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martedì 4 agosto 2026

AL VIA “FAMIGLIE AL CINEMA”, LA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA PROMOSSA DA EPS ITALIA SRL E COMUNE DI NAPOLI

Il cinema arriva nel cuore della VII Municipalità: al Chiostro della Parrocchia Santa Maria dell’Arco di Miano 12 film italiani per raccontare la famiglia, le sue trasformazioni e le sfide della società contemporanea.

Al via a Miano e fino al 14 settembre, nella VII Municipalità del Comune di Napoli, la rassegna cinematografica “Famiglie al cinema”, promossa da EPS Italia Srl e Comune di Napoli, con l’obiettivo di portare il cinema e la riflessione culturale direttamente nei luoghi della comunità. Le proiezioni e le attività si svolgeranno a partire dalle ore 20:45.

La manifestazione si svolgerà nella suggestiva cornice del Chiostro della Parrocchia Santa Maria dell’Arco di Miano, spazio che per l’occasione si trasformerà in un luogo di incontro, partecipazione e condivisione attraverso il linguaggio universale del cinema. Al centro della rassegna un tema quanto mai attuale: la famiglia, osservata nelle sue diverse forme e attraverso le trasformazioni sociali, culturali ed economiche che hanno caratterizzato l’Italia degli ultimi decenni. Dodici opere del cinema italiano accompagneranno il pubblico in un viaggio tra memoria e radici, fragilità e marginalità, rapporto tra genitori e figli, crisi della coppia, nuove identità e trasformazioni della famiglia contemporanea.

Il cartellone propone film di importanti autori del cinema italiano, tra cui Ettore Scola, Alice Rohrwacher, Daniele Ciprì, Antonio Capuano, Nanni Moretti, Gabriele Muccino, Ferzan Özpetek, Matteo Rovere, Fabrizio Cattani e Carlo Mazzacurati, attraverso opere capaci di raccontare la famiglia non come modello statico, ma come organismo vivo, attraversato da cambiamenti, contraddizioni, affetti e nuove forme di relazione.

Da La famiglia a Le meraviglie, da La guerra di Mario a La stanza del figlio, passando per L’ultimo bacio, Ricordati di me, Mine vaganti, Gli sfiorati, Maternity Blues, Amata, È stato il figlio e Malavita, la rassegna costruisce un percorso cinematografico che mette in dialogo generazioni, sensibilità e differenti rappresentazioni dell’universo familiare.

“Famiglie al cinema” nasce con una precisa vocazione culturale e sociale: utilizzare il cinema come strumento di conoscenza, confronto e partecipazione, creando occasioni di incontro tra cittadini e promuovendo una riflessione collettiva sui cambiamenti della società.

Accanto alle proiezioni sono previsti momenti di confronto e dibattito con il pubblico e incontri con professionisti del settore cinematografico e culturale, per approfondire i temi affrontati dalle opere e favorire una partecipazione attiva degli spettatori.

“Portare una rassegna cinematografica nel cuore di Miano significa riconoscere alla cultura un ruolo fondamentale nella costruzione della comunità – sottolineano i promotori –. Il cinema diventa così uno spazio aperto a tutti, capace di raccontare le nostre vite, creare dialogo tra generazioni e offrire nuovi strumenti per leggere la realtà che ci circonda”.

La scelta del Chiostro della Parrocchia Santa Maria dell’Arco rafforza inoltre la dimensione territoriale dell’iniziativa, inserendo la proposta culturale all’interno di uno spazio identitario della comunità di Miano e contribuendo alla valorizzazione della VII Municipalità come area di produzione e fruizione culturale.

Con “Famiglie al cinema”, EPS Italia Srl e Comune di Napoli propongono dunque un’esperienza culturale che unisce cinema, territorio e partecipazione, con l’ambizione di avvicinare nuovi pubblici alla cultura cinematografica e fare della visione condivisa un’occasione concreta di incontro e riflessione.

Agosto, si ferma l'Italia ma non il gioco da tavolo

Due appuntamenti nazionali nel mese più fermo dell'anno. Stefano De Carolis, direttore operativo della casa editrice napoletana: «Numeri di partecipazione da industria culturale, riconoscimento da passatempo. Servono opportunità e battaglie comuni».

