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sabato 9 maggio 2026

UN PARTY ESCLUSIVO CON LA MAGIA DELL’ISOLA AZZURRA PER LA PRESENTAZIONE A NAPOLI DI TRATTORIA CAPRESE

 

La magica atmosfera di Capri trova casa a via Medina a Napoli per la presentazione di Trattoria Caprese, quarto locale in Italia della catena di ristoranti fondata dalla famiglia F&G Fargnoli - Gallucci dopo quelli di Caserta, Brescia e Busto Arsizio.
L’occasione? Una serata esclusiva all’insegna della buona musica e dei piatti doc della tradizione gastrononomica partenopea per più di cento ospiti selezionati in rappresentanza del mondo delle imprese, delle professioni, della moda e della cultura. A curare l’’intrattenimento musicale della serata Aurelio Fierro con la sua band e il dj set di Daniele Tozzi.
Con il nuovo locale di via Medina a Napoli il brand di ristorazione Trattoria Caprese continua così il suo percorso di espansione nazionale. Un progetto che conferma la solidità di un marchio ormai presente in tutta Italia, da Nord a Sud, e capace di reinterpretare la tradizione gastronomica italiana in chiave moderna, elegante e contemporanea.
Trattoria Caprese nasce con l’obiettivo di valorizzare l’autenticità della cucina italiana attraverso un’esperienza di ospitalità raffinata ma accessibile. Nel corso degli anni, il gruppo ha investito in numerosi progetti legati al mondo del food, trasformando la ristorazione in un vero e proprio ecosistema di brand e format innovativi. Tra le realtà più iconiche del gruppo spicca infatti anche Solo Pizza, storico marchio che sin dal 1979 ha contribuito a raccontare e diffondere la cultura della pizza italiana, diventando nel tempo una delle prime catene dedicate al prodotto simbolo del Made in Italy. Tra i marchi del gruppo figurano a Napoli anche Trattoria Vanvitelli al Vomero, e Il Pomodorino e Il Pomodorino Cafè con sede a Piazza Bovio, la suggestiva Piazza Borsa così come è anche comunemente chiamata. L’apertura di via Medina rappresenta non solo un’espansione commerciale, ma anche l’inizio di una nuova visione imprenditoriale: un concept che unisce design contemporaneo, identità mediterranea e attenzione all’esperienza del cliente, creando un’atmosfera autenticamente caprese. Questa nuova avventura è accompagnata da Raffaella Gallucci, interior designer e co-fondatrice del marchio Trattoria Caprese insieme con il marito Ermanno Fargnoli, con l’obiettivo di creare una destinazione di tradizione e innovazione. Un luogo in cui la cucina italiana diventa esperienza, racconto e stile di vita.
Nella sua evoluzione imprenditoriale, il gruppo ha attraversato diverse fasi di crescita e collaborazione con partner e soci distribuiti sul territorio nazionale, in particolare nel Nord Italia. Oggi Trattoria Caprese prosegue il proprio percorso con una direzione rinnovata, puntando su identità, qualità e innovazione nel panorama della ristorazione contemporanea.
La proposta gastronomica valorizza piatti ricchi di gusto, preparati con materie prime selezionate e una forte attenzione alla qualità, mantenendo al tempo stesso un eccellente rapporto qualità-prezzo. Il menù celebra la tradizione italiana con un approccio contemporaneo: sapori genuini, presentazioni curate e un’esperienza culinaria pensata per essere conviviale, raffinata e accessibile.
A rendere il format ancora più dinamico saranno anche serate a tema, eventi esclusivi e appuntamenti con musica dal vivo, studiati per creare un’atmosfera coinvolgente e trasformare ogni cena in un’esperienza di intrattenimento e lifestyle.
Parallelamente al mondo della ristorazione e dell’immobiliare familiare, nel gruppo emerge anche il percorso creativo della nuova generazione con Isabel Fargnoli, designer con base nel principato di Monaco che rappresenta oggi una figura internazionale capace di unire eleganza contemporanea, sensibilità mediterranea e cultura del Made in Italy. Attraverso il suo lavoro nel fashion e nel design, Isabel ha conquistato il panorama lifestyle di Montecarlo distinguendosi per una visione estetica sofisticata e identitaria. Il suo percorso creativo si sviluppa accanto a quello della madre Raffaella Gallucci - socia, interior designer e co-fondatrice di Trattoria Caprese insieme con il marito Ermanno Fargnoli - contribuendo insieme a definire un linguaggio stilistico riconoscibile che oggi si riflette anche nei nuovi concept hospitality del gruppo, tra design, accoglienza ed esperienza contemporanea. Accanto a lei anche Gianmarco Fargnoli, attivo nel settore immobiliare di famiglia e oggi impegnato nello sviluppo e nel marketing del gruppo ristorazione, contribuendo alla crescita strategica del brand e ai nuovi progetti di espansione.
Ad arricchire ulteriormente il percorso internazionale del brand, Isabel Fargnoli è stata recentemente premiata nel Principato di Monaco durante la sua sfilata di aprile dall’Ambasciatore Italiano a Monaco, ricevendo un riconoscimento dedicato al Made in Italy, alla creatività e al talento italiano nel Principato. Un traguardo che conferma il valore del suo percorso nel mondo della moda e del design. Con il suo brand, da oltre cinque anni al centro della scena fashion monegasca, Isabel Fargnoli continua a distinguersi per uno stile sofisticato, contemporaneo e fortemente identitario, diventando un punto di riferimento nel panorama lifestyle internazionale tra eleganza italiana e visione cosmopolita.


