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lunedì 6 aprile 2026

Il PIO MONTE DELLA MISERICORDIA presenta "Il teatro e la polis", percorso teatrale guidato da Carlo Cerciello il 7 aprile, Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli

Prosegue il programma dedicato ai linguaggi artistici come strumenti di crescita e inclusione per i giovani il 7 aprile alle ore 1 alla Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli a Vico S. Aniello a Caponapoli, 9.

Il teatro come spazio di crescita e comunità, dove prendere parola, confrontarsi e immaginare il proprio futuro. Nasce da questa visione “Il teatro e la polis”, secondo progetto della Fondazione Pio Monte ETS nell’ambito di un più ampio programma dedicato ai linguaggi artistici come strumenti educativi e relazionali. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Teatro Elicantropo, la Fondazione Eduardo De Filippo, Fondazione TriDama ETS e la Fondazione Napoli C’entro ETS con il MUDD- Museo Diocesano Diffuso.

Un percorso culturale e formativo, guidato dal regista Carlo Cerciello, rivolto a circa 40 giovani a partire dai 16 anni, completamente gratuito, che prenderà avvio il 13 aprile 2026 per concludersi a febbraio 2027, con la messa in scena finale del lavoro realizzato.

La presentazione ufficiale alla città si terrà il 7 aprile alle ore 16.00 presso la Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli. A presentare e illustrare l’iniziativa saranno Luigi Pietro Rocco di Torrepadula, Presidente della Fondazione Pio Monte ETS, e Carlo Cerciello, regista e direttore artistico del Teatro Elicantropo. Interverranno inoltre i partner dell’iniziativa Vincenzo Porzio, Direttore della Fondazione Napoli C’entro ETS e del MUDD – Museo Diocesano Diffuso, e Francesco Somma, Direttore della Fondazione Eduardo De Filippo e Carmela Bruna Trimarco, Presidente della Fondazione Tridama ETS.

In occasione della presentazione, il pubblico partecipante sarà coinvolto in una visita al complesso di Sant’Aniello a Caponapoli, recentemente riaperto e restituito alla città grazie al progetto del MUDD – Museo Diocesano Diffuso. I giovani del museo accompagneranno i visitatori in un percorso di scoperta del luogo, oggi spazio attivo di cultura, formazione e partecipazione.

La scelta della Chiesa di Sant’Aniello assume infatti un valore fortemente simbolico: un bene a lungo abbandonato, oggi recuperato e nuovamente accessibile, capace di generare opportunità anche in termini di coinvolgimento, inserimento lavorativo e crescita per i giovani del territorio. È proprio qui che si svolgeranno le attività del progetto.

“Il teatro e la polis” si fonda sull’idea del teatro come pratica viva, capace di attivare consapevolezza, senso critico e partecipazione. In un momento storico spesso segnato da disuguaglianze e marginalità, il teatro diventa spazio di accoglienza e possibilità, in cui le esperienze individuali si trasformano in racconto collettivo.

L’iniziativa progettuale, con una campagna di adesioni protrattasi fino al 16 marzo e che ha registrato una particolare affluenza, si articolerà in un itinerario formativo che accompagnerà i partecipanti dalla scoperta del linguaggio teatrale alla restituzione pubblica del lavoro svolto. Attraverso esercizi di improvvisazione, lavoro su corpo e voce e approfondimento del testo, i giovani saranno coinvolti in un processo di “contagio teatrale”, inteso come esperienza condivisa capace di attivare espressione, relazione e consapevolezza, guidati dal regista Carlo Cerciello.

Il percorso prevede un lavoro sul testo “De Pretore Vincenzo” di Eduardo De Filippo, opera che affronta temi particolarmente attuali come l’ingiustizia sociale, l’ipocrisia del potere e la fragilità sociale. Il contributo della Fondazione Eduardo De Filippo, custode dell’opera del grande drammaturgo napoletano, rafforza il legame tra tradizione teatrale e nuove generazioni, mentre il Teatro Elicantropo apporta la propria esperienza nella formazione e nella produzione contemporanea. Il prezioso supporto della Fondazione Napoli C’entro ETS, e in particolare della Fondazione Tridama ETS, conferisce all’iniziativa un valore simbolico e di responsabilità attiva, in linea con i propri scopi istituzionali, rafforzando al contempo un senso di impegno collettivo a sostegno del sistema culturale e sociale della città di Napoli.

