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giovedì 5 novembre 2026

Welfare della salute, Francesco Vaia il 12 novembre a Napoli: «La società è cambiata. Il welfare deve cambiare con lei»

Un progetto per rafforzare il Servizio sanitario nazionale e costruire una nuova cultura della salute, nell’ambito degli 80 anni della Repubblica.

Che società vogliamo costruire? È da questa domanda che prenderà avvio la lectio magistralis del professor Francesco Vaia, in programma giovedì 12 novembre 2026 alle ore 15 nell’Aula Magna “Matilde Serao” dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, in via Ammiraglio Ferdinando Acton 38. L’incontro, promosso dall’Istituto di Studi Politici S. Pio V di Roma nell’ambito delle iniziative per gli 80 anni della Repubblica, avrà per titolo “Prevenire, curare, prendersi cura. Idee e proposte per un nuovo welfare della salute”.

Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, già direttore generale dell’Istituto Spallanzani e della Prevenzione al Ministero della Salute, propone di ripartire dalla grande conquista della legge 833 del 1978. Il suo obiettivo è renderne pienamente attuale la promessa universalistica: passare dall’universalità del curare all’universalità del prendersi cura. Un’evoluzione che mette insieme salute, autonomia, continuità dell’assistenza, accessibilità e qualità della vita.

La società è cambiata: crescono longevità, cronicità e non autosufficienza; si trasformano famiglie, lavoro e bisogni di assistenza. Per Vaia la risposta non può restare divisa in compartimenti amministrativi: «La persona è una. È il sistema ad averne frammentato i bisogni». Da qui l’idea di un welfare che unisca prevenzione, sanità, servizi sociali, ricerca e responsabilità delle comunità.


Cinque le priorità al centro del confronto: una prevenzione capace di raggiungere anche chi oggi resta escluso; cure accessibili nei tempi clinicamente appropriati; continuità tra ospedale, territorio e domicilio, valorizzando anche l’esperienza delle USCA nella rete assistenziale; sostegni concreti per le persone fragili, con disabilità, non autosufficienti e per i caregiver; una ricerca e un’innovazione che coinvolgano i destinatari e misurino i risultati anche in termini di autonomia, accessibilità e qualità della vita. Professionisti e capitale umano sono la condizione indispensabile per trasformare queste scelte in servizi reali.

La lectio aprirà un percorso nazionale di riflessione e confronto, con orizzonte 2026–2035, aperto a istituzioni, studiosi, professionisti con esperienza diretta nei servizi, cittadini, famiglie e Terzo settore. Il criterio proposto è concreto: per ogni scelta occorre sapere chi intercetta il bisogno, chi attiva la risposta, chi ne assicura la continuità e chi verifica il risultato.

Apriranno i lavori i saluti istituzionali del rettore Antonio Garofalo, del presidente dell’Istituto S. Pio V Paolo De Nardis, del direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro Gaetano Gubitosa, del presidente dell’OMCeO di Napoli Bruno Zuccarelli e della presidente dell’OPI di Napoli Teresa Rea. Introdurrà Antonio Iodice, presidente onorario dell’Istituto; modererà Gerardo Ausiello, vicedirettore de Il Mattino. Interverranno come discussant Antonio Maturo (Università di Bologna), Maurizio Di Mauro (IRCCS Pascale), Antonio D’Amore (A.O.R.N. A. Cardarelli e FIASO) e Gennaro Sosto (ASL Salerno e Federsanità ANCI Campania). L’accesso è libero.

 

Trucco ed estetica: “Provenire dalla scuola di Napoli è un titolo di merito”

 

“A Napoli esiste una tradizione ancora non riconosciuta appieno”.

«Aver imparato il trucco e l’estetica a Napoli dovrebbe valere da solo come una referenza, in Italia e all’estero: il Sud ha costruito in questo campo una scuola che non ha nulla da invidiare a nessun’altra, e ai ragazzi che stanno scegliendo il loro futuro va detto senza giri di parole». Carlo Matthey, CEO e direttore generale dell’Accademia Liliana Paduano, presenta così la partecipazione dell’istituto alle due fiere dell’orientamento in calendario alla Mostra d’Oltremare: Orienta Sud, il Salone delle Opportunità, dal 4 al 6 novembre, e il Salone dello Studente di Campus, il 25 e 26 novembre.

