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sabato 20 giugno 2026

La Cappella del Tesoro di San Gennaro restituita a nuovo splendore: per la prima volta restaurato integralmente il pavimento realizzato dal Fanzago

Il restauro è stato promosso in vista dei 500 anni della fondazione della Cappella.

Svelato al pubblico il restauro del pavimento della Cappella del Tesoro di San Gennaro del celebre architetto barocco Cosimo Fanzago. L’opera di restauro, che per la prima volta in assoluto ha riguardato l’intera superficie marmorea della Cappella, è stata promossa dalla Reale Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro in vista del 500° anniversario della fondazione della Cappella, previsto nel 2027, e realizzata grazie al contributo della Fondazione Deloitte.

 

A testimoniare l’importanza della Cappella di San Gennaro per i Napoletani e non solo, l’evento ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e nazionali. Tra i presenti: Teresa Armato, Assessore al Turismo e alle Attività produttive Comune di Napoli, Barbara Balbi, Funzionaria restauratrice Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, Maria Alessandra Risolo, Direttore Tecnico R.O.M.A. Consorzio, Guido Borsani, Presidente Fondazione Deloitte, Mariano Bruno, Deputato della Cappella del Tesoro di San Gennaro, Vincenzo De Gregorio, Abate Prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro.

 

"Fin dalla sua nascita, Fondazione Deloitte ha individuato nel sostegno alla cultura e ai beni culturali uno dei suoi ambiti di intervento prioritari. Il contributo per il restauro del pavimento della Cappella di San Gennaro si inserisce in questo impegno che portiamo avanti da anni su tutto il territorio nazionale", dichiara Guido Borsani, Presidente di Fondazione Deloitte. "Tengo inoltre a sottolineare come questo rappresenti uno dei progetti di maggiore rilievo mai realizzati dalla Fondazione, data la straordinaria importanza del bene coinvolto: la Cappella di San Gennaro non è soltanto un luogo dal profondo significato per i napoletani, ma un autentico gioiello architettonico e storico-artistico di valore nazionale, che merita di essere preservato e valorizzato".

 

“Il restauro delle lastre marmoree del pavimento della Cappella del Tesoro di San Gennaro, realizzate da Cosimo Fanzago, si inseriscono in un progetto più ampio di collaborazione tra la Deputazione di San Gennaro e una serie di attori del Terzo settore, che contribuiscono non solo sul piano economico, ma anche nella diffusione e tutela del Tesoro di San Gennaro e del culto del Santo”, afferma Mariano Bruno, Deputato della Cappella del Tesoro di San Gennaro. “Il progetto di restauro, per la prima volta realizzato sull’intera area del pavimento della Cappella, avviene in prossimità della ricorrenza del cinquecentesimo anniversario del patto tra il Santo con gli Eletti della città, stipulato dal notaio il 13 gennaio 1527. L’iniziativa, inoltre, coincide con un momento particolarmente significativo per Napoli, che si prepara a un impulso internazionale rilevante anche in relazione alla prossima America’s Cup. L’obiettivo è quello di restituire alla città la Cappella restaurata e di avviare un più ampio percorso di interventi conservativi che, a partire dal pavimento, interesseranno progressivamente la Cappella. Un’operazione che consente di valorizzare uno dei tesori più importanti custoditi dalla città, restituito a nuova luce alla comunità che potrà rendere omaggio al culto del Santo patrono nella sua Cappella, ammirandone il rinnovato splendore”.

 

Un restauro integrale e complesso del pavimento per restituire a Napoli e al mondo un tesoro secolare

 

L'intervento di restauro, durato 8 mesi, è stato progettato da Giuseppe Giordano, avviato sotto la sua guida e poi proseguito sotto la direzione tecnica di Alessandra Risolo e operativa di Melina Pagano di R.O.M.A. Consorzio. Il lavoro, condotto con le più avanzate tecniche conservative e nel rispetto dei più alti standard di qualità, ha compreso operazioni di pulitura, rimozione di stuccature incongrue, consolidamento della superficie marmorea, integrazioni con tarsie marmoree e protezione finale del pavimento con cere microcristalline. Un’operazione che, nella sua complessità, ha richiesto continui adattamenti in corso d'opera, bilanciando rigore conservativo ed esigenze pratiche di cantiere. Il risultato è la restituzione alla città di Napoli e al mondo intero di un capolavoro che è testimonianza silenziosa di secoli di storia e devozione.

