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martedì 19 maggio 2026

Dentro l’Inferno con Luca Ward: a Napoli la Divina Commedia diventa experience

 


PalaEden si trasforma in un viaggio spettacolare dentro la Divina Commedia.

Dal 23 maggio prende vita “Dante Inferno”, la nuova experience immersiva che unisce realtà virtuale, scenografie cinematografiche, installazioni digitali e metaverso per far vivere al pubblico l’Inferno dantesco in prima persona.

Ad accompagnare i visitatori lungo il percorso sarà la voce intensa di Luca Ward, che interpreta Dante in un racconto emozionale e coinvolgente tra gironi infernali, anime dannate e simboli immortali della Divina Commedia.

Un viaggio multisensoriale tra Selva Oscura e metaverso

L’esperienza comincia nella celebre Selva Oscura, ricreata con grandi proiezioni immersive, effetti sonori e ambientazioni digitali capaci di trasportare immediatamente il pubblico in una dimensione sospesa tra realtà e aldilà.

Il cuore dell’experience è però il Metaverso: grazie a visori VR di ultima generazione, i visitatori potranno entrare fisicamente nell’universo immaginato da Dante Alighieri, attraversando i gironi dell’Inferno e vivendo il racconto da protagonisti.

Ogni ambiente è stato progettato con un forte taglio cinematografico per trasformare lo spettatore in parte integrante della narrazione.

Cultura e tecnologia per parlare alle nuove generazioni

Prodotto da Wiplab sotto la guida del CEO Fernando Pintus, con la direzione artistica di Roberto Pantè e quella tecnica di Cesare Pistilli, “Dante Inferno” nasce con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla Divina Commedia attraverso linguaggi contemporanei e tecnologie immersive.

Dopo il percorso nei gironi infernali, i visitatori accederanno alla suggestiva Sala degli Specchi, spazio simbolico dedicato all’introspezione personale, fino alla grande area VR finale che rappresenta la risalita dagli Inferi.

L’esperienza si conclude con un docufilm di approfondimento e un’area educational interattiva pensata per scuole, studenti e famiglie.

Per lo scrittore Maurizio de Giovanni, “Napoli è la città più dantesca del mondo, sospesa tra inferno e paradiso”, mentre Francesco Emilio Borrelli sottolinea il valore della cultura come strumento contro il degrado sociale e culturale.

Con “Dante Inferno”, Napoli diventa così il centro di una nuova frontiera culturale dove arte, tecnologia e immaginazione si incontrano in un’esperienza destinata a lasciare il segno.

Info evento

📍 PalaEden – Edenlandia
📅 Dal 23 maggio
⏳ Durata: circa 70 minuti
🎟 Experience aperta a pubblico, scuole e famiglie

ADRIANO MORETTI torna con il singolo “GIOCO DEL CONTRARIO” dal 22 maggio in radio e in digitale

Con “Gioco del contrario”, Adriano Moretti apre un nuovo capitolo del suo percorso musicale, lasciando emergere un immaginario fatto di luci al neon, memorie sfocate e notti che sembrano non finire mai. Il singolo, distribuito da ADA Music Italy, sarà disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 22 maggio. Il videoclip ufficiale accompagnerà l’uscita del brano e sarà disponibile su YouTube dalla stessa data.

Il brano, prodotto da Dre Loa, si muove tra atmosfere dichiaratamente anni ’80, synth avvolgenti e una malinconia luminosa dal respiro sospeso. Un equilibrio fragile tra ciò che resta e ciò che si perde, come se il tempo avesse iniziato a scorrere in una direzione sbagliata ma inevitabilmente affascinante.

«La canzone racconta la fine di un amore che continua a tornare, anche quando si prova a lasciarlo andare – racconta l’artista –. Si prova ad andare avanti, ma tutto sembra perdere il proprio asse, come se il mondo avesse iniziato a girare al contrario».

“Gioco del contrario” è un viaggio emotivo che trasforma la fine in movimento, il dolore in ritmo, la distanza in una forma nuova di presenza. Un brano che oscilla tra energia e fragilità, dove la nostalgia non è mai ferma ma continua a respirare.

