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venerdì 27 febbraio 2026

Successo e tradizione si fondono con Luigi Cippitelli grazie a “Tammurriata e Pizza”, il Vesuvio tra musica e sapori autentici a San Giuseppe Vesuviano

Si è rivelato un trionfo di partecipazione l’evento “Tammurriata e Pizza”, che ha saputo catturare l’autentica essenza del Vesuvio attraverso un connubio straordinario di musica popolare e gastronomia di quali. Sold out per questa serata unica, dove ritmo, gusto e tradizione si sono intrecciati in un affascinante racconto collettivo. 
Protagonisti della serata del 26 febbraio 2026 sono stati la cilentana Nadia Pepe, valente interprete della cultura musicale campana, insieme a una formazione de “Il Canto del Sud”, e Luigi Cippitelli, maestro pizzaiolo che ha reso omaggio al territorio attraverso un assortimento di pizze realizzate con ingredienti vesuviani selezionati. 
Il calore del forno a legna, i suoni ancestrali della tammorra e le melodie avvolgenti hanno trasformato l’evento in un vero viaggio sensoriale, sottolineando la bellezza del patrimonio storico e culturale dell’area vesuviana e mostrandola anche a chi viene da fuori regione, come un commensale pugliese, cui è stata dedicata la pizzica dalla talentuosa Nadia, già reduce dalla scorsa edizione della festa della pizza cilentana. 
La conviviale si propone di diventare un appuntamento fisso, con la missione di celebrare le radici di un territorio che, tra terra fertile e tradizioni secolari, continua ad affascinare chiunque abbia il privilegio di scoprirlo. 
Luigi Cippitelli: la valorizzazione del territorio in chiave gastronomica

La pizzeria di Luigi Cippitelli, situata a via Astalonga 36, è l’espressione di una filosofia che punta tutto sull’identità territoriale, sulla qualità degli ingredienti e su una visione moderna della tradizione.
Fondata nel 2004 come attività di vendita da asporto, l’azienda ha intrapreso un percorso evolutivo nel 2014, quando si è trasferita in un ambiente più grande e ospitale per accogliere anche clienti seduti, rendendo sempre più centrale il legame con le eccellenze vesuviane.
Grazie a una formazione alberghiera e a esperienze maturate tra pasticceria e cucina professionale, Luigi ha fatto della pizza unautentica narrazione gastronomica.
Ogni creazione riflette studio approfondito, equilibrio tra struttura dell’impasto e topping selezionati, con una forte attenzione alla stagionalità offerta dal ricco territorio vesuviano, e con una cucina completamente al servizio dei condimenti e delle salse per il disco di pasta lievitato.
Inoltre, il pizzaiolo dedica particolare cura a temi come la cucina di recupero, antspreco, contribuendo a perpetuare tradizioni culinarie che rappresentano la memoria storica e il cuore pulsante dellidentità locale. 
Le pizze del Vesuvio: innovazione e tradizione

Tra le specialità proposte dalla pizzeria Cippitelli brilla la creativi nel realizzare ricette che reinterpretano la tradizione vesuviana.
Il Gran Cono – A’ Vocca Rò Vesuvio è una pizza fritta capovolta che combina la ricotta aromatizzata al pepe nero con ragù napoletano dall’effetto vulcanico e dettagli come pinoli tostati e olive nere disidratate: un piatto iconico che celebra l’unicità della cucina vesuviana. Sapidità bilanciata alla perfezione, e non era facile, data la sfida rappresentata dalla combinazione battilocchio e salsa regina del pranzo della domenica a Napoli.
 
La Montanara Vesuviana esalta il pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP con una doppia cottura – prima è fritta e poi viene ripassata in forno –, arricchita da Provolone del Monaco DOP vicini Monti Lattari e provola affumicata.
La Lacryma Christi del Vesuvio presenta invece sapori complessi e sofisticati con la cipolla semi-caramellata al vino Lacryma Christi DOC, pomodorini semidry, salsiccia sbriciolata e rosmarino fresco.
Infinnon può mancare la Marinara, versione Vesuviana Extra, un omaggio alla semplicità con l’eccellenza dei prodotti locali: pomodori Pelati del Vesuvio DOP, aglio da Serbo e origano del Monte Saro abbracciati da olive nere denocciolate e alici selezionate.

Dolce conclusivo

Il Pan Migliaccio chiude il pasto trasformando il pane in esubero (ottica antispreco, lodevole pratica) dei panetti di pizza in una rivisitazione innovativa del tradizionale migliaccio napoletano di stampo carnevalesco, grande protagonista tra i dolci di febbraio insieme alle chiacchiere con sanguinaccio e alle castagnole. 
L'assaggio personalmente ha sortito un effetto proustiano, evocando la consistenza del Panemisù, tiramisù preparato con pane casereccio locale materano al posto dei più canonico savoiardi nella base, assaggiato nella città dei Sassi in uno dei ristoranti scavati nella roccia calcarea di Matera.
“Tammurriata e Pizza” si conferma come un appuntamento che guarda all’eccellenza locale, capace di promuovere il territorio con autenticità e passione, affermandosi come simbolo dell’orgoglio vesuviano.

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