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mercoledì 13 maggio 2026

Close-up Cantieri: l’ultimo viaggio - 14 e 21 maggio - “dietro le quinte” dell’antica città

Alle battute finali l’ottava edizione di Close-up Cantieri, l’iniziativa del Parco Archeologico di Ercolano che accompagna il pubblico nei luoghi della conservazione, aprendo eccezionalmente le aree di scavo, restauro e manutenzione dell’antica città vesuviana con gli ultimi incontri del 14 e 21 maggio.
Un appuntamento ormai atteso e consolidato che, anche quest’anno, ha permesso a visitatori, studiosi e appassionati di vivere Ercolano da una prospettiva inedita: quella del lavoro quotidiano che rende possibile la tutela di uno dei siti archeologici più straordinari al mondo.
Attraverso percorsi guidati all’interno dei cantieri, Close-up Cantieri ha trasformato gli spazi della conservazione in luoghi di incontro e racconto, dove archeologi, restauratori, architetti e tecnici condividono con il pubblico metodologie, strumenti e sfide legate alla salvaguardia del patrimonio.
In otto anni il progetto è diventato una delle esperienze più originali e coinvolgenti del Parco Archeologico di Ercolano, capace di avvicinare i visitatori non solo alla storia dell’antica città, ma anche al complesso lavoro che ogni giorno ne garantisce il futuro.
«Close-up Cantieri rappresenta una delle iniziative più efficaci nel raccontare al pubblico cosa significhi realmente prendersi cura di un sito archeologico come Ercolano», dichiara la Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano Federica Colaiacomo. «Dietro ogni ambiente restaurato e ogni percorso restituito ai visitatori esiste un lavoro quotidiano fatto di ricerca, studio, manutenzione, monitoraggio e competenze altamente specialistiche. Aprire i cantieri significa condividere questo patrimonio di conoscenze e rendere il pubblico partecipe della complessità e della bellezza del lavoro di tutela».
«L’entusiasmo e la partecipazione registrati nel corso di questa edizione – prosegue Colaiacomo – confermano quanto sia importante creare occasioni di incontro diretto tra il pubblico e i professionisti che operano nel Parco. Close-up Cantieri è diventato negli anni uno spazio di dialogo e consapevolezza, capace di avvicinare sempre più persone al valore della conservazione e alla responsabilità collettiva verso il patrimonio culturale».
Le ultime date del 14 e 21 maggio offriranno ai partecipanti una nuova opportunità per osservare da vicino interventi e attività in corso, accompagnati dai professionisti impegnati nei lavori di restauro e manutenzione del sito.
Orari delle visite
Due turni della durata di un’ora:
10:00 – 11:00 (in italiano)
11:30 – 12:30 (in inglese)
È possibile partecipare a un solo turno per giornata.
Modalità di partecipazione
L’attività è gratuita previo acquisto del biglietto ordinario di ingresso al Parco (valide riduzioni e gratuità secondo normativa vigente).
Prenotazione obbligatoria:
online sul sito CoopCulture
call center: +39 081 0106490 (lun–sab, 9:00–17:00)
Partecipazione fino a esaurimento posti.
Gruppi di massimo 15 persone per turno.
Accoglienza e raccolta dei partecipanti all’ingresso dell’area archeologica.

Cantine Aperte 2026: la vigna diventa esperienza rigenerante, ultimo fine settimana di maggio nelle cantine del Movimento Turismo del Vino

Sabato 30 e domenica 31 maggio, nelle cantine del Movimento Turismo del Vino, un weekend tra natura, benessere, cultura locale e nuove forme di accoglienza.

Le cantine associate al Movimento Turismo del Vino si preparano, in tutta Italia, a vivere la nuova edizione di Cantine Aperte 2026: sabato 30 e domenica 31 maggio torna il weekend più iconico dell’Associazione, l’appuntamento che ogni anno continua a raccontare l’evoluzione del turismo del vino italiano.

La 34ª edizione si annuncia come un palcoscenico privilegiato per le nuove tendenze dell’enoturismo, con l’obiettivo di rendere l’esperienza in cantina sempre più coinvolgente, accessibile e contemporanea. Al centro, un’accoglienza attenta e consapevole, capace di coniugare dialogo con il territorio, innovazione, sostenibilità e una crescente attenzione al turismo rigenerativo.

