Ma Press News
martedì 14 aprile 2026
Arte, vino e identità territoriale: successo a Verona per“Campania DOP&IGP – Ortofrutta e non solo · Con arte e gusto”
Elena Bucci, Non sentire il male, omaggio a Eleonora Duse a Napoli
Scritto, diretto e interpretato da Bucci, lo spettacolo si configura come un attraversamento intimo e stratificato dell’eredità dusiana: non un omaggio, ma un corpo a corpo con una figura che continua a interrogare il presente della scena. Ne emerge una partitura essenziale e potentissima, in cui voce, luce e suono incidono lo spazio come materia viva, restituendo al teatro la sua dimensione più necessaria e irriducibile.
Nel solco di una
ricerca che interroga la memoria scenica come materia viva e continuamente
riattivabile, la produzione Le belle bandiere porta a Napoli, negli spazi della
Galleria Toledo, dal 17 al 19 aprile 2026 (venerdì ore 19, sabato ore 20.30,
domenica ore 18), Non sentire il male, creazione dedicata alla figura
enigmatica e fondativa di Eleonora Duse.
Scritto, diretto e
interpretato da Elena Bucci, lo spettacolo si configura come un attraversamento
intimo e stratificato dell’eredità dusiana, sottraendola alla retorica
celebrativa per restituirla come presenza inquieta, corpo di voce e di
pensiero.
Note di Elena Bucci
Eleonora Duse, nata nel 1858 e morta nel 1924, fu attrice e capocomica.
La libertà del suo agire rivoluzionò e sconvolse il teatro del suo tempo.
Detestava le biografie, le autobiografie, i centenari e le commemorazioni. Per
me, fu anche una grande donna.
Incontrai
Eleonora, come una maestra fantasma, quando cercavo la mia strada di autrice in
un palazzo abbandonato tra le campagne. Da allora mi ha sempre accompagnato e
illuminato nel corso di tante repliche che sono cambiate con me, da Milano a
Roma, da Venezia a Mosca, a Parigi.
Questo lavoro mi
accompagna da anni e cambia con me fin da quando uscii dalla compagnia del mio
maestro Leo de Berardinis, quando cercavo una strada personale, una scrittura,
una visione. C’è un tempo della vita in cui non bastano più mestiere, tecnica, lavoro,
ma ci si domanda dove ci portino e cosa c’è oltre e altrove. Io ero proprio lì,
quando, parlando con un amico sapiente, mi sono accorta che gli scritti e il
pensiero della Duse mi avevano accompagnato per tutta la mia vita teatrale. Ho
cercato un luogo che mi parlasse e dei compagni generosi, e dedicando questo
lavoro a lei ho raccolto i fili delle mie inquietudini, sperando che non
fossero solo mie. Non avrei mai avuto il coraggio di questa solitudine senza il
calore degli amici e di questo li ringrazio. Non è stato per amor di
stravaganza che ho cominciato questo lavoro in un luogo - il Palazzo di San
Giacomo a Russi, in stato di abbandono - pieno di memorie storiche e personali.
Dovevo creare tutte le condizioni perché fosse possibile l’intensa trasformazione
che volevo. Ora si è situato in profondità e con precisione in un luogo
interiore che, pur modificando il linguaggio e l’espressione, posso
rintracciare in ogni momento. Lo spettacolo è davvero scritto nel corpo, senza
retorica, ed è questo che cercavo, e questo è il cuore del mio lavoro su
Eleonora Duse, immaginata nel momento in cui, malata e sostituita da Gabriele
D’Annunzio nella Figlia di Iorio, prende il copione e recita tutte le parti,
tutte le scene, tutte le figure, davanti allo sguardo allucinato di Matilde
Serao, puntuale e quasi invadente osservatrice e testimone. Forse in quel
momento la Duse, che recitando guariva dai danni della vita, provava a
liberarsi e a vedere oltre la materia necessaria, odiata e amata, del teatro:
le scene, i costumi, gli attori...forse sognava di poter volare per un attimo,
come le altre arti tentavano, in uno spazio dove fosse possibile il teatro
senza corpo e senza voce, libero dalla poesia inevitabile della sua continua
distruzione nel qui e ora. Liberandosi della materia del teatro, forse si
rinnova il contatto con la vita, da lei sempre inseguito e sfuggito.