A SALA ASSOLI 11-14 MAGGIO 2026 LA RAGIONE DEGLI ALTRI Dalla vita, da una novella e dal dramma omonimo di Pirandello


Da lunedì 11 a giovedì 14 maggio ore 20.30 a sala Assoli Moscato,  Piccola Città Teatro, Tradizione e Turismo – Centro di produzione teatrale – Teatro Sannazaro presentano “La ragione degli altri” dalla vita, da una novella e dal dramma omonimo di Luigi Pirandello con Ettore Nigro, Anna Bocchino, Viola Forestiero, Monica Palomby con la regia di Alfonso Postiglione e Linda Dalisi come dramaturg.

La ragione degli altri racconta la storia di Leonardo Arciani, scrittore e giornalista svogliato, sposato con la ricca Livia, in un matrimonio ormai privo di passione e senza figli. Leonardo riallaccia una breve relazione con Elena, sua vecchia fiamma in difficoltà economiche, e da questa relazione nasce una bambina. Quando Leonardo torna da Livia, lei accetta di riaccoglierlo a patto che lui porti con sé la figlia illegittima.

È questo il primo testo in tre atti, scritto nel 1895 da Pirandello, che, ispirato a una storia familiare personale fatta di infedeltà paterna e figli illegittimi, influenzò negativamente il suo rapporto col padre. Inizialmente l’autore affrontò questa vicenda in una delle sue novelle, solo successivamente la trasformò in dramma. Autobiografia, narrazione, dramma e inscenazione, dunque. Una stessa vicenda che attraversa più quadri. O lo stesso quadro, come fosse una mise en abyme rappresentativa.

Nelle trame si intrecciano più fili tematici, quello dell’ossessione, dell’essere e diventare madri, dell’imperfezione della coppia, dell’ambiguità e della contraddizione del femminile, al punto da tradurre, alla luce della contemporaneità, la vicenda della figlia contesa come una sorta di maternità surrogata ante litteram.

L’attività artistica di Luigi Pirandello fu un perenne laboratorio creativo dove la vita si trasformava in racconti, testi teatrali, rappresentazioni sceniche. Il celebre autore contribuì anche alla nascita e alla definizione della figura del regista e adottò scelte linguistiche innovative e sperimentali, diventando un modernista di rilievo nella letteratura e nel teatro della prima metà del Novecento.

Lo spettacolo va in scena esattamente a 110 anni dalla prima rappresentazione presso il Teatro Manzoni di Milano -19 aprile 1915.



Fotinì Peluso è l'Ambassador del Magna Graecia Film Festival 2026

Già annunciata la presenza dell'attrice statunitense Sharon Stone, Colonna d'Oro alla Carriera


Sarà l'attrice Fotinì Peluso (Tutto chiede salvezza; Greek salad; Non è la fine del mondo) l'Ambassador 2026 del prossimo Magna Graecia Film Festival, ideato dai fratelli Alessandro e Gianvito Casadonte, dedicato alle opere prime e seconde e agli autori emergenti che si terrà a Soverato (CZ) dal 25 luglio al 1 agosto.

