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giovedì 1 ottobre 2026

TAVI, Pineta Grande Hospital sul podio nazionalel’eccellenza campana che può ridurre i viaggi della salute

Nel 2025 il centro di Castel Volturno si conferma tra i primi tre in Italia. Al centro del risultato l’attività del dott. Arturo Giordano e della sua équipe. Il polo è inoltre coinvolto in studi e programmi di valutazione di nuove tecnologie promossi da aziende multinazionali del settore biomedicale



353 TAVI in un anno. È il numero che porta Pineta Grande Hospital di Castel Volturno tra i primi tre centri italiani per volume di attività nel trattamento transcatetere della stenosi aortica, una procedura mini invasiva per la sostituzione della valvola. Nel ranking TAVI 2025 riportato nell’ambito GISE (Società Italiana di Cardiologia Invasiva) GAP2CARE, la struttura campana si colloca al terzo posto nazionale. Un dato che racconta non soltanto la crescita di un singolo ospedale, ma il consolidamento in Campania di un polo di Cardiologia Interventistica capace di competere con i maggiori centri del Paese.

Il lavoro del Dott. Arturo Giordano e dell’Heart Team

Il risultato è strettamente legato all’attività clinica e organizzativa del dott. Arturo Giordano e della sua équipe composta dal dott. Paolo Ferraro, dott Nicola Corcione, dott. Alberto Morello, dott. Michele Cimmino e dott. Michele Albanese. Il tutto all’interno di un percorso che integra cardiologia interventistica, cardiochirurgia, anestesia, imaging e assistenza infermieristica specializzata.

 La TAVI, procedura mininvasiva di sostituzione della valvola aortica, richiede infatti una selezione accurata dei pazienti, tecnologie avanzate e un Heart Team capace di gestire anche quadri complessi e fragili. L’alto numero di procedure è anche un indicatore di esperienza organizzativa: significa disporre di percorsi consolidati, personale dedicato e capacità di presa in carico lungo tutte le fasi, dalla diagnosi alla procedura fino al follow-up. Per i pazienti campani, questo si traduce nella possibilità di accedere a trattamenti ad alta specializzazione senza dover necessariamente cercare fuori regione le stesse competenze.

Un centro che attrae anche la ricerca internazionale

Nel reparto di Cardiologia Interventistica di Pineta Grande Hospital diverse aziende multinazionali del settore biomedicale chiedono di svolgere studi e programmi di valutazione delle innovazioni che sviluppano all’interno di protocolli clinici e delle procedure autorizzative previste: “Essere scelti come sede di sperimentazione e valutazione – afferma Arturo Giordano - significa poter contribuire alla verifica di nuove tecnologie e nuovi dispositivi, confrontandosi in anticipo con l’evoluzione della cardiologia interventistica. È un aspetto che amplia il significato dell’eccellenza: il centro non è soltanto un luogo nel quale si erogano prestazioni ad alta complessità, ma diventa anche un punto di incontro tra pratica clinica, ricerca applicata e innovazione industriale. Per la Campania, questo vuol dire attrarre competenze, tecnologie e progettualità che normalmente si concentrano nei grandi poli sanitari e universitari del Centro-Nord o all’estero”.

La sfida della mobilità sanitaria passiva

Il dato assume un peso particolare in una regione che continua a confrontarsi con la mobilità sanitaria passiva, cioè con la scelta o la necessità di molti cittadini di rivolgersi a strutture di altre regioni per prestazioni specialistiche, come conferma il Dott. Giordano: “In settori ad alta complessità come la cardiologia strutturale, la presenza di centri con volumi e competenze di rilievo nazionale può rappresentare una leva concreta per invertire questo fenomeno, a beneficio soprattutto per i pazienti spesso anziani e fragili e per le loro famiglie. Significa ridurre spostamenti, costi indiretti e difficoltà per le famiglie, oltre a favorire una migliore continuità tra ospedale, specialisti territoriali e follow-up. Al tempo stesso, trattenere una quota maggiore della domanda sanitaria in Campania significa valorizzare le professionalità già presenti e utilizzare sul territorio risorse che altrimenti alimentano flussi extraregionali”.

Il ruolo della Regione: trasformare l’eccellenza in sistema

La vera sfida è mettere le eccellenze esistenti nelle condizioni di rispondere a una quota crescente del fabbisogno regionale: “Una programmazione della Regione Campania che valorizzi i centri ad alto volume, rafforzi le reti di invio, sostenga percorsi assistenziali dedicati e assicuri risorse coerenti con la domanda potrebbe contribuire a limitare la mobilità passiva, soprattutto per le prestazioni nelle quali il territorio dispone già di competenze di livello nazionale” prosegue il Dott. Giordano. In questo modo, la Campania diventerebbe ancor più attrattiva per la ricerca clinica e l’innovazione biomedicale. Quando un centro ad alto volume entra nei programmi di studio delle aziende internazionali, si crea un circuito virtuoso fatto di formazione, nuove tecnologie, esperienza e reputazione scientifica. È su questo terreno che una singola eccellenza può diventare un patrimonio dell’intero sistema sanitario regionale.

 

LA TAVI IN BREVE

La TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation) è una procedura mininvasiva per la sostituzione della valvola aortica in pazienti selezionati con stenosi aortica severa. L’indicazione viene definita attraverso una valutazione multidisciplinare e richiede l’integrazione di più competenze specialistiche.

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