Marco Traini dà voce alla speranza, un inno contro la guerra e per l’umanità ferita
Nato in Svizzera nel 1974, Marco Traini ha scoperto sin da giovane una passione autentica per la musica e il canto, che lo ha portato a distinguersi in numerose competizioni musicali. Dopo aver conseguito il diploma presso l’Istituto Magistrale “G. Milli” di Teramo, ha continuato a coltivare il suo talento frequentando l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Braga”, dove ha ottenuto il diploma in solfeggio, teoria musicale, pianoforte e canto lirico. Desideroso di affinare ulteriormente le sue capacità, si è poi perfezionato presso la Reale Accademia Filarmonica di Bologna, dove ha studiato sotto la guida del celebre tenore Sergio Bertocchi e della rinomata pianista Paola Molinari. Grazie alla loro influenza, Marco ha sviluppato uno stile vocale raffinato e una presenza scenica che lo hanno reso protagonista di un’intensa attività concertistica, con esibizioni in teatri e festival musicali di rilievo. Nel 2007, ha pubblicato il suo primo album, “Dall’amore all’oblio”, un omaggio al compositore Francesco Paolo Tosti, prodotto da Ideasuoni Edizioni Musicali. Questo lavoro ha segnato l'inizio di una carriera discograca appassionata e ricca di esplorazioni artistiche. Nel dicembre 2008 ha pubblicato l‘album “Le più belle canzoni italiane”, prodotto da Ideasuoni, una raccolta che celebra il patrimonio musicale del Bel Paese e che è tuttora disponibile sulle principali piattaforme digitali (Amazon, Apple Music e Spotify). Parallelamente alla carriera artistica, Marco dedica da molti anni il suo tempo all'insegnamento del canto, condividendo con i suoi allievi la passione per la lirica e la canzone italiana. Dopo una lunga attesa, Marco torna con un nuovo album dal titolo “Melodie italiane”, uscito il 10 novembre 2024. Il progetto, che vede la partecipazione di musicisti di spicco come il chitarrista Stefano Zaccagnini, la violoncellista Giovanna Famulari, la violinista Rita Turrisi e il flautista Tony Felicioli, regalando nuove emozioni agli amanti della musica italiana. Prodotto da Flaviano Di Berardino per Cinemusicanova, e distribuito sotto il marchio Ideasuoni. Per la stesura del testo inedito di “I giorni di pace”, in uscita il 2 marzo 2026 si è avvalso della preziosa collaborazione di Ernesto Bassignano, cantautore, giornalista e conduttore storico del programma radiofonico "Ho perso il Trend" in onda su Radio Rai 1.
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Ascoltalo qui: I GIORNI DI PACE
Come è avvenuto il primo incontro emotivo e artistico con il testo di “I giorni di pace” e cosa ti ha spinto a trasformarlo in musica?
La mia etichetta discografica Ideasuoni mi ha fatto presente di questo testo e leggendolo più volte e trovando le parole molto intense abbiamo deciso che sarebbe potuto diventare “canzone” e da lì abbiamo iniziato a lavorarci sopra.
In che modo la tua interpretazione vocale ha contribuito a dare nuova forza a parole nate inizialmente come una semplice ballata?
Ho voluto dare una idea in particolare modo nelle strofe, un’ idea di canto molto leggero per poi crescere nel ritornello dove si arriva a sfiorare il “Si bemolle”
Quanto è stato importante il lavoro con Flaviano Di Berardino nel trasformare il brano in un inno contemporaneo dal respiro civile?
Grazie alla mia etichetta di Flaviano di Berardino (Ideasuoni) che si è subito attivato nel trovare un team di musicisti in grado di rispecchiare le nostre esigenze musicali: Stefano zaccagnini, Irelli Vincenzo, Alessandro Sanna, Andrea Rongioletti, Pino Vecchioni.
“I giorni di pace” affronta temi universali come guerra, uguaglianza e speranza. Quale responsabilità senti, oggi, nel dare voce a questi contenuti?
Come sappiamo tutti la musica riesce a veicolare in modo celere i messaggi attraverso le parole e la musica. In “I giorni di pace” credo che si sia trovato un bel idillio tra parole e musica …..
Il tuo stile affonda nella tradizione melodica italiana. Come riesci a mantenerla viva senza rinunciare a una sensibilità moderna?
Credo che la tecnica vocale italiana serva proprio a questo ovvero ad essere a disposizione della musica ma soprattutto delle parole.
Quanto ha inciso la tua formazione classica sul modo in cui affronti un brano così carico di significato umano e sociale?
La formazione classica sicuramente porta ad una sensibilità musicale notevole e ad avere un approccio nei confronti della melodia e delle parole.
Guardando al futuro, quali nuove direzioni o sfide artistiche senti di voler esplorare dopo questo progetto?
Con la mia etichetta Ideasuoni stiamo lavorando su nuovi testi ed a breve usciremo con alte novità.


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