Ma Press News

Sei un Ufficio Stampa? Vuoi pubblicare i tuoi comunicati oppure i tuoi articoli? Entra in Ma Press News e pubblica tu stesso. Libera Informazione gratis per tutti. mariammanews@gmail.com

giovedì 14 maggio 2026

Al via il 16 maggio 2026 "L'Oltre" la rassegna di danza e digitale nei musei campani

Dal 16 maggio prende il via la rassegna di danza e digitale nei Musei campani. Un progetto multidisciplinare che unisce patrimonio culturale, danza contemporanea e innovazione tecnologica.


Prende il via sabato 16 maggio “L’Oltre. Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio”, un articolato progetto dedicato alla valorizzazione dei luoghi della cultura attraverso il linguaggio della danza contemporanea e le potenzialità offerte dalle tecnologie digitali.
L’iniziativa è promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania e finanziata dalla Direzione Generale Spettacolo nell’ambito del programma del Ministero della Cultura per il sostegno alle attività di spettacolo dal vivo nei luoghi della cultura.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Circuito Campano della Danza, si avvale del supporto del Comune di Padula, del Comune di Pontecagnano Faiano, del Comune di Sala Consilina e della Comunità Montana Vallo di Diano.
“L’Oltre” si configura come un percorso multidisciplinare che attraversa territori di confine e di passaggio, luoghi che nei secoli hanno favorito incontri, scambi e contaminazioni culturali. Protagonisti del progetto sono siti di grande rilevanza storico-culturale: la Certosa di San Lorenzo a Padula, simbolo del tempo lento e della spiritualità monastica; il Museo archeologico nazionale di Sala Consilina, punto nevralgico del Vallo di Diano, storicamente un crocevia tra il Tirreno e lo Ionio; il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano, che, insieme al suo Parco archeologico, testimonia antiche storie di vita e contatti culturali nell’Agro Picentino.
In questi spazi, custodi di memorie antiche e identità stratificate, la danza contemporanea si fa strumento di interpretazione e riscrittura del patrimonio, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e multisensoriale. Le performance site-specific, affidate a coreografi e compagnie di rilievo nazionale e internazionale, dialogano con architetture e collezioni, mentre le tecnologie digitali – dalla scansione 3D all’Intelligenza Artificiale – animano dettagli artistici e reperti archeologici, generando nuove forme di narrazione.
Elemento distintivo del progetto è, infatti, l’integrazione tra spettacolo dal vivo e dimensione virtuale: attraverso digital mapping, ambienti immersivi e dispositivi VR, il pubblico potrà vivere un’esperienza ibrida che supera i limiti dello spazio e del tempo, ampliando l’accessibilità al patrimonio anche sotto il profilo sensoriale e cognitivo.
Quattro i temi guida che orientano il percorso artistico, che invita a “andare oltre” la fruizione tradizionale dei luoghi della cultura, trasformandoli in spazi vivi di relazione, emozione e conoscenza: L’Anima e il Silenzio, La Memoria e il Tempo, La Vita Fuori e Dentro, I Cicli e la Ritualità.
Il progetto rappresenta un’occasione unica per ripensare il rapporto tra arti performative e patrimonio culturale, promuovendo una visione inclusiva, innovativa e partecipata dei luoghi della memoria.
«“L’Oltre” nasce da una visione che connette i nostri musei e inserisce innesti contemporanei tra le collezioni antiche, creando ponti tra passato e futuro in territori da sempre scenario di incontri e interazioni culturali. Le performance site-specific, ideate per dialogare con gli spazi museali, parleranno alle comunità attraverso i codici narrativi della danza e il linguaggio digitale, mostrando la duplice natura dei musei, custodi del tempo e spazi vivi di sperimentazione e di relazione. I temi dalla rassegna, dalla ritualità antica al misticismo monastico, dalla ciclicità della natura alla spiritualità contemplativa, intimamente connessi con i siti culturali, saranno indagati e resi fruibili anche attraverso tecnologie innovative, coinvolgenti ed emozionanti», dichiara la Direttrice regionale Luigina Tomay.
Per il Direttore artistico, Claudio Malangone: «Ricevere per il terzo anno consecutivo l’incarico di direzione artistica dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania rappresenta il consolidamento di un percorso artistico e di ricerca prezioso. Dopo aver esplorato le suggestioni de Il Desiderio e le rotte di Mare Nostrum, quest’anno il progetto approda a "L’Oltre", un’evoluzione che fonde memoria storica, corpo e avanguardia tecnologica. La programmazione di questa edizione riflette una maturità multidisciplinare e una visione inclusiva del patrimonio. Accanto a performance nate dal dialogo intimo tra coreografi e reperti, trovano spazio spettacoli dal vivo di ampio respiro capaci di abitare i grandi complessi architettonici della Certosa di Padula e dei Musei archeologici di Sala Consilina e Pontecagnano».
Il percorso si arricchisce ulteriormente con un omaggio alla grande storia della danza: due mostre fotografiche d'eccezione dedicate a maestri assoluti come Lindsay Kemp e Micha van Hoecke. Le esposizioni non saranno semplici memorie visive, ma il cuore pulsante di spettacoli da loro creati, realizzando un ponte tangibile tra il lascito dei grandi autori e la creatività emergente dei giovani danzatori campani. 
Il calendario degli appuntamenti, da maggio a ottobre 2026, coinvolge i tre siti con spettacoli, installazioni e mostre fotografiche. Tra gli artisti e le compagnie presenti: Borderlinedanza, Artemis Danza, UDA Company, Compagnia Menhir, Tiziana Arnaboldi, Artgarage, ARB Dance Company, Déjà Donné, Artedanza Project, oltre a un omaggio all’universo poetico di Lindsay Kemp.
L’inaugurazione è prevista il 16 maggio al Museo archeologico nazionale di Sala Consilina, primo appuntamento di un percorso che si snoderà tra il Vallo di Diano e l’Agro Picentino, per concludersi il 18 ottobre con una giornata dedicata alle creazioni di Claudio Malangone.



