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mercoledì 2 luglio 2025

Stelle a Corte - Luigi Tramontano e Gabriele Vannucci affiancano Vincenzo Guarino per la terza serata della kermesse presso La Corte degli Dei


Lo chef Luigi Tramontano e il pastry chef Gabriele Vannucci sono i due “compagni di viaggio” che Vincenzo Guarino ha scelto per il terzo appuntamento della rassegna Stelle a Corte, in programma l’8 luglio, presso La Corte degli Dei, la locanda di Palazzo Acampora, ad Agerola.

Tramontano, stella Michelin del O me o il mare restaurant, inaugurato nel 2024, nella sua Gragnano, e condotto assieme a Nicoletta Gargiulo, maître e sommelier, firma l’antipasto, ispirato ad un classico della cucina estiva partenopea: "Come una mulignana ‘mbottunate" e un primo che riecheggia la famosa ricetta di Eduardo De Filippo: "Riso di semola in clorofilla di prezzeolo e vongole “fujute”, confermando la sua attitudine a realizzare piatti della tradizione mediterranea, utilizzando le più moderne tecniche culinarie.

La proposta della serata prosegue con due piatti a cura dello chef Guarino: Tubettone del Pastificio Somma con ragù di totani e spuma di patate" e "Filetto di vitello come una “Cacciatora”.

Pre-dessert e dessert saranno realizzati dal maestro pasticcere Vannucci, trentasettenne di Pietrasanta, che dopo una formazione di respiro internazionale, maturata con figure cardine della gastronomia, quali Alain Ducasse e Franck Cerutti, dal 2022 gestisce, a Firenze, la gelateria artigianale, GELATO.

Vannucci che, nel 2017, è entrato a far parte, tra i più giovani mai ammessi, della prestigiosa AMPI – Accademia Maestri Pasticceri Italiani, proporrà “Come un baklava”: pasta fillo caramellata, curd agli agrumi, frutta secca sabbiata e gelato al miele, preceduto e introdotto da una "Chantilly al the matcha, kiwi in osmosi al miele, spuma di latticello e riso soffiato croccante."

A Catello Di Maio, maestro dell’arte bianca di Cesto Bakery di Torre del Greco, sarà affidata la realizzazione dei pani e dei lievitati.

I vini in abbinamento saranno forniti a cura delle cantine toscane Azienda San Gregorio e Castello Tricerchi.

In esclusiva per la kermesse, i fotografi napoletani Dario De Cristofaro e Luca Cuomo allestiranno un set fotografico riservato ai "Ricordi D’Autore": ritratti in bianco e nero dei partecipanti che, al termine della cena, verranno consegnati a chi vorrà portare con sé un ulteriore souvenir della serata.

Per informazioni: info@lacortdeglidei.it oppure (+39) 3248437579

martedì 1 luglio 2025

Al” Nocera Jazz Festival” Dad Funk feat. Cleo Reign Stewart & Neney Santos, giovedì 3 luglio 2025



 DadFunk

DadFunk è un collettivo musicale italiano fondato da Emiliano Pari e Marcello Sutera, due produttori e musicisti con una profonda passione per il groove. La band è nota per la sua energia travolgente e per un sound che fonde funk, soul e jazz. Il loro album "Beat Gravity" è stato accolto con entusiasmo dalla critica e dal pubblico.

 

 Cleo Reign Stewart

Cleo Reign Stewart è una cantante internazionale, vocal coach e performer con base a Londra. Ha collaborato con artisti di fama mondiale e ha partecipato a eventi prestigiosi, tra cui il lancio del musical di Berry Gordy e la celebrazione del Giubileo di Platino della Regina Elisabetta.

