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martedì 20 gennaio 2026

AstraDoc apre col film dell'iraniana Sepideh Farsi sull'incredibile storia della fotoreporter palestinese Fatma Hassona

Il film della regista iraniana Sepideh Farsi apre la XVI edizione della rassegna di Cinema del reale nella sala di via Mezzocannone.

La kermesse di Arci Movie apre con “Put your soul on your hand and walk” sull’incredibile storia della fotoreporter palestinese Fatma Hassona.

Venerdì 23 gennaio 2026 ore 20:30 Cinema Astra con Arturo Scotto, Sara Borrillo, Luigi Daniele: Film e ospiti della prima parte di AstraDoc che proseguirà fino ad aprile
Torna “AstraDoc - Viaggio nel cinema del reale”, la rassegna di Arci Movie che da sempre si svolge al Cinema Astra di via Mezzocannone a Napoli, in collaborazione con Parallelo 41 Produzioni, Università degli Studi di Napoli Federico II e Coinor. La XVI edizione - che si svolgerà dal 23 gennaio al 24 aprile - apre la prima parte del programma con un’opera di grande respiro internazionale che tocca l’attualità della tragedia palestinese con le sue innumerevoli ferite ancora aperte. Si tratta del film “Put Your Soul on Your Hand and Walk” di Sepideh Farsi con Fatma Hassona, presentato in prima mondiale a Cannes 2025 e poi alla Festa del Cinema di Roma. La serata inaugurale sarà introdotta dal curatore della rassegna Antonio Borrelli e accompagnata dagli interventi del deputato Arturo Scotto, di Sara Borrillo, professoressa Storia dei Paesi islamici dell'Università L'Orientale, e di Luigi Daniele, professore di Diritto internazionale all'Università del Molise.

Il documentario è incentrato sulla collaborazione tra Sepideh Farsi, regista iraniana che vive a Parigi, e Fatma Hassona, giovane fotoreporter che vive con la famiglia in Palestina, a Gaza, e che documenta con le sue foto l’assedio della sua terra. Le due progettano di realizzare un film di denuncia della tragica situazione palestinese: si parlano quasi ogni giorno con videochiamate che la regista tiene in memoria come documentazione per il lavoro da fare. Nelle loro conversazioni si mescolano rapporti giornalistici sulla situazione quotidiana che Fatma vede attorno a sé e conversazioni personali sulle speranze e i sogni di una ragazza come tante. Un giorno Sepideh comunica a Fatma che avranno la possibilità di presentare il progetto al Festival di Cannes e che sono entrambe invitate sulla Croisette. Il giorno dopo, 16 aprile 2025, la casa degli Hassona viene distrutta da missili di precisione che uccidono Fatma e gran parte della sua famiglia. Il caso fa il giro del pianeta e scuote le coscienze. Quelle telefonate “preparatorie” diventano per la regista l’unico materiale disponibile per un film che viene pervicacemente alla luce. Ed è quanto mai autentico, necessario e urgente. La voce della fotoreporter Fatma Hassona non sarà dimenticata

“Put Your Soul on Your Hand and Walk è la mia risposta, come regista, ai massacri in corso dei palestinesi. Quando ho incontrato Fatma Hassona è avvenuto un miracolo. Lei è diventata i miei occhi a Gaza, dove resisteva documentando giorno per giorno la guerra. E io sono diventata un collegamento tra lei e il resto del mondo, dalla sua «prigione di Gaza», come la definiva lei. Abbiamo mantenuto questa linea di comunicazione per quasi un anno. I frammenti di pixel e suoni che ci siamo scambiate sono diventati il film che vedete. L'assassinio di Fatma il 16 aprile 2025, in seguito a un attacco israeliano alla sua casa, ne cambia per sempre il significato” (note di regia)

Sepideh Farsi ha vissuto la rivoluzione iraniana a soli 13 anni. Dopo essere stata arrestata a 16 anni lascia il suo paese per poter continuare a vivere. Si stabilisce a Parigi dove studia matematica, si dedica alla fotografia e inizia una prolifica carriera cinematografica. Autrice di una quindicina di opere tra documentari, fiction e animazione, è nota per l’uso dimezzi non convenzionali. Attivista instancabile per la democrazia in Iran, continua a unire impegno politico e creazione artistica.