Non solo degustazioni e abbinamenti con i prodotti tipici: Cantine Aperte 2026 diventa un laboratorio diffuso di nuove attività proposte dalle cantine di tutta Italia, pensate per arricchire l’offerta enoturistica e accompagnare i visitatori non solo durante il weekend dell’evento, ma durante tutto l’anno.

A fine maggio la vigna e la cantina diventano luoghi da vivere con tutti i sensi: non semplici scenari da attraversare, ma spazi in cui rallentare, respirare, ritrovare il proprio ritmo e lasciarsi sorprendere dalla bellezza del paesaggio. Un’esperienza che risponde al desiderio crescente dei visitatori, confermato da molte ricerche, di cercare luoghi capaci di offrire non solo vino, ma tempo di qualità, contatto con la natura, relazioni autentiche, emozioni e momenti da ricordare.

Le aziende si trasformano così in piccoli mondi da esplorare. Sentieri tra i filari, passeggiate di vineyard trekking, tree watching e percorsi itineranti tra piante secolari invitano a osservare il paesaggio con occhi nuovi. Accanto al vino prendono vita incontri con vignaioli, artigiani locali e sapori del territorio, tra cooking class, cene in cantina, mostre d’artigianato e visite guidate in grotta.

Il benessere passa anche dal corpo, dalla creatività e dal gioco: yoga immersi nella natura, sessioni di pittura guidata, gite nei borghi in e-bike, tiro con l’arco, assaggi al buio e quiz a tema degustazione permettono di scoprire la vigna in modo curioso, partecipato e coinvolgente. Non mancheranno momenti di festa e convivialità, dai party a tema alle serate anni ’70, fino agli spettacoli di marionette pensati per i più piccoli.

È un’idea di ospitalità che va oltre la semplice visita in cantina: un invito a entrare davvero in relazione con il paesaggio, con chi lo custodisce ogni giorno e con le storie che lo rendono unico. Tra filari, borghi, sapori, natura e incontri, la vigna diventa un’esperienza rigenerante, capace di unire scoperta, lentezza e meraviglia.

“L’edizione 2026 rappresenta un passaggio decisivo nell’evoluzione dell’enoturismo italiano - sottolinea Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino - un comparto da 3,1 miliardi di euro che rappresenta il 21% del fatturato delle cantine turistiche che, secondo i dati CESEO relativi al 2025, hanno aumentato il loro business turistico dimostrando la loro capacità di innovare e migliorarsi anche in questa fase complessa per il settore. Cantine Aperte si conferma una piattaforma di esperienze diffuse e differenziate, capaci di raccontare il vino e il territorio attraverso un linguaggio nuovo, più contemporaneo e inclusivo, che rimette al centro il benessere delle persone e dei luoghi. Ci concentreremo sul contatto con la natura e con le comunità locali, rafforzando l’attenzione verso un approccio consapevole non solo all’interno della cantina, ma in tutto il territorio: un requisito fondamentale per continuare a tutelare e valorizzare il patrimonio vitivinicolo e paesaggistico del nostro Paese, consolidando il ruolo delle cantine come presìdi attivi di cultura e sostenibilità”.

Cantine Aperte è un evento dedicato ai wine lover e agli appassionati di cucina autentica e territoriale, agli amanti della natura e a chi ricerca momenti di benessere. Si rivolge anche alle famiglie, con laboratori pensati per i più piccoli e per i giovani enoappassionati, con esperienze costruite su misura; senza dimenticare i turisti stranieri, la cui presenza conferma la crescente attrattività internazionale dell’enoturismo italiano.

Secondo l’ultima indagine a cura del CESEO – Centro Studi Enoturistico e Oleoturistico dell’Università LUMSA, per il 30% delle cantine MTV i turisti stranieri rappresentano quasi la metà dei visitatori totali. Una tendenza positiva che si accompagna a una riflessione strategica sul tema dell’accessibilità: rendere le cantine più facilmente raggiungibili e le informazioni più chiare e strutturate è oggi una delle principali sfide del settore, insieme al miglioramento e alla diversificazione dell’offerta enoturistica.

Anche in questa edizione, il Movimento Turismo del Vino rinnova la collaborazione con Wine in Moderation, confermando il proprio impegno nella promozione di un consumo di vino attento e consapevole, sia a livello sensoriale sia culturale.

