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giovedì 19 marzo 2026

ICOM Campania a Città della Scienza: musei, welfare culturale e nuova alleanza territoriale (24 marzo 2026 ore 16:30)

ICOM Campania e Città della Scienza promuovono per il 24 marzo un pomeriggio di confronto e partecipazione dedicato al ruolo dei musei nel welfare culturale, in occasione del rinnovo del Coordinamento Regionale Campania di ICOM Italia.

L’appuntamento si terrà presso la Fondazione IDIS – Città della Scienza, in via Coroglio a Napoli, e riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura, del terzo settore, delle professioni e della ricerca per costruire una visione condivisa sul contributo del sistema museale campano al benessere delle persone e delle comunità. 

A partire dalla definizione di welfare culturale proposta dal Cultural Welfare Center nell’Atlante Treccani, l’incontro “Musei e Welfare culturale: il Coordinamento ICOM Campania per una nuova alleanza territoriale” intende esplorare come arti visive, pratiche performative e patrimonio culturale possano diventare parte di un modello integrato di promozione della salute e della qualità della vita.

Il programma si aprirà alle 16.30 con l’accoglienza e le procedure di voto per il rinnovo del Coordinamento Regionale, che proseguiranno fino alle 18.30, mentre alle 17.00 inizierà il momento pubblico di dialogo con interventi e testimonianze. Dopo i saluti istituzionali del Presidente di Città della Scienza Riccardo Villari e l’apertura dei lavori affidata a Marianella Pucci, già alla guida del Coordinamento Regionale ICOM Campania e componente della Commissione Sistema museale nazionale, i lavori saranno introdotti e coordinati da Alessandra Drioli, Ambassador di Città della Scienza.

Sono previsti interventi istituzionali dell’Assessore alla Cultura e agli Eventi della Regione Campania Ninni Cutaia, dell’Assessore alle Politiche Sociali e alla Scuola della Regione Campania Andrea Morniroli, della Consigliera regionale e Vice Presidente della VI Commissione Consiliare Permanente “Istruzione, Cultura, Ricerca Scientifica, Politiche Sociali” Francesca Amirante e di Tiziana D’Angelo, Direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia e membro neoeletto del Consiglio Direttivo di ICOM Italia.


Al centro del pomeriggio ci sarà una tavola rotonda con interventi di voci qualificate del panorama culturale e sociale, tra cui Stefano Consiglio (Presidente Fondazione con il Sud), Tiziana Maffei (Direttore Reggia di Caserta), Flavia Matrisciano (Direttore Fondazione Santobono Pausilipon) e Paola Villani (Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università Suor Orsola Benincasa). 

Parteciperanno inoltre esponenti di musei, università, fondazioni, associazioni e centri di ricerca impegnati quotidianamente nei processi di sviluppo culturale e sociale del territorio campano, chiamati a condividere esperienze, progettualità e prospettive future.

L’incontro rappresenta anche un momento di passaggio e rilancio per il Coordinamento Regionale ICOM Campania, in un’ottica di continuità e innovazione del lavoro svolto finora. In occasione dell’evento sarà allestita l’installazione “Hybrid Objects”, a cura di Carla Langella e Arianna Moxedano (HDL, DiARC, Università degli Studi di Napoli Federico II), che offrirà al pubblico uno sguardo creativo e sperimentale sulle possibili connessioni tra ricerca, design e patrimonio culturale.

Le conclusioni e la chiusura delle procedure di voto, con l’avvio dello spoglio, sono previste per le 18.30. Il Coordinamento Regionale ICOM Campania uscente – con la Coordinatrice Teresa Carnevale e i Consiglieri – invita la comunità museale, le istituzioni e tutti gli attori interessati a partecipare e contribuire a costruire una nuova alleanza territoriale per il welfare culturale in Campania.


Ricomincio dal Metropolitan! Il cinema di Troisi per festeggiare un anno di riapertura con Circuito Cinema dal 29 marzo al 4 maggio

Circuito Cinema festeggia il primo anno di riapertura del Metropolitan con una rassegna esclusiva da domenica 29 marzo e per tutti i lunedi fino al 4 maggio. Tra gli ospiti Lello Arena, Mario Martone, Cinzia Th Torrini, Silvia Scola.

https://www.circuitocinema.com/p/ricomincio-dal-metropolitan/

Ricomincio dal Metropolitan! Esattamente un anno fa, il 20 marzo, riapriva lo storico Cinema Metropolitan in Via Chiaia, rinnovato nella struttura, nella gestione e restituito alla città di Napoli. Per celebrare questo anniversario Circuito Cinema dedica una rassegna a Massimo Troisi, regista, attore, poeta.

Il cartellone da domenica 29 marzo, e poi per tutti i lunedì fino al 4 maggio, propone tredici i film di e con Troisi (biglietto 5 euro, prevendite aperte): un'occasione unica sul grande schermo per scoprire o riscoprire opere diventate patrimonio del cinema italiano. Ad accompagnare questo viaggio, con la collaborazione della Film Commission Regione Campania, nelle diverse tappe ci saranno colleghi, amici, collaboratori di Massimo.Tra loro Lello Arena, Mario Martone, Cinzia Th Torrini, Silvia Scola, Gaetano Daniele, Mauro Berardi. 

