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sabato 30 maggio 2026

Giugno 2026 al Parco di Ercolano, 2 occasioni per visitare gratis

Il 2 giugno, Festa della Repubblica, e il 7 giugno, prima domenica del mese con #domenicamuseo, ingresso gratuito al Parco Archeologico di Ercolano
Il Parco Archeologico di Ercolano apre le sue porte gratuitamente per due domeniche consecutive nel mese di giugno, offrendo a cittadini e visitatori un’occasione straordinaria per immergersi nella città romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
LE DATE DA SEGNARE IN AGENDA
MARTEDÌ 2 GIUGNO 2026
Festa della Repubblica
80° anniversario della nascita della Repubblica italiana
INGRESSO GRATUITO
DOMENICA 7 GIUGNO 2026
#domenicamuseo
Prima domenica del mese — iniziativa MiC
INGRESSO GRATUITO
2 giugno — Festa della Repubblica
In occasione della Festa della Repubblica e dell’ottantesimo anniversario dalla nascita della Repubblica italiana, il Parco Archeologico di Ercolano aderisce all’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che prevede l’apertura gratuita di tutti i musei e i parchi archeologici statali. Una giornata per celebrare i valori fondanti della nostra democrazia attraverso il patrimonio culturale che ne è espressione.
 
7 giugno — #domenicamuseo
La prima domenica di giugno coincide con l’appuntamento mensile con #domenicamuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che ogni prima domenica del mese consente l’accesso gratuito ai luoghi della cultura statali. Un’opportunità in più per famiglie, turisti e appassionati di storia antica per scoprire o riscoprire l’eccezionale sito UNESCO di Ercolano.
Due domeniche, due gratuità: giugno si conferma un mese ideale per visitare il Parco di Ercolano. Il sito offre un’esperienza unica al mondo: case, arredi, oggetti quotidiani e resti umani restituiscono con straordinaria vividezza la vita di una città romana al momento della sua improvvisa fine, regalando un viaggio nel passato che non ha eguali.
Informazioni pratiche
Sito: Parco Archeologico di Ercolano, Corso Resina 187, Ercolano (NA)
Ingresso: gratuito il 2 giugno e il 7 giugno 2026
Informazioni e aggiornamenti: ercolano.beniculturali.it
 

Venerdì 5 giugno all'Istituto Denza la presentazione de "Le Note della Mia Vita", l’autobiografia di Gianni Aterrano

Le Note della Mia Vita, Novant’anni di musica napoletana con l’autobiografia di Gianni Aterrano, a Napoli la prima presentazione del libro del pianista, compositore, arrangiatore e direttore artistico, il 5 giugno alle ore 19 all'Istituto Francesco Denza, Discesa Coroglio 9, Posillipo/ Napoli.

Le memorie di un musicista che ha attraversato novant’anni di canzone napoletana dall’interno: dal pianoforte di casa a quello dei grandi palcoscenici, dalle serenate dei vicoli ai Festival di Napoli, fino ai giorni nostri. “Le note della mia vita” (Iuppiter Edizioni www.iuppiteredizioni.it) è l’autobiografia di Gianni Aterrano — pianista, compositore, arrangiatore e direttore artistico — figura discreta, ma centrale della musica napoletana del secondo Novecento. Il libro sarà presentato, venerdì 5 giugno alle ore 19 all’Istituto Francesco Denza, Discesa Coroglio 9; insieme con l’autore ne parleranno: il direttore del Centro di Produzione della Rai di Napoli, Antonio Parlati, l’autore televisivo e radiofonico, Giano Aveta e la giornalista Désirée Klain. 

Nato a Napoli nel 1934, ottavo di dieci figli, Aterrano racconta, introdotto dalla prefazione di Pietro Gargano, in prima persona quasi un secolo di storia attraverso la lente privilegiata di chi quella storia l’ha suonata, arrangiata e prodotta.

