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lunedì 12 ottobre 2026

Al Teatro Piccolo Bellini Frammenti di un discorso amoroso

Una libera riscrittura de  Gli innamorati di Carlo Goldoni, tra gelosie, desiderio e fragilità sentimentali. Anteprima ore 18.30 e 21

Il palcoscenico del Teatro Piccolo Bellini accoglie Frammenti di un discorso amoroso, uno spettacolo di Teatro Ricerca Educazione – Trerrote – Maestri di Strada – Fondazione Teatro di Napoli, con la  regia e drammaturgia di Nicola Laieta,  con la collaborazione alla drammaturgia di Stefania Bruno e i  costumi di Federica Ferreri.
Ispirato a Gli innamorati di Carlo Goldoni, lo spettacolo attraversa le molteplici sfaccettature dell’amore, mettendo in scena le insicurezze, le gelosie e le contraddizioni che accompagnano le prime esperienze sentimentali. Ambientata nell’immaginario delle commedie romantiche americane degli anni Cinquanta e Sessanta, la rappresentazione intreccia equivoci, intrighi e situazioni grottesche, dando vita a una commedia di caratteri in cui il sorriso si accompagna a una riflessione sulle fragilità umane.
Al centro della scena, due protagonisti puntigliosi e gelosi trasformano ogni gesto e ogni parola in un possibile motivo di scontro. Il loro desiderio di vicinanza si scontra continuamente con l’incapacità di comprendersi, restituendo il paradosso di ogni relazione amorosa: voler annullare le distanze fino a diventare una cosa sola e ritrovarsi, invece, irrimediabilmente lontani.
Ne emerge il racconto di due amori diversi: uno autentico, eccessivo, talvolta violento nella sua intensità; l’altro timido, più immaginato che vissuto, sospeso tra desiderio e illusione. Tra dialoghi brillanti, ritmi musicali d’epoca, danze swing e rock’n’roll, Frammenti di un discorso amoroso restituisce al pubblico un universo sentimentale in cui il possesso si confronta con la libertà, la paura con il desiderio di essere amati, la passione con il bisogno di riconoscersi come individui.
La scelta di Goldoni non è casuale. In Gli innamorati, una delle commedie più moderne del drammaturgo veneziano, la conversazione e il rimuginio mentale finiscono per prendere il sopravvento sull’azione. I personaggi parlano, si interrogano, interpretano e reinterpretano ogni parola e ogni comportamento, rimanendo spesso prigionieri dei propri pensieri. Un meccanismo sorprendentemente contemporaneo, che richiama quella tendenza all’overthinking oggi così presente nelle relazioni e nelle esperienze dei più giovani.
È proprio dall’incontro quotidiano con i ragazzi, attraverso il lavoro del laboratorio permanente di teatro ed educazione, che nasce una parte importante della riflessione alla base dello spettacolo. Raccontare l’amore oggi significa confrontarsi con un tema delicato, soprattutto quando si toccano, anche attraverso il gioco teatrale, gli aspetti più problematici delle prime relazioni: la gelosia, la dipendenza affettiva, il desiderio di controllo e le intemperanze della passione.
«Oggi più che mai offrire a dei giovani l’occasione di esprimersi in uno spazio artistico deve significare offrirgli l’opportunità di immaginare un’altra maniera possibile di guardare alla propria vita, una maniera diversa di abitare il mondo», dichiara il regista Nicola Laieta.
«L’esperienza artistica è uno spazio condiviso in cui i giovani possono riconoscersi, dare forma alle proprie emozioni e imparare a entrare in relazione con gli altri. Il teatro contribuisce a costruire legami, sviluppare il pensiero critico e riscoprire il valore della cooperazione: perché crescere significa anche sentirsi parte di una comunità”    aggiunge Cesare Moreno presidente dei Maestri di Strada  , da cui Trerrote – Teatro Ricerca Educazione è nata.

