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mercoledì 15 aprile 2026

“Rukeli” di Alessandro Rak tra i finalisti ai Corti d'Argento 2026



 

Il corto di animazione di Alessandro Rak nato nei laboratori dell’associazione chi rom e…chi no di Scampia con il coinvolgimento attivo dei ragazzi napoletani e rom del territorio, nella cinquina finalista dei Nastri d'Argento per i cortometraggi di animazione. È la storia del pugile sinto che prese a pugni il nazismo e il simbolo di resistenza contro ogni forma di oppressione e discriminazione. Il verdetto il 23 aprile a Roma.


 “Rukeli” è ufficialmente nella cinquina finalista dei corti di animazione per i Nastri d’Argento 2026. Il corto di animazione di Alessandro Rak, nato nell'ambito dei laboratori dell’associazione chi rom e…chi no, realizzati con il coinvolgimento attivo di un gruppo di adolescenti rom e napoletani, scritto da Emma Ferulano e Biagio Di Bennardo, prodotto da AntropicA, co-produzione Sideways Studios, Film i Väst, in associazione con Mad Entertainment, in collaborazione con Rai Cinema, con il supporto della Film Commission Regione Campania è la storia del pugile sinto che prese a pugni il nazismo e non solo. È anche simbolo di resistenza contro ogni forma di oppressione e discriminazione.

Il corto è stato proiettato in anteprima mondiale alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: un sogno, una riflessione condivisa che per chi rom e…chi no diventa realtà. “Essere arrivati in finale rappresenta per noi un riconoscimento particolarmente importante perché ci dà la possibilità di raccontare e far riconoscere le comunità rom quali soggetti di diritti, portatori di una cultura incredibile e ricca di storia e di arte, purtroppo però ancora oggi fortemente discriminata da politiche e narrazioni mediatiche fortemente discriminanti”, dicono da chi rom e…chi no, associazione che opera da oltre 20 anni a Scampia per la promozione del benessere di tutte e tutti.

 

LA TERZA SETTIMANA PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA ROMANÍ - La notizia della selezione arriva con una tempistica significativa proprio durante la Terza Settimana per la promozione della cultura romanì e per il contrasto all'antiziganismo promossa da UNAR, Ufficio Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del consiglio dei Ministri che si svolge dal 7 al 19 aprile 2026. Giovedì 16 aprile a partire dalle 18 presso Chikù, centro culturale e gastronomico in viale della Cittadinanza Attiva (Scampia), si svolgerà la manifestazione dal titolo “Ostinata Memoria - Pratiche di cura, memoria e cittadinanza contro l’antiziganismo“. In programma la proiezione di Rukeli e il dibattito con la rete territoriale di Scampia e UCRI, Unione Comunità Romanès in Italia. A seguire cena multiculturale a cura dello chef e attivista Igor Stojanovic e La Kumpania e Gennaro Spinelli&The Romaní Project in concerto. 

 

LA SELEZIONE AI CORTI D' ARGENTO – Due tra i 10 finalisti annunciati a cui saranno assegnati i due Nastri d’Argento 2026 per i migliori cortometraggi (fiction e animazione) scelti quest’anno dai Giornalisti Cinematografici, saranno premiati giovedì 23 Aprile a Roma, Cinema Caravaggio, insieme ad alcuni titoli che riceveranno, come ogni anno, premi e menzioni speciali per la particolare attenzione ai temi del sociale o all’attualità in un momento storico segnato dal clima incerto provocato dalle guerre e dall’incertezza quotidiana di una società ferita dalla violenza e dai diritti negati. La cinquina per l’animazione è composta da: Château la belle di Gianmarco Serra e Simona Nobile, Confini, canti di Simone Massi, In Our Hands di Camillo Sancisi, Rukeli di Alessandro Rak e Ziki di Roberta Palmieri e Olga Sargenti. Sono circa 300 i corti di fiction e 40 di animazione realizzati nel 2025 e visionati tra i titoli – distribuiti dopo un debutto nelle rassegne specializzate e nei grandi festival – tra i quali è stata selezionata la shortlist. 

