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mercoledì 1 aprile 2026

FEDE GALIZIA A CAPODIMONTE

Schmidt: “Benvenuta alla 'mirabile pittoressa', valorizziamo le grandi artiste e le loro storie” 
Dopo più di due secoli L'Adorazione dei Magi' si riunisce alla collezione Borbone 
Pasqua ingresso gratuito, Lunedi dell'Angelo apertura straordinaria.
 
Fa parte da oltre due secoli della Collezione Borbone, patrimonio del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ma non è mai stata esposta nella Reggia. È una storia di oblio e riscoperta quella della Adorazione dei re Magi (1610) di Fede Galizia, prima pala d'altare firmata dalla celebre 'pittoressa', opera creduta dispersa e declassata a lungo come 'anonimo fiorentino': dal 2 aprile si potrà ammirare nella sua collocazione definitiva, la sala 79, nella galleria del secondo piano della Reggia, riaperta per l'occasione dopo i lavori.  
 
Fede Galizia (documentata a Milano, dal 1587 al 1630), affermata ritrattista e autrice di famose nature morte conservate in importanti musei e collezioni in Italia e all'estero, nella pala per Napoli si confronta con i maestri del ‘500: Leonardo per la composizione intorno alla Madonna, ma anche Raffaello, Correggio. Il nuovo arrivo nelle collezioni racconta anche un pezzo di storia dell'arte a Napoli ai tanti visitatori attesi a Capodimonte nelle festività: il giorno di Pasqua coincide con la prima domenica del mese ad ingresso gratuito, museo aperto anche nel lunedì dell'Angelo (solo secondo piano, Real Bosco chiuso come di consueto a Pasquetta). 
"Diamo il benvenuto a Capodimonte alla 'mirabile pittoressa' Fede Galizia, che raggiunge nel racconto della pittura al femminile le colleghe Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Elisabetta Sirani, Teresa Del Po, Lavinia Fontana, Angelica Kauffmann, Elisabetta Louise Vigee Lebrun, solo per nominare le più celebrate artiste tra ‘500 e ‘700 presenti nelle nostre collezioni, ognuna con una storia straordinaria che è anche sociale e civile e che vogliamo sempre più valorizzare - dichiara Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte - Ringraziamo la Chiesa di San Pasquale a Chiaia e l'Ordine Francescano (Provincia di San Giovan Giuseppe della Croce dell'Ordine dei Frati minori, ndr) che ha custodito l'opera, identificata solo nel 2021: auspichiamo nuove collaborazioni per le celebrazioni degli 800 anni del Santo Patrono d'Italia".  
 
Il grande dipinto era stato commissionato da Baldassare Noirot, mercante fiammingo, al quale era affidata la Cappella dei Magi nell' antica Chiesa di S. Anna dei Lombardi (1581): nel 1798 il crollo del soffitto la rese inagibile, le opere furono spostate nella vicina Santa Maria di Monteoliveto (la Sant' Anna dei Lombardi attuale) in tempo per evitare il terremoto del 1805 che distrusse anche la “Resurrezione” di Caravaggio. 
La pala di Galizia giunge al Real Museo Borbonico tra 1816 e il 1821, con la firma ben evidente: un accorgimento che le pittrici donne del tempo adottavano per non essere 'cancellate'. Ma nel 1937 il Museo divenuto 'Nazionale', indica il dipinto come 'Ignoto Fiorentino del XVI' dandolo in temporanea consegna alla Chiesa di San Giuseppe a Rione Luzzatti edificata per accogliere le opere della distrutta chiesa di San Giuseppe Maggiore in via Medina. Con la Seconda guerra mondiale la distruzione della chiesa nel rione (che diverrà 'iconico' perché al centro delle vicende della saga dell'Amica Geniale) e la spoliazione delle sue opere, si perdono le tracce dell'Adorazione e di altre tre tele di Capodimonte, nel 1957 divenuto sede della Pinacoteca nazionale, prima ospitata nell'attuale Mann. Ma è solo nel 2021 che la ricerca pubblicata nel catalogo della mostra a Trento 'Fede Galizia Mirabile Pittoressa' svela che l'Adorazione si trova al Convento di San Pasquale a Chiaia a Napoli. Fondamentale per l'identificazione il contributo dello studioso Federico Maria Giani coinvolto nell'esposizione curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stroppa che celebra le origini trentine della pittrice. Ed è stato proprio il dipinto di Fede Galizia ad aprire il percorso della recente mostra dedicata alle donne del ‘600 alle Gallerie d'Italia di Napoli, ultima tappa prima di tornare, anzi essere esposta per la prima volta, a Capodimonte. Tra le due Annunciazioni di Scipione Pulzone e di Francesco Curia (proveniente anch'essa da Sant'Anna dei Lombardi), e di fronte all'Adorazione dei Pastori di Santafede, la pala di Galizia è così inserita nell'ambito delle opere coeve prodotte per Napoli e per il Regno tra la fine del '500 e il primo decennio del '600, a sottolineare la varietà della proposta culturale del periodo, tra manierismo e influenze caravaggesche.  
A Napoli si trova anche una seconda opera di Fede Galizia, la pala d'altare San Carlo in Estasi nella chiesa di San Carlo alle Mortelle. 

