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venerdì 9 ottobre 2026

Stadio San Francesco, Azione chiede conto a De Maio

Zinnia sostiene: «Chi sapeva dei lavori alla tribuna, e da quando? Dei lavori si parlava pubblicamente prima dell'intervento delle autorità. Al sindaco la richiesta di una relazione con atti, autorizzazioni e controlli».

«Le eventuali responsabilità penali le accerterà la magistratura, nel rispetto della presunzione di innocenza. Ma il San Francesco è un impianto comunale, e sulla sua gestione e sulla sua vigilanza deve rispondere l'Amministrazione». Così Imma Zinnia, responsabile cittadina di Azione a Nocera, interviene sulla vicenda dei lavori eseguiti sotto la tribuna dello stadio, affidato in gestione alla Nocerina.

Sugli interventi la Procura di Nocera Inferiore ha aperto un'indagine, iscrivendo nel registro degli indagati il presidente del club rossonero. Il 7 ottobre la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, riunita in via straordinaria in Prefettura a Salerno, ha autorizzato la riapertura parziale dell'impianto: accesso consentito in Distinti e Curve, interdetti la Tribuna e le relative pertinenze, spogliatoi compresi. Al termine della riunione il sindaco Paolo De Maio ha commentato: «Sono state giornate intense, non a causa nostra, ma abbiamo lavorato con un unico obiettivo: il San Francesco è pronto ad accogliere i nostri tifosi».

«È una frase che apre più interrogativi di quanti ne chiuda», ribatte Zinnia, che ricostruisce i giorni precedenti: «Non parliamo di un cantiere aperto nel silenzio. Dei lavori si parlava pubblicamente attraverso due comunicati e il 1° ottobre la testata Nocerina Live aveva già dato la notizia degli interventi alla tribuna. Chi sapeva dei lavori alla tribuna, e da quando? Quali autorizzazioni erano state rilasciate, a chi spettava vigilare e quali controlli sono stati effettivamente svolti? Se il Comune era informato, vanno resi noti gli atti e le verifiche compiute. Se non lo era, va spiegato dove fosse mentre interventi annunciati perfino dalla stampa andavano avanti in un impianto di sua proprietà».

Per la responsabile di Azione la riapertura non chiude la questione: «“Non a causa nostra” è una dichiarazione politica, non una ricostruzione amministrativa dei fatti. Che i tifosi possano tornare sugli spalti è una buona notizia, ma non prende il posto delle risposte che mancano». Da qui la richiesta al sindaco De Maio di rendere pubblica una relazione dettagliata, corredata degli atti disponibili, che chiarisca la cronologia degli interventi, le eventuali autorizzazioni e le attività di vigilanza svolte dal Comune.

Napoli, la tradizione a tavola alla prova della turistificazione, una carta d'autunno che guarda al mare

 


Dal polpo alla luciana alla pasta e fagioli con le cozze, fino alla genovese portata su pasta fresca all'uovo, la nuova carta firmata dallo chef Gian Luca Cicco di Amiro accompagna verso l'inverno tenendo lo sguardo fisso sul mare.

Nel cuore di Napoli la cucina tradizionale è diventata anche un prodotto di consumo turistico, replicato in serie lungo le strade del centro. Proprio per questo, il rapporto con il repertorio partenopeo ha smesso di essere una questione esclusivamente gastronomica, ed è su questo terreno che Amiro costruisce la propria carta autunnale: un menu che attinge a piene mani dalla tradizione e che, proprio per questo, sceglie di non limitarsi a riproporla.

Il metodo è dichiarato nei nomi dei piatti, ciascuno dei quali funziona come una tesi. "Terra d'Agro, mare di Santa Lucia" riprende l'accostamento più radicato della cucina domestica napoletana, quello tra legumi e frutti di mare, unendo la crema di fagioli di Aversa alle cozze di Santa Lucia e al guanciale croccante sui lumaconi. "Una genovese in Emilia" porta lo stracotto di carne e cipolla, piatto napoletano dal nome ingannevole, su una pasta fresca all'uovo, facendo dialogare due culture italiane della cottura lenta. Accanto, restano i classici che non hanno bisogno di presentazioni: l'uovo in purgatorio e il polpo alla luciana, che porta ancora il nome dei pescatori dell'antico borgo di Santa Lucia.

