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martedì 25 agosto 2026

Giochi Uniti riporta in commercio «Assalto al Castello» nella nuova edizione su licenza Feudalesimo e Libertà

Il gioco di destrezza in cui si costruisce un castello con otto carte e lo si abbatte lanciando carte agli avversari torna vestito con i colori di una delle pagine satiriche legate al medioevo più importanti d'Italia. Nuova edizione in arrivo in autunno, con debutto a Lucca Comics & Games. Stefano De Carolis, direttore operativo della casa editrice napoletana: «Le licenze pop sono porte d’ingresso al gioco da tavolo».

Da quasi quattordici anni un imperatore immaginario chiama a raccolta i suoi sodali in un italiano che non è mai esistito, proponendo il ritorno al Medioevo come rimedio ai mali della modernità. Nato alla fine del 2012 dall’idea di un gruppo di amici universitari sardi, Feudalesimo e Libertà è il finto partito per il ripristino dei diritti feudali che ha costruito una delle comunità più riconoscibili della rete italiana: centinaia di migliaia di sodali sui canali social, un “eloquio neovolgare” diventato marchio di fabbrica, adunate nazionali, un inno ufficiale, un catalogo di pubblicazioni e una presenza costante nelle grandi manifestazioni di cultura pop.

A quell’immaginario si affida ora «Assalto al Castello», il gioco di destrezza di Giochi Uniti che torna in autunno 2026 in una nuova edizione su licenza di Feudalesimo e Libertà, con debutto a Lucca Comics & Games, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre.

Ogni giocatore veste i panni di un feudatario. La partita si apre con una fase di costruzione: otto carte da erigere sul proprio tappetino Fondamenta, a comporre un maniero che sta in piedi solo se la mano è ferma. Poi comincia l’assedio. A turno si pesca una carta e se ne applica l’effetto — e quando esce Catapulta o Trabucco, la carta stessa diventa la munizione: gomito appoggiato al tavolo, un colpo di polso, e la si lancia contro le mura degli altri. Quando tutte le carte di un maniero sono a terra, quel feudatario è fuori. Vince l’ultimo che resta in piedi.

Le carte evento sono un piccolo campionario di satira medievale. Tasse sottrae due carte al proprio castello. Peste Nera fa saltare il turno. Crociate obbliga gli altri giocatori a cedere materiale a chi la pesca. E c’è la trovata che rompe il quarto muro della confezione: la Grande Torre, il pezzo più imponente del tavolo, è letteralmente la scatola del gioco, e la carta Intervento Divino permette di impossessarsene e piazzarla a difesa del proprio feudo.

La nuova edizione si gioca dagli 8 anni in su, dura circa venti minuti e si spiega in due. È pensata per le famiglie e per i gruppi di amici, per quel tipo di serata in cui il tavolo diventa rumoroso e nessuno resta spettatore.

«“Assalto al Castello” si spiega in due minuti, si gioca in venti e alla fine fa ridere tutti, compreso chi perde», dichiara Stefano De Carolis, direttore operativo di Giochi Uniti. «Feudalesimo e Libertà è la voce più adatta che potessimo trovare in Italia per questo tipo di ironia: un immaginario medievale costruito su misura per un gioco in cui ci si assedia a colpi di catapulta. Non c’è testo da leggere, non c’è curva di apprendimento: c’è una carta in mano e un castello da abbattere».

De Carolis inserisce l’operazione in una linea editoriale precisa: «Il mercato italiano del gioco da tavolo cresce, ma la cultura ludica del nostro Paese è ancora giovane e una parte enorme del pubblico potenziale non ha mai avuto un motivo per sedersi al tavolo. Le licenze pop servono esattamente a questo: sono porte d’ingresso. Chi segue Feudalesimo e Libertà e non ha mai comprato un gioco da tavolo in vita sua, davanti a questa scatola sa già dove si trova. Ed è un gioco che si fa con le mani, senza schermi in mezzo: il nostro payoff è “Gaming is Sharing”, e lanciarsi carte addosso tra amici è forse la sua dimostrazione più letterale».

