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mercoledì 23 settembre 2026

ECSTATIC POMPEII, I misteri di Dionysos 25 e 26 settembre 2026

Per Ecstatic Pompeii un medico sulle tracce di Dioniso a Villa dei Misteri e a Boscoreale venerdì 25 e sabato 26 settembre 2026: l'omaggio di Fabio Cocifoglia ad Enzo Moscato.

Appuntamento a Villa dei Misteri a Pompei venerdì 25 settembre di pomeriggio e sabato 26 la sera a Villa Regina di Boscoreale in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.

Penultimo spettacolo di “Ecstatic Pompeii. I misteri di Dionysos”, performance teatrali inedite dedicate alle Baccanti e alle recente scoperta della megalografia della Casa del Tiaso, nell’ambito del progetto di valorizzazione Esopop, storie in festival.

“La Cura del Dio. Frammenti di un contagio” è un omaggio che l’autore e regista Fabio Cocifoglia fa a Enzo Moscato, con un testo che è liberamente tratto da “Disturbing a Tragedy” . In scena l’attore Giampiero Schiano e il musicista performer Mimmo Angrisani. 

“Dioniso, per eccellenza il Dio che viene, che appare e che si manifesta, porta con sé il contagio e infetta l’anima per liberarla, per distruggere l’ordine e curare la mente - spiega Cocifoglia - .Come medici itineranti seguiamo, frammento dopo frammento, le tracce lasciate da questa epidemia per comporre un cunto-referto che si nutre dell’immensa visione poetica racchiusa in un frammento di un’opera che Enzo Moscato ha dedicato a Dioniso”. Il racconto si muove in un tempo sospeso, scandito dal silenzio del tamburo e dalle vibrazioni di canti popolari che affiorano dalla terra come nenie e lamenti di guarigione. 

Prodotti da Casa del Contemporaneo produzioni teatrali, gli spettacoli di Ecstatic Pompeii. I misteri di Dionysos - diretti da Rosario Sparno e da Fabio Cocifoglia - hanno una durata di 30 minuti e sono replicati due volte per sera. I costumi di scena sono parte delle collezioni Sanctamuerte del fiorentino Filippo Giorgi.

ECSTATIC POMPEII, i misteri di Dionysos, è la seconda edizione del progetto di valorizzazione ESOPOP, storie in festival promosso dalla Direzione Generale Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura e dalla Regione Campania tramite Scabec - Società Campana Beni Culturali con fondi campania>artecard. Prima di ogni replica, una visita accompagnata dagli operatori didattici di Le Nuvole teatro arte scienza illustrerà al pubblico le caratteristiche e la storia dei luoghi.



Biglietti: 7,00 € in vendita su www.vivaticket.it selezionando Ecstatic Pompeii.

Tutte le info e gli altri appuntamenti in programma su

www.pompeiesopop.it

Antonio Benforte torna con il suo libro "Napoli è una nuvola" di Agenzia Pensiero Creativo edizioni

Dal 1 ottobre 2026 disponibile nelle librerie e store digitali “Napoli è una nuvola”, il nuovo libro di Antonio Benforte, giornalista e comunicatore digitale.

Il volume verrà presentato domenica 4 ottobre 2026 alle ore 19 nella Sala Tammurriata della Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III per il Campania Libri Festival. 

Disponibile da subito in pre order sul sito della casa editrice al link: https://agpensierocreativo.it/product-detail/productidn/5452962/napoli--una-nuvola

Lo scrittore napoletano torna, per Agenzia Pensiero Creativo, con una raccolta di storie che raccontano la città di Napoli attraverso flash, spezzoni, istantanee, che fanno luce sia su luoghi ampiamente conosciuti da cittadini e turisti, sia su angoli meno conosciuti e visitati della città.

 

Il volume viene presentato per la prima volta nell’ambito del Campania Libri Festival Domenica 4 ottobre alle ore 19 in Sala Tammurriata all’interno della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. Con l’autore sarà presente la giornalista Marina Indulgenza.

 

«E tu, turista? Sì, parlo a te. Forse, se non sei mai stato a Napoli prima d’ora, sarai pieno di pregiudizi. Come tutti, del resto. Non sono bugie, certo, ma non si tratta neanche dell’unica verità».

 

Mescolando descrizione del territorio e vita vissuta, fiction e non-fiction, attraverso questi tuffi nella quotidianità della più bella e discussa città d’Italia, Benforte ci racconta angoli, quartieri, situazioni costantemente in bilico tra l’immagine oleografica da cartolina e la “carta sporca” che cantava il compianto Pino Daniele.

 

«Ogni luogo è il pretesto per descrivere una storia, e i personaggi di queste si incrociano tutti; è come se il protagonista di ogni racconto passasse il testimone al successivo, per continuare la narrazione.

Ogni capitolo è legato all’altro, infatti, attraverso un filo più o meno robusto - ogni personaggio sfiora il seguente, in un modo o nell'altro – e tutti insieme concorrono nel narrare una città in continuo movimento» ben spiega l’autore.

 

Si parte da Piazza Garibaldi, porta della città per chi viene da fuori regione, e si continua, di storia in storia, di personaggio in personaggio, passando da piazza del Gesù al Cristo Velato, salendo e scendendo le scale del Petraio per ritornare al centro storico partenopeo nei vicoli come quello di San Biagio dei Librai e risalire poi sulle colline del Vomero o di Posillipo, passando per il parco divertimenti Edenlandia in zona flegrea e il Parco dei Murales nella periferia est cittadina; ogni luogo è lo spunto per raccontare una storia di normale quotidianità nella città di Napoli, dove le vicende personali sono inevitabilmente intrise dei luoghi in cui si svolgono.

 

L’approccio di Antonio Benforte è quello però di planare dall’alto senza avere un giudizio morale sui comportamenti, le abitudini e le azioni dei singoli né un giudizio di valore su quello che la città è, è stata e probabilmente sempre sarà.

Equilibrio non facile da ottenere, che unisce l’effetto di fascinazione che la città suscita, con il peso del quotidiano che il napoletano subisce quando, avvicinandosi alla bellissima cartolina, trova poi tutti i difetti.

 

In copertina, fronte e retro, le suggestive fotografie di Paolo Celentano.

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Scheda libro

"Napoli è una nuvola"

Autore: Antonio Benforte

ISBN 979-1281926233

Formato Cartaceo 14 x 1.5 x 21 cm, 214 pagine

Prezzo: 16 euro

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Sinossi

Su questa raccolta di racconti ambientati nella città di Partenope soffia l’aria di Napoli, non quella che molti cercano di imbottigliare per rivendere a prezzi folli, ma quella che ogni giorno entra nelle narici dei suoi abitanti, afosa e magica, opprimente e poetica, rabbiosa e passionale, smaliziata e innocente. Sullo sfondo dei luoghi più noti della città, ma anche di piccole chicche che difficilmente rientreranno nelle prime pagine delle ricerche di Google, si svolgono avvenimenti apparentemente minimi, dall’arrivo di una coppia di turisti a Piazza Garibaldi alla giornata di mare di un gruppo di maturandi, passando per una serata di bagordi a Piazza del Gesù. Eppure, tutti sono carichi di un significato che trascende le singole vite dei personaggi e forse dice qualcosa dell’essenza di una città che «sopravviverà a noi tutti, chissà per quanti altri secoli». A seconda di come vogliate leggerlo, questo libro potrà fungere da guida turistica o da antologia di fiabe moderne, che, per quanto ammantate di immaginazione poetica, restano strettamente ancorate a una realtà da cui Antonio Benforte cerca di strappar via pregiudizi duri a morire.



Note biografiche

Antonio Benforte, nato nel 1983, si occupa di comunicazione digitale per il Parco Archeologico di Pompei e ha lavorato a lungo nel settore editoriale, come redattore e social media manager. Il primo romanzo arriva nel 2017, La ragazza della fontana, edito da Scrittura & Scritture. Nel 2020, con la stessa casa editrice, esce Lo spazio tra le cose, seguito nel 2024 da La Band del Super Santos, pubblicato da Prospettivaeditrice. Ora, con Agenzia Pensiero Creativo, dà alle stampe Napoli è una nuvola, raccolta di racconti interamente ambientata nella sua Napoli.

 

 

Riferimenti social

SITO WEB E SHOP https://www.agpensierocreativo.it/

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Musei del Vomero, eventi e concerti per le Giornate del Patrimonio sabato e domenica 26 e 27 settembre 2026

Visite guidate e iniziative speciali il 26 e 27 settembre e aperture straordinarie serali il sabato con concerti a 1 euro.

 Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 ritorna l’appuntamento con le GEP Giornate Europee del Patrimonio con il coordinamento del Ministero della Cultura che quest’anno hanno come tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. Nelle due giornate sono previste visite guidate e altre iniziative nei musei e nei luoghi della cultura presenti su tutto il territorio nazionale e, il sabato sera, sono in programma aperture straordinarie serali con ingresso al costo simbolico di 1 euro.

 

I Musei nazionali del Vomero propongono un’offerta differenziata nei tre musei con eventi diurni e concerti serali sabato 26 settembre:

In Villa Floridiana il sabato mattina è dedicato ai più piccoli con Una fiaba al museo, un progetto di promozione della lettura nella prima infanzia che si rivolge a bambine e bambini da 0 a 6 anni, Maktaba, la biblioteca che cresce con te. L’evento inizia alle 11.00, è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria sul canale WhatsApp al numero 366 1509122, fino ad esaurimento posti.

La sera, con l’apertura straordinaria dalle ore 19.30 alle 23.30 e ingresso al costo di 1 euro, il parco cambia ritmo con l’iniziativa: “A piedi nudi nel parco”. Alle ore 20.30 inizierà il concerto della Pamina C. Swing Quintetta, sulle tracce del jazz manouche, attraversa gli anni Trenta e Quaranta: la chanson française si veste di swing, fino a una digressione d'oltreoceano sull'eco dei trii vocali femminili. Cinque musicisti animeranno l'atmosfera per il pubblico grazie alla social dance: un gruppo di ballerini della Swing Tonic che si muoveranno spontaneamente sulla musica della band.

 

Alla Certosa di San Martino stesso orari di apertura serale sabato con ingresso a 1 euro e alle 20.30, la possibilità di assistere al concerto jazz Zack Alderman, nel Chiostro dei procuratori eseguito da Giulio Martino Rocco Zaccagnino quartetto. Il repertorio, teso ad esaltare le potenzialità timbriche degli strumenti acustici dei componenti, prevede brani composti in gran parte dal virtuoso fisarmonicista Rocco Zaccagnino e da Hermeto Pascoal e Michel Legrand, e contenuti nell’omonimo lavoro discografico.     

