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venerdì 21 agosto 2026

A Pollica (SA) si chiude Trame Mediterranee: il cibo come cultura, comunità e strumento di rigenerazione

Si chiude giovedì 27 agosto al Paideia Campus,  Castello dei Principi Capano, la rassegna estiva che ha portato in scena i Custodi della Dieta Mediterranea.

Il Paideia Campus della Fondazione Future Food Institute e il Comune di Pollica con il suo Centro Studi Dieta Mediterranea “Angelo Vassallo” insieme per valorizzare il patrimonio gastronomico come infrastruttura culturale e asset strategico per il futuro del territorio.

Questo giovedì 27 agosto si chiude l’edizione 2026 di Trame Mediterranee – Teatro Gastronomico, il format culturale promosso dal Paideia Campus della Fondazione Future Food Institute insieme al Comune di Pollica e curato dal giornalista Yuri Buono. Un mese di incontri e convivialità che ha trasformato il Castello dei Principi Capano in un palcoscenico dedicato alle persone, ai prodotti, ai paesaggi e ai saperi che rendono viva la Dieta Mediterranea.

Il progetto si inserisce nel lavoro permanente del Paideia Campus della Fondazione Future Food Institute e il Comune di Pollica mediante il suo Centro Studi Dieta Mediterranea “Angelo Vassallo”, presidio socio-culturale attivo durante tutto l’anno nel Castello dei Principi Capano. È qui che patrimonio, educazione, ricerca, formazione e coinvolgimento della comunità si intrecciano in una programmazione continuativa. Trame Mediterranee è una delle espressioni più visibili di questo lavoro condiviso: non un evento isolato, ma una tappa di un processo che tiene insieme cultura, scuola, territorio, relazioni e opportunità.

Nel cuore della Comunità Emblematica UNESCO della Dieta Mediterranea, Trame Mediterranee ha costruito un racconto corale del Cilento attraverso teatro, divulgazione, musica, memoria e degustazione. Non una semplice rassegna enogastronomica, ma un’esperienza culturale nella quale il cibo è diventato strumento per leggere il territorio, creare relazioni tra generazioni e restituire valore a chi quotidianamente custodisce il patrimonio bioculturale mediterraneo.

I CUSTODI DEL TERRITORIO AL CENTRO DELLA SCENA

Protagonisti della rassegna sono stati agricoltori, allevatori, pescatori, vignaioli, produttori e artigiani del gusto: autentici architetti del paesaggio e interpreti contemporanei di saperi millenari. Accanto a loro, chef, artisti, musicisti, divulgatori e comunità locali hanno dato vita a un teatro gastronomico nel quale ogni ingrediente è diventato una storia e ogni convivio uno spazio di incontro.

Il viaggio ha attraversato alcuni dei patrimoni più rappresentativi del Cilento: la capra e le tradizioni casearie, il Cece di Cicerale e le erbe spontanee, i grani antichi e la bio-agricoltura, la mozzarella nella mortella, le botaniche locali, i vitigni identitari, il Fico Bianco del Cilento e il miele artigianale, le Alici di Menaica e la pesca sostenibile, fino all’olio extravergine di oliva. A dare volto e voce a questo racconto sono stati Annacarla Tredici, Giovanna Voria, Edmondo Soffritti, Silvia Chirico, Danilo Porro, Marco Serra, Beppe Cilento, Pasqualino Volpe, Donatella Marino, Vittorio Rambaldo e Piero Matarazzo, insieme alle nonne di Pollica e ai produttori cilentani protagonisti del convivio finale.

IL CASTELLO DEI PRINCIPI CAPANO: UN PRESIDIO SOCIO-CULTURALE PERMANENTE

La sede stessa è parte del progetto. Il Castello dei Principi Capano, che dal 2011 è la sede del Centro Studi Dieta Mediterranea Angelo Vassallo, dal 2021 ospita la sede del Paideia Campus, un presidio socio-culturale permanente: uno spazio vivo e vissuto dalla comunità, in cui patrimoni, storia, educazione, tradizioni, ricerca, arte, tecnologia, generazioni e sperimentazione si incontrano ogni giorno. Il Campus lavora stabilmente con le scuole del territorio, con il sistema educativo italiano e con reti internazionali dedicate all’innovazione, costruendo percorsi e progetti residenziali che mettono in relazione giovani, docenti, ricercatori, istituzioni e comunità.