“Il teatro e la polis” è espressione dell’impegno, incentrato sui linguaggi e le esperienze artistiche, che ha già prodotto, da parte della Fondazione Pio Monte ETS, il progetto “Diary”, laboratorio di fotografia guidato da Yvonne De Rosa; e che proseguirà con nuove iniziative, tra cui “L’arte ti svela”, che farà leva sul patrimonio storico artistico del Pio Monte della Misericordia come strumento ideativo e formativo, dedicato ai giovani in età scolare.

La Fondazione Pio Monte ETS, costituita nel 2024, nasce dall’esperienza dell’Associazione Pio Monte della Misericordia che, dal 1602, opera a Napoli a sostegno delle persone più fragili. In continuità con questa tradizione, promuove progettualità volte al contrasto delle disuguaglianze educative e alla costruzione di percorsi di crescita attraverso la cultura, operando in stretta connessione con il territorio. 

La Fondazione Cultura & Innovazione protagonista a Napoli nella I tappa del “Giro d’Italia del Made in Italy”



Grande partecipazione presso la Stazione Marittima di Napoli per la prima tappa del “Giro d’Italia del Made in Italy”, evento nazionale dedicato alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane e al rafforzamento del dialogo tra formazione e mondo del lavoro.

Tra i principali protagonisti della giornata si è distinta la Fondazione Cultura & Innovazione, che ha posto al centro del confronto il tema strategico della connessione tra competenze, innovazione e sviluppo del sistema produttivo italiano. Attraverso il proprio intervento, la Fondazione ha evidenziato l’urgenza di costruire modelli formativi sempre più integrati con le esigenze reali delle imprese, capaci di valorizzare il capitale umano e accompagnare i giovani in percorsi professionali concreti e sostenibili.

La Fondazione Cultura & Innovazione si conferma infatti un punto di riferimento nella promozione di ecosistemi territoriali innovativi, in cui cultura, formazione e impresa dialogano in maniera strutturata, contribuendo alla crescita economica e sociale dei territori e alla competitività del Made in Italy anche in ambito internazionale.

Nel corso dell’iniziativa, che ha visto la partecipazione di studenti dei Licei del Made in Italy, rappresentanti istituzionali e operatori del mondo del lavoro, la Fondazione ha promosso una visione orientata al futuro, sottolineando il valore del “saper fare” italiano come leva di innovazione e sviluppo.

“Eventi come questo rappresentano un’occasione concreta per costruire ponti tra scuola e impresa. Il nostro impegno è quello di trasformare il patrimonio di competenze del Made in Italy in un motore di crescita, puntando su formazione qualificata, innovazione e valorizzazione dei talenti. È fondamentale lavorare insieme per ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro e creare opportunità reali per le nuove generazioni”, ha dichiarato il Presidente della Fondazione Cultura & Innovazione, Riccardo Iuzzolino.

La giornata si è articolata in una sessione mattutina dedicata ai lavori istituzionali e al Job Day del Made in Italy e in un confronto pomeridiano sul tema del mismatch tra competenze e mercato del lavoro, offrendo spunti concreti per il rafforzamento delle politiche formative e occupazionali.

“INQUILINI”, uno spettacolo di Filippo Stasi a Napoli al Teatro TRAM di Port’Alba


venerdì 10 aprile ore 21:00
sabato 11 aprile ore 20:00
domenica 12 aprile ore 18:00

E’ in scena al Teatro TRAM di Napoli “Inquilini”, scritto e diretto da Filippo Stasi, uno spettacolo teatrale che indaga con profondità e sensibilità le dinamiche della convivenza e delle relazioni umane all’interno di uno spazio condiviso. Sul palco, sei personaggi, interpretati da Daniele Arfè, Viola Capponcelli, Mattia D’Angelo, Simona De Sarno e Michele Pedata, abitano una casa che si trasforma progressivamente da luogo fisico a spazio mentale. Un ambiente sospeso, dove abitudini quotidiane, silenzi e tensioni sottili si stratificano fino a diventare vere e proprie gabbie invisibili. Attraverso dialoghi serrati e pause dense di significato, Inquilini racconta il fragile equilibrio tra il bisogno di restare e il desiderio di andare via. La porta è aperta, ma attraversarla implica una scelta profonda: cambiare o restare prigionieri delle proprie paure. Lo spettacolo si distingue per una regia essenziale che mette al centro l’attore e il rapporto diretto con lo spettatore, creando un’esperienza intima e immersiva. La casa diventa così metafora di una condizione esistenziale condivisa, in cui familiarità e costrizione convivono senza soluzione apparente.