Il teatro diventa così uno spazio di esplorazione e di possibilità: un luogo in cui riconoscere le proprie fragilità, mettere in discussione modelli sentimentali consolidati e immaginare modi diversi di stare in relazione con gli altri. Senza rinunciare alla leggerezza della commedia, lo spettacolo invita a guardare con lucidità le contraddizioni dell’amore, interrogandosi sul confine sottile tra desiderio e possesso, vicinanza e distanza, sogno e disillusione.
Frammenti di un discorso amoroso è, in definitiva, un viaggio ironico e insieme inquieto nell’universo dei sentimenti: perché dietro ogni dichiarazione d’amore possono nascondersi paure, aspettative e contraddizioni, e perché imparare ad amare significa anche imparare a riconoscere l’altro nella sua irriducibile diversità.
INFORMAZIONI E CREDITI
Titolo: Frammenti di un discorso amoroso
Data: martedì 13 ottobre 2026
Orari: anteprima alle ore 18.30 e alle ore 21
Luogo: Teatro Piccolo Bellini, Napoli
Uno spettacolo di: Teatro Ricerca Educazione – Trerrote – Maestri di Strada – Fondazione Teatro di Napoli
Regia e drammaturgia: Nicola Laieta
Collaborazione alla drammaturgia: Stefania Bruno
Costumi: Federica Ferreri
Con: Lucia Affinita, Giuseppe Di Somma, Ivan Gallotti, Carmine Marino, Chiara Mileto, Matteo Ronconi

Pompei, attraverso il mito di Narciso Nello Petrucci interroga l’identità contemporanea

L’opera in resina bianca installata su uno specchio, trasforma la hall di Habita79 in un luogo di riflessione sul rapporto tra immagine, identità e percezione.

Il mito classico di Narciso trova una nuova e profonda declinazione contemporanea nel cuore di Pompei. L’artista Nello Petrucci ha presentato lo scorso 6 ottobre la sua ultima scultura, intitolata “Narciso”, un’opera che entra ufficialmente a far parte della collezione d’arte dell’hotel Habita79 a Pompei. Esposta nella hall della struttura (in Via Roma, 10), la scultura si pone come un tassello fondamentale nel percorso che trasforma questo luogo di ospitalità in un presidio dinamico di cultura e ricerca artistica al servizio della città, dei visitatori e dei viaggiatori di tutto il mondo.

L’intervento artistico di Petrucci si lega alla memoria storica del territorio. A Pompei, infatti, il mito di Narciso risuona ancora tra gli affreschi e le pareti delle antiche domus. Petrucci prende le mosse da questo patrimonio iconografico per proiettarlo nella modernità, trasformando il personaggio mitologico in una figura drammaticamente attuale e lo specchio in uno spazio di indagine, sia individuale che collettiva.

Con quest'opera, l’artista rilegge il racconto classico mettendolo a confronto con le contraddizioni, l'autosufficienza e le fragilità dell’uomo contemporaneo. In un’epoca scandita dall’ossessione per l’immagine, dalla continua necessità di mostrarsi e dalla ricerca compulsiva di visibilità, la scultura posiziona simbolicamente ciascun osservatore di fronte al proprio riflesso. Il messaggio è chiaro: la società odierna tende a riscoprirsi continuamente nella figura di Narciso, spesso abbagliata dal proprio ego e concentrata a guardare sé stessa, al punto da smarrire la percezione di ciò che esiste al di là dello specchio.

Dal punto di vista materiale, l’opera è realizzata in resina bianca e installata su un’ampia superficie specchiante, creando un cortocircuito visivo tra il corpo scultoreo reale e la sua proiezione nello specchio sottostante. È proprio in questa spaccatura, minima ma incolmabile, che Petrucci articola la sua indagine concettuale: la certezza che la percezione esteriore di noi stessi non coincide mai appieno con la nostra natura profonda.

Attraverso questa scelta stilistica, la scultura non si limita a farsi contemplare, ma restituisce attivamente lo sguardo a chi la osserva. Interpellando direttamente il pubblico, la creazione di Petrucci solleva una domanda cruciale che supera il confine della narrazione mitologica: quanto di ciò che vediamo di noi stessi coincide davvero con quello che siamo?

