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mercoledì 15 luglio 2026

il 31 luglio 2026 a Napoli, OZ, Canto per un regno usurpato Dal film The Wizard of Oz di Larry Semon

Una terra usurpata, una sovrana scomparsa e un popolo alla ricerca di una guida giusta. È da questi elementi che prende vita NAPOL→OZ – Canto per un regno usurpato, il nuovo progetto di Babayaga Teatro che unisce cinema muto, musica dal vivo e teatro in una rilettura contemporanea della celebre favola di Oz. Iniziativa promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell'ambito dell'Estate a Napoli 2026 – «Teatro e danza al Castello» / «Arene cinematografiche estive»."

Lo spettacolo, ideato e diretto da Rosalba Di Girolamo, andrà in scena il 31 luglio alle ore 21 al Maschio Angioino e propone un’esperienza immersiva in cui immagini, suoni e parole si incontrano per interrogare il presente attraverso i temi del potere, della libertà e della giustizia.

Alla base del progetto c’è una scelta precisa: attraversare il mito dell’illusione per mettere in luce i meccanismi del potere. La favola di Oz racconta infatti la storia di un Regno fondato sull’apparenza e governato attraverso la propaganda e la mistificazione, e di una comunità chiamata a riconoscere la verità.

Napoli diventa il punto di osservazione privilegiato di questa rilettura: una città complessa e stratificata, segnata da conflitti e trasformazioni, ma anche da una innata capacità di generare linguaggi artistici che diventano forme di resistenza culturale.

Il punto di partenza di NAPOL→OZ è la pellicola storica The Wizard of Oz di Larry Semon, realizzata nel 1925. Le immagini del film muto vengono rielaborate in chiave contemporanea attraverso la rilettura di Alessandra Carchedi, in dialogo con la performance dal vivo.

La narrazione visiva è accompagnata da una colonna sonora originale composta per lo spettacolo da Pier Paolo Polcari ed eseguita dal vivo insieme ad Antonio Della Ragione. La musica incontra il canto di Sara Vanderwert e la voce di Rosalba Di Girolamo, creando un intreccio tra linguaggi differenti.

Cinema, teatro e musica si fondono così in un percorso poetico e contemporaneo che invita lo spettatore a interrogarsi sulla responsabilità delle proprie scelte e sul valore della libertà collettiva.

 

«Il Mago di Oz – dice la Di Girolamo – è stato il primo libro che ho letto da bambina e da tempo desideravo raccontarlo attraverso l’esperienza artistica e di vita maturata negli anni. La storia racconta di un potere costruito sull’apparenza: Oz è un regno usurpato e governato da un mago impostore, tema che oggi ci parla con una forza sorprendente. Ho scelto di partire dal film del 1925 di Larry Semon perché, rispetto alle versioni più note della storia, affronta questo tema con un’estetica affascinante e una visione profondamente attuale. Con NAPOL→OZ ho voluto attraversare questa allegoria del mondo attraverso lo sguardo di Napoli, la città attraverso la quale osservo la realtà; in cui incontro compagni di viaggio che, come me, condividono l’utopia di poter trasformare la realtà attraverso l’arte: una città dove l’arte ha spesso preso posizione e generato trasformazioni.

Viviamo un tempo attraversato da dolori, conflitti e ingiustizie. Credo che noi artisti abbiamo il compito di raccontare e di cercare il linguaggio “giusto” per farlo. Questo per me significa “sperimentazione”: la ricerca di forme capaci di innescare domande, creare consapevolezza e arrivare al cuore. Perché l’arte è un fatto politico, ma sempre e comunque poetico.

La chiamata agli artisti coinvolti è nata dal desiderio di creare un incontro tra linguaggi ed esperienze differenti, dove il dialogo e le interconnessioni potessero generare qualcosa di inaspettato».

«Sono davvero felice – dice Pier Paolo Polcari - di poter musicare una Favola che ci racconta di resilienza e libertà. Lo farò in compagnia di due grandissimi musicisti come Antonio Della Ragione e Sara Vanderwert, e insieme proveremo a tradurre in note il multiforme progetto da Rosalba Di Girolamo . Non vediamo l’ora di misurarci con un film tanto intenso quanto evocativo».

