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lunedì 24 agosto 2026

Bagnoli, Ditto: «Il confronto serve, la contrapposizione permanente no»

L'imprenditore campano interviene sulle polemiche intorno ai cantieri di Bagnoli-Coroglio e alle opere per l'America's Cup 2027: «Su un'area ferma da oltre trent'anni la discussione va tenuta aperta, non trasformata in una partita di consenso».

 «Bagnoli non è un terreno su cui costruire posizionamenti. È un pezzo di città che aspetta da oltre trent'anni e che oggi, per la prima volta, ha risorse stanziate, un cronoprogramma e un'attenzione nazionale», afferma Enrico Ditto, imprenditore campano, intervenendo sul clima che accompagna i lavori nell'area occidentale di Napoli.

Il confronto resta acceso tra comitati e residenti, che contestano la scelta del capping sulla colmata e chiedono garanzie su balneabilità e monitoraggio ambientale, e la struttura commissariale, che rivendica il rispetto del cronoprogramma.

«Il dissenso non è un problema, è una funzione: quando un territorio ha alle spalle trent'anni di promesse mancate, la diffidenza è una reazione razionale e va trattata come tale», sostiene Ditto. «Il problema nasce quando la discussione smette di riguardare il merito tecnico e diventa un derby. In quel momento non vince nessuno: non vincono i cittadini di Bagnoli, non vince l'amministrazione, non vince chi contesta».

Sul metodo, Ditto individua un punto che ritiene dirimente. «Un'opera di questa dimensione si regge su una sola cosa: la verificabilità. I dati ambientali vanno pubblicati con continuità e in forma leggibile, gli impegni presi in Consiglio comunale vanno resi tracciabili, i tempi di rimozione delle opere temporanee e i relativi costi vanno dichiarati prima e non dopo», afferma. «Su questo terreno il confronto è utile e produce risultati. Fuori da questo terreno resta solo rumore».

L'imprenditore richiama poi il calendario politico. «Ci avviciniamo a una stagione elettorale e il rischio è evidente: che Bagnoli diventi la materia prima di una campagna, con le posizioni fissate in anticipo e nessuna disponibilità reale ad ascoltare l'altra parte», aggiunge Ditto. «Sarebbe un errore che il territorio pagherebbe per intero. Il consenso costruito sulla contrapposizione dura una tornata elettorale, il danno di un'occasione sprecata dura decenni».

«Il Sud ha un problema storico di credibilità nell'attuazione», sostiene ancora Ditto. «Bagnoli è, in questo momento, il banco di prova più visibile: se questa città dimostra di saper gestire un cantiere complesso mantenendo aperto un confronto serio con chi ci vive, il beneficio reputazionale va ben oltre l'area occidentale di Napoli. Vale per gli investimenti, per il turismo, per la fiducia delle imprese».

Ditto conclude indicando dove colloca la responsabilità: «Alle istituzioni spetta rendere il processo verificabile e ascoltare senza filtri. A chi contesta spetta restare nel merito. A chi fa politica spetta la parte più difficile: rinunciare a un vantaggio immediato su un dossier che riguarda la vita delle persone. Su Bagnoli non serve unanimità. Serve un'unione di intenti sull'obiettivo, e poi il confronto più duro possibile sui modi per raggiungerlo».

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