Ma Press News
lunedì 30 marzo 2026
Sacrifici prima della catastrofe: cosa bruciava negli altari domestici di Pompei?
domenica 29 marzo 2026
Zona franca al Sud, Enrico Ditto attacca: «Basta propaganda. Senza fiscalità speciale il Mezzogiorno resta condannato a rincorrere»
«Il Sud non può continuare a essere raccontato come una terra di potenziale e poi lasciato ogni giorno a combattere con costi più alti, infrastrutture più deboli, burocrazia più lenta e margini più fragili. Senza una vera fiscalità speciale, parlare di sviluppo del Mezzogiorno è ormai solo propaganda». È un intervento netto, senza sfumature, quello di Enrico Ditto, imprenditore napoletano attivo nel settore dell’ospitalità e da tempo voce critica sul futuro economico, urbano e produttivo di Napoli e della sua provincia.
Il tema è quello della zona franca al Sud, una misura che per Ditto non rappresenta una concessione, ma una necessità economica e politica. «Ogni volta che si apre il dibattito sul rilancio del Mezzogiorno – osserva – si moltiplicano tavoli, promesse, slogan, convegni e dichiarazioni. Poi però le imprese continuano a lavorare in un contesto oggettivamente più difficile, con meno strumenti e più ostacoli. A un certo punto bisogna dirlo con chiarezza: il problema non è la mancanza di talento o di iniziativa privata. Il problema è che al Sud si pretende competitività senza garantire condizioni competitive».
Per Ditto il punto è ormai non più rinviabile: o si costruisce una leva straordinaria per il Mezzogiorno, oppure si continuerà a gestire il declino a colpi di annunci. E la zona franca, nella sua visione, deve essere uno strumento reale, non un’etichetta da campagna elettorale. «Non basta evocare incentivi generici – spiega –. Serve un pacchetto serio: alleggerimento fiscale, semplificazione amministrativa, incentivi veri per chi assume, investe e resta sul territorio. Se il costo d’impresa continua a essere schiacciato da squilibri strutturali, il Sud non parte in ritardo: parte già penalizzato».
L’affondo riguarda direttamente anche il sistema Paese. «In Italia – prosegue Ditto – si parla spesso del Mezzogiorno come se fosse un problema locale. È un errore clamoroso. Il Sud è una questione nazionale. Se il Sud non cresce, l’Italia perde capacità produttiva, perde mercato interno, perde attrattività internazionale e perde intere generazioni di competenze». Un’analisi che si lega a un fenomeno ormai strutturale: la fuga di giovani, professionalità e capitale umano verso territori percepiti come più stabili e più favorevoli all’iniziativa economica.
Secondo l’imprenditore napoletano, la zona franca dovrebbe servire prima di tutto a fermare l’emorragia silenziosa che svuota il Mezzogiorno di energie e prospettiva. «Non possiamo continuare ad applaudire i ragazzi del Sud quando ce la fanno altrove e ignorare il fatto che troppo spesso se ne vanno perché qui il sistema non li sostiene abbastanza. Quando un territorio perde chi lavora, chi investe, chi innova, non perde solo Pil: perde fiducia». E la fiducia, per Ditto, è oggi la materia prima più scarsa del Sud.
Nel suo intervento, Ditto chiama in causa anche Napoli, città che vive un momento di grande visibilità ma che, a suo giudizio, rischia di restare imprigionata in una narrazione troppo comoda. «Napoli oggi è più visibile, più cercata, più raccontata. Ma non possiamo scambiare il racconto per sviluppo. Non basta avere più presenze, più flussi o più attenzione mediatica se poi chi fa impresa continua a muoversi in un ecosistema fragile, incerto e spesso inefficiente. Una città non cresce davvero se diventa solo attrattiva da consumare. Cresce se diventa un luogo dove investire conviene e restare ha senso».
È qui che la zona franca, secondo Ditto, smette di essere un tema tecnico e diventa una questione di giustizia economica e territoriale. «Al Sud non servono misure simboliche. Servono strumenti che cambino il campo di gioco. Perché se le imprese meridionali continuano a reggere il peso di divari logistici, amministrativi e fiscali senza compensazioni adeguate, allora non siamo davanti a un libero mercato: siamo davanti a una competizione falsata».
