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giovedì 27 agosto 2026

FORTUNA IN MUSICA 2026

Dal 6 al 12 settembre torna Fortuna in Musica, il festival dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii, che quest’anno amplia il proprio percorso dal Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina al Parco archeologico di Gabii.

La novità dell’edizione 2026 è il Teatro campestre di Gabii, una nuova struttura temporanea e reversibile, realizzata con balle di fieno e materiali presenti nel Parco, pensata per accogliere spettacoli dal vivo in dialogo con il paesaggio e la memoria archeologica del sito.

Tre gli appuntamenti in programma:

6 settembre, ore 19.30 – Palestrina
Circo Diatonico – Acrobazie, ritmo ed emozioni dello spettacolo viaggiante
Santuario della Fortuna Primigenia – Piazza della Cortina

11 settembre, ore 19.30 – Gabii
Simone Prattico – Oriundo Quartet
Teatro campestre del Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina Nuova, km 19,300

12 settembre, ore 19.30 – Gabii
Javier Girotto & Aires Tango – 30
Teatro campestre del Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina Nuova, km 19,300

L’ingresso è gratuito al costo simbolico di 1 euro. Per organizzare al meglio l’accoglienza stampa, vi chiediamo di confermare la vostra presenza direttamente a me, indicando, se possibile, lo spettacolo scelto e il numero di persone.

Per il programma completo e le informazioni:
gabiipraeneste.cultura.gov.it

Per i biglietti:
Prenotazione biglietti Fortuna in Musica 2026
Dal Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina al Parco archeologico di Gabii: il festival dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii inaugura il nuovo Teatro campestre, palcoscenico della musica nell’area archeologica.


Per la prima volta il Parco archeologico di Gabii accoglie una rassegna musicale e si apre al pubblico attraverso la realizzazione di un suggestivo Teatro campestre, una struttura appositamente progettata per ospitare spettacoli dal vivo in dialogo con il paesaggio, la storia e la memoria archeologica del luogo.
È questa la grande novità dell’edizione 2026 di Fortuna in Musica, il festival nato dal legame profondo con il Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina che quest’anno amplia il proprio percorso fino a Gabii, creando una connessione ideale tra due straordinari luoghi del Lazio antico, accomunati da una storia millenaria e da un patrimonio culturale di eccezionale valore, gestiti dai Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii, istituto autonomo del Ministero della Cultura.
Il Teatro campestre diventa così il nuovo elemento caratterizzante del festival: uno spazio effimero ma fortemente evocativo, contemporaneo ma realizzato con materiali ‘senza tempo’, che permetterà al pubblico di vivere un’esperienza unica all’interno di un luogo al centro di una grande sfida di rinnovamento in chiave di accessibilità e la valorizzazione, dove musica, archeologia e paesaggio si intrecciano in un racconto comune.
Fortuna in Musica 2026 porta avanti la vocazione originaria: valorizzare il patrimonio attraverso il linguaggio universale della musica, creando nuove modalità di fruizione dei luoghi della cultura e restituendo agli spazi archeologici una dimensione viva e partecipata.
Il primo appuntamento sarà quindi il 6 settembre, ore 19:30 a Palestrina: la cavea teatrale del Santuario, monumentale accesso al Museo archeologico nazionale Prenestino accoglierà il Circo Diatonico – Acrobazie, ritmo ed emozioni dello spettacolo viaggiante, progetto dell’organettista campana Clara Graziano.
L’11 settembre alle 19:30 il festival si sposterà al Parco archeologico di Gabii, dove il Teatro campestre ospiterà il concerto del Simone Prattico - Oriundo Quartet, guidato dal batterista e compositore Simone Prattico.
A chiudere la rassegna, sempre al Teatro campestre di Gabii, sarà il 12 settembre, ore 19:30, il concerto di Javier Girotto & Aires Tango, protagonisti del progetto 30, con cui celebrano trent’anni di attività artistica.

