Ma Press News

Sei un Ufficio Stampa? Vuoi pubblicare i tuoi comunicati oppure i tuoi articoli? Entra in Ma Press News e pubblica tu stesso. Libera Informazione gratis per tutti. mariammanews@gmail.com

giovedì 2 aprile 2026

POMPEII THEATRUM MUNDI 2026

Quattro titoli a firma di autorevoli nomi della scena come Theodoros Terzopoulos (Le Baccanti di Euripide), Emio Greco, Pieter C. Scholten, Roberto Zappalà (L.A.V.A.), Filippo Dini (Alcesti di Euripide), Àlex Ollé (I Persiani di Eschilo). Undici “sere d’estate” in uno dei luoghi più belli al mondo che nel corso di questi anni si è proposto come “Grande palcoscenico contemporaneo internazionale”.

Nell’affollata conferenza stampa di mercoledì 1 aprile al Ridotto del Teatro Mercadante è stato presentato il programma della nona edizione della rassegna estiva promossa dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale con il Parco Archeologico di Pompei, “POMPEII THEATRUM MUNDI”.

Tra i maggiori e più seguiti appuntamenti dell’estate italiana dei festival – che con questa edizione si avvia al suo decennale – il programma della manifestazione è stato illustrato dal direttore artistico Roberto Andò, dal direttore generale del Parco Gabriel Zuchtriegel e dal direttore generale Mimmo Basso, preceduti dagli interventi del Presidente Luciano Cannito e dai saluti del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dell’Assessore alla Cultura della Regione Campania Ninni Cutaia.

A sottolineare il valore simbolico e culturale della rassegna è il Presidente del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Luciano Cannito: «Anche quest’anno è un’emozione speciale immaginare il sipario ideale alzarsi davanti l’enorme platea del Teatro Grande di Pompei. In questo luogo straordinario, dentro il sito archeologico più famoso del mondo, il teatro non è un’ambientazione: è una vocazione che si riaccende».

 

Sul senso del progetto, giunto al nono anno di attività, il direttore artistico del Teatro Nazionale Roberto Andò dichiara: «In un annus horribilis come quello che stiamo vivendo, in cui si espande l’orrore della guerra e il potere mostra il volto osceno di tiranni disposti a sacrificare migliaia di vittime umane per realizzare assurdi disegni di dominio, tornare a sedere sulle pietre di Pompei per ritrovare storie antiche in modo nuovo, significa ancora una volta delegare all’arte del teatro un mandato essenziale: circoscrivere uno spazio e un tempo in cui restare umani».

 

«La novità di quest'anno – scrive nelle sue note all’edizione il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel – è che diamo la possibilità al pubblico degli spettacoli di essere anche esploratori di una parte dell'area archeologica di Pompei: in occasione delle serate di teatro apriamo il cosiddetto Foro triangolare, in prossimità del Teatro grande, dove si svolge Theatrum Mundi e dove era ubicato uno dei più antichi santuari della città antica, ovvero quello di Atena».

 

Ad aprire la rassegna, giovedì 18 giugno alle 21.00, con repliche venerdì 19 e sabato 20, sempre alle ore 21.00, sarà la prima nazionale dello spettacolo Le Baccanti di Euripide a firma del regista greco Theodoros Terzopoulos, una produzione Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale, Teatro di Roma–Teatro Nazionale, Attis Theatre Company.

Il Maestro greco Theodoros Terzopoulos porta in scena per la settima volta il testo di Euripide. «Baccanti – dichiara il regista – è una tragedia emblematica per la mia visione teatrale. È di estrema importanza proporre Baccanti in questo momento, laddove Dioniso incarna l’archetipo del rifugiato, partito da Tmolos tremila anni fa, ha viaggiato nelle zone di guerra del Medio Oriente, per finire, oggi, nel mar Mediterraneo, sulle coste di Creta o Lampedusa».

In scena, nei rispettivi ruoli di Dioniso e di Agave l’attore Roberto Latini e l’attrice Alvia Reale. Con loro Enzo Vetrano è Cadmo, Stefano Randisi è Tiresia, Marco Cacciola è Penteo, Paolo Musio il Corifeo, Gemma Carbone la Corifea, Giulio Germano Cervi il Primo Messaggero, Rocco Ancarola il Secondo Messaggero, accompagnati dal Coro composto da dodici tra attrici e attori.

 

Il secondo spettacolo in programma venerdì 26 e sabato 27 giugno alle ore 21.00, segna il ritorno a Napoli dei coreografi Emio Greco e Pieter C. Scholten che con Roberto Zappalà, firmano L.A.V.A., una creazione in anteprima nazionale, qui in versione site-specific unica, su produzione di ICK Dans Amsterdam e Scenario Pubblico| Compagnia Zappalà Danza, in co-produzione con il Teatro Stabile di Catania e in collaborazione con Meervaart Theater Amsterdam, Julidans Festival, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.

 

La creazione si sviluppa in dialogo diretto con il paesaggio storico, dove l’incontro tra due universi coreografici – quelli di Greco/Scholten e di Zappalà – acquista un’ulteriore intensità fisica. «L.A.V.A. – scrivono gli autori nelle note – traccia un sottile parallelismo tra le forze geologiche e gli impulsi umani. Il titolo evoca inoltre un ciclo: lotta, avversione, vuoto, astrazione – una traiettoria che conduce dalla pressione e dal conflitto verso la trasformazione».