È, allo stesso tempo, una porta sul mondo e un luogo di connessione permanente: il lavoro congiunto del Paideia Campus della Fondazione Future Food Institute e del Comune di Pollica attraverso il mette in relazione la dimensione profondamente locale della Dieta Mediterranea con programmi, competenze e conversazioni nazionali e internazionali, nutrendo nel tempo apprendimento, innovazione, produzione culturale e nuove opportunità per il territorio.

Trame Mediterranee rappresenta questa alleanza pubblico–privato-territorio in azione: il patrimonio pubblico diventa spazio di comunità e piattaforma culturale; le conoscenze locali incontrano ricerca e innovazione; produttori e cittadini non sono destinatari di una programmazione, ma protagonisti della sua costruzione.

LA GASTRODIPLOMAZIA COME ASSET STRATEGICO DEL PAIDEIA CAMPUS

Nel framework culturale del Paideia Campus, la Gastrodiplomazia è un asse di lavoro permanente. Da anni il Campus sviluppa programmi, percorsi formativi e momenti di confronto insieme a istituzioni, università, reti internazionali e agenzie multilaterali delle Nazioni Unite, utilizzando il cibo come linguaggio universale per creare relazioni, dialogo e cooperazione tra territori, culture e generazioni.

La tavola diventa così uno spazio educativo e civico; la convivialità un’infrastruttura culturale; il produttore un portatore di conoscenza; il paesaggio un bene comune. La Gastrodiplomazia permette di mettere in relazione la dimensione profondamente locale della Dieta Mediterranea con alcune delle grandi sfide contemporanee — pace, salute, clima, biodiversità, migrazioni, identità e cooperazione internazionale — trasformando l’esperienza gastronomica in uno strumento di conoscenza reciproca, ascolto e costruzione di ponti.

In questa prospettiva, Trame Mediterranee è una delle espressioni pubbliche di un lavoro che il Paideia Campus porta avanti durante tutto l’anno: non celebrare semplicemente la Dieta Mediterranea, ma mantenerla viva come sistema di conoscenze, relazioni e pratiche capace di nutrire comunità, generare cultura e aprire il territorio a nuove connessioni e opportunità.

UNA PARTNERSHIP CHE INVESTE SUL FUTURO L’edizione 2026 consolida il percorso condiviso tra il Paideia Campus della Fondazione Future Food Institute e il Centro Studi Dieta Mediterranea “Angelo Vassallo” del Comune di Pollica, continuando a nutrire il territorio di stimoli, relazioni e nuove connessioni. Un lavoro che mette in dialogo longevità, ecologia integrale, educazione e cultura per creare ponti, rafforzare il senso di comunità e generare nuove opportunità, soprattutto per i giovani del territorio. In questa visione, la cultura è uno spazio di incontro e crescita continua, capace di alimentare energie locali e aprirle al mondo.

La rassegna ha potuto contare sulla collaborazione del Consorzio Tutela Vini Salerno, che ha accompagnato il racconto delle produzioni vitivinicole e dei vitigni identitari del territorio, e sul contributo degli esperti di ONAV – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino e ONAF – Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi, rafforzando il percorso di conoscenza e lettura consapevole delle produzioni locali.

 

“Trame Mediterranee racconta molto bene ciò che stiamo costruendo a Pollica da anni insieme al Comune – dichiara Sara Roversi, Presidente della Fondazione Future Food Institute - un luogo in cui cultura, educazione, patrimonio e comunità diventano strumenti concreti di rigenerazione. Qui portiamo avanti programmi internazionali di Gastrodiplomazia perché crediamo che il cibo sia uno dei linguaggi più potenti per costruire dialogo, fiducia e cooperazione. Ma tutto parte da chi rende vivo questo patrimonio ogni giorno: agricoltori, pescatori, allevatori, produttori, artigiani e comunità. La gastronomia, per noi, non è semplicemente un’esperienza da consumare: è un dispositivo culturale ed educativo, capace di connettere biodiversità, salute, paesaggio, identità ed economia locale. Trame Mediterranee è esattamente questo: partire da una tavola a Pollica per raccontare un territorio e costruire il futuro.”

