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lunedì 3 agosto 2026

A Pompei rinasce il Canone di Policleto: il Parco Archeologico rilancia le storiche matrici della Fonderia Chiurazzi

Presentata la ricostruzione scientifica in bronzo del celebre capolavoro

della scultura classica alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli


Pompei, 3 agosto – Torna a vivere a Pompei il Canone di Policleto, uno dei più celebri capolavori della scultura greca antica e simbolo universale dell’ideale classico di armonia e proporzione. È stata presentata oggi, presso il Parco Archeologico di Pompei, la ricostruzione scientifica in bronzo dell’opera, realizzata a partire dagli storici calchi matrice della ex Fonderia Chiurazzi, testimonianza d’eccellenza della tradizione artistica e artigianale italiana.
Alla presentazione sono intervenuti il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Ha preso parte all’incontro anche il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, con un intervento dedicato al tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.
Il Parco Archeologico di Pompei riporta in vita un’antica pratica che nel mondo romano contribuì alla diffusione dei grandi capolavori dell’arte greca: la realizzazione di copie attraverso matrici in grado di conservarne e tramandarne le forme. Prende così avvio il progetto di valorizzazione delle storiche matrici della ex Fonderia Chiurazzi, acquisite dal Parco per sottrarle al rischio di dispersione all’estero e restituirle alla fruizione pubblica.
A inaugurare il percorso è uno dei simboli assoluti della scultura classica, il Canone di Policleto, oggi presentato in una nuova ricostruzione scientifica realizzata in bronzo. L’opera rappresenta il primo risultato concreto di un’iniziativa che unisce tutela, ricerca e valorizzazione, restituendo attualità a un patrimonio unico di modelli e calchi che per oltre un secolo hanno contribuito alla diffusione dell’arte antica nel mondo.
«Siamo di fronte alla ricostruzione scientifica di una delle più celebri opere d’arte di tutti i tempi, il cui significato supera la dimensione estetica e racchiude un valore filologico, artistico e culturale. L’arte di Policleto è fondata sulla lingua universale dell’armonia. È questo l’insegnamento che ci hanno consegnato i nostri antenati, la scuola pitagorica e Policleto, il cui Canone viene oggi restituito al pubblico», ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha aggiunto: «Sostenendo progetti come questo il Ministero della Cultura continuerà a svolgere il proprio dovere. La cultura è diplomazia, ricerca, formazione, identità plurale, dialogo e forza creatrice di armonie, esattamente come il Canone di Policleto».
ll Canone di Policleto, realizzato intorno al 440 a.C. in Grecia, è forse l’opera più iconica dell’arte classica. Ma l’opera originale non è conservata, come accade per gran parte dei capolavori greci del periodo classico, vale a dire dei secoli V e IV a.C. I grandi capolavori dei maestri greci, come Policleto e Fidia, sono conosciuti oggi soprattutto attraverso le copie di età romana. Molte delle copie romane provengono dall’Italia, con una concentrazione nel Lazio e in Campania, tra Baia e l’area vesuviana.
Proprio dallo studio comparato di queste copie nacque quella disciplina che sarebbe stata definita “critica delle copie”. E non è un caso che uno dei momenti fondativi di questo metodo risalga all’intuizione dello studioso Karl Friedrichs, che nel 1863 identificò l’opera più iconica di Policleto in una copia romana rinvenuta nella Palestra Sannitica di Pompei.
Su queste basi, tra il 1910 e il 1912, in Germania venne realizzata la prima ricostruzione filologica in bronzo dell’originale greco, assemblando elementi provenienti da diverse copie antiche e utilizzando la stessa tecnica della fusione a cera persa impiegata oltre 2.500 anni fa dagli scultori greci.
Oggi, a più di un secolo da quella pionieristica operazione, il Parco Archeologico di Pompei presenta una nuova ricostruzione del Canone, frutto di oltre cento anni di studi e di una collaborazione internazionale che ha coinvolto istituzioni e studiosi in Italia, Grecia e Germania. Un progetto che conferma Pompei non solo come luogo di conservazione della propria storia, ma come centro di ricerca capace di contribuire alla comprensione dell’intera eredità del mondo classico.
La nuova ricostruzione si distingue da quella dei primi del Novecento per due aspetti fondamentali. Il primo riguarda la policromia: le statue classiche non erano infatti bianche come siamo abituati a immaginarle, ma presentavano colori destinati a riprodurre fedelmente la natura, dalla capigliatura alle labbra, fino agli incarnati.
