Ma Press News

Sei un Ufficio Stampa? Vuoi pubblicare i tuoi comunicati oppure i tuoi articoli? Entra in Ma Press News e pubblica tu stesso. Libera Informazione gratis per tutti. mariammanews@gmail.com

mercoledì 4 marzo 2026

Al Cinema Astra di Napoli “Cutting Through Rocks”sulla storia di Sara Shahverdi che sfida il patriarcato in Iran

Venerdì 6 marzo alle 20:30 nella sala di via Mezzocannone

Programma della seconda parte della rassegna
del Cinema del Reale curata da Arci Movie

Napoli, 4 marzo 2026 – Una anteprima nazionale apre la seconda parte di AstraDoc, la rassegna dei documentari di Arci Movie giunta alla XVI edizione che si concluderà il 24 aprile. In occasione della Giornata internazionale della Donna venerdì 6 marzo alle 20:30 arriva sul grande schermo del cinema Astra di Napoli il film candidato agli Oscar 2026 come Miglior Documentario “Scalfire la roccia – Cutting Through Rocks” di Sara Khaki e Mohammad Reza Eyni, in anteprima nazionale grazie alla collaborazione con Wanted Cinema (il film sarà nelle sale dall’8 marzo).

L’opera, vincitrice del Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2025, è stata poi selezionata e premiata in tanti prestigiosi festival di tutto il mondo, vincendo il Premio del Pubblico a Visions du Réel di Nyon e a IDFA di Amsterdam. È la storia di Sara Shahverdi che sfida il patriarcato in Iran. Prima consigliera eletta del suo villaggio iraniano profondamente conservatore, Shahverdi - divorziata, motociclista ed ex ostetrica - spicca tra la popolazione, determinata a migliorare la sua comunità e a porre fine alle promesse vuote e alla pigrizia perpetuate negli anni dai consiglieri locali. Ma è proprio come sostenitrice delle ragazze e delle donne del suo villaggio che incontra la maggiore opposizione. Tra le altre cose mira a rompere le tradizioni patriarcali di lunga data insegnando alle ragazze adolescenti a guidare le motociclette e mettendo fine ai matrimoni infantili. Quando sorgono accuse che mettono in dubbio le intenzioni di Sara di emancipare le ragazze, la sua identità viene messa in discussione e dovrà sfoderare tutto il suo carisma per affermare i propri principi.

La seconda parte della stagione di AstraDoc – Viaggio nel Cinema del Reale prosegue il percorso della rassegna attraverso una selezione di opere che mettono in dialogo sguardi sul presente, memoria e trasformazioni sociali confermando l’idea di esplorare il documentario contemporaneo come strumento di indagine critica sul mondo. I film in programma, selezionati e premiati nei principali festival mondiali quali Venezia, Locarno, Roma, IDFA, attraversano contesti geografici e umani molto diversi - dall’Iran al Vietnam, fino a Napoli e all’Italia - ma sono accomunati dall’attenzione per le storie individuali e collettive tra l’eredità di grandi figure della fotografia e del cinema, e tensioni sociali, conflitti e processi di cambiamento offrendo al pubblico un itinerario che intreccia impegno civile, memoria artistica e ricerca cinematografica. In tutte le serate è prevista la presenza degli autori e delle autrici.

Venerdì 13 marzo la serata propone due film che guardano alla città di Napoli come spazio di produzione culturale e di pratiche collettive. “POP” di Guido Pappadà ricostruisce l’incontro tra Andy Warhol e Joseph Beuys organizzato dal gallerista Lucio Amelio, episodio emblematico di una stagione in cui Napoli fu crocevia internazionale delle avanguardie artistiche. A seguire “NAPOLI FELIX” di Alessia Maturi e Maria Reitano, che racconta l’esperienza dei Carnevali sociali nati a Scampia e diffusi in diversi quartieri della città, espressione di un processo partecipato di riappropriazione dello spazio urbano attraverso l’arte e la comunità.

Il programma prosegue il 20 marzo con “OLTRE IL CONFINE: LE IMMAGINI DI MIMMO E FRANCESCO JODICE” di Matteo Parisini, un doppio ritratto che, a pochi mesi della scomparsa del grande Mimmo Jodice, mette in dialogo due generazioni di fotografi mostrando come la loro ricerca visiva abbia raccontato trasformazioni sociali, paesaggi e memorie del nostro tempo.

Il 27 marzo AstraDoc propone “ROBERTO ROSSELLINI - PIU’ DI UNA VITA” di Ilaria De Laurentiis, Raffaele Brunetti e Andrea Paolo Massara, un viaggio nella figura del grande maestro del neorealismo e nel suo percorso umano e artistico, che continua a influenzare il rapporto tra cinema e realtà.

