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martedì 7 aprile 2026

DESINA – Festival Indipendente dedicato alla Grafica e alle Culture Visive torna a Napoli dal 9 al 12 aprile 2026 per la sua IV edizione

DESINA – Festival Indipendente dedicato alla Grafica e alle Culture Visive torna a Napoli dal 9 al 12 aprile 2026 per la sua quarta edizione ed inaugurerà giovedì 9 aprile, alle ore 11 a La Santissima Community Hub.
Il festival, organizzato da 3 grafici campani, Stefano Pellone, Domenico Armatore e Nicola Feo insieme all'Accademia di Belle Arti e all'AIAP, si terrà negli spazi de La Santissima Community Hub, ed inaugurerà giovedì 9 aprile, alle ore 11.

Oltre 40 eventi tra talk, workshop, mostre, performance e un book market, e ospiti rilevanti come Paula Scher, Marina Willer e Jonathan Barnbrook e Armando Milani.
Quattro giorni tra talk, workshop, mostre e performance con protagonisti internazionali del design della comunicazione


Dal 9 al 12 aprile 2026

La Santissima Community Hub

Vico Trinità delle Monache, 1


Tema 2026: Resistenze Visive

Tra i protagonisti di questa edizione: Paula Scher, Marina Willer, Jonathan, Barnbrook, Metahaven, Nomad Studio e Armando Milani


Dal 9 al 12 aprile 2026 torna a Napoli DESINA – Festival della Grafica e delle Culture Visive, giunto alla sua quarta edizione, con quattro giorni di incontri, workshop, performance, mostre e attività dedicate al progetto visivo contemporaneo. Promosso dall’omonima associazione culturale fondata da Stefano Pellone, Domenico Armatore e Nicola Feo, curatori della rassegna, il festival riunisce designer, studi creativi, editori e professionisti della comunicazione dall’Italia e dall’estero, con ospiti da Europa e Stati Uniti.

DESINA04 è realizzato in collaborazione con i partner Accademia di Belle Arti di Napoli, AIAP – Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva e Royal Group Hotels & Resorts, ed è patrocinato dal Comune di Napoli.
Al via giovedì 9 aprile, alle ore 11, l’inaugurazione del festival a La Santissima Community Hub (Vico Trinità delle Monache, 1), con la presentazione del programma e la preview della mostra. Interverranno, insieme ai curatori, Giuseppe Gaeta, direttore dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, Enrica D’Aguanno, coordinatrice della Scuola di Progettazione Artistica per l'Impresa dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, Francesco Ermanno Guida, docente del Politecnico di Milano e Presidente dell’AIAP, e Gianluca Picone, Direttore Generale Royal Group Hotels & Resorts.

Per la prima volta l’intera manifestazione si svolgerà in un’unica sede: La Santissima Community Hub, l’innovativo progetto di rigenerazione urbana temporanea ideato da Urban Value by Ninetynine con Coop4art, che insieme ad Agenzia del Demanio, Comune di Napoli e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha trasformato l’ex Ospedale Militare di Napoli in uno spazio culturale e creativo nel cuore della città. La Santissima Community Hub è main partner di DESINA 2026.
Il programma prevede oltre 40 eventi tra talk, workshop, mostre, performance e un book market dedicato all’editoria indipendente. Durante il festival agenzie, designer, creativi ed esperti internazionali discuteranno di grafica, type design, brand identity, editoria, tecniche di stampa, calligrafia, motion design, UX/UI e nuove forme di comunicazione visiva.

Tra gli ospiti dell’edizione 2026 alcune delle figure più influenti del design contemporaneo, tra cui Paula Scher (Pentagram New York) e Marina Willer (Pentagram London), insieme a Jonathan Barnbrook, Nomad Studio, Metahaven, DIA Studio, Vivien Hoffmann e Charlotte Rohde (Solitype), Armando Milani, Studio FM Milano, Studio Mut, Collletttivo, eee studio, Debora Manetti (Zetafonts), Libri Finti Clandestini e Valerio Di Mario.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “Resistenze Visive”, un invito a riflettere sul ruolo della grafica come strumento di presa di posizione culturale, sociale e politica, storicamente legato a pratiche di libertà e impegno civile. Poster, identità visive e progetti editoriali diventano dispositivi capaci non solo di costruire immaginari, ma anche di generare consapevolezza e stimolare il pensiero critico. 
Al tema è dedicato anche un contest rivolto ai designer under 30, chiamati a progettare un poster capace di interpretare in modo personale il concetto di “Resistenze Visive”. I 20 progetti selezionati saranno esposti durante il festival e successivamente in una sede dedicata.

