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martedì 6 ottobre 2026

Arte contemporanea ed edicole votive per riqualificare il centro storico, l'idea di Felice Riccardi sostenuta da Enrico Ditto

Riportare la strada al centro della vita del quartiere partendo da due elementi: l'arte contemporanea e le edicole votive. È l'idea alla base del progetto di riqualificazione urbana e artistica ideato da Felice Riccardi, promotore culturale e residente di via Domenico Cirillo, nel centro storico di Napoli, con il sostegno di Enrico Ditto, imprenditore dell'ospitalità.

Il progetto nasce da una vicenda personale. Dopo un periodo difficile di salute, Riccardi ha cominciato a guardare in modo diverso la strada in cui vive. «Quando sono stato male ho guardato la mia strada in modo diverso, e ho pensato che potesse tornare a essere un posto vivo», racconta. Da qui la scelta di intervenire su ciò che la via già custodisce: i muri, le nicchie, le immagini sacre che i residenti conservano da generazioni.

L'impianto dell'idea si regge su due livelli. Il primo è l'installazione di opere di arte contemporanea negli spazi urbani, pensate per dialogare con l'architettura storica e dedicate a figure simbolo della città, a cominciare da Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, a 26 anni, mentre era in attesa di un contratto da professionista. Il secondo livello è la cura delle edicole votive, patrimonio diffuso dei vicoli napoletani: manutenzione, pulizia e illuminazione per restituirle alla vista e all'uso del quartiere.

Le due componenti hanno una logica comune. L'arte contemporanea porta nella strada un linguaggio nuovo, le edicole ricordano che quella stessa strada ha una memoria popolare riconoscibile. Il progetto tiene insieme i due piani senza contrapporli, e ne fa un metodo: intervenire su uno spazio pubblico con interventi stabili, curati nel tempo, e non con iniziative isolate.

Il sostegno di Ditto si inserisce in un percorso di impegno civile che l'imprenditore porta avanti da anni sui temi dello sviluppo di Napoli e della sua provincia, dalla gestione dei rifiuti alla mobilità pubblica, dall'autenticità dell'offerta turistica alla trasparenza dell'amministrazione. «Una strada curata fa bene a chi ci abita e a chi la attraversa, e questo vale anche per il lavoro di chi accoglie i visitatori in città», osserva Ditto. Il suo contributo consente al progetto di avere continuità, condizione necessaria per la manutenzione di opere ed edicole.

Le edicole votive, nel tessuto urbano di Napoli, sono nate come presidio di quartiere: luoghi di preghiera ma anche punti di riferimento per chi abita le strade, con un ruolo di cura collettiva. Il progetto di via Cirillo parte da questo ruolo e lo rafforza, coinvolgendo i residenti nella vita quotidiana degli spazi. La partecipazione di chi abita la via è parte del lavoro, non un elemento accessorio.

L'idea si colloca nel dibattito sul futuro del centro storico, dove la pressione turistica convive con la fragilità dei servizi e con il rischio di una narrazione della città costruita per i visitatori più che per chi la vive. Il modello proposto da Riccardi indica una strada diversa: valorizzare ciò che esiste, affidarlo alla cura di chi lo abita, aggiungere opere che parlano di memoria civile.

Il progetto resta aperto a nuovi interventi, nuove opere e nuove figure da ricordare. Il metodo è quello già adottato in via Cirillo e può essere replicato in altre strade del centro storico e della provincia.

TEDx Montella, al Teatro Adele Solimene l'evento dedicato alle idee e al futuro del territorio sabato 10 ottobre 2026


Il territorio dell'Irpinia si prepara ad accogliere la prima edizione di TEDx Montella, in programma per sabato 10 ottobre 2026 presso il Teatro Adele Solimene, con apertura porte e accoglienza a partire dalle ore 09:30. L'iniziativa nasce come uno spazio qualificato di confronto e condivisione di idee per lo sviluppo locale e la promozione dell'innovazione, ponendo al centro il ruolo attivo della comunità e delle nuove generazioni.

Sul palco del Teatro Adele Solimene si alterneranno 15 speaker provenienti dal mondo della cultura, dell'impresa, della formazione e del sociale, che condivideranno storie, visioni ed esperienze trasformative per stimolare la responsabilità individuale e collettiva.

