venerdì 25 settembre 2026

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2026, un weekend alla scoperta del patrimonio culturale della Campania il 26 e il 27 settembre 2026

Un weekend alla scoperta del patrimonio culturale della Campania.

Scopri le iniziative in programma sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 nei Musei nazionali Campania.





Sabato 26 e domenica 27 settembre tornano le Giornate Europee del Patrimonio, la grande manifestazione culturale che coinvolge ogni anno i luoghi della cultura di tutta Europa, promossa in Italia dal Ministero della Cultura attraverso la Direzione generale Musei.

Il tema dell’edizione 2026, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, invita a riflettere sulle sfide che oggi interessano il patrimonio culturale e paesaggistico, tra cambiamenti climatici, calamità naturali, trasformazioni sociali e tecnologiche e conflitti. Un’occasione per riscoprire il valore della tutela come responsabilità condivisa e immaginare nuove forme di cura, accessibilità e partecipazione, affinché il patrimonio continui a essere una risorsa viva per le comunità e le generazioni future.

Anche quest’anno la Direzione regionale Musei nazionali Campania presenta un programma di iniziative e aperture straordinarie in collaborazione con enti, istituzioni culturali e associazioni del territorio, nella prospettiva di una rete culturale inclusiva e diffusa.

Nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre incontri, esperienze e occasioni di visita, anche in orari inconsueti, offriranno al pubblico l’opportunità di conoscere da vicino le storie dei nostri luoghi, riflettere sulle sfide della loro conservazione e riscoprire il legame tra patrimonio, comunità e futuro.

Nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre, l’accesso agli eventi e ai luoghi della cultura avverrà secondo gli orari e le tariffe ordinarie. Le aperture straordinarie serali di sabato 26 settembre prevedono invece un biglietto al costo simbolico di 1 euro, ferme restando le agevolazioni e le gratuità previste dalla normativa vigente.

Tutte le informazioni sul programma delle iniziative sono disponibili sul sito MiC: https://cultura.gov.it/giornate-europee-del-patrimonio-2026 .


"Bene il decreto MASAF, ora regole chiare per coinvolgere anche le associazioni che rappresentano le cantine"

Enoturismo, Movimento Turismo del Vino:
“Bene il decreto MASAF, ora regole chiare per coinvolgere anche le associazioni che rappresentano le cantine”.

La presidente Violante Gardini Cinelli Colombini: “Un riconoscimento importante per il turismo del vino. Ora servono chiarezza sui beneficiari, formazione e dati sull'enoturismo”.

“È certamente positivo vedere una crescente attenzione da parte del Ministero verso l'enoturismo e, soprattutto, la volontà di mettere a disposizione nuove risorse per la sua promozione. È un riconoscimento importante del valore che il turismo del vino ha assunto per le cantine, per la reputazione dei nostri vini e per l'economia dei territori vitivinicoli italiani”.


Così Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino, commenta il nuovo decreto del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste dedicato alla promozione del turismo enologico.


Il provvedimento introduce, dalla campagna 2026/2027, un sostegno per attività di promozione del turismo enologico, con contributi che possono arrivare fino al 50% dei costi ammissibili, destinati tra l'altro a iniziative promozionali, visite alle cantine e ai vigneti, eventi, fiere ed esposizioni. Per la prima campagna la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 15 dicembre 2026.


“Il decreto attribuisce alle Regioni un ruolo molto importante nella concreta attuazione della misura”, prosegue Gardini. “Per questo sarà essenziale capire come le nuove opportunità verranno declinate nei diversi territori e, soprattutto, quali organizzazioni potranno concretamente accedervi”.


Particolare attenzione viene posta da Movimento Turismo del Vino alla previsione che include tra i possibili beneficiari le “organizzazioni professionali rappresentative della produzione vitivinicola”.

“È un passaggio che consideriamo molto importante”, osserva Gardini. “Movimento Turismo del Vino, attraverso le proprie articolazioni territoriali, rappresenta oltre 700 cantine italiane e da più di trent'anni svolge un'attività specificamente dedicata alla promozione dell'accoglienza, dei vigneti e dei territori del vino. Auspichiamo quindi che AGEA e le Regioni chiariscano rapidamente le modalità di accesso alla misura, valorizzando anche queste forme di rappresentanza del mondo produttivo”.


Sul punto interviene anche l'avv. Marco Giuri, esperto di diritto vitivinicolo:

“Il decreto contiene un elemento giuridicamente interessante perché, accanto alle categorie tradizionali del settore, include tra i beneficiari le organizzazioni professionali rappresentative della produzione vitivinicola. La normativa europea ha aperto l'intervento anche ad ulteriori organizzazioni professionali operanti nel settore vitivinicolo e la struttura statutaria di Movimento Turismo del Vino presenta elementi concreti per sostenere la riconducibilità dell'Associazione a questa categoria. Non si tratta tuttavia di un'ammissione automatica: sarà importante documentare la rappresentatività effettiva di MTV e, soprattutto, verificare come AGEA e le singole Regioni applicheranno questa previsione. Sarebbe quindi auspicabile un chiarimento applicativo che consenta alle organizzazioni realmente rappresentative delle aziende vitivinicole di conoscere da subito le condizioni di accesso alla misura”.


Movimento Turismo del Vino richiama inoltre l'attenzione sugli strumenti digitali e sulla raccolta dei dati previsti dal decreto. AGEA, tramite il SIAN e secondo le modalità previste dal provvedimento, potrà mettere a disposizione dei beneficiari strumenti per la registrazione degli eventi, la georeferenziazione dei vigneti visitabili, la raccolta di dati statistici e la promozione territoriale.


“È un'opportunità particolarmente interessante”, sottolinea Gardini. “Da tempo sosteniamo la necessità di disporre di dati strutturati sull'enoturismo italiano. Conoscere meglio visitatori, territori e attività significa poter costruire politiche e strategie di promozione più efficaci”.


Tra le priorità indicate da MTV resta anche la formazione degli operatori della wine hospitality. 

Il decreto consente ad AGEA, d'intesa con le Regioni, di integrare l'elenco delle azioni previste. Movimento Turismo del Vino propone quindi di valutare, nelle successive disposizioni applicative, anche specifiche attività di formazione e aggiornamento professionale strettamente funzionali al miglioramento della qualità dell'accoglienza enoturistica.



“Vediamo con favore questo nuovo strumento”, conclude Gardini. “Ora occorre fare in modo che le risorse possano sostenere progetti realmente capaci di mettere insieme cantine e territori e di far crescere la reputazione dell'Italia come destinazione enoturistica internazionale”.

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MOVIMENTO TURISMO DEL VINO. L'Associazione Movimento Turismo del Vino è un ente non profit ed annovera oltre 700 tra le più prestigiose cantine d'Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole da una parte far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità. Il Movimento Turismo del Vino, nato nel 1993 da una intuizione dei Donatella Cinelli Colombini, negli anni si è fatto catalizzatore di formazione e promozione dell’enoturismo, anche attraverso format vincenti come Cantine Aperte, Calici di Stelle ed altre attività. Dal 2024 il Movimento è socio fondatore del Centro di ricerca CESEO.

Da Parigi a Oporto fino a Palazzo Acampora, Julien Montbabut è il protagonista del prossimo appuntamento di "Stelle a Corte" ad Agerola

Stelle a Corte, la rassegna delle eccellenze gastronomiche a cura dell’executive chef Vincenzo Guarino, propone un nuovo appuntamento per mercoledì 30 settembre 2026.

Sarà Julien Montbabut il guest chef presso La Corte degli Dei di Palazzo Acampora, protagonista assieme a Guarino, di questo appuntamento dedicato all’alta cucina europea.

Originario di Parigi, Montbabut si è formato sotto la guida di icone come Christian Le Squer, presso il ristorante Tre Stelle Michelin Pavillon Ledoyen, e Gilbert Isaac, dell'Homestead Marboeuf, affinando, poi, la sua arte in altri rinomati ristoranti parigini.

Dal 2022 fa brillare la Michelin nelle cucine de Le Monument di Oporto, considerata tra le migliori destinazioni gastronomiche del Portogallo e insignita, nel 2025, dei 2 Soli Repsol dall'omonima guida spagnola.

Ambasciatore dell'eccellenza gastronomica francese, unisce le basi della grande cucina classica francese con i prodotti e le tradizioni portoghesi.

A chiudere il percorso gastronomico, accompagnato dai vini della cantina ciociara Cominium, ci saranno i dessert di Imma e Loredana Tizzano, eredi della storica Pasticceria Tizzano, nota come il Tempio del Babà e che, dal 1960, sforna ogni giorno i dolci tipici della cultura napoletana.

Come di consueto, la serata concorrerà a sostenere le attività di HHT Italia Onlus, devolvendo parte del ricavato a favore della ricerca sulla Teleangectasia Emorragica Ereditaria.

Per informazioni e prenotazioni: 324 843 7579

La locandina “weird” di Sognielettrici 2026 è firmata da Silvia Califano

A un mese dall’inizio della V edizione del Festival dell’immaginario fantastico e di fantascienza è il momento di svelare la locandina ufficiale realizzata dalla fumettista Silvia Califano che accompagna anche l’annuncio delle giurie e del tema della retrospettiva.