Gabii e Praeneste rappresentano due tra le principali città e i più vitali centri culturali del Lazio antico. Fondate prima di Roma, rispettivamente al XII e al XXIII miglio della via Praenestina, raccontano le fasi monarchiche e repubblicane della storia antica, mentre gli importanti santuari testimoniano il culto di due potenti divinità femminili: Giunone Gabina e Fortuna Primigenia.
Nato nel Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina, il festival valica dunque quest’anno i confini del proprio luogo identitario per costruire un nuovo dialogo con il Parco archeologico di Gabii, uno dei siti più importanti della campagna romana, attraverso un progetto che unisce tutela, valorizzazione e produzione culturale.

Dichiarazioni della DIRETTRICE DEI MUSEI E PARCHI ARCHEOLOGICI DI PRAENESTE E GABII, MARTINA ALMONTE
“Abbiamo invocato la dea Fortuna come nume tutelare del festival, una rassegna di eventi che si prefigge di unire idealmente non solo le aree archeologiche delle due antiche città latine, ma anche le comunità dei residenti. Alla dea Fortuna non era infatti solo dedicato il santuario di Praeneste, ma il suo culto era associato anche a quello di Giunone Gabina, come attestano iscrizioni su cippi oggi conservate al Museo Nazionale Romano.”

Il Parco archeologico di Gabii si trova a circa venti chilometri a est della Capitale, inserito in un’ampia area incontaminata della campagna romana. Secondo Plutarco, proprio a Gabii Romolo e Remo sarebbero stati educati e avviati alla scrittura. Dalla fine del XVIII secolo il sito è stato al centro di importanti campagne di ricerca nazionali e internazionali che hanno restituito testimonianze di straordinario valore. Gli eccezionali materiali rinvenuti sono oggi conservati in parte al Museo del Louvre e in parte a Roma, presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e il Museo Nazionale Romano.

Il Teatro campestre è un'opera ambientale che nasce dall’idea di Cactus, studio creativo fondato da Antonio Oriente e Giovanni Rago, con l’obiettivo di applicare una logica circolare: grazie al riuso di materiali presenti nel Parco viene costruito un luogo accogliente per eventi, incontri e relazioni spontanee, in dialogo con il contesto archeologico e paesaggistico.

L’installazione è stata realizzata da GRRIZ, studio di architettura, arte e design fondato da Luigi Greco e Mattia Paco Rizzi, noto per i suoi interventi di microarchitettura applicata nello spazio pubblico, realizzati in Italia e all'estero e presentati anche alla Biennale di Architettura di Venezia e al MAXXI di Roma. Interamente reversibile e costruita con balle di fieno, la struttura è un’opera di land art e al contempo uno spazio d'ascolto temporaneo, a destinazione polifunzionale, pensato per accogliere eventi, letture pubbliche e laboratori, al fine di restituire al Parco archeologico di Gabii una rinnovata vocazione allo spettacolo dal vivo, favorendo un dialogo virtuoso tra patrimonio archeologico, paesaggio e comunità. 

Il programma musicale
La programmazione di Fortuna in Musica 2026 accompagna questo nuovo percorso attraverso tre appuntamenti che attraversano linguaggi differenti, dalla musica popolare alla ricerca jazz contemporanea, fino alla contaminazione tra jazz e tradizione argentina.

Ad aprire il festival, il 6 settembre, sarà Circo Diatonico – Acrobazie, ritmo ed emozioni dello spettacolo viaggiante, progetto dell'organettista campana Clara Graziano, autrice delle musiche dell'ensemble che dal 1996 propone un repertorio originale ispirato al mondo del circo e dello spettacolo viaggiante. Ballate, canzoni e marcette, con echi balcanici, influenze jazz e richiami alla musica popolare, alle bande e alle fanfare di paese, costruiscono uno spettacolo ricco di atmosfere felliniane, arricchito sulla scena dalle giocolerie e dai numeri ad effetto di un clown/mimo. Con il Circo Diatonico si marcia in carovana, si partecipa alle acrobazie, si cerca un equilibrio e ci si accomoda sotto il tendone immaginario delle emozioni, cantando insieme un ritornello o una formula portafortuna. Un organico di solisti d'eccezione apre uno scrigno di suoni pirotecnici e di testi attraversati da una sensibilità profondamente femminile, capaci di trasportare il pubblico in un colorato viaggio musicale. Sul palco Clara Graziano (voce e organetto), Gabriele Coen (sax soprano e clarinetto), Rosario Liberti (bassotuba) e Gianluigi Capone (mimo/giocoliere).