«Napoli ha una cultura dell’immagine con radici profonde: la sartoria, conosciuta ovunque per il suo taglio, il teatro, dal San Carlo alla sceneggiata, e oggi il cinema e le serie che scelgono la città come set e come luogo di produzione», argomenta Matthey. «Il trucco e l’estetica sono cresciuti dentro questo patrimonio di mestieri, e chi si forma qui assorbe un sapere che un manuale non può trasmettere». A differenza di quei mestieri, per l’estetica e il make-up il riconoscimento culturale deve ancora arrivare. L’Accademia, fondata nel 1980 da Liliana Paduano come prima scuola di estetica di Napoli, ha formato in oltre quarant’anni diciottomila professionisti del trucco, dell’estetica e del benessere e accoglie oggi oltre novecento iscritti l’anno.

«Agli studenti che incontreremo porteremo un dato prima di qualsiasi promessa: chi si forma da noi lavora, tutti, non soltanto chi arriva al diploma, perché un nostro ufficio interno segue l’inserimento di ciascun allievo», spiega Matthey. «Quel risultato dipende da come insegniamo. I ragazzi escono dall’aula durante il percorso e lavorano su sfilate, set ed eventi reali, con i tempi e le responsabilità di un incarico vero. Le nostre allieve hanno firmato il trucco nei backstage di passerelle internazionali, dalla Milano Fashion Week alla Monte-Carlo Fashion Week, fino a Parigi e Dubai».

Il modello formativo dell’Accademia, il Make-Up Experience – Training on the Job, si estende anche all’estero attraverso la partnership Erasmus+ con il Make Up Institute Stockholm, che quest’anno ha avviato uno scambio con gli studenti svedesi ospiti a Napoli e, nei prossimi mesi, quelli napoletani a Stoccolma. «Vogliamo che chi sceglie il trucco e l’estetica a Napoli possa lavorare ovunque nel mondo con il metodo imparato qui», conclude Matthey.


"Alice o il mondo alla rovescia" di Davide Iodice, nuovo spettacolo della Scuola Elementare del Teatro, debutta al Colosimo di Napoli


Parte sulle ali dell’entusiasmo “Alice o il mondo alla rovescia”, il nuovo spettacolo della Compagnia della Scuola Elementare del Teatro diretta dal regista, drammaturgo e pedagogista Davide Iodice, coprodotto con il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e la Fondazione Campania dei Festival, in programma dal 6 all’8 novembre 2026 al teatro Colosimo di Napoli.
Un appuntamento molto atteso, anche alla luce dello straordinario successo di “Pinocchio, cos’è una Persona?”, premio Ubu e dell’Associazione Nazionale dei Critici nel 2024, il precedente lavoro di un’emozionante formazione teatrale composta da attori con disabilità fisiche e intellettive o in situazioni di fragilità sociali ed economiche. In questo caso, nel libero passaggio ispirativo da Collodi a Lewis Carroll, i temi principali diventano il confine e la scelta tra il possibile e l’impossibile, tra convenzione del reale e illimitata libertà della fantasia, tra frammentazione e integrità di un’identità risvegliata a sé stessa. E il segreto, come sempre, è “circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie”.
Un luogo incantato, come lo è ora il teatro dell’istituto Colosimo, sede stabile assegnata alla Scuola elementare del Teatro nel mese di luglio su input dell'Assessore alla Cultura della Regione Campania, in coordinamento con gli Assessori alle Politiche Sociali e al Patrimonio, e di concerto con la Città Metropolitana di Napoli.

