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lunedì 22 giugno 2026

Sorì, Antonello Sorrentino eletto Consigliere dell'Associazione Italiana Lattiero Casearia

«Un incarico importante che rappresenta un onore e un impegno che accolgo con la consapevolezza di chi sa quanto contino questi tavoli per lo sviluppo e l’operatività del nostro settore».

Si è appena conclusa l'assemblea di Assolatte (Associazione Italiana Lattiero Casearia), giunta alla sua 81ª edizione, che ha visto l’elezione a Consigliere per Antonello Sorrentino, al timone di Sorì, azienda casearia attiva a Teano dal 1868 e punto di riferimento per una produzione d’eccellenza che coniuga sapere artigianale e approccio innovativo orientato alla ricerca.

L’assemblea è arrivata in un momento storico per il comparto. Durante l'appuntamento, il Presidente di Assolatte, Paolo Zanetti, ha presentato il quadro del settore relativo al 2025, mostrando numeri da record. Parliamo di 6,7 miliardi di euro di export caseario, in crescita del 4,6%, un risultato che posiziona l'Italia come secondo esportatore mondiale di prodotti lattiero-caseari per valore, davanti alla Nuova Zelanda e alle spalle soltanto degli Stati Uniti. In riferimento al fatturato, il settore tocca i 28,5 miliardi di euro, pari all'11% di tutto l'export alimentare italiano. A guidare questa crescita sono Germania, Spagna, Regno Unito, Canada e Giappone, Paesi trainanti in contrapposizione al mercato statunitense, che rallenta sotto il peso dei dazi.

«Un incarico importante che rappresenta un onore e un impegno che accolgo con la consapevolezza di chi sa quanto contino questi tavoli per lo sviluppo e l’operatività del nostro settore. – ha dichiarato Antonello Sorrentino – Ringrazio il Presidente Zanetti per la fiducia e mi impegno a lavorare prima con ascolto e poi con voce, con l’obiettivo di portare al tavolo le istanze di chi produce nel Sud e di difendere quello che la nostra industria ha costruito in decenni di mestiere consapevole».

Un riconoscimento che va oltre Sorì, oltre l’azienda, oltre una tradizione familiare tramandata da più di 150 anni, e che riguarda un intero territorio e una realtà produttiva unica. Significa, infatti, che la Mozzarella di Bufala Campana DOP e il fior di latte tradizionale campano confermano un ruolo all’interno delle scelte di sistema.

«Sedersi in Consiglio in questo momento, insieme ai colleghi che rappresentano i grandi nomi del settore, – ha continuato Antonello Sorrentino – vuol dire entrare in una stanza dove si decide su materie che riguardano ogni caseificio del Paese: regole europee, tutela delle DOP, transizione ESG, rapporto con la grande distribuzione e internazionalizzazione. Si tratta di rappresentare con onestà non solo la nostra azienda, ma anche le ragioni del comparto bufalino e caseario del Sud, dentro una filiera dove la Lombardia produce il 46,5% del latte nazionale e merita ogni riconoscimento per il modello costruito, ma dove il Mezzogiorno ha avuto e continua ad avere tanto da raccontare e da difendere».

Dal 3 al 5 luglio 2026 Identità Mediterranea di Gaetano Cataldo accompagna l’ambasciatore del Messico in Italia in visita in Cilento