Tra le figure di spicco attese sul palco figura Jacopo Gubitosi, Direttore Generale di Giffoni, punto di riferimento nella promozione della cultura e del cinema per i giovani. Accanto a lui interverrà la giornalista e digital strategist Maria Consiglia Izzo, esperta di comunicazione, food e valorizzazione delle eccellenze territoriali, insieme a Giuseppe D'Agostino, professionista impegnato nei temi dell'innovazione e dello sviluppo locale. Il ricco parterre di relatori comprende inoltre Vincenzo Natale, Raffaella Maiullo, Raffaella Rita D'Ambrosio, Franca Maresca, Annamaria Palatucci, Cosimo Marino, Raffaele Caputo, Mariangela Mandia, Massimiliano Cimino, Paolo Faiola, Silvia Barbieri e Saverio Giorgio. Ciascun relatore porterà il proprio contributo su ambiti strategici per la crescita collettiva, quali l'innovazione sociale, la sostenibilità, la cultura d'impresa e la rigenerazione delle competenze locali.

L'evento è fondato e organizzato da Vito Bisogno e co-organizzato da Daniel Bisogno, con l’intento di valorizzare il capitale umano e culturale dell'Irpinia, e di creare un reale luogo di incontro tra persone e idee. A condurre e presentare l'intera giornata sarà Carmine Dello Buono.
A supporto dell'iniziativa figurano in qualità di Main Partners due importanti realtà attive nella formazione e nello sviluppo professionale, ovvero Scuola Nuova e l'Istituto Bisogno, il cui contributo sottolinea l'importanza di creare opportunità concrete e percorsi di crescita per giovani e professionisti del territorio.

La manifestazione si svolgerà lungo l'intera mattinata di sabato 10 ottobre 2026 presso il Teatro Adele Solimene di Montella (AV). L'accoglienza dei partecipanti, il check-in e la registrazione avranno inizio alle ore 09:30. A seguire, alle ore 10:00, prenderà il via la prima sessione ufficiale di talk. La mattinata proseguirà alle ore 11:15 con una pausa caffè e un momento dedicato al networking tra pubblico e relatori, per poi riprendere alle ore 11:45 con la seconda sessione di interventi. I lavori si concluderanno alle ore 13:00 con la sessione finale e i saluti conclusivi.

L'ingresso alla manifestazione è completamente gratuito con prenotazione obbligatoria dei ticket disponibili online fino ad esaurimento posti.

“Il teatro e il suo doppio” di Pino Miraglia a cura di Giulio Baffi dal 5 al 10 ottobre 2026 nell’ambito del SàFF – Social ActionFilm Festival

“Il teatro e il suo doppio” è il percorso espositivo che Pino Miraglia propone nelle sale del Museo Diocesano in seno al Saff (Social Active Film Festival) diretto da Andrea De Rosa.

Partendo da alcune messe in scena che trovano la propria matrice nelle opere di Antonin Artaud, Miraglia espone 15 immagini e due installazioni con le quali cerca i parallelismi visivi e le connessioni del rito dentro e fuori dal teatro.

Il culto della morte, le icone sacre, il gesto e la ritualità tra sacro e profano evidenziano quel concetto di teatro della crudeltà che come esperienza sensoriale rimane attaccata addosso anche quando conclude la sua funzione espiativa sul palco, per ritrovarla successivamente nei luoghi del quotidiano, nei sogni, nelle domande sulla fede e l’esoterismo.

Le immagini esposte escono dal nero profondo dei piccoli e grandi teatri o da quei luoghi evocativi dove l’ossimoro tra fede e ragione, inconscio e consapevolezza cercano un punto d’incontro possibile ma forse non necessario.

La mostra si conclude con un’installazione sulla morte e sulla figura materna e con un video racconto fotografico che commentano la registrazione radiofonica “Per farla finita col giudizio di Dio” di Antonin Artaud.

 

Pino Miraglia, fotografo e operatore culturale, da circa 40 anni si aggira tra musica, teatro e sociale cercando di raccontarle al meglio attraverso il suo sguardo.

Si forma nel teatro di figura e di ricerca degli anni ‘80 con la cooperativa Lanterna Magica guidata da Francesco Silvestri e in quel piccolo, ma proficuo, laboratorio di sperimentazione teatrale che era il Teatro Nuovo rinato a Napoli a metà di quel decennio. Con Lanterna Magica si occupa del disegno luci degli spettacoli e recita in gran parte delle produzioni della compagnia. Alla fine degli anni ottanta si avvicina al linguaggio fotografico e ne fa il suo principale mezzo espressivo.