 

 Neney Santos

Neney Santos è uno dei più brillanti percussionisti brasiliani in Italia. Ha collaborato con artisti internazionali e si distingue per la sua maestria nelle percussioni afro-brasiliane, portando sul palco un'energia unica e coinvolgente. . La manifestazione è affidata alla direzione artistica de “Il Moro “

 

🎟️ Biglietti: €5,00 + prevendita

🎫 Acquista Biglietti su https://bit.ly/DadFunk

 

📱 Info WhatsApp: 3899688834

Il Comune di Eboli premia Carlo Gargiulo e Angela Caliendo. Esportano il nome di Eboli nel mondo grazie ad Amaro Don Carlo

E’ stato assegnato ieri a Carlo Gargiulo e alla moglie Angela Caliendo dell’Enoteca Gargiulo di Eboli un riconoscimento da parte dell’amministrazione comunale come attestato di merito per aver portato il nome di Eboli oltre confine grazie ad Amaro Don Carlo.

E’ un prodotto artigianale locale di eccellenza, infatti, Amaro Don Carlo capace di dare lustro e visibilità al territorio facendo sì che questo venga conosciuto e apprezzato anche al di fuori degli ambiti regionali e nazionali grazie ai tanti prestigiosi premi ottenuti, molti dei quali in contesti internazionali.

Di colore nero, dal profumo intenso di noci e spezie e dal gusto aromatico Amaro Don Carlo, preparato con mallo di noce (60%) e di un mix di erbe e spezie selezionate, è stato di recente rilanciato con un abbassamento del livello di zucchero che ha consentito di valorizzare ulteriormente le sue potenzialità di profumo e gusto.

Altra novità l’evoluzione dell’etichetta, frutto del contributo del grafico Mario Cavallaro e dell’illustratrice Valentina Grilli, che racchiude tre elementi visivi: la Macchina a Vapore, il passato di Carmelina e Vito, genitori di Carlo Gargiulo e fondatori dell’Enoteca, la Bicicletta, il presente di Carlo e Angela, prosecutori dell’attività di famiglia, e la Mongolfiera, il futuro di Antonio e Rosario, figli di Carlo e Angela ai quali viene fatto l’augurio di spiccare il volo seguendo il percorso che desiderano, qualunque esso sia, purché vissuto con passione.

LE DONNE ARABE DI DRESSING ROOM, LE COEFORE DELLA ANGIULLI E LE SIBILLE DELLA RIPPA NELLA VENTUNESIMA GIORNATA DEL CAMPANIA TEATRO FESTIVAL. CLAUDIO DI PALMA LEGGE PARRELLA PER IL SOGNO REALE



Sarà un 3 luglio ricco di proposte interessanti quello che attende il pubblico del Campania Teatro Festival. A cominciare dal debutto atteso giovedì nella sezione Internazionale. Il teatro Nuovo ospita alle 20 “Dressing room”, esordio come regista di Bissane al Charif, drammaturgia di Wael Ali, con l’interpretazione della comica franco-siriana Hala Omran. Un appartamento ideale, dotato di una stanza dedicata agli oggetti, ai vestiti e alle scarpe, dressing room per l’appunto, diventa il posto adatto per concentrare l’attenzione sul corpo femminile, rivisitando l’impatto delle sue trasformazioni nel corso del tempo, i suoi segni, la sua memoria, in un contesto di guerre e crisi politiche e sociali di estrema violenza. Dando voce all’esperienza delle donne provenienti da vari Paesi arabi, vanno in scena la solitudine, il rapporto con il corpo e i luoghi, ma anche la capacità di rispondere con leggerezza, umorismo e autoderisione alle domande sulla menopausa. Quella che in arabo viene tradotta come “l’età della disperazione”. Replica il giorno 4 alle 20. Lo spettacolo è parte del del Focus “NOW MED, BEYOND SWANA”. Durata 60 minuti.

