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lunedì 9 marzo 2026

Aquileia ospita la IX edizione de “Le Donne nell’Arte del Flambé”: in gara anche professioniste e squadre di istituti della Campania.

Sarà Aquileia, città Patrimonio dell’Umanità UNESCO, a fare da cornice il 10 e 11 marzo 2026 alla IX edizione de “Le Donne nell’Arte del Flambé Maria Luisa Speri Challenge”, manifestazione internazionale dedicata alla valorizzazione del ruolo professionale delle donne nell’alta accoglienza e nella ristorazione d’eccellenza. L’evento, ideato e curato da Giacomo Rubini e Antonio Boemo, è organizzato da AMIRA Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi e si svolgerà presso l’Hotel Ai Patriarchi di Aquileia. Al centro della manifestazione una competizione professionale che esalta l’arte del flambé come espressione di tecnica, eleganza e leadership, interpretata da Maître professioniste e da allieve di scuole e istituti alberghieri del settore. Nata a Grado, la manifestazione si trasferisce quest’anno ad Aquileia a causa dei lavori di ristrutturazione in corso al Grand Hotel Astoria, storica sede dell’evento. Per due giornate la città friulana diventerà punto di riferimento regionale, nazionale ed europeo per un’iniziativa che promuove la figura della Maître d’Hotel e il contributo femminile nella cultura dell’ospitalità di alto livello. Di particolare rilievo per la Campania è la partecipazione della squadra di studentesse di Istitutì Alberghieri e professioniste. Resa possibile grazie all’impegno del Vice Presidente Vicario Nazionale AMIRA Antonio Rotondaro, coadiuvato dai fiduciari Dario Duro e Giovanni Calembo e dal suo vice Michele Girardi. Un lavoro di squadra che ha permesso alle giovani allieve di prendere parte a un contesto di respiro internazionale, offrendo loro un’importante occasione di crescita professionale e confronto con realtà provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero. L’evento potrà contare sul supporto del Presidente Nazionale AMIRA Claudio Recchia, della Giunta Esecutiva, del Cancelliere dell’Ordine dei Grandi Maestri della Ristorazione Diodato Buonora, del delegato regionale FVG Nunzio Buglione, dei fiduciari Egidiu Gherghel e Maurizio Dall’Osto, dei soci dell’associazione e del Presidente di Solidus Valerio Beltrami. La manifestazione è patrocinata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, da PromoTurismoFVG, dal Comune di Aquileia, dalla Fondazione Aquileia e da BCC Venezia Giulia. È prevista la partecipazione di professioniste e allieve provenienti dall’Italia e dall’estero, con diffusione in diretta streaming, a testimonianza della crescente attenzione verso un’iniziativa che unisce formazione, talento e valorizzazione del ruolo femminile nella ristorazione di alta gamma. Per la Regione Campania, si tratta di un’occasione prestigiosa che conferma la qualità della formazione alberghiera del territorio e l’impegno concreto nel promuovere le nuove generazioni di professioniste dell’ospitalità.



AL VIA LE RIPRESE DI "UN'AMICIZIA SPERICOLATA", OPERA PRIMA DI GIACOMO MAZZARIOL



Sono iniziate a Bologna le riprese di Un’Amicizia Spericolata debutto alla regia di Giacomo Mazzariol, noto per la scrittura del fortunato romanzo “Mio fratello rincorre i dinosauri”.

 

L’opera è prodotta da Cine1 Italia con Rai Cinema e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, attraverso Emilia-Romagna Film Commission.

 

E’ un coming of age che racconta l’amicizia tra Nicole, nata con una paralisi cerebrale ma alla ricerca di indipendenza, e Marta, che nonostante la sua apparente intraprendenza, deve ancora imparare a farcela da sola.

 

Il film, che è un inno "Indie-Punk" alla generazione Z, tra precarietà abitativa, esami universitari e la voglia di conquistare una città che sembra respingerti, si ispira alla vera storia dell'attivista Elena Rasia ed è sceneggiato dallo stesso regista con Stefano Cipani e Silvana Tamma.

 

Nel cast Nicole BellisarioAurora Giovinazzo (Diamanti, Nuovo Olimpo, Freaks Out), Milena Mancini (Diamanti, Mia e la Terra dell’abbastanza) Giorgio Montanini (I Predatori, Per te, Nonostante) Chiara Iezzi (Componente del duo musicale pop Paola&Chiara).