Durante le giornate dal 3 al 5 luglio 2026, Identità Mediterranea, associazione culturale fondata da 
Gaetano Cataldo, avrà l’onore di accompagnare l’ambasciatore del Messico in Italia in visita in 
Cilento. Per ottimizzare la visita e per avviare un processo in cui, come Gaetano Cataldo si auspica, il 
Cilento possa esprime tutto il suo potenziale e avviarsi, facendo team building, verso la 
destagionalizzazione, lo stesso founder di Identità Mediterranea si incontrerà, assieme 
all’ambasciatore, con Christian Cutino, coordinatore di Ecodigital in Campania, di Emanuel 
Ruocco, presidente di Cilento in Rete, e di Giovanni Molinari, founder di Campania da Vivere, 
tra i più grandi progetti di marketing turistico della nostra regione. 
Accademico, politologo, giornalista, attivista per i diritti umani e noto opinionista televisivo 
messicano, Genaro Fausto Lozano Valencia è entrato ufficialmente in carica a Roma a partire da 
settembre 2025, succedendo al precedente ambasciatore Carlos Eugenio García de Alba 
Zepeda, con nomina diretta del presidente messicano Claudia Sheinbaum. Oltre all'Italia, l’incarico diplomatico dell’onorevole Lozano copre anche il ruolo come ambasciatore 
non residente dell’Albania, di Malta e della Repubblica di San Marino, lavorando stabilmente 
presso la sede capitolina, da dove gestisce i rapporti bilaterali con tutti e quattro i Paesi europei 
assegnatigli. 
Inoltre, l’ambasciatore Lozano Valencia ha fondato l’Istituto Culturale del Messico in Italia lo 
scorso dicembre, intitolandolo a Tina Modotti, fotografa italiana di origini udinesi, nota per il suo 
impegno sociale in Messico. La speciale visita di uno degli esponenti più in vista degli Stati Uniti del Messico, oltre che 
ambasciatore per il suo Paesi di ben quattro Stati in Europa, nasce dalla relazione triennale tra la 
sede diplomatica messicana a Roma e Identità Mediterranea, chiamata anche quest’anno a 
rappresentare il Vino Italiano durante la celebrazione del 216° Anniversario della Liberazione 
del Messico, il prossimo 15 settembre. 
Infatti, l’associazione culturale originaria di Castel San Giorgio, distintasi per attività di rilievo 
come la creazione della prima bottiglia celebrativa per una capitale italiana della cultura, mostre 
d’arte, annulli filatelici e, più recentemente, per l’organizzazione della conferenza nazionale 
sulla viticoltura a piede franco, ha fattivamente partecipato a diverse manifestazioni presso 
l’ambasciata del Messico.
Le attività di Identità Mediterranea, presso l’ambasciata messicana, sono state: 214° anniversario 
della Liberazione del Messico, creazione la carta dei vini in occasione della cena presso la 
residenza dell’ambasciatore del Messico in Italia, in occasione degli accordi bilaterali per la 
partecipazione dell’Italia alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara, organizzazione del 
brindisi dedicato a Triana Botaya, celebre ballerina di fama mondiale, e di quello dedicato alla 
presentazione dell’ultima biografia di Julio Iglesias, oltre al 215° anniversario della Liberazione 
del Messico e del 113° anniversario dell’Esercito Messicano e dell’111° 
anniversario dell’Aeronautica Militare Messicana. Con la sua associazione, Gaetano Cataldo, giornalista, enogastronomo e miglior sommelier 
dell’anno al Merano Wine Festival, ha saputo costruire un ponte culturale tra i due Paesi, 
avvalendosi del vino come mediatore d’eccellenza e le cantine partner che lo hanno seguito nelle 
numerose attività citate, facendogli maturare encomiabili risultati. 
Lo stesso Gaetano Cataldo rammenta che quest’anno si celebreranno 152 anni di accordi bilaterali 
tra Italia e Messico: era il 15 dicembre 1874, infatti, quando vennero stabilite ufficialmente le 
relazioni diplomatiche, mediante la firma del Trattato di Amicizia, Commercio e Navigazione tra 
il Messico e il neonato Regno d'Italia.
Sempre Gaetano Cataldo sostiene, attraverso tutto ciò, quanto segue: la lunghissima amicizia e 
ammirazione tra i nostri due Paesi, la cui relazione è fondata su stima e valori umanitari condivisi, 
indicano l’opportunità di un percorso comune, oggi fondamentale visti i riassetti geopolitici, che sia 
incentrato non soltanto sulla cultura, ma anche sul turismo e su proficui scambi commerciali. 
L’onore di avere in visita l’onorevole Lozano non costituisce semplicemente un invito accolto per 
me e la nostra piccola associazione, bensì la migliore opportunità di mostrare il nostro territorio, la 
sua ricchezza paesaggistica e culturale, presentando a Sua Eccellenza gli operatori strategici e gli 
operosi imprenditori che coraggiosamente hanno scommesso sul Cilento, epicentro del sapere 
magnogreco e scrigno di biodiversità. Opportunità, certo! Ma agli operatori spetterà il compito di rimboccarsi le maniche, di puntare 
alla aree interne e di salvaguardare le comunità rurali, riattivando l’effetto parco e rendendo 
funzionale la destination management organization!
La visita di Sua Eccellenza Lozano sarà incentrata sulla visita del Parco Archeologico di 
Paestum, con il benvenuto della direttrice Tiziana D’Angelo e del vicedirettore Marco Vasile, a 
dimostrazione dello spirito culturale della visita, così come nelle intenzioni di Identità Mediterranea 
e in accordo tra le parti. 
Per la traversata dell’ambasciatore Lozano Valencia in provincia di Salerno, Gaetano Cataldo ha 
previsto visite, oltre a Capaccio-Paestum, ai borghi di Prignano Cilento, Giungano, Castelcivita, Agropoli, Agnone Cilento nel comune di Montecorice e di Casalvelino. L’ambasciatore sarà ospite, presso l’Hotel Schuhmann Paestum Coast, grazie alle famiglie 
Pagano e Barlotti, leader settore dell’hospitality industry in Cilento. Per un’esperienza 
complessiva, Gaetano Cataldo ha attentamente selezionato Viticoltori De Conciliis e San 
Salvatore 1988, due aziende vitivinicole che, nella loro visione produttiva diversificata, riassumono 
la migliore espressività del Terroir Cilento. Dalla Baia Trentova a Punta Licosa l’ambasciatore potrà ammirare una parte di Cilento Coast to 
Coast con lo skipper Giorgio Vergona, grandissimo appassionato della terra e del mare cilentano, 
nonché al timone di Ocone Vini. Grazie ai partner e agli amici di Identità Mediterranea, Gaetano Cataldo ha anche tracciato una 
rotta del gusto cilentano di stare a tavola prediligendo La Panoramica di Pietro Manganelli, tappa 
eccellente per cogliere il senso di come si ammacca la pizza secondo i cilentani, il ristorante Tre 
Olivi nell’incantevole cornice del Hotel Savoy Beach, ospiti del patron Giuseppe Pagano, il 
Ristorante Feo dello chef Alessandro Feo e, last but not least, il ristorante Paisà di Pasquale 
Tarallo. Assolutamente quattro tra le più emblematiche espressioni di Cucina Cilentana, in cui non 
potrà mancare una tappa altrettanto importante: la visita al Caseificio Barlotti.

Viabilità Napoli, Enrico Ditto: «La sicurezza delle strade parte dalla cultura della legalità»

L'imprenditore Enrico Ditto interviene sull'emergenza viabilità a Napoli: «Bene le nuove energie nella polizia municipale, ma serve un cambio di mentalità diffuso».

La sequenza di incidenti mortali registrata sulle strade cittadine torna al centro del dibattito pubblico. In questi giorni, su via Caracciolo, la polizia locale ha rilevato il nono incidente mortale del 2026 lungo il lungomare.

Sul tema interviene Enrico Ditto, imprenditore del settore dell'ospitalità da tempo presente nel dibattito sullo sviluppo urbano di Napoli e della sua provincia. «I numeri vanno letti senza scorciatoie», osserva. «Nel 2025 la polizia locale ha rilevato 4.743 incidenti in città, ventitré dei quali mortali, con un calo di circa il 34% rispetto ai trentacinque sinistri mortali del 2024. Questo significa che qualcosa si sta muovendo, ma non basta a fermare la conta delle vittime».

L’imprenditore fa riferimento ai dati della Polizia locale diffusi dal Corriere del Mezzogiorno. Ditto, inoltre, colloca la questione nel quadro più ampio dell'organico delle forze di vigilanza urbana. «L'ingresso di nuove energie nel corpo di polizia municipale è un fatto positivo, atteso da tempo. Il sotto numero è stato denunciato a lungo da chi lavora sul territorio, e ogni rinforzo all'organico conta. Ma sarebbe un errore pensare che la sicurezza delle nostre strade dipenda soltanto dal numero degli agenti».

Il punto, per l'imprenditore, è di ordine culturale. «La sicurezza parte da una cultura della legalità da diffondere, e questo riguarda automobilisti, motociclisti e pedoni», continua. «Finché il rispetto delle regole resta una questione lasciata al singolo, e non un fatto condiviso, ogni intervento sull'organico interviene a valle del problema».

I mesi più critici restano maggio, giugno e luglio. Le categorie più esposte sono pedoni e motociclisti.

«Chi accoglie ogni giorno chi arriva in città sa quanto la percezione di una strada sicura pesi sull'immagine di Napoli», conclude Ditto. «Ma prima ancora dell'immagine c'è la vita delle persone, e su quella non si può accettare alcuna assuefazione».


Benvenuti nelle geografie del silenzio: il focus "Location Negata" all'Ischia Film Festival 2026


“Il cinema vive di luoghi, ma sa anche dare voce a quelli che nessuno guarda – osserva Michelangelo Messina, direttore artistico del festival – . ‘Location Negata’ non è un’appendice della rassegna: è il punto in cui il festival si fa più scomodo e necessario, perché punta la macchina da presa là dove la cronaca si volta dall’altra parte. Sono spazi sottratti, contesi, dimenticati, eppure è in essi che si decide cosa significhi oggi avere o non avere un posto nel mondo”.

