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martedì 14 aprile 2026

Equalitas, Legambiente e FederBio a Vinitaly, comunicare la sostenibilità del vino

Insieme per promuovere pratiche comunicative sempre più trasparenti,
in regola con la normativa UE e contro il greenwashing.

 In una fase cruciale per il futuro del settore vitivinicolo, la sostenibilità si sposta inevitabilmente dal piano della narrazione sempre più verso quello della responsabilità verificabile.

Questo il messaggio al centro del dibattito “Comunicare la sostenibilità del vino: tempo di chiarezza” promosso da Equalitas insieme a Legambiente e FederBio, in programma a Vinitaly, nella giornata di ieri 13 aprile presso la Hall C - Vinitaly Bio di Veronafiere. L’incontro nasce dall’esigenza di fornire alle imprese vitivinicole strumenti concreti per comunicare al meglio i green claim in etichetta, alla luce delle nuove norme europee.

Un momento di riflessione sinergico che ha proposto le esperienze delle tre organizzazioni promotrici ed è stato arricchito dalle testimonianze di importanti attori della comunicazione assieme ad alcune cantine italiane certificate biologiche e sostenibili.

Guardando al panorama globale, oggi si contano oltre 80 standard di sostenibilità del vino (dal California Sustainable Winegrowing al Napa Green, da Terra Vitis all’Integrated Production of Wine sudafricano fino alle decine di marchi nazionali e regionali) tuttavia la maggior parte di questi copre solo parzialmente gli impatti ambientali, sociali ed economici; solo alcuni dispongono di un marchio di qualità registrato e raramente prevedono sistemi strutturati e puntuali di verifica. In questo contesto, dove il rischio di comunicazioni fuorvianti, se non apertamente ingannevoli, è sempre più elevato e per questo Equalitas, FederBio e Legambiente hanno posto al centro dei loro protocolli di intesa di promuovere le migliori politiche di comunicazione volte a contrastare attivamente diverse criticità, non ultima il fenomeno del greenwashing.

A rafforzare questo scenario interviene inoltre la Direttiva UE 2024/85, già in vigore, che vieta l’utilizzo di claim ambientali generici da parte delle cantine se non supportati da evidenze verificabili, comprendendo sia i più gettonati “naturale”, “green” o “eco-friendly” fino a tutti i testi, le immagini e i simboli che rimandano alla sostenibilità. Un cambio di paradigma netto che nasce da un’indagine della Commissione Europea che ha rivelato come oltre il 53% dei claim ambientali esaminati sul mercato fossero vaghi e il 40% privi di riscontro verificabile, posizionando il settore dell'agroalimentare al secondo posto per numero di episodi di greenwashing a livello globale.

 

Da un lato c’è quindi la pressione del mercato che spinge le aziende a dichiarare la propria attività ambientale ed etica, dall’altro il quadro normativo europeo sempre più stringente mentre, parallelamente, cresce la richiesta di garanzie e affidabilità da parte dei consumatori.

Il biologico rappresenta il primo sistema di sostenibilità certificato in campo agricolo e alimentare, normato a livello europeo ormai da 35 anni. Al fine di arricchire le buone pratiche del sistema metodo biologico, alimentando una cultura agroecologica, il modello di gestione della sostenibilità d’impresa proposto da Equalitas e condiviso da FederBio e Legambiente, si propone quindi come riferimento per il settore vitivinicolo, garantendo un marchio riconosciuto a livello europeo, un sistema integrato su tutti e tre i pilastri della sostenibilità, un’affidabile qualifica degli ispettori, nonché schemi di certificazione periodici e puntuali con obiettivi misurabili da terze parti indipendenti. Si tratta di un approccio fondato su coerenza tra azione, controllo e comunicazione che risulta essere la strategia più funzionale per la crescita sostenibile delle singole realtà e, di conseguenza, dell’intero comparto.

Nel corso dell’incontro esperti, rappresentanti istituzionali e operatori del settore si sono confrontati su rischi e opportunità legate al nuovo contesto europeo con l’obiettivo di fornire strumenti concreti alle imprese. Tra i relatori, il presidente Riccardo Ricci Curbastro, Maria Grazia Mammuccini - presidente FederBio, Angelo Gentili - responsabile nazionale Agricoltura Legambiente, Loredana Sottile - giornalista Gambero Rosso, Maddalena Schiavone - coordinatrice Slow Wine Coalition, in un dialogo corale moderato da Michele Manelli - vicepresidente Equalitas. Spazio anche alle testimonianze aziendali di Casa Vinicola Aldo Rainoldi, Cantina Valdaso e Citra, esempi di sostenibilità applicata e comunicazione responsabile in diverse zone del nostro Paese.

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