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martedì 29 settembre 2026

Autismo, a Napoli i maggiori esperti nazionali e internazionali: congresso scientifico del Santobono

 
Il 2 e 3 ottobre 2026 a Napoli la seconda edizione dell’appuntamento scientifico dedicato all’autismo senza compromissione intellettiva e del linguaggio. Le responsabili scientifiche Valentina De Clemente e Pia Santangelo presentano due giornate di confronto con esperti italiani e internazionali sulle nuove frontiere della ricerca, della clinica e della presa in carico.

Il 2 e 3 ottobre 2026, al Gold Tower Hotel di Napoli, torna “L’arte del mascherarsi. Parliamo di Spettro dell’Autismo”, congresso giunto alla seconda edizione e realizzato dall’Ospedale Pediatrico Santobono Pausilipon, con il patrocinio, tra gli altri, del Gruppo Asperger Campania.

Il programma scientifico, che vedrà la presenza di numerosi esperti italiani e internazionali, attraversa numerosi aspetti della condizione autistica che porteranno il loro contributo sulle nuove frontiere della ricerca, della clinica e della presa in carico: epigenetica, neuroinfiammazione, microbiota intestinale, risposta ai farmaci, disregolazione emotiva e disturbi dell’umore, profilo sensoriale, sonno, bullismo, trauma e PTSD, disturbi alimentari, empatia, sessualità, transizione all’età adulta e strategie terapeutiche e riabilitative, disturbi di personalità e dipendenze. Un’impostazione che amplia il percorso avviato nella prima edizione, quando erano stati affrontati temi quali autismo al femminile, suicidalità, doppia eccezionalità e alto potenziale cognitivo.

Il congresso è presieduto dal dott. Carlo Barbati, con presidente onorario la dott.ssa Giampina Grimaldi, mentre responsabili scientifiche sono le dott.sse Valentina De Clemente e Pia Santangelo. L’evento è accreditato ECM e assegna 8,4 crediti formativi.

“Come responsabili scientifiche del Congresso – affermano le dottoresse De Clemente e Santangelo - abbiamo scelto di dedicare queste due giornate a un confronto scientifico e interdisciplinare sull’autismo senza compromissione intellettiva e del linguaggio, coinvolgendo esperti italiani e internazionali e affrontando lo spettro autistico nella sua complessità: dalla ricerca alla diagnosi, dagli aspetti clinici agli interventi terapeutici e assistenziali. Questa seconda edizione nasce dalla volontà di proseguire e ampliare un percorso scientifico dedicato a profili dello spettro che richiedono competenze sempre più specifiche. Abbiamo voluto creare uno spazio di approfondimento capace di mettere in dialogo neuropsichiatri, psichiatri, psicologi e professionisti della salute, affinché i progressi della ricerca scientifica possano alimentare la riflessione e contribuire all’evoluzione dei percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali. L’evoluzione delle conoscenze ci invita infatti a considerare la persona nella sua complessità, approfondendo non soltanto le caratteristiche nucleari dell’autismo, ma anche le condizioni associate e le differenti manifestazioni che possono emergere nel corso della vita. Per questo riteniamo fondamentale il confronto tra professionalità, discipline ed esperienze diverse: è attraverso questo dialogo che possiamo migliorare la nostra capacità di comprendere e intervenire”.

Tra i momenti di maggiore rilievo, la special lecture di Tony Attwood dedicata al profilo sensoriale associato all’autismo. Nel panel scientifico figurano inoltre, tra gli altri, Stefano Vicari, Daniela Lucangeli, Roberto Keller,Liliana Dell'Osso e Valentina Pasin, insieme a numerosi specialisti provenienti da diverse realtà italiane.

“Per noi un congresso scientifico non può esaurirsi nella condivisione delle conoscenze – continuano le responsabili scientifiche - deve contribuire a farle entrare sempre più nella pratica clinica. Il nostro obiettivo è favorire una capacità sempre maggiore di riconoscere questi profili e di costruire percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali appropriati. In questo processo consideriamo prezioso anche il confronto con le persone autistiche e con le loro famiglie, perché permette alla competenza scientifica e clinica di incontrare i bisogni che emergono nella quotidianità”.

È proprio su questo terreno che si inserisce il contributo del Gruppo Asperger Campania, che ha accolto con particolare soddisfazione la richiesta di patrocinio e sarà presente nel momento dei saluti iniziali, portando all’interno del congresso la voce delle persone autistiche e delle famiglie.