Segui i programmi di Cantine Aperte su: https://movimentoturismovino.it/cantine-aperte-movimento/

Comunicazione e Ufficio Stampa MTV Italia
comunicazione@movimentoturismovino.it

#CantineAperte2025 #MTVItalia #VedicosaBevi

MOVIMENTO TURISMO DEL VINO. L'Associazione Movimento Turismo del Vino è un ente non profit ed annovera oltre 800 fra le più prestigiose cantine d'Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità.

VIOLENZA E DISAGIO NEI GIOVANI Napoli, sportello di ascolto nella scuola di Ponticelli per promuovere il benessere

Uno spazio gratuito per studenti, docenti e personale dell’istituto superiore “Sannino-De Cillis”

In campo UISP Campania e associazione “Il Veliero”
con il progetto “Differenze 2.0” per sensibilizzare i giovani
a rispetto, inclusione e parità


Napoli, 13 maggio 2026 – Scuola e associazioni in campo per affrontare violenza e disagio sempre più diffusi tra i più giovani. Nasce a Napoli uno sportello di ascolto gratuito per coltivare benessere tra studentesse, studenti, docenti e personale e per migliorare le relazioni. A ospitarlo è l’istituto scolastico superiore "Sannino - De Cillis" di Ponticelli, nella zona orientale di Napoli, che ha accolto l’iniziativa della UISP Campania e dell’associazione “II Veliero”.

Lo sportello, aperto gratuitamente all’intera comunità scolastica dell’istituto di via De Meis, intende promuovere il benessere emotivo, relazionale e motivazionale di allieve, allievi, insegnanti e personale con l’obiettivo di prevenire situazioni di disagio, isolamento, conflitto e difficoltà personali. Uno spazio protetto e nel rispetto della riservatezza per offrire occasioni di dialogo e orientamento con incontri curati dall’associazione “Il Veliero” grazie all’impegno dell’avvocata Renata Ottavia Piro, della counselor Giovanna Scognamiglio, della psicoterapeuta Roberta Ravolo e di altri professionisti.

Lo sportello nasce in risposta alle esigenze della comunità scolastica emerse durante “Differenze 2.0”, percorso di sensibilizzazione all’inclusione rivolto a studentesse e studenti che dallo scorso autunno sono protagonisti di laboratori e altre occasioni di formazione per costruire una cultura del rispetto, dell’inclusione e della parità. Il progetto - parte di una azione nazionale della rete UISP finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidente del Consiglio dei Ministri - a Napoli è curato dal comitato UISP Campania in sinergia con l’istituto Sannino De Cillis di Ponticelli, con il fondamentale supporto del Centro Sinapsi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

"Con l'apertura di questo sportello la UISP Campania conferma il suo impegno nel considerare lo sport e l'associazionismo non solo come pratica fisica ma come strumenti di coesione sociale e presidio territoriale. In un contesto complesso come quello di Ponticelli vogliamo che la scuola diventi un laboratorio di benessere dove nessuno si senta escluso o lasciato solo di fronte al disagio”, così Antonio Marciano, presidente UISP Campania.

“Lo sportello di ascolto nasce dalla nostra volontà di non lasciare inascoltate le richieste di aiuto emerse dagli studenti. È fondamentale che la sensibilizzazione alla parità di genere e alla non violenza si traduca in uno spazio protetto, riservato e gratuito, dove ragazze, ragazzi e docenti possano sentirsi accolti e compresi per prevenire l'isolamento e promuovere una reale cultura dell'inclusione” afferma Carla Casapulla, vicepresidente UISP Campania e referente progetto Differenze 2.0.

“Una risposta concreta e necessaria ai bisogni della nostra comunità scolastica. La scuola non può non farsi carico del benessere emotivo e relazionale di studenti, docenti e personale ATA” evidenzia Angela Mormone, dirigente scolastica dell’istituto superiore “Sannino De Cillis”, che aggiunge: “Grazie alla preziosa sinergia con partner esperti offriamo uno spazio protetto e qualificato per combattere il disagio, affrontare le fragilità e promuovere l'inclusione. Questo accordo è un investimento sulla salute psicologica dei nostri ragazzi e un passo avanti fondamentale per costruire una scuola che sia, prima di tutto, un luogo di ascolto e di crescita serena”.