 

Scelta tra i volti emergenti dello star system italiano, Fotinì Peluso si unisce al già importante cast del festival che ha lanciato la presenza dell'attrice statunitense Sharon Stone, che sarà premiata con la Colonna d’Oro alla carriera realizzata dal Brand GB Spadafora e protagonista di una conversazione d'autore sul palco dell'arena moderata dalla giornalista Silvia Bizio.

 

Fotinì Peluso ha debuttato in televisione nel 2018, con la serie Rai Romanzo famigliare. L’anno successivo interpreta la giovane pianista Barbara nelle tre stagioni della serie La Compagnia del Cigno, diretta da Ivan Cotroneo. Nel 2021 è nel cast di Nudes, serie Rai Play diretta da Laura Lucchetti che tratta il tema del revenge porn tra gli adolescenti. Nel 2020 è la coprotagonista nel film debutto di Francesco Fanuele, Il regno, e ha il suo esordio in Netflix con il film Sotto il sole di Riccione, diretto da Enrico Vanzina. In seguito, ha interpretato Adele in Cosa sarà, film con la regia di Francesco Bruni, presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2020. Alla 77a edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Fotinì ha ricevuto il premio Starlight International Cinema Award come Revelation Actress. Sempre nel 2020, debutta nella televisione francese con la serie Or Noir, diretta da Manuel Laurent e Anouar El Alami. Nell’ottobre del 2022 è su Netflix nel ruolo di coprotagonista di Tutto Chiede Salvezza, serie di Francesco Bruni e al cinema con il film Il Colibrì, diretto da Francesca Archibugi e presentato in occasione della Festa del Cinema di Roma. Nel 2023 la vediamo in due progetti francesi: la serie per Amazon Prime Video Greek Salad, e il film La Tresse, diretto da Laetitia Colombani. Nell’autunno dello stesso anno è coprotagonista nel film di Maria Sole Tognazzi 10 minuti e nella miniserie belga Les Indociles, con la regia di Delphine Lehericey. Sempre nel 2023 vince il premio Biraghi come Attrice Rivelazione ai Nastri D’Argento per la serie Tutto Chiede Salvezza. Nel 2024 prende parte al film di Takis Candilis L’enfant qui mesurait le monde e nel film italiano Mani Nude, diretto da Mauro Mancini. Vince inoltre il premio Rivelazioni Italiane ai David di Donatello. Ha inoltre recentemente finito le riprese della serie The Great Chimera, diretta dal regista Vardis Marinakis che è stata un enorme successo in Grecia. Tra maggio e giugno 2025 è stata in scena al Teatro di Siracusa nel ruolo di Antigone nella rappresentazione teatrale di Edipo a Colono, con la regia di Robert Carsen. A marzo 2026 è Emma De Tessents, protagonista del film opera prima di Valentina Zanella Non è la fine del mondo, presentato al Bif&st. In autunno la rivederemo nell'attesissima serie francese La Contessa di Montecristo per TF1 e Netflix America e nel film Recrucified, del regista greco Theo Papadoulakis.

 

Il MGFF 2026, proporrà un ricco programma di eventi e proiezioni cinematografiche nell’ambito dei concorsi dedicati alle sezioni di opere prime e seconde italiane e documentari, curate da Antonio Capellupo, e delle opere prime internazionali, curate da Silvia Bizio, anche responsabile delle conversazioni con talent internazionali.

 

Il MGFF è sostenuto dal Ministero della Cultura, Calabria Straordinaria – brand della Regione Calabria – Assessorato al Turismo – Calabria Film Commission e Comune di Soverato. Le Colonna d'Oro assegnate durante il festival sono realizzate dal Brand GB Spadafora.

venerdì 8 maggio 2026

La Fondazione Cultura & Innovazione protagonista a “ORIENTAlife – La Scuola Orienta per la Vita”



