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martedì 3 novembre 2026

Venerdì 6 novembre 2026 a Cagliari il Festival LMDP presenta “A Teen Odyssey” della pluripremiata compagnia La Mecànica


Prosegue a Cagliari, allo Spazio DOMOSC (via I. Newton 12), la XIII edizione di LMDP – Le Meraviglie del Possibile, il festival internazionale di teatro, arte e nuove tecnologie ideato e organizzato da KyberTeatro, spin-off della cooperativa L’Aquilone di Viviana, finanziato dall’Unione Europea e realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – R.A.S., Assessorato alla Cultura, del Comune di Cagliari – Assessorato alla Cultura e della Fondazione di Sardegna. Va in scena venerdì 6 novembre, alle 19 e alle 21, la performance partecipativa e transgenerazionale A Teen Odyssey, lavoro della pluripremiata compagnia internazionale a guida femminile La Mecànica, con sede a Maiorca e specializzata nella creazione e produzione di teatro fisico e visuale. Fondata nel 2015 da Jenny Vila e Pau Bachero, professionisti con una lunga esperienza, La Mecànica mette in relazione artisti delle Isole Baleari con creatori di tutto il mondo anche grazie a un team al femminile – Jenny Vila, Mariona Jaume, Sienna Vila e Sandra G. Lara – che coordina la struttura produttiva.

A Teen Odyssey, realizzato in collaborazione con la storica compagnia catalana La Fura dels Baus, è un’esperienza di teatro immersivo che unisce performance fisica dal vivo e tecnologia digitale per creare un viaggio indimenticabile per adolescenti e adulti. Esplorando i temi dell’identità personale, della connessione intergenerazionale e del modo in cui troviamo la nostra tribù, il pubblico si unisce agli interpreti in un’avventura partecipativa, di grande impatto visivo e sonoro.

Il lavoro fonde teatro fisico e tecnologia smartphone in tempo reale, mettendo in relazione tra loro generazioni diverse e aprendo nuove possibilità di incontro tra teatro, tecnologia e partecipazione: grazie a Kalliópê, un’applicazione di messaggistica multimediale dal vivo, tecnologia digitale e performance sono sincronizzate in modo che ciascuno degli spettatori diventi parte della storia. Il risultato è un lavoro intimo e pluripremiato che esplora l’appartenenza, la connessione e le distanze che creiamo tra noi. Posti limitati, prenotazione obbligatoria.

 

INFO E PRENOTAZIONI

Kyberteatro - L’Aquilone di Viviana Spazio DOMOSC, via Newton 12, Cagliari

Cell. e whatsapp: 346 6267735 - 347 0484783; tel. 070 8607175

E- mail: info@kyberteatro.it ; kyberteatro.it

 

"L'incantesimo di Posillipo, la collezione di Felice Ferrara" di Luisa Martorelli

Presentazione mercoledì 4 novembre 2026 alle ore 17.30, presso la Sala Comencini di Palazzo Zapata in Piazza Trieste e Trento n. 48, del libro "L'incantesimo di Posillipo, la collezione di Felice Ferrara" di Luisa Martorelli (La Valle del Tempo). 


DESCRIZIONE

L’incantesimo di Posillipo/ La collezione di Felice Ferrara di Luisa Martorelli (edizioni La valle del tempo, pp. 117, n. 83 tavole a colori, €32,00) restituisce il fascino senza tempo di uno dei luoghi più suggestivi del paesaggio partenopeo, la collina di Posillipo, dalla cui sommità si domina il paesaggio più amato del golfo di Napoli, con la sua sagoma ellittica e il Vesuvio che domina lo sfondo.