Ho attinto a
lettere, scritti, testimonianze indirette che percorrono tutto l’arco della sua
vita, ed il criterio di scelta è stato assolutamente personale, pur nel
tentativo di comprendere e rispettare.
E
inevitabilmente, tentando di essere medium di qualcosa che si è molto amato, si
parla di sé.
Ho cercato di
liberarmi da immagini indotte, stereotipi affascinanti, tentazioni estetiche e
credo di avere trovato, nel coraggio e assoluta libertà di lei, una forza
preziosa nell’accantonare regole e convenzioni.
Allo stesso
tempo, ho lavorato perché fosse possibile, anche a chi non ne avesse mai
sentito parlare, attingere a qualcosa di lei.
Attraverso Eleonora
sono passate tante donne, nascoste in chissà quali pieghe della mia memoria.
Il
presente multiforme
Lo spettacolo esiste in molte versioni: per il
teatro, con il disegno luci di Maurizio Viani che, nella sua duttile
intelligenza, può adattarsi a diversi spazi; in concerto con musiche dal vivo;
itinerante con allestimenti speciali per spazi non prettamente teatrali come
palazzi, ville, luoghi particolari.
Elena Bucci
Attrice, autrice e regista, lavora con Leo de
Berardinis per quattordici anni e fonda con Marco Sgrosso la compagnia Le belle
bandiere. Dirige e interpreta testi classici e contemporanei, crea drammaturgie
originali e progetti dedicati alla storia delle arti, delle comunità, dei
luoghi dove dialogano artisti di diverse discipline e vengono restituiti al
pubblico teatri e spazi dimenticati. Fra i premi: Ubu per le interpretazioni di
sue drammaturgie e regie, Ubu per il lavoro con Claudio Morganti, Premio Eleonora
Duse, Premio Hystrio – ANCT, Premio Valeria Moriconi, Premio Hystrio Altre
Muse, Premio ETI Gli olimpici del teatro, Premio Viviani, Premio ERF alla
carriera. Lavora con registi, musicisti, scrittori, danzatori, studiosi,
partecipa a film d’autore e scrive e interpreta testi per radio e televisione.
Collabora con teatri nazionali, festival, compagnie, teatri di tradizione e
innovazione. Si occupa di formazione presso università e accademie e pubblica
su volumi e riviste.
Video trailer
Video trailer 2024
Teatro Basilica, Federica Rosellini in Ivan e i cani, prima romana

Teatro Basilica presenta per la prima volta a Roma Ivan e i cani, dal 16 al 18 aprile 2026 alle ore 21 e il 19 aprile alle ore 16:30, tratto dal testo della drammaturga britannica Hattie Naylor, con performer, sound design e regia di Federica Rosellini e traduzione di Monica Capuani.
Un lavoro di rigorosa essenzialità che, a partire da una vicenda reale, attraversa l’infanzia e l’abbandono senza concessioni, costruendo un dispositivo scenico in cui voce, corpo e suono agiscono come materia viva, in tensione costante tra esposizione e resistenza.
Nel
perimetro sempre più necessario di un teatro che interroga le forme della
sopravvivenza e della memoria, TeatroBasilica accoglie dal 16 al
18 aprile 2026 alle ore 21:00 e il 19 aprile alle ore 16:30, per la
prima volta a Roma, Ivan e i cani, partitura scenica di rara
intensità tratta dal testo della drammaturga britannica Hattie Naylor.
Un racconto ispirato a una vicenda reale, che si fa dispositivo poetico e
politico insieme, capace di attraversare l’infanzia e l’abbandono senza mai
cedere al ricatto sentimentale, ma insistendo su una lingua asciutta,
necessaria.
Al
centro, la prova attoriale e registica di Federica Rosellini, che firma
anche il sound design, costruendo un paesaggio acustico e performativo in cui
il corpo e la voce diventano materia primaria di narrazione. In questo spazio
essenziale, la traduzione di Monica Capuani restituisce con precisione il ritmo
e la tensione dell’originale, accompagnando il pubblico dentro un’esperienza
teatrale che è insieme immersione e ascolto, esposizione e resistenza.