I TALK E I WORKSHOP – Gli ospiti


Venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 aprile si svolgeranno i talk, presentati dalla designer napoletana Marialuisa Firpo. Tra gli ospiti di maggiore rilievo spiccano Paula Scher, Marina Willer e Jonathan Barnbrook, i cui interventi offriranno una riflessione sul rapporto tra design, cultura e società.
Il programma riunisce inoltre una costellazione di studi e designer internazionali come Metahaven, Nomad Studio, DIA Studio con Vivien Hoffmann e Charlotte Rohde di Solitype, insieme a figure di riferimento del panorama italiano come Armando Milani.
Completano il programma realtà e progettisti della scena contemporanea quali Studio FM Milano, Studio Mut, eee studio, Collletttivo, Libri Finti Clandestini e Valerio Di Mario, insieme a Debora Manetti di Zetafonts con il progetto Fight for Kindness di Type Campus.


Accanto ai nomi più affermati, il programma include anche il format “Talento Locale”, dedicato alla valorizzazione dei progettisti emergenti e della scena creativa del territorio, con Eduardo Castaldo, Elisa Cilento, Giuseppe Laezza, Ghost, Sabote3000 e Nodo.


Tra i protagonisti dei workshop figurano Mauro Bubbico, Betterpress, Collletttivo, Due Studio e Studio FM Milano, affiancati da realtà attive tra tipografia ed editoria come Fight for Kindness e Libri Finti Clandestini, oltre che Zabar e Kidea, per un’offerta laboratoriale che attraversa grafica, stampa e pratiche sperimentali.

Anche quest’anno spazio ai workshop per bambini tra i 6 e gli 8 anni ispirati ai Libri Illeggibili di Bruno Munari a cura di Vittoria Salabelle e al design sostenibile, con attività che uniscono carta, filo e materiali di riciclo per stimolare creatività e manualità a cura di Paola Tuccillo. 

LA MOSTRA E LA PERFORMANCE


Tra gli appuntamenti centrali del festival anche la mostra “Resistenze – La grafica prende posizione”, realizzata in collaborazione con AIAP e Accademia di Belle Arti di Napoli, che ripercorre la storia della comunicazione visiva italiana legata all’impegno politico e sociale attraverso manifesti, libri, dischi e progetti grafici che hanno segnato il dibattito culturale del Paese. 

L’esposizione darà spazio a figure come Lica e Albe Steiner, Armando Milani, Ilio Negri, Silvio Coppola, Franco Canale, Pino Grimaldi e Giancarlo Iliprandi, evidenziando il ruolo del progetto grafico come strumento di libertà, educazione e partecipazione civile. 

Accanto al programma espositivo, il festival ospiterà anche una performance di street art: cinque writer – Ghost, Sabote3000, Nodo, Hero e Buio – realizzeranno dal vivo cinque graffiti, ciascuno con la propria tecnica e il proprio approccio. 
GLI INCONTRI E IL BOOKMARKET

Il festival ospita inoltre una serie di incontri, presentazioni editoriali e momenti di approfondimenti su materiali e processi. Tra questi, “How Many Women Are in the Room?” con Cinzia Ferrara e Nicolò Francesco Bello a cura di Lazy Dog Press, “Alfabeti Modernisti Italiani” con Luca Lattuga, Massimo Pastore, Nicolò Francesco Bello e ntdesign e “Manifesti: la resistenza del colore” a cura di Paper&People. Chiude il programma “25x2 = Un Altro Viaggio” con Matteo Carboni, Daniela Piscitelli e Marialuisa Firpo, un dialogo aperto sulle pratiche del progetto contemporaneo.

Sarà inoltre allestito un book market dedicato all’editoria indipendente, con la partecipazione di numerosi editori specializzati in design e arti visive tra cui Corraini, Lazy Dog, Lars Müller Publishers, Valiz e Set Margins’, insieme alla presentazione di alcune recenti pubblicazioni. 

Infine sabato 11 aprile alle ore 22 è previsto l’evento live Hack the system & friends con dj set di Yume, Secondlou e Hack the System, e possibilità di cenare nell’area food.

