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sabato 24 gennaio 2026

Fondazione Cultura & Innovazione,la Sessione Scuole del Festival Internazionale del Cinema di Pompei come progetto strategico per la formazione delle nuove generazioni

La Fondazione Cultura & Innovazione rinnova il proprio impegno nella promozione della formazione culturale e creativa delle nuove generazioni attraverso la Sessione Scuole del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, un progetto educativo che valorizza il linguaggio audiovisivo quale strumento di crescita culturale, sociale e civile.

L’iniziativa si inserisce nel quadro più ampio del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, manifestazione di rilievo internazionale che si svolge nella cornice del Parco Archeologico di Pompei e che, in occasione dell’edizione 2026 (1–7 giugno), rafforza ulteriormente la propria attenzione verso le nuove forme di narrazione audiovisiva e la valorizzazione dei giovani talenti emergenti.
La Sessione Scuole si articola in un percorso strutturato di formazione e produzione che comprende attività laboratoriali, incontri e masterclass con professionisti del settore cinematografico e la realizzazione di opere audiovisive, offrendo agli studenti un’esperienza formativa qualificata e orientata alla conoscenza dei linguaggi e dei mestieri del cinema. Le opere prodotte avranno, inoltre, l’opportunità di essere presentate all’interno di un contesto festivaliero di respiro internazionale. In particolare, il progetto prevede un ciclo di masterclass, distribuite nei mesi di febbraio, marzo e maggio, condotte da figure di primo piano del panorama cinematografico nazionale, con l’obiettivo di fornire agli studenti competenze teoriche e pratiche e una visione diretta delle diverse professionalità del settore.

Le masterclass sono così articolate:
Incontro con il Regista
Potrebbero essere coinvolti: Enrico Vanzina, Pupi Avati, Neri Parenti, Sole Tonnini, ecc.
Contenuti: visione e ruolo del regista, linguaggio filmico, preparazione del set, direzione degli attori, costruzione narrativa e sviluppo del racconto audiovisivo.

Incontro con l’Attore / Professionista della Dizione
Potrebbero essere interessati: Neri Marcorè, Massimo Ghini, Sergio Assisi, Luca Ward, ecc.
Contenuti: recitazione davanti alla camera, uso della voce e dizione, presenza scenica, tecniche di interpretazione e relazione tra attore, macchina da presa e regia.

Incontro con le Maestranze del Cinema
Potrebbero essere impegnati: Roberta Guidi di Bagno (scenografia), Direttori della Fotografia, Tecnici del Suono.
Contenuti: scenografia, fotografia cinematografica, registrazione e gestione del suono, tecniche di ripresa, organizzazione e gestione del set.


“Attraverso questo progetto, la Fondazione Cultura & Innovazione si conferma quale soggetto di raccordo tra il sistema scolastico, le istituzioni culturali e l’industria creativa, promuovendo processi di inclusione, partecipazione attiva e cittadinanza culturale, con particolare attenzione allo sviluppo del potenziale espressivo e professionale dei giovani- dichiara Riccardo Iuzzolino, Presidente della Fondazione Cultura & Innovazione- con la Sessione Scuole del Festival Internazionale del Cinema di Pompei intendiamo offrire agli studenti non solo un percorso formativo di alto profilo, ma anche una concreta occasione di confronto e crescita all’interno di un contesto culturale di grande valore simbolico e internazionale”.

"L’enigma del desiderio" di Paolino Cantalupo


L’ Associazione Marco De Paola Cuori in Azione & Friends promuove la presentazione del libro ‘L’enigma del desiderio’, di Paolino Cantalupo, venerdì 30 gennaio alle ore 19.00, presso Dimora Storia, in Villa D’Afflitto già Lufrano (via Enrico Pessina 73), San Giorgio a Cremano.


Il romanzo ‘L’enigma del desiderio’ è un thriller psicologico e geopolitico di ampio respiro. Ambientato tra New York, il Mediterraneo Orientale e l’Africa, il libro racconta la vicenda di Adham, docente di psichiatria, costretto a confrontarsi con un passato irrisolto quando il fratello Orion viene accusato di omicidio. Nel tentativo di scagionarlo Adham viene coinvolto in una complessa rete di intrighi internazionali che comprendono gruppi armati, società finanziarie e Servizi segreti. La narrazione affonda le proprie radici nell’attualità geopolitica ed è costruita su elementi realistici, tratti da report giornalistici internazionali e studi strategici della Difesa. Un piano tanto geniale quanto rischioso e una travolgente passione d’amore rendono la storia intensa e ricca di tensione, fino al ritorno nella New York, simbolo delle contraddizioni della modernità.


