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martedì 14 aprile 2026

Napoli e l'eccellenza gastronomica di Terrazza Calabritto all'Assemblea della Lega di Serie A

L’eccellenza gastronomica napoletana è stata ieri a Milano fra i protagonisti dell'Assemblea Straordinaria della Lega di Serie A che ha sancito l'appoggio alla candidatura di Giovanni Malagò alla guida dell’associazione. Tutti presenti i presidenti dei club con l’unica giustificata eccezione di Aurelio De Laurentiis a Los Angeles per impegni di lavoro.

A far brillare Napoli e a rappresentare i sapori, la classe e la tradizione partenopea è stata Terrazza Calabritto, che ha curato con grande successo il catering del Business Lunch dell'evento. La perfetta riuscita del servizio è stata coordinata da Valeria Balletta, responsabile dei catering della struttura guidata da Enzo Politelli, presente sul posto per garantire i csuoi onsueti altissimi standard di qualità. La scelta della ristorazione napoletana si è rivelata vincente: l'Amministratore Delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha espresso grande soddisfazione per aver affidato al team di Terrazza Calabritto questo delicato e prestigioso incarico.


Le proposte gastronomiche hanno riscosso un enorme successo tra tutti i presenti, unendo la creatività di Terrazza Calabritto Milano alla più profonda tradizione campana. Tra i veri e propri capolavori culinari che hanno rubato la scena, spiccano come finger in apertura un esordio di sapori ricercati che ha spaziato dal tocchetto di pane croccante con burro di Normandia e acciughe del Mar Cantabrico alla freschissima tartare di tonno rosso con spuntone di guacamole al cucchiaio. Molto apprezzata anche la tagliata di carciofi marinati al limone, con gamberi rossi di Mazara cotti a vapore e caviale di aceto balsamico. A conquistare tutti è stato anche il goloso mini bun dolce con parmigiana classica napoletanaIl momento clou del pranzo è stato il tubetto di Gragnano in zuppa di pesce con basilico fresco, definito dai presenti come "straordinario". La chiusura non poteva che essere affidata alle immancabili e tradizionali mini sfogliatelle, servite sia nella variante riccia che frolla. L'intero menù è stato accompagnato da un'accurata selezione di vini del territorio campano firmata Feudi di San Gregorio, che ha impreziosito i piatti con le etichette Greco di Tufo DOCG "Cutizzi", Aglianico DOC "Dal Re" e il Metodo Classico "Dubl".

A completare questa prestigiosa vetrina di eccellenze territoriali, la delegazione napoletana ha visto la partecipazione anche di un'altra interessante realtà in forte ascesa come Caffè Sansone. A rappresentare il brand era presente Vincenzo Sansone, che ha portato il rito e l'aroma inconfondibile del vero caffè campano ai vertici del calcio italiano.


Capodimonte, I Segni dei Tempi il 16 aprile Mostra e donazione opera Carlo Maria Mariani da Fondazione NY al Museo e Real Bosco Capodimonte

Mostra in occasione della donazione del dipintoal Museo e Real Bosco di Capodimonte
da parte della Fondazione Carlo Maria Mariani (New York), Inaugurazione giovedì 16 aprile - ore 12.
 
Intervengono: Il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Eike Schmidt, il Direttore della Pinacoteca di Brera Angelo Crespi, i curatori Antonio Martino e Andrea Viliani.

La donazione del dipinto di Carlo Maria Mariani I Segni dei Tempi (2019, olio su tela - cm,91,5xcm91,5) al Museo e Real Bosco di Capodimonte da parte della Fondazione Carlo Maria Mariani (New York), è accompagnata da una mostra omaggio (16 aprile -14 luglio) dedicata all’artista definito “l’ultimo degli antichi e il primo dei contemporanei” a cura di Antonio Martino e Andrea Viliani (sala 6, I piano). 
 
