Ma Press News
martedì 3 febbraio 2026
Innovazione e mercati internazionali: l’appuntamento di Ester Network e A.M.I.C.I.
LA PACE NON BASTA. Emergency al Teatro dei Piccoli (Napoli) venerdì 6 febbraio con lo spettacolo PIA E DAMASCO. CRONACHE DAL DOPOGUERRA ITALIANO dai 14 anni
Più di 26k follower per l'account Instagram di Ostaria Pignatelli. Per la Guida MICHELIN è tra i Top Ten della buona comunicazione
Ostaria Pignatelli, tra i 255 locali italiani insigniti con il Bib Gourmand della Guida MICHELIN, vanta un account Instagram seguito da oltre 26k follower.
In un recente articolo, pubblicato sul sito della Rossa, l’Ostaria napoletana conquista il quarto posto tra le insegne italiane, consigliate dalla MICHELIN, capaci di esaltare la propria identità attraverso una gestione efficace, competente ed incisiva di IG, uno dei social network più utilizzati, con i suoi 2,4 miliardi di utenti nel mondo e ben 30 milioni in Italia.
Secondo la classifica stilata dalla stessa MICHELIN, @ostariapignatelli “ha creato un vibrante account Insta con informazioni chiare e concise; con fotografie che esaltano le tipiche ricette del territorio quali candele alla genovese, sauté di vongole, alici imbottite”, attraverso il quale promuove novità culinarie, filosofia ed attrattive dell’insegna.
A partire dal 26 febbraio, Ostaria proporrà una serie di cene a tema, con cadenza quindicinale.
Le serate, riservate a non più di 25 ospiti, si svolgeranno presso Ostaria Pignatelli Privé, in Via San Pasquale 1bis, a circa 50 metri dalla sede principale di Riviera di Chiaia.
Per informazioni: 081 015 3134
AstraDoc prosegue con due anteprime napoletane, “Waithood” di Paola Piscitelli e in esclusiva il restauro di un corto di Sarah Maldoror
Doppia anteprima napoletana nel prossimo appuntamento di AstraDoc. Venerdì 6 febbraio 2026 la rassegna dei documentari di Arci Movie porta al Cinema Astra Napoli due documentari a partire dal restauro del cortometraggio di Sarah Maldoror e proseguendo con l’opera prima "Waithood" della regista partenopea Paola Piscitelli, selezionata nel concorso italiano dell’ultimo Festival dei Popoli.
Si parte alle 20,30 con la proiezione - in esclusiva - del restauro del cortometraggio “Cap-Vert, un Caranaval dans le Sahel” della regista Sarah Maldoror, voce rivoluzionaria e prima donna cineasta del cinema africano, a cuinei prossimi giorni la Berlinale dedicherà un’importante retrospettiva. Il cortometraggio fu girato nel 1979 in occasione delle festività del carnevale e del 1° maggio, la regista si richiama al messaggio dell’amico e leader Amílcar Cabral, fondatore del Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde, per il quale la cultura è espressione della storia, fondamento della liberazione e strumento di resistenza contro il dominio coloniale. All’evento, con il patrocinio di Institut français Napoli, intervengono Inès Foucher, Responsabile di Missione Culturale di Institut Français di Napoli, e Gina Annunziata, Docente di Storia del Cinema dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Si prosegue alle ore 21,00 con "Waithood” di Paola Piscitelli che interviene in sala insieme al protagonista Mauro Josè Lima da Graça e ai produttori Antonio Borrelli e Davide Mastropaolo. É la storia di Mauro, nato a Capo Verde e arrivato bambino in Italia. Da allora non ha più potuto muoversi pur non desiderando altro che tornare a riscoprire la sua terra d’origine. L’identità di Mauro, che si definisce per “un quarto capoverdiano e tre quarti italiano”, si costruisce nel dialogo continuo tra memoria e presente, tra l’isola immaginata e la città vissuta. Fino a quando il ritorno a Capo Verde, a lungo sognato, si compie finalmente attraverso il film.
Il doc, che contiene diversi materiali d’archivio dei film proprio di Sarah Maldoror è parte di una nuova stagione della produzione cinematografica campana che non lavora “su” Napoli ma da Napoli connettendo storie locali a traiettorie globali: "Waithood”, infatti, è esempio di un cinema che nasce dal reale che mantiene uno sguardo intimo e insieme politico. L'opera, prodotta da Colibrì Film e Audioimage, in collaborazione con Fermento e Association of Friends of Sarah Maldoror e Mario De Andrade, è nata con il supporto di Regione Campania e Film Commission Regione Campania e con il sostegno di SIAE e Ministero della Cultura nell'ambito del programma "Per chi crea".