Domenica mattina due visite guidate (ore 10,30 e 12,00) al cantiere aperto del Cimitero dei Certosini, illustreranno il restauro per scoprire da vicino attività, tecniche e ricerca dedicate alla cura del patrimonio a cura di Annalisa Arcara e in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti.  

Alle 11,00 , invece, una visita guidata La Sezione Navale, appena riaperta al pubblico con il nuovo allestimento, ospiterà. È preferibile prenotare le visite guidate all’indirizzo mn-vomero.eventi@cultura.gov.it

 

Al Castel Sant’Elmo, sabato sera, il costo del biglietto di ingresso per accedere al Pessoa Luna Park è di 1 euro, fino alla chiusura della biglietteria prevista per le ore 23.30.

Domenica, invece, dalle 10.30 alle 11.30, sarà possibile prenotare una visita guidata a cura dei servizi educativi dei Musei nazionali del Vomero dal titolo “Memorie di resistenza e spazi reinventatii” accompagnerà i partecipanti attraverso il fossato e il panoramico percorso pedonale fino alla Piazza d’Armi, con la possibilità di visitare il Museo Novecento a Napoli e approfondire il rapporto tra osservazione astronomica e misurazione del tempo.

Infatti, sulla Piazza d’Armi della fortezza (dalle 10,30 alle 13,30) saranno proposti incontri liberi con l’astronomia dal titolo: “Sole, ombre e tempo”. Un viaggio tra architettura, arte e astronomia organizzati in collaborazione con l’Unione Astrofili Napoletani, grazie ai quali i visitatori potranno osservare il sole, la fotosfera e le macchie solari attraverso un telescopio dotato di filtri professionali di sicurezza e conoscere diversi strumenti gnomonici, tra cui orologi solari, cerchi di Ipparco e meridiane. Il pubblico sarà inoltre coinvolto direttamente nell’utilizzo di un orologio solare azimutale analemmatico, con il supporto di materiali divulgativi ed esplicativi.


I biglietti sono acquistabili su www.MuseiItaliani.it o presso le biglietterie dei musei, fino a esaurimento posti.


DOPO L’ANTEPRIMA A GIFFONI, MINERVA – LA SCUOLA ARRIVA IL 29 SETTEMBRE 2026 AL LICEO TORQUATO TASSO DI SALERNO

Dopo l’evento speciale dello scorso luglio a #Giffoni56, prosegue il percorso di Minerva – La Scuola, la nuova serie ora disponibile su Netflix, con un nuovo appuntamento dedicato agli studenti.

Giffoni e Netflix saranno infatti protagonisti di un evento speciale in programma martedì 29 settembre 2026 alle ore 9 al Liceo Torquato Tasso di Salerno. All’incontro saranno presenti Massimiliano Gallo e Ciro Minopoli, che dialogheranno con gli studenti e porteranno la loro esperienza legata alla realizzazione della serie.

L’appuntamento si inserisce nel percorso di collaborazione continuativa tra Giffoni e Netflix, che attraverso anteprime, incontri e momenti di confronto porta le storie e i protagonisti dell’audiovisivo sempre più vicini alle nuove generazioni.

Minerva – La Scuola è una serie teen drama, ambientata in un liceo militare di Napoli. Un mondo che sembra appartenere a un’altra epoca, dove si viene svegliati all’alba per l’alzabandiera, dove non sono consentiti i cellulari o gli abiti civili, dove tra le materie c’è tattica militare e lezioni di scherma. Dove sono proibite le storie d’amore e ogni errore ha un prezzo altissimo. I protagonisti della serie sono Salvo (Ciro Minopoli), un ragazzo di una casa famiglia entrato nella scuola per scoprire la verità sulle sorti del suo migliore amico; Vincenzo (Biagio Venditti), che vuole emulare la carriera militare del padre; e Camilla (Margherita Buoncristiani), viziata ragazza milanese che è stata messa lì dentro dal padre per essere riformata.

Minerva – La Scuola parla anche di adulti, degli ufficiali e degli insegnanti civili che sono lì per formare i ragazzi, ma che devono fare i conti con la loro coscienza, le loro fragilità e i loro errori. Al liceo militare Minerva – La Scuola gli allievi, portati al limite, scoprono cose inaspettate su loro stessi. Ogni ragazzo lì dentro ha delle ambizioni, dei sogni. La scuola non li aiuterà a realizzarli. La scuola gli farà capire se erano quelli giusti per loro. In una parola, li farà diventare grandi.

Nel cast Ciro Minopoli, Biagio Venditti, Margherita Buoncristiani, Beatrice Savignani, Simone Secce, Giulio Brizzi, Nicole Malaj, Alicia Edogamhe, Luigi Zeno. Con Massimiliano Gallo e Cristiana Capotondi, Irene Maiorino, Raiz, Michele Rosiello. Regia di Ivan Silvestrini. La serie è scritta da Ivano Fachin, Giovanni Galassi, Tommaso Matano, Michela Straniero ed è prodotta da Roberto Sessa per Picomedia.


Campania, formazione gratuita e posti di lavoro retribuiti per disabili e categorie protette sino al 10 ottobre 2026

I candidati, scelti tra gli iscritti, parteciperanno al corso di formazione e allo stage retribuito grazie all’iniziativa realizzata da Cosy For You e Fondazione con il Sud.

L’iniziativa del bando di formazione per il turismo accessibile in Campania, riservata alle persone con disabilità – categorie protette, inserita nel progetto Mare e Monti realizzato dalla cooperativa sociale Cosy For You con il sostegno di Fondazione con il Sud, è finalizzata all’individuazione di 15 partecipanti da inserire in due percorsi formativi professionalizzanti gratuiti al termine dei quali potranno effettuare uno stage retribuito per sei mesi.

 

Il progetto ha l’obiettivo di favorire l’acquisizione di competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro e di sostenere l’inserimento occupazionale dei partecipanti, attraverso percorsi di formazione ad elevato contenuto pratico. L’iscrizione potrà avvenire, entro il 10 ottobre, attraverso l’indirizzo www.damaconsulting.org/formazione-mari-e-monti sul sito D.A.M.A. Consulting, ramo di consulenza e formazione della cooperativa sociale Cosy For You, e inviando la domanda all’indirizzo di posta elettronica: info@damaconsulting.org

 

Due le figure professionali che saranno formate, gratuitamente, tra i candidati prescelti: Booking Agent, figura specializzata nella gestione delle prenotazioni e del rapporto con i clienti all’interno di strutture ricettive come alberghi, residence o resort, e quella di HR Support, con ruolo junior di supporto ai processi di ricerca e selezione del personale, comunicazione organizzativa e gestione amministrativa del personale.

 

I corsi prevedono tre passaggi formativi suddivisi tra corsi video in remoto, laboratori e partecipazione in presenza che, per la prima figura avrà una durata di 42 ore, mentre per la seconda figura professionale durerà 48 ore. Un corso congiunto di ulteriori 28 ore servirà a definire le due figure professionali che saranno prescelte e che potranno effettuare uno stage retribuito per sei mesi, che potrà essere svolto in presenza o da remoto, tra marzo e settembre 2027, presso aziende partner del territorio campano operanti nel settore turistico.

 

 Questi i primi 4 itinerari del progetto Mare e Monti: un ponte tra costa e aree interne campane, che saranno implementati entro dicembre con altri 3 percorsi turistici per disabili in Campania



Ø Area Sannio: tra Valle Caudina, Alto Tammaro e Fortore, il Sannio propone un itinerario di tre giorni che unisce natura, artigianato e piccoli borghi realizzato grazie alla collaborazione con WWF Sannio. 

Ø Area Irpinia: il percorso, realizzato in collaborazione con Info Irpinia, di tre giorni, si interseca tra l’Alta Irpinia e la Valle del Sele fino alla provincia salernitana e unisce benessere, memoria e paesaggio. 

Ø Sportivo Napoli: il tour di una giornata a Napoli unisce sport, mare e la visita ad alcuni dei monumenti e luoghi più iconici e suggestivi della città, alternando sport, bellezza paesaggistica e fascino storico.

Ø Crocieristico: l’itinerario da Napoli a Pimonte, con percorsi accessibili nei paesi del Parco dei Monti Lattari, ha una durata di 6-7 ore. Realizzato in collaborazione con Nati 2 Volte, è dedicato ai viaggiatori del turismo crocieristico provenienti dalle navi in approdo al Terminal Cruises di Napoli.  

 

SANITÀ DIGITALE, TRA INNOVAZIONE E NUOVE SFIDE, IL CONVEGNO ALL'OMCeO CASERTA

La trasformazione digitale sta ridefinendo profondamente il modo di organizzare ed erogare l'assistenza sanitaria. Non si tratta soltanto di introdurre nuove tecnologie, ma di ripensare processi, modelli organizzativi e competenze professionali, con l'obiettivo di garantire equità, efficacia e sostenibilità. Per approfondire questi temi, l'Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Caserta ha organizzato il convegno “Sanità digitale: ricadute etiche, economiche, sociali, professionali e ambientali”, in programma venerdì 25 settembre dalle ore 8.30 alle 16.00 nell'Auditorium dell'OMCeO di Caserta in via Bramante 19.
L'evento, accreditato Ecm, è coordinato dai due responsabili scientifici: il presidente dell’Ordine casertano dottore Carlo Manzi e la dottoressa Enrica Fasci. Interverranno al convegno professionisti da tutte le province della Campania, quindi ampi saranno gli spunti di riflessione e tanti i confronti sulla digitalizzazione tra diverse realtà sanitarie. Ad aprire i lavori i saluti di Ugo Trama, Direzione generale Tutela della Salute e Coordinamento Ssr Regione Campania, e Gennaro Volpe, direttore generale Aorn Caserta.
La presentazione del convegno sarà a cura del presidente Carlo Manzi: «La digitalizzazione in sanità è ormai una realtà! Serve un momento per fare il punto della situazione, confrontarsi sui vantaggi e sui limiti della telemedicina, far conoscere ai dirigenti e alle istituzioni le esigenze degli operatori sanitari e l’impatto del digitale nella sanità pubblica e privata della Campania».  
L'evoluzione del Fascicolo sanitario elettronico, le piattaforme digitali regionali, la telemedicina, i teleconsulti e l'intelligenza artificiale rappresentano oggi strumenti destinati a incidere profondamente sulla pratica clinica e sull'organizzazione del Servizio sanitario nazionale. Il percorso di innovazione, sostenuto anche dagli investimenti del Pnrr, richiede però un approccio che coniughi sviluppo tecnologico, tutela dei diritti del cittadino, sicurezza dei dati, qualità delle cure e cultura del cambiamento. Il convegno analizzerà le ricadute della transizione digitale sotto il profilo etico, economico, sociale, professionale e ambientale, promuovendo un confronto multidisciplinare tra le diverse figure coinvolte nei processi di innovazione. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo della Regione Campania, impegnata nella realizzazione di modelli di “connected care”, capaci di rafforzare l'integrazione tra ospedale e territorio e di migliorare la presa in carico del paziente.
Il convegno è rivolto ai professionisti sanitari interessati ad approfondire gli strumenti e le prospettive della sanità digitale e rappresenta un'importante occasione di aggiornamento e di confronto sulle sfide che attendono il Servizio sanitario nazionale nei prossimi anni.