La rassegna prosegue poi il 10 aprile con “IL QUIETO VIVERE" di Gianluca Matarrese, ritratto tragicomico di una comunità familiare in un piccolo borgo calabrese dove conflitti domestici, precarietà e rancori quotidiani diventano lo specchio di dinamiche sociali più ampie. Ancora il 17 aprile è la volta di “LEI - SHE” di Parsifal Reparato, presentato in anteprima napoletana, che porta lo spettatore dentro il più grande distretto industriale elettronico del Vietnam per raccontare la condizione delle lavoratrici che sostengono le catene produttive globali. Il ciclo si conclude venerdì 24 aprile con “PADRONE E SOTTO" di Roberto-C., ultima produzione di Antonella Di Nocera con Parallelo 41 Produzioni, anch’esso in anteprima napoletana, un racconto dedicato alle classi subalterne della città di Napoli che intreccia le storie di lavoratori precari, famiglie in cerca di giustizia e disoccupati organizzati in lotta per il diritto al lavoro.

AstraDoc - curata da Arci Movie con Parallelo 41 Produzioni, Università degli Studi di Napoli Federico II e Coinor, con il patrocinio del Comune di Napoli - proseguirà tutti i venerdì fino ad aprile portando documentari e ospiti nella sala di via Mezzocannone. Biglietto d’ingresso 5 euro, ridotto a 4 euro per i soci Arci. Dettagli sul film sono disponibili sul sito www.arcimovie.it e sui social Arci Movie e AstraDoc. Per attivare gratuitamente gli aggiornamenti della rassegna su WhatsApp inviare un messaggio al 334 68 95 990.

***

Bio registi di “Cutting through rocks”

Sara Khaki ha vinto il Gran Premio della Giuria nella categoria World Cinema Documentary del SundanceFilm Festival 2025 per il suo documentario Cutting Through Rocks. Il film da lei co-diretto, Our Iranian Lockdown, presentato su The Guardian, è stato nominato per un IDA Award 2020, il che le ha permesso di contribuire alla co-regia del documentario originale Netflix, Convergence, che ha ricevuto una nomination agli Emmy 2022. Membro di Chicken & Egg Films e Sundance Alumni, Sara è una regista, produttrice e montatrice che si dedica a storie sulla parità di genere. Khakisi è laureata in arti cinematografiche presso l'Università del Maryland a Baltimora e ha conseguito un master in regia di documentari sociali presso la School of Visual Arts (SVA). È co-fondatrice della Gandom Films Production L.L.C., una società con sede negli Stati Uniti che collabora con i migliori professionisti del settore per creare film socialmente impegnati.

Mohammadreza Eyni è il vincitore del Gran Premio della Giuria nella categoria World Cinema Documentary del Sundance Film Festival 2025 per il suo documentario Cutting Through Rocks. Ex studente del Sundance e del Tribeca, Mohammadreza è un regista, produttore e direttore della fotografia, la cui carriera e il cui approccio cinematografico superano i confini ed elevano le voci sottorappresentate, collegando prospettive diverse a livello globale. In qualità di cofondatore della Gandom Films Production L.L.C., Mohammadreza ha prodotto e diretto film internazionali, come il documentario Convergence, una produzione originale Netflix, che ha ricevuto una nomination agli Emmy 2022. Il cortometraggio Our Iranian Lockdown, co-diretto da Mohammadreza e presentato su The Guardian, è stato nominato per un IDA Award. La sua collaborazione come sceneggiatore e produttore di un film di finzione è stata recentemente sviluppata presso HFPA e Film Independent. Borsista Firelight Media 2021, beneficiario del Sundance Institute Documentary Fund 2020 e ex allievo del Tribeca Film Institute, Mohammadreza ha conseguito un master in cinema presso l'Università di Belle Arti di Teheran.

Premio MUSA della Critica Cinemusicale 2026, aperte le votazioni

Due le novità: introdotta la categoria Documentari e la giuria diventa internazionale.
 
Sono ufficialmente aperti i lavori per l’edizione 2026 del Premio MUSA della Critica Cinemusicale, il riconoscimento nato per celebrare l’eccellenza delle colonne sonore e la qualità della musica per immagini in Italia. Giunto alla sua terza edizione, il Premio è rivolto alle migliori colonne sonore di produzioni audiovisive italiane della scorsa stagione; e quest’anno amplia i propri orizzonti introducendo l’inedita categoria Miglior musica per Documentario — che si affianca ai premi per le migliori musiche di Film e di Serie TV — e internazionalizza la propria giuria grazie alla collaborazione con alcuni critici della IFMCA (International Film Music Critics Association).
Ideato e diretto da Marco Testoni (Soundtrack City) e Massimo Privitera (ColonneSonore.net), il Premio MUSA rappresenta la risposta della stampa specializzata all'esigenza di restituire una piena dimensione culturale alla musica per immagini e alla peculiarità del suo linguaggio. Quest’anno il Musa presenta tra le nuove partnership alcune importanti realtà del settore quali le testate Cinecorriere e Cinema Italiano, la scuola delle arti cinemusicali Cineartemusica e infine si rinnova la fruttuosa collaborazione con il Premio Mercurio d’Argento di Massa, manifestazione all’interno della quale verranno consegnate le targhe ai vincitori.


