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lunedì 29 giugno 2026

INVITO A SCRIVERE: IL LIBRO DEI MAESTRI DI STRADA "80 SCRITTI SULL'EDUCAZIONE METROPOLITANA"

Per festeggiare gli 80 anni del fondatore Cesare Moreno, maestro di strada. C'è tempo fino al 27 luglio 2026.

In occasione dell’ottantesimo compleanno di Cesare Moreno, storico maestro elementare, co-fondatore e presidente dell’associazione Maestri di Strada ETS, al via la call for papers aperta a chiunque voglia riflettere sui temi dell'educazione, della scuola e della trasformazione sociale.

L'iniziativa - nata da un’idea della psicologa Clara Sartini e di Ilaria Spagnuolo, architetto e socialmedia manager dell’Associazione, che gode del patrocinio di Con i bambini, l’impresa sociale presieduta da Marco Rossi-Doria - mira a realizzare il volume collettivo dal titolo “Educazione metropolitana. 80 scritti sull’educazione”. Un progetto editoriale che intende raccogliere riflessioni, esperienze e visioni, celebrando il percorso di una figura di riferimento della pedagogia italiana contemporanea e interrogandosi sulle tracce lasciate dal suo lavoro.

Il fulcro tematico della chiamata è l'idea di educazione metropolitana coniata dallo stesso Moreno. In netta contrapposizione con le "educazioni siberiane" – modelli educativi chiusi, esclusivi e impermeabili al contesto sociale – l'educazione metropolitana si propone come «un cerchio che si espande, un cerchio in cui è possibile riconoscersi anche guardando fuori, tenendo conto di come è complesso e interconnesso il mondo di oggi».

I partecipanti sono invitati a declinare questo concetto in totale libertà espressiva (saggio, racconto, poesia…), partendo dalle suggestioni e dalle parole chiave del Frasario dei Maestri di Strada. Tra le numerose piste di lavoro proposte figurano temi cruciali quali: il corpo a scuola, l'ArtEducazione, la periferia come adolescenza delle città, i margini come luoghi generativi, la violenza che nasce dalla crisi della parola, la pedagogia itinerante…

La partecipazione alla call è completamente gratuita e aperta a contributi inediti. Per candidarsi c’è tempo fino al 27 luglio 2026.

I candidati dovranno inviare i materiali tramite il sito ufficiale dell'associazione seguendo questi passi:

Compilare il modulo di iscrizione su maestridistrada.it/opencall.
Inserire il testo del contributo nell'apposito spazio.
Allegare una breve biografia dell’autore (max 10 righe), la copia di un documento di identità e la licenza di pubblicazione firmata.
Selezione e pubblicazione

Tutti i contributi saranno valutati da una commissione di esperti composta da Barbara Bertoncin (giornalista), Annabella Coiro (fondatrice EDUMANA e Scuola Sconfinata), Giulia Maldifassi (esperta di editoria e comunicazione), Santa Parrello (Docente di psicologia dello sviluppo - Università degli Studi di Napoli Federico II), Marco Rossi-Doria (presidente dell’Impresa sociale Con i Bambini). L'esito della selezione sarà comunicato via e-mail entro il 13 agosto 2026.

Il volume verrà presentato ufficialmente il 3 settembre 2026, giorno dell’80° compleanno di Cesare Moreno, presso la sede di Maestri di Strada, Centro Ciro Colonna a Ponticelli (Napoli). Nella stessa data, il libro sarà disponibile in formato digitale sul sito dell'associazione e sarà scaricabile a fronte di una donazioneper sostenerne i progetti educativi. È inoltre prevista la futura pubblicazione cartacea e la distribuzione nelle librerie nazionali.

Maestri di Strada ETS è un’associazione che è cresciuta lungo tre decenni a Napoli est, in un contesto urbano tra i più fragili, promuovendo la cittadinanza dei giovani come fine della partecipazione alla vita scolastica e alle pratiche educative nel territorio.

Maestri di strada propone nelle scuole e nel territorio esperienze di vita di comunità, laboratori di arteducazione e discipline scolastiche, che sostengono e accompagnano i processi di crescita di ragazze e ragazzi altrimenti esclusi.

Al centro di queste esperienze c‘è la relazione umana e la cura tra professionisti e giovani persone che restituisce a ciascuno il senso della propria unicità e del poter esserci.

 

Cesare Moreno è stato maestro elementare, co-fondatore e poi presidente di Maestri di Strada, è riconosciuto da molti come figura di riferimento per l’educazione di oggi. Le pratiche pedagogiche da lui promosse stanno contribuendo a ridefinire l’educazione come motore di una trasformazione sociale in cui la giustizia sociale sia il frutto della partecipazione e della cura per il bene comune. www.maestridistrada.it

Il Capodanno del Mugnaio compie 10 anni: la celebrazione del territorio e della filiera agricola di Mulino Caputo

Mulino Caputo valorizza la filiera del grano dal 1924, ed è proprio per celebrare questo impegno che, dieci anni fa, è nato il Capodanno del Mugnaio: una ricorrenza che trasforma il momento della trebbiatura in una vera e propria festa.