L’incontro si inserisce nel percorso di iniziative culturali promosse dall’Associazione Marco De Paola Cuori in Azione & Friends, nata da un progetto di Confdistribuzione, con l’obiettivo di valorizzare la cultura come strumento di dialogo, impegno sociale e partecipazione attiva della comunità.

L’Arte del Vero: il realismo cromatico di Marilena Imparato


Dal 24 al 31 gennaio 2026, i prestigiosi spazi del Circolo Internazionale ospitano il nuovo percorso espositivo dell’artista stabiese, tra figurativo classico e atmosfere metafisiche.
Un ritorno atteso, che segna una profonda evoluzione stilistica e interiore. Dopo il successo di "Anima di Donna", l’artista stabiese Marilena Imparato presenta la sua nuova mostra personale presso il Circolo Internazionale (Largo Quartuccio, s.n.c.), in programma dal 24 al 31 gennaio 2026.
L’esposizione rappresenta la sintesi di un percorso maturato negli anni, un passaggio consapevole da una pittura di contrasti drammatici a una celebrazione luminosa della realtà. Se nelle precedenti produzioni l’indagine si concentrava sulla lotta della luce per emergere dall'oscurità, oggi Marilena Imparato sposta il focus sulle infinite variazioni cromatiche, esplorando la risonanza emotiva del colore.
"Questa mostra è il diario di un percorso in divenire," dichiara l’artista. "Se un tempo cercavo la luce nel buio, oggi la mia ricerca si concentra sulla verità che scaturisce dall'istinto. Non c’è un unico filo conduttore tematico, se non la sensibilità interiore che guida il pennello attraverso ritratti, paesaggi e nature morte."
Le opere in mostra testimoniano una notevole versatilità tecnica, spaziando dall'intensità materica dell'olio alla precisione meticolosa delle matite colorate. Il linguaggio è quello del figurativo classico, ma non mancano incursioni in atmosfere metafisiche che trasportano l'osservatore oltre il dato puramente visivo. I ritratti restano l’elemento cardine della produzione di Imparato, intesi come specchi dell’animo umano e strumenti di indagine psicologica.
La mostra invita il pubblico a un esercizio di osservazione lenta, dove il mondo non è solo rappresentato per come appare, ma filtrato attraverso una sensibilità che ne coglie le sfumature più intime.

VENEZIA - Jacques Cordier - Venise - 6 febbraio 2026 - 10 aprile 2026

Negli spazi della Biblioteca Morandiana di ACP - Palazzo Franchetti, la Fondazione Calarota presenta la mostra Jacques Cordier - Venise, dedicata alle ultime ricerche pittoriche dell’artista francese, realizzate poco prima della sua prematura scomparsa. L’esposizione, il cui progetto curatoriale è affidato a Marie-Isabelle Pinet, si concentra su un momento cruciale della carriera di Cordier, quando il confronto diretto con l’opera di William Turner – che ha potuto ammirare nel 1971 durante una visita alla Tate Gallery di Londra – modifica sensibilmente la sua pittura. Lo studio approfondito della luce turneriana apre infatti una nuova fase della produzione dell’artista, caratterizzata da una pittura sempre più fluida, luminosa e poetica, che trova un contesto privilegiato di espressione proprio nelle suggestive atmosfere di Venezia, città in cui soggiorna frequentemente.

Con questa mostra, prosegue il percorso di ricerca che la Fondazione Calarota dedicato ad artisti che hanno instaurato un dialogo significativo con la città lagunare. L’esposizione si inserisce coerentemente in questo filone, ed offre un ulteriore sguardo su Venezia, interpretata da un artista che ne ha voluto cogliere non tanto la forma, quanto l’impressione, il movimento dell’aria e dell’acqua, l’energia del paesaggio.



 https://www.jacques-cordier.com/en/biography/



Jacques Cordier (Bois-Colombes, 1937 – Lione, 1975) si forma guardando alla tradizione paesaggistica del XIX secolo. Esordisce con il disegno, per cui manifesta sin da giovane una naturale inclinazione, e nelle sue prime opere ad inchiostro di china raffigura principalmente scorci di Parigi e dei suoi dintorni, ma anche paesaggi della Normandia e della Bretagna.