Il Premio vanta un albo d'oro di rilievo: l'ultima edizione ha visto la vittoria ex aequo di Giuliano Taviani & Carmelo Travia per Diamanti; e di Margherita Vicario & Dade per Gloria!, insieme a Tom Rowlands per la serie televisiva M - Il figlio del secolo. Nella prima edizione si sono imposti invece Santi Pulvirenti per il film L'ultima notte di Amore e i Calibro 35 per la serie TV Blanca 2.
 
A breve verranno ufficializzate le sestine finaliste per le categorie "Film" e "Serie TV", oltre alla terzina dedicata alla nuova sezione "Documentario". Anche per questa stagione, la consegna delle targhe MUSA ai vincitori sarà ospitata nella cornice del Premio Mercurio d’Argento, l'evento dedicato alla musica per film che si svolge ogni anno a Massa nel mese di agosto.
La giuria della terza edizione del Premio Musa è composta da critici e giornalisti della stampa specializzata, docenti di musica applicata, discografici e compositori-saggisti — questi ultimi selezionati tra i professionisti che affiancano alla scrittura musicale la pubblicazione di testi critici o divulgativi. Più nel dettaglio, per la categoria Critici e/o Giornalisti in giuria, in ordine alfabetico per testata: Renato Marengo (Cinecorriere, Ciao 2001), Carlo Griseri (Cinema Italiano), Gianmarco Diana (Cinematica), Matteo Marino (Film TV, Cineforum, Filmcronache), Jon Mansell (Movie Music International), Jonathan Broxton (Movie Music UK), Alberto Bazzurro (Musica Jazz), Piero Chianura (MusicEdu), Mirko Fabbreschi (Musicomics – Romics), Alessandro Boschi (Rai Radio 3 – Hollywood Party), Riccardo Giagni (Rai Radio 3), Alessandro De Rosa (RSI – Radio Svizzera, Rai Radio 3), Fabrizio Forno (Radio Città Aperta), Paolo Nizza (Sky Tg24), Pierluigi Pietroniro (Soundtrack City), Gorka Oteiza (SoundtrackFest), Giuseppe Ceccato (TgCom24) e Federico De Feo (Wired, Rolling Stone). Fra i Docenti, Discografici e/o Compositori-Saggisti abbiamo: Giacomo Agosti (docente), Marco Ferretti (discografico), Stefano Mainetti (compositore, saggista), Alessandra Mazza (docente), Licia Missori (compositrice, saggista), Andrea Natale (discografico), Ilaria Pilar Patassini (cantautrice, docente), Fulvio Pietramala (docente), Rossella Spinosa (docente), Eugenio Tassitano (compositore, saggista). Presidenti di Giuria, i due ideatori e fondatori: Massimo Privitera e Marco Testoni.
 
I Direttori del Premio MUSA
 
Massimo Privitera: Giornalista e critico musicale, dirige la testata di riferimento ColonneSonore.net. È autore di saggi fondamentali come "Colonne Sonore: immagini tra le note", "Quando cantavano le Colt" e "Games of Scores – Le migliori colonne sonore tv degli anni 2000". Docente esperto di musica per immagini, è co-fondatore di Cineartemusica, polo formativo della didattica cinemusicale.
 
Marco Testoni: Compositore, music supervisor e saggista. Fondatore di Soundtrack City, ha approfondito il legame tra suono e visione in volumi quali "Musica e Visual Media", "Musica e Multimedia" e "Come si ascolta un film?". È docente in numerosi master e workshop di musica applicata, supervisione musicale e co-fondatore di Cineartemusica, la prima scuola online dedicata alle arti cinemusicali.

Il buonumore in scena tra cinema e nuovi media, Prima edizione al Teatro Cavour di Imperia dal 12 al 14 marzo 2026

  Tra i premiati: Paolo Calabresi, Angela Finocchiaro, Matilde Gioli e Greta Scarano per il suo esordio “La vita da grandi”, film presentato dal protagonista Yuri Tucci.

Si terrà a Imperia, presso il Teatro Cavour, dal 12 al 14 marzo 2026 la prima edizione di Cinesorriso Imperia, festival cinematografico che mette al centro la commedia e l’umorismo come strumenti di racconto del nostro tempo, tra cinema, nuovi linguaggi e media contemporanei con la direzione artistica della sezione Cinema di Claudio Napoli, e la sezione New Media diretta da Alessandro Arcodia, per un progetto che mette in dialogo il cinema e i nuovi linguaggi. Il festival celebra la commedia attraverso il riconoscimento di alcuni protagonisti significativi del panorama italiano contemporaneo, interpreti e autori capaci di rappresentare, con linguaggi diversi, l’evoluzione del genere.