Il 6 luglio si rinnova, dunque, il rito che celebra il valore del 'buono e del bello', nato dal profondo rispetto per la natura e per la cultura contadina.

Come da tradizione, in occasione del Capodanno, il Mulino apre le porte a una riflessione sul valore del chicco di grano: dalla selezione delle sementi alla macinazione lenta che ne preserva le caratteristiche organolettiche. Ogni sacco di farina Caputo rappresenta il compimento di questo "nuovo anno" che inizia con la mietitura.

“Il Capodanno del Mugnaio è per noi il momento in cui la terra ci restituisce il frutto di un anno di lavoro” dichiara Antimo Caputo “Festeggiarlo è il nostro modo di ringraziare la filiera, dal campo al forno e di rinnovare il patto di fiducia tra Mulino Caputo e gli agricoltori.”

Le celebrazioni si terranno presso l’azienda agricola di Francesco D’Amore; il momento culminante sarà la trebbiatura, accompagnata da dimostrazioni di antichi mestieri e momenti di condivisione che vedranno protagonisti produttori, pizzaioli, chef, pasticceri e appassionati.

Attualmente il Mulino conta su una rete di circa 3.000 ettari, distribuiti tra Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Molise, in grado di garantire una collaborazione virtuosa basata sulla sostenibilità e sulla valorizzazione delle specificità territoriali.

“Per noi il grano non è solo una preziosa materia prima, ma è ricerca e identità” aggiunge Caputo “Grazie anche alla preziosa collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, coordinato dal professor Mauro Mori, docente di Agronomia e coltivazioni erbacee, che da sempre sostiene la nostra attività di ricerca, abbiamo intrapreso un percorso fondamentale verso coltivazioni biologiche e sempre più sostenibili.”

Mulino Caputo guarda al futuro con la consapevolezza di chi ha saputo trasformare una tradizione in un modello di innovazione agricola, mantenendo sempre al centro il rispetto per la terra. 

  

Da venerdì 3 luglio 2026 Fondazione Eduardo De Filippo e Teatro Elicantropo presentano "Il Monumento" di Eduardo De Filippo, al Teatro Elicantropo di Napoli

Opera fra le più controverse, attuali e poco rappresentata del drammaturgo che riflette con straordinaria lucidità sul rapporto tra memoria, potere e retorica.
 
Esiste un Eduardo De Filippo meno conosciuto, distante dalla comicità amara che lo ha reso celebre e sempre più vicino, negli ultimi anni della sua produzione, a una drammaturgia essenziale, visionaria e profondamente politica. È l'Eduardo de Il Monumento che i giovanissimi allievi del secondo e terzo anno del Corso triennale di Studi del Laboratorio Teatrale del Teatro Elicantropo, porteranno in scena venerdì 3 e sabato 4 luglio 2026 alle ore 20.30, al Teatro Elicantropo di Napoli, a conclusione del percorso annuale di studi eduardiani promosso dalla Fondazione Eduardo De Filippo e dal Teatro Elicantropo.

Più che uno spettacolo di fine corso, Il Monumento, scritto poco prima di Gli esami non finiscono mai, rappresenta il punto d'arrivo di un percorso di ricerca dedicato all'ultima stagione creativa di Eduardo. Deluso dalle istituzioni e dalla sorte del Teatro San Ferdinando, il drammaturgo mette in discussione i codici del proprio teatro, sperimentando una scrittura più frammentaria, simbolica e antinaturalistica.

In quest'opera Eduardo sperimenta una forma teatrale insolita, che anticipa la riflessione metateatrale della sua ultima produzione. La narrazione lascia spazio a una dimensione sospesa, dove prevalgono il simbolo e la meditazione.

Al centro del dramma c'è Ascanio Penna, un uomo sconfitto nel quale affiora una possibile proiezione autobiografica dell'autore, ormai consapevole della fine della propria stagione creativa. Il tema del "monumento" diventa metafora del rischio di trasformare l'artista in un'icona celebrata ma priva della sua forza critica.

Eduardo reagisce a questa prospettiva costruendo un teatro popolato da antieroi, che rifiuta ogni retorica del successo. La scelta di un ex repubblichino come protagonista assume inoltre un forte valore politico, indicando la necessità di relegare definitivamente il fascismo tra le rovine della storia.

La messinscena del Teatro Elicantropo restituisce tutta l'attualità di questo testo raro, invitando il pubblico a riflettere sul rapporto tra memoria, potere e responsabilità civile del teatro.

A oltre cinquant'anni dalla sua scrittura, Il Monumento continua a parlare con sorprendente lucidità al nostro presente. In un tempo in cui vecchie retoriche sembrano riaffacciarsi nel linguaggio pubblico e nella cultura politica, il testo di Eduardo conserva tutta la sua forza profetica, restituendo al teatro il compito di interrogare criticamente la memoria e di immaginare un nuovo umanesimo.

