Ma Press News

Sei un Ufficio Stampa? Vuoi pubblicare i tuoi comunicati oppure i tuoi articoli? Entra in Ma Press News e pubblica tu stesso. Libera Informazione gratis per tutti. mariammanews@gmail.com

sabato 7 febbraio 2026

MUSICA CLASSICA E ARTE, AL VIA “I VIRTUOSI DI SANSEVERO”: 7 CONCERTI FRA LE OPERE DI LUCA GIORDANO

  

Al via lunedì 9 febbraio, nell’ambito della stagione 2026 della Fondazione F.M. Napolitano presieduta dal professore Sergio Sciarelli, la rassegna “I Virtuosi di Sansevero” con la direzione artistica del violinista Riccardo Zamuner.

 

I concerti di quest’anno si terranno nella splendida Chiesa dell’Ascensione a Chiaia, che apre per la prima volta le sue porte ad un'intera stagione concertistica. Previsti sette concerti di musica da camera per archi in formazioni di quartetto, quintetto, sestetto ed ottetto con la partecipazione di giovani artisti di fama internazionale e l'intervento speciale di Monsignor Vincenzo De Gregorio, che prima di ogni concerto guiderà il pubblico alla scoperta delle opere d’arte della chiesa, tra cui due importanti dipinti di Luca Giordano.

Molto accurata anche la scelta dei programmi, che accosteranno pagine note di Beethoven, Brahms e Mendelssohn a brani meno eseguiti ma altrettanto belli come gli ottetti di Gade, Bruch e Schostakovich.

 

Il primo appuntamento è in programma lunedì 9 febbraio alle ore 19.30. I Virtuosi di Sansevero si esibiranno in quintetto con Riccardo Zamuner e Andrea De Martino (violini), Sandoval Rodriguez Moises (viole), Francesco Parente (violoncello) e Gianluigi Pennino

(contrabbasso) con la partecipazione in qualità di solista del noto flautista Tommaso Benciolini. In programma anche le sonate a quattro n.2 e n.3 di Rossini e due brani di autori contemporanei per flauto e archi come Contrafactus di Giovanni Sollima e il 

Concertino di Andrea Battistoni.

 

La stagione proseguirà con altri 6 appuntamenti dei Virtuosi di Sansevero:

·      Lunedì 16 marzo, ore 19,30, i Virtuosi in sestetto: Brahms Sestetto n.1 op.18 Tchaikovsky Souvenir de Florence;

·      Lunedì 20 aprile, ore 19,30, i Virtuosi in quintetto con Leonardo Colafelice pianoforte: Beethoven quartetto op. 95 serioso, Beethoven Concerto n.1 riduzione per pianoforte e archi di V. Lachner;

·      Lunedì 25 maggio, ore 19,30, i Virtuosi in ottetto: Bruch ottetto op.20 - Gade ottetto op.17

·      Lunedì 19 ottobre, ore 19,30, i Virtuosi in quintetto: Dvorak, quintetto op.77 n.2, Bottesini, Gran quintetto per archi.

·      Lunedì 16 novembre, ore 19,30, i Virtuosi in quartetto: Donizetti quartetto, Puccini scherzo, Verdi quartetto

·      Lunedì 14 dicembre, ore 19,30, i Virtuosi in ottetto con la partecipazione del quartetto Adorno: Mendelssohn ottetto op.20, Schostakovich due pezzi per ottetto op.11.

È MUSA il tema che guida Casa Italia Milano Cortina 2026 un luogo d’incontro tra atleti e pubblico che apre nelle sedi di Milano, Cortina e Livigno



In occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio, il CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano – è presente nelle località olimpiche di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo con Casa Italia, spazio di accoglienza e punto di accesso privilegiato alle eccellenze del Paese.

 

Tradizionale casa degli atleti e fulcro delle celebrazioni sportive, Casa Italia apre per la prima volta al pubblico, trasformandosi in un luogo di incontro e condivisione dedicato al racconto dell’Italia olimpica e dello sport. Attraverso cultura, innovazione e tradizione, il progetto dà vita a un sistema integrato di spazi e contenuti: un percorso immersivo nel cuore dei Giochi che valorizza, sulla scena internazionale, il patrimonio culturale, artistico e umano del nostro Paese grazie all’arte, all’architettura, al design e al food.

 

Per questo appuntamento straordinario, il CONI ha scelto per Casa Italia Milano Cortina 2026 il tema MUSA, un omaggio al ruolo ispiratore che l’Italia esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale, un richiamo alla bellezza, alla storia e alla creatività che rendono l’Italia un punto di riferimento globale.

 

Nella tradizione classica, le Muse sono simbolo dell’ispirazione che trasforma il sapere in visione. L’Italia, segnata da una storia millenaria e da una profonda varietà culturale e geografica, continua a esercitare una forza ispiratrice riconosciuta a livello internazionale, proponendosi come luogo ideale per accogliere e valorizzare la diversità, tra i valori fondanti del Comitato Olimpico Internazionale. In questa prospettiva, Casa Italia assume MUSA come chiave interpretativa, configurandosi come spazio di racconto capace di restituire la complessità del Paese.

 

MUSA è il punto di arrivo di un processo avviato nel 2016, che ha progressivamente trasformato Casa Italia da semplice Hospitality House a progetto culturale di rilievo internazionale, capace di raccontare la cultura italiana e il Sistema Paese attraverso le sue eccellenze artistiche, progettuali e valoriali. Edizione dopo edizione, Casa Italia si è affermata come spazio di rappresentanza in cui sport, arte, design e architettura possono dialogare in modo organico: a Rio 2016, con Horizontal, ha introdotto il tema della contaminazione tra culture, valorizzando l’incontro tra identità diverse in un contesto globale, a PyeongChang 2018, con Prospectum, ha riflettuto sul punto di vista italiano nel dialogo tra civiltà, mettendo al centro la capacità di osservare, interpretare e costruire relazioni. A Tokyo 2020, con Mirabiliaha celebrato la meraviglia come tratto distintivo del saper fareitaliano, mentre a Beijing 2022, Millium ha sviluppato il tema del viaggio come metafora di crescita, trasformazione e attraversamento culturale. Infine, a Parigi 2024, con Ensemble, ha posto al centro l’armonia e il dialogo tra linguaggi, discipline e persone, interpretando lo spirito olimpico come esperienza collettiva e corale.

 

Con Milano Cortina 2026, Casa Italia approda in Italia e, con MUSA, segna il compimento di un cammino decennale che ne consolida il ruolo di piattaforma culturale e istituzionale, complementare allo sport e proiettata in una dimensione internazionale. Un unico progetto si articola in tre sedi — Triennale Milano, Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda Livigno e Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo — dando vita ad ambienti ed esperienze emozionali in profondo dialogo tra loro.

 

All’interno degli spazi, veri e propri progetti espositivi vedono protagoniste le opere di Claudio Abate, Camilla Alberti, Juan Araujo, Arman, John Armleder, Pablo Atchugarry, Atelier dell'Errore, Matteo Attruia, Giacomo Balla, Per Barclay, Giulio Bensasson, Ruth Beraha, Jessie Boswell, Fernando Botero, Stefano Cerio, Massimo Campigli, Luca Campigotto, Mario Ceroli, César, Christo e Jeanne-Claude, Giorgio De Chirico, Filippo de Pisis, Tristano di Robilant, Binta Diaw, Ifeyinwa Joy Chiamonwu, Elmgreen & Dragset, Slawomir Elsner, Bekhbaatar Enkhtur, Elger Esser, Chung Eun-Mo, Jean Fautrier, Gelitin, Piero Gemelli, John Giorno, Itamar Gov, Wang Haiyang, Keith Haring & L.A. II, James Hillman, Craigie Horsfield, Bryan Hunt, Carlos Idun-Tawiah, JR, Hayv Kahraman, William Kentridge, Jiri Kölar, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Susanne Kutter, Sol LeWitt, Miltos Manetas, Roberto Sebastian Antonio Matta Echaurren, Giulia Mangoni, Gerhard Merz, Mario Merz, Jonathan Monk, Davide Monteleone, Vik Muniz, Shirin Neshat, Hermann Nitsch, Denis Oppenheim, Adrian Paci, Park Eun Sun, Yan Pei-Ming, Alejandra Varela Perera, Alessandro Piangiamore, Laura Pugno, Robert Rauschenberg, Davide Rivalta, Ugo Rondinone, Ottone Rosai, Anri Sala, Eva Sajovic, Mario Schifano, Daniel Spoerri, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, Newsha Tavakolian, David Tremlett, Lihi Turjeman, Tursic & Mille, Cy Twombly, Ben Vautier, Ai Weiwei, Uwe Wittwer e Sislej Xhafa.