DESINA è il primo festival dedicato alla grafica e alle culture visive del Centro-Sud Italia e nasce per promuovere la condivisione di idee ed esperienze e diffondere la cultura del progetto visivo in tutte le sue forme. In poche edizioni il festival è diventato un punto di riferimento nazionale per il graphic design e la comunicazione visiva, ospitando oltre 70 talk e incontri, 32 workshop, 16 mostre e più di 130 ospiti, con oltre 11.500 partecipanti.

Il festival è aperto a professionisti, studenti e appassionati, offrendo uno spazio di confronto tra progettisti, editori e pubblico interessato alle nuove forme della comunicazione visiva. 

Per la prima volta sarà presente un’area food, con una selezione dei panini di Puok e la cucina di Bio.it.

Il biglietto di ingresso è acquistabile su Eventbrite tramite il link disponibile su www.desina.it e consente l’accesso a tutti i talk (in programma dalle 10.00 alle 20.00), al book market e alle mostre.

Oltre al prezioso affiancamento dei main partner, DESINA04 è realizzato grazie al contributo di una rete di importanti istituzioni e partner culturali, tra cui DIARC – Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Kidea, Zetafonts, Hard2Buff, 327.studio, Zèdesign, Napoliapartments.it e PiùValore, Accademia IUAD e ADCI.


Si ringraziano per il sostegno gli sponsor Paper&People, Fedrigoni, Luxoro, Monotype, Grafica Metelliana, Tremil e uanéma.

DESINA - FESTIVAL DELLA GRAFICA E DELLE CULTURE VISIVE

NAPOLI 9 / 10 / 11 / 12 APRILE 2026

La Santissima Community Hub

Vico Trinità delle Monache, 1 - Napoli

Parthenope, il mito che attraversa Napoli: al MANN una mostra racconta la sirena simbolo della città

A Napoli, l’identità collettiva si intreccia profondamente con il mito. Prima ancora di definirsi napoletani, gli abitanti si riconoscono come “partenopei”, richiamando un’origine antichissima che affonda le radici nell’VIII secolo a.C., quando il primo insediamento greco sorse sulla collina di Pizzofalcone. È qui che la tradizione colloca la figura della sirena Parthenope, creatura leggendaria legata indissolubilmente alla nascita e allo sviluppo della città.
Nel corso dei secoli, la rappresentazione delle Sirene ha subito una trasformazione significativa: da esseri ibridi, metà uccello e metà donna, temuti per il loro potere ammaliatore, a figure più familiari e protettive, con sembianze femminili e coda di pesce. In particolare, Parthenope è divenuta simbolo benevolo e identitario, radicandosi nella cultura materiale e visiva della città. Dalle monete dell’antica Neapolis ai rilievi artistici, dalla fontana di Spinacorona — nota come “delle zizze” e frequentata fino all’Ottocento dalle donne in cerca di protezione per il parto — fino alle decorazioni del Teatro San Carlo e della Galleria Umberto I, la sua immagine attraversa epoche e linguaggi, arrivando fino ai murales contemporanei.
Questo patrimonio simbolico è al centro della mostra “Parthenope. La Sirena e la città”, ospitata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 3 aprile al 6 luglio 2026. L’esposizione si propone come una ricognizione ampia e articolata del mito della sirena, attraverso oltre 250 opere che coprono un arco temporale dall’antichità alla contemporaneità. Il percorso, curato da Francesco Sirano, Massimo Osanna, Raffaella Bossa e Laura Forte, mette in dialogo archeologia, storia e cultura visiva, offrendo una narrazione che evidenzia la continua capacità del mito di rinnovarsi.
Tra i materiali esposti figurano reperti, in parte inediti, provenienti dagli scavi delle linee 1 e 6 della metropolitana di Napoli, che contribuiscono a ricostruire aspetti poco noti delle origini della città. Di particolare rilievo è anche la presenza del busto in argento di Santa Patrizia, concesso eccezionalmente per la mostra e temporaneamente restituito al culto durante le celebrazioni di maggio dedicate a San Gennaro.
L’esposizione si distingue per l’approccio interdisciplinare e per l’ampiezza delle collaborazioni istituzionali che ne hanno reso possibile la realizzazione. Il progetto coinvolge numerosi enti del Ministero della Cultura, musei italiani e collezioni private, oltre al sostegno della Regione Campania. L’obiettivo dichiarato è quello di superare una visione stereotipata del mito, restituendone la complessità attraverso interpretazioni che spaziano dal classico al contemporaneo, fino a declinazioni anche ironiche e surreali.
Non si tratta, tuttavia, di un percorso confinato alle sale museali. La mostra si propone come un’esperienza diffusa, invitando il pubblico a riscoprire i luoghi cittadini legati alla figura della sirena, come la fontana di Spinacorona o la chiesa di San Giovanni Maggiore, tradizionalmente associata alla tomba di Parthenope. In questo senso, l’iniziativa si configura come un’occasione per rileggere Napoli attraverso il filtro del mito, in un dialogo continuo tra passato e presente.
Alla base del progetto vi è anche un’intensa attività di ricerca archeologica, come dimostrano le recenti scoperte nell’area di Piazza Nicola Amore, dove è emerso un santuario legato ai Giochi Isolimpici. Qui, in epoca romana, si svolgeva la lampadoforia, una corsa con fiaccole che manteneva viva la memoria del culto della sirena, attestando la persistenza rituale di tradizioni risalenti al V secolo a.C.
La mostra si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione culturale che punta a rafforzare il ruolo dei musei come centri di produzione e diffusione della conoscenza. Accanto all’esposizione, sono previsti laboratori didattici per scuole e famiglie, iniziative digitali e attività collaterali pensate per ampliare l’accessibilità e il coinvolgimento del pubblico.
In questa prospettiva, “Parthenope. La Sirena e la città” si configura non solo come un evento espositivo, ma come un progetto culturale articolato, capace di restituire la profondità storica e simbolica di un mito che continua a definire l’identità di Napoli e dei suoi abitanti.