PROGRAMMA


16 maggio 2026
Museo Archeologico Nazionale di Sala Consilina 
ore 18.30 Associazione Campania Danza - “Tracce di memorie”, coreografia Antonella Iannone e Simone Liguori / Compagnia Bellanda - “Romantica”, coreografia Lia Claudia Latini
Chiesa di S. Maria degli Angeli Auditorium Comunale
ore 19.30 Borderlinedanza e Monaci Digitali - “Echi dal Vallo: Il respiro del suolo”, coreografia Claudio Malangone
Artemis Danza - “Laudato sie mi’ Signore”, coreografia Monica Casadei
Ingresso gratuito 

21 giugno 2026
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di Frontiera”
ore 19.00 Borderlinedanza e Monaci Digitali - “Sotto lo stesso cielo di ocra”, coreografia Claudio Malangone 
ore 20.30 UDA Company “Pre-giudizio”, coreografia Ilenia Rossi
Ingresso gratuito 

28 giugno 2026
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di Frontiera”
ore 20.30 Compagnia Menhir - “Searching for Europa”, coreografia Giulio De Leo
Compagnia Tiziana Arnaboldi - “Corpi tra le nuvole”, coreografia Tiziana Arnaboldi
Ingresso gratuito 

25 luglio 2026
Certosa di San Lorenzo
ore 20.00 “La vie d’Artiste”, mostra fotografica a cura di Miki Matsuse van Hoecke
Refettorio
ore 20.30 Borderlinedanza e Monaci Digitali - “Codice Infinito: La danza dei Monaci”, coreografia Claudio Malangone
ore 21.00 Artgarage - “Napoli / corpo / vita”, coreografia Emma Cianchi
Atrio Loggia dei Priori 
ore 21.30 Borderlinedanza - “Pèlerinage”, coreografia Micha van Hoecke
Ingresso gratuito

26 luglio 2026
Certosa di San Lorenzo
Refettorio 
ore 20.30 Artgarage - “Napoli / corpo / vita”, coreografia Emma Cianchi
Atrio
ore 21.30 ARB Dance Company - “In to Reveal”, coreografia Francesco Annarumma
Ingresso gratuito

26 settembre 2026
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano Gli Etruschi di Frontiera 
ore 19.30 Lindsay Kemp - “For You!” Un sogno verso l’Oriente. Un viaggio visivo e sensoriale nel Mondo di Lindsay Kemp danzato da Daniela Maccari
Mostra fotografica a cura di ASMED
ore 20.00 Borderlinedanza e Monaci Digitali - “Sotto lo stesso cielo di ocra”, coreografia Claudio Malangone 
ore 20.30 Déjà Donné / Borderlinedanza - “Framing”, coreografia Virginia Spallarossa e Claudio Malangone
Ingresso a 1 euro 

27 settembre 2026
Museo Archeologico Nazionale Sala Consilina 
ore 17.00 Artedanza Project - “Labyrinthum”, coreografia Tiziana Petrone
Chiesa di S. Maria degli Angeli Auditorium Comunale
ore 17.30 Artgarage - “Napoli / corpo / vita”, coreografia Emma Cianchi
Teatro Mario Scarpetta
ore 18.00 Borderlinedanza - “Romeo & Juliet Project”, coreografia Lindsay Kemp e Daniela Maccari
Ingresso gratuito

18 ottobre 2026
Museo Archeologico Nazionale Sala Consilina 
ore 16.30 Borderlinedanza e Monaci Digitali - “Echi dal Vallo: il respiro del suolo”, coreografia Claudio Malangone, “Codice Infinito: La danza dei Monaci”, coreografia Claudio Malangone, “Sotto lo stesso cielo di ocra”, coreografia Claudio Malangone
Ingresso gratuito





Musei nazionali del Vomero, riapre l'ingresso della Floridiana da via Cimarosa con la prima parte del progetto di restauro architettonico e arboreo

I lavori proseguiranno con un capillare restauro delle aree verdi. A breve nuovi giochi per bambini, un’area sgambamento cani, la rete wi-fi pubblica e cestini ecologici.

 Riapre domani, 15 maggio, l’ingresso di Via Cimarosa del Parco della Floridiana, interdetto dallo scorso 17 aprile. Una chiusura resa indispensabile per interventi di gestione del rischio arboreo e nuovi inserimenti di specie arboree nel viale di accesso.

Nell’arco di queste quattro settimane l’accesso al Parco e alla Villa Floridiana, sede del Museo Duca di Martina, è stato garantito dal varco di Via Aniello Falcone al fine di non interrompere la fruizione del sito.

Almerinda Padricelli, la nuova direttrice dei Musei nazionali del Vomero di cui fa parte la Villa Floridiana, il Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino, ha colto l’opportunità di quest’importante finanziamento di 3,5 milioni stanziato da Ales S.p.a. per la Villa Floridiana per intervenire su alcune scelte progettuali con l’intento di contemperare conservazione e fruizione nel rispetto dei luoghi.