 

In tutte le sedi di Casa Italia, l’ingresso è segnato da un portale rivestito in pannelli di alluminio riflettente, elemento simbolico che definisce un percorso condiviso. A questa soglia architettonica si affianca un lavoro di John Giorno, concepito come varco poetico e visivo. A Milano e Livigno è presentato We Gave a Party for the Gods and the Gods All Came (2026), un wall painting che restituisce la ricerca dell’artista sul linguaggio come esperienza visiva, poetica e spirituale, invitando alla libera interpretazione. A Cortina d’Ampezzo, l’opera Abbiamo dato una festa per gli Dei e tutti gli Dei sono venuti dialoga con Casa Italia come luogo di pluralità e condivisione, in cui l’arte si afferma come esperienza collettiva.

 

Già Pierre de Coubertin – padre dei Giochi Olimpici moderni e fondatore del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) – aveva concepito lo sport in stretta relazione con l’arte, riprendendo il modello dell’antica Grecia. Dalle Olimpiadi di Stoccolma del 1912 a quelle di Londra del 1948, gli artisti gareggiarono accanto agli atleti e, successivamente, la partecipazione artistica divenne organizzazione di esposizioni. Ancora oggi, le Cerimonie di Apertura Olimpica rappresentano una forma di arte performativa capace di trasmettere l’universalità del messaggio olimpico e alcuni dei più alti valori dall’umanità.

 

IL PROGETTO ARCHITETTONICO E DI INTERIOR DESIGN

Il progetto architettonico interpreta il tema MUSA partendo dal paesaggio montano, inteso come elemento fondante naturale e simbolico: scenario privilegiato dei Grand Tour settecenteschi e, al tempo stesso, teatro degli sport invernali e delle Olimpiadi.

L’allestimento traduce questa visione in un linguaggio unitario che, come un fil rouge, connette le tre sedi di Casa Italia valorizzando le specificità secondo principi comuni di leggerezza, temporaneità e rispetto del contesto. I riferimenti all’architettura di montagna e alle infrastrutture sportive — dai bivacchi ai sistemi di risalita — emergono nell’uso di forme modulari, seriali e dinamiche, capaci di evocare movimento, velocità e spirito tecnico. Il dialogo con la natura non si limita a una semplice apertura visiva, ma si costruisce grazie a dispositivi architettonici che “inquadrano” il paesaggio, rendendolo parte integrante dell’esperienza spaziale.

Il binomio materico tra alluminio e legno sintetizza il cuore del progetto: all’esterno, l’alluminio riflettente richiama i rifugi d’alta quota, amplifica la presenza della neve e smaterializza l’architettura nel paesaggio; all’interno, il legno restituisce una dimensione calda, intima e accogliente, riaffermando i valori di ospitalità, condivisione e senso di casa che definiscono l’identità di Casa Italia.

 

Anche nel progetto di interior design, la montagna come MUSA assume una duplice valenza: da un lato come paesaggio, con i suoi minerali, i legni e i riflessi; dall’altro come atmosfera calda e avvolgente propria degli ambienti alpini. Questo doppio filo conduttore attraversa le tre sedi, declinandosi in modo specifico in ciascuna di esse e costruendo, in sinergia con il progetto complessivo – in cui ogni contributo è parte di un unico sistema – un paesaggio interno distinto ma coerente per ognuno degli spazi.

 

Questo obiettivo è reso possibile grazie alla grande capacità comunicativa, alla continua ricerca di innovazione e alla straordinaria espressività sensoriale degli arredi realizzati dalle aziende partner di Casa Italia: Edra, B&B Italia, Ethimo, Glas Italia, Poltronova, Riva 1920, Gufram, ​​Meritalia®, Impatia e Flos per l’illuminazione.

 

Il design italiano è da sempre una MUSA nel panorama internazionale, capace di rispondere a esigenze funzionali stimolando al tempo stesso i sensi e l’intelletto. In questa prospettiva, Edra celebra una collaborazione ormai decennale con Casa Italia con una speciale edizione della poltrona Grinza, disegnata dai fratelli Campana, realizzata in una versione total white dedicata a questa edizione.

 

I designer degli arredi scelti sono maestri storici e contemporanei, italiani e stranieri, che nell’incontro fortunato con l’eccezionale capacità delle nostre aziende di unire alto artigianato e produzione industriale hanno dato vita a oggetti unici capaci di accendere il nostro immaginario. Per citarne alcuni: Francesco Binfaré, Fernando e Humberto Campana, Masanori Umeda, Jacopo Foggini, Mario Cananzi e Roberto Semprini per Edra, Mario Bellini, Patricia Urquiola, Edward Barber & Jay Osgerby, Gaetano Pesce per B&B Italia, Patrick Norguet, Christophe Pillet, Cristina Celestino, Matteo Thun e Antonio Rodriguez per Ethimo, Patricia Urquiola, Piero Lissoni, Tokujin Yoshioka per Glas Italia, Gianni Pettena, Archizoom Associati per Poltronova, Terry Dwan, Brodie Neill, Mario Botta, per Riva 1920, Piero Gilardi, Studio 65, Snarkitecture per Gufram, Gaetano Pesce per Meritalia. E ancora Formafantasma, Michael Anastassiades, Philippe Starck, Vincent Van Duysen, Achille and Pier Giacomo Castiglioni, Guglielmo Poletti, Mario Bellini, Tobia Scarpa, Piero Lissoni, Jasper Morrison, Erwan Bouroullec, Barber Osgerby per Flos, Stefano Marolla.

 

CASA ITALIA A MILANO

Negli spazi di Triennale Milano il percorso espositivo si articola in nove sezioni, ciascuna dedicata alla musa ispiratrice di una disciplina: linguaggio, architettura, arti figurative, paesaggio, gusto, musica, arte drammatica, innovazione e sport. La rappresentazione di ogni musa è affidata a un oggetto iconico delle Olimpiadi proveniente dal Museo Olimpico situato in Svizzera nella città di Losanna, sottolineando come i valori espressi siano condivisi e promossi dal Movimento Olimpico.

 

Provengono, infatti, dalle collezioni del Museo Olimpico alcuni cimeli che hanno scritto la storia italiana ai Giochi Olimpici e che impreziosiscono l’esposizione: tra gli altri, le racchette usate da Marco Albarello e i guanti di Stefania Belmondo ad Albertville (1992), gli scarponi e la tuta di Manuela Di Centa e la tuta di Deborah Compagnoni a Lillehammer (1994), la divisa di Armin Zoeggeler a Sochi (2014), i guanti e la tuta indossati da Federica Brignone a PyeongChang (2018) e Beijing (2022).

 

All’ingresso del percorso l’opera neon Welcome di Matteo Attruia dà il benvenuto ai visitatori, celebrando l’ospitalità e l’accoglienza, valori distintivi di Casa Italia sin dalla sua fondazione (Los Angeles, 1984).

Nel corridoio, una scultura sospesa di Brian Hunt Re simboleggia quel respiro delle Muse capace di accendere la creatività e la tensione a imprese straordinarie. Infine, i ritratti fotografici di Claudio Abate documentano il passaggio in Italia degli artisti internazionali Marina Abramović, Joseph Beuys, Joan Jonas, Gilbert & George, Roy Lichtenstein, Jean Tinguely e Robert Smithson.