 

Il Monumento di Eduardo De Filippo

3 > 4 luglio 2026, Teatro Elicantropo Napoli - Vico Gerolomini, 3

Inizio spettacoli ore 20.30

Info e prenotazioni wa 3491925942, 3470552551, 081296640


I GRANDI AUTORI APRONO IL MESE DI LUGLIO AL CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 2026

Shakespeare e Fernando Pessoa guidano la ventesima giornata attraverso riletture dei classici e i racconti sportivi di SportOpera.


C'è una parola che resiste al tempo perché continua a essere riscritta: quella dei grandi autori, che attraversa i secoli senza perdere la capacità di interrogare il presente. Così Shakespeare e Fernando Pessoa sono i grandi protagonisti che inaugurano il mese di luglio nella diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.
Mercoledì 1° luglio nuove drammaturgie e racconti sportivi fanno della scena un luogo di ricerca, memoria e immaginazione. La ventesima giornata propone quattro appuntamenti: “Casting Lear”, per la sezione Internazionale, “Lisbona – Negli occhi di Pessoa” per Prosa Nazionale, e ancora “Amártēma” per Osservatorio. Prosegue la rassegna di SportOpera, a cura di Claudio Di Palma e organizzata da Vesuvioteatro, “Eptathlon”.
Se fosse possibile stilare una classifica dei testi più rappresentati nella storia del teatro, “Re Lear” sarebbe certamente nelle posizioni di vertice. Eppure nessuno lo aveva mai trasformato in una versione-simulacro che intreccia vita e scena come fa l'artista spagnola Andrea Jiménez con “Casting Lear”, spettacolo di cui è autrice, interprete e regista insieme a Úrsula Martínez con drammaturgia di Olga Iglesias. Per la prima volta in Italia, andrà in scena al Teatro Mercadante alle ore 21:00, con replica il giorno seguente alle ore 19:00. Lo spettacolo nasce da una domanda profondamente personale: «Mio padre è Lear, ma non è mai entrato in un teatro. Io sono Cordelia». Ogni sera un diverso attore italiano interpreta Lear, trasformandosi in «un possibile padre: qualcuno disposto davvero a sedersi in teatro per conversare». Paolo Mazzarelli sarà il Lear nella prima serata, seguito da Enrico Ianniello il 2 luglio. In scena anche Pablo Gallego, figura chiave nella costruzione di uno spettacolo che prende forma nelle ore che precedono lo spettacolo e sotto gli occhi del pubblico. Ne scaturisce «una porta aperta per riflettere sul nostro rapporto con i padri: quelli biologici, ma anche quelli metaforici, incluso William Shakespeare stesso», in un continuo cortocircuito tra finzione e realtà che interroga la paternità, l'amore, il perdono e il peso dell'eredità. Perché, scrive ancora Jiménez, «ciò che viene prima continua a perseguitarci anche quando vorremmo ignorarlo». Judit Colomer firma le scene e il disegno luci, mentre il sound design è a cura di Lucas Ariel. I costumi sono di Yaiza Pinillos. Una produzione Barco Pirata e Teatro de la Abadía con Andrea Jiménez.

Lisbona è uno stato d’animo, un luogo magico e sensuale dove si avverte costantemente una dolce e inevitabile nostalgia del presente. Ferdinando Pessoa, il grande poeta portoghese, ne è stato il cantore: non solo ha raccontato la sua città, ma ha saputo, in modo originale e sorprendente, mostrarci la relazione insondabile che lega ciascuno di noi alle cose mute, a quello che pensiamo di non vedere e che invece percepiamo con il cuore e poi nascondiamo negli abissi della nostra memoria. Partendo da “Lisbona, negli occhi di Ferdinando Pessoa”, racconto breve di Luca Cedrola, il regista Graziano Piazza è in scena nell’omonimo spettacolo che debutta, in prima assoluta, alla Sala Assoli alle ore 21:00. Una pièce nella quale gli occhi di Pessoa, ombre magiche e luminose, generano l’incontro tra il mondo interiore e la vita degli altri, in un continuo gioco di rimandi, riflessi, interazioni e fughe. Scenografie sonore del musicista Paolo Coletta. Una produzione Luisa SRL.