Agosto, il mese in cui il Belpaese abbassa storicamente le serrande, è anche quello in cui il settore ludico italiano ne apre due, di sipari, a tre settimane di distanza l'uno dall'altro. Entrambi di rilievo nazionale, entrambi costruiti quasi interamente da volontari e community.

Il primo è giocAosta, che dal 7 al 10 agosto arriva alla diciottesima edizione trasformando il centro storico del capoluogo valdostano in una ludoteca a cielo aperto. Il tema di quest'anno è dedicato all'immaginario cinematografico, con il claim "Ciak, si gioca!". I numeri raccontano meglio di qualunque aggettivo: l'edizione 2026 conta oltre 6.000 pre-iscrizioni agli eventi, 5.000 delle quali arrivate nei primi quarantacinque minuti, più di 400 volontari da tutta Italia, 380 appuntamenti in programma e oltre 3.000 scatole nella ludoteca di piazza Chanoux. L'edizione precedente aveva registrato oltre 40.000 presenze attive in quattro giorni e più di 10.000 prestiti in ludoteca. Il tutto gratuito. Il secondo è la DDCON, in programma a Lucca dal 28 al 30 agosto: la prima edizione dell'evento nato per i quindici anni di DungeonDice, realtà fondata nel 2010 da Mario Cortese, concepito non come fiera commerciale tradizionale ma come spazio dedicato alla community, con accesso limitato a duecento partecipanti al giorno, cinquanta tavoli sempre attivi e quattordici ore di gioco quotidiane. Due formule opposte che dicono la stessa cosa: c'è una domanda di gioco condiviso che non va in ferie e che non aspetta il Natale.

«Il fermento c'è, ed è il dato più incoraggiante degli ultimi dieci anni. Il problema è che il fermento resta sempre a un passo dal tradursi in crescita strutturale del mercato». Lo afferma Stefano De Carolis, direttore operativo di Giochi Uniti. «Il rapporto annuale Circana ci dice che nel 2025 il mercato italiano del giocattolo è cresciuto del 6% a valore e dell'8% in unità, con l'Italia sopra la media europea, e i giochi da tavolo sono stabilmente al centro delle serate degli italiani. Sono numeri buoni. Ma sono numeri che non corrispondono a quarantamila persone che passano quattro giorni a giocare in una città di trentacinquemila abitanti. Da qualche parte, tra l'entusiasmo di piazza Chanoux e lo scaffale del negozio, si perde qualcosa. E quel qualcosa non lo recupera il singolo editore: lo recupera un settore che decide di fare sistema».

Il punto, per l’esperto direttore della casa editrice partenopea tra le realtà più note in Italia nel settore, è che il gioco da tavolo ha ormai smesso di dover dimostrare la propria utilità. Il Gioco dell'Anno, il principale premio italiano di settore, nasce esplicitamente per valorizzare il gioco come strumento culturale e sociale. La ricerca accademica va nella stessa direzione: lo studio dell'Università di Plymouth pubblicato lo scorso giugno sul Journal of Autism and Developmental Disorders — cinque studi su oltre 1.600 giocatori — ha documentato il ruolo del gioco da tavolo nei percorsi di inclusione delle persone autistiche. E le esperienze italiane non mancano, dai progetti di reinserimento sociale negli istituti di pena ai casi di studio universitari.

«Non stiamo chiedendo – prosegue De Carolis – che il gioco da tavolo venga sovvenzionato come la musica da camera. Ma qualcosa che ci somigli, sì. Il gioco è un dispositivo culturale a tutti gli effetti: produce socialità, contrasta la solitudine, funziona nelle scuole, nelle carceri, nelle case di riposo, nei percorsi di inclusione. Lo dicono gli studi, non i comunicati degli editori. Eppure, continuiamo a essere trattati come un comparto merceologico qualunque e a presentarci alle istituzioni ognuno per conto proprio, con la propria fiera, il proprio premio, la propria battaglia. Servono opportunità comuni e soprattutto battaglie comuni: la formazione degli insegnanti, il gioco nei presìdi sociosanitari, il sostegno agli autori italiani, una rappresentanza che sappia parlare con la politica. Editori, distributori, negozianti, associazioni, festival: siamo pochi e non siamo uniti. Possiamo permetterci solo la prima delle due cose».