 
È l’incitamento alla vendetta il motivo dominante de “Le Coefore” di Eschilo. Lo sa bene Laura Angiulli, regista dello spettacolo atteso a Galleria Toledo di Napoli il 3 luglio alle 21. Tracciando un filo di contatto con la “Cassandra”, tragedia che porta in scena con successo già da qualche anno, la Angiulli conserva una formazione al femminile (Alessandra D’Elia, Caterina Pontrandolfo e Valentina Martiniello) e la integra con le necessarie figure maschili della tragedia eschilea (gli interpreti sono Paolo Aguzzi e Andrea Palladino). Centrale è la voce collettiva del Coro, che nelle “Coefore” non ha certo un ruolo pacificatore, ma pronuncia espressioni di ferocia assolutamente in tono con quella che stringe l’anima dei due fratelli. Un alito acre, gravido di odio e ribrezzo, flagella la prora del cuore. Il sangue che goccia chiazza la terra, delitto strepitando attira vendetta. La drammaturgia, con approccio personale alla traduzione, è di Laura Angiulli. Durata 60 minuti.
 
Coinvolge attivamente il pubblico attraverso un contagio coreografico, “Troffea (So-mmossa) / La piaga del ballo” di e con Claudia Caldarano, la performance transdisciplinare site-adaptive, in scena il 3 luglio alle 22 al Teder. Una conferenza danzata ispirata al fenomeno storico dell’epidemia del ballo a Strasburgo nel 1518, ma anche un modo per indagare il presente, esplorando come l’energia collettiva e il dissenso possano trasformarsi in strumenti di resistenza contro l’alienazione e il controllo. Ispirandosi ai sintomi descritti nei resoconti storici, l’artista dialoga con i corpi in sala e quelli lontani, tra cronaca, testimonianze e immaginazione, accompagnata dalla musica di Filippo Conti.
 
Liberamente ispirato all’universo poetico di Samuel Beckett è lo spettacolo “Proprio non io!”, ideazione e regia di Enzo Mirone, che si potrà vedere giovedì alle 20.30 al teatro Comunale Vittorio Emanuele di Benevento.Un gruppo di lavoro, all’interno del quale convivono e vengono condivise forme differenti di disagio e fragilità, racconta volta per volta il suo Beckett, portando in scena quel punto o quel momento preciso in cui il proprio vissuto coincideva o entrava in contatto/collisione con l’autore. Consapevoli tutti, e sempre di più, che le lacrime del mondo sono immutabili. Durata 45 minuti.
 
Non meno interessante è la proposta del 3 luglio alle 21 nel Museo Madre di Napoli (ingresso da Vico Donnaregina) dove andrà in scena “Sibille-oracoli e profezie tra passato, presente e futuro”, ideazione e composizione della regista Marina Rippa. Uno spettacolo con le donne del progetto “La scena delle donne” - percorsi teatrali con le donne a Forcella. La storia delle Sibille, e in particolare di quella Cumana, è lo strumento per ragionare su questioni che riguardano l’attesa, il destino, il senso delle richieste di profezie, il lasciare a caso le risposte. In scena una ventina di donne, ciascuna con il proprio oggetto magico e divinatorio, legato a tradizioni o invenzioni. Attraverso questi oggetti, e la simbologia che esprimono, le protagoniste interagiranno con il pubblico, accompagnate dall’alloro, pianta consacrata ad Apollo e cibo sacro delle Sibille. La performance è anch’essa legata al fato: le storie raccontate saranno “estratte” a sorte, creando un’atmosfera magica e legata al qui e ora.Profano, sacro, antico, moderno e lingua latina in un mix che vuole dare voce (e corpo) alla leggenda raccontata da Ovidio e Virgilio. Durata 75 minuti.
 
Al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale a Napoli alle 21, invece, Claudio Di Palma legge Valeria Parrella nel secondo appuntamento de “Il Sogno Reale. I Borbone di Napoli”, evento ideato da Ruggero Cappuccio e prodotto dalla Fondazione Campania dei Festival. Il primo affaccio su quelli che saranno gli scavi archeologici di Ercolano è del 1709 per poi intensificarsi nel 1738. Solo 10 anni dopo, nel 1748 grazie all’ambizione e alla lungimiranza di Carlo III di Borbone si aprirà anche il fronte di scavo di Pompei, che diventerà il sito archeologico più famoso e visitato al mondo. L’archeologia, come scienza, nasceva da Winkelmann e dallo struggimento dei neoclassici per le rovine del passato, un tempo in cui eravamo migliori, oramai irrecuperabile. E’ in questo contesto che si muove il personaggio di questo racconto della Parrella, “Il primo archeologo”. un uomo curioso e affascinato, che sa seguire le tracce dei tombaroli… Durata 50 minuti.
 
