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domenica 22 febbraio 2026

Donna Brigida Merone, il Vesuvio raccontato tra pizza, cucina e i vini vulcanici di Calici e Spicchi a Ercolano il 16 febbraio 2026

C’è un filo rosso come la lava che unisce terra, memoria e impresa nel progetto Donna Brigida Merone, format gastronomico ideato dall’imprenditore Giuseppe Maiello con un obiettivo preciso: trasformare l’identità agricola del Vesuvio in un racconto coerente, capace di attraversare pizza, cucina e vino. 

Non un semplice locale, ma un’operazione culturale che mette al centro la materia prima vesuviana e la sua straordinaria biodiversità.

Protagonista assoluto è il pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP, simbolo di un territorio segnato dalla forza del vulcano e dalla ricchezza minerale dei suoi suoli, nonché logo d'impresa col suo inconfondibile pizzo.
Intorno a questo emblema si muove una costellazione di prodotti identitari: miele, olive nere vesuviane, origano selvatico, conserve artigianali, frutta, formaggi, carni e latticini provenienti da piccoli produttori locali. 

La selezione non è un dettaglio, ma il cuore del progetto. 
Donna Brigida costruisce infatti una filiera consapevole, collaborando con aziende agricole e artigiani che custodiscono saperi antichi e coltivazioni legate in modo indissolubile alla composizione del terreno vulcanico. 
Dal campo alla tavola, ogni passaggio è pensato per restituire autenticità e riconoscibilità.

La cucina attinge con rigore alla tradizione partenopea e se n'è avuto prova nel corso della raffinata serata di presentazione del libro "Calici e Spicchi" di Antonella Amodio, volume giunto alla edizione numero 2, atto secondo del viaggio della giornalista e sommelier, nonché scrittrice, nel mondo degli abbinamenti tra lievitati e nettare degli dei.
La friggitoria introduce il percorso con i grandi classici popolari: crocchè, montanarine, arancini e frittatine. 

Esemplare l'arancino nero con riso venere e ragù di manzo tenerissimo e sugo di Piennolo, provato all'inizio della conviviale letteraria del 16 febbraio 2026, dedicata all'atlante del pairing food and wine, vera bussola nell'universo enologico e nella galassia pizza. 
In carta trovano spazio piatti che appartengono alla quotidianità campana, come le polpette al sugo, la salsiccia con friarielli, gli spaghetti al piennolo, la pasta e patate, il baccalà arrecanato. 

Preparazioni apparentemente semplici, che acquistano profondità grazie alla qualità della materia prima e a un’esecuzione attenta, rispettosa della memoria gastronomica.

Al centro dell’offerta resta la pizza, affidata al pizzaiolo Luca Dario e per l'occasione di metà febbraio anche al fratello Armando per una sera.

Il lavoro sugli impasti si declina in diverse tipologie, mentre la carta propone circa trenta varianti tra classiche, stagionali, creative e bianche, affiancate da un’ampia selezione senza glutine.

Molte ricette sono concepite come espressione diretta del territorio vesuviano, con ingredienti che parlano la lingua del vulcano e ne interpretano le sfumature.

Il percorso si completa nel calice con una carta interamente dedicata ai vini vesuviani, tra cui spiccano Cantine Olivella e Casa Setaro, protagoniste con le loro etichette del fine dining letterario sopraccitato.
Una scelta identitaria netta, che privilegia etichette prodotte esclusivamente nell’area del Vesuvio, esaltando la personalità dei vitigni allevati su suoli di origine vulcanica e rafforzando la coerenza del progetto.

Il nome Donna Brigida è un omaggio alla madre di Giuseppe Maiello e racchiude l’idea di una cucina familiare, autentica, capace di custodire e tramandare. 
Oggi il format conta tre sedi – a Cercola, Ercolano e Palma de Maiorca – e si propone come un viaggio gastronomico intorno al Vesuvio. 
Sedersi ai tavoli di Donna Brigida Merone significa entrare in un racconto unitario, dove ogni elemento, dalla pizza al vino, contribuisce a restituire il carattere unico e irripetibile della terra vesuviana.

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