Il conto alla rovescia si è messo in moto e la quinta edizione di Sognielettrici Festival dell'immaginario fantastico e di fantascienza si prepara a decollare! Da lunedì 26 a venerdì 30 ottobre 2026 lo IULM Open Space all’Università IULM, Via Carlo Bo 7, Milano, aprirà le sue porte, a ingresso gratuito, a un fitto calendario di proiezioni, eventi, ospiti, approfondimenti, impreziositi da una giornata di studi interamente dedicata alla corrente del New Weird.
E proprio weird sarà il tema di Sognielettrici che al grido di "Riprendiamoci il futuro!” da cinque anni si prefigge con determinazione di rappresentare un appuntamento culturale di ricerca che parte dal cinema, con proiezioni di lungometraggi e cortometraggi in anteprima e una retrospettiva tematica, per poi abbracciare altre arti come letteratura, fumetti, videogiochi, serie e aprirsi a contaminazioni con nuovi media, filosofia, scienza e tecnologia. Da queste suggestioni nasce la locandina ufficiale di questa edizione firmata da Silvia Califano, tra i talenti più cristallini del fumetto italiano, già alle matite di titoli come Elvira, Star Trek, Judge Dredd, 2000 AD e Dylan Dog.
L’illustrazione ci trascina nell’antro di un antro oscuro colmo di stramberie, una strana wunderkammer dove sono stipati manufatti provenienti da filoni e sottogeneri dell’”old weird” - come le creature di Lovecraft, esperimenti di scienziati pazzi ed esseri che hanno viaggiato da mondi impossibili - ognuno dei quali sembra in procinto di risvegliarsi per destare meraviglia e stupore. Perché per raccontare la realtà, ci vuole immaginazione e - come simboleggiato dalla locandina - in un mondo sempre più “artificialmente uniformato” Sognielettrici si prefigge di esaltare e indagare il concetto di immaginazione, quella strana cosa con cui cineasti e artisti di tutto il mondo realizzano visioni e opere capaci di analizzare la realtà e quindi anche a prepararci a possibili scenari futuri. 
Con questo scopo, il festival Sognielettrici, promosso dall’università IULM sotto la direzione artistica di Stefano Locati, si articola ogni anno in tre diverse direzioni, cominciando dalle proiezioni con un concorso internazionale, suddiviso tra 10 lungometraggi e 26 cortometraggi inediti e in anteprima italiana appartenenti ai generi fantastico, fantascientifico e sovrannaturale. La giuria chiamata ad assegnare i Premi Ciciarampa del Concorso Lungometraggi per Miglior Film, Miglior Regia, Migliori effetti speciali e al Film più originale sarà formata dalla critica cinematografica Fiaba De Martino, dall’attore e doppiatore Claudio Moneta e dal regista e illustratore Federico Sfascia. Come ogni anno la giuria che assegnerà i premi al Miglior Corto e al Corto più originale sarà formata da studentesse e studenti del corso di Laurea magistrale in Televisione, Cinema e New Media dell’Università IULM, quest’anno coordinati dalla docente di cinema e curatrice Annalisa Pellino.
Alle proiezioni dei film inediti, si affianca anche la consueta retrospettiva tematica che quest’anno propone in viaggio insolito nel meandri della fantascienza d’oltre cortina di ferro: quattro titoli per ripercorrere la produzione sci-fi dell’ex blocco sovietico, dalla Rivoluzione d’ottobre fino a pochi anni prima della caduta del Muro.
Il programma definitivo comprenderà anche incontri con ospiti ed esperti per promuovere riflessioni e confronti aperti su generi e passioni legate alla speculative fiction, tra cui non mancherà una celebrazione per i 60 anni di Star Trek, il tradizionale appuntamento con i doppiatori e un approfondimento sul genere weird nelle arti visive. Nelle scorse edizioni, sono stati molti i protagonisti della scena culturale e artistica a intervenire, tra cui gli scrittori Bruce Sterling, Licia Troisi e Barbara Baraldi, i registi Paolo Strippoli e Kelsey Egan, i fumettisti Antonio Serra e Luca Enoch, gli attori e doppiatori Emanuela Pacotto, Gianluca Iacono, Elisabetta Spinelli, Renato Novara e Perla Liberatori, oltre proprio all’autrice della locandina Silvia Califano e al giurato Claudio Moneta che rinnovano l’amicizia con il festival.
La terza e ultima direzione di Sognielettrici sarà una giornata di studio dedicata al cosiddetto New Weird, a cura dei docenti IULM Silvia Zangrandi e Alberto Sebastiani del Dipartimento di Studi Umanistici, durante la quale ricercatrici e ricercatori si confronteranno per definire lo statuto teorico della corrente New Weird.
«Visto che la razionalità genera mostri, affrontiamo il perturbante con l’imprevedibile. - Spiega il direttore artistico Stefano Locati - In un mondo sempre più omologato, sentiamo impellente l’esigenza di uscire fuori dai margini del risaputo, di scompaginare i nostri sogni con l’inquietudine dell’imprevisto. È il momento di guardare al lato strano della nostra passione per la speculative fiction».
Riprendiamoci il futuro!
Sognielettrici vi aspetta dal 26 al 30 ottobre all’Università IULM di Milano: gli appuntamenti sono aperti a tutti e a ingresso gratuito.
Le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli italiani.

giovedì 24 settembre 2026

Reggia di Caserta, Itinerari Barocchi nella Cappella Palatina 26 settembre e 10 ottobre 2026

Dittico dell’Archi Ensemble dell’Orchestra da Camera di Caserta, all’insegna del barocco, nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta.

Sabato 26 settembre 2026 alle ore 20, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, l’Archi Ensemble dell’Orchestra da Camera di Caserta, insieme al trombettista Cristiano Brusini, vincitore del premio delle Arti del MIUR del 2025, nonché del BMTG Intercontinental Competition di New York, proporrà capolavori di Albinoni, Torelli, Vivaldi, Purcell e Stolzel.  

 

Sabato 10 ottobre, alle ore 17.30, l’Archi Ensemble, con il fisarmonicista Luigi Gordano, anch’esso vincitore del Premio delle Arti, nonché dei più importanti concorsi internazionali di Fisarmonica, quali quello di Vilnius, proporrà una inusuale versione di tre dei più noti concerti per tastiera di Johann Sebastian Bach.

 

Un dittico di concerti che integra lo splendore delle linee e delle geometrie barocche con la maestosità del Complesso vanvitelliano. I concerti, inclusi nel costo del biglietto di ingresso/abbonamento al Museo, rientrano nell’ambito bando di valorizzazione partecipata della Reggia di Caserta.

 

I concerti saranno proposti in replica a Capua, presso la Chiesa di S. Domenico, domenica 27 settembre e domenica 11 ottobre alle ore 11,15.

 

L’Orchestra da Camera di Caserta

È un ensemble variabile a seconda dei repertori proposti. Fondata e diretta da Antonino Cascio, ha collaborato, tra gli altri, con Severino Gazzelloni, Pierre Pierlot, Gervase de Peyer, Maxence Larrieu, Jorg Demus, Lya De Barberiis, Edward H. Tarr, Peter Lukas Graf, Bruno Canino, Michele Campanella, Massimiliano Damerini, Cristiano Rossi, Andras Adorjan, Susan Milan, Claudia Antonelli, Alain Meunier, Paolo Bordoni, Rocco Filippini, Alexei Volodin, Herbert Schuch, Sir James Galway, Xavier de Maistre, Sergey Nakariakov e i vincitori dei più importanti concorsi internazionali; ha recuperato e proposto inediti di vari autori ed ha tenuto concerti in Italia ed all’estero, inaugurando anche importanti festival – tra gli altri, Festival Cantelli, Festival Paganini, Vienna, Salisburgo / Mozarteum, Bratislava / Filarmonica.

 

Cristiano Brusini

Nato a Udine nel 2007, ha iniziato gli studi musicali all’età di tre anni. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali, ottenendo anche primi premi assoluti tra cui, nel 2019 al Concorso Internazionale Antonio Salieri di Legnago, nel 2021 al Concorso BMTG Intercontinental Competition di New York, suonando poi alla Carnegie Hall e nel 2025 al Concorso Lilian Caraian nonché al Premio Nazionale delle Arti del MIUR. Collabora con varie formazioni orchestrali e cameristiche e da cinque anni è invitato al Music System Italy. Ha partecipato a corsi di perfezionamento tenuti da Giuseppe Bodanza, Marco Braito, Andrea Giuffredi, Marco Pierobon, Ottaviano Cristofoli, Jure Gradisnik, Andrea Tofanelli, Marco Bellini e Bertold Stecher, nel 2026 ha conseguito cum laude il Diploma Accademico di I Livello presso il Conservatorio di Udine e prosegue gli studi con Bertold Stecher dei Berliner Philharmoniker presso la Hochschule für Musik Hanns Eisler di Berlino.

 

Luigi Gordano (Premio delle Arti 2021).

Fisarmonicista, si è diplomato con lode e menzione presso il Conservatorio di Salerno, ottenendo anche la borsa di studio Rotary Club quale migliore diplomato. Ha tenuto concerti in America, tra cui a New York / Carnegie Hall, Covington Center of Performing Arts della Redford University, a Fine Art Center in Virginia, University Club di New York ed ha vinto vari concorsi Internazionali: Premio delle Arti del MIUR, Accordion Competition Vilnius, Città di Belluno, Rovere d’oro, Diapason d’ oro e Castelfidardo. Per la EMA Vinci ha inciso il CD Golden Age e alcuni concerti di Bach.

 

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CALENDARIO DETTAGLIATO

 

Sabato 26 settembre ore 20.00 (nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio)

In Cappella Palatina (Reggia di Caserta)

 

Archi Ensemble

dell’Orchestra da Camera di Caserta

con

Cristiano Brusini tromba

Premio delle Arti del MIUR 2025

 

Tommaso Albinoni

(1671 – 1751)

Concerto in re minore op.9 n.2 per tromba e archi

(dall’originale per oboe)

 

Henry Purcell

(1659 – 1695)

Sonata in re maggiore per tromba e archi

Antonio Vivaldi

(1678 – 1741)

Concerto in sol maggiore per archi F XI/41

Heinrich Stölzel

(1690 – 1749)

Concerto in re maggiore per tromba e archi

Giuseppe Torelli

(1650 – 1700)

Concerto n.6 in re maggiore per tromba e archi

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Sabato 10 ottobre ore 17.30

In Cappella Palatina (Reggia di Caserta)

 

Archi Ensemble

dell’Orchestra da Camera di Caserta

con

Luigi Gordano tromba

Premio delle Arti del MIUR 2021

 

Johann Sebastian Bach

(1685 – 1750)

Concerto in fa minore per tastiera e archi BWV 1056 *

Concerto in sol minore per tastiera e archi BWV 1058 *

Concerto in re minore per tastiera e archi BWV 1052 *

*dall’originale per clavicembalo

 

I concerti saranno proposti in replica a Capua presso la Chiesa di S. Domenico domenica 27 settembre e domenica 11 ottobre alle ore 11.15.

 

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L’Orchestra da Camera di Caserta

È un ensemble variabile a seconda dei repertori proposti. Fondata e diretta da Antonino Cascio, ha collaborato, tra gli altri, con Severino Gazzelloni, Pierre Pierlot, Gervase de Peyer, Maxence Larrieu, Jorg Demus, Lya De Barberiis, Edward H. Tarr, Peter Lukas Graf, Bruno Canino, Michele Campanella, Massimiliano Damerini, Cristiano Rossi, Andras Adorjan, Susan Milan, Claudia Antonelli, Alain Meunier, Paolo Bordoni, Rocco Filippini, Alexei Volodin, Herbert Schuch, Sir James Galway, Xavier de Maistre, Sergey Nakariakov e i vincitori dei più importanti concorsi internazionali; ha recuperato e proposto inediti di vari autori ed ha tenuto concerti in Italia ed all’estero, inaugurando anche importanti festival – tra gli altri, Festival Cantelli, Festival Paganini, Vienna, Salisburgo / Mozarteum, Bratislava / Filarmonica.

