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mercoledì 2 settembre 2026

Premio Tuttoteatro.com 2026: prorogato al 21 settembre 2026 il termine per le candidature

PREMI TUTTOTEATRO.COM 2026
alle arti sceniche “Dante Cappelletti” – ventesima edizione
e “Renato Nicolini” – tredicesima edizione.

PROROGATO AL 21 SETTEMBRE IL TERMINE PER PRESENTARE LE CANDIDATURE
Più tempo per partecipare alla ventesima edizione del Premio dedicato alla ricerca e alla sperimentazione delle arti sceniche contemporanee.

Per l’edizione 2026, il termine per la presentazione delle candidature al Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” è stato prorogato al 21 settembre. Una decisione che consente di ampliare ulteriormente la possibilità di partecipazione e di dare spazio anche ai progetti che necessitano di un tempo più ampio di elaborazione.
Il Premio, giunto quest’anno alla sua ventesima edizione, torna dunque a rivolgersi ad artiste, artisti e gruppi che lavorano sulla ricerca e sulla sperimentazione dei linguaggi scenici, offrendo un tempo ulteriore per presentare progetti ancora in fase di sviluppo.
Ideati da Mariateresa Surianello e diretti da Massimo Marino e Attilio Scarpellini, i Premi Tuttoteatro.com continuano a occupare un posto centrale nel panorama della ricerca scenica contemporanea, sostenendo progetti che attraversano linguaggi, forme e discipline senza aderire a categorie prestabilite.

Fin dalla sua nascita, nel 2004, il Premio “Dante Cappelletti” si distingue per un’impostazione radicalmente aperta: nessuna separazione tra teatro, danza, musica, arti visive o performance, nessuna gerarchia tra artiste e artisti provenienti da percorsi differenti. Al centro resta il progetto scenico, la sua urgenza, la sua capacità di aprire immaginari e nuove possibilità di relazione con il presente.

Il bando è rivolto ad artiste e artisti singoli e gruppi italiani, comunitari ed extracomunitari, senza limiti di età. Ai candidati è richiesta la presentazione di un progetto di spettacolo in forma scritta, accompagnato dal curriculum e da eventuali materiali video, audio o fotografici. Le candidature dovranno essere inviate esclusivamente online entro le ore 18.00 del 21 settembre 2026 attraverso il sito di Tuttoteatro.com.

Tra tutti i progetti pervenuti, la giuria selezionerà venti semifinalisti che presenteranno uno studio scenico allo Spazio Rossellini di Roma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. I sette finalisti accederanno poi alla fase finale, in programma dal 26 al 29 novembre 2026, sempre allo Spazio Rossellini. L’opera vincitrice riceverà un premio di 6.000 euro come contributo alla produzione.
In un panorama sempre più orientato alla rapidità della produzione e del consumo culturale, il Premio di Tuttoteatro.com continua a difendere il valore della ricerca, della sperimentazione e del tempo necessario ai processi creativi. La proroga del termine per le candidature rappresenta un'ulteriore opportunità per quei progetti che hanno bisogno di tempo per maturare e trovare la propria forma. Il bando completo e le modalità di partecipazione sono disponibili su tuttoteatro.com.

Accanto al Premio “Dante Cappelletti”, sarà assegnato anche il Premio Tuttoteatro.com “Renato Nicolini”, destinato a una personalità della cultura che si sia distinta nella progettazione, nella cura e nel sostegno delle attività artistiche e culturali, contribuendo a rinnovare il rapporto tra cultura, spazio pubblico e comunità.
La giuria, presieduta da Grazia Maria Ballerini, è composta da Massimo Marino, Elisabetta Reale, Attilio Scarpellini e Mariateresa Surianello.
Tuttoteatro.com presenta una rinnovata organizzazione dei contenuti del sito, accompagnata da una nuova veste grafica orientata a una fruizione più chiara, strutturata e coerente con l’evoluzione delle attività dell’Associazione.

Info
Tuttoteatro.com
info@tuttoteatro.com
www.tuttoteatro.com
+39.06.83607162

Premi Tuttoteatro.com a Labico una tre giorni di teatro, ricerca e formazione dal 4 al 6 settembre 2026

Dal 4 al 6 settembre 2026 i Premi Tuttoteatro.com 2026 arrivano a Labico, in Piazza Orti Fioramonti, con una tre giorni fuori concorso dedicata al teatro contemporaneo, alla ricerca, alla formazione e all’incontro con il territorio.

In programma Vinted boy di Enoch Marrella e Luca Di Capua, Allegra ma non troppo di e con Laura De Marchi, No di e con Annalisa Limardi e il laboratorio gratuito di Kamishibai Storie da narrare e illustrare, rivolto a bambine e bambini dai 5 ai 10 anni.

Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito e senza prenotazione; il laboratorio è gratuito, con un massimo di 20 partecipanti.

Nati dall’esperienza di Tuttoteatro.com, prima rivista italiana online di informazione e cultura teatrale, i Premi sostengono dal 2004 la ricerca, la sperimentazione e la produzione di nuove opere, con particolare attenzione alle realtà indipendenti ed emergenti. Ideati da Mariateresa Surianello e diretti da Massimo Marino e Attilio Scarpellini, nel 2026 il Premio alle arti sceniche Dante Cappelletti raggiunge la ventesima edizione.

Un appuntamento che porta la scena fuori dai suoi luoghi consueti e dentro uno spazio pubblico, facendo di Piazza Orti Fioramonti un luogo di spettacolo, formazione e relazione con la comunità.

