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martedì 7 luglio 2026

La morte e la fanciulla di Ariel Dorfman il 12 luglio 2026, a Sala Assoli Elena Bucci e Marco Sgrosso in scena al Campania Teatro Festival

Dopo il debutto dello scorso gennaio a Russi, Milano e Brescia, lo spettacolo La morte e la fanciulla di Ariel 
Dorfman approda a Napoli nell'ambito del Campania Teatro Festival. La produzione del Centro Teatrale 
Bresciano, realizzata in collaborazione con Le belle bandiere – compagnia attiva dal 1993 e da oltre 
trent'anni autorevole punto di riferimento della ricerca teatrale italiana – sarà in scena il 12 luglio 2026 alle 
ore 19.00 alla Sala Assoli (Vico Lungo Teatro Nuovo 110). La regia è di Elena Bucci, con la collaborazione di 
Marco Sgrosso; in scena Elena Bucci, Marco Sgrosso e Gaetano Colella. Un allestimento che si inserisce con 
piena coerenza nel percorso artistico della compagnia, da sempre impegnata a esplorare, attraverso la 
drammaturgia contemporanea, il rapporto tra memoria storica, giustizia e responsabilità civile, 
riaffermando il teatro come luogo privilegiato di confronto con le inquietudini del presente e restituendogli 
la sua funzione più profonda: interrogare il presente attraverso le ferite, i conflitti e le zone d'ombra della 
coscienza collettiva.
SINOSSI 
Siamo in una casa isolata sul mare, in un paese che ha appena ottenuto la democrazia dopo un lungo 
periodo di dittatura. Un banale incidente rivoluziona l’equilibrio apparente di tre vite. È notte. Paulina Salas 
aspetta il marito Gerardo Escobar, brillante avvocato in carriera dal passato sovversivo. Era lui che i militari 
cercavano, quando la imprigionarono e la torturarono, ma lei non rivelò mai il suo nome. Gerardo deve 
confessarle di aver accettato di presiedere la commissione di indagine sui crimini della dittatura ma senza 
poter perseguire i criminali. Come spiegare la necessità di questo compromesso? È dedizione alla legge o 
ambizione? Un chiodo buca la gomma della sua auto e uno sconosciuto gentile, il dottor Roberto Miranda, 
lo soccorre e lo riporta a casa. Nel nuovo clima di libertà è naturale invitarlo a bere qualcosa. Paulina crede 
di riconoscere il medico che la violentò più volte al suono de ‘La morte e la fanciulla’ di Schubert. Si incrina 
la superficie della realtà, si apre un varco tra passato e presente, tra vivi e morti. Come risolvere un trauma 
che le impedisce di riprendere a vivere? Se lo stato non si muove, è legittimo farsi giustizia da soli? Miranda 
è un criminale o un pacifico padre di famiglia?
O entrambe le cose? Come dovrà agire Gerardo, rigoroso custode della legge, di fronte alla determinazione 
allucinata di Paulina a trovare la verità? E quale è la verità? Le domande risuonano fino ad illuminare la 
tragica ripetizione nella storia dei crimini contro l’umanità.
NOTE DI REGIA 
«L’azione si svolge ai giorni nostri, probabilmente in Cile, ma potrebbe trattarsi di un qualsiasi altro Paese 
che ha appena ottenuto la democrazia dopo un lungo periodo di dittatura» scrive Dorfman. 
Rivivere in scena questo testo ne rivela ancora oggi la forza e l’attualità: lo sguardo si allarga al mondo 
intero, dove si moltiplicano governi autoritari che faticano a dialogare tra loro e si sfalda la memoria anche 
dei più recenti crimini contro l’umanità. 
Siamo in una casa isolata sul mare. Un banale incidente rivoluziona l’equilibrio apparente di tre vite. È 
notte. Paulina Salas aspetta il marito Gerardo Escobar, brillante avvocato in carriera dal passato sovversivo. 
Era lui che i militari cercavano, quando la imprigionarono e la torturarono, ma lei non rivelò mai il suo 
nome. Gerardo deve confessarle di aver accettato di presiedere la commissione di indagine sui crimini della 
dittatura ma senza poter perseguire i criminali. 
Come spiegare la necessità di questo compromesso? È dedizione alla legge o ambizione? Un chiodo buca la 
gomma della sua auto e uno sconosciuto gentile, il dottor Roberto Miranda, lo soccorre e lo riporta a casa. 
Nel nuovo clima di libertà e speranza è naturale invitarlo a bere qualcosa. Paulina crede di riconoscere in lui 
il medico che la violentò più volte al suono de ‘La morte e la fanciulla’ di Schubert. Si incrina la superficie 
della realtà, si apre un varco tra passato e presente, tra vivi e morti nel quale si rivelano traumi irrisolti, 
ombre e segreti nelle relazioni e le sotterranee e impreviste ragioni che possono trasformare in vittime o 
carnefici, traditi o traditori. 
Come risolvere un trauma che impedisce a Paulina di riprendere a vivere? Se lo stato non si muove, è 
legittimo farsi giustizia da soli? Miranda è un criminale o un pacifico padre di famiglia? O entrambe le cose? 
Come dovrà agire Gerardo, rigoroso custode della legge, di fronte alla determinazione allucinata di Paulina 
a trovare la verità? E quale è la verità? ___ Ariel Dorfman è nato in Argentina nel 1942. Trasferitosi in Cile, scampò all'arresto durante il regime di 
Pinochet e riuscì a fuggire rocambolescamente dal paese, come viene raccontato nel documentario “A 
Promise to the Dead: the Exile Journey of Ariel Dorfman”, premiato nel 2008 al Toronto Film Festival. 
Attualmente vive in Cile e negli Stati Uniti, dove insegna alla Duke University. “La morte e la fanciulla” ha 
avuto repliche in tutto il mondo. Roman Polanski, nel 1994, ne ha tratto l'omonimo film con Sigourney 
Weaver, Ben Kingsley e Stuart Wilson. 
Trailer
https://www.youtube.com/watch?v=_7HJsnGNSdI&feature=youtu.be
I biglietti sono disponibili per l'acquisto tramite i canali ufficiali come Vivaticket. 

