Ma Press News

Sei un Ufficio Stampa? Vuoi pubblicare i tuoi comunicati oppure i tuoi articoli? Entra in Ma Press News e pubblica tu stesso. Libera Informazione gratis per tutti. mariammanews@gmail.com

domenica 1 febbraio 2026

Spazio Rossellini, Compagnia Carullo Minasi in Due passi sono (8 febbraio) e residenza artistica nuovo spettacolo



A distanza di molto tempo dal suo ultimo passaggio romano, lo spettacolo torna in scena come uno dei lavori che hanno contribuito in modo decisivo a delineare il profilo artistico della compagnia, restituendone con nitidezza la postura poetica, etica e formale.

Il ritorno di Due passi sono si colloca all’interno di un attraversamento più ampio: dal 2 all’8 febbraio Carullo Minasi sarà in residenza artistica a Spazio Rossellini per la lavorazione del nuovo progetto Asja Lacis. La donna che fa parlare la storia, mettendo in relazione repertorio e ricerca, memoria e nascita.

Domenica 8 febbraio 2026, alle ore 18.00, a Spazio Rossellini, la Compagnia Carullo Minasi presenta “Due passi sono”, regia, testi ed interpretazione di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi. A distanza di molto tempo dal suo ultimo passaggio romano, lo spettacolo torna in scena come uno dei lavori che hanno contribuito in modo decisivo a delineare il profilo artistico della compagnia: un’opera che appartiene alla fase fondativa del loro percorso e che ancora oggi ne restituisce con chiarezza la postura poetica, etica e formale.

Il ritorno di Due passi sono si inscrive all’interno di un quadro più ampio: dal 2 all’8 febbraio, Carullo Minasi sarà in residenza artistica a Spazio Rossellini per la lavorazione del nuovo progetto “Asja Lacis. La donna che fa parlare la storia”, componendo un attraversamento che mette in relazione repertorio e ricerca, memoria e nascita, origine e divenire.

Sinossi diDue passi sono”

Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto, dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Attraversano le sezioni della loro tenera e terribile, goffa e grottesca vita/giornata condivisa. Sembrano essere chiusi in una scatoletta di metallo, asettica e sorda alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” – nonostante le gambe molli – aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della vera vita da cui non è più necessario sfuggire, ma solo vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha imparato ad amare la fame, la malattia, i limiti dello stare. Immagine-cripta sacra, surreale e festosa, quella del loro matrimonio, dove come in una giostra di suoni, colori e coriandoli, finiranno per scambiarsi meravigliosi propositi di poesia. Vogliamo, tra le righe della poesia farci portavoce di una generazione presa dai tarli cui è preclusa la possibilità di realizzare, con onestà e senza compromessi, le proprie ambizioni. Sentiamo pesante l’immortalità della tragica favola di Romeo e Giulietta lì dove nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida e il cui egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma solo nella cripta, col loro amore per l’eternità nelle statue d’oro che i carnefici eleveranno a ricordo. Abbiamo voglia di sfidare il mito e celebrare il lieto fine nella vita, o quantomeno nella speranza della stessa, e non nella morte avendo avuto la paradossale e sacrale fortuna di toccarla in vita. Così tra le piccole e grandi, tra le giustificate e ingiustificate, paure di questo percorso di conoscenza chiamato vita, per gioco e incanto, ci si abbandona al sonno vero del sogno lì dove nasce la nuova Bianca vita, progenie che darà continuità al piccolo amore, sempre custodito in ogni cuore.


Residenza artistica 2 – 8 febbraio 2026 Spazio Rossellini

AsjaLacis

Ladonnachefaparlarelastoria

Di e con Cristiana Minasi Viola,voce,elettronicaIridaGjergji

DrammaturgiaSilviaBragonzi

Consulenza registica Giuseppe Carullo ConsulenzascientificaAlessioBergamo

ProduzioneCarullo-Minasi

CollaborazionePimOffMilano,AtclSpazioRossellini,TeatridiVetro

 

Il progetto nasce con l’intento di raccontare la straordinaria vita di Asja Lacis, regista, pedagoga e rivoluzionaria del Novecento. Figura fondamentale ma per troppo tempotrascuratadallastoriaufficiale,Asjaemergeintuttalasuapotenza,intrecciandoil suo destino con quello di Walter Benjamin, con cui condivise un intenso confronto intellettuale, una liaison dangereuse e una passione per la rivoluzione.

Dalla sua infanzia difficile in Lettonia, alla giovinezza a Pietroburgo, fino alla partecipazioneallaRivoluzionerussaeallacreazionedelTeatroProletariodeibambini, Asjahasfidatoleconvenzioniartisticheesociali,proponendoilteatrocomestrumento dicambiamento.Lasuaforza,ilcoraggioel’indipendenzasiraccontanoattraversoun mosaico d’incontri e luoghi, in cui emergono le sue relazioni con uomini come Benjamin,BrechteMejerchol’d.

Lospettacolosiproponecomeunattodiresistenzaeriflessionesullastoriaesul teatro, ampliando le prospettive e moltiplicando i punti di vista. La sua vita è legata indissolubilmente alla sua pratica artistica e alla pedagogia avanguardista, la sua esperienza ha lasciato un segno indelebile nella cultura del Novecento, sfidando le convenzioni e ridefinendo i confini tra arte e politica. Questo lavoro vuole omaggiare unapionierachehasaputotrasformareilsuoimpegnoinunfarodicambiamento,anche acostodellapropriavitaelibertà.

IlprocessocreativoprendespuntodalManifestoproletariodeibambinidistrada, scrittodaWalterBenjamingrazieaidialoghiconAsjaaCaprinel1924.Lospettacolo invitaadentrareinquestogiococreativo,ereditandodallavorodiAsjaunmetodocheè insiemericerca,giocoelibertà,unajamsessionincuiognicomponentecontribuiscea una visione collettiva. La sua visione del teatro come strumento di trasformazione e resistenza trova nuova vita in una sintesi di frammenti, lettere e suoni, ridando voce a unadonnache,attraversolaRivoluzionerussahasaputofaredelteatrounluogodilotta, cambiamento e sperimentazione.