Da segnalare anche che per l’edizione 2026, il termine per la presentazione delle candidature al Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” è stato prorogato al 21 settembre.

La rassegna è realizzata con il contributo della Regione Lazio e con il patrocinio del Comune di Labico.

Dal 4 al 6 settembre 2026 Piazza Orti Fioramonti di Labico ospita una rassegna di appuntamenti fuori concorso dei Premi Tuttoteatro.com 2026: tre giornate dedicate allo spettacolo dal vivo, alla formazione e alla ricerca scenica, con Vinted boy di Enoch Marrella e Luca Di Capua, Allegra ma non troppo di e con Laura De Marchi, No di e con Annalisa Limardi e il laboratorio per bambine e bambini Storie da narrare e illustrare dell’Associazione Culturale Manu&Ale.
Il laboratorio è gratuito e rivolto a bambine e bambini dai 5 ai 10 anni, con un massimo di 20 partecipanti; gli spettacoli sono a ingresso gratuito e non richiedono prenotazione.
La rassegna è realizzata all’interno della programmazione fuori concorso dei Premi Tuttoteatro.com 2026, con il contributo della Regione Lazio e con il patrocinio del Comune di Labico.

UNA PRESENZA CHE NASCE DALLA SCENA E TORNA ALLA SCENA
Portare i Premi Tuttoteatro.com a Labico significa innanzitutto portare fuori dai luoghi consueti della programmazione teatrale un’idea precisa di cultura: quella secondo cui il lavoro sulla scena non coincide soltanto con il momento dello spettacolo, ma comprende la ricerca, la formazione, la produzione, l'incontro con gli spettatori e la possibilità di costruire relazioni tra artisti, territori e comunità.
È una prospettiva che appartiene alla storia stessa di Tuttoteatro.com.
L’esperienza nasce nel 1998 con la fondazione del sito internet Tuttoteatro.com, divenuto la prima rivista italiana online di informazione e cultura teatrale. Da quell’esperienza editoriale prende forma anche il Premio alle arti sceniche “Dante Cappelletti”, istituito nel 2004 e oggi giunto alla ventesima edizione. Nel 2012 si aggiunge il Premio “Renato Nicolini”, arrivato nel 2026 alla tredicesima edizione. E poi nel 2018 il Premio Miglior Teaser, dedicato all’audiovisivo, ora alla sua ottava edizione. 
I Premi non sono nati per fotografare una scena già riconosciuta, ma per osservarne i processi mentre accadono. Il Premio Dante Cappelletti è infatti finalizzato alla produzione di nuove opere e alla valorizzazione della ricerca e della sperimentazione dei linguaggi, con particolare attenzione alle realtà creative indipendenti ed emergenti. Il progetto si fonda sulla possibilità di sostenere opere nelle loro fasi iniziali e di favorirne la visibilità e la circuitazione.
È una linea di lavoro che nel tempo ha attraversato teatro, danza, musica, performance e arti visive, senza assumere come necessarie le separazioni tra discipline. Per l’edizione 2026, il termine per la presentazione delle candidature è stato prorogato al 21 settembre: un ulteriore tempo a disposizione per quei progetti che sono ancora in fase di elaborazione e che proprio nella ricerca trovano la propria ragione d’essere.
Nel 2026 i Premi raggiungono un passaggio particolarmente significativo: il Dante Cappelletti compie vent’anni di storia, mentre il Renato Nicolini raggiunge la tredicesima edizione. I Premi sono ideati da Mariateresa Surianello e diretti da Massimo Marino e Attilio Scarpellini.
Il rapporto con i luoghi è parte integrante di questa idea. Il Premio Renato Nicolini, in particolare, mantiene al centro una riflessione sul rapporto tra centro e periferie e sul valore degli spazi comuni come luoghi nei quali possono prodursi processi collettivi di produzione e fruizione culturale.
Piazza Orti Fioramonti di Labico diventa così, per tre giornate, uno spazio nel quale la scena incontra direttamente il territorio. Non un teatro trasferito altrove, dunque, ma un luogo della città che viene vissuto con pratiche differenti: un laboratorio rivolto all’infanzia, uno studio scenico, una forma di stand-up teatrale e una performance che interroga il rapporto tra parola, corpo e possibilità di dire «no». La pluralità del programma è precisamente il punto.



IL PROGRAMMA IN SINTESI


VENERDÌ 4 SETTEMBRE 2026
Ore 18.00
Storie da narrare ed illustrare
Laboratorio di Kamishibai
Associazione Culturale Manu&Ale
Per bambine e bambini dai 5 ai 10 anni
Massimo 20 partecipanti
Partecipazione gratuita
Ore 21.00
Vinted boy
Studio scenico
Ideazione e regia Enoch Marrella
Drammaturgia Enoch Marrella e Luca Di Capua
Con Luca Di Capua e Paolo.alneon
Sound Paolo.alneon
Ingresso gratuito – prenotazione non necessaria

SABATO 5 SETTEMBRE 2026
Ore 21.00
Allegra ma non troppo
Di e con Laura De Marchi
Ingresso gratuito – prenotazione non necessaria
DOMENICA 6 SETTEMBRE 2026
Ore 19.30
No
Di e con Annalisa Limardi
Sound design Saverology
Occhio esterno Penelope Morout
Ingresso gratuito – prenotazione non necessaria


Presentazione dettagliata degli appuntamenti in cartellone

VENERDÌ 4 SETTEMBRE
ORE 18.00
STORIE DA NARRARE E ILLUSTRARE
Laboratorio di Kamishibai
Associazione Culturale Manu&Ale

