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venerdì 29 maggio 2026

Louis Cane con la mostra Decostruire e reinterpretare la pittura fino al 30 giugno 2026


La mostra è accompagnata da una lettura critica di Matthieu Poirier, storico dell'arte e curatore dellemostre di arte moderna e contemporanea alla Cite de l’Architecture et du Patrimoine di Parigi.             

La Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. presenta a Bologna una mostra dedicata a Louis Cane, dopo il successo che lo ha visto protagonista nella recente esposizione nella sede parigina della galleria. Questo secondo appuntamento conferma il rinnovato interesse critico e collezionistico per l’opera dell’artista francese, figura centrale della scena europea contemporanea, la cui ricerca continua a rivelarsi di straordinaria attualità. La mostra si concentra su due momenti chiave della suaproduzione: gli esordi alla fine degli anni Sessanta, nell’ambito del movimento Supports/Surfaces,e la svolta degli anni Novanta, segnata da un rinnovato dialogo con la storia dell’arte e dalla produzione di un interessante corpus di sculture in ceramica.



Il percorso espositivo si apre con una selezione di celebri opere storiche, che testimoniano l’adesione di Cane ai principi di Supports/Surfaces, di cui è tra i membri fondatori. In questi lavori,l’artista analizza e decostruisce gli elementi fondamentali della pittura – supporto, superficie, gesto– liberandoli dalla funzione rappresentativa e ponendo al centro della ricerca il processo e la materialità dell’opera. La serie delle toiles et papiers découpées rappresenta uno dei momenti più radicali di questa indagine. Tagliando la tela e ricomponendola, Cane ne distrugge l’unità tradizionale e mette in evidenza la sua struttura fisica. Questo gesto non è solo formale, ma anche teorico: significa rifiutare l’idea del quadro come totalità chiusa e autonoma, per proporre invece una visione frammentaria e aperta. Le parti della tela acquistano una propria autonomia, e lo spazio tra di esse diventa altrettanto significativo quanto la materia dipinta. Il ciclo dei Sol/Mur approfondisce ulteriormente questa riflessione.



 Disporre le opere a terra o a parete non è una semplice scelta espositiva, ma un modo per ridefinire il rapporto tra pittura, spazio e spettatore.Destabilizzando le abitudini percettive, l'artista ci invita ad una fruizione più consapevole. Con la serie delle toiles tamponées, l’artista introduce una riflessione sul gesto e sulla ripetizione. L’uso di moduli e tamponi per applicare il colore elimina in parte l’espressività individuale, sostituendola con un procedimento sistematico e ripetitivo. Tuttavia, proprio in questa apparente neutralità emerge una nuova forma di sensibilità, legata alla variazione minima e alla percezione del tempo.La mostra si sposta poi sugli anni Novanta, quando Cane inaugura una nuova fase della sua pratica, caratterizzata da un confronto diretto con i grandi maestri del passato. In mostra saranno presentate due tele dal titolo Peinture abstraite traditionnelle che reinterpretano il celeberrimo ciclo di Claude Monet dedicato alle Ninfee, sul quale Louis Cane inizia a riflettere nel 1994 proprio in occasione di una sua mostra personale al Musee de l'Orangerie, dove sono conservate i capolavori del pittore impressionista. Su questa stessa scia si inseriscono le sculture Menines, ispirate all'opera di Diego Velázquez che aprono un importante focus della mostra dedicato alla produzione in ceramica.



La mostra si arricchisce infatti di sculture realizzate da Louis Cane in occasione della grande mostra che lo ha visto protagonista nel 1995 al MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, realizzata in collaborazione con la Galleria d’Arte Maggiore g.a.m. e curata da Franco e Roberta Calarota. 



Oltre alle Menines, completano il percorso le Veneri, che reinterpretano modelli arcaici di stampo etrusco, e le Altalene, opere che introducono nello spazio una dimensione dinamica e sospesa, ampliando ulteriormente la riflessione di Cane sul rapporto tra forma, equilibrio e percezione. Come per il colore, anche nella scultura Louis Cane mantiene la stessa attenzione quasi "analitica" per la materia, trattando la forma come un'esperienza tattile piuttosto che come un ideale da raggiungere. 



