Ma Press News
lunedì 2 febbraio 2026
La nuova piazza Maradona? “Una straordinaria sala d’attesa di uno studio odontoiatrico”
Da sabato 7 febbraio: Annamaria Russo dirige Rosalba Di Girolamo in "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci, al Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli
Nel 1975, Oriana Fallaci pubblicava un testo destinato a diventare uno dei più discussi e letti del Novecento. Un monologo intimo, feroce e struggente, in cui una donna dialoga con la vita che porta in grembo e con un mondo che la osserva, la giudica, la incalza.
A mezzo secolo di distanza, Lettera a un bambino mai nato sarà in scena, sabato 7 febbraio 2026 alle ore 21.00 (replica domenica 8) al Pozzo e il Pendolo Teatro, per un omaggio che è insieme atto di memoria e gesto di resistenza civile.
Interpretato da Rosalba Di Girolamo e diretto da Annamaria Russo, l’allestimento restituisce tutta la forza di un testo che non ha mai smesso di interrogare le coscienze.
Al centro della “scena” c’è una donna sola, attraversata dal dubbio, dalla paura e dall’amore. Una donna chiamata a compiere una scelta radicale, dare o non dare la vita. Ma quella scelta non è mai solo privata, è un campo di battaglia in cui si scontrano libertà e colpa, desiderio e dovere, identità e sacrificio. Oggi quel conflitto resta drammaticamente attuale.
Lo spettacolo non cerca risposte definitive, al contrario, abita la complessità del pensiero della Fallaci, la sua scrittura tagliente e profondamente umana, capace di unire rabbia e tenerezza, lucidità e fragilità.
La regia di Annamaria Russo sceglie un approccio essenziale, mettendo al centro la parola e l’interpretazione. Rosalba Di Girolamo dà voce a un pensiero che alterna rabbia e tenerezza, lucidità e smarrimento.
Ne emerge una storia che non appartiene solo alle donne, ma a ogni essere umano che abbia conosciuto il peso della scelta e il coraggio della responsabilità.
A distanza di anni, molte delle questioni sollevate dalla Fallaci restano aperte. Essere donna continua a significare muoversi in equilibrio tra autonomia e responsabilità, tra desiderio personale e aspettative sociali.
La maternità, più che una certezza, resta spesso un terreno di conflitto, in cui si intrecciano amore, paura, senso di colpa e coraggio.
Portare in scena Lettera a un bambino mai nato oggi significa riconoscere che quel testo non ha smesso di parlare al nostro tempo. Non è solo la storia di una donna alle prese con una scelta estrema, ma il ritratto di una condizione umana universale: quella di chi è chiamato a decidere, sapendo che ogni scelta comporta una perdita.
Il teatro diventa, così, luogo di ascolto e di riflessione, uno spazio in cui una voce del passato torna a interrogare il presente. Una voce scomoda, necessaria, ancora capace di generare domande.
Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci
7 > 8 febbraio 2026 - Il Pozzo e il Pendolo Teatro Napoli, Piazza San Domenico 3
Inizio spettacoli ore 21.00 (sabato) e ore 18.30 (domenica)
Info 0815422088, 3473607913, info@ilpozzoeilpendolo.it prenotazioni www.ilpozzoeilpendolo.it
Barbara Politi premiata al Campidoglio di Roma con l' "Antenna d'Oro per la Tivvù 2026" grazie alla trasmissione "Love Game", disponibile on demand su Rai Play
Barbara Politi ha ricevuto il premio per la sua carriera poliedrica, caratterizzata da rigore giornalistico e una spiccata versatilità narrativa. Dopo i primi passi nella carta stampata, ha trovato la propria dimensione nella televisione, diventando un punto di riferimento nel panorama nazionale. Dal ruolo di inviata in programmi di informazione fino ai programmi di intrattenimento e cultura in Rai, con conduzioni di successo come Linea Azzurri, Pizza Girls e Love GAME – quest’ultimo affiancata da Claudio Guerrini – fino a manifestazioni di portata internazionale come il Premio Caruso a New York trasmesso su Rai Italia. Il suo impegno si estende anche a eventi di grande rilevanza pubblica e culturale, tra cui il Concertone di fine anno in piazza del Plebiscito a Napoli fino allo speciale dedicato alla moda in occasione della Giornata Nazionale degli Abiti Storici disponibile su Rai Play, condotto insieme ad Angela Tuccia. Barbara inoltre ha recentemente debuttato su Rai 1 in seconda serata con Fari di Speranza, il concerto in memoria di Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo 2025 la notte della Vigilia di Natale.
