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venerdì 24 luglio 2026

EUG SALERNO 2026, DOMINIO CROATO NEL FUTSAL, VINCONO SPALATO E ZAGABRIA

Sold out alla Palumbo per le attesissime finali di Futsal e totale dominio della Croazia, capace d’imporsi sia nel torneo femminile con l’Università di Zagabria, tra le grandi protagoniste degli EUG Salerno 2026, che tra gli uomini con l’ateneo di Spalato.
 C’era attesa, soprattutto tra i maschi, per vedere all’opera l’Università dell’Azerbaijan, grande sorpresa del torneo, contrapposta alla favorita Spalato. La bella favola degli azeri, accompagnati da un tifo incessante, s’interrompe, però, nell’ultimo miglio; molto più forte e tatticamente organizzata la squadra croata capace fin dalle battute iniziali della partita di imporre il proprio gioco. Università di Zagabria in vantaggio già al secondo minuto con il gol di Josip Govorko. A due minuti dall’intervallo i croati trovano anche la rete del raddoppio, gol che porta la firma di Luka Grubisic. Il primo tempo vede il dominio della formazione di Zagabria che nella ripresa cala immediatamente il tris col penalty di Ante Crnjac. Gli azeri provano a rientrare in partita col gol di Adalat Alakbarov al 29’ ma la magistrale punizione di Marko Gaspar venticinque secondi più tardi spegne definitivamente le speranze della Azerbaijan Sport Academy. A cinque minuti dalla sirena finale gli azeri trovano dai 6 metri anche la rete che fissa il risultato sul 4-2.
Il successo di Spalato tra gli uomini era stato preceduto da quello ottenuto tra le donne da Zagabria impostasi con un netto e perentorio 4-1 sull’Università di Aveiro. La formazione croata prende subito in mano la partita sbloccandola dopo otto minuti con Mara Stancic. Trascorrono 180 secondi e puntuale arriva il raddoppio firmato da Nika Petaric. Al 16’ Lea Kolcic cala il tris, chiudendo un primo tempo letteralmente dominato dalle croate.
In avvio di ripresa è la solita Kolcic a calare il poker chiudendo di fatto la partita. Alla mezz’ora l’Università di Aveiro trova il gol del definitivo 4 a 1 con Carolina Gomes.

UN BORGO DI LIBRI LETINO, IL 2 AGOSTO ALLA RICERCA DEI MITI DEL LETE SUI MONTI DEL MATESE

Trekking letterario ad alta quota con il festival di Casertavecchia: raduno alle dieci alla Fattoria Ferritto, partenza alle 10.30, rientro entro le tredici. Sarà presente anche il reparto carabinieri biodiversità di Caserta con un gazebo sui temi ambientali, ci saranno anche i costumi tradizionali di Letino e una mini degustazione di prodotti tipici.

L'acqua che vedi non surge di vena

che ristori vapor che gel converta,

come fiume ch'acquista e perde lena;

ma esce di fontana salda e certa,

che tanto dal voler di Dio riprende,

quant' ella versa da due parti aperta.

Da questa parte con virtù discende

che toglie altrui memoria del peccato;

da l'altra d'ogne ben fatto la rende.

Quinci Letè; così da l'altro lato

Eünoè si chiama, e non adopra

se quinci e quindi pria non è gustato

(XXVIII vv. 120-138, Purgatorio, Dante Alighieri)