“La mostra estiva di Capodimonte – dichiara il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt – raccolta nelle dimensioni ma densa di significato, celebra la generosissima donazione della tela I Segni dei Tempi (The Signs of the Times, 2019), destinata all’istituzione napoletana dalla Carlo Maria Mariani and Carol Lane Mariani Foundation di New York e la iscrive entro un orizzonte di significato più ampio grazie alla presenza di altre sette opere dell’artista, accostate a una raffinata selezione di oggetti provenienti dalle collezioni del museo. La mostra trae insieme lo spunto e il titolo dal dipinto donato, un’opera che può dirsi esemplare della visione artistica di Mariani, in quanto riunisce le due figure sulle quali la sua riflessione si è esercitata con maggiore continuità e profondità: Raffaello e Marcel Duchamp. Da questo confronto Mariani ha tratto un linguaggio del tutto personale, nel quale l’eredità formale del classicismo rinascimentale, barocco e settecentesco si congiunge all’intensità filosofica e intellettuale che, sulla scia del grande artista franco-americano e campione di scacchi, sarebbe venuta a segnare l’arte concettuale. Inserendo lo Scolabottiglie di Duchamp (1914) entro uno spazio pittorico e figurativo desunto dalla pergola illusionistica della Loggia di Amore e Psiche di Raffaello (1517-1518), nella Villa Farnesina di Agostino Chigi, allora ancora collocata in un contesto suburbano, Mariani rende con particolare evidenza la profonda affinità che lega questi due fari supremi del suo immaginario”.
 
In occasione dell'evento a Capodimonte il Direttore della Pinacoteca di Brera Angelo Crespi annuncia la mostra omaggio a Mariani che si svolgerà in autunno a Milano. La rassegna si terrà a Palazzo Citterio, dall’8 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.
 
La complessa e stratificata ricerca figurativa di Mariani, (Roma, 1931 - New York, 2021), lo colloca in una posizione autonoma nella storia dell’arte degli ultimi decenni, tra eredità classica e pensiero contemporaneo. Mariani non era solo un pittore dell’intelletto, ma un profondo indagatore dei misteri dell'invisibile, un lettore assiduo delle dottrine di Madame Blavatsky e dei testi teosofici. I Segni dei Tempi è considerata l'opera cardine di uno dei maestri italiani protagonisti dell'arte contemporanea internazionale.
 
 
"Nel guardare in 'I Segni dei Tempi' la figura femminile centrale che sembra sfidare la gravità come un feto nel grembo materno, stretta nei cerchi metallici del porte-bouteilles duchampiano, non si può non scorgere anche un riferimento alla natura mitologica di Partenope – nota Antonio Martino – Mariani dipinge un corpo che, come la sirena fondatrice, abita il confine tra due mondi. Se Partenope è il mito della caduta e della rinascita attraverso l'acqua, l'opera di Mariani mette in scena un 'tuffo' nell'azzurro metafisico e assoluto del cielo, che è il colore stesso dell'anima di Napoli". Come scrive nel suo saggio Martino "Mariani non 'guarda' al passato: egli lo abita. Il suo rapporto con la Magna Grecia non è archeologico, ma ontologico. Come un moderno Winckelmann, egli cerca la 'nobile semplicità e quieta grandezza', ma lo fa con la consapevolezza di chi ha attraversato le macerie del Novecento. In questo, il suo unico vero interlocutore è Giorgio de Chirico".
 