Il libro propone un viaggio tra arte, storia e paesaggi di Posillipo, dal Settecento fino al Novecento, l’itinerario di molti pittori italiani e stranieri (Vernet, Catel, Giroux, Coignet, Gigante, Carelli, Fergola, Duclere, Borgoni e Asturi) che si avventurarono lungo la costa frastagliata, caratterizzata da spiagge, grotte, ruderi di palazzi antichi, come il più celebre palazzo Donn’Anna, raccontando il rapporto profondo tra territorio e i suoi abitanti, attraverso uno sguardo capace di intrecciare ricerca scientifica e sensibilità narrativa. Posillipo, mito dell’antico, con i luoghi topici della Crypta Neapolitana (La Grotta di Posillipo) e della cosiddetta Scuola di Virgilio dove il sommo poeta praticava le arti magiche e le insegnava ai suoi discepoli, è stato luogo ispiratore per molti poeti, da Jacopo Sannazzaro in poi, ma è anche luogo vitale delle abitudini del popolo, dei suoi pescatori e di coloro che usufruivano delle spiagge incontri conviviali, come le cosiddette “pusillecheate” allo scoglio di Frisio o alla “taverna del Pacchianiello”.

L'AUTRICE

Luisa Martorelli è stata funzionario storico dell’arte presso la Soprintendenza di Napoli, nel settore delle collezioni dell’Ottocento al Museo di Capodimonte, del museo Duca di Martina e del Museo di San Martino fino al 2017. Ha lavorato da professionista esterna ai volumi divulgativi su La pittura dell’Ottocento nell’Italia meridionale 1799-1848, in La pittura in Italia – L’Ottocento, Milano 1991 e La pittura dell’Ottocento tra Accademia, museo e collezionismo in I Borbone di Napoli per i volumi di Franco Di Mauro ed. (Napoli 2009), curando diverse mostre di carattere monografico e d’interesse su periodi artistici della storia di Napoli, tra Sette- Ottocento e Novecento, con particolare attenzione alla storia del paesaggio e alle poetiche del vero, come quella di Domenico Morelli e la sua scuola, la cui rivalutazione riparte dalla mostra Domenico Morelli e il suo tempo 1823-1901. Dal Romanticismo al simbolismo, sotto la sua curatela. Altre pubblicazioni sul tema della pittura di paesaggio sono: Pasquale Mattej (1979), Smargiassi e il suo tempo (1986), Gennaro Villani (1987), Giacinto Gigante e La Scuola di Posillipo (1993), Francesco Lojacono/ 1838-1915 (2005), la riedizione del volume di Sergio Ortolani, Giacinto Gigante e la pittura di paesaggio a Napoli e in Italia (2009), Giacinto Gigante e gli acquerelli della Scuola di Posillipo (2000), I luoghi e la memoria del paesaggio (2011), La Scuola di Resina (2012), Teodoro Duclére (2013), Salvatore Fergola/Lo splendore di un regno (2016), Gigante e i figli del re (2016), Antonino Leto tra l’epopea dei Florio e la luce di Capri (2018), Il Vesuvio di De Nittis (2018), Napoli al tempo di Napoleone. Joseph Rebell e la luce del golfo (2023). Da Napoli a Chantilly, Le collezioni della regina Carolina Murat (Chantilly, Museo Condé, 6 giugno – 4 Ottobre 2026) dove ha scritto sulla stagione innovativa di Rebell a Napoli

Riferimenti dell'autrice 

luisa.martorelli@gmail.com cell. 3381384755
Per informazioni: 3386554331 / relazionipubbliche@lavalledeltempo.it
Il volume può essere prenotato: https://www.lavalledeltempo.com/lincantesimo-di-posillipo/


Da venerdì 6 novembre 2026 al via "Coreo/Grafie 2026", II edizione della rassegna di danza contemporanea e teatro-danza allo Spazio Körper Napoli

Il corpo come luogo di memoria e trasformazione, il movimento come forma di scrittura, la danza come linguaggio capace di interrogare il presente e restituirne le contraddizioni, le fragilità e le possibilità. È da questa visione che prende forma Coreo/Grafie 2026, la rassegna che, da venerdì 6 a domenica 8 novembre 2026 torna a Napoli per la sua seconda edizione, confermandosi come uno spazio di incontro, ricerca e valorizzazione della danza contemporanea e del teatro-danza in Campania.

