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martedì 3 giugno 2025

MATERA FICTION: DA DOMANI AL VIA LA TERZA EDIZIONE CON F.MURRAY ABRAHAM, JERRY CALA', NINO FRASSICA E TANTI ALTRI

Dopo la preapertura del 30 maggio con la master class del celebre regista canadese David Cronenberg, che ha presentato il suo nuovo film The Shrouds – Segreti sepolti in concorso al Festival di Cannes 2024, con Vincent Cassel, Diane Kruger, Guy Pearce e Sandrine Holt, entra nel vivo la terza edizione del MATERA FICTION, un evento imperdibile per gli appassionati di cinema e serie TV. Da domani all'8 giugno, il festival offrirà un'esperienza unica, con la partecipazione di grandi nomi del settore e una programmazione ricca di sorprese.

 

Matera Fiction è un festival sulla serialità televisiva che si propone di far conoscere i temi e le tendenze produttive più praticate dalla fiction internazionale incontrando i professionisti coinvolti nella produzione. Cinque giorni di incontri, workshop, mostre, proiezioni ed eventi in cui sono premiate le migliori serie tv in concorso. 

 

Il tema scelto per la 3° edizione, “Mediterraneo”, nasce dall’urgenza di mettere al centro il dialogo autentico con le comunità culturali del mediterraneo, che a livello artistico mostrano grandi cambiamenti sia nel cinema che nelle serie tv. La nuova serialità non esita ad affrontare temi scomodi, fronteggiando le contraddizioni del presente puntando ad un futuro migliore.

La scelta di questo tema è motivata anche dalla notizia che Matera e Tetouan (Marocco) sono state ufficialmente proclamate Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026, un riconoscimento istituito dall’Unione per il Mediterraneo (UfM) e dalla Fondazione Anna Lindh. Una rete di partner importante, fondamentale per costruire un programma culturale ambizioso, capace di coinvolgere artisti e produzioni per un dialogo culturale tra Matera e il Mediterraneo.

Matera si trasformerà anche quest’anno in un laboratorio culturale dove il dialogo tra protagonisti e pubblico sarà motore di appuntamenti fatto di incontri interessanti sulla produzione e occasioni speciali.

Quattro le sezioni di alta qualità: Schermi altrove, una sezione non competitiva che raccoglie le opere più recenti di registi già affermati e acclamati dalla critica; Retrospettive; Visioni Mediterranee, una sezione competitiva che presenta in anteprima nazionale una selezione di fiction TV provenienti dai paesi del Mediterraneo e Visioni parallele sezione competitiva dedicata alle docu-serie inedite in Italia.

 

Domani in apertura, alle 16.00 al Cinema Teatro Guerrieri, la proiezione del film The Scarlet Letter di Robert G. Vignola, regista italoamericano nato a Trivigno (PZ) che ha saputo raccontare storie universali senza perdere il legame con la sua terra.
 

Alle 17.00 alla Libreria Mondadori la presentazione, alla presenza di Luigi Scaglione (Presidente Centro studi lucani nel mondo) del libro della Professoressa e scrittrice Giuliana Muscio, Napoli/New York/Hollywood, la comunità italiana dello spettacolo e la nascita del cinema italo-americano: un’appassionata ricerca sull’impatto esercitato da attori, musicisti e registi italiani emigrati negli Stati Uniti sulla storia del cinema hollywoodiano e sui media americani tra il 1895 e il presente. Il lavoro culturale di generazioni di attori (e musicisti) provenienti dall’Italia ha infatti contribuito non solo al cinema d’Oltreoceano, ma anche alla costruzione dell’immagine degli italiani e dell’italianità presso il pubblico americano. Focus su Robert G. Vignola e Jimmy Savo (di cui il 6 viene proiettato il film Carry On Sergeant!) .

 

A seguire alle 17.30, per Visioni Mediterraenee, la proiezione del film in concorso (sottotitoli in italiano) di Ragouj (in concorso) con Abdelhamid Bouchnak, regista della serie e l’attore Hedy Krissane. Alle 19.00 Omaggio a Gabriella Ferri con il docufilm prodotto da Red Film, Rai Documentari e Cinecittà.

A seguire sul palco del Guerrieri il comico Uccio De Santis che presenta la serie Mudu’ e Nino Frassica intervistato dalla giornalista del tg1 Barbara Capponi.


Giovedì 5 giugno alla 16:00 alla Biblioteca Provinciale Tommaso Stigliani, l’incontro Da diabolik al graphic novel: forme seriali vecchie e nuove nel fumetto italiano e nei suoi adattamenti transmediali con Giuseppe Palumbo.

Al Guerrieri, per la sezione Visioni Mediterranee, in anteprima nazionale, la proiezione del film in concorso Farah, in autunno su Canale 5.

Alle 18.00 il panel condotto dal giornalista Pier Paolo Mocci, Paramount + e Filmauro due major tra piccolo e grande schermo con Luigi De Laurentiis, produttore Filmauro e Antonella Dominici di Paramount +.

A chiudere la serata uno spazio dedicato alla commedia italiana con Jerry Calà.

Venerdì 6 giugno alle 16.00 alla Biblioteca Provinciale Stigliani un incontro dedicato al fumetto: Pittura e Fumetto - Complessità narrativa dei “formati brevi”, linguaggio della serialità lunga, tra fumetto e graphic novel.

 

Al Guerrieri, per la sezione Visioni Mediterranee, in anteprima nazionale, la proiezione del film algerino Banat Al Mahrousa, l’incontro con Enrico Bufalini, Direttore Archivio Luce, Cinema e Documentario Cinecittà, tra documentazione del passato e la produzione di nuove storie e la conversazione con Giuliana Muscio sul patrimonio filmico del cinema muto, che precede lo spettacolo, a cura della Compagnia Artemis Danza, “Il Circo di Fellini” che celebra la magia del circo e la danza, trasportando il pubblico nel mondo incantato di Federico Fellini. Con trampolieri, giocolieri e la musica di Nino Rota, questo spettacolo evoca emozioni di nostalgia e meraviglia.

Sabato 7 giugno, per la retrospettiva dedicata a Robert G. Vignola, un lucano a Hollywood, proiezione del film “When Knighthood Was in Flower”. A seguire per visioni Mediterranee, la proiezione della produzione marocchina Bghit Hyatek e alle 17.00 alla Biblioteca Provinciale Stigliani, la conferenza stampa del Premio Oscar F. Murray Abraham.

