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lunedì 12 ottobre 2026

Allerta meteo e serrate preventive, Conte critica le amministrazioni

 

«Chiudere tutto non è prudenza, è rinuncia a decidere»: il presidente di Sistema Trasporti Campania dopo l'allerta arancione dell'8 e 9 ottobre si esprime così e poi aggiunge: «Le criticità sono note da anni. Serve chi si assuma il rischio di decidere, non chi si metta al riparo dietro un'ordinanza». Situazione nera in penisola Sorrentina e in costiera amalfitana.

 «Non è più accettabile che a ogni allerta meteo la risposta delle amministrazioni sia sempre la stessa: chiudere strade, scuole, parchi, sospendere servizi, fermare tutto», dichiara Amedeo Conte, presidente di Sistema Trasporti Campania. «Le piogge intense non sono più un evento eccezionale ma un fenomeno atteso, che si ripresenta con regolarità ogni autunno e ogni inverno. Chi amministra ha il dovere di prepararsi per tempo, non di scoprire a ogni bollettino che l'unico strumento a disposizione è la chiusura. Così si finisce per avere un'amministrazione a tutela di sé stessa, e non al servizio della collettività».

La presa di posizione arriva all'indomani dell'ondata di maltempo che ha investito la Campania tra l'8 e il 9 ottobre, quando la Protezione civile regionale ha innalzato a livello arancione l'allerta sulla zona che comprende Napoli, la Piana campana, l'area vesuviana e le isole del Golfo, mantenendo il giallo sul resto del territorio. In diversi comuni della provincia di Napoli e delle isole i sindaci hanno disposto la sospensione delle attività didattiche, benché il livello arancione segnali una criticità attesa e non imponga di per sé la chiusura di scuole e servizi. Il quadro si inserisce in una tendenza documentata: secondo il bilancio 2025 dell'Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato con il Gruppo Unipol, lo scorso anno in Italia sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, con un aumento del 5,9% rispetto al 2024 e il dato più alto dopo quello del 2023. Ventiquattro di questi eventi hanno provocato blocchi e ritardi a treni e trasporto pubblico locale.

«Se un fenomeno si ripete con questa frequenza, smette di essere un'emergenza e diventa una variabile di pianificazione», prosegue Conte. «Il Codice della protezione civile, il decreto legislativo n. 1 del 2018, colloca la previsione e la prevenzione dei rischi prima ancora della gestione dell'emergenza, e affida ai Comuni la redazione dei piani di protezione civile. Sono quei piani a dover stabilire con precisione cosa si chiude, cosa resta aperto e con quali presidi, livello per livello. Quando invece la decisione arriva la sera prima, in blocco e senza distinguere un'area realmente esposta da una che non lo è, il messaggio è un altro: si sceglie di non scegliere, e il costo ricade su famiglie, lavoratori e imprese».

Il tema tocca da vicino la mobilità turistica, e quanto accaduto negli ultimi giorni tra penisola sorrentina e costiera amalfitana secondo Conte ne offre "una rappresentazione evidente". Alcuni esempi: sulla statale 145 Sorrentina la galleria di Santa Maria di Pozzano è interdetta dal 25 settembre, quando il fango sceso da un costone privato in prossimità dell'imbocco ha allagato il tunnel e danneggiato l'impianto antincendio. Il traffico viaggia su un bypass e la riapertura completa è prevista entro il 15 ottobre. Il 9 ottobre alcune pietre di grandi dimensioni sono finite sulla strada panoramica che, poco prima di Pozzano, collega Castellammare alla penisola. Il giorno successivo il senso unico alternato istituito sulla ex statale 145 ha rallentato la circolazione sull'intera direttrice. Ancora il 10 ottobre, sulla statale 163 Amalfitana, all'altezza di Capo d'Orso, il transito è stato regolato a senso alternato per rimuovere il materiale fangoso riversato sulla carreggiata. Già dopo la chiusura della galleria, Federalberghi Penisola Sorrentina aveva segnalato le ricadute sui trasferimenti da aeroporti e stazioni, sulle partenze degli ospiti, su taxi, NCC e bus turistici.

«Le fragilità sono note e localizzate, e ogni pioggia le rimette in fila una dopo l'altra», aggiunge Conte. «Un'ordinanza per chiudere scuole e parchi si firma in poche ore, mentre una galleria strategica resta fuori servizio da oltre due settimane e i percorsi che dovrebbero sostituirla cedono al primo temporale. In questi giorni abbiamo avuto clienti che hanno perso il volo, altri arrivati in aeroporto all'ultimo momento, altri ancora che hanno perso il treno. Per chi lavora nel trasporto di persone sono servizi saltati e mezzi fermi. Per il territorio è un danno che non si esaurisce in una giornata: chi ha vissuto un viaggio così difficilmente torna e di certo lo racconta, e il rischio concreto è che queste disfunzioni si scarichino sulle prossime stagioni turistiche».

«Nessuno chiede di ignorare i bollettini o di esporre i cittadini a rischi inutili», conclude Conte. «Chiediamo che la sicurezza torni a essere il risultato di un lavoro fatto prima, con interventi sul territorio, piani aggiornati e misure proporzionate alla criticità reale, e non una formula per sottrarsi alla responsabilità. Un'amministrazione che a ogni pioggia sospende la vita di un territorio non lo sta governando. Su questo le istituzioni campane, a ogni livello, devono un cambio di passo a cittadini, lavoratori e imprese».


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