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domenica 3 agosto 2025

Si è concluso il Magna Graecia Film Festival con le premiazioni e la Colonna d’Oro a Serena Rossi

Si è conclusa la 22a edizione del Magna Graecia Film Festival (MGFF), ideato dai fratelli Alessandro e Gianvito Casadonte, che dal 26 luglio al 2 agosto ha proposto una ricca settimana di proiezioni, incontri, performance musicali, talk su politica e salute e che hanno portato a Soverato grandi nomi del panorama nazionale ed internazionale.

Dopo la Colonna d’oro consegnata al Premio Oscar Francis Ford Coppola in occasione della proiezione del suo monumentale film Megalopolis e la sua conversazione interattiva con i ragazzi intitolata “How To Change Our Future”, tante sono le star che hanno partecipato a questa edizione e che hanno ricevuto l’ambito premio del brand GB Spadafora.

 

Toni Servillo, Margherita Buy, Kim Rossi Stuart, Gianni Canova, Giancarlo Esposito e per ultima Serena Rossi sono stati protagonisti sul palco con conversazioni d’autore moderate da Fabrizio Corallo, Antonio Capellupo e Silvia Bizio. A condurre le serate Carolina Di Domenico e Marco Maccarini.

 

A riceve la Colonna d’Oro anche Nicola Claudio (Presidente di Rai Cinema), il giornalista Guido Talarico, l’attore napoletano Peppe Lanzetta e il produttore Nicola Giuliano (Indigo Film). All’Ambassador di quest’anno Denise Capezza, a Maria Pia Ammirati direttrice di Rai Fiction, alla conduttrice radiofonica Francesca Manzini, alle attrici Barbara Chichiarelli e Ester Pantano è stato consegnato il Premio Ippocampo d’oro realizzato dalla gioielleria Megna. Premio Rivelazione all’attore sardo Andrea Arru.

 

Il MGFF 2025, ha proposto un ricco programma di eventi e proiezioni cinematografiche nell’ambito dei concorsi dedicati alle sezioni di opere prime e seconde italiane e documentari, curate da Antonio Capellupo, e delle opere prime internazionali, curate da Silvia Bizio, anche responsabile dei talent internazionali. La novità di quest’anno è stata l’aggiunta di una sezione diretta da Jacopo Curcio e Luca Capacchione, in collaborazione con il Picentia Short Film Festival, che ha proposto una selezione dei migliori esordi nel cortometraggio, arricchendo così la proposta e la mission culturale del Festival, da sempre attento alla promozione e valorizzazione dei giovani talenti.

Negli ultimi anni, il format del MGFF si è arricchito sempre di più di nuovi contenuti, con l’ambizione di rappresentare uno straordinario happening in cui registi, attori, addetti ai lavori e pubblico di appassionati si incontrano lungo il filo conduttore del cinema e non solo. Quest’anno due sono stati i nuovi progetti tematici Magna Graecia Politics e Magna Graecia Salute.

 

Magna Graecia Politics nasce con l'obiettivo di dare voce alle grandi personalità del panorama politico e istituzionale nazionale, fuori dai palazzi, riscoprendo e valorizzando la funzione autentica della politica come spazio ideale in cui le diverse idee e posizioni trovano una sintesi. Curato da Tommaso Labate, una delle voci più fresche e autorevoli del panorama giornalistico, il progetto ha avuto come ospiti di talk la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein (29 Luglio), i il ministro degli Affari esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani (1 Agosto) e, in conclusione, il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. 

 

In un tempo in cui la salute pubblica è sempre più al centro delle sfide sociali, economiche e culturali del nostro Paese, il Magna Graecia Salute è un’iniziativa di respiro nazionale, pensata per mettere in dialogo medicina, prevenzione, ricerca scientifica e partecipazione attiva dei cittadini. Curato dal prof. Francesco Cognetti, oncologo di fama internazionale e voce autorevole nella sanità italiana, il progetto in questa prima edizione ha proposto due focus con un'attenzione particolare alla prevenzione primaria e secondaria, tra screening, diagnosi precoce e stili di vita.

 

La Giuria delle opere prime e seconde italiane, presieduta dallo sceneggiatore Nicola Guaglianone e composta dalla regista Giorgia Farina, dall’attrice Ester Pantano, dal critico cinematografico Gianni Canova e dall’attore Alessio Lapice ha decretato i seguenti vincitori:

 

Miglior Opera Prima e Seconda Italiana – Familia di Francesco Costabile

Per la capacità di raccontare una storia con rigore e intensità, senza mai cedere alla retorica. Un film che scava nel cuore oscuro della famiglia, con uno sguardo lucido e necessario, sorretto da interpretazioni potenti e da una regia che dà forma alla tensione quotidiana con pudore e precisione.

 

Miglior Regia – Gianluca Jodice per La Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta

Per aver raccontato la fine di Maria Antonietta con uno sguardo personale, rigoroso e mai scontato. Jodice usa la regia per costruire un film che cambia stile visivo man mano che tutto intorno si sgretola: ordine, potere, identità. Con scelte precise – dai movimenti di macchina all’uso dello spazio – trasforma una storia storica in qualcosa di attuale e intimo. Non cerca l’effetto, ma la verità. La sua regia non guida solo il film, ma lo plasma. Ed è questo che fa la differenza.

 

Menzione Speciale Opera Prima e Seconda Italiana – Nero di Giovanni Esposito

Per aver saputo raccontare con autenticità e rigore una storia disperata e profondamente umana. Nero è un’opera prima che colpisce per il coraggio con cui intreccia realismo e simbolismo, pietà e violenza, senza mai cadere nel compiacimento né nella retorica.

 

Miglior Sceneggiatura – Nonostante di Valerio Mastandrea e Enrico Audenino

Per aver scritto una storia che osa: sospesa tra vita e morte, reale e surreale, affronta il dolore con ironia e leggerezza, senza perdere mai profondità. Una sceneggiatura che parla dell’amore, della memoria e di ciò che resta, nonostante tutto.

 

Miglior Attore – Yuri Tuci per La vita da grandi

Per aver portato sullo schermo un ragazzo autistico con autenticità e forza emotiva, senza mai forzare l’emozione. Con uno sguardo, una pausa, un silenzio, Yuri racconta molto più di quel che dice. La sua interpretazione arriva dritta al cuore e non si dimentica.