 

Il 12 Marzo alla cerimonia di apertura sarà consegnato il Premio alla Carriera ad Angela Finocchiaro, protagonista tra le più autorevoli e amate della commedia italiana. Il 14 Marzo alla cerimonia di chiusura il Premio come Miglior Attrice sarà assegnato a Matilde Gioli e il Premio come Miglior Attore sarà invece conferito a Paolo Calabresi, mentre il Premio per la Migliore Opera Prima sarà attribuito a Greta Scarano per il suo esordio La vita da grandi, la cui proiezione sarà seguita da un incontro con il protagonista Yuri Tuci.

 

Attraverso proiezioni e incontri con i protagonisti del settore, Cinesorriso Imperia è un festival che intreccia spettacolo e riflessione, rivolto a un pubblico ampio e trasversale. Un'attenzione particolare è dedicata ai linguaggi digitali e alle nuove generazioni. La sezione dedicata ai New Media è infatti pensata come spazio di dialogo tra tradizione cinematografica e nuove forme espressive.

 

All’interno di questa visione si inserisce “La comicità tra gli algoritmi. Creator e nuove forme dellumorismo online, talk condotto da Alessandro Arcodia. Una serata dedicata alle nuove espressioni della comicità digitale, durante la quale i content creator Emma Galeotti, Cristiana Mecozzi, Davide Magnaghi ed Emanuela Cappello racconteranno il proprio percorso creativo e levoluzione dellumorismo nellecosistema dei social, mettendo in dialogo linguaggi, community ed esperienze generazionali differenti.

Durante il festival, accanto alla cerimonia di premiazione, Cinesorriso Imperia propone un momento di approfondimento curato dalla giornalista e presidente del David di Donatello Piera Detassis, che vede protagonisti Matilde Gioli e Paolo Calabresi, premiati del festival.

Un talk pubblico dedicato ai percorsi artistici, al ruolo della commedia nel racconto del presente e all’evoluzione dei linguaggi del cinema e dell’umorismo, pensato come spazio di dialogo aperto tra artisti e pubblico. Cinesorriso Imperia si inserisce nella tradizione storica dell’umorismo italiano e, in particolare, in quella del Ponente ligure, territorio che ha visto nascere iniziative fondamentali per la cultura del sorriso. Tra queste, il Salone internazionale dell’umorismo (1947–1999) e il Festival internazionale del film umoristico (1957–1968).

Elemento distintivo del festival è la volontà di celebrare il cinema attraverso il racconto dei percorsi artistici di autori, interpreti, produttori e professionisti che contribuiscono a definire l’identità della commedia contemporanea. Il riconoscimento di talenti, affermati e giovani, diventa così occasione di condivisione e riflessione, valorizzando storie e creatività che hanno lasciato un segno nel panorama audiovisivo italiano e internazionale. Cinesorriso nasce dalla consapevolezza che la commedia, fin dalle origini del cinema, rappresenti una forma alta di narrazione: un linguaggio capace di unire intrattenimento e pensiero critico, restituendo al sorriso una centralità culturale, creativa e profondamente umana. Un’attenzione particolare è rivolta alle nuove generazioni e ai linguaggi emergenti, nella convinzione che il futuro della commedia passi dal dialogo tra esperienze consolidate e nuove forme espressive.

Gaia Sidoni, conduttrice e content creator, sarà tra i volti di Cinesorriso Imperia, accompagnando il pubblico nella conduzione di incontri e dibattiti, anche in co-conduzione con Alessandro Arcodia.


“Cinesorriso Imperiasottolineano i direttori artisticinon è solo un festival, ma un contenitore culturale che mette in relazione cinema, pubblico e territorio. In un momento storico complesso, il festival rivendica il valore del sorriso come gesto necessario: un atto culturale, prima ancora che spettacolare, capace di unire, far riflettere e creare comunità”.

 

Cinesorriso Imperia è realizzato con il sostegno e l’impegno del sindaco e dell’amministrazione comunale, che vedono nella cultura uno strumento fondamentale di valorizzazione del territorio.

 

“In un momento storico di grandi cambiamenti come quello che stiamo vivendo – sottolinea il sindaco di Imperia Claudio Scajola -, con incombenze che spesso appesantiscono il clima in cui ci troviamo a far maturare la nostra vita quotidiana, credo che un'occasione come questa possa significare molto. L'arte cinematografica può rappresentare uno strumento importante di visione positiva, soprattutto per i più giovani, spesso vittime di una lettura cupa della realtà. È una sorta di linguaggio universale. Un qualcosa – conclude il sindaco - in cui noi italiani, tra l'altro, siamo maestri indiscussi”.

