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martedì 14 aprile 2026

Arte, vino e identità territoriale: successo a Verona per“Campania DOP&IGP – Ortofrutta e non solo · Con arte e gusto”

In occasione delle giornate del Vinitaly, si è tenuto, lunedì 13 aprile, presso la Carlo Brunelli Art Studio Gallery di Verona l’evento “Campania DOP&IGP – Ortofrutta e non solo · Con arte e gusto”, iniziativa realizzata con il contributo della Regione Campania – CSR 2023–2027, Intervento SRG10 – Promozione dei prodotti di qualità, nell’ambito del progetto Campania DOP&IGP – Ortofrutta e non solo.

L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la Tenuta San Giovanni di Punta Tresino (Castellabate), ha rappresentato un momento di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari campane certificate DOP e IGP (Carciofo di Paestum IGP, Melannurca Campana IGP, Nocciola di Giffoni IGP, Limone Costa d’Amalfi IGP, Rucola della Piana del Sele IGP, Olio Extravergine DOP Colline Salernitane), integrando degustazione, promozione territoriale e linguaggi artistici.

Un contesto culturale di prestigio
La scelta della Carlo Brunelli Art Studio Gallery — tra gli spazi espositivi più rilevanti della città — ha consentito di collocare l’iniziativa in un ambiente di forte valore culturale, offrendo ai partecipanti un’esperienza che ha unito arte contemporanea, identità territoriale e prodotti di qualità.

L’evento si è svolto all’interno del programma CI-LENTO · Arte · Vino · Territorio, che promuove il dialogo tra creatività e patrimonio paesaggistico. Le opere della collaborazione artistica Carlo Brunelli x Mario Corrado hanno accompagnato il percorso di degustazione, contribuendo a creare un contesto narrativo coerente con i temi del territorio e della sostenibilità.

Valorizzazione delle produzioni certificate
Durante la serata sono stati presentati e degustati i prodotti del paniere Campania DOP&IGP, tra cui: Tartelletta salata ricotta di bufala, Carciofo di Paestum IGP, Olio DOP Colline Salernitane e speck croccante; Pasta sfoglia con base di pomodorino confit, Rucola della Piana del Sele IGP, Olio DOP Colline Salernitane e stracciata; Torta Caprese con Nocciola di Giffoni IGP; Torta di Mele con Melannurca Campana IGP; Dolce allo Sfusato Amalfitano con Limone Costa d’Amalfi IGP Firmato Sal De Riso.

Le produzioni certificate sono state abbinate ai vini della Tenuta San Giovanni, realtà vitivinicola del Cilento che opera nel territorio di Punta Tresino, all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione di operatori del settore agroalimentare e vitivinicolo, rappresentanti del mondo dell’arte, giornalisti e visitatori presenti a Verona per Vinitaly. L’evento ha contribuito a rafforzare la conoscenza e la percezione delle produzioni DOP e IGP campane, promuovendo al contempo il legame tra qualità, territorio e cultura.

 

Elena Bucci, Non sentire il male, omaggio a Eleonora Duse a Napoli



Scritto, diretto e interpretato da Bucci, lo spettacolo si configura come un attraversamento intimo e stratificato dell’eredità dusiana: non un omaggio, ma un corpo a corpo con una figura che continua a interrogare il presente della scena. Ne emerge una partitura essenziale e potentissima, in cui voce, luce e suono incidono lo spazio come materia viva, restituendo al teatro la sua dimensione più necessaria e irriducibile.

Nel solco di una ricerca che interroga la memoria scenica come materia viva e continuamente riattivabile, la produzione Le belle bandiere porta a Napoli, negli spazi della Galleria Toledo, dal 17 al 19 aprile 2026 (venerdì ore 19, sabato ore 20.30, domenica ore 18), Non sentire il male, creazione dedicata alla figura enigmatica e fondativa di Eleonora Duse.

Scritto, diretto e interpretato da Elena Bucci, lo spettacolo si configura come un attraversamento intimo e stratificato dell’eredità dusiana, sottraendola alla retorica celebrativa per restituirla come presenza inquieta, corpo di voce e di pensiero.