“Siamo felici e onorati di sostenere un appuntamento che sceglie di concentrare l’attenzione scientifica su profili dello spettro ancora troppo spesso poco riconosciuti o riconosciuti tardivamente – afferma Angela Silletti, presidente regionale del Gruppo Asperger Campania –. Il nostro ringraziamento va innanzitutto alle dottoresse Valentina De Clemente e Pia Santangelo per aver creduto nella necessità di dedicare uno spazio specifico a questi profili e per continuare a portare sul nostro territorio competenze ed eccellenze nazionali e internazionali”.

Per il Gruppo Asperger Campania, proprio l’alto livello scientifico dell’appuntamento pone però una questione ulteriore: come fare in modo che il patrimonio di conoscenze e competenze raggiunga progressivamente anche i servizi territoriali, traducendosi in una migliore capacità di riconoscimento, diagnosi e presa in carico.

 

“Il nostro auspicio è molto concreto: vorremmo che ciò che viene approfondito e condiviso durante queste giornate non restasse soltanto nelle sale di un congresso – prosegue Silletti –. La vera sfida comincia dopo: fare in modo che questa conoscenza raggiunga i servizi territoriali e diventi capacità di riconoscere questi profili, formulare diagnosi appropriate e garantire una presa in carico competente, efficiente e continuativa. Una necessità che riguarda l’intero arco della vita, perché i bisogni non terminano con l’età pediatrica ma accompagnano bambini, adolescenti e adulti”.

Una prospettiva importante che si concretizza nel Congresso “L’arte del mascherarsi. Parliamo di Spettro dell’Autismo”: la presenza, nello stesso luogo, della comunità scientifica, dei professionisti, delle persone autistiche e delle famiglie rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’appuntamento. Prospettive differenti sono chiamate a dialogare perché l’avanzamento delle conoscenze possa tradursi progressivamente in risposte sempre più appropriate.



A.M.I.C.I. & Ester Network: “il network che crea opportunità” incontra imprese e professionisti al Volaviamare il 30 settembre 2026

Mercoledì 30 settembre 2026, presso l’Alilauro Headquarter – Building “Volaviamare” di Napoli, ripartono gli appuntamenti di Associazione A.M.I.C.I. e Ester Network: una rete che unisce imprenditori, professionisti e associazioni e trasforma le relazioni in opportunità, collaborazioni e solidarietà.

Dopo la pausa estiva, a Napoli ripartono gli incontri dedicati al networking, alle relazioni professionali e alla sostenibilità. Il prossimo appuntamento è in programma mercoledì 30 settembre 2026, a partire dalle ore 18:00, presso l’Alilauro Headquarter – Building “Volaviamare”, Molo Beverello, e vedrà protagonisti Ester Network e Associazione A.M.I.C.I.
Non un semplice appuntamento, dunque, ma un progetto che punta a mettere insieme il network solidale di Ester Network, fondato da Ivana Petrone e quello datoriale dell'Associazione A.M.I.C.I. di Giovanni Scognamiglio, con il fine di creare una comunità all’interno della quale imprenditori, manager, professionisti, associazioni di categoria e organizzazioni del Terzo settore possano incontrarsi e sviluppare collaborazioni.
Un percorso che trova precedenti concreti negli appuntamenti organizzati negli scorsi anni. A marzo, ad esempio, Ester Network e A.M.I.C.I. hanno promosso al Centro Ester di Napoli la presentazione del Campionato Nazionale di Calcio per le Aziende, con una parte dell'iniziativa dedicata alla solidarietà e ai progetti dell’associazione Social Center Village. Da non dimenticare il Summer Charity Network 2025, appuntamento estivo dedicato alla raccolta di energie e risorse a sostegno del progetto “Cuori in gioco”, rivolto ai bambini e alle famiglie del territorio che versano in situazioni di disagio economico e/o sociale. 
Una grande famiglia professionale e associativa
L'idea alla base del progetto è quella di superare la tradizionale distinzione tra networking professionale e impegno sociale e di costruire una vera e propria “grande famiglia”, nella quale competenze, esperienze e professionalità possano incontrarsi e generare valore.
Non soltanto quindi occasioni per presentare la propria attività, ma un percorso fondato sulla conoscenza reciproca e sulla possibilità di sviluppare rapporti professionali destinati a proseguire anche dopo l’evento. La giornata prenderà il via alle 18:30 con gli interventi e gli speech. A partire dalle 19:30 spazio al Networking Aperitif, momento pensato per favorire il confronto informale e la nascita di nuove relazioni. Incontra. Crea. Collabora. Cresci. È questa la filosofia che accompagna gli appuntamenti.
Una rete aperta al territorio e alle istituzioni
L’invito è rivolto a imprenditori, professionisti, aziende e associazioni interessati a conoscere nuove realtà e ad entrare in una rete di relazioni fondata sulla collaborazione anche con le istituzioni. Ogni incontro può diventare infatti l’occasione per conoscere un nuovo professionista, individuare una competenza di cui si ha bisogno, presentare un progetto, costruire una partnership o semplicemente aprire un dialogo, con una visione internazionale in un contesto sportivo e inclusivo. Ed è proprio questo il significato de “Il network che crea opportunità”: mettere le persone nelle condizioni di incontrarsi e lasciare che dalle relazioni possano nascere nuove possibilità.

