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giovedì 8 ottobre 2026

“Parata Zombie Napoli”, anteprima della II edizione del “Napoli Horror Festival” con attività per la sezione young, concorsi per i corti e racconti a tema

Nel 2019 oltre duecento persone, travestite da morti viventi, hanno sfilato per le strade del centro di Napoli. Una nuova “Parata Zombie”, in programma sabato 17 ottobre 2026 dalle ore 16 con partenza da Piazzetta Berlinguer, sarà organizzata dalla compagnia Le Streghe del Palco SRL e, come nel 2019 per il primo “Napoli Horror Festival”, diventerà il teaser della seconda edizione dell’iniziativa.

L’evento farà da ponte di collegamento ideale tra il cuore di Napoli e la Municipalità 10: è l’ex Base Nato di Bagnoli che, dal 20 al 22 novembre 2026, ospiterà il “Napoli Horror Festival” come parte del vasto programma di “Affabulazione”, la rassegna promossa dal Comune di Napoli e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.

Beatrice Baino, ideatrice della parata, dichiara: «Immaginate Napoli invasa dagli zombie. Immaginate tanti morti viventi a bere il caffè in piazza Trieste e Trento, a fare shopping nella Galleria Umberto I. Fantasia horror? No, realtà. Tutto questo accadrà con un evento unico. La parata, come il Festival in generale, non è solo un’iniziativa goliardica per appassionati del genere, ma un momento di riflessione sulla paura, una delle emozioni più ancestrali, comune a tutti gli esseri viventi».

La partecipazione alla parata, che da Piazzetta Berlinguer proseguirà fino alla Galleria Umberto I, attraversando via Toledo, è libera e gratuita. Molti partecipanti saranno truccati e vestiti dalla squadra di truccatori del Festival, con la collaborazione di Andrea Borgia e del suo team di Effetto Nostalgia. Coloro che si presenteranno già “trasformati” riceveranno in omaggio una maglietta del “Napoli Horror Festival”, mentre per i primi 40 che si prenoteranno sarà riservato un trucco speciale gratuito. Per partecipare, bisogna leggere il regolamento e compilare il form online o inviare scheda e liberatoria a segreteria@napolihorrorfestival.com. Tutti i dettagli saranno comunicati dall’organizzazione direttamente ai partecipanti iscritti.

Sempre per il “Napoli Horror Festival”, è possibile partecipare al concorso dedicato ai corti e all’ambito letterario e per entrambi la scadenza di partecipazione è segnata per il 31 ottobre. Il concorso “Napoli Horror Festival Corti 2026”, dedicato alle opere cinematografiche di genere horror e thriller, ha l’obiettivo di esplorare il tema della paura attraverso il linguaggio audiovisivo e di valorizzare nuovi talenti ed è possibile presentare cortometraggi di finzione, senza limitazioni di stile o linguaggio cinematografico, della durata massima di 20 minuti, titoli di coda inclusi. Sono esclusi i documentari e sono accettate opere edite e inedite in lingua italiana e in altre lingue, purché queste ultime siano corredate di sottotitoli in inglese. La premiazione si svolgerà il 21 novembre in occasione del “Napoli Horror Festival” al Parco San Laise - Ex Base Nato.

Il “Premio Letterario Napoli Horror Festival 2026” è dedicato alle opere letterarie di genere horror con l’obiettivo di esplorare il genere horror attraverso la narrativa e valorizzare nuovi talenti. Ogni autore o autrice può partecipare con un solo racconto inedito e il vincitore sarà premiato il 22 novembre durante il Napoli Horror Festival. Info su regolamenti e modalità di partecipazione: https://www.lestreghedelpalco.it/napoli-horror-festival-2026/

Infine, il festival prevede una sezione young, a cura di Magazzini di Fine Millennio, con laboratori e spettacoli teatrali a ingresso libero che si terranno all’Ex Base Nato dal 12 al 19 ottobre 2026, sempre alle ore 9:30. Per partecipare, è necessario prenotarsi inviando una mail a info@magazzifinemill.com.

Il programma completo:

 

· 12 ottobre 2026 Metronapolis, laboratorio teatrale dai 5 ai 10 anni a cura di Alessandra Petitti e Giovanna Mayer, ispirato al film cult di fantascienza “Metropolis” di Fritz Lang.

· 13 ottobre 2026 Filtri, pozioni e magie teatrali, laboratorio teatrale dai 5 ai 10 anni a cura di Alessandra Petitti e Giovanna Mayer, per inventare e drammatizzare scene teatrali ispirate al concetto di trasformazione magica.

· 14 ottobre 2026 The dark frequencies, laboratorio di musica elettronica dai 13 ai 18 anni, a cura di Antonella Bianco e Davide Famularo che esplora le atmosfere del genere horror/sci-fi con performance finale.

