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giovedì 1 ottobre 2026

Edizioni San Gennaro al Campania Libri Festival domenica 4 ottobre 2926 ore 11 presentazione ultima uscita

Domenica 4 ottobre 2026 ore 11 presentazione di “10+1.Storie di donne che rinascono" di Beatrice Lanzillo Traversari.

Anche quest’anno Edizioni San Gennaro partecipa al Campania Libri Festival, una delle più importanti manifestazioni italiane dedicate al libro e alla lettura. 

La casa editrice della Fondazione di Comunità San Gennaro porta a Palazzo Reale dal 1 al 4 ottobre i suoi libri, le sue storie più amate, i suoi racconti che parlano di “pietre scartate”. Parole che nascono dal cuore del Rione Sanità per parlare al mondo intero.



Il Festival sarà anche l’occasione per presentare al pubblico l’ultimo lavoro edito da Edizioni San Gennaro dal titolo 10+1. Storie di donne che rinascono. 

Si tratta dell’opera prima di Beatrice Lanzillo Traversari, giovanissima autrice napoletana, che ha raccolto in un unico volume i racconti di vita delle donne sostenute dall’associazione Le Forti Guerriere, impegnata nel contrasto alla violenza di genere e nel sostegno alle donne in difficoltà.



Il libro è arricchito dalla prefazione di Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello di Napoli, la presentazione di Simona Cappella e Manuela Palombi, dell’associazione Le Forti Guerriere e la postfazione di Martina Giordano, della Fondazione di Comunità San Gennaro.



L’opera sarà presentata il 4 ottobre, alle ore 11.00 nella sala del Premio Napoli (sala Pascarella). L’autrice dialogherà con la giornalista Marianna Donadio e ci sarà inoltre l’emozionante intervento delle Forti Guerriere. 



In una piccola stanza nel cuore di Napoli, undici donne hanno raccontato le proprie storie. Storie diverse per età, provenienza, scelte, ma intrecciate da ferite profonde, visibili e invisibili, e una forza ostinata che continua a resistere. Dai loro occhi, dalla loro voce, nasce, 10+1. Ogni racconto è un frammento di resistenza: la violenza di genere come sistema che ci riguarda tutte e tutti, le conseguenze e le eredità degli abusi, la colpa interiorizzata e la speranza, che sopravvive anche quando non vorremmo. La storia di ognuna si trasforma in testimonianza collettiva, tramandata per educare e lottare, per liberare e trasformare, per alzare finalmente la voce.



Questo libro, come spiega Beatrice Lanzillo Traversari, «nasce da ciò che resta. Dai corpi segnati, dalle parole di rinascita. Nasce da un +1 che si aggiunge sempre, silenzioso, a vittime che vengono raccontate come numeri ed elenchi, da accumulare e analizzare. In una società dove la violenza patriarcale si insinua in tutti gli aspetti della nostra vita, la rivoluzione sta in un gesto semplice e radicale: ascoltare, come atto di presenza e di cura. Ascoltare la verità che non arriva in copertina, fatta di fragilità, imperfezioni, tentativi e ritorni. Ascoltare chi rinasce, ma anche chi resta nel silenzio. Ascoltare i “+1”: nomi, vite, corpi, che continuano a esistere fuori dalle statistiche, che ci chiedono il coraggio di credere. Perché ogni volta che una storia viene raccontata, ce n’è almeno un’altra che resta in silenzio. E i conti non tornano mai».





Beatrice Lanzillo Traversari è nata e cresciuta a Napoli, dove il mare le ha insegnato che prima di scegliere la rotta bisogna fare i conti con il vento: questo è ciò che vorrebbe raccontare. Ultima figlia di una grande famiglia allargata, ha imparato presto l’arte della polemica e quella del silenzio. Crescere in un corpo femminilizzato l’ha portata a uno sguardo transfemminista, che vede nel racconto una pratica rivoluzionaria: uno spazio in cui restituire dignità alle vite marginalizzate, ai corpi esposti, alle storie che restano ai margini del discorso ufficiale. A diciotto anni si è trasferita a Torino dove, alla Scuola Holden, ha studiato per trasformare questa tensione narrativa nel proprio mestiere.



L’associazione Le Forti Guerriere è nata nel 2020 dal desiderio di alcune donne del Rione Sanità di unirsi e fare squadra in seguito a un drammatico episodio che colpì la comunità del quartiere nel marzo del 2019, quando Fortuna Bellisario, una donna di 36 anni nata nel Rione Sanità, morì a causa delle ripetute violenze da parte del marito, culminate in un brutale omicidio. 

L’associazione offre ascolto, orientamento e sostegno concreto, con l’aiuto di avvocate e psicologhe, a donne in difficoltà e vittime di abusi, aiutandole a denunciare. 


Collabora a iniziative sociali e a progetti culturali e laboratoriali. Nel 2021, a cura di Chiara Nocchetti e Benedetta De Nicola, è stato pubblicato da Edizioni San Gennaro Amore senza lividi. Storie di guerriere senza paura, dove per la prima volta sono state raccolte e narrate testimonianze di donne sostenute dall’associazione le quali, dopo aver subito per anni vessazioni psicologiche e fisiche, hanno finalmente preso in mano la propria vita. 


Vino, Istituto Grandi Marchi premia Daniele Cernilli

A Roma la premiazione di una delle voci più autorevoli del giornalismo del settore vino. Un momento di celebrazione e di confronto sul valore e sulle forme di racconto dell’enologia tricolore.

L’Istituto Grandi Marchi torna nella Capitale per il consueto appuntamento annuale dedicato al riconoscimento internazionale ai grandi protagonisti della comunicazione del settore vino. Un premio, quello istituito dalle 18 famiglie del gruppo, creato per riconoscere il valore di chi con passione, rispetto e profonda competenza, ha contribuito e continua a contribuire alla diffusione della cultura del vino italiano nel mondo nel ruolo di ambasciatore e divulgatore di questo segmento d’eccellenza. Dopo Burton Anderson, Jens Priewe, Monica Larner, James Suckling e Isao Miyajima, quest’anno il riconoscimento va per la prima volta a un italiano, Daniele Cernilli, per l’impegno, la professionalità e la dedizione profusa nella divulgazione e promozione dell’originalità, della potenzialità e delle eccellenze territoriali del vino italiano. 


Co-fondatore del Gambero Rosso e dal 2011 responsabile del progetto editoriale DoctorWine, Daniele Cernilli è uno dei principali punti di riferimento del giornalismo di questo variegato comparto, con alle spalle una carriera lunga oltre quarant’anni da esperto enologico di fama internazionale che si intreccia con alcuni dei passaggi più importanti per il vino italiano, come testimoniano i numerosi riconoscimenti ricevuti. Cernilli infatti è stato inserito nella Wine Writers’ Hall of Fame della Wine Media Guild di New York nel 2015 ed è stato inoltre incluso tra le 50 persone più influenti del vino da Decanter per tre anni consecutivi.