 

Archi Ensemble

dell’Orchestra da Camera di Caserta

Violini - Alessandro Siniscalco, Rossella Graniero, Gabriella Marchese

Francesco Di Costanzo, Sonia Tramonto

Viole - Fernando Ciaramella *, Desiree Genovese **

Violoncello – Chiara Mallozzi *, Andrea D’Angelo **

Contrabbasso - Ottavio Gaudiano

Cembalo - Giuseppe Rigliaco *

 

* 26 settembre - ** 10 ottobre

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Cristiano Brusini

Nato a Udine nel 2007, ha iniziato gli studi muisicali all’età di tre anni. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali, ottenendo anche primi premi assoluti tra cui, nel 2019 al Concorso Internazionale Antonio Salieri di Legnago, nel 2021 al Concorso BMTG Intercontinental Competition di New York, suonando poi alla Carnegie Hall e nel 2025 al Concorso Lilian Caraian nonché al Premio Nazionale delle Arti del MIUR. Collabora con varie formazioni orchestrali e cameristiche e da cinque anni è invitato al Music System Italy. Ha partecipato a corsi di perfezionamento tenuti da Giuseppe Bodanza, Marco Braito, Andrea Giuffredi, Marco Pierobon, Ottaviano Cristofoli, Jure Gradisnik, Andrea Tofanelli, Marco Bellini e Bertold Stecher, nel 2026 ha conseguito cum laude il Diploma Accademico di I Livello presso il Conservatorio di Udine e prosegue gli studi con Bertold Stecher dei Berliner Philharmoniker presso la Hochschule für Musik Hanns Eisler di Berlino.

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Luigi Gordano

Premio delle Arti 2021

Fisarmonicista, si è diplomato con lode e menzione presso il Conservatorio di Salerno, ottenendo anche la borsa di studio Rotary Club quale migliore diplomato. Ha tenuto concerti in America, tra cui a New York / Carnegie Hall, Covington Center of Performing Arts della Redford University, a Fine Art Center in Virginia, University Club di New York ed ha vinto vari concorsi Internazionali: Premio delle Arti del MIUR, Accordion Competition Vilnius, Città di Belluno, Rovere d’oro, Diapason d’ oro e Castelfidardo. Per la EMA Vinci ha inciso il CD Golden Age e alcuni concerti di Bach.

“La firma del samurai”, il nuovo romanzo di Armando Guarino. Presentazione spettacolo sabato 26 settembre 2026 alla Biblioteca Durante a Napoli

Si presenta, sotto forma di spettacolo musicale, sabato 26 settembre 2026 alle ore 11 il nuovo romanzo di Armando Guarino “La firma del samurai”, un thriller inquietante edito da Homo Scrivens e opera di una delle firme emergenti della detective story italiana. L’appuntamento è a Napoli alla Biblioteca Durante in via Vicaria Vecchia 23, con l’autore e gli scrittori Serena Venditto (direttrice della collana “Gatti neri e vicoli bui” che ospita il titolo) e Giancarlo Piacci, moderati dal direttore della casa editrice, Aldo Putignano. Musiche, canto e recitazione sono a cura di Carmine Maiorano, Simona Quagliuso, Antonio Torino.

Durante la manifestazione verranno fuori i punti cruciali delle pagine più significative del romanzo che parte con l’ispettore Corrado Rota a Milano per indagare sulla morte di Rosina, la prostituta sua ex informatrice. Questo accade mentre alla questura di Napoli la psicologa Susy Scala indaga sugli omicidi di un serial killer in città. Nulla fa pensare a un collegamento fra le vittime, niente suggerisce un movente, nemmeno probabile o apparente.

Per collegare i delitti c’è unicamente un particolare modus operandi: il taglio alla harakiri. La squadra investigativa può iniziare le indagini a partire da un solo indizio: una felpa con delle ali stampate indossata dal killer, definito dai media Il samurai. La prefazione è di Luca Crovi.

Armando Guarino è nato a Napoli. Con il romanzo Ben Moussa, il bambino nello specchio (Santelli editore 2022) ha vinto il premio Publio Virgilio Marone. Con Homo Scrivens sta pubblicando la serie crime dedicata alla psicologa Susy Scala e all’ispettore Corrado Rota, protagonisti di La solitudine dei corpi (2023) e Un attimo prima di morire (2024), premio della giuria al Garfagnana in giallo 2025, e del racconto nell’antologia Mentre tutti dormono, con Sara Bilotti e Martin Rua.

La cultura, i ricordi e la Storia del territorio prendono vita al Comune di Palma Campania con MUSEPA

Attraverso i reperti esposti e le testimonianze del passato, i visitatori potranno compiere un viaggio nel tempo per riscoprire le tradizioni secolari e le figure che hanno segnato la storia della città.

MUSEPA non sarà solo un luogo di conservazione, ma un vero e proprio centro culturale.

Verrà presentato nella giornata del 2 ottobre 2026, presso largo De Curtis, a via Municipio, Musepa. Un museo che raccoglie – all'interno del secondo piano del palazzo municipale – documenti, fotografie, diorama, cimeli, oggetti e testimonianze cinematografiche di una Palma che continua a vivere.
Musepa è un’iniziativa che nasce lungo la scia del successo ottenuto dalla rassegna "Palma è", un format ideato un anno fa dalla Michelangelo 1915 Editore, che ha permesso alla comunità locale ed ai numerosi appassionati di storia del territorio di conoscere e di apprezzare i tesori nascosti di Palma Campania: dagli antichi palazzi ai personaggi illustri che l’hanno resa celebre.
Quell’esperienza ha dato la spinta all'istituzione di un’associazione culturale, che – in partnership con l’Amministrazione Comunale – si propone di ampliare e di arricchire questo percorso attraverso l’istituzione di un Museo.
Il 2 ottobre saranno presentate le diverse sezioni dedicate: dall’Archeologia al Carnevale, dai Personaggi illustri ad una “Palma inedita”, oltre a spazi e temi speciali. Un risultato che è frutto dell’importante quanto enorme lavoro di ricerca condotto nel corso degli anni da quanti si sono impegnati per realizzare un luogo che vuole rappresentare non soltanto un punto in cui conservare la memoria storica di Palma Campania, ma essere un vero e proprio centro culturale.
«L’apertura di Musepa, Museo di Palma Campania, rappresenta la concretizzazione di un'idea visionaria, la realizzazione di un progetto ambizioso, un sogno ricorrente che diventa realtà. – afferma il dottor Claudio Ferrara, referente del progetto – Il paziente lavoro di raccolta di documenti, la convergenza di competenze a servizio di un progetto condiviso e, soprattutto, la radice comune dell’amore profondo per il proprio territorio hanno portato alla creazione di un luogo straordinario dove ogni singolo oggetto racconta chi siamo stati. Un immenso patrimonio che offre alle nuove generazioni la chiave perfetta per comprendere il presente ed immaginare il futuro».
All'interno della Casa Comunale i documenti storici hanno preso nuova vita. Nelle diverse sale saranno esposte copie e originali di tre secoli fa, veri e propri monumenti di inchiostro scampati al tempo, e si potranno trovare testimonianze di eccezionale 


importanza, capaci di raccontare la vivacità intellettuale, i dibattiti politici e la vita quotidiana di un'epoca lontana.
«Musepa è e sarà sempre patrimonio di tutti, e ciascuno di noi – nessuno escluso – potrà contribuire a ricostruire l'identità della nostra comunità con l’apporto di materiale e idee attinte dalla propria storia familiare e personale», conclude Ferrara.
«Elogiamo questo progetto ambizioso e sosteniamo questa iniziativa unica, che si rivolge a tutti: scuole, giovani e anziani del territorio, ma anche turisti ed esperti. – dichiara Nello Donnarumma, sindaco di Palma Campania – Attraverso i reperti esposti e le testimonianze del passato, i visitatori potranno compiere un viaggio nel tempo per riscoprire le tradizioni secolari e le figure che hanno segnato la storia di Palma Campania. Un percorso che si configura idealmente con una delle “mission” più marcate di questa Amministrazione: valorizzare l’importante patrimonio storico, culturale e artistico di cui è ricca la nostra città».


Castellammare di Stabia. Serena Bortone al Teatro Karol con il romanzo Le dirimpettaie venerdì 25 settembre 2026 per la rassegna Platealmente

3 donne, un pianerottolo, un’amicizia
Venerdì 25 settembre 2026, alle ore 19, la giornalista e scrittrice
ospite della rassegna “PLATEALMENTE – dal libro alla scena”.

Un pianerottolo può diventare il luogo in cui nascono confidenze, complicità e legami capaci di attraversare una vita intera. È questo lo spazio simbolico e quotidiano al centro di Le dirimpettaie, il romanzo di Serena Bortone, edito da Rizzoli, che sarà presentato venerdì 25 settembre alle ore 19.00 al Teatro Karol di Castellammare di Stabia, in via Allende.

L’incontro rientra nella rassegna “PLATEALMENTE – dal libro alla scena”, a cura di Casa del Contemporaneo, in collaborazione con Hotel Stabia e Taverna Mafalda.

Nel romanzo Maria, Gabriella e Tina si incontrano sul pianerottolo e, giorno dopo giorno, diventano indispensabili l’una per l’altra. Tre donne cresciute in una società che assegna ruoli rigidi, alle prese con matrimoni spesso più dettati dalla convenienza che dall’amore, maternità vissute tra responsabilità e ambivalenze, desideri repressi, tradimenti e fughe. Le loro vicende personali si intrecciano con le grandi trasformazioni della società italiana: dagli anni del boom economico e della Dolce Vita alla rivoluzione culturale del Sessantotto, dall’emancipazione femminile all’introduzione del divorzio, fino ad arrivare al Capodanno del nuovo millennio.

Attraverso le storie delle tre protagoniste, Le dirimpettaie racconta così un Paese che cambia e, insieme, il percorso di donne che cercano di riconquistare la possibilità di scegliere la propria vita. «Il romanzo mette in scena il passaggio da un modello familiare fondato su ruoli prestabiliti a una nuova idea di libertà e autodeterminazione. Una storia che parla di noi, delle nostre madri, e di tutto quello che ci portiamo ancora addosso quando proviamo a scegliere la nostra vita» conclude in una nota l’autrice.

Sul palco, insieme a Serena Bortone, ci saranno i curatori della rassegna, la professoressa Eliana Bianco e il giornalista Pierluigi Fiorenza. Ad arricchire l'appuntamento sarà la partecipazione della docente Anna Di Capua, che leggerà alcuni brani del romanzo.

A conclusione dell'incontro sarà possibile acquistare il libro e partecipare al firmacopie, grazie alla presenza di Ubik Castellammare, partner dell’evento.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Il Teatro Karol è in Via Allende – Castellammare di Stabia (Garage Italia in convenzione). Per informazioni e prenotazioni 08118247921. Più info online e alle pagine social @teatrokarol e www.casadelcontemporaneo.it – www.teatrokarol.it

LUCCA COMICS & GAMES 2026: LEGACY FINAL KEYNOTE

Dal 28 ottobre al 1 novembre 2026 si festeggia l’anniversario Diamond del festival con grandi ospiti, anteprime internazionali, incontri unici, e un programma sempre più ricco di eventi, padiglioni, linguaggi e culture del mondo.

