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martedì 7 luglio 2026

PIZZA TALES 2026 al Pizza Village di Pozzuoli

Sei serate per raccontare il mondo che cambia partendo dalla pizza
 
Nell'ambito del Coca-Cola Pizza Village 2026, dal 7 al 12 luglio, ogni sera alle ore 19.00, l'Area Hospitality ospiterà Pizza Tales, il ciclo di incontri dedicato al confronto tra protagonisti del mondo della pizza, dell'impresa, della comunicazione, dell'informazione e della cultura gastronomica. Giornalisti, imprenditori, pizzaioli, aziende, professionisti e protagonisti di settori diversi si ritrovano per parlare di temi che partono dalla pizza ma finiscono inevitabilmente per raccontare molto altro: il modo in cui cambiano i consumi, la comunicazione, le imprese, i territori e le persone. Non si tratta di convegni né di lezioni. Pizza Tales è pensato come una conversazione aperta e informale, nella quale ogni ospite porta la propria esperienza e il proprio punto di vista, lasciando spazio al dialogo, al confronto e anche a opinioni differenti. Perché spesso sono proprio le domande, più ancora delle risposte, a rendere interessante un incontro.
Ogni appuntamento è costruito attorno a un tema diverso e mette allo stesso tavolo competenze, esperienze e sensibilità lontane tra loro, con l'obiettivo di creare connessioni e offrire nuovi spunti di riflessione. 

A chiudere ogni serata è la degustazione della pizza protagonista dell'incontro, accompagnata da una selezione di vini e prodotti del territorio. Un momento conviviale che permette agli ospiti di continuare il confronto in maniera ancora più spontanea, nel segno della condivisione che da sempre rappresenta l'essenza della pizza.

 
Per l’estate 2026 Pizza Tales propone sei incontri dedicati a temi di grande attualità, raccontati attraverso la voce di chi ogni giorno vive il mondo della pizza da prospettive diverse, trasformando un semplice talk in un'occasione di incontro, relazione e scambio di idee. 


7 luglio | ore 19.00

FIDUCIA | La nuova valuta del food?

Modera

Nadia Taglialatela, giornalista

Per anni il marketing ha raccontato prodotti perfetti. Oggi il pubblico sembra cercare altro: trasparenza, coerenza, relazioni autentiche e storie credibili. Ma cosa significa davvero conquistare la fiducia di un cliente?

In un mercato dominato da social network, recensioni online, creator digitali e contenuti generati dagli utenti, la reputazione di un locale si costruisce ogni giorno e può cambiare nel giro di poche ore.

Tutti parlano di autenticità, storytelling e trasparenza. Ma quando tutti si dichiarano autentici, come fa il pubblico a distinguere ciò che è vero da ciò che è semplicemente ben raccontato?

Quanto conta oggi la percezione rispetto alla realtà? L'autenticità si può progettare o emerge spontaneamente? Un errore comunicato con sincerità può addirittura rafforzare la credibilità di un brand?

Partendo dalle esperienze di imprenditori, giornalisti e professionisti della comunicazione, il talk proverà a capire come si costruisce la fiducia nell'era della post-autenticità e perché rappresenta oggi il vero capitale di un'impresa.

Partecipano

Alessandro Lazzaroni | Amministratore Delegato di Rossopomodoro.

(la fiducia come patrimonio di un brand: identità, qualità e coerenza nella crescita di una delle più importanti insegne della ristorazione italiana)

Nino Pannella | Pizzaiolo e imprenditore.

(la costruzione della fiducia attraverso il prodotto, il servizio e il rapporto quotidiano con il cliente)

 
Jack Prisco

Bartender, imprenditore e formatore.

(la reputazione come valore economico e la capacità di trasformare una community in relazioni durature)

Luca Fresolone | Giornalista

(il ruolo dell'informazione, delle recensioni e della narrazione nella costruzione della credibilità di un brand)

Floriana Schiano Moriello | Giornalista

(l'evoluzione dello storytelling nell'era dei social media, dei creator e dei contenuti digitali)

Degustazione a cura di:

 Nino Pannella e Jack Prisco

 
8 luglio | ore 19.00

Generazione Z: la pizza è ancora il piatto preferito?

Modera

Emanuela Sorrentino, giornalista

La Generazione Z è la prima generazione cresciuta tra smartphone, social network, delivery, contenuti digitali e nuove abitudini alimentari. È una generazione che sceglie, racconta e condivide il cibo in modo profondamente diverso rispetto al passato. Ma la pizza continua a occupare un posto speciale nelle preferenze dei più giovani?

Oggi la scelta non passa più soltanto dal gusto. Cresce l'attenzione verso ingredienti percepiti come salutari, proteici e sostenibili, aumentano le richieste di personalizzazione e si affermano nuovi modelli di consumo influenzati dai social media e dalle piattaforme digitali.

Allo stesso tempo la pizzeria resta uno dei pochi luoghi capaci di unire convivialità, esperienza e relazione. Per molti ragazzi non conta soltanto ciò che si mangia, ma anche l'atmosfera del locale, il racconto che c'è dietro una pizza, la possibilità di condividere un momento e trasformarlo in esperienza. Partendo da dati, tendenze e testimonianze dirette, il talk proverà a capire come stanno cambiando i gusti e i comportamenti della Generazione Z e quale sarà il ruolo della pizza nei prossimi anni.