 

Note di Elena Bucci

Eleonora Duse, nata nel 1858 e morta nel 1924, fu attrice e capocomica. La libertà del suo agire rivoluzionò e sconvolse il teatro del suo tempo. Detestava le biografie, le autobiografie, i centenari e le commemorazioni. Per me, fu anche una grande donna.

Incontrai Eleonora, come una maestra fantasma, quando cercavo la mia strada di autrice in un palazzo abbandonato tra le campagne. Da allora mi ha sempre accompagnato e illuminato nel corso di tante repliche che sono cambiate con me, da Milano a Roma, da Venezia a Mosca, a Parigi.

Questo lavoro mi accompagna da anni e cambia con me fin da quando uscii dalla compagnia del mio maestro Leo de Berardinis, quando cercavo una strada personale, una scrittura, una visione. C’è un tempo della vita in cui non bastano più mestiere, tecnica, lavoro, ma ci si domanda dove ci portino e cosa c’è oltre e altrove. Io ero proprio lì, quando, parlando con un amico sapiente, mi sono accorta che gli scritti e il pensiero della Duse mi avevano accompagnato per tutta la mia vita teatrale. Ho cercato un luogo che mi parlasse e dei compagni generosi, e dedicando questo lavoro a lei ho raccolto i fili delle mie inquietudini, sperando che non fossero solo mie. Non avrei mai avuto il coraggio di questa solitudine senza il calore degli amici e di questo li ringrazio. Non è stato per amor di stravaganza che ho cominciato questo lavoro in un luogo - il Palazzo di San Giacomo a Russi, in stato di abbandono - pieno di memorie storiche e personali. Dovevo creare tutte le condizioni perché fosse possibile l’intensa trasformazione che volevo. Ora si è situato in profondità e con precisione in un luogo interiore che, pur modificando il linguaggio e l’espressione, posso rintracciare in ogni momento. Lo spettacolo è davvero scritto nel corpo, senza retorica, ed è questo che cercavo, e questo è il cuore del mio lavoro su Eleonora Duse, immaginata nel momento in cui, malata e sostituita da Gabriele D’Annunzio nella Figlia di Iorio, prende il copione e recita tutte le parti, tutte le scene, tutte le figure, davanti allo sguardo allucinato di Matilde Serao, puntuale e quasi invadente osservatrice e testimone. Forse in quel momento la Duse, che recitando guariva dai danni della vita, provava a liberarsi e a vedere oltre la materia necessaria, odiata e amata, del teatro: le scene, i costumi, gli attori...forse sognava di poter volare per un attimo, come le altre arti tentavano, in uno spazio dove fosse possibile il teatro senza corpo e senza voce, libero dalla poesia inevitabile della sua continua distruzione nel qui e ora. Liberandosi della materia del teatro, forse si rinnova il contatto con la vita, da lei sempre inseguito e sfuggito.

Ho attinto a lettere, scritti, testimonianze indirette che percorrono tutto l’arco della sua vita, ed il criterio di scelta è stato assolutamente personale, pur nel tentativo di comprendere e rispettare.

E inevitabilmente, tentando di essere medium di qualcosa che si è molto amato, si parla di sé.

Ho cercato di liberarmi da immagini indotte, stereotipi affascinanti, tentazioni estetiche e credo di avere trovato, nel coraggio e assoluta libertà di lei, una forza preziosa nell’accantonare regole e convenzioni.

Allo stesso tempo, ho lavorato perché fosse possibile, anche a chi non ne avesse mai sentito parlare, attingere a qualcosa di lei.

Attraverso Eleonora sono passate tante donne, nascoste in chissà quali pieghe della mia memoria.

 

Il presente multiforme

Lo spettacolo esiste in molte versioni: per il teatro, con il disegno luci di Maurizio Viani che, nella sua duttile intelligenza, può adattarsi a diversi spazi; in concerto con musiche dal vivo; itinerante con allestimenti speciali per spazi non prettamente teatrali come palazzi, ville, luoghi particolari.

