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martedì 10 febbraio 2026

Patto territoriale Bagnoli, Troisi: “Manfredi chiarisca di che formazione parla”

“Come comparto a forte rischio, difficilmente possiamo aspettare proclami espressi con leggerezza e senza una preventiva interlocuzione con i rappresentanti della formazione in Campania”, tuona il segretario del Movimento Libero e Autonomo.

 

NAPOLI – “Quando, annunciando il Patto territoriale, il sindaco di Napoli e commissario per Bagnoli Gaetano Manfredi parla di formazione professionale rivolta ai lavoratori che saranno assunti direttamente sul territorio, viene spontaneo chiedersi in qualità di operatori del settore a quale formazione l’annuncio faccia riferimento. Perché viene da sé che gli operatori del settore si aspettassero un ‘normalissimo’ tavolo di concertazione al fine di rispondere a tali necessità. Invece, caschiamo letteralmente dalle nuvole”. Lo afferma il segretario del Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate (sindacato datoriale degli enti di formazione professionale campani) Nicola Troisi.

"Sono mesi che sosteniamo che il comparto formazione in Campania è fortemente a rischio crisi a causa dell’inevitabile transizione dal programma GOL a un futuro ancora incerto. Per questo, difficilmente possiamo accettare che tali proclami siano espressi con leggerezza e senza una preventiva interlocuzione con i rappresentanti della formazione in Campania, un universo che conta centinaia di scuole e svariate sigle sindacali come la nostra", continua Troisi. Che si rivolge poi direttamente all'ex rettore: "Di quale formazione stiamo parlando? Chi gestirà tale formazione? Come verrà finanziata? Anche questa sarà vincolata al territorio, e se sì in che modo?”.

Da tempo, inoltre, il Movimento ricorda di aver richiesto a più amministrazioni locali, inclusa quella partenopea e due distinte municipalità, la partecipazione ai tavoli di concertazione con le parti in tema formazione, lavoro e occupazione e che tali PEC sono state sempre disattese.

"Siamo seriamente preoccupati", conclude Troisi. "Se si tratta di un annuncio buttato lì al solo scopo di rassicurare una popolazione preoccupata, siamo preoccupati per la leggerezza con cui l’Istituzione affronta l’argomento. Se invece si tratta di qualcosa di già soppesato, siamo doppiamente preoccupati per il fatto di non essere stati assolutamente presi in considerazione come interlocutori".

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