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sabato 28 giugno 2025

CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 2025 XVIII edizione Focus NOW MED, BEYOND SWANA Direzione Artistica Ruggero Cappuccio



La XVIII edizione del Campania Teatro Festival con il Focus Now Med, Beyond Swana esplora il Mediterraneo come spazio vivo di scambio.

Una serie di incontri, masterclass e spettacoli, dal 30 giugno al 7 luglio indagano e perlustrano lo spazio Mediterraneo come spazio di identità condivise e resistenza culturale. In un tempo segnato da fratture e conflitti, artisti, operatori, ricercatori e comunità si ritrovano a Napoli per dare voce alle storie dell’area Swana attraverso il teatro, la musica e il dialogo. Il progetto della Fondazione Campania dei Festival si sviluppa coinvolgendo partner internazionali e si attiva in collaborazione con la Comunità Palestinese campana.
 
Oltre agli spettacoli inseriti nel programma del Campania Teatro Festival e visibili nelle serate, al mattino sarà possibile partecipare ad incontri aperti al pubblico con accesso libero fino ad esaurimento posti.
Si parte lunedì 30 giugno alle ore 11 alla Fondazione Premio Napoli a Palazzo Reale in Piazza del Plebiscito sul tema “Tessere Reti. Festival e mobilità culturale nel Mediterraneo”, interventi di Giacomo Pedini, Direttore Artistico di Mittelfest Cividale del Friuli e membro del consiglio direttivo di Italiafestival, Michele Punzi Presidente Fondazione Paolo Grassi e Festival della Valle d’Itria, Dubravka Vrgoc, General Manager and Artistic Director Croatian National Theatre Ivana pl. Zajca Rijeka, Gjergj Prevazi, general manager National Experimental Theater Tirana Albania, Nawel Skandrani, produttrice indipendente in Tunisia, Khaled Elayyan, Director of Ramallah Contemporary Dance Festival, in collegamento dai territori occupati palestinesi.
Nel pomeriggio alle ore 15 un incontro professionale su “Voci del Mediterraneo – Pratiche di resistenza culturale e testimonianza” con Pierre Thys, Directeur général et artistique presso Théâtre National Wallonie-Bruxelles, Eckhard Thiemann, independent curator, programmer and arts manager, London,UK, Hala Omran, attrice, Marsiglia, Francia/Siria, Bissane Al Cherif, regista autrice e scenografa, Wael Ali, autore e regista.
 
Il primo luglio alle ore 11 l’appuntamento e con “Voci dalla Palestina: pratiche di resistenza culturale e testimonianza”, alla Fondazione Premio Napoli, Palazzo Reale in Piazza del Plebiscito, Najwan Darwish in dialogo con Simone Sibilio e Omar Suleiman e la Comunità Palestinese Campana.
Nel pomeriggio alle ore 15 si terrà l’incontro professionale “Voce d’arte e Resistenza: Hanane Hajj Ali e il Teatro Arabo Contemporaneo”.
 
Mercoledì 2 luglio alle ore 11 alla Fondazione Premio Napoli, Palazzo Reale in Piazza del Plebiscito, l’incontro aperto al pubblico è dedicato al colloquio internazionale “Corridori di libertà: arte e cooperazione oltre i confini”. Interventi di Julie KretzschmarCharlotte Clary (Saison Méditerranée 2026 Institut Francais).
Nel pomeriggio alle ore 15 è la volta del colloquio internazionale “Corridori di libertà: arte e cooperazione oltre i confini” cui partecipano Benoit Bradel, Direttore artistico di Passages Transfestival, Metz, Francia, Mohammed Alqudwa, poeta et scrittore, Gaza, Palestine.
 
Il 3 luglio alle ore 11,30 al Teatro Mercadante in Piazza del Municipio, si terrà la Masterclass aperta al pubblico con Adrian Kohler & Basil Jones, fondatori di Handspring Puppet Company, Sudafrica.
 
Venerdì 4 luglio alle ore 11 alla Fondazione Premio Napoli, Palazzo Reale in Piazza del Plebiscito, l’appuntamento aperto al pubblico è con “Mediterraneo in Musica archivio sonoro contemporaneo” con la partecipazione di Elodie Le Breut, Directrice de l'association Aide Aux Musiques Innovatrices.
 
