Ambientato all’inizio del Novecento, tra le montagne aspre della Croazia meridionale, La Terra del Fuoco racconta l’irruzione di una presenza estranea all’interno di una comunità chiusa nelle proprie tradizioni. Una donna cilena arriva in un remoto villaggio di pastori dichiarando di essere la vedova di uno degli uomini emigrati oltreoceano e mai più tornati. Il suo arrivo modifica gli equilibri della comunità, facendo emergere tensioni, desideri e conflitti, ma aprendo anche, soprattutto per le donne, la possibilità di immaginare un’esistenza diversa.
Con il suo secondo lungometraggio, Hana Jušić costruisce un dramma in costume sospeso tra storia e mito, capace di interrogare il presente attraverso una comunità apparentemente lontana nel tempo. Al centro del film ci sono il patriarcato, l’appartenenza, la solidarietà e il desiderio di libertà, ma anche l’impossibilità della comunicazione e la necessità di trovare forme alternative per entrare in relazione con l’altro.
«Volevo parlare delle donne che stanno ai margini di quel mondo – racconta la regista – delle donne che, alla fine, da quel margine a cui sono relegate, fanno la “linguaccia” al patriarcato».
Prodotto da Ankica Jurić Tilić per Kinorama e coprodotto, per l’Italia, da Ines Vasiljević e Stefano Sardo per Nightswim, La Terra del Fuoco è una coproduzione internazionale tra Croazia, Italia, Romania, Grecia, Francia e Slovenia, realizzata con il sostegno, tra gli altri, del Ministero della Cultura italiano.
Un percorso internazionale iniziato a Locarno
Il film ha debuttato in prima mondiale nel Concorso Internazionale del Locarno Film Festival 2025, dove Manuela Martelli e Ana Marija Veselčić hanno ricevuto ex aequo il Pardo per la migliore interpretazione.
Dopo Locarno, La Terra del Fuoco è stato presentato in numerosi festival internazionali, tra cui Busan, Vancouver, São Paulo, Sarajevo, Thessaloniki, Seville e Cork, proseguendo nel 2026 con partecipazioni a Palm Springs, Sofia, Zagabria, Bengaluru, BIF&EST e International Women’s Film Festival.
Tra i riconoscimenti ottenuti figurano il Best Actress Award a Manuela Martelli al Thessaloniki International Film Festival, lo Special Award for Promoting Gender Equality al Sarajevo Film Festival e, in Italia, il Premio Meridiana per il Miglior Contributo Artistico al BIF&EST – Bari International Film Festival. Nel 2026 il film ha inoltre ricevuto l’International Feature Film Award for Emerging Women Directors all’International Women’s Film Festival e una Special Mention nella Balkan Competition del Sofia International Film Festival.
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