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martedì 8 settembre 2026

Presentata la V edizione di HYSTRIO FESTIVAL (Milano, 15-20 settembre 2026) e annunciati i PREMI HYSTRIO 2026



Durante la conferenza stampa sono stati annunciati i vincitori e le vincitrici della XXXV edizione del PREMIO HYSTRIO: Vinicio Marchioni (interpretazione), Federico Bellini (drammaturgia), compagnia Factory Transadriatica (Hystrio-Altre-Muse), Alice Sinigaglia (Hystrio-Iceberg), Marta Ciappina (Hystrio-Corpo a Corpo), “Tre sorelle” da Anton Čechov, testo e regia di Liv Ferracchiati (Hystrio-Twister), “Un bambino” di Marco Trotta (Hystrio-Scritture di Scena), Marta Malvestiti e Andrea Ibba Monni (Premio Mariangela Melato).

La cerimonia di consegna dei premi è fissata domenica 20 settembre alle ore 21 al Teatro Elfo Puccini.

Sono intervenuti alla conferenza stampa:

Claudia Cannella, direttrice artistica Hystrio Festival
Tindaro Granata, Associazione Situazione Drammatica/Progetto Il copione
Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia
Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano
e alcuni premiati e artisti ospiti

L’ipervetrina della scena nazionale under 35, frutto del lavoro di visione di 50 collaboratrici e collaboratori del trimestrale “Hystrio”, celebra il suo primo lustro di attività

Dal 15 al 20 settembre 2026 a Milano, negli spazi del Teatro Elfo Puccini, torna “Hystrio Festival”, la quinta edizione diretta da Claudia Cannella, organizzata da Hystrio - Associazione per la diffusione della cultura teatrale e realizzata con il contributo del MiC - Ministero della Cultura, di Fondazione Cariplo e di Fondazione Banca del Monte in collaborazione con oltre 20 partner istituzionali e progettuali e altri finanziatori in attesa di riconferma. 
La ‘ipervetrina della scena under 35’ nata dal lavoro di ricerca, di visione e incontro che impegna insieme la direzione, la redazione, le collaboratrici e i collaboratori del trimestrale Hystrio – rivista cartacea fondata nel 1988 e specializzata in teatro – festeggia il suo primo lustro di attività, e lo fa con alle spalle già due importanti riconoscimenti: il Premio Franco Enriquez 2024 riconosciuto all’associazione Hystrio per il complesso delle sue attività e il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro 2025 assegnato proprio al progetto Hystrio Festival. 
L’azione di scouting della redazione di «Hystrio», composta da circa 50 fra critici e studiosi di teatro, e diretta da Claudia Cannella, che dura tutto l’anno e che nella settimana del festival trova la sua più naturale espressione, prevede una selezione dei migliori dieci fra gli spettacoli di teatro indipendente che rappresentano, in un contesto di adeguata visibilità, una sorta di ‘top 10’ del teatro under 35 italiano. 

«Nel panorama delle iniziative dedicate alla scena under 35 – dichiara la direttrice artistica Claudia Cannella – abbiamo voluto dare a Hystrio Festival un’identità ben precisa. In estrema sintesi: forti della nostra pluriennale esperienza sul campo e della nostra fitta rete di collaboratori, proporre una selezione dei migliori esiti della scena indipendente; offrire palcoscenici adeguati alla massima resa degli spettacoli e condizioni di lavoro eque; promuovere occasioni di visibilità grazie alla presenza massiccia di operatori e di pubblico; trasformare potenziali competitors in alleati creando partnership con numerosi soggetti. Non ci interessa essere i primi o i più forti, ma lavorare insieme alla ricerca della meglio gioventù del teatro italiano».

Con 10 spettacoli, 5 letture sceniche in collaborazione con Situazione Drammatica/Progetto Il copione, la mise en espace del testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena, un incontro dedicato quest’anno a una panoramica sui/sulle direttori artistici/direttrici artistiche under 35, le audizioni dei finalisti del Premio Hystrio alla Vocazione, e la serata finale con la consegna dei Premi Hystrio 2026, la quinta edizione di Hystrio Festival implementerà i suoi obiettivi di sempre: primo fra tutti favorire il ricambio generazionale nel sistema teatrale, sostenendo la crescita professionale di attori, autori e compagnie emergenti e garantendo non solo reali occasioni di visibilità di fronte a pubblico e operatori ma anche condizioni di lavoro più eque. 

Copiosa e prestigiosa la rete di partner milanesi, nazionali e internazionali che supportano il festival: Premio Scenario (Bologna), Forever Young/La Corte Ospitale (Rubiera, RE), Next/Regione Lombardia/Fondazione Cariplo/Agis Lombardia, Associazione Situazione Drammatica/Progetto Il copione, PAV/Fabulamundi Playwriting Europe (Roma), In Scena! Italian Theatre Festival New York (Kairos Italy Theater di New York, KIT Italia e NYU Casa Italiana Zerilli-Marimò), Bonawentura/Teatro Miela (Trieste), Pergine Festival, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Teatro Argot Studio (Roma), Vesuvioteatro (Napoli), Teatro Elfo Puccini (Milano), Teatro Fontana - Centro di Produzione (Milano), Teatro del Buratto (Milano), Olinda (Milano), Futuro Passato/FESTIL_Festival estivo del Litorale/Associazione Culturale Tinaos (Udine), Premio Riccione-Tondelli.

Dal 2025, Hystrio Festival ha all’attivo anche una rete di collaborazioni con i Teatri Nazionali, Teatri delle Città e altre strutture in cui saranno presentate le letture sceniche di uno dei testi finalisti del Premio Scritture di Scena per drammaturghi under 35, scelto di comune accordo con i partner. Questa rete nel 2026 si è ampliata e accanto ai partner già presenti Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, ERT Fondazione – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro della Toscana, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, si affiancano, da quest’anno, anche il Teatro Stabile del Veneto e il Teatro Fraschini di Pavia. 
La fitta rete di collaborazioni instaurata nel corso del primo lustro di attività del festival permetterà, tra le altre azioni, una diffusione e circuitazione ancora più capillare dei testi selezionati tra i finalisti del Premio Hystrio Scritture di Scena, prodotti nell’ambito di Hystrio Festival e la cui curatela è affidata ad Associazione Situazione Drammatica/Progetto Il copione, coordinato da Tindaro Granata con la collaborazione, dallo scorso anno, del drammaturgo Renato Gabrielli. 