 

Partecipano

Valentina Della Corte

Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II e Coordinatrice del Corso di Laurea in Hospitality Management. (quadro generale e dati)

Giovanni Amodio | Imprenditore Latteria Sorrentina

(visione dell'impresa e dei consumi)

Simona Fiengo | Creator digitale e content creator food Ti Ci Devo Portare

(social e linguaggi della Gen Z)

Gilda Guida Martusciello | Delegata della Campania Ass Naz. Le Donne del Vino

(promozione della cultura del vino, valorizzazione del territorio e ruolo delle donne nella filiera vitivinicola)

Jessica De Vivo | Pizzaiola 

(esperienza concreta della pizzeria e del contatto quotidiano con i giovani clienti)

Francesco Curcio | Pizzaiolo della Pizzeria Caminetto 

(esperienza concreta della pizzeria e del contatto quotidiano con i giovani clienti) 

Degustazione a cura di:

Jessica De Vivo | A' Taralluccia in abbinamento a una selezione di vini delle socie de Le Donne Del Vino della Campania.

9 luglio | ore 19.00 

Resilienza: Le radici che resistono

Storie di uomini, vigne e territori che sfidano il tempo

Modera

Tommaso Luongo, Presidente AIS Campania

In un territorio straordinario e complesso come quello dei Campi Flegrei, la viticoltura non rappresenta soltanto un'attività agricola, ma un autentico atto di resistenza. Tra suoli vulcanici, cambiamenti climatici, pressione urbanistica e sfide economiche, generazioni di viticoltori continuano ogni giorno a custodire un patrimonio fatto di paesaggio, biodiversità, tradizioni e identità.

"Resilienza – Le radici che resistono" è un momento di confronto e riflessione dedicato a chi ha scelto di restare, investire e credere nel futuro della viticoltura flegrea. Attraverso testimonianze, racconti ed esperienze, l'incontro metterà al centro il valore culturale e sociale del vino come strumento di tutela del territorio e motore di sviluppo sostenibile.

Partecipano

Luciano D’Aponte | Responsabile Valorizzazione Agroalimentare Regione Campania

(le politiche regionali per la tutela e la valorizzazione delle produzioni identitarie e dei territori della Campania)

Raffaele Moccia | Viticoltore e fondatore di Agnanum

(l'esperienza della viticoltura eroica nei Campi Flegrei)

Rosario Mattera | Ideatore di Malazè e promotore culturale del territorio flegreo

(turismo, identità e valorizzazione dei Campi Flegrei)

 Giovanna Sangiuolo | Responsabile Giuridico Associazione Italiana Tutela Viti a Piede Franco

(tutela delle vigne storiche e difesa della biodiversità viticola)

Antimo Caputo | CEO Mulino Caputo

(ruolo delle filiere produttive, della qualità delle materie prime e della formazione delle nuove generazioni di professionisti)

 

Degustazione

Fabio Cristiano, Nerano in abbinamento a Campi Flegrei DOC Falanghina – Agnanum (Raffaele Moccia)

 
10 luglio | ore 19.00

L'economia della pizza:

quanto vale davvero il simbolo più famoso di Napoli?

 
Modera

Pier Paolo Petino, giornalista

La pizza è uno dei prodotti più conosciuti al mondo. Ma il suo valore va ben oltre il piatto che arriva in tavola. Dietro una pizza si muove un sistema economico complesso che coinvolge agricoltura, industria alimentare, artigianato, turismo, logistica, formazione, comunicazione e commercio. Un ecosistema fatto di migliaia di imprese, professionisti e lavoratori che contribuiscono ogni giorno alla crescita del territorio.

 Quanto pesa davvero la pizza sull'economia della Campania? Quale impatto genera sul turismo? Quanto valore producono le filiere che ruotano attorno a uno dei simboli più riconoscibili dell'Italia nel mondo? Attraverso dati, esperienze e testimonianze, il talk analizzerà la dimensione economica della pizza, il suo ruolo nello sviluppo locale e le opportunità che questo settore può offrire nei prossimi anni.

Partecipano

Vincenzo Schiavo

Presidente di Confesercenti Napoli, Presidente di Confesercenti Campania e Vicepresidente nazionale di Confesercenti con delega al Mezzogiorno.

(il contributo della pizza allo sviluppo del commercio, del turismo e dell'economia del territorio)

Mario Parrella | CEO di USB S.p.A. e CEO di Lumos

(come innovazione digitale, marketplace e nuove tecnologie possono creare opportunità di crescita per le imprese della filiera agroalimentare e della ristorazione)

 
Claudio Sebillo

Organizzatore del Coca-Cola Pizza Village e imprenditore.

(la capacità della pizza di generare economia, attrattività territoriale e opportunità di sviluppo attraverso i grandi eventi)

Alessandro Marinacci

Organizzatore del Coca-Cola Pizza Village e imprenditore.

(l'evoluzione del sistema pizza come piattaforma di promozione, intrattenimento e valorizzazione del territorio)

Gino Sorbillo

Pizzaiolo e imprenditore.

(l'esperienza di un marchio che ha contribuito a portare la pizza napoletana nel mondo, trasformando una tradizione familiare in un modello di impresa e promozione del territorio).

Degustazione 

Ciro Grossi (La Campagnola) Cuore di Napoli in abbinamento a una selezione di vini delle donne del vino della Campania 
 

11 luglio | ore 19.00

Perché ci piace così tanto parlare di pizza?

Media, social e pubblico: il racconto del fenomeno più popolare d'Italia.

 
Modera

Valerio La Rosa, Lo chef in cravatta 

Ogni giorno si parla di pizza. In televisione, sui giornali, sui social network, nei podcast, nei programmi di intrattenimento e nelle conversazioni tra amici. Pochi altri prodotti riescono a generare così tanta attenzione, coinvolgimento e dibattito. Ma perché la pizza continua a essere al centro del racconto mediatico?

Cosa trasforma una nuova apertura, una classifica o una semplice margherita in una notizia? Quanto incidono televisione, social media, creator e food blogger nel costruire il successo di un pizzaiolo o di una pizzeria? E perché la pizza riesce ancora a mettere d'accordo pubblici così diversi?

