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martedì 21 luglio 2026

"IO SONO FELICE" DOCU SU FELICE ANDREASI DIRETTO DA MICHAEL ZAMPINO E ANTONIO DE LUCIA IN CONCORSO AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL DOCUMENTARIO VISIONI DAL MONDO


Tra gli intervistati: la moglie Grazia Andreasi, il fratello Eufemio Andreasi, gli attori Stefano Sarcinelli, Giuseppe Cederna, Flavio Oreglio, il regista Guido Chiesa e il critico d’arte Angelo Mistrangelo.


Sarà presentato in anteprima assoluta nella sezione Concorso Italiano categoria Lungometraggi alla 12esima edizione del Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo (16-20 settembre, Milano) il documentario su Felice Andreasi “IO SONO FELICE” diretto da Michael Zampino e Antonio De Lucia.

Il film, che contiene immagini inedite dagli archivi di Rai Teche, della famiglia Andreasi e dello stesso Antonio De Lucia, sarà proiettato venerdì 18 settembre alle 21.00 presso il Teatro Litta di Milano. Prodotto da Sud Sound Studios (Gianfranco Tortora) e dall’Associazione culturale Bigatera “Io sono Felice” si avvale della fotografia di Stefano Paradiso, del montaggio di Gianluca Cristofari e delle musiche originali di Massimo Fedeli.

 

Felice Andreasi, insieme a Enzo Jannacci e al Gruppo Motore, rivoluzionò negli anni '70 il cabaret italiano al mitico Derby Club di Milano, fondendo satira, nonsense e surrealismo. Un itinerario unico nel mondo dello spettacolo, interrotto dalla sua vera grande passione, la pittura, che lo ha spinto a ritirarsi nel silenzio della campagna astigiana. Vent'anni dopo la sua scomparsa, la riscoperta di un talento irripetibile: l'uomo che dietro la maschera del comico nascondeva la profondità di un pittore autentico, incurante della fama e fedele solo alla propria libertà.

“Esistono molti materiali che hanno messo in rilievo l’eclettismo di Felice Andreasi, la sua comicità lunare e la sua pittura densa e luminosa – sottolineano i registi - Eppure, è sempre mancato un ritratto capace di ricomporre le schegge di una personalità così singolare.

A vent’anni dalla sua scomparsa, “Io sono Felice” si propone come un’esperienza sensoriale prima che biografica. Attraverso materiale inedito e le voci di chi ha condiviso con lui il palco e la vita, il film non vuole solo ricordare, ma evocare.

In un’epoca dominata dalla ricerca del consenso, la voce di Felice risuonerebbe oggi aliena: il tono dissacratorio col quale leggeva “Piemonte” di Carducci, ridicolizzava il patriottismo, scherzava con la figura di Paolo VI, faceva parte di un bagaglio comico lontano dalla tradizione italiana. Uno stile amaro, politicamente scorretto, in grado di raccontarci il mondo e sé stesso come orrendi e malati. Un carattere non sempre facile che, dietro le mimiche, nascondeva l’angoscia di vivere.”

 

FELICE ANDREASI

La ricca carriera di Felice Andreasi, caratterizzata da un'ironia surreale e colta, spazia tra cinema, teatro e televisione con importanti picchi di successo.

Teatro: È stato uno dei principali esponenti del teatro comico-satirico e del cabaret di scuola milanese. Tra le sue messinscene più memorabili spiccano l'esordio con “Mercadet l'affarista” di Balzac (1968) e la celebre versione di “Aspettando Godot” di Beckett (1989-1990) recitata al fianco di Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Paolo Rossi/Giuseppe Cederna.

Cinema: Ha preso parte a più di 50 pellicole. Tra i ruoli più rilevanti si ricordano quelli in “Il sospetto” (1975), “Storia di ragazzi e di ragazze” di Pupi Avati (1989) e la fruttuosa collaborazione con Silvio Soldini nei film “Un'anima divisa in due” (1993) e Pane e tulipani (2000).

Televisione: Negli anni Settanta ha legato il suo nome a popolari trasmissioni della Rai. Il successo sul piccolo schermo arrivò in particolare con il programma di cabaret “Il poeta e il contadino” (1973), insieme a Cochi e Renato.

Premi e riconoscimenti:

Il suo ruolo di Fermo in “Pane e tulipani” gli è valso il prestigioso Nastro d'argento come Miglior attore non protagonista nel 2000. In precedenza, nel 1994, aveva ricevuto per il film “Un'anima divisa in due” la candidatura allo stesso premio e quella ai David di Donatello.

 

 

 

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