Molto attivo nella fotografia di scena teatrale e punto di riferimento a Napoli nella fotografia musicale, collabora con numerose compagnie teatrali; agenzie, festival e aziende legate alla musica.

Attualmente continua la sua indagine visiva sui linguaggi giovanili e l’underground musicale campano nonché sulla fotografia di ricerca.

Dedica una buona parte della sua attività a progetti di inclusione e formazione a favore dei giovani di Napoli e della sua periferia.

Dal 2013 propone “Il sabato della fotografia”, un ciclo di incontri sul linguaggio fotografico e sulla cultura visiva anche in relazione con altri linguaggi artistici. La rassegna è alla sua XI edizione e nasce come attività del più ampio progetto “Movimenti per la fotografia”. Dal 2019 è prodotta da Casa del Contemporaneo e realizzata precedentemente in collaborazione con diverse realtà culturali italiane e con il patrocinio di Enti e Istituzioni.

Torna Buongiorno Floridiana, sabato 10 ottobre 2026 il primo appuntamento col pasticcere Marco Merola di Contemporanea

"Buongiorno Floridiana", il format firmato DROP che riparte sabato 10 ottobre a Flora Central – Garden Bar, nella Villa Floridiana, e proseguirà tutti i sabati e le domeniche di ottobre.
Si parte con Marco Merola di Contemporanea Caserta, protagonista della prima colazione d’autore: un’occasione per conoscere da vicino il suo lavoro e scoprire anche alcune proposte pensate appositamente per questa esperienza in Floridiana.

La mattinata accompagnerà gli ospiti dalla colazione verso l’aperitivo, tra pasticceria, degustazioni, momenti dedicati al benessere e alla socialità, immersi negli spazi verdi della Villa.

Pasticceria d’autore, degustazioni ed esperienze da vivere nel verde: tutti i sabati e le domeniche di ottobre a Flora Central – Garden Bar. 

Tornano le colazioni in Floridiana. Da sabato 10 ottobre 2026, e per tutti i sabati e le domeniche del mese, Flora Central – Garden Bar, all’interno della Villa Floridiana, ospita una nuova stagione di “Buongiorno Floridiana”, il format firmato DROP dedicato alla colazione da vivere senza fretta, tra pasticceria d’autore, degustazioni e momenti di condivisione nel verde.
Al centro del progetto ci saranno le colazioni d’autore, affidate di volta in volta a ospiti del mondo della pasticceria, chiamati a interpretare il primo momento della giornata attraverso proposte tradizionali, contemporanee e creative.
Ad aprire il nuovo ciclo sarà Marco Merola di Contemporanea Caserta, protagonista del primo appuntamento di sabato 10 ottobre. Accanto alla proposta di pasticceria, sarà presente Tenuta Vitagliano, azienda vitivinicola a conduzione familiare di San Martino Valle Caudina, in Irpinia, nel territorio del Parco Regionale del Partenio. Una realtà che punta sulla valorizzazione del territorio e delle proprie uve, con una produzione che comprende vini a denominazione Irpinia DOP e Campania IGP.
La mattinata si svilupperà fino all’aperitivo, con degustazioni di vini e prodotti selezionati.
Spazio anche a esperienze dedicate al benessere, alla socialità e alla cultura, dallo yoga ai libri, dai gruppi di lettura alle letture condivise e ad altre occasioni d’incontro pensate per accompagnare il pubblico nel corso della mattinata.
Prosegue così il progetto di DROP di costruire momenti di aggregazione capaci di attraversare diverse fasce della giornata. Con “Buongiorno Floridiana” la dimensione della convivialità si sposta anche al mattino, mettendo insieme gusto, benessere, cultura e comunità in uno dei luoghi verdi più riconoscibili della città.
A fare da sottofondo alle mattinate sarà una selezione di lounge music, pensata per accompagnare la colazione e le attività senza diventare protagonista del format.
“Buongiorno Floridiana” torna così a scandire i weekend di ottobre con un appuntamento che unisce colazione, incontri, esperienze e tempo libero nel verde della Floridiana.
Buongiorno Floridiana – un format DROP
Dal 10 ottobre 2026
Tutti i sabati e le domeniche di ottobre
Flora Central – Garden Bar
Villa Floridiana, Napoli

DIVIETO DI STENDERE IL BUCATO FUORI CASA, L’ASSESSORE PUCA RISPONDE SUI SOCIAL AL COMMENTO DEL SINDACO FRANCESE DI THIZY-LES-BOURGS