Grazie al finanziamento della Regione Campania e a un modello di governance partecipativa, che mette in rete il Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, il Teatro Trianon Viviani e la Fondazione Campania dei Festival - senza dimenticare il sostegno e la collaborazione di F.O.R.G.A.T. ODV, della Fondazione Eduardo De Filippo, di Interno5 e dell’Asilo-Comunità di lavoratrici e lavoratori dell’arte, della cultura e dello spettacolo - questo spazio ideale assicura così il pieno e organico sviluppo di tutte le attività incentrate sul sistema pedagogico di arte e partecipazione gratuita che non a caso prende il nome di Teatro delle Persone.

Dopo il debutto di “Alice o il mondo alla rovescia”, che martedì è atteso anche al teatro Piccinni di Bari, dove si preannuncia il quarto sold out consecutivo, partirà infatti dal 16 novembre 2026 al Colosimo “Ascolto”, il primo degli 8 cicli laboratoriali che, attraverso incontri periodici di sostegno e confronto, ha l’obiettivo di estendere la dimensione pedagogica della Scuola alle famiglie e alle persone che accompagnano quotidianamente nel loro percorso gli allievi con disabilità. Seguiranno altri 7 workshop, ognuno dei quali è parte di un tutto. In “Vocazione”, ad esempio, il teatro è declinato come processo di conoscenza e strumento di benessere individuale e collettivo, in grado di riconoscere e far emergere talenti, linguaggi, natura, attitudini, necessità espressive e relazionali. Ha una dimensione teatrale anche “Officina”, aperto a gruppi informali e compagnie, che mette in relazione lavoratori e lavoratrici delle arti della scena, ponendo le basi per la costruzione di una comunità e di sinergie. “Corpo unico” è invece il ciclo dedicato alla danza e alla comunicazione non verbale, rivolto a persone con e senza disabilità che abbiano voglia di sperimentare le proprie possibilità espressive, tentando così di trasformare il limite in un’opportunità sconosciuta. La musica come forma primaria di relazione sociale è sviluppata in “Orchestria” e “Musicaria”, laboratori che hanno l’obiettivo di creare una vera e propria orchestra eterogenea e di guidare scelte e passioni, costruendo anche strumenti originali con tecniche di riciclo e tecnologie contemporanee. “Invisibile” coinvolge prioritariamente persone non vedenti e ipovedenti, esplora percezione, immaginazione, presenza e relazione attraverso le pratiche del teatro sensoriale, mentre “Tutto il mondo è paese”, workshop interculturale rivolto a ragazze e ragazzi italiani e stranieri tra i 15 e i 25 anni, crea uno spazio d’incontro dove le differenze linguistiche e culturali diventano una risorsa.

Poi, nel caso di “Alice o il mondo alla rovescia”, il Paese diventa quello delle Meraviglie, regno di una fantasia senza freni, dove le sliding doors non sono giochi imprevedibili del destino, ma occasioni straordinarie per esplorare territori misteriosi, luoghi nascosti dell’anima, impenetrabili in assenza di sensibilità. Dove si può anche scivolare qualche volta nelle buche della vita, inseguire sogni o strade che non portano da nessuna parte, ma si avrà sempre la possibilità di comprendere quanta forza ci sia nella fragilità e quanto sia debole l’esercizio di un transitorio ed effimero potere. Davide Iodice ce lo ricorda ancora una volta in questo nuovo spettacolo, nel quale non può esserci creazione senza illusione, non può esserci poesia senza utopia.

ALICE O IL MONDO ALLA ROVESCIA
Ideazione, drammaturgia, regia, scene DAVIDE IODICE
In scena: Annalisa Arbolino, Livia Bertè, Federico Caccese, Stefano Cocifoglia, Simona De Cesare, Gianluca De Stefano, Chiara Alina di Sarno, Pina Farina, Alice Maggioletti, Marino Mazzei, Mara Merullo, Monica Palomby, Tonia Persico, Ariele Pone, Tommaso Renzuto Iodice, Antonio Senese, Jurij Tognaccini, Valerio Venosti
Compagnia: Scuola Elementare del Teatro
Produzione: Scuola Elementare del Teatro / Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival
In collaborazione con: Teatro Trianon Viviani, F.O.R.G.A.T. ODV, Fondazione Eduardo de Filippo, l’asilo - Comunità di lavoratori e lavoratrici dell’arte della cultura e dello spettacolo, Interno5
Cura del percorso laboratoriale: Annalisa D’Amato con Scuola Elementare del Teatro
Equipe pedagogica e collaborazione al processo creativo: Monica Palomby, Eleonora Ricciardi
Training e coreografie: Chiara Alborino
Tutor: Tonia Persico
Assistente alla regia: Eleonora Ricciardi
Realizzazione scene: Fabio Cosimo
Costumi: Daniela Salernitano con Federica Ferreri
Luci: Simone Picardi
Direttrice di produzione: Hilenia De Falco
Foto: Guglielmo Verrienti