Mercoledì 30 settembre 2026
Ore 18
Alilauro Headquarter – Building “Volaviamare” - Molo Beverello – 80133 Napoli (NA)

Programma:
18– Welcome
18.30 – Speech
19.30 – Networking Aperitif
Un incontro che segna una nuova stagione all’insegna delle relazioni, inclusione, collaborazioni e solidarietà. Perché, in un mondo professionale sempre più basato sulle connessioni, le migliori opportunità possono nascere proprio da un incontro.

lunedì 28 settembre 2026

America's Cup, Ditto: "Bene la manifestazione, ma che tristezza che sia divisiva"

L'imprenditore: "Festa stupenda e vetrina straordinaria, ma se la città si è spaccata in maniera così netta c'è stato un cortocircuito. E questo cortocircuito va individuato e corretto in vista degli impegni futuri".

"Napoli ha dimostrato di saper ospitare un evento di livello mondiale, e questo va riconosciuto senza riserve. Ma una manifestazione di questa portata dovrebbe tenere insieme una città, non dividerla", afferma Enrico Ditto, imprenditore campano, commentando le giornate della Regata preliminare della 38ª America's Cup, in corso nel Golfo fino a domenica 27 settembre.

Sul lungomare, chiuso al traffico per l'occasione, il Race Village della Rotonda Diaz ha richiamato un pubblico numeroso nei giorni di gara. Nelle stesse ore, a Bagnoli, la Rete No America's Cup, i comitati civici e gli sfollati dei Campi Flegrei hanno sfilato in corteo contro i lavori sulla colmata, al termine di una settimana di blocchi dei mezzi pesanti diretti ai cantieri e di presidi, compreso quello alle porte del villaggio di regata. Le richieste dei manifestanti riguardano lo stop ai lavori, la messa in sicurezza sismica dell'area flegrea e una sistemazione per gli sfollati di Bagnoli e Pozzuoli.

"Da una parte un lungomare pieno di gente, dall'altra un quartiere in strada. Sono due immagini della stessa città nello stesso giorno, e nessuna delle due può essere liquidata", sostiene Ditto. "Chi è andato a vedere le regate non è complice di nulla, chi protesta non è nemico dello sviluppo. Se si arriva a questa contrapposizione, vuol dire che qualcosa nel percorso non ha funzionato".

Secondo l'imprenditore, il nodo non riguarda l'evento sportivo in sé, ma la distanza che si è creata tra la manifestazione e una parte del territorio. Le questioni sollevate a Bagnoli, dal transito dei camion in un'area sotto stress per il bradisismo al rapporto tra gli interventi sulla colmata e il percorso di bonifica, fino alla pressione sugli affitti nella zona occidentale, sono temi che meritano attenzione e risposte chiare.

"Quando una parte della città non si sente coinvolta, la distanza cresce, e a quel punto anche una festa diventa motivo di divisione", aggiunge Ditto. "Da qui al 2027 c'è il tempo per rafforzare il confronto con i residenti, condividere tempi e stato di avanzamento dei cantieri, spiegare con chiarezza il rapporto tra lavori e bonifica. È un lavoro di metodo che riguarda tutti i soggetti coinvolti, perché l'operazione interessa l'intera area occidentale della città".

La 38ª America's Cup entrerà nel vivo nella primavera del 2027 con la Louis Vuitton Cup, mentre il Match è in programma a Napoli a partire dal 10 luglio 2027. "Spero che per quel momento - conclude Ditto - le istituzioni siano riuscite a lavorare per restituire unità ai cittadini. Solo insieme l'opportunità può essere trasformata in ricchezza comune".