 

Miglior Attrice – Barbara Ronchi per Familia

Per la forza silenziosa con cui incarna una madre segnata dalla violenza ma ancora capace di proteggere e sperare. Ronchi dà vita a una donna che vive ogni gesto con esitazione e coraggio, consegnandoci una fragilità che diventa resistenza. La sua interpretazione è un dolore muto che esplode nel cuore dello spettatore, incollandosi alla memoria.

 

Premio Giuseppe Petitto – Il ragazzo dai pantaloni rosa di Margherita Ferri

Per essersi fatto amare dal grande pubblico e aver dato la possibilità alle storie invisibili o troppo poco raccontate di avere voce, parole e colore scelto, non imposto. Per la verità con cui ha saputo raccontare tutto quello che a volte per vergogna ci obbliga ad essere diversi da ció che siamo, per il coraggio.

Un film che indaga le incertezze e i dubbi non solo del protagonista ma delle dinamiche familiari.

 

La giuria della sezione documentari presieduta da Francesco Frangipane, con i giovani dell’associazione Jump e Spazioscenico, ha decretato il seguente riconoscimento:

 

Miglior Documentario – No more trouble: Cosa rimane di una tempesta di Tommaso Romanelli

Un documentario che ha il merito di non indagare sulle cause o sulle responsabilità di un evento tragico, ma di restituirci l’amore e la passione di un uomo per il mare e la navigazione. Ma soprattutto l’amore e la passione di un figlio, che cerca, in un viaggio intimo e profondo, di ricostruire la figura di un padre che non ha mai conosciuto. E il regista Tommaso Romanelli, mantenendo uno sguardo lucido ed oggettivo, senza giudizio né retorica, lo fa con un garbo e una grazia fuori dal comune.

 

La giuria delle opere prime e seconde internazionali, presieduta da Ivan Carlei insieme a Domenico Vacca e Rocio Munoz Morales, ha assegnato il seguente premio:

 

Miglior Opera Internazionale – Il Mohicano di Frédéric Farrucci

Farrucci riesce abilmente a coniugare la forza del Western e la tensione del Noir tra atmosfere e crudo realismo, che restituiscono un racconto visivo essenziale, autentico e suggestivo. Un film commovente e toccante che ha il merito di trasformare una vicenda locale in una tragedia universale ponendoci davanti a riflessioni estremamente attuali sulla conservazione della terra, sui legami collettivi, sulla forza del dissenso.

 

Menzione Speciale Opera Internazionale – Enric Auquer per Il maestro che promise il mare di Patricia Font

Enric Auquer incarna con luminosa autenticità, delicatezza e intensa forza morale il ruolo di Antoni Benaiges, il maestro idealista che, con una profonda passione pedagogica, trasforma l’insegnamento in un atto rivoluzionario. 

La sua luminosa prova d’attore, che unisce rigore emotivo e vibrante umanità, è il punto più alto del film.

 

Durante la settimana, Chiamamifaro, Camilway, Chiara Galiazzo e Kaze hanno regalato al pubblico delle performance musicali. Per la serata finale, Serena Rossi ha cantato dal vivo il brano tratto dal film “Il treno dei bambini” da lei interpretato.

 

Successo anche per la terza edizione del Magna Graecia Food Feast, la vetrina dedicata all’enogastronomia calabrese d’eccellenza, promossa in collaborazione con l’ARSAC e il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria.

 

Il MGFF ha ospitato ogni giorno il progetto realizzato dalla Regione Calabria – Dipartimento Turismo, Fondazione Calabria Film Commission e prodotto da Rai Com. Due programmi di Rai Radio2, in diretta dalla sede della Lega Navale di Soverato, con numerosi ospiti del mondo del cinema che hanno partecipato al Festival, ma anche rappresentanti delle istituzioni di promozione del turismo regionale. Alle 10.30 Radio2 Estate, condotto da Carolina Di Domenico e Pierluca Mariti e dalle 12 alle 13.30 Non è un Paese per giovani, condotto da Tommaso Labate e Massimo Cervelli. Ogni sera, poi, sul palco di Radio2 si è acceso il talk “La Calabria a 5 Sensi”, con dibattiti in compagnia di ospiti d’eccezione.

 

Il Magna Graecia Film Festival è sostenuto dal Ministero della Cultura, Calabria Straordinaria – brand della Regione Calabria – Assessorato al Turismo – Calabria Film Commission e Comune di Soverato. Grandi brand nazionali e regionali abbracciano la sfida culturale del Magna Graecia Film Festival: Poste Italiane, Banca Montepaone, Webgenesys, l’Amaro del Capo, Calabria Motori.

 

I premi finali del Pop Corn Festival del Corto

Premi ai corti italiani Marcello di Maurizio Lombardi e all'animazione di Playing God, di Matteo Burani. Miglior corto internazionale il neozelandese Rochelle di Tom Furniss. Premio Raffella Carrà per il corto con l’idea più originale a Il Taglio di Jonas di Rosario Capozzolo. Premiati anche Pinocchio reborn di Matteo Cirillo, Sette minuti di Alessia Bottone, Dietro la rezza di Arianna Cavallo e lo spagnolo Yo voy con migo di Chelo Loureiro.
Ospiti del festival il regista, attore e sceneggiatore Massimiliano Bruno, la music supervisor Anna Collabolletta e l’attrice e regista Yvonne Sciò.
Si è tenuta in Piazzale dei Rioni a Porto Santo Stefano Monte Argentario (GR) il 25, 26 e 27 luglio 2025 – a entrata gratuita fino a esaurimento posti - l'ottava edizione del Pop Corn Festival del Corto, evento di cortometraggi diretto da Francesca Castriconi, organizzato dall'Associazione Argentario Art Day APS e realizzato con il patrocinio e il contributo del Comune di Monte Argentario e della Regione Toscana. Il festival è stato presentato nelle tre serate dall’attore Andrea Dianetti (già allo Zecchino d'Oro e Tale quale show) e ha visto tra gli ospiti il regista, attore e sceneggiatore Massimiliano Bruno, intervistato sul palco da Dianetti e dalla giornalista e scrittrice Claudia Catalli. Quindi, la music supervisor Anna Collabolletta. Il Pop Corn Festival del Corto ha avuto una preview, la sera del 24 luglio, con la proiezione di Womeness, terzo docu-film scritto e diretto dall’attrice e regista Yvonne Sciò, che lo ha presentato al pubblico del festival con un incontro moderato da Claudia Catalli. Diciotto cortometraggi in concorso divisi nelle tre categorie: 9 Corti Italiani, 5 Corti Internazionali e 4 Corti d’Animazione. Il tema proposto dal festival per questa edizione, “Impronte, tracce di vita”, ha voluto raccontare le impronte indelebili, a volte invisibili, le testimonianze di incontri. I corti sono stati valutati da una Giuria Artistica capitanata dallo scrittore, sceneggiatore e regista Federico Moccia e composta dal montatore Marco Spoletini, dall’esperta di marketing di 01 Distribution Manuela Rima, dal giornalista e critico cinematografico Carlo Griseri, dal direttore artistico del Sudestival, Michele Suma, da Manuela Pasqualetti per Cinecittà Panalight e Panalight spa e dal costumista e scenografo Stefano Giovani.
Ecco tutti i premi consegnati dal Pop Corn Festival 2025 e le relative motivazioni.
MIGLIOR CORTO ITALIANO – premio di 1.000 euro a: Marcello di Maurizio Lombardi, con la seguente motivazione: “La vita sbandata di un ragazzo che improvvisamente rimane affascinato dal meraviglioso mondo del cinema e si allontana dalla violenza della strada trovandovi un rifugio momentaneo. Un racconto complesso e completo, emozionante che racconta la vita attraverso la metafora del cinema”.