Attraverso il confronto tra chi racconta la pizza ogni giorno e chi ne è protagonista, il talk analizzerà come è cambiato il modo di comunicare il prodotto simbolo dell'Italia e perché, ancora oggi, la pizza continua a essere uno dei fenomeni più popolari e condivisi del nostro Paese.

Partecipano

Max Boscia | Produttore televisivo della trasmissione Tifo Azzurro.

(il ruolo della televisione nel raccontare Napoli, la pizza e le eccellenze del territorio)

Mimma Bifulco | Food blogger e content creator.

(il racconto della ristorazione attraverso i social media e l'influenza dei creator nelle scelte dei consumatori)

Amedeo Palumbo | Food blogger e divulgatore gastronomico.

(l'evoluzione del giornalismo gastronomico tra informazione, intrattenimento e nuove piattaforme digitali)

Samantha Galloppa | Content creator e influencer

(il punto di vista della community digitale e il ruolo dei social nel trasformare la pizza in un fenomeno di costume capace di coinvolgere milioni di persone)

Errico Porzio | Pizzaiolo e imprenditore.

(il punto di vista di chi ha trasformato la propria attività in un fenomeno seguito ogni giorno da milioni di persone tra pizzerie, social media e contenuti)

Degustazione a cura di: 

Porzio.. ni di Pizza

Una selezione di vini delle socie de Le Donne Del Vino della Campania.

 
12 luglio | ore 19.00

La strada di casa

Perché scegliere di costruire il futuro partendo dalle proprie radici

 
Modera

Leonardo Ciccarelli

 Per anni il successo è stato raccontato come un viaggio verso altrove. Milano, Londra, New York, Shanghai. Luoghi da raggiungere per costruire una carriera, avviare un'impresa, trovare nuove opportunità.

Oggi qualcosa sta cambiando.

Sempre più professionisti scelgono di tornare nei luoghi da cui sono partiti o di restare, trasformando il proprio territorio in un laboratorio di idee, cultura e impresa.

Cosa significa oggi costruire il proprio futuro partendo dalle radici? Qual è il valore dell'identità in un mondo sempre più globale? E perché sempre più persone decidono di investire nei luoghi che conoscono meglio: quelli che chiamano casa?

Attraverso storie diverse ma accomunate da una forte relazione con il territorio, il talk racconterà il significato contemporaneo del ritorno, della memoria e dell'appartenenza, tra impresa, cultura, ospitalità e tradizioni.

  
Partecipano

Nicola Taglialatela | Imprenditore e fondatore di Ammaccamm.

(la scelta di tornare in Campania dopo aver sviluppato format di successo fuori regione e investire nuovamente nel territorio)

Vincenzo Pagliara | Bartender e imprenditore di livello internazionale.

(il ritorno ad Acerra dopo le esperienze professionali maturate tra Londra e Shanghai)

Ciro Grossi | Pizzaiolo della pizzeria La Campagnola.

(il progetto "Cerco Nonni", nato per raccogliere ricette, racconti e memorie della cucina popolare napoletana prima che vadano perduti)

 Pino Coletti | Imprenditore e fondatore di Autentico.

(l'idea di trasformare identità, territorio e tradizioni in un progetto imprenditoriale contemporaneo capace di parlare alle nuove generazioni)

 

Degustazione a cura di:

Antonio Politelli (Ammaccamm) | Cosacca in abbinamento a un drink di Vincenzo Pagliara.

Mason's Lobster annuncia la IV apertura all'Hotel Melià di Venezia Lido

Quarta apertura in Italia per Mason's Lobster all'Hotel Meliá di Venezia Lido Il brand continua il percorso di crescita e sceglie il Lido per il primo Pop-Up store
Dopo il debutto sul mercato italiano e il successo registrato a Milano e a Firenze, Mason's Lobster, il brand statunitense che ha trasformato il lobster roll del New England in un'icona del fast casual premium, sceglie Venezia per inaugurare il suo primo Pop-Up store nella città lagunare. Presso l'Hotel Meliá Venezia Lido, la catena guidata in Europa da Pietro Funaro porta la propria proposta gastronomica in una delle destinazioni turistiche più prestigiose al mondo. "L'apertura – spiega Funaro - rappresenta un ulteriore passo nel piano di sviluppo italiano ed europeo del brand, che punta a portare anche nel nostro Paese l'autentica esperienza del lobster roll americano, reinterpretata secondo un modello contemporaneo, dinamico e di alta qualità".

Fondato nel 2014 ad Annapolis, nel Maryland, Mason's Lobster nasce con l'obiettivo di rendere accessibile uno dei piatti simbolo della costa nord-orientale degli Stati Uniti: il lobster roll, preparato con pregiato astice del Maine, pane artigianale tostato e ingredienti selezionati. Un format che negli anni ha conquistato il pubblico americano grazie alla qualità delle materie prime, a una filiera controllata e a un'offerta essenziale ma altamente riconoscibile. Oggi Mason's Lobster è presente con numerosi punti vendita negli Stati Uniti e ha avviato un importante programma di espansione internazionale che vede l'Italia tra i mercati strategici. Dopo Milano, Venezia rappresenta una nuova tappa di questo percorso, destinato a consolidare la presenza del marchio nelle principali città italiane.

La scelta del Lido di Venezia non è casuale. Meta internazionale, crocevia di turismo, cultura e ospitalità di alto livello, il Lido offre una cornice ideale per presentare un concept gastronomico capace di coniugare l'autenticità della tradizione americana con uno stile contemporaneo e cosmopolita. L'opening veneziano conferma la crescente attenzione del mercato italiano verso format internazionali di qualità, capaci di valorizzare ingredienti premium attraverso un'esperienza gastronomica informale ma curata nei dettagli.