L'11 settembre, il Teatro campestre del Parco archeologico di Gabii ospiterà il Simone Prattico - Oriundo Quartet, guidato dal batterista e compositore Simone Prattico, musicista riconosciuto dalla critica come interprete di rara versatilità e dalla forte vocazione internazionale. Il suo stile nasce dall'incontro tra cultura mediterranea e musica afroamericana, dando vita a una personale ricerca sonora fatta di groove ibridi e contaminazioni ritmiche. Dopo l'uscita dell'album Oriundo, accolto con grande interesse dalla critica internazionale, Simone Prattico presenta un quartetto composto da Hermon Mehari alla tromba, Leo Montana al pianoforte e Acelino de Paula al basso. L'ensemble propone un viaggio musicale tra jazz contemporaneo e afro-funk, un intreccio di atmosfere tribali, energia ritmica e sensibilità melodica.

A chiudere il festival, sempre al Teatro campestre di Gabii, il 12 settembre, saranno Javier Girotto & Aires Tango, protagonisti del progetto 30, con cui celebrano tre decenni di attività artistica. Javier Girotto al sax soprano, Marco Siniscalco al basso elettrico, Alessandro Gwis al pianoforte e Francesco De Rubeis alla batteria e alle percussioni formano una delle realtà più originali del panorama jazz contemporaneo italiano. Nato nel 1994 da un'idea di Girotto, il gruppo ha saputo fondere le proprie radici musicali argentine con le forme espressive del jazz, costruendo negli anni un linguaggio personale in continua evoluzione. Il progetto 30 nasce dal desiderio di celebrare un traguardo importante: trent'anni di musica insieme, quasi mille palchi condivisi tra festival e rassegne in tutto il mondo, incontri, viaggi e momenti di vita vissuta intensamente. Le composizioni del disco sono dedicate ai luoghi e ai momenti più significativi della storia degli Aires Tango, in un percorso nato durante il periodo della pandemia e oggi simbolo della ripartenza e della continuità artistica del gruppo.

Con l'edizione 2026, Fortuna in Musica rafforza così la propria identità come progetto capace di costruire un dialogo autentico tra patrimonio culturale e contemporaneità, trasformando i luoghi della storia in spazi vivi di incontro, ascolto e partecipazione di comunità.

Biglietti:
https://portale.museiitaliani.it/b2c/buyTicketless/38f255ff-ae5c-45ff-b1dc-2767e57adcd2/6153
Costo del biglietto: 1 euro

Dove e quando: 
6 settembre 2026, ore 19:30, Santuario della Fortuna Primigenia – Piazza della Cortina, Palestrina (RM)
11 – 12 settembre 2026, ore 19:30, Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina nuova, km 19,300
 
Maggiori informazioni: https://gabiipraeneste.cultura.gov.it/ 


UN BORGO DI LIBRI IL 4 SETTEMBRE 2026 «OCCUPA» PIAZZA SANT’ANNA A CASERTA, IL LUOGO DELL’UCCISIONE DI GUIDO, FESTIVAL DAL 5 AL 20 SETTEMBRE 2026, CONCERTO E PASSEGGIATA ALL’ALBA SABATO 5 SETTEMBRE 2026

Un Borgo di Libri «occupa» piazza Sant’Anna a Caserta, il luogo dell’uccisione di Guido, il 4 settembre 2026, con una delle sue interviste impossibili. E’ il tentativo di dare una risposta culturale e sociale al dramma degli invisibili e dell’indifferenza che ha colpito Caserta nei giorni scorsi con due morti in pieno centro: Guido, ex cameriere senza fissa dimora, ucciso dalle botte a piazza Sant’Anna da un rumeno per 50 euro; e Amhed, lo chiameremo così, clochard 65enne algerino, morto al monumento ai caduti, rifugio di molti barboni a Caserta, forse per un infarto dovuto alla precarietà di vita.