Il messaggio è chiaro anche sul piano politico: la stagione delle mezze misure è finita. «Il Sud – incalza Ditto – non può essere chiamato in causa solo quando bisogna fare statistiche, promettere rilanci o riempire programmi elettorali. O si ha il coraggio di intervenire davvero oppure si continuerà a perdere tempo, imprese e posti di lavoro». E aggiunge: «Chi governa dovrebbe smettere di chiedere resilienza infinita a territori che da anni tengono in piedi economia e occupazione in condizioni molto più difficili del resto del Paese».
Per Ditto, però, una zona franca credibile deve anche essere blindata da criteri seri e trasparenti. «Nessuno chiede sconti senza regole. Le agevolazioni devono premiare chi produce valore reale: chi assume in modo stabile, chi investe in innovazione, chi resta, chi crea filiera, chi non usa il territorio come piattaforma opportunistica. Ma proprio per questo bisogna smetterla con la paura ideologica verso ogni misura straordinaria. Il vero spreco non è aiutare chi crea economia. Il vero spreco è continuare a non correggere uno squilibrio che tutti vedono».
L’intervento di Enrico Ditto riporta così al centro del dibattito una domanda che il Sud, e Napoli in particolare, non possono più permettersi di rimandare: vogliamo continuare a sopravvivere dentro un sistema che ci chiede di fare di più con meno, oppure vogliamo finalmente costruire condizioni normali per competere davvero?
Per l’imprenditore napoletano, la risposta è una sola: «Il Sud non ha bisogno di compassione. Ha bisogno di potenza economica, libertà di impresa e coraggio politico. La zona franca non è un regalo. È il minimo sindacale per iniziare a parlare seriamente di futuro».
sabato 28 marzo 2026
Città della Scienza ha accolto la delegazione dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia
Città della Scienza ha ospitato una delegazione
dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, guidata dal Ministro
Consigliere per la Scienza e la Tecnologia, Lu Ping,
accompagnato da funzionari dell’area scientifica e tecnologica.
L’appuntamento ha
rappresentato un importante momento di incontro tra i membri
dell’ambasciata e lo staff dell’ufficio Casa Cina, anche in
vista del lavoro connesso alla realizzazione della XV edizione
della Settimana Italia-Cina della Scienza, Tecnologia e Innovazione, che si
terrà in Italia nell’autunno 2026.
E’ stata l’occasione per
un confronto su alcuni aspetti degli Accordi di Cooperazione
recentemente siglati da Fondazione Idis-Città della Scienza
con istituzioni cinesi e in particolare quello con il Museo
Nazionale di Storia Naturale della Cina, siglato nel 2024, e
quello con la Capital Medical University e la Beijing
Academy of Science and Technology, del 2025. Tali Accordi confermano
la volontà di sviluppare collaborazioni strategiche nel campo della
cultura scientifica e museale.
Durante l’incontro si è
confermata la volontà comune e condivisa di rafforzare le attività di
disseminazione scientifica e la realizzazione di mostre ed
eventi internazionali congiunti, oltre alla creazione di un contesto
favorevole allo scambio di talenti tra Italia e Cina. In questo
quadro, il ruolo dell’Ambasciata si conferma fondamentale nel favorire il
dialogo e nel sostenere nuove opportunità di collaborazione.
L’incontro si è concluso
con una visita al museo CORPOREA, dove la delegazione ha
potuto provare da vicino alcuni tra i nuovi exhibit,
apprezzandone in particolare l’accessibilità in più lingue, compresa quella cinese.
Un elemento che caratterizza l’impegno di Città della Scienza nel
promuovere una comunicazione scientifica inclusiva e internazionale, in linea
con una collaborazione con la Cina che si consolida da oltre un
decennio.
