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venerdì 2 ottobre 2026

La XV edizione della Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell'Innovazione si terrà dal 9 all’11 dicembre 2026 a Venezia e Padova

Nel 2026, il principale appuntamento dedicato alla cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e Cina sarà ospitato in due città dalla storia particolarmente significativa: Venezia, da sempre ponte tra Oriente e Occidente ed ecosistema privilegiato di incontro tra culture e innovazione, e Padova, uno dei più antichi poli italiani della conoscenza ed eccellenza universitaria.

In particolare, la Settimana prenderà il via il 9 dicembre a Venezia con la Cerimonia Inaugurale alla quale parteciperanno il Ministro dell’Università e della Ricerca della Repubblica Italiana, Anna Maria Bernini, e il Ministro della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese, Yin Hejun.

La Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione è promossa dal Ministero dell'Università e della Ricerca della Repubblica Italiana e dal Ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese, ed è coordinata, per l'Italia, da Fondazione Idis – Città della Scienza, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, e, per la Cina, dalla Beijing Municipal Science & Technology Commission, Administrative Commission of Zhongguancun Science Park.

La Settimana Italia-Cina giunge alla sua quindicesima edizione, a conferma del consolidato impegno dei due Paesi nel rafforzare il dialogo e la cooperazione bilaterale e nel promuovere nuove occasioni di incontro e di conoscenza reciproca. 

Nel corso delle precedenti edizioni della Settimana, Italia e Cina hanno sviluppato numerosi progetti e collaborazioni che hanno coinvolto istituzioni, università, accademie, enti di ricerca e imprese di entrambi i Paesi, contribuendo a consolidare la cooperazione bilaterale nei settori della ricerca, della scienza, della tecnologia e dell’innovazione, consentendo la sottoscrizione di numerosi accordi di cooperazione e realizzando altrettanti incontri One-to-One tra soggetti italiani e cinesi.

Le diverse edizioni della Settimana, organizzate alternativamente in Italia e in Cina, hanno inoltre offerto ai partecipanti l’opportunità di visitare centri di eccellenza scientifica e tecnologica dei due Paesi e di approfondire la conoscenza dei rispettivi ecosistemi della ricerca e dell’innovazione, favorendo la creazione di nuove relazioni e opportunità di collaborazione.

Questa XV edizione rappresenta una nuova occasione per approfondire da vicino i risultati raggiunti in alcuni settori della ricerca scientifica e per avviare nuove collaborazioni sui temi di interesse e impegno comune in linea con quanto previsto dal Piano d'Azione per il Rafforzamento del Partenariato Strategico Globale Italia-Cina 2024-2027 e dal Memorandum d'Intesa tra il Ministero dell'Università e della Ricerca della Repubblica Italiana e il Ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese per la cooperazione nel campo della ricerca scientifica firmato a Pechino il 12 novembre 2025 nell'ambito della XIV edizione della Settimana.
In particolare, durante questa nuova edizione saranno proposti momenti di dialogo e confronto tra rappresentanti italiani e cinesi su temi strategici per lo sviluppo economico e sociale dei due Paesi, quali: 

Materiali avanzati e tecnologie integrate per la produzione industriale
Biodiversità territoriale e agroecosistemi tradizionali (Sistemi GIAHS): conservazione dinamica, paesaggi culturali e sicurezza alimentare in approccio One Health
Earth Observation per mari e oceani: osservazione, monitoraggio dei cambiamenti climatici e cooperazione internazionale in Antartide
Tutela, conservazione e restauro del patrimonio culturale e librario: dialogo scientifico-tecnologico
Creatività, design, tecnologia e innovazione culturale
Nuove tecnologie mediche

Il format dell’edizione 2026 prevede, oltre alla Cerimonia Inaugurale, lo svolgimento di Forum tematici, incontri istituzionali, azioni di networking con i consolidati Incontri One-to-One, nonché visite a siti di interesse. Anche quest’anno, la Settimana rappresenterà un momento di grande rilievo per la formalizzazione di accordi di cooperazione tra istituzioni, università, centri di ricerca e imprese dei due Paesi, tesi sia al consolidamento di partenariati esistenti, sia all’inaugurazione di nuove partnership.

Sono aperte le Call per la partecipazione agli Incontri One to One (https://settimanaitaliacina.cittadellascienza.it/call-onotoone-2026/)
e la presentazione degli Accordi di Cooperazione (https://settimanaitaliacina.cittadellascienza.it/presenta-il-tuo-accordo-di-cooperazione-italia-cina/)

Per il programma e gli aggiornamenti in corso:
https://settimanaitaliacina.cittadellascienza.it/

Per informazioni:
e-mail: cina@cittadellascienza.it 

Tornano le visite guidate al cantiere delle Terme Suburbane di Ercolano

Da ottobre a dicembre 2026, turni settimanali del sabato alla scoperta del cantiere di restauro del complesso termale meglio conservato del mondo romano. Prenotazioni aperte da martedì 29 settembre.