LETINO (Caserta) - Per Dante Alighieri il Lete non sgorga da una sorgente fisica ma per volontà divina, poi sparisce sottoterra, come realmente accade, per un tratto, a Letino sul Matese. Platone nella «Repubblica», scritta intorno al 380 anti Cristo, parla dei Campi del Lete: per noi la stupenda pianura che va dalle sorgenti del fiume, a Campo delle Secine, fino a Letino, sulla cima del Matese. Ne parla anche Virgilio, mettendo in contatto il fenicio e troiano Enea con Roma. Il Lete è una costante della letteratura universale, è un archetipo della società occidentale e in parte anche orientale, da origine al nome Letino, piccolo borgo sul Matese, ma finora nessuno aveva mai provato a indagare gli archetipi dei simboli e della geografia. Ci prova il due agosto «Un Borgo di Libri Letino: alla ricerca dei misteri del Lete con la letteratura ad alta quota». Dalle dieci saremo alla fattoria Ferritto, dove ci sarà il concentramento e anche un gazebo del reparto carabinieri biodiversità di Caserta, comandato dal tenente colonnello Marilena Scudieri, per indicare il grande valore ambientale che svolgerà anche il nostro trekking letterario. Alle 10.30 è prevista la partenza, che si articolerà per circa due ore, con tappe di circa 15 minuti per raccontare il Lete nella letteratura universale con la professoressa e linguista Raffaella Izzo; i miti e le leggende del Matese, con il dirigente scolastico e giornalista Gianfrancesco D’Andrea; la repubblica anarchica del Matese, con capitale Letino: un piccolo esperimento di brevissima durata ma di grande fascino internazionale, con lo storico locale Bruno Tommasiello. Il trekking (leggero, per principianti, abbigliamento semplice) sarà guidato da Franco Panella, socio del Cai. Al termine del trekking si potranno vedere anche i costumi tradizionali di Letino e assaggiare in una degustazione i prodotti tipici del Matese. Il Lete è il fiume mitologico dell'oblio, ospitato dall’oltretomba, le sue acque cancellano il ricordo della vita passata. Il mito si evolve attraverso i secoli nella letteratura classica, medievale e moderna. Dante Alighieri, nella Divina Commedia, trasforma il Lete. Non è più un fiume infernale. Si trova nel Paradiso Terrestre, in cima alla montagna del Purgatorio. Le anime bevono l'acqua per cancellare il ricordo dei peccati commessi. Il Lete è il simbolo del distacco dal passato e dell'inizio di una nuova vita pura. L’iniziativa è promossa da «Un Borgo di Libri» in collaborazione con il Comune di Letino, la Pro Loco, il patrocinio del Touring Club italiano di Terra di Lavoro e la partecipazione dei carabinieri del raggruppamento biodiversità del comando provinciale di Caserta.

LETINO 

Il 2 agosto «Un Borgo di Libri» si trasferirà a Letino per «Un Borgo di Libri Letino: letteratura ad alta quota». «Non sappiamo come è nato l’archetipo culturale e simbolico, ma lo scopriremo! – sorride il giovane e attivissimo sindaco di Letino, Pasquale Orsi - E' proprio questo il bello del nostro trekking: non solo natura ma il tuffo in un mito che non sappiamo nemmeno di avere! Quando Luigi Ferraiuolo mi ha proposto l’idea ne sono stato subito entusiasta, soprattutto perché può essere foriera di un nuovo modo di raccontare e far conoscere Letino. Sarebbe bellissimo costruire una sezione di “Un Borgo di Libri Letino” di più giorni il prossimo anno». Il raduno è alle 10, nei pressi della Fattoria Ferritto (Località Molito, Letino) per poi muoversi alla volta della Fontana Diagoni, sempre di Letino. La partenza vera e propria è alle ore 10.30. Rientreremo per le 13. È obbligatoria la prenotazione alla mail: unborgodilibri@gmail.com, indicando nome cognome e telefono 

PLATONE È STATO A LETINO?

Ci siamo chiesti se Platone è stato a Letino. Difficile! O forse Platone o Virgilio o Dante. Come hanno conosciuto il Lete? Il nome deriva dal greco Lantánō, che significa «essere nascosto» o «dimenticare». E proprio su un monte nasce il Lete, dalle parti di Letino, le cui caratteristiche sorgive carsiche hanno ispirato antiche leggende. La descrizione di Dante nel Paradiso è la più fedele alla realtà geografica. «Andremo alla ricerca del Lete – spiega il direttore di Un Borgo di Libri, Luigi Ferraiuolo – in onore al tema di quest’anno: Cammini, ma anche perché abbiamo pensato di valorizzare un luogo straordinario della nostra terra ma che pochi conoscono e di cui ancor meno è nota la valenza simbolica. Passeggeremo per un paio di ore ad alta quota, al fresco, alla ricerca disperata del Lete, non solo nel mondo reale ma anche in quello simbolico». Passeggeremo per un paio di ore lungo il fiume Lete, con tre pause con la letteratura - dalle 10.30 alle 13 circa - e poi al termine del nostro trekking letterario, ognuno proverà a conoscere Letino a modo suo

