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sabato 11 aprile 2026

Da giovedì 16 aprile: Giovanni Piscitelli porta in scena "Nostoi - 'O tturna'", al Teatro Elicantropo di Napoli

Il ritorno alla vita attraverso la bellezza, un viaggio tra identità, mito e salvezza personale in un monologo ispirato ai Bronzi di Riace.

C’è un momento, nella vita, in cui il confine tra realtà e immaginazione si assottiglia fino quasi a scomparire. È in quello spazio fragile e potente che nasce Nostoi - ‘O tturna’l, monologo disegnato, scritto, diretto e interpretato da Giovanni Piscitelli, in scena da giovedì 16 aprile 2026 alle ore 20.30 (repliche fino a domenica 19 aprile) al Teatro Elicantropo di Napoli.

Un uomo qualunque, una deviazione casuale, un teatro. È così che ha inizio la vicenda di Pietro, fattorino della buvette del Museo di Napoli, che per un errore in una consegna si ritrova catapultato in uno spazio scenico inatteso. Da quel momento, il suo racconto si incrina e si trasfigura.

Secondo la sua voce, infatti, Pietro non sarebbe soltanto un lavoratore precario del presente, ma un tempo sarebbe stato modello vivente per un misterioso scultore dell’antico Mediterraneo. Una rivelazione che apre a una dimensione sospesa tra memoria e reinvenzione, tra storia e allucinazione, tra corpo reale e forma ideale.

Ispirato al ritrovamento dei Bronzi di Riace, il lavoro muove lungo una linea sottile che unisce il quotidiano alla classicità, il frammento umano alla perfezione artistica. In scena, il corpo dell’attore diventa materia narrativa e simbolica, attraversato da una tensione continua tra fragilità e aspirazione all’eterno.

Ma Nostoi non è soltanto una creazione scenica, ma anche il frutto di una vicenda personale intensa e drammatica, che nasce durante un periodo di grave incertezza esistenziale vissuto dallo stesso autore. Ricoverato in ospedale e circondato da una realtà segnata dalla sofferenza e dalla morte, Piscitelli si confronta con il sospetto di una patologia rara e potenzialmente fatale.

In quel contesto limite, mentre il tempo sembra sospeso ed ogni giorno si misura con la perdita, l’arte diventa rifugio e resistenza. Lo studio della scultura greca e la contemplazione ideale dei Bronzi di Riace offrono una via di fuga dalla paura, trasformandosi progressivamente in un atto di sopravvivenza emotiva e intellettuale.

Dopo mesi di attesa e di angoscia, la rivelazione: la diagnosi era errata, ma nel frattempo qualcosa è cambiato. Nostoi, parola che rimanda ai “ritorni” del mito greco, è diventato un approdo, un attraversamento, una rinascita.

Lo spettacolo si configura, così, come un’opera profondamente stratificata, capace di intrecciare autobiografia e mito, cronaca e simbolo, restituendo allo spettatore un’esperienza intensa e perturbante, in cui la bellezza non è evasione, ma possibilità concreta di salvezza.

Nostoi - ‘O tturna’ di Giovanni Piscitelli

16 > 19 aprile 2026, Teatro Elicantropo Napoli - Vico Gerolomini, 3

Spettacoli ore 20.30 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica)

Info e prenotazioni wa 3491925942, 3470552551, 081296640 web www.teatroelicantropo.com

“Radici e Identità”, al Rione Terra un’esperienza immersiva tra memoria, arte e consapevolezza

Un evento ideato dall’autrice Aline Improta, ispirato al suo libro Nuda con i vestiti, che trasforma le radici in esperienza viva tra arte, memoria e identità.
Con il patrocinio del Comune di Pozzuoli, in collaborazione con la curatrice d’arte Barbara Melcarne e l’Associazione Napoli Europea, presieduta da Eduardo Improta, sabato 11 aprile 2026, nella suggestiva cornice del Rione Terra di Pozzuoli, prende vita “Radici e Identità”, un evento culturale ideato dall’autrice italo-brasiliana Aline Improta, ispirato al suo libro Nuda con i vestiti.

Un progetto che unisce letteratura, fotografia e dialogo artistico in un’unica esperienza immersiva, con l’obiettivo di indagare il ruolo delle radici – familiari, culturali e territoriali – nella costruzione dell’identità individuale e collettiva. 

«Le nostre origini non sono solo un punto di partenza, ma la struttura invisibile che influenza il nostro modo di sentire, di reagire e di costruire relazioni», spiega l’autrice.
L’evento si sviluppa come un percorso esperienziale che mette in dialogo Napoli e il Brasile, due terre apparentemente lontane ma profondamente connesse nella storia personale dell’autrice e nel racconto collettivo che ne emerge. Ad accogliere i visitatori, a partire dalle ore 10.00, ci sarà una mostra collettiva fotografica “LUOGHI DELL’ANIMA”, con scatti dei fotografi Claudia Del Giudice, Carolina Tuozzi, Gaetano La Rocca, Enzo Buono e Luigi Borrone, un itinerario visivo che attraversa luoghi, volti e atmosfere cariche di significato di Napoli e Pozzuoli dal passato ad oggi in dialogo con immagini del Brasile. Un racconto fotografico che restituisce il senso profondo delle radici come memoria viva e identità in continua evoluzione.
All’interno della mostra sarà presente anche un tributo all’ingegnere Vittorio Caracciolo, napoletano trasferitosi in Brasile per una missione umanitaria e scomparso lo scorso agosto.
Le sue fotografie, esposte durante l’evento, raccontano con sensibilità e autenticità paesaggi e frammenti di vita, diventando testimonianza di un impegno umano e sociale che ha lasciato un segno profondo.
La mostra si configura così anche come un omaggio alla sua figura e al valore universale delle radici che diventano azione, scelta e responsabilità.
A seguire, alle 12.00 si terrà la presentazione interattiva del libro Nuda con i vestiti, un’opera autobiografica che affronta temi come identità, memoria e trasformazione personale, accompagnando il lettore in un percorso di consapevolezza e rinascita.
La scelta del Rione Terra come location non è casuale, ma profondamente simbolica: la scrittrice italo-brasiliana ha scelto di celebrare questo evento in questa magica location er un motivo che va oltre la geografia: è una scelta di cuore, di radici, di identità.
Adottata appena nata da una coppia italiana – papà napoletano, mamma puteolana – è cresciuta nei Campi Flegrei respirando il profumo del mare e ascoltando, fin da bambina, i racconti della madre su quel luogo sospeso tra bellezza e mistero. Il Rione Terra non è per lei solo uno scenario suggestivo: è memoria viva, è la voce della famiglia materna che proprio lì affonda le proprie origini, è un ponte invisibile tra passato e futuro.
Il legame con questa terra si è rafforzato nel tempo, fino a trasformarsi in narrazione. Nel 2024 ha ricevuto il Premio Campania Terra Felix come migliore giornalista web, raccontando la storia di giovani rientrati dall’estero che, grazie a un’azienda del territorio flegreo, hanno scelto di tornare a vivere a Monte di Procida. Un riconoscimento che ha suggellato il suo impegno nel dare voce a chi sceglie di restare, di tornare, di credere nel Sud.

Grazie al contributo del Comune di Pozzuoli e dell’assessore alle politiche sociali e alla cultura Mariasole La Rana, l’evento sarà arricchito da tour esclusivi del borgo Rione Terra, pensati per offrire ai partecipanti un’esperienza ancora più immersiva, un viaggio suggestivo tra storia, cultura e identità del territorio.
Le visite guidate partiranno dalle ore 10.00 e saranno organizzate in tre turni:
 10.00 – 10.30
 10.30 – 11.00
 11.00 – 11.30
La partecipazione ai tour è su prenotazione, con obbligo di indicare l’orario scelto tramite il link dedicato https://forms.gle/ksrhEceS7rgPcxCv6
Ci saranno anche i saluti istituzionali del sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, e dell’assessore Mariasole La Rana, un segnale importante di attenzione e vicinanza verso un’iniziativa che parla al territorio e alle persone.
“Radici e Identità” si propone come un evento capace di unire cultura, territorio e introspezione, offrendo al pubblico non solo un momento artistico, ma un’occasione autentica di connessione con le proprie origini.


venerdì 10 aprile 2026

Seltsam pubblica oggi il singolo, Amico Come Va

Seltsam torna oggi 10 Aprile, in radio e in tutti i digital Store, con il brano “Amico Come Va” per Honiro Label (Distr. Ada Music Italy/ Warner Music Italy), un nuovo capitolo dopo il successo virale a Sanremo Giovani 2025 con il brano "Scusa Mamma", l’artista romano torna a raccontare la quotidianità senza filtri, consolidando un racconto sincero e vicino al vissuto della sua generazione.