«Narciso è una figura centrale negli scavi di Pompei, la mia fonte d'ispirazione. Ma qui il mito cambia: non è la storia di chi si innamora della propria immagine, è la ricerca di ciò che non riusciamo a vedere di noi stessi», spiega l'artista Nello Petrucci illustrando la genesi del lavoro. «Oggi ci guardiamo attraverso lo schermo di un telefono: come ci mostriamo? Come appariamo agli occhi degli altri? Tra ciò che siamo davvero e come ci presentiamo c'è una distanza enorme. La mia è un’opera materica, ma si completa solo con chi la guarda: grazie al gioco di riflessi dello specchio, ogni angolazione offre una visione unica e diversa».

Un'analisi condivisa dalla curatrice Anna Balzani, che sottolinea lo scarto concettuale rispetto alla tradizione antica: «Nelle antiche domus romane, il mito di Narciso serviva a celebrare il potere e il prestigio del dominus. Nell'opera di Nello la prospettiva si ribalta: il focus torna sul singolo individuo. C'è poi un dettaglio fondamentale: a differenza delle raffigurazioni classiche dove Narciso è chino sull'acqua, qui è in piedi. Una scelta che misura e interroga la distanza tra ciò che la persona vede di sé e ciò che smette di vedere».

La decisione di integrare la scultura all'interno dell’hotel risponde a una precisa visione culturale del management della struttura. Come evidenzia Riccardo Mantilacci, direttore di Habita79: «Abbiamo scelto di collocare l'opera nella hall, un luogo fortemente simbolico fatto di continui arrivi e partenze. In questo punto di passaggio, lo specchio compie la sua magia: chiunque si fermi a guardare smette di essere un semplice spettatore e diventa parte integrante dell'opera».

Allerta meteo, Ditto: “Così non va. Uscire dalla logica emergenziale per ripartire”

L’imprenditore, responsabile enti locali di Azione, interviene dopo l’allerta arancione che tra l’8 e il 9 ottobre ha interessato Napoli e l’area metropolitana e chiede una programmazione della manutenzione idraulica condivisa tra i Comuni, costruita sulle segnalazioni dei cittadini

«Ogni autunno si ripete la stessa sequenza: il bollettino, le ordinanze di chiusura, le strade invase dall’acqua, la conta dei danni. Poi tutto torna come prima, fino al temporale successivo. Così non va, e non è una considerazione polemica: a pagare sono sempre le famiglie, i pendolari, le attività commerciali dei quartieri più esposti». Enrico Ditto, imprenditore e responsabile enti locali di Azione, interviene così a pochi giorni dall’ondata di maltempo che ha colpito Napoli e la sua provincia.

La Protezione civile della Campania aveva disposto l’allerta arancione per rischio idrogeologico sulla Zona 1, che comprende Piana campana, città di Napoli, isole del Golfo e area vesuviana, dalle 15 di giovedì 8 alle 15 di venerdì 9 ottobre. In città sono rimasti chiusi parchi, cimiteri e impianti sportivi all’aperto, mentre in diversi comuni dell’area metropolitana, tra cui Afragola, Casoria, Giugliano, Portici ed Ercolano, i sindaci hanno sospeso le attività didattiche. Nell’area nord, tra Arzano, Grumo Nevano e Giugliano, si sono registrati allagamenti diffusi e il cedimento di una strada comunale, e il prefetto ha convocato il Centro coordinamento soccorsi.

«L’emergenza è stata gestita, e va riconosciuto il lavoro di chi in quelle ore era in strada: vigili del fuoco, protezione civile, polizia locale, volontari» prosegue Ditto. «La questione è un’altra. Un territorio che chiude le scuole a ogni allerta arancione sta ammettendo di non potersi fidare delle proprie infrastrutture. E non può fidarsene, se caditoie e reti fognarie non vengono controllate con regolarità e se i punti critici restano gli stessi da anni».