Sono sculture da guardare da vicino per coglierne sulla sua superficie ciò che resta del gesto: impronte, graffi, ispessimenti e irregolarità.Analizzando più aspetti dell'arte di Louis Cane, la mostra offre una lettura articolata della sua pratica, mettendo in luce la coerenza e l’evoluzione di un artista capace di attraversare e rinnovare i linguaggi della contemporaneità.


Cenni biografici:

Membro fondatore del collettivo Supports/Surfaces (1969-1972) insieme a Claude Viallat, Daniel Dezeuze e Jean-Pierre Pincemin, Louis Cane (Beaulieu-Sur-Mer, 1943 - Monaco, 2024) ha incontrato presto il successo e il riconoscimento istituzionale. Le prime acquisizioni da parte del Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris risalgono al 1973 e le sue opere sono conservate nelle collezioni permanenti dei più importanti musei del mondo, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il MoMA - Museum of Modern Art di New York, il Philadelphia Museum of Art e il Tel Aviv Museum of Art. Nel 1976 sono state organizzate mostre monografiche in Danimarca e in Canada,rispettivamente al Louisiana Museum e al Musée d'Art Contemporain de Montréal. L'anno successivo, nel 1977, il Centre Pompidou, inaugurato pochi mesi prima, ha ospitato la prima mostra personale a lui dedicata in Francia, confermando così il suo posto al centro dell'avanguardia e del movimento Supports/Surfaces, da cui sono tratte le serie presentate. Nello stesso anno, la LeoCastelli Gallery di New York gli dedicò una mostra. Nel 1978 ha tenuto una mostra personale all'Israel Museum di Gerusalemme e nel 1979 un'altra al Musée d'Art Moderne di Strasburgo.Nei decenni successivi, diverse mostre consolidarono lo status di Louis Cane e della sua opera, tra cui: la Fondazione Maeght a Saint-Paul de Vence (1983), il Museo di Tolone (1987), il Museo Civico di Belle Arti di Santander (1991), la Fondazione Deutsch Belmont a Losanna (1991), la Statengalerie dell'Aia (1992), il Museo d'Arte di Tel Aviv (1992), il Centre Pompidou (1992), il Musée de l'Orangerie di Parigi con la serie Nympheas (1994) e il Museo d'Arte Moderna di Takaoka (1995). Ha inaugurato il nuovo secolo con una mostra del gruppo Supports/Surfaces al Museo d'Arte Contemporanea di Tokyo, seguita dal Museu de Arte Moderna di San Paolo(2000), dallo Shaanxi History Museum in Cina (2001) e dalla mostra collettiva "Recto Verso"alla Fondazione Prada di Milano (2015).

Love Film Festival, dal 29 al 31 maggio 2026 a Perugia con Gabriele Lavia, Fausto Russo Alesi, Jaele Fo, madrina Barbara Chichiarelli

Tra gli ospiti Gabriele Lavia, Fausto Russo Alesi, Jaele Fo, il giornalista Luigi Garlando, Madrina del festival Barbara Chichiarelli.

Evento di chiusura in anteprima assoluta: proiezione della serie Rai Fiction Estranei,presenti il regista Cosimo Alemà e l’attore Marco Cocci.

Prende il via oggi, 29 maggio, a Perugia, il Love Film Festival, primo festival cinematografico in Italia incentrato sul tema dell’amore, alla sua dodicesima edizione con la direzione artistica di Daniele Corvi.  

La manifestazione, che premia con il Grifone d’oro le pellicole italiane e internazionali uscite in sala nell’anno precedente per le categorie di Miglior film, Migliore regia, Miglior attrice, Miglior attore, Miglior sceneggiatura e Miglior cortometraggio, negli anni ha ospitato talenti del cinema come Antonio e Pupi Avati, Marco Bellocchio, Marco Bocci, Alessio Boni, Raoul Bova, Abel Ferrara, Paolo Genovese, Claudia Gerini, Elio Germano, Madalina Ghenea, Giancarlo Giannini, Giovanna Mezzogiorno, Laura Morante, Don Most, Roman Polanski, Carlo Verdone, Paul Verhoeven.

L’edizione 2026 vede madrina l’attrice Barbara Chichiarelli, appena vista nella popolare serie Sky Avvocato Ligas, al fianco di Luca Argentero.

