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giovedì 12 febbraio 2026

Al Teatro Serra omaggio ai Led Zeppelin con i “Runes of Kashmir”

Al Teatro Serra il concerto omaggio ai Led Zeppelin dei “Runes of Kashmir”. Con Luca Melorio, Rita Genni, Emanuel Savarese e Giuseppe Bucciero. Il 27 e 28 febbraio alle 20:00, a Fuorigrotta, in Via Diocleziano 316. Info: teatroserra@gmail.com, 347.8051793.

“Runes of Kashmir-Led Zeppelin revival” tributo ai Led Zeppelin al Teatro Serra di Napoli che venerdì 27 e sabato 28 febbraio alle 20:00 ospiterà il gruppo composto da Luca Melorio (chitarra), Rita Genni (voce), Emanuel Savarese (batteria) e Giuseppe Bucciero (basso). Foto Raimondo Fiorenza. A Fuorigrotta, in Via Diocleziano 316. Info: teatroserra@gmail.com, 347.8051793.

Quello dei “Runes of Kasmir” è un progetto musicale nato dal desiderio di confrontarsi con la profondità della musica dei Led Zeppelin con rispetto e passione sincera, senza imitazioni forzate, grazie al band leader Luca Melorio – nome d’arte Norman Cooper – chitarrista solista dal marcato stile blues cresciuto a “pane e Jimmy Page”, che a dieci anni di distanza dalla sua ultima esperienza alla guida di una Zeppelin tribute band, decide di riportare in scena quel suono mistico, coinvolgendo alcuni artisti con i quali ha già condiviso percorsi recenti, come Emanuel Savarese e Rita Genni voce di rara intensità, graffiante, sensuale e struggente che non “esegue” Robert Plant, ma ne reinterpreta lo spirito hard blues con stile personale, senza snaturarlo. Il risultato è un viaggio sonoro apprezzato anche dai fan più intransigenti, privo di sovrastrutture digitali, fatto di sudore, amplificatori valvolari e assoli incandescenti, eppure sorprendente.

Ogni esibizione cerca di catturare l’equilibrio tra forza e libertà espressiva per un’esperienza autentica di reciproco ascolto con il pubblico. I brani, tanto iconici per la storia del rock quanto attuali, suggeriscono atmosfere spirituali che travalicano la musica; il nome stesso richiama due simboli dell’immaginario zeppeliniano: le rune dell’album del 1971 e “Kashmir”, uno dei brani più iconici e visionari del repertorio.

 

“Runes of Kashmir” 

con Luca Melorio (chitarra), Rita Genni (voce), Emanuel Savarese (batteria), Giuseppe Bucciero (basso)

foto di scena, Raimondo Fiorenza

 

Venerdì 27 febbraio 2026 ore 20:00

Sabato 28 febbraio 2026 ore 20:00

 

Contatti: teatroserra@gmail.com, 347.8051793

Link: https://www.youtube.com/watch?v=aiD3L3XXnPc

mercoledì 11 febbraio 2026

Banca del Vino Campi Flegrei & Sannio, nei territori della Falanghina, martedì 17 Febbraio 2026 ore 20.30

Tornano gli appuntamenti della Banca del Vino in Campania con il primo incontro del nuovo ciclo: martedì 17 febbraio alle ore 20.30 Cantine Astroni apre le porte a una serata speciale dedicata alla Falanghina e ai suoi territori.

La degustazione sarà condotta da Alessandro Marra, vice curatore della Guida Slow Wine, e Adele Elisabetta Granieri, referente Campania della Guida Slow Wine.


Insieme a Cristina Varchetta e Gerardo Vernazzaro accoglieremo Libero Rillo, anima di Fontanavecchia, per una degustazione esclusiva che metterà a confronto Campi Flegrei e Sannio, territori simbolo della viticoltura campana e protagonisti del progetto della Banca del Vino.