Torna "Caserta, la Città delle Donne", Dal 5 all'8 marzo 2027, alla Reggia di Caserta, con la direzione artistica di Chiara Francini

OLTRE 1.000 APPUNTAMENTI ALLA REGGIA DI CASERTA

Dal 5 all’8 marzo torna la manifestazione ideata da Fondazione Orizzonti, 
diretta da Chiara Francini e ospitata dalla Reggia di Caserta.

Nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio è stata presentata la seconda edizione di “Caserta, la Città delle Donne”, il progetto ideato da Fondazione Orizzonti che dal 5 all’8 marzo 2027 riunirà a Caserta esponenti della cultura, dell’arte, dell’impresa, della ricerca, delle istituzioni e dell’impegno sociale.

La nuova edizione si svolgerà alla Reggia di Caserta, patrimonio mondiale dell’UNESCO: una scelta che accompagna l’evoluzione del progetto, pronto ad ampliare la propria dimensione e a coinvolgere una rete sempre più estesa a livello nazionale e internazionale.

L’incontro è stato aperto dall’On. Anna Rita Patriarca, Segretaria di Presidenza della Camera dei Deputati, e moderato dalla giornalista Maria Antonietta Spadorcia, vicedirettore del Tg2. Sono intervenuti: Chiara Francini, direttrice artistica della manifestazione; Giuseppe Menniti, Presidente della Fondazione Orizzonti; Antonio Leo Tarasco, Direttore Generale Archivi e Direttore ad interim della Reggia di Caserta; presenti tutti i parlamentari del Territorio ed altri rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale.

La scelta di Caserta non è casuale. Qui, nella seconda metà del Settecento, prese forma l’esperienza della Real Colonia di San Leucio, che introdusse modelli avanzati di organizzazione del lavoro e di riconoscimento dei diritti, fino alle Leggi Leuciane che per la prima volta al mondo sancirono e applicarono concretamente la parità di genere, riconoscendo pari dignità e diritti nella vita sociale, familiare, nell’istruzione e nel lavoro.

“Caserta, la Città delle Donne” raccoglie questa straordinaria eredità e la proietta nel futuro, con l’ambizione di fare di Caserta un centro mondiale di riferimento per il pensiero, il talento e l’eccellenza femminile e di costruire qui la più grande manifestazione internazionale dedicata alle donne e al loro contributo al progresso della società. 

«Presentare Caserta, la Città delle Donne alla Camera dei Deputati ha un significato preciso. Le donne hanno conquistato il diritto di voto ottant’anni fa. Da allora hanno conquistato molto altro, ma continuano a dover dimostrare di meritare spazio, ascolto, potere. Da direttrice artistica, voglio che il festival dia voce a ciò che le donne pensano e fanno: nell’arte, nella scienza, nell’impresa, nella vita pubblica. Voglio che a Caserta si discuta anche di ciò che ancora le ostacola, senza accontentarsi di celebrare i traguardi raggiunti. La libertà delle donne non si misura dai discorsi che facciamo su di loro. Si misura da quanto siamo disposti a lasciarle decidere», ha sottolineato Chiara Francini.

La prima edizione ha registrato più di 200 eventi, più di 1.000 donne coinvolte e circa 25.000 partecipanti, con una rete di associazioni, fondazioni, centri antiviolenza, enti di formazione e istituti scolastici che ha ampliato la portata del progetto oltre gli appuntamenti ufficiali.

Per il 2027 sono previsti oltre 1.000 appuntamenti, tra iniziative dirette e attività inserite nel cartellone diffuso, che attraverseranno cultura, arte, editoria, innovazione e creatività, insieme ai temi sociali e civili.

«Con “Caserta, la Città delle Donne” vogliamo dimostrare che un grande progetto culturale può diventare anche uno straordinario strumento di trasformazione e di rilancio reputazionale di un territorio. Vogliamo che Caserta sia sempre più riconosciuta come città della bellezza, dei diritti e dell’uguaglianza, capace di raccogliere la propria storia e trasformarla in una visione contemporanea. Ma c’è un’ambizione ancora più grande: mettere insieme energie, competenze e talenti femminili che troppo spesso agiscono separatamente e farne una forza collettiva capace davvero di incidere e cambiare le cose. Per quattro giorni Caserta sarà attraversata da libri, arte, impresa, scienza, incontri, fiere, spettacoli, musica, creatività e festa: linguaggi diversi dentro un unico grande progetto. Perché il cambiamento non nasce da una sola voce, ma dalla capacità di farne incontrare migliaia e trasformarle in una forza comune», afferma Giuseppe Menniti.