 

🥊 RUKELI

Un film di Alessandro Rak

 

Da un’idea di: chi rom e…chi no

Regia: Alessandro Rak

Scritto da: Biagio Di Bennardo, Emma Ferulano

Prodotto da: AntropicA

Co-produzione: Sideways Studios, Film i Väst

In associazione con: Mad Entertainment

In collaborazione con: Rai Cinema

Con il supporto di: Film Commission Regione Campania

Distribuzione Italia: Premiere Film

Distribuzione internazionale: AntropicA

Produttore: Parsifal Reparato

Co-produttori: Samir Arabzadeh, Fredrik Svensson, Jenny Luukkonen

Voce Rukeli: Antonio De Matteo (Italiano), Alecio Araci (Romanès e Inglese)

Montaggio: Andrea Scoppetta

Storyboard: Mario Civitaquale

Sound Design: Andreas Mellkvist

VO Recording: Lars Wignell

Mix: Jesper Miller

Color: Albin Abrahamsson

Musica: Marco Sica

Durata: 5’30’’

Paesi: Italia, Svezia

Lingua originale: Italiano (altre versioni in lingua originale romanes e inglese)

Sottotitoli: italiano, inglese

 

Il corto fa parte del progetto europeo Tracer-Transformative Roma Art and Culture for European Remembrance, con capofila il Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell’Università di Bologna, volto a riscoprire la memoria del genocidio di rom e sinti durante il nazismo. Il percorso nasce a Scampia, periferia nord di Napoli, dall’associazione chi rom e… chi no per riattualizzare il tema della memoria in chiave contemporanea, perché si possa incidere nelle storture di un sistema politico e mediatico che marginalizza le comunità rom discriminandole nell’accesso e nell’esercizio dei diritti fondamentali. Il percorso ha visto il coinvolgimento attivo di un gruppo di ragazzi rom e di studenti napoletani dell'ITI Galileo Ferraris.


Ancora un mese per visitare Electric Dreams e We Felt A Star Dying alle OGR Torino



Ultime settimane per visitare alle OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, le due mostre dedicate alle connessioni tra arte e tecnologia: Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING ed ELECTRIC DREAMS. Art & Technology Before the Internet sono aperte fino al 10 maggio 2026.

 

Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING, commissionata da LAS Art Foundation e co-commissionata dalle OGR Torino, è un’installazione multisensoriale che esplora il quantum computing attraverso immagini, suoni e profumi. Presentata per la prima volta a Berlino, l’opera dialoga con l’architettura storica del Binario 1, invitando i visitatori a un’esperienza immersiva che sollecita percezione e immaginazione.

 

ELECTRIC DREAMS. Art & Technology Before the Internet, nel Binario 2, organizzata da Tate Modern e OGR Torino, ripercorre oltre quarant’anni di sperimentazione artistica al crocevia tra arte e tecnologia, prima della diffusione di Internet. Il percorso espositivo attraversa opere che hanno contribuito a ridefinire l’immaginario collettivo, stimolando una riflessione critica sul rapporto tra creatività e innovazione tecnologica.

 

L’esperienza di visita è amplificata da un public program che spazia da performance a talk e cene d’artista per offrire nuove prospettive di lettura tra ricerca artistica e pratiche sperimentali.

 

Il 23 aprile, Antonio Della Guardia presenta nel Duomo delle OGR la performance Nuove Geometrie di Esistenza (Ivrea/Pozzuoli), prima restituzione del progetto vincitore della 14ª edizione dell’Italian Council, a cura di Benedetta Casini e prodotta da studioconcreto in collaborazione con le OGR Torino. Due performer dialogano con le immagini dei complessi olivettiani di Pozzuoli e Ivrea, mentre la partitura coreografica e la traccia sonora creano un legame tra corpo e architettura, esplorando le trasformazioni del lavoro nell’era post-fordista e la visione olivettiana di spazi e comunità.

 

Nella stessa serata, al Social Table di Snodo, Alice Héron conduce Terre à Table, una cena performativa che riflette sul confine tra ciò che è commestibile e ciò che non lo è. Attraverso ingredienti locali e stagionali, il percorso gastronomico invita il pubblico a ripensare il rapporto tra corpo, memoria e origine, attivando un’esperienza sensoriale e concettuale.

 

Il 26 aprile, sempre nel Duomo delle OGR, Marta Magini insieme a Nicola Di Croce presenta Swinging (episode II), una performance prodotta dalle OGR Torino in collaborazione con Almanac, che esplora la relazione tra mobilità e immobilità, oscillazione e sospensione. La reiterazione di piccoli movimenti e gesti minimi crea uno stato percettivo sospeso, in cui il corpo diventa strumento di osservazione e contemplazione.

