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mercoledì 29 luglio 2026

POLITY DESIGN VISITA IL PARLAMENTO E PRESENTA IL PRIMO NUMERO DEL SUO GIORNALE «POLITY DESIGN MAGAZINE» NELLA SALA MATTEOTTI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

Domani, mercoledì 29 luglio, a Montecitorio. La presentazione è alle 11.30 nella Sala Matteotti.

Polity Design sbarca in Parlamento domani mattina, mercoledì 29 luglio, per comprendere meglio come nascono le leggi e per presentare il primo numero del suo giornale: «Polity Design Magazine». La Scuola di classe dirigente di Caserta di ispirazione cattolica va in visita in Parlamento per confrontarsi con il cuore pulsante del nostro Paese: il potere legislativo che indirizza e orienta ogni scelta. Nessun percorso di formazione personale per i giovani che provano a mettersi al servizio del bene comune può prescindere dalla conoscenza della funzione legislativa e dalla sua casa: il Parlamento. «Proviamo a mettere a frutto gli anni di studio dei nostri ragazzi – spiega Luigi Ferraiuolo, direttore di Polity Design – facendogli conoscere il luogo dove nascono le leggi e nello stesso tempo per far conoscere ai parlamentari il nostro giornale: «Polity Design Magazine», costruito come un giornale dei tempi andati, molto piombo e poche foto, per dare spazio ai contenuti, perché impegnarsi per il bene comune significa molto studio, passione e tanti sacrifici». Il primo numero del giornale di «Polity Design» è dedicato ai «Due Papi»: cioè a Papa Leone, il pontefice regnante; e a Papa Bergoglio, che ha caratterizzato la nascita della Scuola del disegno delle relazioni di Caserta. Alla presentazione, a cura della redazione di «Polity Design Magazine», nella Sala Matteotti della Camera dei Deputati (alle 11.30), costruita al contrario, come un’intervista agli ospiti da parte degli allievi della Scuola, interverranno il vicepresidente della Camera, l’onorevole Sergio Costa; monsignor Nunzio Galantino, vescovo e già presidente dell’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio della Santa Sede; don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale Cei (la Conferenza episcopale italiana) per la pastorale sociale e del lavoro; Angelo Picariello, editorialista di Avvenire; e ci sarà un’incursione di Augusto Cantelmi, parlamentarista di Tv2000 ed ideatore di «Montecitorio Selfie»: la prima rubrica giornalistica ad aver raccontato la politica italiana in maniera diversa, per i social oltre che per la tv, a partire da una decina di anni fa. «Polity Design, scuola del disegno delle relazioni», ispirata alla dottrina sociale della Chiesa, accreditata come scuola di politica nazionale dalla Cei, è basata a Caserta, con orizzonte il Paese, ed è guidata da un Collegio di Direzione composto dal Direttore Luigi Ferraiuolo insieme con Gianmarco Carozza, Sergio Carozza, Alda Della Selva, Pio Vincenzo Feola, Monica Ippolito, Stefania Lanni, Gianni Maggio, Biagio Narciso, e il nostro assistente don Gianmichele Marotta. Nata da un’idea di Luigi Ferraiuolo, Polity Design si propone di formare persone di valore partendo dai nostri giovani, aiutandoli a rimanere nella loro terra e a cambiarla in meglio. Ha casa nella Biblioteca del seminario di Caserta, in piazza Duomo. Partner della Scuola sono la casa editrice Il Mulino, la Rete di Trieste, il caseificio La Baronia, la Saidi advertising, il Caffè Pompeii e la Cantina di Lisandro.

martedì 28 luglio 2026

IL SARTO DELLA LUCE, LA FIABA TEATRALE DI ROMINA E IL DOCUFILM SU ELVIRA NOTARI GIOVEDI’ SERA A SEGRETI D’AUTORE.

Un libro, uno spettacolo teatrale, un film. Ce n’è per tutti i gusti nella seconda serata di “Segreti d’Autore”, il Festival cilentano dedicato ad Ambiente, Scienze, Arti e Legalità, ideato da Ruggero Cappuccio e diretto dalla regista Nadia Baldi.