“Caro sindaco Berthoux, ha ragione: a Thizy-les-Bourgs non siete a Napoli. E glielo dico con sincero dispiacere, perché si perde parecchio”: così Carlo Puca, assessore alla Partecipazione attiva e all’Immagine della città del Comune di Napoli, risponde sui propri social a Rémi Berthoux, sindaco della cittadina francese Thizy-les-Bourgs che ha presentato l’ordinanza che vieta di stendere nel suo Comune il bucato fuori dalle finestre delle abitazioni “per preservare la qualità dell’ambiente” aggiungendo il commento “No, non siamo a Napoli!”.



“Capiamo la volontà di decoro urbano, ci mancherebbe – continua Puca – e ogni amministratore ha il diritto di regolare il proprio territorio. Ma per giustificare un divieto non serviva usare Napoli come termine di paragone negativo, come sinonimo di ciò che ‘non si deve essere’. È una battuta facile, che banalizza una città complessa riducendola a cartolina folkloristica o, peggio, a controesempio. Napoli non è un’etichetta da brandire per marcare le distanze. E’ una metropoli di oltre due millenni di storia, di arte, musica, cucina, filosofia, e sì, anche di lenzuola stese al sole. Cose che - conclude l’assessore alla Partecipazione attiva e all’Immagine della Città del Comune di Napoli - tra l’altro asciugano benissimo e a costo ambientale zero”.

Al via “FLOW & FLY - Urban Circus Festival”, spettacoli e laboratori gratuiti per animare i parchi di Soccavo e Pianura nell’ambito di “Affabulazione”

Rigenerare lo spazio pubblico, promuovere la cittadinanza attiva e offrire ai giovani occasioni concrete di partecipazione attraverso il linguaggio dell’arte di strada e della cultura urban. Sabato 3 ottobre 2026 ha preso il via la rassegna multidisciplinare “FLOW & FLY - Urban Circus Festival per le nuove generazioni” organizzata dalla Baracca dei Buffoni. L’iniziativa rientra nell’ambito di “Affabulazione”, promossa dal Comune di Napoli e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.

 

Tutti gli appuntamenti del festival, completamente gratuiti e aperti alla cittadinanza, si terranno fino al prossimo 6 dicembre 2026 nei parchi urbani della IX Municipalità (Soccavo e Pianura), ovvero Parco Don Giussani, Parco Don Gallo e Parco Attianese. Il festival unisce il circo-teatro contemporaneo, la danza hip hop, il teatro di strada e la letteratura per ragazzi, il tutto accompagnato dalle sonorità live di musica hip hop, ska e reggae. La scelta formativa e spettacolare punta a superare il distacco tra pubblico e artisti: gli spettacoli si terranno in orario diurno e privi di palchi fisici. Inoltre, la manifestazione adotta un approccio a basso impatto ambientale, utilizzando eco-tecnologie a energia solare e a batteria per gli allestimenti audio e luci.

 

Il cuore del progetto è rappresentato dalle attività formative rivolte ad adolescenti, bambini e famiglie. Il Modulo FLOW (Ritmo e Movimento Urbano) prevede percorsi pratici legati alle discipline dell’hip hop (danza urban, breakdance, djing, writing/graffiti, beatboxing e rap), mentre il Modulo FLY (Elevazione e Circo-Teatro) è composto da una masterclass su acrobatica aerea, giocoleria, teatro di strada e drammaturgia. I ragazzi che parteciperanno ai laboratori saranno i protagonisti, insieme agli artisti delle compagnie coinvolte, della grande festa di chiusura del festival, la Grand Closing Jam, in programma domenica 6 dicembre 2026, alle ore 15, al Parco Don Gallo, sito in via Nerva.

 

Oltre ai laboratori, i parchi urbani ospiteranno spettacoli gratuiti e i primi appuntamenti del 3 e del 4 ottobre 2026 hanno registrato un grande riscontro di pubblico.