 

Cappella di San Gennaro, una storia legata indissolubilmente alla città di Napoli

 

Il 13 gennaio 1527 gli Eletti della Città di Napoli sottoscrissero sull’altare maggiore del Duomo, con atto rogato dal notaio Vincenzo De Bossis, il celebre Patto con San Gennaro, impegnandosi a edificare una cappella in suo onore affinché proteggesse la città dai tre flagelli che allora la minacciavano: peste, guerre ed eruzioni del Vesuvio. Nacque così la Reale cappella del Tesoro di san Gennaro, un gioiello barocco incastonato nel cuore del Duomo di Napoli e una delle massime espressioni artistiche della città, frutto della devozione collettiva dei napoletani e del contributo di maestri di fama internazionale.

Di tutte le meraviglie artistiche custodite in questo luogo, le due opere intorno alle quali si sono sviluppati il culto di San Gennaro e la devozione dei fedeli sono il busto angioino e la teca che ospita le Reliquie del Santo. Il prodigio della liquefazione del Sangue è il vero segreto del rapporto così singolare tra Napoli e il suo Santo Protettore. A custodire da quasi 500 anni il Tesoro e le reliquie di San Gennaro è la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro.


Dal 17 al 19 luglio 2026, il Parco dei Quartieri Spagnoli ospita il Napoli Blues Festival

Il 17 luglio 2026 prende il via la tredicesima edizione del “Napoli Blues Festival”, promosso e co-finanziato dal Comune di Napoli, nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027, e curato dall’associazione culturale Musica dal Mondo. Nata nel 1999, la manifestazione si configura come un’eccellenza multidisciplinare che celebra il blues come “linguaggio universale” e “cultura del viaggio”, configurando Napoli come polo internazionale e valorizzando il legame storico tra la città e le sonorità d’oltreoceano.

 

“Napoli Blues Festival” rientra tra i 55 progetti che, nel quadro della Linea d’azione 2 del bando “Cultura Napoli 2026”, animeranno tutte le Municipalità cittadine fino al mese di marzo del 2027. Si tratta di un programma diffuso e multidisciplinare fortemente voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, che conferma il ruolo della cultura come leva strategica di crescita, inclusione e valorizzazione del territorio. Con questo piano, che prevede un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro, l’Amministrazione comunale sostiene la qualità progettuale, rafforza il protagonismo degli operatori culturali e promuove una programmazione capace di coniugare patrimonio e innovazione.


La location: il blues come rigenerazione urbana

Il palcoscenico di questa edizione sarà un luogo dal forte valore simbolico e monumentale: il Parco dei Quartieri Spagnoli (Ex Ospedale Militare - La Santissima Community Hub). Portare il blues nel cuore pulsante di Napoli significa trasformare un sito storico in un presidio di cultura e aggregazione sociale. La musica diventa così il medium per una narrazione nuova dei Quartieri Spagnoli, associando l’identità del rione all’eccellenza artistica mondiale e promuovendo una modalità di fruizione dello spettacolo dal vivo totalmente sostenibile e rispettosa dei beni storici.



Il programma

Il cast artistico 2026 è stato selezionato per rappresentare le diverse anime del Blues contemporaneo, unendo la ricerca alla connessione tra la realtà locale e il panorama internazionale:


Venerdì 17 luglio, h. 21:00 – ERIC B. TURNER

Artista poliedrico ed energico, Turner porta una ventata di contemporaneità e potenza sonora, ideale per coinvolgere le nuove generazioni.

 

Sabato 18 luglio, h. 21:00 – BLUES FOR PINO

Un progetto corale di alto profilo che rende omaggio all’eredità musicale di Pino Daniele. Grandi musicisti come Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo, Lele Melotti, Rosario Jermano e Osvaldo di Dio danno vita a una produzione originale, capace di rileggere lo straordinario repertorio di Pino Daniele attraverso le lenti del blues e del jazz.

 

Domenica 19 luglio, h. 21:00 – RAY GELATO & THE GIANTS

Una leggenda internazionale per chiudere in grande stile la tre giorni all’insegna del ritmo e dell’energia travolgente.