 "Mariani, nelle sale di Capodimonte, sembra esservi stato da sempre…: 'io non sono un pittore, io non sono l’artista: io sono l’opus' dichiarava infatti, per indicare che l’autore si indentifica con la propria opera in cui si condensa tutta la storia dell’arte passata, presente e futura. Mariani non è mai stato, in questo senso, un artista “anacronista”, né un artista “postmoderno”, ma piuttosto un pittore concettuale e, come tale, un neo-classico della contemporaneità" spiega Andrea Viliani che aggiunge "Napoli è l’habitat per cui le opere di Mariani sembrano essere state dipinte fin dall’inizio, respirando l'aria densa che si avverte lungo i decumani, tra la Cappella Sansevero e le Sette Opere della Misericordia caravaggesche".
Il percorso – che ha come fulcro il dipinto I Segni dei Tempi, titolo della mostra – vuole proporsi come un armonico confronto fra storia e contemporaneità, passando per la Magna Grecia, il Rinascimento, il Grand Tour del XVIII-XIX secolo, fino alle avanguardie del XX secolo.
Otto le opere selezionate, tutte provenienti da collezioni private. Iper/ri/cognizione 2 (1974), Orfeo (1979) ed Ercole che riposa (1976) rinviano alla statuaria classica e alle sue varianti nelle collezioni farnesiane, o alla pittura rinascimentale e alle sue derivazioni nella decorazione neoclassica. Composizione 5 e Dopo il bagno (1989) interrogano la genealogia del moderno in un incontro consapevole con Joseph Beuys e Marcel Duchamp. Un riferimento significativo affiora proprio nell’opera che dà il titolo alla mostra, con l’inserimento del Porte-bouteilles (1914) duchampiano.
Gentil e Gaia (1974) sono testimonianza di una performance presso le Logge di Raffaello: tenendo in mano una mela reale di fronte a quella dipinta, l'artista integra sé stesso e la realtà che lo circonda nel fregio rinascimentale, evidenziando i motivi cardine della sua visione: le mani, che congiungono pensiero e gesto, e la mela, emblema di unità indivisibile ed eterno presente dell’arte.
Esposte anche opere della collezione del museo: tre piatti della manifattura Giovine con fiori e frutti del 1818-19 e un bronzetto dell’Ercole Farnese. Nell'allestimento due rare edizioni dei volumi 'Marcel Duchamp, Le marchand du sel', Rumma Editore, 1969 (Archivio Marcello e Lia Rumma) e 'Joseph Beuys, Tracce in Italia', Amelio Editore, 1978 (Archivio Amelio Santamaria).
A cinque anni dalla scomparsa del pittore, la mostra segna il ritorno simbolico dell’artista a Napoli, dove espose nel 1978 presso lo Studio Trisorio, nello stesso anno in cui il Museo e Real Bosco di Capodimonte inaugurava una stagione decisiva della propria storia espositiva, accostando il Grande Cretto Nero di Alberto Burri alla Flagellazione di Cristo di Caravaggio. Un episodio destinato a segnare un momento fondativo per la collezione di arte contemporanea del Museo.
 
Nel corso dell'inaugurazione l'attrice Paola De Crescenzo declamerà due componimenti della poetessa Teresa Bandettini, nota anche con il nome arcadico di Amarilli Etrusca (Lucca, 11 agosto 1763 - Lucca, 6 aprile1837): “Inno alla bellezza” e “Inno alla Grazia Neoclassica”.
La mostra è accompagnata dal catalogo Éditions Lord Byron.

Equalitas, Legambiente e FederBio a Vinitaly, comunicare la sostenibilità del vino

Insieme per promuovere pratiche comunicative sempre più trasparenti,
in regola con la normativa UE e contro il greenwashing.

 In una fase cruciale per il futuro del settore vitivinicolo, la sostenibilità si sposta inevitabilmente dal piano della narrazione sempre più verso quello della responsabilità verificabile.

Questo il messaggio al centro del dibattito “Comunicare la sostenibilità del vino: tempo di chiarezza” promosso da Equalitas insieme a Legambiente e FederBio, in programma a Vinitaly, nella giornata di ieri 13 aprile presso la Hall C - Vinitaly Bio di Veronafiere. L’incontro nasce dall’esigenza di fornire alle imprese vitivinicole strumenti concreti per comunicare al meglio i green claim in etichetta, alla luce delle nuove norme europee.

Un momento di riflessione sinergico che ha proposto le esperienze delle tre organizzazioni promotrici ed è stato arricchito dalle testimonianze di importanti attori della comunicazione assieme ad alcune cantine italiane certificate biologiche e sostenibili.

Guardando al panorama globale, oggi si contano oltre 80 standard di sostenibilità del vino (dal California Sustainable Winegrowing al Napa Green, da Terra Vitis all’Integrated Production of Wine sudafricano fino alle decine di marchi nazionali e regionali) tuttavia la maggior parte di questi copre solo parzialmente gli impatti ambientali, sociali ed economici; solo alcuni dispongono di un marchio di qualità registrato e raramente prevedono sistemi strutturati e puntuali di verifica. In questo contesto, dove il rischio di comunicazioni fuorvianti, se non apertamente ingannevoli, è sempre più elevato e per questo Equalitas, FederBio e Legambiente hanno posto al centro dei loro protocolli di intesa di promuovere le migliori politiche di comunicazione volte a contrastare attivamente diverse criticità, non ultima il fenomeno del greenwashing.