Il terzo spettacolo del programma rinnova la storica collaborazione tra la rassegna e l’INDA / Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, che lo produce insieme al Teatro Stabile del Veneto. Si tratta dell’Alcesti di Euripide, in scena venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 luglio con inizio alle ore 20.00, nella messa in scena diretta da Filippo Dini, anche interprete dello spettacolo nel ruolo di Ferete.

In scena, oltre Filippo Dini, gli attori Alessio Del Mastro (Apollo), Giulio Della Monica (Thanatos), Sandra Toffolatti (Ancella), Deniz Ozdogan (Alcesti), Aldo Ottobrino (Admeto), Denis Fasolo (Eracle), Bruno Ricci (Servo).

Nelle note di regia, Filippo Dini, dichiara: «Accostarsi ad Alcesti di Euripide fa paura, perché significa accostarsi alla Morte. Ad una morte inaccettabile, forse la più inaccettabile di tutte: la morte di una vittima sacrificale».

 

Lo spettacolo conclusivo di Pompeii Theatrum Mundi 2026 sarà I Persiani di Eschilo, in scena venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 luglio con inizio alle ore 20.00, con la regia di Àlex Ollé, una delle voci del celebre gruppo catalano La Fura dels Baus.

Lo spettacolo, prodotto da INDA / Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, vede in scena Anna Bonaiuto (nel ruolo di Atossa), Giuseppe Sartori (in quello del Messaggero), Alessio Boni (in quello dello Spettro di Dario), Massimo Nicolini (in quello di Serse), accompagnati da un Coro composto da tredici attrici e attori. Per il 66enne regista spagnolo: «I Persiani racconta lo smarrimento di un popolo e dei suoi governanti di fronte a una sconfitta brutale e inaspettata. È la tragedia di chi deve fare i conti con il presente e immaginare una sopravvivenza futura dopo aver commesso l’errore fatale di credersi invincibile».

 

Per il nono anno consecutivo il Teatro Grande di Pompei si trasforma ancora una volta in un palcoscenico internazionale, presentando spettacoli che invitano alla riflessione su temi di grande attualità e sensibili come la guerra, l’emigrazione, il pianeta, i conflitti, attraverso riletture dei grandi classici del teatro e di creazioni contemporanee di forte impatto artistico e scenico.

 

 

I crediti artistici e tecnici completi dei quattro spettacoli in programma sono riportati nelle singole schede presenti in cartella stampa.

Info su ingressi, navette, agevolazioni:

sul sito del Teatro di Napoli: teatrodinapoli.it > Pompeii Theatrum Mundi 2026
 

Il 10 aprile in scena a Brescia "Lucignoli" di Alessandro Garzella, opera vincitrice del bando MiC per l’accessibilità degli artisti disabili

“Lucignoli”, con Alessandro Garzella, Francesca Mainetti e Chiara Pistoia, è opera vincitrice del bando MiC per l’accessibilità degli artisti disabili.

A Brescia venerdì 10 aprile, al Teatro Borsoni (via Milano, 83), alle ore 20.30, per Culture Care 2026, “Lucignoli - rituale porno magico sull’inaccessibilità dell’amore”, uno spettacolo di ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile, scritto e diretto da Alessandro Garzella, affiancato in scena da Francesca Mainetti e Chiara Pistoia. Lo spettacolo arriva nell'ambito del progetto Equi/Distanze, realizzato con il contributo del MiC e condiviso tra ANIMALI CELESTI/teatro d'arte civile e Teatro 19 di Brescia.

“Lucignoli”, scritto e diretto da Alessandro Garzella, affiancato in scena da Francesca Mainetti e Chiara Pistoia, è opera vincitrice del bando MiC per l’accessibilità degli artisti disabili.

Va in scena a Brescia venerdì 10 aprile, al Teatro Borsoni (via Milano, 83), alle ore 20.30, per Culture Care 2026, “Lucignoli - rituale porno magico sull’inaccessibilità dell’amore”, uno spettacolo di ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile, scritto e diretto da Alessandro Garzella, affiancato in scena da Francesca Mainetti e Chiara Pistoia. Lo spettacolo arriva nell'ambito del progetto Equi/Distanze, realizzato con il contributo del MiC e condiviso tra ANIMALI CELESTI/teatro d'arte civile e Teatro 19 di Brescia.

“Lucignoli” nasce tra i vissuti di persone in sofferenza e, con il suo lettino nero, i ceri e i brindisi misterici, simboleggia una cerimonia funebre: la scomparsa della poesia. Le vicende di Pinocchio in questa visione allucinata diventano una specie di reality porno show in cui tutte le figure sono corrotte dalla brutalità dei nostri tempi, da Lucignolo, vittima sacrificale e luciferina, allo stesso protagonista, perso tra successo e contraddizioni e attratto da un divertimento privo di valori, per arrivare infine alla Fata Turchina, che partecipando alle volgarità moderne conferma il mistero della sua presenza in un mondo disastrato. «I tre protagonisti – spiega l’attore, autore e regista Alessandro Garzella – alludono, deridono, amano e cercano la poesia di sé, malvagi per volgarità e crudeltà umane. Il rito teatrale esplora le luci e ombre del Lucignolo in noi, cercando di trasmutare verso il meglio, anche attraverso atti violenti imposti dai ruoli, aspirando una trasformazione anche (o forse soprattutto) per gli spettatori».

