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mercoledì 1 aprile 2026

FEDE GALIZIA A CAPODIMONTE

Schmidt: “Benvenuta alla 'mirabile pittoressa', valorizziamo le grandi artiste e le loro storie” 
Dopo più di due secoli L'Adorazione dei Magi' si riunisce alla collezione Borbone 
Pasqua ingresso gratuito, Lunedi dell'Angelo apertura straordinaria.
 
Fa parte da oltre due secoli della Collezione Borbone, patrimonio del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ma non è mai stata esposta nella Reggia. È una storia di oblio e riscoperta quella della Adorazione dei re Magi (1610) di Fede Galizia, prima pala d'altare firmata dalla celebre 'pittoressa', opera creduta dispersa e declassata a lungo come 'anonimo fiorentino': dal 2 aprile si potrà ammirare nella sua collocazione definitiva, la sala 79, nella galleria del secondo piano della Reggia, riaperta per l'occasione dopo i lavori.  
 
Fede Galizia (documentata a Milano, dal 1587 al 1630), affermata ritrattista e autrice di famose nature morte conservate in importanti musei e collezioni in Italia e all'estero, nella pala per Napoli si confronta con i maestri del ‘500: Leonardo per la composizione intorno alla Madonna, ma anche Raffaello, Correggio. Il nuovo arrivo nelle collezioni racconta anche un pezzo di storia dell'arte a Napoli ai tanti visitatori attesi a Capodimonte nelle festività: il giorno di Pasqua coincide con la prima domenica del mese ad ingresso gratuito, museo aperto anche nel lunedì dell'Angelo (solo secondo piano, Real Bosco chiuso come di consueto a Pasquetta). 
"Diamo il benvenuto a Capodimonte alla 'mirabile pittoressa' Fede Galizia, che raggiunge nel racconto della pittura al femminile le colleghe Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Elisabetta Sirani, Teresa Del Po, Lavinia Fontana, Angelica Kauffmann, Elisabetta Louise Vigee Lebrun, solo per nominare le più celebrate artiste tra ‘500 e ‘700 presenti nelle nostre collezioni, ognuna con una storia straordinaria che è anche sociale e civile e che vogliamo sempre più valorizzare - dichiara Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte - Ringraziamo la Chiesa di San Pasquale a Chiaia e l'Ordine Francescano (Provincia di San Giovan Giuseppe della Croce dell'Ordine dei Frati minori, ndr) che ha custodito l'opera, identificata solo nel 2021: auspichiamo nuove collaborazioni per le celebrazioni degli 800 anni del Santo Patrono d'Italia".  
 
Il grande dipinto era stato commissionato da Baldassare Noirot, mercante fiammingo, al quale era affidata la Cappella dei Magi nell' antica Chiesa di S. Anna dei Lombardi (1581): nel 1798 il crollo del soffitto la rese inagibile, le opere furono spostate nella vicina Santa Maria di Monteoliveto (la Sant' Anna dei Lombardi attuale) in tempo per evitare il terremoto del 1805 che distrusse anche la “Resurrezione” di Caravaggio. 
La pala di Galizia giunge al Real Museo Borbonico tra 1816 e il 1821, con la firma ben evidente: un accorgimento che le pittrici donne del tempo adottavano per non essere 'cancellate'. Ma nel 1937 il Museo divenuto 'Nazionale', indica il dipinto come 'Ignoto Fiorentino del XVI' dandolo in temporanea consegna alla Chiesa di San Giuseppe a Rione Luzzatti edificata per accogliere le opere della distrutta chiesa di San Giuseppe Maggiore in via Medina. Con la Seconda guerra mondiale la distruzione della chiesa nel rione (che diverrà 'iconico' perché al centro delle vicende della saga dell'Amica Geniale) e la spoliazione delle sue opere, si perdono le tracce dell'Adorazione e di altre tre tele di Capodimonte, nel 1957 divenuto sede della Pinacoteca nazionale, prima ospitata nell'attuale Mann. Ma è solo nel 2021 che la ricerca pubblicata nel catalogo della mostra a Trento 'Fede Galizia Mirabile Pittoressa' svela che l'Adorazione si trova al Convento di San Pasquale a Chiaia a Napoli. Fondamentale per l'identificazione il contributo dello studioso Federico Maria Giani coinvolto nell'esposizione curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stroppa che celebra le origini trentine della pittrice. Ed è stato proprio il dipinto di Fede Galizia ad aprire il percorso della recente mostra dedicata alle donne del ‘600 alle Gallerie d'Italia di Napoli, ultima tappa prima di tornare, anzi essere esposta per la prima volta, a Capodimonte. Tra le due Annunciazioni di Scipione Pulzone e di Francesco Curia (proveniente anch'essa da Sant'Anna dei Lombardi), e di fronte all'Adorazione dei Pastori di Santafede, la pala di Galizia è così inserita nell'ambito delle opere coeve prodotte per Napoli e per il Regno tra la fine del '500 e il primo decennio del '600, a sottolineare la varietà della proposta culturale del periodo, tra manierismo e influenze caravaggesche.  
A Napoli si trova anche una seconda opera di Fede Galizia, la pala d'altare San Carlo in Estasi nella chiesa di San Carlo alle Mortelle. 