Laboratorio gratuito per bambine e bambini dai 5 ai 10 anni.
Massimo 20 partecipanti.
Il primo appuntamento della rassegna è dedicato ai più piccoli e alla costruzione di una storia attraverso la relazione tra parola, immagine e gesto.
Il laboratorio utilizza il Kamishibai, il teatro d’immagini di origine giapponese, intrecciando lettura ad alta voce, narrazione teatrale, arti visive ed espressione manuale.
Le bambine e i bambini non saranno soltanto spettatori: dopo aver ascoltato le storie e osservato le immagini, saranno accompagnati nella costruzione di una propria narrazione, fino al momento finale nel quale potranno presentarla agli altri attraverso il Butai, il tradizionale teatrino del Kamishibai.
Partecipazione gratuita.

ORE 21.00
VINTED BOY
Studio scenico
Ideazione e regia Enoch Marrella
Drammaturgia Enoch Marrella e Luca Di Capua
Con Luca Di Capua e Paolo.alneon
Sound Paolo.alneon
Locandina Valentina Miscitelli
Foto di scena Matteo Torre
Genere: Stand-up drama / Live musicale

Il secondo appuntamento della giornata porta sulla scena una figura immersa in una dipendenza affettiva e materiale dal mercato dell’usato.
Il Vinted Boy vive immerso in una dipendenza affettiva e materiale dal mercato dell’usato, fino a perdere il confine tra sé e ciò che possiede o scambia. La sua voce, comica e tragica insieme, racconta una solitudine contemporanea fatta di oggetti accumulati e relazioni consumate, dove anche l’amore diventa merce, valutazione, transazione: un tossico de Vinted.
Ad accompagnarlo frammenti e atmosfere musicali di Paolo.alneon.


SABATO 5 SETTEMBRE
ORE 21.00
ALLEGRA MA NON TROPPO
di e con Laura De Marchi

Laura De Marchi torna in scena in un nuovo capitolo intorno al tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione artistica: la ricerca della felicità. Non andando più di moda i personaggi, però, ora bisogna fare lo stand-up, ci si deve raccontare senza maschere, in prima persona, con un microfono in mano e rigorosamente in piedi.

“Però per me è difficile fare la stand up, perché non sono molto brava a tenere un microfono in mano… ho poca esperienza! Malpensanti… È che ho sempre usato il microfono ad archetto! Per me è difficile fare la stand up, perché non so fare i doppi sensi… neanche con il microfono… E, soprattutto, per me è difficile fare la stand perché non riesco a stare in piedi per più di un’ora. Dopo un po’ mi fanno male i piedi! Allora ho deciso di FARE UNA SEDUTA, con il pubblico!!!”. Laura De Marchi
La riflessione tragicomica di una donna normale, con le sue inibizioni, i suoi fallimenti, le sue storie, le sue follie, i suoi non-sense… Il tutto raccontato in… seduta! Protagonista di questo intervento anche la signora Elda, operaia a “530 euri la mesata”, che ingaggia una lotta quotidiana per la sopravvivenza dove i beni “superflui” come il cinema, la pizza, lo shopping… li fruisce solo da fuori perché “da dentro costano troppo”.
Di sconcertante attualità, la signora Elda, attraverso la comicità, ci fa riflettere su tutti i temi della vita e della crisi contemporanea, oltre al lavoro ovviamente, parla della casa, del mutuo, della sanità, dei figli, ma anche dell’oroscopo e della palestra.
A completare il quadro c’è l’esilarante rapporto con il marito Giuseppe, un uomo rozzo e troglodita che la trascura e pensa solo al sesso (da fare con le altre) e all’Inter.
Una forma di drammaturgia nuova che ha come obiettivo quello di far convivere la scrittura teatrale con gli aspetti più genuini e sanguigni del cabaret, passando per le pause imprevedibili, tragiche ed esilaranti, ma sempre sul filo del flop, del clown.

DOMENICA 6 SETTEMBRE
ORE 17.00
NO
di e con Annalisa Limardi
Sound design Saverology
Occhio esterno Penelope Morout
Coprodotto da Tuttoteatro.com con il sostegno di Centro Servizi Culturali S. Chiara, AriaTeatro ETS e Pergine Festival

No è un progetto che indaga la difficoltà di riconoscere e dunque esprimere e difendere i propri confini personali ed intimi. La performer incontra le richieste del mondo esterno, personificate da un microfono – simbolo, tramite e amplificatore della facoltà di parola – e si trova nella condizione di non riuscire ad esprimere il proprio consenso. È infatti vittima di quest’ultimo, che fa della domanda una pretesa che non aspetta risposta, molestandola verbalmente e fisicamente. È da questa condizione di limite che la performer riesce a permettersi di esprimersi, impossessandosi attivamente del microfono, e da oggetto che subisce diventare soggetto che fa sentire la sua voce.
RICONOSCIMENTI
Premio Giuria Popolare del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti. Vincitore del Bando Non addomesticabili promosso dal Centro Servizi Culturali S. Chiara, Ariateatro e Pergine Festival Premio Bianca Maria Pirazzoli come miglior giovane attrice.