 

Entusiasta l'assessore a Cultura e Manifestazioni, Marcella Roggero: “Puntiamo a far divenire Imperia capitale della commedia italiana. Un'operazione che parte dalle storiche solide basi di Villa Grock e che può, con questa nuova kermesse, trovare un notevole spazio anche a livello nazionale. Il nostro territorio possiede potenzialità enormi, ma devono essere sostenute a dovere: lo sforzo del Comune con Cinesorriso, la sinergia con direttori artistici di assoluto rilievo e il coinvolgimento di grandi personalità dello spettacolo è un indirizzo ben preciso e che fa ben sperare per il futuro”.


Tutte le informazioni aggiornate sugli appuntamenti e sulle proiezioni dei film, in programma sia al Teatro Cavour che al Cinema Centrale, sono disponibili sul sito ufficiale del festival: www.cinesorriso.com.

 

BTS individua le cinque competenze IT chiave per la competitività delle imprese nel 2026

La rapida evoluzione delle tecnologie dirompenti come l’intelligenza artificiale, l’aumento delle minacce informatiche e la difficoltà di trovare talenti specializzati in tali ambiti, continueranno a ridefinire il mercato del lavoro per quanto riguarda i profili tecnologici nel 2026. A tal proposito, come evidenziato dal Tech Talent Report 2025, la crescente importanza di queste sfide ha determinato la necessità di una riorganizzazione delle priorità di assunzione per le posizioni IT.

 

Per questo motivo, BTS, società di consulenza leader nella trasformazione delle imprese attraverso la valorizzazione del capitale umano, ha esaminato le principali tendenze che plasmeranno il mercato del lavoro, individuando i cinque profili più richiesti e che avranno maggiore rilevanza nello scenario attuale.

Come sottolinea Isaac Cantalejo Managing Director presso Netmind, società del grupo BTS “Nel 2026 non vinceranno le aziende che adottano più tecnologia, ma quelle che sapranno farla funzionare dentro i propri processi e le proprie persone. La vera differenza non sarà tecnica, ma organizzativa: capacità di integrare competenze specialistiche con una chiara visione di business e con modelli decisionali più maturi. La competizione sul talento IT non si giocherà solo sulla capacità di attrarre profili rari, ma sulla capacità di creare contesti in cui questi professionisti possano generare impatto concreto. Senza una cultura della collaborazione tra tecnologia e business, anche le competenze più avanzate rischiano di restare sottoutilizzate.’’

 

I cinque profili IT più richiesti nel 2026 

 

1. Ingegneri di IA e Machine Learning: l’intelligenza artificiale si conferma come la tecnologia più influente del decennio. Nell’immediato futuro, le aziende ricercheranno ingegneri capaci di sviluppare, addestrare e integrare modelli di IA, inclusa l’IA generativa, all’interno di processi di business reali. La priorità non sarà più esclusivamente l’innovazione, ma la capacità di implementare le soluzioni di IA in modo sicuro, efficiente e coerente con gli obiettivi strategici. Molte organizzazioni, infatti, hanno già avviato investimenti significativi in questo ambito, ma i progetti ancora non sono stati potenziati; per questo motivo, diverrà fondamentale implementare modelli operativi strutturati e pronti per l’integrazione su larga scala.

 

2. Specialisti in Cybersecurity: l’incremento e la complessità dei cyber-attacchi, unitamente alla pressione normativa, confermano la cybersicurezza come una delle aree con la maggior carenza di talenti. Security analyst, architetti di sistemi sicuri ed esperti in incident detection & response continueranno a essere fondamentali per proteggere infrastrutture digitali sempre più distribuite, complesse e critiche per le aziende.

 

3. Cloud Architects: il cloud non rappresenta più una semplice opzione tecnologica, bensì il pilastro fondamentale della maggior parte delle architetture aziendali. In questa fase, la domanda si concentrerà in particolare su profili capaci di progettare e gestire ambienti ibridi e multicloud, oltre ad architetture cloud-native basate su microservizi, container e piattaforme scalabili.

 

4. Data Scientist e Data Analyst: il valore del dato continua a crescere, parallelamente alla sua complessità. Le aziende ricercheranno figure in grado non solo di analizzare grandi volumi di informazioni, ma di trasformarli in insight strategici per il decision-making, coniugando competenze tecniche e una profonda comprensione del business.

 

5. Ruoli ibridi tecnologia-business: oltre alle figure puramente tecniche, nel 2026 si consoliderà la domanda di professionisti capaci di agire come punto di raccordo tra tecnologia e strategia aziendale. AI Product Manager, IT Business Analyst e gestori di prodotti tecnologici saranno figure chiave per convertire le potenzialità di IA, dati e software in prodotti e servizi capaci di generare un impatto reale sul mercato.

