Ma Press News

Sei un Ufficio Stampa? Vuoi pubblicare i tuoi comunicati oppure i tuoi articoli? Entra in Ma Press News e pubblica tu stesso. Libera Informazione gratis per tutti. mariammanews@gmail.com

domenica 17 maggio 2026

Il Petraio per la Festa della Repubblica: una passeggiata tra storia, arte e panorami di Napoli



In occasione della Festa della Repubblica, Econote – Associazione Culturale organizza una passeggiata guidata lungo le scale del Petraio, uno degli itinerari più suggestivi e meno conosciuti di Napoli.

L'evento, condotto dalla guida abilitata Valentina Guerra, è aperto a un numero limitato di partecipanti e si svolge su prenotazione.

Il percorso

Le scale del Petraio collegano il Vomero a Via dei Mille, a Chiaia, attraverso circa 400 gradini immersi in una quiete insolita per il cuore della città. Lungo il tragitto si incontrano panorami mozzafiato su Napoli, architetture liberty, scorci teatrali e testimonianze storiche di grande valore. Un itinerario sospeso tra passato e presente, sorprendente tanto per i napoletani quanto per i visitatori.

Dettagli pratici

L'appuntamento è alle ore 10:30 alla Stazione Morghen della Funicolare di Montesanto, sul Vomero. La passeggiata si concluderà alle 12:30 in Via dei Mille. Si consiglia abbigliamento comodo e scarpe adatte alla camminata. Al termine è possibile utilizzare la funicolare per rientrare agevolmente al punto di partenza; si consiglia di acquistare il biglietto in anticipo.

La partecipazione è di €10 a persona.

Info e prenotazioni: info@econote.it



Alberto Cerqua, l’uomo che ha trasformato una corona in un impero A Napoli lo conoscono tutti, anche quelli che fanno finta di non conoscerlo.

 


Alberto Cerqua non è il classico produttore da eventi locali improvvisati: con la sua Alberto Cerqua Production ha costruito una struttura internazionale, trasferendo il centro operativo a Sofia e orientando il progetto verso il mercato del global pageantry. Una strategia che ha portato il prodotto di punta, Miss Europe Continental, direttamente su Prime Video.

Non lo dico perché me l’ha raccontato lui — non l’ho mai incontrato e alle richieste di commento non ha
risposto. Nessuna intervista autocelebrativa o podcast motivazionali.

Lo raccontano i fatti: il sito ufficiale, la distribuzione internazionale su Prime Video, le pubblicazioni ufficiali su testate di rilievo nazionale come Il Mattino, gli accordi televisivi e gli eventi che ogni anno riempiono il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare – che, ancora prima della prossima edizione, viaggia già verso il sold out.

Quanto vale il sistema Cerqua (i numeri di cui tutti parlano) Cerqua sui soldi non parla in pubblico, ma la dimensione economica del progetto la capisci da tutto quello
che gli gira attorno.

Fornitori dell’allestimento e tecnici che hanno lavorato alla Mostra d’Oltremare parlano di un budget vicino ai 5 milioni di euro per l’ultima edizione. Negli ambienti televisivi che seguono il format, la struttura viene descritta come un progetto internazionale stabile: contando collaboratori fissi, agenti esteri, casting director e troupe stagionali, si arriva a oltre 70 persone che ruotano stabilmente intorno al progetto.
Il fatturato racconta una crescita continua: ricavi importanti, utili consolidati nel tempo e un’espansione costante. Più addetti ai lavori stimano ricavi annui “nell’ordine di milioni” con utili netti a sette cifre e, soprattutto, oltre dieci esercizi consecutivi chiusi in utile. Mai un rosso, dicono, mentre l’azienda è in piena espansione da oltre un decennio.