A rafforzare questo scenario interviene inoltre la Direttiva UE 2024/85, già in vigore, che vieta l’utilizzo di claim ambientali generici da parte delle cantine se non supportati da evidenze verificabili, comprendendo sia i più gettonati “naturale”, “green” o “eco-friendly” fino a tutti i testi, le immagini e i simboli che rimandano alla sostenibilità. Un cambio di paradigma netto che nasce da un’indagine della Commissione Europea che ha rivelato come oltre il 53% dei claim ambientali esaminati sul mercato fossero vaghi e il 40% privi di riscontro verificabile, posizionando il settore dell'agroalimentare al secondo posto per numero di episodi di greenwashing a livello globale.

 

Da un lato c’è quindi la pressione del mercato che spinge le aziende a dichiarare la propria attività ambientale ed etica, dall’altro il quadro normativo europeo sempre più stringente mentre, parallelamente, cresce la richiesta di garanzie e affidabilità da parte dei consumatori.

Il biologico rappresenta il primo sistema di sostenibilità certificato in campo agricolo e alimentare, normato a livello europeo ormai da 35 anni. Al fine di arricchire le buone pratiche del sistema metodo biologico, alimentando una cultura agroecologica, il modello di gestione della sostenibilità d’impresa proposto da Equalitas e condiviso da FederBio e Legambiente, si propone quindi come riferimento per il settore vitivinicolo, garantendo un marchio riconosciuto a livello europeo, un sistema integrato su tutti e tre i pilastri della sostenibilità, un’affidabile qualifica degli ispettori, nonché schemi di certificazione periodici e puntuali con obiettivi misurabili da terze parti indipendenti. Si tratta di un approccio fondato su coerenza tra azione, controllo e comunicazione che risulta essere la strategia più funzionale per la crescita sostenibile delle singole realtà e, di conseguenza, dell’intero comparto.

Nel corso dell’incontro esperti, rappresentanti istituzionali e operatori del settore si sono confrontati su rischi e opportunità legate al nuovo contesto europeo con l’obiettivo di fornire strumenti concreti alle imprese. Tra i relatori, il presidente Riccardo Ricci Curbastro, Maria Grazia Mammuccini - presidente FederBio, Angelo Gentili - responsabile nazionale Agricoltura Legambiente, Loredana Sottile - giornalista Gambero Rosso, Maddalena Schiavone - coordinatrice Slow Wine Coalition, in un dialogo corale moderato da Michele Manelli - vicepresidente Equalitas. Spazio anche alle testimonianze aziendali di Casa Vinicola Aldo Rainoldi, Cantina Valdaso e Citra, esempi di sostenibilità applicata e comunicazione responsabile in diverse zone del nostro Paese.

lunedì 13 aprile 2026

"Àrdea. Memorie da un fiume” al Serra la poesia della Natura

Al Teatro Serra di Napoli “Ardea. Memorie da un fiume” performance ambientalista della Collettiva ImparaNoia Premio “In-Corti da Artemia”. Il 25 e 26 aprile in Via Diocleziano 316. Info: 347.8051793.  

 

Al Teatro Serra di Napoli una performance sulla relazione tra essere umano e ambiente, vincitrice del Premio “In-Corti da Artemia” 2025 promosso dall’omonimo spazio romano gemellato con la realtà flegrea. “Àrdea. Memorie da un fiume” una produzione “Collettiva ImparaNoia” con Laura Casali, Lucia Fiorani (scene), Chiara Mirta Buono (musiche), Elisa Cardoso (regia). Referente tecnica Caterina Piotti. Il 25 e 26 aprile (sabato ore 19:00, domenica ore 18:00) in Via Diocleziano 316. Info: 347.8051793.

Alla foce del fiume una casa abbandonata abitata solo da un’anziana donna, viene lentamente sommersa dall’acqua che trascina con sé oggetti ed effetti personali, ricordi di una vita sul punto di disperdersi in mare. Il vero padrone di casa è adesso un Airone che si aggira incontrastato tra le rovine, mentre nel bacino fluviale si accumula tutto ciò che, nonostante il suo significato, è stato dimenticato e che la Natura integra, fino a rendere indistinguibile il confine tra antropico e naturale. Un limbo nel quale quattro animatrici creano, letteralmente davanti ai nostri occhi, le figure del racconto restituendo vita alle cose e plasmando un Eden della fine del mondo nel quale non le parole, ma il suono, evocando memorie, riveste grande importanza. Intanto, l’Airone – simbolo di rinascita – ha scelto il luogo nel quale costruire il proprio nido; una nuova casa per una nuova vita.