Albergo Pietrasanta, al via la stagione estiva 2026: trent’anni di arte e ospitalità in Versilia



La stagione 2026 segna il trentesimo anniversario dell’Albergo Pietrasanta, nato dall’incontro tra un palazzo storico, una coppia di collezionisti e la scelta di condividere la propria collezione, dando forma a un’idea di ospitalità fondata sull’arte come esperienza viva.

Nel centro storico di Pietrasanta, a pochi passi da Piazza Duomo, tra gallerie, laboratori e botteghe, l’Albergo Pietrasanta inaugura la stagione 2026 nel suo trentesimo anno di attività: un percorso che, in tre decenni, ha definito una forma di ospitalità in cui la storia del luogo, il territorio e la collezione dei proprietari si intrecciano, unendo a un’atmosfera intima un rapporto diretto con l’arte come esperienza viva.

Fin dall’inizio, l’Albergo nasce da un’intuizione precisa: non esporre una collezione, ma condividerla. Non separare l’arte dagli spazi della vita, ma lasciarla entrare nella quotidianità, accompagnando i gesti più semplici del soggiorno. In questo senso, l’Albergo Pietrasanta non si configura né come un museo né come una casa privata, ma come uno spazio attraversabile, in cui le opere si offrono allo sguardo senza mediazioni, come presenze familiari.

 

È il 1996 quando Rosa e Gilberto Sandretto decidono di trasformare un palazzo storico in un luogo aperto, capace di accogliere e, al tempo stesso, di mettere in relazione. La collezione – costruita a partire dagli anni Ottanta tra Italia e contesti internazionali – entra così negli ambienti dell’albergo senza un ordinamento espositivo, secondo una logica di convivenza che ne restituisce la natura viva.

Le opere abitano i salotti affrescati, accompagnano il passaggio nelle stanze, si incontrano nei corridoi. Cambiano nel tempo, generando ogni anno nuove configurazioni, nuovi accostamenti, nuove possibilità di sguardo. In questa continua trasformazione si definisce il carattere dell’Albergo, così come il rapporto che gli ospiti instaurano con esso: non è raro che si torni per ritrovare una stanza, un’opera o l’atmosfera che nasce dal loro incontro.

 

Le venti camere e suite di Palazzo Barsanti Bonetti, tutte diverse tra loro, si affacciano su un giardino interno di palme secolari, spazio raccolto e silenzioso che segna il ritmo delle giornate. La colazione preparata nella veranda, la luce che attraversa i salotti, il tempo sospeso del giardino: momenti in cui la presenza delle opere si intreccia naturalmente con l’esperienza dell’ospitalità.

 

Il palazzo, costruito nel Seicento dalla famiglia Gamba Martelli e successivamente appartenuto ai Barsanti, conserva le tracce di una lunga storia legata alla produzione artistica della città. Il portale monumentale, le sale affrescate, la stratificazione architettonica raccontano un legame profondo con il lavoro degli artisti e degli artigiani che hanno fatto di Pietrasanta un centro riconosciuto a livello internazionale.

 

Negli ultimi anni, l’ingresso nello staff di Carolina Sandretto, fotografa e development manager, ha contribuito ad aprire nuove prospettive, mantenendo al centro la continuità di una visione che resta profondamente familiare e condivisa.