Al Guerrieri dalle 18.00 un panel dedicato alle Fiction Internazionali con Michele Zatta, capostruttura Rai Fiction e responsabile delle coproduzioni internazionali, una conversazione con Alberto Barbera Direttore Artistico Biennale Cinema di Venezia sull’apertura della Biennale alle serie tv e un incontro con Margherita Romaniello, Presidente della Lucana Film Commission su Serialità, documentari e sfide del mercato audiovisivo.

A seguire, per Visioni Mediterranee, la proiezione della prima puntata della serie Turca El Turco con la partecipazione dell’attrice Greta Ferro.

Chiudono il programma gli incontri con Angelo Florio, Responsabile Struttura Fiction Mediaset che annuncerà le novità della stagione e Giacomo Lievi Senior Programming Editor Canale 5 che analizzerà il ruolo dell’’Italia nel mediterraneo: tendenze ed evoluzione del mercato internazionale.


Domenica 8 giugno ultimo giorno della rassegna alle 20.00 salirà sul parlo del Guerrieri il Premio Oscar F. Murray Abraham che converserà con la giornalista Barbara Tarricone e dopo la consegna dei Premi Matera Fiction 2025 chiude il concerto del M° Paolo Vivaldi dedicato alle musiche da film di Nino Rota.

 

Il Festival, è patrocinato dalla Comunità Europea, dalla Regione Basilicata e Provincia di Matera, dal Comune di Matera, dalla Lucana film Commission, da Rai Fiction e in collaborazione con Mediaset.

 

Sabato 7 giugno in Irpinia il primo Farm Festival sul consumo consapevole: ecco il Regio Tratturo and Friends

Sabato 7 giugno torna in Irpinia l'attesissimo “Regio Tratturo & Friends”, un evento organizzato dall’Agriturismo Regio Tratturo di Ariano Irpino (Avellino). Un festival che si conferma un appuntamento imperdibile per gli amanti del buon cibo, delle attività all'aria aperta e delle tradizioni locali.

Il programma prevede numerose attività, come il corso di cucina tradizionale "Dall’orto alla tavola", laboratori dedicati alle spezie, ai legumi e alle erbe officinali, pittura ad acquerello con le piante tintorie e laboratorio di favole per bambini, un’introduzione pratica all’apicoltura e sessioni rilassanti di yoga e meditazione tra gli ulivi. E ancora, aperitivo filosofico, occasione ideale per riflettere e conversare in un'atmosfera rilassata, prima della cena spettacolo con esibizioni di musica popolare.

Il Regio Tratturo & Friends nasce con l’obiettivo di promuovere uno stile di vita più sano e sostenibile, attraverso un consumo più consapevole del cibo, incoraggiando piccoli cambiamenti quotidiani. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l'Agriturismo Regio Tratturo al numero 0825 881407 o visitare il sito www.regiotratturo.it.

Gigi D’Alessio è il nuovo testimonial di Caffè Toraldo fino al 2027 con attività pensate per coinvolgere il pubblico

È ufficiale, l’icona pop italiana Gigi D’Alessio è il nuovo volto di Caffè Toraldo, storica torrefazione napoletana. Inizia così un’intesa che accompagnerà il brand fino al 2027 con una serie di iniziative dedicate al pubblico, in cui il cantante sarà protagonista di un racconto legato al rito del caffè napoletano, proprio lui che Napoli ce l’ha nel cuore. La partnership sarà un’esperienza immersiva, dove il testimonial diventa portavoce di una fucina di valori perfettamente in armonia con il brand: concreti, condivisi, gli stessi che ispirano la sua musica. Sarà la voce di un caffè buono, sincero, attento alle persone e alle nuove generazioni, che continua a portare nel mondo il rito del caffè napoletano. Gigi D’Alessio, tra i più grandi protagonisti della scena musicale italiana, con oltre 30 milioni di album venduti e un ruolo riconosciuto come ambasciatore della musica italiana nel mondo, è il testimonial ideale. Ma la scelta di puntare su di lui va ben oltre questi straordinari risultati, come sottolinea l’AD di Caffè Toraldo - Marco Simonetti: “Il talento e i numeri parlano da soli. Ma ciò che ci ha davvero colpiti, quando lo abbiamo conosciuto, è stato scoprire prima l’uomo e poi l’artista. È per questo che lo abbiamo scelto. La sua capacità di arrivare al cuore di tutte le generazioni, i valori che condivide con la nostra filosofia e il suo legame con Napoli, ci hanno guidati verso quella che, più che una decisione, è stata una scelta naturale."

"Per noi napoletani, il caffè non è solo una bevanda ma un rito quotidiano, un momento sacro che racchiude storia, passione e convivialità. Il Caffè Toraldo incarna perfettamente questo spirito, portando nel mondo l’eccellenza e l’autenticità di un culto profondamente radicato nella nostra cultura”, spiega Gigi D’Alessio. “Sono felice di questa partnership: condividiamo le stesse origini, nel cuore pulsante di Napoli, e gli stessi valori che il caffè rappresenta — tradizione, qualità e calore umano.”

Il brand nasce oltre 50 anni fa nel cuore di Napoli, nel quartiere Sanità, con una piccola torrefazione: un luogo dove gustare un buon caffè, acquistare la miscela per casa e incontrare direttamente le persone. Oggi dimensioni, numeri e canali sono cambiati, ma questa resta la filosofia dell’azienda: creare relazioni sincere e avere cura del consumatore. In questo contesto, Gigi D’Alessio rappresenta un ponte tra generazioni e territori, capace di raccontare un prodotto quotidiano in modo autentico e riconoscibile. Una scelta che riflette la volontà di costruire una narrazione coerente con la storia del marchio e i valori che lo ispirano. E in questo caso, non ci sono dubbi – conclude Simonetti – Gigi è la scelta giusta.


Olivia Trummer: dal 6 giugno il nuovo album "Like water". Annunciate le date del tour

 


Dal 6 giugno 2025 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming, in formato CD e vinile "Like water” (Warner Music Italia), il nuovo album di Olivia Trummer che sarà presentato nella tournée che inizia il 6 giugno in occasione del Sandrigo Jazz Festival.