Dopo la felice esperienza di “Pinocchio, che cos’è una Persona?”, ancora in tournée in Italia e all’estero, la Compagnia della Scuola Elementare del Teatro continua la sua sperimentazione sui linguaggi della scena al di là dei confini di una presunta “normalità”. 
I passi di Pinocchio ci portano ora sul sentiero di Alice, dove una porta appare solo se la vedi, ti conduce oltre solo se ti affidi. 
Se in Pinocchio il tema centrale era l’affermazione della propria incontrovertibile natura extra-ordinaria, il tema qui è la scelta tra possibile e impossibile, tra convenzione del reale e illimitata libertà della fantasia, tra frammentazione di una identità coatta e integrità di una identità risvegliata a se stessa.
Da questa parte dello specchio il mondo appare rovesciato, l’impossibile si rivela una possibilità di sguardo altro, creativo, onesto, incantato. Uno sguardo che può aprirsi in una nuova prospettiva, educare a un sovvertimento liberatorio e anarchico, che ingannando la realtà la emancipa in una dimensione più emotiva, più umana.

BALLANDI, LUCA CATALANO È IL NUOVO CHIEF OPERATING OFFICER


Ballandi annuncia la nomina di Luca Catalano a Chief Operating Officer, con funzioni di Direzione Generale, in carica dal 1 novembre 2026.

Già Head of Production, Catalano mantiene la responsabilità diretta della produzione e assume il coordinamento complessivo dell’organizzazione aziendale, delle risorse umane, delle attività commerciali e della comunicazione.

Cresciuto professionalmente all’interno di Ballandi, nel corso degli anni ha seguito la realizzazione di programmi di grande valore produttivo, contribuendo in maniera significativa allo sviluppo e alla crescita della società. La nuova nomina riconosce il percorso compiuto e il ruolo centrale svolto da Catalano nell’evoluzione dell’azienda.

La nomina si inserisce in una fase di ulteriore sviluppo e diversificazione delle attività di Ballandi, sempre più orientate a superare i confini della produzione televisiva tradizionale. Accanto alle produzioni audiovisive, la società ha ampliato il proprio raggio d’azione con Ballandi Music, realtà discografica impegnata nella scoperta e nella valorizzazione di nuovi talenti, ma anche nell’accompagnare artisti già affermati nella realizzazione di progetti originali, capaci di esplorare nuove prospettive artistiche e percorsi musicali inediti, e Ballandi Arts, che vanta un catalogo di oltre 500 documentari. A queste realtà si affianca lo sviluppo di nuovi format, pensati per intercettare piattaforme, pubblici e linguaggi differenti.

In quasi cinquant’anni di storia, Ballandi ha attraversato da protagonista le principali trasformazioni del settore, consolidando un’identità fondata sulla qualità dei contenuti, sulla cura del prodotto e sulla capacità di innovare. Un patrimonio di esperienza che oggi rappresenta la base per affrontare le nuove sfide di un mercato sempre più concentrato e globale.

“In questi quasi cinquant’anni abbiamo visto cambiare tutto: le reti, le tecnologie, il modo stesso di guardare i contenuti”, dichiara Mario Paloschi, Amministratore Delegato di Ballandi. “Quello che non è mai cambiato è il nostro modo di lavorare: costruire progetti su misura, originali, italiani e innovativi, realizzati con cura e ambizione, in televisione e ovunque ci siano storie da raccontare. Luca conosce questo metodo meglio di chiunque altro ed è la persona giusta per farlo crescere nelle nuove direzioni che abbiamo scelto”.