MIGLIOR CORTO INTERNAZIONALE – premio di 1.000 euro a: Rochelle di Tom Furniss (Nuova Zelanda). La motivazione recita: “Un’eccellente regia ha saputo emozionarci raccontando la storia di una macchina, una corsa, ma soprattutto un’amicizia che non può essere dimenticata. Il ballo unico e speciale nel finale è un inno alla vita”.

MIGLIOR CORTO DI ANIMAZIONE – premio di 1.000 euro e Trofeo Pop Corn Festival a: Playing God di Matteo Burani (Italia). La motivazione recita: “Il mistero della vita, lo sguardo su di essa, il disperato bisogno di autodeterminazione sono gli ingredienti di una storia traslata in una dimensione stilistica eccellentemente governata, che tocca i grandi interrogativi sulla creazione e sul destino dell’Uomo”.

PREMIO RAFFELLA CARRA’ al corto con l’idea più originale – premio di 4.000 euro e proiezione al Sudestival a: Il Taglio di Jonas di Rosario Capozzolo (Italia). La motivazione del premio: “Abbiamo assistito alla scoperta di un rapporto importante, quello tra una madre e un figlio. L’imbarazzo, la curiosità ma anche la possibilità di un nuovo futuro tra questa madre e un figlio così bisognoso d’amore. Per la sua originalità, per come ci conduce fino alla fine con leggerezza facendoci scoprire all’improvviso una vera e propria rivelazione”.
I PREMI PANALIGHT scelti da Manuela Pasqualetti, rental and sales manager per Cinecittà Panalight e Panalight Spa sono stati consegnati a due cortometraggi, che vincono ognuno buoni per il noleggio di attrezzatura cine-televisiva del valore di 4.000 euro.

PREMIO PANALIGHT a: Marcello di Maurizio Lombardi (Italia). La motivazione recita: “Perché racconta con sincerità e profondità il dietro le quinte del cinema, una storia che parla di passione, precisione e fatica creativa. È il corto che più valorizza il lavoro cinematografico con una fotografia curata e che mette in primo piano ogni aspetto : i movimenti macchina sono studiati per immergere lo spettatore nel processo creativoe e la luce valorizza l’atmosfera di ogni scena. Marcello dimostra come la qualità dei mezzi e la consapevolezza tecnica siano fondamentali per dare vita a una storia autentica e coinvolgente e di come mezzi tecnici ,visione e maestranze si fondano per costruire il cinema vero!”.

PREMIO PANALIGHT a: Sette minuti di Alessia Bottone (Italia). La motivazione recita: “Il film affronta un tema sociale attuale con grande rigore e misura. La scelta del bianco e nero richiama un’estetica d’epoca che si sposa perfettamente con il contesto narrativo, restituendo autenticità e profondità. La macchina a mano, sempre controllata, accompagna la storia con discrezione, mentre fotografia e luce, essenziali ma curate, rafforzano il realismo del racconto. 'Sette minuti' dimostra come, anche con un impianto tecnico sobrio ma consapevole, si possa raggiungere un risultato potente ed efficace”.

PREMIO MUJERES NEL CINEMA al corto incentrato su una tematica legata all’universo femminile, scelto dalla sua presidentessa, Giulia Rosa D’Amico a: Dietro la rezza di Arianna Cavallo (Italia). La motivazione recita: “Un corto delicato e potente allo stesso tempo, che svela l’universo nascosto della protagonista attraverso le fasi della vita con grazia e accuratezza, attraverso una troupe composta da tante professioniste che sostengono la regista nella narrazione di questo splendido affresco visivo che avvolge lo spettatore e lo fa riflettere, su quanto ognuna di noi possa sentirsi 'Dietro la rezza' e di quanto sia difficile ma allo stesso tempo necessario trovare la forza per uscire di là. E di quanto sia importante che l’audiovisivo assuma su di sè la responsabilità di raccontare al pubblico le nostre piccole e grandi battaglie quotidiane”.

MENZIONE MOSCERINE FILM FESTIVAL a: Yo voy con migo di Chelo Loureiro (Spagna). La motivazione recita: “In una società che ci spinge a cercare approvazione dall'esterno, in cui l'omologazione ci fa sentire accettati, una bambina cerca di essere vista da un bambino che le piace rinunciando a tutto quello che la rende unica, ottiene il suo interesse e si rende conto di aver perso sè stessa. Con la semplicità dei bambini e un'animazione poetica, questo corto ci ricorda che l'importante nella vita non è piacere agli altri ma a sè stessi. La felicità è fatta di consapevolezza e libertà”.

MENZIONE VISION 2030 festival di Cinema Ecosostenibile della città di Noto a: Pinocchio reborn di Matteo Cirillo (Italia). La motivazione recita: “L’unicità di ognuno di noi è l’unica forma di sopravvivenza dell’essere umano intero, per un mondo più onesto e gentile”.