«Il rischio che corre oggi la cucina napoletana non è l'oblio, ma la caricatura», afferma Alessia Bisaccio, imprenditrice alla guida del locale di via Medina, a pochi passi da Piazza Municipio e dal porto. «Quando un piatto viene ripetuto all'infinito per chi passa di fretta, smette di raccontare qualcosa e diventa una cartolina. Noi facciamo il percorso inverso: partiamo dai piatti che ogni napoletano riconosce e li trattiamo con il rispetto che si deve a un testo importante, cioè studiandoli. È l'unico modo che conosciamo per custodire una tradizione senza imbalsamarla».

Sul piano tecnico, la carta lavora per scomposizione. In "Pomodoro al quadrato" lo spaghetto di Gragnano trafilato al bronzo incontra lo stesso ingrediente in quattro stati diversi: coulis, pomodorini gialli e rossi confit, concassé di ramato e un concentrato preparato in casa. «Il pomodoro è l'ingrediente che a Napoli tutti pensano di conoscere, ed è esattamente per questo che mi interessa», spiega Cicco. «Metterlo nello stesso piatto crudo, confit, ridotto e concentrato costringe chi mangia a sentirne ogni passaggio. La stessa logica vale per "Identità partenopea", dove le vongole arrivano in tavola sia in salsa sia affumicate: la tradizione non si tocca nell'ingrediente, si approfondisce nella lavorazione».

L'autunno entra nella carta attraverso la zucca delle roche con fonduta di pecorino e noci tostate, i funghi di sottobosco e la guancia di manzo brasata a bassa temperatura su purea di patate. Il mare, però, resta la bussola: dalla frittura di gamberi e calamari de "Il golfo di Napoli e Kagoshima", con la sua doppia panatura italo-giapponese, all'orata in crosta di erbe con patate bravas, chimichurri mediterraneo e maionese al pil pil, la contaminazione avviata con la carta estiva prosegue senza mai perdere l'ancoraggio al Golfo. «Andare verso l'inverno, per una cucina di mare, significa spostare il peso dalle freschezze alle cotture lunghe e alle salse più profonde, senza rinunciare alla sapidità che ci definisce», aggiunge lo chef.

Il menu degustazione ordina questa visione in un percorso che parte dall'ostrica fritta con gel di limone e basilico, attraversa l'uovo in purgatorio, il polpo alla luciana, il Fusillone Roma 3.0 e "Terra d'Agro, mare di Santa Lucia", per approdare alla guancia con patate e funghi e chiudersi con la delizia al limone, dolce simbolo della pasticceria campana.

«Un ristorante, in una città come la nostra, ha una responsabilità che va oltre il piatto», conclude Bisaccio. «Decide ogni giorno quale Napoli mettere davanti a chi la sta conoscendo. Noi abbiamo scelto quella che ha ancora qualcosa da dire».




ISCHITELLA, SUCCESSO STREPITOSO PER L'OMAGGIO ALLA DISCOTECA KISS KISS: IL VOGA FA RIVIVERE LA MAGIA DEGLI ANNI '80/'90

 

Tra i partner dell'evento l'azienda vinicola Tenuta Di Costanzo di Pastorano (CE), il liquorificio Terre Pompeiane di Pompei e Contangelo Motori di Arzano (NA). Serata sold-out tra emozioni e nostalgia. 