“Un passo importante per il nostro territorio e per tutta la comunità scolastica. Crediamo fortemente che sia fondamentale investire nella prevenzione, nell’ascolto e nel benessere emotivo dei ragazzi e delle loro famiglie. Lo sportello nasce con l’obiettivo di promuovere una vera educazione emotiva e psicologica aiutando studenti e personale scolastico ad affrontare difficoltà, fragilità e dinamiche relazionali sempre più complesse” così l’avvocata Renata Ottavia Piro dell’associazione “II Veliero”.

UrbanWaterSECURITY 2026, Auditorium scavi Pompei, 18 e 19 maggio 2026

UrbanWaterSECURITY (UWS) è un’iniziativa internazionale avviata nel 2019 per rafforzare la sicurezza idrica urbana attraverso formazione avanzata, dialogo scientifico e cooperazione istituzionale. Al centro, i temi della resilienza climatica, dell’innovazione tecnologica e della gestione sostenibile delle risorse idriche. UWS integra Academy, Symposia e attività di networking scientifico, riunendo una comunità accademica internazionale e un’ampia rete di esperti provenienti da università, istituzioni e stakeholder del settore idrico.
La UWS Academy è inoltre inclusa nel Blue Training Tracker della European Water Academy (EUWA), iniziativa flagship della Commissione Europea finalizzata a rafforzare la resilienza idrica in Europa attraverso formazione, capacity building, trasferimento tecnologico e collaborazione tra mondo accademico, istituzioni e settore produttivo.
L’edizione 2026 di UWS si svolgerà il 18 e 19 maggio 2026 presso l’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei, con il tema “Water Intelligence for Urban Resilience”. Il programma prevede sessioni dedicate a governance delle acque reflue, intelligenza artificiale applicata al monitoraggio idrico e trattamento avanzato delle acque, One Health, contaminanti emergenti, microplastiche, PFAS, circolarità, tecnologie avanzate per città resilienti e valorizzazione dei sistemi idraulici storici e resilienti come quelli di Pompei. Sono previste lezioni, momenti di valutazione formativa, attività di networking, una visita tecnica nel Parco Archeologico con particolare attenzione agli aspetti idraulici, igienico-sanitari e di resilienza idrica della città antica, nonché momenti di confronto tra studenti, ricercatori, professionisti e istituzioni.
L’evento vedrà la partecipazione di professori e relatori nazionali e internazionali, insieme a rappresentanti istituzionali, aziende del settore idrico e al Commissario Straordinario per la depurazione e il riuso delle acque reflue, Prof. Fabio Fatuzzo.
L’iniziativa è organizzata dalla Divisione di Ingegneria Sanitaria Ambientale dell’Università degli Studi di Salerno, in cooperazione con università internazionali e con il Parco Archeologico di Pompei, e con il supporto e patrocinio di organismi scientifici e istituzionali, tra cui il Gruppo Italiano di Ingegneria Sanitaria Ambientale (GITISA) e la European Water Association (EWA), oltre ad altri partner accademici e progettuali.
Per ulteriori informazioni: www.urbanwatersecurity.com


Estate Teatrale Veronese 2026 diretta da Fabrizio Arcuri

UN NUOVO CORSO ARTISTICO PROIETTA LA 78ª EDIZIONE DELL’ESTATE TEATRALE VERONESE VERSO UNA DIMENSIONE INTERNAZIONALE: TRADIZIONE, SPERIMENTAZIONE, QUALITÀ ARTISTICA E DIALOGO TRA LINGUAGGI

Una nuova direzione artistica inaugura la 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, affidata a Fabrizio Arcuri, regista innovativo e curatore di festival e stagioni teatrali all’insegna di un dialogo aperto tra i linguaggi del contemporaneo. Questo nuovo corso si pone in piena continuità con la visione delineata da Arcuri fin dal suo insediamento, lo scorso ottobre, alla guida del settore spettacolo del Comune: “il teatro come luogo di comunità, dialogo e internazionalità”. Un orientamento che proietta il festival italiano più longevo verso una dimensione sempre più internazionale, capace di intrecciare discipline, arti sceniche e prospettive globali.

La programmazione si articola tra spettacoli di alta qualità, protagonisti di riferimento della scena teatrale nazionale e internazionale e scelte fortemente innovative. Molte proposte sfidano le forme tradizionali, consolidando l’identità dell’Estate Teatrale Veronese come punto di riferimento culturale e piattaforma internazionale di incontro e convergenza tra esperienze artistiche di primo piano.

