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lunedì 20 aprile 2026

“L’algoritmo del male”, Homo Scrivens Edizioni. Francesco Galardo presenta il suo nuovo thriller mercoledì 29 aprile 2026 a Napoli

Dopo il successo di Default, Francesco Galardo torna con un altro thriller mozzafiato, sempre per Homo Scrivens Edizioni, L’algoritmo del male. La presentazione mercoledì 29 aprile 2026 alle 19,00 al Teatro Immacolata, in via Nuvolo,scalette Piazza Immacolata, Napoli. L’autore ne parla con Serena Venditto, Armando Guarino, Ciro Sabatino e Claudia Siano. Saluti di Fra Pasquale Piccolo, padre guardiano; Alberto Esposito, Gruppo 24 Ore. Introduce Aldo Putignano, editore.

Una a spy story che intreccia economia e geopolitica per esplorare l’eterno conflitto fra bene e male.

Quattro anni dopo il Default globale, in L’algoritmo del male il mondo è una prigione digitale retta dal Credit System, un algoritmo che decide il valore e il destino di ogni essere umano. Dietro questo sistema di controllo, c’è un nome maledetto: Giovanni Santoro, l’informatico che tutti credono morto.

Sua figlia Maria Angela lavora per la nuova Cia come ingegnere informatico in un bunker segreto di Brooklyn. Quando un messaggio criptato le svela che il padre è vivo, prigioniero nella misteriosa Clinica Nova, Maria si lancia in una caccia disperata alla verità.

Attraverso indizi nascosti in codici e riferimenti biblici, scopre l’orrore dietro l’algoritmo: una cospirazione che lega politici di altissimo profilo, l’organizzazione Empusa Limited e un oscuro esperimento del passato. Tra fango e ghiaccio, toccherà a lei decidere se consegnare il mondo al Male o all’Oblio.

 

Francesco Galardo (Napoli 1967), è un economista, dottore commercialista e docente per enti pubblici e privati. Con Homo Scrivens ha pubblicato il thriller Default (2025), vincitore del premio L’Iguana – Anna Maria Ortese.

 

I Premi de Lo Spiraglio Filmfestival della Salute Mentale 2026

Roma - Museo MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
15/18 aprile 2026


Premio Lo Spiraglio a Rocco Papaleo, miglior lungometraggio “Claudia fa brutti sogni” di Eleonora Sardo e Marco Zenoni, Premio del Pubblico a “Fratelli di Culla” di Alessandro Piva

 

Si è concluso al Museo MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, con un grande successo di pubblico, la sedicesima edizione de Lo Spiraglio Filmfestival della salute mentale. La manifestazione diretta da Federico Russo per la parte scientifica e da Franco Montini per quella artistica e organizzata dal Dipartimento Salute Mentale della ASL Roma 1 e ROMA CAPITALE in collaborazione con il Museo MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, è ormai un appuntamento fondamentale per capire, pensare e conoscere a fondo il mondo della salute mentale. 

Nella serata finale sono stati assegnati i Premi per le diverse categorie di lungometraggi e cortometraggi selezionati dal gruppo integrato di selezionatori composto da critici cinematografici, volontari, operatori, utenti e stagisti dei servizi di salute mentale.

 

A Rocco Papaleo è andato Il Premio Lo Spiraglio che viene assegnato ad un personaggio particolarmente significativo del mondo cinematografico che abbia raccontato vita, sentimenti ed emozioni di persone e gruppi legati al mondo della salute mentale.

 

La giuria, composta dal presidente degli utenti della Toscana Giovanni Gallori, dalla sociologa Arianna Marcorè, dalla sceneggiatrice e regista Ludovica Rampoldi, dall’infermiera Rada Tomic e dal regista Mimmo Verdesca, ha assegnato i seguenti Premi:

 

 

Premio “Fausto Antonucci” di 1.000 euro al miglior cortometraggio 

 

“Devotee” di ROBERTA PALMIERI E FRANCESCO RUBATTU

 

Attraverso il ritratto di Manuela conosciamo una donna fortissima, resiliente, curiosa, intrepida, che, nonostante le avversità del destino, non si arrende e non perde la gioia di vivere. Manuela non rinuncia al desiderio e, alla ricerca dell’amore, è pronta a confrontarsi perfino con la perversione. Un film di grande regia, intenso e provocatorio, capace di comunicare autentica inquietudine, ma ricco di speranza.

