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mercoledì 21 gennaio 2026

GIORNATA DELLA MEMORIA a Palazzo Donn'Anna “QUALE MEMORIA” Musei, voci, architetture. Dieci anni di riflessioni" con la FONDAZIONE DE FELICE martedì 27 gennaio 2026

 Non una commemorazione formale, ma un incontro aperto sul senso della memoria oggi. In occasione della Giornata Internazionale della Memoria 2026, la Fondazione Ezio De Felice promuove martedì 27 gennaio alle ore 18, presso il Teatro di Palazzo Donn’Anna, la IX edizione della rassegna “I Musei della Memoria – Architetture che raccontano”, che quest’anno coincide con i dieci anni di attività del ciclo di studi.

 

Il titolo scelto per l’edizione 2026, “Quale memoria? Musei, voci, architetture. Dieci anni di riflessioni”, pone una domanda diretta e necessaria. In un contesto storico segnato da conflitti, tensioni e smarrimenti collettivi, la memoria non può essere data per scontata: va interrogata, condivisa, rimessa in discussione. Da qui l’idea di un incontro pubblico che riunisca voci diverse intorno a una riflessione comune sul significato dei Musei della Memoria oggi, sul loro ruolo civile e sulla responsabilità culturale dell’architettura.

 

L’appuntamento si configura come un dialogo tra Marina Colonna, Presidente della Fondazione Ezio De Felice, Marella Santangelo, Direttore del DIARC – Università degli Studi di Napoli Federico II, e Gioconda Cafiero, Università degli Studi di Napoli Federico II, che ripercorreranno dieci anni di riflessioni sui Musei della Memoria, tra ricerca, architettura, spazio pubblico e coscienza storica.

 

L’incontro intende fare il punto su un percorso che, dal 2017 a oggi, ha attraversato casi studio, esperienze internazionali e figure centrali del dibattito architettonico e culturale, interrogandosi su come i memoriali possano essere non solo luoghi del ricordo, ma presìdi attivi contro l’indifferenza, capaci di parlare al presente. Attraverso l’architettura, i memoriali rendono visibile ciò che rischia di essere dimenticato, interrogando la responsabilità civile.

 

A seguire, il momento musicale “Voci per Zeinab”, vero e proprio concerto che completa e amplifica il senso dell’incontro. Tra parole cantate e parole narrate, la voce recitante di Chiara Vitiello dialoga con il Coro Le Voci del ’48, diretto da Salvatore Murru, a cura del Centro di Musica Antica Pietà dei Turchini. Un intervento artistico che non accompagna, ma interpreta la memoria, trasformandola in esperienza condivisa.

 

L’edizione 2026 della rassegna propone così un unico percorso: prima l’incontro, poi il concerto, in una continuità di pensiero e ascolto che mette al centro la domanda iniziale: quale memoria vogliamo trasmettere, oggi?

 

 

I Musei della Memoria

La Fondazione culturale Ezio De Felice, che svolge e promuove attività di studi e ricerche nel campo della conservazione e della museografia, organizza dal 2017 "I Musei della Memoria, architetture che raccontano", ciclo di conferenze a cadenza annuale, invitando i protagonisti dell’architettura internazionale in occasione della ricorrenza del 27 gennaio. Dal 2017 sono stati ospiti: Andrea Wandel della Trier University of Applied Sciences che ha presentato il Judische Center di Monaco di Baviera, Paolo Coen dell’Università degli Studi di Teramo ha illustrato l’architettura di Moshe Safdie a Yad Vashem a Gerusalemme, Andràs Palffy della Technische Universität Wien ha presentato il progetto dello studio Jabornegg & Palffy del Museum Judenplatz a Vienna, Jacques Gubler, Guido Morpurgo e Annalisa De Curtis hanno raccontato il Memoriale della Shoah di Milano, Elena Montanari con la presentazione su I BBPR e il museo-monumento al deportato politico e razziale nei campi di sterminio nazisti di Carpi, Adachiara Zevi con l’incontro Monumenti per difetto, dalle Fosse Ardeatine alle Pietre d'Inciampo, nel 2024 Ludovica Di Falco ha presentato MEIS - Museo dell'Ebraismo Italiano e della Shoah a Ferrara e infine nel 2025 Gianni Biondillo e Eirene Campagna hanno tenuto l’incontro “La dignità perduta, storie di architetti discriminati ed espulsi”.