“Ringrazio il CdA per la fiducia, che onorerò con il massimo impegno. Questo traguardo appartiene a un team eccezionale: è grazie al loro lavoro e alla loro passione che oggi siamo pronti ad affrontare, insieme, le sfide future”, dichiara Luca Catalano, nuovo Chief Operating Officer di Ballandi.

BALLANDI – Società italiana indipendente di produzione di contenuti, con sede a Roma. Da quasi cinquant’anni realizza programmi televisivi, documentari, eventi e film.
 

 

Capua, doppio appuntamento con la musica da camera dell'Aron Quartet

La prestigiosa formazione viennese approda nella città casertana per due concerti esclusivi sabato 7 e domenica 8 novembre 2026, nell'ambito della rassegna Autunno Musicale.

La grande musica da camera internazionale fa tappa a Capua per un weekend di straordinario valore artistico. Sabato 7 e domenica 8 novembre 2026, la storica cornice del Museo Campano ospiterà i prossimi due attesissimi appuntamenti del ciclo Cameristica, inserito nel programma della rassegna Autunno Musicale. Protagonista assoluto dei due eventi sarà l’Aron Quartet, celebre formazione da camera viennese formata da Ludwig Müller e Barna Kobori ai violini, Georg Hamann alla viola e Christophe Pantillon al violoncello.

Il programma delle due giornate si preannuncia denso e sfaccettato, capace di intessere un dialogo raffinato tra i grandi maestri del repertorio classico e romantico e le voci più intense del Novecento. Il primo concerto si terrà sabato 7 novembre 2026 alle ore 19.30. La serata si aprirà con le geometrie del Quartetto in fa maggiore op. 77 n. 2 di Franz Joseph Haydn, e proseguirà con l'esplorazione del Novecento, affidata alla rara ed evocativa scrittura del Quartetto n. 4 op. 28 del compositore austriaco Egon Wellesz. A chiudere l'appuntamento di sabato sarà una delle pagine più celebrate del repertorio cameristico, il Quartetto n. 13 in la minore D 804 "Rosamunda" di Franz Schubert.

La proposta musicale proseguirà domenica 8 novembre 2026 con un secondo concerto ad alto tasso emozionale in programma alle ore 18.30. La prima parte prevede l'esecuzione del celebre Quartetto n. 14 in sol maggiore KV 387 di Wolfgang Amadeus Mozart, capolavoro giovanile strutturato nei quattro classici tempi dell'Allegro vivace assai, Minuetto e Trio, Andante cantabile e Molto Allegro. Successivamente l'Ensemble si confronterà con le architetture contemporanee di tre sei Six Moments Musicaux op. 44 del compositore ungherese György Kurtág, sequenza di miniature dal forte impatto emotivo che spazia dalle atmosfere di Invocazione fino alle suggestioni degli addii, mentre la conclusione sarà affidata alle solari sonorità del Quartetto n. 12 in fa maggiore op. 96 "Americano" di Antonín Dvořák.

La presenza dell’Aron Quartet a Capua testimonia il profilo di alto livello della rassegna Autunno Musicale. Nato a Vienna dall'incontro di musicisti formatisi con maestri del calibro dei membri del Quartetto Alban Berg, Ernst Kovacic, Heinrich Schiff, Isaac Stern e Sandor Végh, l'ensemble vanta una carriera di rilievo internazionale inaugurata dal debutto al Musikverein di Vienna nel 2004.

Già Quartetto in residence presso il Centro Arnold Schoenberg della capitale austriaca, il gruppo si è esibito nei palcoscenici e nei festival più prestigiosi al mondo, dalla Carnegie Hall di New York alla Wigmore Hall di Londra, fino alla Biennale di Venezia e all'Opéra Bastille di Parigi. La loro intensa attività concertistica si affianca a una discografia pluripremiata, nella quale risalta l'incisione dell'opera per quartetto d'archi di Schoenberg, insignita del Pasticcio Prize e riconosciuta dalla critica internazionale come una delle pietre miliari della produzione discografica del XX secolo.