L’alternativa indicata dall’imprenditore riguarda il metodo prima ancora delle risorse: una mappatura condivisa delle criticità tra Comuni e Città metropolitana, un cronoprogramma pubblico della manutenzione ordinaria della rete di drenaggio, una raccolta strutturata delle segnalazioni che arrivano da residenti e comitati di quartiere. «Chi abita in una strada che si allaga sa esattamente dove si forma il ristagno e da quanto tempo accade. Quelle informazioni esistono già: vanno ordinate e trasformate in priorità di intervento. In questo caso ascoltare i cittadini significa anche spendere meglio, perché la manutenzione ordinaria costa meno del ripristino».
 
Per Ditto il livello adeguato di intervento è quello metropolitano. «L’acqua non si ferma ai confini amministrativi. Ogni amministrazione fa la propria parte, ma senza un coordinamento stabile tra enti si finisce per agire sempre a valle del problema, quando il danno si è già prodotto. Uscire dalla logica emergenziale per ripartire vuol dire accettare che il lavoro più utile è quello che non si vede: la pulizia di una caditoia prima della stagione delle piogge, la verifica di un collettore prima che venga diramato l’avviso. È una questione di programmazione e di responsabilità amministrativa».

Allerta meteo e serrate preventive, Conte critica le amministrazioni

 

«Chiudere tutto non è prudenza, è rinuncia a decidere»: il presidente di Sistema Trasporti Campania dopo l'allerta arancione dell'8 e 9 ottobre si esprime così e poi aggiunge: «Le criticità sono note da anni. Serve chi si assuma il rischio di decidere, non chi si metta al riparo dietro un'ordinanza». Situazione nera in penisola Sorrentina e in costiera amalfitana.

 «Non è più accettabile che a ogni allerta meteo la risposta delle amministrazioni sia sempre la stessa: chiudere strade, scuole, parchi, sospendere servizi, fermare tutto», dichiara Amedeo Conte, presidente di Sistema Trasporti Campania. «Le piogge intense non sono più un evento eccezionale ma un fenomeno atteso, che si ripresenta con regolarità ogni autunno e ogni inverno. Chi amministra ha il dovere di prepararsi per tempo, non di scoprire a ogni bollettino che l'unico strumento a disposizione è la chiusura. Così si finisce per avere un'amministrazione a tutela di sé stessa, e non al servizio della collettività».

La presa di posizione arriva all'indomani dell'ondata di maltempo che ha investito la Campania tra l'8 e il 9 ottobre, quando la Protezione civile regionale ha innalzato a livello arancione l'allerta sulla zona che comprende Napoli, la Piana campana, l'area vesuviana e le isole del Golfo, mantenendo il giallo sul resto del territorio. In diversi comuni della provincia di Napoli e delle isole i sindaci hanno disposto la sospensione delle attività didattiche, benché il livello arancione segnali una criticità attesa e non imponga di per sé la chiusura di scuole e servizi. Il quadro si inserisce in una tendenza documentata: secondo il bilancio 2025 dell'Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato con il Gruppo Unipol, lo scorso anno in Italia sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, con un aumento del 5,9% rispetto al 2024 e il dato più alto dopo quello del 2023. Ventiquattro di questi eventi hanno provocato blocchi e ritardi a treni e trasporto pubblico locale.

«Se un fenomeno si ripete con questa frequenza, smette di essere un'emergenza e diventa una variabile di pianificazione», prosegue Conte. «Il Codice della protezione civile, il decreto legislativo n. 1 del 2018, colloca la previsione e la prevenzione dei rischi prima ancora della gestione dell'emergenza, e affida ai Comuni la redazione dei piani di protezione civile. Sono quei piani a dover stabilire con precisione cosa si chiude, cosa resta aperto e con quali presidi, livello per livello. Quando invece la decisione arriva la sera prima, in blocco e senza distinguere un'area realmente esposta da una che non lo è, il messaggio è un altro: si sceglie di non scegliere, e il costo ricade su famiglie, lavoratori e imprese».