Domenica 6 luglio alle ore 11 alla Fondazione Premio Napoli, Palazzo Reale in Piazza del Plebiscito, si svolgerà l’incontro conclusivo del Focus Now Med, Beyond Swana “Creare ponti: pratiche artistiche e alleanze culturali per la Palestina” con la partecipazione di Lino Musella, attore, regista e drammaturgo, Omar Suleiman, Comunità Palestinese Campana, Velia Papa, direttrice del Teatro di Ateneo Università La Sapienza, Monica Ruocco, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”.
 
Nelle serate tra il 30 giugno e il 7 luglio, il Focus Now Med, Beyond Swana si sviluppa attraverso spettacoli e rappresentazioni inserite nel programma del Campania Teatro Festival. A cominciare il 30 giugno alla Sala Assoli è “La mer a changé de couleur” di Julie Kretzschmar, con due repliche nello stesso giorno alle ore 18 e alle ore 21. Un progetto che la regista francese ha avviato con il fotografo franco-algerino Bruno Boudjelal raccogliendo conversazioni con persone migranti dell’Africa subsahariana, attivisti e operatori a Napoli, Tangeri, Tunisi, Algeri, Barcellona e Atene. Durata 1H.
 
Hanane Hajj Ali, figura eminente della scena culturale e artistica libanese, sarà alla Sala Assoli il 2 luglio alle ore 21 (replica il 3 luglio ore 21) con “Jogging”, drammaturgia di Abdullah Alkafri. Una donna di 50 anni fa la sua corsa quotidiana per le strade di Beirut. Sola in scena, Hanane rivela la sua identità, incarnando differenti volti di Medea, le tante che vivono il loro percorso di dolore nella capitale libanese, intrecciandoli l’uno nell’altro come matrioske russe. Durata 1H e 30 minuti.
 
Giovedì 3 luglio ci sarà “Dressing room” al Teatro Nuovoalle ore 19 (replica il 4 luglio alle ore 19). Esordio da regista di Bissane al Charif, drammaturgia di Wael Ali, con l’interpretazione della comica franco-siriana Hala Omran, in cui un appartamento ideale, con una stanza dedicata agli oggetti, ai vestiti e alle scarpe, dressing room per l’appunto, diventa il posto adatto per concentrare l’attenzione sul corpo femminile. Durata 1 ora.
 
Venerdì 4 luglio alle ore 21 la Sala Assoli ospita lo spettacolo musicale di Fabrizio Piepoli e Nabil Bey”Ghibli” è un concerto che unisce due delle voci più significative della world music italiana e del pop mediterraneo: l’italo-palestinese Nabil Bey e il pugliese Fabrizio Piepoli. Un incontro artistico che celebra unione e fratellanza oltre ogni divisione, dando voce a un dialogo di pace e convivenza. Durata 1H e 15 minuti.
 
Il 6 e 7 luglio, a concludere il Focus Now Med, Beyond Swana, è lo spettacolo “Reminiscenze” al Teatro Nuovo alle ore 21. Reminiscenze di e con Dalal Suleiman, accompagnato dalla voce di Alessandra Ravizza, dal tanbur e daf di Masih Karimi e dallo oud e dalla voce di Tareq Abu Salameh è un omaggio lirico alla memoria, alla speranza e alla forza delle donne della diaspora palestinese. Durata 1H e 10 minuti.
 
I biglietti per assistere agli spettacoli del Focus Now Med, Beyond Swana costano da 5 a 8 euro, con ingresso gratuito per le persone con disabilità con un accompagnatore e I pensionati titolari di assegno sociale. Le modalità della richiesta e della successiva conferma sono consultabili su campaniateatrofestival.it

Matt Dillon al Social World Film Festival: «Dopo il set in Africa resto qui in Italia, il mio paese preferito»

 Il divo di Hollywood, padrino di quest’edizione del Festival, prossimamente al cinema con un nuovo film girato in Africa




«L’Italia è il mio paese preferito. La prima volta che sono stato a Roma, per un film di Coppola, mi sono sentito davvero a casa. È stato un momento meraviglioso. Da allora, ogni volta che torno, provo la stessa sensazione. Una volta ho incontrato Fellini per strada e abbiamo cenato insieme: un’esperienza indimenticabile. Amo profondamente la cultura italiana, così calorosa e accogliente. Rimarrò qui in vacanza fino alla fine di luglio, adoro la costiera amalfitana».