lunedì 6 aprile 2026

Il PIO MONTE DELLA MISERICORDIA presenta "Il teatro e la polis", percorso teatrale guidato da Carlo Cerciello il 7 aprile, Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli

Prosegue il programma dedicato ai linguaggi artistici come strumenti di crescita e inclusione per i giovani il 7 aprile alle ore 1 alla Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli a Vico S. Aniello a Caponapoli, 9.

Il teatro come spazio di crescita e comunità, dove prendere parola, confrontarsi e immaginare il proprio futuro. Nasce da questa visione “Il teatro e la polis”, secondo progetto della Fondazione Pio Monte ETS nell’ambito di un più ampio programma dedicato ai linguaggi artistici come strumenti educativi e relazionali. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Teatro Elicantropo, la Fondazione Eduardo De Filippo, Fondazione TriDama ETS e la Fondazione Napoli C’entro ETS con il MUDD- Museo Diocesano Diffuso.

Un percorso culturale e formativo, guidato dal regista Carlo Cerciello, rivolto a circa 40 giovani a partire dai 16 anni, completamente gratuito, che prenderà avvio il 13 aprile 2026 per concludersi a febbraio 2027, con la messa in scena finale del lavoro realizzato.

La presentazione ufficiale alla città si terrà il 7 aprile alle ore 16.00 presso la Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli. A presentare e illustrare l’iniziativa saranno Luigi Pietro Rocco di Torrepadula, Presidente della Fondazione Pio Monte ETS, e Carlo Cerciello, regista e direttore artistico del Teatro Elicantropo. Interverranno inoltre i partner dell’iniziativa Vincenzo Porzio, Direttore della Fondazione Napoli C’entro ETS e del MUDD – Museo Diocesano Diffuso, e Francesco Somma, Direttore della Fondazione Eduardo De Filippo e Carmela Bruna Trimarco, Presidente della Fondazione Tridama ETS.

In occasione della presentazione, il pubblico partecipante sarà coinvolto in una visita al complesso di Sant’Aniello a Caponapoli, recentemente riaperto e restituito alla città grazie al progetto del MUDD – Museo Diocesano Diffuso. I giovani del museo accompagneranno i visitatori in un percorso di scoperta del luogo, oggi spazio attivo di cultura, formazione e partecipazione.

La scelta della Chiesa di Sant’Aniello assume infatti un valore fortemente simbolico: un bene a lungo abbandonato, oggi recuperato e nuovamente accessibile, capace di generare opportunità anche in termini di coinvolgimento, inserimento lavorativo e crescita per i giovani del territorio. È proprio qui che si svolgeranno le attività del progetto.