Per l'occasione il Pop-Up di Venezia Lido presenta un'edizione speciale "Venice Roll" con astice freddo, maionese, coleslaw, burro al limone e mix di spezie, come di consueto in formato M, L o XL.

 
Mason's Lobster

Mason's Lobster è un marchio statunitense nato nel 2014 ad Annapolis (Maryland) e specializzato nel lobster roll del New England. Il concept si basa sull'utilizzo di aragosta del Maine proveniente da una filiera certificata e sostenibile, servita in un format fast casual premium che unisce qualità, autenticità e rapidità di servizio. Dopo l'espansione negli Stati Uniti, il brand ha avviato un programma di crescita internazionale individuando nell'Italia uno dei mercati chiave per il proprio sviluppo europeo.

Musei del Vomero: alla Certosa Roberto Cominati inaugura i recital pianistici

Nel cortile Monumentale cinque musicisti internazionali per altrettanti concerti: due in programma a luglio e tre a settembre.

 “Le voci di sopra: suoni e visioni dei Musei nazionali del Vomero” è il titolo della rassegna che anima l’estate del nuovo polo museale della collina di Napoli e unisce tre siti, grazie ad un unico programma articolato in più sezioni.

Giovedì 9 luglio si inaugura la rassegna Notturni in Certosa, organizzata dall’associazione Napoli Opera House   e curata Luca De Lorenzo con un programma di due serate a luglio e tre a settembre, che ospita i recital pianistici di cinque musicisti che rappresentano alcune delle voci più autorevoli del concertismo internazionale.

Nel cartellone, accanto a Roberto Cominati, Giuseppe Andaloro e Gile Bae, celebri Maestri che si sono affermati sui palcoscenici di tutto il mondo, ci sono anche due giovani promesse: Elia Cecino e Sara Amoresano. Già premiati a livello internazionale, sono la testimonianza concreta di una delle missioni fondamentali di questa rassegna: dare visibilità ai talenti destinati a segnare il futuro della musica classica.

Roberto Cominati sarà protagonista della serata inaugurale nel Cortile Monumentale della Certosa il 9 luglio, alle ore 20,30. Questo il programma del primo concerto:

Johann Sebastian BachSuite per violoncello n. 2 in re minore, BWV 1008)

Leopold Godowsky - Sarabanda (per la mano sinistra)

Johann Sebastian Bach – Ferruccio Busoni Ciaccona in re minore

Claude Debussy - Pour le Piano - Masques

Igor Stravinskij – Guido Agosti Suite da "L’uccello di fuoco"

Il musicista napoletano già ad 8 anni fu ammesso per meriti speciali al conservatorio di San Pietro a Majella e dal 1991 ha vinto numerosi premi internazionali ed è stato ospite dei più importanti teatri In Italia, di prestigiose accademie e di celebri festival musicali. All’estero ha suonato in Europa negli USA, a Buenos Aires e in altri paesi del Sud America, in Giappone e Australia.

Il successivo appuntamento di Notturni è in programma il 17 luglio con Elìa Cecino, che, nel Cortile Monumentale della Certosa di san Martino suonerà musiche di

Domenico Scarlatti (Sonata in la minore, K. 175 Sonata in re maggiore, K. 33 Sonata in la maggiore, K. 208 Sonata in re maggiore, K. 29),

Sergej Rachmaninov (Variazioni su un tema di Corelli, op. 42),

Enrique Granados (da "Goyescas": El Fandango de Candil)

e Franz Liszt (Après une lecture de Dante: Fantasia quasi Sonata e S. 161).

Il giovane musicista nato a Treviso nel 2001, ha già un curriculum eccezionale con le vittorie e premi a concorsi in Spagna, Polonia, New Orleans, Manchester Tel Aviv, e New York. Si è esibito come solista con prestigiose orchestre europee.

Le sue esecuzioni sono state diffuse da Rai Radio 3, ClassicFM e altre emittenti internazionali e i suoi recital al Quirinale (2021, 2023) sono stati trasmessi in diretta su Rai Radio 3.


 “Le voci di sopra: suoni e visioni dei Musei nazionali del Vomero” è la rassegna estiva del cui calendario fanno parte i recital pianistici, nasce con uno sguardo rivolto al futuro: aprire i musei alla città, accogliere nuove voci e rafforzare il ruolo dei luoghi della cultura come spazi vivi di partecipazione, creatività e confronto. 

Un programma estivo che considera tutte le fasce d’età e le esigenze sia dei cittadini, sia dei turisti italiani e stranieri. Un’opportunità per creare un’identità comune dei tre musei e invitare alla visita chi non c’è mai stato.

La prima rassegna culturale estiva dei Musei del Vomero è stata modellata con un programma specifico per ciascuno dei tre siti mettendoli in dialogo attraverso la musica, il cinema, la poesia e le arti performative, valorizzando le peculiarità di ciascun sito e costruendo nuove occasioni di incontro tra patrimonio e contemporaneità - ha affermato la direttrice dei Musei del Vomero Almerinda Padricelli - Siamo orgogliosi di ospitare questi grandi pianisti internazionali in Certosa che diventerà palcoscenico unico e originale di musica classica, i cui suoni ben si adattano ad un luogo un tempo deputato alla meditazione ed elevazione spirituale”.

Il titolo della rassegna, parafrasando la celebre commedia di Edoardo, racconta di eventi animati da suoni, musica e voci e da visioni, prospettive e panorami, che sono ospitati nei siti dei musei che hanno sede sulla fresca collina del Vomero.