Con NAPOL→OZ – Canto per un regno usurpato, Babayaga Teatro propone un incontro tra un’opera cinematografica del passato e le domande del presente, affidando all’arte il compito di creare nuove prospettive e aprire spazi di riflessione.

 

Don Carlo Night, al Lonely Avenue di Roma una serata dedicata al liquore artigianale alle erbe di Eboli

Nel cocktail bar più piccolo della capitale masterclass di Carlo Gargiulo e drink inediti del bartender Tumi Sachs.

 Si è tenuta lo scorso 9 luglio una serata speciale che ha visto Amaro Don Carlo, il pluripremiato liquore artigianale alle erbe di Eboli di Carlo Gargiulo e Angela Caliendo, protagonista al Lonely Avenue Cocktail Bar di Roma, un locale nel cuore del quartiere Testaccio noto nella capitale per essere sinonimo di bere di qualità.

L’evento si è aperto con una masterclass a cura di Carlo Gargiulo che ha illustrato al pubblico presente la storia del prodotto, le tecniche di realizzazione, le tradizioni del territorio, il profilo aromatico, i possibili utilizzi e i progetti futuri. E’ stata l’occasione, dunque, per offrire agli ospiti la possibilità di fare un viaggio, affascinante e approfondito, negli aspetti numerosi e complessi che si celano dietro la bottiglia.

“La storia di questo amaro nasce circa trentacinque anni fa grazie a mia moglie, Angela Caliendo. Fin da ragazza amava sperimentare in casa e creare ricette proprie. Quando abbiamo ripreso l’attività di famiglia, un’azienda storica che quest’anno celebra sessant’anni di attività, abbiamo deciso di realizzare qualcosa che ci rappresentasse davvero. È stato allora che Angela ha iniziato a lavorare a questo progetto”, così inizia il suo intervento Carlo Gargiulo.

Un progetto che nasce non solo con l’intento di produrre un buon amaro ma di “valorizzare il territorio in cui viviamo. Ci troviamo nell’entroterra tra le province di Salerno e Napoli e abbiamo sempre desiderato portare fuori dai confini locali le eccellenze della nostra terra, raccontandone la qualità e la tradizione attraverso quello che produciamo”.

Grande la prospettiva di evoluzione di Amaro Don Carlo nel tempo come sottolineato da Carlo stesso. “Nel corso degli anni abbiamo effettuato diverse degustazioni verticali. Recentemente, durante un incontro con alcuni giornalisti americani, abbiamo aperto la prima bottiglia imbottigliata nel 1993”. E continua: “L’evoluzione mostrata è stata sorprendente: il colore era diventato ancora più intenso e il profilo aromatico completamente diverso rispetto a quello attuale. Naturalmente la ricetta è stata perfezionata negli anni e oggi il prodotto ha raggiunto un equilibrio che allora non avevamo ancora ottenuto”.

Interessanti e competenti le domande che sono state rivolte durante la presentazione come quelle relative alle diverse temperature di degustazione e il legame tra la produzione artigianale e i riconoscimenti internazionali.

Per l’occasione, il bartender Tumi Sachs ha preparato quattro cocktail inediti, tutti a base di Amaro Don Carlo.

Tumi Sachs, ex Head Bartender al Marchese Amaro Bar con un bagaglio di importanti esperienze in locali di alto livello e in hotel di lusso nel mondo, è specializzato nella miscelazione con gli amari ed ha la sua base proprio a Roma dove condivide, con dedizione e passione, conoscenze e creazioni con gli appassionati di amari provenienti da tutto il mondo.

Ispirandosi alla bicicletta, alla locomotiva e alla mongolfiera presenti sull’etichetta, sono stati creati e proposti drink di epoche diverse che evidenziano la versatilità del suo carattere: un vintage del proibizionismo, un classico senza tempo e un classico della nuova era.

