L'archivio Arturo Vermi in collaborazione con LEOGALLERIES annuncia due importanti impegni per le opere di Arturo Vermi. Tre opere esposte per cinque anni presso la nuova sede di Casa Italia - Buckingham Gate. Casa Italia rappresenta un punto di svolta nella presenza italiana a Londra, non solo per la sua posizione prestigiosa a pochi passi da Buckingham Palace, ma per il nuovo paradigma che unisce efficienza, sostenibilità e identità culturale. L'edificio, di stile vittoriano, copre una superficie di quasi 2.000 metri quadrati e ospita oltre 80 funzionari dell'Ambasciata, dell'Istituto Italiano di Cultura e dell'ICE–Agenzia per il Commercio Estero e dal 5 febbraio al 5 maggio la mostra presso il Museo del Grabado di Marbella.
L'esaltazione del minimalismo nei primi anni '60 favorì il movimento minimalista, con un linguaggio che privilegiava la riduzione formale e la neutralità emotiva. Nei paesi anglofoni, si distinsero artisti che utilizzavano elementi industriali per la loro sterile oggettività, come Donald Judd e Dan Flavin, mentre altri, come Bruce Nauman, Brice Marden e Agnes Martin, si mossero verso una connessione paradossale tra una riflessione radicalmente razionalista e, al contrario, i presupposti mistici delle filosofie orientali.
In Europa, seguendo questa tendenza, il minimalismo assunse un carattere più meditativo e spirituale, intrecciandosi spesso con indagini filosofiche e metafisiche e avvicinandosi al mondo minimalista del Giappone e della Corea del Sud. È in questo contesto che si colloca l'opera di Arturo Vermi (1928-1988), cronologicamente in anticipo rispetto a queste sensibilità del tempo, rivelandosi un ponte tra queste due inflessioni del movimento.
Il minimalismo di Vermi non si limita alla ricerca formale o alla mera sottrazione di elementi visivi. Al contrario, il suo lavoro si distingue per una profonda carica poetica e simbolica, in cui ogni linea, ogni superficie e ogni vuoto diventano portatori di significato. Vermi sceglie un linguaggio discreto e meditativo, affidando alla ripetizione e alla geometria il compito di veicolare la sua visione. Un altro aspetto distintivo del lavoro di Vermi è il suo rapporto con il vuoto, inteso non come assenza, ma come spazio di possibilità. Il vuoto nelle sue opere non è mai casuale; piuttosto, diventa un elemento attivo, un "silenzio visivo" che amplifica il significato delle forme presenti. Questa concezione del vuoto ricorda la filosofia orientale, in particolare il pensiero Zen, che Vermi sembra evocare implicitamente attraverso il suo stesso essere.
All'inaugurazione sarà presente la curatrice Simona Bartolena, che lo scorso anno ha collaborato con il Museo dell'Incisione anche alla mostra nazionale di grande successo "Da Cézanne a Picasso, da Kandinsky a Miró".
La mostra "La perseveranza del minimo: Arturo Vermi" è visitabile nelle sale 8 e 9 del Museo dell'Incisione Spagnola Contemporanea, situato nell'Ospedale Bazán nel centro storico di Marbella, fino al 5 maggio, secondo i consueti orari di apertura: dal lunedì al venerdì mattina dalle 10:00 alle 14:00 e il sabato e la domenica mattina dalle 11:00 alle 14:00; e il mercoledì, giovedì e venerdì pomeriggio dalle 17:00 alle 20:00.
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