 

 

MENZIONE SPECIALE al cortometraggio

“Moving Mountains” di ANDREA COSTA

Per la capacità di trasformare un piccolo incontro in una riflessione universale sul senso di appartenenza. In questo caso non ereditaria ma costruita. il film mostra con delicatezza come due mondi apparentemente distanti possano riconoscersi nei desideri più semplici: essere accolti, avere una famiglia, trovare un equilibrio. Un racconto importante, che parla al presente.

 

 

Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre” di 1.000 euro al miglior lungometraggio. 

 

“Claudia fa brutti sogni” di ELEONORA SARDO E MARCO ZENONI

Per il coraggio di guardare dentro una ferita familiare senza filtri e senza giudizio. Il film è un viaggio che parte da un disegno infantile disperato “NON SO PIU’ DOVE SONO, AIUTATEMI” e diventa cammino di espiazione, responsabilità e amore. Sulla Via Francigena di Sicilia, le due sorelle attraversano la distanza scavata dal dolore e dalla tossicodipendenza per tentare di riconoscersi di nuovo. Un’opera necessaria che trasforma il senso di colpa in possibilità di ricongiungimento, e il perdono in un atto concreto, passo dopo passo.

 

Premio “SAMIFO” (Salute Migranti Forzati) di 1.000 euro assegnato a un lungo o cortometraggio scelto tra i film finalisti che meglio ha raccontato gli aspetti legati alla transculturalità, il confronto/scontro tra culture e società diverse, la storia di migrazioni umane, il trauma dei rifugiati, la violazione dei diritti umani, la discriminazione e il razzismo, l’impatto sulla salute mentale della migrazione

“In Gaza Pietas” di DIEGO MANFREDINI

Per la straordinaria sintesi narrativa e l'altissimo valore civile di un'opera che, in soli nove minuti, scuote le coscienze e genera una necessaria empatia verso il dramma universale dei bambini, vittime di ogni conflitto. Diego Manfredini utilizza l’animazione per dare voce alla tragedia del popolo palestinese con una delicatezza che ne amplifica l’impatto etico, affidando il racconto ai disegni autentici dei piccoli di Gaza: frammenti di realtà che trasformano il film in un archivio vivente di verità storica. In Gaza Pietas è uno strumento pedagogico prezioso, capace di trasformare il cinema in un momento di riflessione critica sui diritti umani. Un premio alla capacità di trasformare l’arte in impegno morale, ricordandoci che memoria e solidarietà sono gli unici argini possibili contro la barbarie.

 

Premio Luciano De Feo di 1000 euro, assegnato dal Comitato di Selezione del festival, al film che abbia mostrato più attenzione ai contenuti scientifici.

 

“I Colori dell'anima” di RUGGIERO TORRE

Un piccolo documentario che racconta la vita di un servizio di salute mentale di provincia. Lo sguardo dell'autore si posa nitido sui luoghi, i passaggi, gli incontri e le parole che diventano cura. È un modo di lavorare che mette in relazione il fare con l'essere, che sembra ridare colori, forme e movimenti ad una sofferenza psichica altrimenti paralizzante. A fianco della cura una cooperativa, che fonde antiche sapienze artigiane e relazioni ed entra così a far parte delle dotazioni di salute, di cambiamento e di riscatto. E il Centro di Salute Mentale di Nola diventa simbolo di uno dei tanti servizi pubblici virtuosi di salute mentale italiani.

