Dopo “Macbellum – la guerra dentro” (2023), la Compagnia Laboratorio Metamorfosi, nata nel 2015 dalla collaborazione fra Teatro19 e il Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze di ASST Spedali Civili di Brescia, torna in scena a Milano, al Teatro degli Angeli in via Pietro Colletta 21, con la sua nuova produzione, “La sagra del Signore della nave”, dall’omonimo atto unico di Luigi Pirandello. Venerdì 15 maggio, alle 20.30, il gruppo teatrale di ricerca artistica composto dalla triade tutta al femminile di Teatro19 di Brescia (l’autrice, attrice e regista Francesca Mainetti e le attrici Valeria Battaini e Roberta Moneta), da attrici e attori professionisti e in formazione e, tra questi, utenti di servizi di salute mentale, si immergerà in un testo poco conosciuto e per certi aspetti molto innovativo per lo stesso autore siciliano, un’opera che narra più una scena simbolica che un racconto tradizionale, in cui viene suggerito che la civiltà rappresenta solo l’involucro superficiale di un organismo dentro cui convivono e agiscono istinti primitivi.
L’azione si svolge in un piccolo villaggio siciliano durante una festa religiosa dedicata al “Signore della nave”. Pirandello mette lo spettatore davanti a un’immagine disturbante e ambigua della realtà, facendo convivere sul palcoscenico due elementi contrastanti: da una parte la processione sacra, con la statua del Cristo portata in corteo, dall’altra una fiera paesana, rumorosa e caotica, in cui si vende e si macella il bestiame. Il momento centrale è l’uccisione di un maiale, descritta con crudezza e partecipazione emotiva dalla folla, che contrasta violentemente con il clima di devozione religiosa.
Nella messa in scena diretta da Francesca Mainetti si evocano, oltre alle azioni e ai momenti corali, anche le condizioni in cui lo spettacolo debuttò, il 2 aprile 1925 nel nuovo teatro Odescalchi a Roma, che fu appositamente restaurato per opera del Teatro d’Arte, la compagnia fondata da Luigi Pirandello nata con l’idea di diventare un teatro d’arte contrapposto a quello popolare o di cassetta. Centoventi fra attori e comparse, musica, suoni, luci all’avanguardia, innovazioni sceniche che consentivano ai personaggi di abitare anche la platea insieme agli spettatori: tutto questo dentro uno spettacolo che oggi ci fa interrogare sul rapporto tra arte e potere, teatro e politica, cultura e finanziamenti. Si narra infatti che alla prima assoluta dello spettacolo ci fosse in sala la più alta borghesia romana e persino Mussolini, il “duce” in persona, che dal palco reale contendeva allo spettacolo gli sguardi degli spettatori. Proprio due anni prima, nel 1923, la compagnia aveva ottenuto dalle sue mani il finanziamento per la ristrutturazione del teatro e un anno dopo, nel 1924, Pirandello aveva chiesto di entrare nel Partito Nazionale Fascista. Per Pirandello, nonostante la propria adesione al partito, il Teatro d’Arte prescindeva «da qualsiasi scuola, da qualsiasi tendenza, da qualsiasi politica».
La Compagnia Laboratorio Metamorfosi, lontana anni luce dall’esperienza storica di Pirandello che generò lo spettacolo fra i luccicanti salotti romani, non si limita ad affrontare la “Sagra del Signore della Nave” e i suoi temi arcaici e simbolici, ma si cala nel racconto della sera della prima, per interrogarsi sul rapporto fra arte e potere nel nostro tempo: un tempo in cui diventa imprescindibile che l’arte sia resistente, capace di restare accesa quando tutto intorno chiede di spegnersi.
BIO Compagnia Laboratorio Metamorfosi
La Compagnia Laboratorio Metamorfosi, con sede a Brescia, è un gruppo composto da attori/ici professionisti/e, accanto a loro ci sono attrici e attori in formazione, e fra di loro ci sono persone seguite dai servizi per la salute mentale. Fanno parte della compagnia anche studentesse e studenti universitari interessate/i ai linguaggi che legano teatro e irrazionale.
È un progetto di Teatro19 portato avanti in collaborazione con il Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze di ASST Spedali Civili di Brescia a partire dal 2015. Dal 2023 in particolare il progetto si configura come «patto di coproduzione fra teatro, territorio ed enti di cura» coinvolgendo anche l’amministrazione pubblica cittadina.
La compagnia si pone come gruppo di ricerca teatrale e artistica professionale, particolarmente attento all’inclusione sociale delle fragilità, alla valorizzazione delle differenze e ai linguaggi della follia.
Il gruppo porta avanti una pratica costante una giornata a settimana durante tutto l’anno, e un lavoro più intensivo nei mesi a ridosso dei debutti o nelle settimane a ridosso delle repliche in repertorio.
Tutte le opere hanno regia e drammaturgia di Francesca Mainetti che è anche guida del laboratorio, e vedono impegnate all’interno del cast le attrici storiche di Teatro19, Valeria Battaini e Roberta Moneta.
Info: incamminati.teatrooscar.it
Biglietti
18,00 € / INTERO
13,00 € / UNDER30, OVER65
8,00 € / UNIVERSITÀ, SCUOLE DI TEATRO, DESIDERA CARD (acquistabile solo in cassa)
Acquisto online su circuito VivaTicket.
www.teatro19.com
Nessun commento:
Posta un commento