un finale sospeso tra realtà e allucinazione, la tecnologia si trasforma in presenza inquietante, mettendo in discussione il senso stesso dell’amore, della dipendenza e dell’esistenza.

Con le luci e il suono di Vincenzo Grieco e la voce di Lello interpretata da Renato De Rienzo, lo spettacolo, prodotto da Casa del Contemporaneo e della durata di 50 minuti, rappresenta un intenso affondo teatrale sui rischi dell’isolamento e sulla sostituzione dei rapporti umani con quelli artificiali.

“Assenze e Mutamenti” si configura così come un percorso unitario che intreccia pensiero e scena, invitando il pubblico a riflettere su cosa significhi oggi essere soli e su quali nuove forme di relazione siano ancora possibili.

Il convegno sarà a ingresso libero fino a esaurimento posti

Per lo spettacolo info e prenotazioni: 345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it

Biglietto unico 10 euro