La prima parte del programma di AstraDoc vedrà anche il 30 gennaio la presentazione in anteprima napoletana del documentario “Canone effimero” di Gianluca e Massimiliano De Serio (Menzione speciale alla Berlinale 2025 nella sezione Forum), con quest’ultimo presente in sala, insieme alla scrittrice e saggista Simona Frasca, per introdurre un’opera che affonda nelle radici ancestrali della storia del nostro Paese, ricchissimo di tradizioni, spesso dimenticate. Il 6 febbraio altra anteprima napoletana con il doc “Waithood” alla presenza dell’esordiente regista Paola Piscitelli (Concorso italiano Festival dei Popoli 2025), coming of age del giovane Mauro, capoverdiano di nascita e napoletano d’adozione, in cerca della propria identità attraverso un viaggio a ritrovo verso le proprie radici. Il film sarà preceduto dalla proiezione in esclusiva del restauro del cortometraggio “Cap-Vert, un Caranaval dans le Sahel” della grande regista Sarah Maldoror. Il 13 febbraio, invece, sarà il turno di “Dove siamo?” accompagnato dalla regista salernitana Emma Onesti (Premio Curzio al Festival Filmmaker 2023 e Premio Zalab al FrontDoc 2024) e dal direttore del Filmmaker Festival di Milano Luca Mosso, che parla della vita di Simone, un bambino nello spettro autistico, raccontata attraverso lo sguardo della sorella regista cercando di esplorare le dinamiche di una famiglia che cerca un equilibrio tra forza e fragilità, reinventando continuamente le proprie relazioni e scoprendo nuove prospettive sulla neurodiversità. Il 20 febbraio torna a Napoli Daniele Gaglianone con il suo ultimo lavoro “Cumpartia” (Concorso italiano Festival dei Popoli 2025), un racconto sulle difficoltà e sulle gioie di chi torna nella propria terra, il Sulcis, tra solitudine e malinconia. La proiezione sarà preceduta dalla presentazione dei lavori del progetto “Fuori Campo – Filmmaker per il sociale” curato da Arci Movie con la supervisione artistica dello stesso Gaglianone. La prima parte del programma di AstraDoc chiude il 27 febbraio con il toccante documentario “One to One: John e Yoko” di Kevin McDonald (selezione ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia 2024 e al Sundance Film Festival 2025), un viaggio attraverso l’essenza più pura del pacifismo, la controcultura incendiaria della coppia e il celebre concerto del 1972, con materiale inedito, filmati casalinghi e le conversazioni intime con amici e collaboratori.

AstraDoc - curata da Arci Movie in collaborazione con Parallelo 41 Produzioni, Università degli Studi di Napoli Federico II e Coinor, con il patrocinio del Comune di Napoli - proseguirà tutti i venerdì fino al 24 aprile portando documentari e ospiti nella sala di via Mezzocannone per toccare l’attualità e temi importanti attraverso la sensibilità della Settima Arte.

Biglietto d’ingresso 5 euro, ridotto a 4 euro per i soci Arci. Dettagli sul film sono disponibili sul sito www.arcimovie.it e sui social Arci Movie e AstraDoc. Per attivare gratuitamente gli aggiornamenti della rassegna su WhatsApp inviare un messaggio al 334 68 95 990.

MODA E ABITI DA SPOSA, MAESTÀ È L’ELEGANZA CHE CONQUISTA IL CUORE NELLA NUOVA COLLEZIONE DI SALVATORE PAPPACENA

Straordinario successo di pubblico e sold-out di presenze in entrambe le sfilate della serata di presentazione di “Maestà”, la nuova collezione 2026 di abiti da sposa e da cerimonia di Salvatore Pappacena.


La presentazione, avvenuta nel suggestivo scenario del Salone Margherita di Napoli, condotta da Veronica Maya e con la regia e organizzazione di Clarence Management, ha confermato lo stilista casertano come uno dei principali protagonisti dell’alta moda italiana. Pappacena ha conquistato il pubblico presente, con l’artista Valentina Stella in prima fila fra i tanti, con le sue creazioni esempio di arte e talento, stile ed eleganza, ricercatezza dei particolari e cura maniacale dei dettagli.