 

PROGRAMMA

 

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MEMORIA 2025
I Musei della Memoria Architetture che raccontano - IX Edizione


Martedì 27 gennaio 2025 - ore 18
FONDAZIONE EZIO DE FELICE
Teatro di Palazzo Donn'Anna
Largo Donn'Anna, 9 - Napoli
 

PROGRAMMA

 

Incontro – Quale memoria? Musei, voci, architetture. Dieci anni di riflessioni

 

Marina Colonna
Presidente Fondazione Ezio De Felice

 

Marella Santangelo
Direttore DIARC – Università degli Studi di Napoli Federico II

 

Gioconda Cafiero
Università degli Studi di Napoli Federico II

 

Concerto

Voci per Zeinab
Tra parole cantate e parole narrate

Chiara Vitiello, voce recitante
Coro Le Voci del ’48
Direzione Salvatore Murru

A cura del Centro di Musica Antica Pietà dei Turchini

 

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

www.fondazionedefelice.it


Bixio Academy premia in diretta su RAI RadioTre ad Hollywood Party il talento di Maria Chiara Casà


Bixio Academy premia in diretta su RAI RadioTre ad Hollywood Party il talento di Maria Chiara Casà, giovane compositrice di musica per il cinema.

Il 20 gennaio 2026, nel corso della diretta di Hollywood Party (riascoltabile sul sito della Rai), la celebre trasmissione di Radio 3 condotta da Steve Della Casa e Alessandro Boschi, Franco Bixio, Presidente di Bixio Academy, ha assegnato a Maria Chiara Casà, giovane compositrice di colonne sonore, il Premio Bixio Academy – Attestato di Merito 2025 “Per la particolare intensità descrittiva delle orchestrazioni che armonizzano scenari di ampio respiro e profondità dei dialoghi.”
L’attestato di merito Bixio Academy 2025, giunto alla sua terza edizione, fortemente voluto da Franco Bixio e dalla commissione artistica dell’Accademia, è stato conferito a Maria Chiara Casà, autrice di musiche per cinema e fiction. La sua colonna sonora più recente è per il film Come fratelli di Antonio Padovan prodotto da Pepito Produzioni e Rai Cinema.
Insieme a Franco Bixio e a Renato Marengo, coordinatore artistico della Bixio Academy, a consegnare il premio, che gode del patrocinio morale di SIAE, è intervenuta Laura Delli Colli, presidente del SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) che assegna ogni anno i Nastri d’Argento. L’attestato di merito Bixio Academy fa parte delle iniziative dell’Accademia miranti da una parte a incoraggiare e sostenere il talento dei giovani compositori impegnati nel settore delle colonne sonore cinematografiche e televisive; dall’altra a dare il giusto rilievo alla riproposizione delle musiche dei grandi autori maestri della musica per le immagini con manifestazioni celebrative e riconoscimenti. Ricordiamo gli incontri realizzati in questi anni da Bixio Academy presso la Casa del Cinema di Roma, la Discoteca di Stato, Milano Music Week, Music Day e Cinecittà (Sala Fellini), dedicati ad artisti come Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Pino Donaggio, Paolo Villaggio, Claudio Simonetti, i Goblin e icone del cinema horror come Dario Argento e Lucio Fulci, oltre che ad anniversari di canzoni storiche come Parlami d’amore Mariù. L’Attestato di Merito Bixio Academy è l’unico premio dedicato ai giovani talenti della musica per le immagini, che viene assegnato nel corso di una diretta radiofonica della Rai, privilegiando l’ascolto delle composizioni.

Maria Chiara Casà, nel ricevere il prestigioso riconoscimento di Bixio Academy, ha dichiarato: Sono felice e onorata di ricevere questo riconoscimento. Desidero ringraziare le Edizioni Musicali Bixio per tutto ciò e considero il premio, oltre che un importantissimo riconoscimento, anche una conferma della fiducia e della stima accordatami. È qualcosa che mi emoziona perché niente di tutto questo era scontato ed è un bellissimo incoraggiamento per chi come me si inserisce a poco a poco nel mondo delle colonne sonore.