IL PROGRAMMA

Ad aprire le danze martedì 15 settembre (ore 19) è l’attrice, drammaturga e regista Claudia Manuelli, affiancata in scena da Marcos Piacentini, con “Infinita bellezza”, spettacolo di Fondamenta Zero, vincitore del Premio Scenario 2025 e che arriva a Hystrio Festival grazie al sostegno di Associazione Scenario Ets: un libretto di istruzioni consegnato al pubblico diventa il motore narrativo dello spettacolo, generando un gioco continuo tra ciò che si legge e ciò che accade in scena. Segue “Vita di San Genesio” della compagnia Ctrl+Alt+Canc (ore 21): partendo dalla vita di San Genesio, protettore della gente di teatro, attore e mimo nella Roma del 300 d.C. martire e autore sulla scena di un miracolo imprevisto, si interroga sul mondo attuale del teatro dominato da sacrifici e abitato da attori vinti dalla sensazione di non essere mai abbastanza e di dover compiere un miracolo ogni volta. 
Mercoledì 16 settembre (ore 15) si terrà a ingresso libero la terza edizione di Bridge the gap, momento di riflessione collettiva tra organizzatori, artisti, critici e operatori intorno alla “scena under 35”: tema di quest’anno sarà “Direttori under 35, chi sono, dove sono e come lavorano”, che indagherà tra le altre cose il lavoro dei direttori e direttrici nominati “per decreto” dai Teatri Nazionali (ingresso libero fino a esaurimento posti; info a: accoglienza@hystrio.it). Scritto e diretto da Sofia Russotto, “Gente spaesata” (ore 19) vede protagonisti due ragazzi senza desideri né scopi che discutono su come cambiare il mondo affogando i loro pensieri tra musica, alcol e cocaina, finché non arriva una giovane donna a sconvolgere il fragile equilibrio. “Ballavamo sempre” dei BumBumFritz (ore 20.30) intreccia i ricordi di più di cento persone anziane, soprattutto canzoni, con la musica elettronica, per riflettere su come siamo cambiati negli ultimi anni e su che cosa siamo capaci di ricordare oggi.  
Giovedì 17 settembre (ore 19) arriva in scena “Souvenir” della compagnia pisana Punto di Fuga, che utilizza il teatro fisico e di figura (maschera, ed ombre) per affrontare i temi del ricordo, del tempo, del sogno, che convergono nel presente di Jean, un anziano signore alle prese con il suo trasloco. A seguire, “Io sono verticale” (ore 21) di e con Francesca Astrei, sul rapporto tra la sofferenza interiore e quella di chi resta accanto, impotente, e sulla possibilità di far comunicare il mondo di dentro con il mondo di fuori per limitare il dolore da entrambe le parti.
Venerdì 18 settembre Francesca Astrei torna in scena, e lo fa insieme a Grazia Capraro e a Giulia Trippetta, nello spettacolo “S.P. 33” scritto e diretto da Giulia Bartolini (ore 19). Mary torna dopo undici anni a casa, dove due sorelle ormai non l’aspettano più, in un paese di 515 anime: la provincia che divora tutto. “Mine-Haha – ovvero dell’educazione fisica delle fanciulle” (ore 21) con Matilde Bernardi, diretta da Marco Corsucci, dal romanzo di Frank Wedekind (prima edizione 1903), mette l’accento sulla relazione tra sguardo, corpo ed educazione, e indaga, attraverso la scena, i rapporti di potere che corrono tra chi guarda e chi viene guardato.
Vincitore Next Regione Lombardia 2025, in scena sabato 19 settembre (ore 19), “Tecniche di lavoro di gruppo – appunti per uno schiuma party” di e con Pietro Cerchiello è «liberamente ispirato a una storia molto vera», e racconta, dalle prime lezioni al saggio finale, un laboratorio teatrale tenuto in una scuola media della più remota periferia. A seguire, dall’“Hamlet” shakespeariano, nella traduzione, regia, drammaturgia e interpretazione di Valentino Mannias, accompagnato dalle musiche dal vivo di Luca Spanu “Hamlet in purple” (ore 21) vede un attore, una marionetta, cinque burattini e un musicista domandarsi che cosa può essere il teatro quando tutto sembra finito.
Il programma di spettacoli si concluderà ogni giorno, in seconda serata, con una lettura scenica (i cast sono ancora in via di definizione) realizzata da Situazione Drammatica/Progetto Il copione, a cura di Tindaro Granata con la collaborazione di Renato Gabrielli. 
“L’apocalisse o quel che rimane” di Emanuele Sicignano e Aurelio Vatteroni, testo segnalato al Premio Hystrio Scritture di Scena 2026, in cui eventi molto diversi, più o meno surreali, riconducono il lettore/spettatore a una sola domanda: se la fine è vicina, o è già avvenuta, “è ancora possibile oggi fare la rivoluzione?” (martedì 15 settembre, ore 22.30). “La rabbia che ho in corpo” di Francesco Toscani, Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” 2025, vede intrecciarsi le esistenze di quattro persone sole, tutte bisognose dell’altro, sia seduttrici che sedotte, che però durante la ricerca di cambiamento dovranno infrangersi contro le forze gelide dei soldi e del tempo (mercoledì 16 settembre, ore 22). “Atlante. Oggi splende il sol” di Verdiana Vono parte dal titano della mitologia greca che regge il peso del mondo sulle spalle per soffermarsi sulla resistenza che oggi bisogna esercitare per non lasciarsi schiacciare dai drammi e dai pesi del presente (giovedì 17 settembre, ore 22). 
Lettura scenica in collaborazione con Vesuvioteatro – Racconti per ricominciare, “Il mostro o quello che più che un abbraccio sembrava un sequestro di persona” di Mattia Guzzi racconta di come, ogni volta, nella vita di ognuno di noi, ci si ritrova condannati a nuovi inizi, a ricominciare qualcosa, con amarezza e coraggio: anche innamorarsi (venerdì 18 settembre, ore 22).
Segnalato al Premio Hystrio Scritture di Scena 2026, “Tecnica di concimazione umana” di Samuele Finocchiaro narra la storia di un uomo come tanti, incapace di assumersi le sue responsabilità e trascinato in una spirale di rimozione e violenza che culmina in un incidente irreversibile (sabato 19 settembre, ore 22). 
Domenica 20 settembre in apertura della serata alle 18,30, il testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena 2026, “Un bambino” di Marco Trotta vedrà una sua prima mise en espace diretta da Claudio Autelli (cast in via di definizione): il protagonista, un giovane uomo di 35 anni, che vive all’ombra del passato e nella frustrazione del presente, riscopre il senso della vita grazie a un bambino di pochi mesi abbandonato nell’androne del suo palazzo. 
Chiude Hystrio Festival 2026 l’immancabile serata-evento (ingresso libero fino a esaurimento posti) del Premio Hystrio 2026, giunto alla trentacinquesima edizione.
Una festa-spettacolo, per applaudire gli artisti affermati della scena che ricevono il Premio Hystrio assegnato ogni anno dai critici della rivista Hystrio insieme ai giovani attori e autori, in un'ideale staffetta generazionale
Ai premiati scelti da Hystrio si aggiunge il Premio Twister, assegnato dal pubblico allo spettacolo della stagione, attraverso un sondaggio online.
Ospitati all’interno della serata ci saranno inoltre il Premio Mariangela Melato, assegnato a due giovani attori professionisti, e i premiati di altri due concorsi, quello per attori e attrici under 30 (Premio Hystrio alla Vocazione) - di cui il 18, 19 e 20 settembre si svolgono le audizioni finali - e quello rivolto agli autori under 35 (Premio Hystrio Scritture di Scena) con un vincitore e alcune segnalazioni attribuite dalla giuria anche grazie alle partnership con PAV-Fabulamundi Playwriting Europe-Beyond Borders?, Festival InScena! di New York e Teatro Fontana.