Perché il titolo “Maestà”? “Perché l’autentica maestà – spiega Salvatore Pappacena – non risiede nella corona, ma nel cuore di chi la indossa. E colpire al cuore le donne che scelgono di indossare una mia creazione è sempre stato il senso del mio lavoro. La collezione Maestà è un inno intimo ma altisonante alla regalità e alla raffinatezza, pensata per una sposa che desidera un abito che sia non solo elegante, ma che racconti anche una storia d’amore e tradizione, di passione e grandezza”.


Ogni creazione di Maestà è un’opera d’arte profonda e imponente. I meandri di strutture sinuose e tridimensionali sono le fondamenta per cascate di pizzi chantilly finemente ricamati, tessuti vellutati ed intrecci di seta e grandezza impareggiabile. Il Mikado si fonde con piogge di cristalli e delicati fiori di organza, sbocciati a mano uno ad uno grazie ad una sartorialità rara e tutta italiana che da sempre è cifra distintiva dell’estro di Pappacena. Il pizzo rebrodè, un tocco di classe intramontabile, si fonde con linee moderne e sofisticate di una maestosità senza tempo, creando un equilibrio perfetto fra tradizione e innovazione. Le strutture forti di ogni singola creazione enfatizzano la silhouette e donano regalità e una inarrivabile nobiltá di nascita, pur senza la caratteristica naturale del sangue blu. Guanti eleganti, gioielli e accessori esclusivi, nati ciascuno insieme al proprio abito, rendono unica ogni sposa, grazie a dettagli tanto raffinati quanto affascinanti.


“Le mie spose – continua Pappacena - regnano nel mio cuore come sovrane di un’epoca vittoriana. Custodiscono amori e moti di coscienza nelle complesse gabbie metalliche che animano le loro vesti, esattamente come i sentimenti animano i loro cuori.  Paniers gonfi di maestosità che un tempo erano sotto struttura dell'abito oggi appaiono in bella vista e sottolineano la silhouette di una donna altèra e regale. Una donna che, attraverso il proprio abito vuol dire: ‘Io sono, Io amo, Io posso’. Ogni singolo elemento di questa mia collezione racconta più che mai il sapere artigianale che da sempre custodisco nel mio atelier e mi rende fiero. Ho fortemente voluto conferire ad ogni abito quell’alone di mistero che accompagna sempre la vera grandezza. Ogni abito della collezione Maestà – conclude lo stilista - è una promessa di bellezza senza tempo, che consentirà alla magnificenza di ciascuna di riecheggiare nel tempo e nello spazio, per sempre. Perché la vera Maestà non ha bisogno di orpelli ma di capolavori che la consacrino all’eternità”.


Partner dell’evento, la cui regia e organizzazione è stata curata da Clarence Management, sono stati Valentina Bucelli (Make up), Gianni Altamura Luxury (Hair) e Rama Italian Gourmet (Catering).


Napoli, il Comune ‘sfratta i morti’ del caso della compravendita illegale

Arriva l’ordine di estumulazione per le salme dei parenti vittime della truffa delle cappelle del cimitero di Poggioreale. L’avvocato Rubinacci: “Dietrofront sugli impegni presi, ora chi è stato riconosciuto come truffato è trattato come un occupante abusivo e paga logiche che sembrano di palazzo”.
Obbligati a riprendere con sé i propri morti, nonostante la Giustizia italiana li abbia già riconosciuti come vittime di una truffa. È quanto accade a S.C. e A.P., due coniugi napoletani che si sono visti recapitare un ordine di estumulazione delle salme dei propri familiari dalla cappella funeraria di Poggioreale, nonostante una vicenda amministrativa e giudiziaria complessa che li ha già visti riconosciuti come parti lese.