Successo oltre ogni aspettativa. Sabato 26 settembre 2026 il Voga di Ischitella ha riportato indietro le lancette del tempo con l'evento "Disco Hit 80/90 – Omaggio alla discoteca Kiss Kiss di Napoli", una festa trasformatasi in un vero ritorno a casa per centinaia di persone. Una notte magica che ha fatto rivivere le emozioni irripetibili del Discolive, il programma cult che il sabato sera andava in onda in diretta dalla storica discoteca Kiss Kiss di Napoli e che ha fatto ballare, sognare e innamorare intere generazioni. A documentare l'evento fotografi, giornalisti e le telecamere di TV Campania e Italia Felix, a testimonianza di una serata che ha superato i confini della semplice festa per diventare un vero evento di costume. L'evento, organizzato da Dario Duro e Gennaro Esposito insieme ai gestori del Voga Salvatore Perillo, Antonio Panico e al proprietario della struttura Vincenzo Pagano, è stato un'esperienza totale a 360 gradi, resa possibile anche grazie al prezioso supporto dei partner: l'azienda vinicola Tenuta Di Costanzo di Pastorano (CE) con il suo Aspro Secco, il BabàRe di Terre Pompeiane di Pompei e Contangelo Motori di Arzano (NA), che ha curato l'esposizione di auto e moto d'epoca. Grande entusiasmo per l'esposizione, un vero museo a cielo aperto allestito dentro e fuori il locale con i modelli simbolo degli anni '80 e '90, dalle utilitarie delle prime uscite alle sportive da poster. Centinaia di scatti e selfie in perfetto stile vintage. Applausi anche per l'idea dei Cocktail Vintage: al bancone sono tornati i mitici drink di allora, dall'indimenticabile Angelo Azzurro all'esplosivo B52, dall'iconico Long Island al Sex on the Beach. Cuore pulsante della notte la musica e le voci che hanno fatto la storia. In consolle una leggenda della notte napoletana: DJ Giancarlo Cavallo, storico DJ della discoteca Kiss Kiss, affiancato dallo speaker storico Stefano Piccirillo. Insieme, la coppia cult del Discolive, hanno ricreato l'atmosfera autentica di quegli anni tra Italo Disco, Eurodance, pop internazionale e hit italiane cantate a squarciagola, tra luci stroboscopiche e animazione a tema. Un pubblico calorosissimo ha ballato, cantato e si è emozionato. La promessa degli organizzatori è stata mantenuta: non solo musica, ma una notte che profumava di ricordi. Appuntamento alla prossima edizione.



Quostro e NAIF Festival, il food incontra la cultura internazionale ai Quartieri Spagnoli

NAIF Balfolk Festival, manifestazione dal respiro internazionale prende il via oggi, venerdì 9 ottobre 2026, e proseguirà fino a domenica 11 ottobre 2026, negli spazi di FOQUS, ai Quartieri Spagnoli di Napoli.

Per il II anno consecutivo, Quostro cura la proposta food del festival, rinnovando una collaborazione che racconta anche un aspetto importante dell’identità del bistrot: la volontà di partecipare attivamente alla vita culturale di FOQUS, creando connessioni con associazioni, artisti e realtà impegnate nella cultura e nel Terzo Settore.

Il cibo, attraverso una precisa identità gastronomica e una proposta di cucina contemporanea, può diventare un veicolo culturale, capace di mettere in relazione persone, esperienze e realtà anche internazionali.

Un percorso che Quostro sta portando avanti all’interno di FOQUS, contribuendo a rendere i Quartieri Spagnoli un luogo di incontro tra linguaggi, culture e progettualità differenti.

Dal 9 all’11 ottobre 2026 torna ai Quartieri Spagnoli il festival dedicato al balfolk. Tre giorni di musica, danza e workshop che rinnovano una collaborazione nata nel segno della condivisione e della costruzione di nuove esperienze culturali.

Quostro rinnova per il II anno consecutivo la collaborazione con Neapolis Balfolk in occasione del NAIF Balfolk Festival, in programma dal 9 all’11 ottobre 2026 negli spazi di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli.