Riprendono al Parco Archeologico di Ercolano le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città, con un nuovo ciclo di visite guidate che, in attesa del completamento dei lavori, permettono al pubblico di scoprire da vicino sia gli ambienti sia le attività di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni, il progetto torna offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana. Le visite al cantiere delle Terme Suburbane si svolgeranno ogni sabato, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi di visitatori, muniti di caschetto protettivo, saranno composti da un massimo di 15 partecipanti, e verranno accompagnati dal personale del Parco, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code.
«Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti, in attesa della loro riapertura permanente, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo»,
dichiara Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.
Le Terme Suburbane: il complesso termale meglio conservato del mondo romano
Individuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 — a causa della guerra e della presenza delle acque di falda — l’edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell’acqua.
Incastonate tra l’antico arenile e le mura cittadine, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunità. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium), con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio, la piscina riscaldata “a samovar” dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi, stucchi e pitture di altissima qualità e porte lignee originali, eccezionalmente conservate, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.
Rimaste chiuse al pubblico per oltre vent’anni, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell’ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute, attivo a Ercolano dal 2001, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano, insieme a Pompei e Oplontis, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, ed è integrato nell’app Ercolano Digitale, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita.
Calendario e turni di visita
Ottobre: sabato 10, 24 e 31 ottobre 2026
Novembre: sabato 7, 14, 21 e 28 novembre 2026
Dicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026
Mattina: 9:30 (visita in italiano) · 10:30 (visita in inglese) · 11:30 (visita in italiano)
Pomeriggio: 14:30 (visita in italiano) · 15:30 (visita in inglese) · 16:30 (visita in italiano — turno straordinario attivo solo il 10 ottobre, poi sospeso con l’entrata in vigore dell’orario invernale)
I gruppi, di massimo 15 partecipanti, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un’ora.
Biglietti e prenotazioni
Le prenotazioni sono aperte da martedì 29 settembre 2026: i biglietti sono in vendita online e in biglietteria.
Biglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21,00 euro
Cittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) di età compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7,00 euro
Gratuità per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge
Prenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture.

Sabert rafforza l’offerta europea nel food packaging con la sua expertise multimateriale

Il catalogo 2026-2027 riunisce competenze nei materiali a base di fibre e plastica, soluzioni per diverse applicazioni e capacità di sviluppo su misura.

Sabert Corporation Europe presenta il catalogo 2026-2027, espressione di una competenza che attraversa materiali, tecnologie e applicazioni del packaging alimentare. La capacità di lavorare con materiali a base di fibre – tra cui polpa, carta e cartoncino – e plastica consente al gruppo di individuare la soluzione più adatta alle esigenze di ristorazione, retail e industria alimentare. Il nuovo catalogo rende visibile questa proposta integrata, ulteriormente rafforzata dall’acquisizione di Colpac Limited, completata il 31 luglio 2025. 

Il portafoglio riunisce oltre 800 referenze, ma il suo elemento distintivo è la varietà di materiali e competenze disponibili all’interno del gruppo. Comprende soluzioni per alimenti caldi e freddi, formati per il food to go, applicazioni per il confezionamento in atmosfera modificata e possibilità di personalizzazione. Sabert può così affiancare i clienti nella scelta del materiale, nella progettazione del formato e nello sviluppo di soluzioni coerenti con le prestazioni richieste da ciascuna applicazione. 

La scelta dei materiali assume un rilievo crescente anche alla luce dell’evoluzione del quadro europeo. Il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio si applica in via generale dal 12 agosto 2026 e introduce requisiti con scadenze differenziate nei prossimi anni. In Italia, secondo CONAI, nel 2024 è stato riciclato il 76,7% degli imballaggi immessi al consumo, pari a circa 10,7 milioni di tonnellate. In questo contesto, poter valutare materiali diversi e progettare il packaging in funzione dell’uso, delle prestazioni e dei requisiti applicabili rappresenta un vantaggio concreto per i clienti. 



Competenze industriali, materiali e applicazioni

«Il nuovo catalogo racconta la capacità di Sabert di mettere insieme competenze sui materiali, tecnologie e conoscenza delle esigenze dei clienti», afferma Alex Noake, Senior Vice President e Managing Director di Sabert Europe. «L’ampliamento dell’offerta rafforza questa capacità: oggi possiamo supportare una gamma più ampia di applicazioni e accompagnare i clienti dalla scelta del materiale allo sviluppo della soluzione. La collaborazione tra Europa, Stati Uniti e Cina ci permette inoltre di condividere competenze e accelerare l’innovazione». 

L’integrazione delle competenze di Colpac nel cartoncino, in particolare per il food to go e il foodservice, amplia la proposta del gruppo e ne consolida la presenza nei mercati europei. A questa esperienza si affiancano le competenze Sabert nella fibra stampata e nella plastica. Ne risulta un’offerta multimateriale che copre esigenze differenti, dal confezionamento industriale alla presentazione e al consumo fuori casa. 