“Inquilini nasce dall’urgenza di raccontare una generazione sospesa tra il desiderio di cambiamento e la difficoltà di compiere davvero una scelta. Mi interessava lavorare su ciò che non si dice, su quei silenzi che abitano le relazioni e che spesso definiscono più delle parole”, ha dichiarato il regista Filippo Stasi.

Con il supporto di Piccola Città Teatro, Inquilini non offre risposte, ma pone una domanda tanto semplice quanto universale: quanto siamo davvero liberi di uscire dalle nostre abitudini?

Crediti
Testo e regia: Filippo Stasi
Assistente alla regia: Anna Bocchino
Scene: Francesca Sorrentino
Consulenza musicale: Mario Autore
Con: Daniele Arfè, Viola Capponcelli, Mattia D’Angelo, Simona De Sarno, Michele Pedata

Orari degli spettacoli:

venerdì ore 21:00
sabato ore 20:00
domenica ore 18:00

Biglietti:
intero € 13,00
ridotto € 10,00 under 26 e over 65
studenti € 9,00
Card: 4 spettacoli a scelta: € 36; 8 spettacoli a scelta: € 64,00

Info e prenotazioni:
WhatsApp 342-1785930
email tram.biglietteria@gmail.com

domenica 5 aprile 2026

Elezioni amministrative a Casalnuovo, Nappi: “Non è una sfida di genere, ma di visioni politiche”

Il candidato sindaco interviene dopo una domanda sulla presenza di due candidate donne: “Il confronto vero è tra idee, programmi e identità politiche”

 Non è una questione di genere, ma di politica”. Così Giovanni Nappi, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative di Casalnuovo di Napoli, interviene dopo una domanda ricevuta in merito alla presenza, nel confronto elettorale, di due candidate donne accanto alla sua candidatura.

Nella mia esperienza politica e istituzionale – afferma Nappi – ho sempre considerato del tutto naturale lavorare con donne in ruoli di responsabilità. Alle elezioni regionali ho sostenuto con convinzione una candidata donna, mettendomi pienamente a disposizione del progetto politico”.

Per Nappi, il punto centrale non è dunque il genere dei candidati, ma la loro visione amministrativa e politica: “Le due candidate oggi in campo hanno, a loro volta, sostenuto in passato un candidato uomo – peraltro lo stesso. Questo dimostra che, quando la politica è seria, il discrimine non è mai stato il genere, ma il percorso, le scelte e la credibilità”.

Il candidato sindaco rivendica un confronto fondato sui contenuti: “Le mie colleghe sono persone capaci, forti e competenti. Ma la partita che si apre davanti alla città non è tra uomo e donna: è tra idee diverse, programmi diversi e modi diversi di immaginare il futuro di Casalnuovo”.

Infine, la sottolineatura più identitaria: “La mia visione del territorio, la mia idea di città, le priorità che individuo e l’approccio che porto avanti nascono da un percorso politico chiaro e riconoscibile. Sono differenti, non migliori. Sono diverso. Le mie antagoniste hanno una provenienza comune, che è diversa dalla mia. Io sono da sempre di sinistra, riformista e progressista".

Presentazione della raccolta di racconti gialli "Mentre tutti dormono" di Sara Bilotti, Armando Guarino, Martin Rua, il 9 aprile 2026 alla libreria IoCiSto a Napoli. Homo Scrivens Edizioni

Si presenta a Napoli, alla libreria IoCiSto in via Cimarosa 20, giovedì 9 aprile 2026 alle 18.30, Mentre tutti dormono. Tre gialli notturni (edito da Homo Scrivens, nella collana Gatti neri e vicoli bui), una raccolta di tre racconti crime, in cui la notte penetra sinuosa e trasparente tra le pagine per lasciare senza fiato. Sara Bilotti, Armando Guarino e Martin Rua firmano tre storie sorprendenti e ammantate di suspense. A chiacchierare con gli autori, Serena Venditto e Ciro Sabatino.

 

Ancora donne per Bilotti, che si riconosce per l’inconfondibile cifra indagatrice della psicologia umana, spesso al centro delle sue trame. Nel racconto La stanza di sotto vengono alla luce le storie di Barbara, Monica e di una misteriosa presenza in cantina. Il filo conduttore è un altro tipo di notte che si incammina verso un’alba che lascia molto sorpreso il lettore. Qui, come scrive Serena Venditto nella prefazione, nulla è come sembra, e arrivi all’ultimo rigo per accorgerti “di aver letto tutta un’altra storia”. Non è la prima volta che l’autrice affronta storie di donne secondo tale modalità, fino a farla diventare la sua costante più coinvolgente e intrigante, e con questo piccolo gioiello continua a tenere il lettore sul filo dell’attenzione più devota.