A dichiararlo è stato Matt Dillon padrino della 15esima edizione del Social World Film Festival. Il divo di Hollywood ha ricevuto il premio alla carriera in Arena Fellini, prima di incidere la sua firma in argilla che verrà fusa in bronzo e aggiunta al monumento al cinema, il Wall of Fame, in piazzale Siani, dove campeggiano già i nomi dei grandi ospiti del passato come Giancarlo Giannini, Claudia Cardinale, Luis Bacalov, Franco Nero, Matteo Garrone e tanti altri.

Nel pomeriggio Dillon ha incontrato i giovani studenti di cinema del Festival, dove ha anticipato il suo prossimo film in uscita al cinema: «Qualche mese fa ho terminato le riprese di un film in Senegal, diretto dalla regista francese Claire Denis: The Fence, ispirato all'opera teatrale Sulla soglia dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès, un drammaturgo francese scomparso prematuramente negli anni ’80. Non conoscevo le sue opere, finché non sono stato scelto per questo progetto. Nel film interpreto un capocantiere che trova un cadavere all’interno di un edificio in costruzione. È un uomo molto scrupoloso, e sospetta che si tratti di un omicidio. Spero che il film esca presto al cinema, anche in Italia».



IL MARE HA CAMBIATO COLORE, LA MOSTRA SU EDUARDO SCARPETTA E LA REPLICA DI PENTATHLON IL 30 GIUGNO AL CAMPANIA TEATRO FESTIVAL.



È uno spettacolo internazionale di grande impatto emotivo quello che caratterizza la giornata del 30 giugno al Campania Teatro Festival. “La mer a changé de couleur”, ideato, scritto e diretto da Julie Kretzschmar, che va in scena in Sala Assoli alle 18 e alle 21. Il mare ha cambiato colore, come scrive Pasolini nel reportage sull’Italia del 1959 “La lunga strada di sabbia”. Una espressione semplice e poetica, ricca di significati, che illustra perfettamente il lavoro teatrale, nato dal progetto che la regista francese ha avviato al Festival nel 2019 con il pluripremiato fotografo franco-algerino Bruno Boudjelal. La visibilità dei corpi, quella dei migranti africani e anglofoni che si sono stabiliti a Napoli, emerge in tutta la sua forza singolarmente universale nella riscrittura e ricomposizione di frammenti di racconti affascinanti. Narrazioni in tre lingue diverse (francese, italiano e arabo) che si sovrappongono a quelle epiche e compongono il mosaico di presenze che caratterizzano tutte le città delle migrazioni africane contemporanee. Dove tanti giovani in cerca di un sogno e di un futuro, quasi sempre incerto, condividono con gli abitanti del luogo, non senza difficoltà, pezzi di cultura e spazi di socialità. Con Sara Lupoli. Lo spettacolo è parte del Focus “Now Med, Beyond Swana”.

 
Mariano d’Amora, fondatore dell’Istituto del Dramma Napoletano, è invece affidata la cura della mostra documentaria e iconografica “Scarpetta 100”, allestita dal 30 giugno alle ore 17 presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli - Antisala del Salone da Ballo e Salone delle Panoplie. Per la prima volta, In occasione dei cento anni dalla scomparsa di Eduardo Scarpetta, avvenuta il 29 novembre 1925,  vengono presentati al pubblico una serie di materiali che ben espongono il vissuto artistico e privato di colui che, per temi e contenuti, può esser considerato il fondatore della drammaturgia napoletana moderna. Il percorso espositivo trova il suo cardine nei manoscritti rinvenuti nell’archivio privato dell’autore. Si è dinanzi a stesure originali corredate di firma, data di inizio e fine composizione, lista interpreti, correzioni al testo, note di regia, nulla osta alla rappresentazione e riflessioni finali. A questi s’aggiungono le trascrizioni effettuate nei primi anni del Novecento (oggi conservate presso la Lucchesi Palli) e le raccolte poetiche. Il percorso espositivo trova ulteriori elementi di conoscenza nelle locandine che ci restituiscono titoli fino ad oggi non inclusi nella teatrografia ufficiale di Scarpetta (che lievita da circa centosessanta titoli a duecentoventi), così come i diari privati dell’autore. Oltre a quelli domestici, nei quali Scarpetta amava annotare le piccole spese quotidiane, di particolare rilievo è il diario degli allestimenti dal 1898 al 1903. Non mancano i contributi esterni, come ad esempio un dipinto raffigurante un giovane Scarpetta e il plastico del teatro San Carlino, provenienti dal Museo di San Martino. La mostra è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19. L’ingresso è gratuito.
 