Un appello che Giochi Uniti ripete da tempo, dai palchi delle fiere internazionali fino alle aule universitarie. «Ad agosto ci sono due eventi nazionali costruiti quasi interamente da volontari e da community. È una notizia bellissima e insieme un campanello d'allarme: significa che il settore cresce grazie alla passione di chi lo abita, non grazie a un'infrastruttura che lo sostiene. La passione, prima o poi, chiede il conto. Costruiamo l'infrastruttura insieme finché siamo ancora in tempo», conclude De Carolis.

EUG SALERNO 2026, I GRANDI NUMERI DEI GIOCHI EUROPEI UNIVERSITARI SVOLTISI A SALERNO

E’ tempo di bilanci per EUG Salerno 2026, l’ottava edizione dei Giochi europei universitari organizzati – per la prima volta in Italia – grazie allo straordinario lavoro sinergico tra l’Università di Salerno, il CUS Salerno e l’ADISURC e il supporto di FederCusi e della Regione Campania. 
Al netto delle emozioni, dell’entusiasmo, dei ricordi e dei risultati ottenuti dagli studenti-atleti che hanno animato i quindici giorni dedicati alla kermesse resta – ora – l’eredità di una manifestazione che lascia un solco profondo nell’intero territorio. La legacy di EUG Salerno 2026 non è solo numeri: è una testimonianza di passione ed impegno.
Sono stati oltre 4.500 i partecipanti all’edizione italiana dei giochi, tra studenti-atleti e staff tecnico, suddivisi in 400 squadre (numero massimo di richieste recepibili per regolamento, anche se ne sono arrivate 500 totali) in rappresentanza di 31 Paesi europei e circa 200 università partecipanti. 
I Giochi hanno visto la disputa di oltre 1.400 incontri – interamente coperti da servizi fotografici e audiovisivi con un totale di quasi 50mila foto e contenuti video caricati – suddivisi tra 13 discipline sportive. 300 le medaglie assegnate, suddivise tra i 114 podi: 100 i premi speciali ed altrettante le coppe per squadre.
Impegno cospicuo da parte del personale tecnico ed amministrativo dell’Università di Salerno, circa 100 unità sono state impiegate nell’organizzazione dei Giochi, senza tralasciare l’attività ordinaria. 730 i volontari, giovani studenti universitari (dell’Ateneo di Salerno e di altri Atenei d’Italia) coinvolti nell'accoglienza e nel supporto logistico oltre a 34 volontari internazionali.
A questi numeri vanno aggiunti i 230 addetti sportivi, i 500 arbitri e i giudici di gara nazionali ed internazionali e la workforce sportiva di circa 100 unità.
Grazie alla collaborazione con i Comuni e le altre Istituzioni del territorio, sono stati oltre 30 gli impianti sportivi impiegati per le competizioni, una rete diffusa di strutture tra i Campus UniSA e i territori comunali delle province di Salerno e Avellino. 
L’Università degli Studi di Salerno ha supportato l’evento con un impegno di circa 10 milioni di euro per la realizzazione di nuovi impianti sportivi e il potenziamento di quelli esistenti ai quali si aggiungono 13 milioni di finanziamento dalla Regione Campania. 
L’impegno di Adisurc ha garantito 1750 i posti alloggio presso le Residenze universitarie dei campus di Fisciano, Baronissi e Mariscoli; circa 3000 i pasti giornalieri assicurati dalla Mensa UniSA. 
Sul piano della mobilità e dei trasporti per la sola cerimonia di apertura in Piazza della Libertà a Salerno è stato assicurato il trasporto contemporaneo di ben 2100 passeggeri distribuiti su 63 mezzi. Gli arrivi e le partenze da e per l’aeroporto hanno visto il transito di 4000 passeggeri per un totale di 80 corse, 8000 chilometri di servizi offerti e ben 1800 passeggeri gestiti in un solo giorno in occasione delle partenze. Le linee regolari hanno assicurato il trasporto giornaliero di 17mila passeggeri dalle 6:30 alle 1:30 con ben 400 corse giornaliere. 
Imponente l’attività svolta dall’Ufficio Stampa di Eug Salerno 2026. La rassegna stampa di articoli, servizi televisivi e web registra oltre 600 articoli e servizi realizzati, senza contare quelli pubblicati dal sito ufficiale di Eug2026, grazie al coinvolgimento e all’impegno di oltre 100 testate nazionali, regionali e locali. 
Eug Salerno2026 è coinciso, inoltre, con la riattivazione di UniSound Web Radio, la radio ufficiale dell’Università degli Studi di Salerno che ha riaperto i battenti dopo diversi anni ed è stata radio ufficiale dei Giochi. 34 le interviste radiofoniche, che hanno visto il coinvolgimento di rappresentanti istituzionali, membri del Comitato Organizzatore e rappresentati delle discipline sportive.
Sono state oltre 443mila le visualizzazioni sul canale YouTube dedicato alle dirette della manifestazione, degli oltre 1400 incontri disputati. 49.511 le ore di visualizzazione, equivalenti a oltre 5 anni e mezzo di contenuti seguiti dagli utenti, 2.887 i nuovi iscritti, oltre 3 milioni di impressioni con una durata media di visualizzazione di 6 minuti e 45 secondi. 
Nel periodo di preparazione e svolgimento di EugSalerno 2026 l’ufficio stampa ha realizzato ben 349 video contenuti finalizzati a documentare e promuovere la manifestazione, di supporto alle testate giornalistiche e alle attività poste in essere dalle agenzie di comunicazione incaricate dall’Università degli studi di Salerno.
Circa 7,8 milioni i contatti potenziali raggiunti: le menzioni giornaliere durante i giochi sono aumentate del 126%. La reach giornaliera è cresciuta del 225% rispetto alle rilevazioni sulle menzioni effettuate durante i giochi. 