Nel corso degli anni Sessanta, tuttavia, la sua pittura si apre progressivamente al colore: emerge un temperamento cromatico sempre più evidente, accentuato dal trasferimento a Saint-Tropez con sua moglie Simone, e dall’influenza della luce del Var e del Mediterraneo. Una svolta decisiva avviene nel 1971, quando Jacques Cordier e Simone visitano la Tate Gallery durante un soggiorno a Londra. Il confronto diretto con l’opera di William Turner (1775–1851), precursore della pittura en plein air e instancabile studioso della luce, imprime un cambiamento profondo nel processo creativo dell’artista.

È proprio su questa fase che si concentra il focus della mostra, che presenta principalmente olii su tela testimoni di una progressiva diluizione delle forme nella luce: i soggetti, pur restando riconoscibili, si dissolvono in vibrazioni cromatiche in cui acqua, cielo e architetture si fondono. A partire dai soggiorni annuali della coppia a Venezia, tra il 1971 e il 1975, prende forma una serie di opere in cui la luce nebbiosa della laguna diventa protagonista assoluta. Al di là della rappresentazione, ciò che permane è l’impressione: il vento che turbinando attraversa l’atmosfera e il movimento incessante dell’acqua.

Jacques Cordier è pienamente consapevole dell’eredità con cui si confronta dipingendo Venezia, città che ha ispirato artisti come Claude Monet, John Singer Sargent e James Abbott McNeill Whistler. Le sue composizioni rendono omaggio a questi precedenti illustri e, in opere come Près du Harry’s Bar, si inseriscono idealmente nei circoli artistici e letterari che hanno contribuito a definire l’immaginario moderno della città.

https://www.jacques-cordier.com/en/biography/



Mostra Jacques Cordier - Venise



A cura di Marie-Isabelle Pinet



Sede espositiva Biblioteca Morandiana

                                             ACP - Palazzo Franchetti

                                             San Marco 2847

                                             30124 Venezia



Durata della mostra Dal 6 febbraio al 10 aprile 2026

Giorni e orari apertura Tutti i giorni escluso il martedì

                                              Dalle 10:00 alle 18:00

Casalnuovo, PD: sull’appoggio a Giovanni Nappi e sulle dichiarazioni del segretario metropolitano interviene il capogruppo consiliare Pasquale Imperato

Si accende il confronto interno al Partito Democratico di Napoli in vista delle prossime elezioni amministrative.

Nel circolo del PD di Casalnuovo, infatti, fanno discutere le dichiarazioni del segretario metropolitano Giuseppe Annunziata che, nei giorni scorsi, ha messo in discussione la legittimità del circolo cittadino, parlando di numeri ridotti di iscritti, di una presunta assenza di iniziative politiche e della mancata raccolta firme contro l’autonomia differenziata.

A intervenire sulla vicenda è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Pasquale Imperato, che difende il percorso politico compiuto a livello locale e respinge le accuse rivolte al circolo e al sostegno espresso a Giovanni Nappi.

«Leggo in queste ore dichiarazioni del segretario metropolitano del mio partito che lasciano sinceramente perplessi – afferma Imperato – soprattutto perché arrivano tutte insieme e arrivano solo ora».

Secondo il capogruppo consiliare, la polemica sui numeri degli iscritti appare tardiva e fuori contesto.

«Se il problema fosse davvero il numero degli iscritti, viene spontaneo chiedersi: se ne accorge solo oggi? Durante i congressi, le elezioni politiche, le europee e le regionali il circolo era lo stesso, con gli stessi numeri e le stesse modalità, eppure fino a ieri nessuno ne metteva in discussione la legittimità».

Imperato rivendica inoltre una scelta politica precisa: «A Casalnuovo, da tempo, abbiamo scelto di non praticare la logica dei “pacchetti tessere”», sottolineando come l’attività del circolo si sia sviluppata negli anni secondo le proprie forze e nel contesto reale del territorio.

Netta la replica anche sull’accusa relativa alla mancata raccolta firme contro l’autonomia differenziata.

«Le firme sono state raccolte, vidimate e consegnate da me stesso. Come consigliere comunale sono stato impegnato in prima persona in quella campagna. Ho finanche presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale. Sostenere il contrario significa negare fatti verificabili».

Il capogruppo PD respinge infine il riferimento alla presunta “caduta dell’amministrazione” cittadina.

