Il Teatro Romano di Verona accoglie il 20 e 21
luglio alle ore 21.30 Yoann Bourgeois Art Company con The Infinite
Approach, uno dei progetti centrali della sezione danza dell’Estate
Teatrale Veronese 2026. La creazione di Yoann Bourgeois, artista
francese che ha costruito la propria ricerca sul rapporto tra corpo, gravità,
spazio e tempo, porta in scena una riflessione sul movimento come luogo di
trasformazione e possibilità.
Attraverso danza, musica dal vivo e linguaggio
circense, The Infinite Approach sviluppa una drammaturgia del gesto in
cui sospensione, caduta ed equilibrio diventano strumenti per interrogare la
condizione umana e il rapporto con le forze che attraversano il nostro vivere.
In scena Yoann Bourgeois e la danzatrice Yurie Tsugawa, accompagnati dal
pianoforte di Matteo Bevilacqua, danno forma a una partitura costruita tra
precisione fisica e ricerca poetica.
L’appuntamento rientra nel percorso (H)EARTH OF
GLASS – Tradizione e sperimentazione in dialogo aperto al mondo, che
caratterizza la 78ª edizione del festival diretto da quest’anno da Fabrizio
Arcuri, chiamando artisti e compagnie internazionali a confrontarsi con gli
spazi storici della città attraverso nuovi linguaggi performativi.
L'approdo di Yoann Bourgeois al Teatro Romano, dopo
la presenza nei giorni scorsi di Peeping Tom, conferma la traiettoria impressa
a questa edizione dell'Estate Teatrale Veronese: quella di restituire a uno dei
luoghi simbolo della città il ruolo di spazio di riferimento per la scena
performativa internazionale contemporanea. L'incontro tra un patrimonio storico
di eccezionale valore e alcuni tra i protagonisti più autorevoli della ricerca
artistica mondiale sta ridisegnando il rapporto tra il festival e il suo
pubblico, richiamando accanto agli spettatori storici una generazione sempre
più ampia di giovani che riconosce nel Teatro Romano un luogo vivo, capace di
parlare il linguaggio del presente senza rinunciare alla profondità della
propria storia.
Al cuore della ricerca di Yoann Bourgeois si
ritrova da oltre un decennio un gesto fondativo, quasi metafisico: il Punto di
Sospensione Irraggiungibile. E in questo istante assoluto di equilibrio, una
fugace eclissi del tempo sospesa tra l’ascesa e la caduta, che l’artista
interroga con grazia la fragilità umana e il nostro rapporto ancestrale con le
forze invisibili della natura. Anche nelle sue “approssimazioni” più minimali,
emerge con forza una tensione poetica capace di trasmutare la fisica in una
drammaturgia incalzante, rifiutando lo spettacolo fine a sé stesso per cercare
un’umanità che resiste, cade e si rigenera attraverso il gioco infinito della
gravita. The Infinite Approach non è una semplice antologia di frammenti
isolati, ma un organismo drammatico unico e pulsante; una narrazione segreta
che scorre tra sospensioni, cadute e nuovi inizi. Ispirandosi al pensiero di
Maurice Blanchot sulla “Conversazione infinita”, Bourgeois costruisce un’opera
che trova la sua interezza proprio nel rimanere meravigliosamente incompiuta,
in un rinnovamento incessante che da forma all’infinito senza mai tentare di
imbrigliarlo. In questa partitura scenica, il numero circense — inteso come
massima condensazione di intensità — dialoga costantemente con la musica dal
vivo in un abbraccio indissolubile che sfida i limiti del possibile. Le note
eseguite al pianoforte, non sono un semplice accompagnamento, ma una trama
emotiva che amplifica le traiettorie esistenziali dei corpi in movimento. Nella
struttura di The Infinite Approach, la musica riveste un ruolo speculare alla ricerca
fisica, agendo come una bussola sensoriale per i performer. La scelta di un
repertorio che spazia dalrigore di Bach al lirismo di Schubert, fino alle
rarefazioni di Satie, riflette la volontà di costruire un dialogo organico tra
suono e gesto. Come per il punto di sospensione, la musica abita lo spazio
dell’inafferrabile, accompagnando il pubblico in un viaggio vertiginoso dove
ogni nota e ogni caduta concorrono alla creazione di una coerenza artistica
totale. A dare vita a questo poema visivo sono performer che trasformano
oggetti quotidiani — tavoli, sedie e scale — in dispositivi di una libertà
riconquistata tra equilibrio e squilibrio, rendendo ogni caduta un atto di pura
bellezza. Un’esperienza di caratura internazionale che ridefinisce il confine tra
terra e cielo, offrendo al pubblico del festival un momento di pura estasi
coreografica.
