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giovedì 21 maggio 2026

Ginesio Fest 2026 diretto da Leonardo Lidi, annunciato il calendario della VII edizione

Ginesio Fest, in programma dal 25 al 30 agosto 2026 a San Ginesio, diretto per il quinto anno consecutivo da Leonardo Lidi.

Negli anni il festival ha progressivamente costruito una propria identità autorevole e riconoscibile all’interno del panorama teatrale nazionale, affermandosi come uno spazio capace di tenere insieme nuove scritture, ricerca contemporanea, tradizione attorale e formazione, in un dialogo costante tra artiste emergenti, maestri della scena e territorio.

L’edizione 2026, dedicata a Remo Girone, assume un significato particolarmente profondo: il Premio “All’Arte dell’Attore” porta infatti da quest’anno il suo nome, riconoscendo il ruolo fondamentale che il suo sguardo artistico e umano ha avuto nella crescita del festival.

Si rinnova inoltre la giuria del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”: Alessio Boni sarà il nuovo presidente di giuria, accanto a Lino Musella, Iaia Forte, Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari.

Tra le protagoniste e i protagonisti dell’edizione 2026:
Antonio Latella, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Alessandro Bandini, Babilonia Teatri e Francesco Scimeni, Giulia Scotti, Marco Coscucci e il Gruppo Uror, Alessio Maria Romano, Francesco Marilungo, Davide Calvaresi, Nicolò Tomassini, Riccardo Micheletti.

Il tema scelto da Leonardo Lidi per questa settima edizione è “Le Illusioni”, intese come possibilità fragile e necessaria attraverso cui il teatro continua a costruire comunità, immaginazione e futuro.

Di seguito il calendario del festival.

25 AGOSTO

• Illusio — lavoro del coreografo Riccardo Micheletti con gli allievi del Teatro Stabile di Torino
• Inaugurazione e Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”

26 AGOSTO
• Per sempre — di Alessandro Bandini
• Abracadabra — Babilonia Teatri con in scena Francesco Scimeni

27 AGOSTO
• Bubaro dei Bubari — testo di Carolina Balucani, regia di Antonio Latella
• Quello che non c’è — di Giulia Scotti
• Niente è come sembra — passeggiata sonora di Davide Calvaresi

28 AGOSTO
• Mine Ahah — di Marco Coscucci
• Baraonda — Gruppo Uror (anteprima nazionale)
• Zero ZeroZeroSottozero — di Nicolò Tomassini

29 AGOSTO
• Totò e Vicé — di Franco Scaldati con Enzo Vetrano e Stefano Randisi
• Island — progetto di Alessio Maria Romano

30 AGOSTO
• Cani Lunari — di Francesco Marilungo
• Taccuino di Trigorin — di Tennessee Williams

San Ginesio accoglie la nuova edizione del festival diretto per il quinto anno consecutivo da Leonardo Lidi

Il Premio “All’Arte dell’Attore” porta da quest’anno il nome di Remo Girone

La giuria si rinnova: Alessio Boni nuovo presidente, 
con l’ingresso di Lino Musella e Iaia Forte

Protagoniste e protagonisti 2026:
Antonio Latella, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Alessandro Bandini, Babilonia Teatri e Francesco Scimeni, Giulia Scotti, Marco Coscucci e il Gruppo Uror, Alessio Maria Romano, Francesco Marilungo, Davide Calvaresi, Nicolò Tomassini, Riccardo Micheletti.