“Nel nostro lavoro, confluiscono e prendono forma riflessioni ed urgenze individuali e collettive messe in scena attraverso un processo orizzontale che investe drammaturgia e allestimento tecnico e scenografico” dicono le artiste, che hanno fondato il gruppo nel 2024 a Piacenza, durante il corso di Animateria del “Teatro Gioco Vita” per condividere la voglia di interrogarsi sul futuro.

 

“Àrdea. Memorie da un fiume”

scritto da Collettivo ImparaNoia

regia, Elisa Cardoso

animatrici, Chiara Mirta Buono, Elisa Cardoso, Laura Casali, Lucia Fiorani

scene, Lucia Fiorani

musiche originali, Chiara Mirta Buono

referente tecnica, Caterina Piotti

 

sabato 25 aprile 2026, ore 19:00

domenica 26 aprile 2026, ore 18:00

 

Contatti: teatroserra@gmail.com, 347.8051793

Link: https://youtu.be/DaNdv-IxRRU

 

25 e 26 aprile TIN – Teatro Instabile Napoli “Io non dimentico” di e con Gianni Sallustro


In occasione della Festa della Liberazione, il 25 e 26 aprile, il TIN – Teatro Instabile Napoli ospita “Io non dimentico”, la pièce teatrale interpretata e diretta da Gianni Sallustro, tratta dalla Trilogia del Male di Antonio Masullo prodotta da Talentum production.

Uno spettacolo pensato proprio per le giornate del 25 aprile, che trasforma il teatro in luogo di memoria attiva e riflessione civile, riportando al centro gli orrori del nazismo e del fascismo e interrogando il presente.

«Lo spettacolo – dice Gianni Sallustro -  è strutturato in tre blocchi, ognuno dedicato a una figura generata dal nazismo. Non si tratta di rappresentare dei mostri, ma di comprenderne l’origine. Perché il Male non è lontano da noi: si manifesta, si trasforma, ritorna. Il teatro ha il compito di riconoscerlo e renderlo visibile. In un tempo come il nostro, in cui la memoria rischia di diventare solo celebrazione e non più coscienza, questo spettacolo si impone come un atto necessario: non solo per ricordare, ma per capire e, forse, per non ripetere»

Accanto a Sallustro, Antonio Masullo, narratore e coscienza critica, guida lo spettatore in un percorso serrato, spingendo i personaggi a rivelare ciò che la storia spesso ha nascosto o semplificato.

In scena con Gianni Sallustro ed Antonio Masullo ci sono: Francesca Fusaro, Tommaso Sepe, Roberta Porricelli, Stefania Vella, Lea Romano, Alessandro Cariello, Emanuela Catanese, Enrico Annunziata, Gabriella Perillo, Chiara Concetta Esposito, Chiara Catapano, Raffaele Karol Avino, Ferdinando Cozzolino.

Sallustro porta in scena tre figure emblematiche del Terzo Reich – Adolf Hitler, Claus Schenk von Stauffenberg ed Heinrich Himmler – non come semplici rievocazioni storiche, ma come presenze vive, indagate nella loro dimensione più profonda, psicologica e spirituale.

Lo spettacolo gode del patrocinio dell’ICSR – Istituto Campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardi”.

 

Costumi: Costantino Lombardo

Ufficio stampa: Roberta D’Agostino

Direzione artistica: Marcello Radano

Ottimizzazione: Claudia Fusaro

 

Info e prenotazioni: 3383015465



Trianon Viviani, appuntamenti della settimana


I concerti della settimana con Fiorenza Calogero, Santi Scarcella e Cerone

L’incontro alla Federico II sulla mostra dedicata a Eduardo Scarpetta e il ricordo di James Senese per il ciclo RiSoNa

Da giovedì 16 a domenica 19 aprile

Il primo appuntamento è giovedì 16 aprile, alle 15, nell’aula Guarino dell’università degli studî di Napoli Federico II (corso Umberto I, 40), con l’incontro Scarpetta dopo Scarpetta. Un secolo di ritorni e avventure sulle scene, dedicato alla mostra iconografica dal titolo omonimo che è possibile visitare nel foyer del Trianon Viviani. Dopo i saluti istituzionali di Andrea Mazzucchi, direttore del dipartimento di Studî umanistici dell’Ateneo, gli interventi di Francesco Cotticelli, docente di Discipline dello Spettacolo, il fotografo Pino Miraglia, Gianni Pinto, presidente del teatro della Canzone napoletana, Pier Luigi Razzano, direttore dell’emittente universitaria F2 radio lab, e il regista Francesco Saponaro.