 

Il 5 maggio, nel Binario 1 all’interno della mostra di Laure Prouvost, KUKII, insieme al coro dei Piccoli Cantori di Torino, presenta WE ARE WE. La performance trasporta dal vivo l’esperienza acustica sviluppata per l’installazione multisensoriale di WE FELT A STAR DYING, invitando il pubblico a un viaggio sonoro cosmico. I partecipanti sono chiamati a lasciar andare ciò con cui sono entrati nello spazio e a riconsiderarsi come “noi”, incarnando il mantra WE ARE WE e riflettendo sulle connessioni tra musica, spazio e comunità.

 

Infine, l’8 maggio, nel Duomo, Domenico Scarpa conduce l’incontro Levi, Calvino, Fruttero & Lucentini. 2+2 scrittori prima del Big Bang, da un’idea di Claudio Giunta, in cui esplora la letteratura cosmica e cibernetica italiana attraverso l’opera di questi quattro autori, mostrando come le loro intuizioni abbiano anticipato innovazioni narrative e concetti di fantascienza in Italia (evento gratuito, prenotazioni disponibili dal 23 aprile).

 

Fino al 10 maggio, alle OGR Torino uno spazio vivo e aperto coinvolge il pubblico con diversi linguaggi creativi per esplorare il rapporto tra arte e tecnologia e offrire nuovi punti di vista e modalità di fruizione tra percezione e corpo.


CALENDARIO APPUNTAMENTI

 

Giovedì 23 aprile 2026

DUOMO | H 19 e 20

PERFORMANCE: Antonio Della Guardia, Nuove Geometrie di Esistenza (Ivrea/Pozzuoli)

Una performance di Antonio Della Guardia, a cura di Benedetta Casini, prodotta da studioconcreto in collaborazione con OGR Torino, vincitore dell’Italian Council (14ª edizione, 2025),

Biglietti in vendita su ogrtorino.it (€ 10, ridotto € 6) Il biglietto per la performance include l’accesso alle mostre Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING ed ELECTRIC DREAMS. Art and Technology Before the Internet, aperte straordinariamente fino alle ore 20, e la possibilità di prenotare una visita guidata gratuita alle ore 17

 

Giovedì 23 aprile 2026

SNODO, SOCIAL TABLE | H 20

CENA D’ARTISTA:

Alice Heron, Terre à Table

Un evento delle OGR Torino in collaborazione con Snodo Biglietti in vendita su ogrtorino.it (€ 45 bevande incluse) Il biglietto per la cena include l’accesso alle mostre Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING ed ELECTRIC DREAMS. Art and Technology Before the Internet, aperte straordinariamente fino alle ore 20 Domenica 26 aprile 2026

DUOMO | H 19

PERFORMANCE:

Marta Magini con Nicola Di Croce, Swinging (episode II)

Un evento delle OGR Torino in collaborazione con Almanac

Biglietti in vendita su ogrtorino.it (€ 10, ridotto € 6) Il biglietto per la performance include l’accesso alle mostre Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING ed ELECTRIC DREAMS. Art and Technology Before the Internet, aperte straordinariamente fino alle ore 21 Martedì 5 maggio 2026

BINARIO 1 | H 19

PERFORMANCE:

KUKII con il coro dei Piccoli Cantori di Torino, WE ARE WE

Un evento delle OGR Torino

Biglietti in vendita su ogrtorino.it (€ 7, ridotto € 5) La mostra Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING sarà aperta straordinariamente e visitabile gratuitamente dai possessori del biglietto della performance dalle ore 18 alle 21 Venerdì 8 maggio 2026

DUOMO | 18.30

OGR TALKS:

Domenico Scarpa – Levi, Calvino, Fruttero & Lucentini. 2+2 scrittori prima del Big Bang

Un evento delle OGR Torino da un’idea Claudio Giunta

Ingresso gratuito, prenotazioni disponibili dal 23 aprile su ogrtorino.it La prenotazione consente l’acquisto del biglietto con tariffa ridotta per le mostre Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING e ELECTRIC DREAMS. Art and Technology Before the Internet


INFORMAZIONI

 

Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING

Una mostra commissionata da LAS Art Foundation e co-commissionata dalle OGR Torino a cura di Samuele Piazza

Dal 31 ottobre 2025 al 10 maggio 2026 Binario 1 | OGR Torino

 

