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martedì 16 giugno 2026

Capri Wine Experience: l’eccellenza del vino italiano debutta sull’Isola con la direzione di Luca Gardini

L’isola di Capri si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento dedicato all’eccellenza vitivinicola italiana. L’iconico Hotel La Residenza ospiterà lunedì 22 giugno (dalle ore 18:30 alle 23:30) la prima edizione di Capri Wine Experience, un progetto esclusivo nato con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio enologico nazionale attraverso un format sinergico che unisce degustazione, cultura, formazione e networking in una delle destinazioni più ricercate del Mediterraneo.
Sotto la direzione artistica di Luca Gardini, Capri Wine Experience si presenta come un momento di incontro e confronto tra alcune delle più importanti realtà del panorama vitivinicolo italiano, operatori del settore, stampa specializzata, stakeholder e appassionati. L’iniziativa nasce dalla volontà di creare un contesto qualificato in cui il vino possa essere raccontato non solo come prodotto d’eccellenza, ma anche come espressione di territori, identità e cultura.
La cornice dell’Hotel La Residenza, nel cuore della Perla del Mediterraneo, offrirà agli ospiti un’esperienza immersiva dedicata alla scoperta di grandi etichette italiane attraverso banchi d’assaggio, momenti di approfondimento e occasioni di dialogo diretto con produttori e professionisti del settore. Un evento pensato per valorizzare il legame tra vino e cultura mediterranea, favorendo la condivisione di esperienze e competenze in un’atmosfera elegante e autentica.

Protagoniste dell’evento saranno alcune tra le più rappresentative cantine del panorama enologico nazionale e internazionale, tra cui Antinori, Argiano, Arillo in Terrabianca, Bianchini Rossetti, Cà del Bosco, Contratto, Cusumano, Ferrari Trento, Fuligni, Giovanni Rosso, Ippolito, La Spinetta, Le Potazzine, Lunae, Machiarano, Marisa Cuomo, Monte Rossa, Oniwines, Petrolo, Poderi Trabucco Aurilio, Ronco dei Tassi, Santa Barbara, Sassicaia, Tenuta Liliana, Tenuta Sette Ponti, Tenute Lunelli e Terlano.

Attesissime le masterclass di Capri Wine Experience, attività di profondo approfondimento che accompagneranno il pubblico in un viaggio tra alcune delle più prestigiose espressioni dell’enologia italiana. Si inizierà alle ore 17:30 con una degustazione dedicata alla linea Cabochon di Monte Rossa, un percorso tra edizioni speciali, millesimati e cuvée iconiche che racconterà l’eleganza e la capacità evolutiva del Franciacorta d’autore. Alle 18:45 sarà la volta di Argiano con una verticale del Brunello di Montalcino Vigna del Suolo, attraverso le annate dal 2016 al 2021, per approfondire una delle interpretazioni più raffinate e contemporanee del territorio montalcinese.
Alle ore 20:00 i riflettori saranno puntati su Tenuta San Guido con una degustazione verticale dedicata a Sassicaia, che metterà a confronto le annate 2008, 2011, 2016, 2020 e 2023, offrendo una lettura dell’evoluzione nel tempo di uno dei vini simbolo dell’enologia mondiale. A chiudere il programma delle masterclass, alle 21:15, sarà il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, protagonista di un incontro guidato da Luca Gardini dedicato alle grandi annate di quella che rappresenta una delle massime espressioni del Metodo Classico italiano.
La serata proseguirà con un raffinato incontro di sapori promosso nel light dinner firmata Vico Pizza & Wine e accompagnata da musica dal vivo, in una suggestiva atmosfera affacciata sul Mediterraneo, pensata per favorire ulteriori occasioni di incontro e networking tra ospiti, produttori e professionisti.
Capri Wine Experience è promossa in collaborazione con Planify Events & Communication e That's Amore Capri, con la media partnership de Le Guide de L'Espresso e nasce con l’ambizione di affermarsi come un appuntamento di riferimento nel panorama degli eventi dedicati al vino italiano, valorizzando il dialogo tra eccellenza produttiva, cultura del territorio e qualità dell’esperienza. Un viaggio sensoriale e culturale che celebra il meglio dell’enologia italiana nella straordinaria cornice dell’Isola di Capri.