 

Prevendita biglietti su Azzurroservice.it

La prevendita dei biglietti di ingresso ai spettacoli è affidata alla piattaforma Azzurroservice.it ed è possibile effettuare l’acquisto accedendo al seguente link: https://www.azzurroservice.net/stagioni-teatrali/napoli-blues-festival-2026/

 

Oltre i concerti: workshop gratuiti e partecipazione attiva

Il “Napoli Blues Festival” rompe la barriera palco-platea rendendo lo spettatore parte integrante del processo narrativo. Per questo, ogni giorno alle ore 19:00, al Parco dei Quartieri Spagnoli, nella Sala “La Santissima” dell’Ex Ospedale Militare, sono in programma dei workshop gratuiti e talk sulla storia della musica e sulle contaminazioni sonore, offrendo occasioni concrete di formazione per i giovani e gli appassionati.

 

Venerdì, 17 Luglio 2026, h. 19:00

Tema: Storytelling e Eredità Afro-Americana.

Talk: “Jazz Story: dalle piantagioni al palcoscenico”.

A cura di: Lino Volpe.

Un viaggio narrativo e teatrale che esplora lo storytelling applicato alla musica. L'incontro analizzerà come il Blues e il Jazz siano stati strumenti antropologici fondamentali, capaci di dare voce e dignità alle minoranze americane, trasformando il dolore delle piantagioni in un linguaggio universale.

 

Sabato, 18 Luglio 2026, h. 19:00

Tema: Napoli in Rock and Blues.

Talk: “Pino Daniele e la rivoluzione del Blues partenopeo”.

A cura di: Lino Vairetti.

Un’analisi storico-critica condotta da un protagonista assoluto della musica italiana. Lino Vairetti indagherà le radici profonde del Blues all'ombra del Vesuvio e lo straordinario percorso di Pino Daniele, l'artista che più di tutti ha saputo fondere l'anima nera del sound d'oltreoceano con la tradizione della canzone napoletana, rivoluzionando l'uso della chitarra rock-blues.

 

Domenica, 19 Luglio 2026, h. 19:00

Tema: Radici, Dialetto e Spiritualità.

Talk: “Il Blues dell'anima: tra sacro, profano e lingua madre”.

A cura di: Lino Volpe.

L'appuntamento esplora la profonda connessione tra la spiritualità del Blues primitivo e l'espressività viscerale del dialetto. Un focus su come la lingua madre (sia essa il dialetto partenopeo o lo slang del Delta) diventi lo strumento perfetto per tradurre in musica i sentimenti più intimi dell'essere umano, tra sofferenza, riscatto e misticismo.

 

 

Arrivare alla tredicesima edizione significa capitalizzare anni di successi che hanno visto sul palco leggende del calibro di John Mayall, Eric Burdon, Mick Taylor, Al Di Meola e John McLaughlin. Il “Napoli Blues Festival 2026” non è solo una rassegna musicale, ma un’operazione di promozione culturale e territoriale che utilizza il volano della grande musica per accendere una luce nuova su uno dei complessi architettonici più significativi del centro storico napoletano.

Info

081.2486173 – 393.3325117 – musicadalmondo@email.it – www.musicadalmondo.it
                                                                                                                           

Roero DOCG sotto le stelle di Torino, sulla Pista 500 del Lingotto arriva Roero Wine Fest

Oltre 110 etichette in degustazione, 45 cantine del territorio, street food, musica e una vista unica sulla città: il Consorzio Tutela Roero porta una straordinaria rappresentanza della denominazione in uno scenario unico per un evento dedicato alla scoperta del Roero DOCG in una delle serate più suggestive dell'anno.

Il Consorzio Tutela Roero torna al centro della scena torinese: mercoledì 24 giugno andrà in scena il Roero Wine Fest, una serata alla scoperta delle migliori espressioni della DOCG che avrà come scenario uno dei luoghi più spettacolari di Torino. 110 le etichette in degustazione, in rappresentanza di 45 cantine del territorio, protagoniste in una delle serate più attese dell’anno, quella di San Giovanni, patrono della città, ricorrenza che ogni anno richiama cittadini e visitatori in un’atmosfera di condivisione e partecipazione diffusa, tra legame con la tradizione e senso di appartenenza. 