«Siam molto lieti d’aver finalmente congiunto le nostre forze con Giochi Uniti per dar vita a un vero giuoco da tavola, sollazzo nobile et istruttivo pensato però anche per villici, bifolchi et genti di scarsa dottrina», affermano nel loro tipico linguaggio e con la loro ironia quelli di Feudalesimo e Libertà. «Un ludus sì semplice che si possa praticare sanza far di conto con le dita, sanza conoscere il latino et financo sanza aver mai imparato a leggere le Sacre Scritture. Basteranno un tavolo, qualche sodale, un poco d’ingegno e quella minima capacità cognitiva che Nostro Signore, nella Sua infinita misericordia, ha concesso anche al più umile dei servi della gleba. Siam dunque impazienti di vedere finalmente nobili, mercanti, artigiani et plebe affrontarsi ad armi pari. O quasi: dacché contra la stoltizia, come insegna la Storia, neppure un buon regolamento pote facer miracoli».

«“Assalto al castello” nasceva da un’idea comune come quella di costruire un castello di carte e trasformarla in un party game adatto a tutti», spiegano gli autori del gioco Roberta Marchetta e Giovanni Spadaro. «In questi anni abbiamo visto giocare allo stesso tavolo abili nonne costruttrici con i nipoti di tutte le età, giocatori esperti che trovavano in “Assalto al castello” un momento ludico da condividere anche con chi non è solito sedersi al tavolo da gioco».

«Non potremmo essere più felici di sapere della collaborazione con Feudalesimo e Libertà perché grandi fan della loro realtà dagli albori, e anche perché quando creammo il prototipo di “Assalto al castello” avevamo dato al gioco proprio l’impronta medievale che troverete nella nuova uscita e come illustratori e game designer siamo entusiasti, non vediamo l’ora di sfidare nuovi giocatori all’ultima catapulta. Buona costruzione e… distruzione a tutti!», concludono.

DAL 27 AGOSTO IN SALA “LIMONI A VARSAVIA”, IL NUOVO FILM DI BRUNO COLELLA. CON ROBERTO DE FRANCESCO, NINNI BRUSCHETTA, MARIETA ŻUKOWSKA, ANNA CIEŚLAK E DENISE TANTUCCI

Dal 27 agosto in sala “Limoni a Varsavia”, il nuovo film di Bruno Colella con Roberto De Francesco, Ninni Bruschetta, Marieta Żukowska, Anna Cieślak e Denise Tantucci.

Il film, partendo da Napoli, farà un tour della Campania e poi arriverà in altre città italiane accompagnato da regista, cast e chef stellati.
 
Esce in sala giovedì 27 agosto “Limoni a Varsavia”, il film, presentato all'ultimo Taormina Film Festival, che segna il ritorno al cinema di finzione di Bruno Colella, autore, attore, regista, la cui ricerca da oltre quarant’anni spazia, con grande versatilità, tra teatro e cinema, musica e arte contemporanea. 

 

“Limoni a Varsavia”, le cui riprese sono state effettuate in Polonia (Varsavia, Danzica, Wroclaw) e Italia (Milano, la campagna umbra, il Chianti, Napoli e il Cilento), è prodotto da Dario Formisano (Eskimo), con il compianto Gaetano Di Vaio e Giovanna Crispino (Bronx Film), Santo Versace e Gianluca Curti (Minerva Pictures Group), Eduardo Angeloni (An.tra.cine) e Pier Francesco Aiello (P.F.A Films).

 

Realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, della Regione Campania – Fondo Cinema e Audiovisivo in collaborazione con Film Commission Regione Campania, il film è stato scritto dallo stesso Bruno Colella, con la collaborazione di Mirco Garrone e l’amichevole contributo di Krysztof Zanussi.

 

Distribuito in sala da RS Productions, il film verrà presentato in anteprima a Napoli il 27 agosto all’America Hall (alle 21.00), ed il 28 (alle 21.15) al Metropolitan per poi proseguire in un tour che toccherà dapprima la Campania, dove il film è stato in parte girato, e a seguire diverse città italiane, coinvolgendo il cast e gli chef stellati che partecipano interpetrando se stessi al film. 