“Amártēma”, con la regia di Anna Orabona e Arianna Moffa, è invece la proposta al Teatro Tedér, sempre alle 21:00. Una reinterpretazione del “Macbeth” di Shakespeare in chiave di teatro - danza, che assume i caratteri di una tragedia contemporanea e ci interroga sul concetto di colpa, come da greco antico del titolo, ampliando lo spettro d’indagine al libero arbitrio, alla libertà e a una responsabilità che non è solo individuale, ma diventa anche collettiva. Gli attori sono Francesca Zampelli, Silvia Mormile e Domenico Riccio. I danzatori, invece, sono Anna Simeoli, Chiara Monda, Flavia Maezza, Stefania Palumbo e Asia Varlese su coreografie di Arianna Moffa. Il disegno luci è di Anna Orabona, i costumi di Daniele Nicoletti, le musiche di Gabriel Miranda. Una produzione Amartema Arte e Danza – Liberamente APS.
La rassegna SportOpera, a cura di Claudio di Palma e organizzata da Vesuvioteatro, prosegue alle ore 21:00, al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale e in replica il 2 luglio alla stessa ora. I riflettori sono puntati su “Eptathlon” con Silvia Ajelli, Linda Dalisi, Sara Lupoli, Annalisa Madonna, Fabrizia Sacchi, Giovanna Sannino e Caterina Tieghi. La regia è a cura delle interpreti, con il coordinamento scenico di Claudio di Palma. Sette stanze sportive al femminile, sette storie di esploratrici del tempo e dello spazio, sette numeri identificativi di una vita intera. Si parte dal 35 di “Una ragazza nel mare” di e con Fabrizia Sacchi. Trentacinque come le miglia che in quattordici ore e trentaquattro minuti percorse a nuoto la campionessa olimpica americana Gertrude Ederle. Trudy fu la prima donna ad affrontare, esattamente cento anni fa, la traversata della Manica stabilendo un tempo record assoluto, sia maschile che femminile. Impiegò infatti 14 ore e 34 minuti, un risultato che nessuno riuscì a migliorare fino al 1950. Morì nel 2003, aveva 98 anni. “La Quinta di Mahler”, con Caterina Tieghi, è invece liberamente ispirato al ritratto letterario che la giornalista Emanuela Audisio ha dedicato in un suo libro a Ekaterina Gordeeva, ex pattinatrice artistica su ghiaccio dell’Unione Sovietica, vincitrice di due medaglie olimpiche. Il riferimento numerico questa volta è 1°, che non è da intendersi come piazzamento, ma come il giorno di gennaio che dà inizio al 1989. In quella occasione Sergej Grink'kov bacia la sua compagna di pattinaggio e di vita Ekaterina. Il destino oscilla sull'equilibrio miracoloso dei pattini, slitta pericolosamente sul ghiaccio e decide di far nascere, vivere, vincere, morire, perdere e rinascere. Sergej scomparve a soli 28 anni nel 1995 per un attacco cardiaco, Ekaterina si esibì per lui danzando sulle note della famosa sinfonia del compositore austriaco, cercando con le braccia qualcuno che non c’era più. Altri due profili letterari a carattere sportivo, quelli che Emanuela Audisio ha dedicato rispettivamente ad Ana Fidelia Quirot e a Kerri Strug, hanno liberamente ispirato “Fidelia” con Annalisa Madonna e “Un altro salto buono” con Silvia Ajelli, che ne ha curato anche l’adattamento. Nel primo si racconta la storia dell’atleta cubana che, dopo aver vinto negli 800 metri una medaglia d’argento ai Mondiali del ’91 e un bronzo alle Olimpiadi dell’anno successivo, subì un terribile incidente domestico con ustioni che coinvolsero il 38% del corpo. Era incinta, e le fiamme penetrarono a fondo, fino a raggiungere la sua bambina che morì una settimana dopo. Le gambe, almeno quelle, erano salve. Compiranno ancora per anni il doppio giro di pista e sapranno essere, su quella distanza, le più veloci del mondo. Kerri Strug era invece una delle “magnifiche sette” della squadra americana di ginnastica artistica alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, protagonista di una vicenda sportiva leggendaria. Dopo essersi infortunata alla caviglia sinistra nel primo esercizio, è costretta al secondo volteggio gareggiando su un piede solo, resistente, ostinato, che tiene in asse l’orgoglio di una squadra, di un’intera nazione e anche di uno spietato torturatore. Il punteggio finale della giuria è 9,712, e tanto basta per consegnare agli Stati Uniti l’oro olimpico, interrompendo il dominio dell’Est. “Coppi e il diavolo” di Gianni Brera ha invece liberamente ispirato “Giulia”, coreografia e interpretazione di Sara Lupoli. Dopo 270 chilometri di pedalate, Fausto Coppi diventa campione del mondo a Lugano nel 1953. Al traguardo, una donna bellissima ha un soprabito bianco di gran taglio, il campione una maglia, anch’essa bianca, ora attraversata dall’iride. Il frullio della bici si muta. Il campione finisce. Resta memoria di una cappa bianca e di una Bianchi. F12 è la categoria paralimpica del getto del peso per ipovedenti. E “Un lancio nel buio” è il titolo del testo di Antonio Marfella, interpretato da Giovanna Sannino. Un’atleta vìola lo spazio buio dei suoi occhi mirando lontano. Dimentica la sua aspirazione di bambina: correre e saltare. Fa volare un peso, ora. Lo lancia lontano, molto lontano, sul limite del mondo, dove solo lei può vederlo. Accadde alle ultime Olimpiadi, quelle di Parigi: una pugile italiana, Angela Carini, abbandona il ring e il sogno olimpico dopo 46 secondi. Getta la spugna, come si dice, dopo aver ricevuto due soli pugni dall’algerina Imane Khelif. A quell’episodio, che ebbe vasta eco sui media di tutto il mondo, fa riferimento “Intersex” di e con Linda Dalisi. Quei pugni li ha scagliati un’altra donna? Non è una donna? Testosterone naturalmente alto dell’una o infima etica di qualche suggeritore dell’altra? Sullo sfondo la boxe: solitudini e cazzotti… incassati, inferti, delusi. Le scene di “Eptathlon” sono realizzate dagli allievi dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, cattedra del professor Luigi Ferrigno.