CALENDARIO E INFO

Autunno Musicale 2026 - Concerti al Museo

Capua Museo Campano

17 ottobre > 06 dicembre 2026

Sabato 14 novembre 2026 19.30

Emanuil Ivanov

I Premio Busoni 2019

Johann Sebastian Bach

Variazioni Goldberg BWV 988

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Domenica 15 novembre 2026 18.30

Pianofestival / Beethoven Project

Olaf John Laneri pianoforte

Ludwig van Beethoven

Sonata in mi maggiore op.14 n.1

Sonata in mi bemolle maggiore op.27 n.1 / Sonata quasi una Fantasia

Sonata in si bemolle maggiore op.106 / Hammerklavier

Integrale delle Sonate per pianoforte

Progetto triennale anno II – V concerto

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Sabato 21 novembre 2026 19.30

Cameristica / Beethoven Project

Quartetto Goldberg

Ludwig van Beethoven

Quartetto per archi op.18 n.2

Quartetto per archi n.15 op.132

Integrale dei Quartetti per archi

Progetto triennale anno II – III concerto

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Domenica 22 novembre 2026 18.30

Cameristica / Beethoven Project

Quartetto Goldberg

Ludwig van Beethoven

Quartetto per archi op.18 n.1

Quartetto per archi n.10 op. 74 / Le arpe

Integrale dei Quartetti per archi

Progetto triennale anno II – IV concerto

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Domenica 29 novembre 2026 18.30

Pianofestival / Beethoven Project

Olaf John Laneri

Ludwig van Beethoven

Sonata in sol maggiore op.14 n.2

Sonata in re maggiore op.10 n.3

Sonata in sol maggiore op.79

Sonata in fa min. op.57 / Appassionata

Integrale delle Sonate per pianoforte

Progetto triennale anno II – VI concerto

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Sabato 5 dicembre 2026 19.30

Cameristica / Beethoven Project

Linos Piano Trio

Ludwig van Beethoven

Trio in mi bemolle maggiore op.1 n.1

Trio in re maggiore op.70 n.1 / Gli Spettri

Trio in mi bemolle maggiore op.70 n.2

Integrale dei Trii con pianoforte - I concerto

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Domenica 6 dicembre 2026 18.30

Cameristica / Beethoven Project

Linos Piano Trio

Ludwig van Beethoven

Trio in do minore op.1 n.3

Trio in sol maggiore op.1 n.2

Trio in si bemolle maggiore op.97 / Arciduca

Integrale dei Trii con pianoforte - II concerto

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Biglietto Intero

10,00 euro per singolo concerto

Abbonamenti Interi

65,00 euro per 13 concerti

16.00 euro per una coppia di concerti scelta fra le seguenti:

(07, 08 - 21, 22 novembre – 05, 06 dicembre)

18.00 euro per tre concerti

(18 ottobre – 15, 29 novembre)

 

Biglietto Ridotto (giovani entro i 25 anni)

6,00 euro per singolo concerto

Abbonamenti Ridotti (giovani entro i 25 anni)

39,00 euro per 13 concerti

10,00 euro per una coppia di concerti scelta fra le seguenti:

(07, 08 - 21, 22 novembre – 05, 06 dicembre)

12,00 euro per tre concerti

(18 ottobre – 15,29 novembre)

 

BIGLIETTERIA

Museo Campano

La biglietteria apre un’ora prima dell’inizio del concerto.

 

PREVENDITA

Disponibile a partire dal 15 ottobre su www.etes.it o presso i punti vendita autorizzati.

NB - in caso di acquisto su www.etes.it o presso i punti vendita autorizzati gli importi dei biglietti e degli abbonamenti saranno maggiorati delle commissioni.

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PRENOTAZIONE

Scrivendo all’indirizzo e-mail info@autunnomusicale.com o al numero WhatsApp 3501038355

si potranno prenotare biglietti e abbonamenti e ritirarli presso il Museo Campano di Capua

da un’ora prima dell’inizio del concerto.