Nei registri pubblici compare una “Miss Europe Continental Organization”, realtà operativa con oltre 60 dipendenti, con ricavi dichiarati nell’ordine di milioni di euro. Chi ci lavora però precisa subito: quella è solo la punta dell’iceberg, è uno dei partner operativi, la società che gestisce logistica e pratiche. La regia vera, i
diritti tv, la produzione internazionale fanno invece capo alla Alberto Cerqua Holding. Ed è lì che i conti cambiano scala. 

La Mostra d’Oltremare come Las Vegas
La dodicesima edizione è il manifesto. Prodotta da Alberto Cerqua alla Mostra d’Oltremare, 41 concorrenti da tutta Europa, serata piena di ospiti, vince Raquel Toledano dalla Francia. L’edizione, andata in onda nel 2026, è stata condotta al Mediterraneo da Veronica Maya e Beppe Convertini, con il backstage affidato ad Antonella Salvucci e Antonio Zequila. 

Cinque milioni per una notte? A Napoli molti storcono il naso: “con quei soldi rifai due scuole”. Dal suo entourage trapela un’altra lettura: non è spesa, è investimento in diritti, sponsor, posizionamento
internazionale. E i risultati raccontano che la strategia funziona: oggi lo show è distribuito anche su Prime Video, in Italia e nel mondo, entrando in un circuito molto più vicino all’intrattenimento globale che ai vecchi concorsi locali.

Tutto in casa, tutto firmato Cerqua
Non più “patron” ma Presidente, perché il suo ruolo abbraccia il progetto a 360 gradi in ogni fase. La differenza sta nella produzione, Cerqua non delega, non appalta: scrive, gira, monta, distribuisce. Verticale come una volta facevano le major americane. Questo gli permette di alimentare la leggenda, quella che in città ripetono con un misto di ammirazione e insofferenza: “Qualsiasi cosa tocca diventa oro”.
Fastidioso? Sì. Efficace? Anche.

Gli appartamenti che valgono il triplo
Quando la TV rallenta, lui compra muri. Continental Elegance Suite nasce così: una catena di appartamenti di lusso, sviluppata con capitali propri. Agenti immobiliari della zona raccontano di un rendimento positivo dal primo mese e di immobili che oggi valgono sul mercato circa tre volte il prezzo d’acquisto.
Nessun commento di Cerqua, solo compravendite tracciabili e il passaparola di chi lo vede partecipare alle aste e uscire con le chiavi in mano.

È qui che l’invidia diventa quasi rispetto. Perché Cerqua non ha ereditato, non ha fondi americani alle spalle: ha costruito tutto partendo da un concorso che dodici anni fa molti davano per finito.
E oggi racconta, senza bisogno di spiegarlo, cosa significa diversificare il rischio mentre sorseggia un caffè con vista Vesuvio.
Quanto vale davvero?
Metti insieme i pezzi che si riescono a verificare:
 un format televisivo internazionale con diritti su Prime Video da almeno tre edizioni,
 una macchina produttiva che, secondo stime di settore, genera utili netti plurimilionari ogni anno
da oltre un decennio,
 un patrimonio immobiliare alberghiero rivalutato di circa il 200%,
 zero segnali pubblici di esposizione debitoria.

Gli analisti con cui ho parlato — gente abituata a tagliare le cifre dei “paparoni” — lo collocano in una fascia patrimoniale compresa tra i 50 e i 60 milioni di euro. Lui non conferma e non smentisce. Sorride nelle foto ufficiali, che è peggio.

Perché irrita Cerqua non è simpatico a tutti. È iper-presente, controlla ogni virgola, parla del suo lavoro come fosse una missione. Ha l’arroganza tipica di chi ce l’ha fatta e vuole che tu lo sappia, anche se non te lo dice in faccia.
A tratti sembra più un predicatore che un produttore.

Eppure, quando spegni l’invidia, resta un fatto: ha preso un’idea vecchia, il concorso di bellezza, e l’ha trasformata in un prodotto industriale esportabile.

Non è uno che ama esporsi sui soldi — infatti non lo fa mai in prima persona. Preferisce che siano altri a contarli, a criticarli, a rosicare. Ed è esattamente quello che succede ogni Novembre, quando Napoli si riempie di tacchi, telecamere e fatture.