 Nasceva 60 anni fa Lucca Comics & Games. Oggi, nel giorno del suo compleanno, è stato presentato il programma generale di ospiti e iniziative della prossima edizione del festival. Era esattamente il 24 settembre del 1966 quando tutto ebbe inizio, ad oggi la manifestazione si prepara a celebrare il suo Anniversario Diamond da mercoledì 28 ottobre a domenica 1° novembre tra le strade, le piazze e i palazzi storici di Lucca insieme alla sua comunità in cammino, con cui condivide il patrimonio di valori, storie e sogni che compongono l’eredità da trasmettere alle nuove generazioni: la LEGACY di Lucca Comics & Games. Ed è Legacy il tema di quest’anno, per ripercorrere la storia della manifestazione, ma anche per guardare al futuro, attraverso il passaggio di testimone, o meglio, di matita, alle nuove generazioni. A rappresentare tutto questo, il manifesto, realizzato dal maestro assoluto del fumetto internazionale Claudio Castellini, a cui Lucca dedica la mostra Tocchi da maestro al palazzo delle esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca, che traccia le tappe fondamentali della carriera dell’artista che, dall’Italia agli Stati Uniti, ha ridefinito l’estetica del supereroismo moderno.

 

Claudio Castellini firma il primo meta-poster di Lucca Comics & Games, facendo tornare i personaggi che hanno abitato i manifesti storici del festival: l’eroina d’oro ’Lu’ di Zerocalcare che rappresenta ogni visitAutore di Lucca, il ’Sandokan’ di Don Maitz, simbolo dell’avventura classica, il gorilla col robot di Phil Hale a rappresentare la trasformazione, ’Lady Hope’ di Ted Nasmith per uno sguardo al futuro pieno di speranza, e infine il drago di Ciruelo che, come l’arrivo della manifestazione, rende fantastica la città. Generazioni di immaginari diversi, riunite in un’unica, dettagliatissima immagine che porta con sé riferimenti, citazioni, easter eggs, con al centro un supereroe, un gigante che sorregge una bambina, la Yellow Kid, che solleva la sua matita. E una bambina a cui Castellini ha donato la matita esiste davvero: è Louise Stéphant, giovane talento, vincitrice del Petit Fauve del Festival International de la Bande Dessinée d’Angoulême, a cui è stato chiesto di realizzare la variant cover del poster di quest’anno, che verrà svelata il giorno dell’inaugurazione di Lucca Comics & Games 2026, il 28 ottobre 2026 al Teatro del Giglio Giacomo Puccini. Un passaggio di testimone tra una generazione e l’altra che si inserisce proprio nella visione Legacy, celebrata quest’anno e da sempre tradizione per la manifestazione. È proprio questo, infatti, che fa da sei decenni la community di visitAutori (così il festival definisce il suo pubblico), è questa la vera anima di Lucca Comics & Games: ricevere un immaginario e riscriverlo, facendolo suo.

 

Una biografia collettiva che ha creato il solco in quella che è oggi la cultura pop mondiale e che quest’anno vuole tornare alle sue origini e ai suoi luoghi. L’Italia, dove Lucca Comics & Games è nato, proprio il 24 settembre del 1966 diventando un’eccellenza del Made in Italy, che negli anni ha superato i suoi confini, diventando il luogo dove sperimentare, incontrare, amare, fare amicizia, crescere, giocare, guidato da un ideale di inclusione, uniti nella diversità. Proprio come cita il motto dell’Unione Europea – con cui la manifestazione condivide i valori – e che, con il Parlamento, patrocineranno questa edizione mettendo al centro il nostro paese e la risonanza mondiale del festival.

 

Si prepara dunque un’edizione speciale, il racconto di una storia dalle radici lontane e ben salde. Un immaginario collettivo che si crea e si trasforma, si conferma solido e vivo – proprio quest’anno sarà la Lucca con più stand e padiglioni di sempre – e si proietta nel domani.

 

 

60 ANNI DI STORIA. LA LEGACY DI LUCCA COMICS & GAMES 2026

Tantissime le iniziative LEGACY attese a Lucca per celebrare i 60 anni di storia: si apriranno le porte della mostra Legacy di Palazzo Guinigi, si potrà giocare al nuovo videogioco Luke & Clea e si potrà assistere alla proiezione del documentario RAI dedicato all’occasione. Diverse le anime di Lucca Comics & Games con cui poter raccontare l’eredità, il patrimonio di un festival, e per costruire insieme nuovi immaginari.

 

LA MOSTRA LEGACY A PALAZZO GUINIGI (dal 3 ottobre 2026, Palazzo Guinigi)

Per celebrare i suoi sessant’anni, Lucca Comics & Games apre al secondo piano di Palazzo Guinigi “Lucca Legacy: a comics and games story”. La Mostra è un progetto di Lucca Crea in partnership con POLI.design del Politecnico di Milano, con la supervisione Scientifica di DISEGS – Dipartimento di Studi Socio-Economici, Gestionali e Statistici Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e la partecipazione del Fondo Bono, Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Realizzata con il supporto del Comune di Lucca, con la collaborazione di Rai Teche, partner culturale, e grazie al contributo di numerosi collaboratori che si alterneranno nel tempo.

Il progetto racconta la storia del Festival non come un archivio, ma come un organismo vivo da attraversare e modificare insieme ai VisitAutori. Il secondo piano dello storico palazzo diventa una piattaforma culturale permanente, pensata per evolvere nel tempo. Come nei giochi legacy, infatti, il pubblico potrà intervenire sulla mostra e lasciare un proprio segno. A guidare i visitatori sono Luke e Clea, le mascotte create da Sergio Algozzino. Il percorso si può seguire sala per sala, con il paper game Check Point Legacy oppure con le sfide interattive dell’App dedicata. Il viaggio si snoda tra nove ambienti. In Cover Stories le storie del Festival si sfogliano come vinili, in Time Machine scorrono i poster storici della manifestazione e il Tree of Strips raccoglie i nomi di centinaia di artiste e artisti. Si prosegue con i ricordi e le voci nella Legacy Room, i fumetti e i giochi premiati del Roll of Honor e l’esperienza sensoriale della Dreamers Room. Nella Hall of Games ci si può sedere a giocare dal vivo. Chiude il percorso The Vault, uno speciale caveau accessibile solo secondo regole precise, dove ognuno può depositare un oggetto d’affezione legato a Lucca Comics & Games.
E proprio questi oggetti potranno diventare nuove Cover Stories o entrare nel nascente Museo del Fumetto di Lucca che, sempre al secondo piano di Palazzo Guinigi, verrà raccontato in una sala progettata da NEXT Urban Solutions – che già ha ideato il progetto nella futura sede nell’ex Manifattura Tabacchi – con la Professoressa Anna Villari, museologa, e il video concept, firmato dall’architetto e visual designer Stanislao Cantono di Ceva.

 

LUKE & CLEA – A QUEST FOR LEGACY

Per il suo 60esimo anniversario Lucca Comics & Games ha prodotto un videogioco: Luke & Clea – A Quest for Legacy, un pixel game in 16 bit ispirato ai videogames anni Ottanta. È disponibile gratuitamente per iOS e Android da oggi 24 settembre, il giorno in cui, nel 1966, è nato il festival. Il gioco segue i fratelli Luke e Clea, risucchiati dalla console, in una Lucca parallela in pixel art. Devono attraversare 6 livelli ambientati nei luoghi simbolo della manifestazione: Torre Guinigi, Torre delle Ore, Anfiteatro, Duomo, Mura e Teatro. In ognuno liberano una delle storiche mascotte e recuperano un frammento del Diamante, distrutto dal villain, Colui Che Non Sa Più Sognare. Lungo il cammino si incontrano come personaggi (NPC) artisti e ospiti che da anni fanno la storia del festival, tra cui Licia Troisi, Frankie hi-nrg mc, Damiano Carrara, Cristina Scabbia e Karl Kopinski. L’ultimo livello si sblocca il 28 ottobre, giorno di apertura del festival.

 

IL DOCUMENTARIO RAI: “60 VOLTE LUCCA”
Rai Cultura celebra il 60° anniversario di Lucca Comics & Games con 60 volte Lucca: L’avventura storia di Lucca Comics & Games, lo speciale scritto e diretto da Enrico Platania che ripercorre la lunga storia della manifestazione, il più antico festival al mondo dedicato al fumetto e alla cultura pop. Un racconto sul filo della memoria, attraverso le testimonianze di chi oggi lavora all’organizzazione dell’evento e i preziosi contributi di Rai Teche. Dalla nascita del “Salone Internazionale dei Comics” nel 1966 alla trasformazione in un appuntamento capace di intrecciare fumetto, animazione, illustrazione e gioco, lo speciale racconta l’evoluzione di Lucca e del suo pubblico. Un percorso che riflette i profondi cambiamenti dell’immaginario culturale italiano e internazionale e che ha visto la manifestazione anticipare e accompagnare le trasformazioni dell’industria editoriale e dell’intrattenimento. Approfondire la storia di un grande evento è il modo migliore per leggerne la complessità nel presente. Il documentario andrà in onda su Rai5 martedì 27 ottobre in seconda serata, alla vigilia dell’inizio della manifestazione, e sarà poi subito disponibile su RaiPlay.

 

 

MOSTRE

I palazzi storici di Lucca aprono le porte e regalano uno spazio senza tempo, per le mostre di Lucca Comics & Games. Già annunciate le mostre di Palazzo Guinigi, che ospiterà la prima grande mostra dedicata ai 60 anni del festival, attraverso il progetto inedito sviluppato insieme a POLI.design, ma anche la mostra dedicata agli 80 anni di Lucky Luke, leggendaria creatura nata dal genio grafico e narrativo di Morris con una straordinaria selezione di tavole originali direttamente dagli archivi del Maestro, e l’esposizione dedicata alla fumettista americana Tillie Walden, voce della GenZ, per la prima volta in Italia. Ma non solo. La storia di un’epoca, di una città e di un panorama culturale arriva a Lucca: lo sguardo di Valentina sulla Milano degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta e del suo autore, Crepax, vero interprete del proprio tempo. Moltissima attesa per la prima, grande, mostra dedicata alla leggenda del fumetto, il Sensei Go Nagai, l’autore che ha cambiato l’immaginario di intere generazioni e che sarà protagonista di Lucca Comics & Games 2026. E poi ancora Giappone con l’esposizione alla Japan Town dedicata agli Spokon, un viaggio nello sport che ha creato un vero e proprio nuovo genere narrativo.