Dal pianoforte di casa, sotto la guida di un’insegnante tedesca, alla Galleria Umberto I degli anni Cinquanta — vero salotto del mondo discografico napoletano — fino alla direzione artistica di etichette come la Zeus di Espedito Barrucci e la King Universal di Aurelio Fierro, il libro ripercorre incontri e amicizie con i protagonisti della canzone e del teatro italiano: Eduardo De Filippo, Sergio Bruni, Aurelio Fierro, Mario Trevi, Tony Astarita, Peppino Gagliardi, Giacomo Rondinella, Don Jaime de Mora y Aragón, e la scoperta — a tredici anni — di un ragazzino di nome Giovanni Calone, che il mondo avrebbe poi conosciuto come Massimo Ranieri.

Accanto ai retroscena di una vita di musica — fra cui la melodia composta a vista, davanti a Eduardo De Filippo, sui versi di «E la neve cade, cade lentamente», e l’arrangiamento di «’A pizza» di Aurelio Fierro, ancora oggi eseguito nella versione di Aterrano — il libro restituisce il ritratto di un’epoca irripetibile: i Festival, le orchestre di settanta elementi, le tournée fino in Australia, la televisione di Mike Bongiorno, Pippo Baudo e Corrado. Ma anche l’evoluzione (e le ferite) di una tradizione musicale che dal dopoguerra arriva fino a oggi.

Non è solo un memoir: è un documento. La voce di un testimone che, come lui stesso scrive, «ha il dovere di raccontare prima che la memoria si perda». Una storia personale che è insieme storia collettiva: novant’anni di Napoli che canta, raccontati da chi ne ha tenuto lo spartito, perché, conclude il Maestro: «La musica è vita, e la vita è musica». 

PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL LIBRO “I CENTO ANNI DEL CALCIO NAPOLI” DI BRUNO DATO

Un secolo di storia, passione e identità azzurra racchiuso in un’unica opera monumentale. Mercoledì 3 giugno 2026, alle ore 17:00, presso il Centro Pastorale Giovanile Shekinà della Comunità Parrocchiale San Gennaro al Vomero, sarà presentato ufficialmente il volume I Cento Anni del Calcio Napoli di Bruno Dato, la prima grande pubblicazione celebrativa dedicata al centenario del club partenopeo.
Il libro, edito da Youcanprint e arricchito dalla prefazione del giornalista Carlo Verna, rappresenta un viaggio completo e appassionato attraverso i cento anni della SSC Napoli (1926-2026): dalle radici ottocentesche del calcio cittadino — Naples, Internazionale Napoli, Internaples — fino ai trionfi più recenti, passando per l’epopea di Diego Armando Maradona, i primi due scudetti, il dramma del fallimento, la rinascita e la consacrazione degli ultimi anni con i due titoli vinti nel 2023 e del 2025.
Con oltre 330 pagine illustrate, l’opera ricostruisce con rigore storico e sensibilità narrativa i momenti, i protagonisti e le emozioni che hanno reso il Napoli non solo una squadra, ma un fenomeno culturale e identitario. Il volume dedica ampio spazio alla figura di Giorgio Ascarelli, presidente fondatore, e affronta capitoli spesso trascurati della storia azzurra, offrendo una prospettiva completa e definitiva sul secolo che ha segnato la vita sportiva e sociale della città. 
La presentazione vedrà la partecipazione di ospiti di grande prestigio, figure simboliche della storia del Napoli e del giornalismo sportivo: Carlo Verna, autore della prefazione e voce storica della Rai; Giuseppe Bruscolotti, capitano e bandiera del Napoli; Luigi Pavarese, dirigente sportivo; Lino Russo, ex medico social del club azzurro; Luigi D’Angelo, consulente medico dello staff sanitario; Raffaele Russo, segretario generale della SSCN ai tempi del Presidente, Corrado Ferlaino; Cané (Jarbas Faustinho), icona del calcio partenopeo; don Rosario Accardo già responsabile diocesano per le attività sportive; Gennaro Di Franco, giornalista.
La serata sarà un’occasione unica per celebrare il centenario del Calcio Napoli, condividendo memorie, aneddoti, testimonianze e riflessioni sul valore sportivo, culturale e umano di una storia che appartiene non solo ai tifosi, ma all’intera città.
Come ricorda una celebre citazione del New York Times, riportata nella scheda del volume: «Napoli non è più una città con una squadra di calcio. È una squadra di calcio con annessa una città.» Un’affermazione che sintetizza perfettamente lo spirito del libro e il senso profondo dell’evento.
L’incontro, moderato dalla giornalista Valeria Grasso, è aperto al pubblico, ai tifosi di ogni generazione, agli appassionati di storia dello sport, ai giornalisti e a tutti coloro che desiderano rivivere — pagina dopo pagina, voce dopo voce — un secolo di emozioni azzurre.
Per questo evento gli incassi della vendita del libro andranno in beneficenza alla Caritas parrocchiale della chiesa di San Gennaro al Vomero retta da Padre Massimo Ghezzi.
Un appuntamento da non perdere per chi vuole rendere omaggio a una storia che continua a unire, ispirare, a far sognare e per questo appuntamento utile anche a chi vuole fare del bene.