Palazzolo Acreide (Siracusa), venerdì 10 luglio 2026 Francesco Carracchia presenta il libro “Saro Branca. Il sindaco di ferro. Storia per immagini di una meteora”, Giuseppe de Nicola Editore

Venerdì 10 luglio 2026, alle ore 19:00, presso la Sala Falcone e Borsellino del Palazzo Comunale, in Piazza del Popolo 1, a Palazzolo Acreide (Siracusa), sarà presentato il libro Saro Branca. Il sindaco di ferro. Storia per immagini di una meteora, pubblicato da Giuseppe de Nicola Editore e scritto da Francesco Carracchia, medico chirurgo, specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale e Odontostomatologia.

Accanto all’attività professionale, Carracchia coltiva da sempre interessi culturali e storici, dedicando particolare attenzione alla memoria del territorio siciliano e alle vicende del Novecento.

Insieme all’autore interverranno Salvatore Gallo, sindaco di Palazzolo Acreide; Nadia Spada, assessore alle Attività culturali e ai Siti UNESCO; Luigi Lombardo, presidente BC Sicilia sede di Palazzolo Acreide; Luigi Amato, docente ordinario di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Seguirà un dibattito con il pubblico.

 

Il libro e la figura di Saro Branca

Il libro ricostruisce la figura di Rosario “SaroBranca, avvocato, antifascista, fondatore del giornale Il Semaforo e sindaco di Palazzolo Acreide negli anni della ricostruzione postbellica. Protagonista di una stagione segnata da profondi conflitti ideologici, Branca fu al centro della vita politica e civile locale, incarnando una visione dell’amministrazione pubblica radicalmente legata alla partecipazione e al rinnovamento sociale.

 

La scomunica e il rapporto tra fede e politica

In questo scenario si colloca la scomunica, evento che segna un punto di rottura nella sua esperienza politica e rappresenta uno dei passaggi più emblematici del rapporto, spesso conflittuale, tra potere religioso e autonomia della coscienza civile nel secondo dopoguerra. Non un dettaglio marginale, ma un atto che incide profondamente sulla sua figura pubblica e che ancora oggi interroga il senso dei confini tra fede, politica e libertà individuale.

 

Un archivio inedito per la storia siciliana

Attraverso il ritrovamento e lo studio di un archivio privato, il libro riporta alla luce documenti, lettere, fotografie e testimonianze che consentono di ricostruire non solo la biografia del protagonista, ma anche un significativo frammento della storia siciliana e italiana del secondo dopoguerra.

Il percorso narrativo restituisce il ritratto di una Sicilia attraversata dalla ricostruzione e dai conflitti, dal confronto duro tra ideali laici e potere ecclesiastico, dall’emigrazione e dalla ricerca di riscatto sociale. La vicenda di Branca emerge così come simbolo di una politica vissuta come scelta totale, anche al prezzo dell’esclusione e della condanna ecclesiastica.

Saro Branca. Il sindaco di ferro. Storia per immagini di una meteora offre un importante contributo alla riscoperta di una pagina poco conosciuta della storia siciliana, restituendo voce a una vicenda che continua a interrogare il rapporto tra memoria, politica e coscienza civile.

 

Ingresso libero

sabato 4 luglio 2026

Da mercoledì 8 luglio 2026 i sogni, l'identità, la memoria e il mistero nella terza settimana di "Brividi d'Estate 2026", al Real Orto Botanico di Napoli

È una settimana costruita intorno alle grandi storie dell'uomo quella che attende gli spettatori di Brividi d'Estate 2026, la rassegna in scena al Real Orto Botanico di Napoli, che da mercoledì 8 a domenica 12 luglio 2026 proporrà cinque appuntamenti capaci di alternare emozione, riflessione, divertimento e partecipazione.

Dal racconto contemporaneo alla riscoperta di figure femminili dimenticate, dal coinvolgimento diretto del pubblico con il celebre murder party ai grandi classici della letteratura italiana, fino a un omaggio poetico a Napoli, la rassegna conferma la sua identità, capace di coniugare intrattenimento e riflessione, offrendo ogni sera linguaggi, atmosfere e suggestioni differenti in uno dei luoghi più affascinanti della città.

Ad aprire il percorso, mercoledì 8 luglio, sarà Caivano Dream - Se puoi sognarlo devi farlo, scritto e interpretato da Fulvio Sacco insieme a Christian Giroso. Un invito a guardare oltre i limiti imposti dalla realtà, a interrogarsi sul significato dei propri desideri e sulla forza necessaria per trasformarli in futuro.