 

 

La pianista, cantante e compositrice tedesca Olivia Trummer annuncia l'uscita del suo nuovo album "Like Water", registrato a New York sotto la guida del leggendario produttore americano Russ Titelman. Con questo lavoro, la Trummer offre una sintesi personale delle sue molteplici influenze musicali, attraversando con naturalezza i confini tra jazz, musica classica e pop.

In "Like Water", Olivia Trummer si presenta come unica protagonista al pianoforte e alla voce, interpretando 12 brani che spaziano da composizioni originali a riletture di classici, in cui si mescolano diversi generi, dalla musica classica al jazz, al pop. Nei brani di Jerome Kern, Leonard Bernstein, Brenda Russell o di Stevie Wonder trovano posto riferimenti a Bach o Beethoven.

Il titolo dell'album, richiama l'adattabilità dell'acqua in riferimento alla capacità della sua musica di fluire tra diversi stili e culture senza perdere coerenza e autenticità.

Il progetto rappresenta una dichiarazione d'amore per la dimensione transitoria della vita, esprimendo attraverso la musica un invito all'empatia e alla connessione umana. Con "Like Water", Olivia Trummer conferma il suo talento nel creare un linguaggio musicale unico, capace di unire tradizione e innovazione in un'esperienza sonora coinvolgente e profonda.

 

Commenta l'artista a proposito dell'album: “Il 6 giugno uscirà il mio undicesimo album, un progetto molto speciale per me. L'ho intitolato Like Water, ispirandomi a una mia canzone originale, poiché questo titolo rappresenta perfettamente l'obiettivo dell'album: dare spazio alle mie sfaccettature artistiche in modo trasparente e fluido.

L'album è una sintesi tra il jazz, la musica classica, le grandi canzoni pop e le mie composizioni originali. Ho registrato l'album a New York, da sola al pianoforte e alla voce, in diretta e senza sovraincisioni.

La collaborazione con il leggendario produttore americano Russ Titelman è stata fondamentale. Ci siamo conosciuti grazie a un algoritmo che ha portato i miei video musicali su YouTube alla sua attenzione. Abbiamo lavorato insieme, selezionando i brani e perfezionando gli arrangiamenti. Russ ha guidato il processo con la sua esperienza e competenza, dimostrando una profonda comprensione della mia arte.

Like Water rappresenta un nuovo inizio, ma anche una continuazione delle sfere musicali che ho iniziato a esplorare da tempo. Spero che emozioni gli ascoltatori tanto quanto ha emozionato me registrarlo!"

 

 

TRACK-LIST:

  • My Baby Just Cares For Me (Walter Donaldson/Gus Kahn)
  • Wie die Zeit vergeht (Olivia Trummer)
  • I'm Old Fashioned (Jerome Kern/John H. Mercer)
  • Like Water (Olivia Trummer)
  • I'm Glad There is You (Jimmy Dorsey/Paul Madeira)
  • Watching The Moon (Olivia Trummer)
  • You Are The Sunshine of My Life (Stevie Wonder)
  • Swing Low Sweet Chariot (Wallace Willis)
  • Tu, io e domani (Joe Barbieri)
  • Get Here (Brenda Russell)
  • Strange Day (Olivia Trummer)
  • Somewhere (Leonard Bernstein/Stephen Sondheim)

 

 

L’album contiene riferimenti ai seguenti brani:

L.v.Beethoven, Piano Sonata Nr. 30, op.109 in E major; 1st movement

J.S.Bach, Prelude D major from WTC, Book I

L.v.Beethoven, Piano Sonata Nr. 14, op.27 Nr.2 in c sharp minor; 1st movement

L.v.Beethoven, Piano Sonata Nr. 30, op.109 in E major; 3rd movement

 

 

 

APPUNTAMENTI LIVE:

06.06. Sandrigo Jazz Festival – LIKE WATER

15.06. Pisa „Jazz Rebirth”- LIKE WATER

26.06. Schwerin - LIKE WATER

28.06. Jazz Baltica - LIKE WATER

29.06. Berlin - LIKE WATER

13.07. Jazz Open Stuttgart – OLIVIA TRUMMER TRIO

18.07. Hamburg - OLIVIA TRUMMER TRIO

24.07. Lecco Jazz Festival - LIKE WATER

12.08. Rivergaro „Piacenza Jazz Club Summertime” - OLIVIA TRUMMER TRIO

13.08. Sulmona „Muntagninjazz” - OLIVIA TRUMMER TRIO

14.08. Roma „Jazz&Image Colosseo Festival” - OLIVIA TRUMMER TRIO

23.08. Nuoro Jazz Festival - OLIVIA TRUMMER TRIO

30.08. Portoferraio „Elba Isola Musicale d’Europa“ - LIKE WATER

17.09. Wuppertal - OLIVIA TRUMMER TRIO

18.09 Hameln - OLIVIA TRUMMER TRIO

19.09. Hameln - LIKE WATER

10.10. Wangen - OLIVIA TRUMMER TRIO

16.10. Jazztage Dresden - OLIVIA TRUMMER TRIO

17.10. Karlsruhe Jazz Festival - OLIVIA TRUMMER TRIO

18.10. Stuttgart - OLIVIA TRUMMER TRIO

23.10 Torino Folk Club - OLIVIA TRUMMER TRIO

24.10. Guastalla Jazz Festival - OLIVIA TRUMMER TRIO

30.10 Catania - Duo Dialogue’s Delight

31.10.Catania - Duo Dialogue’s Delight

12.12  Genova - La Claque OLIVIA TRUMMER TRIO

13.12. Ferrara - Il Torrione - OLIVIA TRUMMER TRIO

19.12. Lustenau - OLIVIA TRUMMER TRIO

 

Biografia

Nata a Stoccarda in una famiglia di musicisti, ha iniziato a studiare pianoforte classico all'età di tre anni e presto, senza conoscere ancora nulla del Jazz, si è appassionata anche alla composizione e all'improvvisazione, per i primi anni esclusivamente a orecchio, non sapendo ancora leggere la musica. Affidarsi esclusivamente alla sua memoria durante l'apprendimento e l'esecuzione della musica, che si trattasse di opere di Bach, Mozart, Ravel o dei suoi primi pezzi originali, l'ha ispirata a sviluppare la capacità come compositrice di creare melodie “immediatamente memorizzabili” (come notato nella rivista britannica "Jazzwise"). Dopo essersi laureata con lode sia in jazz che in pianoforte classico presso l'Università di Musica di Stoccarda, le è stata assegnata una borsa di studio DAAD, che le ha permesso di conseguire un Master presso la Manhattan School of Music di New York. Arrivata come studentessa nella Grande Mela all'età di 22 anni, con già due album strumentali pubblicati a suo nome, ha iniziato a esplorare un altro lato del suo talento, che presto sarebbe diventato parte essenziale della sua identità musicale: la sua voce. Da allora, Olivia continua a coltivare contemporaneamente ciascuna di queste parti, eseguendo musica classica e repertorio jazz, componendo a volte anche per piccole orchestre, scrivendo canzoni e cantando in tre lingue.

