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sabato 11 aprile 2026

Da giovedì 16 aprile: Giovanni Piscitelli porta in scena "Nostoi - 'O tturna'", al Teatro Elicantropo di Napoli

Il ritorno alla vita attraverso la bellezza, un viaggio tra identità, mito e salvezza personale in un monologo ispirato ai Bronzi di Riace.

C’è un momento, nella vita, in cui il confine tra realtà e immaginazione si assottiglia fino quasi a scomparire. È in quello spazio fragile e potente che nasce Nostoi - ‘O tturna’l, monologo disegnato, scritto, diretto e interpretato da Giovanni Piscitelli, in scena da giovedì 16 aprile 2026 alle ore 20.30 (repliche fino a domenica 19 aprile) al Teatro Elicantropo di Napoli.

Un uomo qualunque, una deviazione casuale, un teatro. È così che ha inizio la vicenda di Pietro, fattorino della buvette del Museo di Napoli, che per un errore in una consegna si ritrova catapultato in uno spazio scenico inatteso. Da quel momento, il suo racconto si incrina e si trasfigura.

Secondo la sua voce, infatti, Pietro non sarebbe soltanto un lavoratore precario del presente, ma un tempo sarebbe stato modello vivente per un misterioso scultore dell’antico Mediterraneo. Una rivelazione che apre a una dimensione sospesa tra memoria e reinvenzione, tra storia e allucinazione, tra corpo reale e forma ideale.

Ispirato al ritrovamento dei Bronzi di Riace, il lavoro muove lungo una linea sottile che unisce il quotidiano alla classicità, il frammento umano alla perfezione artistica. In scena, il corpo dell’attore diventa materia narrativa e simbolica, attraversato da una tensione continua tra fragilità e aspirazione all’eterno.

Ma Nostoi non è soltanto una creazione scenica, ma anche il frutto di una vicenda personale intensa e drammatica, che nasce durante un periodo di grave incertezza esistenziale vissuto dallo stesso autore. Ricoverato in ospedale e circondato da una realtà segnata dalla sofferenza e dalla morte, Piscitelli si confronta con il sospetto di una patologia rara e potenzialmente fatale.

In quel contesto limite, mentre il tempo sembra sospeso ed ogni giorno si misura con la perdita, l’arte diventa rifugio e resistenza. Lo studio della scultura greca e la contemplazione ideale dei Bronzi di Riace offrono una via di fuga dalla paura, trasformandosi progressivamente in un atto di sopravvivenza emotiva e intellettuale.

Dopo mesi di attesa e di angoscia, la rivelazione: la diagnosi era errata, ma nel frattempo qualcosa è cambiato. Nostoi, parola che rimanda ai “ritorni” del mito greco, è diventato un approdo, un attraversamento, una rinascita.

Lo spettacolo si configura, così, come un’opera profondamente stratificata, capace di intrecciare autobiografia e mito, cronaca e simbolo, restituendo allo spettatore un’esperienza intensa e perturbante, in cui la bellezza non è evasione, ma possibilità concreta di salvezza.

Nostoi - ‘O tturna’ di Giovanni Piscitelli

16 > 19 aprile 2026, Teatro Elicantropo Napoli - Vico Gerolomini, 3

Spettacoli ore 20.30 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica)

Info e prenotazioni wa 3491925942, 3470552551, 081296640 web www.teatroelicantropo.com

“Radici e Identità”, al Rione Terra un’esperienza immersiva tra memoria, arte e consapevolezza

Un evento ideato dall’autrice Aline Improta, ispirato al suo libro Nuda con i vestiti, che trasforma le radici in esperienza viva tra arte, memoria e identità.
Con il patrocinio del Comune di Pozzuoli, in collaborazione con la curatrice d’arte Barbara Melcarne e l’Associazione Napoli Europea, presieduta da Eduardo Improta, sabato 11 aprile 2026, nella suggestiva cornice del Rione Terra di Pozzuoli, prende vita “Radici e Identità”, un evento culturale ideato dall’autrice italo-brasiliana Aline Improta, ispirato al suo libro Nuda con i vestiti.

Un progetto che unisce letteratura, fotografia e dialogo artistico in un’unica esperienza immersiva, con l’obiettivo di indagare il ruolo delle radici – familiari, culturali e territoriali – nella costruzione dell’identità individuale e collettiva. 