CASERTAVECCHIA 

Il 14 agosto, invece, saremo a Casertavecchia per «Concerti di una notte di mezza estate», come sempre, per fare del borgo medievale il Borgo della musica. Dalle 19 in poi. Veniteci ad ascoltare!

PHOTOWALK

La visita sarà anche una passeggiata fotografica e una gara: aperta a professionisti e amatori per individuare lo scatto di Letino e del Lete più affascinante. Per iscriversi, scrivere a: unbirgodilibri@gmail.com indicando nome cognome, telefono e categoria. Ogni partecipante invierà i migliori 5 scatti al festival. Il vincitore riceverà il «Un Borgo di libri Photo Award», a dispetto del nome altisonante, un piccolo diploma ma dal grande valore simbolico

PRENOTAZIONI

Per partecipare al «trekking letterario» a Letino è obbligatoria la prenotazione. Scrivere, fin da ora, elencando nome e cognome e numero di telefono, a: unborgodilibri@gmail.com

 

UNBORGODILIBRI

Un Borgo di Libri è il festival letterario e culturale di Casertavecchia, nato con Settembre al Borgo, ideato e diretto da Luigi Ferraiuolo, ma con attenzione a tutte le cose belle del nostro Sud: lo scorso anno a esempio c’è stato Un Borgo di Libri Goleto. Il tema di quest’anno è «Cammini» e il festival lo svolge andando in giro per la provincia e toccando i luoghi archetipici letterari del nostro territorio. Il due agosto siamo a Letino, il dodici luglio siamo stati a Carinola e Ventaroli per Matilde Serao. Un Borgo di Libri ha nove anni di vita e nel suo arco di attività ha organizzato, finora, circa quattrocento incontri letterari, teatrali, musicali, fumetti o di cultura varia. 

 

𝐃𝐨𝐩𝐨𝐜𝐡𝐞́ 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐢, 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐋𝐞𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐫𝐞𝐦𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐜𝐚𝐥𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐚𝐟𝐚. 𝐄𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝’𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚. 𝐀𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚, 𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐬𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐢𝐮𝐦𝐞 𝐀𝐦𝐞𝐥𝐞𝐭𝐞, 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐢𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐯𝐚𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨. 𝐄 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐛𝐞𝐫𝐧𝐞 𝐮𝐧𝐚𝐜𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚, 𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐫𝐚 𝐟𝐫𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐞 𝐛𝐞𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮́ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚.𝐕𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐛𝐞𝐯𝐞𝐯𝐚, 𝐬𝐢 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐯𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨. 𝐏𝐨𝐢 𝐬’𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐝𝐝𝐨𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐢, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨, 𝐚𝐦𝐞𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨𝐭𝐭𝐞, 𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐩𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐭𝐮𝐨𝐧𝐨 𝐞 𝐬’𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐦𝐨𝐭𝐨: 𝐞 𝐝’𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐨, 𝐜𝐡𝐢𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚, 𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚̀, 𝐞𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐬𝐮 𝐚 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞, 𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐟𝐢𝐥𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢. 𝐋𝐮𝐢,𝐄𝐫, 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐞𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚. 𝐏𝐞𝐫 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐚. 𝐒𝐚𝐩𝐞𝐯𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝’𝐮𝐧 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐬’𝐞𝐫𝐚 𝐯𝐞𝐝𝐮𝐭𝐨𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐛𝐚 𝐠𝐢𝐚𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐫𝐚. 𝐄 𝐜𝐨𝐬𝐢́, 𝐆𝐥𝐚𝐮𝐜𝐨𝐧𝐞, 𝐬’𝐞̀ 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐭𝐨 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐨𝐩𝐞𝐫𝐝𝐮𝐭𝐨. 𝐄 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐚̀ 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐢, 𝐬𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨; 𝐞 𝐧𝐨𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐢𝐮𝐦𝐞𝐋𝐞𝐭𝐞 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐬𝐨𝐳𝐳𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚.

(𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐏𝐥𝐚𝐭𝐨𝐧𝐞, 𝐗 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨)

 

Azione Napoli, Enrico Ditto nuovo responsabile Enti locali: «Interlocuzioni già avviate, faremo la lista a Napoli»

L'imprenditore napoletano guiderà il coordinamento del partito nell'intera città metropolitana in vista delle amministrative 2027 e delle sfide elettorali nei comuni dell'area vesuviana, flegrea e a nord di Napoli.

 Enrico Ditto è il nuovo responsabile degli Enti locali di Azione per la città metropolitana di Napoli. L'incarico, comunicato nelle scorse ore dal coordinamento regionale del partito, arriva a meno di un anno dalle elezioni amministrative del capoluogo partenopeo e in una fase in cui il partito è chiamato a definire la propria proposta politica su tutto il territorio metropolitano, dai comuni vesuviani a quelli dell'area flegrea, fino ai centri della fascia nord e alla provincia di Caserta.

Ditto, noto imprenditore partenopeo e voce ricorrente nel dibattito pubblico su temi quali ad esempio sviluppo urbano, mobilità, giovani e mercato del lavoro tanto a Napoli quanto nel suo entroterra, ringrazia Luigi Bosco per la fiducia ricevuta e definisce l'incarico un «impegno che raccolgo con totale dedizione», ricordando che «tra meno di un anno si vota a Napoli, la terza città d'Italia, e saremo impegnati in partite fondamentali in tutta l'area metropolitana, da Pozzuoli a Giugliano, da Torre del Greco a Casoria, senza dimenticare la grande sfida delle elezioni nazionali».

Il nuovo responsabile ha già avviato i primi contatti con amministratori e referenti locali del partito nei diversi quadranti della provincia, in vista della costruzione delle liste per le prossime scadenze elettorali. «Abbiamo già avviato importanti interlocuzioni e faremo la lista a Napoli», dichiara Ditto, aggiungendo che «la nostra forza risiede nei territori, nei nostri amministratori e nella capacità di offrire una visione seria, competente e concreta, capace di parlare a Napoli come ai comuni della provincia».

Nel suo intervento, Ditto insiste sulla necessità di un'azione coordinata su tutta l'area metropolitana e priva di fratture interne, «lontana da personalismi o divisioni», sottolineando che le sfide amministrative dei prossimi mesi riguardano «un territorio unico, che va governato con una visione d'insieme e non a compartimenti stagni». L'imprenditore rivendica la propria disponibilità a mettersi al servizio del progetto politico: «Io ci sono, con la massima energia».

Ginesio Fest, Premio Remo Girone all'Arte dell'Attore a Maria Paiato e Valerio Binasco

Il Premio San Ginesio "All'Arte dell'Attore" porta il nome di Remo Girone.

Nasce così il Premio Remo Girone "All'Arte dell'Attore", che inaugura il suo nuovo corso con un doppio riconoscimento a Maria Paiato e Valerio Binasco, due protagonisti assoluti della scena italiana contemporanea.

Contestualmente si rinnova anche la giuria del premio, presieduta per la prima volta da Alessio Boni, affiancato da Lino Musella, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari.

La cerimonia di consegna si terrà martedì 25 agosto a San Ginesio, in apertura della settima edizione del Ginesio Fest (25–30 agosto), diretto da Leonardo Lidi.

Da quest'anno il Premio San Ginesio "All'Arte dell'Attore" cambia nome e diventa Premio Remo Girone "All'Arte dell'Attore”, in omaggio al grande attore, ideatore del riconoscimento e figura fondativa del premio, scomparso lo scorso ottobre. Una scelta che il festival descrive come un modo per riconoscere «una continuità ideale», affidando il futuro del premio a quell'idea alta e radicale di teatro che il percorso artistico e umano di Girone ha incarnato in tutti questi anni, tra disciplina, complessità e responsabilità culturale del mestiere dell'attore.