Si parte domenica 29 marzo alle ore 21,00 con la versione restaurata del film 'Il Postino' di Michael Radford con Massimo Troisi, Philippe Noiret, Maria Grazia Cucinotta. Cinque candidature e una vittoria agli Oscar per l’ultimo film interpretato da Troisi. Ispirato al romanzo di Antonio Skármeta, il film trasforma l’amicizia tra un postino e Pablo Neruda in una meditazione sulla poesia come conoscenza e riscatto. Nel silenzio, nei gesti minimi, nella voce fragile di Mario Ruoppolo, Troisi consegna un testamento artistico che coincide con l’inizio di un mito. Da lunedi 30 marzo partono i doppi appuntamenti: alle 18,30 'No grazie il caffè mi rende nervoso' di Lodovico Gasparini con Massimo Troisi, Lello Arena, Maddalena Crippa. Un vero e proprio piccolo cult: a Napoli nasce un festival nuovo, ma qualcuno preferirebbe che tutto restasse com’era, così un misterioso Funiculì Funiculà colpisce chi osa cambiare musica. Alle 21,00 uno dei film più amati di Troisi, con un titolo divenuto un'espressione iconica per ogni napoletano 'Scusate il ritardo' con Giuliana De Sio, Lello Arena, Lina Polito. 

Il 6 aprile alle 18,30 "FF:SS: cioè Che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene' di e con Renzo Arbore, con Massimo Troisi e Roberto Benigni. La straordinaria coppia è protagonista assoluta del capolavoro in sala alle 21,00 'Non ci resta che piangere', miracolo di comicità italiana, destinato a entrare nell’immaginario collettivo.

Il 13 aprile, alle 18,30 'Hotel Colonial' di Cinzia TH Torrini con Massimo Troisi, John Savage, Robert Duvall, una commedia originale nella Colombia degli anni '80 tra avventura, tensioni morali e intrighi politici. Seguirà alle 21,00 'Le vie del Signore sono finite' di e con Troisi, storia ambientata nell'Italia fascista, con musiche di Pino Daniele, nel cast Marco Messeri, Jo Champa, Massimo Bonetti. Il 20 aprile la programmazione parte ai consueti orari con 'Splendor', lettera d'amore di Ettore Scola al cinema con Marcello Mastroianni, Massimo Troisi, Marina Vlady; alle 21,00 'Il Viaggio di Capitan Fracassa' ultima collaborazione con Scola di Troisi, qui accanto ad Ornella Muti e Emmanuelle Béart in una commedia in costume tra favola e teatro ispirata al romanzo di Théophile Gautier.

Il 27 aprile in calendario 'Che ora è?' di Ettore Scola con Marcello Mastroianni, Massimo Troisi, entrambi vincitori della Coppa Volpi nel 1989 a Venezia, e Anne Parillaud. Seguirà 'Pensavo fosse amore invece era un calesse ' con Francesca Neri, ultima regia di Troisi e ritorno alle musiche di Pino Daniele che per questo film compone una delle sue canzoni più celebri, 'Quando'. Il 4 maggio alle 21,00 conclusione della rassegna con il documentario 'Laggiù qualcuno mi ama' di Mario Martone che ha coinvolto tra gli altri Paolo Sorrentino, Michael Radford, Anna Pavignano.A settant’anni dalla nascita di Troisi, un ritratto appassionato che attraversa film, archivi e testimonianze.

Come annunciato Il Cinema Metropolitan continua il suo percorso di rinnovamento. Tra le novità più apprezzate le poltrone ergonomiche di nuova generazione, ispirate al design iconico della lounge chair di Charles e Ray Eames, e pensate per garantire comfort e qualità della visione. Tra le novità tecnologiche, da dicembre la sala Atmos con suono tridimensionale e schermo ad alta luminosità. Partite anche le proiezioni in 70mm.

Intervista al tenore Marco Traini

Marco Traini dà voce alla speranza, un inno contro la guerra e per l’umanità ferita