IL FESTIVAL

Giunto alla sua settima edizione, il Ginesio Fest si è ormai imposto come una delle esperienze più autorevoli e riconoscibili della geografia festivaliera italiana, un appuntamento che negli anni ha saputo conquistare non soltanto l’attenzione del pubblico e della critica, ma soprattutto la loro fiducia. Una fiducia maturata nel tempo, attraverso la coerenza delle scelte artistiche, la qualità della proposta culturale e la capacità di costruire, attorno al teatro, un luogo reale di confronto, attraversamento e pensiero.
Dal 25 al 30 agosto 2026, San Ginesio tornerà ad accogliere spettacoli, prime nazionali, residenze artistiche, laboratori, incontri e progetti speciali, trasformando ancora una volta il borgo marchigiano in uno spazio di elaborazione culturale diffusa, in cui il teatro non è semplice evento ma dispositivo di relazione tra artisti, territorio e comunità, il tutto quest’anno con una dedica speciale a Remo Girone. Diretto per il quinto anno consecutivo da Leonardo Lidi, il festival ha progressivamente definito una linea artistica precisa e ormai chiaramente riconoscibile: una ricerca rigorosa sulle nuove scritture, sui linguaggi contemporanei e sulle giovani traiettorie della scena italiana, sviluppata però sempre dentro una consapevolezza profonda della storia del teatro, della tradizione attorale e della memoria culturale che ogni gesto scenico inevitabilmente porta con sé.
In questi anni il Ginesio Fest ha costruito un’identità capace di sottrarsi tanto alla retorica dell’evento quanto all’autoreferenzialità di certa programmazione contemporanea, scegliendo invece di diventare un presidio culturale stabile, un laboratorio nazionale in cui il teatro torna ad avere una funzione necessaria: interrogare il presente, formare nuove visioni, creare comunità temporanee ma profondamente incisive. In questo senso, la naturale vocazione teatrale di San Ginesio — luogo che nella propria storia custodisce il rapporto tra spazio pubblico, rito e rappresentazione — trova oggi nel festival una delle sue espressioni più mature e significative. Non un semplice contenitore di spettacoli, ma un progetto culturale che agisce concretamente sul territorio marchigiano e sul sistema teatrale nazionale, contribuendo a ridefinire il ruolo che un festival può ancora avere nel nostro tempo.


IL PREMIO REMO GIRONE “ALL’ARTE DELL’ATTORE”

Con l’edizione 2026, il Premio San Ginesio “All’Arte dell’Attore” assume ufficialmente il nome di Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”, nel desiderio di dedicare il riconoscimento a una figura che ha accompagnato con generosità, rigore e autorevolezza il percorso del festival, lasciando un segno profondo nella sua crescita artistica e umana.
A Remo Girone – ideatore del Premio - il Ginesio Fest deve molto più di una presenza prestigiosa: deve uno sguardo sul mestiere dell’attore fondato sulla disciplina, sulla complessità e sulla responsabilità culturale del lavoro scenico. Intitolare a lui il premio significa dunque riconoscere una continuità ideale, affidando il futuro del riconoscimento a quell’idea alta e radicale di teatro che il suo percorso ha incarnato.
La nuova giuria del Premio San Ginesio “All’Arte dell’Attore” sarà presieduta da Alessio Boni, nuovo presidente di giuria, e vedrà l’ingresso dei prestigiosi nomi di Lino Musella e Iaia Forte, accanto a Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari. Una composizione rinnovata che raccoglie esperienze, sensibilità e percorsi differenti, accomunati da un’idea del teatro come spazio critico e necessario. Il festival desidera ringraziare chi ha accompagnato il premio nelle passate edizioni e dare il benvenuto a chi, da questo 2026, contribuirà a scriverne il futuro.
Il premio, che negli anni ha riconosciuto il valore di alcune delle esperienze attoriali più significative della scena italiana contemporanea — da Lino Musella a Sara Putignano, da Federica Fracassi a Massimo Popolizio, da Carolina Rosi a Michele Di Mauro, da Paolo Pierobon a Lino Guanciale, fino a Petra Valentini, Giuseppe Battiston, Vanessa Scalera, Davide Enia e Mariangela Granelli — continua così il proprio percorso di indagine sull’arte attoriale come pratica di pensiero, di presenza e di trasformazione.
I vincitori dell’edizione 2026 saranno annunciati a luglio. La cerimonia di premiazione si terrà il 25 agosto 2026.
In continuità con il percorso delle precedenti edizioni, Christian La Rosa torna al Ginesio Fest per accompagnare il pubblico nell’appuntamento di apertura del festival.