I sei cortometraggi quest’anno hanno in comune una forma di sparizione: di una persona, di un’identità, di un diritto a esistere. In The Spectacle di Bálint Kenyeres, dopo il passaggio al Festival di Cannes, tra Francia e Ungheria un bambino rom viene sollevato verso la luce, fino a mostrare come quella luce, all’improvviso, si spenga. In anteprima assoluta, Il Digiunatore di Luigi Timpano e Federico Brullo insegue, in una città sacra e indifferente, la leggenda di un uomo che scelse di smettere di mangiare. L’anteprima europea Chro dell’iraniano Hamed Bahrami fa sbocciare, tra le tombe di un cimitero, una tenerezza inattesa tra due persone in lutto.

Il resto della selezione attraversa altre forme di assenza e smarrimento. In anteprima campana, The Drowned di Alessandro Reato e Davide Negri, una fotografa senza volto attraversa Hong Kong cercando qualcuno svanito tra milioni di sconosciuti, e lascia per strada immagini da cui le figure umane sono state ritagliate via. La stessa fame di riconoscimento muove l’anteprima campana Clout del britannico Jordan Murphy Doidge, dove un dodicenne ossessionato dai social trasforma il ritrovamento di un cadavere in una diretta che gli sfugge di mano. In Sunday di Giulio Tonincelli, in un villaggio del nord Uganda dove la disabilità è marchio e condanna, una ragazzina di quattordici anni risponde al peso degli sguardi nell’unico modo che le appartiene: danzando.

Lo stesso sguardo civile attraversa i sei lungometraggi, che intrecciano denuncia e ricerca formale per raccontare chi resiste ai margini della Storia. In anteprima internazionale, Parallel City della romena Ana Mărgineanu, a Timișoara, una donna in frantumi trova una ragione nei tre bambini afghani che accudisce, alla vigilia di un attraversamento di confine che può rovinare tutto. In anteprima italiana, Mundurukuyü – The Forest of the Fish Women, firmato dalle registe Aldira Akay, Beka Munduruku e Rilcélia Akay, ci porta sulle rive del Tapajós, dove la mitologia Munduruku fa della foresta una famiglia da difendere.

In anteprima campana, The Mission del collettivo palestinese Gaza Collective segue un chirurgo che torna a operare sotto le bombe, e la sua équipe che filma l’indicibile delle sale operatorie. A rappresentare l’Italia è Dom di Massimiliano Battistella: la storia di Mirela, bosniaca arrivata bambina con un convoglio umanitario durante l’assedio di Sarajevo, che trent’anni dopo torna a cercare le compagne, la madre e una patria perduta.

A spingersi dentro altre ferite aperte del presente è l’anteprima campana Les recommencements / New Beginnings di Isabelle Ingold e Vivianne Perelmuter, che accompagna un veterano del Vietnam tra le sue terre tribali in California, dove violenza e devastazione ambientale riaprono vecchie ferite.

Il diritto di restare è al centro di Nel buio dell’acqua / In the Darkness of Water dello spagnolo David Rodríguez de la Morena: Mauro Morandi, ottant’anni, di cui trenta passati a custodire un’isola, scopre che verrà sfrattato.

Luoghi distanti per latitudine ma vicinissimi per ciò che mettono in gioco, questi dodici film disegnano una geografia di chi rischia di sparire dalle carte e pretende, invece, di restarci. Non un catalogo di emergenze, ma il ritratto testardo di un’umanità che si rifiuta di essere cancellata.

Ischia Film Festival è sostenuto da: MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Campania – Film Commission Regione Campania, BONACINA, BPER Banca e si svolge sotto il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio.


Ospedale del Mare, il broker: “Struttura garantita poiché assicurata, già al lavoro i tecnici”

Angelo Coviello, ad della IGB Broker (gruppo Consulbroker) che ha curato l’attività tecnica assicurativa: “Origine banale e danni ingenti, garantite anche le interruzioni del servizio”.

 “L’Ospedale del Mare è una struttura assicurata, dunque il patrimonio pubblico è garantito contro i rischi derivanti dall’incendio, atti vandalici, terremoto ed eventi naturali catastrofali. I nostri tecnici Luana Pepe e Luigi Persico sono già al lavoro per assicurare le attività che porteranno al risarcimento”.

Lo afferma Angelo Coviello, ad di IGB Broker, la società del gruppo Consulbroker che ha curato l’attività tecnica e assicurativa dell’Ospedale del Mare interessato ieri da un incendio di vaste proporzioni. Le fiamme, divampate nel pomeriggio di domenica nell'area orientale della struttura di Ponticelli, sarebbero partite da alcune pedane in legno accatastate, propagandosi ai pannelli della coibentazione della facciata e arrivando fino al tetto. “Un'origine tanto banale quanto rivelatrice: non un guasto impiantistico complesso o un evento eccezionale, ma una banalità. È sufficiente questo perché un presidio ospedaliero da otto piani debba evacuare reparti e contabilizzare danni ingenti”, aggiunge Angelo Coviello.

Proprio questa sproporzione tra causa ed effetto è ciò che rende il caso istruttivo per chi amministra una struttura sanitaria, secondo il broker. Una scelta che trasferisce agli assicuratori il rischio economico di salvaguardare l’intero bilancio dell'ente. Sono anche garantiti i costi di ripristino e di interruzione del servizio, evitando che gli eventuali risarcimenti gravino direttamente sul conto dell'amministrazione.

«Un amministratore pubblico dovrebbe porsi una domanda semplice: se un evento all'apparenza marginale, come accaduto, può generare un danno di queste proporzioni, il bilancio del mio ente è in grado di assorbirlo? L’autoassicurazione non è di per sé una scelta sbagliata, ma lo diventa quando viene adottata senza una reale capacità di valutare il rischio. Nel momento in cui si verifica il danno, poi, la frittata è fatta», osserva Coviello.

L'ad di IGB Broker richiama la funzione della copertura assicurativa nel settore della protezione dei beni patrimoniali pubblici, patrimonio dei cittadini che va salvaguardato. «L'Ospedale del Mare è una struttura assicurata, e questo indica una scelta oculata e previdente. È l'ennesima dimostrazione dell'importanza delle assicurazioni a tutela del bene pubblico», conclude.

Caso Monaldi, Federconsumatori Campania: “Relazione ispettiva ferma su una scrivania da un mese, ma la Regione la tiene secretata”

A un mese esatto dalla chiusura dell'ispezione straordinaria sul Centro Trapianti del Monaldi, l'associazione accusa: nessun atto, nessun provvedimento sulle responsabilità, nessuna risposta alle famiglie.