Ivan
racconta una storia che gli è successa quando aveva quattro anni. La racconta
come fosse ora. Come una fiaba dei fratelli Grimm. O come Il libro della
giungla. È una storia vera, invece, accaduta a un bambino nella Russia degli
anni Novanta, la Russia poverissima di Boris Eltsin. La gente era così povera,
racconta Ivan, che i padri e le madri cominciarono a sbarazzarsi di quello che
nelle case mangiava, beveva e aveva bisogno di cure. I primi a essere
abbandonati furono i cani. La madre di Ivan ha un uomo che la picchia quando si
riempie di vodka fino agli occhi. Ivan è un incomodo, quest’uomo vorrebbe che
se ne andasse e un giorno Ivan lo fa. Indossa un cappotto pesante, i guanti di
lana, si mette in tasca due pacchetti di patatine ed esce per le strade di
Mosca. Trovare un posto dove dormire è difficile. Fa freddo, la gente che gira
sembra ti voglia sbranare. Nessuno fa più l’elemosina, non c’è più spazio per
la pietà. Comincia un’odissea che si concluderebbe presto con la morte, se Ivan
non incontrasse delle creature buone, anime affini che lo accolgono tra loro e
gli regalano la sopravvivenza ogni giorno. Una muta di cani randagi. Ma è solo
l’inizio della storia.
Hattie
Naylor è una drammaturga inglese, co-fondatrice della compagnia Gallivant. Ivan
e i cani, candidato all’Olivier Award nella categoria Outstanding Achievement,
è stato rappresentato in Inghilterra, Olanda, Belgio, Stati Uniti, Georgia,
Grecia e Brasile.
Federica
Rosellini, musicista e performer, sola sul palco con la sua strumentazione
elettronica, dice e compone, contemporaneamente, mescida la voce della propria
madre registrata in russo con melodie, nenie e pulsazioni ritmiche, traccia con
le dita la partitura sonora nella quale si perde con le parole e con il corpo.
Fa
di “Ivan e i cani” un “a solo” dolce e disperato; uno spettacolo sporco,
solitario, tenerissimo; un canto d’anima intimo, personale, ma capace di
raccontare, inaspettatamente, l’infanzia di tutti noi.
Il “TeatroBasilica” è diretto
dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro.
L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti
e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul
TeatroBasilica sono reperibili a questo link:
https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
Dove siamo:
Piazza di Porta San
Giovanni 10, Roma
www.teatrobasilica.com
email: info@teatrobasilica.com
telefono: +39 392
9768519
Orario spettacoli:
tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena
alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore
16.30.
Prezzo
✦ Intero: 18€✦ Online: 15€✦ Ridotto: 12€
Link utili
Sito https://teatrobasilica.com/
Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica
Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/
KIMELE: il suo match interiore con "TRENTA", il nuovo singolo in rotazione radiofonica e in digital download da venerdì 17 aprile
"Trenta" (Tunecore) è il nuovo singolo di Kimele, in digital download e in rotazione radiofonica da venerdì 17 aprile. Il cantautore campano con questo brano racconta una delle fasi più delicate della crescita personale: il momento in cui ci si ritrova faccia a faccia con il tempo e con ciò che si è diventati. Il brano, scritto da Gianmichele Mocerino (Kimele) con musica di Valerio De Rosa, si muove dentro un pop contemporaneo essenziale che lascia spazio alla voce e al racconto, senza sovraccaricare l’emotività del testo.
"Trenta" parla di un momento preciso: quello in cui il tempo smette di essere un numero e diventa qualcosa con cui fare i conti davvero. Uno sguardo diretto su una fase della vita in cui si tirano le somme e si prova a capire chi si è diventati.
L’immagine che guida il brano è quella di un ring. Una vita che diventa un incontro continuo, dove anche se non scegli di combattere ti ritrovi comunque al centro. Il tempo è l’avversario che non si ferma, e tu sei lì a difenderti, con i guantoni addosso, a reggere i colpi e a cercare di restare in piedi.