Automoto Napoli expo, da giovedì 4 a domenica 7 giugno alla Mostra d’Oltremare di Napoli la fiera dei motori più importante d’Italia

Al via la seconda edizione di Automoto Napoli expo, la fiera dei motori a due e quattro ruote più importante d’Italia che avrà luogo alla Mostra d’Oltremare di Napoli da giovedì 4 fino a domenica 7 giugno. Dopo il grande successo della prima edizione, che lo scorso settembre ha registrato oltre 40.000 spettatori, sono attese stavolta nei quattro giorni della manifestazione circa 100 mila persone. Saranno esposte più di 1.000 auto di eccellenza, supercar e dei marchi più iconici come Ferrari e Lamborghini, nonché moto dalle altissime prestazioni.
Alla cerimonia di inaugurazione, in programma giovedì 4 giugno alle ore 10, parteciperanno il presidente del Consiglio regionale della Campania Massimiliano Manfredi e altri numerosi rappresentanti delle Istituzioni, Autorità civili e oltre 150 componenti delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato, presenti alla fiera con i rispettivi gazebo espositivi. L’evento sarà impreziosito dalla Fanfara dei Carabinieri, che eseguirà l’Inno Nazionale e l’Alzabandiera.


L’edizione 2026 di Automoto Napoli expo prevede rispetto allo scorso anno l’ampliamento della superficie espositiva, con ben sei padiglioni e un’area esterna che supera i 40.000 metri quadrati, con un ricco programma di spettacoli e performance di stunt-man, dando vita così a un format potenziato e pensato per offrire un’esperienza ancora più immersiva agli appassionati di motori, ai professionisti del settore e alle famiglie desiderose di vivere da vicino il fascino delle due e quattro ruote, ma non solo. Il tutto garantendo una visibilità senza precedenti di tutte le attività.



L’evento, ideato da Luigi Iossa presidente della Federazione Italiana Supercar, insieme con Cesare Barra, e che è patrocinato dal Comune di Napoli, si preannuncia più grande e spettacolare che mai, grazie anche al padiglione dedicato al luxury con orologi di lusso, artigiani della Sartoria di eccellenza, yacht di lusso e champagneria.

Previsto anche un palco al centro delle 28 fontane con la presenza di Radio Marte media partner, We Can Dance e la filodiffusione di Mixed By Erry.


Automoto Napoli Expo è molto di più di una semplice esposizione di auto e moto. È un'occasione per ammirare le ultime novità delle principali case automobilistiche e motociclistiche che presenteranno i loro modelli più recenti, dalle supercar alle elettriche, passando per le moto da corsa e i veicoli commerciali; e per scoprire le tendenze del settore con l'evento che sarà un punto di riferimento per conoscere le ultime tendenze in fatto di design, tecnologia e sostenibilità nel mondo automotive.