 

Prossime tappe del percorso

  Roma|2–8febbraio→quartaresidenzaaSpazioRossellini

  Milano|16aprile→presentazionedelprimostudioperlarassegnaNessunConfine diSpazioTeatro89

  Ravenna|10maggio→anteprimapressoPolisFestival

 

Biografia

La Compagnia Carullo-Minasi nasce nel 2011 dall’incontro artistico tra Cristiana MinasieGiuseppeCarulloesviluppaunteatroessenziale,poeticoefilosofico,capace diunireironia,rigoreeprossimitàconilpubblico.Ilgruppolavoraattraversandoteatri, spazi urbani e contesti non convenzionali, costruendo una relazione scenica che coinvolge comunità e territori.

Nelcorsodeglianniricevenumerosiriconoscimentitracuiil“PremioScenario perUstica2011”,il“PremioIn-Box2012”,il“PremioInternazionaleTeresaPomodoro 2013”, i “Teatri del Sacro 2013 e 2015”, il “PremioForever Young 2016”, il “Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro ANCT 2017”, il “Premio Adolfo Celi 2018”eil“PremiodelPubblicoVocidell’Anima2024”.

Il repertorio della compagnia comprende i titoli “Due passi sono”, “T/Empio, critica dellaragiongiusta”,“Conferenzatragicheffimera”,“Derevolutionibus–sullamiseriadel genere umano”, “Delirio bizzarro”, “Marionette che passione!”, “Patruni e Sutta, peripezie della libertà”, “Umanità nuova, cronaca di una mancata rivoluzione”. Parallelamente, la compagnia porta avanti progetti site-specific e percorsi di teatro comunitario come “Deliverytheater”, “Tramonti Festival”, “La scuola del teatro”, “Il paesaggio del teatro” e “Essere paesaggio, rifondare il mondo a partire dall’immaginazione”.LaCompagniacontinuaaesplorareildialogotraarteecomunità, costruendo spazi condivisi di pensiero e immaginazione. La ricerca teorica di CristianaMinasi, dottore di ricerca in Scienze Cognitive, con un lavoro dedicato al rapporto tra attore,spettatore,ambiente-nutreinmodostrutturalelapoeticadellacompagnia.

Nel 2025 in vista dello spettacolo su “Asja Lacis” si inserisce la musicista e compositriceIridaGjergjilacuiformazionetraAlbaniaeItaliaeillavorotrarepertorio balcanico, musica contemporanea e creazione scenica contribuiscono a integrare una dimensionesonoranuovaeprofondamenteconnessaalprocessocreativo.

All’internodelpercorsodiCompagnia,lascritturascenicaassumeunadimensionevivae condivisa.Inquestocontestosiinseriscel’azionedi SilviaBragonzi,cheinqualitàdi testimonedel processocreativodi veraepropriajamsessionrecuperaleimprovvisazioni degliattoriperritradurleetrasformarleinuntestodrammaturgico.

 


 

 

INFORMAZIONI

Biglietti:
intero online: €14,50 + d.p.
intero botteghino: €15,00
ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12,00

Biglietteria e bar interno, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Biglietti online su Ticketone.

Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70

Spazio Rossellini
Via della Vasca Navale 58 – Roma
Tel. 345 2978091
www.spaziorossellini.it
info@spaziorossellini.it

Sono previste riduzioni, promozioni e agevolazioni 




Teatro Parioli Costanzo: “Te lo faccio vedere chi sono io!”, XIV serata di beneficenza in onore di Gianni Elsner



Torna “Te lo faccio vedere chi sono io!”, quattordicesima serata di beneficenza in onore di Gianni Elsner. 

Anche quest’anno l’appuntamento si terrà al Teatro Parioli Costanzo di Roma, martedì 3 febbraio 2026 alle ore 20.30, con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno delle iniziative di solidarietà promosse dall’Associazione Gianni Elsner, in particolare dei progetti legati alla formazione scolastica in Paraguay.

A condurre la serata saranno Luciano Lembo e Alberto Laurenti, che si alterneranno sul palco con: Antonio Giuliani, Daniela Mei, Dani Bra, Baz (Marco Bazzoni), Roberto Ranelli, Manuela Villa, Monsieur David, Rumba de Mar, Stefano Indino.


Teatro Basilica a Roma, prima nazionale ARECIBO dal 5 all'8 febbraio 2026 con Fucina Zero

Sarà in scena in prima nazionale al TeatroBasilica, dal 5 all’8 febbraio, ARECIBO, progetto Fucina Zero, con la regia di Matteo Finamore e la drammaturgia di Jacopo Angelini.

Lo spettacolo prende avvio dal celebre messaggio inviato nello spazio nel 1974 dal radiotelescopio di Arecibo: un autoritratto minimo dell’umanità lanciato a 25.000 anni luce di distanza. Mezzo secolo dopo, quel segnale è ancora in viaggio. Ma la vera domanda, oggi, è un’altra: ci interessa ancora attendere una risposta?

ARECIBO attraversa la nascita e il disfacimento di una grande impresa tecnologica per trasformarla in riflessione sul nostro presente iperconnesso, dove i messaggi si moltiplicano e l’ascolto si rarefà. Un dispositivo scenico centrato sul suono, affidato all’architettura sonora di Giulia Menaspà con la consulenza di Pasquale Citera, costruisce una partitura in cui voci, loop e silenzi interrogano il desiderio umano di comunicare con l’ignoto mentre fatica a comunicare con sé stesso. 

Nel 1974, grazie a un enorme radiotelescopio situato ad Arecibo, in Porto Rico, un’equipe di scienziati inviò un messaggio nello spazio, sperando in una risposta.Il messaggio consisteva in un disegno molto piccolo, un’immagine di 23x73 pixel, fatta di figure stilizzate e numeri.L’umanità ha trasmesso un segnale a 25.000 anni luce di distanza ma, dopo appena mezzo secolo, il messaggio inviato non ci interessa più.