«Le nostre origini non sono solo un punto di partenza, ma la struttura invisibile che influenza il nostro modo di sentire, di reagire e di costruire relazioni», spiega l’autrice.
L’evento si sviluppa come un percorso esperienziale che mette in dialogo Napoli e il Brasile, due terre apparentemente lontane ma profondamente connesse nella storia personale dell’autrice e nel racconto collettivo che ne emerge. Ad accogliere i visitatori, a partire dalle ore 10.00, ci sarà una mostra collettiva fotografica “LUOGHI DELL’ANIMA”, con scatti dei fotografi Claudia Del Giudice, Carolina Tuozzi, Gaetano La Rocca, Enzo Buono e Luigi Borrone, un itinerario visivo che attraversa luoghi, volti e atmosfere cariche di significato di Napoli e Pozzuoli dal passato ad oggi in dialogo con immagini del Brasile. Un racconto fotografico che restituisce il senso profondo delle radici come memoria viva e identità in continua evoluzione.
All’interno della mostra sarà presente anche un tributo all’ingegnere Vittorio Caracciolo, napoletano trasferitosi in Brasile per una missione umanitaria e scomparso lo scorso agosto.
Le sue fotografie, esposte durante l’evento, raccontano con sensibilità e autenticità paesaggi e frammenti di vita, diventando testimonianza di un impegno umano e sociale che ha lasciato un segno profondo.
La mostra si configura così anche come un omaggio alla sua figura e al valore universale delle radici che diventano azione, scelta e responsabilità.
A seguire, alle 12.00 si terrà la presentazione interattiva del libro Nuda con i vestiti, un’opera autobiografica che affronta temi come identità, memoria e trasformazione personale, accompagnando il lettore in un percorso di consapevolezza e rinascita.
La scelta del Rione Terra come location non è casuale, ma profondamente simbolica: la scrittrice italo-brasiliana ha scelto di celebrare questo evento in questa magica location er un motivo che va oltre la geografia: è una scelta di cuore, di radici, di identità.
Adottata appena nata da una coppia italiana – papà napoletano, mamma puteolana – è cresciuta nei Campi Flegrei respirando il profumo del mare e ascoltando, fin da bambina, i racconti della madre su quel luogo sospeso tra bellezza e mistero. Il Rione Terra non è per lei solo uno scenario suggestivo: è memoria viva, è la voce della famiglia materna che proprio lì affonda le proprie origini, è un ponte invisibile tra passato e futuro.
Il legame con questa terra si è rafforzato nel tempo, fino a trasformarsi in narrazione. Nel 2024 ha ricevuto il Premio Campania Terra Felix come migliore giornalista web, raccontando la storia di giovani rientrati dall’estero che, grazie a un’azienda del territorio flegreo, hanno scelto di tornare a vivere a Monte di Procida. Un riconoscimento che ha suggellato il suo impegno nel dare voce a chi sceglie di restare, di tornare, di credere nel Sud.

Grazie al contributo del Comune di Pozzuoli e dell’assessore alle politiche sociali e alla cultura Mariasole La Rana, l’evento sarà arricchito da tour esclusivi del borgo Rione Terra, pensati per offrire ai partecipanti un’esperienza ancora più immersiva, un viaggio suggestivo tra storia, cultura e identità del territorio.
Le visite guidate partiranno dalle ore 10.00 e saranno organizzate in tre turni:
 10.00 – 10.30
 10.30 – 11.00
 11.00 – 11.30
La partecipazione ai tour è su prenotazione, con obbligo di indicare l’orario scelto tramite il link dedicato https://forms.gle/ksrhEceS7rgPcxCv6
Ci saranno anche i saluti istituzionali del sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, e dell’assessore Mariasole La Rana, un segnale importante di attenzione e vicinanza verso un’iniziativa che parla al territorio e alle persone.
“Radici e Identità” si propone come un evento capace di unire cultura, territorio e introspezione, offrendo al pubblico non solo un momento artistico, ma un’occasione autentica di connessione con le proprie origini.


venerdì 10 aprile 2026

Seltsam pubblica oggi il singolo, Amico Come Va

Seltsam torna oggi 10 Aprile, in radio e in tutti i digital Store, con il brano “Amico Come Va” per Honiro Label (Distr. Ada Music Italy/ Warner Music Italy), un nuovo capitolo dopo il successo virale a Sanremo Giovani 2025 con il brano "Scusa Mamma", l’artista romano torna a raccontare la quotidianità senza filtri, consolidando un racconto sincero e vicino al vissuto della sua generazione.