«PER GLI INVISIBILI CONTRO L’INDIFFERENZA» IL 4 SETTEMBRE 2026

Piazza Sant’Anna è in pieno centro ma è una piazza della periferia più estrema di Caserta: la statistica ci avrebbe dovuto mettere in allarme già da tempo sui rischi che correvamo. Gli episodi di piccola violenza o di risse erano e sono continui e «Un Borgo di Libri», come fece nel 2021 per Gennaro Leone, ragazzo diciottenne ucciso a coltellate a via Vico, a due passi proprio da piazza Sant’Anna, prova a smuovere le coscienze. «Ci proviamo a fare qualcosa. Cambiamo il nostro festival e i suoi giorni per provare a dare una risposta all’emergenza sociale o almeno provarci. Occupiamo la piazza centralissima e periferica di Sant’Anna a Caserta, noi che siamo nati per il borgo medievale di Casertavecchia – spiega Luigi Ferraiuolo, direttore ed ideatore del festival – per dare un segno. L’indifferenza si combatte con l’I care: con il me ne preoccupo, ne ho cura. Ogni luogo, se lasciato a sé stesso, anche nel quadrilatero della moda o a piazza di Spagna a Roma, può diventare uno spazio di solitudine in mezzo a luci sfavillanti. La nostra intervista impossibile prima a piazza Sant’Anna e poi al Monumento ai Caduti avrà questo significato. «Le Interviste impossibili» erano nate proprio per mobilitare la città in luoghi diversi, lo faranno cercando di attirare le persone dove serve che si aprano gli occhi sulla realtà che ci circonda. E gli attori saranno giovani studenti del Liceo Classico Giannone, curati dalla professoressa Daniela Borrelli: un segno nel segno, perché i migliori ragazzi della città proveranno a rimboccarsi le maniche per dare la sveglia a tutti noi». L’appuntamento con le prime due interviste impossibili «per gli invisibili e contro l’indifferenza», a cura del laboratorio teatrale del Liceo Classico Giannone di Caserta, curato dalla professoressa Daniela Borrelli, è per venerdì 4 settembre a piazza Sant’Anna, alle 18.30, di fronte al Santuario. 

 

IL FESTIVAL: DAL 5 AL 20 E SORPRESE

Il festival, dopo l’anticipazione imprevista ma fondamentale per noi del 4 settembre, apre il 5 settembre con un concerto all’alba a Casertavecchia alle 06.18 a Palazzo Giaquinto, già sede dei nostri Concerti di una notte di mezza estate. Non a caso è organizzato sempre con l’Associazione musicale Anna Jervolino del maestro Antonino Cascio. Al termine, alle sette circa del mattino, passeggiata all’alba per i vicoli del borgo antico del direttore del festival con i partecipanti ai concerti e con la «Compagnia del festival». «Proviamo a formare una squadra, una compagnia di amici del festival – spiega Ferraiuolo - non solo degli organizzatori o dei visitatori ma anche di intellettuali e appassionati del bene comune cittadino e provinciale, che resterà poi sempre operativa nel nostro festival». Gli appuntamenti sono gratuiti, come sempre a Un Borgo di Libri, ma su prenotazione (inviare richiesta alla mail unborgodilibri@gmail.com, indicando nome cognome, telefono e oggetto della prenotazione). La rassegna proseguirà poi 11, 12, 13, 19 e 20 settembre a Casertavecchia e Caserta, con anche iniziative a sorpresa o dettate dall’attualità. «Non viviamo in un mondo effimero separato dalla realtà – aggiunge Ferraiuolo – ma stiamo nella società e nei suoi problemi. Non a caso i temi del festival non dimenticano la realtà della vita: i Cammini sono la nostra quotidianità».