 

 

Elena Bucci

Attrice, autrice e regista, lavora con Leo de Berardinis per quattordici anni e fonda con Marco Sgrosso la compagnia Le belle bandiere. Dirige e interpreta testi classici e contemporanei, crea drammaturgie originali e progetti dedicati alla storia delle arti, delle comunità, dei luoghi dove dialogano artisti di diverse discipline e vengono restituiti al pubblico teatri e spazi dimenticati. Fra i premi: Ubu per le interpretazioni di sue drammaturgie e regie, Ubu per il lavoro con Claudio Morganti, Premio Eleonora Duse, Premio Hystrio – ANCT, Premio Valeria Moriconi, Premio Hystrio Altre Muse, Premio ETI Gli olimpici del teatro, Premio Viviani, Premio ERF alla carriera. Lavora con registi, musicisti, scrittori, danzatori, studiosi, partecipa a film d’autore e scrive e interpreta testi per radio e televisione. Collabora con teatri nazionali, festival, compagnie, teatri di tradizione e innovazione. Si occupa di formazione presso università e accademie e pubblica su volumi e riviste.

 

 

Video trailer

https://vimeo.com/243621455

 

Video trailer 2024

https://youtu.be/Q1hfkupBgRg




Teatro Basilica, Federica Rosellini in Ivan e i cani, prima romana



Teatro Basilica presenta per la prima volta a Roma Ivan e i cani, dal 16 al 18 aprile 2026 alle ore 21 e il 19 aprile alle ore 16:30, tratto dal testo della drammaturga britannica Hattie Naylor, con performer, sound design e regia di Federica Rosellini e traduzione di Monica Capuani.

Un lavoro di rigorosa essenzialità che, a partire da una vicenda reale, attraversa l’infanzia e l’abbandono senza concessioni, costruendo un dispositivo scenico in cui voce, corpo e suono agiscono come materia viva, in tensione costante tra esposizione e resistenza.

Nel perimetro sempre più necessario di un teatro che interroga le forme della sopravvivenza e della memoria, TeatroBasilica accoglie dal 16 al 18 aprile 2026 alle ore 21:00 e il 19 aprile alle ore 16:30, per la prima volta a Roma, Ivan e i cani, partitura scenica di rara intensità tratta dal testo della drammaturga britannica Hattie Naylor. Un racconto ispirato a una vicenda reale, che si fa dispositivo poetico e politico insieme, capace di attraversare l’infanzia e l’abbandono senza mai cedere al ricatto sentimentale, ma insistendo su una lingua asciutta, necessaria.

Al centro, la prova attoriale e registica di Federica Rosellini, che firma anche il sound design, costruendo un paesaggio acustico e performativo in cui il corpo e la voce diventano materia primaria di narrazione. In questo spazio essenziale, la traduzione di Monica Capuani restituisce con precisione il ritmo e la tensione dell’originale, accompagnando il pubblico dentro un’esperienza teatrale che è insieme immersione e ascolto, esposizione e resistenza.

 

Ivan racconta una storia che gli è successa quando aveva quattro anni. La racconta come fosse ora. Come una fiaba dei fratelli Grimm. O come Il libro della giungla. È una storia vera, invece, accaduta a un bambino nella Russia degli anni Novanta, la Russia poverissima di Boris Eltsin. La gente era così povera, racconta Ivan, che i padri e le madri cominciarono a sbarazzarsi di quello che nelle case mangiava, beveva e aveva bisogno di cure. I primi a essere abbandonati furono i cani. La madre di Ivan ha un uomo che la picchia quando si riempie di vodka fino agli occhi. Ivan è un incomodo, quest’uomo vorrebbe che se ne andasse e un giorno Ivan lo fa. Indossa un cappotto pesante, i guanti di lana, si mette in tasca due pacchetti di patatine ed esce per le strade di Mosca. Trovare un posto dove dormire è difficile. Fa freddo, la gente che gira sembra ti voglia sbranare. Nessuno fa più l’elemosina, non c’è più spazio per la pietà. Comincia un’odissea che si concluderebbe presto con la morte, se Ivan non incontrasse delle creature buone, anime affini che lo accolgono tra loro e gli regalano la sopravvivenza ogni giorno. Una muta di cani randagi. Ma è solo l’inizio della storia.