“Conferire quest’anno il riconoscimento a Daniele Cernilli significa rendere omaggio a una figura che ha scritto e continua a scrivere la storia del vino italiano - ha spiegato Piero Mastroberardino, Presidente di Istituto Grandi Marchi - La sua lunga esperienza professionale è strettamente legata all’evoluzione della comunicazione enologica italiana, nell’ambito della quale spicca per una grande capacità di interpretare i cambiamenti del settore mantenendo una sguardo autorevole e attento, dimostrando così quanto una narrazione di qualità sia parte integrante della valorizzazione del patrimonio produttivo del nostro Paese”.


“Sono particolarmente felice e onorato di ricevere questo premio. Negli anni ho avuto la fortuna di raccontare un mondo, quello del vino italiano, che ho visto crescere, cambiare e conquistare una considerazione sempre maggiore nel panorama internazionale. - ha dichiarato Daniele Cernilli, giornalista, critico enologico, fondatore e direttore di DoctorWine - È stato un percorso lungo, fatto di incontri, viaggi, assaggi, discussioni e soprattutto di tante persone che hanno dedicato la propria vita alla qualità. Ricevere oggi questo riconoscimento proprio dall’Istituto Grandi Marchi ha per me un significato speciale. Le aziende che ne fanno parte sono state e continuano a essere protagoniste di questa storia e hanno contribuito in maniera importante a costruire l’immagine del vino italiano nel mondo. Lo considero quindi un premio al lavoro svolto in tanti anni, ma anche un riconoscimento al mestiere del giornalista del vino: raccontare, spiegare, approfondire e cercare di restituire ai lettori, nel modo più serio possibile, la complessità e la bellezza di un patrimonio che appartiene alla nostra storia e alla nostra cultura. Ringrazio di cuore Piero Mastroberardino e tutte le aziende dell’Istituto per aver pensato a me”.


La serata di celebrazioni, presso il Vizio Rooftop Restaurant di Roma, è stata inoltre un’occasione di riflessione sullo stato dell’arte del comparto in un momento particolare come quello attuale. L’incontro ha anche fornito l’opportunità di sottolineare la missione di IGM: promuovere l’eccellenza del vino italiano attraverso la testimonianza diretta e un dialogo costante con i protagonisti più influenti del settore in un continuo scambio tra competenze, visioni stilistiche e sensibilità ai territori.


“Il valore del vino italiano oggi non si misura solo nella qualità e nell’identità delle produzioni ma anche nella capacità di raccontarle congiuntamente ai loro territori di provenienza - ha continuato Piero Mastroberardino - E’ proprio da questa considerazione che il premio dedicato alle firme del settore assume sempre più importanza: nello scenario in cui il nostro Paese è il primo a livello internazionale per produzione enologica e può vantare il patrimonio vitivinicolo con più biodiversità al mondo, il confronto tra produttori, comunicatori e professionisti della divulgazione permette di offrire nuove chiavi di lettura per difendere e rafforzare il valore delle nostre produzioni attraverso la costruzione di relazioni solide e durature”.



Fanno parte di Istituto Grandi Marchi: 
Ambrogio & Giovanni Folonari, Antinori, Argiolas, Ca’ del Bosco, Carpenè Malvolti , Col d’Orcia, Donnafugata, Jermann, Lungarotti, Masi, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Rivera, Tasca d’Almerita, Tenuta San Guido, Tenuta San Leonardo, Umani Ronchi.

Giornate FAI d'Autunno in Campania 2026

Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in Campania in programma visite in 40 luoghi: a Napoli, Pozzuoli, Bacoli e i Campi Flegrei, Capri, Sorrento, Ercolano, Nola, e nelle province di Caserta, Avellino, Benevento e Salerno, elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it

Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia. L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l'immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d'arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono.

 

Dagli edifici monumentali ai teatri, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, dalle aree naturalistiche ai castelli, passando per collezioni d’arte, esempi di architettura contemporanea e siti insoliti e curiosi, la varietà delle aperture proposte sarà come sempre ampia e sorprendente (elenco dei luoghi aperti e modalità di visita su www.giornatefai.it).

Partecipare alle Giornate FAI d’Autunno non è solo un’occasione per conoscere il patrimonio culturale che ci circonda, ma anche un modo per contribuire concretamente alla sua cura, alla sua tutela e alla sua valorizzazione attraverso l’attività del FAI, di cui, a ogni visita, si potrà sostenere la missione con una donazione.

 

In questa edizione dell’evento il FAI riserverà una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy valorizzando i saperi, gli antichi mestieri, le tradizioni manifatturiere, la creatività e le eccellenze produttive che, insieme ai beni storici, artistici e paesaggistici, concorrono alla definizione dell’identità dei territori. La Fondazione si impegna a raccontare e a far conoscere a un pubblico sempre più ampio questo patrimonio culturale attraverso aperture e visite speciali, selezionate grazie all'attenzione e curiosità inesauste della sua Rete territoriale e alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa.

 

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATE IN CAMPANIA

 

Il programma delle Giornate FAI d’Autunno che si terranno a Napoli e in tutta la regione Campania è stato presentato questa mattina (giovedì 1 ottobre) presso il Polo delle Arti Caselli Palizzi (Sede Palizzi).

Ad intervenire Carlo Puca, Assessore alla Partecipazione Attiva e all'Immagine della Città Comune di Napoli, Michele Pontecorvo Ricciardi, Presidente Regionale FAI Campania, Valter Luca di Bartolomeis, Dirigente Polo delle Arti Caselli Palizzi, Cristian Fuschetto, Communication and External Relations Director Seda, Aurora De Rosa, Coordinatore Gruppi FAI Giovani Campania.

Presenti anche i rappresentanti delle Delegazioni FAI di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno e Napoli insieme ai delegati dei Gruppi FAI e FAI Giovani e FAI Ponte tra Culture.

 

Si ringrazia la Regione Campania per il fondamentale contributo, e il Comune di Napoli per il supporto e il rinnovo dell’iscrizione al FAI.

 

“Le Giornate FAI d’Autunno 2026 concludono un anno di grandi successi e ci permettono ancora una volta di raccontare la straordinaria ricchezza del patrimonio culturale e paesaggistico della nostra regione, valorizzando luoghi e storie delle diverse comunità della Campania – dichiara Michele Pontecorvo Ricciardi, Presidente Regionale FAI Campania –. Siamo particolarmente felici che le Giornate d’Autunno siano animate soprattutto dai giovani del FAI, protagonisti nel raccontare e valorizzare il patrimonio del nostro territorio. È un segnale importante di partecipazione e di responsabilità verso il futuro. Il mio ringraziamento va a tutti i volontari, alle scuole e agli Apprendisti Ciceroni che, con passione ed entusiasmo, rendono possibile questo grande appuntamento e contribuiscono alla conoscenza e alla tutela delle bellezze della Campania e del nostro Paese.”