 

Pietrasanta è un luogo in cui l’arte non è separata dalla vita. Fonderie, laboratori del marmo, studi e gallerie convivono con il tessuto storico del borgo, dando forma a un paesaggio in cui produzione artistica e quotidianità si intrecciano. In questo contesto, l’Albergo Pietrasanta si configura come un punto di accesso privilegiato a una rete di relazioni, pratiche e saperi.

Durante il soggiorno è possibile entrare in relazione diretta con questa realtà: visitare le cave di Carrara, accedere ai laboratori, incontrare artisti e artigiani, muoversi tra il mare della Versilia e le città vicine. Non un itinerario predefinito, ma una costellazione di possibilità che prende forma nell’esperienza.

 

A pochi minuti dal centro storico si trova Magazzino Pietrasanta, spazio espositivo di oltre 700 metri quadrati che ospita una parte della collezione. Ex edificio industriale, rappresenta un’estensione naturale dell’Albergo: un luogo in cui le opere trovano una dimensione più ampia, pur mantenendo il legame con l’origine del progetto.

 

Nel corso di trent’anni, l’Albergo Pietrasanta ha costruito una propria identità, mantenendo una coerenza che non si è adattata alle mode né alle trasformazioni del settore. La sua specificità risiede nella qualità della relazione tra gli ospiti e la collezione e nella capacità di rendere questa relazione parte integrante dell’esperienza.

Il trentesimo anniversario non segna una svolta, ma restituisce la continuità di un progetto che, fin dall’inizio, ha scelto di condividere l’arte come forma di ospitalità.


NOTE PER LA STAMPA

 

Il Palazzo

L’Albergo Pietrasanta ha sede nello storico Palazzo Barsanti Bonetti, costruito nel Seicento dalla famiglia Gamba Martelli, tra le più importanti famiglie di scultori di Pietrasanta.

Tra XIX e XX secolo il palazzo passò alla famiglia Barsanti, protagonista della produzione artistica locale con laboratori attivi anche a livello internazionale.

Successivamente l’edificio passò alla famiglia dell’ammiraglio Bonetti.

Dal 1996 ospita l’Albergo Pietrasanta.

 

La collezione d’arte

L’Albergo Pietrasanta ospita la collezione privata di arte contemporanea dei suoi proprietari, che offre agli ospiti uno sguardo sugli sviluppi dell’arte italiana dalla seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri.

Distribuite tra spazi comuni e camere, le opere accompagnano l’esperienza degli ospiti, definendo una relazione diretta tra arte e ospitalità.

 

Il giardino

Cuore verde dell’Albergo Pietrasanta, il giardino di palme secolari si trova tra il palazzo principale e le antiche scuderie.

Uno spazio raccolto e silenzioso che gli ospiti vivono come luogo di pausa: per leggere, per un aperitivo o per una colazione all’aperto.

 

Magazzino Pietrasanta

A pochi minuti dal centro storico si trova Magazzino Pietrasanta, spazio espositivo di oltre 700 metri quadrati che ospita una parte della collezione dei proprietari.

Ricavato da un ex edificio industriale, si configura come naturale estensione del progetto dell’Albergo, accogliendo mostre, incontri ed eventi, sia privati sia aziendali.

Completamente modulabile, è dotato di cucina professionale e di una terrazza con vista sulle Alpi Apuane.


Quarto, Via Crucis con il Sudario per Gaza per ricordare le vittime palestinesi

A Quarto, nella parrocchia Gesù Divino Maestri è in programma per Venerdì Santo - il 3 aprile alle ore 20 - la suggestiva Via Crucis con il Sudario per Gaza. I Cavalieri della delegazione di Pozzuoli e Ischia dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e i rappresentanti dei gruppi parrocchiali sosterranno un enorme telo bianco largo 7.5 metri per una lunghezza di 25, che riporta i nomi scritti a mano di 18.457 bambini e bambine, ragazze e ragazzi palestinesi di età̀ compresa tra 0 e 17 anni, uccisi a Gaza per mano israeliana a partire dal 7 ottobre 2023 fino al luglio 2025. Tra loro ci sono molti neonati, alcuni non avevano compiuto nemmeno un giorno di vita. 


L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla comunità della parrocchia Gesù Divino Maestro e dalla Delegazione di Pozzuoli e Ischia dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.Il Sudario per Gaza nasce da un’idea di “Carnia per la Pace”, movimento costituito in provincia di Udine. 