 

GO NAGAI: SOLE, CUORE E ACCIAIO (28 ottobre - 1° novembre, Fondazione Banca del Monte)

Angeli di metallo e demoni nel cuore: Lucca Comics & Games rende omaggio a Go Nagai, l’autore giapponese che con le sue creazioni ha rivoluzionato il mondo dei manga e degli anime e marchiato in modo indelebile l’immaginario collettivo di un’intera generazione. Protagonisti assoluti sono i giganti d’acciaio di Go Nagai, come i robot Mazinga Z e Goldrake. Il primo capitolo fondamentale nell’evoluzione del genere mecha in Giappone, il secondo divenuto qui da noi un fenomeno di costume e simbolo di un’epoca, oltre che testa di ponte per l’invasione, assolutamente pacifica, degli anime giapponesi. A seguire infatti il fatidico 1978, arrivano tante altre creazioni robotiche amatissime dal pubblico italiano, come Jeeg, il Grande Mazinga e Getter Robot. Dai robot si passa poi al capolavoro del sensei, Devilman. Il provocatorio, sfrenato ritratto dei demoni che abitano l’uomo, ispirato al maestro dall’edizione della Divina Commedia illustrata da Gustave Doré. Ed è proprio a Dante che si torna infine con la versione a fumetti della Commedia realizzata dal Sensei, che con amore ha mosso il Sole e tante altre stelle.

 

VALENTINA: TRE DECENNI DI MILANO NELLO SGUARDO DI UN’ICONA (3 ottobre - 1° novembre, Palazzo Guinigi)

Con un’improvvisa fiammata italiana, a metà degli anni ’60, il fumetto europeo diventa adulto. Linus (1965), la Valentina di Crepax (1966), Corto Maltese di Pratt (1967), La rivolta dei racchi di Buzzelli (1967), il Poema a fumetti di Buzzati (1969): in un dialogo serrato con la Francia e da sempre aperto alle influenze americane, in quel decennio cruciale il fumetto italiano è probabilmente il più vitale e innovativo al mondo. In questa violenta fiammata, Valentina funge da sonda lanciata dal Fumetto verso altre costellazioni culturali. Cinema, moda, arte contemporanea, fotografia, letteratura, musica, ovviamente fumetto: tutto entra nel fitto dialogo che, tramite Valentina, Guido Crepax intreccia con la cultura internazionale più aggiornata. Se allora Valentina era sia antenna che parte in causa di un vivace dialogo culturale, oggi è un’incredibile capsula del tempo, capace di restituire uno spaccato, forse il più completo e sfaccettato possibile, di un periodo storico talmente ricco di tutto che un confronto con l’oggi rischia di risultare impietoso. Attraverso un’accurata selezione di tavole, quasi tutte mai viste dal vivo in occasioni recenti, la mostra si propone di restituire il respiro degli anni ’60, ’70 e ’80 a Milano, uno spazio e un tempo che, nelle tavole di Crepax e nello sguardo di Valentina, trovano la più illuminante delle rappresentazioni. La mostra è realizzata grazie alla collaborazione dell’Archivio Crepax.

SPOKON: SPORT, LACRIME E VITTORIA! LA MOSTRA AL JAPAN TOWN (28 ottobre - 1° novembre, Japan Town)
Al Japan Town Lucca Comics & Games si celebra lo sport in tutte le sue declinazioni con la grande mostra SPOKON, SPORT LACRIME E VITTORIA!, dai grandi classici anni Settanta ai fenomeni contemporanei. Un viaggio emozionante nel genere narrativo che ha rivoluzionato l’immaginario del fumetto e dell’animazione giapponese. L’esposizione ripercorre l’evoluzione dello spokon (da “sport” e “spirito”) a partire dai capostipiti che hanno dato via al genere: l’epica rivalità di Rocky Joe, le passioni di Mimì e la nazionale di pallavolo (Attack n.1), l’eleganza di Jenny la tennista e la determinazione di Tommy la stella dei Giants. Un filo conduttore che unisce i grandi pionieri ai successi degli anni 80-90 con un occhio di riguardo a Capitan Tsubasa (Holly e Benji) e Slam Dunk fino ai più recenti Haikyu!! e Blue Lock. Attraverso disegni originali, cel d’animazione, memorabilia d’epoca provenienti dal Sol Levante e glorioso merchandising italiano, la mostra, curata da Giorgia Vecchini con il supporto di Alessandro Apreda (Doc Manhattan), esplora come il sacrificio, la determinazione e il riscatto abbiano trasformato la competizione atletica in una metafora di vita universale.

 

LUCCA IS A LEGACY GAMES DI ANDREA ANGIOLINO (28 ottobre - 1° novembre, Padiglione Carducci)
Per tutti gli appassionati di games, il termine “Legacy” indica una delle più recenti innovazioni nel mondo del gioco da tavolo: un filone di titoli fortemente narrativi, in cui il gioco si modifica di partita in partita, tenendo conto di ciò che accade al tavolo per personalizzare il corso delle partite e trasformandosi a volte in un esemplare unico al mondo. Nato 15 anni fa da un’idea di Rob Daviau, già ospite delle scorse edizioni di Lucca Comics & Games, il Legacy Game ha dato vita a una ricca serie di uscite alle quali dedicheremo la mostra Lucca is a Legacy Game curata da Andrea Angiolino. Gli oggetti della mostra tracimeranno dalle vetrine dell’esposizione fino ai tavoli del Games Café, per offrire al nostro pubblico l’occasione di provare alcuni dei titoli più interessanti di questo genere.

 

COMICS

L’area Comics è al centro dell’esperienza dei visitatori e visitatrici nel centro cittadino, con le proposte di oltre 80 editori italiani e internazionali e oltre 400 ospiti da tutto il mondo. Oltre al padiglione Napoleone – che anche quest’anno include l’intera piazza in un’enorme tensostruttura a campata unica di oltre 3000 mq dedicati al fumetto – e al Padiglione Napoleone 2, la Nona Arte sarà protagonista di Piazza del Giglio con spazi dedicati al collezionismo, alle grandi gallerie d’arte e agli stand personali di artisti pronti a realizzare commission o a vendere le loro tavole originali. Segna un record il numero di padiglioni monografici nelle piazze e sui baluardi delle mura cittadine, ben dieci, che vanno a comporre un’offerta unica a livello mondiale per tutti gli appassionati e appassionate del fumetto in tutte le sue declinazioni.

 

Gli autori e autrici oggi annunciati arriveranno da tutta Europa ma anche da Stati Uniti, Canada, Giappone, Cina, Corea, Taiwan, Argentina, Ucraina, Russia, Libano, Iran, Egitto e Palestina. Un record di presenze per gli ospiti asiatici, con 15 autori e autrici giapponesi, 5 taiwanesi, 2 cinesi, 2 coreani.

 

SCOPRENDO LA NONA ARTE ASIATICA

Anche in questa edizione Lucca Comics & Games regala al suo pubblico un parterre eccezionale di autori e autrici provenienti da ben quattro Paesi asiatici, valorizzando grandi maestri e nuove proposte della migliore produzione manga, manhwa e manhua. Dal Giappone arriva un vero evento: il Sensei Go Nagai, tra i padri del manga e creatore di Divina Commedia, Devilman, Mazinger Z, e UFO Robot Grendizer (28-30/10). Numerose le autrici giapponesi che, attraverso diverse generazioni e stili, esplorano tutte le sfumature del manga. Tunué ospita il pluripremiato duo Gurihiru (28/10-01/11), il duo di fumettiste e illustratrici giapponesi formato da Chifuyu Sasaki alle matite e chine e ai colori Naoko Kawano (Avatar: The Last Airbender, Unico), mentre Star Comics porta Yuu Watase (30/10–01/11), autrice di Fushigi Yuugi. E ancora J-POP Manga con Saka Mikami, fumettista di fama mondiale nata a inizio 2000 (The Fragrant Flower Blooms with Dignity), Panini Comics accoglie Paru Itagaki, autrice di Beastars e Sanda (29–31 ottobre) e riporta Peach Momoko, diventata una delle figure più rivoluzionarie del fumetto americano moderno con Marvel Comics. E ancora presente per l’intera manifestazione anche l’autrice Marco Kohinata (Mangaverse), per la prima volta in Italia, e Miyako Cojima con Hikari. Furuya Usamaru con l’edizione integrale di Litchi Hikari Club (Coconino Press); Shintaro Kago con Hollow Press – casa editrice che porterà anche Tetsunori Tawaraya con l’anteprima del suo nuovo fumetto, Zalic – e, con In Your Face Comix, saranno presenti Kōichi Matsuda, con l’anteprima assoluta di Unmei, e Minoru Sugiyama, autore di Girl Device e Mother Cosmos (edito in Italia da Star Comics) mentre la Lucca Manga School ospiterà Yoshiyasu Tamura. Il viaggio si sposta in Corea, con due autori presenti per tutto il festival: JH, autore di Ho qualcosa da dirti e The Horizon (ReNoir Gaijin) e vincitore dello Yellow Kid Fumetto dell’Anno 2025 e l’illustratrice Cheong-gwa (The Broken Ring: This Marriage Will Fail Anyway, Jundo). Anche la Cina regala sorprese con Jundo, che porta il beniamino dei webtoon Liang Azha (All of You, Checkmate! Capture My Heart e Starting With a Lie), presente tutti i giorni, e il regista Li Haoling, creatore di Link Click, una delle figure più influenti della nuova animazione cinese che sarà ospite (30-31/10). Infine, si arriva a Taiwan, con cinque autori presenti per l’intera manifestazione: Toshokan ospita Chang Sheng, candidato agli Eisner Awards 2026 in ben due categorie (un vero primato per un artista di Taiwan). Grazie alla collaborazione con Taiwan Comics, Toshokan porterà anche Nownow (Guardienne. Il canto delle donne invisibili) mentre Mondadori porta Karmarket (Riposa in pezzi). Completano il gruppo di Taiwan Comics Li Lung-Chieh e Lang-Chi, entrambi inediti in Italia.

La FAO nomina la comunità di Pollica "Eroe del Cibo", da New York straordinario riconoscimento ai custodi della Dieta Mediterranea

Da New York, Maurizio Martina annuncia il riconoscimento alla comunità custode della Dieta Mediterranea per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. L’annuncio durante la conferenza dedicata a Dieta Mediterranea e salute pubblica, organizzata alla New York University in occasione della settimana dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La FAO nomina la Comunità di Pollica “Eroe del Cibo” della prossima Giornata Mondiale dell’Alimentazione, celebrando l’intera comunità cilentana per il ruolo svolto nel custodire e mantenere vivo il patrimonio della Dieta Mediterranea.

Ad annunciarlo da New York è stato Maurizio Martina, Vice Direttore Generale della FAO, intervenuto alla conferenza “Food for Health • Food for Earth”, dedicata alla Dieta Mediterranea e alla salute pubblica, tenutasi alla New York University in occasione della settimana dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, organizzata dal Future Food Institute. A essere riconosciuta è Pollica nel suo insieme: pescatori, agricoltori, cuochi, artigiani, famiglie, bambini, ricercatori e istituzioni che, attraverso gesti quotidiani, conoscenze e tradizioni tramandate nel tempo, continuano a custodire, praticare e rendere vivo il patrimonio della Dieta Mediterranea.