 

Alle 20.30 del 30 luglio la rassegna, che ha il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania con i fondi del Pnrr, proporrà in apertura di serata a Palazzo Coppola di Valle-Sessa Cilento (Sa) la presentazione del volume “Il sarto della luce” (Carabba editore) dello scrittore e saggista Tobia Iodice, appassionata biografia di Mariano Fortuny, pittore, stilista, scenografo e designer spagnolo naturalizzato italiano, un vero e proprio genio della Bella Époque.

 

Trenta minuti dopo, alle 21, spazio al teatro con “Romina”, un testo di Massimo Andrei affidato alla voce narrante di Antonella Romano, produzione Teatro Segreto. Una fiaba di iniziazione: la bambolina lasciata in eredità da una madre morente, il bosco buio, la casa su zampe di gallina della Vecchia Dannata, la prova del fuoco che salva e che giudica. Trasposta nel dialetto e nell’immaginario napoletano, “Rpmina” conserva intatta la forza arcaica del racconto russo “Vasilissa la Bella” e la arricchisce di una lingua materna, popolare e teatrale.

La serata si concluderà con la proiezione del docufilm “Elvira Notari-Oltre il silenzio” di Valerio Ciriaci, alla quale farà da prologo un incontro con la produttrice Antonella Di Nocera, Globo d’Oro 2026. Presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, la pellicola ha l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico una figura straordinaria come quella di Elvira Notari, la prima regista cinematografica italiana, salernitana di nascita e napoletana di adozione. Una donna moderna, coraggiosa, capace di raccontare la realtà e di portare le produzioni della sua Dora Film anche negli Stati Uniti, sfidando la censura del fascismo e la narrazione favolistica imposta dal regime. Un cinema muto, ma in grado incredibilmente di parlarci ancora oggi.

 

L’ingresso per ogni singolo appuntamento è su prenotazione. Le richieste vanno inviate via mail all’indirizzo comunicazione@festivalsegretidautore.it, specificando l’evento, il numero dei posti e il proprio nome e cognome. Al personale addetto al controllo andrà esibita la ricevuta di conferma, in forma cartacea o su dispositivo elettronico.

EUG SALERNO 2026, LA TUTELA DEGLI ATLETI ASSICURATA DAL LONGEVITY CORNER

Sport, divertimento, salute. Non manca nessun ingrediente alla ricetta degli EUG Salerno 2026, i Giochi Europei Universitari in corso di svolgimento tra Salerno ed Avellino. E se le competizioni sportive sono ormai entrate nella fase calda ed il divertimento la fa da padrone in Piazza del Sapere, all’Università degli Studi, dove è stata allestita la FanZone, ogni sera meta di centinaia di studenti/atleti, la salute è stata garantita in questi primi dieci giorni di competizioni dal Longevity Corner, il truck medico per screening gratuiti e informazioni su alimentazione, attività fisica e prevenzione a studenti/atleti e accompagnatori. Ogni giorno vengono offerte visite specialistiche di Cardiologia, Dermatologia, Medicina interna e screening metabolico, Urologia e andrologia, Screening senologico, Odontoiatria a tutti i partecipanti ai Giochi previa prenotazione. Inoltre è stato attivato, su richiesta, anche un servizio di screening oncologico con consulenza nutrizionale ecoguidata. “Credo sia una delle iniziative a latere dei Giochi – dice il Rettore Virgilio D’Antonio – più importanti ed utili dei Giochi. Mettiamo a disposizione di tutti la professionalità del nostro Dipartimento di Medicina e Chirurgia coinvolgendo non soltanto il corpo docenti ma anche l’area degli studenti e degli specializzandi. Un’iniziativa importante che valorizza la professionalità dell’area sanitaria dell’Ateneo”. Il Longevity Corner nasce da una proficua collaborazione tra l’Università ed il CUS Salerno da sempre sensibile alla salute degli studenti/atleti. “Questo è un valore aggiunto dei Giochi, una grande iniziativa che coniuga in maniera esemplare – sottolinea il presidente del CUS Lorenzo Lentini – lo sport e la salute. Il Longevity Corner è diventato il punto di riferimento per tanti nostri ospiti, atleti che diventeranno ambassador in Europa di un nuovo e più attuale stile di vita”. Ideatore ed organizzatore del Longevity Corner è stato Antonio Bianchi, un’esperienza collaudata nel mondo della sanità. “L'uomo – dice Bianchi - è quello che mangia, quello che respira, il movimento che fa, lo stile di vita che adotta. One Health, la nuova prospettiva nella tutela della Salute, è il paradigma che mette insieme tutte queste dimensioni. Il progetto "Studenti Ambasciatori della Salute", da un' idea di One Health Foundation e Federcusi, si pone in coerenza con questa visione, per diffondere e condividerne la cultura. Ringrazio il Dipartimento di medicina di Unisa, i Direttori Generali dell'Asl Salerno e del Ruggi, tutti i collaboratori, medici, infermieri, fisioterapisti, ostetriche, che proprio nella logica One Health, hanno garantito, ciascuno nel proprio ruolo, le sinergie necessarie alla riuscita della manifestazione”.