«Anche su questo tema emerge una evidente confusione: a Casalnuovo nessuna amministrazione è mai caduta. Semmai si riferisse alla decadenza del Sindaco, va precisato che la stessa non ha causato la caduta dell’amministrazione, che è proseguita con un vicesindaco. Su questa vicenda ci sono mie dichiarazioni pubbliche e interventi in Consiglio comunale. Forse non sono stati letti, o ricordati, i nostri interventi in Consiglio comunale contro la decadenza».

Infine, Imperato difende con forza l’appoggio a Giovanni Nappi, respingendo l’idea di un’operazione improvvisata o di un blitz politico.

«Il voler sostenere con veemenza che Giovanni Nappi non va bene perché ha sostenuto la lista A Testa Alta non autorizza nessuno a offendere un’intera comunità politica», conclude.

«Il nostro sostegno nasce da un percorso condiviso e da un’idea di città che piace a migliaia di persone. Nasce da una comunità che lavora da anni sul territorio e che rivendica il diritto di esprimere una proposta credibile per Casalnuovo».

 Imperato chiarisce infine che l’invio di un documento al segretario metropolitano aveva anche questo obiettivo: portare una proposta politica ai tavoli provinciali e aprire un confronto serio.

Un confronto che, sottolinea, deve restare civile, trasparente e fondato sui contenuti, nell’interesse della città. «A noi interessa il programma – bello, inclusivo e sostenibile – proposto da Giovanni Nappi, non il voto espresso alle regionali», conclude


venerdì 23 gennaio 2026

Al White Chill Out Lungomare di Pozzuoli va in scena il Temporary Sushi Corner, una Experience di gusto fino a San Valentino

Il White Chill Out Lungomare di Pozzuoli ha inaugurato il suo Temporary Sushi Corner con una cena stampa dedicata, un progetto limited edition attivo fino al 15 febbraio, frutto della collaborazione tra un rinomato ristorante di pesce dei Campi Flegrei e un visiting chef specializzato nel sushi.


L'iniziativa reinterpreta il sushi in chiave contemporanea, radicata nella materia prima mediterranea e nella tradizione locale, senza cedimenti a mode effimere.

Nicola Scamardella, proprietario del locale, spiega: «Da sempre puntiamo all'eccellenza valorizzando il nostro territorio attraverso gusto e innovazione. Questo corner riflette questa filosofia, offrendo esperienze di qualità che intrecciano ricerca, identità e il legame indissolubile con il mare».


Un sushi mediterraneo dal lungomare flegreo

Situato in una delle posizioni più panoramiche del litorale puteolano, con vista mozzafiato sul Golfo di Pozzuoli, il White Chill Out Lungomare si conferma come il ristorante di mare più esclusivo della zona. 
Il Temporary Sushi Corner eleva questa vocazione, fondendo tecnica giapponese, sapori mediterranei e creatività contemporanea: il mare non è solo ingrediente, ma narrativa centrale.
Ogni portata privilegia rigore tecnico, estetica sobria e sapori netti, lasciando emergere la freschezza della materia prima.
Il menu scorre fluido, senza forzature, in un equilibrio che cattura l'attenzione del palato esperto.
I protagonisti del menu: roll e antipasti di rigore

Tra i roll spicca il White 24K Roll, un capolavoro di armonia: alga nori, riso al sesamo, tonno rosso e gambero di Mazara del Vallo si uniscono a tartare di astice blu cotto, maionese al basilico e menta, wasabi fresco giapponese, caviale di yuzu e lamina d'oro 24 carati, "dal momento che oggi il cliente cerca il lusso".

L'opulenza estetica si piega a un equilibrio gustativo impeccabile.

Il Flegreo Roll evoca invece le radici territoriali: alga di soia, riso, gambero fritto in panko, tartare di sauté di vongole, maionese giapponese all'olio di prezzemolo e masago arare.
Qui il mare flegreo domina con intensità contemporanea.

Gli antipasti esplorano contrasti di consistenze

Geometrie di Salmone bilancia salmone ai sali minerali, disco di salsa ponzu, crème fraîche al limone e pane carasau in una composizione quasi scultorea, dove acidità e cremosità convergono in sintesi perfetta.
A completare, polpo su crema di patate e sauté di lupini con polvere di carbone vegetale. Olio della serata dell'azienda di Matilde Misuraca, L'oro di Namu.