dal 15 al 20 settembre 2026
Teatro Elfo Puccini, Milano 

HYSTRIO FESTIVAL 
quinta edizione
direzione artistica di Claudia Cannella

Info e biglietteria 
Spettacoli: 12 euro
Spettacoli (ridotto spettatori under 35): 10 euro
Letture sceniche: 7 euro
Mise en espace 20 settembre: 5 euro
Serata-spettacolo con la consegna del Premi Hystrio 2026 – 20 settembre: ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Carnet 4 ingressi (spettacoli e letture): 36 euro (edizione 2026) // Carnet 6 ingressi (spettacoli e letture): 48 euro // Carnet 8 ingressi (spettacoli e letture): 56 euro
Dai carnet è esclusa la mise en espace del 20 settembre
Una volta acquistato il carnet, occorre prenotare i posti per gli spettacoli prima che vadano esauriti

Eventi a ingresso gratuito:
Incontro “Bridge the gap #3. Le direzioni artistiche under 35” (16 settembre, ore 15:00): ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni e richieste scrivere a: accoglienza@hystrio.it // Audizioni dei finalisti del Premio Hystrio alla Vocazione 2026 (18, 19 settembre, ore 9:30-18:30 e 20 settembre, ore 9:30-13:30): l’ingresso è libero, su consenso del candidato // Serata-spettacolo con la consegna del Premi Hystrio 2026 (20 settembre): ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Informazioni per gli operatori teatrali: Ingresso operatore 7,5 euro
I biglietti per operatore sono acquistabili unicamente alla biglietteria del teatro. Per informazioni contattare l’ufficio stampa oppure l’organizzazione del festival all’indirizzo: accoglienza@hystrio.it
 
Info
Hystrio – accoglienza@hystrio.it – tel. 02 40

Premio Achille Campanile, serata finale il 19 settembre 2026, a Paola Minaccioni Premio Speciale “Umorista sarà lei!”, consegna dei Premi e “E la chiamano estate”

Il 19 settembre alle ore 20.30, al Teatro 7 Off di Roma, si terrà la serata finale della IX edizione del Premio Nazionale di Scrittura Umoristica Achille Campanile, uno dei riconoscimenti più significativi dedicati alla scrittura umoristica italiana, promosso dall’Associazione Culturale Achille Campanile APS con il sostegno della SIAE.

Una serata dedicata alla grande tradizione dell’umorismo d’autore e alla nuova scrittura, con la conduzione di Francesca Del Fa, la proclamazione dei vincitori delle quattro sezioni del Premio e il conferimento del Premio Speciale “Umorista sarà lei!” a Paola Minaccioni.

Ci sono scrittori che appartengono al proprio tempo e altri che, a distanza di decenni, continuano a parlare al nostro. Achille Campanile appartiene alla seconda categoria: quella, rarissima, degli autori per i quali il tempo non attenua l'opera, ma ne rende più evidente la modernità.
È nel segno di questa eredità che sabato 19 settembre 2026, al Teatro 7 Off di Roma, si terrà la serata finale della IX edizione del Premio Nazionale di Scrittura Umoristica Achille Campanile, promosso dall'Associazione Culturale Achille Campanile APS con il sostegno della SIAE. Nato nel 2017, il Premio è oggi una delle iniziative più riconoscibili dedicate alla scrittura umoristica e porta avanti una missione precisa: individuare e sostenere una comicità capace di non esaurirsi nella risata, ma di trasformare l'ironia in uno strumento di osservazione della realtà.

Perché Campanile non è stato semplicemente un grande umorista. È stato uno scrittore, un drammaturgo, un giornalista, un autore capace di fare del paradosso una forma di conoscenza. La sua scrittura ha agito sulla lingua, sulle convenzioni narrative, sulla struttura stessa del racconto e della scena, introducendo nella letteratura italiana una logica apparentemente assurda e in realtà rigorosissima. Le sue Tragedie in due battute, gli atti unici, i romanzi e le invenzioni linguistiche hanno costruito un universo nel quale il luogo comune viene preso alla lettera, la logica viene portata fino al suo punto di rottura e l'assurdo finisce per rivelare, con precisione quasi chirurgica, l'assurdità del reale. La critica lo ha riconosciuto anche come uno dei precursori italiani della sensibilità che avrebbe alimentato il teatro dell'assurdo.
È questa la ragione profonda per cui un Premio intitolato ad Achille Campanile non può essere soltanto un concorso letterario. È un esercizio di contemporaneità. Significa chiedersi, attraverso la scrittura di oggi, se sia ancora possibile ridere del mondo senza semplificarlo; se l'umorismo possa continuare a essere una forma di intelligenza; se dietro una battuta, un paradosso, un equivoco o un'apparente sciocchezza possa ancora nascondersi uno sguardo capace di arrivare più lontano della serietà convenzionale.

Il Premio raccoglie e rinnova questa eredità attraverso una scrittura capace di unire leggerezza e intelligenza, restituendo lo spirito di Campanile e il senso stesso del riconoscimento.
La IX edizione giunge dunque alla sua serata conclusiva dopo avere raccolto opere nelle quattro sezioni del Premio: Romanzo edito, Romanzo inedito, Racconto breve inedito e Testo teatrale inedito. La graduatoria è stata completata e ai finalisti sono già state comunicate le rispettive selezioni; i nomi dei vincitori dei primi tre posti e delle menzioni speciali saranno invece svelati soltanto durante la serata del 19 settembre, mantenendo fino all'ultimo la suspense che accompagna ogni competizione autentica.

I FINALISTI DELLA IX EDIZIONE
Per la sezione Romanzo edito sono in finale Enrico Giacovelli, Vladimir Di Prima, Pietro Verzina e Daniela Matronola.
Nella categoria Romanzo inedito concorrono Renata De Rosa, Raffaello Petti, Marco Antonio Rosso, Giordano Silvetti ed Enrica Trapani.
Per il Testo teatrale inedito sono stati selezionati Agostino Pannone, Raffaello Petti, Paolo Tartamella e Giuseppe Scutellà.
Infine, nella sezione Racconto breve inedito, si contendono il riconoscimento Stefano Bigliardi, Carlo Animato, Roberto Ritondale, Rosa Romano e Stefano Toselli.
A guidare la serata sarà Francesca Del Fa, madrina della IX edizione del Premio. Attrice dalla lunga esperienza teatrale e televisiva, sarà lei ad accompagnare il pubblico attraverso il momento più atteso della manifestazione: la proclamazione delle vincitrici e dei vincitori e l'assegnazione delle menzioni speciali.