Dopo 10 album pubblicati, che hanno riscosso un grande successo sia dal pubblico internazionale che dalla stampa, Olivia Trummer è arrivata alla ribalta come un'artista unica nel suo genere che continua a sorprendere l'ascoltatore. Attiva in tutto il mondo, si è esibita come solista e bandleader in luoghi come la Carnegie Hall (NYC), la Konzerthaus di Berlino, il Porgy&Bess di Vienna, la National Concert Hall di Dublino e in festival come il Jazz Fest London, Umbria Jazz, il JazzFest Bonn, il Jazz Open Hamburg, l'Ingolstädter Jazztage, il Galway Jazz Festival o il Ludwigsburg Festival. Ha lavorato e condiviso il palco con artisti come Eric Clapton, Bobby McFerrin, Jimmy Cobb, Fabrizio Bosso, Mario Biondi, Luciano Biondini, Gabriele Mirabassi, Tim Garland, Wolfgang Haffner, Caecilie Norby, la DR Bigband, la NDR Bigband. La sua intensa e lunga collaborazione come pianista e cantante con il chitarrista di fama mondiale Kurt Rosenwinkel l'ha portata a esibirsi in oltre cinquanta importanti locali e festival in tutto il mondo, come il Montreux Jazz Festival, il Birdland Jazz Club di New York, il Blue Note di Tokyo e Pechino, il "Ronnie Scott's" di Londra, il "New Morning" di Parigi, il Vancouver Jazz Festival, il GroundUp Festival di Miami e il Crossroads Guitar Festival di Los Angeles. Ha ricevuto inoltre numerosi premi e borse di studio, tra cui il “Jazz Award Baden-Württemberg”, il “Jazz Award Ingolstadt”, il “Bruno Frey Music Prize”, la “Art Foundation Baden-Württemberg” e sostegno per le sue produzioni da Initiative Musik e Bayer Kultur di Leverkusen.

Oltre alla sua lunga storia come bandleader dei suoi progetti (Olivia Trummer Trio e altri ensemble), Olivia si concentra sul suo lavoro come solista, al pianoforte e alla voce, e anche come solista con grandi ensemble. Dopo il grande successo, nel 2019, della concerto con la Beethovenorchester Bonn all'Opera di Bonn, dove si è esibita come solista nella Fantasia Corale di Beethoven, alla quale ha fatto precedere un'introduzione liberamente improvvisata guadagnandosi una standing ovation, ha continuato a collaborare con la Reutlingen Philharmonic nel 2024, eseguendo la parte solista del Concerto per pianoforte n. 11 di Joseph Haydn prima di condurre il pubblico nel mondo del jazz e presentare un set completo dei suoi brani originali, suonando e cantando insieme all'orchestra. Il 2025 vedrà una sua collaborazione con la SWR Bigband, vincitrice di un Grammy, diretta da Magnus Lindgren. Inoltre, Olivia pubblicherà, il 6 giugno prossimo per Warner Music Italy, il suo nuovo album da solista "Like Water", registrato a New York City, che segna l'inizio della sua collaborazione con il leggendario produttore americano Russ Titelman. Titelman, vincitore di tre Grammy, è una vera icona della musica avendo firmato come produttore album storici di artisti come Rickie Lee Jones, Eric Clapton, Steve Winwood, Randy Newman e George Benson, per citarne solo alcuni.

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Mostra "EZIO DE FELICE. OLTRE L’ARCHITETTO" a CASTEL SANT'ELMO, Donazione di un'opera al Museo Novecento - dal 6 giugno al 6 luglio

Dal 6 giugno al 6 luglio 2025 la suggestiva Chiesa di Sant’Erasmo a Castel Sant’Elmo ospita la mostra "Ezio De Felice. Oltre l’architetto", un omaggio al grande architetto e artista napoletano, in occasione della donazione di una sua opera da parte della Fondazione Ezio De Felice al museo Novecento a Napoli.

 

L’iniziativa festeggia il ventennale della Fondazione Ezio De Felice, nata nel 2005 con sede a Palazzo Donn’Anna, per volontà di Eirene Sbriziolo, con l’obiettivo di valorizzare l’eredità culturale e progettuale di De Felice.

 

Nata dalla collaborazione tra i Musei nazionali del Vomero, diretti da Luigi Gallo, e la Fondazione Ezio De Felice, presieduta da Marina Colonna, l’esposizione è a cura di Claudia Borrelli, Roberto Fedele e Antonietta Manco e vuole celebrare una delle personalità più complesse e visionarie della cultura napoletana del Novecento. Architetto, museografo, artista, collezionista, Ezio De Felice ha attraversato con rigore critico e sensibilità sperimentale le stagioni dell’arte e dell’architettura del secolo scorso, lasciando un’impronta profonda e riconoscibile nel panorama nazionale.

 

L’esposizione è stata inaugurata giovedì 5 giugno alla presenza di Luigi Gallo, Direttore ad interim dei Musei nazionali del Vomero, Marina Colonna, Presidente Fondazione Ezio De Felice, Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Claudia Borrelli, Funzionario referente Castel Sant’Elmo-museo Novecento a Napoli, Antonietta Manco, Funzionario referente Ufficio tecnico Direzione regionale Musei nazionali Campania, e Roberto Fedele, Fondazione Ezio De Felice.