Questa stessa tensione si ritrova nel videoclip diretto da Francesco Polise, dove proprio il tappeto di combattimento diventa uno spazio interiore. Qui la sfida è tra l’”io bambino” e l’”io adulto”. Due parti della stessa persona che si confrontano con ciò che si è perso e con ciò che è rimasto.
«Non finisce mai la gara
fino a quando non sentirò suonare la campana».
Kimele, nome d’arte di Gianmichele Mocerino, è un cantautore campano classe 1993. Appassionato di musica fin da giovanissimo, inizia il suo percorso artistico a 14 anni studiando canto e costruendo nel tempo una vocalità riconoscibile e fortemente legata all’espressione emotiva. Dopo le prime esperienze formative e i casting televisivi di alcuni tra i talent più famosi in Italia, nel 2018 raggiunge la finale di Area Sanremo, tappa che segna in modo importante la sua crescita artistica e autorale. Il suo percorso discografico prende forma con i primi singoli ufficiali del 2020, tra cui “Drink al Bar”, “Scacco matto” e “Come se tu fossi ancora qui”. Nel 2021 arrivano “Solo te” e “Baila Conmigo”. Dopo altri singoli pubblicati nel corso del 2022 e del 2023, è nel 2024 che Kimele apre una fase più matura e introspettiva del suo percorso con “Rimarrò tua”, brano intenso dedicato al tema della perdita e della permanenza del sentimento e “Cadere”, singolo incentrato sulla capacità di rialzarsi e sul valore di chi resta accanto nei momenti difficili (oltre 514mila stream su Spotify). Nel 2025 Kimele pubblica “DANCEHALL”, mostrando anche una sfumatura più ritmica e immediata del proprio universo musicale, mantenendo al centro la sua identità. “Trenta” è il suo nuovo singolo.
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TOMMASO RENZONI ED IL CAST DI NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI 3.0 ALL'INCONTRO DEI PROGETTI SCUOLA ABC - CINEMA, STORIA&SOCIETÀ - DENTRO L'IMMAGINE
“Cinema, Storia & Società – Dentro l’immagine”: l'incontro - moderato da Martina Barone - con il regista Tommaso Renzoni e gli attori Alice Lupparelli, Adriano Moretti e Alice Maselli dopo la proiezione di Notte prima degli esami 3.0
Si è chiuso con un incontro pieno di entusiasmo e di spunti curiosi, l’ultimo appuntamento annuale di Cinema, Storia&Società – Dentro l’immagine, che ha visto protagonisti al Cinema Adriano di Roma, il regista e sceneggiatore Tommaso Renzoni e gli attori Alice Lupparelli, Adriano Moretti e Alice Maselli, per presentare – di fronte a 400 tra studenti e studentesse delle scuole di Roma e del Lazio e moderati dalla critica cinematografica Martina Barone - il film Notte prima degli esami 3.0, opera prima da regista dello stesso Renzoni. All'incontro è intervenuto Enrico Bufalini, Direttore Cinema, Documentaristica e Archivio Luce Cinecittà, che ha invitato i ragazzi e le ragazze delle scuole a visitare gli studi di Cinecittà, sottolineando il fondamentale apporto di Luce Cinecittà alla formazione degli studenti e aspiranti professionisti del settore, attraverso lo studio della storia del cinema e delle sue tecniche, e l’insegnamento della bellezza dell’arte dell’audiovisivo.
Notte prima degli esami 3.0, distribuito nelle sale da marzo da 01 Distribution, scritto da Renzoni con Fausto Brizzi, è interpretato anche da Sabrina Ferilli, Sebastiano Somma, Tommaso Cassissa, Gian Marco Tognazzi, Ditonellapiaga e con Antonello Venditti nella parte di se stesso. La colonna sonora è stata curata da Bruno Zambrini, con la partecipazione di Ditonellapiaga con il brano originale Le brave ragazze e Antonello Venditti con il brano Notte prima degli esami, presente anche nei precedenti film.
Alla vigilia della maturità, un gruppo di liceali romani si ritrova a vivere la sua ultima grande avventura insieme: amori segreti, tradimenti, amicizie messe alla prova e piani disperati per ingannare la prof più temuta della scuola. Tra feste clandestine, motorini che sfrecciano nella notte e un viaggio improvvisato fino a Macerata, Giulio e i suoi amici dovranno affrontare il passaggio all’età adulta scoprendo che crescere significa anche sbagliare, perdonare e avere il coraggio di dire finalmente la verità.