LE CONVERSAZIONI 2026 CAPRI

Il festival internazionale di Antonio Monda e Davide Azzolini festeggia 20 anni, Ospiti a CAPRI della 21ª edizione dal 26 giugno al 5 luglio – Piazzetta Tragar Jan Brokken, Maurizio De Giovanni, Nicola Gardini, William Oldroyd, Yasmina Reza, Walter Siti.

Il festival internazionale Le Conversazioni ideato da Antonio Monda e Davide Azzolini celebra il suo ventesimo anniversario e torna con gli appuntamenti estivi 2026 a Capri, dopo gli eventi a New York e Roma, con sei incontri con i protagonisti della cultura contemporanea.

 

Nella suggestiva cornice di Piazzetta Tragara (ore 19), dal 26 al 28 giugno, saranno ospiti Jan Brokken, Maurizio De Giovanni e Nicola Gardini, e poi dal 3 al 5 luglio, William Oldroyd, Yasmina Reza e Walter Siti.

 

L’edizione 2026 si interroga su uno dei concetti più potenti e ambivalenti del nostro tempo: la Sfida, partendo da una citazione di Albert Einstein: «Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.» Un invito per gli ospiti a riflettere sul tema di questa edizione cercando di andare oltre una singola verità troppo facilmente condivisibile, interrogandosi se la vera sfida non sia accettare la routine, anche a rischio di una lenta agonia, ed esplorando il suo significato nelle diverse culture, epoche e contesti sociali.

 

Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

 

Il calendario de Le Conversazioni 2026 conferma ancora una volta la forte identità di un festival diffuso che spazia tra diverse città e nazioni. Un festival internazionale itinerante, infaticabile laboratorio di idee che conta ad oggi centinaia di ospiti e che da vent’anni, dal 2006, organizza eventi a New York, Washington, Bogotà, Parigi, Milano, Roma, Napoli, Capri e Palermo.

In due decenni il festival ha esplorato i temi più urgenti e profondi dell'esistenza umana: identità, memoria, vizi capitali, diritti umani, eros, politicamente corretto, vincitori e vinti, corruzione e purezza, rivoluzione, diversità, menzogna, felicità, pregiudizio, desiderio, tradimento, viaggio, tempo e tabù.

 

Tra i tanti protagonisti della cultura internazionale che hanno preso parte in questi 20 anni de Le Conversazioni: Jonathan Franzen, Jeffrey Eugenides, David Foster Wallace, Martin Amis, Ethan Coen, Michael Cunningham, Ian McEwan, Chuck Palahniuk, Salman Rushdie, Paul Auster, Patrick McGrath, E. L. Doctorow, Jonathan Safran Foer, Joshua Ferris, David Byrne, Colum McCann, Michael Chabon, Elizabeth Strout, Donna Tartt, Hanif Kureishi, Nicole Krauss, Colm Toibin, Anna Funder, Junot Diaz, Rachel Kushner, Don DeLillo, Erica Jong, Gay Talese, Wole Soyinka, Jamaica Kincaid, Marlon James, Fran Lebowitz, Dave Eggers, Patti Smith, Martin Scorsese, John Banville, Ian Buruma, David Mamet, Bennett Miller, Anne Applebaum, Manuel Vilas, Ari Aster, Laurie Anderson, Joshua Cohen, Siri Hustvedt, Anthony Appiah e molti altri. Tra gli italiani ricordiamo Paolo Sorrentino, Alessandro Baricco, Jovanotti, Paolo Giordano, Sandro Veronesi, Claudio Magris, Alessandro Piperno, Massimo Cacciari, Pupi Avati, Nicola Lagioia, Melania Mazzucco e Gabriele Salvatores.

 

IL CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI A CAPRI

 

Ad aprire gli incontri a CAPRI, venerdì 26 giugno, sarà lo scrittore olandese Jan Brokken, i cui libri spesso intrecciano biografia, viaggio, storia e ricostruzione documentaria. Il suo ultimo lavoro è La malinconia del viaggiatore (Iperborea, 3 giugno 2026), una raccolta di quattordici racconti tra Europa e America, che segue La scoperta dell’Olanda (2025).