Ma il 19 settembre non sarà soltanto la notte dei nuovi autori.
Nel corso della serata verrà infatti conferito a Paola Minaccioni il Premio Speciale “Umorista sarà lei!”, riconoscimento istituito nel 2025 per celebrare una personalità del mondo dello spettacolo capace di interpretare l'umorismo con intelligenza, eleganza e originalità. La prima edizione del riconoscimento era stata assegnata a Nino Frassica.
Il premio speciale amplia così il perimetro del concorso e riafferma un'idea precisa: l'umorismo di qualità non appartiene a un solo genere o a una sola forma espressiva. Può vivere nella pagina di un romanzo, nella misura breve di un racconto, nella costruzione di una scena teatrale, ma anche nella presenza di un interprete capace di trasformare la comicità in una precisa forma d'arte.
E non è casuale che, a chiudere la serata, sia ancora una volta il teatro.

Dopo la proclamazione dei vincitori e l'assegnazione del Premio Speciale, il pubblico assisterà a E la chiamano estate, spettacolo scritto e diretto da Vittorio Viviani e interpretato insieme a Martina Carpi, una rilettura originale dell'universo umoristico di Achille Campanile intrecciato ad altre suggestioni del teatro del Novecento.
Una spiaggia sospesa nel tempo, un uomo e una donna che si cercano, si inseguono, provano a raccontarsi e a comprendersi: un mondo nel quale le parole sembrano continuamente sul punto di dire ciò che conta davvero, salvo poi cambiare significato, sfuggire, essere cancellate dal vento. È qui che comicità, poesia e malinconia si incontrano e che l'assurdo campaniliano torna a manifestarsi nella sua forma più autentica: non come fuga dalla realtà, ma come un modo diverso, e spesso più penetrante, di guardarla.

La scelta di affidare al teatro il momento conclusivo della serata è, in questo senso, un ritorno alle origini. Campanile fu infatti autore di una scrittura profondamente teatrale, fondata sul ritmo, sulla battuta, sull'equivoco, sulla precisione del tempo comico e sulla capacità di rovesciare in pochi istanti una situazione apparentemente ordinaria. Le sue invenzioni sceniche e linguistiche hanno lasciato una traccia riconoscibile nella storia del teatro italiano e della letteratura del Novecento.
Il 19 settembre, dunque, al Teatro 7 Off non si celebrerà soltanto la conclusione di un concorso. Si celebrerà la vitalità di una forma d'arte che Campanile ha portato a un livello altissimo e che il Premio continua a cercare nella scrittura contemporanea: quella particolare qualità del riso che non si esaurisce nell'istante in cui nasce, ma resta, fa pensare, costringe a guardare di nuovo ciò che credevamo di conoscere.
È, in fondo, il senso più autentico del celebre “riso scemo” attribuito a Campanile: una definizione solo apparentemente paradossale, perché dietro quella semplicità programmatica si nasconde una delle forme più sofisticate dell'intelligenza umoristica italiana.
E forse è proprio questo il lascito più attuale di Campanile: insegnarci che prendere la realtà sul serio non significa necessariamente smettere di riderne. A volte, per comprenderla davvero, bisogna prima avere il coraggio di rovesciarla.

La IX edizione del Premio guarda così anche al 2027, anno nel quale ricorrerà il cinquantenario della scomparsa di Achille Campanile, trasformando il percorso di questi anni in una naturale preparazione a un appuntamento destinato ad assumere un particolare valore nella memoria culturale italiana.
L'appuntamento è per il 19 settembre 2026, alle ore 20.30, al Teatro 7 Off di Roma, Via Monte Senario 81.

https://www.premioachillecampanile.it/default.asp?anno=2026

L’ingresso alla serata è gratuito fino ad esaurimento posti.
Per il pubblico che vuole assistere è sufficiente effettuare la prenotazione, inviando una richiesta all’indirizzo email del Premio: segreteria@premioachillecampanile.it

GINEVRA DESIDERIO, PIERO CATZOLA, IGNAZIO INGRAO, GIOVANNI GRASSO, DON ROBERTO FACCENDA, SUSANNA CAMUSSO, PIERO DE LUCA, LORENZO MARONE, PIERO MASTROBERARDINO, CARLO PONTECORVO E LELLO MARANGIO SONO ALCUNI DEGLI OSPITI DELLA EDIZIONE 2026 DI UN BORGO DI LIBRI A CASERTAVECCHIA SI COMINCIA L’11 SETTEMBRE E FINO AL 20 SETTEMBRE

Le date precise sono 11/12/13/19 e 20. Ci saranno anche le «Interviste Impossibili» degli allievi del Laboratorio di teatro del Liceo Classico Giannone, incontri per bambini e laboratori di disegno.

 Ginevra Desiderio, Piero Catzola, Ignazio Ingrao, Giovanni Grasso, Don Roberto Faccenda, Susanna Camusso, Piero De Luca, Lorenzo Marone, Piero Mastroberardino, Carlo Pontecorvo e Lello Marangio sono alcuni degli ospiti della edizione 2026 di Un Borgo di Libri a Casertavecchia dall’11 al 20 settembre: quattro giorni a settembre, oltre i tre di luglio e agosto, con trentatré incontri. Gli appuntamenti si terranno tutti nel Borgo medievale dalle 17 alle 23 ogni giorno, tra la cattedrale e i cortili di antichi stupendi palazzi. Le date precise sono 11/12/13/19 e 20. Ci saranno anche le «Interviste Impossibili» degli allievi del Laboratorio di teatro del Liceo Classico Giannone, incontri per bambini e laboratori di disegno. «Il nostro obiettivo quando abbiamo scelto il tema Cammini – spiega il direttore di Un Borgo di Libri, Luigi Ferraiuolo – era proprio quello di promuovere non solo un viaggio fisico e geografico attraverso i nostri luoghi e la letteratura, ma anche dell’anima. Vogliamo man mano, come abbiamo fatto anche con la prima edizione della Compagnia del festival, costruire una rassegna condivisa con le migliori energie della città, del borgo e del territorio. Vi aspettiamo a Casertavecchia per cominciare un discorso e una riflessione intellettuale che non si interromperà più». Le attività di Un Borgo di Libri sono tutte gratuite, in linea con la nostra missione di far crescere il territorio e di essere aperti a tutti, per alcune è prevista la prenotazione. «Cerchiamo volontari, non solo braccia anche teste – aggiunge Ferraiuolo - per partecipare basta scriverci».