Albergo Pietrasanta, al via la stagione estiva 2026: trent’anni di arte e ospitalità in Versilia



La stagione 2026 segna il trentesimo anniversario dell’Albergo Pietrasanta, nato dall’incontro tra un palazzo storico, una coppia di collezionisti e la scelta di condividere la propria collezione, dando forma a un’idea di ospitalità fondata sull’arte come esperienza viva.

Nel centro storico di Pietrasanta, a pochi passi da Piazza Duomo, tra gallerie, laboratori e botteghe, l’Albergo Pietrasanta inaugura la stagione 2026 nel suo trentesimo anno di attività: un percorso che, in tre decenni, ha definito una forma di ospitalità in cui la storia del luogo, il territorio e la collezione dei proprietari si intrecciano, unendo a un’atmosfera intima un rapporto diretto con l’arte come esperienza viva.

Fin dall’inizio, l’Albergo nasce da un’intuizione precisa: non esporre una collezione, ma condividerla. Non separare l’arte dagli spazi della vita, ma lasciarla entrare nella quotidianità, accompagnando i gesti più semplici del soggiorno. In questo senso, l’Albergo Pietrasanta non si configura né come un museo né come una casa privata, ma come uno spazio attraversabile, in cui le opere si offrono allo sguardo senza mediazioni, come presenze familiari.

 

È il 1996 quando Rosa e Gilberto Sandretto decidono di trasformare un palazzo storico in un luogo aperto, capace di accogliere e, al tempo stesso, di mettere in relazione. La collezione – costruita a partire dagli anni Ottanta tra Italia e contesti internazionali – entra così negli ambienti dell’albergo senza un ordinamento espositivo, secondo una logica di convivenza che ne restituisce la natura viva.

Le opere abitano i salotti affrescati, accompagnano il passaggio nelle stanze, si incontrano nei corridoi. Cambiano nel tempo, generando ogni anno nuove configurazioni, nuovi accostamenti, nuove possibilità di sguardo. In questa continua trasformazione si definisce il carattere dell’Albergo, così come il rapporto che gli ospiti instaurano con esso: non è raro che si torni per ritrovare una stanza, un’opera o l’atmosfera che nasce dal loro incontro.

 

Le venti camere e suite di Palazzo Barsanti Bonetti, tutte diverse tra loro, si affacciano su un giardino interno di palme secolari, spazio raccolto e silenzioso che segna il ritmo delle giornate. La colazione preparata nella veranda, la luce che attraversa i salotti, il tempo sospeso del giardino: momenti in cui la presenza delle opere si intreccia naturalmente con l’esperienza dell’ospitalità.

 

Il palazzo, costruito nel Seicento dalla famiglia Gamba Martelli e successivamente appartenuto ai Barsanti, conserva le tracce di una lunga storia legata alla produzione artistica della città. Il portale monumentale, le sale affrescate, la stratificazione architettonica raccontano un legame profondo con il lavoro degli artisti e degli artigiani che hanno fatto di Pietrasanta un centro riconosciuto a livello internazionale.

 

Negli ultimi anni, l’ingresso nello staff di Carolina Sandretto, fotografa e development manager, ha contribuito ad aprire nuove prospettive, mantenendo al centro la continuità di una visione che resta profondamente familiare e condivisa.

 

Pietrasanta è un luogo in cui l’arte non è separata dalla vita. Fonderie, laboratori del marmo, studi e gallerie convivono con il tessuto storico del borgo, dando forma a un paesaggio in cui produzione artistica e quotidianità si intrecciano. In questo contesto, l’Albergo Pietrasanta si configura come un punto di accesso privilegiato a una rete di relazioni, pratiche e saperi.