Seltsam si è fatto notare come una delle voci emergenti più interessanti del nuovo panorama pop italiano, continuando la capacità di trasformare esperienze personali in storie universali, mantenendo uno stile autentico e riconoscibile grazie alla capacità di trasformare esperienze personali in storie universali, mantenendo uno stile autentico e riconoscibile.

Il brano è una lettera aperta, intima e nostalgica, che racconta il legame tra due amici cresciuti insieme e poi divisi dalla vita. Tra ricordi di adolescenza, luoghi che cambiano e sogni che prendono direzioni diverse, “Amico come va” dà voce a quel sentimento universale di distanza e appartenenza che resiste al tempo.

«“Amico, come va?” non è una canzone, ma una domanda. Molto semplice, diretta. Una domanda ad un amico di sempre, che la crescita e le esigenze del futuro hanno portato lontano. È una domanda che racchiude tutta l’ineffabilità di anni di silenzi. O meglio: quel “vorrei dirti tante cose, ma sono talmente tante che non saprei da dove iniziare … Massi mi manchi, torna a casa”» - dichiara Seltsam.

È un messaggio che attraversa il tempo, dedicato a chiunque abbia lasciato indietro una parte di sé… senza però aver mai smesso di sentirla casa.

Con immagini vivide e autentiche — dal bar di sempre ormai trasformato ai campetti di calcio, dalle giornate spensierate alle sconfitte condivise — Seltsam costruisce una narrazione capace di colpire nel profondo, parlando a una generazione che si ritrova a fare i conti con il cambiamento e la crescita.

Il ritornello, diretto e immediato, diventa il cuore emotivo del brano: una domanda semplice, “come va?”, che racchiude anni di silenzi, affetto e identità condivisa.

“Amico come va” è un messaggio che attraversa il tempo, dedicato a chiunque abbia lasciato indietro una parte di sé… ma non abbia mai smesso di sentirla casa.

Slow Food, alimentazione e malattie degenerative a Quarto, nel bene confiscato Casa Mehari, lunedì 13 aprile 2026

Nel bene confiscato Casa Mehari di Quarto, incontro “Alimentiamoci, la terra che include", lunedì 13 aprile una giornata di incontri e laboratori. Un format innovativo per un futuro sostenibile. 

A Casa Mehari - il bene confiscato alla camorra in via Nicotera n. 8 a Quarto, Napoli - si terrà il primo convegno di Slow Food Campania dedicato all’alimentazione e alle malattie degenerative.



Lunedì 13 aprile - dalle ore 9 - si terrà “Alimentiamoci, la terra che include” per esplorare i diversi aspetti dell’alimentazione e il suo impatto sulla società, sulla salute e sull’ambiente.

Il convegno, organizzato da Slow Food Campania e patrocinato dal Comune di Quarto, vedrà la partecipazione di professionisti del settore e ricercatori del CNR di fama mondiale e si concentrerà su temi come l’inclusione sociale attraverso l’alimentazione, i benefici cognitivi e comportamentali del cibo e l’influenza degli alimenti sulla psiche e sul cervello. L’evento sarà un’occasione per condividere esperienze e conoscenze e promuovere un cambiamento positivo nella società. Il format sarà articolato in diverse sessioni, con interventi di esperti del settore e momenti di discussione e confronto. Saranno presenti anche professionisti della salute e dell’alimentazione che condivideranno le loro esperienze e conoscenze.

Programma

Inizio ore 9. Introduzione al workshop e saluti istituzionali. "L'alimentazione e il cervello: come il cibo influenza le nostre funzioni cognitive": interventi di Ester Fasano (Biologa-Nutrizionista) e di Chiara De Sario (Psicologa-Piscoterapeuta). Intervento a cura di Don Fabio De Luca, cappellano dell’Istituto Penale dei Minorenni di Nisida e testimonianze dei ragazzi di Terra Felix. Conclude la prima parte della giornata il Laboratorio “Pasticciamo” a cura di Ciro Ferrantino e Gruppo Giovani Campani. Modera i lavori Ciro Biondi, giornalista.

Seconda parte con interventi sul tema "Biodiversità e salute: la Dieta Mediterranea nella prevenzione delle malattie neurodegenerative". interventi di Raffaele Sacchi, Soraya Mousavi, Roberto Mariotti. Secondo Laboratorio “Olio che bontà” a cura del Gruppo Giovani Campania.

Conclusione e buffet a cura dell’Istituto Paritario San Giorgio di Quarto, della Tenuta Cantine IV Miglio e del Ristorante Piccantino di Quarto.


Epoch, “Ricordo di Pompeii”: il contemporaneo fa i conti con la città romana

Zuchtriegel: parlare del classico significa che ci sia un “noi” nell’Europa di oggi.

“Ricordo di Pompeii” è il titolo, italiano anche nell’originale nonostante la pubblicazione sia in inglese, del nuovo volume monografico di Epoch, rivista indipendente che mette in dialogo il presente con il passato, offrendo una nuova prospettiva su estetica, oggetti e idee. Superando la visione lineare della storia, propone un approccio libero, emotivo e interdisciplinare, volto a costruire nuove narrazioni contemporanee attraverso connessioni con il passato.
Più di 400 pagine tra testi, interviste e un ricchissimo apparato iconografico esplorano la città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. È un ricordo, ovviamente, della Pompei romana, ma è anche un ricordo di un’epoca recente, che molti sentono ancora essere la “loro”, ovvero il Novecento. In una specie di archeologia dell’archeologia, il lavoro collettivo di artisti, scrittori, archeologi e storici analizza i linguaggi della memoria, dai monumenti archeologici alle cartoline, ai film e alla moda, che hanno caratterizzato l’immagine di Pompei nell’era analogica e che oramai sembrano appartenere a un passato lontano: una lontananza che il volume sancisce e certifica attraverso il contrasto con visioni radicalmente contemporanee. Ciò che emerge è un nuovo immaginario della città antica: rappresentazioni insolite di reperti e monumenti celebri, senza tralasciare i gatti di Pompei, le periferie e gli angoli nascosti, ma anche dettagli e oggetti meno noti e apparentemente marginali che acquisiscono una inaudita centralità. Diversi shooting, eseguiti da fotografi dal calibro di Harley Weir, Jonas Lindstroem, Paul Kooiker e Thomas Prior tra molti altri, i co-fondatori della rivista, il direttore creativo Leonard Vernhet e la caporedattrice Francesca Gavin, insieme al fashion director Marc Goehring, mostrano il sito popolato da membri della generazione zeta che mettono in scena una intimità e una bellezza dirompenti, ponendo in tal modo la questione del futuro di Pompei in un mondo che sembra aver perso molte delle certezze e stereotipi che hanno caratterizzato la seconda metà del Novecento. Oltre a testimonianze di artisti come Jeremy Deller e Wade Guyton e di studiosi come Mary Beard e Gabriel Zuchtriegel, direttore degli scavi, Maria Chiara Scappaticcio, dell’Università Federico II di Napoli, Andrea Viliani storico dell’arte e curatore del progetto del Parco di arte contemporanea Pompeii Commitment, il volume raccoglie una serie di saggi e interviste a funzionari, ricercatori e ricercatrici del Parco archeologico di Pompei.
È un’opera che colloca il classico nel XXI secolo” – è il commento del direttore Zuchtriegel. “Alla domanda quale posto il ricordo di Pompei possa ancora avere nel nostro presente, l’opera risponde con un amore per l’antico che non nasconde la sua vulnerabilità e precarietà. Ci ricorda che parlare del mondo classico significa parlare del ‘noi’ in un tempo in cui sembra più facile parlare dell’altro o semplicemente dell’io. È, in fondo, la stessa cosa che Goethe ha fatto con il suo Viaggio in Italia, solo che non è l’opera di un singolo genio, ma di un gruppo di persone che vivono una trasformazione profonda del mondo che ci circonda, in questi tempi di crisi geopolitiche e ambientali, globalizzazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale.”
Il volume è articolato in 20 servizi fotografici, 30 interviste, 5 articoli di approfondimento, immagini d'archivio inedite e centinaia di ore di lavoro.
Da parte del Parco archeologico di Pompei, il progetto, che si è svolto in un periodo lungo 19 mesi, è stato seguito da Federica Savarese e Giuseppe Scarpati.
La rivista sarà disponibile a partire dal 10 aprile presso i bookshop del Parco, in diversi punti vendita italiani e on line al seguente link: https://epoch-review.com/shop e prossimamente presso i bookshop del sito.