Hattie Naylor è una drammaturga inglese, co-fondatrice della compagnia Gallivant. Ivan e i cani, candidato all’Olivier Award nella categoria Outstanding Achievement, è stato rappresentato in Inghilterra, Olanda, Belgio, Stati Uniti, Georgia, Grecia e Brasile.

Federica Rosellini, musicista e performer, sola sul palco con la sua strumentazione elettronica, dice e compone, contemporaneamente, mescida la voce della propria madre registrata in russo con melodie, nenie e pulsazioni ritmiche, traccia con le dita la partitura sonora nella quale si perde con le parole e con il corpo.

Fa di “Ivan e i cani” un “a solo” dolce e disperato; uno spettacolo sporco, solitario, tenerissimo; un canto d’anima intimo, personale, ma capace di raccontare, inaspettatamente, l’infanzia di tutti noi.

 INFORMAZIONI

Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:

 

https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo

 

Dove siamo:

Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma

www.teatrobasilica.com

email: info@teatrobasilica.com

telefono: +39 392 9768519

 

Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.

 

Prezzo

✦ Intero: 18€✦ Online: 15€✦ Ridotto: 12€

 

Link utili

Sito                                                     https://teatrobasilica.com/

Facebook                                           https://www.facebook.com/TeatroBasilica

Instagram                                           https://www.instagram.com/teatrobasilica/

KIMELE: il suo match interiore con "TRENTA", il nuovo singolo in rotazione radiofonica e in digital download da venerdì 17 aprile


"Trenta" (Tunecore) è il nuovo singolo di Kimele, in digital download e in rotazione radiofonica da venerdì 17 aprile. Il cantautore campano con questo brano racconta una delle fasi più delicate della crescita personale: il momento in cui ci si ritrova faccia a faccia con il tempo e con ciò che si è diventati. Il brano, scritto da Gianmichele Mocerino (Kimele) con musica di Valerio De Rosa, si muove dentro un pop contemporaneo essenziale che lascia spazio alla voce e al racconto, senza sovraccaricare l’emotività del testo.

"Trenta" parla di un momento preciso: quello in cui il tempo smette di essere un numero e diventa qualcosa con cui fare i conti davvero. Uno sguardo diretto su una fase della vita in cui si tirano le somme e si prova a capire chi si è diventati.

L’immagine che guida il brano è quella di un ring. Una vita che diventa un incontro continuo, dove anche se non scegli di combattere ti ritrovi comunque al centro. Il tempo è l’avversario che non si ferma, e tu sei lì a difenderti, con i guantoni addosso, a reggere i colpi e a cercare di restare in piedi.

Questa stessa tensione si ritrova nel videoclip diretto da Francesco Polise, dove proprio il tappeto di combattimento diventa uno spazio interiore. Qui la sfida è tra l’”io bambino” e l’”io adulto”. Due parti della stessa persona che si confrontano con ciò che si è perso e con ciò che è rimasto.

«"Trenta" nasce da una riflessione sincera su un momento della vita in cui si fanno i conti con ciò che si è stati, con ciò che si è diventati e con ciò che si ha ancora il coraggio di desiderare. Ho voluto raccontare quella fase in cui il tempo non è più solo un numero, ma diventa consapevolezza e bisogno di restare fedeli a sé stessi.» – racconta Kimele.


«Non finisce mai la gara

fino a quando non sentirò suonare la campana».