Un riconoscimento che assume un valore ancora più significativo perché racconta la Dieta Mediterranea non semplicemente come un modello alimentare, ma come un sistema vivente, capace di tenere insieme cibo e salute, biodiversità e territorio, cultura e conoscenza, relazioni umane e senso di appartenenza.

Nella storia dedicata a Pollica, la FAO racconta un territorio in cui questo patrimonio continua a vivere ogni giorno. Da Acciaroli a Pioppi, il mare e la pesca tradizionale, gli ulivi, i fichi, i legumi, gli orti e i semi locali diventano parte di un unico racconto fatto di persone, paesaggio e saperi. La tavola condivisa non è soltanto il luogo del pasto, ma lo spazio nel quale si costruisce comunità e la conoscenza passa da una generazione all’altra. È proprio a Pioppi che Ancel e Margaret Keys trascorsero lunghi periodi della loro vita e dei loro studi, contribuendo a portare all’attenzione internazionale quel modello alimentare e culturale che sarebbe diventato universalmente conosciuto come Dieta Mediterranea.

La stessa comunità arriva a New York e, grazie al Future Food Institute e il Centro Studi Dieta Mediterranea del Comune di Pollica, porta il convivio e la gastrodiplomazia nel cuore della settimana dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con CONVIVIUM, la casa italiana aperta nell’East Village. Qui la tavola diventa uno strumento di diplomazia: uno spazio concreto di incontro, ascolto e cooperazione. Colazioni, incontri, workshop, conversazioni, degustazioni e cene riuniscono attorno allo stesso tavolo istituzioni internazionali, scienziati, sindaci, imprese, innovatori e comunità per affrontare alcune delle grandi questioni del nostro tempo: salute pubblica, sistemi alimentari, acqua, clima, biodiversità, cultura e pace. È gastrodiplomazia nel suo significato più concreto: usare il cibo e il gesto universale del sedersi insieme non come cornice degli incontri, ma come strumento per costruire relazioni, fiducia, cooperazione e azione.

È anche il modo con cui Pollica sta portando a New York una delle lezioni più profonde della Dieta Mediterranea: il futuro non si costruisce soltanto nelle sale delle conferenze. Molto spesso comincia attorno a una tavola.

“Il riconoscimento della comunità di Pollica come Food Hero della FAO ha un valore straordinario proprio perché mette al centro le persone e la comunità”, afferma il Sindaco di Pollica Stefano Pisani. “È la conferma che la Dieta Mediterranea è un patrimonio vivo: esiste perché c’è una comunità che ogni giorno continua a praticarla, custodirla, innovarla e trasmetterla. Ed è esattamente questo lo spirito che abbiamo portato a New York con CONVIVIUM. Sedersi alla stessa tavola significa condividere non soltanto il cibo, ma conoscenza, responsabilità e futuro. Pollica ci mostra come un territorio possa diventare laboratorio di trasformazione e come un patrimonio profondamente locale possa parlare al mondo, dichiara Sara Roversi, Presidente del Future Food Institute.

Il riconoscimento della FAO arriva inoltre in un anno storico per la Dieta Mediterranea, che si prepara alla prima osservanza della Giornata Internazionale della Dieta Mediterranea, il prossimo 16 novembre. Pollica sarà in prima fila, portando con sé la voce di una comunità che da generazioni dimostra che custodire un patrimonio significa continuare a farlo vivere, evolvere e trasmettere.

Da Pollica a New York, il messaggio è lo stesso: la Dieta Mediterranea non è soltanto un’eredità da conservare. È un patrimonio da vivere e uno strumento contemporaneo per costruire salute, sostenibilità, comunità, dialogo e pace. E oggi la FAO riconosce come Food Hero proprio la comunità che, ogni giorno, continua a renderlo vivo.

 



America's Cup, la Regione Campania presenta Vento di Campania con Road Tour 2027

Il 27 settembre 2026 a Napoli l’anteprima del progetto dell’Assessorato all’Agricoltura dedicato alla scoperta dei territori, dei paesaggi e delle eccellenze regionali.

Napoli come punto di partenza di un viaggio alla scoperta dell’intera regione. In occasione della 38ª America’s Cup, la Regione Campania presenta in anteprima “Vento di Campania – Road Tour 2027”, il progetto pensato per accompagnare i protagonisti e gli ospiti della competizione alla scoperta dei territori campani, delle produzioni agroalimentari e vitivinicole, dei paesaggi e del patrimonio culturale della regione.

Domenica 27 settembre 2026 l’iniziativa dedicata ai team dell’America’s Cup e ai rappresentanti dell’organizzazione, del Ministero e di Sport e Salute: “Siete arrivati a Napoli. Ora scoprite l’intera regione Campania” è il messaggio intorno al quale si svilupperà il racconto. Napoli diventa così il porto di partenza ideale di un viaggio che nel 2027 condurrà alla scoperta delle diverse anime della Campania, mettendo in relazione costa e aree interne, grandi attrattori e luoghi meno conosciuti, paesaggio, agricoltura, cultura ed enogastronomia. Dal Vesuvio ai Campi Flegrei, dalle isole all’Irpinia e al Sannio, dalla Reggia di Caserta a Pompei, fino al Cilento e al Vallo di Diano: “Vento di Campania – Road Tour 2027” costruirà percorsi ed esperienze attraverso i territori, con una particolare attenzione alle aree interne e al patrimonio di produzioni, comunità, borghi e paesaggi che ne caratterizza l’identità.

L’obiettivo è trasformare la grande visibilità internazionale legata all’America’s Cup in un’occasione per promuovere una conoscenza più ampia della Campania e favorire una permanenza sul territorio capace di andare oltre i luoghi direttamente interessati dalla competizione. Agricoltura ed enogastronomia saranno tra i fili conduttori del progetto. Vino, produzioni tipiche e filiere agricole diventeranno chiavi di accesso ai territori e strumenti attraverso i quali raccontare il rapporto tra ambiente, comunità, tradizioni e identità locali. Durante l’iniziativa sarà proposta una prima anticipazione del viaggio attraverso la Campania: una grande mappa della regione avrà Napoli come punto di partenza, da cui si svilupperanno idealmente le diverse direttrici del Road Tour, accompagnate dalle immagini dei territori e delle principali destinazioni.

Un primo assaggio di ciò che prenderà forma nel 2027 attraverso itinerari capaci di integrare enogastronomia, cultura, natura, patrimonio storico e turismo esperienziale, rivolti agli ospiti internazionali che raggiungeranno la Campania in occasione dell’America’s Cup. L’iniziativa sarà anche un momento di incontro con la Campania attraverso i suoi sapori e i suoi vini, espressione dei diversi territori regionali e del patrimonio agricolo che l’Assessorato all’Agricoltura, in collaborazione con i Consorzi di Tutela della regione, intende valorizzare all’interno del progetto.

Con “Vento di Campania – Road Tour 2027”, l’America’s Cup diventa così non soltanto un grande evento internazionale ospitato a Napoli, ma anche un’opportunità per aprire nuove rotte verso l’intera Campania e invitare chi arriverà per la competizione a proseguire il proprio viaggio in una regione dalle infinite destinazioni.

Scampia Music Box dedicato a padre Domenico Pizzuti alla Chiesa Santa Maria della Speranza a Scampia


A Napoli inaugurazione dello "Scampia Music Box": il nuovo spazio dedicato alla musica e ai ragazzi intitolato a Padre Mimì Pizzuti.

Sabato 26 settembre 2026 celebrazione per il gesuita sociologo che per oltre vent'anni ha guidato l'impegno della Chiesa nel quartiere.

Al quartiere di Scampia arriva lo ‘Scampia Music Box’, uno spazio innovativo dedicato a Padre Domenico Pizzuti (Padre Mimì), realizzato in lana di roccia e destinato ad accogliere bambini e ragazzi della comunità parrocchiale. Il progetto rappresenta l’evoluzione del modulo sperimentale MyMode, concepito dal Gruppo Magnanimi con il supporto di ROCKWOOL Italia e ISOPAN, grazie al coinvolgimento del Politecnico di Milano e alla partecipazione di Artigo, e donato alla Chiesa di Santa Maria della Speranza.

L'inaugurazione ufficiale avrà luogo sabato 26 settembre 2026 alle 11 presso la Chiesa di Santa Maria della Speranza in via Arcangelo Ghisleri nr. 5 con una celebrazione eucaristica alla presenza di don Alessandro Gargiulo, Decano dell’VIII Decanato dell’Arcidiocesi di Napoli, e don Eraldo Cacchione, parroco della Chiesa di Santa Maria della Speranza. Saranno presenti, inoltre, autorità ecclesiastiche, istituzionali e del territorio, nonché i rappresentanti delle società coinvolte nel progetto e di Marco Imperadori, professore ordinario del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano, che ha fortemente voluto e curato ogni aspetto di questa donazione. 

Lo ‘Scampia Music Box’ nasce dalla conversione del modulo sperimentale MyMode, realizzato per promuovere tecniche costruttive ecologiche e innovative basate su materiali sostenibili. Dopo le modifiche tecniche definite con il supporto del Politecnico di Milano, lo spazio è stato completamente riqualificato per rispondere ai bisogni della comunità di Scampia. Lo ‘Scampia Music Box’ ospiterà attività musicali e sarà un centro di ascolto grazie alla presenza di psicologici: un cubo pronto a far fiorire l’arte e accogliere le fragilità, punto di riferimento per l’aggregazione giovanile e la cura pastorale. Un luogo che ricorderà la figura di Padre Mimì, per vent’anni ‘prete di frontiera’ nella sua Scampia.

AL VIA LA XIV EDIZIONE DI GIFFONI MACEDONIA

Dal 24 al 29 settembre 2026 a Skopje oltre 400 giovani provenienti da 8 Paesi vivranno un’esperienza unica tra cinema, creatività, dialogo interculturale e partecipazione, con il finanziamento della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura.

Tutto pronto per la XIV edizione di Giffoni Macedonia Youth Film Festival, il progetto internazionale nato nel 2013 che porta in Macedonia del Nord il modello Giffoni, trasformando il cinema in uno strumento di incontro, crescita e confronto tra le nuove generazioni.

Dal 24 al 29 settembre 2026, Skopje accoglierà oltre 400 giovani provenienti da 8 Paesi, protagonisti di un programma che unisce cinema, educazione, creatività e scambio culturale. Nel corso della manifestazione, i giffoner avranno l’opportunità di confrontarsi con coetanei di diverse nazionalità, condividere esperienze e prendere parte a un percorso che da quattordici anni costruisce ponti tra culture e comunità.

Il cuore del festival sarà, come sempre, il programma cinematografico: oltre 60 film selezionati da tutto il mondo offriranno ai partecipanti la possibilità di scoprire opere spesso assenti dai tradizionali circuiti distributivi. Grande spazio sarà riservato anche al cinema italiano, con una significativa presenza di lungometraggi, coproduzioni e cortometraggi.