La Biennale di Venezia presenta al Teatro Mercadante la sua Rivista numero 1/2026 “Alfabeti /Alphabets a Napoli, Teatro Mercadante il 13 aprile 2026

Lunedì 13 aprile 2026 alle ore 19 al Teatro Mercadante l’incontro con Roberto Andò Direttore artistico del Teatro Nazionale di Napoli e Pietrangelo Buttafuoco Presidente della Biennale di Venezia che, in occasione della presentazione della Rivista della Biennale di Venezia, dialogheranno sul tema dedicato al nuovo numero: la parola.

Con loro sarà presente Debora Rossi, Direttrice editoriale della Rivista.
La Biennale di Venezia presenta a Napoli il numero 1/2026 della propria Rivista, intitolato “Alfabeti / Alphabets”, lunedì 13 aprile alle ore 19 presso il Teatro Mercadante. Il volume, dedicato al tema della parola come dispositivo originario del pensiero e dell’esperienza artistica, sarà al centro di una conversazione tra Roberto Andò, Direttore artistico del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale, e Debora Rossi, Direttore editoriale della Rivista e Responsabile dell’Archivio Storico della Biennale.

 

“Alfabeti / Alphabets” si inserisce in continuità con la tradizione storica della Rivista, richiamando il numero pubblicato nell’ottobre del 1951 e segnando al contempo la rinascita di un progetto editoriale rimasto inattivo per oltre cinquant’anni. La nuova pubblicazione si configura come un gesto culturale che riattiva una memoria autorevole, rilanciando il ruolo della Rivista come spazio critico capace di interrogare il presente.

 

Il tema della parola è affrontato nella sua dimensione fondativa: non solo strumento di espressione, ma gesto creativo e atto critico, capace di attraversare le arti e generare nuove forme di relazione. Ad aprire il volume è una citazione di Martin Heidegger tratta da Parmenide, che definisce la parola come luogo in cui pensiero e gesto coincidono, fondamento dell’umano e origine della scrittura come pratica di costruzione del senso.

Il numero raccoglie contributi di studiosi, artisti e protagonisti della scena culturale internazionale, offrendo una riflessione plurale sul linguaggio nei diversi ambiti del sapere e della creazione contemporanea. Tra i temi affrontati: il rapporto tra linguaggio e potere, la sua trasformazione nell’epoca digitale, il dialogo con l’immagine nel cinema, il valore della traduzione come pratica interpretativa e la funzione della lingua come spazio di resistenza nei contesti totalitari.

Saggi e conversazioni sono accompagnati da un ricco apparato iconografico, composto da materiali provenienti dall’Archivio Storico della Biennale, da istituzioni internazionali e da contributi di artisti e autori. La copertina presenta un’opera di Raymond Hains e Camille Bryen, mentre sull’aletta compare un progetto di Joan Miró, a testimonianza del dialogo costante tra parola e immagine.

 

Pensata esclusivamente in formato cartaceo e con cadenza trimestrale, la Rivista si propone come un laboratorio editoriale aperto, dedicato a temi monografici che mettono in relazione le discipline della Biennale — arti visive, architettura, danza, musica, teatro e cinema — con incursioni nel campo della moda, delle scienze e della letteratura. Ogni uscita accoglie contributi inediti, interviste e dialoghi, valorizzando la molteplicità dei linguaggi e la sperimentazione grafica.

 

La Rivista della Biennale di Venezia è disponibile nello store online ufficiale e nelle principali librerie italiane e internazionali.

Ingresso libero.

Per informazioni: www.labiennale.org

 

 

NOTA STORICA

La Rivista della Biennale di Venezia (1950–1971)

La Rivista della Biennale di Venezia nasce nel 1950, sull’onda del successo della XXIV Esposizione Internazionale d’Arte del 1948, con l’obiettivo di diventare l’organo ufficiale di promozione delle attività dell’Ente. Pubblicata con cadenza trimestrale, si presenta fin da subito come un prodotto editoriale di alta qualità: grande formato, cura grafica, uso di carte diverse e ricco apparato iconografico, con immagini in bianco e nero e tavole a colori.

Il primo numero esce nel luglio 1950, sotto la direzione responsabile di Elio Zorzi e con un comitato editoriale guidato da Giovanni Ponti e Rodolfo Pallucchini. La rivista copre diversi ambiti — arte, cinema, musica, teatro e moda — configurandosi come uno spazio interdisciplinare.

Una seconda fase si apre tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, con la direzione affidata a Umbro Apollonio. In questo periodo la rivista assume un orientamento meno accademico e più attento alle nuove generazioni artistiche e al dibattito critico contemporaneo. Cambia anche l’impostazione grafica, più essenziale e meno “patinata”, con una maggiore presenza di contenuti teorici. Dal 1960 la Biennale decide di pubblicare la rivista in autonomia. Questa linea editoriale prosegue fino agli anni Settanta, quando la pubblicazione viene interrotta e sostituita, a partire dal 1975, dagli Annuari diretti da Wladimiro Dorigo.

SCHOOL EXPERIENCE 5 ARRIVA A MONTESCAGLIOSO DAL 13 AL 17 APRILE: CON GIFFONI IL CINEMA DIVENTA HUB CULTURALE PER I GIOVANI E LE LORO FAMIGLIE

Nuovo appuntamento dell’iniziativa, organizzata da Giffoni e realizzata nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promossa dal MiC e dal MIM.

 

Il cinema come grande hub culturale: laboratorio esperienziale di crescita, condivisione e confronto. È con questo spirito che dal 13 al 17 aprile School Experience farà tappa a Montescaglioso, in Basilicata, sesto appuntamento del suo percorso nazionale coinvolgendo studenti, docenti e istituzioni in un progetto che mette il linguaggio cinematografico al centro dell’esperienza educativa.

 

L’iniziativa, organizzata da Giffoni e realizzata nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promossa dal Ministero della Cultura (MiC) e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) si svolge in collaborazione con l’Associazione culturale Cinecreando presieduta da Giuseppe Disabato, il Cineteatro Andrisani e l’Ente Parco archeologico storico naturale delle chiese rupestri del Materano. Tantissimi gli studenti che saranno protagonisti del progetto. Le scuole coinvolte saranno: I.C. Don Liborio Palazzo Salinari di Montescaglioso – Pomarico, I.C. Matera Irsina Semeria Minozzi Festa, IC Pitagora di Bernalda, IC Bramante -Torraca di Matera, IC Fermi di Matera, IC "Luigi Settembrini" Nova Siri, IC Pascoli di Matera, IC Lorenzo Milani di Policoro.

Si parte lunedì 13 aprile negli spazi del Cineteatro Andrisani con le scuole primarie. Bambine e bambini assisteranno alla proiezione di Heidi – Una nuova avventura (regia Tobias Schwarz). Heidi sogna di partire con l’amica Clara, ma resta con il nonno per due motivi: l’arrivo di un industriale deciso a costruire una segheria sul monte e la cura di un cucciolo di lince che ha salvato e che ha bisogno di guarire. A seguire i corti della sezione Short Experience +6: Epifanía (regia Mila Useche), in cui un’anziana contadina colombiana trova conforto accudendo una creatura magica; Bird Drone (regia Radheya Jang Jegatheva), dove un gabbiano si innamora di un drone; Big (regia Aurore Lefou, Alexie Reynaud, Faustin Compagne, Marion Cueille, Tim Tartari), che riflette sull’irruzione dell’imprevisto; By a Thread (regia Estúdio Escola de Animação), in cui un’importante premiazione rischia di andare storto per un dettaglio inatteso.