“Il teatro e la polis” si fonda sull’idea del teatro come pratica viva, capace di attivare consapevolezza, senso critico e partecipazione. In un momento storico spesso segnato da disuguaglianze e marginalità, il teatro diventa spazio di accoglienza e possibilità, in cui le esperienze individuali si trasformano in racconto collettivo.

L’iniziativa progettuale, con una campagna di adesioni protrattasi fino al 16 marzo e che ha registrato una particolare affluenza, si articolerà in un itinerario formativo che accompagnerà i partecipanti dalla scoperta del linguaggio teatrale alla restituzione pubblica del lavoro svolto. Attraverso esercizi di improvvisazione, lavoro su corpo e voce e approfondimento del testo, i giovani saranno coinvolti in un processo di “contagio teatrale”, inteso come esperienza condivisa capace di attivare espressione, relazione e consapevolezza, guidati dal regista Carlo Cerciello.

Il percorso prevede un lavoro sul testo “De Pretore Vincenzo” di Eduardo De Filippo, opera che affronta temi particolarmente attuali come l’ingiustizia sociale, l’ipocrisia del potere e la fragilità sociale. Il contributo della Fondazione Eduardo De Filippo, custode dell’opera del grande drammaturgo napoletano, rafforza il legame tra tradizione teatrale e nuove generazioni, mentre il Teatro Elicantropo apporta la propria esperienza nella formazione e nella produzione contemporanea. Il prezioso supporto della Fondazione Napoli C’entro ETS, e in particolare della Fondazione Tridama ETS, conferisce all’iniziativa un valore simbolico e di responsabilità attiva, in linea con i propri scopi istituzionali, rafforzando al contempo un senso di impegno collettivo a sostegno del sistema culturale e sociale della città di Napoli.

“Il teatro e la polis” è espressione dell’impegno, incentrato sui linguaggi e le esperienze artistiche, che ha già prodotto, da parte della Fondazione Pio Monte ETS, il progetto “Diary”, laboratorio di fotografia guidato da Yvonne De Rosa; e che proseguirà con nuove iniziative, tra cui “L’arte ti svela”, che farà leva sul patrimonio storico artistico del Pio Monte della Misericordia come strumento ideativo e formativo, dedicato ai giovani in età scolare.

La Fondazione Pio Monte ETS, costituita nel 2024, nasce dall’esperienza dell’Associazione Pio Monte della Misericordia che, dal 1602, opera a Napoli a sostegno delle persone più fragili. In continuità con questa tradizione, promuove progettualità volte al contrasto delle disuguaglianze educative e alla costruzione di percorsi di crescita attraverso la cultura, operando in stretta connessione con il territorio. 

La Fondazione Cultura & Innovazione protagonista a Napoli nella I tappa del “Giro d’Italia del Made in Italy”



Grande partecipazione presso la Stazione Marittima di Napoli per la prima tappa del “Giro d’Italia del Made in Italy”, evento nazionale dedicato alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane e al rafforzamento del dialogo tra formazione e mondo del lavoro.

Tra i principali protagonisti della giornata si è distinta la Fondazione Cultura & Innovazione, che ha posto al centro del confronto il tema strategico della connessione tra competenze, innovazione e sviluppo del sistema produttivo italiano. Attraverso il proprio intervento, la Fondazione ha evidenziato l’urgenza di costruire modelli formativi sempre più integrati con le esigenze reali delle imprese, capaci di valorizzare il capitale umano e accompagnare i giovani in percorsi professionali concreti e sostenibili.

La Fondazione Cultura & Innovazione si conferma infatti un punto di riferimento nella promozione di ecosistemi territoriali innovativi, in cui cultura, formazione e impresa dialogano in maniera strutturata, contribuendo alla crescita economica e sociale dei territori e alla competitività del Made in Italy anche in ambito internazionale.

Nel corso dell’iniziativa, che ha visto la partecipazione di studenti dei Licei del Made in Italy, rappresentanti istituzionali e operatori del mondo del lavoro, la Fondazione ha promosso una visione orientata al futuro, sottolineando il valore del “saper fare” italiano come leva di innovazione e sviluppo.