Questi nel dettaglio i cocktail proposti in degustazione.

 

Penicillin: Blended Scotch, Amaro Don Carlo, Ginger, Lemon

Naked & Famous: Tequila bianco, Amaro Don Carlo, Limoncello, Lemon

Martínez: London Dry Gin, Amaro Don Carlo, Maraschino, Bitters

Little Italy: Rye Whisky, Amaro Don Carlo, Vermouth Blend

 

Una serata in cui si è potuta dimostrare e far toccare con mano la poliedricità di Amaro Don Carlo attraverso diversi stili di miscelazione, una importante occasione quindi per mostrare ad appassionati del mondo degli spirits e alla community dei cocktail bar il suo valore per l’utilizzo nella mixology di alto livello e non solo come classico digestivo.

"San Marzano Land”, II edizione tra terra, dibattiti e gastronomia

Definito l’“Oro rosso” della Campania, il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino incarna una sinergia virtuosa tra prodotto e territorio.

Una storia affascinante che, secondo la tradizione, ha inizio nel 1770, quando il viceré del Perù donò a Ferdinando IV di Borbone i semi di una varietà destinata a diventare iconica.

Sarà proprio questo prezioso frutto il protagonista della seconda edizione di San Marzano Land, in programma ad Acerra lunedì 20 luglio, data che segna ufficialmente l'avvio della stagione di raccolta.

L’iniziativa, promossa dal Gruppo Nolano, custode di questa tradizione da oltre sessant’anni nonché realtà imprenditoriale che conferisce circa il 25% del volume complessivo del prodotto, si propone come un vero e proprio percorso narrativo e sensoriale, volto a valorizzare non solo la qualità del pomodoro, ma l'intera filiera e il suo legame con la cultura gastronomica campana e nazionale.

 L’evento si articolerà in due momenti: si parte alle 17:30, con una visita tra i filari dei campi Nolano, durante la quale i visitatori potranno osservare da vicino i segreti della coltivazione e della raccolta e si sposterà, in serata, nella suggestiva cornice di Tenuta Luis, teatro di un ricco programma che vedrà alternarsi show cooking d'autore, dibattiti con esperti del settore, moderati dalla giornalista di Radio Punto Zero, Stefania Sirignano, e degustazioni guidate.

 L’evento, patrocinato dal Comune di Acerra, intende dare voce a tutti gli attori della filiera: dai coltivatori che tutelano la biodiversità agli chef che trasformano la materia prima.

Quest'anno, l’edizione vanta un partner d’eccezione: The Best Chef Awards e The Best Pizza Awards.

Il panel dei relatori impegnati nei talk vedrà alternarsi voci autorevoli della scienza, della critica e della cucina: interverranno, per approfondire gli aspetti scientifici e colturali, l'agronomo Gianluca Iovine e il virologo e ricercatore del CNR, Giuseppe Parrella; Ilaria Rimessi, Head of Events per The Best Chef/Pizza Awards analizzerà il posizionamento internazionale del prodotto, mentre la giornalista enogastronomica Monica Caradonna, ideatrice dell’ EGO Food Fest di Taranto, evidenzierà come il settore enogastronomico possa fungere da volano per la promozione e la valorizzazione del territorio.

Il racconto del pomodoro tra innovazione e tutela digitale sarà affidato a Pino Coletti, fondatore di Authentico, e al noto content creator Vincenzo Viscusi di "Malati di Pizza"; lo chef Paolo Gramaglia, del ristorante stellato President di Pompei, offrirà il punto di vista dell'alta ristorazione sul valore gastronomico dell'oro rosso campano.

La serata entrerà nel vivo con l'accensione dei forni, animati dai "Pizza Resident".

A dar vita a questa celebrazione del gusto saranno artigiani di rilievo nazionale: Andrea Serra, della storica pizzeria Bedin dal 1862 a Genova; Fabio Ciano di Cianò, già campione del mondo Pizza DOC; Gaetano Paolella dell'omonima pizzeria di Acerra, premiata con i 3 Spicchi dal Gambero Rosso; il maestro pizzaiolo Mauricio Dulanto e Nino Pannella, anima della Pizzeria da Nino Pannella di Acerra, insignita dei 2 Spicchi Gambero Rosso.