IL LABORATORIO
STORIE DA NARRARE E ILLUSTRARE
Il laboratorio di Kamishibai, il teatro d’immagini di origine giapponese, è un’esperienza magica e altamente educativa. Combina la lettura ad alta voce, la narrazione teatrale, l’arte visiva e l’espressione manuale.
La narrazione
Il conduttore o la conduttrice racconta una o due storie utilizzando le tavole illustrate del Kamishibai, sfilando le immagini da dietro con ritmo teatrale, pause drammatiche e cambi di voce.
Interazione
Le bambine e i bambini osservano le illustrazioni grandi e chiare e ascoltano la voce che le anima, venendo coinvolti con domande o suoni (es. “che rumore fa il vento?”).
Il laboratorio pratico
In questa fase le bambine e i bambini creano le loro storie.
Attività: lavoro su una storia breve già strutturata (3-4 sequenze narrative).
Cosa fanno: ricevono le tavole pre-impostate e si concentrano sulle illustrazioni (disegno, collage, tecniche con pennelli/pastelli a cera) per rappresentare l’inizio, il centro e la fine della storia.
Testo: dettano il testo all’educatore/trice che scrive sul retro della tavola precedente (come vuole la tecnica del Kamishibai).
Il laboratorio si chiude con il momento più gratificante:
Ogni bambina e bambino (o gruppo) sale sul “palco”, inserisce le proprie tavole all’interno del Butai e racconta la propria storia agli altri.
Tutti provano la sensazione di essere dei veri Kamishibaiya (i cantastorie tradizionali).



INFORMAZIONI
Premi Tuttoteatro.com 2026 – Rassegna fuori concorso
4, 5 e 6 settembre 2026
Piazza Orti Fioramonti
Labico (Rm)
Ingresso agli spettacoli: gratuito
Prenotazione: non necessaria
Laboratorio: partecipazione gratuita
Età: 5-10 anni
Massimo partecipanti: 20

Gli appuntamenti sono realizzati all’interno della rassegna fuori concorso dei Premi Tuttoteatro.com 2026
con il contributo della Regione Lazio
con il patrocinio del Comune di Labico



Info
Tuttoteatro.com
info@tuttoteatro.com
www.tuttoteatro.com
+39.06.83607162

Ariano BioFestival d’Irpinia

Ariano BioFestival 2026, l’Irpinia si racconta: quattro giorni tra biodiversità, agricoltura, cucina e territorio.

Dal 10 al 13 settembre Ariano Irpino ospita la quarta edizione del BioFestival. Chef, produttori, agricoltori, istituzioni e comunità si incontrano per raccontare un territorio che ha scelto di partire dalla terra per costruire nuove occasioni di sviluppo. Il 9 settembre la conferenza stampa nella Sala Grasso

Ariano Irpino (AV) – Dal 10 al 13 settembre 2026 torna, ad Ariano Irpino, l’Ariano BioFestival d’Irpinia, quattro giorni nei quali cucina, agricoltura, biodiversità, cultura e comunità si incontrano per raccontare il territorio attraverso le sue produzioni e le persone che ogni giorno lo vivono e lo custodiscono.

Il BioFestival nasce infatti all’interno di un progetto più ampio: quello del Biodistretto d’Irpinia, una rete che mette in relazione agricoltori, produttori, istituzioni, ristoratori e comunità locali con l’obiettivo di promuovere un modello di sviluppo legato alla tutela della biodiversità, alla sostenibilità agricola e alla valorizzazione delle produzioni del territorio.

Non soltanto, dunque, una vetrina per le eccellenze irpine, ma un luogo in cui costruire relazioni e creare nuove opportunità per le imprese e per le aree interne.

«Il Biodistretto d’Irpinia nasce per mettere in rete agricoltori, produttori, istituzioni e comunità locali, con l’obiettivo di tutelare la biodiversità, promuovere un’agricoltura sostenibile e valorizzare le eccellenze del nostro territorio», spiega Nico Mattia, Vicepresidente del Biodistretto d’Irpinia. «Vogliamo creare nuove opportunità di sviluppo per le imprese e far conoscere un’Irpinia autentica, capace di costruire il proprio futuro partendo dalla terra, dalle tradizioni e dalla qualità delle sue produzioni».

È proprio questo il filo conduttore della quarta edizione del BioFestival: portare la terra al centro del racconto, mettendo in dialogo chi produce, chi trasforma e chi porta il territorio nel piatto.

«Dopo il successo delle prime tre edizioni, l’Ariano BioFestival d’Irpinia torna nel 2026 con un progetto ancora più ricco e ambizioso», sottolinea Antonio Grasso, Coordinatore dell’Ariano BioFestival d’Irpinia. «In questi anni il Festival è cresciuto grazie alla partecipazione del pubblico, alla qualità degli chef e dei produttori coinvolti e alla capacità di raccontare l’Irpinia attraverso la sua biodiversità, la sua cultura e le sue eccellenze agroalimentari».

L’ambizione, aggiunge Grasso, è quella di «consolidare questo percorso, trasformando il BioFestival in un appuntamento di riferimento per il territorio e in un luogo di incontro tra agricoltura, gastronomia, sostenibilità e sviluppo delle aree interne».

Un percorso che nei quattro giorni della manifestazione prenderà forma attraverso cene, pranzi, degustazioni, talk e momenti di confronto, con la partecipazione di chef e ristoratori irpini e di protagonisti provenienti anche da altri territori italiani.

Il programma: quattro giorni dalla terra alla tavola

Il BioFestival prenderà il via giovedì 10 settembre alle ore 20.00 con una grande festa del gusto.
Ad aprire la manifestazione saranno Guglielmo Ventre de La Pignata 2.0, lo stellato Salvatore Ciccarelli del Maeba Restaurant, William Gaetani de La Pignata e Flavio Rubino della Trattoria Braceria I Due Nani.
Piatti street food quali: calzone fritto, panini, freselle, fritti, dolci e salumi accompagneranno la prima serata che sarà organizzata in collaborazione con l’Exclusive Group.

