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mercoledì 4 febbraio 2026

'We Love Enzo' IV edizione, a grande richiesta torna “S-ENZ” in Sala Assoli Moscato Dal 12 al 15 e dal 19 al 22 febbraio 2026

Dopo il caloroso riscontro del pubblico, torna in scena S-ENZ, ideato e interpretato da Giovanni Ludeno, sull’opera di Enzo Moscato, che sarà nuovamente in scena alla Sala Assoli Moscato per due settimane, dal 12 al 15 e dal 19 al 22 febbraio.


Ultimo appuntamento di We Love Enzo, il progetto dedicato alla memoria e all’opera di Enzo Moscato. Dal 13 gennaio, il percorso ha attraversato spettacoli, omaggi e momenti di riflessione che hanno ripercorso e interrogato il suo teatro. 


Il 14 gennaio è stata una serata straordinaria, un grande trionfo per il numerosissimo pubblico accorso che ha applaudito gli artisti in scena. La presentazione della rivista della Federico II è un approfondimento sull'opera di Moscato con contributi di docenti universitari, quali Matteo Palumbo, Giancarlo Alfano e Antonia Lezza. La proiezioni della versione restaurata di “Rasoi”, in anteprima a Napoli, ha rappresentato un momento per godere dell'interpretazione di grandi attori come Toni Servillo, Tonino Taiuti, Licia Maglietta e Iaia Forte.

Gli appuntamenti sono stati tutti molto seguiti e affollati di pubblico e di molti giovani desiderosi di conoscere il teatro di Moscato.


Tanti sono stati gli artisti e gli amici che hanno contribuito a omaggiarlo, anche coloro che pur non avendo mai lavorato con lui ne hanno sempre riconosciuto la sua importanza poetica. Come nel caso di Peppe Barra con “Spiritilli”, Lalla Esposito e Imma Villa con “Festa al Celeste e Nubile Santuario”, passando per la ripresa di spettacoli famosi come “Modo Minore” con Paolo Cimmino e la stessa Lalla Esposito, fino alla serata evento dedicata ad Annibale Ruccello con D-day 70° caratterizzata dalla lettura di testi che Moscato scrisse per l’amico scomparso.

Un'edizione attiva e creativa che ha visto la partecipazione di importanti nomi del teatro e non solo che hanno voluto dare un contributo al nostro grande poeta. Moscato è un drammaturgo importante riconosciuto dal nostro tempo. 


Veniamo così all’appuntamento finale, affidato a Giovanni Ludeno e al suo S-ENZ, opera di drammaturgia sui testi di Enzo Moscato.


Prodotto da Casa del Contemporaneo, S-ENZ è caratterizzato dalle musiche dal vivo di Paolo Polcari e dalla collaborazione artistica di Roberto Cyop. Lo spettacolo è un’immersione intima e struggente nella drammaturgia di Enzo Moscato, un approfondimento della sua visione unica del teatro e della vita. Un tuffo nell’opera poetica di Enzo Moscato, costruito attraverso i suoi testi sempre vivi e sapientemente modellati nel lavoro di drammaturgia di Ludeno.


Ragionando sugli scritti Gli anni piccoli e Occhi gettati, e dai testi, come Luparella e Partitura, Giovanni Ludeno costruisce S-ENZ come un atto d’amore e di attraversamento: non una semplice restituzione, ma un dialogo vivo con una scrittura che ha saputo dare voce agli scarti, ai fantasmi e alle ferite di una città e dell’umano, trasformando il teatro in lingua poetica, corpo politico e visione.


Giovanni Ludeno è un attore di teatro e cinema, molto richiesto da registi importanti ed è tra l'altro un volto noto della tv. Ha lavorato tra gli altri con Mario Martone, Edoardo De Angelis, Marco Tullio Giordana e Nanni Moretti; è inoltre un volto noto della tv per la sua partecipazione a fiction come "Le indagini di Lolita Lobosco", "Vincenzo Malinconico, avvocato d'insuccesso" e "Noi della Sanità". 


Il musicista Paolo Polcari, compositore, cofondatore e tastierista degli Almamegretta, produttore, ha lavorato tra gli altri con i Massive Attack. 


Roberto - C è fondatore e membro dell'ex duo di artisti urbani Cyop&Caf.


«S-ENZ è il titolo di una caduta vocalica, di una frattura: una O che se ne va, un trattino che separa il SE. Ciò che emerge è, prima di tutto, un’assenza, una mancanza. Resta il nome. Resta la vita più vita di tutte le vite.