Il secondo elemento innovativo riguarda l’attributo impugnato dalla figura. L’indagine archeologica suggerisce che il personaggio reggesse un giavellotto (akontion in greco) piuttosto che una lancia (dory). Questa interpretazione, fondata sullo studio delle riproduzioni antiche della statua, induce a riconsiderare la tradizionale identificazione del Canone con il Doriforo (doryphoros), il celebre “portatore di lancia” di Policleto. Le fonti antiche e le evidenze iconografiche sembrano infatti suggerire che si trattasse di due opere distinte, e non di una sola, come è stato a lungo sostenuto e come si legge, inoltre, in molti libri di scuola.
Per la nuova ricostruzione del Canone sono stati usati due calchi diversi: mentre per il corpo è stato usato come modello la statua di marmo trovata nel 1793 nella Palestra Sannitica di Pompei – la più completa delle oltre cinquanta copie romane note finora –, per la testa è stato usato un busto bronzeo dalla villa dei Papiri a Ercolano, considerato di eccellente qualità e più vicino all’originale. Il giavellotto tenuto in mano dalla statua è stato realizzato in legno, cuoio e metallo.
Questo importante risultato è stato reso possibile anche grazie all’acquisizione, attraverso l’esercizio del diritto di prelazione, della collezione dell’ex Fonderia Chiurazzi, storica fonderia napoletana, un patrimonio straordinario che il Parco sta progressivamente valorizzando. La storia di questa ricostruzione si intreccia così con quella della rinascita produttiva della collezione stessa, primo passo di un percorso che oggi punta alla riattivazione delle attività di fusione e commercializzazione dei manufatti.
«Ho chiesto se una ripresa della produzione, in misura limitata e controllata ovviamente, potesse danneggiare le matrici in gesso, considerando che rappresentano un bene culturale tutelato - racconta il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel - ma è al contrario: si danneggiano non utilizzandole, poiché il gesso si polverizza. Questa la trovo una bellissima metafora del nostro patrimonio classico, che si distrugge se non lo utilizziamo, nelle scuole, nei musei e nella nostra vita culturale. C'è chi considera il mondo classico un bagaglio morto che può tranquillamente essere abbandonato. Noi invece siamo convinti che il classico è vivo e può generare crescita, non solo culturale, ma anche economica e sociale».
L’obiettivo è duplice: da un lato ampliare le attività di valorizzazione del Parco, dall’altro sostenere una tradizione artigianale unica, creando nuove opportunità di sviluppo e occupazione. A Napoli, infatti, sopravvivono ancora fonderie che utilizzano la medesima tecnica della fusione a cera persa praticata ai tempi di Policleto nel V secolo a.C., mantenendo vivo un sapere che unisce arte, archeologia e manifattura. La riproduzione della statua antica, così, è stata anche occasione di un progetto di archeologia sperimentale per comprendere meglio i processi artistici e produttivi alla base dell’arte classica.
«Il motivo per cui abbiamo scelto di iniziare la valorizzazione della Chiurazzi con questa statua è semplice – ha detto il direttore Zuchtriegel – Volevamo dimostrare come la conoscenza dell’arte greca del periodo classico non possa prescindere dall’archeologia romana, dallo studio dei contesti come quelli vesuviani che hanno restituito diverse copie del Canone, tra cui una ritrovata negli anni ‘70 a Castellammare di Stabia e oggi al museo di Minneapolis. Al di là di ogni considerazione giuridica, che è competenza del Procuratore Fragliasso che ha ripreso il dossier del cosiddetto Doriforo di Stabia, si tratta di un dato scientifico: senza i contesti, vale a dire le case e gli spazi pubblici che ospitavano le statue, non comprendiamo il fenomeno delle copie».
Tutti gli approfondimenti sul tema sono contenuti nell’e-journal degli scavi di Pompei: https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/
Domenica 9 agosto alle 21:25 su Rai1, infine, nel corso della puntata di "Noos - L’avventura della conoscenza" con Alberto Angela, la serie di Rai Cultura dedicata alla divulgazione scientifica e alle novità dai vari campi della conoscenza, è previsto un approfondimento sul Doriforo di Policleto con un intervento del direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel.
Progetto scientifico: Maria Rispoli, Alessandro Russo, Maria Chiara Scappaticcio, Giuseppe Scarpati, Gabriel Zuchtriegel