Un contesto significativo arricchito da una location d’eccezione: ad ospitare il Roero Wine Fest sarà uno dei luoghi più iconici della città, la Pista 500 del Lingotto, simbolo della storia industriale torinese e della sua continua capacità di reinventarsi. Da pista di collaudo dell’ex stabilimento FIAT a polo contemporaneo di rigenerazione urbana che testimonia ancora oggi il dialogo tra passato e futuro che caratterizza questa città.

"Con il Roero Wine Fest vogliamo creare nuove occasioni di incontro tra il vino e il pubblico, utilizzando un linguaggio più contemporaneo e inclusivo"- sottolinea Massimo Damonte, Presidente del Consorzio Tutela Roero. "Le nuove generazioni cercano esperienze autentiche, da vivere e condividere. Per questo abbiamo immaginato un evento che unisse la qualità delle nostre denominazioni a musica, convivialità e socialità, mantenendo sempre il vino al centro del racconto. Il Roero ha molto da dire e crediamo che questo sia il modo giusto per avvicinare nuovi consumatori alla sua identità e alla sua straordinaria ricchezza."

Il percorso di degustazione si svilupperà in diverse isole tematiche che guideranno i visitatori alla scoperta dei diversi stili produttivi e delle interpretazioni differenti. Dalla dalla freschezza e versatilità del Roero Arneis all'eleganza del Roero a base Nebbiolo, fino alle interpretazioni più complesse e strutturate delle Riserve. Ad accompagnare i calici, una selezione di street food e un programma musicale che trasformerà la serata in una vera festa sotto le stelle, un punto di osservazione privilegiato per ammirare la città e, dopo il tramonto, i tradizionali fuochi d’artificio di San Giovanni che illumineranno il cielo di Torino.

Roero Wine Fest si propone così come un nuovo appuntamento dedicato agli appassionati di vino e a chi desidera avvicinarsi al mondo del Roero in un contesto informale, immersivo e contemporaneo.

Un viaggio intorno al mondo per guardare il nostro tempo: lungometraggi d'autore all'Ischia Film Festival 2026

Otto titoli, tra urgenza del reale e respiro poetico, compongono il concorso principale della 24ª edizione.

Al Castello Aragonese prende forma una selezione che attraversa geografie, linguaggi e inquietudini del presente: Aisha can’t fly away, Kickoff, Waking Hours e Lo spirito delle stagioni / The Soul of the Seasons; in anteprima nazionale Elämä on juhla / Summer is Crazy, Sanding Dreams e We Are The Fruits of the Forest; in anteprima internazionale Wirbel.

 

“Ogni edizione dell’Ischia Film Festival nasce dal desiderio di ascoltare ciò che i luoghi trattengono: le ferite, le promesse, le contraddizioni del nostro tempo – dichiara Michelangelo Messina, direttore artistico del festival. Anche in questa edizione, grazie a una pluralità di provenienze, il cinema che porteremo al Castello Aragonese ci ricorderà quanto sia necessario riconoscere nel mondo il riflesso delle nostre inquietudini. Il concorso dei lungometraggi propone, in questo senso, un ventaglio di sguardi che non rinuncia alla sperimentazione nei linguaggi e nei generi”.

 

A confermare questa visione, la selezione finale colpisce per la sua ampiezza geografica: otto film provenienti da Egitto, Finlandia, Germania, Russia, Italia, Francia, Cambogia, Cechia e Slovacchia, in un percorso che attraversa i continenti e mette al centro le esperienze umane là dove si fanno più fragili e vere.

In un intreccio di linguaggi, dalla finzione al documentario, le opere in gara affrontano temi di stringente attualità. We Are The Fruits of the Forest (Anteprima italiana) del regista cambogiano candidato all’Oscar Rithy Panh racconta la lotta dei Bunong, popolo originario cambogiano, contro la perdita della terra e contro un clima che ne sconvolge le coltivazioni.

 

In Aisha can’t fly away dell’egiziano Morad Mostafa, una giovane caregiver sudanese al Cairo resta intrappolata tra le tensioni dei migranti africani e i ricatti della malavita.

Nel solco del cinema intimista scandinavo, Elämä on juhla / Summer is Crazy (Anteprima italiana) della finlandese Ulla Heikkilä osserva una famiglia disfunzionale dell’arcipelago alle prese con i limiti dei propri sogni, sotto un sole che a mezza estate non tramonta mai.

Kickoff di Roser Corella e Stefano Obino porta in un villaggio di montagna del Kirghizistan, dove una donna sfida le tradizioni organizzando un torneo di calcio femminile: emancipazione e riscatto attraverso il gioco.