Una collaborazione che conferma il ruolo del bistrot all’interno di FOQUS come luogo capace di favorire connessioni con realtà culturali, associazioni e progetti che trovano nei Quartieri Spagnoli uno spazio di incontro, partecipazione e condivisione. Un dialogo che passa anche attraverso il cibo, con la proposta di Quostro: una cucina quotidiana contemporanea che parte da Napoli e dalla sua identità gastronomica per interpretarla con un linguaggio attuale, accompagnata da una selezione beverage pensata nella stessa direzione. Una proposta coerente con un luogo nel quale cucina, socialità e cultura convivono naturalmente.

Giunto alla sua quarta edizione, il festival organizzato da Neapolis Balfolk APS porta nel cuore dei Quartieri Spagnoli tre giornate dedicate alle danze popolari europee, tra concerti a ballo, workshop e momenti di condivisione.
Il ritorno del NAIF a FOQUS rinnova quindi un rapporto nato già in occasione della precedente edizione e che prosegue nel segno di una comune attenzione alla cultura come esperienza capace di creare relazioni e mettere in dialogo persone, linguaggi e provenienze differenti.

Una collaborazione che racconta anche il ruolo che Quostro sta costruendo all’interno della comunità di FOQUS: un bistrot che partecipa alla vita del luogo e alla promozione di iniziative culturali, creando connessioni con associazioni, artisti e realtà che trovano nei Quartieri Spagnoli uno spazio aperto al confronto e alla partecipazione.

Il NAIF Balfolk Festival nasce dall’esperienza di Neapolis Balfolk, associazione di promozione sociale fondata nel 2018 dalla passione per le culture e le tradizioni delle danze popolari europee. Il balfolk riunisce infatti repertori e pratiche provenienti da territori differenti, trasformando il ballo in un linguaggio condiviso e in un’occasione di incontro tra generazioni e culture diverse.

L’edizione 2026 ospiterà numerosi musicisti e formazioni della scena balfolk italiana ed europea, tra cui Ciac Boum, Parasol, Mbraia, Pitularita, Thalas, Le Bal des Bestioles, Le Voci della Tradizione, Julien Bohème e Guus Herremans. Accanto ai concerti, il programma propone workshop dedicati alle diverse tradizioni del ballo popolare, dalla Guascogna al Poitou fino alle danze del Sud Italia, oltre alle jam session che chiuderanno le prime due giornate.

Il festival prenderà il via venerdì 9 ottobre, con il primo workshop nel pomeriggio e concerti fino a notte; proseguirà sabato 10 con un’intera giornata di laboratori e musica dal vivo e si concluderà domenica 11 ottobre con nuovi workshop e concerti, tra cui quello de Le Voci della Tradizione, dedicato al Sud Italia, e quello dei francesi Ciac Boum, espressione del balfolk del Poitou.

Per Quostro, la continuità di questa collaborazione rappresenta un ulteriore tassello di un percorso che guarda al bistrot come parte integrante dell’ecosistema culturale di FOQUS. Uno spazio nel quale Qucina, Qocktail e Qultura possono incontrarsi e nel quale la convivialità diventa strumento per costruire comunità, generare relazioni e accompagnare progetti capaci di attraversare la città.

La scelta di riportare per il secondo anno il NAIF negli spazi di FOQUS conferma così una relazione che cresce nel tempo e una visione condivisa: creare occasioni nelle quali cultura, socialità e partecipazione possano convivere e trovare, nei Quartieri Spagnoli, un luogo nel quale esprimersi.

NAIF Balfolk Festival – 4ª edizione
9, 10 e 11 ottobre 2026
FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli
Via Portacarrese a Montecalvario 69, Napoli
Programma e informazioni: Neapolis Balfolk
QUOSTRO
Via Portacarrese a Montecalvario 69, 80134 Napoli
www.quostro.it | Instagram: @quostro.na | ☎ 342 9569694

Da martedì 13 ottobre 2026 al via "Körper al Nuovo 2026", V edizione della rassegna in programma al Teatro Nuovo di Napoli


Quattro spettacoli, quattro prospettive sul corpo e sulla contemporaneità, quattro occasioni per incontrare una danza capace di interrogare il presente attraverso i suoi gesti, le sue fragilità e le sue forme di resistenza. Da martedì 13 a domenica 18 ottobre 2026 il palcoscenico del Teatro Nuovo di Napoli ospiterà Körper al Nuovo 2026, quinta edizione della rassegna realizzata da Körper - Centro Nazionale di Produzione della Danza nell’ambito del protocollo d’intesa con il Teatro Pubblico Campano.