 

I prossimi appuntamenti in calendario:

 
11 ottobre 2026, ore 11, nel Parco Attianese: 404 HUMAN NOT FOUND, spettacolo di danza hip hop a cura di Art Garage con coreografie di Emma Cianchi.
18 ottobre 2026, ore 11, nel Parco Attianese: Il Circoletto Ska, un format ispirato a Gianni Rodari che unisce letture per ragazzi, circo-teatro e laboratori al ritmo di Reggae e Ska a cura della Baracca dei Buffoni.
23 ottobre 2026, ore 17, nel Parco Don Gallo: Crazy Bus Cabaret, un travolgente cabaret di Bus Theater tra teatro, musica e circo contemporaneo per un pubblico intergenerazionale 
31 ottobre 2026, ore 17:30, nel Parco Don Giussani: Urban Rhythm & Fire Night, una maratona multidisciplinare con giocoleria, fuoco, performance musicali e gran finale con DJ Set Ska ed effetti speciali. Gli artisti coinvolti sono Lino’s Street Circus, Mark Di Giuseppe, Teatro del Sottosuolo, Le Streghe del Palco, Nulleamai.
8 novembre 2026, ore 11, nel Parco Don Giussani: Il Circoletto Ska per bambini, ragazzi, giovani e famiglie.
14 novembre 2026, ore 11, nel Parco Don Gallo: Skanapia & Reggae Story, l’anteprima nazionale della produzione inedita di circo-teatro aereo per un pubblico intergenerazionale. Baracca dei Buffoni, Morks, Le Streghe del Palco reinterpretano Italo Calvino e Luis Sepúlveda unendo i temi di libertà e sostenibilità.


Basso napoletano, Marco Sgrosso il 10 e 11 ottobre 2026 alla Galleria Toledo di Napoli


Marco Sgrosso, voce ed elaborazione drammaturgica, e Felice Del Gaudio, al contrabbasso, costruiscono una partitura tra parola e musica che attraversa la tradizione teatrale e poetica napoletana, da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani, Totò, Roberto De Simone, Ferdinando Russo, Angelo Manna ed Enzo Moscato.

Il 10 e 11 ottobre 2026, alla Galleria Toledo di Napoli, Le belle bandiere presenta Basso napoletano – variazioni per contrabbasso e voce, nuovo allestimento dello spettacolo di Marco Sgrosso e Felice Del Gaudio. Voce e contrabbasso attraversano una Napoli sotterranea, carnale e inquieta, costruendo una drammaturgia per frammenti che intreccia Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, Totò, Roberto De Simone, Ferdinando Russo, Angelo Manna ed Enzo Moscato. Ne nasce una partitura tra teatro e concerto, dove il dialetto, il canto e il suono restituiscono una città segnata dalla fame, dalla guerra, dal desiderio e dalla superstizione, tra farsa e tragedia.

Note di Marco Sgrosso
“Basso Napoletano” nasce da un antico desiderio di collaborazione, da un’amicizia collaudata e 
da una reciproca stima artistica tra me e Felice. Siamo partiti dall’idea di una jam-session tra contrabbasso e voce per costruire insieme un percorso tra le sonorità e le parole di 
una Napoli primitiva, malata, brutale, carnale e ricca di vitalità. 
Nel comporre l’elaborazione drammaturgica, ho attinto per frammenti, uniti da un filo umorale ed emotivo più che narrativo, ad opere che spaziano da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani, da Totò a Roberto De Simone, Ferdinando Russo, Angelo Manna fino ai toni più aspri e immaginifici di Enzo Moscato, strizzando l’occhio anche ai testi di alcune canzoni celebri reinterpretate liberamente nell’ottica di un concerto per voce e contrabbasso.
Il nostro viaggio inizia dal sonno tormentato di una Napoli sotterranea e apocalittica e prosegue nelle spirali di un’allucinazione sospesa tra dramma e farsa, attraversando alcuni topos classici della drammaturgia e della cultura partenopea: il fuoco del vulcano, le sopraffazioni, la fame, 
le imprecazioni, la preghiera, il sogno che diventa incubo, le serenate romantiche, l’amore mercificato, il sonno indolente, dove trova voce e suono il lamento di una città dalla vitalità scatenata ma guastata dalla guerra, che aspira ad un sofferto risveglio della coscienza nell’armonia placata di una ‘pace senza morte’.   
lo spettacolo è dedicato a Leo de Berardinis, indimenticabile maestro e compagno di strada di molte avventure teatrali
                                                                                                                                                     Marco Sgrosso


percorso drammaturgico

prologo apocalittico
eduardo de filippo, “nfunno” / enzo moscato, da “partitura”