Seltsam si è fatto notare come una delle voci emergenti più interessanti del nuovo panorama pop italiano, continuando la capacità di trasformare esperienze personali in storie universali, mantenendo uno stile autentico e riconoscibile grazie alla capacità di trasformare esperienze personali in storie universali, mantenendo uno stile autentico e riconoscibile.

Il brano è una lettera aperta, intima e nostalgica, che racconta il legame tra due amici cresciuti insieme e poi divisi dalla vita. Tra ricordi di adolescenza, luoghi che cambiano e sogni che prendono direzioni diverse, “Amico come va” dà voce a quel sentimento universale di distanza e appartenenza che resiste al tempo.

«“Amico, come va?” non è una canzone, ma una domanda. Molto semplice, diretta. Una domanda ad un amico di sempre, che la crescita e le esigenze del futuro hanno portato lontano. È una domanda che racchiude tutta l’ineffabilità di anni di silenzi. O meglio: quel “vorrei dirti tante cose, ma sono talmente tante che non saprei da dove iniziare … Massi mi manchi, torna a casa”» - dichiara Seltsam.

È un messaggio che attraversa il tempo, dedicato a chiunque abbia lasciato indietro una parte di sé… senza però aver mai smesso di sentirla casa.

Con immagini vivide e autentiche — dal bar di sempre ormai trasformato ai campetti di calcio, dalle giornate spensierate alle sconfitte condivise — Seltsam costruisce una narrazione capace di colpire nel profondo, parlando a una generazione che si ritrova a fare i conti con il cambiamento e la crescita.

Il ritornello, diretto e immediato, diventa il cuore emotivo del brano: una domanda semplice, “come va?”, che racchiude anni di silenzi, affetto e identità condivisa.

“Amico come va” è un messaggio che attraversa il tempo, dedicato a chiunque abbia lasciato indietro una parte di sé… ma non abbia mai smesso di sentirla casa.

Slow Food, alimentazione e malattie degenerative a Quarto, nel bene confiscato Casa Mehari, lunedì 13 aprile 2026

Nel bene confiscato Casa Mehari di Quarto, incontro “Alimentiamoci, la terra che include", lunedì 13 aprile una giornata di incontri e laboratori. Un format innovativo per un futuro sostenibile. 

A Casa Mehari - il bene confiscato alla camorra in via Nicotera n. 8 a Quarto, Napoli - si terrà il primo convegno di Slow Food Campania dedicato all’alimentazione e alle malattie degenerative.



Lunedì 13 aprile - dalle ore 9 - si terrà “Alimentiamoci, la terra che include” per esplorare i diversi aspetti dell’alimentazione e il suo impatto sulla società, sulla salute e sull’ambiente.

Il convegno, organizzato da Slow Food Campania e patrocinato dal Comune di Quarto, vedrà la partecipazione di professionisti del settore e ricercatori del CNR di fama mondiale e si concentrerà su temi come l’inclusione sociale attraverso l’alimentazione, i benefici cognitivi e comportamentali del cibo e l’influenza degli alimenti sulla psiche e sul cervello. L’evento sarà un’occasione per condividere esperienze e conoscenze e promuovere un cambiamento positivo nella società. Il format sarà articolato in diverse sessioni, con interventi di esperti del settore e momenti di discussione e confronto. Saranno presenti anche professionisti della salute e dell’alimentazione che condivideranno le loro esperienze e conoscenze.

Programma

Inizio ore 9. Introduzione al workshop e saluti istituzionali. "L'alimentazione e il cervello: come il cibo influenza le nostre funzioni cognitive": interventi di Ester Fasano (Biologa-Nutrizionista) e di Chiara De Sario (Psicologa-Piscoterapeuta). Intervento a cura di Don Fabio De Luca, cappellano dell’Istituto Penale dei Minorenni di Nisida e testimonianze dei ragazzi di Terra Felix. Conclude la prima parte della giornata il Laboratorio “Pasticciamo” a cura di Ciro Ferrantino e Gruppo Giovani Campani. Modera i lavori Ciro Biondi, giornalista.