Successivamente, a partire dalle ore 22:00, i riflettori si sposteranno sullo show cooking d'autore intitolato "The Best Pizza – The Best San Marzano Use".

Questo atteso momento vedrà alternarsi al banco i maestri pizzaioli inseriti nella prestigiosa classifica mondiale dei 100 migliori al mondo di The Best Pizza Awards, affiancati per l'occasione da grandi firme della ristorazione e della panificazione.

Tra i protagonisti dell'arte bianca si esibiranno Amalia Costantini di Mater di Fiano Romano; Ciro Tutino del napoletano BRO; Cristiano Piccirillo, della storica insegna Masardona; Davide Argentino di Forbici a Manchester; Enzo Bastelli di Basta Pizzeria, a Nola; Luca Fabozzi di Licoli e Vincenzo Abbate.

Ad arricchire la performance culinaria ci saranno la visione e l'estro di Vincenzo Guarino, executive chef de La corte degli Dei di Agerola; Luigi Marino della celebre Trattoria Nennella e Raffaele Puopolo, resident chef di casa Nolano, assieme allo speciale contributo del pizza e pastry chef Szabolcs Szabadfi del Panificio il Basilico.

La manifestazione è resa possibile grazie ai partner: KBirr (birra), San Pellegrino Panna (acqua), Barrio Botanico (bar), Ocone Vini (vino), Sorì (latticini) e con il supporto tecnico di Imperial Tendaggi e Moretti Forni.

EUG 2026: AL PALASELE DI EBOLI I TORNEI DI TENNIS TAVOLO ANIMERANNO LE PRIME GIORNATE DEI GIOCHI

Mancano ormai quattro giorni alla cerimonia inaugurale degli Eug Salerno 2026, i Giochi Europei Universitari in programma dal 18 luglio al 1° agosto organizzati – per la prima volta in Italia – grazie alla sinergia tra l’Università di Salerno, il CUS Salerno e l’ADISURC e il supporto di FederCusi e della Regione Campania, nelle strutture sportive del Campus di Fisciano e Baronissi ed in quelle di 13 comuni delle province di Salerno ed Avellino. 


Tra le discipline che animeranno la prima settimana dei Giochi c’è il Tennis tavolo: articolato su ben sei distinti tabelloni (singolare maschile, doppio maschile, singolare femminile, doppio femminile e i due tornei a squadre) il torneo prenderà il via il 18 luglio (il giorno precedente si svolgerà la riunione tecnica e in seguito il sorteggio) e si concluderà il 22 luglio e sarà concentrato al PalaSele di Eboli dove sarà possibile assistere a ben otto incontri in contemporanea grazie all’allestimento predisposto dall’organizzazione.


“La scelta del PalaSele – spiega Francesco Virtuoso, delegato tecnico della FiTet per i Giochi e consigliere regionale della Federazione di specialità – è stata quasi obbligata. Il tennis tavolo può sembrare uno sport semplice da organizzare dal punto di vista logistico, ma in realtà non lo è. Bisogna infatti considerare che ogni area di gioco deve rispettare le misure internazionali di 14 metri per 7. Nel nostro caso è stato necessario allestire otto aree di gara e sei aree dedicate al training, il che richiede uno spazio molto ampio per garantire a tutti gli atleti le stesse condizioni di gioco e la stessa qualità delle attrezzature”.


Il ping-pong vanta una tradizione ben radicata in provincia di Salerno (sono ancora vivi i ricordi della favola della Libertas Alfaterna di Nocera) e gli Eug Salerno 2026 permettono di riportare questo sport al centro dell’attenzione nel territorio. 