 

Il film sarà poi il 31 Agosto all’UCI Casoria alle 19.40 , al Partenio di Avellino il 1 settembre, il 4 Settembre a Caserta, il 19 al Teatro De Bernardinis di Vallo della Lucania.

 

Nel cast Roberto De Francesco (Il Sindaco del Rione Sanità, L'orto americano, Gotico padano), Ninni Bruschetta (Boris, Gli anni belli, L’invisibile, La legge di Lidia Poët), Marieta Żukowska e Anna Cieślak, attrici molto note in Polonia, Denise Tantucci (Buio, Tre piani, Rosso Volante). Il film vede anche la partecipazione di Antonella Attili, Nino Frassica, Peppe Lanzetta, Pietra Montecorvino, Totò Onnis, Yeva Sai, Lina Sastri, Mariano Rigillo e Giulio Scarpati.

Ad arricchire il cast i veri cuochi, nelle parti di sé stessi Gianfranco Vissani, il “macellaio poeta” Dario Cecchini, Filippo La Mantia, , il “re della pizza napoletana” Gino Sorbillo, il giovane chef Federico Del Monte, il critico gastronomico Luigi Cremona e la giornalista Lorenza Vitali. Le musiche originali sono di Eugenio Bennato.

 

 

Dai fratelli Tassi è un noto ristorante di Varsavia. 

Nicola e Giuseppe, i titolari, sono in realtà due cugini italiani, assediati dalla concorrenza. 

Per superare la crisi, intraprendono un viaggio - a bordo di due fiammanti Harley Davidson - che li riporterà dopo oltre venti anni in Italia. 

Hanno una mission impossibile: “ingaggiare” almeno uno chef famoso in tv o il re della pizza napoletana. 

Al ritorno avranno con sé solo una piccola e strana pianta di limoni… 

E se fosse quella la soluzione dei loro problemi? 

 

 

A Città della Scienza prosegue la programmazione estiva, nel weekend un science show sull'evoluzione della specie

Corporea, Planetario, la Mostra Insetti & Co. e il science show del fine settimana. Un percorso sorprendente alla scoperta degli adattamenti del mondo animale, raccontati attraverso una delle parti del corpo più ricche di informazioni: il cranio. 

Durante la stagione estiva, Città della Scienza illumina la città di Napoli di meraviglia e scoperta, confermandosi per tutta la stagione uno spazio dinamico e ricco di spunti per chiunque voglia osservare la realtà da una prospettiva diversa. Dal martedì alla domenica, dalle ore 10:00 alle 16:00, il polo scientifico apre le sue porte a visitatori di ogni generazione e provenienza (tanti turisti) nell’intento di trasformare l’apprendimento in un’esperienza appassionante fatta di giochi e conoscenza.

Il punto di forza dell'offerta è Corporea, il primo museo interattivo in Europa dedicato all'anatomia umana, dove i segreti del corpo e della vita vengono svelati anche grazie alla preziosa guida del robot umanoide Aphel, capace di stupire grandi e piccoli. Il percorso espositivo prosegue regalando continue suggestioni: dalla vastità dell'universo esplorabile sotto la cupola del Planetario attraverso spettacoli live e video all'affascinante micromondo degli artropodi con la mostra Insetti & Co.

La programmazione del fine settimana propone, inoltre, l'avvincente science show dal titolo "Ad ognuno la sua forma: denti, crani e strategie dell'evoluzione", in programma sia sabato 29 che domenica 30 agosto, con doppi appuntamenti giornalieri fissati alle 11:30 e alle 14:30. Guardando da vicino crani, denti e mascelle degli animali, questa esperienza diventa un modo originale per rendere omaggio alle scoperte di Charles Darwin, per spiegare come ogni parte del corpo abbia un ruolo preciso per l’evoluzione della specie. Darwin fu tra i primi a intuire che anche l'essere umano segue le regole dell'evoluzione: come tutti gli altri animali, l’uomo si è trasformato passo dopo passo, generazione dopo generazione, adattandosi all'ambiente che lo circondava.