 

IL CARTELLONE

Un Borgo di Libri Cammini
4 SETTEMBRE | 20 SETTEMBRE 2026 E SORPRESE

 

12 LUGLIO UN BORGO DI LIBRI «MATILDE SERAO» | VENTAROLI DI CARINOLA

 

2 AGOSTO UN BORGO DI LIBRI LETINO «ALLA RICERCA DEL LETE»

 

4 SETTEMBRE

PIAZZA SANT’ANNA CASERTA | 18.30

PER GLI INVISIBILI, CONTRO L’INDIFFERENZA INTERVISTE IMPOSSIBILI: CIRCE E POLIFEMO

CON SARA STELLATO, FRANCESCO RACIOPPOLI, ANNASTELLA CARRINO E CRISTINA SANTORO | REGIA E COORDINAMENTO DANIELA BORRELLI E GRAZIA FALCO | DA UNAIDEA DI LUIGI FERRAIUOLO


5 SETTEMBRE SABATO

ORE 06.18 CONCERTO ALL’ALBA PALAZZO GIAQUINTO SU PRENOTAZIONE

IN COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONE MUSICALE ANNA JERVOLINO GRATUITO, SU PRENOTAZIONE ALLAMAIL UNBORGODILIBRI@GMAIL.COM

 

ORE 07.00

PASSEGGIATA ALL’ALBA

FABULAE, TRADIZIONI, LEGGENDE SACRE E NON SOLO

In cammino Luigi Ferraiuolo, Lorenzo Casella, Raffaella Alois, Gianrolando Scaringi, Antonino Cascio, Angelo Cavallari, Giuseppe De Nitto, Lidia Luberto, Pierluigi Cicia, Claudio Petrone e tutti coloro che vorranno unirsi

PARTENZA DA PALAZZO GIAQUINTO

Gratuito, su prenotazione alla mail unborgodilibri@gmail.com

 

 

11 SETTEMBRE VENERDI

ORE 17/19 DESIDERIO DI FUMETTI B&B CONTE SPENCER

LABORATORIO DI DISEGNO PER BAMBINI CON GINEVRA DESIDERIO

GRATUITO, SU PRENOTAZIONE ALLA MAIL UNBORGODILIBRI@GMAIL.COM

 

 

 

CATTEDRALE

ORE 19 L’ARCA DEL DESIDERIO | AUTORI A CONFRONTO

CON GINEVRA DESIDERIO, GRAZIA COPPOLA, PEPPE FERRARO E GIUSEPPE COPPOLA, MARILENA LUCENTE


ORE 20 L’IDEA DI EUROPA E IL SUO DESTINO

CON PIERO DE LUCA, FRANCESCO MARIA D’IPPOLITO, STEFANO GRAZIANO, DANIELA VOLPECINA

INTERVENTI DEGLI ALLIEVI DI POLITY DESIGN

 

 

ORE 21 CHI DITE CHE IO SIA? UN FIGLIO DI AGOSTINO

Ignazio Ingrao dialoga con Raffaele Sardo, La Repubblica, e don Domenico Pezzella. Saluti di don Franco Catrame. Sarà presente Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta


12 SETTEMBRE SABATO

B&B CONTE SPENCER

ORE 17 SAN LEUCIO ECONOMIA E SOCIETA’

Con Ferdinando Ghidelli, Giovanna Paolino, Giuseppe De Nitto, Raffaele Cutillo

ORE 18 ORDITO. IL PAESE DEI MESTIERI MAI VISTI

Con don Battista Marello, Enzo Battarra, Patrizia Papa, Simona Pelliccia

 

 

CATTEDRALE

ORE 19 SCHIAVI MODERNI: IL METODO INVISIBILE DELLO SFRUTTAMENTO

Con Susanna Camusso, Raffaella Alois, autrice del libro, Giovanna Barca, Gianmarco Carozza e Stefania Lanni

 

 

ORE 20 MONTALE&FOSSATI | VARCHI DA DECIFRARE CON GIANNI AVERSANO, TOM TEA, MATTEO DE LUCA

 

ORE 21 FINCHE’ DURERA’ LA TERRA

Con Giovanni Grasso, Lidia Luberto, Antonella Serpico, Tiziana Petrillo, Clelia Crisci

 

ORE 22 A(R)MARSI CON CINQUE CIOTTOLI Con Don Roberto Faccenda, Gianrolando Scaringi, Federica Gambardella e Gianluca Feola

 

ORE 23 | INTERVISTE IMPOSSIBILI 


13 SETTEMBRE DOMENICA B&B CONTE SPENCER

ORE 10.30 LABORATORIO DI LETTERATURA PER BAMBINI

 

 

BOUTIQUE HOTEL PALAZZO DEI VESCOVI

ORE 11.00 IL GELATO ITALIANO: DEGUSTAZIONE E PRATICAARTIGIANALE

Con Antonella D’Avanzo, giornalista enogastronomica; Pina Molitierno, La Fenice Gelateria; Valeria Fusco, Gerbera Gelateria.

Al termine degustazione delle due gelaterie

 

 

B&B CONTE SPENCER

ORE 17 STORIE CHE NON SONO LE NOSTRE

con Francesco Neri, Anna Ida Capone, Michele Di Fraia, Vittorio Pisanti

 

 

ORE 18 CHE STORIA | Letture per ragazzi

CON CINZIA CRISCI

 

CATTEDRALE

ORE 19 ANTEPRIMA | FRANCOIS MORLUPI E MICHELE NAVARRA CON ALDA DELLA SELVA, ANTONIO GOLINO E ORNELLA MINCIONE


ORE 20 RADICI, STORIA DI UNA IMPRESA FAMILIARE

CON PIERO MASTROBERARDINO, CARLO PONTECORVO E NANDO SANTONASTASO

BRINDISI FINALE 

 

 

ORE 21 MANUALE PRATICO DI SMARRIMENTO

CON LORENZO MARONE E DANIELA BORRELLI LETTURERAGAZZI LICEO CLASSICO GIANNONE

 

ORE 22 INTERVISTE IMPOSSIBILI


19 SETTEMBRE SABATO

 

MONUMENTO AI CADUTI CASERTA | CORSO TRIESTE

 

ORE 11 | PER GLI INVISIBILI CONTRO L’INDIFFERENZA

INTERVISTE IMPOSSIBILI

CON GLI ALLIEVI DEL LABORATORIO DI TEATRO DEL LICEO CLASSICO GIANNONE

Regia e coordinamento Daniela Borrelli e Grazia Falco

da una idea di Luigi Ferraiuolo

 

ORE 18.30 | CAMMINO NEI BOSCHI NARRATIVI DI PIETRA ANTICA DI CASERTAVECCHIA

CON ANGELO CAVALLARI APPUNTAMENTO IN PIAZZADEL DUOMO

GRATUITO, SU PRENOTAZIONE ALLA MAIL UNBORGODILIBRI@GMAIL.COM


20 SETTEMBRE DOMENICA ORE 10.00BAMBINI IN FESTA CORTILE PALAZZO CICIA

 

BOUTIQUE HOTEL PALAZZO DEI VESCOVI ORE 11.00 CAMERA CON VIGNA

CON VINCENZO D’ANTONIO, ALFONSO VOCCIA, RAFFAELE AUSIELLO, 

 

 

PALAZZO CICIA

ORE 17 LA PANCHINA DEL TEMPO SOSPESO E DELLA COSCIENZA

CON GIANPIERO LISI E GIOVANNI RIZZI, MARIA CARMEN MASI, ALESSIA GUERRIERO, PAOLO CALABRO’

ORE 18 POESIA IN CAMPANIA

CON MONIA GAITA, STELLA EISEMBERG, ALESSANDRO SCOTTO DI MINICO, RENATO NATALE

 

CATTEDRALE

ORE 19 IL CUOCO DEL PRESIDENTE CON PIETROCATZOLA, ROBERTO PAPA, 

 

ORE 20 AL MIO SEGNALE SCATENATE L’INFERNO CON LELLO MARANGIO, LIA PANNITTI, BIAGIO NARCISO, GIANNI MAGGIO

 

ORE 21 FRANCESCO VISTO DA VICINO: DA DANTE E GIOTTO

CON MASSIMO SANTORO E GIULIO BREVETTI

 

PIAZZA DEL DUOMO

ORE 22 INTERVISTE IMPOSSIBILI

ORE 23 SALUTI E ARRIVEDERCI AL 2027

 

A Napoli Est nasce Cinema Film Studio

In programma Cineforum in pellicola, masterclass, coaching per attori, workshop, casting director, sala prove e set per shooting.