CAMMINI E SIFFRIDINA PELLEGRINA

Siffridina diventa una pellegrina escursionista, secondo il nostro straordinario fumettista e disegnatore Simone Vignoni, con scarpe da trekking, zaino in spalla, conchiglia dei cammini. Il personaggio storico del borgo di Casertavecchia, scelto da «Un Borgo di Libri» come madrina della nostra rassegna, viene fatto rivivere ogni anno dal giovane disegnatore e fumettista romano Simone Vignoni nella contemporaneità, o nel mito, in maniera sempre nuova ed entusiasmante. Quest’anno Siffridina assomiglia alternativamente a una pellegrina in viaggio lungo i cammini della fede e della vita o a una socia del Cai, il Club alpino italiano, in cerca di luoghi nascosti e solitari dove meditare e riflettere; oppure dimenticare il passato o conoscerlo come abbiamo fatto a Ventaroli e Carinola alla ricerca di Matilde Serao o a Letino, alla ricerca delle nostre radici greche e medievali. Non a caso il Lete è proprio il fiume della dimenticanza e dell’oblio. “Il senso di Cammini – conclude Ferraiuolo – è proprio quello di confrontarci con la vita: cammini di senso, crescita personale, viaggio intellettuale. Dopo aver “azzeccato” il tema dello scorso anno: “Odissee”, anticipando il grande revival omerico dovuto al film di Nolan, adesso proviamo a intercettare le nuove sfide della nostra società occidentale alla ricerca di un cammino per ritrovare sé stessa».

Il Premio Musa della Critica Cinemusicale al Mercurio d’Argento

ll 29 agosto 2026 alle 21 all'interno del festival Premio Mercurio d’Argento a Massa (28-30 agosto, piazza degli Aranci) si terrà la premiazione della terza edizione Premio Musa della Critica Cinemusicale, il riconoscimento nato per celebrare l'eccellenza e la qualità della musica per immagini in Italia per tre diverse categorie: film, serie televisiva e documentario.

I premi ufficiali di quest'anno vedono trionfare Fabio Massimo Capogrosso per la miglior colonna sonora di film con Primavera, Paolo Buonvino per la miglior colonna sonora di serie TV con Il gattopardo e Franco Eco per la miglior musica per documentario con Hadar, il frutto di Dio. 

La consegna delle prestigiose targhe ai tre vincitori, a cura di Massimo Privitera e Marco Testoni - Presidenti della giuria del premio - avverrà durante la serata del 29 agosto condotta da Luca Ward in Piazza degli Aranci a Massa.

Questa terza edizione del Premio Musa segna l'ingresso nella giuria internazionale di alcuni critici dell'IFMCA (International Film Music Critics Association), affiancata dalle testate partner Colonne Sonore, Soundtrack City e Cinema Italiano e da giornalisti e docenti musicali.




Minori inaugura l'Arena del Mare, il nuovo palcoscenico della Costiera Amalfitana

Nasce "Arena del Mare – Estate 2026", il nuovo contenitore di eventi che per tutto il mese di agosto animerà la spiaggia di Minori con un cartellone di respiro nazionale.

Il progetto, presentato presso il dehor del ristorante Lumos, è promosso dal *Comune di Minori* e nasce da un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, reso possibile grazie a un bando pubblico che ha destinato una parte dell'arenile alla realizzazione dell'Arena. 

Alla presentazione sono intervenuti il Sindaco di Minori *Andrea Reale*, il direttore artistico *Francesco Sigillo*, l'imprenditore *Nunzio Illuminato*, patron della Baita del Re Resort e del ristorante Lumos, l'attrice e presentatrice *Adriana Moccia*, testimonial dell'iniziativa, e il giornalista RAI *Gianfranco Coppola*.

“L'Arena del Mare è l'anno zero di un progetto destinato a crescere nel tempo” – ha dichiarato Nunzio Illuminato – “Un impegno concreto per la valorizzazione della Costiera Amalfitana e di Minori”.

“Un'iniziativa strategica che rafforza la vocazione di Minori come laboratorio culturale e turistico” – ha sottolineato il Sindaco Andrea Reale.

Il cartellone, pensato per un pubblico trasversale tra residenti e turisti, unisce spettacolo, promozione turistica e cultura.