lamentazioni 
raffaele viviani, da “i dieci comandamenti”/ roberto de simone, da “la gatta cenerentola”
raffaele viviani, da “i dieci comandamenti”/ e.a.mario, “tammurriata nera” 
enzo moscato, da “partitura”/ eduardo de filippo, da “napoli milionaria” / “o rraù”/
“oje mmar’a tte”/ vincenzo de simone, da “nunn’è cchiù na cartolina”/
enzo moscato, da “ragazze sole con qualche esperienza”

allucinazioni
eduardo, da “le voci di dentro”/ enzo moscato, da “festa al celeste e nubile santuario”/ 
roberto de simone, da “la gatta cenerentola” 
 
serenate avvelenate
libero bovio, “passione” + raffaele viviani, da “i dieci comandamenti”/ 
enzo moscato, da “partitura”/ angelo manna, “giuvanne ‘o stuorto”/ 
enzo moscato, da “partitura e “bordello di mare con città” / 
giovanni boccacciari, “na piezz’argiento”/ ferdinando russo, “povero cazzo mio”/
enzo moscato, da “partitura” + “bordello di mare con città”/ giovanni block, da “core mio”

canto finale
enzo moscato, da “partitura”/ eduardo, “penziere mieje” / totò, “o schiattamuorto”/ 
libero bovio, “chiove”/ raffaele viviani/ enzo moscato, da “partitura”







Estratti di rassegna stampa
Rodolfo di Giammarco, la Repubblica, 19 agosto 2026
«Lavoro vulcanico, nero, blasfemo e pop», Basso napoletano intreccia Eduardo, Viviani, Moscato, De Simone, Totò e altri autori in una jam session di imprecazioni, sogni, appetiti, incubi e canto. «Bel furore del protagonista, col suono di Del Gaudio».
Viviana Raciti, Teatro e Critica, 15 aprile 2026
Il dialogo tra Marco Sgrosso e il contrabbasso di Felice Del Gaudio costruisce una drammaturgia capace di passare dal grottesco al lirico. Sgrosso «non racconta Napoli, la incarna», mentre il contrabbasso agisce «come un secondo attore», in un collage di voci e testi che diventa un discorso unitario sull’umano.
Susanna Battisti, Fogli e Parole d’Arte, 21 aprile 2026
Il contrabbasso è «personaggio con una propria voce», mentre Sgrosso trasforma corpo e voce in una maschera insieme sensuale e demoniaca. Uno spettacolo che vibra «della tensione di una jam session», tra sacro e quotidiano, nel desiderio di una «pace senza morte».
Sonia Remoli, E ora Teatro!, 10 aprile 2026 
Una dedica a Leo De Berardinis che diventa presenza scenica e memoria teatrale. Il basso napoletano è anche il contrabbasso di Del Gaudio, che accompagna e contrappunta le voci di Eduardo, Totò, Viviani, Ferdinando Russo e Moscato. «Il canto di Basso napoletano […] è il canto dell’intera umanità».
Fausto Nicolini, La voce di dentro, 10 aprile 2026
Sgrosso «pesca dalle profondità delle sue radici» e attraversa i diversi volti della Napoli bella e terribile, tra amore, malaffare, sogni e incubi. Un viaggio nel quale l’attore agisce «con abilità da maestro e da comico dell’arte», sostenuto dalle atmosfere cupe e dalle melodie del contrabbasso.
Bologna Sipario, 27 aprile 2024
Una Napoli «bella e terribile», città-universo sospesa tra vitalità, solitudine e disperazione. Lo spettacolo, breve e intensissimo, è definito «un’opera al nero», mentre il contrabbasso di Del Gaudio diventa «un’altra voce necessaria», capace di rendere il linguaggio «affilato e limpido»: «un vero concerto», prezioso e raffinato.
Nicola Viesti, Corriere del Mezzogiorno, 10 aprile 2004
«Va in scena Napoli, con la sua levità, con la sua visceralità, il suo fuoco, il suo lirismo». Sgrosso ne restituisce sogni, visioni e ferite attraverso una lingua che diventa «urlo, invettiva, preghiera, detto», accompagnato dalla musica e dal contrabbasso in un viaggio dentro una città capace di «rinascere e ricominciare».
Gilda Camero, Bari Sera, 13 aprile 2004
Una Napoli «di sogni e di visioni», provata dalla guerra ma capace di reinventarsi, prende forma attraverso il corpo e la voce di Sgrosso e la musica dei contrabbassi. La lingua partenopea diventa urlo, invettiva, preghiera e racconto, restituendo «il sapore di una terra» dove tutto rinasce e ricomincia.


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