"Al Oeste, en Zapata" conquista il Grand Prix del Faito Doc Festival, la XIX edizione ha celebrato il potere della comunità

Oltre cinquanta film da più di venti Paesi, nove giorni di cinema, arte, natura e partecipazione sul Monte Faito. Premiati i migliori documentari di un'edizione che ha trasformato la montagna in un laboratorio internazionale di incontro e condivisione.

Si è conclusa con la proclamazione dei vincitori e una grande partecipazione di pubblico la diciannovesima edizione del Faito Doc Festival, che dal 18 al 26 luglio ha trasformato il Monte Faito in un laboratorio internazionale di cinema del reale, confermandosi uno degli appuntamenti più originali e partecipati dedicati al documentario in Italia.

Per nove giorni il tema della "Comunità" ha attraversato ogni appuntamento del festival: dalle proiezioni agli incontri con gli autori, dai laboratori alle mostre, fino alle passeggiate nella natura e ai concerti, costruendo un'esperienza collettiva in cui il cinema è diventato occasione di dialogo, confronto e partecipazione.

Ad aggiudicarsi il Grand Prix della Giuria Internazionale dei Magnifici è stato "Al Oeste, en Zapata", mentre il Premio Ottica Sacco è andato a "Blue Heart". La stessa giuria ha assegnato il premio per il miglior cortometraggio a "As the Crow Flies", già vincitore anche del riconoscimento della Giuria Giovani, confermando il consenso unanime raccolto dall'opera. Le menzioni speciali sono andate a "Sea Graves" per i cortometraggi e "Les Recommencements" per i lungometraggi.

La Giuria Giovani ha inoltre premiato come miglior lungometraggio "Rashid, l'enfant de Sinjar", intenso racconto dedicato a un giovane yazida sopravvissuto all'ISIS, assegnando una menzione speciale a "#SainteJulie". Per i cortometraggi, oltre al premio ad "As the Crow Flies", la menzione è andata ad "Al Basateen".

Il Premio del Pubblico ha confermato il forte coinvolgimento degli spettatori premiando "Mamá" come miglior lungometraggio e "No veía los colores" come miglior cortometraggio.

Tra i riconoscimenti speciali, il Premio Il Camino, assegnato dalla giuria composta dai residenti del centro terapeutico-riabilitativo, è stato attribuito a "Rien ne dort", con una menzione speciale per "Buda", mentre il Premio Doc Camp, espresso dalla comunità del campeggio del festival, è andato a "Confession". Presenti alla cerimonia anche il sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello e il vicesindaco Annalisa Donnarumma.

L'edizione 2026 ha proposto oltre 50 documentari provenienti da più di 20 Paesi, raccontando guerre, migrazioni, memoria, diritti umani, ambiente, inclusione e resistenza attraverso lo sguardo di autori provenienti da tutto il mondo. Accanto alla competizione internazionale hanno trovato spazio anche importanti produzioni italiane dedicate ai temi della maternità, dell'inclusione sociale, del teatro civile e della rigenerazione culturale delle periferie.