L'avvocato Carlo Spirito: «La carenza informativa più grave è quella consumata sulla pelle dei genitori dei piccoli pazienti, tollerata dagli uffici regionali». Berritto: «Chi è parte del problema non può esserne la soluzione: si faccia un passo indietro»

 

NAPOLI – «La relazione ispettiva straordinaria sull’ospedale Monaldi è ferma su una scrivania da un mese esatto. Gli uffici della Direzione Salute della Regione Campania si sarebbero trincerati dietro un silenzio che, sul caso di trapianti pediatrici più drammatico degli ultimi anni, suonerebbe come l'ennesima parete eretta tra le istituzioni e le famiglie». A sei mesi circa dalla morte del piccolo Domenico Caliendo arriva il duro atto d’accusa di Federconsumatori Campania APS che mette sotto la lente d’ingrandimento proprio il percorso che da quella tragedia doveva portare verità, e che ora secondo l’associazione rischia di arenarsi nel chiuso di un cassetto regionale.

Federconsumatori Campania torna alla carica con una formale istanza di autotutela indirizzata al Presidente della Giunta Regionale Roberto Fico e al Direttore Generale per la Tutela della Salute f.f. Ugo Trama. L'oggetto è duplice: il silenzio sulla relazione conclusiva dell'ispezione e il diniego opposto dall'amministrazione alla richiesta dell'Associazione di partecipare al procedimento.

Il fulcro dello scontro è la sospensione del programma di trapianti cardiaci pediatrici al Monaldi, disposta dalla Giunta nel marzo 2026 a fronte di gravissime criticità. L'ispezione straordinaria si è conclusa il 21 maggio 2026. Da allora, accusano dall’associazione dei consumatori, il sipario.

«Il Dottor Ugo Trama ha sulla scrivania la relazione conclusiva dell'ispezione da un mese esatto, dal 21 maggio, ma il documento resta secretato», è lapidario Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania APS. «Non è stato emesso alcun atto definitivo, non è stato adottato alcun provvedimento sulle responsabilità dirigenziali e — cosa ancora più grave — è stato negato alla nostra Associazione il diritto di partecipare al procedimento, con scuse burocratiche intollerabili. Si pretende di accertare le responsabilità a porte chiuse, lontano dagli occhi di chi quelle criticità le denuncia da nove anni».

A spostare il fronte sul terreno della trasparenza e del consenso informato è il referente sanità dell'Associazione, l'avvocato Carlo Spirito, che porta alla luce un aspetto finora rimasto in ombra. «Nel dibattito sviluppatosi finora si è trascurata la lacuna più grave: la totale disinformazione ai danni delle famiglie dei piccoli pazienti», spiega il legale. «I genitori sono stati tenuti all'oscuro di dati vitali (i volumi reali di attività, le carenze strutturali, le condizioni di sicurezza del Centro) al punto da rendere di fatto privo di reale fondamento il consenso prestato alle cure. E tutto questo è avvenuto con la tolleranza della Direzione Generale della Sanità campana».

Secondo il legale, l'amministrazione regionale ha avallato il rinnovo dell'autorizzazione ai trapianti prima ancora che il Centro Nazionale Trapianti verificasse l'attuazione delle prescrizioni obbligatorie. Da qui la richiesta, rivolta agli attuali decisori e in particolare al dottor Trama, di fare piena chiarezza sull'eventuale sussistenza di conflitti di interesse, anche personali.

«Il nodo autorizzativo è radicale e investe l'intero ospedale, non solo la pediatria», ribadisce Spirito. «L'ultima istanza di autorizzazione del Monaldi come Centro Trapianti risale al 9 aprile 2002, e a quell'istanza non è mai seguito né il rilascio del titolo né l'accertamento dei requisiti minimi: da oltre vent'anni un'attività delicatissima come quella trapiantologica si esercita in un vuoto autorizzativo, in violazione dell'art. 16 della Legge 91/1999 e della disciplina sull'accreditamento di cui al D.Lgs. 502/1992. Per la branca pediatrica il vizio è ancora più profondo, perché quel codice di attività non è mai stato nemmeno richiesto».

A questo, prosegue l'Associazione, si sommano volumi di attività inadeguati, carenze strutturali gravissime e il reparto trapianti mai completato dal 2019 malgrado i finanziamenti. «Risulta incomprensibile», incalza il legale, «come non si sia disposto l'immediato trasferimento dei piccoli pazienti verso centri terzi, regolarmente autorizzati ed esperti. E non si esclude un danno erariale per i finanziamenti regionali concessi a fronte di prestazioni non conformi agli standard minimi, poi di fatto sospese. La Regione avrebbe dovuto vigilare con controlli costanti: invece le verifiche sono arrivate dal CNT, e solo su impulso di Federconsumatori».

Per l'Associazione lo scenario è stato favorito proprio dalla Regione Campania, che tra il 2023 e il 2024 ha rinnovato in fretta le autorizzazioni senza verificare l'adempimento delle prescrizioni del CNT, alimentando una pericolosa rappresentazione pubblica della struttura come «eccellenza» trapiantologica e nascondendo criticità sistemiche che lambiscono persino il programma per adulti, tuttora attivo.

Federconsumatori chiede dunque l'immediato annullamento in autotutela del diniego di partecipazione e la massima trasparenza sui potenziali conflitti di interesse interni alla Direzione Salute. Ma la richiesta, ora, si fa soprattutto politica e gestionale.

«L'esternalizzazione temporanea della cardiochirurgia pediatrica sta arrecando enormi disagi alle famiglie, alle quali esprimiamo tutta la nostra vicinanza», conclude il presidente Berritto. «Per questo, se davvero si vuole recuperare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie, pretendiamo un immediato passo indietro da parte di chi, a livello regionale e aziendale, ha provocato questa gravissima situazione. Chi è parte del problema non può pretendere di esserne la soluzione. La sicurezza delle cure è un diritto costituzionale: non arretreremo di un millimetro finché non sarà fatta piena luce su questa gestione opaca».

#GIFFONI56: IL CINEMA CHE RACCONTA CHI STIAMO DIVENTANDO. ECCO TUTTI I FILM IN CONCORSO

Dall’infanzia all’età adulta, 104 opere da tutto il mondo narrano il coraggio di crescere, il bisogno di appartenenza e la capacità delle nuove generazioni di immaginare altri futuri e inediti orizzonti in un mosaico di “cose impossibili” come insegna il tema dell’edizione 2026.
 

Si è ufficialmente chiusa la selezione dei titoli in concorso di #Giffoni56, in programma dal 17 al 25 luglio 2026. Saranno 104 le opere in concorso, 42 lungometraggi e 62 cortometraggi, provenienti da tutto il mondo e scelti tra migliaia di candidature internazionali, a raccontare il presente e il futuro delle nuove generazioni attraverso lo sguardo universale del cinema, come Giffoni fa da ormai oltre mezzo secolo.