Si è conclusa con grande partecipazione ed entusiasmo l’esperienza della Fondazione Cultura & Innovazione all’interno di “ORIENTAlife – La Scuola Orienta per la Vita”, la manifestazione promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania in collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia, Regione Campania, Confindustria Campania e INAIL Campania, ospitata dal 5 al 7 maggio 2026 presso Villa Doria d’Angri a Napoli.
Nel corso delle tre giornate, la Fondazione Cultura & Innovazione ha preso parte attivamente alle iniziative dedicate all’orientamento dei giovani, contribuendo al confronto tra scuola, università, imprese e territorio attraverso momenti di dialogo, approfondimento e networking.
L’evento ha registrato numeri importanti, coinvolgendo circa 600 scuole secondarie di I e II grado della Campania, oltre 3.800 docenti e circa 195.000 studenti, confermandosi come uno dei principali appuntamenti regionali dedicati all’orientamento formativo e professionale.
La partecipazione della Fondazione ha rappresentato un’importante occasione per promuovere i temi della cultura, dell’innovazione e delle competenze del futuro, con particolare attenzione alla crescita personale e professionale delle nuove generazioni. Durante la manifestazione, studenti e docenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con esperti, aziende, enti di formazione e professionisti del settore, approfondendo le nuove prospettive offerte dal mondo del lavoro, dell’innovazione tecnologica e delle professioni emergenti. Particolarmente significativa è stata la collaborazione con le realtà istituzionali e produttive presenti all’evento, che ha consentito di valorizzare il ruolo della scuola come luogo centrale per la crescita delle competenze, l’orientamento consapevole e l’inclusione. La positiva esperienza maturata nel corso di ORIENTAlife 2026 conferma l’importanza di fare rete tra istituzioni, scuole, università, imprese e fondazioni per accompagnare i ragazzi nella costruzione di un futuro professionale consapevole e competitivo.
“Partecipare a ORIENTAlife significa investire concretamente nel futuro dei giovani e contribuire alla costruzione di un ecosistema educativo sempre più aperto al dialogo con il mondo delle professioni e dell’innovazione. La scuola, oggi più che mai, deve essere un luogo capace di accompagnare i ragazzi nella scoperta delle proprie attitudini e nella costruzione consapevole del proprio percorso umano e professionale”, dichiara il Presidente della Fondazione Cultura & Innovazione, Riccardo Iuzzolino. “La Fondazione Cultura & Innovazione rinnova il proprio impegno a sostegno di iniziative che favoriscano la formazione, l’occupabilità e la valorizzazione dei talenti, promuovendo percorsi in grado di avvicinare sempre più i giovani ai temi della cultura digitale, della sostenibilità e dell’innovazione sociale”, ha concluso Iuzzolino.
 

Al Centro Ester di Barra la II edizione dell’Open Day regionale il 10 maggio 2026

La Delegazione Regionale FISDIR Campania è lieta di annunciare la seconda edizione dell’Open Day regionale, che si terrà domenica 10 maggio 2026 presso lo storico Centro Ester di Barra (NA).
L’evento si configura come uno dei momenti più significativi per il movimento paralimpico regionale, ponendosi l’obiettivo di promuovere l’attività sportiva e valorizzare il talento sportivo di atleti con disabilità intellettivo-relazionale.
Un programma tra avviamento e agonismo
A partire dalle ore 8:30, il Centro Ester si trasformerà in un polo multidisciplinare dove i partecipanti potranno cimentarsi in 7 discipline sportive differenti:
Atletica leggera
Calcio
Canottaggio
Ginnastica ritmica e artistica
Equitazione in collaborazione con la FISE Campania.
Pallacanestro
Le attività saranno coordinate da tecnici Fisdir qualificati, istruttori specializzati e volontari. L’invito è esteso non solo agli atleti già tesserati, ma a tutti coloro che desiderano approcciarsi per la prima volta alla pratica sportiva in un contesto protetto e professionale.
Il Triangolare di Pallacanestro II2
Il valore tecnico della giornata sarà arricchito da un evento agonistico di rilievo nazionale: un Triangolare di Pallacanestro riservato alla categoria II2 (atleti con sindrome di Down). Sul parquet si sfideranno tre eccellenze del panorama cestistico: le laziali Basket 4ever e Acilia Red Foxes, che incroceranno i canestri con la rappresentativa Campania Don Orione Sport. La competizione intende dimostrare come lo sport adattato possa raggiungere vertici di assoluto agonismo e spettacolo.
Sinergie territoriali e Napoli Capitale dello Sport 2026
L’iniziativa si inserisce ufficialmente nel prestigioso calendario di Napoli Capitale dello Sport 2026, rassegna che vede il capoluogo campano in prima linea nella promozione dello sport, della salute e dell’inclusione.
“Il successo di questa manifestazione è frutto di una proficua sinergia tra istituzioni e realtà locali” fa sapere la Delegazione Regionale.
Un ringraziamento particolare va ai nostri sponsor: è anche grazie al loro prezioso sostegno che possiamo dare vita ad un evento volto a promuovere la pratica sportiva per atleti con disabilità intellettivo-relazionale. L’iniziativa costituisce un’importante occasione per far conoscere l’operato della FISDIR e le associazioni affiliate che, con dedizione e impegno costante, operano sul territorio campano. L’evento intende, inoltre, favorire l’incontro con le famiglie e nuove realtà associative, incoraggiandole ad integrarsi nel movimento federale per ampliare costantemente le opportunità offerte a tutti coloro che desiderano entrare a far parte della famiglia FISDIR“.
Riepilogo Evento e programma di massima:
 Data: 10 maggio 2026
Ore: dalle 08:30 Accoglienza e registrazione dei partecipanti, distribuzione di gadget e materiale informativo
Ore: 9:00 Cerimonia di apertura, saluti delle autorità e breve introduzione agli obiettivi della giornata
Ore: 10;00 Inizio attività sportive (sessioni dimostrative e triangolare di pallacanestro)
Ore: 13:30 Chiusura attività e saluti finali
Location: Centro Ester – Via Giambattista Vela, 91, Barra (Napoli)
Ingresso: Libero e aperto alla cittadinanza