«Questo premio suggella un biennio televisivo che mi ha regalato grandi soddisfazioni e numerose occasioni di crescita professionale. Programmi diversi e nuove sfide hanno rappresentato, per me, altrettante opportunità per mettermi alla prova in un lavoro, quello del conduttore, in cui non si smette mai di imparare. Dedico l’Antenna d’Oro per la TV all’intera squadra di Love Game, senza la quale questo riconoscimento non sarebbe stato possibile. Ringrazio il professor Angelo Maietta, che ha creduto fin dall’inizio nel progetto e nel mio percorso, i compagni di viaggio Claudio Guerrini e Reyson Grumelli, la casa di produzione “Imagine The Stars”, gli autori Tommaso Martinelli, Luigi Miliucci e Sacha Lunatici, fino alla regia di Ciro Tomaiuoli. Un ringraziamento va inoltre alla Direzione Intrattenimento Prime Time, a Rai 2 e Rai Play (?) per il sostegno e la fiducia».
Il Premio Antenna d’Oro per la Tivvù ha voluto riconoscere non solo la qualità tecnica e la professionalità di Barbara Politi, ma anche la sua capacità di unire intrattenimento e contenuti di valore, dimostrando che la televisione può essere un mezzo di dialogo, oltre che di inclusione e crescita culturale.
«Barbara Politi rappresenta una scelta di conduzione perfettamente coerente con l’identità di “Love Game – Il gioco dell’amore”, format innovativo andato in onda su Rai2, capace di fondere il linguaggio del dating con le dinamiche coinvolgenti del game show. La sua cifra stilistica - elegante ma mai distante, ironica ma rispettosa - le consente di muoversi con naturalezza tra leggerezza e contenuto, elemento chiave per un programma che parla d’amore senza prendersi troppo sul serio, ma senza banalizzarlo»,la motivazione del riconoscimento.
La cerimonia al Campidoglio, che ha visto sfilare negli anni nomi illustri come Bruno Vespa, Marino Bartoletti, Enrica Bonaccorti, Jocelyn, Claudio Lippi, Pier Francesco Pingitore, Roberto Sergio, Andrea Roncato, Lucio Presta, Tiberio Timperi, Michele Plastino, Susanna Galeazzi, Andrea Roncato, Enzo Salvi, Eleonora Daniele, Rosanna Lambertucci e Simona Branchetti, ha rappresentato un momento di celebrazione del talento televisivo italiano che conferma il ruolo centrale del premio come appuntamento di riferimento per il settore.
Premierato e democrazia: Myriam Fecchi modera la presentazione del libro di Walter Rodinò alla Camera
Martedì 3 febbraio 2026, alle 10.00, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati si terrà la presentazione di "Premierato. Democrazia senza se e senza ma", il libro di Walter Rodino’
All'evento, nato su iniziativa dell'Onorevole Luciano Ciocchetti, interverranno anche l'Onorevole Letizia Giorgianni (Fratelli d'Italia) e il Senatore Andrea De Priamo (Fratelli d'Italia).
In “Premierato. Democrazia senza se e senza ma”, Walter Rodinò entra nel cuore di una delle questioni più rimosse e al tempo stesso più urgenti della politica italiana: la crisi della decisione democratica nell’epoca della globalizzazione e del disincanto collettivo. Con uno stile colto ma incalzante, che intreccia filosofia, storia delle idee, sociologia e analisi istituzionale, il libro smonta i tabù che circondano il dibattito sulle riforme costituzionali e affronta senza infingimenti il nodo del comando, della responsabilità e della rappresentanza.