Il percorso di crescita, la costruzione dell’identità personale, il rapporto tra genitori e figli, il bisogno di appartenenza, la memoria storica, l’inclusione, la salute mentale, la sostenibilità ambientale e il superamento delle disuguaglianze sociali sono alcuni dei grandi temi che attraverseranno questa edizione attraverso i titoli in concorso. Un mosaico di storie che mette al centro le fragilità, i desideri, le paure e le speranze di bambini, adolescenti e giovani adulti, restituendo un ritratto autentico e profondamente contemporaneo delle trasformazioni che interessano le nuove generazioni.

“Le cose impossibili”, Il tema dell’edizione 2026, attraversa idealmente l’intera selezione. I film invitano a superare confini geografici, culturali e personali, dimostrando come ciò che appare irraggiungibile possa, al contrario, trasformarsi in una concreta possibilità di cambiamento attraverso il coraggio, la solidarietà, l’ascolto e la capacità di immaginare nuovi orizzonti.

Dalle avventure dedicate ai più piccoli alle opere che affrontano temi dal forte impatto sociale, la selezione accompagnerà i giurati lungo un percorso che attraversa tutte le età della crescita. Le storie raccontano il valore delle relazioni familiari, la forza dell’amicizia, il diritto all’autodeterminazione, il confronto con la diversità, il peso della memoria e la necessità di costruire comunità sempre più inclusive e consapevoli.

Anche quest’anno Giffoni conferma la propria vocazione internazionale e il proprio ruolo di osservatorio privilegiato sulle trasformazioni e le evoluzioni del mondo contemporaneo, offrendo ai giovani non soltanto un’esperienza culturale, ma uno spazio di confronto, dialogo e partecipazione attiva. Il cinema diventa così uno strumento capace di stimolare il pensiero critico, favorire l’empatia e accompagnare i ragazzi nella comprensione di sé stessi, degli altri e della società in cui vivono. Perché il cinema, a Giffoni, non racconta soltanto chi siamo, ma soprattutto chi stiamo diventando.

 

ELEMENTS +3

I film di Elements +3 accompagnano i più piccoli in un viaggio fatto di scoperta, meraviglia e prime grandi conquiste personali. Attraverso racconti poetici e avventure animate, la selezione di quest’anno esplora temi universali come la scoperta di sé, il valore dell’amicizia, il rispetto per la natura e la capacità di osservare il mondo con curiosità e immaginazione.

La ricerca del proprio posto nel mondo e l’accettazione delle proprie unicità attraversano molte delle storie in programma. Personaggi timidi, fragili o insicuri imparano a trasformare le difficoltà in occasioni di crescita, come accade in BUG’S STORY (Norvegia, regia di Natalia Malykhina Bratli), DANCING FRIEND (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), GROUNDED (Nuova Zelanda, regia di Chris Callus), LITTLE DANDELION (Repubblica Ceca, regia di Adéla Honová), CLOUD FISH (Belgio, Francia, regia di Noé Garcia), RUB (Portogallo, Spagna, regia di Júlia Francino) e THE LITTLE TRAIN (USA, regia di Angel Wang), dove i protagonisti imparano a riconoscere il proprio valore e a guardare il mondo da una nuova prospettiva.

Il potere delle relazioni e della collaborazione è un altro grande protagonista della selezione. La nascita di amicizie inaspettate, la gestione dei piccoli conflitti e la scoperta dell’aiuto reciproco emergono in A VERY SPECIAL MEAL (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), BACKSTREET BIRDS (Lituania, regia di Gertrūda Nemčauskaitė), FOUND! (Belgio, Francia, regia di Juliette Baily), IN A FARAWAY FOREST: APPLE OF DISCORD (Croazia, Slovenia, regia di Timon Leder), JAM AND WOOD (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), ONCE UPON A STARRY NIGHT (Portogallo, Russia, regia di Masha Rumyantseva), SOMETHING GREATER THAN YOU (USA, regia di Gordon LePage) e BATTERY GRANDMA (Corea del Sud, regia di Jeon Seungbae), dove il sostegno reciproco diventa lo strumento più prezioso per affrontare le sfide quotidiane.

La natura è un’altra grande protagonista di Elements +3 e si trasforma in uno spazio di scoperta, equilibrio e meraviglia. Foreste, paludi, cieli, neve e piccoli ecosistemi invitano i bambini a riscoprire il legame con il mondo che li circonda e il rispetto per ogni forma di vita, come accade in ALLER & RETOUR (Italia, regia di Lucia Bulgheroni e Michele Greco), AN INCIDENT IN THE BUNNY VILLAGE (Lettonia, regia di Ēvalds Lācis), BATS & BUGS (Svizzera, regia di Lena von Döhren), IN THE SHADOW OF THE HERON (Francia, regia di Nicolas Bianco-Levrin), SKETCHES ON ICE (Belgio, Francia, regia di Marion Auvin), THE STICK (Svezia, regia di Pernilla Olsson) e RIMSKY-KORSAKOV. FLIGHT OF THE BUMBLEBEE (Bielorussia, Russia, regia di Natalia Chernysheva).

La curiosità e l’immaginazione diventano infine strumenti privilegiati per conoscere il mondo. Attraverso viaggi fantastici, piccole esplorazioni quotidiane e avventure sorprendenti, i protagonisti invitano i più piccoli a lasciarsi guidare dalla meraviglia. Lo raccontano GALILEO AND THE FABLE OF SOUNDS (Italia, regia di Luca Di Cecca), KONIGIRI-KUN – LET’S EAT! (Giappone, regia di Mari Miyazawa), PICCOLO PICCOLO (Francia, Svizzera, regia di Marta Gennari), THE WINTER CAT (Italia, regia di Aurora Cesarini, Silvia Sabbatini e Marta Zanoni), DERRING-DO (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), MOUSE IN THE HOUSE (Germania, regia di Rebecca Van Houten), IDEAL (Russia, regia di Alexander Eifman), SNORRI, CATCH ME IF YOU CANDY! (Germania, regia di Thierry Marchand) e TILL THE SUN SETS (Regno Unito, regia di Charlotte White), che accompagna i bambini nell’ultimo giorno di vita dei dinosauri sulla Terra.

Tra animali parlanti, piccoli eroi del quotidiano, mondi fantastici e avventure in miniatura, Elements +3 conferma la propria vocazione a raccontare l’infanzia come uno spazio di scoperta continua, dove ogni esperienza diventa un’occasione per imparare a conoscere sé stessi, gli altri e il mondo che ci circonda.

 

ELEMENTS +6

Storie di crescita, coraggio e scoperta di sé accompagnano i giovani protagonisti della selezione Elements +6. Attraverso avventure straordinarie, misteri da risolvere e prime sfide personali, i film in concorso invitano i giurati a riflettere sul valore dell’amicizia, della responsabilità, della tutela dell’ambiente e dell’importanza di trovare il proprio posto nel mondo.