Progetto espositivo: Silvia Bertesago, Tiziana Rocco

Acquisizione, tutela e valorizzazione della ex fonderia Chiurazzi: Anna Onesti, Andrea Foti, Stefania Giudice

Fonderia Ruocco: Giuseppe Ruocco, Maurizio Pinto, Maria Rosaria Ruocco

Realizzazione del giavellotto: Anna Civale, Ettore Pizzuti, Angelo De Marzo

Ricostruzione digitale dell’Efebo Westmacott come “Doriforo”: Francesco Colace, Angelo Lorusso, Michele Pellegrino (Università di Salerno)

Si ringrazia inoltre: Olimpia Vikatou (Direttrice Generale delle Antichità e dei Beni Culturali, Grecia), Demetrios Athansoulis (Eforia delle Cicladi), Eleni Kalavria (Museo Archeologico Nazionale di Atene), Carmela Capaldi (Università di Napoli “Federico II”), Angelo Meriani (Università di Salerno), Martin Maischberger e Agnes Schwarzmaier (Musei di Berlino).

CITTA' DELLA SCIENZA, APPUNTAMENTO IN VIA LATTEA IL 12 AGOSTO 2026 ALLE 19:15: LA GRANDE ECLISSI

Serata speciale tra astronomia, musica e convivialità sotto le stelle di Napoli

Il 12 agosto torna a Città della Scienza uno degli appuntamenti più attesi dell'estate: "Appuntamento in Via Lattea", una serata speciale interamente dedicata al fenomeno astronomico dell'anno, la Grande Eclissi. 
L'evento offrirà un'esperienza immersiva unica sotto la cupola del Planetario, con un programma che unisce divulgazione scientifica, arte e intrattenimento.
 
Con accoglienza prevista per le ore 19:15, la serata prenderà il via nel Planetario con una proiezione immersiva e un collegamento in diretta nazionale con altri planetari. L'iniziativa, promossa da INAF, PLANit e UAI, permetterà di seguire in tempo reale immagini, approfondimenti ed emozioni dell'eclissi solare. 

Liniziativa proseguirà con la partecipazione di due ospiti speciali il Dott. Angelo Zinzi (coordinatore delle attività di Esplorazione del Sistema Solare dell'ASI - Agenzia Spaziale Italiana) e la performer musicale Helen Tesfazghi. Insieme condurranno il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della Luna e delle più ambiziose missioni spaziali, in un dialogo tra scienza e musica accompagnato da suggestive immagini astronomiche. 

A conclusione della serata, gli ospiti potranno godersi un piacevole aperitivo all'aperto accompagnato da note lounge music, unendo rigore scientifico e convivialità sotto la brezza delle sere d'estate. 


www.cittadellascienza.it 

Turismo Napoli, Conte: "Destagionalizzazione dato acquisito, ora far sì che agosto non diventi il mese residuale"

Il CEO di Worldtours e presidente di Sistema Trasporti Campania sui dati diffusi da Confindustria Alberghi, che collocano Napoli al primo posto tra le città italiane per occupazione alberghiera in agosto: «Il mese tiene, ma tiene sulla domanda interna, mentre la crescita del 2026 arriva dall'estero e si sta ridistribuendo su primavera e autunno. È lì che si apre il problema, non nei numeri di oggi».

