Sceneggiato dallo stesso regista con Filippo Ascione, “il film – sottolinea Luis Ernesto Doñas - è un viaggio nell’anima mutevole di Cuba, raccontato attraverso l’incontro di mondi opposti che resistono, si trasformano, si reinventano. Sul fondale di una società che cambia pelle — aprendosi lentamente all’iniziativa privata, al pensiero imprenditoriale, al pluralismo sociale e di genere — si intrecciano le vite di Felipe, Pepe e Jimmi: tre esistenze sospese, tre modi diversi di sopravvivere alla ricerca di sé. Felipe è un anziano che ha inseguito ideali umanistici trovati soltanto lontano dal proprio paese. Pepe, suo figlio, forse per naturale ribellione, è un uomo svuotato dalle passioni, alla ricerca di un senso e di una quiete possibile. Jimmi, infine, è una creatura fragile e multiforme, che ha fatto della maschera la propria armatura e del travestimento la sua più autentica verità. In questo racconto Cuba non è soltanto un’ambientazione: è una protagonista viva. Convivono i colori e i profumi dei nuovi alberghi della capitale, le periferie operose e brulicanti d’ingegno, le strade sterrate delle campagne orientali. L’ispirazione al neorealismo italiano è evidente nel modo di guardare la povertà con dignità e poesia, così come nell’omaggio a opere come Il sorpasso e Fragola e cioccolato, capaci di intrecciare leggerezza e profondità, eros e disincanto. Ma Baracoa è soprattutto una riflessione sulla rivoluzione dell’animo: quella di chi cambia pelle, di chi si libera da un’identità imposta, di chi sceglie di riscrivere la propria storia”.
Baracoa uscirà distribuito dalla White Lion Media di Federica Folli e Pete Maggi.
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