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lunedì 24 agosto 2026

Un intero borgo diventa teatro per i bambini: Pollica in prima linea per le nuove generazioni

Si chiude “Il Borgo del Tesoro”:
a Cannicchio (Salerno) un intero borgo diventa teatro per i bambini. Il Comune di Pollica in prima linea per le nuove generazioni, anche durante l’estate: con il Paideia Campus, un programma continuo di educazione, scoperta, arte, scienza, gioco, teatro e cultura, che mette al centro i bambini e il loro diritto alla socialità, alla meraviglia e a vivere pienamente i luoghi della propria comunità.

Si è conclusa a Cannicchio “Il Borgo del Tesoro”, una delle numerose iniziative promosse dal Comune di Pollica durante l’estate per i bambini e le loro famiglie. Nelle serate del 5, 12 e 19 agosto, il ciclo dedicato al gioco e al teatro ha trasformato vicoli e piazze del borgo in un grande palcoscenico a cielo aperto, coinvolgendo l’intera comunità in un’esperienza condivisa di cultura, partecipazione e meraviglia.

Promossa dal Paideia Campus della Fondazione Future Food Institute e dal Comune di Pollica, in collaborazione con La Mansarda – Teatro dell’Orco, che ha curato la rassegna, l’iniziativa ha portato a Cannicchio alcune tra le più significative esperienze italiane di teatro per le giovani generazioni.

La Mansarda – Teatro dell’Orco, storica compagnia di Caserta, fa parte di UTOPIA – Unione Teatri Operativi per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’unica associazione italiana di teatro per le giovani generazioni che riunisce compagnie specializzate provenienti da tutto il Paese. Una collaborazione che ha permesso di offrire ai bambini di Pollica spettacoli di qualità, linguaggi diversi e occasioni autentiche di partecipazione.

Ad aprire la rassegna, il 5 agosto, è stato “Cenerentola è il tuo tempo”, di Arterie Teatro in coproduzione con Tieffeu: una rilettura poetica e contemporanea della celebre fiaba, seguita da una grande caccia al tesoro nel borgo. Il 12 agosto La Mansarda – Teatro dell’Orco ha accompagnato bambini e famiglie “A caccia di stelle”, in un viaggio itinerante tra astronomia, costellazioni e mitologia. La serata conclusiva del 19 agosto ha accolto “Pulcinella e la Cassa Magica” della Compagnia degli Sbuffi, restituendo alla piazza la forza del teatro di figura e della tradizione popolare napoletana.

Tre spettacoli, tre attività partecipative e altrettante serate nelle quali Cannicchio è tornato a essere luogo di incontro tra generazioni. Perché un borgo vive pienamente quando i suoi spazi appartengono anche ai bambini, alle loro domande, alla loro immaginazione e al loro desiderio di stare insieme.

Alla base di questa programmazione vi è l’alleanza strategica tra il Comune di Pollica e il Paideia Campus, presidio socio-culturale permanente che opera durante tutto l’anno per ampliare le opportunità educative e culturali dedicate alle nuove generazioni. Nei mesi di giugno e luglio, fino ai primi giorni di agosto, il Campus, come ogni anno, organizza laboratori, Summer Camp e Digital Academy: cinque settimane che hanno coinvolto in media circa 30 bambini, accompagnandoli alla scoperta della natura, dell’oceano, dell’arte, dello spazio e delle competenze digitali. Ad agosto, con “Il Borgo del Tesoro”, questo percorso ha raggiunto la piazza, coinvolgendo famiglie e comunità e facendo dell’intero borgo un luogo di gioco, apprendimento e cultura.

«Questa continuità non risponde soltanto alla volontà di offrire occasioni di svago, ma a una precisa responsabilità verso le nuove generazioni. Il rapporto Crescere nelle aree interne, realizzato da UNICEF Innocenti attraverso il coinvolgimento di 1.668 bambini e adolescenti del Cilento Interno, ci consegna un messaggio che non possiamo ignorare: la carenza di servizi, trasporti, attività extrascolastiche e luoghi di socializzazione incide profondamente sul benessere, sui diritti e sulle aspirazioni dei più giovani. Negli ultimi vent’anni, nel Cilento Interno, il numero di bambini e adolescenti si è ridotto mediamente del 38,3%. Sono numeri che ci impongono di agire con urgenza e profondità. Non basta organizzare singoli eventi: dobbiamo costruire un’infrastruttura educativa e culturale diffusa, capace di accompagnare bambini e ragazzi durante tutto l’anno e di restituire loro il diritto al gioco, alla cultura, alla partecipazione e alla possibilità di immaginare il proprio futuro anche qui. È questo il senso del lavoro che portiamo avanti a Pollica: fare in modo che ogni laboratorio, ogni spettacolo e ogni piazza abitata dai bambini diventino parte di una strategia più ampia per rigenerare la comunità e garantire alle nuove generazioni la libertà di scegliere se partire, tornare o restare.»