IL TEMA DELL’EDIZIONE 2026

A raccontarlo è il direttore artistico Leonardo Lidi, che per questa settima edizione sceglie di interrogare il tema delle illusioni come possibilità collettiva, fragile e necessaria, attraverso cui il teatro continua a costruire comunità, immaginazione e futuro.

La fiera delle illusioni – farsi rete attraverso il teatro
Il Ginesio Fest è prima di tutto una splendida occasione. Occasione di incontro, per trovarsi in quel momento specifico dell’anno, alla fine dell’estate e poco prima dell’inizio della stagione, dove ancora tutto può essere immaginato e al culmine delle nostre energie ci raccontiamo fatiche passate e progetti futuri. Presentiamo i biglietti da visita delle nostre sensazioni per poi attendere il resoconto nell’edizione successiva. Occasione di scambio, per creare lo spazio necessario alla fioritura, un contesto sinergico, utile al pensiero collettivo e mai soltanto individuale. E infine un’occasione di crescita. Dall’inizio di questa avventura ci siamo impegnati per accompagnare gli artisti nei loro primi passi, i primi debutti, negli sbagli e nelle conquiste della prima ora. Questi desideri, tanto nobili quanto utopici, mi hanno portato al tema dell’edizione 2026: “Le Illusioni”. Al plurale, come la nostra idea di teatro.
In questa dinamica, dove i grandi registi mettono al servizio la loro esperienza nell’incontro con i nuovi talenti, sono felice di annunciare il ritorno al festival di Antonio Latella con il testo di Carolina Balucani Bubaro dei Bubari. Ogni anno amiamo pescare uno spettacolo “storico” per il teatro italiano, un testo sopravvissuto alle varie riforme grazie alla propria personalità insita. E se l’anno scorso ci siamo commossi salutando il Pinocchio del Carretto ecco che quest’anno Enzo Vetrano e Stefano Randisi ci donano il loro intramontabile Totò e Vice di Franco Scaldati. Uno dei casi teatrali dell’anno, il Per sempre di Alessandro Bandini creato dalle lettere di Giovanni Testori, con la propria illusione già presente nel titolo, racconterà la prima serata assieme all’Abracadabra dei Babilonia Teatri con in scena l’illusionista Francesco Scimeni. E se il teatro attinge alla magia in questo fantastico spettacolo d’apertura ecco che va a braccetto con il fumetto in Quello che non c’è di Giulia Scotti, artista e autrice capace di presentare una realtà altra. Sempre in un altrove incontriamo Mine Ahah di Marco Coscucci e il Gruppo Uror che, dopo il successo della precedente edizione, torna con una inaspettata Baraonda in anteprima nazionale. E proprio perché la nostra illusione è quella di farsi rete ecco che torna anche la formazione di Alessio Maria Romano con il suo progetto Island, il coreografo Francesco Marilungo con Cani Lunari nella serata conclusiva e Davide Calvaresi con la sua attenzione al nuovo pubblico. Sempre per i più piccoli l’illusione di un mondo migliore nello Zero ZeroZeroSottozero di Nicolò Tomassini. Gli allievi del Teatro Stabile di Torino, infine, debutteranno con Illusio un lavoro in apertura del coreografo Riccardo Micheletti e nel mio Taccuino di Trigorin di Tennessee Williams. 
Non mi resta che aspettarvi a San Ginesio e, nell’occasione, diremo grazie ogni giorno all’ideatore del Premio da cui è poi nato il Festival. Un attore straordinario a cui non possiamo che dedicare questa edizione e tutta la nostra sgangherata illusione di teatranti. Grazie di tutto Remo.