Ecco i lungometraggi in concorso: BORN IN THE JUNGLE (Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, regia di Edmunds Jansons, che ha già partecipato a Giffoni nel 2019 con il film “Jacob, Mimmi and the Talking Dogs”), dove una bambina affronta la giungla venezuelana per ritrovare il fratello scomparso; CHILDREN OF LIBERTY (Francia, Lussemburgo, Belgio regia di Rémy Schaepman e Léahn Vivier-Chapas, opera prima), ambientato nella New York del 1941; CURLY BURLY (Danimarca, regia di Jan Rahbek), storia di un piccolo troll curioso e insofferente alle regole; GARUDA: DARE TO DREAM (Indonesia, Taiwan, Corea del Sud regia di Ronny Gani, opera prima. Il regista ha grande esperienza come digital artist e animatore in film come “The Avengers”, “Eternals”, “Aquaman”, solo per citarne alcuni), che racconta il sogno di un ragazzo di entrare nella nazionale di calcio; SMARTIE AND ME (Polonia, Slovacchia, regia di Kacper Lisowski, opera prima), dove il legame con un cane randagio si trasforma in un’avventura contro le ingiustizie; SPLISH SPLASH FOREVER! (Svizzera, regia di Natascha Beller), che mette al centro il valore dell’impegno civico e dell’amicizia; e SUPER FURBALL AND THE LYING SQUIRREL (Finlandia, regia di Joona Tena, già presenta a Giffoni con i precedenti capitoli “Super Furball”, 2018 e “Super Furball Saves the Future”, 2022), una nuova avventura ecologista della piccola supereroina impegnata a proteggere la foresta e i suoi animali.

 

Anche i cortometraggi di Elements +6 affrontano con sensibilità temi universali come il rapporto con la natura e la salvaguardia del pianeta: ALBY - THE LAST TREE (Italia, regia di Alessandro Parrello) e NORA’S ARK (Croazia, Norvegia, regia di Endre Lund Eriksen e Isak Gjertsen). La scoperta di sé e il superamento delle proprie insicurezze emergono in JEANS (Italia, regia di Gaia Marotta), mentre la fantasia, la curiosità e il desiderio di esplorare il mondo animano COSMONAUT (Svizzera, regia di Zoltán Horváth) e THE LITTLE HOTEL DETECTIVE (Paesi Bassi, regia di Julia van Braak). I legami affettivi, l’empatia e il valore dell’incontro con l’altro sono invece al centro di CHICA (Brasile, regia di Matheus Malburg e João Victor Silva), SABA (Stati Uniti, regia di Liron Topaz) e SAHBI (Italia, regia di Ivana Esposito).

Una selezione che alterna avventure fantastiche, storie intime e prime esperienze di cittadinanza attiva, invitando i più piccoli a guardare il mondo con curiosità, sensibilità e coraggio, ricordando che crescere significa imparare a prendersi cura di sé stessi, degli altri e del pianeta che ci circonda.

 

ELEMENTS +10

I film di Elements +10 accompagnano il pubblico nel delicato passaggio dall’infanzia alla preadolescenza, affrontando temi profondi e universali come la costruzione della propria identità, il valore delle relazioni familiari e amicali, la fragilità umana, il coraggio di affrontare il cambiamento e la capacità di guardare al mondo con consapevolezza e speranza.

Tra i lungometraggi in concorso troviamo BACK TO TOTTORI (Norvegia, regia di Arild Østin Ommundsen e Silje Salomonsen, che hanno già presentato a Giffoni nel 2020 il film “Sisters: the Summer We Found Our Superpowers”), un intenso racconto sul legame tra due sorelle alla ricerca di una nuova forza comune; BARRY & ME (Germania, Svizzera, regia di Markus Welter), una grande avventura ambientata sulle Alpi che racconta la nascita del leggendario cane San Bernardo attraverso una storia di amicizia e solidarietà, sarà distribuito in Italia da Bim Distribuzione; CHILDREN OF THE RESISTANCE (Francia, regia di Christophe Barratier, già ospite di Giffoni con ”Le Choristes” nel 2004, film candidato anche agli Oscar), che porta sullo schermo il coraggio di tre ragazzi impegnati nella Resistenza francese durante l’occupazione nazista.

Affrontano invece il tema della fragilità personale e della crescita JUST CALL ME FRIDA (Germania, regia di Katja Benrath, già a Giffoni con il corto “Where Have you Been” nel 2016 e il film “Rocca Changes the World” nel 2019), un racconto delicato sull’ansia, la malattia e la scoperta della vita, e KING OF THE WANDERERS (Paesi Bassi, regia

di Janne Schmidt), che esplora il rapporto tra una figlia e un padre affetto da schizofrenia. Al centro del passaggio dall’infanzia all’adolescenza troviamo inoltre MIRA (Danimarca, regia di Marie Limkilde, opera prima), dedicato alle amicizie, alle prime insicurezze e alla ricerca della propria identità, e OLIVIA AND THE INVISIBLE EARTHQUAKE (Spagna, Belgio, Svizzera, Cile, Francia, regia di Irene Iborra, opera prima), una storia di resilienza che affronta con fantasia e tenerezza il tema delle difficoltà economiche e della solidarietà.

Anche la selezione dei cortometraggi affronta questioni di grande attualità e vicine alla sensibilità dei preadolescenti. L’inclusione, l’accettazione delle diversità e il valore dell’amicizia sono al centro di 9 MILLION COLORS (Norvegia, Germania, regia di Bára Anna Stejskalová), mentre AMÉRICA (Perù, regia di Javier Arias-Stella) racconta la determinazione di una bambina nel perseguire i propri sogni nonostante le difficoltà quotidiane.

Il coraggio di affrontare la malattia e la capacità di trasformare la fragilità in forza sono protagonisti di BALDIES - WHAT ABOUT MY HAIR? (Repubblica Ceca, regia di Eliška Soffer Podzimek), mentre CAPTAIN NO 10 (Iran, regia di Masoud Mansoori) denuncia il fenomeno del lavoro minorile, mostrando il calcio come spazio di libertà e riscatto.

Lo sport, il cinema e la cultura diventano invece strumenti di cambiamento sociale in THE CHAMPION’S MURAL (Italia, regia di Massimiliano Pacifico), ambientato nella Napoli dei murales dedicati a Diego Armando Maradona.

Le relazioni tra fratelli, la pressione sociale e le sfide della crescita emergono in DREAM TEAM (Norvegia, regia di Tone Andersen) e RABBIT HEART (Germania, regia di Stella Fachinger), mentre THE FLOWERS OF MALVA (Francia, regia di Anna Lys, Rémy Berlemont, Alice Hamel, Chen-Yun Hu, Ludivine Lebourg, Estelle Martin e Agathe Ribout) affronta con delicatezza il dramma della guerra attraverso lo sguardo protettivo di una nonna verso la propria nipote.