I Musei nazionali del Vomero custodiscono alcuni tra i luoghi più̀ straordinari della città: Castel Sant’Elmo, Certosa di San Martino e Villa Floridiana. Siti diversi per storia e identità̀, ma accomunati da un profondo legame con Napoli e con la sua comunità̀. Una fortezza, un convento e una villa nobiliare circondata da uno splendido parco si uniscono, nonostante le diversità, offrendo un variegato programma artistico: dalla commedia alla musica, dal canto alla poesia, dal cinema al divertimento.

Il programma completo della rassegna al link  https://linktr.ee/museinazionalivomero. dove è possibile anche acquistare i biglietti (15 euro) oppure direttamente presso la biglietteria del museo, in caso di disponibilità residua (massimo 200 posti).

CERTOSA DI SAN MARTINO - Cortile Monumentale

Notturni - Recital pianistici organizzati dall’associazione Napoli Opera House - curatore a  Luca De Lorenzo  

dal 9 luglio al 25 settembre dalle 20,30 alle 22,00

9 LUGLIO                 Roberto Cominati

17 LUGLIO              Elia Cecino

17 SETTEMBRE     Giuseppe Andaloro

20 SETTEMBRE     Sara Amoresano

25 SETTEMBRE     Gile Bae

VISITA RETTORE ALLA PALUMBO MERCOLEDI' 8 LUGLIO 2026 E VOLLEY E BEACH VOLLEY A EUG SALERNO 2026

Nella giornata di domani, mercoledì 8 luglio alle ore 9,30, il Rettore dell’Università degli Studi di 
Salerno, Virgilio D’Antonio, in previsione dell’apertura di EUG Salerno 2026 in programma per 
sabato 18 luglio, farà visita alla palestra Caporal Maggiore Francesco Palumbo in via Cosimo
Vestuti 21 a Salerno, una delle trenta strutture sportive che ospiteranno i Giochi. 
Nell’occasione il Magnifico Rettore di UNISA, accompagnato dal Presidente del CUS Salerno, Lorenzo Lentini, incontrerà il Comandante del Reggimento Cavalleggeri Guide (19°) di Salerno, il 
Colonnello Andrea Enzo Gottardo Crivellotto e l’Assessore allo Sport del Comune di Salerno, Nino Savastano. 
Tra le 13 discipline protagoniste degli EUG 2026 - in programma a Salerno dal 18 luglio al 1 agosto – presenti anche la pallavolo e il beach volley. La pallavolo sarà, con il Calcio a 5, la disciplina inaugurale degli EUG 2026. Infatti rispetto al 18, 
data d’inizio dei giochi, le competizioni avranno inizio un giorno prima, il 17 luglio, e si 
protrarranno fino al 23. Saranno 32 le squadre in gara, suddivise in 16 maschili e 16 femminili. A 
Debrecen nella pallavolo maschile il titolo è stato conquistato dall’Università di Rostock, Germania. Tra le donne, invece, a trionfare è stata l’Italia grazie all’Università di Bologna che in 
finale ha superato le croate dell’Università di Zagabria laureandosi campione.
La manifestazione si articolerà in 4 gironi da 4 squadre, dopodiché si procederà con la fase finale 
che prevederà le gare per i piazzamenti fino alla finale 15°- 16° posto. A fare da palcoscenico alle 
gare sarà il Campus di Baronissi, grazie alla presenza di quattro palazzetti che ospiteranno l’intera 
competizione.
“Sarà un evento interessante - afferma Massimo Pessolano, official technical delegate della 
pallavolo del Cus Salerno - sia tecnicamente sia per le varie università partecipanti. La dirigenza del 
CUS, in capo al presidente avvocato Lentini e il direttore generale Di Ruocco, hanno voluto 
fortemente la possibilità di gestire tutta la pallavolo all’interno del Campus di medicina, dove sono 
collocate le strutture del CUS. In modo da rendere tutto più facile sia per gli atleti che per il 
pubblico. In questo periodo le varie nazionali sono in giro per il mondo per i vari campionati di 
categoria, quindi probabilmente gli atleti più “importanti” saranno impegnati lì. Ma il livello agli 
EUG sarà sicuramente alto, o almeno quello è l’auspicio. I ragazzi si sposteranno in pochi minuti sia 
tra campo e residenze sia tra i campi stessi. La nostra forza maggiore sono i volontari, circa 150, 
che ci supporteranno sia durante le gare sia durante gli allenamenti. Ci stiamo attrezzando per 
lasciare la miglior esperienza possibile di Salerno per le varie università. Questo percorso è iniziato 
circa 10 mesi fa. Oggi stiamo mettendo gli ultimi tasselli assieme per rendere la manifestazione la meglio possibile. Il gruppo di lavoro si sta spendendo tantissimo per rendere la macchina 
organizzativa quanto più perfetta possibile. Lo sport è anche sociale, fa vivere culture diverse 
insieme. Non sempre è facile, ma noi nel nostro piccolo ci proviamo sempre, affinché i ragazzi 
possano conoscere tante altre realtà, anche al di fuori della pallavolo. Vi invitiamo tutti ad essere 
presenti”.
BEACH VOLLEY: i tornei, maschile e femminile, si svolgeranno dal 28 luglio al 1° agosto. 48 le 
squadre complessive, 24 formazioni maschili e 24 femminili. Nella precedente edizione dei giochi, 
disputata a Debrecen nel 2024, a conquistare il gradino più alto del podio nel beach volley sono 
state, in campo maschile, l’Università di Vienna e in quello femminile la Lithuanian Sports 
University. Nella fattispecie la competizione si articolerà in tre fasi. Nella prima fase, le squadre saranno 
suddivise in gironi da tre. Le vincitrici di ciascun girone accederanno direttamente alla fase finale. 
Nella seconda fase, le squadre classificate al secondo e terzo posto nei rispettivi gironi si 
sfideranno per completare il tabellone delle migliori 16 squadre. La terza fase sarà invece riservata 
alle formazioni che non avranno ottenuto l’accesso alle prime due, le quali disputeranno le finali di 
classificazione per le posizioni dal 17° al 24° posto.
“Il beach volley ha preso piede negli ultimi anni - ha dichiarato Roberto Corvo, official technical 
delegate del beach volley del Cus Salerno - con tante società che dopo la fase invernale indoor si 
dedicano a questa disciplina. Presso il Campus di Baronissi saranno realizzati quattro campi da 
beach volley, tra questi un campo sarà dedicato agli allenamenti. Il livello tecnico della 
manifestazione è previsto essere medio-alto, grazie alla presenza di numerosi atleti semi 
professionisti, elemento che contribuirà ad aumentare la qualità e la competitività del torneo”.
Corvo ha poi aggiunto: “Il CUS Salerno si presenta a questa competizione con ottime prospettive 
sia nel settore maschile sia in quello femminile. I nostri atleti, durante la stagione invernale, sono 
impegnati prevalentemente nell’attività di pallavolo indoor, mentre nel periodo estivo si dedicano 
al beach volley partecipando regolarmente ai campionati di Serie B. La preparazione delle squadre 
è affidata a due tecnici altamente qualificati, che svolgono un lavoro settimanale mirato sia sotto il 
profilo tecnico sia sotto quello tattico, con l’obiettivo di consolidare le intese di gioco, affinare i 
meccanismi di squadra e curare ogni dettaglio necessario per affrontare una competizione di alto 
livello”. 