Nicole ha una paralisi cerebrale, una famiglia che la ama in modo soffocante e un sogno: diventare una speaker radiofonica. Vive in provincia, dove le sue giornate sono scandite da lezioni online e dal controllo ossessivo dei genitori adottivi, Milena e Giorgio, che gestiscono un negozio di alimentari. Tutto cambia quando Nicole scappa a Bologna per dare un esame in presenza. Qui si scontra con Marta, una studentessa fuori corso, incasinata e costantemente al verde, che rischia lo sfratto. Tra le due nasce un patto di convenienza che puzza di truffa: Nicole vuole vivere da sola a Bologna, Marta ha bisogno di soldi. Marta si inventa così un inesistente "programma universitario di inclusione" per farsi assumere come caregiver professionista dai genitori di Nicole. Inizia una convivenza spericolata in un appartamento disordinato che diventa il loro regno. Tra feste universitarie, sex toys, amori disastrosi e l'attivismo politico nel collettivo studentesco guidato da Luca, Nicole scopre la propria voce. Ma le bugie hanno le gambe corte: quando la verità viene a galla e lo sfratto diventa esecutivo, le due ragazze dovranno smettere di scappare e affrontare le loro responsabilità.

Il film, che si distingue per un approccio produttivo etico e innovativo con soluzioni come Set Accessibile e Disability Management, uscirà in sala distribuito da White Lion Media.

Io sto con ETS 

Si ringrazia l’associazione Io sto con ETS e i suoi volontari per la collaborazione, il supporto logistico e l’accompagnamento sociale fornito.



 

Vega Cultura, il 13 marzo nuovo appuntamento al Vega Palace di Carinaro: Luciano Pignataro presenta il libro “La cucina napoletana”

Venerdì 13 marzo 2026, alle ore 19:00, a Carinaro (CE), presso Vega Palace (Viale della Logistica, snc), è in programma un nuovo appuntamento del salotto letterario Vega Cultura: il giornalista e scrittore Luciano Pignataro incontrerà il pubblico per presentare il suo libro “La cucina napoletana” (Hoepli).

 

Tra i più autorevoli comunicatori e divulgatori del giornalismo enogastronomico italiano, Pignataro firma un volume che racconta Napoli attraverso la sua tradizione gastronomica, dove ’o magnà non è soltanto nutrimento, ma linguaggio, identità e rito quotidiano. Un viaggio che attraversa storie, prodotti, vini e culture, restituendo il rapporto profondo tra i napoletani e il cibo, elemento centrale della vita sociale e familiare della città.

 

A dialogare con l’autore saranno Nicola Ruocco, ideatore e fondatore della kermesse  “Gli Incontri di Valore”, Antonella D’Avanzo, giornalista enogastronomica e Antonio Palumbo, rappresentante della quarta generazione della famiglia Le Cantine Federiciane, storica azienda vitivinicola dei Campi Flegrei.

 

Protagoniste dell’evento saranno proprio Le Cantine Federiciane, che presenteranno una collezione speciale di bottiglie magnum celebrative realizzate nell’ambito del progetto Flegreo-Art e dedicate alla città di Napoli. Si tratta di pezzi unici che uniscono tradizione vitivinicola e arte contemporanea, frutto della collaborazione con l’artista Annalisa Saggiomo, Maestra d’Arte e fondatrice del laboratorio VetrArte.

 

Al termine della presentazione è prevista, su prenotazione, una cena dedicata con vini in abbinamento, a cura dell’executive chef Agostino Malapena.


 

Sinossi del libro

La scommessa di Luciano Pignataro, autorevole voce della cucina meridionale, è far rivivere la tradizione della cucina napoletana attraverso nuove interpretazioni dei piatti classici, dove il respiro della città entra nelle pagine attraverso storie, prodotti e vini, raccontando il rapporto profondo tra i napoletani e il cibo: ’o magnà.

Un libro nuovo che si presenta già come un classico. La cucina napoletana è unica in Italia per ricchezza di offerta: accanto ai piatti della tradizione popolare — come pasta e patate, pasta e legumi e pizza — convivono preparazioni di derivazione aristocratica o borghese, come i timballi. Una tradizione che unisce cucina di mare e piatti dell’entroterra, esaltati dalla straordinaria fertilità dei suoli vulcanici.

