Nel corso dell'incontro, USMIA Esercito, attraverso l'intervento del Segretario Generale Leonardo Nitti, ha espresso una posizione chiara, ferma e inequivocabile: nelle condizioni attuali il contratto non può essere sottoscritto.
Il rinnovo proposto prevede un incremento economico del 5,4%, sostanzialmente in linea con quello riconosciuto al restante pubblico impiego. È proprio questo, secondo USMIA Esercito, il punto centrale della trattativa. Da anni si richiama la specificità della professione militare, fatta di disponibilità permanente, limitazioni ordinamentali, diritti compressi, impiego operativo e responsabilità peculiari. Tuttavia, quando si passa dalle dichiarazioni ai fatti, quella specificità continua a non trovare un adeguato riconoscimento economico e normativo.
Nel suo intervento, il Segretario Generale Leonardo Nitti ha evidenziato come le risorse disponibili siano state concentrate prevalentemente sull'aumento del punto parametrale, dell'assegno pensionabile e dell'importo aggiuntivo pensionabile, senza una reale contrattazione sugli aspetti che incidono concretamente sulle condizioni di lavoro e sulla qualità della vita del personale militare.
Restano infatti ancora senza risposte adeguate temi fondamentali quali la previdenza dedicata, il FESI, il lavoro straordinario, le indennità operative, i compensi forfettari d'impiego, la tutela dei volontari, la valorizzazione del personale e il riequilibrio delle risorse all'interno del Comparto.
«Firmare oggi un contratto privo di risposte concrete sulla specificità significherebbe rinviare ancora una volta le aspettative del personale militare. USMIA non può avallare un accordo che non affronta le vere criticità del comparto Difesa», ha dichiarato il Segretario Generale Leonardo Nitti.
Per USMIA Esercito il nodo resta politico, tecnico e sindacale. Senza risorse aggiuntive destinate alla specificità militare non può esistere una vera contrattazione. Esiste soltanto una distribuzione ordinaria di risorse che non riconosce la reale condizione del personale delle Forze Armate e che lascia irrisolte le principali criticità del settore.
Il Segretario Generale ha inoltre richiamato l'attenzione sulla persistente disparità nella distribuzione delle risorse all'interno del Comparto Difesa e Sicurezza. Il personale delle Forze Armate continua infatti a subire squilibri rispetto ad altre componenti, sia sul piano del trattamento accessorio sia su quello degli spazi negoziali disponibili. Una situazione che USMIA Esercito considera ormai non più sostenibile né giustificabile, alla luce delle responsabilità operative e dei vincoli ordinamentali, disciplinari e funzionali propri dello status militare.
Per queste ragioni, USMIA Esercito ritiene più serio, trasparente e rispettoso nei confronti del personale rinviare ogni valutazione definitiva alla prossima Legge di Bilancio, che rappresenterà il vero banco di prova della volontà del Governo di investire concretamente sulla specificità militare.
Solo in presenza di risorse certe sarà possibile riaprire un confronto autentico, costruire un impianto contrattuale moderno e affrontare finalmente le questioni che incidono ogni giorno sulla vita professionale e familiare del personale delle Forze Armate.
Il sindacato continuerà a svolgere il proprio ruolo con senso delle istituzioni e spirito costruttivo, ma non potrà assumersi la responsabilità di sottoscrivere un contratto che, allo stato attuale, non offre risposte adeguate al personale militare.
A queste condizioni, USMIA Esercito non firma il contratto 2025-2027.
I militari non chiedono privilegi. Chiedono rispetto. Chiedono equità. Chiedono che la loro specificità venga finalmente riconosciuta non solo nelle parole, ma nelle risorse.
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