Vacanze con il pet, a Napoli si parte di più e si spende di più: il 9,1% mette in conto oltre 500 euro

Secondo l’Osservatorio Quattrozampeinfiera Estate 2026, l’83% dei proprietari porterà cane o gatto in vacanza. Nella città partenopea si registra la maggiore disponibilità di spesa per il proprio animale: il 9,1% prevede un budget superiore ai 500 euro, il dato più alto in Italia.

Portare il cane o il gatto in vacanza è ormai una scelta di famiglia a Napoli. Ma, rispetto al resto del Paese, cresce la disponibilità a mettere in conto una spesa dedicata al proprio animale. Secondo i dati dell'Osservatorio Quattrozampeinfiera Estate 2026, raccolti tra i visitatori della tappa napoletana di Quattrozampeinfiera, l’evento pet friendly di riferimento in Italia, l'83% dei proprietari porterà il proprio animale con sé durante le vacanze estive, la percentuale più alta d'Italia, mentre il 75,3% dichiara di non aver previsto un budget specifico, la quota più bassa tra le tre macroaree.

La spesa, quindi, non viene sempre programmata in partenza, ma si manifesta lungo il viaggio: nella scelta di una struttura pet friendly, nei servizi dedicati, negli accessori contro il caldo, nei trasporti, nella toelettatura o nelle eventuali necessità veterinarie.

È questo il dato che fotografa meglio il rapporto tra proprietari, animali domestici e ferie: cane e gatto partono sempre più spesso con la famiglia e vengono considerati parte integrante della vacanza.

Tra chi sceglie di pianificare una spesa, il 10,4% prevede fino a 200 euro, il 5,2% fino a 500 euro e ben il 9,1% mette in conto oltre 500 euro, oltre quattro volte il dato registrato nel Nord Italia.

Non avere un budget, però, non significa non spendere. Il 27% dei proprietari afferma infatti di sostenere costi più elevati durante l'estate rispetto agli altri periodi dell'anno, la percentuale più alta a livello nazionale. A incidere sul conto delle vacanze sono soprattutto alloggi e hotel pet friendly, spiagge attrezzate, trasporti, antiparassitari, farmaci, cibo, snack, integratori, toelettatura, prodotti per l'igiene e accessori contro il caldo.

La presenza dell'animale continua inoltre a orientare le scelte di viaggio. Il 72,4% dei proprietari dichiara che cane o gatto influenzano la scelta della destinazione, dell'hotel, della casa vacanza o dei servizi. A guidare le decisioni sono soprattutto la ricerca di strutture pet friendly, spiagge accessibili, abitazioni con spazi esterni e località più fresche.

Chi non porta il proprio pet in vacanza rappresenta una minoranza: a Napoli è il 17% dei proprietari a scegliere di non partire con cane o gatto. Tra le motivazioni più frequenti emergono il caldo, lo stress del viaggio, l'età dell'animale, la difficoltà nel trovare strutture realmente adatte e, soprattutto per i gatti, la preferenza di lasciarli nel proprio ambiente domestico, affidandoli a familiari o persone di fiducia.

Il caldo cambia le abitudini

Le alte temperature modificano profondamente anche le abitudini quotidiane. Il 92,2% dei proprietari limita le passeggiate nelle ore più calde e il 44,7% preferisce portare fuori il cane la sera, la percentuale più elevata tra le tre macroaree italiane. Solo il 18,4% dichiara di ridurre il numero delle uscite.

Il 45,3% utilizza prodotti o accessori specifici contro il caldo. Tra le soluzioni più diffuse compaiono tappetini refrigeranti, borracce, bandane e collari refrigeranti, piscine, ventilatori, aria condizionata, ombra e acqua fresca sempre a disposizione.

La voce salute

Prima dell'estate o della partenza, il 58,8% dei proprietari consulta il veterinario per ricevere consigli su viaggio, caldo, antiparassitari e alimentazione. Dopo le vacanze, invece, il 54,1% effettua un controllo veterinario al rientro, il dato più alto d'Italia, a conferma di una crescente attenzione verso la salute e il benessere dell'animale anche dopo il viaggio.