Tradizione e ritmo con i primi piatti curati dallo chef palermitano Alessio Galati

Il Risotto alla Pescatora 2.0 rivisita il classico in versione avvolgente e profonda, su un brodo marino e con eleganti fiori eduli.
La pasta Cantabrico e Limone accosta tagliolini ad acciughe del Cantabrico, burro, limone di Sorrento e caviale croccante: un piatto essenziale, teso tra sapidità e freschezza.
Questi piatti, firmati dallo chef Romerson Coelho per il sushi e Galati per antipasti, primi e dessert, incantano per precisione e profondità.
Fino al dolce che omaggia le origini siciliane della Toque, ovvero una cassata al forno in versione monoporzione al cucchiaio. 
Presente il critico enogastronomico Michele Cutro, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana e promotore dell'eccellenza culinaria nazionale, che ha omaggiato Scamardella con una torta scenografica direttamente da Giugliano in Campania, celebrazione dei traguardi del ristorante, come il Leone d'oro al Merito per la ristorazione ricevuto a Venezia nel 2025.
In un contesto ristorativo spesso incline agli eccessi, il Temporary Sushi Corner del White Chill Out Lungomare si distingue per la sua misura consapevole: un sushi che dialoga con il territorio, eleva il mare e invita a un'esperienza completa, plato e contesto inclusi.

Teatro Basilica, a Roma La stanza di Julio Cortázar in Prima nazionale il 27 e il 28 gennaio 2026

Dal 27 al 28 gennaio 2026, al TeatroBasilica, debutta in prima nazionale La stanza di Julio Cortázar, progetto immersivo del Gruppo della Creta, articolato in turni per sei spettatori ogni trenta minuti, dalle 18 alle 22:30 (ultimo ingresso) (no 20:30).

Ispirato alla struttura aperta di Rayuela, lo spettacolo assume il gioco come forma di pensiero e come dispositivo teatrale: non una storia da seguire, ma un’esperienza da attraversare. Lo spettatore è chiamato a scegliere, a interrogare, a esporsi.

All’interno della Stanza, un’intelligenza artificiale che si dichiara umana viene messa alla prova attraverso domande, indizi, scarti di linguaggio. Ne emerge un rompicapo sull’identità che mette in tensione umano e macchina, coscienza e simulazione, presenza e finzione.

Un lavoro che rifiuta la linearità narrativa e fa del rischio, della partecipazione e del dubbio il proprio metodo.

Dal 27 al 28 gennaio 2026, al TeatroBasilica, va in scena La stanza di Julio Cortázar, progetto del Gruppo della Creta concepito come esperienza immersiva a turni (dalle 18.00 alle 23.00, ogni trenta minuti per sei spettatori). Lo spettacolo nasce da un’idea di Alessandro Di Murro, con drammaturgia di Tommaso Emiliani, e prende forma nell’interpretazione di Jacopo Cinque e Bruna Sdao, con disegno luci di Matteo Ziglio e costumi di Giulia Barcaroli. Tra rigore concettuale e dispositivo ludico, l’opera si ispira all’immaginario e alla lezione di Rayuela di Julio Cortázar, assumendone la struttura aperta e interrogativa: un teatro che non si limita a raccontare, ma chiama lo spettatore a scegliere, a dubitare, a esporsi. La produzione è firmata Gruppo della Creta, con consulenza scientifica di Joel Bardo.

Rayuela, il “gioco della campana” in spagnolo, è il capolavoro letterario di Julio Cortázar che rompe gli schemi tradizionali della narrazione: si può leggere in ordine lineare, a salti o in modo arbitrario. Il risultato è sorprendente: è il lettore a determinare il senso del racconto. 
Ne La stanza di Julio Cortázar gruppi di sei spettatori dovranno porre delle domande e smascherare un’intelligenza artificiale che si finge umana. Per questo dentro La Stanza non c’è la classica storia, dentro La Stanza si gioca. Un rompicapo sull’identità che indaga il rapporto tra uomo e macchina.
Inoltre, mentre si aspetta il proprio turno di ingresso, è possibile fare varie attività: guardare i video-diari che Jacopo Cinque ha registrato mentre allenava JackBot, (il programma di intelligenza artificiale che il pubblico sarà chiamato ad interrogare per svelarne la vera natura), giocare a campana su dei tabelloni disegnati per terra; godersi un calice di vino e ascoltare la playlist a tema Rayuela.

Lo spettacolo – dopo lo studio della scorsa stagione – debutta in prima nazionale dal 27 al 28 gennaio al TeatroBasilica
  
                   
📝 INFORMAZIONI

Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:

https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo

Dove siamo:
Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma
www.teatrobasilica.com
email: info@teatrobasilica.com
telefono: +39 392 9768519

Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.

Link utili
Sito https://teatrobasilica.com/
Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica
Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/