Il giorno seguente, giovedì 9 luglio, il racconto cambia prospettiva, tornando indietro di quattro secoli con La Ciulla, scritto e diretto da Carlo Faiello. Gea Martire, Chiara Di Girolamo, Elisabetta D'Acunzo e l'ensemble musicale composto da Pasquale Nocerino, Gianluca Mercurio, Marco Di Palo, Vittorio Cataldi ed Edo Puccini, restituiranno il ritratto di una figura intensa, moderna e sorprendentemente attuale.

Dopo il racconto e la memoria arriva il gioco, venerdì 10 luglio, in cui il pubblico non resterà seduto a osservare, ma entrerà direttamente nella storia con il secondo appuntamento de La cena con delitto, il celebre murder party del Pozzo e il Pendolo.

Il fine settimana si aprirà, sabato 11 luglio, con uno dei testi che più hanno segnato la letteratura del Novecento. Paolo Cresta porta in scena Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello. A distanza di oltre un secolo dalla sua pubblicazione, il viaggio di Vitangelo Moscarda continua a interrogare il presente.

A chiudere la settimana, domenica 12 luglio, sarà invece Napoli, o meglio, le sue voci, i suoi ricordi, le sue melodie con Lettere al vento, interpretato da Rosaria De Cicco e Massimo Masiello, con le musiche di Luca Mennella e la drammaturgia e regia di Annamaria Russo. La città prende parola attraverso i suoi luoghi simbolo e le sue canzoni, dando vita a un racconto poetico nel quale memoria, ironia e sentimento si intrecciano fino a trasformarsi in un'unica, intensa dichiarazione d'amore.

 

Brividi d’Estate 2026, Real Orto Botanico di Napoli

Mercoledì 8 ˃ domenica 12 luglio 2026

Info al numero 0815422088

biglietti www.ilpozzoeilpendolo.it e sul circuito etes 

Estate Teatrale Veronese 2026, COSTELLAZIONI, il teatro invade Piazza Bra dal 6 al 16 luglio 2026


Lo spazio pubblico non è mai un semplice fondale geometrico, bensì un organismo vivo, una stratificazione di storie, sguardi e relazioni. Nell’ambito della prestigiosa Estate Teatrale Veronese, la sezione "COSTELLAZIONI" trasforma Piazza Bra in un laboratorio di indagine contemporanea, dove il teatro esce dal perimetro classico per farsi esperienza immersiva, parassita urbano e riflessione sociale. Dal 6 al 16 luglio, la città diventa mappa e palcoscenico attraverso quattro appuntamenti imperdibili che ridefiniscono il rapporto tra spettatore, attore e architettura urbana.

‘Con la sezione Costellazioni l’Amministrazione Comunale ribadisce con forza l’impegno a rendere il teatro un patrimonio realmente diffuso e accessibile a tutti i cittadini e visitatori’ dichiara l’Assessora Marta Ugolini. ‘Il nostro obiettivo è che la cultura non resti confinata entro i perimetri tradizionali, ma si riappropri degli spazi pubblici, trasformando Piazza Bra nel cuore pulsante di una polis che si incontra per riflettere su se stessa attraverso l’arte scenica. Portare il teatro fuori dal palcoscenico classico e immergerlo nel tessuto urbano significa offrire a tutta la cittadinanza l’occasione di vivere l'evento artistico come un bene comune, capace di generare nuove relazioni e sguardi consapevoli sul nostro tempo. Invitiamo ogni veronese e ogni visitatore a lasciarsi sorprendere da questa città che si fa mappa e palcoscenico, per riscoprire insieme il senso profondo dell'incontro e della bellezza partecipata.’

‘Con questa nuova proposta – aggiunge il Direttore Artistico Fabrizio Arcuri - desideriamo che il festival Estate Teatrale Veronese diventi riverbero corale di bellezza a partire dal cuore pulsante che è il Teatro Romano, per attraversare e trasfigurare lo spazio urbano. Abbiamo immaginato performance d’impatto che non chiedono il permesso, ma occupano Piazza Bra per trasformarla in un organismo vivo. L'obiettivo è creare una capacità di condivisione improvvisa: vogliamo intercettare lo sguardo di chi non aveva previsto il teatro, di chi stava solo attraversando la città, per trasformarlo in una parte integrante dell'opera attraverso proposte fortemente partecipative. È un invito a riscoprire la nostra città come una mappa sensoriale, dove il vetro della trasparenza si fonde con il calore della relazione umana, un urto viscerale che spinge alla scoperta nel cuore della nostra polis.’

CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 2026, Domenica 5 luglio 2026 DAL PATRIMONIO TEATRALE ITALIANO ALLE VOCI DEL PRESENTE: TRE SGUARDI DIVERSI AL CAMPANIA TEATRO FESTIVAL

Dal teatro che ha segnato la storia della scena italiana alle voci più autorevoli della contemporaneità internazionale: questo il percorso della ventiquattresima giornata della diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.

Il programma di domenica 5 luglio riunisce “I fratelli De Filippo”, di e con Sergio Rubini, che ripercorre la vicenda umana e artistica della famiglia destinata a cambiare il teatro, non solo italiano. Marina Otero firma invece “Ayoub”, lavoro che attraversa il tema della Palestina, del colonialismo e delle ferite del presente. Infine, “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello sarà in scena in una rilettura contemporanea con la regia di Gino Auriuso.