“La provincia di Salerno - afferma Virtuoso - è una delle realtà che ha espresso un numero significativo di atleti di alto livello. Il tennis tavolo, infatti, è uno sport che in questo territorio è sempre stato praticato con ottimi risultati. Oltre all’entusiasmante parabola dell’Alfaterna a cavallo degli anni 80 e 90, con il raggiungimento e la disputa delle Coppe europee, anche Cava de’ Tirreni, con il TT Cava, ha disputato il campionato di Serie A2 fino a due anni fa e, dallo scorso anno, milita in Serie B1. Oltre a queste realtà storiche, la provincia può contare su numerose società che partecipano ai campionati nazionali e regionali, con atleti che continuano a ottenere risultati di rilievo a livello nazionale”.


L’evento coinvolgerà università provenienti da tutta Europa, tra queste troverà spazio anche l’Italia, con le rappresentative dell’Università di Salerno e dell’Università di Bologna, impegnate sia nel tabellone femminile sia in quello maschile. 


“Ci sono diversi atleti interessanti - dichiara Virtuoso - e la competizione sarà animata da un livello tecnico decisamente alto, con studenti provenienti da tutto il mondo. L'Italia sarà presente con Bologna e Salerno ma ci sono tante facoltà europee che saranno protagoniste provenienti dal Nord Europa e dall’Est. Ci sarà una rappresentativa di Belfast ed una della Repubblica di Cipro Nord che, con l’Università di Arkin, parteciperà sotto la bandiera dell’EUSA. Alcune università schierano anche atleti di altissimo livello provenienti da altre nazioni iscritti nei corsi dei loro Atenei: saranno presenti anche due atleti cinesi inseriti nella squadra di un’università inglese. Storicamente, in Europa, le nazioni che hanno espresso i migliori pongisti a livello mondiale sono la Francia, che negli ultimi anni può contare su atleti stabilmente ai vertici del ranking internazionale, oltre a Polonia e Svezia, realtà ormai consolidate nel panorama del tennis tavolo. Anche l’Italia dispone di ottimi atleti. Ci auguriamo che, nell’ambito di questa manifestazione universitaria, le rappresentative di Salerno e, eventualmente, di Bologna possano ottenere risultati di rilievo”.


A Debrecen, nella scorsa edizione di Eug, nel singolare maschile il titolo è andato al polacco Jakub Folwarski, atleta dell’Accademia Zamojski. Tra le donne, il successo nel singolare femminile è stato conquistato dalla portoghese Inês Matos, rappresentante dell’Università di Oporto. 


Nel doppio maschile la medaglia d’oro è stata conquistata dalla coppia turca composta da Ibrahim Gündüz e Amin Ahmadian, in rappresentanza della Istanbul Nişantaşı University. Nel doppio femminile il titolo è andato alle bulgare Kalina Hristova e Mariya Yovkova, portacolori dell’Università di Sofia St. Kliment Ohridski. 


Per quanto riguarda il torneo di squadra, al femminile il gradino più alto del podio è andato all’Università di Zagabria, mentre al maschile a imporsi è stata la Istanbul Nişantaşı University, università turca che ha bissato il successo ottenuto nel doppio maschile.

Acque di balneazione, Ditto: «Il tema non è soltanto il divieto stagionale, ma l’intera catena che porta l’acqua al mare»

L’imprenditore del settore dell’ospitalità interviene sul tema della qualità delle acque nel Golfo di Napoli.

 La qualità delle acque di balneazione torna al centro del dibattito sullo sviluppo, sulla tutela ambientale e sull’attrattività del territorio. Sull’argomento interviene Enrico Ditto, imprenditore del settore dell’ospitalità da tempo presente nella discussione sulla crescita di Napoli e della sua provincia.

Secondo Ditto, l’attenzione non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sul singolo divieto di balneazione o sull’esito di una determinata stagione, ma sull’intero sistema che incide sulla qualità delle acque.

«La balneabilità non si decide sulla battigia», osserva. «Quando si parla di acque classificate come insufficienti o di tratti temporaneamente interdetti, l’attenzione tende a concentrarsi sul divieto e sulla stagione in corso, come se il problema nascesse e terminasse durante l’estate. L’acqua che raggiunge il mare, invece, rappresenta il punto di arrivo di una catena molto più lunga. Finché guarderemo soltanto l’ultimo anello, continueremo a discutere degli effetti senza intervenire adeguatamente sulle possibili cause».