Nato in Svizzera nel 1974, Marco Traini ha scoperto sin da giovane una passione autentica per la musica e il canto, che lo ha portato a distinguersi in numerose competizioni musicali. Dopo aver conseguito il diploma presso l’Istituto Magistrale “G. Milli” di Teramo, ha continuato a coltivare il suo talento frequentando l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Braga”, dove ha ottenuto il diploma in solfeggio, teoria musicale, pianoforte e canto lirico. Desideroso di affinare ulteriormente le sue capacità, si è poi perfezionato presso la Reale Accademia Filarmonica di Bologna, dove ha studiato sotto la guida del celebre tenore Sergio Bertocchi e della rinomata pianista Paola Molinari. Grazie alla loro influenza, Marco ha sviluppato uno stile vocale raffinato e una presenza scenica che lo hanno reso protagonista di un’intensa attività concertistica, con esibizioni in teatri e festival musicali di rilievo. Nel 2007, ha pubblicato il suo primo album, “Dall’amore all’oblio”, un omaggio al compositore Francesco Paolo Tosti, prodotto da Ideasuoni Edizioni Musicali. Questo lavoro ha segnato l'inizio di una carriera discograca appassionata e ricca di esplorazioni artistiche. Nel dicembre 2008 ha pubblicato l‘album “Le più belle canzoni italiane”, prodotto da Ideasuoni, una raccolta che celebra il patrimonio musicale del Bel Paese e che è tuttora disponibile sulle principali piattaforme digitali (Amazon, Apple Music e Spotify). Parallelamente alla carriera artistica, Marco dedica da molti anni il suo tempo all'insegnamento del canto, condividendo con i suoi allievi la passione per la lirica e la canzone italiana. Dopo una lunga attesa, Marco torna con un nuovo album dal titolo “Melodie italiane”,  uscito il 10 novembre 2024. Il progetto, che vede la partecipazione di musicisti di spicco come il chitarrista Stefano Zaccagnini, la violoncellista Giovanna Famulari, la violinista Rita Turrisi e il flautista Tony Felicioli, regalando nuove emozioni agli amanti della musica italiana. Prodotto da Flaviano Di Berardino per Cinemusicanova, e distribuito sotto il marchio Ideasuoni. Per la stesura del testo inedito di “I giorni di pace”, in uscita il 2 marzo 2026 si è avvalso della preziosa collaborazione di Ernesto Bassignano, cantautore, giornalista e conduttore  storico del programma radiofonico "Ho perso il Trend" in onda su Radio Rai 1. 

 https://www.facebook.com/profile.php?id=100006840619277

Ascoltalo qui:  I GIORNI DI PACE





Come è avvenuto il primo incontro emotivo e artistico con il testo di “I giorni di pace” e cosa ti ha spinto a trasformarlo in musica?


La mia etichetta discografica Ideasuoni mi ha fatto presente di questo testo e leggendolo più volte e trovando le parole molto intense abbiamo deciso che sarebbe potuto diventare “canzone” e da lì abbiamo iniziato a lavorarci sopra.


In che modo la tua interpretazione vocale ha contribuito a dare nuova forza a parole nate inizialmente come una semplice ballata?


Ho voluto dare una idea in particolare modo nelle strofe, un’ idea di canto molto leggero per poi crescere nel ritornello dove si arriva a sfiorare il “Si bemolle” 


Quanto è stato importante il lavoro con Flaviano Di Berardino nel trasformare il brano in un inno contemporaneo dal respiro civile?


Grazie alla mia etichetta di Flaviano di Berardino (Ideasuoni) che si è subito attivato nel trovare un team di musicisti in grado di rispecchiare le nostre esigenze musicali: Stefano zaccagnini, Irelli Vincenzo, Alessandro Sanna, Andrea Rongioletti, Pino Vecchioni.


“I giorni di pace” affronta temi universali come guerra, uguaglianza e speranza. Quale responsabilità senti, oggi, nel dare voce a questi contenuti?


Come sappiamo tutti la musica riesce a veicolare in modo celere i messaggi attraverso le parole e la musica. In “I giorni di pace” credo che si sia trovato un bel idillio tra parole e musica …..


Il tuo stile affonda nella tradizione melodica italiana. Come riesci a mantenerla viva senza rinunciare a una sensibilità moderna?


Credo che la tecnica vocale italiana serva proprio a questo ovvero ad essere a disposizione della musica ma soprattutto delle parole.


Quanto ha inciso la tua formazione classica sul modo in cui affronti un brano così carico di significato umano e sociale?


La formazione classica sicuramente porta ad una sensibilità musicale notevole e ad avere un approccio nei confronti della melodia e delle parole.


Guardando al futuro, quali nuove direzioni o sfide artistiche senti di voler esplorare dopo questo progetto?


Con la mia etichetta Ideasuoni stiamo lavorando su nuovi testi ed a breve usciremo con alte novità.


mercoledì 18 marzo 2026

Scotland + Venice presents "Scotland + Venice: Bugarin + Castle" as a Collateral Event of the 61st International Art Exhibition – La Biennale di Venezia

Dai castelli scozzesi ai cimiteri filippini, Bugarin + Castle esplorano geografie e periodi storici sovrapposti in una rivisitazione contemporanea queer e trans dei rituali di pubblica umiliazione. Per il duo di artisti di Glasgow Bugarin + Castle, la narrazione non si sviluppa in una singola scena, ma in una processione carnevalesca di sovversione e sfida. Lavorando tra architettura, immagini in movimento, scultura e performance, la loro pratica traccia vivaci connessioni tra vite queer e trans in Scozia e a livello internazionale, compresi i collegamenti diasporici con le Filippine. Il loro lavoro si concentra sulle risonanze condivise e sulle differenze, plasmate dalle storie personali e culturali. Selezionandoli, Scotland + Venice abbracciano una visione della Scozia rivolta all’esterno, interconnessa e in sintonia con le complessità di un mondo in continua evoluzione, oltre a sostenere due artisti nella realizzazione del loro corpus di opere più significativo fino ad oggi.