Prima assoluta al Teatro Mercadante, alle ore 21:00, per “I fratelli De Filippo”, in replica il giorno seguente alle ore 19:00: è lo spettacolo che Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini e Sergio Rubini hanno tratto da “Vita di Eduardo”, il famoso libro con il quale il critico teatrale Maurizio Giammusso ricostruì la vicenda pubblica e privata del grande drammaturgo. Un racconto popolare, psicologico e morale, ma anche la storia di una “rivoluzione” capace di cambiare il gusto del pubblico e il mondo del teatro. Diretto da Sergio Rubini, che ne è anche interprete con Susy Del Giudice e Marianna Fontana, e con Francesco Del Gaudio, Antonio Orefice, Angela Rosa D’Auria, Simone Borrelli ed Emanuela Saccardi, lo spettacolo ripercorre l’epopea di una famiglia italiana che, con tenacia, dignità, ingegno e spirito creativo, si rimbocca le maniche ed è in grado di costruirsi un nuovo futuro. Senza mai perdere la capacità di sorridere della vita e delle sue miserie, proprio come Napoli sa fare da sempre. “La tela si leva. Ecco le piccole stelle. Ecco il teatro. Ecco l’attore”. Le musiche sono di Nicola Piovani. Firmano costumi e scene rispettivamente Maurizio Millenotti e Roberto Crea. Le luci sono di Marco Macrini. Una coproduzione Best List e Teatro Stabile di Catania.

In Sala Assoli, alle ore 19:00, con replica il 6 luglio alle ore 20:00, è in programma “Ayoub”, una “performative conference” scritta e diretta da Marina Otero, che condivide la scena con Ibrahim Ibnou Goush. Lo spettacolo è in spagnolo e darija, variante dialettale dell’arabo maghrebino parlata in Marocco, con sovratitoli in italiano. Al centro del lavoro, il personaggio di Marina e Ayoub, il cui rapporto attraversa una progressiva trasformazione: da storia personale a dispositivo di riflessione sulle relazioni di potere e sulle dinamiche di dominio. “Il nome Ayoub (“colui che ritorna” o “colui che si pente”) - racconta la Otero - è molto comune nei paesi islamici: 115 bambini che portavano quel nome sono stati uccisi dallo Stato sionista di Israele nella Striscia di Gaza”. E prosegue: “Per quei morti, affido il tuo nome a questo lavoro che parla di te, di colonialismo, della Palestina. E di tutto ciò che voglio uccidere dentro di me”. Florencia De Mugica cura le riprese video. Il disegno luci e il disegno sonoro sono rispettivamente di Facundo David e Antonio Navarro. Firma gli arrangiamenti musicali Juan Pablo De Mendonça. Produzione generale ed esecutiva di Mariano De Mendonça.

L’Associazione Culturale Artenova, con la regia di Gino Auriuso, prosegue il lavoro di riscoperta, in chiave moderna, dei classici italiani del ‘900, troppo spesso legati ad immaginari ormai abusati e rimasti per lungo tempo imbrigliati negli ingranaggi dell’estetica del secolo breve. E così può essere un’autentica sorpresa scoprire che “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, in programma al Teatro Tedér alle ore 21:00, è spaventosamente attuale. Il salotto di casa Fiorica, teatro della vicenda di Beatrice, la donna che il marito tradisce con la moglie dello scrivano Ciampa, viene qui aggiornata agli usi e ai costumi di oggi, offrendo frammenti di un’esistenza qualunque, incubi di un mondo nel quale a essere vivi, veri e riconoscibili, sono soltanto gli oggetti. In scena, con lo stesso Gino Auriuso, anche Irma Ciaramella, Ivano Falco, Margherita Patti, Gioele Rotini e Ottavia Orticello. Scene e costumi sono di Francesca Serpe.

Nuovo appuntamento al Dopo Festival, a cura di Drop Eventi, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale: Dj Kowu dalle 19:00 e, dalle ore 22:30, si prosegue con Trick Beat, progetto dedicato alla cultura del groove e della musica elettronica, tra live performance e una ricerca ritmica contemporanea. 


I FRATELLI DE FILIPPO
Tratto dal libro Vita di Eduardo di Maurizio Giammusso
DI CARLA CAVALLUZZI, ANGELO PASQUINI, SERGIO RUBINI
DI E CON SERGIO RUBINI
E CON SUSY DEL GIUDICE E MARIANNA FONTANA
E FRANCESCO DEL GAUDIO, ANTONIO OREFICE, ANGELA ROSA D’AURIA, SIMONE BORRELLI, EMANUELA SACCARDI
MUSICHE NICOLA PIOVANI
COSTUMI MAURIZIO MILLENOTTI
SCENE ROBERTO CREA
LUCI MARCO MACRINI
COPRODUZIONE BEST LIVE, TEATRO STABILE DI CATANIA

Teatro Mercadante
5 luglio, ore 21:00
Replica 6 luglio, ore 19:00
Durata 1 ora e 30 minuti