Sempre giovedì 16 aprile, alle 17:30, dopo il successo di pubblico dell’esordio, al Trianon Viviani si svolge il secondo appuntamento di RiSoNa. Tracce, voci e paesaggi della musica campana, il ciclo di incontri curato da Pasquale Scialò: la presentazione di James Senese. La leggenda di Miano, il libro di Peppe Lanzetta, corredato dalle foto di Sergio Siano, edito da Langella. L’Autore – amico e testimone privilegiato –racconta la storia del musicista recentemente scomparso con una scrittura viscerale e appassionata, tra ricordi personali, aneddoti e frammenti di vita, restituendo il ritratto intimo di un uomo fragile e indomabile, tenero e feroce, lontano da ogni compromesso. Con Lanzetta dialogano Lello Arena, Francesca Silvestre e Tony Panico. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni https://www.scabec.it/progetti/teatro-trianon-viviani/le-stanze-della-canzone-napoletana/risona-tracce-voci-e-paesaggi-della-musica-campana

Venerdì 17 aprile, alle 21, torna sul palco di Forcella Fiorenza Calogero con Fioreincanto, il suo album d’esordio da solista pubblicato venti anni fa. L’Artista stabiese ripropone al Trianon Viviani il progetto che le ha dato la possibilità di esprimersi compiutamente, tornando alle sue radici musicali e alla musica di tradizione. In questo concerto, Calogero reinterpreta alcuni capolavori della Canzone napoletana, come Presentimento, Miez’ ‘o grano, ‘E palumme e Napulitanata.

Quindi, sabato 18 aprile, alle 21, è la volta del concerto del musicista e docente Santi Scarcella. I suoi brani sono un mix di musica d’autore, colorata di jazz, rock e dalla forte identità mediterranea. Tra questi Cabbasisi, dedicata a San Francesco, e Zattere nel mare. Quest’ultimo brano dà il titolo al suo concerto teatrale ed è dedicato all’importanza della sostenibilità del globo terrestre come occasione per porre al pubblico diversi quesiti e riflessioni.

Ultimo appuntamento della settimana, domenica 19 aprile, alle 21, ‘Ncopp’a ‘sta terra, l’album d’esordio di Cerone. Nel nuovo progetto musicale, il trombettista e compositore napoletano Ciro Riccardi fonde jazz, soul e influenze elettroniche per dare vita a un alter ego autorale, esprimendo un lato più intimo e personale del suo percorso artistico. Il concerto si presenta come un viaggio sonoro nel cuore di Napoli, raccontato attraverso testi in dialetto e musiche evocative, che catturano le sfumature della vita quotidiana, le emozioni e le speranze della gente. Un omaggio alla città e una riflessione sul tempo che passa e sulla condizione umana.

CARD DI ABBONAMENTO, biglietti e informazioni

Per questa seconda parte del cartellone, che si conclude a maggio, è ancòra possibile regalarsi e regalare una card di abbonamento. Il Trianon Viviani ha predisposto due tipologie di card, Gold e Silver, che prevedono un pacchetto di quattro spettacoli a partire da 40 euro, sottoscrivibili solo presso il botteghino del teatro.

I biglietti sono acquistabili presso i consueti canali di vendita: botteghino, prevendite convenzionate e online su AzzurroService.net.

Il botteghino è aperto dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi, dalle 10 alle 13:30. Telefono 081 0128663, email boxoffice@teatrotrianon.org

Sito istituzionale teatrotrianon.org, social media Facebook, Instagram e YouTube.

MOSTRA ICONOGRAFICA SCARPETTA DOPO SCARPETTA

il Trianon Viviani ha riallestito Scarpetta dopo Scarpetta. Un secolo di ritorni e avventure sulle scene.