Accanto alle proiezioni, il festival proporrà otto workshop creativi dedicati a linguaggi, competenze e temi contemporanei. Tra le novità di questa edizione spicca “EKO LAB”, un laboratorio che unisce innovazione e sostenibilità, coinvolgendo i giovani in attività di riciclo creativo attraverso l’utilizzo di stampanti 3D per trasformare materiali plastici in nuovi oggetti.

Uno degli elementi distintivi di Giffoni Macedonia resta il programma di ospitalità internazionale, che permetterà ai partecipanti provenienti da Italia, Danimarca, Romania, Serbia e Kosovo di essere accolti nelle case delle famiglie macedoni. Un’esperienza che va oltre il festival e che contribuisce alla costruzione di relazioni autentiche e durature tra giovani appartenenti a contesti culturali differenti.

«Con grande gioia dei bambini e dei giovani, la storia dell’esperienza Giffoni in Macedonia continua ormai da quattordici anni, da quando il direttore Claudio Gubitosi ha dato vita al festival a Skopje. Il nostro giovane team è entusiasta dell’enorme interesse dimostrato dai ragazzi che desiderano vivere e condividere l’esperienza Giffoni insieme a oltre 400 partecipanti. I giffoner mostrano sempre un forte interesse per il programma cinematografico, che consente loro di scoprire opere che altrimenti non avrebbero la possibilità di vedere nelle sale o in televisione. Siamo particolarmente felici anche per il programma di ospitalità, attraverso il quale accoglieremo nelle famiglie macedoni giovani provenienti da diversi Paesi europei, rafforzando amicizie e relazioni internazionali», afferma Darko Basheski, direttore di Giffoni Macedonia.

«Giffoni Macedonia rappresenta da quattordici anni una delle espressioni più significative della nostra capacità di costruire relazioni internazionali attraverso i giovani e il cinema. Portare il modello Giffoni a Skopje significa creare uno spazio nel quale ragazze e ragazzi di Paesi diversi possono incontrarsi, confrontarsi e riconoscersi, superando confini geografici e culturali. Il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura conferma il valore di questa esperienza e l’importanza di continuare a investire nella dimensione internazionale della cultura e nella partecipazione delle nuove generazioni. Siamo orgogliosi di accompagnare anche quest’anno oltre 400 giovani in un’esperienza che mette al centro il dialogo, la creatività e la condivisione», dichiara Jacopo Gubitosi, direttore generale di Giffoni.

Organizzato da Planet-M in collaborazione con Giffoni Experience, il festival si conferma uno dei più importanti appuntamenti dedicati al pubblico giovane nell’Europa sud-orientale. L’iniziativa è realizzata con il sostegno della Film Agency of North Macedonia, della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata d’Italia a Skopje, dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado e degli altri partner istituzionali che, anno dopo anno, contribuiscono alla crescita del progetto. Project Manager di Giffoni Macedonia è Marco Cesaro, responsabile del Dipartimento Progetti Speciali.

A testimonianza della forza della rete internazionale costruita da Giffoni, sarà presente anche una delegazione di giovani italiani composta da Chiara Barra, Alessia Cucci, Ileana D’Acunto, Maria Francesca D’Alessandro, Christian D’Arcangelo, Caterina Di Domenico, Ginevra Farina, Nicola Giorgio, Maia Gressani, Vittoria Mammone, Aniello Marrandino e Sara Milione, accompagnati da Erica De Lisio e Damiano La Salvia. I ragazzi saranno ospitati presso famiglie locali, molte delle quali avevano già accolto gli stessi partecipanti durante il loro soggiorno a Giffoni, rafforzando ulteriormente i legami nati grazie al festival.

Quattordici anni dopo la sua nascita, Giffoni Macedonia continua così a rappresentare un modello virtuoso di cooperazione culturale internazionale, capace di mettere i giovani al centro e di costruire, attraverso il cinema, nuove opportunità di dialogo e condivisione.

Musei del Vomero, venerdì 25 settembre 2026 riapre la sezione Navale con il nuovo allestimento alla Certosa di San Martino

Si inaugura domani, venerdì 25 settembre 2026, alla Certosa di San Martino, il nuovo allestimento della sezione Navale con le imbarcazioni settecentesche. 

Dalla terrazza panoramica l'incontro virtuale tra l’antico e il moderno nel primo giorno delle regate preliminari della Louis Vuitton Cup 38a America’s Cup.

All’interno anche un nuovo spazio gaming dove simulare battaglie e manovre e per l’occasione riaprono anche i primi due terrazzamenti panoramici.

Riapre al pubblico dalle ore 14,30 di venerdì 25 settembre 2026 la Sezione Navale della Certosa di San Martino con un nuovo allestimento che offre nuove proposte per la visita, dove tecnologie e contenuti permettono a ciascuno di scegliere come orientarsi, esplorare, comprendere e vivere l’esperienza culturale.

 

A illustrare il progetto saranno il prof. Massimo Osanna, capo dipartimento DIAC del Ministero della Cultura e la direttrice dei Musei Nazionali del Vomero, Almerinda Padricelli.

La posizione della Sezione navale, adiacente alla terrazza del Belvedere affacciata sul golfo di Napoli, consente, di creare un collegamento ideale tra imbarcazioni antiche e gli AC 40 impegnate nella fase preliminare della Louis Vuitton Cup 38a America’s Cup.

Nei due saloni inaugurati nel 1889 sono esposte imbarcazioni settecentesche e modelli in scala che ripercorrono oltre un secolo di storia navale napoletana.

Al piano ammezzato invece è stata realizzata una postazione interattiva di gaming ambientata nel Golfo di Napoli in tre epoche storiche che possono coinvolgere fino a nove giocatori per partita, in un allestimento accessibile anche a bambini e a persone con disabilità motoria.

In quest’occasione saranno riaperti anche il primo e secondo terrazzamento della Certosa, recentemente recuperati, fino alla terrazza della Magnolia.

La sezione Navale sarà accessibile al pubblico dalle ore 14,30 alle 20,00 del 25 settembre e, successivamente, nei consueti orari di apertura della Certosa di San Martino, uno dei tre siti del polo dei Musei Nazionali del Vomero. 

Giornate Europee del Patrimonio al MANN tra tutela e valorizzazione

La Collezione Farnese riapre con la nuova illuminazione, sold out per la serata targata MANNight, visite guidate e concerti in un programma condiviso con il territorio
per le giornate di sabato e domenica.

Per le Giornate Europee del Patrimonio, sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli proporrà al pubblico un fitto calendario di eventi, che seguiranno il fil rouge della manifestazione internazionale: “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”.
Per l’occasione, sarà nuovamente accessibile ai visitatori la collezione Farnese nella sua interezza, dopo i lavori di efficientamento energetico con fondi PNRR all’impianto di illuminazione: nuova luce sui capolavori della statuaria antica, all’insegna della sostenibilità ambientale e della valorizzazione del percorso di visita.
Le iniziative speciali partiranno da sabato mattina con un programma che accoglie anche una delle proposte pervenute al Museo a seguito di una manifestazione di interesse della scorsa primavera per aprire la programmazione culturale al territorio: alle 11.30, sarà in programma “Il cavallo di Troia- L’inganno del destino”, spettacolo a cura di Artenope Ets- Compagnia teatrale I Cavalli Ermeneutici; la performance, con la regia di Vincenzo Bove, ripercorrerà l’ultima notte di Troia nel racconto del Libro II dell’Eneide. Alle ore 16 e alle 17, due visite straordinarie ai laboratori di restauro a cura della responsabile Mariateresa Operetto e dell’archeologa Emanuela Santaniello.
Tutto esaurito per la serata del nuovo appuntamento targato MANNight: un’onda di musica, arte, energia, cultura e divertimento attraverserà le sale del Museo con tante performance site-specific, realizzate in collaborazione con Casa del Contemporaneo e La santissima Community Hub. Per la parte di dj set, a cura di Soul Express Collective, questa settimana ci sarà Fantasie Safari, un dj e digger napoletano specializzato nella ricerca di “rarità sonore”, dalla musica italiana alla world music. 
Domenica 27 settembre, alle 10.30 e alle 12, due appuntamenti imperdibili per visitare la collezione Farnese con la guida dell’archeologa del MANN, Marialucia Giacco; nel pomeriggio, alle 18, concerto a cappella “Degli antichi e de’ moderni”, a cura dell’ensemble La Vaga Aurora- Società Polifonica La Pietrasanta: il maestro Rosario Peluso condurrà gli ascoltatori alla scoperta dei madrigali e delle composizioni polifoniche rinascimentali.
“Le Giornate Europee del Patrimonio sono un’occasione per ricordare a tutti noi come tutela e valorizzazione dei beni culturali siano termini complementari: lavoriamo alacremente per rinnovare il nostro Museo sia dal punto di vista strutturale, sia nel suo modo di comunicare i valori culturali di cui è custode. Proprio il 26 settembre presentiamo al pubblico la nuova illuminazione della Collezione Farnese: energeticamente efficiente e con numerosi possibili scenari di luci grazie ai quali sarà possibile ammirare i dettagli dei nostri capolavori di scultura tra i quali il Toro Farnese. Sono lieto inoltre di annunciare che sono iniziati i lavori di rifacimento della pavimentazione della sezione mosaici e di realizzazione delle strutture di accessibilità per la nuova esposizione del Mosaico di Alessandro, il cui restauro è oramai concluso. Il Museo continua a dialogare con il territorio accogliendo, non a caso nelle Giornate europee del Patrimonio, iniziative proposte da associazioni culturali che nella scorsa primavera abbiamo chiamato a contribuire ai nostri programmi. Quanto la contaminazione tra passato, presente e futuro possa essere una chiave interpretativa di successo lo dimostra il successo delle MANNight, con il sold out del 26 settembre”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano.
Tutte le informazioni sugli eventi delle Giornate Europee del Patrimonio sono disponibili sul sito web museoarcheologiconapoli.it

Notte Europea dei Ricercatori 2026. La rete S.T.R.E.E.T.S. in 10 piazze di Campania e Lazio Meridionale venerdì 25 settembre 2026

S.T.R.E.E.T.S. nelle città di Napoli, Caserta, Cassino, Gaeta, Avellino, Benevento, Portici, Frigento, Pico, Rocca di Cave in occasione della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2026 quale evento associato all’iniziativa MSCA and Citizens dell’Unione Europea. 

Venerdì 25 settembre 2026 ricercatrici e ricercatori incontrano cittadini e studenti in dieci città. E con “La Notte oltre la Notte” il dialogo con le scuole continua durante e dopo la Notte. Ingresso libero, partecipazione gratuita_INFO www.nottedeiricercatori-streets.it

Università, enti di ricerca, istituzioni scientifiche e realtà culturali insieme per portare la ricerca nelle piazze di Campania e Lazio Meridionale. È questa la forza di S.T.R.E.E.T.S., una rete che da quasi un decennio costruisce occasioni di incontro fra ricercatrici, ricercatori, cittadini e studenti e che torna protagonista della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, venerdì 25 settembre 2026.