7 pizze per 7 nazioni, la dedica di OWAP all'America's Cup 2027 per le preregate

7 pizze per 7 nazioni. Mentre Napoli si prepara all'America's Cup 2027, il maestro pizzaiolo Mauro Espedito (OWAP) dedica una pizza a ciascuna nazione in gara.

Da sempre fautore di sincretismi e fusioni culinarie, Espedito ha racchiuso suggestioni, sapori e abbinamenti raccolti in giro per il mondo nelle sue creazioni partenopee.

Non è certo un caso che il suo brand - OWAP: One World All Pizzas – fonda, nel nome come nelle proposte in carta, il respiro internazionale con l’inconfondibile identità napoletana.

Le sette pizze speciali, disponibili in menu da giovedì 24 settembre 2026 (data di inizio della Louis Vuitton 38a America's Cup Preliminary Regatta) fino al 19 luglio 2027, omaggeranno i paesi in lizza: Nuova Zelanda, Australia, Gran Bretagna, Svizzera, Francia, Stati Uniti e naturalmente l’Italia.

“Ho trovato molto stimolante e completamente nelle mie corde, l’idea di abbinare alcuni dei prodotti tipici di ciascuna nazione, in altrettanti topping originali – dichiara Mauro Espedito – Mi piace considerare questo menu un omaggio agli equipaggi e ai rispettivi Paesi che avremo il piacere di ospitare”

E se la farina è quella del Mulino di Napoli, la Caputo, sponsor dell’America’s Cup, le proposte in menù saranno:

Nuova Zelanda: polpette di agnello, provola e kumara (patata dolce neozelandese)

Australia: fior di latte, avocado, salmone affumicato e aneto salad

Francia: fior di latte, brie cheese, prosciutto cotto e nocciola

Gran Bretagna: uova strapazzate, bacon e fior di latte

Svizzera: Emmentaler dop, fior di latte, scaglie di sbrinz dop, cioccolato fondente al 70%

Stati Uniti: pomodoro San Marzano, fior di latte e pepperoni (tipico insaccato, a grana fine, leggermente piccante e affumicato)

Italia: pomodoro San Marzano, fior di latte e basilico

Dal 25 settembre al 9 dicembre 2026 “Drammaturgie del destino” di scena tra Roma, Torino e Nuoro: un progetto dedicato a Grazia Deledda e alle autrici, attrici e registe della scena contemporanea

In arrivo Julia Varley, Laura Curino, Iben Nagel Rasmussen, Ana Woolf, Sandra Pasini, Brigitte Cirla e altre artiste con spettacoli, incontri e workshop per diffondere esperienze e pratiche della scena fra diverse generazioni.

Dal 25 settembre al 9 dicembre 2026 si svolge fra Roma, Torino e Nuoro, “DRAMMATURGIE DEL DESTINO - Le donne fra scritture della scena e della vita” con sottotitolo “Da Grazia Deledda alla drammaturgia contemporanea”, un progetto speciale a cura di Il Mutamento Zona Castalia ETS, associazione con sede a Torino, ideato e diretto da Chiara Crupi, codirettrice artistica de Il Mutamento (con Luca Vonella e Giordano Amato), studiosa di teatro, filmmaker, e dottore di ricerca in “Storia teoria e tecnica del teatro e dello spettacolo – nuove tecnologie digitali per la ricerca sullo spettacolo”. L’iniziativa è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura - Dipartimento per le Attività Culturali - Direzione Generale Spettacolo e di Regione Piemonte, in collaborazione con Città di Torino, Biblioteche Civiche Torinesi, Sardegna Teatro, Teatro Eliseo di Nuoro, Teatro Basilica di Roma, Teatro Abraxa di Roma, Teatro a Canone, ASD NAD, Università di Roma Tre (DAMS), Fondazione Barba Varley, Fondazione Fo-Rame.

A cento anni dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura alla prima, e tuttora unica, donna italiana, Grazia Deledda, la rassegna internazionale di voci femminili nel teatro, workshop e incontri in tre Regioni e altrettante città italiane rende omaggio alla sua figura tenace e straordinaria, al suo contrastato cammino di autodeterminazione, esempio virtuoso per molte donne autrici, registe e interpreti del nostro presente. Dichiara la direttrice artistica Chiara Crupi: «La scrittura delle donne è, per la sua natura, genesi e storia, un cammino di autodeterminazione. La vicenda di Grazia Deledda mette in luce questo percorso e offre un esempio concreto attraverso la “scrittura” della sua vita: dagli studi interrotti alla formazione da autodidatta in Sardegna fino al suo passaggio a Roma e al conferimento del Premio Nobel per la Letteratura. Il tempo in cui visse non fu gentile né favorevole al suo riconoscimento: le fu impedito di studiare regolarmente come accadeva di norma alle donne della sua generazione (ha frequentato fino alla quarta elementare), dovette affrontare ostacoli, svalutazione, sfiducia e nel migliore dei casi indifferenza, sia da parte della famiglia che da parte di molti colleghi uomini. In quegli anni il ruolo femminile nella cultura era confinato alla ben nota agiografia-prigione di “angelo del focolare”, mentre gli spazi ufficiali erano difficili da raggiungere quando non del tutto preclusi. La critica alle opere di Deledda è stata a lungo avara e limitante. Ancora oggi il suo profilo resta incredibilmente marginale negli studi e nei programmi scolastici (le ultime indicazioni nazionali la includono finalmente nel programma dei licei ma nelle antologie il suo nome è ancora confinato ai margini oppure assente) nonostante la sua opera letteraria e il riconoscimento del Nobel. Tutto questo non stupisce, ma fa riflettere».

 

Il vasto programma della rassegna intende riflettere sul tema del femminile e sulla narrazione del tema stesso nella cultura contemporanea, e lo farà con 9 spettacoli, un reading, 3 proiezioni di film, un focus sulle nuove generazioni di artiste teatrali realizzato tramite call, un workshop internazionale a Roma esteso su tre giornate, confronti con studiose/i e non ultimo, un incontro con attrici e registe del Magdalena Project per festeggiare i 40 anni della rete internazionale di donne di teatro contemporaneo, fondata nel 1986 nel Galles per dare visibilità e occasioni di confronto e collaborazione a donne impegnate nelle arti performative, ad artiste, registe, attrici, performer, studiose e pedagoghe del teatro.

L’auspicio di “Drammaturgie del destino” è creare vasi comunicanti fra le esperienze delle diverse generazioni. Per questo, a voci giovani si affiancheranno presenze esperte di attrici come Julia Varley, Iben Nagel Rasmussen, Laura Curino, Ana Woolf, Sandra Pasini: attrici, registe che hanno superato barriere, visibili e invisibili quanto restrittive. Artiste che lasciano traccia di valori che possono essere trasmessi a chi verrà dopo di noi.

 

IL PROGRAMMA:

Roma, 25-27 settembre Teatro Basilica / 28-30 settembre - Teatro Abraxa

La rassegna “Drammaturgie del destino” si apre a Roma, al Teatro Basilica, dove venerdì 25 settembre alle 19.30 sarà proiettato il film “Women in Action – immagini e storie da Transit-Festival Internazionale di Donne nel Teatro”, una produzione Odin Teatret Film, un documentario che intreccia storie di attrici, registe, donne di teatro da tutto il mondo, ognuna delle quali agisce a partire dal proprio contesto sociale, professionale, politico, e in relazione alla propria esperienza individuale. La regia è di Chiara Crupi, che ha lavorato come filmmaker all’Odin Teatret dal 2010 al 2019, collaborando con Odin Teatret Film e gli archivi dell’Odin (OTA) e realizzando diverse regie di documentari sul teatro. L’ingresso è gratuito (per prenotazioni: info@ilmutamento.org). Il film sarà proiettato anche a Torino presso la Biblioteca Civica Don Milani, in data da definire.

Si prosegue sabato 26 settembre, ancora al Teatro Basilica: alle 21.00 va in scena “Ed eravamo felici – Una storia di naufragi”, interpretato e diretto da Ana Woolf, regista e pedagoga argentina, che dal 2006 affianca Eugenio Barba come assistente alla regia e traduttrice delle sue opere e di importanti testi di antropologia teatrale. Attraverso il personaggio di Niki, la pièce attraversa il tema del naufragio, della memoria e della ricerca di una possibile nuova terra, in un intreccio di poesia, leggerezza e riflessione sull'esistenza. Al termine dello spettacolo, le autrici del testo Ana Woolf e Letizia Quintavalla dialogheranno con il pubblico.

Si torna al Teatro Basilica la domenica 27 settembre, alle 19.00, per lo spettacolo “I maltagliati”, di e con Sandra Pasini, nei panni di una donna anziana, che nella sua cucina prepara un piatto di pasta e, accompagnata dalla radio e dai canti popolari, ripercorre la propria vita, trasformando il quotidiano in uno spazio di memoria. Co-fondatrice e direttrice artistica della compagnia danese d’adozione Teatret OM, fondata nel 1989 a Roma, Sandra Pasini sviluppa da oltre quarant’anni un percorso artistico poliedrico tra teatro fisico, clownerie, performance site-specific, musica, parate e teatro di strada. I suoi spettacoli sono stati rappresentati in numerosi paesi d’Europa, oltre che in Nuova Zelanda, Medio Oriente, India, Stati Uniti e America Latina. Dal 1993 fa parte de Il Ponte dei Venti, gruppo internazionale guidato da Iben Nagel Rasmussen dell’Odin Teatret. Al termine dello spettacolo, il pubblico incontrerà Sandra Pasini e Ana Woolf, co-regista dello spettacolo.

Dal 28 al 30 settembre, negli spazi del Teatro Abraxa – Sala polivalente dell'Associazione Villa Flora (Via Portuense 610, Roma - entrata da Via Giuseppe D'Avarna), dalle 14.00 alle 18.00, Sandra Pasini e Ana Woolf condurranno il workshop internazionale “La radice del vento”, rivolto ad attori, danzatori, musicisti e aperto anche a non professionisti. Un’occasione per esplorare la relazione tra terra e aria attraverso corpo e voce, integrando elementi della tradizione orientale, tra cui il metodo di Tadashi Suzuki, e le pratiche occidentali sviluppate da Iben Nagel Rasmussen e trasmesse attraverso le pratiche de Il Ponte dei Venti, il gruppo internazionale guidato dal 1993 da Iben Nagel Rasmussen dell’Odin Teatret.