Ad accogliere la manifestazione sarà lo Spazio Körper, centro nazionale di produzione della danza, dove per tre giornate alcune delle realtà più vivaci della scena coreutica regionale saranno protagoniste di un percorso attraverso linguaggi, estetiche e poetiche differenti. Sette creazioni originali, espressione di percorsi artistici e sensibilità eterogenee, comporranno una mappa della ricerca contemporanea, mettendo al centro il corpo come strumento di narrazione, relazione e riflessione sulla realtà.

La rassegna è promossa dal Teatro Pubblico Campano, nell'ambito della stagione teatrale 2026/2027, in collaborazione con Oltrelalinea, e si avvale del coordinamento artistico di Sabrina D'Aguanno e Rosario Liguoro.

L'iniziativa nasce dalla volontà di sostenere e rendere visibile il lavoro delle compagnie del territorio, offrendo loro un contesto in cui presentare le proprie creazioni, condividere percorsi di ricerca e incontrare un pubblico interessato alle nuove traiettorie della scena contemporanea.

Coreo/Grafie si configura come una mappa della danza contemporanea campana: un mosaico di esperienze artistiche che, pur nella diversità delle rispettive identità, condividono il desiderio di esplorare il corpo come strumento di espressione, conoscenza e trasformazione.

Il titolo stesso della rassegna suggerisce una chiave di lettura del progetto. La coreografia diventa grafia, scrittura del movimento che si compone nello spazio attraverso gesti, posture, ritmi e presenze. Il corpo si fa pagina viva sulla quale prendono forma emozioni, ricordi, tensioni individuali e collettive; il gesto diventa segno, traccia capace di raccontare ciò che spesso sfugge alle parole.

La rassegna prenderà il via venerdì 6 novembre alle ore 19.00 con due proposte che testimoniano la varietà della ricerca coreografica contemporanea.

Art Garage presenta Sylvia Green Trap, ideazione e coreografia di Martina Tordiglione, una creazione che si inserisce nel percorso di sperimentazione della compagnia e che contribuisce a inaugurare il programma attraverso una specifica visione del movimento e della costruzione scenica. A seguire, Mart Dance porta in scena Oxido XX2.0 (suite), con regia e coreografie di Marco Auggiero.

Il lavoro si inserisce nel panorama delle ricerche che indagano le potenzialità espressive del corpo attraverso la composizione coreografica, confermando l'attenzione della rassegna verso linguaggi capaci di confrontarsi con le trasformazioni della scena contemporanea.

La seconda giornata, sabato 7 novembre, con inizio degli spettacoli alle ore 19, prosegue il percorso attraverso due creazioni che mettono al centro la ricerca sul movimento e la costruzione del linguaggio scenico. Akerusia Danza presenta Look Inside, ideazione e coreografia di Sabrina D'Aguanno. Il titolo suggerisce uno sguardo rivolto verso l'interiorità, in un percorso in cui la ricerca coreografica diventa occasione per esplorare le possibilità espressive del corpo e il rapporto tra dimensione individuale e presenza scenica.

A seguire, Campania Danza presenta Gocce, con coreografie di Olimpia Milione, Federica Clarizia e Simone Liguori. Il lavoro si inserisce nel mosaico di poetiche che caratterizza la rassegna, contribuendo a raccontare una scena nella quale la collaborazione artistica e la pluralità degli sguardi alimentano nuove possibilità di scrittura del movimento.

La giornata conclusiva, domenica 8 novembre, prenderà il via alle ore 18 e riunirà tre creazioni, ampliando ulteriormente il ventaglio di linguaggi e sensibilità presenti nella rassegna.

Arb Dance Company presenta No Question, con coreografia di Irma Cardano, una proposta che si inserisce nel percorso di ricerca della compagnia e che porta in scena una personale esplorazione delle possibilità espressive del corpo.

Sfera Ovale propone Confluenze, con coreografia di Angela Porrino. Il titolo richiama l'immagine dell'incontro tra traiettorie differenti, suggerendo una prospettiva in cui il movimento può diventare luogo di relazione, intersezione e trasformazione.