CONTACT

Segreteria organizzativa

www.autunnomusicale.com

info@autunnomusicale.com

fb autunnomusicale

 

Museo Campano

08231497100

www.museocampanocapua.it

mercoledì 4 novembre 2026

IL CORPO CONSOLARE DI NAPOLI INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE ROBERTO FICO E IL RETTORE DELLA FEDERICO II ANDREA MAZZUCCHI

Giornata di incontri istituzionali per il Corpo consolare di Napoli, i cui componenti guidati dal Decano Elio Pacifico e dal Segretario Generale Mariano Bruno, sono stati ricevuti alla Regione Campania dal Presidente Roberto Fico e all’Università Federico II di Napoli dal Rettore Andrea Mazzucchi.


A comporre la delegazione, oltre al Decano del Corpo Consolare di Napoli Elio Pacifico, Console Generale della Repubblica Dominicana, e al Segretario Generale del Corpo Consolare di Napoli Mariano Bruno, Console Onorario del Principato di Monaco, sono stati i Consoli di carriera Mourad Dahmani (Algeria), Salifou Diadiou (Senegal), Javier Triana Jimenez (Spagna), Terrence Flynn (Stati Uniti d’America), Javier Josè Gomez Betancourt (Venezuela), e i Consoli Erik Klingenberg (Danimarca), Lars Klingenberg (Finlandia), Alberto Carotenuto (Giappone), Gianluca Eminente (Islanda), Gilda Pacifico (Romania), Mario Mattioli (Thailandia), Giuseppe Lettieri (Albania), Silvio Piantanida (Angola), Paul Kyprianou (Cipro), Giovanni Cestari (Repubblica Democratica del Congo), Dario Scalella (Corea), Alessandro Iovino (Costa d’Avorio), Francesca Giglio (Filippine), Stefano Ducceschi (Germania), Valentina Mazza (Kazakhstan), Gianluigi Traettino (India), Marcella Testa (Indonesia), Zakhia El Kouba (Libano), Arturo Palma (Macedonia del Nord), Antonio Paone (Mongolia), Francesca Aloia (Norvegia), Giuliana Alvino (Paesi Bassi), Dario Dal Verme (Polonia), Pierfrancesco Valentini (Regno Unito), Andrea Torino (Repubblica di San Marino), Jacopo Fronzoni (Slovenia), Raffaella d’Errico (Svizzera), Francesco Cossu (Zambia).


Gli incontri rientrano in una serie di appuntamenti istituzionali che il Corpo Consolare ha organizzato per consolidare i rapporti tra i Paesi rappresentati a Napoli e le Istituzioni locali.



Il Decano Elio Pacifico ha aperto l’incontro alla Regione Campania dichiarando: “Il Corpo Consolare ha da sempre operato come una cerniera ed un facilitatore tra i Paesi e le Istituzioni, favorendo lo sviluppo di relazioni bilaterali senza mai entrare nelle decisioni e nella sovranità di ogni singolo Paese. L’interlocuzione con la più importante Istituzione territoriale, la Regione, porterà ottimi risultati sia ai Paesi qui rappresentati e sia al territorio, supportando la crescita del prodotto interno lordo regionale”,



Il Segretario Generale Mariano Bruno ha ribadito l’importanza della collaborazione istituzionale in un momento storico in cui i conflitti affliggono l’intero pianeta e hanno effetti devastanti sia da un punto di vista sociale che economico. E’ proprio per questo che bisogna costruire ponti di amicizia, collaborazione e solidarietà ritenendo che una proficua collaborazione con la Regione possa portare ai risultati sperati.