 

Una tendenza chiara: dalla competenza tecnica alla guida strategica

“Stiamo entrando in una fase in cui la tecnologia non è più un fattore distintivo, ma una condizione di base per competere. Per questo le aziende stanno cercando profili capaci di tradurre l’innovazione in risultati misurabili, evitando investimenti frammentati e puntando su priorità chiare. La vera sfida non è solo trovare ingegneri o specialisti, ma costruire una leadership in grado di orientare queste competenze verso obiettivi concreti: crescita, efficienza e resilienza. Senza una direzione strategica forte, il rischio è accumulare tecnologia senza generare reale valore”, conclude Cantalejo.

 

Delegazione del sito UNESCO di Butrinto al Parco per confronto su conservazione e gestione

Conclusa la visita della delegazione del sito UNESCO di Butrinto al Parco Archeologico di Ercolano.

Si è svolta nelle giornate del 2 e 3 marzo 2026 la visita istituzionale al Parco Archeologico di Ercolano della delegazione del sito UNESCO di Butrinto, composta dagli specialisti della Butrint Management Foundation (BMF).
La delegazione era guidata da Jorida Muho, Executive Director, affiancata da Erjona Qilla (Archaeological Manager and Community Engagement), Ina Hysi (Visitor Manager), Astrit Kore (Facility Manager) e Leonard Husi (Conservation Specialist). Alla prima giornata di lavori ha preso parte anche il Prof. Richard Hodges, membro del Consiglio di Amministrazione di PHI-IPBC e del CdA del Butrint Management Foundation, accompagnato da un suo ospite. Nella seconda giornata si sono uniti ai lavori anche i conservatori-restauratori statunitensi Claudia Chemello e Paul Mardikian.
La delegazione è stata accompagnata per l’intera durata della visita dai funzionari del Parco Archeologico di Ercolano (PAE) e dai professionisti di PHI-IPBC.
Nel corso delle due giornate si sono svolti sopralluoghi presso alcune delle principali aree del sito, tra cui le Terme Suburbane, il criptoportico e i cunicoli del lato est della piscina della palestra, nonché l’area dei cosiddetti “Scavi Nuovi” – Villa dei Papiri. Gli incontri hanno rappresentato un’importante occasione di confronto tecnico e scientifico sui temi della conservazione programmata, della gestione del rischio, dell’applicazione di strumenti GIS alla gestione del sito, delle strategie di gestione dei visitatori e delle iniziative di coinvolgimento del territorio.
Particolare attenzione è stata dedicata allo scambio di buone pratiche in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, con approfondimenti utili anche alla pianificazione delle future campagne di scavo nell’area orientale del sito.
La visita si inserisce in un più ampio percorso di collaborazione internazionale tra istituzioni impegnate nella gestione di siti di eccezionale valore universale e rafforza il dialogo tra il Parco Archeologico di Ercolano e il sito UNESCO di Butrinto, nella prospettiva di una cooperazione scientifica e strategica di lungo periodo.

martedì 3 marzo 2026

Enzo Decaro in scena con "L’Avaro Immaginario", la Prima il 17 marzo 2026 al Teatro Vittoria di Roma

Lo spettacolo si configura come un itinerario teatrale di forte densità culturale e visiva, in cui tradizione comica, memoria storica e drammaturgia contemporanea si intrecciano in un affresco scenico ispirato all’universo molieriano e alla vitalità della scena secentesca napoletana. Un lavoro che coniuga rigore filologico e invenzione poetica, sostenuto da un cast corale e da un impianto musicale che rielabora suggestioni di Nino Rota e della tradizione popolare del Seicento.

Un itinerario scenico che intreccia filologia teatrale, memoria storica e invenzione drammaturgica inaugura al Teatro Vittoria una traversata poetica attraverso l’immaginario barocco europeo, dove la tradizione della Commedia dell’Arte dialoga con la grande architettura del teatro classico.
Dal 17 al 29 marzo, Enzo Decaro conduce il pubblico in L’Avaro Immaginario – In viaggio verso Molière, da Napoli a Parigi, testo da lui scritto e interpretato, affiancato — in ordine alfabetico — da Luigi Bignone, Angela De Matteo, Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Massimo Pagano, Fabiana Russo e Ingrid Sansone. La regia è dello stesso Decaro, mentre l’impianto sonoro rielabora le musiche di Nino Rota tratte da Le Molière Immaginarie e suggestioni di villanelle e canti popolari del Seicento napoletano. La produzione è firmata da I Due della Città del Sole.

