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giovedì 1 ottobre 2026

Il 6 ottobre 2026 La Terra del Fuoco in anteprima al cinema Eden di Roma

Martedì 6 ottobre 2026, alle ore 20:30, al Cinema Eden di Roma, sarà presentato in anteprima per pubblico e stampa La Terra del Fuoco (God Will Not Help – Bog neće pomoći), il nuovo film della regista croata Hana Jušić, distribuito in Italia da Emerafilm. Un’occasione per scoprire sul grande schermo un’opera che, dopo la première mondiale al Locarno Film Festival 2025, ha attraversato alcuni dei più importanti festival internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio tra cui il Pardo per la migliore interpretazione, assegnato ex aequo alle protagoniste Manuela Martelli e Ana Marija Veselčić. Sarà presente in sala la produttrice Ines Vasiljević che ripercorrerà con il pubblico genesi e realizzazione del film.
Ambientato all’inizio del Novecento, tra le montagne aspre della Croazia meridionale, La Terra del Fuoco racconta l’irruzione di una presenza estranea all’interno di una comunità chiusa nelle proprie tradizioni. Una donna cilena arriva in un remoto villaggio di pastori dichiarando di essere la vedova di uno degli uomini emigrati oltreoceano e mai più tornati. Il suo arrivo modifica gli equilibri della comunità, facendo emergere tensioni, desideri e conflitti, ma aprendo anche, soprattutto per le donne, la possibilità di immaginare un’esistenza diversa.
Con il suo secondo lungometraggio, Hana Jušić costruisce un dramma in costume sospeso tra storia e mito, capace di interrogare il presente attraverso una comunità apparentemente lontana nel tempo. Al centro del film ci sono il patriarcato, l’appartenenza, la solidarietà e il desiderio di libertà, ma anche l’impossibilità della comunicazione e la necessità di trovare forme alternative per entrare in relazione con l’altro.
«Volevo parlare delle donne che stanno ai margini di quel mondo – racconta la regista – delle donne che, alla fine, da quel margine a cui sono relegate, fanno la “linguaccia” al patriarcato».
Prodotto da Ankica Jurić Tilić per Kinorama e coprodotto, per l’Italia, da Ines Vasiljević e Stefano Sardo per Nightswim, La Terra del Fuoco è una coproduzione internazionale tra Croazia, Italia, Romania, Grecia, Francia e Slovenia, realizzata con il sostegno, tra gli altri, del Ministero della Cultura italiano.
Un percorso internazionale iniziato a Locarno
Il film ha debuttato in prima mondiale nel Concorso Internazionale del Locarno Film Festival 2025, dove Manuela Martelli e Ana Marija Veselčić hanno ricevuto ex aequo il Pardo per la migliore interpretazione.
Dopo Locarno, La Terra del Fuoco è stato presentato in numerosi festival internazionali, tra cui Busan, Vancouver, São Paulo, Sarajevo, Thessaloniki, Seville e Cork, proseguendo nel 2026 con partecipazioni a Palm Springs, Sofia, Zagabria, Bengaluru, BIF&EST e International Women’s Film Festival.
Tra i riconoscimenti ottenuti figurano il Best Actress Award a Manuela Martelli al Thessaloniki International Film Festival, lo Special Award for Promoting Gender Equality al Sarajevo Film Festival e, in Italia, il Premio Meridiana per il Miglior Contributo Artistico al BIF&EST – Bari International Film Festival. Nel 2026 il film ha inoltre ricevuto l’International Feature Film Award for Emerging Women Directors all’International Women’s Film Festival e una Special Mention nella Balkan Competition del Sofia International Film Festival.

EXTRA MOENIA, LA STORIA E LA GRANDE MUSICA ESPLODONO NELLE PERIFERIE DI NAPOLI

Dal 4 al 31 ottobre 2026 la quinta edizione della rassegna dell’Associazione Domenico Scarlatti nella VII Municipalità: dieci appuntamenti tra teatro, danza e musica, da Gesualdo a Mozart, da Cristina Donadio a Bruno Canino. In programma anche due produzioni inedite, un progetto immersivo con l’intelligenza artificiale (la BrainArt Experience) e un gran valzer in abiti dell’Ottocento.

Portare la grande storia e la grande musica là dove, troppo spesso, non arrivano. È questa la sfida della quinta edizione di “Extra Moenia – Il Centro esploso”, la rassegna promossa dall’Associazione Domenico Scarlatti presieduta dal maestro Enzo Amato, nell’ambito di “Affabulazione – Espressioni della Napoli policentrica” del Comune di Napoli, che dal 4 al 31 ottobre attraverserà Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno e Capodichino (eventi a ingresso gratuito per info www.extramoenia.cloud).

Con il sottotitolo “Voci della Storia”, la manifestazione costruisce un percorso tra cinque secoli di cultura, mettendo in dialogo letteratura storico-biografica e musica classica. Dieci spettacoli, incontri e produzioni che trasformano la biografia di compositori, scrittori e protagonisti della cultura in una vera struttura narrativa del concerto. Un progetto che, nelle intenzioni dei promotori, vuole contribuire a rafforzare l’idea di una Napoli policentrica, nella quale le periferie non siano margini ma luoghi di produzione culturale.