Ampio spazio è dedicato anche alla pasticceria “da passeggio”, con eccellenze come sfogliatelle, babà e zeppole, senza dimenticare i dolci della tradizione.

Il volume si apre con la prefazione della principessa Giulia Ferrara Pignatelli di Strongoli e, dopo l’introduzione dell’autore, si articola tra una parte storica, un’analisi dei prodotti e un ricettario aggiornato ai classici della cucina napoletana del XXI secolo. Completa il libro un’appendice dedicata ai vini campani, mentre le fotografie di Ciro Pipoli offrono una suggestiva interpretazione del rapporto tra Napoli e il cibo.



Scheda libro

Titolo: La cucina napoletana
Autore: Luciano Pignataro
Casa editrice: Hoepli
ISBN: 8836020631
Pagine: 256
Data di uscita: 24 ottobre 2025


“Napoli non è un bancomat”, l’affondo di Ditto dopo l’aumento della tassa di soggiorno

Il noto imprenditore: “Da noi un euro in più, mentre fuori la concorrenza internazionale si muove con incentivi, strategie, accoglienza. Non trasformare il settore dell’accoglienza in strumento fiscale”.

 «Napoli non è un bancomat». Dopo la decisione dell’amministrazione comunale di aumentare la tassa di soggiorno di un euro, arriva la presa di posizione di Enrico Ditto, imprenditore del settore hospitality, che interviene nel dibattito sul futuro del turismo in città da una posizione privilegiata.

«Un euro in più può sembrare una cifra marginale, ma nel turismo la competitività si gioca anche su dettagli apparentemente piccoli. La percezione di voler lucrare sull’ospite, ad esempio, fa la differenza tra restare attrattivi e iniziare a perdere terreno rispetto ad altre destinazioni».

Negli ultimi anni il capoluogo campano ha registrato una crescita costante dei flussi turistici, con una filiera dell’accoglienza che ha sostenuto numeri importanti anche in un contesto internazionale segnato da instabilità economiche e tensioni geopolitiche. Un percorso costruito grazie al lavoro quotidiano di strutture ricettive, operatori e servizi legati all’ospitalità. Secondo Ditto, proprio per questo l’aumento del tributo rischia di rappresentare un segnale poco coerente con le esigenze del comparto. «Questo incremento si somma a una serie di costi che incidono già sull’esperienza del viaggiatore, a partire da quelli di sbarco ai costi complessivi del trasporto aereo e marittimo, non considerando che l’inflazione in città sta già trasformando Napoli in una meta più costosa di qualche anno fa. In una fase in cui il turismo internazionale è influenzato da dinamiche globali molto complesse, la risposta non può essere semplicemente quella di fare cassa».

L’imprenditore richiama anche il tema della competizione tra destinazioni. «Molte città stanno lavorando per attrarre visitatori attraverso incentivi, strategie di promozione e investimenti sull’accoglienza. Napoli rischia invece di imboccare la strada opposta proprio mentre il turismo rappresenta uno dei motori economici più rilevanti del territorio». Il tema, secondo Ditto, riguarda anche il turismo interno, che negli ultimi anni ha avuto un ruolo importante nel sostenere la domanda. «Il turismo domestico è stato fondamentale nei momenti più complessi. Aumentare i costi rischia di scoraggiare proprio quella fascia di visitatori che oggi contribuisce in maniera significativa all’economia locale».

Infine, l’imprenditore sottolinea la necessità di una visione più ampia nelle politiche turistiche della città. «Non basta dire che le risorse saranno destinate all’arredo urbano. Il decoro e la promozione della città devono essere una priorità costante, non un tema che emerge soltanto quando si decide di aumentare le tariffe».

Per Ditto, il punto centrale resta il metodo con cui vengono prese le decisioni. «Napoli non può permettersi di navigare a vista. Serve confronto con chi il turismo lo vive ogni giorno e una strategia capace di rafforzare davvero la competitività della città, senza trasformare il settore dell’accoglienza in uno strumento fiscale».

domenica 8 marzo 2026

Samaa Wakim con Losing It il 12 marzo 2026 al Nuovo Teatro Ateneo

Il lavoro si presenta come un solo di forte densità poetica e politica, in cui movimento, voce e paesaggio sonoro si intrecciano per interrogare il rapporto tra memoria personale e storia collettiva. Attraverso una partitura scenica essenziale e immersiva, Wakim costruisce un dispositivo performativo che riflette sul modo in cui l’esperienza individuale si inscrive nel corpo e si trasmette tra generazioni, trasformando la scena in uno spazio di ascolto e di risonanza.