La nuova edizione propone un percorso articolato attraverso quattro spettacoli che, pur nella diversità degli autori e dei linguaggi, condividono una domanda centrale: cosa può raccontare oggi il corpo?

Corpo individuale e corpo collettivo, corpo esposto e corpo vulnerabile, corpo che resiste, che cerca un luogo di appartenenza, che attraversa il tempo e si misura con l'altro. È attorno a queste tensioni che si costruisce il programma di Körper al Nuovo, rassegna pensata come uno spazio di incontro e di confronto sulla danza contemporanea italiana e internazionale.

A inaugurane il programma, martedì 13 ottobre 2026 alle ore 21, sarà la prima italiana di Land of Hope della Compagnie Linga, compagine svizzera di riferimento nel panorama della danza contemporanea internazionale. Sette danzatrici portano in scena un lavoro ispirato alla figura e alla poesia di Alda Merini, trasformando la dimensione individuale in una forza condivisa. Il corpo diventa così luogo di libertà, di fragilità e di resistenza, ma anche strumento attraverso cui costruire una possibile comunità.

Il secondo appuntamento, giovedì 15 ottobre 2026 alle ore 21, è affidato alla Compagnia Zappalà Danza 2 con FOMO - L'insostenibile pesantezza dell'essere. Al centro dello spettacolo c'è la Fear Of Missing Out, la paura contemporanea di essere esclusi, di non partecipare, di rimanere fuori da ciò che accade. Una condizione profondamente legata al nostro presente e alle dinamiche sociali che lo attraversano, che la danza porta sulla scena attraverso corpi, relazioni e tensioni.

Sabato 17 ottobre 2026 alle ore 19 sarà la volta di Shoes On, creazione di Luna Cenere, artista e coreografa la cui ricerca si concentra sul corpo, sul gesto e sulle possibilità percettive della presenza scenica. In questo lavoro, suggestioni surrealiste accompagnano un'indagine sulla relazione tra gesto e postura, tra ciò che il corpo mostra e ciò che invece sembra voler nascondere.

A chiudere la quinta edizione di Körper al Nuovo, domenica 18 ottobre 2026 alle ore 18, sarà La Jeunesse, progetto nato all'interno di Körper Young, il percorso di professionalizzazione al palcoscenico dedicato alle nuove generazioni. La Jeunesse è composto da due spettacoli: Last movement of hope di Adriano Bolognino e Appunti sulla giovinezza di Susanna Sastro e Flavio Ferruzzi. Un dialogo a due voci dedicato al tempo, alla sua natura inafferrabile.

Sulla scena giovani autori e interpreti chiamati a confrontarsi con un tema universale e insieme profondamente contemporaneo: il tempo della giovinezza, con la sua capacità di attesa e di desiderio, ma anche con la consapevolezza della sua precarietà.

Giunta alla V edizione, Körper al Nuovo conferma la propria vocazione a essere non soltanto una rassegna di spettacoli, ma un luogo di incontro tra artisti, pubblico e territorio.

Portare la danza contemporanea fuori da una dimensione esclusivamente specialistica, renderla accessibile e vicina alle persone, favorire occasioni di confronto e mantenere un dialogo costante con comunità e platee differenti rappresentano infatti alcuni dei principi che guidano il lavoro di Körper – Centro Nazionale di Produzione della Danza, fondato nel 2003 per volontà e impulso di Gennaro Cimmino.

È su questa direttrice che si sviluppa il progetto Körper al Nuovo: costruire una relazione continuativa con il pubblico attraverso una proposta capace di attraversare linguaggi, generazioni e sensibilità differenti.