PREMIO COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ del Comune di Monte Argentario a: Pinocchio reborn di Matteo Cirillo (Italia). La motivazione recita: “Abbiamo deciso di premiare 'Pinocchio reborn' di Matteo Cirillo per aver trasformato una favola classica in una denuncia silenziosa, ma eloquente e per la forza con cui riesce a rileggere una favola universale trasformandola in una riflessione attualissima sull’identità, sull’autenticità e sul dolore dell’esclusione. In un linguaggio intimo e potente, il cortometraggio racconta la difficoltà di essere sé stessi in una società che spesso premia l’omologazione e punisce la verità. La reazione del protagonista di conformarsi, tornando burattino pur di sentirsi accettato, diventa una metafora potente della solitudine e dell’emarginazione che spesso colpiscono chi sceglie di restare autentico. Un linguaggio simbolico che riesce a rendere visibile il disagio invisibile di molti”.
PREMIO CREW UNITED che consiste in una membership con formula video+ (upload di clip/showreel) al corto vincitore del miglior corto italiano a: Marcello di Maurizio Lombardi (Italia).
PREMIO CREW UNITED che consiste in una membership con formula video+ (upload di clip/showreel) al corto vincitore del Miglior Corto Internazionale a: Rochelle di Tom Furniss (Nuova Zelanda).

PREMIO CREW UNITED che consiste in una membership con formula video+ (upload di clip/showreel) al corto vincitore del Miglior Corto d’Animazione a: Playing God di Matteo Burani (Italia).
Dalla scorsa edizione partner del festival, Crew United è il più ampio network di professionisti dell'industria dell'audiovisivo in Europa, fondato alla fine degli anni Novanta e ora disponibile anche in Italia, risorsa essenziale per chi lavora in produzione.
Per il primo anno, il Premio Inlusion Creative Hub, consegnato ai tre corti vincitori dei premi della giuria.

PREMIO INLUSION CREATIVE HUB per il Miglior Corto Italiano consistente in 3 giorni di color grading con colorist del valore commerciale di circa 3.600 euro a: Marcello di Maurizio Lombardi.
PREMIO INLUSION CREATIVE HUB per il Miglior Corto Internazionale consistente in 3 giorni di color grading con colorist del valore commerciale di circa 3.600 euro a: Rochelle di Tom Furniss (Nuova Zelanda).

PREMIO INLUSION CREATIVE HUB per il Miglior Corto d’Animazione consistente in 3 giorni di sala mix con fonico del valore commerciale di circa 3mila euro a: Playing God di Matteo Burani (Italia).
PREMIO DEL PUBBLICO giuria popolare a: Pinocchio reborn di Matteo Cirillo (Italia).

Durante il festival è stato anche consegnato il PREMIO SPECIALE POP CORN FESTIVAL. Istituito la scorsa edizione (premiato allora il regista Daniele Ciprì) e dedicato a una figura professionale nel campo del cinema che sostiene i festival e i registi emergenti, quest'anno il Premio è stato consegnato a Manuela Rima, esperta di marketing di 01 Distribution. La motivazione del premio recita: “Per la sua passione, dedizione e impegno a sostegno dei nuovi talenti nel mondo del Cinema, contribuisce alla divulgazione dei cortometraggi al grande pubblico. Per aver sostenuto fin dagli inizi il Pop Corn Festival, diventando per noi una figura di riferimento, ma soprattutto un'amica”.
Al Pop Corn Festival 2025 anche la presentazione, alla terrazza del Ristorante La Pace, del libro “Ho 50 anni e allora? 5 Dive contro l’age shaming” (edito da Bietti Fotogrammi) di Carlo Griseri, alla presenza dell'autore, moderato da Michele Suma. Come sempre attenta alla comunicazione, il festival si è fregiato di una locandina dell'artista Marco Lovisatti, quest'anno intitolata “Levità”.

Il Pop Corn Festival del Corto 2025 è stato realizzato con il patrocinio e contributo del Comune di Monte Argentario, della Regione Toscana e del Consiglio della Regione Toscana, Fondazione CR Firenze. Partner: Raffaella Carrà, AFIC - Associazione Festival Italiani di Cinema, Panalight, Mujeres nel Cinema, Crew United, Inlusion Crea ve Hub, Coming Soon, Taxidrivers, Sudes val di Monopoli, Moscerine Film Festival Vision 2030 - Festival di Cinema Ecosostenibile, Lifebox, Popcorn Podcast. Commissione Pari Opportunità del Comune di Monte Argentario. Sponsor economici OHANA production, Immobiliare di Nazareno Orsini, Village di Tommasini, Ditta Orsini, Studi dentistici Tambelli, Great Estate & Great Stays, Scotto Palmiro, Off.meccanica Ambrogetti, Maregiglio, Gisa, Molo 26, Carrefour Market, Banca Tema, impresa Sirio Rosi, Impresa artigiana Fiorenzo Visconti. Partner tecnici: Joint Media, Rifipack, Torre di Cala Piccola, Verdissimo, Hotel la Caletta, Hotel Alfiero, M&M Guesthouse, Cantina Fratelli Mantellassi, Secopack, Bar Giulia, Solari antincendio, Boobee.it, NCC di Andrea Schiano.

Per maggiori informazioni:
www.popcornfestivaldelcorto.it
popcornfestivaldelcorto@gmail.com
cell. + 39 328 8155690
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Rocio Munoz Morales si racconta schietta e delicata al pubblico del MGFF

Penultima serata per il Magna Graecia Film Festival di Soverato, l’evento che promuove il cinema d’autore italiano e internazionale e regala i racconti più intensi. Ospite della serata, l’attrice Rocio Munoz Morales, componente della giuria internazionale del festival insieme a Domenico Vacca e Ivan Carlei.

Protagonista della conversazione d’autore con Carolina di Domenico, Rocio Munoz Morales ha offerto al pubblico un racconto delicato e sincero di sé stessa, parlando anche del rapporto che ha con la Calabria: «È una grandissima emozione tornare in Calabria. Mi sento a casa: giro con le mie bambine e mia mamma e trovo sempre gente bella e luoghi che mi sorprendono. Io amo la verità della Calabria. È una terra che mi arriva nuda, nel suo bello e nel suo brutto. Accoglie, non ha paura di essere sé stessa». 

L’attrice ha ammesso inoltre che, proprio in Calabria, ha vissuto alcune delle esperienze professionali più belle della sua carriera: «Mi hanno proposto di interpretare Rita Pisano, la sindaca di Pedace. Una donna forte, di quelle che non ha paura di guardare tutti in faccia. Inizialmente pensavo avessero sbagliato quando hanno scelto me per interpretare quel ruolo, mi sentivo completamente diversa da lei. Rita è stata disegnata da Pablo Picasso e qualcuno ha colto una somiglianza con me. Per calarmi nel ruolo ho conosciuto la sua famiglia, bellissime persone con cui ancora sono ancora spesso in contatto, e che mi ha aiutata tantissimo a cogliere le sfumature della sua persona. Ci sono dei ruoli che ti rendono una donna migliore, questo lo è».