 

La Giuria popolare, aperta al pubblico degli appassionati, ha infine assegnato il Premio del Pubblico a “Fratelli di Culla” di ALESSANDRO PIVA

 

Per maggiori informazioni

spiragliofest@gmail.com
www.lospiragliofilmfestival.org
www.facebook.com/spiragliofilmfestivaldellasalutementale/
www.instagram.com/lospiragliofilmfestival/
www.youtube.com/channel/UC33MCZkM9NCsTWdYDj7I7Ow
https://vimeo.com/401643761

 

Al Cuore del Vaticano II, una rilettura teologico-fondamentale


CHIESA SANTA MARIA DELLA SPERANZA, SCAMPIA – MARTEDI’ 28 APRILE 2026 ORE 18:45

Prosegue il percorso degli incontri della “Scuola di cultura solidale” a Scampia: presentazioni di libri orientate a sensibilizzare la cittadinanza di Napoli nel condividere una cultura consapevole dell’urgenza della solidarietà sociale. La scelta di ospitare le presentazioni, in presenza degli autori, a Scampia, è dettata dalla volontà di posizionarsi in un luogo emblematico di emarginazione sociale.

In questo appuntamento ospiteremo il teologo Marco Vergottini, curatore del volume che presentiamo, insieme ad Andrea Grillo, anch’egli teologo nonché uno dei contributori del testo, che già era stato ospite nei cicli di incontri della “Scuola di Cultura Solidale” l’anno scorso.

Serviva proprio un altro libro sul concilio Vaticano II? Sì, è indispensabile se si vuole andare oltre le fonti, oltre la storia e la redazione dei documenti, per cogliere direttamente il cuore pulsante di quell’ evento. Ecco la sfida raccolta dai quattro teologi impegnati in questo volume, a cura di Marco Vergottini, che con serietà e un linguaggio fresco ed efficace offrono una rilettura teologico-fondamentale dell’evento che, oltre sessant’anni fa, ha impresso una svolta alla cattolicità. Gesù Cristo, il sacramento, la chiesa e l’umano: sono queste le quattro direttrici da seguire per comprendere l’intentio profundior, cioè lo spirito che ha intimamente animato il concilio e che ne ha plasmato i frutti, sfidandoci ancora oggi a lasciarci interpellare come credenti.
Una magistrale opera di sintesi, che presenta il “succo” del Vaticano II ma allo stesso tempo il suo “impensato”, ciò che il concilio non ha detto e che ha lasciato come compito da svolgere all’odierna comunità cristiana.

Info e contatti:
Chiesa “Santa Maria Speranza” in Scampia
Via Arcangelo Ghisleri 5, 80144 Napoli
329 633 83333 – rettoriascampia@gmail.com 
www.chiesasmsperanza.it/scuola-cultura-solidale-2

Ingresso libero

Lettura Eneide con Paolo Musio e Francesca Fabrizi, 24 aprile 2026 ore 18 al Centro Ciro Colonna, Ponticelli: un poema antico per raccontare il presente.


Un poema antico per raccontare il presente. L’Eneide di Virgilio diventa voce del nostro tempo, tra guerre, migrazioni e ricerca di umanità. Un invito alla solidarietà in cui l’epica si fa esperienza collettiva insieme ai Maestri di Strada, per ritrovare uno sguardo umano sulle ferite del mondo.