Il manufatto, uno dei tanti al centro del caso di compravendita illegale nel cimitero partenopeo balzato agli onori della cronaca qualche anno fa, custodisce ancora le spoglie mortali di quelli che sono formalmente i ‘precedenti’ usufruttuari. “Con l’amministrazione comunale – spiega l’avvocato Gianni Rubinacci, dell’omonimo studio che ha firmato la diffida con cui S.C. e A.P. si oppongono alla richiesta comunale – si stava procedendo a un percorso condiviso che, riconoscendo la buona fede degli acquirenti, dava loro uno specifico diritto di prelazione”. Insomma, un iter specifico per permettere alle vittime dell’acquisto illegale di poter tornare ad avere la concessione delle cappelle in maniera legale e congrua economicamente per la collettività.

Il tutto è nero su bianco anche su atti dello stesso Comune, come dimostra il verbale del 14 luglio 2023 della Commissione Trasparenza in cui l’amministrazione partenopea si impegna a individuare una soluzione che riconosca il diritto di prelazione agli acquirenti in buona fede delle cappelle acquisite al patrimonio comunale, aprendo formalmente a una revisione del regolamento cimiteriale per evitare che “le conseguenze di una gestione opaca ricadano interamente sui cittadini coinvolti”.

Nelle scorse ore, invece, il dietrofront del Comune con la richiesta di estumulazione. Cosa è cambiato? “Oltre al dirigente di riferimento? Non è dato sapere. Di fatto, però, qui non siamo di fronte a un semplice atto tecnico ma a un capovolgimento di senso”, commenta Rubinacci. Che rincara la dose: “Il Comune che per anni ha autorizzato e certificato determinate operazioni, e che continua a ribadire di essere stato a sua volta raggirato, oggi pretende di rimediare ai propri vuoti amministrativi ‘sfrattando’ perfino i defunti. Come se l’essere raggirati come cittadini valesse meno dell’essere raggirati come burocrati, tra l’altro nello svolgimento del proprio compito di controllo”.

Secondo il legale, il provvedimento di estumulazione ignora sia il principio di rispetto dovuto ai morti sia la normativa sanitaria che disciplina le tumulazioni. “Se tale richiesta di estumulazione venisse estesa a tutte le famiglie coinvolte, parleremmo di dover trasferire tra le 600 e le 700 salme circa: da un punto di vista igienico-sanitario, è una follia”, commenta Rubinacci. Inoltre, secondo l’avvocato (che da tempo segue l’evoluzione della vicenda), tale scelta va a cancellare con un atto burocratico anni di comportamenti dell’amministrazione che avevano ingenerato un affidamento legittimo nei cittadini coinvolti. «Il paradosso è che chi è stato riconosciuto come vittima di un sistema opaco viene oggi trattato come un occupante abusivo, chiamato a pagare e a rimuovere le salme dei propri cari», prosegue l’avvocato.

Nel mirino anche la richiesta economica avanzata dal Comune, giudicata non coerente con le stesse delibere comunali in materia di indennità di occupazione. Un’impostazione che, secondo la difesa, dimostra come il “tentativo di rimettere ordine a posteriori in una gestione fallimentare finisca per scaricarsi interamente sui cittadini”, senza distinguere responsabilità e senza tenere conto delle somme già versate.

“L’amministrazione Manfredi ‘sfratta’ i morti in funzione di logiche che sembrano più di palazzo che di interesse collettivo”, conclude Rubinacci. “Questa vicenda che segna un confine preciso: prima che la burocrazia perda definitivamente il senso di responsabilità, chiediamo al primo cittadino e all’assessore Santagada un intervento diretto per non aggiungere al danno dell’essere stati truffati la beffa dell’essere traditi dai propri rappresentanti”.