La rassegna coinvolgerà alcuni luoghi simbolici e, in parte, normalmente estranei ai circuiti dello spettacolo: dalla Masseria Luce, museo rurale e sede principale del progetto, alle chiese dei SS. Cosma e Damiano e dell’Immacolata, fino al Salone degli Aviatori dell’Aeroporto Militare di Capodichino, eccezionalmente aperto al pubblico. Un itinerario che diventa anche occasione per riscoprire il patrimonio storico e architettonico della Municipalità 7.

Tra i protagonisti figurano Bruno Canino, Cristina Donadio, Lidia Ferrara, Gabriella Colecchia, Luigi Cirillo e l’Orchestra da Camera di Napoli, insieme a numerosi interpreti e artisti del territorio.

L’apertura, il 4 ottobre alla Chiesa della Madonna dell’Arco di Miano, sarà affidata a “Ardo d’amore e piango”, racconto di Gesualdo da Venosa con Mario Brancaccio e un ensemble diretto dal repertorio di Falconieri, Gesualdo e Matteis. L’8 ottobre, al Centro Giovanile Pertini, Edgar Colonnese proporrà una nuova incursione nella storia di Napoli, mentre nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano andrà in scena “I Sogni son desideri…”, una delle due produzioni inedite realizzate per la rassegna.

Il 10 ottobre alla Masseria Luce sarà la volta della “Cavalleria Rusticana” di Mascagni, in esecuzione integrale, con racconto di Lidia Ferrara, coro, orchestra e videomapping sulla facciata della Masseria. L’11 ottobre Cristina Donadio sarà protagonista di “Incontri d’Autori”, tra Liszt e Petrarca, Weill e Brecht, Piazzolla e Borges.

Tra gli appuntamenti più innovativi figura “Tarantelle”, in programma il 16 ottobre alla Masseria Luce: una produzione inedita con Roberto Del Gaudio, Mimmo Napolitano, Giuseppe Di Colandrea ed Emidio Ausiello, la partecipazione dell’Ensemble di Tamburi a cornice e la danza del Dansemble, arricchita da effetti olografici.

Il rapporto tra cultura e nuove tecnologie sarà al centro anche della BrainArt Experience, progetto nel quale sensori EEG indossati dagli spettatori trasformano le onde cerebrali in immagini generative su ledwall, capaci di interagire in tempo reale con luci, musica e narrazione. Il progetto prevede inoltre realtà virtuale e uno storybook multimediale sviluppato con GRETA srl, spin-off dell’Università Federico II.

Il cartellone proseguirà con Bruno Canino, Leggenda del Pianoforte, con la prolusione di Enzo Amato, e con “Qui la voce sua soave…”, viaggio nelle storie e nelle passioni del belcanto raccontato da Roberto Del Gaudio. Il 27 ottobre, nel Salone degli Aviatori, Amedeo Colella racconterà invece l’Ottocento attraverso il “Gran Valzer in abiti d’epoca”, con il Centro Studi Danze Storiche, solisti e Orchestra da Camera di Napoli diretta da Enzo Amato.

Il 29 ottobre sarà la volta del Requiem di Mozart, raccontato da Enzo Amato, mentre la chiusura, il 31 ottobre alla Chiesa dell’Immacolata di Capodichino, sarà affidata a “Il Maestro di Cappella” di Domenico Cimarosa, con Amedeo Colella e l’Orchestra a Fiati Margherita di Savoia.

Accanto agli spettacoli, la quinta edizione rafforza la propria dimensione formativa con sette laboratori gratuiti, per oltre 100 ore di attività e circa 120 giovani coinvolti, compresi ragazzi con disabilità. Narrazione biografica, teatro di memoria, accessibilità e spettacolo, canto, tamburi a cornice, danza e il progetto dei Giovani Ambasciatori della Cultura costruiscono un percorso nel quale il pubblico diventa parte attiva della manifestazione.

La supervisione scientifica è affidata alla professoressa Francesca Marone, responsabile del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Federico II. Il progetto coinvolge una rete di scuole, parrocchie, associazioni, istituzioni e realtà sociali del territorio.

«Extra Moenia» punta a circa 3.500 presenze, con una quota prevista del 35% di pubblico giovane e non abituale. Un percorso che raccoglie l’eredità delle precedenti edizioni: tra il 2022 e il 2025 la rassegna ha proposto 35 spettacoli e 16 laboratori, raggiungendo circa 6.000 spettatori.

Extra Moenia rientra nella quinta edizione di Affabulazione - Espressioni della Napoli policentrica, la rassegna di teatro, musica e danza promossa dal Comune di Napoli con il sostegno economico del Fondo Nazionale per lo Spettacolo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, destinato alla realizzazione di eventi live e laboratori in città, diffusi secondo un criterio policentrico per favorire inclusione sociale, riequilibrio territoriale e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.