Una selezione che accompagna il pubblico in un percorso fatto di coraggio, consapevolezza, immaginazione e responsabilità, dimostrando come il cinema possa offrire ai più giovani strumenti preziosi per comprendere sé stessi, gli altri e il mondo che li circonda.

 

GENERATOR +13

I film di Generator +13 raccontano il delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza, esplorando il bisogno dei ragazzi di trovare il proprio posto nel mondo e di costruire la propria identità di fronte a relazioni familiari complesse, disuguaglianze sociali e profonde fragilità emotive.

Il rapporto con gli adulti e la ricerca di figure di riferimento attraversano molte delle opere selezionate: THE ALTAR BOYS (Polonia, regia di Piotr Domalewski), vincitore del Gran Premio al Festival del Cinema Polacco di Gdynia, segue un gruppo di adolescenti che, delusi dall’inerzia della comunità adulta, decide di combattere le ingiustizie sociali con metodi tanto idealistici quanto pericolosi; HOLD ONTO ME (Cipro, Danimarca, Grecia, Stati Uniti, opera prima), opera prima della regista cipriota Myrsini Aristidou, racconta il tentativo di una ragazzina di ricostruire il rapporto con un padre assente; mentre RISA & THE WIND PHONE (Argentina, regia di Juan Cabral) affronta il tema dell’elaborazione del lutto attraverso un racconto sospeso tra realismo e dimensione fantastica.

La selezione si sofferma anche sulle disuguaglianze sociali e sul desiderio di emancipazione. BROS (Spagna, Messico, Belgio, regia di Carol Rodríguez Colás e Marina Rodríguez Colás) segue tre adolescenti della periferia di Barcellona alle prese con i confini invisibili imposti dalle differenze economiche e culturali, mentre EVERYONE’S SORRY NOWADAYS (Belgio, Germania, Paesi Bassi, regia di Frederike Migom), tratto dal romanzo di Bart Moeyaert, racconta il difficile equilibrio di una tredicenne che cerca il proprio spazio all’interno di una famiglia frammentata.

I legami familiari, la memoria e il senso di appartenenza sono al centro di GUGU’S WORLD (Brasile, regia di Allan Deberton), che esplora il rapporto tra un ragazzo e la nonna sullo sfondo di un territorio in trasformazione, e di TRAD (Irlanda, regia di Lance Daly), un viaggio attraverso il Paese che celebra la musica tradizionale irlandese come strumento di identità, condivisione e trasmissione culturale tra le generazioni. Nel cast anche Aidan Gillen, il Petyr “Littlefinger” Baelish della serie TV “Game of Thrones”.

Nel complesso, Generator +13 propone storie che parlano di crescita, perdita, amicizia, identità e responsabilità, offrendo uno sguardo profondo e contemporaneo sulle sfide che accompagnano il passaggio verso l’adolescenza.

 

GENERATOR +15

Un filo conduttore particolarmente evidente attraversa i film di questa sezione: il delicato passaggio verso l’età adulta, raccontato attraverso adolescenti chiamati a confrontarsi con il peso delle responsabilità, la costruzione della propria identità e la complessità delle relazioni familiari, affettive e sociali. I protagonisti si trovano spesso ad affrontare situazioni che li costringono a ridefinire il proprio posto nel mondo, tra desiderio di appartenenza, bisogno di emancipazione e ricerca di una nuova consapevolezza di sé.

Le dinamiche familiari occupano un ruolo centrale in 22 LENGTHS (Germania, regia di Mia Maariel Meyer), A FAMILY (Paesi Bassi, Belgio, regia di Mees Peijnenburg. Il film sarà distribuito in Italia da Wanted Cinema) e MORTEN (Estonia, Lituania, regia di Ivan Pavljutškov, opera prima), dove i giovani protagonisti si confrontano con fragilità domestiche, assenze genitoriali e la difficile ricerca di un equilibrio emotivo. La scoperta della propria identità sentimentale e sessuale è invece al centro di LEMONADE BLESSING (Stati Uniti, opera prima del regista Chris Merola) e SKIFF (Belgio, Paesi Bassi, Svezia, regia di Cecilia Verheyden), due racconti che affrontano il tema della crescita attraverso relazioni capaci di mettere in discussione convinzioni, desideri e legami familiari.

 

Uno sguardo fortemente contemporaneo caratterizza NIPSTER (Svezia, regia di Sunniva Eir Tangvik Kveum, opera prima), che riflette sui meccanismi di radicalizzazione e sul bisogno di appartenenza che può rendere gli adolescenti particolarmente vulnerabili ai movimenti estremisti. Infine, SAD GIRLZ (Messico, Spagna, Francia, opera prima della regista Fernanda Tovar) affronta con grande sensibilità temi urgenti come il consenso, la violenza di genere e il valore profondo dell’amicizia femminile, raccontando il difficile percorso di costruzione dell’identità durante l’adolescenza. Una selezione che restituisce un ritratto intenso e attuale delle nuove generazioni, alle prese con fragilità personali e collettive, ma anche con il coraggio di immaginare il proprio futuro e di trovare nuove forme di appartenenza, ascolto e libertà.

 

GENERATOR +18

La sezione Generator +18 propone un viaggio intenso e profondamente contemporaneo attraverso le fragilità, le inquietudini e le sfide che accompagnano il delicato passaggio all’età adulta. I protagonisti dei film selezionati sono giovani e adulti alle prese con il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo, chiamati ad affrontare temi urgenti e universali come la salute mentale, il bullismo, la violenza, il senso di colpa, il reinserimento sociale, il bisogno di appartenenza e la costruzione della propria identità. Le opere in concorso, provenienti da diversi Paesi e culture, condividono uno sguardo sensibile e realistico sulle conseguenze che le scelte individuali e collettive possono avere sulla vita delle persone, raccontando percorsi di fragilità ma anche di resilienza, in cui il desiderio di rinascita si confronta costantemente con il peso del passato e con le difficoltà del presente. Molte delle storie mettono al centro personaggi che cercano una seconda possibilità: adolescenti costretti a fare i conti con il senso di responsabilità verso gli altri, giovani donne impegnate a ricostruire nuovi legami affettivi, ragazzi alla ricerca della propria identità e persone che tentano di riconquistare fiducia in sé stesse e nel futuro. La sezione si conferma così uno spazio di riflessione sulle vulnerabilità delle nuove generazioni e sulla necessità di costruire relazioni fondate sull’ascolto, sull’empatia e sulla cura reciproca. I sette film selezionati sono 3 WEEKS AFTER (Serbia, Italia, Lussemburgo, Bulgaria, Croazia, regia di Miroslav Terzic. Distribuzione italiana a cura di Nightswim), THE GIRLS FROM ABOVE (Francia, Belgio, opera prima di Bérangère McNeese), HEARTS ON FIRE (Francia, regia di Aurélien Peyre, opera prima), RAIN FELL ON THE NOTHING NEW (Germania, opera prima di Steffen Goldkamp), ROSEMEAD (Stati Uniti, opera prima di Eric Lin, con Lucy Liu nel cast), WEIGHTLESS (Danimarca, opera prima di Emilie Thalund) e YOU BELIEVE IN ANGELS, MR. DROWAK? (Germania, Svizzera, opera prima di Nicolas Steiner). In questa edizione, sei dei sette titoli sono opere prime, a conferma della vocazione di Giffoni nel valorizzare nuovi sguardi autoriali e nel promuovere un cinema capace di interpretare le trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo attraverso la sensibilità delle nuove generazioni.