«A Napoli emerge un legame sempre più forte tra famiglie e animali domestici. È l'area del Paese dove si parte di più con il proprio pet e dove cresce maggiormente la disponibilità a investire nel suo benessere durante le vacanze», dichiara Alessandra Aspesi, Responsabile Comunicazione di Quattrozampeinfiera. «Il dato sul budget non va letto come una semplice voce di spesa, ma come il riflesso di un cambiamento culturale: cane e gatto sono ormai parte della famiglia e, proprio per questo, la loro presenza entra naturalmente nell'organizzazione delle ferie. Anche quando non viene preventivato, infatti, il costo del pet esiste e si distribuisce in tante piccole e grandi voci: dalla struttura pet friendly alla spiaggia, dal trasporto alla toelettatura, dagli antiparassitari agli accessori anti-caldo, fino al veterinario. Il nuovo budget estivo dei proprietari è quindi spesso un budget invisibile: non sempre dichiarato, ma sempre più presente nel conto finale delle ferie.»

Concours Mondial de Bruxelles 2026, 475 i vini medagliati per l’Italia e debutto dei primi locali CMB Certified

Assegnate 22 medaglie Grand Oro, 172 Oro e 281 Argento con al timone Veneto e Sicilia. A Roma prende il via il progetto in dialogo con il mondo della ristorazione con i primi 10 indirizzi enogastronomici della Capitale.

A Palazzo Valentini si è appena conclusa la cerimonia di premiazione del Concours Mondial de Bruxelles e Sauvignon Selection by CMB, l’appuntamento annuale dedicato alle migliori espressioni del vino italiano. Quest’anno sono 475 i vini medagliati: 22 i vini che hanno ottenuto il riconoscimento Gran Oro (con in testa il Veneto con 5 etichette premiate, la Sicilia con 4, Puglia, Abruzzo e Piemonte con 2), 172 Oro e 281 Argento. Tra le regioni più titoli c’è la Puglia con 70 medaglie, il Veneto con 64, chiude il podio la Toscana con 49, seguono la Sicilia con 42, la Lombardia con 36, l’Abruzzo e la Sardegna con 33. Con questi numeri, risultato di lunghe sessioni di degustazioni che hanno visto la partecipazione di ben 320 degustatori da tutto il mondo, l’Italia si classifica come seconda nazione della sessione su 51 Paesi partecipanti.


L’incontro di Palazzo Valentini ha ospitato un parterre di 53 cantine provenienti da tutto lo Stivale per 121 vini premiati in degustazione e una partecipazione di centinaia di ospiti tra stampa e operatori di settore. L’appuntamento si conferma uno dei momenti di riferimento per la scena capitolina di settore, affiancando al momento degustativo ai banchi d’assaggio, la cerimonia di premiazione delle aziende, alla presenza del Presidente del CMB Baudouin Havaux, di Pierluigi Sanna Vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale e Hikariko Ono, Ambasciatrice del Giappone in Italia per ricordare i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.


“La missione del Concours Mondial de Bruxelles non si esaurisce nell’assegnazione delle medaglie - dichiara Baudouin Havaux, Presidente del Concours Mondial de Bruxelles - il nostro primo obiettivo è contribuire alla creazione di opportunità di crescita e visibilità per i produttori generando nuove occasioni di incontro con il trade e il pubblico di consumatori. In quest’ottica nasce il progetto che coinvolge direttamente i ristoranti, le enoteche e i locali di Roma per rafforzare la presenza delle etichette premiate nei contesti in cui nascono le esperienze di consumo più significative, così da dare continuità del percorso di valorizzazione delle aziende e dei territori del vino italiano”.


Tra le grandi novità di questa edizione c’è infatti il lancio del programma CMB Certified su Roma, presentato attraverso un corner dedicato ai primi locali aderenti all’iniziativa, distribuiti da Divina Italia, giovane realtà della Capitale specializzata nella distribuzioni di vini e distillati nel settore Ho.Re.Ca. Il progetto coinvolge ristoranti stellati, enoteche, bistrot, salumerie e pasticcerie che propongono almeno cinque vini o distillati premiati dal Concours e adottano gli strumenti marketing forniti dall’organizzazione. I primi indirizzi aderenti sono il ristorante 1 stella Michelin Idylio by Apreda, Mari e monti, Ninkasi, Chattanooga Saloon Appia, Volpetti, Pan bernardo, Florinda, Er Macellaio, Strabbioni, BBq Fiumicino: una rete di locali distribuiti sul territorio romano, eterogenei ma uniti dalla stessa attenzione alla qualità e alla selezione dei prodotti. 


“Anche quest’anno Palazzo Valentini, nella sua splendida cornice romana, ospita il Concours mondial de Bruxelles che ogni anno mette in gara vini di grandissima qualità che possono essere assaporati, studiati e pubblicizzati a Roma e in tutta Europa - dichiara il Vicesindaco di Città metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna - Ospitare l’evento è una particolarità che ci pone al centro di un quadro di confronto più ampio che riguarda l’enogastronomia e ci proietta in un contesto internazionale. Tra le tante cantine in gara, cinque provengono dal territorio metropolitano: Città metropolitana, guidata dal Sindaco Gualtieri, ha tra le sue mission quella di valorizzare e promuovere le eccellenze enogastronomiche, parte di un più ampio obiettivo di sviluppo economico nonché di promozione di un turismo lento e di qualità. È un privilegio valorizzare la tradizione agricola di Roma e del suo territorio all’interno di un quadro di respiro europeo in cui si collocano iniziative di livello come questa”.