Seconda parte con interventi sul tema "Biodiversità e salute: la Dieta Mediterranea nella prevenzione delle malattie neurodegenerative". interventi di Raffaele Sacchi, Soraya Mousavi, Roberto Mariotti. Secondo Laboratorio “Olio che bontà” a cura del Gruppo Giovani Campania.

Conclusione e buffet a cura dell’Istituto Paritario San Giorgio di Quarto, della Tenuta Cantine IV Miglio e del Ristorante Piccantino di Quarto.


Epoch, “Ricordo di Pompeii”: il contemporaneo fa i conti con la città romana

Zuchtriegel: parlare del classico significa che ci sia un “noi” nell’Europa di oggi.

“Ricordo di Pompeii” è il titolo, italiano anche nell’originale nonostante la pubblicazione sia in inglese, del nuovo volume monografico di Epoch, rivista indipendente che mette in dialogo il presente con il passato, offrendo una nuova prospettiva su estetica, oggetti e idee. Superando la visione lineare della storia, propone un approccio libero, emotivo e interdisciplinare, volto a costruire nuove narrazioni contemporanee attraverso connessioni con il passato.
Più di 400 pagine tra testi, interviste e un ricchissimo apparato iconografico esplorano la città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. È un ricordo, ovviamente, della Pompei romana, ma è anche un ricordo di un’epoca recente, che molti sentono ancora essere la “loro”, ovvero il Novecento. In una specie di archeologia dell’archeologia, il lavoro collettivo di artisti, scrittori, archeologi e storici analizza i linguaggi della memoria, dai monumenti archeologici alle cartoline, ai film e alla moda, che hanno caratterizzato l’immagine di Pompei nell’era analogica e che oramai sembrano appartenere a un passato lontano: una lontananza che il volume sancisce e certifica attraverso il contrasto con visioni radicalmente contemporanee. Ciò che emerge è un nuovo immaginario della città antica: rappresentazioni insolite di reperti e monumenti celebri, senza tralasciare i gatti di Pompei, le periferie e gli angoli nascosti, ma anche dettagli e oggetti meno noti e apparentemente marginali che acquisiscono una inaudita centralità. Diversi shooting, eseguiti da fotografi dal calibro di Harley Weir, Jonas Lindstroem, Paul Kooiker e Thomas Prior tra molti altri, i co-fondatori della rivista, il direttore creativo Leonard Vernhet e la caporedattrice Francesca Gavin, insieme al fashion director Marc Goehring, mostrano il sito popolato da membri della generazione zeta che mettono in scena una intimità e una bellezza dirompenti, ponendo in tal modo la questione del futuro di Pompei in un mondo che sembra aver perso molte delle certezze e stereotipi che hanno caratterizzato la seconda metà del Novecento. Oltre a testimonianze di artisti come Jeremy Deller e Wade Guyton e di studiosi come Mary Beard e Gabriel Zuchtriegel, direttore degli scavi, Maria Chiara Scappaticcio, dell’Università Federico II di Napoli, Andrea Viliani storico dell’arte e curatore del progetto del Parco di arte contemporanea Pompeii Commitment, il volume raccoglie una serie di saggi e interviste a funzionari, ricercatori e ricercatrici del Parco archeologico di Pompei.
È un’opera che colloca il classico nel XXI secolo” – è il commento del direttore Zuchtriegel. “Alla domanda quale posto il ricordo di Pompei possa ancora avere nel nostro presente, l’opera risponde con un amore per l’antico che non nasconde la sua vulnerabilità e precarietà. Ci ricorda che parlare del mondo classico significa parlare del ‘noi’ in un tempo in cui sembra più facile parlare dell’altro o semplicemente dell’io. È, in fondo, la stessa cosa che Goethe ha fatto con il suo Viaggio in Italia, solo che non è l’opera di un singolo genio, ma di un gruppo di persone che vivono una trasformazione profonda del mondo che ci circonda, in questi tempi di crisi geopolitiche e ambientali, globalizzazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale.”
Il volume è articolato in 20 servizi fotografici, 30 interviste, 5 articoli di approfondimento, immagini d'archivio inedite e centinaia di ore di lavoro.
Da parte del Parco archeologico di Pompei, il progetto, che si è svolto in un periodo lungo 19 mesi, è stato seguito da Federica Savarese e Giuseppe Scarpati.
La rivista sarà disponibile a partire dal 10 aprile presso i bookshop del Parco, in diversi punti vendita italiani e on line al seguente link: https://epoch-review.com/shop e prossimamente presso i bookshop del sito.