 IL PROGRAMMA UFFICIALE:

15 agosto – La Notte di Ferragosto* con DJ Salese, DJ Ramirez, Don Rafaelo, Ciro Picone

17 agosto – Summer Party*

18 agosto – La grande canzone napoletana* con Fabrizio Fierro, Aurelio Fierro Jr

20 agosto – Biagio Izzo* – Comicità italiana

23 agosto – Eduardo De Crescenzo* in “Essenze Jazz 2026”

26 agosto – Minori in White – La Grande Bellezza* – XV edizione

 31 agosto – Compagnia Movimenti in Musica* – Danza contemporanea

L'Arena del Mare – Estate 2026 è promossa dal Comune di Minori con il sostegno di Baita del Re Resort, Lumos Restaurant, Circuito Arte, Cardine, Perrella Network, Martini, Red Bull, Radio Alfa, Radio 1 Station, Radio Punto Zero e Radio Rò Caseificio DONNARUMMA 

martedì 25 agosto 2026

Giochi Uniti riporta in commercio «Assalto al Castello» nella nuova edizione su licenza Feudalesimo e Libertà

Il gioco di destrezza in cui si costruisce un castello con otto carte e lo si abbatte lanciando carte agli avversari torna vestito con i colori di una delle pagine satiriche legate al medioevo più importanti d'Italia. Nuova edizione in arrivo in autunno, con debutto a Lucca Comics & Games. Stefano De Carolis, direttore operativo della casa editrice napoletana: «Le licenze pop sono porte d’ingresso al gioco da tavolo».

Da quasi quattordici anni un imperatore immaginario chiama a raccolta i suoi sodali in un italiano che non è mai esistito, proponendo il ritorno al Medioevo come rimedio ai mali della modernità. Nato alla fine del 2012 dall’idea di un gruppo di amici universitari sardi, Feudalesimo e Libertà è il finto partito per il ripristino dei diritti feudali che ha costruito una delle comunità più riconoscibili della rete italiana: centinaia di migliaia di sodali sui canali social, un “eloquio neovolgare” diventato marchio di fabbrica, adunate nazionali, un inno ufficiale, un catalogo di pubblicazioni e una presenza costante nelle grandi manifestazioni di cultura pop.

A quell’immaginario si affida ora «Assalto al Castello», il gioco di destrezza di Giochi Uniti che torna in autunno 2026 in una nuova edizione su licenza di Feudalesimo e Libertà, con debutto a Lucca Comics & Games, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre.

Ogni giocatore veste i panni di un feudatario. La partita si apre con una fase di costruzione: otto carte da erigere sul proprio tappetino Fondamenta, a comporre un maniero che sta in piedi solo se la mano è ferma. Poi comincia l’assedio. A turno si pesca una carta e se ne applica l’effetto — e quando esce Catapulta o Trabucco, la carta stessa diventa la munizione: gomito appoggiato al tavolo, un colpo di polso, e la si lancia contro le mura degli altri. Quando tutte le carte di un maniero sono a terra, quel feudatario è fuori. Vince l’ultimo che resta in piedi.

Le carte evento sono un piccolo campionario di satira medievale. Tasse sottrae due carte al proprio castello. Peste Nera fa saltare il turno. Crociate obbliga gli altri giocatori a cedere materiale a chi la pesca. E c’è la trovata che rompe il quarto muro della confezione: la Grande Torre, il pezzo più imponente del tavolo, è letteralmente la scatola del gioco, e la carta Intervento Divino permette di impossessarsene e piazzarla a difesa del proprio feudo.

La nuova edizione si gioca dagli 8 anni in su, dura circa venti minuti e si spiega in due. È pensata per le famiglie e per i gruppi di amici, per quel tipo di serata in cui il tavolo diventa rumoroso e nessuno resta spettatore.

«“Assalto al Castello” si spiega in due minuti, si gioca in venti e alla fine fa ridere tutti, compreso chi perde», dichiara Stefano De Carolis, direttore operativo di Giochi Uniti. «Feudalesimo e Libertà è la voce più adatta che potessimo trovare in Italia per questo tipo di ironia: un immaginario medievale costruito su misura per un gioco in cui ci si assedia a colpi di catapulta. Non c’è testo da leggere, non c’è curva di apprendimento: c’è una carta in mano e un castello da abbattere».

De Carolis inserisce l’operazione in una linea editoriale precisa: «Il mercato italiano del gioco da tavolo cresce, ma la cultura ludica del nostro Paese è ancora giovane e una parte enorme del pubblico potenziale non ha mai avuto un motivo per sedersi al tavolo. Le licenze pop servono esattamente a questo: sono porte d’ingresso. Chi segue Feudalesimo e Libertà e non ha mai comprato un gioco da tavolo in vita sua, davanti a questa scatola sa già dove si trova. Ed è un gioco che si fa con le mani, senza schermi in mezzo: il nostro payoff è “Gaming is Sharing”, e lanciarsi carte addosso tra amici è forse la sua dimostrazione più letterale».