 

Attraverso numerose opere d’arte, la mostra Scotland + Venice: Bugarin + Castle reinterpreta i rituali europei secolari di umiliazione pubblica, noti come musica ruvida, charivari e scampanate, in cui spettacolo, suoni e costumi venivano utilizzati per punire i trasgressori sociali. Gli artisti trasformano queste usanze in un linguaggio contemporaneo, riunendo trascrizioni di corte del XIV secolo, incisioni satiriche del XVIII secolo, ballate karaoke, armature medievali e arte filippina sui veicoli. Attraverso questo processo, costruiscono un mondo stratificato in cui voci storiche e cultura contemporanea si intrecciano in scene che sono allo stesso tempo provocatorie e tenere. La scultura At Certayne Tymes fonde elementi meccanici, anatomici e vocali, mentre Submit to Sound, un’opera di immagini in movimento, sovrappone esercizi di femminilizzazione della voce e canzoni realizzate con la band di Manila Kalye Teresa. Attraversando entrambi gli spazi della galleria, l’intervento scultoreo Nocturnal Amusementspone la domanda “Sei discreto?”, una provocazione consapevole rivolta allo spettatore. Qui la vergogna non viene bandita, ma estesa a nuovi registri emotivi in cui coesistono sfida, gioco e intimità. Bugarin + Castle non offrono alcuna soluzione morale. Mappando la vergogna e la trasformazione attraverso i continenti e nel tempo, creano uno spazio politicamente carico in cui potere e identità rimangono in movimento.

 

Il Mount Stuart Trust, con sede sull’isola di Bute, è curatore del progetto, guidato dalla dott.ssa Morven Gregor, in collaborazione con gli artisti e una serie di partner. Dal 2001 l'istituzione presenta un ambizioso programma di arti visive contemporanee con artisti del calibro di Alberta Whittle, Abbas Akhavan, Linder, Martin Boyce, Thomas Abercromby e Ilana Halperin. Dopo Venezia, la mostra tornerà al Mount Stuart sull’isola di Bute nell’estate del 2027, prima di fare tappa in tutta la Scozia; i dettagli saranno annunciati prossimamente. Il tour nel Regno Unito è stato sostenuto dall’Art Fund. Forma, un’organizzazione di arte contemporanea attiva nel Regno Unito e a livello internazionale, è produttrice della parte cinematografica del progetto e collabora con Mount Stuart come responsabile di produzione della mostra a Venezia.

 

Il progetto è stato scelto per rappresentare la Scozia da una giuria composta da Sepake Angiama, Direttore, Iniva, Norah Campbell, Responsabile di Arts Scotland, British Council, Simon Groom, Direttore, Partnership internazionali e nazionali, National Galleries of Scotland, Emma Nicolson, Responsabile delle arti visive, Creative Scotland e Lucia Pietroiusti, Responsabile della ricerca e dell’emergenza presso la Hartwig Art Foundation, Amsterdam.

 

Il recente film interattivo di Bugarin + Castle, Sore Throat, girato a Edimburgo e Manila, ha esplorato i mostri coloniali e i suoni negli spazi queer filippini, ed è stato proiettato in una mostra personale al Fruitmarket, alla Tate Modern e in altre sedi internazionali. Grazie a un software personalizzato, le voci del pubblico presente in galleria venivano registrate e riprodotte all’interno del film, senza che nessuno se ne accorgesse, rendendole antagoniste nella narrazione. Bugarin + Castle si esibiscono anche in drag come Hairy Teddy Bear e Pollyfilla, attraverso Pollyanna, una compagnia artistica queer scozzese fondata da Castle, giunta ormai al suo decimo anno di attività.

 

Le opere degli artisti sono state esposte presso importanti istituzioni del Regno Unito, tra cui la Tate Modern, l’ICA (Istituto di Arte Contemporanea), il Fruitmarket e il City Art Centre. A livello internazionale, i loro lavori sono stati esposti al WHYNoT Space (Filippine), alla Microscope Gallery (USA) e alla Krittinen Gallery (Finlandia) e saranno presenti prossimamente al Tromsø Centre for Contemporary Art (Norvegia), al Photographic Centre Peri (Finlandia) e al Cypher (Grecia), al WHYNoT Space (Filippine) e in seguito al Powerhouse Arts (USA). Individualmente, hanno una vasta esperienza internazionale. Le opere di Davide Bugarin sono state esposte alla Biennale di Malta (2024) e al Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia 2025. Ha inoltre partecipato a una residenza alla Biennale di Architettura di Venezia 2023, selezionato dal curatore della Biennale. Ha fatto parte del programma New Architecture Writers, contribuendo a The Architectural Review e The Architects’ Journal. Ha ricevuto premi e borse di studio dal Royal Institute of British Architects (RIBA), dalla Worshipful Company of Architects e da Burberry. Bugarin ha recentemente completato una borsa di ricerca presso il Warburg Institute, che ha sostenuto la ricerca iniziale per questo progetto Scozia + Venezia. Le opere di Angel Cohn Castle sono state commissionate da BBC Scotland, LUX Scotland e Talbot Rice Gallery e sono state esposte in gallerie tra cui il Kunstmuseum Bonn (Germania) e il BALTIC (Regno Unito). Come fondatrice di Pollyanna, ha realizzato mostre presso la Royal Scottish Academy, il Castello di Stirling e gallerie internazionali, tra cui il KINDL Centre for Contemporary Art (Germania). Attualmente è docente di Belle Arti all’Università di Newcastle e in precedenza è stata assistente di Belle Arti presso l’Università di Edimburgo.