“L’incontro di oggi – ha affermato il Presidente della Regione Campania Roberto Fico - rappresenta un’importante occasione di conoscenza reciproca e di confronto con i rappresentanti dei Paesi presenti sul nostro territorio. La Campania ha una storia profondamente legata agli scambi tra popoli e culture e ha una posizione strategica nel Mediterraneo. Vogliamo valorizzare questa identità, facendo leva sulla ricchezza del nostro patrimonio culturale, scientifico e produttivo. Il Corpo Consolare di Napoli – ha continuato Fico - rappresenta un interlocutore prezioso per promuovere nuove opportunità in ambito istituzionale, economico, culturale e accademico, favorendo al tempo stesso l’incontro tra comunità e la conoscenza delle diverse realtà presenti in Campania. Il nostro obiettivo è costruire un rapporto stabile e continuativo, fondato sull’ascolto e sull’individuazione di priorità strategiche comuni”.



Molto proficua anche la discussione con il nuovo Rettore della Federico II Andrea Mazzucchi, nel corso della quale sono emerse molte ed interessanti proposte volte allo scambio di studenti con le altre università dei Paesi rappresentati, e ad iniziative da realizzare con istituti di ricerca, Academy, incubatori e start Up.


Entrambe le riunioni sono terminate con l’usuale foto di gruppo e lo scambio di doni

Lunedì 9 novembre 2026 la presentazione del libro "Il Guardiano di anime. La chiave d’oro" (Guida Editori) di Fortunato Calvino, alla Saletta Rossa di Spazio Guida Napoli

Napoli, città in cui storia, tradizione e mistero si intrecciano da secoli, si prepara ad accogliere un nuovo viaggio nelle profondità dell’occulto. Lunedì 9 novembre 2026, alle ore 17.30, presso la Saletta Rossa di Spazio Guida, in via Bisignano 11, si terrà la presentazione di Il Guardiano di Anime. La chiave d’oro (2026, Guida Editori), il nuovo libro di Fortunato Calvino, che torna a esplorare il mondo enigmatico dell’aldilà, proseguendo il percorso narrativo inaugurato con il precedente volume.

A dialogare con l’autore sarà Nino Daniele, presidente del Premio “Amato Lamberti”, in un incontro che offrirà l'occasione per approfondire i temi del libro, il percorso creativo dell'autore e il significato di una narrazione che affonda le proprie radici nell'immaginario popolare napoletano.

Nel corso dell'incontro sono previste letture di brani tratti dal libro, affidate alle voci di Mario Mauro, Oreste Ciccariello e Tonya Porzio, che accompagneranno il pubblico all'interno delle atmosfere e delle suggestioni del racconto. A concludere la presentazione sarà un testo inedito dello stesso autore, un momento speciale pensato per offrire ai presenti un ulteriore scorcio del suo universo letterario.

Con Il Guardiano di Anime. La chiave d'oro, Fortunato Calvino prosegue il viaggio narrativo iniziato nel 2022, riportando al centro della storia Virgilio e Beatrice, due giovani studenti che possiedono una capacità straordinaria.

Durante il sonno, attraversano una misteriosa porta che consente loro di entrare nel mondo dei morti. Sono i cosiddetti Conduttori, figure chiamate a confrontarsi con anime rimaste prigioniere in una dimensione sospesa, tormentate da presenze e forze oscure.

In questa seconda parte della vicenda, i due protagonisti si troveranno ad affrontare nuove e inquietanti presenze, addentrandosi nelle profondità di un universo occulto dominato dal male. La loro missione sarà quella di liberare altre anime imprigionate e contrastare le forze che alimentano l'oscurità di quel mondo. Un percorso nel quale il mistero si intreccia con fenomeni inspiegabili, apparizioni e situazioni al limite della comprensione umana.

Napoli, da sempre custode di racconti tramandati oralmente, è il luogo in cui le storie di fantasmi, presenze misteriose e anime rimaste prigioniere nelle antiche dimore del centro storico continuano ad alimentare l'immaginario collettivo.

Attraverso la sua scrittura, Calvino raccoglie e restituisce voce a queste narrazioni, preservandole dall'oblio e trasformandole in materia letteraria. Anche in questo nuovo capitolo, l'autore conduce il lettore in dimensioni oscure e perturbanti, dove il confine tra realtà e mistero si fa sempre più sottile e dove il soprannaturale diventa metafora delle paure e delle fragilità del nostro tempo.