 

In Sanding Dreams (Anteprima italiana) del russo Anton Mamyikin, uno studente di ingegneria spaziale torna al villaggio natale per un’emergenza familiare, mettendo da parte il proprio sogno di stelle per rispondere ai legami e alle necessità degli affetti.

 

Lo spirito delle stagioni / The Soul of the Seasons dell’italiano Alessandro Cattaneo segue le correnti emotive che attraversano i cicli del tempo, in una dimensione sospesa e contemplativa.

Waking Hours di Federico Cammarata e Filippo Foscarini è un viaggio notturno nella foresta, accanto a un gruppo di passeur afghani in attesa, al confine serbo-ungherese, là dove la Storia recente si fa carne e attesa.

 

Chiude la selezione Wirbel (Anteprima internazionale) del ceco Tomáš Hubáček: uno straniero esausto eredita una casa in una terra di confine e, sulle tracce di una donna enigmatica, riscopre i rituali perduti di chi abitava quel paesaggio.

 

A giudicare le opere in concorso sarà una giuria internazionale composta da Cristiana Allievi, giornalista e collaboratrice di Vanity Fair, D – la Repubblica, F magazine e Il Sole 24 Ore; Natascha Drubek-Meyer, docente di letteratura comparata e studi su cinema e media alla Libera Università di Berlino; e Roland Sejko, regista e responsabile della redazione editoriale dell’Archivio Storico Luce. Oltre al premio per il miglior film, la giuria assegnerà i riconoscimenti alla migliore regia, alla migliore fotografia e alla migliore scenografia.

 

Ne emerge un concorso attraversato da geografie diverse e da una stessa domanda: come continuare a riconoscerci dentro un mondo che cambia, ferisce, separa, ma ancora ci riguarda. Perché è attraversando il mondo, in fondo, che impariamo a riconoscere noi stessi.

 

Ischia Film Festival è sostenuto da: MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Campania – Film Commission Regione Campania, BONACINA, BPER Banca e si svolge sotto il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio.

 



 

INFO

www.ischiafilmfestival.it/

www.instagram.com/ischiafilmfestival/

www.facebook.com/IschiaFilmFestival

www.tiktok.com/@ischiafilmfestival

 

CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 2026 Sabato 20 giugno IL TEATRO DELL'INCONTRO E LA FORZA DELLA POESIA

Voci che nascono nei luoghi della fragilità e si trasformano in strumenti di libertà e condivisione: è questo il filo rosso della nona giornata della diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.

Al centro della giornata di sabato 20 giugno vi sono esperienze umane e artistiche che superano confini geografici e sociali: da “È da una voce che nasce il coraggio”, nato per il progetto “Quartieri di Vita”, a “Ma’ come Mali”, l’ultimo appuntamento della sezione Letteratura, a cura di Silvio Perrella, con Ismaël Diadié Haïdara.

Tappa a Salerno, alla Sala Pasolini, dove alle 21:00 è in programma “È da una voce che nasce il coraggio”, con la regia di Gina Ferri e Frederico Araujo, esito di un percorso laboratoriale nato dall’incontro tra le associazioni Traversarte e La Tenda - Centro di Solidarietà. In scena, minori stranieri non accompagnati e persone che vivono situazioni di dipendenza condividono frammenti di storie, gesti quotidiani, giochi e visioni poetiche nate dall'improvvisazione. Oggetti comuni diventano strumenti narrativi e compagni di viaggio, mentre il palco si trasforma in un luogo protetto dove giocare, recitare e creare insieme. “Non abbiamo cercato una rappresentazione realistica del disagio né una narrazione costruita sul trauma – afferma Gina Ferri -. L'obiettivo era creare un luogo in cui ogni partecipante potesse sentirsi accolto e libero di esprimersi attraverso il corpo, la voce e l'immaginazione”. E conclude: “Il teatro, in questo percorso, diventa un gesto politico e umano: un atto di resistenza gentile che rivendica il diritto di ogni persona a creare, immaginare e condividere bellezza”. 