Cultura senza barriere - Una giornata di gioco, scoperta e tecnologia per tutti 23 febbraio 2026

Il Parco Archeologico di Ercolano propone per il 23 febbraio una nuova giornata speciale nell’ambito del progetto Cultura senza barriere, realizzato in collaborazione con Mi Coloro di Blu Onlus e CoopCulture.
Un appuntamento aperto a tutti coloro che desiderano vivere il patrimonio culturale in modo più libero, partecipato e divertente e pensato per accogliere anche ragazzi con disturbi del neurosviluppo, in particolare nello spettro autistico.
A febbraio l’iniziativa sceglie di mettere al centro il gioco come linguaggio universale, capace di unire bambini, famiglie e scuole in un’esperienza condivisa. Una visita che supera i confini della didattica tradizionale e si trasforma in un’avventura inclusiva, dove ciascuno può sentirsi protagonista.
Visite inclusive: esplorare Ercolano insieme
Nel corso della mattinata, dalle ore 9:00 alle 13:00, si svolgeranno visite guidate inclusive organizzate in turni (massimo 25 partecipanti per gruppo), della durata di circa un’ora e mezza.
I percorsi sono progettati per garantire tempi distesi, linguaggi chiari e un clima accogliente, favorendo la partecipazione attiva e il benessere di tutti.
La partecipazione è gratuita con il biglietto ordinario d’ingresso al sito, incluse le riduzioni e gratuità previste dalla normativa vigente.
Le attività sono su prenotazione tramite il portale
👉https://www.coopculture.it/it/prodotti/cultura-senza-barriere/
oppure via e-mail 👉 edu@coopculture.it
L’iniziativa è rivolta a scuole primarie e secondarie di I grado, famiglie con bambini e a chiunque voglia sperimentare una cultura davvero accessibile. Si consiglia abbigliamento comodo.
Gioco e tecnologia: “Avventura a Ercolano”
Cuore dell’esperienza è “Avventura a Ercolano”, la guida digitale interattiva che accompagna bambini e ragazzi alla scoperta dell’antica città attraverso realtà aumentata, giochi e attività immersive.
Pensata per favorire il coinvolgimento anche di visitatori con autismo o difficoltà cognitive, l’app trasforma la visita in un percorso personalizzato e stimolante.
L’applicazione è disponibile su tablet messi a disposizione dal Parco oppure scaricabile gratuitamente su iPad Apple al link
👉 https://ercolano.cultura.gov.it/accessibilita/
Tra le attività proposte:
ricomposizione virtuale dei mosaici antichi,
lancio del giavellotto nella Palestra,
raccolta di monete sulla terrazza di Balbo,
simulazioni di restauro di reperti archeologici.
Operatori specializzati ed esperti del patrimonio affiancheranno i gruppi, creando un contesto di scoperta, collaborazione e gioco, dove la tecnologia diventa strumento di relazione oltre che di conoscenza.


Sette artisti internazionali donano le loro opereal Pio Monte della Misericordia in dialogo con il capolavoro di Caravaggio

sabato 24 gennaio alle ore 10 al Pio Monte della Misericordia si svolgerà l'anteprima stampa dell'ottava edizione del progetto "Sette Opere per la Misericordia" in cui sette artisti internazionali donano le loro opere che entreranno a far parte della collezione permanente di arte contemporanea dell'istituzione.
I lavori donati sono di Antony Gormley, Holly Herndon e Mat Dryhurst, Yu Hong, Max Renkel, David Salle, Marco Tirelli e Lee Ufan, allestiti nella chiesa intorno al capolavoro del Caravaggio.
La mostra inaugura al pubblico sabato 24 gennaio alle ore 11 e resterà esposta fino al 24 aprile 2026.
Dal 24 gennaio al 24 aprile 2026

in mostra nella chiesa:

Antony Gormley, Holly Herndon e Mat Dryhurst, Yu Hong,

Max Renkel, David Salle, Marco Tirelli e Lee Ufan

                                                                   

Opening sabato 24 gennaio ore 11

Pio Monte della Misericordia

Napoli, Via Tribunali, 253

 