Sabato 27 giugno a conversare con Antonio Monda sarà lo scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e autore televisivo Maurizio de Giovanni che con il suo ultimo romanzo Il tempo dell'orologiaio (Feltrinelli, maggio 2026), ha concluso la saga de L'orologiaio di Brest.

A chiudere il primo week end di appuntamenti, domenica 28 giugno, sarà lo scrittore ed artista Nicola Gardini, che ha recentemente pubblicato il libro Daddy (Mondadori, febbraio 2026). Tra i saggi più recenti Il romanzo più bello del mondo. L’Odissea raccontata da Nicola Gardini (Garzanti, 2025) ed Eco in una casa nuova. Dire e ascoltare il dolore (Aboca, 2025).

 

Venerdì 3 luglio, ad aprire il secondo week end sarà il regista e sceneggiatore britannico William Oldroyd, che ha esordito con il film Lady Macbeth (2016), e nel 2023 esce con il film Eileen. Il suo lavoro più recente è la serie His & Hers, interpretata da Tessa Thompson, uscita su Netflix a gennaio 2026.

Sabato 4 luglio sarà ospite Yasmina Reza, una delle più celebrate drammaturghe, scrittrici e sceneggiatrici francesi contemporanee. Tra le sue opere teatrali più note Art e Il dio del massacro (Adelphi), adattato per il cinema da Roman Polanski con il titolo Carnage. Il suo ultimo lavoro si intitola Da nessuna parte (Adelphi, febbraio 2026) composto da due testi finora inediti in Italia, e riuniti in un unico volume.

Domenica 5 luglio chiuderà gli incontri a Capri lo scrittore Walter Siti. vincitore del Premio Strega nel 2013 con il romanzo Resistere non serve a niente (Rizzoli, 2012). Tra i suoi ultimi saggi La fuga immobile. Lo strano caso della generazione Z (Silvio Berlusconi Editore, 2025) e Il romanzo sotto accusa, raccolta di saggi in uscita il 23 giugno con Rizzoli.

 

GLI APPUNTAMENTI DA INIZIO ANNO

 

Le Conversazioni 2026 sono iniziate già a gennaio con una serie di incontri internazionali che hanno attraversato Roma e New York.

Protagonisti a Palazzo Merulana sono stati Paolo di Paolo e Valerio Magrelli, mentre nei giardini dell’Hotel de Russie sono stati ospiti Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini. Sempre a Roma, in collaborazione con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, si sono svolti gli incontri con Giuseppe Tornatore, Chiara Gamberale e Francesco Piccolo.

A New York, come di consueto, gli eventi sono stati ospitati in sedi di grande prestigio. Stuart Klawans e Katie Kitamura sono stati protagonisti alla New York Society Library; Joyce Carol Oates alla New York Historical; Colum McCann, Ira Sachs e Olivier Guez alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University.

 

Gli incontri internazionali a Roma e New York riprenderanno da settembre fino alla fine dell’anno.

 

Le Conversazioni Capri 2026 è presentato da Dazzle Communication, in collaborazione con il Comune di Capri, con il sostegno di Fondazione Lottomatica, e con il contributo di Persol e Generali come Official Sponsor, con il supporto del Grand Hotel Quisisana e con ntdesign, Netcongress e Hotel Punta Tragara quali Partner del festival.

 

Si ringrazia Eni per il prezioso sostegno in qualità di main sponsor a Roma.

 

 

www.leconversazioni.it

LE CONVERSAZIONI 2026

CAPRI | il programma

 

CAPRI
Piazzetta Tragara - ore 19.00

ven 26/6 Jan Brokken

sab 27/6 Maurizio De Giovanni

dom 28/6 Nicola Gardini

ven 3/7 William Oldroyd

sab 4/7 Yasmina Reza

dom 5/7 Walter Siti

Nicoletta Polla Mattiot a Scampia martedì 23 giugno 2026 alla Rettoria Santa Maria della Speranza, presentazione libro IL SILENZIO E' RIVOLUZIONE