“A fronte di cifre sempre più̀ crescenti di vittime a causa delle operazioni militari israeliane su Gaza - scrivono dal gruppo Carnia per la Pace - abbiamo voluto dare voce, forma e corpo a questi numeri, per cercare di capire e quantificare quanto in realtà̀ è grande questa tragedia che ormai più̀ di qualcuno definisce genocidio. Dietro ogni numero c'è un nome, una persona, una vita che è stata spazzata via brutalmente. Occorre ridare dignità̀ a tutti questi morti innocenti, troppo spesso dimenticati o trattati con superficialità̀ nei nostri notiziari, come se fossero "non umani".


Il Sudario, così come fatto in altre manifestazioni in giro per l’Italia, viene portato in braccio da gruppi di volontari ed è accompagnato da uno striscione con la scritta "Non dimenticare un solo nome”, dalle parole della saggista e giornalista Paola Caridi.



Pasqua (4-5 aprile) tra le stelle e Pasquetta (6 aprile) nella natura a Città della Scienza (ore 9-17)

 

Giornate speciali per raccontare come la scienza possa diventare un momento di gioco e condivisione per tutte le età. 

Per le prossime vacanze pasquali, Città della Scienza invita il pubblico a immergersi in un’esperienza speciale dove la meraviglia della scoperta scientifica incontra il piacere della condivisione. IL WEEKEND DI PASQUA, SABATO 4 E DOMENICA 5 APRILE (ore 9-17) sarà interamente dedicato alle profondità del cosmo con il programma "Sotto lo Stesso Cielo – Avventure Spaziali al Museo". Grazie alla collaborazione con il programma educativo ESERO Italia, sostenuto dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), i visitatori potranno intraprendere un viaggio verso la Luna e le Galassie attraverso attività che fondono narrazione, gioco e tecnologia. I piccoli astronauti dai 3 ai 6 anni saranno protagonisti del laboratorio "Spazio alla Luna", dove potranno costruire modellini di razzi e corpi celesti guidati dai racconti di Paxi, il celebre esploratore spaziale dell'ESA. Per i ragazzi tra i 7 e i 13 anni, la sfida si farà più intensa con una caccia al tesoro digitale che utilizzerà lo smartphone per risolvere enigmi e condurre esperimenti scientifici dal vivo. I più grandi, dagli 11 ai 13 anni, potranno invece vestire i panni dei "Cosmo Hunters", un gioco di carte ideato dall'INAF per scoprire l'universo attraverso le diverse frequenze dello spettro elettromagnetico e scovare gli oggetti celesti più rari. A completare l'offerta del weekend, il coinvolgente Science Show "I Classici" porterà in scena un concentrato di fisica e chimica tra paradossi meccanici e sfide alla forza di gravità.

 

La festa prosegue con uno speciale appuntamento per il LUNEDÌ DI PASQUETTA, 6 APRILE (ore 9-17), trasformando il museo in un grande laboratorio a cielo aperto dedicato alla primavera e alla natura. La giornata proporrà una "Scampagnata Scientifica" ricca di dimostrazioni dal vivo che richiamano l'atmosfera della festa tradizionale, trasformandola in un'occasione di grande scoperta. Gli appassionati di biologia potranno esplorare l'affascinante mondo degli insetti con l'attività "Dimmi che uovo fai e ti dirò chi sei", un viaggio tra le incredibili forme e colori che garantiscono la sopravvivenza delle specie.

 

Il giardino e la mostra Insetti&Co. ospiteranno un'avventura tra uova e natura, dove i bambini esploreranno l'ambiente attraverso i sensi per scovare indizi e ricevere piccoli gadget. La creatività sarà il filo conduttore dei numerosi laboratori distribuiti negli spazi del museo, con attività studiate per ogni fascia d’età.

 

 

 

Se i piccolissimi da 0 a 3 anni potranno sperimentare colori e stampe sensoriali nella Sala Montessori, i bambini dai 3 ai 6 anni daranno vita a pulcini decorati e coniglietti di lana, imparando come la natura utilizzi forme e colori per proteggere i suoi abitanti.

 

Per i ragazzi dai 7 ai 13 anni, la scienza si trasformerà in arte meccanica e ottica: dalla costruzione di bruchi che si muovono lungo le foglie alla realizzazione di ologrammi 3D proiettati da tablet e biglietti pop-up che esplorano i principi delle leve.