“Lucignoli” è opera vincitrice del bando MIC per l’accessibilità degli artisti disabili, una produzione ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile realizzata con il sostegno del MiC Direzione generale Spettacolo in collaborazione con Regione Toscana, Comune di Pisa, ASL Nordovest toscana, Clinica Psichiatrica Università di Pisa e in partenariato artistico con A.E.D.O. – CAROVANA SMI – TEATRO NUCLEO.

Con sede a Pisa, ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile è un’associazione di promozione sociale diretta da Alessandro Garzella, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo e dalla Regione Toscana come una delle compagnie teatrali d’interesse nazionale nell’ambito dell’inclusione sociale.

 

BIGLIETTI

Teatro Borsoni

10€ intero, 8€ ridotto (under 25, over 65, soci ARCI), 5€ gruppi di utenti accompagnati

 

Modalità di acquisto

Botteghino: apre 30 minuti prima dell’inizio di ogni rappresentazione

Prevendita online: Vivaticket

Punti vendita CTB

Piazza della Loggia, 6 – Brescia

Tel. 030 2928609 – biglietteria@centroteatralebresciano.it

Mar–Ven 10.00–13.00 (festivi esclusi)

 

Maggiori info: www.teatro19.com

Pompei, completato il monitoraggio puntuale dell’intera città antica

Una conoscenza dettagliata, come mai prima, pone la base per la manutenzione programmata e la conservazione del sito
Il Ministro Giuli: “Pompei è un grande laboratorio per l’idea di Tutela”.
Dopo mesi di indagini in campo da parte di squadre multidisciplinari (architetti, ingegneri, restauratori ed archeologi) è stata completata la schedatura a tappeto del sito archeologico di Pompei: oltre 70.000 schede per ubicare, classificare e definire le diverse tipologie di rischio e degrado delle strutture archeologiche presenti nel sito.
Utilizzando una web app è stata adottata una soluzione innovativa per il monitoraggio continuo che il Parco archeologico ha messo a punto per garantire la conservazione della città antica di Pompei.
Si tratta di oltre 13.000 ambienti, appartenenti a circa 1.200 “unità catastali” tra case e botteghe costruite due millenni fa. In passato, la mancanza di una conoscenza aggiornata e dettagliata dello stato di conservazione di tutti questi ambienti, nonché le difficoltà nel garantire una manutenzione costante e periodica, hanno portato a perdite considerevoli. Dai muri e affreschi documentati nel Settecento e nell’Ottocento e ormai degradati o non più esistenti, fino al crollo della Schola Armaturarum nel 2010 da cui è scaturito un successivo intervento di “salvataggio” finanziato dallo Stato italiano e dall’UE (“Grande Progetto Pompei”), la conservazione è sempre stata la sfida più grande di Pompei.
Per affrontarla è stato necessario risolvere due ordini di problemi. Il primo è sapere esattamente cosa accade in ciascuno dei 13.000 ambienti della città antica (con oltre 70.000 “superfici” tra pareti, mosaici e, in alcuni casi, soffitti e tetti); il secondo, intervenire subito laddove si rilevino dei rischi di perdita e di degrado di materia antica, come un intonaco che, esposto costantemente alle intemperie, potrebbe staccarsi dal muro.
Al fine di garantire una conoscenza multiscalare dell’avanzamento del degrado dell’intero sito archeologico è stato realizzato – in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno e la società Visivalab - un sistema informatico per il monitoraggio a tappeto di tutti gli elementi costruttivi: pavimenti, muri, solai coperture, intonaci, apparati decorativi, arredi e così via.
Questo sistema attraverso una web app, creata su misura per Pompei, ha consentito a squadre di tecnici di analizzare tutti gli ambienti, secondo un approccio multidisciplinare e stando sul campo per oltre otto mesi, e di segnalare per ogni singolo elemento la presenza di degrado per tipologia, estensione e gravità. Oggi il Parco dispone dei risultati di questa indagine ed è in grado di studiarli, analizzarli nel dettaglio anche mediante sistemi informatici e di AI, in quanto tutto è digitale sin dalla redazione delle schede. L’applicazione consentirà anche di acquisire segnalazioni da parte dei funzionari e collaboratori che in tempo reale possono evidenziare con tanto di fotografia un qualunque problema. Il sistema di monitoraggio restituisce così una mappatura completa di tutto il sito di Pompei.
Le segnalazioni sono state catalogate automaticamente in un sistema cartografico; in base alla gravità e urgenza sono state poi distribuite secondo una programmazione triennale per interventi di manutenzione ordinaria con le squadre interne e di manutenzione straordinaria, che riguardano principalmente le strutture di copertura, le murature, le pavimentazioni, i mosaici e gli affreschi, e per cui è stato attivato lo strumento dell’accordo quadro.
Dall’analisi dei dati emersi dal monitoraggio un dato che colpisce in modo particolare riguarda le correlazioni tra certe tipologie di degrado: ciò rappresenta un importante passo in avanti nella comprensione delle dinamiche di rischio e di possibili forme di deterioramento del patrimonio, e quindi anche delle vie per contrastarli. Ma è anche un dato scientifico di grande rilevanza per confrontarsi con altre realtà che presentano simili criticità e rischi.
"La tutela sia la sfida più grande di Pompei, oggi raccolta e fronteggiata con spirito di innovazione. Il nuovo sistema di monitoraggio offre, finalmente, una mappatura completa del sito e una conoscenza circostanziata di ogni suo elemento, a partire dalle forme di degrado e dalle dinamiche di rischio, fino alle stime dei costi da sostenere. Il gran lavoro di tutti i professionisti, i tecnici e gli operatori del Parco, ha dato forma a un modello di gestione integrata nel quale si fondono restauro, manutenzione programmata, nuove tecnologie e sostenibilità ambientale. Volendo riassumere il senso complessivo di questo operare, si potrebbe dire che Pompei è un grande laboratorio per l’idea di Tutela. Senza tralasciare un’ulteriore considerazione, tanto generale quanto essenziale: conoscere è fondamentale per intervenire e agire". Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel testo del messaggio affidato al Capo di Gabinetto, Valentina Gemignani.
“Il completamento del monitoraggio dell’intera città antica di Pompei rappresenta un passaggio fondamentale per la valorizzazione e tutela del sito. Una conoscenza puntuale e aggiornata dello stato di conservazione consente di programmare interventi più efficaci e tempestivi, migliorando al contempo la fruizione e ampliando progressivamente le aree accessibili. In questa prospettiva, Pompei rafforza il proprio ruolo come modello avanzato di gestione integrata, in cui tutela e valorizzazione procedono insieme, a beneficio di un pubblico internazionale sempre più ampio e della comunità”, ha affermato il Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del MiC, Alfonsina Russo.
“Ho concepito un sogno su Pompei da Presidente del Consiglio Superiore con Roberto Cecchi 15 anni fa sulla manutenzione programmata di quel sito. Solo il Direttore Gabriel Zuchtriegel lo ha finalmente trasformato in compiuta realtà, per cui esulto di gioia, anche perché il Direttore ha varato lo studio delle regioni della città, i cui tessuti sono inediti, in accordo con la Sapienza di Roma. Così conoscenza e tutela sistematiche si confronteranno come in un dittico. Che ciò sia di esempio!”, ha sottolineato il professore Andrea Carandini
“Conservare Pompei è una sfida enorme, ma proprio per questo ci spinge a dare il massimo e a cercare continuamente nuove soluzioni, a esplorare tutte le possibilità di migliorare il nostro lavoro anche attraverso l’uso della tecnologia. Base fondamentale per ogni intervento di tutela del patrimonio è, uno, la consapevolezza che il patrimonio è fragile, specialmente in un sito come Pompei, e, due, una conoscenza dettagliata di tutto il sito quale condizione imprescindibile per programmare le attività di manutenzione e restauro”, ha aggiunto il Direttore di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.
In sintesi, l’approccio del Parco archeologico di Pompei mira a una manutenzione preventiva, scientifica, tecnologicamente avanzata e sistematica, in quanto basata su una visione globale delle esigenze e non più su singole segnalazioni di emergenze. Si tratta, inoltre, di un approccio sostenibile, in quanto consente di avere un quadro generale delle necessità di intervento e di prevedere i costi aggiornati in maniera ragionata e programmabili; infine, il modello sviluppato a Pompei è anche estendibile ovvero replicabile presso altri siti.
Sulla rivista E-journal degli scavi di Pompei è pubblicato un articolo di approfondimento sul tema.