 

Con Calliope, musa della parola e del racconto, l’Italia si svela attraverso testi, immagini e segni. I pittogrammi olimpici, in uso a partire da Tokyo 1964, testimoniano il tentativo di costruire un linguaggio universale, mentre le opere di Juan Araujo, Tristano di Robilant, Matta Echaurren, John Giorno, Joseph Kosuth, Susan Kutter, Ugo Rondinone, Cy Twombly e Ben Vautrier intrecciano parola e visione in una narrazione plurale del nostro Paese.

 

La sezione dedicata a Clio, musa della memoria e della fama, esplora il tema dell’architettura come traccia duratura del gesto umano. Il modello del Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi, realizzato per le Olimpiadi di Roma 1960, e proveniente dalla collezione del Museo Olimpico, dialoga con le opere di artisti come Christo e Jeanne Claude, Chung Eun-Mo, Itamar Gov, Sol Lewitt, Vik Muniz, Denis Oppenheim, Yan Pei-Ming, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, David Tremlett e Lihi Turjeman, componendo un racconto in cui lo spazio costruito diventa archivio di emozioni e visioni.

 

Con Polimnia, musa della poesia sacra, della pantomima, della retorica, della danza e della memoria, la mostra si apre al territorio italiano e alla sua biodiversità. Il cortometraggio animato giapponese, disegnato a mano nel 2021, Tomorrow’s Leaves, realizzato per le Olimpiadi di Tokyo 2020, introduce una riflessione sul rapporto tra uomo e natura. Le opere di Camilla Alberti, Giulio Bensasson, Ruth Beraha, Jessie Boswell, Fernando Botero, Binta Diaw, Elmgreen&Dragset, Bekhbaatar Enkhtur, Elger Esser, Keith Haring & L.A. II, JR, Gerhard Merz e Sislej Xhafa restituiscono la complessità, la fragilità e la ricchezza dei paesaggi contemporanei. In questa sezione anche i lavori vincitori del Premio CONAI Arte Circolare, che raccontano il valore della sostenibilità.

 

Talia, musa della festa, celebra l’Italia come luogo di incontro, scambio e trasformazione. Il discorso fondativo di Pierre de Coubertin del 25 novembre 1892 Le Rétablissement des Jeux Olympiques – Discours fondateur fa da contrappunto alle opere di Ai Weiwei, Per Barcley, Ifeyinwa Joy Chiamonwu, Slawomir Elsner, Gelitin, Jonathan Monk, Park Eun Sun, Eva Sajovic, Anri Sala, Thomas Struth e Uwe Wittwer che indagano il corpo sociale, la memoria collettiva e il senso del rito.

 

In questa sezione, i visitatori possono vivere, inoltre, un’esperienza immersiva in realtà virtuale che li conduce nella Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia. Attraverso una ricostruzione digitale accurata realizzata da Skylab Studios, affreschi e simboli del mondo etrusco si rivelano in un racconto che mette in relazione sport, ritualità e cultura antica. Un avatar digitale accompagna l’esperienza, offrendo chiavi di lettura storiche e simboliche, e trasformando la visita in un viaggio nel tempo che unisce memoria, innovazione e patrimonio culturale italiano.

 

Con Erato, musa della poesia amorosa, lirica ed erotica, il percorso si concentra su desiderio, gusto e dimensione sensoriale. La divisa olimpica disegnata da Giorgio Armani per Milano Cortina 2026 diventa simbolo di uno stile che unisce eleganza e identità, mentre le opere di John Armleder, Atelier dell’Errore, Wang Haiyang, Craigie Horsfield, Hayv Kahraman, Jannis Kounellis, Daniel Spoerri, Tursic & Mille e Alejandra Varela Perera esplorano il legame tra attrazione, materia e immaginazione.

Nella sezione dedicata a Euterpe, musa della musica, l'opera di Arman, Carousel 1 accompagna un jukebox interattivoche permette di ascoltare tutti gli inni olimpici e nazionali dei Paesi che partecipano ai Giochi, trasformando il suono in esperienza condivisa e ricordando come la musica accompagni, da sempre, i momenti più solenni e collettivi dei Giochi.

 

Con Melpomene, musa della tragedia, il racconto si fa più intenso, teatro e cinema si intrecciano in una riflessione su sfide, cadute e rinascite nello sport come nella vita. L’immagine di Muhammad Ali che accende il braciere olimpico ad Atlanta 1996, emblema di forza, riscatto e memoria, dialoga con le opere di Carlos Idun-Tawiah, William Kentridge, Davide Monteleone, Shirin Neshat, Adrian Paci e Newsha Tavakolian.

 

Urania, musa del cielo, apre lo sguardo al futuro e all’innovazione, raccontata attraverso opere di Arman, César e Miltos Manetas, in ambienti immersivi che invitano il visitatore a immaginare nuovi orizzonti in cui tecnologia, energia e visione progettuale si fondono. A parlare di innovazione concorrono due contributi speciali. Enelpresenta E nel futuro…”, ideato e curato da Gabriele Simongini, l’installazione mette in dialogo arte, luce e tecnologia attraverso le visioni di Giacomo Balla, Fernando Jacopozzi e Alex Braga. Con AUTOMATIC IMPERMANENCE, Alex Braga trasforma il visitatore in suono e luce, guidandolo in un’esperienza immersiva proiettata verso il futuro. Il secondo progetto è del Gruppo FS Italiane che presenta un’esperienza immersiva che intreccia mito, storia e innovazione per raccontare il viaggio come elemento fondante dell’identità collettiva del Paese. Attraverso immagini, suoni e narrazione simbolica, il percorso trasforma il movimento ferroviario in memoria viva e visione del futuro, conducendo il visitatore verso Milano Cortina 2026 come traguardo condiviso di un’Italia in continuo movimento.

 

Il percorso si conclude con Tersicore, musa della danza, dove lo sport è protagonista assoluto. Grazie ai prestiti del Museo Olimpico situato in Svizzera nella città di Losanna e delle Federazioni Sportive Nazionali Italiane, il visitatore è invitato a vivere un’esperienza che celebra il gesto atletico come sintesi di disciplina, bellezza e valori universali, culmine dell’intero racconto espositivo.

 

A Milano, il progetto architettonico e di design assume un carattere concettuale, proponendo una lettura astratta della montagna come musa. Nel Salone d’Onore — spazio monumentale alto quasi 12 metri — l’intervento ridefinisce il volume attraverso drappeggi tessili e superfici inclinate che evocano le pendici della montagna. Il bianco, scelto come colore dominante, rafforza questo immaginario richiamando la luce, la neve e la dimensione rarefatta dell’alta quota, trasformando l’ambiente in uno spazio astratto, immersivo e fortemente luminoso. Qui le opere di Pablo Atchugarry, Stefano Cerio, Mario Merz, Alessandro Piangiamore, Laura Pugno e Davide Rivalta restituiscono la forza del paesaggio alpino, luogo fisico e mentale in cui natura e azione umana si incontrano.

 

CASA ITALIA A CORTINA

Casa Italia a Cortina d’Ampezzo ha scelto la sede di Farsettiarte, aperta nel 2020 a seguito di un progetto visionario che ha convertito in spazio espositivo la stazione di partenza della vecchia funivia che univa il Belvedere a Pocol. L’intervento architettonico integra la struttura esistente con un padiglione temporaneo affacciato sulla piazza, concepito come spazio dedicato agli atleti e ai momenti di celebrazione. Portale d’ingresso e padiglione, realizzati con elementi modulari prefabbricati, richiamano il concept del bivacco e rispondono a criteri di sostenibilità e reversibilità.

 

Il percorso culmina nello svelamento della vista sulle Tofane, rendendo il paesaggio parte integrante dell’esperienza di Casa Italia. Qui il progetto MUSA racconta, attraverso le voci di 18 artisti italiani e stranieri, la capacità dell’Italia di accogliere, custodire e valorizzare la diversità, principio fondante del Movimento Olimpico Internazionale.