«Siam molto lieti d’aver finalmente congiunto le nostre forze con Giochi Uniti per dar vita a un vero giuoco da tavola, sollazzo nobile et istruttivo pensato però anche per villici, bifolchi et genti di scarsa dottrina», affermano nel loro tipico linguaggio e con la loro ironia quelli di Feudalesimo e Libertà. «Un ludus sì semplice che si possa praticare sanza far di conto con le dita, sanza conoscere il latino et financo sanza aver mai imparato a leggere le Sacre Scritture. Basteranno un tavolo, qualche sodale, un poco d’ingegno e quella minima capacità cognitiva che Nostro Signore, nella Sua infinita misericordia, ha concesso anche al più umile dei servi della gleba. Siam dunque impazienti di vedere finalmente nobili, mercanti, artigiani et plebe affrontarsi ad armi pari. O quasi: dacché contra la stoltizia, come insegna la Storia, neppure un buon regolamento pote facer miracoli».

«“Assalto al castello” nasceva da un’idea comune come quella di costruire un castello di carte e trasformarla in un party game adatto a tutti», spiegano gli autori del gioco Roberta Marchetta e Giovanni Spadaro. «In questi anni abbiamo visto giocare allo stesso tavolo abili nonne costruttrici con i nipoti di tutte le età, giocatori esperti che trovavano in “Assalto al castello” un momento ludico da condividere anche con chi non è solito sedersi al tavolo da gioco».

«Non potremmo essere più felici di sapere della collaborazione con Feudalesimo e Libertà perché grandi fan della loro realtà dagli albori, e anche perché quando creammo il prototipo di “Assalto al castello” avevamo dato al gioco proprio l’impronta medievale che troverete nella nuova uscita e come illustratori e game designer siamo entusiasti, non vediamo l’ora di sfidare nuovi giocatori all’ultima catapulta. Buona costruzione e… distruzione a tutti!», concludono.

DAL 27 AGOSTO IN SALA “LIMONI A VARSAVIA”, IL NUOVO FILM DI BRUNO COLELLA. CON ROBERTO DE FRANCESCO, NINNI BRUSCHETTA, MARIETA ŻUKOWSKA, ANNA CIEŚLAK E DENISE TANTUCCI

Dal 27 agosto in sala “Limoni a Varsavia”, il nuovo film di Bruno Colella con Roberto De Francesco, Ninni Bruschetta, Marieta Żukowska, Anna Cieślak e Denise Tantucci.

 
Esce in sala giovedì 27 agosto “Limoni a Varsavia”, il film, presentato all'ultimo Taormina Film Festival, che segna il ritorno al cinema di finzione di Bruno Colella, autore, attore, regista, la cui ricerca da oltre quarant’anni spazia, con grande versatilità, tra teatro e cinema, musica e arte contemporanea. 

 

“Limoni a Varsavia”, le cui riprese sono state effettuate in Polonia (Varsavia, Danzica, Wroclaw) e Italia (Milano, la campagna umbra, il Chianti, Napoli e il Cilento), è prodotto da Dario Formisano (Eskimo), con il compianto Gaetano Di Vaio e Giovanna Crispino (Bronx Film), Santo Versace e Gianluca Curti (Minerva Pictures Group), Eduardo Angeloni (An.tra.cine) e Pier Francesco Aiello (P.F.A Films).

 

Realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, della Regione Campania – Fondo Cinema e Audiovisivo in collaborazione con Film Commission Regione Campania, il film è stato scritto dallo stesso Bruno Colella, con la collaborazione di Mirco Garrone e l’amichevole contributo di Krysztof Zanussi.

 

Distribuito in sala da RS Productions, il film verrà presentato in anteprima a Napoli il 27 agosto all’America Hall (alle 21.00), ed il 28 (alle 21.15) al Metropolitan per poi proseguire in un tour che toccherà dapprima la Campania, dove il film è stato in parte girato, e a seguire diverse città italiane, coinvolgendo il cast e gli chef stellati che partecipano interpetrando se stessi al film. 