GEX DOC

I documentari della sezione offrono uno sguardo profondo e contemporaneo sulle nuove generazioni, raccontando il delicato percorso di costruzione dell’identità personale e del senso di appartenenza attraverso esperienze di crescita, trasformazione e cambiamento. Le opere in programma accompagnano i protagonisti in momenti decisivi della loro vita, mettendo in luce il ruolo fondamentale delle relazioni familiari, dell’amicizia e delle comunità di riferimento nella definizione di sé. Molti film affrontano il tema dell’affermazione della propria identità e della ricerca di un equilibrio tra autonomia individuale e bisogno di essere accolti. ADAM’S APPLE (Stati Uniti, regia di Amy K. Jenkins) racconta il percorso di crescita di un adolescente transgender e il valore del sostegno familiare nell’affrontare il cambiamento; ALMOST FOREVER (Svezia, Finlandia, regia di Lia Hietala e Hannah Reinikainen) osserva cinque anni di vita di un gruppo di adolescenti alle prese con amicizia, amore e costruzione della propria identità in una società sempre più influenzata dai social media; ONE IN A MILLION (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, regia di Itab Azzam e Jack MacInnes) segue il lungo percorso di una giovane rifugiata siriana tra esilio, integrazione e ricerca delle proprie radici. Il rapporto con la famiglia e il significato dell’appartenenza emergono con particolare intensità in THE BEAUTY OF ERRORS (Finlandia, Norvegia, Svezia, regia di Jukka Kärkkäinen), una riflessione delicata sul legame tra un padre e un figlio di fronte alla necessità di imparare a lasciarsi andare, e in ON MY OWN TERMS (Polonia, regia di Tadeusz Chudy, opera prima), che racconta il percorso verso l’indipendenza di due fratellastri cresciuti in un orfanotrofio e il loro confronto con le responsabilità della vita adulta. Altri documentari esplorano il rapporto tra fragilità personali, resilienza e capacità di immaginare nuovi orizzonti. BUGBOY (Grecia, Francia, Danimarca, regia di Lucas Paleocrassas) trasforma la passione di un adolescente per il mondo degli insetti in un racconto poetico sull’accettazione di sé, mentre THE FABULOUS TIME MACHINE (Brasile, regia di Eliza Capai) segue un gruppo di bambine del sertão brasiliano che, attraverso il gioco e l’immaginazione, affrontano temi universali come le differenze di genere, le disuguaglianze sociali e la costruzione del proprio futuro. Nel loro insieme, i documentari della sezione restituiscono un dedalo di esperienze che attraversano Paesi, culture e generazioni diverse, mostrando come la ricerca della propria identità e del proprio posto nel mondo sia una sfida universale. Le opere selezionate raccontano la capacità dei giovani di reinventarsi, di costruire nuove forme di appartenenza e di immaginare il futuro come uno spazio di possibilità, trasformando fragilità e cambiamenti in occasioni di crescita personale e collettiva.

 

PARENTAL EXPERIENCE cortometraggi

La selezione dei cortometraggi di Parental Experience propone un intenso viaggio attraverso le relazioni familiari, la costruzione dell’identità e le fragilità che accompagnano il passaggio dall’infanzia all’età adulta. I film invitano genitori e figli a confrontarsi su temi di grande attualità, offrendo uno sguardo profondo sulle difficoltà della crescita, sul bisogno di appartenenza e sulla ricerca di un equilibrio tra protezione e autonomia. Le dinamiche familiari e la complessità dei rapporti tra genitori e figli attraversano BOWL CUT (Francia, regia di Tamara Vittoz), THE STRANGER (Italia, regia di Federica Corti), RAGE (Spagna, regia di Fran Moreno Blanco e Santi Pujol Amat), ONE, TWO, ONE HUNDRED (Italia, regia di Emanuele Gallo), THE STREAK (Italia, Gian Piero Rotoli) e WHERE WE SIT TOGETHER (Taiwan, regia di Joshua Yang), opere che riflettono sulle distanze emotive, sulle assenze, sulle incomprensioni e sul bisogno universale di sentirsi accolti all’interno della propria famiglia. La costruzione dell’identità personale e il delicato passaggio verso l’età adulta sono invece al centro di SISTER OF MINE (Svezia, regia di André Vaara), TWO MINUTES (Germania, regia di Yael van Altena), ULTRA STRONG (Canada, regia di Catherine Lepage) e STRONG AS A LION (Francia, regia di Nathan Villanneau), che affrontano temi come la rivalità tra fratelli, il bullismo, l’autostima, il giudizio degli altri e la difficile ricerca del proprio posto nel mondo. La memoria storica, la tutela dell’identità culturale e le conseguenze della discriminazione emergono con forza in JULKA (Bulgaria, Croazia, Italia e Slovenia, regia di Valeria Cozzarini) e RUKELI (Italia, regia di Alessandro Rak), due opere che riportano alla luce pagine dolorose della storia europea e invitano a riflettere sul valore della libertà, sulla difesa delle minoranze e sulla necessità di preservare la memoria collettiva. Le ferite lasciate dai conflitti, il tema dello sradicamento e la capacità di resistere alle avversità trovano spazio in IT’S QUIET NOW (Kosovo, regia di Flaka Kokolli), mentre A SPARROW’S SONG (Germania, regia di Tobias Eckerlin) affronta il tema del lutto e del potere rigenerante dell’empatia, mostrando come anche il più piccolo gesto di cura possa diventare un simbolo di rinascita. Infine, SUMMER DELIVERY (Cina, regia di Lam Can-zhao) celebra il valore delle tradizioni e la forza dei piccoli gesti quotidiani, ricordando come siano spesso le esperienze più semplici a custodire il significato più profondo dei legami affettivi e della condivisione. Una selezione che, attraverso linguaggi e sensibilità differenti, restituisce un ritratto autentico delle nuove generazioni e del loro rapporto con il mondo adulto, invitando a riflettere sul valore dell’ascolto, della memoria, dell’accoglienza e sulla capacità delle relazioni di diventare uno spazio di crescita, protezione e reciproca comprensione.