Sabato 24 gennaio alle ore 11 inaugura al Pio Monte della Misericordia l’VIII edizione di Sette Opere per la Misericordia, progetto che invita sette artisti di fama internazionale a donare una propria opera, ispirata liberamente al tema della misericordia.
Protagonisti dell’edizione 2026 sono Antony Gormley, Holly Herndon e Mat Dryhurst, Yu Hong, Max Renkel, David Salle, Marco Tirelli e Lee Ufan, artisti di diversa provenienza e sensibilità, che hanno accolto con grande generosità l’invito a condividere la missione dell’Ente attraverso un gesto di mecenatismo puro, donando i propri lavori che entreranno stabilmente nella collezione del Pio Monte. con la dicitura “Dono dell’Artista”.
Le opere saranno esposte fino al 24 aprile 2026 nella chiesa del Pio Monte, in dialogo diretto con il capolavoro di Michelangelo Merisi da Caravaggio custodito sull’altare maggiore, rinnovando a oltre quattrocento venti anni di distanza quel legame profondo tra arte, carità e impegno civile che nel 1606 portò i Governatori del Pio Monte a commissionare al Merisi le Sette Opere di Misericordia, ancora oggi cuore simbolico e spirituale del complesso monumentale
Ad inaugurare l’iniziativa, sabato 24 gennaio, saranno Fabrizia Paternò di San Nicola, Soprintendente del Pio Monte della Misericordia, Mario Codognato, curatore della mostra e del catalogo di "Sette opere per la Misericordia", Alberto Sifola, Governatore al Patrimonio Mobiliare Artistico e Archivistico del Pio Monte della Misericordia e Maria Grazia Leonetti Rodinò, ideatrice e responsabile del progetto "Sette opere per la Misericordia".
Il progetto Sette Opere per la Misericordia, ideato nel 2011 da Maria Grazia Leonetti Rodinò, storica dell’arte e già Governatore ai Beni Culturali ed Artistici del Pio Monte, e curato sin dalla prima edizione da Mario Codognato, è finanziato con il contributo della Regione Campania, Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo, ai sensi della L.R. 7/2003, Piano per la promozione culturale. L’iniziativa nasce quindici anni fa con l’obiettivo di rinnovare la vocazione culturale e sociale del Pio Monte della Misericordia attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, riaffermando il valore della cultura come strumento capace di generare azioni di solidarietà e di sostenere concretamente le attività assistenziali, educative e formative dell’Istituzione.
Le opere presentate riflettono un’ampia varietà di tecniche e linguaggi, dalla scultura alla pittura, dal disegno su carta e su tavola all’uso di materiali misti, dall’acquerello alla fotografia e alle tecniche digitali, fino alla sperimentazione con l’intelligenza artificiale e i processi generativi. Un insieme eterogeneo di pratiche che testimonia la pluralità degli approcci contemporanei e la capacità di ciascun artista di declinare il tema della misericordia attraverso il proprio vocabolario formale.
Lo scultore britannico Antony Gormley affronta il tema della misericordia muovendo dal corpo umano, inteso come luogo originario dell’esperienza e della vulnerabilità, una presenza fisica esposta a forze invisibili che ne sollecitano l’equilibrio e la condizione esistenziale. Gli artisti Holly Herndon e Mat Dryhurst offrono nel loro lavoro una lettura profondamente contemporanea dei concetti di cura e collettività attraverso un’immagine generata con il primo modello di intelligenza artificiale DALL-E, nella quale il processo stesso di costruzione dell’opera assume la forma di un atto corale e condiviso. La pittrice Yu Hong concentra la propria ricerca sul corpo esposto e sull’esperienza del vivere e del morire, affidando a mani e piedi isolati, dipinti su fondo dorato, una forte valenza simbolica che richiama tanto la tradizione iconica quanto la durezza del vissuto contemporaneo, in un confronto diretto con la verità corporea cara anche a Michelangelo Merisi da Caravaggio. L’artista tedesco Max Renkel lavora sul confine instabile tra figurazione e astrazione, dando vita a un’immagine sospesa che interpreta la misericordia come spazio di apertura e possibilità percettiva. David Salle, pittore e incisore statunitense, intreccia immagini e linguaggi eterogenei, attingendo alla cultura di massa e alla storia dell’arte per riflettere sulla frammentazione della coscienza contemporanea. Marco Tirelli indaga la soglia tra visibile e invisibile attraverso una pittura rigorosa e mentale con un’opera sospesa tra geometria e intuizione, tra astrazione e reminiscenza, spingendo lo spettatore oltre la superficie, dentro quel territorio incerto dove il visibile si fa soglia del possibile. Il pittore, scultore e scrittore coreano Lee Ufan, influenzato dalle filosofie orientali del Buddismo Zen e del Taoismo, affida a un gesto pittorico essenziale una riflessione sul vuoto, sulla distanza e sulla relazione, chiedendo allo spettatore di contemplare lo spazio e il silenzio tra gli oggetti, piuttosto che gli oggetti stessi.
Anche questa edizione conferma la forte attenzione del progetto verso le giovani generazioni attraverso il concorso Sette Opere per la Misericordia, che prevede l’assegnazione di sette borse di studio, del valore di 1.000 euro ciascuna, a studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli chiamati a confrontarsi con il tema della misericordia. I lavori vincitori, annunciati in occasione dell’inaugurazione, saranno esposti nella Quadreria del Pio Monte della Misericordia.