Kimele, nome d’arte di Gianmichele Mocerino, è un cantautore campano classe 1993. Appassionato di musica fin da giovanissimo, inizia il suo percorso artistico a 14 anni studiando canto e costruendo nel tempo una vocalità riconoscibile e fortemente legata all’espressione emotiva. Dopo le prime esperienze formative e i casting televisivi di alcuni tra i talent più famosi in Italia, nel 2018 raggiunge la finale di Area Sanremo, tappa che segna in modo importante la sua crescita artistica e autorale. Il suo percorso discografico prende forma con i primi singoli ufficiali del 2020, tra cui “Drink al Bar”, “Scacco matto” e “Come se tu fossi ancora qui”. Nel 2021 arrivano “Solo te” e “Baila Conmigo”. Dopo altri singoli pubblicati nel corso del 2022 e del 2023, è nel 2024 che Kimele apre una fase più matura e introspettiva del suo percorso con “Rimarrò tua”, brano intenso dedicato al tema della perdita e della permanenza del sentimento e “Cadere”, singolo incentrato sulla capacità di rialzarsi e sul valore di chi resta accanto nei momenti difficili (oltre 514mila stream su Spotify). Nel 2025 Kimele pubblica “DANCEHALL”, mostrando anche una sfumatura più ritmica e immediata del proprio universo musicale, mantenendo al centro la sua identità. “Trenta” è il suo nuovo singolo.

Instagram: https://www.instagram.com/kimeleofficial

TikTok: https://www.tiktok.com/@kimelemusic


TOMMASO RENZONI ED IL CAST DI NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI 3.0 ALL'INCONTRO DEI PROGETTI SCUOLA ABC - CINEMA, STORIA&SOCIETÀ - DENTRO L'IMMAGINE



“Cinema, Storia & Società – Dentro l’immagine”: l'incontro - moderato da Martina Barone - con il regista Tommaso Renzoni e gli attori Alice Lupparelli, Adriano Moretti e Alice Maselli dopo la proiezione di Notte prima degli esami 3.0

 

Si è chiuso con un incontro pieno di entusiasmo e di spunti curiosi, l’ultimo appuntamento annuale di Cinema, Storia&Società – Dentro l’immagine, che ha visto protagonisti al Cinema Adriano di Roma, il regista e sceneggiatore Tommaso Renzoni e gli attori Alice Lupparelli, Adriano Moretti e Alice Maselli, per presentare – di fronte a 400 tra studenti e studentesse delle scuole di Roma e del Lazio e moderati dalla critica cinematografica Martina Barone - il film Notte prima degli esami 3.0, opera prima da regista dello stesso Renzoni. All'incontro è intervenuto Enrico Bufalini, Direttore Cinema, Documentaristica e Archivio Luce Cinecittà, che ha invitato i ragazzi e le ragazze delle scuole a visitare gli studi di Cinecittà, sottolineando il fondamentale apporto di Luce Cinecittà alla formazione degli studenti e aspiranti professionisti del settore, attraverso lo studio della storia del cinema e delle sue tecniche, e l’insegnamento della bellezza dell’arte dell’audiovisivo. 


Notte prima degli esami 3.0, distribuito nelle sale da marzo da 01 Distribution, scritto da Renzoni con Fausto Brizzi, è interpretato anche da Sabrina Ferilli, Sebastiano Somma, Tommaso Cassissa, Gian Marco Tognazzi, Ditonellapiaga e con Antonello Venditti nella parte di se stesso. La colonna sonora è stata curata da Bruno Zambrini, con la partecipazione di Ditonellapiaga con il brano originale Le brave ragazze e Antonello Venditti con il brano Notte prima degli esami, presente anche nei precedenti film.


Alla vigilia della maturità, un gruppo di liceali romani si ritrova a vivere la sua ultima grande avventura insieme: amori segreti, tradimenti, amicizie messe alla prova e piani disperati per ingannare la prof più temuta della scuola. Tra feste clandestine, motorini che sfrecciano nella notte e un viaggio improvvisato fino a Macerata, Giulio e i suoi amici dovranno affrontare il passaggio all’età adulta scoprendo che crescere significa anche sbagliare, perdonare e avere il coraggio di dire finalmente la verità.

 

Dopo Riccardo RossiGabriele Mainetti, Luisa Ranieri, Daniele VicariGabriel Montesi, Andrea Fuorto, Pier Giorgio BellocchioMonica GuerritoreMario Martone, Luisa Ranieri Laura Samani, continua il percorso della linea concettuale Cinema, Storia&Società – Dentro l’immagine che nasce per ripercorrere il Novecento attraverso le storie, le immagini, i protagonisti e gli interpreti del grande cinema italiano e internazionale e che vuole anche approfondire ciò che accade nel mondo odierno, denso di conflitti e contraddizioni che su grande schermo rivelano tutta la loro complessità. Il cinema è infatti un linguaggio universale, fatto di storie e personaggi, vite e paesaggi, ma è anche, quasi per vocazione naturale, uno specchio deformante e insieme fedele di ciò che accade nelle nostre società. Una rappresentazione che mette in gioco non solo la parte visibile del mondo in cui viviamo, ma quella in ombra, fatta di idee, aspettative, pregiudizi, memorie condivise e talvolta divergenti.