A chiudere la programmazione della rassegna sarà Con il vento tra i capelli, della compagnia Scaramacay, drammaturgia e coreografie di Erminia Sticchi. Una proposta che intreccia dimensione drammaturgica e composizione coreografica, confermando il dialogo tra danza e teatro-danza che attraversa l'intera manifestazione.

Nel loro insieme, le sette proposte di Coreo/Grafie 2026 restituiscono un quadro della creatività contemporanea campana, mettendo in evidenza il lavoro di compagnie e autori che, attraverso percorsi differenti, contribuiscono a rinnovare il linguaggio della danza e ad ampliare le possibilità della scena performativa.

Perché ogni gesto può diventare una traccia, ogni movimento una storia, ogni corpo una scrittura. E la danza, nel suo incessante dialogo con il presente, continua a disegnare nuove geografie dell'umano.

Coreo/Grafie, 6 ˃ 8 novembre 2026

Spazio Körper Napoli - via Vannella Gaetani 27

Spettacoli venerdì e sabato dalle ore 19, domenica dalle ore 18

Info e prenotazioni 0812457415, info@korper.it

Premi Tuttoteatro.com 2026, a Spazio Rossellini Se salissimo un gradino il 3 novembre 2026 alle ore 21

Tratto da I fratelli Karamazov di Dostoevskij, lo spettacolo porta in scena il confronto tra Ivan e Alëša, fino alla Leggenda del Grande Inquisitore: un dialogo teatrale che interroga il tema della libertà, della fede e della responsabilità dell’uomo, affidato all’interpretazione di Silvia Garbuggino e Gaetano Ventriglia.

Martedì 3 novembre 2026, alle ore 21, lo Spazio Rossellini di Roma ospita Se salissimo un gradino, spettacolo fuori concorso inserito nel programma dei Premi Tuttoteatro.com 2026, nell’ambito della XX edizione del Premio alle arti sceniche “Dante Cappelletti”. La Compagnia Garbuggino Ventriglia e Attilio Scarpellini presenta un lavoro tratto da I fratelli Karamazov di F. M. Dostoevskij, con Silvia Garbuggino e Gaetano Ventriglia. La drammaturgia e la regia sono di Attilio Scarpellini, le luci di Gianni Staropoli e i suoni di Emanuele Pontecorvo. Lo spettacolo è realizzato con il sostegno di Kino-Partizan, Tuttoteatro.com e Teatri di Vetro.

Lo spettacolo parte dal trasalire di una voce nel brusio di una sala. Gradualmente, passo dopo passo, attraverso un’intensificazione del dialogo attoriale, con Gaetano Ventriglia che si ritrova nei panni di Ivan Karamazov e Silvia Garbuggino in quelli del fratello Alesa intenti a discutere in una taverna, il loro confronto slitta in modo inaspettato nel vortice di quella Leggenda che è rimasta conficcata nel tempo come una scheggia profetica che nessuna interpretazione è mai riuscita del tutto a esaurire. 
Il tavolo a cui siedono gli attori di Se salissimo un gradino è una proiezione di quello su cui si chiude Mozart e Salieri nella scena finale della taverna. Ma se la prima scena era immersa in un ring onirico, la seconda include la presenza del pubblico (del mondo) che, nel progetto iniziale, avrebbe dovuto sedere sul palco ai tavoli della stessa taverna in cui Ivan e Alesa si incontrano e portano avanti il dialogo che sfocia nella Leggenda del Grande Inquisitore. Anche laddove fosse impossibile praticare questa soluzione conviviale, il pubblico è presente attraverso la sonorizzazione di quel brusio, di un rumore che va e viene e si trasforma attraverso il racconto, producendo uno sdoppiamento della sala che ha l’effetto di allontanare l’immagine degli attori, di stagliarla in una distanza. E’ nel  pathos di questa distanza che tutto avviene: gli attori passano dalla conversazione al dialogo, frantumando progressivamente i confini tra il concreto e l’astratto, diventando quello che nominano, incarnando la leggenda, ma secondo due diverse direzioni della loro partitura interpretativa: Gaetano Ventriglia performando la virtù e la parola, Silvia Garbuggino performando l’essere e il silenzio, e questo significa che mentre il primo si sveste fino a scoprire il centro vuoto della figura che interpreta – l’assenza su cui si struttura ogni teo-logia – la seconda si ritira nell’indicibile evanescenza della grazia (e nell’inafferrabilità di qualunque presenza). Giunti al loro unico contatto, lo “spettacolo” cortocircuita nel buio e il “rumore del mondo” riaffiora, ma in forma di musica. (Attilio Scarpellini)
Se salissimo un gradino porta in scena tre capitoli dà I Fratelli Karamazov di Dostoevskij: I fratelli fanno conoscenza, Ribellione e Il Grande Inquisitore che Attilio Scarpellini ha condensato in un’ora e un quarto di spettacolo conservando e distillando la tensione, la dinamica, i temi e le parole del grande scrittore russo.