 

Saranno 40 i siti aperti in CAMPANIA molti dei quali apriranno eccezionalmente le loro porte per permettere ai visitatori di scoprire luoghi simbolo della cultura, fra dimore storiche, siti archeologici, complessi religiosi e realtà produttive d’eccellenza, che raccontano l’identità del territorio tra città, mare e paesaggi immersi nella natura.

Un’occasione straordinaria per visitare e andare alla scoperta di luoghi insoliti, spesso non accessibili, di importanza paesaggistica e storico-artistica del nostro territorio.

Sul sito delle Giornate FAI d’Autunno è possibile consultare orari, giorni di visita, modalità di partecipazione e gli approfondimenti sui luoghi: www.giornatefai.it (l’accesso ad alcuni siti è riservato agli iscritti al FAI).

Grazie alla collaborazione e generosità dei proprietari tanti luoghi aperti e alle Amministrazioni comunali e Istituzioni sedi dei siti proposti al pubblico, che hanno accolto con grande entusiasmo questa iniziativa.

 

Napoli e provincia

 

A NAPOLI sarà eccezionalmente aperto il Polo delle Arti Caselli-Palizzi, realtà culturale e formativa di riferimento, nata con l’obiettivo di promuovere e valorizzare l’arte nelle sue molteplici espressioni

Aprirà le sue porte, nel cuore storico di Napoli, alle spalle di Piazza del Plebiscito, il Liceo Artistico, Coreutico e Musicale Palizzi, ospitato in uno storico edificio di grande valore. In occasione delle Giornate FAI sarà possibile visitare gli storici laboratori di grafica, oreficeria e metalli e ceramica, entrando nel vivo delle attività attraverso cui generazioni di studenti e maestri hanno contribuito alla tradizione artistica dell’Istituto. Il percorso comprenderà inoltre il MAI – Museo Artistico Industriale con la straordinaria sala produzioni e la Sala Novecento. Un’occasione per scoprire un luogo in cui la scuola diventa patrimonio culturale e dove la formazione artistica si intreccia con la storia della città. Visite a cura degli studenti del Liceo “Filippo Palizzi” e volontari Delegazione FAI di Napoli.

Nel Parco di Capodimonte aprirà invece l’Istituto Superiore Caselli, riconosciuto dal 2017 come “Istituto ad Indirizzo Raro”, realtà unica in Italia per la formazione di tecnici specializzati nel campo della ceramica e della porcellana. Fondato nel 1961, per preservare e rinnovare la grande tradizione napoletana, ospita la scuola e le attività produttive negli stessi edifici storici, mantenendo viva una tradizione artigianale di straordinario valore. A rendere ancora più speciale la visita sarà l’apertura eccezionale della Chiesa di San Gennaro, possibile grazie alla collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte. La chiesa, riaperta dopo circa cinquant’anni, fu costruita nel 1745 dall’architetto e scenografo Ferdinando Sanfelice per volontà di Carlo di Borbone. L’edificio è stato oggetto di un importante intervento decorativo dell’architetto Santiago Calatrava, che ha reinterpretato lo spazio attraverso un progetto dedicato alla luce di Napoli e alla tradizione dell’artigianato artistico locale, le cui opere sono state realizzate nei laboratori del Caselli attraverso un lavoro condiviso tra studenti e maestri ceramisti. Visite a cura degli studenti dell’Istituto “Caselli” e volontari Delegazione FAI di Napoli.

 

Spostandosi sulla collina di Posillipo, ritornano come di consueto le straordinarie visite a Villa Rosebery (ingresso su prenotazione riservato agli iscritti FAI) che dal 1957 è in dotazione della Presidenza della Repubblica. L'apertura nelle Giornate FAI prevede la visita del Parco, che unisce la flora mediterranea allo stile del giardino inglese, della Casina Borbonica con le sue sale di rappresentanza, fino alla Darsena per poi concludere il percorso nella Grande Foresteria. Visite a cura dei narratori della Delegazione FAI di Napoli e visite in lingua a cura del Gruppo FAI Ponte tra Culture di Napoli (Francese, Wolof, Ucraino e Bambara).

 

A Bacoli, il Gruppo FAI Pozzuoli e Campi Flegrei ci porterà alla scoperta di Villa Ferretti, storica dimora affacciata sul Golfo di Pozzuoli e oggi simbolo di rinascita e restituzione alla collettività. Durante le Giornate FAI sarà possibile conoscere i resti della villa romana e ammirare il parco. Apertura in collaborazione con la Federico II e il Comune di Bacoli.

Sempre a Bacoli, in esclusiva, grazie alla collaborazione con il Parco Archeologico Campi Flegrei sarà aperto in Giornate FAI, dopo anni di chiusura per lavori di restauro, il cosiddetto “Tempio di Agrippina”. Straordinario monumento affacciato sulla Marina di Bacoli, conosciuto in passato come Tomba di Agrippina, è in realtà un antico teatro-ninfeo di epoca romana, trasformato nel corso dei secoli anche a causa dei fenomeni di bradisismo.

Nel comune di Pozzuoli invece apriranno i Depositi archeologici del Rione Terra, un’apertura straordinaria che permetterà di scoprire i due storici serbatoi progettati da Pier Luigi Nervi, oggi custodi di migliaia di reperti provenienti dal Rione Terra e dall’antica Puteoli. Durante le giornate FAI sarà possibile entrare negli spazi e ammirare statue, busti, iscrizioni ed elementi architettonici provenienti dal Tempio di Augusto e da altri monumenti della città antica. Apertura in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Napoli. Ingresso su prenotazione.

Nel comune di Ercolano, il Gruppo FAI Vesuvio aprirà al pubblico Villa Campolieto, una delle più importanti testimonianze del Miglio d’Oro. L’apertura permetterà di riscoprire anche alcuni degli ambienti più suggestivi e meno conosciuti della Villa, tra cui la Galleria Settecentesca, che sarà aperta per la prima volta al pubblico, e il Ninfeo vanvitelliano.

A Torre del Greco invece si aprirà Villa delle Ginestre, recentemente interessata da un intervento di ristrutturazione, legata indissolubilmente alla figura di Giacomo Leopardi che vi soggiornò e dove compose La ginestra e Il tramonto della luna. Aperture in collaborazione con la Fondazione Ente Ville Vesuviane.

 

Il Gruppo FAI di Nola apre le porte dell’Eremo dei Camaldoli di Visciano, un luogo ricco di storia, arte e natura, immerso nel verde e affacciato sull’agro nolano. I visitatori potranno scoprire gli antichi ambienti dell’Eremo, il patrimonio artistico e il legame con le piante officinali, con una degustazione finale di prodotti da esse ottenuti. Apertura in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Napoli.