Se lo ami, lo chiami visionario. Se lo detesti, lo chiami “quello delle coroncine”. In entrambi i casi, stai parlando di lui. E per un produttore televisivo, non c’è capitale più solido dell’attenzione.

ARTEINDIRETTA ETS presenta IL CAFFÈ La devozione, il rituale, l’alibi: artisti e scrittori raccontano

In occasione della Rassegna Culturale MAGGIO di PIZZOFALCONE ARTEINDIRETTA ETS presenta IL CAFFÈ La devozione, il rituale, l’alibi: artisti e scrittori raccontano, INCONTRO a cura di Fabiana Mendia, letture di Mario Autore, il 21 maggio 2026 ore 18 Al Blu di Prussia - Auditorium Via Gaetano Filangeri 42, Ingresso libero fino ad esaurimento posti, Prenotazioni: eventi@maggiodipizzofalcone.it segreteria@arteindiretta.it

IL CAFFÈ La devozione, il rituale, l’alibi: artisti e scrittori raccontano

Pausa, degustazione, tradizioni, segreti e astuzie della bevanda esotica, adottata dai turchi che la perfezionarono e la importarono in Europa, dove nel giro di un secolo si trasformò in una moda intellettuale. Un itinerario affascinante che attraverso la storia dell’arte, della società e della scienza ci conduce sulle tracce della caffeina: dalla sua scoperta ha stregato uomini e donne, ricchi e poveri di ogni civiltà. Il ruolo che ha giocato nella medicina, nella botanica, nella pittura, nella poesia, nell’educazione e nell’amore. Una galleria di immagini che descrivono uno spaccato di vita e di cultura fino ad arrivare a Napoli, città simbolo del consumo.

 

 

L’ARTE PRESA PER LA GOLA

Racconti di arte, cibo e letteratura

 

Si raccontano storie divertenti e drammatiche, interessanti o semplicemente curiose intorno a un tema centrale della vita di tutti, da sempre: il cibo e la sua condivisione a tavola e altrove.

La narrazione attinge da cronache, novelle, vite di santi e re, scritti morali, romanzi, documenti d’archivio e coinvolge le storie di chef e delle loro invenzioni tratte dal mondo antico alla contemporaneità. Ogni incontro sul cibo e la tavola, uno straordinario gioco di assonanze e contrasti, di golosità espressive, approfondito dall’analisi di opere d’arte e corredato da una vasta selezione di testi critici e letterari, esprimono un intreccio di prospettive che lo rendono ricco di contenuti e di significati.

Si affrontano tematiche che riguardano l’alimentazione, la fame e i modi in cui l’uomo ha cercato di trasformarla in occasione di piacere. Si tratta di economia, di politica, di vita materiale, di rapporti sociali, di tradizioni e di rituali. Si evidenziano i paradigmi intellettuali, filosofici e religiosi di una società. La selezione di mosaici, affreschi, dipinti, sculture che illustrano il racconto, offrono una vasta iconologia che aiuta a comprendere la simbologia che si lega alla tavola e agli alimenti.

I racconti che vengono presentati nella rassegna “L’arte presa per la gola” attraversano epoche diverse e nella narrazione del tema la lettura di brani e testimonianze letterarie coinvolgono il pubblico con osservazioni, riflessioni, commenti, aneddoti, istinti e sentimenti, ravvivando e completando ogni singolo racconto, specchio di un mondo, di una cultura, di un gusto pittorico. Perché anche l’immaginario fa parte della realtà.

 

 

 

ARTEINDIRETTA ETS ha presentato a Napoli:

 

·  5 marzo 2025, Villa Di Donato, Carnevale e Quaresima Rapporti tra cibo e peccato, santità e potere. Letture di Claudio Di Palma. Cena ispirata al tema della serata. 