Fra le attrazioni principali dell’evento ci sono il Padiglione Supercar, esposizione dedicata alle auto più esclusive e performanti al mondo, con modelli unici e di altissimo livello; l’⁠Area Moto, un ampio spazio dedicato alle due ruote tra moto sportive, custom, vintage ed elettriche, con tutte le ultime novità del settore; la già citata Area Luxury, un padiglione dedicato a orologi di lusso, champagnerie, maison, sartorie di lusso e yacht di lusso, per scoprire prodotti esclusivi e tendenze; l’Area museale con le auto d'epoca più storiche d'Italia; il Villaggio Tuning dedicato alle auto personalizzate; l’Area E-Mobility che promuove la mobilità elettrica con veicoli, accessori e soluzioni innovative per una guida

sostenibile; l’⁠Area Off Road 4x4 riservata a veicoli fuoristrada e SUV, pensata per gli appassionati di guida in condizioni estreme; l’Area guida sicura dedicata alla sicurezza stradale, con attività informative e dimostrative per promuovere una guida

consapevole; l’⁠Area Test Drive con percorsi interni ed esterni al quartiere fieristico; la ⁠Drift Taxi, una esperienza adrenalinica a bordo di auto da drift con piloti professionisti che accompagneranno il pubblico in spettacolari derapate controllate, cambi di direzione e manovre ad alta precisione, per vivere da vicino tutta l’intensità e il fascino della guida di traverso in totale sicurezza. La sezione intrattenimento prevede inoltre spettacoli con stunt acrobatici, esibizioni di auto e robot trasformabili per un’esperienza coinvolgente.E poi ancora numerose gare e competizioni previste: la Gara di limbo che mette alla prova l’assetto e l’altezza delle auto;la Gara audio con sfide tra impianti ad alta potenza per esaltare qualità e pressione sonora; la Gara di rombo con esibizioni dedicate al sound dei motori per valorizzarne potenza e carattere.
Main sponsor dell’evento: caffè Espresso



Biglietti: Ticketone
https://www.ticketone.it/eventseries/auto-moto-napoli-expo-4101635/ 

Info: https://www.automotonapoliexpo.com/

venerdì 29 maggio 2026

Louis Cane con la mostra Decostruire e reinterpretare la pittura fino al 30 giugno 2026


La mostra è accompagnata da una lettura critica di Matthieu Poirier, storico dell'arte e curatore dellemostre di arte moderna e contemporanea alla Cite de l’Architecture et du Patrimoine di Parigi.             

La Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. presenta a Bologna una mostra dedicata a Louis Cane, dopo il successo che lo ha visto protagonista nella recente esposizione nella sede parigina della galleria. Questo secondo appuntamento conferma il rinnovato interesse critico e collezionistico per l’opera dell’artista francese, figura centrale della scena europea contemporanea, la cui ricerca continua a rivelarsi di straordinaria attualità. La mostra si concentra su due momenti chiave della suaproduzione: gli esordi alla fine degli anni Sessanta, nell’ambito del movimento Supports/Surfaces,e la svolta degli anni Novanta, segnata da un rinnovato dialogo con la storia dell’arte e dalla produzione di un interessante corpus di sculture in ceramica.



Il percorso espositivo si apre con una selezione di celebri opere storiche, che testimoniano l’adesione di Cane ai principi di Supports/Surfaces, di cui è tra i membri fondatori. In questi lavori,l’artista analizza e decostruisce gli elementi fondamentali della pittura – supporto, superficie, gesto– liberandoli dalla funzione rappresentativa e ponendo al centro della ricerca il processo e la materialità dell’opera. La serie delle toiles et papiers découpées rappresenta uno dei momenti più radicali di questa indagine. Tagliando la tela e ricomponendola, Cane ne distrugge l’unità tradizionale e mette in evidenza la sua struttura fisica. Questo gesto non è solo formale, ma anche teorico: significa rifiutare l’idea del quadro come totalità chiusa e autonoma, per proporre invece una visione frammentaria e aperta. Le parti della tela acquistano una propria autonomia, e lo spazio tra di esse diventa altrettanto significativo quanto la materia dipinta. Il ciclo dei Sol/Mur approfondisce ulteriormente questa riflessione.