ELECTRIC DREAMS. Art & Technology Before the Internet

Una mostra organizzata da Tate Modern e OGR Torino a cura di Val Ravaglia e Samuele Piazza

Dal 31 ottobre 2025 al 10 maggio 2026 Binario 2 | OGR Torino

 

Orari

lunedì, mercoledì, giovedì | H 9 - 18

venerdì | H 9 - 22

sabato, domenica | H 10 - 20

martedì chiuso

IL MEDFILM FESTIVAL SBARCA A NEW YORK - DAL 16 AL 18 APRILE IL CINEMA DEL MEDITERRANEO ALL'ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA

  


Il MedFilm Festival, unico festival italiano dedicato alle cinematografie del Mediterraneo, sbarca a New York per una tre giorni ricca di film e ospiti. Realizzata in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di New York, questa prima edizione porta nel cuore degli Stati Uniti uno spazio vivo di visione e incontro, un'ampia panoramica del meglio di autori affermati e nuovi talenti del cinema mediterraneo, capaci di sorprendere con linguaggi forti e innovativi. MedFilm Festival a New York è il primo dei tre spin-off internazionali del festival romano che da 32 anni promuove in Italia il cinema euro-mediterraneo contemporaneo. Prossime tappe del 2026: Tunisia e Marocco.

 

La rassegna statunitense, diretta da Ginella Vocca e organizzata in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di New York, con il supporto del Consolato Generale d'Italia a New York, propone 9 titoli da Italia, Turchia, Algeria, Libano, Tunisia e Francia, coprodotti tra gli altri con Grecia, Croazia, Spagna, Qatar, Germania e Olanda. La selezione, curata da Alessandro Zoppo, è un "best of" che attraversa il tempo e rimane vitale, restituendo uno sguardo plurale e contemporaneo sul Mediterraneo, la sua ricchezza culturale e le molteplici relazioni con l'Europa. Tra i titoli proposti un'anteprima assoluta per gli Stati Uniti: The Last Queen (La dernière reine), kolossal algerino della coppia Adila Bendimerad e Damien Ounouri.

Partner dell'evento sono Atomic Production e M Social Hotel New York Times Square.

 

Il Direttore dell'IIC di New York, Claudio Pagliara, dichiara: “È con grande piacere che l'Istituto Italiano di Cultura di New York accoglie il MedFilm Festival, che dopo oltre trent'anni di successi a Roma approda in una città naturalmente vocata all'incontro tra culture”. Ginella Vocca, direttrice artistica e fondatrice del MedFilm, aggiunge: “Parlare in questi giorni difficili di Mediterraneo è quanto mai urgente, la cultura prevede in ogni condizione spazi di ascolto, confronto e dialogo, aprendo così alla speranza, in attesa che le relazioni tra i Paesi dell'area possano presto ripartire”.

 

Apre questa prima edizione il thriller turco Burning Days di Emin Alper, quarto lungometraggio del regista di Beyond the HillFrenzy e A Tale of Three Sisters, fresco di vittoria dell'Orso d'argento alla Berlinale con Salvation. Vincitore del Premio Speciale della Giuria al MedFilm 2022, Burning Days è la parabola di un giovane ed ingenuo magistrato di provincia che si ritrova invischiato in un conflitto politico durante la sua prima indagine per omicidio: un dramma innovativo e sorprendente che sfocia nel giallo fino ad un finale simbolico e inaspettato.

 

La rassegna prosegue con il documentario autobiografico I diari di mio padre, brillante e pluripremiato esordio nel lungometraggio di Ado Hasanović ospite del festival a New York. Un'opera che ripercorre la storia personale del regista italo-bosniaco, intrecciando i filmati d'archivio e i video del padre Bekir, videoamatore che dal 1993 ha filmato la vita di ogni giorno a Srebrenica. A poco più di trent'anni dal genocidio, un racconto toccante e catartico su una delle pagine più oscure della storia recente dell’Europa. Il film, vincitore del Premio per la Miglior Co-produzione Euro-mediterranea al MedFilm 2024, è accompagnato dal regista Ado Hasanović che dialogherà con il pubblico a fine proiezione.