Nasce a Barra nel cuore della periferia est di Napoli “Cinema Film Studio”, nuovo spazio dedicato al mondo del cinema e della recitazione nella sua forma più autentica.

Il centro non sarà una semplice scuola, ma un vero e proprio Actor Studio con cineforum in pellicola 16mm, 35mm e 70mm, set per shooting, sala prove e spazio per actor coaching privato per la preparazione ai provini. Un luogo, insomma, dove la formazione incontra il set e dove poter studiare il cinema guardandolo in pellicola e vivendolo davanti alla camera.

La direzione artistica della scuola è affidata a Maria Musella e Antonio Sangermano, professionisti del settore con anni di esperienza tra teatro, cinema e formazione attoriale.

Cinema Film Studio si propone anche come presidio culturale per Barra e per l’area orientale di Napoli, portando il cinema d'autore e la formazione di alto livello nel settore anche fuori dal centro città.

L'inaugurazione di Cinema Film Studio è in programma Giovedì 17 Settembre alle ore 20 in Via Alberto Marghieri 90 a Barra, Napoli. Nell’occasione sarà presentato il programma della stagione 2026/2027, che prevede workshop, masterclass, cineforum in pellicola condotto da Ludovica Turrini, masterclass, percorsi di coaching con registi e grandi professionisti del cinema italiano e ancora casting director con opportunità e connessioni per talenti e attori

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Info:

Cinema Film Studio, via Alberto Marghieri 90, Napoli -
Instagram: @cinemafilmstudionapoli


Mercoledì 30 settembre FELIX SCHRAMM al RIBOT

 

RIBOT è lieta di presentare The Skin of Time, terza mostra personale in galleria dell'artista tedesco Felix Schramm (Amburgo, 1970, vive e lavora a Düsseldorf).

Il progetto riunisce un nucleo di lavori recenti e inediti che, attraverso linguaggi differenti, offrono una sintesi della poetica dell'artista e indagano il rapporto tra materia, spazio e tempo. La pratica di Schramm, profondamente radicata nella scultura, concepisce questi elementi come forze generative della forma, presenze attive che trasformano l'opera, mettendo in relazione processi e temporalità differenti. 

Al primo piano della galleria sono presentati tre lavori di grande formato che sviluppano la ricerca avviata con la serie Dark Site, attraverso un nuovo processo formale e materico. Realizzati su lastre di cartongesso sulle quali Schramm applica detriti e residui delle proprie lavorazioni, successivamente ricoperti di foglia d'argento, questi affidano al tempo un ruolo attivo. L'ossidazione della superficie, avvenuta nell'arco di circa dieci anni, genera immagini in continua trasformazione, dove temporalità differenti convivono. A interrompere la continuità del piano intervengono elementi specchianti, riflettenti su entrambi i lati, che incorporano lo spazio circostante, estendendo i confini dell'opera in una dimensione sospesa tra presenza fisica e illusione ottica.
In dialogo con queste nuove creazioni, Schramm presenta una recentissima scultura della serie Accumulation. Una grande lamiera di rame accartocciata si abbandona nello spazio, agganciata al soffitto mediante una cinghia. Al di sotto di questa inaspettata e celestiale manifestazione della forma, senza toccarla, un piedistallo in plexiglas conserva soltanto la memoria della propria funzione originaria, trasformandosi piuttosto in uno scrigno che custodisce un frammento di materia adagiato su uno specchio, percepibile attraverso le trasparenze. Privato del suo ruolo tradizionale, il basamento assume così una valenza concettuale, contribuendo a una riflessione più generale sulla natura stessa della scultura, ricostruita idealmente solo attraverso l'equilibrio della composizione e il sistema di relazioni spaziali.

Al piano inferiore la mostra presenta una nuova serie di Dark Site realizzati nel 2026. Anche in questi lavori la stratificazione di materiali e tempi costituisce il nucleo dell'indagine, ma la presenza del rosso intenso, che caratterizza la teca in plexiglas, completa le opere e introduce una dimensione ulteriore. Come un involucro che trattiene e protegge ciò che contiene, il colore suggerisce un richiamo al corpo e alla sua vulnerabilità senza mai assumere una forma e un valore esplicito. Al di sotto, detriti e materiali di scarto vengono trasfigurati dalla foglia d'argento, in un continuo slittamento tra valore e disvalore. 
Sempre al piano inferiore trova posto un'installazione della serie Intersection, uno dei cicli più rappresentativi della ricerca di Schramm e del suo rapporto con RIBOT. Attraverso un gesto apparentemente distruttivo, l'artista genera una nuova configurazione spaziale, mettendo in discussione l'architettura come struttura stabile. Lo spazio si rivela così non soltanto come dato fisico ma come esperienza mentale e percettiva. 

In occasione della mostra l'artista ha inoltre realizzato uno special project in dieci esemplari unici: una serie di Dark Site di piccolo formato, prossimi alle dimensioni di un foglio A4, nei quali la poetica di Schramm si condensa in una scala intima senza perdere la complessità dei processi che ne determinano l'essenza.

 

Felix Schramm (Amburgo, 1970, vive e lavora a Düsseldorf) ha studiato scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze e presso la Kunstakademie di Düsseldorf. Ha inoltre trascorso periodi di studio a Tokyo (2000) e a Villa Massimo a Roma (2008). Sue mostre personali e collettive si sono tenute presso prestigiosi musei e gallerie internazionali, tra questi: Kunstmuseum Bonn, Bonn, 2026; Kunst im öffentlichen Raum München, Monaco di Baviera, 2025; Museum Heppenheim, Heppenheim, 2024; RIBOT gallery, Milano, 2024, 2019, 2015; LVM - Kristall, Münster, 2023; Kienzle Art Foundation, Berlino, 2018; Fondazione Volume, Roma, 2016; Frac d'Alsace, Sélestat, 2014; Kunsthaus Baselland, Basilea, 2014; Palais de Tokyo, Parigi, 2009; Museum of Modern Art, San Francisco, 2007; Hamburger Bahnhof Museum für Gegenwart, Berlino, 2006; Palazzo delle Papesse - Centro arte Contemporanea, Siena, 2003. Le sue opere oggi sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private come: Museum of Modern Art, San Francisco; Berkeley Art Museum, Berkeley; Frac Alsace, Seléstat, Francia; Hort Collection, New York, e molte altre.