“È un racconto on-the-road tra Italia e Capo Verde, in cui il viaggio assume un senso africano: come vagheggiamento di ciò che si è perduto, e come costruzione di geografie reali — da Napoli a Mindelo — e immaginarie, dove il paesaggio è innanzitutto dimensione intima. Il documentario osservativo sull’avventura vissuta dal protagonista - punteggiato dal dialogo tra me e Mauro attraverso la camera, nel tentativo di conoscerci fino a toccarci l’anima - s’intreccia alla fiaba capoverdiana di Blimundo, il bue che voleva essere libero, raccontata in creolo dal performer António Tavares sulle immagini d’archivio della regista Sarah Maldoror, impareggiata narratrice della gioventù africana alla soglia della decolonizzazione”. (Note di regia)
AstraDoc - curata da Arci Movie con Parallelo 41 Produzioni, Università degli Studi di Napoli Federico II e Coinor, con il patrocinio del Comune di Napoli - proseguirà tutti i venerdì fino al 24 aprile portando documentari e ospiti nella sala di via Mezzocannone per toccare l’attualità e temi importanti attraverso la sensibilità della Settima Arte.
Biglietto d’ingresso 5 euro, ridotto a 4 euro per i soci Arci. Dettagli sul film sono disponibili sul sito www.arcimovie.it e sui social Arci Movie e AstraDoc. Per attivare gratuitamente gli aggiornamenti della rassegna su WhatsApp inviare un messaggio al 334 68 95 990.
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Bio Paola Piscitelli
Regista e ricercatrice Marie Skłodowska-Curie tra l’Istituto di Geografia di Amburgo, il Sensory Ethnography Lab di Harvard e il Politecnico di Milano, Paola Piscitelli si è diplomata alla Scuola di Cinema “L. Visconti” di Milano e formata in documentario tra Inghilterra e Italia con Phil Cox, Leonardo Di Costanzo e Ludovica Fales, fotografia al CFI di Napoli con Luca Anzani e Mario Spada, e sceneggiatura con Bruno Oliviero e Valia Santella. Selezionata a Becoming Maestre 2021, ha lavorato come assistente alla regia per Paolo Sorrentino e Francesca Comencini. Nei suoi lavori, costante è il paesaggio come dimensione fisica e interiore. Tra le sue opere “Lo spazio delle disuguaglianze” (Italia, 2025) prodotto dalla 24ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano, “L'Orto del mondo” (Italia, 2023) film collettivo esito di un percorso laboratoriale ideato e curato da Giovanni Cioni e Ludovica Fales, e il cortometraggio “Radio Riders” (Italia, 2020) realizzato con Fabio Corbellini, premiato al Job Films Day 2020 e selezionato al Doc at Work Future Campus del Festival dei Popoli 2020.
Sarah Maldoror (1929–2020)
È stata una regista e sceneggiatrice franco-guadalupense, figura pionieristica del cinema anticoloniale e panafricano. Attiva tra Europa, Africa e Caraibi, ha coniugato ricerca estetica e impegno politico nelle lotte di liberazione africane. Negli anni Cinquanta fonda a Parigi la compagnia teatrale “Les Griots”, prima in Francia composta esclusivamente da attori neri. Si forma come cineasta a Mosca, entrando in contatto con ambienti rivoluzionari internazionali. Il suo cinema dà voce ai soggetti marginalizzati, con particolare attenzione allo sguardo femminile. Il film “Sambizanga” (1972) è considerato un capolavoro del cinema politico africano. Ha realizzato anche documentari su figure centrali della cultura nera e della Négritude. La sua opera unisce militanza, poesia e libertà formale. A lungo trascurata, è oggi riconosciuta come una delle voci fondamentali del cinema decoloniale del Novecento.
'We Love Enzo' IV edizione il 7 febbraio a Sala Assoli Moscato il “D-Day 70°” per Annibale Ruccello
All’interno del calendario della quarta edizione di We Love Enzo si inserisce l’appuntamento del 7 febbraio in Sala Assoli Moscato, una serata dal forte valore simbolico e affettivo intitolata “D-Day 70°”. Un titolo non casuale, pensato come gesto di memoria e di omaggio ad Annibale Ruccello nel giorno in cui l’attore e drammaturgo stabiese avrebbe compiuto settant’anni.