· 15 ottobre 2026 Di topi parlanti e altre creature misteriose, spettacolo teatrale per bambini ispirato a racconti popolari campani, da Basile e a Imbriani, scritto, interpretato e diretto da Fioravante Rea con Ciro Formisano, a cura di Magazzini di fine millennio.

· 16 ottobre 2026 Il viaggio delle maschere, adattamento da “La storia di tutte le storie” di Gianni Rodari, regia Michele Monetta, con Paola Maddalena, Giulia Menna, Maurizio Parlati, Federico Rossi, Crispino Truglio a cura di Magazzini di fine millennio.

· 19 ottobre 2026 Play it again, laboratorio teatrale e di sonorizzazione dal vivo dai 5 ai 10 anni, a cura di Marco Schiavoni e Alessandra Petitti. I bambini con strumenti e oggetti realizzeranno la colonna sonora di scene dei film cult della fantascienza internazionale.

Peace School «Mario Paciolla», definito il programma, al Maschio Angioino 4 giorni con chi lavora per la Pace tra Mediterraneo, Palestina e Ucraina

Dal 14 al 17 ottobre 2026 la II edizione del corso promosso dall'Università di Napoli L'Orientale e dal Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. In apertura i saluti istituzionali e il Premio Mario Paciolla, in chiusura una tavola rotonda sulla sicurezza nelle professioni della Pace con i genitori di Mario.

Operatori di ONG attive nel Mediterraneo e nelle aree di crisi, giuristi, ricercatori e giornalisti guideranno la seconda edizione della Peace School «Mario Paciolla», il corso gratuito di orientamento alle professioni della Pace. Lo promuovono l'Università di Napoli L'Orientale e l'Associazione Cinema e Diritti, fondatrice del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Gli incontri si terranno da mercoledì 14 a sabato 17 ottobre 2026 nell'Aula G. Galasso della Società Napoletana di Storia Patria, al Castel Nuovo. Il calendario prevede una giornata inaugurale e tre giornate tematiche. Il giovedì è dedicato a diritto internazionale, Palestina e Mediterraneo, il venerdì a Balcani, Mediterraneo, Africa e Italia, il sabato a Palestina, Israele, Siria, Ucraina e Mediterraneo.

Mercoledì la registrazione di ospiti e corsisti è fissata alle 8.30. Ai saluti delle 9 prenderanno la parola Renata De Lorenzo per la Società Napoletana di Storia Patria, Roberto Tottoli per L'Orientale e Valerio Di Pietro per il Comune di Napoli. Seguiranno Roberto Savio per Upeace Roma, Carla Masi per l'Università degli Studi di Napoli Federico II, Anna Schoenenberger per l'Ambasciata di Svizzera e Riccardo Noury per Amnesty International Italia. Interverranno inoltre Giuseppe Barone per il CSC Danilo Dolci, Teresa Masciopinto per la Fondazione Finanza Etica, Simone Campora per il Comitato Giustizia per Mario Paciolla e Anna e Pino Paciolla, genitori di Mario.

Alle 10.20 Maurizio Del Bufalo, del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, e Chiara Ghidini dell'Orientale presenteranno l'edizione 2026. Alle 10.35 è in programma il Premio Mario Paciolla, con Andrea Pezzè dell'Orientale e Gennaro Carotenuto di Unicampania. Contribuiranno anche Maria Alessandra Giovannini e Adele del Guercio, entrambe dell'Orientale, e Valentina Ripa dell'Università degli Studi di Salerno. In tarda mattinata Vito Fiacco curerà un ricordo di Mario Paciolla, prima del collegamento delle 12 con Guido Cenni di Peace Brigades International. Alle 13.30 è la volta di Tina Marinari di Amnesty International Italia. Alle 14.30 si proietta «Sergio» di Greg Barker (Usa, 2020), dedicato al diplomatico delle Nazioni Unite Sergio Vieira de Mello.

Giovedì 15 ottobre 2026 tocca a Luigi Marini, giurista e già magistrato, aprire i lavori alle 9.30. Alle 10.15 interviene Luciano Scalettari della nave RESQ e alle 11.15 Cecilia De Luca di Assopace Palestina. Il pomeriggio comincia alle 13.30 con il collegamento con Pietro de Perini dell'Università di Padova. Alle 14.15 segue il laboratorio di Un Ponte Per, coordinato da Angelica Romano e Angela Mona in collaborazione con il Festival del Cinema dei Diritti Umani. La giornata si chiude alle 17 con la proiezione di «Non è un Paese per neri» (Italia, 2010).

