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giovedì 7 maggio 2026

“Il colore di Mimmo Jodice” a cura di Sylvain Bellenger, in mostra al Tesoro di San Gennaro a Napoli l'unico lavoro a colori di Mimmo Jodice venerdì 15 maggio 2026

Venerdì 15 maggio alle ore 11 visita in anteprima riservata alla stampa de “Il colore di Mimmo Jodice”, la mostra prodotta e organizzata da D’Uva srl in collaborazione con Mimmo Jodice Studio, a cura di Sylvain Bellenger, presso il Tesoro di San Gennaro (Via Duomo, 149).

La mostra presenta un corpus raro e in parte inedito di oltre 40 opere, unico progetto a colori di Mimmo Jodice dedicato ai più celebri quadri del Seicento napoletano.

 

Saranno, inoltre, presentati i nuovi spazi di accoglienza al Museo appena ristrutturati che ospiteranno la nuova biglietteria e il bookshop sotto i portici di Via Duomo ridefinendo l’accesso al complesso museale, e il rinnovato impianto di illuminazione.

 

Alla presentazione interverranno:

Francesca Ummarino, Direttrice del Museo del Tesoro di San Gennaro

Mons. Vincenzo de Gregorio, Abate Prelato Real Cappella del Tesoro di San Gennaro

Riccardo Carafa d’Andria, Deputazione Real Cappella del Tesoro di San Gennaro

Sylvain Bellenger, curatore della mostra

Barbara Jodice, Mimmo Jodice Studio

Ilaria D’Uva, CEO D’Uva srl

Brunella Trimarco, Fondazione Tridama

 

La mostra, aperta al pubblico dal 17 maggio e visitabile fino al 10 gennaio 2027, rappresenta il primo importante tributo espositivo dopo la scomparsa del fotografo e intende riportare alla luce un aspetto meno noto ma centrale della sua ricerca.

Casalnuovo di Napoli: Giovanni Nappi, storico leader del centro sinistra cittadino e candidato sindaco, rilancia il confronto pubblico con le altre due candidate

Il candidato Sindaco: “La politica deve parlare ai cittadini, non nelle aule dei tribunali”.

«Sono stanco di ricevere sempre la stessa domanda: “Ma tu non denunci?”». Con queste parole Giovanni Nappi interviene nel dibattito politico cittadino, prendendo posizione sul clima che sta accompagnando la campagna elettorale.

«A me queste cose non piacciono – dichiara Nappi – Ci sono episodi che appartengono più al piano dell’etica e della morale che a quello dei veri e propri reati. E sia chiaro: chi subisce un reato fa bene a denunciare, ci mancherebbe. Ma io credo che la politica debba restare politica».

Il candidato sindaco ribadisce infatti la volontà di spostare il confronto sul terreno delle idee e dei programmi.

«Io sono per il confronto pubblico vero – spiega – sono per un dibattito aperto tra le candidate e i candidati alla guida della città. Montiamo un palco sul corso, in piazza. Scegliamo insieme tre o più giornalisti imparziali. Trasmettiamo tutto in diretta sui social, così anche chi non può essere presente potrà seguire il confronto».

Per Nappi, la campagna elettorale deve tornare a essere uno spazio di partecipazione democratica e dialogo con i cittadini.

«La campagna elettorale che immagino – conclude – è fatta di programmi, visioni e rispetto reciproco. Io non sono per le denunce in campagna elettorale. Credo ancora che la politica debba parlare ai cittadini, non nelle aule dei tribunali».