 

La mostra presenta opere storiche di Giacomo Balla(Torino 1871 – Roma 1958), Massimo Campigli (Berlino, 1895 – Saint Tropez, 1971), Mario Ceroli (Castelfrentano 1938), Giorgio De Chirico (Volos 1888 – Roma 1978), Filippo de Pisis (Ferrara 1896 – Milano 1956), Jean Fautrier (Parigi 1898 – Chatenay-Malabry nel 1964), John Giorno (New York 1936 – New York 2019), Jiri Kölar (Protivín 1914 – Praga 2002), Joseph Kosuth (Toledo 1945), Sol LeWitt (Hartford 1928 New York 2007), Hermann Nitsch (Vienna 1938 – Mistelbach 2022), Robert Rauschenberg (Port Arthur, 1925 – Captiva Island, 2008), Ottone Rosai (Firenze 1985 – Ivrea 1957), Mario Schifano (Homs-Libia 1934 – Roma 1998), David Tremlett(Saint Austell 1945), Ben Vautier (Napoli 1935 – Nizza 2024) oltre a due fotografie di artisti legati al territorio lombardo veneto LucaCampigotto (Venezia 1962) e Piero Gemelli (Roma 1952).

 

La scelta dei lavori, operata in collaborazione con Farsettiarte, evidenza come, in diversi momenti del XX secolo e con linguaggi artistici diversi, l’Italia, con il suo paesaggio, la sua storia di dominatori e dominati, di monumenti di inestimabile valore, varia umanità e complessità culturale, sia una complice naturale di quel processo magico che chiamiamo ispirazione.

 

A Cortina d’Ampezzo il design e l’architettura si orientano invece verso un’altra interpretazione della montagna, quella più intima e accogliente degli interni. Qui prevalgono materiali caldi e avvolgenti, come il legno e i tessuti declinati in tonalità che spaziano dai marroni agli ocra fino a riflessi dorati. La palette cromatica è studiata per trasmettere un senso di calore, protezione e rifugio.

 

CASA ITALIA A LIVIGNO

Casa Italia a Livigno si configura come un hub dinamico di attivazioni creative, animato da un ricco programma di eventi serali, musica e incontri aperti al pubblico, dal pomeriggio fino a mezzanotte al Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda Livigno. Uno spazio dedicato all’incontro tra intrattenimento ed energia olimpica, che accompagna il pubblico nei Medal Moment, tra sport, arte ed emozione. L’iniziativa è realizzata con il contributo di Corona Cero (AB InBev), Partner del Comitato Olimpico Internazionale e dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.

 

All’ingresso del centro il wall painting di John Giorno We Gave a Party for the Gods and the Gods All Came richiama simbolicamente quello di Cortina e Milano. L’opera utilizza la forza della parola come elemento di accoglienza e partecipazione, trasformando il testo in un segno visivo che attiva lo spazio. Il percorso prosegue con la grande installazione site-specific Studio per Peak Begets Peak (2026), di Giulia Mangoni e James Hillman, che guida gli ospiti in un’esperienza immersiva dedicata al rapporto tra corpo e ambiente, messo in relazione con l’impresa sportiva. I muri sfaccettati del corridoio accolgono l’opera pittorica di Mangoni, interpretazione del paesaggio montano filtrata dai corpi degli atleti in movimento, mentre le sculture pittoriche in acciaio zincato curvato di Hillman evocano le linee delle cime viste dall’alto. I motivi paesaggistici dialogano con elementi che richiamano l’attrezzatura artificiale: occhiali specializzati, funivie volanti, pali da gara e bandiere sfreccianti, architetture attraverso cui il corpo umano può spingere i propri limiti fisici sulle montagne.

 

Livigno rappresenta infine la sede più giovane e dinamica anche dal punto di vista del design d’interni. In questo contesto l’immaginario montano viene riletto in una chiave più leggera e giocosa. Accanto ai riferimenti materici tipici dell’ambiente alpino, emerge anche un richiamo agli interni di montagna degli anni Sessanta e Settanta, periodo in cui la montagna iniziava ad affermarsi come meta di villeggiatura più accessibile e meno esclusiva. In questo senso, il progetto di design di Livigno guarda anche al design radicale di quegli anni.

 

Con questi progetti artistici, in occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il CONI riafferma il legame tra arte e disciplina sportiva immaginato da Pierre de Coubertin dalle origini dei Giochi, ponendo lo sport al centro del Parnaso, come arte tra le arti.

 

La luce è da sempre elemento fondante dell’identità di Casa Italia, al centro di un progetto illuminotecnico distintivo e riconoscibile. Quest’anno, per la prima volta, un partner d’eccezione entra a far parte di questo percorso, portando la propria energia e visione alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Enel, infatti, in qualità di Premium Partner di Casa Italia Milano Cortina 2026, illuminerà le case a Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo, firmando il progetto di Lighting Design che valorizza le tre sedi con soluzioni innovative e sostenibili. Enel sarà anche protagonista esclusivo del Medal Moment, accompagnando le celebrazioni degli atleti con una presenza distintiva su tutti i formati visivi e digitali. Inoltre, attraverso due laboratori educativi interattivi — uno per studenti delle scuole superiori e uno per bambini dai 6 ai 10 anni — Enel approfondisce il legame tra sport, energia e transizione sostenibile, valorizzando il ruolo delle persone e i principi di collaborazione, innovazione e rispetto per l’ambiente, in coerenza con i valori Olimpici.

 

IL FOOD

L’ospitalità è parte integrante del racconto di Casa Italia e ne esprime l’identità culturale attraverso il valore simbolico e sociale della cucina italiana. Un ruolo oggi ulteriormente valorizzato dal riconoscimento ufficiale come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, conferito dall’UNESCO il 10 dicembre 2025.

In questo contesto, Davide Oldani, Sport & Food Ambassador di Casa Italia da Rio 2016, è tra i protagonisti nella sede di Triennale Milano, affiancato da Tommaso Arrigoni. Lo spazio milanese si configura come luogo di incontro e rappresentanza, in cui l’eccellenza della cucina stellata accompagna eventi e momenti istituzionali, offrendo agli ospiti un’esperienza che unisce gusto, cultura e spirito di squadra.

 

A Cortina d’Ampezzo, la cucina di Casa Italia sarà affidata a Graziano Prest, del Ristorante Tivoli, e a Fabio Pompanin, del Ristorante Al Camin, che interpreteranno i sapori della tradizione alpina con particolare attenzione alla qualità delle materie prime e all’accoglienza.

A Livigno, infine, una squadra di chef della Valtellina accompagna a Casa Italia atleti e ospiti in un percorso alla scoperta dei piatti tipici del territorio, valorizzando ricette e prodotti locali che ne esprimono l’identità.

 

Un progetto diffuso che unisce Milano, Cortina d’Ampezzo e Livigno in un racconto corale, dove il patrimonio culturale del gusto diventa linguaggio comune e parte essenziale dell’esperienza olimpica italiana.

Da giovedì 12 febbraio: Michele Riondino in "Art" di Yasmina Reza, al Teatro Nuovo di Napoli



Un quadro bianco, un’amicizia messa alla prova e la sottile ferocia dell’autrice nella commedia francese contemporanea più rappresentata al mondo

 


Un quadro completamente bianco, pagato una cifra spropositata, è sufficiente per far crollare un’amicizia che sembrava indistruttibile in Art di Yasmina Reza, che arriva, da giovedì 12 febbraio 2026 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 15), al Teatro Nuovo di Napoli nella versione diretta e interpretata da Michele Riondino.


Presentato da Argot Produzioni e Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito in co-produzione con Teatro Stabile d’Abruzzo e Fondazione Sipario Toscana onlus - La città del Teatro, l’allestimento inizia con una frase semplice, quasi innocente: «Il mio amico Serge ha comprato un quadro». Da lì in poi, niente sarà più innocente.

