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lunedì 22 giugno 2026

Viabilità Napoli, Enrico Ditto: «La sicurezza delle strade parte dalla cultura della legalità»

L'imprenditore Enrico Ditto interviene sull'emergenza viabilità a Napoli: «Bene le nuove energie nella polizia municipale, ma serve un cambio di mentalità diffuso».

La sequenza di incidenti mortali registrata sulle strade cittadine torna al centro del dibattito pubblico. In questi giorni, su via Caracciolo, la polizia locale ha rilevato il nono incidente mortale del 2026 lungo il lungomare.

Sul tema interviene Enrico Ditto, imprenditore del settore dell'ospitalità da tempo presente nel dibattito sullo sviluppo urbano di Napoli e della sua provincia. «I numeri vanno letti senza scorciatoie», osserva. «Nel 2025 la polizia locale ha rilevato 4.743 incidenti in città, ventitré dei quali mortali, con un calo di circa il 34% rispetto ai trentacinque sinistri mortali del 2024. Questo significa che qualcosa si sta muovendo, ma non basta a fermare la conta delle vittime».

L’imprenditore fa riferimento ai dati della Polizia locale diffusi dal Corriere del Mezzogiorno. Ditto, inoltre, colloca la questione nel quadro più ampio dell'organico delle forze di vigilanza urbana. «L'ingresso di nuove energie nel corpo di polizia municipale è un fatto positivo, atteso da tempo. Il sotto numero è stato denunciato a lungo da chi lavora sul territorio, e ogni rinforzo all'organico conta. Ma sarebbe un errore pensare che la sicurezza delle nostre strade dipenda soltanto dal numero degli agenti».

Il punto, per l'imprenditore, è di ordine culturale. «La sicurezza parte da una cultura della legalità da diffondere, e questo riguarda automobilisti, motociclisti e pedoni», continua. «Finché il rispetto delle regole resta una questione lasciata al singolo, e non un fatto condiviso, ogni intervento sull'organico interviene a valle del problema».

I mesi più critici restano maggio, giugno e luglio. Le categorie più esposte sono pedoni e motociclisti.

«Chi accoglie ogni giorno chi arriva in città sa quanto la percezione di una strada sicura pesi sull'immagine di Napoli», conclude Ditto. «Ma prima ancora dell'immagine c'è la vita delle persone, e su quella non si può accettare alcuna assuefazione».


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