Sara Roversi, fondatrice del Paideia Campus e presidente della Fondazione Future Food Institute ETS

“L’esperienza creata nel piccolo borgo di Cannicchio è stata straordinariamente interessante e ci ha portato ancora una volta a comprendere che la rigenerazione dei luoghi passa obbligatoriamente dalla necessità di dare loro un’anima. Cannicchio dal prossimo anno sarà il paese dei Bambini. Così come dare a ciascuno dei borghi del nostro Comune una precisa vocazione”

Stefano Pisani, Sindaco di Pollica.

Con “Il Borgo del Tesoro”, il Comune di Pollica conferma così un impegno che mette le nuove generazioni al centro delle politiche territoriali. Il teatro diventa uno strumento educativo e, allo stesso tempo, un gesto di rigenerazione: riaccende le piazze, rafforza le relazioni, custodisce le tradizioni e restituisce ai bambini il diritto di abitare pienamente i propri paesi.

Perché il vero tesoro di un borgo non è nascosto: sono i bambini che lo attraversano, lo immaginano e gli restituiscono futuro.

SCADE IL 31 AGOSTO IL BANDO GRATUITO DI SCENEGGIATURA "SCRIVERE CINEMA" DEL LUCCA FILM FESTIVAL 2026

Prorogate al 31 agosto le iscrizioni gratuite al corso di sceneggiatura “Scrivere Cinema”, aperto a giovani aspiranti autori cinematografici.

Sono state prorogate al 31 agosto le iscrizioni gratuite al corso di sceneggiatura “Scrivere Cinema”, nato due anni fa con l'obiettivo di aiutare giovani aspiranti autori ad affinare l'arte della scrittura cinematografica. Il corso si terrà durante la ventiduesima edizione del Lucca Film Festival. Il festival, con la direzione artistica di Nicola Borrelli è realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Al centro del corso, i giovani autori, da sempre uno dei focus del Lucca Film Festival. Il corso di sceneggiatura “Scrivere Cinema”, è aperto ad autori e autrici (età minima per iscriversi: 16 anni), è gratuito e si svolgerà a Lucca durante i giorni del festival. Per partecipare è necessario inviare un soggetto per cortometraggio di massimo una cartella (1.800 battute, 30 righe da 60 battute ognuna) e una lettera motivazionale, insieme al modulo d’iscrizione (scaricabile al link https://www.luccafilmfestival.it/bando-scrivere-cinema-2026/), alla mail scriverecinema@luccafilmfestival.it Le iscrizioni sono aperte fino al 31 agosto 2026 e verranno selezionati 15 studenti. Durante i giorni di laboratorio la didattica frontale sarà integrata con la partecipazione facoltativa ad almeno 3 masterclass con grandi registi e artisti internazionali ospiti della manifestazione. Le ore di lezione frontale si terranno dal 26 settembre al 3 ottobre dalle 15:00 alle 17:00, tutti i giorni, insieme alla docente, sceneggiatrice e regista Cristina Puccinelli. Una lezione speciale sarà tenuta da un noto sceneggiatore italiano. Alla fine del corso gli studenti consegneranno un soggetto per cortometraggio e il migliore verrà premiato domenica 4 ottobre 2026 con un riconoscimento di 1.000 euro destinati allo sviluppo dello stesso. Una giuria di esperti decreterà il vincitore a suo insindacabile giudizio. Sarà anche consegnato un Premio della Giuria Voci Giovani, offerto dalla Commissione Giovani della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

 

Il Lucca Film Festival, che ha già lanciato la presenza del regista e artista statunitense Julian Schnabel e della regista e sceneggiatrice Liliana Cavani, che riceveranno il Premio alla Carriera, si terrà dal 26 settembre al 4 ottobre 2026 e sarà animato dai concorsi di lungometraggi e cortometraggi e dai film in concorso al LFF For Future. Negli anni, il Lucca Film Festival ha ospitato grandi nomi del cinema internazionale, ha omaggiato i grandi nomi del cinema internazionale da Oliver Stone a David Lynch, da Ethan Hawke e Susan Sarandon a Isabelle Huppert, da Rutger Hauer a George Romero, da Paolo Sorrentino a Willem Dafoe, da Chiara Mastroianni e Paul Schrader a Matthew Modine e Ruben Östlund ma anche Aleksandr Sokurov e Gaspar Noè, diventando un punto di riferimento culturale in Italia. L’evento è realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Banca Generali Private Wealth Management (Paolo Tacchi) e Banca Pictet sono i main sponsor della manifestazione. Con la partecipazione del Ministero della cultura - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di Lucca e Vivi Lucca Eventi e con la compartecipazione di Lands of Giacomo Puccini e Camera di Commercio Toscana Nord – Ovest.