In attesa di Vinitaly e dei nuovi dati dell’indagine CESEO del 13 aprile 2026, il Movimento Turismo del Vino fa il punto sulla propria presenza digitale


Oltre 2 milioni di impression in sei mesi per il sito del Movimento Turismo del Vino.
Cresce la visibilità internazionale del portale istituzionale: aumentano le impression dall’estero e gli Stati Uniti si confermano il primo mercato per traffico estero.

Il Movimento Turismo del Vino consolida il proprio ruolo di punto di riferimento nel panorama enoturistico, registrando risultati in costante crescita anche sul fronte digitale. I più recenti dati sul traffico organico nazionale, elaborati attraverso gli Insight di Google del sito web, confermano la capacità del Movimento di attrarre un pubblico sempre più ampio e internazionale, grazie a una comunicazione strutturata, coerente e costantemente aggiornata. Negli ultimi 6 mesi il sito ha raggiunto oltre 2,1 milioni di impression, segnando un incremento rispetto al semestre precedente, quando si era attestato a quota 1,28 milioni. 


“Un andamento positivo che, - sottolinea Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente MTV Italia - sebbene riferito agli ultimi mesi del 2025 e ai primi mesi del 2026 e dunque ancora da monitorare, evidenzia segnali incoraggianti anche sul piano qualitativo: l’analisi da ottobre a marzo 2026 segnala che le impression sono arrivate a quota oltre 136 mila dall’estero (con un peso del 6,34%), forte segnale di interesse preliminare da tradurre in visite e prenotazioni, che si verificano in particolar modo nelle realtà enoturistiche maggiormente internazionalizzate e organizzate”. 


Superare i 2 milioni di impression in sei mesi, dunque rappresenta un risultato significativo per un sito istituzionale di settore, perché testimonia una buona capacità di presidio digitale, visibilità organica e intercettazione dell’interesse del pubblico.