Cinema, Storia&Società – Dentro l’immagine è promosso dall’Assessorato Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica della Regione Lazio nell’ambito del PR FSE+ Lazio 2021-2027 con l’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale attraverso Zètema Progetto Cultura, in partenariato con Giornate degli Autori, Roma Lazio Film Commission, Cinecittà e la Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura.

 

Per maggiori informazioni:

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Importo complessivo dei lavori di restauro
Villa Sora + cd.Terme-Ginnasio, Torre del Greco (NA)
€ 60.000
 
 
I siti: Villa Sora e le cd. Terme-Ginnasio
I due siti si trovano a Torre del Greco (NA), a circa 3,6 km da Herculaneum, e rientrano dal 2023 nell’ambito di competenza del Parco Archeologico di Ercolano. Villa Sora è una dimora di epoca romana affacciata sul Golfo di Napoli. L’edificio si erge su terrazze digradanti verso il mare, con pareti finemente affrescate e pavimenti decorati a mosaico e in opus sectile. Le cd.Terme-Ginnasio, esplorate solo in parte, restituiscono i resti di un altro complesso residenziale, liberato di recente da un fitto canneto che ne oscurava la visione da decenni.
Gli interventi di restauro e manutenzione
Villa Sora:
  • Restauro degli apparati decorativi parietali: consolidamento della pellicola pittorica, pulitura, integrazione materica e pittorica
  • Ricollocazione in sede originaria di un dipinto murale distaccatosi, previo consolidamento dei frammenti e assemblaggio su pannello idoneo
 
Terme-Ginnasio:
  • Manutenzione straordinaria degli intonaci degradati o distaccati
  • Monitoraggio e contrasto al degrado causato da agenti atmosferici, microflora e vegetazione, aggravato dalla prossimità al mare
 
Il Parco Archeologico di Ercolano chiede il supporto di cittadini, imprese e mecenati per portare avanti il suo impegno quotidiano e costante nella tutela di un patrimonio dell’umanità. Ogni contributo, di qualsiasi entità, è prezioso e fa la differenza.


“DAL SOGNO AL SEGNO” a Scandicci una mostra sull'opera dell'illustratore Roberto Innocenti


Tra realtà e fantasia, l’arte raffinata di Roberto Innocenti è protagonista di una grande mostra che inaugura realizzata in parallelo in due sedi espositive: al Castello dell’Acciaiolo e alla Biblioteca comunale di Scandicci.


“Dal sogno al segno. Le fiabe che ci guardano, le case che ci ricordano, la storia che ci guida”
 inaugura il 18 aprile alle ore 15,30 (al Castello dell’Acciaiolo) alla presenza dell’artista e propone un viaggio nell’arte e nella carriera di uno dei più talentuosi illustratori italiani che si è affermato anche all’estero. Roberto Innocenti, unico illustratore italiano insignito con il prestigioso Premio Hans Christian Andersen, ha saputo rappresentare le più celebri favole tradizionali, arricchendole e intrepretandole con il suo punto di vista sempre critico.

 

La mostra, ad ingresso gratuito, realizzata dal Comune di Scandicci in collaborazione con Lucca Crea (società che organizza il festival Lucca Comics & Games), curata di Pio Corveddu, Dario Dino-Guida e Giulia Dorati, prosegue la collaborazione con l’esposizione dedicata all’opera di Sergio Staino – l’arte di vivere tra satira e impegno, che ha riscosso un grandissimo successo.