Lo spettacolo è accompagnato da una partitura sonora dal vivo di Samar Haddad King, costruita a partire da registrazioni ambientali raccolte in Palestina negli ultimi anni, e presentato in lingua originale.

Il Nuovo Teatro Ateneo prosegue la stagione 2025/2026 con uno sguardo rivolto alle pratiche performative contemporanee che interrogano il presente attraverso il corpo e la memoria. Il 12 marzo 2026 il palcoscenico accoglie Losing It, creazione della coreografa e performer palestinese Samaa Wakim, figura tra le più significative della nuova scena mediorientale. In questo lavoro, presentato nella sezione dedicata alla danza, l’artista affronta una ricerca personale e politica sul rapporto tra esperienza individuale e storia collettiva, affidando alla scena una riflessione sul modo in cui le biografie private si intrecciano con i grandi conflitti del nostro tempo. Lo spettacolo si sviluppa come un dispositivo performativo che combina movimento, voce e paesaggio sonoro, dando forma a una partitura scenica in cui il corpo diventa archivio sensibile di memoria e immaginazione.

“Lo senti ancora il rumore delle bombe? Io ancora lo sento.”

Crescere in una zona di guerra significa vivere e respirare politica. La coreografa e performer palestinese Samaa Wakim si interroga su come queste esperienze plasmino la sua identità nel nuovo solo Losing It, una creazione che esplora il modo in cui il trauma delle generazioni precedenti si manifesta nel suo corpo attraverso il movimento e il suono.
In un percorso che conduce al momento in cui ha iniziato a temere per la propria libertà, lo spettacolo affonda nei ricordi della sua infanzia sotto occupazione, attraversando le molteplici realtà in cui vive e le fantasie che ha costruito, tra paura e speranza, per sopravvivere. Quando la paura prende il sopravvento, il suo mondo comincia a disgregarsi: il pavimento diventa instabile, i suoni si deformano, e si genera uno spazio in cui realtà e immaginazione finiscono per confondersi.
Creata in dialogo con una partitura dal vivo di Samar Haddad King (direttrice artistica di Yaa Samar! Dance Theatre), la composizione sonora intreccia registrazioni ambientali raccolte in tutta la Palestina dal 2010. Accompagnati dalla voce di Wakim, i suoni che un tempo generavano paura e quelli che offrivano conforto si fondono progressivamente, fino a far sì che passato e presente offuschino il futuro.




Note di contesto sulla stagione


Tra marzo e maggio il cartellone si dispiega come una geografia teatrale del mondo, attraversando lingue, memorie e tradizioni sceniche. Si apre il 17 marzo con Min el Djazaïr della compagnia Hékau, racconto delicato e doloroso dell’esilio degli ebrei algerini negli anni Cinquanta, costruito tra ombre, musica dal vivo e materiali d’archivio. Il 24 marzo Kohlhaas restituisce la forza epica della narrazione di Marco Baliani, rilettura personale del racconto di Heinrich von Kleist sulla giustizia e il suo limite umano. Il 27 marzo la danza di Jiddu di Marco Berrettini trasforma una vicenda grottesca di appropriazione culturale in una riflessione ironica e inquieta sull’identità. Il 31 marzo Uproar, nato dalla collaborazione tra Carolina Rieckhof e Moyra Silva, esplora movimento e suono a partire dai saperi ancestrali peruviani e dalla memoria delle proteste represse. Il 12 aprile Mi madre y el dinero di Anacarsis Ramos intreccia autobiografia e documento per raccontare sessant’anni di lavoro precario nello stato messicano di Campeche. Il 7 maggio la grande attrice-danzatrice indiana Kapila Venu porta in prima italiana Parvati Viraham, raffinata rilettura femminile della tradizione del Nāṅgīār Kūthu. Il 13 maggio Il figlio della tempesta di Armando Punzo e Andrea Salvadori rievoca trent’anni della Compagnia della Fortezza, intrecciando parole, suono e immagini nate nell’esperienza unica del carcere di Volterra. Chiude il 17 maggio L’ombra lunga di Alois Brunner del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi, un’indagine teatrale vertiginosa in cui la storia europea e quella mediorientale si riflettono nell’esperienza dell’esilio e della memoria politica.