 

Anche durante la Pasquetta resteranno disponibili le attività dedicate allo spazio, garantendo un programma ricchissimo che spazia dalla Terra alle stelle. Tutte le attività sono previste a ciclo continuo fino a esaurimento capienza, con il supporto di Giotto - colore ufficiale per le attività educational di Città della Scienza.

 

www.cittadellascienza.it



 

martedì 31 marzo 2026

MACRO, annunciato il programma della stagione espositiva 2026

 

Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma
presenta la programmazione espositiva 2026
Da Miriam Cahn a Hito Steyerl, da Alessandro Sciarroni a Marialba Russo:
il 2026 al MACRO tra grandi mostre personali,
progetti di ricerca e collaborazioni istituzionali

La programmazione del MACRO è promossa da
Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo,
prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo,
e ideata dalla direttrice artistica Cristiana Perrella

Continuità di visione e avvio di una nuova fase segnano la programmazione 2026 del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, e ideata dalla direttrice artistica Cristiana Perrella, in carica da maggio 2025.

 

Grazie all’attenzione ricevuta e al successo di pubblico, la mostra UNAROMA viene prorogata fino al 3 maggio 2026, con l'aggiunta di tre nuovi appuntamenti di UNAROMA LIVE, in programma il 9, 16 e 23 aprile, con interventi rispettivamente di Giorgio Orbi, José Angelino e Simone Pappalardo, e Nico Vascellari.

 

Dopo una prima stagione che ha attraversato Roma come terreno di osservazione privilegiato – nelle sue stratificazioni temporali, sociali e disciplinari – nel 2026 il museo apre il proprio orizzonte a una dimensione più ampia e non tematica, fondata su proposte inedite e ricerche artistiche articolate in una pluralità di pratiche e posizioni, capaci di interrogare il presente attraverso grandi mostre personali, progetti di ricerca e collaborazioni istituzionali che rafforzano il dialogo tra il museo, la città e il contesto internazionale.

 

In questo quadro, il MACRO si afferma come un’istituzione che intende rendere l’arte contemporanea una pratica viva, accessibile e necessaria, senza rinunciare alla complessità dei linguaggi, alla densità dei contenuti e alla forza critica delle opere. La programmazione 2026 mette al centro artiste e artisti internazionali tra i più rilevanti della scena contemporanea, attraverso nuove produzioni e formati sperimentali, rafforzando il museo come luogo di presa di posizione poetica, attraversamento e confronto pubblico.

 

Il nuovo ciclo di mostre del MACRO parte il 29 aprile e si conclude il 30 agosto 2026 con una serie di progetti che segnano l’avvio del programma primaverile: Mechanical Kurds di Hito Steyerl, a cura di Alice Labor – installazione video realizzata nel 2025 e presentata per la prima volta in Italia –affronta i rapporti tra intelligenza artificiale, conflitti geopolitici e lavoro digitale; Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega, mostra dedicata alla storia degli ottant’anni del Premio Strega, a cura di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, ripercorre la funzione esercitata dal riconoscimento letterario come sismografo e promotore dei mutamenti culturali e linguistici del Paese; SHE DEVIL, storica rassegna di videoarte tutta al femminile, nata nel 2006 da un’idea di Stefania Miscetti e ospitata per la sua nuova edizione nella nuova sala video del MACRO, è concepita come piattaforma aperta di confronto tra pratiche e ricerche internazionali; infine, in linea con l’attitudine alla ricerca multidisciplinare del museo, la sala audio presenta un progetto dedicato alla voce di Amelia Rosselli, a cura di Andrea Cortellessa, dal titolo Amelia Rosselli, un canto nel suo spazio: un focus su una delle più grandi poetesse italiane del Novecento a trent’anni dalla morte.

 

Accanto alla programmazione espositiva, il MACRO conferma la propria attenzione alla dimensione del dibattito e della ricerca interdisciplinare, già sperimentata con la due giorni di convegno The Dream Syndicate, a cura di Carlo Antonelli e Valerio Mannucci. In questo contesto si inserisce Science Fashion. Interazioni tra moda, scienza e nuove tecnologie, programma di incontri e workshop a cura di Dobrila Denegri, in programma dal 13 al 15 maggio. L’iniziativa riunisce alcune delle voci più innovative della ricerca internazionale nel campo della moda sperimentale per riflettere sui nuovi scenari aperti dall’intelligenza artificiale.

