Sarà in scena in prima nazionale al TeatroBasilica, dal 5 all’8 febbraio, ARECIBO, progetto Fucina Zero, con la regia di Matteo Finamore e la drammaturgia di Jacopo Angelini.
Lo spettacolo prende avvio dal celebre messaggio inviato nello spazio nel 1974 dal radiotelescopio di Arecibo: un autoritratto minimo dell’umanità lanciato a 25.000 anni luce di distanza. Mezzo secolo dopo, quel segnale è ancora in viaggio. Ma la vera domanda, oggi, è un’altra: ci interessa ancora attendere una risposta?
ARECIBO attraversa la nascita e il disfacimento di una grande impresa tecnologica per trasformarla in riflessione sul nostro presente iperconnesso, dove i messaggi si moltiplicano e l’ascolto si rarefà. Un dispositivo scenico centrato sul suono, affidato all’architettura sonora di Giulia Menaspà con la consulenza di Pasquale Citera, costruisce una partitura in cui voci, loop e silenzi interrogano il desiderio umano di comunicare con l’ignoto mentre fatica a comunicare con sé stesso.
Nel
1974, grazie a un enorme radiotelescopio situato ad Arecibo,
in Porto Rico, un’equipe di scienziati inviò un messaggio nello spazio,
sperando in una risposta.Il messaggio consisteva in un disegno molto
piccolo, un’immagine di 23x73 pixel, fatta di figure stilizzate
e numeri.L’umanità ha trasmesso un segnale a 25.000 anni luce di
distanza ma, dopo appena mezzo secolo, il messaggio inviato non ci interessa
più.
Ci
siamo già stancati di attendere la risposta?
In
scena, i tre performer (Mario Berretta, Andrea Carriero e Giulia Rossoni),
diretti da Matteo Finamore, sono alle prese con il racconto
della costruzione e del disfacimento di una grande impresa tecnologica, e
passano di ruolo in ruolo, di tono in tono, perfino di epoca in epoca.
In
questo dispositivo teatrale, affidato principalmente al suono,
gestito dall’architettura sonora di Giulia Menaspà con la
consulenza di Pasquale Citera, si sviluppa la partitura di Arecibo.
Amplificando e restituendo suoni e parole, una loop machine è il cuore del
linguaggio scenico. Orecchio e bocca assieme, registra, ripete e trasforma
frammenti sonori, voci, input, creando un ponte tra chi invia e chi riceve. In
una scena vuota come il cosmo, si inserisce il disegno luci di Omar
Scala.I costumi sono immaginati da Giulia Barcaroli. La
drammaturgia è firmata da Jacopo Angelini. La
consulenza artistica è di Roberto Scarpetti. L’organizzazione
è curata da Veronica Toscanelli.
Lo spettacolo è una produzione lacasadargilla e Gruppo
della Creta. Lo spettacolo ha avuto la sua anteprima presso il Teatro India
nell’ambito del festival IF/Invasioni (dal) Futuro_LEGACY*2025.
SINOSSI
Tre
performer, Mario, Giulia e Andrea, si trovano insieme a ripercorrere la storia
di un messaggio unico, quello di Arecibo, che nel 1974 il più grande
radiotelescopio del mondo ha inviato verso lo spazio profondo. Un segnale
codificato in sistema binario, che racchiudeva informazioni sul DNA, sui
numeri, sugli elementi chimici e sulla posizione della Terra, un autoritratto
dell’umanità lanciato verso destinatari sconosciuti. Dal loro confronto,
emergono gli episodi scientifici, i dati storici, le figure come Frank Drake,
Jill Tarter e Carl Sagan, che hanno dato un contributo fondamentale alla
ricerca di vita intelligente nell’universo. Arrivano anche altri tentativi di
comunicazione interstellare, dalle sonde Voyager ai messaggi di progetti
più recenti, fino ai giorni nostri, in un mix di iniziative commerciali e gesti
individuali, dove il silenzio di ritorno suggerisce un dubbio: non è che
gli alieni ci ghostano?