AYOUB
Performative Conference
TESTO E REGIA MARINA OTERO
IN SCENA IBRAHIM IBNOU GOUSH E MARINA OTERO
RIPRESE VIDEO FLORENCIA DE MUGICA
COORDINAMENTO TECNICO E TECNICO IN TOURNÉE VÍCTOR LONGÁS VICENTE – CELSO HERNANDO
DISEGNO LUCI FACUNDO DAVID
DISEGNO SONORO ANTONIO NAVARRO
OPERATORE SUONO E VIDEO IN TOURNÉE IVÁN FERRER OROZCO
MONTAGGIO VIDEO DANIELA GARCÍA
SUPERVISIONE DEL TESTO MARÍA VELASCO
COLLABORAZIONE JAVIER MONTERO
TRADUZIONE IN DARIJA FARAH HAMDAOUI KADAOUI
ARRANGIAMENTI MUSICALI JUAN PABLO DE MENDONÇA
FOTOGRAFIA ANDRÉS MANRIQUE, ANDRÉS CARNALLA, ANALU ZAPATA
SARTORIA GUADALUPE BLANCO GALÉ
PRODUZIONE GENERALE ED ESECUTIVA MARIANO DE MENDONÇA
DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE TECUATRO – PTC TEATRO – OTTO PRODUCTIONS
Si ringraziano Nuria Güell, Andrés Manrique, Somaya Taoufiki, Martín Flores Cárdenas, Adrián Carrasco
Sala Assoli
5 luglio, 19:00
Replica 6 luglio, ore 20:00
Durata 1 ora e 10 minuti

LINGUE SPAGNOLO E DARIJA (DIALETTO DEL MAROCCO), SOVRATITOLI IN ITALIANO



IL BERRETTO A SONAGLI
DI LUIGI PIRANDELLO
CON IRMA CIARAMELLA, IVANO FALCO, GINO AURIUSO, MARGHERITA PATTI, GIOELE ROTINI, OTTAVIA ORTICELLO
REGIA GINO AURIUSO
ASSISTENTE ALLA REGIA ALESSANDRA DE CONCILIO
SCENE E COSTUMI FRANCESCA SERPE
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE ARTENOVA ETS
CON IL SOSTEGNO DI REGIONE LAZIO
Teatro Tedér
5 luglio, ore 21:00
Durata 1 ora e 20 minuti

"Fare Futuro": Bonacina 1889 e Upskill 4.0 portano all'Ischia Film Festival 2026 la prima serata dedicata alla cultura d'impresa

Ha preso il via giovedì 2 luglio 2026 alle ore 21:30 presso la Cattedrale dell'Assunta al Castello Aragonese di Ischia, la prima serata evento di "Fare Futuro", la sezione della ventiquattresima edizione dell'Ischia Film Festival dedicata alla cultura d'impresa e al saper fare imprenditoriale italiano.



"Fare Futuro" era stato lanciato nell'edizione 2025 del festival; quella di ieri sera ne ha rappresentato la prima espressione concreta, promossa da Bonacina 1889 e Upskill 4.0 e costruita insieme al professor Stefano Micelli, autore del libro Futuro artigiano. L'idea alla base del progetto è che cinema e impresa, spesso percepiti come mondi lontani – da un lato l'immaginazione, dall'altro la produzione – condividano in realtà la stessa materia: dietro ogni oggetto del made in Italy c'è un intreccio di idee, competenze e persone, e raccontare quella storia fa parte del valore dell'oggetto stesso. Il saper fare artigianale, in quest'ottica, non è un patrimonio da conservare con nostalgia, ma una risorsa viva su cui si gioca la competitività e l'identità del Paese, lontana dagli stereotipi della fatica e della tradizione immobile: nelle botteghe e nelle manifatture italiane la tradizione si fa ricerca, la manualità dialoga con la tecnologia e il prodotto si carica di significato culturale. Il cinema, in questo, ha uno strumento unico: mostrare i volti e i gesti dietro il made in Italy, dando forma narrativa a un'intelligenza del lavoro che raramente trova spazio sullo schermo.



Il programma ha portato in rassegna cortometraggi e lungometraggi dedicati alle imprese e alle persone che hanno reso celebre il made in Italy nel mondo, culminando nella serata di ieri, che ha riunito protagonisti del mondo dell'impresa, della cultura e del cinema. Il progetto prosegue così il percorso avviato da Elia Bonacina, Selena Brocca e Stefano Micelli, mettendo al centro competenze, creatività e responsabilità verso le generazioni future come vero capitale produttivo italiano.



Il talk è stato condotto da Selena Brocca, direttrice generale di Upskill 4.0, che ha dialogato in successione con quattro protagonisti del mondo dell'impresa:

• Elia Bonacina (AD e presidente, Bonacina 1889), sponsor della sezione "Fare Futuro" e promotore del progetto insieme a Upskill 4.0;

• Andrea Camesasca (Vice Presidente Enti Bilaterali del Turismo Como), che è intervenuto sul tema dell'hospitality e sul ruolo del sistema dell'accoglienza nel racconto del territorio;

• Francesco Vena (AD, Amaro Lucano), che ha presentato il cortometraggio realizzato sull'azienda, primo passo di un progetto che diventerà un documentario;

• Alessandra Bianco (Corporate Communication Director, Lavazza), che ha raccontato Nuvola, il progetto legato al documentario "Nuvola di Lavazza".



A seguire, la proiezione di Nuvola. Un progetto aperto alla città di Luca Caon, documentario dedicato all'architettura partecipata e alla costruzione di spazi sociali.



Presentando il progetto, Elia Bonacina ha dichiarato: "Bonacina è un'azienda che da 137 anni lavora sulla materia trasformandola in linguaggio, esattamente come il cinema: entrambi raccontano storie, identità e comunità. La sezione dedicata ai documentari d'impresa nasce da questa visione: riconoscere che dietro ogni prodotto ci sono pensiero, territorio e persone, e che queste storie meritano lo stesso rispetto narrativo del cinema."