Ci siamo già stancati di attendere la risposta?

 

In scena, i tre performer (Mario Berretta, Andrea Carriero e Giulia Rossoni), diretti da Matteo Finamore, sono alle prese con il racconto della costruzione e del disfacimento di una grande impresa tecnologica, e passano di ruolo in ruolo, di tono in tono, perfino di epoca in epoca.

 

In questo dispositivo teatrale, affidato principalmente al suono, gestito dall’architettura sonora di Giulia Menaspà con la consulenza di Pasquale Citera, si sviluppa la partitura di Arecibo. Amplificando e restituendo suoni e parole, una loop machine è il cuore del linguaggio scenico. Orecchio e bocca assieme, registra, ripete e trasforma frammenti sonori, voci, input, creando un ponte tra chi invia e chi riceve. In una scena vuota come il cosmo, si inserisce il disegno luci di Omar Scala.I costumi sono immaginati da Giulia Barcaroli. La drammaturgia è firmata da Jacopo Angelini. La consulenza artistica è di Roberto Scarpetti. L’organizzazione è curata da Veronica Toscanelli.


Lo spettacolo è una produzione lacasadargilla Gruppo della Creta. Lo spettacolo ha avuto la sua anteprima presso il Teatro India nell’ambito del festival IF/Invasioni (dal) Futuro_LEGACY*2025.

 

SINOSSI

Tre performer, Mario, Giulia e Andrea, si trovano insieme a ripercorrere la storia di un messaggio unico, quello di Arecibo, che nel 1974 il più grande radiotelescopio del mondo ha inviato verso lo spazio profondo. Un segnale codificato in sistema binario, che racchiudeva informazioni sul DNA, sui numeri, sugli elementi chimici e sulla posizione della Terra, un autoritratto dell’umanità lanciato verso destinatari sconosciuti. Dal loro confronto, emergono gli episodi scientifici, i dati storici, le figure come Frank Drake, Jill Tarter e Carl Sagan, che hanno dato un contributo fondamentale alla ricerca di vita intelligente nell’universo. Arrivano anche altri tentativi di comunicazione interstellare, dalle sonde Voyager ai messaggi di progetti più recenti, fino ai giorni nostri, in un mix di iniziative commerciali e gesti individuali, dove il silenzio di ritorno suggerisce un dubbio: non è che gli alieni ci ghostano? 

Così, quella che sembrava un’idea grandiosa diventa anche la cronaca di un'illusione: un progetto scientifico trasformato in spettacolo, un’azione collettiva sostituita da messaggi individuali lanciati nel vuoto. Il messaggio di Arecibo è ancora in viaggio, ma intanto sulla Terra si moltiplicano i segnali non ricevuti: messaggi ignorati, notifiche silenziate, tentativi di contatto che restano appesi. In un presente iperconnesso, in cui la comunicazione è continua ma spesso priva di ascolto, il gesto di Arecibo interroga il nostro rapporto con il silenzio, l’attesa, l’altro. E pone una domanda: se non sappiamo più come parlarci tra noi, che senso ha mandare un messaggio verso i cieli?

 

NOTE DI REGIA

Abituati ad essere immersi in un mondo di messaggistica istantanea Arecibo si interroga su un’azione che va nella direzione opposta: un’indagine scenica su un atto di comunicazione radicalmente diverso – l’invio di un messaggio nello spazio profondo, senza certezza di ascolto, senza promessa di risposta. Tre performer in scena attraversano la storia del radiotelescopio di Arecibo, intrecciando dati reali, frammenti immaginari e risonanze personali. A guidarli non è la volontà di raccontare, ma di interrogare: che cos’è una comunicazione che non prevede dialogo? Cosa implica rivolgersi a un interlocutore ignoto, forse inesistente? Esiste un paradigma di comunicazione diverso dal semplice dialogo? Ad accompagnarli in questa riflessione col pubblico ci sarà una loop machine – strumento sonoro e simbolico – che accompagna e sostiene l’azione scenica. È il nostro radiotelescopio teatrale: registra, ripete, altera, stratifica. Genera architetture acustiche che i performer abitano, contaminano, trasformano. Il suono diventa spazio, la ripetizione diventa presenza. I tre attori si muovono in una continua oscillazione tra ruoli e identità: scienziati, testimoni, fantasmi del pensiero umano che da sempre guarda verso l’alto. Non interpretano, ma si fanno medium di una domanda che attraversa la storia e ci riguarda intimamente: perché, nonostante il silenzio, continuiamo a inviare messaggi? Perché ci ostiniamo a guardare verso il cielo?

 

 

LA COMPAGNIA

La compagnia nasce nel 2018, a Roma. I suoi membri, tutti under 35, sono: Matteo Finamore, Giulia Rossoni, Mario Berretta, (tutti e tre diplomati presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi), Andrea Carriero, Jacopo Angelini, Giulia Menaspà, e Veronica Toscanelli.

Con il suo primo spettacolo, Cucina Buona in Tempi Cattivi, Fucina Zero ha vinto il premio Pillole 2019 del Teatro Studio Uno, il Contest Gener/Azioni 2020 del Festival Ethnos. Carne di Uomo e di Balena, libero adattamento di Moby Dick, è stato selezionato nell’edizione 2023 del Bando di regia under 35 della Biennale di Venezia.

Il 2025 ha visto l’esordio di due nuovi studi che andranno poi in scena in tutta Italia nella stagione 2025-2026: Beh, dai, carino, uno spettacolo che indaga come il meccanismo delle recensioni regoli le nostre vite, e Arecibo, il racconto del primo tentativo di comunicazione con intelligenze extraterrestri, prodotto da lacasadargilla e Gruppo della Creta, che debutterà a febbraio 2026 a Roma.

Dal 2022, Fucina Zero collabora regolarmente con il Teatro Basilica di Roma. Inoltre, i suoi membri si occupano di didattica e pedagogia, attraverso collaborazioni con la Scuola di Teatro Centro Internazionale La Cometa, la Scuola di Teatro La Scaletta, e l’ASL 1 di Roma.