Le opere selezionate dei partecipanti al concorso sono state presentate al pubblico in una mostra dedicata, allestita fino al 22 gennaio presso il MUSAP grazie all’ospitalità del Circolo Artistico Politecnico ETS.
Con l’VIII edizione del progetto Sette Opere per la Misericordia diventano 56 le opere ad oggi donate da artisti italiani e internazionali, che contribuiscono ad ampliare la sezione permanente di arte contemporanea del Pio Monte della Misericordia, unica nel panorama museale italiano per qualità delle opere e finalità etiche, che custodisce, fra gli altri, lavori di Anish Kapoor, Mimmo Jodice, Mimmo Paladino, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Giberto Zorio, Francesco Clemente, Antonio Biasiucci, Marisa Albanese, Douglas Gordon, Jimmie Durham, Michal Rovner, Paul Thorel.

Un percorso che si consolida negli anni, che contribuisce al dialogo tra passato e presente, tra la grande eredità caravaggesca e le urgenze del nostro tempo.

 

Il progetto Sette opere per la Misericordia, gli artisti e le opere in mostra dell’edizione 2026 sono raccontati e descritti nel catalogo pubblicato da artem che raccoglie testi di Fabrizia Paternò di San Nicola, Alberto Sifola di San Martino, Maria Grazia Leonetti Rodinò, Mario Codognato e Giuseppe Gaeta. La pubblicazione riporta la storia del progetto e raccoglie, sin dalla sua nascita, i nomi di tutti gli autori ed artisti che hanno partecipato alle sette edizioni, con un elenco dettagliato delle opere esposte.

 

L’iniziativa riafferma il ruolo del Pio Monte come luogo vivo e attuale, capace di accogliere l’arte non come semplice ornamento, ma come strumento di riflessione, responsabilità e condivisione, fedele al principio che da oltre quattro secoli ne guida l’azione: dal Bello il Bene.

 

 

SETTE OPERE PER LA MISERICORDIA - VIII edizione

Dal 24 gennaio al 24 aprile 2026

Opening sabato 24 gennaio ore 11

Pio Monte della Misericordia - Napoli, Via Tribunali, 253

Info e orari su www.piomontedellamisericordia.it

APHEL, in anteprima il nuovo robot umanoide di Città della Scienza sabato 24 gennaio

Protagonista della mattinata sarà APHEL, il robot umanoide sviluppato da Predict e dotato di Intelligenza Artificiale, che da questo weekend diventerà la nuova guida interattiva del museo.

Sarà presentato ufficialmente sabato 24 gennaio, il robot sviluppato dalla PMI innovativa Predict, una vera innovazione per la fruizione museale a Corporea. Grazie all’Intelligenza Artificiale e a un’interazione empatica, Aphel accompagnerà scuole e famiglie in un viaggio immersivo alla scoperta del corpo umano

Da sabato 24 gennaio 2026, a Città della Scienza arriva Aphel, un robot umanoide pensato per arricchire l’esperienza dei visitatori. Accoglierà il pubblico con un benvenuto digitale, supporterà l’orientamento negli spazi e favorirà un’interazione naturale e coinvolgente grazie a espressioni, luci, gesti e sguardi. La sua introduzione rappresenta un’importante innovazione nella divulgazione scientifica, permettendo ai visitatori di sperimentare concretamente l’interazione uomo-macchina e di avvicinarsi ai temi della robotica e dell’intelligenza artificiale. 