Per l’imprenditore, la questione è innanzitutto di metodo e di programmazione.

«Le condizioni di un tratto di costa non cambiano senza ragioni», afferma Ditto. «Reti fognarie, impianti di depurazione, controllo degli scarichi, manutenzione dei canali e delle foci sono tutti elementi collegati. Eventuali criticità in uno di questi ambiti possono riflettersi sulla qualità delle acque marine, anche a distanza di tempo e in aree differenti. Per questo il tema non può essere affrontato soltanto come un’emergenza che ritorna ogni estate, ma come una questione strutturale che richiede controlli continui, manutenzione e interventi programmati».

Ditto collega inoltre la qualità delle acque alla dimensione economica e reputazionale del territorio.

«Per un’area che vive di accoglienza, turismo e ospitalità, la qualità dell’acqua non rappresenta un capitolo ambientale separato dal resto», sostiene. «È parte della promessa che facciamo a chi sceglie di visitare e vivere il nostro territorio. Una costa che si presenta come attrattiva ma che può registrare tratti temporaneamente interdetti alla balneazione rischia di creare una distanza tra la narrazione e l’esperienza concreta. Una distanza che può pesare sulla credibilità e sulla reputazione dell’intero territorio».

Sul piano dell’informazione pubblica, Ditto invita infine a rafforzare il collegamento tra disponibilità dei dati e programmazione degli interventi.

«Le informazioni sulla qualità delle acque esistono, vengono raccolte e sono consultabili», facendo riferimento ai dati sulla balneazione presenti sul portale dell’ARPAC, e poi conclude. «Il passaggio che, a mio avviso, deve essere rafforzato riguarda la capacità di tradurre questi dati in decisioni, interventi e risultati verificabili nel tempo. La trasparenza è realmente utile quando diventa la base di un’azione concreta e programmata, non quando rimane soltanto un archivio da consultare a stagione già iniziata».

lunedì 13 luglio 2026

L’educazione e la socialità contro la devianza minorile, l’Estate al Giardino degli Scalzi

Arciconfraternita dei Pellegrini e Asso.gio.ca. promuovono l’Estate al Giardino degli Scalzi Martedì 14 Luglio 2026 ore 11.30 a Napoli, Vico Lungo S. Agostino degli Scalzi n.6.

 Una festa di quartiere per tenere alta la bandiera della legalità nelle zone a forte rischio di devianza minorile e di delinquenza dei giovani. È Estate al Giardino degli Scalzi che si tiene domani, martedì 14 luglio 2026 alle ore 11.30 organizzata di Asso.gio.ca, negli spazi del giardino storico di Materdei concessi dall’ Arciconfraternita dei Pellegrini di Napoli. La festa si aprirà con l’ esibizione musicale dei bambini che hanno frequentato i laboratori di musica; alle 11.30 ci sarà l’ intrattenimento con un giocoliere e alle 12.30 l’ aperitivo seguito dal pranzo per i bambini.

L’iniziativa quest’anno assume un rilievo particolare, dopo la vicenda del raid i Montesanto del 29 giugno scorso con il giovane armato di mitra in mezzo alla folla del quartiere.

 

La festa sarà aperta dai saluti del primicerio dell’ Arciconfraternita dei Pellegrini Giovanni Cacace e del presidente di Asso.gio.ca. – Associazione Gioventù Cattolica Gianfranco Wurzburger. Interverranno nel corso della mattinata il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli Aldo Policastro, la presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli Paola Brunese e la procuratrice Patrizia Imperato; le assessore comunali ai Giovani, alle Politiche Sociali e al Lavoro Chiara Marciani, all’ all'Istruzione e alle Famiglie Maura Striano e al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato; Hanno aderito all’iniziativa la presidente della VI Commissione regionale permanente (Istruzione, Cultura, Ricerca scientifica e Politiche sociali) Bruna Fiola, il prefetto di Napoli Michele Di Bari e il Vescovo ausiliare della Chiesa di Napoli Mons. Francesco Beneduce.