Soul e rhythm & blues napoletano per il Dopo Festival, a cura di Drop Eventi, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale: listening bar dalle 19:00, alle 22:15 Sabba: Tribute to Showmen, omaggio agli Showmen e a un repertorio che ha fatto la storia della musica italiana.

CASTING LEAR
CON ANDREA JIMÉNEZ
E CON LA PARTECIPAZIONE DI PAOLO MAZZARELLI
CREAZIONE E TESTO ANDREA JIMÉNEZ
A partire da Re Lear di WILLIAM SHAKESPEARE nella traduzione di JUAN MAYORGA
REGIA ANDREA JIMÉNEZ E ÚRSULA MARTÍNEZ
DRAMATURG OLGA IGLESIAS
SCENE E DISEGNO LUCI JUDIT COLOMER
SOUND DESIGN LUCAS ARIEL
COSTUMI YAIZA PINILLOS
DIREZIONE DEL MOVIMENTO INES NARVÁEZ E AMAYA GALEOTE
ASSISTENTE ALLA REGIA ÓSCAR MARTÍNEZ-GIL
DIREZIONE DI PRODUZIONE E PRODUZIONE ESECUTIVA NURIA – CRUZ MORENO
VICEDIRETTORE DI PRODUZIONE FABIÁN OJEDA VILLAFUERTE
RESPONSABILE DI PRODUZIONE E DIREZIONE DI SCENA BLANCA SERRANO
TOUR MANAGER E DIREZIONE DI SCENA PACO FLOR E MÉLANIE PINDADO
DIREZIONE TECNICA MANUEL FUSTER E ALBERTO DE LAS HERA
COORDINAMENTO ATTORI OSPITI MARÍA DÍAZ
TECNICI LUCI RAÚL BAENA E EDUARDO VIZUETE
REALIZZAZIONE SCENE ÓSCAR MUÑOZ (LA CAVERNA DEL ÉREBO)
AMMINISTRAZIONE HENAR HERNÁNDEZ
RESPONSABILE UFFICIO STAMPA MARÍA DÍAZ
FOTOGRAFIA SERGIO PARRA
GRAFICA EVA RAMÓN
TRASPORTI FJS TRANSPORTES
PRODUZIONE BARCO PIRATA E TEATRO DE LA ABADÍA CON ANDREA JIMÉNEZ
Teatro Mercadante
1 luglio, ore 21:00
Replica 2 luglio, ore 19:00
Durata 1 ora e 20 minuti
lingua spagnolo con sovratitoli in italiano




LISBONA – NEGLI OCCHI DI FERNANDO PESSOA
DRAMMATURGIA LUCA CEDROLA
REGIA GRAZIANO PIAZZA
CON GRAZIANO PIAZZA
SCENOGRAFIE SONORE PAOLO COLETTA
REGISTA ASSISTENTE MARTA CIRELLO
PRODUZIONE LUISA SRL 
Sala Assoli
1 luglio, ore 21:00
Durata 1 ora
Debutto assoluto
AMÁRTĒMA
Liberamente ispirato a Macbeth di William Shakespeare
REGIA ANNA ORABONA E ARIANNA MOFFA
AIUTO REGIA MARCO NAPOLITANO
IN SCENA
I DANZATORI ANNA SIMEOLI, CHIARA MONDA, FLAVIA MAEZZA, STEFANIA PALUMBO, ASIA VARLESE
E CON GLI ATTORI FRANCESCA ZAMPELLI, SILVIA MORMILE, DOMENICO RICCIO
DISEGNO LUCI ANNA ORABONA
COREOGRAFIE ARIANNA MOFFA
COSTUMI DANIELE NICOLETTI
MUSICHE GABRIEL MIRANDA
PRODUZIONE AMARTEMA ARTE E DANZA – LIBERAMENTE APS
Teatro Tedér
1 luglio, ore 21:00
Durata 50 minuti