Ma il dato più interessante fa riferimento al CTR (Click Through Rate) con un +20% di crescita progressiva, indice della crescente capacità del sito di trasformare la visibilità sui motori di ricerca in traffico reale. Un risultato che riflette la forza attrattiva del sistema MTV supportato da un lavoro mirato di aggiornamento strutturale dei contenuti, una gestione quotidiana e accurata delle news delle cantine e l’ottimizzazione del chatbot BACCOmmunity. 


Molto significativo anche l’ampliamento della platea internazionale con utenti provenienti da 12 Paesi: gli USA rimangono in testa con un picco di 47 mila impression seguono, Svizzera con 16 mila impression, Germania e Regno Unito con oltre 9 mila. Completano il quadro Francia, Spagna, India, Brasile, Paesi Bassi, Belgio (con oltre 30 mila impression) e altri Paesi. 



Questi dati e i risultati dell’indagine saranno presentati dal Movimento Turismo del Vino in occasione di Vinitaly 2026, Lunedì 13 aprile alle ore 10.30 presso Palaexpo di Vinitaly, Sala Vivaldi. (Evento riservato ai possessori di biglietto di ingresso a Vinitaly 2026).


Focus sulle visite internazionali



Report sintetico delle impression Italia vs estero - 6 mesi


Quadro riepilogativo


Periodo

Impression Italia

Impression estero

Peso estero su totale visibile

Rapporto estero su Italia

Osservazioni

Ottobre 2025 - marzo 2026

2.013.803

136.348

6,34%

6,77%

Totale estero calcolato sommando i paesi visibili; include Stati Uniti, Svizzera, Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, India, Brasile, Paesi Bassi, Belgio, Canada, Austria, Polonia, Argentina, Messico, Romania, Indonesia, Filippine e Corea del Sud.


Dati ottobre 2025 - marzo 2026

Impression Italia

2.013.803

Impression estere

136.348

Incidenza estero su Italia + estero

6,34%

Rapporto estero rispetto alla sola Italia

6,77%


I dati evidenziano una forte prevalenza del mercato italiano, che rappresenta il bacino principale di visibilità organica, con 2.013.803 impression. Allo stesso tempo, la componente internazionale registra 136.348 impression, pari al 6,34% del totale e al 6,77% rispetto al solo volume italiano.

Considerazioni

il sito MTV ha una base internazionale reale e in crescita 

il dato estero online è coerente con il profilo nazionale medio 

il gap rispetto al 35–40% di visite straniere reali rilevate dall’indagine CESEO suggerisce spazio di crescita per le cantine MTV. La distanza rispetto ai livelli di presenza straniera rilevati indica un potenziale di sviluppo ancora significativo per le cantine MTV sul fronte dell’attrattività internazionale.

le impression estere possono essere lette come top of funnel internazionale, cioè segnale di interesse preliminare da trasformare poi in visite, contatti e prenotazioni

In sintesi, le impression estere rilevate sul sito istituzionale del Movimento Turismo del Vino, pari al 6,34% del totale, non sono direttamente comparabili con la quota di visitatori stranieri nelle cantine, poiché misurano la visibilità e l’interesse online, non la fruizione fisica. 


Tuttavia, il dato costituisce un indicatore significativo della capacità del portale di intercettare domanda internazionale e tradurla in visite reali. Ci sono ampi margini di potenziamento attraverso l’implementazione di contenuti sempre più attrattivi per un pubblico straniero di qualità e alto spendente.


I valori del 35–40% rilevati nell’indagine si riferiscono a campioni di cantine presumibilmente più strutturate (come ad esempio al sud dove si sono organizzati autonomamente per la ricezione di ospiti stranieri) e più orientate ai mercati internazionali. 

 

In questo quadro quindi, la quota estera appare coerente con le evidenze generali sul turismo del vino in Italia, secondo cui la presenza di stranieri nelle cantine resta mediamente inferiore al 10% rispetto ai 104 milioni di arrivi esteri in Italia (fonte: Alloggiati Web del Ministero degli Interni).


Ma le visite sul sito MTV (le pagine più cliccate sono quelle sui programmi delle diverse iniziative istituzionali) ci restituiscono la forza attrattiva del sistema MTV che si traduce in visite reali presso realtà enoturistiche maggiormente internazionalizzate e accessibili.


La visibilità, insieme alla dinamicità dell’offerta della singola cantina resta un valore determinante che va ad affiancare tutte le altre attività di comunicazione online e offline del Movimento Turismo del Vino.


MOVIMENTO TURISMO DEL VINO. L'Associazione Movimento Turismo del Vino è un ente no profit ed annovera oltre 700 tra le più prestigiose cantine d'Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole da una parte far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità. Il Movimento Turismo del Vino, nato nel 1993 da un’intuizione dei Donatella Cinelli Colombini, negli anni si è fatto catalizzatore di formazione e promozione dell’enoturismo, anche attraverso format vincenti come Cantine Aperte, Calici di Stelle ed altre attività.

 

Partner: RCR - Cristalleria italiana; Fine Wine Tourism Marketplace; Italia.it; Italia a Tavola; Agricamper; Wine in Moderation; ReWine

POLITY DESIGN LANCIA «LA MARCIANISE CHE VOGLIAMO» DOMENICA 12 APRILE: UN PROGETTO INTEGRATO PER IL BENE COMUNE

La giornata di studi e confronti si terrà nel moderno teatro della Parrocchia di San Giuliano Martire in Giovanni Paolo II in via Clanio a Marcianise. Saranno presentate sette idee per sette testimoni.