Martedì 14 aprile è ancora dedicato alle primarie con la sezione Feature Experience +6 rappresentata dal lungometraggio Il robot selvaggio (regia Chris Sanders), storia di Roz, un robot naufragato su un’isola che impara a sopravvivere creando legami e adottando un’ochetta orfana. Segue la sezione Your Experience +6 con: Maschi contro femmine (regia Adriano Razzi), dove una nuova compagna mette in crisi la divisione tra i generi in classe; V per VHS (regia Maurilio Forestieri, Isabella La Fauci), in cui un blackout digitale riporta gli studenti all’analogico; Magic Box (regia Daniele Bonarini), racconto di una bambina emarginata che trova il suo spazio attraverso la creatività.

Mercoledì 15 aprile è dedicato alle scuole secondarie di primo grado, si parte dalla sezione Feature Experience +11 con The Legend of Ochi (regia Isaiah Saxon): la giovane Yuri sfida le paure del suo villaggio per riportare a casa un cucciolo di creatura misteriosa. Seguono i corti Your Experience +11: Maskiacci & Femminucce (regia Marco Mari), sulle difficoltà di convivenza tra ragazzi diversi; Ninò (regia Michele Li Volsi), storia di un ragazzo alle prese con responsabilità familiari e bullismo; Il puntino blu (regia Marco Rota, Ivan Adami), racconto simbolico sull’identità e lo sguardo degli altri. Nella stessa giornata (ore 17) si terrà Digital Prof, incontro rivolto ai docenti e ai dirigenti scolastici su educazione, audiovisivo e competenze digitali, con strumenti pratici tra cui l’uso dell’intelligenza artificiale.

Giovedì 16 aprile tornano le primarie con Feature Experience +6 e il lungometraggio Super Charlie (regia Jon Holmberg): Wille sogna di essere un supereroe, ma l’arrivo del fratellino dotato di poteri cambierà tutto, costringendoli a collaborare contro un pericolo comune. Seguono i corti Your Experience +6 (Maschi contro femmine, V per VHS, Magic Box). Nella serata di giovedì spazio anche alle famiglie, invitate a vivere un'esperienza speciale con i propri figli grazie a PARENTAL EXPERIENCE che propone La vita va così (regia - Riccardo Milani). Alla soglia del nuovo millennio, in una costa incontaminata della Sardegna, si scontrano due visioni del mondo opposte. Da un lato c’è Efisio Mulas, pastore solitario e custode di una terra e di tradizioni antiche. Dall’altro, Giacomo, presidente di un potente gruppo immobiliare, determinato a trasformare quel paradiso in un resort di lusso. Tra loro, Francesca, figlia di Efisio, divisa tra il richiamo del futuro e l’amore per la sua terra. Quando Efisio rifiuta una ricca offerta, la disputa privata diventa una battaglia legale e collettiva, che coinvolge l’intera comunità e una giudice, Giovanna, chiamata a decidere le sorti di un conflitto che è molto più di una semplice questione di proprietà.

Si chiude venerdì 17 aprile con School of Life (regia Giuseppe Marco Albano), docu-film sulla missione dell’organizzazione Still I Rise, che offre istruzione gratuita ai bambini più vulnerabili nel mondo. Un viaggio tra realtà difficili dove la scuola diventa possibilità di riscatto. A seguire i corti Your Experience +11: Maskiacci & Femminucce, Ninò, Il puntino blu.

Con la tappa di Montescaglioso, il festival itinerante conferma la propria vocazione: portare il cinema nei territori come strumento educativo, culturale e sociale, capace di creare comunità e di parlare alle nuove generazioni con un linguaggio che sentono proprio. Un percorso che mette al centro la scuola, ma guarda al futuro, coinvolgendo un’intera comunità che riconosce nel cinema uno dei luoghi privilegiati in cui immaginare e costruire il domani.

 

School Experience 5 - a cura del responsabile scientifico Antonia Grimaldi e del project manager Marco Cesaro - proseguirà a Napoli, in Alta Irpinia, a Eboli, per poi concludere il percorso nella Multimedia Valley di Giffoni Valle Piana (4-8 maggio). L’iniziativa – con ben 120 giorni di attività – coinvolgerà 17.879 studenti, 1.962 docenti e 192 plessi scolastici di ogni ordine e grado. Alla realizzazione dell’evento partecipano attivamente 32 esperti e 45 organizzatori del team di Giffoni, confermandosi un festival educativo diffuso capace di unire cinema, scuola e territorio.

Tenuta Cavalier Pepe al Vinitaly 2026 con 2 nuove Cuvée dell’Irpinia

Tra le novità: le cuvée “Le Brecce” e “Monterubro”,

e la nuova bottiglia dedicata al Golfo di Napoli

Pad. B Regione Campania, Area Irpinia, Stand 62, 63, 96

Tenuta Cavalier Pepe partecipa al Vinitaly 2026, in programma dal 12 al 15 aprile, con uno spazio dedicato nel Padiglione B Regione Campania, Area Irpinia, Stand 62 - 63 - 96.

È l’occasione per presentare due nuove cuvée: Le Brecce Greco di Tufo DOCG 2025 e Monterubro Fiano di Avellino DOCG 2025. Entrambe sono state pensate per raccontare i diversi microclimi dell’Irpinia. Il progetto nasce con l’obiettivo di dare vita a due vini bianchi di forte identità, caratterizzati da maggiore mineralità e verticalità, andando così a completare la gamma dei vini irpini della Tenuta.

Al Vinitaly, in anteprima, la nuova bottiglia dell’iconico Vela Vento Vulcano Irpinia Rosato DOC 2025, un vino simbolo della Cantina. Infatti, l’etichetta, ideata nel 2012 da Angelo e Francesco Pepe, è un omaggio al Golfo di Napoli e al Vesuvio, elementi rappresentati graficamente in una mappa, che richiama le principali bellezze del mare della Campania.

Tra i vini di punta presenti all’evento veronese, al centro della scena ci sono i grandi rossi dell’Irpinia. Opera Mia 2019, Taurasi DOCG, nasce dalla vinificazione in purezza di uve Aglianico provenienti dai vigneti delle aree più vocate della denominazione Taurasi DOCG, in località Carazita, Pesano e Brussineta. Anche quest’anno è stato selezionato da diverse associazioni di sommelier per rappresentare il territorio durante i loro corsi. La Loggia del Cavaliere 2017, Taurasi Riserva DOCG, è un vino pluripremiato, che si conferma espressione di grande personalità e complessità strutturale, in linea con la visione produttiva del Cavaliere Angelo Pepe e con la tradizione vitivinicola irpina.

Bio Tenuta Cavalier Pepe: si estende su 70 ettari di vigneti, 12 ettari di oliveti e alcuni noccioleti nel cuore dell’Irpinia. La produzione comprende 12 vini DOC, 6 vini DOCG e 3 spumanti, oltre a un vino passito e a un olio extravergine di oliva, espressione della tradizione agricola campana. È una realtà vitivinicola profondamente radicata nel territorio, dove vino, ospitalità e accoglienza si integrano in un progetto coerente e sostenibile. La Famiglia Pepe, insieme a collaboratori altamente specializzati, guida un sistema che comprende una cantina attrezzata, un ristorante panoramico e una residenza per gli ospiti immersa nella natura, in armonia con il paesaggio e concepita come destinazione per un turismo culturale qualificato. Il lavoro e la passione che animano l’azienda si riflettono in prodotti apprezzati in Italia e nel mondo e più volte riconosciuti dalla critica enologica. La Tenuta mette al centro, le “buone pratiche” agricole per il contenimento dell’impatto ambientale, con concimazioni limitate, gestione razionale del suolo, monitoraggio delle rese. Adotta tecnologie avanzate per un’agricoltura di precisione. Già in possesso della certificazione SQNPI per l’agricoltura integrata, l’azienda è tra le primissime in Campania ad aver conseguito la certificazione di sostenibilità secondo lo standard EQUALITAS.

Omaggio del Maestro Emilio Isgrò alla Canzone Napoletana con cancellature inedite di 25 partiture da ‘O sole mio a Voce ‘e notte al Museo e Real Bosco di Capodimonte

Canto Napoli è la mostra che Emilio Isgrò dedica alla città di Napoli, un progetto inedito curato da Eike Schmidt, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, presentato dal 10 aprile al 29 settembre nelle sale 81-83-84 del secondo piano. 