 Lettura ENEIDE – adattamento e interpretazione di Paolo Musio, spazio sonoro e composizione di Francesca Fabrizi – sarà presentata il 24 aprile 2026 alle ore 18.00 nell’Anfiteatro Esterno del Centro Ciro Colonna in via Curzio Malaparte 46, quartiere Ponticelli, Napoli. Lo spettacolo è promosso da Maestri di Strada ETS, A.P.S. Trerrote -Teatro Ricerca Educazione con il supporto del Collettivo Lunazione, a cura di Nicola Laieta e Brigitte Zanetti. L’Eneide racconta la fuga da una città in fiamme, le traversate di profughi, i naufragi, gli errori, le speranze e le collisioni tra mondi diversi, in un continuo dialogo tra Oriente e Occidente. È una storia antica che oggi parla con forza al nostro presente segnato da guerre, migrazioni e ricerca di senso. Nella lettura di Paolo Musio, accompagnata dal paesaggio sonoro di Francesca Fabrizi, il poema diventa un’esperienza collettiva che unisce parola, emozione e riflessione sul mondo contemporaneo. Nei giorni precedenti allo spettacolo, i due artisti incontreranno gli studenti del Liceo A. Genovesi e del Liceo P. Calamandrei, oltre ai giovani dei laboratori dei Maestri di Strada, per un percorso di dialogo e partecipazione che culminerà con la lettura scenica aperta al pubblico. «L’Eneide di Virgilio, tra guerre e fondazioni di città, tra fughe e speranze, intreccia nel suo racconto il destino dei singoli e di intere comunità, e ci mette di fronte alla Storia in un momento in cui la Storia sembra volerci presentare il conto – spiega Paolo Musio - Violenza, abuso di potere, disprezzo dell’umano, ingiustizia, sopraffazione, macerie ovunque, devastazione, entrano di prepotenza ogni giorno nelle nostre case e richiedono a noi tutti un contrappeso che diventi un principio di azione: ritrovare uno sguardo umano, ritrovare i termini per uscire dall’indifferenza con la quale ci difendiamo da questa valanga di crimini contro l’umanità, per uscire anche dall’angoscia che tutto questo orrore produce. La lettura dell’Eneide ad alta voce in pubblico, fondata sulla capacità di ognuno di noi di sentire su di sé le emozioni degli altri, è un atto politico, vuole creare un’esperienza comune di condivisione di un racconto che continuamente rimanda a questa dimensione di sradicamento, ricerca di senso, speranza sempre insorgente, insomma alla dimensione irriducibile della vita come viaggio continuo, da cui possa derivare una risposta netta e chiara di solidarietà umana». Nicola Laieta, regista, educatore e responsabile del laboratorio di teatro educazione di Maestri di Strada ETS sottolinea «Questo progetto nasce dal desiderio di valorizzare il potere delle storie di unire le persone, creando uno spazio pubblico di riconoscimento reciproco, capace di trasformare la cultura in una forma concreta di solidarietà. L’appuntamento del 24 aprile rappresenta così un’occasione preziosa per condividere con la comunità un grande racconto epico che, a duemila anni di distanza, continua a parlare di noi». 

Lettura Eneide rientra nell’ambito delle attività del progetto “Senza saper leggere né scrivere”, vincitore della settima edizione del Bando Creatività Contemporanea, finanziato dal Ministero della Cultura. 

 

Info stampa 3490671710, ufficiostampa@maestridistrada.it

 

MONTESCAGLIOSO, OLTRE 2.000 STUDENTI PER SCHOOL EXPERIENCE: IL CINEMA DIVENTA COMUNITÀ


L’iniziativa è organizzata da Giffoni e realizzata nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promossa dal MiC e dal MIM.

Oltre duemila studenti e duecento docenti sono stati protagonisti della tappa di School Experience a Montescaglioso - l’iniziativa organizzata da Giffoni e realizzata nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promossa dal Ministero della Cultura (MiC) e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) - in Basilicata. Portare il cinema nei territori come strumento educativo, culturale, sociale, capace di creare comunità e di parlare alle nuove generazioni con un linguaggio che sentono proprio. Un percorso che mette al centro la scuola e guarda al futuro, coinvolgendo un’intera comunità che riconosce nel cinema uno dei luoghi privilegiati in cui immaginare e costruire il domani.

 

Nel corso della tappa del progetto, ogni lungometraggio e ogni cortometraggio proiettato è stato seguito da un dibattito tra i giurati e da una votazione per le sezioni Your Experience (opere realizzate in Italia dagli istituti scolastici o dalle associazioni culturali) e Feature Experience (dedicata ai lungometraggi). Grande entusiasmo per Digital Prof, un laboratorio di formazione per il corpo docente teso a consolidare le competenze digitali. Un momento di confronto che dai bias cognitivi è arrivato a comprendere come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per migliorare l’apprendimento. Da segnalare anche Parentale Experience, un momento pensato per le famiglie. Nel corso della serata finale il project manager Marco Cesaro, dopo aver ringraziato le istituzioni che rendono possibile School Experience, ha evidenziato che tutto nasce dall’intuizione del fondatore di Giffoni, Claudio Gubitosi.

 

“Ogni volta che veniamo qui succede qualcosa di speciale – ha detto – l’altro giorno è stato firmato l’accordo di collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. Per i prossimi tre anni avremo tanto da fare, con la passione che ci contraddistingue sempre. È il terzo anno che siamo qui con voi e siete un presidio fondamentale”.