 

           

 

           

                                                                                                                   

📝 INFORMAZIONI

 

Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:

 

https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo

 

Dove siamo:

Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma

www.teatrobasilica.com

email: info@teatrobasilica.com

telefono: +39 392 9768519

 

Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.

 

Prezzo

Intero: 18 Online: 15 Ridotto: 12€

 

Link utili

Sito                                                     https://teatrobasilica.com/

Facebook                                           https://www.facebook.com/TeatroBasilica

Instagram                                           https://www.instagram.com/teatrobasilica/




sabato 31 gennaio 2026

Onorificenza della Repubblica a Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, a Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana “per aver fatto dell’arte uno strumento per abbattere gli ostacoli della malattia e della disabilità”.

Fondatori della Compagnia Teatrale Berardi-Casolari, Berardi e Casolari portano avanti da anni una ricerca artistica che intreccia creazione scenica, accessibilità e inclusione, costruendo spazi di partecipazione attiva in cui ogni persona possa esprimersi prescindendo dalle proprie condizioni fisiche.

Un riconoscimento che valorizza un percorso in cui il teatro si configura come pratica civile, luogo di relazione e di trasformazione, capace di generare comunità e consapevolezza.

La cerimonia di consegna delle onorificenze si terrà presso il Palazzo del Quirinale il 3 marzo alle ore 12.


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trentuno onorificenze dell’Ordine “Al merito della Repubblica italiana”, distribuite proporzionalmente a donne e uomini che si sono distinti per il loro impegno nel sociale, manifestato attraverso l’uso etico e responsabile dei social network, l’attività sportiva come mezzo di inclusione, l’arte come strumento di integrazione sociale, l’assistenza e il supporto ai detenuti, le attività solidali e di volontariato, per aver costruito un modello di imprenditoria etica, per l’impegno elargito nella tutela del bene della salute, anche al di là dei confini nazionali, per il coraggio e l’eroismo dimostrato, oltre i propri doveri professionali, per essersi resi esempi di cittadinanza attiva.

Il Presidente Mattarella ha individuato esempi, tra i numerosissimi presenti nel nostro Paese, di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani.

EXPO • Teatro Italiano Contemporaneo, rassegna diretta da Andrea Paolotti e Franco Clavari, giunge alla sua quarta edizione

 


EXPOTeatro Italiano Contemporaneo– rassegna diretta da Andrea Paolotti e Franco Clavari- giunge alla sua quarta edizione, rinnovando e rafforzando il proprio impegno nella promozione degli autori italiani contemporanei e delle giovani compagnie del panorama nazionale.

Negli oltre quarant’anni di attività, la Società per Attori ha costantemente mantenuto vivo l’impegno nella ricerca di nuove proposte drammaturgiche e di scritture originali, distinguendosi nel panorama culturale italiano per il sostegno alle nuove generazioni del teatro e per l’attenzione rivolta agli autori emergenti. Un lavoro continuo e coerente, volto a creare occasioni concrete di crescita, confronto e visibilità per chi sceglie il teatro come strumento di indagine del presente.

 

“L’obiettivo di EXPO è duplice. – affermano i direttori artistici Andrea Paolotti e Franco Clavari- Da un lato, sostenere un settore - quello della drammaturgia contemporanea - che ha bisogno di sentirsi vivo, accolto, riconosciuto; di sapere che esistono luoghi reali in cui potersi mettere alla prova, rischiare, sperimentare e farsi conoscere.

Dall’altro, offrire al pubblico proposte nuove e necessarie: non un semplice intrattenimento, ma uno sguardo sul contemporaneo, sulle contraddizioni, le urgenze e le domande che attraversano la nostra società e che spesso facciamo fatica a nominare.

Nel corso dei secoli, il teatro ha sempre assolto a questa duplice funzione: intrattenere e, allo stesso tempo, trasformarsi in una lente capace di cogliere il dettaglio, di ingrandirlo, metterlo in luce e tradurlo in racconto, in simbolo, in pensiero condiviso.

Siamo convinti che anche oggi il teatro possa e debba rivestire questo ruolo, assumendosi la responsabilità di continuare a essere uno strumento di rilevanza sociale, di aggregazione e di riflessione collettiva.In un’epoca segnata da forme di comunicazione sempre più rapide e individualizzate, riteniamo fondamentale investire le nostre migliori energie nella creazione di spazi di incontro umano e condivisione reale, che facciano da contraltare a un’idea di progresso - prevalentemente occidentale - che identifica nell’isolamento connesso da socialla sua forma più compiuta di partecipazione.EXPO nasce e cresce proprio in questa direzione: come luogo di presenza, ascolto e dialogo, dove il teatro torni a essere esperienza viva, comunitaria e necessaria”.

 

Non un cartellone come sommatoria di titoli, ma un attraversamento del presente: linguaggi, urgenze, conflitti, forme che interrogano il nostro tempo e la sua fragilità.

 

 

PROGRAMMA EXPO 2026

 

3, 4, 5 Febbraio 2026 (martedì - giovedì h 21.00)

La prima indagine di Montalbano

di Andrea Camilleri

conMassimo Venturiello

musiche dal vivoEmanuele e Vladimiro Buzzi

ProduzioneOfficina Teatrale

 

Voce e musica si inseguono liberando la musicalità della prosa di Andrea Camilleri in un virtuosismo ritmico e vocale che rapisce e appassiona, restituendo concretezza ai colori, ai sapori e persino agli odori della Sicilia alla quale l’autore è indissolubilmente legato.

Un racconto avvincente e brillante, che, con la struttura del giallo, tiene con il fiato sospeso fino all’esito conclusivo delle indagini, puntellando l’ascolto con l’ironia e la vivacità tipiche della scrittura di Camilleri.

Qui prendono vita i personaggi dei successivi numerosi romanzi che hanno conquistato l’interesse di milioni di lettori. Nasce soprattutto il commissario Montalbano, certamente ancora ignaro del luminoso destino che il genio del grande Camilleri gli stava riservando.