 

Il 27 agosto si chiude la stagione estiva di Trame Mediterranee, ma non il percorso. Da Pollica prende infatti avvio una fittissima agenda internazionale attraverso cui il Teatro Gastronomico continuerà a portare nel mondo le storie, i saperi, i produttori e il patrimonio della Dieta Mediterranea. Un percorso costruito insieme dal Paideia Campus dellaFondazione Future Food Institute e dal Centro Studi Dieta Mediterranea “Angelo Vassallo” del Comune di Pollica, che partirà da New York a fine settembre, in occasione della settimana dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e della Climate Week, per proseguire con numerosi appuntamenti internazionali fino al 16 novembre. Proprio quel giorno, al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York, sarà celebrata la prima Giornata Internazionale della DietaMediterranea: un passaggio simbolico e concreto che porterà, ancora una volta, Pollica, il suo territorio e i suoi custodi in una conversazione globale. Trame Mediterranee si chiude quindi non con la fine di una rassegna, ma con il consolidamento di un processo che continua a riconoscere, connettere e valorizzare chi custodisce il Mediterraneo, trasformando la conoscenza locale in ponti, relazioni e opportunità per le generazioni future.

POMPEI E IL RINASCIMENTO: UN LEGAME IMPOSSIBILE SOLO IN APPARENZA

Ritrovamenti di reperti dal cantiere dell’Insula Meridionalis attestano la frequentazione della città antica anche nel XVI secolo.

Pompei e il Rinascimento: un legame impossibile? A prima vista sembrerebbe di sì. Eppure tracce di materiali e reperti ceramici del XV-XVI secolo rinvenuti in un’area di cantiere di Pompei, l’Insula Meridionalis, indizio della frequentazione nel periodo rinascimentale dell’antica città sepolta dall’eruzione vesuviana, attestano fortemente questo legame e la continuità di una memoria storica che non si è mai interrotta nel tempo.

Nell’immaginario comune la storia di Pompei è spezzata in due blocchi netti e apparentemente separati tra loro: da un lato la città romana, cristallizzata nel tempo dall'eruzione del 79 d.C. e dall'altro la sua “seconda vita”, iniziata solo nel 1748 con gli scavi borbonici, dopo quasi diciassette secoli di totale oblio.

Nel mezzo, uno spazio temporale in cui, tuttavia, la memoria della città sepolta non si era mai del tutto spenta, ma era stata custodita da una comunità rurale che in realtà non aveva mai abbandonato quel territorio.

«Il docu-drama “Pompei Fuori dal tempo” con Tom Hiddleston e lo studio dell’archeologo Steven Tuck – spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – mostrano come il tema dei sopravvissuti sta finalmente diventando oggetto di ricerche e di iniziative di divulgazione. Pompei, dopo l’eruzione , si presentò come un paesaggio post apocalittico, eppure troviamo tracce di persone che tornavano qui e una frequentazione che si estende nel tempo: ma sono tracce labili di vite precarie, all’ombra della storia ufficiale, e per questo hanno rischiato spesso di essere dimenticate o cancellate.”
 
Oggi, la ricerca della “Pompei dopo Pompei” si rafforza con alcuni recenti ritrovamenti materiali e artistici. Alcuni reperti emersi durante le attività di scavo, restauro e messa in sicurezza della cosiddetta “Insula Meridionalis”, un quartiere ai margini meridionali della città, sono databili tra il XV e il XVI secolo, attestando così una frequentazione in quell’epoca, approssimativamente la stessa in cui venne realizzata la “Deposizione di Cristo” attribuita ad Andrea Mantegna e riscoperta recentemente nel Santuario della Beata Vergine di Pompei.
Il dipinto, di altissima qualità e a lungo ritenuto disperso, era documentato fino agli anni Venti del Cinquecento nella chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli. Con ogni probabilità, la tela giunse poi a Pompei negli ultimi decenni dell’Ottocento, proprio durante la fondazione del Santuario mariano. Identificato alcuni anni fa nel Palazzo della Prelatura di Pompei, il capolavoro è esposto, dal novembre 2025, all’interno della nuova Pinacoteca del Santuario, al termine di un lungo e meticoloso restauro condotto presso i laboratori dei Musei Vaticani.

Si tratta di vicende storicamente indipendenti, che però mostrano come la percezione e la presenza di questo luogo nel corso dei secoli siano state assai più articolate e interconnesse di quanto si era abituati a pensare.

«Senza togliere nulla a ricercatori come Gioachino Alcubierre, arrivato dalla Spagna e promotore dei primi scavi archeologici a Pompei nel 1748 – ha aggiunto Zuchtriegel – bisogna prendere atto che qui esisteva una comunità locale che sin dall’indomani dell’eruzione ha continuato a vivere a Pompei e a custodirne la memoria. Questo emerge non solo dalle scoperte archeologiche, ma anche dal toponimo “Civita”, che attesta la memoria di una città sepolta a livello locale. Naturalmente i contadini e pastori che vivevano tra le rovine antiche non avevano i mezzi per trasmettere la loro conoscenza dell’antico in modo scientifico, ma questo non significa che fosse una conoscenza inesistente. Pompei è ed è sempre stata una vera e propria heritage community e se oggi porta il nome della città antica, non è perché Pompei è risorta dal nulla, ma perché è sempre stata parte della memoria collettiva in questo territorio».