ELVIRA NOTARI - OLTRE IL SILENZIO , dal Marzo Donna (30 marzo - Metropolitan, ore 18 - ingresso libero) al tour mondiale dagli Usa alla Cina
Aspettando le cinquine dei David di Donatello, in tour mondiale dagli Usa alla Cina, “Elvira Notari.Oltre il silenzio'’ di Valerio Ciriaci, il film dedicato alla prima regista italiana, sarà proiettato con ingresso libero lunedì 30 marzo alle ore 18.00 al Cinema Metropolitan di Napoli, nell’ambito di Marzo Donna 2026 -Il tuo nome, Donna. Chi siamo e da dove siamo partite. Interverranno Teresa Armato, Assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, che promuove l’iniziativa, insieme alla produttrice del documentario Antonella Di Nocera, con loro Simona Frasca, Antonella Monetti e Cristina Vatielli.
"Sostenere un film dedicato a Elvira Notari, pioniera del cinema e figura straordinaria della nostra storia culturale, significa anche investire in un’operazione di promozione del territorio. Siamo orgogliosi di riproporre nel contesto del Marzo Donna quest’opera che ha compiuto un percorso eccezionale fino a entrare nella shortlist dei Premi David di Donatello 71 come Miglior Documentario e che presto verrà proiettato anche oltreoceano. Questa proiezione diventa un invito a riscoprire la forza, la creatività e la visione delle donne che hanno fatto e continuano a fare la storia della nostra città, contribuendo al tempo stesso a valorizzarne il patrimonio culturale" - dichiara l’assessora Teresa Armato.
"E' straordinario il percorso per Elvira, partito con la festa di compleanno il 10 febbraio del 2025 e la rassegna integrale dei suoi film a Napoli, poi la costituzione del Comitato Nazionale riconosciuto dal Ministero della Cultura, che ho l'onore di presiedere - ricorda Antonella Di Nocera - Con il documentario che vuole restituire la voce ad una artista e donna eccezionale rimossa dalla storia , oggi simbolicamente diamo voce a tutte le donne, che nel mondo urlano e non vengono ascoltate o vengono silenziate. La chiusura del Marzo Donna con Elvira Notari, a concludere anche l’anno delle celebrazioni è dunque molto significativa. Per lei doveva davvero essere otto marzo tutti i giorni: autrice, regista, montatrice, distributrice dei suoi stessi film e madre di famiglia nella Napoli del primo 900. Ai suoi tempi un’eccezione, ma le difficoltà ed i limiti che ha dovuto affrontare somigliano ancora purtroppo a quelli delle donne di oggi ".
La creatività femminile ha avuto un ruolo forte nel film: oltre alla produttrice, il montaggio di Francesca Sofia Allegra, le musiche di Silvia Cignoli, il coinvolgimento della attrice Teresa Saponangelo fotografata da Cristina Vatielli e le tante testimoni, tra cui Giuliana Bruno, Giuliana Muscio e Flavia Amabile. Un aspetto che entra in risonanza con la stessa figura di Notari, pioniera, imprenditrice, autrice libera e modernissima, rimasta ai margini del racconto ufficiale del cinema.
Il documentario è disponibile on demand su Sky e NOW e da agosto sarà su Rai Play. Ma intanto ha iniziato il suo percorso internazionale. Dopo il passaggio al Chiayi International Art Doc Film Festival di Taiwan il film è atteso in festival asiatici in Corea del Sud e a Pechino .
Ad aprile ampio tour negli Stati Uniti, passaggio che ha anche un valore simbolico molto forte. Più di cent’anni fa, la Notari portava il cinema napoletano nelle Little Italies americane senza esserci mai stata. Prima prestigiosa tappa il 6 aprile a New York nella storica sala indipendente Film Forum. Seguiranno proiezioni ed incontri con regista e produttrice a Rochester, Pittsburgh, Los Angeles, Indianapolis, San Diego, St. Louis, Detroit e Rhinebeck, con sedi prestigiose come NYU Casa Italiana Zerilli-Marimò, Case Western Reserve University, Rochester Institute of Technology, Dryden Theatre, University of Pittsburgh, UCLA, Indiana University, Digital Gym Cinema, University of Southern California, Chapman University, Washington University, Detroit Film Theatre.
Seguirà il tour nel Regno Unito e in Irlanda tra il 30 aprile e il 9 maggio con eventi a Edimburgo Limerick al TUS, Exeter al Phoenix, Bristol al Watershed, a Cambridge e a Londra nei prestigiosi Bertha DocHouse e Birkbeck Institute of the Moving Image .