La soluzione giusta parte dalla conoscenza dei materiali

«Riunire competenze approfondite nei materiali a base di fibre e nella plastica è un elemento distintivo», sottolinea Andrew Grimbaldeston, Marketing & Innovation Director di Sabert. «Conosciamo le proprietà e i limiti dei diversi materiali e possiamo aiutare i clienti a scegliere in funzione dell’applicazione, delle prestazioni richieste e dei loro obiettivi commerciali e di sostenibilità. Il valore sta nella capacità di progettare la soluzione più adatta, non nel proporre un unico materiale per tutti gli usi».



Il catalogo presenta, tra le innovazioni del gruppo, Pulp Ultra®, una soluzione a base di fibre che arricchisce l’offerta per il mercato britannico. In un ambito distinto, valorizza le competenze Sabert nelle soluzioni per il confezionamento in atmosfera modificata (MAP) destinate alle applicazioni alimentari industriali. Entrambe fanno parte dell’offerta complessiva del gruppo e mostrano come competenze e tecnologie differenti possano rispondere a esigenze specifiche lungo la filiera alimentare. 

«Sabert Europe dispone oggi di un portafoglio più ampio e di competenze tecniche ancora più articolate», conclude Noake. «Il catalogo non è soltanto una vetrina di prodotti: mostra come possiamo combinare materiali, conoscenza applicativa e capacità di innovazione per diventare un partner di riferimento nel packaging alimentare europeo». 



Il catalogo è disponibile in formato digitale e cartaceo, in inglese, francese e tedesco, su www.sabert.eu. 



Sabert

Sabert è specializzata nella produzione e commercializzazione di packaging alimentare, articoli monouso di alta qualità e soluzioni compostabili per la tavola e il foodservice. Con oltre 40 anni di esperienza, il gruppo sviluppa prodotti innovativi e ad alto valore aggiunto, supportati da standard qualitativi elevati e da un servizio orientato al cliente. L’attività globale combina competenze su fibra stampata, carta e cartoncino e resine, con oltre 410 brevetti attivi. Nel luglio 2025 Sabert Corporation Europe ha acquisito Colpac Limited, azienda britannica fondata nel 1937 e specializzata in soluzioni sostenibili in cartoncino per il food to go, il foodservice e l’industria alimentare. Sabert Corporation Europe è tra i membri fondatori dell’Alliance for Fibre-Based Packaging. 

Per ulteriori informazioni 

www.sabert.eu 

giovedì 1 ottobre 2026

LUCCA FILM FESTIVAL, LILIANA CAVANI PREMIO ALLA CARRIERA E IL PREMIO OSCAR FRANCA SQUARCIAPINO

Liliana Cavani riceve il Premio alla Carriera e presenta due suoi lavori dedicati a San Francesco con Fabio Ferzetti, il lungometraggio giapponese IAI in concorso, la seconda giornata di proiezioni dei cortometraggi in concorso e fuori concorso, la masterclass di Valentina Tanni e l'incontro su moda e design Dietro il costume: arte, personaggio e visione con la costumista Premio Oscar Franca Squarciapino.