A Città della Scienza la curiosità è sempre accesa: si può vivere un tempo fatto di scoperte, sorrisi con piccoli e grandi momenti dedicati sia alla conoscenza che al divertimento da condividere insieme. Un'avventura che resta nella memoria, ben oltre la fine della stagione estiva.

www.cittadellascienza.it

Premio Comunicare l'Arte a Aldo Cazzullo, Tiziana D'Angelo, Marino Niola, Patrizia Renzi a Positano, il 5 settembre 2026 cerimonia di consegna in Spiaggia Grande

IV edizione del Premio Internazionale dedicato alla comunicazione nelle arti, il 5 settembre - Cerimonia di consegna a Positano, Spiaggia Grande, ore 20.30.

Premiati lo scrittore Aldo Cazzullo, l’archeologa Tiziana D'Angelo, l'antropologo Marino Niola e la comunicatrice Patrizia Renzi.

Lo scrittore Aldo Cazzullo, l’archeologa Tiziana D’Angelo, l'antropologo Marino Niola e la comunicatrice Patrizia Renzi sono i vincitori del Premio Internazionale 'Comunicare l'arte', IV edizione, che sarà consegnato il 5 settembre sulla Spiaggia Grande di Positano (SA). Località turistica in cima ai desideri dei viaggiatori internazionali da sempre, la perla della Costiera amalfitana e capitale internazionale della danza (ospita il Premio Massine, il più antico del mondo) si sta affermando sempre più anche come città archeologica, grazie alla sua straordinaria Villa Romana, lussuosa residenza d'ozio con affreschi in IV stile e resti medioevali soprastanti, valorizzata da un mirabile restauro che l'ha resa fruibile al pubblico dal 2018. Il sito, interessato da nuovi scavi finanziati dal MiC, è inserito nel prezioso percorso del Museo Archeologico Romano gestito dal Comune di Positano, grazie ad una stretta collaborazione con la Soprintendenza ABAP di Salerno. Questo premio nasce con ampio respiro internazionale, orientato alla valorizzazione della comunicazione delle arti, attraverso un percorso multidisciplinare 'Comunicare l’Arte, La Villa Romana si racconta', ideato e con la curatela scientifica di Laura Valente, vincitore del bando del Ministero dell'Interno per i Borghi d'Arte.

 

 

Dichiarazione Sindaca di Positano Gabriella Guida 

 

“Sosteniamo con convinzione il premio 'Comunicare l'Arte', un riconoscimento che si inserisce pienamente nella rinnovata narrazione che vogliamo dare al nostro territorio: quella di un luogo straordinario, amato in tutto il mondo, che è molto più di una meta balneare. Positano è oggi una destinazione culturale a tutto tondo. Siamo già capitale internazionale della danza, e a questo patrimonio intendiamo affiancare un'azione fondamentale: la straordinaria valorizzazione della villa romana, che grazie all'interesse del Ministero Della Cultura per nuovi scavi ci consegna un'identità nuova, quella di città archeologica di prima grandezza. Sostenere 'Comunicare l'Arte' significa per 

noi investire in questa direzione: raccontare Positano attraverso la cultura, la storia e la bellezza, per costruire un turismo di qualità che non si esaurisca nei mesi estivi ma accompagni la nostra comunità lungo tutto l'anno. È questa la Positano che vogliamo continuare a far conoscere al mondo”.


 

“Comunicare le arti è un'arte essa stessa – spiega Laura Valente –. Richiede capacità narrativa per trasformare un contenuto in racconto, chiarezza per renderlo accessibile, una conoscenza profonda di ciò che si racconta e, insieme, la capacità di trasmetterlo a pubblici anche molto diversi tra loro. Il nostro premio richiama ogni anno a Positano chi questa arte la pratica, la ama e la vive non solo come professione e passione, ma come strumento di crescita collettiva, inclusione e rigenerazione sociale. Non premiamo solo chi racconta l'arte: premiamo chi, raccontandola, la rende viva”.