“D-Day 70°” è un evento che attraversa teatro, cinema e memoria, nel ricordo delle due voci fondamentali che hanno lasciato un segno indelebile nella scena contemporanea: Enzo Moscato e Annibale Ruccello. Un “giorno decisivo”, come suggerisce il nome, per tornare a interrogare una presenza che continua a segnare profondamente il teatro.Casa del Contemporaneo sceglie così di ricordare e celebrare Ruccello attraverso una serata evento che intreccia parola, ascolto e visione, mettendo al centro il dialogo ideale fra due tra le voci più radicali e necessarie della drammaturgia. Al cuore della serata i testi scritti da Enzo Moscato e dedicati ad Annibale Ruccello, memorie intime e vibranti. Letture a cura di Annalisa D’Amato da scritti di Enzo Moscato con gli allievi attori della Scuola del Teatro di Napoli - Teatro Nazionale.
Si tratta di pensieri liberi, dediche e scritture critico-affettive che Moscato ha composto nel corso degli anni in occasione di ricorrenze legate a Ruccello: appunti, riflessioni, veri e propri profili tracciati dal drammaturgo per l’amico scomparso prematuramente. Scritture d’autore rivolte a un altro autore, in cui lo sguardo intimo e quello critico si intrecciano, restituendo un ritratto inusuale e profondo di Ruccello, lontano da ogni celebrazione retorica.
Parole che non hanno il tono della commemorazione formale, ma quello di un confronto vivo, umano e artistico, capace di restituire la complessità di un rapporto fatto di stima, affinità e tensione creativa, quello tra Moscato e Ruccello.
Un legame umano e artistico che ha segnato profondamente la scena teatrale napoletana. Il rapporto tra Moscato e Ruccello andava oltre la stima professionale, sapendo rappresentare il fervore creativo nel teatro italiano della “nuova drammaturgia napoletana” e condividendo affinità profonde nella visione estetica e nel modo di fare teatro, tanto da intrecciare nei loro percorsi un rapporto di amicizia sincera e di intesa intellettuale.
La serata per Annibale Ruccello proseguirà con la proiezione de "L'ereditiera" scritto da Annibale Ruccello e Lello Guida per la regia di Arturo Cirillo. Sarà possibile inoltre nel corso della stessa serata l’ascolto in cuffia della versione radiofonica di “Le cinque rose di Jennifer”, interpretata da Enzo Moscato con la regia di Antonio Capuano.
“D-Day 70°” diventa così non solo un omaggio ad Annibale Ruccello, ma un atto di continuità e di trasmissione, in cui le parole di Moscato, le immagini e le interpretazioni si fanno corpo vivo di una memoria che non smette di interrogare il presente.
“D-Day 70°” per Annibale Ruccello | Programma:
Letture a cura di Annalisa D’Amato da scritti di Enzo Moscato con gli allievi attori della Scuola del Teatro di Napoli - Teatro Nazionale.
La serata per Annibale Ruccello proseguirà con la proiezione de "L'ereditiera" di Annibale Ruccello e Lello Guida per la regia di Arturo Cirillo
Ascolto in cuffia di Le cinque rose di Jennifer, radiodramma con Enzo Moscato, per la regia di Antonio Capuano. A partire dal 7 febbraio l’ascolto del radiodramma sarà possibile per tutta la durata di We Love Enzo e cioè fino al 22 febbraio.
Proiezione di L’ereditiera, diretto da Arturo Cirillo
7 febbraio ore 20:30
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Info: 345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it
“Reggi qui un attimo” conversazioni sull’amore al Teatro Serra
“Reggi qui un attimo” conversazioni sull’amore al Teatro Serra con Patrizia Eger, Maria Strazzullo e Sergio Mautone. Una produzione Varco Attivo ETS e Compagnia Eva&Lola. Il 14 febbraio in Via Diocleziano 316. Info: teatroserra@gmail.com, 347.8051793.
Con “Reggi qui un attimo” il Teatro Serra di Napoli ospita nel giorno di S. Valentino una conversazione sull’amore in forma di concerto, sulle note di Raffaele Viviani a Giuseppe Capaldo. Una produzione Varco Attivo ETS e Compagnia Eva&Lola di e con Patrizia Eger, in scena con Maria Strazzullo e il Maestro Sergio Mautone al pianoforte e alla chitarra. Foto di Carlo Farina. Appuntamento sabato 14 febbraio alle 19:00, a Fuorigrotta, in Via Diocleziano 316. Info: teatroserra@gmail.com, 347.8051793.