“La Floridiana non è solo un parco storico e monumentale ma è oggi percepito come un vero e proprio polmone urbano, frequentato ogni mese da migliaia di visitatori, turisti e residenti – dichiara la direttrice - solo nella prima domenica di questo mese abbiamo registrato oltre 2.000 presenze.

Nel corso dei lavori abbiamo compiuto una scelta precisa: ascoltare il luogo e cambiare prospettiva concentrandoci su 3 punti: l’urgenza della gestione del rischio arboreo, il dovere di tutelare un parco storico di straordinario valore, frutto di oltre due secoli di trasformazioni paesaggistiche, architettoniche e botaniche, la necessità di garantire servizi di fruizione idonei ai visitatori”.

 

IMG_3669.jpg
nella foto: Almerinda Padricelli direttrice Musei Nazionali del Vomero
Il Parco della Floridiana che ha un’estensione di 7 ettari è uno dei più grandi della città, in uno dei suoi quartieri più popolosi, quello del Vomero: aperto tutti i giorni, con ingresso gratuito, attrae bambini, studenti, anziani e appassionati di fitness.

A breve saranno anche incrementate le aree di fruizione con nuovi giochi per i bambini, ulteriori panchine e una rete wi-fi a servizio degli utenti e un’area di sgambamento cani.

Inoltre per un indirizzo ecosostenibile saranno posizionati nuovi cestini per la raccolta differenziata e per le deiezioni dei cani.

I lavori eseguiti nel viale d’ingresso di via Cimarosa hanno avuto come obiettivi il riequilibrio e la rigenerazione del piano arbustivo (segnato nel tempo da una crescita disomogenea, con chiome alte e scarsa ramificazione nella parte bassa) finalizzati a garantire maggiore stabilità, uno sviluppo equilibrato delle essenze arboree e la restituzione del viale alla sua struttura originaria.

Un intervento di necessaria potatura selettiva che ha consentito di creare una visione più ampia degli spazi laterali che costeggiano il viale.

Sui declivi laterali sono state messe a dimora 1300 piante (un mix di mirto, lentaggine, acanto, pungitopo, cornetta dondolina, biancospino), 6 lecci e 30 allori con un nuovo impianto di irrigazione.

Laddove necessario sono state realizzate delle “viminate”, ossia barriere di sostegno in legno per contrastare l’erosione accentuata dalle piogge intense.

Il progetto mira ad accompagnare l’evoluzione del Parco con interventi controllati e sostenibili che non ne alterino l’identità storica: il sistema formale di siepi viene oggi reinterpretato valorizzando la consociazione vegetale mista, mantenendo intatta l’atmosfera della storica “galleria ombrosa” immaginata dall’architetto Antonio Niccolini nel 1817.

IMG_3658-.jpg
IL PROGETTO

I lavori rientrano in un più ampio programma di cura e valorizzazione degli spazi del parco storico finalizzati a garantire una maggiore sicurezza per i visitatori. Un progetto di restauro architettonico e vegetale, finanziato da Ales S.p.a. società "in house" del Ministero della Cultura, con 3,5 milioni di euro, che includono 990mila euro per la messa in sicurezza e il restauro della componente arborea.

È stata effettuata una ricognizione per la verifica del patrimonio botanico, con rilievi con tecnologia laser scanner delle essenze arboree dell'intero parco.

Attraverso un’indagine visiva e strumentale (tomografia sonica, resistograph, prove di tenuta radicale e trazione controllata) è stato valutato lo stato di salute di ogni singola pianta e realizzato un censimento su 1.117 alberi. Al termine di questa prima fase è stata redatta una carta di gestione del rischio arboreo con individuazione della classe di propensione al cedimento di ciascun albero. In alcuni casi è stato indispensabile l’abbattimento di alcuni esemplari, estremamente pericolosi e la cui stabilità era irrimediabilmente compromessa: un atto di responsabilità indispensabile per la tutela della sicurezza pubblica e per la salvaguardia complessiva del giardino.

Una scelta coraggiosa e impegnativa della precedente amministrazione che però ha reso indispensabile una rielaborazione del progetto per incrementare ripiantumazione di nuove specie vegetali.

I lavori nei prossimi mesi procederanno con l’apertura di micro-cantieri “aiuola per aiuola” che consentiranno di ridisegnare ad hoc ogni angolo del parco, con rimozione dei rovi, potature e piantumazioni, come è stato fatto nel viale principale di ingresso, ma senza nessun limite alla fruizione.

Attraverso la rimozione selettiva delle piante infestanti e il recupero delle visuali storiche, le architetture vegetali tornano progressivamente a “respirare”, recuperando profondità visiva, leggibilità e continuità spaziale.

Responsabile del progetto è l’architetto Antonella Manco, il progettista l’architetto Patrizia Pulcini e direttore dei lavori l’architetto Mara Pirozzi con l’agronomo e paesaggista Luca Boursier che cura la direzione operativa. Gli interventi sono eseguiti dalla ditta Euphorbia.

LA STORIA

La Villa

Villa Floridiana faceva parte della più vasta tenuta che Ferdinando I di Borbone, re delle due Sicilie, donò nel 1815 alla moglie morganatica Lucia Migliaccio di Partanna, che ne fece la sua residenza estiva. Il complesso si estendeva allora per più di 18 ettari dalla collina del Vomero fino alla Riviera di Chiaia. Sul cancello d’ingresso troneggia ancora la scritta a lettere dorate “La Floridiana”, che il sovrano fece apporre in onore del titolo nobiliare della moglie, duchessa di Floridia.