 Disporre le opere a terra o a parete non è una semplice scelta espositiva, ma un modo per ridefinire il rapporto tra pittura, spazio e spettatore.Destabilizzando le abitudini percettive, l'artista ci invita ad una fruizione più consapevole. Con la serie delle toiles tamponées, l’artista introduce una riflessione sul gesto e sulla ripetizione. L’uso di moduli e tamponi per applicare il colore elimina in parte l’espressività individuale, sostituendola con un procedimento sistematico e ripetitivo. Tuttavia, proprio in questa apparente neutralità emerge una nuova forma di sensibilità, legata alla variazione minima e alla percezione del tempo.La mostra si sposta poi sugli anni Novanta, quando Cane inaugura una nuova fase della sua pratica, caratterizzata da un confronto diretto con i grandi maestri del passato. In mostra saranno presentate due tele dal titolo Peinture abstraite traditionnelle che reinterpretano il celeberrimo ciclo di Claude Monet dedicato alle Ninfee, sul quale Louis Cane inizia a riflettere nel 1994 proprio in occasione di una sua mostra personale al Musee de l'Orangerie, dove sono conservate i capolavori del pittore impressionista. Su questa stessa scia si inseriscono le sculture Menines, ispirate all'opera di Diego Velázquez che aprono un importante focus della mostra dedicato alla produzione in ceramica.



La mostra si arricchisce infatti di sculture realizzate da Louis Cane in occasione della grande mostra che lo ha visto protagonista nel 1995 al MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, realizzata in collaborazione con la Galleria d’Arte Maggiore g.a.m. e curata da Franco e Roberta Calarota. 



Oltre alle Menines, completano il percorso le Veneri, che reinterpretano modelli arcaici di stampo etrusco, e le Altalene, opere che introducono nello spazio una dimensione dinamica e sospesa, ampliando ulteriormente la riflessione di Cane sul rapporto tra forma, equilibrio e percezione. Come per il colore, anche nella scultura Louis Cane mantiene la stessa attenzione quasi "analitica" per la materia, trattando la forma come un'esperienza tattile piuttosto che come un ideale da raggiungere. 



Sono sculture da guardare da vicino per coglierne sulla sua superficie ciò che resta del gesto: impronte, graffi, ispessimenti e irregolarità.Analizzando più aspetti dell'arte di Louis Cane, la mostra offre una lettura articolata della sua pratica, mettendo in luce la coerenza e l’evoluzione di un artista capace di attraversare e rinnovare i linguaggi della contemporaneità.


Cenni biografici:

