Il sindacato datoriale delle scuole di formazione in una nota: “Proiettata immagine negativa su intero comparto quando, all’ascolto degli audio, i comportamenti contestati sono riconducibili tutti all’operato di commissari e commissione di nomina regionale, unici titolari del potere valutativo sulla prova”. Il Movimento contesta anche la fonte anonima: “Era nelle commissioni d’esame: perché non ha verbalizzato quello che denuncia ora? Vogliamo vederci chiaro. Pronti a tutelarci nelle sedi opportune”
NAPOLI - «Ringraziamo Antonio Musella e i giornalisti di Fanpage per i riflettori che hanno acceso sul mondo della formazione professionale e, in particolar modo, sul tema degli esami. Duole però constatare che, ancora una volta, si ricorra a fonti anonime e ad audio acquisiti con modalità poco trasparenti, quando il Movimento denuncia da anni e a più riprese attraverso i propri comunicati stampa che qualcosa non funziona all'interno delle commissioni d'esame nominate dalla Regione». Così commenta l'inchiesta di Fanpage sugli esami di formazione professionale in Campania il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di formazione autofinanziate in una nota.
Il Movimento sottolinea il rischio che il servizio possa proiettare un'immagine negativa sull'intero comparto della formazione professionale, quando — anche all'ascolto degli audio diffusi — «i comportamenti contestati risultano evidentemente riconducibili all'operato di commissari e di commissioni d'esame di nomina regionale, le uniche titolari del potere valutativo sulla prova».
«Ci sorprende, inoltre, che la fonte anonima — che dal contesto risulta essere presente nelle commissioni d'esame, sia pur senza diritto di voto, presumibilmente in qualità di segretario e quindi dipendente della Regione Campania nonché nominato dalla stessa Regione Campania come membro di commissione a garanzia del regolare svolgimento dell’esame — non abbia pensato, in due anni, di assolvere al compito che sembrerebbe competerle con il potere di cui disponeva: mettere a verbale le eventuali contestazioni e le criticità riscontrate. Il modus operandi della registrazione di nascosto, quando esistevano strumenti e poteri istituzionali per portare alla luce questi episodi senza attendere due anni, ci lascia quantomeno perplessi sulle modalità e sulle tempistiche, oltre che sugli obiettivi che la stessa fonte dichiara di perseguire con tanta veemenza», prosegue Troisi.
Fatte queste dovute premesse, il Movimento ribadisce la propria gratitudine a quanti, nella stampa, si adoperano affinché la formazione non resti un argomento di nicchia, spesso guardato con sospetto, e a chi denuncia il malaffare, esprimendo al contempo vicinanza a coloro che intendano raccontare anche le esperienze in cui questa formazione funziona.
«Proprio per questo ci riserviamo il diritto di ribadire, ancora una volta, che lo svolgimento degli esami era uno degli argomenti che avremmo voluto portare in interlocuzione all'assessore Saggese, che purtroppo dopo cento giorno non siamo ancora riusciti a incontrare al tavolo di confronto con le sigle del settore. Ribadiamo, inoltre, che l’eventuale responsabilità di condotte inidonee che emerge dagli audio è fondamentalmente imputabile a dipendenti e organizzazione regionali. Vogliamo vederci chiaro, e proprio per questo siamo pronti a muoverci nelle sedi legali per tutelare l'onorabilità e il rispetto di tutti i nostri consociati e di tutti i colleghi che ogni giorno gettano il cuore oltre l'ostacolo per svolgere il loro fondamentale lavoro tra tante difficoltà e privi dell'adeguato supporto istituzionale», conclude il Movimento.
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