In scena due donne si interrogano, con ironia e leggerezza, sull’amore e le sue manifestazioni sperimentate nella vita; ogni volta una melodia diversa da portare a casa, perché ogni amore si fa carico di quelli che lo hanno preceduto, provando a trasfigurarli in altro, a cambiarli in meglio, perché vorremmo che ogni replica fosse un’evoluzione delle precedenti: amori idealizzati e perduti, amori irriducibili e quelli dell’era digitale, l’amore per la propria Terra. Parole scritte in lettere mai spedite, intrecciate con la musica napoletana classica in un dialogo continuo tra parole e suoni, perché solo dopo aver attraversato molti punti ciechi, comprendiamo la nostra personale figura dell’amore ispirata dallo stesso titolo ispirato alla figura di Atlante, il Titano condannato da Zeus a portare per l’eternità la volta celeste sulle spalle: “Reggi qui un attimo” evoca l’esortazione “fermati un attimo” un invito a scrollarsi di dosso per un momento, i pesi che ci gravano sul cuore e quei segreti nascosti tra le mura di casa, troppo grandi da affrontare da soli. “La musica aiuta a prendere decisioni irreversibili. Non è un passatempo” dice lo psichiatra Claudio Badii, co-autore con la regista e le scrittrici Monica Scoppa e Clelia Moscariello.
“Reggi qui un attimo”
regia, Patrizia Eger
con, Patrizia Eger e Maria Strazzullo
esecuzione musicale, Sergio Mautone
foto di scena, Carlo Farina
produzione, Varco Attivo ETS, Compagnia Eva&Lola
sabato 14 Febbraio 2026 ore 19:00
Contatti: teatroserra@gmail.com, 347.8051793
Link: https://youtu.be/6GmWdURFCOg
lunedì 2 febbraio 2026
Da venerdì 6 febbraio: Domenico Orsini porta in scena "Sinfonia d'Amore" da Giuseppe Fava, al Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano (NA)
C’è un momento, a teatro, in cui la farsa si incrina, la maschera scivola e l’uomo appare, nudo, con tutta la sua fragilità e la sua ostinata dignità. È in quello spazio sospeso che nasce Sinfonia d’Amore liberamente tratto da Sinfonie d’Amore di Giuseppe Fava, in scena da venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 21.00 (repliche fino al 15 febbraio), al Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano (NA), con l’adattamento e la regia di Domenico Orsini.
Presentato da Uno Spazio per il Teatro e La Corte dei SognatTori con il patrocinio della Fondazione “Giuseppe Fava”, l’allestimento fa sorridere e subito dopo stringe lo stomaco, intrattiene e insieme interroga, con un racconto fatto di parole, musica e corpi, che parla dell’uomo quando ama, sogna, cade e continua a resistere.
In scena Vincenzo Borrelli, Federica Aiello, Tiziana Tirrito, Domenico Orsini, Umberto Ranieri danno vita ad un lavoro corale che coinvolge un ampio team artistico e tecnico, per un progetto che è insieme omaggio a Giuseppe Fava e atto vivo di teatro contemporaneo.
Un viaggio umano e vibrante che invita lo spettatore ad ascoltare, come in una musica che continua a risuonare, ciò che resta quando le luci si spengono.
Giuseppe Fava, noto giornalista ucciso dalla mafia per il suo impegno civile e professionale, è stato anche un drammaturgo di rara sensibilità. Nei suoi testi il teatro diventa luogo dell’uomo: fragile, marginale, a volte folle, ma sempre profondamente umano. Un teatro che non giudica e non appesantisce, capace di affrontare temi durissimi con leggerezza apparente, ironia e una poesia che lentamente cattura lo spettatore, lasciandolo sospeso fino a condurlo, a sipario chiuso, in uno spazio di coscienza.
Sinfonia d’Amore nasce da questa materia viva. L’opera si compone di due atti unici che, nella visione registica di Domenico Orsini, diventano movimenti, come in una partitura musicale. A precederli, un preludio, tempo adagio e onirico, che introduce il pubblico in un universo in cui parola, suono e gesto si fondono in un unico respiro scenico.
Il primo movimento (Amor profano, andantino patetico) è una farsa grottesca, comica e apparentemente leggera, che poco alla volta lascia emergere il lato più amaro dell’esistenza. Nel secondo movimento (Felice Speranza, cantabile senza voce), il racconto si fa più intimo e struggente. Felice è un sognatore, un poeta, innamorato di Speranza, prostituta bella e sensuale, nella quale trova rifugio da una realtà insostenibile.
Sinfonia d’Amore è uno spettacolo che fa ridere, commuove, spiazza. Un racconto umano e necessario, che restituisce al pubblico la forza di un autore fondamentale del Novecento italiano e la sua capacità di parlare, ancora oggi, al nostro presente.
Sinfonia d’Amore da Giuseppe Fava - 6 > 15 febbraio 2026
Centro Teatro Spazio, via San Giorgio Vecchio, 31 - San Giorgio a Cremano (NA)
Inizio spettacoli ore 21.00 (venerdì e sabato) e ore 18.30 (domenica)
Info e prenotazioni 3384167668, unospazioperilteatro@libero.it






