Nell’ambito della stagione 2025/2026 del Nuovo Teatro Ateneo, domenica 12 aprile alle ore 20:30 andrà in scena MI MADRE Y EL DINERO, progetto di teatro autobiografico tra verità e finzione del drammaturgo e regista messicano Anacarsis Ramos.
In scena, insieme all’artista, sua madre Josefina Orlaineta: una biografia attraversata da oltre quarant’anni di lavoro nello Stato di Campeche si trasforma in archivio vivente, tra dispositivo documentario e narrazione intima. Il lavoro si configura come una riflessione lucida e stratificata sul lavoro come condizione permanente, sulle economie fragili e sulle forme di resistenza che attraversano l’esistenza quotidiana. Lo spettacolo è in lingua originale con sopratitoli.
Domenica 12 aprile 2026, alle ore
20:30, al Nuovo Teatro Ateneo andrà in scena MI MADRE Y EL DINERO,
progetto di teatro autobiografico tra
verità e finzionedel drammaturgo e regista messicano Anacarsis
Ramos. Lo spettacolo è promosso e sostenuto da IILA - Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, con il supporto del PAC – Patronato de Arte
Contemporáneo.
Protagonista dello spettacolo è Josefina Orlaineta,
madre dell’artista, che nell’arco di sessant’anni – tra il 1960 e il 2020 – ha
svolto oltre quaranta mestieri nello Stato di Campeche, una delle regioni
economicamente più fragili del Messico. Attraverso un dispositivo scenico che
fonde teatro documentario e narrazione autobiografica, madre e figlio
ricostruiscono un archivio vivente fatto di lavori, sacrifici e strategie di
sopravvivenza, trasformando l’esperienza individuale in racconto collettivo.
Lo spettacolo si sviluppa come una riflessione
potente e stratificata sulla crisi economica intesa come condizione permanente,
sul lavoro che invade ogni spazio dell’esistenza e sulla progressiva erosione
delle tutele, non solo nei settori tradizionali ma anche in quelli artistici e
culturali. In questo senso, Mi madre y el dinero supera i confini della
biografia per diventare un’indagine più ampia sulle dinamiche del capitalismo
contemporaneo, sulle disparità sociali e sul valore – spesso invisibile – del
lavoro quotidiano.La scena si trasforma così in un luogo di attraversamento tra
realtà e rappresentazione: il vissuto di Josefina si intreccia con la ricerca
artistica di Anacarsis Ramos, dando vita a un linguaggio che combina memoria, ironia
e critica sociale. Il teatro emerge come spazio di resistenza e di costruzione
di senso, capace di mettere in discussione i meccanismi della narrazione
dominante e di restituire voce a storie normalmente escluse.
Il lavoro di Anacarsis Ramos, drammaturgo,
scenografo, regista teatrale e attore messicano, si distingue per una ricerca
articolata che intreccia linguaggi artistici e riflessione critica. Formatosi
tra teatro e sociologia, Ramos sviluppa una pratica che indaga in profondità il
rapporto tra realtà sociale e rappresentazione mediatica, con un’attenzione
particolare alle modalità attraverso cui la finzione opera e si trasforma in
contesti statali, privati e comunitari. Le sue opere, attraversate da lirismo,
umorismo e parodia, mettono in discussione i dispositivi narrativi dominanti,
rivelando i meccanismi e i pregiudizi che strutturano la costruzione della
realtà.
Accanto alla produzione scenica, coordina progetti pedagogici e percorsi
di ricerca teatrale, contribuendo alla formazione e alla riflessione critica
sulle pratiche performative contemporanee, e cura la scrittura teatrale anche
attraverso il blog Mataclase. È membro della compagnia Pornotráfico, collettivo con sede a Città del Messico che
concepisce il teatro come uno spazio di sperimentazione radicale del reale.
La sua pratica artistica si alimenta delle risorse
della cultura globale – filmati, video di YouTube, spot pubblicitari, canzoni
pop, propaganda politica – rielaborate e contaminate con narrazioni legate a
lotta di classe, processi di colonizzazione, teorie queer e neurodiversità. In
questa prospettiva, Ramos utilizza dispositivi eterogenei come remake a basso
costo, sottotitoli falsi, doppiaggi, karaoke, cosplay, presentazioni PowerPoint
e tutorial fittizi, costruendo un linguaggio scenico ibrido che sfida
apertamente l’elitarismo estetico e le logiche del copyright, aprendo nuovi
spazi di accesso e interpretazione per il pubblico contemporaneo.
Lo spettacolo sarà in lingua originale con
sopratitoli.
Polo Museale - Sapienza Cultura - Sezione Nuovo Teatro Ateneo
Note di contesto sulla stagione
Il cartellone del Nuovo Teatro Ateneo
proseguirà poi il 7 maggio con l’attrice-danzatrice indiana Kapila Venu che porterà
in scena in prima italiana Parvati Viraham, raffinata rilettura
femminile della tradizione del Nāṅgīār Kūthu. Il 13 maggio Il figlio della
tempesta di Armando Punzo e Andrea Salvadori rievoca trent’anni della
Compagnia della Fortezza, intrecciando parole, suono e immagini nate
nell’esperienza unica del carcere di Volterra. Chiude il 17 maggio L’ombra
lunga di Alois Brunner del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi, un’indagine
teatrale vertiginosa in cui la storia europea e quella mediorientale si
riflettono nell’esperienza dell’esilio e della memoria politica.
Info e acquisto biglietti
Sapienza Università di Roma
Mail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it
Telefono: 0649914115
Sito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/
Instagram: @nuovoteatroateneosapienza
Piazzale Aldo
Moro 5, 00185 Roma - Edificio CU017
LINK
VIVATICKET
https://www.vivaticket.com/it/ticket/mi-madre-y-el-dinero/291769
Orario spettacoli: 20.30
L'ingresso per gli spettacoli della STAGIONE
è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze
11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo).
Dopo aver prenotato il tuo biglietto, prenota
anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link
https://bit.ly/parcheggiocusapienza


Nessun commento:
Posta un commento