 

Nel Comune di Sorrento, il Gruppo FAI Penisola Sorrentina ci guiderà al Museo Correale di Terranova, in collaborazione con FIDAM e “Le Amiche del Museo Correale”. Un percorso speciale che racconterà l’identità della Terra delle Sirene, la Penisola Sorrentina, attraverso reperti archeologici, dipinti di paesaggi, intarsio Sorrentino; dall’antica Surrentum alle opere di Torquato Tasso, fino alla visita del magnifico parco e della terrazza Belvedere affacciata sul Golfo.

 

A Capri, il gruppo FAI Isola di Capri aprirà in esclusiva Villa Ferraro, storica dimora ottocentesca sulla collina di Matermania, con le sue splendide terrazze affacciate sulla baia di Marina Piccola.

 

Alla Baia di Ieranto, Bene FAI in Campania, visite guidate volte a scoprire la straordinaria ricchezza paesaggistica, rurale, naturalistica dell’area naturale protetta e la storia del suo passato sfruttamento industriale. Sarà possibile partecipare a 2 iniziative speciali: trekking guidato da Nerano alla Baia di Ieranto, con partenza dall'Ufficio/Negozio FAI a Nerano, accompagnati delle guide ambientali escursionistiche del FAI- Baia di Ieranto (prenotazione obbligatoria - evento a pagamento: 10 euro adulti / 5 euro iscritti FAI e minori - partenza unica 9.30 sia sabato 10 che domenica 11) e la visita guidata in kajak nella Baia di Ieranto, riservata esclusivamente a chi vorrà iscriversi in loco. Si potrà scoprire tutta la ricchezza della biodiversità di un ecosistema protetto ed il quotidiano impegno necessario per la sua conservazione (prenotazione obbligatoria - partenza unica ore 13.00 dalla ex area industriale della Baia di Ieranto raggiungibile alla fine del sentiero di trekking). Entrambe le iniziative sono prenotabili esclusivamente sul sito www.fondoambiente.it o www.giornatefai.it. Durante la giornata, inoltre, si potrà partecipare alla visita all'area agricola e al percorso all'area della ex Cava Italsider.(Contatti: email: faiieranto@fondoambiente.it ).

 

Aperture in Campania 

 

A CASERTA i visitatori potranno accedere a Palazzo Acquaviva solitamente non accessibile perché sede della Prefettura di Caserta. Questa apertura è resa possibile nell’ambito della collaborazione con ANFACI - Associazione Nazionale Funzionari Amministrazione Civile dell’Interno.

In città si potrà visitare anche la Real Vaccheria ed il Tempietto del SS Sacramento, parte integrante della Scuola Agenti Polizia di Stato. L’apertura mira a far conoscere una parte della città che nasce come attività produttiva di “supporto” alla Reggia di Caserta e che negli anni ha avuto diverse destinazioni d’uso. Durante la visita sarà possibile ammirare nel locale della ex polveriera e alcuni cimeli della Polizia di Stato.

A Galluccio comune in provincia di Caserta diverse saranno le aperture. L’Azienda vitivinicola Telaro posizionata in un'area protetta di altissimo pregio naturalistico e l’Azienda vitivinicola Porto di Mola che sorge nell’area di un antico sito romano, che fu punto di approdo e centro produttivo specializzato nella fabbricazione di anfore per il vino. Ancora a Galluccio sarà visitabile La Collegiata di Santo Stefano Protomartire un gioiello barocco che conserva uno straordinario soffitto a cassettoni in foglia d'oro e La Chiesa di Santa Maria del Trionfo a Sipicciano di Galluccio sorta nel XIV secolo come centro spirituale dell'antico borgo collinare. Un nucleo tardo-medievale che conserva il grande polittico dell'altare maggiore realizzato nel 1679 dal pittore Geronimo Boccia.

Il Gruppo FAI di Aversa accompagnerà i visitatori alla scoperta della residenza storica di Palazzo Cascella costruita tra la fine del 1600 ed i primi anni del 1700 e al termine della visita sarà possibile incontrare i proprietari eredi Cascella e conoscere gli aneddoti più suggestivi della ricca storia che caratterizza il palazzo. In serata un ballo in costumi d'epoca organizzato dall'associazione culturale Mirarte rievocherà le suggestive atmosfere dell’epoca. Sempre ad Aversa si avrà l’occasione di visitare la Chiesa di San Giovanniello, solitamente chiusa e di ammirare il restauro dell'icona mariana di ambito giottesco restituita recentemente alla città. Ancora, nel quartiere Lemitone le visite si concentreranno presso il Santuario di S.Maria di Costantinopoli che, in occasione del Giubileo di Bicentenario della fondazione della Parrocchia Santuario di S. Maria di Costantinopoli allestirà un Museo aperto al pubblico per la prima volta. Per consentire il normale svolgimento delle celebrazioni della domenica mattina, i turni di visita saranno dalle 9:30 alle 10:30 e dalle 11:30 alle 12:30.

A Riardo, come di consueto, sarà aperto al pubblico il Parco delle Sorgenti Ferrarelle, un’area naturalistica nell’Alto Casertano che custodisce le sorgenti da cui nasce Ferrarelle, con la sua naturale effervescenza. All’interno del Parco si trova la Masseria delle Sorgenti Ferrarelle, azienda agricola biologica e Fattoria Didattica riconosciuta dalla Regione Campania, nata dal progetto di recupero e valorizzazione della storica Masseria Mozzi. Il Parco Sorgenti Ferrarelle di Riardo è patrocinato dal FAI e rappresenta un esempio di valorizzazione del suo straordinario patrimonio naturale, paesaggistico e architettonico. Aperto solo sabato 10 al mattino. Ingresso su prenotazione.

 

Ad AVELLINO i visitatori saranno guidati alla scoperta del borgo medievale irpino di Montemiletto in un vero e proprio viaggio nel tempo grazie alle evidenze storiche del territorio: la chiesa di Santa Maria Maggiore sorta nel 1400 e ampiamente modificata tra il 1700 su un bastione scarpato del vecchio circuito difensivo a Torre le Nocelle, Palazzo Fierimonte, uno degli edifici gentilizi più significativi del centro storico edificato nel XVIII secolo, testimonianza dell'architettura residenziale delle famiglie notabili e del processo di espansione urbana che caratterizzò il paese. Ancora il Castello della Leonessa che sorge sulla vetta collinare del borgo su fortificazioni longobarde (VIII-IX sec.) e documentato dal 1101 col feudatario normanno Turgisio. L'impianto è il risultato di trasformazioni da fortilizio a palazzo gentilizio in età angioina e rinascimentale. Il Museo Comunale di Montemiletto sito al primo piano del Castello della Leonessa ospita al suo interno le mostre Memoria sepolta, Montemiletto Colonia Romana e I Graffiti della prigione. Il viaggio continua all'Ex Convento dei Padri Domenicani, struttura dedicata a Sant'Anna in seguito al ricevimento di una sua reliquia. La Chiesa di Sant'Anna annessa al convento dei frati venne costruita tra il 1636 e gli inizi del Settecento per volere della famiglia Tocco al fine di testimoniare il loro antico legame con Sant'Anna di cui possedevano la reliquia del piede.