Venerdì 16 ottobre 2026 la mattinata parte alle 9.30 con Simonetta Gola di Emergency. Alle 10.30 interviene Marta Iannotta di SOS Mediterranee. Alle 11.30 è la volta di Francesco Cibati di Linea d'Ombra e Chiara Martini del Collettivo Rotte Balcaniche, alle 12.30 di Giuseppe Giulietti di Articolo 21. Alle 14 Sofia Giannotti coordinerà il laboratorio di Medici senza frontiere. Alle 17 è prevista la proiezione di «The negotiators. How to make peace» di R. Bayn (2023).

Sabato 17 ottobre 2026 si comincia alle 9 con Valeria Saggiomo dell'Orientale. Alle 9.30 interviene Daniela Bezzi del Centro Studi Sereno Regis, alle 10.30 Anna Cervi di IAI – Mediatori di Pace e alle 11.30 Yasmine Accardo di Memoria Mediterranea. Alle 11.50 parla Giovanna di Operazione Colomba. Alle 15 si tiene la tavola rotonda finale «La sicurezza nelle professioni della Pace», moderata da Loris Marotti della Federico II. Vi partecipano Simone Ferrari dell'Università di Berna, il senatore Marco Lombardo, Anna Cervi e Anna e Pino Paciolla. Conclusioni e saluti sono previsti alle 17.

La Scuola è intitolata a Mario Paciolla, cooperante napoletano ed ex studente dell'Orientale. Paciolla è morto in Colombia nel luglio 2020 mentre prestava servizio in una missione di Pace delle Nazioni Unite. Partner scientifico del progetto è l'Università per la Pace delle Nazioni Unite. I promotori chiedono la riapertura delle indagini sulla morte di Mario Paciolla, ancora circondata da dubbi inquietanti.

Il programma completo è consultabile su www.cinenapolidiritti.it, www.unior.it e cesal.unior.it/it/peace-school-mario-paciolla

Pompei aderisce alla Giornata della Meraviglia. La Casina dell’Aquila si illumina di amaranto domenica 11 ottobre 2026

Il Parco Archeologico di Pompei aderisce alla Giornata della Meraviglia “per i Bimbi della guerra”, in programma domenica 11 ottobre 2026, con un gesto simbolico dedicato alla pace e alla sensibilizzazione sulle difficoltà vissute dai bambini coinvolti nei conflitti.

Per l’occasione, nella serata dell’11 ottobre 2026, la facciata della Casina dell’Aquila sarà illuminata di amaranto, il colore scelto per rappresentare la Giornata della Meraviglia. L’edificio tardo-settecentesco, situato nel cuore dell’area archeologica di Pompei e visibile dalla strada pubblica, diventerà così uno dei luoghi della Cultura “testimonial” dell’iniziativa in favore dell’infanzia.

La Giornata della Meraviglia, promossa dall’associazione “Per far Sorridere il Cielo” – Claun il Pimpa – Odv, in collaborazione con numerose associazioni italiane ed estere che condividono il medesimo obiettivo, nasce come occasione di riflessione sulla realtà dei bambini colpiti dalla guerra e sulle conseguenze che i conflitti continuano ad avere sulle loro vite.

Ogni bambino – è la riflessione che ha ispirato l’iniziativa – dovrebbe poter godere del dono grande della Meraviglia, così da crescere esercitando la propria curiosità ed esprimendo la propria fantasia. Tutto questo, purtroppo, è negato ai bimbi che vivono la guerra, che spesso hanno come loro unico orizzonte le macerie dei conflitti. Tener viva la Meraviglia del Bambino fa sì che egli possa andare “oltre le macerie”, così da immaginare un mondo diverso, alternativo alla desolazione e alla distruzione che quotidianamente lo circondano.

L’iniziativa punta, pertanto, a diffondere una “cultura della Meraviglia” come strumento di crescita, speranza e costruzione della pace, racchiusa nel messaggio: «Un bimbo a cui regali Meraviglia, sarà portatore sano di Pace».

Il percorso di sensibilizzazione coinvolge Comuni, biblioteche, scuole, associazioni del Terzo settore e numerose realtà del territorio. Con la partecipazione alla Giornata della Meraviglia, il Parco Archeologico di Pompei si unisce così a una mobilitazione nazionale che utilizza il linguaggio universale della cultura e dei simboli per ribadire un messaggio di pace, speranza e attenzione verso le nuove generazioni.

L’illuminazione della Casina dell’Aquila trasformerà per una sera la facciata dello storico edificio in un segno visibile di adesione all’iniziativa, richiamando l’attenzione sul diritto dei bambini a vivere un’infanzia libera dalla violenza e dalla guerra.

23-24 ottobre 2026, GLI INFINITI MONDI DI MOZART, DALLE DIVERSITÀ ALLA PACE, V EDIZIONE, Direzione artistica ANDREA NOFERINI

I grandi talenti del Mozarteum di Salisburgo e l'Orchestra Sinfonica "Aldo Ciccolini", diretta dal M° Massimo Testa e dal M° Stefano Sovrani, insieme per una due giorni di straordinaria musica e dialogo interculturale.

Venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026 alle 18.30 nel Duomo di Nola torna "Gli infiniti mondi di Mozart, dalle diversità alla pace", che giunge quest'anno alla sua quinta edizione e si presenta come uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama concertistico campano.

Il progetto, nato nel 2022 e promosso dalla Fondazione Aristide La Rocca ETS e dall'Associazione Aldo Ciccolini, rinnova la prestigiosa sinergia culturale e artistica con il Mozarteum di Salisburgo, portando a Nola giovanissimi virtuosi di livello mondiale e docenti di fama internazionale. Ad accompagnare i solisti nelle due serate sarà la compagine sinfonica della Nola Symphony Orchestra "Aldo Ciccolini".

La prima serata di venerdì 23 ottobre 2026 vedrà l'orchestra guidata dal Maestro Massimo Testa, recentemente eletto Direttore del Conservatorio "Domenico Cimarosa" di Avellino, e vedrà protagonisti tre straordinari allievi del Leopold Mozart Institute di Salisburgo, sezione del Mozarteum fondata e guidata dal Prof. Weber e dedicata alla valorizzazione dei talenti under 15. Si esibiranno Alexander Umundum, già ammirato dal pubblico nolano per la sua versatilità, nella veste di virtuoso di flautino barocco con il Concerto per flauto dolce, violino e orchestra (Harrach) di Georg Philipp Telemann e il celebre Concerto in Sol maggiore per flautino e orchestra di Antonio Vivaldi; Hansine Pellböck, la quindicenne violinista svedese-norvegese che debutterà a Nola interpretando una delle pagine più intense della letteratura mozartiana, il Concerto per violino e orchestra K. 219 in La maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart e Freddy Wu, il giovanissimo pianista di origine cinese già applaudito lo scorso anno a Nola, che chiuderà la serata con l'esecuzione del passionale Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 op. 25 in Sol minore di Felix Mendelssohn.

La seconda serata di sabato 24 ottobre 2026 vedrà la Nola Symphony Orchestra "Aldo Ciccolini" diretta dal Maestro Stefano Sovrani per l'evento clou del weekend, che si aprirà con una delle vette assolute del repertorio pianistico: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 24 in Do minore K. 491 (1786) di Wolfgang Amadeus Mozart articolato nei tre movimenti Allegro, Larghetto e Allegretto. A interpretarlo sarà la pianista Ji-Hye Jung, artista coreana ben nota e amata dal pubblico nolano, docente al Mozarteum di Salisburgo e già vincitrice del prestigioso Premio Mozart a Salisburgo nel 2010. La serata proseguirà poi vedendo protagonista il celebre violoncellista Andrea Noferini, che eseguirà in prima assoluta l'opera "Norge - Tre Movimenti Per Violoncello E Orchestra (2026)", articolata nei tre movimenti Largo, Andante e Deciso e composta da Don Domenico De Risi nel centenario della trasvolata polare del dirigibile Norge al comando del Generale Umberto Nobile.

I PROTAGONISTI:

Alexander Umundum: pluripremiato flautista austriaco, considerato uno dei più grandi talenti precoci della sua generazione nel campo del flauto dolce. Ammesso giovanissimo al PreCollege dell'Università Mozarteum di Salisburgo, ha ottenuto risonanza internazionale trionfando in importanti competizioni. Tra i suoi successi principali spiccano i primi premi assoluti agli Open Recorder Days Amsterdam (sia nel 2023 come miglior interprete del festival, sia nel 2026 nella categoria ensemble) e la medaglia d'oro al concorso austriaco Prima la musica 2025. È noto per la sua straordinaria versatilità, che spazia dal repertorio classico alla musica contemporanea con elettronica dal vivo, oltre a esibirsi regolarmente in formazioni cameristiche insieme ai fratelli nel Trio Alseto.

Hansine Pellbäck: pluripremiata violinista svedese-norvegese, considerata un prodigio della musica classica contemporanea. Formatasi alla prestigiosa Lilla Akademien di Stoccolma, ha raggiunto la notorietà internazionale come finalista del concorso Polstjärnepriset 2026 e vincitrice del Danderyds Kulturstipendium. Nota per la sua eccezionale maturità espressiva, si esibisce sia come solista nei maggiori festival europei (tra cui l'Usedomer Musikfestival), sia in ambito cameristico con i fratelli nel progetto Pellbäck Sibling.