 

"Ezio De Felice. Oltre l’architetto" prende il titolo da un precedente progetto espositivo del 2005, ideato da Eirene Sbriziolo e Roberto Fedele per il Museo Provinciale di Salerno, e ne amplia oggi significativamente i contenuti, proponendo un percorso che attraversa dipinti, disegni, incisioni, monotipi, opere ready made, sculture, oggetti e documenti provenienti dall’Archivio De Felice, ordinato e studiato negli anni dal prezioso lavoro di Roberto Fedele.

 

Il cuore simbolico della mostra è rappresentato dal dipinto Senza titolo (1948), un olio su tela che documenta la precoce adesione di De Felice alla pittura astratta, in una Napoli del dopoguerra ancora segnata dalle ferite del conflitto ma già animata da forti fermenti intellettuali. L’opera, donata dalla Fondazione Ezio De Felice, entra nella collezione permanente del museo Novecento a Napoli, tra i Luoghi del Contemporaneo del Ministero della Cultura e istituito nel 2010 a Castel Sant’Elmo – sancendo il pieno riconoscimento del valore dell’artista nell’ambito della cultura figurativa del secolo scorso.

 

Nel dipinto “la materia pittorica si distribuisce in ampie campiture grigie, da cui emergono colori vibranti – blu, rosso e giallo – che anticipano le ricerche che avrebbero guidato alcuni dei suoi contemporanei verso l'Informale”.

 

“L’acquisizione di un’opera pittorica di Ezio De Felice nel museo Novecento a Napoli rappresenta un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione della produzione artistica della città nel secolo scorso e si inserisce nel contesto di un dialogo tra le diverse espressioni creative che hanno caratterizzato il Novecento napoletano – dichiara Luigi Gallo, Direttore ad interim dei Musei nazionali del Vomero – Si consolida, così, il ricordo dell’architetto nei costituendi Musei nazionali del Vomero, dopo la donazione nel 1994 di Ezio De Felice e di sua moglie Eirene Sbriziolo della collezione di oggetti e galanterie in tartaruga al Museo Duca di Martina. L’opera che acquisiremo si inserisce in un progetto espositivo che vuole essere un omaggio alla sua capacità di unire arte, design e collezionismo, offrendo al pubblico un’occasione unica di esplorare un aspetto meno conosciuto della sua creatività.”

 

“Ezio De Felice a giusta ragione entra nel museo Novecento a Napoli, una speciale iniziativa che celebra i venti anni della costituzione della Fondazione De Felice che ho l’onore di presiedere. – dichiara Marina Colonna, Presidente della Fondazione De Felice – È per me fonte di grande soddisfazione che un suo dipinto entri a far parte della collezione permanente del Museo dedicato alla vicenda artistica napoletana del Novecento, spostandosi dal mare di Posillipo di Palazzo Donn’Anna alla sommità della collina vomerese. E che una mostra richiami l’attenzione dei visitatori sulle tante forme espressive, dense di significato, dell’arte di Ezio De Felice, degno autore di esperienze di creatività, multiformi e multitematiche, che ne hanno fatto un protagonista della storia dell’arte e della architettura a Napoli nel secolo passato.”

 

Le opere esposte in mostra rivelano come per De Felice l’atto creativo fosse sempre un atto conoscitivo, un’indagine sul mondo, sul paesaggio, sull’uomo. Gli spazi della Chiesa di Sant’Erasmo accolgono 15 grandi sculture chiamate “legni” che circondano i quattro tavoli disegnati dallo stesso De Felice utilizzati, per l’occasione, come strutture portanti per ammirare le sue opere: una selezione dei celebri monotipi realizzati tra il 1947 e il 1975, i disegni, i progetti originali dei gioielli e le testimonianze dell’inarrestabile attività di poeta. Ancora, un angolo è dedicato ad alcune sculture ready made costruite con materiali naturali come il legno. Il percorso prosegue nell’adiacente Sacrestia con l’esposizione di un corpus significativo di circa 20 dipinti che offre uno sguardo sulla sua evoluzione artistica.

 

Accompagna la mostra il catalogo edito da artem che si apre con la presentazione di Massimo Osanna, Direttore Generale Musei, e raccoglie le introduzioni di Luana Toniolo, Direttrice ad interim Direzione regionale Musei nazionali Campania, Luigi Gallo, Direttore ad interim dei Musei nazionali del Vomero, Antonietta Manco, Funzionario referente Ufficio tecnico Direzione regionale Musei nazionali Campania, e Marina Colonna, Presidente Fondazione Ezio De Felice. A seguire, i testi critici di Angela Tecce Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Claudia Borrelli, Funzionario referente Castel Sant’Elmo-museo Novecento a Napoli, e Roberto Fedele della Fondazione Ezio De Felice.

 

La ricerca visiva di De Felice si muove in equilibrio tra figurazione ed espressionismo, tra astrazione e tensione esistenziale, sempre ancorata a una visione architettonica dello spazio. De Felice fu interprete sensibile dei drammi e delle tensioni della sua epoca. I suoi primi lavori – come l’Autoritratto giovanile o i disegni del 1945 ispirati ai ricoveri antiaerei – sono testimonianze dolorose e intime dell’immediato dopoguerra.

Negli anni successivi, la sua ricerca si sposta progressivamente verso l’astrazione, mantenendo sempre un legame profondo con la memoria, l’architettura e la materia. Il suo lavoro riflette influenze che vanno dalla pittura nucleare alle prime sperimentazioni del Gruppo 58, cui partecipò attivamente nel 1959, in un’epoca in cui arte e impegno civile si intrecciavano fortemente.

 

Accanto all’attività artistica, De Felice sviluppò una straordinaria carriera di architetto e museografo, culminata con il progetto del Museo di Capodimonte, inaugurato nel 1957. Fu docente, studioso e promotore di un’idea di museo come spazio vivo di confronto e di conoscenza. Il suo studio al Palazzo Donn’Anna fu un vero laboratorio culturale, un centro pulsante di attività intellettuale, oggi sede della Fondazione Ezio De Felice. Le opere di Ezio De Felice sono permanentemente esposte nella sede della Fondazione a Palazzo Donn’Anna.



Si ringrazia Fondazione Ferrarelle ETS per il prezioso supporto nella realizzazione della mostra.

 

La mostra “Ezio De Felice. Oltre l’architetto” sarà aperta al pubblico fino al 6 luglio 2025, negli orari di visita del museo Novecento a Napoli a Castel Sant’Elmo.