Artista completa, Rocio ha iniziato come ballerina, si è affermata come conduttrice e attrice, e negli ultimi anni ha trovato nella scrittura un’altra forma di espressione. Dopo i primi due libri Uno posto tutto mio e Dove nasce il sole, sta ultimando il terzo, in uscita novembre: «Lo sto scrivendo da tempo – ha raccontato – e pensare che avevo ideato questa storia in tempi non sospetti! Ho iniziato a scrivere durante il periodo del COVID. Dopo la chiusura dei teatri ho sofferto perché era come se mi mancasse una parte di me, un posto dove ero libera e isolata per qualche ora. Mi sentivo come se mi fosse stato tolto un mio spazio e l’ho ritrovato tramite la scrittura», racconta l’attrice.

«Anche se non ci si sente mai veramente pronti bisogna buttarsi nelle cose. Io non mi sono mai pentita delle sfide che ho affrontato, le cose normali mi annoiano. Alle mie figlie vorrei lasciare l’eredità di un cuore buono. Vorrei che fossero delle donne pure, fiere di loro stesse, rispettose, sincere. Sono questi valori, che mi hanno trasmesso la mia mamma e le mie sorelle, a rendermi la donna forte che sono oggi. Quelli che riescono a fare le cose migliori sono le persone che hanno il cuore più grande» ha concluso sottolineando il forte legame di amicizia con il direttore artistico del MGFF Gianvito Casadonte. 

Sul palco sono saliti anche i registi Giacomo Triglia e Antonio Cofano per presentare le loro opere Che verso fa il pesce spada e La colonna. Tra gli ospiti della serata, il giornalista Luciano Regolo che ha presentato il suo libro dedicato al primo santo Millennial: San Carlo Acutis. «Quello che lascia Carlo è il messaggio di avere coraggio», ha dichiarato. La serata è proseguita con il live della giovane artista Kaze, con l’accompagnamento musicale di Wolf, che ha regalato al pubblico i due brani Sad e Volevo portarti al mare.

Infine, prima della proiezione, la presentazione del film Nero, definito una fiaba moderna dai toni agrodolci. Giovanni Esposito e Susi del Giudice hanno raccontato la storia di Paride, un brav’uomo che, spinto dalla disperazione, compie piccoli furti per aiutare la sorella, finché un colpo di pistola cambia per sempre la sua vita, donandogli il potere di strappare le persone alla morte. «Ogni scena, ogni ciak, ci ha emozionato e spero di poter regalare a voi la stessa emozione», ha detto del Giudice, mentre Esposito ha aggiunto: «Questo festival è eroico, uno dei pochi che mette davvero al centro il cinema».


Per l’ultima giornata, oggi sabato 2 agosto, alle ore 20 nell'ambito del Magna Graecia Politics, il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sarà intervistato sul palco del lungomare da Tommaso Labate. A seguire, la cerimonia delle premiazioni: tra gli ospiti attesi anche l'attrice Serena Rossi che regalerà un momento musicale. In scaletta previsti, inoltre, due talk con la direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, e l'Ambassador del Festival, Denise Capezza. Al Supercinema, alle ore 18, il Premio Vittorio De Seta 2025 promosso da Legambiente Catanzaro. 

Il Magna Graecia Film Festival, ideato e Diretto da Gianvito Casadonte e condotto da Carolina di Domenico e Marco Maccarrini, è sostenuto dal Ministero della Cultura, Calabria Straordinaria – brand della Regione Calabria – Assessorato al Turismo – Calabria Film Commission e Comune di Soverato. Grandi brand nazionali e regionali abbracciano la sfida culturale del Magna Graecia Film Festival: Poste Italiane, Banca Montepaone, Webgenesys, l’Amaro del Capo, Calabria Motori. Le Colonne d’Oro consegnate ai protagonisti della kermesse portano la firma del brand GB Spadafora.

 

L'ingresso a tutti gli eventi del Magna Graecia Film Festival, in arena e al Supercinema, è gratuito, senza prenotazione, sino ad esaurimento posti. Nello specifico, in arena, si potrà accedere dalle ore 20 e la serata avrà inizio alle ore 21. Per tutta la settimana del festival, l’amministrazione comunale di Soverato ha implementato i servizi di trasporto per facilitare l'arrivo in arena. Si potrà parcheggiare la propria auto nello spiazzo del Palazzetto dello Sport e in quello dell'ex Camping Le Giare. Sarà attivo il servizio trenino a 1,50 euro e il servizio bus a 1 euro con corse previste dalle 19 alle 01.00. 


DAL 13 AGOSTO AL VIA IL PROLOGO DEL SANZA-FESTIVAL DELL’ACCOGLIENZA. TRA I PROTAGONISTI ANCHE FEDEZ, ATTESO IL 28 NEL SUGGESTIVO BORGO CILENTANO