Si conclude con “Ma' come Mali” il viaggio della sezione Letteratura, a cura di Silvio Perrella, attraverso i molteplici significati racchiusi in una sillaba che apre continuamente nuove traiettorie dell'immaginazione. Ospite dell'ultimo appuntamento, in programma alle 19:00 nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, è Ismaël Diadié Haïdara, nato in Mali e costretto all'esilio. Haidara, che ha sposato la forma delle Tebrae e ne ha fatto uno strumento di libertà e speranza, ha fondato una biblioteca con oltre 12mila volumi appartenuti ai suoi antenati. “La tebría è formata da due versi generalmente composti in lingua hasaniya dalle donne del deserto, tra il sud del Marocco, Walata, Tishit, Wadan e Timbuctù”. Così spiega in poche parole che cos’è questo genere poetico. Una sorta, potremmo aggiungere, di haiku africano. 

La serata al Giardino Romantico di Palazzo Reale prosegue con il Dopo Festival, a cura di Drop Eventi: dalle ore 19:00 il dj set con Dario Tofano, mentre, dalle 21:00, il live di Fabric, collettivo nato dall’incontro di musicisti con background differenti che fonde funk, soul e afrobeat in una proposta urbana, energica e contemporanea.


È DA UNA VOCE CHE NASCE IL CORAGGIO
REGIA GINA FERRI E FREDERICO ARAUJO
SELEZIONE MUSICALE E SUPPORTO TECNICO EMANUELE FERRI
ASSISTENTE ALLA REGIA MAURO DE SIMONE
CON MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI E PERSONE CON DISTURBI DA DIPENDENZA RESIDENTI A SALERNO
PRODUZIONE TRAVERSARTE APS
IN COLLABORAZIONE CON CENTRO DI SOLIDARIETÀ LA TENDA
IN PARTENARIATO CON RAPPRESENTANZA GENERALE DELLA COMUNITÀ FIAMMINGA E DELLA REGIONE DELLE FIANDRE IN ITALIA
Sala Pasolini (SA)
20 giugno, ore 21:00  
Durata 50 minuti 


MA’ COME MALI
Compleanno di Casa della Poesia di Baronissi: trent'anni! 
CON ISMAËL DIADIÉ HAÏDARA

Terrazza prospiciente il Giardino Romantico, Palazzo Reale di Napoli
20 giugno, ore 19:00 
Durata 1 ora

Tony Mauro riporta in scena la grande sceneggiata napoletana con Bambulina d’ ’o Rione Sanità

Il celebre artista partenopeo, volto storico della musica e della televisione dagli anni ’70, torna sul palcoscenico per rendere omaggio al capolavoro ideato da Alfonso Gemito, con la regia di Savio Morelli.
NAPOLI – Sabato 20 giugno 2026, alle ore 20:00, il Teatro Totò di Napoli accoglie il grande ritorno di Tony Mauro, protagonista assoluto della nuova messa in scena di Bambulina d’ ’o Rione Sanità – ’a figlia d’ ’o peccato.
Un’opera che affonda le sue radici nella tradizione più autentica della sceneggiata napoletana, riportata oggi sul palco con rinnovata forza emotiva e profondo rispetto culturale.
Con rispetto, dedizione e un profondo senso di appartenenza culturale, Mauro dà nuova vita alla visione del maestro Gemito, guidato dalla regia attenta e sensibile di Savio Morelli.
Dagli esordi al successo discografico
La carriera di Tony Mauro inizia nei primi anni ’70, quando si impone rapidamente nel panorama discografico nazionale grazie a una voce riconoscibile e a una forte identità interpretativa. Nel corso degli anni incide numerosi lavori, collaborando con alcuni tra i più importanti arrangiatori della musica partenopea.
Il debutto teatrale e il ruolo del “malamente”
Agli inizi degli anni ’80 arriva il debutto a teatro. Mauro lavora accanto a giganti della tradizione come Tonino Apicella e Cinzia Oscar, distinguendosi per la sua capacità di interpretare il “malamente”, l’antagonista: un ruolo complesso, intenso, centrale nella struttura narrativa della sceneggiata.
La popolarità televisiva
La sua presenza scenica e la sua vocalità lo portano presto in televisione, sia su reti regionali che nazionali. Tra le partecipazioni più significative figurano Cantagol, Viva Napoli e le esibizioni nello storico programma di Rai 1 Napoli prima e dopo, che contribuiscono a consolidarne la notorietà.
Il ritorno sulle scene
Oggi Tony Mauro sceglie di tornare al teatro per custodire e tramandare un patrimonio culturale prezioso. Con Bambulina d’ ’o Rione Sanità restituisce al pubblico la forza, il pathos e l’emozione della sceneggiata classica, interpretando un’opera che unisce tradizione, memoria e identità partenopea.