Esami formazione Campania, Movimento: “Grazie Fanpage, ma sono anni che diciamo che qualcosa non funziona nelle commissioni d’esame”

Il sindacato datoriale delle scuole di formazione in una nota: “Proiettata immagine negativa su intero comparto quando, all’ascolto degli audio, i comportamenti contestati sono riconducibili tutti all’operato di commissari e commissione di nomina regionale, unici titolari del potere valutativo sulla prova”. Il Movimento contesta anche la fonte anonima: “Era nelle commissioni d’esame: perché non ha verbalizzato quello che denuncia ora? Vogliamo vederci chiaro. Pronti a tutelarci nelle sedi opportune”

 

NAPOLI - «Ringraziamo Antonio Musella e i giornalisti di Fanpage per i riflettori che hanno acceso sul mondo della formazione professionale e, in particolar modo, sul tema degli esami. Duole però constatare che, ancora una volta, si ricorra a fonti anonime e ad audio acquisiti con modalità poco trasparenti, quando il Movimento denuncia da anni e a più riprese attraverso i propri comunicati stampa che qualcosa non funziona all'interno delle commissioni d'esame nominate dalla Regione». Così commenta l'inchiesta di Fanpage sugli esami di formazione professionale in Campania il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di formazione autofinanziate in una nota.

Il Movimento sottolinea il rischio che il servizio possa proiettare un'immagine negativa sull'intero comparto della formazione professionale, quando — anche all'ascolto degli audio diffusi — «i comportamenti contestati risultano evidentemente riconducibili all'operato di commissari e di commissioni d'esame di nomina regionale, le uniche titolari del potere valutativo sulla prova».

«Ci sorprende, inoltre, che la fonte anonima — che dal contesto risulta essere presente nelle commissioni d'esame, sia pur senza diritto di voto, presumibilmente in qualità di segretario e quindi dipendente della Regione Campania nonché nominato dalla stessa Regione Campania come membro di commissione a garanzia del regolare svolgimento dell’esame — non abbia pensato, in due anni, di assolvere al compito che sembrerebbe competerle con il potere di cui disponeva: mettere a verbale le eventuali contestazioni e le criticità riscontrate. Il modus operandi della registrazione di nascosto, quando esistevano strumenti e poteri istituzionali per portare alla luce questi episodi senza attendere due anni, ci lascia quantomeno perplessi sulle modalità e sulle tempistiche, oltre che sugli obiettivi che la stessa fonte dichiara di perseguire con tanta veemenza», prosegue Troisi.

Fatte queste dovute premesse, il Movimento ribadisce la propria gratitudine a quanti, nella stampa, si adoperano affinché la formazione non resti un argomento di nicchia, spesso guardato con sospetto, e a chi denuncia il malaffare, esprimendo al contempo vicinanza a coloro che intendano raccontare anche le esperienze in cui questa formazione funziona.

«Proprio per questo ci riserviamo il diritto di ribadire, ancora una volta, che lo svolgimento degli esami era uno degli argomenti che avremmo voluto portare in interlocuzione all'assessore Saggese, che purtroppo dopo cento giorno non siamo ancora riusciti a incontrare al tavolo di confronto con le sigle del settore. Ribadiamo, inoltre, che l’eventuale responsabilità di condotte inidonee che emerge dagli audio è fondamentalmente imputabile a dipendenti e organizzazione regionali. Vogliamo vederci chiaro, e proprio per questo siamo pronti a muoverci nelle sedi legali per tutelare l'onorabilità e il rispetto di tutti i nostri consociati e di tutti i colleghi che ogni giorno gettano il cuore oltre l'ostacolo per svolgere il loro fondamentale lavoro tra tante difficoltà e privi dell'adeguato supporto istituzionale», conclude il Movimento.

Pompei aderisce a “Mi illumino di tiffany”, la Casina dell’Aquila in luce contro il tumore ovarico