Presentata in occasione del Centenario della morte del grande commediografo e attore (Napoli, 13 marzo 1853 – Napoli, 29 novembre 1925), che, con la sua compagnia, inaugurò il teatro di Forcella nel 1911, la mostra iconografica si compone di fotografie, locandine, programmi di sala e curiosità visive per raccontare il grande patrimonio lasciato da Eduardo Scarpetta attraverso le messe in scena dei grandi attori e registi italiani che gli sono succeduti. L’hanno curata Francesco Cotticelli, Pino Miraglia e Gianni Pinto, con il patrocinio dell’università degli studî di Napoli Federico II e la collaborazione di Igina di Napoli e Antonio Roberto Lucidi.

Per Pinto, presidente della fondazione Trianon Viviani: «Il legame tra il Trianon Viviani e la famiglia Scarpetta non è un semplice dato storico: è un atto fondativo. Quando nel 1911 la compagnia Scarpetta inaugurò questo teatro – con Vincenzo Scarpetta che raccoglieva il testimone del padre Eduardo, ritiratosi dalle scene dopo la celebre querelle con D’Annunzio – il palcoscenico di Forcella ricevette un’eredità artistica destinata a attraversare l’intero Novecento e a proiettarsi ben oltre. Celebrare il Centenario della scomparsa di Eduardo Scarpetta significa, per la nostra Fondazione, riconoscere una responsabilità che ci appartiene per vocazione e per storia».

Cotticelli, docente di Discipline dello Spettacolo presso l’ateneo Federiciano, precisa «Cento anni dalla morte di Eduardo Scarpetta: un secolo di grandi trasformazioni nel teatro, a Napoli e non solo, fra tramonto del grande attore, trionfo e crisi della regia, affievolirsi delle tradizioni dialettali, ricerca di una nuova spettacolarità. Eppure, il patrimonio del grande artista è più vivo che mai; i suoi classici sono rimasti nella memoria del pubblico e appartengono di diritto alla storia di una capitale che ancora oggi ha nei linguaggi della scena un punto di forza della sua identità culturale. Questa mostra vuole raccontare – senza pretese di esaustività, ma con attenzione ad alcuni snodi cruciali – le forme di questa permanenza, attraverso momenti salienti, grandi revival, riletture, reinvenzioni: è un cammino tra volti più o meno famosi, lunghe fedeltà ai monumenti di un repertorio (Miseria e nobiltà in particolare), ritorni a un modello e a uno stile che sanno di provocazione, di indagine retrospettiva, di consacrazione, di rilancio di una drammaturgia che sa farsi specchio di una società difficile dietro la perfezione di collaudati meccanismi comici».

Ingresso libero.

RISONA

RiSoNa. Tracce, voci e paesaggi della musica campana è il ciclo di sette incontri dedicati alle diverse matrici sonore di Napoli e della Campania.

Ideati e curati da Pasquale Scialò, questi appuntamenti a ingresso gratuito, programmati fino al 18 giugno prossimo, sono pensati come momenti di dialogo aperti alla città e al quartiere, con l’obiettivo di raccontare la musica come patrimonio vivo di voci, memorie e storie in continua trasformazione.

Il prossimo appuntamento è giovedì 16 aprile prossimo, alle 17:30, con la presentazione di James Senese. La leggenda di Miano, il libro di Peppe Lanzetta, corredato dalle foto di Sergio Siano, pubblicato da Langella: con l’autore dialogano Francesca Silvestre e Tony Panico.

L’incontro ha la durata orientativa di 70 minuti ed è preceduto, alle 17, da una visita guidata alla Stanza delle Meraviglie.

LA STANZA DELLE MERAVIGLIE E LA STANZA DELLA MEMORIA

La Stanza delle Meraviglie e la neonata Stanza della Memoria sono due realizzazioni innovative che, adottando le moderne tecnologie digitali, consentono una fruizione emozionale del ricco e variegato patrimonio della Canzone napoletana.

Le Stanze fanno parte dell’Ecosistema digitale per la Cultura, il programma di digitalizzazione dei beni culturali, materiali e immateriali, finanziato e promosso dalla Regione Campania e attuato da Scabec.

Il biglietto di ingresso comprende la visita a entrambi gli spazî: dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 17:30, e la domenica e i giorni festivi, dalle 10 alle 13. La visita dura circa trenta minuti ed è prevista una capienza massima di venticinque persone.

I biglietti sono acquistabili al botteghino del teatro o presso AzzurroService, al prezzo di 3,50 euro (oppure 5 euro con visita guidata); è prevista la gratuità per i minori di 18 anni. Per gruppi di più di cinque persone, è richiesto il contatto su WhatsApp al numero +39 345 1604127.