Come ogni anno il Concours Mondial de Bruxelles ha riservato alcuni riconoscimenti speciali per i vini che si sono particolarmente distinti nella loro categoria: il trofeo Vinolok (da anni partner della manifestazione condividendo l’impegno nella valorizzazione di vini che si distinguono per qualità e territorialità), per il miglior vino rosé è stato consegnato a Talamonti rosé 2025 dell’Azienda Vinicola Talamonti Abruzzo; La Rivelazione Vino d’Italia 2026 va a Foja D’or Riserva 2019 di Emilio Franzoni (denominazione Botticino DOC della Lombardia) mentre il miglior Sparkling wine è René 2017 di Feudo Disisa. Sono state inoltre premiate sei etichette della linea Calici DiVini di Pam Panorama, un progetto che seleziona vini di eccellenza nei punti vendita Pam, Panorama, Pam local e Pam city. Quattro gli argenti, un oro e il riconoscimento Grand Oro per il Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze Dry "Cilium", l’unico massimo riconoscimento attribuito tra gli spumanti italiani partecipanti nella categoria Prosecco. 


Ad affiancare il percorso di degustazione, un tris di masterclass che hanno permesso di approfondire alcune realtà enologiche d’eccellenza: le prime due “Dolcezze dal mondo: viaggio tra i grandi vini dolci”, tenuta dal giornalista Marco Sciarrini, e “Eccellenze metropolitane: premiate al CMB 2026” guidata da Fabio Ciarla, si sono svolte alle 16.30 alle quali è seguito l’incontro delle 18.00 con “Le mille sfumature del Rosé”, insieme a Concezio Marulli, Presidente Associazione Casauria DOCG. 

Mostra multimediale “Balnea Daciae Le terme romane della Dacia” alle Terme del Foro di Pompei dal 6 luglio al 30 settembre 2026

Dal 6 luglio al 30 settembre 2026, la sezione maschile delle Terme del Foro del sito archeologico di Pompei, ospita la mostra multimediale “Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia”. L'iniziativa è promossa dall’Ambasciata di Romania in Italia in collaborazione con il Museo Nazionale di Storia della Romania e con il Parco Archeologico di Pompei.
 
La mostra rientra nel più ampio programma dell'Anno Culturale Romania-Italia 2026, che si avvale dell'Alto Patronato del Presidente della Romania Nicușor Dan, del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, ed è stato indetto con il sostegno del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri Romeni.
 
Il percorso espositivo, curato dall’archeologo Ovidiu Țentea, si propone di indagare i profondi legami culturali che univano il mondo romano alla Provincia della Dacia, territorio corrispondente alla Romania odierna.
 
Il fulcro della narrazione è individuato nelle terme pubbliche, intese non solo come luoghi deputati alla cura del corpo, ma come veri e propri centri della vita sociale dell'epoca. In questi spazi, l'architettura, le soluzioni tecnologiche e le consuetudini quotidiane convergevano nella definizione di un'identità culturale condivisa, i cui esempi meglio conservati sono tuttora visibili proprio a Pompei.
 
Attraverso l'ausilio esclusivo di supporti multimediali, le ricerche archeologiche e le ricostruzioni digitali della mostra evidenziano, in luogo iconico quali le Terme del Foro di Pompei, come la cultura termale abbia agito da connettore sociale per le comunità Romane, ripercorrendo la circolazione di idee e stili di vita in una provincia distante oltre mille chilometri da Roma.
 
Il progetto scientifico, inoltre, raccoglie i risultati delle indagini condotte nell'ambito del programma Cultech, coordinato dall'Università Tecnica di Cluj-Napoca, e si avvale della collaborazione del Museo Distrettuale di Vâlcea e del Museo Distrettuale di Storia e Archeologia di Prahova, sottolineando così l'importanza dei partenariati interdisciplinari nella valorizzazione del patrimonio storico.
 
«La mostra “Balnea Daciae. Le Terme Romane della Dacia” – dichiara l’Ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Dancău – rappresenta una significativa testimonianza del dialogo culturale tra la Romania e l'Italia e della comune eredità della civiltà romana. Il fatto che questa esposizione sia ospitata a Pompei, uno dei luoghi più emblematici del mondo romano, nell'ambito dell'Anno Culturale Romania-Italia, le conferisce un valore simbolico particolare. Attraverso il racconto della cultura delle terme, la mostra mette in luce i profondi legami storici tra la Dacia romana e la penisola italiana, riaffermando il ruolo della cultura come ponte tra i nostri Paesi e come strumento di dialogo, cooperazione e valorizzazione del patrimonio europeo condiviso».
 
«Ospitare la mostra “Balnea Daciae” nella sezione maschile delle Terme del Foro – aggiunge il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – rappresenta una straordinaria opportunità per riflettere sull’universalità e sulla forza capillare della cultura romana. Le terme non erano semplici edifici, ma il vero cuore pulsante della vita sociale, e trovarne una narrazione così dettagliata legata a una provincia complessa e affascinante come la Dacia, a oltre mille chilometri di distanza da Roma, è straordinario. Questo progetto multimediale dimostra come l'architettura e le consuetudini quotidiane di Pompei fossero in realtà un modello condiviso in tutto l'Impero. Siamo orgogliosi di accogliere questa iniziativa nell'ambito dell'Anno Culturale Romania-Italia 2026, un sodalizio che celebra le nostre radici comuni e che, grazie alla tecnologia e a importanti collaborazioni internazionali e interdisciplinari, restituisce al pubblico la modernità e il valore del nostro patrimonio europeo condiviso».
 
Il percorso espositivo multimediale è stato inaugurato il 6 luglio 2026 presso la sezione maschile delle Terme del Foro e sarà visitabile ogni giorno fino al 30 settembre 2026 dalle ore 9:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 17:30). Accesso alla mostra incluso nel biglietto d’ingresso al Parco Archeologico.