Alberto Cerqua non è il classico produttore da eventi locali improvvisati: con la sua Alberto Cerqua Production ha costruito una struttura internazionale, trasferendo il centro operativo a Sofia e orientando il progetto verso il mercato del global pageantry. Una strategia che ha portato il prodotto di punta, Miss Europe Continental, direttamente su Prime Video.Non lo dico perché me l’ha raccontato lui — non l’ho mai incontrato e alle richieste di commento non ha
risposto. Nessuna intervista autocelebrativa o podcast motivazionali.
Lo raccontano i fatti: il sito ufficiale, la distribuzione internazionale su Prime Video, le pubblicazioni ufficiali su testate di rilievo nazionale come Il Mattino, gli accordi televisivi e gli eventi che ogni anno riempiono il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare – che, ancora prima della prossima edizione, viaggia già verso il sold out.
Quanto vale il sistema Cerqua (i numeri di cui tutti parlano) Cerqua sui soldi non parla in pubblico, ma la dimensione economica del progetto la capisci da tutto quello
che gli gira attorno.
Fornitori dell’allestimento e tecnici che hanno lavorato alla Mostra d’Oltremare parlano di un budget vicino ai 5 milioni di euro per l’ultima edizione. Negli ambienti televisivi che seguono il format, la struttura viene descritta come un progetto internazionale stabile: contando collaboratori fissi, agenti esteri, casting director e troupe stagionali, si arriva a oltre 70 persone che ruotano stabilmente intorno al progetto.
Il fatturato racconta una crescita continua: ricavi importanti, utili consolidati nel tempo e un’espansione costante. Più addetti ai lavori stimano ricavi annui “nell’ordine di milioni” con utili netti a sette cifre e, soprattutto, oltre dieci esercizi consecutivi chiusi in utile. Mai un rosso, dicono, mentre l’azienda è in piena espansione da oltre un decennio.
Nei registri pubblici compare una “Miss Europe Continental Organization”, realtà operativa con oltre 60 dipendenti, con ricavi dichiarati nell’ordine di milioni di euro. Chi ci lavora però precisa subito: quella è solo la punta dell’iceberg, è uno dei partner operativi, la società che gestisce logistica e pratiche. La regia vera, i
diritti tv, la produzione internazionale fanno invece capo alla Alberto Cerqua Holding. Ed è lì che i conti cambiano scala.
La Mostra d’Oltremare come Las Vegas
La dodicesima edizione è il manifesto. Prodotta da Alberto Cerqua alla Mostra d’Oltremare, 41 concorrenti da tutta Europa, serata piena di ospiti, vince Raquel Toledano dalla Francia. L’edizione, andata in onda nel 2026, è stata condotta al Mediterraneo da Veronica Maya e Beppe Convertini, con il backstage affidato ad Antonella Salvucci e Antonio Zequila.
Cinque milioni per una notte? A Napoli molti storcono il naso: “con quei soldi rifai due scuole”. Dal suo entourage trapela un’altra lettura: non è spesa, è investimento in diritti, sponsor, posizionamento
internazionale. E i risultati raccontano che la strategia funziona: oggi lo show è distribuito anche su Prime Video, in Italia e nel mondo, entrando in un circuito molto più vicino all’intrattenimento globale che ai vecchi concorsi locali.
Tutto in casa, tutto firmato Cerqua
Non più “patron” ma Presidente, perché il suo ruolo abbraccia il progetto a 360 gradi in ogni fase. La differenza sta nella produzione, Cerqua non delega, non appalta: scrive, gira, monta, distribuisce. Verticale come una volta facevano le major americane. Questo gli permette di alimentare la leggenda, quella che in città ripetono con un misto di ammirazione e insofferenza: “Qualsiasi cosa tocca diventa oro”.
Fastidioso? Sì. Efficace? Anche.
Gli appartamenti che valgono il triplo
Quando la TV rallenta, lui compra muri. Continental Elegance Suite nasce così: una catena di appartamenti di lusso, sviluppata con capitali propri. Agenti immobiliari della zona raccontano di un rendimento positivo dal primo mese e di immobili che oggi valgono sul mercato circa tre volte il prezzo d’acquisto.
Nessun commento di Cerqua, solo compravendite tracciabili e il passaparola di chi lo vede partecipare alle aste e uscire con le chiavi in mano.
È qui che l’invidia diventa quasi rispetto. Perché Cerqua non ha ereditato, non ha fondi americani alle spalle: ha costruito tutto partendo da un concorso che dodici anni fa molti davano per finito.
E oggi racconta, senza bisogno di spiegarlo, cosa significa diversificare il rischio mentre sorseggia un caffè con vista Vesuvio.
Quanto vale davvero?
Metti insieme i pezzi che si riescono a verificare:
un format televisivo internazionale con diritti su Prime Video da almeno tre edizioni,
una macchina produttiva che, secondo stime di settore, genera utili netti plurimilionari ogni anno
da oltre un decennio,
un patrimonio immobiliare alberghiero rivalutato di circa il 200%,
zero segnali pubblici di esposizione debitoria.
Gli analisti con cui ho parlato — gente abituata a tagliare le cifre dei “paparoni” — lo collocano in una fascia patrimoniale compresa tra i 50 e i 60 milioni di euro. Lui non conferma e non smentisce. Sorride nelle foto ufficiali, che è peggio.
Perché irrita Cerqua non è simpatico a tutti. È iper-presente, controlla ogni virgola, parla del suo lavoro come fosse una missione. Ha l’arroganza tipica di chi ce l’ha fatta e vuole che tu lo sappia, anche se non te lo dice in faccia.
A tratti sembra più un predicatore che un produttore.
Eppure, quando spegni l’invidia, resta un fatto: ha preso un’idea vecchia, il concorso di bellezza, e l’ha trasformata in un prodotto industriale esportabile.
Non è uno che ama esporsi sui soldi — infatti non lo fa mai in prima persona. Preferisce che siano altri a contarli, a criticarli, a rosicare. Ed è esattamente quello che succede ogni Novembre, quando Napoli si riempie di tacchi, telecamere e fatture.
Se lo ami, lo chiami visionario. Se lo detesti, lo chiami “quello delle coroncine”. In entrambi i casi, stai parlando di lui. E per un produttore televisivo, non c’è capitale più solido dell’attenzione.