 

Il 28 maggio 2026 inaugura nella sala principale del museo la mostra personale di Miriam Cahn, a cura di Cristiana Perrella, che presenta una selezione di opere incentrate sul corpo femminile come soggetto politico e luogo di resistenza. Nella stessa data apre anche la mostra collettiva delle vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel, a cura di Sara Dolfi Agostini, che presenta i lavori inediti di Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi, sviluppati nel contesto della residenza dell’edizione 2025.

 

A settembre 2026 il MACRO presenta la prima retrospettiva istituzionale dedicata a Marialba Russo, a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini. La mostra si concentra sulla produzione degli anni Settanta di Russo, in un percorso che esplora la costruzione culturale del genere e la fluidità tra maschile e femminile. Il progetto avrà una sede parallela al MUCIV–Museo delle Civiltà di Roma per approfondire la ricerca di Russo più legata all’antropologia. A seguire, la mostra di Francis Upritchard e Martino Gamper, a cura di Cristiana Perrella, intreccia scultura e design con una serie di interventi site-specific diffusi negli spazi del museo.

 

Un elemento strutturale della programmazione 2026 è il consolidarsi di una modalità di lavoro fondata sulla collaborazione e sullo scambio. Dopo le esperienze maturate nel corso del 2025, tra cui UNAROMA – che ha coinvolto una rete ampia di realtà indipendenti del territorio – e la collaborazione con il progetto Conciliazione 5 del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, il MACRO prosegue nel costruire relazioni con soggetti culturali, istituzionali e produttivi, attivi a Roma e in ambito nazionale e internazionale. Oltre la naturale partnership con Palazzo delle Esposizioni, nel nuovo anno saranno avviate collaborazioni con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, organizzatrice con l’azienda Strega Alberti del Premio Strega, la Fondazione Paul Thorele con il MUCIV–Museo delle Civiltà, che contribuiscono a definire un modello operativo basato sul dialogo tra istituzioni, sulla condivisione di risorse e sull’ibridazione dei saperi e dei pubblici.

 

La programmazione si articola negli spazi del museo valorizzandone la pluralità architettonica e funzionale. Accanto alle mostre di maggiore scala, ospitate nella parte più recente dell’edificio, gli spazi dell’ex Birreria Peroni consolidano il proprio ruolo come piattaforma dedicata all’ascolto e all’immagine in movimento: la sala audio, la sala video e il nuovo cinema ampliano il raggio d’azione del MACRO verso linguaggi e pubblici differenti, intrecciando arte contemporanea, cinema, suono e cultura visiva. Nella parte storica del museo sono ospitate anche le presentazioni di nuovi lavori di artiste e artisti italiani e internazionali e progetti che favoriscono il dialogo delle arti visive con altri ambiti della creatività, dalla letteratura al cinema.

 

È dunque attraverso una costellazione di pratiche che il MACRO, nel 2026, dà forma al proprio programma, mettendo in relazione linguaggi, generazioni e formati diversi, uniti dall’urgenza di interrogare il presente senza neutralità. Grazie a un'articolata proposta, il MACRO punta a diventare sempre più luogo di sperimentazione viva, capace di accogliere il conflitto, mettere in crisi i confini disciplinari e restituire il contemporaneo come esercizio continuo di complessità e pensiero critico.

 

«La programmazione 2026 conferma il MACRO come un’istituzione capace di tenere insieme visione artistica e responsabilità pubblica – dichiara Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo –. Il museo non è solo un luogo di presentazione, ma uno spazio di produzione culturale che dialoga con la città e con il sistema internazionale. In questo senso, il MACRO opera all’interno della galassia dell’Azienda Speciale Palaexpo, integrando la propria programmazione in un ecosistema più ampio, in cui la vocazione alla sinergia e alla transdisciplinarietà è inscritta fin dalle sue premesse costitutive.