Freddy Wu: pianista prodigio austriaco, considerato tra i più brillanti talenti musicali della sua generazione. Studente del programma Pre-College dell'Università Mozarteum di Salisburgo sotto la guida di Andreas Weber, ha ottenuto la consacrazione nazionale al prestigioso concorso Prima la musica 2026, vincendo il titolo di campione regionale e il 1° Premio nazionale con il punteggio perfetto di 100/100. Si esibisce regolarmente su importanti palcoscenici europei, inclusi festival internazionali come Young Classic Europe e i concerti nel rinomato Bösendorfer Salon di Vienna, interpretando capolavori virtuosistici che spaziano da Mozart a Chopin.

Nola Symphony Orchestra "Aldo Ciccolini" (o Nola Chamber Orchestra): è un'orchestra giovanile e territoriale nata all'interno delle iniziative del Liceo Musicale Albertini, diretto per vent'anni dalla Prof.ssa Amelia La Rocca, e della Fondazione Aristide La Rocca è dedicata alla memoria del celebre pianista partenopeo Aldo Ciccolini, legato da amicizia trentennale ad Amelia La Rocca. L'ensemble ha l'obiettivo di valorizzare i giovani talenti musicali della Campania offrendo loro formazione e sbocchi professionali. Collabora stabilmente in ambito internazionale, in particolare attraverso gemellaggi con il Mozarteum di Salisburgo ed è protagonista di importanti rassegne e festival di musica classica e operistica del territorio nolano.

Ji-Hye Jung: è una pianista sudcoreana di fama internazionale, apprezzata per la straordinaria sensibilità interpretativa e il rigore tecnico. Formatasi nei più prestigiosi istituti musicali, si è affermata sulla scena internazionale vincendo nel 2010 il celebre Premio Mozart a Salisburgo, riconoscimento che ne ha consacrato il talento e il profondo legame con il repertorio classico. Docente presso il prestigioso Mozarteum di Salisburgo, affianca all'attività didattica un'intensa carriera concertistica che la vede protagonista come solista e in contesti cameristici nei principali festival e teatri europei e asiatici.

Andrea Noferini: è un violoncellista italiano di fama internazionale, appartenente alla più prestigiosa famiglia in ambito musicale, noto per la sua raffinata cavata e la profonda versatilità interpretativa. Occupa il ruolo di Primo Violoncello solista dell'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma dal 1991, ha collaborato con le più prestigiose istituzioni musicali e si è esibito come solista e camerista nei principali festival e teatri in Italia e all'estero. Vincitore di importanti concorsi nazionali e internazionali, affianca all'intensa attività concertistica una costante passione per la didattica, tenendo corsi di perfezionamento e masterclass in tutto il mondo, oltre alla promozione del repertorio contemporaneo in prime esecuzioni assolute.

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO E CONTATTI

Luogo: Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo di Nola), Piazza Duomo - Nola (NA)

Date: Venerdì 23 e Sabato 24 Ottobre 2026, ore 18.30

Ingresso: Libero fino ad esaurimento posti

Segreteria Organizzativa: Dott.ssa Grazia Genovese – Fondazione Aristide La Rocca ETS / Associazione Aldo Ciccolini

E-mail: ticketmozart25@gmail.com

Telefono: 3208430683

PRESENTATO ALL'UNIONE INDUSTRIALI NAPOLI IL PROGETTO SMART AMBULANCE

Video, ECG e parametri vitali viaggiano in tempo reale verso gli specialisti: ogni minuto guadagnato può fare la differenza tra la vita e la morte.

LA NUOVA MEDICINA DI EMERGENZA L’AMBULANZA DIVENTA IL PRIMO REPARTO MOBILE DELL’OSPEDALE GRAZIE ALLA TECNOLOGIA 5G.

L’ambulanza non è più soltanto un mezzo di soccorso. Con il progetto Smart Ambulance, grazie alla connettività ultraveloce e alla bassissima latenza della rete 5G di TIM, diventa il primo reparto mobile dell’ospedale che porta le competenze degli specialisti direttamente sul luogo dell’emergenza.

Se ne è parlato l'8 ottobre 2026 all’Unione Industriali di Napoli durante la conferenza stampa di presentazione del progetto a cura di Bourelly Group in partnership con CoRiTeL– Consorzio di Ricerca sulle Telecomunicazioni, TIM Enterprise e con il patrocinio dell’Unione Industriali Napoli.

Erano presenti Vittorio Genna Presidente Unione Industriali Napoli, Guido Bourelly Amministratore Unico Bourelly Health Service, Nicolino Esposito Direttore Scientifico Bourelly Health Service, Alessandro Pane Presidente CoRiTeL, Francesco D’Angelo SVP Central & Local Government Market TIM Enterprise.