TeatroBasilica, LA DISFATTA – Gli ultimi giorni nel bunker di Gianni Guardigli il 15 e 16 maggio 2026


Uno spettacolo che attraversa il collasso morale del Novecento senza alcuna indulgenza storica o psicologica, scegliendo invece il punto cieco della disfatta: quello di un uomo comune precipitato dentro la macchina dell’orrore e incapace, persino dopo la fine, di emanciparsi dalla propria obbedienza.

Nel bunker immaginato da Guardigli — tra macerie, delirio e memoria — la parola si fa balbettìo, confessione, residuo ideologico. E la regia di Leonelli innesta con decisione una riflessione sul presente, evocando le nuove forme della violenza collettiva e delle derive identitarie che attraversano l’Europa e il nostro tempo.
Il 30 aprile 1945 a Berlino, asserragliato nel bunker costruito sotto il palazzo della Cancelleria, Adolf Hitler si
suicida insieme ad Eva Braun appena sposata. Poco dopo Joseph Goebbels, ministro della propaganda e gauleiter
della Capitale, insieme alla moglie Magda avvelena i suoi bambini e con lei anch’egli si toglie la vita.
Pochi epiloghi di foschi periodi della storia hanno tanto somigliato alla rappresentazione teatrale di una tragedia,
immaginata e addirittura in qualche modo provata per giungere all’immagine scenica voluta. La materia del
racconto, benché calata nei fatti veri della storia, mi ha riportato alla crudeltà e alla violenza del dramma
elisabettiano. Ma il dramma non è rappresentato, è raccontato, rivissuto, puntigliosamente rievocato da una mente
che è rimasta chiusa nella prigione di una follia lucida che le suggerisce parole quasi “indicibili”.
Il mio Fritz, il personaggio da me inventato per dar voce a questa quasi inspiegabile follia che riassume l’abbaglio
di un intero popolo comincia a parlare osservando il mucchietto di terra che indica il luogo dove “tutto è avvenuto”,
dove “la tragedia si è consumata”. Fritz pensa che il nazismo non sarebbe dovuto durare dodici anni, ma mille, vive
nella convinzione che una grande occasione sia andata perduta e tenta di spiegare il perché, ma inciampa in
interminabili sillabe che si contraddicono e diventano un balbettìo quasi musicale e funereo.
Nella mente di Fritz regna un irreale deserto del senso ed ogni suo movimento del pensiero è dominato da un
ipotetico “se ci avevano ordinato questo, una ragione ci sarà stata” oppure “a noi piccoli, a noi deboli non è e non
era permesso di addentrarci nelle immense e irraggiungibili ragioni della storia”. Forse questi sono i meccanismi
che ancora guidano le ideologie che si ispirano alla flosofa nazista e che forniscono carne e sangue agli attuali
movimenti neonazi che sempre più pericolosamente camminano nelle strade dell’Europa di oggi con nomi spesso
contrastanti con le immagini evocate dai loro stessi proclami.
Qualche sprazzo di assurda poesia si affaccia nel monologare di Fritz e diventa canto, una paurosa preghiera al
contrario che ci ammonisce e ci tiene ben svegli a vigilare perché non si passi il limite.
Per tenere la follia sotto controllo.
Perché la follia resti tale e non si nasconda sotto un costume di mendace innocuità.