I vincitori dell'edizione 2026: Maria Paiato e Valerio Binasco

A ricevere il primo Premio Remo Girone "All'Arte dell'Attore" saranno due tra le voci più autorevoli e riconosciute del teatro italiano contemporaneo, scelte non a caso per inaugurare questa nuova fase del riconoscimento: Maria Paiato e Valerio Binasco.

Maria Paiato, diplomata nel 1984 all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", è da sempre considerata una delle interpreti più intense e raffinate della scena italiana, capace di restituire con rara finezza le sfumature dell'animo femminile. In una carriera che attraversa quattro decenni ha lavorato con registi come Luca Ronconi, Mauro Bolognini, Giancarlo Sepe, Maurizio Scaparro, Antonio Calenda e Nanni Loy, portando in scena personaggi memorabili come Anna Cappelli e la Medea di Seneca. Al cinema è stata diretta, tra gli altri, da Francesca Archibugi ("Lezioni di volo"), Francesca Comencini ("Lo spazio bianco") e Luca Guadagnino, al fianco di Tilda Swinton, in "Io sono l'amore". Un percorso costellato di riconoscimenti — tre Premi Ubu, il Premio Flaiano, la Maschera d'Oro, il Premio Hystrio e il Premio Eleonora Duse, tra gli altri — che ne fanno un'artista "artigiana" nel senso più nobile del termine: rigorosa, generosa in scena, mai diva.

Valerio Binasco, attore e regista, è oggi direttore artistico del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, dopo una carriera costruita tra il palcoscenico e la regia che lo ha reso uno dei nomi più solidi e rispettati del teatro italiano. Formatosi alla Scuola del Teatro Stabile di Genova e legato per un decennio a un intenso sodalizio artistico con Carlo Cecchi, ha firmato regie memorabili di testi di Jon Fosse, Harold Pinter, Ágota Kristóf, Natalia Ginzburg, Fausto Paravidino e Martin McDonagh, distinguendosi per uno stile capace di coniugare rigore e ricerca con un rapporto sempre vivo con il pubblico. Fondatore nel 2012 della Popular Shakespeare Kompany, è anche un instancabile formatore, con insegnamenti all'Accademia Silvio D'Amico, alla Paolo Grassi di Milano e agli stabili di Genova e Torino. Cinque Premi Ubu, due premi dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e nomination ai Nastri d'Argento e ai David di Donatello raccontano solo in parte il suo percorso.

Non è un caso che i due artisti si ritrovino insieme su questo palco: Paiato è stata diretta da Binasco in diversi spettacoli, tra cui "Cara professoressa" e "L'intervista" da Natalia Ginzburg, un legame artistico che rende ancora più significativo il loro doppio riconoscimento nell'anno in cui il premio assume il nome di Remo Girone. Premiare Paiato e Binasco significa premiare due carriere costruite fedeli a un'idea di teatro fatta di studio, disciplina e verità scenica: la stessa idea di teatro che il premio, con il suo nuovo nome, intende oggi custodire e rilanciare.

Una giuria rinnovata, presieduta da Alessio Boni
Il passaggio di consegne al nuovo nome del premio coincide anche con il rinnovamento della giuria, che è presieduta per la prima volta da Alessio Boni. Al suo fianco: Lino Musella, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari. Una composizione che raccoglie esperienze, sensibilità e percorsi differenti, a testimonianza della continuità e insieme del rinnovamento che il premio intende rappresentare.

Alessio Boni, presidente di giuria:
Il Teatro non è solo passione o dedizione, il Teatro è una sorta di missione spirituale, capace di coinvolgere la società e il suo pensiero, e perché possa esistere ha bisogno soprattutto degli attori. L’attore deve avere la capacità e il coraggio di spogliarsi e condividere con il pubblico i sentimenti umani nudi. Guidare questa giuria nell’anno in cui il premio ha preso il nome di Remo Girone è per me un onore, un privilegio e una responsabilità: lui per primo ci ha lasciato in eredità l’onestà di questo mestiere, fondato sulla disciplina, sullo studio e sulla generosità di donarsi ogni sera sul palcoscenico. 
Maria Paiato e Valerio Binasco sono due professionisti che di quella lezione ne hanno fatto un esempio.
Premiarli qui a San Ginesio è un modo bellissimo per celebrare l’arte dell’attore.