 

Evento di chiusura di questa prima edizione un'anteprima assoluta per gli Stati Uniti: The Last Queen (La dernière reine) di Adila Bendimerad e Damien OunouriPer il loro primo lungometraggio, selezionato in Concorso al MedFilm 2022, l'affascinante attrice, sceneggiatrice e produttrice e il talentuoso regista, fanno immergere il pubblico nell'Algeria del XVI secolo, un Paese la cui storia pre-coloniale è ancora poco raccontata. Simbolo di quell'epoca è la regina Zaphira, donna forte e coraggiosa che si oppone sia alla tirannia spagnola che al dominio del pirata Aroudj Barbarossa. Tra storia e leggenda, un fantasy epico, femminista e militante che non si risparmia su effetti speciali, coreografie e costumi sontuosi.

 

La prima edizione di MedFilm Festival a New York presenta anche una selezione di 6 cortometraggi realizzati da talenti provenienti da tutto il Mediterraneo. Dall'Italia arrivano i lavori di alcuni autori tra i più interessanti del nostro cinema contemporaneo: Restare di Fabio Bobbio, Le prime volte di Giulia Cosentino e Perla Sardella e Case cadute di Gianluca Abbate. I titoli internazionali offrono invece uno sguardo inedito su argomenti cruciali, linguaggi emergenti e le più interessanti sperimentazioni del cinema mediterraneo: il francese The Voice of Others (La Voix des autres) di Fatima Kaci, vincitore del Premio Methexis come miglior cortometraggio al MedFilm 2023; il libanese Warsha di Dania Bdeir, tema quanto mai attuale sui destini di Beirut e di chi la abita. vincitore come miglior cortometraggio nel 2022; il tunisino On the Edge (Bord à bord) di Sahar El Echi, selezionato in Concorso al MedFilm 2025.

 

L'identità visiva della rassegna è stata realizzata da Gianluca Abbate.

 

 

CITTÀ DELLA SCIENZA PER IL WEEKEND DEL 18 E 19 APRILE PROPONE “SPORT E SCIENZA”: GIOCA, SCOPRI, IMPARA!


Saltare tra cerchi colorati, lanciare palloni con traiettorie perfette e sfidare l'equilibrio su percorsi avventurosi, scoprendo allo stesso tempo i segreti del corpo in movimento: sono le attività previste per il tema del magico weekend "Sport e Scienza" che Città della Scienza dedica il 18 e 19 aprile a Corporea, il museo interattivo del corpo umano, trasformandolo in una palestra della conoscenza dove ogni gesto atletico diventa un'emozionante lezione di scienza.

 

Non si tratta solo di giocare o di studiare: è edutainment puro, un mix irresistibile di divertimento ed educazione che cattura giovani e giovanissimi nelle varie fasce di età con le loro famiglie: tutti protagonisti di laboratori interattivi come "Piccoli scienziati in movimento" (3-6 anni) dove salti, canestri e staffette rivelano i principi fisici del corpo, o "Bottiglie in azione" (7-10 anni) per testare forza, velocità e rotazioni con sfide continue che ripartono dopo ogni prova. Ne "La fisica nel pallone" (11-13 anni) si capirà perché un rimbalzo alto fa la differenza tra un buon pallone da tennis e uno da calcio, esplorando meccanica, materiali e traiettorie che rendono ogni sport un capolavoro scientifico, mentre il Science Show "I Classici per tutti" stupisce con paradossi meccanici, palloncini che si gonfiano con CO2 e cadute che sfidano la gravità.

 

Domenica 19 aprile ci sarà un momento speciale tocca il cuore: Angela Procida, nuotatrice paralimpica straordinaria, condivide il suo viaggio di resilienza e determinazione in "Oltre il limite: la forza dell'acqua", mostrando come lo sport, unito alla scienza, apra porte all'inclusione e all'innovazione personale, un dialogo empatico che ci ricorda quanto il corpo umano sia capace di meraviglie quando scienza e passione si fondono.

 

E non finisce qui: tra gli exhibit di Corporea con il robot Aphel, il Planetario per viaggi stellari, e le mostre "SensAzioni" sui cinque sensi e "Insetti Co.".

www.cittadellascienza.it

martedì 14 aprile 2026

Arte, vino e identità territoriale: successo a Verona per“Campania DOP&IGP – Ortofrutta e non solo · Con arte e gusto”

In occasione delle giornate del Vinitaly, si è tenuto, lunedì 13 aprile, presso la Carlo Brunelli Art Studio Gallery di Verona l’evento “Campania DOP&IGP – Ortofrutta e non solo · Con arte e gusto”, iniziativa realizzata con il contributo della Regione Campania – CSR 2023–2027, Intervento SRG10 – Promozione dei prodotti di qualità, nell’ambito del progetto Campania DOP&IGP – Ortofrutta e non solo.