Il singolo anticipa la pubblicazione di un EP di prossima uscita.

Chi è Adriano Moretti?
Adriano Moretti è un artista italiano classe 1999, attivo tra musica, recitazione e comicità. Nato a Roma, si forma al Centro Sperimentale di Cinematografia e nel contempo costruisce una forte presenza social come content creator comico. 
Nel tempo sviluppa diversi progetti paralleli: da un lato il cinema e il teatro, con il film “Notte prima degli esami 3.0” di Tommaso Renzoni e lo spettacolo “Listen to me, Adriano” andato in scena nelle principali città italiane; dall’altro la musica, dove alterna a uscite firmate come Adriano Moretti altre firmate come Baronetto, suo alter ego, progetto più ironico e sperimentale.
In musica si muove tra pop elettronico, indie e influenze hyperpop/synth, sviluppando un immaginario sonoro personale e riconoscibile.

Napoli, gli studenti di tre scuole diventano attori nel corto “Insegnante per un giorno”, nel parco Attianese di Pianura la proiezione dell’opera che chiude il progetto REC

Da studenti a docenti per ventiquattro ore. I giovanissimi diventano adulti nel cortometraggio “Insegnante per un giorno” ideato e con protagonisti allieve e allievi di tre scuole di Pianura, il popoloso quartiere nella zona occidentale di Napoli. L’opera sarà proiettata venerdì 22 maggio, a partire dalle ore 19, nell’arena del Parco Attianese nel corso dell'evento conclusivo di "R.E.C. – Racconti, Emozioni, Comunità", progetto realizzato da Centro Turistico Giovanile TURMED, promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell'ambito di “Cultura. Che classe!”.

“‘Cultura. Che classe!’ nasce con un obiettivo preciso: portare le arti nelle scuole, rendendole strumento di crescita, partecipazione e confronto. Il progetto R.E.C. interpreta pienamente questo spirito, perché parte dal cinema per coinvolgere studenti e docenti in un percorso creativo capace di mettere in relazione scuola e territorio. Investire nella cultura significa creare opportunità concrete di formazione, soprattutto nei quartieri della città dove è più importante costruire spazi di incontro, fiducia e futuro.” — così il coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli Sergio Locoratolo.

Con il contributo dell'attore Antonio De Matteo, volto noto della serie Mare Fuori, che in questi mesi ha accompagnato allieve e allievi come testimonial del progetto, l’evento nel polmone verde di via Provinciale Napoli chiude il percorso di conoscenza della Settima Arte che ha coinvolto oltre 200 tra studenti e docenti accompagnati da diversi esperti del mondo audiovisivo. In campo tre istituti comprensivi di Pianura - il 72° Palasciano, Ferdinando Russo e Giovanni Falcone - che negli ultimi mesi hanno ospitato i laboratori di recitazione, sceneggiatura e montaggio con protagonisti i giovanissimi.

In particolare, il corto è il risultato di un percorso laboratoriale che ha visto ragazze e ragazzi confrontarsi con il linguaggio audiovisivo come strumento di espressione, ascolto e partecipazione. Attraverso il racconto dello scambio di ruoli tra insegnanti e studenti l’opera propone una riflessione autentica sul valore della relazione educativa mettendo in luce emozioni, difficoltà e punti di vista spesso inespressi nella quotidianità scolastica.

Il progetto, arricchito dalla presenza del testimonial Antonio De Matteo e dal supporto di professionisti del settore, ha favorito la costruzione di uno spazio creativo e collaborativo in cui i giovani partecipanti hanno potuto sperimentare nuove forme di comunicazione e cittadinanza attiva.

La serata, aperta alla cittadinanza, a ingresso gratuito, sarà animata dalle famiglie, dai docenti, dai dirigenti scolastici e dalla comunità territoriale con l’obiettivo di condividere pubblicamente un’esperienza che ha valorizzato il protagonismo giovanile, il lavoro di rete tra le scuole e il legame tra cultura, educazione e comunità.