Il nome è quello di un poeta, di un canto mai smesso, mai finito; di un racconto lunghissimo, antico e ancora a venire; di un pensiero, una preghiera, un gioco. È il nome di uno scugnizzo, ENZ, che fattosi poeta è rimasto per sempre».

Giovanni Ludeno


“S-ENZ”

di Enzo Moscato

adattamento drammaturgico di Giovanni Ludeno

con Giovanni Ludeno

musiche Paolo Polcari

paesaggio visivo Roberto-C

produzione Casa del Contemporaneo


Orari spettacoli

giovedì > sabato ore 20.30

domenica e festivi ore 18.00

Posto unico

intero 18 € | ridotto 15 €

Riduzioni: under 30, over 65, CartaEffe, enti convenzionati

Info e prenotazioni

345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it


Info e prenotazioni: 345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it



"La meraviglia a portata di mano", visita tattile al Cristo velato a Cappella Museo di Sansevero per non vedenti e ipovedenti

La Cappella Sansevero dedica un’apertura straordinaria ed esclusiva al pubblico di non vedenti e ipovedenti, martedì 17 marzo 2026, con la visita tattile “La meraviglia a portata di mano” che offrirà l’eccezionale opportunità di esplorare e toccare con mano le opere principali del Museo, dal Cristo velato, fra i più suggestivi capolavori della scultura di tutti i tempi, ai bassorilievi della Pudicizia e del Disinganno.

L’iniziativa, a ingresso gratuito, propone un percorso di visita ponderato sulle esigenze specifiche dei partecipanti, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile il patrimonio storico-artistico del Museo attraverso idonee modalità di accoglienza.

 

La visita è organizzata dal Museo Cappella Sansevero in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ETS APS, Sezione Territoriale di Napoli, e prevede l’ingresso su prenotazione al Museo dalle 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.30).

Per partecipare all’evento, infatti, è necessario prenotare telefonando al numero 081.5498834 (lunedì e venerdì 9.00 - 13.00; martedì, mercoledì e giovedì 9.00 - 17.00) o inviando una e-mail a uicna@uici.it. Le prenotazioni potranno essere recepite fino ad esaurimento.

 

I visitatori saranno accolti dallo staff dei servizi educativi del Museo con una descrizione introduttiva della Cappella Sansevero, con particolare riferimento alla figura del principe Raimondo di Sangro, geniale ideatore del progetto iconografico del complesso monumentale.

Successivamente avrà luogo l’esplorazione tattile dei capolavori del Museo, il Cristo velato e i bassorilievi marmorei della Pudicizia e del Disinganno, condotta dalle guide non vedenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. La formazione è stata curata da Roberta Meomartini, guida turistica esperta in percorsi tattili, in collaborazione con il Museo Cappella Sansevero.

In occasione della visita, per consentire di avvicinarsi alle opere, sarà rimossa la recinzione attorno al Cristo velato, e il pubblico, dotato di guanti di lattice, potrà toccare le trame marmoree dell’incredibile opera realizzata da Giuseppe Sanmartino, per poi proseguire, guidati sempre dagli accompagnatori, verso i bassorilievi posti ai piedi della Pudicizia e del Disinganno.

 

Al termine della visita tattile, gli ospiti saranno guidati in Sacrestia, dove riceveranno in omaggio una speciale guida in braille realizzata dal Museo Cappella Sansevero in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

 

In occasione della visita tattile a ciascun visitatore non vedente e ipovedente sarà consentito l’accesso con un accompagnatore e/o un cane guida. Durante l’esplorazione tattile sarà vietato indossare anelli, bracciali, orologi e altri oggetti che possano danneggiare le opere in marmo.

 

Con questa iniziativa il Museo Cappella Sansevero prosegue il proprio impegno per rendere i suoi spazi sempre più accessibili, realizzando progetti che rispettano i tempi e le modalità di apprendimento di un pubblico ampio e diversificato, capaci di accogliere e favorire l’incontro di tutti con l’arte e il patrimonio culturale.

 

Museo Cappella Sansevero

Napoli, Via Francesco De Sanctis 19/21

 

Visita tattile “La meraviglia a portata di mano”

Martedì 17 marzo

9:00 - 19:00 (ultimo ingresso 18:30)

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni: 081.549 88 34; uicna@uici.it

 

info@museosansevero.it

www.museosansevero.it



MICHELE ZARRILLO torna live a teatro: 30 anni de “L’ELEFANTE E LA FARFALLA”, a Sanremo con SAL DA VINCI per la serata della cover

 

A trent’anni dall’uscita de L’elefante e la farfalla, una delle canzoni più amate della sua carriera, Michele Zarrillo torna nei teatri con un nuovo progetto live che attraverserà l’Italia per tutto il 2026.