Prosegue il percorso degli incontri della “Scuola di cultura solidale” a Scampia: presentazioni di libri orientate a sensibilizzare la cittadinanza di Napoli nel condividere una cultura consapevole dell’urgenza della solidarietà sociale. La scelta di ospitare le presentazioni, in presenza degli autori, a Scampia, è dettata dalla volontà di posizionarsi in un luogo emblematico di emarginazione sociale.
In questo appuntamento ospiteremo la professoressa Nicoletta Polla-Mattiot, autrice del volume “Il silenzio è rivoluzione. Ascoltare il suono della vita”.
Da sempre il silenzio inquieta. Evoca paura e disagio. E l'ultimo gesto, la fine. La nostra società - iperveloce, perennemente connessa - non tollera l'assenza, la rimuove. Viviamo, senza rendercene conto, in un sottofondo incessante di parole, distrazioni, stimoli. Il rumore, digitale e sociale, sta saturando ogni interstizio dell'esperienza. Parlare è la norma, tacere è sospetto. Eppure, nel flusso di sollecitazioni in cui siamo immersi, la vera rivoluzione è il silenzio, che non è una semplice assenza di suoni, ma un terreno fertile dove possono nascere il pensiero, la creatività, la consapevolezza e l'empatia. Attraverso un percorso che fonde autobiografia, arte, neuroscienze, spiritualità, filosofia e sociologia, questo libro è un appello a riabilitare il silenzio come risorsa vitale, non come vuoto da temere. Dalle pause nel rumore urbano alle camere anecoiche, fino alle strategie di marketing che trasformano la quiete in bene di lusso, ogni pagina ci invita a mettere il silenzio al centro delle nostre vite, e a rivendicarlo in quanto spazio politico e collettivo. 
Nicoletta Polla-Mattiot, giornalista, studia il silenzio come strumento di comunicazione dal 1988, con attività di ricerca e didattica. Sull'argomento ha scritto libri, articoli, saggi. Fra gli altri, Le funzioni comunicative del silenzio (1990), Harold Pinter, il teatro, il pubblico e il silenzio (2001), Il paradosso del silenzio (200g), Pause (2012), Esplorare il silenzio (2019) e Singolare femminile (2010). Nel 2010, ha fondato con Duccio Demetrio l'Accademia del Silenzio, scuola di pedagogia e comunicazione del silenzio. Dal 2019 insegna Silenzio e Comunicazione all'Università IULM Facoltà di Comunicazione, Arti e Media).


Info e contatti:
Chiesa “Santa Maria Speranza” in Scampia
Via Arcangelo Ghisleri 5, 80144 Napoli
329 633 83333 – rettoriascampia@gmail.com 
www.chiesasmsperanza.it/scuola-cultura-solidale-2

Ingresso libero

TORNANO LE VISITE ALLE TERME SUBURBANE

Da giugno a dicembre 2026, visite accompagnate a uno dei complessi termali più conservati del mondo romano.
 
Riprendono al Parco Archeologico di Ercolano le visite accompagnate alle Terme Suburbane, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni, il progetto torna nel 2026 offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana.
Le visite si svolgeranno ogni sabato nei mesi di apertura, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza. I gruppi, composti da un massimo di 15 partecipanti, saranno accompagnati dal personale del Parco con supporto di materiali accessibili tramite QR Code. I visitatori indosseranno casco protettivo per tutta la durata del percorso (circa 1 ora).
«La riapertura delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per restituire al pubblico uno spazio straordinario, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo.»
Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano
Calendario 2026
Giugno sabato 20 e sabato 27 giugno
Ottobre sabato 17, 24 e 31 ottobre
Novembre sabato 7, 14, 21 e 28 novembre
Dicembre sabato 5 e 12 dicembre
Turni di visita
Gruppi da max 15 partecipanti per turno. 6 turni nei mesi estivi, 5 a partire dal 17 ottobre (orario invernale).
Mattina
ore 9.30 – 10.30 visita in italiano
ore 10.30 – 11.30 visita in inglese
ore 11.30 – 12.30 visita in italiano
Pomeriggio
ore 14.30 – 15.30 visita in italiano
ore 15.30 – 16.30 visita in inglese
ore 16.30 – 17.30 visita in italiano (sospeso dal 17 ottobre per orario invernale)
Il punto di raccolta è la Terrazza di Marco Nonio Balbo, indicata sulla mappa del Parco consegnata all’ingresso.
Biglietti e prenotazioni
Biglietto integrato: 21 € (16 € ingresso Parco + 5 € visita Terme Suburbane)
18–25 anni: 5 € (agevolazione prevista dalla normativa vigente)
Prenotazioni (online e in sede): CoopCulture — canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano
Le Terme Suburbane — situate in prossimità dell’antica linea di costa — conservano preziose decorazioni e ambienti di grande interesse storico e archeologico, offrendo uno spaccato privilegiato delle pratiche sociali e del benessere nell’antichità. Con questa iniziativa il Parco conferma il proprio impegno nel rendere il patrimonio sempre più accessibile, coniugando tutela, sicurezza e qualità dell’esperienza culturale.