Per SportOpera, a cura di Claudio Di Palma e Vesuvioteatrosi replica invece alle 21, nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, “Pentathlon”, cinque traiettorie di sport, spettacolo itinerante per un massimo di 50 partecipanti.
 
La sezione Cinema propone nel Teatro di Corte di Palazzo Reale alle 21,  “Gloria!”, il bellissimo film di Margherita Vicario.
 
C’è infine molta attesa anche per il concerto del Dopofestival, a cura di Drop Eventi. Alle 22.30 al Giardino Romantico di Palazzo Reale si esibiranno le Ebbanesis. Apertura area bar a partire dalle 19.
 
Il Campania Teatro Festival, realizzato con il sostegno concreto della Regione Campania e un contributo annuo del Ministero della Cultura, è organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival diretta da Ruggero Cappuccio e presieduta da Alessandro Barbano.
 
I biglietti costano da 5 a 8 euro, con ingresso gratuito per i diversamente abili con un accompagnatore e I pensionati titolari di assegno sociale. Le modalità della richiesta e della successiva conferma sono consultabili su campaniateatrofestival.it



venerdì 27 giugno 2025

Sergio Rubini al Social World Film Festival: «Da bambino Napoli era un faro per me. Poi da adulto ho "incontrato" i De Filippo»


L’attore pugliese, fresco di premio Flaiano per la miglior regia con la serie “Leopardi – Il poeta dell’infinito”, al festival di Vico Equense festeggia i 40 anni di carriera.


«Io sono nato in Puglia, e da meridionale ho sempre visto Napoli come la capitale del Regno. Napoli è tradizione, è storia, è lingua scritta. Dove non esiste una lingua scritta, non esiste una storia. Per me, da bambino, Napoli era un faro: la guardavo con rispetto assoluto. Amavo tutto ciò che la riguardava, dalla lingua alla musica. Quando a casa mia sono arrivati i dischi di Pino Daniele, è stata un’epifania. Mi sembrava che ci avesse messo le mani Dio. Poi è arrivato il teatro, e la storia dei De Filippo. Mi ha conquistato l’idea di raccontarli non nella loro monumentalità, ma nella loro vitalità, nella loro freschezza. Una famiglia “di serie B” che ha superato il padre naturale, Scarpetta, rivoluzionando il teatro».

A dichiararlo è stato Sergio Rubini che al Social World Film Festival ha ricevuto il Golden Spike per celebrare i suoi 40 di carriera tra cinema, teatro e serie tv. Proprio con la serie “Leopardi – Il poeta dell’infinito”, Rubini ha vinto il premio Flaiano per la miglior regia. La notizia è arrivata nel corso della giornata in suo onore al festival del cinema sociale.  

Nel corso della giornata l’attore pugliese ha tenuto una masterclass al cinema Aequa con i giovani studenti del festival, dove ha raccontato dei suoi inizi e del rapporto con il padre, che l’ha “spinto” a diventare attore: «Sognavo di suonare in una rock band, mi ero tinto i capelli per assomigliare a David Bowie. Poi ho visto un mio coetaneo suonare le tastiere meglio di me, i miei amici volevano sostituirmi. Ero disperato. Fu mio padre a salvarmi, proponendomi di recitare nella sua compagnia. Accettai solo per orgoglio, per non darla vinta a nessuno. Ma da lì è partito tutto. Ho avuto un rapporto conflittuale con lui. Era un uomo che avrebbe voluto fare l’artista e invece lavorava come capostazione. Da giovane lo consideravo fragile, e per questo mi faceva soffrire. I figli vogliono genitori forti. Ma col tempo ho capito: per vivere una vita che non ami e riuscire comunque a coltivare le proprie passioni, serve una forza enorme. Sono profondamente innamorato di mio padre, proprio per quelle debolezze che un tempo mi destabilizzavano”. Al padre di Rubini è dedicato il suo primo film da regista “La stazione”, girato a San Marco in Lamis.