Selena Brocca, curatrice e conduttrice della serata, ha commentato: "Fare Futuro nasce dall'idea che raccontare bene un'impresa significhi raccontare le persone che la abitano ogni giorno. Con questi quattro dialoghi vogliamo mostrare che il saper fare italiano non è solo un prodotto, ma un modo di pensare il futuro."



Il Direttore del Festival, Michelangelo Messina, ha sottolineato il valore della partnership e lo spirito di comunità che anima il progetto, ringraziando i partner che hanno reso possibile la nascita di questo nuovo spazio narrativo.



Ischia Film Festival è sostenuto da: MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Campania – Film Commission Regione Campania, BONACINA, BPER Banca e si svolge sotto il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio.



INFO

www.ischiafilmfestival.it/

www.instagram.com/ischiafilmfestival/

www.facebook.com/IschiaFilmFestival

www.tiktok.com/@ischiafilmfestival



CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 2026, il 6 luglio 2026 L'ULTIMA SETTIMANA DEL CAMPANIA TEATRO FESTIVAL SI APRE NEL SEGNO DELLA MULTIDISCIPLINARIETÀ

6 appuntamenti, nella XXV giornata, tra 5 diverse sezioni. Nuove proposte con “Carmina Desimoniana”, “Zappatore”, “Ramanzine” e “L'io e l'IA” per gli Incontri del Festival. Repliche per “I fratelli De Filippo” e “Ayoub”.

L'ultima settimana del Campania Teatro Festival 2026 si apre nel segno della pluralità di linguaggi che da sempre lo contraddistingue: sono sei gli appuntamenti, per cinque diverse sezioni, nella venticinquesima giornata della diciannovesima edizione del Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.

Lunedì 6 luglio sono quattro le nuove proposte: “Carmina Desimoniana” per la sezione Musica, un concerto dedicato all’immaginario sonoro e linguistico di Roberto De Simone; “Zappatore - Studio per una liturgia del figlio” per la Prosa nazionale; “Ramanzine. O è un peccato che sia andata così” per Osservatorio. Si avviano alla conclusione Gli Incontri del Festival, a cura di Brunella Fusco: l’appuntamento è con “L’io e l’IA”. Due, invece, sono gli spettacoli in replica. Torna al Teatro Mercadante, alle ore 19:00, “I fratelli De Filippo”, di e con Sergio Rubini, una coproduzione Best Live, Teatro Stabile di Catania e Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival. In Sala Assoli alle 20:00, invece, replica “Ayoub”, lo spettacolo della sezione Internazionale, scritto e diretto Marina Otero. 

Al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale è in programma, alle ore 21:00, “Carmina Desimoniana”, un viaggio nell’immaginario sonoro e linguistico di Roberto De Simone, scomparso appena un anno fa: un percorso che, per la prima volta, offre all’ascoltatore di oggi una visione d’insieme di oltre settant’anni di attività artistica di uno dei più grandi protagonisti della cultura musicale e teatrale italiana attraverso i suoi testi e le sue musiche. Il concerto per voci e strumenti vedrà Alessandro De Simone in qualità di direttore e concertatore alla guida di un ampio ensemble di musicisti. Verranno attraversate le molteplici forme della variegata produzione di De Simone: dai canti nati con La Nuova Compagnia di Canto Popolare ai capolavori del teatro musicale come “La Cantata dei Pastori, “Gatta Cenerentola”, di cui ricorrono nel 2026 i cinquant’anni dalla prima assoluta, “Mistero Napolitano”, “Le 99 disgrazie di Pulcinella”, fino alle musiche per film e per sceneggiati televisivi. A completare il programma musicale sono le rielaborazioni di arie del melodramma comico napoletano del Settecento, da lui riscoperto e al quale ha restituito giusto valore culturale nella sua vocazione internazionale. Si affianca un percorso narrativo attraverso scritti dello stesso De Simone sulla musica, sul teatro e sulla vita contemporanea. Le voci sono di Annamaria Colasanto, Raffaello Converso, Maria Letizia Gorga e Giovanni Mauriello. Tra gli strumentisti, Marilù Grieco (flauto), Pierdavide Falco (oboe), Luca Iovine (clarinetto), Alfonso Valletta (fagotto), Luca Martingano (corno), Michele Auriemma (tromba), Nicola Ferro (trombone), Federico Maddaluno (mandolino), Eduardo Robbio (mandola), Francesco Scelzo (chitarra), Gianluca Mirra (percussioni), Antima Pepe (tastiere), Alfredo Marano (primo violino), Francesca Macchiarulo (secondo violino), Livia Iadanza (viola), Fabiola De Angioletti (violoncello) e Daniele De Santo (contrabbasso). La voce recitante è di Franco Giovanni Iavarone. Una produzione dell’Associazione Roberto De Simone.