La Biennale di Venezia presenta al Teatro Mercadante la sua Rivista numero 1/2026 “Alfabeti /Alphabets a Napoli, Teatro Mercadante il 13 aprile 2026

Lunedì 13 aprile 2026 alle ore 19 al Teatro Mercadante l’incontro con Roberto Andò Direttore artistico del Teatro Nazionale di Napoli e Pietrangelo Buttafuoco Presidente della Biennale di Venezia che, in occasione della presentazione della Rivista della Biennale di Venezia, dialogheranno sul tema dedicato al nuovo numero: la parola.

Con loro sarà presente Debora Rossi, Direttrice editoriale della Rivista.
La Biennale di Venezia presenta a Napoli il numero 1/2026 della propria Rivista, intitolato “Alfabeti / Alphabets”, lunedì 13 aprile alle ore 19 presso il Teatro Mercadante. Il volume, dedicato al tema della parola come dispositivo originario del pensiero e dell’esperienza artistica, sarà al centro di una conversazione tra Roberto Andò, Direttore artistico del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale, e Debora Rossi, Direttore editoriale della Rivista e Responsabile dell’Archivio Storico della Biennale.

 

“Alfabeti / Alphabets” si inserisce in continuità con la tradizione storica della Rivista, richiamando il numero pubblicato nell’ottobre del 1951 e segnando al contempo la rinascita di un progetto editoriale rimasto inattivo per oltre cinquant’anni. La nuova pubblicazione si configura come un gesto culturale che riattiva una memoria autorevole, rilanciando il ruolo della Rivista come spazio critico capace di interrogare il presente.

 

Il tema della parola è affrontato nella sua dimensione fondativa: non solo strumento di espressione, ma gesto creativo e atto critico, capace di attraversare le arti e generare nuove forme di relazione. Ad aprire il volume è una citazione di Martin Heidegger tratta da Parmenide, che definisce la parola come luogo in cui pensiero e gesto coincidono, fondamento dell’umano e origine della scrittura come pratica di costruzione del senso.

Il numero raccoglie contributi di studiosi, artisti e protagonisti della scena culturale internazionale, offrendo una riflessione plurale sul linguaggio nei diversi ambiti del sapere e della creazione contemporanea. Tra i temi affrontati: il rapporto tra linguaggio e potere, la sua trasformazione nell’epoca digitale, il dialogo con l’immagine nel cinema, il valore della traduzione come pratica interpretativa e la funzione della lingua come spazio di resistenza nei contesti totalitari.

Saggi e conversazioni sono accompagnati da un ricco apparato iconografico, composto da materiali provenienti dall’Archivio Storico della Biennale, da istituzioni internazionali e da contributi di artisti e autori. La copertina presenta un’opera di Raymond Hains e Camille Bryen, mentre sull’aletta compare un progetto di Joan Miró, a testimonianza del dialogo costante tra parola e immagine.

 

Pensata esclusivamente in formato cartaceo e con cadenza trimestrale, la Rivista si propone come un laboratorio editoriale aperto, dedicato a temi monografici che mettono in relazione le discipline della Biennale — arti visive, architettura, danza, musica, teatro e cinema — con incursioni nel campo della moda, delle scienze e della letteratura. Ogni uscita accoglie contributi inediti, interviste e dialoghi, valorizzando la molteplicità dei linguaggi e la sperimentazione grafica.

 

La Rivista della Biennale di Venezia è disponibile nello store online ufficiale e nelle principali librerie italiane e internazionali.

Ingresso libero.