Attraverso un lavoro d’attore, all’interno di una messinscena essenziale e “caravaggesca”, le parole e i silenzi delle creature dostoevskijane si incarnano nel corpo degli interpreti e prendono vita e sostanza umana: una vita e una sostanza che riguarda attori e spettatori. Crediamo in un teatro in cui il pensiero e l’emozione attraversino tutti coloro che sono insieme, in quello spazio e in quel tempo.

L’attualità di Dostoevskij è sconvolgente, e sembra diventare ogni giorno più evidente e urgente. Il tema della libertà è visto da Dostoevskij in modo radicale e profondo, esistenziale: una libertà che è scelta e rischio, che si contrappone alla delega acritica e alla rinuncia alla vita, spesso in nome di una “libertà” fittizia, di un guscio vuoto. Una libertà congiunta indissolubilmente con il tema della fede: non ci può essere fede senza libertà, senza la consapevolezza in primo luogo del dolore nel mondo, della sofferenza dei bambini.
Il titolo è un verso da Poesia ininterrotta di Paul Eluard. In un nostro spettacolo del 2017 era Don Chisciotte a pronunciare queste parole in un discorso che da allora non si è mai fermato.
I PREMI TUTTOTEATRO.COM 2026 (Premio alle arti sceniche “Dante Cappelletti” – XX edizione, Premio “Renato Nicolini” – XIII edizione, Premio Miglior Teaser – VIII edizione) sono un progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. È realizzato con il contributo della Regione Lazio, con i fondi Otto per mille della Chiesa Valdese e con il sostegno di ATCL/Spazio Rossellini.

Tutti gli appuntamenti dei Premi Tuttoteatro.com sono a ingresso gratuito, a eccezione di Se salissimo un gradino - info e prenotazioni: comunicazione@tuttoteatro.com - +393470444624.


Info
Tuttoteatro.com
info@tuttoteatro.com
www.tuttoteatro.com
+39.06.83607162



TeatroBasilica, Volevo solo dormire ancora un po’ dal 5 al 8 novembre 2026

Dal 5 all’8 novembre 2026 il Gruppo della Creta torna in scena al TeatroBasilica con Volevo solo dormire ancora un po’, spettacolo diretto da Jacopo Cinque, su drammaturgia di Tommaso Emiliani.

Liberamente ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, lo spettacolo trasforma il mondo del lavoro in un viaggio surreale e inquietante dentro le contraddizioni di una generazione: quella dei trentenni di oggi, sospesi tra aspettative ereditate dai genitori, precarietà e difficoltà di diventare adulti. Un colloquio di lavoro si trasforma in un’assurda macchina di addomesticamento, dove persino l’inerzia diventa una forma di complicità. 

Il Gruppo della Creta presenta al TeatroBasilica, dal 5 all’8 novembre 2026, Volevo solo dormire ancora un po’, spettacolo diretto da Jacopo Cinque, con Matteo Baronchelli, Alessio Esposito e Shadi Romeo. Liberamente ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, lo spettacolo intreccia mondo del lavoro e videogiochi per raccontare lo smarrimento dei trentenni di oggi, sospesi tra analogico e digitale, alle prese con modelli di vita ereditati dal passato e con un ingresso nell’età adulta che assume i contorni di un’esperienza insieme angosciante e assurda.