Il tema tocca da vicino la mobilità turistica, e quanto accaduto negli ultimi giorni tra penisola sorrentina e costiera amalfitana secondo Conte ne offre "una rappresentazione evidente". Alcuni esempi: sulla statale 145 Sorrentina la galleria di Santa Maria di Pozzano è interdetta dal 25 settembre, quando il fango sceso da un costone privato in prossimità dell'imbocco ha allagato il tunnel e danneggiato l'impianto antincendio. Il traffico viaggia su un bypass e la riapertura completa è prevista entro il 15 ottobre. Il 9 ottobre alcune pietre di grandi dimensioni sono finite sulla strada panoramica che, poco prima di Pozzano, collega Castellammare alla penisola. Il giorno successivo il senso unico alternato istituito sulla ex statale 145 ha rallentato la circolazione sull'intera direttrice. Ancora il 10 ottobre, sulla statale 163 Amalfitana, all'altezza di Capo d'Orso, il transito è stato regolato a senso alternato per rimuovere il materiale fangoso riversato sulla carreggiata. Già dopo la chiusura della galleria, Federalberghi Penisola Sorrentina aveva segnalato le ricadute sui trasferimenti da aeroporti e stazioni, sulle partenze degli ospiti, su taxi, NCC e bus turistici.

«Le fragilità sono note e localizzate, e ogni pioggia le rimette in fila una dopo l'altra», aggiunge Conte. «Un'ordinanza per chiudere scuole e parchi si firma in poche ore, mentre una galleria strategica resta fuori servizio da oltre due settimane e i percorsi che dovrebbero sostituirla cedono al primo temporale. In questi giorni abbiamo avuto clienti che hanno perso il volo, altri arrivati in aeroporto all'ultimo momento, altri ancora che hanno perso il treno. Per chi lavora nel trasporto di persone sono servizi saltati e mezzi fermi. Per il territorio è un danno che non si esaurisce in una giornata: chi ha vissuto un viaggio così difficilmente torna e di certo lo racconta, e il rischio concreto è che queste disfunzioni si scarichino sulle prossime stagioni turistiche».

«Nessuno chiede di ignorare i bollettini o di esporre i cittadini a rischi inutili», conclude Conte. «Chiediamo che la sicurezza torni a essere il risultato di un lavoro fatto prima, con interventi sul territorio, piani aggiornati e misure proporzionate alla criticità reale, e non una formula per sottrarsi alla responsabilità. Un'amministrazione che a ogni pioggia sospende la vita di un territorio non lo sta governando. Su questo le istituzioni campane, a ogni livello, devono un cambio di passo a cittadini, lavoratori e imprese».


Presentazione ad Ascea di "MyMedDiet", il navigatore enogastronomico Cammino di San Francesco Caracciolo e le Terre della Dieta mediterranea


La presentazione si terrà il 24 ottobre 2026 al Salone Vini della Magna Grecia evento Fisar ad Ascea (SA) Olimpo Village.

La Dieta Mediterranea “a passo lento” con MyMedDiet il navigatore enogastronomico che unisce due Cammini: San Francesco Caracciolo Patrono dei Cuochi e le Terre della Dieta Mediterranea.