La serata del 25 agosto, nel cuore del Ginesio Fest

La cerimonia di premiazione del Premio Remo Girone "All'Arte dell'Attore" si terrà martedì 25 agosto, giornata di apertura della settima edizione del Ginesio Fest, diretto per il quinto anno consecutivo da **Leonardo Lidi**. La serata si inserisce così nel cuore del festival, confermandosi punta di diamante dell'intera programmazione e sarà presentata da Rebecca Liberati e Christian La Rosa

Il calendario del Ginesio Fest 2026

Il Ginesio Fest torna a San Ginesio da martedì 25 a domenica 30 agosto 2026, per sei giornate tra spettacoli, prime nazionali, anteprime, residenze artistiche, laboratori e incontri, in un'edizione che il festival dedica interamente alla memoria di Remo Girone.

25 AGOSTO
Inaugurazione e Premio Remo Girone all’Arte dell’Attore
26 AGOSTO
Per sempre — di Alessandro Bandini 
Abracadabra — Babilonia Teatri con in scena Francesco Scimeni 
27 AGOSTO
Bubaro dei Bubari — testo di Carolina Balucani, regia di Antonio Latella 
Quello che non c’è — di Giulia Scotti 
Niente è come sembra passeggiata sonora di Davide Calvaresi 
28 AGOSTO
Mine Ahah — di Marco Coscucci 
Baraonda — Gruppo Uror (anteprima nazionale) 
Zero ZeroZeroSottozero — di Nicolò Tomassini (prima nazionale).
29 AGOSTO
Totò e Vicé — di Franco Scaldati con Enzo Vetrano e Stefano Randisi 
Island — progetto di Alessio Maria Romano (restituzione residenza artistica)
30 AGOSTO
Cani Lunari — di Francesco Marilungo 
Taccuino di Trigorin — di Tennessee Williams (prima nazionale). Regia Leonardo lidi e con Tommaso Rocco Arquilla, Angelica Beccari, Giulia Boffa, Enrica Daniele, Marika Favilla, Flavia Federici, Alessandro Glorioso, Andrea Guspini, Andrea Madaro, Michelangela Marinelli, Giovanni Marra, Edda Marrone, Linda Morando, Pietro Nalesso, Giulio Nicotra, Dario Pensabene Bellavia, Sabri Ayoube
Illusio — lavoro del coreografo Riccardo Micheletti con gli allievi del Teatro Stabile di Torino (prima nazionale).
Lelo e la luna - spettacolo con marionetta a corpo di e con Adele Felici (spettacolo realizzato nell'ambito del progetto Europeo SPARSE Plus, in collaborazione con AMAT)


Promosso e organizzato dal Comune di San Ginesio in collaborazione con l’Associazione Culturale GINESIO FEST. Media partner dell’iniziativa è Rai Radio 3 e Il Resto del Carlino.
Il Festival gode del patrocinio e del sostegno della Struttura Commissariale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del MIC – Ministero della Cultura, insieme a Regione Marche, Camera di Commercio delle Marche, Fondazione CARIMA, Provincia di Macerata, Unione Montana dei Monti Azzurri.
Completano il quadro delle collaborazioni i partner culturali: Marche Teatro, AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Fondazione Marche Cultura, Università degli Studi di Macerata, Università degli Studi di Camerino, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e Università Politecnica delle Marche.
Un particolare ringraziamento agli Sponsor che contribuiscono alla realizzazione del Festival: Neos Restauri, Le.Il, Papa Nicola, Sardellini Costruzioni, Vita Brum, CPM Gestioni Termiche, Next Lab, Inveni, Eredi Paci, Eugeni Pericle e Gruppo Fisiomed.