La sezione Cinema propone alle 21 al Teatro di Corte di Palazzo Reale “L’occhio della gallina”, autoritratto cinematografico della regista Antonietta De Lillo, relegata ai margini dell’industria cinematografica dopo un contenzioso giudiziario legato alla distribuzione del suo film di maggior successo, che avrebbe potuto consacrarla al grande pubblico. Il racconto della vita pubblica. Attraverso interviste, ricostruzioni e archivi personali, cinematografici e televisivi, il fil mostra le difficoltà di chi va controcorrente e la creatività e la resistenza necessarie a reinventarsi con i mezzi a propria disposizione. Un racconto che suggerisce i metodi per superare l’isolamento, celebrando il cinema nel suo ruolo comunitario, culturale e politico. La regista sarà presente in salaDurata 85 minuti.
 
Da segnalare, nella giornata del 3 luglio, anche due prestigiose repliche: quella del “Faustus in Africa!” alle 19 al Mercadante, collaborazione tra William Kentridge e Handspring Puppet Company, rielaborazione della loro pluripremiata produzione del 1995, e “Jogging” in Sala Assoli alle 21, drammaturgia di Abdullah Alkafri, con Hanane Hajj Ali, figura eminente della scena culturale e artistica libanese.
 
Al Dopofestival, infine, alle 22.30 è la serata di “Psychè” – dal greco ψυχή, connesso con ψύχω, “respirare, soffiare” – che riconduce all’idea del ‘soffio’, del respiro vitale; per i greci designava l’anima in quanto originariamente identificata con quel respiro. In questo senso, la storia del concetto di psiche viene a coincidere con quella del concetto di “anima”. Il progetto nasce dalla recente collaborazione tra i 4 musicisti che animeranno il concerto: Marcello Giannini (chitarra) Andrea De Fazio (batteria), Paolo Petrella (basso) e Roberto Porzio (synth). il quartetto lavora su brani strumentali originali che si rifanno a sonorità afrofunk. La prenotazione è valida sino ad esaurimento dei posti disponibili al Giardino Romantico. Inoltre, per essere effettiva, è necessario convertirla in un biglietto gratuito la sera dell’evento presso la biglietteria del Campania Teatro Festival a Palazzo Reale.
 
Il Campania Teatro Festival, realizzato con il sostegno concreto della Regione Campania e un contributo annuo del Ministero della Cultura, è organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival diretta da Ruggero Cappuccio e presieduta da Alessandro Barbano.
 
I biglietti per assistere agli spettacoli costano da 5 a 8 euro, con ingresso gratuito per i diversamente abili con un accompagnatore e I pensionati titolari di assegno sociale. Le modalità della richiesta e della successiva conferma sono consultabili su campaniateatrofestival.it



 
 

NapulETH 2025, il futuro delle tecnologie emergenti torna a Napoli tra blockchain, AI, quantum computing e arte

 

Un’iniziativa che gode del patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli

Dal 15 al 19 luglio 2025 nella suggestiva Villa Doria D’Angri, sede storica dell’Università Parthenope.

 

 

Torna NapulETH Open Village, l'evento internazionale che mette Napoli al centro dell'innovazione globale e come laboratorio mediterraneo di futuro, dove il dialogo tra discipline, culture e generazioni diventa strumento di crescita condivisa.

Dopo il successo della prima edizione, che ha raccolto oltre 900 partecipanti tra sviluppatori, investitori, studenti e aziende, l’edizione 2025 si svolgerà dal 15 al 19 luglio nella suggestiva Villa Doria D’Angri, sede storica dell’Università Parthenope, sita in via Francesco Petrarca, 80, a Napoli.