Questo rinnovato percorso trova espressione anche nell’immagine guida del festival, ideata dall’artista visivo Matteo Basilè. Concept artist di respiro internazionale, Basilè firma un’opera che si configura come un vero manifesto poetico. Il suo linguaggio, che intreccia fotografia, pittura e digitale, genera visioni sospese nel tempo, capaci di evocare la tensione tra realtà e immaginazione, memoria e contemporaneità.

Il risultato è un palcoscenico visivo che dialoga con lo spettatore: ogni forma, colore e movimento restituisce la complessità e la multidimensionalità dell’esperienza teatrale. L’identità del festival emerge così rinnovata, in equilibrio tra tradizione e innovazione, offrendo uno sguardo immersivo sul teatro contemporaneo a partire dalla sua culla più antica: il Teatro Romano di Verona.

Estate Teatrale Veronese 2026 prosegue il percorso tematico sugli stati della materia avviato nel 2025, dedicato all’acqua, assumendo la Terra come nuovo fulcro concettuale. Il titolo (H)Earth of Glass ne restituisce la complessità: la terra come materia viva e fragile, paesaggio culturale e radice identitaria, ma anche figura simbolica — Gea, madre originaria e archetipo di fertilità, cura e rigenerazione.

Il Teatro Romano si conferma cuore pulsante del festival, sede del nucleo drammaturgico principale e simbolo di un progetto che si espande nella città come un organismo vitale. Da questo centro si irradiano traiettorie artistiche, azioni performative e interventi urbani che trasformano Verona in uno spazio condiviso e attraversabile, un paesaggio culturale in continua trasformazione. Attorno a questo fulcro si dispongono nuovi presìdi, come costellazioni che ampliano e ridefiniscono la geografia del festival.

“Con questa nuova edizione di Estate Teatrale Veronese – dichiara l’Assessora alla Cultura Marta Ugolini - inauguriamo un corso che guarda con decisione al futuro, nel segno della direzione artistica di Fabrizio Arcuri. Al nuovo direttore artistico abbiamo chiesto di portare alla città un progetto culturale di valore, capace di intrecciare discipline, linguaggi e sguardi internazionali, restituendo al nostro festival — il più longevo in Italia — una rinnovata centralità nel panorama dello spettacolo dal vivo contemporaneo.

La programmazione che presentiamo oggi è un invito ad attraversare confini, a lasciarsi sorprendere da spettacoli che innovano e dialogano con le trasformazioni del nostro tempo. È una stagione che coniuga tradizione e visione, radicamento e apertura, confermando l'Estate Teatrale Veronese come punto di riferimento culturale e come piattaforma internazionale di eccellenza artistica.

Come Amministrazione, siamo orgogliosi di accompagnare questo percorso, certi che il festival continuerà a crescere come spazio vivo di confronto, ricerca e bellezza, capace di parlare a pubblici curiosi, ampi e diversificati, orgogliosi di portarlo avanti con gli storici compagni di viaggio Arteven, Banco Bpm e Magis e con la nuova collaborazione di Pasqua Vini. Ringraziamo tutti i partner e gli sponsor per aver accolto, e continuare ad accogliere, il nostro invito a sostenere un progetto importante per la vita culturale della città e per la storia che la rappresenta nel luogo da cui Verona è sorta e che ha dato il primo impulso all’arte teatrale.”

“Assumere la direzione artistica dell’Estate Teatrale Veronese – sottolinea Fabrizio Arcuri - rappresenta per me un incarico importante e una responsabilità concreta. Lavorare per un festival così radicato nella storia del Teatro Romano significa rispettarne l’identità e, allo stesso tempo, accompagnarlo in un percorso di evoluzione. Il progetto che avviamo oggi, insieme all’Assessora Ugolini, alla Dirigente Barbara Lavanda e allo staff, nasce con l’obiettivo di rafforzare la qualità culturale della proposta. Partiamo dalla tradizione — in particolare quella legata a Shakespeare — per metterla in dialogo con esperienze contemporanee e con una dimensione sempre più internazionale.

La 78ª edizione propone un programma articolato che unisce prosa, danza, musica e linguaggi ibridi, includendo anche sperimentazioni digitali e nuove modalità di relazione con il pubblico. Accanto ai grandi classici, trovano spazio nuove produzioni, con l’intento di mantenere equilibrio tra continuità e innovazione.