 

Il film sarà poi il 31 Agosto all’UCI Casoria alle 19.40 , al Partenio di Avellino il 1 settembre, il 4 Settembre a Caserta, il 19 al Teatro De Bernardinis di Vallo della Lucania.

 

Nel cast Roberto De Francesco (Il Sindaco del Rione Sanità, L'orto americano, Gotico padano), Ninni Bruschetta (Boris, Gli anni belli, L’invisibile, La legge di Lidia Poët), Marieta Żukowska e Anna Cieślak, attrici molto note in Polonia, Denise Tantucci (Buio, Tre piani, Rosso Volante). Il film vede anche la partecipazione di Antonella Attili, Nino Frassica, Peppe Lanzetta, Pietra Montecorvino, Totò Onnis, Yeva Sai, Lina Sastri, Mariano Rigillo e Giulio Scarpati.

Ad arricchire il cast i veri cuochi, nelle parti di sé stessi Gianfranco Vissani, il “macellaio poeta” Dario Cecchini, Filippo La Mantia, , il “re della pizza napoletana” Gino Sorbillo, il giovane chef Federico Del Monte, il critico gastronomico Luigi Cremona e la giornalista Lorenza Vitali. Le musiche originali sono di Eugenio Bennato.

 

 

Dai fratelli Tassi è un noto ristorante di Varsavia. 

Nicola e Giuseppe, i titolari, sono in realtà due cugini italiani, assediati dalla concorrenza. 

Per superare la crisi, intraprendono un viaggio - a bordo di due fiammanti Harley Davidson - che li riporterà dopo oltre venti anni in Italia. 

Hanno una mission impossibile: “ingaggiare” almeno uno chef famoso in tv o il re della pizza napoletana. 

Al ritorno avranno con sé solo una piccola e strana pianta di limoni… 

E se fosse quella la soluzione dei loro problemi? 

 

 

A Città della Scienza prosegue la programmazione estiva, nel weekend un science show sull'evoluzione della specie


Durante la stagione estiva, Città della Scienza illumina la città di Napoli di meraviglia e scoperta, confermandosi per tutta la stagione uno spazio dinamico e ricco di spunti per chiunque voglia osservare la realtà da una prospettiva diversa. Dal martedì alla domenica, dalle ore 10:00 alle 16:00, il polo scientifico apre le sue porte a visitatori di ogni generazione e provenienza (tanti turisti) nell’intento di trasformare l’apprendimento in un’esperienza appassionante fatta di giochi e conoscenza.

Il punto di forza dell'offerta è Corporea, il primo museo interattivo in Europa dedicato all'anatomia umana, dove i segreti del corpo e della vita vengono svelati anche grazie alla preziosa guida del robot umanoide Aphel, capace di stupire grandi e piccoli. Il percorso espositivo prosegue regalando continue suggestioni: dalla vastità dell'universo esplorabile sotto la cupola del Planetario attraverso spettacoli live e video all'affascinante micromondo degli artropodi con la mostra Insetti & Co.

La programmazione del fine settimana propone, inoltre, l'avvincente science show dal titolo "Ad ognuno la sua forma: denti, crani e strategie dell'evoluzione", in programma sia sabato 29 che domenica 30 agosto, con doppi appuntamenti giornalieri fissati alle 11:30 e alle 14:30. Guardando da vicino crani, denti e mascelle degli animali, questa esperienza diventa un modo originale per rendere omaggio alle scoperte di Charles Darwin, per spiegare come ogni parte del corpo abbia un ruolo preciso per l’evoluzione della specie. Darwin fu tra i primi a intuire che anche l'essere umano segue le regole dell'evoluzione: come tutti gli altri animali, l’uomo si è trasformato passo dopo passo, generazione dopo generazione, adattandosi all'ambiente che lo circondava.

A Città della Scienza la curiosità è sempre accesa: si può vivere un tempo fatto di scoperte, sorrisi con piccoli e grandi momenti dedicati sia alla conoscenza che al divertimento da condividere insieme. Un'avventura che resta nella memoria, ben oltre la fine della stagione estiva.

www.cittadellascienza.it