E’possibile visitare il cantiere dell’Insula Meridionalis insieme agli archeologi e restauratori del cantiere su prenotazione tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 11.00 alle 12.00 chiamando al numero telefonico 327 2716666

Tutti gli approfondimenti nell’E-journal del Parco al seguente link: https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/

giovedì 20 agosto 2026

CAMPANIA.WINE TORNA A NAPOLI, LA GALLERIA UMBERTO I E IL MUSAP OSPITANO IL GRANDE RACCONTO DEL VINO CAMPANO

Il 6 e 7 settembre 2026 la III edizione dell’evento che riunisce i cinque Consorzi di tutela, Regione Campania e Comune di Napoli. Due giorni tra degustazioni, masterclass, forum sull’enoturismo e incontri con produttori, stampa e istituzioni.

Napoli capitale del vino campano con Campania Wine, l’evento che il 6 e 7 settembre celebrerà l’identità vitivinicola regionale attraverso un programma dedicato a operatori del settore, stampa, winelover e grande pubblico.

Giunta alla terza edizione, la manifestazione rappresenta il più importante momento di promozione unitaria del comparto vitivinicolo regionale, grazie all’aggregazione dei cinque principali Consorzi di tutela della Campania: Sannio Consorzio Tutela Vini, Consorzio Tutela Vini del Vesuvio, Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, Vitica – Consorzio Tutela Vini Caserta e Vita Salernum Vites – Consorzio Tutela Vini Salernitani. L’iniziativa è realizzata dai Consorzi di Tutela con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania e il Comune di Napoli e coinvolge l’intero patrimonio enologico regionale, dalle pendici del Vesuvio ai Campi Flegrei, dal Sannio all’Irpinia, dalla provincia di Caserta fino al Cilento e alla Costiera Amalfitana. 

Cuore dell’evento saranno la Galleria Umberto I, che ospiterà il grande percorso di degustazione aperto al pubblico, e il MUSAP – Museo Artistico Politecnico, sede delle masterclass e degli incontri di approfondimento. Per due giorni produttori, giornalisti, buyer, operatori e appassionati potranno conoscere da vicino le eccellenze vitivinicole campane attraverso degustazioni guidate, incontri con le aziende e momenti di confronto dedicati al settore. 

Le masterclass, organizzate in collaborazione con AIS Campania, saranno articolate in appuntamenti riservati ai professionisti del settore e sessioni dedicate ai winelover, con percorsi di degustazione sui vini spumanti, bianchi, rosati e rossi della regione.  Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo figura il Campania Wine Forum, in programma lunedì 7 settembre, dedicato al tema “Enoturismo 4.0 in Campania: Territorio, Ospitalità e Innovazione”, momento di confronto tra istituzioni, operatori e protagonisti del settore sulle prospettive dell’enoturismo regionale. 

Accanto alle attività di degustazione, Campania Wine dedica ampio spazio anche all’ospitalità e alla promozione territoriale attraverso Lunch Experience, showcooking e momenti di networking riservati alla stampa e agli operatori, con l’obiettivo di raccontare la Campania non solo attraverso il vino, ma anche attraverso la gastronomia, l’accoglienza e il patrimonio culturale. 

La manifestazione si concluderà con “La Campania che ama la Campania 2026”, iniziativa dedicata alla valorizzazione della ristorazione regionale attraverso l’assegnazione dei riconoscimenti alle migliori carte dei vini con referenze campane. 

Per tutte le informazioni gli aggiornamenti è possibile visitare il sito www.campania.wine 

Città della Scienza: un’estate di meraviglia e scoperta, nel weekend del 22 e del 23 agosto 2026 la fisica svela la magia del magnetismo

Città della Scienza: un’estate di meraviglia e scoperta. Nel weekend la fisica svela la magia del magnetismo.