Così,
quella che sembrava un’idea grandiosa diventa anche la cronaca di un'illusione:
un progetto scientifico trasformato in spettacolo, un’azione collettiva sostituita
da messaggi individuali lanciati nel vuoto. Il messaggio di Arecibo è ancora in
viaggio, ma intanto sulla Terra si moltiplicano i segnali non ricevuti:
messaggi ignorati, notifiche silenziate, tentativi di contatto che restano
appesi. In un presente iperconnesso, in cui la comunicazione è continua ma
spesso priva di ascolto, il gesto di Arecibo interroga il nostro rapporto con
il silenzio, l’attesa, l’altro. E pone una domanda: se non sappiamo
più come parlarci tra noi, che senso ha mandare un messaggio verso i
cieli?
NOTE
DI REGIA
Abituati
ad essere immersi in un mondo di messaggistica istantanea Arecibo si interroga
su un’azione che va nella direzione opposta: un’indagine scenica su un atto di
comunicazione radicalmente diverso – l’invio di un messaggio nello
spazio profondo, senza certezza di ascolto, senza promessa di risposta.
Tre performer in scena attraversano la storia del radiotelescopio di
Arecibo, intrecciando dati reali, frammenti immaginari e risonanze personali. A
guidarli non è la volontà di raccontare, ma di interrogare: che cos’è una
comunicazione che non prevede dialogo? Cosa implica rivolgersi a un
interlocutore ignoto, forse inesistente? Esiste un paradigma di comunicazione
diverso dal semplice dialogo? Ad accompagnarli in questa riflessione col
pubblico ci sarà una loop machine – strumento sonoro e simbolico – che
accompagna e sostiene l’azione scenica. È il nostro radiotelescopio teatrale:
registra, ripete, altera, stratifica. Genera architetture acustiche che i
performer abitano, contaminano, trasformano. Il suono diventa spazio, la
ripetizione diventa presenza. I tre attori si muovono in una continua
oscillazione tra ruoli e identità: scienziati, testimoni, fantasmi del
pensiero umano che da sempre guarda verso l’alto. Non interpretano, ma si
fanno medium di una domanda che attraversa la storia e ci riguarda intimamente:
perché, nonostante il silenzio, continuiamo a inviare messaggi? Perché ci
ostiniamo a guardare verso il cielo?
LA
COMPAGNIA
La
compagnia nasce nel 2018, a Roma. I suoi membri, tutti under 35, sono:
Matteo Finamore, Giulia Rossoni, Mario Berretta, (tutti e tre diplomati
presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi), Andrea Carriero, Jacopo
Angelini, Giulia Menaspà, e Veronica Toscanelli.
Con
il suo primo spettacolo, Cucina Buona in Tempi Cattivi, Fucina Zero ha
vinto il premio Pillole 2019 del Teatro Studio Uno, il Contest
Gener/Azioni 2020 del Festival Ethnos. Carne di Uomo e di Balena, libero
adattamento di Moby Dick, è stato selezionato nell’edizione 2023 del Bando
di regia under 35 della Biennale di Venezia.
Il
2025 ha visto l’esordio di due nuovi studi che andranno poi in scena in
tutta Italia nella stagione 2025-2026: Beh, dai, carino, uno
spettacolo che indaga come il meccanismo delle recensioni regoli le nostre
vite, e Arecibo, il racconto del primo tentativo di comunicazione
con intelligenze extraterrestri, prodotto da lacasadargilla e Gruppo della
Creta, che debutterà a febbraio 2026 a Roma.
Dal
2022, Fucina Zero collabora regolarmente con il Teatro Basilica di Roma.
Inoltre, i suoi membri si occupano di didattica e pedagogia, attraverso
collaborazioni con la Scuola di Teatro Centro Internazionale La Cometa, la
Scuola di Teatro La Scaletta, e l’ASL 1 di Roma.
📝
INFORMAZIONI
Il “TeatroBasilica” è diretto
dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro.
L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di
artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info
sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:
https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
Dove siamo:
Piazza di Porta San
Giovanni 10, Roma
www.teatrobasilica.com
email:
info@teatrobasilica.com
telefono: +39 392
9768519
Orario spettacoli:
tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena
alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore
16.30.
Prezzo
✦ Intero: 18€✦ Online: 15€✦ Ridotto: 12€
Link utili
Sito https://teatrobasilica.com/
Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica
Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/


Nessun commento:
Posta un commento