Il tema di quest’anno ci parla dell’“amore” inteso come “inclusione”, ovvero quella capacità di riconoscere, valorizzare e integrare la “diversità” umana in tutte le sue forme, sociali, culturali, etniche, economiche, di genere, di abilità e di orientamento. Tutte le opere in programma sono state dunque selezionate per stimolare una riflessione critica e informata. Il Festival sarà anche palcoscenico di un percorso che proseguirà durante l’anno sostenuto dalla Fondazione Perugia e intitolato “Visioni inclusive - percorsi per un cinema inclusivo”, atto a sensibilizzare gli studenti delle scuole superiori e universitari attraverso il linguaggio cinematografico. 

Il Love Film Festival realizzato in collaborazione con la Regione Umbria ha il patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, del Comune di Perugia, ed è realizzato con il contributo di A.Di.S.U Umbria e Umbra Acque, in media partnership con Rai Umbria.

Tutte le proiezioni a ingresso a libero saranno al Cinema Méliès.

Tra gli eventi in programma:

l’anteprima della serie Rai Fiction Estranei di Cosimo Alemà, con Elena Radonicich, Kel Giordano, Marco Cocci, Isabella Ferrari, Ricky Memphis, Giulio Scarpati, alla presenza del regista e dell’attore Marco Cocci, storia dell’amore contrastato tra una ragazza italiana e un ragazzo sikh (evento di chiusura del 31 maggio alle 21); l’incontro con l’attore e regista Gabriele Lavia (il 31 maggio alla Sala della Vaccara alle 17), per la retrospettiva del film La lupa (1996) in occasione del suo trentennale; l’anteprima del film La bolla delle acque matte in concorso, finanziato dall’Umbria Film Fund 2022, alla presenza della regista Anna Di Francisca, dell’attore protagonista Fausto Russo Alesi e delle attrici Jaele Fo e Giulia Zeetti, Sara Purgatorio (DOP), Paolo Perna (musiche) (evento di apertura, 29 maggio alle 20:30). 

E ancora: un incontro con la distributrice cinematografica, responsabile di TittiMedia, Cristina Priarone a seguito della proiezione del film Le tre regole infallibili (2025, in concorso) di Marco Gianfreda (29 maggio); la presentazione dei libri Per questo mi chiamo Giovanni (alla sede di Mediazione Linguistica, il 30 maggio alle 11) e Sandro libera tutti (sempre il 30 maggio, alla Sala dei Notari alle 17) presente l’autore, il giornalista Luigi Garlando, storica firma de La Gazzetta dello sport e autore di popolarissimi libri per ragazzi; la proiezione del film Francesco (1989) di Liliana Cavani in occasione dell’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi (29 maggio); la proiezione del film Io non sono nessuno (2025, in concorso) di Geraldine Ottier, storia vera di Maria Silvia Spolato, la prima donna in Italia a dichiarare apertamente la propria omosessualità, presente la regista e gli attori Graziano Scarabicchi e Martina Carletti (30 maggio alle 20:30); e la presentazione in anteprima assoluta del progetto cinematografico a tema bullismo Blues Baby Boy, della regista e titolare di CS Cinema, Andrea Simonella (30 maggio).

Il manifesto del Love Film Festival è realizzato da Francesco Quintiliani. 

In allegato il programma completo

Info: www.perugialovefilmfestival.com

Associazione Perugia Love Film

info@perugialovefilmfestival.com

 

Roberto Di Pinto per Don Salvatore, un orto, un cortile, due cucine il 16 giugno 2026 a Monte di Procida nei Campi Flegrei

Un orto, un cortile, due cucine: Luigi Colandrea e Roberto Di Pinto
in compagnia di Pietro Mastroberardino e dei suoi vini il 16 giugno 2026 alle ore 20 da Don Salvatore a Monte di Procida.

Napoli Milano andata e ritorno. 
Roberto Di Pinto, nato nella Napoli più popolare, consacrato a Milano dalla Stella Michelin e premiato dalla notorietà di “Celebrity Chef”, torna alle origini e incontra la cucina di materia e tecnica di Luigi Colandrea, in una divertente serata a quattro mani. 
Ospite di onore Piero Mastroberardino, erede della tradizione vitivinicola plurisecolare di una famiglia che ha imposto nel mondo i vitigni autoctoni campani.
Alla ETS Sostenitori Ospedale Santobono, per la formazione del reparto di neuropsichiatria infantile, sarà devoluto il ricavato della serata.