 

«Il MACRO è uno spazio di rigenerazione, un luogo ibrido che riesce ad attrarre la sua comunità di riferimento ma anche la cittadinanza tutta – sottolinea Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura del Comune di Roma –. In questi mesi, dalla riapertura, ha rafforzato la visione di una città contemporanea, in trasformazione, proiettata sullo scenario internazionale e ha consolidato, con la proroga delle due mostre UNAROMA e Abitare le rovine del presente, il suo ruolo di luogo partecipato, vissuto: come museo con le sue esposizioni, come sala cinema, come biblioteca, e in qualità di spazio per dibattiti sui quartieri romani e le loro esigenze e trasformazioni. Nel corso del 2026, il MACRO compie un altro grande passo: si pone al centro anche del dibattito culturale a livello nazionale, con un progetto sull'intelligenza artificiale e la geopolitica con l'artista e filmmaker Hito Steyerl, la collaborazione con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci che porterà qui la mostra sugli 80 anni del Premio Strega, con progetti interdisciplinari che raccordano insieme arte, suono e letteratura, con la retrospettiva su Marialba Russo, in dialogo con il Museo delle Civiltà, solo per citare alcuni degli appuntamenti; ce ne sono tanti altri. Grazie alla direzione di Cristiana Perrella, il MACRO sta intessendo una forte rete di cooperazione con le altre istituzioni culturali, affronta il presente senza semplificarlo ma anzi lo rende attraversabile, si conferma uno spazio aperto in grado di connettere diversi linguaggi. La città ha bisogno di posti come il MACRO e siamo felici di aver contribuito e sostenuto la sua rinascita e quindi la presentazione di questa nuova stagione espositiva.»




“Terre Ardenti”, tutto pronto per iniziare il cammino

Fervono i preparativi per l’avvio del grande viaggio conoscitivo, sostenuto dalla Fondazione Con Il Sud che vede coinvolte Associazioni e Scuole del Territorio flegreo. Inizio l’11 aprile.
Avvio imminente per il “Cammino delle Terre Ardenti” nell’Ambito del Progetto “AnimAzione Flegrea “ - Bando Volontariato 2024, sostenuto dalla Fondazione Con Il Sud, guidata dal presidente prof. Stefano Consiglio, con l’intento di sviluppare nel tempo forme di radicamento sempre più forti verso il capitale sociale del Territorio flegreo ed in particolare da Fuorigrotta - Bagnoli a Monte di Procida, rafforzandole e portandole a valore per lo sviluppo locale e per incrementare la “coscienza di luogo”.
La partenza è in calendario il prossimo 11 aprile, il termine è fissato a fine dicembre 2026.
Tutto il materiale raccolto verrà rielaborato da gennaio a marzo 2027 e utilizzato per realizzare mostre itineranti, contest scolastici, eventi, e per completare la mappa di Comunità di tipo interattivo che sarà messa a disposizione della Cittadinanza quale strumento utile di conoscenza.
Il progetto vede coinvolti quali partner: Cittadinanzattiva Campania (capofila), Altro Modo Flegreo APS-ETS, Orizzonti AdV-ETS, New Media Press di Rosario Scavetta responsabile della Comunicazione, Associazione Polisportiva Dilettantistica Circolo ILVA Bagnoli, Vivi l’estate APS-ETS, Ass. “Leggere per”, Nisida Environment, Fondazione Banco di Napoli, Fondazione Campania Welfare, Museo del Mare, I.I. Superiore "Guido Tassinari", IPSEOA “Lucio Petronio” Pozzuoli, Is. Magistrale “Virgilio” Pozzuoli, Superiore Statale “Pitagora”, ITI “Righi”, Liceo Art. Statale “U. Boccioni”, I.C. “Ferdinando Russo, Liceo Scientifico “G. Galilei”.
Le studentesse e gli studenti degli Istituti scolastici partner “saranno i protagonisti di questa meravigliosa avventura conoscitiva delle nostre bellissime terre” - annunciano gli organizzatori.
Un’iniziativa di grande valenza nell’ambito della quale verrà realizzata una mappatura di Comunità, una Comunità di Patrimonio ad opera degli studenti appartenenti a nove Scuole del Territorio flegreo.
Il workshop “Cammino delle Terre Ardenti” costituirà uno degli strumenti utilizzati per raggiungere questo obiettivo (www.animazioneflegrea.it).
“Il Cammino delle Terre Ardenti è un percorso lento, responsabile, sostenibile. Con esso, ci impegniamo a mettere in relazione le giovani generazioni, la comunità flegrea con le risorse materiali e immateriali dell’area flegrea. Nello specifico, i ragazzi visiteranno e racconteranno le realtà, le testimonianze, le eccellenze, le memorie, gli anziani del nostro territorio. Lo faranno utilizzando vari strumenti dello storytelling, dalla fotografia ai video, dalla grafica ai podcast. Durante questo viaggio alla scoperta del Territorio Flegreo saranno accompagnati da archeologi, geologi, botanici, guide culturali che stimoleranno i loro autonomi contributi.” - spiegano gli organizzatori.
“Da Nisida a Capo Miseno, attraverseremo parti urbane, piazze, strade, memorie, e così pure i vulcani, le stradine di campagna, i siti culturali e quelli archeologici” e tra essi la Grotta di Cocceio, capolavoro di ingegneria militare romana di epoca augustea progettata da Lucio Cocceio Aucto: un'imponente galleria di circa un km, scavata nel tufo del Monte Grillo, costruita nel I secolo a.C. per collegare Cuma al Lago d'Averno. Ancora, “le aziende agricole, le tante esperienze, fattorie e orti sociali e molto altro”.