“Eventi come questo rappresentano un’occasione concreta per costruire ponti tra scuola e impresa. Il nostro impegno è quello di trasformare il patrimonio di competenze del Made in Italy in un motore di crescita, puntando su formazione qualificata, innovazione e valorizzazione dei talenti. È fondamentale lavorare insieme per ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro e creare opportunità reali per le nuove generazioni”, ha dichiarato il Presidente della Fondazione Cultura & Innovazione, Riccardo Iuzzolino.

La giornata si è articolata in una sessione mattutina dedicata ai lavori istituzionali e al Job Day del Made in Italy e in un confronto pomeridiano sul tema del mismatch tra competenze e mercato del lavoro, offrendo spunti concreti per il rafforzamento delle politiche formative e occupazionali.

“INQUILINI”, uno spettacolo di Filippo Stasi a Napoli al Teatro TRAM di Port’Alba


venerdì 10 aprile ore 21:00
sabato 11 aprile ore 20:00
domenica 12 aprile ore 18:00

E’ in scena al Teatro TRAM di Napoli “Inquilini”, scritto e diretto da Filippo Stasi, uno spettacolo teatrale che indaga con profondità e sensibilità le dinamiche della convivenza e delle relazioni umane all’interno di uno spazio condiviso. Sul palco, sei personaggi, interpretati da Daniele Arfè, Viola Capponcelli, Mattia D’Angelo, Simona De Sarno e Michele Pedata, abitano una casa che si trasforma progressivamente da luogo fisico a spazio mentale. Un ambiente sospeso, dove abitudini quotidiane, silenzi e tensioni sottili si stratificano fino a diventare vere e proprie gabbie invisibili. Attraverso dialoghi serrati e pause dense di significato, Inquilini racconta il fragile equilibrio tra il bisogno di restare e il desiderio di andare via. La porta è aperta, ma attraversarla implica una scelta profonda: cambiare o restare prigionieri delle proprie paure. Lo spettacolo si distingue per una regia essenziale che mette al centro l’attore e il rapporto diretto con lo spettatore, creando un’esperienza intima e immersiva. La casa diventa così metafora di una condizione esistenziale condivisa, in cui familiarità e costrizione convivono senza soluzione apparente.


“Inquilini nasce dall’urgenza di raccontare una generazione sospesa tra il desiderio di cambiamento e la difficoltà di compiere davvero una scelta. Mi interessava lavorare su ciò che non si dice, su quei silenzi che abitano le relazioni e che spesso definiscono più delle parole”, ha dichiarato il regista Filippo Stasi.

Con il supporto di Piccola Città Teatro, Inquilini non offre risposte, ma pone una domanda tanto semplice quanto universale: quanto siamo davvero liberi di uscire dalle nostre abitudini?

Crediti
Testo e regia: Filippo Stasi
Assistente alla regia: Anna Bocchino
Scene: Francesca Sorrentino
Consulenza musicale: Mario Autore
Con: Daniele Arfè, Viola Capponcelli, Mattia D’Angelo, Simona De Sarno, Michele Pedata

Orari degli spettacoli:

venerdì ore 21:00
sabato ore 20:00
domenica ore 18:00

Biglietti:
intero € 13,00
ridotto € 10,00 under 26 e over 65
studenti € 9,00
Card: 4 spettacoli a scelta: € 36; 8 spettacoli a scelta: € 64,00

Info e prenotazioni:
WhatsApp 342-1785930
email tram.biglietteria@gmail.com

domenica 5 aprile 2026

Elezioni amministrative a Casalnuovo, Nappi: “Non è una sfida di genere, ma di visioni politiche”

Il candidato sindaco interviene dopo una domanda sulla presenza di due candidate donne: “Il confronto vero è tra idee, programmi e identità politiche”

 Non è una questione di genere, ma di politica”. Così Giovanni Nappi, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative di Casalnuovo di Napoli, interviene dopo una domanda ricevuta in merito alla presenza, nel confronto elettorale, di due candidate donne accanto alla sua candidatura.

Nella mia esperienza politica e istituzionale – afferma Nappi – ho sempre considerato del tutto naturale lavorare con donne in ruoli di responsabilità. Alle elezioni regionali ho sostenuto con convinzione una candidata donna, mettendomi pienamente a disposizione del progetto politico”.

Per Nappi, il punto centrale non è dunque il genere dei candidati, ma la loro visione amministrativa e politica: “Le due candidate oggi in campo hanno, a loro volta, sostenuto in passato un candidato uomo – peraltro lo stesso. Questo dimostra che, quando la politica è seria, il discrimine non è mai stato il genere, ma il percorso, le scelte e la credibilità”.