L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la Tenuta San Giovanni di Punta Tresino (Castellabate), ha rappresentato un momento di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari campane certificate DOP e IGP (Carciofo di Paestum IGP, Melannurca Campana IGP, Nocciola di Giffoni IGP, Limone Costa d’Amalfi IGP, Rucola della Piana del Sele IGP, Olio Extravergine DOP Colline Salernitane), integrando degustazione, promozione territoriale e linguaggi artistici.

Un contesto culturale di prestigio
La scelta della Carlo Brunelli Art Studio Gallery — tra gli spazi espositivi più rilevanti della città — ha consentito di collocare l’iniziativa in un ambiente di forte valore culturale, offrendo ai partecipanti un’esperienza che ha unito arte contemporanea, identità territoriale e prodotti di qualità.

L’evento si è svolto all’interno del programma CI-LENTO · Arte · Vino · Territorio, che promuove il dialogo tra creatività e patrimonio paesaggistico. Le opere della collaborazione artistica Carlo Brunelli x Mario Corrado hanno accompagnato il percorso di degustazione, contribuendo a creare un contesto narrativo coerente con i temi del territorio e della sostenibilità.

Valorizzazione delle produzioni certificate
Durante la serata sono stati presentati e degustati i prodotti del paniere Campania DOP&IGP, tra cui: Tartelletta salata ricotta di bufala, Carciofo di Paestum IGP, Olio DOP Colline Salernitane e speck croccante; Pasta sfoglia con base di pomodorino confit, Rucola della Piana del Sele IGP, Olio DOP Colline Salernitane e stracciata; Torta Caprese con Nocciola di Giffoni IGP; Torta di Mele con Melannurca Campana IGP; Dolce allo Sfusato Amalfitano con Limone Costa d’Amalfi IGP Firmato Sal De Riso.

Le produzioni certificate sono state abbinate ai vini della Tenuta San Giovanni, realtà vitivinicola del Cilento che opera nel territorio di Punta Tresino, all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione di operatori del settore agroalimentare e vitivinicolo, rappresentanti del mondo dell’arte, giornalisti e visitatori presenti a Verona per Vinitaly. L’evento ha contribuito a rafforzare la conoscenza e la percezione delle produzioni DOP e IGP campane, promuovendo al contempo il legame tra qualità, territorio e cultura.

 

Elena Bucci, Non sentire il male, omaggio a Eleonora Duse a Napoli



Scritto, diretto e interpretato da Bucci, lo spettacolo si configura come un attraversamento intimo e stratificato dell’eredità dusiana: non un omaggio, ma un corpo a corpo con una figura che continua a interrogare il presente della scena. Ne emerge una partitura essenziale e potentissima, in cui voce, luce e suono incidono lo spazio come materia viva, restituendo al teatro la sua dimensione più necessaria e irriducibile.

Nel solco di una ricerca che interroga la memoria scenica come materia viva e continuamente riattivabile, la produzione Le belle bandiere porta a Napoli, negli spazi della Galleria Toledo, dal 17 al 19 aprile 2026 (venerdì ore 19, sabato ore 20.30, domenica ore 18), Non sentire il male, creazione dedicata alla figura enigmatica e fondativa di Eleonora Duse.

Scritto, diretto e interpretato da Elena Bucci, lo spettacolo si configura come un attraversamento intimo e stratificato dell’eredità dusiana, sottraendola alla retorica celebrativa per restituirla come presenza inquieta, corpo di voce e di pensiero.

 

Note di Elena Bucci

Eleonora Duse, nata nel 1858 e morta nel 1924, fu attrice e capocomica. La libertà del suo agire rivoluzionò e sconvolse il teatro del suo tempo. Detestava le biografie, le autobiografie, i centenari e le commemorazioni. Per me, fu anche una grande donna.

Incontrai Eleonora, come una maestra fantasma, quando cercavo la mia strada di autrice in un palazzo abbandonato tra le campagne. Da allora mi ha sempre accompagnato e illuminato nel corso di tante repliche che sono cambiate con me, da Milano a Roma, da Venezia a Mosca, a Parigi.