R.E.C. – Racconti, Emozioni, Comunità ha dato spazio alla creatività e alla voce dei giovani di Pianura utilizzando il cinema come strumento di espressione, partecipazione e crescita condivisa. “Insegnante per un giorno” racconta il valore dell’ascolto e delle relazioni educative attraverso lo sguardo autentico delle ragazze e dei ragazzi del quartiere di Napoli Ovest.

Forest: Il futuro ha radici antiche

Lombardia, Veneto, Liguria, Friuli, Piemonte: parte da qui il tour di Forest – Il futuro ha radici antiche, il documentario diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon e prodotto da Cineblend, che accompagna lo spettatore nel cuore del lavoro forestale contemporaneo, in un ambiente tanto familiare nell’immaginario collettivo quanto spesso troppo poco conosciuto nella sua reale complessità. Un tour che attraverserà tutta Italia in collaborazione con esperti di montagna e di lavoro forestale per puntare il riflettore su una realtà poco conosciuta, ma presente nella vita di tutti noi, molto più di quanto si pensi e che per questo necessita di consapevolezza.

Il film entra nel bosco del Monte Meletta, nel Comune di Gallio, sull’Altopiano dei Sette Comuni, un territorio segnato dagli effetti della tempesta Vaia e dalla successiva diffusione del bostrico, un insetto che attacca gli abeti rossi e che ha trovato, là dove si era abbattuta la tempesta, il nutrimento per crescere a dismisura. Da qui prende forma un racconto che non si limita a osservare il bosco come paesaggio, ma che lo considera al tempo stesso come un ecosistema prezioso e una fonte di bioeconomia: un luogo attraversato da equilibri complessi e da necessità di intervento spesso invisibili allo sguardo comune.
Al di là della contrapposizione semplicistica tra ambientalismo e gestione forestale, Forest – Il futuro ha radici antiche mette al centro l’urgenza di formare professionisti capaci di operare nel bosco con competenza, responsabilità e moderna consapevolezza ambientale. Protagonisti di questo percorso due ragazze e due ragazzi, allievi di un corso di formazione forestale, affiancati dai fratelli Michele e Giorgio Sambugaro, operatori esperti che li accompagnano nel passaggio dalla teoria alla pratica, insegnando loro a leggere i segnali invisibili del bosco e a confrontarsi con la responsabilità di chi deve prendersene cura. Attraverso il confronto con i loro istruttori, i quattro giovani imparano così a riconoscere le situazioni di rischio e a comprendere che ogni intervento richiede attenzione, metodo e rispetto per l’ambiente in cui si opera, con lo sguardo sempre rivolto al futuro, quindi alla sostenibilità. Il documentario racconta così un mestiere antico ma ancora attualissimo e profondamente trasformato dalla ricerca, dalla tecnologia, dalla cultura della sicurezza e da una nuova consapevolezza ecologica.
 
Un ruolo centrale è riservato anche ai dispositivi di protezione e agli strumenti che oggi permettono agli operatori di lavorare in condizioni più sicure. “Abbiamo scoperto in questi anni di lavoro dedicati alla montagna – spiegano i registi e autori Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, già autori di numerosi documentari legati ai territori montani – che il cosiddetto presidio di sicurezza non è semplicemente un prodotto, ma uno strumento indispensabile per tutelare chi opera in prima linea. Le aziende che fanno ricerca sul campo non sono soltanto marchi commerciali, ma soggetti attivi in un dialogo necessario tra ambiente, formazione e lavoro. In questo ambito, l’Italia rappresenta oggi un presidio importante per lo sviluppo e l’innovazione dei dispositivi di sicurezza”.
Complice una fotografia attenta alle sfumature cromatiche del bosco e un montaggio che alterna osservazione, gesto tecnico e racconto umano, il documentario costruisce un equilibrio tra divulgazione e immersione. La spiegazione degli esperti, spesso tecnica e puntuale, si intreccia con l’esperienza diretta dei protagonisti, restituendo allo spettatore la complessità di un mondo in cui natura, lavoro, sicurezza e responsabilità ambientale sono profondamente connessi.
 