Il tour “1996 – 2026 L’elefante e la farfalla” prenderà il via il 28 marzo da Fondi e toccherà alcune delle principali città italiane, celebrando un brano capace di emozionare e unire generazioni diverse, diventato nel tempo un vero classico della canzone d’autore italiana.

“L’elefante e la farfalla”, brano che dà il titolo all’omonimo album, il quinto dell’Artista, fu presentato al Festival di Sanremo nel febbraio del 1996.Accolto con entusiasmo dal pubblico fin dalla prima esibizione, è oggi considerato uno dei suoi brani più celebri.Scritta da Michele Zarrillo insieme a Vincenzo Incenzo, la canzone è tra le più attese dal pubblico durante i concerti.

Quest’anno, inoltre, il cantautore tornerà al Festival in occasione dell’attesissima serata delle cover: salirà sul palco insieme a Sal Da Vinci per regalare al pubblico una versione speciale di “Cinque Giorni”.

Il live sarà un modo per ripercorrerela carrieradell’Artista con un repertorio unico nella musica italiana d’autore, ricchissimo di successi e di classici intramontabili. Due ore di spettacolo, durante le quali il pubblico potrà godere anchedelle canzoni degli ultimi album, che gli hanno regalato importanti soddisfazioni. Un’occasione imperdibile per apprezzarne dal vivo il grande talento, le sue doti di musicista e compositore, oltre che le qualità interpretative, toccanti e virtuose allo stesso tempo.

Queste le prime date annunciate del tour, alle quali se ne aggiungeranno presto altre:

·       28 marzo – Fondi (Lt) – Teatro Comunale

·       11 aprile – Latina – Teatro Gabriele D’Annunzio

·       3 maggio – Agrigento – Teatro Luigi Pirandello

·       11 maggio – Milano – Teatro Lirico

·       12 maggio – Ancona – Teatro delle Muse

·       17 maggio – Pescara – Teatro Massimo

·       19 maggio – Roma – Teatro Brancaccio

·       22 maggio – Martina Franca (Ta) – Teatro Nuovo

·       23 maggio – Lecce – Teatro Politeama Greco

·       24 maggio – Bitritto / Bari – PalaTour

·       26 maggio – Firenze – Teatro Cartiere Carrara

·       20 giugno – Palermo – Teatro di Verdura

Il calendario sarà costantemente aggiornato sui social dell’Artista e i biglietti sono già disponibili su Ticketone.

Sul palco con Michele Zarrillo (voce, piano, chitarra acustica ed elettrica) un eccezionale team di musicisti di altissimo livello che lo affiancheranno durante tutto il tour.

Produzione Musicale di Alessandro Canini. Produzione, organizzazione e booking BigJoe.

Michele Zarrillo è nato a Roma nel 1957. Esordisce artisticamente negli anni ‘70 come chitarrista, fondando i “Semiramis”, e, negli anni successivi, si rivela come autore di grande talento firmando brani per Renato Zero e Ornella Vanoni. Da lì a poco, comincerà ad interpretare le sue canzoni: vincerà un festival di Castrocaro (1979) e poi Sanremo nel 1987 con “La notte dei pensieri” nella categoria Nuove Proposte (sono ben 13 le sue partecipazioni al Festival, e almeno 10 le canzoni portate in gara che sono diventate degli evergreen) e le hit in classifica: ad oggi ha venduto oltre quattro milioni di dischi.