 

Ezio De Felice. Oltre l’architetto

6 giugno – 6 luglio 2025

Castel Sant’Elmo, Chiesa di Sant’Erasmo,

Napoli, Via Tito Angelini, 22

 

Orari: tutti i giorni, tranne il martedì, 10:00 – 17:00 (ultimo ingresso ore 16:00)

Ingresso incluso nel biglietto di Castel Sant’Elmo

 

https://museicampania.cultura.gov.it/

 

https://www.fondazionedefelice.it/

 

Per la prima volta a Napoli il coreografo australiano per il MADRE in occasione dei suoi 20 anni, performance di Adam Linder con Justin Kennedy, Leah Katz, Mickey Mahar, Noha Ramadan, Stephen Thompson a cura di Gigiotto Del Vecchio il 5, 6 e 7 giugno 2025 nel cortile del museo

 

Il prossimo 6 giugno la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre compie 20 anni e festeggia ospitando per tre giorni (5, 6 e 7 giugno) la performance Rub Up on Madre del coreografo e ballerino australiano Adam Linder con Justin Kennedy, Leah Katz, Mickey Mahar, Noha Ramadan, Stephen Thompson, a cura di Gigiotto Del Vecchio.

Il lavoro di Linder approda per la prima volta a Napoli con un progetto pensato per il Madre, prodotto dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre con l’organizzazione di Archivorum e il supporto degli Amici del Madre.

Con una coreografia site specific che mette in relazione spettatore, performer e spazio, la performance Rub Up on Madre si terrà nel cortile del museo di via Settembrini giovedì 5 giugno dalle ore 19.30 alle ore 22.30 (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili), con repliche venerdì 6 e sabato 7 giugno (ore 16 -19).

 

In occasione del compleanno il museo, inoltre, aprirà le porte gratuitamente a tutti i visitatori per l’intera giornata del 6 giugno.

 

 

“Sono particolarmente orgogliosa che il ventennale del museo Madre sia celebrato e ricordato in una maniera così articolata, con eventi che riguardano sia la nostra memoria, con la presentazione dei cataloghi dell’attività espositiva curata dalla precedente direttrice Kathryn Weir, sia dando la possibilità a tutti, con una giornata di festa gratuita, di vedere le mostre in corso al museo, Euforia Tomaso Binga e la mostra Gli Anni dedicata agli episodi più importanti della nostra storia artistica nei decenni passati, curate dalla direttrice Eva Fabbris. - spiega Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – La performance di Linder, curata da Gigiotto Del Vecchio, porta a Napoli, qui al Madre, un’esperienza artistica di grande complessità, che apre le porte del museo a tutti, confermando la vocazione del Madre ad essere il museo della città dal respiro internazionale che accoglie sempre più persone desiderose di partecipare al dibattito sulla nostra contemporaneità”.

 

Nelle parole della direttrice del museo Madre Eva Fabbris: “Nel corso dei prossimi mesi celebreremo anche in altri modi e altri eventi e contenuti questo importantissimo ventesimo compleanno, traguardo che segnala la solida prosecuzione di impegno, perseveranza, presenza sul territorio e capacità di distinguersi su scala internazionale che hanno caratterizzato il lavoro del Madre fino ad oggi. Aprire i festeggiamenti per i vent’anni del Madre con una performance significa sottolineare il desiderio del museo di coinvolgere i propri pubblici, sollecitandone la partecipazione tanto fisica quanto intellettuale ed emotiva. Il curatore Gigiotto Del Vecchio, figura di eccellenza europea dell’exhibition-making, la cui pratica si è costruita e consolidata nella sua natia Napoli, ha selezionato per quest’occasione un artista come Adam Linder, che nel suo lavoro è particolarmente attento alla storia e ai codici sociali dei contesti in cui realizza le sue performance”.

 

“Rub Up on Madre è una performance che rientra nei Choreographic Services, lavori concepiti da Linder specificatamente per spazi artistici, che si possono vivere in maniera personalizzata, dove il pubblico decide il tempo da dedicare all’esperienza performativa e la coreografia è al servizio della fruizione. - spiega il curatore Gigiotto del Vecchio - Stabilire una connessione profonda con il Museo, attraverso i movimenti dei ballerini, significa entrare in relazione non solo con il luogo fisico, ma anche con tutto ciò che esso rappresenta: un insieme di significati formativi, culturali e professionali. Attraverso il contatto diretto con le pareti dell’istituzione museale e volgendo le spalle al pubblico, i performer cercano di fondersi con lo spazio, fino ad assimilarsi il più possibile all’idea stessa di opera d’arte, così come siamo abituati a concepirla all’interno di un museo. In questo processo, i corpi si trasformano in quadri viventi: da presenze fisiche diventano essi stessi opere, in un continuo dialogo tra movimento e contemplazione”.

 

La performance Rub Up on Madre di Linder vedrà cinque danzatori esibirsi in una coreografia di tre ore che consiste in un flusso continuo di movimento e relazione con l’architettura, durante la quale il visitatore può scegliere liberamente il momento del proprio accesso e la durata della propria esperienza spettatoriale. I performer, rivolgendosi alle pareti dell’istituzione e distogliendo lo sguardo dal pubblico, saranno concentrati sulla struttura stessa che li contiene, passando dalla seduzione alla passività, dal mimetismo all’astrazione, e prendendo l’architettura come partner principale.

Il lavoro di Adam Linder si distingue per la creazione dei cosiddetti Choreographic Services, ovvero interventi coreografici a noleggio orario, concepiti per adattarsi a contesti diversi e non legati a uno spazio o formato unico. Che si tratti del teatro o dello spazio espositivo, la pratica artistica di Linder (Sydney, 1983) si basa su vocabolari coreografici accuratamente elaborati per esplorare concetti legati all’animalità, alla tecnicità e al desiderio. Le sue opere, sia individuali che di gruppo, pensate per il palcoscenico o per spazi espositivi, integrano testi, oggetti di scena, costumi, scenografie, materiali stampati e composizioni musicali, variando per scala e intensità. Tra le sue presentazioni più recenti si annoverano quelle al Museum of Contemporary Art di Sydney, al MOMA Museum of Modern Art di New York, alla South London Gallery e alla Kunsthalle Basel di Basilea, all’HAU Hebbel am Ufer di Berlino, al Kampnagel di Amburgo, al deSingel di Anversa e al MUDAM di Lussemburgo, oltre a molte altre.