Per informazioni: www.labiennale.org

 

 

NOTA STORICA

La Rivista della Biennale di Venezia (1950–1971)

La Rivista della Biennale di Venezia nasce nel 1950, sull’onda del successo della XXIV Esposizione Internazionale d’Arte del 1948, con l’obiettivo di diventare l’organo ufficiale di promozione delle attività dell’Ente. Pubblicata con cadenza trimestrale, si presenta fin da subito come un prodotto editoriale di alta qualità: grande formato, cura grafica, uso di carte diverse e ricco apparato iconografico, con immagini in bianco e nero e tavole a colori.

Il primo numero esce nel luglio 1950, sotto la direzione responsabile di Elio Zorzi e con un comitato editoriale guidato da Giovanni Ponti e Rodolfo Pallucchini. La rivista copre diversi ambiti — arte, cinema, musica, teatro e moda — configurandosi come uno spazio interdisciplinare.

Una seconda fase si apre tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, con la direzione affidata a Umbro Apollonio. In questo periodo la rivista assume un orientamento meno accademico e più attento alle nuove generazioni artistiche e al dibattito critico contemporaneo. Cambia anche l’impostazione grafica, più essenziale e meno “patinata”, con una maggiore presenza di contenuti teorici. Dal 1960 la Biennale decide di pubblicare la rivista in autonomia. Questa linea editoriale prosegue fino agli anni Settanta, quando la pubblicazione viene interrotta e sostituita, a partire dal 1975, dagli Annuari diretti da Wladimiro Dorigo.

SCHOOL EXPERIENCE 5 ARRIVA A MONTESCAGLIOSO DAL 13 AL 17 APRILE: CON GIFFONI IL CINEMA DIVENTA HUB CULTURALE PER I GIOVANI E LE LORO FAMIGLIE

Nuovo appuntamento dell’iniziativa, organizzata da Giffoni e realizzata nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promossa dal MiC e dal MIM.

 

Il cinema come grande hub culturale: laboratorio esperienziale di crescita, condivisione e confronto. È con questo spirito che dal 13 al 17 aprile School Experience farà tappa a Montescaglioso, in Basilicata, sesto appuntamento del suo percorso nazionale coinvolgendo studenti, docenti e istituzioni in un progetto che mette il linguaggio cinematografico al centro dell’esperienza educativa.

 

L’iniziativa, organizzata da Giffoni e realizzata nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promossa dal Ministero della Cultura (MiC) e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) si svolge in collaborazione con l’Associazione culturale Cinecreando presieduta da Giuseppe Disabato, il Cineteatro Andrisani e l’Ente Parco archeologico storico naturale delle chiese rupestri del Materano. Tantissimi gli studenti che saranno protagonisti del progetto. Le scuole coinvolte saranno: I.C. Don Liborio Palazzo Salinari di Montescaglioso – Pomarico, I.C. Matera Irsina Semeria Minozzi Festa, IC Pitagora di Bernalda, IC Bramante -Torraca di Matera, IC Fermi di Matera, IC "Luigi Settembrini" Nova Siri, IC Pascoli di Matera, IC Lorenzo Milani di Policoro.

Si parte lunedì 13 aprile negli spazi del Cineteatro Andrisani con le scuole primarie. Bambine e bambini assisteranno alla proiezione di Heidi – Una nuova avventura (regia Tobias Schwarz). Heidi sogna di partire con l’amica Clara, ma resta con il nonno per due motivi: l’arrivo di un industriale deciso a costruire una segheria sul monte e la cura di un cucciolo di lince che ha salvato e che ha bisogno di guarire. A seguire i corti della sezione Short Experience +6: Epifanía (regia Mila Useche), in cui un’anziana contadina colombiana trova conforto accudendo una creatura magica; Bird Drone (regia Radheya Jang Jegatheva), dove un gabbiano si innamora di un drone; Big (regia Aurore Lefou, Alexie Reynaud, Faustin Compagne, Marion Cueille, Tim Tartari), che riflette sull’irruzione dell’imprevisto; By a Thread (regia Estúdio Escola de Animação), in cui un’importante premiazione rischia di andare storto per un dettaglio inatteso.