 

Quello del Giardino degli Scalzi è uno spazio di proprietà dell’Arciconfraternita dei Pellegrini che lo ha recuperato all’uso pubblico affidandone la cura all’associazione Asso.gio.ca. Qui, durante l’anno, si tengono attività di orto sociale ed educazione ambientale e, nei mesi estivi, il campo scuola diurno, aperto a tutti e in particolare ai ragazzi del quartiere Montesanto-Pignasecca in età scolare che provengono da contesti familiari e ambientali problematici e che partecipano alle attività educative e ai laboratori a loro dedicati presso il Centro Socio Educativo per minori “Fabrizio Pignatelli”.

 

Dal 16 giugno al 31 luglio ogni anno il campo scuola accoglie circa cento bambini tra i 5 e i 12 anni e culmina nella festa aperta al quartiere, con attività ricreative e sportive, con ping pong, biliardino, basket, tiro con l’arco. L’area baby per i più piccoli prevede attività in piscina e l’orto didattico.

Magma Bistrot di Torre del Greco a "Te le do io le Bollicine" - AIS Napoli il 20 luglio 2026 al Nabilah di Bacoli

Per l'occasione, il bistrot presenterà una focaccia fredda creata appositamente per l'evento, che guarda al Giappone.

Domenica 20 luglio Magma Bistrot sarà tra i protagonisti di “Te le do io le Bollicine”, l’atteso appuntamento estivo dedicato all’incontro tra alta gastronomia e grandi vini spumanti, organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier - Delegazione di Napoli nella suggestiva cornice del Nabilah di Bacoli. La manifestazione riunisce ogni anno alcuni tra i migliori interpreti della ristorazione campana, con banchi d’assaggio dedicati a spumanti italiani e Champagne, percorsi di degustazione e proposte gastronomiche pensate per esaltare l’arte dell’abbinamento tra cibo e bollicine.
Per l’occasione, Magma Bistrot presenterà una variazione inedita del suo Aperitivo Sakura a cura del pizzaiolo Raimondo De Crescenzo, che interpreta l’estate attraverso equilibrio, freschezza e contaminazione gastronomica: una focaccia fredda con crema di avocado, salsa teriyaki, sesamo tostato e tartare di tonno rosso. Una proposta che unisce la leggerezza della panificazione contemporanea ai richiami della cucina giapponese, mantenendo al centro la qualità della materia prima e la ricerca di abbinamenti capaci di dialogare con le bollicine protagoniste della serata.
La partecipazione all’evento rappresenta un’ulteriore tappa nel percorso di crescita di Magma Bistrot, sempre più orientato verso una cucina dinamica, capace di coniugare identità territoriale, creatività e apertura alle influenze internazionali. Un percorso che si accompagna anche a una crescente attenzione per la sostenibilità: il locale ha infatti recentemente completato l’installazione di un impianto fotovoltaico, confermando la volontà di ridurre il proprio impatto ambientale e di investire in un modello di ristorazione sempre più responsabile.
“Siamo felici di prendere parte a una manifestazione che rappresenta un punto di riferimento per il panorama enogastronomico campano. Eventi come Te le do io le Bollicine sono occasioni preziose per confrontarsi, raccontare la nostra idea di cucina e valorizzare il dialogo tra cibo e vino. La focaccia che presenteremo nasce proprio da questo spirito: un prodotto fresco, contemporaneo e pensato per accompagnare al meglio le bollicine, senza rinunciare alla nostra identità”, afferma Ciro Di Giovanni, patron di Magma Bistrot.
Tra ricerca gastronomica, impasti contemporanei e una visione sempre più attenta all’innovazione e alla sostenibilità, Magma Bistrot continua così il proprio percorso di crescita, portando al Nabilah una proposta che racconta l’evoluzione della sua cucina e la voglia di sperimentare nuovi linguaggi del gusto.