Prenotazioni per il tramite di email a prenotazioni.trianon@scabec.it.

Il Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania, la Città metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura, con il patrocinio di Rai Campania.



ALISSA JUNG INCONTRA SCUOLE E PUBBLICO A LUCCA DOPO LA PROIEZIONE DI PATERNAL LOVE NELLA CINQUINA AI DAVID COME MIGLIORE ESORDIO

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

 

Dopo il successo degli incontri con il regista e attore statunitense Fisher Stevens e in attesa della sua prossima edizione, che si terrà con la direzione artistica di Nicola Borrelli e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca - dal 26 settembre al 4 ottobre 2026, il Lucca Film Festival -  organizza il secondo appuntamento nell'ambito degli Incontri Speciali con ospiti internazionali. Due incontri, a ingresso gratuito  fino a esaurimento posti - con il pubblico e con le scuole con protagonista la regista, sceneggiatrice e attrice tedesca Alissa Jung, che presenterà il suo film di esordio alla regia, Paternal Leave il cui protagonista è Luca Marinelli e per cui è stata recentemente nominata al Premio David di Donatello 2026 come Miglior Regista Esordiente.

Gli incontri con le proiezioni del film (in italiano) si terranno per il pubblico giovedì 16 aprile alle ore 21:00 al Cinema Centrale di Lucca, in collaborazione con il Circolo del Cinema di Lucca (prenotazioni alla mail segreteria@luccafilmfestival.it) e per le scuole la mattina di venerdì 17 aprile alle ore 9:00 sempre al Cinema Centrale (prenotazioni alla mail educazione@luccafilmfestival.it). Le due conversazioni saranno moderate dall'attrice, regista e condirettrice artistica del Lucca Film Festival, Cristina Puccinelli e il pubblico avrà la possibilità d'interagire e porre domande alla regista.

Attrice di tv, cinema, teatro e videogiochi, ma anche regista e sceneggiatrice esordiente, Alissa Jung, traccia con Paternal Leave un percorso molto sottile di una relazione tra padre e figlia, lasciando spazio allo spettatore per il confronto. Leo ha 15 anni ed è cresciuta in Germania senza mai conoscere suo padre. Quando scopre la sua identità, decide di mettersi in viaggio per trovarlo e arriva su una spiaggia deserta della costa italiana, in un chiosco chiuso per l’inverno. Lì incontra Paolo, che resta spiazzato dal suo arrivo improvviso. L’incontro lo destabilizza, riaprendo ferite sopite e mettendo in discussione il fragile equilibrio della sua nuova famiglia. In un primo momento, Leo cerca solo risposte, ma presto il desiderio di appartenenza prende il sopravvento. Nei giorni che seguono, tra padre e figlia si crea un legame fatto di esitazioni e piccoli passi, ma la loro connessione, ancora fragile, viene presto messa alla prova. Di fronte alle ombre del passato e alle incertezze del presente, entrambi saranno costretti a ridefinire ciò che significa davvero essere parte della vita dell’altro. Presentato in anteprima mondiale alla 75a edizione della Berlinale nella sezione Generation 14plus, dove ha vinto il Premio AG Kino - Gilde - Cinema Vision 14plus, Paternal Leave è interpretato da Juli Grabenhenrich, Luca Marinelli, Arturo Gabbriellini, Gaia Rinaldi e Joy Falletti Cardillo e distribuito da Vision Distribution, prodotto da The Match Factory&Wildside, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Vision Distribution, Rai Cinema e Sky e realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission. Il film approda a Lucca dopo aver partecipato a numerosi festival e aver vinto premi tra cui la Menzione Speciale Giuria SNCCI a Juli Grabenhenrich e il Premio del Pubblico Castello Benelli al Bellaria Film Festival, il Premio Miglior Regista Esordiente al Raindance Film Festival, il Premio del Pubblico al Carbonia Film Festival, il Premio Gianni Volpi Miglior Lungometraggio d’Esordio Italiano al Sottodiciotto Film Festival & Campus e il Premio Elio Petri al Festival del Cinema di Porretta Terme.

Gli incontri con le scuole sono resi possibili grazie ai Fondi del Piano Nazionale Cinema per la Scuola MiC-MIM 2024_azione B2 per progetto “Shine! 7 Corti per Raccontare il Futuro”.

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