Apre il Parco del Real Polverificio Borbonico di Scafati, Il 28 luglio l’inaugurazione del temporary use

Saranno presentati il programma degli eventi e delle iniziative previste durante il periodo di concessione e le opere di Philip Colbert
esposte nell'ambito della mostra "Pompeii: Pop Mythology".
 
Uno spazio pubblico nuovamente restituito alla collettività, nell’ambito del percorso di valorizzazione di uno dei più importanti complessi storico-industriali del Mezzogiorno: il 28 luglio 2026, alle ore 16.30, sarà inaugurato il temporary use nel Parco del Real Polverificio Borbonico di Scafati (ingresso pedonale: Pompei – Via Astolelle; ingresso carrabile: Scafati – Via Pasquale Vitiello, 108).
 
Durante la cerimonia di apertura degli spazi, concessi in uso temporaneo per 18 mesi dal Parco Archeologico di Pompei a seguito di un bando pubblico, saranno presentati gli interventi di risistemazione di una parte del Parco e il programma di eventi che animeranno il sito.
 
Saranno svelate, inoltre, due sculture dell'artista britannico Philip Colbert, inserite nel progetto espositivo "Pompeii: Pop Mythology", in programma dal 27 luglio fino a novembre nel Parco Archeologico di Pompei.
 
Nel corso dell’inaugurazione, infine, sarà presentato un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei progetti e delle procedure in corso, con particolare riferimento al partenariato pubblico-privato (PPP).

Per accrediti: pompei.ufficiostampa@cultura.gov.it

Su Rai 1 torna "Vista Mare": l’Italia più autentica riparte da Pozzuoli

Da sabato 25 luglio alle 12:30 su Rai 1 torna "Vista Mare", il programma che, nelle prime due edizioni, ha conquistato il pubblico raccontando l’Italia attraverso i suoi paesaggi, le sue tradizioni e le storie delle persone che ogni giorno ne custodiscono l’identità.

Anche questa nuova stagione vedrà Federico Quaranta con Diletta Acanfora alla conduzione, in un viaggio capace di unire mare, cultura, territorio e autenticità.

"Vista Mare" accompagnerà i telespettatori lungo alcune delle coste più affascinanti del nostro Paese, tra panorami mozzafiato, borghi, tradizioni e mestieri che continuano a vivere grazie alla passione di donne e uomini che custodiscono e tramandano un patrimonio unico.

La puntata inaugurale sarà dedicata a Pozzuoli, città simbolo dei Campi Flegrei, dove storia, archeologia, mare e paesaggio si fondono in un patrimonio culturale e naturale di straordinario valore.

Dopo la tappa inaugurale, il viaggio proseguirà tra Molise, Sardegna e Napoli, raccontando luoghi ricchi di fascino, identità e bellezza attraverso incontri, esperienze e testimonianze che mettono al centro il valore delle comunità e dei territori.

"Vista Mare" è un programma di Gennaro Coppola e Gianmarco Ravo, prodotto dalla Zeus Group, con la squadra di autori composta da Enzo Agliardi, Rosa Alvino e Alessio Landolfi.

Dopo il successo delle prime due edizioni, "Vista Mare" conferma la propria missione editoriale: raccontare un’Italia autentica, fatta di luoghi, persone e tradizioni che rappresentano il cuore del nostro Paese. Un viaggio che valorizza le eccellenze italiane e offre ai telespettatori uno sguardo originale sul patrimonio culturale, paesaggistico e umano delle nostre coste.