 

Il valore del cinema come strumento educativo ma anche come volano per la promozione turistica è stato evidenziato da Giovanni Mianulli, presidente Ente parco archeologico storico naturale delle chiese rupestri del Materano: “Tanti registi e produttori hanno scelto il nostro territorio. Dall’audiovisivo e dai giovani partono le strade per la valorizzazione delle nostre comunità”.

 

Per Margherita Romaniello, presidente Lucania Film Commission, “è necessario ringraziare tutti gli operatori che allevando talenti creano un indotto meraviglioso. È un processo fondamentale affinché le sale siano vive, diventino luoghi di incontro e di condivisione, scommettendo sul nuovo, su ciò che si crea”.

 

A chiudere il confronto con studenti, famiglie e docenti, Giuseppe Disabato, presidente Cinecreando: “Sono stati giorni intensi. Non è semplice organizzare manifestazioni del genere e siamo per questo ancora di più orgogliosi della nostra collaborazione con Giffoni che offre tantissime possibilità ai nostri ragazzi. Voglio ringraziare dirigenti scolastici e docenti che ci sono sempre vicini”. Disabato ha poi consegnato al team di Giffoni una targa in ricordo dell’esperienza.

 

L’iniziativa in Basilicata si è svolta in collaborazione con l’associazione culturale Cinecreando presieduta dallo stesso Giuseppe Disabato, il Cineteatro Andrisani e l’Ente Parco archeologico storico naturale delle chiese rupestri del Materano. Le scuole coinvolte sono state: I.C. Don Liborio Palazzo Salinari di Montescaglioso – Pomarico, I.C. Matera Irsina Semeria Minozzi Festa, IC Pitagora di Bernalda, IC Bramante -Torraca di Matera, IC Fermi di Matera, IC “Luigi Settembrini” Nova Siri, IC Pascoli di Matera, IC Lorenzo Milani di Policoro.

 

School Experience 5 proseguirà in Alta Irpinia, a Eboli, per poi concludere il percorso nella Multimedia Valley di Giffoni Valle Piana (4-8 maggio). L’iniziativa - con ben 120 giorni di attività - coinvolgerà 17.879 studenti, 1.962 docenti e 192 plessi scolastici di ogni ordine e grado. Alla realizzazione dell’evento partecipano attivamente 32 esperti e 45 organizzatori del team di Giffoni, confermandosi un festival educativo diffuso capace di unire cinema, scuola e territorio.


Nasce Queequeg: Residenza permanente per la drammaturgia contemporanea dedicata ad Annibale Ruccello dal 25 giugno al 5 luglio 2026


Un progetto di Casa del Contemporaneo e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Direzione artistica Pier Lorenzo Pisano, Direzione organizzativa Clarissa Curti, Napoleone Zavatto, Con il patrocinio di Comune di Castellammare di Stabia e Fondazione Eduardo De Filippo.

Si svolgerà a Montechiaro di Vico Equense, ameno buen retiro nella penisola sorrentina, una residenza artistica di dieci giorni per otto autrici e autori che vogliano interrogare e reinventare la scrittura per la scena, intesa come spazio di ricerca condivisa sul quotidiano e sui futuri possibili. È questo il cuore di Queequeg, progetto dedicato alla drammaturgia contemporanea che mette il tempo al centro della scrittura e dell’atto creativo. Pensato come primo momento di una residenza creativa permanente dedicata alla memoria di Annibale Ruccello, Queequeg nasce dal desiderio di istituire uno spazio libero dove gli autori possano esprimersi senza vincoli, con l’obiettivo di offrire un luogo di confronto aperto in cui trovare strumenti e tempo per dar forma alle storie che abitano la scrittura teatrale contemporanea, con la supervisione artistica di Pier Lorenzo Pisano, autore di teatro, cinema, narrativa, e direttore artistico junior del Teatro di Napoli.

 

La scelta di Montechiaro, sito appartato e allo stesso tempo parte integrante della costiera sorrentina, è idealmente collegato alla Castellammare di Ruccello e consente l’esilio drammaturgico in un ambiente ideale per l’atto creativo. 

 

Il bando si rivolge a otto fra professionisti e giovani autori/autrici in formazione, maggiorenni senza limiti di età, interessati a confrontarsi con la loro autorialità grazie a uno spazio di lavoro condiviso.