Artista concettuale e pittore - ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista - il Maestro Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno tra i maggiori protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. A partire dagli anni Sessanta sviluppa la pratica della Cancellatura come gesto poetico e critico, riflessione sul linguaggio, sulla memoria e sui processi della conoscenza. Questa tecnica divenuta ormai suo metodo distintivo applicato su materiali testuali di grande varietà (dai Promessi Sposi a La Bibbia, dall’Odissea alla Costituzione italiana fino alla prossima 'cancellazione' dell'Enciclica Laudato si' iniziata con Papa Francesco e proseguita con Leone XIV), è qui rivolta per la prima volta alla musica napoletana.

Il corpus delle partiture di alcuni tra i più celebri brani del repertorio partenopeo è sottoposto così a una rigorosa operazione di Cancellatura sulla cui superficie si posano insetti, come attratti dalla dolcezza di melodia, armonia, ritmo e versi, custoditi nelle partiture. Le complesse e deliziose figure retoriche che attraversano la canzone napoletana diventano così traccia e fondamento di un ulteriore segno che l’artista vi sovrappone con rinnovata intensità poetica. Non tutte le parole (e le celebri frasi che hanno fatto sognare, e amare, intere generazioni dall'Ottocento ad oggi) sono infatti cancellate da Isgrò: il risultato finale appare simile ad un componimento ermetico che affascinerà ogni tipo di visitatore.

Le venticinque canzoni scelte spaziano da ‘O sole mio (versi di Giovanni Capurro e musica Eduardo Di Capua e Alfredo Mazzucchi, 1898) nella duplice versione chiara e scura, a Voce ‘e notte di Edoardo Nicolardi ed Ernesto De Curtis (1904) e a Reginella (scritta nel 1917 da Libero Bovio), passando per Maruzzella di Renato Carosone (1954), fino a Resta cu'mme con musica di Domenico Modugno (1957) che scriverà anche Tu si’ na cosa grande (1964) e all'ormai classica Napul'è di Pino Daniele (1977). Passando per tanti brani immortali o comunque popolarissimi: Te voglio bene assaje (1839 testo di Raffaele Sacco, musica attribuita a Donizetti), Funiculì funiculà (1880 testo di Peppino Turco, musica di Luigi Denza), Torna a Surriento, (1894 di G.De Curtis), I' te vurria vasà, (1900 di Russo-di Capua), Comme facette mammeta (1906 di Capaldo-Gambardella), Ninì Tirabusciò (1911 di Califano-Gambardella), ‘O surdato ‘nnammurato (1915 di Califano - Cannio), Santa Lucia e Santa Lucia luntana (1919 di E.A. Mario), Scalinatella (1948 di Buonagura-Cioffi), Anema e core (1950 di Tito Manlio - D'Esposito), Luna Rossa (1950 di De Crescenzo-Vian), Malafemmena (1951, A.De Curtis in arte Totò), Guaglione (1956 di Nisa a Fanciulli), Nun è peccato (di Ugo Calise successo anni 60 di Peppino di Capri), A Canzuncella (1977 di Paolo Morelli degli Alunni del Sole).

Accanto alle scritture musicali riarrangiate da Isgrò, trovano posto tre lavori a tutto tondo: due mandolini e una chitarra classica a dimensione reale, attraversati dagli stessi insetti che popolano le opere bidimensionali.

"Le api e le formiche musicali di Isgrò sono emanazioni della mente dell’artista - nota Eike Schmidt nel suo saggio curatoriale - segni non pittografici, privi di denotazioni semantiche precise; metasegni senza funzione grammaticale; ipersegni di connotazioni molteplici e reciprocamente contradditorie, come del resto le cancellature stesse. Se però le cancellature evidenziano e celano il testo nello stesso tempo, coprendo le parole per proteggerle e conservarle, le processioni e i grovigli degli insetti introducono sulla superficie della carta, un elemento dinamico. La loro coreografia collettiva rende evidente la dimensione sociale della canzone e, in qualche caso, sembra persino interpretarne il carattere: si pensi ai grandi grumi brulicanti sullo spartito della Tammurriata nera".

La mostra è allestita in prossimità della sala dedicata al presepe napoletano, espressione tipica della cultura figurativa settecentesca. Le partiture cancellate sono realizzate con tecnica mista su carta stoffa montata su legno. In questo contesto, l’intervento di Isgrò si colloca in un dialogo serrato fra tradizione e ricerca concettuale.

"Questo nuovo progetto nasce, sì, da un amore antico per la canzone napoletana, ma anche da qualcosa di più ostinato: il desiderio di restituire centralità alla dimensione storica. La cultura europea, e dunque napoletana, si fonda, infatti, sulle grandi tradizioni e l’arte. Credo, serva proprio a rendere quelle tradizioni non soltanto accettabili ma necessarie e vitali anche per il futuro” spiega Isgrò.

L'artista, da sempre attento alla musica, tema molto presente nei suoi sessant'anni di attività, definisce la canzone napoletana ‘profondamente democratica’. Tiene insieme un gigante come Salvatore Di Giacomo ma anche autori considerati ‘minori’ che funzionano meravigliosamente. “In questo tempo anche gli artisti napoletani possono essere esposti al rischio dell’omologazione, ma difficilmente vi cedono, perché qui l’arte si respira ovunque. Quando sento un posteggiatore suonare il mandolino, non vedo sottocultura, mi chiedo piuttosto da dove venga quella musica. E la risposta è chiara, viene da Pergolesi, dalla grande tradizione del San Carlo, da Paisiello. Da siciliano, non posso dimenticare che chi voleva studiare e fare musica, come lo stesso Vincenzo Bellini, doveva andare a Napoli, a San Pietro a Majella”.  

Sul tema della Cancellatura l’artista aggiunge: “Per me la Cancellatura è figlia diretta della filosofia siculo-greca, una grecità che riguarda anche Napoli. È la continuazione delle posizioni da un lato dei sofisti - nulla esiste e anche se esistesse non si potrebbe conoscere - e dall’altro della filosofia socratica, quella che pone continue domande. Pongo ostacoli davanti alla canzone napoletana, o davanti a testi e immagini, per suggerire al pubblico di ingaggiare un percorso conoscitivo. Per vedere, devi sollevare il velo, operando uno sforzo, perché l’arte non è mai del tutto facile, ha sempre bisogno di una decifrazione”.


La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Treccani, con prefazione del Presidente Massimo Bray, il saggio di Eike Schmidt, “La danza delle formiche”, e i seguenti contributi: Bruno Corà, “Emilio Isgrò: canzoni che cantano la Cancellatura”; Michele Bonuomo, “Il canto muto di Emilio Isgrò”; Marco Bazzini, “Isgrò e la musica”; Laura Valente, “Custodire le tracce”; Stefano Causa, “L’alfabeto Morse della canzone napoletana”; Maria Laura Chiacchio, “Oltre la Cancellatura, la poesia”; Luciana Berti, “Al margine delle note. Intervista a Emilio Isgrò”.

 

Vega Cultura, il 15 aprile a Carinaro (CE) presentazione del libro "Ennio Morricone, il genio, l'uomo, il padre"

Al Vega Palace di Carinaro Marco Morricone, figlio del grande compositore Ennio Morricone, e Valerio Cappelli, Giornalista e Autore, dialogheranno con Nicola Ruocco, ideatore e fondatore della kermesse “Gli Incontri di Valore”.

Mercoledì, 15 aprile 2026, alle ore 20:00, a Carinaro (CE), presso Vega Palace (Viale della Logistica, snc), è in programma un nuovo e prestigioso appuntamento del salotto letterario Vega Cultura: Marco Morricone, figlio del grande compositore Ennio Morricone, insieme a Valerio Cappelli, Giornalista e Autore, presentano il libro "Ennio Morricone, il genio, l'uomo, il padre" (ed. Sperling & Kupfer).

 

A dialogare con i due autorevoli ospiti vi sarà il dott. Nicola Ruocco, ideatore e fondatore della kermesse “Gli Incontri di Valore”, oggi tra le più importanti rassegne letterarie.

 

La serata sarà impreziosita da un’esibizione del corso musicale del Liceo “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia (NA), con un’emozionale orchestra d’archi, che precederà la presentazione del volume.