Il Parco Archeologico di Pompei aderisce a “Mi illumino di tiffany”, la campagna nazionale di ALTo - Lotta al Tumore Ovarico APS ETS che ricorre ogni 8 maggio, in occasione della Giornata Mondiale del Tumore Ovarico.
In questa ricorrenza, per una notte, monumenti, palazzi istituzionali e luoghi della cultura di tutta Italia si illuminano di verde tiffany, il colore simbolo internazionale della lotta a questa neoplasia. L'edizione 2026 coinvolge circa trenta luoghi, da Udine ad Alcamo, sotto lo slogan "Guarire tutte, nessuna esclusa".
Per l’occasione, nella serata dell’8 maggio 2026, la facciata della Casina dell’Aquila, edificio tardo settecentesco situato al centro dell’area archeologica di Pompei e visibile dalla strada pubblica, sarà illuminato di verde tiffany.
Il tumore ovarico rappresenta la più aggressiva tra le neoplasie ginecologiche. In Italia – secondo i dati diffusi da ALTo – ne sono colpite circa 6.000 donne all'anno (quindici nuove diagnosi al giorno) e nel 70% dei casi la malattia viene diagnosticata in fase avanzata. La sopravvivenza a cinque anni è ferma al 43%. Non esiste a oggi uno screening di popolazione efficace: informazione, ascolto dei sintomi e accesso tempestivo alla cura sono i fattori decisivi.
«L'adesione del Parco Archeologico di Pompei a "Mi illumino di tiffany" – commenta Maria Teresa Cafasso, presidente di ALTo Lotta al Tumore Ovarico APS ETS – ha per noi un valore che va oltre il gesto simbolico. La facciata della Casina dell'Aquila, illuminata di verde tiffany in uno dei luoghi più visitati e amati al mondo, porterà la voce delle donne con tumore ovarico molto più lontano di quanto potremmo fare da sole. Pompei è memoria, ed è il segno che dopo l'ombra può tornare la luce: è esattamente il messaggio che vogliamo far arrivare alle migliaia di donne che ogni anno ricevono una diagnosi di questa malattia silenziosa, troppo spesso scoperta in fase avanzata. Ringrazio di cuore la Direzione e l'intera struttura del Parco per aver scelto di stare al fianco delle pazienti. Ogni luce accesa è un invito a una donna a fare un controllo, a informarsi, a non sentirsi sola: lo slogan di quest'anno – "Guarire tutte, nessuna esclusa" – nasce proprio dall'impegno a garantire ascolto, prevenzione e cura a ciascuna paziente, ovunque viva».
ALTo Lotta al Tumore Ovarico APS ETS è un'associazione di pazienti e volontarie con sede a Capaccio Paestum (Salerno) e attività su scala nazionale. Sostiene la ricerca scientifica, promuove l'advocacy istituzionale e affianca le donne colpite dalla malattia, ispirandosi alla mission: "Le donne per le donne".
Sito: altolottatumoreovarico.it.

Festa della Mamma al Parco Archeologico di Ercolano

Una giornata inclusiva per famiglie e ragazzi con autismo.

Il 10 maggio 2026, in occasione della Festa della Mamma, il Parco Archeologico di Ercolano dedica una giornata speciale alle famiglie e ai ragazzi con disturbi del neurosviluppo, con particolare attenzione all’autismo. L’iniziativa rientra nel progetto “Cultura senza barriere”, realizzato in collaborazione con l’associazione #micolorodiblu Onlus e CoopCulture, e conferma l’impegno costante del Parco nel rendere il patrimonio culturale un luogo accogliente, partecipativo e aperto a tutti.
Per l’intera mattinata, dalle 9:00 alle 14:00, saranno disponibili visite guidate inclusive articolate in quattro turni orari, con gruppi di massimo 25 partecipanti ciascuno. Il percorso, della durata di circa un’ora e mezza, è pensato per favorire serenità, comprensione e coinvolgimento, ed è condotto da personale specializzato e operatori del patrimonio culturale che affiancheranno i visitatori in ogni fase della visita.
La partecipazione è aperta a famiglie con bambini, scuole primarie e secondarie di primo grado e a chiunque voglia vivere un’esperienza culturale innovativa e accessibile. Si consiglia un abbigliamento comodo.
 