·     27 maggio 2025, Lucullo il divo a tavola Vizi, virtù e rituali nei mosaici e nella pittura. Letture di Claudio Di Palma. Rassegna del Maggio di Pizzofalcone, organizzato dalla 1a Municipalità a Monte Echia. Ingresso libero con degustazione di vini e di prodotti campani.

·      11 novembre 2025, Il gusto di raccontare: il caffè nei dipinti sulle tavole e nelle cucine. Letture di Mario Autore. Libreria Feltrinelli, Piazza dei Martiri.

·    19 dicembre 2025, Il bello del gusto a Natale: opere d’arte che raccontano la bontà a tavola e nelle cucine.  Letture di Mario Autore. Saletta Rossa dello Spazio Guida, via Bisignano 11. A seguire menu degustazione offerto nella sede di ARTEINDIRETTA a Via Vannella Gaetani 12 nel Loft Vermeer. 

·       17 febbraio 2026, Carnevale e Quaresima. Rapporti tra cibo e peccato, santità e potere. Letture di Mario Autore. IAV Club, Via Nazario Sauro. A seguire menu degustazione ispirato al tema della serata.

·       1 aprile 2026, La pastiera: sintesi di un sublime piacere tra leggende e simboli.  Letture di Mario Autore. Saletta Rossa dello Spazio Guida, Via Bisignano 11. A seguire aperitivo ispirato al tema della serata.

Linea Napoli – Cancello, Nappi: “Servono misure straordinarie. Il Comune metta a disposizione 5 bus di grandi dimensioni, aggiuntivi e gratuiti, per i nostri cittadini”

“In merito alla sospensione della linea ferroviaria Napoli–Cancello e alla chiusura delle stazioni di Casalnuovo e Acerra, ritengo doveroso affrontare la questione con grande senso di responsabilità e con assoluta chiarezza nei confronti dei cittadini.” - afferma Giovanni Nappi candidato sindaco alle elezioni comunali di Casalnuovo.

“I bus sostitutivi annunciati rappresentano certamente un primo intervento necessario e importante. Tuttavia, dobbiamo essere seri e dire la verità: le esperienze già vissute in altri territori dimostrano che, quasi sempre, i servizi sostitutivi non riescono a sostenere completamente il flusso enorme di pendolari, studenti e lavoratori che ogni giorno utilizzano il treno.

Parliamo di migliaia di persone. Ed è evidente che il rischio di pesanti disagi e di caos nella mobilità sia altissimo.

Per questo credo che il Comune – sottolinea Giovanni Nappi - debba compiere uno sforzo straordinario, utilizzando anche risorse proprie, per affiancare il servizio predisposto dalle Ferrovie.

La proposta che avanzo è semplice e concreta: mettere gratuitamente a disposizione dei nostri cittadini, fino all’apertura della nuova stazione, almeno 5 bus comunali di grandi dimensioni, aggiuntivi rispetto a quelli previsti, che effettuino corse continue negli orari di punta per rafforzare il trasporto sostitutivo. Ribadisco: i BUS resterebbero ad uso esclusivo dei cittadini della nostra città.

Si tratterebbe di una misura emergenziale che, pur non risolvendo completamente il problema, potrebbe contribuire concretamente a ridurre disagi, ritardi, traffico e costi aggiuntivi per centinaia di famiglie.”

Nappi interviene anche sul rapporto tra Istituzioni Locali e cittadini: “In momenti eccezionali servono risposte eccezionali. Le istituzioni locali devono stare dalla parte dei cittadini e non limitarsi ad assistere ai problemi. Resta inoltre fondamentale fare chiarezza su alcuni aspetti che stanno generando forte preoccupazione: i cittadini chiedono notizie certe sulla reale apertura delle nuove stazioni e soprattutto vogliono conoscere il destino della stazione di Casalnuovo dopo il 30 giugno, data indicata da RFI per la conclusione della sospensione sulla tratta.

La stazione riaprirà oppure la chiusura sarà definitiva? Su questo tema servono risposte ufficiali, chiare e immediate.