 

Giunto alla quarta edizione nel 2026, dal 2024 il premio ha dato vita al board degli amici della Villa Romana nel mondo dove i vincitori nel corso degli anni si aggiungono:

Paolo Conti e Jackie Wullschläger, firme culturali del Corriere della Sera e del Financial Times, il game designer Fabio Viola (premiati nel 2023); Gabriel Zuchtriegel direttore del Parco Archeologico di Pompei, Karole P. B. Vail della Peggy Guggenheim Foundation, Urs Rechsteiner,fondatore e presidente della Fondazione FUR, Cristina Giuliano, giornalista culturale di Askanews(premiati nel 2024); Eike Schmidt (storico dell’arte e direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte), l’antropologa Elisabetta Moro, la comunicatrice Lara Facco e Jane Thompson, responsabile dell’Herculaneum Conservation Project del Packard Humanities Institute (edizione 2025).

 

Con la direzione artistica di Laura Valente dalla prima edizione, il premio targato 2026 vedrà premiati, il 5 settembre (ore 20.30) sullo spettacolare palco realizzato sulla spiaggia: 

 

Aldo Cazzullo, scrittore, giornalista, divulgatore storico, Corriere della Sera, La7.

 

Il premio è stato assegnato “per la capacità di restituire la storia d'Italia nella sua complessità, senza mai sacrificare il rigore alla suggestione, ma sapendo che un fatto, per essere davvero compreso, ha bisogno anche di essere raccontato bene. Una scrittura capace di rendere ancora più moderna, nel momento in cui sorprende, anche una figura nota come San Francesco, con la stessa cura con cui, ogni settimana, porta il passato nelle case di milioni di italiani con Una giornata particolare su La7, dimostrando che la divulgazione storica, quando è fatta con solida profondità, può essere anche popolare senza mai essere superficiale”.

 

 

Marino Niola, antropologo, giornalista, divulgatore scientifico, La Repubblica.

 

Il premio è stato assegnato “per aver saputo raccontare l'Italia dei riti, dei simboli e delle devozioni con la lucidità e la scrittura di un vero maestro dell'antropologia contemporanea, insegnandoci che dietro ogni gesto, ogni festa, ogni mito, si custodisce il senso di un'intera civiltà, che non si racconta soltanto: si vive come un'esperienza condivisa. I suoi libri, diventati veri e propri bestseller capaci di portare l'antropologia fuori dalle aule universitarie e dentro le case degli italiani, dimostrano quanto sia moderno il suo sguardo: perché nelle sue pagine il simbolo non è mai reperto del passato, ma materia viva del presente, capace ancora oggi di raccontarci chi siamo”.



 
Tiziana D’Angelo, archeologa, direttrice dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia.


Il premio é stato assegnato “per una direzione innovativa dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia, capace di coniugare rigore scientifico e visione contemporanea, e di trasformare un patrimonio antico in un luogo vivo, aperto al dialogo con il presente e con nuovi pubblici. Un Percorso arricchito da una lunga esperienza sul campo e da un costante impegno nella divulgazione delle figure femminili nell'archeologia, restituendo voce e visibilità a storie di donne che, nonostante i pregiudizi e le resistenze di un mondo a lungo dominato da sguardi maschili, hanno saputo lasciare un segno profondo nella storiadell'archeologia”.

 

Patrizia Renzi, comunicatrice, coordina i più importanti Premi Letterari europei.

 

Il premio è stato assegnato “per la rara dote di comunicare la cultura non come semplice veicolo di un messaggio altrui, ma come autrice essa stessa del percorso creativo che lo costruisce — attraversando mondi apparentemente lontani, dal Premio Strega al Festival e alle guide di Lonely Planet, da Più Libri Più Liberi al Salone del Libro di Torino, con la stessa energia e la stessa visione. Una cura della comunicazione e della stampa che ha accompagnato, negli anni, alcuni dei più importanti scrittori e delle più importanti case editrici italiane, dimostrando che comunicare la cultura significa, prima di tutto, contribuire a crearla”.  