 

 

6, 7, 8 Febbraio 2026 (venerdì h 21.00 sabato h 19.00, domenica h 17.00)

Alfonsina

Un tentativo biografico mal riuscito.

di Marta Bulgherini

con Marta Bulgherini e Diego Frisina

musiche originali di Enrico Morsillo

sound design di Antonio Romano

voice over di Sara Labidi e Camilla Tagliaferri

una produzione Tieffe Teatro / Generazione P

Con il sostegno della residenza artistica “Il filo immaginario” di Gommalacca Teatro

 

Lo spettacolo racconta la vita di Alfonsina Strada, prima e unica donna ad aver gareggiatocontro gli uomini al Giro d’Italia, nel 1924, quando l’Italia era preda del fascismo. Daun’infanzia di povertà e sopraffazioni all’incontro fortuito con la bicicletta, l’amore perLuigi Strada, la volontà assoluta di continuare a pedalare. Alfonsina cresce attraversandoscherni, paure e divieti, rimanendo sempre fedele al suo sogno di diventare una ciclistaprofessionista.Una storia epica di sudore, tenacia e riscatto, che fa sperare in un futuro migliore.Sipario?

E se lo spettacolo fosse invece appena iniziato? Se la biografia di Alfonsa fosse in realtàsolo lo spunto per riflettere sul nostro spasmodico bisogno di vite mitiche e lieti fini?Perché alla fine: cosa è che ci rende eroi? Le grandi imprese o il resistere, nonostante tutto?

Lo spettacolo è imprevedibilmente vietato ai minori di 14 anni.

 

 

10, 11, 12 Febbraio 2026 (martedì - giovedì h 21.00)

Beng!

Lo strano caso del caso risolto per caso

drammaturgia collettiva

conVittorio Allegra, Alessandro Apostoli, Leonardo Carducci, Matteo Pascarella, Claudio Totino

regiaMassimo De Cataldo

sceneAlessandro Chiti

costumiCamilla Grappelli

musicheMarco Sinopoli

dramaturgNicolò Gaetani

 

Crimine, passione, speranza, desiderio, torbide riflessioni, tutto questo a formare la trama della vicenda che il tenente McCallaghan, tra un sorso di whisky e una boccata di sigaretta, si trascina dietro le spalle ormai da lungo tempo. C’è chi la definirebbe: una storia avvincente e piena di colpi di scena che si presenta al pubblico come parodia stessa di quel mondo tipico del poliziesco americano anni 70, 80 e pure 90, con sfumature giallo-noir. C’è chi direbbe che il tutto è anche mostrato attraverso una comicità pungente ed eccentrica, immagini accattivanti, effetti visivi e sonori affascinanti e divertenti. Tutto vero, sì... ma questa storia è molto di più. Quando un efferato caso di omicidio, praticamente impossibile da risolvere, comincia ad attanagliare i già fragili equilibri dei nostri stereotipati protagonisti, solo uno potrà salvarli. La domanda è: sei pronto a scoprire come?

 

 

13, 14, 15 Febbraio 2026 (venerdì h 21.00, sabato h 19.00, domenica h 17.00)

Schiaparelli life

di Eleonora Mazzoni

conNunzia Antonino e Marco Grossi

regiaCarlo Bruni

sceneMaurizio Agostinetto

immaginiBea Mazzone

luciTea Primiterra

produzioneLinea D'Onda

in collaborazione conSistema Garibaldi, Casa degli Alfieri, Teatro di Dioniso

 

Fra il 1953 e il 1954, Elsa Schiaparelli, fra le più grandi stiliste di tutti i tempi, decide di concludere il proprio itinerario artistico e professionale, pubblicando un’autobiografia che già nel titolo ne riassume l’intensità: “Shocking life”.Italiana, nata a Roma, in una famiglia colta e ricca di talenti, protagonista fra le due guerre di quella rivoluzione del costume che avrebbe ispirato le generazioni future, amica e collaboratrice di artisti come Dalì, Cocteau, Duchamps, Sartre, dopo aver vestito Katharine Hepburn, Lauren Bacall, Greta Garbo, Marlene Dietrich, Elsa Schiaparelli decide che quel “nuovo” mondo non la riguarda più e lo lascia, ritirandosi a vita privata. Il nostro lavoro prova a evocare questo passaggio, prediligendo un’indagine emotiva sul distacco, tributo necessario ad ogni cambiamento, all’impossibile impresa di sintetizzare la vita di questa donna straordinaria.

 

 

17, 18, 19 Febbraio 2026 (martedì - giovedì h 21.00)

God Knows

di Andrea Cincotti

conElvira Berarducci, Giordano Cozzoli, Pietro Naglieri

regiaAndrea Cincotti

sceneMatteo Candido

costumiLiliana Ciannamea

produzioneMalalingua - Festival Trame Contemporanee

 

In una notte qualunque, un semplice risveglio si trasforma in un viaggio straordinario dentro la memoria, il desiderio e le crepe dell’amore. Pietro e Giordano, compagni da oltre quindici anni, sono due uomini intrappolati in una crisi silenziosa che ha consumato nel tempo il linguaggio della loro intimità: le parole che un tempo li univano ora sembrano insufficienti, incapaci di contenere ciò che si è incrinato.Con loro vive Elvira, amica ironica e inquieta, sospesa in un eterno tentativo di cambiamento. È proprio lei che, attraverso un episodio molto particolare, innesca l’improvvisa rottura dell’equilibrio che porta l’intera notte a prendere una piega imprevedibile.God Knows esplora il terreno fragile della crisi di una storia d’amore, non fornendo risposte, ma mostrando le crepe, le zone d’ombra, i non detti che abitano una relazione.