martedì 3 febbraio 2026

Innovazione e mercati internazionali

Networking, sostenibilità e connessioni saranno al centro dell’incontro “Innovazione e Mercati Internazionali”, in programma mercoledì 4 febbraio alle ore 16:30 presso la Fabbrica Italiana dell’Innovazione, in via Ponte dei Granili 24, Napoli.
L’iniziativa, promossa da Ivana Petrone di ESTER Network e Giovanni Scognamiglio di Associazione A.M.I.C.I., continua, siglando la collaborazione con Fabbrica Italiana dell’Innovazione, SPICI e AGILAE. 
L’evento nasce con l’obiettivo di creare un momento di confronto concreto sui temi dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e delle opportunità offerte dai mercati globali, con uno sguardo attento ai nuovi ecosistemi imprenditoriali, al ruolo delle reti professionali e del network come leva strategica per la crescita delle PMI e per il rafforzamento della competitività del sistema produttivo.
L’incontro si inserisce nel più ampio percorso di collaborazione tra le realtà promotrici, finalizzato a valorizzare il territorio di Napoli Est come polo di innovazione sociale ed economica, favorendo sinergie tra mondo imprenditoriale, terzo settore e comunità locale.
Il programma
Il pomeriggio prenderà il via alle ore 16:00, con una prima sessione dedicata alla presentazione delle realtà ospitanti e dei temi chiave dell’incontro:
• Presentazione di Fabbrica Italiana dell’Innovazione, hub di riferimento per l’innovazione, la cooperazione e l’internazionalizzazione, SPICY e AGILAE;
• “Perché Dubai”, intervento dedicato alle opportunità offerte dal contesto emiratino e ai nuovi scenari per le imprese italiane;
• Presentazione del Campionato di Calcio Serie I Aziende 2026 Italia, progetto che unisce sport, networking e responsabilità sociale, confermando lo sport come strumento di aggregazione, team building e creazione di valore condiviso.
Dalle 18:00 alle 19:30, spazio al networking aperitif, un momento informale pensato per favorire l’incontro diretto tra imprenditori, professionisti e stakeholder, stimolare nuove collaborazioni e rafforzare relazioni già avviate.
La partecipazione è gratuita, con registrazione al link:
👉 https://form.jotform.com/260273234023344
Un appuntamento da non perdere che si propone come punto di partenza per nuove connessioni, nuove visioni e nuove opportunità per trasformare l’innovazione in valore condiviso.

LA PACE NON BASTA. Emergency al Teatro dei Piccoli (Napoli) venerdì 6 febbraio con lo spettacolo PIA E DAMASCO. CRONACHE DAL DOPOGUERRA ITALIANO dai 14 anni

Sullo sfondo della pineta toscana del Tombolo, tra Pisa e Livorno, si snoda il racconto di una storia d’amore tra Pia e Damasco. Cronache dal dopoguerra italiano diventa così una lucida e necessaria riflessione su ciò che resta dopo le guerre, dopo tutte le guerre: territori segnati da campi minati e povertà, da devastazione e miseria che persistono anche quando la pace è stata firmata. È il tempo del dopoguerra, quando gli uomini continuano a perdere la vita per liberare la terra dalle mine e le donne, private di ogni alternativa, sacrificano il proprio corpo alla sopravvivenza attraverso la prostituzione.

Lo spettacolo teatrale, prodotto da EMERGENCY ONG Onlus e interpretato da Silvia Napoletano e Francesco Grossi, con la regia e la drammaturgia di Patrizia Pasqui, sarà in scena venerdì 6 febbraio alle ore 19:30 al Teatro dei Piccoli di Napoli nella Mostra d’Oltremare.

 

Il teatro, attraverso la forza delle emozioni e il silenzio dell’ascolto dal vivo, si conferma luogo cruciale di confronto su temi come i diritti umani fondamentali e i valori della solidarietà e della pace, troppo spesso calpestati dall’umanità in guerra. È in questa direzione che Casa del Contemporaneo e Le Nuvole rinnovano l’appuntamento con il Teatro di EMERGENCY, coinvolgendo pubblico young (dai 14 anni) e pubblico adulto, incluse le scuole. Al centro non solo i conflitti armati, ma anche le fragilità dei territori campani, da anni seguiti dai presìdi di EMERGENCY, dove emergenze sanitarie e sociali rendono urgente e necessario un lavoro costante di informazione e sensibilizzazione.

In un atto unico di 70 minuti, Pia e Damasco danno voce a storie vere e dolorose, a tratti persino comiche, che smascherano la guerra per ciò che è realmente: un disumano strumento che genera solo violenza, degrado e sfruttamento. È il 1947, la guerra in Italia è finita, ma le sue ferite sono ovunque. Pia, ricoverata in ospedale per malattie veneree, racconta il dramma delle donne che, spinte dalla miseria, si accompagnano ai soldati americani. Damasco è un rastrellatore di mine: mentre il Paese tenta di ricostruirsi, anche i civili vengono reclutati per sminare, accettando di rischiare la vita per sopravvivere. L’incontro tra Pia e Damasco, e l’amore che ne nasce, si fa gesto di resistenza umana in un paesaggio segnato per sempre. La pineta del Tombolo resta una ferita aperta: oggi è Camp Darby, base logistica americana protagonista di Guerra Fredda e dei conflitti successivi alla caduta del Muro di Berlino.