 

“Per chi è inquieto e appassionato, da un duo inquieto e appassionato - spiegano gli artisti Bugarin + Castle -. La donna ribelle, il cornuto, la prostituta, il sodomita e altri trasgressori sociali venivano un tempo esposti al pubblico ludibrio in parate di umiliazione. Ci interessa indagare come tanto il suono quanto il travestitismo siano stati impiegati non per esprimere un’essenza, ma come strumenti di controllo. Questi eventi all'apparenza divertenti costituiscono la matrice della nostra mostra, che attraversa passato e presente, dalla Scozia alle Filippine. Il nostro lavoro si inserisce in un contesto contemporaneo in cui le vite di persone trans e di sex worker continuano a essere oggetto di dibattito pubblico e di decisioni istituzionali — nei tribunali e nei parlamenti — spesso senza che queste persone abbiano un reale spazio di parola o di rappresentanza. L’opera non cancella la vergogna, né vi si aggrappa: si concentra piuttosto sulla sua complessità, sulla sua viscosità, sulla collisione tra suono, voce e vergogna”.

 

Morven Gregor, Curatrice del Mount Stuart Trust, e Sophie Crichton Stuart, Presidente del Mount Stuart Trust, che hanno fondato il programma di arti visive contemporanee del Mount Stuart nel 2001, sottolineano: “Siamo entusiaste di curare il lavoro di Bugarin + Castle per Scotland + Venice nel 2026. Scotland + Venice: Bugarin + Castle sarà la presentazione più ambiziosa finora realizzata dagli artisti, che rifletterà la loro visione globale e le loro pratiche attraverso performance, film, architettura, scultura e design. La loro abilità nell’animare la ricerca storica per mettere in primo piano questioni contemporanee esemplifica l’approccio del programma di arti visive contemporanee del Mount Stuart. Mentre il programma celebra il suo 25° anniversario nel 2026 presentando Bugarin + Castle a Venezia, non vediamo l’ora di portare Scotland + Venice: Bugarin + Castle a Bute nel 2027.”

 

Alastair Evans, Presidente della Scotland + Venice Partnership, dichiara: “Scotland + Venice è stata creata per offrire agli artisti l’opportunità di sviluppare nuovi lavori ambiziosi in uno dei contesti culturali più dinamici al mondo e per promuovere la Scozia come centro internazionale di eccellenza per le arti visive”.

 

Emma Nicolson, Head of Visual Arts di Creative Scotland, aggiunge: “Bugarin + Castle stanno creando opere visivamente sorprendenti, concettualmente ricche e politicamente risonanti. Promette di essere un incontro potente e provocatorio e siamo orgogliosi di sostenere il suo viaggio che porterà alla mostra a Venezia e poi al pubblico di casa nel 2027”.

 

Norah Campbell, Head of Arts del British Council Scotland, sottolinea: “Venezia è uno dei palcoscenici più significativi al mondo per l’arte contemporanea e Scotland + Venice offre agli artisti scozzesi un’opportunità preziosa per condividere le proprie opere con un pubblico internazionale. Il British Council è lieto di sostenere questo progetto unitamente alla presentazione del Padiglione britannico, che insieme mettono in mostra la varietà dei talenti creativi del Regno Unito.”

 

Lucia Pietroiusti, Head of Research & Emergence presso la Hartwig Art Foundation di Amsterdam e membro della giuria, commenta: “Una presentazione a Venezia da parte di un Paese è un punto di incontro tra artisti locali e internazionali. Mette in dialogo pratiche radicate nel loro ambiente con le più ampie questioni esistenziali, filosofiche, culturali e sociali del nostro tempo. Quest’opera è stata selezionata per la visione dell’artista, il suo approccio energico, la sua natura collaborativa e per il modo in cui collega le realtà della Scozia con quella del resto del mondo.”

 

Simon Groom, Director of International & National Partnerships presso le National Galleries of Scotland, dichiara: “La collaborazione artistica di Bugarin + Castle esemplifica lo spirito di partnership alla base di questo ambizioso progetto, che ha forgiato nuove reti creative e alleanze innovative e che consentirà all’opera di essere apprezzata dal pubblico a Venezia, nonché in tournée sia in Scozia che a livello internazionale”.