Sergio Rubini nel corso della giornata ha anche raccontato diversi aneddoti su Federico Fellini: «Mi presentai con delle foto scattate dal mio professore di matematica. Fellini le guardò e disse: “Lei somiglia alle sue foto”. Pensavo mi stesse prendendo in giro, ma capii poi quanto fosse profondo quel pensiero. Oggi modifichiamo tutto coi filtri, ma se somigli alle tue foto, significa che hai accettato i tuoi difetti. E nei difetti c’è il tuo stile. Non avere stile significa non avere difetti. È nei nostri difetti che ci distinguiamo».

Rubini ha poi inciso, durante la serata in suo onore in Arena Fellini, la sua firma in argilla che verrà fusa in bronzo e aggiunta al monumento al cinema, il Wall of Fame, in piazzale Siani, dove campeggiano già i nomi dei grandi ospiti del passato come Giancarlo Giannini, Claudia Cardinale, Luis Bacalov, Franco Nero, Matteo Garrone e tanti altri. Prima di congedarsi, Rubini dal palco regala un consiglio a tutti i presenti: «Imparate a fallire. E cercate di somigliare il più possibile alle vostre foto».



AL NAPOLETANO NICOLA SCAMARDELLA IL LEONE D’ORO AL MERITO: LA STORIA DI UNA FAMIGLIA, DI UN TERRITORIO E DI UN’IMPRESA CHE GUARDA AL FUTURO PREMIATA NEL CUORE DI VENEZIA

Nella splendida cornice dello storico Palazzo della Regione del Veneto, affacciato sulla suggestiva Fondamenta Santa Lucia a Venezia, si è tenuta oggi, venerdì 27 giugno 2025, la cerimonia di premiazione del Gran Premio Internazionale di Venezia, giunto a una nuova edizione carica di significato. Tra i protagonisti di questa giornata celebrativa, spicca il nome di Nicola Scamardella, imprenditore napoletano, titolare del ristorante White Chill Out Lungomare di Pozzuoli, al quale è stato conferito il Leone d’Oro al Merito per l'eccellenza imprenditoriale nel campo della ristorazione e per il contributo dato alla rinascita identitaria e culturale del territorio flegreo.

Il Gran Premio Internazionale di Venezia, istituito nel lontano 1947, è tra i riconoscimenti più longevi e prestigiosi del panorama italiano. Ogni anno premia figure di spicco che, nei settori dell’arte, della cultura, dello spettacolo, della scienza, dello sport e dell’imprenditoria, si sono distinte per meriti, innovazione e impatto sociale. La scelta di premiare Nicola Scamardella è il riconoscimento di una storia imprenditoriale autentica, che affonda le sue radici in un passato fatto di passione, dedizione e rispetto per la propria terra.

Scamardella, con il suo locale affacciato sul lungomare di Pozzuoli, nel cuore dei Campi Flegrei, rappresenta la terza generazione di una dinastia gastronomica profondamente legata al mare, alla cucina di tradizione e ai prodotti della terra vulcanica flegrea. Il percorso ebbe inizio con nonno Nicola, proseguito poi da papà Salvatore, e oggi giunge alla piena maturità con Nicola, che ha saputo proiettare nel futuro l’eredità familiare, trasformandola in un’esperienza di gusto raffinata, contemporanea, e fortemente radicata nel territorio.

White Chill Out Lungomare non è solo un ristorante, ma una finestra sulla cultura enogastronomica dei Campi Flegrei. Situato in via Giacomo Matteotti, in uno degli scorci più affascinanti del litorale puteolano, è divenuto negli anni un punto di riferimento per una ristorazione di qualità, rispettosa della stagionalità, delle materie prime locali e della tradizione marinara. Dalla selezione dei vini alle preparazioni ispirate alla cucina di mare, ogni dettaglio è curato con l'obiettivo di raccontare la storia e l’anima di un luogo unico.