Info e acquisto biglietti

Polo Museale - Sapienza Cultura - Sezione Nuovo Teatro Ateneo 
Sapienza Università di Roma
Mail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it
Telefono: 0649914115
Sito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/  
Instagram: @nuovoteatroateneosapienza
Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma - Edificio CU017


LINK VIVATICKET 
https://www.vivaticket.com/it/ticket/losing-it/291761?utm_medium=paid_referral&utm_campaign=happyticket-losingit&culture=it-it


Orario spettacoli: 20.30
L'ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo).

Dopo aver prenotato il tuo biglietto, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link
https://bit.ly/parcheggiocusapienza

sabato 7 marzo 2026

Coremare a Torre del Greco esalta l'eccelenza della materia prima a metro 0 abbinandola ai migliori vini italiani ed esteri nelle serate a tema Essenza



"Il mare chiaro, un po' pigro, un po' minaccioso sale e ridiscende dalle rocce di basalto, lisce e scavate dai piedi nudi dei pescatori che vi sono saliti per millenni", scriveva Felix Hartlaub, intellettuale tedesco, a proposito del porto di Torre del Greco e dei suoi lavoratori infaticabili e instancabili.



Il ristorante Coremare, immerso nella marina di Torre del Greco, rappresenta l'evoluzione naturale di una pescheria storica, una di quelle portate avanti con sacrificio e impegno dai personaggi descritti dalla penna dell'autore prima citato. 



Coremare non è solo un ristorante, ma un vero e proprio manifesto di eccellenza ittica. 

Il progetto affonda le radici negli oltre trent'anni di competenza di Vincenzo Izzo, patron della storica Pescheria Don Do, riferimento indiscusso per il pescato locale di qualità superiore.



Da questa eredità prende vita un locale dove il mare dettare le regole: la cucina sorge letteralmente all'interno della pescheria, selezionando ogni giorno solo il meglio del pescato fresco, nel rispetto delle stagioni e di una rete consolidata di fornitori affidabili. 



I frutti di mare vengono stabulati con cadenza regolare, trasformando il pesce da ingrediente a elemento fondante, trattato con la massima cura.



Lo chef Gennaro Vicchiarella orchestra questa sinfonia con precisione chirurgica. La rimozione controllata della pelle – tecnica nota come skinning – prepara il pesce a una maturazione ottimale nella cella Stagionello, che garantisce uniformità, sicurezza igienica e un'esaltazione naturale dei sapori. 



Una volta pervenuto al picco di espressione, il prodotto incontra la fiamma del Josper, il rinomato forno a brace adottato dalle migliori bracerie mondiali: una cottura intensa che preserva texture, umori e identità originaria, infondendo aromi di mare e fuoco. 



Non manca un omaggio alla modernità: il banco sushi, curato da uno chef specializzato, unisce la purezza del taglio giapponese alla freschezza del pescato locale a metro zero, dando vita a nigiri, sashimi e uramaki che dialogano con la cucina campana vesuviana. 



A completare il quadro, la Semolella, pane identitario di Torre del Greco a base di semola e mangiato come street food con le alici, è quell'alimento povero che funge da ponte tra memoria storica e abbinamenti contemporanei, offerto ai partecipanti della presentazione letteraria dell'ultimo libro di Luciano Pignataro a febbraio 2026, nell'aperitivo a margine dell'incontro.



Con cadenza mensile o bisettimanale, Coremare ospita invece "Essenza, vini, bollicine e mare in equilibri", degustazione ideata per sposare le creazioni di Vicchiarella a etichette bendate – letteralmente avvolte in carta stagnola – svelate solo dopo ogni portata dal sommelier Raffaele Sullo. 



Il 4 marzo 2026, accolti dal direttore Mario Petrucci, abbiamo vissuto un percorso memorabile.



Lo starter di cruditè – gambero gobbetto, ostrica selezione Coremare, carpaccio di cefalo, tartufi di mare e gambero viola – è stato abbinato al Domaine Oinea Lune Noir 2021 (100% Xinomavro), bollicina da Amynteo, Grecia: una bolla mediterranea d'alta quota, che inizialmente evocava suggestioni slovene nel test quiz per i commensali.



L'antipasto di carciofo ripieno – muna ammarella farcita con tonno rosso, mazzancolle, pancetta, formaggio e capperi – ha armonizzato sapori marini e terrestri alla perfezione con il Domaine des Ardoisières Argile Blanc 2024 (40% Jacquère, 40% Chardonnay, 20% Mondeuse Blanche), bianco francese della Savoia di grande equilibrio.