VII giornata, domani – venerdì 2 ottobre 2026 – della ventiduesima edizione del Lucca Film Festival, che si tiene fino al 4 ottobre 2026 a ingresso gratuito fino a esaurimento posti - con la direzione artistica di Nicola Borrelli e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. La serata del festival sarà illuminata dalla consegna del Premio alla Carriera alla regista e sceneggiatrice Liliana Cavani. La giornata si apre alle ore 10 al Complesso di San Micheletto con la proiezione di sette cortometraggi realizzati dagli studenti all'interno del progetto C.I.P.S. 2026. Sempre alle ore 10 all'Auditorium Fondazione BDM, per Over The Real, il concorso internazionale dedicato alla videoarte la masterclass di Valentina Tanni. Il pomeriggio si apre alle ore 15 al Cinema Centrale con il Concorso Internazionale Lungometraggi, curato da Stefano Giorgi e Mattia Fiorino e la proiezione del giapponese IAI, esordio alla regia di Sakai Zenzo, che intreccia horror psicologico e folklore nipponico sospeso fra lutto, maledizioni familiari e soprannaturale. Le inquietanti bambole di cartapesta della protagonista Kana richiamano gli hitogata, figure rituali della tradizione shintoista legate alla purificazione e all’esorcismo. La giuria del concorso lungometraggi è formata dal regista, sceneggiatore e produttore lituano Šarūnas Bartas, dalla costumista Premio Oscar Franca Squarciapino e dall'attore, regista e sceneggiatore Michele Riondino. Alle ore 15 al Complesso di San Micheletto continua la rassegna dedicata a Julian Schnabel, ospite in apertura del festival, con il suo Prima che sia notte, del 2000, la vera storia del romanziere cubano Reinaldo Arenas, interpretato da Javier Bardem, che per questo ruolo vinse la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia. Alle ore 17 la regista e sceneggiatrice Liliana Cavani presenta, moderata dal critico cinematografico Fabio Ferzetti, il suo film per la tv Francesco d’Assisi del 1966, all'interno della rassegna dedicata a San Francesco, organizzata e coordinata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca in occasione dell’ottavo centenario della sua scomparsa. Alle ore 17:30 al Complesso di San Micheletto continua l'omaggio al regista, sceneggiatore e produttore lituano Šarūnas Bartas, con la proieizone del suo Lontano da Dio e dagli uomini, del 1996. Alle ore 17 al Cinema Astra seconda e ultima giornata di proiezioni dei cortometraggi. Si parte con due corti fuori concorso, How to Shoot a Ghost, nuovo cortometraggio diretto dal Premio Oscar Charlie Kaufman, interpretato dalla Premio Oscar Jessie Buckley e Pit (Yama) di Egor Koreshkov. La selezione di Laura Da Prato e Dario Ricci, curatori del Concorso Internazionale Cortometraggi, tra gli oltre 700 cortometraggi arrivati da tutto il mondo oggi propone altri sei lavori in concorso. Si parte con il cinese Kleptomania di Jingkai Qu, vincitore del CUPRA Filmmaker Award alla Berlinale Shorts Competition, quindi lo spagnolo Dissension, diretto da Alvaro Amate. Dalla Germania Days of Crossing the Border, di Björn Grzemba, che racconta l'emigrazione ai tempi della Germania divisa e dalla Gran Bretagna The Man That I Wave At di Ben S. Hyland, vincitore del Best Short Film SOFC Award al Sitges – International Fantastic Film Festival of Catalonia. Quindi lo statunitense The Grandfather Puzzle di Ora DeKornfeld - vincitore dell’Audience Award al Full Frame Documentary Film Festival e del Best Documentary Short Award al Mountain Film Festival e chiude la selezione del concorso lo statunitense Dear Shop Girl diretto da Nira Burstein e interpretato da Rory Culkin. Chiamata a giudicare e premiare i corti, una giuria internazionale che assegnerà un premio di 1000 euro al Miglior Corto, presieduta dal regista belga Jaco Van Dormael, con la sceneggiatrice e regista Valia Santella, il regista e documentarista Alex Infascelli e Veronica Lucchesi, cantante e attrice, cofondatrice e voce de La Rappresentante di Lista. Alle ore 18:00 all'Atelier Ricci, uno straordinario incontro su moda e design, dal titolo "Dietro il costume: arte, personaggio e visione", moderato dal giornalista e docente Andrea Giordano che vedrà gli interventi della costumista Franca Squarciapino già vincitrice del Premio Oscar nel 1991 per Cyrano de Bergerac , di Daniela Degl'Innocenti, conservatrice del Museo del Tessuto di Prato e di Simonetta Bigongiari, direttrice del Puccini Museum – Casa Natale. Presso il Puccini Museum - Casa Natale di Lucca è visitabile la mostra "Turandot O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!” aperta fino al 1 novembre, di cui fanno parte due costumi firmati proprio da Franca Squarciapino. La serata al Cinema Astra si apre alle ore 21 con la consegna del Premio alla Carriera a Liliana Cavani e, a seguire, la proiezione del suo film Francesco, del 1989 dedicato alla vita del santo interpretato da Mickey Rourke. Nata a Carpi (Modena), laureata in lettere antiche all'Università di Bologna, diplomata al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, Liliana Cavani realizza a partire dal 1962 documentari per la Rai fra i quali Philippe Pétain: processo a Vichy, che ottiene il Leone d'Oro per il documentario alla Mostra di Venezia nel 1965. Esordisce nel lungometraggio nel 1966 con il film per la tv Francesco d’Assisi, protagonista Lou Castel, presentata alla Mostra di Venezia e premiata come miglior film al Festival di Valladolid. Il successo di critica e pubblico mondiale arriva con Il portiere di notte (1974), interpretato da Dirk Bogarde e Charlotte Rampling, storia del rapporto fra un ufficiale delle SS e una giovane prigioniera. Altro film di interesse internazionale è Interno berlinese (1985), dal romanzo di Tanizaki Jun'ichirō, presentato al Festival di Berlino del 1986. In seguito è ancora al Lido con Dove siete? Io sono qui (1993) per cui Anna Bonaiuto riceve la Coppa Volpi come migliore attrice non protagonista, sempre a Venezia nel 2002 con il thriller Il gioco di Ripley, con John Malkovich. Sulla figura di Francesco torna nel 1989 con il film Francesco interpretato da Mickey Rourke, presentato a Cannes e nel 2014 un nuovo film su Francesco per la Rai. È del 2012 la partecipazione alla Mostra di Venezia con il cortometraggio Clarisse, che vince il Premio Pasinetti. Nello stesso anno ottiene un David di Donatello speciale. Nel 2023 iniziano le riprese del film L’ordine del tempo alla cui sceneggiatura partecipa il fisico Carlo Rovelli. Liliana Cavani riceve il Leone d’Oro alla carriera nel 2023 alla 80ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

 