Rodinò parte da una constatazione scomoda: la democrazia liberale, proclamata vincente dopo il Novecento, rischia oggi di ridursi a un involucro vuoto, schiacciata tra oligarchie tecnocratiche, governi senza volto e cittadini sempre più spettatori. In questo scenario, il rifiuto aprioristico di ogni riforma viene denunciato come una forma di paura del passato che paralizza il presente. Il premierato, nella visione dell’autore, non è una deriva autoritaria né un cedimento all’uomo forte, ma una risposta razionale e democratica alla dispersione delle responsabilità e alla sfiducia diffusa.
Attraverso richiami a Leopardi, Fukuyama, Acquaviva, Fest e Todd, il libro ricostruisce la “strage delle illusioni” che ha travolto ideologie, utopie e mediazioni tradizionali, mostrando come proprio l’assenza di una guida riconoscibile abbia reso la democrazia fragile e inefficace. La proposta consiste nel restituire centralità alla scelta popolare e ricucire il legame tra elettori e decisori.
“Premierato. Democrazia senza se e senza ma“ non è un manifesto di parte, ma un saggio controcorrente che invita a pensare ciò che molti evitano di dire, e cioè che senza leadership e senza un mandato chiaro, la democrazia rischia di sopravvivere solo come rito, perdendo la sua anima sostanziale. Un libro che provoca e costringe a prendere posizione, proprio per questo necessario nel dibattito pubblico contemporaneo.
domenica 1 febbraio 2026
Spazio Rossellini, Compagnia Carullo Minasi in Due passi sono (8 febbraio) e residenza artistica nuovo spettacolo
A distanza di molto tempo dal suo ultimo passaggio romano, lo spettacolo torna in scena come uno dei lavori che hanno contribuito in modo decisivo a delineare il profilo artistico della compagnia, restituendone con nitidezza la postura poetica, etica e formale.
Il ritorno di Due passi sono si colloca all’interno di un attraversamento più ampio: dal 2 all’8 febbraio Carullo Minasi sarà in residenza artistica a Spazio Rossellini per la lavorazione del nuovo progetto Asja Lacis. La donna che fa parlare la storia, mettendo in relazione repertorio e ricerca, memoria e nascita.
Domenica 8 febbraio 2026,
alle ore 18.00, a Spazio Rossellini, la Compagnia Carullo
Minasi presenta “Due passi sono”, regia, testi ed
interpretazione di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi. A distanza di molto
tempo dal suo ultimo passaggio romano, lo spettacolo torna in scena come uno
dei lavori che hanno contribuito in modo decisivo a delineare il profilo
artistico della compagnia: un’opera che appartiene alla fase fondativa del loro
percorso e che ancora oggi ne restituisce con chiarezza la postura poetica,
etica e formale.
Il ritorno di Due passi sono
si inscrive all’interno di un quadro più ampio: dal 2 all’8 febbraio,
Carullo Minasi sarà in residenza artistica a Spazio Rossellini per la
lavorazione del nuovo progetto “Asja Lacis. La donna che fa parlare la
storia”, componendo un attraversamento che mette in relazione repertorio
e ricerca, memoria e nascita, origine e divenire.
Sinossi di“Due passi sono”
Due piccoli esseri umani, un uomo
e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano sul grande palco
dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno
spazio sempre più stretto, dall’arredamento essenziale, stranamente deforme,
alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Attraversano le
sezioni della loro tenera e terribile, goffa e grottesca vita/giornata
condivisa. Sembrano essere chiusi in una scatoletta di metallo, asettica e
sorda alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” –
nonostante le gambe molli – aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono
vivendo il sogno della vera vita da cui non è più necessario sfuggire, ma solo
vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha imparato ad amare la fame, la
malattia, i limiti dello stare. Immagine-cripta sacra, surreale e festosa,
quella del loro matrimonio, dove come in una giostra di suoni, colori e coriandoli,
finiranno per scambiarsi meravigliosi propositi di poesia. Vogliamo, tra le
righe della poesia farci portavoce di una generazione presa dai tarli cui è
preclusa la possibilità di realizzare, con onestà e senza compromessi, le
proprie ambizioni. Sentiamo pesante l’immortalità della tragica favola di Romeo
e Giulietta lì dove nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida e il cui
egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno
finalmente stare insieme ma solo nella cripta, col loro amore per l’eternità
nelle statue d’oro che i carnefici eleveranno a ricordo. Abbiamo voglia di
sfidare il mito e celebrare il lieto fine nella vita, o quantomeno nella
speranza della stessa, e non nella morte avendo avuto la paradossale e sacrale
fortuna di toccarla in vita. Così tra le piccole e grandi, tra le giustificate
e ingiustificate, paure di questo percorso di conoscenza chiamato vita, per
gioco e incanto, ci si abbandona al sonno vero del sogno lì dove nasce la nuova
Bianca vita, progenie che darà continuità al piccolo amore, sempre custodito in
ogni cuore.