 

 

20, 21, 22 Febbraio 2026 (venerdì h 21.00, sabato h 19.00, domenica h 17.00)

Postremos

di Emilia Agnesa e Xhuliano Dule

conBianca Mastromonaco e Eva Sabelli

regiaStefano Sabelli

sceneMichelangelo Tomaro

costumiMarisa Vecchiarelli

luci e audioValerio Amedeo

 

Tra la costruzione di un muro e la sua caduta, tra una esplosione di Buddha e un attacco al cuore di New York, tra le città svuotate dalla pandemia e una striscia di terra rasa al suolo, tra un millennio che si chiude e uno che si apre, tra canzoni di ieri e canzoni di oggi, tra un tempo che scorre e uno che non passa...Due donne in una stanza chiusa, senza orologi né finestre, attendono istruzioni. Sono assassine, forse agenti segreti che non scelgono mai le loro vittime: eseguono ordini consegnati attraverso un montavivande.In un climax di tensione emotiva, nessuna delle due potrà tirarsi indietro davanti all'ultima comanda. Si prepareranno alla sfida finale. Ma resta una domanda in sospeso: c'è un posto per entrambe nel futuro?

 

 

24, 25, 26 Febbraio 2026 (martedì - giovedì h 21.00)

La donna più grassa del mondo

di Emanuele Aldrovandi

conLuca Cattani, Alice Giroldini, Marco Maccieri

regiaAngela Ruozzi

scene e costumiAlice Benazzi

luciFabio Bozzetta

produzioneCentro Teatrale MaMiMò

 

Una grossa crepa minaccia la sicurezza della casa in cui vivono i protagonisti della storia, ma solo uno di loro sembra preoccuparsene: l’Uomo del piano di sotto, che da mesi  tenta di convincere la coppia di vicini a intraprendere i lavori di ristrutturazione. Ma la crepa si trova proprio sotto il divano della Donna più grassa del mondo che pesa quattrocento sessanta chili, non può muoversi e non ha intenzione di smettere di mangiare.In un’epoca in cui sembra che la nostra società abbia raggiunto il suo massimo grado di benessere, questa commedia, attraverso una cifra grottesca e paradossale, ci induce a riflettere sulla capacità dell’uomo di immaginare un modo alternativo per raggiungere la felicità che non lo condanni all’autodistruzione.

 

 

27, 28 Febbraio - 01 Marzo 2026 (venerdì h 21.00, sabato h 19.00, domenica h 17.00)

Quelli che restano

di Marta Ferrarini e Emanuela Vinci

conMarta Ferrarini, Leonardo Lutrario,Luca Molinari, Emanuela Vinci

regiaDavide Celona

luciMarco Laudando

produzioneOfficina Teatrale

 

Cosa resta quando qualcuno se ne va?Un gruppo di quattro amici: Nadia, Emma, Flavio e Jacopo si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo, il loro amico, il quinto, che si è appena suicidato.Tra una birra e qualche sigaretta, i protagonisti si troveranno a far fronte a una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre, il loro confronto diventa una esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita, portando a galla non solo le loro storie, verità scomode e dinamiche nascoste, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali.

 

 

3, 4, 5 Marzo 2026 (martedì - giovedì h 21.00)

Quando arriva Briseide

di Federico Malvaldi

conAlice Casagrande, Federico Lombardo, Giacomo Pressi

regiaSezione B

 

 

riconoscimentiPremio l'InediTo - Colline di Torino, Premio iGEA – Treviso, Contemporary Theater Festival, Premio Pat - Passi Teatrali

 

È il ritratto di una generazione senza un posto nel mondo. In una piccola città universitaria, all’interno di un vecchio ristorante, si intrecciano le vite di Gabriele, Andrea e Giulia. La cucina del ristorante diventa lo scenario in cui si mescolano amicizie, amori, ambizioni e sogni, ma soprattutto si avverte il senso di essere bloccati in un presente che non concede vie di fuga. Gabriele ha ereditato il locale di famiglia dopo la morte del padre. Andrea, suo amico d’infanzia, lavora con lui. Giulia, la nuova arrivata, funge da catalizzatore di un equilibrio già fragile. Il luogo di lavoro è un microcosmo dove i conti “contano” più delle relazioni, dove il futuro fa più paura del passato e dove tutto si nasconde sotto un coperchio.

 

 

6, 7, 8 Marzo 2026 (venerdì h 21.00, sabato h 19.00, domenica h 17.00)

Un caso da manuale

di Giulia Pietrozzini

conChantal Gori e Giulia Pietrozzini 

regiaGiulia Aleandri 

produzioneTeatraltro

riconoscimentiPremio Ipazia 2024

 

In un mondo distopico dove le gerarchie di genere si capovolgono, ma i meccanismi restano, un’avvocata e la sua assistita si incontrano in uno spazio sospeso tra reale e onirico. Una cerca di elaborare una strategia difensiva, costringendo la sua assistita a una prova generale sulle rispettive domande e risposte che, in tribunale, dovrebbero propiziare una sentenza benevola, l’altra invece tenta di raccontare la realtà dei fatti, cosìcome sono avvenuti.In un botta e risposta teso e grottesco, sul filo che lega e separa al tempo stesso verità oggettiva e verità processuale, lo spettacolo solleva interrogativi sulla giustizia, sul potere e sulla possibilità, o impossibilità, di un vero cambiamento.

 

 

10 ,11,12 Marzo 2026 (martedì - giovedì h 21.00)

SP33

di Giulia Bartolini

conFrancesca Astrei, Grazia Capraro, Giulia Trippetta

regiaGiulia Bartolini

produzioneCompagnia Mauri Sturno

in collaborazione conCompagnia KARL

 

Mary torna, dopo undici anni, a casa.Due sorelle che ormai non l’aspettano più. Un paese di 515 anime. È la provincia che divora tutto; purgatorio di tutti noi.SP33 NON è uno spettacolo sulla provincia. È materia che muta, si muove, inciampa.SP33 NON racconta il ritorno a casa: ne abita le rovine. È un luogo feroce: rose di montagna battute dalla pioggia, vino, funerali, sapone fatto a pezzi.SP33 NON ha una regia invadente. Solo testo e corpo.SP33 NON vuole spiegare. Non consola, non redime, non chiude.SP33 NON teme la sproporzione, la dissonanza, l’incompiuto. È senza orpelli, senza appigli.SP33 NON è integro. È spezzato. Una commedia nera, un dramma familiare in frantumi.