Maria Chiara Casà è una compositrice siciliana classe 1994. Diplomata in pianoforte, direzione d’orchestra, composizione e composizione per la musica applicata alle immagini, divide il suo cuore tra cinema e musica contemporanea. Le sue opere sono state commissionate ed eseguite da importanti istituzioni italiane e internazionali, tra cui il Teatro Massimo e il Teatro Politeama di Palermo, il Bozar di Bruxelles e l’Expo di Osaka e le sue colonne sonore sono state eseguite e incise da orchestre come la Bulgarian National Radio Symphony Orchestra e la Czech National Symphony Orchestra. La sua colonna sonora più recente è per il film Come fratelli (2025), regia di Antonio Padovan, edito da Bixio Edizioni Musicali. In ambito internazionale ha firmato diverse colonne sonore, ultima quella del film Casa en Flames (2024) del regista spagnolo Dani de la Orden, attualmente distribuito su Netflix Spagna. Le sue musiche sono edite da Bixio Edizioni Musicali oltre che da Universo Edizione Casa Musicale Sonzogno. Nel 2025 ha ricevuto numerose commissioni per quanto riguarda la musica contemporanea, tra cui il brano di apertura della stagione estiva 2025 del Teatro Massimo di Palermo, per cui ha composto "CantVs - Canto per Santa Rosalia" per coro misto e pianoforte, un duo da camera per violoncello e pianoforte "Lamento e danza di un buffone di corte" commissionato da Gilda Buttà e Luca Pincini per il loro progetto discografico "Cello & Piano Resonances", e nel settembre 2025 in prima assoluta è stata eseguita l’opera lirica "L'ebbrezza del volo", su libretto di Antonino Pio, commissionata per rappresentare l’Italia all’Expo di Osaka 2025. Attualmente è al lavoro su una nuova colonna sonora per un progetto di RaiUno.

Casa Museo Murolo presenta “ViniLi – Note di Degustazione” con Villa Matilde

Ecco l’appuntamento che unisce canzone napoletana e cultura enologica Giovedì 29 gennaio la musica di Roberto Murolo incontra lo storico Falerno di Villa Matilde.

Giovedì 29 gennaio, alle ore 19.00 al MU – Casa Museo Murolo, in via Cimarosa 25, va in scena “ViniLi – Note di degustazione”, una rassegna nata per approfondire e coniugare due grandi espressioni edonistiche della nostra terra: la canzone napoletana e la cultura enologica. Per la serata, tre vinili del maestro Roberto Murolo, chansonnier acclamato in tutto il mondo, entreranno in relazione con tre vini di Villa Matilde Avallone, viticultori in Campania Felix dal 1965. Entrambi raccontano il territorio attraverso linguaggi distinti, valorizzando la tradizione e proiettandola verso nuove visioni. Come Murolo ha saputo interpretare i grandi classici della canzone napoletana e comporre nuovi brani indimenticabili, così l’avvocato Francesco Paolo Avallone, appassionato cultore dei vini antichi e delle fonti di Plinio, Virgilio e Orazio, decise di riportare in vita il Falerno, leggendario vino dell’antichità.

È un’apertura speciale, in cui il percorso inizia con la visita guidata al MU – Casa Museo Murolo, residenza storica di Ernesto e Roberto Murolo, da quasi un anno impegnata nella valorizzazione del patrimonio musicale partenopeo e già meta di centinaia di visitatori. Poi si arriva al clou dell’esperienza con l’ascolto di tre vinili, riprodotti su un antico grammofono realmente appartenuto a Murolo, abbinati a tre vini raccontati da un sommelier esperto, in una sinestesia tra gusto, aromi e udito. Ogni brano di Murolo è abbinato a un vino iconico di Villa Matilde.