Un prologo che è già un Festival, con Fedez atteso protagonista. Si annuncia ricca di appuntamenti interessanti l’anteprima del “Sanza-Festival dell’accoglienza”, in programma il 13, 14 e 28 agosto. Un assaggio del grande progetto di rigenerazione culturale, sociale ed economica che la Regione Campania e il Comune di Sanza (Sa) realizzeranno il prossimo anno attraverso la Fondazione Campania dei Festival, con l’obiettivo dichiarato di valorizzare tramite l’arte un territorio di straordinaria bellezza. Un’iniziativa resa possibile grazie ai fondi PNRR NextGenerationEU, al fine di mettere in risalto il patrimonio culturale e identitario del territorio, e a una delibera di Giunta della Regione Campania che ha individuato il borgo cilentano come luogo pilota, non solo per la sua forte valenza storica, ma anche per la strategica posizione geografica, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Il 13 e il 14 agosto i viali, gli angoli più suggestivi e le piazze di Sanza si animeranno dalle 18.30 alle 23 grazie a “Buskers”. Una proposta dell’associazione Kiklos, con la direzione artistica di Mario Barnaba, che, in un’atmosfera di festa condivisa, vedrà impegnati artisti di strada, giocolieri e funamboli nel traghettare il pubblico in una dimensione onirica, poetica, magica, resa unica dal fascino dei luoghi. Protagonisti saranno, volta per volta, l’attore italo-argentino Diego Draghi alle 18.30 con la giocoleria comica del suo “Fuori pista!”, Lorella Monti ed Enzo Mirone, “Girovaghi a manovella” alle 19 in un concerto-spettacolo per organetto di barberia e voce, Michela Samaki, “Ragazza confusa” alle 20 tra giocoleria, tap-dance e stand-up comedy, il duo italo-cileno Cia Depáso alle 21 con “La Trottola” del loro circo contemporaneo, la Compagnia Shedan Theater, capace di unire vecchi e nuovi linguaggi alternando alle 22 due diversi spettacoli-parata su trampoli: “Orbs” la sera del 13 e “Steamplant movement” il 14. La tribù corsara e itinerante, fatta di musicisti, circensi e teatranti, lascerà poi spazio in piazza Cavour alle ore 23 di mercoledì 13 e alle 22 del giorno successivo a “Suite n.0”, evento a cura di “Funa”. Una violinista, Caterina Bianco, e tre performer aeree, Marianna Moccia, Viola Russo e Ginevra Cecere: quattro corpi, una danza sospesa ad un filo e una musica suggestiva per trattenere il fiato e spingere al limite dell’empatia lo sguardo degli spettatori. La drammaturgia è di Alessio Aronne. Il programma della vigilia di Ferragosto si completerà invece in piazza Giovanni Falcone alle 22.30 con Raffaello Converso in “La canzone napoletana d’autore”, un emozionante concerto a cura dell’Associazione Discantus. Converso sarà accompagnato da Mimmo Napolitano (pianoforte), Peppe Di Colandrea (sax), Franco Ponzo (chitarra), Luigi Sigillo (basso) e Luigi Fiscale (batteria). Direzione artistica di Luigi Grima.
L’ingresso per assistere agli eventi del 13 e 14 agosto è totalmente libero e gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili nel caso del recital musicale.
Gran finale il 28 agosto nella Villa Comunale di Sanza, dove, preceduto alle 21.30 dall’ouverture del giovane e talentuoso Collettivo Cvlture, ci sarà il Dj set di Fedez, personaggio tra i più amati dal pubblico italiano. Un appuntamento assolutamente da non perdere, a cura di Anni 60 Produzioni, per il quale i biglietti, che hanno un costo di 10 euro, sono già disponibili su TicketOne. In attesa del primo e più corposo Sanza Festival, quello del 2026.
 

venerdì 1 agosto 2025

“Don’t wait to be great” – L’ospite d’onore internazionale Giancarlo Esposito infiamma la platea del MGFF a Soverato

La promessa al direttore artistico Gianvito Casadonte: “Girerò un film in Calabria” 

 

 

E' stato Giancarlo Esposito l’ospite d’onore della sesta serata del Magna Graecia Film Festival a Soverato. L’attore italo-afroamericano, celebre per il ruolo di Gus Fring in Breaking Bad e per una carriera costellata di successi al cinema, in TV e a teatro, è stato accolto calorosamente dal pubblico di Soverato, rimasto affascinato dalla sua espansività e umanità e dai suoi racconti accorati.

«Ogni volta che torno in Italia penso a mio padre», ha esordito Esposito, raccontando nella conversazione d’autore con Silvia Bizio la storia incredibile della sua famiglia: «Mia madre era una cantante d’opera afroamericana e mio padre, napoletano, lavorava dietro le quinte al Teatro San Carlo, dove si sono conosciuti. Non parlavano la stessa lingua, ma si capivano grazie alla musica e si sono innamorati».

Un legame, quello con l’Italia e con l’arte, che ha segnato la vita dell’attore, il cui esordio nel mondo dello spettacolo è partito dai teatri di Broadway: «mi sono esibito in 13 musical, cantavo anche ’O sole mio. Io e mia madre abbiamo sempre pensato che avrei fatto il cantante d’opera, ma alla fine ho scelto di fare cinema e televisione perché volevo poter mostrare il mio talento ad un pubblico più vasto» ha raccontato Esposito.

La svolta vera arriva in seguito a un incontro con il regista Spike Lee: «mi ha visto mentre recitavo in uno spettacolo drammatico a New York- racconta l’attore- mi ha cercato e mi ha offerto il mio primo ruolo al cinema. Da lì sono nati altri cinque film insieme. Spike mi ha insegnato ad essere coraggioso, il coraggio è la cosa più importante. Da me invece ha sicuramente imparato ad essere più sicuro. Mi sfidava sempre, mi chiedeva: “Giancarlo, sei italiano ma anche nero: in caso di guerra, da che parte stai?” E io rispondevo: “Dalla parte dell’umanità”. I primi film che ho girato- e che mio padre faceva fatica a comprendere- mi hanno fatto capire ancora di più che sono italiano e afroamericano: amo entrambi i lati della mia cultura e ciò che mi hanno fatto diventare».

In particolar modo in Italia, Esposito è conosciuto principalmente per aver interpretato il personaggio di Gus Fring nella serie tv Breaking Bad: «Inizialmente non volevo nemmeno andare a fare il provino perché era un periodo in cui ero al verde e non potevo nemmeno pagarmi l’aereo. Poi ci sono andato. Breaking Bad stava acquisendo una certa fama ed era un ruolo che ad Hollywood tutti volevano, l’hanno offerto a me pagandomi circa 3000 dollari. Ho girato un paio di episodi ma poi la produzione mi ha chiesto di tornar per la terza stagione, le cui riprese sarebbero iniziate cinque mesi dopo. Non ho accettato subito perché non potevo stare tutto quel tempo senza lavorare e ho chiesto direttamente di richiamarmi cinque mesi dopo. L’hanno fatto e il resto è storia. Che voi siate, giornalisti, attori o uomini d'affari: fatelo. Fate quell'esperienza che può cambiarvi la vita!».

L’attore ha anche raccontato del suo rapporto con Vince Gilligan, creatore della serie, e della volontà di non interpretare il classico e stereotipato “cattivo”: «Volevo costruire un personaggio con profondità, lasciandogli il suo spazio. I grandi registi lasciano spazio tra le parole per dare enfasi alle emozioni. Io in BB stavo fermo, anche dopo il ciak dove di solito si scatta in azione. Ero entrato nel processo mentale per essere quel personaggio. Puoi aspettare per comprendere dentro di te chi sei ma “Don't wait to be great”».

Quanto ai progetti futuri, l’attore ha svelato: «Da gennaio non mi sono fermato un attimo. È incredibile essere così creativo in un momento difficile per il cinema e la TV. Ho girato otto film. Tra quelli che amo di più, e che presto usciranno, c’è The only leaving Pickpocket in New York con John Turturro, dove ho un piccolo ruolo accanto a Jamie Lee Curtis, e By Any Means, con Mark Wahlberg, ispirato alla storia vera di Gregory Scarpa, sicario della mafia ingaggiato dall’FBI per indagare sull’omicidio di tre attivisti per i diritti civili uccisi dal Ku Klux Klan. Il film è già in fase di montaggio».

