sabato 2 maggio 2026

La sfogliatella va in tavola: nasce a Napoli il primo codice di abbinamento tra salato, dolce e calice con SfogliateLab al Molo del gusto e Cantina Tizzano

Una svolta culturale prima che gastronomica. SfogliateLab, laboratorio napoletano guidato da Vincenzo Ferrieri e da anni presidio dell’evoluzione della sfogliatella, sigla un’intesa con Cantina Tizzano, azienda vitivinicola recentemente protagonista tra i tanti di Campania stories con visite in vigna, il simbolo dello street food partenopeo oltre la tazzina di caffè e insediarlo, a pieno titolo, nella liturgia del pasto. 
Il progetto si chiama “Carta delle Sfogliatelle”: non una lista, ma un protocollo di degustazione che codifica per la prima volta il dialogo tra impasto friabile, farciture salate e dolci, e le denominazioni del Vesuvio e del Sannio.
L’archetipo della colazione veloce diventa così architettura di servizio. La Carta nasce per scardinare un’abitudine radicata: relegare la sfogliatella al ruolo di mordi-e-fuggi nei vicoli. Ferrieri rivendica invece la complessità tecnica delle versioni rustiche, nate nel suo laboratorio e ormai riferimento per chi indaga il confine tra patisserie e cucina salata.
 Accanto, Giuseppe Tizzano porta in dote una lettura del territorio enologico campano che punta su precisione varietale e identità vulcanica. L’esito è una mappatura ragionata dove ogni sfogliatella trova la propria spalla nel bicchiere, secondo criteri che attingono alla sommellerie classica ma declinati su una materia prima inedita per la tavola.
Sul versante salato il registro è deciso, terragno. La sfogliatella al ragù, con la sua stratificazione di cotture lente e grassezza nobile, chiede struttura e chiama in causa il MARTE Vesuvio DOC Lacryma Christi Rosso: il piedirosso in purezza regge l’impatto del pomodoro e delle tracce carnee senza cedere in acidità. 
Quando il palato vira su note più grasse e affumicate, come nella farcitura con porchetta e patatine o in quella salsicce e friarielli, la risposta è LUNA STELLATA Sannio DOP Aglianico. Tannino misurato, speziatura fine, allungo sapido: l’abbinamento lavora per contrasto e pulizia. Più delicato il fronte mare.
 La combinazione provola, zucchine e gamberi trova sponda nel TERRA Sannio DOP Coda di Volpe, bianco che gioca su freschezza e ritorni agrumati per sostenere la dolcezza del crostaceo e contenere la lattica del formaggio. Per l’aperitivo e le farciture iodate o vegetali di minor peso, la scelta ricade sul Vincè Premier Wine: espressione secca del Monte Somma, bouquet floreale, bocca tesa e mineralità vulcanica che asciuga e rilancia il sorso.
Il capitolo dolce applica il principio della concordanza, regola aurea della sommellerie da dessert. Qui il registro cambia: la dolcezza non si contrasta, si accompagna.
Le interpretazioni al cioccolato, al bacio e al caffè incontrano il Giuseppe Tizzano Rosso Premium Wine, da vendemmia tardiva. Il frutto rosso maturo, la densità glicerica e il residuo zuccherino naturale costruiscono un ponte diretto con le note tostate e burrose della sfoglia, evitando l’effetto stridente che un secco produrrebbe su un finale di pasto.
“L’obiettivo è restituire alla sfogliatella la dignità di piatto gastronomico, capace di sostenere il confronto con le grandi espressioni vitivinicole della Campania”, sintetizzano Ferrieri e Tizzano. 
L’operazione, al di là del valore promozionale, pone una questione di metodo: codificare abbinamenti significa riconoscere alla patisserie salata uno statuto tecnico e culturale autonomo, misurabile nel bicchiere. Napoli, da oggi, ha la sua prima grammatica ufficiale per servire la sfogliatella a tavola.

Aversa accoglie Quiet, il locale che sussurra l'essenza della pizza partenopea contemporanea, elevando l'arte bianca a dialogo tra tradizione e misura essenziale

In un panorama ristorativo spesso assordato da eccessi, Quiet si distingue inaugurando a Via Atellana 47b un concept sobrio e ambizioso, guidato dai fratelli Vincenzo, Armando e Alfredo Fumo.