Dopo Riccardo Rossi, Gabriele Mainetti, Luisa Ranieri, Daniele Vicari, Gabriel Montesi, Andrea Fuorto, Pier Giorgio Bellocchio, Monica Guerritore, Mario Martone, Luisa Ranieri e Laura Samani, continua il percorso della linea concettuale Cinema, Storia&Società – Dentro l’immagine che nasce per ripercorrere il Novecento attraverso le storie, le immagini, i protagonisti e gli interpreti del grande cinema italiano e internazionale e che vuole anche approfondire ciò che accade nel mondo odierno, denso di conflitti e contraddizioni che su grande schermo rivelano tutta la loro complessità. Il cinema è infatti un linguaggio universale, fatto di storie e personaggi, vite e paesaggi, ma è anche, quasi per vocazione naturale, uno specchio deformante e insieme fedele di ciò che accade nelle nostre società. Una rappresentazione che mette in gioco non solo la parte visibile del mondo in cui viviamo, ma quella in ombra, fatta di idee, aspettative, pregiudizi, memorie condivise e talvolta divergenti.
Cinema, Storia&Società – Dentro l’immagine è promosso dall’Assessorato Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica della Regione Lazio nell’ambito del PR FSE+ Lazio 2021-2027 con l’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale attraverso Zètema Progetto Cultura, in partenariato con Giornate degli Autori, Roma Lazio Film Commission, Cinecittà e la Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura.
Per maggiori informazioni:
CAMPAGNA ARTBONUS PER VILLA SORA E LE TERME-GINNASIO
► COME CONTRIBUIRE CON ARTBONUS Dona online attraverso il portale ufficiale ArtBonus. Potrai beneficiare di un credito d’imposta del 65% sull’importo versato, contribuendo direttamente al restauro e alla conservazione di due straordinari siti romani. Accedi alla campagna: |
Importo complessivo dei lavori di restauro Villa Sora + cd.Terme-Ginnasio, Torre del Greco (NA) | € 60.000 |
- Restauro degli apparati decorativi parietali: consolidamento della pellicola pittorica, pulitura, integrazione materica e pittorica
- Ricollocazione in sede originaria di un dipinto murale distaccatosi, previo consolidamento dei frammenti e assemblaggio su pannello idoneo
- Manutenzione straordinaria degli intonaci degradati o distaccati
- Monitoraggio e contrasto al degrado causato da agenti atmosferici, microflora e vegetazione, aggravato dalla prossimità al mare
“DAL SOGNO AL SEGNO” a Scandicci una mostra sull'opera dell'illustratore Roberto Innocenti
Tra realtà e fantasia, l’arte raffinata di Roberto Innocenti è protagonista di una grande mostra che inaugura realizzata in parallelo in due sedi espositive: al Castello dell’Acciaiolo e alla Biblioteca comunale di Scandicci.
“Dal sogno al segno. Le fiabe che ci guardano, le case che ci ricordano, la storia che ci guida” inaugura il 18 aprile alle ore 15,30 (al Castello dell’Acciaiolo) alla presenza dell’artista e propone un viaggio nell’arte e nella carriera di uno dei più talentuosi illustratori italiani che si è affermato anche all’estero. Roberto Innocenti, unico illustratore italiano insignito con il prestigioso Premio Hans Christian Andersen, ha saputo rappresentare le più celebri favole tradizionali, arricchendole e intrepretandole con il suo punto di vista sempre critico.
La mostra, ad ingresso gratuito, realizzata dal Comune di Scandicci in collaborazione con Lucca Crea (società che organizza il festival Lucca Comics & Games), curata di Pio Corveddu, Dario Dino-Guida e Giulia Dorati, prosegue la collaborazione con l’esposizione dedicata all’opera di Sergio Staino – l’arte di vivere tra satira e impegno, che ha riscosso un grandissimo successo.