Come scoprire la «Marcianise che vogliamo». Come costruire una piattaforma di bene comune a disposizione della società civile e della città per edificare un nuovo orizzonte cittadino con tante idee valide, in una comunità importante e prestigiosa della provincia. E’ l’idea lanciata da «Polity Design», la scuola di classe dirigente di Caserta, una delle otto scuole di politica nazionali di ispirazione cattolica, accreditata dalla Conferenza episcopale italiana, che prova a mettersi in gioco per la cittadina casertana, in vista della prossima tornata elettorale.

 

L’IDEA

Tutto è nato da un invito del parroco di San Giuliano, don Gianni Vella, che è anche il vicario generale della Diocesi di Caserta. «Qualche settimana fa il parroco di San Giuliano, don Gianni Vella, ci ha scritto una lettera – spiega Luigi Ferraiuolo, direttore di Polity Design - per chiederci di interessarci di Marcianise. “Fate tante cose in giro per l’Italia, fate qualcosa a Marcianise – ci ha chiesto don Gianni - La nostra città è solida, ha i conti a posto, ha entrate garantite - ha spiegato ancora il sacerdote - tanti fermenti associativi e giovani in gamba, ma le sue Amministrazioni dal 2006 non completano il mandato: si interrompono sempre prima. Provate a costruire qualcosa per il bene comune”. E noi abbiamo provato a costruire!».

 

 

IL PROGETTO

E’ nata così «La Marcianise che vogliamo» di Polity Design: sette idee per Marcianise». Un progetto di promozione civica dedicato a Marcianise, in cui Polity Design con il suo collegio di direzione e i suoi allievi ha scrutinato sette personaggi di qualità del centro casertano, per categoria o ruolo sociale o impegno civico, d’accordo con la comunità ecclesiale, capaci di proporre alla cittadinanza sette idee concrete, sette doni, per la prossima amministrazione o per il mondo del terzo settore. Con la particolarità però di essere realizzabili, non solo progetti da iscrivere in uno speciale libro dei sogni. «Abbiamo messo insieme una quarantina di profili e intervistato altrettante persone – sottolinea Luigi Ferraiuolo – per scegliere i nostri testimoni, le nostre idee, d’accordo con la comunità ecclesiale. E’ stato un lavoro lungo, sicuramente perfettibile, ma crediamo che sia una proposta importante per la città, frutto dell’impegno e della spinta di tante energie, nata nel mondo cattolico marcianisano. Invitiamo tutti a partecipare, ma soprattutto anche a darci una mano a migliorare il format con suggerimenti e aiuto, perché è un dono per Marcianise che speriamo continui nel tempo».

 

 

L’APPUNTAMENTO

«La Marcianise che vogliamo: sette idee per Marcianise» si terrà domenica 12 aprile, nel teatro della parrocchia di San Giuliano Martire in San Giovanni Paolo II (Via Clanio, 114, Marcianise), dalle 10.30 alle 12.30 circa. Le idee saranno presentate con speech di sette minuti ciascuno dai vari testimoni e poi dibattute in un successivo dibattito. Tutte le idee proposte verranno registrate per realizzare un podcast e un fascicolo digitale e a stampa, che verrà distribuito attraverso i social e consegnato alle istituzioni locali come la biblioteca civica o quella delle varie scuole o nelle parrocchie. Sono invitati ad assistere all’incontro tutti i candidati sindaci ufficiali alla data del 12 aprile, mentre hanno già garantito la loro presenza i candidati sindaci che hanno già formalizzato la loro candidatura per la prossima tornata di amministrative.

 

LE «IDEE»

Le nostre «idee», i nostri testimoni, sono Tiziana D’Errico, preside del Liceo Quercia; il campione olimpico di Los Angeles, Angelo Musone; Raffaele Scauzillo, attivista culturale; Raffaele Cutillo, architetto; Tommaso Zarrillo, già preside e sindaco; Gabriele Russo, attore e direttore della scuola di teatro di Marcianise; Alessandro Tartaglione, giornalista e attivista culturale. Sono loro il cuore di «Polity Design per Marcianise: La Marcianise che vogliamo». Un progetto integrato per il bene comune che getti un seme destinato a diventare una pianta forte al servizio della comunità. Senza far ombra a nessuno, ma offrendo una prospettiva nuova e diversa, utile alla cittadinanza. Un progetto moderno, un dono alla comunità, che punta, in pratica, al bene civile.

 

POLITY DESIGN

«Polity Design, scuola del disegno delle relazioni», ispirata alla dottrina sociale della Chiesa, accreditata dalla Cei, è basata a Caserta, con orizzonte il Paese, ed è guidata da un Collegio di Direzione composto dal Direttore Luigi Ferraiuolo insieme con Gianmarco Carozza, Sergio Carozza, Valentina D’Andria, Alda Della Selva, Monica Ippolito, Stefania Lanni, Gianni Maggio, il nostro assistente don Gianmichele Marotta e Biagio Narciso. Nata da una idea di Luigi Ferraiuolo, Polity Design si propone di formare una élite di persone di valore partendo dai nostri giovani, aiutandoli a rimanere nella loro terra e a cambiarla in meglio. Ha casa nella Biblioteca del seminario di Caserta, in piazza Duomo. Partner della scuola sono la casa editrice Il Mulino, la Rete di Trieste, il caseificio La Baronia, la Saidi advertising, il Caffè Pompeii e la Cantina di Lisandro.

