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martedì 7 aprile 2026

"LA BUONA STELLA" DAL 13 APRILE SU RAI 1 LA SERIE TV CON MIRIAM DALMAZIO, FILIPPO SCICCHITANO, FRANCESCO ARCA E LAURA CRAVEDI


Un calciatore fallito, una poliziotta ribelle. E una borsa rubata sulla scena di un crimine. Storie che si incrociano in “La Buona Stella” la nuova serie tv in tre serate, diretta da Luca Brignone, coprodotta da Rai Fiction e Paypermoon, in onda da lunedì 13 aprile alle 21.30 in prima visione su Rai 1. Tra gli interpreti, Miriam Dalmazio, Filippo Scicchitano, Francesco Arca e Laura Cravedi.
Simone ha un matrimonio fallito alle spalle, sacrificato sull’altare di una carriera di calciatore mai decollata. La poliziotta Stella, invece, vuole rimettersi in piedi dopo aver tragicamente perduto l’uomo che amava. A unire i due destini è una borsa piena di soldi che Simone ruba dalla scena di un crimine di cui è l’unico testimone e sul quale proprio Stella si trova a indagare.
"Interpretare il personaggio dell'ispettrice Stella Rongoni – dice Miriam Dalmazio - per me è stato un vero regalo. Ho avuto la possibilità di esplorare come attrice un genere nuovo, il crime, e di fare un viaggio all'interno dell'anima di un personaggio molto distante da me. Stella porta un messaggio molto bello, secondo me, per questi tempi bui, cioè, l'essere ancorati alla vita, amare la vita e rimanere lucidi nei momenti peggiori per cogliere le seconde possibilità. Questi temi sono stati raccontati con molta grazia e delicatezza dal regista Luca Brignone che ha messo tutta la sua sensibilità al servizio della serie. Sono grata a Rai Fiction e Paypermoon per questa preziosa possibilità”.
“Questa esperienza – aggiunge Filippo Scicchitano - per me è stata incredibile, il personaggio di Simone mi ha permesso di esplorare diverse parti di me e soprattutto di entrare nelle zone oscure che molto spesso ci fanno paura. Un personaggio fragile ma anche coraggioso, che attraverso i suoi fallimenti prova a riscattare se stesso per ottenere un’altra possibilità dalla sua famiglia, un lungo viaggio tra tenebre e paradiso che mi ha restituito la complessità di questo lavoro ma anche la passione che ci vuole per farlo. La direzione di Luca Brignone è stata determinante affinché sposassi completamente il progetto, le sue parole erano sempre piene di fiducia e ottimismo soprattutto nei momenti più complessi. Un’energia così difficilmente si trova in un set, per questo gli sarò sempre grato”.
Per un gioco del destino, quei soldi, che sembravano essere la fortuna di Simone, si trasformano nella sua condanna a morte, perché i criminali a cui li ha sottratti sono sulle sue tracce e sono pronti a tutto pur di recuperarli. Così, con l'ex moglie Alessia e la figlia Giada, si trova costretto a scappare, in una fuga continua e piena di imprevisti che si snoda lungo le coste della Calabria, toccando Crotone, Isola Capo Rizzuto, Cutro, Botricello e Lamezia Terme.
L’unica speranza per Simone è Stella: solo lei, infatti, indagando, può ricostruire il filo degli eventi e provare a salvarlo.
Per la poliziotta, però, sono indagini che riaprono ferite del passato mai chiuse e che la obbligano a lavorare fianco a fianco con Valerio, dirigente degli Affari Interni, che fa di tutto per ostacolarla, accecato da un antico odio.
“La buona stella – spiega Francesco Arca - è una storia che parla di ferite e di seconde possibilità, e questo è ciò che mi ha colpito fin da subito. Lavorare con Luca Brignone mi ha permesso di entrare in profondità in un personaggio complesso, segnato dal passato. Il mio Valerio è un uomo duro, ma quella durezza nasce da un dolore che non ha mai davvero elaborato. Condividere il set con colleghi come Miriam Dalmazio e Filippo Scicchitano ha reso tutto ancora più autentico. Credo che il pubblico si riconoscerà in questo viaggio, perché racconta quanto sia difficile, ma necessario, trovare la propria strada dopo una caduta”.
E mentre Simone e famiglia cercano di sfuggire ai propri inseguitori, Stella deve fare i conti con le insidie del lavoro e le conseguenze di un amore che non ha mai dimenticato.
“Girare ‘La Buona Stella’ – conclude Luca Brignone - per me è stato un viaggio dentro le fragilità più profonde dei personaggi, un continuo confronto con il loro buio e con quella sottile linea che separa la disperazione dal coraggio. Ho cercato di restituire verità, lasciando che ogni emozione emergesse senza filtri per restituirla intatta allo spettatore. Questa serie è, prima di tutto il racconto profondo di come può essere una vita: imperfetta, dolorosa, autentica e innamorata, tutto fino in fondo e alle volte fino a toccarlo il fondo per poi risalire”.

 

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