I tour sono realizzati con il sostegno di Regione Campania e Film Commission Regione Campania, insieme ai partner coinvolti tra cui le università americane, gli Istituti Italiani di Cultura di Londra, Edimburgo e Dublino e di N.I.C.E. - New Italian Cinema Events.
Attesa intanto per i David di Donatello, dove Elvira Notari. Oltre il silenzio è entrato nella shortlist per il Miglior Documentario: il 1 aprile si saprà se sarà nella cinquina finalista. L'opera è stata già finalista dei Nastri d’Argento Documentari 2026 nella sezione Cinema, Spettacolo, Cultura.
Il film è una produzione Parallelo 41 Produzioni, Awen Films e Luce Cinecittà, con il fondamentale apporto di Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e Fondazione Cineteca di Bologna, con il contributo di Ministero della Cultura - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Film Commission Regione Campania, Comune di Napoli, con il contributo allo sviluppo di NYU Casa Italiana Zerilli-Marimò, in collaborazione con Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS, con il patrocinio del Comitato Nazionale Elvira Notari 150.
Martedì 31 marzo, Storie dell'Arte: Alba Clemente in "Racconto di una vita, anzi tre: Albainclemente" regia Guido Torlonia, al Teatro Nuovo di Napoli
È un viaggio tra autobiografia, percorso artistico e storia condivisa Racconto di una vita, anzi tre: Albainclemente, che vedrà in scena Alba Clemente, martedì 31 marzo 2026 alle ore 19.00 al Teatro Nuovo di Napoli, con una performance che intreccia vita e arte in un unico flusso narrativo, per la regia di Guido Torlonia.
L’allestimento è un racconto scenico, una performance tra teatro, arte visiva e memoria autobiografica, in cui la vita personale e quella artistica si intrecciano fino a diventare un’unica narrazione, attraversando luoghi, esperienze, incontri e trasformazioni.
Amalfi, Roma, l’India, l’America sono geografie reali e interiori che diventano tappe di un percorso umano e creativo, fatto di immagini, oggetti, ricordi e materiali di lavoro che si trasformano in elementi scenici e strumenti narrativi.
Il titolo suggerisce già la natura profonda della performance: non una sola esistenza, ma più vite che si intrecciano. La vita dell’artista, quella del suo compagno di vita e di lavoro, e la vita dell’arte stessa, che cambia, cresce, si sposta, attraversa il tempo e i luoghi, trasformando le persone insieme al loro lavoro.
In scena non c’è una narrazione lineare, ma una sorta di archivio emotivo e creativo, una scatola di ricordi che sono anche materiali, fotografie, oggetti, attrezzi di scena, frammenti di viaggi e di esperienze artistiche.
La performance si muove tra racconto personale e riflessione sull’arte e sul tempo, sul diventare artisti ma anche sul diventare adulti, donna e uomo, imparando a stare al mondo insieme, condividendo visioni, sogni, lavoro e vita quotidiana.
La presenza del marito Francesco, figura centrale del percorso umano e artistico, attraversa lo spettacolo come una presenza invisibile ma costante, non sempre visibile, ma percepibile, come accade nelle storie più profonde e nelle relazioni più lunghe, dove le vite finiscono per abitarsi a vicenda.
Il lavoro non è solo la storia di un’artista, ma anche il racconto di una generazione, di un modo di vivere l’arte come esperienza totale, in cui non esiste separazione tra lavoro, viaggio, amore, ricerca e vita quotidiana.
Racconto di una vita, anzi tre: Albainclemente, ultimo appuntamento del ciclo “Storie dell’Arte”, è dunque un racconto intimo e pubblico allo stesso tempo, un viaggio nella memoria e nella creazione artistica, dove teatro e vita finiscono per coincidere, e dove le immagini diventano teatro e il teatro diventa vita.
Racconto di una vita, anzi tre: Albainclemente
31 marzo 2026 - Teatro Nuovo Napoli, Via Montecalvario 16
Inizio performance ore 19.00, ingresso euro 15
info 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.