 

 

13, 14, 15 Marzo 2026 (venerdì h 21.00, sabato h 19.00, domenica h 17.00)

Per una donna

di Letizia Russo

conMarika Murri 

regiaPaolo Zuccari

scenePaola Castrignanò

costumiLucia Mariani

produzioneCompagnia Mauri Sturno

 

La vita di una donna, non più giovane, sposata con un uomo che la rispetta e la ama, niente figli, una cornice piccolo borghese, forse di periferia, esplode improvvisamente per l’incontro intimo con un’altra donna.Un solo incontro, un momento di abbandono, e niente è più come prima. Rimane un continuo desiderio asfissiante. Andare avanti come prima è impossibile.Allora la donna scrive una lettera a se stessa per tornare, secondo lei, sulla retta via.Ma la strada è piena di inganni che le riveleranno una verità difficile da accettare. Tutto solo “Per una donna”.

 

 

17, 18, 19Marzo 2026 (martedì - giovedì h 21.00)

Sirene

di Chiara Arrigoni

conFederica Fabiani, Rossella Rapisarda

regiaAlberto Oliva

scene e costumiFrancesca Ghedini

produzioneTeatro In-Folio

 

È il racconto dell’amicizia luminosa e testarda di Gi e Molly, due donne in sedia a rotelle che hanno imparato a ricostruire le loro vite dopo che un incidente le ha interrotte all’improvviso. Gi parla come un fiume in piena, Molly graffia con l’umorismo.Il presente scorre tra un centro diurno e un fan club dedicato a Brad Pitt. Una festa si avvicina, un evento straordinario, un’attesa che sembra dare senso a tutto. Intanto il passato riaffiora: Gi prima dell’incidente, giovane, invisibile, pronta a sacrificarsi sull’altare del “successo”.Due linee temporali si inseguono come sirene negli abissi, attratte dallo stesso punto di rottura.Tra sogno e realtà, il linguaggio si frantuma e diventa corpo, danza, immaginazione. Uno spettacolo delicato e graffiante, un inno alla vita, nonostante tutto.

 

 

20, 21, 22 marzo 2026 (venerdì h 21.00, sabato h 19.00, domenica h 17.00)

Salmoni

Fa ridere ma anche riflettere

di Walter Cerrotta, Giorgia Conteduca

conWalter Cerrotta, Giorgia Conteduca

produzioneValdrada Teatro

 

Una storia ambientata all’interno di un reality show immaginario, “Top Games”, in cui due concorrenti vengono selezionati come coppia da un sistema algoritmico che promette opportunità e risalita sociale. I due non si sono scelti e non sanno esattamente cosa li aspetta. Sanno solo che partecipare è un’occasione da non perdere. Lo spazio scenico è chiuso, sorvegliato, regolato da un’Intelligenza Artificiale che comunica attraverso un linguaggio apparentemente inclusivo. Le regole sono poche e chiare, le prove progressive, il tempo indefinito. Ciò che inizia come un gioco si trasforma gradualmente in un’esperienza di esposizione e pressione costante e “Top Games” rivela la propria natura: non un semplice spettacolo competitivo, ma un dispositivo che seleziona, classifica e orienta i comportamenti...

 

 

24, 25, 26Marzo 2026 (martedì - giovedì h 21.00)

Delizia

di Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda 

conCarlotta Solidea Aronica, Michele Breda

regiaGemma Costa

movimento scenicoAlberto Bellandi

produzioneSocietà per Attori - Poveri Comuni Mortali

 

Un uomo vive in un quartiere dove tutto si ferma due volte al giorno. È in questi momenti di sospensione che gli piace passeggiare. Un giorno, camminando, alza lo sguardo e si accorge che in tutte le finestre di tutti i palazzi c’è gente che fa l’amore. Forse è per questo che tutto si ferma, perché la gente deve fare l’amore. Perché lui non se n’è mai accorto? Ma soprattutto, perché ha sempre fatto solo passeggiate?Decide di volersi ammazzare, ma una lettera imprevista lo distoglie dal proposito. Cercano dei volontari disposti a farsi ibernare ed essere spediti su Delizia: un pianeta piccolo, lontanissimo e abitato da un solo albero. A partire saranno in due: lui e una donna con la quale condivide un lontano passato. Entrambi si interrogheranno su cosa li abbia spinti davvero a partire e su quanto si stiano lasciando alle spalle.

 

 

27, 28, 29 marzo 2026 (venerdì h 21.00, sabato h 19.00, domenica h 17.00)

La singolarità

di Riccardo Tabilio

conNadia Fin, Gabriele Ratano,Francesco Savino

regiaDario Aita e Elena Gigliotti

coreografieLuca Piomponi

musicheTommy Grieco

luciChiara Saiella

produzioneOfficina Teatrale

 

È un’indagine teatrale documentaria e poetica sul tema del disturbo da accumulo. Basata su un lungo lavoro di ricerca che ha portato gli autori nelle case delle persone affette da questa patologia, a contatto con figli e figlie di accumulatori, a intervistare psicologi e attivisti.

La drammaturgia intreccia storie vere e testimonianze con le memorie intime degli stessi interpreti che, a loro volta, interpelleranno gli spettatori, li coinvolgeranno in dialoghi, confessioni, aste improvvisate, per un’esperienza porosa e partecipativa.Lo spettacolo tenta di disegnare un paesaggio emotivo e sociale complesso, nel quale il teatro diventa gesto di cura, archivio del non detto, spazio in cui cercare - tra le cose da conservare e quelle da lasciar andare - un frammento di bellezza da salvare.

