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lunedì 24 agosto 2026

Targhe polacche, Coviello: «Rischio flop, ecco perché il nuovo Codice della strada non risolverebbe il problema»

L'allarme del noto broker assicurativo sul testo trasmesso dal Ministero alle associazioni di settore: "Divieto facilmente aggirabile, vi spiego come".

 Le auto con targa estera che circolano stabilmente in Italia dovranno essere assicurate con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare nel Paese, con applicazione di tariffe e imposte italiane. La misura è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada, trasmesso dal Ministero dei Trasporti alle associazioni di settore, che potranno presentare osservazioni entro il 13 settembre. L'obiettivo dichiarato dai ministeri dell'Interno e dei Trasporti è contrastare il fenomeno dell'esterovestizione, ossia l'immatricolazione all'estero di veicoli di fatto italiani.

La proposta si inserisce in un percorso già avviato per combattere il fenomeno delle "targhe polacche", percorso che comprende l'iscrizione al REVE, il Registro dei veicoli esteri gestito dall'ACI e operativo dal 2022, e l'obbligo di pagamento dell'IPT al momento dell'iscrizione, introdotto il 25 maggio. I dati del registro indicano circa 53 mila veicoli con targa straniera sul territorio nazionale, dei quali 35 mila concentrati nell'area napoletana, dove il differenziale tariffario della RC auto è più marcato. Sul fronte dei controlli, una circolare del Ministero dell'Interno del 13 agosto ha reso disponibili alle forze dell'ordine i collegamenti ai portali ufficiali del governo polacco per la verifica di carte di circolazione, coperture assicurative e patenti.

Secondo Angelo Coviello, amministratore delegato di IGB Broker, l'impianto in consultazione interviene però su un passaggio secondario e lascia intatto il meccanismo che rende conveniente la pratica. «Il riferimento all'impresa straniera autorizzata a operare in Italia non produce l'effetto atteso, perché la Polonia è uno Stato membro dell'Unione e qualsiasi compagnia pratica le tariffe che ritiene più opportune, senza vincoli da parte di altri Paesi. Il punto non è la tariffa o dove ha sede l'assicuratore, ma la qualificazione della circolazione stabile sul territorio italiano e del contratto di noleggio che la rende possibile».

L'intervento indicato dal noto broker assicurativo riguarda l'applicazione del principio di equipollenza tra un veicolo circolante in Italia e un veicolo utilizzato in via continuativa ma immatricolato all'estero. «Ci dovrebbe essere una distinzione tra il veicolo straniero che circola in Italia temporaneamente e quello che vi circola in modo permanente, assoggettando quest'ultimo obbligatoriamente alla disciplina e alla fiscalità nazionali», afferma Coviello, che indica anche la previsione di un'autorizzazione a termine e non rinnovabile, come avviene per i permessi di soggiorno. «Teniamo presente che, nel caso delle targhe polacche, questi veicoli non hanno mai lasciato il territorio italiano e non hanno mai effettuato una revisione nel Paese di immatricolazione. Se il presupposto è che si tratti di una truffa, l'intera posizione documentale può essere soggetta ad accertamenti, e in quei casi il veicolo andrebbe posto sotto sequestro», osserva il broker napoletano, che collega la questione all'azione della magistratura, tenuta a intervenire visto che in Italia vige l'obbligo di esercitare l'azione penale. «Se ci muoviamo in questa direzione andremo verso una soluzione definitiva del problema».

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