 

Il festival si avvale inoltre del supporto di Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Manifatture Digitali Cinema, Sofidel, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum - Casa Natale, Unicoop Firenze, Audi Center Terigi, Tenuta del Buonamico, Martinelli Luce, Naturanda, Futuro3D, è in collaborazione con SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e si avvale della co produzione di Tecno Servizi, Ristorante Giglio, Palazzo Pfanner, Over The Real, Teatro del Giglio di Lucca, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Accademia di Belle Arti di Carrara, Liceo Artistico Musicale e Coreutico Augusto Passaglia, Liceo Classico N. Machiavelli, ISIS Pertini, Associazione 50&PIÙ, ACLI Lucca. Si ringraziano anche ANSA, Rai Toscana, Rai Radio 3, Movieplayer.it, Film4 Life, Festival Scope, A.C.S.I. Associazione Centri Sportivi Italiani, Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA), Trenitalia, Fic, Uicc, Cinit, Ucca, Arci, Fedic, Corte Tripoli, Circolo del Cinema di Lucca, Cineforum Ezechiele 25:17, Cinema Centrale, Astra e Moderno, Cinema Arsenale, Università di Pisa, Università degli Studi Firenze, Fondazione Carlo Ludovico Ragghianti, Pisa al Cinema, Cineteca Bologna, Cineteca Nazionale, Istituto Musicale Luigi Boccherini, Robert F. Kennedy Human Rights Italia, Associazione Donne all’Ultimo Grido, SPAM! Rete per le arti contemporanee, Lucca Comics & Games, Photolux Festival, Lucca Classica Music Festival. 


Per maggiori informazioni
www.luccafilmfestival.it
scriverecinema@luccafilmfestival.it
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Cantine Aperte in Vendemmia, 2 mesi nel cuore dell'Italia del vino dal 24 agosto al 25 ottobre 2026 nelle cantine del Movimento Turismo del Vino

Le cantine del Movimento Turismo del Vino aprono le porte nel momento più vivo dell’anno: dalla raccolta alla fermentazione, un viaggio tra territori, tradizioni e modi diversi di vivere la vendemmia.

L’evento anticipa di una settimana per seguire il progressivo anticipo del calendario vendemmiale. Focus anche sui turisti internazionali: secondo il CESEO gli stranieri rappresentano il 35-40% dei visitatori delle cantine italiane, ma sono ancora soltanto 7-8 milioni rispetto ai 104 milioni di turisti internazionali registrati ogni anno in Italia.

Parte oggi, 24 agosto, Cantine Aperte in Vendemmia, l’appuntamento del Movimento Turismo del Vino che fino al 25 ottobre porta wine lover, famiglie, giovani e turisti italiani e internazionali nel cuore di uno dei momenti più affascinanti e decisivi dell’anno vitivinicolo.

Due mesi nei quali attraversare idealmente l’Italia seguendo il ritmo dell’uva e della nascita del vino: dalle raccolte più precoci destinate a bianchi e spumanti fino alle vendemmie più tardive, passando dalla vigna alla cantina, dalla pigiatura alla fermentazione, dai profumi del mosto ai primi assaggi di un vino che sta prendendo forma.

Quest’anno Cantine Aperte in Vendemmia prende il via una settimana prima rispetto alle precedenti: con estati sempre più calde, è cambiato infatti il calendario complessivo della raccolta, progressivamente anticipato in molti territori e per un numero crescente di varietà. Un’evoluzione alla quale anche il Movimento Turismo del Vino ha scelto di adeguarsi per permettere ai visitatori di entrare nelle aziende quando la vendemmia è realmente in corso e accompagnarla poi nelle sue fasi successive.

Perché la vendemmia non finisce con l’ultimo grappolo staccato dalla pianta. Il suo fascino continua quando l’uva entra in cantina: il profumo del mosto, la pigiatura, l’avvio delle fermentazioni, il lavoro dell’enologo, gli assaggi nelle diverse fasi della vinificazione permettono di assistere alla trasformazione dell’uva e di capire davvero come nasce un vino.

È questa continuità tra vigna e cantina a rendere i prossimi due mesi un periodo difficilmente replicabile durante il resto dell’anno. C’è solo da scegliere dove e quale vino: dalle prime uve raccolte per bianchi e spumanti nelle aree più settentrionali fino alle vendemmie più tardive del Sud e del Vulture, ogni settimana offre paesaggi, vitigni, tradizioni e sapori differenti, accompagnati da una varietà gastronomica che rappresenta uno degli elementi distintivi dell’Italia del vino.