PROGETTO CIVICO ITALIA, PRESENTATA LA SEGRETERIA REGIONALE DELLA CAMPANIA

Grande entusiasmo e folta partecipazione presso la Galleria Toledo di Napoli, per la presentazione della segreteria regionale della Campania di Progetto Civico Italia, il partito fondato e coordinato a livello nazionale da Alessandro Onorato e guidato in Campania da Carlo Puca. La nuova squadra è composta da 21 componenti tra professionisti, amministratori locali ed esponenti della società civile provenienti da diversi settori e territori della regione.

Fanno parte della segreteria regionale, con le relative deleghe indicate: Lorenzo Crea, giornalista professionista (Organizzazione e coordinamento); Martina Pepe, vicepresidente della Commissione Speciale Sviluppo Sud Giovani (Giovani e comunità LGBTQIA+); Simone Valiante, sindaco di Cuccaro Vetere ed ex deputato del Partito Democratico (Enti locali); Emilia Borgia, candidata alle elezioni regionali a Santa Maria Capua Vetere, già consigliera comunale e vicepresidente dell'Ordine degli Avvocati (Famiglie e pari opportunità); Peppe Oliviero, dirigente della CNA (Artigianato e attività produttive); Enrico Pensati, già vicesindaco e assessore di Torre del Greco (Città metropolitana e grandi progetti); Antonio Ambrosino, avvocato (Commercio, lavoro, partite IVA); Sabatino Nocerino, Legacoop Produzione Servizi Campania (Cooperazione); Susy Rea, coordinatrice della segreteria del sindaco di Sant'Anastasia e promotrice del comitato cittadino (Welfare, associazionismo, inclusione); Angelo Lanza, sindaco del Comune di Flumeri (Aree interne e agricoltura); Annalisa Buffardi, professoressa universitaria (Innovazione, digitalizzazione, startup); Roberto Bozzaotre, vicesindaco di Capri, avvocato (Isole e mare); Marco Bottiglieri, coordinatore regionale di Assoturismo Confesercenti (Turismo); Marco Gaudini, già consigliere comunale e assessore a Napoli (Ambiente); Nicola D'Onofrio, consigliere comunale di Acerra, promotore del comitato civico cittadino (Mobilità e infrastrutture); Francesco Chianese, farmacista (Sanità); Carla Manuela de Sena, avvocata (Sicurezza e giustizia); Bianca Pesante, imprenditrice, consulente aziendale, Comitato Komen Race, Ordine di Malta, promotrice di Comitato civico (Associazionismo); Serena Ucci, docente a contratto presso l'Università Federico II e la Giustino Fortunato di Benevento (Scuola, Università, Ricerca); Stefania Avallone, libera professionista (Marketing territoriale) e ad interim Carlo Puca e Luigi Mascilli Migliorini, professore ordinario di Storia (Cultura).