Gianni Guardigli

NOTE DI REGIA

Ogni riferimento alla Palestina è fortemente voluto.
La disfatta non è un semplice monologo. È l'urlo folle, disperato, distonico di un uomo comune ritrovatosi a servire
un regime – per scelta o per necessità non ci è dato saperlo – capace di condurre milioni di persone a una
mostruosa perdita di giudizio, attraverso una seduzione di gloria. Il tema è tristemente contemporaneo e lo
spettacolo denuncia “tutte” le stragi e “tutti” i genocidi compiuti in nome di una presunta superiorità etica,
genetica o religiosa. Non esiste un popolo eletto. Né allora né oggi. Poiché Dio ama ciascuno indistintamente.


Siamo in un bunker, forse proprio quello del Fuehrer, non sappiamo quanti giorni dopo la caduta del tiranno. La
performance è un intenso monologo-dialogo tra Fritz – immaginario postino di Hitler – e degli interlocutori che si
ammassano di volta in volta nella sua psiche lacerata e instabile. Voci, volti e macerie si fanno sempre più presenti
man mano che lo spettacolo si sviluppa, in un crescendo di follia che non lascia spazio alla luce. L'oscurità del
bunker rispecchia la notte oscura di un uomo-simbolo di un'umanità che ha perso la strada per inseguire spettri di
potere, che ha smarrito ogni senso di civiltà convinta di poterne forgiare una nuova, ma intrisa di orrore. La scena è
disseminata di oggetti e simboli che richiamano il bunker e con cui Fritz si rapporta nell'illusione di ricreare una
quotidianità di azioni e gesti che, invece, stonano terribilmente con il suo delirio, in cui egli è vittima e carnefce
allo stesso tempo. Infatti, se da un lato ci risulta impensabile giustifcare un Fritz qualunque, certamente colluso e
responsabile delle atrocità compiute dal Nazismo, dall'altro non possiamo chiudere ogni spiraglio di umanità di
fronte a una delle tante comparse di quella che è stata, forse, la più grande “disfatta” della storia del Novecento.
Riccardo Leonelli

Link al trailer: https://www.youtube.com/watch?v=Mx0kf1R_tMM


INFORMAZIONI

Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:

https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo

Dove siamo:
Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma
www.teatrobasilica.com
email: info@teatrobasilica.com
telefono: +39 392 9768519

Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.

Link utili
Sito https://teatrobasilica.com/
Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica
Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/

Spazio Rossellini, SEI UN MITO! SCOPRI CHI SEI ATTRAVERSO I MITI GRECI

Nell’ambito della rassegna Spazio Solo, lo Spazio Rossellini ospita sabato 9 maggio 2026 alle ore 21.00 SEI UN MITO! SCOPRI CHI SEI ATTRAVERSO I MITI GRECI di e con Enrico Galiano, collaborazione drammaturgica Andrea Delfino. 

La lezione-spettacolo dell’autore e insegnante, che unisce divulgazione, narrazione e ironia, continua a portare in scena un viaggio sorprendente dentro i miti greci e dentro le domande più profonde di ciascuno di noi.
Scrittore bestseller e insegnante tra i più seguiti d’Italia, Galiano torna sul palco con uno spettacolo che mescola divulgazione, storytelling e ironia. “Sei un mito!” è un racconto appassionante che parte da dèi, eroi e creature leggendarie per arrivare alle domande più urgenti del nostro presente: chi siamo davvero? Qual è il nostro talento? Esiste una vocazione che ci chiama?
Al centro dello spettacolo c’è il concetto del Dàimon platonico, quella forza interiore che – secondo Platone – guida ciascuno verso la realizzazione del proprio potenziale. Non un demone oscuro, ma una bussola interiore che orienta scelte, sogni e desideri.
Con il suo stile diretto e brillante, capace di intrecciare ironia, narrazione e riflessione, Galiano trasforma il palcoscenico in uno spazio di scoperta condivisa. I miti diventano metafore potenti per leggere il presente, riconoscere i propri doni e trovare il coraggio di inseguire ciò che ci rende autentici.
Definito da Massimo Gramellini “un professore stile Attimo fuggente”, Galiano è autore bestseller tradotto in tutta Europa, vincitore del Premio Bancarellino 2023 e volto televisivo di programmi di divulgazione.
“Sei un mito!” è realizzato con la collaborazione alla drammaturgia di Andrea Delfino, autore web, teatro e televisione del gruppo Contenuti Zero.
Parte del compenso dell’artista sarà devoluto a Still I Rise, organizzazione no-profit che costruisce scuole nei contesti più vulnerabili del mondo.
In parallelo al tour, Enrico Galiano tornerà in libreria dal 14 aprile per Einaudi Stile Libero con il nuovo romanzo Il cuore non va a dormire. Una storia intensa e toccante che attraversa età diverse e modi diversi di vivere l’amore: quello che brucia e quello che si prova a reprimere, senza mai riuscirci davvero. Protagoniste Sasha, sedici anni, inquieta e in cerca di sé, e Alessandra, oltre i quarant’anni, con una vita apparentemente stabile ma attraversata da crepe profonde. Due percorsi destinati a intrecciarsi, tra desiderio, identità e verità taciute. Ancora una volta, Galiano mette al centro le emozioni più autentiche, ricordandoci che l’amore non chiede mai il permesso e che, anche quando tace, il cuore non va mai a dormire. 
Dopo Roma, lo spettacolo sarà in scena anche il 15 maggio – ore 21:00 al Teatro Celebrazioni di Bologna