Un mosaico di esperienze: ogni territorio interpreta l’enoturismo a modo suo

Ed è proprio la diversità uno dei grandi valori della formula enoturistica del Movimento Turismo del Vino che trova forte espressione in Cantine Aperte in Vendemmia.

Le ricerche del CESEO – Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici dell’Università LUMSA - hanno restituito un vero e proprio mosaico di stili e approcci, nel quale ogni area geografica interpreta l’enoturismo secondo le proprie caratteristiche.

Territori, dimensioni aziendali, paesaggi, produzioni, tradizioni, gastronomia, tipologia delle cantine, ma anche abitudini e mentalità differenti danno vita a modelli di accoglienza diversi. Una varietà che rappresenta contemporaneamente una ricchezza, una sfida organizzativa e una grande opportunità di competitività delle cantine italiane sul mercato internazionale, tenuta insieme da un comune fil rouge di qualità che costituisce la cifra stilistica del Movimento Turismo del Vino.

La ricerca evidenzia anche alcune tendenze territoriali significative.

Nel Sud Italia l’enoturismo mostra una particolare vocazione verso eventi e intrattenimento, con degustazioni abbinate ai prodotti tipici e una forte attenzione anche alla presenza digitale, che coinvolge il 55% delle cantine.

Al Centro Italia il vino incontra soprattutto il paesaggio: picnic in vigna, esperienze all’aria aperta e proposte premium caratterizzano un’offerta nella quale Toscana e Umbria concentrano l’85% delle esperienze di alta gamma rilevate dalla ricerca.

Al Nord emerge invece una particolare flessibilità nell’accoglienza: nel Nord-Ovest il 56% delle cantine apre anche la domenica, garantendo una maggiore continuità nella possibilità di visita.

Si tratta naturalmente di tendenze e non di confini rigidi. Ed è proprio Cantine Aperte in Vendemmia a mostrarlo: attività simili attraversano tutta la Penisola, ma assumono un’identità diversa a seconda del territorio in cui vengono vissute.

La vendemmia didattica, per esempio, è proposta dal Piemonte al Friuli, dal Veneto all’Umbria e al Lazio fino alla Toscana. Cambiano però il racconto, i prodotti, le tradizioni e il modo di accogliere il visitatore.

Nell’Astigiano l’esperienza può cominciare con le spiegazioni in vigna e proseguire con la raccolta dei grappoli, la consegna delle uve e la tradizionale pigiatura con i piedi. Poi arriva la merenda, ed è immediatamente Piemonte: salumi, peperoni con bagna cauda, formaggi accompagnati dalle confetture, mele e amaretti di Mombaruzzo. Nel pomeriggio la visita continua in cantina, con degustazioni e musica popolare.

E il territorio continua a raccontarsi a tavola, con picnic e merende a chilometro zero, prosciutto toscano, schiaccia all’uva fatta in casa, bruschette con Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP e succo d’uva per i più piccoli.

In Campania, la vendemmia diventa occasione per passeggiare tra i filari, conoscere il territorio e accompagnare il racconto del vino con le produzioni tipiche. Più in generale, in diverse realtà del Sud trovano spazio la dimensione conviviale e festosa, la musica, l’intrattenimento e le tavolate, mentre nei territori dove l’enoturismo è consolidato da più tempo si sviluppano anche proposte più intime ed esclusive: cene tra i filari, degustazioni di grandi annate o vini in anteprima, incontri con l’enologo o direttamente con il produttore.

Esperienze diverse che dimostrano come non esista un unico modello di enoturismo italiano: è proprio la capacità di interpretare in tanti modi differenti lo stesso momento a trasformare la frammentazione territoriale in valore.

Settembre e Ottobre: l’occasione dei turisti internazionali

La scelta di sviluppare Cantine Aperte in Vendemmia su due mesi permette inoltre di incontrare un pubblico strategico per il futuro dell’enoturismo italiano: quello internazionale.

Settembre e ottobre sono infatti mesi particolarmente importanti per la presenza di visitatori stranieri nei territori italiani, proprio quando le cantine possono offrire qualcosa che difficilmente può essere riprodotto in un altro periodo dell’anno: assistere dal vivo alla nascita del vino.

“Cantine Aperte in Vendemmia racconta forse meglio di ogni altro appuntamento quanto sia straordinariamente diversa l’Italia del vino – sottolinea Violante Gardini Cinelli Colombini, Presidente del Movimento Turismo del Vino –. È proprio questa diversità uno dei nostri grandi valori. Ma c’è anche una grande opportunità internazionale: secondo il CESEO gli stranieri rappresentano tra il 35% - 40% dei visitatori delle nostre cantine, con una presenza più forte al Centro e percentuali più contenute in alcune aree del Nord, intorno al 15%. Parliamo tuttavia di appena 7-8 milioni di persone rispetto ai circa 104 milioni di turisti internazionali che ogni anno scelgono l’Italia. Il margine di crescita è quindi enorme, soprattutto nei mesi di settembre e ottobre e considerando che proprio questi visitatori sono tra i più interessati all’acquisto di vini di valore. La varietà dei nostri territori, tenuta insieme da un comune filo conduttore di qualità, può diventare uno degli strumenti più forti di competitività dell’enoturismo italiano sui mercati internazionali”.