 

Al Castello dell’Acciaiolo (via Pantin, 63, Scandicci), il visitatore sarà immerso nelle atmosfere e nelle suggestioni fiabesche: da Cenerentola, qui ambientata nell’Inghilterra degli anni 20, a Cappuccetto Rosso che si muove in una giungla moderna, tra luci al neon, centri commerciali bulimici e periferia disastrata. Lo Schiaccianoci e il Canto di Natale di Dickens ci mostrano un tempo lontano ma, grazie all’opera di Innocenti, ancora attuale e dal valore evocativo. A completare il percorso Pinocchio di Carlo Collodi, tratteggiato con incredibile maestria.

Attraverso la sua arte sempre attuale, Innocenti ha saputo raccontare anche momenti complessi della nostra storia. La Rosa Bianca (il primo grande successo internazionale) e La storia di Erika affrontano le pagine buie della Seconda Guerra mondiale e della deportazione del popolo ebraico: con uno stile elegante e rispettoso.

 


La Biblioteca di Scandicci (via Roma, 38A, Scandicci) accoglierà, invece, la parte satirica e grafica della produzione dell’artista. Negli spazi messi a disposizione, sarà infatti possibile scoprire il tratto più irriverente e critico dell’artista, sempre curioso delle vicende quotidiane locali e nazionali. Sarà possibile ammirare anche opere inedite che non sono mai state pubblicate e il capitolo censurato di Pinocchio (opera di fantasia di Innocenti che si è divertito a scrivere un fantomatico capitolo in più dell’opera delle vicende del burattino, in stile di Collodi). Insieme alla satira, sarà possibile anche ammirare i manifesti realizzati dal maestro per il Comune di Scandicci e altri festival o campagne nazionali di rilievo (prima fra tutte quella dedicata al voto a 18 anni).

 

 

ROBERTO INNOCENTI. Nasce nel 1940 a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. A 13 anni lascia la scuola per aiutare la famiglia, lavorando inizialmente in una fonderia. Negli anni successivi si avvicina al mondo dell’arte e si trasferisce a Roma, dove entra in un laboratorio di animazione e muove i primi passi nel campo della grafica, della pubblicità e del cinema d’animazione. 


Negli anni ’70 e inizio anni ’80, Innocenti decide di dedicarsi all’illustrazione di libri. Nel 1983 incontra lo svizzero Étienne Delessert, che gli affida l’illustrazione di Cenerentola. In quell’occasione mostra anche le prime tavole di Rosa Bianca, che verrà pubblicato nel 1985 e segnerà l’inizio del suo successo internazionale.  


Da allora, Innocenti ha illustrato numerosi capolavori — classici della letteratura e fiabe — per case editrici internazionali: da Le avventure di Pinocchio a Canto di Natale, da Lo Schiaccianoci a molte altre opere. Il suo stile — ricco di dettagli, prospettive complesse, atmosfere dense e evocative — gli ha guadagnato un’ampia fama internazionale: oggi è considerato uno dei più grandi illustratori contemporanei. 


Tra i suoi riconoscimenti spiccano: la Hans Christian Andersen Award del 2008 — rendendolo l’unico illustratore italiano a ricevere questo premio —, la Golden Apple (Biennale Illustratori Bratislava) per “Rosa Bianca” nel 1985 e per “A Christmas Carol” nel 1991, oltre al Gustav Heinemann Peace Prize del 1985. 

Roberto Innocenti ha saputo costruirsi una reputazione mondiale: le sue tavole sono tradotte e pubblicate in decine di paesi. 

 

 

 

Dal sogno al segno.
Le fiabe che ci guardano, le case che ci ricordano, la storia che ci guida

Realizzata da: Comune di Scandicci - Lucca Crea – Lucca Comics & Games

Curata da: Pio Corveddu, Dario Dino-Guida e Giulia Dorati

La mostra è aperta dal 18 aprile al 17 maggio 2026


Sedi:
Castello dell’Acciaiolo (via Pantin, 63, Scandicci) orario di apertura 15/19

Biblioteca di Scandicci (via Roma, 38A, Scandicci) orario di apertura:

Lunedì 14,30/19,30

Martedì/Venerdì 9,30 -19,30

Sabato e domenica 9,30 -18,30


Ingresso libero