 

Sinossi del libro "Ennio Morricone, il genio, l'uomo, il padre"

Da una porta socchiusa, un bambino guarda di nascosto un uomo curvo sopra una scrivania. Ha grandi occhiali quadrati e un maglione a girocollo, è profondamente assorto, traccia segni sopra un pentagramma: il suo corpo è lì, al centro della stanza, ma la mente e lo spirito che lo abitano sembrano proiettati altrove, lontano. «Era mio padre, ma tra me e lui c'era una distanza siderale.» È a partire da questo nucleo profondo di mistero che decenni dopo, quel bambino, Marco Morricone, il primogenito di Ennio, prova ad annodare i fili dei ricordi con quelli di Valerio Cappelli, storica firma del Corriere della Sera e amico di una vita del compositore, per restituirci un ritratto inedito, sorprendente e autentico, d'uno dei più grandi geni musicali che il nostro Paese abbia mai avuto. Gli studi interrotti dopo la terza media, le serate passate a suonare per i soldati americani, l'ossessione per la musica, l'intenso rapporto con il maestro Petrassi, la spiritualità, gli incontri con Sergio Leone, Joan Baez, Clint Eastwood, il successo, gli Oscar, le dolcezze e le durezze di padre (la proibizione per i figli di ascoltare musica in casa), la passione per la Roma, la golosità per i cioccolatini che la moglie Maria gli nascondeva, l'ostracismo subito dal mondo accademico. Un viaggio lungo una vita, tra resoconti di prima mano e retroscena svelati. Un Ennio Morricone come mai è stato raccontato prima.

 

Marco Morricone, imprenditore, è il primo dei quattro figli di Ennio Morricone. È nato a Roma nel 1957 e, dopo aver completato gli studi classici, si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università La Sapienza di Roma. È sposato con Monica dal 1986 ed è padre di due figlie, Francesca e Valentina. Ha lavorato per trent'anni alla Società Italiana Autori ed Editori e, a partire dagli anni Novanta, ha seguito l'attività concertistica di suo padre Ennio, accompagnandolo in tutto il mondo. Dal 2017 si occupa di iniziative legate al terzo settore ed è il Presidente di Armonica, una Onlus da lui fondata assieme alla moglie e alle figlie.

 

Valerio Cappelli, nato a Roma nel 1958, è laureato in Storia dell'Illuminismo. Ha cominciato a lavorare alla redazione Spettacoli del Corriere della Sera a vent'anni, nel 1978. Scrive dei principali avvenimenti italiani e internazionali di cinema e di musica classica. Ha condotto programmi su Radio 2 e lavorato a Mixer su Rai 2. È autore di sei commedie (per cui ha collaborato con attori e registi come Sergio Castellitto, Isabella Ferrari, Sergio Rubini, Massimo Popolizio, Pier Luigi Pizzi), di un libro-intervista con Renzo Piano sulla nascita dell'Auditorium Parco della Musica «Ennio Morricone» e del romanzo Ci sono amori che non accadono mai.

Pompei celebra il Made in Italy: Nasce la Fiera Archeo‑Agricola dei Territori del Mediterraneo

Dal 15 al 17 aprile 2026, tre giorni tra archeologia, agricoltura e cultura mediterranea
Scavi di Pompei, Viale delle Ginestre. Ingresso Piazza esedra



 
Il Parco Archeologico di Pompei diventa sede della Fiera Archeo‑Agricola dei Territori del Mediterraneo, in programma dal 15 al 17 aprile 2026, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy. Un evento che intreccia storia millenaria, saperi agricoli e innovazione sostenibile.
L’area verde lungo Viale delle Ginestre si trasformerà, in questi tre giorni, in uno spazio espositivo dedicato ad aziende, enti e organizzazioni che hanno fatto del legame con il territorio e le sue tradizioni il proprio volano di crescita.
La manifestazione si configura come un percorso nel cuore delle culture agricole del Mediterraneo: stand dedicati alla promozione e alla vendita dei prodotti tipici racconteranno come tradizione e innovazione possano dialogare, dando vita a modelli produttivi etici, sostenibili e profondamente radicati nella storia dei luoghi.
Al centro della fiera, la valorizzazione delle pratiche agricole e artigianali che rispettano la stagionalità, tutelano la biodiversità e rafforzano le reti sociali territoriali, dimostrando come il patrimonio culturale e paesaggistico possa diventare una leva concreta di sviluppo economico e sociale.
L’evento si aprirà il 15 aprile con il Convegno inaugurale presso l’Auditorium del Parco. Studiosi e rappresentanti di istituzioni nazionali e locali si confronteranno sul valore del patrimonio immateriale, esplorando i saperi contadini, le pratiche artigianali, la cultura del cibo e la memoria dei gesti. Un’occasione per mostrare come le tradizioni mediterranee possano continuare a vivere e a essere trasmesse alle nuove generazioni.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il partner privato dell’‘Azienza Agricola Pompei’, Agros S.r.l. Società Agricola, che cura la gestione delle aree agricole all’interno del Parco e nei siti limitrofi, occupandosi dell’intera filiera produttiva, dalla coltivazione alla trasformazione fino alla commercializzazione, attraverso tecniche tradizionali e metodi biologici, offrendo un concreto esempio di economia circolare all’interno del Parco Archeologico di Pompei.
La Fiera Archeo‑Agricola dei Territori del Mediterraneo è aperta a tutti i visitatori dell’area archeologica.
Il convegno inaugurale è a ingresso libero fino a esaurimento posti.
Il progetto, coordinato dalla responsabile dell’ufficio “Valorizzazione delle aree verdi” del Parco archeologico di Pompei, Claudia Buonanno, e dal direttore, Gabriel Zuchtriegel, ha coinvolto diversi professionisti, funzionari e collaboratori tecnici del Parco, tra cui il giardiniere d’arte, Maurizio Bartolini, l’archeologa Halinka Di Lorenzo, l’architetto Crescenzo Mazzuoccolo, il responsabile dell’ufficio tecnico, Vincenzo Calvanese, i funzionari amministrativi Marco Rovito, Carlo Coppola, Romina Amitrano, e l’ufficio comunicazione con Marella Brunetto, Antonio Benforte e Giuseppe Barbella. Inoltre, hanno partecipato all’organizzazione dell’evento Giovanni Minucci della Cooperativa sociale “il Tulipano” e Arduino Fratarcangeli di Resmed (Rete di economia solidale del Mediterraneo).
Si ricorda in tema di verde e gestione del patrimonio naturale che nelle stesse date della Fiera, Il 16 e 17 aprile il Parco Archeologico di Pompei ospiterà, presso il proprio Auditorium, anche il Convegno internazionale G.R.E.E.N. – Gardens as Resources for the Enhancement of Environmental and Natural Heritage, dedicato al ruolo del verde nella conservazione e valorizzazione dei contesti archeologici.
Info su www.pompeiisites.org

“Radici nel Piatto”: a Trecase il legame indissolubile tra street food, territorio e biodiversità vesuviana

Il cibo non è solo nutrimento, ma racconto vivo di un popolo e della terra che lo ospita. In un’epoca in cui la globalizzazione rischia di appiattire i sapori, Trecase sceglie di celebrare la propria unicità attraverso “Radici nel Piatto”, un evento di alto profilo culturale e gastronomico che si terrà venerdì10 aprile, alle ore 16:30, presso il teatro della Parrocchia Sant’Antonio di Padova.

L’iniziativa, nata all'interno del dinamico format "Street Food & Cabaret", si propone di esplorare il profondo legame che unisce il "cibo di strada" — massima espressione della convivialità popolare — alla tutela della biodiversità vesuviana. Al centro del dibattito ci sarà la riscoperta dei prodotti autoctoni, come il celebre Pisello Centogiorni (Presidio Slow Food), intesi come veri e propri presidi di identità e motori di uno sviluppo turistico ed economico sostenibile per l’area vulcanica. Un appuntamento che non vuole essere solo un convegno tecnico, ma un viaggio sensoriale e narrativo tra le eccellenze che rendono il territorio del Vesuvio un unicum nel panorama mondiale.

L'evento gode dell’autorevole patrocinio dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, della Città Metropolitana di Napoli e del Comune di Trecase, a testimonianza dell’importanza strategica della valorizzazione delle risorse locali.