Accanto ai corsisti Filippo Sambugaro, Melani Mussoi, Silvia Minella e Tommaso Casagrande, e agli istruttori Giorgio e Michele Sambugaro, partecipano al documentario: Luigi Torreggiani, giornalista della Compagnia delle Foreste; Alessandro Caltagirone, ingegnere biomedico e membro del Vibram Tester Team; Andrea Battisti, professore di Entomologia presso il DAFNAE dell’Università di Padova; Dimitri De Gol, dottore forestale; Emanuele Lingua, professore di Selvicoltura presso il Dipartimento TESAF dell’Università di Padova; Giorgio Pielli, consulente e formatore in sicurezza sul lavoro forestale; Luca Canzan, direttore tecnico di Cifort; Massimo Ferraresi, agente di Polizia Locale e Guardia Boschiva del Comune di Gallio; Michele Benincà, responsabile DPI presso Benincà Rutilio & C. snc; e Stefano Grigolato, professore di Meccanizzazione Forestale presso il Dipartimento TESAF dell’Università di Padova. La sceneggiatura è firmata da Salvatore Frisina, Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato. La fotografia è di Uber Mancin e il suono in presa diretta di Enrico Lenarduzzi. Il Documentario ha ottenuto fin da subito il Patrocinio gratuito del Dip. TESAF UNIPD, del Club Alpino Italiano e dell’Associazione Rete Donne Foreste, determinante anche il sostegno del Comune di Gallio che ha ospitato le riprese.
 
Nel racconto trovano spazio anche le aziende che investono in ricerca, innovazione e formazione per migliorare la sicurezza nel lavoro forestale, contribuendo allo sviluppo di strumenti e competenze orientati alla tutela degli operatori e alla qualità degli interventi sul territorio: AKU, Cifort, Benincà, Monchiero e Vibram.
 
I registi Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon hanno accolto il progetto riconoscendovi una naturale prosecuzione del loro percorso documentaristico, da sempre legato alla montagna, ai territori fragili e ai contesti ad alto rischio. Il bosco diventa così non solo un luogo da raccontare, ma uno spazio di lavoro, formazione e responsabilità, attraverso il quale interrogare il rapporto tra uomo, ambiente e futuro delle aree montane.
 
Ne nasce un documentario che invita il pubblico a guardare il bosco con maggiore consapevolezza, superando letture superficiali e riportando al centro del dibattito la complessità della sua cura. Non un racconto che offre risposte definitive, ma un film che apre domande concrete su cosa significhi oggi conoscere, proteggere e gestire un ecosistema in trasformazione.

Una scuola nel bosco
Il bosco emerge come luogo vivo, spazio di lavoro e campo di apprendimento. Attraverso il percorso dei giovani protagonisti, Forest – Il futuro ha radici antiche racconta cosa significa affrontare in modo professionale l’attività forestale: dalla lettura del territorio alla gestione delle piante, dalle tecniche di taglio all’utilizzo dei dispositivi di protezione, dall’ecologia all’economia, fino alle strategie operative necessarie in contesti complessi.
 
Il documentario diventa così anche l’occasione per proporre una visione più matura della gestione forestale: il bosco non è soltanto un ambiente da contemplare o da tutelare in modo astratto, ma un sistema vivo da conoscere, monitorare e valorizzare con responsabilità. Un approccio che integra competenze scientifiche, consapevolezza ambientale, sicurezza sul lavoro e capacità tecnica, restituendo dignità e centralità a una professione antica, oggi chiamata a confrontarsi con sfide nuove.