Il Mata Rosé, spumante brut metodo classico, si presenta con un colore rosa chiaro e un perlage fine. Al naso sprigiona profumi intensi di fragoline di bosco, cassis, mela, pompelmo, melograno, glicine e violetta. Fresco e di buon corpo, con finale setoso, è abbinato a ‘O cunto ‘e Mariarosa un brano luminoso e ritmato, dalla melodia fluida: una musica che “danza” senza perdere nobiltà. Segue il Collecastrese Falerno del Massico DOP Bianco 2024, vino in cui riecheggia la Falanghina degli antichi Romani, il vinum album Phalanginum. Vinificato in purezza, è di colore giallo paglierino, con profumi eleganti di frutta matura – ananas, mango, frutto della passione – e note di mela verde, mandarino e pesca. Al palato è equilibrato, vellutato e persistente, con una freschezza che dona finezza e personalità. È un bianco solare e mediterraneo, abbinato ad “Accarezzame” un brano arioso e “cantabile” capace di trasmettere emozioni serene e luminose. La degustazione si conclude con il Falerno del Massico DOP Rosso, il vino più celebre della letteratura e della storia. Di colore rosso profondo, nasce da uve Aglianico e Piedirosso coltivate nei vigneti collinari della tenuta di San Castrese, alle pendici del vulcano di Roccamonfina, in provincia di Caserta. Il profumo è intenso e complesso, con note di viola, frutti neri, ciliegia, mora e lampone. Al palato è pieno, elegante e armonico. Un vino strutturato, abbinato a “Desiderio” un brano intimo e malinconico, lento e carico di emozione: qui la musica non accompagna, racconta.

Mille&UnBabà, inizia la selezione per la finale della V edizione

Parte la V edizione di “Mille&UnBabà”, il contest dedicato al dolce napoletano per antonomasia.

Il progetto, targato Mulino Caputo, ha fornito l’opportunità e l’ispirazione a tanti pasticceri, italiani e stranieri, per creare decine di varianti di questo grande classico della pasticceria, già sintesi di successo tra la tradizione mitteleuropea e l’eleganza francese perfezionate dalla tecnica e dalla creatività partenopee.

Se la finale è prevista per lunedì 16 marzo, è già possibile richiedere il regolamento, inviando una mail all’indirizzo: info@dfcomunicazione.it

Le candidature potranno essere presentate entro il 2 marzo, e sono riservate agli artigiani che abbiano maturato almeno 5 anni di esperienza in pasticceria, per la realizzazione di un Babà contemporaneo, proposto in monoporzione.

La giuria sarà composta da un panel d’eccezione; a degustare le proposte in gara ci saranno: il celebre chef stellato Gennaro Esposito; il maestro pasticcere Sal De Riso, presidente dell’AMPI; Salvatore Capparelli, tra i maggiori e più apprezzati interpreti del Babà napoletano; Sabatino Sirica, Cavaliere della Repubblica e della pasticceria partenopea, e Antimo Caputo, ceo di Mulino Caputo.

Al vincitore verrà assegnata una fornitura di 1000 kg di farina Mulino Caputo, oltre a un premio in denaro di 1000 euro.

“E’ sempre stimolante assaggiare le proposte che i maestri pasticceri elaborano e realizzano in occasione dei nostri contest. Soprattutto grazie al contributo delle giovani generazioni, capaci di padroneggiare le tecniche della pasticceria contemporanea, si definiscono nuove tendenze, reinterpretando i dolci della nostra tradizione, in una chiave innovativa.

In questi anni, abbiamo assistito ad una costante ricerca e al raggiungimento di un crescente equilibrio del gusto oltre che alla riduzione dello zucchero, favorita dall’uso sempre più sapiente di spezie, frutta e aromi naturali.”

JABONI pubblica "BLU", il nuovo singolo e videoclip fuori il 16 gennaio 2026

Dal 16 gennaio 2026 è disponibile su tutte le piattaforme “BLU”, il nuovo singolo di Jaboni prodotto da Giorgio Lorito per Gil Produzioni. Il brano, accompagnato dal videoclip ufficiale, attraversa ciò che resta dopo una storia d’amore: memoria che scalda e punge, il tentativo di dimenticare mentre tutto continua a tornare.

“BLU” racconta un amore che non c’è più, ma che continua a vivere nei ricordi. È la storia di chi tenta di dimenticare, ma scopre che certi ricordi non possono, e forse non devono, svanire. Perché sono proprio quei ricordi, anche i più dolorosi, a dare forma alla nostra storia e a renderci ciò che siamo oggi. Ci si perde a ripensare agli errori, a ciò che è stato dato per scontato, a ciò che si è perso lungo il cammino, ma alla fine si comprende che ogni percorso ha avuto un valore, per il fatto stesso di essere stato vissuto.

Il blu diventa il mare interiore dell’artista: profondo, freddo, carico di nostalgia. Jaboni ci nuota dentro cercando di restare a galla, mentre il dolore, che resta silenzioso, arriva dritto al cuore.