Una sezione fieristica ed espositiva sarà riservata agli editori e aperta alla partecipazione di imprese, associazioni e organizzazioni attive nei diversi ambiti del mondo femminile. Completeranno il palinsesto attività aperte al pubblico, laboratori, spettacoli e iniziative dedicate al benessere e alla partecipazione.

Il percorso verso il festival sarà anticipato da un appuntamento nazionale dedicato al contrasto della violenza contro le donne, in programma a Caserta il 24 e 25 novembre 2026. L’incontro coinvolgerà istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, psicologi, centri antiviolenza, scuole e testimoni, con un focus non solo sulla sensibilizzazione, ma anche sulla prevenzione, la formazione e la costruzione di reti di sostegno.

Con la seconda edizione, “Caserta, la Città delle Donne” consolida la propria rete e rafforza la presenza nel dibattito nazionale, aprendo nuove relazioni anche sul piano internazionale.

Come ha osservato Antonio Leo Tarasco, «questo evento rappresenta un virtuoso punto d’incontro tra società civile e istituzioni e ci ricorda che la crescita di un territorio è sempre il risultato di un'azione corale. I cittadini hanno un ruolo attivo, a cui non possono abdicare. Ben vengano, dunque, le realtà associative che contribuiscono allo sviluppo sociale e culturale della Nazione formulando proposte concrete e stimolando nuovi progetti. Plaudo a iniziative come questa, capaci di generare una magnifica moltiplicazione di intenti, creando un'alleanza concreta tra gli enti pubblici e le migliori risorse del settore privato».

 

Sito web:                                                                                           

www.lacittadelledonne.org                                         

                                                                            
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DE NIGRIS EDITORE AL CAMPANIA LIBRI FESTIVAL 2026 PER IL IV ANNO CONSECUTIVO

Oltre 20 appuntamenti a Palazzo Reale tra libri, cinema, televisione, musica e impegno civile. Nel Cortile delle Carrozze uno stand dedicato a Nino D'Angelo.