Con questa squadra, Progetto Civico Italia rafforza la propria presenza sul territorio campano, in vista dei prossimi appuntamenti politici e amministrativi regionali.



Le dichiarazioni
Alessandro Onorato

"Progetto Civico Italia continua a crescere e strutturarsi. Dopo la segreteria della Sicilia annunciata la scorsa settimana, con l'adesione di Ismaele La Vardera e il movimento politico civico Controcorrente, oggi siamo a Napoli per annunciare le 21 persone che compongono la segreteria della Campania. Ringrazio tutti gli iscritti, amministratori e cittadini semplici, che su questo territorio stanno facendo un lavoro enorme, anche grazie alla disponibilità del sindaco di Napoli e presidente dell'Anci Gaetano Manfredi. I numeri fotografano una realtà in costante crescita: oltre 1000 iscritti, di cui oltre 50 amministratori e 81 comitati civici aperti. Animati da persone che non si riconoscono negli altri partiti della coalizione ma che non vogliono rassegnarsi e si sono unite, partendo dal basso, per dare un contributo fondamentale al centrosinistra. E' un mondo enorme che rappresenteremo al tavolo per il programma del centrosinistra e alle primarie, se si dovessero fare".

Carlo Puca
“Ringrazio tutti i presenti per la partecipazione a questa giornata importante. Questa presentazione anticipa un appuntamento più ampio, e cioè la grande manifestazione che terremo a settembre e dalla quale usciranno fuori le nostre idee e le nostre proposte per la regione e per il Paese. La nostra segreteria nasce su principi, su valori, su progetti e su programmi condivisi. Ringrazio singolarmente le persone che hanno accettato di raccogliere questa sfida: sono amministratori della cosa pubblica capaci. Sono sindaci, consiglieri, liberi professionisti ed esponenti della società civile, persone che sono ancorate ai problemi concreti della quotidianità. Siamo qui per dare risposte alle istanze dei cittadini, ma per farlo è necessario produrre un pensiero: con Progetto Civico Italia stiamo costruendo una piattaforma chiara, con proposte che nascono dai territori, perché il nostro compito è produrre idee in un mondo politico che troppo spesso non ne produce”.


LA RIVOLUZIONE DI ARDONE E LA GUERRA DI CAUTERUCCIO IL 6 AGOSTO 2026 A SEGRETI D’AUTORE

A Palazzo Coppola di Valle-Sessa Cilento (Sa) ci sarà spazio dalle 18 alle 19 per “Revolution”, o per meglio scrivere R3V@LUT1@N, un film thriller di Corrado Ardone, dove gli spettatori diventano protagonisti di un viaggio sensoriale con Visori Vr, entrando direttamente dentro la storia e vivendola in prima persona. Un progetto che unisce tradizione narrativa e una tecnologia d’avanguardia, già sperimentata all’estero. Arriva così anche in Italia, grazie a questa operazione pionieristica, l’evento capace di trasformare un genere classico in un’esperienza senza precedenti. Il cast corale che accompagna questa sfida verso il futuro è composto da Marzio Honorato, Annalisa Pennino, Rita Rusciano, Federica Aiello, Peppe Zarbo e Massimo Peluso. Si replica negli stessi orari ogni sera fino al 13 agosto.

 

Alle 21, invece, Fulvio Cauteruccio, interprete e regista, regalerà al pubblico del Festival un nuovo momento di grande teatro con il suo “Roccu u stortu”, pluripremiato testo di Francesco Suriano. Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia Teatrale Krypton, racconta la storia di Rocco, un umile contadino calabrese che viene inviato al fronte durante la Prima Guerra Mondiale con l’illusione di ottenere al suo ritorno un pezzo di terra. Una vicenda che diventa tragicamente attuale e continua ancora oggi a interrogare sulle radici della violenza e del sacrificio in una società attraversata da nuove e spietate forme di conflitto. Esplorando il destino dell’uomo di fronte al potere, alla follia e alla guerra. Le musiche originali della pièce sono de “Il Parto delle Nuvole pesanti”.