 

La call “Focus nuove generazioni”: scadenza il 15 ottobre

A Roma si svolgerà anche un evento focalizzato sulle nuove generazioni, uno spazio di dialogo e di presentazione con giovani artiste di teatro, per il quale è aperta una call, con scadenza il 15 ottobre. Il progetto “Focus nuove generazioni” vuole affiancare alle produzioni di spettacoli di e con donne artiste, un luogo di osservazione su artiste/i giovanissime/i che si esprimono sul tema del femminile. Con questo intento si organizzerà l’evento a Roma per dare spazio a queste voci e metterle in dialogo con artiste esperte. I progetti artistici selezionati che parteciperanno alla Call avranno uno spazio per presentare la propria idea o la sua realizzazione e confrontarsi con artiste professioniste, studiose ed esperte del settore sugli stessi temi. I temi-chiave sono l’autodeterminazione nell’arte declinata al femminile e l’identità di genere. A moderare il confronto sarà Chiara Crupi. La rivista online Liminateatri, ideata e diretta da Letizia Bernazza, mediapartner del progetto, sarà presente e parteciperà al dibattito dialogando con le giovani artiste. La partecipazione alla call e all’evento è gratuita. Eventuali spese di viaggio, vitto e alloggio sono a carico delle artiste e non saranno rimborsate dall’organizzazione (per inviare la propria adesione, un form da compilare. Per informazioni: info@ilmutamento.org).

 

Gli eventi a Nuoro: dal 13 ottobre al 2 novembre

Dal 12 ottobre al 2 novembre “Drammaturgie del destino” si sposta a Nuoro, città natale di Grazia Deledda, dove si terrà un incontro di studi e riflessioni su Grazia Deledda, visioni di film e alcuni spettacoli dal taglio autobiografico, in cui le artiste stesse rifletteranno sul proprio ruolo di artiste prendendo possesso di figure sceniche in cui i contorni tra l’identità dell'attrice e i personaggi sono sfumati.

Lunedì 12 ottobre, presso l'Auditorium dell'ISRE Giovanni Lilliu, un incontro con studiosi universitari e operatori culturali su Grazia Deledda, con particolare approfondimento della drammaturgia.

Martedì 13 ottobre al Teatro Eliseo di Nuoro (ore 20.30) andrà in scena lo spettacolo “I coralli della memoria”, interpretato e diretto da Iben Nagel Rasmussen, storica attrice dell’Odin Teatret fondato da Eugenio Barba. Un lavoro che attraversa memoria personale e memoria collettiva, intrecciando esperienze, immagini e frammenti di vita con il percorso artistico dell’attrice. Un viaggio nella memoria come materia viva, capace di conservare, trasformare e riunire nel tempo persone, incontri e tracce dell’esperienza. A seguire, incontro con l’artista. Lunedì 2 novembre, ancora al Teatro Eliseo di Nuoro (ore 20.30), Laura Curino, tra le voci più autorevoli del teatro di narrazione italiano, interpreta “La diva della Scala”. Protagonista è Laura, che prende la difficile decisione di diventare un’artista e di scalare le ardue vette dell’arte. Decine di personaggi si avvicendano nel racconto a deviarla o a sostenerla, in un susseguirsi di episodi paradossali. Dopo lo spettacolo, Laura Curino dialogherà con il pubblico. Negli stessi giorni (in date che saranno successivamente comunicate) si presenteranno le proiezioni audiovisive: “Non ti uccisero a colpi di spillo. Grazia Deledda nell’intimo segreto del grande sogno”, (2022) Prod. ISTASAC e Rete Parri, per le scuole; “Il training e le figure. Conversazione con Iben Nagel Rasmussen”, un film con la regia e il montaggio di Chiara Crupi sull'esperienza pedagogica e di attrice di Iben Nagel Rasmussen, nell’intervista di Virginie Magnat, prod. Social Sciences and Humanities Research Council of Canada in collaborazione con Odin Teatret (12 ottobre, Auditorium della Biblioteca Satta, ora da definire).

Sono inoltre in programma in date, luoghi e orari da definire: un reading dedicato a Grazia Deledda e uno spettacolo di Antonella Usai. Collabora alla sessione sarda il Teatro Eliseo di Nuoro in dialogo con diverse istituzioni culturali nuoresi.

 

Gli eventi a Torino: anticipazioni

A Torino, Il Mutamento Zona Castalia ETS organizzerà per “Drammaturgie del destino” lunedì 26 ottobre (in luogo da definire) un Incontro con attrici e registe del Magdalena Project per i 40 anni della rete. The Magdalena Project, in tutti i continenti, ha organizzato e realizzato festival, incontri, laboratori e residenze, condiviso pratiche artistiche e pedagogiche, sviluppato ricerche sul corpo, sulla voce e sulla presenza scenica e politica del teatro per dare voce e visibilità alle donne di teatro. Uno degli spazi di espressione della rete è stata la rivista internazionale, pubblicata annualmente dal 1996 al 2008, «The Open Page», di cui Julia Varley è stata la co-fondatrice e la principale redattrice, un periodico dedicato al lavoro, ai pensieri e alle visioni delle donne sul teatro contemporaneo. L’incontro, a cura di Chiara Crupi e con la partecipazione dell’Odin Teatret, sarà l’occasione anche per ripercorrere le sue tracce. L’ingresso è gratuito; prenotazioni scrivendo a info@ilmutamento.org.

Sabato 28 novembre nel quartiere di Falchera andrà in scena “Ricette immorali”, ideato e interpretato da Brigitte Cirla, direttrice artistica della compagnia professionale di teatro musicale con sede a Marsiglia Voix Polyphoniques. Lo spettacolo, accompagnato dalle musiche di Sébastien Béranger, è basato sull'omonimo libro di Manuel Vásquez Montalbán, e prende spunto anche dai testi di Topor, Li Po, Baudelaire. Dopo lo spettacolo si terrà un breve incontro con gli artisti Brigitte Cirla e Sébastien Béranger.

Sono in programma a Torino, inoltre, altri due spettacoli – in via di definizione – e la proiezione del film “Women in Action” di Chiara Crupi, presso la Biblioteca Civica Don Milani, nel mese di ottobre (le date saranno comunicate successivamente).

 

Il progetto “Drammaturgie del destino” ha ricevuto l'adesione di: Fondazione Barba Varley, Fondazione FO-Rame, Valentina Venturini (DAMS Roma Tre), Laura Fortini (Univ. Roma Tre) Maria Serena Sapegno (Laboratorio di studi femministi Sguardisulledifferenze) Sapienza Università di Roma, Roberto Puggioni (Dip. Lettere, Lingue e Beni culturali Univ. di Cagliari) e sono in via di definizione incontri teorici e di studio in tutte le città coinvolte.

 

Info biglietteria eventi al Teatro Basilica - Piazza di S. Giovanni in Laterano, 10, 00185 Roma RM

Biglietto intero € 15 - Biglietto ridotto € 12 (studenti, over 65, persone con disabilità e accompagnatori). Gratuito: bambini fino a 3 anni che non occupano un posto a sedere.

Biglietti acquistabili in teatro prima dello spettacolo e in prevendita su circuito LiveTicket (https://www.liveticket.it/ilmutamento)

 

Workshop internazionale LA RADICE DEL VENTO rivolto ad attori, danzatori, musicisti, aperto anche a non professionisti presso Abraxa Teatro - Sala polivalente dell'Associazione Villa Flora, Roma, Via Portuense 610, Roma (entrata da Via Giuseppe D'Avarna) dal 28 al 30 settembre.

Il workshop si svolgerà al raggiungimento di un minimo di 10 partecipanti e di un massimo di 20.

Costo: € 150. Iscrizioni compilando il presente form e allegando una breve lettera di motivazione.

Info: formazione@ilmutamento.org

 

Info biglietteria su Nuoro e Torino prossimamente sul circuito LiveTicket.

 

Info generali: https://ilmutamento.org/project/drammatugiedeldestino/

Fondazione Trianon Viviani, Clementina Chieffo è la nuova Presidente

Maria Luisa Amante entra nel Consiglio di amministrazione.

Si è riunita il 22 settembre 2026 l’Assemblea dei Soci della Fondazione Trianon Viviani. Nel corso della seduta, l’Assemblea ha preso atto delle dimissioni rassegnate dal Presidente del Consiglio di amministrazione, Giovanni Pinto.

Per garantire la continuità amministrativa, gestionale e strategica dell’Ente, l’Assemblea ha contestualmente deliberato la nomina a Presidente di Clementina Chieffo, già membro dell'organo di gestione che, fin dal suo esordio avvenuto nei mesi scorsi, ha avviato un rigoroso e puntuale lavoro.

Contestualmente, l’Assemblea dei Soci ha designato quale nuovo membro del Consiglio di amministrazione Maria Luisa Amante, dirigente di riconosciuta competenza e di alto profilo, nota nel panorama nazionale per i suoi incarichi di vertice al Ministero della Cultura – tra cui la direzione di servizî chiave nell’àmbito dello spettacolo, della creatività contemporanea e delle imprese culturali – e per la profonda conoscenza dei meccanismi di governance e sviluppo del settore culturale.

Il passaggio di testimone avviene in un momento di rilancio del teatro della canzone napoletana, che ha intrapreso una nuova rotta di trasformazione artistica, suggellata dalla nomina del direttore artistico Pierpaolo Sepe.

«Ringraziamo il presidente uscente Giovanni Pinto per l’impegno con cui ha condotto l'Ente in questi anni. Il lavoro compiuto rappresenta la base su cui si innesta il percorso che il teatro sta effettuando nel rispetto della sua missione di promozione della tradizione musicale napoletana e con lo sguardo puntato ai nuovi linguaggi e talenti. Ugualmente rivolgiamo i più sentiti auguri di buon lavoro alla nuova presidente Clementina Chieffo, che fin dal suo insediamento ha dimostrato rigore e competenza, e a Maria Luisa Amante, il cui ingresso arricchisce ulteriormente il Consiglio di amministrazione di professionalità di altissimo livello. La governance, insieme alla direzione artistica di Pierpaolo Sepe, saprà guidare il Trianon verso le sfide future, per connettere sempre più il teatro al territorio e aprendolo con ancora maggiore vitalità a sperimentazioni nuovi orizzonti» così hanno dichiarato l'Assessore alla Cultura Onofrio Cutaia e il Presidente Roberto Fico.

Trianon Viviani, 10 appuntamenti con la danza contemporanea

Dal 25 settembre al 13 ottobre 2026 sul palco di Forcella torna TrianonDanza, la rassegna coreutica dedicata ai nuovi linguaggi del corpo.