Il videoclip, per la regia di Daniele Tofani, adotta un piano-sequenza: Jaboni in cammino, la camera lo accompagna a distanza costante. La narrazione è nel passo; il ritmo del brano guida respiro e traiettoria, con la città a fare da fondale. Un movimento continuo che apre spazio e misura la distanza.

Con “BLU”, Jaboni continua il percorso inaugurato con i brani in italiano dopo una prima fase di singoli pubblicati in inglese: una scrittura che guarda ai gesti minimi e li porta al centro, senza cornici superflue. La canzone non chiude la ferita, la mette a fuoco e, nel farlo, apre una via d’uscita: respirare, nuotare, tornare a casa anche quando casa non è più la stessa.
BIO - JABONI    
Simone Iaboni, in arte Jaboni, classe 1982, è un cantautore, interprete, ed architetto.
Nato a Frosinone, si trasferisce a Roma all’età di 20 anni. Qui frequenta l’Accademia di musica Scarlatti, partecipa a diversi concorsi locali e nazionali, tra cui il Tour Music Fest nel 2017, anno in cui partecipa al Music Camp presso il CET di Mogol.
Nel 2018 entra a far parte del coro romano gospel “All Over Gospel Choir” con il quale si esibisce nei teatri e palcoscenici della capitale. Lo stesso anno diventa membro del coro “Le Mani Avanti” diretto dal maestro Gabriele D’Angelo, con cui partecipa a diverse manifestazioni canore a Roma e in Italia, come il “Vokal Fest” all’Auditorium Parco della Musica. Con loro, durante il lockdown, partecipa alla realizzazione di una cover a cappella del brano di Des’ree “You gotta be” andato in onda su Rai1 nel programma “Musica che unisce”.
Scrive testi in italiano e in inglese e collabora attivamente alla composizione di brani con la GIL produzioni, del produttore artistico Giorgio Lorito. 
Il 16 aprile 2021 esce il suo singolo di debutto “Love comes back to me” prodotto da Giorgio Lorito per Gil Produzioni. Il brano supera i 60k streams su Spotify e il videoclip viene trasmesso in anteprima su Sky Tg24 e in onda sugli schermi Telesia delle maggiori metro ed aeroporti italiani.
Il 3 dicembre esce il secondo singolo “Endless Time”. Il videoclip del brano viene presentato in anteprima su Il Messaggero. 

Nel 2022, l’artista torna con i singoli “Heads up” (Marzo) e “Out Of Water” (Settembre). Ad un anno di distanza dalla sua ultima uscita, il 20 Ottobre 2023 esce il quinto singolo “Rain”. Il videoclip del brano viene presentato durante uno schowcase dell’artista a Largo Venue a Roma. 

Il 29 Ottobre 2023, Jaboni si esibisce dal vivo a Roma alla Città dell’altra Economia insieme alla Rino Gaetano Band in occasione dell’evento “Buon compleanno Rino” dedicato al cantautore Rino Gaetano. 

Dopo alcuni mesi di pausa dalla musica, Il 24 maggio 2024, Jaboni pubblica "Il cielo è tutto ciò che mi basta", il suo primo singolo in italiano. Questo brano rappresenta un cambio di passo significativo nel percorso dell'artista, segnando una nuova direzione nella sua carriera musicale e seguita da “Esistere”, il primo singolo del 2025 disponibile dal 21 Marzo. Nello stesso mese, Voci x la Libertà - Una canzone per Amnesty, annuncia Jaboni tra gli artisti selezionati per il Premio Giovani 2025 con il brano “Heads Up”, un inno alla bellezza della diversità, spesso superficialmente etichettata dalla società contemporanea.

Il 16 gennaio 2026 pubblica “BLU”, nuovo singolo che prosegue il suo percorso in italiano e apre una fase ancora più intima e personale della sua scrittura.

“Morte sulla Joannis” di Carmine Mari, presentazione a Napoli alla Libreria Raffaello il 27 gennaio 2026

La presentazione a Napoli alla Libreria Raffaello di “Morte sulla Joannis” di Carmine Mari. Appuntamento il 27 gennaio 2026 alle 17,30

 

Si presenta martedì 27 gennaio 2026 alle 18,00 a Napoli alla Libreria Raffaello, in via Kerbaker 35, Morte sulla Joannis, l’ultimo romanzo di Carmine Mari edito da Homo Scrivens di Aldo Putignano e inserito nella collana Gatti neri e vicoli bui diretta da Serena Venditto. Presentano Armando Guarino e Claudia Siano.