Queequeg, che dà nome al progetto è un personaggio del Moby Dick di Herman Melville. Figura enigmatica e rituale, rappresenta una presenza di soglia, portatrice di un’altra grammatica del mondo e di un diverso modo di attraversare viaggio, paura e destino. Non il protagonista più visibile, ma una presenza che orienta la narrazione.

 

“La scrittura teatrale è profondamente legata ai luoghi: si scrive perché parole e azioni prendano corpo in uno spazio concreto. Così come il teatro è la loro destinazione finale, anche il luogo d’origine di questi simboli ha un ruolo fondamentale. Trovare una casa dove poterli sperimentare liberamente, combinarli in forme diverse, pensarli e ripensarli prima di portarli in scena è un’occasione preziosa e una necessità per chi scrive. Queequeg nasce proprio come spazio di creazione e confronto, dove condividere la pratica della scrittura e costruire sequenze di parole capaci di generare immagini ed emozioni in chi ascolta.”

Pier Lorenzo Pisano

 

La call si chiude alle 12:00 del 10 maggio 2026. L’esito finale della selezione sarà comunicato entro il 30 maggio 2026. Il bando e il form per candidarsi sono presenti sul sito: queequeg.it

 

Per info: direzione@queequeg.it


Giovedì 23 aprile: Domenico Ingenito porta in scena "Nuttata" alla Sala Assoli Moscato, all'interno della programmazione del Teatro Nuovo di Napoli

In scena, per la stagione del Teatro Nuovo di Napoli, il monologo di Koltès che rivive in una potente riscrittura tra poesia, strada e umanità marginale.
 
Un uomo cammina nella notte parlando senza sosta per non essere inghiottito dal silenzio. La sua voce è un tentativo disperato di esistere e lasciare una traccia. Parla per sentirsi reale, nella speranza che qualcuno, anche invisibile, lo riconosca.

È da questa urgenza che prende forma Nuttata traduzione e adattamento in napoletano del celebre monologo La nuit juste avant les forêts di Bernard-Marie Koltès, in scena giovedì 23 aprile 2026 alle ore 20.30 alla Sala Assoli Moscato, all’interno della stagione del Teatro Nuovo di Napoli.

In scena Domenico Ingenito, che di questo progetto è anche autore della riscrittura, attraversa il monologo come un territorio vivo, dove la parola non è mai solo parola ma respiro, corpo, necessità.

Il testo di Koltès racconta l’incontro mancato tra uno straniero e un passante, trasformandosi in un flusso verbale che dà voce all’emarginazione, al desiderio d’amore, alla solitudine di chi vive ai bordi.

Ma Nuttata non è una semplice traduzione, è un attraversamento. Ingenito costruisce il suo lavoro muovendosi su due traiettorie parallele: da un lato, il confronto diretto e rigoroso con la lingua originale francese; dall’altro, l’ascolto profondo della realtà contemporanea.

Nelle stazioni, nei luoghi di passaggio della città di Napoli, incontra i “ragazzi di vita”, li invita a leggere, a restituire il testo con le loro inflessioni, i loro ritmi, la loro verità. Quelle voci restano, sedimentano, diventano struttura invisibile della riscrittura.

È così che il napoletano, lingua densa, musicale e contraddittoria, s’impone non come scelta estetica ma come necessità. Una lingua che accoglie la ferita e la bellezza, che sa essere insieme lirica e concreta, capace di restituire tutta la complessità del protagonista.

Con il disegno luci di Sebastiano Cautiero lo spettacolo, presentato da Interno5 con Opera Estate Festival, costruisce uno spazio essenziale e immersivo, dove la parola diventa azione e la scena si fa luogo di incontro, o forse di mancato incontro.

Nuttata è, in fondo, una soglia tra lingue, identità, solitudine e desiderio. Una notte che appartiene a chi parla, ma anche a chi ascolta. Perché in quella voce che insiste, che cerca, che non si arrende, si riconosce qualcosa di profondamente umano: la necessità di esistere nello sguardo dell’altro.

Nuttata di e con Domenico Ingenito

Giovedì 23 aprile 2026, Sala Assoli Moscato

Inizio spettacolo ore 20.30

info 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it