Al Trianon Viviani, venerdì 25 settembre 2026 prende il via la nuova edizione di TrianonDanza, la rassegna dedicata ai nuovi linguaggi del corpo e della danza contemporanea.

In programma dieci appuntamenti con sette compagnie del territorio riconosciute a livello nazionale.

La rassegna si apre, quindi, il 25 settembre 2026 con il debutto di Samia, che prende spunto dalla storia vera di Samia Yusuf Omar, la giovane atleta somala morta nelle acque di Lampedusa mentre cercava di raggiungere l’Europa per qualificarsi alle Olimpiadi. Adriano Bolognino, che firma la coreografia, porta in scena i corpi di sei performers diversi per rappresentare quella di una vita spezzata, simbolo di una disuguaglianza ed emergenza del nostro presente, dove la libertà di scegliere chi vuoi essere in molti paesi è ancora negato. In scena Giovanni Karol Borriello, Laura Miotti, Laura Dell’Agnese, Raffaella Esposito, Ines Giorgiutti, Cristina Roggerini. I costumi sono di Rosaria Di Maro con lavori dello stesso Bolognino, le musiche originali di Vito Pizzo, eccetto la traccia finale A Winged Victory for the Sullen – Adios, Florida, le luci di Gianluca Sacco. La produzione è di Körper | centro nazionale di produzione della danza, Rum för dans e Orsolina28, con il supporto di Ministero della Cultura, Regione Campania, Iic Colonia, Staatstheater darmstadt – Hessisches Staatsballett, Nid platform.

Si prosegue sabato 26 settembre con Storie di carta del coreografo Simone Liguori, che si ispira alle battute finale de I custodi del libro di Geraldine Brooks, un romanzo che racconta la vicenda di un manoscritto prezioso, l’Haggadah di Sarajevo, sopravvissuto alla guerra grazie al coraggio di un bibliotecario musulmano. A questa storia si affianca quella di Hanta, il protagonista di Una solitudine troppo rumorosa di Bohumil Hrabal, costretto per mestiere a schiacciare libri destinati al macero, ma capace di intravedere nei frammenti di carta un’inesauribile forma di resistenza. Da qui prende vita Storie di carta, uno spettacolo di teatro-danza che attraversa le tracce della memoria scritta per riflettere sul valore della cultura e sulla fragilità della libertà di parola, declinando questi concetti in un linguaggio coreografico dove la materia dei libri diventa corpo, gesto, memoria. La drammaturgia è firmata da Eirene Campagna con la produzione di associazione Campania danza e la direzione artistica di Antonella Iannone.

Domenica 27 settembre è la volta di Keywords n° 19 o il Metodo del caso, con il concept e la coreografia di Gabriella Stazio, prodotto da Movimento danza e dalla Regione Campania. Lo spettacolo nasce da un gioco semplice e imprevedibile: in scena ci sono alcune scatole trasparenti che contengono biglietti con parole chiave. Lo speaker – la stessa coreografa Stazio – li estrae uno alla volta, in maniera del tutto casuale, e li legge ad alta voce. Ogni parola diventa un innesco immediato che i danzatori trasformano in azione, movimento, suono o relazione spaziale. Ciò che il pubblico vede è una composizione sempre diversa e irripetibile: nessuno – nemmeno chi è in scena – può sapere come andrà a finire. Le parole chiave non sono comandi rigidi, ma stimoli che possono tradursi in movimenti, atmosfere sonore, relazioni spaziali o piccoli “siparietti” già esplorati e sviluppati grazie a un processo compositivo tra la coreografa e i danzatori durante le prove. Non si tratta quindi di improvvisazione pura, ma di una scrittura che lascia al caso lo spazio per ridefinire il percorso creativo. In scena Luigi De Stefano, Sonia Di Gennaro, Christian Pellino. Le musiche e il sound design sono a cura di Francesco Giangrande e le luci e la fonica di Alessandro Messina.

Venerdì 2 ottobre torna la compagnia Körper con On the road che racconta il cammino dei giovani interpreti di Körper Young, progetto fortemente voluto da Gennaro Cimmino. Un viaggio nella versatilità del gesto, dove ogni tappa chiede di ascoltare il sottotesto che muove chi lo compie. Due luoghi, due storie, due soste e due ripartenze scandiscono l’itinerario di una sola serata. La prima tappa Last movement of Hope è un’attesa. Un gesto che si ripete ogni giorno, un tempo sospeso in cui immobilità e movimento coesistono. Un’attesa piena, viva, un confine che respira e proprio in quella sospensione si rivela una nuova profondità di ciò che si sta diventando. Questa prima parte dello spettacolo è a cura di Adriano Bolognino, l’assistente alla coreografia è Rosaria Di Maro, con Gabriella Luongo e Giorgia Mattiello, le musiche di Giuseppe Villarosa. La seconda tappa, Ruta de pedra e de agua, è un cammino fisico. Otto donne camminano senza sapere da dove vengono né dove stanno andando: zaini pesanti, fiato corto, passi che si ripetono finché il ritmo non si trasforma in respiro e il respiro in presenza. Lungo la strada imparano a spogliarsi di ciò che non serve scoprendo che il senso non abita la meta, ma la leggerezza di chi sa lasciare andare. La coreografia è di Marianna Moccia e vede in scena Emanuela Aprea, Angela Bruno, Teresa De Angelis, Rossella Furlan, Giovanna Ferrara, Gabriella Luongo, Giorgia Mattiello, Martina Robustelli. Le musiche sono Vito Pizzo, Julia Primicile Carafa, Einstürzende Neubauten e il disegno luci di Flavio Ferruzzi.

Sabato 3 ottobre, Fabrizio Varriale è protagonista di Cervus. La morte e la primavera, di cui cura l’ideazione, la scrittura scenica, la coreografia, la danza e la voce. Lo spettacolo è liberamente ispirato a Diari di Vaslav Nijinsky, un monologo biografico che narra la forza e la fragilità dell’animo umano e della mente visionaria del danzatore e coreografo di origini polacche, emblema della storia della danza del Novecento. Alle soglie della sua malattia mentale, Nijinsky iniziò a scrivere i quaderni, finiti in quarantacinque giorni, tra il gennaio e marzo del 1919, raccontando degli accadimenti vissuti e tormentati della sua vita. In questo monologo di corpo e voce, Varriale riscrive, attraverso i segni della scena, alcuni eventi del dramma interiore di Nijinsky: la sua vita affettiva, la ricerca di Dio, il sacrificio, la malattia mentale, la danza come preghiera e rituale di impossibile salvezza. In scena, con il corpo che si fa racconto e rito, Nijinsky, attraverso atti visionari, si immedesima nella figura immaginaria di un cervo, che diviene archetipo spirituale, messaggero tra il mondo umano e quello divino, simbolo della connessione primordiale e istintiva tra uomo e natura, tra conscio e inconscio, forza selvaggia, ancestrale, sacrale e ciclica, il cui sacrificio danzato, come nel Sacre du Printemps di Stravinskij, è necessario per la liberazione della primavera. In questa chiave drammaturgica, i segni sono specchio di una condizione umana, echi di narrazione e demoni interiori che avvolgono la figura di Nijinsky e il suo desiderio di dare un senso alla vita e alla morte. Oltre a Varriale, il violoncellista Marco Di Palo. La drammaturgia testuale è di Giuseppe Pompameo, l’assistente alla coreografia e alla scrittura scenica è Chiara Alborino, le musiche sono di Igor’ Stravinskij e il disegno luci di Libero De Martino. La produzione è di Akerusia danza, con la direzione e il coordinamento di Elena D’Aguanno.

Domenica 4 ottobre la compagnia Dissonanzen presenta Switched-on-Suites/reloaded, con l’ideazione, la regia e la coreografia di Alessandra Petitti. La dramaturg è Serena D’Altispitta. Il disegno luci nasce da un’idea di Pasquale Mari. Le Suites per violoncello solo di Johann Sebastian Bach sono scomposte, incarnate e danzate, in uno spettacolo che fonda la propria drammaturgia su Le passioni dell’anima di Cartesio. Le passioni umane sono scansionate dal linguaggio multimediale, dalla ricerca cartesiana della danza di Alessandra Petitti, nel cosmo sonoro bachiano con le elaborazioni musicali e le creazioni video di Marco Schiavoni, in omaggio alla geniale musicista elettronica Wendy Carlos e al suo Switched-on Bach. Il lavoro parte da un’idea di esecuzione e di visualizzazione delle Suites in una sorta di fisiologia musicale che trova naturale un parallelo col testo cartesiano. La coreografia mette in scena un esperimento: in un luogo presente passato e futuro, si cerca di stabilire il confine tra il corpo e l’anima che lo abita, tra il gesto e la passione che lo ha generato, tra il suono e la nota che lo ha scritto. A distanza di 26 anni, Petitti e Schiavoni hanno deciso di crearne una versione “reloaded” in dialogo con le nuove tecnologie digitali, con la seconda danzatrice Sara Lupoli e la violoncellista in live Manuela Albano.

Si continua venerdì 9 ottobre con Pietas, coreografato e diretto da Antonello Tudisco, con la drammaturgia di Vincenzo Ambrosino e Domenico Ingenito. Lo spettacolo prende spunto da una domanda: cosa accadrebbe se l’umanità smarrisse il sentimento di pietà? Pietas è strutturato come una parabola frammentata, in cui il motore dell’azione è il pianto misterioso di un bambino, di cui i danzatori cercano istintivamente e inutilmente l’origine. La ricerca li porta ad attraversare tre stazioni dolorose che rappresentano altrettanti momenti di pietà negata verso tre personaggi: una madre malata terminale, un homeless pestato di botte nell’indifferenza generale, il poeta Pier Paolo Pasolini massacrato in circostanze, a parere di molti, ancora oscure dopo molti anni. Lo spettacolo si ispira alla poetica di Pasolini e in particolare a quella visione “miracolosa” e “religiosa” del mondo pur lontana da un’impostazione confessionale, come il poeta stesso dichiara in una famosa intervista. In scena Gerardo Di Pietro, Lia Gusein Zade, Gaetano Montecasino, Gerardo Pastore, Valeria Petroni, Francesco Russo e con la partecipazione di Romeo Massimo Vollero. Il disegno luci è di Giuseppe Di Lorenzo, la scenografia di Rosita Vallefuoco, i costumi di Gina Oliva, le musiche di Chiara Mallozzi e il video di Loredana Antonelli. Lia Gusein Zade e Gaetano Montecasino hanno collaborato alla coreografia. La produzione è firmata da Interno5, con il sostegno di Mic e Regione Campania e la coproduzione di Le Grrranit – scène nationale de Belfort, residenze artistiche presso teatro Area Nord di Napoli, cooperative SN di Belfort.