 

L’ingresso alla performance è libero e gratuito giovedì 5 e venerdì 6 giugno, mentre il 7 giugno è compreso nel biglietto del museo.

 

Il museo Madre, nei giorni del compleanno, invita il pubblico e la città ad immergersi nel mondo dell’arte contemporanea anche con altri appuntamenti: giovedì 5 giugno (ore 17.30, ingresso libero) nella sala Madre del museo si svolgerà la presentazione congiunta dei tre cataloghi editi da artem “Utopia distopia: il mito del progresso partendo dal sud”, “Rethinking nature” e “Bellezza e terrore: luoghi di colonialismo e fascismo”, che costituiscono la spina dorsale teorica ed espositiva della programmazione di Kathryn Weir, direttrice del museo Madre dal 2020 al 2023.

Ad introdurre la presentazione saranno Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e Eva Fabbris, direttrice del museo Madre. Insieme a Kathryn Weir interverranno Marie Laure Bernadac, storica dell'arte e membro del comitato scientifico, museo Madre, Tiziana Terranova, Università di Napoli L’Orientale, Alessandro Gallicchio, Direttore del Dipartimento di Storia dell’Arte, Villa Medici, Sonia D’Alto, ricercatrice e curatrice, Yasmin Smith, artista, Massimo Fagnano, Professore Università degli Studi di Napoli Federico II. A seguire le performance di Silvana Campese e Conni Capobianco del collettivo "Le Nemesiache" e di Justin Randolph Thompson, artista e fondatore di Black History Month in Italia.

 

Per festeggiare i 20 anni, venerdì 6 giugno, il museo Madre offre a tutti l’ingresso gratuito e la possibilità di visitare la collezione permanente, il primo capitolo della mostra Gli Anni a cura di Eva Fabbris, la cui chiusura è stata prorogata fino al 30 giugno, e la recente mostra Euforia Tomaso Binga a cura di Eva Fabbris con Daria Khan, exhibition design Rio Grande (fino al 21 luglio).

 

Sabato 7 giugno, ci sarà un doppio appuntamento, per i grandi e i piccoli visitatori: alle ore 15.00, la visita guidata con la direttrice del museo Madre che condurrà il pubblico alla scoperta della mostra “Gli anni CAP.1 - Episodi di storia dell’arte a Napoli dagli anni Sessanta a oggi” a cura di Eva Fabbris. L’esposizione propone un dialogo tra la collezione del Madre e importanti collezioni pubbliche e private, principalmente della città di Napoli.

Anche per i più piccoli ci sarà l’opportunità di vivere il museo e le opere d’arte con la visita guidata e i laboratori creativi “Io sono, io sono, io sono” e “Ritratti e autoritratti” abbinati alla mostra Euforia Tomaso Binga (dalle ore 12 alle ore 13, per bambini dai 5 ai 12 anni). Un’esperienza speciale in cui i giovani visitatori potranno disegnare, divertirsi utilizzando pennarelli e collage, giocare con gli iconici alfabeti e prendere spunto dai “Ritratti analogici" di Tomaso Binga.

La partecipazione alla visita guidata e al laboratorio sono compresi nel biglietto d’ingresso al museo, prenotabili sul sito www.eventbrite.it.





lunedì 2 giugno 2025

FRIENDS OF NAPLES inaugura i suoi restauri nel DUOMO, la cappella Capece Minutolo e altri tesori

La Cappella Capece Minutolo, autentico gioiello dell’architettura gotica napoletana, torna a risplendere grazie all’azione di Friends of Naples insieme ad altre importanti testimonianze storico-artistiche custodite nel Duomo di Napoli: il portone di ingresso principale, il portone di ingresso laterale e la cancellata delle Pigne su piazza Sisto Riario Sforza, la lapide della famiglia di Papa Innocenzo XII Pignatelli di Spinazzola e la lapide della Famiglia Dentice di Frasso.

 

I risultati dei lavori di restauro, realizzati sotto l’alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, sono stati presentati e inaugurati in Duomo (mercoledì 4 giugno) alla presenza delle autorità religiose e civili, dei mecenati, dei restauratori e dei partner che hanno reso possibile questo rilevante progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio cittadino.

Un momento speciale è stato donato dalla benedizione del Mons. Francesco Beneduce, Vescovo ausiliare di Napoli.

Alla presentazione sono intervenuti Don Antonio Loffredo Vicepresidente delle Fondazione Napoli C’entro, Don Mimmo Felleca, Don Giacomo Equestre, Rosalia D’Apice e Barbara Balbi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, Alessandro Capece Minutolo del Sasso Presidente del patronato gentilizio della famiglia Capece Minutolo, Gerardo Solaro del Borgo e Giuliano Dentice di Frasso per il restauro della lapide Dentice, Marzio Pignatelli di Spinazzola per il restauro della lapide Pignatelli e l’architetto Adriano Caputo autore del progetto di illuminazione della Cappella Capece Minutolo.

Alberto Sifola Presidente di Friends of Naples ha introdotto la presentazione e illustrato gli interventi promossi e realizzati dall’Associazione FoN.

 

La Cappella Capece Minutolo rappresenta uno degli ambienti più suggestivi e antichi del Duomo, di impianto gotico con interventi che risalgono fino al XIV secolo, un angolo di Medioevo nel cuore della città. Conserva monumenti funebri di straordinario valore, affreschi trecenteschi attribuiti a Montano d’Arezzo e un pregevole pavimento cosmatesco. I lavori, partiti alla fine del 2020, sono stati focalizzati a stabilizzare le superfici degradate, a consolidare alcuni apparati decorativi e a contenere il progredire del degrado in atto, con particolare attenzione ai sepolcri laterali di Orso e Filippo Minutolo, alla pavimentazione, al registro inferiore delle decorazioni parietali, alla realizzazione del progetto illuminotecnico.

Tutti gli interventi sono stati sostenuti dal patronato gentilizio della famiglia Capece Minutolo e dai mecenati Miguel e Ileana Gomez, Alejandro e Martha Gomez, Brett Lloyd, Thomas Dane Gallery, Fondazione Tridama di Brunella Trimarco e Gianfranco D'Amato e da tanti altri Amici di Napoli.