Sinossi
Sette quadri, un prologo e un epilogo. È un viaggio nel teatro, quello di Molière in primo luogo, ma non soltanto… È anche un viaggio nel tempo quello del Seicento, un secolo pieno di guerre, epidemie, grandi tragedie ma anche di profonde intuizioni e illuminazioni che non riguardano solo “quel tempo. Ed è anche il viaggio, reale e immaginario, di Oreste Bruno e la sua Compagnia di famiglia, quella dei Fratelli dè Bruno da Nola, discendenti del grande filosofo Giordano Bruno), una vera “carretta dei comici” viaggiante, tanto cara sia a Peppino che a Luigi De Filippo.
È il viaggio verso Parigi, verso il teatro, verso Molière ma anche una fuga dalla peste, da una terribile epidemia che ha costretto i Nostri a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno, una speranza o solo la salvezza. Lungo il percorso, quando “la Compagnia” arriva nei pressi di un centro abitato, di un mercato o di un assembramento di persone, ecco che il “carretto viaggiante” diventa palcoscenico e “si fa il Teatro”.E col “teatro” si riesce anche a mangiare, quasi sempre. Infatti, grazie agli stratagemmi di tutti i componenti della famiglia teatrale, si rimedia il pasto quotidiano o qualche misera offerta in monete o, più spesso, qualche pezzo di animale, già cucinato, offerto come compenso della esibizione sul palco-carretto, manco a dirlo, delle opere di Molière (L’Avaro e il Malato Immaginario sono “i cavalli di battaglia” di cui vengono proposti i momenti salienti, opportunamente adattati al luogo e agli astanti). Gli incontri
durante il viaggio, sorprendenti ma non tutti piacevoli, l’avvicinamento anche fisico a Parigi, al teatro di Molière, la “corrispondenza” che il capocomico invia quotidianamente all’illustre “collega”, la forte connessione tra il mondo culturale e teatrale della Napoli di quel tempo con quella francese (con Pulcinella che diventa Scaramouche), di Molière ma forse ancor più di Corneille (che si celerebbe sotto mentite spoglie dietro alcune delle sue opere maggiori) la pesante eredità del pensiero di uno zio prete di Oreste Bruno, Filippo detto poi Giordano, scomparso da alcuni decenni ma di cui per fortuna non si ricorda più nessuno, e la morte in scena dello stesso Molière poco prima del loro arrivo a Parigi, renderanno davvero unico il viaggio di tutta la “Compagnia di famiglia” commedianti d’arte ma soprattutto persone “umane”, proprio come la grande commedia del teatro, dove “tutto è finto, ma niente è falso”.

Note di regia
Il progetto nasce soprattutto da una curiosità ‘artistica’, a sua volta originata dalla costatazione che, a un certo punto della loro carriera, i De Filippo (Peppino e Luigi in particolare) hanno sentito l’esigenza di confrontarsi con il teatro di Molière e il suo genio innovativo, rimasto forse nel suo genere ancor oggi ineguagliato e vivissimo. A riprova, il fatto che, dopo oltre quattro secoli, in occasione della recente ricorrenza del quattrocentenario dalla nascita, si son tenute ovunque celebrazioni, studi e ricerche dedicate al suo teatro e alla sua mai tramontata “comédie humaine”. In particolare, “L’ Avaro”e“Il Malato immaginario” sono stati i due titoli a cui, una generazione dopo l’altra, i De Filippo, padre e figlio, hanno dedicato seppur con differenti approcci la loro attenzione, sia teatrale che umana, dal momento che per entrambi, come del resto per Molière, il confine tra la rappresentazione teatrale e la vita come teatro, anche vissuto nella realtà quotidiana, è stato davvero sottile.
Enzo Decaro

Napoli Est, teatro nelle scuole con laboratori gratuiti:giovani in scena con Antigone e De Simone

Con “Levante – Teatro ad Est” percorso di formazione per allieve e allievi di Barra e Ponticelli: Iniziativa dell’associazione NEA Napoli Europa Africa con “Cultura Che Classe!” promosso e finanziato dal Comune di Napoli.

Napoli, 3 marzo 2026 – Antigone e Roberto De Simone ispirano studentesse e studenti della zona orientale di Napoli protagonisti di “Levante – Teatro ad Est”, progetto che porta laboratori di teatro in tre scuole tra i quartieri Barra e Ponticelli. Il percorso, curato dall’associazione N:EA Napoli Europa Africa, promosso e finanziato dal Comune di Napoli attraverso il programma “Cultura. Che classe!”, accompagna l’anno scolastico di un centinaio di giovanissimi che, attraverso l’arte e le performances, imparano a mettersi nei panni dell’altro e a curare le proprie emozioni.