A Mercogliano invece i soli iscritti al FAI avranno la straordinaria occasione di visitare il Palazzo Abbaziale di Loreto immerso in una cornice naturale suggestiva. Di grande pregio il Salone degli Arazzi, la Farmacia Settecentesca, la Biblioteca Statale e l'Archivio Storico. Trattandosi della sede della Curia Abbaziale e residenza ufficiale dell'Abate di Montevergine, la struttura è un luogo di clausura e rappresentanza istituzionale, abitualmente chiuso al pubblico e non inserito nei tradizionali circuiti turistici.

 

A SALERNO si avrà la possibilità di conoscere più a fondo il Quartiere delle Fornelle, dal toponimo originario "formae" legato all'esistenza di piccoli scorrimenti d'acqua. In occasione delle Giornate FAI si potranno scoprire i nuovi murales del quartiere realizzati dall'artista australiano Guido Van Helten. La Chiesa di Santa Trofimena nel cuore del rione Fornelle, dove sarà possibile ammirare il ritrovato affresco medievale raffigurante la Madonna in trono con Gesù e godere della suggestiva illuminazione che valorizza i resti della chiesa longobarda sotto l'attuale pavimento. Aperta solo per iscritti FAI.

Palazzo Pedace esempio di stratificazione culturale di grande importanza con parti significative di un colonnato medievale che ospita al piano stradale la sede della Delegazione FAI Salerno dove, in occasione delle Giornate FAI si potrà visitare la mostra fotografica di Francesco Siano dal titolo "Frammenti di Tempo, frammenti di Emozioni". Il Santuario di Maria SS. Del Carmine, nel cui ipogeo, grazie ai fondi regionali, sono stati portati alla luce i colatoi, interessanti reperti, testimonianza dell'esistenza dell'Arciconfraternita fin dal 1598. Nel quartiere di Fratte invece sarà visitabile la Chiesa della Sacra Famiglia, edificio progettato dall'ingegnere salernitano Vittorio Gigliotti e da Paolo Portoghesi (1931) e si presenta come vera chicca di questa edizione.

A Rutino aprirà le sue porte Palazzo Magnoni le cui origini risalgono al '700 e che è da sempre appartenuto alla famiglia Magnoni, legata alle vicende della storia risorgimentale del nostro Paese.

A Pontecagnano Faiano i Giardini emozionali Wabi interpretano e rappresentano la filosofia estetica giapponese del Wabi-Sabi che valorizza la bellezza nell'imperfezione, nella precarietà e nell'incompletezza. dove la dimensione meditativa, la natura e le opere dell’artista Ugo Marano offriranno ai visitatori un’esperienza di visita unica.

A Camerota sarà l’occasione per visitare Palazzo Santa Maria, dimora storica risalente al XVII sec., sito nella parte antica di Camerota. Il Palazzo ospita il Museo M.U.T.R.A.C. (Museo Terracotta Riggiola Antica Campana) che espone centinaia di riggiole, pezzi unici della tradizione campana, datate tra il ‘600 e i primi del ‘900.

 

A BENEVENTO sarà possibile visitare il Complesso di Sant'Agostino che oggi ospita il Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli Studi del Sannio e il nuovo “Sant'Agostino Digital Museum” (S'ADIM), una struttura che non è soltanto memoria del passato bensì un vero viaggio tra passato e futuro, un nuovo modo di vivere e conoscere il patrimonio culturale, grazie a visori per la realtà virtuale, realtà aumentata, video, infografiche, percorsi tattili e mappe multisensoriali. Sempre a Benevento l’Antica Fonderia dell’ITI Lucarelli racconterà una pagina importante della storia industriale, scolastica e produttiva del Sannio. Le origini dell’Istituto risalgono alla “Scuola Tecnica di “Arte e Mestieri”, fondata nell’Ottocento e riconosciuta nel 1906 come Regia Scuola. Nel censimento del 2020 dei Luoghi del Cuore FAI la Fonderia raccolse più di 3000 voti.

A Solopaca, l’Antico Frantoio di Palazzo Cusani situato in un ampio ambiente che si affaccia sul suggestivo cortile del palazzo è testimone autentico di un passato rurale e al contempo aristocratico della provincia beneventana, una straordinaria testimonianza del passato agricolo della zona.

Il 6 ottobre 2026 La Terra del Fuoco in anteprima al cinema Eden di Roma

Martedì 6 ottobre 2026, alle ore 20:30, al Cinema Eden di Roma, sarà presentato in anteprima per pubblico e stampa La Terra del Fuoco (God Will Not Help – Bog neće pomoći), il nuovo film della regista croata Hana Jušić, distribuito in Italia da Emerafilm. Un’occasione per scoprire sul grande schermo un’opera che, dopo la première mondiale al Locarno Film Festival 2025, ha attraversato alcuni dei più importanti festival internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio tra cui il Pardo per la migliore interpretazione, assegnato ex aequo alle protagoniste Manuela Martelli e Ana Marija Veselčić. Sarà presente in sala la produttrice Ines Vasiljević che ripercorrerà con il pubblico genesi e realizzazione del film.
Ambientato all’inizio del Novecento, tra le montagne aspre della Croazia meridionale, La Terra del Fuoco racconta l’irruzione di una presenza estranea all’interno di una comunità chiusa nelle proprie tradizioni. Una donna cilena arriva in un remoto villaggio di pastori dichiarando di essere la vedova di uno degli uomini emigrati oltreoceano e mai più tornati. Il suo arrivo modifica gli equilibri della comunità, facendo emergere tensioni, desideri e conflitti, ma aprendo anche, soprattutto per le donne, la possibilità di immaginare un’esistenza diversa.
Con il suo secondo lungometraggio, Hana Jušić costruisce un dramma in costume sospeso tra storia e mito, capace di interrogare il presente attraverso una comunità apparentemente lontana nel tempo. Al centro del film ci sono il patriarcato, l’appartenenza, la solidarietà e il desiderio di libertà, ma anche l’impossibilità della comunicazione e la necessità di trovare forme alternative per entrare in relazione con l’altro.
«Volevo parlare delle donne che stanno ai margini di quel mondo – racconta la regista – delle donne che, alla fine, da quel margine a cui sono relegate, fanno la “linguaccia” al patriarcato».
Prodotto da Ankica Jurić Tilić per Kinorama e coprodotto, per l’Italia, da Ines Vasiljević e Stefano Sardo per Nightswim, La Terra del Fuoco è una coproduzione internazionale tra Croazia, Italia, Romania, Grecia, Francia e Slovenia, realizzata con il sostegno, tra gli altri, del Ministero della Cultura italiano.
Un percorso internazionale iniziato a Locarno
Il film ha debuttato in prima mondiale nel Concorso Internazionale del Locarno Film Festival 2025, dove Manuela Martelli e Ana Marija Veselčić hanno ricevuto ex aequo il Pardo per la migliore interpretazione.
Dopo Locarno, La Terra del Fuoco è stato presentato in numerosi festival internazionali, tra cui Busan, Vancouver, São Paulo, Sarajevo, Thessaloniki, Seville e Cork, proseguendo nel 2026 con partecipazioni a Palm Springs, Sofia, Zagabria, Bengaluru, BIF&EST e International Women’s Film Festival.
Tra i riconoscimenti ottenuti figurano il Best Actress Award a Manuela Martelli al Thessaloniki International Film Festival, lo Special Award for Promoting Gender Equality al Sarajevo Film Festival e, in Italia, il Premio Meridiana per il Miglior Contributo Artistico al BIF&EST – Bari International Film Festival. Nel 2026 il film ha inoltre ricevuto l’International Feature Film Award for Emerging Women Directors all’International Women’s Film Festival e una Special Mention nella Balkan Competition del Sofia International Film Festival.