Martedì 16 giugno, alle 20, Don Salvatore ristorante e relais di Monte di Procida ospiterà Roberto Di Pinto, volto televisivo e social affermato, giudice della nuova stagione di Celebrity Chef, uno degli chef più talentuosi e carismatici della scena gastronomica contemporanea italiana.
Primi passi nella storica pasticceria Scaturchio e all’Alberghiero di Pozzuoli, poi anni di viaggio lo portano a Londra, Parigi, Firenze, San Francisco e infine a Milano, dove riceve il riconoscimento della stella Michelin. Il nome del suo ristorante, SINE, “senza” in latino, racchiude l’idea stessa di cucina di Di Pinto: lotta a rigidità e sovrastrutture ed esaltazione della qualità della materia prima, del gusto e dell’accoglienza. 
Il forte legame con Napoli è declinato con le esperienze vissute nel mondo. Ne vengono fuori piatti che interpretano la Cucina Mediterranea con estro creativo. Ama definirsi uomo di “sogni e radici” che mantiene il cuore legato alle origini partenopee pur avendo viaggiato per conoscere le cucine più prestigiose nel mondo.
Luigi Colandrea, cresciuto con il fratello Generoso tra gli orti e i filari di famiglia, sotto lo sguardo vigile e operoso di mamma Rosa, porta in cucina la storia agricola dei Campi Flegrei e una sensibilità autentica per la materia prima e per il valore del lavoro nei campi.
Ospite d’onore della serata sarà Piero Mastroberardino, erede di una tradizione pluricentenaria nel mondo del vino, rappresentante di una famiglia cui si deve la riscoperta dei vitigni autoctoni irpini e campani e l’affermazione del vino campano nel mondo. I suoi vini, serviti in abbinamento, saranno la quadratura del cerchio, il legame naturale tra la cucina delle radici di Di Pinto e la passione di Luigi Colandrea per l’esaltazione dei prodotti della sua terra.
Terra alla quale Luigi Colandrea è tornato, dopo gli studi e le esperienze di lavoro fuori regione, per dar vita nel 2016 a Don Salvatore, ristorante e relais immerso nell’azienda agricola di famiglia. Nato all’interno di un antico cellaio, il progetto è cresciuto nel tempo mantenendo intatta la sua filosofia: portare in tavola ciò che la terra produce, senza mediazioni, nel pieno rispetto della stagionalità e della biodiversità flegrea.
La cucina di Luigi Colandrea è una cucina di memoria e passione. I menu cambiano seguendo il ritmo dell’orto e delle produzioni aziendali. Tutto è pensato per raccontare una terra sospesa tra orto e mare, arricchita dalla natura vulcanica dei suoi suoli e dal clima mite della costa, con uno stile essenziale e riconoscibile, scevro da virtuosismi barocchi.
Oggi Luigi Colandrea rappresenta una delle voci più autentiche della nuova stagione della cucina dei Campi Flegrei: una cucina autentica, identitaria e contemporanea, in cui la tecnica è posta al servizio dello straordinario patrimonio di biodiversità e della grande tradizione gastronomica di questa terra.
Roberto e Luigi hanno preparato un menu in sette portate che raccoglie le suggestioni più interessanti della loro proposta gastronomica: alcuni piatti simbolo del SINE di Milano si alterneranno alla solida cucina delle radici del Don Salvatore.
La serata, allegra e spensierata, allietata da buona musica, sarà anche l’occasione per supportare, attraverso la ETS Sostenitori Ospedale Santobono, il reparto di neuropsichiatria infantile del Santobono nell’organizzazione della seconda edizione del convegno “L’arte di mascherarsi”, dedicato all’autismo, al quale potrà partecipare, grazie al ricavato, il professor Tony Attwood, massimo esperto mondiale sul tema. Il suo intervento sarà un supporto prezioso alla formazione del personale medico e infermieristico napoletano e per fornire una adeguata conoscenza alle famiglie dei piccoli ammalati. 
Quello con Roberto Di Pinto è il primo di un ciclo di incontri che porterà questa cucina ad affiancarsi amichevolmente alle voci geniali del panorama gastronomico italiano, alla ricerca delle comuni radici e della sana contaminazione.