 «Il fatto che Napoli non sia più una città esclusivamente primaverile non è più una previsione, è una condizione acquisita, e va trattata come tale», dichiara Amedeo Conte, CEO di Worldtours. «Il punto è che una stagione distribuita su dieci mesi non è una stagione lunga: è una stagione diversa, che richiede un'organizzazione diversa. Nel comparto dei servizi questo significa riprogrammare flotte, contratti e personale su un calendario che non ha più un centro».

Secondo l'indagine di Confindustria Alberghi tra le imprese associate, diffusa nei giorni scorsi, il tasso di occupazione medio atteso in Italia per agosto si colloca intorno al 71%, in crescita di oltre sei punti rispetto al 64,8% dello stesso periodo del 2025. Le destinazioni urbane restano sotto la media, al 68,6%, con il 41,7% delle strutture che segnala una flessione delle prenotazioni. Napoli si distingue con un'occupazione attesa dell'87%, che sale al 90% nella settimana di Ferragosto, sostenuta secondo la stessa rilevazione dalla componente italiana della domanda.

È su quest'ultimo elemento che si concentra la lettura di Worldtours. «Agosto a Napoli oggi tiene, e tiene bene, ma tiene grazie al mercato interno, mentre tutta la crescita di quest'anno è arrivata dall'estero», prosegue il CEO. «Il turista straniero è quello che si sta spostando con più decisione su aprile, maggio e settembre, e lo fa anche per ragioni climatiche. Se la programmazione della città insegue quel movimento e basta, agosto resta scoperto proprio nel segmento che cresce».

I dati dell'Osservatorio Turistico Urbano del Comune di Napoli indicano per gennaio 1.750.000 presenze e per febbraio 1.700.000, in mesi tradizionalmente di bassa stagione, mentre per settembre la stima è di circa 2,2 milioni. Sul piano nazionale l'indice StagioMetro elaborato da Demoskopika registra le presenze del periodo giugno-settembre in calo al 56,9% del totale, con i mesi primaverili e autunnali arrivati a raccogliere quasi il 30% delle preferenze.

«Su settembre c'è la Coppa America e c'è un'attenzione che si costruisce da sola. Agosto no: agosto è l'unico mese che nessun grande evento presidia e che nessuna promozione considera un problema, perché i numeri di adesso rassicurano», conclude Conte. «La destagionalizzazione è la sfida da affiancare all'America's Cup, non da contrapporle. Ma affrontarla significa anche decidere che cosa Napoli offre in un mese in cui il caldo penalizza la visita urbana e i grandi appuntamenti sono altrove»

NADIA BALDI INCONTRA GIGI E ROSS, COMICITA’ E SENSIBILITA’ IL 5 AGOSTO 2026 A SEGRETI D’AUTORE.

Comicità fa rima con sensibilità nella serata del 5 agosto a “Segreti d’Autore”, il Festival ideato da Ruggero Cappuccio e diretto da Nadia Baldi. I cortometraggi “Amici per la pelle” e “Al posto giusto al momento giusto”, in programma alle 21 a Palazzo Coppola di Valle-Sessa Cilento (Sa), saranno il momento clou dell’incontro con Gigi e Ross. I comici napoletani sono infatti i testimonial di due importanti campagne dal forte impatto sociale. La prima, come da titolo della breve opera della regista Angela Bevilacqua, ha lo scopo di porre l’attenzione sul tema della lotta al melanoma, mentre la seconda ha una valenza di vera e propria denuncia contro la camorra e la sua spirale di morte. In totale adesione con quello spirito di legalità che, assieme a scienze, arti e ambiente, rappresenta da sempre uno dei 4 cardini del Festival, che anche per questo ha il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania con i fondi del Pnrr.

 

L’ingresso per l’incontro con Gigi e Ross, come per tutti gli appuntamenti del Festival, è su prenotazione. Le richieste vanno inviate via mail all’indirizzo comunicazione@festivalsegretidautore.it, specificando l’evento, il numero dei posti e il proprio nome e cognome. Al personale addetto al controllo andrà esibita la ricevuta di conferma, in forma cartacea o su dispositivo elettronico.