Quasi la metà delle proiezioni è stata accompagnata dalla presenza di registi, produttori e protagonisti, trasformando ogni visione in un'occasione di confronto diretto con il pubblico.

Grande partecipazione anche per il V Pitching Faito Doc – "Ali per la Creazione", realizzato con SABAM, SCAM e ZaLab con il patrocinio della SIAE, che ha visto sei autori sviluppare i propri progetti documentari affiancati da professionisti internazionali, confermando la vocazione del festival come luogo di formazione e crescita per il nuovo cinema del reale. Gli operatori del settore hanno inoltre preso parte all'incontro professionale con Noël Magis, direttore di screen.brussels, dedicato alle opportunità internazionali per il documentario.

Ampio spazio è stato riservato anche alle attività dedicate alle famiglie con Docs for Kids, alle proiezioni di cinema muto accompagnate dalla musica dal vivo e alla collaborazione con il Centro terapeutico-riabilitativo Il Camino, protagonista della scenografia collettiva "Una Comunità in Cartapesta", simbolo concreto del dialogo tra creatività, inclusione e partecipazione.

Il festival ha coinvolto il pubblico anche attraverso un ricco programma di mostre fotografiche e artistiche, con le esposizioni di Salvatore De Stefano, Thérèse Di Campo, Alessia Capasso, Franco Massa, Sophie Veys, Max Hermosillo, Dom Cuomo e Nayla Martinez, affiancate da incontri con associazioni impegnate nel sociale come SOS Mediterranee, Spartak Napoli, Oltre il Guscio e Una e Centomila.

Attorno alla Casa del Cinema è tornato inoltre il Faito Doc Camp, spazio di condivisione dove artisti, studenti, volontari e spettatori hanno vissuto insieme un'esperienza fatta di laboratori, yoga, meditazione, confronto e vita comunitaria. Le passeggiate naturalistiche, i concerti e gli eventi diffusi hanno accompagnato il pubblico fino alla giornata conclusiva, culminata nella camminata dal Monte Faito a Pimonte, tra musica e valorizzazione delle eccellenze gastronomiche del territorio.


«Ogni edizione del Faito Doc Festival - dichiarano Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro, direttori artistici festival - ci ricorda che il documentario non è soltanto uno strumento di racconto, ma un luogo di incontro. In questi giorni il Monte Faito è diventato uno spazio condiviso in cui autori, spettatori, artisti, studenti e cittadini hanno costruito una comunità attraverso il cinema, il dialogo, le mostre e le tante esperienze che hanno animato il festival. È questa la nostra idea di cultura: creare connessioni, favorire l'ascolto, dare voce a storie capaci di superare confini geografici e culturali. Siamo profondamente grati a tutti coloro che hanno reso possibile questa edizione, dagli ospiti ai volontari, dai partner al pubblico che, con la sua partecipazione, ha confermato come esista un bisogno autentico di luoghi in cui confrontarsi e crescere insieme. Il Faito Doc Festival si conclude, ma il senso di questa comunità continua a vivere nelle relazioni nate in questi nove giorni e nelle immagini che porteremo con noi».

Concerto all’alba al Museo di Pietrarsa con l’Orchestra Harmonia

Il 31 luglio alle ore 5:15, l’Anfiteatro del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa ospiterà un suggestivo Concerto all’Alba, un’esperienza musicale pensata per accogliere le prime luci del giorno in una cornice di straordinario fascino.

Il Museo di Pietrarsa, affacciato sul Golfo di Napoli e situato all'interno dello storico complesso borbonico che custodisce la memoria delle ferrovie italiane, offre una vista unica sul mare e sul Vesuvio. A guidare i visitatori in questo percorso musicale sarà l’Orchestra Harmonia, ensemble di riconosciuta eccellenza apprezzato per la versatilità interpretativa e la capacità di coniugare repertori classici, suggestioni cinematografiche e arrangiamenti contemporanei. I musicisti accompagneranno il sorgere del sole con un programma ideato per dialogare con la graduale luce dell'alba.