Yoann Bourgeois, coreografo, regista e interprete The
Infinite Approach, dichiara: «Sono
molto felice di tornare a Verona per presentare un progetto che mi sta
particolarmente a cuore. Questa città è diventata per me un luogo speciale:
quest'anno ho avuto il privilegio di firmare la coreografia della cerimonia di
apertura dei Giochi Paralimpici Invernali e tornare ora con una mia creazione
rappresenta un'emozione ancora più intensa. The Infinite Approach è il
risultato di oltre quindici anni di ricerca, sviluppata all'interno di un
progetto più ampio che ho intitolato Tentativi di avvicinamento a un punto
di sospensione irraggiungibile. Da anni costruisco dispositivi che mettono
in gioco inerzia, gravità e sospensione, cercando di cogliere, nel cuore stesso
di questo equilibrio precario, un istante di assoluta stabilità. Lo spettacolo
raccoglie una serie di brevi composizioni create in momenti diversi della mia
vita. Solo mettendole in relazione tra loro mi sono accorto che disegnavano una
narrazione che non avevo costruito consapevolmente. La mia non è mai stata una
ricerca sulla fisica fine a sé stessa: è una ricerca che parla dell'essere
umano, dei suoi squilibri, dei suoi slanci, degli incontri, delle perdite e
della capacità di ricominciare ogni volta. Per questo è un progetto al quale
sono profondamente legato e che desidero interpretare personalmente. Ho inoltre
la fortuna di condividere il palcoscenico con un'artista che ammiro
profondamente, Yurié Tsugawa, e con il pianista Matteo Bevilacqua, che eseguirà
pagine del grande repertorio di Schubert, Bach e Satie. Mi auguro che questa ricerca,
nata da un'esperienza molto intima e personale, possa diventare, almeno per una
sera, anche quella del pubblico. Non vedo l'ora di ritrovare gli spettatori a
Verona.»
Bio
YOANN BOURGEOIS Direttore creativo, coreografo e
scenografo di rara potenza visionaria non è semplicemente un artista, ma un
architetto dell’effimero capace di abbattere ogni confine tra danza,
teatro, musica e installazioni visive. Nato nel
1981, la sua ascesa internazionale ha ridefinito i canoni dell’arte
contemporanea. Il suo percorso e un’anomalia geniale: e stato l’unico studente
a frequentare simultaneamente il Centre national desartsducirque (CNAC) e il
Centre National de Danse Contemporaine d’Angers, sintetizzando l’energia del
movimento con il rigore del circo d’avanguardia. Fondamentale per la sua
poetica e l’incontro con Alexandre Del Perugia sul concetto di “gioco” e Kitsou
Dubois sull’assenza di peso. Dopo l’esperienza con Maguy Marin, fonda la
propria compagnia nel 2010, ottenendo un immediato successo con Cavale. La sua
ricerca emancipail circo dal dominio dello “spettacolare”, trasformandolo in un
linguaggio nobile attraverso il dialogo con i grandi capolavori, specialmente
di J.S. Bach. Nel 2016 segna una svolta storica diventando il primo artista
circense a dirigere un’istituzione nazionale, il CCN de Grenoble. Le sue
performance monumentali, come quella al Pantheon di Parigi (2017), gli sono
valse il titolo di “drammaturgo della fisica” dal New York Times.
Parallelamente, Bourgeois ha sviluppato una dimensione pop direspiro globale:
per Harry Styles ha coreografato il celebre video di AsIt Was (2022) e lo show
ai Grammy 2023; ha curato l’intensa e poetica esibizione di Marco Mengoni
all’Eurovision 2023 e ha collaborato per performance e progetti visivi con icone
quali Coldplay, Selena Gomez, Missy Elliott, Pink e FKA twigs. È stato il
direttore della coreografia dell’evento di apertura in Arena dei Giochi
Paralimpici Invernali 2026. Dal 2022 si dedica alla Yoann Bourgeois Art
Company, lavorando a uno spazio sperimentale nella Chartreuse tra ricerca
poetica e consapevolezza ambientale. Bourgeois trasforma ogni squilibrio in una
sublime coreografia dell’anima, insegnandoci che cadere e solo un altro modo
per imparare a volare.
Prime, riletture, danza, musica e performance
compongono un progetto unitario che non conserva i classici, ma li attiva nel
presente, mettendo in relazione parola, corpo e spazio. L’Estate Teatrale
Veronese 2026 si afferma così come un festival capace di coniugare tradizione e
ricerca, radicamento territoriale e visione internazionale.
L’Estate Teatrale Veronese è promossa dal Comune
di Verona in collaborazione con Arteven,Circuito Multidisciplinare Regionale,
con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Veneto,
e con Banco BPM, Magis e Pasqua Vini. Affiancano il Festival in questa 78ª edizione il Gruppo
Vicenzi e l’Hotel Touring. Il racconto della stagione è affidato alla rete
di media partnerRadio Rai 3, L’Arena, TeleArena, Radio
Verona e AGTW.
INFORMAZIONI. Programma completo sul sitowww.estateteatraleveronese.it, sulla pagina FacebookEstate Teatrale Veronese-Comune di Verona, sul profiloInstagramestateteatraleveroneseesul canale YouTubeEstate Teatrale Veronese.
BIGLIETTI DISPONIBILI
-
DA BOX OFFICE VERONA - via Pallone 16 -
tel. 045 80 11 154 e
-
ONLINE disponibili sui circuiti:www.boxol.it/BoxofficeLive/it, www.boxofficelive.it.
Fino al 24 giugno promozione speciale EARLY BIRD.


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