Alla cerimonia odierna, svoltasi dalle ore 9.00 alle 17.00, con la partecipazione di autorità istituzionali, esponenti del mondo culturale, giornalisti e personalità pubbliche, Nicola Scamardella ha ricevuto il Leone d’Oro al Merito tra gli applausi commossi della platea. A condividere con lui questo momento indimenticabile è stata sua moglie, presenza fondamentale in ogni tappa del suo percorso, a cui Scamardella ha rivolto un ringraziamento speciale nel suo intervento.

Accanto a lui anche Tiziana Portanova, fondatrice dell’agenzia di marketing territoriale TiPi Social, da anni al fianco dell’imprenditore nella promozione strategica del brand “White Chill Out” e nella valorizzazione del territorio flegreo attraverso azioni di comunicazione, storytelling e progettazione integrata.

Nel suo discorso ufficiale, Nicola Scamardella ha dichiarato:

«Essere oggi qui a Venezia e ricevere il Leone d’Oro al Merito è un’emozione indescrivibile. Ringrazio l’organizzazione per aver premiato non solo il mio lavoro, ma anche una visione imprenditoriale che parte da lontano e guarda avanti. Questo riconoscimento è frutto di un percorso collettivo, che condivido con la mia famiglia, la mia squadra, i miei clienti e con tutti coloro che ogni giorno mi sostengono.

Un ringraziamento particolare va a mia moglie, che ha saputo accompagnarmi con pazienza, forza e dedizione anche nei momenti più difficili: questo premio è anche suo. E grazie a Tiziana Portanova, che con il suo lavoro instancabile ha dato voce e forma alla nostra identità, aiutandomi a raccontare al mondo chi siamo davvero.

Dedico questo riconoscimento alla mia terra, i Campi Flegrei, che sono più di un luogo: sono una condizione dell’anima. Una terra che respira, che vive, che si muove sotto i nostri piedi col bradisismo, ma che non ha mai smesso di regalare bellezza, risorse e forza. È un vulcano che ci mette alla prova, ma ci forgia. Ogni piatto che esce dalla mia cucina è un tributo a questa meraviglia inquieta che chiamiamo casa.»

La consegna del Leone d’Oro suggella l’impegno di Nicola Scamardella come imprenditore e custode della memoria gastronomica locale, capace di trasformare la tradizione in valore contemporaneo, rendendo ogni giorno il suo ristorante non solo un luogo di eccellenza, ma un presidio culturale del gusto.

Con questo riconoscimento, Scamardella si unisce alle grandi eccellenze del Made in Italy, testimoniando che la vera innovazione nasce dal rispetto profondo delle proprie radici e dall’amore per la propria terra.

 

IL GABBIANO VENTI ANNI DOPO, IN VIA DEL TUTTO ECCEZIONALE E IL PENTATHLON DI SPORTOPERA IL 29 GIUGNO AL CAMPANIA TEATRO FESTIVAL. REPLICANO UN DOMINGO DI FLORENT BERGAL E RAGAZZE ALL’INGROSSO CON EURIDICE AXEN.

La dicissettesima giornata del Campania Teatro Festival propone il 29 giugno un interessante sequel uscito dalla penna di Livia Castiglioni, che va in scena alle ore 21 al Sannazaro. È “After Kostja- Il Gabbiano di Cechov / vent’anni dopo”, con la regia di Alberto Oliva, dove ritroviamo, a distanza di tanto tempo dal tragico finale del capolavoro che tutti conosciamo, Nina e Arkadina, interpretate da Sarah Biacchi e Alessandra Frabetti. Siamo in Russia, investita dal vento della rivoluzione, ed è in quel profondo vento invernale che Nina bussa alla porta dell’antica casa del lago per salvare Arkadina, che vive completamente sola, dagli attacchi dei contadini. Arkadina, tuttavia, le propone un gioco al massacro fra attrici, non avendole mai perdonato mai né la morte di Kostja, né la riconquista di Trigorin. Sono due donne sole, una ha 43 anni, l’altra 70, che si stringono nella neve cercando il pulviscolo della vita e dei dolori che le hanno trafitte. Tutto può accadere, è l’alba della Rivoluzione d’Ottobre. Durata 90 minuti.
 