Un potenziale ancora enorme, tanto più importante considerando che proprio i visitatori internazionali oltre ad avere una maggiore propensione all’acquisto di vini di fascia alta possono trasformarsi, una volta tornati nei propri Paesi, in veri ambasciatori delle denominazioni, delle aziende e dei territori italiani.

Una vendemmia a misura di famiglia

Tra i fili conduttori dell’edizione 2026 c’è anche una particolare attenzione alle famiglie e ai più piccoli. Secondo i dati CESEO 2025, il 38% delle cantine del campione organizza esperienze formative, comprendendo attività rivolte ai bambini, aree gioco attrezzate e visite nelle fattorie didattiche.

In Toscana, ad esempio, alcune aziende trasformano invece la vendemmia in una vera esperienza per tutta la famiglia: si scende tra i filari, si raccolgono i grappoli, si pigia l’uva con i piedi, si raccoglie il succo, lo si imbottiglia in piccole bottiglie e si realizza la propria etichetta. In alcuni casi i bambini ricevono persino il diploma di “Vignaiuolo per un giorno”, ricordo di una giornata trascorsa a contatto con la natura e con le tradizioni della campagna.

Accanto alla vendemmia didattica ci saranno picnic tra i filari, giochi, merende del vignaiolo, passeggiate e trekking, degustazioni, incontri con i produttori, feste della vendemmia, musica, pranzi e cene in vigna.

Un insieme di proposte accomunate dalla volontà di trasformare la visita in cantina in un’esperienza da ricordare, nella quale vino, paesaggio, gastronomia e cultura locale diventano parti dello stesso racconto.

Dal 24 agosto al 25 ottobre 2026, Cantine Aperte in Vendemmia invita così il pubblico a entrare nelle vigne e nelle cantine del Movimento Turismo del Vino nel momento in cui il vino nasce davvero: due mesi per scoprire che, da Nord a Sud, esistono tanti modi diversi di vivere la vendemmia quanti sono i territori del vino italiano.

MOVIMENTO TURISMO DEL VINO. L'Associazione Movimento Turismo del Vino è un ente non profit ed annovera oltre 700 tra le più prestigiose cantine d'Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole da una parte far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità. Il Movimento Turismo del Vino, nato nel 1993 da un'intuizione dei Donatella Cinelli Colombini, negli anni si è fatto catalizzatore di formazione e promozione dell’enoturismo, anche attraverso format vincenti come Cantine Aperte, Calici di Stelle ed altre attività. Dal 2024 il Movimento è socio fondatore del Centro di ricerca CESEO.

Bagnoli, Ditto: «Il confronto serve, la contrapposizione permanente no»

L'imprenditore campano interviene sulle polemiche intorno ai cantieri di Bagnoli-Coroglio e alle opere per l'America's Cup 2027: «Su un'area ferma da oltre trent'anni la discussione va tenuta aperta, non trasformata in una partita di consenso».

 «Bagnoli non è un terreno su cui costruire posizionamenti. È un pezzo di città che aspetta da oltre trent'anni e che oggi, per la prima volta, ha risorse stanziate, un cronoprogramma e un'attenzione nazionale», afferma Enrico Ditto, imprenditore campano, intervenendo sul clima che accompagna i lavori nell'area occidentale di Napoli.

Il confronto resta acceso tra comitati e residenti, che contestano la scelta del capping sulla colmata e chiedono garanzie su balneabilità e monitoraggio ambientale, e la struttura commissariale, che rivendica il rispetto del cronoprogramma.

«Il dissenso non è un problema, è una funzione: quando un territorio ha alle spalle trent'anni di promesse mancate, la diffidenza è una reazione razionale e va trattata come tale», sostiene Ditto. «Il problema nasce quando la discussione smette di riguardare il merito tecnico e diventa un derby. In quel momento non vince nessuno: non vincono i cittadini di Bagnoli, non vince l'amministrazione, non vince chi contesta».

Sul metodo, Ditto individua un punto che ritiene dirimente. «Un'opera di questa dimensione si regge su una sola cosa: la verificabilità. I dati ambientali vanno pubblicati con continuità e in forma leggibile, gli impegni presi in Consiglio comunale vanno resi tracciabili, i tempi di rimozione delle opere temporanee e i relativi costi vanno dichiarati prima e non dopo», afferma. «Su questo terreno il confronto è utile e produce risultati. Fuori da questo terreno resta solo rumore».