Il polo partenopeo accoglie famiglie, turisti e appassionati di ogni età per vivere un’esperienza interattiva tra esplorazioni cosmiche e affascinanti esperimenti dal vivo

L’estate a Napoli si accende di curiosità e stupore grazie a Città della Scienza, che per tutta la bella stagione si conferma un luogo vivo, inclusivo e molto stimolante per chi desidera guardare il mondo con occhi nuovi. Dal martedì alla domenica, dalle ore 10:00 alle 16:00, il polo scientifico apre le sue porte a residenti e viaggiatori di ogni generazione, trasformando l’apprendimento in un gioco appassionante fatto di interattività, emozioni e scoperte condivise.

Il percorso espositivo regala continue suggestioni: dalla vastità dell'universo esplorabile sotto la cupola del Planetario attraverso spettacoli live e video, all'affascinante micromondo degli artropodi con la mostra Insetti & Co. Fiore all'occhiello dell'offerta è Corporea, il primo museo interattivo in Europa dedicato all'anatomia umana, dove i segreti del corpo e della vita vengono svelati anche grazie alla speciale guida del robot umanoide Aphel, capace di incantare grandi e piccoli.

La programmazione si arricchisce ulteriormente nel fine settimana del 22 e 23 agosto 2026, con le doppie repliche del science show sul magnetismo in programma alle ore 11:30 e alle 14:30 intitolato “La magia che la fisica sa spiegare”. L’appuntamento sarà un viaggio coinvolgente alla scoperta del magnetismo, quella forza invisibile ma potentissima che ci circonda costantemente e che la fisica sa spiegare con il fascino di una vera magia. Il pubblico sarà accompagnato in un percorso nel tempo, partendo dalle intuizioni dell’antica Grecia fino alle frontiere tecnologiche dei moderni treni a levitazione. Attraverso prove pratiche con bussole e calamite, si comprenderà come gli animali riescano a orientarsi senza l'ausilio di alcun GPS e come le note musicali prendano vita all'interno delle nostre casse acustiche, regalando a tutti l'emozione di toccare con mano i misteri della natura.

Città della Scienza vi aspetta per trasformare il tempo libero estivo in un'avventura indimenticabile, tra conoscenza, stupore e condivisione.

www.cittadellascienza.it

Nocera Inferiore, Azione: «Nel campo largo di domani tutti cercano un posto, sui problemi di Nocera oggi non risponde nessuno»

Zinnia sull'ingresso di Romano e Lanzetta in "Nocera Domani": ospedale, trasporti, periferie e centri estivi per i bambini con disabilità restano fermi. «I "5 passi avanti" oggi sono diventati i passi per riposizionarsi, mentre i nocerini attendono ancora».

Il campo largo costruito attorno a "Nocera Domani" si è allargato ancora, con l'ingresso di ex candidati a sindaco come Antonio Romano e Antonia Lanzetta, e «ha aperto la stagione dei riposizionamenti». Lo sostiene Imma Zinnia, responsabile di Azione Nocera Inferiore, preoccupata dal fatto che la “fantapolitica” occupi per intero il dibattito pubblico: «Da settimane in città si discute di chi entra, di chi si sposta e di chi rischia di restare fuori. Su quello che non è stato fatto per Nocera, invece, non si discute affatto. Tutto legittimo, per carità, ma i cittadini non votano gli organigrammi: votano l'ospedale, i trasporti, le periferie».

L'elenco delle questioni aperte, per Azione, parte dalla sanità e dai collegamenti: «Aspettiamo risposte sull'Umberto I e sul DEA di II livello, su fermate e collegamenti di trasporto adeguati alla centralità della nostra città, su un piano della viabilità e della mobilità urbana che non è mai stato realmente costruito. E aspettano le periferie, troppo spesso escluse dall'attenzione dell'amministrazione», continua Zinnia.

Un capitolo riguarda le famiglie e i servizi per l'infanzia. Zinnia richiama i parchi giochi chiusi o non pienamente fruibili, che spingono i genitori a portare i bambini nei Comuni vicini, e la stagione estiva appena trascorsa: «Abbiamo attraversato un'estate senza un cartellone di eventi adeguato a una città come Nocera Inferiore. Ancora più grave è quanto accaduto con i centri estivi per i bambini con disabilità: non sono partiti e alle famiglie è stato rinviato tutto a settembre. Ma a settembre l'estate è finita».

Alla discussione sul futuro della coalizione la responsabile cittadina affianca il tema del decoro urbano, con le segnalazioni che da mesi arrivano da Largo Sant'Antonio e da altre zone su topi, sporcizia e condizioni degli spazi pubblici, e torna sulla formula con cui Paolo De Maio si era presentato agli elettori: «I "5 passi avanti" erano il messaggio con cui si è chiesto il consenso alla città. Oggi di passi ne vediamo tanti, per entrare nel campo largo, per riposizionarsi, per trovare la candidatura migliore. I cinque passi per Nocera li stanno ancora aspettando i cittadini».