Martedì 14 aprile è ancora dedicato alle primarie con la sezione Feature Experience +6 rappresentata dal lungometraggio Il robot selvaggio (regia Chris Sanders), storia di Roz, un robot naufragato su un’isola che impara a sopravvivere creando legami e adottando un’ochetta orfana. Segue la sezione Your Experience +6 con: Maschi contro femmine (regia Adriano Razzi), dove una nuova compagna mette in crisi la divisione tra i generi in classe; V per VHS (regia Maurilio Forestieri, Isabella La Fauci), in cui un blackout digitale riporta gli studenti all’analogico; Magic Box (regia Daniele Bonarini), racconto di una bambina emarginata che trova il suo spazio attraverso la creatività.

Mercoledì 15 aprile è dedicato alle scuole secondarie di primo grado, si parte dalla sezione Feature Experience +11 con The Legend of Ochi (regia Isaiah Saxon): la giovane Yuri sfida le paure del suo villaggio per riportare a casa un cucciolo di creatura misteriosa. Seguono i corti Your Experience +11: Maskiacci & Femminucce (regia Marco Mari), sulle difficoltà di convivenza tra ragazzi diversi; Ninò (regia Michele Li Volsi), storia di un ragazzo alle prese con responsabilità familiari e bullismo; Il puntino blu (regia Marco Rota, Ivan Adami), racconto simbolico sull’identità e lo sguardo degli altri. Nella stessa giornata (ore 17) si terrà Digital Prof, incontro rivolto ai docenti e ai dirigenti scolastici su educazione, audiovisivo e competenze digitali, con strumenti pratici tra cui l’uso dell’intelligenza artificiale.

Giovedì 16 aprile tornano le primarie con Feature Experience +6 e il lungometraggio Super Charlie (regia Jon Holmberg): Wille sogna di essere un supereroe, ma l’arrivo del fratellino dotato di poteri cambierà tutto, costringendoli a collaborare contro un pericolo comune. Seguono i corti Your Experience +6 (Maschi contro femmine, V per VHS, Magic Box). Nella serata di giovedì spazio anche alle famiglie, invitate a vivere un'esperienza speciale con i propri figli grazie a PARENTAL EXPERIENCE che propone La vita va così (regia - Riccardo Milani). Alla soglia del nuovo millennio, in una costa incontaminata della Sardegna, si scontrano due visioni del mondo opposte. Da un lato c’è Efisio Mulas, pastore solitario e custode di una terra e di tradizioni antiche. Dall’altro, Giacomo, presidente di un potente gruppo immobiliare, determinato a trasformare quel paradiso in un resort di lusso. Tra loro, Francesca, figlia di Efisio, divisa tra il richiamo del futuro e l’amore per la sua terra. Quando Efisio rifiuta una ricca offerta, la disputa privata diventa una battaglia legale e collettiva, che coinvolge l’intera comunità e una giudice, Giovanna, chiamata a decidere le sorti di un conflitto che è molto più di una semplice questione di proprietà.

Si chiude venerdì 17 aprile con School of Life (regia Giuseppe Marco Albano), docu-film sulla missione dell’organizzazione Still I Rise, che offre istruzione gratuita ai bambini più vulnerabili nel mondo. Un viaggio tra realtà difficili dove la scuola diventa possibilità di riscatto. A seguire i corti Your Experience +11: Maskiacci & Femminucce, Ninò, Il puntino blu.

Con la tappa di Montescaglioso, il festival itinerante conferma la propria vocazione: portare il cinema nei territori come strumento educativo, culturale e sociale, capace di creare comunità e di parlare alle nuove generazioni con un linguaggio che sentono proprio. Un percorso che mette al centro la scuola, ma guarda al futuro, coinvolgendo un’intera comunità che riconosce nel cinema uno dei luoghi privilegiati in cui immaginare e costruire il domani.

 

School Experience 5 - a cura del responsabile scientifico Antonia Grimaldi e del project manager Marco Cesaro - proseguirà a Napoli, in Alta Irpinia, a Eboli, per poi concludere il percorso nella Multimedia Valley di Giffoni Valle Piana (4-8 maggio). L’iniziativa – con ben 120 giorni di attività – coinvolgerà 17.879 studenti, 1.962 docenti e 192 plessi scolastici di ogni ordine e grado. Alla realizzazione dell’evento partecipano attivamente 32 esperti e 45 organizzatori del team di Giffoni, confermandosi un festival educativo diffuso capace di unire cinema, scuola e territorio.