L’appuntamento si è aperto con i saluti di Vittorio Genna, Presidente Unione Industriali Napoli; subito dopo ha preso la parola Guido Bourelly, Amministratore Unico Bourelly Health Service che ha spiegato il funzionamento della Smart Ambulance: “Il progetto “Smart Ambulance” punta a sviluppare un ecosistema sanitario digitale, nel quale ambulanza, centrale operativa, medico, ospedale e territorio siano costantemente collegati. Attraverso sistemi di connettività ad alte prestazioni, è possibile trasmettere in tempo reale dati e informazioni cliniche quali ECG, parametri vitali, immagini diagnostiche, monitoraggio multiparametrico e flussi video ad alta definizione. In questa prospettiva il mezzo di soccorso diventa un vero punto sanitario mobile della rete territoriale. La prospettiva industriale è quella di integrare competenze sanitarie e tecnologiche italiane con grandi operatori delle telecomunicazioni e dell’innovazione, sviluppando un modello esportabile anche sui mercati internazionali. Con Smart Ambulance si ha una chiara evidenza dell’importanza di fare sistema. L'integrazione tra conoscenza operativa di un'impresa del territorio, ricerca applicata di un consorzio e potenza infrastrutturale di grandi partner tecnologici, promossa con un impegno puntuale dell’Unione Industriali Napoli, è il presupposto per la nascita di piattaforme tecnologiche complesse e competitive”.

 

Nell’emergenza sanitaria il tempo è spesso il fattore decisivo, come ha affermato il Dott. Nicolino Esposito, Direttore Scientifico Bourelly Health Service: “In Italia si calcolano circa 18,27 milioni di accessi ai Pronto Soccorso ogni anno, di cui il 68% sono codici bianchi e verdi. La spesa totale per il Pronto Soccorso è stimata in circa € 3,5 miliardi di euro e il costo medio per accesso è di circa 192 euro con un'attesa media per ricovero di circa 31 ore (1)”. Inoltre, ha aggiunto Esposito, “Dal XIV Congresso Nazionale Simeu(2) di Napoli emerge che 9 strutture di Pronto Soccorso su 10 oggi risultano sottorganico. Solo l’11% infatti dichiara di avere personale adeguato; l’89% deve ricorrere a soluzioni tampone per coprire i turni, tra medici gettonisti, prestazioni aggiuntive e contratti libero-professionali".

 

 
La tecnologia nel dettaglio
L’elevata tecnologia quindi consente di abbattere i tempi e di effettuare:

· Teleconsulto in tempo reale: comunicazione video Full HD tra l’équipe a bordo e il medico da remoto, con telecamera interna e bodycam per una vista ravvicinata della scena.

· Diagnosi che parte prima dell’arrivo in ospedale: ECG, parametri vitali e biomarkers rilevati a bordo, come la troponina, sono visibili subito agli specialisti, con il supporto di analisi in corso, come lo screening neurologico FAST per l’ictus e l'eco fast bed side per la valutazione rapida del cuore, polmoni e organi addominali.

· Cartella clinica integrata (FSE): le informazioni del paziente, dove disponibili, sono consultabili nello stesso ambiente digitale dei dati raccolti durante l’intervento.

· Assistente AI a supporto del medico: un avatar basato su intelligenza artificiale aiuta a consultare i dati, sintetizzare il contesto e predisporre il report, sempre sotto il controllo del professionista sanitario.

· Report e passaggio di consegne: al termine dell’intervento il sistema produce una sintesi che il medico può rivedere e correggere prima dell’archiviazione, garantendo continuità informativa tra ambulanza e ospedale.

 

“Il progetto Smart Ambulance – ha dichiarato Alessandro Pane, Presidente CoRiTel - nasce in ambito CoRiTel, un ecosistema di open innovation che promuove la collaborazione tra mondo industriale e accademico, coinvolgendo importanti realtà del settore delle telecomunicazioni e della sanità digitale, quali Ericsson e Medinet, insieme a due prestigiose istituzioni accademiche, l’Università di Salerno e il Politecnico di Milano. Questo modello di cooperazione rappresenta un esempio concreto di trasferimento tecnologico, in cui competenze scientifiche, ricerca applicata e know-how industriale convergono per trasformare l’innovazione in soluzioni ad alto impatto per la società. La soluzione Smart Ambulance integra tecnologie di Intelligenza Artificiale, Machine Learning e connettività 5G. Riteniamo che questo approccio innovativo possa contribuire in modo significativo al miglioramento della qualità e dell’efficienza dei servizi sanitari, dimostrando come l’open innovation e il trasferimento tecnologico possano accelerare l’adozione di tecnologie avanzate e generare benefici concreti per il sistema sanitario e per i cittadini.”