Da qui l'appello finale ai nocerini: «Conserviamo la memoria. Quando arriverà il momento del voto, ricordiamoci dell'ospedale, dei trasporti, della viabilità, delle periferie, dei parchi, dei bambini con disabilità, del decoro e delle risposte che non sono arrivate».

Monte Male — Laboratorio di Ricerca per l'Arte Contemporanea

Monte Male è un laboratorio d’arte diffuso che prende forma a Sant'Arcangelo Trimonte, in un piccolo borgo di circa 450 abitanti in provincia di Benevento, trasformandone spazi, paesaggio e relazioni in un luogo di ricerca e sperimentazione. Il progetto nasce nell'ambito del Forum Novum l’Origine Dei Borghi finanziato dal PNRR, da una visione condivisa tra l'artista Emanuele Resce, direttore dell'iniziativa, e l'architetto Luigi Salierno, con il sostegno dell'amministrazione comunale di Sant'Arcangelo Trimonte. Al centro del dialogo, l'urgenza di rigenerare la comunità attraverso la pratica artistica, in stretta continuità con le aree archeologiche attive del territorio.

Il 29 e 30 agosto Monte Male avvia il programma 2026, trasformando il borgo in un laboratorio d’arte diffuso. Per due giorni, il centro storico e i suoi spazi abbandonati diventano luoghi di incontro, produzione e sperimentazione, con l’apertura della mostra, talk, workshop e performance. Tra gli artisti e i collettivi coinvolti Elisa Schiavina, Lux Aeterna e Leo Decima, Collettivo Uneu, Lorenzo Lunghi e Virginia Garra, Ambra Viviani.

Il programma riunisce circa 25 artisti italiani e internazionali e si sviluppa tra produzione artistica, coinvolgimento della comunità e ricerca negli spazi del borgo. Al centro della residenza del 20–28 agosto, la costruzione di un forno per la fusione dell’alluminio permetterà agli artisti di produrre nuove opere direttamente a Monte Male, mentre workshop, talk e indagini acustiche accompagneranno l’apertura.

Il progetto proseguirà fino a dicembre, con il finissage e il workshop di Maria Positano, in occasione di Art Days Napoli-Campania 2026. Realizzato con il sostegno di ATTIVA Cultural Projects, Monte Male rinnova così la propria ricerca sul rapporto tra arte, territorio e comunità.

SMC feat. LUCARIELLO, online il videoclip del nuovo singolo "Delinquenza"

Saint Miguel Cartel pubblica “Delinquenza”, il nuovo singolo realizzato insieme a Lucariello, disponibile su tutte le piattaforme digitali e accompagnato dal videoclip ufficiale.

Il brano rappresenta uno dei momenti più intensi e identitari del nuovo album “The World Is S.M.C”, progetto con cui il collettivo campano continua a costruire un immaginario urban fortemente cinematografico e legato alle proprie radici territoriali.

In “Delinquenza”, Saint Miguel Cartel e Lucariello raccontano la strada come luogo fisico ma soprattutto mentale, attraversando temi come riscatto, sopravvivenza, appartenenza e conflitto interiore. Sonorità urban contemporanee si intrecciano a un’atmosfera cupa e narrativa che richiama il cinema crime e la tradizione del rap introspettivo napoletano.

La collaborazione con Lucariello aggiunge ulteriore profondità al brano grazie a una scrittura intensa e riconoscibile, creando un ponte naturale tra differenti generazioni della scena urban campana.

Prodotto da Madenka, “Delinquenza” si distingue per un sound essenziale e oscuro, costruito per lasciare spazio alla componente emotiva e cinematografica del racconto.

Ad accompagnare l’uscita del singolo sarà anche il videoclip ufficiale, pensato come estensione narrativa del brano e caratterizzato da un’estetica visiva fortemente urban, tra simbologie religiose, periferie, chiaroscuri e immagini che richiamano il dualismo costante presente nell’universo creativo di Saint Miguel Cartel.

Con “Delinquenza”, il collettivo formato da Mik-P, Ystrday, Batos e Unkle Pit continua il proprio percorso artistico mescolando identità territoriale, ricerca estetica e influenze internazionali, confermando una visione musicale che punta a superare i confini del classico progetto urban italiano.