Sarà inoltre indispensabile garantire una comunicazione puntuale, capillare e trasparente sugli orari dei bus sostitutivi messi a disposizione dalle Ferrovie- conclude poi - e organizzare rapidamente anche il servizio aggiuntivo che il Comune potrebbe mettere in campo con propri autobus.”

Orsetta Borghero riporta in scena “Schadenfreude – Chi sei quando nessuno ti vede?”

Un monologo potente sul giudizio collettivo e sul piacere nascosto di guardare l’altro cadere, regia di Ettore Distasio, e scrittura a cura di Martina Marasco e Francesca Notaro, venerdì 22 maggio ore 20.45 allo SPAZIO OIT di Milano.

Orsetta Borghero porta in scena “Schadenfreude – Chi sei quando nessuno ti vede?” Venerdì 22 maggio ore 20.45 allo SPAZIO OIT di Milano sito in via Nicola Antonio Porpora, 14.

L’attrice di fama nazionale, nota soprattutto per la sua attività come attrice italiana di cinema, televisione e teatro, con una carriera che spazia tra produzioni indipendenti e progetti più mainstream è il centro emotivo e narrativo il monologo che scava in uno dei sentimenti più ambigui e diffusi della contemporaneità.

Un monologo in cui la soddisfazione, spesso taciuta, che nasce dall’osservare il fallimento altrui diventa uno spettacolo tanto tragico quanto verosimile ed attuale.

Con una prova intensa e rigorosa, l’attrice accompagna il pubblico in un percorso di riflessione che mette in discussione il ruolo di chi guarda, giudica e commenta.

Il termine tedesco Schadenfreude, intraducibile in italiano, significa letteralmente “gioia nel vedere fallire gli altri”. Una parola rara, ma una sensazione familiare. È da qui che prende forma lo spettacolo, trasformando un impulso umano in materia teatrale.

La Borghero dà voce a due storie reali e profondamente segnanti: quella di Mia Martini, icona musicale travolta dal sospetto e dall’isolamento mediatico, e quella di Alex Schwazer, atleta diventato bersaglio di una condanna pubblica senza appello.

Attraverso queste figure, l’attrice non interpreta soltanto due destini individuali, ma incarna lo sguardo collettivo che si posa sull’errore, alimentato dal circo mediatico e dalla necessità di sentirsi, anche solo per un istante, dalla parte di chi resta in piedi. Il pubblico è così chiamato a riconoscere la propria posizione, senza alibi né assoluzioni.

La scena è ridotta all’essenziale: uno spazio vuoto, un leggio, la parola.

La regia di Ettore Distasio affida completamente a Orsetta Borghero il peso dello spettacolo, lasciando che siano il testo e l’interpretazione a costruire tensione, ritmo e senso. Il risultato è un monologo che non consola, ma interroga.

Scritto da Martina Marasco e Francesca Notaro, Schadenfreude – Chi sei quando nessuno ti vede? ruota attorno a una domanda che resta sospesa ben oltre la fine della rappresentazione: chi siamo davvero quando nessuno ci osserva?

 La risposta, suggerisce lo spettacolo, non è mai semplice e riguarda tutti.

Lo spettacolo “Schadenfreude – Chi sei quando nessuno ti vede?” sarà presentato nella prossima stagione teatrale italiana, entrando a far parte dei cartelloni dedicati alla nuova drammaturgia contemporanea. Un percorso che porterà il monologo di Orsetta Borghero a confrontarsi con pubblici e contesti diversi lungo tutta la penisola.

Per informazioni e contatti: borgherobusiness@gmail.com

sabato 16 maggio 2026

25 anni di collaborazione con PHI


Grazie al partenariato con il Packard Humanities Institute, ha preso forma ad Ercolano un percorso unico di conoscenza, tutela e valorizzazione che oggi è alla base della gestione condivisa, responsabile e sostenibile dello straordinario patrimonio ercolanese e del suo territorio.
 
