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domenica 8 marzo 2026

Samaa Wakim con Losing It il 12 marzo 2026 al Nuovo Teatro Ateneo

Losing It, creazione della coreografa e performer palestinese Samaa Wakim, una delle voci più intense della scena coreografica contemporanea mediorientale.

Il lavoro si presenta come un solo di forte densità poetica e politica, in cui movimento, voce e paesaggio sonoro si intrecciano per interrogare il rapporto tra memoria personale e storia collettiva. Attraverso una partitura scenica essenziale e immersiva, Wakim costruisce un dispositivo performativo che riflette sul modo in cui l’esperienza individuale si inscrive nel corpo e si trasmette tra generazioni, trasformando la scena in uno spazio di ascolto e di risonanza.

Lo spettacolo è accompagnato da una partitura sonora dal vivo di Samar Haddad King, costruita a partire da registrazioni ambientali raccolte in Palestina negli ultimi anni, e presentato in lingua originale.

Il Nuovo Teatro Ateneo prosegue la stagione 2025/2026 con uno sguardo rivolto alle pratiche performative contemporanee che interrogano il presente attraverso il corpo e la memoria. Il 12 marzo 2026 il palcoscenico accoglie Losing It, creazione della coreografa e performer palestinese Samaa Wakim, figura tra le più significative della nuova scena mediorientale. In questo lavoro, presentato nella sezione dedicata alla danza, l’artista affronta una ricerca personale e politica sul rapporto tra esperienza individuale e storia collettiva, affidando alla scena una riflessione sul modo in cui le biografie private si intrecciano con i grandi conflitti del nostro tempo. Lo spettacolo si sviluppa come un dispositivo performativo che combina movimento, voce e paesaggio sonoro, dando forma a una partitura scenica in cui il corpo diventa archivio sensibile di memoria e immaginazione.

“Lo senti ancora il rumore delle bombe? Io ancora lo sento.”

Crescere in una zona di guerra significa vivere e respirare politica. La coreografa e performer palestinese Samaa Wakim si interroga su come queste esperienze plasmino la sua identità nel nuovo solo Losing It, una creazione che esplora il modo in cui il trauma delle generazioni precedenti si manifesta nel suo corpo attraverso il movimento e il suono.
In un percorso che conduce al momento in cui ha iniziato a temere per la propria libertà, lo spettacolo affonda nei ricordi della sua infanzia sotto occupazione, attraversando le molteplici realtà in cui vive e le fantasie che ha costruito, tra paura e speranza, per sopravvivere. Quando la paura prende il sopravvento, il suo mondo comincia a disgregarsi: il pavimento diventa instabile, i suoni si deformano, e si genera uno spazio in cui realtà e immaginazione finiscono per confondersi.
Creata in dialogo con una partitura dal vivo di Samar Haddad King (direttrice artistica di Yaa Samar! Dance Theatre), la composizione sonora intreccia registrazioni ambientali raccolte in tutta la Palestina dal 2010. Accompagnati dalla voce di Wakim, i suoni che un tempo generavano paura e quelli che offrivano conforto si fondono progressivamente, fino a far sì che passato e presente offuschino il futuro.




Note di contesto sulla stagione


Tra marzo e maggio il cartellone si dispiega come una geografia teatrale del mondo, attraversando lingue, memorie e tradizioni sceniche. Si apre il 17 marzo con Min el Djazaïr della compagnia Hékau, racconto delicato e doloroso dell’esilio degli ebrei algerini negli anni Cinquanta, costruito tra ombre, musica dal vivo e materiali d’archivio. Il 24 marzo Kohlhaas restituisce la forza epica della narrazione di Marco Baliani, rilettura personale del racconto di Heinrich von Kleist sulla giustizia e il suo limite umano. Il 27 marzo la danza di Jiddu di Marco Berrettini trasforma una vicenda grottesca di appropriazione culturale in una riflessione ironica e inquieta sull’identità. Il 31 marzo Uproar, nato dalla collaborazione tra Carolina Rieckhof e Moyra Silva, esplora movimento e suono a partire dai saperi ancestrali peruviani e dalla memoria delle proteste represse. Il 12 aprile Mi madre y el dinero di Anacarsis Ramos intreccia autobiografia e documento per raccontare sessant’anni di lavoro precario nello stato messicano di Campeche. Il 7 maggio la grande attrice-danzatrice indiana Kapila Venu porta in prima italiana Parvati Viraham, raffinata rilettura femminile della tradizione del Nāṅgīār Kūthu. Il 13 maggio Il figlio della tempesta di Armando Punzo e Andrea Salvadori rievoca trent’anni della Compagnia della Fortezza, intrecciando parole, suono e immagini nate nell’esperienza unica del carcere di Volterra. Chiude il 17 maggio L’ombra lunga di Alois Brunner del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi, un’indagine teatrale vertiginosa in cui la storia europea e quella mediorientale si riflettono nell’esperienza dell’esilio e della memoria politica.




Info e acquisto biglietti

Polo Museale - Sapienza Cultura - Sezione Nuovo Teatro Ateneo 
Sapienza Università di Roma
Mail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it
Telefono: 0649914115
Sito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/  
Instagram: @nuovoteatroateneosapienza
Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma - Edificio CU017


LINK VIVATICKET 
https://www.vivaticket.com/it/ticket/losing-it/291761?utm_medium=paid_referral&utm_campaign=happyticket-losingit&culture=it-it


Orario spettacoli: 20.30
L'ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo).

Dopo aver prenotato il tuo biglietto, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link
https://bit.ly/parcheggiocusapienza

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