Per il IV anno consecutivo De Nigris Editore torna al Campania Libri Festival, in programma dall1 al 4 ottobre 2026 a Palazzo Reale di Napoli, con oltre venti appuntamenti tra presentazioni, incontri e firmacopie. Dopo il successo mediatico e di pubblico delledizione 2025, leditore conferma lo stand nel Cortile delle Carrozze. Una scelta diventata negli anni quasi una tradizione, con una buona dose di scaramanzia per una casa editrice nata ad Anzio, consacratasi a Napoli e oggi presente con i propri autori in Italia e in Europa. Come ogni anno, lo stand sarà dedicato a un artista campano. Dopo lomaggio alla memoria di Federico Salvatore, per il 2026 la scelta è caduta su Nino DAngelo. Alla base una convinzione semplice: chi ha lasciato un segno va celebrato in vita. La scenografia renderà così omaggio al poeta che non sa parlare e a una storia artistica capace di attraversare musica, cinema, teatro e generazioni. Il Festival sarà anche loccasione per raccontare la direzione del nuovo programma editoriale. Venerdì 2 ottobre, al BiblioHUB Canoneinverso Social Club, Clelia Attanasio presenterà Anatomia del quotidiano, romanzo vincitore del programma Per Chi Crea, promosso dal Ministero della Cultura e gestito da SIAE. Il cuore della programmazione sarà sabato 3 ottobre 2026. Alle ore 17, in Sala Sciurella, il panel Lo sguardo delle donne riunirà Beatrice Luzzi, attrice e autrice con il libro Una famiglia a due piazze, Carolina Rey, attrice e conduttrice con un percorso tra Rai, cinema e radio, con In unaltra vita, Magda Mancuso, giornalista, conduttrice televisiva, presentatrice di grandi eventi, impegnata da sempre nel mondo del Sociale, con La verità dentro me e Mariù Adamo, storico volto di Casa Mariù su Telecapri e oggi su Tele A con una nuova trasmissione dedicata al Calcio Napoli, con Il coraggio di essere donna. A seguire, alle ore 18, in Sala Sciurella, Oltre i margini vedrà protagonisti Monica Buonanno, curatrice della collana Periferie liquide, Carla Ruocco, già parlamentare e già presidente della Commissione parlamentare dinchiesta sul sistema bancario e finanziario, con La finanza è donna, e Nicola Cotugno, autore de La metamorfosi di Scampia. Al centro dellincontro, trasformazioni sociali e urbane, rapporto tra istituzioni e territori, libertà finanziaria e autonomia economica. A condurre saranno Angela Senatore, giornalista e direttrice del festival Magmatica, e Armando De Nigris, editore. Sempre sabato, al BiblioHUB Canoneinverso Social Club, saranno presentati i nuovi volumi della collana Meridiane, diretta da Isabella Pedicini: Fosca Navarra con Come grano fiorire, dedicato a Biagia Marniti, e Marialaura Simeone con Strega, Sibilla, Sirena, dedicato a Lina Mangiacapre. Spazio anche al cinema con Sacha Lunatici e Quellestate di 40 anni fa, dedicato a Stand by Me. 
Domenica 4 ottobre 2026 De Nigris sarà anche allArena Rai con Nicola Timpone, direttore artistico del Marateale Premio Internazionale Basilicata, con il volume dedicato ai diciotto anni della manifestazione, e Tommaso Martinelli, giornalista e autore televisivo, con Eva e Maria. Gli incontri saranno condotti da Gino Aveta, storico autore e regista Rai. Tra gli altri appuntamenti della giornata al BiblioHUB Canoneinverso Social Club, Antonio DAddio presenterà Un tris di regine, dedicato a Gilda Mignonette, Elvira Donnarumma e Ria Rosa; Rocco Romeo racconterà Stefania Filo Speziale con il volume della collana Palepolis; Loris Danesi presenterà Svestiti di etichetta Vestiti di personalità. Attesa anche lanteprima nazionale di Sarà lui? Sarà lei? La mia nota più forte di Mario Forte, in programma domenica alle ore 12 in Sala Pascarella, in dialogo con Antonio DAddio. Un racconto che attraversa la vita e la carriera del cantante, dalla gavetta al successo, fino alla malattia e alla rinascita. Il Festival segnerà inoltre il rilancio di Infuga Edizioni, primo marchio nato in casa De Nigris e dedicato alle nuove voci. Tra le proposte, Francesca DAngelo, giornalista de La Stampa, con Sky. Volume uno, e Giuseppe Cantalamessa con Tra i pali della vita, in dialogo con Daniela Di Maggio, presidente dellassociazione Giogiò Vive e madre di Giovanbattista Cutolo. Quattro giorni che riuniscono le diverse anime del progetto De Nigris e raccontano la direzione della nuova stagione editoriale. Nello stand del Cortile delle Carrozze, però, ci sarà anche un indizio sul futuro. Poche parole che riportano la storia verso il luogo dal quale era cominciata: Ci vediamo in terre pontine.

14 ottobre 2026, Palazzo Reale di Napoli, Stand 84 Cortile delle Carrozze. Questanno, allo stand De Nigris, jesce o sole.

SCIENZA, NATURA E FUTURO, A CITTÀ DELLA SCIENZA UN WEEKEND IMPERDIBILE TRA EUROPEAN BIOTECH WEEK E URBAN NATURE

Che aspetto ha il DNA o come la biodiversità rende le nostre città più sicure e vivibili?

Sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026, Città della Scienza invita famiglie, studenti, docenti e appassionati di ogni età a vivere un fine settimana straordinario, dove la ricerca biotecnologica incontra la tutela dell'ambiente in un grande cantiere di meraviglia e scoperta. 
L'evento unisce due grandi appuntamenti internazionali e nazionali: La European Biotech Week (28 settembre - 5 ottobre 2026), promossa da Assobiotec - Federchimica per raccontare il valore delle biotecnologie nella salute e nell'innovazione; Urban Nature, il festival del WWF (giunto alla sua X edizione) dedicato alla biodiversità urbana e al ruolo della natura di fronte al cambiamento climatico. 
Dalle molecole alla natura: un programma ricco di esperienze pratiche
All'interno dell’Open LAB di CORPOREA, il pubblico potrà diventare biologo per un giorno con la terza edizione di “BIOTECH ADVENTURE: GENI AL LAVORO NEL LABORATORIO BIOFORFUN”. Guidati dalla Prof.ssa Rosanna del Gaudio e da un giovane team di ricercatori e studenti del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, i partecipanti estrarranno il DNA da campioni di frutta, verdura e fiori. Tra esperimenti luminosi, gel sfavillanti e DNA Origami, si scoprirà come l'approccio One Health stia trasformando la qualità della nostra vita. 
All'esterno, l'esplorazione prosegue nel verde con i Tour Guidati al Boschetto: insieme ai biologi del WWF, i visitatori percorreranno un itinerario etnobotanico tra piante mediterranee, usi tradizionali e storie curiose. Presso il Lab 2 di Corporea sarà inoltre attivo l'Infopoint con i volontari del WWF e della Riserva Naturale Statale Cratere degli Astroni per approfondire le iniziative di citizen science e tutela del territorio. 
Non mancheranno dalle 9:00 alle 17:00: le visite guidate a Corporea, Museo Interattivo del corpo umano, con l'accoglienza speciale del robot umanoide Aphel; i suggestivi spettacoli astronomici del Planetario: il viaggio nell'incredibile biodiversità dei piccoli invertebrati ospitati nella mostra “Insetti & Co.”.
Un'occasione unica per sperimentare, giocare e toccare con mano come innovazione scientifica e natura possano costruire insieme un futuro sostenibile. 
www.cittadellascienza.it

