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giovedì 23 luglio 2026

Personale educativo, immissioni in ruolo 2026/2027: appena 79 posti su scala nazionale a fronte di 624 vacanze in Campania

FLC CGIL chiede piano straordinario di stabilizzazione. Il decreto ministeriale n. 142 del 21 luglio 2026 fissa un contingente calcolato solo sulle cessazioni, senza considerare il fabbisogno reale del settore.

È stato adottato il decreto ministeriale n. 142 del 21 luglio 2026, che stabilisce le disposizioni per le immissioni in ruolo del personale educativo relative all'anno scolastico 2026/2027. Il contingente autorizzato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, con nota del 20 luglio 2026, ammonta ad appena 79 unità su scala nazionale, che saranno successivamente ripartite tra le diverse province.

Il numero, calcolato esclusivamente sulla base delle 79 cessazioni dal servizio previste per il prossimo anno scolastico, non tiene conto del fabbisogno reale del settore. A fronte di un organico complessivo pari a 2.224 posti, risultano infatti 624 posti vacanti, che continueranno a essere coperti attraverso il ricorso al personale precario, spesso impiegato da molti anni e, in numerosi casi, da oltre un decennio.

«Ci troviamo davanti all'ennesima conferma di una politica di reclutamento che guarda solo al turn over e ignora il fabbisogno reale delle istituzioni educative», dichiara Ottavio De Luca, segretario regionale FLC CGIL Campania, il quale osserva che «79 posti su scala nazionale, a fronte di centinaia di vacanze nella sola Campania, significano precarietà prolungata per lavoratrici e lavoratori che da anni garantiscono il funzionamento di convitti ed educandati».

La situazione, secondo la FLC CGIL, è resa ancora più grave dal fatto che in molte regioni le graduatorie a esaurimento risultano ormai esaurite, mentre dal 2000 non sono più stati banditi concorsi ordinari per il profilo di personale educativo. Nel frattempo non sono state previste procedure straordinarie di reclutamento, né strumenti derogatori analoghi alla cosiddetta mini call veloce, utilizzata per altri profili del comparto scuola.

A questo si aggiunge una criticità strutturale che si trascina da anni: il calcolo dell'organico necessario a garantire pienamente l'offerta formativa dei convitti e degli educandati non corrisponde alle unità di personale effettivamente autorizzate. «Questa distanza tra fabbisogno reale e organico assegnato compromette la funzionalità organizzativa delle istituzioni educative», sottolinea De Luca, il quale aggiunge che la stessa distanza «aggrava i carichi di lavoro del personale, prolunga una condizione di precarietà ormai divenuta strutturale e limita le opportunità educative e formative offerte alle studentesse e agli studenti».

Per il segretario regionale è necessario superare una politica di reclutamento fondata esclusivamente sul turn over e avviare un intervento organico che affronti il problema nel suo insieme. «Serve un piano straordinario di immissioni in ruolo — spiega De Luca — e l'indizione di nuove procedure concorsuali solo dopo aver stabilizzato tutto il personale precario con lunga esperienza di servizio». De Luca chiede inoltre una revisione dei criteri di determinazione dell'organico, «affinché esso risponda effettivamente alle esigenze dell'offerta formativa e al funzionamento dei convitti e degli educandati».

La FLC CGIL Campania seguirà l'evoluzione della ripartizione provinciale del contingente autorizzato e annuncia che porterà la questione ai tavoli negoziali con l'amministrazione scolastica regionale.

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