Venerdì 11 settembre – L’inaugurazione e la cucina del territorio

Alle 18.00 è prevista l’inaugurazione ufficiale del Festival. A seguire un talk di approfondimento che vedrà dialogare la giornalista Rosa Iandiorio insieme a Giovanni Antonio Puopolo, Presidente del Bio Distretto, e Mario Ferrante, Sindaco di Ariano Irpino.

Dalle 20.00 il programma entra nel vivo con una cena dedicata alle diverse espressioni della cucina di territorio. Ai fornelli e nelle proposte gastronomiche ci saranno Mario e Maurizio Lo Russo dell’Osteria dei Briganti di Scampitella, Antonietta Di Gruttola dell’Agriturismo Regio Tratturo e Antonio Petrillo de La Corte dei Filangieri, insieme alle proposte di Gelsomina Manna di Avellino Scalo in rappresentanza degli chef di IrpiniaMood, evento partner del Biodistretto.

Una serata che mette in dialogo esperienze riconosciute da realtà come Slow Food, Gambero Rosso e Guida Michelin, in un percorso gastronomico nel quale la materia prima e l’identità locale rimangono protagoniste.
La serata sarà accompagnata dalla musica di Vinyl Giampy.

Sabato 12 settembre – L’agricoltura al centro

Il sabato si aprirà alle 11.00 con un talk dedicato all’agricoltura e alle prospettive del settore, con la partecipazione di Maria Carmela Serluca, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Ugo Pazzi, coordinatore SIMA Marche (Società Italiana di Medicina Ambientale) e Giulio Lonzi, esperto di Enogastronomia legata alle tradizioni, agli usi e costumi dei popoli. Il confronto sarà moderato da Rosa Iandiorio.
Alle 13.30 sarà la cucina a prendere la parola con un pranzo che mette insieme territori e stili differenti. In programma Valentina Martone del Ristorante Megaron di Paternopoli, Vincenzo Vazza del Ristorante N’ata Luna di Grottaminarda, Teresa e Anita Di Pietro dell’Antica Trattoria Di Pietro di Melito Irpino, Grazia Lo Conte di Agriturismo Torreamando, oltre a William Gaetani de La Pignata e Salvatore Ciccarelli del Maeba Restaurant. Ad accompagnare il pranzo la musica di Folco Sbaglio e Le ore perdute in quad.

Alle 17.30 è previsto un momento di talk e degustazione.
Alle 20.30 si torna a tavola con Maria Perillo di Sensi Bistrò, Dylan Bernardo dell’Azienda Agricola Le Cesine, Gelsomina Manna di Avellino Scalo e Flavio Rubino de I Due Nani, insieme alle altre proposte gastronomiche del Festival.
La musica sarà a cura di Eugene Swing, sound elettroswing.

Domenica 13 settembre – La Podolica e la memoria

La giornata conclusiva sarà dedicata a uno dei temi più identitari del Festival: il rapporto tra allevamento, biodiversità e territorio.
Alle 12.00 il talk “Passione Podolica” vedrà protagonista Giovanni Fiume della Masseria Colombo di Brindisi.
Alle 13.30 il pranzo riunirà nuovamente Salvatore Ciccarelli del Maeba Restaurant, William Gaetani de La Pignata e Diego Guglielminetti de Il Mulino della Signora Country House di Sturno. La musica sarà affidata a Deep Blues Band e a SunBurst Trio.

Alle 18.00 il Festival dedicherà un momento alla memoria con la consegna di una targa in ricordo di Mario Carrabs, riconoscendo il valore delle persone e delle storie che fanno parte del patrimonio della comunità.
Il gran finale partirà alle 19.00 con una cena dedicata alla Podolica, affidata al Maeba Restaurant e alla Trattoria Braceria I Due Nani.
Tartare, frittata, salsiccia, tagliata e zampina saranno al centro del menu, completato dai taglieri di salumi e dalle altre proposte disponibili fuori menu.
Ad accompagnare la serata la band Eugene Swing.

Tutti i menù saranno in prevendita scontati sul sito www.biodistrettodirpinia.it

Un festival che parte dalla terra

È questa, in definitiva, la scommessa dell’Ariano BioFestival: utilizzare la cucina non soltanto per celebrare il gusto, ma per raccontare un sistema territoriale.
Il Biodistretto d’Irpinia lavora in questa direzione, mettendo in relazione il mondo agricolo con quello della ristorazione, le imprese con le istituzioni, i produttori con i consumatori. Una rete nella quale la biodiversità non è soltanto un patrimonio da conservare, ma una risorsa economica e culturale sulla quale costruire il futuro delle comunità locali.
Il BioFestival diventa così il momento pubblico di questo percorso: una piazza in cui le produzioni incontrano la cucina, gli chef incontrano gli agricoltori, i territori dialogano tra loro e il pubblico può conoscere, assaggiare e comprendere ciò che si trova dietro un prodotto e dietro un piatto.
Quattro giorni per raccontare l’Irpinia attraverso ciò che produce, ciò che cucina e ciò che vuole diventare.