Sanità in Campania, l'80% delle strutture pubbliche è assicurato. Coviello (IGB Broker): «La percentuale più alta d'Italia»

Il broker snocciola i dati durante l'evento "Pubblico e privato per un equilibrio in sanità" svoltosi alla clinica Ruesch con focus al sistema sanitario regionale. «L'auspicio è che tutti i protagonisti siano intorno a un tavolo, uniti e coesi per migliorare le cure dei cittadini della nostra regione».

In Campania circa l'80% delle strutture sanitarie pubbliche risulta oggi già coperto da assicurazione o è in corso di copertura. Un dato, che recupera anni di autoassicurazione e che risponde all’obbligo posto dalla legge 24/2017, in controtendenza rispetto all'andamento nazionale che risentirebbe di una sostanziale lentezza nell’adeguamento alle nuove norme.

È quanto emerso dall'intervento di Angelo Coviello, amministratore delegato di IGB Broker di assicurazione, in occasione dell'incontro «Pubblico e privato per un equilibrio in sanità», svoltosi nelle scorse ore alla Clinica Ruesch e che ha visto relatori di primo spessore confrontarsi sulla sanità in Campania. Tra questi il presidente dell’Associazione Notai Cattolici Roberto Dante Cogliandro, il presidente AIOP Sergio Crispino, il sostituto procuratore di Napoli Nord Cesare Sirignano, la presidente della Commissione Sanità regionale campana Loredana Raia, l’ad di Clinica Ruesch Francesco Merlino e il presidente LND Vincenzo Schiavone. Dall'incontro, dedicato allo stato del sistema sanitario regionale con focus sulle strutture sanitarie private e accreditate, è emersa una richiesta di confronto urgente con le massime istituzioni regionali in materia per far fronte a criticità conclamate come quella del ritardo nei pagamenti.

Spazio è stato dato alla situazione assicurativa. «Oggi l'80% delle strutture pubbliche della Regione Campania, aziende sanitarie, ASL, AORN, è assicurato o in procinto di farlo: una percentuale molto alta, forse la più alta d'Italia», ha dichiarato il broker regionale durante il suo intervento. Aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere e universitarie risultano oggi in larga parte assicurate; restano escluse poche strutture che «probabilmente sono in ritardo nella protezione o hanno un rischio basso», per le quali può essere ragionevole una soluzione di autoassicurazione, sostiene Coviello.

Come ha rilevato lo stesso Coviello, «la spesa assicurativa italiana nel settore della medical malpractice è di 700 milioni di euro contro i 50 miliardi di fatturato realizzate dalle imprese nei rami danni; parliamo sostanzialmente dell'1% della spesa». Nei 700 milioni, ha precisato il broker, sono compresi «i pagamenti dei premi delle strutture pubbliche, delle strutture private e accreditate, degli operatori sanitari». A fronte di quella spesa, ha aggiunto, «ci sono 2 miliardi e 300 milioni di accantonamenti per fondo rischi, da parte delle strutture sanitarie pubbliche non assicurate, che potrebbero essere investiti nelle cure ammodernando gli ospedali e accrescendo i Lea». Nello stesso periodo la sanità privata è cresciuta, secondo il broker, di circa il 7% annuo.

Negli ultimi diciotto mesi, dopo l'entrata in vigore della legge Gelli e dei relativi decreti attuativi — divenuti cogenti dal 16 marzo di quest'anno — la copertura assicurativa delle strutture pubbliche regionali ha conosciuto un'espansione significativa, per l’adesione alla legge, raggiungendo secondo il broker una delle percentuali più elevate del Paese. Tra i nodi affrontati, il diverso approccio alla protezione del rischio adottato dai due comparti e la necessità di un dialogo strutturato tra le parti, nell'interesse della tutela delle cure e della sostenibilità del sistema regionale.

«L'auspicio è che tutti i protagonisti siano intorno a un tavolo, uniti e coesi nell'interesse dei cittadini e della nostra regione», ha concluso Coviello, rimarcando la disponibilità a contribuire ai percorsi futuri di confronto tra parte pubblica e privata.