 

Per tutta la durata del Festival saranno visitabili a Palazzo Coppola anche due mostre, dalle 18 alle 20 di ogni giorno: “La stanza di Herlitzka”, l’esposizione che la regista Nadia Baldi ha dedicato al grande attore scomparso nell’estate di due anni fa, e quella di Antonella Romano, che ci riporta a “Quando il bambino era bambino”.

 

Sono inoltre in piena attività i laboratori di Cinema e Arti della Scena (corsi di regia e scrittura cinematografica, direzione della fotografia e tecniche di ripresa, montaggio e post-produzione, produzione e distribuzione audiovisiva) a cura del Polo di divulgazione e formazione per l’ambiente, le scienze, le arti e la legalità diretto dalla regista Nadia Baldi. Un progetto, il cui soggetto attuatore è il Comune di Sessa Cilento (Sa), realizzato nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) sull’avviso “Attrattività dei borghi”- Valorizzazione della Valle dei Mulini.

 

 

 

Peppe Barra rende omaggio a Enzo Moscato a Santa Croce del Sannio per l'edizione 2026 di ScenAria l'11 agosto

Nel teatro all’aperto di piazza Aldo Moro a Santa Croce del Sannio, per l’edizione 2026 della rassegna "ScenAria" martedì 11 agosto, alle ore 21:15, Peppe Barra rende omaggio a Enzo Moscato interpretando con maestria uno dei suoi testi più emblematici.

Il noto attore porta in scena il genio del poeta e drammaturgo con “Spiritilli” coadiuvato da due straordinari interpreti, Lalla Esposito, storica presenza moscatiana, con cui Barra da anni condivide con grande successo la scena della "Cantata dei Pastori", e il giovane talentuoso Giuseppe Affinito, legittimo e acclarato erede del succitato grande drammaturgo. I due lo accompagnano cimentandosi in estratti da “Festa al Celeste e Nubile Santuario” e da “Rondò”.

Con la sua straordinaria voce, Barra attraversa le parole di Moscato per l’edizione 2026 di “ScenAria”, la rassegna nata nel 2008 immaginata e realizzata da Angelo Cassetta e da Nicolina Zeoli, è sostenuta dal Comune e dalla Pro-Loco del borgo sannita. Con questo nuovo appuntamento Santa Croce del Sannio si conferma luogo di cultura condivisa.


“Spiritilli” racconta l’incontro tra il mondo umano e familiare con l’elemento mitico e favoloso che da sempre, a Napoli, abita cuori e case. Una storia di fantasmi e presenze che visitando le esistenze degli umili e dei diseredati le arricchiscono di visioni e rivelazioni, ma al tempo stesso le sconvolgono conducendole verso un esito dirompente.

In “Festa al Celeste e nubile santuario” la scena si concentra su un vicolo e su un basso napoletano, dove prendono forma le vite di “insolite” sorelle nubili, ritratte in una quotidianità ripetitiva e apparentemente banale. Un’esistenza sospesa, riscattata soltanto da un culto esasperato per la Vergine Immacolata e dalla rigidissima morale etico-sessuale che ne governa gesti e destini. “Rondò” racconta il sogno e il desiderio di riscatto che, durante la dominazione francese e spagnola, faceva delle donne di Napoli ignare eroine delle battaglie, che venivano poi, puntualmente disilluse e offese dall’invasore di turno. La composizione drammaturgica è curata da Claudio Affinito da sempre direttore della compagnia teatrale "Enzo Moscato", la produzione è di "Casa del Contemporaneo".


Un appuntamento unico, che celebra la parola poetica e teatrale di Enzo Moscato e il suo straordinario immaginario sospeso nello spazio e nel tempo. 

 

L’evento è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 

Per informazioni 347 505 0490

CLOROFILLA FILM FESTIVAL, UNA SFIDA LUNGA 25 ANNI, DAL 5 AL 9 AGOSTO 2026 NEL PARCO DELLA MAREMMA ALL'INTERNO DI FESTAMBIENTE (RISPESCIA - GROSSETO)

Cinema, incontri e teatro per lo storico festival di Legambiente. Dal 5 al 9 agosto nel Parco della Maremma, all’interno di Festambiente.