Il Programma e gli Interventi

Ad aprire i lavori e fare gli onori di casa sarà Don Francesco Pinto, parroco della comunità di Sant'Antonio di Padova, che porterà il suo saluto inaugurale sottolineando il ruolo della parrocchia come centro di aggregazione sociale e di promozione dei valori della terra.

Il dibattito entrerà poi nel vivo con una serie di interventi istituzionali e accademici:

·        Raffaele De Luca: Sindaco di Trecase e Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio;

·        Teresa Del Giudice: Docente di Economia Agraria presso l’Università Federico II di Napoli;

·        Mario Riccardi: Presidente di Slow Food Vesuvio APS;

·        Gennaro Ferraioli: Rappresentante dell'Azienda Agricola Quirinoli di Trecase.

I Protagonisti del Gusto

La forza del messaggio di "Radici nel Piatto" risiede anche nella testimonianza diretta di chi, ogni giorno, trasforma le materie prime in arte. Interverranno i grandi nomi del panorama gastronomico campano:

·        Vincenzo Esposito e Annalisa Manna (‘Mbutto stick)

·        Antonio Falco (Storica Pizzeria "da Michele")

·        Salvatore Piccirillo (Pizzeria "La Masardona", eccellenza della pizza fritta)

·        Ciro Poppella (Pasticceria "Poppella", ideatore dei celebri Fiocchi di Neve)

·        Giuseppe Fasolillo ("Antico Cellaio")

·        Patrizio Chianese (Il noto volto del format “Ti fidi di me?”)

L'incontro rappresenta un momento di confronto fondamentale per la comunità, volto a promuovere un modello di sviluppo che unisca gusto, sostenibilità e orgoglio vesuviano.


DETTAGLI EVENTO

·        Luogo: Teatro Parrocchia Sant’Antonio di Padova – Trecase (NA)

·        Data e Orario: 10 Aprile, ore 16:30

·        Ingresso: Libero

Un’occasione imperdibile per cittadini, appassionati e operatori del settore per riscoprire il valore autentico di ciò che portiamo in tavola.

 

giovedì 9 aprile 2026

Città della Scienza, 11-12 aprile: Scienza in orbita! Alla scoperta dell’avventura umana oltre l’atmosfera



Un fine settimana per guardare il cielo con occhi nuovi, lasciarsi sorprendere dalla scienza e vivere da vicino il fascino dell’esplorazione spaziale. Sabato 11 e domenica 12 aprile Città della Scienza invita famiglie, bambini e curiosi di ogni età a un viaggio speciale, in occasione della Giornata Internazionale dei Viaggi dell’Uomo nello Spazio, che si celebra il 12 aprile e ricorda il primo volo di Jurij Gagarin.

 

Sarà un weekend pensato per unire divertimento, scoperta e partecipazione attiva, con laboratori interattivi, sfide scientifiche, giochi enigmistici, attività hands-on e momenti di divulgazione capaci di trasformare ogni visita in un’esperienza da vivere con entusiasmo e immaginazione. Dalle galassie alle costellazioni, dagli aeroplanini ai lanciatori, fino ai segreti dell’aria e delle forze che regolano l’Universo, il pubblico sarà accompagnato in un percorso che rende la scienza accessibile, sorprendente e profondamente coinvolgente.

 

Tra le proposte del fine settimana ci saranno “Polvere di Stelle”, laboratorio per bambini dai 3 ai 6 anni dedicato alle galassie e alle loro forme, “Il lanciamissili”, attività per i più grandi in cui un aeroplanino di carta diventa l’occasione per scoprire la fisica del volo, ed “Enigmi dallo Spazio: Missione Galattica”, una sfida pensata per gli 11-13 anni tra costellazioni, cruciverba, puzzle e parole nascoste. Per i ragazzi dagli 8 ai 13 anni ci sarà anche “C’è vita lì fuori? Abitabilità ed esplorazione umana dello spazio”, un percorso integrato che nel weekend propone il sabato attività di astrobiologia e la domenica esperienze dedicate all’esplorazione spaziale, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”.

 

Domenica 12 aprile sarà inoltre possibile partecipare a “Caccia all’astro perduto!”, una caccia al tesoro astronomica a cura di UAN – Unione Astrofili Napoletani, pensata per avvicinare bambini, famiglie e gruppi scolastici ai misteri del cosmo attraverso indizi, giochi e piccole sfide. Per il pubblico di tutte le età andrà in scena anche “Tira aria di... Spazio”, science show che racconta con semplicità e stupore un elemento tanto invisibile quanto fondamentale come l’aria.

 

 

Non mancheranno, come sempre, gli exhibit del museo interattivo Corporea, con la presenza del robot umanoide Aphel, e la possibilità di vivere l’emozione di un viaggio tra stelle e pianeti nel Planetario. All’interno di Corporea, inoltre, sarà possibile osservare una speciale vetrina dedicata al cibo degli astronauti, con esempi di pasti sviluppati per le missioni spaziali, per scoprire come la scienza accompagni anche la vita quotidiana in orbita.

 

Accanto alle attività del weekend, il pubblico potrà visitare anche “SensAzioni: esplora i 5 sensi”, la mostra interattiva ospitata al Padiglione Galilei fino al 29 giugno 2026, e la mostra permanente “Insetti & Co.”, dedicata al mondo degli artropodi.

 

www.cittadellascienza.it

 



Gruppo Lego e Percassi: 10 anni di partnership e 29 LEGO® Certified Store in Italia dal 2016


Iniziative speciali in 6 città inclusa Marcianise (Centro Campania, 17 e 18 aprile)

il Gruppo Lego e Percassi, leader in Italia ed Europa nello sviluppo e gestione di reti commerciali retail, hanno cominciato la loro partnership di successo nel 2016, e oggi sono 29 i LEGO® Certified Store in Italia con una ampia community di appassionati di tutte le età. 

Per celebrare questo importante anniversario, sono previste iniziative ad hoc in sei store coinvolti che sono anche i primi negozi aperti grazie alla partnership: Bergamo, Roma, Marcianise, Torino, Milano e Arese.


Dal 2016 a oggi la collaborazione ha portato all’apertura di 29 LEGO® Certified Store in Italia con una community di appassionati di tutte le età in costante crescita 

Il Gruppo LEGO e Percassi celebrano il decimo anniversario dall’avvio della loro partnership di successo, un traguardo importante dopo un percorso di crescita che ha portato all’apertura di 29 LEGO® Certified Store in Italia e alla nascita di una community di migliaia di appassionati.

Era il 2016 quando venivano inaugurati i primi LEGO® Certified Store in Italia con partner Percassi, da sempre in prima linea nell’anticipare le tendenze nel mondo Retail: prima nel centro commerciale di Arese, in provincia di Milano, poi presso Le Gru a Torino, nel centro Campania di Marcianise, a Bergamo presso Oriocenter, nella Galleria Porta di Roma e in Piazza San Babila a Milano. È cominciata così una collaborazione basata su una strategia vincente e una visione condivisa, che nel tempo ha guidato lo sviluppo e il consolidamento del brand LEGO® nel mercato italiano.

La partnership ha portato anche a rafforzare la presenza del brand in Europa con l’apertura di altri store in Spagna, Francia e Portogallo, per un totale di 58 negozi. Oggi il network dei LEGO® Certified Store continua a crescere e a evolversi, offrendo ai visitatori luoghi pensati per stimolare la creatività e l’immaginazione, veri e propri punti di incontro per la community, dove esplorare l’universo LEGO grazie a prodotti, servizi esclusivi e installazioni creative.

Per celebrare questo importante traguardo sono previste iniziative dedicate per i 6 store coinvolti: attivazioni speciali pensate per i clienti incluso un esclusivo omaggio GWP (Gift With Purchase) creato appositamente per celebrare l’anniversario.

Inoltre, è stato organizzato un tour della Play Machine, una vending machine interattiva realizzata nel 2025 da Greg Goya con oltre 20.000 mattoncini per la campagna “Never Stop Playing”. L’installazione farà tappa nei LEGO® Certified Store di Bergamo (Oriocenter, 10 e 11 aprile), Roma (Porta di Roma, 14 e 15 aprile), Marcianise (Centro Campania, 17 e 18 aprile), Torino (Le Gru, 22 e 23 aprile), Milano (San Babila, 28 e 29 aprile) e Arese (30 aprile e 1° maggio). Durante il tour, con una spesa di €125 sarà possibile ricevere un mattoncino celebrativo, mentre con €50 si potrà accedere alla Play Machine e ricevere un omaggio speciale.