Il weekend a Città della Scienza è dedicato al mangiar sano 23 e 24 maggio 2026

Sabato 23 e domenica 24 maggio, Città della Scienza ospita il secondo appuntamento con il programma comunitario FRUTTA E VERDURA NELLE SCUOLE, promosso dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e attuato da ISMEA – Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare. L’iniziativa è dedicata a bambini e famiglie e punta a diffondere l’importanza di una sana alimentazione e di stili di vita sostenibili.
Tra le proposte del weekend: il laboratorio creativo “Ritratti… da gustare!”, il laboratorio educativo “Frutta e verdura… a mattoncini!”, con focus sulla stagionalità e sulla provenienza a km zero degli alimenti, e la caccia al tesoro all’interno del Museo Interattivo del Corpo Umano Corporea, accompagnata dal robot Aphel, per scoprire i “super-poteri” di frutta e verdura.
Il programma offre un mix di divertimento e apprendimento, con attività pensate per sensibilizzare grandi e piccoli sui benefici nutrizionali degli alimenti e sul legame tra alimentazione, territorio e sostenibilità.
Il weekend sarà arricchito dagli spettacoli al Planetario, dalle visite al museo interattivo del corpo umano Corporea, alla Mostra temporanea su sensi e percezioni e alla Mostra sugli Insetti.
 
www.cittadellascienza.it

Il Dindolo della giornalista Anna Calì si presenta alla Mondadori del Rione Alto

 


Si terrà lunedì 25 maggio presso la libreria Mondadori al Rione Alto, Vomero alle ore 18.00 la presentazione del nuovo lavoro editoriale della giornalista e scrittrice Anna Calì: “Il dindolo”, una raccolta di racconti pubblicata da Rosabianca edizioni.

Il filo rosso che unisce le ventitré storie è ancora una volta Napoli, presenza viva e pulsante che attraversa le pagine e diventa elemento identitario della narrazione. Non semplice cornice, ma luogo dell’anima in cui si muovono personaggi intensi e riconoscibili.

A condurre e a trasportare gli ospiti nelle vie di Napoli e nei racconti saranno i colleghi Marina Topa e Bruno Marchionibus.

Quarta di copertina

Napoli non fa da sfondo: respira, parla, ricorda. Ne ‘Il Dindolo’, ventitré racconti si intrecciano tra i vicoli e le voci di una città che diventa protagonista, con le sue luci e ombre, i silenzi e le melodie interiori. Ogni storia è un frammento di vita, reale o immaginata, che esplora l'amore, il rimpianto, la forza dei sogni e la complessità delle relazioni umane. Attraverso personaggi indimenticabili e atmosfere dense di emozioni, invita a riflettere sulla presenza e sull'assenza, sulla morte e sulla vita, lasciando il lettore con una domanda, una rivelazione, o semplicemente un battito in più.’Il Dindolo’ è un omaggio alle mille anime di Napoli, un viaggio breve ma profondo, per chi ama perdersi tra le pieghe dell'anima e della città.

Bio: Anna Calì, classe '96, è una giornalista e scrittrice napoletana. Da sempre appassionata di storie, ha trasformato un sogno custodito fin da bambina in una professione che esercita con rigore e sensibilità. Si occupa di cronaca nera, ambito in cui si distingue per la capacità di coniugare precisione narrativa, empatia e senso etico. Nel 2022 ha pubblicato ‘Passione Azzurra’ (Officina Milena), un omaggio dedicato ai bambini e ai tifosi del Napoli; nel 2024 con ‘Le Melodie del Golfo’ (PAV Edizioni) ha esordito nel genere giallo, esplorando nuove traiettorie narrative. Finalista in diversi concorsi letterari e vincitrice di premi giornalistici quali: "La Campania si racconta", "Virgilio Publio Marone" e "Campania Terra Felix". Continua a scrivere nei momenti più silenziosi della giornata, quando la realtà si lascia osservare con occhi nuovi. 

Il presente comunicato vale come invito per la stampa.

Premiazioni al Teatro Palladium di Roma dei lavori per il Progetto Scuola ABC - A spasso con ABC – Un altro Sguardo

 


Si è svolta al Teatro Palladium di Roma, alla presenza degli studenti e delle studentesse delle scuole superiori di Roma e del Lazio, condotta dalla giornalista RAI Roberta Serdoz, la premiazione dei Progetti Scuola ABC 2026 dedicata alla linea tematica A spasso con ABC – un altro Sguardo.