Da un pretesto apparentemente banale prende forma una delle commedie più feroci e intelligenti del teatro contemporaneo, scritta con penna affilata e sguardo chirurgico.


Art è stata tradotta in oltre quaranta lingue ed è oggi la commedia francese contemporanea più rappresentata al mondo. Un testo che, sotto la superficie brillante e comica, nasconde una lucidissima analisi dei rapporti umani.

Michele Riondino affronta Art mettendo al centro la parola e il corpo degli attori, lasciando che il testo dispieghi tutta la sua forza senza sovrastrutture. In scena con Daniele Parisi e Michele Sinisi, dà vita a un triangolo umano fragile e incandescente, in cui ogni battuta diventa un colpo assestato con precisione, ogni risata apre una crepa più profonda.


La discussione sull’arte si trasforma rapidamente in un regolamento di conti: emergono rivalità mai dichiarate, risentimenti accumulati nel tempo, paure di essere giudicati, superati, abbandonati.


L’amicizia, che sembrava un terreno solido, rivela tutta la sua precarietà. Reza osserva questo processo con un’ironia spietata, capace di far ridere il pubblico mentre, sotto la maschera della commedia, affiora una malinconia sottile e persistente.


Non si ride mai in modo innocente in Art, perché ci si riconosce, perché le sue dinamiche appartengono a tutti. È qui che la commedia smette di parlare di arte contemporanea e comincia a parlare di noi.

Art si conferma un classico moderno, capace di attraversare il tempo senza perdere mordente. Uno spettacolo divertente e amaro, che usa un quadro bianco come specchio e l’amicizia come campo di battaglia, lasciando allo spettatore una domanda tanto semplice quanto scomoda: cosa siamo disposti a mettere in gioco pur di non mettere in discussione noi stessi?




 

Michele Riondino in Art di Yasmina Reza

12 ˃ 15 febbraio 2026 Teatro Nuovo Napoli, Via Montecalvario 16

Inizio spettacoli ore 21.00 (giov), ore 18.30 (ven e dom), ore 19.00 (sab)

info 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it



IL FESTIVAL DEL CINEMA DI SPELLO SI PRESENTA: TRA GLI OSPITI VERONICA PIVETTI, LA BANDA CALIGARI E DANIELE SILVESTRI


 

Tutti i dettagli della XV edizione che si terrà a Spello dal 6 al 15 marzo prossimi. In programma proiezioni di film, corti e documentari ma anche incontri con registi e attori.

Il “Festival del Cinema Città di Spello e dei Borghi Umbri - Le Professioni del Cinema” si prepara ad una nuova imperdibile edizione, la numero quindici, che si terrà a Spello dal 6 al 15 marzo prossimi. Ad ospitare la presentazione del programma che scandirà i dieci giorni del Festival, la sede dell’Anica a Roma. Ad illustrarlo, in tutti i suoi dettagli, la presidente dell’Associazione Culturale di Promozione Sociale, “Aurora” APS, Donatella Cocchini - ideatrice della kermesse cinematografica con il regista Fabrizio Cattani -, insieme a Francesca Romana Lovelock, con cui condivide la direzione organizzativa del Festival, e al direttore artistico del Festival, il montatore Gianluca Scarpa. Ad aprire la conferenza i saluti istituzionali di Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, con un messaggio inviato al Festival e Valeria Alessandrini, consigliere del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara; a seguire Antonella Tiranti, dirigente del Turismo della Regione Umbria, Rosanna Zaroli, assessore alle Politiche sociali del Comune di Spello, Giovanni Parapini, direttore Rai Umbria, Sergio Bruno, responsabile preservazione e restauro “Cineteca Nazionale - Centro Sperimentale di Cinematografie”, Sonia Broccatelli, responsabile coordinamento dell’Umbria Film Commission, e Sofia D’Elia, testimonial Agenda 2030. Presente anche la madrina del Festival, Federica De Benedittis.

 

GLI INTERVENTI

 

Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura - "Il Festival svolge un importante lavoro, svelare quello che abitualmente non vediamo, scoprire quello che c'è dietro la macchina da presa. Altrettanto importante è, grazie a eventi come questo, il coinvolgimento soprattutto degli spettatori più giovani, ponendo l'attenzione sul lavoro dietro le quinte, innescando curiosità e creando opportunità per le nuove generazioni di avere contatti diretti con i professionisti del settore, che spesso sono meno conosciuti al grande pubblico, perché il futuro del cinema italiano e delle professioni connesse e nelle mani dei giovani. Il Ministero della Cultura sostiene questa iniziativa consapevole del suo valore nel panorama nazionale, affinché il Festival si confermi, anche quest'anno, un ambiente di scambio sociale e culturale molto stimolante, nella splendida cornice della città di Spello che offre bellezza e tradizione”.

 

Antonella Tiranti, dirigente del Turismo della Regione Umbria - “Il cinema come momento fondamentale per la crescita professionale e per lo sviluppo e il consolidamento delle professionalità è uno degli obiettivi fondamentali su cui l'Umbria si sta muovendo, con una riforma in corso della Umbria Film Commission e con una volontà di fare sempre di più dell’Umbria, che è una terra di cinema, sia per quello che riguarda la parte di valorizzazione turistica che può avere un territorio, ma anche soprattutto come terra in cui si produce cinema. Eventi come questo Festival diventano momenti strategici per l'Umbria sia come polo attrattivo di queste professionalità, sia per porre l'attenzione nazionale su questa terra. Grazie agli organizzatori per l'importanza e per la dedizione con cui, ogni anno, costruiscono un evento che diventa sempre più centrale all'interno delle strategie di sviluppo del settore audiovisivo. La Regione non mancherà di essere presente da tutti i punti di vista come peraltro ha sempre fatto”.

 

Sonia Broccatelli, responsabile coordinamento dell’Umbria Film Commission - “È un'occasione per ringraziare il percorso che questo Festival ha fatto nel corso degli anni, che è veramente di grande rilevo e che in qualche modo premia l'impegno, la coesione, la collaborazione, la professionalità profusa in questi anni. Le Film Commission sostengono i Festival territoriali, locali, perché sono una grandissima risorsa per quello che rappresentano, anche dal punto di vista della sensibilizzazione sulla diversità culturale e sociale. I giovani, in particolare, hanno bisogno di queste iniziative in cui si parla anche delle professionalità del cinema, di capire e scoprire che nel proprio territorio si sviluppano passioni e si sostengono”.

 

Donatella Cocchini, presidente dell’Associazione Culturale di Promozione Sociale, “Aurora” APS - “Siamo arrivati fino a qua, siamo cresciuti molto e lo abbiamo fatto grazie soprattutto alle nostre forze. Abbiamo avuto sostegno da parte delle istituzioni ma è ovvia che per crescere ancora di più abbiamo bisogno di ulteriori contributi, che le istituzioni locali, regionali e ministeriali ci supportino sempre di più, anche perchè i costi che dobbiamo sostenere aumentano”.

 

Gianluca Scarpa, direttore artistico del Festival - “Tutti quanti noi sappiamo che il cinema in questo periodo sta vivendo una piccola frenata, c'è un rallentamento sulla produzione. Il mio appello è a continuare a fare Festival di Cinema perché dobbiamo sostenere il cinema il più possibile. E nel nostro piccolo, quest’anno, abbiamo fatto una selezione di questi film incentrata sui giovani”. 

 

Rosanna Zaroli, assessore alle Politiche sociali del Comune di Spello - “La presidente Cocchini con una visione coraggiosa e anche molto caparbia, devo dire, in questi anni ha portato avanti questo progetto dedicato alle professioni del cinema, che quest’anno celebra la quindicesima edizione. Negli anni abbiamo visto quanto è cresciuto e per noi è assolutamente un vanto, una di quegli eventi che terremo naturalmente in dovuta considerazione. Da parte nostra ci sarà attenzione massima, nei limiti di quello che può fare un’amministrazione”. 