Un’attenzione specifica è dedicata ai giovani, sia come pubblico sia come parte attiva del processo creativo, nella convinzione che il teatro debba essere anche uno spazio di partecipazione e crescita.

Questa edizione vuole offrire un contesto aperto al confronto e alla sperimentazione, capace di mettere in relazione artisti, pubblico e prospettive diverse, contribuendo allo sviluppo del teatro e delle arti performative nel presente.”

Giancarlo Marinelli, direttore di Arteven - Circuito Multidisciplinare Regionale, osserva con entusiasmo: “Chiamami amore e avrò nuovo battesimo”, scrive William Shakespeare in Romeo e Giulietta. È proprio il caso di questa edizione dell’Estate Teatrale Veronese: un nuovo battesimo. Uno sguardo internazionale, un’attenzione alle migliori compagnie del nostro Paese e alla “meglio gioventù” del nostro territorio. Arteven è ancora una volta felice e onorata di essere al fianco del Comune di Verona per benedire questo rito che, d’innanzi a un pubblico straordinario, ha il sapore di una vera e propria celebrazione.”

“Banco BPM rinnova con convinzione il proprio supporto all’Estate Teatrale Veronese, una manifestazione storica e profondamente legata alla città, che ogni anno riesce a coinvolgere un pubblico sempre più ampio. La cultura è un motore di crescita e di coesione: per questo siamo al fianco di una rassegna capace di unire qualità artistica e attenzione al presente.” spiega Alberto Melotti, Responsabile Direzione Territoriale Verona e Nord Est. “Scegliamo di accompagnare iniziative come questa perché favoriscono la partecipazione di generazioni diverse di spettatori, offrendo esperienze arricchenti e positive in un contesto sempre più inclusivo e accessibile. È un impegno che portiamo avanti con continuità, perché cultura significa contribuire al benessere della comunità e costruire il futuro.”

“Anche quest'anno il Gruppo Magis ha deciso di confermare il proprio sostegno all’Estate Teatrale Veronese - commenta Federico Testa, Presidente Magis. Questa collaborazione conferma la volontà di investire in una visione di futuro che parte dalla tradizione e mette al centro il territorio, le persone e la capacità della cultura di generare connessioni. In questa 78^ edizione ritroviamo valori che, come Gruppo, sentiamo profondamente nostri: il dialogo tra tradizione e innovazione, l’attenzione alle nuove generazioni e la volontà di costruire spazi condivisi di crescita e partecipazione. Come Magis siamo orgogliosi di accompagnare un progetto che contribuisce a rendere Verona sempre più attrattiva, dinamica e capace di immaginare il domani attraverso l’arte in ogni sua forma.” 

“Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di sostenere l’Estate Teatrale Veronese – evidenzia Umberto Pasqua, Presidente di Pasqua Vini – il Teatro Romano, con la sua atmosfera raccolta e stupefacente, carica di storia che si rinnova e perpetua a ogni stagione, non è solo un luogo amato dai veronesi ma anche molto amato da chi visita Verona. Siamo felici di poter portare il nostro contributo per farlo conoscere sempre di più in tutto il mondo”.

ETV26 – (H)EARTH OF GLASS: UN MANIFESTO POETICO CHE UNISCE TEATRO, IMMAGINE E TECNOLOGIA IN UN’ESPERIENZA IMMERSIVA


L’edizione 2026 si configura come un ampio progetto dedicato ai classici della scena occidentale, con un focus su Shakespeare, non come autore da celebrare, ma come materia viva capace di interrogare il presente nelle sue tensioni più profonde. Ne emerge una visione “glocal”, in cui dimensione internazionale e radicamento territoriale convivono, facendo di Verona un luogo attivo di creazione, pensiero e confronto.