Repertorio professioni Campania, dopo diffida arriva il nuovo decreto

Movimento: “Nostra vittoria, ora si apra al dialogo con gli stakeholder”. Il segretario del sindacato datoriale Nicola Troisi: “La Regione nei fatti corregge le criticità che abbiamo sollevato con la nostra diffida. Ora si apra a un dialogo necessario con gli enti senza dover arrivare ogni volta alle richieste formali e legali”.

 

“Con il decreto dirigenziale che di fatto corregge il numero 325 per cui abbiamo chiesto diffida e seguente messa in mora, la Regione in soldoni ha ritenuto valide gran parte delle nostre istanze. È una nostra vittoria, che dimostra quanto importante sia il punto di vista di chi lavora sul campo ogni giorno per una formazione professionale utile e trasparente in Campania. Ora il nostro auspicio è che si possa aprire al dialogo con gli stakeholder in maniera costante e strutturale”. Lo dichiara Nicola Troisi, segretario del Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate, storico sindacato datoriale di categoria in Campania.

Il riferimento è al nuovo decreto circolante in queste ore, il 381 del 12 giugno 2026, che “nei fatti corregge le criticità che abbiamo sollevato con la nostra diffida”, sottolinea Troisi. Tra queste, un passaggio più soft e meno traumatico tra vecchi e nuovi corsi: la Regione ha agganciato la decorrenza dei 10 giorni alla pubblicazione del singolo atto di aggiornamento (prima non c'era alcun aggancio), eliminando il vuoto normativo in cui le scuole restavano senza corsi attivabili. “Il decreto 325 prevedeva che le schede dei corsi oggi attivabili restassero nell'area pubblica del Repertorio regionale delle qualificazioni per soli dieci giorni dalla pubblicazione, decorsi i quali sarebbero diventate inaccessibili, mentre le versioni aggiornate e referenziate al quadro europeo delle qualifiche venivano rinviate a un momento successivo senza alcun termine. Si apriva così una finestra di durata indefinita in cui le scuole non avevano più né i corsi di prima né quelli nuovi, e nessun percorso poteva partire”, ricorda Troisi. Il decreto 381 interviene proprio su questo punto. Le attuali schede descrittive degli standard professionali e formativi di dettaglio delle qualificazioni del Repertorio saranno sostituite in modo progressivo, attraverso specifici atti amministrativi di aggiornamento, e il termine di dieci giorni decorrerà soltanto dalla pubblicazione sul BURC del singolo provvedimento di aggiornamento. Entro quel termine le agenzie formative potranno generare i percorsi, con relativo CUP, sulla base degli standard ancora vigenti; soltanto dopo subentreranno i nuovi profili. Resta fermo il termine di centottanta giorni per l'avvio delle relative attività corsuali.

“È esattamente la richiesta di buon senso che avevamo avanzato: che i vecchi standard non vengano rimossi finché non sono pubblicati quelli nuovi, con una decorrenza certa e un periodo transitorio a tutela dei percorsi già programmati”, osserva il segretario. “Parliamo di qualificazioni che valgono come titoli nelle graduatorie ATA, il cui aggiornamento per soli titoli è atteso nella primavera del 2027 con cadenza triennale: bloccare adesso la partenza dei corsi avrebbe significato togliere a molti un'opportunità che non si sarebbe ripresentata prima di tre anni”.

Troisi conclude sottolineando la parte della diffida che ad oggi resta non accolta: quella del confronto con le parti. “Abbiamo dimostrato in questa occasione quanto utile sia l’apporto di chi è in campo ogni giorno per trovare soluzioni reali e attuabili a problemi comuni. Il tavolo tra sindacati e assessorato non può attendere oltre. Ora si apra a un dialogo necessario con gli enti, senza dover arrivare ogni volta alle richieste formali e legali”.