 

A spasso con ABC – un altro Sguardo vuol far scoprire e conoscere la magia di alcuni luoghi speciali: una passeggiata tra i luoghi della storia, dell’arte e della bellezza accompagnati dalle testimonianze di scrittori, storici, attori, performer, registi - narratori di suggestioni e poetiche per uno sguardo diverso, per leggere il passato e la realtà in modo più acuto, profondo, intelligente. I luoghi scelti diventano il filo conduttore che consente alle ragazze e ai ragazzi di visitare e partecipare a diverse attività, in un nuovo e inconsueto racconto di un’esperienza sul territorio, per riscoprire contesti conosciuti e coglierne lo spirito più intenso e nascosto.

Le tappe di quest'anno hanno toccato Roma sulle tracce del Caravaggio, Sabaudia, Viterbo, la Ciociaria con le visite ad Anagni, Alatri, Fiuggi, Veroli e Isola del Liri e la visita a Bruxelles, con Francesco Montanari e la tappa a Marcinelle, nella miniera di carbone Bois du Cazier, dove la mattina dell'8 agosto 1956 un incendio provocò la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani.

La giornata di premiazioni ha visto la partecipazione di Sara Graziani dell'Assessorato scuola, formazione e lavoro del Comune di Roma, dello scrittore e giornalista Marco Lodoli, dell'attrice Arianna Ninchi, del poeta e scrittore Giovanni Nucci e della regista Maria Antonia Fama della Compagnia Teatrale Walden, oltre a Claudio Minelli di Visioneroma, che ogni anno organizza un premio per giovani fotografi tra i 18 e i 30 anni. Dal premio scaturisce la foto scelta quest'anno per l'immagine di copertina del progetto A spasso con ABC – un altro Sguardo.

 

Tutti i lavori premiati saranno visibili da giugno sul sito del Progetto ABC al link https://www.progettoabc.it/

 

La prima Menzione della giornata è stata consegnata dallo scrittore e giornalista Marco Lodoli alla classe 4a C dell'IIS LEOPOLDO PIRELLI di Roma per INDOVINA IL CAPOLAVORO DI CARAVAGGIO, gioco di carte dedicato a Caravaggio. L'attrice Arianna Ninchi ha consegnato la Menzione alla classe 3a dell'Istituto S. GIUSEPPE DEL CABURLOTTO di Roma per NON RICORDO TUTTOlavoro che unisce scrittura e fotografia. Dopo la consegna della menzione, la lettura del lavoro premiato da parte della stessa Ninchi. Stefania Sebasti, dei Progetti Scuola ABC ha consegnato la Menzione alla classe 4°LE dell'IIS ANGELO FRAMMARTINO di Monterotondo per SGUARDI DI LUCE, opera corale per una lampada dal design personalizzabile. Il poeta e scrittore Giovanni Nucci ha consegnato la Menzione alle classi 5°A, 5°C, 5°AS del JOHN VON NEUMANN di Roma per il podcast DOVE SI POSA IL NOSTRO SGUARDO.

 

Sara Graziani dell'Assessorato Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale ha consegnato il Premio A spasso con ABC – un altro Sguardo alla classe 4a G dell'Istituto Tecnico ENRICO FERMI di Frascati per il videogioco DARK SIDE OF ROME con la seguente motivazione: La commissione del premio è rimasta veramente sbalordita, ammirata, conquistata dal lavoro di trasformazione compiuto da ragazzi incredibilmente abili a riportare Caravaggio dal Seicento e dall’oscurità delle chiese romane ai nostri giorni, ai nostri nuovi modi di percepire e ammirare. Un videogioco da computer che ci porta dentro una galleria virtuale, un sogno tecnologico, un viaggio nel tempo. Ecco che i quadri di Caravaggio appaiono sulle pareti di un museo sospeso tra sogno e realtà, tra studio e gioco. Tanti sentiti complimenti dalla commissione e anche da messer Caravaggio!