Aperto di recente con una degustazione riservata alla stampa prima dell'inaugurazione ufficiale del 30 aprile 2026, il locale propone un percorso che intreccia cucina d'autore, pizze artigianali e bevande territoriali, senza mai alzare i toni. 

Qui, la memoria gastronomica campana si trasforma in piatti precisi, dove la sottrazione esalta la sostanza.
Impasti e Maestria

L'area pizza, affidata ad Alfredo Fumo, rappresenta il cuore pulsante del progetto, con impasti a base di farine tipo 1 lievitati per 48 ore che donano al cornicione profondità e riconoscibilità unica.

La Margherita, pietra di paragone imprescindibile, si affianca alla "Tutta nata storia", creazione emblematica che celebra le radici partenopee attraverso topping selezionati e tecnica raffinata.

Accompagnate da birra artigianale San Pietro Triple, queste creazioni invitano a una convivialità autentica, asciutta e memorabile.

Percorso Degustazione
Il viaggio inizia con un bignè di baccalà mantecato, glassato con papaccelle e cenere di olive, abbinato a un Quiet Spritz all'Asprinio di Aversa – 30 Pioli, che infonde freschezza territoriale. 

Fritti come melanzana a pullastiello e carciofi 'ndurati precedono l'antipasto di polpo, seppia, giardiniera e chips di patata viola, mentre paccheri al ragù di gallinella e baccalà in panatura con scarola riccia segnano i picchi di una cucina consapevole. 

Felice Scarano, chef con oltre un decennio di esperienza internazionale, orchestra il tutto con pulizia e rispetto per gli ingredienti meridionali.

La sfogliatella scomposta Quiet chiude in armonia, reinterpretando un'icona napoletana con leggerezza creativa, sorseggiata con Amaro delle Monache e caffè Kenon.

L'ambiente, con colonne sonore da Pino Daniele a jazz lounge, e fornitori come Perrella Distribuzione, completa un'ospitalità che avvolge dall'alba al dopo cena. 

Quiet non urla: convince con un ritmo che chiama a tornare, rendendo Aversa tappa obbligata per gli amanti dell'arte bianca autentica.

"Senza Fine", Emilia Zamuner celebra Ornella Vanoni e Gino Paoli al Teatro Diana lunedì 4 maggio 2026

Concerto al Teatro Diana lunedì 4 maggio





Un viaggio raffinato tra Jazz, Bossa Nova, sentimento e la grande canzone d’autore.

Un omaggio accorato e originale a due icone assolute della musica italiana come Ornella Vanoni e Gino Paoli, .

"Senza Fine", il concerto di Emilia Zamuner in programma lunedì 4 maggio alle ore 20.30 al Teatro Diana di Napoli, è tutto questo.

Emilia Zamuner, voce tra le più apprezzate e versatili del panorama jazz internazionale, rileggerà sul palco del Teatro Diana i grandi classici della musica italiana insieme al suo quintetto formato da Enrico Valanzuolo (tromba), Francesco Scelzo (chitarra), Massimo Del Pezzo (batteria), Andrè Ferreira (contrabbasso) e Paolo Zamuner (tastiere), in un concerto nel quale il jazz incontra la canzone.

"Senza Fine" non è una semplice esecuzione di brani celebri, ma una rielaborazione profonda nella quale le atmosfere della Bossa Nova e le improvvisazioni del Jazz si fondono con la poetica senza tempo di Gino Paoli e la cifra interpretativa di Ornella Vanoni. Da “Sapore di sale” a “L’appuntamento”, il pubblico sarà guidato in un percorso emozionale che unisce Napoli, Genova e il Brasile.

Fra gli ospiti della serata Viscardi e Giada de Prisco, Federico di Napoli, Sabba e Roberta Zamuner.



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Biglietti: € 15in prevendita al seguente link

https://www.vivaticket.com/it/ticket/emilia-zamuner-quintet-senza-fine/299569



Ridotti: € 10 per gli abbonati della Fondazione Napolitano, dei Teatri Diana e Acacia e del cineforum Plaza , in prevendita al seguente link:

https://www.fondazionenapolitano.com/dettagli-e-registrazioni/senza-fine-dove-jazz-bossa-e-canzoni-incontrano-paoli-e-vanoni