EXTRA MOENIA, LA STORIA E LA GRANDE MUSICA ESPLODONO NELLE PERIFERIE DI NAPOLI

Dal 4 al 31 ottobre 2026 la quinta edizione della rassegna dell’Associazione Domenico Scarlatti nella VII Municipalità: dieci appuntamenti tra teatro, danza e musica, da Gesualdo a Mozart, da Cristina Donadio a Bruno Canino. In programma anche due produzioni inedite, un progetto immersivo con l’intelligenza artificiale (la BrainArt Experience) e un gran valzer in abiti dell’Ottocento.

Portare la grande storia e la grande musica là dove, troppo spesso, non arrivano. È questa la sfida della quinta edizione di “Extra Moenia – Il Centro esploso”, la rassegna promossa dall’Associazione Domenico Scarlatti presieduta dal maestro Enzo Amato, nell’ambito di “Affabulazione – Espressioni della Napoli policentrica” del Comune di Napoli, che dal 4 al 31 ottobre attraverserà Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno e Capodichino (eventi a ingresso gratuito per info www.extramoenia.cloud).

Con il sottotitolo “Voci della Storia”, la manifestazione costruisce un percorso tra cinque secoli di cultura, mettendo in dialogo letteratura storico-biografica e musica classica. Dieci spettacoli, incontri e produzioni che trasformano la biografia di compositori, scrittori e protagonisti della cultura in una vera struttura narrativa del concerto. Un progetto che, nelle intenzioni dei promotori, vuole contribuire a rafforzare l’idea di una Napoli policentrica, nella quale le periferie non siano margini ma luoghi di produzione culturale.

La rassegna coinvolgerà alcuni luoghi simbolici e, in parte, normalmente estranei ai circuiti dello spettacolo: dalla Masseria Luce, museo rurale e sede principale del progetto, alle chiese dei SS. Cosma e Damiano e dell’Immacolata, fino al Salone degli Aviatori dell’Aeroporto Militare di Capodichino, eccezionalmente aperto al pubblico. Un itinerario che diventa anche occasione per riscoprire il patrimonio storico e architettonico della Municipalità 7.

Tra i protagonisti figurano Bruno Canino, Cristina Donadio, Lidia Ferrara, Gabriella Colecchia, Luigi Cirillo e l’Orchestra da Camera di Napoli, insieme a numerosi interpreti e artisti del territorio.

L’apertura, il 4 ottobre alla Chiesa della Madonna dell’Arco di Miano, sarà affidata a “Ardo d’amore e piango”, racconto di Gesualdo da Venosa con Mario Brancaccio e un ensemble diretto dal repertorio di Falconieri, Gesualdo e Matteis. L’8 ottobre, al Centro Giovanile Pertini, Edgar Colonnese proporrà una nuova incursione nella storia di Napoli, mentre nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano andrà in scena “I Sogni son desideri…”, una delle due produzioni inedite realizzate per la rassegna.

Il 10 ottobre alla Masseria Luce sarà la volta della “Cavalleria Rusticana” di Mascagni, in esecuzione integrale, con racconto di Lidia Ferrara, coro, orchestra e videomapping sulla facciata della Masseria. L’11 ottobre Cristina Donadio sarà protagonista di “Incontri d’Autori”, tra Liszt e Petrarca, Weill e Brecht, Piazzolla e Borges.

Tra gli appuntamenti più innovativi figura “Tarantelle”, in programma il 16 ottobre alla Masseria Luce: una produzione inedita con Roberto Del Gaudio, Mimmo Napolitano, Giuseppe Di Colandrea ed Emidio Ausiello, la partecipazione dell’Ensemble di Tamburi a cornice e la danza del Dansemble, arricchita da effetti olografici.

Il rapporto tra cultura e nuove tecnologie sarà al centro anche della BrainArt Experience, progetto nel quale sensori EEG indossati dagli spettatori trasformano le onde cerebrali in immagini generative su ledwall, capaci di interagire in tempo reale con luci, musica e narrazione. Il progetto prevede inoltre realtà virtuale e uno storybook multimediale sviluppato con GRETA srl, spin-off dell’Università Federico II.

Il cartellone proseguirà con Bruno Canino, Leggenda del Pianoforte, con la prolusione di Enzo Amato, e con “Qui la voce sua soave…”, viaggio nelle storie e nelle passioni del belcanto raccontato da Roberto Del Gaudio. Il 27 ottobre, nel Salone degli Aviatori, Amedeo Colella racconterà invece l’Ottocento attraverso il “Gran Valzer in abiti d’epoca”, con il Centro Studi Danze Storiche, solisti e Orchestra da Camera di Napoli diretta da Enzo Amato.

Il 29 ottobre sarà la volta del Requiem di Mozart, raccontato da Enzo Amato, mentre la chiusura, il 31 ottobre alla Chiesa dell’Immacolata di Capodichino, sarà affidata a “Il Maestro di Cappella” di Domenico Cimarosa, con Amedeo Colella e l’Orchestra a Fiati Margherita di Savoia.

Accanto agli spettacoli, la quinta edizione rafforza la propria dimensione formativa con sette laboratori gratuiti, per oltre 100 ore di attività e circa 120 giovani coinvolti, compresi ragazzi con disabilità. Narrazione biografica, teatro di memoria, accessibilità e spettacolo, canto, tamburi a cornice, danza e il progetto dei Giovani Ambasciatori della Cultura costruiscono un percorso nel quale il pubblico diventa parte attiva della manifestazione.