 

Guarino in Non è colpa della notte mette in campo la giovane psicologa forense Susy Scala in un poliziesco classico e assolutamente imprevedibile. L’intero intreccio gira attorno ad un pazzesco esperimento clinico. Tutto si imbastisce, prende forma e trova logica e soluzione in un unico lasso di tempo. Sempre come accennato in prefazione, la notte è un paradosso, non consente distrazioni, perché tutto pare che si fermi e, quindi, chi deve “va dritto al sodo”. E dritto al sodo, in questa narrazione, va un assassino e una squadra investigativa che deve scoprire i retroscena del crimine e soprattutto l’identità del criminale. Davvero un intrigo che trascina nelle pagine in una evoluzione che si srotola a ritmo serrato.

 

Esoterismo e mondo dell’occulto sono le tinte di Rua, il suo humus più caro e vincente. Il racconto-romanzo La notte del Corvo stende le ali sui meandri bui della città di Napoli, sulle tracce del leggendario Uovo di Virgilio. A indagare è l’indimenticabile “ragazza corvo”, l’ispettrice capo della Mobile Nicoletta “Nico” Partanna. Impermeabile nero, capelli corvini e tre cicatrici sul viso, che lei chiama lacrime, tragico promemoria di un passato dolorosamente oscuro. Misteriosa, malinconica, arrabbiata, tenuta in vita da un desiderio di vendetta che le morde le viscere ma non la priva della giusta lucidità, Nico, che alla notte ha finito per assomigliare, è parte integrante e indissolubile di questa narrazione. Rua ci fa il “regalo” di portarci alle origini di questo personaggio, perché chi legge non si sazia abbastanza della ragazza-corvo fino alla fine.

 

 

 

STRALCI

 

Dall’introduzione di Serena Venditto

Se ci pensate, la notte è un paradosso. Di notte a poco a poco calano le tenebre, la luce del giorno si riposa, entriamo nel regno del buio e dell’oscurità: eppure, è proprio di notte che tutto diventa più chiaro, più nitido: i pensieri, le sensazioni, i ricordi, i contorni delle cose. Quello che è davvero importante, insomma, si vede meglio di notte che di giorno. Troppa confusione di giorno, troppe parole inutili, troppi rumori. La notte è un paradosso perché ci hanno sempre detto che è per i sognatori, però è essenziale, concreta, perché non ci sono distrazioni, di notte, e quindi è anche di chi va dritto al cuore delle cose, di chi non ama perdere tempo, di chi non si perde dietro alle illusioni.

 

Da La stanza di sotto di Sara Bilotti

Mi guardo attorno desolata, anche se vedo poco. Qua sotto è sempre notte. A volte, quando mi sale in gola un rigurgito di speranza, penso che da libera ricorderò questi giorni come una notte lunga e densa, infinita. Una notte che si è mangiata il giorno, e ha divorato pure me. Un utero nero che a un certo punto ha deciso di espellermi.

 

Da Non è colpa della notte di Armando Guarino

È notte e in quella stanza anche il neon dell’insegna del negozio commerciale di fronte fa fatica a superare la finestra e a penetrare in casa. L’unica fonte di luce arriva da uno schermo, piccolo, un cinque pollici che trasmette immagini confuse.

Le mani che stringono il display fremono, tremanti, come se aspettassero di vedere altro. (…) La figura nell’ombra getta la videocamera sul divano illuminandola per un attimo e rischiarando appena anche l’ambiente circostante.

 

Da La notte del Corvo di Martin Rua

La casa era immersa in una penombra verde scuro, come le pareti del salotto. La città, fuori, respirava lenta, bagnata dalla pioggia. (…) Nico mangiò un pezzo di cioccolato di Modica. Lo adorava, le ricordava la terra paterna. Poi si versò del pastis. Aggiunse acqua fredda. Osservò l’opalescenza lattiginosa formarsi nel bicchiere. Un rito minimo. Un appiglio. Bevve un sorso. Poi accese il computer. Il lavoro era l’unica cosa che riusciva ancora a tenerle insieme i pezzi.