 

Chris Rawcliffe, Direttore Artistico di Forma, aggiunge: “Scotland + Venice: Bugarin + Castle riflette il sostegno di lunga data di Forma a progetti che sono determinanti per la carriera e che cercano di ampliare i confini della pratica degli artisti. In quanto organizzazione impegnata nello sviluppo di relazioni solide e durature con i nostri partner, siamo onorati di tornare alla Biennale ancora una volta in questo ruolo ampliato, dopo il nostro precedente sostegno alla presentazione Scotland + Venice di Alberta Whittle nel 2022”.

 

Con il ritorno Scotland + Venice a Venezia, torna anche il Programma di sviluppo professionale. Si tratta di un’opportunità retribuita per 17 studenti e professionisti delle arti visive agli inizi della loro carriera, che hanno la possibilità di trascorrere del tempo a Venezia durante il periodo della Biennale Arte 2026. I partecipanti collaborano con il team curatoriale nella fase preparatoria all’inaugurazione e ricevono una formazione sul lavoro e sulla sede. Durante il soggiorno a Venezia, gli associati si occupano della mostra e ne promuovono la diffusione, hanno l’opportunità di ampliare le proprie reti professionali e possono accedere alla ricca offerta di mostre internazionali in programma. Ai partecipanti viene inoltre concesso del tempo da dedicare alla ricerca accademica o pratica. In passato, la partecipazione ha portato a opportunità di lavoro e tirocini, dando vita a numerose collaborazioni e ricerche. Per la prima volta, Scotland + Venice collabora con Outer Spaces per offrire a tre professionisti in erba delle arti visive una residenza retribuita di 10 settimane come Senior Exhibition Associates. L’opportunità era aperta ai titolari degli studi Outer Spaces in tutta la Scozia che soddisfacevano i requisiti di ammissibilità. Outer Spaces sostiene lo sviluppo creativo e professionale degli artisti attraverso spazi studio e progetti, premi, commissioni e partnership in tutta la Scozia. Partner a pieno titolo per questo programma: a-n, City of Glasgow College, Duncan of Jordanstone College of Art & Design, Edinburgh College, Edinburgh College of Art, Glasgow School of Art, Grays School of Art, Outer Spaces e The Bute Family Trust con Mount Stuart Trust.

INFORMAZIONI PRATICHE:

9 maggio - 22 novembre 2026

Olivolo, Castello 59/C 30122 Venezia

dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00 

 

Elenco delle opere in mostra

- Nocturnal Amusements, 2026, legno, alluminio, vetro, vernice, gomma, pellicola in vinile, fari, adesivi per unghie, miniature

- At Certayne Tymes, 2026, guscio Capiz, metallo, resina, stampa 3D

- Set Upon, 2026, stampa su metallo

- Submit to Sound, 2026, Immagine in movimento, durata: 20 minuti

Al teatro Parioli Costanzo il 21 marzo debutta Art Clubbing



Per l’occasione, il teatro sospende la propria configurazione frontale per aprirsi a una fruizione più porosa e stratificata: non più esclusivamente luogo di rappresentazione, ma ambiente attraversabile, in cui pratiche performative, arti visive e dimensione sonora coesistono in un’unica architettura esperienziale.

Art Clubbing si articola lungo tre direttrici:
– una mostra fotografica, che introduce una soglia visiva e narrativa;
– un dj set, concepito come dispositivo di riscrittura percettiva dello spazio;
– un momento conviviale, in cui l’aperitivo diventa pratica di relazione.

La dimensione musicale è affidata a Valerio Diggiu, mentre sul versante visivo sarà presentato Traffic in Love, progetto fotografico di Lorenzo Piermattei, dedicato alla tessitura invisibile delle relazioni urbane.

L’apertura degli spazi dopo lo spettacolo consente a pubblico e artisti di sostare in una zona intermedia tra scena e vita, riconfigurando il teatro come spazio di prossimità.

L’ingresso è gratuito. Presentando il biglietto di Life is Life 4 presso la cassa del Bistrot, sarà inoltre possibile accedere a una formula drink e aperitivo al prezzo speciale di 10€.

Il percorso proseguirà con un secondo appuntamento il 27 marzo, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, per poi svilupparsi nei mesi successivi.