Accanto alla replica serale, il progetto si apre alle scuole: Francesco Grossi sarà in scena anche al mattino, in repliche riservate agli studenti (mercoledì 4 e venerdì 6 febbraio ore 9:30 e 11:30), con STUPIDORISIKO. Una geografia di guerra, sempre per la regia di Patrizia Pasqui. Uno spettacolo che, con linguaggio semplice, chiaro e a tratti ironico, attraversa i conflitti dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale fino ai più recenti, includendo il punto di vista delle vittime.

La replica serale prevede un biglietto unico di euro 9. Parte dell’incasso sarà devoluto a Emergency ONG Onlus. Botteghino aperto da un’ora prima dell’inizio. Prenotazioni allo 08118903126 (anche whatsapp). Il Teatro dei Piccoli è in viale Usodimare (ingresso da viale Kennedy). Più informazioni online su casadelcontemporaneo.it e pagine social teatrodeipiccoli.

Più di 26k follower per l'account Instagram di Ostaria Pignatelli. Per la Guida MICHELIN è tra i Top Ten della buona comunicazione

Ostaria Pignatelli, tra i 255 locali italiani insigniti con il Bib Gourmand della Guida MICHELIN, vanta un account Instagram seguito da oltre 26k follower.

In un recente articolo, pubblicato sul sito della Rossa, l’Ostaria napoletana conquista il quarto posto tra le insegne italiane, consigliate dalla MICHELIN, capaci di esaltare la propria identità attraverso una gestione efficace, competente ed incisiva di IG, uno dei social network più utilizzati, con i suoi 2,4 miliardi di utenti nel mondo e ben 30 milioni in Italia.


Secondo la classifica stilata dalla stessa MICHELIN, @ostariapignatelli “ha creato un vibrante account Insta con informazioni chiare e concise; con fotografie che esaltano le tipiche ricette del territorio quali candele alla genovese, sauté di vongole, alici imbottite”, attraverso il quale promuove novità culinarie, filosofia ed attrattive dell’insegna.


A partire dal 26 febbraio, Ostaria proporrà una serie di cene a tema, con cadenza quindicinale.


Le serate, riservate a non più di 25 ospiti, si svolgeranno presso Ostaria Pignatelli Privé, in Via San Pasquale 1bis, a circa 50 metri dalla sede principale di Riviera di Chiaia.

Per informazioni: 081 015 3134

AstraDoc prosegue con due anteprime napoletane, “Waithood” di Paola Piscitelli e in esclusiva il restauro di un corto di Sarah Maldoror



Doppia anteprima napoletana nel prossimo appuntamento di AstraDoc. Venerdì 6 febbraio 2026 la rassegna dei documentari di Arci Movie porta al Cinema Astra Napoli due documentari a partire dal restauro del cortometraggio di Sarah Maldoror e proseguendo con l’opera prima "Waithood" della regista partenopea Paola Piscitelli, selezionata nel concorso italiano dell’ultimo Festival dei Popoli.

Si parte alle 20,30 con la proiezione - in esclusiva - del restauro del cortometraggio “Cap-Vert, un Caranaval dans le Sahel” della regista Sarah Maldoror, voce rivoluzionaria e prima donna cineasta del cinema africano, a cuinei prossimi giorni la Berlinale dedicherà un’importante retrospettiva. Il cortometraggio fu girato nel 1979 in occasione delle festività del carnevale e del 1° maggio, la regista si richiama al messaggio dell’amico e leader Amílcar Cabral, fondatore del Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde, per il quale la cultura è espressione della storia, fondamento della liberazione e strumento di resistenza contro il dominio coloniale. All’evento, con il patrocinio di Institut français Napoli, intervengono Inès Foucher, Responsabile di Missione Culturale di Institut Français di Napoli, e Gina Annunziata, Docente di Storia del Cinema dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Si prosegue alle ore 21,00 con "Waithood” di Paola Piscitelli che interviene in sala insieme al protagonista Mauro Josè Lima da Graça e ai produttori Antonio Borrelli e Davide Mastropaolo. É la storia di Mauro, nato a Capo Verde e arrivato bambino in Italia. Da allora non ha più potuto muoversi pur non desiderando altro che tornare a riscoprire la sua terra d’origine. L’identità di Mauro, che si definisce per “un quarto capoverdiano e tre quarti italiano”, si costruisce nel dialogo continuo tra memoria e presente, tra l’isola immaginata e la città vissuta. Fino a quando il ritorno a Capo Verde, a lungo sognato, si compie finalmente attraverso il film.