Alla cordata partecipano l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, l’Università di Napoli L’Orientale, l’Università degli Studi di Salerno, l’Università degli Studi del Sannio, i numerosi Istituti del CNR campani partecipanti alla rete CREO, Le Nuvole ICC, l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, INAF – Osservatorio Astronomico di Capodimonte, INGV – Osservatorio Vesuviano, INFN – Sezione di Napoli e CIRA – Centro Italiano per le Ricerche Aerospaziali, cui si aggiungono l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e la Stazione Zoologica Anton Dohrn. Una comunità di competenze scientifiche, umanistiche e culturali che condivide da quasi dieci anni un obiettivo: avvicinare la ricerca alle persone e raccontare il ruolo che la conoscenza ha nella vita quotidiana e nello sviluppo dei territori.

Il 25 settembre 2026 S.T.R.E.E.T.S. sarà presente a Napoli, Caserta, Cassino, Gaeta, Pico, Portici, Avellino, Benevento, Frigento e Rocca di Cave, trasformando piazze e luoghi della cultura in spazi di incontro con la ricerca. La programmazione si svolge come evento associato all’iniziativa MSCA and Citizens dell’Unione Europea, nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie HORIZON-MSCA-2025-CITIZENS-01 European Researchers Night. Un programma diffuso e multidisciplinare, rivolto a tutte e tutti, nel quale talk interattivi, laboratori, performance teatrali e musicali diventano strumenti per raccontare la ricerca attraverso linguaggi diversi e partecipativi.

Al centro ci sono le ricercatrici e i ricercatori, chiamati a condividere il proprio lavoro non soltanto attraverso parole e numeri, ma attraverso esperienze, storie, dimostrazioni e occasioni di confronto. Il gioco, la cultura pop, la creatività e le arti entrano così nella divulgazione scientifica, con una particolare attenzione alle nuove generazioni. L'obiettivo è portare la ricerca dove le persone si incontrano, fuori dai laboratori e dentro gli spazi della vita quotidiana. Perché la ricerca riguarda tutti: dalle tecnologie che utilizziamo alle trasformazioni dell'ambiente, dalla salute al patrimonio culturale, dalle grandi domande sul futuro alle tante soluzioni che nascono nei territori.

È questa la sfida di S.T.R.E.E.T.S.: progettare attività che sappiano informare, incuriosire e far sperimentare, mettendo il pubblico nelle condizioni di partecipare in prima persona. Un modo di comunicare la scienza che fa dialogare discipline, linguaggi e generazioni e che costruisce un crocevia fra ricerca, cittadinanza e patrimonio.

Per S.T.R.E.E.T.S. la Notte non si esaurisce nella serata del 25 settembre 2026, diversi i post eventi come il «seminario di costruzione di pace» a Veroli (26 settembre) o il RELhub laboratorio diffuso di rigenerazione urbana a Frosinone (ottobre) e Scienza in Piazza a Salerno (ottobre). Inoltre il percorso “La Notte oltre la Notte” porta la proposta S.T.R.E.E.T.S. anche nelle scuole, costruendo occasioni di dialogo fra ricercatrici, ricercatori, insegnanti e studenti durante e dopo la Notte, perché la relazione tra ricerca e scuola non può esaurirsi in un solo incontro. La piazza diventa così il punto di partenza di un dialogo che con i format didattici innovativi di Researchers@School prosegue negli istituti scolastici nel corso dell'intero anno scolastico.

L'evento è promosso con il patrocinio del Ministero dell'Università e della Ricerca. Tutte le attività sono gratuite e ad accesso libero. Il programma completo è disponibile su www.nottedeiricercatori-streets.it. Aggiornamenti e contenuti sono disponibili alle pagine social @nottedeiricercatori-streets su Facebook e Instagram.

Giugliano Pride 2026, prima edizione sabato 26 settembre 2026 a partire dalle ore 16

Tante voci, un percorso comune: diritti, partecipazione, pace e futuro per il territorio.

La prima edizione del Giugliano Pride prenderà il via sabato 26 settembre 2026, a partire dalle ore 16, dalla Stazione della Metropolitana di Giugliano, in via Colonne.

Sarà una manifestazione capace di tenere insieme voci, sensibilità ed esperienze differenti con un obiettivo comune: marciare insieme contro pregiudizi, discriminazioni e disuguaglianze, affermando i valori della dignità, della libertà, della condivisione, dell’amore e della pace.

Il Giugliano Pride nasce dal percorso territoriale sviluppatosi anche intorno al Rainbow Center Giugliano – CAD Napoli Nord, Centro Antidiscriminazione nato grazie a un finanziamento della Regione Campania ottenuto dall’Ambito Territoriale Sociale N14 del Comune di Giugliano in Campania, con il contributo di i Ken APS ETS.

Il Pride è promosso da i Ken APS ETS attraverso un percorso aperto e partecipativo che ha coinvolto il Pride Lab, associazioni, realtà sociali e sindacali, volontarie e volontari e singole persone che hanno scelto di contribuire alla costruzione della manifestazione.

L’iniziativa ha ottenuto il sostegno e il patrocinio morale della Regione Campania, del Comune di Napoli, del Comune di Giugliano in Campania, del Comune di Melito di Napoli e di ANCI Giovani Campania.

Il corteo attraverserà le strade della città fino a Piazza Gramsci, dove sono previsti gli interventi delle organizzazioni aderenti, delle attiviste e degli attivisti e delle diverse realtà che hanno partecipato al percorso.

Ad accompagnare il corteo sarà Rosanna Iannacone, The Voice e DJ selector del Giugliano Pride. Storica speaker radiofonica e DJ, ha legato la propria voce anche a diverse manifestazioni Pride della Campania, unendo musica, comunicazione e impegno contro le discriminazioni.

Il Giugliano Pride non nasce però soltanto come appuntamento del 26 settembre. Fin dall’inizio l’obiettivo è stato quello di costruire uno spazio permanente di partecipazione capace di affrontare anche alcune delle questioni più urgenti del territorio: dalla mobilità e dai trasporti pubblici alla tutela dell’ambiente e al contrasto ai roghi tossici, dalla salute alla scuola e alla cultura, dai beni confiscati all’inclusione e alla lotta contro ogni forma di discriminazione.

Forti e chiare le parole del sindaco di Giugliano, Diego Nicola D’Alterio, che sarà presente al corteo: “Il Pride a Giugliano richiama la nostra città a un principio semplice: ogni persona ha diritto al rispetto, alla libertà e alla piena dignità. Giugliano deve essere una comunità che respinge ogni discriminazione e nella quale nessuno debba nascondersi o sentirsi escluso. Come istituzione abbiamo il dovere di stare dalla parte dei diritti e delle persone”.

L’adesione delle istituzioni giuglianesi è totale in ogni comparto, e ha portato a spianare la strada perché la manifestazione si svolga agevolmente e pacificamente.

Alla testimonianza del sindaco si aggiunge quella di Angela Rosaria Caprio, Dirigente alle Politiche Sociali, Istruzione e Cultura del Comune di Giugliano: “Il 26 settembre l'ATS N14 sfilerà al Giugliano Pride insieme all'Amministrazione comunale per ribadire che l'inclusione e il riconoscimento dei diritti sono fondamentali per un welfare moderno. Un impegno che va oltre i servizi sociali per guidare un profondo cambiamento culturale, essenziale per abbattere pregiudizi, sconfiggere ogni forma di discriminazione e costruire una società realmente aperta, giusta e plurale”.

Alla base del percorso c’è la volontà di costruire una trama comune di valori e obiettivi sufficientemente solida da permettere di camminare insieme e, allo stesso tempo, sufficientemente aperta da consentire alle differenze di continuare a esistere e a convivere.

È questa la logica del Pride Lab, lo spazio di confronto nato intorno al Giugliano Pride e articolato in tavoli tematici aperti alle associazioni, ai movimenti, alle organizzazioni sociali e sindacali, alle istituzioni e alle cittadine e ai cittadini che desiderano contribuire.

L’obiettivo è creare una rete di collaborazioni senza chiedere a nessuno di rinunciare alla propria storia, alla propria autonomia o al proprio linguaggio. Al contrario, la pluralità dei punti di vista rappresenta una ricchezza e può contribuire alla costruzione di risposte più forti ai bisogni del territorio.

“Possiamo condividere un obiettivo senza necessariamente condividere la stessa strada per raggiungerlo. Possiamo avere sensibilità, priorità, culture politiche e forme di attivismo differenti. Queste differenze non devono necessariamente essere risolte. Devono poter convivere”, dichiara Carlo Cremona, attivista storico LGBT+ e socio fondatore di i Ken.

“Marciare insieme non significa pensarla allo stesso modo. Significa riconoscere che, almeno per un tratto di strada, esiste qualcosa di sufficientemente importante da consentirci di camminare gli uni accanto agli altri”.

Questa pluralità non significa neutralità rispetto ai valori fondamentali. Il Giugliano Pride si riconosce nei principi democratici e antifascisti della Costituzione, nella dignità e nell’uguaglianza delle persone, nel ripudio della guerra e nel contrasto al razzismo, all’antisemitismo, all’islamofobia, all’omolesbobitransfobia e a ogni altra forma di discriminazione.

Allo stesso tempo assume il principio “NO PRIDE IN GENOCIDE”, scegliendo di affermare il valore della pace, dell’autodeterminazione dei popoli e della tutela delle popolazioni civili e delle vittime di guerre, persecuzioni, occupazioni, deportazioni, pulizie etniche, genocidi e crimini contro l’umanità, ovunque essi avvengano.

Da questa impostazione nascono anche i tavoli tematici che continueranno a lavorare nei mesi successivi alla manifestazione.

Il corteo del 26 settembre, dunque, non vuole rappresentare un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. Ogni tavolo potrà elaborare documenti e proposte; ogni realtà potrà contribuire alla piattaforma comune o presentare proprie elaborazioni. Posizioni differenti potranno attraversare lo stesso spazio senza essere necessariamente ricondotte a una sintesi artificiale.

In questo spirito il Giugliano Pride ha incontrato anche il Vescovo di Aversa, nel giorno di San Gennaro e San Giuliano, portando avanti un principio semplice: diritti, ambiente e pace appartengono alla stessa battaglia per la dignità delle persone e dei territori.

L’incontro si inserisce nella volontà di mantenere aperti ponti di confronto e dialogo con la Chiesa cattolica e con le altre confessioni e comunità religiose, così come con il mondo della scuola, dell’università, della cultura, del sindacato, dell’associazionismo, dell’impresa sociale e delle istituzioni.

Per il Giugliano Pride, infatti, il 26 settembre è solo l’inizio: un giorno in cui camminare insieme e, soprattutto, il punto di partenza di un lavoro che vuole continuare durante tutto l’anno per rendere il territorio più libero, più inclusivo, più giusto e capace di ascoltare tutte le sue voci.