RESIDENZA ISLAND 3 – Utopia
Appuntamento di studio e ricerca con Alessio Maria Romano

Note di Alessio Maria Romano
Tornare a san Ginesio. Un terzo appuntamento. Una costruzione negli anni di una progettualità d’incontro. Un luogo e un momento di studio dove fare domande sulla ricerca e sulla pedagogia. Continua la metafora dell’isola come luogo reale o immaginario dove approdare o dove naufragare. Una opportunità di scambio e confronto e così tentare di approfondire e iniziare un processo di creazione. Dopo le precedenti esperienze e in questo presente, le domande si fanno più fitte e difficili. Le contraddizioni e i compromessi con il così detto reale diventano a tratti emozioni dolorose. Risposte complesse da dare e dire. Quale la posizione di chi insegna e di chi apprende? Quale la relazione fra le generazioni, fra gli artisti e il mondo? Quali i desideri, le frustrazioni, le conquiste e i fallimenti? Possiamo, davvero dopo le precedenti esperienze, confortarci su come si muove e funziona il sistema e dire che è tutta una illusione? Un errore di percezione del reale? Un errore di progettazione? Un’isola dal nome UTOPIA di vecchia memoria? Qui nuovamente approdiamo. Il corpo come primo strumento d’indagine e contatto con il reale. L’immaginazione come strumento di costruzione. Insieme a vecchie e vecchi, nuove e nuovi naufraghi ma anche esploratrici ed esploratori, proveremo a domandarci a che punto sia la nostra Utopia e forse la nostra Illusione e così illuderci e illudere. Partiremo da qui e poi il resto è tutto da indagare sul presente.



DICHIARAZIONI 

Il Ginesio Fest deve la sua esistenza alla sua ideatrice e fondatrice, Isabella Parrucci:
“Quando il Ginesio Fest è nato, nel 2020, ci muoveva un desiderio profondo e condiviso: dare vita a un progetto capace di durare nel tempo, lasciare un segno culturale e, soprattutto, costruire un legame autentico tra il teatro, il territorio e le persone. Giunti alla settima edizione, guardiamo a questo percorso con gratitudine: ciò che era un’intuizione è diventato una realtà viva, riconoscibile, capace di andare oltre i confini stessi del festival.
Il Ginesio Fest è oggi un luogo di incontro e di riconoscimento reciproco, uno spazio in cui artisti, spettatori, studiosi e operatori culturali si ritrovano perché condividono un bisogno ancora essenziale: quello di confrontarsi, di immaginare insieme, di sentirsi parte di una comunità. 
In questi anni abbiamo scelto, con convinzione, di mettere al centro la qualità delle relazioni prima dei numeri, di costruire una comunità culturale prima ancora che un grande evento. È forse proprio questa cura per le persone che rende il Ginesio Fest una realtà così fortemente identitaria nel panorama nazionale: la capacità di unire ricerca e accessibilità, profondità e accoglienza, nuove generazioni e grandi maestri della scena, in un dialogo continuo e aperto.
San Ginesio possiede una vocazione naturale all’incontro e alla dimensione teatrale, quasi una predisposizione storica all’ascolto e alla rappresentazione. Il festival ha semplicemente scelto di valorizzare questa vocazione, trasformandola in un progetto culturale stabile, capace di generare visione, opportunità e crescita per il territorio marchigiano e non solo.
In questo percorso, il pensiero va con immensa riconoscenza a Remo Girone, la cui presenza e il cui sguardo hanno accompagnato il festival con una misura rara di rigore, eleganza e consapevolezza del mestiere dell’attore, lasciando un segno che oggi si assume come eredità viva del Premio a lui intitolato. Un grazie sincero va a tutte le persone che hanno contribuito a questo cammino: le istituzioni, gli artisti, il pubblico, i ginesini e tutti i volontari. E soprattutto ringrazio chi, anno dopo anno, sceglie di esserci, riconoscendo nel Ginesio Fest non solo un appuntamento, ma un’esperienza culturale condivisa, capace di parlare al presente e di immaginare il futuro.”