Membro fondatore del collettivo Supports/Surfaces (1969-1972) insieme a Claude Viallat, Daniel Dezeuze e Jean-Pierre Pincemin, Louis Cane (Beaulieu-Sur-Mer, 1943 - Monaco, 2024) ha incontrato presto il successo e il riconoscimento istituzionale. Le prime acquisizioni da parte del Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris risalgono al 1973 e le sue opere sono conservate nelle collezioni permanenti dei più importanti musei del mondo, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il MoMA - Museum of Modern Art di New York, il Philadelphia Museum of Art e il Tel Aviv Museum of Art. Nel 1976 sono state organizzate mostre monografiche in Danimarca e in Canada,rispettivamente al Louisiana Museum e al Musée d'Art Contemporain de Montréal. L'anno successivo, nel 1977, il Centre Pompidou, inaugurato pochi mesi prima, ha ospitato la prima mostra personale a lui dedicata in Francia, confermando così il suo posto al centro dell'avanguardia e del movimento Supports/Surfaces, da cui sono tratte le serie presentate. Nello stesso anno, la LeoCastelli Gallery di New York gli dedicò una mostra. Nel 1978 ha tenuto una mostra personale all'Israel Museum di Gerusalemme e nel 1979 un'altra al Musée d'Art Moderne di Strasburgo.Nei decenni successivi, diverse mostre consolidarono lo status di Louis Cane e della sua opera, tra cui: la Fondazione Maeght a Saint-Paul de Vence (1983), il Museo di Tolone (1987), il Museo Civico di Belle Arti di Santander (1991), la Fondazione Deutsch Belmont a Losanna (1991), la Statengalerie dell'Aia (1992), il Museo d'Arte di Tel Aviv (1992), il Centre Pompidou (1992), il Musée de l'Orangerie di Parigi con la serie Nympheas (1994) e il Museo d'Arte Moderna di Takaoka (1995). Ha inaugurato il nuovo secolo con una mostra del gruppo Supports/Surfaces al Museo d'Arte Contemporanea di Tokyo, seguita dal Museu de Arte Moderna di San Paolo(2000), dallo Shaanxi History Museum in Cina (2001) e dalla mostra collettiva "Recto Verso"alla Fondazione Prada di Milano (2015).

Love Film Festival, dal 29 al 31 maggio 2026 a Perugia con Gabriele Lavia, Fausto Russo Alesi, Jaele Fo, madrina Barbara Chichiarelli

Tra gli ospiti Gabriele Lavia, Fausto Russo Alesi, Jaele Fo, il giornalista Luigi Garlando, Madrina del festival Barbara Chichiarelli.

Evento di chiusura in anteprima assoluta: proiezione della serie Rai Fiction Estranei,presenti il regista Cosimo Alemà e l’attore Marco Cocci.

Prende il via oggi, 29 maggio, a Perugia, il Love Film Festival, primo festival cinematografico in Italia incentrato sul tema dell’amore, alla sua dodicesima edizione con la direzione artistica di Daniele Corvi.  

La manifestazione, che premia con il Grifone d’oro le pellicole italiane e internazionali uscite in sala nell’anno precedente per le categorie di Miglior film, Migliore regia, Miglior attrice, Miglior attore, Miglior sceneggiatura e Miglior cortometraggio, negli anni ha ospitato talenti del cinema come Antonio e Pupi Avati, Marco Bellocchio, Marco Bocci, Alessio Boni, Raoul Bova, Abel Ferrara, Paolo Genovese, Claudia Gerini, Elio Germano, Madalina Ghenea, Giancarlo Giannini, Giovanna Mezzogiorno, Laura Morante, Don Most, Roman Polanski, Carlo Verdone, Paul Verhoeven.

L’edizione 2026 vede madrina l’attrice Barbara Chichiarelli, appena vista nella popolare serie Sky Avvocato Ligas, al fianco di Luca Argentero.

Il tema di quest’anno ci parla dell’“amore” inteso come “inclusione”, ovvero quella capacità di riconoscere, valorizzare e integrare la “diversità” umana in tutte le sue forme, sociali, culturali, etniche, economiche, di genere, di abilità e di orientamento. Tutte le opere in programma sono state dunque selezionate per stimolare una riflessione critica e informata. Il Festival sarà anche palcoscenico di un percorso che proseguirà durante l’anno sostenuto dalla Fondazione Perugia e intitolato “Visioni inclusive - percorsi per un cinema inclusivo”, atto a sensibilizzare gli studenti delle scuole superiori e universitari attraverso il linguaggio cinematografico. 

Il Love Film Festival realizzato in collaborazione con la Regione Umbria ha il patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, del Comune di Perugia, ed è realizzato con il contributo di A.Di.S.U Umbria e Umbra Acque, in media partnership con Rai Umbria.

Tutte le proiezioni a ingresso a libero saranno al Cinema Méliès.