"RiSoNa", viaggio nella musica campana dal 2 aprile al Teatro Trianon Viviani

 

L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione dello storico teatro di Forcella, che ha inaugurato nuovi itinerari di visita dedicati alla Stanza delle Meraviglie e alla Stanza della Memoria

Prende il via il 2 aprile al Teatro Trianon Viviani di Napoli il ciclo di incontri “RiSoNa. Tracce, voci e paesaggi della musica campana”, ideato e curato da Pasquale Scialò. Un percorso che, fino al 18 giugno, esplorerà le molteplici forme e narrazioni della musica campana attraverso conversazioni, ascolti, testimonianze e proiezioni, restituendo al pubblico un patrimonio vivo di voci, memorie e storie.

L’iniziativa rientra nei progetti speciali in ambito culturale e turistico 2025 della Regione Campania, attuati da Scabec (Fondi Coesione Italia 21/27).

Ad inaugurare la rassegna, giovedì 2 aprile alle ore 17.30, sarà l’incontro Canzone e cinema. Quando la musica diventa cinema, con il regista Giorgio Verdelli in dialogo con Maurizio Gemma e Antonio Tricomi, moderato da Pasquale Scialò.

Autore e regista di documentari e programmi musicali, Giorgio Verdelli ha firmato lavori dedicati a protagonisti della musica italiana come Pino Daniele (Il tempo resterà, 2017), Paolo Conte (Via con me, 2020), Ezio Bosso, Lelio Luttazzi, Enzo Jannacci e Rino Gaetano. L’incontro offrirà uno sguardo sul rapporto tra musica e racconto cinematografico, tra ricerca, memoria e costruzione narrativa, con la proiezione di sequenze dedicate a Pino Daniele e di un estratto dell’intervista a Paolo Conte sulla canzone napoletana, disponibile sul portale SoNa, parte dell’Ecosistema Digitale per la Cultura della Regione Campania.

Gli incontri, a ingresso libero fino a esaurimento posti, si svolgeranno per i primi due appuntamenti nella sala del teatro e proseguiranno successivamente nella Stanza della Memoria. Prima dell’inizio, alle ore 17.00, è prevista una visita guidata alla Stanza delle Meraviglie.

Il programma proseguirà con ulteriori appuntamenti che, in un dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità, vedranno protagonisti studiosi, artisti e operatori culturali, tra cui Peppe Lanzetta, Lello Arena, Francesca Silvestre, Tony Panico, Marina Tripodi, Francesco Nocerino, Raffaele Di Mauro, Mimmo Torello, Giuseppe Palladino, Felice Ceparano e Gerardo Ceparano.

Il progetto “RiSoNa” si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione del Teatro Trianon Viviani, che ha recentemente aperto al pubblico nuovi itinerari di visita dedicati alla storia della canzone napoletana*. L’esperienza si sviluppa tra la Stanza delle Meraviglie, installazione immersiva e multisensoriale che conduce il pubblico nella Napoli musicale tra fine Ottocento e primo Novecento, attraverso immagini, suoni e scenari simbolici, e la Stanza della Memoria, spazio interattivo che permette di esplorare oltre due secoli di storia musicale attraverso documenti, registrazioni, fotografie e contenuti digitali del portale SoNa. Completa il percorso il racconto della storia del teatro – fondato nel 1911 nel cuore di Forcella e oggi dedicato a Raffaele Viviani – che nel tempo ha ospitato alcuni dei più grandi protagonisti della scena teatrale e musicale napoletana, affermandosi come luogo simbolo dello spettacolo popolare e della cultura cittadina.

Per informazioni: www.scabec.it.