Conferenza stampa

Mercoledì 9 settembre 2026 – Sala Grasso, Ariano Irpino

Presentazione ufficiale della quarta edizione dell’Ariano BioFestival d’Irpinia alla presenza dei rappresentanti del Biodistretto, delle istituzioni e dei protagonisti della manifestazione.

martedì 1 settembre 2026

International Coffee Forum, l’1 e 2 ottobre 2026 la seconda edizione a Napoli in concomitanza con la Giornata Internazionale del Caffé

Già confermati sei panel, sei appuntamenti esperienziali, quattro eventi tematici, due talent e tanto altro ancora a Palazzo dell'Immacolatella Vecchia, nell’evento divulgativo B2B dedicato al caffè con il patrocinio dell’università Federico II di Napoli.

 Diciassette appuntamenti già confermati in due giorni, tra panel, masterclass e incontri culturali. È il programma (in fase di definizione) della seconda edizione dell'International Coffee Forum che si terrà l'1 e il 2 ottobre 2026, quest’anno in concomitanza con la Giornata Internazionale del Caffè, e che promette di confermare Napoli - città iconica in termini di culto della tazzina - come capitale europea in materia.

Si bissa dopo l'edizione 2025 che ha registrato oltre 1.500 presenze tra professionisti del settore, aziende e brand internazionali. Il Forum mette in relazione produttori, torrefattori, ricercatori e operatori con baristi, studenti delle scuole di ristorazione e caffetteria, consumatori e istituzioni, con l'obiettivo dichiarato di leggere il caffè come elemento culturale e come filiera economica.

La seconda edizione, che si sta definendo in queste ore, si terrà nel barocco Palazzo dell'Immacolatella Vecchia, sul Molo Angioino, raggiungibile dalla stazione metropolitana di Piazza Municipio e con accessi pedonali dal Varco Immacolatella Vecchia e dal Varco Pisacane. Una scelta non casuale, che per gli organizzatori premia l’apertura di Napoli verso il mondo e contemporaneamente permette di mettere a sistema e promuovere un luogo iconico per eventi di questo calibro. La kermesse è ospitata dall'Autorità Portuale del Mar Tirreno Centrale e si svolge, come nel 2025, sotto il patrocinio e la supervisione scientifica dell'Università Federico II di Napoli.

A un mese dal Forum, sono sei i salotti tematici confermati: L'Italia del caffè tra export e nuove frontiere; Il bar come interfaccia del nuovo consumo; La certificazione del caffè di qualità; Il consumo domestico; Il lato «buono» del caffè; La sostenibilità e il futuro della filiera. Ai panel si affiancano sei appuntamenti esperienziali tra workshop, masterclass e pastry show con campioni di caffetteria, assaggiatori e pasticceri, quattro eventi tematici dedicati a presentazioni di libri, arte, letteratura, giornalismo e musica, e un happening di apertura accompagnato da un'installazione multimediale che restituisce in tempo reale i dati sul consumo di caffè in Italia e nel mondo. Uno spazio del programma è riservato alle case history delle imprese partecipanti, chiamate a illustrare pratiche di sostenibilità, innovazioni tecnologiche e sviluppi sui mercati esteri.

Due i talent residenti, entrambi ICF Award 2025. Gianni Cocco, che ha costruito il proprio lavoro sulla ricerca sul campo e sulla narrazione territoriale della cultura del caffè, firma per il Forum una mappa del caffè in Italia: otto città e otto tappe, da Trieste a Napoli e da Torino a Palermo, per documentare come cambiano le modalità di consumo, produzione e progettazione della bevanda. Carmen Clemente, campionessa del mondo di latte art e formatrice specializzata in tecniche di estrazione, tiene quattro masterclass aperte al pubblico che vanno dalle basi dell'espresso al milk texturing fino al cappuccino arcobaleno, con dimostrazioni dal vivo e sessioni guidate.

La presentazione ufficiale del Forum alla stampa è prevista per il giorno 28 settembre. L'ingresso alla manifestazione è gratuito, a numero controllato e su prenotazione. Le informazioni sulle modalità di partecipazione sono disponibili all'indirizzo info@internationalcoffeeforum.com e al numero 351 6654730. La comunicazione dell'edizione 2026 si avvale, tra gli altri, dei canali di Horecanews.it, Comunicaffè.it, Vendingnews.it e Clubdelcaffe.com.

Charity Dinner "Uno Chef per Amico" a Ottaviano il 14 settembre 2026

Uno Chef per Amico, il gusto dell’inclusione: parata di stelle per la V edizione.

Lunedì 14 settembre 2026, alla Tenuta O’ Feo, la charity dinner di Mi Coloro di Blu ETS riunisce alcuni tra i più prestigiosi chef italiani. In tavola piatti d’autore e storie di inclusione per sostenere i percorsi di autonomia, formazione e inserimento dei ragazzi nello spettro autistico

Ottaviano – C’è una cucina che racconta territori, tecnica e memoria. E ce n’è un’altra che, oltre a tutto questo, diventa strumento concreto di inclusione. È il senso di “Uno Chef per Amico”, la charity dinner promossa da Mi Coloro di Blu ETS, che lunedì 14 settembre, torna per la sua quinta edizione nella cornice della Tenuta O’ Feo di Ottaviano.

Una serata che mette insieme alta cucina e solidarietà, chiamando a raccolta alcuni tra gli chef più rappresentativi del panorama gastronomico italiano. Ognuno porterà un proprio piatto, una firma personale, un frammento della propria idea di cucina, componendo un percorso gastronomico corale in cui l’eccellenza diventa condivisione.

A coordinare l’appuntamento saranno la giornalista enogastronomica Rosa Iandiorio, la wedding planner Mirella Greco e lo chef Alfonso Crisci, promotori di un progetto che negli anni ha costruito un rapporto sempre più stretto tra il mondo della ristorazione e quello dell’inclusione.