Residenza artistica 2 – 8 febbraio 2026 Spazio Rossellini
AsjaLacis
Ladonnachefaparlarelastoria
Di e con Cristiana Minasi Viola,voce,elettronicaIridaGjergji
DrammaturgiaSilviaBragonzi
Consulenza registica Giuseppe Carullo
ConsulenzascientificaAlessioBergamo
ProduzioneCarullo-Minasi
CollaborazionePimOffMilano,AtclSpazioRossellini,TeatridiVetro
Il progetto nasce con l’intento di raccontare la straordinaria vita di
Asja Lacis, regista, pedagoga e rivoluzionaria del Novecento. Figura
fondamentale ma per troppo tempotrascuratadallastoriaufficiale,Asjaemergeintuttalasuapotenza,intrecciandoil
suo destino con quello di Walter Benjamin, con cui condivise un intenso
confronto intellettuale, una liaison dangereuse e una passione per la
rivoluzione.
Dalla sua infanzia difficile in Lettonia, alla giovinezza a Pietroburgo,
fino alla partecipazioneallaRivoluzionerussaeallacreazionedelTeatroProletariodeibambini,
Asjahasfidatoleconvenzioniartisticheesociali,proponendoilteatrocomestrumento
dicambiamento.Lasuaforza,ilcoraggioel’indipendenzasiraccontanoattraversoun
mosaico d’incontri e luoghi, in cui emergono le sue relazioni con uomini come
Benjamin,BrechteMejerchol’d.
Lospettacolosiproponecomeunattodiresistenzaeriflessionesullastoriaesul
teatro, ampliando le prospettive e moltiplicando i punti di vista. La sua vita
è legata indissolubilmente alla sua pratica artistica e alla pedagogia
avanguardista, la sua esperienza ha lasciato un segno indelebile nella cultura
del Novecento, sfidando le convenzioni e ridefinendo i confini tra arte e
politica. Questo lavoro vuole omaggiare unapionierachehasaputotrasformareilsuoimpegnoinunfarodicambiamento,anche
acostodellapropriavitaelibertà.
IlprocessocreativoprendespuntodalManifestoproletariodeibambinidistrada,
scrittodaWalterBenjamingrazieaidialoghiconAsjaaCaprinel1924.Lospettacolo
invitaadentrareinquestogiococreativo,ereditandodallavorodiAsjaunmetodocheè
insiemericerca,giocoelibertà,unajamsessionincuiognicomponentecontribuiscea una
visione collettiva. La sua visione del teatro come strumento di trasformazione
e resistenza trova nuova vita in una sintesi di frammenti, lettere e suoni,
ridando voce a unadonnache,attraversolaRivoluzionerussahasaputofaredelteatrounluogodilotta,
cambiamento e sperimentazione.
Prossime tappe del percorso
• Roma|2–8febbraio→quartaresidenzaaSpazioRossellini
• Milano|16aprile→presentazionedelprimostudioperlarassegnaNessunConfine
diSpazioTeatro89
• Ravenna|10maggio→anteprimapressoPolisFestival
Biografia
La Compagnia Carullo-Minasi nasce nel 2011 dall’incontro artistico tra
Cristiana MinasieGiuseppeCarulloesviluppaunteatroessenziale,poeticoefilosofico,capace
diunireironia,rigoreeprossimitàconilpubblico.Ilgruppolavoraattraversandoteatri,
spazi urbani e contesti non convenzionali, costruendo una relazione scenica che
coinvolge comunità e territori.