La Villa venne realizzata dall’architetto Antonio Niccolini (1772-1850), allievo di Vanvitelli, tra il 1817 e il 1819 in stile neoclassico, a seguito della ristrutturazione di un edificio preesistente.

Dopo la morte della duchessa l’edificio e il parco subirono numerose trasformazioni da parte degli eredi fino al 1919, anno in cui la Villa venne acquistata dallo Stato e destinata nel 1926 a sede museale. Al suo interno accoglie una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative, soprattutto ceramiche, con opere di manifattura occidentale e orientale dal XII al XIX secolo ricevuta in donazione da Maria Spinelli di Scalea, che l'aveva ereditata dallo zio Placido di Sangro, duca di Martina, da cui il museo prende il nome.

 Il Parco

Viali e sentieri furono sistemati a verde da Friederich Dehnardt ispettore dei giardini di Napoli dal 1814, che ornò il parco con 150 specie di piante tra cui lecci, pini, platani, palme, bossi e una ricca collezione di camelie.

Niccolini inserì una serie di finte rovine, statue ed elementi architettonici, in parte ancora esistenti come il tempio ionico al margine estremo del giardino a terrazza, dal quale si gode un panorama unico sulla città e il golfo di Napoli e il Teatro di Verzura, una struttura a pianta ellittica delimitata da una bassa siepe di bosso, da quinte arboree sulla scena e da una doppia gradinata che può accogliere una platea di 150 persone.

Nel retro della Villa, ai piedi della scalinata monumentale che porta alla terrazza panoramica è presente anche una fontana dove vivono oltre 180 tartarughe. Ma non sono gli unici animali che ospita il Parco in cui è presente una colonia di gatti sotto protezione. Questi felini hanno ricevuto diverse donazioni da associazioni che si occupano della cura degli animali di compagnia. Al parco è consentito l’accesso ai cani, accompagnati dai propri padroni, che a breve potranno usufruire di una zona di sgambamento a loro riservata.

BAARIA FILM FESTIVAL, II EDIZIONE DAL 22 AL 27 GIUGNO 2026, primo festival italiano interamente dedicato al "cinema insulare" con lungometraggi e corti

Dal 22 al 27 giugno 2026 torna il Baarìa Film Festival (BAAFF)

Il primo festival italiano interamente dedicato al “cinema insulare”, giunto alla sua seconda edizione, prosegue il suo viaggio alla scoperta di storie che hanno le isole come orizzonte narrativo: film girati o ambientati su un’isola, a partire dalla Sicilia che ospita la manifestazione. Il festival propone due Sezioni competitive internazionali, dedicate rispettivamente a lungometraggi “Maree” e a cortometraggi “Approdi”, oltre a proiezioni speciali, incontri con gli autori e masterclass.

Al BAAFF le isole diventano – attraverso il cinema - un avamposto narrativo di osservazione sul contemporaneo. Micro universi culturali, luoghi di partenza da cui costruire nuovi inizi, spazio di possibilità, utopie, racconti e trasformazioni. È in questa prospettiva che il Baarìa Film Festival costruisce la propria identità, proponendosi come luogo di incontro tra storie, linguaggi e visioni provenienti da differenti contesti insulari.

Bagheria, terra natale di figure di spicco della cultura italiana come il regista Giuseppe Tornatore, il pittore Renato Guttuso, il fotografo Ferdinando Scianna e il poeta Ignazio Buttitta, diviene luogo d’incontro per opere, autori, interpreti, registi emergenti e cineasti affermati, chiamati a confrontarsi con l’immaginario insulare. Il BAAFF è anche l’occasione per un viaggio di riscoperta del patrimonio artistico e paesaggistico siciliano e luogo di dialogo tra culture, stimolando riflessioni su temi come ambiente, memoria e sostenibilità. La direzione artistica della manifestazione, prodotta dall’Associazione Culturale Kinema, con il patrocinio del Comune di Bagheria, è affidata a VANESSA TONNINI e ANDREA DI QUARTO, fondatore e ideatore del progetto.

 

LE GIURIE | BAAFF 2026

I premi, riproduzioni artistiche di uno dei “mostri” a guardia della celebre Villa Palagonia, simbolo di Bagheria, sono assegnati da una giuria composta da personalità di primo piano del mondo del cinema e della cultura italiana, a testimonianza dell’attenzione del festival verso una varietà di linguaggi e sguardi, e da una giuria popolare formata da studenti delle scuole superiori bagheresi, a sottolineare il dialogo tra professionisti e nuove generazioni. A presiedere la Giuria del Concorso internazionale lungometraggi sarà CLAUDIA GERINI, attrice e regista, protagonista di una carriera ricca e trasversale tra autorialità e grande pubblico. Con lei giudicheranno i lungometraggi in competizione: MIMMO CALOPRESTI, regista e sceneggiatore, maestro del cinema verità, DINO ABBRESCIA, attore tra i più amati del cinema e della televisione e MARIA VERA RATTI, tra le interpreti più interessanti ed eleganti delle nuove generazioni. Accanto a loro, la Giuria del Concorso internazionale cortometraggi vede la presenza di SUSY LAUDE, attrice, regista e autrice creativa e versatile, il PROF. FRANCESCO LO PIPARO, raffinato linguista e filosofo, l'attore bagherese ORIO SCADUTO, protagonista del film vincitore della sezione corti della prima edizione del Festival, e FRANCESCA LA MANTIA, autrice e documentarista impegnata nei temi civili e nella trasmissione della memoria.