I posti limitati e l’orario intimo rendono l’iniziativa un’esperienza profondamente esclusiva, riservata a chi desidera vivere la musica fuori dai canoni tradizionali. Al termine dell’esibizione, i partecipanti potranno condividere una colazione vista mare e visitare liberamente la collezione museale, prolungando l’esperienza in un’atmosfera conviviale e suggestiva.

Dettagli dell'evento
Data: 31 luglio 2026
Orario: Ore 05:15 (apertura cancelli ore 04:45)
Luogo: Anfiteatro del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (Via Pietrarsa, Portici / Napoli)
In programma: Concerto dal vivo dell’Orchestra Harmonia e colazione a seguire

MEC SPA OTTIENE LA CERTIFICAZIONE UNI/PdR 125:2022 PER LA PARITÀ DI GENERE

MEC S.p.A., azienda leader nella lavorazione e distribuzione di carni di alta qualità, ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, confermando il proprio impegno nel promuovere un modello di crescita sostenibile che pone le persone al centro dello sviluppo aziendale.



Per MEC questo risultato rappresenta un passaggio strategico all'interno di un percorso più ampio, che integra i principi ESG con una cultura organizzativa orientata all'equità, alla valorizzazione delle competenze e alla costruzione di un ambiente di lavoro sempre più inclusivo.



L'ottenimento della certificazione assume un significato ancora più rilevante perché interessa un comparto manifatturiero storicamente caratterizzato da una forte presenza maschile. In questo contesto, MEC ha scelto di trasformare una sfida in un'opportunità, promuovendo politiche concrete volte a favorire pari opportunità di accesso, crescita professionale, equità retributiva, tutela della genitorialità e conciliazione tra vita privata e lavoro.



Il percorso è stato accompagnato dallo studio Lexant, con un team guidato dall'Avv. Simona Cardillo, che ha supportato l'azienda nella progettazione e nell'implementazione del Sistema di Gestione per la Parità di Genere.



La certificazione è stata rilasciata da TÜV Rheinland, ente certificatore indipendente di rilievo internazionale, al termine di un rigoroso processo di verifica.



"Ottenere la certificazione UNI/PdR 125:2022” dichiara Claudio Formento, Presidente del consiglio d’amministrazione di MEC S.p.A. “rappresenta un risultato di grande valore, ma soprattutto un'assunzione di responsabilità verso il futuro. Operiamo in un settore nel quale il tema della parità di genere può apparire meno scontato: proprio per questo abbiamo scelto di affrontarlo con determinazione, traducendo i principi in azioni concrete. Crediamo che inclusione, merito e valorizzazione delle persone siano fattori imprescindibili di competitività e innovazione. Continueremo a investire in questo percorso affinché ogni persona possa esprimere pienamente il proprio talento, contribuendo alla crescita dell'azienda e del territorio"











Lexant Società Benefit Tra Avvocati

Fondato e guidato dagli avvocati Anna Caimmi e Andrea Davide Arnaldi, Lexant si avvale di un team di 70 professionisti tra avvocati e fiscalisti, distribuiti sulle sedi in Italia, Milano, Torino, Roma, Firenze e Verona. Il portafoglio clienti è composto da multinazionali e PMI operanti in ogni industry, che affidano a Lexant consulenza e assistenza in tutte le discipline del diritto sia in ambito giudiziale che stragiudiziale.



Forza, operosità e laboriosità, disponibilità al sacrificio, forza dell’intelligenza collettiva, spirito di squadra, competenza tecnica, ingegnosità, efficienza organizzativa. Questi i valori in cui Lexant si riconosce.

GIORNATA MONDIALE DELLA BIRRA CARLSBERG CELEBRA LA MAPPATURA DEL CODICE GENETICO DEL LUPPOLO PER PROTEGGERE IL FUTURO DELLA BIRRA

Una ricerca del Carlsberg Research Laboratory da poco pubblicata su Nature Communications apre nuove strade per la resilienza climatica e l’eccellenza qualitativa della birra a livello globale.