Il progetto nasce da una libera interpretazione di Alice nel Paese delle Meraviglie, trasformandone l’immaginario e i personaggi in un percorso contemporaneo di crescita e smarrimento. Il protagonista attraversa un viaggio surreale in cui tutto ruota intorno al mondo del lavoro, diventando grammatica narrativa di un’esperienza che racconta una generazione sospesa: i trentenni di oggi. Nel tentativo di emanciparsi, la pressione sociale li spinge però a rincorrere valori e modelli delle generazioni passate, ormai inadatti al presente. Il colloquio di lavoro, diventa così metafora di un passaggio all’età adulta, tanto angosciante quanto assurdo.

Note di regia di Jacopo Cinque
Lo spettacolo nasce da una libera rilettura di Alice nel Paese delle Meraviglie. Matteo, trentenne con una laurea e un affitto pagato dal padre, si risveglia un lunedì mattina in un ufficio risorse umane. Ad accoglierlo ci sono un Direttore e una Signorina: il primo ha le orecchie da coniglio, la seconda aspetta da sempre una promozione. Nell’arco di una giornata il lavoro si sovrappone alla famiglia fino a confondersi con essa. Il colloquio diventa un’adozione, l’assunzione una festa di compleanno, la carriera un’eredità da mangiare. Chi entra in questo sistema ne viene lentamente addomesticato, trasformato in coniglio e infine consumato. Matteo vorrebbe solo dormire, ma la sua inerzia non lo protegge: lo rende complice. Quella che comincia come una commedia dell’assurdo scivola così in un esito amaro e macabro. Una generazione a cui l’età adulta viene offerta nei modelli dei padri e che, quando questi crollano, si ritrova a mani vuote, divisa tra prendersi le proprie responsabilità e dormire ancora un po’.


IL GRUPPO DELLA CRETA NEL TEATROBASILICA

Il Gruppo della Creta, compagnia ministeriale under 35, dal 2019 affianca la direzione artistica nella gestione e nell’ideazione delle proposte del TeatroBasilica, trasformandolo in casa creativa dei propri progetti. 
Chi entra al Basilica può incontrare i ragazzi del Gruppo in biglietteria, in vineria, nei laboratori e sempre seduti in platea durante gli spettacoli: una presenza viva che custodisce l’energia di questo spazio teatrale non convenzionale. Negli anni hanno avuto l’opportunità di recitare con Roberto Herlitzka in Enrico IV diretto da Antonio Calenda, dissacrare la scena con I Masnadieri di Michele Sinisi, hanno sostenuto la nuova drammaturgia con il progetto P.S. Prima Stesura, hanno costruito e debuttato con le proprie produzioni originali che hanno poi conquistato pubblici diversi in tutta Italia come Pluto o il dono della fine del mondo, Finzioni e Beati Voi. Nella stagione Minima il Gruppo della Creta presenta il debutto alla regia di Jacopo Cinque su testo di Tommaso Emiliani Volevo solo dormire un altro po’, ospita lo spettacolo di Rebecca Righetti Radicchio e noci in caso di morte, vincitore del bando della SIAE “Per chi crea”, e riprende lo spettacolo in collaborazione con Christian Raimo Barrilete cósmico. Maradona Pedagogista e la serie teatrale Nelle puntate precedenti, che dopo il Basilica partirà per una lunga tournée nazionale. Attraverso il “sistema Basilica” e un lavoro fondato sui rapporti di collaborazione, il Gruppo della Creta cerca nuove strade sostenibili per il teatro di oggi e di domani, in un presente sempre più complesso per le giovani compagnie.


