All’incontro diocesano partecipano don Bruno Bignami, Veronica Coraddu, Augusto Di Meo e l’arcivescovo Lagnese. Lettura di passi della Laudato si degli allievi della scuola del disegno delle relazioni.
«Dare un’anima alla città… Contro le mafie» è l’incontro che apre la nuova edizione del Festival Laudato si a Caserta, domani, domenica tre maggio alle 16.30, nel Campo Laudato si, l’ex Macrico, dietro il monumento ai caduti delle guerre mondiali, all’angolo tra corso Trieste e via Unità Italiana. Polity Design apre il Festival Laudato Si con un incontro pensato insieme all’Ufficio diocesano della pastorale sociale e del lavoro e alla direzione del festival. È un momento di rara bellezza e intensità che punta a farci riflettere sulla città: la nostra città, e le città
«È sempre più complesso rendere le nostre città uno spazio abitabile: può sembrare una provocazione ma è così. Nell’epoca dei social, le città, le Civitas come abbiamo imparato a chiamarle nel medioevo – spiega Luigi Ferraiuolo, direttore di Polity Design - prendendo spunto dai romani e dalla filosofia scolastica, sono sempre più piene di gente ma vuote di anima. Le persone vivono sole nelle loro case, se le hanno; le agorà non esistono più, esistono al massimo locali dove ci si incontra, da singoli, in coppia o piccoli gruppi; la movida non è relazione ma attesa individuale nella massa». Sembra un quadro molto duro, forse ci sbagliamo, di sicuro al Sud e nella nostra Caserta le reti sociali sono ancora aperte e attive, ma anche noi cominciamo a scontare di questi problemi con le frazioni che perdono servizi oltre che abitanti e molti anziani ormai sono al pronto soccorso da soli o in taxi o, se sono fortunati, hanno una badante che li accompagna e va via
Proprio per questo motivo, abbiamo ritenuto provvidenziale la possibilità di lavorare al primo incontro del festival Laudato si che la diocesi da tempo, su ispirazione del nostro arcivescovo Pietro Lagnese porta avanti, e abbiamo scelto un tema: «Dare un’anima alla città… Contro le mafie» cruciale. Perché serve un’anima alle città per vivere: se ce l’hanno bisogna rinforzarla, se manca bisogna ritrovarla. Bisogna ritrovare le ragioni della vita in comune!
C’è poi un tema che sembra stonare: le mafie. Eppure siamo convinti che il tema sia centrale non solo in alcune zone del Paese ma nelle città: perché nelle città la violenza giovanile, le gang, la piccola e la grande criminalità, la droga e le mafie si sposano e diventano un cocktail micidiale per la società. «Siamo convinti perciò che bisogna giocare d’anticipo ed evitare che la saldatura avvenga – spiega don Gianmichele Marotta, direttore dell’Ufficio della pastorale sociale e del lavoro -. Ed è il motivo per cui abbiamo chiesto ad Augusto Di Meo di essere con noi: lui che ha vissuto la dittatura militare della camorra a Casal di Principe e ha assistito all’uccisione di don Peppe Diana». Perciò abbiamo messo insieme le forze e le energie per raccontare la città con don Bruno Bignami, direttore nazionale dell’Ufficio della pastorale sociale e del lavoro della Cei; e Veronica Coraddu, coordinatrice nazionale dei circoli Laudato si; Augusto Di Meo e monsignor Lagnese.
Abbiamo pensato di leggere, poi, all’inizio dell’incontro dei passi scelti della Laudato sì con i nostri allievi e tutor: Benedetta Basilicata, Vincenzo Capuano, Linda D’Anna, Monica De Lucia, Vincenzo Pio Feola, Stefania Lanni, Maria Parente e Alfonso Voccia, per far conoscere a tutti davvero l’enciclica del caro Papa Francesco, accompagnati da interventi attoriali di Ali della Mente. A moderare l’incontro ci saranno Alda Della Selva di Polity Design e Gianni Maggio del Progetto Policoro e ci sarà anche il racconto della storia di Polity Design a cura di un allievo: Raffaele Ausiello.
POLITY DESIGN
«Polity Design, scuola del disegno delle relazioni», ispirata alla dottrina sociale della Chiesa, accreditata dalla Cei, è basata a Caserta, con orizzonte il Paese. Nata da un’idea di Luigi Ferraiuolo, Polity Design si propone di formare un’élite di persone di valore partendo dai nostri giovani, aiutandoli a rimanere nella loro terra e a cambiarla in meglio. Ha casa nella Biblioteca del seminario di Caserta, in piazza Duomo. Le lezioni sono a porte chiuse, riservate solo agli allievi (tutti under 38, eccetto un piccolo gruppo di uditori) per favorire la conoscenza e l’amicizia con i partner. Partner della scuola sono la casa editrice Il Mulino, la Rete di Trieste, il caseificio La Baronia, la Saidi advertising, il Caffè Pompeii e la Cantina di Lisandro.