Da sempre, è molto forte il sostegno istituzionale al Ginesio Fest.
“Siamo orgogliosi che San Ginesio sia oggi riconosciuto come uno dei luoghi in cui il teatro contemporaneo italiano trova una delle sue espressioni più vive e significative — dichiara Giuliano Ciabocco, Sindaco di San Ginesio — il Ginesio Fest, nel corso delle passate edizioni, ha saputo costruire qualcosa di raro: un festival capace di tenere insieme autorevolezza artistica, partecipazione pubblica e radicamento territoriale, diventando progressivamente un punto di riferimento nazionale per la qualità della sua proposta culturale. Per una comunità come la nostra, il festival rappresenta molto più di una manifestazione estiva: è uno spazio permanente di crescita, di formazione del pensiero e di relazione tra le persone. In questi anni abbiamo visto San Ginesio trasformarsi in un luogo attraversato da artiste e artisti, studiose e studiosi, giovani compagnie, critiche e critici, spettatrici e spettatori provenienti da tutta Italia. Un movimento culturale autentico che ha restituito centralità al nostro borgo dentro il dibattito teatrale contemporaneo.
Crediamo profondamente che la cultura debba essere considerata un’infrastruttura civile, non un elemento accessorio. E il Ginesio Fest, da questo punto di vista, dimostra concretamente come anche un piccolo centro possa diventare un laboratorio culturale di rilievo nazionale, capace di produrre pensiero, visione e futuro. Questa edizione dedicata a Remo Girone assume per tutti noi un significato particolarmente profondo. Remo ha accompagnato il festival con la generosità di chi conosce il teatro non soltanto come mestiere, ma come responsabilità culturale e umana. Intitolargli il premio “All’Arte dell’Attore” significa custodire quella lezione e consegnarla simbolicamente alle nuove generazioni di artiste e artisti. Ringrazio Leonardo Lidi per la direzione artistica, Isabella Parrucci per la visione e la determinazione con cui ha dato vita a questo progetto, tutte le artiste e gli artisti coinvolti, le istituzioni che ci sostengono e la cittadinanza di San Ginesio, che continua ad accogliere il festival come parte integrante della propria identità culturale.”

Silvia Luconi, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale delle Marche: «Il Ginesio Fest 2026 rappresenta un esempio virtuoso di come la cultura possa diventare strumento di valorizzazione territoriale, capace di mettere in relazione patrimonio, comunità e visione contemporanea. Manifestazioni come questa rafforzano il legame tra i borghi e le nuove generazioni, contribuendo a costruire un racconto delle Marche fondato sulla qualità, sulla bellezza e sulla capacità dei territori di produrre pensiero, incontro e partecipazione. Investire in percorsi culturali radicati nell’identità dei luoghi significa sostenere concretamente la crescita dell’entroterra e promuovere un modello di sviluppo che unisce tradizione, creatività e futuro».

«Il Ginesio Fest dimostra con grande chiarezza la vitalità e la capacità di visione dei territori dell’Appennino centrale - dichiara Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016. - Questa esperienza rappresenta una dimostrazione concreta di come i borghi dell’entroterra, pur profondamente segnati dalle conseguenze del sisma, non abbiano mai smarrito la propria forza progettuale e la capacità di esprimersi ai più alti livelli della scena culturale nazionale e internazionale. In questo percorso, le relazioni attivate sin dalle fasi immediatamente successive al terremoto si sono rivelate decisive anche attraverso esperienze come quella della Fondazione Andrea Bocelli, che ha rappresentato un punto di riferimento importante per lo sviluppo di progettualità condivise e di respiro internazionale. È la prova evidente che non esiste una condizione di minorità o di inferiorità culturale: esiste, invece, la necessità e la responsabilità di compiere scelte di qualità, capaci di intercettare e interpretare il senso del contemporaneo. Questa visione trova oggi un sostegno concreto nella strategia di Next Appennino e, in particolare, nella misura B.2.2. È da qui che prende vita il progetto TE.TA ("Teatro e tavola"), nato per trasformare San Ginesio in un laboratorio permanente di produzione artistica e formazione, in perfetta continuità con il Ginesio Fest e lo spirito del “Borgo degli Attori”. Perché la ricostruzione dell'Appennino centrale non è solo un cantiere di pietra e cemento: è un rinascimento della mente che può trasformare le ferite del passato nel palcoscenico del futuro.»