Il senso di colpa ereditato, il riscatto personale, il conflitto generazionale, il ribaltamento del mito. Sono questi i temi principali di “Zappatore - Studio per una liturgia del figlio”, l’originale rivisitazione con la regia e la drammaturgia di Fabio Di Gesto del famoso dramma teatrale di Libero Bovio, uno dei testi più noti della sceneggiata napoletana. Lo spettacolo, in prima assoluta al Teatro Nuovo alle ore 20:30, con Carmine Bianco, Miriam Della Corte, Luca Lombardi, Maria Claudia Pesapane e Nello Provenzano, sposta infatti il punto d’osservazione. “Il focus – afferma Di Gesto - il cuore del racconto non è più il sacrificio del padre, ma il ricatto emotivo che ne deriva. Il debito non è economico, ma affettivo. Ogni gesto d’amore diventa un’arma di colpa, ogni rinuncia un’ombra che impedisce di andare via. La libertà del figlio non è una fuga, ma un atto necessario di autodeterminazione. Il vero dramma non è il figlio che non riconosce il sacrificio, ma la famiglia che non accetta di lasciarlo andare”. Le scene e i costumi sono rispettivamente di Mariateresa D’Alessio e Rosario Martone. La drammaturgia musicale è a cura di Tommy Grieco. Il disegno luci è di Desideria Angeloni. Una produzione Associazione Culturale Ri.Te.Na. con il sostegno di C.Re.A.Re. Campania – Centro di Residenze Artistiche della Regione Campani.

Dipendenti sotto torchio perché non amano abbastanza il proprio lavoro, professionisti della procreazione assistita che scoraggiano la genitorialità, mercati immobiliari impazziti, guerre all’orizzonte. Scene e frammenti che dipingono l’affresco di una umanità al collasso in “Ramanzine. O è un peccato che sia andata così”, scritto da Diego Frisina e con la regia di Silvia Ignoto. La pièce, in cartellone al Teatro Tedér alle ore 21:00, non ha una storia nel senso aristotelico del termine, ma contiene tante variazioni sul tema. Anzi, è lo spettacolo stesso ad essere una ramanzina, che vuole lasciarci con il dubbio (e forse la speranza) che siamo ancora in tempo per agire ed evitare di ritrovarci a dire con nostalgia, quella di un passato che forse non è mai veramente esistito: è un peccato che sia andata così. In scena, con l’autore e la regista, c’è anche Tullia Pagano. Una produzione Beiricordi Teatro e Anomalia Media ETS con il sostegno di Stitching Pamina Foundation.

È il penultimo degli Incontri del Festival quello che ospita la Sala Premio Napoli di Palazzo Reale alle ore 18:30. Il prossimo appuntamento della rassegna con la curatela di Brunella Fusco è “L’io e l’IA. L’importanza dell’educazione socio-emotiva e affettiva nell’Era degli Algoritmi. Contaminazioni interdisciplinari”, a cura di Nadia Carlomagno, in collaborazione con il Master Teatro, Pedagogia e Didattica dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. Al dialogo interdisciplinare, che riunisce esperti, accademici e artisti, interverranno la stessa Nadia Carlomagno, professoressa ordinaria di Pedagogia sperimentale all'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e attrice; Marcello Cotugno, regista, drammaturgo e professore straordinario alla Link Campus University; Giuseppe Fonseca, filosofo e psicologo; Maurizio Sibilio, professore ordinario di Didattica generale e Pedagogia speciale all'Università degli Studi di Salerno, nonché presidente FERE; Federico Tardani, content creator specializzato in intelligenza artificiale.
Una riflessione critica sulla necessità di educare l'umano, in un'epoca in cui gli algoritmi rischiano di riscrivere i legami affettivi e diminuire la nostra capacità empatica. Il teatro e le arti sceniche si pongono come l'antidoto ideale alla staticità digitale, offrendo uno spazio di incontro vivo, fatto di corpi, sguardi e relazioni reali.

Ultima settimana anche per gli appuntamenti del Dopo Festival, a cura di Drop Eventi: “San Gennaro bar” sarà il prossimo che ospita la suggestiva cornice del Giardino Romantico di Palazzo Reale. Listening bar dalle ore 19:00 e, dalle ore 22:15, spazio al dj set di world music e contaminazioni globali che intreccia tradizioni popolari, ritmi afro, sonorità mediterranee ed elettronica contemporanea. Un viaggio musicale senza confini tra culture, identità e danza.


AYOUB
Performative Conference
TESTO E REGIA MARINA OTERO
IN SCENA IBRAHIM IBNOU GOUSH E MARINA OTERO
RIPRESE VIDEO FLORENCIA DE MUGICA
COORDINAMENTO TECNICO E TECNICO IN TOURNÉE VÍCTOR LONGÁS VICENTE – CELSO HERNANDO
DISEGNO LUCI FACUNDO DAVID
DISEGNO SONORO ANTONIO NAVARRO
OPERATORE SUONO E VIDEO IN TOURNÉE IVÁN FERRER OROZCO
MONTAGGIO VIDEO DANIELA GARCÍA
SUPERVISIONE DEL TESTO MARÍA VELASCO
COLLABORAZIONE JAVIER MONTERO
TRADUZIONE IN DARIJA FARAH HAMDAOUI KADAOUI
ARRANGIAMENTI MUSICALI JUAN PABLO DE MENDONÇA
FOTOGRAFIA ANDRÉS MANRIQUE, ANDRÉS CARNALLA, ANALU ZAPATA
SARTORIA GUADALUPE BLANCO GALÉ
PRODUZIONE GENERALE ED ESECUTIVA MARIANO DE MENDONÇA
DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE TECUATRO – PTC TEATRO – OTTO PRODUCTIONS
Si ringraziano Nuria Güell, Andrés Manrique, Somaya Taoufiki, Martín Flores Cárdenas, Adrián Carrasco
Sala Assoli
5 luglio, 19:00
Replica 6 luglio, ore 20:00
Durata 1 ora e 10 minuti