 

 

GLI AUTORI

 

Sara Bilotti nasce a Napoli nel 1971. Nel 2012 pubblica la raccolta di racconti Nella Carne, per Termidoro Editore. L’oltraggio (Einaudi Stile Libero, 2015) è il suo romanzo d’esordio, a cui seguono La colpa e Il perdono. Nel 2018 pubblica con Mondadori il romanzo thriller I giorni dell’ombra e dallo stesso anno si dedica anche alla traduzione letteraria, principalmente di autori americani. Nel 2022 esce il romanzo Eden e nel 2024 La Punizione, entrambi per HarperCollins. Dal 2025 è anche sceneggiatrice.

 

Armando Guarino è nato a Napoli. Ha pubblicato con David and Matthaus la serie “I casi dell’ispettore Santonastaso”. Con il romanzo Ben Moussa, il bambino nello specchio (Santelli editore 2022) ha vinto il premio Publio Virgilio Marone. Con Homo Scrivens ha inaugurato una nuova serie dedicata alla psicologa Susy Scala e dell’ispettore Corrado Rota, protagonisti del racconto di questa antologia, con La solitudine dei corpi (2023) e Un attimo prima di morire (2024), premio della giuria al Garfagnana in giallo 2025.

 

Martin Rua è nato a Napoli. Laureato in Scienze Politiche con una tesi in Storia delle religioni, i suoi studi si sono concentrati su massoneria e alchimia, argomenti centrali della sua produzione artistica. Ha esordito con L’ombra d’argento (A & B, 2012); ha pubblicato con Newton Compton Editori Le nove chiavi dell’antiquario, La cattedrale dei nove specchi, I nove custodi del sepolcro (Parthenope trilogy), La profezia del libro perduto, L’enigma del libro dei morti, L’ultimo libro del veggente (Prophetiae Saga), La fratellanza del Graal, e la guida insolita Napoli esoterica e misteriosa. Ha pubblicato poi Il cacciatore di tarante (Rizzoli, 2020), Alma che visse in fondo al mare (Alessandro Polidoro Editore, 2022), e il saggio Il rituale di pietra. Simboli e segreti della Cappella Sansevero (Alos, 2015).

 

sabato 4 aprile 2026

Da giovedì 9 aprile: Silvio Barbiero porta in scena "Lo cunto de li cunti" di Giambattista Basile, al Teatro Elicantropo di Napoli

Silvio Barbiero porta in scena l’universo visionario di Giambattista Basile

con uno spettacolo essenziale, dove la lingua diventa azione e immaginazione

 

Non c’è scenografia, non c’è musica, non c’è nulla che accompagni o protegga lo sguardo dello spettatore, ma una voce che comincia, un corpo che prende spazio e un ascolto che si attiva. È da questa sottrazione radicale che nasce Lo cunto de li cunti, il nuovo lavoro di Silvio Barbiero, in scena da giovedì 9 aprile 2026 alle ore 20.30 (repliche fino a domenica 12) al Teatro Elicantropo di Napoli.

Presentato da Teatro del Sangro, al centro dell’allestimento c’è il capolavoro di Giambattista Basile, una raccolta di fiabe che ha attraversato i secoli alimentando l’immaginario europeo e che, ancora oggi, conserva intatta la sua forza perturbante.

Ma qui le fiabe non sono rifugio, non sono consolazione, ma materia viva, attraversata da paure profonde, desideri, tensioni familiari, contraddizioni e slanci, dove il tempo agisce come una forza inesorabile e l’amore si rivela nei suoi percorsi più ambigui.

È soprattutto nella lingua che lo spettacolo trova la sua dimensione. La scrittura barocca di Basile, ricchissima e stratificata, si muove tra vertigini poetiche e improvvise cadute nel registro più basso, tra immagini complesse e battute da trivio.

Silvio Barbiero ne fa esperienza sonora e fisica, portando avanti una ricerca che attraversa il suo percorso artistico, dai Groppi amorosi di Tiziano Scarpa allo Scarrozzante testoriano fino al Barabba di Antonio Tarantino, e che trova in questo confronto con Basile un approdo naturale, tanto necessario quanto impossibile da esaurire.

In scena resta solo l’attore, nessun supporto visivo, nessuna costruzione musicale, tutto accade nella relazione. Il pubblico è chiamato a partecipare, a costruire immagini, a colmare vuoti, dentro un’esperienza che si compie nel tempo condiviso dell’ascolto.

