Dal 6 al 16 luglio, la piazza centrale di Verona si trasforma in un palcoscenico diffuso, multidisciplinare e antropologico.
VERONA – Lo spazio pubblico non è mai un semplice fondale geometrico, bensì un organismo vivo, una stratificazione di storie, sguardi e relazioni. Nell’ambito della prestigiosa Estate Teatrale Veronese, la sezione "COSTELLAZIONI" trasforma Piazza Bra in un laboratorio di indagine contemporanea, dove il teatro esce dal perimetro classico per farsi esperienza immersiva, parassita urbano e riflessione sociale. Dal 6 al 16 luglio, la città diventa mappa e palcoscenico attraverso quattro appuntamenti imperdibili che ridefiniscono il rapporto tra spettatore, attore e architettura urbana.
‘Con la sezione Costellazioni l’Amministrazione Comunale ribadisce con forza l’impegno a rendere il teatro un patrimonio realmente diffuso e accessibile a tutti i cittadini e visitatori’ dichiara l’Assessora Marta Ugolini. ‘Il nostro obiettivo è che la cultura non resti confinata entro i perimetri tradizionali, ma si riappropri degli spazi pubblici, trasformando Piazza Bra nel cuore pulsante di una polis che si incontra per riflettere su se stessa attraverso l’arte scenica. Portare il teatro fuori dal palcoscenico classico e immergerlo nel tessuto urbano significa offrire a tutta la cittadinanza l’occasione di vivere l'evento artistico come un bene comune, capace di generare nuove relazioni e sguardi consapevoli sul nostro tempo. Invitiamo ogni veronese e ogni visitatore a lasciarsi sorprendere da questa città che si fa mappa e palcoscenico, per riscoprire insieme il senso profondo dell'incontro e della bellezza partecipata.’
‘Con questa nuova proposta – aggiunge il Direttore Artistico Fabrizio Arcuri - desideriamo che il festival Estate Teatrale Veronese diventi riverbero corale di bellezza a partire dal cuore pulsante che è il Teatro Romano, per attraversare e trasfigurare lo spazio urbano. Abbiamo immaginato performance d’impatto che non chiedono il permesso, ma occupano Piazza Bra per trasformarla in un organismo vivo. L'obiettivo è creare una capacità di condivisione improvvisa: vogliamo intercettare lo sguardo di chi non aveva previsto il teatro, di chi stava solo attraversando la città, per trasformarlo in una parte integrante dell'opera attraverso proposte fortemente partecipative. È un invito a riscoprire la nostra città come una mappa sensoriale, dove il vetro della trasparenza si fonde con il calore della relazione umana, un urto viscerale che spinge alla scoperta nel cuore della nostra polis.’
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