ORARI:
da martedì a sabato / dalle 15 alle 19.30
anche su appuntamento


Al Trianon la “Festa di Piedigrotta”

 

La ripresa dell’opera più corale di Raffaele Viviani a venti anni dall’intitolazione del teatro pubblico di Forcella

La regia di Nello Mascia e le elaborazioni musicali di Eugenio Bennato

Nel giorno rituale dell’8 settembre, alle 21, il Trianon riporta in scena Festa di Piedigrotta di Raffaele Viviani come prologo del cartellone 2026-2027 firmato dal neodirettore artistico Pierpaolo Sepe.

La presenza di Viviani è una costante non solo della programmazione artistica, ma anche della vita del teatro: giusto venti anni fa, la Regione Campania e l’allora Provincia di Napoli – ora Città metropolitana – acquistarono il Trianon e decisero di intitolarlo al grande commediografo stabiese. La fondazione teatrale ricorda ora questa ricorrenza con una propria produzione dell’opera vivianea più corale e calata nella realtà contemporanea.

La regia di Nello Mascia e le elaborazioni musicali di Eugenio Bennato evidenziano la sorprendente attualità di questa «sagra popolare in due atti», nata nel 1919 per raccontare le ferite e l’urgenza di vivere di un popolo uscito da una guerra devastante. La visione registica crea un ponte tra l’umanità «ferita, monca e disorientata» del primo dopoguerra e le inquietudini del nostro presente, definito da papa Francesco una «guerra mondiale a pezzi». La lettura di Mascia trasforma così l’opera in un viaggio nella memoria attraverso la metafora della festa. In questo racconto, che guarda anche alla nostra contemporaneità, il popolo è vittima e carnefice insieme, con ogni personaggio che infligge e subisce le ferite di un sistema in bilico tra ragione e follia.

Proprio la follia liberatoria espressa, talvolta tragica, diventa così per il regista un elemento universale e atemporale della condizione umana, come già trattato da Euripide nelle Baccanti. Da questo parallelismo con la tragedia greca, Raffaele Di Florio ha creato uno «spazio scenico dinamico» scarno, che veste l’attore di un’inedita centralità.

Il vuoto delle scene è riempito dalle musiche di Viviani rielaborate da Bennato, che ricrea il clima trasgressivo e anarchico della festa, dando voce all’«urlo diverso di una Napoli contemporanea», anche grazie alla partecipazione dei cantanti Ciccio Merolla e Pietra Montecorvino.

L’opera è ambientata durante la tradizionale festa settembrina di Piedigrotta, descrivendone le atmosfere di baldoria, musica e ammuina ed è considerata come il lavoro più corale di Viviani.

La commedia si divide in due atti: il primo si concentra sulle vicende di diverse famiglie che partecipano alla festa nella villa Comunale, con fidanzati ostacolati dal frastuono, cortei musicali che animano la notte e gli scugnizzi che combinano guai; il secondo vede la sfilata dei carri allegorici e l’intrecciarsi di storie di lavandaie e di disoccupati in cerca di riscatto, con l’apoteosi finale di fuochi d’artificio e danze popolari.

In questa ripresa di Festa di Piedigrotta, si registra, in particolare, la presenza dell’attore Oscar Di Maio, quarta generazione di una delle maggiori famiglie teatrali partenopee, che interpreta il ruolo del provinciale spaesato Mimì di Montemuro.

La grande dimensione corale è testimoniata da una compagnia di ben 28 artisti, alcuni dei quali impegnati anche nell’interpretare più personaggi. Con lo stesso Mascia e i citati Di Maio, Merolla e Montecorvino, sono in scena Federica Aiello, Rossella Amato, Federica Avallone, Claudio Bellisario, Angela Bertamino, Roberto Caccioppoli, Ciro Capano, Stella Cerciello, Christian Chiummariello, Davide Chiummo, Viviana Curcio, Filomena Diodati, Vittoria Giuliano, Antonio Guerra, Sabrina Incoronato, Ernesto Lama, Giuseppe Lanciato, Francesco Luongo, Gino Monteleone, Alfredo Mundo, Gaia Patti, Antonio Pezone, Serena Pisa, Luca Saltarelli e Ivano Schiavi.

Le coreografie sono firmate da Ettore Squillace, i costumi da Francesca Romana Scudiero. Le luci sono di Gianluca Sacco e l’audio di Daniele Chessa.

Dopo la prima dell’8 settembre, Festa di Piedigrotta è in scena tutti i giorni fino al 13 settembre, sempre alle 21, tranne la recita domenicale programmata alle 18.

Successivamente, il Trianon Viviani ospita Esercizi di fantasia, rassegna di spettacoli per le famiglie e per le scuole, a cura dei Teatrini (dal 15 settembre al 7 ottobre) e poi l’avvio di TrianonDanza, vetrina dei nuovi linguaggi del corpo e della danza contemporanea (dal 25 settembre al 30 maggio).

Intitolata Curre curre guagliò e dedicata a Gennarino Capuozzo, il ragazzino undicenne martire della libertà nelle Quattro Giornate di Napoli, medaglia d’oro al valor militare, la stagione si inaugura il 16 ottobre con il primo appuntamento di Radio Trianon, una minirassegna musicale che fa del teatro della Canzone napoletana una stazione viva che mette in onda le voci di oggi della scena indie rock napoletana.

Il Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania, la Città metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura, con il patrocinio di Rai Campania.

biglietti, abbonamenti e informazioni

I biglietti sono acquistabili presso i consueti canali di vendita: botteghino del teatro, prevendite convenzionate e online su AzzurroService.net.

Intanto, è ancora possibile abbonarsi alla stagione 2026/2027 Curre curre guagliò e coloro che sottoscriveranno l’abbonamento al botteghino entro domenica 13 settembre, riceveranno un biglietto omaggio per una delle repliche di Festa di Piedigrotta.

Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi, dalle 10 alle 13:30. Telefono 081 0128663, email boxoffice@teatrotrianon.org

Sito istituzionale teatrotrianon.org, social media Facebook, Instagram e YouTube.