LINGUE SPAGNOLO E DARIJA (DIALETTO DEL MAROCCO), SOVRATITOLI IN ITALIANO




I FRATELLI DE FILIPPO
Tratto dal libro Vita di Eduardo di Maurizio Giammusso
DI CARLA CAVALLUZZI, ANGELO PASQUINI, SERGIO RUBINI
DI E CON SERGIO RUBINI
E CON SUSY DEL GIUDICE E MARIANNA FONTANA
E FRANCESCO DEL GAUDIO, ANTONIO OREFICE, ANGELA ROSA D’AURIA, SIMONE BORRELLI, EMANUELA SACCARDI
MUSICHE NICOLA PIOVANI
COSTUMI MAURIZIO MILLENOTTI
SCENE ROBERTO CREA
LUCI MARCO MACRINI
COPRODUZIONE BEST LIVE, TEATRO STABILE DI CATANIA E FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – CAMPANIA TEATRO FESTIVAL

Teatro Mercadante
5 luglio, ore 21:00
Replica 6 luglio, ore 19:00
Durata 1 ora e 30 minuti




CARMINA DESIMONIANA
Concerto per voci e strumenti
TESTI E MUSICHE ROBERTO DE SIMONE
CON
ANNAMARIA COLASANTO – voce
RAFFAELLO CONVERSO – voce
MARIA LETIZIA GORGA – voce
GIOVANNI MAURIELLO – voce
MARILÙ GRIECO – flauto
PIERDAVIDE FALCO – oboe
LUCA IOVINE – clarinetto
ALFONSO VALLETTA– fagotto
LUCA MARTINGANO – corno
MICHELE AURIEMMA – tromba
NICOLA FERRO – trombone
FEDERICO MADDALUNO – mandolino
EDUARDO ROBBIO – mandola
FRANCESCO SCELZO – chitarra
GIANLUCA MIRRA – percussioni
ANTIMA PEPE – tastiere
ALFREDO MARANO – primo violino
FRANCESCA MACCHIARULO – secondo violino
LIVIA IADANZA – viola
FABIOLA DE ANGIOLETTI – violoncello
DANIELE DE SANTO – contrabbasso
VOCE RECITANTE FRANCO GIOVANNI IAVARONE
DIRETTORE E CONCERTATORE ALESSANDRO DE SIMONE
ASSISTENTE MUSICALE E PREPARATORE VOCALE ANTIMA PEPE
MAESTRI COLLABORATORI GIANMARCO PALUMBO E FRANCESCA STANZIOLA
CONSULENTE COMUNICAZIONE MARIA LAUDIERO
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE ROBERTO DE SIMONE
 
Cortile delle Carrozze, Palazzo Reale di Napoli
6 luglio, ore 21:00
Durata 1 ora
Debutto assoluto



ZAPPATORE – STUDIO PER UNA LITURGIA DEL FIGLIO
CON CARMINE BIANCO, MIRIAM DELLA CORTE, LUCA LOMBARDI, MARIA CLAUDIA PESAPANE, NELLO PROVENZANO
REGIA E DRAMMATURGIA FABIO DI GESTO
SCENE MARIATERESA D’ALESSIO
COSTUMI ROSARIO MARTONE
DRAMMATURGIA MUSICALE TOMMY GRIECO
DISEGNO LUCI DESIDERIA ANGELONI
REALIZZAZIONE STRUMENTI DARIO FIORENTINO
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE RI.TE.NA
CON IL SOSTEGNO DI C.Re.A.Re. Campania – Centro di Residenze Artistiche della Regione Campani
Teatro Nuovo
6 luglio, ore 20:30
Durata 1 ora
Debutto assoluto


RAMANZINE. O è un peccato che sia andata così
SCRITTO DA DIEGO FRISINA
DIRETTO DA SILVIA IGNOTO
CON DIEGO FRISINA, SILVIA IGNOTO, TULLIA PAGANO
ASSISTENTE ALLA REGIA EMMA QUARTULLO
PRODUZIONE BEIRICORDI TEATRO | ANOMALIA MEDIA ETS
CON IL SOSTEGNO DI STITCHING PAMINA FOUNDATION
Teatro Tedér
6 luglio, ore 21:00
Durata 1 ora



GLI INCONTRI DEL FESTIVAL – L’IO e L’IA
L’IO e L’IA
L’importanza dell’educazione socio-emotiva e affettiva nell’Era degli Algoritmi. Contaminazioni interdisciplinari
A CURA DI NADIA CARLOMAGNO
IN COLLABORAZIONE CON IL MASTER TEATRO, PEDAGOGIA E DIDATTICA – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI SUOR ORSOLA BENINCASA
INTERVENGONO
NADIA CARLOMAGNO: PROFESSORESSA ORDINARIA DI PEDAGOGIA SPERIMENTALE UNISOB E ATTRICE
MARCELLO COTUGNO: REGISTA, DRAMMATURGO E PROFESSORE STRAORDINARIO LINK CAMPUS UNIVERSITY
GIUSEPPE FONSECA: FILOSOFO E PSICOLOGO
MAURIZIO SIBILIO: PROFESSORE ORDINARIO DI DIDATTICA GENERALE E PEDAGOGIA SPECIALE UNISA – PRESIDENTE FERE
FEDERICO TARDANI: CONTENT CREATOR IA
6 luglio, dalle ore 18:30 alle ore 20:30
Sala Premio Napoli – Palazzo Reale di Napoli