Esame di Stato 2026, "la scuola non può essere ridotta a una questione di risparmio"

Alla vigilia dell’insediamento delle commissioni per gli Esami di Stato, Ottavio De Luca, Segretario generale della FLC CGIL Campania, interviene sulle criticità del nuovo assetto della maturità.

La riduzione dei componenti delle commissioni, il ridimensionamento degli spazi di autonomia valutativa e il peso crescente attribuito alla formazione scuola-lavoro rischiano di spostare l’attenzione dalla qualità del percorso formativo alla sola logica del contenimento della spesa e dell’adattamento al mercato.

Per la FLC CGIL la scuola deve restare prima di tutto luogo di crescita culturale, civile e personale, non terreno su cui “fare cassa” né semplice anticamera dell’occupabilità.

Di seguito l’intervista completa al segretario Ottavio De Luca: https://www.facebook.com/reel/1065977422418997

Simone Manzi, “Con Rai Cultura la prima importante regia”

Il giovane regista racconta "La Gravità del Superfluo", il documentario di Rai Cultura, condotto da Barbara De Nuntis, prodotto da Kluck Studio e dedicato a uno degli artisti contemporanei italiani più riconoscibili sulla scena internazionale.

Giovane, preparato, determinato. Simone Manzi, classe 2000, è uno dei nuovi nomi da osservare nel panorama audiovisivo italiano. Regista, sceneggiatore e filmmaker, si è formato tra recitazione, cinema, teatro e nuovi media, affiancando negli ultimi anni il regista, autore e direttore artistico Walter Garibaldi, che Simone considera il suo maestro e il primo vero sostenitore del suo talento. Oggi Manzi firma la regia de “La Gravità del Superfluo-Daniele Sigalot”, documentario di Rai Cultura e prodotto da Kluck Studio, dedicato all’universo creativo dell’artista romano Daniele Sigalot. Un progetto importante, in onda su Rai 5, e sempre disponibile su Rai Play, che segna per lui una tappa decisiva: la prima regia televisiva di grande rilievo

Simone, “La Gravità del Superfluo-Daniele Sigalot” rappresenta per te una tappa molto importante. Che valore ha questa regia nel tuo percorso?

Ha un valore enorme. È la prima regia di rilievo, un progetto che arriva su Rai Cultura e che mi ha dato la possibilità di misurarmi con un linguaggio alto, complesso, raffinato.

Raccontare Daniele Sigalot non significa semplicemente filmare delle opere: significa entrare dentro un universo creativo, dentro un pensiero, dentro una poetica fatta di contrasti, leggerezza apparente e grande profondità. Per me è stato un passaggio di crescita fondamentale. Ho sentito il peso della responsabilità, ma anche la bellezza di poter trasformare quella responsabilità in immagini, ritmo, racconto.

Questa occasione arriva attraverso Walter Garibaldi, che ha avuto un ruolo centrale nella tua formazione. Che rapporto professionale vi lega?

Walter Garibaldi è il mio maestro. Lo dico senza retorica. È stato il primo a credere davvero nelle mie capacità, a guardarmi non soltanto come un ragazzo giovane con una passione, ma come qualcuno su cui investire, da formare, da responsabilizzare. Studiare e lavorare accanto a lui mi ha insegnato tantissimo. Walter è un autore, un direttore artistico e un regista di grande cultura, sensibilità e intelligenza. Per me rappresenta un punto di riferimento raro, perché unisce esperienza, visione e generosità. È una figura che considero un pilastro dello spettacolo italiano, non soltanto per quello che ha fatto, ma per il modo in cui sa leggere il talento degli altri e accompagnarlo.

Prima di questo documentario, Walter Garibaldi ti aveva già voluto accanto nel film "Nonna ci produce un film". Quanto è stato importante quel passaggio?

La pellicola, scritta da Walter Garibaldi e recentemente acquistata dalla Rai, è stata fondamentale. Walter mi ha voluto accanto in quel progetto e lì ho potuto osservare da vicino il suo metodo, il suo modo di costruire una scena, di parlare agli attori, di tenere insieme visione artistica e concretezza produttiva.