 

L’ingresso per ogni singolo appuntamento è su prenotazione. Le richieste vanno inviate via mail all’indirizzo comunicazione@festivalsegretidautore.it, specificando l’evento, il numero dei posti e il proprio nome e cognome. Al personale addetto al controllo andrà esibita la ricevuta di conferma, in forma cartacea o su dispositivo elettronico.

 

Segreti d’Autore, festival dedicato ad Ambiente, Scienze, Arti e Legalità, ha il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania con i fondi del Pnrr.

 

 

Pizza a Corte, i 4 appuntamenti di agosto 2026

Sono quattro gli appuntamenti di agosto in programma per la rassegna Pizza a Corte, ospitati nel giardino del settecentesco Palazzo Acampora di Agerola, adiacente all’orto di casa.
Il primo è in calendario giovedì 6 agosto, a partire dalle ore 20.00, quando Mauro Espedito, della Pizzeria Owap, di Napoli, proporrà quattro degustazioni, tra le quali una delle sue signature, la Pizza Pepperoni e la Last minute, con blue di bufala, noci e mele di castagno. Il dessert sarà a cura del maestro Pasticcere Pasquale Pesce, dell’omonima pasticceria di Avella.

Il 13 Agosto sarà la volta di Raimondo De Crescenzo (Pizzeria Magma) affiancato da Giuseppe Esposito (Roxy Bar).

Il 20 Agosto, Enzo Bastelli (Basta Pizzeria) e Giuseppe Pepe (Pasticceria Pepe Mastro Dolciere) e giovedì 27 Agosto, Giuseppe Pignalosa (Pizzeria Le Parule) e Salvatore Capparelli (Pasticceria Salvatore Capparelli). 

Tutte le serate vedono la partecipazione dei bartender del Madamé Lounge Bar di Agerola, ai quali è affidato il cocktail pairing.

In uno spazio attiguo all’orto, sin dal primo appuntamento, troviamo uno spazio dedicato alla fotografia, con i professionisti dello Studio125 di Napoli, che realizzano scatti d’autore in bianco e nero dedicati ai pizzaioli, agli ospiti e ai clienti, omaggiati di questi splendidi ritratti.

Come di consueto, parte dell’incasso delle serate sarà devoluto alla HHT Italia APS, associazione impegnata nell’assistenza alle persone affette da Telangectasia Emorragica Ereditaria.

lunedì 3 agosto 2026

A Pompei rinasce il Canone di Policleto: il Parco Archeologico rilancia le storiche matrici della Fonderia Chiurazzi