Sabato 10 ottobre Akerusia danza presenta MO·ṢÀI·CO… Frammenti di…, ideato da Elena D’Aguanno e Paola Rivazio, con la coreografia di Marcella Martusciello e la stessa D’Aguanno, che firma anche la direzione artistica e la regia. Tasselli di forme in movimento che tagliano l’aria, accompagnati da ritmi e composizioni, creano linguaggi, dialoghi visivi e cinetici e formano simbolismo e narrazione. Tessere di forme che tagliano lo spazio, dove il movimento lento e continuo dato dalla creatività dell’artista esprime emozioni e narrazioni attraverso linguaggi di forme e colori. MO·ṢÀI·CO fa dello “scarto” uno dei suoi punti di forza più potenti. Così come nel mosaico, non tutti i pezzi diventano parte del disegno e le tessere sono create e tagliate nella fase di composizione, così le danzatrici, tessere di mosaico, si uniscono, si compongono in un gioco di incastri casuali, quasi a cercare una possibilità infinita di forme, combinazioni e significati. MO·ṢÀI·CO è anche un insieme intricato di strade, di possibili passaggi, un labirinto in cui è facile perdere l’orientamento, che non ha un solo punto di arrivo, in cui non c’è una sola soluzione precostituita. Le musiche originali sono di Julia Primicile Carafa, le scene e le luci di Ciro Di Matteo e i costumi di Leandro Fabbri.

Domenica 11 ottobre va in scena In to Reveal, con la coreografia di Francesco Annarumma e le musiche di Ludwig van Beethoven. In scena Flavio Altieri, Monica Cristiano, Raffaele Iorio, Monia L’Abbate, Sarah Nasti, Carmine Olivazzi, Martina Piscitelli e Giada Tibaldi. Il palcoscenico diventa spazio di incontro, apprendimento e trasformazione, dove la nuova generazione entra nel cuore della compagnia e ne condivide il linguaggio, la disciplina e la visione artistica. La produzione nasce come progetto dedicato alle giovani leve: un ponte tra aspirazione e realtà, tra percorso formativo e mondo professionale. I giovani interpreti si confrontano con l’esperienza dei danzatori affermati, scoprendo il valore dell’ensemble, della responsabilità scenica e della creazione collettiva. Attraverso il movimento, In to Reveal racconta l’unione: tra generazioni, tra energia nuova ed esperienza consolidata, tra individualità che si riconoscono parte di un unico corpo poetico. Un inno alla crescita, alla condivisione e alla passione di chi sogna di danzare in una compagnia. Un’esperienza dedicata ai giovani che sognano di trasformare il proprio talento in professione, celebrando la forza della gioventù e la bellezza del danzare insieme. La produzione è della Arb dance company con la direzione artistica di Annamaria Di Maio.

La rassegna si conclude martedì 13 ottobre con Danze ardenti su coreografia di Chiara Alborino. Assoli, duetti, trii e parti corali nascono dal percorso sviluppato attraverso una prima fase di improvvisazione e una seconda legata alla focalizzazione e alla composizione coreografica. Emersione di danze originali basate sull’unicità e sull’ardore di ogni singolo individuo in un organico susseguirsi di quadri ispirati a suggestioni sonore diverse, da Sogno di una notte di mezza estate a Meredith Monk, da Gabriel Fauré ad Antonio Vivaldi. In scena i performers allievi di Corpo Unico (ciclo di danza inclusiva della Scuola elementare del teatro | conservatorio popolare per le arti della scena ideato e diretto da Davide Iodice). Le luci sono di Antonio Minichini. Assistente alla coreografia Ester Palmieri. La produzione è firmata da Akerusia danza.

Tutti gli spettacoli sono alle 20.

Il Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania, la Città metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura, con il patrocinio di Rai Campania.

biglietti, abbonamenti e informazioni
Biglietto di posto unico al prezzo di 5 euro. La sottoscrizione della card TrianonDanza consente di assistere a tutti gli spettacoli a 15 euro.

Il botteghino è aperto dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi, dalle 10 alle 13:30. Telefono 081 0128663, email boxoffice@teatrotrianon.org

LUCCA EFFETTO CINEMA SABATO 26 SETTEMBRE 2026, XIV edizione

Performance, Cosplay e Post Credits e il dj set di Miscela invadono il centro storico
Lucca, sabato 26 settembre 2026 a partire dalle ore 19.

Presentata nella Sala degli Specchi di Palazzo Orsetti a Lucca la quattordicesima edizione di Lucca Effetto Cinema, l’evento diretto artisticamente da Irene Passaglia, affiancata da Riccardo Santabarbara, che sabato 26 settembre 2026, a partire dalle ore 19, trasformerà ancora una volta il centro storico di Lucca in un grande set cinematografico a cielo aperto. Realizzato dal Lucca Film Festival, in collaborazione con il Comune di Lucca e la Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, Lucca Effetto Cinema porta il cinema fuori dallo schermo attraverso performance, teatro, danza, allestimenti, musica e nuove forme di partecipazione del pubblico.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Paola Granucci, Assessore al Commercio, Attività produttive, Innovazione e Decoro urbano del Comune di Lucca; Beatrice Milianti, componente del CdA della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca; Linda Bertelli, Prorettrice alle Politiche di genere, pari opportunità e comunicazione della Scuola IMT Alti Studi Lucca; Cristina Martelli, Segretario Generale della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest; Samanta Cecchi, Vice Presidente di Confcommercio Lucca e Massa Carrara; Simona Quilici, di Banca Generali Private Wealth Management; Nicola Borrelli, Presidente del Lucca Film Festival, insieme agli organizzatori di Lucca Effetto Cinema. Con Lucca Effetto Cinema, sabato 26 settembre 2026, prende il via la 22ª edizione del Lucca Film Festival, in programma fino al 4 ottobre. Per una sera le strade della città saranno attraversate da micro-performance, spettacoli e allestimenti ispirati all’immaginario cinematografico, coinvolgendo attivamente compagnie, performer, pubblici esercizi e pubblico.

PERFORMANCE E LE AREE TEMATICHE
Partecipano all’evento compagnie teatrali e di danza, performer singoli e associazioni amatoriali provenienti da tutta Italia, insieme a pubblici esercizi, negozi e hotel del centro storico, chiamati a collaborare con gli artisti o a sviluppare propri allestimenti. Le performance, della durata di 5-10 minuti e riproposte a intervalli regolari durante la serata, saranno distribuite attraverso aree tematiche dedicate ai diversi generi cinematografici: horror, thriller, animazione, musical, commedia, drammatico, film di guerra, fantascienza, fantasy e western. Una suddivisione che non rappresenta soltanto un criterio organizzativo, ma costruisce una vera e propria geografia cinematografica della città: spostandosi tra strade, piazze e locali, il pubblico potrà passare da un immaginario all’altro e costruire liberamente il proprio percorso. Teatro, danza, recitazione, musica e movimento diventano così strumenti differenti per reinterpretare il cinema, mentre gli esercizi pubblici entrano a loro volta nella narrazione attraverso scenografie, costumi e trasformazioni degli spazi. 

DEBUTTA IL LEC COSPLAY MOVIE CONTEST

Tra le principali novità dell’edizione 2026 debutta il LEC Cosplay Movie Contest, realizzato in collaborazione con EveryNerd Italia APS e ACSI – Associazione Centri Sportivi Italiani. Il progetto porta per la prima volta il cosplay all’interno di Lucca Effetto Cinema, mantenendo però una precisa identità cinematografica: il contest è infatti dedicato esclusivamente a cosplay ispirati a un film o a una specifica versione cinematografica del personaggio. Il contest è aperto ai maggiorenni e ogni partecipante avrà fino a tre minuti per portare davanti alla giuria la propria interpretazione, facendo dialogare costume, presenza scenica e performance. Le iscrizioni si chiudono proprio il 22 settembre. La collaborazione vede il coinvolgimento di Fabrizio Di Santo, Presidente di EveryNerd Italia, e di Giulia Pescini, Responsabile Eventi e Spettacolo ACSI Lucca e Consigliere Nazionale ACSI. L’ingresso del cosplay amplia così la formula storica di Lucca Effetto Cinema: accanto alle compagnie che trasformano i film attraverso teatro e danza, nuovi interpreti portano fisicamente i personaggi cinematografici nelle strade della città.

POST CREDITS: THE STORY ENDS. THE NIGHT BEGINS.
Tra le grandi novità di quest’anno anche il main event POST CREDITS – The story ends. The night begins., realizzato in collaborazione con la Scuola IMT Alti Studi Lucca. POST CREDITS nasce come naturale prosecuzione del percorso diffuso di Lucca Effetto Cinema: quando le performance iniziano a concludersi, la serata cambia ritmo e il pubblico converge in Piazza San Francesco. Alle 21:30 il talk “Prendersi cura delle parole. Quinto potere, libertà di espressione e ricerca” vedrà intervenire Fabian Konopka ed Elena Miscischia, dottorandi della Scuola IMT Alti Studi Lucca, insieme a Chiara Nicoletti, giornalista e critica cinematografica. Un incontro che mette al centro il rapporto tra parole, ricerca, informazione, libertà di espressione e costruzione del dibattito pubblico. Dalle 22:00 POST CREDITS cambierà ancora linguaggio con il DJ set dei Miscela, collettivo e concept club itinerante toscano dal sound elettronico ispirato all’estetica Y2K, capace di muoversi tra UK Garage, HardGroove e Drum and Bass. The story ends. The night begins: dai talk ai beat, per continuare Lucca Effetto Cinema oltre i suoi titoli di coda.    

PREMI E SERATA SPECIALE

Le performance saranno valutate durante la serata del 26 settembre da una giuria di professionisti composta da esperti di cinema, teatro e rappresentanti istituzionali. Tra i riconoscimenti figurano il Premio Miglior Performance, del valore di 500 euro, e il Premio Miglior Scenografia, che saranno consegnati sabato 3 ottobre, nell’ambito delle premiazioni del Lucca Film Festival. Per i pubblici esercizi più originali negli allestimenti e nel coinvolgimento del pubblico è inoltre previsto un riconoscimento in stoviglie ecosostenibili, grazie al sostegno di Naturanda/Bartoli S.p.A. Il percorso di Lucca Effetto Cinema proseguirà poi il 4 dicembre 2026 al Teatro San Girolamo, con una Serata Speciale di Premiazione, realizzata in collaborazione con il Teatro del Giglio Giacomo Puccini e a ingresso gratuito. Le compagnie e i performer selezionati come finalisti torneranno in scena davanti al pubblico. Tra loro sarà presente anche la performance vincitrice del Premio Miglior Performance del 26 settembre. Durante la serata saranno assegnati nuovi riconoscimenti, distinti da quelli della manifestazione di settembre, tra cui Miglior Attore, Miglior Attrice, Miglior Fedeltà Cinematografica, Miglior Interazione con il Pubblico e Premio del Pubblico, oltre a premi speciali pensati per valorizzare le caratteristiche specifiche delle performance finaliste.