Il doc, che contiene diversi materiali d’archivio dei film proprio di Sarah Maldoror è parte di una nuova stagione della produzione cinematografica campana che non lavora “su” Napoli ma da Napoli connettendo storie locali a traiettorie globali: "Waithood”, infatti, è esempio di un cinema che nasce dal reale che mantiene uno sguardo intimo e insieme politico. L'opera, prodotta da Colibrì Film e Audioimage, in collaborazione con Fermento e Association of Friends of Sarah Maldoror e Mario De Andrade, è nata con il supporto di Regione Campania e Film Commission Regione Campania e con il sostegno di SIAE e Ministero della Cultura nell'ambito del programma "Per chi crea".

“È un racconto on-the-road tra Italia e Capo Verde, in cui il viaggio assume un senso africano: come vagheggiamento di ciò che si è perduto, e come costruzione di geografie reali — da Napoli a Mindelo — e immaginarie, dove il paesaggio è innanzitutto dimensione intima. Il documentario osservativo sull’avventura vissuta dal protagonista - punteggiato dal dialogo tra me e Mauro attraverso la camera, nel tentativo di conoscerci fino a toccarci l’anima - s’intreccia alla fiaba capoverdiana di Blimundo, il bue che voleva essere libero, raccontata in creolo dal performer António Tavares sulle immagini d’archivio della regista Sarah Maldoror, impareggiata narratrice della gioventù africana alla soglia della decolonizzazione”. (Note di regia)

AstraDoc - curata da Arci Movie con Parallelo 41 Produzioni, Università degli Studi di Napoli Federico II e Coinor, con il patrocinio del Comune di Napoli - proseguirà tutti i venerdì fino al 24 aprile portando documentari e ospiti nella sala di via Mezzocannone per toccare l’attualità e temi importanti attraverso la sensibilità della Settima Arte.

Biglietto d’ingresso 5 euro, ridotto a 4 euro per i soci Arci. Dettagli sul film sono disponibili sul sito www.arcimovie.it e sui social Arci Movie e AstraDoc. Per attivare gratuitamente gli aggiornamenti della rassegna su WhatsApp inviare un messaggio al 334 68 95 990.

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Bio Paola Piscitelli

Regista e ricercatrice Marie Skłodowska-Curie tra l’Istituto di Geografia di Amburgo, il Sensory Ethnography Lab di Harvard e il Politecnico di Milano, Paola Piscitelli si è diplomata alla Scuola di Cinema “L. Visconti” di Milano e formata in documentario tra Inghilterra e Italia con Phil Cox, Leonardo Di Costanzo e Ludovica Fales, fotografia al CFI di Napoli con Luca Anzani e Mario Spada, e sceneggiatura con Bruno Oliviero e Valia Santella. Selezionata a Becoming Maestre 2021, ha lavorato come assistente alla regia per Paolo Sorrentino e Francesca Comencini. Nei   suoi   lavori, costante   è   il   paesaggio   come   dimensione   fisica   e   interiore. Tra le sue opere “Lo spazio delle disuguaglianze” (Italia, 2025) prodotto dalla 24ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano, “L'Orto del mondo” (Italia, 2023) film collettivo esito di un percorso laboratoriale ideato e curato da Giovanni Cioni e Ludovica Fales, e il cortometraggio “Radio Riders” (Italia, 2020) realizzato con Fabio Corbellini, premiato al Job Films Day 2020 e selezionato al Doc at Work Future Campus del Festival dei Popoli 2020.

Sarah Maldoror (1929–2020)

È stata una regista e sceneggiatrice franco-guadalupense, figura pionieristica del cinema anticoloniale e panafricano. Attiva tra Europa, Africa e Caraibi, ha coniugato ricerca estetica e impegno politico nelle lotte di liberazione africane. Negli anni Cinquanta fonda a Parigi la compagnia teatrale “Les Griots”, prima in Francia composta esclusivamente da attori neri. Si forma come cineasta a Mosca, entrando in contatto con ambienti rivoluzionari internazionali. Il suo cinema dà voce ai soggetti marginalizzati, con particolare attenzione allo sguardo femminile. Il film “Sambizanga” (1972) è considerato un capolavoro del cinema politico africano. Ha realizzato anche documentari su figure centrali della cultura nera e della Négritude. La sua opera unisce militanza, poesia e libertà formale. A lungo trascurata, è oggi riconosciuta come una delle voci fondamentali del cinema decoloniale del Novecento.