 

 

10, 11, 12 Aprile 2026 (venerdì h 21.00, sabato h 19.00, domenica h 17.00)

Beauty Dark Queen

di Stefano Napoli

conFrancesca Borromeo, Alessandro Bravo, Simona Palmiero, Luigi Paolo Patano, Paolo Di Caprio

regiaStefano Napoli

supervisione sonoraFederico Capranica

luciMirco Maria Coletti

 

Due uomini, una donna, una Dea, una statuetta. Sono Menelao, Paride, Elena, Afrodite, Eros. La storia è nota, una dark queen dalla bellezza fatale, il capriccio degli dei, un rapimento, una guerra.

Un po' pochade (Paride, ospite di Menelao, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi), un po' tragedia, la storia di Elena racconta di uomini che non sanno amare, ma solo possedere, di donne che si difendono chiudendosi nella freddezza del cuore e nello splendore effimero di un bel vestito, di un mondo in cui l'amore viene rubato e venduto. E così, fra il ricordo di un busto di Canova, una statuetta di Eros senza arco né frecce, l'opera buffa “La belle Hélène” di Offenbach e un abito originale delle Folies Bergère, si tenta di tirar giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna tra uomini.

 

 

 

14, 15, 16 Aprile 2026 (martedì - giovedì h 21.00)

Flash

di Umberto Marino

conGiorgio Gobbi, Guglielmo Poggi

regiaUmberto Marino

produzioneSocietà per Attori

 

Presentare questo pezzo di teatro è veramente semplice, basta citare uno scambio di battute tra idue protagonisti.

BLO - Due attori che recitano su un palco. Ma questa è la cornice, l’azione della cornice.

COCCO - E l’azione dentro la cornice?

BLO - Be’, credo che noi siamo due che aspettano un pusher che deve arrivare verso le tre e mezza con un paio di dosi per sballarci.

COCCO - Forte questa azione principale. È un’ottima azione principale.

BLO - Non è riuscito a inventarsi niente di meglio.

COCCO - Ma mica è tanto accia, come azione principale.

BLO - L'ha copiata. Da Wallace, copiare da Wallace lo fa sentire più a la page che copiare da Baricco o da E. L. James.

COCCO- E chi è?

 

 

17, 18, 19 Aprile 2026 (venerdì h 21.00, sabato h 19.00, domenica h 17.00)

Due pesci

di Paolo Roberto Santo

conFrancesco Bonaccorso, Domenico Panarello

regiaPaolo Roberto Santo

luciAlessandro Laprevitera

produzioneSocietà per Attori

 

È la storia di Salvatore e Domenico, due pesci che vivono da sempre nelle acque di un paesino della provincia di Messina. Uno dei due decide di partire per vedere cosa c’è oltre quel mare, mentre l’altro, fortemente legato alle sue radici, decide di rimanere.Entrambi sono convinti che nelle loro ferme posizioni risieda la felicità, ma solo alla fine si renderanno conto che sia nel restare che nel partire si perde qualcosa.Fra momenti di ironia, dramma e malinconia, il confronto fra i due pesci diventa metafora della relazione che intercorre tra l’uomo e il viaggio, dove il mare diventa un filo sottile che divide coloro che si divertono da quelli che cercano di sopravvivere.

 

 

21, 22, 23 Aprile 2026 (martedì - giovedì h 21.00)

Le ragazze vogliono solo divertirsi

di Massimiliano Aceti

conFrancesca Agostini, Malvina Ruggiano, Massimiliano Aceti

RegiaMassimiliano Aceti

ProduzioneNutrimenti Terrestri

 

Si racconta la storia di due sorelle, Manuela e Sara, che hanno da poco perduto la madre rigida e autoritaria. Manuela, la sorella maggiore, è sprofondata in una spirale di depressione e alcolismo; Sara, nonostante sia la più piccola, si è fatta carico della sofferenza della sorella per via dei sensi di colpa che la tormentano: non si è accorta del problema cardiaco della madre malgrado la sua specializzazione in cardiologia. Le due sorelle, costrette a vivere nella stessa piccola casa per ristrettezze economiche, stanno lentamente rinunciando a vivere, mettendo da parte i loro sogni. Dopo l’ennesima litigata, dovuta a tensioni e recriminazioni, l’anta del frigorifero si apre di colpo e ne viene fuori Stefano, il papà, musicista con problemi d’alcol, morto in un incidente d’auto trenta anni prima. Solo Manuela, la maggiore, è in grado di vederlo e sentirlo...

 

ExtraExpo

 

21/02/26,14/03/26,28/03/26,11/04/26

ore 19, prima dello spettacolo

ExPoetry

pillole di poesia prima del teatro. Incontri con poeti emergenti italiani a cura di Saperenetwork srl. Moderatrice Asia Vaudo

 

 

01/03/26ore 20:30

WOW Poetry Slam

A cura di WOW - Incendi Spontanei.

Sfida di poesia performativa in cui è il pubblico a decidere chi vince.

Testi originali, interpretati con solo corpo e voce.

 

05/02/26,05/03/26,16/04/26

ore 17-19

Reading party

Uno spazio, un tempo, un silenzio dedicati alla lettura. Porta un libro, scegli il tuo posto, spegni il telefono e regalati due ore di lettura tutte per te.

 

Panchine Parlanti

Performance sulla narrazione autobiografica, ispirata all'esperienza della Human Library

21/03/26, ore 17, presso il Teatro Belli

a cura di Marianna de Pinto e Roberto Baldassarri

in collaborazione con Fondazione Di Liegro

 

18/04/26, ore 17, presso Centro Anziani Trastevere, viale di Trastevere 143b

a cura di Marianna de Pinto

in collaborazione con Cat Trastevere (Casa sociale degli anziani e del quartiere)

 

 

Teatro Belli

Roma, Piazza di Sant’Apollonia, 11

06 589 4875

info@teatrobelli.it

 

Botteghino

Dal martedì al venerdì dalle 18.00 alle 22.00

Sabato dalle 16.00 alle 20.00

Domenica dalle 15.30 alle 18.30

È vivamente consigliata la prenotazione,

lasciando nominativo, numero dei posti e

recapito telefonico.

Biglietti

Intero € 23

Ridotto € 15