FESTA DI PIEDIGROTTA

sagra popolare in due atti

versi, prosa e musica di Raffaele Viviani

Napoli, 1919

personaggi e interpreti (in ordine di apparizione)

la Memoria | Spalluchiello Nello Mascia

Piedigrotta Federica Avallone

don Gennaro | Maruzzaro Gino Monteleone

donna Filumena | Acquaiola Federica Aiello

Nunziatina Gaia Patti

Beniamino Claudio Bellisario

Olimpia | Vicenza Sabrina Incoronato

Maria Stella Cerciello

Turillo | Cusemiello | Totonno | Solista del carro delle ‘Mpechere Ivano Schiavi

Rafiluccio | Perillo | Giorgio Alfredo Mundo

Bambina Vittoria Giuliano

Papele Antonio Pezone

Alisandro Christian Chiummariello

Meniello Antonio Guerra

Sciacillo Giuseppe Lanciato

Guardia municipale | Ficurinaro Roberto Caccioppoli

‘Ngiulina Viviana Curcio

Aitano Davide Chiummo

Giuvanne | Girolamo Luca Saltarelli

la Cantante Pietra Montecorvino

Solista del carro delle Lucianelle Serena Pisa

Solista del carro delle Lavannare e del carro dei Pescatori Ernesto Lama

Nunziello Ciro Capano

Caterina Rossella Amato

Mimì di Montemuro Oscar Di Maio

Luisella Angela Bertamino

Erricuccio Francesco Luongo

Solista e percussionista Ciccio Merolla

Ave Maris Stella Filomena Diodati

elaborazioni musicali Eugenio Bennato

spazio scenico Raffaele Di Florio – coreografie Ettore Squillace

costumi Francesca Romana Scudiero – luci Gianluca Sacco – audio Daniele Chessa

regia Nello Mascia

assistente alla regia Roberto Giordano – elettricista Antonio Minichino

aiuto fonico Stefano Cammarota – microfonista Antonio Piccioli

macchinisti Giovanni Auletta, Gianfranco Izzo – attrezzista Giuseppe Simioli

sarte di scena Cira Izzo, Sara Massari

ufficio produzione Daniela Riccio – direttore di produzione Luciano Quagliozzi

amministratrice Francesca Buzzurro – segretaria di compagnia Silvia Di Meo

comunicazione e ufficio stampa Paolo Animato – fotografo di scena Pino Miraglia

grafica Arkè – promozione Anna Caruso, Valeria Vellante

social media Gabriella Galbiati – realizzazione video e pubblicità Sud promotion

scenografia Imparato e figli – sartoria Canzanella – luci e fonica Emmedue

produzione Trianon Viviani



DALLA SALUTE ALLA TECNOLOGIA DOMESTICA ALL’AMBIENTE, L’“ENERGIA DELLE PICCOLE COSE” DI NAPOLI FA VOLARE IL CROWDFUNDING

Produrre elettricità dal calore invisibile dell’ambiente e persino al buio pesto: la scommessa deep-tech della startup Oxhy fa il pieno di investitori e raccoglie più di 1,7 milioni di euro, oltre otto volte il target iniziale.

Immaginate di poter alimentare il sensore che monitora il vostro battito cardiaco, il termostato di casa o i micro-chip senza dover mai più cambiare una pila. E soprattutto, senza aver bisogno di una pala eolica o di un pannello solare esposto al sole.

Fantascienza? Non più. La nuova frontiera della transizione energetica passa per le “piccole cose”, o meglio per le onde lunghe che ci circondano, ed è stata brevettata all’ombra del Vesuvio.

Si chiama Oxhycell ed è l’invenzione su cui punta Oxhy, startup innovativa nata a Napoli nel 2023. Il concetto è rivoluzionario: un dispositivo assimilabile a una cella fotovoltaica, ma capace di funzionare anche in assenza di luce solare diretta. Come? Catturando il calore ambientale e la radiazione infrarossa – invisibile ai nostri occhi, ma sempre presente – per convertirli in corrente elettrica continua, 24 ore su 24.

Una tecnologia pensata per superare il limite storico delle batterie chimiche e alimentare il vasto mondo dell’Internet delle Cose, quello che gli esperti chiamano IoT, Internet of Things: dai dispositivi medici indossabili fino alla sensoristica per le smart city e l’industria.

Chi c’è dietro il progetto
Dietro questo “miracolo” della fisica applicata non c’è una multinazionale d’oltreoceano, ma un team affiatato di 11 professionisti e 4 senior advisor, insediato nell’incubatore Campania Newsteel di Città della Scienza. Fisici, ingegneri ed esperti di innovazione che hanno deciso di fare ricerca ad altissimo contenuto scientifico, deep-tech, rimanendo radicati nel Mezzogiorno e sviluppando nuove attività operative anche a Ceccano, a pochi chilometri da Roma: un ponte tra la Campania e il Lazio per lavorare su prototipazione, ingegnerizzazione e recupero di calore industriale.

Il boom su CrowdFundMe: la conferma del mercato
Che l’idea fosse forte lo si intuiva dai brevetti. Ma la conferma è arrivata dal mercato, attraverso la fiducia di risparmiatori e investitori. Lanciata sulla piattaforma CrowdFundMe, la campagna di equity crowdfunding di Oxhy si è chiusa con un vero e proprio exploit: 1,7 milioni di euro raccolti contro un obiettivo minimo di 200 mila euro. Superato di oltre 8 volte il target iniziale, con l’adesione di 500 investitori.

Questo rappresenta un segnale economico, e quindi anche sociale, fortissimo.

In Italia, secondo il report P101 – State of Italian VC, che analizza l’andamento, la crescita e i dati chiave del settore del Venture Capital e dell’innovazione, il mercato dei capitali per le startup, pari a 1,4 miliardi di euro nel 2025, tende a orientare verso il Nord Italia il 64% delle risorse nazionali e verso il Centro circa il 30%, mentre al Sud resta una quota marginale.

A conferma dell'eccezionalità delle risorse attratte, i dati dell’EY Venture Capital Barometer 2026 indicano che l'investimento complessivo in venture capital in Campania è stato di 11 milioni di euro nel 2025 (in linea con il 2024). Benché riferiti a due annualità distinte, i 1,7 milioni di euro ottenuti da Oxhy nel 2026 rappresentano circa 1/6 dell'intero volume annuale della regione, un valore assolutamente straordinario se rapportato a una platea di circa 1200 startup attive in Campania.

Il caso Oxhy dimostra invece che quando la scienza è solida e la visione industriale è chiara, l’energia dell’innovazione sa azzerare i divari geografici, attirando risorse private su una valutazione pre-money di 13,5 milioni di euro.

Il deep-tech del Mezzogiorno può dunque attrarre capitale, costruire una base di investitori qualificata e confrontarsi con ordini di grandezza vicini ai round seed dei principali ecosistemi europei.

Dall’investimento alle prime collaborazioni industriali

Sul piano consulenziale, Oxhy, con sede a Napoli, è stata assistita dallo Studio Associato Napoletano nell’ambito del percorso di investimento e della strutturazione dell’operazione.

Conclusa la campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, la società è ora concentrata sulle prossime fasi della roadmap: ingegnerizzazione delle celle, ampliamento della tutela brevettuale e avvio dei primi progetti pilota con partner industriali. Parallelamente, il percorso di raccolta prosegue attraverso l’aumento di capitale, che resterà aperto fino a giugno 2027, con una soglia minima di investimento pari a 10.000 euro.

Oxhy sta inoltre valutando specifici settori applicativi e selezionando aziende con cui avviare sperimentazioni congiunte sulle tecnologie proprietarie attualmente in fase di sviluppo.