Tra gli eventi in programma:

l’anteprima della serie Rai Fiction Estranei di Cosimo Alemà, con Elena Radonicich, Kel Giordano, Marco Cocci, Isabella Ferrari, Ricky Memphis, Giulio Scarpati, alla presenza del regista e dell’attore Marco Cocci, storia dell’amore contrastato tra una ragazza italiana e un ragazzo sikh (evento di chiusura del 31 maggio alle 21); l’incontro con l’attore e regista Gabriele Lavia (il 31 maggio alla Sala della Vaccara alle 17), per la retrospettiva del film La lupa (1996) in occasione del suo trentennale; l’anteprima del film La bolla delle acque matte in concorso, finanziato dall’Umbria Film Fund 2022, alla presenza della regista Anna Di Francisca, dell’attore protagonista Fausto Russo Alesi e delle attrici Jaele Fo e Giulia Zeetti, Sara Purgatorio (DOP), Paolo Perna (musiche) (evento di apertura, 29 maggio alle 20:30). 

E ancora: un incontro con la distributrice cinematografica, responsabile di TittiMedia, Cristina Priarone a seguito della proiezione del film Le tre regole infallibili (2025, in concorso) di Marco Gianfreda (29 maggio); la presentazione dei libri Per questo mi chiamo Giovanni (alla sede di Mediazione Linguistica, il 30 maggio alle 11) e Sandro libera tutti (sempre il 30 maggio, alla Sala dei Notari alle 17) presente l’autore, il giornalista Luigi Garlando, storica firma de La Gazzetta dello sport e autore di popolarissimi libri per ragazzi; la proiezione del film Francesco (1989) di Liliana Cavani in occasione dell’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi (29 maggio); la proiezione del film Io non sono nessuno (2025, in concorso) di Geraldine Ottier, storia vera di Maria Silvia Spolato, la prima donna in Italia a dichiarare apertamente la propria omosessualità, presente la regista e gli attori Graziano Scarabicchi e Martina Carletti (30 maggio alle 20:30); e la presentazione in anteprima assoluta del progetto cinematografico a tema bullismo Blues Baby Boy, della regista e titolare di CS Cinema, Andrea Simonella (30 maggio).

Il manifesto del Love Film Festival è realizzato da Francesco Quintiliani. 

In allegato il programma completo

Info: www.perugialovefilmfestival.com

Associazione Perugia Love Film

info@perugialovefilmfestival.com

 

Roberto Di Pinto per Don Salvatore, un orto, un cortile, due cucine il 16 giugno 2026 a Monte di Procida nei Campi Flegrei

Un orto, un cortile, due cucine: Luigi Colandrea e Roberto Di Pinto
in compagnia di Pietro Mastroberardino e dei suoi vini il 16 giugno 2026 alle ore 20 da Don Salvatore a Monte di Procida.

Napoli Milano andata e ritorno. 
Roberto Di Pinto, nato nella Napoli più popolare, consacrato a Milano dalla Stella Michelin e premiato dalla notorietà di “Celebrity Chef”, torna alle origini e incontra la cucina di materia e tecnica di Luigi Colandrea, in una divertente serata a quattro mani. 
Ospite di onore Piero Mastroberardino, erede della tradizione vitivinicola plurisecolare di una famiglia che ha imposto nel mondo i vitigni autoctoni campani.
Alla ETS Sostenitori Ospedale Santobono, per la formazione del reparto di neuropsichiatria infantile, sarà devoluto il ricavato della serata.