Torna a vivere a Pompei il Canone di Policleto, uno dei più celebri capolavori della scultura greca antica e simbolo universale dell’ideale classico di armonia e proporzione. È stata presentata oggi, presso il Parco Archeologico di Pompei, la ricostruzione scientifica in bronzo dell’opera, realizzata a partire dagli storici calchi matrice della ex Fonderia Chiurazzi, testimonianza d’eccellenza della tradizione artistica e artigianale italiana.
Alla presentazione sono intervenuti il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Ha preso parte all’incontro anche il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, con un intervento dedicato al tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.
Il Parco Archeologico di Pompei riporta in vita un’antica pratica che nel mondo romano contribuì alla diffusione dei grandi capolavori dell’arte greca: la realizzazione di copie attraverso matrici in grado di conservarne e tramandarne le forme. Prende così avvio il progetto di valorizzazione delle storiche matrici della ex Fonderia Chiurazzi, acquisite dal Parco per sottrarle al rischio di dispersione all’estero e restituirle alla fruizione pubblica.
A inaugurare il percorso è uno dei simboli assoluti della scultura classica, il Canone di Policleto, oggi presentato in una nuova ricostruzione scientifica realizzata in bronzo. L’opera rappresenta il primo risultato concreto di un’iniziativa che unisce tutela, ricerca e valorizzazione, restituendo attualità a un patrimonio unico di modelli e calchi che per oltre un secolo hanno contribuito alla diffusione dell’arte antica nel mondo.
«Siamo di fronte alla ricostruzione scientifica di una delle più celebri opere d’arte di tutti i tempi, il cui significato supera la dimensione estetica e racchiude un valore filologico, artistico e culturale. L’arte di Policleto è fondata sulla lingua universale dell’armonia. È questo l’insegnamento che ci hanno consegnato i nostri antenati, la scuola pitagorica e Policleto, il cui Canone viene oggi restituito al pubblico», ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha aggiunto: «Sostenendo progetti come questo il Ministero della Cultura continuerà a svolgere il proprio dovere. La cultura è diplomazia, ricerca, formazione, identità plurale, dialogo e forza creatrice di armonie, esattamente come il Canone di Policleto».
ll Canone di Policleto, realizzato intorno al 440 a.C. in Grecia, è forse l’opera più iconica dell’arte classica. Ma l’opera originale non è conservata, come accade per gran parte dei capolavori greci del periodo classico, vale a dire dei secoli V e IV a.C. I grandi capolavori dei maestri greci, come Policleto e Fidia, sono conosciuti oggi soprattutto attraverso le copie di età romana. Molte delle copie romane provengono dall’Italia, con una concentrazione nel Lazio e in Campania, tra Baia e l’area vesuviana.
Proprio dallo studio comparato di queste copie nacque quella disciplina che sarebbe stata definita “critica delle copie”. E non è un caso che uno dei momenti fondativi di questo metodo risalga all’intuizione dello studioso Karl Friedrichs, che nel 1863 identificò l’opera più iconica di Policleto in una copia romana rinvenuta nella Palestra Sannitica di Pompei.
Su queste basi, tra il 1910 e il 1912, in Germania venne realizzata la prima ricostruzione filologica in bronzo dell’originale greco, assemblando elementi provenienti da diverse copie antiche e utilizzando la stessa tecnica della fusione a cera persa impiegata oltre 2.500 anni fa dagli scultori greci.
Oggi, a più di un secolo da quella pionieristica operazione, il Parco Archeologico di Pompei presenta una nuova ricostruzione del Canone, frutto di oltre cento anni di studi e di una collaborazione internazionale che ha coinvolto istituzioni e studiosi in Italia, Grecia e Germania. Un progetto che conferma Pompei non solo come luogo di conservazione della propria storia, ma come centro di ricerca capace di contribuire alla comprensione dell’intera eredità del mondo classico.
La nuova ricostruzione si distingue da quella dei primi del Novecento per due aspetti fondamentali. Il primo riguarda la policromia: le statue classiche non erano infatti bianche come siamo abituati a immaginarle, ma presentavano colori destinati a riprodurre fedelmente la natura, dalla capigliatura alle labbra, fino agli incarnati.
Il secondo elemento innovativo riguarda l’attributo impugnato dalla figura. L’indagine archeologica suggerisce che il personaggio reggesse un giavellotto (akontion in greco) piuttosto che una lancia (dory). Questa interpretazione, fondata sullo studio delle riproduzioni antiche della statua, induce a riconsiderare la tradizionale identificazione del Canone con il Doriforo (doryphoros), il celebre “portatore di lancia” di Policleto. Le fonti antiche e le evidenze iconografiche sembrano infatti suggerire che si trattasse di due opere distinte, e non di una sola, come è stato a lungo sostenuto e come si legge, inoltre, in molti libri di scuola.