 

 

Cantine Astroni – Napoli - Via Sartania,48 - 80126 Napoli

Tel : 3501690363


Martedì 17 febbraio 2026, ore 20.30
Ticket €35
(€30 per soci Slow Food, Banca del Vino, Fisar, AIS, Assosommelier, FIS, ONAV)

 

Info e prenotazioni: slowinecampania@gmail.com - 3501690363

 


Nuovo Teatro Ateneo, TROGLODYTE_ZAUNGAST/ZAUNKÖNIG, 19 e 20 febbraio 2026


Nel quadro della stagione 2025/2026 del Nuovo Teatro Ateneo – dispositivo artistico votato all’ascolto critico del presente – TROGLODYTE_ZAUNGAST/ZAUNKÖNIG, nuovo assolo di Thomas Hauert, in scena il 19 e 20 febbraio alle ore 20.30.

Opera di intensa densità simbolica, il lavoro indaga la condizione dell’outsider e le geografie interiori dell’identità attraverso una scrittura coreografica che assume il corpo come archivio psichico e culturale.

Nel solco di una stagione che interroga il presente come stratificazione di memorie e possibilità, il Nuovo Teatro Ateneo accoglie il 19 e 20 febbraio 2026 TROGLODYTE_ZAUNGAST/ZAUNKÖNIG di Thomas Hauert, un assolo che fa del corpo un campo di risonanza psichica e culturale, luogo dell’alterità, della soglia e dell’inquietudine contemporanea.


Nel suo nuovo assolo, Thomas Hauert approfondisce un processo creativo già presente nelle sue ultime due creazioni: fare della psicologia, della vita interiore, delle emozioni e dell’inconscio una forza motrice del movimento. Il punto di partenza di Troglodyte è una sorta di enigma psicologico complesso, espresso nel titolo e nel sottotitolo del solo Zaungast/Zaunkönig, che mette a fuoco l’esperienza della posizione dell’outsider, di chi non fa parte del gruppo, di chi osserva dall’esterno.
Zaungast è una parola tedesca che descrive qualcuno che assiste a un evento al quale non è stato invitato, rimanendo dietro la recinzione (letteralmente: “ospite della recinzione”). Zaunkönig, letteralmente “re della recinzione”, è il nome tedesco dello scricciolo, un piccolo uccello canoro. Minuscolo e regale allo stesso tempo, viene immaginato posato sulla recinzione, “in bilico sulla recinzione”, nel senso figurato di chi non prende posizione, non si decide e non si impegna di conseguenza.
La parola troglodyte si riferisce originariamente a un essere vivente che abita una grotta o una dimora scavata nel terreno, come il piccolo uccello Zaunkönig/troglodyte. Il termine Troglodyte ha anche una risonanza insultante, associata all’immagine dell’“uomo delle caverne”, dell’uomo rozzo, incolto, grossolano.



Note di contesto sulla stagione
La stagione del Nuovo Teatro Ateneo riprende dopo una breve pausa invernale dedicata ai lavori di ristrutturazione che hanno ulteriormente rifunzionalizzato lo spazio teatrale, rafforzandone la vocazione come luogo di attraversamento, ricerca e ascolto del presente.


Il nuovo segmento di stagione del Nuovo Teatro Ateneo si dispiega come un attraversamento del presente inteso non come superficie, ma come stratificazione: di memorie, traumi, miti, genealogie e possibilità. Un percorso in cui il corpo, la parola e il suono diventano archivi sensibili, luoghi in cui la storia individuale e quella collettiva si toccano e si interrogano reciprocamente.


Dalla danza di Losing It di Samaa Wakim, che trasforma il trauma intergenerazionale in paesaggio corporeo, al teatro di figura di Min el Djazaïr, che restituisce voce a una comunità sradicata e a una memoria rimossa, fino alla narrazione di Kohlhaas, in cui la domanda di giustizia si fa racconto incarnato, emerge un teatro che assume la fragilità come campo politico.
Jiddu e Uproar interrogano, ciascuno a proprio modo, l’idea di appartenenza e di tradizione, rivelandone la natura instabile e conflittuale, mentre Mi madre y el dinero porta in scena l’economia della sopravvivenza come esperienza esistenziale prima ancora che sociale.
Con Parvati Viraham il mito diventa spazio di riscrittura poetica e di affermazione di uno sguardo femminile, mentre Il figlio della tempesta riafferma il teatro come pratica di trasformazione reale, capace di nascere anche nei luoghi della reclusione.
Chiude il percorso L’ombra lunga di Alois Brunner, che intreccia storia europea e presente mediorientale in un’indagine sulla responsabilità e sulla persistenza del male.
Ne emerge una stagione come campo di tensione etica e poetica, in cui ogni opera è parte di un unico discorso: il teatro come luogo necessario di coscienza, di ascolto e di immaginazione.