 

Sergio Bruno, responsabile preservazione e restauro “Cineteca Nazionale - Centro Sperimentale di Cinematografie”“Per noi è un piacere partecipare a questo Festival ma anche un compito istituzionale. La ‘Cineteca Nazionale - Centro Sperimentale di Cinematografia’ collabora con iniziative anche sul territorio, che fanno un lavoro encomiabile da anni con impegno e sacrificio che ci danno la possibilità di affermare sempre il nostro compito istituzionale, quello di parlare e portare avanti il cinema del presente, del futuro e anche del passato”. 

 

Giovanni Parapini, direttore Rai Umbria - “Vorrei portare l'attenzione su tre questioni. La prima è che questo è un Festival che corrisponde perfettamente ai valori del servizio pubblico e del progetto che noi abbiamo lanciato come unica sede a livello nazionale, con un progetto pilota che si chiama ‘Ripartiamo dai territori’: unire le energie del pubblico e del privato per promuovere le eccellenze umbre a 360 gradi. Parallelamente abbiamo lanciato una campagna che, anche in questo caso, è corrispondente a quanto è stato fatto dal Festival: il nome è ‘Life’, che in inglese vuol vita ma che, per noi, è anche l’acronimo di lottare, informare, formare ed educare. Tre punti che rappresentano anche lo spirito e l’anima di questo Festival e della sua presidente. Questo è un Festival che ha già un grande successo ma, forse, ancora un po’ di nicchia e la nostra speranza, il nostro desiderio e il motivo per cui stiamo lavorando con tutte le direzioni della Rai, è quello di valorizzare questo patrimonio. Questo è un Festival che produce, perché fa cose concrete, perché si impegna allargando lo spettro e cercando di includere, che è uno degli obiettivi del servizio pubblico, di far partecipare e di dare visibilità e di dare dignità”.

 

Sofia D’Elia, testimonial Agenda 2030 - “Sono davvero onorata di essere qui in qualità di testimonial dell'Agenda 2030 per questo meraviglioso Festival. Ho scelto di essere portavoce di due obiettivi quest'anno che differiscono da quelli dell'anno scorso, in particolare l'obiettivo 4, ossia l’istruzione di qualità, e l'obiettivo 10, cioè la riduzione delle disuguaglianze. Sono due temi profondamente legati fra loro perché attraversano il presente e interrogano il futuro. L'istruzione di cui parla l'obiettivo 4 non è solo formazione tecnica o accumulo di nozioni ma è un atto di libertà, perché la cultura ci rende liberi. Però, se l'istruzione è libera, perché non tutti hanno la stessa possibilità di accedere alla formazione culturale? Da qui nasce il mio desiderio di legarmi all'altro obiettivo. Il cinema può avere un ruolo fondamentale, non cancella le disuguaglianze con le leggi, ma le mette in crisi con lo sguardo. Racconta storie che spesso restano ai margini, creando empatia, avvicinando mondi lontani. Il cinema non solo forma spettatori più consapevoli ma cittadini più liberi”.

 

Ad attendere il pubblico di appassionati e curiosi saranno come sempre le proiezioni tutte gratuite, al Teatro “Subasio” di Spello, delle opere in concorso (film italiani e internazionali, documentari, serie tv, backstage di film e serie tv, e cortometraggi), ma anche tanti momenti di approfondimento, sul mondo del dietro le quinte e non solo, incontri con professionisti, registi e attori e come sempre le mostre dedicate al mondo della settima arte in tutte le sue declinazioni. Il taglio del nastro della XV edizione è in programma per venerdì 6 marzo, alle 17, nella Sala dell’Editto del Palazzo Comunale di Spello, dove si terrà la conferenza di apertura del Festival e l’inaugurazione delle mostre “Attraverso il nero” “Arte nel cinema”. 

 

 

LE OPERE IN CONCORSO - Anche quest’anno, i film italiani in concorso saranno 14. E, come da regolamento del Festival, una giuria composta da professionisti del dietro le quinte sarà chiamata a giudicarli attraverso 14 diverse categorie: sceneggiatura, fotografia, scenografia, costumi, musiche, montaggio, trucco, acconciatura, fonico di presa diretta, montaggio del suono, effetti speciali, creatore di suoni, produttore esecutivo e, novità di quest’anno, stunt coordinator. Le pellicole in concorso, tra cui anche diverse opere prime, sono: “Gioia mia” di Margherita Spampinato, “Invisibili” di Ambra Principato, “Squali” di Daniele Barbiero, “Ultimo schiaffo” di Matteo Oleotto, “Jastimari. Il rifugio” di Riccardo Cannella, “La vita da grandi” di Greta Scarano, “Come ti muovi, sbagli” di Gianni Di Gregorio, “Per amore di una donna” di Guido Chiesa, “Come fratelli” di Antonio Padovan, “Mani nude” di Mauro Mancini, “Elena del ghetto” di Stefano Casertano, “Le bambine” di Valentina Bertani e Nicole Bertani, “Isola” di Nora Jaenicke e “Le città di pianura” di Francesco Sossai. Ma non saranno solo i professionisti del cinema a giudicare i film italiani in concorso. Previsti, infatti, altri quattro riconoscimenti, assegnati da altrettante giurie. Si tratta di quattro premi speciali assegnati da Cinemaitaliano.info, dalla stampa umbra; dalla stampa nazionale che dovrà scegliere la migliore opera prima e seconda, con il premio che da quest’anno sarà intitolato al giornalista cinematografico Stefano Amadio, scomparso prematuramente nel 2025 e grande amico del Festival; e dalla giuria junior, composta da un gruppo di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che dovranno scegliere il miglior film. 

Passando alle pellicole internazionaliotto quelle che si contenderanno il riconoscimento sul palco del Festival di Spello: “Il professore e il pinguino” di Peter Cattaneo, “F1. Il film” di Joseph Kosinski, “Tutto quello che resta di te” di Cherien Dabis, “Familiar touch” di Sarah Friedland, “Il sentiero azzurro” di Gabriel Mascaro, “L’attachement. La tenerezza” di Carine Tardieu, “Mio zio Jens” di Brwa Vahabpour e “Clara (The silent run) di Marta Bergman. 

Sedici, invece, i documentari. In concorso ci saranno: “Milano Calibro 9. Le ore del destino” di Deborah Farina, “Nyumba” di Francesco Del Grosso, “Anime violate” di Matteo Balsamo, “La compagnia” di Daniela Alleruzzo, “Das Rad” di Ambra Tonini, “Cose nostre. Palermo come Beirut” di Emilia Brandi, “Corrispondenze immaginarie” di Maria Angela Capossela, “Musicanti con la pianola” di Matteo Malatesta, “Fabi Silvestri Gazzè. Un passo alla volta” di Francesco Cordio, “I ragazzi del serale” di Riccardo De Angelis e Federico Paolinelli, “Le cicogne di Chernobyl” di Karim Galici, “After Fentanyl” di Rinaldas Tomaševičius, “Se ti avessi avuto” di Flavio Germani, “Tomoshibi” di Lorenzo Squarcia, “Sentieri trekking” di Cettina Fivita “Cattivi maestri” di Roberto Orazi. Sezione, quella dei documentari, a cui verrà attribuito un premio speciale da parte della “Cineteca Nazionale - Centro Sperimentale di Cinematografia”. 

Tra le serie tv sono 13 quelle che prenderanno parte al Festival: “Never Too Late” di Lorenzo Vignolo e Salvatore De Chirico; “Balene - Amiche per sempre” di Alessandro Casale; “I casi di Teresa Battaglia” di Carlo Carlei e Kiko Rosati; “Hotel Costiera” di Adam Bernstein e Giacomo Martelli; “Gigolò per caso 2 - La sex guru” di Eros Puglielli; “Il mostro” di Leonardo Fasoli e Stefano Sollima; “Maschi veri” di Letizia Lamartire e Matteo Oleotto; “Storia della mia famiglia” di Claudio Vipellini; “Buongiorno mamma” di Laura Chiossone ed Edoardo Re; “A testa alta. Il coraggio di una donna” di Giacomo Martelli; “L’arte della gioia” di Valeria Golino e Nicolangelo Gelormini; “M - Il figlio del secolo” di Joe Wright; e “Gomorra - Le origini” di Marco D’Amore e Francesco Ghiaccio.