 

 

LA VILLA ROMANA. Fu Karl Weber nel 1758 a descrivere per la prima volta la villa, in seguito Matteo della Corte ipotizzò che questa potesse essere la dimora di Posides Claudi Caesaris, liberto dell'imperatore Claudio, noto per essere attivo proprio nella costruzione di residenze di lusso. La villa si trova sotto l'oratorio della Chiesa di SS. Maria Assunta, la sua riscoperta è avvenuta nel 2003 durante alcuni lavori edili. Il MAR-Museo Archeologico Romano di Positano è frutto oggi della collaborazione tra istituzioni (Soprintendenza ABAP di Salerno, Comune, Curia Vescovile) e rende fruibile i risultati di due successive campagne di scavo (2004/2006 e 2015/2016). Sono stati portati alla luce, a dieci metri di profondità, un settore della sfarzosa residenza con il suo triclinium (una sala da pranzo che attraverso un peristilio porticato si apriva direttamente sulla baia), la pavimentazione musiva e le pitture parietali di IV stile pompeiano. Quella che si presenta agli occhi dei visitatori contemporanei è una autentica meraviglia, esaltata da una eccezionale opera di restauro. Sulla parte bassa affrescata, a fondo rosso, ecco un'edicola con tetto a conchiglia, delfini, pantere, un grifo e un pegaso alato. Nella zona mediana si possono ammirare pannelli di colore giallo ornati da ghirlande, scorci architettonici, scene mitologiche come quella con il centauro Chirone che impartisce lezioni di musica ad Achille. In alto, nell'affresco sulla parete nord, un tendaggio verde, mostri marini, delfini e amorini. Ad est la veduta di un palazzo su tre livelli con una porta d'ingresso in legno, un balcone e un ampio loggiato sostenuti da colonne istoriate. Scoperto in questa zona anche un armadio blindato in legno e ferro, contenente recipienti in bronzo ed oggetti legati al simposio, che oggi sono esposti nell'area museale. Nuovi scavi sono stati finanziati dal MiC.

Amaro Don Carlo conquista l’Oro al WineHunter Spirits Award 2026 e la Stella al Great Taste 2026

Amaro Don Carlo, il liquore artigianale alle erbe di Eboli, ha ottenuto a livello internazionale: l'Oro al WineHunter Spirits Award 2026 e la Stella al Great Taste 2026.

Continua a mietere successi a livello internazionale Amaro Don Carlo, liquore artigianale di eccellenza composto da mallo di noce e un mix di erbe e spezie selezionate, nato a Eboli ad opera di Carlo Gargiulo e Angela Caliendo.

Conquistati a Merano l’Oro nell’ambito del WineHunter Spirits Award 2026 e la Stella al Great Taste 2026.

Wine, Food, Spirits e Beer le sezioni in cui sono stati raggruppati i prodotti sottoposti a degustazione e valutazione da parte delle commissioni della selezione ideata da Helmuth Köcher con la finalità di mettere in evidenza quelle realtà che si distinguono per essere espressione di qualità e di territorio con una finestra sul mondo aperta grazie a una rete di 32 WineHunter Ambassadors in rappresentanza di oltre 50 Paesi tra Asia, Europa, Nord e Sud America.

Naturalmente grande la soddisfazione espressa da Carlo Gargiulo e Angela Caliendo sia per l’ottima valutazione con cui il loro Amaro è stato inserito nel The WineHunter Award Collection 2026 sia per il riconoscimento ottenuto nell’ambito del Great Taste, autorevole competizione internazionale organizzata dalla Guild of Fine Food incentrata sulle eccellenze nel campo del food & beverage che quest’anno ha visto una particolare attenzione rivolta all’Italia con il programma ufficiale patrocinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

“Un amaro con un impatto balsamico all'aroma; si percepiscono note di caramello, spezie calde e una nota fresca di menta. L'impatto al palato è potente, agrodolce e balsamico…”, questo uno stralcio della valutazione con cui i giudici del Great Taste hanno descritto Amaro Don Carlo.