Luigi Zeno dà vita a Leonardo, uno dei personaggi più intensi della serie Netflix Minerva – La Scuola

Dopo l’anteprima al Giffoni Film Festival tenutosi il 21 Luglio, Minerva – La Scuola si prepara a raggiungere il grande pubblico: la serie sarà disponibile dal 22 settembre su Netflix, portando nelle case degli spettatori un racconto generazionale intenso, contemporaneo e ricco di sfumature emotive.
Tra gli attori della serie spicca Luigi Zeno, pluripremiato come Miglior Giovane Attore Italiano, volto emergente del panorama audiovisivo nazionale. La sua interpretazione ha attirato l’attenzione della critica e del pubblico, confermandosi come uno dei talenti più promettenti della nuova generazione. La sua formazione artistica è avvenuta presso il Cinema Fiction, dove ha costruito le basi tecniche e interpretative che oggi caratterizzano il suo lavoro. 
In questi giorni l’attore è impegnato su un nuovo set Rai, motivo per cui non ha potuto essere presente alla presentazione di Minerva – La Scuola al Giffoni Film Festival.
Dichiarazione ufficiale di Luigi Zeno
“Sono felice che Minerva sia arrivata al Giffoni, anche se non ho potuto partecipare alla presentazione per impegni sul set. Non vedo l’ora che il pubblico scopra il mio personaggio.”
Il personaggio di Leonardo: un enigma che cattura
Tra le storie che attraversano la serie, una in particolare promette di lasciare il segno: Leonardo, il personaggio interpretato da Luigi Zeno.
La sua presenza nel racconto è avvolta da una complessità che non viene svelata subito. Leonardo è uno di quei ragazzi che arrivano all’Accademia con un bagaglio di convinzioni che sembrano granitiche, ma che nascondono molto più di ciò che appare.
Un episodio, un gesto, uno sguardo: qualcosa incrina le sue certezze.
Da quel momento, Leonardo diventa uno dei personaggi più enigmatici della serie, attraversando un percorso che lo porterà a confrontarsi con ciò che credeva di sapere su se stesso e sugli altri.
Un’evoluzione che non viene raccontata apertamente, ma che si percepisce scena dopo scena, lasciando allo spettatore il piacere di scoprire chi è davvero questo ragazzo e cosa lo ha portato a cambiare.
Un personaggio che non si limita a essere “interpretato”: viene vissuto.

La serie
Minerva – La Scuola è ambientata in un liceo militare di Napoli, un mondo rigoroso e affascinante scandito da sveglia all’alba, alzabandiera, divieto di cellulari, lezioni di tattica militare, scherma, storie d’amore proibite e una disciplina ferrea che accompagna ogni momento della giornata.
La serie racconta anche gli adulti: ufficiali e insegnanti civili impegnati a formare i ragazzi mentre affrontano le proprie fragilità, responsabilità e conflitti interiori.
Luigi Zeno: un talento pluripremiato
La partecipazione di Luigi Zeno rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di un interprete che sta dimostrando maturità, disciplina e una sensibilità artistica sempre più riconoscibile. Negli ultimi anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti:
2025
Miglior Giovane Attore – Picentia Short Film Festival
Premio Vesuvio d’Oro – Oltre la Scena
Miglior Giovane Attore – Vesuvius Film Festival
Premio Charlot
Premio al Senato della Repubblica – Impegno sociale contro il bullismo
Premio al Parlamento Europeo – Impegno sociale contro il bullismo
Premio Awards – Testimonial “Bulli ed Eroi”, Siena
Premio Fratelli De Filippo – Miglior Giovane Attore
Premio Speciale – Hallelujah Film Festival, Castel Gandolfo
Menzione d’Oro – Centro Ippico I Tifatini
Premio per la Legalità – Napoli & Festival, Teatro Politeama
2026
Miglior Giovane Attore – Film Food Festival, Sorrento
Premio Sicurezza Campania – Impegno contro il bullismo (Polizia di Stato)
Miglior Giovane Attore - Napoli Cinema Festival
Testimonial
2025: Bulli ed Eroi, Siena
2026: Sii Saggio Guida Sicuro
2026: Cenando sotto un Cielo Diverso
Questi riconoscimenti testimoniano la crescita costante di un attore che, progetto dopo progetto, sta costruendo una carriera solida e credibile.
Il suo contributo a Minerva – La Scuola è centrale: il pubblico potrà apprezzare la profondità e l’intensità attraverso il personaggio di Leonardo, uno dei più complessi e affascinanti dell’intera serie.