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mercoledì 17 giugno 2026

Elena Bucci, prima assoluta de La bambina inglese dedicato ad Allegra Byron

Nell'ambito di Ravenna Festival, dal 23 al 29 giugno alle ore 22.00, il cortile dei Musei Byron e del Risorgimento ospita la prima assoluta de La bambina inglese. Dedicato ad Allegra Byron, nuova produzione commissionata dal festival e realizzata in collaborazione con Le belle bandiere. Ideata, scritta e diretta da Elena Bucci, con musiche originali di Paolo Baioni, l'opera ripercorre la breve e dolorosa esistenza di Allegra Byron, figlia di Lord Byron e Claire Clairmont, trasformando una vicenda privata della storia romantica europea in una riflessione universale sull'infanzia, l'abbandono e la responsabilità degli adulti. Tra parola, canto e musica dal vivo, lo spettacolo restituisce voce a una figura dimenticata, proprio nei luoghi ravennati che conservano la memoria del poeta inglese e della sua stagione italiana.

Presentazione dal sito di Ravenna Festival
Come forse molti anni fa, l’antico cortile si anima della corsa e della risata di Allegra: la bambina, piombata qui dall’Inghilterra, affidata spesso alle cure di Teresa Guiccioli, spalanca i grandi occhi azzurri su scimmie, cani, pavoni e altri bizzarri animali che scorrazzano nel palazzo. La piccola è contesa tra il padre, Lord Byron che, seppur eccentrico e irregolare, la vorrebbe cattolica e presto moglie, e la madre Claire, abbandonata e schiava di un amore non ricambiato.
Elena Bucci, protagonista indiscussa della scena teatrale italiana, ne insegue le orme leggere, in un intreccio di parole, canto e musica – quella di Baioni. Richiamando quei soli cinque anni di vita durante i quali Allegra passa di mano in mano e di città in città, fino a essere accolta all’educandato delle Clarisse di Bagnacavallo, dove muore: frammenti preziosi di storia.

Sinossi
Come accadde molti anni fa, il cortile di Palazzo Guiccioli si anima della corsa e della risata di Allegra, la bambina piombata qui dalla lontana Inghilterra per volontà del padre al quale tanto assomiglia, Lord Byron. Spesso affidata alle cure di Teresa Guiccioli, che sotto lo sguardo dell’anziano marito vive la sua potente storia d’amore con il poeta, la bimba spalanca i grandi occhi azzurri su scimmie freddolose, cani, pavoni e altri bizzarri animali che scorrazzano liberi nel palazzo. Questa bimba molto bella e dal carattere originale, è contesa tra il padre sempre in cerca di piacere e libertà che, nonostante la sua vita fuori dalle regole la vorrebbe cattolica e al più presto moglie e la madre Claire che, inseguendo il desiderio di uscire dai confini dei ruoli tradizionali, si trova abbandonata e schiava di un amore non ricambiato. Claire si rifugia così presso la sorella Mary, moglie adorata del sensibile e nobile Shelley che, dopo avere allevato Allegra nel suo primo anno, continua ad amarla come un padre. La bambina inglese, nonostante il desiderio di avere accanto papà e mammina, passa di mano in mano e di città in città per poi essere accolta nell'educandato del Convento di San Giovanni Battista di Bagnacavallo, dove a soli cinque anni morì. Si adatta a tutto con la prodigiosa vitalità dei bimbi, sempre più sola. Fa pensare ad altri infanti in apparenza fortunati, circondati da giocattoli, agi, ricchezze, balie, ma senza un abbraccio autentico e qualcuno che li ascolti. Che ne sarà di un mondo che non si prende cura dei bambini e del mistero che custodiscono, quella visione di un luogo prenatale che ancora traspare dal loro sguardo, come ci sussurra Shelley?
Allegra e il suo mondo saranno evocati nel cuore della notte, ora cara ai fantasmi, da chi la conobbe e da chi ne ha inseguito le orme leggere, in un intreccio fra la musica originale di Paolo Baioni, il canto, le parole, la luce.
Elena Bucci