L'imprenditore richiama poi il calendario politico. «Ci avviciniamo a una stagione elettorale e il rischio è evidente: che Bagnoli diventi la materia prima di una campagna, con le posizioni fissate in anticipo e nessuna disponibilità reale ad ascoltare l'altra parte», aggiunge Ditto. «Sarebbe un errore che il territorio pagherebbe per intero. Il consenso costruito sulla contrapposizione dura una tornata elettorale, il danno di un'occasione sprecata dura decenni».

«Il Sud ha un problema storico di credibilità nell'attuazione», sostiene ancora Ditto. «Bagnoli è, in questo momento, il banco di prova più visibile: se questa città dimostra di saper gestire un cantiere complesso mantenendo aperto un confronto serio con chi ci vive, il beneficio reputazionale va ben oltre l'area occidentale di Napoli. Vale per gli investimenti, per il turismo, per la fiducia delle imprese».

Ditto conclude indicando dove colloca la responsabilità: «Alle istituzioni spetta rendere il processo verificabile e ascoltare senza filtri. A chi contesta spetta restare nel merito. A chi fa politica spetta la parte più difficile: rinunciare a un vantaggio immediato su un dossier che riguarda la vita delle persone. Su Bagnoli non serve unanimità. Serve un'unione di intenti sull'obiettivo, e poi il confronto più duro possibile sui modi per raggiungerlo».

Targhe polacche, Coviello: «Rischio flop, ecco perché il nuovo Codice della strada non risolverebbe il problema»

L'allarme del noto broker assicurativo sul testo trasmesso dal Ministero alle associazioni di settore: "Divieto facilmente aggirabile, vi spiego come".

 Le auto con targa estera che circolano stabilmente in Italia dovranno essere assicurate con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare nel Paese, con applicazione di tariffe e imposte italiane. La misura è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada, trasmesso dal Ministero dei Trasporti alle associazioni di settore, che potranno presentare osservazioni entro il 13 settembre. L'obiettivo dichiarato dai ministeri dell'Interno e dei Trasporti è contrastare il fenomeno dell'esterovestizione, ossia l'immatricolazione all'estero di veicoli di fatto italiani.

La proposta si inserisce in un percorso già avviato per combattere il fenomeno delle "targhe polacche", percorso che comprende l'iscrizione al REVE, il Registro dei veicoli esteri gestito dall'ACI e operativo dal 2022, e l'obbligo di pagamento dell'IPT al momento dell'iscrizione, introdotto il 25 maggio. I dati del registro indicano circa 53 mila veicoli con targa straniera sul territorio nazionale, dei quali 35 mila concentrati nell'area napoletana, dove il differenziale tariffario della RC auto è più marcato. Sul fronte dei controlli, una circolare del Ministero dell'Interno del 13 agosto ha reso disponibili alle forze dell'ordine i collegamenti ai portali ufficiali del governo polacco per la verifica di carte di circolazione, coperture assicurative e patenti.

Secondo Angelo Coviello, amministratore delegato di IGB Broker, l'impianto in consultazione interviene però su un passaggio secondario e lascia intatto il meccanismo che rende conveniente la pratica. «Il riferimento all'impresa straniera autorizzata a operare in Italia non produce l'effetto atteso, perché la Polonia è uno Stato membro dell'Unione e qualsiasi compagnia pratica le tariffe che ritiene più opportune, senza vincoli da parte di altri Paesi. Il punto non è la tariffa o dove ha sede l'assicuratore, ma la qualificazione della circolazione stabile sul territorio italiano e del contratto di noleggio che la rende possibile».

L'intervento indicato dal noto broker assicurativo riguarda l'applicazione del principio di equipollenza tra un veicolo circolante in Italia e un veicolo utilizzato in via continuativa ma immatricolato all'estero. «Ci dovrebbe essere una distinzione tra il veicolo straniero che circola in Italia temporaneamente e quello che vi circola in modo permanente, assoggettando quest'ultimo obbligatoriamente alla disciplina e alla fiscalità nazionali», afferma Coviello, che indica anche la previsione di un'autorizzazione a termine e non rinnovabile, come avviene per i permessi di soggiorno. «Teniamo presente che, nel caso delle targhe polacche, questi veicoli non hanno mai lasciato il territorio italiano e non hanno mai effettuato una revisione nel Paese di immatricolazione. Se il presupposto è che si tratti di una truffa, l'intera posizione documentale può essere soggetta ad accertamenti, e in quei casi il veicolo andrebbe posto sotto sequestro», osserva il broker napoletano, che collega la questione all'azione della magistratura, tenuta a intervenire visto che in Italia vige l'obbligo di esercitare l'azione penale. «Se ci muoviamo in questa direzione andremo verso una soluzione definitiva del problema».

sabato 22 agosto 2026

GIULIANOVA DIVENTA CAPITALE DEI NUOVI TALENTI, IL 30 AGOSTO 2026 TORNA “SPAZIO CONTEST SHOW”

Al Palazzo Kursaal la finale nazionale del concorso dedicato a canto, recitazione, moda, danza e arte varia. Con Antonella Argentini, Walter Garibaldi, Fabrizio Silvestri, Federico Zaccone e Flavio Pagni, Ingresso libero.