La supervisione scientifica è affidata alla professoressa Francesca Marone, responsabile del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Federico II. Il progetto coinvolge una rete di scuole, parrocchie, associazioni, istituzioni e realtà sociali del territorio.

«Extra Moenia» punta a circa 3.500 presenze, con una quota prevista del 35% di pubblico giovane e non abituale. Un percorso che raccoglie l’eredità delle precedenti edizioni: tra il 2022 e il 2025 la rassegna ha proposto 35 spettacoli e 16 laboratori, raggiungendo circa 6.000 spettatori.

Extra Moenia rientra nella quinta edizione di Affabulazione - Espressioni della Napoli policentrica, la rassegna di teatro, musica e danza promossa dal Comune di Napoli con il sostegno economico del Fondo Nazionale per lo Spettacolo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, destinato alla realizzazione di eventi live e laboratori in città, diffusi secondo un criterio policentrico per favorire inclusione sociale, riequilibrio territoriale e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.

TAVI, Pineta Grande Hospital sul podio nazionalel’eccellenza campana che può ridurre i viaggi della salute

Nel 2025 il centro di Castel Volturno si conferma tra i primi tre in Italia. Al centro del risultato l’attività del dott. Arturo Giordano e della sua équipe. Il polo è inoltre coinvolto in studi e programmi di valutazione di nuove tecnologie promossi da aziende multinazionali del settore biomedicale



353 TAVI in un anno. È il numero che porta Pineta Grande Hospital di Castel Volturno tra i primi tre centri italiani per volume di attività nel trattamento transcatetere della stenosi aortica, una procedura mini invasiva per la sostituzione della valvola. Nel ranking TAVI 2025 riportato nell’ambito GISE (Società Italiana di Cardiologia Invasiva) GAP2CARE, la struttura campana si colloca al terzo posto nazionale. Un dato che racconta non soltanto la crescita di un singolo ospedale, ma il consolidamento in Campania di un polo di Cardiologia Interventistica capace di competere con i maggiori centri del Paese.

Il lavoro del Dott. Arturo Giordano e dell’Heart Team

Il risultato è strettamente legato all’attività clinica e organizzativa del dott. Arturo Giordano e della sua équipe composta dal dott. Paolo Ferraro, dott Nicola Corcione, dott. Alberto Morello, dott. Michele Cimmino e dott. Michele Albanese. Il tutto all’interno di un percorso che integra cardiologia interventistica, cardiochirurgia, anestesia, imaging e assistenza infermieristica specializzata.

 La TAVI, procedura mininvasiva di sostituzione della valvola aortica, richiede infatti una selezione accurata dei pazienti, tecnologie avanzate e un Heart Team capace di gestire anche quadri complessi e fragili. L’alto numero di procedure è anche un indicatore di esperienza organizzativa: significa disporre di percorsi consolidati, personale dedicato e capacità di presa in carico lungo tutte le fasi, dalla diagnosi alla procedura fino al follow-up. Per i pazienti campani, questo si traduce nella possibilità di accedere a trattamenti ad alta specializzazione senza dover necessariamente cercare fuori regione le stesse competenze.

Un centro che attrae anche la ricerca internazionale

Nel reparto di Cardiologia Interventistica di Pineta Grande Hospital diverse aziende multinazionali del settore biomedicale chiedono di svolgere studi e programmi di valutazione delle innovazioni che sviluppano all’interno di protocolli clinici e delle procedure autorizzative previste: “Essere scelti come sede di sperimentazione e valutazione – afferma Arturo Giordano - significa poter contribuire alla verifica di nuove tecnologie e nuovi dispositivi, confrontandosi in anticipo con l’evoluzione della cardiologia interventistica. È un aspetto che amplia il significato dell’eccellenza: il centro non è soltanto un luogo nel quale si erogano prestazioni ad alta complessità, ma diventa anche un punto di incontro tra pratica clinica, ricerca applicata e innovazione industriale. Per la Campania, questo vuol dire attrarre competenze, tecnologie e progettualità che normalmente si concentrano nei grandi poli sanitari e universitari del Centro-Nord o all’estero”.

La sfida della mobilità sanitaria passiva

Il dato assume un peso particolare in una regione che continua a confrontarsi con la mobilità sanitaria passiva, cioè con la scelta o la necessità di molti cittadini di rivolgersi a strutture di altre regioni per prestazioni specialistiche, come conferma il Dott. Giordano: “In settori ad alta complessità come la cardiologia strutturale, la presenza di centri con volumi e competenze di rilievo nazionale può rappresentare una leva concreta per invertire questo fenomeno, a beneficio soprattutto per i pazienti spesso anziani e fragili e per le loro famiglie. Significa ridurre spostamenti, costi indiretti e difficoltà per le famiglie, oltre a favorire una migliore continuità tra ospedale, specialisti territoriali e follow-up. Al tempo stesso, trattenere una quota maggiore della domanda sanitaria in Campania significa valorizzare le professionalità già presenti e utilizzare sul territorio risorse che altrimenti alimentano flussi extraregionali”.

Il ruolo della Regione: trasformare l’eccellenza in sistema

La vera sfida è mettere le eccellenze esistenti nelle condizioni di rispondere a una quota crescente del fabbisogno regionale: “Una programmazione della Regione Campania che valorizzi i centri ad alto volume, rafforzi le reti di invio, sostenga percorsi assistenziali dedicati e assicuri risorse coerenti con la domanda potrebbe contribuire a limitare la mobilità passiva, soprattutto per le prestazioni nelle quali il territorio dispone già di competenze di livello nazionale” prosegue il Dott. Giordano. In questo modo, la Campania diventerebbe ancor più attrattiva per la ricerca clinica e l’innovazione biomedicale. Quando un centro ad alto volume entra nei programmi di studio delle aziende internazionali, si crea un circuito virtuoso fatto di formazione, nuove tecnologie, esperienza e reputazione scientifica. È su questo terreno che una singola eccellenza può diventare un patrimonio dell’intero sistema sanitario regionale.

 

LA TAVI IN BREVE

La TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation) è una procedura mininvasiva per la sostituzione della valvola aortica in pazienti selezionati con stenosi aortica severa. L’indicazione viene definita attraverso una valutazione multidisciplinare e richiede l’integrazione di più competenze specialistiche.

mercoledì 30 settembre 2026

MEDFILM FESTIVAL AU MAROC - RABAT 1-3 OTTOBRE 2026, V edizione

Il MedFilm Festival riprende il suo viaggio tra le sponde del Mediterraneo con la quinta edizione di MedFilm au Maroc. In vista della 32° edizione del festival, che si terrà a Roma dal 5 al 15 novembre 2026, la rassegna internazionale dedicata al cinema mediterraneo torna a Rabat dall’1 al 3 ottobre, con un programma che porta nella capitale marocchina film, ospiti, presentazioni e masterclass, insieme al coinvolgimento delle realtà produttive e artistiche locali.