Il Calore del Vesuvio

Il tema scelto per la quinta edizione è “Il Calore del Vesuvio”: la terra, il fuoco, le radici e quella forza generativa capace di trasformare e far nascere nuove possibilità.

Una metafora che si lega alla missione di Mi Coloro di Blu ETS, da anni impegnata accanto alle famiglie e ai ragazzi con disturbi dello spettro autistico e con disagio psichico. Al centro non c’è una visione assistenziale della disabilità, ma la volontà di costruire percorsi capaci di far emergere competenze, inclinazioni e aspirazioni individuali, accompagnando i ragazzi verso una maggiore autonomia e una partecipazione attiva alla vita della comunità.

È proprio questa la direzione che la charity dinner sostiene attraverso la raccolta fondi.

I progetti 

Tra i progetti sostenuti dall’iniziativa c’è “L’Orto dei Sogni”, un percorso di agricoltura sostenibile pensato come spazio di formazione, autonomia e socialità. Qui i ragazzi hanno potuto acquisire competenze attraverso il lavoro con la terra, sperimentando anche il rapporto con il cibo e la cucina come strumenti di crescita personale e professionale.

Il sostegno raccolto nelle precedenti edizioni di Uno Chef per Amico ha già permesso di trasformare la solidarietà in risultati concreti: una cucina professionale, un forno per le pizze, una serra, un’area ristoro e spazi dedicati alla formazione e all’aggregazione.

Strutture e strumenti che raccontano una beneficenza capace di lasciare qualcosa di tangibile e, soprattutto, di creare opportunità.

Una brigata per l’inclusione

Per una sera la cucina diventa dunque una grande brigata allargata, dove chef, ragazzi, volontari e ospiti condividono lo stesso obiettivo. Non una semplice cena benefica, ma un’esperienza gastronomica costruita attorno all’idea che l’inclusione possa passare anche dalla valorizzazione delle capacità individuali.
A completare la serata, condotta da Rosa Iandiorio, saranno musica, intrattenimento e testimonianze, con la partecipazione del cantautore Gabriele Esposito.

Perché dietro ogni piatto ci sono una storia, una competenza, una persona. E quando la cucina diventa occasione di incontro, anche la solidarietà può assumere una forma concreta: quella di un percorso, di un mestiere, di un’autonomia finalmente possibile.


Gli chef protagonisti 

Chef

1. Daniele Lippi
2. Savio Perna
3. Michele De Blasio
4. Giuseppe Stanzione
5. Alfonso Caputo
6. Lorenzo Montoro
7. Michele Deleo
8. Alfonso Crisci
9. Paolo Gramaglia
10. Alessandro Tormolino
11. Francesco Nunziata
12. Enrico Ruggiero
13. Domenico Iavarone
14. Vincenzo Russo
15. Claudio Lanuto
16. Domenico Candela
17. Francesco Cerrato
18. Gioacchino Attianese
19. Nando Bifulco
20. Gian Marco Carli
21. Vincenzo Vazza
22. Antonio Minichiello
23. Giuseppe Di Iorio
24. Luigi Salomone
25. Nello D’Alterio
26. Salvatore Bianco
27. Pasquale Torrente
28. Giuseppe Aversa
29. Lino Scarallo
30. Gennaro Castiello
31. Cristian Torsiello

Pizzaioli e Bakery

32. Salvatore Piccirillo
33. Catello Di Maio

Pastry Chef

34. Tommaso Foglia
35. Nello Iervolino
36. Michele Di Leva
37. Paolo Montanaro
38. Gennaro Langellotti
39. Alessia De Nicola
40. Claudia Borriello
41. Nicola Pansa
42. Giuseppe Pepe
43. Gian Paolo Capaldo
44. Carlo Di Cristo
45. Pasquale Marigliano
46. Vincenzo Faiella
47. Lello Cantone

Maître 
Raffaella Del Gaudio

Arriva da Roma il nuovo executive chef dell'Agrumeto Barbecue & More: Emiliano Mancini all'Hilton Sorrento Palace

È Emiliano Mancini il giovane cuoco chiamato a guidare L’Agrumeto Barbecue & More, ristorante immerso nel giardino del noto Hilton Sorrento Palace, ad affiancarlo c'è lo chef Alessandro Fiorito.

Un indirizzo speciale, con i tavoli disposti all’ombra di un caratteristico pergolato sorrentino, ideale per riscoprire il fascino di quell'autentica Sorrento in cui gli agrumi inebriavano l'aria con il loro profumo. 

Prima ancora della bellezza del luogo e della frescura offerta dalle alberature, è la proposta gastronomica a catturare l’attenzione degli ospiti.

Il menu, ideato da Mancini, chef con trascorsi in noti ristoranti romani ed esperienze maturate in diverse strutture del gruppo, da Roma a Bologna, spazia tra portate di pesce fresco e carni selezionate, esaltate dalla cucina a vista sulla griglia, e piatti legati alla stagionalità e al territorio, con una forte impronta vegetale.

Tra gli antipasti, la Terrina di patate sfoglie di patate alternate a Provolone del Monaco, tartufo estivo, coulis di pomodoro, polvere di limone bruciato e basilico fresco oppure la parmigiana di mare, con melanzane fritte e polipetti alla luciana.

Non mancano le pizze, in stile sorrentino, preparate con un impasto maturato e lievitato per 72 ore.