 

“Il progetto Smart Ambulance trasforma l’ambulanza in un nodo intelligente del sistema sanitario, capace di trasmettere dati, attivare competenze specialistiche già durante il soccorso e anticipare la presa in carico del paziente” – ha concluso Francesco D’Angelo, SVP of Central & Local Government Market di TIM Enterprise. Grazie alla rete 5G, edge, cloud e intelligenza artificiale, il mezzo sarà in grado di collegare in tempo reale la centrale operativa, specialisti e ospedale. Governo dei dati, continuità del servizio e sovranità digitale assicurano affidabilità e controllo, rendendo il soccorso più rapido, a supporto del sistema sanitario. Un modello che apre la strada a ‘digital twin’ applicati ai servizi sanitari che integra paziente, mezzo, centrale, strutture e dati lungo l’intero percorso di cura. Nell’emergenza, il valore dell’innovazione si misura nel tempo guadagnato: quello che, in alcuni casi, può fare la differenza”.

Alla Fondazione Eduardo De Filippo, Palazzo Scarpetta Napoli, la mostra "I confini del mio mondo sono io (Luca - De Filippo 1948 - 2015)", a cura di Maria Procino e Serena Schioppa

In mostra un percorso tra teatro, cinema e televisione per ripercorrere la storia artistica di un interprete e regista, che ha fatto della scena una scelta di vita.

Ci sono artisti che continuano a vivere nella memoria non soltanto attraverso i personaggi che hanno interpretato, ma attraverso il modo in cui hanno “abitato” il proprio mestiere. Luca De Filippo appartiene a questa categoria. Ed è a lui che la Fondazione Eduardo De Filippo dedica la mostra I confini del mio mondo sono io. Luca De Filippo 1948 –2015, a cura di Maria Procino e Serena Schioppa, da giovedì 8 ottobre a venerdì 13 novembre 2026, a Palazzo Scarpetta di Napoli, sede della Fondazione.

L’esposizione nasce con l’intento di restituire la complessità di un artista che il pubblico ha conosciuto e amato in molte forme diverse: dall’indimenticabile Nennillo di Natale in casa Cupiello agli innumerevoli ruoli affrontati nel corso della sua carriera, fino all’attività di regista e alla guida della propria compagnia teatrale.

La sua presenza sulla scena, al cinema e in televisione ha attraversato decenni di spettacolo italiano, costruendo un percorso personale profondamente legato alla grande tradizione teatrale napoletana e, allo stesso tempo, aperto alla drammaturgia italiana e internazionale.

Il titolo della mostra richiama una dimensione profondamente personale del rapporto di Luca con il proprio lavoro: il teatro come spazio di libertà e insieme di responsabilità, luogo nel quale l’attore è chiamato quotidianamente a misurarsi con sé stesso, con il testo, con gli altri interpreti e soprattutto con il pubblico.

La mostra intende raccontare proprio questo rapporto, seguendo gli snodi fondamentali della sua storia artistica e mettendo in luce la serietà e la leggerezza con cui Luca De Filippo ha affrontato il teatro e, più in generale, l’arte come parte essenziale della vita.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso una selezione di manifesti, locandine, fotografie, oggetti e costumi, materiali capaci di restituire le diverse stagioni della sua carriera e di accompagnare il visitatore dentro una vicenda artistica iniziata molto presto.

A poco più di dieci anni dalla sua scomparsa, I confini del mio mondo sono io propone dunque un incontro con un artista che continua a essere ricordato con emozione ed empatia da chi lo ha conosciuto, da chi lo ha visto recitare e da chi ne ha seguito il percorso attraverso il cinema e la televisione.

Palazzo Scarpetta diventa così il luogo di un nuovo incontro con Luca De Filippo, attraverso le tracce concrete della sua storia artistica e attraverso la sua stessa voce. Un'occasione per chi lo ha amato di ritrovarlo e per chi non lo ha conosciuto di scoprirne il lavoro, la curiosità, la disciplina e quella particolare capacità di tenere insieme, sul palcoscenico e nella vita, serietà e leggerezza.

I confini del mio mondo sono io, 8 ottobre > 13 novembre 2026

Palazzo Scarpetta - Via Vittorio Colonna 4, Napoli, ingresso gratuito

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 14.00

Per apertura straordinaria pomeridiana e gruppi 0812189577, info@fondazionedefilippo.it

Il percorso artistico e umano di Arturo Vermi arriva sul grande schermo

Il 21 ottobre 2026 alle ore 21, la Sala Picasso del Teatro Binario 7 di Monza ospiterà la prima assoluta di “Caro Arturo. Dal segno alla felicità”, il film-documentario che ne ripercorre la vita, l'opera e le relazioni nella Milano degli anni Sessanta.



Prodotto dall'Archivio Arturo Vermi e da LeoGalleries, in collaborazione con Alessandro Mondini e l'Accademia SantaGiulia e con la regia di Daniele Riva, il lungometraggio restituisce un racconto intimo e corale.



Il documentario si arricchisce dell’ultima e struggente testimonianza di Anna Rizzo Vermi, storica compagna dell’artista, recentemente scomparsa. Il suo racconto prende forma tra immagini di repertorio, scorci della casa-studio e interventi critici.