Negli anni, il Lucca Film Festival ha ospitato grandi nomi del cinema internazionale, ha omaggiato i grandi nomi del cinema internazionale da Oliver Stone a David Lynch, da Ethan Hawke e Susan Sarandon a Isabelle Huppert, da Rutger Hauer a George Romero, da Paolo Sorrentino a Willem Dafoe, da Chiara Mastroianni e Paul Schrader a Matthew Modine e Ruben Östlund ma anche Aleksandr Sokurov e Gaspar Noè, diventando un punto di riferimento culturale in Italia. L’evento è realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Banca Generali Private Wealth Management (Paolo Tacchi) e Banca Pictet sono i main sponsor della manifestazione. Con la partecipazione del Ministero della cultura - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di Lucca e Vivi Lucca Eventi e con la compartecipazione di Lands of Giacomo Puccini e Camera di Commercio Toscana Nord – Ovest. Il festival si avvale inoltre del supporto di Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Manifatture Digitali Cinema, Sofidel, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum - Casa Natale, Farmacia Maffei, Unicoop Firenze, Audi Center Terigi, Tenuta del Buonamico, Martinelli Luce, Naturanda, Futuro3D, e si avvale della coproduzione di Tecno Servizi, Ristorante Giglio, Palazzo Pfanner, Over The Real, Teatro del Giglio di Lucca, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Accademia di Belle Arti di Carrara, Liceo Artistico Musicale e Coreutico Augusto Passaglia, Liceo Classico N. Machiavelli, ISIS Pertini, Associazione 50&PIÙ, ACLI Lucca. Si ringraziano anche ANSA, Rai Toscana, Rai Radio 3, Movieplayer.it, Radio Incontro, Film4Life, Festival Scope, A.C.S.I. Associazione Centri Sportivi Italiani, Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA), Trenitalia, Fic, Uicc, Cinit, Ucca, Arci, Fedic, Corte Tripoli, Circolo del Cinema di Lucca, Cineforum Ezechiele 25:17, Cinema Centrale, Astra e Moderno, Università di Pisa, Università degli Studi Firenze, Fondazione Carlo Ludovico Ragghianti, Pisa al Cinema, Cineteca Bologna, Cineteca Nazionale, Istituto Musicale Luigi Boccherini, Robert F. Kennedy Human Rights Italia, Associazione Donne all’Ultimo Grido, SPAM! Rete per le arti contemporanee, Lucca Comics & Games, Photolux Festival, Lucca Classica Music Festival.


Per maggiori informazioni
www.luccafilmfestival.it
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Il cinema in barca a vela, dall’America’s Cup al Pianeta Mare Film Festival, dal 5 al 10 ottobre 2026 a Napoli la residenza artistica di registi e filmmaker sulle barche di Scugnizzi a vela

Lunedì 5 Ottobre 2026: alle 12 a Villa Ferretti l’inaugurazione del Film Lab e alle 18.30 al Grenoble la ‘prima’ del Festival.

Dall'America’s Cup al Pianeta Mare Film Festival (PMFF) con il comune denominatore del mare e del riscatto sociale con l’esempio degli “Scugnizzi a Vvela”. Dopo aver seguito da vicino le pre regate dell’America’s Cup nel golfo di Napoli da domenica 4 ottobre l’imbarcazione Elizabeth di “Scugnizzi a vela” ospiterà i giovani registi e filmmaker del Film Lab del Pianeta Mare Film Festival che prenderà il via lunedì 5 ottobre. La residenza artistica del Film Lab a bordo delle imbarcazioni nella darsena Acton del Porto di Napoli è uno dei ‘marchi di fabbrica’ del progetto Film Lab del PMFF che festeggia quest’anno la sua quinta edizione. Dal 2022, con la prima edizione del Film Lab che si è tenuta proprio a Napoli, più di 200 giovani under 30 in quattro anni hanno aderito al percorso di alta formazione cinematografica del PMFF che ha toccato numerose città italiane (da Genova a Venezia, da Roma a Lecce fino alla tenuta presidenziale di Castelporziano). E quest’anno in Francia a Brest, nell’ambito del Brest Surf Film Festival in collaborazione con Sciences Po Rennes, c’è stata la prima tappa internazionale del Film Lab del PMFF divenuto, dunque, un ‘modello’ da esportazione di formazione ‘learning by doing’ di scrittura creativa cinematografica ‘green’ con altre tappe europee che seguiranno nei prossimi mesi.

 

Anche quest’anno dal 5 al 10 ottobre a Napoli 12 studenti universitari e giovani registi provenienti da diverse città italiane ed europee, dopo aver superato una selezione pubblica, saranno coinvolti in una residenza artistica e formativa a zero budget e a minimo impatto ambientale. Attraverseranno luoghi, istituzioni scientifiche e spazi culturali di Napoli e di altre aree e isole della Campania. Pensiero critico e immaginazione, esperienza diretta della natura, ricerca e disseminazione scientifica e tecniche innovative di smartphone filmmaking saranno i temi del lavoro laboratoriale diretto dal regista Valerio Ferrara, 30 anni appena compiuti e già più di un prestigioso riconoscimento alle spalle (tra gli altri il premio La Cinef al Festival di Cannes). “Il risultato di questo percorso - anticipa Valerio Ferrara - saranno sei cortometraggi scritti e realizzati interamente con lo smartphone: opere visive che nasceranno dall’incontro tra i giovani autori, il patrimonio naturale e culturale del territorio e i saperi raccontati da ricercatrici, professori, scienziate di chiara fama e professionisti del cinema durante i diversi appuntamenti della quinta edizione del Pianeta Mare Film Festival”. Cortometraggi che saranno poi votati dal pubblico e da un giuria di giovani composta da ex allievi dei Film Lab e proiettati sabato 10 ottobre prima alle 20 nel corso della cerimonia di premiazione a Casa del Contemporaneo (Sala Assol Moscato) presieduta da Giovanni Petrone e poi alle 22.30 nell’evento conclusivo del PMFF presso la Santissima Innovation Hub, diretta da Alessandra Attena, nel corso di un happening musicale curato dal Club Tasso.