Durante il soggiorno è possibile entrare in relazione diretta con questa realtà: visitare le cave di Carrara, accedere ai laboratori, incontrare artisti e artigiani, muoversi tra il mare della Versilia e le città vicine. Non un itinerario predefinito, ma una costellazione di possibilità che prende forma nell’esperienza.

 

A pochi minuti dal centro storico si trova Magazzino Pietrasanta, spazio espositivo di oltre 700 metri quadrati che ospita una parte della collezione. Ex edificio industriale, rappresenta un’estensione naturale dell’Albergo: un luogo in cui le opere trovano una dimensione più ampia, pur mantenendo il legame con l’origine del progetto.

 

Nel corso di trent’anni, l’Albergo Pietrasanta ha costruito una propria identità, mantenendo una coerenza che non si è adattata alle mode né alle trasformazioni del settore. La sua specificità risiede nella qualità della relazione tra gli ospiti e la collezione e nella capacità di rendere questa relazione parte integrante dell’esperienza.

Il trentesimo anniversario non segna una svolta, ma restituisce la continuità di un progetto che, fin dall’inizio, ha scelto di condividere l’arte come forma di ospitalità.


NOTE PER LA STAMPA

 

Il Palazzo

L’Albergo Pietrasanta ha sede nello storico Palazzo Barsanti Bonetti, costruito nel Seicento dalla famiglia Gamba Martelli, tra le più importanti famiglie di scultori di Pietrasanta.

Tra XIX e XX secolo il palazzo passò alla famiglia Barsanti, protagonista della produzione artistica locale con laboratori attivi anche a livello internazionale.

Successivamente l’edificio passò alla famiglia dell’ammiraglio Bonetti.

Dal 1996 ospita l’Albergo Pietrasanta.

 

La collezione d’arte

L’Albergo Pietrasanta ospita la collezione privata di arte contemporanea dei suoi proprietari, che offre agli ospiti uno sguardo sugli sviluppi dell’arte italiana dalla seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri.

Distribuite tra spazi comuni e camere, le opere accompagnano l’esperienza degli ospiti, definendo una relazione diretta tra arte e ospitalità.

 

Il giardino

Cuore verde dell’Albergo Pietrasanta, il giardino di palme secolari si trova tra il palazzo principale e le antiche scuderie.

Uno spazio raccolto e silenzioso che gli ospiti vivono come luogo di pausa: per leggere, per un aperitivo o per una colazione all’aperto.

 

Magazzino Pietrasanta

A pochi minuti dal centro storico si trova Magazzino Pietrasanta, spazio espositivo di oltre 700 metri quadrati che ospita una parte della collezione dei proprietari.

Ricavato da un ex edificio industriale, si configura come naturale estensione del progetto dell’Albergo, accogliendo mostre, incontri ed eventi, sia privati sia aziendali.

Completamente modulabile, è dotato di cucina professionale e di una terrazza con vista sulle Alpi Apuane.


Quarto, Via Crucis con il Sudario per Gaza per ricordare le vittime palestinesi

A Quarto, nella parrocchia Gesù Divino Maestri è in programma per Venerdì Santo - il 3 aprile alle ore 20 - la suggestiva Via Crucis con il Sudario per Gaza. I Cavalieri della delegazione di Pozzuoli e Ischia dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e i rappresentanti dei gruppi parrocchiali sosterranno un enorme telo bianco largo 7.5 metri per una lunghezza di 25, che riporta i nomi scritti a mano di 18.457 bambini e bambine, ragazze e ragazzi palestinesi di età̀ compresa tra 0 e 17 anni, uccisi a Gaza per mano israeliana a partire dal 7 ottobre 2023 fino al luglio 2025. Tra loro ci sono molti neonati, alcuni non avevano compiuto nemmeno un giorno di vita. 


L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla comunità della parrocchia Gesù Divino Maestro e dalla Delegazione di Pozzuoli e Ischia dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.Il Sudario per Gaza nasce da un’idea di “Carnia per la Pace”, movimento costituito in provincia di Udine. 