Clorofilla Film Festival, è la rassegna di cinema promossa da Legambiente, che celebra quest’anno il traguardo dei 25 anni di attività in Toscana, e non solo, confermando il suo cuore pulsante all’interno di Festambiente, la manifestazione nazionale dell’associazione ambientalista in programma dal 5 al 9 agosto nel Parco della Maremma (Rispescia, GR).

 

Filosofia

Clorofilla ha tracciato nel tempo una sua rotta, rinunciando a red carpet e photocall per mettere al centro le storie e le persone. Lo spazio del festival diventa così un luogo di condivisione e convivialità, dove registi e pubblico dialogano senza filtri sotto il cielo della Maremma.

“In questi venticinque anni abbiamo trovato la nostra strada” – spiegano gli organizzatori. “È una strada fatta di impegno davanti al grande schermo. Spesso i lavori più coraggiosi portano la firma di documentaristi indipendenti ed è esattamente a loro che vogliamo dare voce e palco. Siamo convinti che il valore del cinema risieda anche nelle proposte meno battute, capaci di accendere riflessioni profonde e inaspettate”.

Le anteprime nazionali e il programma a Festambiente
Il cartellone di quest'anno propone due anteprime nazionali:

· “Chernobyl 40” di Alessandro Tesei e Pierpaolo Mittica: un lavoro frutto di dieci anni di riprese, girato nelle aree contaminate a quarant'anni dal più grave incidente nucleare del secolo scorso.

· “A round to a palestinian village” di Elia Andreotti: un documentario che segue un gruppo di giovani volontari impegnati in un progetto ambientale in Palestina.

Tra gli altri titoli in programma a Festambiente spiccano: “Maledetti vegani” di Fabrizio Gambardella, uno sguardo ironico ed etico sulla scelta vegan; “Equilibrio” di Fabrizio Santini, che racconta il ritorno alla terra e alla pastorizia di una giovane donna; la serie “Choose earth” di Anne de Carbuccia, viaggio globale alla ricerca dei protettori della terra e l'omaggio alla montagna di “Affinità elettive” di Giovanni Danieli e Davide Terenzi.

 

 

In attesa delle proiezioni, le iniziative nell’uliveto

Come da tradizione, le proiezioni a Festambiente, si attendono in un uliveto vissuto nella sua dimensione naturale. Tra gli alberi, al tramonto, si rinnova l'appuntamento con Johnny Palomba e le sue “recinzioni” cinematografiche in romanesco. Spazio anche alla grande scrittura con il Premio Mattia Torre che si svolge a Viterbo nel mese di ottobre: una serata speciale vede protagonisti gli attori Cristina Pellegrino e Massimo De Lorenzo chiamati a parlare del premio insieme a Mauro Morucci del Tuscia Film Fest, a raccontare aneddoti e a leggere alcuni dei monologhi più celebri e amati dello sceneggiatore e regista scomparso prematuramente.

Le collaborazioni con altri festival

Si rinnovano inoltre le storiche collaborazioni con alcuni festival partner, tra cui Antropocine, Festa del Cinema di Mare, Saturnia Film Festival, Magna Graecia Film Festival, Terramara Festival e Cinema in Verde.

In particolare il Magna Graecia Film Festival ospita la premiazione del Premio De Seta, la sezione nata per volontà di Legambiente Catanzaro.

Dopo Festambiente: ancora documentari e film

Clorofilla però non si esaurisce con Festambiente ma proseguirà con le proiezioni fino a dicembre sia con la sezione generale (ambiente e sociale) che con quelle tematiche Agridoc, dedicata alle buone pratiche in agricoltura, Montanaria, che racconta il mondo legato alle terre alte e #Solounminuto, i cortissimi. In totale tra le diverse sezioni, i documentari del concorso saranno oltre 40.