L'obiettivo di NapulETH è quello di trasformare il Sud Italia in un punto di riferimento per l'innovazione tecnologica, un luogo in cui giovani talenti, aziende e istituzioni possano incontrarsi, creare sinergie e costruire futuro. In tal senso, l'Università Parthenope gioca un ruolo strategico come partner scientifico e culturale dell'iniziativa, ospitando l’intero evento e promuovendo il coinvolgimento attivo del mondo accademico.

Un programma articolato in quattro giornate

      •     15–16 luglio: Hackathon aperto a studenti e sviluppatori, organizzato in collaborazione con la Blockchain for Good Alliance, iniziativa internazionale che promuove l’uso etico della blockchain per affrontare sfide sociali e ambientali reali.

      •     17–18 luglio: Conferenze, panel e workshop con speaker da tutto il mondo, per esplorare le tecnologie emergenti e le implicazioni etiche, economiche e sociali che comportano.

      •     18 luglio (pomeriggio): Startup Challenge in collaborazione con l’incubatore certificato Fare Impresa, per valorizzare le migliori idee imprenditoriali e favorire il dialogo tra giovani innovatori e investitori.

      •     19 luglio: Chiusura dei lavori, incontri individuali e networking ad alto impatto.

 

NapulETH 2025 affronterà un ampio spettro di tematiche: blockchain, finanza decentralizzata (DeFi), intelligenza artificiale, tokenizzazione degli asset, identità digitale, sostenibilità, privacy e quantum computing. Proprio il quantum sarà al centro della nuova Quantum Track, una linea di contenuti ad alta specializzazione che sta già attirando esperti e studiosi internazionali. L’obiettivo è attivare un dibattito accessibile, ma rigoroso, su ciò che chiameremo “tecnologia” nei prossimi dieci anni.

 

 

 

Arte, Web3 e architettura: nasce NapulETH Visions

 

Accanto alle sessioni tech, NapulETH 2025 apre una nuova frontiera con NapulETH Visions, progetto curatoriale ideato per indagare le convergenze tra Web3 e arte contemporanea. Con la mostra inaugurale Foresta di Cristallo, curata da Alessio Esposito, prende vita un percorso espositivo che sarà ospitato dal 17 al 19 luglio negli ambienti storici di Villa Doria D’Angri, trasformati per l’occasione in un ecosistema espositivo vivo e interconnesso.

Ispirata all’omonimo romanzo di J.G. Ballard, la mostra propone una riflessione sul mondo postumano e sulle nuove forme di ibridazione tra natura, macchina e informazione. Le opere di Clarissa Falco, Lorenzo Lunghi, Adriano Tenore ed Emilio Vavarella interpretano questi scenari attraverso installazioni, sculture e ambienti immersivi, dando forma ai meccanismi fluidi che oggi ridefiniscono i concetti di valore, identità e coesistenza.

Il dialogo tra arte, tecnologia e architettura contribuisce a rompere le dicotomie classiche – umano/macchina, fisico/digitale, estetico/economico – suggerendo nuovi orizzonti per l’immaginazione collettiva e per le economie del futuro.

 

Un evento per chi costruisce futuro

 

NapulETH non è pensato solo per gli addetti ai lavori. È un luogo di incontro tra chi immagina il futuro e chi vuole renderlo concreto: startupper, imprenditori, studenti, ricercatori, istituzioni, creativi, aziende tradizionali. L’evento è aperto a tutte le realtà che vogliono innovare, ibridare saperi, creare valore.

Con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli, e la partecipazione attiva di atenei come Parthenope e Federico II, NapulETH rafforza la sua vocazione come ponte tra territorio e mondo, tra formazione e impresa, tra ricerca e società. Tra gli speaker istituzionali confermati anche l’On. Marcello Coppo, capo del gruppo interparlamentare sui digital asset.


NINFA PLEBEA Favola in musica, liberamente tratto da “Ninfa plebea” di Domenico Rea, adattamento e regia Rosalba Di Girolamo

"NINFA PLEBEA - Favola in musica" è lo spettacolo di Rosalba Di Girolamo, liberamente adattato da "Ninfa plebea" di Domenico Rea, con la consulenza alla sceneggiatura di Lucia Rea. Lo spettacolo va in scena, per il Campania Teatro Festival 2025, il 10 luglio alle 21.00 in sala Assoli.