EPTATHLON
CON SILVIA AJELLI, LINDA DALISI, SARA LUPOLI, ANNALISA MADONNA, FABRIZIA SACCHI, GIOVANNA SANNINO, CATERINA TIEGHI
REGIA A CURA DELLE INTERPRETI
COORDINAMENTO SCENICO CLAUDIO DI PALMA
SCENE ALLIEVI ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI (CATTEDRA DEL PROFESSOR LUIGI FERRIGNO)
Cortile delle Carrozze, Palazzo Reale di Napoli
1 luglio, ore 21:00
Replica 2 luglio, ore 21:00
Durata 1 ora e 15 minuti
Debutto assoluto


LEP, PELLEGRINAGGIO SUI LUOGHI DEI MARTIRI DI MAFIA IL 18 E 19 LUGLIO 2026

La Scuola di Azione Civica di Roma di Lèp, sabato 18 e domenica 19 luglio, sarà a Palermo per seguire le orme di Paolo Borsellino, Piersanti Mattarella, Padre Pino Puglisi, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, le loro scorte e tanti altri.

 «Lèp, libertà è partecipazione», la Scuola di Azione civica di Roma di ispirazione cattolica, il 18 e 19 luglio sarà in Sicilia, a Palermo, sui luoghi dei martiri di mafia. Un pellegrinaggio laico, ma anche spirituale, sui luoghi dove alcune grandi personalità della nostra epoca sono state uccise dalla mafia per la loro rettitudine o l’impegno sociale o la cura per il bene comune e le persone. Non può comprendersi realmente il nostro Paese se non si comprende ciò che è accaduto e accade in Sicilia: quello che accade in Sicilia e a Palermo non condiziona solo l’isola ma tutta la nazione. «Sono tantissime le persone uccise in Sicilia dalla mafia e serviva scegliere un itinerario significativo – spiega Luigi Ferraiuolo, che con Melissa Bonafiglia, Vincenzo Capuano e Nunzia Tramparulo, guida la pattuglia di Lèp - Abbiamo focalizzato la nostra attenzione su Palermo perché pensiamo che sia l’epicentro del fenomeno mafioso e perché riteniamo che molte delle persone uccise da cosa nostra non sono solo vittime ma martiri di mafia, persone uccise per le loro virtù». Lèp parteciperà alle celebrazioni per ricordare Paolo Borsellino ma organizzerà anche incontri propri con alcuni testimoni per andare a fondo nell’ambiente palermitano di quegli anni e capire cosa sia stato ed è il fenomeno mafioso. «Non pensiamo solo a Borsellino, di cui il 19 luglio ricorre l’anniversario, che amiamo molto, o a Giovanni Falcone e le loro scorte – sottolineano Melissa Bonafiglia e Vincenzo Capuano, coordinatori nazionali di Lèp; insieme a Luigi Ferraiuolo e Nunzia Tramparulo della Scuola di Azione Civica – ma anche a Carlo Alberto Dalla Chiesa, don Pino Puglisi, Piersanti Mattarella. Persone che sapevano di fare solo il loro dovere, non volevano diventare martiri, ma non hanno avuto paura».

Molto importante per Lèp sarà riscoprire la figura di Piersanti Mattarella, a esempio, di cui ancora molti aspetti dell’omicidio sono misteriosi: un martire della politica che dava fastidio a cosa nostra e anche allo scacchiere nazionale, perciò fu eliminato. «In un tempo in cui le questioni di mafia sono meno gettonate dal grande pubblico e dai media mainstream – aggiunge Ferraiuolo - abbiamo pensato come Lèp che bisognava ritornare e insistere di nuovo sul tema: per un Movimento che ha una Scuola di Azione civica e vuole essere volano di impegno politico le mafie sono sempre al primo posto nella classifica dell’attenzione». Tre gli incontri programmati da Lèp, oltre le celebrazioni ufficiali. Una visita alla casa di don Pino per conoscere la spiritualità e la vita dello straordinario sacerdote di Brancaccio. Un approfondimento su Piersanti Mattarella, ex presidente della Regione Sicilia, ucciso dalla mafia nel 1980, di cui ancora non si conoscono gli assassini, figura straordinaria di uomo politico, come Aldo Moro. Durante la due giorni ci saranno una serie di incontri e confronti vari e la visita ai luoghi. E’ possibile iscriversi al pellegrinaggio fino al prossimo 5 luglio alla mail lepdemocrat@gmail.com (le spese di viaggio e di alloggio sono a carico dei singoli, mentre Lèp si occupa delle visite e del coordinamento sul posto). L’ultimo approfondimento è su Paolo Borsellino, Lèp proverà a conoscere meglio la sua persona attraverso la partecipazione alle cerimonie ufficiali di commemorazione e le persone care. La due giorni è prevista per sabato 18 e domenica 19 luglio dalle 10.30 del sabato alle 18 della domenica. Per informazioni scriveteci a lepdemocrat@gmail.com. Lèp è nata dagli ex allievi di Polity Design, la scuola del disegno delle relazioni di Caserta

 

Le ferite della storia, le voci del presente: Silvio Soldini alla seconda notte dell'Ischia Film Festival 2026

Da Le assaggiatrici a DOM, un percorso tra guerra, memoria e desiderio di ricominciare.