Lunedì 5 Ottobre 2026 alle 12 a Villa Ferretti l’inaugurazione del Film Lab 2026

 

E proprio dal mare lunedì 5 ottobre alle 12 partirà la quinta edizione del Film Lab del Pianeta Mare Film Festival. Esattamente da Bacoli, da Villa Ferretti, un prestigioso bene confiscato alla camorra e restituito alla collettività, trasformato dal Comune di Bacoli nel primo parco archeologico comunale sul mare in Italia e divenuto anche sede del Centro di Alta Formazione per le scienze umanistiche digitali e l'archeologia subacquea dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

Un ‘battesimo’ formativo che sarà una Masterclass d’eccezione con relatori illustri: dal Rettore della Federico II, Andrea Mazzucchi, allo scienziato Ferdinando Boero, già presidente della Fondazione Dohrn, da Stefano Lanfranco, fondatore del progetto “Scugnizzi a vela” a Maria Luisa Iavarone, professore ordinario di pedagogia sperimentale dell’Università Parthenope di Napoli che dal 6 al 9 ottobre ospiterà nel suo Media Center tutte le altre lezioni del Film Lab che si svolgeranno con la curatela di Max Mizzau Perczel, direttore del PMFF, e la collaborazione del montatore Stefano Mattacchione. “Il mare, per Napoli, non è soltanto un paesaggio: è una parte della nostra storia e della nostra identità, ma anche un luogo nel quale continuare a interrogare il futuro - sottolinea il Rettore della Federico II, Andrea Mazzucchi - ed è per questo che trovo particolarmente significativo che il Pianeta Mare Film Lab porti giovani italiani ed europei a conoscere il nostro golfo attraverso l’incontro fra natura, scienza, cultura e creatività realizzando un percorso formativo nel quale ricerca, biodiversità, cultura e immaginazione possano incontrarsi. Perché conoscere un territorio significa anche imparare a raccontarlo e raccontarlo significa assumersi la responsabilità di come lo consegneremo a chi verrà dopo di noi”.



Dal Grenoble alle Università: le proiezioni itineranti del Festival tutte ad ingresso gratuito

 

Per le proiezioni dei film in concorso, tutte ad ingresso libero (programma e prenotazioni su www.pianetamarefilmfestival.it) anche la quinta edizione del PMFF, curata come sempre dall’Associazione culturale Pianeta Mare Darwin Dohrn, mantiene la sua formula itinerante tra alcuni dei luoghi più rappresentativi delle eccellenze culturali, scientifiche e accademiche della città di Napoli. Il programma prevede innanzitutto le Cinematinée per le scuole, ospitate nell’Aula Magna dell’Università di Napoli Parthenope, nel cuore del centro storico, e nell’Aula Magna della sede di Scampia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

Ci saranno poi le proiezioni della sezione Focus Campania riservate agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e coordinate dalla professoressa Gina Annunziata e gli appuntamenti riservati alla giuria tecnica di studenti universitari di Scienze della comunicazione all’Università Suor Orsola Benincasa, con il coordinamento dei docenti Arturo Lando ed Augusto Sainati, organizzati in collaborazione con il Master in Cinema e Televisione, diretto dal produttore Premio Oscar Nicola Giuliano.

 

La première del Festival sarà lunedì 5 ottobre alle 18.30 a Palazzo Grenoble con la proiezione, in anteprima italiana, del film francese The Musician and the Whale, documentario dedicato al lavoro artistico e di ricerca con le balene del noto musicista internazionale Rone, alla presenza del regista Valentin Paoli e del Console generale di Francia a Napoli Paul de Sinety.

 

Casa del Contemporaneo ospiterà, invece, nella storica Sala Assoli Moscato, cinque serate di proiezioni del Concorso lungometraggi e cortometraggi e la cerimonia di premiazione in programma sabato 10 ottobre alle 20.

 

Info, programma ed eventi live:

 

www.pianetamarefilmfestival.it

www.facebook.com/PianetaMareFilmFestival
www.instagram.com/pianetamarefilmfestival

You Tube: Pianeta Mare Film Festival

Edizioni San Gennaro al Campania Libri Festival domenica 4 ottobre 2926 ore 11 presentazione ultima uscita

Domenica 4 ottobre 2026 ore 11 presentazione di “10+1.Storie di donne che rinascono" di Beatrice Lanzillo Traversari.