Presentazione completa
A volte un passaggio in luoghi di grande suggestione come il Museo Byron risveglia ombre e pensieri dormienti custoditi nella memoria e nell’immaginazione.
E’ sempre molto affascinante avventurarsi nella storia e decifrare, attraverso i documenti, quello che non è scritto, ma si può immaginare senza tradirli. Allegra, figlia naturale di George Byron e della giovanissima Claire Clairmont, sorella di quella Mary Shelley che rivoluzionò la letteratura mondiale creando il personaggio di Frankestein, viene riconosciuta dal poeta e tolta alla madre. Dopo un periodo trascorso in casa Shelley, raggiunge il padre prima a Venezia, poi a Ravenna, dove Byron è ospite della contessa Guiccioli, della quale è profondamente innamorato. Nell’Italia del primo Ottocento, tra carbonari e nobildonne, Byron affida questa bambina intelligente e graziosa alle suore del Convento di San Giovanni Battista di Bagnacavallo, dove morirà tragicamente nel 1822, a soli cinque anni. immagino l’ombra di una bambina inglese trasportata all’improvviso in Italia, vedo una creatura luminosa e misteriosa che ha attraversato come una breve meteora la storia, divisa tra l’amore di un padre geniale e quello di una madre molto particolare, molto emotiva, dal temperamento instabile ed esigente. Il romantico idillio si trasforma presto in distacco.
‘Non ero innamorato, ma non potevo esattamente fare lo stoico con una donna che si era arrabattata per ottocento miglia per sfilosofarmi.’ Scrive Byron ad Augusta.
‘Sapete che non posso parlavi quando vi vedo? Sono così goffa e ho voglia soltanto di prendere uno sgabello e sedermi ai vostri piedi.’ Confidò Claire al suo amante.
La bambina che nasce ha però un fascino speciale e Byron vuole occuparsi della sua educazione, desidera che cresca nei migliori conventi, intravede la speranza di costruire con lei un rapporto di autentico amore che lo accompagni nel tempo, ma poi, travolto dalle sue stesse passioni, la lascerà sola nella malattia e nella morte.

Scrive Shelley: ‘Balocco più leggiadro mai fece Natura, un essere serio, sottile, selvaggio ma gentile, Grazioso senza disegni e improvvido, con occhi - oh non parlate dei suoi occhi! Che sembrano specchi gemelli di cielo italiano.’
Il fascino di questa bimba scomparsa tanto presto viaggia attraverso il tempo e ci racconta della fragilità dell’infanzia, mi spinge a riflettere su cosa significhi trasmettere amore, cultura ed educazione alle future generazioni. Rifletto su quanto intelligenza e benessere non sempre garantiscano felicità ed equilibrio in questo passaggio, nonostante le migliori intenzioni.
Allo stesso tempo, questa bimba mi ha fatto ritrovare la grande passione verso il secolo denominato ‘ottocento’, ricco di scoperte, innovazioni, rivoluzioni in tutti i campi, popolato di figure originali e geniali alle quali dobbiamo molto di quello che siamo ora, nel bene e nel male. Ho ritrovato tutte le suggestioni dello spettacolo che realizzai in passato proprio su Lord Byron e Teresa Guiccioli e ho rintracciato nuovi materiali molto interessanti che mi aiutano ad intercettare ‘l’ombra della bambina inglese’.
Pensando ad un testo che, intrecciato alla musica del compositore, diventi melologo, ho avuto l’immagine di un racconto a più voci, quella di Byron, della madre di Allegra, Claire Clairmont, di Teresa Guiccioli, intensamente amata da Byron, di una balia che si prende cura della bambina nelle vicende di ogni giorno, di un cocchiere che la trasporta in viaggio e infine, di Allegra stessa. Mi piacerebbe molto trasformarmi in ognuno di loro.
Queste suggestioni si sono evolute poi attraverso il confronto con la musica originale, emozionante e sorprendente, di Paolo Baioni, gli spazi, i pensieri di tutti i collaboratori. Le ombre attendono silenziose, ma non troppo, l’arrivo di chi voglia ascoltarle. A volte basta ascoltare il mormorio dei tesori custoditi dal museo per trovarsi là, all’improvviso, in un presente lontano, testimoni della storia e delle emozioni che in essa si nascondono, pronte ad essere intercettate dalle arti, come un messaggio che arriva dal passato. E il museo parla, con la sua lingua d’ombra, dritto al futuro. 
Elena Bucci

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