“La somma viene richiesta in contanti, a fronte di una ricevuta cartacea che riporta una ragione sociale ma non il fondamento del prelievo”. Oltre al danno la beffa, denunciano gli operatori: ai taxi non viene chiesto niente. “Ci trattano da bancomat, almeno fornissero una spiegazione chiara”, recita la nota di ACNCC.
SALERNO – «Ogni giorno, all’ingresso del porto di Salerno, ai noleggiatori con conducente che si recano allo scalo per accompagnare clienti in arrivo o in partenza viene chiesta una somma in contanti che ammonta a venticinque euro. Lo dichiarano i rappresentanti di ACNCC, sigla che raduna gli operatori NCC, che annunciano un esposto alla Guardia di Finanza dove chiederanno chiarimenti su quella che definiscono una “prassi consolidata” che colpisce, a parità di accesso, solo gli NCC (ai taxi non è richiesto nulla).
Nelle ultime ore, l’Autorità Portuale avrebbe mandato una richiesta ufficiale di chiarimenti alla concessionaria. «Questo è un buon primo passo, perché finalmente abbiamo un atto ufficiale col quale è stato richiesto un chiarimento. Attendiamo una risposta da parte del concessionario, visto che ad oggi almeno dalle ricevute che abbiamo ricevuto dai nostri associati (e non solo), stimiamo un giro d’affari di svariate centinaia di migliaia di euro».
Il tutto, tra l’altro, quando agli atti gli NCC in termini di sosta al Porto di Salerno avrebbero diritto a un trattamento assolutamente diverso. «Stante le ordinanze in vigore, noi NCC dovremmo poter parcheggiare tranquillamente al Porto di Salerno. Inoltre, Salerno Cruises risulterebbe effettivamente beneficiaria di una concessione ma solo per l'accoglienza dei clienti. Nulla sembrerebbe motivare quindi una richiesta di soldi per permetterci di parcheggiare, anzi».
«Inoltre, secondo quanto riferito dai conducenti coinvolti - prosegue la nota - la richiesta di poter effettuare il pagamento con strumenti elettronici verrebbe sistematicamente respinta», rincarano la dose da ACNCC.
La somma viene richiesta agli operatori che, oltre all’iscrizione prevista dall’articolo 68 del Codice della Navigazione, accedono al porto di Salerno per servire la propria clientela. L’esposto in via di deposito chiederà alla Guardia di Finanza di accertare due profili: se il prelievo sia riconducibile a un titolo concessorio o autorizzativo legittimo, e a quale tariffa pubblicata o atto amministrativo corrisponda l’importo richiesto. Oltre al danno, inoltre, si aggiungerebbe la beffa: ACNCC infatti confermerebbe che tale prelievo sarebbe rivolto esclusivamente agli NCC e non ai taxi, che in realtà avrebbero medesimo profilo in questa occasione.
«Scriveremo anche al neosindaco Vincenzo De Luca nelle prossime ore. Gli NCC sono trasporto pubblico non di linea essenziale per la gestione dei flussi turistici, ma da mesi vengono trattati come categoria residuale e, al tempo stesso, come una sorta di bancomat al quale attingere ad ogni occasione. Si moltiplicano gli oneri, si addebitano costi per ogni accesso, ogni operazione, ogni passaggio. Di contro, i disservizi che subiamo continuano ad aumentare proporzionalmente».
«Il porto di Salerno è uno scalo turistico strategico del Sud Italia e vogliamo credere alle parole dell’ex Governatore che vuole fare della nostra città la Montecarlo d’Italia. Il modo in cui si lavora nel settore, però, dice molto della credibilità del sistema Salerno e del sistema Campania davanti agli operatori esteri che vi sbarcano ogni giorno», concludono i vertici del sindacato datoriale. «Non chiediamo trattamenti di favore. Chiediamo regole certe e applicate, e che Autorità di Sistema Portuale, Comune di Salerno e forze dell’ordine intervengano senza ulteriori rinvii per chiarire i fondamenti giuridici di un prelievo che, allo stato, grava in via continuativa sugli operatori regolari del nostro comparto》.
Nessun commento:
Posta un commento