INFORMAZIONI
Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo

Orari:
Dal lunedì al venerdì ore 21:00 - sabato ore 19:30 - domenica ore 16:30
Il botteghino è aperto un’ora prima dell’inizio di ciascun evento

Prezzi: 
Biglietto intero € 18
Biglietto online € 15
Biglietto ridotto operatori € 15
Biglietto ridotto under 26 e convenzioni* € 10
Carnet 7 spettacoli € 70
*Per attivare una convenzione con il TeatroBasilica e riservare i biglietti ridotti a studenti e studentesse delle accademie/scuole/università, mandare una richiesta a info@teatrobasilica.com

Dove siamo:
Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma
www.teatrobasilica.com
email: info@teatrobasilica.com
telefono: +39 392 9768519
Link utili
Sito https://teatrobasilica.com/
Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica
Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/


Due morti in due giorni sulle strade di Napoli, Ditto (Azione): “Una settimana fa parlavamo di dati, oggi contiamo altri due nomi”

Dopo l’investimento mortale di via Pietro Castellino e la morte di un dipendente Anm in via Tommaso De Amicis, il responsabile enti locali di Azione torna sul tema della sicurezza stradale: “Pedoni e motociclisti restano i più esposti, come certificato pochi giorni fa in Prefettura. Il calo dei numeri non può diventare un alibi”.

“Solo pochi giorni fa ricordavamo che un dato in calo non chiude un’emergenza. È triste dirlo, ma Napoli piange altri due figli da allora: un pensionato che stava attraversando e un lavoratore che raggiungeva il posto di lavoro. Due morti in due giorni e in meno di una settimana: non parliamo più di coincidenze da registrare con rammarico e archiviare ma è la conferma che il problema è strutturale e che va affrontato come tale, con continuità e non a ondate emotive”. Lo afferma Enrico Ditto, responsabile enti locali di Azione, commentando gli ultimi due casi mortali registrati sulle strade napoletane.

Venerdì 30 ottobre, intorno alle 19.15, un uomo di 76 anni è stato investito da una moto in via Pietro Castellino, al Rione Alto, mentre completava l’attraversamento della carreggiata. Trasportato al Cardarelli, è morto nella notte. Domenica 1 novembre, intorno alle 6, Gaetano Milo, 56 anni, tranviere dell’Anm in servizio alla Funicolare di Chiaia, è morto in via Tommaso De Amicis, nei pressi del Policlinico, mentre si recava al lavoro in scooter. Il tutto a una settimana dalla morte dell'uomo srilankese al Ponte della Sanità.

“Pedoni e motociclisti sono esattamente le categorie che l’Osservatorio riunito in Prefettura il 27 ottobre ha indicato come le più esposte”, prosegue Ditto. “In quella sede è stato registrato un calo degli incidenti mortali in città nel primo semestre, dieci contro i quattordici dello stesso periodo del 2025. È un dato che va riconosciuto, ma che non può trasformarsi in un alibi. Tre morti in poco più di una settimana, due dei quali nella stessa zona collinare della città, raccontano una realtà che le medie semestrali non restituiscono”.

Nel corso della stessa riunione il Comune di Napoli ha riferito di 92 attraversamenti pedonali rialzati installati fino al 2025, di 19 realizzati nel 2026 sui 22 programmati e di altri 16 previsti ma ancora in attesa di finanziamento. A livello nazionale, secondo l’Osservatorio Asaps-Sapidata, quasi la metà dei pedoni morti dall’inizio dell’anno aveva almeno 65 anni.

“La programmazione deve partire dai luoghi e dalle persone”, aggiunge Ditto. “Bisogna mappare i punti critici, intervenire su velocità e attraversamenti nelle strade più trafficate dei quartieri collinari e intorno agli ospedali, rendere i controlli costanti e non episodici. Bisogna anche tenere conto di chi è più fragile: una popolazione che invecchia attraversa la strada con tempi diversi, e la città deve esserne consapevole. L’indignazione a ogni nuovo caso non basta. A ogni caso dovrebbe corrispondere una verifica su quella strada e una decisione conseguente”.