 

ANTEPRIME ITALIANE BAAFF | anticipazioni

In MAREE - Concorso Internazionale Lungometraggi due le anteprime nazionali:

 

BLUE HERON di Sophy Romvari

Presentato al Toronto International Film Festival 2025, Premio per il Miglior Primo Film alla 78ª edizione del Festival di Locarno. Acclamato dalla critica e dai festival, il debutto della regista canadese-ungherese Sophy Romvari ha beneficiato di un forte passaparola, che lo ha reso uno dei titoli più apprezzati da critica e pubblico. Blue Heron è un dramma semi-autobiografico che esplora le difficoltà di una famiglia ungherese-canadese alla fine degli anni ’90, dopo il trasferimento sull’isola di Vancouver. Raccontato dal punto di vista della figlia più giovane, Sasha, il film cattura una crisi familiare silenziosa e carica di tensione, incentrata sul comportamento pericoloso e sulle difficoltà legate alla salute mentale del fratello maggiore, Jeremy. Per rielaborare i dolorosi ricordi familiari Romvari fa ricorso al potere di una straordinaria immaginazione, mescolando memoria, documentario e finzione. Racconta la regista: "Volevo rompere gli orizzonti della classica storia di formazione per parlare delle imperfezioni nella rappresentazione cinematografica della memoria".

Sinossi | Fine anni ’90. Lo sguardo della piccola Sasha svela gradualmente le dinamiche tra i sei membri della sua famiglia, che si è appena trasferita sull’isola di Vancouver. Lo slancio del nuovo inizio è però interrotto dai comportamenti sempre più pericolosi del fratello maggiore Jeremy.

KIDNAPPING INC. di Bruno Mourral

L’opera prima del regista haitiano, presentata in anteprima al Sundance, è un scoppiettante crime-comedy thriller, interamente girata ad Haiti. La storia segue due criminali maldestri che, alle prese con quello che sembra un semplice rapimento, finiscono loro malgrado al centro di un complotto politico. Mourral ha dichiarato che “Kidnapping Inc.” è un omaggio agli haitiani comuni, molti dei quali hanno visto le loro vite sconvolte da rapimenti, violenza delle gang e corruzione. «È un processo di resilienza», ha affermato. «Quando c’è così tanta oscurità, è un modo per riuscire a intravedere un po’ di luce».

Sinossi | l figlio di un ricco candidato alla presidenza haitiana è appena stato rapito. I sequestratori chiedono un riscatto ingente. Doc e Zoe sono due gangster improvvisati — e fanatici di calcio — che devono consegnare il giovane al loro spietato capo. Zoe uccide accidentalmente il loro ostaggio, figlio del candidato. Nel mentre si imbattono in Patrick e nella moglie Laura, incinta di nove mesi. La giovane coppia deve, a tutti i costi, prendere un volo per lasciare Haiti e far nascere il bambino negli Stati Uniti, così da ottenerne la cittadinanza. La grande sfortuna di Patrick è che somiglia esattamente al figlio morto del senatore. Nel pieno di una campagna elettorale infuocata e di un clásico Barça-Real, Doc e Zoe si ritrovano al centro di una cospirazione politica.

 

BAAFF | IL MANIFESTO ovvero il Senso dell’insularità

Nell’immagine scelta per la II edizione del BFF l’isola appare per una metà emersa alla luce mentre l’altra resta nel profondo. Appare e scompare, si solleva dal mare e allo stesso tempo vi rimane immersa. Un subacqueo risale: attraversa il confine fragile tra ciò che si vede e ciò che si intuisce, come lo sguardo che, dal buio della sala, emerge verso l’immagine. La foto suggerisce l’insularità come luogo di origine, separazione, mistero ma anche rinascita, spazio magico dove l’uomo ricrea il mondo e lo trasforma. L’isola, come il cinema, è luogo di passaggio continuo tra profondità e superficie, tra ciò che diventa visibile sullo schermo e ciò che, restando invisibile, continua a generare storie, memorie e immaginari.

 

BAAFF | I LUOGHI

La rassegna prevede proiezioni pomeridiane in sala e suggestive serate all’aperto, ospitate in una delle spettacolari ville nobiliari della città. Attorno al nucleo centrale delle proiezioni, il festival animerà diversi luoghi di Bagheria con un ricco programma di eventi collaterali: incontri con gli autori, masterclass, dibattiti e momenti di approfondimento.

VILLA CATTOLICA - proiezioni serali all'aperto | La villa settecentesca, gioiello del barocco, ospita il Museo Renato Guttuso, dedicato al celebre pittore siciliano, che nel 1973 donò i suoi capolavori alla sua città natale.

PALAZZO BUTERA - masterclass e incontri mattutini | Capolavoro del barocco siciliano, simbolo della nobiltà isolana, è uno degli edifici più antichi della città ed oggi è sede del Comune di Bagheria.

VILLA RAMACCA - Gala inaugurale | Ai piedi di Monte Catalfano e rivolta verso il mare, una magnifica residenza settecentesca nota anche per il suo giardino ricco di piante esotiche.

CINEMA CAPITOL - proiezioni pomeridiane | Storica sala bagherese, nata negli anni ’50, completamente rinnovata, è un punto di incontro per gli amanti del cinema.

 

BAAFF | FORMAZIONE E COLLABORAZIONI

Anche quest'anno il Centro Sperimentale di Cinematografia sarà al fianco del Festival. La sezione siciliana del CSC, sotto la direzione artistica di COSTANZA QUATRIGLIO, presenterà una selezione fuori concorso di cortometraggi realizzati dai suoi studenti;

Il Baarìa Film Festival è prodotto dall'Associazione Culturale Kinema con il sostegno del Comune di Bagheria.