Info e acquisto biglietti

Polo Museale - Sapienza Cultura - Sezione Nuovo Teatro Ateneo 
Sapienza Università di Roma
Mail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it
Telefono: 0649914115
Sito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/  
Instagram: @nuovoteatroateneosapienza
Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma - Edificio CU017


LINK VIVATICKET 
https://www.vivaticket.com/it/ticket/troglodyte-zaungast-zaunk%c3%b6nig/291754?culture=it-it


Orario spettacoli: 20.30
L'ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo).

Dopo aver prenotato il tuo biglietto, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link
https://bit.ly/parcheggiocusapienza

Carnevale al Teatro dei Piccoli, baci, maschere e musica per le famiglie: il 14 febbraio KISS, teatro d’attore e oggetti, e il 15 febbraio “Tutti in maschera”, concerto di Carnevale



Un fine settimana all’insegna dell’amore, della fantasia e dell’allegria attende il pubblico del Teatro dei Piccoli, che sabato 14 febbraio e domenica 15 febbraio propone due appuntamenti speciali che celebrano l’amore e il Carnevale per un’esperienza ludica e formativa che unisce musica, movimento e partecipazione di tutta la famiglia.

Sabato 14 febbraio alle ore 11 va in scena “KISS. Storia di un bacio perduto e ritrovato”, produzione di Fondazione Toscana Spettacolo – Pisa, ispirata all’albo illustrato Kiss di Serena Guardone, con illustrazioni di Irene Menchini. Scritto e interpretato da Serena Guardone, lo spettacolo racconta la storia di un bacio della buonanotte che, invece di arrivare a destinazione, intraprende un viaggio lungo un’intera vita. Luigi, ormai cresciuto, lo ritroverà tra gli oggetti dimenticati di un mercatino dell’antiquariato, in cui prendono forma personaggi e mondi evocati da cianfrusaglie e oggetti apparentemente senza valore. E così da puntino in un cielo stellato a un filo di perle che danza sulle note di un pianoforte jazz, il bacio, trasformandosi continuamente, stimola l’immaginazione e le emozioni negli spettatori e invita a riflettere sul valore dei legami affettivi, sul tempo che passa e sulla memoria.

Domenica 15 febbraio sempre alle ore 11 è la volta de “Il Concerto di Carnevale – Tutti in maschera”, uno dei concerti per l’infanzia di Progetto Sonora. Per l’occasione è obbligatorio presentarsi mascherati: bambini e musicisti condivideranno un’esperienza festosa ispirata al celebre Carnevale degli Animali di Camille Saint-Saëns.
Dopo l’accoglienza nel foyer, il pubblico verrà accompagnato in sala per un concerto-ballo che attraversa musiche e danze di tutto il mondo. I bambini, divisi in piccoli gruppi, saranno coinvolti in semplici coreografie guidate da esperti di didattica musicale, mentre l’ascolto si intreccia al movimento e al gioco. Il percorso culminerà in travolgenti tarantelle e in una piccola sfilata finale delle mascherine verso il palcoscenico, con la partecipazione attiva anche dei genitori.
Un’esperienza interattiva che unisce laboratorio e concerto, pensata per rispettare i tempi di attenzione del giovane pubblico e per condividere, a ogni età, la gioia della musica.

Gli spettacoli rientrano nella rassegna “È grande essere piccoli”, organizzata da Le Nuvole/Casa del Contemporaneo, I Teatrini e Progetto Sonora, con la collaborazione della Direzione della Mostra d’Oltremare

Biglietto unico: euro 9. Card a 5/10 ingressi a prezzo agevolato con preacquisto. Ingresso al Teatro da Viale Usodimare (pedonale) o da Via Terracina (consigliato nei festivi, Quick Parking convenzionato). Prenotazioni allo 08118903126 e 3270795871 (entrambi anche whatsapp) o per email a info@teatrodeipiccoli.it. Info: FB/ teatrodeipiccolinapoli o www.teatrodeipiccoli.it 


 

Al Teatro Karol domenica 15 febbraio 2026 ”KISS - Storia di un bacio perduto e ritrovato” di Fondazione Toscana Spettacolo per bambini e famiglie

Un viaggio poetico tra memoria e affetti di e con Serena Guardone

Non sempre i baci arrivano subito a destinazione: a volte hanno bisogno di tempo, scelgono la strada più lunga. Domenica 15 febbraio alle ore 17, al Teatro Karol di Castellammare di Stabia, va in scena “KISS. Storia di un bacio perduto e ritrovato”, produzione di Fondazione Toscana Spettacolo – Cascina, Pisa, ispirata all’albo illustrato Kiss di Serena Guardone, con illustrazioni di Irene Menchini, pubblicato nel 2023 da Sabir Editore

Inserito in Young, rassegna teatrale per le nuove generazioni a cura di Casa del Contemporaneo e Le Nuvole, lo spettacolo - scritto e interpretato dalla stessa Guardone - si rivolge a bambini dai 5 anni e famiglie. Racconta la storia di un bacio della buonanotte che, invece di arrivare al suo destinatario, intraprende un viaggio lungo un’intera vita. Sarà Luigi, ormai adulto, a ritrovarlo tra gli oggetti dimenticati di un mercatino dell’antiquariato, luogo in cui cianfrusaglie e oggetti apparentemente senza valore prendono forma, dando vita a personaggi, ricordi e mondi evocati.

«Per mettere in scena questa storia – spiega Serena Guardone – sono partita proprio dal banco dell’antiquariato, utilizzando la tecnica del teatro di oggetti, ovvero la manipolazione e l’animazione degli oggetti per dar vita agli scenari e ai personaggi. Così, da un puntino in un cielo stellato a un filo di perle che danza sulle note di un pianoforte jazz, quel bacio, trasformandosi continuamente, stimola l’immaginazione e le emozioni degli spettatori».

Con grande delicatezza e poesia, KISS parla – senza mai dirlo esplicitamente – del tempo che passa e dell’amore che resta, invitando grandi e piccoli a riflettere sul valore dei legami affettivi e della memoria. Un gioco di accenni ed evocazioni che accompagna il pubblico lungo la scia di un amore capace di continuare a propagare il suo messaggio nel tempo.

Biglietto unico euro 9. Botteghino aperto lunedì e giovedì ore 15>18:30 e da un’ora prima dell’inizio. Anche online biglietti e card famiglie (5 ingressi €40 o 10 ingressi a €70) anche con Carta Docenti e Carta Giovani e del Merito. Prenotazioni allo 08118247921 (anche whatsapp). Il Teatro Karol è in via Allende 4, Castellammare di Stabia, con Garage Italia in convenzione.

Più informazioni online su teatrokarol.it e pagine social


 

Sabato 28 febbraio “cchiùArt”, mostra e collettivo di 18 artisti vulcanici a Napoli

Fare arte per il gruppo cchiùArt, che inaugura sabato 28 febbraio alle ore 17.30 la mostra omonima presso la Chiesa di Santa Croce e Purgatorio a Piazza Mercato Napoli, significa soprattutto riuscire a creare qualcosa di autentico per riflettere sul difficile ruolo dell’artista di oggi impegnato come sempre a risvegliare le coscienze.

L’analisi delle esperienze quotidiane è carica delle innumerevoli percezioni sensoriali a cui siamo sottoposti da parte di un sistema che sviluppa incessanti comunicazioni, diversificate in forme e codici. Ed è proprio la tensione verso il lato oscuro delle cose, l’origine dell’indagine di aspetti primordiali, che interessa gli artisti, i quali, con questa esposizione, analizzano il dilemma della verità e del falso per riuscire ad esplorare i complicati territori delle esperienze umane.

Curata da Marilena Marotta, e organizzata da cchiùArt, la mostra (visitabile fino al 5 aprile, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00) si presenta come una vera e propria indagine di tutte le sfumature della natura umana, affrontando gioie e angosce dell’esistenza con l’obiettivo di lasciare una testimonianza autentica attraverso i lavori, partendo dalla consapevolezza di ognuno secondo cui l’uomo perfetto non esiste. Attraverso le proprie istanze stilistiche e concettuali i 18 artisti del gruppo si confrontano per dare un contributo, ciascuno con il proprio stile, linguaggio o tecnica: dalla ceramica di Laura Correale alle fotografie di Manlio De Pasquale e Antonio Mercadante, alla pittura di Amir Sabetazar, Vishka Sabetazar, Nic Quinto, Delia Ferreri, Ilaria Auriemma, Maurizio Cascella e Marilena Marotta entrambi poeti, all’Instant image di Sara Missaglia ai disegni di Christophe Mourey, ai video di Sophia J Wagstaff, alle opere poetiche di Antonio Messina, Rikki P., Vincenzo Minichini, e Marco Fiore fino al design di Mario Biscetti. Una interessante miscellanea d’arte che indaga sulle tematiche più a cuore, le paure che incombono, il grado di esasperazione del vivere quotidiano, la natura violenta, la scienza incontrollata, l’arte non più fruibile e sempre più governata dalle logiche di mercato, affrontando gli argomenti secondo le priorità di ognuno, scagliando le profondità della “crisi” negli aspetti più inquietanti o rappresentandola con contrasti violenti e colori, fino alla strada dell’evasione da una realtà insopportabile, rifugiandosi nei paradisi incantati dell’immaginazione. Gli artisti affrontano con impegno e dedizione gli aspetti di un medesimo incontro con sé stessi, per recuperare un’identità storica come una via di meditazione che esige, appunto, un’affermazione di vita. “Ci affascina - spiegano- la condizione umana, i suoi cambiamenti, i suoi movimenti, i suoi continui mutuati interrogativi sull’esistenza. La metamorfosi, la trasformazione, l’evoluzione/involuzione e la rivoluzione sono il nuovo umanesimo che vede l’uomo come il profondo punto di riferimento. Noi crediamo in un’Arte libera e indipendente che sperimenta continuamente nuove forme e nuove tecniche.” cchiùArt si presenta come una fucina di idee dove ferventi creativi si esprimono per esplorare tutte le possibilità della complicata realtà contemporanea.

Il gruppo propone un programma attivo in dialogo con il territorio e interazione con il pubblico durante il periodo della mostra:

Il sabato 7 marzo verrà presentato il manifesto e il catalogo di cchiùArt. I testi e la prefazione del catalogo sono a cura di Andrea Buonfino. il sabato 14 marzo, un giorno di Action Draw durante il quale Christophe Mourey realizzerà su richiesta dei visitatori, disegni che rappresentano oggetti a loro cari, per poi donarglieli. Illustrazioni che tra l ’altro saranno anche accompagnate dal componimento di un poeta. Invece il sabato 21 marzo intitolato “Ritratti d’autori” sarà dedicato alla fotografia e al disegno dal vivo. Ed ancora si terrà il sabato 28 marzo un reading delle poesie di cchiùArt.

Per approfondire ogni artista di seguito i link dei profili social:

FB:https://m.facebook.com/cchiuArt/

Instagram:@cchiuart

SCHEDA INFORMATIVA

Titolo: “cchiùArt”

Sede: Chiesa di Santa Croce e Purgatorio Piazza Mercato, Napoli

Organizzazione: Collettivo cchiùArt

Curatore: Marilena Marotta

Inaugurazione: sabato 28 febbraio 2026, ore 17.30

Finissage: giovedì 2 aprile 2026 ore 17.30

martedì 10 febbraio 2026

“Io non voglio uscire” di Anna De Santis, una storia vera sulla disforia di genere edito da Giuseppe de Nicola, prresentazione del romanzo venerdì 13 febbraio 2026 alla libreria Raffaello a Napoli

Si presenta venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 18 alla libreria Raffaello in via Kerbaker 35 Napoli

Io non voglio uscire – Storia di Manuel, nato due volte di Anna De Santis, Giuseppe de Nicola Editore. Dialoga con l’autrice, Paolo Valerio, Professore Onorario di Psicologia Clinica presso l’Ateneo Federico II di Napoli e Presidente della Fondazione Genere Identità Cultura. Modera Giuseppe de Nicola.

Il romanzo racconta il doloroso cammino che ha portato Martina a diventare Manuel e del testardo, infruttuoso tentativo di sua madre di impedirglielo. Pagine dove fluiscono le emozioni e gli affanni di una storia vera in un percorso ad ostacoli che all’inizio sembravano insormontabili.

“La disforia di genere è un tema decisamente complesso. Il mio errore è stato affrontarlo senza effettiva conoscenza. La paura dell’ignoto mi faceva credere che fosse solo una scelta scellerata e autodistruttiva. Solo l’amore incondizionato per mio figlio mi ha posto di fronte alla necessità di comprendere e informarmi”, racconta l’autrice.

Una guerra durata anni, con una madre che combatteva inutilmente e con armi inadeguate, sopraffatta dalla paura del futuro, dal terrore del cambiamento, dall’incapacità di accettare quello che non si poteva evitare. Manuel usava armi forti, poiché, per quanto impaurito e preoccupato, era sostenuto dalla determinazione di chi pretende la libertà di essere se stesso, dal coraggio dell’età e dalla consapevolezza di non avere scelta.

“Quello che ho imparato da lui”, spiega De Santis, “è che il doloroso disagio provocato dall’incongruenza tra sesso assegnato alla nascita e genere cui si sente di appartenere è molto più pericoloso e insopportabile di qualsiasi cosa io temessi. Il disagio psicofisico, già di per sé grave e spesso invalidante, è reso ancora più complicato da stigmi sociali ancora lontani dall’essere superati”.

Questo libro nasce inizialmente con il proposito dell’autrice di mettere in ordine i propri pensieri, per raccontare a se stessa il terremoto che si era abbattuto sulla sua famiglia, per poi diventare un messaggio di comprensione, accettazione e amore. Oggi Anna De Santis porta avanti questa missione parlando a genitori e ragazzi nelle scuole e ad ogni occasione che lo consenta.

“Spero di aver contribuito a fare almeno un po’ di chiarezza. Sono certa che la conoscenza possa arginare i pregiudizi e spero che la condivisione della mia esperienza, in qualche modo, possa aver ispirato riflessioni”, conclude.

 

Uno stralcio dell’opera

«Sai cosa mi ha raccontato ieri sera Rossella, mentre l’aiutavo a mettere il pigiamino? (…) Mi ha chiesto: “Mamma, ma quando sono nata, io avevo già la patatina?”»

«Ma tu guarda che vanno a pensare i bambini! E che le hai risposto?» chiesi di rimando.

«Eh, io sono rimasta un po’ spiazzata e per prendere tempo le ho chiesto il perché di quella domanda».

«E lei?»

Esitò a rispondere e la sua voce si accentò ancora di più di imbarazzo.

«E lei? Lei, come se fosse la cosa più normale del mondo, mi ha detto che tua figlia le ha confidato in segreto che quando è nata aveva il pisello, ma una strega cattiva glielo ha fatto cadere, lasciandole per dispetto la patatina. Alla fine hanno pure litigato, perché Rossella le ha detto che non era vero niente, che non era possibile e Martina si è arrabbiata».

Le nostre figlie, praticamente cresciute insieme, avevano circa cinque anni. Questa conversazione, all’epoca, finì in una vigliacca risata ipocrita, che nascose a dovere l’allarme che invece risuonò subdolo e predittivo di tutto il dolore e la tragedia che di lì a qual che anno avrebbero travolto me e la mia famiglia. Se, da un lato, mi chiedo chi diavolo avrebbe mai dato ascolto seriamente ad una sciocchezza simile, dall’altro non passa giorno in cui non mi torturi con il dubbio che, intervenendo subito, avremmo potuto cambiare il corso degli eventi.

 

L’autrice

Anna De Santis è nata in provincia di Napoli nel gennaio del 1968 e ha frequentato il liceo classico “Benedetto Croce” di Torre Annunziata.

Fisioterapista di professione, scrittrice e lettrice per passione. La fisioterapia, per lei, è fonte inesauribile di esperienza umana, mentre la lettura e la scrittura, insieme al grande amore per il mare e per lo sport, sono le sue ‘pillole salvavita’.

Prima di ogni cosa, però, è mamma ed è proprio questo suo ruolo ad averla spinta a pubblicare questa storia.

In questo esordio come scrittrice si legge più di ogni altra cosa il desiderio di condividere la propria esperienza, nella ricerca di uno scambio osmotico con il lettore, chiamato a passare da destinatario ad ambasciatore di un messaggio di accettazione delle diversità.