Anche quest’anno Edizioni San Gennaro partecipa al Campania Libri Festival, una delle più importanti manifestazioni italiane dedicate al libro e alla lettura. 

La casa editrice della Fondazione di Comunità San Gennaro porta a Palazzo Reale dal 1 al 4 ottobre i suoi libri, le sue storie più amate, i suoi racconti che parlano di “pietre scartate”. Parole che nascono dal cuore del Rione Sanità per parlare al mondo intero.



Il Festival sarà anche l’occasione per presentare al pubblico l’ultimo lavoro edito da Edizioni San Gennaro dal titolo 10+1. Storie di donne che rinascono. 

Si tratta dell’opera prima di Beatrice Lanzillo Traversari, giovanissima autrice napoletana, che ha raccolto in un unico volume i racconti di vita delle donne sostenute dall’associazione Le Forti Guerriere, impegnata nel contrasto alla violenza di genere e nel sostegno alle donne in difficoltà.



Il libro è arricchito dalla prefazione di Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello di Napoli, la presentazione di Simona Cappella e Manuela Palombi, dell’associazione Le Forti Guerriere e la postfazione di Martina Giordano, della Fondazione di Comunità San Gennaro.



L’opera sarà presentata il 4 ottobre, alle ore 11.00 nella sala del Premio Napoli (sala Pascarella). L’autrice dialogherà con la giornalista Marianna Donadio e ci sarà inoltre l’emozionante intervento delle Forti Guerriere. 



In una piccola stanza nel cuore di Napoli, undici donne hanno raccontato le proprie storie. Storie diverse per età, provenienza, scelte, ma intrecciate da ferite profonde, visibili e invisibili, e una forza ostinata che continua a resistere. Dai loro occhi, dalla loro voce, nasce, 10+1. Ogni racconto è un frammento di resistenza: la violenza di genere come sistema che ci riguarda tutte e tutti, le conseguenze e le eredità degli abusi, la colpa interiorizzata e la speranza, che sopravvive anche quando non vorremmo. La storia di ognuna si trasforma in testimonianza collettiva, tramandata per educare e lottare, per liberare e trasformare, per alzare finalmente la voce.



Questo libro, come spiega Beatrice Lanzillo Traversari, «nasce da ciò che resta. Dai corpi segnati, dalle parole di rinascita. Nasce da un +1 che si aggiunge sempre, silenzioso, a vittime che vengono raccontate come numeri ed elenchi, da accumulare e analizzare. In una società dove la violenza patriarcale si insinua in tutti gli aspetti della nostra vita, la rivoluzione sta in un gesto semplice e radicale: ascoltare, come atto di presenza e di cura. Ascoltare la verità che non arriva in copertina, fatta di fragilità, imperfezioni, tentativi e ritorni. Ascoltare chi rinasce, ma anche chi resta nel silenzio. Ascoltare i “+1”: nomi, vite, corpi, che continuano a esistere fuori dalle statistiche, che ci chiedono il coraggio di credere. Perché ogni volta che una storia viene raccontata, ce n’è almeno un’altra che resta in silenzio. E i conti non tornano mai».





Beatrice Lanzillo Traversari è nata e cresciuta a Napoli, dove il mare le ha insegnato che prima di scegliere la rotta bisogna fare i conti con il vento: questo è ciò che vorrebbe raccontare. Ultima figlia di una grande famiglia allargata, ha imparato presto l’arte della polemica e quella del silenzio. Crescere in un corpo femminilizzato l’ha portata a uno sguardo transfemminista, che vede nel racconto una pratica rivoluzionaria: uno spazio in cui restituire dignità alle vite marginalizzate, ai corpi esposti, alle storie che restano ai margini del discorso ufficiale. A diciotto anni si è trasferita a Torino dove, alla Scuola Holden, ha studiato per trasformare questa tensione narrativa nel proprio mestiere.



L’associazione Le Forti Guerriere è nata nel 2020 dal desiderio di alcune donne del Rione Sanità di unirsi e fare squadra in seguito a un drammatico episodio che colpì la comunità del quartiere nel marzo del 2019, quando Fortuna Bellisario, una donna di 36 anni nata nel Rione Sanità, morì a causa delle ripetute violenze da parte del marito, culminate in un brutale omicidio. 

L’associazione offre ascolto, orientamento e sostegno concreto, con l’aiuto di avvocate e psicologhe, a donne in difficoltà e vittime di abusi, aiutandole a denunciare. 


Collabora a iniziative sociali e a progetti culturali e laboratoriali. Nel 2021, a cura di Chiara Nocchetti e Benedetta De Nicola, è stato pubblicato da Edizioni San Gennaro Amore senza lividi. Storie di guerriere senza paura, dove per la prima volta sono state raccolte e narrate testimonianze di donne sostenute dall’associazione le quali, dopo aver subito per anni vessazioni psicologiche e fisiche, hanno finalmente preso in mano la propria vita. 