 

Rai Cultura e Rai Radio 3 sono Media Partner del Festival con Tele One, Radio IN e CinéMoi.


Main sponsor: Almaviva Blubit, Enel, Villa Ramacca

Esce il 15 maggio 2026 il nuovo libro di Carmela Politi Cenere "Nel giardino segreto danzano i sakura, Storia di una donna”


Prima presentazione: martedì 9 giugno 2026, ore 18:00, presso la libreria La Feltrinelli Libri & Musica di Piazza dei Martiri.

Venerdì 15 maggio esce ufficialmente in tutte le librerie – fisiche e online – il nuovo libro della scrittrice Carmela Politi Cenere: “Nel giardino segreto danzano i sakura - Storia di una donna”.
Una saga familiare ambientata ai Quartieri Spagnoli, dove ancora pulsa il cuore popolare di Napoli. Qui vive Maria Rosaria, una donna “di mezz’età”, aggraziata e carismatica, forte e tenace come sua nonna, Nami, che le ha raccontato gli incanti e le delizie del suo natio Giappone.
Un libro per sognare, per amare, per aprire il cuore alla speranza, ma soprattutto un omaggio alle donne, alla loro grandezza, alle loro fragilità che spesso sanno trasformarsi in tenerezze e sorrisi.
Il libro – che in appendice racconta la storia del Premio Emily Dickinson – sarà presentato a Napoli, presso la libreria La Feltrinelli Libri & Musica di Piazza dei Martiri (via Santa Caterina a Chiaia n°23), martedì 9 giugno alle ore 18:00. Dialogheranno con l’autrice: Aldo Putignano, editore; Viviana Reda, docente di Lettere; Maurizio Vitiello, critico d’arte. Letture di Tommaso Tuccillo.


Sinossi del libro

Maria Rosaria vive in un antico appartamento di via S. Mattia, ai Quartieri Spagnoli, una casa comoda, con superbi tocchi di eleganza e raffinatezza, con un bell’affaccio all’ultimo piano che domina l’intrico dei vicoli. Da qui ha assistito al cambiamento del quartiere, un tempo luogo di miserie umane ed economiche, ma ora oggetto di una profonda trasformazione. E quella stessa casa, a sua volta, l’ha vista crescere, e l’ha accompagnata nelle varie fasi della sua vita, come il matrimonio e la nascita dei due figli. 
È qui che ha perso le sue certezze affettive, ma qui è maturata come donna e come insegnante, e ha imparato a non chiudere il cuore alla speranza e a ripartire ogni volta, in un incantesimo che si rinnova sempre, come l’affascinante fioritura dei ciliegi, dove l’intensità dell’emozione è pari alla sua precarietà, segno che nulla è eterno, eppure nulla deve essere perduto.


L’autrice

Carmela Politi Cenere ha fondato a Napoli nel 1989 l’Associazione Culturale Emily Dickinson, con cui ha dato un notevole contributo alla valorizzazione in Italia della poetessa statunitense, e da cui è nato il notissimo premio letterario internazionale Emily Dickinson, che ha ricevuto per due volte la medaglia di merito dal Presidente della Repubblica, e ora giunto alla trentesima edizione.
È autrice di numerosi saggi e romanzi, più volte premiati, fra cui Don Saverio cavalca la Luna (2023) e, per Homo Scrivens, Ti regalai le ali per volare (2024) e Raccogliemmo more su per la collina (2025).


Homo Scrivens

È la prima compagnia italiana di scrittura. Nata a Napoli nel 2002, ha collaborato con numerosi editori di ogni parte d’Italia, e ha portato alla pubblicazione circa quattrocento autori, molti dei quali esordienti.
Da quest’esperienza è nata nel 2012 la casa editrice Homo Scrivens, al fine di continuare questo impegno in forma autonoma, e condurre testi e autori all’attenzione diretta del pubblico. Siamo scrittori, scrittori che hanno deciso di trasformarsi in editori, per permettere a tanti come noi un approdo sereno, per creare un luogo d’incontro accessibile a tutti coloro che sono animati dalla nostra stessa passione e hanno la voglia e la testa per coltivarla, senza il rischio di annegare nel fango dell’editoria a pagamento.

CONVEGNO ASSENZE E MUTAMENTI – LE NUOVE SOLITUDINI E SPETTACOLO "SONO VIVA PER MIRACOLO" giovedì 21 maggio

Convegno e spettacolo teatrale
Napoli, Sala Assoli Moscato – 21 maggio 2026.

Una giornata di riflessione e teatro per interrogarsi su uno dei fenomeni più complessi e attuali della contemporaneità: la solitudine nelle sue molteplici forme.

Il 21 maggio 2026 Sala Assoli Moscato ospita “Assenze e Mutamenti – Le nuove solitudini”, un progetto a cura di Adolfo Ferraro che unisce approfondimento teorico e rappresentazione scenica, offrendo uno sguardo articolato sulle trasformazioni dei rapporti umani negli ultimi decenni.

In una società in cui il senso di collettività sembra progressivamente dissolversi, tra progresso tecnologico, allarmi sociali e fragilità diffuse, emergono nuove forme di isolamento. La solitudine, oggi più che mai, si rivela una condizione plurale: può essere sofferenza o rifugio, malattia o cura, chiusura o possibilità di riconnessione autentica con sé e con gli altri.