 “Gli enti locali hanno gli strumenti per farlo e i dati per orientarsi. Chi amministra il territorio ha il dovere di misurare ogni intervento sui risultati, strada per strada, e di rendere conto ai cittadini di quello che funziona e di quello che non funziona”, conclude Ditto.

lunedì 2 novembre 2026

Nasce la guida multilingue per gli stranieri che vivono in città, al via la petizione per chiedere l’abbonamento trasporto gratuito per studenti Erasmus e fuorisede


Una guida multilingue, digitale e gratuita, aiuterà studenti Erasmus e lavoratori stranieri che vivono a Napoli a orientarsi tra servizi e opportunità. Nasce “Welcome to Naples”, uno strumento per una città sempre più accessibile.

È rivolto ai tanti expat il “manuale” realizzato da napoletani e migranti che risiedono in città e nato, in particolare, dal percorso di progettazione condivisa curato dall’associazione Noi@Europe nell’ambito del progetto “CiAc per una Città Accessibile” finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+.

La guida - presentata al Centro Europe Direct Napoli, luogo di aggregazione per studenti Erasmus e internazionali, universitari e altri giovani - è già disponibile in inglese e presto in altre lingue. È uno strumento gratuito immaginato per tanti giovani che, per studio o lavoro, vivono momentaneamente o stabilmente a Napoli ma che trovano diversi ostacoli per accedere ai servizi pubblici a causa della mancanza di informazioni in inglese, o altre lingue, e la difficoltà nel reperirle.

Guarda sempre agli Erasmus e altri studenti che risiedono a Napoli e in Campania la petizione online lanciata dall’associazione Noi@Europe affinché si preveda un abbonamento per il trasporto pubblico gratuito, o comunque a costo agevolato, per i tanti stranieri che al momento sono esclusi dall’opportunità perché non soddisfano il requisito obbligatorio della residenza. Molti di loro, infatti, non riescono a sostenere il costo di un abbonamento ordinario per il trasporto pubblico dovendo già affrontare fitti onerosi e il carovita. L’appello - rivolto al Consorzio Unico Campania come alle singole aziende di trasporto pubblico - è di prevedere un’agevolazione anche per gli studenti Erasmus, che si trasferiscono in regione dai due ai dodici mesi, per i fuorisede italiani e per gli studenti stranieri trasferitisi per seguire un intero ciclo di studi come triennale, magistrale o dottorato.

“È cruciale che questo sostegno sia garantito anche agli studenti Erasmus e fuorisede senza residenza, garantendo a tutti pari opportunità. Oggi molti ragazzi e ragazze rinunciano all'abbonamento muovendosi quasi esclusivamente a piedi e acquistando biglietti singoli solo per le lunghe percorrenze” afferma Pietro Sabatino, presidente Noi@Europe, che sottolinea: “L’estensione delle agevolazioni tariffarie è una necessità avvertita da una comunità sempre più ampia. Questa misura non sarebbe solo un atto di equità ma anche un grande passo avanti per una Campania davvero accogliente e inclusiva verso la diversità che arricchisce i nostri atenei”.

La guida e la petizione sono parte di una sfida per rendere Napoli a misura degli expat. “CiAc per una Città Accessibile”, progetto che, in collaborazione con il Centro Europe Direct Napoli e il Comune di Napoli, ha permesso di attivare una serie di tavoli e altre occasioni gratuite di ascolto e partecipazione attiva per creare dialogo intorno alle criticità e alle esigenze di chi decide di vivere la città anche soltanto per pochi mesi tra studio e lavoro.

Guida completa in lingua inglese https://www.noiateurope.it/public/CIAC_GUIDE.pdf

La petizione
https://www.change.org/p/mezzi-pubblici-in-campania-abbonamenti-agevolati-per-studenti-erasmus-e-fuorisede

L’associazione

Noi@Europe è un'associazione del terzo settore che lavora costantemente con expat, studenti Erasmus, internazionali ma anche del territorio. L’associazione nasce a Napoli nel 2012 a Napoli con lo scopo di divulgare ai giovani napoletani le opportunità che l’Europa offre loro. Ora la realtà associativa lavora in tre ambiti principali: progettazione e implementazione delle mobilità europee; promozione delle biblioteche e della lettura attraverso la gestione di biblioteche pubbliche nella zona Est di Napoli e progetti di rigenerazione urbana con workshop di autocostruzione.