Al Teatro Teder, per la sezione Osservatorio, alle 22 va in scena “In via del tutto eccezionale” di e con Claudio Fidia, in collaborazione con Alessandro Paschitto che ha scritto il testo. Un ristorante diventa il luogo simbolo, finestra sul fuori, punto di incontro di serviti e servitori, di chi se lo può permettere e chi no. Immagine del mondo in sei portate, ordinate direttamente dagli spettatori. Come un Arlecchino contemporaneo, il cameriere-attore universalizza un’esperienza che schiaccia e mette in contatto con quello smarrimento e quella stanchezza che spesso toccano chi ancora non ha trovato il suo posto nel mondo. Durata 60 minuti.
 
Cinque traiettorie di sport sono lo schema vincente di “Pentathlon”, vera e propria mostra sportiva in cinque installazioni narranti in programma il 30 giugno e il 1° luglio alle 21 nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale. La prima è “Tennis Tornado e Trigonometria”, la riduzione, affidata all’interpretazione di Silvia Ajelli, che Luca Bargagna ha fatto del quasi omonimo libro di David Foster Wallace. “Troverete che il tennis agonistico, come il biliardo professionistico, richiede una mente geometrica, l’abilità di calcolare non soltanto le vostre angolazioni, ma anche le angolazioni di risposta alle vostre angolazioni. Poiché la crescita delle possibilità di risposta è quadratica, siete costretti a pensare in anticipo a un numero n di colpi, dove n è una funzione iperbolica limitata dal seno della bravura dell’avversario e dal coseno del numero di colpi scambiati fino a quel momento (approssimativamente). Io lo sapevo fare. (…). Riuscivo a pensare in base otto”. Insomma “è come giocare a scacchi correndo”. Questo breve passo dal libro dello scrittore statunitense morto nel 2008 già spiega di per sé la scelta di misurare le equazioni possibili tra tennis, biliardo e gioco degli scacchi. Come accade per “Bobby vs Fisher”, con Gilles Coullet, liberamente ispirato a “La mossa del matto” di Alessandro Barbaglia, riduzione e voce Claudio Di Palma, ma anche nel caso di “Bilie d’Avorio - Lo Snooker”, protagonista Nello Mascia, che trae invece ispirazione da “Steccate poetiche” di Stefano Duranti Poccetti. A tutto ciò, in “Pentathlon”, si aggiungono con “Essere o non essere” di Fabio Pisano, da Shakespeare e con Patrizio Oliva, le traiettorie interiori dello stato fisico, tra azione e non azione, di un pugile amletico, e si arriva con “Unico fiore nel deserto” alla naturale e completa chiusura del cerchio attraverso il giro di pista di una giovane atleta napoletana descritta dalle traiettorie letterarie di Antonio Ghirelli. Una performance che vede in scena una regina del teatro come Isa Danieli. Le coordinate del moto fisico diventano così in “Pentathlon” inevitabili direttive della mente, del pensiero, del cuore.
 
Chi avesse perso i debutti, può invece approfittare delle repliche di “Un domingo” di Florent Bergal, al Teatro Nuovo alle ore 20, e “Ragazze all’ingrosso” di Rossella Pugliese ,con Euridice Axen e la regia di Nadia Baldi, al Teatro Mercadante alle ore 19.
 
Al Teatro di Corte di Palazzo Reale, per la sezione Cinema a cura di Titta Fiore, sarà poi proiettato alle 21 “Ho visto un re”. Siamo nel 1936, ai tempi della guerra in Etiopia. La storia, incredibile ma vera, è quella di un Principe africano, catturato e tenuto prigioniero in una voliera nel giardino del Podestà, sotto gli sguardi increduli degli abitanti della piccola cittadina della provincia italiana. Si chiama Abraham Imirrù, ma per il piccolo Emilio è Sandokan che trova nell’amicizia inaspettata con il guerriero etiope la chiave per scoprire sé stesso. La vicenda è interpretata da Edoardo Pesce, Sara Serraiocco, Marco Fiore, Gabriel Gougsa, Fausto, Blu Yoshimi, Giulio Forges Davanzati, Elisa Di Eusanio, Michelangelo Dalisi, Patrizio Francioni, Lino Musella, Gaetano Bruno. La regista Giorgia Farina sarà presente in sala.
 