SALOTTO LEC: DAL 29 SETTEMBRE AL 2 OTTOBRE 2026 IL FORMAT DIVENTA ITINERANTE

Lucca Effetto Cinema quest’anno non si esaurisce nella notte del 26 settembre. Dal 29 settembre al 2 ottobre torna infatti Salotto LEC, il format nato nel 2025 da un’idea della direzione artistica di Lucca Effetto Cinema insieme ad Agua Amaranta Nannizzi e Stefano Cosimini di Neon Film & Arts, dedicato alle conversazioni sul cinema e a tutto ciò che accade intorno ad esso. Per il 2026 Salotto LEC cambia formula e diventa itinerante, lasciando la sede unica dello scorso anno per entrare direttamente nei locali della città, con appuntamenti ospitati in particolare da 11:11 e Angolo 9. Incontri, interviste e conversazioni informali con ospiti e protagonisti del Festival diventano così parte della vita quotidiana del centro storico, prolungando l’esperienza di Lucca Effetto Cinema nei giorni successivi alla manifestazione.

UNA RETE DI COLLABORAZIONI
L’edizione 2026 rafforza inoltre la rete di soggetti che contribuiscono alla crescita di Lucca Effetto Cinema: dal Comune di Lucca alla Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, da Confcommercio Lucca e Massa Carrara al Teatro del Giglio Giacomo Puccini, insieme ad ACSI e FITA – Federazione Italiana Teatro Amatori. A queste collaborazioni si affiancano i progetti sviluppati con la Scuola IMT Alti Studi Lucca per POST CREDITS, EveryNerd Italia APS e ACSI per LEC Cosplay Movie Contest e Neon Film & Arts per Salotto LEC. Il pubblico è invitato a vivere il centro storico e le sue diverse aree, seguendo le performance e lasciandosi guidare dai differenti generi cinematografici. Lucca Effetto Cinema conferma così la propria vocazione: utilizzare il cinema come punto di partenza per mettere in relazione spettacolo dal vivo, attività cittadine e spazio urbano, trasformando per una notte Lucca in un’esperienza cinematografica da attraversare. «

“L’incontro che la Scuola IMT propone in collaborazione con Lucca Effetto Cinema – sottolinea Linda Bertelli, Prorettrice alle Politiche di genere, pari opportunità e comunicazione della Scuola IMT – parte da una domanda molto concreta: quale responsabilità abbiamo nell’uso pubblico delle parole, soprattutto quando lavoriamo nella ricerca, nell’informazione e, più in generale, per la cosa pubblica? Il cinema è un luogo particolarmente importante per porre questa domanda, perché non si limita a raccontare il mondo: contribuisce a costruire ciò che vediamo e il modo in cui lo interpretiamo. Per la Scuola IMT, e per me come Prorettrice alle pari opportunità e, insieme, alla comunicazione, lavorare con gli eventi importanti per il territorio significa anche questo: interrogarsi su chi può prendere parola, su quali voci trovano ascolto e sugli strumenti che mettiamo a disposizione delle persone per formarsi un giudizio proprio. Non si tratta certamente di pensare di educare un pubblico dall’alto, ma di portare un contributo, insieme a iniziative come quella del Lucca Film Festival, per renderlo più libero e più attrezzato nel confronto con immagini, discorsi e informazioni”.

“Sostenere un’iniziativa come Lucca Effetto Cinema – sottolinea Cristina Martelli, Segretario Generale della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest – significa credere in eventi capaci di unire l’offerta culturale al sostegno concreto per il tessuto economico. Con questo format la cultura esce dalle sale e anima il centro storico, trasformando vie e locali in luoghi di socialità capaci di attrarre visitatori e dare forza alla nostra rete commerciale”.

Negli anni, il Lucca Film Festival ha ospitato grandi nomi del cinema internazionale, ha omaggiato i grandi nomi del cinema internazionale da Oliver Stone a David Lynch, da Ethan Hawke e Susan Sarandon a Isabelle Huppert, da Rutger Hauer a George Romero, da Paolo Sorrentino a Willem Dafoe, da Chiara Mastroianni e Paul Schrader a Matthew Modine e Ruben Östlund ma anche Aleksandr Sokurov e Gaspar Noè, diventando un punto di riferimento culturale in Italia. L’evento è realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Banca Generali Private Wealth Management (Paolo Tacchi) e Banca Pictet sono i main sponsor della manifestazione. Con la partecipazione del Ministero della cultura - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di Lucca e Vivi Lucca Eventi e con la compartecipazione di Lands of Giacomo Puccini e Camera di Commercio Toscana Nord – Ovest. Il festival si avvale inoltre del supporto di Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Manifatture Digitali Cinema, Sofidel, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum - Casa Natale, Farmacia Maffei, Unicoop Firenze, Audi Center Terigi, Tenuta del Buonamico, Martinelli Luce, Naturanda, Futuro3D, e si avvale della coproduzione di Tecno Servizi, Ristorante Giglio, Palazzo Pfanner, Over The Real, Teatro del Giglio di Lucca, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Accademia di Belle Arti di Carrara, Liceo Artistico Musicale e Coreutico Augusto Passaglia, Liceo Classico N. Machiavelli, ISIS Pertini, Associazione 50&PIÙ, ACLI Lucca. Si ringraziano anche ANSA, Rai Toscana, Rai Radio 3, Movieplayer.it, Radio Incontro, Film4 Life, Festival Scope, A.C.S.I. Associazione Centri Sportivi Italiani, Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA), Trenitalia, Fic, Uicc, Cinit, Ucca, Arci, Fedic, Corte Tripoli, Circolo del Cinema di Lucca, Cineforum Ezechiele 25:17, Cinema Centrale, Astra e Moderno, Università di Pisa, Università degli Studi Firenze, Fondazione Carlo Ludovico Ragghianti, Pisa al Cinema, Cineteca Bologna, Cineteca Nazionale, Istituto Musicale Luigi Boccherini, Robert F. Kennedy Human Rights Italia, Associazione Donne all’Ultimo Grido, SPAM! Rete per le arti contemporanee, Lucca Comics & Games, Photolux Festival, Lucca Classica Music Festival.

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A SPAZIO ROSSELLINI il 26 settembre 2026 TAPIRULAN JUST A SOLO

La serata di danza contemporanea in programma sabato 26 settembre 2026 alle ore 21 a Spazio Rossellini, con TAPIRULAN di Sara Lourenço e JUST A SOLO – solo un assolo di un uomo solo, di e con Antonio Taurino.

Due assoli differenti, affidati a due corpi e a due prospettive, che interrogano il tempo, la memoria, la solitudine e il modo in cui le esperienze vissute lasciano tracce sul corpo e sulla persona.

Sabato 26 settembre 2026 alle ore 21, Spazio Rossellini ospita una serata dedicata alla danza contemporanea con TAPIRULAN di Sara Lourenço e JUST A SOLO – solo un assolo di un uomo solo, di e con Antonio Taurino: due lavori profondamente diversi che mettono al centro il corpo, il tempo e la solitudine come luoghi attraverso cui interrogare l’esperienza umana.

In TAPIRULAN, la coreografa Sara Lourenço affida a Francesca La Cava il compito di attraversare, attraverso il movimento, le diverse età e identità dell’universo femminile. Un tapis roulant diventa metafora concreta e insieme poetica del tempo che scorre: il corpo procede, cambia, accumula memorie, responsabilità, ferite e desideri, mentre sulla scena prendono forma le pressioni sociali e gli stereotipi che ne condizionano il cammino. In JUST A SOLO, invece, Antonio Taurino riduce la scena all’essenziale: un corpo solo, un gesto reiterato, una goccia che cade e un tempo che sembra essersi sottratto alla frenesia quotidiana. Due assoli che, da prospettive differenti, affidano dunque al corpo la possibilità di raccontare ciò che spesso le parole non riescono a dire: il tempo che ci attraversa, le tracce che lascia e il modo, sempre personale, in cui ciascuno prova a trovare il proprio equilibrio dentro il suo scorrere.

Due creazioni che affidano al gesto e al movimento la costruzione del racconto e affrontano, da prospettive diverse, il rapporto con il tempo e con la propria dimensione interiore. In Tapirulan è una donna ad attraversare un tempo continuo, segnato dalle diverse età della vita e dai ruoli che ne accompagnano il percorso; in Just a Solo, invece, un unico danzatore abita una scena vuota, scandita dalla ripetizione di un rituale e da una sola goccia che cade. Due lavori nei quali la dimensione individuale diventa materia scenica e il gesto apre, attraverso forme differenti, uno spazio di riflessione sull’esperienza umana.

Un tapis roulant che continua a scorrere e una figura femminile che cerca di abitarne il movimento diventano il dispositivo scenico attorno al quale si sviluppa Tapirulan. La coreografia di Sara Lourenço, interpretata da Francesca La Cava, costruisce un percorso nel quale una figura femminile attraversa infanzia, maturità e memoria, entrando in relazione con aspettative sociali, stereotipi, desideri e trasformazioni. Il tapis roulant non è soltanto un oggetto scenico, ma diventa la concreta rappresentazione di un tempo che procede inesorabile. La protagonista si muove, resiste, si adatta, cambia. La memoria si deposita nei gesti e nelle posture, mentre il movimento diventa una forma di racconto capace di tenere insieme esperienza personale e dimensione collettiva.

La drammaturgia di Anouscka Brodacz accompagna questa ricerca insieme a un impianto scenico nel quale movimento, suono, luce e costume dialogano costantemente. La musica live electronics di Globster costruisce la componente sonora della performance, mentre il disegno luci è affidato a Stefano Pirandello. I costumi nascono dalla collaborazione tra Gruppo e-motion ed Elisabetta Falqui, con la realizzazione di Stefania Dessi.

A seguire, Just a Solo – solo un assolo di un uomo solo di e con Antonio Taurino porta in scena un uomo solo in uno spazio vuoto. Il danzatore dà vita a un vero e proprio rituale fatto di ripetizioni, gesti reiterati e una sola goccia che cade con ritmo ipnotico, scandendo un tempo sospeso, quasi estraneo alla frenesia della quotidianità. La solitudine diventa uno spazio di sottrazione e ascolto, un momento intimo nel quale distaccarsi dal ritmo ordinario delle cose e confrontarsi con le proprie fragilità. E resta una domanda, sospesa nella scena: dove sono finiti tutti gli altri?