Martedì 16 giugno, alle 20, Don Salvatore ristorante e relais di Monte di Procida ospiterà Roberto Di Pinto, volto televisivo e social affermato, giudice della nuova stagione di Celebrity Chef, uno degli chef più talentuosi e carismatici della scena gastronomica contemporanea italiana.
Primi passi nella storica pasticceria Scaturchio e all’Alberghiero di Pozzuoli, poi anni di viaggio lo portano a Londra, Parigi, Firenze, San Francisco e infine a Milano, dove riceve il riconoscimento della stella Michelin. Il nome del suo ristorante, SINE, “senza” in latino, racchiude l’idea stessa di cucina di Di Pinto: lotta a rigidità e sovrastrutture ed esaltazione della qualità della materia prima, del gusto e dell’accoglienza. 
Il forte legame con Napoli è declinato con le esperienze vissute nel mondo. Ne vengono fuori piatti che interpretano la Cucina Mediterranea con estro creativo. Ama definirsi uomo di “sogni e radici” che mantiene il cuore legato alle origini partenopee pur avendo viaggiato per conoscere le cucine più prestigiose nel mondo.
Luigi Colandrea, cresciuto con il fratello Generoso tra gli orti e i filari di famiglia, sotto lo sguardo vigile e operoso di mamma Rosa, porta in cucina la storia agricola dei Campi Flegrei e una sensibilità autentica per la materia prima e per il valore del lavoro nei campi.
Ospite d’onore della serata sarà Piero Mastroberardino, erede di una tradizione pluricentenaria nel mondo del vino, rappresentante di una famiglia cui si deve la riscoperta dei vitigni autoctoni irpini e campani e l’affermazione del vino campano nel mondo. I suoi vini, serviti in abbinamento, saranno la quadratura del cerchio, il legame naturale tra la cucina delle radici di Di Pinto e la passione di Luigi Colandrea per l’esaltazione dei prodotti della sua terra.
Terra alla quale Luigi Colandrea è tornato, dopo gli studi e le esperienze di lavoro fuori regione, per dar vita nel 2016 a Don Salvatore, ristorante e relais immerso nell’azienda agricola di famiglia. Nato all’interno di un antico cellaio, il progetto è cresciuto nel tempo mantenendo intatta la sua filosofia: portare in tavola ciò che la terra produce, senza mediazioni, nel pieno rispetto della stagionalità e della biodiversità flegrea.
La cucina di Luigi Colandrea è una cucina di memoria e passione. I menu cambiano seguendo il ritmo dell’orto e delle produzioni aziendali. Tutto è pensato per raccontare una terra sospesa tra orto e mare, arricchita dalla natura vulcanica dei suoi suoli e dal clima mite della costa, con uno stile essenziale e riconoscibile, scevro da virtuosismi barocchi.
Oggi Luigi Colandrea rappresenta una delle voci più autentiche della nuova stagione della cucina dei Campi Flegrei: una cucina autentica, identitaria e contemporanea, in cui la tecnica è posta al servizio dello straordinario patrimonio di biodiversità e della grande tradizione gastronomica di questa terra.
Roberto e Luigi hanno preparato un menu in sette portate che raccoglie le suggestioni più interessanti della loro proposta gastronomica: alcuni piatti simbolo del SINE di Milano si alterneranno alla solida cucina delle radici del Don Salvatore.
La serata, allegra e spensierata, allietata da buona musica, sarà anche l’occasione per supportare, attraverso la ETS Sostenitori Ospedale Santobono, il reparto di neuropsichiatria infantile del Santobono nell’organizzazione della seconda edizione del convegno “L’arte di mascherarsi”, dedicato all’autismo, al quale potrà partecipare, grazie al ricavato, il professor Tony Attwood, massimo esperto mondiale sul tema. Il suo intervento sarà un supporto prezioso alla formazione del personale medico e infermieristico napoletano e per fornire una adeguata conoscenza alle famiglie dei piccoli ammalati. 
Quello con Roberto Di Pinto è il primo di un ciclo di incontri che porterà questa cucina ad affiancarsi amichevolmente alle voci geniali del panorama gastronomico italiano, alla ricerca delle comuni radici e della sana contaminazione.

Menu https://donsalvatoreristoranteerelais.plateform.app/frontpage/esperienze/e1ab3afc6d6f37befa05e406a9a51c2e
Don Salvatore ristorante & relais
https://www.donsalvatore.eu/