Il Cammino di San Francesco Caracciolo Patrono dei Cuochi incrocia ufficialmente il Cammino delle Terre della Dieta Mediterranea, dando vita a un ponte culturale e geografico tra i due Cammini lanciando la nuova applicazione tecnologica “MyMedDiet”, un navigatore intelligente enogastronomico.
MyMedDiet è una piattaforma digitale gratuita interattiva ideata per accompagnare il turista curioso, il camminatore, il pellegrino e l’appassionato del buon cibo alla scoperta dei luoghi del genius loci campano.
“Ogni passo conta, soprattutto quando porta in tavola i sapori del territorio” afferma Nicola Caracciolo “qui camminare conviene: a chi viaggia, con esperienze che “rendono”, e a chi accoglie, con più visitatori sul territorio”.
MyMedDiet, rilancia il valore dei prodotti enogastronomici svelando le “tappe del gusto” lungo il Cammino delle Terre della Dieta Mediterranea (da Ascea a Montecorice, SA) e il Cammino di San Francesco Caracciolo, patrono dei cuochi (da Capriati al Volturno a Napoli).
La presentazione del progetto “La Dieta Mediterranea a passo lento” e MyMedDiet, progetto realizzato dalla Cooperativa Con la Mano del Cuore, con il contributo della Regione Campania e con il patrocinio di CNA Salerno, Federcammini, Distretto del Commercio Diffuso Sidicino-Alto Casertano, si terrà il 24 ottobre 2026 nell’ambito del Congresso Nazionale FISAR Federazione Italiana Sommelier, Albergatori e Ristoratori, ad Ascea Marina (SA) dal 23 al 25 ottobre 2026 presso il Villaggio Olimpia.
Cammina Natura – Giornate AIGAE
Negli stessi giorni si potrà scoprire il primo tratto del Cammino delle Terre della Dieta Mediterranea, in occasione delle giornate “Cammina Natura” per la valorizzazione e promozione della professione di guida ambientale ed escursionistica: 
sabato 24 ottobre 2026, escursione con partenza dal parco archeologico di Velia e visita all’azienda casearia Tenuta Chirico
domenica 25 ottobre 2026 escursione con partenza da Acquavella-Casalvelino e visita all’azienda vinicola Ardesani.  

INFO:
Ascea Marina (SA) Villaggio Olimpia
Sabato 24 ottobre e domenica 25 ottobre 2026 -Cammina Natura - Giornate AIGAE, per info e prenotazioni Fernanda Quaglia, Guida Ambientale Escursionistica AIGAE 3318979246

La Happy Vita italiana tra olio e convivialità, la nuova iniziativa di Olio Basso

Fino al 31 dicembre 2026, l’iniziativa coinvolge le principali referenze del brand con un instant win che mette in palio 100 set picnic Guzzini e 10 e-bike Canellini. Tra le novità di prodotto anche il nuovo Frittò Spray, pensato per un utilizzo più preciso e controllato dell’olio.

Olio Basso rafforza il dialogo con il consumatore e la presenza sul punto vendita con “Happy Vita”, il concorso che accompagna il brand per tutto il 2026 attraverso un racconto ispirato alla vita all’aria aperta, alla convivialità e alla “dolce vita” italiana.

Al centro dell’iniziativa c’è una meccanica instant win legata all’acquisto. Fino al 31 dicembre 2026, acquistando una delle referenze Olio Basso coinvolte nell’operazione e registrando lo scontrino, i consumatori possono partecipare all’assegnazione immediata dei premi. L’operazione interessa diverse referenze della gamma Olio Basso, tra cui gli oli extravergine di oliva italiano, classico, non filtrato e biologico e l’olio di oliva, nei formati da 750 ml e 1 litro. In palio 100 Set Picnic Guzzini, dedicati alla tavola e alla convivialità outdoor, e 10 e-bike Canellini Venere Dolce Vita, complete di borsa e cesto.

“Con Happy Vita abbiamo voluto costruire un progetto che partisse dal prodotto e dal punto vendita, ma fosse capace di andare oltre il momento dell’acquisto – spiega Fabrizio Basso, presidente del CdA di Basso Fedele e Figli Srl –. L’olio accompagna ogni giorno la tavola degli italiani e per noi è naturale legarlo a un racconto fatto di convivialità, condivisione e qualità del tempo. Il concorso ci permette di coinvolgere direttamente le persone e, allo stesso tempo, di rafforzare la presenza e la riconoscibilità del brand, consolidando il rapporto con il consumatore”. 

Con “Happy Vita”, Olio Basso sceglie infatti di affiancare alla promozione di prodotto un universo narrativo riconoscibile, costruito intorno a occasioni di consumo e stili di vita: dalla tavola condivisa al picnic, fino al tempo libero all’aria aperta. Un progetto che punta a rafforzare la relazione tra marca e consumatore prima, durante e dopo l’acquisto.