Nelcorsodeglianniricevenumerosiriconoscimentitracuiil“PremioScenario perUstica2011”,il“PremioIn-Box2012”,il“PremioInternazionaleTeresaPomodoro
2013”, i “Teatri del Sacro 2013 e 2015”, il “PremioForever Young 2016”,
il “Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro ANCT 2017”, il “Premio
Adolfo Celi 2018”eil“PremiodelPubblicoVocidell’Anima2024”.
Il repertorio della compagnia comprende i titoli “Due passi sono”,
“T/Empio, critica dellaragiongiusta”,“Conferenzatragicheffimera”,“Derevolutionibus–sullamiseriadel
genere umano”, “Delirio bizzarro”, “Marionette che passione!”, “Patruni
e Sutta, peripezie della libertà”, “Umanità nuova, cronaca di una mancata
rivoluzione”. Parallelamente, la compagnia porta avanti progetti site-specific e percorsi di teatro
comunitario come “Deliverytheater”, “Tramonti Festival”, “La scuola del
teatro”, “Il paesaggio del teatro” e “Essere paesaggio, rifondare il mondo a
partire dall’immaginazione”.LaCompagniacontinuaaesplorareildialogotraarteecomunità,
costruendo spazi condivisi di pensiero e immaginazione. La ricerca teorica di
CristianaMinasi, dottore di ricerca in Scienze Cognitive, con un lavoro
dedicato al rapporto tra
attore,spettatore,ambiente-nutreinmodostrutturalelapoeticadellacompagnia.
Nel 2025 in vista dello spettacolo su “Asja Lacis” si inserisce la
musicista e compositriceIridaGjergjilacuiformazionetraAlbaniaeItaliaeillavorotrarepertorio
balcanico, musica contemporanea e creazione scenica contribuiscono a
integrare una dimensionesonoranuovaeprofondamenteconnessaalprocessocreativo.
All’internodelpercorsodiCompagnia,lascritturascenicaassumeunadimensionevivae
condivisa.Inquestocontestosiinseriscel’azionedi
SilviaBragonzi,cheinqualitàdi testimonedel
processocreativodi veraepropriajamsessionrecuperaleimprovvisazioni degliattoriperritradurleetrasformarleinuntestodrammaturgico.
INFORMAZIONI
Biglietti:
intero online: €14,50 + d.p.
intero botteghino: €15,00
ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12,00
Biglietteria
e bar interno, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Biglietti
online su Ticketone.
Parcheggio
gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca
Navale 70
Spazio
Rossellini
Via della Vasca Navale 58 – Roma
Tel. 345 2978091
www.spaziorossellini.it
info@spaziorossellini.it
Sono previste
riduzioni, promozioni e agevolazioni
Teatro Parioli Costanzo: “Te lo faccio vedere chi sono io!”, XIV serata di beneficenza in onore di Gianni Elsner
Torna “Te lo faccio vedere chi sono io!”, quattordicesima serata di beneficenza in onore di Gianni Elsner.
Anche quest’anno l’appuntamento si terrà al Teatro Parioli Costanzo di Roma, martedì 3 febbraio 2026 alle ore 20.30, con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno delle iniziative di solidarietà promosse dall’Associazione Gianni Elsner, in particolare dei progetti legati alla formazione scolastica in Paraguay.
A condurre la serata saranno Luciano Lembo e Alberto Laurenti, che si alterneranno sul palco con: Antonio Giuliani, Daniela Mei, Dani Bra, Baz (Marco Bazzoni), Roberto Ranelli, Manuela Villa, Monsieur David, Rumba de Mar, Stefano Indino.
Teatro Basilica a Roma, prima nazionale ARECIBO dal 5 all'8 febbraio 2026 con Fucina Zero
Sarà in scena in prima nazionale al TeatroBasilica, dal 5 all’8 febbraio, ARECIBO, progetto Fucina Zero, con la regia di Matteo Finamore e la drammaturgia di Jacopo Angelini.