Il 16 maggio ricorre l'anniversario dell'avvio della collaborazione tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute, una partnership che, da venticinque anni, rappresenta uno dei più significativi esempi internazionali di cooperazione tra pubblico e privato nel campo della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.
Nata nel 2001, la collaborazione con il Packard Humanities Institute – attraverso l'Herculaneum Conservation Project – ha progressivamente assunto il valore di un vero laboratorio di innovazione gestionale e culturale, fondato non sulla semplice erogazione di fondi, ma su una forma evoluta di filantropia culturale: un affiancamento costante, multidisciplinare e operativo al partner pubblico, costruito sulla condivisione di competenze, responsabilità e visione strategica.
Nel corso degli anni, il gruppo internazionale di professionisti coinvolti ha lavorato fianco a fianco con il personale del Parco, contribuendo in maniera determinante alla conservazione, alla manutenzione programmata, alla ricerca scientifica, alla formazione, alla digitalizzazione del patrimonio e allo sviluppo di nuovi strumenti di gestione del sito archeologico.
La presenza continuativa di archeologi, architetti, ingegneri, restauratori, conservatori, esperti GIS e specialisti provenienti da diversi ambiti disciplinari ha consentito di affrontare le criticità e le potenzialità offerte dal sito archeologico con un approccio integrato e sostenibile, capace di trasformare Ercolano in un modello di riferimento internazionale.
Uno degli aspetti più innovativi di questa esperienza risiede proprio nella natura del partenariato: il contributo del Packard Humanities Institute non si è mai configurato come una sponsorizzazione tradizionale, piuttosto come un investimento filantropico, orientato al rafforzamento strutturale delle capacità del soggetto pubblico, senza creare dipendenze, trasferendo metodi, conoscenze e strumenti destinati a consolidarsi nel tempo.
In questi venticinque anni il sito archeologico ha beneficiato non soltanto di interventi di conservazione e valorizzazione, ma anche della costruzione di un sistema gestionale più moderno, resiliente e proiettato sul lungo periodo. L'esperienza maturata ha favorito lo sviluppo di pratiche innovative, strumenti digitali avanzati e modelli di pianificazione condivisa che oggi rappresentano un patrimonio di conoscenze a disposizione dell'intero settore culturale.
«Raccolgo l’eredità di un lavoro straordinario costruito negli anni grazie a una gestione lungimirante e a una collaborazione pubblico-privata che ha saputo trasformare Ercolano in un modello riconosciuto a livello internazionale» – dichiara la Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano Federica Colaiacomo. «Oggi il Parco si presenta in condizioni ottimali sotto il profilo della conservazione, della gestione e della capacità progettuale, risultato di un impegno condiviso e continuo che ha visto il personale del Parco e i professionisti del Packard Humanities Institute lavorare insieme con competenza e visione comune. Questo patrimonio di esperienza comune rappresenta una base solidissima da cui proseguire nel percorso di tutela, valorizzazione e apertura sempre maggiore verso il territorio e il pubblico internazionale».
 
«È significativo - commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna - che il 16 maggio unisca due anniversari fondamentali per la storia di Ercolano: i 25 anni dall’avvio della collaborazione tra lo Stato italiano e il Packard Humanities Institute e i 99 anni dall’inizio della grande stagione di scavi diretta da Amedeo Maiuri. Due momenti che hanno segnato profondamente la storia degli studi, della tutela e della valorizzazione del sito, contribuendo a trasformare Ercolano in un modello internazionale di riferimento. In questi venticinque anni si è sviluppata una forma avanzata di collaborazione tra pubblico e privato, fondata non soltanto sul sostegno economico, ma sulla condivisione di competenze, responsabilità e visione strategica. Un’esperienza che dimostra come la filantropia culturale possa contribuire concretamente a rafforzare le capacità dei soggetti pubblici, generando strumenti, metodi e conoscenze destinati a consolidarsi nel tempo. Un percorso pienamente coerente con l’impegno della Direzione generale Musei nel promuovere modelli di gestione sostenibili, integrati e partecipati, in cui tutela, ricerca, innovazione e valorizzazione del patrimonio culturale si sviluppano attraverso il contributo condiviso di istituzioni, competenze e progettualità comuni.»
 