In coincidenza con l’equinozio di primavera, soglia simbolica di riattivazione e trasformazione, il Teatro Parioli Costanzo inaugura Art Clubbing, un nuovo dispositivo culturale che assume la contaminazione tra linguaggi come principio strutturale e non ornamentale.
Il 21 marzo, a partire dalle ore 21:00 e in continuità con lo spettacolo Life is Life 4, il teatro sospende la propria configurazione frontale per aprirsi a una fruizione più porosa e stratificata: non più esclusivamente luogo di rappresentazione, ma ambiente attraversabile, in cui pratiche performative, arti visive e dimensione sonora coesistono in un’unica architettura esperienziale.
Art Clubbing si configura, fin dal suo esordio, come un format orientato alla ridefinizione del rapporto tra spazio teatrale e comunità di spettatrici e spettatori. L’evento si articola lungo tre direttrici: una mostra fotografica, che introduce una soglia visiva e narrativa; un dj set, concepito come dispositivo di riscrittura percettiva dello spazio; e un momento conviviale, in cui l’aperitivo diventa pratica di relazione e non semplice appendice.
La dimensione musicale è affidata a Valerio Diggiu (DJ Diggiu), dj e producer attivo nella scena capitolina, il cui lavoro si distingue per una sintassi sonora che intreccia house, matrici latine ed elettronica contemporanea, generando traiettorie ritmiche capaci di accompagnare e amplificare la trasformazione dello spazio teatrale in ambiente condiviso.
Sul versante visivo, sarà presentato “Traffic in Love”, progetto fotografico di Lorenzo Piermattei, che indaga la tessitura invisibile delle relazioni urbane: frammenti, attraversamenti, prossimità inattese che restituiscono alla città una dimensione emotiva e relazionale, lontana da ogni retorica descrittiva.
L’apertura degli spazi dopo lo spettacolo consente a pubblico e artisti di sostare in una zona intermedia tra scena e vita, dove la presenza del cast non è più inscritta nella rappresentazione ma nella relazione, contribuendo a una riconfigurazione del teatro come spazio di prossimità.
L’ingresso è gratuito, a conferma di una precisa scelta di accessibilità culturale. Inoltre, presentando il biglietto di Life is Life 4 presso la cassa del Bistrot, sarà possibile accedere a una formula drink e aperitivo al prezzo speciale di 10€, prolungando l’esperienza teatrale in una dimensione conviviale coerente con l’impianto del progetto.
Il percorso proseguirà con un secondo appuntamento il 27 marzo, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, ricorrenza internazionale che celebra il valore civile e artistico della scena, per poi svilupparsi nei mesi successivi attraverso ulteriori appuntamenti pensati per consolidare e ampliare questo dispositivo di incontro tra linguaggi, pratiche e pubblici.
Con Art Clubbing, il Teatro Parioli Costanzo avvia così un tracciato progettuale che supera la dicotomia tra evento artistico e momento sociale, proponendo un modello di fruizione in cui l’esperienza culturale si estende, si ibrida e si condivide. Un teatro che non si esaurisce nella scena, ma si dilata nello spazio e nel tempo della relazione.

Boston protagonista nei viaggi con GOING, con la nuova guida Lonely Planet e un volo diretto

Nuovi itinerari dedicati per i Mondiali di calcio FIFA 2026 e per America 250, il calendario di eventi dell’anniversario dell’Indipendenza americana, grazie a un nuovo volo diretto da Milano Malpensa.

Going e Lonely Planet presentano la nuova guida “Pocket Boston”, dedicata alla “capitale” del New England, accompagnata dal lancio di nuovi itinerari firmati Going sulla destinazione. L’iniziativa s’innesta in una stagione di vivace attività nella città statunitense. Boston è, infatti, tra le host cities della FIFA World Cup 2026, con sette partite in programma di cui due di eliminatoria diretta, e avrà un ruolo di primo piano anche nelle celebrazioni di America 250, il programma di eventi che nel 2026 evidenzierà i 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza. La città del Massachusetts è storicamente considerata la culla della Rivoluzione americana: episodi chiave come il Boston Tea Party e la battaglia di Battaglia di Bunker Hill hanno contribuito a definirne il ruolo nella nascita degli Stati Uniti.

Dalle radici rivoluzionarie allo spirito innovativo di oggi, Boston è una delle città più dinamiche e proiettate verso il futuro degli Stati Uniti, facile da esplorare e ricca di fermento artistico e culturale. Boston ha guidato il cambiamento sociale, è diventata una città a misura di bicicletta, ha trasformato i suoi quartieri e molto altro ancora. È questo il momento migliore per partire alla scoperta di questa città meravigliosa. La nuova edizione della guida Lonely Planet è pensata per accompagnarvi, quartiere per quartiere, alla scoperta di questa città unica.

L’interesse su Boston è rafforzato dall’arrivo sul mercato italiano di JetBlue, che dal 12 maggio 2026 inaugura il collegamento stagionale diretto tra l’aeroporto di Milano Malpensa e il Logan International Airport. Il volo sarà operato con aeromobili Airbus A321 neo LR in configurazione da 138 posti, con l’obiettivo di proporre tariffe competitive accompagnate da un prodotto di bordo con componenti premium.

Alla luce di questo scenario, Going arricchisce la propria offerta con itinerari dedicati alla destinazione e alla regione del New England, rafforzando il posizionamento del tour operator come specialista sugli Stati Uniti. Tra le proposte city break pensati per scoprire i quartieri storici, il waterfront e i principali siti legati alla storia della rivoluzione americana, il pacchetto legato agli eventi marittimi e alle celebrazioni che coinvolgeranno il porto cittadino con l’attesa partecipazione dell’Amerigo Vespucci. La nave scuola della Marina Militare italiana sarà, infatti, tra le protagoniste di Sail Boston 2026 a metà luglio, con il raduno internazionale di velieri d’epoca.