Questo lavoro mi accompagna da anni e cambia con me fin da quando uscii dalla compagnia del mio maestro Leo de Berardinis, quando cercavo una strada personale, una scrittura, una visione. C’è un tempo della vita in cui non bastano più mestiere, tecnica, lavoro, ma ci si domanda dove ci portino e cosa c’è oltre e altrove. Io ero proprio lì, quando, parlando con un amico sapiente, mi sono accorta che gli scritti e il pensiero della Duse mi avevano accompagnato per tutta la mia vita teatrale. Ho cercato un luogo che mi parlasse e dei compagni generosi, e dedicando questo lavoro a lei ho raccolto i fili delle mie inquietudini, sperando che non fossero solo mie. Non avrei mai avuto il coraggio di questa solitudine senza il calore degli amici e di questo li ringrazio. Non è stato per amor di stravaganza che ho cominciato questo lavoro in un luogo - il Palazzo di San Giacomo a Russi, in stato di abbandono - pieno di memorie storiche e personali. Dovevo creare tutte le condizioni perché fosse possibile l’intensa trasformazione che volevo. Ora si è situato in profondità e con precisione in un luogo interiore che, pur modificando il linguaggio e l’espressione, posso rintracciare in ogni momento. Lo spettacolo è davvero scritto nel corpo, senza retorica, ed è questo che cercavo, e questo è il cuore del mio lavoro su Eleonora Duse, immaginata nel momento in cui, malata e sostituita da Gabriele D’Annunzio nella Figlia di Iorio, prende il copione e recita tutte le parti, tutte le scene, tutte le figure, davanti allo sguardo allucinato di Matilde Serao, puntuale e quasi invadente osservatrice e testimone. Forse in quel momento la Duse, che recitando guariva dai danni della vita, provava a liberarsi e a vedere oltre la materia necessaria, odiata e amata, del teatro: le scene, i costumi, gli attori...forse sognava di poter volare per un attimo, come le altre arti tentavano, in uno spazio dove fosse possibile il teatro senza corpo e senza voce, libero dalla poesia inevitabile della sua continua distruzione nel qui e ora. Liberandosi della materia del teatro, forse si rinnova il contatto con la vita, da lei sempre inseguito e sfuggito.

Ho attinto a lettere, scritti, testimonianze indirette che percorrono tutto l’arco della sua vita, ed il criterio di scelta è stato assolutamente personale, pur nel tentativo di comprendere e rispettare.

E inevitabilmente, tentando di essere medium di qualcosa che si è molto amato, si parla di sé.

Ho cercato di liberarmi da immagini indotte, stereotipi affascinanti, tentazioni estetiche e credo di avere trovato, nel coraggio e assoluta libertà di lei, una forza preziosa nell’accantonare regole e convenzioni.

Allo stesso tempo, ho lavorato perché fosse possibile, anche a chi non ne avesse mai sentito parlare, attingere a qualcosa di lei.

Attraverso Eleonora sono passate tante donne, nascoste in chissà quali pieghe della mia memoria.

 

Il presente multiforme

Lo spettacolo esiste in molte versioni: per il teatro, con il disegno luci di Maurizio Viani che, nella sua duttile intelligenza, può adattarsi a diversi spazi; in concerto con musiche dal vivo; itinerante con allestimenti speciali per spazi non prettamente teatrali come palazzi, ville, luoghi particolari.

 

 

Elena Bucci

Attrice, autrice e regista, lavora con Leo de Berardinis per quattordici anni e fonda con Marco Sgrosso la compagnia Le belle bandiere. Dirige e interpreta testi classici e contemporanei, crea drammaturgie originali e progetti dedicati alla storia delle arti, delle comunità, dei luoghi dove dialogano artisti di diverse discipline e vengono restituiti al pubblico teatri e spazi dimenticati. Fra i premi: Ubu per le interpretazioni di sue drammaturgie e regie, Ubu per il lavoro con Claudio Morganti, Premio Eleonora Duse, Premio Hystrio – ANCT, Premio Valeria Moriconi, Premio Hystrio Altre Muse, Premio ETI Gli olimpici del teatro, Premio Viviani, Premio ERF alla carriera. Lavora con registi, musicisti, scrittori, danzatori, studiosi, partecipa a film d’autore e scrive e interpreta testi per radio e televisione. Collabora con teatri nazionali, festival, compagnie, teatri di tradizione e innovazione. Si occupa di formazione presso università e accademie e pubblica su volumi e riviste.