Tecnologia e gioco per un’esperienza immersiva
Durante la giornata i partecipanti potranno utilizzare “Avventura a Ercolano”, la guida digitale interattiva progettata da esperti in didattica e neurodiversità per supportare il coinvolgimento dei ragazzi con autismo o altre difficoltà cognitive. L’app è disponibile sui tablet forniti direttamente dal Parco oppure scaricabile gratuitamente su iPad Apple all’indirizzo ercolano.cultura.gov.it/accessibilita/
Grazie alla realtà aumentata e ai beacon interattivi disseminati lungo il percorso, i visitatori potranno vivere esperienze immersive e ludiche: ricomporre mosaici antichi, lanciare il giavellotto nella Palestra, raccogliere monete sulla terrazza di Balbo, restaurare virtualmente reperti archeologici e molto altro ancora. Un modo concreto per trasformare la visita in un momento di scoperta condivisa, accessibile e coinvolgente per tutti.
 
Informazioni pratiche
Data: domenica 10 maggio 2026
Orario: 9:00 – 14:00, cinque turni orari
Durata visita: circa un’ora e mezza
Gruppi: max 25 partecipanti per turno
Costo: gratuita con biglietto ordinario di ingresso al sito (valide riduzioni e gratuità secondo normativa)
 
Prenotazione obbligatoria
Online: coopculture.it/it/prodotti/cultura-senza-barriere/
E-mail: edu@coopculture.it
 
Con questa iniziativa dedicata alla Festa della Mamma, il Parco Archeologico di Ercolano prosegue il suo percorso per rendere la cultura un bene condiviso e accessibile a ogni famiglia. “Cultura senza barriere” rappresenta un impegno concreto e continuativo per un’esperienza di visita che valorizza la diversità e promuove una partecipazione piena e consapevole.

IN ANTEPRIMA IL 19 LUGLIO 2026 A #GIFFONI56 "GRETA E LE FAVOLE VERE"

AD INCONTRARE I JUROR DEL FESTIVAL SARANNO: RAOUL BOVA, DARKO PERIC, DEMETRA BELLINA, SARA CIOCCA E IL REGISTA BERARDO CARBONI.

DAL 6 AGOSTO AL CINEMA CON VISION DISTRIBUTION.

Arriva al Giffoni Film Festival, in anteprima Fuori Concorso alla 56ª edizione, Greta e le favole vere, il nuovo film diretto da Berardo Carboni, che sarà poi nelle sale italiane dal 6 agosto con Vision Distribution. Un racconto pensato per i più giovani ma capace di parlare a tutti, che recupera il linguaggio diretto e senza filtri della favola per affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra l’uomo e la natura.

 

Prodotto da Pegasus con Rai Cinema, QMI e Vision Distribution, Ministero della Cultura Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – Opera realizzata e distribuita con il contributo del fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, in collaborazione con Sky, il film vede un cast che unisce volti molto amati dal pubblico come Raoul Bova, Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore, insieme a Darko Peric, Federico Cesari e Demetra Bellina, accanto ai giovani protagonisti Mattia Garaci e Sara Ciocca, affiancati da Giovanni Visentin, Federico Rosati, Alba Amira Ramadani e Roberta Palumbo.

 

Al centro della storia c’è Greta interpretata dalla talentuosa Sara Ciocca, una bambina di dieci anni che guarda il mondo con occhi limpidi e determinati. Ispirata dalle battaglie ambientaliste di Greta Thunberg, decide che non basta più osservare: bisogna agire. Così, insieme all’amico Sauro (Mattia Garaci), libera un cucciolo di orso polare tenuto prigioniero da due bracconieri. È un gesto istintivo, quasi ingenuo, ma destinato a cambiare tutto. Scoperti e braccati, i due bambini scelgono di non tornare indietro e si lanciano in un’impresa impossibile: riportare l’animale al Polo Nord. Da quel momento prende forma un viaggio che è insieme avventura e percorso di crescita, fatto di ostacoli, incontri e scelte che mettono continuamente alla prova il loro coraggio.

