La Fondazione Donnaregina per le arti
contemporanee – museo Madre inaugura lunedì 15 settembre la mostra IncontrolucediPietro Lista, a cura di Renata Caragliano, che documenta cinquant’anni di carrieradell’artista
umbro di nascita (Castiglione del Lago, 1941), che dal 1954 vive e lavora in
Campania.
L’inaugurazione della mostra, dalle ore 18 alle ore 21,sarà
introdotta da Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti
contemporanee ed Eva Fabbris,
Direttrice del museo Madre, insieme alla curatrice e all’artista, con la
conclusione di Vincenzo De Luca, Presidente Regione Campania.
Il progetto
espositivo,frutto di due anni di ricerche realizzate in stretta collaborazione
con l’artista e il suo archivio,è organizzato in cinque sezioni tematicheche si soffermano su alcune modalità del lavoro di
Pietro Lista, sul suo modo di creare connessioni e relazioni di senso sempre
nuove e imprevedibili tra le proprie opere, costruendo così un personalissimo
universo creativo. L’esposizione rientra fra le mostre proposte dal museo Madre
il cui principale obiettivo è la creazione di un archivio dell’arte
contemporanea del sud Italia, in cui le opere di artisti italiani e
internazionali possano dialogare in un confronto ricco e fecondo di esperienze
diverse e complementari, ed essere la base per ulteriori azioni di
valorizzazione.
Oltre cinquanta leopere di Listain mostra, esposte fino al 17 novembre 2025 –da quelle storiche, a partire dalla
seconda metà degli anni Sessanta, sia recenti e spesso inedite - chedocumentano la produzione dell’artista
contraddistinta da una grande varietà di temi e dalla continua sperimentazione
di tecniche e materiali che spaziano dall’uso della pittura, disegno, scultura,
incisione e anche da performance.
Ciascuna delle cinque
sezioni della mostra,allestite in sette sale al secondo piano del museo, prende in
considerazione alcuni degli aspetti della sua produzione che ricorrono e
coesistono in tempi diversi a partire dai lavori e dalle azioni performative
incentrate sulla “Luce”, una fonte che accende e spegne continuamente
l’energia creativa dell’artista. Il buio spezzato da lampi di luce è uno
dei motivi portanti nel lavoro di Pietro Lista, che afferma: “Ho lavorato soprattutto sulla luce negli
anni Sessanta. Non mi muovevo nell’ambito delle ricerche visuali e cinetiche ma
mi interessava la luce come possibilità di esplorazione virtuale degli spazi.
Tutto ciò che
si vede è uno scherzo della luce. La luce rimbalza negli occhi, la luce
proietta ombre, crea profondità, forme, colori. Spegni la luce ed è tutto
finito.”
Altrotema ricorrentenella sua ricerca sono le “Nuvole”,
un elemento raccolto nella serie-manifesto “Cielitudine”. La sua attrazione per il cielo,
un cielo pop solcato da nuvole, è una sorta di manifesto poetico perché, come
la sua pittura, è continuamente mutevole e obbliga lo sguardo in alto. Per la sua inconsistenza, la nuvola
mette in discussione la solidità, la permanenza, l’identità che definiscono la
forma visibile e quella intelligibile.
Una porta semiaperta da cui filtra una
scheggia di luce introduce e conduce ad i grandi oli su tela o su carta di
Pietro Lista, un ciclo di opere a partire dagli inizi di questo millennio
caratterizzati dall'uso di un unico colore, il “Nero di Marte”, il cui
nome trae origine dal ruolo della divinità e dall'influenza del pianeta Marte
nella preparazione del ferro secondo la tradizione propria degli alchimisti,
cui appartiene un profondo senso mistico e religioso.
Un
autoritratto dell’artista introduce alla sezione dei “Corpi acefali”, una serie di dipinti che rappresentano corpi senza organi, dove
l’immagine-figura in bianco e nero è quasi la controparte di sé stesso ma senza
occhi, naso, bocca. L’arte fa perdere “la testa” a volte, ma poi può
capitare il contrario e di ritrovarla. L’autoritratto si è ritratto da sé
stesso e dal proprio corpo, lasciando solo la testa. Così Pietro Lista nella
serie di lavori “La testa “ritrovata” dell’artista”ha sostituito
l’apparire allo sparire e viceversa, offrendo in
questo caso, in un primo piano ravvicinato, non più un corpo acefalo, ma solo
la sua testa che ne è la cuspide, in una serie di autoritratti realizzati a china su
carta, disegni in bianco e nero, che oscillano ancora una volta tra il buio e
la luce e viceversa.
Dall’esposizione emerge,attraverso materiale documentario
(foto, inviti, cataloghi),la persistente ricerca di Lista nel dare forma al suo
pensiero di fronte a nuovi interrogativi, che lo ha portato anche afarsianimatore
e promotoredi spazi per l’arte in Campania, come la galleria “Taide spazio per”
aperta nella prima metà degli anni Settanta a Mercato San Severino, perpoi spostarsi
a Salerno, accompagnata negli anni Ottanta dalla pubblicazione di una rivista
omonima. Nel 1993 fonda a Paestum il MMMAC-Museo Materiali Minimi d’Arte
Contemporanea mentre nel 2010 apre la galleria Cobbler, Spazio per l’arte
contemporanea a Cava de’ Tirreni (dove vive e lavora).
La
mostra al museo Madre offre “In controluce” anche uno sguardo sulle opere di
arte pubblica realizzate da Pietro Lista nel corso della sua carriera,
attraverso una documentazione di foto d’archivio e un video.La mostra sarà
accompagnata dal catalogo.

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