Fondata e diretta dal 2004 da Francesca La Cava, Gruppo e-Motion è l’unica realtà di produzione della danza in Abruzzo finanziata dal 2008 dal MIC – Ministero della Cultura. La compagnia riceve inoltre il sostegno della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila. La sua ricerca intreccia movimento, tematiche sociali e innovazione, mettendo in relazione corpo, suono e tecnologia. Accanto alla produzione artistica, sviluppa progetti dedicati alla formazione, alla partecipazione delle comunità e alla sperimentazione, attraverso un’attività che negli anni l’ha portata a collaborare con realtà e festival in Italia e all’estero. Accanto alla produzione artistica, Gruppo e-Motion ha sviluppato progetti dedicati alla formazione, alla partecipazione delle comunità e all’innovazione, tra cui Human Dance, Be Included, Boarding Pass Plus, Emotion App, Sa Ballada, Osmosi – Risonanze culturali, In Situ e il Festival Visioni, oltre alla programmazione del settore danza contemporanea de I Cantieri dell’Immaginario dell’Aquila.

INFORMAZIONI

Biglietti:

intero online: €14,50 + d.p.

intero botteghino: €15

ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12

Biglietteria aperta un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Biglietti online su Ticketone.

Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70

Spazio Rossellini

Via della Vasca Navale 58 – Roma

Tel. 345 2978091

www.spaziorossellini.it

info@spaziorossellini.it

Sono previste riduzioni, promozioni e agevolazioni 

Ecoansia, lo psichiatra: "Necessaria una diversa sensibilità da parte delle istituzioni"

Vincenzo Barretta, direttore scientifico del Centro Noesis: "Se è vero che la prima difesa spetta all'individuo, è altrettanto vero che è necessaria una buona comunicazione dall'alto per non trasformare le giuste preoccupazioni in un problema sociale". L’esempio Bagnoli.

 «Sempre più persone arrivano da noi con difficoltà a gestire l'ecoansia, ossia l'ansia generata dai problemi ecologici e ambientali su scala locale e globale. Dopo un'estate complessa per le conseguenze del cambiamento climatico, ora dal territorio arrivano segnalazioni di persone preoccupate per ciò che accade vicino casa. I lavori a Bagnoli e i roghi a rischio tossicità, non ultimo quello di ieri sera a Napoli Est, generano preoccupazioni e angosce che vanno gestite per non pregiudicare la qualità della vita». Lo afferma Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli.

«Ci sono due livelli di intervento per gestire quella che a tutti gli effetti è una nuova forma di disagio psicologico. Non si tratta di una diagnosi, dato che non compare nel DSM-5-TR né nell'ICD-11, ma di una condizione che la letteratura scientifica studia da anni e che l'American Psychological Association, già nel 2017, descriveva come una paura cronica del disastro ambientale», spiega Barretta. «Oggi le persone la vivono con maggiore sensibilità rispetto al recente passato, perché è cambiata la consapevolezza di enormi fasce di popolazione: uno studio pubblicato già nel 2021 su The Lancet Planetary Health, condotto su diecimila giovani di dieci Paesi, Italia compresa, ha rilevato che per il 45% di loro queste preoccupazioni pesano negativamente sulla vita quotidiana».

«Il primo livello è personale. Quando il problema ambientale è sotto casa, i trigger sono concreti: l'odore acre, la colonna di fumo, le immagini del cantiere. Il filosofo Glenn Albrecht ha dato un nome a questa sofferenza, la solastalgia, cioè il disagio di chi vede degradarsi il luogo in cui vive senza bisogno di allontanarsene. A renderla difficile da gestire sono soprattutto l'incertezza e la sensazione di non avere alcun controllo sulla minaccia: si entra in uno stato di ipervigilanza, si rimugina, si controllano di continuo notizie e bollettini. Il lavoro da fare è distinguere ciò che dipende da noi da ciò che non ne dipende, e riportare la preoccupazione alla sua funzione originaria, che è spingerci ad agire, non paralizzarci», prosegue lo psichiatra. «C'è poi il meccanismo perverso dei social network, i cui algoritmi alimentano bias cognitivi noti. Chi ha mostrato interesse per la bonifica di Bagnoli perché preoccupato dai dragaggi verrà presumibilmente raggiunto da un flusso crescente di contenuti sullo stesso tema, e le piattaforme premiano quelli più divisivi e più carichi di emozioni, perché generano più interazioni. Scattano così il bias di conferma, che ci porta a cercare e ricordare le informazioni che danno ragione alle nostre paure, e l'euristica della disponibilità, per cui un rischio ci sembra tanto più probabile quanto più spesso ce lo vediamo passare davanti. Chi è già entrato in questo vortice difficilmente riesce a uscirne con uno sguardo obiettivo».

La questione, per Barretta, non si esaurisce però nella sfera privata. «Se è vero che la prima difesa spetta all'individuo, è altrettanto vero che è necessaria una buona comunicazione dall'alto per non trasformare le giuste preoccupazioni in un problema sociale. L'amministratore ha il dovere, da buon padre di famiglia, di occuparsi dei cittadini tenendo conto di aspetti della salute collettiva che un tempo erano sottovalutati, e la salute emotiva e comportamentale è uno di questi».

Per arginare quelle che «rischiano di diventare vere escalation sociali», serve dunque «una diversa sensibilità da parte delle istituzioni nella comunicazione verso i cittadini». L'esempio più vicino è proprio Bagnoli, mentre nelle scorse ore è stato firmato il protocollo d'intesa che istituisce in via sperimentale l'Osservatorio Salute per l'area Bagnoli-Coroglio e la X Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta. «Pur dando per assunto che i lavori si stiano svolgendo in totale sicurezza, quale messaggio passa se alle immagini allarmanti si risponde istituendo un osservatorio sulla salute solo a giochi quasi fatti? È il classico caso in cui, nel tentativo di rassicurare, si ottiene l'effetto opposto: insinuare in un cittadino già spaventato l'idea che le sue paure siano più che fondate».

La risposta, secondo il direttore scientifico di Noesis, passa dalla comunicazione. «Non a caso, nella terapia cognitivo-comportamentale dei disturbi d'ansia, uno dei primi passi è la psicoeducazione: spiegare alla persona cosa le sta accadendo riduce l'incertezza, che dell'ansia è il principale carburante. Sullo stesso principio si fondano le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità sulla comunicazione del rischio, che chiedono alle istituzioni di informare presto, in modo trasparente e dichiarando apertamente anche ciò che ancora non si sa. In letteratura si parla di amplificazione sociale del rischio: quando le informazioni ufficiali mancano o arrivano in ritardo, la percezione del pericolo cresce di bocca in bocca e di post in post, indipendentemente dal pericolo reale. Servono specialisti dedicati nelle amministrazioni cittadine, regionali e nazionali, capaci di intercettare questi segnali, di comunicare con rigore e semplicità cosa accade durante un determinato evento e di non sottovalutare ciò che arriva dai territori, sul piano della salute fisica come di quella mentale».

«Solo coinvolgendo gli esperti e dando risposte chiare e puntuali su cosa accade, su cosa è stato messo in campo, sulle misurazioni adottate e sugli indicatori monitorati da cui dipende un fondato rischio per la salute, si potrà rispondere a cittadini che chiedono di stare bene. Cittadini che oggi, tra un clima impazzito e paure che si insinuano in maglie sempre più larghe, non riescono a esercitare pienamente il loro diritto al benessere», conclude Barretta.

Pompei apre le porte della Ricerca Alla Biblioteca “Fiorelli” il pubblico dialoga con gli esperti del Parco

Venerdì 25 settembre 2026, in occasione Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, i racconti delle esperienze sul campo direttamente dalla voce dei protagonisti.

Il Parco Archeologico di Pompei aderisce alla Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori proponendo uno speciale evento ideato per far conoscere da vicino le attività di studio, tutela e valorizzazione che interessano quotidianamente la città antica.
Per l'occasione, il pubblico potrà entrare in contatto con le diverse figure professionali che operano all'interno del sito, uno straordinario laboratorio di ricerca a cielo aperto.

L'appuntamento è fissato per venerdì 25 settembre 2026, dalle ore 18:00 alle ore 22:00, presso la Biblioteca “Giuseppe Fiorelli” del Parco Archeologico di Pompei (ingresso in Via Plinio, 4). L'evento, organizzato dall'Ufficio Biblioteca del Parco, è gratuito e liberamente accessibile a tutti.

L'obiettivo principale della manifestazione è promuovere la divulgazione scientifica e avvicinare il grande pubblico al lavoro costante di chi si occupa della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico.

L'iniziativa si articola in una serie di talk informali a ciclo continuo, pensati per favorire un dialogo diretto e accessibile tra gli esperti e i visitatori. Durante la serata, le varie professionalità del Parco (archeologi, restauratori, antropologi, ingegneri, architetti, ecc.) condivideranno testimonianze, esperienze sul campo e dettagli sui progetti scientifici in corso.

Il percorso di approfondimento si snoderà tra le sale della Biblioteca attraverso interventi specifici. Pia Kastenmeier e Fiona Proto illustreranno le date degli scavi storici a Pompei nell'ambito del nuovo Atlante digitale del Parco. Teresa Virtuoso e Giandomenico Facella approfondiranno il tema della manutenzione programmata per la conservazione delle aree archeologiche. L'esplorazione delle fonti documentarie sarà al centro dell'intervento di Rosanna De Simone, dedicato alle carte d’archivio dei pompeianisti conservate nell’Archivio storico del Parco. Spazio alle tecniche conservative con Rosaria Cefariello e Vittoria Cutolo, che affronteranno i sistemi di protezione degli apparati decorativi. Ilaria Cangiano presenterà le fasi di conoscenza, scavo, restauro e fruizione inclusiva del tempio di Iside. Le prospettive dell'innovazione saranno trattate da Alessandra Zambrano con un focus su digitalizzazione e tecnologie emergenti. Infine, Gennaro Iovino condurrà il pubblico tra storie e ricerche sul campo con un approfondimento sullo scavo della Casa del Tiaso nella Regio IX.

Gli interventi permetteranno di approfondire, direttamente dalla voce dei protagonisti, le più recenti scoperte, i risultati degli interventi di conservazione e l'impiego delle differenti competenze disciplinari necessarie per la comprensione e la salvaguardia di Pompei.

L’iniziativa del Parco rientra nell’ambito del Piano Olivetti per la Cultura, promosso dal Ministero della Cultura, che riconosce nei luoghi della Cultura, tra cui le biblioteche, spazi fondamentali per la conoscenza, la partecipazione e la crescita delle comunità.

La Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea. Nata nel 2005, la manifestazione coinvolge ogni anno università, enti di ricerca, istituzioni culturali e cittadini in una grande festa della scienza diffusa sul territorio continentale.

In Italia l'evento è sostenuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) e propone visite, laboratori, conferenze e spettacoli con la finalità di mostrare l'impatto concreto della ricerca scientifica sulla crescita della società e sul miglioramento della qualità della vita.