Il cartellone si sviluppa come un organismo articolato in sezioni tematiche che accompagnano lo spettatore lungo un vero e proprio percorso esperienziale: il Festival Shakespeariano, cuore pulsante della riflessione drammaturgica, dove il classico si rinnova nel confronto con il presente; le Grand Soirée, serate evento pensate come celebrazioni collettive dello spettacolo dal vivo, capaci di unire linguaggi, pubblici e atmosfere in momenti di forte impatto scenico; il Classico, spazio di custodia e reinvenzione della tradizione, dove le forme ereditate si riattivano in chiave contemporanea; la Danza Internazionale, luogo in cui il corpo diventa linguaggio universale e strumento di attraversamento poetico del reale; Nuove Orbite/Giovani agitatori di lance crescono, fucina di nuove voci e sguardi emergenti, laboratorio di energia critica e immaginazione; le Contaminazioni Musicali, crocevia sonoro in cui generi e sensibilità si intrecciano dando vita a paesaggi emotivi inediti; e infine le Costellazioni, percorsi immersivi e diffusi che trasformano la città in un atlante vivente, mettendo in dialogo arti, spazi e comunità.

In questa visione le sezioni si intersecano e si sviluppano in modo trasversale lungo tutto il periodo estivo, configurandosi come una soglia di accesso e ogni spettacolo si offre come un atto per un festival che non si limita a rappresentare, ma attraversa; non si limita a raccontare, ma genera visioni.


Il tema della Terra ha permesso di definire un sistema di corrispondenze capace di dare coerenza e orientamento alla programmazione delle diverse sezioni del festival. In questa cornice, le sezioni si configurano come elementi di una costellazione simbolica ispirata al sistema dei pianeti, in cui ogni ambito progettuale sviluppa una propria identità in relazione al nucleo centrale.

Il richiamo al sistema planetario si traduce così in una vera e propria struttura concettuale che restituisce l’immagine di un ecosistema culturale dinamico, nel quale ogni sezione contribuisce in modo attivo all’equilibrio complessivo del festival.


Venerdì 15 maggio in scena a Milano l'atto unico di Pirandello "La sagra del Signore della nave"

Dopo “Macbellum – la guerra dentro” (2023), la Compagnia Laboratorio Metamorfosi, nata nel 2015 dalla collaborazione fra Teatro19 e il Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze di ASST Spedali Civili di Brescia, torna in scena a Milano, al Teatro degli Angeli in via Pietro Colletta 21, con la sua nuova produzione, “La sagra del Signore della nave”, dall’omonimo atto unico di Luigi Pirandello. Venerdì 15 maggio, alle 20.30, il gruppo teatrale di ricerca artistica composto dalla triade tutta al femminile di Teatro19 di Brescia (l’autrice, attrice e regista Francesca Mainetti e le attrici Valeria Battaini e Roberta Moneta), da attrici e attori professionisti e in formazione e, tra questi, utenti di servizi di salute mentale, si immergerà in un testo poco conosciuto e per certi aspetti molto innovativo per lo stesso autore siciliano, un’opera che narra più una scena simbolica che un racconto tradizionale, in cui viene suggerito che la civiltà rappresenta solo l’involucro superficiale di un organismo dentro cui convivono e agiscono istinti primitivi.

 

L’azione si svolge in un piccolo villaggio siciliano durante una festa religiosa dedicata al “Signore della nave”. Pirandello mette lo spettatore davanti a un’immagine disturbante e ambigua della realtà, facendo convivere sul palcoscenico due elementi contrastanti: da una parte la processione sacra, con la statua del Cristo portata in corteo, dall’altra una fiera paesana, rumorosa e caotica, in cui si vende e si macella il bestiame. Il momento centrale è l’uccisione di un maiale, descritta con crudezza e partecipazione emotiva dalla folla, che contrasta violentemente con il clima di devozione religiosa.

 

Nella messa in scena diretta da Francesca Mainetti si evocano, oltre alle azioni e ai momenti corali, anche le condizioni in cui lo spettacolo debuttò, il 2 aprile 1925 nel nuovo teatro Odescalchi a Roma, che fu appositamente restaurato per opera del Teatro d’Arte, la compagnia fondata da Luigi Pirandello nata con l’idea di diventare un teatro d’arte contrapposto a quello popolare o di cassetta. Centoventi fra attori e comparse, musica, suoni, luci all’avanguardia, innovazioni sceniche che consentivano ai personaggi di abitare anche la platea insieme agli spettatori: tutto questo dentro uno spettacolo che oggi ci fa interrogare sul rapporto tra arte e potere, teatro e politica, cultura e finanziamenti. Si narra infatti che alla prima assoluta dello spettacolo ci fosse in sala la più alta borghesia romana e persino Mussolini, il “duce” in persona, che dal palco reale contendeva allo spettacolo gli sguardi degli spettatori. Proprio due anni prima, nel 1923, la compagnia aveva ottenuto dalle sue mani il finanziamento per la ristrutturazione del teatro e un anno dopo, nel 1924, Pirandello aveva chiesto di entrare nel Partito Nazionale Fascista. Per Pirandello, nonostante la propria adesione al partito, il Teatro d’Arte prescindeva «da qualsiasi scuola, da qualsiasi tendenza, da qualsiasi politica».