Visibilmente emozionato, Giancarlo Esposito è stato premiato sul palco con la Colonna d’oro del maestro G.B Spadafora e ha ringraziato il direttore artistico Gianvito Casadonte rivolgendogli parole di stima e affetto sincero con i suoi calorosi ed esuberanti modi di fare. Casadonte gli ha poi fatto promettere di girare uno dei suoi prossimi film in Calabria, ricevendo dall’attore un’entusiasta risposta affermativa.

La scaletta della serata ha visto anche sul palco l’intervento di Andree Lucini e Desirée Manetta, regista e produttrice del corto “Piena di Grazia” in gara nella sezione documentari. La serata è poi proseguita con la proiezione del sesto film in gara “E se mio padre” della regista Sole Tonnini. Presente il cast composto da: Massino Ghini, Dino Abbrescia, Leonardo Ghini, e Luca Scapparone, che, con la loro simpatia, hanno regalato al pubblico un momento di risate e allegria.

Stasera venerdì 1 agosto sul palco del MGFF è attesa l’attrice Rocio Munoz Morales per la conversazione d’autore. Prevista una performance musicale dell’artista Kaze. Il film in concorso sarà “Nero”, del regista Giovanni Esposito, ospite della serata insieme a Susy Del Giudice. Al Supercinema, dalle 18.30, le proiezioni “Che verso fa il pesce spada”, di Giacomo Triglia nella sezione documentari e "Un messicano sulla luna" di Cecilia Guerriero e José Luis Yanes.

Il Magna Graecia Film Festival, ideato e diretto da Gianvito e Alessandro Casadonte, e presentato da Carolina di Domenico e Marco Maccarini, è sostenuto dal Ministero della Cultura, Calabria Straordinaria – brand della Regione Calabria – Assessorato al Turismo – Calabria Film Commission e Comune di Soverato. Grandi brand nazionali e regionali abbracciano la sfida culturale del Magna Graecia Film Festival: Poste Italiane, Banca Montepaone, Webgenesys, l’Amaro del Capo, Calabria Motori. Le Colonne d’Oro consegnate ai protagonisti della kermesse portano la firma del brand GB Spadafora.


L'ingresso a tutti gli eventi del Magna Graecia Film Festival, in arena e al Supercinema, è gratuito, senza prenotazione, sino ad esaurimento posti. Nello specifico, in arena, si potrà accedere dalle ore 20 e la serata avrà inizio alle ore 21. Per tutta la settimana del festival, l’amministrazione comunale di Soverato ha implementato i servizi di trasporto per facilitare l'arrivo in arena. Si potrà parcheggiare la propria auto nello spiazzo del Palazzetto dello Sport e in quello dell'ex Camping Le Giare. Sarà attivo il servizio trenino a 1,50 euro e il servizio bus a 1 euro con corse previste dalle 19 alle 01.00. 

 

Quando la Montagna richiede consapevolezza Tra natura e quota: Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane esempio di cinema per l’ambiente

 


Protagonista di un lungo tour attraverso le sale italiane, Tra natura e quota: Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane, scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon vivrà un agosto fitto di proiezioni in tutta Italia con un’importante presenza proprio nei luoghi di montagna, a partire dalla provincia di Trento, la città che con il Trento Film Festival ha dato l’avvio a questa avventura in sala. “In un periodo, come questo, da una parte di overtourism, dall’altra di grande cambiamento climatico con un sempre più pericoloso impatto sulle nostre montagne, c’è indiscutibilmente un grande bisogno di spiegare al grande pubblico quali sono le istruzioni per l’uso di un ambiente che può regalare molto, ma solo se affrontato con la giusta cognizione di causa.” Così spiegano i registi e la produzione. Il documentario, lo ricordiamo, è prodotto da Cineblend in partnership con il Club Alpino Italiano e segue un altro documentario di successo, Marmolada 03.07.22: “Se con Marmolada 03.07.22 abbiamo voluto spiegare come quella tragedia fosse il frutto non di un manipolo di escursionisti ma di una montagna in drammatico cambiamento, cambiamento con cui è oramai indispensabile fare i conti; qui, grazie all’efficaciasima ironia di Giovanni Storti, abbiamo cercato di far capire quanta preparazione sia necessaria per andare in montagna, ma anche per apprezzarne fino in fondo la ricca biodiversità.” Per questo la stragrande maggioranza delle proiezioni sono seguite da un confronto con il pubblico con il quale condividere dubbi, domande, esperienze. Una formula che funziona, non a caso stanno arrivando le prenotazioni già per settembre e per ottobre, sia per Tra natura e quota che per Marmolada 03.07.22.
Ma veniamo alla programmazione del prossimo mese di agosto: lunedì 4 agosto alle ore 17.30 al Cinema Lux di Asiago (VI); martedì 5 agosto alle 17.00 al Cinema Teatro Dolomiti di Lavarone, con replica mercoledì 13 agosto alle ore 16.45; il 17 agosto alle 21.00 al Cinema Giraldi Hall di Cortina d’Ampezzo (BL)  alle 21.00; il 18 agosto alle 21.15 al Cinema Alpi di Temù (BS); mercoledì 20 agosto ore 21.00 all’Arena Estiva Oratorio di Arco e ore 21.30 al Palacampiglio di Madonna di Campiglio; venerdì 22 agosto alle ore 16.45 e sabato 23 agosto alle ore 19.45 al Cinema Teatro Paradiso di Folgaria e infine sabato 30 agosto ore 21.15 al Cinema Primiero di Fiera di Primiero.
 
Ricordiamolo: il film racconta il viaggio dell’attore Giovanni Storti nel cuore delle Alpi Apuane, un territorio tanto affascinante quanto impervio, esplorato attraverso lo sguardo curioso, ironico e profondamente consapevole di chi la montagna la conosce e la ama. Un racconto che intreccia esperienza personale, riflessione ambientale e narrazione visiva, con l’intento di sensibilizzare il pubblico sui temi della tutela della biodiversità e della riduzione del rischio in ambiente montano.
Nel corso del racconto si alternano le voci di esperti e protagonisti del territorio: Alessio Piccioli, presidente della Struttura Operativa Sentieri e Cartografia del CAI, Andrea Ribolini, dottore forestale e guida ambientale escursionistica, Elena Alberti, biologa dell’Orto Botanico Pellegrini-Ansaldi, Gionata Landi, guida alpina e tecnico del Soccorso Alpino, Alberto Grossi, esperto ambientale e Veronica Pierotti, presidente della Sezione CAI di Forte dei Marmi.
 