Vino, Istituto Grandi Marchi premia Daniele Cernilli

A Roma la premiazione di una delle voci più autorevoli del giornalismo del settore vino. Un momento di celebrazione e di confronto sul valore e sulle forme di racconto dell’enologia tricolore.

L’Istituto Grandi Marchi torna nella Capitale per il consueto appuntamento annuale dedicato al riconoscimento internazionale ai grandi protagonisti della comunicazione del settore vino. Un premio, quello istituito dalle 18 famiglie del gruppo, creato per riconoscere il valore di chi con passione, rispetto e profonda competenza, ha contribuito e continua a contribuire alla diffusione della cultura del vino italiano nel mondo nel ruolo di ambasciatore e divulgatore di questo segmento d’eccellenza. Dopo Burton Anderson, Jens Priewe, Monica Larner, James Suckling e Isao Miyajima, quest’anno il riconoscimento va per la prima volta a un italiano, Daniele Cernilli, per l’impegno, la professionalità e la dedizione profusa nella divulgazione e promozione dell’originalità, della potenzialità e delle eccellenze territoriali del vino italiano. 


Co-fondatore del Gambero Rosso e dal 2011 responsabile del progetto editoriale DoctorWine, Daniele Cernilli è uno dei principali punti di riferimento del giornalismo di questo variegato comparto, con alle spalle una carriera lunga oltre quarant’anni da esperto enologico di fama internazionale che si intreccia con alcuni dei passaggi più importanti per il vino italiano, come testimoniano i numerosi riconoscimenti ricevuti. Cernilli infatti è stato inserito nella Wine Writers’ Hall of Fame della Wine Media Guild di New York nel 2015 ed è stato inoltre incluso tra le 50 persone più influenti del vino da Decanter per tre anni consecutivi.


“Conferire quest’anno il riconoscimento a Daniele Cernilli significa rendere omaggio a una figura che ha scritto e continua a scrivere la storia del vino italiano - ha spiegato Piero Mastroberardino, Presidente di Istituto Grandi Marchi - La sua lunga esperienza professionale è strettamente legata all’evoluzione della comunicazione enologica italiana, nell’ambito della quale spicca per una grande capacità di interpretare i cambiamenti del settore mantenendo una sguardo autorevole e attento, dimostrando così quanto una narrazione di qualità sia parte integrante della valorizzazione del patrimonio produttivo del nostro Paese”.


“Sono particolarmente felice e onorato di ricevere questo premio. Negli anni ho avuto la fortuna di raccontare un mondo, quello del vino italiano, che ho visto crescere, cambiare e conquistare una considerazione sempre maggiore nel panorama internazionale. - ha dichiarato Daniele Cernilli, giornalista, critico enologico, fondatore e direttore di DoctorWine - È stato un percorso lungo, fatto di incontri, viaggi, assaggi, discussioni e soprattutto di tante persone che hanno dedicato la propria vita alla qualità. Ricevere oggi questo riconoscimento proprio dall’Istituto Grandi Marchi ha per me un significato speciale. Le aziende che ne fanno parte sono state e continuano a essere protagoniste di questa storia e hanno contribuito in maniera importante a costruire l’immagine del vino italiano nel mondo. Lo considero quindi un premio al lavoro svolto in tanti anni, ma anche un riconoscimento al mestiere del giornalista del vino: raccontare, spiegare, approfondire e cercare di restituire ai lettori, nel modo più serio possibile, la complessità e la bellezza di un patrimonio che appartiene alla nostra storia e alla nostra cultura. Ringrazio di cuore Piero Mastroberardino e tutte le aziende dell’Istituto per aver pensato a me”.


La serata di celebrazioni, presso il Vizio Rooftop Restaurant di Roma, è stata inoltre un’occasione di riflessione sullo stato dell’arte del comparto in un momento particolare come quello attuale. L’incontro ha anche fornito l’opportunità di sottolineare la missione di IGM: promuovere l’eccellenza del vino italiano attraverso la testimonianza diretta e un dialogo costante con i protagonisti più influenti del settore in un continuo scambio tra competenze, visioni stilistiche e sensibilità ai territori.


“Il valore del vino italiano oggi non si misura solo nella qualità e nell’identità delle produzioni ma anche nella capacità di raccontarle congiuntamente ai loro territori di provenienza - ha continuato Piero Mastroberardino - E’ proprio da questa considerazione che il premio dedicato alle firme del settore assume sempre più importanza: nello scenario in cui il nostro Paese è il primo a livello internazionale per produzione enologica e può vantare il patrimonio vitivinicolo con più biodiversità al mondo, il confronto tra produttori, comunicatori e professionisti della divulgazione permette di offrire nuove chiavi di lettura per difendere e rafforzare il valore delle nostre produzioni attraverso la costruzione di relazioni solide e durature”.



Fanno parte di Istituto Grandi Marchi: 
Ambrogio & Giovanni Folonari, Antinori, Argiolas, Ca’ del Bosco, Carpenè Malvolti , Col d’Orcia, Donnafugata, Jermann, Lungarotti, Masi, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Rivera, Tasca d’Almerita, Tenuta San Guido, Tenuta San Leonardo, Umani Ronchi.