Lo spettacolo prende avvio dal celebre messaggio inviato nello spazio nel 1974 dal radiotelescopio di Arecibo: un autoritratto minimo dell’umanità lanciato a 25.000 anni luce di distanza. Mezzo secolo dopo, quel segnale è ancora in viaggio. Ma la vera domanda, oggi, è un’altra: ci interessa ancora attendere una risposta?
ARECIBO attraversa la nascita e il disfacimento di una grande impresa tecnologica per trasformarla in riflessione sul nostro presente iperconnesso, dove i messaggi si moltiplicano e l’ascolto si rarefà. Un dispositivo scenico centrato sul suono, affidato all’architettura sonora di Giulia Menaspà con la consulenza di Pasquale Citera, costruisce una partitura in cui voci, loop e silenzi interrogano il desiderio umano di comunicare con l’ignoto mentre fatica a comunicare con sé stesso.
Nel
1974, grazie a un enorme radiotelescopio situato ad Arecibo,
in Porto Rico, un’equipe di scienziati inviò un messaggio nello spazio,
sperando in una risposta.Il messaggio consisteva in un disegno molto
piccolo, un’immagine di 23x73 pixel, fatta di figure stilizzate
e numeri.L’umanità ha trasmesso un segnale a 25.000 anni luce di
distanza ma, dopo appena mezzo secolo, il messaggio inviato non ci interessa
più.
Ci
siamo già stancati di attendere la risposta?
In
scena, i tre performer (Mario Berretta, Andrea Carriero e Giulia Rossoni),
diretti da Matteo Finamore, sono alle prese con il racconto
della costruzione e del disfacimento di una grande impresa tecnologica, e
passano di ruolo in ruolo, di tono in tono, perfino di epoca in epoca.
In
questo dispositivo teatrale, affidato principalmente al suono,
gestito dall’architettura sonora di Giulia Menaspà con la
consulenza di Pasquale Citera, si sviluppa la partitura di Arecibo.
Amplificando e restituendo suoni e parole, una loop machine è il cuore del
linguaggio scenico. Orecchio e bocca assieme, registra, ripete e trasforma
frammenti sonori, voci, input, creando un ponte tra chi invia e chi riceve. In
una scena vuota come il cosmo, si inserisce il disegno luci di Omar
Scala.I costumi sono immaginati da Giulia Barcaroli. La
drammaturgia è firmata da Jacopo Angelini. La
consulenza artistica è di Roberto Scarpetti. L’organizzazione
è curata da Veronica Toscanelli.
Lo spettacolo è una produzione lacasadargilla e Gruppo
della Creta. Lo spettacolo ha avuto la sua anteprima presso il Teatro India
nell’ambito del festival IF/Invasioni (dal) Futuro_LEGACY*2025.
SINOSSI
Tre
performer, Mario, Giulia e Andrea, si trovano insieme a ripercorrere la storia
di un messaggio unico, quello di Arecibo, che nel 1974 il più grande
radiotelescopio del mondo ha inviato verso lo spazio profondo. Un segnale
codificato in sistema binario, che racchiudeva informazioni sul DNA, sui
numeri, sugli elementi chimici e sulla posizione della Terra, un autoritratto
dell’umanità lanciato verso destinatari sconosciuti. Dal loro confronto,
emergono gli episodi scientifici, i dati storici, le figure come Frank Drake,
Jill Tarter e Carl Sagan, che hanno dato un contributo fondamentale alla
ricerca di vita intelligente nell’universo. Arrivano anche altri tentativi di
comunicazione interstellare, dalle sonde Voyager ai messaggi di progetti
più recenti, fino ai giorni nostri, in un mix di iniziative commerciali e gesti
individuali, dove il silenzio di ritorno suggerisce un dubbio: non è che
gli alieni ci ghostano?