PROGETTI SCUOLA ABC - A SPASSO CON ABC : FRANCESCO MONTANARI CON I RAGAZZI E LE RAGAZZE A BRUXELLES NEL CUORE DELL'EUROPA

“A spasso con ABC – Un altro sguardo” Studentesse e studenti a Bruxelles nel cuore dell’Europa. Dopo Roma sulle tracce del Caravaggio, le visite a Sabaudia e Viterbo, prosegue il percorso di A spasso con ABC – Un altro Sguardo, nell’ambito dei Progetti Scuola ABC.

Questi progetti - promossi dall’Assessorato Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica della Regione Lazio nell’ambito del PR FSE+ Lazio 2021-2027 con l’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale attraverso Zètema Progetto Cultura e con il sostegno della Fondazione Roma Lazio Film Commission - propongono un approccio diverso per riflettere sul nostro presente e sul nostro passato attraverso il cinema e l’audiovisivo con Cinema, Storia&Società, per guardare con un altro sguardo i luoghi e i beni culturali con A Spasso con ABC, e per comprendere il valore delle parole e sostenere la crescita emotiva con Il senso delle parole. I Progetti Scuola ABC sono esperienze vive e coinvolgenti, con nuove attività e momenti di confronto tra studenti e persone esperte, artisti e protagonisti del mondo della Cultura.

A Spasso con ABC – un altro sguardo vuol far scoprire e conoscere la magia di alcuni luoghi speciali: una passeggiata tra i luoghi della storia, dell’arte e della bellezza accompagnati dalle testimonianze di scrittori, storici, attori, performer, registi - narratori di suggestioni e poetiche per uno sguardo diverso, per leggere il passato e la realtà in modo più acuto, profondo, intelligente. I luoghi scelti diventano il filo conduttore che consente alle ragazze e ai ragazzi di visitare e partecipare a diverse attività, in un nuovo e inconsueto racconto di un’esperienza sul territorio, per riscoprire contesti conosciuti e coglierne lo spirito più intenso e nascosto.

Nel quarto appuntamento di questo anno scolastico, gli studenti e le studentesse delle scuole di Roma e del Lazio hanno fatto tappa a Bruxelles, Capitale del Belgio ma anche “Capitale d’Europa”, accompagnati da Lorenza Lei AD Fondazione Roma Lazio Film Commission, Sara Graziani Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, Umberto Gentiloni Silveri, storico e professore all’Università Sapienza di Roma, Giovanna Pugliese, Coordinatrice Progetti Scuola ABC. Un'esperienza unica, per conoscere la città e le istituzioni europee che lì insistono.

I ragazzi e le ragazze sono stati accolti presso lo splendido Rooftop Brussels 58, da Feederik Ceulemans, il più giovane tra gli Assessori della città, con delega alla Rigenerazione urbana, al Clima, alla Partecipazione dei cittadini e agli Affari di lingua nederlandese del Comune di Bruxelles.

Un momento particolarmente significativo è stato il confronto con Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento europeo, e con i rappresentanti delle istituzioni europee, presso il Centro Visitatori e il Parlamento UE. In tale occasione, gli studenti e le studentesse hanno avuto l’opportunità di interagire direttamente con funzionari della Commissione e del Parlamento, ponendo domande e partecipando attivamente al dibattito sui principali temi dell’Unione. Ad intervenire in dialogo con le ragazze e i ragazzi Veronica Manfredi, Director General DG ENVI - Commissione Europea, Ilaria Volpe, Coordinatrice per le relazioni interistituzionali DG EMPL - Commissione Europea e Raffaella De Marte, Head of Unit Directorate - General for Communication - Parlamento Europeo, moderati dalla giornalista Valentina Brini (Ansa).

Il momento istituzionale al Parlamento Europeo ha visto la partecipazione di rappresentanti diplomatici e parlamentari europei, offrendo una testimonianza concreta del funzionamento delle istituzioni e del ruolo dell’Italia nel contesto europeo. Nella Sala Spinelli, si sono alternati gli interventi dell’Ambasciatore della Rappresentanza Permanente presso l’UE Vincenzo Celeste, dell’Europarlamentare Nicola Zingaretti, dell’AD della Fondazione Roma Lazio Film Commission Lorenza Lei con il video saluto dell’Assessora alla Scuola e Lavoro di Roma Capitale, Claudia Pratelli.

L’appuntamento si è concluso con l’esibizione dell’attore Francesco Montanari con il suggestivo monologo teatrale “Povero Cristo” scritto da Davide Sacco che le ragazze e i ragazzi hanno seguito con attenzione e partecipazione.

Il viaggio ha avuto la sua tappa finale a Marcinelle, nella miniera di carbone Bois du Cazier, dove la mattina dell'8 agosto 1956 un incendio provocò la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani. Commovente l'incontro con l’ultimo minatore italiano sopravvissuto alla tragedia Urbano Ciacci, un testimone diretto, che ha offerto agli studenti una riflessione profonda sulla memoria, sul lavoro e sui diritti.

L’iniziativa si conferma come un’importante occasione di crescita civica e culturale, capace di coniugare conoscenza storica, educazione alla cittadinanza europea e partecipazione attiva delle nuove generazioni.