La giornata si apre alle ore 10.00 con il convegno “Diario dei mutamenti / Diario delle assenze” (ore 10.00 – 13.00), momento di confronto e analisi che vedrà la partecipazione di Pino Ferraro, Luciana Cappabianca, Umberto Serra (online), Carlo Falcone e Luca Trapanese (online). Un’occasione per indagare le trasformazioni delle strutture relazionali contemporanee e il loro impatto sulle vite individuali e sulle espressioni artistiche degli ultimi trent’anni, dalla letteratura al teatro, dalla musica alle arti visive.

La riflessione prosegue in serata, alle ore 20.30, con lo spettacolo Sono viva per miracolo, scritto e diretto da Adolfo Ferraro, con Antonella Morea.

La pièce racconta la storia di Marina, una donna di mezza età che vive sola in una monocamera, circondata da presenze artificiali e relazioni surrogate: un uccellino in gabbia e un assistente vocale, Lello, con cui intrattiene un rapporto sempre più intimo e totalizzante. Segnata da un passato di fragilità psicologica e da una vita vissuta ai margini delle relazioni umane, Marina trova in Lello un interlocutore capace di comprendere e soddisfare ogni suo bisogno.

Ma quando il sistema comincia a mostrare anomalie e il fragile equilibrio si incrina, la solitudine della protagonista si rivela in tutta la sua drammaticità. In un finale sospeso tra realtà e allucinazione, la tecnologia si trasforma in presenza inquietante, mettendo in discussione il senso stesso dell’amore, della dipendenza e dell’esistenza.

Con le luci e il suono di Vincenzo Grieco e la voce di Lello interpretata da Renato De Rienzo, lo spettacolo, prodotto da Casa del Contemporaneo e della durata di 50 minuti, rappresenta un intenso affondo teatrale sui rischi dell’isolamento e sulla sostituzione dei rapporti umani con quelli artificiali.

“Assenze e Mutamenti” si configura così come un percorso unitario che intreccia pensiero e scena, invitando il pubblico a riflettere su cosa significhi oggi essere soli e su quali nuove forme di relazione siano ancora possibili.

Il convegno sarà a ingresso libero fino a esaurimento posti

Per lo spettacolo info e prenotazioni: 345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it

Biglietto unico 10 euro

ESPERIMENTI, GIOCHI E SPETTACOLI PER SCOPRIRE I SEGRETI DELLA LUCE A CITTÀ DELLA SCIENZA 16 E 17 MAGGIO 2026

Il weekend a Città della Scienza con laboratori, iniziative ed incontri al museo Corporea per esplorare il fascino e la fisica della luce.

La Giornata Internazionale della Luce, proclamata a partire dal 2015 dall’UNESCO il 16 maggio, anniversario della realizzazione del primo laser funzionante al mondo da parte del fisico e ingegnere statunitense Theodore Harold Maiman nel 1960, ha l’obiettivo di promuovere il ruolo centrale della luce e delle tecnologie basate sulla luce in ambito scientifico, culturale, educativo per lo sviluppo economico sostenibile.         

Per celebrare questa giornata Città della Scienza dedica il weekend del 16 e 17 maggio a un viaggio coinvolgente tra esperimenti, racconti, giochi e spettacoli per accompagnare il pubblico alla scoperta di uno degli elementi più affascinanti della nostra vita quotidiana: la luce. Due giornate pensate per famiglie, bambini, curiosi e appassionati di ogni età, all’insegna di un’esperienza affascinante al museo Corporea.
 
L’iniziativa assume un valore ancora più significativo grazie alla collaborazione con il CREF – Centro Ricerche Enrico Fermi – e con il CNR, attraverso il contributo del CNR ISASI “Eduardo Caianiello” e del CNR INO – Istituto Nazionale di Ottica, che arricchiscono il programma con competenze scientifiche, attività divulgative e momenti di approfondimento capaci di unire rigore e meraviglia.
 
Nel corso del weekend, il pubblico potrà esplorare i fenomeni legati alla rifrazione, ai colori, agli effetti ottici e alla natura della luce attraverso laboratori interattivi e science show pensati per rendere accessibili concetti complessi in modo diretto e coinvolgente. 

Tra gli appuntamenti in programma, “The Magic of Light, Playing with Refraction” proporrà tre esperimenti dedicati alla rifrazione della luce, realizzati con il contributo di Karen Gabriela Caicedo Santamaria e Kshipra Sudhankar Naik, ricercatori del CNR ISASI. 
 
Ampio spazio sarà riservato anche a “I quanti di luce”, un’attività che accompagnerà i visitatori in un percorso tra spettro continuo e discreto e luce strutturata, grazie alla collaborazione di Simona Mosca del CNR INO, Davide Buono del CNR ISASI e Ivo Rendina del CNR INO. 

A rendere ancora più speciale il palinsesto sarà “Edoardo, Ginestra e il mistero della luce”, iniziativa realizzata con il CREF, che porterà il pubblico nella storia di via Panisperna attraverso un racconto animato tra scoperte scientifiche, aneddoti ed esperimenti dal vivo, intrecciando il rigore di Edoardo Amaldi con la sensibilità narrativa di Ginestra Amaldi. 

Inoltre, in “Scienziati per un giorno”, a cura di Davide Bolognini, tirocinante del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, si assisterà a dimostrazioni guidate tra fenomeni chimici e biologici.

Per i più piccoli dai 3 ai 6 anni ci sarà il laboratorio “Proiettore d’ombre”, mentre i bambini dai 7 ai 10 anni potranno partecipare a “I colori della luce” per scoprire la percezione e l’origine dei colori; i ragazzi dagli 11 ai 13 anni saranno invece coinvolti in “HoloLAB: alla scoperta degli ologrammi”, un’esperienza pensata per mostrare come un’immagine bidimensionale possa trasformarsi in una figura apparentemente sospesa nell’aria.
 