Un ricordo sentito ma anche un invito a riaccendere i riflettori su un artista che merita di essere visto nella giusta prospettiva storica, affinché il suo lavoro sia letto in rapporto diretto con i coevi compagni di strada: artisti, critici, galleristi.

Ora, a pochi mesi dalla scomparsa di Anna, la compagna di vita di Arturo, il documentario viene proiettato il 21 ottobre, alle ore 21 .00, nella Sala Picasso, al Teatro Binario 7 di Monza.



Un’occasione per avvicinarsi all’opera di Vermi, alla Milano degli anni Sessanta, all’evoluzione del segno minimale, fino alla virata intimistica della maturità verso qualcosa che aspira al trascendente.

Nel corso della serata interverranno Simona Bartolena, curatrice dell’Archivio Arturo Vermi, Alessandro Mondini, che ha collaborato allo sviluppo e alla realizzazione del progetto, e il regista Daniele Riva.



Media contact: Francesco Gattuso +39 3356786974 presspartnerscommunication



PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

LEOGALLERIES / T+39 0395960835 info@leogalleries.it  

- via de Gradi 1 0 I -20900 Monza



 

SINOSSI

«Molte persone, ancora oggi, trovano difficile la lettura delle sue opere. Figurati allora, sessantacinque anni fa». Con queste parole, Anna Rizzo Vermi comincia a parlare di suo marito Arturo, «il Vermi» per tutti gli altri: è lui il protagonista di questo racconto, con il suo lavoro, la sua vicenda umana e il suo legame con una stagione artistica del secondo Novecento italiano quasi leggendaria. Eppure Arturo Vermi non è entrato nell’immaginario collettivo, rimanendo inspiegabilmente ai margini della scena.



Caro Arturo. Dal segno alla felicità è un docufilm dedicato ad Arturo Vermi (Bergamo, 1 928 – Paderno d’Adda, 1 988), artista da riscoprire, che nasce come progetto narrativo di tesi di laurea, su proposta dell’Associazione Arturo Vermi e di LeoGalleries grazie alla preziosa testimonianza di sua moglie, Anna Rizzo Vermi, presenza discreta e appassionata nella vita del marito.

 È lei — accanto a Simona Bartolena, Matteo Galbiati, Flaminio Gualdoni ed Ettore Bossi — a ricostruire un profilo completo, intimo e pubblico. Il film infatti ripercorre la vita e l’opera dell’artista, dalla poetica del segno alle radicali e visionarie proposte di felicità.



Dopo il licenziamento dalla Pirelli, per la quale era stato operaio, manovale e uomo di fatica, aveva aperto il suo studio alle “Botteghe” di Sesto San Giovanni, piccolo locale di appena sedici metri quadrati, accanto al quale lavoravano gli amici Marco Carnà, Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani. Frequentava la Brera del Bar Giamaica e del Geni’s Bar, dove ogni sera si beveva, fumava e parlava di pittura. Insieme ad Agostino Ferrari, Ugo La Pietra, Ettore Sordini e Angelo Verga, nel 1 962 aveva fondato il Gruppo del Cenobio. Un sodalizio la cui memoria oscilla tra leggenda e oblio, per merito e causa della sua intensità innovativa e della brevità della sua esistenza. 



Diari, Paesaggi, Presenze e Marine erano i titoli dei suoi quadri. Era la stagione del segno e della postinformalità. In America si cominciava a parlare di un’arte senza storie ed emozioni, ma Vermi nel frattempo continuava a raccontare e raccontarsi. Inserti, Uscite, Approdi ed Esodi, ogni opera accompagnava “verso un oltre a cui ambire”. Poi arrivarono il Sessantotto, le bombe, gli scioperi, la violenza. Milano divenne invivibile, il mondo si fece duale: bene e male, felicità e infelicità. Arturo scelse la felicità. Si trasferì in Brianza e iniziò a dipingere la Luna, suscitando perplessità e allontanandosi dal mercato che invece reclamava i Diari. Fu messo da parte, quasi esiliato. Ma proprio lì, lontano dai riflettori, «quel matto che proponeva la felicità» poté fare ciò che voleva. Con Anna pubblicò L’Azzurro, una rivista di sole notizie belle; dichiarò il Disimpegno – «facciamo soltanto ciò che ci rende felici» – e diede vita a opere uniche: Annologio, Com’era bella la Terra, le Rose e le Om.



Una volta, intervistato dalla Rai, nel suo studio milanese di via Solferino, mostrò alle telecamere qualche dipinto,

fra quelli più noti e richiesti. «Ma lo sa che, a pensarci bene, quelle cose lì le saprei fare anch’io?», commentò il giornalista. «Sì è vero, ma lei le saprebbe vendere?» rispose il Vermi.