TAVI, Pineta Grande Hospital sul podio nazionalel’eccellenza campana che può ridurre i viaggi della salute

Nel 2025 il centro di Castel Volturno si conferma tra i primi tre in Italia. Al centro del risultato l’attività del dott. Arturo Giordano e della sua équipe. Il polo è inoltre coinvolto in studi e programmi di valutazione di nuove tecnologie promossi da aziende multinazionali del settore biomedicale



353 TAVI in un anno. È il numero che porta Pineta Grande Hospital di Castel Volturno tra i primi tre centri italiani per volume di attività nel trattamento transcatetere della stenosi aortica, una procedura mini invasiva per la sostituzione della valvola. Nel ranking TAVI 2025 riportato nell’ambito GISE (Società Italiana di Cardiologia Invasiva) GAP2CARE, la struttura campana si colloca al terzo posto nazionale. Un dato che racconta non soltanto la crescita di un singolo ospedale, ma il consolidamento in Campania di un polo di Cardiologia Interventistica capace di competere con i maggiori centri del Paese.

Il lavoro del Dott. Arturo Giordano e dell’Heart Team

Il risultato è strettamente legato all’attività clinica e organizzativa del dott. Arturo Giordano e della sua équipe composta dal dott. Paolo Ferraro, dott Nicola Corcione, dott. Alberto Morello, dott. Michele Cimmino e dott. Michele Albanese. Il tutto all’interno di un percorso che integra cardiologia interventistica, cardiochirurgia, anestesia, imaging e assistenza infermieristica specializzata.

 La TAVI, procedura mininvasiva di sostituzione della valvola aortica, richiede infatti una selezione accurata dei pazienti, tecnologie avanzate e un Heart Team capace di gestire anche quadri complessi e fragili. L’alto numero di procedure è anche un indicatore di esperienza organizzativa: significa disporre di percorsi consolidati, personale dedicato e capacità di presa in carico lungo tutte le fasi, dalla diagnosi alla procedura fino al follow-up. Per i pazienti campani, questo si traduce nella possibilità di accedere a trattamenti ad alta specializzazione senza dover necessariamente cercare fuori regione le stesse competenze.

Un centro che attrae anche la ricerca internazionale

Nel reparto di Cardiologia Interventistica di Pineta Grande Hospital diverse aziende multinazionali del settore biomedicale chiedono di svolgere studi e programmi di valutazione delle innovazioni che sviluppano all’interno di protocolli clinici e delle procedure autorizzative previste: “Essere scelti come sede di sperimentazione e valutazione – afferma Arturo Giordano - significa poter contribuire alla verifica di nuove tecnologie e nuovi dispositivi, confrontandosi in anticipo con l’evoluzione della cardiologia interventistica. È un aspetto che amplia il significato dell’eccellenza: il centro non è soltanto un luogo nel quale si erogano prestazioni ad alta complessità, ma diventa anche un punto di incontro tra pratica clinica, ricerca applicata e innovazione industriale. Per la Campania, questo vuol dire attrarre competenze, tecnologie e progettualità che normalmente si concentrano nei grandi poli sanitari e universitari del Centro-Nord o all’estero”.

La sfida della mobilità sanitaria passiva

Il dato assume un peso particolare in una regione che continua a confrontarsi con la mobilità sanitaria passiva, cioè con la scelta o la necessità di molti cittadini di rivolgersi a strutture di altre regioni per prestazioni specialistiche, come conferma il Dott. Giordano: “In settori ad alta complessità come la cardiologia strutturale, la presenza di centri con volumi e competenze di rilievo nazionale può rappresentare una leva concreta per invertire questo fenomeno, a beneficio soprattutto per i pazienti spesso anziani e fragili e per le loro famiglie. Significa ridurre spostamenti, costi indiretti e difficoltà per le famiglie, oltre a favorire una migliore continuità tra ospedale, specialisti territoriali e follow-up. Al tempo stesso, trattenere una quota maggiore della domanda sanitaria in Campania significa valorizzare le professionalità già presenti e utilizzare sul territorio risorse che altrimenti alimentano flussi extraregionali”.

Il ruolo della Regione: trasformare l’eccellenza in sistema

La vera sfida è mettere le eccellenze esistenti nelle condizioni di rispondere a una quota crescente del fabbisogno regionale: “Una programmazione della Regione Campania che valorizzi i centri ad alto volume, rafforzi le reti di invio, sostenga percorsi assistenziali dedicati e assicuri risorse coerenti con la domanda potrebbe contribuire a limitare la mobilità passiva, soprattutto per le prestazioni nelle quali il territorio dispone già di competenze di livello nazionale” prosegue il Dott. Giordano. In questo modo, la Campania diventerebbe ancor più attrattiva per la ricerca clinica e l’innovazione biomedicale. Quando un centro ad alto volume entra nei programmi di studio delle aziende internazionali, si crea un circuito virtuoso fatto di formazione, nuove tecnologie, esperienza e reputazione scientifica. È su questo terreno che una singola eccellenza può diventare un patrimonio dell’intero sistema sanitario regionale.

 

LA TAVI IN BREVE

La TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation) è una procedura mininvasiva per la sostituzione della valvola aortica in pazienti selezionati con stenosi aortica severa. L’indicazione viene definita attraverso una valutazione multidisciplinare e richiede l’integrazione di più competenze specialistiche.