 

Carboni costruisce il film come una vera favola contemporanea, senza nascondere la sua ambizione. «Greta e le favole vere è una favola su argomenti di massima urgenza e attualità», racconta il regista, «con l’idea di offrire soprattutto ai più giovani uno sguardo sul mondo che possa contribuire alla formazione della loro coscienza». In un’epoca in cui spesso prevale il relativismo e ogni visione forte viene guardata con sospetto, il film sceglie una strada chiara: provare a immaginare un’alternativa. «Oggi il compito del cinema non è solo mostrare la realtà, ma contribuire a inventarne una nuova», prosegue Carboni, «proporre ipotesi, non solo dubbi».

 

Greta e le favole vere è un racconto che va dritto al punto. Senza cinismo e senza sovrastrutture, rimette al centro valori semplici ma oggi quasi controcorrente: amicizia, responsabilità, coraggio. E lo fa con la chiarezza delle storie di una volta, quelle che non avevano paura di prendere posizione. Perché, come ricorda lo stesso Carboni, il rischio più grande oggi è restare a guardare. E certe favole servono proprio a questo: a ricordare che si può ancora scegliere da che parte stare.

A Roma i Grandi Vini Bianchi Italiani

Sabato 23 maggio al Grand Hotel Palatino nel cuore della Capitale la manifestazione ideata e organizzata da Cucina & Vini, la quarta edizione di Berebianco racconta il meglio della produzione nazionale.

Quarta edizione di Berebianco, la manifestazione dedicata al mondo dei vini bianchi italiani importanti, quelli che amano riposare in bottiglia a lungo per poi proporsi particolarmente invitanti. Il 23 maggio prossimo al Grand Hotel Palatino a Roma, a due passi dal Foro Romano, sfileranno i vini di cantine provenienti dai territori più vocati del Paese, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, per un appuntamento imperdibile che esporrà una tavolozza di diverse identità che vanno a comporre un quadro multicolore secondo a nessuno.

Una realtà, quella dei bianchi adatti all’invecchiamento, che non è ancora entrata nel comune sentire in Italia e tantomeno all’estero. Berebianco nasce per dare voce a questa tendenza in crescita, al fine di creare nel consumatore la consapevolezza dei valori in campo, ma anche di rafforzarla negli addetti ai lavori, dall’enotecario al sommelier, fino al ristoratore.

“L’Italia storicamente ha sempre dato più importanza ai vini rossi sia in termini di qualità che di quantità prodotte - afferma Francesco D’Agostino, direttore di Cucina & Vini e ideatore della manifestazione-. Dal punto di vista dei volumi questa tradizione si è interrotta nel 2011, quando la produzione del bianco ha superato il rosso (produzione totale di 40,6 milioni di ettolitri, bianco 20,4 e rosso 20,2 - dati Istat). La forchetta, poi, è sempre cresciuta, fino a otto milioni e mezzo di ettolitri nel 2024 a sfavore dei rossi. Nei bianchi sono evidentemente contenuti gli spumanti che trainano, ma il dato dei rossi include anche i vini rosa. In questo contesto Berebianco si propone quale palcoscenico di quelle produzioni in bianco che si confrontano in qualità con le migliori espressioni mondiali, campionato in cui l’Italia ha sempre fatto fatica a gareggiare perché più focalizzata sui prodotti di pronta beva”.

Berebianco racconta i bianchi italiani che convincono a qualche stagione dalla vendemmia e sanno emozionare anche se assaggiati dopo molti anni. A dare voce al momento emozionale di ciascun vino ci saranno cinque masterclass dedicate a grandi annate, dove poter sperimentare quanto sappiano raccontare le nostre terre e i nostri produttori.

Interessante novità di questa edizione di Berebianco, è l’istituzione di un concorso in cui i produttori partecipanti sono stati invitati a inviare un loro vino bianco scelto tra l’annata in commercio e le quattro precedenti. Durante la manifestazione saranno premiati i vini migliori, degustati alla cieca e decretati dal panel di degustazione di Berebianco.

Ovviamente non mancherà l’abbinamento con il cibo; quest’anno infatti a curare l’offerta gastronomica di Berebianco ci sarà Sfornaio con la sua pizza calda, farcita con i migliori salumi italiani.