 

Organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Marocco e dall’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, in collaborazione con l’Associazione Methexis, Fondation Hiba, Cinémathèque Marocaine, Cinéma le 7ème Art e Institut Supérieur des Métiers de l’Audiovisuel et du Cinéma de Rabat (ISMAC), l’evento, sotto l’egida dell’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l'Africa e il Mediterraneo allargato, promuove attraverso il cinema e l’audiovisivo, il dialogo culturale e professionale tra Italia e Marocco, rafforzando ulteriormente i legami tra i due Paesi. Grazie al consolidato partenariato con la Fondation Hiba e alla rinnovata collaborazione con l’ISMAC, la quinta edizione di MedFilm au Maroc propone un cartellone di anteprime e progetti didattici speciali.

 

La rassegna, sotto la direzione artistica di Ginella Vocca, si apre giovedì 1° ottobre presso l’ISMAC, il campus universitario per il cinema di Rabat. Il programma propone per l’ouverture Il maestro di Andrea Di Stefano, interpretato da Pierfrancesco Favino e dalla giovane sorpresa Tiziano Menichelli. Dopo l’anteprima a Venezia 82 e l’uscita nelle sale italiane con Vision Distribution, il film – tra commedia umana, road movie e racconto di formazione – farà scoprire un’Italia inedita: quella degli anni ’80 e del tennis pre-Jannik Sinner, delle località costiere del Nord e dei circoli del Sud.

 

Gli altri due film, presentati al Cinéma le 7ème Art, sono il libanese A Sad and Beautiful World di Cyril Aris, venerdì 2 ottobre, toccante e travolgente storia d’amore e sopravvivenza in un Libano segnato da guerre e crisi, vincitore del Premio Speciale della Giuria al MedFilm 31, e Gioia mia di Margherita Spampinato, sabato 3 ottobre, l’emozionante opera prima che ha vinto due David di Donatello – Miglior regista esordiente e Migliore attrice protagonista ad Aurora Quattrocchi – e il Premio Speciale della Giuria – CINÉ+ e il Pardo per la migliore interpretazione ad Aurora Quattrocchi alla 78° edizione del Festival di Locarno. I film italiani in programma sono presentati in anteprima per il Marocco.

 

“MedFilm Festival au Maroc torna con la sua quinta edizione all’insegna del dialogo e dell’incontro tra le due sponde del Mediterraneo, un mare che non è solo un confine tra territori: è innanzitutto uno spazio di circolazione, di scambi e di incontri, dove culture, storie e punti di vista si incrociano e si trasformano. Il cinema è uno dei linguaggi privilegiati di questo spazio comune”, fa sapere Pasquale Salzano, Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Marocco.

 

“La quinta edizione di MedFilm Festival au Maroc inaugura la stagione cinematografica proposta dall’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, per far scoprire al pubblico marocchino la ricchezza e la vitalità del cinema italiano contemporaneo – attraverso Italian Screens e grazie alle collaborazioni con il Festival du Cinéma Méditerranéen de Tétouan e il Festival du Cinéma d’Auteur de Rabat. Il MedFilm rappresenta una piattaforma privilegiata per i giovani talenti cinematografici marocchini, coniugando proiezioni, incontri e formazione”, aggiunge Serena Cinquegrana, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Rabat.

 

Fulcro della quinta edizione di MedFilm au Maroc è l’ISMAC. I talenti italiani scelti per il duplice appuntamento didattico di quest’anno sono Loris G. Nese e Chiara Marotta, il duo salernitano che sperimenta linguaggi innovativi tra documentario e animazione oltre la narrazione classica, e Carmine Guarino, production designer de Il maestro e tra gli scenografi più richiesti in Italia.

 

Nese, Marotta e Guarino saranno protagonisti di due masterclass: la prima su regia e produzione, dal titolo Innesti: il cinema ibrido di Lapazio Film tra realtà, finzione, sperimentazione; la seconda sulla scenografia in tutte le sue forme e specificità. I tre analizzeranno per studenti e studentesse dell’ISMAC gli aspetti fondamentali del fare cinema e le sfide che un professionista deve affrontare sia durante la preparazione di un film sia nel rapporto con la produzione e la troupe. La sala cinema della scuola ospiterà in anteprima per il Marocco le proiezioni de Il maestro e di un lungometraggio e due cortometraggi di Loris G. Nese: Una cosa vicina, presentato alle Giornate degli Autori nel 2025; Malumore, Premio Speciale della Giuria per Italiana.corti al Torino Film Festival 2020; Z.O., spin-off di Una cosa vicina.

 

Il pomeriggio del 2 ottobre è invece dedicato a studenti e studentesse dell’ISMAC, protagonisti con i loro cinque cortometraggi di diploma della terza edizione del Premio MedFilm Festival per i giovani talenti del cinema. Dopo la proiezione dei corti al Cinéma le 7ème Art, la Giuria del festival assegnerà il riconoscimento al miglior film nella serata di chiusura del 3 ottobre. Per il vincitore o la vincitrice del premio è previsto l’invito a partecipare alla 32° edizione del MedFilm a Roma come parte della Giuria del Concorso internazionale cortometraggi, nell’ambito del progetto Methexis, la piattaforma che riunisce le studentesse e gli studenti diplomandi delle scuole di cinema del Mediterraneo. In questa occasione, il vincitore o la vincitrice accompagnerà l’anteprima internazionale del proprio corto all’interno della sezione Sguardi dal futuro, a sottolineare ancora una volta il legame di reciprocità tra Italia e Marocco.

 

Infine, si ringrazia il Maestro Massimo Listri per aver concesso l’utilizzo di una sua fotografia tratta dal volume Il Palazzo delle Istituzioni Italiane a Tangeri, meraviglia di un’antica capitale cosmopolita, dedicato allo storico edificio italiano. A cento anni dalla sua costruzione, il Palazzo conserva intatto il suo fascino, restituito dalle fotografie di Listri in un volume promosso dall’Ambasciata d’Italia a Rabat.

 

La serata dell’1 ottobre all’ISMAC e quelle del 2 e 3 ottobre al Cinéma le 7ème Art sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti; anche le proiezioni e le masterclass in programma all’ISMAC l’1 e il 2 ottobre sono aperte al pubblico. Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli in inglese.

 

Ulteriori informazioni sulla quinta edizione di MedFilm au Maroc sono disponibili sui siti ufficiali:

 

Ambasciata d'Italia a Rabat: https://www.ambrabat.esteri.it

Istituto Italiano di Cultura di Rabat: https://iicrabat.esteri.it

Associazione Methexis: https://www.medfilmfestival.org

ISMAC - Institut Supérieur des Métiers de l'Audiovisuel et du Cinéma: https://www.ismac.ma