Esce la colonna sonora di Carmine Padula per Il mio nome è Carlo


Esce la colonna sonora firmata da Carmine Padula per Il mio nome è Carlo, il film TV Mediaset su Carlo Acutis, il compositore foggiano firma le musiche del film in onda domenica 27 settembre in prima serata su Canale 5.

Carmine Padula firma la colonna sonora - prodotta con la sua tradizionale attenzione da RTI - de Il mio nome è Carlo, il film per la regia di Giacomo Campiotti dedicato a Carlo Acutis, santificato l’anno scorso, in onda domenica 27 settembre 2026 in prima serata su Canale 5 e in streaming su Mediaset Infinity. Una colonna sonora che mette al centro un attento lavoro di direzione e orchestrazione - protagonista la ICO – Independent Cinematic Orchestra - curata dallo stesso Padula.
Il film è diretto da Giacomo Campiotti su una sceneggiatura scritta insieme a Carlo Mazzotta e ripercorre la vita, la fede e la modernità a vent’anni dalla sua scomparsa di Carlo Acutis, il giovane milanese proclamato santo e già definito il primo “santo millennial” dell’era digitale. Con Samuele Carrino nel ruolo del protagonista quindicenne e Lucia Mascino in quello della madre Antonia Salzano. Un lavoro che nasce da una coproduzione RTI – Skipless Italia e Movie Magic International.
 
Il primo lavoro dedicato ad un Santo a tutti gli effetti Millennial e come tale la sua colonna sonora è stata scritta senza veri e propri punti di riferimento: un entisiasmante salto nel buio creativo che ha regalato a Padula grandi stimoli musicali. Come ha avuto modo di dichiarare lo stesso Padula in occasione di una puntata di Soundtrack City: “È il primo progetto, in realtà unico nel suo genere, dove si affronta la vita di un santo di oggi. Siamo pieni di film sui santi storici: San Francesco, San Pio, ecc… Questo però è il primissimo film su un santo dei nostri anni. Quindi diciamo che tutti i cliché musicali che ci sono, sono stati azzerati perché abbiamo quasi creato un genere, tra virgolette. Infatti è il primo film di questo genere, quindi è stato davvero un grande lavoro... Sai, io a volte quando devo fare qualcosa sento anche i miei illustri colleghi cosa hanno fatto, ma qui non è stato possibile”
In questo lavoro Carmine Padula, già compositore per Campiotti in diversi titoli precedenti, firma le musiche originali ma anche la gran parte dei brani diegetici del film, pensati per entrare nella narrazione in modo organico. In particolare, alcune rivisitazioni della musica tradizionale dello Sri Lanka che descrivono uno degli amici cingalesi di Carlo Acutis.
La cifra sonora di Padula si muove in un territorio pianistico e contemplativo non lontano da certe scritture neoclassiche di ascendenza minimalista molto frequentate dal pubblico contemporaneo, ma se ne distingue per un respiro orchestrale più ampio: la partitura è stata eseguita dall’ICO – Independent Cinematic Orchestra e si sviluppa in architetture sinfoniche articolate che vanno oltre la scrittura per solo pianoforte.
 