È un teatro che rinuncia a mostrare per poter evocare, che sottrae per restituire intensità, che espone senza protezioni il gesto dell’attore e lo sguardo dello spettatore in un reciproco attraversamento.

Dopo lavori segnati da una tensione più esplicitamente civile e di denuncia, questo spettacolo si presenta come un gesto diverso, più raccolto e apparentemente leggero, ma non meno radicale.

Un attraversamento libero di un’opera smisurata, affrontata senza volontà di possesso, come si attraversa un territorio vasto e complesso, sapendo che non può essere contenuto. Un atto teatrale che si offre come esperienza viva, fragile e irripetibile, e che trova proprio nella sua essenzialità la possibilità di risuonare in profondità.

 

Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile

9 > 12 aprile 2026, Teatro Elicantropo Napoli - Vico Gerolomini, 3

Spettacoli ore 20.30 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica)

Info e prenotazioni wa 3491925942, 3470552551, 081296640 web www.teatroelicantropo.com

venerdì 3 aprile 2026

Convegno G.R.E.E.N. 16 e 17 aprile 2026 Auditorium degli scavi di Pompei

Il 16 e 17 aprile il Parco Archeologico di Pompei ospita, presso il proprio Auditorium, il Convegno internazionale G.R.E.E.N. – Gardens as Resources for the Enhancement of Environmental and Natural Heritage, dedicato al ruolo del verde nella conservazione e valorizzazione dei contesti archeologici. 


I giardini storici e archeologici costituiscono parte integrante del patrimonio culturale e paesaggistico. Non si tratta di semplici spazi verdi ornamentali, ma di testimonianze storiche e ambientali che raccontano il rapporto tra l’uomo, la natura e il territorio nel corso del tempo. Inseriti all’interno o in prossimità dei siti archeologici, essi contribuiscono in modo significativo alla comprensione e alla fruizione del patrimonio.
I giardini storici e archeologici costituiscono parte integrante del patrimonio culturale e paesaggistico. Non si tratta di semplici spazi verdi ornamentali, ma di testimonianze storiche e ambientali che raccontano il rapporto tra l’uomo, la natura e il territorio nel corso del tempo. Inseriti all’interno o in prossimità dei siti archeologici, essi contribuiscono in modo significativo alla comprensione e alla fruizione del patrimonio.
Nel corso degli ultimi anni, l’approccio alla gestione del verde nei contesti archeologici ha conosciuto un’evoluzione sostanziale. Il verde, tradizionalmente percepito come elemento di rischio per la conservazione dei manufatti, è oggi riconosciuto come una risorsa strategica, capace di concorrere alla tutela dei siti, al miglioramento della qualità paesaggistica e alla valorizzazione dell’esperienza di visita.
La gestione degli spazi verdi si configura pertanto come un ambito di intervento complesso, che richiede competenze interdisciplinari e un costante equilibrio tra esigenze di conservazione, tutela ambientale e valorizzazione culturale. In tale prospettiva, i giardini storici e archeologici assumono un ruolo attivo nella mediazione culturale, favorendo una maggiore consapevolezza del patrimonio naturale e archeologico e contribuendo alla diffusione dei valori della sostenibilità.
Il Convegno internazionale G.R.E.E.N. nasce con l’obiettivo di promuovere il confronto tra istituzioni culturali, enti di ricerca ed esperti del settore, italiani e stranieri, sulle più avanzate strategie di gestione sostenibile del verde nei contesti archeologici. L’integrazione tra patrimonio naturale e patrimonio archeologico rappresenta infatti una sfida attuale e condivisa, che coinvolge ambiti disciplinari quali l’archeologia, l’architettura del paesaggio, la botanica e la conservazione.
Nel corso delle due giornate di lavoro, il Parco Archeologico di Pompei accoglierà contributi scientifici e casi di studio di rilievo internazionale, offrendo un’occasione di dialogo e scambio di buone pratiche e rafforzando la cooperazione tra istituzioni impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio.
Attraverso la ricostruzione dei paesaggi storici, l’impiego di specie vegetali documentate dalle fonti e la valorizzazione dei sistemi idraulici antichi, i giardini si confermano come strumenti di conoscenza e di interpretazione, capaci di restituire una visione integrata del patrimonio archeologico e del suo contesto ambientale.
Ingresso libero su prenotazione fino a esaurimento posti
Per partecipare è necessario accreditarsi al seguente link:
https://www.frcongressi.it/green-conference-2026-registrazione/
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