In scena ci sono: Antonello Cossia, Rosalba Di Girolamo, Annalisa Madonna (voce), Jennà Romano (musiche dal vivo) e la giovane Luna Fusco.

Nella mitica Nofi di tanti racconti di Rea, negli anni precedenti l’ultima guerra mondiale, in un umile basso del miserabile quartiere del Bùvero, ha inizio l’educazione sentimentale di Miluzza, l’adolescente poco più che bambina, protagonista del romanzo. Disgrazie della virtù e fortune del vizio, in un pezzo di mondo fra paradiso e inferno perduto, incrociano trappole sul suo impervio cammino. Ma Miluzza, che è pura vita, puro istinto, puro candore alla deriva, le attraversa tutte con intrepida innocenza.

Domenico Rea - afferma Lucia Rea, figlia dello scrittore e consulente alla sceneggiatura dello spettacolo - è stato un uomo libero, dallo spirito profondamente democratico e con una grande compassione verso gli ultimi. Sentiva da quell’accanito fumatore e divoratore di vita che era, che se ne sarebbe andato presto, e “Ninfa plebea”, l’ultimo libro che ha scritto, è stato un testamento spirituale, forse antropologico. E’ un’opera sospesa tra realismo ed elaborazione fantastica, ma molti si sono soffermati più all’apparenza pruriginosa della narrazione, che al vero aspetto politico e sociale che la sostanzia, ovvero una cruda riflessione intorno al tema dell’abuso sulle donne, in particolare sulle donne giovanissime.

 

 “La vuoi sentire la storia di Catuccia quando nel bosco incontrò un orco peloso e grosso come una montagna?” Così inizia Ninfa plebea-favola in musica, riscrittura per voci e musica del magnifico cunto di Domenico Rea. Il racconto è affidato a due narratori, il Nonno e Miluzza, cui fa da contrappunto un coro per voci, musica, video e movimenti scenici. Cinque le figure sul palco: il Nonno, deux ex machina della messa in scena, che racconta la fiaba a Miluzza incarnando i volti degli “orchi” evocati, Miluzza che si fa trina (giovane danzatrice, narratrice e voce cantante) e il musicista che scandisce il ritmo della storia in un continuum sonoro, in cui i canti e le sonorità del nostro sud si fondono con la chitarra acustica, elettrica e strumenti percussivi. Una storia che racconta di un’adolescente traboccante di sensualità e purezza allevata pressappoco come un pollo da cortile in uno dei tanti sud del mondo, impreparato ad accoglierne la dirompente forza vitale ma pronto a destinarla all’inferno. Una favola contemporanea scura e visionaria, popolata di orchi, fate o streghe, una sorta di medioevo culturale sospeso nel tempo, una fiaba iniziatica che vuole essere, soprattutto, una riflessione sull’abuso.

 

“Ninfa plebea” – dice la Di Girolamo, regista, interprete ed autrice dell’adattamento del testo - è un romanzo sulla purezza ed è anche un romanzo sull’abuso. Entrambi i temi sono sapientemente nascosti tra le pieghe di un linguaggio crudo e visionario, scuro e coloratissimo, e mai consolante.

Insieme ai miei colleghi abbiamo voluto creare una narrazione che procede per quadri musicali e cromatici, che evocano più che descrivere, affrontando un tema tanto delicato con leggerezza e crudezza al tempo stesso, nel desiderio di rendere onore al linguaggio del cunto tanto amato da Rea.

Ringrazio di cuore i miei compagni di avventura per la generosità con cui hanno costruito insieme a me questo lavoro, mettendo in gioco creatività e professionalità. Un grazie speciale alla giovane Luna Fusco per il suo slancio, e soprattutto a Lucia, instancabile custode della memoria del padre, per la forza, la passione con cui ci ha sostenuti.