Il restauro della Cappella Capece Minutolo è stato realizzato dal sapiente lavoro de L’Officina Restauro di Diego Ferrara, con la consulenza scientifica del prof. Francesco Esposito, la direzione dei lavori dell’arch. Francesca Bertagnin e con l’assistenza della ditta Del Core Restyling. Le indagini diagnostiche sono state condotte da M.I.D.A. Metodologie d’Indagine per la Diagnostica Artistica di Claudio Falcucci. Il progetto di illuminazione realizzato dall’arch. Adriano Caputo, autore della narrazione luminosa dello spazio – con i suoi collaboratori Giorgia de Rose e Marta Iadecola – è stato possibile grazie al contributo e alla consulenza di LuciOmbre Srl di Roberto Zecchinelli, società specializzata in progettazione illuminotecnica. Insieme hanno individuato l’azienda ILM Lighting di Federico Ognibene per la scelta dei prodotti che potessero integrarsi con rispetto e precisione nell’ambiente della Cappella Capece Minutolo, e Sie srl di Stefano Ciotola per l’installazione.

 

Accanto alla Cappella, sono stati completati altri restauri fondamentali per la fruizione e la tutela della Cattedrale.

 

Il grande portone ligneo d’ingresso, risalente al XVI secolo, è stato oggetto di una complessa operazione di recupero curata dai maestri della Dafne Restauri sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza, nell’ambito del più ampio progetto del MUDD – Museo Diocesano Diffuso. Il legno, ormai inaridito, è tornato all’antico splendore, le borchie metalliche sono state trattate e gli stemmi della famiglia Capece Minutolo che appaiono sul portone, consolidati.

Restaurato anche il portone laterale su piazza Sisto Riario Sforza, incorniciato da una cornice marmorea e sormontato dalla lunetta raffigurante l’Incoronazione della Vergine, anch’essa sottoposta a un accurato intervento di pulitura e consolidamento.

Sempre su piazza Sisto Riario Sforza, si è concluso il restauro dell’imponente cancellata in ferro e piperno, sormontata da pigne e risalente al XV secolo, un tempo principale accesso alla Cattedrale per i fedeli provenienti da Porta Capuana. L’intervento è stato possibile grazie al generoso sostegno dei mecenati Jan e Joanna Fabre.

Ulteriori lavori hanno interessato due lapidi di grande rilievo storico: quella della famiglia di papa Innocenzo XII Pignatelli di Spinazzola, ubicata nel transetto e databile al XVII secolo, impreziosita da tarsie marmoree e inserti in bronzo come lo stemma della casata ed altri elementi geometrici e fitomorfi; e la lapide della famiglia Dentice del Pesce, del XVIII secolo, posizionata dinanzi alla Sacrestia e restaurata con tecniche tradizionali di intarsio e fissaggio. Entrambe le opere, restituite alla loro originaria ricchezza decorativa, sono state restaurate grazie al contributo diretto delle rispettive famiglie. Si ringrazia Russo Marmi, azienda di antiche tradizioni, per il prezioso lavoro di recupero e restauro.

 

“Credo profondamente nel valore della collaborazione come leva per la tutela del nostro patrimonio artistico. Questi interventi nel Duomo di Napoli dimostrano quanto sia potente l’unione di forze diverse, tutte animate da uno stesso scopo: custodire la bellezza e tramandarla. In particolare, desidero sottolineare il ruolo delle famiglie storicamente legate a questi luoghi, che con senso di responsabilità hanno scelto di partecipare attivamente alla cura delle memorie dei propri antenati. Insieme alla Curia, alla Soprintendenza, al MUDD, agli artigiani, ai mecenati, ai progettisti e ai partner tecnici, abbiamo formato una comunità concreta e operosa, capace di trasformare un’idea in un gesto collettivo di rinascita. È così che, lavorando fianco a fianco, si restituisce dignità al passato e si costruisce il futuro della nostra città” – ha dichiarato Alberto Sifola, presidente di Friends of Naples.

 

Con questo nuovo ciclo di interventi, Friends of Naples conferma la propria missione di tutela, promozione e riscoperta del patrimonio artistico di Napoli. Attraverso sinergie tra pubblico e privato, l’associazione continua a restituire alla collettività luoghi simbolici della città, rafforzando il senso di appartenenza e la memoria storica dei napoletani.



 

FRIENDS OF NAPLES ONLUS

 

Friends of Naples è un’associazione senza scopo di lucro nata a maggio 2018 dalla volontà di un gruppo di professionisti e amici profondamente legati a Napoli, per promuovere il restauro e la conservazione dei beni artistici della città e del suo inestimabile patrimonio culturale. L’associazione lavora quotidianamente con Soprintendenze, Istituzioni, Archivi, Musei, Istituti di Belle Arti, Accademie e Università attivando buone pratiche di collaborazione tra pubblico e privato.

Tra le iniziative in fase di realizzazione vi è l’ambizioso progetto di restauro del Compianto di Sant’Anna dei Lombardi realizzato da Guido Mazzoni per il quale è ancora in corso la raccolta fondi tramite l’iniziativa “Adotta una statua”.

In collaborazione con il Comune di Napoli ha realizzato interventi sul contemporaneo nella stazione metroarte di Materdei con il coinvolgimento di ANM e Accademia di Belle Arti.

Tra gli ultimi progetti realizzati ricordiamo l’Annunciazione di Francesco Guarino nella Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Napoli, il restauro dell’affresco della piccola cappella votiva dell’Archivio di Stato e dell’affresco della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo dell’Arte della Seta. Ancora, il restauro del Portone di Palazzo San Giacomo e del monumento funebre di Don Pedro Álvarez de Toledo nella Reale Pontificia Basilica di San Giacomo degli Spagnoli, gli interventi alla Cella di San Tommaso d’Aquino presso il Convento di San Domenico Maggiore, il recupero dell’Obelisco della Meridiana della Villa Comunale di Napoli. Grazie al contributo del Museo Cappella Sansevero è stata effettuata la messa in sicurezza del coro ligneo della basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone.

Accedendo al sito www.friendsofnaples.org è possibile avere maggiori informazioni sull’associazione, conoscerne l’operato, iscriversi o donare per uno specifico progetto.