Le quattro serate della rassegna diventano così quattro finestre aperte sullo stato attuale delle arti coreutiche, dalla scena internazionale alla ricerca italiana, dalla produzione professionale ai percorsi dedicati ai giovani artisti.

Una pluralità di sguardi che restituisce la ricchezza della scena contemporanea e invita il pubblico a lasciarsi coinvolgere da un'arte fatta prima di tutto di presenza, relazione e movimento.

 

Körper al Nuovo 2026 - V edizione

13 ˃ 18 ottobre 2026

Teatro Nuovo Napoli - Via Montecalvario, 16

Info e prenotazioni 0814976267, botteghino@teatronuovonapoli.it

I vincitori del VI Premio “Serra-Campi Flegrei” 2026


L’emigrazione italiana del Dopoguerra, la violenza di genere, i mali dell’anima, la satira sociale, le ombre della provincia; sono i temi della sesta edizione del sesto Premio “Serra-Campi Flegrei” alla vocazione teatrale nell’arte del monologo, patrocinato dal Comune di Napoli che si è svolto lunedì 5 ottobre al Teatro Serra. Nove i finalisti selezionati tra oltre cinquanta candidati provenienti da tutta Italia e dalle maggiori Accademie del Paese per quattro riconoscimenti.

“La scelta è stata particolarmente ardua; sembrano parole di rito, ma il livello era veramente molto elevato” dice il giornalista Edgardo Bellini Presidente della Giuria Onoraria composta dalla regista e drammaturga Luisa Guarro, dalle attrici Anita Mosca e Sara Missaglia, dall’attore e produttore teatrale Andrea de Goyzueta e dal critico cinematografico Giuseppe Borrone.

Vince la sezione “Autori” Riccardo Minafra con “Il campione di nascondino” tragica vicenda di provincia ambientata nel Nord Italia, si aggiudica il concorso “Attori” Martina De Paola per l’interpretazione brillante della satira “Il risveglio” firmata da Franca Rame e Dario Fo. Entrambi si aggiudicano un premio in denaro da 500€. Premio Speciale “Artemia” che assegna un posto nel cartellone dell’omonimo centro culturale di Roma gemellato con lo spazio flegreo, a Paolo Blasio per il suo “Cenere” commedia amara che ci porta in Belgio, ai tempi dell’incidente nella miniera di Marcinelle, che costò la vita a 136 minatori italiani, del quale ricorre il settantesimo anniversario. Novità di quest’anno il Premio della Critica consegnato a Vincenzo De Matteo per il suo “A me nun me piace parlà” confessioni intime sul difficile rapporto con se stesso e gli altri, delle quali è anche autore. 

Soddisfatti i Direttori Artistici Pietro Tammaro e Mauro Palumbo per un’edizione che ha confermato la capacità dello spazio di Fuorigrotta di attirare talenti in grado di raccontare il nostro tempo con originalità e profondità: “il progetto continua a crescere – dicono – perseguendo l’obiettivo di scoprire talenti e incoraggiare la produzione di nuovi spettacoli”. Come “Confessioni sospese” di e con Solène Bresciani versione estesa del monologo in forma ridotta premiato nella sezione “Autori” della scorsa edizione, in scena da venerdì 9 a domenica 11 ottobre per il debutto della Stagione 2026/27.

I vincitori

Bolognese, Riccardo Minafra, ha studiato al Corso di alta formazione in drammaturgia ERT, di Iolanda Gazzerro e alla Scuola di Teatro Colli. Tra i suoi maestri Michele Sinisi, Federica Amatuccio, Jacopo Squizzato, Loredana Scaramella, Marcello Maietta, Romano Reggiani, Philip Radice. In teatro ha lavorato in “Variazioni autobiografiche” di Angela Demattè e Francesca Garolla e in diversi allestimenti del Collettivo bolognese T33. Altre esperienze di cinema e teatro sono state con Alessandra Cortesi, Nicol Dondio, Emanuele Montagna.