Gli uramaki Coremare, vari e saporiti, hanno trovato compimento nell'Albamar Albariño 2024 (100% Albariño) da Rías Baixas, Spagna: pairing impeccabile di freschezza e mineralità.



Il primo piatto, linguine con tartufi di mare e asparagi vesuviani del giorno, mantecate con Provolone del Monaco DOP, ha unito il vulcano campano e i Monti Lattari al palato, esaltato dal Colombera Il Montino 2023 (100% Timorasso), Piemonte.



L'ombrina alla brace con bietole rosse ha superato le attese, grazie a una cottura josper magistrale, accompagnata dal Villa Dora Vigna del Vulcano 2018 (blend Caprettone e Falanghina del Vesuvio).



Il dessert, zeppole di San Giuseppe fatte in casa, ha cesellato un viaggio sensoriale cullato dal mare, riecheggiando il nome del locale – il cui logo evoca la brace spagnola nelle lettere E e M – e il suo ethos identitario.



Al via il festival "Pignatelli in jazz" nelle quattro domeniche di marzo: si parte con un tributo a Lucio Dalla


Pignatelli in Jazz, promossa dalla Fondazione F.M.Napolitano presieduta dal prof. Sergio Sciarelli, rassegna giunta all’ottava edizione sotto la storica direzione artistica di Emilia Zamuner, trasformerà le domeniche di marzo in un viaggio tra le note del grande jazz, quest’anno con un’impronta unica e significativa tutta al femminile. L’edizione 2026 si tinge di rosa: la scelta della direttrice artistica Emilia Zamuner quella di celebrare il talento delle donne nel jazz.

Il festival prenderà il via domenica 8 marzo, una data non casuale, per proseguire ogni domenica del mese, e quindi il 15, 22 e 29 marzo, con una programmazione che vede protagoniste assolute alcune delle voci e delle strumentiste più interessanti della scena internazionale e nazionale.

Tutti i concerti avranno luogo a Villa Pignatelli (Riviera di Chiaia) a Napoli alle ore 11:30, ecco il calendario:

8 Marzo: Emilia Zamuner Quartet – "Omaggio a Lucio Dalla"

Il festival si apre con la voce di Emilia Zamuner (voce e piano) alla guida di un quartetto d’eccezione con Enrico Valanzuolo alla tromba, Andre Ferreira al contrabbasso e Massimo Del Pezzo alla batteria. Un tributo intimo e vibrante alla genialità di Dalla.

15 Marzo: Lauren Henderson & Elio Coppola Trio

Dagli Stati Uniti arriva la raffinatezza di Lauren Henderson. La sua voce scura e avvolgente, capace di mescolare radici latine e jazz classico, incontrerà il ritmo travolgente del trio guidato dal batterista Elio Coppola.

22 Marzo: Faraualla

Un’esperienza polifonica unica. Le Faraualla porteranno a Villa Pignatelli il loro mix ipnotico di vocalità ancestrale, ricerca antropologica e jazz, in un viaggio sonoro che attraversa il Mediterraneo.

29 Marzo: Daniela Spalletta & Stefania Tallini

Il gran finale è affidato a un duo d'eccellenza: l'incredibile agilità vocale di Daniela Spalletta incontra il pianismo raffinato e compositivo di Stefania Tallini. Un incontro tra due fuoriclasse per chiudere in bellezza la rassegna.

Tutti i concerti, come da tradizione, saranno aperti dai giovani talenti — studenti ed ex allievi — del Conservatorio "G. Martucci" di Salerno, confermando l'impegno della rassegna nel sostenere le nuove generazioni, a cui seguirà un breve momento dedicato a consigli di lettura a cura della casa editrice Polidoro Editore. Un’inedita sinergia culturale che testimonia, ancora una volta, le eccellenze campane in ambito artistico.

"Quest'anno ho voluto che Pignatelli in Jazz fosse un palcoscenico interamente dedicato alle donne - dichiara Emilia Zamuner- e iniziare l'8 marzo con un programma di sole soliste è un modo per sottolineare la forza, la sensibilità e l'immensa professionalità che le musiciste portano nel mondo del jazz. Sarà un mese di grande musica in una cornice, quella del Museo Pignatelli, che non smette mai di incantare”.