 

 

Video trailer

https://vimeo.com/243621455

 

Video trailer 2024

https://youtu.be/Q1hfkupBgRg




Teatro Basilica, Federica Rosellini in Ivan e i cani, prima romana



Teatro Basilica presenta per la prima volta a Roma Ivan e i cani, dal 16 al 18 aprile 2026 alle ore 21 e il 19 aprile alle ore 16:30, tratto dal testo della drammaturga britannica Hattie Naylor, con performer, sound design e regia di Federica Rosellini e traduzione di Monica Capuani.

Un lavoro di rigorosa essenzialità che, a partire da una vicenda reale, attraversa l’infanzia e l’abbandono senza concessioni, costruendo un dispositivo scenico in cui voce, corpo e suono agiscono come materia viva, in tensione costante tra esposizione e resistenza.

Nel perimetro sempre più necessario di un teatro che interroga le forme della sopravvivenza e della memoria, TeatroBasilica accoglie dal 16 al 18 aprile 2026 alle ore 21:00 e il 19 aprile alle ore 16:30, per la prima volta a Roma, Ivan e i cani, partitura scenica di rara intensità tratta dal testo della drammaturga britannica Hattie Naylor. Un racconto ispirato a una vicenda reale, che si fa dispositivo poetico e politico insieme, capace di attraversare l’infanzia e l’abbandono senza mai cedere al ricatto sentimentale, ma insistendo su una lingua asciutta, necessaria.

Al centro, la prova attoriale e registica di Federica Rosellini, che firma anche il sound design, costruendo un paesaggio acustico e performativo in cui il corpo e la voce diventano materia primaria di narrazione. In questo spazio essenziale, la traduzione di Monica Capuani restituisce con precisione il ritmo e la tensione dell’originale, accompagnando il pubblico dentro un’esperienza teatrale che è insieme immersione e ascolto, esposizione e resistenza.

 

Ivan racconta una storia che gli è successa quando aveva quattro anni. La racconta come fosse ora. Come una fiaba dei fratelli Grimm. O come Il libro della giungla. È una storia vera, invece, accaduta a un bambino nella Russia degli anni Novanta, la Russia poverissima di Boris Eltsin. La gente era così povera, racconta Ivan, che i padri e le madri cominciarono a sbarazzarsi di quello che nelle case mangiava, beveva e aveva bisogno di cure. I primi a essere abbandonati furono i cani. La madre di Ivan ha un uomo che la picchia quando si riempie di vodka fino agli occhi. Ivan è un incomodo, quest’uomo vorrebbe che se ne andasse e un giorno Ivan lo fa. Indossa un cappotto pesante, i guanti di lana, si mette in tasca due pacchetti di patatine ed esce per le strade di Mosca. Trovare un posto dove dormire è difficile. Fa freddo, la gente che gira sembra ti voglia sbranare. Nessuno fa più l’elemosina, non c’è più spazio per la pietà. Comincia un’odissea che si concluderebbe presto con la morte, se Ivan non incontrasse delle creature buone, anime affini che lo accolgono tra loro e gli regalano la sopravvivenza ogni giorno. Una muta di cani randagi. Ma è solo l’inizio della storia.

Hattie Naylor è una drammaturga inglese, co-fondatrice della compagnia Gallivant. Ivan e i cani, candidato all’Olivier Award nella categoria Outstanding Achievement, è stato rappresentato in Inghilterra, Olanda, Belgio, Stati Uniti, Georgia, Grecia e Brasile.

Federica Rosellini, musicista e performer, sola sul palco con la sua strumentazione elettronica, dice e compone, contemporaneamente, mescida la voce della propria madre registrata in russo con melodie, nenie e pulsazioni ritmiche, traccia con le dita la partitura sonora nella quale si perde con le parole e con il corpo.

Fa di “Ivan e i cani” un “a solo” dolce e disperato; uno spettacolo sporco, solitario, tenerissimo; un canto d’anima intimo, personale, ma capace di raccontare, inaspettatamente, l’infanzia di tutti noi.

 INFORMAZIONI

Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:

 

https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo

 

Dove siamo:

Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma

www.teatrobasilica.com

email: info@teatrobasilica.com

telefono: +39 392 9768519

 

Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.

 

Prezzo

✦ Intero: 18€✦ Online: 15€✦ Ridotto: 12€

 

Link utili

Sito                                                     https://teatrobasilica.com/

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