 

Sono molto soddisfatta – conclude la Rea - della sceneggiatura e dell’adattamento teatrale che Rosalba Di Girolamo ha saputo dare di “Ninfa plebea”, non era scontato con un romanzo così complesso. Credo che abbia saputo cogliere nel segno, rispettando tutti gli aspetti: favolistico, barocco, e soprattutto drammaticamente attuale dell’opera.

 

Assistente alla regia Mattia Tammaro, costumi e oggetti di scena Rosa Ferrara, progetto fotografico Nunzia Esposito, Consulenza al progetto Roberta D’Agostino, direttore tecnico Carmine Giordano, direttore di produzione Flavio Di Fiore.

 

 

Lo spettacolo è patrocinato da: Fondazione Premio Napoli, Comitato centenario Domenico Rea, UIL CAMPANIA


 


 

 


Cena celebrativa Leone d’Oro a Nicola Scamardella: al White Chill Out Lungomare Pozzuoli un evento tra eccellenza gastronomica, istituzioni e nuovo menu estivo 2025

Grande successo per la cena celebrativa al White Chill Out Lungomare di Pozzuoli, organizzata lunedì 30 giugno per onorare Nicola Scamardella, premiato con il prestigioso Leone d’Oro al Merito 2025 a Venezia per la sua eccellenza imprenditoriale nel settore della ristorazione a Pozzuoli e per l’impegno nella valorizzazione dei Campi Flegrei.
All’evento, che si è tenuto in uno dei ristoranti panoramici più apprezzati di Pozzuoli, ha partecipato anche il Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, testimoniando il forte legame tra istituzioni e mondo produttivo locale.
Il Leone d’Oro, conferito il 27 giugno 2025 presso il Palazzo della Regione del Veneto, riconosce il valore di una storia familiare nella ristorazione lunga tre generazioni: da nonno Nicola a papà Salvatore, fino a Nicola Scamardella, oggi alla guida del White Chill Out Lungomare, simbolo di identità flegrea, innovazione e tradizione.
«Questo riconoscimento non è solo mio – ha dichiarato Nicola Scamardella – ma appartiene a tutti coloro che credono nel valore della nostra terra. Lo dedico ai Campi Flegrei, perché continuino a rinascere e a farsi conoscere nel mondo.»
Presentato il nuovo menu estivo 2025 del White Chill Out Lungomare di Pozzuoli
La serata è stata anche l’occasione per il lancio ufficiale del menu estivo 2025 del ristorante White Chill Out Lungomare, ideato dallo Chef Alessio Galati, 38 anni, palermitano, alla guida della cucina da oltre tre anni.
Il nuovo percorso gastronomico fonde ingredienti mediterranei, tecniche raffinate e forte legame con il territorio. Tra i piatti di punta:
• Insalata di mare con polvere di basilico e gel di limone
• Catalana di astice classica
• Calamaro ripieno all’Amalfitana con patata liquida e chips di zucchine
• Riso scampi e lime
• Orata scottata con polvere di carboni e peperoncini verdi
• Caprese “tra Napoli e Noto” con pistacchio, mandorle e cioccolato bianco
Ogni portata è stata abbinata a vini selezionati dei Campi Flegrei, tra cui etichette delle Cantine Astroni, Salvatore Martusciello e Tenuta Jossa.
Un ristorante a Pozzuoli che guarda al futuro
Oltre al suo ruolo nel mondo della ristorazione, Nicola Scamardella è oggi Presidente di Confcommercio Pozzuoli, confermando il suo impegno attivo nel rilancio economico, culturale e turistico della città.
Con questa serata speciale, il White Chill Out Lungomare si conferma eccellenza gastronomica a Pozzuoli e punto di riferimento per eventi culturali, istituzionali e promozionali nel cuore dei Campi Flegrei.
Un evento curato nei minimi dettagli
La serata è stata il risultato di una sinergia vincente tra il White Chill Out Lungomare, Tiziana Portanova, direttrice dell’agenzia di marketing e comunicazione Tipi Social che da anni con visione strategica e innovativa cura l’immagine del ristorante, e la giornalista e addetta stampa Veronica Caprio.