“A fronte di cifre sempre più̀ crescenti di vittime a causa delle operazioni militari israeliane su Gaza - scrivono dal gruppo Carnia per la Pace - abbiamo voluto dare voce, forma e corpo a questi numeri, per cercare di capire e quantificare quanto in realtà̀ è grande questa tragedia che ormai più̀ di qualcuno definisce genocidio. Dietro ogni numero c'è un nome, una persona, una vita che è stata spazzata via brutalmente. Occorre ridare dignità̀ a tutti questi morti innocenti, troppo spesso dimenticati o trattati con superficialità̀ nei nostri notiziari, come se fossero "non umani".


Il Sudario, così come fatto in altre manifestazioni in giro per l’Italia, viene portato in braccio da gruppi di volontari ed è accompagnato da uno striscione con la scritta "Non dimenticare un solo nome”, dalle parole della saggista e giornalista Paola Caridi.



Pasqua (4-5 aprile) tra le stelle e Pasquetta (6 aprile) nella natura a Città della Scienza (ore 9-17)

 

Giornate speciali per raccontare come la scienza possa diventare un momento di gioco e condivisione per tutte le età. 

Per le prossime vacanze pasquali, Città della Scienza invita il pubblico a immergersi in un’esperienza speciale dove la meraviglia della scoperta scientifica incontra il piacere della condivisione. IL WEEKEND DI PASQUA, SABATO 4 E DOMENICA 5 APRILE (ore 9-17) sarà interamente dedicato alle profondità del cosmo con il programma "Sotto lo Stesso Cielo – Avventure Spaziali al Museo". Grazie alla collaborazione con il programma educativo ESERO Italia, sostenuto dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), i visitatori potranno intraprendere un viaggio verso la Luna e le Galassie attraverso attività che fondono narrazione, gioco e tecnologia. I piccoli astronauti dai 3 ai 6 anni saranno protagonisti del laboratorio "Spazio alla Luna", dove potranno costruire modellini di razzi e corpi celesti guidati dai racconti di Paxi, il celebre esploratore spaziale dell'ESA. Per i ragazzi tra i 7 e i 13 anni, la sfida si farà più intensa con una caccia al tesoro digitale che utilizzerà lo smartphone per risolvere enigmi e condurre esperimenti scientifici dal vivo. I più grandi, dagli 11 ai 13 anni, potranno invece vestire i panni dei "Cosmo Hunters", un gioco di carte ideato dall'INAF per scoprire l'universo attraverso le diverse frequenze dello spettro elettromagnetico e scovare gli oggetti celesti più rari. A completare l'offerta del weekend, il coinvolgente Science Show "I Classici" porterà in scena un concentrato di fisica e chimica tra paradossi meccanici e sfide alla forza di gravità.

 

La festa prosegue con uno speciale appuntamento per il LUNEDÌ DI PASQUETTA, 6 APRILE (ore 9-17), trasformando il museo in un grande laboratorio a cielo aperto dedicato alla primavera e alla natura. La giornata proporrà una "Scampagnata Scientifica" ricca di dimostrazioni dal vivo che richiamano l'atmosfera della festa tradizionale, trasformandola in un'occasione di grande scoperta. Gli appassionati di biologia potranno esplorare l'affascinante mondo degli insetti con l'attività "Dimmi che uovo fai e ti dirò chi sei", un viaggio tra le incredibili forme e colori che garantiscono la sopravvivenza delle specie.

 

Il giardino e la mostra Insetti&Co. ospiteranno un'avventura tra uova e natura, dove i bambini esploreranno l'ambiente attraverso i sensi per scovare indizi e ricevere piccoli gadget. La creatività sarà il filo conduttore dei numerosi laboratori distribuiti negli spazi del museo, con attività studiate per ogni fascia d’età.

 

 

 

Se i piccolissimi da 0 a 3 anni potranno sperimentare colori e stampe sensoriali nella Sala Montessori, i bambini dai 3 ai 6 anni daranno vita a pulcini decorati e coniglietti di lana, imparando come la natura utilizzi forme e colori per proteggere i suoi abitanti.

 

Per i ragazzi dai 7 ai 13 anni, la scienza si trasformerà in arte meccanica e ottica: dalla costruzione di bruchi che si muovono lungo le foglie alla realizzazione di ologrammi 3D proiettati da tablet e biglietti pop-up che esplorano i principi delle leve.

 

Anche durante la Pasquetta resteranno disponibili le attività dedicate allo spazio, garantendo un programma ricchissimo che spazia dalla Terra alle stelle. Tutte le attività sono previste a ciclo continuo fino a esaurimento capienza, con il supporto di Giotto - colore ufficiale per le attività educational di Città della Scienza.

 

www.cittadellascienza.it