 

 

Giovanna Pugliese, Coordinatrice dei Progetti Scuola ABC ha consegnato il Premio A spasso con ABC – un altro Sguardo alla classe Classe 4°C del Liceo LUIGI PIETROBONO di Alatri per TAGLIO NETTO con la seguente motivazione: “Er Cara spacca, ma er Karma è bastardo”! Come hanno capito bene le nostre ragazze e i nostri ragazzi l’indole del Caravaggio, pittore maledetto, stradaiolo, rissoso, capace di trasformare prostitute e teppisti in Madonne e putti, di trovare la tensione e la bellezza dove sembra ci sia solo fango e perdizione. E allora per raccontare com’era sto Caravaggio, sto’ genio matto, bisogna affidarsi alla lingua sporca e realistica del rap, al ritmo balordo della vita che fugge inseguita da un destino crudele. Tutta Roma perdeva la testa pe sto’ realismo crudo, e voi siete stati bravissimi a dare vita a un ritratto originale, tra pittura e osteria, tra capolavori e risse. Un Caravaggio così piace agli studiosi d’arte e piace anche ai maranza! Daje Cara e daje quarta C!

 

La regista Antonia Fama ha consegnato il Premio A spasso con ABC – un altro Sguardo alla classe 4°A Meccanico Duale del CMFP CAVE di Roma per la scultura MEDUSA con la seguente motivazione: Semplicemente mitici! Ed è proprio l’aggettivo giusto per gli studenti che hanno saputo riproporre in modo originalissimo l’immagine della Medusa, la dea con i serpenti in testa che pietrificava con uno sguardo ogni persona. Caravaggio l’ha resa indimenticabile con il suo ritratto, Ammaniti l’ha riproposta nel suo ultimo romanzo, ma noi crediamo che anche la Medusa dei nostri ragazzi troverà tanti sguardi sorpresi e affascinati. E’ davvero una scultura sorprendente: guardatela con attenzione, ma anche con prudenza: potrebbe trasformarvi in marmo in un istante!

 

Il Premio A spasso con ABC – un altro Sguardo è stato consegnato da Claudio Minelli di Visioneroma alla classe 4°E del Liceo Scientifico FEDERIGO ENRIQUES di Roma Ostia per il video I MISTERI DELLA CIOCIARIA con la seguente motivazione: I ragazzi sanno come assorbire e trasformare il mondo, come far diventare ogni giorno un viaggio personale: basta avere occhi per vedere, parole per raccontare e di colpo ciò che sembra sparpagliato e confuso diventa una bella storia da raccontare. Il viaggio tra i misteri della Ciociaria diventa così un percorso indimenticabile, una sorpresa, un sogno, una rivelazione. Bravi per come siete stati capaci di catturare le immagini e a trovare le parole migliori per spiegare i segreti di un territorio vicino e lontano.

 

Due le performance live che hanno animato la mattinata di premiazioni: il duo di danza e musica dal vivo Rosa Melicchio & Marco Faraglia, e per chiudere l’intervento musicale di Stefano Di Battista, che ha coinvolto studenti e insegnanti in improvvisazioni jazz con l'intervento, a sorpresa, della cantante Nicky Nicolai.

La mattinata è stata chiusa con il ringraziamento e le menzioni per le scuole non premiate, con lo scrittore e giornalista Marco Lodoli sul palco del Palladium e l'annuncio, da parte di Giovanna Pugliese, che una delegazione di ogni classe premiata effettuerà un viaggio dal 18 al 20 giugno prossimi a Pesaro per partecipare alla prossima edizione del Pesaro Film Festival e si recherà a Recanati in visita a Casa Leopardi.

I Progetti Scuola ABC sono promossi dall’Assessorato Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica della Regione Lazio nell’ambito del PR FSE+ Lazio 2021-2027 con l’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale attraverso Zètema Progetto Cultura e con il sostegno di Roma Lazio Film Commission.

 

Per maggiori informazioni: