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giovedì 29 gennaio 2026

Il 1 febbraio torna l'appuntamento con #domenicalmuseo, ingresso gratuito al Parco Archeologico di Ercolano

 
Il 1 febbraio #domenicalmuseo: ingresso gratuito al Parco Archeologico di Ercolano
Aperta anche la mostra “Dall’uovo alle mele” a Villa Campolieto.

Domenica 1° febbraio torna l’appuntamento con #domenicalmuseo, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che consente l’accesso gratuito, ogni prima domenica del mese, ai musei e ai parchi archeologici statali.
Anche il Parco Archeologico di Ercolano aderisce all’iniziativa, offrendo al pubblico l’opportunità di visitare gratuitamente l’area archeologica per un’intera giornata all’insegna della storia, della cultura e della scoperta del patrimonio vesuviano.
I visitatori potranno passeggiare tra le antiche strade della città romana e accedere ai principali luoghi del sito, tra cui il Padiglione della Barca, che custodisce preziose testimonianze del profondo legame tra Ercolano e il mare e l’Antiquarium, dove sono conservati reperti straordinari della vita quotidiana, tra cui i legni carbonizzati e i raffinati Ori di Ercolano.

Informazioni utili
Prenotazione per la visita al Parco non richiesta e non effettuabile online. Il biglietto d’ingresso gratuito al Parco Archeologico di Ercolano va ritirato il giorno stesso direttamente presso la biglietteria.
• Ingresso gratuito per l’intera giornata
• Orari e aggiornamenti: https://ercolano.cultura.gov.it/biglietti/

Sarà inoltre regolarmente visitabile, con l’acquisto del biglietto di ingresso, la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola ad Ercolano”, organizzata dal Parco Archeologico di Ercolano in collaborazione con la Fondazione Ente Ville Vesuviane e ospitata negli eleganti ambienti affrescati di Villa Campolieto, una delle più affascinanti dimore storiche del Miglio d’Oro.
Il percorso espositivo propone un coinvolgente dialogo tra passato e presente attraverso il tema del cibo, raccontando la quotidianità degli antichi ercolanesi con reperti archeologici unici, immagini e narrazioni contemporanee.
Mostra “Dall’uovo alle mele” – biglietti e info:
https://www.coopculture.it/it/eventi/evento/dalluovo-alle-mele.-la-civilta-del-cibo-e-i-piaceri-della-tavola-ad-ercolano/


"LA PERSEVERANZA DEL MINIMO: ARTURO VERMI", LA PRIMA MOSTRA IN SPAGNA DEDICATA A QUESTO PIONIERE DEL MINIMALISMO IN EUROPA

L'archivio Arturo Vermi in collaborazione con LEOGALLERIES annuncia due importanti impegni per le opere di Arturo Vermi. Tre opere esposte per cinque anni presso la nuova sede di Casa Italia - Buckingham Gate. Casa Italia rappresenta un punto di svolta nella presenza italiana a Londra, non solo per la sua posizione prestigiosa a pochi passi da Buckingham Palace, ma per il nuovo paradigma che unisce efficienza, sostenibilità e identità culturale. L'edificio, di stile vittoriano, copre una superficie di quasi 2.000 metri quadrati e  ospita oltre 80 funzionari dell'Ambasciata, dell'Istituto Italiano di Cultura e dell'ICE–Agenzia per il Commercio Estero e dal 5 febbraio al 5 maggio la mostra presso il Museo del Grabado di Marbella.

Giovedì 5 febbraio, alle ore 19, il Museo dell'Incisione Spagnola Contemporanea inaugurerà la sua stagione espositiva 2026 con una mostra eccezionale: "La perseveranza del minimo: Arturo Vermi". La mostra presenta un'accurata selezione di dipinti e sculture curata da Simona Bartolena, accompagnata da opere provenienti dalla collezione del Museo dell'Incisione degli artisti spagnoli José Guerrero, Joan Hernández Pijuán ed Elena del Rivero, e dell'artista sudcoreano Hyong Keun-yun.

L'esaltazione del minimalismo nei primi anni '60 favorì il movimento minimalista, con un linguaggio che privilegiava la riduzione formale e la neutralità emotiva. Nei paesi anglofoni, si distinsero artisti che utilizzavano elementi industriali per la loro sterile oggettività, come Donald Judd e Dan Flavin, mentre altri, come Bruce Nauman, Brice Marden e Agnes Martin, si mossero verso una connessione paradossale tra una riflessione radicalmente razionalista e, al contrario, i presupposti mistici delle filosofie orientali.

In Europa, seguendo questa tendenza, il minimalismo assunse un carattere più meditativo e spirituale, intrecciandosi spesso con indagini filosofiche e metafisiche e avvicinandosi al mondo minimalista del Giappone e della Corea del Sud. È in questo contesto che si colloca l'opera di Arturo Vermi (1928-1988), cronologicamente in anticipo rispetto a queste sensibilità del tempo, rivelandosi un ponte tra queste due inflessioni del movimento.

Il minimalismo di Vermi non si limita alla ricerca formale o alla mera sottrazione di elementi visivi. Al contrario, il suo lavoro si distingue per una profonda carica poetica e simbolica, in cui ogni linea, ogni superficie e ogni vuoto diventano portatori di significato. Vermi sceglie un linguaggio discreto e meditativo, affidando alla ripetizione e alla geometria il compito di veicolare la sua visione. Un altro aspetto distintivo del lavoro di Vermi è il suo rapporto con il vuoto, inteso non come assenza, ma come spazio di possibilità. Il vuoto nelle sue opere non è mai casuale; piuttosto, diventa un elemento attivo, un "silenzio visivo" che amplifica il significato delle forme presenti. Questa concezione del vuoto ricorda la filosofia orientale, in particolare il pensiero Zen, che Vermi sembra evocare implicitamente attraverso il suo stesso essere.

All'inaugurazione sarà presente la curatrice Simona Bartolena, che lo scorso anno ha collaborato con il Museo dell'Incisione anche alla mostra nazionale di grande successo "Da Cézanne a Picasso, da Kandinsky a Miró".

La mostra "La perseveranza del minimo: Arturo Vermi" è visitabile nelle sale 8 e 9 del Museo dell'Incisione Spagnola Contemporanea, situato nell'Ospedale Bazán nel centro storico di Marbella, fino al 5 maggio, secondo i consueti orari di apertura: dal lunedì al venerdì mattina dalle 10:00 alle 14:00 e il sabato e la domenica mattina dalle 11:00 alle 14:00; e il mercoledì, giovedì e venerdì pomeriggio dalle 17:00 alle 20:00.

Si è tenuto a Vicenza il DEMO DAY HAC NORDEST STARTUP, INNOVAZIONE ETERRITORIO, percorso d'accelerazione per startup e spinoff ad alta intensità tecnologica

Adacta Tax & Legal, realtà specializzata nella consulenza fiscale e legale integrata, con sedi a Vicenza e Milano, all’evento DEMO DAY HAC NORDEST: STARTUP, INNOVAZIONE E TERRITORIO, svoltosi mercoledì 28 gennaio 2026.

La giornata, conclusiva del percorso di accelerazione, ha visto dieci startup e spinoff provenienti da tutta Italia presentare i propri progetti imprenditoriali e soluzioni high-tech a una platea composta da imprenditori, investitori, amministratori e professionisti.

Dieci realtà imprenditoriali da tutta Italia hanno presentato le loro soluzioni high-tech a una platea di imprenditori, investitori, amministratori e professionisti.

Il percorso è stato organizzato da Industrio Ventures in collaborazione con LDV20 di Sparkasse e con il sostegno, come ecosystem partner, di Adacta Tax & Legal.
 
Contribuire a rendere il Nordest più dinamico, resiliente e innovativo, attraverso tecnologie di frontiera e soluzioni d’avanguardia sviluppate da nuove realtà imprenditoriali. Questo l’obiettivo di HAC Nordest, ambizioso percorso di accelerazione per startup e spinoff ad alta intensità tecnologica promosso da IndustrioVentures, acceleratore e investitore in startup con quartier generale a Rovereto (Trento), in collaborazione con LDV20,l’unità di Sparkasse dedicata al supporto delle startup, e con il sostegno come ecosystem partner di Adacta Tax &Legal, realtà specializzata nella consulenza fiscale e legale integrata, con sedi a Vicenza e Milano.

Proprio negli spazi di Adacta Tax & Legal, a Vicenza, si è tenuto ieri, mercoledì 28 gennaio, l’evento DEMO DAY HAC NORDEST: STARTUP, INNOVAZIONE E TERRITORIO, giornata conclusiva del percorso, durante la quale dieci startup e spinoff da tutta Italia hanno presentato a una platea di imprenditori, investitori, amministratori e professionisti i loro progetti imprenditoriali e le loro soluzioni high-tech: dai generatori per la nautica cheproducono energia elettrica da idrogeno al rover anfibio per ispezione di condutture e infrastrutture sommerse, passando per la tuta sportiva smart con pesi modulari regolabili.

«Questo Demo Day è la tappa conclusiva di un intenso percorso di formazione, tenutosi a Vicenza tra settembre e dicembre, che ha permesso di trasferire prezioso know-how imprenditoriale a dieci giovani realtà dal grandepotenziale – ha voluto sottolineare Gabriele Paglialonga, direttore generale di Industrio Ventures –. Le soluzioni presentate coniugano tecnologia, sostenibilità e impatto sul territorio, e sono espressione di quella che in Industrio Ventures chiamiamo “innovazione concreta”. Soluzioni, cioè, in grado di dare un contributo tangibile alla competitività delle imprese e dei distretti industriali del Nordest».

Non a caso il percorso ha potuto contare sulla collaborazione di LDV20. «Il Nordest produttivo è per noi strategico, e coincide perfettamente con l’area servita dal Gruppo Sparkasse (Sparkasse e CiviBank) – sottolinea Marco Senigalliesi, responsabile LDV20 di Sparkasse –. Anche in questa terza edizione di HAC Nordest abbiamo coltol’opportunità di entrare in contatto diretto con realtà innovative ad alto potenziale. La partecipazione ai pitch ci ha permesso di apprezzare la crescita e la maturazione diqueste startup, con la chiave di lettura propria di LDV20: supportare l’imprenditorialità emergente attraverso strumenti e competenze mirate, con particolare attenzione agli aspetti finanziari e ai percorsi di accesso al capitale».

Ha avuto un fondamentale ruolo di supporto anche Adacta Tax & Legal. «Il Demo Day che si è tenuto mercoledì 28 gennaio, conferma come l’innovazione nasca dal dialogo diretto tra imprese e startup – ha rilevato Sabrina Nicoletti,amministratrice delegata della società di consulenza –. Adacta Tax & Legal si impegna nel compito di facilitareconnessioni di questo tipo, supportando chi investe e accompagnando le startup con servizi legali, fiscali e societari, per generare impatto positivo e sviluppo sostenibile per il territorio».

Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel secondo trimestre 2025 il Nordest ha registrato 1.167 startup innovative. Il Friuli Venezia Giulia torna ad essere la regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto al totale delle nuove società di capitali, mentre il Veneto si posiziona al quinto posto. Nella top 20 delle province italiane si piazzano Padova (con 186 startup), Verona (con 172) e Trento (con 136). Nella top 10 delleprovince calcolata in base alla densità delle startup innovative rispetto al totale delle società troviamo Trieste (al primoposto, con il 6,09%), Trento (al sesto posto, con il 4,98%) e Pordenone (al nono posto, con il 4,6%).

All’evento, condotto da Francesca Pasqualin, partner di Adacta Tax & Legal e leader della service line Startup & Emerging companies, sono intervenuti anche Gabriele Paglialonga, direttore generale di Industrio Ventures, Sabrina Nicoletti AD di Adacta Tax & Legal e Marco Senigalliesi responsabile di LDV20 di Sparkasse, e hanno partecipato anche il presidente di Cereal Docks Mauro Fanin e Tommaso Occhipinti, amministratore delegato di QTI -Quantum Telecommunications Italy. Hanno portato il loro saluto l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Veneto Massimo Bitonci e la vicesindaca del Comune di Vicenza Isabella Sala, a testimonianzadell’attenzione che il territorio e il tessuto produttivo riservano ai talenti high-tech e alla nuova imprenditorialità.

Il percorso di accelerazione HAC Nordest ha fatto parte del progetto MOZART, all’interno del programma di cooperazione Interreg VI Italia-Austria, cofinanziato dall’Unione Europea; l’obiettivo del progetto è quello di rafforzare l’ecosistema transfrontaliero dell’innovazione in Alto Adige, Trentino, Veneto, Tirolo e Carinzia.

 

 

mercoledì 28 gennaio 2026

Nauticsud, presentazione 4 febbraio ore 10.30 Mostra d'Oltremare

Si svolgerà mercoledì 4 febbraio, alle ore 10.30, la conferenza stampa di presentazione della 52ᵃ edizione del Nauticsud. Alla presentazione della manifestazione, che si terrà in sala Italia al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, saranno il presidente di Afina, Gennaro Amato, e i vertici di MdO, il presidente Remo Minopoli e la CD Maria Caputo, organizzatori del prestigioso salone nautico, ad accogliere le Istituzioni, i Comandanti delle Forze Armate di territorio e la stampa. Durante la conferenza di presentazione del 52° Nauticsud, oltre ai contenuti della manifestazione, saranno presentate anche alcune novità portate al salone dalle aziende espositrici che hanno aderito a questo importante evento.



   Alla manifestazione nautica internazionale, in programma dal 7 al 15 febbraio con uno spazio espositivo di oltre 15mila metri quadrati, partecipa il gotha italiano della produzione di imbarcazioni comprese tra i 6 e 15 metri. Lunga, infatti, risulta la lista delle aziende campane e napoletane, a dimostrazione del peso produttivo regionale nell’intero comparto nazionale, ma anche la partecipazione di cantieri extra regionali ed esteri a dimostrazione dell’interesse per la piazza napoletana, baricentro della nautica da diporto nel Mediterraneo. 

A CITTÀ DELLA SCIENZA UN WEEKEND “TRA NUMERI, TECNOLOGIA E CREATIVITÀ” PER TUTTA LA FAMIGLIA 31 gennaio e 1 febbraio

Città della Scienza dedica il weekend di sabato 31 gennaio e domenica 1°febbraio 2026 a un viaggio tra numeri, tecnologia e creatività, pensato per coinvolgere bambini, ragazzi e famiglie in un’esperienza di scoperta che unisce gioco, logica e immaginazione.

Nel Science Centre il filo conduttore delle attività sarà il linguaggio universale dei numeri, raccontato come strumento per leggere il mondo, progettare il futuro e dare forma alle idee, grazie a laboratori interattivi che trasformano la matematica in un terreno di esplorazione concreta e divertente. I visitatori saranno accompagnati in percorsi che intrecciano coding, robotica educativa, esperimenti di fisica e piccole sfide di pensiero creativo, calibrate sulle diverse fasce d’età per permettere ai più piccoli di sperimentare con le mani e ai più grandi di mettersi alla prova con ragionamenti più complessi.

La giornata proporrà un calendario di attività differenziate: per i bimbi della scuola dell’infanzia e del primo ciclo primaria (La magica fabbrica dei Colori) sono previsti laboratori brevi, sensoriali e narrativi, dove forme, colori e quantità diventano protagonisti di giochi di gruppo e micro-esperimenti pensati per avvicinare alla logica senza perdere il gusto della storia. In Navicella Orion i bambini tra i 7 e i 10 anni analizzeranno i materiali con cui sono costruite le navicelle spaziali e quali proprietà fisiche vengono sfruttate nella realizzazione delle diverse parti di un velivolo spaziale come spacecraft Orion. In Astrolabio Oggi i ragazzi dagli 11 ai 13 anni avranno le informazioni utili per costruire uno dei più antichi strumenti per l’orientamento. Le famiglie potranno partecipare, inoltre, al science show per tutti Il Nobel che manca in cui genitori e figli possono lavorare fianco a fianco, costruendo insieme modelli, risolvendo enigmi e condividendo la scoperta di una scienza accessibile e quotidiana.

Non mancheranno gli spettacoli del Planetario, che durante il weekend offrirà una selezione di show immersivi dedicati alle costellazioni, ai pianeti e alle grandi domande sull’universo, con proiezioni a cupola per un affascinante viaggio nel cosmo. L’offerta espositiva comprenderà, infine, le grandi mostre del Science Centre: la mostra Insetti & Co., che porta i visitatori a contatto con il mondo sorprendente degli insetti e degli altri artropodi e fino al 19 febbraio la mostra ULTRASKY: “Alla scoperta del Blu Egizio, dalle Arti alle Scienze” tra arte, scienza e innovazione.

Ad accogliere i visitatori nel Museo Corporea ci sarà anche Aphel, il robot umanoide che da pochi giorni è entrato stabilmente nello staff di Città della Scienza come guida innovativa per l’orientamento, per fornire informazioni e rendere l’esperienza di visita ancora più immediata e inclusiva.

www.cittadellascienza.it

"CON I PAPÀ DI NAPOLI": presentati nel Complesso dell'Annunziata dati, bilancio e prospettive del progetto EMINC - Engaging Men in Nurturing Care, voglia di cura, ma congedo usato ancora poco

Città laboratorio come Barcellona e Lisbona, Ma il congedo di paternità è usato ancora molto meno che nel Nord Italia. Il lavoro multidisciplinare in rete per il sostegno
alla paternità responsiva del progetto EMINC -
Engaging Men in Nurturing Care: bilanci,
strumenti e idee per un lavoro futuro.

A conclusione del progetto internazionale EMiNC, che si propone di favorire il coinvolgimento dei padri nella crescita
e nell’educazione dei figli, mercoledì 28 gennaio a Napoli, nel Complesso dell'Annunziata sono state illustrati risultati e prospettive.

I padri di oggi sono maggiormente presenti e disponibili a farsi coinvolgere nella cura dei figli e delle figlie sin dai primi giorni: si vedono più di un tempo ai corsi pre-parto, nel momento della nascita, alle visite pediatriche, nell’ambito dei servizi educativi. Non è solo un dovere, una necessità di condivisione della responsabilità genitoriale per alleviare il carico della madre e conciliare i suoi impegni lavorativi, ma anche un voler esserci e un volerlo fare in maniera diversa rispetto al passato. Accade anche a Napoli, ma non ancora abbastanza e in maniera inferiore rispetto al resto d’Italia: quello partenopeo è un territorio dove l'astensione obbligatoria dal lavoro per i padri, che consiste in 10 giorni retribuiti al 100% e da fruire tra i due mesi precedenti e i cinque successivi al parto, è utilizzata solo in una percentuale che varia tra il 38% e il 58%, un dato significativamente inferiore rispetto al Nord Italia, dove l'uso del congedo si attesta tra il 69% e l'84%. Per questo motivo nell’ambito di EMiNC-Engaging Men in Nurturing Care — un progetto internazionale coordinato da ISSA-International Step by Step Association e promosso in Italia dal Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini grazie a un finanziamento della OAK Foundation International che si proponeva di favorire il coinvolgimento dei padri nella crescita e nell’educazione dei figli e delle figlie nei primi mille giorni di vita — Napoli è stata scelta — assieme a Barcellona in Spagna e a Lisbona in Portogallo — come città laboratorio per promuovere scambi di buone pratiche, oltre ad attività di advocacy sulle politiche (congedi per padri) a livello europeo e nazionale. Negli ultimi due anni sul territorio campano e in particolare nel Comune di Napoli, che ha avuto un ruolo molto attivo attraverso la partecipazione di diversi assessorati, sono state realizzate attività di formazione, ricerca e azioni di sensibilizzazione rivolte ai servizi educativi, sociali e sanitari, con una speciale attenzione alle politiche di benessere e alla partecipazione paterna sin dal periodo prenatale, che hanno coinvolto un centinaio di operatori e operatrici in collaborazione con il Comune di Napoli, la Regione Campania, l'Università Federico II e l’Università Suor Orsola Benincasa.

Tutto questo è stato presentato nella mattinata di oggi (mercoledì 28 gennaio) in un incontro sul tema “Con i papà di Napoli. Il lavoro multidisciplinare in rete per il sostegno alla paternità responsiva del progetto EMINC - Engaging Men in Nurturing Care: bilanci, strumenti e idee per un lavoro futuro”, che si è svolto nel Salone delle Colonne del Complesso Monumentale dell’Annunziata (via Annunziata 34, Napoli) ed è stata anche l’occasione per raccogliere le riflessioni e gli stimoli da parte dei servizi educativi e sanitari coinvolti direttamente e per confrontarsi su come rendere permanente l’attenzione al coinvolgimento dei padri nell’educazione e la cura. 

 L’appuntamento è iniziato con i saluti istituzionali di Maura Striano, assessora all’Istruzione e alle Famiglie del Comune di Napoli e referente Eminc Regione Campania (tbc) e Giorgio Tamburlini, Presidente CSB Onlus.

Poi l’intervento del pediatra Paolo Siani, componente del Tavolo per l’Infanzia e l’Adolescenza promosso dal Comune di Napoli, sui benefici del coinvolgimento dei padri, la necessità di proseguire la progettazione e l’esempio della città di Napoli; successivamente hanno parlato de’ “Il progetto EMINC: obiettivi e azioni”, Annina Lubbock, coordinatrice del progetto EMINC e Monica Castagnetti, psicopedagogista, CSB Onlus. Grazie alle relazioni delle professoresse Isabella Continisio e Maria Immacolata Spagnuolo, dell’Università Federico II di Napoli, Colette Romano, del Servizio Sistema Educativo del Comune di Napoli e Andrea Santoro, Cerchio degli Uomini APS “Cerchio degli Uomini” si è dissertato delle lezioni apprese e le buone pratiche attivate e in corso di realizzazione. L’incontro si è concluso con una tavola rotonda per un confronto tra operatori e operatrici.

 

«Attraverso questa esperienza, che ha coinvolto molte parti vitali della comunità, dai servizi educativi ai servizi di salute, evidenziandone una grande capacità di coinvolgimento, la città di Napoli si propone come avanguardia di un’opera di sensibilizzazione e di cambiamento sul tema della paternità e della maschilità che ci proponiamo di estendere al resto del Paese», ha detto Giorgio Tamburlini, presidente del CSB-Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini.

«Napoli ci è parsa dall’inizio la città ideale, perché se da una parte presenta problematiche comuni anche ad altre realtà italiane, come la bassa occupazione femminile, il limitato uso dei congedi di paternità e la ristretta offerta di asili nido, dall’altra offre un contesto dinamico e potenzialmente innovativo, con due istituzioni come la Regione e il Comune che vanno cercando nuove strade anche per uscire da una logica emergenziale/assistenziale e iniziare a promuovere riforme strutturali nel modus operandi dei servizi. E così è stato: il nostro lavoro a Napoli ha beneficiato di esperienze, strumenti e metodi maturati nei progetti internazionali, ma che grazie a un partenariato autentico e propositivo con le istituzioni e i servizi si è arricchito di idee, metodi e sperimentazioni.», ha dichiarato Annina Lubbock, sociologa delle pari opportunità e consulente del CSB. 

“Coinvolgere i padri nelle pratiche di cura è essenziale per la crescita delle bambine e dei bambini e questo progetto ne ha confermato l'importanza. Vedere i padri così felici di partecipare alle tante iniziative, ha dato il senso del lavoro comune”. Le dichiarazioni di Maura Striano, assessora all’Istruzione e alle Famiglie del Comune di Napoli e referente Eminc Regione Campania (tbc)

«Noi pensiamo sempre che la nascita di un bambino sia sostanzialmente un affare solo della mamma, basti pensare che i congedi sono 10 giorni lavorativi per il padre e 150 per la mamma. Ma non è così, il padre ha un ruolo e lo deve sviluppare bene perché nei primi anni di vita il ruolo del padre è decisivo per la crescita del figlio. Il congedo di paternità in Italia è in linea con la Direttiva UE, ma sul livello minimo previsto. Dove il congedo è più lungo e ben retribuito, come in Spagna e nei Paesi nordici, l’utilizzo paterno diventa strutturale e non simbolico. Inoltre, fare in modo che i padri abbiamo più tempo per assistere i figli appena nati è anche un modo per favorire la natalità. Ormai abbiamo molte evidenze scientifiche che dimostrano quanto sia importante il coinvolgimento sia emotivo che pratico del padre per lo sviluppo del bambino soprattutto nei primi critici mille giorni. La sua presenza, in questo periodo, ha degli effetti molto positivi sia dal punto di vista affettivo che cognitivo del bambino e sono effetti che si prolungano nel tempo. La presenza del padre è fondamentale perché si tratta di un periodo nel quale il carico della cura del bambino è molto pesante e ancora oggi grava soprattutto sulle mamme; in più è stato dimostrato che c’è una relazione stretta tra una presenza forte del padre in questa fase e la diminuzione della violenza domestica». Le dichiarazioni di Paolo Siani, componente del Tavolo per l’Infanzia e l’Adolescenza promosso dal Comune di Napoli. 

Al Teatro San Ferdinando "Quando la finirai con Pina Bausch?", regia e drammaturgia di Giuseppe Sollazzo, sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio 2026

Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio al Teatro San Ferdinando di Napoli andrà in scena “Quando la finirai con Pina Bausch?” per la regia e drammaturgia di Giuseppe Sollazzo, con i movimenti coreografici di Beatrice Libonati - una coproduzione Associazione Jules Renard, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Campania Teatro Festival.
Il 31 gennaio e 1° febbraio al Teatro San Ferdinando va in scena Quando la finirai con Pina Bausch?, per la regia e drammaturgia di Giuseppe Sollazzo, una produzione che attraversa teatro e danza per interrogarsi sull’eredità artistica e umana di una delle figure più iconiche e rivoluzionarie della danza contemporanea.

Presentato in anteprima al Campania Teatro Festival 2025, lo spettacolo è una coproduzione Associazione Jules Renard, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival.

 

I movimenti coreografici sono firmati da Beatrice Libonati, storica collaboratrice di Pina Bausch.

In scena Paolo Romano, Vincenza Modica, Tresy Aliberti, Simona Barattolo, Roberta Cacace, Laura Gagliardi, Ferdinando Gagliardi, Gabriele Carlo D’Aquino May Bevilacqua, Miriam della Corte, Annita Vigilante, Marisol Borgo, Roberto Cervone, Brunello De Feo, Rossana Abritta, Michele Romeo di Tuosto, Antonio Tomberli.

 

Quando la finirai con Pina Bausch? è la storia di un amore, ma anche la storia di un sogno, un sogno d’amore per una donna mai conosciuta, ma ammirata sempre da lontano, nel silenzio e nel buio. Insieme a migliaia di altri occhi.

“Il colpo di fulmine”, scrive Giuseppe Sollazzo nelle sue note, “scattò a Parigi agli inizi degli anni ottanta. Non ricordo quale fu lo spettacolo rivelatore, se 1980, Arien, o Kontakthof. A distanza di anni, di un sogno non ti restano che immagini sparse. Beatrice Libonati che fa l’Eletta nella Sagra della primavera, un palcoscenico coperto di garofani, la Endicott alle prese con un ippopotamo innamorato, una donna vestita di soli palloncini rossi, un’altra che fa l’amore con un pianoforte. Evidentemente ci sono artisti che rappresentano punti di non ritorno. C’è un prima o un dopo di loro. Arrivano, creano meraviglie, e spezzano convenzioni che sembravano inossidabili, danno vita a nuovi modi di agire la scena. Niente è più come prima. Una di questi è Pina Bausch. I suoi spettacoli sono incomprensibili per chi cerca risposte e non domande, storie e non emozioni; ma ricchi di fascino per quelli capaci di far entrare in corto circuito immagini e pensieri consolidati. La coreografa tedesca racconta lo scarto tra l’immagine che vogliamo offrire di noi e ciò che siamo in realtà”.

 

La drammaturgia dello spettacolo attinge a più fonti: “Da una parte – sottolinea il regista - le suggestioni ispirate all’immaginario di Pina Bausch, dall’altra a frammenti della sua vita: dalla partenza per New York, all’infanzia nel ristorante dei genitori, ai rapporti con i danzatori. Dando ad una voce off il compito di restituire la semplicità e la profondità delle sue parole. In scena agisce un nucleo di attori e danzatori professionisti, ai quali si aggiungono interpreti non professionisti. Ognuno porta in dono allo spettacolo una parte del proprio mondo e della propria fragilità.

La sfida è quella di parlare di ciò che abbiamo dimenticato, delle cicatrici che credevamo cadute nell’oblio, ma che il teatro di Pina Bausch riporta alla luce con un semplice gesto, o con un’immagine. Perchè il teatro della coreografa tedesca non è lo specchio della realtà, ma piuttosto una radiografia feroce, che contiene una cassetta di pronto soccorso per le ustioni di secondo grado. È nello stesso tempo la ferita e l’unguento per guarirla”.

 

QUANDO LA FINIRAI CON PINA BAUSCH?

regia e drammaturgia Giuseppe Sollazzo

movimenti coreografici Beatrice Libonati

con Paolo Romano, Vincenza Modica, Tresy Aliberti, Simona Barattolo, Roberta Cacace, Laura Gagliardi, Ferdinando Gagliardi, Gabriele Carlo D’Aquino May Bevilacqua, Miriam della Corte, Annita Vigilante, Marisol Borgo, Roberto Cervone, Brunello De Feo, Rossana Abritta, Michele Romeo di Tuosto, Antonio Tomberli

 

voci fuori campo Beatrice Libonati, Isabella Mosca Lamounier

costumi Maddalena Marciano

disegno luci Davide Gagliani

tecnico del suono Luigi Cardillo

creazione video Alessandro Papa, Emanuele Buonocore

elementi scenici Massimo Nota, Quintessenza

direttore di scena Pasquale Caputo

assistenza alla regia Salvatore Lonz

segreteria di compagnia Rosa Pelliccia

foto di scena Salvatore Pastore

relazioni internazionali e comunicazione Thea Raccuglia e Valentina Rippa

produzione Associazione Jules Renard, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival

 

Calendario rappresentazioni

31/01/2026 19:00

01/02/2026 18:00

Info www. teatrodinapoli.it