Menu https://donsalvatoreristoranteerelais.plateform.app/frontpage/esperienze/e1ab3afc6d6f37befa05e406a9a51c2e
Don Salvatore ristorante & relais
https://www.donsalvatore.eu/

Nel cuore del fútbol sudamericano con Going, tra pallone e street food

Con il “Il Pacchetto dei Campioni”, inseguendo i gol dell’estate sudamericana: nelle notti magiche al Maracanà di Rio, a La Boca di Buenos Aires, allo stadio Centenario di Montevideo, sede della prima Coppa del Mondo FIFA del 1930.

Il Sud America continua ad attrarre i viaggiatori italiani: stime recenti parlano di circa 500mila connazionali diretti ogni anno nei Paesi sudamericani per turismo, visite a parenti o motivi di lavoro. Un interesse che Going coglie con “Il Pacchetto dei Campioni”, itinerario dedicato al fútbol sudamericano, fenomeno sociale e culturale che attraversa quartieri, classi sociali, identità nazionali e memoria collettiva. Senza dimenticare la connessione tra calcio e cibo di strada: a ogni visita si celebra il legame tra street food e passione calcistica.

 

Il pacchetto comprende:

 

• 12 giorni e 9 notti

• Tre capitali mondiali del fútbol sudamericano

• Stadi storici, cultura locale ed esperienze street food

• Partenze da ottobre 2026 ad aprile 2027

 

Le capitali mitiche del calcio: Rio de Janeiro, Buenos Aires e Montevideo

 

Il tour accompagna i viaggiatori nei luoghi simbolo del fútbol continentale, attraversando Brasile, Uruguay e Argentina. Non un semplice viaggio sportivo o nostalgico, piuttosto un percorso culturale nel cuore di una delle più potenti espressioni identitarie del Sud America.

 

A Rio de Janeiro ecco il dietro le quinte del Maracanã, lo stadio che ha ospitato finali di Coppe del Mondo e Giochi Olimpici. I visitatori possono accedere alla collezione storica, agli spogliatoi, alla zona mista, alla sala stampa e, soprattutto, al terreno di gioco. Tra i memorabilia dedicate a Pelé, Garrincha e Zico, anche la rete del millesimo gol di Pelé e cimeli appartenuti allo storico numero 10 del Flamengo.

 

A Montevideo, il tour entra nella storia del calcio uruguaiano con la visita allo Stadio Parque Central e allo Stadio Centenario, sede della prima Coppa del Mondo FIFA del 1930. Il percorso include il Museo del Calcio e un’esperienza gastronomica al Ristorante 1930, all’interno dello stadio, con degustazione del tradizionale “Chivito”.

 

Buenos Aires rappresenta invece il cuore emotivo del fútbol argentino. L’itinerario tocca l’Estudiantes de La Plata, dove esordì Diego Armando Maradona, e la Casa del D10S nel quartiere La Paternal. Il viaggio prosegue a La Boca, tra Caminito, la Vuelta de Rocha e il Museo de la Pasión Boquense, alla scoperta delle radici popolari del quartiere che ha dato origine a una delle rivalità più celebri del calcio mondiale: Boca Juniors contro River Plate. Per non dimenticare una degustazione di choripán, simbolo dello street food argentino e rituale legato alla cultura degli stadi.

 

Piccoli sguardi da Gaza: i cortometraggi dei bambini premiati al Moscerine Film Festival approdano su ZaLab View

I cortometraggi dei bambini premiati al Moscerine Film Festival approdano su ZaLab View, in una campagna di sensibilizzazione con Crêuza de Mä in occasione dell'uscita di Gaza - Diario di un medico.