Al Castello dell’Acciaiolo (via Pantin, 63, Scandicci), il visitatore sarà immerso nelle atmosfere e nelle suggestioni fiabesche: da Cenerentola, qui ambientata nell’Inghilterra degli anni 20, a Cappuccetto Rosso che si muove in una giungla moderna, tra luci al neon, centri commerciali bulimici e periferia disastrata. Lo Schiaccianoci e il Canto di Natale di Dickens ci mostrano un tempo lontano ma, grazie all’opera di Innocenti, ancora attuale e dal valore evocativo. A completare il percorso Pinocchio di Carlo Collodi, tratteggiato con incredibile maestria.
Attraverso la sua arte sempre attuale, Innocenti ha saputo raccontare anche momenti complessi della nostra storia. La Rosa Bianca (il primo grande successo internazionale) e La storia di Erika affrontano le pagine buie della Seconda Guerra mondiale e della deportazione del popolo ebraico: con uno stile elegante e rispettoso.
La Biblioteca di Scandicci (via Roma, 38A, Scandicci) accoglierà, invece, la parte satirica e grafica della produzione dell’artista. Negli spazi messi a disposizione, sarà infatti possibile scoprire il tratto più irriverente e critico dell’artista, sempre curioso delle vicende quotidiane locali e nazionali. Sarà possibile ammirare anche opere inedite che non sono mai state pubblicate e il capitolo censurato di Pinocchio (opera di fantasia di Innocenti che si è divertito a scrivere un fantomatico capitolo in più dell’opera delle vicende del burattino, in stile di Collodi). Insieme alla satira, sarà possibile anche ammirare i manifesti realizzati dal maestro per il Comune di Scandicci e altri festival o campagne nazionali di rilievo (prima fra tutte quella dedicata al voto a 18 anni).
ROBERTO INNOCENTI. Nasce nel 1940 a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. A 13 anni lascia la scuola per aiutare la famiglia, lavorando inizialmente in una fonderia. Negli anni successivi si avvicina al mondo dell’arte e si trasferisce a Roma, dove entra in un laboratorio di animazione e muove i primi passi nel campo della grafica, della pubblicità e del cinema d’animazione.
Negli anni ’70 e inizio anni ’80, Innocenti decide di dedicarsi all’illustrazione di libri. Nel 1983 incontra lo svizzero Étienne Delessert, che gli affida l’illustrazione di Cenerentola. In quell’occasione mostra anche le prime tavole di Rosa Bianca, che verrà pubblicato nel 1985 e segnerà l’inizio del suo successo internazionale.
Da allora, Innocenti ha illustrato numerosi capolavori — classici della letteratura e fiabe — per case editrici internazionali: da Le avventure di Pinocchio a Canto di Natale, da Lo Schiaccianoci a molte altre opere. Il suo stile — ricco di dettagli, prospettive complesse, atmosfere dense e evocative — gli ha guadagnato un’ampia fama internazionale: oggi è considerato uno dei più grandi illustratori contemporanei.
Tra i suoi riconoscimenti spiccano: la Hans Christian Andersen Award del 2008 — rendendolo l’unico illustratore italiano a ricevere questo premio —, la Golden Apple (Biennale Illustratori Bratislava) per “Rosa Bianca” nel 1985 e per “A Christmas Carol” nel 1991, oltre al Gustav Heinemann Peace Prize del 1985.
Roberto Innocenti ha saputo costruirsi una reputazione mondiale: le sue tavole sono tradotte e pubblicate in decine di paesi.
Dal sogno al segno.
Le fiabe che ci guardano, le case che ci ricordano, la storia che ci guida
Realizzata da: Comune di Scandicci - Lucca Crea – Lucca Comics & Games
Curata da: Pio Corveddu, Dario Dino-Guida e Giulia Dorati
La mostra è aperta dal 18 aprile al 17 maggio 2026
Sedi:
Castello dell’Acciaiolo (via Pantin, 63, Scandicci) orario di apertura 15/19
Biblioteca di Scandicci (via Roma, 38A, Scandicci) orario di apertura:
Lunedì 14,30/19,30
Martedì/Venerdì 9,30 -19,30
Sabato e domenica 9,30 -18,30
Ingresso libero





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