In particolare, “Levante – Teatro ad Est” coinvolge allieve e allievi degli istituti comprensivi 83° “Porchiano Bordiga”, 88° “De Filippo” e 46° “Scialoja-Cortese-Rodinò” con l’obiettivo di creare spazi e momenti in cui possono prendere consapevolezza del proprio corpo e della propria voce. Il percorso, infatti, ha previsto ben novanta ore di laboratorio teatrale focalizzate sulla relazione con l'altro e sulla percezione di sé stessi. A questi si aggiungono le lezioni dedicate alla realizzazione della scenografia e dei costumi attraverso il recupero di materiali scolastici e domestici stimolando creatività e collaborazione tra gli studenti che lavorano a una drammaturgia collettiva attraverso la riscrittura di testi della tradizione. Si parte dallo studio delle “Fiabe Campane” di Roberto De Simone, in particolare “Giuvanniello senza paura”, usato per insegnare a ragazzi e ragazze a accogliere e accettare il sentimento della paura: la fiaba, proposta in lingua originale, il napoletano, favorisce un ponte con la tradizione linguistica per poi essere tradotta in italiano, rielaborata e riscritta in forma drammaturgica. Dall'altro, la rielaborazione dell'Antigone di Sofocle trasformata in una "Antigone contemporanea" che abita il quotidiano degli studenti per riflettere sui concetti di fratellanza e prevalenza della legge morale.

«Con “Levante – Teatro ad Est”, gli studenti hanno potuto misurarsi con due riferimenti culturali d’eccellenza» afferma il coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli, Sergio Locoratolo. «Da un lato Antigone, testo della tradizione greca classica che ha formato l’immaginario del teatro occidentale; dall’altro Roberto De Simone, capace di trasformare il patrimonio popolare, musicale e linguistico napoletano in una grande opera di ricerca e di scena. Portare questi testi nelle scuole significa dare ai ragazzi strumenti per leggere il presente e attraversare con consapevolezza le nostre radici culturali, facendone materia viva nelle loro mani. Grazie al progetto “Cultura, che classe!” l’Amministrazione Manfredi riconosce così al teatro un ruolo essenziale: non intrattenimento, ma esperienza condivisa che educa, unisce e responsabilizza, rafforzando il legame tra cultura e comunità».

Il percorso è curato da Giulia Amodio, attrice ed esperta di teatro applicato, insieme a Maria Infante, che si è occupata delle lezioni dedicate alla scenografa, e da Marialuisa Bosso che ha curato parte del corso di recitazione. Inoltre, “Levante – Teatro ad Est” ha coinvolto Christian Giroso, attore che ha recitato nella serie tv di fama mondiale “Gomorra la serie” e ne “L'amica geniale”, come testimonial del progetto curato dall’associazione NEA. Giroso, volto anche sul grande schermo con le presenze in “Mixed by Erry”, “L’intrusa” e "Sotto coperta”, ha accompagnato diversi appuntamenti del progetto con i quali è stato possibile creare un confronto con i giovanissimi che hanno potuto conoscere il mondo della settima arte e dello spettacolo attraverso gli occhi di un giovane protagonista.

Levante andrà avanti fino a fine marzo e vedrà il culmine nella Giornata Mondiale del Teatro quando gli studenti porteranno in scena i frutti del loro lavoro alla presenza di genitori, docenti e della comunità educante trasformando il palco in uno spazio di condivisione e cittadinanza attiva.

«Il teatro ancora una volta si inserisce nelle scuole e dà la possibilità agli alunni di sperimentare altro da sé, una libertà di spaziare fuori dai confini del proprio vissuto, del proprio corpo e dei propri limiti. Teatro inteso come rito collettivo che ci invita alla riflessione, alla condivisione e al dono, che è dono di noi stessi» afferma Giulia Amodio che spiega: «Per il secondo anno la NEA, grazie al supporto del Comune di Napoli, entra nelle scuole con l'intento di indagare con i più giovani dinamiche complesse: è il caso dello studio sull'Antigone, che ha portato gli studenti ad interrogarsi sul femminile e sul maschile, stereotipi ancora troppo rigidi, o su Giovannino senza paura con cui è stato possibile lavorare sulla complessità del sentimento della paura, ancora spesso negato, respinto e vissuto come una emozione di cui vergognarsi. Occasioni come queste sono fondamentali per aprire un dialogo con i giovani e giovanissimi, provare a creare dinamiche nuove, collettive, per creare punti di vista nuovi, rinnovati e stupefacenti».

«É innegabile il ruolo che l’educazione teatrale esercita nella scuola: il teatro si configura come un potente strumento pedagogico che integrando tanti linguaggi favorisce lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, cioè la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni. Questa capacità assume un ruolo fondamentale nella difficile e complessa situazione sociale in cui viviamo ed è per questo che da diversi anni la N:EA sta rafforzando il proprio impegno con laboratori teatrali nelle scuole e sul territorio, per aiutare gli adolescenti a riconoscere le proprie emozioni e a saperle gestire nella relazione con gli altri. Insomma, una sfida per costruire contesti sani» afferma Marisa Esposito, presidente dell’associazione NEA Napoli Europa Africa