Domenica 30 agosto 2026, il Palazzo Kursaal, situato sul Lungomare Zara di Giulianova, ospiterà la nuova edizione di “Spazio Contest Show”, concorso nazionale dedicato a chi desidera mettersi alla prova davanti a professionisti che vivono quotidianamente il mondo dello spettacolo.
Una manifestazione volutamente senza confini anagrafici: i partecipanti hanno un’età compresa tra i 6 e gli 80 anni, perché il talento può manifestarsi presto, essere scoperto tardi o semplicemente attendere l’occasione giusta per emergere. Sul palco si confronteranno concorrenti provenienti dalle diverse discipline dello spettacolo: canto, recitazione, moda, danza e arte varia.
Ad arricchire ulteriormente l’appuntamento sarà una sfilata di moda maschile e femminile, ideata e organizzata dall’imprenditore e modello Domenico Pezzuoli, che porterà sulla passerella del contest un momento dedicato allo stile, all’immagine e alle nuove proposte.
La giornata entrerà nel vivo alle ore 18.30 con la prefinale, mentre alle 21.30 prenderà il via la finale nazionale.
A guidare il progetto è Antonella Argentini, fondatrice di Spazio Contest Show e talent scout che, negli anni, ha costruito intorno alla manifestazione una precisa filosofia: non cercare soltanto una performance perfetta, ma individuare personalità, autenticità e potenziale, offrendo spazio anche a chi normalmente resta lontano dai tradizionali circuiti dello spettacolo.
Per l’edizione 2026, Argentini ha alzato ulteriormente l’asticella, riuscendo a riunire una giuria di particolare rilievo professionale: quattro figure di livello nazionale, tutte stabilmente impegnate in produzioni importanti e in realtà televisive di primo piano.
Al suo fianco, fin dal debutto del concorso, il presidente Walter Garibaldi, autore, regista, sceneggiatore e talent manager con quasi quarant’anni di attività tra cinema, televisione e teatro. Nel corso della carriera ha formato e seguito oltre 1.500 giovani artisti; il suo film Nonna ci produce un film è approdato su Prime Video ed è presente nel catalogo Rai Cinema, mentre nel 2025 ha ottenuto il contributo selettivo del Ministero della Cultura per la sceneggiatura di Hotel Zeffirelli. Nel 2026 ha inoltre firmato l’ideazione, la scrittura e la direzione artistica di un documentario per Rai Cultura, presentato in anteprima alla Camera dei deputati e trasmesso su Rai 5.
Accanto al presidente, nel ruolo di coordinatore di giuria, Fabrizio Silvestri, giornalista, autore, regista e consulente Rai, oggi News Producer per RaiNews24. Nel corso della carriera ha firmato e coordinato programmi per Rai 1, Rai 2 e RaiPlay, lavorando come capo progetto, capo autore e documentarista. Una competenza trasversale tra informazione, intrattenimento ed eventi che rafforza ulteriormente il profilo nazionale della giuria.
Con loro anche Flavio Pagni, attore e modello livornese tra i volti emergenti della nuova generazione. Dopo le esperienze nella moda e un intenso percorso di formazione attoriale, Pagni ha costruito una carriera tra cinema e televisione e ha recentemente compiuto un importante salto internazionale, recitando interamente in inglese, in un ruolo sorprendente, sotto la direzione di un celebre regista internazionale il cui nome, per ragioni produttive, non può ancora essere reso pubblico.
A completare il gruppo dei quattro protagonisti di questa edizione c’è Federico Zaccone, costumista e stylist con oltre quindici anni di esperienza nelle grandi produzioni televisive e una lunga collaborazione, tuttora in corso, con Fascino PGT di Maria De Filippi. Lavora nell’universo di programmi come Amici, Tu sì que vales, C’è posta per te e Temptation Island ed è da anni lo stylist di Antonella Clerici, seguendone l’immagine nei principali appuntamenti televisivi, da È sempre mezzogiorno a The Voice Senior, The Voice Kids e The Voice. Nella sua carriera figurano inoltre collaborazioni con alcuni tra i più importanti protagonisti della musica italiana.
Cinque figure e cinque differenti punti di osservazione sullo spettacolo: Antonella Argentini scopre il talento, Walter Garibaldi lo accompagna verso la professione, Fabrizio Silvestri coordina la valutazione con l’esperienza dell’autore e del professionista televisivo, Federico Zaccone ne costruisce l’immagine, mentre Flavio Pagni rappresenta il percorso di chi sta trasformando preparazione e determinazione in una carriera sempre più internazionale.
Ed è proprio questo uno degli elementi che rende Spazio Contest Show qualcosa di diverso da una semplice gara: chi sale sul palco non si esibisce soltanto per conquistare un premio, ma ha l’occasione di essere osservato da professionisti che conoscono concretamente i meccanismi della televisione, del cinema, della moda e dello spettacolo.
Giulianova si prepara così ad accogliere una serata nella quale saranno soprattutto le possibilità a salire sul palco. Perché dietro un volto, una voce, un passo di danza o pochi minuti di esibizione potrebbe nascondersi un artista che ancora non sa di esserlo.
SPAZIO CONTEST SHOW – EDIZIONE 2026
Domenica 30 agosto 2026
Palazzo Kursaal – Lungomare Zara, Giulianova (TE)
Prefinale: ore 18.30
Finale nazionale: ore 21.30
Ingresso libero
Con il patrocinio della Città di Giulianova
Info: spaziocontestshow@gmail.com – 328 496 1049
Facebook: Gruppo AS Pegaso – Instagram: Progetto Pegaso