 

Per maggiori informazioni:

https://www.progettoabc.it/
https://www.facebook.com/ProgettoABC
https://www.instagram.com/progetto_abc/

 

mercoledì 1 aprile 2026

FEDE GALIZIA A CAPODIMONTE

Schmidt: “Benvenuta alla 'mirabile pittoressa', valorizziamo le grandi artiste e le loro storie” 
Dopo più di due secoli L'Adorazione dei Magi' si riunisce alla collezione Borbone 
Pasqua ingresso gratuito, Lunedi dell'Angelo apertura straordinaria.
 
Fa parte da oltre due secoli della Collezione Borbone, patrimonio del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ma non è mai stata esposta nella Reggia. È una storia di oblio e riscoperta quella della Adorazione dei re Magi (1610) di Fede Galizia, prima pala d'altare firmata dalla celebre 'pittoressa', opera creduta dispersa e declassata a lungo come 'anonimo fiorentino': dal 2 aprile si potrà ammirare nella sua collocazione definitiva, la sala 79, nella galleria del secondo piano della Reggia, riaperta per l'occasione dopo i lavori.  
 
Fede Galizia (documentata a Milano, dal 1587 al 1630), affermata ritrattista e autrice di famose nature morte conservate in importanti musei e collezioni in Italia e all'estero, nella pala per Napoli si confronta con i maestri del ‘500: Leonardo per la composizione intorno alla Madonna, ma anche Raffaello, Correggio. Il nuovo arrivo nelle collezioni racconta anche un pezzo di storia dell'arte a Napoli ai tanti visitatori attesi a Capodimonte nelle festività: il giorno di Pasqua coincide con la prima domenica del mese ad ingresso gratuito, museo aperto anche nel lunedì dell'Angelo (solo secondo piano, Real Bosco chiuso come di consueto a Pasquetta). 
"Diamo il benvenuto a Capodimonte alla 'mirabile pittoressa' Fede Galizia, che raggiunge nel racconto della pittura al femminile le colleghe Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Elisabetta Sirani, Teresa Del Po, Lavinia Fontana, Angelica Kauffmann, Elisabetta Louise Vigee Lebrun, solo per nominare le più celebrate artiste tra ‘500 e ‘700 presenti nelle nostre collezioni, ognuna con una storia straordinaria che è anche sociale e civile e che vogliamo sempre più valorizzare - dichiara Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte - Ringraziamo la Chiesa di San Pasquale a Chiaia e l'Ordine Francescano (Provincia di San Giovan Giuseppe della Croce dell'Ordine dei Frati minori, ndr) che ha custodito l'opera, identificata solo nel 2021: auspichiamo nuove collaborazioni per le celebrazioni degli 800 anni del Santo Patrono d'Italia".  
 
Il grande dipinto era stato commissionato da Baldassare Noirot, mercante fiammingo, al quale era affidata la Cappella dei Magi nell' antica Chiesa di S. Anna dei Lombardi (1581): nel 1798 il crollo del soffitto la rese inagibile, le opere furono spostate nella vicina Santa Maria di Monteoliveto (la Sant' Anna dei Lombardi attuale) in tempo per evitare il terremoto del 1805 che distrusse anche la “Resurrezione” di Caravaggio. 
La pala di Galizia giunge al Real Museo Borbonico tra 1816 e il 1821, con la firma ben evidente: un accorgimento che le pittrici donne del tempo adottavano per non essere 'cancellate'. Ma nel 1937 il Museo divenuto 'Nazionale', indica il dipinto come 'Ignoto Fiorentino del XVI' dandolo in temporanea consegna alla Chiesa di San Giuseppe a Rione Luzzatti edificata per accogliere le opere della distrutta chiesa di San Giuseppe Maggiore in via Medina. Con la Seconda guerra mondiale la distruzione della chiesa nel rione (che diverrà 'iconico' perché al centro delle vicende della saga dell'Amica Geniale) e la spoliazione delle sue opere, si perdono le tracce dell'Adorazione e di altre tre tele di Capodimonte, nel 1957 divenuto sede della Pinacoteca nazionale, prima ospitata nell'attuale Mann. Ma è solo nel 2021 che la ricerca pubblicata nel catalogo della mostra a Trento 'Fede Galizia Mirabile Pittoressa' svela che l'Adorazione si trova al Convento di San Pasquale a Chiaia a Napoli. Fondamentale per l'identificazione il contributo dello studioso Federico Maria Giani coinvolto nell'esposizione curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stroppa che celebra le origini trentine della pittrice. Ed è stato proprio il dipinto di Fede Galizia ad aprire il percorso della recente mostra dedicata alle donne del ‘600 alle Gallerie d'Italia di Napoli, ultima tappa prima di tornare, anzi essere esposta per la prima volta, a Capodimonte. Tra le due Annunciazioni di Scipione Pulzone e di Francesco Curia (proveniente anch'essa da Sant'Anna dei Lombardi), e di fronte all'Adorazione dei Pastori di Santafede, la pala di Galizia è così inserita nell'ambito delle opere coeve prodotte per Napoli e per il Regno tra la fine del '500 e il primo decennio del '600, a sottolineare la varietà della proposta culturale del periodo, tra manierismo e influenze caravaggesche.  
A Napoli si trova anche una seconda opera di Fede Galizia, la pala d'altare San Carlo in Estasi nella chiesa di San Carlo alle Mortelle.