Questi premi, dunque, continuano a confermare Amaro Don Carlo come una eccellenza campana che, nata nel 1994 nella storica enoteca Gargiulo Coloniali di Eboli, ha poi intrapreso un viaggio inarrestabile diretto a esportare il valore del territorio al di fuori dei confini nazionali.

Omaggio alla caramella Rossana, un dolce per festeggiare i suoi 100 anni alla Corte degli dei

Crediti fotografici sono di Dario De Cristofaro "Fotografia 125"
 
E' ora un dolce la caramella Rossana, un omaggio che il pastry chef Angelo Guarino ha voluto dedicare alla rossa. La passione per la caramella Rossana gliel’ha trasmessa il padre, lo chef Vincenzo Guarino, lui pastry chef de la “Corte Degli Dei” di Agerola e, nel centenario della nascita della celebre caramella, ha voluto dedicarle un dolce speciale.
 
Creata nel 1926 da Luisa Spagnoli e battezzata in omaggio a Roxanne, la donna amata da Cyrano de Bergerac, la Rossana è un elemento intramontabile della confetteria Made in Italy.
 
Un cuore morbido racchiuso in un guscio caramellato, avvolto nel caratteristico involucro rosso, che intere generazioni associano ai ricordi più dolci della propria infanzia.
 
Un legame emotivo fortissimo, confermato anche dai dati di Unione Italiana Food, secondo cui un italiano su tre conserva, nella propria memoria, questa caramella come una delle golosità più amate.
 
Il dessert ideato da Guarino è in menù presso il ristorante di Palazzo Acampora, ad Agerola.
 
“Si tratta di una mousse alla Rossana, arricchita da un cuore al Passion Fruit – confida il Pastry chef – Alla composizione tradizionale, ho voluto aggiungere una nota che dichiarasse la mia totale “passione” per questa caramella, che amo da quando ero bambino”
 

lunedì 24 agosto 2026

Un intero borgo diventa teatro per i bambini: Pollica in prima linea per le nuove generazioni

Si chiude “Il Borgo del Tesoro”:
a Cannicchio (Salerno) un intero borgo diventa teatro per i bambini. Il Comune di Pollica in prima linea per le nuove generazioni, anche durante l’estate: con il Paideia Campus, un programma continuo di educazione, scoperta, arte, scienza, gioco, teatro e cultura, che mette al centro i bambini e il loro diritto alla socialità, alla meraviglia e a vivere pienamente i luoghi della propria comunità.

Si è conclusa a Cannicchio “Il Borgo del Tesoro”, una delle numerose iniziative promosse dal Comune di Pollica durante l’estate per i bambini e le loro famiglie. Nelle serate del 5, 12 e 19 agosto, il ciclo dedicato al gioco e al teatro ha trasformato vicoli e piazze del borgo in un grande palcoscenico a cielo aperto, coinvolgendo l’intera comunità in un’esperienza condivisa di cultura, partecipazione e meraviglia.

Promossa dal Paideia Campus della Fondazione Future Food Institute e dal Comune di Pollica, in collaborazione con La Mansarda – Teatro dell’Orco, che ha curato la rassegna, l’iniziativa ha portato a Cannicchio alcune tra le più significative esperienze italiane di teatro per le giovani generazioni.

La Mansarda – Teatro dell’Orco, storica compagnia di Caserta, fa parte di UTOPIA – Unione Teatri Operativi per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’unica associazione italiana di teatro per le giovani generazioni che riunisce compagnie specializzate provenienti da tutto il Paese. Una collaborazione che ha permesso di offrire ai bambini di Pollica spettacoli di qualità, linguaggi diversi e occasioni autentiche di partecipazione.