 

Ventisei anni, napoletana, Martina De Paola è laureata in Lettere Classiche e Filologia Classica all’Università “Federico II”. Ha iniziato a studiare recitazione e dizione al Teatro ZTN con cui ha partecipato a diversi allestimenti ed attualmente iscritta al primo anno della Scuola Cantieristupore di Napoli diretta da Massimo Maraviglia.

Originario di Boscorelae (NA), Paolo Blasio è attore, regista e formatore e collabora con la Compagnie napoletane Teatri 35 e Karma Arte Cultura Teatro. Stand-up comedian con il collettivo Satirarum Comedy, ha lavorato come assistente alla regia con Antonio Ruocco, nel Film Rai “La Promessa di Patrizio” e presso il centro televisivo Campania di Caserta. Insegna teatro a La Ribalta Officine MDM di Castellammare di Stabia, dopo esperienze come formatore al “Nartè” di Napoli e alla Scuola di teatro Io non ti conosco di Sant’Antonio Abate. Citiamo, tra i numerosi festival e rassegne a cui ha partecipato, il Festival International Noune De Theatre “Fquih Ben Salah” in Marocco, il “Sirio Festival” di Torre del Lago Puccini, “La festa dei folli” di Nola, il Milano Fringe Festival e il “NocciolArt” Festival Internazionale di Chivasso (TO) dove nel 2023 ha vinto come Miglior Spettacolo e Miglior Regia.

Originario di San Giorgio del Sannio (BN) Vincenzo De Matteo è attore, regista teatrale e videomaker. Collabora con il Teatro Eidos di Benevento e da freelance realizza cortometraggi e spot per il web. Laureato in Lettere Moderne all’Università di Salerno, ha mosso i suoi primi passi sulle assi nel laboratorio di Renato Carpentieri. Dopo la specializzazione in Arti e Scienze dello Spettacolo a “La Sapienza” di Roma, ha proseguito la formazione presso il centro Sperimentale di Cinema, l’Accademia di Doppiaggio e il Laboratorio di Luciano Melchionna. Ha lavorato in teatro con Angelo Sateriale, Michele Albini, Roberto D’Alessandro e la Compagnia Red Rogers. Mentre al cinema è stato diretto da Fabio Mollo, Davide Bonaduce, Carlo Prozzo, Carlo Carlei.

Teatro Serra, Via Diocleziano n.316 (80125) Napoli

Contatti: teatroserra@gmail.com, 347.8051793

giovedì 8 ottobre 2026

“Parata Zombie Napoli”, anteprima della II edizione del “Napoli Horror Festival” con attività per la sezione young, concorsi per i corti e racconti a tema

Nel 2019 oltre duecento persone, travestite da morti viventi, hanno sfilato per le strade del centro di Napoli. Una nuova “Parata Zombie”, in programma sabato 17 ottobre 2026 dalle ore 16 con partenza da Piazzetta Berlinguer, sarà organizzata dalla compagnia Le Streghe del Palco SRL e, come nel 2019 per il primo “Napoli Horror Festival”, diventerà il teaser della seconda edizione dell’iniziativa.

L’evento farà da ponte di collegamento ideale tra il cuore di Napoli e la Municipalità 10: è l’ex Base Nato di Bagnoli che, dal 20 al 22 novembre 2026, ospiterà il “Napoli Horror Festival” come parte del vasto programma di “Affabulazione”, la rassegna promossa dal Comune di Napoli e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.

Beatrice Baino, ideatrice della parata, dichiara: «Immaginate Napoli invasa dagli zombie. Immaginate tanti morti viventi a bere il caffè in piazza Trieste e Trento, a fare shopping nella Galleria Umberto I. Fantasia horror? No, realtà. Tutto questo accadrà con un evento unico. La parata, come il Festival in generale, non è solo un’iniziativa goliardica per appassionati del genere, ma un momento di riflessione sulla paura, una delle emozioni più ancestrali, comune a tutti gli esseri viventi».