Il candidato sindaco rivendica un confronto fondato sui contenuti: “Le mie colleghe sono persone capaci, forti e competenti. Ma la partita che si apre davanti alla città non è tra uomo e donna: è tra idee diverse, programmi diversi e modi diversi di immaginare il futuro di Casalnuovo”.

Infine, la sottolineatura più identitaria: “La mia visione del territorio, la mia idea di città, le priorità che individuo e l’approccio che porto avanti nascono da un percorso politico chiaro e riconoscibile. Sono differenti, non migliori. Sono diverso. Le mie antagoniste hanno una provenienza comune, che è diversa dalla mia. Io sono da sempre di sinistra, riformista e progressista".

Presentazione della raccolta di racconti gialli "Mentre tutti dormono" di Sara Bilotti, Armando Guarino, Martin Rua, il 9 aprile 2026 alla libreria IoCiSto a Napoli. Homo Scrivens Edizioni

Si presenta a Napoli, alla libreria IoCiSto in via Cimarosa 20, giovedì 9 aprile 2026 alle 18.30, Mentre tutti dormono. Tre gialli notturni (edito da Homo Scrivens, nella collana Gatti neri e vicoli bui), una raccolta di tre racconti crime, in cui la notte penetra sinuosa e trasparente tra le pagine per lasciare senza fiato. Sara Bilotti, Armando Guarino e Martin Rua firmano tre storie sorprendenti e ammantate di suspense. A chiacchierare con gli autori, Serena Venditto e Ciro Sabatino.

 

Ancora donne per Bilotti, che si riconosce per l’inconfondibile cifra indagatrice della psicologia umana, spesso al centro delle sue trame. Nel racconto La stanza di sotto vengono alla luce le storie di Barbara, Monica e di una misteriosa presenza in cantina. Il filo conduttore è un altro tipo di notte che si incammina verso un’alba che lascia molto sorpreso il lettore. Qui, come scrive Serena Venditto nella prefazione, nulla è come sembra, e arrivi all’ultimo rigo per accorgerti “di aver letto tutta un’altra storia”. Non è la prima volta che l’autrice affronta storie di donne secondo tale modalità, fino a farla diventare la sua costante più coinvolgente e intrigante, e con questo piccolo gioiello continua a tenere il lettore sul filo dell’attenzione più devota.

 

Guarino in Non è colpa della notte mette in campo la giovane psicologa forense Susy Scala in un poliziesco classico e assolutamente imprevedibile. L’intero intreccio gira attorno ad un pazzesco esperimento clinico. Tutto si imbastisce, prende forma e trova logica e soluzione in un unico lasso di tempo. Sempre come accennato in prefazione, la notte è un paradosso, non consente distrazioni, perché tutto pare che si fermi e, quindi, chi deve “va dritto al sodo”. E dritto al sodo, in questa narrazione, va un assassino e una squadra investigativa che deve scoprire i retroscena del crimine e soprattutto l’identità del criminale. Davvero un intrigo che trascina nelle pagine in una evoluzione che si srotola a ritmo serrato.

 

Esoterismo e mondo dell’occulto sono le tinte di Rua, il suo humus più caro e vincente. Il racconto-romanzo La notte del Corvo stende le ali sui meandri bui della città di Napoli, sulle tracce del leggendario Uovo di Virgilio. A indagare è l’indimenticabile “ragazza corvo”, l’ispettrice capo della Mobile Nicoletta “Nico” Partanna. Impermeabile nero, capelli corvini e tre cicatrici sul viso, che lei chiama lacrime, tragico promemoria di un passato dolorosamente oscuro. Misteriosa, malinconica, arrabbiata, tenuta in vita da un desiderio di vendetta che le morde le viscere ma non la priva della giusta lucidità, Nico, che alla notte ha finito per assomigliare, è parte integrante e indissolubile di questa narrazione. Rua ci fa il “regalo” di portarci alle origini di questo personaggio, perché chi legge non si sazia abbastanza della ragazza-corvo fino alla fine.