L’Executive Chef ha portato a Sorrento, da Roma, la sua amata pasta all’Amatriciana (rigatoni, guanciale di Amatrice, salsa di pomodoro e Pecorino Romano) che propone accanto ai più tradizionali Gnocchi alla sorrentina (Gnocchi di patate, salsa al pomodoro, fior di latte e cialda di Parmigiano Reggiano al basilico). I dolci sono realizzati dalla talentuosa pastry chef Maria Varone.

Si va al calare della sera, quando le luci sospese tra i limoni illuminano il giardino, creando un'atmosfera raccolta e suggestiva.

Orari e aperture

Apertura: Dalle ore 19 (cena)

Ultima seduta: Ore 22:30

Giorno di chiusura: Martedì

lunedì 31 agosto 2026

Anthony Peth, dal 1° settembre in libreria “Le parole che servono”: dal monologo a “Le Iene” al tour solidale nei reparti oncologici

 


Con la prefazione di Silvana Giacobini, il nuovo libro di Anthony Peth racconta la battaglia contro l’osteosarcoma e trasforma un’esperienza personale in un messaggio di coraggio e speranza. Il volume, edito da Armando Editore, sarà accompagnato da un tour solidale negli ospedali di Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli, Padova e Cagliari.

“Le parole che servono” di Anthony Peth arriva in libreria

ROMA – Arriva il 1° settembre in tutte le librerie italiane e nei digital store Le parole che servono, il nuovo libro del conduttore televisivo e regista Anthony Peth, pubblicato da Armando Editore.

Con la prefazione della giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, il volume è molto più di un racconto autobiografico. È un viaggio personale attraverso la malattia, la paura, il dolore e la rinascita, pensato come un messaggio di forza rivolto a chi sta affrontando un momento difficile.

Un “vocabolario della vita” per trasformare la sofferenza in forza

Il libro è strutturato come un vero e proprio “vocabolario della vita”, composto da cinquanta parole chiave.

Ogni parola diventa lo spunto per rileggere una parte della propria storia e cercare un significato anche nelle esperienze più dolorose. Al centro del racconto c’è la lunga battaglia di Anthony Peth contro l’osteosarcoma, un raro tumore osseo che ha profondamente cambiato la sua vita.

Attraverso una narrazione intima e diretta, l’autore racconta il dolore fisico, le trasformazioni del corpo e la paura legata a una diagnosi difficile. Ma racconta anche la capacità di reagire e di ritrovare la propria forza.

Il messaggio di Le parole che servono è universale: la sofferenza può diventare una forma di consapevolezza e la propria esperienza può trasformarsi in sostegno per gli altri.

Dalla battaglia contro l’osteosarcoma al monologo a “Le Iene”

La storia di Anthony Peth era già arrivata al grande pubblico attraverso un intenso monologo televisivo a “Le Iene”, nel quale il conduttore aveva scelto di raccontare senza filtri la propria esperienza con l’osteosarcoma.

Un racconto fatto di paura, cambiamenti e speranza, culminato nella consapevolezza di aver superato la malattia.

“Da piccolo il mondo sembrava una promessa di felicità… Il tuo corpo cambia fino a non riconoscerti più […] So che è difficile immedesimarsi, come è difficile anche solo pronunciare la parola ‘osteosarcoma’ […] ma con me non c’è riuscito. Io questa sera sono qui e posso raccontarvi la mia storia finita bene.”

E ancora, rivolgendosi a chi sta affrontando una diagnosi:

“A chi ha avuto una diagnosi dico di farsi forza: come ce l’ho fatta io, ce la faranno anche loro.”

Le parole pronunciate in televisione tornano oggi tra le pagine di Le parole che servono, assumendo un significato ancora più ampio: quello di una testimonianza destinata a chi combatte ogni giorno contro la malattia.

Il tour solidale nei reparti oncologici

L’uscita del libro sarà accompagnata da un tour solidale nei reparti oncologici.

Anthony Peth porterà la propria testimonianza direttamente negli ospedali, incontrando pazienti, medici e famiglie e condividendo un messaggio di vicinanza, ascolto e speranza.

Le città coinvolte nel tour saranno:

  • Roma
  • Milano
  • Torino
  • Bologna
  • Napoli
  • Padova
  • Cagliari

L’iniziativa nasce dalla volontà di trasformare la propria esperienza personale in un’occasione concreta di sensibilizzazione e sostegno per chi sta affrontando un percorso oncologico.

Anthony Peth, una carriera tra televisione e impegno sociale

Anthony Peth, nato ad Alghero nel 1984, è conduttore televisivo e regista, conosciuto anche come “Ambasciatore del Gusto”.

Lanciato da Maurizio Costanzo, nel corso della sua carriera ha condotto programmi sulle reti Mediaset, La7 e Rai e ha ricevuto due David di Michelangelo.

Da sempre impegnato anche nel sociale, Peth dedica parte della propria attività alla sensibilizzazione sui temi oncologici.

Con Le parole che servono, la sua esperienza personale diventa così una testimonianza pubblica: un libro nato dalla malattia, ma soprattutto dalla volontà di raccontare la possibilità di tornare a guardare avanti.

“Le parole che servono”: un libro sulla forza di ricominciare

Dal 1° settembre, Le parole che servono sarà disponibile nelle librerie italiane e nei digital store.

Il libro di Anthony Peth, edito da Armando Editore e arricchito dalla prefazione di Silvana Giacobini, porta al lettore una storia personale segnata dalla malattia, ma raccontata attraverso una prospettiva di rinascita, coraggio e speranza.