La partecipazione alla parata, che da Piazzetta Berlinguer proseguirà fino alla Galleria Umberto I, attraversando via Toledo, è libera e gratuita. Molti partecipanti saranno truccati e vestiti dalla squadra di truccatori del Festival, con la collaborazione di Andrea Borgia e del suo team di Effetto Nostalgia. Coloro che si presenteranno già “trasformati” riceveranno in omaggio una maglietta del “Napoli Horror Festival”, mentre per i primi 40 che si prenoteranno sarà riservato un trucco speciale gratuito. Per partecipare, bisogna leggere il regolamento e compilare il form online o inviare scheda e liberatoria a segreteria@napolihorrorfestival.com. Tutti i dettagli saranno comunicati dall’organizzazione direttamente ai partecipanti iscritti.

Sempre per il “Napoli Horror Festival”, è possibile partecipare al concorso dedicato ai corti e all’ambito letterario e per entrambi la scadenza di partecipazione è segnata per il 31 ottobre. Il concorso “Napoli Horror Festival Corti 2026”, dedicato alle opere cinematografiche di genere horror e thriller, ha l’obiettivo di esplorare il tema della paura attraverso il linguaggio audiovisivo e di valorizzare nuovi talenti ed è possibile presentare cortometraggi di finzione, senza limitazioni di stile o linguaggio cinematografico, della durata massima di 20 minuti, titoli di coda inclusi. Sono esclusi i documentari e sono accettate opere edite e inedite in lingua italiana e in altre lingue, purché queste ultime siano corredate di sottotitoli in inglese. La premiazione si svolgerà il 21 novembre in occasione del “Napoli Horror Festival” al Parco San Laise - Ex Base Nato.

Il “Premio Letterario Napoli Horror Festival 2026” è dedicato alle opere letterarie di genere horror con l’obiettivo di esplorare il genere horror attraverso la narrativa e valorizzare nuovi talenti. Ogni autore o autrice può partecipare con un solo racconto inedito e il vincitore sarà premiato il 22 novembre durante il Napoli Horror Festival. Info su regolamenti e modalità di partecipazione: https://www.lestreghedelpalco.it/napoli-horror-festival-2026/

Infine, il festival prevede una sezione young, a cura di Magazzini di Fine Millennio, con laboratori e spettacoli teatrali a ingresso libero che si terranno all’Ex Base Nato dal 12 al 19 ottobre 2026, sempre alle ore 9:30. Per partecipare, è necessario prenotarsi inviando una mail a info@magazzifinemill.com.

Il programma completo:

 

· 12 ottobre 2026 Metronapolis, laboratorio teatrale dai 5 ai 10 anni a cura di Alessandra Petitti e Giovanna Mayer, ispirato al film cult di fantascienza “Metropolis” di Fritz Lang.

· 13 ottobre 2026 Filtri, pozioni e magie teatrali, laboratorio teatrale dai 5 ai 10 anni a cura di Alessandra Petitti e Giovanna Mayer, per inventare e drammatizzare scene teatrali ispirate al concetto di trasformazione magica.

· 14 ottobre 2026 The dark frequencies, laboratorio di musica elettronica dai 13 ai 18 anni, a cura di Antonella Bianco e Davide Famularo che esplora le atmosfere del genere horror/sci-fi con performance finale.

· 15 ottobre 2026 Di topi parlanti e altre creature misteriose, spettacolo teatrale per bambini ispirato a racconti popolari campani, da Basile e a Imbriani, scritto, interpretato e diretto da Fioravante Rea con Ciro Formisano, a cura di Magazzini di fine millennio.

· 16 ottobre 2026 Il viaggio delle maschere, adattamento da “La storia di tutte le storie” di Gianni Rodari, regia Michele Monetta, con Paola Maddalena, Giulia Menna, Maurizio Parlati, Federico Rossi, Crispino Truglio a cura di Magazzini di fine millennio.

· 19 ottobre 2026 Play it again, laboratorio teatrale e di sonorizzazione dal vivo dai 5 ai 10 anni, a cura di Marco Schiavoni e Alessandra Petitti. I bambini con strumenti e oggetti realizzeranno la colonna sonora di scene dei film cult della fantascienza internazionale.