L’iniziativa si inserisce in una strategia di valorizzazione del brand che nel 2026 passa anche attraverso l’innovazione di prodotto e di formato. Tra le novità Olio Basso arriva infatti Frittò Spray, nuova declinazione della linea dedicata alla frittura, sviluppata per consentire un dosaggio più preciso e una distribuzione uniforme del prodotto. Il formato spray permette di applicare soltanto la quantità necessaria su padella, griglia o nel cestello della friggitrice ad aria, facilitando il controllo delle porzioni e contribuendo a limitare eccessi e sprechi. Alla praticità del nuovo sistema di erogazione si affiancano le caratteristiche della formula Frittò, sviluppata per offrire stabilità alle alte temperature e performance nella frittura. Il risultato è una distribuzione omogenea dell’olio sulle preparazioni, pensata per favorire una doratura uniforme e una consistenza croccante.

Con Happy Vita e Frittò Spray, Olio Basso lavora dunque su due differenti leve di sviluppo: da una parte l’attivazione del consumatore e la valorizzazione delle referenze nel punto vendita; dall’altra l’innovazione di formato e la risposta a nuove modalità di utilizzo dell’olio in cucina.


Battipaglia, dal 22 ottobre 2026 gli Stati Generali del Verde, 4 giornate di confronto tra amministratori, esperti, associazioni e cittadini

A Battipaglia dal 22 al 28 ottobre 2026 4 giornate di confronto tra amministratori, esperti, associazioni e cittadini per costruire un Patto per il Verde.

Riportare il verde al centro del dibattito e della riflessione politica. Con questo obiettivo amministratori, tecnici, esperti e cittadini si confronteranno agli Stati Generali del Verde, in programma il 22, 23, 26 e 28 ottobre 2026 a Battipaglia. Quattro giornate di incontri e approfondimenti finalizzate alla costruzione di un Patto per il Verde, uno strumento di programmazione sostenibile del territorio a supporto delle future politiche urbane. L’iniziativa vedrà la partecipazione straordinaria del professor Francesco Ferrini, ordinario di Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree presso l’Università degli Studi di Firenze, nonché uno dei massimi esperti europei in materia di arboricoltura urbana e gestione del verde pubblico.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Invasioni Botaniche APS, con il sostegno della Fondazione Cassa Rurale di Battipaglia e di altre realtà imprenditoriali del territorio, si propone di affrontare i principali aspetti della programmazione, della gestione e della valorizzazione del patrimonio verde urbano, favorendo il dialogo tra esperienze amministrative, competenze tecniche e partecipazione civica. Un percorso di confronto che intende tradurre riflessioni e proposte in indirizzi concreti per migliorare la qualità degli spazi pubblici e rendere la città più vivibile, sostenibile e sicura.

Si partirà giovedì 22 ottobre 2026, presso il Salotto comunale, con il primo incontro dal titolo “Verde e città. Strumenti e strategie per chi governa il territorio”, dedicato alla pianificazione e agli strumenti di programmazione necessari per costruire città più resilienti e capaci di affrontare le sfide ambientali dei prossimi decenni. 

Si proseguirà venerdì 23 ottobre 2026 con la giornata dedicata alla “Cura e gestione del verde urbano. Soluzioni e buone pratiche agroecologiche”, con particolare attenzione ai modelli organizzativi, alle competenze professionali e alle esperienze di gestione del patrimonio arboreo. 

Il terzo incontro, previsto per lunedì 26 ottobre 2026, sarà incentrato su “Comunità e partecipazione. Il verde come bene comune” e darà spazio alle associazioni e ai cittadini, chiamati a presentare proposte concrete per il futuro del verde urbano di Battipaglia. 

L’iniziativa si concluderà mercoledì 28 ottobre 2026 con l’incontro “La città salvata dagli alberi”, che vedrà protagonista il professor Francesco Ferrini, chiamato a offrire una riflessione sul valore degli alberi nelle città contemporanee e sul loro contributo alla salute, al clima, alla biodiversità e alla qualità della vita.