Il Presidente di Città della Scienza, Riccardo Villari afferma: «L’ingresso di Aphel negli spazi di Corporea è il primo passo del percorso di rinnovamento tecnologico del museo previsto per il 2026, offrendo una comunicazione immediata e accessibile a tutte le fasce d’età. La sua introduzione rappresenta un’importante innovazione nella divulgazione scientifica, permettendo ai visitatori di sperimentare concretamente l’interazione uomo-macchina e di avvicinarsi ai temi della robotica e dell’intelligenza artificiale. Aphel sarà un alleato prezioso per l'accoglienza e l'approccio interattivo, offrendo al pubblico un'esperienza di visita integrata e all'avanguardia, in perfetta sintonia con le nuove frontiere della divulgazione scientifica internazionale».

Sviluppato e fornito da Predict S.p.A., PMI innovativa azienda leader nel settore med-tech e digital healthcare, Aphel, fornito in 3 unità, una per piano, non è una semplice installazione, ma un robot che integra tecnologia di ultima generazione, progettato nell’intento di trasformare radicalmente l’esperienza di visita in uno dei principali science centre europei.

Il progetto e l’innovazione
L'arrivo di Aphel rientra nel Progetto LOGICAMENTE programmato nell’ambito dell’APQ "Ricostruzione Città della Scienza" a valere sulle risorse FSC 2007-2013 ex Delibera CIPE n. 78/2011. Ammesso a finanziamento dalla Regione Campania con D.D.n.1 del 07/01/2016 e opportuna convenzione prot.n. CZ.2016.0000001 del 19/01/2016 e successivamente con DD n.109 del 10/06/2025 e Convenzione di Addendum prot.n.CZ/2025/0000071 del 12/06/2025.

Informazioni su Corporea, il museo scientifico interattivo di Città della Scienza
Corporea è il primo museo interattivo in Europa, sviluppato su tre piani, interamente dedicato al tema della salute, delle scienze biomedicali e della tecnologia. Parte integrante del polo di Città della Scienza a Napoli, offre un percorso espositivo che esplora i legami tra corpo, stili di vita e nuove frontiere della ricerca.

www.cittadellascienza.it
 

Gino Sorbillo e Olio Basso: dalla Campania un nuovo progetto sulla qualita del Made in Italy

La Campania diventa il punto di partenza di un nuovo progetto che unisce Olio Basso e Gino Sorbillo, tra i volti più rappresentativi della pizza napoletana contemporanea, in un percorso dedicato alla valorizzazione della materia prima e al racconto della qualità come elemento culturale e identitario.

Un’iniziativa che nasce dall’incontro tra due realtà profondamente legate al territorio campano e accomunate da una visione della cucina come espressione della tradizione e, allo stesso tempo, come linguaggio capace di dialogare con il presente. Da un lato Olio Basso, impegnata da sempre nella ricerca e nella promozione dell’olio extravergine di oliva come pilastro della cultura gastronomica italiana; dall’altro Gino Sorbillo, interprete di una pizza che affonda le radici nella storia di Napoli e si apre a una dimensione contemporanea e internazionale.

La collaborazione si inserisce in un contesto regionale che riconosce nella qualità delle produzioni e nella filiera agroalimentare uno dei propri elementi distintivi, contribuendo a rafforzare il legame tra artigianalità, territorio e racconto del cibo come patrimonio culturale.

Nei prossimi mesi il progetto si svilupperà attraverso una serie di iniziative e contenuti che metteranno al centro il valore delle materie prime e il lavoro che sta dietro a ogni gesto della cucina consapevole, con un’attenzione particolare al ruolo dell’olio extravergine di oliva nel mondo della pizza.

«Questa collaborazione nasce da una visione condivisa della cucina come espressione culturale del territorio», afferma Fabrizio Basso, presidente del Cda di Olio Basso. «L’olio extravergine di oliva e la pizza rappresentano due simboli della nostra identità gastronomica: raccontarli insieme significa valorizzare il lavoro, la ricerca e le radici che rendono unica la nostra tradizione, anche quando si apre a un dialogo con il mondo».