Al Dopofestival, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale alle 22.30, è previsto un evento speciale con Alan Sorrenti, per ripercorrere insieme all’artista napoletano i nuovi e gli intramontabili successi della sua brillante e multiforme carriera.
 
Il Campania Teatro Festival, realizzato con il sostegno concreto della Regione Campania e un contributo annuo del Ministero della Cultura, è organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival diretta da Ruggero Cappuccio e presieduta da Alessandro Barbano.
 
I biglietti per assistere agli spettacoli costano da 5 a 8 euro, con ingresso gratuito per i diversamente abili con un accompagnatore e I pensionati titolari di assegno sociale. Le modalità della richiesta e della successiva conferma sono consultabili su campaniateatrofestival.it

Martedì 1 luglio Peppe Miale porta in scena, in prima assoluta, "Confusioni" di Alan Ayckbourn, al Teatro Sannazaro di Napoli

Viaggio tragicomico nel cuore delle nevrosi quotidiane attraverso situazioni

solo in apparenza ordinarie, che si trasformano in piccoli incubi grotteschi

 

Sarà il palcoscenico del Teatro Sannazaro di Napoli a ospitare, martedì 1 luglio 2025 alle ore 21.00, nell’ambito del Campania Teatro Festival 2025, il debutto di Confusioni di Alan Ayckbourn, con Massimo de Matteo, Angela de Matteo, Luciano Giugliano, Stefania Remino e la partecipazione di Ernesto Lama, che daranno vita ad una galleria di personaggi tragicomici e teneramente smarriti.

Presentato da Associazione Culturale Nouveau Théâtre de Poche, l’allestimento si avvale dei costumi a cura di Chiara Aversano, le scene di Marianna Antonelli, le musiche eseguite al piano di Mariano Bellopede, per la regia di Peppe Miale.

Commedia dai toni multiformi, Confusioni è una delle opere più emblematiche del drammaturgo britannico, composta da cinque brevi atti unici, autonomi nella forma ma legati da personaggi ricorrenti che ritornano, attraversando scene, contesti e registri sempre differenti.

Scritta nel 1974, la pièce conserva un’attualità sorprendente grazie alla sua capacità di indagare le dinamiche interpersonali e familiari con ironia tagliente e una struttura drammaturgica originale.

Cinque sguardi diversi che esplorano, attraverso il filtro dell’assurdo, del grottesco, della farsa o del realismo, il tema dell’incomunicabilità e del progressivo isolamento dell’individuo nella società contemporanea.

Nel primo atto, Figura materna, una donna è intrappolata nel proprio ruolo di madre e non riesce più a vedere adulti intorno a sé. Tutti, indiscriminatamente, sono trattati come bambini.

In Al bar, il marito, in viaggio per lavoro, tenta, sospinto da un’euforia alcolica crescente, di sedurre una ragazza riluttante, incontrata in un bar anonimo di provincia.

Con Tra un boccone e l’altro, lo spettatore diventa complice di un cameriere silenzioso, osservando attraverso il suo punto di vista due violente liti coniugali, in un crescendo di frammentazione e sovrapposizione.

La festa di Gosforth è un’improbabile festa di campagna che scivola verso il disastro totale, mentre il suo ossessivo organizzatore tenta disperatamente di salvare le apparenze.

Chiude Due chiacchiere al parco, in cui cinque personaggi, ognuno immerso nel proprio monologo interiore, cercano un confronto senza riuscire a stabilire un vero contatto.

I personaggi che popolano Confusioni parlano, si sovrappongono, urlano, tacciono, ma non si ascoltano mai davvero. Una sordità emotiva, profonda e sistemica, che li isola, li condanna all’incomprensione e, in definitiva, alla solitudine.

 

Confusioni di Alan Ayckbourn

Martedì 1 luglio 2025 - Teatro Sannazaro Napoli, Via Chiaia 157

Inizio spettacolo ore 21.00 info biglietteria@fondazionecampaniadeifestival.it

Biglietti su www.campaniateatrofestival.it, www.vivaticket.com o presso Palazzo Zapata Napoli