Così,
quella che sembrava un’idea grandiosa diventa anche la cronaca di un'illusione:
un progetto scientifico trasformato in spettacolo, un’azione collettiva sostituita
da messaggi individuali lanciati nel vuoto. Il messaggio di Arecibo è ancora in
viaggio, ma intanto sulla Terra si moltiplicano i segnali non ricevuti:
messaggi ignorati, notifiche silenziate, tentativi di contatto che restano
appesi. In un presente iperconnesso, in cui la comunicazione è continua ma
spesso priva di ascolto, il gesto di Arecibo interroga il nostro rapporto con
il silenzio, l’attesa, l’altro. E pone una domanda: se non sappiamo
più come parlarci tra noi, che senso ha mandare un messaggio verso i
cieli?
NOTE
DI REGIA
Abituati
ad essere immersi in un mondo di messaggistica istantanea Arecibo si interroga
su un’azione che va nella direzione opposta: un’indagine scenica su un atto di
comunicazione radicalmente diverso – l’invio di un messaggio nello
spazio profondo, senza certezza di ascolto, senza promessa di risposta.
Tre performer in scena attraversano la storia del radiotelescopio di
Arecibo, intrecciando dati reali, frammenti immaginari e risonanze personali. A
guidarli non è la volontà di raccontare, ma di interrogare: che cos’è una
comunicazione che non prevede dialogo? Cosa implica rivolgersi a un
interlocutore ignoto, forse inesistente? Esiste un paradigma di comunicazione
diverso dal semplice dialogo? Ad accompagnarli in questa riflessione col
pubblico ci sarà una loop machine – strumento sonoro e simbolico – che
accompagna e sostiene l’azione scenica. È il nostro radiotelescopio teatrale:
registra, ripete, altera, stratifica. Genera architetture acustiche che i
performer abitano, contaminano, trasformano. Il suono diventa spazio, la
ripetizione diventa presenza. I tre attori si muovono in una continua
oscillazione tra ruoli e identità: scienziati, testimoni, fantasmi del
pensiero umano che da sempre guarda verso l’alto. Non interpretano, ma si
fanno medium di una domanda che attraversa la storia e ci riguarda intimamente:
perché, nonostante il silenzio, continuiamo a inviare messaggi? Perché ci
ostiniamo a guardare verso il cielo?
LA
COMPAGNIA
La
compagnia nasce nel 2018, a Roma. I suoi membri, tutti under 35, sono:
Matteo Finamore, Giulia Rossoni, Mario Berretta, (tutti e tre diplomati
presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi), Andrea Carriero, Jacopo
Angelini, Giulia Menaspà, e Veronica Toscanelli.
Con
il suo primo spettacolo, Cucina Buona in Tempi Cattivi, Fucina Zero ha
vinto il premio Pillole 2019 del Teatro Studio Uno, il Contest
Gener/Azioni 2020 del Festival Ethnos. Carne di Uomo e di Balena, libero
adattamento di Moby Dick, è stato selezionato nell’edizione 2023 del Bando
di regia under 35 della Biennale di Venezia.
Il
2025 ha visto l’esordio di due nuovi studi che andranno poi in scena in
tutta Italia nella stagione 2025-2026: Beh, dai, carino, uno
spettacolo che indaga come il meccanismo delle recensioni regoli le nostre
vite, e Arecibo, il racconto del primo tentativo di comunicazione
con intelligenze extraterrestri, prodotto da lacasadargilla e Gruppo della
Creta, che debutterà a febbraio 2026 a Roma.
Dal
2022, Fucina Zero collabora regolarmente con il Teatro Basilica di Roma.
Inoltre, i suoi membri si occupano di didattica e pedagogia, attraverso
collaborazioni con la Scuola di Teatro Centro Internazionale La Cometa, la
Scuola di Teatro La Scaletta, e l’ASL 1 di Roma.
📝
INFORMAZIONI
Il “TeatroBasilica” è diretto
dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro.
L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di
artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info
sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:
https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
Dove siamo:
Piazza di Porta San
Giovanni 10, Roma
www.teatrobasilica.com
email:
info@teatrobasilica.com
telefono: +39 392
9768519
Orario spettacoli:
tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena
alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore
16.30.
Prezzo
✦ Intero: 18€✦ Online: 15€✦ Ridotto: 12€
Link utili
Sito https://teatrobasilica.com/
Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica
Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/