SEZIONE INFANZIA, ADOLESCENZA E FORMAZIONE
Restano centrali i nuclei tematici che da sempre orientano la sezione: la costruzione di nuovo pubblico, con particolare attenzione a minori e famiglie; l’educazione alla fruizione del teatro dal vivo; l’esplorazione delle nuove pratiche del teatro ragazzi a livello nazionale; la valorizzazione di un’idea di scena multidisciplinare, non stereotipata; la riscoperta dello spazio pubblico come dispositivo teatrale; e una riflessione costante sul valore dell’arte come strumento educativo e formativo. Se nelle precedenti edizioni la parola chiave era “Potenziare”, nel 2026 il focus si sposta su “Confronto”: un invito rivolto alle artiste e agli artisti a misurarsi con il tema dell’edizione, le illusioni, e con le sue declinazioni, interrogando al contempo la funzione educativa dell’arte, sia nella dimensione della fruizione sia in quella della pratica creativa.

SPETTACOLI SEZIONE INFANZI E ADOLESCENA
La sezione infanzia e adolescenza conferma la collaborazione con la Fondazione TRG Onlus, Centro di Produzione per il teatro delle nuove generazioni riconosciuto dal Ministero della Cultura, che presenta ZERO ZERO SOTTOZERO di Nicolò Tommasini: un lavoro sul cambiamento climatico e sull’illusione del dominio antropocentrico, per pubblici dai 6 anni in su.
Si rinnova inoltre la presenza dell’attore e performer Davide Calvaresi con la passeggiata sonora Niente è come sembra, esperienza tout public dedicata all’ascolto e alla percezione del paesaggio come materia narrativa.

LABORATORI SEZIONE INFANZIA E ADOLESCENZA
La compagnia Bartolini/Baronio propone il laboratorio intensivo per adolescenti Le cose che inventiamo, ispirato a Chandra Livia Candiani. Il percorso indaga il confine tra realtà e finzione, assumendo l’invenzione non come falsificazione, ma come gesto di scoperta. Il teatro diventa spazio di elaborazione identitaria, attraversando autobiografia, narrazione e dimensione corale.
La compagnia è presente per la continuità del proprio lavoro pedagogico, che intreccia pratica scenica e ricerca educativa con adolescenti, giovani attori e comunità fragili, attraverso dispositivi inclusivi fondati sull’ascolto e sulla relazione tra teatro e territorio.
Per i bambini (6–12 anni), il laboratorio Magia a impatto zero. Trasformare lo scarto in stupore, a cura di Ivan Mistereko, propone un percorso tra illusionismo ed ecologia: la trasformazione degli oggetti di scarto in materiali scenici diventa pratica creativa e sostenibile. La conclusione del laboratorio prevede una performance diffusa di close-up magic nello spazio urbano del borgo, trasformando i partecipanti in piccoli performer in dialogo diretto con pubblico, artisti e ospiti del festival.









Promosso e organizzato dal Comune di San Ginesio in collaborazione con l’Associazione Culturale GINESIO FEST. Media partner dell’iniziativa è Rai Radio 3.
Il Festival gode del patrocinio e del sostegno della Struttura Commissariale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del MIC – Ministero della Cultura, insieme a Regione Marche, Camera di Commercio delle Marche, Fondazione CARIMA, Provincia di Macerata, Unione Montana dei Monti Azzurri.
Completano il quadro delle collaborazioni i partner culturali: Marche Teatro, AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Fondazione Marche Cultura, Università degli Studi di Macerata, Università degli Studi di Camerino, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e Università Politecnica delle Marche.

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