La seconda serata dell’Ischia Film Festival ha attraversato storie di guerra, memoria e sopravvivenza, con un programma che, nei luoghi del Castello Aragonese, ha tenuto insieme epoche, paesi e linguaggi diversi. Dalla storia del Novecento ai conflitti contemporanei, dal lutto alla ricerca di un’appartenenza, le proiezioni hanno composto un percorso di incontri e domande aperte.

 

La Cattedrale dell’Assunta ha ospitato Silvio Soldini, che ha accompagnato il pubblico alla proiezione di Le assaggiatrici. Ispirato al romanzo di Rosella Postorino, il film racconta la vicenda delle donne costrette ad assaggiare il cibo destinato a Hitler, mettendo al centro la paura, l’obbedienza e l’istinto di sopravvivenza. Soldini ha raccontato: “Ogni film è un viaggio: il mio compito è trovare, dentro quel viaggio, lo sguardo che ci renda più vicini a noi stessi. Partendo dallo spazio chiuso già presente nel romanzo di Rosella Postorino, durante l’adattamento è apparso evidente che quel microcosmo doveva diventare il cuore del film; abbiamo perciò concentrato la narrazione su quel nucleo, riducendo gli elementi esterni presenti nel libro per lasciar emergere con forza la storia delle sette donne e del rito quotidiano che le condanna. Per ottenere la verità di tono che volevo, ho lavorato due settimane con le attrici prima delle riprese: quel lavoro di avvicinamento è stato necessario per costruire l’unità emotiva di ogni sequenza. Essere all’Ischia Film Festival è per me una prima volta significativa: scoprire l’isola e proiettare il film nel suggestivo scenario del Castello Aragonese rende l’incontro con il pubblico ancora più intenso.”

 

A Piazza d’Armi, Comet in coma di Carlo Puoti, Camillo Sancisi e Margherita Piazza racconta, tra le rovine della guerra fra Russia e Ucraina, la vicenda di un soldato disarmato che torna a guardare le stelle. A seguire, Massimiliano Battistella ha presentato DOM, dedicato a Mirela, arrivata in Italia bambina durante l’assedio di Sarajevo e tornata nella sua città per cercare i compagni dell’istituto in cui aveva vissuto e ricomporre la propria storia. Insieme al regista, presente la produttrice Ivana Cvetković Bajrović. Nel dialogo con il pubblico, il regista e la produttrice hanno dichiarato: “DOM racconta una storia personale e insieme universale: il punto di vista dell’infanzia durante la guerra, la ferita dei traumi e la difficoltà di crescere troppo in fretta. Abbiamo scelto di guardare tutto dall’altezza dei bambini, perché è da lì che questa vicenda rivela tutta la sua verità emotiva. Il film parla di resilienza, di identità da ritrovare e di una casa da ricostruire, non solo in senso fisico ma anche interiore. Per noi era importante non dare risposte, ma aprire domande e lasciare che fosse l’emozione a portare il racconto al pubblico.”

 

Alla Casa del Sole, Chro di Hamed Bahrami ha raccontato l’incontro, in un cimitero, tra un anziano vedovo e una donna che ha appena perso il marito: nel silenzio delle tombe, un gesto minimo apre alla possibilità di un nuovo inizio. A seguire, Aisha can’t fly away di Morad Mostafa, ambientato al Cairo, racconta la storia di una giovane caregiver sudanese, stretta tra precarietà, ricatti della malavita e il desiderio di costruirsi una vita diversa.

 

Michelangelo Messina, direttore artistico del festival, ha dichiarato: “Ringrazio la famiglia Mattera per l’ospitalità. Da 24 anni l’Ischia Film Festival porta avanti il dialogo tra cinema e territorio; quest’anno lo fa con un respiro internazionale importante: circa 66 opere provenienti da 33 Paesi. Immagino sempre questo castello come una nave in mezzo al mare: siamo partiti, stiamo compiendo il nostro giro di boa e poi torneremo a casa, dopo aver attraversato storie, luoghi e sguardi che arrivano da tutto il mondo. Il nostro compito è raccontare il mondo attraverso il linguaggio degli autori, dare spazio a territori e vicende che troppo spesso restano in secondo piano, ma che il cinema ha il dovere di riportare al centro. È un lavoro possibile grazie al sostegno delle istituzioni e dei partner che ci accompagnano ogni anno, e che rendono concreta questa visione di cultura, creatività e partecipazione.”

 

 

IL PROGRAMMA DI QUESTA SERA – LUNEDÌ 29 GIUGNO 2026

 

Ore 20:00 – Film Cocktail, incontro riservato agli accreditati professionali.

