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venerdì 16 ottobre 2026

Futuro Remoto compie quarant’anni: a Napoli la scienza si apre alla città

“E tu, Cielo, dall’alto dei mondi sereni, infinito, immortale, d’un pianto di stelle lo inondi, quest’atomo opaco del Male”. La Terra evocata da Giovanni Pascoli in X agosto appare piccola, fragile, avvolta dall’oscurità. È proprio quel pianeta, con le sue contraddizioni e le sue possibilità, il punto di partenza del dibattito che Città della Scienza di Napoli intende riportare al centro della vita pubblica: studiarlo, comprenderlo, immaginarne futuri diversi. Il Planetario, con le sue proiezioni immersive, trasforma quella prospettiva cosmica in un’esperienza concreta, capace di avvicinare grandi temi scientifici a studenti, famiglie e cittadini.

Dal 10 al 15 novembre 2026, Futuro Remoto festeggia la sua quarantesima edizione con il titolo “L’immaginazione di futuri”. Per l’occasione l’ingresso a Città della Scienza, al Science Centre, alle mostre e alle attività del Festival sarà gratuito per tutti.
Una storia nata a Napoli
Il festival fu ideato nel 1987 dal fisico napoletano Vittorio Silvestrini, con l’intuizione di far dialogare ricerca, fantascienza, arte e cultura. Dalla prima edizione alla Mostra d’Oltremare fino alle grandi edizioni in Piazza del Plebiscito e all’attuale sede di Bagnoli, Futuro Remoto è diventato un punto di riferimento della divulgazione scientifica italiana ed europea.
Quarant’anni dopo, la manifestazione mantiene la sua vocazione originaria: rendere la scienza un bene condiviso e uno strumento di consapevolezza civica. Il titolo di quest’anno propone un invito a immaginare collettivamente scenari possibili, fondati su innovazione, sostenibilità e pace.
Il sostegno della Regione
Alla conferenza di presentazione, svoltasi al Planetario di Città della Scienza, il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha accolto con favore il ritorno di Futuro Remoto e il valore simbolico del suo nome. “Celebriamo quaranta anni di storia e di futuro”, ha dichiarato Fico, sottolineando che l’edizione racchiude un’eredità da custodire e far evolvere, con una manifestazione aperta e diffusa su tutto il territorio regionale.
Il governatore ha insistito sul ruolo educativo e sociale del festival, capace secondo lui di ampliare lo sguardo dei giovani, nutrire conoscenza e consapevolezza civica, e offrire un punto di riferimento in un contesto segnato da trasformazioni rapide. Fico ha anche richiamato il valore di Città della Scienza come luogo accessibile e fruibibile, ricordando l’emozione provata da ragazzo davanti alle mostre scientifiche e l’importanza di garantire alle nuove generazioni spazi di crescita culturale.
Per la Regione Campania, ha aggiunto Fico, investire su ricerca e innovazione significa investire sul futuro e creare opportunità di sviluppo e lavoro. Il presidente ha inoltre collegato il festival alla riqualificazione dell’area di Bagnoli e al flusso di visitatori atteso in vista delle iniziative legate all’America’s Cup, immaginando percorsi di divulgazione scientifica capaci di valorizzare ulteriormente Città della Scienza.

Un programma ad alto profilo

L’inaugurazione è fissata per martedì 10 novembre, Giornata Mondiale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo. Ospite d’eccezione sarà il biofisico tedesco Georg Nagel, Premio Nobel per la Medicina 2026 per gli studi sull’optogenetica e la scoperta dei canali ionici attivati dalla luce.

La settimana prevede incontri con divulgatrici e ricercatori, interventi dei rettori delle università campane, laboratori per i giovani, la maratona di innovazione The Big Hack, la mostra fotografica “Sottoterra!”, l’esperienza immersiva “Dante Inferno” e serate di approfondimento in Sala Newton. Sono inoltre previsti la Borsa di studio “Vittorio Silvestrini”, il Premio Nazionale Luigi Nicolais e l’inaugurazione del nuovo Centro di Eccellenza in Biorobotica, Materiali e Sistemi Bionici dell’Università Federico II.

Il Festival coinvolge i sette atenei campani come co-organizzatori, insieme a CNR, INFN, INAF e INGV, oltre ad Apple Developer Academy, Maker Faire e a una rete museale coordinata con ASviS, ICOM Italia e ICOM Campania. Le tappe territoriali porteranno l’evento anche a Benevento, Salerno, Caserta e Avellino.

Scienza da toccare e cieli da esplorare

Accanto al Festival, il Science Centre presenta la mostra temporanea “FISICA… Vietato Non Toccare!”, in programma dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027 nel Padiglione Galilei. Il percorso invita il pubblico a sperimentare direttamente energia, gravità, ottica, elettricità, fluidi e magnetismo, superando il ruolo di semplice spettatore.

Il Planetario, rafforzato da un recente aggiornamento tecnologico, propone invece due nuovi spettacoli immersivi. “Oasi nello Spazio” segue la ricerca dell’acqua come condizione della vita, mentre “Dark Universe” conduce il pubblico tra supernove, buchi neri e materia oscura.

Il presidente di Città della Scienza, Giovanni Covone, ha definito il quarantennale non un esercizio di nostalgia, ma il rinnovo di una promessa civile: “fare della scienza un bene comune, vivo e condiviso”. L’accesso gratuito, ha spiegato, è il modo di restituire alla comunità ciò che Futuro Remoto ha seminato in quattro decenni, dedicando l’edizione ai giovani e alle scuole.

L’appuntamento è quindi a Napoli, presso Città della Scienza, dal 10 al 15 novembre 2026: sei giornate gratuite per osservare la Terra, interrogare l’universo e provare a immaginare, insieme, i futuri possibili.

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