BIO - ENRICO GALIANO 
Definito da Massimo Gramellini “un professore stile Attimo fuggente” e “il prof che scrive bestseller”, Enrico Galiano è insegnante e scrittore. Ha creato la webserie “Cose da prof”, che ha superato i venti milioni di visualizzazioni su Facebook, e ha dato vita al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che riempiono le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it e nel 2020 nella classifica dei 10 insegnanti più influenti d’Italia del Sole 24 Ore. Il suo romanzo d’esordio “Eppure cadiamo felici” (Garzanti), tradotto in tutta Europa, è stato il libro rivelazione del 2017 e ha vinto il Premio internazionale Città di Como come migliore opera prima e il Premio Cultura Mediterranea. Dopo il primo libro sono arrivati numerosi romanzi e saggi con cui Galiano ha superato le 600 mila copie vendute.
Nel 2023 ha vinto il Premio Bancarellino con La società segreta dei salvaparole (Salani). Il suo ultimo romanzo, già bestseller, è Quel posto che chiami casa. Ha scritto anche per il cinema e nel 2024 ha vinto il Nastro d’Argento al Miglior Soggetto per il film Il punto di rugiada, diretto da Marco Risi. Dal 2021 porta in teatri e festival le sue lezioni-spettacolo dedicate alla scuola, ai giovani e alla crescita personale, superando le 200 date. In televisione è protagonista di programmi di divulgazione come “La Banda dei Fuoriclasse” e, dal 2025, “ITACA” su RaiPlay. Il suo segreto come insegnante? «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti».

Lo spettacolo va in scena nell’ambito di SPAZIO SOLO - Teatro e danza al singolare.
Rossellini Spazio Solo è un progetto curatoriale dedicato alla valorizzazione di artiste e artisti autorevoli della scena nazionale che eleggono la forma del monologo a dispositivo privilegiato di indagine, espressione e relazione con lo spettatore. Il progetto muove dall’assunto che il “solo” non rappresenti una sottrazione ma una concentrazione di energia scenica: uno spazio essenziale in cui parola, corpo e presenza si fanno fulcro assoluto dell’esperienza teatrale.
Privo di mediazioni, il monologo istituisce un rapporto diretto, intimo e radicale tra chi agisce la scena e chi la attraversa con l’ascolto. Rossellini Spazio Solo accoglie creazioni di teatro e di danza offrendo visibilità a scritture sceniche e interpretative nelle quali lo spazio performativo ritorna alla sua forma primaria e necessaria: un corpo, una voce, una storia condivisa.
Tutti gli appuntamenti di Spazio Solo, sono consultabili a questo link: https://www.spaziorossellini.it/2025/spazio-solo/


INFORMAZIONI
Biglietti:
intero online: €14,50 + d.p.
intero botteghino: €15,00
ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12,00
Biglietteria e bar interno, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Biglietti online su Ticketone.
Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70
Spazio Rossellini
Via della Vasca Navale 58 – Roma
Tel. 345 2978091
www.spaziorossellini.it
info@spaziorossellini.it
Sono previste riduzioni, promozioni e agevolazioni