Nove, poi, le opere tra backstage di film e serie tv visionate da altre due distinte giurie. Tra i film figurano “Carosello in love” di Jacopo Bonvicini e “Born To Sun - Samia’s behind the scenes”, tratto dal film “Non dirmi che hai paura” per la regia di Yasemin Şamndereli. Mentre tra le serie tv ci sono “Blanca 3”“Belcanto” di Carmine Elia; “Gangs of Milano - Speciale”, tratto dalla fiction “Gangs of Milano - Le nuove storie del blocco” di Laura Allievi; “L’arte della gioia - Un set alla moda” di Tiziana Cantarella; “I delitti del Barlume - Speciale Barlumando” di Tiziana Cantarella; “Petra - Terza stagione - Speciale” di Sara Albani e Tiziana Cantarella; e “Call My Agent - Italia - Stagione 3 - Speciale” di Alessia Colombo. 

Per la sezione animazione in concorso quattordici opere“Inscribe and Inquire” di Gabriele Saviano; “Compiti” di Valerio Stomaci; “Milo” di Valentina Arciero; “Viscere” di Andrea Barbato; “Handle with Care” di Alessandra Mastromattei; “Metamorphosis” di Andrei Yaromenka; “Sporty Cool” di Elia Salvador; “Purple” di Eliana Placidi; “Unreal Powa!” di Fabrizio Spagnoli; “La mia migliore amica” di Stefano Buonamico; “Mega corridoi” di Stefano Buonamico; “Her Majesty” di Ony Petroffy; “Duzakh” di Lorenzo Dionisi; e “The Painter” di Miriana La Milia. 

Guardando, invece, ai cortometraggi sono stati 28 quelli presentati per l’edizione 2026 dello Spello International Short Film Festival. Quattordici i finalisti: “A domani” di Emanuele Vicorito; “Camera con vista” di Mario Porfito; “Distress Call” di Michele D’Anca; “Ha toccato” di Giusi Cataldo; “Hi Mike” di Antonio Cinque; “I 12 passi” di Fabrizio Denaro; “Lucia sta per sposarsi” di Giuseppe Cardaci; “Per sempre” di Romano Reggiani; “Quando Cadde il cielo” di Martinus Tocchi; “Ricordi digitali x cuori in affanno” di Luca Di Paolo; “Rise up” di Caterina Salvadori; “The voice of plants” di Daniele Guarnera; “Taste of India” di Fabio Garofalo e Jacopo Santambrogio; e “Variazioni fantastiche su eventi realmente accaduti a Torino nel 1911” di Giulio Maria Cavallini. Due, poi, i corti in concorso per quanto riguarda la sezione ragazzi. Si tratta di “Chi porta i pantaloni?” realizzato dagli studenti dell’IIS. “Cavour Marconi Pascal” di Perugia e da quelli dell’IIS. “Sandro Pertini” di Terni; e “Lo sbarco in Sicilia del 10 luglio del 1943 nella costa iblea” realizzato, invece, dagli studenti dell’Istituto “Maria Schininà” di Ragusa. 

A chiudere, tra le opere in concorso, quelle della sezione podcastOtto, quelle dell’edizione 2026 del Festival: “Il falso” di Paolo Manduca; “La grande famiglia” di Cristiano Barducci; “Almanacco mafioso”“21 giorni. Cile, Estadio Nacional 1973” di Andrea Aimar; “Demoni” di Simone Spoladori e Giuseppe Padernò Raddusa; “Hannibal Fletcher” di LaRotten; “Direful Tales” di Valentina Poddighe; e “Il cielo sopra Ustica” di Antonio Iovane.

Previsti, infine, in programmazione due film fuori concorso: “Milano calibro 9” di Fernando Di Leo (copia gentilmente concessa da CSC - Cineteca Nazionale) e “Non essere cattivo” di Claudio Caligari. 

 

AGENDA 2030 - Anche quest’anno spazio alle scuole con il progetto “Agenda 2030” che torna per il quarto anno consecutivo e che, come di consueto, porta le opere dell’audiovisivo sui banchi, coinvolgendo gli studenti, chiamati a scegliere i vincitori dell’edizione 2026 e che avrà per madrine le attrici Sofia D’Elia e Sara Ciocca. Le opere visionate sono: “Cose nostre. Palermo come Beirut”“Corrispondenze immaginarie”“Is mellus”“Never Too Late”“Anime violate”“Milano calibro 9: Le ore del destino”“Purple”“La tempesta”“OGM Travel”; e “Le fiabe le raccontiamo noi”. Tra le scuole coinvolte nel progetto per il 2026 il Liceo scientifico “Galeazzo Alessi” di Perugia, l’IIS “Cavour Marconi Pascal” di Perugia, l’Istituto comprensivo “Valenti” di Trevi, l’Istituto comprensivo “Maria Schininà” di Ragusa e l’Università degli Studi di Cagliari con la Facoltà di Biologia e Farmacia

 

I PREMI SPECIALI - Tre i premi speciali che saranno consegnati durante la cerimonia di premiazione della XV edizione del Festival. Il “Premio all’eccellenza” che, quest’anno, verrà assegnato a Francesco Bruni, sceneggiatore di opere come “Ovosodo”, “Il commissario Montalbano” e “La prima cosa bella”, solo per citarne alcune; e regista di “Scialla!”, “Noi 4”, “Tutto quello che vuoi”, “Cosa sarà” e “Tutto chiede salvezza”. Per il premio “Carlo Savina” per l’eccellenza alla musica, invece, sarà premiato il compositore e musicista Giuliano Taviani, autore delle colonne sonore di oltre 90 opere, tra film e serie tv. Tra i suoi lavori più noti figurano “Boris”, “Cesare deve morire”, “Anime nere” e “Diamanti”. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui due David di Donatello per “Anime nere” nel 2015 e un Nastro d'Argento 2025 per “Diamanti”.  Riconoscimento che Taviani condividerà con il pianista, compositore e arrangiatore Carmelo Travia. Infine, per il “Premio Federico Savina” il professionista ad aggiudicarsi il riconoscimento sarà il tecnico del suono Stefano Campus. Vincitore  nel 2015 del David di Donatello come miglior fonico di presa diretta e il Ciak D’Oro per il film “Anime nere”, è docente in varie istituzioni accademiche fra cui l’European Film College di Ebeltoft in Danimarca, il Centro Sperimentale di Cinematografia per le sedi di Roma, L’Aquila e Palermo e la scuola di cinema Sentieri Selvaggi. Un ulteriore premio speciale verrà assegnato dalla redazione di BGM - Boys and Girls Magazine a Deffo Motori, content creator di Formula 1.

 

LE MOSTRE - Due, come detto, le mostre allestite per la XV edizione della kermesse nella sala Crispoldi in piazza della Repubblica a Spello. La prima è “Arte nel cinema” a cura di Mara Roscini, un tributo agli artisti che, ieri come oggi, hanno saputo raccontare i film attraverso l’illustrazione. In esposizione lastre di terracotta, che reinterpretano storie e idee attraverso immagini che generano effetti insoliti e sorprendenti. In questo modo, ogni opera diventa non solo omaggio al cinema, ma anche esplorazione di nuove possibilità espressive, dove la materia stessa contribuisce a raccontare e a emozionare. L’altra, invece, è una mostra di abiti dal titolo “Attraverso il nero”, a cura dello storico del costume, Luciano Lapadula, e del fashion designer Vito Antonio Lerario. La mostra propone un evocativo e misterioso percorso che, attraverso il colore nero, solca la storia della moda dal 1800 ai giorni nostri, passando da rarità di alta moda anni ’20 firmate Jenny Sacerdote e Jean Patou a creazioni iconiche firmate Yves Saint Laurent e Jean Paul Gaultier, per celebrare infine il grande stilista Giorgio Armani. 