Come accennato, grazie al suo ruolo di capoluogo del New England, Boston diventa porta d’ingresso per itinerari che comprendono Massachusetts, New Hampshire e Maine, Connecticut, Vermont e Rhode Island, oltre a tour ferroviari lungo la East Coast alla volta di New York e Washington. Senza dimenticare il suo ruolo di hub strategico verso i Caraibi, ampliando le possibilità di combinare il soggiorno urbano con estensioni balneari e crociere.

La combinazione tra nuove connessioni aeree, eventi e anniversari storici pone Boston al centro dell’attenzione della programmazione di viaggi tailor made e ad alta personalizzazione. In Italia, la destinazione si avvale di un proprio ufficio di rappresentanza, MeetBoston.
 

In Abeyance, seconda mostra personale in galleria Ribot di Harrison Pearce

RIBOT è lieta di presentare In Abeyance, seconda mostra personale in galleria di Harrison Pearce (Londra, 1986; vive e lavora a Londra).

Il titolo scelto per questo nuovo e inedito progetto espositivo fa riferimento a una condizione di sospensione temporanea, uno stato transitorio e indefinito nel quale sembrano trovarsi i soggetti delle opere. La stasi richiamata dall’espressione svela, tuttavia, una tensione trattenuta che permane come possibilità. L’ambivalenza del termine, oltre al suo significato letterale (ovvero “sospensione”), è centrale: da un lato, la sua radice etimologica francese rimanda a un’idea di anelito e desiderio fisico, che si manifesta e rappresenta emblematicamente nel gesto della bocca aperta tesa tra bisogno e vulnerabilità. Dall’altro, nel suo valore giuridico “abeyance”, descrive la condizione di diritti privi di titolarità collocati in una fase di temporanea indeterminazione. In entrambe le accezioni emerge l’idea di una possibilità, insieme viscerale e tecnica, che diventa chiave di lettura dell’intero progetto.

La pittura è il medium privilegiato attraverso cui indagare tale condizione di tensione sospesa. Le tele esposte e realizzate appositamente per la mostra accolgono rappresentazioni astratte in cui forme tonde, di matrice biomorfica, appaiono trattenute e compresse entro strutture meccaniche o elementi architettonici contenitivi – vani, nicchie, cavità. La costrizione che piega e comprime la materia di queste presenze tondeggianti le fa sembrare entità morbide sul punto di esplodere; tuttavia, i toni freddi perlacei e metallici scelti dall’artista riescono a contenere e raffreddare l’energia latente che potrebbe condurre la composizione alla disgregazione.
Lo stato di attesa non è più una condizione neutra, ma una pausa carica di intensità emotiva. È una sospensione densa, quasi corporea, che colloca le opere di Pearce in una dimensione inedita e più esplicitamente “umana”. Corpo, mente e macchina diventano così ambiti da osservare simultaneamente, non in opposizione ma in relazione reciproca: l’uno è funzionale all’altro. Tutti convergono nella superficie pittorica, intesa come campo privilegiato per dare forma all’irrappresentabile — quell’intreccio di organico e meccanico che non si escludono, bensì si sostengono e si definiscono a vicenda.

Per la mostra Pearce ha realizzato anche una serie speciale di lavori in edizione limitata che richiamano più esplicitamente la sua pratica scultoreo-installativa. Anche in questo caso temi quali automazione industriale e libero arbitrio vengono interrogati e coinvolti in una dinamica visiva accattivante e straniante allo stesso tempo.
 

Harrison Pearce (Londra, 1986; vive e lavora a Londra) ha studiato presso City & Guilds of London Art School (2016), University of London (2014) e Winchester School of Art (2007). Le sue mostre personali e collettive si sono tenute presso: Kunstmuseum Den Haag, The Hague, 2025; Light Art Museum, Budapest, 2025; Perrotin, Parigi, 2025; New Galerie, Parigi, 2022-2025; 5th Gwangju Biennale, Gwangju, 2024; Room 57 Gallery, New York, 2024; MOU PROJECTS, HongKong, 2023; Carl Kostyál, Copenhagen, Londra, 2022-2021; RIBOT gallery, Milano, 2021; Schlossmuseum, Linz, 2020; Baert Gallery, Los Angeles, 2019; Royal Society of Sculptors, Londra, 2018; The Lightbox Museum, Woking, 2018; Compton Verney, Warwickshire, 2018; Cello Factory, Londra, 2017; Biennale Venezia, Venezia, 2017. Le residenze e i premi includono: Palazzo Monti, Brescia, 2019; Studio Block M74, Mexico City, 2019; Dulwich College, Londra, 2017; The Koppel Project Hive, Londra, 2017; Young Contemporary Talent Purchase Prize, 2017; Royal British Society of Sculptors Bursary Award, 2017; City and Guilds of London Art School – Prize for Outstanding MA Show, 2016.

ORARI:
da martedì a sabato / dalle 15 alle 19.30
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