Infine: “Giochi di luce” sarà un incontro aperto a tutti che accompagnerà il pubblico in una riflessione suggestiva sulla luce e sulle leggi naturali che la governano. 

E non finisce qui: visite guidate tra gli exhibit di Corporea, il museo interattivo dedicato al corpo umano, con il robot Aphel; il Planetario per viaggi affascinanti tra stelle pianeti, e le mostre Insetti & Co. e "SensAzioni: esplora i 5 sensi (fino al 26 luglio). 

www.cittadellascienza.it

Amaro Don Carlo a Wine&Thecity 2026

Amaro Don Carlo alla 18ª edizione di Wine&Thecity in programma a Napoli dal 16 al 23 maggio prossimi.

Lunedì 18 maggio il liquore artigianale alle erbe di Carlo Gargiulo e Angela Caliendo chiuderà la cena dello chef Peppe Guida, stella Michelin dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense, al Museo Artistico Industriale.

Amaro Don Carlo sarà quest’anno tra i protagonisti della 18ª edizione di Wine&Thecity in programma a Napoli dal 16 al 23 maggio prossimi, progetto culturale indipendente ideato da Donatella Bernabò Silorata, che prevede un ricco calendario di appuntamenti diffusi dove il buon bere, il design, l’arte e la moda si incontrano in spazi inediti della città all’insegna del gusto e della bellezza.

Lunedì 18 maggio il liquore artigianale alle erbe di Carlo Gargiulo e Angela Caliendo sancirà la chiusura della cena dello chef Peppe Guida, stella Michelin dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense, al Museo Artistico Industriale di Napoli, sulla collina di Pizzofalcone in piazzetta Demetrio Salazar.

Preceduta da un aperitivo nel cortile di ingresso e nel loggiato maiolicato, la serata, intitolata Convivio del Tempo, si articolerà nella visita al Museo e nella cena placè che si terrà negli ambienti ricchi di fascino che anticamente dovevano ospitare il refettorio del convento: gli ospiti siederanno a un unico tavolo imperiale la cui scenografia porta la firma del lifestyler e table designer napoletano Sergio Colantuoni noto per la sua estetica minimale e teatrale al tempo stesso.

Al centro di questo evento la cucina di Peppe Guida, un vero e proprio abbraccio tra pasta, mare e orto che si fonda sulla memoria familiare e sul concetto di recupero, capace di esaltare i sapori delle straordinarie materie prime campane nella loro essenzialità. Tra i piatti in degustazione, abbinati ai vini del Consorzio Tutela Vini Vesuvio, un primo cult dello chef, lo “Spaghettino all’acqua di limone”, capolavoro di equilibrio tra acidità e sapidità.

In chiusura la Santa Rosa scomposta di Francesco Guida, una interpretazione contemporanea del dolce ideato nel 1600 da una suora del monastero Santa Rosa di Conca dei Marini, da cui appunto prende il nome, ed entrato ormai nella storia, e la coccola dello chef, le zeppoline di Nonna Rosa, servite in abbinamento ad Amaro Don Carlo, liquore artigianale composto di mallo di noce (60%) e un mix di erbe e spezie selezionate che è diventato il vero e proprio fiore all’occhiello della storica attività Gargiulo Coloniali di Eboli.

Nato nel 1994 grazie all’intuizione e alla passione di Angela Caliendo, Amaro Don Carlo, di colore nero, dal profumo intenso di noci e spezie e dal gusto aromatico, è un elegante e raffinato fine pasto e liquore da meditazione che mostra grande versatilità anche per l’utilizzo in mixology e nella preparazione dei piatti di fine dining a cui conferisce raffinati sentori aromatici e profondità al gusto.

Sarà questa, quindi, per Amaro Don Carlo una importante occasione per far conoscere in un contesto prestigioso le sue caratteristiche distintive, autenticità, artigianalità e territorio, che lo rendono così tanto apprezzato sia da parte dei consumatori che della stampa nazionale e internazionale (il Corriere della Sera lo ha inserito tra le otto etichette da non perdere in occasione del World Amaro Day 2025).

Un connubio tra design e gusto quello di Wine&Thecity che Amaro Don Carlo sposa in pieno come testimoniato anche dalla cura riposta nella sua etichetta dal sapore vintage, frutto del contributo del grafico Mario Cavallaro e dell’illustratrice Valentina Grilli, che racchiude i disegni a matita su sfondo giallo con richiami in oro di tre mezzi di trasporto, la Macchina a Vapore, la Bicicletta e la Mongolfiera, simboli delle dimensioni che costituiscono l’anima di Amaro Don Carlo, passato, presente e futuro.

Convivio del Tempo, infatti, celebrerà la convivialità anche proprio come forma d’arte e contribuirà a raccontare la storia di questi luoghi che furono prima Convento di Santa Maria La Solitaria, poi Paggeria e Real Scuola di Marina, e oggi Liceo Artistico Coreutico Musicale (sede Palizzi del Polo delle Arti Caselli Palizzi) e a far scoprire il Museo istituito alla fine dell’800 da Gaetano Filangieri, Principe di Satriano, che custodisce circa settemila opere di arte antica e moderna tra cui dipinti, sculture, disegni, vetri, bronzi, reperti antichi e una importante collezione di ceramiche.

 

Programma completo su www.wineandthecity.it