Il 20 maggio a Roma, sottoscrizione di un nuovo accordo di collaborazione tra UNICEF e Giffoni per contrastare il disagio giovanile e la povertà educativa.
La riflessione dell’ideatore e fondatore di Giffoni, Claudio Gubitosi: “I dati del nuovo report di UNICEF Italia pubblicato ieri mi hanno fatto pensare. I numeri raccontano una realtà che conosciamo bene ma che, ogni volta, è difficile guardare in faccia: in Italia, 1 bambino su 4 vive sotto la soglia di povertà. Il 27% dei bambini e degli adolescenti è in sovrappeso. E se da un lato il nostro Paese registra tra i più bassi tassi di mortalità per suicidio tra i giovanissimi in Europa, dall’altro emergono profonde disuguaglianze nel benessere percepito dai ragazzi. Il 73% dei quindicenni italiani dichiara un alto livello di soddisfazione della propria vita. Ma quando si entra nel dettaglio dei contesti sociali ed economici, il dato cambia: tra gli adolescenti che appartengono al 20% delle famiglie più svantaggiate - soprattutto al Sud Italia e nelle periferie - la percentuale scende al 66%. 7 punti di differenza sono tanti perché dietro di essi ci sono vite vere, ci sono bambini che crescono senza opportunità culturali, adolescenti che non hanno spazi di confronto, giovani che si sentono esclusi prima ancora di capire chi sono”.
“Ed è proprio qui che diventa ancora più forte la nostra responsabilità come operatori culturali e membri di comunità educante di cui si parla tanto ma che spesso non si sa bene cos’è - continua Gubitosi - Da 56 anni, con Giffoni lavoriamo accanto ai bambini e agli adolescenti, soprattutto nelle aree più fragili del Sud Italia e del Paese, dove la povertà economica si intreccia con quella educativa, culturale e sociale. Progetti come School Experience - che quest’anno ha coinvolto 17879 studenti e 1962 docenti per la quinta edizione da poco conclusa - ne sono la prova. Abbiamo incontrato decine di migliaia di ragazzi e ragazze in 7 regioni, andando nelle periferie, nei piccoli comuni, in territori etichettati come “difficili”. Qui abbiamo ascoltato i silenzi e le paure ma anche l’incredibile voglia che questi giovani hanno di essere visti, ascoltati, valorizzati. E abbiamo realizzato, ancora una volta, che la cultura non è un lusso: è uno strumento di libertà. È una possibilità concreta di cambiamento”.
E aggiunge: “Per questo Giffoni continua a portare avanti attività, laboratori, incontri, percorsi educativi e progetti in tutta Italia insieme ad associazioni, scuole, enti e realtà che ogni giorno lavorano con i bambini più vulnerabili e con quelli che rischiano di diventarlo. Perché prevenire significa esserci prima che il disagio esploda in forma violenta - quella che leggiamo nelle pagine di cronaca nera proprio questi giorni. La povertà educativa si combatte con la cultura. Si combatte offrendo ai ragazzi occasioni per immaginare il proprio futuro senza sentirsi condannati dal luogo in cui sono nati o dalla condizione economica della propria famiglia. I dati che fin qui abbiamo enunciato sono allarmanti. Bisogna quindi cooperare, rafforzare ancora di più la rete. L’UNICEF è una delle più importanti istituzioni mondiali e questo report che ieri è stato pubblicato coincide con la collaborazione che avevamo già programmato qualche mese fa, a Giffoni. Il 20 maggio, a Roma, firmeremo un accordo di collaborazione per i prossimi tre anni con il presidente dell’UNICEF Italia Nicola Graziano con il quale ci impegniamo tutti insieme per contrastare quanto di drammatico è stato analizzato nel report. Un passo importante che nasce da valori condivisi e dalla volontà concreta di restare vicini ai bambini e agli adolescenti. Perché ogni volta che un ragazzo scopre il proprio talento, ritrova fiducia in sé stesso o sente di avere finalmente una voce, stiamo costruendo qualcosa che va oltre il cinema, oltre un festival, oltre il programma di un evento culturale. Stiamo costruendo futuro”.
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