La Compagnia Laboratorio Metamorfosi, lontana anni luce dall’esperienza storica di Pirandello che generò lo spettacolo fra i luccicanti salotti romani, non si limita ad affrontare la “Sagra del Signore della Nave” e i suoi temi arcaici e simbolici, ma si cala nel racconto della sera della prima, per interrogarsi sul rapporto fra arte e potere nel nostro tempo: un tempo in cui diventa imprescindibile che l’arte sia resistente, capace di restare accesa quando tutto intorno chiede di spegnersi.

 

BIO Compagnia Laboratorio Metamorfosi

La Compagnia Laboratorio Metamorfosi, con sede a Brescia, è un gruppo composto da attori/ici professionisti/e, accanto a loro ci sono attrici e attori in formazione, e fra di loro ci sono persone seguite dai servizi per la salute mentale. Fanno parte della compagnia anche studentesse e studenti universitari interessate/i ai linguaggi che legano teatro e irrazionale.

È un progetto di Teatro19 portato avanti in collaborazione con il Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze di ASST Spedali Civili di Brescia a partire dal 2015. Dal 2023 in particolare il progetto si configura come «patto di coproduzione fra teatro, territorio ed enti di cura» coinvolgendo anche l’amministrazione pubblica cittadina.

La compagnia si pone come gruppo di ricerca teatrale e artistica professionale, particolarmente attento all’inclusione sociale delle fragilità, alla valorizzazione delle differenze e ai linguaggi della follia.
Il gruppo porta avanti una pratica costante una giornata a settimana durante tutto l’anno, e un lavoro più intensivo nei mesi a ridosso dei debutti o nelle settimane a ridosso delle repliche in repertorio.
Tutte le opere hanno regia e drammaturgia di Francesca Mainetti che è anche guida del laboratorio, e vedono impegnate all’interno del cast le attrici storiche di Teatro19, Valeria Battaini e Roberta Moneta.

 

Info: incamminati.teatrooscar.it

 

Biglietti

18,00 € / INTERO
13,00 € / UNDER30, OVER65
8,00 € / UNIVERSITÀ, SCUOLE DI TEATRO, DESIDERA CARD (acquistabile solo in cassa)

 

Acquisto online su circuito VivaTicket.

 

 

www.teatro19.com

"Ercolano tra passato e presente", cultura e inclusione al Parco Archeologico

Visita guidata e lettura condivisa per 10 utenti del Centro Polifunzionale per Disabili, in collaborazione con Biblioteca Civica G. Buonajuto e Cooperativa Boetheia ONLUS 
Il Parco Archeologico di Ercolano ha ospitato questa mattina una visita speciale nell'ambito del progetto "Maggio dei Libri 2026", promosso dal Comune di Ercolano con il tema "Ercolano tra passato e presente". L'iniziativa si inserisce nel Patto locale per la lettura e ha coinvolto 10 utenti del Centro Polifunzionale per Disabili adulti, accompagnati da 3 operatori del Centro e 2 operatori della Biblioteca Civica "G. Buonajuto".
Il programma ha previsto accesso gratuito al Parco e una lettura condivisa all'interno del sito archeologico, seguita da una visita guidata condotta dagli stessi operatori del Centro. L'evento è stato organizzato in collaborazione con la Società Cooperativa Sociale Boetheia ONLUS e la Biblioteca Civica.
L'attività si colloca in una più ampia prospettiva di accessibilità e inclusione del Parco, finalizzata alla promozione dei percorsi di autonomia personale e sociale degli utenti del Centro, con particolare riferimento alla conoscenza e valorizzazione del territorio di appartenenza.
«Il Parco Archeologico di Ercolano - dichiara la Direttrice del Parco Archeologico Federica Colaiacomo - crede profondamente nel valore della cultura come strumento di inclusione e crescita collettiva. Iniziative come questa ci ricordano che il patrimonio antico appartiene a tutti e deve essere accessibile a tutti.»