Per la nuova ricostruzione del Canone sono stati usati due calchi diversi: mentre per il corpo è stato usato come modello la statua di marmo trovata nel 1793 nella Palestra Sannitica di Pompei – la più completa delle oltre cinquanta copie romane note finora –, per la testa è stato usato un busto bronzeo dalla villa dei Papiri a Ercolano, considerato di eccellente qualità e più vicino all’originale. Il giavellotto tenuto in mano dalla statua è stato realizzato in legno, cuoio e metallo.
Questo importante risultato è stato reso possibile anche grazie all’acquisizione, attraverso l’esercizio del diritto di prelazione, della collezione dell’ex Fonderia Chiurazzi, storica fonderia napoletana, un patrimonio straordinario che il Parco sta progressivamente valorizzando. La storia di questa ricostruzione si intreccia così con quella della rinascita produttiva della collezione stessa, primo passo di un percorso che oggi punta alla riattivazione delle attività di fusione e commercializzazione dei manufatti.
«Ho chiesto se una ripresa della produzione, in misura limitata e controllata ovviamente, potesse danneggiare le matrici in gesso, considerando che rappresentano un bene culturale tutelato - racconta il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel - ma è al contrario: si danneggiano non utilizzandole, poiché il gesso si polverizza. Questa la trovo una bellissima metafora del nostro patrimonio classico, che si distrugge se non lo utilizziamo, nelle scuole, nei musei e nella nostra vita culturale. C'è chi considera il mondo classico un bagaglio morto che può tranquillamente essere abbandonato. Noi invece siamo convinti che il classico è vivo e può generare crescita, non solo culturale, ma anche economica e sociale».
L’obiettivo è duplice: da un lato ampliare le attività di valorizzazione del Parco, dall’altro sostenere una tradizione artigianale unica, creando nuove opportunità di sviluppo e occupazione. A Napoli, infatti, sopravvivono ancora fonderie che utilizzano la medesima tecnica della fusione a cera persa praticata ai tempi di Policleto nel V secolo a.C., mantenendo vivo un sapere che unisce arte, archeologia e manifattura. La riproduzione della statua antica, così, è stata anche occasione di un progetto di archeologia sperimentale per comprendere meglio i processi artistici e produttivi alla base dell’arte classica.
«Il motivo per cui abbiamo scelto di iniziare la valorizzazione della Chiurazzi con questa statua è semplice – ha detto il direttore Zuchtriegel – Volevamo dimostrare come la conoscenza dell’arte greca del periodo classico non possa prescindere dall’archeologia romana, dallo studio dei contesti come quelli vesuviani che hanno restituito diverse copie del Canone, tra cui una ritrovata negli anni ‘70 a Castellammare di Stabia e oggi al museo di Minneapolis. Al di là di ogni considerazione giuridica, che è competenza del Procuratore Fragliasso che ha ripreso il dossier del cosiddetto Doriforo di Stabia, si tratta di un dato scientifico: senza i contesti, vale a dire le case e gli spazi pubblici che ospitavano le statue, non comprendiamo il fenomeno delle copie».
Tutti gli approfondimenti sul tema sono contenuti nell’e-journal degli scavi di Pompei: https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/
Domenica 9 agosto alle 21:25 su Rai1, infine, nel corso della puntata di "Noos - L’avventura della conoscenza" con Alberto Angela, la serie di Rai Cultura dedicata alla divulgazione scientifica e alle novità dai vari campi della conoscenza, è previsto un approfondimento sul Doriforo di Policleto con un intervento del direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel.
Progetto scientifico: Maria Rispoli, Alessandro Russo, Maria Chiara Scappaticcio, Giuseppe Scarpati, Gabriel Zuchtriegel

Progetto espositivo: Silvia Bertesago, Tiziana Rocco

Acquisizione, tutela e valorizzazione della ex fonderia Chiurazzi: Anna Onesti, Andrea Foti, Stefania Giudice

Fonderia Ruocco: Giuseppe Ruocco, Maurizio Pinto, Maria Rosaria Ruocco

Realizzazione del giavellotto: Anna Civale, Ettore Pizzuti, Angelo De Marzo

Ricostruzione digitale dell’Efebo Westmacott come “Doriforo”: Francesco Colace, Angelo Lorusso, Michele Pellegrino (Università di Salerno)

Si ringrazia inoltre: Olimpia Vikatou (Direttrice Generale delle Antichità e dei Beni Culturali, Grecia), Demetrios Athansoulis (Eforia delle Cicladi), Eleni Kalavria (Museo Archeologico Nazionale di Atene), Carmela Capaldi (Università di Napoli “Federico II”), Angelo Meriani (Università di Salerno), Martin Maischberger e Agnes Schwarzmaier (Musei di Berlino).