Sei bambini di Gaza dietro la macchina da presa del cellulare di famiglia: fra le macerie della propria terra, con familiari e amici a fare da troupe, hanno girato sei cortometraggi che raccontano la loro realtà con uno sguardo diretto e coraggioso. Arrivati in Italia grazie all'intermediazione del giornalista Samir Quaryouti, questi lavori hanno vinto il Premio al Miglior Documentario al Moscerine Film Festival — il primo e unico festival cinematografico italiano interamente dedicato a registi under 12 — dove quest'anno è stato realizzato un focus speciale sugli audiovisivi provenienti proprio da quella terra martoriata e dai suoi coraggiosi piccoli registi.
I sei cortometraggi sono ora disponibili su ZaLab View, la piattaforma streaming dedicata al cinema del reale indipendente, nella sezione Piccoli Sguardi da Gaza (https://www.zalabview.org/category/PiccoliSguardidaGaza)

Per vederli è necessario registrarsi e sottoscrivere un abbonamento su zalabview.org — mensile, bimestrale, semestrale o annuale — inserendo il codice CORTIPERGAZA al momento della sottoscrizione. L'intero importo dell'abbonamento sarà devoluto al campo in cui i cortometraggi sono stati realizzati, a sostegno dei giovani registi e delle loro famiglie.

Il lancio di questa iniziativa vede la collaborazione con la casa editrice Crêuza de Mä impegnata in questi giorni nell’uscita di Gaza - Diario di un medico di Salman Khalid: un denso e delicatissimo reportage dall'inferno del pronto soccorso dell'ospedale di al-Aqsa che restituisce con voce umana la quotidianità sotto le bombe. E non è un caso, dal momento che Crêuza de Mä ha fatto dell’abbinamento fra uscita editoriale e contenuto audiovisivo la propria cifra distintiva. Il libro, che riporta nel retro un QR code di rimando ai corti che così diventano così parte di un'unica campagna di sensibilizzazione: un gesto culturale e solidale condiviso tra Crêuza de Mä, Moscerine Film Festival e ZaLab.

Cantine Aperte, da Donnachiara Grill & Chill, esperienza tra vino, arte e convivialità


Montefalcione, Una giornata speciale in cantina, pensata per unire il piacere del vino alla convivialità, alla musica e all’arte contemporanea.

In occasione di Cantine Aperte, domenica 31 maggio, dalle 11 alle 18, Donnachiara apre le porte a winelovers, appassionati e visitatori per Grill & Chill – Sunday BBQ Party, un appuntamento informale e coinvolgente realizzato nell’ambito della storica manifestazione promossa dal Movimento Turismo del Vino.

L’iniziativa proporrà un’esperienza all’aria aperta tra vigneti, giardino, musica e barbecue, con la possibilità di degustare i vini di Donnachiara in un’atmosfera rilassata e accogliente. Il food sarà a cura di Bradevi, mentre la giornata sarà accompagnata da garden music e momenti di condivisione pensati per vivere la cantina in modo autentico e contemporaneo. Elemento distintivo dell’edizione 2026 sarà il percorso immersivo all’interno della barricaia, dove videoinstallazioni e proiezioni artistiche trasformeranno lo spazio del vino in un ambiente emozionale. Immagini, luce e movimento daranno vita a un racconto sensoriale capace di evocare territorio, materia e atmosfera, offrendo ai visitatori una nuova chiave di lettura dell’esperienza in cantina. L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria (info whatsApp 344.1539136, tel. 0825.977135.

 

“Con Cantine Aperte vogliamo accogliere il pubblico in un contesto capace di raccontare il vino non solo attraverso la degustazione, ma anche attraverso emozioni, linguaggi visivi e momenti di convivialità – afferma Ilaria Petitto, owner & managing Director di Donnachiara –. La nostra cantina è profondamente legata all’Irpinia e alla sua identità vitivinicola, ma guarda anche a forme nuove di racconto e fruizione del mondo del vino”.