A venticinque anni dall’avvio della collaborazione, Ercolano continua dunque a rappresentare un esempio concreto di come la filantropia culturale possa contribuire in maniera decisiva alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio mondiale, attraverso un modello di governance condivisa che guarda al futuro con responsabilità e visione restituendo alle comunità bellezza e conoscenza accessibili a tutti.


Lunedì 18 maggio, Maggio dei Monumenti 2026: in scena "Canzoni per il Commissario Ricciardi" di e con Maurizio de Giovanni, al Teatro Diana di Napoli

Un viaggio teatrale tra parola, memoria e musica restituisce al pubblico l’universo emotivo del celebre commissario e l’anima più intima della città.

Ci sono storie che non finiscono quando si chiude un libro, restano nell’aria, si depositano nella memoria e continuano a vivere come fanno le canzoni. È da questa idea profonda e sentimentale che nasce Canzoni per il Commissario Ricciardi, spettacolo teatrale di e con Maurizio de Giovanni, in programma lunedì 18 maggio 2026 alle ore 19.30 al Teatro Diana di Napoli, nell’ambito del Maggio dei Monumenti 2026.

Presentato da Il Pozzo e il Pendolo Teatro, l’allestimento vedrà in scena, accanto a de Giovanni, Marianita Carfora, Giacinto Piracci, Zac Alderman e Marco Zurzolo, con l’adattamento e la scrittura scenica di Annamaria Russo.

Uno spettacolo che intreccia racconto, musica e memoria collettiva per accompagnare il pubblico dentro la Napoli malinconica, luminosa e struggente che abita i romanzi del commissario Ricciardi.

Le canzoni diventano parte integrante della drammaturgia, non semplici accompagnamenti musicali ma autentici dispositivi emotivi capaci di custodire ricordi, evocare atmosfere e restituire l’identità profonda di Napoli. Ogni melodia si lega a una storia, a un volto, a un frammento di vita, trasformandosi in una traccia sentimentale condivisa tra interpreti e spettatori.

Nel corso degli anni, il personaggio creato da de Giovanni è diventato molto più di un protagonista letterario: Ricciardi è uno sguardo sul dolore umano, sulla fragilità, sull’amore e sulle ferite invisibili che attraversano le vite.

Attorno alle sue indagini si muove una città intensa e vibrante, fatta di silenzi, attese, passioni trattenute e voci che sembrano provenire da un tempo sospeso.

In questo spettacolo, quelle voci trovano una nuova forma scenica grazie all’incontro tra la narrazione dal vivo e la grande tradizione melodica partenopea.

Canzoni per il Commissario Ricciardi disegna così un’esperienza teatrale fondata sull’ascolto e sulla risonanza interiore. La struttura dello spettacolo alterna parole, musica e pause, lasciando spazio al silenzio come elemento narrativo essenziale.

È proprio in queste sospensioni che emerge la dimensione più poetica del lavoro: una Napoli atmosferica, quasi impalpabile, fatta di presenze che sembrano galleggiare nell’aria e di canzoni che continuano a respirare anche dopo l’ultima nota.

Più che un adattamento letterario, Canzoni per il Commissario Ricciardi è un atto di condivisione emotiva e culturale. Un’occasione per ritrovare, attraverso il teatro e la musica, il ritmo profondo di una città che continua a raccontarsi attraverso le sue voci, le sue nostalgie e le sue canzoni.

Canzoni per il Commissario Ricciardi di e con Maurizio de Giovanni

Lunedì 18 maggio 2026 - Teatro Diana di Napoli, Via Luca Giordano 64

Info 0815422088, ingresso libero con prenotazione su Eventbrite e fino ad esaurimento posti al botteghino del teatro.