Il progetto è stato realizzato con il supporto di Karpos, AKU, Vibram, Garmin Italia, Subaru Italia, Buona Visione Snc e Hotel La Lanterna srl.
 
Gli autori Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, con il supporto di Cineblend srl e con la piena collaborazione del Club Alpino Italiano, dopo aver registrato l’interesse del pubblico in occasione delle centinaia di proiezioni del documentario sulla tragedia della Marmolada e sul mondo del soccorso alpino, hanno ritenuto necessario prendersi “un respiro” per tornare a parlare di ambiente e sicurezza in montagna, questa volta volutamente con leggerezza e ironia. Due temi che involontariamente e inevitabilmente sono stati vissuti, invece, in modo drammatico nel precedente lavoro Marmolada 03.07.22. Riflettere sul mondo montano in evoluzione, per effetto dell’antropizzazione o dell’innalzamento delle temperature, e capire che per frequentarlo è necessario aggiornare le proprie conoscenze e magari anche le proprie attrezzature, è una cosa cui bisognava dare risposta e la persona, che più di tutte poteva portare questi temi ad un vasto pubblico, con ironia e spensieratezza, era Giovanni Storti.
Un’occasione per scoprire con ironia un territorio selvaggio e riflettere sui problemi che ne minacciano la conservazione. Filo rosso di questa avventura proprio la biodiversità, concetto coniato nel 1988 dall’entomologo Edward Wilson: quell’interconnessione magica fra individui di tutte le specie che, come ricorda lo stesso Giovanni Storti “può essere definita come la ricchezza di vita sul nostro pianeta.”
Secondo filo rosso la riduzione del rischio in montagna qui introdotta, grazie all’ironia di Giovanni Storti, con il giusto equilibrio fra leggerezza e profondità, l’obiettivo di aiutare il pubblico a prendere consapevolezza di questo delicato tema soprattutto in questo momento di grande mutamento per il territorio.  Tre le giornate di questo percorso: la prima immersi nelle fragranze e nel fascino dell’Orto Botanico Pellegrini - Ansaldi per poi arrivare, nel pomeriggio al Rifugio Puliti. La seconda giornata è dedicata, invece, al Monte Nona. E il terzo giorno alla mitica Ferrata del Monte Procinto, la più antica d’Italia.



Oltre 7.000 spettatori e sold out di Edoardo Bennato: si chiude con successo la IX edizione di Un’Estate da RE



Si è conclusa con oltre 7000 spettatori il sold out di Edoardo Bennato la IX edizione di Un’Estate da RE, la rassegna che celebra la grande musica sinfonica, l’opera, la danza e la musica d’autore, ospitata nella suggestiva cornice della Reggia di Caserta dal 19 al 31 luglio.

Cinque spettacoli9 ore di diretta radiofonica nazionale su Radio Kiss Kiss, oltre 2 milioni di visualizzazioni e 10.000 interazioni social: sono i numeri che raccontano il successo di una manifestazione che si conferma tra gli appuntamenti culturali più importanti del Mezzogiorno, e che quest’anno ha avuto come protagonisti tra gli altri Toni ServilloDaniel Oren, Gilda Fiume, Nicoletta ManniTimofej Andrijashenko ed Edoardo Bennato.

Ieri sera, il “pirata del rock”, 79 anni e una grinta immutata, ha entusiasmato il pubblico con oltre due ore di concerto, proponendo un viaggio musicale attraverso i suoi brani più iconici: da Il gatto e la volpe a L’isola che non c’è, da È asciuto pazzo 'o padrone a Le ragazze fanno grandi sogni. Uno spettacolo scandito da racconti personali e canzoni che hanno segnato intere generazioni, interpretate da uno dei cantautori più amati e originali della musica italiana, noto per la sua ironia, l’impegno civile e la fusione di generi musicali.

Programmata e finanziata dalla Regione Campania (Fondi di Coesione Italia 21/27), organizzata e promossa da Scabec sotto la direzione artistica di Antonio Marzullo, con la collaborazione della Direzione della Reggia di Caserta, del Comune di Caserta e del Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno, Un’Estate da RE ha proposto un cartellone di alta qualità, capace di coniugare tradizione e innovazione.

Nel suggestivo Primo Cortile del Complesso vanvitelliano si sono alternati grandi protagonisti del panorama artistico italiano e internazionale. Il 19 luglio, l’Accademia Barocca di Santa Cecilia, il violinista Giovanni Andrea Zanon e l’attore Toni Servillo hanno aperto la rassegna con un concerto-omaggio ad Antonio Vivaldi, eseguendo La tempesta di mare e Le quattro stagioni. Il 23 e 25 luglio, è stata la volta de La traviata di Giuseppe Verdi, con la direzione del Maestro Daniel Oren, il soprano Gilda Fiume, il tenore Stefan Pop e il baritono Ariunbaatar Ganbaatar, accompagnati dall’Orchestra Filarmonica del Teatro “G. Verdi” di Salerno. Il 30 luglio, lo spettacolo La gioia di danzare, prodotto da ARTEDANZAsrl e ideato da Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, ha incantato il pubblico con capolavori del repertorio classico e coreografie contemporanee.

Da una postazione allestita all’interno del famoso “Cannocchiale” del Complesso vanvitelliano, Radio Kiss Kiss – partner dell’iniziativa – ha raccontato in diretta l’evento con interviste ai protagonisti e approfondimenti dedicati alle bellezze culturali del territorio.

Fortemente voluta dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel 2016, Un’Estate da RE è nata per valorizzare i siti UNESCO e la grande tradizione musicale campana. Nel tempo si è affermata come un appuntamento irrinunciabile per il territorio, grazie a un cartellone che nelle passate edizioni ha ospitato nomi come Ennio MorriconeRiccardo MutiPlácido DomingoEzio BossoJonas KaufmannZubin MehtaAntonio PappanoZucchero “Sugar” FornaciariLudovico EinaudiStefano BollaniRoberto BolleUto UghiAnna NetrebkoDavid Garrett e Claudio Baglioni. Con prezzi accessibili e un programma di altissimo livello, Un’Estate da RE si conferma un motore di rilancio culturale, turistico e sociale per tutta la Campania.