 

GRAN GALÀ DELLE VOCI NAPOLETANE 2026: L’EVENTO PROMOSSO DA RADIO STUDIO EMME ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICAIL 3 GIUGNO, ALLE ORE 10.30, LA CONFERENZA STAMPA PRESSO LA SALA GIUNTA DI PALAZZO SAN GIACOMO

Le voci napoletane si riuniscono e si fondono per dare vita ad un evento nuovo, unico nel suo genere e destinato a sorprendere gli appassionati della buona musica partenopea. Si terrà il prossimo 9 giugno 2026, a partire dalle ore 20.00, a Napoli, presso l’Auditorium Parco della Musica (via Diocleziano, 341), la prima edizione del Gran Galà delle Voci Napoletane 2026, una manifestazione ideata da Annamaria Viscardi, editrice di Radio Studio Emme, emittente leader in Campania, realizzata in collaborazione con Cristian Gambardella, Carla Teperino, con la supervisione di Leopoldo Manfredonia, presidente del Cral Comune di Napoli, e con la direzione artistica dall’Accademia “Il dito nell’occhio” nella persona di Donato Eremita. L’evento musicale e culturale, che gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, dell’Associazione Stampa Campania Giornalisti Flegrei e del Commissario Straordinario del Governo per la Bonifica Ambientale e la Rigenerazione Urbana dei Siti di Interesse Nazionale Bagnoli-Coroglio, sarà presentato, nel corso di una conferenza stampa, mercoledì 3 giugno 2026, alle ore 10.30, a Napoli, presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, in Piazza del Municipio, 15. Saranno presenti gli organizzatori, alcuni premiati e ospiti, ma anche Ferdinando Tozzi, delegato del Sindaco per l’industria musicale, l’assessore al Turismo Teresa Armato e il consigliere comunale Toti Lange, da tempo impegnati nel progetto “Napoli Città della Musica”, un’iniziativa istituzionale del Comune di Napoli per valorizzare l’enorme patrimonio musicale cittadino. Nel corso della kermesse, condotta da Leo Chiummiello, saranno consegnati dei riconoscimenti a giovani talenti emergenti e a big affermati, che hanno scelto da tempo l’emittente di Corso Novara, 80, per diffondere i loro brani musicali: Premio a Paola Pezone per il suo percorso artistico e per lo straordinario concerto tenuto al Palapartenope, e ai suoi straordinari colleghi Ludo Brusco dei Mr.Hyde, Nico Desideri, Mario Forte e Antoine. E ancora, Premio alla Carriera al maestro Pino Mauro, storica voce della canzone napoletana, ambasciatore della tradizione musicale partenopea nel mondo, ultimo dei grandi, attore e re della sceneggiata; Premio alla carriera al maestro Bruno Lanza, autorevole e prestigiosa firma dei più bei testi del repertorio nazionale; Premio a Monica Sarnelli per lo spettacolo teatrale dell’anno, "Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci", dedicato all'universo femminile nella cultura napoletana; Premio alla Comicità a Ciro Giustiniani; Premio speciale New Generation all'attore Luigi Zeno, protagonista di importanti campagne di sensibilizzazione contro li bullismo e per la sicurezza stradale, testimonial dell’evento. Inoltre, saranno tributati due Premi alla memoria, il primo alla bravissima giornalista Lorenza Licenziati, recentemente scomparsa, che sarà ritirato dal figlio Raffaele De Santis, il secondo alla grande Cinzia Oscar, che sarà ritirato dal figlio Marco Calone. Prevista la partecipazione di giornalisti, fotografi, influencer, blogger, personaggi televisivi, radiofonici e addetti ai lavori. L’ufficio stampa sarà curato da Antonio D’Addio, direttore dei servizi giornalistici della storica emittente. L’evento vuole sostenere anche la candidatura ufficiale della canzone classica napoletana a patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco, che sarà ufficializzata il prossimo 5 giugno. Il Gran Galà sarà trasmesso in diretta su Radio Studio Emme, Radio Studio Emme Classic e su WGBB Radio, storica emittente statunitense con sede ad Atlantic City, nel New Jersey. Saranno presenti tra le nuove generazioni musicali Emilio Cava, Giuseppe Centi, Francesco De Rosa, Michele Di Tommaso, Biagio Foglia, Giuseppe Gaeta, Ciro Marra, Laura Sabrina e Sandro, tutti prodotti dalla Zeus Record, e ancora Maria Antonia Castaldo, Sole Luna, Patrizio, Gianluca Zeffiro Infine, saranno annunciati i nuovi volti della campagna pubblicitaria Radio Studio Emme 2026/2027 e sarà anticipata la nascita della terza emittente radiofonica del gruppo, dedicata alla musica italiana degli anni ’80 e ’90.
Info e accrediti: antoniodaddio@yahoo.it