 

GLI EVENTI COLLATERALI - Tanti gli eventi collaterali che scandiranno l’edizione 2026 del Festival. Si parte venerdì 7 marzo con l’appuntamento “Cioccolato e cinema”, ospitato come ormai vuole la tradizione nella Casa del Cioccolato Perugina a Perugia. Per l’occasione prevista l’apertura straordinaria dello stabilimento di San Sisto, a partire dalle 20, con un tour della Casa del Cioccolato e, a seguire, la proiezione del film “Il professore e il pinguino” (per info e prenotazioni è possibile contattare il numero verde 800 800 907). Tra gli appuntamenti di sabato 7 marzo il talk “AI e doppiaggio”, alle 17, all’Oratorio del Crocifisso di Foligno con la presenza dell’associazione Anad rappresentata da Laura Romano, Alessio Cigliano, Davide Lepore e la giovane Giada Fortini, moderati da Marco Garavaglia di Inlusion Creative Hub. Alle 21, invece, al Teatro “Subasio” di Spello, grande ospite sarà l’attrice Veronica Pivetti, protagonista - tra l’altro - della fortunata serie tv di Rai 1 “Balene - Amiche per sempre”, con un talk moderato dal giornalista Simone Pinchiorri. Sempre alle 21 all’Auditorium Santa Maria Laurentia di Bevagna si terrà la proiezione del film “Come fratelli” mentre all’Auditorium Sala San Marco di Costacciaro quella del film “Formula 1”. La giornata di domenica 8 marzo, invece, si aprirà alle 10.30, nella sala dell’Editto del Palazzo Comunale di Spello con la conferenza “Il nero nel cinema” con un focus su abiti, trucco, acconciature e musica. Interverranno lo storico del costume Luciano Lapadula, il fashion designer Vito Antonio Lerario, la make-up artist Chiara Scardaoni e l’hair stylist Francesca Rita. A moderare l’evento la storica del costume Arianna Duranti. Nel pomeriggio, alle 15.30 nella sala Crispoldi in piazza della Repubblica si terranno un incontro e una dimostrazione con la make-up artist Chiara Scardaoni e con l’hair stilista Francesca Rita; mentre alle 17 ci sarà la presentazione del libro “L’esistenza del vedere. Il cinema di Béla Taar” di Amedeo Giulio Proietti Bocchini. In programma per martedì 10 marzo, alle 21.30 al Teatro “Subasio” di Spello l'anteprima nazionale del primo episodio della serie “Pompei”, alla presenza del regista Vincenzo Coccoli e degli attori Federica Santuccio, Ethan Riot e Rosario Terranova. Imperdibile, poi, l’appuntamento di mercoledì 11 marzo, che vedrà intervenire il cantautore Daniele Silvestri per la proiezione, alle 21.30 del documentario “Fabi Silvestri Gazzè. Un passo alla volta”. Ad intervenire anche il regista Francesco Cordio che, con Silvestri, sarà protagonista di un talk moderato da Francesca Romana Lovelock. Un altro talk è in programma anche per giovedì 12 marzo, alle 21, sempre al Teatro “Subasio” di Spello. Ospiti d’eccezione la Banda Caligari con gli interventi di Francesca Serafini e Giordano Meacci, coautori insieme a Claudio Caligari del film “Non essere cattivo”. Moderati dal giornalista Andrea Luccioli, presenteranno anche il libro “Pantagruel. Non essere cattivo”, dedicato proprio a Caligari. A seguire la proiezione del film a dieci anni dall’uscita. Altri eventi da non perdere saranno, infine, quelli in programma per domenica 15 marzo. Si parte alle 11 con il talk “Stop al silenzio”, ospitato nella sala dell’Editto del Palazzo Comunale di Spello, che vedrà tra gli ospiti le attrici Sofia D’Elia, Claudia Marsicano e Sara Ciocca, insieme ad altri professionisti del mondo del cinema e ad alcuni studenti. L’incontro sarà l’occasione per incoraggiare giovani, in primis, ma anche gli adulti a superare la cultura del silenzio per promuovere la comunicazione come strumento per affrontare le difficoltà e cercare supporto. Contestualmente si parlerà di serie tv che affrontano il tema del bullismo insieme ai giornalisti Federico Vascotto, Riccardo Cristilli e Giorgia Di Stefano, che presenterà anche il suo ultimo libro dal titolo “La New York delle serie Tv - La guida pop della città”. L’incontro sarà moderato da Aurora Moretti e Chiara Quadrelli. Nel pomeriggio, alle 15, invece al teatro “Subasio” di Spello si terrà la proiezione del film “Squali”, seguita dall'incontro con il regista Daniele Barbiero e parte del cast; infine, alle 21, la visione del cortometraggio “Per sempre” con la presenza del regista Romano Reggiani e del produttore Alessandro Leo. Il clou della XV edizione, però, si avrà con le due cerimonie di premiazione. La prima è in agenda per venerdì 13 marzo, alle 21, al Teatro “Subasio” di Spello; la seconda, invece, si terrà sabato 14 marzo, alle 17, all’Auditorium San Domenico di Foligno con la presenza non solo dei professionisti del dietro le quinte, vincitori dell'edizione 2026, ma anche di tantissimi ospiti, tra i quali la madrina Federica De Benedittis e il padrino Alessandro Sperduti.  

 

I PATROCINI - Il Festival del Cinema di Spello è realizzato con il patrocinio di: Ministero della Cultura, Regione Umbria - Giunta Regionale, Regione Umbria - Assemblea legislativa, Rai Umbria, Comune di Spello, Comune di Perugia, Comune di Assisi, Comune di Gubbio, Comune di Trevi, Comune di Bastia Umbra, Comune di Foligno, Comune di Campello sul Clitunno, Comune di Costacciaro, Comune di Montefalco, Comune di Bevagna, Comune di Todi, Comune di Marsciano, Comune di Deruta, Comune di Città di Castello, Comune di Giano dell’Umbria, Anci Umbria, Camera di Commercio dell’Umbria, Strade del vino, Strada dell’Olio DOP Umbria, Strada del vino - Cantico. 

 

I MAIN PARTNER - Main partner del Festival del Cinema di Spello, realizzato anche con il contributo di Siae, sono: il Centro Sperimentale di Cinematografia, l’Associazione dell’autorialità cinetelevisiva, l’Associazione Compositori Musica da Film, l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, l’Associazione Creatori di Suoni, l’Associazione Italia Tecnici del Suono, gli Agenti Spettacolo Associati, Roma Lazio Film Commission, l’Istituto Europeo di Design, Premiere Film, Inlusion Creative Hub, B3st Special Effects, l’Associazione Effetti Visivi, la Casa del Cioccolato Perugina, VusCom Fria, la Pro loco Iat Spello e Bcc di Spello e del Velino.

 

I MEDIA PARTNER - Media partner, invece, Tgr, Coomingsoon.it, Cinemaitaliano.info, Umbria Eventi, Rgunotizie.it e Unica Radio.

 

PARTNER E GEMELLAGGI - Tra i partner e gemellaggi, quelli con il Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani, il Festival International de Sfax du Cinéma Méditerranéen, la British Italian Society, la William Penn University, New York Italians Est. 2009, il Pitigliani Centro Ebraico Italiano, il Pitigliani Kolno’a Festival, il Greenwich Village Film Festival e Astarox Production

 

PARTNER - Partner del Festival sono: Terre Margaritelli, Sportoletti, Fontemaggiore - Centro di produzione teatrale, Nel vicolo dei baci, L’angolo del macramè, In Urbe, Il Terziere, Io&Te e Santi Sicilia.