 

 

 

STRALCI

 

Dall’introduzione di Serena Venditto

Se ci pensate, la notte è un paradosso. Di notte a poco a poco calano le tenebre, la luce del giorno si riposa, entriamo nel regno del buio e dell’oscurità: eppure, è proprio di notte che tutto diventa più chiaro, più nitido: i pensieri, le sensazioni, i ricordi, i contorni delle cose. Quello che è davvero importante, insomma, si vede meglio di notte che di giorno. Troppa confusione di giorno, troppe parole inutili, troppi rumori. La notte è un paradosso perché ci hanno sempre detto che è per i sognatori, però è essenziale, concreta, perché non ci sono distrazioni, di notte, e quindi è anche di chi va dritto al cuore delle cose, di chi non ama perdere tempo, di chi non si perde dietro alle illusioni.

 

Da La stanza di sotto di Sara Bilotti

Mi guardo attorno desolata, anche se vedo poco. Qua sotto è sempre notte. A volte, quando mi sale in gola un rigurgito di speranza, penso che da libera ricorderò questi giorni come una notte lunga e densa, infinita. Una notte che si è mangiata il giorno, e ha divorato pure me. Un utero nero che a un certo punto ha deciso di espellermi.

 

Da Non è colpa della notte di Armando Guarino

È notte e in quella stanza anche il neon dell’insegna del negozio commerciale di fronte fa fatica a superare la finestra e a penetrare in casa. L’unica fonte di luce arriva da uno schermo, piccolo, un cinque pollici che trasmette immagini confuse.

Le mani che stringono il display fremono, tremanti, come se aspettassero di vedere altro. (…) La figura nell’ombra getta la videocamera sul divano illuminandola per un attimo e rischiarando appena anche l’ambiente circostante.

 

Da La notte del Corvo di Martin Rua

La casa era immersa in una penombra verde scuro, come le pareti del salotto. La città, fuori, respirava lenta, bagnata dalla pioggia. (…) Nico mangiò un pezzo di cioccolato di Modica. Lo adorava, le ricordava la terra paterna. Poi si versò del pastis. Aggiunse acqua fredda. Osservò l’opalescenza lattiginosa formarsi nel bicchiere. Un rito minimo. Un appiglio. Bevve un sorso. Poi accese il computer. Il lavoro era l’unica cosa che riusciva ancora a tenerle insieme i pezzi.

 

 

GLI AUTORI

 

Sara Bilotti nasce a Napoli nel 1971. Nel 2012 pubblica la raccolta di racconti Nella Carne, per Termidoro Editore. L’oltraggio (Einaudi Stile Libero, 2015) è il suo romanzo d’esordio, a cui seguono La colpa e Il perdono. Nel 2018 pubblica con Mondadori il romanzo thriller I giorni dell’ombra e dallo stesso anno si dedica anche alla traduzione letteraria, principalmente di autori americani. Nel 2022 esce il romanzo Eden e nel 2024 La Punizione, entrambi per HarperCollins. Dal 2025 è anche sceneggiatrice.

 

Armando Guarino è nato a Napoli. Ha pubblicato con David and Matthaus la serie “I casi dell’ispettore Santonastaso”. Con il romanzo Ben Moussa, il bambino nello specchio (Santelli editore 2022) ha vinto il premio Publio Virgilio Marone. Con Homo Scrivens ha inaugurato una nuova serie dedicata alla psicologa Susy Scala e dell’ispettore Corrado Rota, protagonisti del racconto di questa antologia, con La solitudine dei corpi (2023) e Un attimo prima di morire (2024), premio della giuria al Garfagnana in giallo 2025.

 

Martin Rua è nato a Napoli. Laureato in Scienze Politiche con una tesi in Storia delle religioni, i suoi studi si sono concentrati su massoneria e alchimia, argomenti centrali della sua produzione artistica. Ha esordito con L’ombra d’argento (A & B, 2012); ha pubblicato con Newton Compton Editori Le nove chiavi dell’antiquario, La cattedrale dei nove specchi, I nove custodi del sepolcro (Parthenope trilogy), La profezia del libro perduto, L’enigma del libro dei morti, L’ultimo libro del veggente (Prophetiae Saga), La fratellanza del Graal, e la guida insolita Napoli esoterica e misteriosa. Ha pubblicato poi Il cacciatore di tarante (Rizzoli, 2020), Alma che visse in fondo al mare (Alessandro Polidoro Editore, 2022), e il saggio Il rituale di pietra. Simboli e segreti della Cappella Sansevero (Alos, 2015).