Morte sulla Joannis è un thriller storico mozzafiato, appassionante, intrigante, che intreccia eventi reali e fiction, e anticipa gli avvenimenti della Grande Guerra.

In un clima indisciplinato e confuso che vede l’Europa scivolare verso la Primia Guerra Mondiale, tra storie di spie, intrighi e venti di rivoluzione, la nave Joannis diretta in Russia si ferma nel porto di Salerno a causa del maltempo. Edoardo Scannapieco, concierge d’albergo e giornalista freelance, si ritrova coinvolto come interprete del commissario Danio Merli, un lombardo di trent’anni, uomo elegante e carismatico, asciutto e spigoloso, incaricato di far luce su un duplice omicidio avvenuto a bordo.

Sullo sfondo di un conflitto tra imperi e Servizi Segreti, Edoardo incrocia Taline Davtyan, giovane rivoluzionaria armena impegnata in una pericolosa missione di contrabbando d’armi. Cospirazioni, tensioni politiche, amori e grandi ideali in un romanzo imperdibile e indimenticabile.

Carmine Mari vive e lavora a Salerno. Fra i suoi romanzi Hotel d’Angleterre (2021), vincitore del premio letterario Giallo al Centro di Rieti; Il fiore di Minerva (2022); L’alfiere d’Oriente (2024).

 

martedì 20 gennaio 2026

Rosanna Lemma con il suo L'eco del passato recupera le parole dimenticate

Il libro L'eco del passato - parole desuete, scritto da Rosanna Lemma, edito da De Frede Editore.

Le sue sono parole deserte, sole e solitarie, perchè dimenticate. Ma portano con sè anche la luce timida e calda della speranza.
Come si attraversa il dolore, passando da una sponda all'altra della propria vita? Rosanna Lemma prova a trasmetterci questa sensazione, che parla il linguaggio dell'emozione, attraverso le sue poesie. Le parole che utilizza sono desuete e portano con sè l'eco del passato.
"Cerco sempre di sentire - evidenzia l'autrice - di percepire fisicamente l'emozione che rievoco, quando scrivo".
I termini che sceglie sono proprio quelli che non si usano più... Sono parole sommerse e silenziose... Sepolte sotto coltri di dimenticanza. Un oblio che non sempre protegge, ma che più spesso corrode la memoria di sè. Parole che chiedono ascolto. Elementi lessicali così tanto dimenticati da non essere nemmeno più visti.
Con delicatezza e rispetto, Rosanna li recupera, li ripulisce da quel velo spesso e pastoso di polvere e dà loro nuova visibilità. Dandoli nuovamente alla luce, partorisce ulteriori significati. Conferisce loro rinnovato senso. 
" Spesso - racconta - ci comportiamo con le parole come ci comportiamo con le persone: finiamo per non vederle più. Ci sono momenti in cui anch'io mi sento così. Altri, in cui preferisco non essere vista e rintanarmi in un angolino".
Attraverso le sue parole , che diventano deserte, Rosanna ci fa vibrare delle sue emozioni: un vento gelido di solitudine e di tristezza profonda che spazza e spezza l'anima. Che affiora dopo la perdita di figure chiave come quelle genitoriali.
Ma improvvisamente fa capolino timidamente anche la speranza, grazie alla luce delicata, calda e dorata di tutte quelle albe che hanno messo fine a notti insonni.
Il processo di elaborazione di una separazione definitiva, come ribadisce l'autrice, risulta molto particolare e prende le mosse dalla ricostruzione emotiva proprio di quelle figure chiave, che assumono connotati relazionali parzialmente diversi da quelli reali.
Sono quelli che il nostro cuore vuole donare loro. In questo modo, ogni conflitto viene sanato e a una guerra interiore si sostituisce l'armonia propria di un ricordo pieno d'amore, dolcezza e di autentico perdono.
"Credo - continua a Rosanna, la cui poesia è profondamente figurativa e nasce dalla potenza evocativa di un'immagine - che il dolore non vada superato. Se ci sforziamo di superare la sofferenza, questa potrebbe raggiungerci di nuovo e affiancarci. Invece, va attraversata con consapevolezza". 
Scheda Libro
Titolo: L'eco del passato - parole desuete
Casa editrice: De Frede Editore
Pagine: 251
Prezzo: € 15,60