Ad aprire la rassegna, il 5 agosto, è stato “Cenerentola è il tuo tempo”, di Arterie Teatro in coproduzione con Tieffeu: una rilettura poetica e contemporanea della celebre fiaba, seguita da una grande caccia al tesoro nel borgo. Il 12 agosto La Mansarda – Teatro dell’Orco ha accompagnato bambini e famiglie “A caccia di stelle”, in un viaggio itinerante tra astronomia, costellazioni e mitologia. La serata conclusiva del 19 agosto ha accolto “Pulcinella e la Cassa Magica” della Compagnia degli Sbuffi, restituendo alla piazza la forza del teatro di figura e della tradizione popolare napoletana.

Tre spettacoli, tre attività partecipative e altrettante serate nelle quali Cannicchio è tornato a essere luogo di incontro tra generazioni. Perché un borgo vive pienamente quando i suoi spazi appartengono anche ai bambini, alle loro domande, alla loro immaginazione e al loro desiderio di stare insieme.

Alla base di questa programmazione vi è l’alleanza strategica tra il Comune di Pollica e il Paideia Campus, presidio socio-culturale permanente che opera durante tutto l’anno per ampliare le opportunità educative e culturali dedicate alle nuove generazioni. Nei mesi di giugno e luglio, fino ai primi giorni di agosto, il Campus, come ogni anno, organizza laboratori, Summer Camp e Digital Academy: cinque settimane che hanno coinvolto in media circa 30 bambini, accompagnandoli alla scoperta della natura, dell’oceano, dell’arte, dello spazio e delle competenze digitali. Ad agosto, con “Il Borgo del Tesoro”, questo percorso ha raggiunto la piazza, coinvolgendo famiglie e comunità e facendo dell’intero borgo un luogo di gioco, apprendimento e cultura.

«Questa continuità non risponde soltanto alla volontà di offrire occasioni di svago, ma a una precisa responsabilità verso le nuove generazioni. Il rapporto Crescere nelle aree interne, realizzato da UNICEF Innocenti attraverso il coinvolgimento di 1.668 bambini e adolescenti del Cilento Interno, ci consegna un messaggio che non possiamo ignorare: la carenza di servizi, trasporti, attività extrascolastiche e luoghi di socializzazione incide profondamente sul benessere, sui diritti e sulle aspirazioni dei più giovani. Negli ultimi vent’anni, nel Cilento Interno, il numero di bambini e adolescenti si è ridotto mediamente del 38,3%. Sono numeri che ci impongono di agire con urgenza e profondità. Non basta organizzare singoli eventi: dobbiamo costruire un’infrastruttura educativa e culturale diffusa, capace di accompagnare bambini e ragazzi durante tutto l’anno e di restituire loro il diritto al gioco, alla cultura, alla partecipazione e alla possibilità di immaginare il proprio futuro anche qui. È questo il senso del lavoro che portiamo avanti a Pollica: fare in modo che ogni laboratorio, ogni spettacolo e ogni piazza abitata dai bambini diventino parte di una strategia più ampia per rigenerare la comunità e garantire alle nuove generazioni la libertà di scegliere se partire, tornare o restare.»

Sara Roversi, fondatrice del Paideia Campus e presidente della Fondazione Future Food Institute ETS

“L’esperienza creata nel piccolo borgo di Cannicchio è stata straordinariamente interessante e ci ha portato ancora una volta a comprendere che la rigenerazione dei luoghi passa obbligatoriamente dalla necessità di dare loro un’anima. Cannicchio dal prossimo anno sarà il paese dei Bambini. Così come dare a ciascuno dei borghi del nostro Comune una precisa vocazione”

Stefano Pisani, Sindaco di Pollica.

Con “Il Borgo del Tesoro”, il Comune di Pollica conferma così un impegno che mette le nuove generazioni al centro delle politiche territoriali. Il teatro diventa uno strumento educativo e, allo stesso tempo, un gesto di rigenerazione: riaccende le piazze, rafforza le relazioni, custodisce le tradizioni e restituisce ai bambini il diritto di abitare pienamente i propri paesi.

Perché il vero tesoro di un borgo non è nascosto: sono i bambini che lo attraversano, lo immaginano e gli restituiscono futuro.