Lo stesso compositore racconta così il lavoro sul film: “Comporre le musiche de Il mio nome è Carlo è stato un viaggio bellissimo e totalizzante, una sfida che ho accolto con grande gioia e che mi ha coinvolto profondamente, non soltanto come musicista, ma anche come uomo. Ho cercato di avvicinarmi a questa storia con grande rispetto, lasciandomi guidare dalle emozioni e dalla spiritualità del personaggio: la luce, l’energia, la fragilità, ma anche la profondità del suo percorso umano e spirituale. Per questo progetto ho composto non soltanto la colonna sonora originale, ma anche le musiche diegetiche presenti nel film, lavorando affinché ogni elemento musicale potesse entrare nella narrazione in modo organico. Ringrazio profondamente Giacomo Campiotti, Skipless e RTI per la fiducia, e tutti i musicisti che hanno lavorato con me: l’ICO – Independent Cinematic Orchestra, Fabio Ferri, ingegnere del suono, e Filippo Signorini, mio assistente.”
 
Al fianco di Carmine Padula, nel ruolo di primo assistente, era Filippo Signorini. Per quanto riguarda i solisti dell’Indipendent Cinematic Orchestra, figurano Alberto Mina al violino, Eduardo Caiazza alla viola, Luca Pincini al violoncello, Antonio Pizzarelli al sax e al clarinetto, Giuseppe La Sala alla chitarra, e lo stesso Carmine Padula al pianoforte e ai synth. Il montaggio delle musiche è firmato da Damiano Antinori.
Le edizioni musicali, come si diceva, sono di RTI e vedono il coordinamento editoriale di Paola Vanoni e il coordinamento musicale di Antonio Seccia; la supervisione musicale è firmata da Marco Testoni.
Le registrazioni e i missaggi sono stati realizzati presso gli Abbey Rocchi Studios, con Fabio Ferri come ingegnere del suono. L’organizzazione delle registrazioni è stata curata da Maqueta Records Srl, l’organizzazione generale da Fernando Alba, mentre Giancarlo Russo ha ricoperto il ruolo di ispettore d’orchestra.


Classe 2000, nato a Foggia, Carmine Padula si è imposto giovanissimo all’attenzione della critica: a 15 anni ha pubblicato il suo primo album, Orizzonti, entrato nella Top Ten della classifica iTunes, mentre a 17 anni Roberto Cacciapaglia, suo maestro, ha prodotto il secondo, Dreamland, arrivato al primo posto della stessa classifica. Notato nel 2018 da Giacomo Campiotti che, a soli 17 anni, gli ha affidato la colonna sonora della serie TV Ognuno è perfetto – esordio più giovane nella storia della Rai. Padula ha proseguito la collaborazione con il regista in numerosi progetti, tra cui il film TV Chiara Lubich - L’amore vince tutto, la serie La sposa con Serena Rossi, la serie evento La lunga notte - La caduta del Duce e il biopic Ennio Doris - C’è anche domani.
Le sue musiche sono state eseguite da orchestre quali l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Orchestra Roma Sinfonietta e l’Orchestra Italiana del Cinema, e Padula ha firmato brani anche per artisti come Emma Marrone. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano il Premio Nino Rota 2020, il Premio alla Carriera del Festival Officinema, i SIAE Music Awards 2025 per la colonna sonora de La lunga notte - La caduta del Duce e, nel 2026, il Rotary Award for Excellence in Service to Humanity.
Centrale il suo incontro con Campiotti. Sempre dall’intervista a Soundtrack City, Padula ha avuto modo di ricordare: “Ho iniziato a fare questo mestiere, anche se per me è una passione da sempre, grazie a Giacomo [Campiotti, ndr], io studiavo composizione in conservatorio, volevo fare il compositore, però non immaginavo di poter fare il compositore per cinema o per la televisione. Quindi poi facevo i miei pezzi in giro, così, ma sempre in contesti molto semplici, intendo mai nei teatri. E in un'occasione, ad Assisi, mi trovai davanti una trentina, quarantina di persone che erano venute a sentire questo mio mini concerto e nel pubblico c'era proprio Giacomo che ha sentito i miei brani e mi ha detto: "Ma non hai mai pensato di fare le musiche per un film?". Io a 17 anni neanche lo immaginavo. E quindi mi ha lasciato il suo bigliettino e mi ha invitato a venire a Roma dove mi chiese di fare poi primo film insieme, che era una serie molto carina di Rai Uno, che si chiamava Ognuno è perfetto.
È online il videoteaser della colonna sonora, disponibile al link: https://www.youtube.com/watch?v=gQKdjqJGrjs