Per celebrare questo venticinquennale, da settembre a dicembre prenderà il via la sezione speciale Clorofilla Rewind. Un viaggio nel passato che riproporrà alcuni dei titoli simbolo dell'epoca in cui Clorofilla ospitava un concorso di film di giovani autori, tra cui “Sangue” di Libero De Rienzo – che nel 2006 vide premiato Elio Germano – e “Private” di Saverio Costanzo.

Organizzazione

Clorofilla è un progetto di Legambiente Festambiente APS realizzato in collaborazione con Kansassiti, MDM - Mediateca Digitale della Maremma, CLAN, Giardino degli Arcieri, Storie di cinema, Arci, CAI Grosseto, Ccibo Maremma.  

Sostegno

L’iniziativa ha il patrocinio e il contributo della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e viene realizzata con il sostegno di Fondazione CR Firenze, Otto per Mille Chiesa Valdese, Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.

 

INFO E ORARI

· Iniziative nell'uliveto: ore 19:15

· Proiezioni cinematografiche: dalle ore 21:00

· Ingresso: Gratuito

· Programma completo (vedi allegato) oppure sul sito www.clorofillafilmfestival.it

IL TEATRO RIVOLUZIONARIO DELLA DONADIO E IL LIBRO DI SALVETTI IL 4 AGOSTO 2026 A SEGRETI D’AUTORE.

Sarà Cristina Donadio la protagonista più attesa della serata del 4 agosto a “Segreti d’Autore”, il Festival ideato da Ruggero Cappuccio e diretto da Nadia Baldi. La popolare attrice presenterà alle 21,30 al pubblico di Palazzo Coppola a Valle-Sessa Cilento (Sa) “Eleonora#1799”, uno spettacolo dedicato alla famosa rivoluzionaria napoletana Eleonora Pimentel Fonseca, tratto da “Sull’ordine e il disordine dell’ex Macello Pubblico” di Enzo Moscato. Un modo per riflettere insieme su quanto possa esserci di poetico nel generoso tentativo di tanti uomini e donne (furono 120 i patrioti giustiziati) disposti a sacrificare la loro stessa vita per un ideale di libertà, sognando, ieri come oggi, la bellezza di un rinnovato vivere civico. Affidando al teatro e a una grande interprete come Cristina Donadio il compito di rendere attuale e politicamente rilevante la celebre citazione di Virgilio, pronunciata da Eleonora prima di salire al patibolo il 20 agosto di quel tragico 1799: “Forse un giorno gioverà ricordare tutto questo”. Ad accompagnare la Donadio ci sarà il violoncellista Federico Odling. Produzione Teatro Segreto.

 

L’incontro con Renato Salvetti, in dialogo con Nadia Baldi alle 20,30, farà da prologo all’appuntamento teatrale e sarà l’occasione per presentare “I dieci comandamenti del diavolo”, il libro di Salvetti ancora fresco di stampa. Pubblicato da Solfanelli, il volume, ambientato nel 1813, racconta la storia di un giovane aspirante falegname che, inseguendo un sogno di ricchezza, si ritrova a passare da una tranquilla esistenza in Provenza a un intrigo spaventoso alle falde del Vesuvio, dove è costretto ad affrontare un nemico votato al male. Un viaggio che, inutile dirlo, gli cambierà la vita.

L’ingresso per ognuno dei due appuntamenti è su prenotazione. Le richieste vanno inviate via mail all’indirizzo comunicazione@festivalsegretidautore.it, specificando l’evento, il numero dei posti e il proprio nome e cognome. Al personale addetto al controllo andrà esibita la ricevuta di conferma, in forma cartacea o su dispositivo elettronico.

 

Per tutta la durata del Festival saranno visitabili a Palazzo Coppola anche due mostre, dalle 18 alle 20 di ogni giorno: “La stanza di Herlitzka”, l’esposizione che la regista Nadia Baldi ha dedicato al grande attore scomparso nell’estate di due anni fa, e quella di Antonella Romano, che ci riporta a “Quando il bambino era bambino”.

 

Segreti d’Autore ha il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania con i fondi del Pnrr.