In occasione della Giornata Mondiale della Birra che si terrà il prossimo 7 agosto, Carlsberg Italia celebra un’importante scoperta realizzata dai Carlsberg Research Laboratory, che permetterà di garantire il futuro della birra in un’epoca sempre più caratterizzata dal cambiamento climatico. Attraverso il lavoro del Laboratorio di ricerca situato presso l’headquarter di Copenaghen, l’azienda ha infatti recentemente raggiunto un traguardo storico: la mappatura genetica più dettagliata mai realizzata del luppolo, uno dei pilastri fondamentali della birra.

Questa scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications, risponde direttamente alle sfide poste dal cambiamento climatico. Le temperature crescenti e le siccità prolungate minacciano infatti la resa e la qualità dei raccolti nelle principali regioni di coltivazione. Grazie alla creazione di questa innovativa “mappa del DNA”, scienziati e coltivatori dispongono ora degli strumenti necessari per sviluppare varietà di luppolo più resistenti e capaci di adattarsi a condizioni meteorologiche imprevedibili e migliorare e accelerare la selezione con un approccio molto più preciso e mirato.

Ciò permetterà di ottenere:

Luppoli resistenti al clima: nuove varietà che possano tollerare meglio il calore, la siccità e le mutevoli condizioni di crescita, contribuendo a salvaguardare l'approvvigionamento per il futuro e a stabilizzare i raccolti per gli agricoltori.

Nuovi sapori e aromi: una comprensione più profonda delle molecole responsabili del gusto potrebbe sbloccare profili aromatici interamente nuovi. Dalle note fruttate a quelle floreali, fino a esperienze sensoriali precedentemente sconosciute.

Innovazione più rapida: quello che un tempo richiedeva oltre un decennio di incroci e test può ora essere accelerato grazie alle conoscenze genetiche.

Agricoltura più sostenibile: colture naturalmente più resistenti ed efficienti, che richiedono meno input mantenendo la qualità.
L’innovazione costante permette inoltre di esplorare nuovi orizzonti aromatici, offrendo ai consumatori esperienze sensoriali inedite e garantendo, al contempo, un'agricoltura più sostenibile che richiede meno risorse esterne.

Fin dalla sua fondazione nel 1875 ad opera di J.C. Jacobsen, il Carlsberg Research Laboratory ha guidato il progresso scientifico nel mondo del brewing. Dopo aver inventato la scala del pH, purificato il lievito e sequenziato il genoma dell’orzo, oggi il laboratorio completa la conoscenza dei tre ingredienti agricoli essenziali della birra: orzo, lievito e luppolo. Fedele alla filosofia secondo cui "la scienza, proprio come la birra, deve essere condivisa", Carlsberg ha scelto di rendere pubblica questa ricerca a beneficio dell’intera comunità scientifica e agricola globale.

Anche per Carlsberg Italia il luppolo è al centro dell’attenzione e l’impegno dell’azienda è forte sia dal punto di vista della ricerca, ad esempio attraverso i recenti accordi con il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) e il CERB (Centro di Ricerca per l'eccellenza della Birra) dell’Università di Perugia, sia a sostegno della filiera locale: grazie alla partnership con Italian Hops Company, ben il 17% del luppolo utilizzato in tutta la gamma del Birrificio Angelo Poretti proviene da coltivazioni locali.

“In occasione della Giornata Mondiale della Birra, siamo orgogliosi di celebrare un traguardo scientifico del nostro Gruppo, che conferma il profondo legame di Carlsberg con il luppolo e l’innovazione – afferma Alius Antulis, Managing Director di Carlsberg Italia. La mappatura del genoma rappresenta un passo importante per tutelare la qualità delle nostre birre e rafforzare la resilienza della filiera di fronte alle sfide del cambiamento climatico. Il luppolo è, infatti, uno degli ingredienti simbolo della nostra tradizione e, come Carlsberg Italia, continuiamo a investire nella ricerca e nel supporto ai produttori locali per contribuire al futuro del settore brassicolo italiano”.

Questo traguardo si inserisce nel programma di sostenibilità "Brewing Tomorrow", con cui il Gruppo Carlsberg conferma la propria ambizione di ridurre l’impatto sul pianeta, mettendo la scienza al centro di ogni progresso.