Credo che proprio quel percorso abbia creato le condizioni per questo nuovo passo. La fiducia non nasce mai dal nulla: si costruisce lavorando, sbagliando, imparando.

Quando poi Walter mi ha affidato la regia de "La Gravità del Superfluo", ho capito che quella fiducia era diventata una vera responsabilità artistica.

Che cosa ti ha colpito di Daniele Sigalot come artista e come protagonista del documentario?

Mi ha colpito il suo modo di ribaltare le percezioni. Daniele lavora spesso su materiali forti, industriali, come il ferro e l’acciaio, ma riesce a trasformarli in qualcosa che allo sguardo appare leggero, quasi fragile, a volte persino ironico. C’è un cortocircuito molto affascinante tra ciò che un materiale è e ciò che sembra essere. Da regista questa cosa è potentissima, perché ti obbliga a non fermarti alla superficie. Dovevo trovare un modo per raccontare non solo le opere, ma anche l’idea che le attraversa. Il documentario prova proprio a fare questo: accompagnare lo spettatore dentro una visione, non semplicemente davanti a una mostra.

Il documentario è condotto da Barbara De Nuntis. Com’è stato lavorare con lei?

È stato un grande onore. Barbara De Nuntis è una conduttrice elegante, preparata, capace di entrare nel racconto con grande sensibilità. Ha una presenza scenica naturale, ma soprattutto ha un ascolto vero. Non conduce “sopra” il documentario: lo accompagna, lo attraversa, lo rende più vicino allo spettatore. La sua esperienza tra cinema, televisione e teatro si sente tutta, ma non diventa mai distanza. Al contrario, porta sicurezza, ritmo e umanità. Credo che il suo ritorno alla conduzione in questo progetto sia uno degli elementi più belli e forti del documentario.

Nel progetto compare anche il nome di Kluck Studio. Come nasce questa società?

Kluck Studio nasce da un’idea condivisa con Walter: creare una realtà produttiva capace di dare spazio ai talenti, alla creatività, alle idee nuove, senza chiudersi dentro schemi rigidi.

Con Walter abbiamo immaginato Kluck Studio come un luogo in cui generazioni diverse possano incontrarsi. Da una parte l’esperienza, la cultura, la conoscenza del mestiere; dall’altra l’energia dei giovani, il desiderio di sperimentare, l’urgenza di raccontare.

Nel tuo curriculum ci sono cortometraggi, videoclip, spot, assistenze alla regia, lavori per il sociale e per il mondo dello spettacolo. Quanto conta questa varietà?

Conta tantissimo. Io credo che un regista debba cimentarsi con linguaggi diversi. Ogni esperienza ti dà qualcosa: il videoclip ti insegna il ritmo, lo spot ti insegna la sintesi, il cortometraggio ti insegna la narrazione, l’assistenza alla regia ti insegna l’umiltà del set.

Ho avuto la fortuna di lavorare su progetti molto diversi, anche legati a temi sociali importanti, come la donazione del sangue o la disabilità. Tutto questo mi ha formato non solo tecnicamente, ma anche umanamente. La regia non è solo estetica: è responsabilità verso ciò che racconti.

Ti senti più vicino al cinema, al teatro o alla televisione?

Mi sento vicino a tutti e tre, in modo diverso. Il cinema mi dà la possibilità di costruire mondi, il teatro mi ricorda la centralità dell’attore e della parola viva, la televisione mi obbliga a dialogare con un pubblico ampio e reale..

Dopo La Gravità del Superfluo, cosa dobbiamo aspettarci da Simone Manzi?

Ci sono tanti progetti. Davvero tanti. Posso dire che continuerò a firmare regie e a lavorare su storie diverse, mantenendo sempre un equilibrio tra cinema, teatro e televisione. Mi interessa crescere, sperimentare, confrontarmi con artisti, attori, autori e produttori che abbiano qualcosa da dire. Questo documentario è un punto di arrivo, ma soprattutto un punto di partenza. Mi ha insegnato che anche un giovane regista può affrontare progetti importanti, se ha accanto maestri veri, una squadra forte e la volontà di non accontentarsi mai.