 

Ore 21:30, Cattedrale dell’Assunta – “Parliamo di Cinema” con Giuseppe Carrieri e Paola Valeria Jovinelli. A seguire, La quinta stagione di Giuseppe Carrieri, dedicato alla cucina italiana al femminile e al rapporto fra gesto, territorio e futuro, e Waking Hours di Federico Cammarata e Filippo Foscarini, viaggio notturno nella foresta accanto a un gruppo di passeur afghani in attesa, al confine serbo-ungherese.

 

Ore 21:30, Piazza d’Armi – “Parliamo di Cinema” con Luigi Timpano e Federico Brullo, che presenteranno Il Digiunatore, sulle tracce della leggenda di un uomo che decide di smettere di mangiare in una città sacra e indifferente. A seguire, Emanuele Prestileo introdurrà ’ENNA: in un ecovillaggio di una Sardegna immaginifica, il giovane Totoi si scontra con il nonno Bobore, custode dell’antica tessitura del bisso. Chiude la serata The Mission di Gaza Collective, che segue il neurochirurgo Mohammed Tahir nel suo ritorno a Gaza con una missione sanitaria, mentre la sua équipe filma le sale operatorie sotto le bombe.

 

Ore 21:30, Casa del Sole – The Spectacle del regista ungherese Bálint Kenyeres, in cui un giovane rom viene sollevato verso una luce destinata improvvisamente a spegnersi, e il lungometraggio finlandese Elämä on juhla di Ulla Heikkilä, ritratto di una famiglia disfunzionale dell’arcipelago finlandese alle prese con i limiti dei propri sogni sotto il sole di mezzanotte.

 

Ischia Film Festival è sostenuto da: MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Campania – Film Commission Regione Campania, BONACINA, BPER Banca e si svolge sotto il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio.

domenica 28 giugno 2026

Da venerdì 3 luglio 2026 delitti da risolvere e maschere da abbattere nella II settimana di "Brividi d'Estate 2026" XXV edizione, al Real Orto Botanico di Napoli

Tra delitti da risolvere e maschere da abbattere, la seconda settimana della rassegna porta in scena suspense, gioco teatrale e grandi emozioni.

Tra indagini e maschere, teatro partecipato e riflessione sotto le stelle, prende il via, venerdì 3 luglio 2026 alle ore 21.00, la seconda settimana di Brividi d’Estate 2026 al Real Orto Botanico di Napoli, la storica rassegna estiva che anche quest'anno trasforma il teatro in un luogo di incontro, emozione e partecipazione.

La programmazione proporrà due appuntamenti molto diversi tra loro, accomunati dalla capacità di coinvolgere profondamente il pubblico: da un lato il fascino del giallo interattivo, dall'altro l'intensità di una delle opere più amate della narrativa contemporanea.

Ad inaugurare il weekend, venerdì 3 luglio, sarà La cena con delitto, il celebre murder party firmato dal Pozzo e il Pendolo Teatro, che per primo ha introdotto in Italia questo format nato in Gran Bretagna e diventato negli anni uno dei suoi spettacoli simbolo.

Un'esperienza immersiva nella quale gli spettatori, per circa tre ore, smettono di essere semplici osservatori per trasformarsi in investigatori.

Il fine settimana proseguirà, sabato 4 e domenica 5 luglio, con L'eleganza del riccio, adattamento teatrale dell'omonimo romanzo di Muriel Barbery, che vedrà in scena Rosaria De Cicco, Nico Cilberti e Sabrina Bruno, diretti da Annamaria Russo, in uno spettacolo che restituisce tutta la delicatezza e la forza poetica del testo originale.

Al centro della vicenda ci sono due figure solo apparentemente lontane: Renée, una portinaia colta e autodidatta che sceglie di nascondere la propria intelligenza dietro un'immagine ordinaria per non incrinare gli equilibri sociali che la circondano, e Paloma, una dodicenne brillante e sensibile che osserva il mondo degli adulti con lucidità e disincanto, celando il proprio straordinario universo interiore dietro la maschera della normalità.

Le loro esistenze cambiano con l'arrivo di monsieur Ozu, l'unico personaggio capace di guardare oltre le convenzioni e riconoscere l'autenticità nascosta dietro le apparenze.

Con due linguaggi teatrali profondamente differenti, la seconda settimana di Brividi d'Estate 2026 conferma la vocazione della rassegna a offrire esperienze sempre nuove: dalla partecipazione attiva del pubblico chiamato a risolvere un mistero fino alla forza evocativa di una storia che invita a guardare oltre le apparenze.

Due appuntamenti che raccontano, ciascuno a modo proprio, quanto il teatro possa ancora sorprendere, emozionare e creare autentiche occasioni di condivisione.

 

Brividi d’Estate 2026, Real Orto Botanico di Napoli

Venerdì 3 ˃ domenica 5 luglio 2026

Info al numero 0815422088

biglietti www.ilpozzoeilpendolo.it e sul circuito Etes