 

Rossana Mastrosimini, Branded Channel Director WE del Gruppo LEGO, ha commentato: “Siamo entusiasti di celebrare dieci anni di collaborazione con Percassi, un viaggio che ha trasformato l’immaginazione in realtà attraverso i nostri LEGO® Certified Store. Ogni apertura è stata un mattoncino fondamentale per costruire una community vibrante e creativa, grazie anche alle persone che ogni giorno danno vita al nostro purpose: ispirare e sviluppare i costruttori del domani. Guardiamo con entusiasmo al futuro, continuando a innovare e a ispirare gli appassionati di tutte le età”.

 

Vera Bortolato, General Manager di Percassi Retail, ha aggiunto: “Celebrare i primi dieci anni di collaborazione con il Gruppo LEGO rappresenta per noi un traguardo significativo, frutto di un’intesa solida e una visione condivisa. Come diciamo sempre, dall’immaginazione prendono forma infinite possibilità, mattoncino dopo mattoncino, quello che noi stessi abbiamo fatto per dare concretezza a un progetto importante che ha potuto offrire a sempre più appassionati l’esperienza LEGO. Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti insieme e continueremo a investire, per creare luoghi dove poter vivere appieno la magia del mondo LEGO”.

 


Gruppo LEGO

La missione del Gruppo LEGO è ispirare e sviluppare i costruttori di domani attraverso il potere del gioco. Il LEGO System in Play, con le sue fondamenta nei mattoncini LEGO, permette ai bambini e agli appassionati di costruire e ricostruire qualsiasi cosa riescano a immaginare. Il Gruppo LEGO è stato fondato a Billund, in Danimarca, nel 1932 da Ole Kirk Kristiansen e il suo nome deriva dalle due parole danesi LEg GOdt, che significano "Gioca bene". Oggi il Gruppo LEGO rimane un'azienda a conduzione familiare con sede a Billund. Tuttavia, i suoi prodotti sono venduti in oltre 130 Paesi in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni, visitare: www.LEGO.com


PERCASSI

Il Gruppo Percassi è leader in Italia ed Europa nello sviluppo e gestione di reti commerciali retail. Opera principalmente in franchising per brand internazionali come Nike, Jordan, Lego, Victoria’s Secret, Armani Exchange, Saint Laurent e Garmin in ambito fashion-beauty e consumer e Starbucks nel food, oltre a detenere importanti partecipazioni in KIKO Milano e Atalanta B.C. Il Gruppo è attivo anche in ambito real estate per la realizzazione di importanti progetti immobiliari nel settore commerciale e direzionale.

Per ulteriori informazioni: www.percassi.com 

Nunzia Marciano presenta "40 anni mamma. Guida insolita alla scoperta dell'amore"

Esce il 17 aprile 2026 il nuovo libro di Nunzia Marciano: 40 anni mamma
Guida insolita alla scoperta dell’amore
Prima presentazione ufficiale, in anteprima:
giovedì 16 aprile 2026, ore 18:00,
presso la sala Eduardo Scognamiglio di Villa Cerillo, Bacoli (NA).

 "40 anni mamma. Guida insolita alla scoperta dell'amore", della giornalista Nunzia Marciano, edito da Homo Scrivens, che verrà presentato - in anteprima - giovedì 16 aprile, alle ore 18:00, presso la sala Eduardo Scognamiglio di Villa Cerillo, a Bacoli (NA), in via Cerillo n°56 in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Bacoli e con il patrocinio del Comune di Bacoli.

Con l’autrice intervengono il sindaco Josi Della Ragione, il pediatra Paolo Siani – autore della prefazione al volume e in rappresentanza della Fondazione “Giancarlo Siani” – e l’editore Aldo Putignano. Modera il giornalista de “Il Mattino” Giovanni Chianelli.

Venerdì 17 aprile 2026 esce ufficialmente in tutte le librerie – fisiche e online – il nuovo libro della giornalista Nunzia Marciano: “40 anni mamma. Guida insolita alla scoperta dell’amore”.
Un volume originale, commovente e divertente al tempo stesso, sulla scoperta dell’amore e della maternità a quarant’anni.
“Avete presente il famoso film di Nicolas Cage?” – rivela l’autrice in un passo del volume – “Quello in cui lui si sveglia una mattina e si ritrova sposato e con un paio di figli? Bene, eccomi qui. Chiaramente non mi ci sono svegliata una mattina, anche perché, se non ricordassi di aver partorito con parto naturale due bambine, avrei un problema. Anzi più di uno. Ad ogni modo il concetto è questo: ti svegli una mattina e non sei più single per legittima difesa o semplicemente in coppia per legittimo amore ma sei mamma per legittima gioia. Come è stato? Com’è andata?”
Per scoprirlo, basterà leggere questa guida insolita che farà sentire meno sole tutte le donne, le mamme, le future mamme e anche chi mamma non è, ma ha amato e perso, sperato e cambiato idea. Una storia sull’amore, di coppia e materno, da cui non bisogna difendersi perché – finalmente – non fa male.

Il volume sarà presentato in anteprima giovedì 16 aprile, alle ore 18:00, presso la sala Eduardo Scognamiglio di Villa Cerillo, a Bacoli (NA), in via Cerillo n°56 in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Bacoli e con il patrocinio del Comune di Bacoli.
Con l’autrice intervengono il sindaco Josi Della Ragione, il pediatra Paolo Siani – autore della prefazione al volume e in rappresentanza della Fondazione “Giancarlo Siani” – e l’editore Aldo Putignano. Modera il giornalista de “Il Mattino” Giovanni Chianelli.
Durante l’evento, i più piccoli potranno intrattenersi nello Spazio Ragazzi della Biblioteca.





Sinossi del libro

Cosa succede quando la tua vita cambia a quarant’anni? In questa guida insolita, Nunzia Marciano racconta il passaggio rocambolesco (e imprevisto) da single convinta a in coppia per legittimo amore, e poi a mamma di due bambine, tra una vita vista mare, camici verdi nell’Africa più nera e biberon sempre troppo bollenti.
Un viaggio tutto al femminile e un manuale di istruzioni per l’uso, che affronta senza tabù l’amore adulto, il lutto, le frasi disarmanti dei bambini, le difficoltà e i legami. Un’irresistibile avventura autobiografica che mescola ironia, emozione e verità senza filtri, dando voce a tutte quelle donne che si sentono (e a volte si giudicano) “non pronte”, “inadeguate”, “fuori tempo massimo” per una relazione e per la maternità, e invece sono perfette così come sono: umane.

L’autrice

Nunzia Marciano, napoletana, classe 1981, è un volto noto dell’emittenza campana, per molti anni responsabile di telegiornale per diverse tv regionali. Tra il 2023 e il 2024 è autrice, curatrice e conduttrice del format di informazione e intrattenimento La buon’ora. Dal 2016 al 2021 collabora con La Voce di New York, testata italo-americana con sede a New York. Nel 2018 pubblica su IlMattino.it il reportage a puntate “Il mio viaggio in Togo, racconto di una missione in Africa”. Nel 2024 riceve il premio “Alumni Praeclari ALSOB”.
Oggi si occupa di divulgazione scientifica, tv news e collabora con Il Mattino di Napoli.
Ha pubblicato il volume Single per legittima difesa (Alessandro Polidoro ed. 2016) e partecipato con suoi scritti a diverse antologie, tra cui Interrompo dal San Paolo (Giammarino 2020).

Homo Scrivens

È la prima compagnia italiana di scrittura. Nata a Napoli nel 2002, ha collaborato con numerosi editori di ogni parte d’Italia, e ha portato alla pubblicazione circa quattrocento autori, molti dei quali esordienti.
Da quest’esperienza è nata nel 2012 la casa editrice Homo Scrivens, al fine di continuare questo impegno in forma autonoma, e condurre testi e autori all’attenzione diretta del pubblico. Siamo scrittori, scrittori che hanno deciso di trasformarsi in editori, per permettere a tanti come noi un approdo sereno, per creare un luogo d’incontro accessibile a tutti coloro che sono animati dalla nostra stessa passione e hanno la voglia e la testa per coltivarla, senza il rischio di annegare nel fango dell’editoria a pagamento.