Da mercoledì 26 agosto: Iaia Forte con "Tony Pagoda" e Giulia Trippetta con "La moglie perfetta" in scena al Pomigliano Teatro Festival 2026

Iaia Forte e poi Giulia Trippetta in scena con due spettacoli accomunati dalla forza della parola e da una riflessione ironica e profonda sulla natura umana. Cortile interno Palazzo del Municipio di Pomigliano d’Arco, l’ingresso agli spettacoli è libero fino ad esaurimento posti.

Dopo la pausa estiva, il Pomigliano Teatro Festival 2026 torna ad accendere i riflettori, da mercoledì 26 agosto 2026 alle ore 21.00 con due appuntamenti che, per linguaggio, atmosfere e protagonisti, attraversano mondi differenti, ma finiscono per incontrarsi nella capacità del teatro di mettere a nudo contraddizioni, desideri, fragilità e trasformazioni della società contemporanea.

Il Cortile Interno del Palazzo Municipale si prepara così ad accogliere due serate all’insegna del teatro d’attore, della narrazione e di una comicità capace di lasciare spazio alla riflessione. L’ingresso agli spettacoli è libero fino ad esaurimento posti.

Si parte mercoledì 26 agosto con Tony Pagoda di e con Iaia Forte, liberamente tratto da Tony Pagoda e i suoi amici di Paolo Sorrentino. Tony Pagoda è un cantante napoletano da night club, uomo di successo, passioni ed eccessi, che nella New York degli anni Cinquanta si prepara a esibirsi davanti a Frank Sinatra. Durante la performance, ricordi, amori, rimpianti e riflessioni sulla vita irrompono in un incontenibile flusso di coscienza.

Nato dall’universo narrativo di Sorrentino e già interpretato da Toni Servillo ne L’uomo in più, il personaggio trova in teatro una nuova vita grazie alla straordinaria interpretazione di Iaia Forte.

Venerdì 28 agosto, invece, sarà la volta de La moglie perfetta, spettacolo di e con Giulia Trippetta che, attraverso ironia e black humor, dà vita a una galleria di personaggi e racconta la storia di una donna come tante, fatta di sogni, paure e possibilità.

Una lavagna, una sedia di scuola e una donna vestita anni Cinquanta fanno da sfondo a un surreale corso di comportamento e buone maniere destinato alle aspiranti spose. Il seminario “Si può far” insegna alle giovani donne le regole per diventare mogli perfette e completamente al servizio del proprio uomo.

Uno spettacolo che, dietro la comicità, invita a riflettere sui modelli femminili e sugli stereotipi che, seppure in forme diverse, continuano a parlare anche al nostro presente.

Il Pomigliano Teatro Festival continua ad essere luogo di incontro, spettacolo e confronto con due storie, due personaggi, due universi apparentemente lontani. Prosegue il proprio percorso nel segno di un teatro capace di divertire e, allo stesso tempo, interrogare il pubblico, attraverso protagonisti e storie capaci di lasciare spazio alla memoria, all’ironia e alla riflessione. Un teatro che non offre risposte semplici, ma che invita lo spettatore a riconoscersi, a sorridere e, subito dopo, a porsi qualche domanda.